TEATRO DI BUDRIO
Stagione Teatrale 2013 - 2014
PROGRAMMA DI SALA
PROSA
LIRICA
CAPODANNO
OPERETTA
DANZA
DIALETTALE
BURATTINANDO A
BUDRIO
MUSICA
ALTRI SPETTACOLI
Per maggiori informazioni visitate il sito
www.teatrodibudrio.com
continuamente aggiornato
UN SINCERO RINGRAZIAMENTO A TUTTE LE ASSOCIAZIONI,
SOCIETÀ, BANCHE, IMPRESE, ISTITUZIONI E CITTADINI CHE
HANNO CONTRIBUITO ALLA REALIZZAZIONE DELLA STAGIONE.
Musica
sabato 5 ottobre 2013
ore 21.00
CHISSA SE LO SAI...
dedicato a Lucio nel pensiero
di Iskra, ed oltre, da Caruso
al pop, all’elettronica, e...
con ISKRA MENARINI,
Marcella Tusa, Bruno Mariani, Renato Droghetti, Stefano
Fucili, Bruno Farinelli
Prosa
martedì 29 e mercoledì 30
ottobre 2013, ore 21.00
Tiesseteatro srl
ANNA GALIENA
MARINA MASSIRONI
AMANDA SANDRELLI
e SERGIO MUNIZ
TRES
di Juan Carlos Rubio
traduzione Isabella Diani,
adattamento Pino Tierno
regia CHIARA
NOSCHESE
collaborazione alla
regia Roberto Bani
costumi Silvia Morucci
ideazione scenografica
Chiara Noschese
Light designer Maurizio
Fabretti
Appuntamento da non perdere con Iskra Menarini,
cantante per oltre venti anni del grande artista
Lucio Dalla. Completano la formazione Marcella
Tura, il chitarrista Bruno Mariani, il pianista
Renato Droghetti, il cantante e chitarrista Stefano
Fucili e il batterista Bruno Farinelli.
Il concerto è una sintesi tra passato e futuro guidato da una
voce che spazia dal classico all’elettronica. Una voce capace di
fondersi con la batteria richiamando l’essenza della musica di
una figura indimenticabile: il grande maestro Lucio Dalla che è
stato magistrale interprete dell’arte musicale Italiana dei nostri
giorni, dal Soul viaggiando nel Jazz fino all’indimenticabile
Caruso.
«Tre amiche inseparabili al liceo si ritrovano
dopo più di vent’anni, hanno avuto tre vite
diverse, con esperienze diverse.
Marisa (Anna Galiena) è una affermata
conduttrice televisiva. Carlotta (Marina
Massironi) ha divorziato da un marito che la
tradiva, ha perso molti chili dal liceo e vive sola con il suo gatto.
Angela (Amanda Sandrelli) ha da poco perso il marito e fatica
a sbarcare il lunario. Tre donne con un passato completamente
diverso che però hanno una cosa in comune, non sono più
giovanissime e nessuna di loro ha mai avuto un bambino.
Dopo una notte folle tra risse, recriminazioni, risate e alcool
giungono ad una conclusione: rimanere incinta insieme e
dello stesso uomo. Reclutano così un “prescelto” che, nel
loro ricordo, rappresenta e corrisponde all’uomo ideale. Farà
quindi ingresso nella vicenda anche un uomo, Adalberto
(Sergio Muniz), che però nasconde un segreto...
La storia si svilupperà con un finale a sorpresa,
paradossale, toccando con levità argomenti come la
solitudine, l’infedeltà, la prostituzione, la maternità.
“Tres” è una macchina comica, un intreccio di situazioni
esilaranti e irriverenti, nata dalla prolifica penna di Juan
Carlos Rubio, che in Spagna ne ha curato anche la regia. » (Chiara Noschese)
Via Beroaldi, 25 - Budrio (Bo) - tel. 051 6926536
2
Burattinando a Budrio
domenica 3 novembre 2013
ore 16.30
I Burattini della Commedia
AL CASTELLO
DI VALLECUPA
Tecniche: burattini della
Commedia dell’Arte.
