1 PRESENTAZIONE “W IL TEATRO!”: XXVII edizione. Ritorna anche per l’anno scolastico 2015/2016 l’importante appuntamento per la scuola in lingua italiana con il teatro. Il teatro, nelle sue varie forme ed espressioni, è entrato ormai da molti anni a far parte del percorso formativo della nostra scuola rivolgendosi a un pubblico diventato ogni anno più attento, esigente e critico. Ogni ordine di scuola avrà a disposizione un ricco programma teatrale studiato ad hoc per il target cui si riferisce e questo sottolinea ancora una volta quanto sia importante per la formazione culturale, comunicativa e personale dei nostri studenti e quanto costituisca un ulteriore arricchimento anche per i docenti. Vogliamo augurare anche quest’anno a tutti un’esperienza teatrale appassionante e coinvolgente. Assessore alla cultura e scuola in lingua italiana Christian Tommasini Sovrintendente Scolastica Nicoletta Minnei Direttore Teatro Stabile Walter Zambaldi 2 CALENDARIO DEGLI SPETTACOLI BOLZANO scuole scuole primarie 1° ciclo 1° ciclo spettacolo e compagnia IL CIELO DEGLI ORSI Teatro Gioco Vita B COME BABAU Nonsoloteatro teatro date 18 gennaio 2016 Comunale Gries 19 e 20 gennaio 2016 11 aprile 2016 12 aprile 2016 Comunale Gries 13 aprile 2016 26 ottobre 2015 scuole primarie 2° ciclo 2° ciclo IL VOLO DI ICARO TIB Teatro CHE VIAGGI MR. G! ABC MusicaTeatro Comunale Gries Comunale Gries 27 ottobre 2015 28 ottobre 2015 17 e 18 febbraio 2016 19 febbraio 2016 16 novembre 2015 scuole secondarie 1° grado COME SORELLE Compagnia Teatrale Mattioli 1° grado OZ Eco di Fondo Comunale Gries 17 novembre 2015 18 novembre 2015 9 e 10 marzo 2016 Comunale Gries 11 marzo 2016 scuole secondarie 2° grado MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES Teatro Stabile di Bolzano 9.00 e 11.00 11.00 9.00 e 11.00 9.00 e 11.00 11.00 370 370 370 370 370 10.30 700 800 Teatro Studio 17, 18, 24 e 25 novembre 2015 10.30 214 22 gennaio 2016 10.30 800 17 febbraio 2016 10.00 200 Teatro Gries 18 marzo 2016 11.00 370 Teatro Studio 3 maggio 4, 10 e 11 maggio 2016 10.30 114 214 Vereinigte Bühnen Bozen Teatro Comunale Sala Grande 19 maggio 2016 10.00 200 scuole primarie 1° ciclo scuole primarie 2° ciclo scuole secondarie 1° grado 2° grado ENRICO IV Teatro Stabile di Brescia Teatro degli Incamminati 2° grado BOMBENJAHRE Vereinigte Bühnen Bozen TORNO INDIETRO E UCCIDO IL NONNO Compagnia Arditodesìo BRATTARO MON AMOUR Teatro Stabile di Bolzano EIN SOMMERNACHTSTRAUM 2° grado 8.45 e 10.45 8.45 8.45 e 10.45 8.45 e 10.45 10.45 370 10 novembre 2015 11 novembre 2015 LA SCELTA DI CESARE Teatro Stabile di Bolzano 2° grado 10.45 8.45 e 10.45 10.45 posti Teatro Comunale Sala Grande 2° grado 2° grado orari 8.45 e 10.45 10.45 Teatro Comunale Sala Grande Teatro Comunale Sala Grande 3 scuole secondarie 2° grado MERANO scuole scuole primarie 1° ciclo 1° ciclo scuole primarie 2° ciclo 2° ciclo spettacolo e compagnia teatro date IL CIELO DEGLI ORSI Teatro Gioco Vita Teatro Puccini 14 e 15 gennaio 2016 10.45 290 B COME BABAU Nonsoloteatro Teatro Puccini 18 e 19 aprile 2016 10.30 290 Teatro Puccini 13 ottobre 2015 8.45 e 10.45 290 Teatro Puccini 25 e 26 febbraio 2016 10.30 290 IL VOLO DI ICARO TIB Teatro CHE VIAGGI MR. G! ABC MusicaTeatro orari posti scuole secondarie 1° grado COME SORELLE Compagnia Teatrale Mattioli Teatro Puccini 19 e 20 novembre 2015 11.00 290 1° grado OZ Eco di Fondo Teatro Puccini 21 e 22 marzo 2016 11.00 290 scuole secondarie 2° grado MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES Teatro Stabile di Bolzano Teatro Puccini 13 novembre 2015 10.30 290 2° grado LA SCELTA DI CESARE Teatro Stabile di Bolzano Teatro Puccini 1 dicembre 2015 10.30 290 2° grado IL SINDACO DEL RIONE SANITÁ Teatro Stabile di Genova Teatro Stabile di Napoli Teatro Puccini 27 gennaio 2016 10.00 290 BRUNICO scuole scuole primarie 1° ciclo teatro date IL CIELO EGLI ORSI Teatro Gioco Vita Haus M. Pacher 13 gennaio 2016 8.45 300 1° ciclo B COME BABAU Nonsoloteatro Haus M. Pacher 21 aprile 2016 10.30 300 scuole primarie 2° ciclo IL VOLO DI ICARO TIB Teatro Haus M. Pacher 20 ottobre 2015 8.45 300 Haus M. Pacher 22 febbraio 2016 10.30 300 2° ciclo spettacolo e compagnia CHE VIAGGI MR. G! ABC MusicaTeatro orari posti scuole secondarie 1°grado COME SORELLE Compagnia Teatrale Mattioli Haus M. Pacher 26 novembre 2015 9.00 300 1° grado OZ Eco di Fondo Haus M. Pacher 15 marzo 2016 11.00 300 MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES Teatro Stabile di Bolzano Haus M. Pacher 16 novembre 2015 10.30 300 LA SCELTA DI CESARE Teatro Stabile di Bolzano Haus M. Pacher 16 dicembre 2015 10.30 300 scuole secondarie 2° grado scuole secondarie 2°grado 4 BRESSANONE scuole scuole primarie 1° ciclo 1° ciclo scuole primarie 2° ciclo 2° ciclo scuole secondarie 1° grado 1° grado scuole secondarie 2° grado 2° grado spettacolo e compagnia teatro date IL CIELO DEGLI ORSI Teatro Gioco Vita Forum 26 febbraio 2016 10.30 350 B COME BABAU Nonsoloteatro Forum 15 aprile 2016 10.30 350 Forum 23 ottobre 2015 10.30 350 Forum 24 febbraio 2016 10.30 350 Forum 10 novembre 2015 11.00 350 Forum 16 marzo 2016 11.00 350 MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES Teatro Stabile di Bolzano Forum 18 novembre 2015 10.30 350 LA SCELTA DI CESARE Teatro Stabile di Bolzano Forum 4 dicembre 2015 10.30 350 IL VOLO DI ICARO TIB Teatro CHE VIAGGI MR. G! ABC MusicaTeatro COME SORELLE Compagnia Teatrale Mattioli OZ Eco di Fondo orari posti VIPITENO scuole scuole primarie 1° ciclo 1° ciclo scuole primarie 2° ciclo 2° ciclo scuole secondarie 1°grado 1° grado scuole secondarie 2°grado 2° grado spettacolo e compagnia teatro date Teatro Comunale 24 febbraio 2016 10.45 300 Teatro Comunale 20 aprile 2016 10.30 300 IL VOLO DI ICARO TIB Teatro Teatro Comunale 21 ottobre 2015 8.45 300 CHE VIAGGI MR. G! Teatro Comunale 16 febbraio 2016 10.30 300 Teatro Comunale 11 novembre 2015 11.00 300 Teatro Comunale 17 marzo 2016 11.00 300 Teatro Comunale 11 novembre 2015 11.00 300 Teatro Comunale 17 marzo 2016 11.00 300 IL CIELO DEGLI ORSI Teatro Gioco Vita B COME BABAU Nonsoloteatro ABC MusicaTeatro COME SORELLE Compagnia Teatrale Mattioli OZ Eco di Fondo COME SORELLE Compagnia Teatrale Mattioli OZ Eco di Fondo 5 orari posti LAIVES scuole scuole primarie 1° ciclo 1° ciclo scuole primarie 2° ciclo 2° ciclo spettacolo e compagnia teatro date IL CIELO DEGLI ORSI Teatro Gioco Vita Aula Magna 21 gennaio 2016 10.30 340 B COME BABAU Nonsoloteatro Aula Magna 14 aprile 2016 10.30 340 Aula Magna 15 ottobre 2015 10.30 340 Aula Magna 15 febbraio 2016 10.30 340 IL VOLO DI ICARO TIB Teatro CHE VIAGGI MR. G! ABC MusicaTeatro orari posti scuole secondarie 1° grado COME SORELLE Compagnia Teatrale Mattioli Aula Magna 12 novembre 2015 11.00 340 1° grado OZ Eco di Fondo Aula Magna 18 marzo 2016 11.00 340 EGNA scuole scuole primarie 1° ciclo 1° ciclo scuole primarie 2° ciclo 2° ciclo scuole secondarie 1° grado spettacolo e compagnia teatro date IL CIELO DEGLI ORSI Teatro Gioco Vita Haus Unterland 22 gennaio 2016 10.45 250 B COME BABAU Nonsoloteatro Haus Unterland 22 aprile 2016 10.30 250 Haus Unterland 16 ottobre 2015 10.30 250 Haus Unterland 23 febbraio 2016 10.30 250 Haus Unterland 25 novembre 2015 11.00 250 IL VOLO DI ICARO TIB Teatro CHE VIAGGI MR. G! ABC MusicaTeatro COME SORELLE Compagnia Teatrale Mattioli 6 orari posti DATE PER LA PREVENDITA DEI BIGLIETTI DEGLI SPETTACOLI DELLE SCUOLE SECONDARIE DI 2° GRADO DI BOLZANO E MERANO SPETTACOLO DATA PREVENDITA MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES TEATRO STABILE DI BOLZANO 11.00 – 14.00 10/11 NOVEMBRE 22 e 23 OTTOBRE LA SCELTA DI CESARE 17/18/24/25 NOVEMBRE MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES MERANO TEATRO STABILE DI BOLZANO 13 NOVEMBRE LA SCELTA DI CESARE MERANO TEATRO STABILE DI BOLZANO 1 DICEMBRE ENRICO IV TEATRO STABILE DI BRESCIA TEATRO DEGLI INCAMMINATI 22 GENNAIO MERANO TEATRO STABILE DI GENOVA TEATRO STABILE DI NAPOLI 27 GENNAIO BRATTARO MON AMOUR TEATRO STABILE DI BOLZANO EIN SOMMERNACHTSTRAUM VEREINIGTE BÜHNEN BOZEN 22 e 23 OTTOBRE 17.00 – 19.00 9 NOVEMBRE 17.00 – 18.00 30 NOVEMBRE 17.00 – 18.00 11.00 – 14.00 IL SINDACO DEL RIONE SANITÁ TORNO INDIETRO E UCCIDO IL NONNO COMPAGNIA ARDITODESIO 17.00 – 19.00 11.00 – 14.00 TEATRO STABILE DI BOLZANO BOMBENJAHRE VEREINIGTE BÜHNEN BOZEN ORARIO 17 DICEMBRE 17.00 – 19.00 19 GENNAIO 17.00 – 18.00 11.00 – 14.00 17 FEBBRAIO 20 GENNAIO 17.00 – 19.00 11.00 – 14.00 18 MARZO 18 FEBBRAIO 17.00 – 19.00 11.00 – 14.00 3/4/10/11 MAGGIO 6 APRILE 17.00 – 19.00 11.00 – 14.00 19 MAGGIO 6 APRILE 17.00 – 19.00 La prevendita avrà luogo presso le casse del Teatro Comunale di piazza Verdi 40 per gli spettacoli in visione a Bolzano e presso il Teatro Puccini in piazza del Teatro 3 per gli spettacoli in visione a Merano. Per gli studenti in possesso di un abbonamento alla stagione del Teatro Stabile, è possibile effettuare il cambio biglietto da serale a matinée presentandosi alla prevendita con l’abbonamento. IL COSTO DEL BIGLIETTO È DI € 6,00 SIA PER GLI SPETTACOLI IN LINGUA ITALIANA SIA PER GLI SPETTACOLI IN LINGUA TEDESCA Anche quest’anno ci sarà la possibilità di acquistare due abbonamenti Under 20 e 26 al prezzo di uno Si ricorda che il mancato acquisto dei biglietti nel giorno fissato per la prevendita comporta l’esclusione dalla visione dello spettacolo. 7 INTRODUZIONE SCUOLE PRIMARIE 1° CICLO (I - II classe) Avvicinare i bambini al teatro in maniera divertente non è compito facile. Anche quest’anno ci misuriamo con due spettacoli, differenti tra loro, che mostrano la diversità e la grandezza del mondo teatrale. Il cielo degli orsi, del Teatro Gioco Vita di Piacenza e B come Babau di Nonsoloteatro di Pinerolo (TO). Il primo spettacolo, Il cielo degli orsi, affronterà due argomenti molto delicati e profondi: la nascita e la perdita di una persona cara. Come sempre sarà ricco di immagini che il Teatro Gioco Vita mostrerà ai bambini non solo attraverso la recitazione e la danza dei due bravissimi attori, ma anche modulando e mostrando ombre e sagome, caratteristiche tipiche del loro teatro, famoso in tutta Europa. Il secondo spettacolo, B come Babau, è uno spettacolo di narrazione del bravissimo Guido Castiglia, che affronta il tema della paura. Castiglia crea i suoi spettacoli traendo spunto dai laboratori organizzati con i bambini, in cui l’ascolto e l’immaginario infantile diventano l’aspetto fondamentale. In scena grandi e piccole paure che caratterizzano la prima infanzia, mostrate in maniera divertente, così da sembrare meno “paurose”. Anche quest’anno sarà possibile, alla fine di ogni spettacolo, fermarsi con gli attori per approfondire l’argomento trattato o soddisfare alcune curiosità. 