UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI CATANIA AZIENDA OSPEDALIERA-UNIVERSITARIA POLICLINICO – VITTORIO EMANUELE COSTO SOCIALE DELL’EMICRANIA. Dr. Venerando Rapisarda Specialista in Medicina del Lavoro “Migraine is recognized as a major cause of disability worldwide.” Buse et al., Mayo Clin Proc 2009; 84: 422-435 The World Health Report 2001 Mental Health: New Understanding, New Hope Classifica mondiale di 135 condizioni di salute che causano disabilità. Emicrenia 19° posto per uomini e donne 12° posto per le donne www.who.int/whr/2001/en/index.html Prevalenza dell’emicrania in USA ed Inghilterra: 18% nelle donne 6% negli uomini 4% nei bambini Più frequente: nei caucasici in soggetti di basso livello socio-ecomonico Kobak et al., J Manag Care Pham 2005; 11: 124-36 Mueller. J Am Osteopath Assoc 2007; 107: ES10-16 EPIDEMIOLOGIA DELL’EMICRANIA • La situazione mondiale mostra una prevalenza più elevata nei paesi occidentali più industrializzati • La prevalenza nelle donne è circa tre volte quella degli uomini (3:1) Prevalenza dell’emicrania per età e per sesso (Dati U.S.A.) Prevalenza dell'emicrania 30% 25% 20% Donne Uomini 15% 10% 5% 0% Età (anni) Prevalenza = percentuale di pazienti che soffre di una condizione, in una data popolazione Lipton and Stewart. Headache 2001; 41: 646-657. EPIDEMIOLOGIA DELL’EMICRANIA Italia Germania Svezia Danimarca Norvegia 18% e 9% 15% e 7% 21% e 12% 15% e 6% 13% e 5% Canada 25% e 9% UK U.S.A. 18% e 6% Giappone 18% e 6% 13% e 4% Francia Hong Kong 18% e 6% Spagna Etiopia 4% e 2% 17% e 8% %femmine e %maschi Studi condotti sino al 2008 2% e 1% L’insorgenza si ha a partire dai 10-20 anni di età Interessa la fascia di età compresa tra 25-55 anni Il picco di prevalenza si ha a 40 anni di età ¼ degli adulti con emicrania ha ≥4 attacchi/mese, ognuno di durata non inferiore a 24 ore. Mueller. J Am Osteopath Assoc 2007; 107: ES10-16 Durata • < 24 h: 33% • 24 - 48 h: 17% • 48 - 72 h: 50% Frequenza • < 1/mese: • 1 - 4/mese: • > 4 mese: 15% 50% 35% Numero di soggetti affetti da cefalea in USA nel 1998 suddivisi per fascia di età 20-64 anni. Hu at al., Arch Intern Med 1999; 159: 813-818 L’emicrania influenza numerosi aspetti della vita comune dei soggetti che ne sono affetti: occupazione studio vita relazionale tempo libero famiglia affari Leonardi et al., J Headache Pain 2005; 6: 429-440 Linde and Dahlof. Cephalalgia 2004; 24: 455-465 Figura: Impatto dell’emicrania su importanti aspetti della vita Linde and Dahlof. Cephalalgia 2004; 24: 455-465 IMPORTANZA SOCIALE DELLA PATOLOGIA EMICRANICA: PERCHE’ ? Frequenza degli attacchi Potere invalidante Effetti sulla qualità della vita Impatto socio-economico Fattori Scatenanti l’Emicrania Emotivi ed Endogeni • • • • • • Stress Emozione Modificazioni Ormonali Modificazioni dei cicli del sonno Digiuno Affaticamento Alcuni cibi e Alcool • • • • Cioccolato Formaggio Vino Rosso Glutammato di Sodio Farmaci Inducenti • • • • Estrogeni Ergotamina (abuso e sospensione) Caffeina (astinenza) Indometacina Altri fattori • • • • Modificazioni del tempo Altitudine Traumi Sforzi Peatfield R. Precipitating factors. The Headaches; 1993: 241-245 L’ATTACCO L’Attacco Emicranico • Prodromi Intensità dei sintomi o fasi • Aura • Cefalea Sintomi associati • Risoluzione Prodromi Aura Cefalea Risoluzione L’emicrania causa disabilità durante gli attacchi (ictal burden). E’ stato osservato che l’emicrania causa disabilità anche tra gli attacchi (interictal burden) Buse et al., Mayo Clin Proc 2009; 84: 422-435 L’ansia del prossimo attacco (interictal burden) determina assunzione di farmaci prima della comparsa della sintomatologia (cefalalgiofobia). Peres et al., J Headeche Pain 2007; 8: 56-59 Dei soggetti affetti da emicrania: Il 76% hanno timore di avere la malattia per tutta la vita Il 37% hanno timore del dolore tra un attacco e l’altro. Durante un intervista: “I don’t travel far by myself, because I never know when it’s gonna hit me.” Hahn and Lipton. Curr Med Res Opin 2008; 24: 1711-1718 L’emicrania riduce significativamente la health-related quality of life (HRQoL) Buse et al., Mayo Clin Proc 2009; 84: 422-435 COMORBILITA’ DELL’EMICRANIA • Altri tipi di cefalea • Disturbi maggiori