La Preghiera 1
ANNO PASTORALE
2014-2015
Parrocchia della Natività di N.S.G.C.
Alcune indicazioni
Il libretto che avete tra le mani vuole essere una
piccola introduzione al mondo misterioso e
affascinante della preghiera intesa come dialogo con
Dio.
Vi consiglio di non affrettarvi nel leggerlo, ma di
saper ‘dosare’ la lettura prendendo un paragrafo al
giorno, e casomai approfondendo l’argomento trattato
aiutandovi con dei brani biblici.
Se avete dei dubbi sulla preghiera o volete imparare a
pregare, chiedete con fiducia un colloquio con i
sacerdoti che sono sempre a vostra disposizione.
SUGGERIMENTI PER ENTRARE IN PREGHIERA
- Entro in preghiera
- pacificandomi con un momento di silenzio, pensando che
incontrerò il Signore, chiedendo perdono delle offese fatte,
e perdonando di cuore le offese ricevute
- invocando lo Spirito Santo: prendo coscienza che in me
c’è qualcuno che sta pregando, lo Spirito Santo.
- La lettura: l’inizio della preghiera è l’ascolto di Dio che
parla a me. Leggo e rileggo il salmo più volte.
La meditazione e la preghiera: leggo il testo lentamente,
punto per punto, prendendo una parola, una riga e
scendendo con la mente nel cuore, ripeto questa parola.
–
In 1a di copertina: “Icona della Trinità”
(Andrej Rubiev)
1- COSA È LA PREGHIERA
Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali
credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque
come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno
ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il
tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri
debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre
in tentazione, ma liberaci dal male. (Mt 6,7-13)
La preghiera non è un insieme di parole che producono un effetto,
né tantomeno un rito magico da cui traiamo, come in un
incantesimo, dei beni personali. La preghiera è un incontro
autentico con il Dio vivo, nella preghiera noi facciamo
l'esperienza viva dell'amore di Colui che ci ha creati e in Cristo ci
ha redenti. Le molte parole, dice il Vangelo, possono nascondere
l'aridità del cuore e il desiderio di costringere Dio alla nostra
volontà «a forza di parole», come se la preghiera nascesse da noi
e non da Dio che per primo ci chiama all'incontro con lui. È infatti
questa la grande novità della preghiera cristiana:
- non è una ricerca filosofica- teologica di Dio, una sorta di ascesi
mistica fatta con la nostra intelligenza e con uno sforzo tutto
nostro di raggiungere l'Assoluto, come alcune religioni orientali;
- non è un'iniziazione magica, a cui noi siamo introdotti da testi
«misterici» e da formule iniziatiche, come alcune religioni del
mondo classico e come avviene anche nelle sette di oggi;
– non è una formalità esterna da osservare, un tributo da pagare
alla divinità, un dovere da assolvere per sentirsi «in pace con
Dio».
1
La preghiera non è tutto questo ma è:
- la risposta all'amore di Dio che ci chiama ogni giorno
all'incontro con Lui;
- richiesta umile e semplice a Dio di ciò di cui abbiamo
bisogno;
- obbedienza e ascolto filiale della volontà di Dio per la nostra
vita.
È Dio che per primo invita l'uomo all'intimità con lui. Lo ha fatto
fin dalla creazione, quando ha immesso nel suo cuore il desiderio
di quest'incontro, quando lo ha creato per l'assoluto, per l'infinito,
per l'eterno, quando ha messo nella sua anima la nostalgia di Dio.
Egli vede in sé l'immagine di Dio e cerca Colui che ha impresso
nel suo cuore quell'immagine.
Il peccato non ha distrutto l'immagine di Dio nel cuore dell'uomo
l'ha solo offuscata e Dio, vedendo la sua creatura in questo stato di
debolezza non l'ha abbandonata ma le è venuto incontro, fino a farsi
uomo come noi per reintegrare perfettamente in noi la sua immagine
divina.
