4 La gestione dell’I/O 4 4.1 4.2 4.3 4.4 4.5 4.6 La gestione dell'I/O Prestazioni e generalità Modelli di funzionamento Dischi magnetici Video e audio Dispositivi di ingresso Gestione software Bus standard Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 196 4 Prestazioni e generalità prestazioni Le prestazioni dell’I/O si misurano con: tempo di risposta (o di latenza), che rappresenta l’intervallo di tempo tra quando una richiesta di I/O è stata inoltrata al momemento in cui è stata soddisfatta banda passante (o throughput), che rappresenta il numero medio di operazioni di I/O soddisfabili nell’unità di tempo La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 197 4 Prestazioni e generalità generalità le prestazioni delle CPU raddoppiano ogni 1-2 anni le capacità delle DRAM raddoppiano ogni 2-3 anni le capacità degli hard disk raddoppiano ogni 3 anni le prestazioni dell’I/O sono legate a problemi meccanici e migliorano del 10% annuo le prestazioni generali dei calcolatori aumentano poco per il collo di bottiglia dell’I/O La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 198 4.1 Modelli di funzionamento modello di coda 1 Generalmente un sistema di I/O è rappresentabile con un modello produttore/consumatore caratterizzato da una coda di buffer per ammortizzare le diverse velocità. coda produttore La gestione dell'I/O consumatore Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 199 4.1 Modelli di funzionamento modello di coda 2 per avere un basso tempo di risposta la coda deve essere vuota ed il consumatore deve essere libero per avere una banda passante elevata la coda non deve mai essere vuota ed il consumatore non deve mai essere inoperoso La gestione dell'I/O tempo di risposta [ms] 300 200 100 0 0 50 100 banda passante [%] Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 200 4.1 Modelli di funzionamento modello di coda 3 Mentre il tempo di risposta non è facilmente migliorabile, la banda passante può essere aumentata duplicando i dispositivi consumatore produttore consumatore La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 201 4.2 Dischi magnetici dischi magnetici 1 memoria secondaria o di livello inferiore adibiti alla memorizzazione permanente grande capacità e relativa lentezza floppy disk – facilmente traportabili e di costo contenuto hard disk – più capienti, più veloci, più piatti in parallelo La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 202 4.2 Dischi magnetici dischi magnetici 2 diametro dei piatti: da 1”1/4 a 14” capacità: da 1 a 5 GB num. tracce: da 500 a 5000 piatti: da 1 a 8 num. settori: da 17 a 200 capacità settore: tip. 512 byte traccia RPM: da 3600 (tip.) a 7200 settore tip. velocità angolare costante gap cilindro testina La gestione dell'I/O piatto numero settore Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo dati CRC 203 4.2 Dischi magnetici dischi magnetici 3 TA = tempo medio di risposta (access time) TA = TS + TL TS = tempo di spostamento delle testine sopra la traccia desiderata (seek time) 5-20 ms, difficilmente riducibile TL = arrivo del settore sotto la testina (latency time) dipende dalla velocità di rotazione, esempio: RPM=3600 RPS=60 1 rot. 16ms TL=8ms La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 204 4.2 Dischi magnetici dischi magnetici 4 La banda passante dipende da: dimensione dell’unità minima trasferita (settore o cluster) velocità di rotazione dei piatti densità di memorizzazione dispositivi di cache integrati tipicamente va da 2 a 15-40 MByte/sec. La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 205 4.2 Dischi magnetici nastri magnetici usano la stessa tecnologia di memorizzazione sono di natura sequenziale lunghezza “illimitata” e minor throughput rimovibile adatta al backup di archivi e/o interi sistemi tecnologia emergente: Rotating head Digital Audio Tape (R-DAT) La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 206 4.2 Dischi magnetici dischi ottici 1 rimovibili, economici e veloci se a sola lettura preferiti dai produttori perché la riproduzione è ancora costosa La gestione dell'I/O CDROM dim. 5”1/4 capacità 0,6 GB £ supp. 3 K £ drive 200 K accesso R Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo nastro 8mm 5 GB 50 K 400 K R/W 207 4.2 Dischi magnetici dischi ottici 2 si basano su di un’unica spirale (dal centro) la rotazione avviene a velocità angolare costante (nei più recenti ad accelerazione angolare costante) ogni frame può avere il proprio CRC possono essere riprodotti dai costruttori, e quindi la produzione di massa è molto economica La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 