Diocesi di Roma
Parrocchia Santi Antonio e Annibale Maria
dei Padri Rogazionisti del Cuore di Gesù
Rito di
DEDICAZIONE DELL’ALTARE
della chiesa parrocchiale
Santi Antonio e Annibale Maria
presieduto da S. Em. Rev.ma
il Sig. Card. AGOSTINO VALLINI
Vicario generale di Sua Santità
per la diocesi di Roma
Domenica 15 Novembre 2009
XXXIII per annum
ore 10,30
PRESENTAZIONE LITURGICA DELLA CELEBRAZIONE
PREMESSE
La celebrazione che ci apprestiamo ad iniziare è tra le più
suggestive e solenni della Chiesa. Al centro di essa vi è il nuovo altare,
segno supremo di Cristo e del suo sacrificio, mensa del convito
pasquale.
Su di esso si offre la “vittima sacrificale”: Cristo; sotto di esso
sono poste le “vittime trionfali”: i martiri. Per questo sin dall’antichità gli
altari erano eretti sui sepolcri dei martiri ed ancora oggi vengono
deposte le reliquie dei martiri o dei Santi sotto di esso, come avverrà
anche in questa celebrazione. Le reliquie dei Santi verranno portate nella
processione d’ingresso e durante il rito, deposte definitivamente nel
sepolcro interno dell’altare.
L’altare all’inizio della celebrazione è spoglio perché non è ancora
divenuto con il rito di dedicazione e soprattutto con la celebrazione
dell’Eucaristia, segno pasquale di Cristo. Sarà rivestito ed illuminato per
la mensa del sacrificio solo quando questa nuda pietra diventerà “pietra
preziosa ed eletta” dalla quale scaturisce per noi - come dal costato di
Cristo - “l’acqua e il sangue”, fonte dei sacramenti della Chiesa.
LE RELIQUIE DEI SANTI
Oltre alle reliquie dei Santi Patroni e Titolari della Parrocchia
-
Sant’Antonio di Padova e Sant’Annibale Maria Di Francia saranno depositate sotto l’altare, anche le reliquie di altri Santi che
verranno invocati durante le Litanie e che sono i seguenti:
i martiri Lorenzo di Roma e Massimiliano Maria Kolbe ;
i Santi Fondatori o Fondatrici delle Congregazioni religiose
presenti sul territorio parrocchiale: Paola Frassinetti, Giovanni Battista
Scalabrini, Raffaella Santina Cimatti, Regina Protmann ;
i Santi canonizzati col nostro Fondatore, sant’Annibale, il 16
maggio 2004 da Giovanni Paolo II: Luigi Orione, Nimatullah
Kassab Al-Hardini, Josep Manyanet y Vives, Paola Elisabetta Cerioli,
Gianna Beretta Molla ;
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i Santi le cui immagini sono venerate qui in Chiesa: Rita da
Cascia, Pio da Pietrelcina, Teresa di Calcutta ;
i Santi religiosi: Francesco di Sales, Giovanna Francesca de Chantal e
Chiara d’Assisi.
I RITI DI INTRODUZIONE E LA LITURGIA DELLA PAROLA
All’inizio della celebrazione saremo aspersi con l’acqua
benedetta in ricordo del nostro battesimo e con la stessa acqua verrà
asperso anche l’altare e le pareti della chiesa ristrutturata.
La Liturgia della Parola si aprirà con la consegna del
Lezionario che per la prima volta verrà portato al nuovo ambone dal
quale sarà sempre proclamata la Parola di Dio: in tal modo viene
benedetto anche il nuovo ambone.
LA LITURGIA DI DEDICAZIONE
Dopo il Credo si svolge il momento culminante del rito:
la liturgia di dedicazione dell’altare ha il suo centro nella
Preghiera di dedicazione proclamata dal cardinale, nella quale si
esprime l’intenzione di dedicare in perpetuo l’altare a Dio e si chiede la
sua benedizione.
La Preghiera è preceduta dal canto delle Litanie dei Santi e la
deposizione delle loro reliquie: è il segno dell’intercessione di coloro
“che hanno condiviso con Cristo la Passione ed ora sono suoi
commensali nel convito eterno”.
I riti dell’unzione, dell’incensazione, della vestizione e
dell’illuminazione dell’altare esprimono con segni visibili il mistero
pasquale di Cristo che è altare, vittima e sacrificio.
LA LITURGIA EUCARISTICA
Preparato l’altare, il cardinale lo bacerà e celebrerà di esso
l’Eucaristia, che è la parte più importante e più antica di tutto il rito: è
infatti l’Eucaristia che consacra veramente l’altare come santifica il
cuore di coloro che la ricevono.
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RITI INIZIALI
INGRESSO
Quando il popolo si è radunato, la celebrazione è introdotta da una monizione che
spiega il senso generale del Rito di dedicazione dell’altare. Il cardinale e i
presbiteri concelebranti, i diaconi e i ministri, attraversata la chiesa, si avviano
verso il presbiterio, portando le reliquie dei Santi da deporre sotto l’altare.
Intanto si esegue il canto di ingresso.
Coro:
Chiesa che nasci dalla Croce,
dal fianco aperto del Signore,
dal nuovo Adamo sei plasmata,
sposa di grazia nella santità.
Chiesa che vivi della Pasqua,
sei dallo Spirito redenta
vivificata dall’amore,
resa feconda nella carità.
Ass.
Dal Crocifisso Risorto nasce la speranza,
dalle sue piaghe la salvezza,
nella sua luce noi cammineremo,
Chiesa redenta dal suo amore.
Coro:
Chiesa che annunci il Vangelo,
sei testimone di speranza
con la Parola del Dio vivo,
in mezzo al mondo nella verità.
Chiesa che vivi nella fede,
rigenerata dalla grazia,
stirpe regale, gente santa,
sei per il mondo segno di unità. Rit.
Coro:
Chiesa fondata nell’amore,
sei tempio santo del Signore,
edificata dai tuoi santi
tu sei speranza dell’umanità.
Chiesa mandata per il mondo
ad annunciare la salvezza,
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porti la grazia ad ogni uomo
e lo conduci alla santità. Rit.
Coro: Chiesa in cammino verso Cristo
nella speranza e nella fede,
tu sfidi il mondo con l’amore,
tu vinci il male con la verità.
Canta con gioia il tuo Creatore,
loda per sempre la sua grazia,
tu dallo Spirito redenta
sposa di Cristo nella carità. Rit.
Giunta la processione in presbiterio, le reliquie dei Santi vengono deposte in
un luogo adatto circondate da lumi; i concelebranti, i diaconi, i ministri si
recano ai posti loro assegnati. Il cardinale, omettendo il bacio dell’altare, va
alla sede; deposti il pastorale e la mitra, saluta il popolo con queste parole:
La grazia e la pace
nella santa Chiesa di Dio
sia con tutti voi.
