la vicenda umana di una donna, unica suora i cui resti sono conservati in
un sacrario militare, quello di Marzabotto, e unica religiosa ad aver perso
la vita durante quei tragici eventi. Per i cinque sacerdoti periti nella strage
di Marzabotto sono stati avviati i processi di canonizzazione mentre per
Sr Maria Fiori fu raccolta ampia documentazione per ordine dell’allora
Arcivescovo di Bologna Cardinal Giacomo Biffi che però, a causa dell’invio
in missione all’estero di Sr Anna Urbinati, nominata notaio ecclesiastico ad
hoc, è rimasto sepolto presso l’Archivio delle Maestre Pie. L’attuale Preside,
Sr Stefania Vitali, sentendo come dovere morale quello di riprendere e
concludere il lavoro iniziato tanti anni fa, ha motivato l’insegnate di Storia,
Prof.ssa Fiorenza Bedostri, a riprendere la ricerca, come occasione per gli
studenti di lavorare da storici e non rimanere solamente studenti di una
storia prevalentemente manualistica e lontana dal vissuto personale. I punti
distintivi del lavoro consistono nell’analisi del materiale inedito dell’Archivio
delle Maestre Pie dell’Addolorata costituito dalle interviste rilasciate ai
notai ecclesiastici Sr Anna Urbinati e Sr Maria Todesco da conoscenti di Sr
Maria Fiori ( il fratello, la cugina, amici d’infanzia, studenti – di catechismo
o delle elementari – di Sr Maria Fiori etc…) volte a ricostruire l’intera vita
e le circostanze della morte di Sr Fiori; nell’intervista a Don Dario Zanini,
oggi Parroco di Sasso Marconi (BO), testimone diretto di quegli eventi,
autore di uno dei testi più autorevoli in materia, Marzabotto e dintorni,
1944; nell’intervista ad Anna Garagnani Tanteri, oggi simpaticissima
signora di 92 anni, conoscente di Sr Maria quando ella insegnava a Bologna
e testimone della partenza nella Pasqua del 1944 di Sr Fiori da Bologna,
allora sottoposta a terribili bombardamenti, per San Giovanni di Sotto,
Marzabotto, con l’intento di sfuggire alla morte che la colse, purtroppo, là,
sulla famigerata “linea gotica”, durante la ritirata nazista dall’Italia; nella
visione del filmato DVD I sacerdoti e le comunità parrocchiali martiri
a Monte Sole realizzato, a scopo didattico, dall’Istituto Comprensivo di
Marzabotto e dall’Ufficio per l’Insegnamento della Religione Cattolica della
Curia Arcivescovile di Bologna per ricordare le figure dei cinque sacerdoti e
di Sr Fiori, morti “martiri” poiché testimoni della fede sino all’ultimo, nella
strage di Marzabotto; nell’analisi del materiale edito sulla vita e morte di
Sr Maria Fiori ( Zanini Dario don, Marzabotto e dintorni 1944, Ponte Nuovo
Editrice, Bologna, 1996; Gherardi Luciano don, Le querce di Monte Sole, Il
Mulino, Bologna, 1986, pp.121-131); nella visita ai luoghi dell’eccidio con
la guida del Sig. Frabboni, incaricato dall’Ufficio Scuole del Parco Storico
Regionale di Monte Sole, che ci ha permesso non solo di visitare il Sacrario
Militare di Marzabotto ma anche il casale, luogo della morte di Sr Maria,
per gentile concessione dei proprietari del terreno, la famiglia Paselli, che
lì, nella giornata del 29 Settembre 1944, persero molti famigliari, ed in
seguito eressero un cippo a ricordo.
Sr Giselda Sadori ha conosciuto Sr
Fiori a Bologna dopo il suo arrivo
nel 1937: la prima era maestra di
educande e pensionanti universitarie
mentre la seconda insegnava nella
prima elementare (40 alunni circa)
presso l’aula a pian terreno, a
destra, vicino all’ambulatorio. “La
teste in particolare ricorda solo
quello che ha detto Don Orlandi
quando ha saputo dell’eccidio e che
Sr Maria era fra essi. Disse: “E’ morta
martire per amore all’Eucaristia,
altrimenti sarebbe tornata prima.”
