VIGILANZA E RESPONSABILITA’ 33a domenica per anno 13 novembre 2005 ACCOGLIENZA Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo AMEN Il Signore sia con voi E CON IL TUO SPIRITO Ancora una volta il Vangelo ci invita alla vigilanza che non deve essere inerte. Il nostro atteggiamento di paura ci fa imboccare il vicolo delle tenebre esteriori. Ma il Signore ci dice che il giudizio futuro non lo fa Dio. Lo facciamo noi qui e ora. Lui, alla fine, non farà che leggere ciò che noi ora scriviamo. E lui legge in anticipo ciò che stiamo scrivendo, perchè possiamo correggerlo, finchè c’è tempo. atto penitenziale + Signore Gesù, che sei difensore dei poveri, di noi che ci ostiniamo a non vedere le difficoltà del mondo d’oggi, dicendo che è sempre andata così, dimenticandoci che tu hai creato il mondo non in questo modo... abbi pietà SIGNORE PIETA’ + Cristo Gesù, che sei rifugio dei deboli, di noi che ci lasciamo vincere dalla paura di accettare il nuovo e così lasciamo che la storia venga disegnata da chi è più forte e può imporsi sugli altri con l’arroganza delle armi e dell’economia... abbi pietà CRISTO PIETA’ + Signore Gesù, che sei la speranza dei peccatori, di noi che esigiamo sempre più mezzi per reprimere e ci guardiamo bene dal mettere mani ai meccanismi che producono emarginazione, schiavitù, sfruttamento, terrorismo... abbi pietà SIGNORE PIETA’ preghiamo O Padre, che affidi alle mani dell’uomo tutti i beni della creazione e della grazia, fa’ che la nostra buona volontà moltiplichi i frutti della tua provvidenza; rendici sempre operosi e vigilanti nell’attesa del tuo ritorno, nella speranza di sentirci chiamare servi buoni e fedeli. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito santo per tutti i secoli dei secoli. AMEN PAROLA Ci viene proposto un esempio di una donna che già nel presente scrive il giudizio che Dio farà su di lei per tutta l’eternità. DAL LIBRO DEI PROVERBI 31 [10] Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. [11] In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. [12] Essa gli dá felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. [13] Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. [19] Stende la sua mano alla conocchia e mena il fuso con le dita. [20] Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero. [30] Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. [31] Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città. Parola di Dio salmo 127 Cantico del pellegrinaggio. Continua la meditazione del salmo precedente ma sotto forma di augurio. E' un programma di vita di un uomo in un momento felice e tranquillo. Era il sogno di ogni buon ebreo, segno anche della benevolenza di Dio. Possiamo pregarlo come ringraziamento per i "giorni felici" che ci concede nello scorrere della "quotidianità". BEATO CHI CAMMINA NELLE VIE DEL SIGNORE Beato l'uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie. [2] Vivrai del lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai d'ogni bene. [3] La tua sposa come vite feconda nell'intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d'ulivo intorno alla tua mensa. [4] Così sarà benedetto l'uomo che teme il Signore. [5] Ti benedica il Signore da Sion! Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme per tutti i giorni della tua vita. Invito alla vigilanza. Questa vita non durerà molto; non addormentiamoci. In realtà se la vita è minacciata dalla morte, questa però è vinta dalla resurrezione. DALLA 1a LETTERA DI PAOLO APOSTOLI AI TESSALONICESI 5 [5.1] Riguardo poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; [5.2] infatti voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore. [5.3] E quando si dirà: «Pace e sicurezza», allora d’improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà. [5.4] Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: [5.5] voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre. [5.6] Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobri. Parola di Dio Questa parabola è cara all’etica del capitalismo: i talenti sono da far fruttare, l'abbondanza è segno di benedizione divina, l’indigenza di maledizione! In realtà qui il talento è l’amore che il Padre ha verso di me, ma che deve moltiplicarsi nella mia risposta d’amore verso i fratelli. ALLELUIA, ALLELUIA! Vegliate e state pronti, perchè non sapete in quale giorno il Signore verrà. DAL VANGELO SECONDO MATTEO 25 In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: [25.14] Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. [25.15] A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. [25.16] Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. [25.17] Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. [25.18] Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. [25.19] Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. [25.20] Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. [25.21] Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. [25.22] Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. [25.23] Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. [25.24] Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; [25.25] per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. [25.26] Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; [25.27] avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. [25.28] Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. [25.29] Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. [25.30] E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Parola del Signore professione di fede Credo in un solo Dio, Padre onnipotente creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la resurrezione dei morti e la vita eterna che verrà. Amen. preghiera dei fedeli Il Signore è andato lontano, come il padrone della parabola: prima elevato sulla croce poi salito in cielo. Ma non ci ha lasciati soli: ci ha dato il suo Spirito, ed aspetta di essere riamato da noi, perchè solo così scopriamo la nostra vera identità. FA’ CHE POSSIAMO CONOSCERE LA GIOIA DEL REGNO 1. La Chiesa ha ricevuto tanto dal Signore e quindi ha l’obbligo di investire tutto l’amore ricevuto, facendolo fruttare nel servire l’umanità, specie quella povera e disprezzata. Viva in questa tensione e non si attardi nel rivendicare spazi, onori, privilegi per se stessa... preghiamo 2. Gli uomini politici hanno tra le mani il compito di governare e indirizzare i cittadini verso una società in cui il modo di comportarsi tra loro sia di pace, giustizia e rispetto dell’ambiente. Operino perchè ad ogni persona umana vengano riconosciuti di diritti di una esistenza decorosa... preghiamo 3. I giovani hanno il grande dono della ‘gioventù’ che li pone in situazione privilegiata per intuire e rendere palesi i veri bisogni del mondo d’oggi. Fa’ intendere la tua voce perchè non pensino solo a se stessi o al loro tornaconto, ma spendano volentieri le loro energie a favore dei bisognosi... preghiamo 4. La gioia e la novità del perdono di Dio da far fruttificare nella misericordia verso gli altri, sono talenti che non gradiamo tanto facilmente e siamo tentati di lasciarli inattivi. Fa’ che ci rendiamo conto che solo così noi rispondiamo al grande amore con cui ci hai messi in vita... preghiamo Ti rendiamo grazie, o Dio, Padre nostro: con la parola e il pane, tuo figlio ha donato alla chiesa la gioia di un tesoro da far fruttare; quando ritornerà, ci farà sedere alla sua tavola e si metterà a servirci. A le lode nei secoli dei secoli. AMEN EUCARESTIA Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un’eternità beata. Per Cristo nostro Signore. AMEN grande preghiera eucaristica Veramente è giusto e cosa buona renderti grazie, o Padre di Gesù Cristo e di noi tutti. Creando l’uomo, gli hai consegnato tutto il creato. Chiamando Abramo a diventare capostipite di una moltitudine, gli hai affidato una discendenza. Scegliendo Mosè come liberatore, l’hai reso responsabile del tuo popolo. Parlando per mezzo dei profeti, hai rivelato loro il tuo messaggio. Mandandoci Gesù, il Figlio prediletto, l’hai reso salvatore del mondo. Per tutta la confidenza che hai verso di noi, ci uniamo a tutti quelli che già condividono la tua gloria e ti cantiamo: SANTO SANTO SANTO... Padre veramente santo, fonte di ogni santità, santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito perchè diventino per noi il corpo e il sangue di Gesù Cristo nostro Signore. Egli, offrendosi liberamente alla sua passione, prese il pane e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi. Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice e rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse: Prendete e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me. Mistero della fede Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua resurrezione, nell’attesa della tua venuta. Celebrando il memoriale della morte e resurrezione del tuo Figlio, ti offriamo, Padre, il pane della vita e il calice della salvezza, e ti rendiamo grazie per averci ammessi alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale. Ti preghiamo umilmente: per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo. Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra: rendila perfetta nell’amore in unione con il nostro papa, il nostro vescovo e tutto l’ordine sacerdotale. Ricordati dei nostri fratelli, che si sono addormentati nella speranza della risurrezione, e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza: ammettili a godere la luce del tuo volto. Di noi tutti abbi misericordia: donaci di aver parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, vergine e madre di Dio, con gli apostoli e tutti i santi, che in ogni tempo ti furono graditi, e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua gloria. Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito santo ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. AMEN (Il servo cha aveva ricevuto un solo talento ed era andato a scavare una buca nella terra) avrebbe dovuto affidare il denaro del suo padrone ai banchieri, per ritirarlo al suo ritorno con gli interessi. La tavola dei banchieri è la scrittura divina, su cui è posato il pane della parola che nutre le anime, e a cui siedono tutti i cristiani per saziarsi spiritualmente. Chi affida la sua fede a questa banca, può esser certo di trovarla moltiplicata. Come il denaro, infatti, si moltiplica usandolo, lo stesso avviene per la fede in Cristo: se la si conserva passivamente nel proprio cuore, non rimane neppure quella che era, ma diminuisce fino a scomparire. Se invece la si fa lavorare per mezzo della Scrittura, e si fa in modo che venga continuamente risvegliata da predicazioni assidue e vivificata da opere buone, non solo si moltiplicherà, ma non cesserà mai di crescere per tutta la nostra vita. (omelia anonima dei primi secoli della chiesa) Ti rendiamo grazie, o Dio Padre nostro: con la parola e il pane tuo Figlio ha donato alla chiesa la gioia di un tesoro da far fruttare; quando ritornerà, ci farà sedere alla sua tavola e si metterà a servirci. Fa’ che, nutriti con questo sacramento, memoriale che Cristo tuo Figlio ci ha lasciato e ci ha comandato di celebrare, ci edifichiamo sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.