Viviloloratorio Centro Giovanile di Bolgare
...PER QUANTO RIGUARDA LA GRATUITÀ… LA GRATUITÀ PER ME
“È IMPEGNO”. L’IMPEGNO È, APPUNTO, QUELLO DI RIMANERE IN
CONTATTO.
SE C’È CONTINUITÀ TRA I NOSTRI CONTENUTI E LE NOSTRE
“PRATICHE” (E DA QUANTO CAPISCO QUESTA CONTINUITÀ ESISTE) È IMPORTANTE AGIRE DA “PONTI SOCIALI”, CREANDO CO-
“CHI HA PAURA
MUORE
OGNI GIORNO.
SÌ LA POSSIBILITÀ DI METTERE IN CONTATTO PERSONE ANCHE
DIVERSE TRA LORO, ELABORANDO SAPERI E CULTURE COMUNI.
NON
CHI NON HA
È IMPOSSIBILE CREARE LE SITUAZIONI PER UNA SOCIETÀ
PIÙ GIUSTA DI QUELLA ATTUALE.
SONO
PAURA
MUORE
MOLTE LE PERSONE CHE SOFFRONO
NEL VEDERE ALTRI SOFFRIRE.
BISOGNA PERÒ
FRONTO...
UNA
VOLTA SOLA.”
CREARE SITUAZIONI DI INCONTRO PER UN CON-
prof. Francesca Forno,
Docente di Sociologia all’Università di Bergamo
in uno scritto a don Francesco, 18 febbraio 2010
Il quadro di copertina è di MAURIZIO BONFANTI,
Il primo Cristo adolescente in croce della storia dell’Arte
(Bergamo, 2009)
(Paolo Borsellino,
magistrato italiano
assassinato
dalla mafia
il 19 luglio 1992)
Ragazzi e genitori della Catechesi
Cammino della Croce nei Rioni
Venerdì della Quaresima 2010
PROLOGO
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
AMEN.
L’Amore del Padre che è Gesù e lo Spirito Santo
sia con tutti voi!
E CON IL TUO SPIRITO.
Cari ragazzi e genitori,
da sempre i cristiani leggono con particolare attenzione
il racconto degli ultimi momenti della vita di Gesù.
Anche noi vogliamo questa sera
riascoltare l’Evangelista Marco,
interrogarlo per comprendere meglio i fatti avvenuti,
guardare con lui Gesù che muore per noi,
pregare e fare silenzio.
Chiediamo al Signore il coraggio di metterci
al suo fianco sulla via della croce,
così da giungere alla gioia della risurrezione.
Portiamo nel cuore con gratitudine
la testimonianza coraggiosa
di uomini e donne
che anche oggi e ogni giorno
vivono e muoiono
come Gesù
per la giustizia, la libertà
e per difendere i deboli e gli ultimi.
venerdì 26 febbraio e 12 marzo si usa la TRACCIA 2 che inizia a pagina 12,
venerdì 5 e 26 marzo si usa la TRACCIA 1 che inizia a pagina 3
2
quando è poca la speranza che resta nel mio cuore
Padre della notte che le stelle fai brillare
tu che porti vento e sabbia dalle onde del mare
Tu che accendi i nostri sogni e li mandi più lontano
come barche nella notte che da terra salutiamo
e fammi ritornare tra le braccia di chi ho amato
quando è vana la speranza che resta nel mio cuore
quando è poca la speranza che resta nel mio cuore
dammi una pace limpida come un limpido amore
Padre della notte ovunque è il Tuo mistero
dentro ogni secondo come in ogni giorno intero
Tu che hai dato a noi la fede come agli uccellini il volo
Padre della terra Padre di ogni uomo
Padre della notte della musica e dei fiori
Padre dell’arcobaleno dei fulmini e dei tuoni
Tu che ascolti i nostri cuori quando soli poi restiamo
nel silenzio della notte solo in Te noi confidiamo
e fammi ritornare tra le braccia di chi ho amato
Fammi ritrovare un giorno l’amore che ho aspettato
quando è poca la speranza che resta nel mio cuore
Dammi una pace limpida come un limpido amore
Padre della notte che voli insieme al vento
togli dal mio cuore la rabbia ed il tormento
e quando un giorno sta finendo
quando scende giù la sera
Fa’ che questa mia canzone
diventi una preghiera.