8 SCUOLE PRIMARIE 1° ciclo (I – II classe ) IL CIELO DEGLI ORSI Tratto dall’opera di Dolf Verroen & Wolf Erlbruch Età consigliata dai 6 anni con Deniz Azhar Azari, Andrea Coppone Durata 50 minuti regia e scene Fabrizio Montecchi sagome Nicoletta Garioni e Federica Ferrari (tratte dai disegni di Wolf Erlbruch ) coreografie Valerio Longo musiche Alessandro Nidi costumi Tania Fedeli luci Anna Adorno realizzazione scene Sergio Bernasani PRODUZIONE: TEATRO GIOCO VITA Il cielo degli orsi si compone di due storie. La prima ci racconta di un orso che svegliatosi da un lungo letargo, si mette a pensare a come sarebbe bello essere un papà e dopo un lungo cercare, sembra capire che la soluzione stia in cielo. La seconda ci racconta invece di un orsetto che è molto triste per la morte del nonno e, quando la mamma gli spiega che il nonno era molto stanco e ora è felice nel cielo degli orsi, parte per il mondo alla sua ricerca. Il cielo degli orsi affronta temi delicati e profondi con leggerezza e tatto e una grande capacità di sintesi. La presenza di animali come protagonisti, permette di dosare l’impatto emotivo che ci restituisce con semplice e disarmante chiarezza, le difficoltà che tutti noi incontriamo, a maggior ragione i bambini, quando cerchiamo risposte alle grandi domande della vita. 9 TEATRO GIOCO VITA – PIACENZA Teatro Gioco Vita nasce nel 1971 ed è tra le prime realtà in Italia a essere protagonista del movimento dell’animazione teatrale, grazie alla quale ha saputo dare un contributo originale alla nascita del teatro ragazzi. Il Teatro Gioco Vita è unico nel suo modo peculiare di fare, di intendere e di vivere il teatro, i rapporti, la ricerca e la cultura che l’hanno caratterizzato fin dalle prime esperienze. Teatro Gioco Vita incontra il teatro d’ombre alla fine degli anni Settanta. Dal suo operare con coerenza e coscienza professionale ha maturato un’esperienza unica nel suo genere, che gli è valsa riconoscimenti e prestigiose collaborazioni in ogni parte del mondo, con Teatri Stabili ed Enti Lirici come Teatro La Fenice di Venezia, Royal Opera House Covent Garden di Londra, Teatro alla Scala di Milano, Arena di Verona, Ater, Ert, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino e Piccolo Teatro di Milano. Attualmente Teatro Gioco Vita è riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Emilia Romagna come Teatro Stabile di Innovazione. www.teatrogiocovita.it SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA Il cielo degli orsi si compone di due storie. La prima ci racconta di un orso che svegliatosi da un lungo letargo si mette a pensare a come sarebbe bello essere un papà e dopo un lungo cercare sembra capire che la soluzione stia in cielo. La seconda ci racconta invece di un orsetto che è molto triste per la morte del nonno e, quando la mamma gli spiega che il nonno era molto stanco ed ora è felice nel cielo degli orsi, parte per il mondo alla sua ricerca. Per entrambi i protagonisti l’infinità del cielo sembra essere l’unico luogo in cui le loro domande possono essere soddisfatte; ma si accorgono, alla fine del loro cercare, che è sulla terra, vicino a loro, che si trova la risposta. Infatti l’orso della prima storia la trova in una bella orsa che gli compare al fianco e che indovina in un attimo i suoi pensieri: insieme si pensa sempre meglio che da soli e così, all’approssimarsi della primavera, una soluzione la troveranno. Piccolo Orso invece trova la risposta nelle rassicuranti certezze rappresentate dagli affetti familiari: nei genitori che si prendono cura di lui affinché superi il suo dolore e si convinca che la vita è, davvero, il suo più bel cielo. 10 TEMA Il cielo degli orsi affronta temi delicati e profondi con leggerezza e tatto e una grande capacità di sintesi. La presenza di animali come protagonisti permette di dosare l’impatto emotivo, che rimane comunque forte perché ci restituisce, con semplice e disarmante chiarezza, le difficoltà che tutti noi incontriamo, a maggior ragione i bambini, quando cerchiamo risposte alle grandi domande della vita. Difficoltà che nascono dalla complessità e varietà delle relazioni umane e dall’indifferenza che il mondo sembra riservare ai nostri piccoli o grandi dolori. L’unico percorso possibile è sempre quello esperienziale e non razionale e l’unica risposta, anche se non è “la risposta”, è spesso la più vicina a noi, se non già dentro di noi. APPROCCI DIDATTICI Approfondire due temi così importanti, come l’amore e la morte, difficili da spiegare ai bambini che si trovano ad affrontare sentimenti ed emozioni magari non ancora conosciuti o che non sanno ancoro definire. Aiutarli a riconoscere le emozioni significa imparare ad affrontarle. Con i bambini, questa capacità può essere sviluppata parlando e acquisendo familiarità con esse, anche quelle spiacevoli. Come ci si sente ? Cosa si prova ? Paura ? Rabbia ? Tristezza ? TECNICHE UTILIZZATE Il teatro d'ombre è una antica forma di spettacolo popolare, realizzato proiettando figure articolate su uno schermo opaco, semitrasparente, illuminato posteriormente per creare l'illusione di immagini in movimento. Questa forma di spettacolo, diffusa in varie culture, fa uso di un linguaggio teatrale che fonde ombre e attori, teatro d’ombre e danza. TESTI CONSIGLIATI Dolf Verroen & Wolf Erlbruch, Un paradiso per il piccolo orso, Ed. E/O, 2004 Saviem M. Rinciari, Il teatro delle ombre, Edizioni Corsare, 2010. Giacobazzi Laura; De Mezzo Maura; Scaperrotta Genny, Teatro delle ombre e dei burattini, Editore LA SCUOLA, 1999. 11 SCUOLE PRIMARIE 1° ciclo (I – II classe) B COME BABAU Liberamente ispirato al racconto “Il Babau” di Dino Buzzati testo Guido Castiglia Età consigliata dai 6 anni regia Fabrizio Cassanelli Durata 60 minuti con Guido Castiglia collaborazione all’allestimento Marina Giacometto realizzazione elementi scenici Violetta Viassone e Franco da Tregnago musiche Pascal Comelade e Sergio Taglioni distribuzione Claudia Casella PRODUZIONE: NONSOLOTEATRO Menzione della giuria - Festival Giocateatro Torino 2013 Menzione speciale a B come Babau della compagnia Nonsoloteatro per lo spettacolo, frutto di un percorso di ricerca e attenzione costante e sensibile all’animo infantile. Lo spettacolo racconta la storia di Ginetto e dei suoi strani sogni. Ginetto è un bambino di sei anni, piccolino, magrolino e un po’ birichino. Gli amici della sua età sono il doppio di lui! Per lui tutto è enorme: le stanze, il tavolo, il bicchiere, la forchetta, insomma per Ginetto il mondo è gigantesco e pieno di sfide. Come per tutti i bambini, anche per il nostro “Pollicino” a sei anni inizia l’avventura scolastica, dove nel primo periodo vocali e consonanti la fanno da padrone e dove mille sono i modi per imparare l’alfabeto U anche giocando alle parole “paurose”: O come ombra, L come lupo, S come strega, ma soprattutto B come BABAU! Tra situazioni divertenti e fantastiche lo spettacolo racconta di piccole e grandi paure da guardare negli occhi per scoprire che in fondo, la paura, non è così paurosa. La narrazione di Castiglia è tutta giocata sopra un elemento circolare, una pedana e un fondale scuro, per gli effetti luce. Circoscritto alla pedana si sviluppa il racconto di un mondo apparentemente troppo grande per Ginetto, il protagonista, che saprà comunque vincere le sue paure e crescere sereno. 12 NONSOLOTEATRO – PINEROLO - TORINO Nonsoloteatro nasce nel 1993 dall’incontro di competenze teatrali e organizzative consolidate. La compagnia, diretta da Guido Castiglia, si rivolge in maniera specifica al teatro per ragazzi e la drammaturgia da cui trae nutrimento è una scrittura in grado di fondere due sguardi differenti, adulto e adolescenziale, attraverso una visione poetica e ironica. Lo stile comico e talvolta surreale, peculiare di Nonsoloteatro, nasce da un “Fare Teatro” che trova alimento e sostegno da una costante frequentazione con il pubblico al quale si rivolge. Le produzioni teatrali di Nonsoloteatro, dal 1993 ad oggi, sono distribuite in Italia e all’estero, riscuotendo interesse e riconoscimenti nazionali tra i quali si evidenziano: il Premio E.T.I. Stregagatto 2004 a “Ernesto Roditore, guardiano di parole” come migliore spettacolo per l’infanzia, il Premio Eolo Award 2012 a “Branco di scuola, una semplice storia di bullismo” come migliore drammaturgia per i giovani e la menzione speciale a Giocateatro Torino 2013 a “B come Babau”. www.nonsoloteatro.com SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA Lo spettacolo racconta la storia di Ginetto e dei suoi strani sogni. Ginetto è un bambino di sei anni, piccolino, magrolino e un po’ birichino. Gli amici della sua età sono il doppio di lui! Per lui tutto è enorme: le stanze, il tavolo, il bicchiere, la forchetta insomma per Ginetto il mondo è gigantesco e pieno di sfide. Come per tutti i 13 bambini, anche per il nostro “Pollicino” a sei anni inizia l’avventura scolastica, dove nel primo periodo vocali e consonanti la fanno da padrone e dove mille sono i modi per imparare l’alfabeto U anche giocando alle parole “paurose”: O come ombra, L come lupo, S come strega, ma soprattutto B come BABAU! Tra situazioni divertenti e fantastiche lo spettacolo racconta di piccole e grandi paure da guardare negli occhi per scoprire che in fondo, la paura, non è così paurosa. TEMA B come Babau è uno spettacolo sulle paure e sul loro superamento, è il frutto teatrale di una lunga elaborazione dell’autore che, in diretta relazione con i bambini tra i 6 e i 10 anni, è giunto a una sintesi narrativa divertente e poetica, dove i bambini potranno identificarsi nel personaggio e ridere (e riflettere) delle paure che li circonda. La figura del Babau, non più in uso nell’immaginario dei bambini di oggi, torna utile in questa narrazione come simbolo concreto di una buffa mostruosità che può essere anche amica e innocua. Guido Castiglia, autore del testo, ha raccolto la suggestione insita nel racconto “Il Babau” di Dino Buzzati, rielaborandola con lo sguardo rivolto all’infanzia e trasformando la figura del Babau in un elemento attivo, utile, divertente e U amico. APPROCCI DIDATTICI Nonsoloteatro considera da sempre importante relazionarsi con l’immaginario del mondo dell’infanzia, elemento fondante per poter scrivere una drammaturgia rivolta ai bambini. Anche questo testo ha visto un confronto costante con i bambini e le loro insegnanti, ricevendone importanti suggestioni e raccogliendo una cospicua documentazione in merito alla loro visione sull’argomento trattato. A seguito del lavoro svolto è stata redatta una dispensa d’approfondimento scaricabile dal sito della compagnia (nel sito sono altresì consultabili i materiali prodotti dai bambini). TECNICHE E LINGUAGGI TEATRALI UTILIZZATI Il teatro d’attore e di narrazione è la peculiarità che contraddistingue il lavoro di Guido Castiglia, attore, autore e regista di ogni suo spettacolo. Parola, uso della vocalità e gestualità espressiva si uniscono ad atmosfere sceniche peculiari che trasportano i piccoli spettatori nel gioco onirico/teatrale di Ginetto, il protagonista della narrazione. APPROFONDIMENTI BIBLIOGRAFICI Dino Buzzati, Le notti difficili, nello specifico il racconto “Il Babau”, Ed. Mondadori, 1999 Anna Oliverio Ferraris, Psicologia della paura, Ed. Bollati Boringhieri, 1998 14 Anna Oliverio Ferraris, Le domande dei bambini, Ed. Rizzoli, 2003 Fabio Brugnolaro, Il paurario di tutte le paure, Ed. Girotondo, 200 Marcello Bernardi e Pina Tromellini, La tenerezza e la paura, Ed. Salani, 1999 Alba Marcoli, Il bambino nascosto, Ed. Oscar Mondadori, 1993 Gilbert Durand, Le strutture antropologiche dell’immaginario, Ed. Dedalo, 1993 Guido Castiglia, B come Babau, edito dalla Fondazione Alberto Colonnetti, 2014 Visitando: www.nonsoloteatro.com/b-comebabau/index.html – scheda di approfondimento per insegnanti. 15 INTRODUZIONE SCUOLE PRIMARIE 2° CICLO ( III – IV – V classe ) I bambini del secondo ciclo della scuola primaria sono ormai avvezzi al teatro. Critici severi, attenti e anche esigenti. Proprio per soddisfare le loro aspettative abbiamo portato due spettacoli importanti. Il volo di Icaro della compagnia TIB Teatro di Belluno e Che viaggi Mr. G! della compagnia ABC MusicaTeatro di Milano. Nel 2° ciclo delle scuole primarie si inizia a studiare la mitologia greca ed è anche per questo che abbiamo pensato di affrontarla attraverso il bellissimo racconto del Tib Teatro, Il volo di Icaro. Mentre con il primo spettacolo i bambini entreranno e vivranno in un mondo mitologico, con il secondo spettacolo visiteranno altri mondi magici accompagnando Mr. Gulliver nei suoi viaggi fantasiosi. Nello spettacolo Che viaggi Mr. G! della compagnia ABC MusicaTeatro di Milano, incontreranno i lillipuziani, i cavalli parlanti e non soloU Immaginazione, fantasia e storie raccontate per i bambini attraverso il magico mondo teatrale. Anche quest’anno sarà possibile, alla fine di ogni spettacolo, fermarsi con gli attori per approfondire l’argomento trattato o soddisfare alcune curiosità. 