È Dio che per primo ha chiamato i patriarchi e i profeti, perché
fossero testimoni del suo progetto di salvezza, Dio li ha chiamati
ad una intimità con lui tale da renderli suoi amici e intimi
collaboratori. Tutti i santi, che hanno fatto la Chiesa con la loro
carità, hanno vissuto la fondamentale importanza della preghiera
nella loro vita, un punto fermo capace di renderli forti della forza
di Dio per affrontare la «buona battaglia della fede».
____________________________
2
Apriamo con disponibilità il nostro cuore affinché la luce di Dio
vi penetri abbondantemente. In sintonia con il Sal 62
mettiamoci alla ricerca di Dio per essere da lui trovati.
O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, di te ha sete
l'anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida,
senz'acqua. Così nel santuario ti ho cercato, per contemplare
la tua potenza e la tua gloria. Poiché la tua grazia vale più
della vita, le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva, nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito, e con voci di gioia ti loderà la
mia bocca. Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo e penso a
te nelle veglie notturne, a te che sei stato il mio aiuto, esulto di
gioia all'ombra delle tue ali. A te si stringe l'anima mia e la
forza della tua destra mi sostiene. Ma quelli che attentano alla
mia vita scenderanno nel profondo della terra, saranno dati in
potere alla spada, diverranno preda di sciacalli. Il re gioirà in
Dio, si glorierà chi giura per lui, perché ai mentitori verrà
chiusa la bocca.
3
2- LE FONTI DELLA PREGHIERA
La preghiera non è una nostra invenzione, non nasce
con noi ma ha le sue radici nell'esperienza di preghiera dei nostri
padri, di tutti coloro che prima di noi hanno sperimentato la
presenza di Dio Salvatore nella loro vita.
Mosè disse a Dio: «Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il
Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno:
Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a
Mosè: «Io sono colui che sono!». Poi disse: «Dirai agli Israeliti:
Io-Sono mi ha mandato a voi». Dio aggiunse a Mosè: «Dirai
agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di
Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a
voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui
sarò ricordato di generazione in generazione». (Es 3,13-15)
Il nostro Dio è «Colui che è», ovvero Colui che esiste e si
manifesta come Salvatore nostro, come presenza salvifica, come
Colui che incontra l'uomo e vuole instaurare con lui una relazione
profonda. L'espressione tipica che nella Scrittura spiega tutto
questo è «Io sarò con te», la frase che il Signore dice a tutti coloro
con cui vuole realizzare un piano di salvezza chiamandoli a
compiere un servizio. Così Egli si manifesta non semplicemente
come Dio ma come «Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, di
Mosé, di Davide,...». La Bibbia racconta l'esperienza di questo
rapporto, ci rivela l'amore di Dio per l'uomo mostrandocelo nel
suo avvenire, raccontandone i momenti, le dinamiche, gli
svolgimenti, narrandoci la storia dell'uomo con Dio, una storia
fatta di contraddizioni e infedeltà da parte dell'uomo e di immenso
amore da parte di Dio. In una parola la Bibbia ci presenta la verità
della nostra stessa storia raccontandocela. Le storie che la Scrittura
4
ci offre non sono semplicemente il resoconto di avvenimenti del
passato, sono la sintesi dell'esperienza di Dio che quegli uomini
hanno realizzato in modi e situazioni diverse e che sono ancor
oggi una guida per un'autentica esperienza di Dio.
- La Bibbia è dunque per noi la prima delle fonti della
preghiera. La preghiera biblica, divenendo preghiera di
Cristo, diviene preghiera della Chiesa. Cristo è l'«Orante»
per eccellenza perché Egli è Colui che da una parte vive la
comunione perfetta con Dio e dall'altra è la via attraverso la
quale noi possiamo raggiungere Dio. Cristo è il mezzo
attraverso il quale noi possiamo incontrare Dio in modo
autentico e infallibile.
Come diceva S. Teresa d'Avila: «L'umanità di Cristo è la via
sicura per raggiungere Dio». Dio fatto uomo in Cristo è il punto
di incontro autentico tra Dio e l'uomo.