Sergio Cammariere, Padre della notte
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EPILOGO
PRIMA STAZIONE
HA PAURA
PREGHIAMO INSIEME
PADRE
BUONO
CHE NON HAI VOLUTO PER TE IL TUO
FIGLIO
MA LO HAI REGALATO A NOI
PERCHÉ CI AMASSE FINO IN FONDO
TIENICI SEMPRE TRA LE TUE BRACCIA AMOROSE
E RENDICI CAPACI DI OFFRIRE LA NOSTRA VITA
SECONDO L’ESEMPIO DI
NOSTRO
SIGNORE
GESÙ
E NOSTRO
DIO,
CHE VIVE E REGNA NEI SECOLI DEI SECOLI.
AMEN.
PADRE
NOSTRO…
Il Signore sia con voi.
E CON IL TUO SPIRITO.
Per la potenza debole dell’amore crocifisso di Gesù,
vi benedica Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito santo.
AMEN.
L’amore di Dio sia sempre con voi. Andate in pace.
RENDIAMO GRAZIE A DIO.
Ascolto finale:
Padre della notte che voli insieme al vento
togli dal mio cuore la rabbia ed il tormento
e fammi ritornare agli occhi di chi ho amato
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TRACCIA 1
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Croce hai redento il mondo.
Il racconto di Marco (14,32-40a)
Gesù e i discepoli giungono in un podere chiamato Getsèmani. Gesù dice ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, intanto che io prego».
Quindi, presi con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, incominciò ad essere preso da terrore e da spavento. Perciò disse loro: «L'anima
mia è triste fino alla morte. Rimanete qui e vegliate!».
Quindi, portatosi un po' più avanti, si gettò a terra e pregava che,
se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. Diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te. Allontana da me questo calice! Tuttavia, non ciò che voglio io, ma quello che tu vuoi».
Tornato indietro, li trova addormentati. Perciò dice a Pietro:
«Simone, dormi? Non hai avuto la forza di vegliare una sola ora?
Vegliate e pregate, affinché non entriate in tentazione. Certo, lo
spirito è pronto; la carne, però, è debole».
Allontanatosi di nuovo, pregò ripetendo le stesse parole. Poi di
nuovo tornò e li trovò addormentati.
Ragazzo: Paura, angoscia, tristezza...: anche Gesù provava questi
sentimenti?
Evangelista: Come tutti gli uomini, anche Gesù ha avuto paura di
morire. Guardate però cosa fa in questa situazione..
Ragazza: Prega Dio, chiedendogli, se possibile, di evitare la morte.
3
Evangelista: Poi però la sua preghiera continua. Gesù si fida e gli
dice: «Non ciò che voglio io, ma quello che tu vuoi».
Ragazzo:
Ma Dio voleva che Gesù morisse?
Evangelista: Dio non vuole la morte di nessuno, tanto meno di Gesù. Ci propone di amare sempre, anche quando questo costa la vita.
Ulivi e agnelli
Genitore: Se l’ulivo era un segno di festa in mano alla gente che
accoglieva il maestro a Gerusalemme, ora, tra gli ulivi, Gesù prova
angoscia ed è turbato perché sente che la fine non è lontana.
È un agnello in balìa di altri...
Ogni persona che prova paura e angoscia sa di poter contare su
Gesù, che ha sperimentato cosa significhi essere nelle mani degli
altri e provare angoscia, pena e dubbio.
PREGHIAMO
Il panno di di Giuseppe d’Arimatea
Genitore: Qualcuno dice che il panno di lino con cui fu avvolto il
corpo di Gesù sia la Sindone, un antico lenzuolo custodito a Torino.