Età Consigliata: dai 3 anni.
Prosa
martedì 12 e mercoledì 13
novembre 2013, ore 21.00
Nuova Scena - Arena del Sole
Teatro Stabile di Bologna
IL CAPPOTTO
di VITTORIO
FRANCESCHI
liberamente
ispirato al racconto Il
cappotto di Gogol’
con VITTORIO
FRANCESCHI
UMBERTO BORTOLANI
MARINA PITTA
ANDREA LUPO
FEDERICA FABIANI
MATTEO ALÌ
GIULIANO BRUNAZZI
ALESSIO GENCHI
VALENTINA GRASSO
Scene Matteo Soltanto
Musiche Germano
Mazzocchetti
costumi Elena Dal Pozzo
Suono Giampiero Berti
Luci Paolo Mazzi
Regista assistente
Gabriele Tesauri
regia di ALESSANDRO
D’ALATRI
Il dottor Balanzone caduto in disgrazia e
pieno di debiti chiede aiuto ai suoi fidati
servi Sandrone e Fagiolino. Per poter aiutare
il dottore i nostri personaggi dovranno
trascorrere una notte nel castello di
Vallecupa. Solo rimanendo fino all’alba in
questo spaventoso maniero i due potranno mettere le mani
su un antico tesoro contenuto in un forziere. A mezzanotte
però appariranno i guardiani del castello: fantasmi, draghi
e mostri che renderanno difficile l’impresa di Sandrone e
Fagiolino. Solo il coraggio dei nostri due burattini insieme
all’audacia dei bambini potranno sconfiggere le forze del
male.
Uno dei racconti più famosi di tutta la
letteratura mondiale rivive sulla scena grazie
a Vittorio Franceschi, autore del testo e
interprete. A dirigerlo Alessandro D’Alatri,
regista diviso tra cinema, teatro e pubblicità,
che torna a collaborare con l’Arena del Sole
e con Franceschi dopo Il sorriso di Daphne, che segnò il
suo debutto in teatro. Il cappotto racconta la storia di un
innocente. O forse sarebbe meglio dire di un semplice.
Non di uno sciocco, non di un essere colpito da speciale
accanimento del destino. É la storia della maggioranza
degli esseri umani, dei “copisti della vita” i quali mandano
avanti il mondo pur subendone le violenze e gli insulti, e
ripetendone all’infinito le parole e gli usi, i sentimenti e i
desideri, i sogni e i naufragi.
«Di questo racconto ho rispettato la trama eliminando solo l’appendice (Akàkij che riappare come fantasma) perché in teatro
i doppi finali non funzionano e perché la vera storia, ai miei
occhi, si conclude nel momento della sua morte. Dei dialoghi,
però, sono responsabile io, essendo essi assai scarsi nel racconto
originale, e poco utilizzabili. Con questa difficile operazione ho
cercato di dare verità a una vicenda ambientata in tempi lontani
ma attualissima, adoperando la lingua di oggigiorno e cercando
di difenderla da quelle tentazioni gergali che avrebbero fatto a
pugni con l’ambientazione d’epoca. So di essere stato, in alcuni
passaggi, “traditore”, com’è quasi d’obbligo quando si lavora su
opere o materiali altrui. Ma non nelle linee principali e sempre
con il rispetto dovuto a un gigante della letteratura e del teatro la
cui morte, nella sua desolata solitudine, sembra ispirarsi proprio
a quella del minuscolo Akàkij. Ho cercato, in definitiva, di essere
onesto con Gogol’ e il più possibile fedele alla mia personale e
ormai lunghissima avventura nel teatro, senza dimenticare che il
pubblico qualche volta vorrebbe anche divertirsi, possibilmente
in modo garbato, senza le trivialità che deve sopportare ogni sera,
puntuali come le tasse, in teatro, alla TV e al cinema, e delle quali
farebbe volentieri a meno.
Tornando al nostro protagonista e per dirla con Flaubert - sommessamente e senza presunzione - Akàkij Akàkievič sono io...
anche se un po’ meno innocente del nostro eroe».
