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INDICE
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WEBQUEST: NOTA INTRODUTTIVA.
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1900-1950: LA PRIMA METÀ DEL VENTESIMO SECOLO.
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1950-1960: GLI ANNI DEL ROCK’N ROLL.
Nel Mondo
> La Guerra Fredda.
In Italia
> La ricostruzione e il Boom Economico.
Proposta di lavoro 1 > La 500!
Proposta di lavoro 2 > Lo sviluppo economico.
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1960-1970: I MITICI SIXTIES.
Nel Mondo
> Capelloni, canzonette e tanta voglia
di cambiare il mondo!
In Italia:
> La scuola per tutti, e il Paese esce
da secoli di analfabetismo!
Proposta di lavoro 1 > La condizione delle donne.
Proposta di lavoro 2 > L’obbligo scolastico.
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1970-1980: NASCONO LE DISCOTECHE,
E LA FEBBRE DEL SABATO SERA.
Nel Mondo
> Nasce e si afferma la Cultura di Massa.
In Italia:
> Gli anni di piombo.
Proposta di lavoro 1 > La TV “si fa in due”.
Proposta di lavoro 2 > L’immigrazione.
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1980-1990: CROLLANO I MURI.
Nel Mondo
> La nascita del Mercato Globale.
In Italia:
> Milano da bere!
Proposta di lavoro 1 > Computer per tutti.
Proposta di lavoro 2 > I volti della storia.
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1990-OGGI: LA STORIA CONTEMPORANEA
LA SCRIVIAMO NOI, TUTTI I GIORNI!
Nel Mondo
> Il millennio finisce fra lampi di guerra.
In Italia:
> La nostra storia di tutti i giorni.
Proposta di lavoro 1 > L’energia.
Proposta di lavoro 2 > Comunicare.
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COME SI FA UN CARTONE ANIMATO?
Cos’è un cartone animato?
Come nasce un cartone animato?
> La sceneggiatura.
> Lo storyboard.
> Doppiaggio ed incisione delle voci.
I professionisti dei cartoni animati.
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WEBQUEST: NOTA INTRODUTTIVA.
Il Webquest è uno strumento didattico che utilizza la rete come mezzo
di ricerca delle informazioni e come sistema di condivisione dei risultati.
La ricerca, sempre guidata da un insegnante, propone un’idea
da far sviluppare ad un gruppo di studenti,
suggerisce un percorso cognitivo attraverso una
serie di siti web mirati
(e sicuri) che consentano la ricerca
ipertestuale (di link in link)
e garantisce la condivisione
dei risultati attraverso
la pubblicazione degli stessi
in un sito dedicato.
Il fascino dei Webquest
risiede nel fatto che questo
strumento permette
realmente un tipo di ricerca
multidisciplinare coinvolgendo
diverse materie in ogni tipo
di ricerca.
Dodge è professore di tecnologia educativa all’Università
di Stato di San Diego, ed è considerato uno dei maggiori esperti
di apprendimento supportato dal computer. Oltre che creatore
del Webquest, Dodge è autore di pacchetti educativi per bambini
e dispositivi software per gli insegnanti. Attualmente sta lavorando
ad un ambiente di apprendimento per la preparazione dei futuri docenti.
Ha iniziato a ragionare sulla tecnologia applicata all’insegnamento a partire
dagli anni ‘60 del secolo scorso, coniugando la sua esperienza formativa
di tipo ingegneristico con la passione per l'insegnamento.
Dopo aver compiuto alcune esperienze nella televisione educativa, è passato
ad insegnare all’università, appassionandosi alla progettazione di ambienti
di apprendimento.
L’idea del webquest a Dodge venne durante un corso di perfezionamento
destinato agli insegnanti. Desiderava mostrar loro una simulazione
educativa denominata "Archaeotype", ma, avendo difficoltà a reperire
Gli studenti diventano protagonisti
del gioco nell’elaborazione comunitaria
delle informazioni e nella realizzazione
del prodotto finale... Inoltre, i ragazzi,
si divertono moltissimo in questa specie
di “caccia al tesoro” tecnologica
attraverso la rete!
LA STORIA.
Il Webquest è un dispositivo pedagogico-didattico basato sul computer,
formalizzato da Bernie Dodge e perfezionato da Tom March, a partire
da presupposti teorici ispirati al “costruttivismo” e all'apprendimento
cooperativo, con lo scopo di consentire lo sviluppo nell’allievo
delle capacità di analisi, sintesi e valutazione.
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una copia del software, preferì lavorare con i materiali di documentazione
raccolti a proposito del software. Propose ai suoi allievi di arricchire
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il dossier da lui approntato con ulteriori fonti informative: così fu possibile
aggiungere al rapporto di valutazione del progetto anche un ampio
resoconto sui presupposti costruttivisti fondanti l’architettura del software,
una intervista ad uno degli sviluppatori di Archeotype, una videoconferenza
con un docente che aveva utilizzato il software, ricavando importanti
considerazioni.
Dopo aver suggerito ai propri allievi la raccolta di tutte queste informazioni,
Dodge propose ai suoi allievi di produrre un report da cui emergessero
i pro e i contro in merito alla possibilità di procedere all’utilizzo
di Archeotype nella loro scuola.
Da quell’esperienza ricavò l’idea dell’importanza, nell’attività di
insegnamento, di una organizzazione preventiva delle risorse, di come
il docente potesse fungere da facilitatore di compiti a cui gli allievi attendono
organizzandosi in gruppi, al fine di pervenire alla soluzione di una situazione
problematica, mediante un prodotto avente una sua spendibilità sociale.
Ascoltando le discussioni dei suoi allievi, si rese conto come il contesto
formativo che egli aveva creato, producesse osservazioni molto profonde
e articolate, ben più profonde e articolate di quelle che normalmente gli era
dato ascoltare nelle situazioni tradizionali di insegnamento/apprendimento.
Appena fu pronto questo modello
(era il febbraio 1995), lo propose
ai suoi allievi che, ricorrendo
ad esso, prepararono delle ipotesi
di lezioni.
Successivamente Dodge scrisse
un articolo per una rivista sulla
formazione a distanza, l'idea cominciò
a prendere piede e a crescere su se
stessa, trovando un consenso piuttosto
rapido tra molti docenti delle scuole
americane ed arrivando a contagiare
docenti di altre aree culturali, come
ad esempio quella canadese. Sull’argomento condurrà delle interessanti
riflessioni anche Tom March, il quale sottolineerà soprattutto la prospettiva
cooperativa indotta alla metodologia.
Bernie Dodge, constatato il successo della sua formula, diede vita ad un
progetto: “The Webquest Page” volto a creare nella rete “un punto di
smistamento di materiale ed esempi di lezioni costruttiviste basate sul Web”.
Successivamente formalizzò le procedure seguite nel ciclo di lezioni
su Archeotype e così nacque il webquest.
In una semplice pagina web propose i principali passaggi per produrre
delle situazioni formative come quella da lui sperimentata.
Fase 1: introdurre la situazione formativa;
Fase 2: elencare alcune risorse a cui i discenti possono fare riferimento;
Fase 3: esporre un problema sufficientemente complesso da risolvere
mediante un lavoro di gruppo;
Fase 4: illustrare come trattare le informazioni per pervenire alla sintesi
richiesta;
Fase 5: trarre le conclusioni del lavoro svolto.
Siti di riferimento:
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http://webquest.org/index.php
http://www.webquest.it
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1900-1950: LA PRIMA METÀ
DEL VENTESIMO SECOLO.
La prima parte del ventesimo secolo racchiude in appena cinquant’anni densi
di avvenimenti, la summa di duemila anni di civiltà occidentale.
UN SECOLO CHE FA SUBITO STORIA.
Il secolo inizia bene proiettato verso un futuro pieno di miracoli della scienza.
La tecnologia industriale sforna ogni anno mirabili scoperte per il progresso
dell’umanità: l’energia elettrica inizia ad illuminare le città, grandi navi
transoceaniche a motore solcano i mari del mondo, le comunicazioni
istantanee annullano le distanze. La medicina
moderna, unita al miglioramento delle
tecniche di produzione agro-alimentari, promette un costante aumento
della lunghezza della vita media delle persone.
Però tutto questo non era alla portata di tutti. C’erano grandi differenze fra
le Nazioni, e anche all’interno degli Stati più progrediti vi era molta differenza
fra i pochi ricchi e le grandi masse di persone meno abbienti. Alla luce di ciò
il mondo sembrava essere in attesa di un pretesto per poter riscattare queste
forti disuguaglianze; e fu così che nel 1914 scoppiò la Prima Guerra
Mondiale. Iniziò nel cuore dell’Europa, contagiò le Colonie che gli stati Europei
avevano nei cinque continenti, coinvolse lontani Imperi asiatici ed, alla fine,
trascinò nel conflitto anche gli Stati Uniti d’America. La prima delle guerre
moderne fu devastante e vennero usate - per la prima volta! - terribili armi di
distruzione di massa come i GAS: morirono milioni di persone in tutto il
mondo. Nel 1918 questo lungo periodo di sconvolgimento terminò
lasciando l’Europa con pesanti debiti di guerra che frenarono lo sviluppo di
molti Stati nei decenni successivi. Le masse di soldati di ritorno dal fronte non
trovavano lavoro: finirono per essere un terreno fertile per le nuove ideologie
estreme - nazi-fasciste e comuniste - che si sparsero nel Continente nei venti
anni successivi.
Nel 1917 una rivoluzione popolare di enormi proporzioni incendiò la Russia
e travolse la dinastia degli zar che regnava da secoli: grandi masse
di contadini semi-analfabeti presero il potere senza essere in grado
di governare un cambiamento così repentino. In questo
modo il Paese rimase legato a procedure
che mettevano lo Stato al di sopra
dell’uomo e che procurarono, in quella
parte del mondo, un pesante ritardo nella
Storia in confronto ai Paesi Occidentali.
In Europa le condizioni di vita continuavano
ad essere molto difficili per la maggioranza
della popolazione.
In Germania, Adolf Hitler trasformò in
pochi anni il Paese da principale
perdente della Prima Guerra Mondiale in
una Superpotenza in grado di scatenare la
Seconda. Però fu anche il responsabile di
Adolf Hitler
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uno dei più terribili olocausti della
storia dell’umanità: con le Leggi
Razziali e in nome della purezza della
razza ariana sterminò nei campi di
concentramento milioni di ebrei uomini, donne e bambini - colpevoli solo
di non appartenere alla razza eletta
Partigiani
germanica.
Nello stesso periodo in Italia salì al potere
Benito Mussolini. Impose per vent’anni la
dittatura nel Paese, realizzando importanti
opere di bonifica, soprattutto nell’Agro
Pontino, e portando la ferrovia anche negli
angoli più remoti della penisola. Nel
Stazione Centrale - Milano frattempo, però, condusse anacronistiche
campagne colonialiste in Africa, aderì alle Leggi
Razziali di Hitler, ed infine strinse un patto di alleanza con Germania
e Giappone che portò il Paese alla Seconda Guerra Mondiale.
Anche negli Stati Uniti le cose non andavano molto meglio. Alla fine della
Prima Guerra Mondiale il Paese entrò in un momento di crisi che lo condusse
al grande Crack del 1929: le banche private non erano più in grado di pagare
i loro debiti e chiudevano una dopo l’altra. Migliaia di aziende fallirono,
lasciando milioni di lavoratori senza alcun mezzo di sostentamento.
TECNOLOGIA E MEDICINA COMPIONO PASSI DA GIGANTE.
Eppure in quel ventennio la scienza e la tecnica fecero passi da gigante. Quasi
tutto ebbe inizio negli anni ’30 con lo sfruttamento sfrenato di una materia
prima che si era formata lungo milioni di anni nelle viscere del pianeta, il
petrolio. La scoperta di immensi giacimenti petroliferi nelle sconfinate
praterie americane e il loro immediato sfruttamento funzionò da volano
per la neonata tecnologia automobilistica. L’utilizzo di tecniche di
produzione rivoluzionarie come la catena di montaggio permise una
diffusione rapidissima del nuovo mezzo di locomozione, che fu alla
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base di tutta una serie di innovazioni.
Perché le automobili non erano
come i cavalli, che andavano
dappertutto, ma avevano la
necessità di strade adatte. E
quindi ponti, viadotti, gallerie e
tutta la tecnologia necessaria
alla loro realizzazione ebbe un
impulso straordinario.
Nel mondo improvvisamente
rimpicciolito, le comunicazioni a
distanza diventarono di importanza
primaria: la radio ebbe subito una
diffusione incredibile, quasi capillare,
ma prima del 1940 erano già iniziate,
in alcuni Paesi particolarmente avanzati come
Inghilterra e Germania, anche le trasmissioni
televisive.
Era l’inizio delle Comunicazioni di Massa.
Nel frattempo un chimico inglese - Fleming - iniziò
a studiare alcune muffe che fin dall’antichità si diceva
fossero “miracolose” nella cura delle infezioni:
scoprì la penicillina e gli antibiotici e diede
inizio alla medicina moderna.
Intanto all’Università della Sapienza di
Roma sette studenti passati alla storia
come i “Ragazzi di via Panisperna”,
che era l’indirizzo del vecchio Istituto
di Fisica, stavano rubando alle stelle
il segreto dell’universo, il mitico
fuoco di Prometeo.
Siamo alle soglie dell’era atomica.
Enrico Fermi e compagni avevano a
disposizione due stanzette, e l’unica acqua in
grande quantità era quella della vasca dei pesci
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in cortile. Si narra che Fermi, il più atletico del gruppo, corresse in
continuazione avanti e indietro per procurarsi l’acqua necessaria al
raffreddamento e che lo strumento più tecnologico che possedevano fosse
una carriola piena di sali di cadmio per assorbire i neutroni. Eppure - trionfo
del genio italico! - ottennero la prima fusione nucleare. Insomma, con
i mezzi più arcaici, si stava conducendo l’esperimento del secolo, quello che,
nel bene e nel male, avrebbe aperto una nuova era per l’umanità.
Ma il mondo, nel frattempo, stava correndo nuovamente verso la sua rovina.
Nel 1939 Hitler invase la Polonia: è l’inizio della Seconda Guerra
Mondiale. Durò fino al 1945, coinvolgendo quasi tutti i Paesi del mondo,
devastando l’Europa come nessun conflitto precedente aveva mai fatto
e terminerà in un modo orrendo: con il ricorso alle bombe atomiche.