Tutti:
E con il tuo spirito.
BENEDIZIONE
DELL’ACQUA
E
ASPERSIONE
Terminato il rito d’ingresso, il cardinale benedice l’acqua ed asperge il popolo
in segno di penitenza e in ricordo del Battesimo, e le pareti della chiesa
ristrutturata; tornato quindi in presbiterio, asperge l’altare.
Il cardinale invita tutti alla preghiera con queste parole:
Fratelli carissimi,
siamo riuniti qui nella gioia
per dedicare a Dio questo nuovo altare
con la celebrazione del sacrificio del Signore.
Partecipiamo interiormente ai sacri riti
Ascoltando con fede la parola di Dio,
e comunicando alla mensa eucaristica
apriamo i nostri cuori alla beata speranza.
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Convocati per la santa assemblea intorno all’altare,
ci accostiamo a Cristo, pietra viva,
per crescere in lui come tempio santo.
Supplichiamo anzitutto il Signore Dio nostro,
perché benedica quest’acqua
con la quale saremo aspersi in segno di penitenza
nel ricordo del nostro Battesimo
e sarà asperso anche il nuovo altare.
Tutti pregano per breve tempo in silenzio.
Quindi il cardinale prosegue:
Padre santo,
luce e vita di ogni creatura,
nel tuo immenso amore per gli uomini
non solo li sostieni con la tua provvidenza,
ma con l’effusione del tuo Spirito
li purifichi dai peccati
e li riconduci sempre a Cristo, capo e Signore.
Nel disegno della tua misericordia
hai voluto che l’uomo,
immerso peccatore nelle acque del Battesimo,
muoia con Cristo e risorga innocente alla vita nuova,
fatto membro del suo corpo e erede del suo regno.
Benedici e santifica quest’acqua
che verrà aspersa su di noi e sul nuovo altare,
perché sia segno del lavacro battesimale
che ci fa in Cristo nuova creatura
e altare vivo del tuo Spirito.
Concedi ai tuoi fedeli
oggi raccolti intorno a questa mensa
e a quanti in futuro vi celebreranno i santi misteri
di giungere insieme nella Gerusalemme del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
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Tutti: Amen.
Terminata la preghiera di benedizione dell’acqua, il cardinale, accompagnato dai
diaconi, asperge con l’acqua benedetta il popolo, percorrendo la navata della
chiesa; tornato in presbiterio, asperge l’altare. Frattanto si canta:
Ass.
Effonderò il mio Spirito su ogni creatura,
Effonderò la mia gioia, la mia pace sul mondo.
Sol.
Vieni, o Spirito Consolatore,
vieni effondi sul mondo la tua dolcezza.
Vieni e dona ai tuoi figli la pace,
vieni e donaci la tua forza. Rit.
Sol.
Vieni, o Spirito Onnipotente,
vieni e crea negli uomini un cuore nuovo.
Vieni e dona ai tuoi figli l'amore,
vieni riscalda il cuore del mondo. Rit.
Dopo l’aspersione il cardinale ritorna alla sede e terminato il canto, stando in
piedi e a mani giunte, dice:
Dio, Padre di misericordia,
al quale dedichiamo in questa terra il nuovo altare,
perdoni i nostri peccati
e ci conceda di offrirgli un giorno
il sacrificio di lode sull’altare del cielo.
Tutti: Amen.
INNO E COLLETTA
Gloria a Dio nell'alto dei cieli,
e pace in terra agli uomini amati dal Signore!
Ti lodiamo ti benediciamo, ti adoriamo,
ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa!
Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente,
Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo.
Signore Iddio, Agnello di Dio, Figlio del Padre,
tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Tu che togli i peccati del mondo accogli la nostra supplica,
tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
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Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo,
con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.
Terminato l’inno, il cardinale a mani giunte dice:
Preghiamo
Tutti pregano per breve tempo in silenzio.
Quindi il cardinale con le braccia allargate dice:
O Padre, che hai innalzato sulla croce il tuo Figlio
per attrarre a te l’universo,
santifica con il tuo Spirito
i fedeli che ti dedicano questo altare;
radunaci intorno alla tua mensa
per spezzare insieme il pane della vita,
che fa di noi un popolo a te consacrato.
Per il nostro Signore.
Tutti: Amen.
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LITURGIA DELLA PAROLA
CONSEGNA DEL LEZIONARIO
Due lettori, uno dei quali reca il Lezionario della Messa, si presentano
accompagnati dal salmista, al cardinale che in piedi e con la mitra, riceve il
Lezionario, lo mostra al popolo e dice:
Risuoni sempre in questo luogo
la Parola di Dio;
riveli e proclami il mistero di Cristo
e operi nella Chiesa la nostra salvezza.
Quindi il cardinale consegna il Lezionario al primo lettore. I lettori e il salmista
vanno all’ambone recando il Lezionario in modo ben visibile da tutti.
Poi tutti siedono.
PRIMA LETTURA
Dal libro del profeta Daniele
12, 1-3
In quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui
figli del tuo popolo. Sarà un tempo di angoscia, come non
c’era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in
quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà
scritto nel libro. Molti di quelli che dormono nella regione
della polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli
altri alla vergogna e per l’infamia eterna. I saggi
risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che
avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le
stelle per sempre. Parola di Dio.
T u t t i :
Rendiamo grazie a Dio.
SALMO RESPONSORIALE
R/.
Dal Salmo 15 (16)
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
9
nelle tue mani è la mia vita.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.
R/.
Per questo gioisce il mio cuore ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. R/.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.
SECONDA LETTURA
Dalla lettera agli Ebrei
R/.
10, 11-14.18
Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il
culto e a offrire molte volte gli stessi sacrifici, che non
possono mai eliminare i peccati.
Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati,
si è assiso per sempre alla destra di Dio, aspettando ormai
che i suoi nemici vengano posti a sgabello dei suoi piedi.
Infatti, con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre
quelli che vengono santificati.
Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più offerta
per il peccato.
Tutti: Rendiamo
Parola di Dio.
grazie a Dio.
CANTO AL VANGELO
R/.
Alleluia, alleluia.
Sol.
Cantate al Signore con gioia: grandi prodigi ha compiuto.
Cantatelo in tutta la terra.
R/.
Alleluia, alleluia.
Sol.
Forte è la tua Parola: penetra come una spada;
10
✠
ci trasformerà e vivremo nella luce.
R/.
Alleluia.
VANGELO
Il Figlio dell’uomo radunerà i suoi eletti dai quattro venti.
Dal Vangelo secondo Marco
13, 24-32
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con
grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà
i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino
all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il
suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che
l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere
queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima
che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le
mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli
angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».
Parola del Signore.