(Vittorio Franceschi)
3
Burattinando a Budrio
domenica 17 novembre 2013
ore 16.30
Il Teatro delle Marionette
di Gracciano
ARLECCHINO
VENDE CASA
Tecniche: Commedia
dell’Arte, con attori in
maschera e marionette a filo.
Età consigliata: per tutti.
E’ una commedia originale per attori e
marionette a filo, ispirata alla Commedia
dell’Arte, con i suoi classici personaggi:
Arlecchino,
Brighella,
Pantalone,
Colombina, il Signor Ridolfo e il Giudice. La
storia inizia sul proscenio dove gli attori in
carne ed ossa recitano davanti ad un siparietto raffigurante
una piazza per poi proseguire nel teatrino delle marionette.
Durante l’assenza di Pantalone, Arlecchino assieme al suo
fido compare Brighella, pensa bene di vendere la casa del
suo padrone al Signor Ridolfo, ricco forestiero giunto da
pochi giorni in città. L’inaspettato quanto provvidenziale
ritorno di Pantalone scombinerà i piani dei due simpatici
perditempo.
CPL CONCORDIA Soc. Coop.
Via A. Grandi, 39 - 41033 Concordia s/S. (Mo)
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4
5
Prosa
sabato 23 e domenica 24
novembre 2013
ore 21.00
Nuova Scena - Arena del Sole
Teatro Stabile di Bologna
LA FONDAZIONE
di
Raffaello Baldini
con
IVANO MARESCOTTI
scene
Carlo De Martino
musiche
Arturo Annecchino
Regia di
VALERIO BINASCO
con il contributo di
Il grande poeta romagnolo Raffaello Baldini mi
ha consegnato, prima di morire, il suo ultimo
testo, poi pubblicato presso Einaudi, dicendomi:
“fanne quello che credi”. La fondazione parla di
un uomo che nella sua vita non riesce a buttare
via nulla. Tiene da conto tutto, perfino le cartine
che avvolgono le arance. La moglie lo ha mollato ma lui
preferisce vivere tra la sua “roba”. Perché? Perché quella “roba”
non rappresenta la sua vita, quella roba “è” la sua vita stessa.
E quando quella “spazzatura” verrà buttata, anche lui seguirà
la stessa sorte. Uno spettacolo comico solo perché spesso e
fortunatamente, riusciamo anche a ridere di noi stessi, perché,
come disse Leo Longanesi, “i difetti degli altri somigliano troppo
ai nostri”. (Ivano Marescotti)
«Personaggio Senza Nome, un uomo di struggente tenerezza.
Da subito ci ha conquistati tutti. Un bel giorno è arrivato, si è
sistemato dentro alla voce di lvano, dentro al suo sguardo, ed era
come se fosse sempre stato lì, con noi. Una presenza fortissima,
ma gentile come un ricordo. Questa persona è quanto di più
‘vivo’ ci possa essere oggi in un teatro, eppure è anche lontana
come un ricordo. Aleggia una nostalgia assurda nella poesia
di Baldini, ed è il ricordo di qualcosa che non c’è mai stato.
Ovvero dell’innocenza perduta del mondo. Sono parole grosse,
e qualcuno può anche sorridere, ma la nostalgia per l’innocenza
perduta è la chiave per capire Baldini, il personaggio di questo
monologo e, se qualcuno mai se lo chiedesse, anche il motivo
per cui la gente va a teatro. Ci si va per scoprire che l’umanità,
in fondo, ha nostalgia della propria umanità. E per il gusto di
scoprire ogni volta che l’umanità è semplicemente la gente. E la
gente è una persona. Sono io. E sei tu. Ed è Lui. Anche questo
Lui di Baldini, che non riesce a sbarazzarsi delle cose perché
gli vuole bene. Insomma, dicevo, un bel giorno quest’uomo è
arrivato alle prove, e finalmente il regista ha trovato qualcosa
da fare: occuparsi di quell’uomo senza nome. Tessere intorno a
Lui un’atmosfera che ne rispettasse i silenzi, l’intimità e anche la
sua irresistibile simpatia. Non credo che un regista debba fare di
più (e di meglio) che amare i personaggi e lasciarli vivere. Dar
loro forza e coraggio. Non farli sentire soli, dentro a un lago di
parole.» (Valerio Binasco)
ages strade
6
Prosa
martedì 10 e mercoledì 11
dicembre 2013, ore 21.00
Pragma srl
IL MURO
di Angelo
Longoni
con musiche dei
eseguite dal vivo
Pink Floyd
con ETTORE BASSI
ELEONORA IVONE
e i soundEclipse
(Stefano Cacace,
Marco Zanni,
Emanuele Puzzilli,
Emiliano Zanni,
Andrea Agates)
scene Alessandra Panconi e
Leonardo Conte
costumi Paola Bonucci
aiuto regia Noemi Sferlazza
regia ANGELO LONGONI
Quanti sono i muri che ci separano dagli
altri, che ci rinchiudono, che ci isolano
impedendoci di essere visti e sentiti? E quanti
sono i muri che abbiamo dentro, quelli che
ci siamo creati e che rappresentano limiti e
frontiere invalicabili?