Auschwitz 1939-1945
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La tecnologia che sarebbe
dovuta servire per migliorare
la vita dell’uomo ebbe un
impulso straordinario e generò
in pochi anni armi senza
precedenti. L’aviazione ebbe
un ruolo determinante ed
iniziarono i bombardamenti dal
Flotta americana 1945
cielo. Civili, donne, anziani
e bambini iniziarono a pagare un prezzo
salatissimo in vite umane e intere città vennero rase al suolo.
L’Europa intera era un immenso, sterminato
campo di battaglia.
La guerra stessa si concluse con l’uso
di una nuova e terribile arma di
distruzione di massa: in Giappone
il 6 agosto del 1945 vennero
lanciate le prime Bombe
Atomiche. Erano solo due, ma
morirono in un lampo di luce
centinaia di migliaia di civili
e le due città di Hiroshima
e Nagasaki furono rase al
suolo.
La Guerra ebbe alla fine un
unico vero vincitore, gli Stati
Uniti d’America. Non una bomba
toccherà il suolo americano. Anche
gli Alleati europei, che pure furono
Fungo atomico
determinanti per la vittoria finale,
uscirono dal Secondo Conflitto Mondiale con
debiti di guerra salatissimi per i successivi decenni.
Ma l’Europa aveva un’anima antica e incredibili risorse umane.
Anche questa volta, lentamente e faticosamente, ricomincia la sua marcia
verso il futuro.
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1950-1960: GLI ANNI
DEL ROCK’N ROLL.
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NEL MONDO: LA GUERRA FREDDA.
Sono trascorsi solo cinque anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ma
molte cose sono successe. È iniziata la Guerra Fredda e il mondo si è diviso
in due: da una parte i Paesi cosiddetti occidentali, liberisti e democratici,
che gravitano nell’orbita degli Stati Uniti d’America, dall’altra i Paesi
dell’Est, comunisti, che ruotano attorno all’Unione Sovietica.
Nell’Occidente industrializzato, guidati dal meccanismo dell’offerta e della
domanda, iniziano a circolare le merci fra i vari Paesi. Ci sono grosse
differenze sociali, però c’è anche la consapevolezza - o la speranza - che
lavorando sodo si possa arrivare ad avere quello che la scienza
e il mercato mettono a disposizione. Nell’Est Europeo
comunista invece c’è una scarsa circolazione delle merci
e la centralizzazione del potere nelle mani dello Stato
finisce per imbrigliare la libera iniziativa e appiattire il livello
di vita di intere nazioni alla stretta sopravvivenza.
In America il terrore del comunismo fa esplodere il cupo
fenomeno repressivo del Maccartismo: molti innocenti
saranno perseguitati e molti intellettuali saranno costretti
a lasciare il Paese per non rinunciare alle proprie idee.
Perfino Charlie Chaplin, il mitico Charlot dovrà riparare
in Svizzera!
L’Unione Sovietica fa ancora peggio e non esita ad usare
i carri armati per dissuadere gli Stati adiacenti, come
Polonia e Ungheria (1956), a non cambiare bandiera.
La Germania, che alla fine della Guerra era stata divisa
in due aree di pertinenza, rispettivamente USA e URSS,
Charlie Chaplin
con la chiusura delle frontiere nel 1952 diventa di fatto
due nazioni: ad ovest la Germania occidentale, ad est la
DDR, cioè la Repubblica Democratica Tedesca. La rivalità fra le due
Superpotenze, le uniche - ufficialmente - in possesso dell’energia atomica, ha
un unico risvolto positivo: inizia la gara spaziale che porterà in pochi anni
l’uomo fra le stelle. Nata sulla scia degli studi missilistici di Von Braun,
lo scienziato nazista riparato in USA dopo la Seconda Guerra Mondiale che
aveva creato la V2, una bomba micidiale a razzo con cui era stata
lungamente bombardata Londra durante il conflitto mondiale, la neonata
scienza delle stelle vide in un primo momento in vantaggio l’Unione Sovietica.
Furono i russi, infatti, ad arrivare per primi nello spazio il 4 ottobre 1957 con
lo Sputnik 1 e ancora loro il 3 novembre 1957, lanciarono nello spazio
il primo essere vivente della storia, la cagnetta Laika.
Intanto, in una caldissima notte di luglio del 1954, in uno studio di registrazione
di Memphis, Tennessee, un ragazzo bianco che cantava il soul come un nero
si dimenava e sudava suonando la chitarra: si chiamava Elvis Presley e stava
incidendo il suo primo disco. Quando i primi DJ dell’epoca cominciarono a farlo
girare per le radio i ragazzi, prima d’America, poi di tutto il mondo, impazzirono.
Finalmente un suono nuovo, diverso, che esprimeva tutta l’inquietudine
e la voglia di vivere che avevano dentro. Era nato il Rock’n roll! E la voce magica
di Elvis lo portò fino ai più remoti angoli della Terra.
ELVIS PRESLEY.
Elvis Aaron Presley, cantante, chitarrista e attore
statunitense e uno dei più celebri musicisti rock and roll
e rockabilly di tutti i tempi, tanto da essere
soprannominato il Re del Rock and Roll o il Re
(The King). La sua presenza scenica ha avuto un impatto
sulla cultura statunitense e mondiale senza precedenti.
Molto stimato da fan e critici, ha saputo andare oltre
l’arte che rappresentava, quella musicale, finendo per
diventare una vera e propria icona della cultura pop
del XX secolo. La sua morte, prematura ed improvvisa,
gettò nella disperazione milioni di fan in tutto il mondo.
Le neonate Telecomunicazioni di Massa, proprio in quegli anni iniziano
a mostrare un mondo molto più vasto e composito, con enormi differenze
di stili di vita. L’Asia, ad esempio, è uno sterminato continente con infinite
risorse umane, ma con un bassissimo livello di vita della popolazione.
In Cina, dove vive già oltre 1 miliardo di persone dopo una rivoluzione
di stampo comunista, è al potere Mao Tze Tung che ha formalizzato
la nascita della Repubblica Popolare Cinese.
L’India ha raggiunto da pochi anni l’indipendenza dal Regno Unito anche
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grazie agli sforzi e alla strategia di un uomo immenso - il Mahatma
Gandhi - e adesso è alle prese con lo sforzo colossale di fare entrare nel
ventesimo secolo il suo miliardo di abitanti.
GANDHI.
Meglio noto come il Mahatma Gandhi, in sanscrito
“grande anima”. È stato uno dei padri fondatori
del moderno stato dell’India ed un fervente sostenitore
della satyagraha (forma attiva di protesta non-violenta)
come mezzo di rivoluzione. Il suo impegno è stato
determinante nel processo di indipendenza dell’India
dalla Gran Bretagna.
L’Africa sta ancora cercando di liberarsi dal giogo del colonialismo, ma forse
a causa delle immense ricchezze del suo sottosuolo che fanno gola a molti, finisce
per cadere in una serie di guerre fratricide che sono arrivate fino ai giorni nostri.
Anche in Sud America un sottosuolo ricchissimo di materie prime contrasta
con le condizioni di vita media delle popolazioni. Ma in questo caso le guerre
di indipendenza si sono risolte già da molti anni e assistiamo invece a infinite
guerre di potere interne, di solito fomentate da grossi interessi economici
internazionali.
In Palestina è stato fondato, dai reduci dei campi di concentramento nazisti, lo
Stato di Israele, mentre gli stati arabi del Golfo Persico si rendono conto del
valore del petrolio che è particolarmente abbondante nel sottosuolo del Paese.
IN ITALIA: LA RICOSTRUZIONE E IL BOOM ECONOMICO.
E il nostro Paese? L’alba del 1950 trova l’Italia repubblicana: un referendum
nazionale ha sancito nel 1946 la preferenza del popolo italiano per la
Repubblica.
La penisola ha 47.224.000 abitanti e, pur facendo parte dell’Occidente
industrializzato, è ancora un Paese fondamentalmente agricolo. Infatti
l’agricoltura rappresenta ancora il 41% della produzione nazionale, anche
se è ancora fatta con sistemi che hanno duemila anni. Infatti ci sono
pochissimi trattori e si usano ancora i buoi per arare i campi, mentre
l’industria arriva appena al 32% e produce soprattutto beni di lusso.
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Ma il problema più grave è la scarsissima scolarizzazione della gente.
Nel 1950, in Italia, c’erano ancora 7.600.000 persone completamente
analfabete, 13.000.000 che sapevano leggere qualche parola e fare la propria
firma, 24.900.000 con la licenza elementare, 3.500.000 con la licenza media,
1.400.000 diplomati, 422.000 laureati, ma solo 34.000 in materie
scientifiche! Eppure quegli anni furono percorsi da uno “spirito” positivo: tutto
era da fare o da ricostruire meglio di prima!
Però in Italia mancano le materie prime e nel 1952 viene stipulato un
contratto con il Governo belga: per ogni minatore italiano che lavorerà
nelle miniere di carbone, dove i belgi non vogliono più scendere, arriveranno
in Italia 2 quintali di carbone al mese per le nostre industrie: saranno circa
50.000 gli italiani, di cui oltre 20.000 provenienti dal Triveneto fortemente
depresso, che sceglieranno la strada di una emigrazione terribile. I minatori
italiani infatti sono pagati la metà di quelli belgi e vivono in baracche senza
servizi, con latrine esterne.
Eppure, anche se con un assetto sbilanciato verso l’export, che predilige la
produzione di beni di lusso come auto, mobili ed elettrodomestici,
piuttosto che camion per il trasporto interno delle derrate alimentari o trattori
con cui far ripartire l’agricoltura nazionale su basi moderne, si mette in moto il
cosiddetto Boom Economico. Inizia, lentamente, nel 1955 per esplodere
nel 1958.
Il triangolo industriale del nord inizia ad espandersi e a produrre molto,
richiamando milioni di persone verso Milano, Torino e Genova, non solo dal
sud ma anche dalle campagne. Inizia
lo spopolamento dei paesi a favore
delle città, dove la vita sembra più
facile e dove comunque si riesce a
trovare occupazione. L’agricoltura
viene velocemente abbandonata
alla ricerca del lavoro in fabbrica
che garantisce, soprattutto ai più
giovani, la possibilità di un futuro.
Si costruiscono così, senza nessuna
pianificazione urbanistica, immensi
quartieri dormitorio alle periferie
delle città e nascono migliaia
di negozietti dove si vende di
tutto. In Italia non esiste la
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distribuzione centralizzata come i supermercati,
anche perchè non ci sono industrie che
producono imballaggio e tutto - pane, pasta,
biscotti, conserve - viene venduto sfuso.
Eppure bastano dieci anni a cambiare il volto
del Paese. Mentre l’uomo arriva nello spazio,
l’Italia conosce l’ebbrezza della 600, la prima auto
per tutti, entrata in produzione nel 1955 che rappresenta in modo evidente
la voglia di riscatto di una intera nazione. Arriverà dopo pochi anni la mitica
500 - una versione ridotta ed economica della storica Topolino del 1936 che diventerà la macchina dei giovani per intere generazioni.
La Penisola ha ora 50.000.000 di abitanti, di cui solo il 29% dediti all’agricoltura,
mentre l’industria raccoglie già il 40% degli attivi e i servizi il 30%.
Lo stipendio medio di un operaio è di circa 50.000 Lire, cioè circa 30 euro
attuali, ma oltre la metà delle famiglie italiane ha la TV, che ha iniziato
le sue trasmissioni regolari il 1° gennaio 1954, quasi due terzi il frigorifero
e già un terzo la lavatrice.
Così l’alba del 1961, che vede il primo uomo nello spazio, trova l’Italia - di
diritto - come parte integrante dell’Occidente industrializzato.
LAVATRICE.
Macchinario che si occupa di lavare tessuti e capi d’abbigliamento.
L’acqua, unitamente a detergenti e solventi, rappresentano gli elementi
che permettono alla lavatrice di assolvere la sua importantissima funzione
domestica. Nel 1767 Jacob Christian Schäffern inventò
e fece funzionare il primo apparecchio tecnlogico per
pulire abiti, ma i primi modelli di lavatrice veri
e propri risalgono solo alla fine del XIX secolo.
FRIGORIFERO.
Serve alla preservazione del cibo attraverso bassa
temperatura. In questo modo si rallenta la crescita
dei batteri: sostituisce la vecchia ghiacciaia.
L’invenzione della macchina frigorifera, avvenuta
e brevettata nel 1851 dall’americano John Gorrie
e successivamente perfezionata, significa il superamento
delle tecniche tradizionali di conservazione (per salagione, per
essiccazione, ecc.) riuscendo a trasportare e mantenere per lunghi periodi i cibi.
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PROPOSTA DI LAVORO 1 - LA 500!
In questi anni l’automobile inizia ad essere, lentamente
ma inesorabilmente, un mezzo di trasporto sempre più
popolare.
Le automobili della FIAT (Fabbrica Italiana
Automobili Torino) segneranno indelebilmente questo
periodo e per molti italiani rappresenteranno la
possibilità relativamente economica
di realizzare un sogno. Il possesso di
un’auto diventa sempre più una comodità
ed uno status symbol e sempre meno
un lusso riservato a pochi
fortunati. In breve, l’Italia entra
nell’era della motorizzazione
di massa.
NEL PASSATO.
Procurati un’immagine della
mitica FIAT 500 (se hai difficoltà a trovare vecchi numeri di riviste
automobilistiche o libri sull’argomento, prova a cercarla sul tuo motore
di ricerca internet preferito...)
Incolla l’immagine al centro di un foglio ed utilizza lo spazio libero per
scrivere tutti i tuoi commenti sull’estetica della vettura; potresti
concentrarti sulla forma dei fari, le linee della carrozzeria, le maniglie
degli sportelli, le dimensioni etc.
L’attività risulterà più divertente se invece di un foglio userai un cartellone
ed i commenti saranno frutto di un lavoro di gruppo.
È possibile approfondire il tema chiedendo a qualche adulto, vecchio
possessore di questa automobile, di raccontarti un episodio legato alla 500:
il primo viaggio o la prima vacanza, qualche “epica” impresa che ha visto
protagonista questa auto, la gita a bordo di questo bolide con la ragazza che
poi è diventata la compagna di una vita...
Qualche volta anche tante storie personali possono aiutare a comprendere
la storia.
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NEL PRESENTE.
PROPOSTA DI LAVORO 2 - LO SVILUPPO ECONOMICO.
Incredibilmente - ma forse non
troppo - la 500 è di recente rinata
a nuova vita, a riprova di quanto
questo modello sia rimasto nel
cuore degli italiani.