Tutti: Lode a
Proclamato il Vangelo, il cardinale tiene l’omelia.
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Te, o Cristo.
Terminata l’omelia e dopo un breve silenzio, si dice il Credo.
Si omette invece la preghiera universale o dei fedeli, perché si cantano
in suo luogo le litanie dei Santi.
La liturgia di dedicazione è introdotta da una breve monizione.
PREGHIERA DI DEDICAZIONE E UNZIONE
Il cardinale invita il popolo alla preghiera con queste parole:
Fratelli carissimi,
eleviamo le nostre preghiere
a Dio Padre onnipotente
per mezzo di Gesù Cristo.
Intercedano per noi tutti i Santi,
che hanno condiviso con Lui la Passione
e ora sono suoi commensali nel convito eterno.
Si cantano le litanie: tutti rimangono in piedi.
Signore pietà
Cristo pietà
Signore pietà
Signore pietà
Cristo pietà
Signore pietà
Santa Maria Madre di Dio
Regina e Madre del Rogate
San Michele
Santi Angeli di Dio
San Giovanni Battista
San Giuseppe
Santi Patriarchi e Profeti
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Pregate per noi
Prega per noi
Prega per noi
Pregate per noi
Santi Pietro e Paolo
Sant’ Andrea
San Giovanni
Santi Apostoli ed Evangelisti
Santa Maria Maddalena
Santi discepoli del Signore
Pregate per noi
Prega per noi
Prega per noi
Pregate per noi
Prega per noi
Pregate per noi
Santo Stefano
Sant’Ignazio di Antiochia
San Lorenzo
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
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Sante Perpetua e Felicita
Sant’Agnese
San Massimiliano Maria Kolbe
Santi Martiri di Cristo
San Gregorio
Sant’ Agostino
Sant’ Atanasio
San Basilio
San. Martino
Santi Cirillo e Metodio
San Benedetto
San Francesco d’Assisi
San Domenico
Sant’Antonio di Padova
Sant’Alberto Magno
San Francesco Saverio
San Francesco di Sales
San Giovanni Maria Vianney
Sant’Annibale Maria Di Francia
San Luigi Orione
San Pio da Pietrelcina
San Nimatullah Kassab Al-Hardini
San Josep Manyanet y Vives
Pregate per noi
Prega per noi
Prega per noi
Pregate per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Pregate per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Santa Chiara
Santa Caterina da Siena
Santa Brigida
Santa Rita da Cascia
Santa Giovanna Francesca de Chantal
Santa Teresa d’Avila
Santa Teresa di Gesù Bambino
Santa Teresa Benedetta della Croce
Santa Paola Frassinetti
Santa Paola Elisabetta Cerioli
Santa Gianna Beretta Molla
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Beata Teresa di Calcutta
Prega per noi
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Beato Giovanni Battista Scalabrini
Beata Raffaella Santina Cimatti
Beata Regina Protmann
Santi e Sante di Dio
Nella tua misericordia
Da ogni male
Da ogni peccato
Dalla morte eterna
Per la tua incarnazione
Per la tua morte e risurrezione
Per il dono dello Spirito Santo
Prega per noi
Prega per noi
Prega per noi
Pregate per noi
Salvaci Signore
Salvaci Signore
Salvaci Signore
Salvaci Signore
Salvaci Signore
Salvaci Signore
Salvaci Signore
Noi peccatori, ti preghiamo
Ascoltaci, Signore
Ascoltaci, Signore
Conforta e illumina la tua santa Chiesa
Proteggi il Papa, i vescovi, i sacerdoti
e tutti i ministri del Vangelo
Manda nuovi operai nella tua messe
Dona al mondo intero la giustizia e la pace
Benedici questo popolo a te consacrato
Santifica con la tua benedizione
questo altare
Ascoltaci, Signore
Ascoltaci, Signore
Ascoltaci, Signore
Ascoltaci, Signore
Ascoltaci, Signore
Gesù figlio del Dio vivente, ascolta la nostra supplica.
Gesù figlio del Dio vivente, ascolta la nostra supplica.
Terminato il canto delle litanie, il cardinale, stando in piedi e con le braccia
allargate dice:
Accogli con bontà, o Signore, le nostre preghiere
per l’ intercessione della Beata Vergine Maria
e di tutti i Santi;
su questo altare si rendano presenti
i grandi misteri della nostra salvezza;
il tuo popolo offra a te i suoi doni,
esprima i suoi voti,
innalzi le sue preghiere,
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faccia dell’altare il segno vivo
della sua pietà e della sua fede.
Per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen.
DEPOSIZIONE DELLE RELIQUIE
Un diacono presenta le reliquie al cardinale che le colloca nel sepolcro
opportunamente preparato. Un muratore chiude il sepolcro.
Frattanto si canta:
Coro:
Tu sei Santo Signore Dio,
Tu sei forte, Tu sei grande,
Tu sei l’Altissimo l’Onnipotente,
Tu Padre Santo, Re del cielo.
Tu sei trino, uno Signore,
Tu sei il bene, tutto il bene,
Tu sei l’Amore, Tu sei il vero,
Tu sei umiltà, Tu sei sapienza.
Tu sei bellezza, Tu sei la pace,
la sicurezza il gaudio la letizia,
Tu sei speranza, Tu sei giustizia,
Tu temperanza e ogni ricchezza.
Tu sei il Custode, Tu sei mitezza,
Tu sei rifugio, Tu sei fortezza,
Tu carità, fede e speranza,
Tu sei tutta la nostra dolcezza.
Tu sei la Vita eterno gaudio
Signore grande Dio ammirabile,
Onnipotente o Creatore
o Salvatore di misericordia.
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PREGHIERA DI DEDICAZIONE
Il cardinale, stando in piedi e con le braccia allargate, dice:
Ti lodiamo e ti benediciamo, Padre Santo,
perché il Cristo tuo Figlio
nel disegno mirabile del tuo amore
ha dato compimento
alle molteplici figure antiche
nell’unico mistero dell’altare.
Noè, patriarca della stirpe umana scampata dal diluvio,
eresse a te un altare e ti offrì un sacrificio;
e tu lo gradisti, o Dio,
rinnovando con gli uomini la tua alleanza.
Abramo, nostro padre nella fede,
in piena obbedienza alla tua parola,
edificò un altare,
pronto a immolarvi, per piacere a te,
Isacco, suo diletto figlio.
Anche Mosè, mediatore della legge antica,
costruì un altare,
che asperso con il sangue dell’agnello,
fu annunzio profetico dell’altare della croce.
Infine il Cristo nel mistero della sua Pasqua
compì tutti i segni antichi;
salendo sull’albero della croce,
sacerdote e vittima,
si offrì a te, o Padre, in oblazione pura
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per distruggere i peccati del mondo
e stabilire con te l’alleanza nuova ed eterna.
