4 La gestione dell’I/O
4
4.1
4.2
4.3
4.4
4.5
4.6
La gestione dell'I/O
Prestazioni e generalità
Modelli di funzionamento
Dischi magnetici
Video e audio
Dispositivi di ingresso
Gestione software
Bus standard
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
196
4 Prestazioni e generalità
prestazioni
Le prestazioni dell’I/O si misurano con:
 tempo di risposta (o di latenza), che
rappresenta l’intervallo di tempo tra quando
una richiesta di I/O è stata inoltrata al
momemento in cui è stata soddisfatta
 banda
passante (o throughput), che
rappresenta il numero medio di operazioni
di I/O soddisfabili nell’unità di tempo
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
197
4 Prestazioni e generalità
generalità





le prestazioni delle CPU raddoppiano ogni 1-2 anni
le capacità delle DRAM raddoppiano ogni 2-3 anni
le capacità degli hard disk raddoppiano ogni 3 anni
le prestazioni dell’I/O sono legate a problemi
meccanici e migliorano del 10% annuo
le prestazioni generali dei calcolatori aumentano
poco per il collo di bottiglia dell’I/O
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
198
4.1 Modelli di funzionamento
modello di coda 1
Generalmente un sistema di I/O è rappresentabile con un modello produttore/consumatore
caratterizzato da una coda di buffer per
ammortizzare le diverse velocità.
coda
produttore
La gestione dell'I/O
consumatore
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
199
4.1 Modelli di funzionamento
modello di coda 2


per avere un basso tempo
di risposta la coda deve
essere vuota ed il
consumatore deve essere
libero
per avere una banda
passante elevata la coda
non deve mai essere vuota
ed il consumatore non
deve mai essere inoperoso
La gestione dell'I/O
tempo di risposta [ms]
300
200
100
0
0
50
100
banda passante [%]
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
200
4.1 Modelli di funzionamento
modello di coda 3
Mentre il tempo di risposta non è facilmente
migliorabile, la banda passante può essere
aumentata duplicando i dispositivi
consumatore
produttore
consumatore
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
201
4.2 Dischi magnetici
dischi magnetici 1




memoria secondaria o di livello inferiore
adibiti alla memorizzazione permanente
grande capacità e relativa lentezza
floppy disk
– facilmente traportabili e di costo contenuto

hard disk
– più capienti, più veloci, più piatti in parallelo
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
202
4.2 Dischi magnetici
dischi magnetici 2
diametro dei piatti: da 1”1/4 a 14”
capacità: da 1 a 5 GB
num. tracce: da 500 a 5000
piatti: da 1 a 8
num. settori: da 17 a 200
capacità settore: tip. 512 byte
traccia
RPM: da 3600 (tip.) a 7200
settore
tip. velocità angolare costante
gap
cilindro
testina
La gestione dell'I/O
piatto
numero settore
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
dati
CRC
203
4.2 Dischi magnetici
dischi magnetici 3
TA = tempo medio di risposta (access time)
TA = TS + TL
TS = tempo di spostamento delle testine
sopra la traccia desiderata (seek time)
5-20 ms, difficilmente riducibile
TL = arrivo del settore sotto la testina (latency time)
dipende dalla velocità di rotazione, esempio:
RPM=3600  RPS=60  1 rot. 16ms TL=8ms
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
204
4.2 Dischi magnetici
dischi magnetici 4
La banda passante dipende da:
 dimensione dell’unità minima trasferita
(settore o cluster)
 velocità di rotazione dei piatti
 densità di memorizzazione
 dispositivi di cache integrati
tipicamente va da 2 a 15-40 MByte/sec.
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
205
4.2 Dischi magnetici
nastri magnetici






usano la stessa tecnologia di memorizzazione
sono di natura sequenziale
lunghezza “illimitata” e minor throughput
rimovibile
adatta al backup di archivi e/o interi sistemi
tecnologia emergente: Rotating head Digital
Audio Tape (R-DAT)
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
206
4.2 Dischi magnetici
dischi ottici 1