dell’affettività (distimia, depressione maggiore, episodi maniacali, disturbi bipolari) • Ictus • Attacchi di panico • Epilessia Chang, et al. BMJ 1999;3:13-18 e da Breslau, et al. Neurology 1994;44(suppl 7):S17-S22 IMPATTO ECONOMICO DELL’EMICRANIA Costi Diretti - Pronto Soccorso - Ambulatorio - Ospedale Costi Indiretti - Assenza dal lavoro - Diminuita produttività lavorativa Osterhaus JT, Gutterman DL, Plachetka JR PharmacoEconomics 2(1):67-76, 1992 COSTI DIRETTI per la patologia emicranica IN ITALIA Studio M.E.T.E.O.R., 1998 Migraine Epidemiology Therapy and Economics: an Outcome Research study FARMACI (Costo annuale medio 84.000 lit/pz) VISITE MEDICHE (Costo annuale Medio 96.000 lit/pz) ESAMI DIAGNOSTICI (Costo annuale medio123.000 lit/pz) 13% 17% 50% 20% OSPEDALIZZAZIONE (Costo annuale medio 304.000 lit/pz) Roncolato, Eur Neurol 2000 43(2):102-106 E’ stato dimostrato che i soggetti affetti da emicrania hanno esigenze di accesso al sistema sanitario significativamente maggiori rispetto a soggetto non affetti da emicrania. Uno studio su 1336 soggetti ha dimostrato: 2 volte superiore l’accesso in ospedale 2,5 maggiore la spesa farmacologica 6 volte i costi della diagnosi (medico di famiglia, ginecologo, oculista, neurologo, ecc.) 2 volte disordini psichiatrici Clouse and Osterhaus. Ann Pharmacother 1994; 28: 659-664 COSTI INDIRETTI per la patologia emicranica IN ITALIA Studio M.E.T.E.O.R., 1998 Migraine Epidemiology Therapy and Economics: an Outcome Research study • Giorni lavorativi persi 2.76/pz/anno • Giorni lavorativi con efficienza 7.1/pz/anno costo medio annuo per pz = 552.440 lire Roncolato, Eur Neurol 2000 43(2):102-106 La cefalea è responsabile della perdita di 2,7 milioni di giornate di lavoro negli uomini 18,8 milioni di giornate di lavoro nelle donne Studio USA del National Health Interview Survey. Stang and Osterhaus. Headache 1993; 33: 29-35 Negli USA i costi indiretti (ossia non legati alle cure mediche) dell’emicrania sono stimati in $ 12 bilioni anno. Quelli legati alle perdite occupazionali sono $ 5,6 bilioni anno per gli uomini $ 17,2 bilioni anno per le donne Rapoport et al., Am J Man Care 1998; 4: 531-545 L’emicrania causa una perdita di produttività media di circa 3,5 ±0,1 ore per settimana lavorativa. Tra le cause di perdita di produttività seguono la lombalgia e l’artrite. Stewart et al., JAMA 2003; 290: 2443-2454 Il costo annuo che ciascun azienda deve sostenere in termini di assenteismo e ridotta produttività è di circa $ 2800 per ciascun lavoratore affetto da emicrania. Hawkins et al., J Occup Environ Med 2007; 49: 368-374 Numero di giorni di malattia per emicrania nella popolazione lavorativa statunitense suddivise per fasce d’età 20-64 anni. Hu at al., Arch Internr Med 1999; 159: 813-818 Stima dei costi suddivisi per sesso e voci di spesa. La spesa annuale è di 1 bilione $, di cui 80% per le donne Hu at al., Arch Internr Med 1999; 159: 813-818 Stima dei costi per assenteismo e perdita di produttività Hu at al., Arch Internr Med 1999; 159: 813-818 “i costi sociali dell’emicrania sono elevati; sono paragonabili a quelli del diabete e più elevati di quelli sostenuti per l’asma.” Hu at al., Arch Intern Med 1999; 159: 813-818 La spesa per la cura dell’emicrania ha una notevole ricaduta sui costi dell’occupazione. La perdita di produttività è un costo indiretto elevatissimo per: emicrania, artrite e depressione. Sullivan. J Manag Care Pharm 2005; 11: S12-S15 I farmaci hanno un effetto positivo (misurabile) sulla produttività. Basti osservare il numero di “ore lavorate” prima e dopo il trattamento farmacologico in 4 diverse patologie. Sullivan. J Manag Care Pharm 2005; 11: S12-S15 The Migraine Interictal Burden Scale (MIBS): scala di misura delle menomazioni tra attacchi di emicrania su: lavoro o scuola, famiglia e vita sociale, impegni e pianificazione, emozioni e affettività. Buse et al., Mayo Clin Proc 2009; 84: 422-435 L’educazione del paziente riduce il costo dell’emicrania In/formare il paziente sulla malattia per una migliore prevenzione e controllo. Ciò permette di comprendere i comportamenti (es. conoscenza dei triggers) e l’approccio farmacologico da tenere (migliore risposta alla terapia). L’educazione comprende