E ora ti preghiamo umilmente, Signore,
avvolgi della tua santità questo altare
eretto nella casa della tua Chiesa,
perché sia dedicato a te per sempre
come ara del sacrificio di Cristo
e mensa del suo convito,
che redime e nutre il suo popolo.
Questa pietra preziosa ed eletta
sia per noi il segno di Cristo dal cui fianco squarciato
scaturirono l’acqua e il sangue
fonte dei sacramenti della Chiesa.
Sia la mensa del convito festivo
a cui accorrano lieti i commensali di Cristo
e sollevati dal peso degli affanni quotidiani
attingano rinnovato vigore per il loro cammino.
Sia luogo di intima unione con te, o Padre,
nella gioia e nella pace,
perché quanti si nutrono del corpo e sangue del tuo Figlio,
animati dallo Spirito Santo,
crescano nel tuo amore.
Sia fonte di unità per la Chiesa
e rafforzi nei fratelli,
riuniti nella comune preghiera,
il vincolo di carità e di concordia.
Sia il centro della nostra lode
e del comune rendimento di grazie,
finché nella patria eterna
ti offriremo esultanti il sacrificio della lode perenne
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con Cristo, pontefice sommo e altare vivente.
Egli è Dio e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli. Tutti: Amen.
UNZIONE
Il cardinale, cinto un grembiale di lino va all’altare insieme con il diacono che reca il
vasetto del sacro Crisma. Il cardinale, in piedi dinanzi all’altare dice ad alta voce:
Santifichi il Signore con la sua potenza
questo altare, che mediante il nostro ministero
è unto con il crisma;
sia segno visibile
del mistero di Cristo,
che si è offerto al Padre per la vita del mondo.
Quindi versa il sacro Crisma al centro dell’altare e ai suoi quattro angoli e ne unge
opportunamente tutta la mensa. Durante l’unzione si canta:
Coro:
Hai disteso le tue braccia anche per me, Gesù:
dal tuo Cuore, come fonte, hai versato pace in me,
cerco ancora il mio peccato, ma non c’è.
Tu da sempre vinci il mondo, dal tuo trono di dolore.
Ass.
Dio, mia grazia, mia speranza,
ricco e grande Redentore.
Tu, Re umile e potente, risorto per amore,
risorgi per la vita.
Vero Agnello senza macchia,
mite e forte Salvatore sei.
Tu, Re povero e glorioso, risorgi con potenza:
davanti a questo amore la morte fuggirà.
Terminata l’unzione dell’altare, il cardinale ritorna alla sede, si lava le mani, depone il
grembiale e indossa la casula.
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INCENSAZIONE
Dopo il rito dell’unzione si colloca sull’altare un piccolo braciere per farvi ardere
l’incenso. Il cardinale pone l’incenso nel braciere dicendo:
Salga a te, Signore,
l’incenso della nostra preghiera;
come il profumo
riempie questo tempio,
così la tua Chiesa spanda nel mondo
la soave fragranza di Cristo.
Quindi il cardinale pone l’incenso nel turibolo e incensa l’altare. Torna poi alla sede,
viene incensato e siede; il diacono incensa il popolo. Intanto si canta:
Coro:
La vera gioia nasce dalla pace,
la vera gioia non consuma il cuore,
è come un fuoco con il suo calore
e dona vita quando il cuore muore;
la vera gioia costruisce il mondo
e porta luce nell'oscurità.
La vera gioia nasce dalla luce,
che splende viva in un cuore puro,
la verità sostiene la sua fiamma
perciò non tiene ombra né menzogna,
la vera gioia libera il tuo cuore,
ti rende canto nella libertà.
La vera gioia vola sopra il mondo
ed il peccato non potrà fermarla,
le sue ali splendono di grazia,
dono di Cristo e della sua salvezza
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e tutti unisce come in un abbraccio
e tutti ama nella carità.
E tutti unisce come in un abbraccio
e tutti ama nella carità.
COPERTURA E ILLUMINAZIONE
Terminata l’incensazione, alcuni ministri astergono la mensa dell’altare, lo rivestono
con una tovaglia, lo adornano di fiori e vi dispongono i candelieri come per la
celebrazione della Messa. Quindi il diacono si presenta al cardinale che gli consegna
una candelina accesa dicendo ad alta voce:
La luce di Cristo
rifulga su questo altare
e siano luce del mondo
i commensali alla cena del Signore.
Il diacono si reca all’altare ed accende le candele per la celebrazione dell’Eucaristia.
La chiesa si illumina a festa; si accendono, in segno di gioia, tutte le luci intorno
all’altare. Frattanto si canta:
Coro:
Alzati e risplendi ecco la tua luce,
è su te la gloria del Signor.
Alzati e risplendi ecco la tua luce,
è su te la gloria del Signor.
Volgi i tuoi occhi e guarda lontano,
che il tuo cuore palpiti di allegria.
Ecco i tuoi figli che vengono a te,
le tue figlie danzano di gioia.
Ass.
Gerusalem, Gerusalem
spogliati della tua tristezza.
Gerusalem, Gerusalem
canta e danza al tuo Signor.
Coro:
Marceranno i popoli alla tua luce,
ed i re vedranno il tuo splendor.
Marceranno i popoli alla tua luce,
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ed i re vedranno il tuo spendor.
Stormi di cammelli ti invaderanno,
tesori dal mare affluiranno a te.
Verranno da Efa, da Saba e Kedar,
per lodare il nome del Signor.
Ass.
Gerusalem, Gerusalem ...
LITURGIA EUCARISTICA
PRESENTAZIONE DEI DONI
I diaconi e i ministri preparano l’altare nel modo consueto mentre alcuni fedeli
recano il pane, il vino e l’acqua per la celebrazione del sacrificio del Signore e
doni e offerte per la Chiesa e i poveri.
Il cardinale riceve i doni alla sede mentre si canta:
Ass.
Gustate e vedete come è buono il Signore;
beato l'uomo che trova il suo rifugio in Lui.
Temete il Signore, suoi Santi;
nulla manca a coloro che lo temono.
Coro:
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca la sua lode.
Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino. Rit.
Coro:
Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore
e m'ha risposto, m'ha liberato.
Coro:
Rit.
Guardate a Lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.
Il Signore ascolta il povero,
Egli lo libera da ogni angoscia.
Rit.
Quando tutto è stato preparato, il cardinale va all’altare e lo bacia. La Messa
prosegue come di consueto; non si incensano però le offerte né l’altare.
Sulle offerte
Scenda su questo altare
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il tuo Santo Spirito, o Padre,
perché santifichi i nostri doni
e ci renda degni di partecipare
all’offerta del sacrificio.
Per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen.
PREGHIERA EUCARISTICA
Si dice la Preghiera eucaristica III con il seguente Prefazio che fa parte del
rito della dedicazione dell’altare.
