La Preghiera 6
ANNO PASTORALE
2014-2015
Parrocchia della Natività di N.S.G.
Alcune indicazioni
Il libretto che avete tra le mani vuole essere una
piccola introduzione al mondo misterioso e
affascinante della preghiera intesa come dialogo con
Dio.
Vi consiglio di non affrettarvi nel leggerlo, ma di
saper ‘dosare’ la lettura prendendo un paragrafo al
giorno, e casomai approfondendo l’argomento trattato
aiutandovi con dei brani biblici.
Se avete dei dubbi sulla preghiera o volete imparare a
pregare, chiedete con fiducia un colloquio con i
sacerdoti che sono sempre a vostra disposizione.
SUGGERIMENTI PER ENTRARE IN PREGHIERA
- Entro in preghiera
- pacificandomi con un momento di silenzio, pensando che
incontrerò il Signore, chiedendo perdono delle offese fatte, e
perdonando di cuore le offese ricevute
- invocando lo Spirito Santo: prendo coscienza che in me c’è
qualcuno che sta pregando, lo Spirito Santo.
- La lettura: l’inizio della preghiera è l’ascolto di Dio che parla a me.
Leggo e rileggo il salmo più volte.
- La meditazione e la preghiera: leggo il testo lentamente, punto
per punto, prendendo una parola, una riga e scendendo con la
mente nel cuore, ripeto questa parola
.
In 1a di copertina,: Andrea Mantegna “Orazione nell'Orto”
21 - LA PREGHIERA DI GESÙ
(Gesù), alzati gli occhi al cielo, disse: Padre, è giunta l'ora,
glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. Poiché tu gli hai
dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a
tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano
te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho
glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare.
E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo
presso di te prima che il mondo fosse.
Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal
mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua
parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono
da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi
le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno
creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il
mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le
cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato
in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e
io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi
hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. (Gv 17,1-11)
Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo per renderci tutti figli nel
Figlio, è il Mediatore unico della salvezza attraverso il quale noi
raggiungiamo la comunione con Dio.Gesù è l'orante per eccellenza
in quanto è Colui che offre al Padre la preghiera di intercessione per
tutti gli uomini, anzi è Egli stesso intercessione viva. La sua umanità
ce lo rende vicino e, capace di comprendere la nostra povertà, mentre
la sua divinità ci assicura la potenza dell'intercessione e ci rassicura
sull'efficacia dell'intercessione.
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La nostra preghiera è sempre per Lui, con Lui e in Lui, tutte le
nostre richieste, tutte le nostre orazioni passano per Cristo. La
Liturgia sottolinea sempre questa unica mediazione quando conclude
le orazione con il per Cristo nostro Signore. Ma ogni nostra preghiera
è per Cristo in quanto nel battesimo noi siamo stati inseriti in Lui e
viviamo in Lui. I sacramenti ci comunicano la grazia per mezzo di
Lui, del suo corpo che è la Chiesa di cui noi siamo membra vive. Per
la stessa ragione la nostra preghiera di battezzati coinvolge sempre la
Chiesa, perché essendo membra dell'unico corpo la nostra preghiera
personale rientra sempre nella preghiera della Chiesa. Per questo
occorre imparare a pregare in Cristo e quindi nella Chiesa, per non
illudersi di pregare.
Infatti, non c'è modo per raggiungere Dio se non attraverso Cristo
e non c'è modo per ricevere efficacemente la grazia che deriva dalla
comunione con Dio se non attraverso la Chiesa. Su questi binari si
muove la preghiera cristiana che è libera, alta, esaltante, proprio
perché non si ferma alle sole nostre forze e non pretende da noi
illuminazioni speciali per poter essere esercitata. È Cristo la nostra
preghiera e, attraverso di Lui Orante perfetto, possiamo raggiungere
Dio.
Giovanni Bellini detto “Giambellino”
“Orazione nell'Orto”
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22 – LA PREGHIERA DEL SIGNORE: «SIA SANTIFICATO
IL TUO NOME, VENGA IL TUO REGNO...»
