La Preghiera 3 ANNO PASTORALE 2014-2015 Parrocchia della Natività di N.S.G.C. Alcune indicazioni Il libretto che avete tra le mani vuole essere una piccola introduzione al mondo misterioso e affascinante della preghiera intesa come dialogo con Dio. Vi consiglio di non affrettarvi nel leggerlo, ma di saper ‘dosare’ la lettura prendendo un paragrafo al giorno, e casomai approfondendo l’argomento trattato aiutandovi con dei brani biblici. Se avete dei dubbi sulla preghiera o volete imparare a pregare, chiedete con fiducia un colloquio con i sacerdoti che sono sempre a vostra disposizione. SUGGERIMENTI PER ENTRARE IN PREGHIERA - Entro in preghiera - pacificandomi con un momento di silenzio, pensando che incontrerò il Signore, chiedendo perdono delle offese fatte, e perdonando di cuore le offese ricevute - invocando lo Spirito Santo: prendo coscienza che in me c’è qualcuno che sta pregando, lo Spirito Santo. - La lettura: l’inizio della preghiera è l’ascolto di Dio che parla a me. Leggo e rileggo il salmo più volte. La meditazione e la preghiera: leggo il testo lentamente, punto per punto, prendendo una parola, una riga e scendendo con la mente nel cuore, ripeto questa parola. – In 1a di copertina,Roma:“L'Orante” (Catacombe di S. Priscilla) 9- LA PREGHIERA DELLA CREAZIONE Le schede che seguiranno prenderanno in considerazione non più gli atteggiamenti fondamentali della preghiera, quanto le circostanze e gli esempi che la Scrittura ci mostra riguardanti la preghiera. La preghiera nella Bibbia è naturale come respirare e mangiare, è un momento della vita di ogni giorno capace di coinvolgere tutto l'uomo e metterlo davanti a Dio. Il dialogo con Dio, nei personaggi biblici, è fondamentale. Solo attraverso questo dialogo i patriarchi e i profeti sono stati capaci di portare a compimento la loro missione. La loro preghiera diviene dunque un efficace esempio per il nostro rapporto con Dio. Quando Dio creò il cielo e la terra fece ogni cosa ad immagine del Verbo, capace di riflettere le sue perfezioni. Ogni cosa creata ci parla dunque di Dio e soprattutto l'uomo, la sua creatura più perfetta, è la lode di Dio come dice S. Ireneo in quanto porta nel suo cuore l'immagine del suo Creatore in modo più perfetto di quello delle altre creature. Nell'uomo tutto il cosmo trova la sua voce, la sua preghiera di lode a Dio. L'uomo è l'unica creatura che può esprimere la sua lode in modo adeguato a Dio ed è l'unica creatura che può farsi portavoce delle altre creature in questo ministero di lode. Il cantico del creato si innalza come benedizione a Dio Creatore e come inno di gloria a Lui per la perfezione della sua opera che ci fa intravedere le sue perfezioni infinite. Ciascuno di noi deve apprendere l'importanza del dono della creazione. Al di là di un facile ecologismo dobbiamo imparare a leggere il creato come immagine della bellezza e della perfezione di Dio. Come S. Francesco d'Assisi comporre la nostra 1 lode delle creature affinché possiamo svolgere in modo adeguato il nostro ruolo di interpreti della creazione. ____________________________ (Dn 3,52ss) Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto il tuo nome glorioso e santo, degno di lode e di gloria nei secoli... Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, angeli del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, cieli, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, potenze tutte del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, sole e luna, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, stelle del cielo, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, piogge e rugiade, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, o venti tutti, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, fuoco e calore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. 