Questa “torta” rappresenta graficamente la distribuzione delle attività
lavorative in Italia negli anni ’50. In quell’epoca, su 100 lavoratori 40 erano
impegnati nell’industria, 29 nell’agricoltura ed il restante nei servizi.
Nonostante siano passati tanti
anni, per l’industria automobilistica
questo nome rappresenta ancora
un’importante carta commerciale.
Non dovrebbe essere troppo difficile
ripetere il gioco fatto per la 500 degli
Nuovo design della 500
anni ’50; con l’aiuto di una rivista del settore
nel 2007
e/o qualche depliant pubblicitario, si potrebbe
anche scoprire quanta tecnologia separa le due versioni di questa
macchina: anche se l’attuale vettura richiama esteticamente la sua progenitrice,
in mezzo c’è comunque mezzo secolo di progresso scientifico ed industriale.
Ed infine: cosa ne pensa della nuova chi ha provato l’ebbrezza di guidare...
l’originale?
Restando nel presente, sarebbe molto interessante riuscire a raccogliere i pareri
di coloro i quali (ce ne sono davvero tanti) sono tuttora felici guidatori della
vecchia 500.
Proviamo a chiedere loro:
> perché non se la sentono di abbandonare quest’auto?
> cosa pensano del recente “remake”?
> confrontando le dotazioni e le caratteristiche delle due 500, si sentono
oppure no desiderosi di passare “al nuovo”?
NEL FUTURO.
Come immagini la “500” del futuro? Immaginiamo di far scorrere altri 50
anni: quali saranno le forme, le caratteristiche tecniche, le soluzioni
ecologiche dell’utilitaria del futuro? Diamo libero spazio alla creatività
per disegnare l’auto di... dopodomani.
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Agricoltura
29%
Servizi
31%
Industria
40%
UNA RICERCA.
Procurati i dati sull’occupazione relativi a questi anni e realizza, con l’aiuto
di un foglio di calcolo... e del professore di matematica, un grafico come
questo che descriva la situazione attuale.
> Come sono cambiate le percentuali rispetto a 50 anni fa?
> Quali settori hanno ceduto lavoratori ed a favore di quali altri?
> Come spieghi queste variazioni nella vita economica del Paese?
> Tra le persone che conosci, quanti sono impegnati rispettivamente
in ciascuno di questi tre fondamentali settori economici?
UNA “TORTA” DI CLASSE.
Dopo aver raccolto le aspirazioni professionali dei nostri compagni
di classe, proviamo a costruire una terza torta che rappresenti graficamente
ed in modo sintetico l’ipotetico futuro lavorativo non dell’Italia intera, ma
soltanto del nostro gruppo.
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1960-1970: I MITICI SIXTIES.
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NEL MONDO: CAPELLONI, CANZONETTE E TANTA VOGLIA
DI CAMBIARE IL MONDO!
Gli anni ’60 iniziano con una emozionante avventura, finalmente l’uomo fra
le stelle!
Il 12 aprile 1961, un russo, Jurij Gagarin è il primo uomo a vedere la
Terra, il pianeta azzurro, dallo spazio. E nel luglio del 1969 Neil
Armstrong, un americano, è il primo uomo a posare un piede sul suolo
lunare, pronunciando la storica frase “È un piccolo passo per un uomo, ma
un immenso passo per l’umanità”.
Cadono i confini a livello interplanetario mentre qui, sul pianeta Terra, si
innalzano muri che dividono definitivamente l’occidente capitalista dall’est
comunista: la notte fra il 13 e il 14 agosto 1961 vengono innalzate le prime
barriere di filo spinato fra la Germania Ovest e la DDR (Repubblica
Democratica Tedesca) e nel giro di pochi mesi un lungo muro grigio correrà lungo
i confini dei due stati. È la Guerra Fredda che spacca in due l’Europa
e il mondo.
1969 Neil Armstrong
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A Cuba, alla fine degli anni ‘50,
una rivoluzione popolare di
stampo marxista ha rovesciato il
regime al potere e gli Stati Uniti
d’America iniziano a temere le
conseguenze vista la vicinanza:
le coste cubane distano solo
70 chilometri dalla Florida.
Cattivi consiglieri spingono un
grande presidente come John
F. Kennedy verso un braccio di
ferro con Fidel Castro, leader
dei cubani, che porta al fallito
tentativo di controrivoluzione
passato alla storia col nome di
“invasione della Baia dei Porci”.
I cubani temono molto il colosso americano
e chiedono aiuto ai sovietici che fanno arrivare
a Cuba alcuni missili nucleari: insomma il mondo
si trova ad un passo dalla guerra atomica!
Sono tredici giorni (1962) che fanno
tremare la Terra. Poi tutto piano piano
John F. Kennedy
Fidel Castro
rientra, forse anche grazie all’intervento
pacificatore di un grande Papa che sedeva sul soglio pontificio
in quegli anni, Giovanni XXIII, il Papa Buono.
Sono anni ricchi di conquiste e di passione, con le comunicazioni di massa che
dilagano attraverso la televisione, raccontando - in tempo reale! - cosa succede
in ogni parte del mondo e con la nascita di una generazione, i giovani, che prima
non esisteva e una categoria, le donne, che non aveva nessun peso sociale.
Prima degli anni ‘60 esistevano solo i bambini e gli adulti, la generazione di mezzo
era solo un momento di passaggio, che serviva a “preparare” alla vita vera, quella
dei “grandi”.
Le donne poi, che avevano ottenuto il diritto al voto solo negli ultimi
decenni - in Italia addirittura nel 1948! - avevano nel mondo l’unico ruolo
di mogli e di madri. E se lavoravano, di solito dipendeva da problemi
economici della famiglia. Alle bambine non veniva mai chiesto cosa volessero
fare “da grandi”, il loro ruolo era quello di future madri, piuttosto che medici,
avvocati, giornalisti o qualsiasi cosa solleticasse la loro fantasia.
Tutto questo cambia negli anni ’60. I giovani reclamano il proprio ruolo,
sostengono di avere necessità, sogni e desideri e le donne rivendicano
gli stessi diritti dei loro coetanei maschi!
Beatles, capelloni e minigonne, ma anche presa di coscienza sociale.
BEATLES.
Gruppo musicale britannico, originario di Liverpool e in attività dal 1962
al 1970. Hanno segnato un’epoca non solo nella musica ma anche nel
costume, nella moda e nella moderna pop art.
Considerati uno dei maggiori fenomeni della musica
contemporanea, a distanza di vari decenni dal loro
scioglimento ufficiale i Beatles contano ancora
su un vasto seguito. Per la rivista Rolling Stone,
i Beatles rappresentano il gruppo musicale più
importante ed influente del XX secolo.
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I neri d’America che vivevano ancora pesantissime situazioni di apharteid
si sollevano e un pastore di colore
- Martin Luther King, che verrà
MARTIN LUTHER KING.
poi assassinato nel 1968 - un
Prete, politico e attivista
giorno (28 agosto 1963)
statunitense per i diritti
pronuncia davanti ad un milione
civili del popolo
di ragazzila fatidica frase “I’ve a
afro-americano
dream...” (Ho fatto un sogno...)
di colore. È stato il più
ed inizia l’azione di riscatto dei
giovane Premio Nobel
neri americani. Ma gli USA si
per la pace della storia,
impegolano negli stessi anni in
conferitogli all’età di
una lunghissima guerra in Viettrentacinque anni.
Nam che durerà oltre dieci anni
ed avrà un bilancio pesantissimo
di vite umane. È anche un periodo di pace e di relativa prosperità.
La televisione, ormai in tutte le case, mette in scena spettacoli musicali
e telefilm americani che passeranno alla storia come Perry Mason
e il Dott. Kildare: milioni di bambini sogneranno
di fare gli avvocati o i medici da grandi! Però,
i telegiornali mostrano anche immagini di guerre
lontane come quella del Vietnam o di bambini che
muoiono di fame in Africa e i giovani si infiammano.
Così al suono della musica rock che, attraverso
concerti oceanici come quello famosissimo
di Woodstock e nuove tecnologie di registrazione
è ormai alla portata di tutti, i giovani decidono
di “cambiare il mondo”! Nata nelle Università
americane, la protesta si diffonde velocemente in tutto
Perry Mason
il mondo negli anni ‘66/’67/’68, cogliendo impreparati
i Governi e le Istituzioni. Il movimento giovanile si esaurirà
in pochi anni, ma determinerà la nascita di nuovi segmenti di mercato - più colti
e consapevoli - su cui il giovanissimo Marketing delle Telecomunicazioni
costruirà il suo successo nei decenni successivi.
Intanto, in Medio Oriente si stanno covando future tragedie: nel 1967 Israele
occupa la Palestina durante la guerra detta “dei 6 giorni”. Sembra una
piccola faccenda locale ed invece innesta una spirale di vendette reciproche
che ancora si protrae ai giorni nostri.
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IN ITALIA: LA SCUOLA PER TUTTI, E IL PAESE ESCE DA SECOLI
DI ANALFABETISMO!
Anche in Italia lo sviluppo avviene in modo veloce: nel 1962 diventa
obbligatoria la scuola fino ai 14 anni per tutti, maschi e femmine. In pochi
anni l’analfabetismo, che era ancora estremamente diffuso nel nostro Paese,
viene ridotto e i ragazzi hanno possibilità maggiori di apprendimento rispetto
ai loro genitori.
È un cambiamento epocale. Tra l’altro nel 1965 viene pubblicato il primo
libro tascabile (Collana degli Oscar Mondadori), è la cultura a portata
di mano, per pochi spiccioli e per tutti! Sono anni di profondi cambiamenti
per il nostro Paese.
Nel 1963 viene aperto a Bolzano il primo supermercato
italiano: quasi tutte le merci inscatolate provengono ancora
dall’estero perché in Italia non ci sono
aziende in grado di provvedere.
Arrivano la carta igienica - fino ad
allora si usavano quadrotti di carta di
giornale - e i pannoloni per i bambini,
alcune grandi aziende chimiche
internazionali si organizzano con i loro
dettaglianti ed iniziano a vendere
detersivi per lavatrice. Insomma, comincia la grande distribuzione
organizzata, esplode il boom dei consumi e cala la richiesta di beni durevoli.
Dilaga il turismo di massa. La costa romagnola si organizza e gli albergatori
romagnoli faranno scuola rispetto all’accoglienza e al modo di trattare gli ospiti.
La pensione completa, per un giorno costava 800/1.000 lire: anche un operaio
a 50.000 lire al mese riusciva, con un po’ di economie a portare la famiglia
al mare, per 15 giorni, d’estate!
Anche in Italia i ragazzi si fanno crescere i capelli e le ragazze indossano
la minigonna. Si riuniscono in gruppi e discutono di tutto, oppure cantano
e ballano tutti insieme, in concertini improvvisati sulla spiaggia, al suono di una
chitarra che qualcuno del gruppo sa sempre suonare. E gli adulti non capiscono.
Capiranno di lì a poco. Nel 1966 c’è una terribile alluvione a Firenze, l’Arno
esce dagli argini ed allaga strade, case ed anche alcune delle Gallerie d’Arte
più importanti del mondo. Avviene qualcosa che sdogana i giovani, quei
capelloni di cui tutti gli adulti parlavano male. A migliaia - in un autentico
passaparola - si riversano a Firenze da ogni parte d’Italia e del mondo
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e formano catene umane che salvano, uno
dietro l’altro, i meravigliosi tesori d’arte
della città: passeranno alla storia come “gli
angeli del fango”.
STRAGE DI PIAZZA FONTANA.
Attentato terroristico
avvenuto il 12 dicembre 1969
alle 16.37: una bomba fu fatta
Le rivolte studentesche e giovanili che esplodere nella sede della
stanno attraversando il mondo dilagano Banca Nazionale dell’Agricoltura
anche in Italia e nel nostro Paese si nel centro di Milano, provocando
fondono con le grandi manifestazioni la morte di sedici persone ed il
ferimento di altre ottantotto.
operaie degli anni ‘67/’68/’69.
Purtroppo, però, il decennio si chiude male:
il 12 dicembre 1969 con l’attentato di Piazza Fontana inizia la Strategia
del Terrore che caratterizzerà tutti gli anni ’70.
ABITI ANNI ‘60.
La moda si concentra sui giovani...
Londra è la città che maggiormente
interpreta questa richiesta giovanile.
Covo di musica Pop e boutique
per ragazzi che chiedono di essere
rappresentati, stufi di una moda
vecchia e noiosa. La minigonna
irrompe come protagonista assoluta
della moda dell’epoca. Il suo ingresso
si deve alla stilista di successo Mary
Quant. Al posto di calze e reggicalze compaiono i primi collants
colorati, mentre la biancheria intima si riduce sempre più al minimo.
I motivi fantasia che si ritrovano sui mini-abiti, si devono all’influenza
della pop-art. Vengono utilizzati anche nuovi materiali come il vinile,
lucente, con effetto bagnato e tessuti acrilici e poliesteri di facile
manutenzione. Il colore torna ad esplodere e la moda diventa sempre più
unisex grazie anche ai jeans. I capelli si portano lunghi, sciolti e lisci.
Sono anni in cui ci si apre al pluralismo degli stili e all’espressione della
propria personalità. La moda non viene più dalle alte sartorie, ma dalla strada!
L’etnico domina su tutto: gli hippies sono i primi ad indossare bandane,
giacche di camoscio e collane di perline, inducendo e sostenendo il rifiuto
del consumismo. Il glamour si affianca all’etnico, nasce la moda Vintage.
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PROPOSTA DI LAVORO 1 - LA CONDIZIONE DELLE DONNE.
È in questo decennio, probabilmente, che le
ragazze, prima ancora che le donne adulte, iniziano
a maturare la consapevolezza dei propri diritti,
la voglia di indipendenza, l’aspirazione a contare di
più, non solo e non tanto nell’ambito della casa
e della famiglia, ma anche e soprattutto nella società:
l’“altra metà del cielo”, secondo una poetica
definizione orientale, vuole la parità con i maschi!
NEL PASSATO.
Realizza una serie di interviste a nonne, zie
e comunque a donne che per la loro età possono
confrontare il presente con la situazione
femminile di 40 anni fa.
Ecco alcune possibili domande:
> A quali professioni poteva aspirare una ragazza negli anni ‘60?
Si incontravano facilmente dottoresse in ospedale, poliziotte in divisa,
o avvocatesse nelle aule giudiziarie?
> Cosa ne pensate della famiglia moderna, nella quale è normale
e frequente che lavorino sia la moglie che il marito?