16 SCUOLE PRIMARIE 2° ciclo (III – IV – V classe) IL VOLO DI ICARO regia Daniela Nicosia Età consigliata dagli 8 anni con Vania Bortot e Labros Mangheras Durata 60 minuti scene Gaetano Ricci costumi Silvia Bisconti PRODUZIONE: TIB Teatro Protagonisti un papà e suo figlio, nell’alchimia di un legame profondo che dalla prima infanzia ci accompagna per tutta la vita. Il papà si chiama Dedalo, fa l’inventore e passa ore e ore rinchiuso nel suo studio, mentre il piccolo Icaro, il figlio, lo osserva curioso e a tratti indiscreto. Icaro aspetta, come ogni bambino, aspetta il tempo che il papà potrà dedicargli, aspetta la passeggiata della sera sulla scogliera, insieme, nel vento. Lassù il papà gli ha rivelato i segreti delle api e le sue ambizioni e in quelle sere, Icaro si è sentito feliceU Ma un giorno - imprigionati entrambi da Minosse, il terribile re di Creta che accusa Dedalo di tradimento - padre e figlio si ritrovano insieme con una infinità di tempo da condividere, prigionieri del labirinto, la prigione a cielo aperto inventata dallo stesso Dedalo, da cui è impossibile uscire. “Ma tu papà puoi tutto! Sei il mio papà e sei anche inventore, dai inventa un’invenzione, trova la soluzione!” Ora Dedalo e Icaro, occhi negli occhi, soli, sotto “quel cielo di Grecia che se alzi un dito ti pare che lo puoi toccare”, cercano insieme una via d’uscita. Ora padre e figlio sono davvero insieme, perché insieme progettano il loro futuroU 17 TIB TEATRO – BELLUNO Tib Teatro è una compagnia di Residenza Teatrale, struttura di produzione riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione del Veneto, che dal 1994 opera e risiede presso il Teatro Comunale di Belluno. E’ una struttura di produzione che elabora e realizza progetti artistici e culturali in particolare per quanto riguarda il teatro dedicato alle nuove generazioni, l’educazione e formazione teatrale, la drammaturgia contemporanea. Il percorso artistico di Tib Teatro mira alla promozione e diffusione della cultura teatrale nel territorio d’appartenenza sia attraverso progetti di produzione, che attraverso progetti di formazione e attività di laboratorio. La direzione artistica è affidata a Daniela Nicosia, regista e drammaturga, alla quale è stato assegnato il Premio ANCT 2004 da parte dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro. www.tibteatro.it SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA Un papà e suo figlio, Dedalo e Icaro, nell’alchimia di un legame profondo che dalla prima infanzia li accompagna per tutta la vita. Icaro aspetta, come ogni bambino, aspetta il momento che il papà potrà dedicargli del tempoU aspetta la passeggiata della sera sulla scogliera, insieme, nel vento. Finché un giorno, imprigionati entrambi da Minosse nel labirinto, la prigione a cielo aperto inventata dallo stesso Dedalo e dalla quale è impossibile uscire, si troveranno con tantissimo tempo a disposizioneU 18 TEMA Lo spettacolo racconta il mito di Icaro attraverso il rapporto padre figlio, un legame profondo e fondamentale che segna fin dalla prima infanzia la vita di un bambino. Un papà, inventore, che dedica il suo tempo al lavoro, ai numeri e alle formule; un figlio, solo, che in disparte rimane ad osservarlo aspettando con trepidazione il tempo delle coccole e dei segreti, il tempo per raccontarsi, il tempo per poter stare un po’ con luiU APPROCCI DIDATTICI Lo spettacolo intende avvicinare i più piccoli al mito: storie antiche che grazie a un accurato lavoro di scrittura drammaturgica, sanno parlare anche oggi di temi universali. Una narrazione semplice e giocosa che porta in scena l’avventura di Icaro, un bambino che sogna fin da piccolo di volare, un bambino che come tutti i bambini si nutre di sogni impossibiliU un bambino curioso che vuole scoprire il mondo e cerca di farlo chiedendo spiegazioni e certezze al padre, il suo punto di riferimento. TECNICHE UTILIZZATE Narrazione e teatro d’attore TESTI CONSIGLIATI Lettura del copione La storia di Dedalo e Icaro, Mino Dilani, Ed. Einaudi Ragazzi Gli dei e gli Eroi della Grecia, Károly Kerényi, Ed. Il Saggiatore Mitologia classica illustrata, Felice Ramorino, Ed. Hoepli 19 SCUOLE PRIMARIE 2° ciclo (III – IV – V classe) “CHE VIAGGI MISTER G!” Liberamente ispirato alle avventure di Gulliver, protagonista del romanzo di J. Swift. testo e regia: Michela Costa Età consigliata dai 7 anni musiche Originali: Marco Amati Durata 60 minuti scene: Luca Tombolato e Will Perera con: Michela Costa, Marco Amati, Silvano Bregante. PRODUZIONE: ABC MusicaTeatro “...Tutto ha inizio su una nave e una grande mappa appare per guidarci alla scoperta di mondi sconosciuti e personaggi assai cocciuti! La tempesta è come un rock che sballotta più che un po’3 sulla spiaggia naufragati ci si sveglia già legati??? Ecco un suono, ma chi parla3 un signore con la barba3 portamento assi regale non è più grande di un ditale... poi la scopa spazza tutto e la tempesta ci trasporta dove come un tuono sarà la voce di un uomo... ma ecco un nitrito: un cavallo è il re più ardito3 E alla fine viaggiamo allora e sulla nave saliamo ancora!” Che Viaggi Mister G! è uno spettacolo teatrale per bambini liberamente ispirato alle famose avventure del Dottor Gulliver, personaggio creato da Jonathan Swift. Nella nostra versione teatrale, Gulliver è alle prese con la stesura del manoscritto in cui deve raccontare tutti i suoi viaggi, ma la sua memoria dopo tanti anni non è così fresca. Chiede quindi aiuto alla sua governante Josephine per riviverli attraverso un vero e proprio gioco di ruoli. Ecco allora che guanti, scopa e lenzuola diventano, trasformandosi, i personaggi della storia. La musica ha un ruolo fondamentale: non è solo colonna sonora, ma viene utilizzata per creare atmosfere, tradurre idiomi sconosciuti e rappresentare personaggi veri e propri. 20 ABC MusicaTeatro - MILANO Gli ABC MusicaTeatro nascono come gruppo nel 2013 dall’idea di un’attrice e docente di recitazione Michela Costa e di un musicista e compositore Marco Amati. Il desiderio è quello di fondere insieme due arti, musica e teatro. ABC MusicaTeatro propone dunque un nuovo format di animazioni e spettacoli teatrali dove la musica e il teatro s’incontrano per fondersi insieme in un solo linguaggio. La musica non è considerata solo una colonna sonora, ma diventa parte integrante della drammaturgia: a volte crea un'atmosfera, altre volte interpreta un vero e proprio personaggio. L’idea nasce dal desiderio di raccontare ai bambini “le favole note” in un modo nuovo, per avvicinarli non solo al teatro, ma anche alla musica, sollecitando la loro immaginazione su diversi piani cognitivi. La rielaborazione drammaturgica che ne consegue è un’armoniosa fusione di suono, movimento e parola. Le musiche sono composte ad hoc e suonate dal vivo per accompagnare l’azione scenica e portare lo spettatore nel mondo delle favole. SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA Attraverso un divertente gioco di ruoli Mister G, (Gulliver) e la sua governante (Josephine) rivivono insieme i viaggi avventurosi del famoso dottore. Ecco quindi che sbarcato sull’isola di Lilliput, Gulliver viene fatto prigioniero dai lillipuziani, piccolissimi abitanti dell'isola e dopo una serie di disavventure è costretto a scappare. Continuando il suo viaggio, approda nell’isola di Brobdingnag dove viene inizialmente imprigionato e sfruttato da un gigante per le sue “ridotte dimensioni”, ma poi viene salvato dalla regina, per poi fare naufragio sull’isola degli Houyhnhnm, dove incontra i cavalli parlanti, dotati di intelligenza. 21 TEMA In Che Viaggi Mister G! abbiamo voluto affrontare due dei molti temi trattati da Swift nel suo romanzo: il confronto fra popoli diversi e l'avversione per la guerra, considerata come gesto di totale ingenuità per una popolazione dotata di acume, intelligenza e ricchezza come quella degli inglesi della sua epoca e quindi di tutto il genere umano. TECNICHE UTILIZZATE Teatro d'attore e di movimento, musica e suoni eseguiti dal vivo. APPROCCIO DIDATTICO Mister G nei suoi viaggi fa un percorso che non è solo fisico, ma anche e soprattutto di crescita intellettuale e umana. Attraverso l'incontro con altri popoli in tutto diversi da lui, riscopre la bellezza e il potenziale dell'animo umano. A ogni viaggio farà ritorno a casa con più consapevolezza e con il desiderio di vivere in un modo diverso, senza mai smettere di desiderare di esplorare l'ignoto. TESTI CONSIGLIATI Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, Ed. varie Jonathan Coe, La storia di Gulliver raccontata da Jonathan Coe, Editore L’Espresso, 2011 Corrado Adriana, I precursori di Robinson Crusoe e Lemuel Gulliver, Ed.Liguori, 1983 22 INTRODUZIONE SCUOLE SECONDARIE DI 1° GRADO Due argomenti molto importanti, e purtroppo ancora attuali, caratterizzano gli spettacoli per le scuole secondarie di I grado: Come sorelle della Compagnia Teatrale Mattioli e OZ della compagnia Eco di Fondo. Il primo spettacolo Come sorelle racconta l’olocausto, per non dimenticare, visto con gli occhi di due bambine di due diverse famiglie, una di origine ebrea, in cui la normalità viene progressivamente stravolta da cambiamenti repentini e inizialmente incomprensibili, che caratterizzeranno in seguito il tragico evento del popolo ebraico, e una non ebrea. Lo spettacolo è nato da un laboratorio svolto con i ragazzi di alcune scuole; in seguito alla lettura di tre racconti si è ottenuto uno spettacolo straordinario, delicato e struggente allo stesso tempo. Il secondo spettacolo, OZ, prende spunto dalla famosa storia Il Mago di OZ di Frank Baum, in cui la protagonista Dorothy e i vari personaggi incontrati durante il suo avventuroso viaggio, affrontano un utopico cammino ricco di speranza, alla ricerca di una vita migliore che non sempre si rivela tale. Una metafora molto attuale delle migliaia di persone che, con i mezzi più disparati, affrontano viaggi impossibili sperando di trovare finalmente una tranquillità. Anche quest’anno sarà possibile, alla fine di ogni spettacolo, fermarsi con gli attori per approfondire l’argomento trattato o soddisfare alcune curiosità. 23 SCUOLE SECONDARIE DI 1° GRADO COME SORELLE Testo e Regia M. Mattioli e M. Parmagnani Età consigliata dai 10 anni Con Monica Mattioli Durata 60 minuti Liberamente ispirato al racconto di Lia Levi “Sorelle” e al racconto “Il tempo delle parole sotto voce”, di Anne-Lise Grobety PRODUZIONE: Compagnia Teatrale Mattioli Uno spettacolo che parla dell’Olocausto, visto attraverso gli occhi dei bambini di allora. Ma è anche lo sguardo dei bambini di oggi poiché lo spettacolo è il frutto di un laboratorio teatrale con ragazzi che hanno scritto con forza il cuore di questa nuova storia. E’ la storia di due famiglie italiane, una delle quali di origine ebrea, che attraverso le piccole esperienze di ogni giorno, le emozioni e gli affetti dei bambini, percorrono quel tragico periodo storico che ha portato anche in Italia alle leggi razziali e allo sterminio del popolo ebraico. Lo spettacolo mostra la normalità della vita, quella di tutti i giorni, i cambiamenti così difficili da capire, il tragico epilogo della Storia. COMPAGNIA TEATRALE MATTIOLI – LIMBIATE (MB) Monica Mattioli inizia a lavorare come attrice, autrice e regista nel 1993 con Roberto Corona e Gigi Gherzi. Nel 2000 nasce la Compagnia Teatrale Mattioli con all’attivo otto produzioni di teatro per l’infanzia, che hanno debuttato nei principali Festival di Teatro Ragazzi italiani e sono stati ospitati nei maggiori teatri. 