La valenza che il muro porta con sé è non solo
sinonimo di segregazione e sopraffazione, ma
anche di sospensione di contatto con il mondo.
Sono stati molti nella storia della letteratura, della pittura,
della fotografia, della musica e del cinema ad utilizzare
questo simbolo. Il più famoso e più popolare è sicuramente
“The Wall” l’undicesimo album della mitica band inglese
dei Pink Floyd, un doppio concept album pubblicato nel
1979 al quale ha fatto seguito il film nel 1982.
La forza evocativa delle musiche e dei testi dei Pink
Floyd, la loro valenza simbolica e universale, fa da base,
oggi, ad una nuova ispirazione per una storia legata al
presente e ai tempi che stiamo vivendo. A distanza di oltre
trent’anni dall’uscita di “The Wall” i muri intorno alla
gente del nuovo millennio sono aumentati e i loro effetti
sono decisamente più evidenti.
Le canzoni del celebre gruppo britannico fanno
da contenitore e da base per raccontare la vita di
un uomo, di una donna e del loro amore messo
a dura prova dall’arresto di lui: uno dei tanti
incriminati dell’amministrazione pubblica italiana.
Sullo sfondo la corruzione alla quale ormai tutti siamo
abituati, in primo piano una storia d’amore romantica,
divertente, arrabbiata, piena di speranza, che ha
bisogno, per sopravvivere, di abbattere tutti i muri con
i quali ognuno di noi ha a che fare quotidianamente.
Il senso di colpa, lo scontro con la società, il perdono, il
riscatto e l’accettazione verranno vissuti dagli attori in
scene realistiche, mentre i testi dei Pink Floyd saranno
invece elaborati e restituiti all’interno dello spettacolo in
forma poetica.
via Guizzardi, 38 - 40054 Budrio (BO) Italia - tel. 051 800253 - Fax 051 6920611
e-mail: [email protected] - www.checchiemagli.com
7
8
Dialetto
venerdì 13 dicembre 2013
ore 21.00 (ingresso libero)
Compagnia dialettale
AL NOSTAR DIALATT
LONGH A
L’ERZEN ED
SEVNA
Una villa che racchiude un mistero, una
vedova inconsolabile... o quasi. Quale
dramma si dipana tra quelle mura?
Cercheranno di scoprirlo gli amici, i notabili
del paese, persino il parroco ma...
Solo il fedele amico dell’uomo porrà termine
ai maneggi di questa “mantide della Bassa” e rivelerà le
scomode verità.
Giallo brillante in tre atti
di Marcello Gamberini
Offerto da A.P.P.E. Coop e C.I.A.
Burattinando a Budrio
domenica 15 dicembre 2013
ore 16.30
Teatro Evento
PELLE D’OCA
Tecniche: teatro d’attore
Età consigliata: da 4 anni
Spettacolo nell’ambito della
rassegna LE DOMENICHE A
TEATRO
Due oche, un fratello e una sorella, per la
minore è arrivata la stagione delle migrazioni,
il fratellone, a suo tempo, ha già viaggiato.