> Le ragazze moderne sono indipendenti, ed in pratica possono fare
qualunque cosa è possibile per i maschi, persino arruolarsi nell’esercito.
Che effetto vi fa questa situazione? Provate invidia o altro?
Naturalmente le domande possono essere molte altre e diverse. Raccogliete
i risultati in un unico documento dal titolo “Le ragazze di oggi: il punto di vista
delle nonne!”.
NEL PRESENTE.
Il presente... siete voi! Organizzate un dibattito in classe sul tema della
parità tra maschi e femmine.
C’è qualche aspetto della vita quotidiana che ancora non vede
compiutamente realizzate pari opportunità?
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Alcuni possibili argomenti sui quali esprimere il proprio parere
nella conversazione:
> Le opportunità di studio, il rapporto maschi/femmine nella scuola.
> Maschi e femmine nello sport.
> Il mondo dello spettacolo: cinema, musica, televisione... vi riconoscete nei
divi e nelle dive di oggi? Per voi rappresentano dei modelli? Quale
immagine di uomini e donne trasmettono?
NEL FUTURO.
Il mondo non è solo l’Italia o l’Europa. Ancora oggi la condizione femminile
è molto difficile in molte aree del pianeta. Ad esempio, esistono ancora
Paesi extraeuropei nei quali la donna è segregata in casa, è del tutto
subordinata al marito e non ha diritti politici.
Utilizza la rete per acquisire informazioni sulle
condizioni di vita delle donne in Asia, Africa
e negli altri continenti, specialmente per quanto
riguarda la partecipazione alle attività
economiche, la possibilità di studiare o di fare
carriera in politica, la salute e l’aspettativa di vita.
(Tieni presente che in una recente classifica
mondiale il nostro Paese è risultato in 77esima
posizione, per quanto riguarda la situazione delle
donne rispetto a quella degli uomini). Dai dati raccolti prova ad immaginare
quali potrebbero essere gli sviluppi futuri della condizione femminile a livello
mondiale.
PROPOSTA DI LAVORO 2 - L’OBBLIGO SCOLASTICO.
1963. Con un’apposita legge promulgata in quell’anno dal Parlamento
Italiano, l’obbligo scolastico viene portato ai 14 anni di età. In effetti
“obbligo” non è una parola che suona bene, ma proviamo a pensare
ad un’epoca, tutto sommato neanche troppo lontana, nella quale saper
leggere e scrivere era un lusso riservato a pochi, anzi a pochissimi. Siamo
davvero sicuri che la scuola sia solo “obbligo” e noia?
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UN ESPERIMENTO.
Non saper leggere è un po’ come essere stranieri a casa propria; ogni
scritta, ogni testo, perfino i titoli dei fumetti preferiti, sono
semplicemente una serie di segni privi di senso.
Per renderci conto di che cosa ciò significhi proviamo a fare questo gioco.
Chiediamo ad un compagno non italiano, ad un professore di lingua
straniera, ad un adulto che conosce bene il dialetto di un’altra provincia,
di tradurre nella propria lingua 3 o 4 testi diversi (ad es. un articolo di
giornale, la lista della spesa, il regolamento stampato sui biglietti dell’autobus
cittadino, una pagina del libro di storia...). Vediamo quanti di noi riusciranno
a comprendere i testi scritti, o quanto meno a distinguere... la storia del
risorgimento dai fumetti del tuo personaggio preferito! A gioco finito
chiediamoci: ma è davvero solo un obbligo fastidioso lo studio o forse è una
fondamentale opportunità?
UNA RICERCA... STORICA.
Ogni studente potrebbe incaricarsi di
chiedere ed annotare il titolo di studio di
alcuni parenti: nessuno, licenza
elementare, laurea, etc. Tutti i dati così
raccolti possono essere visualizzati per
mezzo di un semplice istogramma come
questo:
NATI DAL 1930 AL 1950
NATI DAL 1951 AL 1970
NESSUN TITOLO
LICENZA ELEMENTARE
LICENZA DI SCUOLA MEDIA
DIPLOMA DI SCUOLA SUPERIORE
LAUREA
NATI DAL 1971 AL 1990
Quando l’istogramma sarà completato sarà possibile farsi un’idea più precisa
del cambiamento del livello di istruzione nel corso degli anni.
NEL FUTURO.
Tra poco, forse già quest’anno, dovrai scegliere “cosa fare da grande”,
od almeno cosa studiare nei prossimi anni. Scrivi un breve testo per spiegare
cosa sogni di diventare, quale scuola superiore sceglierai ed in sostanza cosa
ti aspetti dai tuoi prossimi studi.
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1970-1980: NASCONO
LE DISCOTECHE E LA FEBBRE
DEL SABATO SERA.
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NEL MONDO: NASCE E SI AFFERMA LA CULTURA DI MASSA.
Stanno nascendo nuovi Mercati, più colti e consapevoli. La rivolta giovanile
e femminile è fatta da ragazzi che hanno esigenze diverse da quelle dei loro
genitori. Solo dieci anni prima la pubblicità mirava a compensare le necessità
quotidiane, adesso inizia a solleticare i sogni: sono i primi segnali
dell’edonismo che inizia a diffondersi negli anni ‘70 e si afferma negli
anni ’80. Il Mercato Globale ha capito in fretta il cambiamento ed esplodono
il marketing e la pubblicità, veicolate soprattutto dal media televisivo.
In Occidente inizia il consumismo più sfrenato. Tutti vogliono tutto, e subito.
È una ubriacatura colossale e collettiva in cui l’uomo, alle soglie del XXI
secolo, crede di avere in mano le leve del futuro. Nel 1975 la terra ha già
4 miliardi di abitanti, con un tasso di crescita che
ci porterà in 20 anni a superare i 6 miliardi con timori
riguardo al futuro.
Ma di questa immensa massa di esseri umani solo
il 30% vive nei Paesi industrializzati (Nord
America, Europa, Australia e Giappone), tutto il
resto vive in condizione di assoluta o relativa
povertà. Insomma c’è un Primo Mondo l’Occidente Industrializzato - e poi un Secondo,
un Terzo, un Quarto mondo a seconda del
livello di vita delle persone. Il benessere
occidentale richiede molta energia, e il
70% delle risorse del pianeta vengono
utilizzate nell’Occidente industrializzato.
Queste differenze fra i livelli di vita hanno
innescato una inarrestabile migrazione di massa
che porta milioni di individui a cercare fortuna
in Europa Occidentale e in Nord America.
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Mentre finalmente finisce la lunga guerra in Viet-Nam, inizia il disgelo fra
USA e URSS e anche la Cina comunista viene ammessa all’ONU.
Nel 1976, con la morte di Mao Tze Tung, inizia la trasformazione della
Cina che non rinnega il proprio credo marxista, ma ammette la possibilità
del singolo individuo di guadagnare ed arricchirsi col proprio lavoro. Oltre
1 miliardo di persone si rimboccheranno le maniche, lavorando 12-14 ore al
giorno e basteranno un paio di decenni al Pianeta Cina per diventare
l’attuale Superpotenza.
Nel frattempo alcune voci isolate iniziano a mettere in guardia l’umanità dai
rischi cui sta andando incontro. Nel 1979 i satelliti artificiali che girano
senza sosta in orbita attorno alla Terra hanno scoperto che lo strato di
ozono si è assottigliato e nella nostra atmosfera c’è un buco sopra
l’Antartide che lascia passare i pericolosissimi raggi ultravioletti.
Intere foreste in nord Europa sono vittime delle piogge acide.
E l’inquinamento, una parola prima sconosciuta, inizia a circolare sempre
più spesso nei discorsi della gente.
Ma intanto esplode la febbre del sabato sera.
La lancia nel 1978 un film americano in cui un giovanissimo John Travolta
si dimena al suono della neonata disco-music e contagia in pochissimo tempo
i giovani di tutto il mondo. È finito il tempo dell’impegno collettivo e delle grandi
JOHN TRAVOLTA.
Nasce il 18 febbraio 1954 a Englewood, già a dodici anni si ritrova a recitare
in spettacoli teatrali e a partecipare a musical e prende lezioni di ballo.
A sedici anni abbandona gli studi per dedicarsi a tempo pieno alla carriera
di attore. Il 1976 va considerato un momento di svolta affermandosi come
attore ma anche come cantante. Nel 1977, ecco il film che
lo consacra definitivamente: La febbre del sabato
sera, di John Badham, che diviene immediatamente
un fenomeno cinematografico - e l’emblema
di una generazione. Con questa pellicola, oltre
a conquistarsi la sua prima nomination agli
Oscar, Travolta diviene immediatamente l’icona
di un'epoca. Nel 1978 Grease (adattamento
per il cinema da una commedia musicale degli
anni Cinquanta) non fa che confermare il successo.
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manifestazioni popolari. Adesso è arrivato il momento del riflusso e della
evasione di massa: i giovani vogliono, prima di ogni altra cosa, divertirsi!
IN ITALIA: GLI ANNI DI PIOMBO.
Sono questi anni complessi per il nostro Paese.
Da una parte ci sono grandi aperture con l’affermarsi del femminismo in un
Paese profondamente cattolico che vedeva le donne solo come “angeli
del focolare” e con l’approvazione della prima Legge italiana sul divorzio
nel 1970, confermata con un Referendum popolare nel 1974.
Ma In Italia manca completamente una legge che regoli le frequenze
televisive e, a partire da Telebiella nel 1971, le emittenti private si
diffondono come un’epidemia: alla fine degli anni ’70 ne vengono censite
oltre 600, quasi come negli USA che hanno un territorio 30 volte quello del
nostro Paese!
Nel 1978 sale al Soglio Pontificio un Papa non italiano, il primo dopo quasi
500 anni. Si tratta di Giovanni Paolo II, il Papa polacco il cui papato durerà
per 25 anni, segnando in modo indelebile l’ultima parte del millennio.
La fine del decennio trova il nostro Paese in una situazione ambigua.
Dall’altra c’è un lungo periodo di Terrorismo, segnato dal tetro marchio delle
Brigate Rosse di estrema sinistra e dalle stragi sui treni di estrema
destra. Si concluderà alla fine del decennio grazie anche alle indagini del
Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Le grandi industrie che sono state il motore trainante della ricostruzione
cominciano a reggere con fatica la concorrenza internazionale e costringono
i Governi, che si susseguono uno dopo l’altro, a frequenti sovvenzioni che
aumentano in modo drammatico il debito pubblico del Paese.
Anche in Italia si comincia a parlare di inquinamento e in modo drammatico:
nel 1976 esplode un impianto chimico a Seveso e una nube tossica di
diossina galleggia indisturbata sui cieli lombardi. Passeranno alcuni giorni
prima che le autorità ammettano la pericolosità dell’evento e nel frattempo
si inquineranno i terreni e le falde acquifere, con gravi conseguenze sulle
popolazioni locali.
Nel frattempo alcuni sarti di Milano lanciano il pret-a-porter che
fa esplodere nel mondo la passione per il Made in Italy, sia esso la moda,
i vini o la cucina. Così nasce una miriade di piccole aziende, spesso
a conduzione familiare. Lavorando 12/15 ore al giorno, alcune di queste
microaziende diventeranno in pochi anni degli imperi e faranno partire
il comprensorio del Nord est della penisola,fino a questo momento
considerato zona depressa.
Fino agli anni ’70 nel nostro Paese c’era solo la RAI Radiotelevisione
Italiana, con RAI Uno che trasmetteva dal lontano 1954, RAI Due dalla metà
degli anni ’60 e RAI Tre, nata come emittente su base regionale, dal 1979. Le
trasmissioni sono ancora in bianco e nero e diventano a colori solo nel 1977.
PAPA GIOVANNI PAOLO II.
Karol Józef Wojtyla, è stato il 264° Papa della Chiesa
cattolica, nonché vescovo della città di Roma e sovrano
dello Stato Vaticano. Fu eletto il 16 ottobre 1978. È
stato il primo Papa non italiano dopo 455 anni ed è
stato inoltre il primo pontefice polacco, e slavo in
genere, della storia. Giovanni Paolo II intraprese sin dal
principio del suo pontificato una vigorosa azione politica
e diplomatica contro il comunismo e l’oppressione politica,
ed è considerato uno degli artefici del crollo dei sistemi del
socialismo reale già controllati dall’ex Unione Sovietica.
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E anche in Italia arrivano
le discoteche e la voglia
di ballare. In Romagna,
che si sta trasformando
da Riviera dei Poveri a
“Divertimentificio” italiano,
si riconvertono i “dancing”
di dieci o quindici anni prima
nelle prime mega-discoteche,
si aprono i primi Pub di ispirazione
anglosassone e si promuove un
turismo dedicato esplicitamente ai
giovani. E i giovani rispondono,
scoprendo dentro di sè una voglia di
divertimento che esploderà nei
successivi anni ’80.
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PROPOSTA DI LAVORO 1 - LA TV “SI FA IN DUE”.
> Vi sembra che l’offerta sia sufficientemente varia?
> A quale target di telespettatori è principalmente rivolta, secondo voi?
O meglio, in 6, e poi 10 e poi ancora in 100.
Infatti, se da un punto di vista tecnologico la maggiore novità è per il nostro
Paese l’avvento del colore nelle trasmissioni tv, per quanto riguarda il
panorama delle emittenti televisive si assiste nel decennio alla nascita delle stazioni
private, fenomeno che diverrà estremamente rilevante nel corso degli anni ‘80.
Lanciata dalla “primordiale” Telebiella, la proposta privata di televisione in
Italia diverrà, almeno a livello nazionale,
quasi esclusivo appannaggio dei canali
Mediaset, allora marcati Fininvest.
Ancora oggi infatti il “duello” via etere in
molti salotti italiani vede in sostanza
contrapposte la pubblica RAI (Rai1, Rai2,
Rai3) alla privata Mediaset (Rete4,
Canale5 ed Italia1), pur con qualche
“astro nascente”, come ad esempio La7.
In anni più recenti ha fatto la sua
comparsa la tv satellitare, che ha
allargato la possibilità di scelta dei telespettatori; con una parabola ed un
decoder collegati allo schermo di casa è ora possibile ad esempio seguire
le trasmissioni di Paesi esteri o, pagando, assistere ad incontri sportivi o
film in prima visione. Dall’unico canale nazionale Rai, rigorosamente in
bianco e nero, degli anni ‘50, abbiamo oggi raggiunto l’era della tv interattiva
ad alta definizione.
COSA C’È IN TV?