rimovibili, economici e veloci
se a sola lettura
preferiti dai produttori perché la
riproduzione è
ancora costosa
La gestione dell'I/O
CDROM
dim.
5”1/4
capacità 0,6 GB
£ supp. 3 K
£ drive 200 K
accesso R
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
nastro
8mm
5 GB
50 K
400 K
R/W
207
4.2 Dischi magnetici
dischi ottici 2




si basano su di un’unica spirale (dal centro)
la rotazione avviene a velocità angolare
costante (nei più recenti ad accelerazione
angolare costante)
ogni frame può avere il proprio CRC
possono essere riprodotti dai costruttori, e
quindi la produzione di massa è molto
economica
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
208
4.3 Video e audio
risoluzioni
tubo a raggi catodici
risoluzione = M pixel_per_linea x N linee_di_scansione
(640 x 480), (800 x 600), (1280 x 1024)
mappa video di un’immagine (frame)
testo: 80 col x 25 rig x 2 attrib. [byte]
B/N: 1 bit x pixel
256 col: 8 bit x pixel
16M col: 24 bit x pixel [R + G + B]
La gestione dell'I/O
alcuni sistemi adottano
la trasparenza come
quarto colore (alpha):
A = 0 nessuna immag.
A = 1 immagine opaca
0<A<1  vari livelli
di trasparenza
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
209
4.3 Video e audio
raster
L’immagine viene riprodotta mediante scansione per
righe orizzontali e successiva ritraccia veloce.
La scansione televisiva [TV] scompone il frame in due
semiquadri interlacciati composti rispettivamente dalle
righe dispari e pari.
La frequenza dei semiquadri è di 50 Hz.
Per evitare semiquadri N linee
diversi conviene partire
da immagini distinte per
ciascun semiquadro.
M pixel
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
210
4.3 Video e audio
palette o color map

il frame buffer in grafica a 16M colori vale:
M pixel_per_linea x N linee x C bit_colore
800 x 600 x 24 = 1,44 MByte (SVGA)
1280 x 1024 x 24 = 3,84 MByte (XVGA)

per ridurlo si ricorre ad una palette di colori
palette da 256 colori tra i 16M disponibili
frame buffer = 800 x 600 x 8 = 0,48 MByte
(XVGA frame buffer=1,28 Mbyte)
palette = 256 x 24 = 768 Byte
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
211
4.3 Video e audio
VRAM 1
Poiché lo schermo deve essere rinfrescato 50
(in USA 60) volte al secondo, il bandwidth B
richiesto alla memoria (per un XVGA anche
adottando una palette) vale
B = frame_buffer x numero_di_frame =
1,28 MB x 50 = 62 MB/sec
che richiede una memoria a 4 byte di parola e
un tempo di trasferimento inferiore ai 10 ns !
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
212
4.3 Video e audio
VRAM 2