Come preparare la piccola al grande volo e
poi lasciarla andare? Servono giochi e storie
per insegnare, divertire, e preparare alla
paura e al diverso: avventure, incontri fantastici, grandi
laghi, lezioni di volo, ninne nanne, cocchi e coccodrilli…
Lo spettacolo valorizza il concetto di emigrazione, parla
del viaggio. Il viaggio di disperati, rifugiati, profughi, di
uomini che non potevano più restare là dove si trovavano.
È un discorso da adulti? Non lo crediamo. Ma crediamo
ci voglia la giusta metafora. Dopo un’attenta riflessione
abbiamo scelto di parlare del volo coraggioso compiuto
da milioni di oche selvatiche alla ricerca di un luogo dove
trovare ristoro da fame e da sete e vivere finalmente in
pace. Un miracolo, come racconta, quasi in silenzio,
Jacques Perrin ne “Il Popolo Migratore”, lasciando la
parola al battere d’ali dei suoi protagonisti.
9
Via Bissolati, 42 - BUDRIO
tel. 051-802093
e-mail: [email protected]
Altri spettacoli
sabato 21 ore 21,00
domenica 22 dicembre
2013, ore 17,00
Compagnia Instabile del
Circolo Amici dell’Arte
di Molinella
SENZA RETE
Testo di Gabriele
Bonsignori
Regia di Riccardo
Marchesini
coreografie di Gabriele
Bonsignori
*La
serata del 20 dicembre
è riservata ai soci e clienti di
Emilbanca
Dialettale
mercoledì 25 dicembre
2013 ore 21.00
Compagnia dialettale
Bruno Lanzarini
con la partecipazione straordinaria di
PIPPO SANTONASTASO
CHE BÛRSA
CON CLA
BÛRSA
Si tratta di una commedia brillante in cui gli
aspiranti attori della Compagnia Instabile di
Molinella, diletteranno il pubblico con canti
e balli e gag esilaranti. Avremo a che fare con
Melina e Milos gli equilibristi, Gomesia la
donna barbuta, Cassiopea la donna cannone,
Vezio l’uomo proiettile, Fedrus il mago, Marianna la donna
forzuta, Agostino il nano, Pindula l’assistente del mago,
Cosmina l’incantatrice di serpenti, Vinicio il domatore di
pulci, i Clown e numerosi altri artisti.
Gli artisti del circo Miracolor si ritrovano improvvisamente
senza la guida del loro capo Miracleto, amato e benvoluto
da tutti. Questa mancanza riduce tutti allo sconforto e
alla graduale perdita delle proprie abilità. I tentativi di
ripresa messi in atto da Casimiro, il presentatore e dalla
sua compagna Lisetta si rivelano inutili. Nel frattempo si
fa vivo il direttore del circo rivale, il Signor Bertolon, un
avido sfruttatore, che vuole impossessarsi del Miracolor
a tutti i costi. Approfittando della crisi e delle paure dei
poveri artisti del Miracolor, Bertolon tenterà di raggirarli
e intimidirli... Riusciranno mai quest’ultimi a lanciarsi
verso un futuro senza rete? Il frenetico andirivieni di
parodie ci farà anche riflettere sulla realtà dei giorni nostri
e sulla crisi che colpisce non solo il circo ma la nostra
intera società.
Il giorno del suo compleanno Paolo
Barbieri scambia la sua borsa con una
che contiene cinque milioni di euro.
Vuole subito scappare in Patagonia, ma
la moglie non ne vuole sapere perché ha
invitato a cena degli amici, poi arriverà un
poliziotto, poi un altro, poi un tassista e infine il mafioso
proprietario della borsa. La fine ve la sveleremo a
teatro.