- Cristo è dunque il centro obbligato della nostra preghiera, e
i Vangeli sono la rivelazione piena della preghiera biblica
realizzata pienamente in Cristo Gesù. La Chiesa, forte della
preghiera di Cristo, prega «per Cristo, con Cristo e in Cristo» e
nella Liturgia realizza e concretizza l'incontro con Dio in modo
efficace. Nella preghiera Liturgica non si promette
semplicemente l'incontro con Dio ma lo si realizza, soprattutto
nei sacramenti che sono i mezzi efficaci e vivi di comunione
con Dio.
La Liturgia è dunque fonte privilegiata per la nostra preghiera.
Nella tradizione della Chiesa l’esperienza di preghiera s'è
realizzata in modo speciale nella vita dei Santi che sono il
Libro aperto nel quale possiamo leggere le meraviglie di Dio
con l'uomo, la realizzazione del progetto d'amore di Cristo
Salvatore. Ogni santo ha fatto della sua vita di preghiera una
testimonianza dell'Assoluto di Dio.
5
I loro scritti e le loro preghiere sono per noi un punto di
riferimento obbligato per la nostra vita spirituale. La vita e la
preghiera dei Santi è un'altra fonte fondamentale per la nostra
preghiera. Noi siamo figli di Dio abilitati dal battesimo ad essere
degli «oranti» come Cristo. Anche la nostra preghiera può
divenire per i nostri fratelli guida e riferimento, nella misura in
cui rientra nella preghiera della Chiesa e da essa si lascia guidare.
____________________________
Prendiamo in prestito dalla Scrittura le parole della nostra
preghiera e abbandoniamoci con fiducia in Dio che ci guida,
attraverso l'orazione, nei pascoli verdi del suo amore.
Sal. 22(23)
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli
erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi
rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo
nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei
alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo
vincastro mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei
nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della
mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi
anni.
6
3- IL LUOGO E IL TEMPO DELLA PREGHIERA
Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco i cieli e i cieli
dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io
ho costruita! Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua
supplica, Signore mio Dio; ascolta il grido e la preghiera che il
tuo servo oggi innalza davanti a te! Siano aperti i tuoi occhi
notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto:
Lì sarà il mio nome! Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza
in questo luogo. Ascolta la supplica del tuo servo e di Israele tuo
popolo, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali dal luogo
della tua dimora, dal cielo; ascolta e perdona. (1Re 8,27-30)
Dio è signore del tempo e padrone dell'universo, noi siamo invece
inseriti nello spazio e nel tempo e siamo chiamati a usare dei
luoghi e delle ore per innalzare a Dio la preghiera e la lode.
Non c'è luogo che possa contenere l'infinità di Dio ma ci sono
luoghi che noi consacriamo a Lui affinché divengano punto di
riferimento e di incontro con Dio. Il tempio non racchiudeva Dio
in una sorta di prigione ma serviva al popolo per ricordarsi di Dio,
per pregarlo, per incontrarlo nella preghiera liturgica, per
raccogliersi, lontano dal frastuono profano e dalla confusione del
mondo. Non si può parlare con Dio se siamo distratti dalle altre
parole e dalle altre realtà mondane. Il luogo sacro segna un
confine entro il quale vige il silenzio, per ascoltare il Signore e per
parlare con Lui, un silenzio che non è semplicemente assenza di
suoni ma assenza di tutto ciò che distrae il nostro cuore
dall'incontro con Dio. Per discernere il confine del sacro occorre
ricordare che tutto ciò che ci aiuta veramente ad incontrare Dio, e
non semplicemente solletica la nostra curiosità, i nostri gusti, la
7
piacevolezza, l'esteriorità, ma che al contrario riesce a trasformare
tutto nella bellezza trasfigurata del volto di Cristo, può stare entro
«il luogo della preghiera». La chiesa, un luogo appartato, un
ambiente naturale, la nostra stessa camera può divenire spazio
sacro nella misura in cui poniamo fuori di essa ciò che è di
ostacolo all'incontro con Dio e vi poniamo ciò che ne facilita
l'incontro. Le immagini e la musica possono favorire
quest'incontro, ma possono anche ostacolarlo se non elevano
realmente il cuore di chi prega. S. Teresa d'Avila iniziava la sua
orazione facendosi aiutare da qualche immagine sacra che
orientava il suo cuore verso il Signore. Questi mezzi sono spesso
necessari per aiutarci nella preghiera. Tutto questo però è
condizionato al fatto che il nostro cuore sia autenticamente un
luogo sacro capace di incontrare Dio: la cella interiore.