208 4.3 Video e audio risoluzioni tubo a raggi catodici risoluzione = M pixel_per_linea x N linee_di_scansione (640 x 480), (800 x 600), (1280 x 1024) mappa video di un’immagine (frame) testo: 80 col x 25 rig x 2 attrib. [byte] B/N: 1 bit x pixel 256 col: 8 bit x pixel 16M col: 24 bit x pixel [R + G + B] La gestione dell'I/O alcuni sistemi adottano la trasparenza come quarto colore (alpha): A = 0 nessuna immag. A = 1 immagine opaca 0<A<1 vari livelli di trasparenza Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 209 4.3 Video e audio raster L’immagine viene riprodotta mediante scansione per righe orizzontali e successiva ritraccia veloce. La scansione televisiva [TV] scompone il frame in due semiquadri interlacciati composti rispettivamente dalle righe dispari e pari. La frequenza dei semiquadri è di 50 Hz. Per evitare semiquadri N linee diversi conviene partire da immagini distinte per ciascun semiquadro. M pixel La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 210 4.3 Video e audio palette o color map il frame buffer in grafica a 16M colori vale: M pixel_per_linea x N linee x C bit_colore 800 x 600 x 24 = 1,44 MByte (SVGA) 1280 x 1024 x 24 = 3,84 MByte (XVGA) per ridurlo si ricorre ad una palette di colori palette da 256 colori tra i 16M disponibili frame buffer = 800 x 600 x 8 = 0,48 MByte (XVGA frame buffer=1,28 Mbyte) palette = 256 x 24 = 768 Byte La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 211 4.3 Video e audio VRAM 1 Poiché lo schermo deve essere rinfrescato 50 (in USA 60) volte al secondo, il bandwidth B richiesto alla memoria (per un XVGA anche adottando una palette) vale B = frame_buffer x numero_di_frame = 1,28 MB x 50 = 62 MB/sec che richiede una memoria a 4 byte di parola e un tempo di trasferimento inferiore ai 10 ns ! La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 212 4.3 Video e audio VRAM 2 VRAM (Video RAM) la colonna della RAM è costituita da M bit ha due porte di acceso: – l’accesso del monitor avviene tramite uno shift register che manipola un’intera colonna per volta (alto throughput) – l’accesso del calcolatore avviene tradizionalmente (throughput normale) La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 213 4.3 Video e audio VRAM 3 bandwidth normale <10 MBps 62 MBps accesso normale Data Bus La gestione dell'I/O palette VRAM accesso seriale monitor XVGA 1280 x 1024 16M di colori Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 214 4.3 Video e audio doppio buffer Anche adottando VRAM, l’accesso normale della CPU deve essere contenuto, altrimenti l’operazione viene interrotta per avviare il trasferimento seriale prioritario Per evitare il fenomeno del flickering (refresh mentre la nuova immagine non è ancora completata) si utilizzano due frame buffer distinti, il front buffer per l’accesso verso il crt ed il back buffer per la scrittura della nuova immagine da parte della CPU, e poi swap dei due buffer ad ogni modifica. La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 215 4.3 Video e audio piani sovrapposti Per velocizzare la scrittura si possono adottare più piani di disegno (overlay plans) e poi fonderli assieme solo in ingresso al crt. Questa tecnica è molto vantaggiosa se si ha uno sfondo sempre uguale su cui si muovono oggetti di dimensioni contenute, ma poco efficiente quando una modifica deve essere riportata su più piani. Utilizzata in workstation grafiche associando al piano di sfondo un video. La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 216 4.3 Video e audio accelerazione BITBLT La CPU non è in grado di aggiornare un frame intero in 1/50 sec, anche con operazioni elementari. Si può attribuire direttamente all’integrato di visualizzazione una modesta capacità elaborativa e imponendo che il nuovo frame venga ottenuto dal precedente . raster sorgente L’operazione booleana raster BIT BLT risultato raster svolta dal BITBLT può destinazione essere AND, OR, XOR... La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 217 4.3 Video e audio frequenza di campionamento 1 è basato su conversioni A/D e D/A per il teorema di Shannon per riprodurre un segnale di banda B è necessaria una frequenza di campionamento (sample rate) almeno doppia bit per campione 8 buon audio ma suono di qualità scarsa 12 suono discreto 16 suono di qualità CD La gestione dell'I/O frequenza di campionamento 8 KHz segnale telefonico 16 KHz segnale radio AM 32 KHz segnale radio FM 44.1 KHz audio di livello CD Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 218 4.3 Video e audio frequenza di campionamento 2 Calcoliamo l’occupazione di suono