Cristiana capotondi un film di Andrey chernyshov Sergio basso Cosa pensano i giovani attori di avere in comune con i loro personaggi? La “stranezza” e il senso d’indipendenza. (RACHELE CREMONA) Come Matilde sono una ragazza determinata che s’impegna per ottenere quello che vuole e come lei non perdo facilmente il buon umore. Anche io qualche tempo fa mi sono appassionata al pattinaggio su ghiaccio, l’ho fatto per 3 anni, poi ho lasciato perché è uno sport tosto che richiede un impegno costante che non potevo assicurare. Con il mio personaggio ho in comune: l’amore grandissimo per lo sport, che nella realtà è il calcio invece dell’hockey su ghiaccio, la lealtà verso gli amici e la “tenacia” quando mi innamoro! (ANDREA PITTORINO) (LAURA GAIA PIACENTILE) AGATA Si è da poco trasferita perché il papà ha un nuovo lavoro. Ha un cuore rock e ama la batteria, è sicura e imprevedibile ma anche fragile e indifesa. Riuscirà in poco tempo a conquistare la sua nuova classe e i suoi compagni di squadra. Come Aleksey anche io sono appassionato di sport ma preferisco il calcio rispetto all’hockey. Il mio atteggiamento nei confronti dell’amicizia è molto simile al suo, siamo entrambi sicuri che gli amici siano la cosa più importante nella vita! (maxim bychkov) ALEXSEJ È figlio di un ex campione di hockey su ghiaccio e di una designer. La famiglia si è trasferita in Italia. Gioca nella squadra capitanata dal suo migliore amico Tobia. Elegante, posato, dai modi impeccabili, non si è mai separato da Katerina da quando l’ha conosciuta sul volo che ha portato entrambi in Italia. MATILDE Trascorre molto tempo con i nonni, il padre e la madre sono molto impegnati nella gestione del loro ristorante. Matilde è una bambina molto in gamba e matura per la sua età. Da grande vuole fare la giornalista. Nel tempo libero si dedica al suo sport preferito, il pattinaggio artistico. Penso che io e Katerina abbiamo molto in comune. Io sono una persona molto sensibile e prendo le cose a cuore così come lei. Cerco sempre di avere un rapporto cordiale con le persone che mi circondano e di dare una mano a chi ne ha bisogno. Posso essere allegra ma allo stesso tempo molto seria, dipende dalle situazioni e dai problemi che sto affrontando. TOBIA È il campione della squadra di hockey su ghiaccio dove gioca con il suo migliore amico Aleksej. Vivace ma un po’ fifone la sua vita sarà sconvolta dall’arrivo di Agata. Penso di avere molto in comune con il mio personaggio. Sono timido e riservato come lui e quando mi innamoro divento ancora più timido, proprio come Ajit. Anche io penso che l’amicizia sia una delle cose più importanti nella vita e mi piace passare il tempo con i miei compagni. (BONNY MAPPILAMATTEL) (ANNA POTEBNYA) KATERINA E’ rimasta orfana a due anni, e a cinque è stata adottata da una coppia italiana. Ha imparato l’autosufficienza negli anni passati in istituto, dove ha anche sviluppato un grande istinto per le persone. La parte di lei rimasta legata alle sue origini l’ha fatta innamorare di Aleksej, il suo principe azzurro delle steppe. AJIT Nato a Roma, AJIT è figlio di due indiani. Vive con la madre e il padre che gestiscono una lavanderia. È molto timido e non riesce a fare amicizia facilmente con i suoi compagni. Ma ha un amico veramente speciale che è sempre con lui e lo aiuta nei momenti di difficoltà. SINOSSI IL SALUTO DEL PRESIDENTE DEL CONI Lo sport come scuola di vita. Sfondo ideale di una storia appassionata che mette al centro i giovani, i loro sogni, le ambizioni, gli amori. Un film che è la sintesi esaustiva di ciò che rappresenta il movimento agonistico: un suggestivo intreccio di esperienze che attraversa la quotidianità, esaltando le capacità della pratica motoria nel ruolo di irrinunciabile strumento di crescita e di inclusione sociale. “Amori Elementari” si sviluppa mettendo al centro hockey su ghiaccio e pattinaggio artistico, discipline nevralgiche del programma dei Giochi Olimpici Invernali, e una polisportiva che diventa in realtà luogo di ritrovo e di condivisione, destinata a raccontare i primi passi dei protagonisti nella società. Credo si tratti di un messaggio straordinariamente attuale, destinato a incentivare la promozione dell’attività fisica nella fascia d’età di passaggio che porta all’adolescenza. Il tema della produzione cinematografica si modella alla perfezione sulle problematiche che affliggono il nostro Paese. L’Italia vanta infatti due record poco invidiabili, il primo vede i ragazzi tra gli 11-15 anni smettere di fare attività, il secondo - che ci vede in compagnia degli Stati Uniti - è quello dei giovani con maggiore tasso di obesità sotto i 18 anni. L’importanza dello sport è