Commedia dialettale in
due atti di Paola Forino
Regia di Gian Luigi Pavani
Via Bissolati, 7 - 40054 Budrio (BO)
11
tel. 051 6920460
Capodanno
martedì 31 dicembre
2013, ore 21.30 (spettacolo
di fine anno con buffet e brindisi
augurale di mezzanotte)
mercoledì 1 gennaio 2014,
ore 16.30 (con brindisi augurale)
produzione P-NUTS S.r.l
LE SORELLE
MARINETTI
GIANNI FANTONI
RISATE SOTTO
LE BOMBE
commedia musicale in due
atti con orchestra dal
vivo di Giorgio Umberto
Bozzo e Gianni Fantoni
con Turbina Marinetti
Nicola Olivieri,
Mercuria Marinetti
Andrea Allione,
Scintilla Marinetti
Marco Lugli,
Altiero Richetti
Gianni Fantoni,
Velia Duchamp Francesca
Nerozzi, Rollo, il refrenista
Simone Sibillano, Fred,
l’aviatore Gabrio Gentilini
Scenografie, costumi e
regia Simone Nardini
Direzione Musicale
M° Christian Schmitz
Si tratta di una vera e propria commedia
musicale con musica dal vivo in scena e
bellissimo repertorio musicale originale. Il
cast, oltre al trio vocale Sorelle Marinetti e
a Gianni Fantoni (coautore del testo insieme
a Giorgio Umberto Bozzo), è composto da
Francesca Nerozzi (interprete in Hairspray, Il Vizietto,
Full Monty) nel ruolo della soubrette Velia Duchamp,
Simone Sibillano (ha partecipato a Jesus Christ Superstar,
Robin Hood, Biancaneve, America) nel ruolo del refrenista
Rollo e Gabrio Gentilini (protagonista l’anno scorso
de La Febbre del Sabato Sera). La musica e le canzoni
originali dell’epoca come risposta gioiosa e vitale alla
guerra sarà garantita in scena da una selezione di musicisti
dell’Orchestra Maniscalchi.
“Un piccolo teatro, in una piccola città di provincia, nel
pomeriggio dell’8 settembre 1943. Dall’inizio della
guerra le compagnie di arte varia si arrangiano come
possono, girando il paese tra mille difficoltà e con mezzi
di trasporto improvvisati, alla disperata ricerca di un
ingaggio successivo e con la speranza che l’impresario
locale non faccia scherzi, magari scappando con il
magro incasso. Questa la cornice in cui si dipana la
trama della commedia musicale Risate sotto le bombe.
Poco dopo l’inizio di uno spettacolo suona improvvisamente
un allarme aereo. Il pubblico, preso dal panico, scappa
dalla sala. La piccola compagnia di attori e cantanti
si rifugia nel camerino del coro, esattamente sotto il
palcoscenico del teatro e lì attende che l’emergenza cessi.
Le Sorelle Marinetti, il capo comico Altiero Fresconi,
il refrenista Rollo, la soubrettina Velia Duchamp
e alcuni musicisti sono costretti ad attendere
il cessato allarme in un angusto spazio, che fa
affiorare la complessità dei rapporti interpersonali.
Per impiegare il tempo e scacciare la preoccupazione gli
artisti decidono di provare i numeri di un nuovo spettacolo
per il quale vi è speranza di un debutto la settimana
successiva in un grande teatro cittadino. A complicare
la situazione c’è la fame: gli artisti non mangiano da
più di un giorno e le forze e l’entusiasmo sono in via di
esaurimento”.
Un’occasione per ascoltare le canzoni di un’epoca con le
musiche dal vivo dirette dal maestro Christian Schmitz.
CAFFE’ FILOPANTI
12
13
Prosa
sabato 11 gennaio 2014
ore 21,00
TEATROAPERTO/TEATRO
DEHON Teatro Stabile
dell’Emilia-Romagna
IL POSTINO DI
NERUDA
di Antonio Skarmeta
liberamente ispirato
al film Il Postino di
Massimo Troisi
con
GUIDO FERRARINI
ALESSANDRO FORNARI
GRAZIA GHETTI
FEDERICA TABORI
Regia
Guido e Piero Ferrarini
Scene di Fabio Sottili
Costumi
Renata Fiorentini
Musiche a cura di
Piero Ferrarini
Luci di Poppy Marcolin
Il postino di Neruda è liberamente ispirato al
film “Il postino” e vuole essere un omaggio
al grande attore scomparso: Massimo Troisi.