VRAM (Video RAM)
la colonna della RAM è costituita da M bit
ha due porte di acceso:
– l’accesso del monitor avviene tramite uno shift
register che manipola un’intera colonna per
volta (alto throughput)
– l’accesso del calcolatore avviene tradizionalmente (throughput normale)
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
213
4.3 Video e audio
VRAM 3
bandwidth
normale
<10 MBps
62 MBps
accesso
normale
Data
Bus
La gestione dell'I/O
palette
VRAM
accesso
seriale
monitor XVGA
1280 x 1024
16M di colori
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
214
4.3 Video e audio
doppio buffer
Anche adottando VRAM, l’accesso normale della CPU
deve essere contenuto, altrimenti l’operazione viene
interrotta per avviare il trasferimento seriale prioritario
Per evitare il fenomeno del flickering (refresh mentre
la nuova immagine non è ancora completata) si
utilizzano due frame buffer distinti, il front buffer per
l’accesso verso il crt ed il back buffer per la scrittura
della nuova immagine da parte della CPU, e poi swap
dei due buffer ad ogni modifica.
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
215
4.3 Video e audio
piani sovrapposti
Per velocizzare la scrittura si possono adottare più
piani di disegno (overlay plans) e poi fonderli assieme
solo in ingresso al crt.
Questa tecnica è molto vantaggiosa se si ha uno sfondo
sempre uguale su cui si muovono oggetti di dimensioni
contenute, ma poco efficiente quando una modifica
deve essere riportata su più piani.
Utilizzata in workstation grafiche associando al piano
di sfondo un video.
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
216
4.3 Video e audio
accelerazione BITBLT
La CPU non è in grado di aggiornare un frame intero
in 1/50 sec, anche con operazioni elementari.
Si può attribuire direttamente all’integrato di
visualizzazione una modesta capacità elaborativa e
imponendo che il nuovo frame venga ottenuto dal
precedente .
raster
sorgente
L’operazione booleana
raster
BIT BLT
risultato
raster
svolta dal BITBLT può
destinazione
essere AND, OR, XOR...
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
217
4.3 Video e audio
frequenza di campionamento 1


è basato su conversioni A/D e D/A
per il teorema di Shannon per riprodurre un
segnale di banda B è necessaria una
frequenza di campionamento (sample rate)
almeno doppia
bit per campione
8 buon audio ma
suono di qualità scarsa
12 suono discreto
16 suono di qualità CD
La gestione dell'I/O
frequenza di campionamento
8 KHz segnale telefonico
16 KHz segnale radio AM
32 KHz segnale radio FM
44.1 KHz audio di livello CD
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
218
4.3 Video e audio
frequenza di campionamento 2
Calcoliamo l’occupazione di suono di buon
livello:
 frequenza di campionamento = 44,1 KHz
 bit per campione = 16 bit
 due canali stereo
memoria/sec = 44,1 x 16 x 2 = 176,4 Kbyte/sec
(coincide con il transfer rate di un CD X1)
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
219
4.4 Dispositivi d’ingresso
tastiera




il layout dei tasti deve essere programmabile per
supportare diversi linguaggi e simboli
l’attribuzione del codice al tasto avviene in due
fasi ( tasto  scan_code  ASCII_code)
il numero di tasti cresce in base all’uso (tastierino numerico, tasti funzioni, tasti cursore, tasti
speciali), sviluppo di tastiere ergonomiche
utilizzano un controllore 5
1 1 clock 3 data
dedicato e un collegamento
2 2 ground 4 Vcc
4
seriale a 5 poli
5 reset
3
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
220
4.4 Dispositivi d’ingresso
mouse


il mouse è stato inventato come sistema di
puntamento più di 30 anni fa, ma si è
diffuso solo con l’avvento dei sistemi
operativi a finestre e delle icone
ci sono almeno tre tipi di mouse:
– mouse meccanico
– mouse ottico
– mouse senza fili
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
221
4.4 Dispositivi d’ingresso
mouse meccanico 1



il movimento del palmo della mano causa la
rotazione della pallina posizionata sul fondo
la rotazione della pallina
determina la rotazione di
Y
due ruote forate che codificano gli spostamenti xy
la risoluzione va da 200
a 600 dpi, statica o dinaX
mica
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
222
4.4 Dispositivi d’ingresso
mouse meccanico 2



la rotazione della pallina del mouse determina da
parte dei due rivelatori la generazione di due
quantità di impulsi proporzionali agli spostamenti
lungo i due assi ortogonali
queste quantità rappresentano lo spostamento
relativo del puntatore e vengono acquisite
periodicamente dalla CPU, che modifica di
conseguenza la posizione dell’icona sullo schermo
la pressione di uno o più pulsanti del mouse può
essere
utilizzata
per
discriminare
il
comportamento del software
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
223
4.4 Dispositivi d’ingresso
mouse ottico