Prefazio
V.
R.
V.
R.
V.
R.
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori.
Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.
È cosa buona e giusta.
È veramente giusto renderti grazie
e proclamare i benefici del tuo amore
Padre santo, Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Salvatore.
Sacerdote e vittima della nuova alleanza,
egli comandò di perpetuare nei secoli
il sacrificio a te offerto sull’altare della croce.
E noi, o Padre,
ti dedichiamo con gioia questa mensa
dove si celebra
il memoriale perenne della beata passione,
s’innalza la lode perfetta
e si raccoglie il frutto della nostra redenzione.
Intorno a questo altare
ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio
22
per formare la tua Chiesa una e santa.
Alle sorgenti di Cristo, pietra spirituale,
attingiamo il dono del tuo Spirito
per essere anche noi
altare santo e offerta viva a te gradita.
Per questo segno della tua benevolenza
con l’assemblea degli angeli e dei santi
proclamiamo esultanti la tua gloria:
Tutti:
Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
C.
Padre veramente santo,
a te la lode da ogni creatura.
Per mezzo di Gesù Cristo,
tuo Figlio e nostro Signore,
nella potenza dello Spirito Santo
fai vivere e santifichi l’universo,
e continui a radunare intorno a te un popolo,
che da un confine all’altro della terra
offra al tuo nome il sacrificio perfetto.
CC.
Ora ti preghiamo umilmente:
manda il tuo Spirito
a santificare i doni che ti offriamo,
perché diventino il corpo e ✠ il sangue
di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore,
che ci ha comandato
di celebrare questi misteri.
Nella notte in cui fu tradito,
egli prese il pane,
23
✠
ti rese grazie con la preghiera di benedizione,
lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI:
QUESTO È IL MIO CORPO
OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.
Dopo la cena, allo stesso modo,
prese il calice,
ti rese grazie con la preghiera di benedizione
lo diede ai suoi discepoli, e disse:
PRENDETE, E BEVETENE TUTTI:
QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE
PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA,
VERSATO PER VOI E PER TUTTI
IN REMISSIONE DEI PECCATI.
FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME.
C.
Mistero della fede.
Tutti:
Annunciamo la tua morte o Signore,
proclamiamo la tua risurrezione,
nell’attesa della tua venuta.
CC.
Celebrando il memoriale del tuo Figlio,
morto per la nostra salvezza,
gloriosamente risorto e asceso al cielo,
nell’attesa della sua venuta
ti offriamo, Padre, in rendimento di grazie
questo sacrificio vivo e santo.
Guarda con amore
e riconosci nell’offerta della tua Chiesa,
la vittima immolata per la nostra redenzione;
e a noi, che ci nutriamo
del corpo e sangue del tuo Figlio,
24
✠
dona la pienezza dello Spirito Santo
perché diventiamo in Cristo
un solo corpo e un solo spirito.
1C.
Egli faccia di noi un sacrificio perenne a te gradito,
perché possiamo ottenere il regno promesso
insieme con i tuoi eletti: con la beata Maria,
Vergine e Madre di Dio, con i tuoi santi apostoli,
i gloriosi martiri, Sant’ Antonio di Padova,
Sant’Annibale Maria Di Francia,
e tutti i Santi, nostri intercessori presso di te.
2C.
Per questo sacrificio di riconciliazione
dona, Padre, pace e salvezza al mondo intero.
Conferma nella fede e nell’amore
la tua Chiesa pellegrina sulla terra:
il tuo servo e nostro Vescovo, Papa Benedetto,
il suo Vicario Agostino,
il collegio episcopale,
tutto il clero e il popolo che tu hai redento.
Ascolta la preghiera di questa famiglia
che hai convocato alla tua presenza
nel giorno in cui il Cristo ha vinto la morte
e ci ha resi partecipi della sua vita immortale.
Ricongiungi a te, Padre misericordioso,
tutti i tuoi figli ovunque dispersi.
Accogli nel tuo regno i nostri fratelli defunti
e tutti i giusti che, in pace con te,
hanno lasciato questo mondo;
concedi anche a noi di ritrovarci insieme
a godere per sempre della tua gloria,
in Cristo, nostro Signore,
per mezzo del quale tu, o Dio,
doni al mondo ogni bene.
25
C.
Per Cristo, con Cristo e in Cristo,
CC.
a Te, Dio, Padre onnipotente,
nell’unità dello Spirito Santo
ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.
Tutti: Amen.
RITI DI COMUNIONE
C.
Obbedienti al comando del Salvatore
e formati al suo divino insegnamento,
osiamo dire:
Tutti:
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
C.
Liberaci, o Signore, da tutti i mali,
concedi la pace ai nostri giorni,
e con l’aiuto della tua misericordia
vivremo sempre liberi dal peccato
e sicuri da ogni turbamento,
nell’attesa che si compia la beata speranza
e venga il nostro salvatore Gesù Cristo.
Tutti:
26
Tuo è il regno, tua è la potenza
e la gloria nei secoli.
C.
Signore Gesù Cristo,
che hai detto ai tuoi apostoli:
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace»,
non guardare ai nostri peccati,
ma alla fede della tua Chiesa,
e donale unità e pace secondo la tua volontà.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Tutti:
Amen.
C.
La pace del Signore sia sempre con voi.
Tutti:
E con il tuo spirito.
Diacono:
Come figli del Dio della pace,
scambiatevi un gesto di comunione fraterna.
Tutti si scambiano un segno di pace. Intanto si compie la frazione del pane e
l’assemblea intona l’ “Agnello di Dio”:
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo:
abbi pietà di noi.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo:
abbi pietà di noi.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo:
dona a noi la pace.
C.
Beati gli invitati alla Cena del Signore.
Ecco l’Agnello di Dio,
che toglie i peccati del mondo.
27
Tutti:
O Signore, non sono degno
di partecipare alla tua mensa:
ma di’ soltanto una parola
ed io sarò salvato.
Canti di comunione
INNALZERO’ LA COPPA DI SALVEZZA
Sol.
Ho creduto anche quando ho detto:
sono molto disgraziato!
Ho detto nella mia afflizione:
ogni uomo è falso!
Ma il Signore mi ha tratto dalla morte
ricordando la sua misericordia
ed ora torna al tuo riposo, anima mia.
Coro: Che cosa posso rendere al Signore
per il bene che mi ha fatto?
Ass. Prenderò, innalzerò (2 v.)
Prenderò, innalzerò
la coppa di salvezza.
e invocherò il nome del Signore.
Sol. Io ti offro di grazie un sacrificio
gridando il tuo nome, mio Signore,
perché ti sei rivolto alla mia sorte
e mi hai salvato.