Gesù ci insegna a lodare il Padre santificando il suo Nome,
ovvero riconoscendo che solo Dio è santo e solo a Lui possiamo
attribuire ogni lode e gloria. Riconoscere la santità di Dio significa
riconoscere la su distanza infinita dall'uomo e dalla sua
peccaminosità, ma nello stesso tempo, nella santità di Dio che è
nostro Padre noi riconosciamo la nostra partecipazione alla sua
santità. Alla luce di Dio noi possiamo scorgere la nostra luce, al
suo splendore noi possiamo camminare verso la via della giustizia.
I1 Nome di Dio sta per Dio stesso, il Nome è infatti il suo Volto,
la sua personalità, il suo mistero imperscrutabile. Non si può infatti
nominare Dio, per l'Antico Testamento è una bestemmia, il Nome è un
modo per chiamarlo senza nominarlo. Gesù vuole dunque inculcarci il
valore della preghiera di benedizione a Dio, al Nome. Noi non lo
rendiamo santo benedicendolo, perché Dio non ha bisogno delle
nostre benedizioni, ma riconoscendone la sublime santità noi facciamo
un atto di giustizia e quest'atto diviene per noi meritorio e occasione di
santità per l'orante stesso.
Venga il tuo Regno è invece l'esclamazione di chi attende con
tutto il cuore l'avvento della giustizia di Dio nel mondo. È il grido
escatologico dell'uomo in attesa del Signore, dell'uomo che vive
ogni giorno proteso verso il compimento del piano di salvezza di
Dio.
I1 Regno di Dio non è semplicemente il governo del Signore sul
mondo ma è un rapporto profondo tra Dio e le creature, è l'alleanza
che realizza tra l'uomo e il suo Signore. In questo modo veramente
Dio regna realizzando la novità della redenzione attraverso la
mediazione di Cristo Redentore, autentico Re dell'universo.
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Nella preghiera del Signore siamo dunque invitati a considerare
rettamente il Padre:
* Egli è l'unico Santo, a cui dobbiamo la nostra adorazione e la
nostra lode
* Il suo Regno deve essere da noi cercato al di sopra di tutto, prima
di tutto, in quanto la venuta di questo regno è la salvezza del
mondo.
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Sal 93
Il Signore regna, si ammanta di splendore;
il Signore si riveste, si cinge di forza;
rende saldo il mondo, non sarà mai scosso.
Saldo è il tuo trono fin dal principio, da sempre tu sei.
Alzano i fiumi, Signore, alzano i fiumi la loro voce,
alzano i fiumi il loro fragore.
Ma più potente delle voci di grandi acque,
più potente dei flutti del mare,
potente nell'alto è il Signore.
Degni di fede sono i tuoi insegnamenti,
la santità si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore.
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23 - «SIA FATTA LA TUA VOLONTA’..»
Nei vangeli l'atteggiamento del cristiano nei confronti di Dio
Padre è un atteggiamento di obbedienza filiale e di ascolto
interiore capace di trasformare il peccato di superbia e di ribellione
di Adamo nella redenzione di Cristo fondata sull'obbedienza e
l'ascolto.
La parola «fiat» è nel Vangelo la parola chiave che apre il cuore
di Dio, è l'accettazione profonda del mistero di salvezza operato dal
Signore. Non si tratta di un atteggiamento puramente passivo che ci
pone supinamente sotto l'azione di Dio, ma si tratta invece dell'atto di
libertà più alto che l'uomo possa compiere. Nel «fiat» c'è
l'atteggiamento dell'uomo che si pone dinanzi a Dio pronto a ricevere
qualunque cosa Egli vuole donargli, è l'atteggiamento dei santi, di
Maria, di Cristo, di ogni cristiano che deve far posto nel proprio
cuore a Dio affinché Egli possa agire.
Maria parla nel Vangelo solo in tre occasioni:
nell'Annunciazione: «Eccomi, sono la serva del Signore, si compia
in me la tua parola»;
nelle nozze di Cana: «Fate tutto quello che Lui vi dirà»;
nella Visitazione: «L'anima mia magnifica il Signore... perché ha
guardato l'umiltà della sua serva».
Tutte e tre le volte Maria rimanda tutta la sua grandezza a Dio
stesso dimostrando che la nostra forza è tutta nel- l’abbandono
filiale e fiducioso nel Signore, nel nostro piegarsi alla sua volontà
di salvezza che compie in noi meraviglie.
Gesù nel Getsemani si offre alla volontà del Padre con
l'obbedienza totale al Padre che apre al mistero redentivo della
croce: «Non la mia, ma la tua volontà si compia...».
