AltaValle
Seriana
Araberara - 22 Febbraio 2013
GORNO - IL CASO
“Basta con la storia di Yara”
«Lascino in pace i morti e anche
noi vivi non ne possiamo più,
hanno sbagliato tutto fin dal principio»
(An. Ca.) Il massiccio assedio mass-mediatico cui il
paese di Gorno è sottoposto
da ormai un paio d’anni ha
dato il risultato che si poteva
immaginare: la gente ne è talmente disgustata che, anche se
arrivi senza operatore e senza telecamera e ti muovi con la
maggiore discrezione possibile, le bocche rimangono
ostinatamente cucite, mentre
l’espressione dei volti ti fa
capire chiaramente, seppure
col pudore tipico dei valligiani, che è meglio che non fai
domande e ti levi dai piedi.
Qualcuno aggiunge anche,
quasi a scusarsi di una scortesia: “Guardi che non ho niente aprono bocca. Anche l’idraucontro di lei, ci mancherebbe, lico che se ne va dopo aver
solo che di questa storia non finito il suo lavoro nel bagno
ne possiamo più e seguiamo del locale pubblico deve penl’esempio del nostro sindaco: sarla così, perché non risponde
su questa faccenda basta, più nemmeno al saluto e mi lancia
neanche una parola”. E nem- uno sguardo torvo di rimpromeno nomi, e men che meno vero.
Un pochino più disponibifotografie…
Anche al bar del centro del le, ma solo un pochino, la sipaese non c’è verso di racco- gnora di mezza età che scende
gliere impressioni e commenti dall’auto parcheggiata vicino
alla mia: “Se non
sulla decisione di
ci fosse dietro una
riesumare la salma
tragedia ci sarebbe
di Giuseppe Guepesino da ridere…
rinoni.
“Ormai
Ma cosa vogliono
tutto quello che
farci credere? Che
riguarda
questa
prove vuole che
storia è diventato
trovino con queun argomento-tabù
sta riesumazione?
– dice il giovane
Dovevano pensarci
gestore,
Mattia
prima a fare indaCominelli – troppo
Mattia Cominelli
gini serie, prima
il chiasso, troppa
di dare la croce
la tv, troppi i giornali , troppe le chiacchiere addosso ad un intero paese,
che hanno fatto di Gorno un E poi i morti vanno lasciati in
paese sulla bocca di tutti… E pace, come ci hanno sempre
allora sembra che tutti si sia- insegnato i nostri vecchi…”.
“Io penso solo che si stia
no dati una tacita consegna, il
silenzio assoluto… Così non sommando danno a danno
ne parlano più, anche quando – dice Tiziana Maxenti, la
non ci sono né telecamere né dottoressa valtellinese che gestisce la farmacia - Io penso
giornalisti in giro”.
E’ vero. Gli avventori seduti a quella povera famiglia cola bersi la loro birra fanno con pita, che una sera sì e l’altra
la testa cenni di approvazione pure si vede la foto della figlia
alle parole di Mattia, ma non ammazzata su ogni canale te-
di delitti tuttora insoluti, mi
pongo anche domande d’altro
genere: perché per Yara tanto rumore e per altri niente?
E poi in casi come questi mi
viene da rimpiangere i marescialli di paese d’antan, che
senza tanti sussidi scientifici
e tecnologici, forti solo della
conoscenza delle persone e
del territorio,riuscivano quasi
sempre ad individuare in tempi brevi i colpevoli e ad assicurarli alla giustizia… “.
“E’ una pista sbagliata, lo è
stata fin dall’inizio – dice convinto Abele Zanotti, benzinaio in pensione, che Giuseppe
Guerinoni lo conosceva bene
levisivo… Forse gli inquirenti, perché era un suo amico – Più
incalzati anche dalla pressione che amici quasi come fratelli,
mass-mediatica e dalla prossi- a me non nascondeva nulla,
ma scadenza del 26 febbraio, non era certo un tipo da night
devono dimostrare che fanno club e da amanti, pensava solo
qualcosa, che cercano ancora, al suo lavoro ed alla sua famima non credo che riesumare glia… L’ho detto chiaro anche
un cadavere servirà davve- al dottor Lupini, quando mi
ro a fare finalmente luce su ha interpellato in proposito:
questo delitto, per quel che ne ‘State sbagliando tutto, state
so per stabilire il vincolo ge- facendo del povero Giuseppe
netico col presunto killer non un capro espiatorio e questo
basta il dna paternon è accettabile,
no, ci vuole anche
non si distrugge
quello materno…
così l’onore di una
Bisogna dire però
persona e dei suoi
che i Gornesi sono
parenti’.
stati fin troppo diliI magistrati dogenti, si sono sotvrebbero uscire dai
toposti alle prove
loro uffici e dalle
del dna senza proloro carte e guartestare, ma io non
dare un po’ di più
posso dimenticare
la realtà…”.