La Sindone attira ancora oggi moltissimi pellegrini da varie parti
d’Italia e del mondo; ai suoi piedi hanno pregato santi e papi di
tutti i tempi. I credenti trovano in questo lenzuolo un'occasione
speciale per meditare sulla passione, la morte e la sepoltura di
Gesù Cristo.
PREGHIAMO
RAGAZZA
RAGAZZO
RAGAZZA
RAGAZZO
TUTTI
COSA POSSIAMO DIRE, SIGNORE?
IO SPERAVO CHE NON MORISSI…
GESÙ IO VOGLIO STARE QUI CON TE…
GRAZIE, GESÙ! CI VUOI DAVVERO BENE... SEI IL FIGLIO
DI DIO!
GRAZIE, GESÙ, FIGLIO DI DIO MORTO PER NOI, AIUTACI A DARE LA VITA COME TE METTENDOCI PASSIONE
RAGAZZA: DONACI, SIGNORE, DI AVERE LA TUA STESSA FEDE NEI
MOMENTI DI DIFFICOLTÀ E FATICA
DONACI FEDE E CORAGGIO, SIGNORE
TUTTI
RAGAZZA: AIUTA, SIGNORE, LE PERSONE CHE DEVONO PRENDERE DECISIONI IMPORTANTI.
DONACI FEDE E CORAGGIO, SIGNORE
TUTTI
RAGAZZO: PERDONACI, SIGNORE, PER TUTTE QUELLE VOLTE IN CUI CI
SIAMO DIMENTICATI DI TE.
DONACI FEDE E CORAGGIO, SIGNORE
TUTTI
4
NELLE SCELTE DI OGNI GIORNO.
DONACI
CI VIVERE
PER GLI ALTRI E NON SOLO PENSANDO A NOI STESSI.
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QUINTA STAZIONE
MORTO E SEPOLTO
SECONDA
PROCESSATO
STAZIONE
NELLA NOTTE
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Croce hai redento il mondo.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Croce hai redento il mondo.
Il racconto di Marco (15,20b-27)
Un tale corse ad inzuppare una spugna di aceto, la pose su una
canna e dava da bere a Gesù, dicendo: «Lasciate, vediamo se viene Elia a tirarlo giù». Ma Gesù, emesso un grande grido, spirò.
Il racconto di Marco (14,53,61b-65)
Condotto Gesù dal sommo sacerdote, si radunarono tutti i capi
dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Rispose Gesù: «Sì, sono io! E vedrete il Figlio dell'uomo, seduto alla destra della Potenza, venire con le nubi del cielo». Allora il sommo
sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Di quale testimonianza
abbiamo ancora bisogno? Avete sentito la bestemmia. Che ve ne
pare?». Tutti lo giudicarono reo di morte. Alcuni, poi, si misero a
sputargli addosso, a coprirgli il volto e a percuoterlo dicendogli:
«Indovina!». E i servi lo presero a schiaffi.
(qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Fattasi ormai sera, Giuseppe d’Arimatea, distinto membro del
consiglio , il quale aspettava anche’egli il regno di Dio, venne, si
fece coraggio, entrò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Pilato
si meravigliò che fosse già morto. Perciò, chiamato il centurione,
concesse il cadavere a Giuseppe, il quale, comprato un panno di
lino, fece deporre Gesù, lo avvolse col panno di lino e lo pose in
un sepolcro che era stato tagliato nella roccia. Quindi sulla porta
del sepolcro fece rotolare una pietra.
Ragazza: Veramente non c'è più nulla da fare?
Evangelista: Sembra proprio di no. La pietra chiude per sempre
il sepolcro. Tutto si fa in silenzio e tristezza grande.
Ragazzo: Meno male che c'è Giuseppe: senza il suo coraggio, Gesù non sarebbe stato neanche sepolto dignitosamente.
Ragazza: Avrei voluto portare io il panno in cui è stato avvolto il
corpo di Gesù.
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Ragazzo: Gesù bestemmia?
Evangelista: Quando egli ha affermato di essere il Cristo, il Messia, ha fatto capire ai sacerdoti che lo processavano
che aveva un legame molto particolare con Dio.