S. Caterina da Siena, pur vivendo tra le preoccupazioni del
mondo, diceva di potersi sempre ritirare nella cella interiore del
suo cuore, dove poteva sempre incontrare il Signore. Il tempo,
che è il luogo in cui si susseguono i momenti del Signore, le sue
meraviglie di grazia, la manifestazione del suo amore, deve
essere offerto a Dio in modo autentico e puro. L'anno liturgico è il
segno di questo tempo consacrato alla lode di Dio. Occorre legare
i momenti della nostra vita ai tempi della grazia, gli attimi del
nostro vivere devono sempre essere uniti a Dio che ce li concede.
Bisogna aprire gli occhi per cogliere i doni che nel tempo il
Signore ci fa e rendere grazie a Lui per questo. Il tempo non si
può sprecare, in quanto ci viene concesso per compiere la volontà
di Dio e non ne avremo un altro: Ecco ora il momento favorevole,
ecco ora il giorno della salvezza!(2Cor 6,2) Il tempo è dunque
l'occasione preziosa per poter fare l'esperienza di Dio presente
nella nostra vita di ogni giorno. C'è poi un tempo speciale che
noi dedichiamo a Dio in modo esclusivo: il tempo
8
dell'orazione. È un tempo in cui noi chiudiamo ogni attività, ogni
pur santa occupazione, per offrire gratuitamente e assolutamente a
Dio la preziosità del tempo, un'offerta pura e disinteressata dettata
dall'amore per Lui. Questo tempo è il momento favorevole per
manifestare a Dio l'autenticità del nostro amore per Lui.
____________________________
Lo spazio e il tempo di quaggiù sono segno dell'infinito e
dell'eterno del cielo che noi godremo per sempre.
Sal 84(83),1-6.11-12
Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti!
L'anima mia languisce e brama gli atri del Signore. Il mio
cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente. Anche il
passero trova la casa, la rondine il nido, dove porre i suoi
piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio
Dio. Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi!
Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il
santo viaggio....
Per me un giorno nei tuoi atri è più che mille altrove, stare
sulla soglia della casa del mio Dio è meglio che abitare nelle
tende degli empi.
9
4- L’ASCOLTO
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.
Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e
con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel
cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in
casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e
quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti
saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti
della tua casa e sulle tue porte. (Dt 6,4-9)
Noi siamo stati creati per essere di fronte a Dio capaci di
accogliere la verità e l'amore che egli ci annuncia per poter vivere
da suoi veri figli. Noi siamo stati creati per l'ascolto, per poter
ricevere ogni cosa da Dio.
Ogni bambino alla nascita è muto, non perché non abbia l'organo
della parola ma perché non conosce le parole. Egli é una tabula
rasa, come un foglio bianco su cui è possibile scrivere qualunque
cosa, ogni bambino è come cera molle capace di essere impressa.
L'amore dei genitori, giorno dopo giorno, imprimerà nella mente e
nel cuore del neonato le informazioni basilari della conoscenza e
del comportamento. Le loro parole diventeranno gradualmente
quelle del bambino, involucri capaci di contenere le conoscenze, le
idee, i sentimenti del futuro uomo. Il bambino imparerà anche la
lingua e l'accento ascoltato dai suoi genitori, la voce stessa
assumerà quel tono che il bambino ha ascoltato. In una parola:
l'ascolto plasma la personalità dell'uomo e, in un certo senso, lo
condiziona. Di fronte a Dio noi siamo tutti ascoltatori, che non
significa semplicemente persone che prestano ascolto alle sue
parole ma, ancor di più, persone che dipendono dalla sua Parola e
si fanno plasmare da essa, come fa il bambino con i suoi genitori.