24 Nel giugno 2013 Monica Mattioli e Francesco Praino debuttano con il nuovo spettacolo Le lacrime del Principe, spettacolo dedicato ai bambini, sulle emozioni e i sentimenti. Nel corso di questi anni Monica Mattioli ha sviluppato un lavoro a stretto contatto con diversi gruppi teatrali di base, attraverso seminari sul lavoro d'attore e firmando regie di spettacoli con giovani attori. La Compagnia Teatrale Mattioli realizza numerosi laboratori per bambini della scuola dell’infanzia, per la scuola primaria, secondaria di primo grado e secondo grado e per gli insegnanti. www.compagniamattioli.com SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA Due famiglie. La famiglia Segre con due figlie, Loredana e Lucilla, e la famiglia Folliero con una figlia, Bettina. Loredana è la migliore amica di Bettina, è la sua amica del cuore. Tutti i pomeriggi li trascorrono insieme giocando. Sono talmente amiche che un giorno Bettina propone a Loredana di diventare sorelle di sangue, perché se si è solo amiche forse, nel corso della vita, ci si può anche perdere, ma se si è sorelle, lo si è per sempre. Nessun pericolo minacciava la loro vita di bambine finché non venne il tempo delle parole sottovoce. Prima di quel tempo per la strada c’era rumore di festa, di vita felice. Poi furono proprio le voci a cambiare intonazione e intensità: anche uno scemo si sarebbe accorto che la gente non rideva più come prima. La gente improvvisamente sembrava incapace di salutarsi guardandosi dritto negli occhi. In quel tempo ci furono anche delle persone che invece di stare zitte si misero a parlare a voce più alta di prima. Per esempio il maestro di Lucilla e Bettina. Come vi sentireste se vi dicessero che dovete lasciare la scuola perché la vostra religione o la vostra origine non piacciono a chi comanda? Una cosa del genere è successa davvero a Loredana e a tanti altri bambini quando gli ebrei italiani diventarono, per una assurda legge fascista, cittadini di seconda categoria ai quali era proibito lavorare e frequentare le scuole pubbliche. TEMA Lo spettacolo racconta un importante e drammatico pezzo della nostra recente storia che può essere ricordata anche attraverso emozioni, figure, suoni, gesti, e voci e non solo attraverso lo studio sui libri. La storia vista e vissuta dai ragazzi propone una lettura a volte 25 leggera e al tempo stesso drammatica. In questo senso le leggi razziali fasciste fanno male perché dividono i bambini, perché violentano le relazioni, le amicizie e le storie. Il cancro del razzismo però non è morto, nonostante l’olocausto. L’olocausto non deve essere letto come un episodio lontano, un errore dell’umanità o un brutto sogno: deve essere storicizzato e attualizzato, reso vivo nelle teste e nelle pance dei ragazzi. APPROCCI DIDATTICI Come Sorelle nasce da un ricco e stimolante laboratorio condotto da Monica Mattioli con una classe che ha scritto e influenzato con forza la drammaturgia dello spettacolo. Ai “giovani attori” sono stati letti tre racconti sul tema dell’Olocausto: “Sorelle” di Lia Levi, “ La storia di Erika” di Ruth Vander Zee e “Otto” di Tomi Ungher. I ragazzi hanno elaborato e approfondito le tre differenti storie attraverso disegni, improvvisazioni teatrali e pensieri di ogni partecipante. Ogni ragazzo ha individuato e fermato sul foglio i momenti più forti ed emozionanti dei racconti, situazioni e personaggi che avrebbe voluto inserire in un ipotetico spettacolo. Monica Mattioli ha raccolto le nuove trame, le ha intrecciate, ha tenuto presente i particolari, i personaggi, le situazioni e gli elementi cui i ragazzi non avrebbero voluto rinunciare e ha scritto una nuova storia. Da quell’esperienza di studio, confronto, emozioni, interpretazioni fatte con i ragazzi, trae origine il progetto dello spettacolo Come Sorelle. TECNICHE UTILIZZATE Teatro d’attore, narrazione. TESTI CONSIGLIATI Lia Levi, Sorelle, Edizioni varie Ruth Vander Zee, La storia di Erika, Editore La Margherita, 2008 Tomi Ungher, Otto, Ed. Mondadori, 2012 Anne-Lise Grobety, Il tempo delle parole sotto voce, Ed. Bompiani, 2002 Lia Levi, La Perfida Ester, Ed. Mondadori 2002 Lia Levi, Il segreto della casa sul cortile, Ed. Mondadori, 2013 Helga Schneider, Stelle di cannella, Ed. Salani, 2002 26 SCUOLE SECONDARIE DI 1° GRADO OZ - STORIA DI UN’EMIGRAZIONE regia Giacomo Ferraù Età consigliata 11 – 14 anni drammaturgia Giacomo Ferraù, Giulia Viana Durata 60 minuti con Andrea Pinna, Libero Stelluti, Valentina Scuderi, Giulia Viana. coordinamento coreografico Riccardo Olivier luci Giuliano Bottacin e Giuliano Almerighi scene e costumi Giacomo Ferraù e Niccolò Mazzotti con l’amichevole partecipazione di Ida Marinelli che presta la sua voce alla Strega del Nord assistente alla regia Daniele Sala organizzazione Elisa Binda con il sostegno di NEXT 2014, LAB121, Teatro del Buratto, Teatro delle Ali PRODUZIONE: ECO DI FONDO O.Z. storia di un’emigrazione rilegge la celebre fiaba “Il mago di OZ” come metafora del tema dell'immigrazione. Una piccola e viziatissima Dorothy, superstite di un naufragio, attraversa paesaggi meravigliosi, ma anche devastati dalla guerra e dalla povertà, incontra una ragazza che vuole conquistare il diritto allo studio (lo spaventapasseri senza cervello), un ex robot da guerra che desidera amare (il taglialegna senza cuore) e un soldato disertore dipinto come martire di guerra (il leone codardo). Tutti viaggiano verso O.Z., la speranza, l'utopia di cambiamento. Ma O.Z. è una finzione, solo una delle tante "Lampedusa" dei nostri giorni. 27 ECO DI FONDO - MILANO Nasce a Milano nel 2009 da Giacomo Ferraù e Giulia Viana, attori diplomati allʼAccademia dei Filodrammatici di Milano nel 2007. Nel 2012 la compagnia è in finale a Premio Scenario infanzia con Nato ieri, spettacolo che debutta all’interno del Festival Segnali 2013, scritto da Giulia Viana e Giacomo Ferraù, in scena Andrea Pinna, Libero Stelluti e Giulia Viana. Nel 2014 debuttano con Orfeo ed Euridice (uno degli spettacoli finalisti al Premio Inbox 2014), scritto e diretto da César Brie per una produzione Teatro Presente e Eco di fondo. SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA Quattro piccoli eroi impegnati in un lungo cammino attraverso terre devastate dalla guerra, dalla povertà. La nave da crociera su cui viaggia Dorothy con gli zii naufraga per un uragano: al risveglio, la viziata ragazzina è catapultata in una realtà mai vista prima, senza documenti, senza riferimenti. Incontrerà una ragazza spaventapasseri, un ex-robot da guerra e un leone, soldato disertore. Come lei, i tre sono alla ricerca di qualcosa: il diritto di studiare, di amare, di non combattere. Solo che, al contrario di lei, dalla propria terra cercano di fuggire. TEMA In viaggio verso la salvezza, verso un’utopia, verso una terra di pace. Un nuovo paese, tanto bello alla vista, quanto ostile. Trovarsi in una terra straniera con grandi aspettative; imparare a far comunicare mondi apparentemente inconciliabili, scoprendo che il nostro non è né il migliore né il peggiore dei mondi possibili, ma solo uno tra tanti. Il mondo è fatto delle relazioni instaurate da noi e Casa significa qualsiasi luogo dove si riceve affetto. TECNICHE UTILIZZATE Teatro d’attore. APPROCCI DIDATTICI In un momento così drammatico e delicato come questo si può prendere lo spunto da questo spettacolo per parlare di cosa significhi affrontare un viaggio di “speranza”o 28 emigrare e poi per parlare di solidarietà, amicizia, amore e lealtà. Il passaggio dalla diffidenza iniziale, provocata dai diversi costumi e abitudini, alla scoperta dell’altro e al rispetto delle differenze. La ricerca della felicità. Il fulcro dello spettacolo non è il punto d'arrivo, ma il cammino stesso. TESTI CONSIGLIATI L. Frank Baum, Il mago di Oz, traduzione di Cecilia Martini, illustrazioni di Lilia Munasypova, Robin, 2011 L. Frank Baum, The Wonderful Wizard of Oz - Il Meraviglioso Mago di Oz, traduzione di Wirton Arvel, edizione bilingue con testo a fronte, Kentauron, 2013. Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, proclamata dall’ONU il 10 dicembre 1948 Francesco Caracciolo, Come muore una civiltà e come sta morendo la nostra, Brossura pubblicato dall’autore, 2008 Francesco Caracciolo, Mali estremi, Brossura pubblicato dall’autore,2010 Francesco Caracciolo, L'integrazione dell' <<arcipelago migratorio>> in Occidente, e-book, 2015 De Leo G., (1994) Ridondanze discriminatorie negli interventi con i minori immigrati, “Terapia familiare”, 46, pp. 63–69. "L’Espresso", n. 40, Io, clandestino a Lampedusa, anno LI, 13 ottobre 2005. Einaudi L. (2005) Le politiche dell'immigrazione in Italia dall'Unità a oggi, Laterza, Bari. Ghezzi M. (1996) Il rispetto dell’altro, NIS, Roma. RIFERIMENTI CINEMATOGRAFICI IL MAGO DI OZ (The Wizard of Oz), 1939, con Judy Garland nei panni di Dorothy. CUORE SELVAGGIO, 1990, di David Lynch 29 INTRODUZIONE SCUOLE SECONDARIE DI 2° GRADO Paolo Rossi, il noto e poliedrico attore del teatro italiano, inaugurerà la stagione 20152016 con Molière: la recita di Versailles (L'Impromptu de Versailles), una commedia scritta da Molière nel 1663 in cui, il grande drammaturgo, mette in scena se stesso e la sua compagnia dichiarando apertamente le sue idee sull'arte drammatica e abbozzando quella Comédie des comédiens che, si dice, avesse intenzione di scrivere. La riscrittura è firmata da Stefano Massini, diventato proprio pochi mesi fa il nuovo consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano al posto di Luca Ronconi. Scritto a sei mani da Stefano Massini, Paolo Rossi e Giampiero Solari, la commedia si prefigge di approfondire l'arte comica, di fondere la tradizione e l'attualità con rigore e poesia. Un viaggio nel teatro, nelle opere e nella biografia di Molière, il racconto del “dietro le quinte” di una compagnia in prova che deve allestire uno spettacolo in tutta fretta, una nuova commedia che mette a confronto, in un gioco di specchi temporali ed esistenziali, il lavoro e la vita del capocomico Molière e del personaggio capocomico Paolo Rossi. La scelta di Cesare, il secondo spettacolo della stagione che possiamo definire di drammaturgia contemporanea, di argomento locale, rivede Andrea Castelli e Pino Loperfido collaborare a un nuovo spettacolo dedicato ai rapporti tra un padre e un figlio di oggi, dietro ai quali si aggira il “fantasma” di Cesare Battisti, una figura storica importante e contraddittoria della storia del Trentino, alla vigilia della ricorrenza del centenario della morte. Dalla drammaturgia contemporanea torniamo a un classico, Enrico IV di Luigi Pirandello, con cui Franco Branciaroli, dopo i recenti successi ottenuti con Servo di scena e Il Teatrante, continua la sua indagine sui grandi personaggi del teatro. Enrico IV, dramma in tre atti scritto dal drammaturgo siciliano nel 1921, è stato rappresentato per la prima volta il 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano. Il personaggio di Enrico IV, del quale magistralmente non ci viene mai svelato il vero nome, quasi a fissarlo nella sua identità fittizia, è descritto minuziosamente da Pirandello. Enrico è vittima non solo della follia, prima vera e poi cosciente, ma anche dell'impossibilità di adeguarsi a una realtà che non gli si confà più, stritolato dal modo di intendere la vita di chi gli sta intorno e sceglie quindi di “interpretare” il ruolo fisso del pazzo. 30 Le scuole secondarie di II grado avranno quest’anno occasione di vedere una commedia di Eduardo De Filippo Il sindaco del rione Sanità. In occasione del trentesimo anniversario della morte del grande autore napoletano, Marco Sciaccaluga ed Eros Pagni hanno portato in scena con strepitoso successo questo spettacolo capace di mescolare il comico e il tragico. Protagonista assoluto è Don Antonio Barracano che esercita sul Rione Sanità la sua personale idea di legge. Fa estrarre pallottole e ricucire ferite dal corpo di giovanotti troppo animosi; concede “udienze” giornaliere a chi si rivolge a lui per avere giustizia e protezione. Intorno a Don Antonio gravita una curiosa fauna umana, composta di piccoli delinquenti, usurai e bottegai poco accorti. Per tutti il sindaco del Rione Sanità ha la soluzione giustaU La stagione proseguirà con lo spettacolo che ha debuttato nel 2014 al Festival della Scienza di Genova, Torno indietro e uccido il nonno della compagnia ARDITODESÍO che affronterà una delle domande più profonde di tutti i tempi: Dove va il tempo che passa? Due personaggi che sostengono una conversazione surreale sul tempo, dove la scienza incontra Godot, incontra Sant’Agostino, incontra Einstein, tutto condito dalle note musicali dei Radiohead! L’ultimo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, sarà Brattaro mon amour, scritto da Paolo Cagnan, giornalista e scrittore, ora direttore della Gazzetta di Reggio e diretto da Andrea Bernard, un giovane regista bolzanino. La rappresentazione racconterà in maniera semiseria i nuovi quartieri di Bolzano oltre via Resia e sarà ambientata in un chiosco dei würstel (in slang: brattaro). Un andirivieni di personaggi, una babele di linguaggi e di fraintendimenti. Per quanto riguarda i due spettacoli in lingua tedesca prodotti da Vereinigte Bühnen Bozen, la scelta quest’anno si è orientata su Bombenjahre e Ein Sommernachtstraum. Il primo spettacolo racconta gli anni degli attentati terroristici in Alto Adige. Autonomia o autodeterminazione? La sottile differenza ha diviso il popolo sudtirolese fin dal primo statuto del 1948. Il secondo spettacolo in lingua tedesca sarà il capolavoro shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate, con le musiche di scena di Felix Mendelssohn Bartholdy e l’adattamento e regia di Georg Schmiedleitner. 