L’attuale offerta di televisione, grazie alle centinaia di canali disponibili tra
etere, digitale terrestre e satellite è davvero sterminata. Affidiamo ad ogni
alunno il compito di annotare il palinsesto pomeridiano (quindi in fascia
“protetta”) di un canale televisivo a scelta.
I TELEFILM.
Un prodotto specifico del mezzo televisivo è il telefilm, e da alcune
ricerche sembra in effetti che sia proprio il genere più seguito. Partiamo da
questo dato per impostare una piccola ricerca, che come
di consueto dovrà ricorrere a fonti
orali (interviste) e documentali di
vario tipo (libri, internet, vecchie
riviste, mediateche...).
NEL PASSATO.
Scavando nei ricordi degli adulti
(e nelle altre fonti citate prima)
creiamo una hit parade virtuale dei
10 telefilm del passato più
conosciuti, visti ed apprezzati.
Giusto per fare alcuni esempi,
non dovrebbe essere difficile
trovare
qualche
tipo
di
informazione riguardo a telefilm
“storici” come ad esempio:
“Starsky & Hutch”, “Charlie’s
Angels”, “Happy days”, “Chips”,
“X-Files”, “Il mio amico Arnold”, etc.
Chips
Happy days
La ricerca, cartacea o multimediale,
potrebbe essere corredata da Starsky & Hutch Charlie’s Angels
immagini, considerazioni dei
ragazzi circa i generi preferiti, confrontati con serie più recenti.
Aspetti di approfondimento interessanti potrebbero essere:
I risultati della ricerca. Un testo od un grafico realizzato collettivamente
raccoglierà i risultati del lavoro svolto dai ragazzi; la discussione
potrebbe essere favorita da spunti di questo tipo:
> quali di questi telefilm conoscevi?
> quali ti risulta siano trasmessi ancora oggi?
> riusciamo a ricostruire lo schema narrativo di alcuni dei più famosi?
> C’è una tipologia prevalente di programmi in questa fascia oraria?
(Si pensi ad esempio alla modalità di ricerca del colpevole in “Colombo” od
alla caratterizzazione di alcuni personaggi, come il “Fonzie” di “Happy days”...)
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NEL PRESENTE.
PROPOSTA DI LAVORO 2 - L’IMMIGRAZIONE.
Una proposta analoga, affidata ad un altro gruppo di studenti, riguarderà
la programmazione attuale. In considerazione della minor fatica nel
ricercare dati ed informazioni non dovrebbe comportare difficoltà
particolari realizzare un hit parade illustrata su cartellone, basata sulle
preferenze dei ragazzi.
L’immigrazione: nel corso degli anni ‘70 era ancora relativamente raro
vedere nelle nostre città persone di provenienza extraeuropea. Ma è
proprio in questo decennio che progressivamente i Paesi dell’allora Comunità
Europea, tra i quali l’Italia, iniziano a rappresentare una meta importante per
migliaia di uomini che vogliono sfuggire alla povertà della propria terra, sia
essa in Europa orientale, in Africa, in Asia o in America latina.
LE NOSTRE SERIE TV.
Immagine
Ovviamente, in rapporto all’età ed agli interessi
dei ragazzi, il percorso potrebbe essere
orientato ad esempio sui cartoni animati.
Titolo, personaggi, trame...
UNA RICERCA.
Presso l’anagrafe comunale è possibile avviare una ricerca sugli andamenti
demografici della propria città o paese, per rendersi conto in modo
“scientifico” delle dinamiche dell’immigrazione.
Quale frazione del totale degli abitanti è di provenienza extracomunitaria
oggi e quale invece era 10, 20, 30 anni fa?
Immagine
Immagine
Titolo, personaggi, trame...
I risultati possono essere rappresentati con un semplice ma efficace
istogramma, come quello, ipotetico, che segue.
Naturalmente anche la nostra scuola dispone dei dati
relativi agli iscritti nel corso degli anni.
Titolo, personaggi, trame...
NEL FUTURO.
A classe intera, partendo dall’offerta televisiva attuale e dalle preferenze
espresse, dopo la discussione si realizzerà un testo collettivo.
Strutturate con la classe una discussione immaginando un ipotetico futuro
programma ideale: che cosa “ci sarebbe dentro”?
Per poter discutere su tale argomento effettuate delle ricerche rispetto
agli spunti sotto riportati.
Un’idea può quindi essere quella di svolgere
un’analoga ricerca nell’archivio della scuola per farsi
un’idea di come sia cambiata la composizione della
popolazione scolastica nell’arco di questi decenni.
Su di una cartina mondiale rappresenteremo la situazione attuale della nostra
scuola, colorando, ad esempio, di giallo i continenti da cui provengono gli studenti
delle nazionalità poco presenti,
l’arancione per i gruppi un po’
più numerosi ed infine il
rosso per i continenti
dai quali provengono
in maggior numero
gli studenti non
italiani.
> Cosa ci piace e cosa non ci piace dell’attuale programmazione.
> Quali temi a noi vicini dovrebbero essere trattati meglio e/o di più.
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1980-1990: CROLLANO I MURI.
NEL MONDO: LA NASCITA DEL MERCATO GLOBALE.
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Gli inizi degli anni ’80 sono caratterizzati da alcuni eventi la cui influenza
continua fino ai nostri giorni.
Un anziano attore di Hollywood vince la corsa per la Casa Bianca e sulla
sedia più importante del pianeta si siede Ronald Reagan. Gli USA che
sono usciti con una immagine pesante dalla guerra del Viet-Nam stentano
a riacquistare fiducia in se stessi. Ci pensa il cow boy cinematografico
a riattizzare l’orgoglio nazionale al suono del suo slogan elettorale “Wake up,
America!” (Svegliati - o anche alzati - America!): sarà il lancio di quello che
passerà alla storia come “edonismo reganiano”!
Dall’altra parte del mondo, in Iran, l’Ahyatollah Komehini, solleva con i suoi
discorsi infuocati milioni di studenti che ribaltano in pochi mesi la
dittatura dello Scià di Persia: il pianeta allibito assiste alle immense parate
di ragazzi barbuti e col turbante che nel nome di Allah si ribellano all’Occidente
e rivendicano un modo completamente diverso di vedere il loro futuro.
L'AHYATOLLAH MOSAVI KOMEHINI.
È stato il capo religioso e politico dell’Iran dal
1979 al 1989. Il suo governo fu di stampo
religioso islamico e impose - secondo il
giudizio storico di visione occidentale - uno
stretto moralismo di linea fondamentalista.
Il regime da lui instaurato inaugurò una
linea di potere teocratico in Iran che
persiste tuttora.
Anche al Cremlino, nell’immenso pianeta sovietico stanno accadendo cose
importanti. Viene eletto al Soviet Supremo - massimo organismo politico
dell’URSS - un uomo nuovo. Si chiama Mikail Gorbaciov e parla una lingua
diversa, con parole come glasnost (trasparenza) e perestrojka
(ristrutturazione), che danno inizio ad una profonda trasformazione: la sua
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politica porta alla conclusione della Guerra Fredda, all’arresto della corsa
agli armamenti nucleari e, in pochi anni, alla caduta dei Muri che dividono
l’est comunista dall’occidente capitalista.
Il pianeta sovietico, grazie anche all’imperante martellamento della
pubblicità televisiva che non conosce confini si disgrega in pochi anni. Inizia
la Polonia, seguita a ruota dai paesi Baltici e dall’Armenia, poi dall’Ucraina
e dalla Bielorussia: insomma, in un decennio, l’immensa URSS torna
ad essere la Russia del 1917!
MICHAIL SERGEEVIC GORBACIOV.
Fu un politico russo. Fu l’ultimo segretario generale
del Partito Comunista dell’Unione Sovietica dal 1985
al 1991, nonché avviatore dei processi di riforma della
Perestrojka. La sua politica ha portato alla conclusione
della guerra fredda. È stato testimone della fine della
supremazia del Partito Comunista dell'Unione (PCUS) e
della sua dissoluzione. È stato insignito nel 1990 del
Premio Nobel per la pace.
Nei Paesi comunisti il popolo ha scuole, sanità pubblica e lavoro garantito, ma
vive in un appiattimento quotidiano, privo di fantasia. Non si muore di fame
come nel Terzo Mondo, ma non c’è libertà di pensiero e la libera iniziativa
è scoraggiata. E la gente dell’est vede in TV un mondo che sembra facile
e a portata di mano, la pubblicità racconta che - se hai denaro - puoi avere
le cose migliori presenti sul mercato. A milioni iniziano a sciamare verso
questo miraggio capitalista, scoprendo a proprie spese che la realtà non
è poi così facile, e l’Europa viene invasa da una ondata di immigrazione
senza precedenti.
Ma l’Europa nel 1986 viene profondamente scossa anche da un altro terribile
evento. C’è un incidente a Chernobyl, in una vecchia centrale atomica per
usi civili in Ucraina e la nube tossica proveniente dalla lontana Unione
Sovietica viaggia per mesi trasportata dai venti, contaminando tutta l’Europa.
Le Autorità e i Governi europei sono del tutto impreparati ad un evento di
questa gravità e stentano persino - per giorni! - a riconoscere la drammaticità
dell’incidente nucleare.
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IL DISASTRO DI CHERNOBYL.
Piccola città industriale nell’attuale
Ucraina, all’epoca facente parte
dell’URSS. Nella notte del 26 aprile 1986
uno dei quattro reattori della centrale
nucleare esplose, forse in seguito agli
esperimenti che i tecnici stavano
conducendo su di esso. Anche a causa dei
sistemi di sicurezza inefficienti la
temperatura crebbe fino a fondere il reattore,
dopo due esplosioni il nucleo si incendiò,
bruciando a temperature superiori ai 1.500 gradi.
La potenza fu tale da distruggere un coperchio metallico di 2.000
tonnellate posto a copertura del reattore.
La nube radioattiva che si sprigionò dalla centrale contaminò in pratica
tutta l’Europa. Talvolta le paure degenerarono in vere e proprie psicosi,
ma le persone presenti nella regione subirono realmente danni gravissimi
alla propria salute.
immediatamente tutte le forze del Paese, ne fa
un modello che negli anni successivi diventerà
un esempio da seguire anche per le altre nazioni
in caso di catastrofe e calamità. Qualche
mese prima, infatti, c’era stato un terremoto
terribile in Irpinia con migliaia di morti
e l’anziano Presidente, inorridito dai ritardi e dalla
disorganizzazione degli aiuti alle popolazioni colpite,
decise la costituzione della Protezione Civile!
Sandro Pertini
Gli anni ’80 trovano un’Italia che ha una gran voglia
di divertirsi e stare bene, nonostante non abbia risolto i suoi secolari
problemi, tra cui il divario esistente fra nord e sud della penisola.
È la “Milano da bere”, come recita un famosissimo slogan pubblicitario di
quegli anni, che guida l’economia italiana. Nascono nuovi imperi televisivi
privati e si impone il Libero Mercato. Ogni giorno esplode una nuova moda
e si diffondono i fast food. La “Griffe”, cioè il marchio di fabbrica
prestigioso, diviene oggetto di culto e i ragazzi - una generazione
passata alla storia come “i Paninari” stazionano per ore davanti alle prime
paninoteche.
Nel 1989 crollano tutti i muri.
Anche la Cina, con la rivolta degli studenti in piazza Tienanmen, cede di
fronte al Mercato Mondiale. E l’estremo oriente - Cina e India soprattutto scoprono improvvisamente di avere a disposizione una sterminata forza
lavoro a costi bassissimi (oltre 2,5 miliardi di esseri umani!) che li rendono
estremamente competitivi nei confronti dell’Occidente industrializzato.
Nasce nel frattempo la “generazione informatica” e i computer che prima
erano strumenti utilizzati solo da grandi enti statali o nelle aziende diventano
sempre più piccoli, sempre più facili. Alla fine, con gli Home Computer e la
diffusione dei Game, finiscono per entrare in quasi tutte le case, soprattutto
fra gli utenti più giovani.
IN ITALIA: MILANO DA BERE!
Nel 1980 il Presidente della Repubblica, un amatissimo vecchio partigiano
che si chiamava Sandro Pertini, promuove un nuovo Istituto chiamato
Protezione Civile: la concezione innovativa del servizio, che vede coinvolte
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LA RIVOLTA DEGLI STUDENTI
IN PIAZZA TIENANMEN.
Iniziò da una dimostrazione
studentesca portata in Piazza
Tiananmen nella città di Pechino
capitale della Repubblica popolare
Cinese tra il 15 aprile e il 4 giugno 1989.
La protesta, nata per denunciare l’instabilità
economica e la corruzione politica dello stato
cinese, fu soppressa con la violenza da parte del
governo, sotto il controllo del Partito Comunista Cinese.
Il numero dei morti causati dalla repressione è difficile da determinare,
ma oscilla tra i 200-300 (dati governativi) e i 2.000-3.000
(dati delle associazioni studentesche e della Croce Rossa cinese).
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Quando, nel 1982, l’Italia vince il Campionato del
Mondo di Calcio anche l’uomo della strada ha la
sensazione che gli anni bui siano ormai alle spalle e che
tutti nel mondo ci debbano riconoscere un posto di vertice
nella storia.
È un’epoca consacrata all’immagine e tutti sono contagiati
dalla voglia di essere belli ed apparire, come “insegnano”
la televisione e la pubblicità.
Queste belle immagini richiamano anche in Italia grandi
masse di immigrati provenienti soprattutto da est,
dalla Polonia e dall’Ucraina. Li contiamo e scopriamo
che sono già oltre 1 milione: da popolo di emigranti
- abbiamo smesso solo 15
anni prima di andare noi verso il
nord Europa a cercare un posto migliore dove
sfuggire alla miseria - siamo improvvisamente
diventati un Paese meta di immigrazione.
PROPOSTA DI LAVORO 1 - COMPUTER PER TUTTI.
Quella dell’informatica è una storia che parte da
lontano, addirittura i primi veri calcolatori
elettronici (degli incredibili “mostri” a valvole
delle dimensioni di una o due stanze) risalgono
agli anni ‘40. Il concetto di personal computer è
però relativamente recente e si sviluppa proprio
nel decennio di cui ci occupiamo in queste
pagine. La prima macchina di questo tipo
è un modello dell’americana IBM, del
1981, anche se la primogenitura è
controversa, come avviene in tutti i
campi della scienza e della tecnologia.
UNA RICERCA.
Ricorrendo alle risorse disponibili in internet, (e quindi rispettando il
programma scolastico di Tecnologia e Informatica) potrebbe rivelarsi
un’attività interessante stabilire l’anno relativo alle seguenti curiose (ma
alcune fondamentali) tappe nella storia del computer e soprattutto del web.