Così questa Parola ci istruisce e ci rimprovera, ci esorta e ci
10
entusiasma, dandoci quelle informazioni e quella formazione
necessaria per essere veri figli di Dio. Ascoltare non significa sentire
con gli orecchi ma sentire con il cuore, prestare ascolto, obbedire.
L'obbedienza, dunque, non è cedere malvolentieri alla volontà di un
altro, ma lasciarsi plasmare dalla volontà di Dio che ci viene rivelata
dalla sua Parola. L'ascolto autentico è alla base della fede, se non
ascoltiamo non potremo né parlare né fare ciò che Dio vuole.
Nella preghiera tutto questo è fondamentale, perché nella preghiera
non siamo tanto noi a parlare quanto è Dio che ci parla. Ciò non
significa che Lui si rivela a noi con visioni e voci misteriose, ma
significa che Lui si rivela a noi:
- con la sua Parola, a cui dobbiamo obbedienza e che deve essere
meditata ogni giorno con studio e amore.
- con la parola della Chiesa, che approfondisce e spiega la Parola
di Dio e ce la offre come cibo che nutre la nostra vita quotidiana e
come rimedio per le nostre necessità.
- con l'esempio dei Santi, nostri fratelli nel cammino verso il
Signore, a cui dobbiamo guardare sempre con attenzione,
ascoltando le loro parole e il loro esempio.
Per questa ragione nella Liturgia si dà tanto spazio al silenzio e
quindi all'ascolto. Attraverso il silenzio impariamo a mettere da
parte ogni cosa che non ci parla di Dio, attraverso l'ascolto
prestiamo orecchio alla voce di Dio e la facciamo penetrare nel
nostro cuore trasformandola in obbedienza. L'ascolto lo
esercitiamo soprattutto nella Liturgia della Parola e durante la
predicazione, momenti fondamentali per la nostra formazione
interiore. Ma anche nella lettura attenta della Parola di Dio e nella
lettura spirituale delle opere e delle vite dei santi o dei documenti
del Magistero della Chiesa.
La Vergine Maria risponde all'angelo, che le annuncia la sua
11
vocazione di Madre del messia, con la frase: Si compia in me la
tua Parola e similmente alle nozze di Cana Maria dice ai servi:
Fate ciò che lui vi dirà. Maria è veramente la Vergine dell'ascolto e
in lei questo ascolto ha compiuto il miracolo dell'Incarnazione, un
prodigio che ognuno di noi deve realizzare nella propria vita
attraverso l'obbedienza alla volontà di Dio.
______________________________
Il salmo 118 (119) è il salmo della Legge, ovvero della Parola di
Dio che viene vissuta e messa in pratica dal giusto che sarà beato
nella misura in cui compirà la Parola di Dio nella propria vita.
Sal 118(119), 105-112
Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sul mio
cammino. Ho giurato e lo confermo, di custodire i tuoi
precetti di giustizia. Sono stanco di soffrire, Signore, dammi
vita secondo la tua parola. Signore, gradisci le offerte delle
mie labbra, insegnami i tuoi giudizi. La mia vita è sempre in
pericolo, ma non dimentico la tua legge. Gli empi mi hanno
teso i loro lacci, ma non ho deviato dai tuoi precetti. Mia
eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, sono essi la gioia
del mio cuore. Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti,
in essi è la mia ricompensa per sempre.
12
“Siamo stati creati per l'ascolto, per poter ricevere ogni cosa da Dio”
ORARI DEL TEMPO DI AVVENTO
SS. Messe Feriale
SS. Messe Festive
8
8,30.
9
10
10
11,30.
18
18
LODI:
Dal Lunedì al Venerdì, alle ore 7,30
CATECHESI PER ADULTI:
Mercoledì, alle ore 16,30 e 20
MENSA “DOMUS CARITATIS”:
Lunedì e Giovedì, dalle ore 15,30 alle 19
Parrocchia della Natività di N.S.G.C. Roma:“Abside” (particolare)
20
Scarica

Primo Libretto - Parrocchia della Natività