anche un approccio non farmacologico che punta all’importanza del: mangiare, bere, sonno, esercizio fisico, microclima, ecc. Rapoport et al., Am J Man Care 1998; 4: 531-545 MANAGEMENT FARMACOLOGICO Obbiettivo Ridurre la frequenza degli atacchi e ridurre la disabilità da esse indotta (durata e intensità dell’attacco). Rapoport et al., Am J Man Care 1998; 4: 531-545 Riduzione dello stress La riduzione dello stress ha notevole beneficio sul controllo della cefalea Rapoport et al., Am J Man Care 1998; 4: 531-545 Una corretta e precoce diagnosi della malattia è elemento essenziale nella gestione costi-benefici Rapoport et al., Am J Man Care 1998; 4: 531-545 CEFALEA DA LAVORO Parte I: Cefalee primarie 1.EMICRANIA 2.CEFALEA DI TIPO TENSIVO (TTH*) 3.CEFALEA A GRAPPOLO AUTONOMICO-TRIGEMINALI E ALTRE 4.ALTRE CEFALEE PRIMARIE http://ihs-classification.org/_img/header_ihs.gif CEFALALGIE PARTE II: CEFALEE SECONDARIE 5. CEFALEA ATTRIBUITA A TRAUMA CRANICO E/O CERVICALE 6. CEFALEA ATTRIBUITA A DISTURBI VASCOLARI CRANICI O CERVICALI 7. CEFALEA ATTRIBUITA A DISTURBI INTRACRANICI NON VASCOLARI 8. CEFALEA ATTRIBUITA ALL'USO DI UNA SOSTANZA O ALLA SUA SOSPENSIONE 9. CEFALEA ATTRIBUITA A INFEZIONE 10. CEFALEA ATTRIBUITA A DISTURBI DELL’OMEOSTASI 11. CEFALEA O DOLORI FACCIALI ATTRIBUITI A DISTURBI DI CRANIO, COLLO, OCCHI, ORECCHIE, NASO, SENI PARANASALI, DENTI, BOCCA O ALTRE STRUTTURE FACCIALI O CRANICHE 12. CEFALEA ATTRIBUITA A DISTURBO PSICHIATRICO http://ihs-classification.org/_img/header_ihs.gif PARTE III: NEVRALGIE CRANICHE E DOLORI FACCIALI CENTRALI O PRIMARI E ALTRE CEFALEE 13. NEVRALGIE CRANICHE E DOLORI FACCIALI DI ORIGINE CENTRALE 14. ALTRE CEFALEE, NEVRALGIE CRANICHE E DOLORI FACCIALI DI ORIGINE CENTRALE O PRIMARI http://ihs-classification.org/_img/header_ihs.gif Attività a rischio: lavori che presuppongono impegno protratto del tratto cervicodorsale della colonna vertebrale e sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. http://ihs-classification.org/_img/header_ihs.gif Attività a rischio: Lavori per cui si ha impegno protratto dei muscoli del tratto cervicodorsale della colonna vertebrale e sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. Uffici: es. lavoro al videoterminale (VDT); Industria Metal-meccanica: es. lavoro in catena di montaggio; Industria Alimentare: es. attività compiuta ciclicamente in condizioni ergonomicamente sfavorevoli; Ecc. Waersted et al., BMC Musculoskelet Disord 2010; 11: 79. Kamwendo et al., Scand J Rehabil Med 1991; 23: 127-33. Patologie collegate all’impiego del VDT Astenopia: complessa sindrome che comprende Disturbi visivi quali visione sdoppiata, abbagliamento, annebbiamento transitorio, scotomi; Sintomi oculari quali lacrimazione, bruciore, prurito, sensazione di corpo estraneo, tensione dolore al bulbo oculare e periorbitaria; Sintomi generali quali cefalea, vertigini, nausea, vomito Hodgson. Environ Health Perspect 2002; 110: 663-667. Attività a rischio: lavori “usuranti” esempio quelli definiti ai sensi del Decreto del Ministero del Lavoro del 19 Maggio 1999. (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale" del 04 Settembre 1999 n. 208) http://ihs-classification.org/_img/header_ihs.gif Esempio: lavori in galleria, cava o miniera": svolti con carattere di prevalenza e continuità; "lavori in cassoni ad aria compressa"; "lavori svolti dai palombari"; "lavori ad alte temperature": es. addetti alle fonderie; "lavorazione del vetro cavo": lavori eseguiti a mano e a soffio; "lavori espletati in spazi ristretti", con carattere di prevalenza e continuità es. attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale; Ecc. Attività a rischio: Lavori che presentano condizioni in cui si può determinare trauma cranico e/o cervicale. http://ihs-classification.org/_img/header_ihs.gif Attività a rischio: Tutte quelle che presentano condizioni in cui si può determinare trauma cranico e/o cervicale. Autotrasporti Logistica Lavori in altezza: es. edilizia, impiantistica, ecc. Servizio di sicurezza civile e militare Ecc….. Weightman et al., J Head Trauma Rehabil 2010; 25: 206-218. Halbauer et al., J Rehabil Res Dev 2009; 46: 757-96. Attività a rischio: Tutte quelle che espongono ad agenti neurotossici che posso indurre psicosindrome organica e/o encefalopatia. http://ihs-classification.org/_img/header_ihs.gif Attività a rischio: Tutte quelle che espongono a neurotossici. Occupazione Sostanze Agricoltura Agrofarmaci Ind. Chimica, Farmaceutica Sostanze Farmaceutiche Operaz. Sgrassaggio Tricloroetline Lavaggio a secco Solventi Ind. Elettronica Metalli, solventi, ecc. Personale Ospedaliero Alcoli, anestetici Laboratori Solventi, mercurio Ambrosi and Foà. Trattato di medicina del lavoro. 