31 SCUOLE SECONDARIE DI 2° GRADO MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES novità di Stefano Massini, Paolo Rossi, Giampiero Solari regia Giampiero Solari Età consigliata dai 14 anni scene e costumi Elisabetta Gabbioneta Durata 120 minuti luci Gigi Saccomandi con Paolo Rossi, Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciani, Stefano Bembi, Mariaberta Blasko, Riccardo Zini, Irene Villa, Karoline Comarella, Paolo Grossi canzoni originali Gianmaria Testa musiche eseguite dal vivo I Virtuosi del Carso PRODUZIONE: TEATRO STABILE DI BOLZANO L’improvvisazione di Versailles è una commedia scritta da Molière nel 1663, in cui mette in scena sé stesso e la sua compagnia dichiarando apertamente le sue idee sull’arte drammatica e abbozzando quella Comédie des comédiens che da molto tempo, si dice, aveva intenzione di scrivere. Con l’intento di fondare la nuova commedia di carattere e di costume, Molière riassume l’esperienza del teatro comico italiano e in particolare della commedia dell’arte, ritenendo necessario realizzare opere che attraggano il pubblico, non soltanto quello della corte e di Parigi, ma anche la “platea che si lascia coinvolgere”. «Uno spettacolo che è una macchina da guerra, spietato come una bomba a orologeria» lo definisce Stefano Massini, uno dei più apprezzati autori italiani, basti citare la Lehman Trilogy, ultimo lavoro diretto da Luca Ronconi. «Il meccanismo è elementare, come vale sempre per i giochi più intriganti: in un tempo limitatissimo, una compagnia di attori deve portare in scena una commedia nuova.» La riscrittura dell’opera, firmata a sei mani da un autore del calibro di Massini, dal capocomico per eccellenza Paolo Rossi e da un regista di esperienza e fama indiscussa come Giampiero Solari, approfondisce l’arte comica, fondendo la tradizione e l’attualità con rigore e poesia. Ne nasce una divertente rappresentazione della vita quotidiana dei teatranti alla continua ricerca del capolavoro e - allo stesso tempo – un viaggio nelle opere e nella biografia di Molière. 32 «E’ la seconda volta che affronto Molière, ma anche quando si provavano altri spettacoli, in un angolo della mia testa un pensiero per lui c’era sempre» commenta Rossi che inaugura con questo spettacolo la collaborazione con il Teatro Stabile. «Perché? Perché Molière mi piace, mi fa godere e mi consola. Mi affascinano soprattutto le voci che circolano sul suo lavoro, sulla sua vita privata, sulle scadenze, le commissioni, sui temi pericolosi da recitare in un ambiente ancor più pericoloso, sulle rivalità degli altri teatri; ma soprattutto sulle leggende - le chiamerei così - sulla sua compagnia. Compagnia che mi è sempre apparsa come una famiglia che oggi chiamerebbero allargata. Ecco, avrei voluto vivere e recitare con loro, anche se poi ho sempre voluto che le compagnie con cui ho lavorato diventassero una famiglia. Quelle belle famiglie con tante persone e non poche solitudini, al di là delle differenze, dell’ideologia, delle tensioniU costrette a restare unite amorevolmente per affrontare nuove sfide. Magari improvvisando per giocare con La recita di Versailles». SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA “Cosa accade se il Re in persona esige una commedia che debutti in sua presenza alle 18.00 in punto? Nasce il dramma del capocomico: restare lucido, sfruttare il genio, correre contro il tempo e partorire in men che non si dica un capolavoro. In questo caso la crisi è a un passo. Perché tutto filerebbe molto più liscio se il nostro monsieur Molière avesse la testa sgombra, senza le angherie dei suoi avversari, senza le sfuriate delle sue donne, senza i morsi del portafogli e delle mille quotidiane trappole. Basterebbe un po' di pace, al capocomico. E allora sì che Sua Maestà avrebbe la sua recita. O meglio: un'ipotesi di recita. Una traccia? Un'improvvisazione, ecco. Tentare è tutto. Senza paracadute.” 33 TEMA Un viaggio nel teatro, nelle opere e nella biografia di Molière, il racconto del dietro le quinte di una compagnia in prova che deve allestire uno spettacolo in tutta fretta. Una nuova commedia che mette a confronto, in un gioco di specchi temporali ed esistenziali, il lavoro e la vita del capocomico Molière e del personaggio capocomico Paolo Rossi. TECNICHE UTILIZZATE Teatro d’attore e di regia. APPROCCI DIDATTICI La riscrittura dell’opera si prefigge di approfondire l’arte comica, di fondere la tradizione e l’attualità con rigore e poesia. Ne nasce una divertente rappresentazione della vita quotidiana dei teatranti alla ricerca del capolavoro, tra brani tratti dalle commedie più celebri e stralci della biografia straordinariamente affascinante del grande capocomico francese. TESTI CONSIGLIATI L’improvvisazione di Versaglia, Molière, Teatro vol I, Sansoni, Milano 1993, p. 599. Luigi Lunari, Commedie, Molière, BUR - Biblioteca Universale Rizzoli Francesco Fiorentino, Il ridicolo nel teatro di Molière, ED. Einaudi,1997 34 SCUOLE SECONDARIE DI 2° GRADO LA SCELTA DI CESARE novità di Pino Loperfido Età consigliata dai 14 anni regia Andrea Brandalise Durata 70 minuti scene e costumi Roberto Banci con Andrea Castelli PRODUZIONE: TEATRO STABILE DI BOLZANO e CSC - CENTRO SERVIZI CULTURALI S. CHIARA TRENTO – COORDINAMENTO TEATRALE TRENTINO “Quando una generazione si prepara a succedere a un'altra si assiste sempre allo scoppio di una piccola guerra fatta di screzi, battibecchi e rancorosi silenzi. Un po' come quando una dominazione politica o militare deve lasciare il posto a un'altra. Solo che lì la guerra diventa più grande e solitamente coinvolge interi popoli, anziché solamente genitore e figlio. (Pino Loperfido) Tredici anni dopo il grande successo di pubblico e critica delle cento recite di Ciò che non si può dire. Il racconto del Cermis, Andrea Castelli e Pino Loperfido tornano a collaborare in un nuovo spettacolo dedicato ai rapporti tra un padre e un figlio di oggi, dietro ai quali si aggira il “fantasma” di Cesare Battisti, una figura storica importante e contradditoria della storia del Trentino-Alto Adige, alla vigilia della ricorrenza del centenario della morte. Questo nuovo testo teatrale commissionato a Loperfido dal Teatro Stabile di Bolzano e prodotto in collaborazione con il Centro Servizi Culturali Santa Chiara e il Coordinamento Teatrale Trentino, inizia come una divertente commedia sui battibecchi quotidiani tra genitori e figli adolescenti, prosegue nella parte centrale ricordando Battisti e i diversi punti di vista che ne interpretano la vita e le opere e si chiude con un colpo di scena del tutto inaspettato in un finale drammatico e ricco di pathos. La regia dello spettacolo è affidata ad Andrea Brandalise: un giovane trentino cresciuto negli ultimi sei anni alla “bottega” del Teatro Stabile. 35 SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA Gian Paolo Tomazzini ha quasi sessant'anni e un matrimonio fallito alle spalle. Ha trascorso la sua vita assolvendo diligentemente tutto il compitino esistenziale: ha cresciuto da solo l'unico figlio, ha lavorato, si è costruito una sufficiente posizione economica, evitando scossoni, celandosi nella nebbia del qualunquismo, sguazzando nell'ignavia del perfetto perbenista, defilandosi opportunisticamente tutte le volte che si è trattato di dover scegliere. Suo figlio Cesare, invece, ha circa vent'anni, è un ragazzo normale, come ce ne sono tanti, si sta laureando in Scienze Geografiche con una tesi sul suo omonimo Cesare Battisti, personaggio che i Tomazzini, nostalgici del defunto Impero Asburgico, hanno sempre pubblicamente detestato. Una tesi di laurea che al padre pare dunque un dispetto, un torto personale. È per questo che sulla scena Gian Paolo proverà a stigmatizzarla, ricostruendone genesi, conseguenze e retroscena. Uno scavare nella memoria familiare che lo porterà alla sua adolescenza, alla spensieratezza dei suoi anni giovanili, e poi ancora più a ritroso, ai ricordi legati al padre e al nonno, al Trentino di inizio Novecento, alla controversa scelta del deputato Cesare Battisti di passare al Regno d'Italia, nell'agosto del 1914. TEMA La scelta di Cesare è un viaggio concitato che porta dalla dominazione asburgica a quella dei social network, passando per il terrorismo islamico; un viaggio pieno di curve misteriose, strane telefonate, irresistibili ironie, uomini e cani, dispute sulla esatta collocazione del bene e del male. 36 Uno spettacolo che, catturando l'attenzione del pubblico fin dalla prima scena, in un crescendo quasi rossiniano, giungerà alla fine a svelare un'altra scelta del ragazzo, coraggiosa e decisiva almeno quanto quella compiuta, cento anni prima, dal suo omonimo, trucidato dagli austriaci il 12 luglio 1916. TECNICHE UTILIZZATE Teatro d’attore e di regia. APPROCCI DIDATTICI Approfondire la figura di Cesare Battisti nel suo centenario e il periodo storico 1915 – 1918. Il rapporto tra padri e figli. TESTI CONSIGLIATI Battisti, Cesare, Scritti politici, a cura di E. Bittanti Battisti, Le Monnier, Firenze, 1923 Battisti, Cesare, Opere geografiche, Editrice La Finestra, Lavis, 2005 Gatterer, Claus, Cesare Battisti. Ritratto di un "alto traditore", La Nuova Italia, Firenze, 1975 Tiezzi, Massimo, L'eroe conteso. La costruzione del mito di Cesare Battisti negli anni 1916-1935, Museo Storico in Trento, Trento, 2007 Leoni, Diego (a cura di), Come si porta un uomo alla morte. La fotografia della cattura e dell'esecuzione di Cesare Battisti, Museo Storico in Trento, Trento, 2008 Biguzzi, Stefano, Cesare Battisti, Utet, Torino, 2008 Michele Serra, Gli sdraiati, Ed. Feltrinelli 37 SCUOLE SECONDARIE DI 2° GRADO ENRICO IV di Luigi Pirandello Durata 120 minuti regia Franco Branciaroli Età consigliata dai 14 anni scene e costumi Margherita Palli luci Gigi Saccomandi con Franco Branciaroli, e con Melania Giglio, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti PRODUZIONE: CTB TEATRO STABILE DI BRESCIA - TEATRO DEGLI INCAMMINATI «Enrico IV è come Amleto. É considerato il capolavoro di Pirandello. E siccome non ho mai interpretato l’autore siciliano in vita mia, ho deciso di iniziare da un testo mitico». Franco Branciaroli non conosce le mezze misure, non fanno parte del suo temperamento di fuoriclasse e mattatore del palcoscenico. D’altronde il protagonista di Enrico IV è un istrione proprio come lui. «È un ruolo che caratterialmente mi è congeniale ». Dopo i recenti successi ottenuti con Servo di scena e Il Teatrante che gli spettatori di Bolzano hanno potuto apprezzare nelle passate stagioni, l’artista milanese continua la sua indagine sui grandi personaggi del teatro dirigendo e interpretando l’Enrico IV, dramma in tre atti di Luigi Pirandello, scritto nel 1921 e rappresentato per la prima volta il 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano. Il personaggio di Enrico IV, del quale magistralmente non ci viene mai svelato il vero nome, quasi a fissarlo nella sua identità fittizia, è descritto minuziosamente da Pirandello. Enrico è vittima non solo della follia, prima vera poi ricercata coscientemente, ma dell'impossibilità di adeguarsi ad una realtà che non gli si confà più: stritolato nel modo di intendere la vita di chi gli sta intorno, sceglie di ‘interpretare’ il ruolo fisso del pazzo. «Enrico IV entra nella mia galleria degli "attori" che in scena vestono i panni di altri attori, proprio come in Servo di scena di Ronald Harwood e Il teatrante di Thomas Bernhard» afferma Branciaroli. «Questo per me è l’unico modo per un attore di essere sincero. Il protagonista di Pirandello, infatti, non è pazzo, è un attore che interpreta lucidamente il ruolo del re, vittima dell’impossibilità di adeguarsi a una realtà che non lo rispecchia più. E qui la tematica della maschera pirandelliana raggiunge la perfezione» 38 In uno spazio