Un quarto di secolo di microprocessori e navigazione elettronica:
I PANINARI.
Con il termine “Paninaro” si identifica una sottocultura
giovanile nata a Milano nei primissimi anni
ottanta e diffusasi in seguito in tutta Italia
e in alcuni Paesi europei. Tra le caratteristiche
di questa sottocultura vi erano l’ossessione
per la griffe nell’abbigliamento e in ogni
aspetto della vita quotidiana, il rifiuto della
politica e l’adesione a uno stile di vita fondato
sul consumo.
Per i primi anni fu una sottocultura totalmente
apolitica, vero punto di rottura con i super-politicizzati
anni settanta. Solo a metà degli anni ottanta una pseudo
ideologia di estrema destra e neofascista si fece strada
nella sottocultura dei paninari.
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> 1981
Viene creata la prima emoticon :)
> _____
La Microsoft rilascia la prima versione del sistema operativo
Windows.
> 1984
Nasce il termine “cyberspazio”, nel romanzo “Neuromante”
di William Gibson.
> _____
Viene sviluppata un’innovativa tecnica di compressione
dei file audio: si tratta dell’attualmente notissimo formato Mp3.
> 1994
Il primo libro venduto dal negozio online Amazon.com.
> _____
L’anno di nascita del primo capitolo del videogame
“Tomb Raider” con protagonista l’archeologa Lara Croft.
> 1996
Il maestro di scacchi Garry Gasparov viene battuto per la prima
volta dal supercomputer IBM Deep Blue.
> 1998
L’anno del sorpasso: negli Usa il numero delle e-mail inviate
supera quello delle conversazioni telefoniche.
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> _____
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In un vecchio garage due studenti della Stanford University
gestiscono l’attualmente più famoso motore di ricerca in internet:
Google.
> 1999
Gli utenti di internet nel mondo sono 230.000.000, tra i quali
61.000.000 di europei.
> _____
Viene messo in vendita il sistema operativo Windows ME
(Millennium Edition), il successore di Windows 98.
> 2002
Il programma “peer-too-peer” Bit Torrent permette agli utenti
di internet lo scambio dei file presenti sui propri computer
(documenti, musica, video, programmi...).
Una grande possibilità di condivisione o un modo per ottenere
gratuitamente materiale - come canzoni o film - protetto
dalle leggi sul diritto d’autore?
> _____
PROPOSTA DI LAVORO 2 - I VOLTI DELLA STORIA.
Il decennio che va dal 1980 al 1990 è stato segnato, nel bene e nel male,
da alcune personalità politiche che hanno impresso con
il proprio pensiero e le proprie azioni svolte epocali al
corso della storia. Ecco i ritratti di tre leader, di tre
diverse grandi nazioni. Probabilmente facce e nomi
non ti sono noti, ma usali per avviare un’indagine
che ti porti a sapere perché sono famosi,
cos’hanno fatto, in quale modo soprattutto le loro
decisioni ancora oggi, indirettamente, producono
effetti nel mondo.
Ayatollah Khomeini
Dopo anni di attesa viene commercializzato Windows Vista,
il nuovissimo ambiente operativo Microsoft dotato
di una grafica avveniristica.
CHI SONO?: tra gioco e ricerca, mostra foto
e nomi di questi personaggi agli adulti che ti
sono vicini, consulta enciclopedie e libri di storia,
digita i nomi su un motore di ricerca e... cerca
di ricostruire vita ed opere di tutti e tre.
NOTA: tra le migliaia di possibili fonti è possibile visitare, a titolo esemplificativo,
www.wikipedia.org.
CONVERSAZIONE.
Avviamo una conversazione in classe sul tema del personal computer.
Ronald Reagan
> Ne possediamo uno, fisso o portatile, o comunque lo utilizziamo
regolarmente?
> Per quali scopi accendiamo più spesso un pc: documenti per la scuola,
videogiochi, musica da internet, stampare foto, comunicare con gli amici
via e-mail, chattare, consultare enciclopedie multimediali...?
> Complessivamente è uno strumento utile o superfluo? Come facevano nel
passato a farne a meno? Quali problemi ha risolto o contribuito a risolvere?
NEL FUTURO.
Come sarà il PC del futuro? Di quali funzioni disporrà e che cosa ci
permetterà di fare? Immaginiamo queste ipotetiche caratteristiche
e proviamo anche a rappresentarlo graficamente: forma, dimensioni (sarà
forse sempre più piccolo?), periferiche di input (mouse e tastiera lasceranno
forse il posto a sistemi di controllo più semplici o sofisticati?).
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Michail Gorbaciov
Inserisci nello spazio bianco un personaggio contemporaneo che reputi
importante oggi e che farà parte della storia.
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1990-OGGI: LA STORIA
CONTEMPORANEA LA SCRIVIAMO
NOI, TUTTI I GIORNI!
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NEL MONDO: IL MILLENNIO FINISCE FRA LAMPI DI GUERRA.
Cominciano le guerre del petrolio e il Medio Oriente va in fiamme. L’Iraq,
che ospita nel suo sottosuolo circa il 15% del prezioso combustibile fossile
del pianeta, invade il vicino Kuwait per una serie di diatribe territoriali.
L’Occidente, temendo una concentrazione di potere economico e futuri non
controllabili aumenti dei prezzi del greggio, si riunisce in una coalizione di 30
Paesi guidata dagli USA che, sotto l’egida dell’ONU, accorre in difesa del
Kuwait e attacca l’Iraq.
È la prima “Guerra Moderna” e tutto il mondo vede, in diretta televisiva,
i bombardamenti aerei di Baghdad e i pozzi petroliferi in fiamme. Sarà una
guerra-lampo, appena 38 giorni, ma è la prima
volta che - dalla fine della 2° Guerra
Mondiale - i Paesi europei sono coinvolti
in una guerra e l’opinione pubblica ne
rimane particolarmente colpita.
Anche in Europa ci sono grandi
sconvolgimenti e cambiano
radicalmente
le
carte
geografiche: la dissoluzione
dell’Unione Sovietica ha
fatto riesplodere antichi
dissapori e nascono ogni
giorno nuove Nazioni,
quasi sempre attraverso
piccole e cattive guerre di
confine.
Nel contempo si assiste alla
nascita del WEB, una Rete Grande
Quanto il Mondo. Internet esiste già
da qualche anno ed è una rete nata per scopi militari negli anni ’60 e poi
ceduta ad alcune Università americane che la usano per scambi con altre
Università ed Istituzioni in giro per il mondo. Ma nel 1992 Tim Berners-Lee,
un genio informatico del CERN - Centro Europeo per la Ricerca Nucleare codifica un sistema che permette l’accesso semplificato a tutti: è una
rivoluzione globale. Cambiano tutti i sistemi di comunicazione che diventano
in tempo reale e alla portata di tutti.
Le Comunicazioni di Massa, improvvisamente, devono fare i conti con un
nuovo sistema che non è più unidirezionale - io dico una cosa e tu ascolti ma è trasversale - io dico una cosa e tu ascolti solo se ne hai voglia e ti
interessa quello che sto dicendo.
È l’inizio della Terza Rivoluzione Industriale, quella Informatica.
Ma la fine del secondo millennio sembra presentare il conto alla nostra Civiltà.
Malattie nuove e terribili come l’Aids sono ormai incontrollabili e mietono
milioni di vittime nel mondo, soprattutto nei Paesi più poveri... per fortuna,
ormai, grazie al progresso scientifico non sembra più molto lontana la
scoperta di un vaccino.
Assistiamo meravigliati e allo stesso tempo increduli, alla presentazione
in TV della pecora Dolly, il primo essere vivente clonato. Scopriamo che
esistono gli Organismi Geneticamente Modificati e che possono venire
usati nell’alimentazione umana.
Gli scienziati si dividono fra quelli
PECORA DONATRICE
PECORA OSPITE
che vedono in questa risorsa la
risposta alla fame nel mondo e
quelli che non sono d’accordo fino
a quando non avremo dati sicuri
sulla loro pericolosità.
Il Parlamento Europeo sta facendo
buona guardia alla salute dei
consumatori del Vecchio Continente
e sembra approvare solo alimenti
privi di rischi.
Tremiamo per il possibile
Millenium Bug - un errore nella
programmazione dei datari nei
computer di tutto il mondo, che
COLTURA
DI CELLULE SOMATICHE
ENUCLEAZIONE OVOCITA
FUSIONE
EMBRIONE
PECORA PORTATRICE
PECORA CLONATA
Pecora Dolly
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potrebbero non riconoscere la data del 1 gennaio 2000 - e che potrebbe far
crollare l’Occidente industrializzato: poi, fortunatamente, tutto si risolve in
una infondata grande paura collettiva!
Si inizia a parlare sempre più spesso di cambiamenti climatici dovuti, forse,
anche all’inquinamento prodotto dall’uomo.
Il Terzo millennio non inizia molto bene.
Appena entrati nel ventunesimo secolo assistiamo,
sempre attraverso la TV (11/9/2001),
all’attentato alle Torri Gemelle di New York:
tre aerei dirottati dai componenti di una
formazione terroristica che si proclama
islamica radono al suolo il Trade Center
e attaccano il Pentagono. È la prima volta
che gli americani vengono attaccati sul
loro suolo - le altre guerre le avevano
sempre combattute all’estero - e la
reazione è drammatica. Coinvolgendo
ONU e Paesi amici in una guerra
preventiva al terrorismo globale, gli USA
dirottano la guerra in Medio Oriente 11 settembre 2001
Afghanistan e Iraq - e purtroppo
i combattimenti sono ancora in
corso.
Anche in Europa il terrorismo globale fa sentire
prepotentemente la sua voce, con gli attentati alle
metropolitane di Madrid (2004) e Londra (2005),
e ancora oggi la situazione non lascia intravedere
una soluzione vicina.
In questo clima di incertezza mondiale almeno una
cosa bella diventa realtà: i nostri padri avevano
sognato negli ormai lontani anni ’50 una Europa
Guerra in Iraq
finalmente unita e senza le sanguinose guerre interne
che avevano dilaniato per secoli i nostri Paesi e le
nostre città e finalmente, il 1 gennaio 2002, attraverso l’unione economica
dei Paesi del vecchio continente - arriva l’Euro per tutti! - cadono
le frontiere. Siamo ancora italiani, francesi, tedeschi... ma soprattutto siamo
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europei, e il bellissimo motto dell’Unione Europea - Uniti nella diversità contiene la promessa di un futuro libero da guerre interne.
Ma ci sono altre emergenze che la gente comune inizia a considerare
pressanti: il clima sta davvero cambiando! Se prima ne parlavano solo gli
ecologisti convinti, ormai se ne discute normalmente per strada.
Le estati sono sempre più calde e le catastrofi ambientali sempre
più frequenti con allagamenti, cicloni, uragani, maremoti che
mietono vittime in tutto il mondo. Anche il clima temperato del
Mediterraneo, con inverni freschi ma non gelidi ed
estati calde ma non torride, e soprattutto
con 4 stagioni ben distinte che ci
consentono da millenni un’agricoltura
particolarmente ricca e diversificata, è ormai
solo un ricordo.
Ancora non sappiamo con certezza se
anche l’inquinamento prodotto dall’uomo
sta incidendo profondamente in questo
cambiamento, però gli scienziati di tutto il
mondo hanno ormai suonato il campanello
d’allarme: DOBBIAMO cambiare il nostro
modo di produrre e consumare energia.
Energia eolica
Ormai stiamo terminando le riserve di
combustibili fossili raggiungibili con le odierne tecnologie e il loro uso
sfrenato se, forse, non incide in modo determinante sui cambiamenti in atto
sul nostro pianeta, sta rendendo le nostre città - con le micropolveri e l’alto
tasso di CO2 - praticamente invivibili!
È stata proprio la necessità di parlare tutti assieme del problema - che investe
tutto il pianeta e quindi dobbiamo parlarne in ogni angolo della Terra - che ha
spinto gli organizzatori del Live Earth del 7 luglio 2007.
Ed i ragazzi dei 5 continenti hanno risposto in massa: una folla di giovani ha
partecipato al Live Earth - The concert for a climate in crisis, una
gigantesca maratona musicale e planetaria della durata di 24 ore. 150 artisti
impegnati su 10 palchi, in alcune delle più estese città del pianeta.
Audience globale - grazie alle centinaia di radio e TV collegate in tutto
il mondo - di oltre 2 miliardi di utenti!
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IN ITALIA: LA NOSTRA STORIA DI TUTTI I GIORNI.
La fine della Guerra Fredda ha prodotto
anche profondi sconvolgimenti negli
equilibri interni del nostro
Paese: dopo 45 anni di
governo ininterrotto da
parte di alcuni partiti
politici che, purtroppo,
avevano mantenuto il
potere anche attraverso
mezzi illeciti, la Nazione
viene travolta da un
terremoto di tipo giudiziario.
Nel 1992 la cosiddetta
Prima Repubblica cade sotto
i colpi dei Giudici di Milano
e il fenomeno Tangentopoli
scuote il Paese, facendo scomparire
tutti i partiti politici che si erano
formati alla fine della Seconda Guerra
Mondiale.
Qualche partito di destra e di sinistra rinasce profondamente modificato
e si formano aggregazioni politiche completamente nuove, con la discesa
in campo di personaggi che provengono da altri settori della vita civile.
Ai confini orientali della nostra penisola i Balcani si incendiano in una serie
di conflitti territoriali ed etnici che producono innumerevoli schiere di
profughi in fuga verso l’occidente, e il mediterraneo comincia ad essere
attraversato dalle cosiddette “carrette del mare”, barconi carichi
di gente in fuga verso le nostre coste.
La Comunità Europea, sotto l’egida della NATO, è costretta
ancora una volta ad intervenire militarmente e, attraverso la TV,
vediamo gli aerei da guerra alzarsi dalle basi disposte anche sul
nostro suolo per andare a bombardare un Paese vicino.
Il Paese è attraversato da grandi manifestazioni per la pace
e migliaia di bandiere arcobaleno sventolano nelle piazze
italiane, riprese dalle TV e in ideale comunione con decine di altre
manifestazioni in giro per il
mondo. Sembra di essere tornati
agli anni ’60 e ’70, i giovani –
questa volta senza nette
contrapposizioni di destra e di
sinistra – inneggiano ad
un’unica cosa, un futuro
senza guerre.