1996 UTET, Torino. Attività a rischio: Tutte quelle che espongono a neurotossici. Occupazione Sostanze Verniciatori Solventi Ind. Plastica Stirene, PVC, ecc. Ind. Grafica Tricloroetline, Solventi, ecc. Ind. Rayon Solfuro di Carbonio Ind. Acciaio Metalli pesanti Ind. Trasporti Benzene, ossido di carbonio Ambrosi and Foà. Trattato di medicina del lavoro. 1996 UTET, Torino. Psicosindrome Organica: 3 STADI Disturbo Fisiopatologia Andamento Clinica Sindrome affettiva organica Non chiara Da giorni a settimane Cefalea, depressione Modesta encefalopatia cronica tossica Non chiara Insorgenza subdola: da settimane a mesi (reversibilità variabile) Disturbi dell’umore ridotte capacità attentive Severa encefalopatia cronica tossica Non chiara. Spesso associata a danni strutturali Insorgenza subdola: indefinibile, generalmente irreversibile Perdita capacità intellettive, della memoria; alterazioni personalità. Ambrosi and Foà. Trattato di medicina del lavoro. 1996 UTET, Torino. Attività a rischio: Lavorazioni in cui si ha un esposizione dell’operatore ad elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti (rifiuti), siano essi prodotti intenzionalmente o no. http://ihs-classification.org/_img/header_ihs.gif Attività a rischio: Industria chimica Industria della gomma Industria metal-meccanica Industria elettronica Produzione di Vernici Produzione di Resine Industria Cosmetica Industria Farmaceutica Industria Tessile Ecc….. Ahsan et al., J La State Med Soc 2009; 161: 348-51. Ichihara G. Int Arch Occup Environ Health 2005; 78: 79-96. Ambrosi and Foà. Trattato di medicina del lavoro. 1996 UTET, Torino. Esempio: Agenti chimici che possono indurre cefalea Fumo di metalli: es. zinco 2-bromopropano Dinitrotoluene Aldeide formica Benzene (5000-10000 mg/m3) N-esano (100-10000 mg/m3) Tricloroetilene Acetone Ahsan et al., J La State Med Soc 2009; 161: 348-51. Ichihara G. Int Arch Occup Environ Health 2005; 78: 79-96. Ambrosi and Foà. Trattato di medicina del lavoro. 1996 UTET, Torino. Esempio: Agenti chimici che possono indurre cefalea Ammidi: es. dimetilformammide Esteri: es. acecato di etile Eteri: es. etere etilico Glicoli: es. glicole etilenico Eteri e i loro acetati Solfuro di carbonio Toluene Ecc.. Ahsan et al., J La State Med Soc 2009; 161: 348-51. Ichihara G. Int Arch Occup Environ Health 2005; 78: 79-96. Ambrosi and Foà. Trattato di medicina del lavoro. 1996 UTET, Torino. Solventi e Sistema Nervoso Centrale (SNC) Lo spiccato tropismo dei solventi organici per il SNC, ricco di sfingolipidi, è dovuto all’elevato grado di lipofilia. L’accumulo (temporaneo o permanente) del solvente nei lipidi delle membrane delle cellule nervose ne impedisce la normale conduzione dello stimolo nervoso. L’interessamento del SNC dopo un iniziale fase di eccitazione può dar luogo all’insorgenza di cefalea. Successivamente si posso manifestare segni e sintomi dell’inibizione della attività neuronale (stadi ingravescenti): minore sensibilità alla stimolazione esterna, depressione, perdita di coscienza, sino alla morte (tossicità aspecifica). Ambrosi and Foà. Trattato di medicina del lavoro. 1996 UTET, Torino. Attività a rischio: Tutte le lavorazioni in cui si ha esposizione a esteri organici dell’acido nitrico: nitroglicole, nitrocellulosa, nitroglicerina, altri. http://ihs-classification.org/_img/header_ihs.gif Attività a rischio: Tutte quelle che espongono ad agenti chimici. Industria chimica Industria della gomma Industria metal-meccanica Industria elettronica Industria bellica Ecc….. Tchounwou et al., Rev Environ Health 2003; 18: 203-29. Van der Kuy and Lohman. Pharm World Sci 2003; 25: 146-51. Attività a rischio: Tutte le lavorazioni in cui si ha produzione di monossido di carbonio e conseguente esposizione dei lavoratori. http://ihs-classification.org/_img/header_ihs.gif Attività a rischio: Tutte quelle che espongono a monossido di carbonio. Tutte le condizioni in cui vi sono gas di combustione. Esempio logistica e trasporti Trattamento e smaltimento dei rifiuti Ecc….. Ambrosi and Foà. Trattato di medicina del lavoro. 