di buon livello: frequenza di campionamento = 44,1 KHz bit per campione = 16 bit due canali stereo memoria/sec = 44,1 x 16 x 2 = 176,4 Kbyte/sec (coincide con il transfer rate di un CD X1) La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 219 4.4 Dispositivi d’ingresso tastiera il layout dei tasti deve essere programmabile per supportare diversi linguaggi e simboli l’attribuzione del codice al tasto avviene in due fasi ( tasto scan_code ASCII_code) il numero di tasti cresce in base all’uso (tastierino numerico, tasti funzioni, tasti cursore, tasti speciali), sviluppo di tastiere ergonomiche utilizzano un controllore 5 1 1 clock 3 data dedicato e un collegamento 2 2 ground 4 Vcc 4 seriale a 5 poli 5 reset 3 La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 220 4.4 Dispositivi d’ingresso mouse il mouse è stato inventato come sistema di puntamento più di 30 anni fa, ma si è diffuso solo con l’avvento dei sistemi operativi a finestre e delle icone ci sono almeno tre tipi di mouse: – mouse meccanico – mouse ottico – mouse senza fili La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 221 4.4 Dispositivi d’ingresso mouse meccanico 1 il movimento del palmo della mano causa la rotazione della pallina posizionata sul fondo la rotazione della pallina determina la rotazione di Y due ruote forate che codificano gli spostamenti xy la risoluzione va da 200 a 600 dpi, statica o dinaX mica La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 222 4.4 Dispositivi d’ingresso mouse meccanico 2 la rotazione della pallina del mouse determina da parte dei due rivelatori la generazione di due quantità di impulsi proporzionali agli spostamenti lungo i due assi ortogonali queste quantità rappresentano lo spostamento relativo del puntatore e vengono acquisite periodicamente dalla CPU, che modifica di conseguenza la posizione dell’icona sullo schermo la pressione di uno o più pulsanti del mouse può essere utilizzata per discriminare il comportamento del software La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 223 4.4 Dispositivi d’ingresso mouse ottico dotato di un emettitore-rivelatore ottico e di una superficie di appoggio con griglia di riferimento, sfrutta la riflessione del dispositivo sulla superficie più costoso di quello meccanico, ma più accurato e sicuramente più affidabile nel tempo La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 224 4.4 Dispositivi d’ingresso evoluzioni numero di pulsanti variabile da 1 a 3 possibilità di più operazioni a livello software (click, doppio click, drug and drop) ed a livello hardware (IntelliMouse della MicroSoft) il problema dei mancini il trackball e il touchpad La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 225 4.5 Gestione software classificazione Il metodo di gestione dell’I/O dipende dal tempo di risposta del dispositivo I/O lenti rispetto alla CPU I/O della stessa velocità della CPU I/O più veloci della CPU I/O con velocità variabile La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 226 4.5 Gestione software periferiche molto lente necessità di bufferizzazione e di rendere asincroni il processo di I/O dalla sua gestione – dimensionamento dei buffer – gestione dell’I/O via polling, per dare la precedenza al software – gestione dell’I/O via interrupt, per dare la precedenza all’evento di I/O La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 227 4.5 Gestione software periferiche veloci non richiedono particolari accorgimenti in quanto i tempi di risposta sono confrontabili a quelli della CPU – richiedono un buffer minimo, di qualche transizione, solo per svincolare l’evento di I/O dalla gestione – possono essere adottate sia la tecnica del polling che quella dell’interrupt, con prestazioni confrontabili La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 228 4.5 Gestione software periferiche molto veloci richiedono bufferizzazione e trasferimento diretto tra periferica e memoria – gestione dell’I/O via DMA – il controllo del bus non unicamente alla CPU – necessità di bus molto veloci La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo è demandato 229 4.5 Gestione software gestione polling la CPU ciclicamente interroga la periferica (funzionamento asincrono con registri intermedi di stato e di dati) – la CPU ha il controllo totale dell’I/O – la CPU dedica gran parte del suo tempo per il controllo dell’I/O, spesso inutile se la periferica è molto più lenta La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 230 4.5 Gestione software overhead polling F = clock della CPU = 200 MHz NP = numero cicli macchina per un polling = 200 NL = numero letture al secondo = – mouse = 30 – floppy = 50 KB/sec e bus a 16 bit = 25.000 – hard disk = 4 MB/sec e bus a 32 bit = 1.000.000 PO = percentuale di overhead = NL x NP / F [%] mouse = 0,003 % FD = 2,5 % HD = 100 % La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 231 4.5 Gestione software gestione interrupt 1 la CPU e l’I/O operano indipendentemente, e quando dovono comunicare l’I/O richiama l’attenzione della CPU emettendo un interrupt –solo l’I/O emette interrupt, sia in input che in output –tutte le periferiche fanno capo ad una sola linea, e quindi si creano problemi di riconoscimento dell’interrupt e della loro priorità (PIC controller) La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 232 4.5 Gestione software gestione interrupt 2 –la CPU termina l’istruzione in corso –la CPU avvia un ciclo di riconoscimento dell’interrupt –la CPU salva nello stack il contesto minimo –la CPU passa il controllo alla routine di interrupt la routine di interrupt salva il contesto proprio nello stack svolge l’operazione di I/O la routine di interrupt ripristina il contesto proprio –la CPU ripristina il contesto minimo –la CPU restituisce il controllo al programma originario La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 233 4.5 Gestione software overhead interrupt F = clock della CPU = 200 MHz NP = numero cicli macchina per un interrupt = 300 = per trasferire un cluster da 512 Byte = 2860 NL = numero interrupt al secondo = – mouse = 30 – floppy = 50 KB/sec 1 cluster = 100 – hard disk = 4 MB/sec 1 cluster = 8.000 PO = percentuale di overhead = NL x NP / F [%] mouse = 0,004 % FD = 0,1 % HD = 9 % La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 234 4.5 Gestione software gestione DMA 1 la memoria e l’I/O vengono messi in contatto diretto, ed i dati passano senza transitare per la CPU, per mezzo di un bus controller dedicato –solo per periferiche molto veloci e in grado di trasferire blocchi consistenti di dati La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 235 4.5 Gestione software gestione DMA 2 la CPU inizializza il DMA fornendo il numero di dati da trasferire, l’indirizzo della prima cella di memoria interesssata, l’indirizzo della periferica interessata la CPU rilascia il bus – il DMA controller prende possesso del bus – il DMA gestisce il trasferimento tra memoria e I/O – il DMA passa il controllo del bus alla CPU la CPU riprende le normali operazioni La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 236 4.5 Gestione software overhead DMA F = clock della CPU = 200 MHz NP = cicli macchina per inizializzare il DMA = 800 per trasferire un cluster da 512 Byte = 1024 NL = numero transfer DMA al secondo = – floppy = 50 KB/sec 1 cluster = 100 – hard disk = 4 MB/sec 4 cluster = 1.000 PO = percentuale di overhead = NL x NP / F [%] FloppyDisk = 0,09 % HardDisk = 0,9 % La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 237 4.6 Bus standard generalità linee condivise che permettono lo scambio parallelo di informazioni tra dispositivi diversi ad un costo contenuto assicurano una facile espandibilità e intercambiabilità tra sistemi analoghi possono rappresentare un collo di bottiglia e sono limitati nel throughput dal dispositivo più lento tra quelli connessi La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 238 4.6 Bus standard composizione Il bus è generalmente composto da linee per il trasferimento delle informazioni dati, linee per il controllo del trasferimento dei dati di indirizzi, comandi codificati handshake, di direzione, di lunghezza,di tipo, ... linee di utilità di sistema clock, La gestione dell'I/O power down, reset, interrupt, bus request, ... Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 239 4.6 Bus standard modalità di trasferimento 1 Il trasferimento dati richiede due fasi invio dell’indirizzo (il master), e poi (scrittura) emissione contemporanea del dato o (lettura) acquisizione ritardata del dato da parte dello slave attivato Il trasferimento dati può avvenire in modalità sincrona (tutti alla stessa velocità) modalità asincrona (velocità diversificate) La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 240 4.6 Bus standard modalità di trasferimento 2 bus asincroni – più flessibile ed in grado di soddisfare dispositivi con throughput molto diversi – si adegua alle evoluzioni tecnologiche dell’I/O – i protocolli di gestione sono più complessi, introducono più overhead, e sono più lenti bus sincroni – la rigidità di un unico clock impedisce upgrade La gestione dell'I/O throughput + bus asincroni bus sincroni - - Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo + I/O diversi 241 4.6 Bus standard larghezza di banda La larghezza di banda di un bus dipende da: la dimensione della parola trasferita in un unico ciclo l’adozione di tecniche di multiplazione tra dati e/o indirizzi per ridurre il numero totale di linee fisiche la capacità di trasferire blocchi di dati caratterizzati dall’indirizzo iniziale e dalla lunghezza La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 242 4.6 Bus standard tipi di bus 1 In un’architettura tipica troviamo tre tipi di bus: bus interno per il trasferimento dati tra memoria e CPU – deve essere veloce, ottimizzare il throughput tra memoria e CPU, è di estensione limitata e spesso proprietario o non standard bus esterno per l’interfacciamento di I/O – è regolato da standard commerciali, generalmente più lento e previsto per maggiori lunghezze, il throughput di lavoro non è noto a priori La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 243 4.6 Bus standard tipi di bus 2 bus unico di trasferimento tra CPU, memoria ed I/O – assicura una maggiore standardizzazione, è una soluzione economica ma generalmente più lenta – non permette parallelismo operativo – applicata nei PC La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 244 4.6 Bus standard architetture a più bus memory bus I/O bus CPU memoria bus adapter I/O I/O es. PCI bus+ EISA bus es. SCSI CPU memoria contr. La gestione dell'I/O bus adapter B.A. B.A. I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo I/O I/O I/O 245 4.6 Bus standard soluzione tipica bus di I/O asincrono CPU cache memoria bus adapter I/O I/O bus di memoria sincrono La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 246 4.6 Bus standard modalità di accesso lo scambio avviene sempre in modalità master-slave l’architettura più semplice prevede un solo master, la CPU quando più dispositivi possono fungere da master, si adottano tecniche di arbitraggio – arbitraggio centralizzato – arbitraggio daisy chain – arbitraggio distribuito La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 247 4.6 Bus standard PCI bus di tipo backplane basato su connessioni a scheda ampiezza di parola: 32 (64 nella versione 2) indirizzi e dati vengono multiplati più master ad arbitraggio centralizzato trasferimenti sincroni a 33 MHz (o 66MHz) larghezza di banda teorica: 111 MB/sec lunghezza massima 0,5 m al massimo 32 dispositivi numero linee: 124 (o 188) La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 248 4.6 Bus standard SCSI bus di tipo I/O basato su connessioni a cavo ampiezza di parola: 8 - 16- 32 (wide SCSI) indirizzi e dati vengono multiplati più master ad arbitraggio distribuito trasferimenti sincroni a 5 MHz (o asincroni fino a 10MHz in fast SCSI) larghezza di banda teorica: 5 - 40 MB/sec lunghezza massima 25 m numero linee: 50 La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 249 4.6 Bus standard VME bus di tipo backplane su connessioni a scheda ampiezza di parola: 16 - 32 - 64 indirizzi e dati vengono multiplati più master ad arbitraggio daisy chain trasferimenti asincroni larghezza di banda teorica: 13 - 25 MB/sec lunghezza massima 0,5 m numero massimo di dispositivi: 21 numero linee: 128 La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 250 4.6 Bus standard IDE bus di tipo I/O su connessioni a scheda ampiezza di parola: 16 indirizzi e dati non multiplati master singolo trasferimenti asincroni larghezza di banda teorica: MB/sec lunghezza massima 18 “ (circa 0,5 m) numero massimo di dispositivi: 2 numero linee: 40 La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 251 4.6 Bus standard ISA-16 bus di tipo I/O su connessioni a scheda ampiezza di parola: 16 indirizzi e dati non multiplati master singolo trasferimenti sincroni a 8,33 MHz larghezza di banda teorica: 20 MB/sec lunghezza massima 18 “ (circa 0,5 m) numero linee: 98 La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 252 4.6 Bus standard EISA bus di tipo I/O su connessioni a scheda ampiezza di parola: 16 - 32 indirizzi e dati non multiplati master singolo trasferimenti sincroni a 8,33 MHz larghezza di banda teorica: 33 MB/sec lunghezza massima 18 “ (circa 0,5 m) numero linee: 98 / 100 La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 253 4.6 Bus standard VESA bus di tipo I/O su connessioni a scheda ampiezza di parola: 32 indirizzi e dati non multiplati più master ad arbitraggio centralizzato trasferimenti asincroni larghezza di banda teorica: 25 MB/sec lunghezza massima 18 “ (circa 0,5 m) numero linee: 116 La gestione dell'I/O Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo 254