equestre ideato da Margherita Palli a ricreare la corte regale in cui ha deciso di rinchiudersi Enrico, si muovono i personaggi che hanno determinato la vita del protagonista, in continui passaggi temporali che permettono di ricostruire la storia della sua follia. Unico raccordo tra i due mondi è l’inquietante figura dello psichiatra, il dottor Dionisio Genoni che assiste alla “consapevole” pazzia del protagonista. Spiazzante, disilluso, lucido e persino crudele: l’Enrico IV di Branciaroli ha in sé le note sublimi della tragedia e conserva allo stesso tempo una profonda vena ironica e momenti di intensa poesia. SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA Un nobile del primo '900 prende parte a una mascherata in costume nella quale impersona Enrico IV; con lui anche Matilde Spina, donna della quale è innamorato, e il suo rivale in amore Belcredi. Quest'ultimo disarciona Enrico IV, il quale nella caduta batte la testa e si convince di essere realmente il personaggio storico che stava impersonando. Dopo 12 anni Enrico guarisce e comprende che Belcredi lo ha fatto cadere intenzionalmente. Decide così di fingersi ancora pazzo, di immedesimarsi nella sua maschera per non voler vedere la realtà dolorosa. Dopo 20 anni dalla caduta, Matilde, in compagnia di Belcredi, della loro figlia e di uno psichiatra va a trovare Enrico IV. Lo psichiatra suggerisce che per farlo guarire si potrebbe provare a ricostruire la stessa scena di 20 anni prima e ripetere la caduta da cavallo. La scena viene così allestita, ma al 39 posto di Matilde recita la figlia che è esattamente uguale alla madre Matilde da giovane che Enrico aveva amato e che ama ancora. Ha così uno slancio che lo porta ad abbracciare la ragazza, ma Belcredi, il suo rivale, non vuole che sua figlia venga abbracciata e si oppone. Enrico IV sguaina così la spada e trafigge Belcredi ferendolo a morte: per sfuggire definitivamente alla realtà (in cui tra l'altro sarebbe stato imprigionato e processato), decide di fingersi pazzo per sempre. TEMA Enrico IV tenta, nonostante abbia ormai ammesso la sua guarigione, di dimostrare quanto false e ipocrite siano le vite di coloro che lo circondano, cristallizzate in una forma di cui non sono neanche consapevoli. La stessa morte di Belcredi per mano di Enrico IV simboleggia non la vendetta per gelosia, ma il bisogno esasperato di un netto taglio con il passato perduto. Spaventando tutti, potrà continuare a fingersi pazzo, vivendo la propria vita in libertà e non più costretto da rigide imposizioni dalle quali oramai è libero. TECNICHE UTILIZZATE Teatro d’attore e di regia. APPROCCI DIDATTICI Il mondo di Luigi Pirandello: la follia e la realtà, le molte identità in bilico nei suoi lavori teatrali che cosi bene affrontano il dilemma dell’uomo del ‘900. TESTI CONSIGLIATI Luigi Pirandello, Enrico IV, Ed: Einaudi, 1997 Romano Luperini, Pirandello, Ed. Laterza, 1999 Lazzarini Dossin Muriel, Pirandello e il teatro contemporaneo, Ed. Bulzoni, 2007 40 SCUOLE SECONDARIE DI 2° GRADO IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ di Eduardo De Filippo Età consigliata dai 14 anni regia Marco Sciaccaluga Durata 160 minuti scene Guido Fiorato costumi Zaira de Vincentiis musiche Andrea Nicolini luci Sandro Sussi con Eros Pagni, Maria Basile Scarpetta, Federico Vanni, Gennaro Apicella, Massimo Cagnina, Angela Ciaburri, Orlando Cinque, Gino De Luca, Dely De Majo, Francesca De Nicolais, Rosario Giglio, Luca Iervolino, Marco Montecatino, Gennaro Piccirillo, Pietro Tammaro PRODUZIONE: TEATRO STABILE DI GENOVA - TEATRO STABILE DI NAPOLI Il sindaco del Rione Sanità, commedia scritta e rappresentata nel 1960 da Eduardo De Filippo. In occasione del trentesimo anniversario della morte del grande autore napoletano, Marco Sciaccaluga ed Eros Pagni hanno portato in scena con strepitoso successo questo spettacolo capace di mescolare il comico e il tragico. Protagonista assoluto è Don Antonio Barracano che esercita sul Rione Sanità la sua personale idea di legge. Fa estrarre pallottole e ricucire ferite dal corpo di giovanotti troppo animosi; concede “udienze” giornaliere a chi si rivolge a lui per avere giustizia e protezione. Intorno a Don Antonio gravita una curiosa fauna umana, composta da piccoli delinquenti, usurai e bottegai poco accorti. Per tutti Il sindaco del Rione Sanità ha la soluzione giusta. Il sodalizio artistico tra il grande mattatore del palcoscenico Eros Pagni e il regista Marco Sciaccaluga ha dato vita ad alcuni degli spettacoli più emozionanti degli ultimi decenni. Il Sindaco del Rione Sanità che ha debuttato a Napoli la scorsa estate, è riuscito a conquistare il pubblico partenopeo nonostante il suo interprete - il ligure Eros Pagni - non sia napoletano. «Il sindaco del Rione Sanità è un testo abitato da un protagonista, Antonio Barracano, fondamentalmente ambiguo, essendo egli insieme un capo camorra e un idealista, una sorta di Robin Hood degli ignoranti» commenta Sciaccaluga «un personaggio la cui grandezza sta proprio nella capacità di mescolare il male e il bene, il positivo e il negativo, l’alto e il basso. È in questo senso che l’ho messo in scena come 41 uno dei testi più shakespeariani di Eduardo. A me non sembra che Il sindaco del Rione Sanità sia tanto una commedia radicata in una ideologia, quanto una tragedia le cui autentiche radici affondano nell’esistenza umana». SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA Don Antonio inizia le "udienze" giornaliere dei disperati che si rivolgono a lui per avere giustizia e protezione. Rafiluccio e Rituccia, sua compagna in avanzata gravidanza, chiedono di essere ricevuti e subito Rafiluccio l'avverte che se non lo ascolta l'indomani ucciderà suo padre che l’ha diseredato. Don Antonio risponde che deve sentire l’altra campana, quella di suo padre, Santaniello, ricco panettiere e lo invita a riconciliarsi con il figlio, ma il panettiere rifiuta invitando il Sindaco del rione Sanità a farsi gli affari suoi. A questo punto Don Antonio mette da parte ogni prudenza e, profondamente offeso dalla mancanza di rispetto di Santaniello, sarebbe pronto a ucciderlo sul posto se non lo trattenessero i suoi congiunti e anche il fatto che il panettiere è disarmato. Don Antonio riferisce il colloquio a Rafiluccio cercando di convincerlo a non uccidere il padre, che va comunque rispettato, ma il giovane quasi ripetendo le stesse parole di Don Antonio, afferma però che ormai non può più fermarsi: «O lui o io». TEMA La giustizia, il rispetto, il governo di un rione di Napoli impersonato da un camorrista. Don Antonio è qualcosa di assai diverso da quel capo camorra che all’inizio sembrerebbe che fosse: egli è un visionario che cerca di ristabilire nel mondo un ordine andato fuori sesto ma che invece lo vedrà sconfitto. 42 TECNICHE UTILIZZATE Teatro d’attore e di regia APPROCCI DIDATTICI Che cos’è la giustizia quando ad esercitarla è un uomo che ha fatto del “rispetto” dovutogli l’arma per esercitarla a suo modo? La politica e il potere. La camorra. TESTI CONSIGLIATI Eduardo De Filippo, Il Sindaco del rione Sanità, Ed. Einaudi, 1997 Eduardo De Filippo, Lezioni di teatro, Ed. Einaudi, 1997 Eduardo De Filippo, L’arte della commedia, Ed. Einaudi, 1997 43 SCUOLE SECONDARIE DI 2° GRADO TORNO INDIETRO E UCCIDO IL NONNO con Roberto Abbiati e Andrea Brunello Età consigliata dai 14 ai 16 anni regia di Leonardo Capuano Durata 80 minuti testo Andrea Brunello con la collaborazione di Roberto Abbiati e Leonardo Capuano scene Roberto Abbiati costumi Patrizia Caggiati luci Marianna Tozzo PRODUZIONE: COMPAGNIA ARDITODESÌO Lo spettacolo, che ha debuttato nell'ottobre 2014 al Festival della Scienza di Genova, affronta una delle domande più profonde di tutti i tempi: “Dove va il Tempo che passa?”. Questo si chiedeva Albert Einstein ragionando sul concetto di spazio-tempo. “Dove va il tempo che passa?” non è quindi solo una domanda esistenziale e filosofica, ma è di fondamentale importanza per la scienza. I fisici proprio non sanno dove vada il tempo! E da dove viene! Di cosa è fatto? Finirà? Se il tempo è come lo spazio, allora possiamo viaggiare nel tempo? Con che paradossi ci confrontiamo? Che cosa è la Freccia del Tempo? Torno indietro e uccido il nonno ha a che fare proprio con queste domande. Lo fa in un modo umano, tenero, delicato, emozionale. Lo spettacolo è la storia di un uomo che invoca suo nonno per trovare conforto, ma suo nonno non c’è, solo il suo spirito sopravvive. Due personaggi in scena: un Clown Augusto e un Clown Bianco. Una conversazione surreale sul Tempo dove la scienza incontra Godot, Sant’Agostino e Einstein al ritmo della musica dei Radiohead! Il Premio Nobel Steven Weinberg scrisse “Più l’universo sembra comprensibile e più sembra senza senso”. Nulla di più vero quando pensiamo al Tempo! Torno indietro e uccido il nonno ha come obiettivo quello di stimolare interesse attorno alla scienza in modo del tutto nuovo, sviluppando curiosità e senso di meraviglia. Non si tratta quindi di divulgazione e nemmeno di didattica, ma bensì di generare un profondo “desiderio di 44 capire” attorno alle tematiche trattate. Il pubblico apprezzerà il teatro, ma anche la scienza che viene raccontata. Il risultato è una piena esperienza emozionale oltre che culturale. La Compagnia Arditodesìo nella figura di Andrea Brunello, attore e drammaturgo con un passato da fisico/ricercatore, intende suscitare nello spettatore curiosità e meraviglia nei confronti dei temi trattati. Torno indietro e uccido il nonno nasce all'interno del progetto JET PROPULSION THEATRE (JPT) - Laboratorio Permanente della formazione e della divulgazione scientifica in coordinamento con il Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche dell'Università degli Studi di Trento. SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA Lo spettacolo è la storia di un vecchio clown, il clown Augusto, che capisce che ormai la sua vita è agli sgoccioli e cerca suo nonno per trovare conforto. Ma suo nonno è morto da tempo... solo il suo spirito sopravvive. E’ un fantasma, un sogno, una visione. In scena ci sono due personaggi: un Clown Augusto e un Clown Bianco. Nasce così uno spettacolo surreale, illuminante e toccante allo stesso tempo: la scienza incontra Godot, Sant’Agostino e Einstein al ritmo della musica dei Radiohead! TEMA “Dove va il Tempo che passa?” è la domanda che Albert Einstein si pose quando, ragionando sul concetto di spazio-tempo, volle cercare una simmetria fra il moto spaziale e quello temporale. Crediamo che questa domanda racchiuda in sé tutta la poesia e allo stesso tempo la profondità di un pensiero geniale che ha saputo generare così tante 45 trasformazioni nel nostro modo di vivere e di percepire il mondo. Molteplici i temi scientifici trattati: il concetto di tempo assoluto “Newtoniano”, quello relativistico, i viaggi nel tempo e i rispettivi paradossi, il concetto di entropia e la seconda legge della termodinamica,lotre a temi come: elementi di astrofisica, i buchi neri, le galassie e per finire un po’ di meccanica quantistica! TECNICHE UTILIZZATE Teatro d’attore e clownerie. APPROCCI DIDATTICI La chiave di lettura è poetica e giocosa, ma anche divulgativa, con l’intento di suscitare curiosità e meraviglia senza però fare una lezione accademica o retorica fine a se stessa. L'approccio didattico è umano, tenero, delicato, emozionale. Lo spettacolo si pone come una serie di domande. “Dove va il tempo che passa? Da dove viene? Di cosa è fatto? Finirà? Se il tempo è come lo spazio, allora possiamo viaggiare nel tempo? Con che paradossi ci confrontiamo? Che cosa è la Freccia del Tempo?” Alcune di queste domande trovano risposte, per le altre invece la Compagnia si affida alla curiosità suscitata che porterà lo spettatore a cercare le risposte una volta uscito dal teatro. TESTI CONSIGLIATI Carlo Rovelli, La realtà non è come ci appare , Ed. Raffaello Cortina Stephen W. Hawking, Dal Big Bang ai Buchi Neri, Edizioni BUR Julian Barbour, La fine del tempo. La rivoluzione fisica prossima ventura, Ed.Einaudi www.jetpropulsiontheatre.com 46 SCUOLE SECONDARIE DI 2° GRADO BRATTARO MON AMOUR La