dotato di un emettitore-rivelatore ottico e di
una superficie di appoggio con griglia di
riferimento, sfrutta la riflessione del
dispositivo sulla superficie
più costoso di quello meccanico, ma più accurato e
sicuramente più affidabile
nel tempo
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
224
4.4 Dispositivi d’ingresso
evoluzioni




numero di pulsanti variabile da 1 a 3
possibilità di più operazioni a livello software (click, doppio click, drug and drop) ed
a livello hardware (IntelliMouse della
MicroSoft)
il problema dei mancini
il trackball e il touchpad
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
225
4.5 Gestione software
classificazione
Il metodo di gestione dell’I/O dipende dal
tempo di risposta del dispositivo




I/O lenti rispetto alla CPU
I/O della stessa velocità della CPU
I/O più veloci della CPU
I/O con velocità variabile
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
226
4.5 Gestione software
periferiche molto lente

necessità di bufferizzazione e di rendere
asincroni il processo di I/O dalla sua
gestione
– dimensionamento dei buffer
– gestione dell’I/O via polling, per dare la
precedenza al software
– gestione dell’I/O via interrupt, per dare la
precedenza all’evento di I/O
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
227
4.5 Gestione software
periferiche veloci

non richiedono particolari accorgimenti in
quanto i tempi di risposta sono confrontabili
a quelli della CPU
– richiedono un buffer minimo, di qualche
transizione, solo per svincolare l’evento di I/O
dalla gestione
– possono essere adottate sia la tecnica del
polling che quella dell’interrupt, con
prestazioni confrontabili
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
228
4.5 Gestione software
periferiche molto veloci

richiedono bufferizzazione e trasferimento
diretto tra periferica e memoria
– gestione dell’I/O via DMA
– il controllo del bus non
unicamente alla CPU
– necessità di bus molto veloci
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
è
demandato
229
4.5 Gestione software
gestione polling

la CPU ciclicamente interroga la periferica
(funzionamento asincrono con registri
intermedi di stato e di dati)
– la CPU ha il controllo totale dell’I/O
– la CPU dedica gran parte del suo tempo per il
controllo dell’I/O, spesso inutile se la periferica
è molto più lenta
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
230
4.5 Gestione software
overhead polling
F = clock della CPU = 200 MHz
NP = numero cicli macchina per un polling = 200
NL = numero letture al secondo =
– mouse = 30
– floppy = 50 KB/sec e bus a 16 bit = 25.000
– hard disk = 4 MB/sec e bus a 32 bit = 1.000.000
PO = percentuale di overhead = NL x NP / F [%]
mouse = 0,003 % FD = 2,5 % HD = 100 %
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
231
4.5 Gestione software
gestione interrupt 1

la CPU e l’I/O operano indipendentemente, e
quando dovono comunicare l’I/O richiama
l’attenzione della CPU emettendo un interrupt
–solo l’I/O emette interrupt, sia in input che in output
–tutte le periferiche fanno capo ad una sola linea, e
quindi si creano problemi di riconoscimento
dell’interrupt e della loro priorità (PIC controller)
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
232
4.5 Gestione software
gestione interrupt 2
–la CPU termina l’istruzione in corso
–la CPU avvia un ciclo di riconoscimento dell’interrupt
–la CPU salva nello stack il contesto minimo
–la CPU passa il controllo alla routine di interrupt
la routine di interrupt salva il contesto proprio nello stack
 svolge l’operazione di I/O
 la routine di interrupt ripristina il contesto proprio