1996 UTET, Torino. Attività a rischio: Tutte le lavorazioni in ambito alimentare.: es. industria alimentare http://ihs-classification.org/_img/header_ihs.gif Attività a rischio: Tutte le lavorazioni in cui si ha esposizione ad alcol. http://ihs-classification.org/_img/header_ihs.gif Attività a rischio: Tutte quelle che espongono ad alcoli. Industria chimica Strutture di ricovero e cura Laboratori Ecc….. Ambrosi and Foà. Trattato di medicina del lavoro. 1996 UTET, Torino. Qualità dell’aria in ambienti confinati Classificazione degli agenti inquinanti degli ambienti confinati Inquinanti chimico-fisici Gas di combustione (NOx, SO2, CO), particolato aerodisperso, idrocarburi policiclici aromatici, composti organici volatili (VOC), antiparassitari, radon, formaldeide, campi elettromagnetici Inquinanti biologici Batteri, virus, pollini, miceti, acari, residui biologici, allergeni Hodgson. Environ Health Perspect 2002; 110: 663-667. Qualità dell’aria in ambienti confinati Principali sorgenti degli inquinanti negli ambienti confinati Suolo (crosta terrestre) Materiali da costruzione Materiali di rivestimento (moquette, tappezzerie) Arredamento Rivestimenti in legno Materiali isolanti Apparecchi di combustione (es. stufe) Prodotti per la pulizia Impianti per il condizionamento Persone, animali, piante Fumo di sigaretta Acqua dei rubinetti Aria esterna Hodgson. Environ Health Perspect 2002; 110: 663-667. Qualità dell’aria in ambienti confinati Sindrome dell’edificio malato -Sick Building Syndrome (SBS) Definizione OMS Reazione al microclima (clima indoor) che colpisce la maggior parte degli occupanti e che non può essere correlata con una causa evidente quale un eccessiva esposizione a un singolo agente o un difetto del sistema di ventilazione. Hodgson. Environ Health Perspect 2002; 110: 663-667. Qualità dell’aria in ambienti confinati Sintomatologia tipica della Sick Building Syndrome a) Sintomi di irritazione oculare, nasale e delle prime vie aeree Secchezza Raucedine Alterazioni del timbro vocale Dolenzia b) Sintomi di irritazione cutanea Arrossamento Prurito Secchezza c) Disturbi nervosi Cefalea Nausea Sonnolenza d) Sintomi di iperreattività aspecifica ⏏ secrezioni naso lacrimali Sintomi asmatiformi e) Disturbi dell’olfatto e del gusto Percezioni sensoriali di tipo Nuovo elenco delle malattie da lavoro LISTA I MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA È DI ELEVATA PROBABILITÀ GRUPPO 1 - MALATTIE DA AGENTI CHIMICI Agente malattia codice Esteri organici Cefalea vascolare 1.1.59 G44.1 Ossido di carbonio Cefalea 1.1.21 T58 STRESS LAVORO CORRELATO Patologie associate: - malattie della pelle, - alcuni tipi di artrite reumatoide, - obesità, - cefalee ed emicrania, - ulcera peptica e colite ulcerativa, - ecc.. Il manifestarsi ripetuto dalla reazione fisiologica allo stress contribuisce all’insorgenza delle cosiddette “malattie di adattamento”. AA. VV., Stress e Lavoro nell’Europa in espansione, ISPESL – WHO Collaborating Centre, Roma, 2004 EPIDEMIOLOGIA Stress lavoro correlato Dalle proiezioni elaborate dal National Health Interview Survey, emerge che 11 milioni di lavoratori negli Stati Uniti possono dichiarare livelli di stress sul lavoro compromettenti per la salute. EPIDEMIOLOGIA Stress lavoro correlato Nei paesi della Comunità Europea lo stress legato alla attività lavorativa interessa circa il 22% dei lavoratori in Europa. (dati 2005 su ventisette paesi della Comunità Europea). EUROPEAN AGENCY FOR SAFETY AND HEALTH AT WORK, New and emerging risks in occupational safety and health, European Risk Observatory, 2009 http://osha.europa.eu/en/publications/outlook/en_te8108475enc.pdf EPIDEMIOLOGIA Stress lavoro correlato In Italia, secondo la “European Foundation for the Improvement of Living and Working Condition”, il valore si attesta al 27%, poco al di sopra della media europea (dati 2005 su ventisette paesi della