Ragazza: Ma non è esattamente così?
Evangelista: Sì, ma in quel tempo non si immaginava che Dio potesse rivelarsi in un uomo e salvare così il suo popolo.
Ragazzo: Povero Gesù! Lui, il Messia, Figlio dell'uomo, picchiato e
deriso!
5
La sofferenza di Gesù e la nostra
Fino alla fine
Genitore: Gesù è tradito, picchiato, preso a schiaffi e a sputi.
Se ti è capitato qualche volta di essere umiliato così, sappi che
Gesù ti è vicino e ti può capire.
E se ti è capitato di puntare il dito contro gli altri, di prenderli in
giro e di trattarli male, chiedi a Gesù di aiutarti a cambiare.
Genitore: quelli che stavano dando a Gesù vino con mirra volevano aiutarlo. Si trattava infatti di una bevanda che alleggeriva il
dolore, come una specie di moderna anestesia.
Gesù rifiuta quella bevanda perché vuole essere cosciente fino
alla fine, anche se così la sofferenza sarà terribile: il dolore del
corpo, ovviamente, ma anche quello di un animo sensibile come il
suo, che vede crescere intorno a sé solamente rifiuto, violenza e
morte.
PREGHIAMO
RAGAZZA GRAZIE, SIGNORE, PER AVERCI MOSTRATO IL VERO VOLTO
DI DIO.
FIGLIO DI DIO. NOI TI RINGRAZIAMO.
TUTTI
RAGAZZO AIUTA OGNI UOMO A CAPIRE CHE TU SEI IL SIGNORE.
FIGLIO DI DIO. NOI TI PREGHIAMO.
TUTTI
RAGAZZA SII VICINO AI CRISTIANI PERSEGUITATI PER LA LORO FEDE.
TUTTI
FIGLIO DI DIO. NOI TI SUPPLICHIAMO.
PREGHIAMO
RAGAZZO
TUTTI
RAGAZZA
TUTTI
RAGAZZO
TUTTI
ANCH'IO VOGLIO AIUTARTI NEL SOSTENERE LA TUA
CROCE.
VOGLIAMO STARTI VICINO. SIGNORE.
BEVI QUALCOSA PER SOPPORTARE IL DOLORE.
VOGLIAMO STARTI VICINO. SIGNORE.
HAI FREDDO, GESÙ?
VOGLIAMO STARTI VICINO. SIGNORE.
TERZA STAZIONE
TRADITO
DA UN AMICO
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Croce hai redento il mondo.
Il racconto di Marco (14,66-72)
Mentre Pietro se ne stava giù nel cortile, giunse una delle serve
del sommo sacerdote e, avendo visto Pietro che si scaldava, fissandolo gli disse: «Anche tu eri col Nazareno, Gesù». Ma egli ne6
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QUARTA
STAZIONE
INCHIODATO
ALLA CROCE
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Croce hai redento il mondo.
Il racconto di Marco (15,20b-27)
Mentre conducevano Gesù fuori per crocifiggerlo, i soldati costrinsero un passante che tornava dai campi, Simone di Cirene,
padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce di lui. Lo condussero, così, al luogo detto Gòlgota, che significa luogo del Cranio.
Volevano anche dargli del vino aromatizzato con mirra, ma egli
non lo prese. Perciò lo crocifissero e si divisero le sue vesti, gettando sopra di esse la sorte per quel che ciascuno dovesse prendersi. Era l'ora terza quando lo crocifissero, e l'iscrizione con la
causa della condanna recava scritto: «Il re dei Giudei».
Insieme a lui crocifissero pure due ladroni, uno alla sua destra e
l'altro alla sua sinistra.
Ragazzo: Gli mettono addosso una croce così pesante che ha bisogno di aiuto.
Ragazza: Cercano di ubriacarlo.
Ragazzo: Si prendono anche i suoi vestiti.
Evangelista: Gesù è ormai completamente nelle mani dei soldati,
non dice una parola, è “come un agnello condotto al macello”.