–la CPU ripristina il contesto minimo
–la CPU restituisce il controllo al programma originario
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
233
4.5 Gestione software
overhead interrupt
F = clock della CPU = 200 MHz
NP = numero cicli macchina per un interrupt = 300
= per trasferire un cluster da 512 Byte = 2860
NL = numero interrupt al secondo =
– mouse = 30
– floppy = 50 KB/sec 1 cluster = 100
– hard disk = 4 MB/sec  1 cluster = 8.000
PO = percentuale di overhead = NL x NP / F [%]
mouse = 0,004 % FD = 0,1 % HD = 9 %
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
234
4.5 Gestione software
gestione DMA 1

la memoria e l’I/O vengono messi in contatto
diretto, ed i dati passano senza transitare per la
CPU, per mezzo di un bus controller dedicato
–solo per periferiche molto veloci e in grado di
trasferire blocchi consistenti di dati
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
235
4.5 Gestione software
gestione DMA 2



la CPU inizializza il DMA fornendo il numero di dati
da trasferire, l’indirizzo della prima cella di memoria
interesssata, l’indirizzo della periferica interessata
la CPU rilascia il bus
– il DMA controller prende possesso del bus
– il DMA gestisce il trasferimento tra memoria e I/O
– il DMA passa il controllo del bus alla CPU
la CPU riprende le normali operazioni
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
236
4.5 Gestione software
overhead DMA
F = clock della CPU = 200 MHz
NP = cicli macchina per inizializzare il DMA = 800
per trasferire un cluster da 512 Byte = 1024
NL = numero transfer DMA al secondo =
– floppy = 50 KB/sec 1 cluster = 100
– hard disk = 4 MB/sec  4 cluster = 1.000
PO = percentuale di overhead = NL x NP / F [%]
FloppyDisk = 0,09 % HardDisk = 0,9 %
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
237
4.6 Bus standard
generalità



linee condivise che permettono lo scambio
parallelo di informazioni tra dispositivi
diversi
ad un costo contenuto assicurano una facile
espandibilità e intercambiabilità tra sistemi
analoghi
possono rappresentare un collo di bottiglia e
sono limitati nel throughput dal dispositivo
più lento tra quelli connessi
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
238
4.6 Bus standard
composizione
Il bus è generalmente composto da

linee per il trasferimento delle informazioni
dati,

linee per il controllo del trasferimento dei dati
di

indirizzi, comandi codificati
handshake, di direzione, di lunghezza,di tipo, ...
linee di utilità di sistema
clock,
La gestione dell'I/O
power down, reset, interrupt, bus request, ...
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
239
4.6 Bus standard
modalità di trasferimento 1
Il trasferimento dati richiede due fasi
invio dell’indirizzo (il master), e poi
 (scrittura) emissione contemporanea del dato o
 (lettura) acquisizione ritardata del dato
da parte dello slave attivato

Il trasferimento dati può avvenire in


modalità sincrona (tutti alla stessa velocità)
modalità asincrona (velocità diversificate)
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
240
4.6 Bus standard
modalità di trasferimento 2

bus asincroni
– più flessibile ed in grado di soddisfare dispositivi con throughput molto diversi
– si adegua alle evoluzioni tecnologiche dell’I/O
– i protocolli di gestione sono più complessi,
introducono più overhead, e sono più lenti

bus sincroni
– la rigidità di un unico
clock impedisce upgrade
La gestione dell'I/O
throughput
+
bus asincroni
bus sincroni
-
-
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
+
I/O diversi
241
4.6 Bus standard
larghezza di banda
La larghezza di banda di un bus dipende da:
 la dimensione della parola trasferita in un
unico ciclo
 l’adozione di tecniche di multiplazione tra dati
e/o indirizzi per ridurre il numero totale di
linee fisiche
 la capacità di trasferire blocchi di dati caratterizzati dall’indirizzo iniziale e dalla lunghezza
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
242
4.6 Bus standard
tipi di bus 1
In un’architettura tipica troviamo tre tipi di bus:
 bus
interno per il trasferimento dati tra
memoria e CPU
– deve essere veloce, ottimizzare il throughput tra
memoria e CPU, è di estensione limitata e spesso
proprietario o non standard

bus esterno per l’interfacciamento di I/O
– è regolato da standard commerciali, generalmente
più lento e previsto per maggiori lunghezze, il
throughput di lavoro non è noto a priori
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
243
4.6 Bus standard
tipi di bus 2