In quel tempo bellico, Sr Fiori
temeva i bombardamenti e correva
subito impaurita nel bunker
vicino all’Istituto quando suonava
l’allarme; la Madre Generale,
Sr Elisabetta Vanni, aveva dato
facoltà alle suore di andare dove
si sentissero più sicure e aveva
aggiunto di metter al sicuro la roba
personale e il corredo perché si
sapeva che le grandi città sarebbero
state bombardate: Sr Maria aveva
mandato la sua roba a casa. i
bombardamenti del 16 e 24 Luglio
1943, Sr Maria sfollò a Montefiore
Conca (FO) ma, nell’Ottobre o
Novembre del 1943 ebbe notizia
In data 13 Luglio 1985 l’allora Arcivescovo di Bologna, Cardinal Giacomo della madre morente e si recò a
Biffi “vista la relazione esibita dalla Commissione istituita il 2 Marzo 1984 casa dove, a causa delle difficoltà di
dall’Amministratore Diocesano di Bologna S.E. Mons. Vincenzo Zarri per la trasporto, arrivò che la madre era
documentazione delle vicende relative al sacrificio di sacerdoti, religiosi già sepolta; tornata a Bologna, nella
ed intere comunità cristiane nella zona di Monte Sole durante l’eccidio ivi speranza di un veloce passaggio del
compiuto nel Settembre-Ottobre 1944 […] ritenuto opportuno procedere, fronte, vi rimase sino alla primavera
“ne testes pereant”, alla raccolta di testimonianze in forma canonicamente del 1944 quando, necessitando
valida” nomina, fra altri, Sr Anna Urbinati delle Maestre Pie dell’Addolorata, di vestiti più leggeri, che aveva
e Sr Silvia Todesco di Santa Maria dell’Annunziata, notai ecclesiastici ed precedentemente mandato a casa,
incarica Mons. Zarri di dirigere e coronare il lavoro. Qui di seguito, in sintesi, decise di farvi ritorno il giorno del
Lunedì di Pasqua. “ Il parroco aveva
riproponiamo vita e morte di Sr Fiori sulla base delle fonti esaminate.
piacere che facesse ritorno e che
venisse giù, perché c’erano truppe di
colore e si temeva che le facessero
A S. Giovanni di Sotto, parrocchia di San Martino di Caprara, viveva nel delle angherie. Ma nel frattempo:
1944 da tempo immemorabile la famiglia Paselli, composta dai genitori fra domanda e risposta, il parroco
Pietro Paselli e Malvina Stefanelli e i figli Bruno, Ildebrando, Genoveffa e di San Martino le aveva chiesto di
Paolina. articoli di Don Dario Zanini apparsi sul Notiziario delle Maestre Pie i bambini alla Prima Comunione,
apprendiamo che circa la maturazione della vocazione di Maria viene fatta perché ne aveva anche degli sfollati
l’ipotesi dell’incontro con un bravo predicatore durante una delle allora e fra questi ce n’erano anche dei
frequenti missioni popolari. “ Si può pensare all’azione pastorale del suo grandi. A fine Luglio o primi di
parroco Don Silvio Macchiavelli o di Don Settimo Marconi, che ha retto Agosto venne giù suo fratello per
la chiesa di Montorio per 68 anni, un sacerdote dalla forte personalità, il dire che appena fatta la Prima
quale, attraverso una singolare austerità di carattere e un estremo rigore Comunione Sr Maria avrebbe fatto
di vita, aveva esercitato su tanti, anche su di me, l’influsso del suo zelo ritorno.” Sr Sadori afferma che Sr
apostolico. Oltretutto Maria Fiori abitava a Ca’ Gidi, proprio sulla via che Maria aveva paura dei tedeschi; per
congiunge Monte Acuto a Montorio, ai confini fra le due parrocchie; quanto riguarda i partigiani, dice
chissà quante volte avrà incontrato quel sacerdote che aiutò anche me a che quando il fratello di Sr Maria
scoprire la mia vocazione. Per la giovane Maria Fiori l’occasione rivelatrice, venne a Bologna, in quell’occasione
determinante per una svolta di vita, fu l’incontro con le Maestre Pie a accennò che Sr Maria andava da loro
Monzuno; queste suore vi tenevano aperti e attivi un asilo infantile e un per dire una buona parola. “La teste
collegio per ragazze sotto al direzione di Sr Sofia Milani, che ho conosciuto, dice ancora che Sr Maria ha avuto a
assistito con gli ultimi Sacramenti e accompagnato all’estrema dimora. che fare con un repubblichino che
“Mia sorella, mi diceva Mario Fiori, ogni tanto andava dalle suore di faceva guardia alla cabina telefonica
Monzuno e vi rimaneva qualche giorno; una volta partì senza più tornare”. di fronte all’Istituto di Via Montello.