Abele Zanotti
l’umiliazione
di
Zanotti è anche
uno dei primi che
convinto che le insono stati chiamati, un signo- dagini avrebbero dovuto indire anziano, che conosco bene, rizzarsi fin da subito all’aml’immagine stessa della mitez- biente di lavoro del padre di
za e dell’onestà: quando mi ha Yara, cioè il mondo dell’edidetto di essere stato chiamato lizia della bassa Bergamasca:
per il prelievo del dna qua- “A me non lo toglie nessuno
si piangeva, oppresso dalla dalla testa: la povera Yara
vergogna com’era, si sentiva potrebbe essere stata vittima
quasi sospettato di quel delit- di uno sgarro o di una ritorto efferato, proprio non riu- sione, non credo che il silensciva a spiegarsi il perché di zio dei Gambirasio sia dovuto
quello che gli era capitato… soltanto alla discrezione ed
Se poi penso ai tanti altri casi alla dignità”.
VALGOGLIO – “SE NON CI
SONO… ALTERNATIVE”
Unione?
Valgoglio si tiene
le mani libere
(An. Ca.)
“Abbiamo convocato di nuovo il Consiglio Comunale e rifatto la delibera relativa all’Atto di Indirizzo
per la costituzione di un’unione di Comuni tra Ardesio, Gandellino, Gromo, Oltressenda Alta, Piario,
Valbondione, Valgoglio e Villa d’Ogna, perché nella
precedente erano stati rilevati difetti formali: in pratica abbiamo messo le nostre perplessità nella premessa della delibera stessa, ma il contenuto non è
cambiato di molto”.
Così il sindaco di Valgoglio, Eli
Pedretti, che si riferisce alla
delibera di fine dicembre scorso,
che confermava l’adesione al protocollo d’intesa approvato l’anno
scorso, ribadendo che l’adesione allo stesso non obbligava il
comune di Valgoglio, qualora
individuasse diverse soluzioni
aggregative, anche in funzione
Eli Pedretti
degli eventuali futuri mutamenti
legislativi, ad aderire alla costituzione dell’Unione; di considerare lo studio di Ancitel Lombardia come studio di fattibilità e pertanto
non vincolante per l’Amministrazione che si riservava ogni decisione dopo attenta analisi dello studio
stesso, mentre la Giunta e il sindaco avrebbero potuto individuare soluzioni alternative all’Unione, ritenendo più confacente alle esigenze del territorio lo
strumento della convenzione, del resto previsto dalla
legge. La deliberazione contestata conteneva anche
un emendamento proposto dal consigliere Augusto
Bonardo, sottoforma di una lettera da inviare al
Presidente della Repubblica per fargli presente che
obbligare i comuni ad unirsi per ottenere un risparmio economico è sbagliato e non applicabile per Valgoglio, le cui risorse hanno sempre garantito risorse
sufficienti non solo alla gestione dei propri bilanci,
ma anche ad una contribuzione consistente al bilancio dello Stato.
“Penso anche che su un argomento importante
come l’Unione dei Comuni andasse sentito preventivamente anche il parere dei cittadini direttamente
interessati, anche perché le esperienze finora in atto
in questo senso non sono tutte felicissime… Del resto
non è facile spostare le persone di qua e di là e non
è giusto mettere a repentaglio il loro futuro, mentre
rimango sempre dell’idea che la forma della Convenzione si poteva comunque tentare, prima di scartarla
a priori”.
Intanto proseguono bene i lavori per il parcheggio
e le altre strutture nella zona della Centrale di Aviasco: per la prossima bella stagione dovrebbero essere
ultimate, pronte ad accogliere turisti e visitatori in
una delle valli naturalisticamente e paesaggisticamente più interessanti della nostra provincia.