Si diffonde a macchia d’olio
l’uso dei telefonini, con un radicamento nel Paese che ci
porta in breve tempo al secondo posto nella classifica
mondiale della diffusione
di questo nuovo strumento
di comunicazione. Anche
Internet - soprattutto fra le
fasce più giovani ed
acculturate - si diffonde
velocemente e si accentua
nel nostro Paese il Digital
Divide, cioè la distanza fra
chi usa normalmente le
Funerale di Giovanni Paolo II
nuove tecnologie e chi non ha gli
strumenti culturali per farlo.
Viene importato anche in Italia
un format che sta facendo
impazzire il mondo: si tratta
del Grande Fratello e dilaga
anche nel nostro Paese il
fenomeno dei Reality Show
con le televisioni che
incassano ascolti record.
Il 2 aprile 2005, dopo 26
anni di pontificato, muore
Giovanni Paolo II.
Mondiali 2006
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È grande la commozione nel mondo e Roma viene invasa in due giorni da
oltre 1 milione di pellegrini venuti a salutare il Papa polacco. Al funerale in
San Pietro sono presenti 46 capi di Stato e 200 delegazioni ufficiali,
mentre la folla inneggia “Santo subito!”.
Il 9 luglio 2006 l’Italia vince per la quarta volta il Campionato Mondiale di
Calcio che si svolge in Germania e per alcuni giorni il Paese sembra
impazzito: non esiste più divisione fra nord e sud, est e ovest della penisola.
C’è solo la voce del commentatore televisivo che urla a squarciagola “L’Italia
ha vinto… il cielo è azzurro sopra Berlino!”
PROPOSTA DI LAVORO 1 - L’ENERGIA.
Tutti abbiamo bisogno di energia: per lavorare, per costruire, per
produrre, per giocare, per comunicare, per riscaldarci, per viaggiare...
L’umanità ha sempre cercato nell’ambiente le risorse per ottenere l’energia
necessaria, ottenendola dal vento, dall’acqua, dalla forza muscolare
di persone ed animali. Da molti anni, l’uomo ricorre a combustibili
fossili quali il carbone, il petrolio ed il gas naturale; si tratta però di
risorse non rinnovabili e, pur a diversi
livelli, corresponsabili del degrado
ambientale causato dall’inquinamento.
UNA RICERCA, ANZI TRE.
Lavorando per gruppi, i ragazzi svolgeranno tre ricerche (di informazioni,
testi, immagini).
Un primo gruppo cercherà immagini ed informazioni storiche sulle
“energie e le macchine del passato”: ad esempio mulini a vento ed ad
acqua, carrozze e tram a cavalli, giocattoli a molla, imbarcazioni a vela
ed a remi, stufe a legna e caminetti.
> La raccolta di dati potrebbe essere completata con le testimonianze di chi
ha usato - o usa tuttora - i dispositivi oggetto della ricerca (è ancora
oggi possibile riscaldarsi o cucinare bruciando legna, o navigare a
vela, solo per fare alcuni esempi).
Un secondo gruppo si occuperà del presente. La maggior parte delle auto
utilizza motori a scoppio che bruciano derivati del petrolio, le centrali
elettriche producono energia da carbone e petrolio, una moltitudine di
strumenti di uso comune ricavano da pile (usa-e-getta o ricaricabili)
l’energia per funzionare.
> Approfondimenti interessanti potrebbero riguardare l’energia atomica (le
centrali nucleari sono forse “più pulite”, ma comportano in caso di
malfunzionamenti rischi maggiori); aggiungiamo a questa sezione i pareri
dei ragazzi e degli adulti intervistati sul tema “nucleare sì, nucleare no”.
Il terzo gruppo si incaricherà di cercare informazioni sulle prospettive
future, partendo da ciò che già oggi la scienza e la
tecnologia cominciano ad offrire.
In questi ultimi anni il problema
dell’inquinamento
ha
assunto
proporzioni tali da essere ritenuto
responsabile
persino
delle
variazioni climatiche che stanno
investendo il nostro pianeta.
Nasce da queste considerazioni
l’esigenza sempre più impellente
di scoprire ed utilizzare su larga
scala fonti di energia che non
rischino di esaurirsi e che non
abbiano sull’ambiente un impatto
negativo.
Recuperando in chiave moderna le intuizioni
dell’antichità, l’uomo cerca ora di migliorare
ed incrementare lo sfruttamento
dell’energia solare (per produrre
elettricità e calore), la forza dell’acqua
e del vento per produrre elettricità;
basti pensare alle ormai non più
recenti centrali idroelettriche o alle
“distese di eliche” di quelle eoliche.
Pannelli solari
In molte case sono presenti soluzioni
che sfruttano queste possibilità,
unitamente ad accorgimenti tecnici in
Centrale idroelettrica
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grado ad esempio di ridurre la necessità di condizionamento termico
ricorrendo a sistemi isolanti innovativi.
manoscritte, vecchi telefoni (magari con il
selettore a disco), walkie-talkie, etc.
Alla ricerca di notizie ed illustrazioni si può unire una piccola inchiesta
da svolgere nel mondo degli adulti, partendo magari dai docenti della
propria e delle altre classi:
Immagini e reperti saranno accompagnati
da brevi testi che guideranno i
visitatori (ad esempio compagni di
altre classi e genitori) in un percorso
storico che potrebbe svilupparsi
dalle iscrizioni su pietra romane
all’I-Phone, passando per i piccioni
viaggiatori ed il telegrafo.
> in quante abitazioni sono presenti impianti per riscaldare l’acqua
o produrre elettricità dall’energia del sole?
> quanti controllano la classe di efficienza energetica di un
elettrodomestico, al momento dell’acquisto?
> molti piccoli apparecchi sono dotati di una batteria solare per
funzionare, come ad esempio vari modelli di calcolatrici tascabili: gli
intervistati ne possiedono o ne conoscono l’esistenza?
Il materiale raccolto ed elaborato troverà posto su di un triplo cartellone,
oppure diventerà un ipertesto, o ancora un fascicolo composto da testi ed
immagini da poter distribuire nella scuola ed alle famiglie degli alunni.
PROPOSTA DI LAVORO 2 - COMUNICARE.
Nel corso degli ultimi quindici anni abbiamo assistito e partecipato
all’esplosione delle comunicazioni. “Esplosione” non è un termine eccessivo:
secondo le ultime statistiche in Italia siamo i secondi al mondo nel numero
di telefoni cellulari posseduti ed anche internet, sebbene più lentamente,
fa sempre più parte del quotidiano, specialmente di chi studia e/o lavora.
Il fenomeno dei blog è in continua espansione, e la voglia di interagire si
manifesta anche in fenomeni come “Second Life”, una sorta di mondo
virtuale dove, pur se per interposto... “avatar”, ci si incontra, si discute, si
stringono amicizie o si prende parte a comizi e manifestazioni.
UNA MOSTRA-MUSEO.
La classe allestirà una mostra degli strumenti di comunicazione usati
dall’umanità nel corso della propria storia. In alcuni casi sarà necessario
ricorrere ad immagini (per motivi diversi, ma ugualmente decisivi,
segnali di fumo e cellulari di ultimissima generazione non potranno
essere fisicamente disponibili in un’aula scolastica...), mentre in molti
altri la mostra potrà essere arricchita da reali esemplari di lettere
Telefono con tastiera a disco
Approfondimento: La
suddivisa in gruppi
a cui attribuire la ricerca riferita ad un unico mezzo
di comunicazione importante per la storia (es.
piccione viaggiatore, lettera, telegrafo,
telefono, telefono cellulare, internet).
Al termine delle ricerche organizzare una
discussione in aula sui plus e i minus di
ogni mezzo.
classe
verrà
Di seguito alcuni suggerimenti per guidare
la discussione in classe:
> Come sono cambianti i tempi della
comunicazione?
Telegrafo
> Come pensi sia cambiato il modo di comunicare
delle persone?
> Ritieni siano nati nuovi modi di parlare, scrivere
e relazionarsi al mondo con l’evoluzione dei mezzi di comunicazione?
> Quanti studenti possiedono, nonostante la giovanissima età, un proprio
telefono cellulare?
> A quali principali usi è destinato? Telefonate, sms, scambio di foto...
> Potreste oggi rinunciare al mezzo di comunicazione che utilizzate
maggiormente?
> Quali pensi potrebbero essere i futuri avanzamenti della tecnologia
delle comunicazioni?
Un testo collettivo raccoglierà quanto emerso dalla conversazione.
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Blog o diario in rete.
Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero “traccia su rete”.
Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; il 18 luglio
1997, è stato scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi
allo sviluppo del software che ne permette la pubblicazione, mentre il primo
blog effettivamente pubblicato lo si ha il 23 dicembre dello stesso anno. Nel
2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi
gratuiti dedicati alla gestione di blog.
Attraverso questa tecnologia la
possibilità di pubblicare documenti su
Internet si è evoluta da privilegio di
pochi (università e centri di ricerca) a
diritto di tutti (i blogger).
(definiti “residenti”) gli strumenti
per aggiungere e creare nel
“mondo virtuale” di Second Life
nuovi contenuti grafici: oggetti,
fondali, fisionomie dei personaggi,
contenuti audiovisivi, ecc.
La peculiarità del mondo di Second
Life è quella di lasciare agli utenti la
libertà di usufruire dei diritti
d'autore sugli oggetti che essi
creano, che possono essere venduti
e scambiati tra i “residenti”
utilizzando una moneta virtuale (il Linden Dollar) che può essere convertito
in veri dollari americani.
La struttura è costituita, solitamente,
da un programma di pubblicazione
guidata che consente di creare
automaticamente una pagina
web, anche senza conoscere
necessariamente un linguaggio di
programmazione; questa struttura
può essere personalizzata con vesti
grafiche.
Gli incontri all'interno del mondo virtuale appaiono dunque come reali
scambi tra esseri umani attraverso la mediazione “figurata” degli avatar.
L'iscrizione è gratuita, anche se è obbligatorio essere maggiorenni.
Per costruire e vendere oggetti all'interno di “Second Life”, inoltre, occorre
“comprare” aree di terreno nel mondo virtuale di Second Life.
Il blog permette a chiunque sia in possesso di una connessione internet
di creare facilmente un sito in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni
in completa autonomia ed entrare in contatto con persone lontane
fisicamente, ma spesso vicine alle proprie idee e ai propri punti di vista.
Con esse si condividono i pensieri, le riflessioni su diverse situazioni poiché
raramente si tratta di siti monotematici.
Immagine scelta per rappresentare la propria utenza in community, luoghi
di aggregazione, discussione, o di gioco on-line. La parola, che è in
lingua sanscrita, è originaria della tradizione induista, nella quale ha il
significato di incarnazione, per traslazione metaforica, nel gergo di internet si
intende che una persona reale che
scelga di mostrarsi agli altri attraverso
una
propria
rappresentazione,
un’incarnazione: un avatar appunto.
Il luogo di maggiore utilizzo degli
avatar sono i forum, i programmi
di messaggistica istantanea (MSN),
e i giochi di ruolo on-line dove
è d'uso crearsi un alter ego.
In certi casi possono esserci più blogger che
scrivono per un solo blog. In alcuni casi esistono
siti simili a blog, però sono aperti a tutti.
Second Life.
Mondo virtuale tridimensionale multi-utente online inventato nel 2003
dalla società americana Linden Lab. Il sistema fornisce ai suoi utenti
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Avatar.
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• La sceneggiatura: partendo da un’idea si arriva a scrivere la storia.
COME SI FA UN CARTONE ANIMATO?
“Animare un personaggio cartoon è come far vivere dal nulla un pezzettino di
carta, è come creare un’anima con l'uso della semplice matita, o utilizzando
il computer, modellare una vita insospettata e insospettabile”.
• La produzione: si disegnano i personaggi, gli sfondi e le ambientazioni.
• La post-produzione: si montano in sequenza le immagini, i suoni,
le musiche e gli eventuali effetti speciali.
Ma procediamo con ordine.
COS’È UN CARTONE ANIMATO?
Un cartone animato (o disegno animato), nasce da
una storia rappresentata con disegni su carta. Ogni
disegno è ripetuto su diversi fogli, ed ogni
ripetizione presenta delle piccole variazioni, così
che, facendoli avvicendare velocemente, si crei
un'illusione di movimento.
LA SCENEGGIATURA.
Facendo susseguire i disegni in modo veloce e
consecutivo, proprio come accade al momento della
proiezione, i disegni sembrano essere una sequenza
“viva”.
Il soggetto va sviluppato definendo i protagonisti principali, le ambientazioni
e gli eventi che caratterizzeranno la storia ed il finale.
L’idea per un cartone animato, così come per un film, può nascere
da un racconto, da una poesia, da un articolo di giornale, da un episodio
della nostra vita. Trovata l’idea si decide il tono da dare all’animazione
(drammatica, comica, ecc…).
Felix the cat
Il termine cartone animato, o anche più brevemente cartone, deriva
dall’originale termine inglese cartoon.
Alcuni autori preferiscono indicare, con il termine
cartoon, i cartoni animati del primo periodo, dalla
nascita del fenomeno fino agli anni ‘50, più che
quelli di epoca moderna: nel dopoguerra i cartoni
animati entrarono in televisione ma uscirono dai
cinema, e questo passaggio comportò una
revisione
completa sia nel modo di disegnare
Biancaneve e i sette nani
che nel modo di raccontare le storie.
COME NASCE UN CARTONE ANIMATO?
Realizzare un cartone animato è molto semplice.
Un cartone animato non è altro che una storia, ed è proprio come un breve
film. L’unica differenza è che gli attori non sono in “carne ed ossa” ma
sono rappresentati da “disegni”.
La realizzazione di un cartone animato si sviluppa secondo diverse fasi:
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Fondamentale è la sequenza degli eventi, concepita come una sequenza
ordinata di avvenimenti da narrare e legare tra di loro, dividendo il tutto
in scene, ognuna delle quali avrà una determinata durata e si svolgerà in un
posto ben preciso.
Cambiando tempo e luogo cambia la scena.
Nella sceneggiatura troveremo:
• le scene numerate;
• il luogo (interno o esterno) e il momento della giornata (mattino...)
in cui si svolge la scena;
• la descrizione delle ambientazioni delle scene: la luce, i particolari
importanti ed i protagonisti interessati dall’evento che si va a narrare;
• le azioni dei personaggi e, talvolta, come vogliamo che queste azioni
siano “riprese”;
• i dialoghi nella loro forma definitiva e i rumori di scena (una radio,
una porta che sbatte etc...).