Da quel giorno del 1925, in un ambiente ben più favorevole, comincia il Lei, non sa come, ha saputo che
suo cammino di totale dedizione al Signore nella vita consacrata”. Negli questo militare non aveva avuto
anni della guerra insegnava alle elementari presso la sede di Bologna; ancora il sacramento della Cresima.
impaurita a causa dei bombardamenti, chiese e ottenne di andare ospite Così Sr Maria andava da lui tutti i
dai fratelli, Mario e Gerardo a S. Giovanni di Sotto presso Marzabotto: ogni giorni, gli ha fatto catechismo, lo
giorno andava a messa a San Martino dove preparava i bambini alla Prima ha preparato il meglio che poteva
Comunione. Un giorno, in visita, il nuovo parroco di S. Martino acconsentì e poi lei stessa lo ha accompagnato
alla richiesta di Suor Maria di benedire il rifugio antiaereo scavato nel tufo dal cardinale Nasalli Rocca per
dai suoi familiari a San Giovanni. La mattina del 29 Settembre 1944, poco il sacramento della Cresima che
prima delle 11, colpi di fucile e di mitraglia preannunciarono l’arrivo dei ricevette in Curia. Era della Sicilia.
tedeschi. Alcuni fuggirono, altri si nascosero nel rifugio confortati da Sr […] La teste riferisce ancora che dal
Maria, che li esortava a recitare il Rosario: finitolo, irruppero i tedeschi, che fratello di Sr Maria ha saputo che ha
li radunarono davanti alla stalla, nel luogo destinato a raccogliere il letame, riconosciuto la sorella dal crocifisso
che era già stato sparso sui campi. Un’anziana signora, fuggita, da lontano e che in una mano tutta massacrata
sentì colpi di mitraglia e grida di spavento e di dolore. Le testimonianze stringeva la corona del rosario.
sulla strage sono solo di chi tornò per cercare i propri cari. Fra questi il Era caduta a braccia aperte sopra
fratello di Sr Maria, Mario Fiori, che trovò la sorella suora con accanto a un suo nipote, che si pensa che
sé, in atteggiamento di protezione, alcuni nipotini: nella tasca della tonaca volesse salvare, perché desiderava
nera trovò il libretto di preghiere che ella usava per il catechismo dei tanto che entrasse in seminario.
bambini di San Martino. Il libretto è stato donato da Mario a Don Dario […] nella sfilata dal rifugio al muro
e ancora oggi egli lo conserva come una reliquia. Mario, morto nel 1985, della vecchia stalla dove li avevano
ha spesso parlato degli avvenimenti occorsi con Don Dario. Nella strage condotti per l’eccidio, Sr Maria
aveva perso la moglie, quattro figli, la sorella, la cognata, cinque nipoti e guidava il gruppo con la recita del
tanti amici. Tornato col fratello e altri a seppellire le salme, impiegarono un rosario”. Ricordando l’amore per
certo tempo per comporre quella di Suor Maria per la ricerca di tre oggetti la musica, Sr Sadori riporta uno
significativi: il libretto delle preghiere, la croce della sua consacrazione scherzo fatto a Carnevale di un anno
religiosa, la corona del rosario. La croce le fu lasciata addosso, la corona del a Sr Maria dalle consorelle che le
avevano ricamato note musicali sulle
rosario non fu trovata, il libro fu reperito, come già detto, nella tonaca.
lenzuola. La teste ricorda poi che Sr Fiori collaborava con Marella a favore
dei suoi bambini poveri, alcuni dei quali fecero la Comunione nell’Istituto
delle Maestre Pie. lettera autografa [conservata nell’Archivio delle Maestre
Pie] inviata il 15 Agosto da Sr Fiori a Madre Teresa Bertani, sfollata a Monte
Fiore di Forlì scritta a San Martino di Caprara riportiamo questo estratto: “Sr
Elvira mi ha scritto questi giorni e mi invita a fare ritorno, dato che anche le
suore di Monzuno hanno chiesto di fare ritorno a Bologna, perché lassù non
vivono tranquille. Io ho risposto che aspetterei ormai a Settembre dato che
qui mi sono anche impegnata a preparare i bimbi della Prima Comunione,
sperando che in questi giorni il Signore voglia provvedere. Il Sig. Arciprete
di qui mi ha fatto capire che desidererebbe che rimanessi, perché lui è
quasi sempre impegnato avendo anche un’altra parrocchia da curare e i
bimbi li ha quasi completamente affidati a me. IL 3 Settembre faranno la
Prima Comunione. Tra questi c’è anche una mia nipotina”. liceoscientificorenzi
29 Settembre 1944: la “grande” storia
incontra la nostra “piccola” storia (segue da pag. 2)
Malvina Paselli, madre di Paolina Paselli, conosceva Maria Fiori, perchè
quest’ultima era solita recarsi spesso a San Giovanni di Sopra per andare a
trovare i suoi fratelli Mario e Gerardo; solitamente Suor Maria si recava dai
suoi fratelli d’estate e si fermava per un periodo di tempo compreso tra pochi
giorni a un mese o due. Si deduce che la madre di Maria Fiori andava spesso