2 Benedite, freddo e caldo, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, rugiada e brina, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, gelo e freddo, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, notti e giorni, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli... Michelangelo: “La Creazione di Adamo” (1511 circa) Musei Vaticani: “Cappella Sistina” 3 10- LA PREGHIERA DI ABRAMO La storia di Abramo, così come il racconto biblico la presenta, è la storia di un uomo scelto da Dio per un intimo rapporto spirituale con Lui, un uomo al quale Dio gli propone per primo una alleanza. La amicizia di Abramo con Dio si rivela soprattutto nella sua preghiera fatta di confidenza e intimità. Egli viene scelto da Dio per essere il capostipite di un popolo nuovo, un popolo in cui al posto del peccato avrebbe regnato l'amore a Dio e l'obbedienza alla sua volontà,. Abramo viene scelto ma la sua risposta al Signore è fondamentale. La Scrittura dice che Abramo fece di Dio la sua roccia su cui poggiare tutta la sua vita e su cui costruire la novità della salvezza proposta dal Signore. Abramo diviene il padre di tutti i credenti e benedizione per tutte le genti, proprio per la sua fede intensa, enorme, pronta a sfidare ogni cosa per compiere la volontà di Dio, pronta a sacrificare la vita stessa del figlio, la cosa più amata, per poter realizzare ciò che Dio gli chiede. La preghiera di Abramo è caratterizzata da alcuni elementi: - Abramo obbedisce a Dio. La sua fede lo porta a fare della sua preghiera un autentico ascolto fedele e obbediente, capace di lasciar posto nel proprio cuore solo alla parola di Dio e alla sua volontà (Gen 22). - Abramo parla familiarmente con Dio. Lo cerca nella solitudine e confidenzialmente parla con Lui così come Dio si intrattiene familiarmente con Abramo (Cfr. Gen 15). - Abramo intercede per i fratelli. (Gen 18,16-33). Tutta la scena dell'intercessione per Sodoma è uno dei punti più alti dell'Antico Testamento. La confidenza con cui Abramo 4 chiede la salvezza di Lot e degli abitanti di Sodoma è commovente. In lui l'alleanza con Dio si fa carità verso i fratelli, anche se peccatori. Egli, con la sua preghiera, porta nel cuore le necessità di tutti, anche dei lontani, e fa di queste necessità la sostanza della propria preghiera, anche compromettendosi dinanzi al Signore. ____________________________ Nel Salmo 61 (62) la fede in Dio è la condizione della pace del cuore e della realizzazione in noi della salvezza. Solo Dio è degno della nostra fiducia. Solo in Dio riposa l'anima mia; da lui la mia salvezza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare. Fino a quando vi scaglierete contro un uomo, per abbatterlo tutti insieme, come muro cadente, come recinto che crolla? Tramano solo di precipitarlo dall'alto, si compiacciono della menzogna. Con la bocca benedicono, e maledicono nel loro cuore. Solo in Dio riposa l'anima mia, da lui la mia speranza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare. In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio. Confida sempre in lui, o popolo, davanti a lui effondi il tuo cuore, nostro rifugio è Dio. 5 Sì, sono un soffio i figli di Adamo, una menzogna tutti gli uomini, insieme, sulla bilancia, sono meno di un soffio. Non confidate nella violenza, non illudetevi della rapina; alla ricchezza, anche se abbonda, non attaccate il cuore. Una parola ha detto Dio, due ne ho udite: il potere appartiene a Dio, tua, Signore, è la grazia; secondo le sue opere tu ripaghi ogni uomo. 6 11- LA PREGHIERA DI GIUSEPPE Giuseppe, il figlio di Giacobbe, primo figlio dell'amata moglie Rachele ma undicesimo se si considerano anche i figli di Lia porta in sè l'immagine del figlio prediletto la cui vocazione speciale è quella di essere strumento della provvidenza di Dio in una storia di fraternità difficile e complessa. La sua predilezione da parte del Padre Giacobbe riflette la