bus unico di trasferimento tra CPU, memoria
ed I/O
– assicura una maggiore standardizzazione, è una
soluzione economica ma generalmente più lenta
– non permette parallelismo operativo
– applicata nei PC
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
244
4.6 Bus standard
architetture a più bus
memory bus
I/O bus
CPU memoria
bus
adapter
I/O
I/O
es. PCI bus+ EISA bus
es.
SCSI CPU memoria
contr.
La gestione dell'I/O
bus
adapter
B.A.
B.A.
I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
I/O
I/O
I/O
245
4.6 Bus standard
soluzione tipica
bus di I/O asincrono
CPU
cache
memoria
bus
adapter
I/O
I/O
bus di memoria sincrono
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
246
4.6 Bus standard
modalità di accesso



lo scambio avviene sempre in modalità
master-slave
l’architettura più semplice prevede un solo
master, la CPU
quando più dispositivi possono fungere da
master, si adottano tecniche di arbitraggio
– arbitraggio centralizzato
– arbitraggio daisy chain
– arbitraggio distribuito
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
247
4.6 Bus standard
PCI









bus di tipo backplane basato su connessioni a scheda
ampiezza di parola: 32 (64 nella versione 2)
indirizzi e dati vengono multiplati
più master ad arbitraggio centralizzato
trasferimenti sincroni a 33 MHz (o 66MHz)
larghezza di banda teorica: 111 MB/sec
lunghezza massima 0,5 m
al massimo 32 dispositivi
numero linee: 124 (o 188)
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
248
4.6 Bus standard
SCSI








bus di tipo I/O basato su connessioni a cavo
ampiezza di parola: 8 - 16- 32 (wide SCSI)
indirizzi e dati vengono multiplati
più master ad arbitraggio distribuito
trasferimenti sincroni a 5 MHz
(o asincroni fino a 10MHz in fast SCSI)
larghezza di banda teorica: 5 - 40 MB/sec
lunghezza massima 25 m
numero linee: 50
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
249
4.6 Bus standard
VME









bus di tipo backplane su connessioni a scheda
ampiezza di parola: 16 - 32 - 64
indirizzi e dati vengono multiplati
più master ad arbitraggio daisy chain
trasferimenti asincroni
larghezza di banda teorica: 13 - 25 MB/sec
lunghezza massima 0,5 m
numero massimo di dispositivi: 21
numero linee: 128
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
250
4.6 Bus standard
IDE









bus di tipo I/O su connessioni a scheda
ampiezza di parola: 16
indirizzi e dati non multiplati
master singolo
trasferimenti asincroni
larghezza di banda teorica:
MB/sec
lunghezza massima 18 “ (circa 0,5 m)
numero massimo di dispositivi: 2
numero linee: 40
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
251
4.6 Bus standard
ISA-16
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bus di tipo I/O su connessioni a scheda
ampiezza di parola: 16
indirizzi e dati non multiplati
master singolo
trasferimenti sincroni a 8,33 MHz
larghezza di banda teorica: 20 MB/sec
lunghezza massima 18 “ (circa 0,5 m)
numero linee: 98
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
252
4.6 Bus standard
EISA
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bus di tipo I/O su connessioni a scheda
ampiezza di parola: 16 - 32
indirizzi e dati non multiplati
master singolo
trasferimenti sincroni a 8,33 MHz
larghezza di banda teorica: 33 MB/sec
lunghezza massima 18 “ (circa 0,5 m)
numero linee: 98 / 100
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
253
4.6 Bus standard
VESA
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bus di tipo I/O su connessioni a scheda
ampiezza di parola: 32
indirizzi e dati non multiplati
più master ad arbitraggio centralizzato
trasferimenti asincroni
larghezza di banda teorica: 25 MB/sec
lunghezza massima 18 “ (circa 0,5 m)
numero linee: 116
La gestione dell'I/O
Architettura degli elaboratori 1 - A. Memo
254
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