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gò: «Non so e non capisco cosa tu dici». Quindi uscì fuori nel vestibolo e un gallo cantò. Vedutolo ancora, la serva incominciò a
dire di nuovo ai presenti: «Costui è uno di loro». Ma egli negò nuovamente. Poco dopo i presenti dissero di nuovo a Pietro: «Sei davvero uno di loro. Infatti sei galileo». Ma egli incominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest'uomo di cui parlate». E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò
delle parole che Gesù gli aveva detto: «Prima che il gallo canti due
volte, mi rinnegherai tre volte»; e proruppe in pianto.
Ragazzo: Chissà cosa aveva nel cuore Pietro quando ha negato di
conoscere Gesù...
Evangelista: Io credo tanta paura.
Ragazza: E chissà quando ha sentito cantare il gallo!
Evangelista: Era disperato perché immaginava di aver perso per
sempre il suo amico Gesù.
Ragazzo: Per questo ha pianto amaramente?
Evangelista Sì, ma sbagliava, perché in quel momento ha guardato
Gesù negli occhi e ha capito che il suo Maestro continuava a volergli bene.
La scelta sbagliata di Pietro
Genitore: Questa è l'unica scena della passione in cui non compare Gesù. Si svolge infatti nel cortile del sommo sacerdote, mentre il Maestro viene accusato e preso a schiaffi all'interno del
palazzo.
Pietro è dunque il protagonista della scena. Ma vorrebbe diventare piccolo piccolo e addirittura scomparire, così nessuno lo potrebbe riconoscere e condannare.
La scelta sta fra la grandezza di Gesù, che dona la vita per salvarci, e la piccolezza di Pietro, che per salvarsi la pelle non sa più
neppure chi è e che cosa vuole dalla vita.
7
PREGHIAMO
RAGAZZA
TUTTI
RAGAZZO
TUTTI
RAGAZZA
TUTTI
AIUTACI A NON TRADIRTI MAI.
TI PREGHIAMO, SIGNORE.
FA' CHE PARLIAMO SEMPRE BENE DI TE.
TI PREGHIAMO, SIGNORE.
SII VICINO A NOI ANCHE QUANDO TI DIMENTICHIAMO.
TI PREGHIAMO, SIGNORE.
QUARTA STAZIONE
LO
PRENDONO IN GIRO
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Croce hai redento il mondo.
Il racconto di Marco (15,29-32)
Giunti sul monte, inchiodarono Gesù alla croce.
Quelli che passavano insultavano Gesù, scuotendo il capo e dicendo: «Eh! tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo riedifichi, salva te stesso, scendendo dalla croce». Similmente anche i capi dei
sacerdoti con gli scribi si facevano beffe di lui dicendo tra loro:
«Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. Il Cristo, il re
d'Israele, scenda ora dalla croce, affinché vediamo e crediamo».
Perfino quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.
8
Evangelista: ...che viene salvato dalla folla controllata dai capi.
Ragazza: Io non voglio che Gesù sia crocifisso!
Da un tribunale all'altro
Genitore: Gesù è trascinato da un tribunale all'altro, come un
uomo che non è più padrone del proprio destino. Sono gli altri a
decidere per lui: i capi dei sacerdoti, il governatore Ponzio Pilato, il popolo di Gerusalemme.
Durante questi incontri nessuno parla davvero con Gesù; nessuno
lo riconosce come maestro.
La condanna dell'innocente Figlio di Dio è un fatto gravissimo.
Ma altrettanto grave è l'indifferenza per il messaggio e la testimonianza che egli sta dando.
PREGHIAMO
RAGAZZA
TUTTI
RAGAZZO
TUTTI
RAGAZZA
TUTTI
PER I POLITICI, PERCHÉ COMPIANO LE SCELTE PIÙ GIUSTE
PER TUTTI E NON PER IL LORO INTERESSE.
PER LORO TI PREGHIAMO, SIGNORE.
PER I TERRORISTI E PER CHI USA LA VIOLENZA, PERCHÉ
SMETTANO DI UCCIDERE PERSONE INNOCENTI.