predilezione particolare da parte di Dio stesso. C'è nella storia di Giuseppe tutto il mistero di Dio che sceglie chi vuole e che lo rende, secondo i suoi piani misteriosi, strumento di salvezza. Giuseppe è però un personaggio che vive profondamente una fiducia in Dio fatta di abbandono e pazienza. Abbandono alla sua volontà, anche quando è dura e incomprensibile, pazienza nelle avversità che si moltiplicano nella sua vita. In questo senso egli non dispera mai. Nel libro della Genesi tutto ciò viene descritto da alcune espressioni particolari come: «Il Signore fu con Giuseppe» (Gen 39,2.21.23). Quest'espressione indica da una parte la vocazione particolare di cui Dio favorisce Giuseppe, dall'altra indica la confidenza che unisce Giuseppe a Dio. Tutto ciò avviene nella vita tormentata e difficile di questo giovane che passa dalla predilezione del padre Giacobbe all'odio dei fratelli, dalla schiavitù nella casa di Putifar ai suoi successi come governatore della casa, dalla falsa denuncia della moglie del suo padrone al carcere del re, fino a giungere al supremo grado di viceré d'Egitto. In tutte queste vicissitudini un altro elemento guida la vita di Giuseppe: i sogni. Questi rappresentano la fede di Giuseppe che diviene contemplazione, solo lui ne è favorito fino al punto in cui diviene interprete dei sogni altrui, proprio per una capacità contemplativa di comprendere il senso della vita e della storia, dono che Dio solo può concedergli. Quella di Giuseppe è la storia affascinante di chi è condotto da Dio attraverso la 7 sofferenza fino alla gloria. Soprattutto è una parabola e una profezia delle sofferenze di Cristo che, venduto dai propri fratelli diviene strumento di salvezza per gli stessi i quali lo ritrovano nella gloria e scoprono il significato provvidenziale del loro stesso tradimento. Dio trasforma in salvezza anche gli errori degli uomini se trova chi, come Giuseppe, sa affrontare ogni cosa nella fiducia piena in Dio. ____________________________ Il Salmo 104 (105) è un «salmo della memoria» con cui il figlio di Israele ricorda la sua storia e scopre, come Giuseppe, che la fedeltà al Signore ci fa essere vittoriosi di ogni avversità. Sal 105,1-22 Alleluia. Lodate il Signore e invocate il suo nome, proclamate tra i popoli le sue opere. Cantate a lui canti di gioia, meditate tutti i suoi prodigi. Gloriatevi del suo santo nome: gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. Ricordate le meraviglie che ha compiute, i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca: voi stirpe di Abramo, suo servo, figli di Giacobbe, suo eletto. É lui il Signore, nostro Dio, su tutta la terra i suoi giudizi. Ricorda sempre la sua alleanza: parola data per mille generazioni, l'alleanza stretta con Abramo e il suo giuramento ad Isacco. La stabilì per Giacobbe come legge, come alleanza eterna per Israele: 8 «Ti darò il paese di Cànaan come eredità a voi toccata in sorte». Quando erano in piccolo numero, pochi e forestieri in quella terra, e passavano di paese in paese, da un regno ad un altro popolo, non permise che alcuno li opprimesse e castigò i re per causa loro: «Non toccate i miei consacrati, non fate alcun male ai miei profeti». Chiamò la fame sopra quella terra e distrusse ogni riserva di pane. Davanti a loro mandò un uomo, Giuseppe, venduto come schiavo. Gli strinsero i piedi con ceppi, il ferro gli serrò la gola, finché si avverò la sua predizione e la parola del Signore gli rese giustizia. Il re mandò a scioglierlo, il capo dei popoli lo fece liberare; lo pose signore della sua casa, capo di tutti i suoi averi, “Giuseppe figlio di Giacobbe e Rachele, venduto dai fratelli” 9 12- LA PREGHIERA DI MOSÈ Mosè è colui che è chiamato da Dio per essere guida dei suoi fratelli e legislatore del suo popolo. Egli viene scelto e salvato miracolosamente dalle acque del Nilo. La provvidenza però lo