La mia preghiera innalzo fino a te
insieme a tutta la tua Chiesa,
camminerò alla tua presenza
in mezzo ai vivi
Coro: Preziosa è agli occhi del Signore
la morte dei suoi figli.
Ass. Prenderò ...
Sol. Mi hanno avvolto i lacci della morte,
mi han sorpreso le strette del destino,
ho invocato il nome del Signore
e mi ha salvato.
28
Anima mia, torna al tuo riposo,
camminerai al cospetto del Signore,
negli atrii della casa del tuo Dio,
il Dio dei vivi.
Coro: Che cosa posso rendere al Signore
per il bene che mi ha fatto?
Ass. Prenderò ...
RE DI GLORIA
Coro:
Ho incontrato Te, Gesù
e ogni cosa in me è cambiata,
tutta la mia vita ora ti appartiene.
Tutto il mio passato
io lo affido a Te,
Gesù, Re di gloria, mio Signor.
Tutto in Te riposa,
la mia mente, il mio cuore,
trovo pace in Te Signor,
Tu mi dai la gioia.
Voglio stare insieme a Te,
non lasciarti mai,
Gesù, Re di gloria, mio Signor.
Ass.
Dal tuo amore chi mi separerà,
sulla Croce hai dato la vita per me.
Una corona di gloria mi darai
quando un giorno ti vedrò.
Coro:
Tutto in Te riposa,
la mia mente, il mio cuore,
trovo pace in Te Signor,
Tu mi dai la gioia vera.
Voglio stare insieme a Te,
non lasciarti mai,
Gesù, Re di gloria, mio Signor.
Ass.
Dal tuo amore chi mi separerà,
sulla Croce hai dato la vita per me.
Una corona di gloria mi darai
quando un giorno ti vedrò.
29
Dal tuo amore chi mi separerà:
io ti aspetto, mio Signor,
io ti aspetto, mio Signor,
io ti aspetto, mio Re.
CHI CI SEPARERÀ
Sol.
Chi ci separerà dal suo amore?
La tribolazione? Forse la spada?
Né morte o vita ci separerà
dall’amore in Cristo Signore.
Coro:
Chi ci separerà dalla sua pace,
la persecuzione, forse il dolore?
Nessun potere ci separerà
da Colui che è morto per noi.
Ass.
Chi ci separerà dalla sua gioia?
Chi potrà strapparci il suo perdono?
Nessuno al mondo ci allontanerà
dalla vita in Cristo Signore.
Dopo la comunione
Preghiamo.
Padre Santo,
che ci hai nutriti del Corpo e Sangue del tuo Figlio
fa che la comunione a questo altare
penetri in tutta la nostra vita,
perché uniti nella fede e nell’amore
siamo trasformati in Colui che abbiamo ricevuto
Gesù Cristo nostro Signore.
30
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Tutti: Amen.
RITI DI CONCLUSIONE
Al termine della celebrazione, il cardinale imparte al popolo la benedizione
solenne. Messa la mitra dice:
Il Signore sia con voi.
Tutti: E
con il tuo spirito.
Il diacono esorta il popolo a ricevere la benedizione con queste parole:
Inchinatevi per la benedizione.
Il cardinale con le mani stese verso il popolo, lo benedice, dicendo:
Dio vi conceda di portare nella vita
i frutti del sacrificio a cui avete partecipato
in forza del vostro sacerdozio regale.
Tutti: Amen.
Egli che vi ha radunati alla sua mensa
e vi ha nutriti dell’unico pane
faccia di voi un cuor solo e un’anima sola.
Tutti: Amen.
Annunziate il Vangelo
con la testimonianza della vita,
perché tutti gli uomini riconoscano il Cristo Signore.
Tutti: Amen.
31
E la benedizione di Dio onnipotente
Padre e Figlio e Spirito Santo
discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Tutti: Amen.
Infine il diacono congeda il popolo nel modo consueto.
Canto finale
SALVE O DOLCE VERGINE
Coro:
Salve, o dolce Vergine,
salve, o dolce Madre,
in Te esulta tutta la terra
e i cori degli angeli.
Sol.
Tempio santo del Signore,
gloria delle vergini,
Tu giardino del Paradiso,
soavissimo fiore.
Coro:
Tu sei trono altissimo,
Tu altar purissimo,
in Te esulta, o piena di grazia,
tutta la creazione.
Sol.
Paradiso mistico,
fonte sigillata,
il Signore in Te germoglia
l’albero della vita.
Ass.
O Sovrana semplice,
o Potente umile,
apri a noi le porte del cielo,
dona a noi la luce.
32
Dal Vaticano, 5 novembre 2009
——
SEZIONE
PER GLI AFFARI GENERALI
N. 125.566
Signor Cardinale,
il Santo Padre ha appreso con vivo compiacimento che domenica 15
novembre corrente Vostra Eminenza Rev.ma consacrerà il nuovo altare della
chiesa parrocchiale dei Santi Antonio e Annibale Maria in Roma.
Per questa lieta occasione, il Sommo Pontefice desidera assicurare la Sua
spirituale vicinanza, invocando un'abbondante effusione dello Spirito Santo,
affinché tutti i membri della Comunità, nella varietà dei doni e dei ministeri, siano
da tale evento interiormente rinnovati e, strettamente uniti a Cristo, pietra
angolare, offrano a Dio il sacrificio spirituale della loro fraterna unità. Al tempo
stesso, in quest'Anno Sacerdotale, Sua Santità riserva uno speciale ricordo per il
Rev.do Parroco e i presbiteri collaboratori, affinché, per intercessione del Santo
Curato d'Ars e di Sant'Annibale Maria di Francia, trovino sempre nella
celebrazione eucaristica la fonte inesauribile della santificazione personale e del
generoso servizio pastorale.
Mentre invoca la celeste protezione della Beata Vergine Maria, Madre
della Chiesa, il Santo Padre invia di cuore a Vostra Eminenza, ai Rev.di Padri
Rogazionisti e all'intera Parrocchia l'implorata Benedizione Apostolica,
estendendola volentieri a quanti prendono parte alla celebrazione liturgica.
Nel formulare anche personalmente felicitazioni e auguri, mi valgo
della circostanza per confermarmi con sensi di distinto ossequio
————————————
A Sua Eminenza Reverendissima
Sig. Card. AGOSTINO VALLINI
Vicario Generale di Sua Santità
per la Diocesi di Roma
P.za San Giovanni in Laterano, 6
00184 ROMA
33
Congregazione dei Rogazionisti
Curia Generalizia
ViaTuscolana, 167 - 00182 Roma
Tel. 06.7020751 - Fax 06.7022917
e-mail: [email protected]
II Superiore Generale
Al Molto Rev.do Parroco
P. Vincenzo Buccheri
ed alla Comunità Parrocchiale
Carissimi,
mi rallegro vivamente con tutti voi per questa importante celebrazione nella
quale Sua Em.za il Cardinale Agostino Vallini dedicherà il nuovo altare e
benedirà la chiesa ristrutturata.