PER LORO TI PREGHIAMO, SIGNORE.
PER QUANDO NON CI SCHIERIAMO DALLA PARTE DELLA
VERITÀ PER COMODITÀ O PAURA.
PER NOI TI PREGHIAMO, SIGNORE.
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TERZA
PEGGIO
STAZIONE
DI UN TERRORISTA
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Croce hai redento il mondo.
Il racconto di Marco (15,1.6-15)
Al mattino i capi consegnarono Gesù a Pilato. Lui era solito, in
ogni festività, rilasciare un prigioniero: quello che gli avessero
chiesto. Intanto ve n'era uno chiamato Barabba, il quale era stato imprigionato insieme ai sediziosi che, durante una sommossa,
avevano commesso un omicidio. Salì, perciò, la folla e incominciò
a reclamare ciò che era abituata a ricevere. Pilato, allora, rispose loro: «Volete che vi liberi il re dei Giudei?». Egli, infatti, sapeva che per invidia i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato. Ma i capi dei sacerdoti aizzarono la folla, affinché rilasciasse
loro piuttosto Barabba.
Pilato, allora, prendendo di nuovo la parola, domandò loro: «Che
cosa, dunque, volete che faccia di colui che voi chiamate il re dei
Giudei?». Quelli gridarono di nuovo: «Crocifiggilo!». Ma Pilato
disse loro: «Che male ha fatto?». Quelli, allora gridarono più
forte: «Crocifiggilo!». Pilato, perciò, volendo dare soddisfazione
alla folla, rilasciò loro Barabba e consegnò Gesù perché, dopo
averlo flagellato, fosse crocifisso.
Ragazza: Ha ragione Pilato! Gesù non aveva commesso alcun male.
Evangelista: Però non ha il coraggio di schierarsi dalla parte della verità.
Ragazzo: E così lo mette di fianco a un terrorista...
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Ragazza: Non lo lasciano in pace neanche mentre sta per morire!
Evangelista: Purtroppo la crocifissione era fatta anche per questo: far soffrire il condannato nel corpo e nell'animo
fino all'ultimo minuto.
Ragazzo: Io, se fossi stato Gesù, sarei sceso dalla croce e avrei
sconfitto i miei nemici.
Ragazza: Anch'io avrei fatto lo stesso! Così imparavano a dire
tutte quelle cose.
Evangelista: Gesù però non lo ha fatto, e così facendo a mostrato
a tutti chi era veramente: il Figlio di Dio che ama gli
uomini fino a morire per loro.
La solitudine di Gesù
Genitore: Gesù in croce è drammaticamente solo. È come se tutto
e tutti gli fossero contro: il cielo e la terra, gli sguardi e le parole
degli uomini.
Alcuni si avvicinano al crocifisso, ma solo per prenderlo in giro. Gli
altri due condannati a morte lo insultano. I discepoli lo hanno tradito e abbandonato.
E tu, sapresti stare accanto a Gesù che è inchiodato sulla Croce?
Cosa gli diresti?
PREGHIAMO
RAGAZZA SIGNORE, SE TU SEI IL FIGLIO DI DIO, PERCHÉ NON REAGISCI?
AIUTACI A FIDARCI DI TE.
TUTTI
RAGAZZO NEI NOSTRI CUORI SPESSO DESIDERIAMO LA VENDETTA.
AIUTACI A FIDARCI DI TE.
TUTTI
RAGAZZA CREDIAMO DI RISOLVERE TANTI PROBLEMI CON LA FORZA.
AIUTACI A FIDARCI DI TE.
TUTTI
9
QUINTA STAZIONE
MUORE IN CROCE
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Croce hai redento il mondo.
Il racconto di Marco (15,33-39)
Giunta l'ora sesta, si fece buio su tutta la terra fino all'ora nona.