Comunità Europea). MILKZAREK M., “What to do we know about work-related stress in EU, (EASHW, 2009) Relazione Convegno Regionale “Rischi da stress lavoro-correlato” Marina di Massa - Settembre 2009: http://www.usl1.toscana.it/public/upload/allegati/Milczarek_1537.pdf EPIDEMIOLOGIA Stress lavoro correlato E’ probabile che il fenomeno aumenti in futuro, a causa di alcuni cambiamenti in corso nel mondo del lavoro. La European Agency for Safety and Health at Work ha individuato cinque aree di variabili che rendono emergenti i rischi psicosociali: FRAMEWORK AGREEMENT ON HARASSMENT AND VIOLENCE AT WORK :http://ec.europa.eu/employment_social/news/2007/apr/harassment_violence_at_work_en.pdf EPIDEMIOLOGIA Stress lavoro correlato 1- utilizzo di nuove forme di contratti di lavoro, l’incertezza e l’insicurezza del lavoro stesso; 2- forza lavoro sempre più vecchia (poco flessibile ed adattabile ai cambiamenti), mancanza di adeguato turnover; 3- alti carichi di lavoro; 4- tensione emotiva elevata, per violenze e molestie sul lavoro; 5- interferenze e squilibrio fra lavoro e vita privata. FRAMEWORK AGREEMENT ON HARASSMENT AND VIOLENCE AT WORK :http://ec.europa.eu/employment_social/news/2007/apr/harassment_violence_at_work_en.pdf EPIDEMIOLOGIA Stress lavoro correlato Un’intervista condotta nei paesi CE ha evidenziato che il 57% dei lavoratori ritiene che il lavoro influisce sulla propria salute. I problemi di salute connessi al lavoro, cui nell’intervista si fa maggior riferimento sono: Disturbi muscoloscheletrici (30%) Stress (28%) NORMATIVA Art. 28 del D.Lgs. 81/08: la valutazione dei rischi “...deve riguardare tutti i rischi...tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004,...”. Effetti extrauditivi del rumore Sono definiti extrauditivi gli effetti del rumore sul sistema nervoso autonomo Sono aspecifici e possono essere ricondotti alla “Sindrome generale di adattamento”. Gli effetti che il rumore di elevata intensità sul sistema nervoso neurovegetativo sono di due tipi: Risposta di allarme: è una risposta neurovegetativa rapida allo stimolo sonoro intenso e di breve durata. Questa risposta si esaurisce per fenomeni di inibizione neurogena. Si manifesta con aumento della frequenza cardiaca, del respiro e della pressione arteriosa, vasocostrizione periferica, vasodilatazione del circolo cerebrale, aumento secrezioni e motilità gastrica, aumento escrezione nor/adrenalina. Ambrosi and Foà. Trattato di medicina del lavoro. 1996 UTET, Torino. Effetti extrauditivi del rumore Risposta neurovegetativa o risposta N: risposta lenta che segue la risposta di allarme ed è in funzione di intensità e durata dello stimolo sonoro. Gli effetti extrauditivi del rumore sono da riferire a questa risposta. Apparato cardiocircolatorio: vasocostrizione periferica; aumento pressione arteriosa; aumento frequenza cardiaca. Apparato gastroenterico: aumento della motilità gastrica e delle secrezioni. Sistema endocrino: aumento del cortisolo plasmatico. Effetti neuropsichici: eccitazione della sostanza reticolare con “stato di aumentata vigilanza”, per stimoli prolungati si osserva insonnia, astenia, cefalea, facile irritabilità, angoscia, ansia, depressione, aumentata aggressività. Ambrosi and Foà. Trattato di medicina del lavoro. 1996 UTET, Torino. Emicrania e Lavoro notturno Linee Guida SIMLII vol. 8 2004 Cause di non idoneità al lavoro notturno Gravi e documentati disturbi cronici del sonno. Gravi e documentate malattie gastrointestinali. Gravi e documentate malattie cardiovascolari. Gravi e documentate malattie neuro-psichiatriche. Epilessia non rispondente al trattamento farmacologico. Grave e documentata insufficienza renale cronica. Grave diabete insulino dip. non rispondente al trattamento farmacologico. Gravi patologie della tiroide non rispondenti al trattamento farmacologico e gravi patologie del surrene. Neoplasie maligne. Linee Guida SIMLII vol. 8 2004 Cause di non idoneità al lavoro notturno Gravi e documentati disturbi cronici del sonno, es.: - Insonnia persistente; - Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno. Questi disturbi possono essere aggravati dal lavoro a turni, che interferisce notevolmente sulla funzione del sonno. Inoltre spesso