periferia semiseria di Paolo Cagnan Età consigliata dai 14 anni regia Andrea Bernard Durata 90 minuti con attori in via di definizione PRODUZIONE: TEATRO STABILE DI BOLZANO L’ultima produzione della stagione riprende la vocazione del Teatro Stabile di narrare la storia e il tessuto sociale del territorio. Questa volta sono i quartieri della periferia a essere al centro dell’indagine del testo scritto da Paolo Cagnan. Brattaro mon amour è ambientato in quelle zone di “abitazioni popolari intensive” che venivano etichettate come “la Shanghai” di Bolzano. Etichetta che con il passare degli anni ha assunto una vera e propria valenza mitologica, perdendo l’originaria connotazione negativa. Questo spettacolo tenta di indagare il mutare dei nostri quartieri, le trasformazioni di una periferia complessa e particolare come quella della nostra città. Giornalista e scrittore, già caporedattore del quotidiano Alto Adige e ora direttore della Gazzetta di Reggio, Paolo Cagnan coltiva da anni la passione per la parlata popolare o meglio, lo slang dei bolzanini, che trova massima espressione nei quartieri periferici. Lo spettacolo, in bilico tra commedia e noir, è diretto dal giovane regista bolzanino Andrea Bernard. Anche in questo caso lo Stabile prosegue nell’intento di dare spazio ai talenti del territorio, consentendo loro un ingresso dalla porta principale nel mondo del teatro professionale. «Lo scenario descritto da Brattaro mon amour ruota attorno al chiosco dei würstel (in slang: brattaro) strategicamente collocato nel quartiere più popolare di Bolzano: un andirivieni di personaggi, una babele di linguaggi e di fraintendimenti» dice Cagnan, che per il suo debutto come autore teatrale ha scelto il genere del noir tragicomico. «E’ un’istituzione, il “brattaro” di via Resia e guai a chiamarlo Imbiss alla tedesca. Ogni cliente che si avvicenda al banco ha la sua storia, ognuno ha il suo dramma interiore più o meno dichiarato. Passato e presente, qui, diventano un tutt’uno tra la nostalgia, i luoghi comuni e l’incomprensione reciproca. C’era una volta la Bolzano autenticamente italiana, che si contrapponeva alla “città tedesca” al di là del torrente Talvera. Oggi nel quartiere abitano anche sudtirolesi, nuovi e vecchi immigrati. 47 La vita attorno al “brattaro” è scossa una notte dall’assassinio della cameriera. Delle indagini viene incaricato uno strampalato poliziotto, da poco arrivato in città. Novello Poirot di provincia, inizia una stringata serie d’interrogatori che lo porteranno via via a sospettare di tutti i “fedelissimi” del chiosco, ma soprattutto a farsi raccontare una Bolzano che non conosce, né capisce. Sino al colpo di scena finaleU». SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA In una Babele di linguaggi e di continui fraintendimenti, la vita attorno al “brattaro” è scossa una notte dall’assassinio della cameriera. Delle indagini viene incaricato uno strampalato poliziotto napoletano, da poco arrivato in città. Novello Poirot di provincia, inizia una stringata serie d’interrogatori che lo porteranno via via a sospettare di tutti i “fedelissimi” del chiosco, ma soprattutto a farsi raccontare una Bolzano che non conosce, né capisce. Sino al colpo di scena finale, che non è esattamente la replica in scala dell’Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie TEMA Come cambia la città nel tempo. Interetnicità, le differenti lingue mescolate, i linguaggi, gli slang. TECNICHE UTILIZZATE Teatro d’attore e di regia. APPROCCI DIDATTICI La forza della lingua parlata con tutte le varie influenze dialettali e linguistiche. La forza della periferia che anticipa il cambiamento, voluto o non voluto, della città sia a livello architettonico sia a livello sociale. Abitare e vivere in periferia in senso antropologico. I luoghi comuni sulla città di Bolzano. Approfondire le realtà locali. TESTI CONSIGLIATI Paolo Cagnan, Slang 2 - Il ritorno, Edito da Curcu & Genovese, 2011 Paolo Cagnan, Delitti e misteri. I trenta casi di cronaca nera più clamorosi, misteriosi e intriganti dal dopoguerra ad oggi in Alto Adige, Edito da Curcu & Genovese, 2000 48 SCUOLE SECONDARIE DI II GRADO In lingua tedesca BOMBENJAHRE regia Alexander Kratzer Età consigliata dai 14 anni composizione Markus Kraler, Andreas Schett (Franui) Durata 150 minuti scenografia Luis Graninger costumi Cornelia Kraske drammaturgia Ina Tartler, Elisabeth Thaler Live-Kamera Mike Ramsauer luci Micha Beyermann consulenza stotrica Christoph Franceschini con storici, giornalisti, testimoni dell’epoca e la “Musicbanda Franui” PRODUZIONE: VEREINIGTE BÜHNEN BOZEN Con l'espressione Notte dei fuochi (in tedesco Feuernacht) si indica la notte tra l'11 e il 12 giugno 1961, quando un gruppo di sudtirolesi, aderenti al Befreiungsausschuss Südtirol, compirono numerosi attentati dinamitardi. In Alto Adige, in quella notte vengono solitamente accesi i cosiddetti fuochi del Sacro Cuore in ricordo della vittoria di Andreas Hofer contro le truppe francesi napoleoniche. La prima esplosione si registrò all'una di notte nel centro di Bolzano seguita nelle 2 ore successive da altre 46 che abbatterono decine di tralicci dell'alta tensione (un'altra versione riporta che vi furono 350 ordigni). Non riuscirono però a interrompere completamente la distribuzione dell'energia elettrica. Per gli attentati della "Notte dei fuochi" fu fatto largo uso di esplosivo al plastico. Successive indagini consentirono di portare in giudizio davanti alla Corte d'assise di Milano ben 91 persone: 22 in stato di detenzione, 46 a piede libero e 23 latitanti. La sentenza del 9 novembre 1964 inflisse pesanti condanne. Il problema degli attentati terroristici al fine del raggiungimento dell'autonomia territoriale della Provincia autonoma di Bolzano, ha creato da tempo una controversia storiografica. Bisogna sottolineare che gli attentatori erano orientati verso la secessione della Provincia di Bolzano dall'Italia e non miravano a un'autonomia che avrebbe comunque preservato il potere statale italiano sull'area. Inoltre l'opinione pubblica 49 locale non era completamente a favore dell'uso della violenza, considerandola controproducente. Anche la Südtiroler Volkspartei (il maggior partito locale), la diocesi cattolica locale e il più importante organo di stampa di lingua tedesca, il quotidiano locale Dolomiten, condannarono fin dall'inizio l'uso delle bombe, pur riconoscendo il profondo disagio nel quale le popolazioni austriache e ladine dell'Alto Adige versavano a causa della politica oppressiva delle istanze nazionali anche dopo la fine del Ventennio fascista. SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA Uno spettacolo diverso, senza attori. Sulla scena saranno presenti storici, giornalisti, politici, con le più differenti idee in merito all’accaduto. Video conferenze, musica dal vivo. Uno spettacolo che vorrebbe essere un grande dibattito aperto a tutti. In cui anche gli spettatori sono invitati a intervenire. TEMA Il problema degli attentati terroristici al fine del raggiungimento dell'autonomia territoriale della Provincia autonoma di Bolzano, ha creato da tempo una controversia storiografica. Bisogna sottolineare che gli attentatori erano orientati verso la secessione della Provincia di Bolzano dall'Italia e non miravano a un'autonomia che avrebbe comunque preservato il potere statale italiano sull'area. 50 TECNICHE UTILIZZATE Teatro d’attore e di regia. APPROCCI DIDATTICI L’autonomia in Alto Adige. Il periodo delle bombe e degli attentati. Come si è evoluta la situazione negli anni, approcci storici. TESTI CONSIGLIATI Rolf Steininger, Südtirol zwischen Diplomatie und Terror 1947-1969, 3 tomi, Bolzano, Athesia-Verlag, 1999 Paolo Valente, Di là del passo, Raetia, Bolzano 2003 „Bombenjahre“, Dokumentarfilm von Christoph Franceschini und Helmut Lechthaler (ausgezeichnet mit dem Prof. Claus Gatterer-Preis 2005) Hans Karl Peterlini, Feuernacht. Südtirols Bombenjahre. Hintergründe, Schicksale, Bewertungen. 1961-2011. Edition Raetia 2011 Rolf Steininger: Die Feuernacht und was dann? Südtirol und die Bomben 1959-1969. Sonderdruck zur „Dolomiten“- Ausgabe Nr. 132 vom 10. Juni 2011 51 SCUOLE SECONDARIE DI II GRADO In lingua tedesca EIN SOMMERNACHTSTRAUM di William Shakespeare musiche di scena Felix Mendelssohn Bartholdy Età consigliata dai 16 anni traduzione August Wilhelm von Schlegel Durata 150 minuti regia e adattamento Georg Schmiedleitner scenografia Stefan Brandtmayr coreografia Marie Stockhausen costumi Cornelia Kraske drammaturgia Ina Tartler , Elisabeth Thaler luci Micha Beyermann con Andrea Haller, Margot Mayrhofer, Hannes Perkmann, Alexandre Pelichet, Peter Schorn, Anna Unterberger e altri PRODUZIONE: VEREINIGTE BÜHNEN BOZEN Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, è una commedia scritta tra il 1595 e il 1596 e pubblicata nel 1600, ed è tra le opere più rappresentate di Shakespeare. Ricca e originale è la tradizione folklorica di superstizioni e paure medievali cui l'autore attinge ambientando in un bosco, luogo di misteri, smarrimenti e incanti, di invisibili presenze, di fate, folletti e spiritelli maliziosi, una storia di sentimenti e passioni, di intrighi, gelosie e filtri magici che ricalca i modelli della commedia classica plautina e terenziana. SCHEDA PER GLI INSEGNANTI TRAMA Ermia e Lisandro si amano, ma Egeo ha promesso sua figlia in sposa a Demetrio e, per la legge di Atene, Ermia deve accettare la decisione di suo padre. Lisandro ed Ermia rimangono soli e decidono di fuggire da Atene per sposarsi là dove le leggi della città non possono raggiungerli. Si incontreranno nottetempo nel bosco, poco lontano da Atene. 52 Sopraggiunge Elena, un'amica di Ermia che è innamorata di Demetrio, il quale però la sdegna perché è a sua volta invaghito di Ermia. Venuta a conoscenza del progetto di fuga di Ermia e Lisandro, Elena decide di informarne Demetrio, sapendo che quest'ultimo inseguirà Ermia nel bosco e proponendosi di rincorrerlo a sua volta. Nel bosco, si incontrano il Re delle Fate, Oberon e la Regina delle Fate, Titania, con i rispettivi seguiti. Fra i due vi è inimicizia, perché Titania ha preso per sé come paggio un principino indiano, di cui Oberon avrebbe voluto fare un cavaliere al proprio servizio. Poiché Titania rifiuta di cedergli il paggio, Oberon decide di vendicarsi: manderà il folletto Puck a procurargli un certo filtro d'amore, con il quale Oberon bagnerà gli occhi di Titania dormiente: al suo risveglio, la Regina si innamorerà del primo essere vivente che vedrà. Oberon inoltre incarica Puck di stregare Demetrio con lo stesso filtro, affinché s'innamori di Elena. TEMA Mito, fiaba e quotidianità si intersecano senza soluzione di continuità e questo porta a riconoscere, all’interno dell’opera, suggestioni che vanno da fonti classiche come le Metamorfosi ovidiane e apuleiane, al patrimonio folkloristico tipico dell’Inghilterra: fate e folletti burloni, sempre originalmente e genialmente contaminati e ricreati dalla fervida fantasia del drammaturgo. TECNICHE UTILIZZATE Teatro d’attore e di regia. APPROCCI DIDATTICI Non è certo quale genere abbia ispirato la trama del Sogno di una notte di mezza estate, anche se alcuni spunti sono rintracciabili nella letteratura classica; ad esempio, la storia di Piramo e Tisbe è raccontata nelle Metamorfosi di Ovidio, mentre la trasformazione della testa di Nick Bottom in quella di un asino è un riferimento a L'asino d'oro di Apuleio - due opere letterarie che Shakespeare potrebbe aver studiato. Oltre a ciò, più o meno nello stesso periodo nel quale questa commedia fu composta, Shakespeare stava scrivendo Romeo e Giulietta, ed è possibile rilevare nella trama che ha per protagonisti Piramo e Tisbe una rielaborazione in chiave comica della tragedia. TESTI CONSIGLIATI William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate, Einaudi, 1997 53 William Shakespeare, Ein Sommernachtstraum, Neu übersetzt von Frank Günther, Editore ars vivendi ,2000 Reiner Poppe, Erläuterungen und Dokumente, Sommernachtstraum. ED. Reclam, 2004 54 William Shakespeare. Ein Le prenotazioni si considerano TEMPORANEE fino alla conferma definitiva da parte dell’Intendenza Scolastica Per prenotare è necessario rispettare le seguenti scadenze: per le scuole dell’obbligo primarie - 25 settembre – per tutti gli spettacoli in visione per le scuole dell’obbligo secondarie di I grado - 10 ottobre – per tutti gli spettacoli in visione per le scuole secondarie di II grado - 10 ottobre – per gli spettacoli in visione fino a dicembre 2015 - 15 novembre – per gli spettacoli in visione da gennaio a maggio 2016 La prenotazione della classe va inviata tramite e-mail all’Ufficio Ordinamento Scolastico, dott.ssa Patrizia Angelillo tel. 0471 411403, e-mail [email protected], oppure signora Sabrina Da Re, tel. 0471 411401, e-mail [email protected] È possibile consultare il calendario, il programma degli spettacoli ed eventuali copioni sul sito dell’Intendenza scolastica. www.provincia.bz.it/intendenza-scolastica/progetti/teatro-progetto.asp Si ricorda agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie di I grado di Merano che la capienza del Teatro Puccini è di soli 290 posti, pertanto gli insegnanti dovranno dare la precedenza ai bambini per i posti a sedere. 