All'ora nona, Gesù esclamò a gran voce: «Eloì, Eloì, lamà sabactanì», che si traduce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», Allora alcuni dei presenti, uditolo, dicevano: «Ecco, invoca
Elia», Un tale corse ad inzuppare una spugna di aceto, la pose su
una canna e gli dava da bere, dicendo: «Lasciate, vediamo se viene
Elia a tirarlo giù». Ma Gesù, emesso un grande grido, spirò.
Allora il velo del tempio si squarciò in due, dall'alto fino al basso.
E il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare gridando a
quel modo, esclamò: «Davvero quest'uomo era Figlio di Dio!».
Ragazza
Che ore sono l'ora nona? Quale velo è stato stracciato? Perché proprio un soldato romano capisce che Gesù è il Figlio di Dio? E perché si parla di Elia?
Evangelista: Ragazzi, avete ragione a farmi tante domande. Questo è il vertice di tutto il mio racconto: quel pomeriggio, sulla croce, Gesù è morto per amore di ogni uomo,
accettando di soffrire e sentendosi abbandonato. Ma
ora vi invito a fare silenzio, a conservare per altre occasioni le domande e a guardare Gesù in croce. Mettiamoci in ginocchio. Ognuno, nel più assoluto silenzio,
guardi Gesù morto per noi... il suo volto... le sue ferite... Come ha fatto il centurione romano che, vedendo10
Evangelista: Io ci vedo ognuno di noi, chiamato a guardare, senza
paura di perdere ogni cosa, Gesù che dona la sua
vita.
C’è bacio e bacio, cuore e cuore
Genitore: Molte opere d'arte raffigurano il bacio di Giuda, un
gesto che nella nostra cultura indica qualcosa di veramente
brutto.
Proprio perché un bacio è fatto per esprimere affetto, l'azione
di Giuda ci colpisce per la sua doppiezza. E proprio perché le mani sono fatte per abbracciare e accarezzare, quando si alzano ad
accusare un innocente o a offendere un debole la cosa ci riempie
di amarezza e dispiacere.
PREGHIAMO
RAGAZZA
TUTTI
RAGAZZO
TUTTI
RAGAZZA
TUTTI
QUELLI CHE SONO PERSEGUITATI INGIUSTAMENTE
NOI LI AFFIDIAMO A TE, MAESTRO BUONO
I NOSTRI NEMICI E I TRADITORI
NOI LI AFFIDIAMO A TE, MAESTRO BUONO
NOI CHE STIAMO CONTEMPLANDO LA TUA PASSIONE
CI AFFIDIAMO A TE, MAESTRO BUONO
15
SECONDA
ARRESTATO
STAZIONE
COME UN BRIGANTE
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Croce hai redento il mondo.
Il racconto di Marco (14,43-46.50-52)
Giuda, uno dei Dodici, giunse con una grande turba con spade e
bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva toro dato un segno: «Colui che bacerò, è
lui. Afferratelo e portatelo via con attenzione». Appena giunto,
subito gli si avvicinò dicendogli: «Maestro!», e lo baciò. Quelli,
allora, gli misero le mani addosso e lo arrestarono.
Allora i discepoli, abbandonatolo, fuggirono tutti. Un ragazzo,
però, lo seguiva, avvolto solo di un panno di lino sul corpo nudo.
Tentarono di afferrarlo; ma egli, lasciato cadere il panno di lino,
se ne fuggì via nudo.
Ragazza: Non hanno un po' esagerato con tutte quelle armi? Non
sapevano che andavano ad arrestare un uomo mite
e buono?
Evangelista: Hai ragione! Trattano Gesù come un brigante, un
uomo cattivo, un nemico del popolo.
Ragazzo: E Giuda non poteva trovare un altro modo per indicare
Gesù? Proprio un bacio, un segno di affetto e di
amore doveva usare per tradirlo?
Evangelista: Nel tradimento tutto si capovolge: un amico diventa
nemico, un gesto di affetto si trasforma in atto di
condanna.
Ragazza: Chissà chi era quel ragazzo che ha osservato la scena,
rischiando di essere preso con Gesù.
14
lo morire per amore, ha capito veramente che lui era il
Figlio di Dio.
(qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Una croce a forma di “T”
Genitore. Alle tre del pomeriggio (l’“ora nona” di cui parla il vangelo) Gesù muore.
Le sue ultime ore sono pesantissime. I condannati a morte, dopo
essere stati picchiati e umiliati, portavano in spalla il legno orizzontale della Croce. Esso veniva poi inchiodato sulla cima di un
palo verticale precedentemente innalzato dai soldati, formando
una specie di 'T'.
Alcuni fanno derivare da qui la "tau" (una lettera greca). Per questo molti credenti la portano al collo. Essa ricorda la Croce di Gesù, che neppure di fronte alle ultime terribili sofferenze si è tirato indietro.
PREGHIAMO
RAGAZZO GRAZIE, GESÙ! CI VUOI DAVVERO BENE... SEI IL FIGLIO DI
DIO!
GRAZIE, GESÙ, FIGLIO DI DIO MORTO PER NOI, AIUTUTTI
TACI A DARE LA VITA COME TE METTENDOCI PASSIONE
NELLE SCELTE DI OGNI GIORNO.
DONACI
CI VIVERE PER
GLI ALTRI E NON SOLO PENSANDO A NOI STESSI.
Concludiamo la Via Crucis a pagina 22
11
TRACCIA 2
PRIMA STAZIONE
SI SENTE TRADITO
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo
Perché con la tua Croce hai redento il mondo.
Il racconto di Marco (14,17a.18-21)
Fattasi sera, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse agli
apostoli: «In verità vi dico che uno di voi, che mangia con me, mi
tradirà». Allora quelli incominciarono a rattristarsi e a domandargli, uno per uno: «Sono forse io?». Ma egli rispose loro: «È uno dei
Dodici, che intinge con me nel piatto. Sì, il Figlio dell'uomo se ne
Va, in conformità a quanto sta scritto di lui. Ahimè, però, a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito!
Ragazzo: Normalmente, quando mangiamo con gli amici, siamo
tutti felici; qui invece c'è tristezza...
Evangelista: Gesù sentiva che era l'ultima volta che mangiava con
i suoi amici perché, la sera stessa, sarebbe stato tradito.
Ragazza: Ma come si fa a tradire l'amico con cui si mangia? Bisogna essere veramente falsi!
Evangelista: Le parole di Gesù mostrano infatti un senso di delusione.
Ragazzo: Io avrei reagito: mi sarei vendicato.
Evangelista: Gesù non lo fa, non lo ha mai fatto; ma dice a Giuda,
il traditore, che quello che sta per fare è un gesto doloroso per lui stesso, un gesto che segnerà tutta la sua
vita.
12
Per amore o per potere
Nell'ultima cena Gesù stringe attorno a sé gli apostoli e con essi,
idealmente, tutti gli uomini e le donne della terra. È per loro che
si sta preparando a donare la vita.
Ma c'è uno che si sottrae all'abbraccio e guarda da un'altra parte: non è colpito dalle parole e dai gesti di Gesù; non riconosce
negli altri i propri fratelli. A forza di pensare soltanto a se
stesso, Giuda finirà per guardare unicamente al proprio interesse e tradirà Gesù per cercare di piegarlo ai suoi sogni di potere
e di violenza.
PREGHIAMO
RAGAZZO SIGNORE, SII VICINO A QUANTI SI SENTONO TRADITI
DAGLI AMICI.
DIO FEDELE, ASCOLTACI.
TUTTI
RAGAZZA FA', O SIGNORE, CHE OGNI NOSTRO PASTO SIA OCCASIONE DI FESTA E NON DI TRISTEZZA O CATTIVERIA.
DIO FEDELE, ASCOLTACI.
TUTTI
RAGAZZO IO VORREI PREGARE PER GIUDA E PER QUANDO TUTTI
NOI ABBIAMO TRADITO COME LUI, PERCHÉ CAPIAMO CHE
ABBIAMO SBAGLIATO E TROVIAMO IL CORAGGIO DI CHIEDERE SCUSA.
TUTTI
DIO
FEDELE, ASCOLTACI.
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