Negli ultimi anni con l'aiuto del Signore, la partecipazione e la generosità di tutti
voi, è stato possibile mettere a nuovo gli ambienti ed uffici
parrocchiali, quindi l'esterno e l'interno della chiesa, ed infine ristrutturare l'area
del presbiterio con un impegnativo lavoro di adeguamento alla
Riforma
liturgica. Il nostro ringraziamento va doverosamente al Signore ed a tutti coloro
che in vario modo hanno contribuito a raggiungere questo
significativo
risultato.
Di recente la nostra chiesa parrocchiale è stata dedicata ai Santi Antonio ed
Annibale Maria. Senza dubbio dal Cielo avranno guardato con
compiacimento questo vostro impegno e lo hanno accompagnato con la
loro
benedizione.
La Chiesa ha sempre curato il decoro della casa del Signore, la bellezza
dell'arte, anch'essa dono di Dio, la funzionalità delle parti del tempio sacro,
perché favorissero la migliore partecipazione dei fedeli ai Divini Misteri.
Una chiesa rinnovata, così, diventa segno e mezzo, del cammino sempre nuovo
di rinnovamento che è chiamata a percorrere la Chiesa viva, ciascuno di noi,
secondo la vocazione che ci è stata donata.
P. Giorgio Nalin, RCI
È questo il mio auspicio più fervido che formulo
nelgenerale
salutarvi mentre
Superiore
impetro su tutti voi la benedizione dei nostri Santi Patroni e della Beata
Vergine Maria.
Roma, 15 novembre 2009
34
Dall’ Idea progettuale per l’adeguamento dello “spazio”
quale luogo dell’assemblea celebrante
per la chiesa dei Santi Antonio e Annibale Maria
“La chiesa dei Santi Antonio e Annibale Maria già
testimonia la incoativa percezione di esigenze che la Riforma
liturgica post conciliare avrebbe esplicitato compiutamente.
Tuttavia, a quasi quarant’anni dalla promulgazione del Messale
in lingua italiana, anche la parrocchiale di piazza Asti si è
trovata a fare i conti con la necessità di un adeguamento
liturgico che la aiuti a rendersi “Chiesa” oggi, cioè sempre vera
assemblea del popolo di Dio, luogo per eccellenza deputato
alla partecipazione ai Santi Misteri che in essa si svolgono.
E’ con sensibilità e umiltà che ho affrontato questo delicato
tema, al fine di adeguare “cose antiche”, che esprimono il
patrimonio ereditato dai padri, alle esigenze poste dalla
Riforma liturgica.
ALTARE
Nel progettare tutta l’area presbiterale sta sicuramente il
maggior sforzo progettuale di un architetto, il quale deve
conciliare le regole della Liturgia con i vincoli di tipo spaziale.
Interpretare il significato dell’altare attraverso la lettura del
Vaticano II e dei documenti della Chiesa, inserendolo
all’interno del rinnovato modello di chiesa, è una sfida di
notevole spessore ed interesse progettuale-liturgico, proprio
perché, fin dal suo ingresso in una chiesa, ogni credente si
trova in presenza
dell’altare e dell’ambone: i due segni
di Cristo/Parola e Cristo/Agnello immolato e donato nel convito
pasquale.
La preghiera di consacrazione dell’altare è stata fonte di
indicazioni divenute linee guida per la progettazione:
Sia dedicato a Te (Signore)
come ara del sacrificio di Cristo
e mensa del suo convito,
che redime e nutre il tuo popolo.
Questa pietra preziosa ed eletta
sia per noi il segno di Cristo.
35
Ho rivisitato, pertanto, lo spazio liturgico del presbiterio, al
centro del quale ho posizionato il nuovo altare.
La scelta è caduta su un altare a forma rettangolare in pietra,
poggiato direttamente sul pavimento del presbiterio, che
riprenda le linee geometriche dell’altare maggiore e di quelli
laterali, caratterizzati da angoli retti. La mensa ha una
dimensione di mm. 3000 x 1200 e una altezza 105. Come base
del nuovo altare un elemento decorativo e simbolico
rappresentato da fasci di ulivo.
L’altare nei documenti del Vaticano II è ricordato quale
mensa del Signore e non va dimenticato, ai fini di una
iconografia, come sia opportuno far rilevare, con il significato
di “pasto in comune”, il valore del sacrificio di Cristo.
Sia nell’altare, sia nell’ambone è presente un forte
simbolo da sempre citato tanto nell’A.T. quanto nel N.T.: l’ulivo.
La terra d’Israele era ricca di olivi nei tempi biblici ancor più
che al giorno d’oggi al punto da essere definita "il paese degli
olivi da olio" (Dt 8,8; 2 Re 18,32). I romani incentivarono tale
produzione, tanto che ancora attualmente gli arabi chiamano
gli olivi migliori "zeyt er - rum" cioè "olivi di romani". Il torchio o
frantoio (in ebraico: Gath) si costruiva direttamente nell’uliveto.
Ho scelto di poggiare la mensa del Signore (1 Cr 10,21) su rami
di ulivo realizzati ad altorilievo su lastre di marmo verde a
caratterizzare con ciò uno dei valori intrinsechi del
“monumento-memoriale”: la Passione di Cristo, la sua morte
per i nostri peccati, l’agnello sacrificale: Lui per tutti noi.
È la Passione e l’umanità di Cristo che si manifestano
nell’orto degli ulivi (Getsemani dall’ebr. Gath – shemanim
“torchio per l’olio” – riportato da tutti gli Evangelisti), primo
luogo della Passione e del sacrificio pasquale di Cristo. Come
dal sacrificio degli ulivi nel “Getsemani” nasce l’olio, così dal
Sacrificio di Cristo, dalla sua “spremitura” nel Getsemani, nasce
il frutto della salvezza: quell’olio che è segno dell’unzione dello
Spirito Santo e materia che comunica ancora oggi nei
Sacramenti il dono della salvezza e la potenza dello Spirito
Santo. L’ulivo, venne pressato e macerato perché fossimo liberi:
Cristo con la sua Passione e morte ci ha donato la libertà.
36
Il simbolo dell’ulivo esprime dunque il valore sacrificale del
Mistero pasquale il cui memoriale eucaristico si celebra
sull’altare.
E’ questo più di ogni altro il simbolismo e il significato intrinseco
della raffigurazione degli ulivi sotto la mensa del Signore, da me
scelto.
AMBONE
L’ambone è il luogo della Parola, dell’annuncio pasquale
che convoca il popolo di Dio nell’Aula liturgica, è “icona
spaziale della risurrezione” (C. Valenziano): è in altri termini il
sepolcro vuoto di Cristo, la pietra rovesciata della tomba vuota
sulla quale ancora oggi, l’angelo (diacono) annuncia alle genti
la risurrezione (Vangelo).