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La nostra preghiera si fonda su questa obbedienza che fa di noi,
come Maria e come Gesù, coloro che compiono la volontà di Dio e
mettono in pratica il mistero della redenzione.
Ogni nostro «fiat» mette in azione l'onnipotenza della volontà
divina e fa della nostra preghiera un atto della potenza salvifica di
Dio.
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Sal 15
Proteggimi o Dio, in te mi rifugio.
Ho detto a Dio: «Sei tu il mio Signore,
senza di te non ho alcun bene».
Per i santi che sono sulla terra,
uomini nobili, è tutto il mio amore.
Si affrettino altri a costruire idoli:
io non spanderò le loro libazioni di sangue
né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi,
è magnifica la mia eredità.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.
Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare.
Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
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perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.
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24 - «DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO»
Il Pane secondo la scrittura non è semplicemente l'alimento
fatto di grano e di acqua ma rappresenta l'alimento per eccellenza,
ciò che è fondamentale per la sussistenza. Noi siamo oggi abituati
ai "supermercati" in cui troviamo di tutto, in cui il cibo è offerto
nella sua varietà... e soprattutto dove spendiamo i soldi anche per il
superfluo. Nel mondo biblico la ricchezza era rarissima e riservata
ai soli potenti, la gente viveva di cibo semplice, in definitiva di
pane. La parola ebraica che significa pane è lechem che significa
non solo pane ma anche cibo. Betlehem significa "casa del pane".
Un altro concetto da tener presente è quello del "mangiare", che
è uno degli elementi fondamentali nella Bibbia per esprimere
l'appropriazione di una realtà. Quando uno mangia infatti si
appropria della realtà che mangia e la fa sua. Quando i progenitori
mangiano dell'albero del bene e del male si appropriano del suo
veleno e muoiono. L'immagine ci descrive la trasgressione del
peccato come "mangiare il male", ovvero, assorbire in sè, attraverso
il peccato, la maledizione che vi risiede. In senso contrario mangiare
il pane della vita, come dice il Vangelo, ci fa assorbire il bene, anzi
ci rende capaci di essere assorbiti dal bene.
La richiesta del Padre nostro "dacci oggi il nostro pane" mostra
come il pane di cui si parla non è semplicemente il pane materiale
ma indica, insieme a quello, anche il cibo spirituale di cui l'uomo ha
bisogno per sopravvivere. Alcuni traducono quel "quotidiano" con
"sostanziale", rimanendo più strettamente fedeli alla parola greca
usata nel Vangelo. Di certo il pane è segno delle provvidenza di Dio
che egli ci offre come un Padre amoroso e noi glielo chiediamo
come figli che tutto vogliono ricevere da Colui che solo può
sfamarli.
Impariamo anche noi da questa preghiera del Signore la povertà
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del cuore per essere degni di ricevere, con la nostra supplica, il
pane della provvidenza di Dio che sazia e riempie il cuore del suo
amore. Inoltre l'Eucaristia, che è il nostro pane di ogni giorno e
sostanziale, deve essere da noi ricevuta con amore da Colui che
tutto dona "aprendo le sue mani".
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Sal 147
Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Egli ha messo pace nei tuoi confini
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola,
il suo messaggio corre veloce.
Fa scendere la neve come lana,
come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine,
di fronte al suo gelo chi resiste?
Manda una sua parola ed ecco si scioglie,
fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la sua parola,
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.
Così non ha fatto con nessun altro popolo,
non ha manifestato ad altri i suoi precetti.
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ORARI DEL TEMPO DI QUARESIMA
SS. Messe Feriale
SS. Messe Festive
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8,30.
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10
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11,30.
LODI:
Dal Lunedì al Venerdì, alle ore 7,30
OGNI VENERDÌ DI QUARESIMA:
Ore 17,15: VIA CRUCIS
Ore 18,00: S. Messa e Adorazione Eucaristica
Ore 19,30 VIA CRUCIS
CATECHESI PER ADULTI:
Mercoledì, alle ore 16,30 e 20
MENSA “DOMUS CARITATIS”:
Lunedì e Giovedì, dalle ore 15,30 alle 19
Parrocchia della Natività di N.S.G.C. Roma:“Abside” (particolare)
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21 - la preghiera di gesù - Parrocchia della Natività