Ardesio - oltre 200 persone all’evento,
ora partono le visite di quattro istituti scolastici
Va a… Meta il Museo di Ardesio
Un anno di lavoro e 29
mila euro di impegno da parte
dell’amministrazione di Ardesio per il nuovo allestimento
del museo etnografico di Ardesio che ora ha anche un nuovo
logo e acronimo: MEta!
Meta sicura di circa settecento studenti delle elementari e
della materna che da fine febbraio affolleranno la nuova sala
didattica per seguire le visite e
i laboratori del progetto Le vie
del Ferro “dal sasso alla forma” che ha vinto il primo posto al bando provinciale settore
cultura con comune capofila
proprio Ardesio e il suo nuovo
museo. 5830 euro di investimento pagato al 70% dalla Provincia e il restante cofinanziato
dai 4 comuni aderenti al bando con gli altri musei: Gromo con il
museo delle Spade e delle Pergamene, Ponte Nossa con il museo
del Maglio, Clusone con il MAT museo arte tempo.
Mano operante dei laboratori e delle visite nonchè della progettazione e direzione lavori del Meta la nuova sezione della Cooperativa Aquilone: Artelier ovvero progetti culturali su misura.
“Una scommessa sull’imprenditoria giovanile nel settore cultura
e turismo che il Presidente Alberico Albrici ha accettato con entusiasmo in un periodo economicamente non facile ma con la speranza anzi la convinzione che si può ripartire anche dalla cultura,
dai musei, dalla valorizzazione del meraviglioso ambiente in cui
viviamo per rilanciare il nostro territorio, perchè ‘con la cultura
Scheda
Il Museo
etnografico
di Ardesio
Il Museo etnografico
di Ardesio si trova in
Piazza Monte Grappa
.Possibilità di visite guidate previa prenotazione.
L’ingresso è a pagamento: il biglietto ha il costo
di 1 euro per i visitatori fino ai 14 anni di età; due
euro per gli adulti. Contatti Tel - 0346.33035-Fax 0346.34280-E-mail: [email protected]
si mangia’ diversamente da quanto affermava vergognosamente
l’ex ministro Tremonti in un paese che possiede il 70 per cento
del patrimonio artistico mondiale”, così ci dice Cinzia Baronchelli coordinatrice e responsabile di Artelier all’inaugurazione
del Meta.
Inaugurazione che ha visto la presenza di oltre 200 persone tra
amministratori associazioni e soprattutto gente comune che ha deciso di passare un sabato pomeriggio alla scoperta dei tesori della
nostra storia economica degli ultimi secoli rimessi in nuova luce
dal nuovo innovativo allestimento. Ospiti il gruppo delle Taissine
di Gorno e le guide minerarie dell’Eco Museo con il loro Presidente Dario Roggerini. Commovente il momento in cui l’ex mi-
natore Mario Furia riconosce
il libretto della madre taissina
nella teca della sala minatori
(vedi foto). Presenti i sindaci
di Gorno, Gandellino Piario
e Cerete e l’assessore Provinciale Giovanni Milesi in rappresentanza della provincia. Il
taglio del nastro affidato oltre
che al sindaco Bigoni ai fondatori del museo nel 1982 Luigi
Furia e Daniele Ravagnani
e l’ex curatore Angelo Pasini: “Per questo lavoro durato
quasi un anno di impegno dobbiamo dire grazie ai tanti volontari del paese, alle associazioni come l’Araba Fenice che
si occuperà della gestione del
museo, agli sponsor che hanno
dato materiali a costo d’opera
o gratuitamente al Consorzio Forestale Alto Serio, all’Eco museo
delle miniere di Gorno, l’elenco è lungo e lo troverete al museo
in un pannello di ringraziamento dove sono tutti menzionati, ne
nomino a rappresentanza uno su tutti Antonio Bigoni che non ha
mancato un solo giorno nel supportare i ragazzi di Artelier e il
sottoscritto che ha coordinato il tutto per conto dell’amministrazione. Ora aspettiamo le scuole e nei nostri obiettivi la messa in
rete con gli altri musei del territorio, un grazie davvero a tutti e
al gruppo Ardesio Unita e al sindaco Alberto Bigoni per aver
creduto in questo progetto che ha riscontrato il plauso di tutti i visitatori” Queste le parole dell’Assessore alla cultura e istruzione
Donato Guerini soddisfatto per il successo dell’evento.
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