L’ambone progettato ha una forma vorticosamente
sbilanciata verso l’assemblea, a significare la pietra del
sepolcro rovesciata, il luogo alto dell’annuncio pasquale.
Ha gli stessi simboli artistici e gli stessi materiali dell’altare, per
meglio mettere in risalto i due poli celebrativi, in modo che
l’ambone si armonizzi architettonicamente e spazialmente con
l’altare.
L’ambone è dunque il centro della Liturgia della Parola e
l’altare il centro dell’azione di grazia eucaristica ed è, pertanto,
necessario che entrambi stiano tra loro in un rapporto
equilibrato e che ognuno sia il centro dell’attenzione
spontanea di tutta l’assemblea (v. Ordinamento generale del
messale romano)
Nell’ambone da me progettato ho evidenziato il contesto
ambientale dell’annuncio della Salvezza, cioè il giardino
presente sia nella Genesi, sia nel racconto evangelico di
Giovanni, utilizzando la pietra grezza quale segno sepolcrale,
nonché il ripetersi di un albero di ulivo; ai piedi, una lastra di
marmo nero a indicare il luogo della sepoltura.
Dunque anche nell’ambone, l’ulivo: esso rappresenta il
giardino del sepolcro di Cristo, un giardino dove l’albero o i
rami di ulivo esprimono la vita nuova, la resurrezione.“
37
Osvaldo arch. Valeri
UN PO’ DI STORIA ….
La nostra Parrocchia è stata affidata ai Padri Rogazionisti del
Cuore di Gesù ed eretta canonicamente il 13 giugno 1956 con
decreto del card. Vicario, Clemente Micara, intitolandola a
Sant’Antonio da Padova, patrono dei Rogazionisti.
La chiesa parrocchiale è stata ufficialmente aperta al culto e
consacrata dal card. Vicario, Luigi Traglia, il 27 maggio 1965,
solennità dell’Ascensione del Signore.
Nella medesima occasione ne
determinato il territorio parrocchiale.
è
stato
ufficialmente
Il 12 febbraio 1973 con decreto del Sommo Pontefice
Paolo VI, la chiesa ha ottenuto il titolo cardinalizio presbiterale;
l’attuale cardinale titolare è il brasiliano Paulo Evaristo Arns.
Il 3 novembre 2008 con decreto del card. Vicario,
Agostino Vallini, ha modificato il titolo in Parrocchia
Santi Antonio e Annibale Maria.
La nuova denominazione è stata solennemente festeggiata in
occasione della solennità liturgica di Sant’Annibale il 1° giugno
2009 ed incisa sulla facciata della chiesa.
Per l’occasione, ha dimorato in mezzo a noi l’insigne reliquia
del cuore incorrotto di Sant’Annibale Maria: dal 28 maggio al
3 giugno 2009.
Dal 24 giugno 2009 sono iniziati i lavori di adeguamento
dello spazio presbiterale alla Riforma liturgica con l’erezione di un
nuovo altare, un nuovo ambone, una nuova sede; la
ristrutturazione della cappella del Battistero e di quella del coro
con l’impianto di un nuovo ed elegante coro ligneo.
La chiesa è stata inoltre completamente ristrutturata,
ripitturata, ripulita ed abbellita in tutti i suoi spazi, sia all’esterno
che all’interno.
Il 5 novembre 2009, due bellissimi mosaici, opera del
p. Marko Ivan Rupnik, sono stati collocati sugli spazi sovrastanti i
due portoni laterali, raffiguranti i due Santi titolari della
38
Parrocchia: Sant’Antonio di Padova e Sant’Annibale Maria.
Oggi, 15 novembre 2009 alle ore 10,30 è solennemente
inaugurata e benedetta la chiesa ristrutturata e consacrato il nuovo
altare per le mani del card. Vicario, Agostino Vallini.
Il 27 maggio 2015 ricorrerà il 50° della nostra chiesa
parrocchiale che speriamo di celebrare con un solenne
giubileo, al quale ci prepareremo con un intenso rinnovamento
della vita cristiana della nostra comunità parrocchiale.
I
NOSTRI
PASTORI ….
Dal 1965 si sono alternati i seguenti parroci:
P. Giuseppe Borraccino,†
P. Michele Lamacchia,†
P. Mario Germinario,
P. Antonio Chirulli,
P. Mario Germinario (2°mandato),
P. Tiziano Pegoraro
P. Vincenzo Buccheri.
Numerosi sono stati anche i viceparroci e i sacerdoti collaboratori
che hanno svolto il loro ministero nella nostra comunità
parrocchiale:
P. Riccardo Pignatelli,
P. Arturo Mele,
P. Giuseppe De Vito,
P. Antonio Pierri,
P. Sandro Perrone,
P. Renato Spallone,
P. Luigi Mogavero,
P. Mario Bongarrà,
P. Agostino Zamperini,
P. Giacomo Alberto Rossini,
P. Ernesto Butano,
P. Gioacchino Chiapperini,
P. Giovanni Sanavio,
P. Adamo Calò,
P. Giuseppe Magodi,
39
P. Pasquale Albisinni.
—————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————-
Tra i fratelli
Filograsso.†
coadiutori,
ricordiamo
fr.
Domenico
RINGRAZIAMENTI
Un vivo ringraziamento a quanti hanno collaborato alla ristrutturazione:
Φ
Ai Padri Rogazionisti del Cuore di Gesù
Φ
Al parroco ed alla comunità presbiterale:
p.Vincenzo Buccheri
p. Pasquale Albisinni,
p. Giuseppe Magodi
p. Leonardo Sapienza
p. Giovanni Sanavio.
Sanavio.
Φ
A quanti - parrocchiani e non - hanno offerto il loro contributo e
la loro generosità nel partecipare al sostenimento delle spese
economiche per i lavori affrontati e a quanti lo faranno ancora per
le spese da estinguere.
Φ
Alle fondazioni e agli enti pubblici e privati che hanno collaborato
con il loro contributo.
Φ
All’architetto, dott. Osvaldo Valeri.
Valeri.
Φ
Alle ditte che hanno egregiamente lavorato, specialmente alle ditte:
Piero Raffaelli,
Raffaelli, Fiorenza Marmi e G. Lenci.
Lenci.
Φ
Un grazie infine a quanti con il loro apprezzamento ed il loro
entusiasmo hanno contribuito ad incoraggiare quest’opera di
rinnovamento della nostra chiesa parrocchiale … segno di
quel rinnovamento interiore che tutti auspichiamo per le nostre
famiglie e per la nostra società!
40
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Libretto di Dedicazione - Rogazionisti Centro Nord