inducono ad assumere farmaci (es. benzodiazepine) che incidono sullo stato di vigilanza e sulle performance psico-fisiche Linee Guida SIMLII vol. 8 2004 Cause di non idoneità al lavoro notturno Gravi e documentate malattie gastrointestinali, es.: Ulcera peptica ricorrente; Epatite cronica; Pancreatite cronica; Retto colite ulcerosa e Morbo di Chron. Il lavoro a turni/notturno può aggravare queste patologie. Linee Guida SIMLII vol. 8 2004 Cause di non idoneità al lavoro notturno Gravi e documentate malattie cardiovascolari, es.: Cardiopatia ischemica; Ipertensione arteriosa grave. Il lavoro a turni/notturno aumento il rischio di cardiopatia ischemica e di alterazioni del ritmo cardiaco. Inoltre può ostacolare la regolare assunzione di farmaci cardiologici. Linee Guida SIMLII vol. 8 2004 Cause di non idoneità al lavoro notturno Gravi e documentate malattie neuropsichiatriche, es.: Sindrome ansioso/depressiva cronica. Tutte le patologie che richiedono un trattamento farmacologico e/o psicoterapeutico e che sono spesso associate ad alterazioni del ciclo sonno/veglia ed il cui decorso può essere influenzato da cicli di esposizione alla luce ed al buio. Linee Guida SIMLII vol. 8 2004 Lavoro notturno: effetti sulla sfera psico-affettiva I lavoratori che svolgono attività notturna manifestano in modo significativo, rispetto a chi effettua lavoro diurno, un insieme di sintomi quali: fatica cronica, nervosismo, ansia, problemi della sfera sessuale e depressione, con conseguente aumento dell’uso di ipnoinducenti e ansiolitici. Alcuni di questi sintomi sono connessi in parte alla perdita di sonno e alla fatica cronica, in parte all’interferenza con le proprie attività nella famiglie e nella società. Linee Guida SIMLII vol. 8 2004 Cause di non idoneità al lavoro notturno Epilessia non rispondente al trattamento farmacologico. In quanto crisi epilettiche focali o generalizzate, possono essere scatenate da un deficit del sonno e dall’alterazione dei cicli circadiani. Inoltre l’efficacia della terapia può essere ostacolata da uno schema irregolare di veglia e di riposo. E’ importante considerare la presenza di crisi epilettiche nel corso dell’ultimo anno. Linee Guida SIMLII vol. 8 2004 Cause di non idoneità al lavoro notturno Grave diabete I non rispondente al tratt. farmacologico In quanto la secrezione basale di insulina e la tolleranza al glucosio seguono normalmente un ritmo circadiano. Il lavoro a turni/notturno può interferire con l’assunzione regolare della terapia e con un appropriata alimentazione. Linee Guida SIMLII vol. 8 2004 Cause di non idoneità al lavoro notturno Gravi patologie della tiroide non rispondenti al trattamento farmacologico e patologie del surrene. Esempio: tireotossicosi, ipotiroidismo post-tiroidectomia. Tali condizioni richiedono una regolare assunzione di farmaci, strettamente connessa con i periodi di attività e di riposo. Linee Guida SIMLII vol. 8 2004 RUOLO DEL MEDICO COMPETENTE DEL LAVORO D. Lgs. 81/08 e s.m.i. Ai sensi Articolo 41 La sorveglianza sanitaria comprende: a) visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica; D. Lgs. 81/08 e s.m.i. Ai sensi Articolo 41 La sorveglianza sanitaria comprende: b) visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. D. Lgs. 81/08 e s.m.i. Ai sensi Articolo 41 La sorveglianza sanitaria comprende: La periodicità di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa, viene stabilita, di norma, in una volta l’anno. Tale periodicità può assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio. D. Lgs. 81/08 e s.m.i. Ai sensi Articolo 41 La sorveglianza sanitaria comprende: c) visita medica su richiesta del lavoratore qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica; D. Lgs. 81/08 e s.m.i. Ai sensi Articolo 41 La sorveglianza sanitaria comprende: d) visita medica per cambio mansione onde verificare l’idoneità alla mansione specifica; D. Lgs. 81/08 e s.m.i. Ai sensi Articolo 41 La sorveglianza sanitaria comprende: e) visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente. D. Lgs. 81/08 e s.m.i. Ai sensi Articolo 41 La sorveglianza sanitaria comprende: e-ter) visita medica precedente alla ripresa del lavoro a seguito di assenza per motivi di salute di durata > ai 60 giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla mansione. D. Lgs. 81/08 e s.m.i. Ai sensi Articolo 41 La sorveglianza sanitaria: 3. Le visite mediche non possono essere effettuate: a) per accertare stati di gravidanza; b) negli altri casi vietati dalla normativa vigente. D. Lgs. 81/08 e s.m.i. Ai sensi Articolo 41 Il Medico Competente: Esprime uno dei seguenti giudizi: a) idoneità; b) idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni; c) inidoneità temporanea; d) inidoneità permanente. D. Lgs. 81/08 e s.m.i. Ai sensi Articolo 41 La sorveglianza sanitaria: Dei giudizi di idoneità il medico competente informa per iscritto il: - datore di lavoro - lavoratore La valutazione percentuale delle cefalee nell’ ambito della Invalidità Civile Circ. n. 8 del 14/12/2006 D.G. Famiglia e Solidarietà Sociale Circ. n. 30 del 14/12/2006 106 0-15% A) FORME EPISODICHE A FREQUENZA DI ATTACCHI MEDIO-BASSA E SODDISFACENTE RISPOSTA AL TRATTAMENTO 1) EMICRANIA SENZA E CON AURA 2) CEFALEA DI TIPO TENSIVO FREQUENTE 3) CEFALEA A GRAPPOLO EPISODICA 4) HEMICRANIA PAROSSISTICA EPISODICA 5) NEVRALGIA DEL TRIGEMINO CLASSICA E ALTRE NEVRALGIE DEL CAPO 107 16-30% B1) FORME EPISODICHE A FREQUENZA DI ATTACCHI MEDIO-ALTA E SCARSA RISPOSTA AL TRATTAMENTO 1) EMICRANIA SENZA E CON AURA 2) CEFALEA DI TIPO TENSIVO 3) CEFALEA A GRAPPOLO EPISODICA 4) HEMICRANIA PAROSSISTICA EPISODICA 5) NEVRALGIA DEL TRIGEMINO CLASSICA E ALTRE NEVRALGIE DEL CAPO 108 B2) FORME CRONICHE CON RISPOSTA PARZIALE AL TRATTAMENTO 1) EMICRANIA CRONICA 2) CEFALEA CRONICA QUOTIDIANA CON O SENZA USO ECCESSIVO DI ANALGESICI 3) CEFALEA A GRAPPOLO CRONICA 4) HEMICRANIA PAROSSISTICA CRONICA 5) SUNCT (Short-lasting Unilateral Neuralgia with Conjunctival injection and Tearing) 6) HEMICRANIA CONTINUA 7) NDPH (New Daily Persistent Headache) 8) NEVRALGIA DEL TRIGEMINO CLASSICA E ALTRE NEVRALGIE DEL CAPO 109 31-46% C) FORME CRONICHE REFRATTARIE AL TRATTAMENTO 1) EMICRANIA CRONICA 2) CEFALEA CRONICA QUOTIDIANA CON O SENZA USO ECCESSIVO DI ANALGESICI 3) CEFALEA A GRAPPOLO CRONICA 4) HEMICRANIA PAROSSISTICA CRONICA 5) SUNCT 6) HEMICRANIA CONTINUA 7) NDPH (New Daily Persistent Headache) 8) NEVRALGIA DEL TRIGEMINO CLASSICA E ALTRE NEVRALGIE DEL CAPO 110 Anamnesi Familiarità Sesso Età di insorgenza Sede di insorgenza del dolore Propagazione del dolore Intensità del dolore Frequenza degli attacchi Durata degli attacchi Comportamento del paziente Disturbi neurovegetativi associati 111 Frequenza: Medio- bassa fino a 3 attacchi/mensili per emicrania e cefalea di tipo tensivo fino a 1 attacco nelle 24 ore per la cefalea a grappolo per periodi attivi di durata ≤ 1 mese fino al 10% della giornata con dolore per emicrania parossistica e nevralgia del trigemino per ≤ 1 mese all'anno 112 Medio- alta 3 attacchi/mensili per emicrania e cefalea di tipo tensivo 1 attacco nelle 24 ore per la cefalea a grappolo con periodi attivi di durata > 1 mese oltre al 10% e fino al 30% della giornata con dolore per emicrania parossistica e nevralgia del trigemino per > 1 mese all'anno 113 Cronicità per emicrania e cefalea di tipo tensivo: ≥ 15 giorni al mese da almeno 3 mesi. per cefalea a grappolo ed emicrania parossistica cronica: attacchi da almeno un anno con remissioni di durata < 1 mese. per nevralgia del trigemino: attacchi da almeno un anno, senza remissioni di durata superiore ad 1 mese. 114 Risposta ai trattamenti Soddisfacente: la cefalea si riduce di almeno il 50% con il trattamento di profilassi e/o la risposta ai sintomatici è completa (riduzione significativa della sintomatologia o sua scomparsa entro due ore dall'assunzione). Scarsa: la cefalea si riduce di <50% dopo almeno 4 trattamenti con farmaci di profilassi di comprovata efficacia, assunti con dosaggio e durata adeguati. La risposta ai sintomatici è parziale. Refrattaria: nessun beneficio a 4 trattamenti con farmaci di profilassi di comprovata efficacia, assunti con dosaggio e durata adeguati 115 COMORBILITA’ Nella quantificazione occorre tenere eventuale presenza di comorbilità. conto della Le comorbiltà più frequenti per l'emicrania sono: ipertensione, depressione e ansia Per la cefalea di tipo tensivo: depressione, ansia, stress psicosociale. 116 Grazie