certificata dalla storia, i suoi benefici riflessi sono oggetto di studi dai numeri sorprendenti. Lo sport sposta percentuali importanti del PIL di una Nazione, implica risparmi importanti sotto il profilo della spesa sanitaria, regala occupazione e prospettive, favorisce l’innalzamento dell’aspettativa di vita. E’ un linguaggio che abbatte ogni barriera, annulla ogni diversità. Sa unire, è fratellanza, aggregazione. Un concetto che viene amplificato con capacità da “Amori Elementari”, nella visione di una realtà globalizzata, dove varie etnie entrano in contatto tra loro e si ritrovano unite sotto la stessa bandiera. Perché lo sport è un eccezionale modello di vita. L’invito, da estendere a tutti i ragazzi che guarderanno il film, è quello di recepirne il messaggio. Fare attività agonistica aiuta a migliorarsi, a sentirsi più forti e sereni, a costruire un futuro dalle solide fondamenta, a vincere anche tra la gente. Non solo in senso di maggiore competitività tecnica ma grazie a una consapevole maturità, fatta di abnegazione, rispetto delle regole, trasparenza e lealtà. Valori ineludibili per chi vuole essere un campione di vita. Giovanni Malagò i hanno tra i nostri protagonist I . ia ciz mi ll’a de re e avvisaglie dell’amo gio artistico. fare con le prime e ch hockey e pattinag a : ha va rti ria po ina e Aleksej sto lis po a ss La nostra ste la ti cialmente! Kater tut uffi no ta rsi en za qu an fre fid e anni , tra le ora di dieci e gli undici per la prima volta za elementare. È di Tobia dalla ter do s’incontrarono a an at qu or a am e al inn ris è Matilde ame inossidabile ssia, e il loro leg ntastiche. vengono dalla Ru rsi in avventure fa non esita a lancia e ch o. no re co, lei è ma ae po a un un da nuvole su come le dita di si è trasferito o e ett dr str pa il po up a: gr at ono un vo di Ag , la ventata I quattro costituisc bussolata dall’arri no l’avventatezza rtiva viene scom bia: a lui piaccio po To lis di po e lla or cu de il ne a La routi liante. E folgor bambine, è amma più da diversa dalle altre ilde. Pur di seguire esta bambina. innamorati di Mat qu no so da ta rio rta na gi po à di novit di Ajit? il suo amico imma ilde si accorgerà grati indiani, ed russa! a di hockey. Mat dr ua sq Ajit, figlio di immi re nella capitale lla ola ne ng e Ajit si iscriv r un quadra ti, pe ti en tut am ita len al inv li oi ta su vicino i moscovita gemella una polisportiva Notizia bomba: SPUNTI DI RIFLESSIONE: Che cos’è per te l’amicizia? Racconta in quali circostanze hai avuto bisogno di un amico. Qual è il tuo sport preferito? Preferisci gli sport di squadra o quelli in singolo? Quanto tempo dedichi all’attività sportiva? Pensi che siano sufficienti le ore di sport svolte nella tua scuola? Prova a elencare le caratteristiche che bisogna avere per far parte di una squadra. In quale personaggio del film ti sei immedesimato? Cos’è per te lo sport? Come pensi possa aiutarti a crescere come persona? Prova a descrivere la tua classe o la tua squadra sportiva. Intervista al regista SERGIO BASSO Com’è stato lavorare con i ragazzi sul set? Mettere insieme un gruppo di giovani attori è stato piuttosto complesso. Il casting è durato circa un anno e mezzo, e abbiamo incontrato centinaia di bambini a Mosca, Roma, Milano, Torino, Bologna e nei numerosi paesi delle Dolomiti. Ogni bambino mostrava la sua energia, i suoi punti di forza e le proprie debolezze. Abbiamo fatto delle vere e proprie prove teatrali di tutto il copione, perché tutti potessero conoscere il proprio personaggio e quello degli altri, e come ciascun personaggio si evolveva nella storia. Alcune scene sono state anche improvvisate al momento, grazie al fatto che, in questo processo, i bambini hanno costruito un grandissimo affiatamento tra di loro, una grande complicità. Amori Elementari nasce come progetto internazionale. La seconda parte del film è girata interamente in Russia. Tu, fra l’altro, hai studiato con Jurij Alschitz, sotto l’egida dell’Accademia d’Arte Drammatica di Mosca. Hai vissuto e lavorato in Cina e ora sei in partenza per il Nepal. Cosa ti hanno dato queste esperienze? Tornare in Russia dopo tredici anni mi ha molto emozionato. Ho studiato teatro lì, hanno una tradizione teatrale e culturale di grande spessore, ci sono artisti di grandissima sensibilità. Lavorare con la troupe russa è stato molto interessante, si sono prodigati molto per questo film. La lavorazione non è stata facile: in certi giorni sul set c’erano meno 22 gradi. Era difficile per gli attori parlare, pensa per un macchinista posizionare un carrello. Amo stare a contatto con altre culture, mi mette voglia di raccontare nuove storie con uno sguardo rinnovato.