55 Contatti: INTENDENZA SCOLASTICA ITALIANA - Ufficio Ordinamento scolastico Via del Ronco 2 – Bolzano Patrizia Angelillo - tel. 0471 411403 - e-mail: [email protected] Sabrina Da Re - tel. 0471 411401- e-mail: [email protected] Teatro Stabile di Bolzano – Ufficio scuola e formazione Piazza Verdi 40 - Bolzano Tel. 0471 301566 – Fax 0471 327525 - cellulare +39 3384838597 Irene Vitulo - e-mail: [email protected] Orario casse Teatro Comunale, piazza Verdi 40, BOLZANO Dal martedì al venerdì dalle 11.00 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 19.00 Sabato dalle 11.00 alle 14.00 Domenica e lunedì chiuso VISITE GUIDATE AL NUOVO TEATRO COMUNALE DI BOLZANO Le scuole interessate possono concordare il giorno e l’ora della visita telefonando alla dott.ssa Irene Vitulo, presso gli uffici del Teatro Stabile di Bolzano: tel. 0471-301566 – Fax 0471-327525 e-mail: [email protected]. Le visite sono a cura della Fondazione Teatro Comunale e Auditorium il prezzo è di 2 € a studente. Ulteriori informazioni sul programma della stagione si potranno trovare consultando il sito www.teatro-bolzano.it 56 ABBONAMENTI UNDER 20 E UNDER 26 LE STAGIONI TEATRALI NON SCOLASTICHE Si segnala che per quanto riguarda la fruizione degli spettacoli proposti in tutte le stagioni del Teatro Stabile di Bolzano, si rinnovano le agevolazioni sui prezzi dei biglietti e degli abbonamenti: anche quest’anno è previsto un secondo abbonamento in omaggio per tutti gli under 20 che sottoscriveranno un abbonamento alla stagione “La Grande Prosa “ a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno. Prezzo del biglietto singolo a 6 euro fino ai 20 anni abbonamento “Under 20” per il cartellone dello Stabile così articolato: − Bolzano, Nuovo Teatro Comunale, 10 spettacoli a 45 euro (platea) − Bolzano, Nuovo Teatro Comunale, 10 spettacoli a 30 euro (galleria) − Merano, Teatro Puccini, 8 spettacoli a 30 euro − Brunico, Haus Michael Pacher, 6 spettacoli a 20 euro − Bressanone, Forum, 6 spettacoli a 20 euro − Vipiteno, Teatro Comunale, 6 spettacoli a 20 euro PROVE APERTE Con le stesse modalità delle visite guidate è possibile assistere alle prove, appuntamento, dei seguenti spettacoli : - Molière: la recita di Versailles – dal 23 ottobre al 30 ottobre 2015 - La scelta di Cesare – dal 14 ottobre al 24 ottobre 2015 - Brattaro mon amour – dal 12 aprile al 24 aprile 2016 57 previo GIOVANI IN SCENA Continua l’iniziativa “Giovani in scena”, il corso di teatro organizzato dal Teatro Stabile di Bolzano e dal Dipartimento alla cultura italiana della Provincia Autonoma di Bolzano in collaborazione con il Centro Giovani “Vintola 18” a Bolzano. Il corso si rivolge ai giovani in età compresa tra i 15 e i 25 anni, si svolge lungo tutta la stagione teatrale, da ottobre fino a maggio, e prevede la frequentazione di 94 ore di lezione a cui si aggiungono 3 pomeriggi di prove per il saggio finale in teatro e la visione “guidata” di 10 spettacoli della stagione del Teatro Stabile. Tre i moduli fondamentali che si intrecciano durante gli otto mesi di svolgimento del corso, un’occasione unica per acquisire una solida base per la conoscenza dei linguaggi del teatro. Il primo modulo consiste in alcuni incontri con i professionisti del teatro come registi, attori, drammaturghi: sotto la loro guida i partecipanti assisteranno alle prove aperte di spettacoli in allestimento nei palcoscenici del Teatro Comunale di Bolzano. Il secondo modulo prevede la visione “preparata” di 10 spettacoli della stagione “La Grande Prosa” dello Stabile. Alla visione degli spettacoli seguirà in alcuni casi un incontro con gli artisti interpreti degli stessi con cui gli allievi potranno confrontarsi sulle tematiche inerenti il linguaggio teatrale. Il terzo modulo è un laboratorio teatrale dove agire individualmente e in armonia con il gruppo, al fine di apprendere e sperimentare le tecniche di base per l’uso espressivo della voce e del corpo. Il percorso laboratoriale è tenuto dall’attrice Flora Sarrubbo, che accompagnerà come tutor i partecipanti lungo tutto il percorso didattico che si concluderà a fine maggio con un saggio finale aperto alla cittadinanza presso il Teatro Studio. Informazioni e iscrizioni: Andrea Brandalise, coordinatore Tel. 0471 301566 Fax 0471 327525 e-mail: [email protected] www.teatro-bolzano.it – www.provincia.bz.it/cultura 58 CRONOLOGIA DEGLI SPETTACOLI OTTOBRE 2015 mar. 13 R IL VOLO DI ICARO scuole primarie 1° ciclo MERANO gio. 15 IL VOLO DI ICARO scuole primarie 1° ciclo LAIVES ven. 16 mar. 20 NOVEMBRE 2015 GENNAIO 2016 DICEMBRE 2015 COME SORELLE scuole secondarie 1° grado BRESSANONE mar. 1 LA SCELTA DI CESARE scuole secondarie 2° grado MERANO mer. 13 IL CIELO DEGLI ORSI scuole primarie 1°ciclo BRUNICO mar. 10 MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES scuole secondarie 2° grado BOLZANO ven. 4 LA SCELTA DI CESARE scuole secondarie 2° grado BRESSANONE gio. 14 IL CIELO DEGLI ORSI scuole primarie 1°ciclo MERANO IL VOLO DI ICARO mer. 11 scuole primarie 1° ciclo EGNA COME SORELLE scuole secondarie 1° grado VIPITENO mer. 16 LA SCELTA DI CESARE scuole secondarie 2° grado BRUNICO ven. 15 IL CIELO DEGLI ORSI scuole primarie 1°ciclo MERANO IL VOLO DI ICARO scuole primarie 1°ciclo mer. 11 BRUNICO MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES scuole secondarie 2° grado BOLZANO lun. 18 R IL CIELO DEGLI ORSI scuole primarie 1°ciclo BOLZANO gio. 12 COME SORELLE scuole secondarie 1° grado LAIVES mar. 19 IL CIELO DEGLI ORSI scuole primarie 1°ciclo BOLZANO mer. 20 IL CIELO DEGLI ORSI scuole primarie 1°ciclo BOLZANO mar. 10 mer. 21 IL VOLO DI ICARO scuole primarie 1° ciclo VIPITENO ven. 23 IL VOLO DI ICARO scuole primarie 1° ciclo BRESSANONE ven. 13 MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES scuole secondarie 2° grado MERANO lun. 26 R IL VOLO DI ICARO scuole primarie 1° ciclo BOLZANO lun. 16 R COME SORELLE scuole secondarie 1° grado BOLZANO gio. 21 IL CIELO DEGLI ORSI scuole primarie 1°ciclo LAIVES mar. 27 IL VOLO DI ICARO scuole primarie 1° ciclo BOLZANO lun. 16 MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES scuole secondarie 2° grado BRUNICO ven. 22 ENRICO IV scuole secondarie 2° grado BOLZANO mer. 28 R IL VOLO DI ICARO scuole primarie 1°ciclo BOLZANO mar. 17 COME SORELLE scuole secondarie 1° grado BOLZANO ven. 22 IL CIELO DEGLI ORSI scuole primarie 1°ciclo EGNA mar. 17 LA SCELTA DI CESARE scuole secondarie 2° grado BOLZANO mer. 18 R COME SORELLE scuole secondarie 1° grado BOLZANO mer. 18 mer. 18 LA SCELTA DI CESARE scuole secondarie 2° grado BOLZANO MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES scuole secondarie 2° grado BRESSANONE gio 19 COME SORELLE scuole secondarie 1° grado MERANO ven. 20 COME SORELLE scuole secondarie 1° grado MERANO mar. 24 mer. 25 mer. 25 gio. 26 LA SCELTA DI CESARE scuole secondarie 2° grado BOLZANO COME SORELLE scuole secondarie 1° grado EGNA LA SCELTA DI CESARE scuole secondarie 2° grado BOLZANO COME SORELLE scuole secondarie 1° grado BRUNICO 59 mer. 27 IL SINDACO DEL RIONE SANITÁ scuole secondarie 2° grado MERANO FEBBRAIO 2015 MARZO 2015 MAGGIO 2015 APRILE 2015 lun. 15 CHE VIAGGI MR. G! scuole primarie 2° ciclo LAIVES mer. 9 R OZ scuole secondarie 1° grado BOLZANO lun. 11 B COME BABAU mar. scuole primarie 2° ciclo 3 BOLZANO BRATTARO MON AMOUR scuole secondarie 2° grado BOLZANO mar. 16 CHE VIAGGI MR. G! scuole primarie 2° ciclo VIPITENO gio. 10 R OZ scuole secondarie 1° grado BOLZANO mar. B COME BABAU mer. 12 scuole primarie 2° ciclo 4 R BOLZANO BRATTARO MON AMOUR scuole secondarie 2° grado BOLZANO mer. 17 BOMBENJAHREN scuole secondarie 2° grado BOLZANO ven. 11 OZ scuole secondarie 1° grado BOLZANO B COME BABAU mer. mar. scuole primarie 2° ciclo 13 10 BOLZANO BRATTARO MON AMOUR scuole secondarie 2° grado BOLZANO mer. 17 R CHE VIAGGI MR. G! scuole primarie 2° ciclo BOLZANO mar. 15 OZ scuole secondarie 1° grado BRUNICO gio. 14 B COME BABAU mer. scuole primarie 2° ciclo 11 LAIVES BRATTARO MON AMOUR scuole secondarie 2° grado BOLZANO gio. 18 R CHE VIAGGI MR. G! scuole primarie 2° ciclo BOLZANO mer. 16 OZ scuole secondarie 1° grado BRESSANONE ven 15 B COME BABAU scuole primarie 2° ciclo BRESSANONE EIN SOMMERNACHTSTRAUM scuole secondarie 2° grado BOLZANO ven. 19 CHE VIAGGI MR. G! scuole primarie 2° ciclo BOLZANO gio. 17 OZ scuole secondarie 1° grado VIPITENO lun. 18 B COME BABAU scuole primarie 2° ciclo MERANO lun. 22 CHE VIAGGI MR. G! scuole primarie 2° ciclo BRUNICO ven. 18 OZ scuole secondarie 1° grado LAIVES mar. B COME BABAU 19 scuole primarie 2° ciclo MERANO mar. 23 CHE VIAGGI MR. G! scuole primarie 2° ciclo EGNA ven. 18 TORNO INDIETRO E UCCIDO IL NONNO scuole secondarie 2° grado BOLZANO mer. B COME BABAU 20 scuole primarie 2° ciclo VIPITENO mer. 24 IL CIELO DEGLI ORSI scuole primarie 1°ciclo VIPITENO lun. 21 OZ scuole secondarie 1° grado MERANO gio. 21 B COME BABAU scuole primarie 2° ciclo BRUNICO mer. 24 CHE VIAGGI MR. G! scuole primarie 2° ciclo BRESSANONE mar. 22 OZ scuole secondarie 1° grado MERANO ven. 22 B COME BABAU scuole primarie 2° ciclo EGNA gio. 25 CHE VIAGGI MR. G! scuole primarie 2° ciclo MERANO ven. 26 IL CIELO DEGLI ORSI scuole primarie 1°ciclo BRESSANONE ven. 26 CHE VIAGGI MR. G! scuole primarie 2° ciclo MERANO scuole primarie 1° ciclo scuole primarie 2° ciclo scuole secondarie 1° grado R = 2 SPETTACOLI 60 gio. 19 scuole secondarie 2° grado INDICE Presentazione Calendario spettacoli a Bolzano Calendario spettacoli a Merano e Brunico Calendario spettacoli a Bressanone e Vipiteno Calendario spettacoli a Laives e Egna Date prevendita biglietti 2 3 4 5 6 7 Introduzione scuole primarie 1° ciclo IL CIELO DEGLI ORSI B COME BABAU 8 9 12 Introduzione scuole primarie 2° ciclo IL VOLO CHE VIAGGI MR. G! 16 17 20 Introduzione scuole secondarie di 1° grado COME SORELLE OZ 23 24 27 Introduzione scuole secondarie di 2° grado MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES LA SCELTA DI CESARE ENRICO IV IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ TORNO INDIETRO E UCCIDO IL NONNO BRATTARO MON AMOUR BOMBENJAHRE EIN SOMMERNACHTSTRAUM 30 32 35 38 41 44 47 49 52 Prenotazioni Contatti Le stagioni teatrali non scolastiche Giovani in scena Cronologia degli spettacoli Regolamento 55 56 57 58 59 62 61 REGOLAMENTO SULL’USO DELLA SALA TEATRALE DURANTE LE RAPPRESENTAZIONI PER STUDENTI E INSEGNANTI È richiesta la PUNTUALITÁ alle rappresentazioni. È VIETATO MANGIARE O BERE all’interno della sala teatrale. Gli studenti NON POSSONO portare la merenda (panini-bibite-etc.) all’interno della sala. È VIETATO entrare in sala con GOMME DA MASTICARE. È VIETATO L’USO DEI TELEFONI CELLULARI – IPOD - MP3 PLAYSTATION, ETC. È VIETATO METTERE I PIEDI SULLE POLTRONE E DISTURBARE DURANTE LA RAPPRESENTAZIONE. È VIETATO USCIRE DURANTE LA RAPPRESENTAZIONE. Gli insegnanti o gli eventuali accompagnatori NON DEVONO ABBANDONARE IL TEATRO DURANTE LA RAPPRESENTAZIONE E LASCIARE GLI STUDENTI SENZA SORVEGLIANZA. I cambi dell’ora DEVONO ESSERE CALCOLATI in maniera tale da NON DISTURBARE la rappresentazione. 62