Una sceneggiatura può essere scritta in vari modi:
ALL’ITALIANA: metodo molto utilizzato fino a pochi anni fa ma caduto
in parziale disuso. Questa tipologia è caratterizzata dalla suddivisione
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della pagine in due colonne: nella colonna di sinistra si scrive quello che si
“vede”, e quindi la descrizione dell’azione della scena; nella colonna di
destra si inserisce quello che si “sente”, e quindi le battute degli attori e i
suoni del film. Altra caratteristica è quella che ad ogni inizio di una nuova
scena si cambia pagina, questo per agevolare il lavoro durante la
compilazione del piano di lavorazione.
colore ha i capelli? È simpatico o
antipatico? Quali sono i suoi pregi
ed i suoi difetti?), così che i nostri
disegnatori lo realizzeranno proprio
come lo avete immaginato.
ALL’AMERICANA: attualmente più utilizzato. La pagina non viene divisa in
due colonne, ma la descrizione dell’azione si scrive lungo tutto il rigo; il
nome del personaggio e la conseguente battuta si scrivono sotto la
descrizione e vengono centrati. Infine non si cambia pagina al termine di una
scena e questo per una ragione pratica: seguendo puntigliosamente le
convenzioni di scrittura (distanza dai margini, numero di righe per pagina,
carattere del testo, grandezza del carattere etc.) una pagina di sceneggiatura
dovrebbe corrispondere ad un minuto di film da girare.
Il formato americano è effettivamente più pratico in fase di impaginazione e
ormai tutte le case di produzioni italiane lo hanno adottato come standard.
DOPPIAGGIO ED INCISIONE
DELLE VOCI.
LO STORYBOARD.
Doppiare un personaggio, che sia un attore in carne ed ossa o un cartone
animato, pone sempre delle difficoltà. Bisogna cercare di immedesimarsi
in tutti e due i ruoli allo stesso modo, altrimenti si rischia di essere finti e
senza emozioni. I cartoni animati richiedono sicuramente uno sforzo
maggiore per quanto riguarda la voce, perché spesso sono urlati, i
personaggi parlano ad una velocità incredibile, e quindi ci vogliono uno
sforzo e un’attenzione notevoli! Buona registrazione!
Dopo aver scritto la vostra storia si deve procedere con la rappresentazione
per mezzo di schizzi e disegni definiti: creare uno storyboard. Questo
passaggio permette di capire come rappresentare le scene e gli eventi: il
nostro cartone animato inizia a prendere
forma.
Lo storyboard va concepito come una
sequenza di riquadri numerati, in cui
andrete a sintetizzare, disegnando, gli
avvenimenti che caratterizzano la storia.
Ogni cartoon non deve superare i 2
minuti. Per aiutare i ragazzi a rispettare questa
durata sono stati realizzati dei modelli di storyboard
composti da 6 caselle. Le scene rappresentate in
ciascun riquadro, non dovranno superare i 20
secondi.
Ricordatevi sempre che lo storyboard dovrà diventare un
cartone animato per cui fondamentale sarà inventare e fare una breve
descrizione fisica e caratteriale dei personaggi (quanto è alto? di che
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Una volta terminata la parte di realizzazione grafica del vostro cartoon
dovrete pensare con particolare attenzione a tutte le battute che dovranno
dire i personaggi nelle diverse scene. Con l’aiuto della vostra sceneggiatura
originale e del vostro storyboard appena completato trascrivete su un foglio
tutte le frasi che saranno pronunciate. Scegliete l’intonazione della voce
di ciascun personaggio e poi registrate su una cassetta tutte le battute.
Ricordate di tenere sempre in mente i tempi delle scene per non rischiare di
avere dialoghi più lunghi o troppo corti rispetto ai vostri disegni.
I PROFESSIONISTI DEI CARTONI ANIMATI.
Le figure professionali necessarie alla produzione di un cartone animato sono
numerose in quanto prevedono anche figure altamente specializzate in
Computer Grafica tridimensionale (CG3D). Per questa parte vi aiuteranno i
cartoonist del Giffoni Film Festival, ma voi dovete fornirgli tutti i dati per
poter realizzare il vostro cartone animato così come lo avete pensato.
Di seguito un elenco dettagliato delle figure che sono coinvolte nella
produzione di un cartone animato. Ogni compagno di classe dovrà essere
investito di una carica e aiutare alla realizzazione del vostro lavoro.
Buon lavoro!
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REGISTA.
Lavora inizialmente con gli scrittori su nuove idee e supervisiona lo sviluppo
della storia: approva gli schizzi dei personaggi; dirige la registrazione del
dialogo e della musica; scrive i bar sheets, lavora con l’artista del layout,
suggerisce gag agli animatori e supervisiona la fase del pencil test ordinando
eventuali rifacimenti; supervisiona la coloritura dei fondali e dà l’OK per la
fotografia finale del cartone. Il regista ha inoltre il compito di scegliere il
produttore esecutivo (a volte è lui stesso) e quindi di assumerlo e licenziarlo
in ogni momento.
AIUTO REGISTA.
L’aiuto regista tiene un archivio generale di tutto il processo di realizzazione
del film. Scrive i fogli macchina da affidare agli animatori, partendo dai bar
sheets; alleggerisce molti lavori che dovrebbe svolgere il regista,
cercando di prendere in mano più dettagli possibili del processo direzionale
del film, senza ovviamente scavalcare il suo diretto e unico superiore.
SCRITTORE-SCENEGGIATORE.
Crea la trama essenziale del film e le gag per i vari personaggi. Lavora
(ma spesso sono più di uno) a stretto contatto con il regista e con l’artista
dello storyboard. Anche in fase d’avanzata produzione collabora con il regista
per eventuali modifiche alla trama o a certe gag. Alcuni scrittori
scrivono anche le parole originali delle musiche del film.
ARTISTA DELLO STORYBOARD.
Lavora con lo/gli scrittori, disegnando gli schizzi
essenziali per un’interpretazione della storia in termini
grafici. Deve essere un abile cartoonist, con la capacità di
saper disegnare pose buffe o deve avere le conoscenze di
base per schizzare i fondali (architettura e paesaggio).
DISEGNATORE DEI PERSONAGGI.
Deve avere un ampio vocabolario di posizioni da applicare ai vari personaggi
e molti differenti stili di disegno. È fondamentale che i vari designs dei
personaggi siano legati fra loro e possano essere facilmente animati, per
questo spesso il lavoro è in stretto contatto con gli animatori. Il personaggio
va poi illustrato in molte pose e da molti punti di vista.
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ARTISTA DEI LAYOUT.
È l’addetto degli abbozzi iniziali delle scenografie e
delle posizioni fondamentali dei personaggi su di
esse. Deve essere un eccellente cartoonist, capace di
seguire i design di base dei vari personaggi e porli in
pose buffe e umoristiche. Deve fare ricerche sui
costumi, sull’architettura, sui paesaggi. È essenziale
avere una solida conoscenza della prospettiva e della
composizione grafica. Deve inoltre essere in sintonia
con le esigenze tecniche dell’animatore e
dell’operatore della macchina da presa.
ANIMATORE.
Deve avere la capacità di animare diversi stili di
personaggi, specialmente in uno studio dove la
produzione principale è quella degli spot pubblicitari. Deve
conoscere benissimo la recitazione nella teoria e nella pratica. Deve avere
buone qualità tecniche e abilità di fare pose simpatiche e umoristiche. Deve
conoscere alla perfezione la camera da ripresa verticale in modo da poter
scrivere istruzioni comprensibili all’operatore. Deve inoltre avere una certa
capacità organizzativa in modo da poter supervisionare il lavoro
dell’assistente animatore e dell’intercalatore.
ASSISTENTE ANIMATORE.
Il suo compito principale è quello di aggiungere agli schizzi iniziali
dell’animatore, altri intermedi delle pose principali, in modo da lasciare uno
o due intermedi al massimo per l’intercalatore. Deve poi preparare la scena
finita per il pencil test. Dopo l’approvazione del regista, l’assistente ripulisce
gli schizzi e controlla il foglio macchina per eventuali errori. Calcola
movimenti di panoramica. Mano a mano che l’assistente guadagna
esperienza, l’animatore gli dà da animare piccoli spezzoni di scena, fino ad
arrivare all’indipendenza completa, animando delle scene lui stesso.
INTERCALATORE.
L’assistente dell’assistente animatore riceve compiti solitamente semplici
all’inizio, lavorando prima su singole intercalazioni, poi arrivando a 3 fino a 5
al massimo. Ci sono pochi artisti che scelgono di fare dell’intercalazione una
vera professione. Di solito puntano a diventare assistenti animatori e infine
animatori.
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PIANIFICATORE (PLANNER).
Questo lavoro solitamente consiste nel controllare ogni scena, una volta
ripulita, in modo da vedere se sia possibile combinare più disegni sullo
stesso CEL prima che la scena venga xerografata, così da risparmiare la
spesa di CEL supplementari (oggi ancora molto costosi) e semplificare il
lavoro dell’operatore di camera. Serve una persona con un forte senso
dell’ordine e una gran conoscenza della camera. Questo lavoro sta ormai
scomparendo o è del tutto scomparso grazie all'apporto, in fase di ripresa,
del computer che permette di evitare anche l’uso dei CEL e della loro
coloritura.
ARTISTA DEI FONDALI - SCENOGRAFO.
È generalmente un ottimo illustratore con
conoscenze d’ogni tipo di tecnica
pittorica. Acquerelli, acrilici, oli,
pastelli, e carta ritagliata sono
di solito i materiali maggiormente usati dallo
scenografo, e oggi anche computer grafica e
programmi di paint 2D. Molti artisti del layout
disegnano con pochissimi dettagli, lasciando questo
compito allo scenografo che deve essere preparato per
l’occasione. Spesso chi fa questo genere di lavoro non è
un vero e proprio cartoonist ma una persona con solida
educazione d’arte classica.
OPERATORE XEROX, SCANNER.
Anche qui ci troviamo di fronte ad un lavoro che non richiede abilità artistiche
e che sta scomparendo. È praticamente l’opera di fotocopia degli originali a
matita su acetato trasparente. Con l’introduzione del computer ogni disegno
a matita viene ora direttamente importato e digitalizzato con scanner nel
computer e qui colorato con programmi appositi detti di PAINTING.
COLORISTA, PAINTER.
Spessissimo questo lavoro era svolto da donne, e consiste nel colorare
sul retro i vari CELS con tempere acriliche. Anche qui non sono richieste
particolari abilità artistiche ma pazienza e precisione, oltreché una mano
molto ferma. Il computer sta sostituendo anche questo tipo di lavoro,
permettendo di velocizzare la produzione e utilizzando un personale più
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ristretto che opera su programmi di PAINT direttamente interfacciabili con la
camera da ripresa che importa il disegno a matita da colorare a video.
CONTROLLORE GENERALE.
Qui l’addetto verifica se le CELS e il montaggio digitale combaciano con i
fondali, soprattutto nel caso di tagli particolari per vedere se il tutto è
perfettamente a registro.
OPERATORE DI RIPRESA.
Deve avere una solida conoscenza di tutti gli aspetti della fotografia,
soprattutto della cinepresa verticale (ora spesso sostituita dalla telecamera).
Soprattutto deve avere una grande pazienza perché gran parte del processo
di fotografia dell’animazione è un lavoro macchinoso e ripetitivo. Il computer
oggi sostituisce in toto il lavoro dell’operatore di ripresa, che comunque è
ancora presente e opera su programmi dedicati che permettono
sofisticatissimi movimenti di macchina, con profondità di campo e
multiplane a illimitati livelli.
EDITOR-MONTATORE / EDITOR DEL SUONO.
A differenza del montatore nei film dal vero, quello nell’animazione non ha
l’opportunità di scegliere le scene migliori, tagliarle e montarle a piacimento.
Questo perché le scene sono CONTATE, esattamente quelle che poi andranno
in montaggio perché il grande lavoro d’animazione dietro ad ogni scena non
permette molti rifacimenti come nel film dal vero. Il montatore nel cartone
animato ha il compito di mettere insieme in sequenza le varie scene, come da
BAR SHEET, seguire le sessioni di registrazione audio e sincronizzare il tutto.
Opera fin dai primissimi momenti della produzione perché l’esperienza di un
buon montatore dà un tocco al film che solamente lui può avere. Un buon
film è tale anche e soprattutto per un buon montaggio e susseguenza
dinamica e logica delle scene.
L’editor del suono ha ovviamente il compito del montaggio sonoro di effetti
audio, dialogo e rumori di fondo, che vanno perfettamente sincronizzati con
il video: spesso si usano software per la creazione di effetti surround con
metodologie di Dolby Digital, DTS ecc., ma i migliori effetti si realizzano
ancora con l’utilizzo di tecniche tradizionali e registrazioni dal vero.
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E ORA, COSA DOVETE FARE?
L’8A edizione di Dixan per la Scuola prevede la produzione
di 3 cartoni animati... non preoccupatevi, ad aiutarvi ci saranno
i professionisti del Giffoni Film Festival.
Tutto quello che dovete fare voi con i vostri alunni è raccontare una storia
sul tema “Di 50 in 50... Come eravamo, come siamo, come saremo!”.
Una storia originale, fantasiosa e creativa: la giuria valuterà proprio questi
aspetti, oltre ovviamente l’attinenza al tema.
Come dovete raccontarla? Proprio come vi pare.
Ogni spunto può dar vita ad una storia da
raccontare e trasformare in cartone animato
attraverso i vostri disegni.
Sarà estremamente importante descrivere al
meglio i personaggi che animeranno la vostra storia:
infatti la definizione delle caratteristiche fisiche,
caratteriali e eventuali superpoteri dei vostri soggetti
è basilare alla realizzazione grafica del personaggio
come i vostri alunni lo hanno immaginato.
Potete realizzare un filmato amatoriale o anche una recita
e filmarla con una videocamera: non importa la qualità
delle immagini, ma le idee che queste trasmettono!
Ovviamente, la storia potrà essere descritta anche con tecniche più
appropriate per il mondo dell’animazione, come soggetti, storyboard
o con i primi disegni.
Ricordate, però, che il termine per presentare i vostri lavori
è il 15 marzo 2008. Buon lavoro, anche se speriamo che, più di un lavoro,
sia un vero divertimento!
Per informazioni visitate il sito
www.dixanperlascuola.it o scrivete
[email protected]
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Contattate il Giffoni Film Festival per ottenere
consulenza in merito alla gara creativa.
089.9023209
Scarica

Manuale didattico - Dixan per la scuola