a messa, era quindi animata da un forte sentimento religioso che potrebbe
aver influenzato e/o appoggiato la presa dei voti di Maria. Veniamo anche a
conoscenza del fatto che Maria Fiori si recò a San Giovanni nella primavera
del ‘44 perchè aveva paura dei bombardamenti a Bologna, nonostante la
situazione a San Giovanni non fosse poi così migliore, data la presenza dei
partigiani che andavano a rubare nelle case, e dei tedeschi che irrompevano
nelle abitazioni pretendendo vitto e alloggio, come accadde anche a casa
di Malvina. che la mattina del 29 settembre 1944 Maria Fiori era nel rifugio
che era stato scavato da una roccia che dava sulla strada a San Giovanni di
Sopra; vi si era recata perchè tutte le case del paese erano in fiamme. Infatti
quella mattina due gruppi di tedeschi arrivarono a San Giovanni, i primi
entrarono nelle case e compirono atti vandalici, però non fecero male alle
persone. Il secondo gruppo invece fu molto più violento. Malvina riferisce
che suo marito aveva portato un sacco di roba nel bosco, probabilmente
per evitare che pure quelli non fossero saccheggiati, e in quell’occasione
incontrò due tedeschi che inseguivano una donna, moglie di un contadino
del luogo, che cercava di scappare. I due tedeschi riuscirono a prendere
sia la donna sia il marito di Malvina; quest’ultimo allora li condusse nella
sua abitazione e disse alla moglie di slegare le bestie. I tedeschi quindi si
accorsero che non c’era più nulla da rubare, pertanto portarono l’uomo nel
bosco: Malvina riferisce di aver udito una fucilata, era lontana dal luogo 50
metri, però dice di non aver visto la scena, perchè alcuni soldati le fecero
cenno di allontanarsi, e mentre lei scappava sentì il colpo mortale inferto
al marito. tedeschi poi proseguono la loro avanzata e capitano davanti al
rifugio, entro il quale si era rifugiata Maria Fiori che recitava il rosario, con
un altro gruppetto di persone. I tedeschi irruppero nel rifugio e catturarono
tutti i prigionieri che vennero condotti nel piazzale di fronte casa; dopo
misero tutte le persone in fila e Malvina riferisce di aver sentito delle
fuciltate e delle grida, anche di sua figlia Genoveffa. Dopo questo fatto
Malvina scappa nel bosco e si ricongiunge con l’altra figlia Paolina. Graziella Fiori, cugina di Sr Fiori, ha conosciuto la cugina suora a Monte
Acuto Vallese e in collegio in Via Montello negli anni 1940-1942; piccola
ricorda Suor Maria Fiori solo quando si recava a Monte Acuto a far breve
visita alla famiglia; era sempre in compagnia di un’altra suora e vi rimaneva
solo per qualche giorno. Suor Maria Fiori e la teste sono cugine di primo
grado in quanto i padri delle due erano fratelli; la teste sempre con tanto
piacere Suor Maria Fiori, che conobbe più a fondo quando fu collegiale dalle
Suore di Via Montello, perché dice che era molto buona e dolce con tutte; si
prestava a tutto e a tutti e tutti cercava di consolare e consigliare. La teste la
vedeva sempre pronta all’apostolato e ad aiutare sempre tutti. La teste ha
sentito da Mario che Suor Maria Fiori si era fermata a San Giovanni per fare
dottrina e di aver udito proprio lei stessa dal cugino Gerardo quando era
in convalescenza nella loro casa, che al momento dell’eccidio egli stesso,
Gerardo, ha sentito sua sorella Suor Maria dire a braccia aperte: «Signore,
perdona loro, perché non sanno quello che fanno». Gerardo raccontava
che Suor Maria pregava spesso e faceva pregare gli altri quando erano
nel rifugio. teste sostiene di aver sentito dire dal cugino Gerardo che il 29
settembre del 1944 era nascosto con il fratello Mario non molto lontano
dall’eccidio. Gli uomini si erano fatti dei buchi nel terreno e al vedere o
al sentir dire che i tedeschi li cercavano, si nascondevano in questi buchi
coprendo l’apertura con rami e foglie. In quel giorno gli uomini erano andati
a nascondersi in questi buchi, mentre le donne, i bambini e i vecchi erano
nei rifugi, perché si pensava che i rastrellamenti venissero fatti solo per gli
uomini buoni per il lavoro. Fu in questa circostanza che Mario e Gerardo,
a poca distanza dall’eccidio, poterono vedere e sentire tutto, incapaci di
fornire aiuto. Mario e Gerardo trovarono Suor Maria morta e curva sopra
i nipotini a braccia aperte. Appena fu possibile, insieme con gli altri pochi
superstiti, seppellirono lì sul luogo i loro cari. La fossa fu scavata a sei, sette
metri dal luogo dell’eccidio dove ora è il cippo a memoria dell’evento.
Non tutte le testimonianze sono state qui citate ma solo quelle ritenute
più significative al fine di presentare l’indole e la santa esperienza di vita e
morte di Sr Fiori.
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