conduce nella casa del faraone per esservi educato nella sapienza degli egiziani così come si esprime Stefano in At 7,22. Ma la scoperta graduale delle proprie radici umane e religiose porta il giovane Mosè a fuggire dall'Egitto e a rifugiarsi nel deserto, luogo della preghiera e del silenzio, luogo di Dio. Ed è lì che il Signore lo chiama e lo manda nuovamente in Egitto per compiervi la sua difficile missione prima dinanzi al Faraone, poi dinanzi al popolo, ambedue le situazioni sono difficili e pesanti. Mosè vive tutto questo con dolore e sofferenza, più volte egli vuole scrollarsi di dosso il peso di questa missione. Egli dice di non saper parlare (Es 4,10) e più avanti, soprattutto nei momenti più difficili della sua missione come guida del popolo, si lamenta formalmente davanti a Dio per la sua vita (fammi morire piuttosto... Num 11,14). Mosè è l'uomo debole e fragile costretto a portare un peso grande e pesante, insopportabile per le sue spalle: è il peso della responsabilità, il martirio quotidiano di chi deve guidare un popolo ribelle e ostinato, la sofferenza continua di non sentirsi costretto dalla volontà di Dio a essere capo. Ma Mosè è anche l'uomo che gode di una speciale intimità con Dio, perché egli lo rappresenta davanti a Israele. È lui che parla a nome del Signore, che agisce per lui, che punisce e premia, giudica e dà incarichi. La presenza di Dio presso il suo popolo è assicurata dalla presenza stessa di Mosè. La sua preghiera è dunque intensa, sincera, i suoi sfoghi davanti al Signore sono drammatici ma pieni di fiducia. Mosè è per noi tutti 10 il modello della vita del ministro che, agendo a nome di Dio e non per sé stesso, vive da una parte la difficoltà di essere fedele alla propria vocazione e alla propria responsabilità dinanzi al popolo e dall'altra vive il dramma di esse inadeguato allo scopo. Ma proprio in questo sta la grandezza di Mosè, egli sa di essere puro strumento nelle mani di Dio e vive così il suo ministero nella libertà piena di chi è servo della volontà di Dio. ____________________________ Es 32,9-13. Il Signore disse inoltre a Mosè: Ho osservato questo popolo e ho visto che è un popolo dalla dura cervice. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga. Di te invece farò una grande nazione. Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: perché, Signore, divamperà la tua ira contro il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese d'Egitto con grande forza e con mano potente? Perché dovranno dire gli Egiziani: Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra? Desisti dall'ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. Ricordati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo e tutto questo paese, di cui ho parlato, lo darò ai tuoi discendenti, che lo possederanno per sempre Il Signore abbandonò il proposito di nuocere al popolo. 11 Es 32,31-35 Mosè ritornò dal Signore e disse: Questo popolo ha commesso un grande peccato: si sono fatti un dio d'oro. Ma ora, se tu perdonassi il loro peccato...E se no, cancellami dal tuo libro che hai scritto! Il Signore disse a Mosè: Io cancellerò dal mio libro colui che ha peccato contro di me. Ora va', conduci il popolo là dove io ti ho detto. Ecco, il mio angelo ti precederà; ma nel giorno della mia visita li punirò per il loro peccato. 12 MOSÈ ORARI DEL TEMPO DI AVVENTO SS. Messe Feriale SS. Messe Festive 8 8,30. 9 10 10 11,30. 18 18 20 MENSA “DOMUS CARITATIS”: Lunedì e Giovedì, dalle ore 15,30 alle 19 Avvisi NOVENA DI NATALE: Da Lunedì 15 a Venerdì 19 Dicembre, ore 7 Sabato 20 Dicembre ore 10,30 conclusione Novena e dopo …la cioccolata calda e panettone GIORNATA PENITENZIALE: Martedì 16 Dicembre ore 8 – 12; 16 - 20 Ss. MESSA CON GLI OSPITI DELLA MENSA: Domenica 21 Dicembre ore 10 *Tutti sono invitati a portare un dono Parrocchia della Natività di N.S.G.C. Roma:“Abside” (particolare)