In questa edizione si è voluto riportare
la vicenda nell’epoca del romanzo, negli
anni 1969-73, durante i quali il Cile viveva
momenti di cambiamento: la candidatura del poeta cileno
alla presidenza della repubblica, l’elezione di Allende e il
colpo di stato che uccise il neo eletto. L’azione si svolge a
San Antonio, in Cile, dove un ex pescatore di nome Mario
Jimenez viene nominato postino del villaggio di Isla Negra,
in cui c’è un solo abitante che riceve corrispondenza:
il grande poeta Pablo Neruda. Tra i due, attratti da
una simpatia reciproca, nasce un legame di amicizia
che coinvolgerà Neruda in bizzarre, e apparentemente
poco poetiche, avventure, mentre l’ex pescatore Mario
Jimenez prenderà coscienza della sua inespressa e latente
vocazione poetica, che lo porterà al risveglio dei sensi,
all’esplodere della sua passione amorosa per una giovane
barista, Beatrice Gonzalez e alla partecipazione attiva
nell’impegno politico, sotto la guida del suo idolo e Vate:
Pablo Neruda.
Ciò che questa messa in scena intende mettere in evidenza
è l’estrema e dirompente forza della Poesia, che fa breccia
e permea anche i cuori meno preparati, superando ogni
barriera culturale. L’empito drammaturgico qui si completa
e compie con la messa in paragone del testo poetico alle
oscure e tragiche vicende politiche che si susseguirono in
quegli anni nella tormentata terra cilena. Un’ala nera che
sovrasta, circonda, minaccia, delimita e contrasta l’afflato
poetico che alberga istintivamente nel cuore degli uomini,
sollevandoli ad altezze alle quali solo i “poeti” sanno
trascinarli.
14
Burattinando a Budrio
Domenica 12 gennaio 2014,
ore 16.30
Teatrino dell’Es
LA FIABA DI
LEONCONIGLIO
DELLA PAURA
FIGLIO
Tecniche: burattini,
pupazzi e teatro in nero.
Età consigliata: per tutti.
Il tema trattato è quello della paura, vista nei
suoi aspetti più fiabeschi. Fra mostri, streghe,
fantasmi ed orchi, ciò che spaventa di più
ogni bimbo è il timore dell’abbandono e della
perdita dei genitori. Lo scopo del viaggio
attraverso il bosco che Eugenio, bimbo
coraggioso, compirà, è proprio quello di trovare i suoi
genitori, che sono stati rapiti dall’Orco Magone e rinchiusi
nel tenebroso castello di Rocca Nera. Eugenio, aiutato dal
saggio Gufo Occhidoro, incontrerà un grande coccodrillo,
un fantasma, una strega e il terribile orco; incontrerà
anche Florabella, una bimba astuta che lo affiancherà nel
suo percorso. Proprio come capita a noi umani, che per
far chiari esempi ai bambini, ci confrontiamo col regno
animale, così mamma Leonessa racconterà la storia di
Eugenio a suo figlio Felino Leoncino, piccolo leone senza
un briciolo di coraggio, deriso da tutti gli animali della
foresta con il nome di Leonconiglio, perchè visto scappare
a gambe levate di fronte ad un coniglietto. Riuscirà
Leonconiglio a prendere esempio dal coraggioso Eugenio
diventando così un vero Re della foresta? La fine dello
spettacolo vi darà la risposta. Dal canto nostro speriamo
che i messaggi suggeriti ai bambini siano a loro utili per
neutralizzare paure immaginarie, mettendo in risalto la
differenza tra timore infondato e prudenza e li stimolino
a trovare dentro di se il coraggio, l’intelligenza e l’astuzia
per risolvere i problemi quotidiani.
Degustazioni
Eventi
Cene a tema
Feste
Idee regalo
Siamo a Budrio in via
Marconi 30 a due passi
da piazza Filopanti e
dal Teatro
gradita la prenotazione
3492373051
0516926283
[email protected]
Siamo aperti dal
martedì al sabato
dalle 12,00-14,00 e
17,00-24,00
e la domenica dalle
18,00-24,00
lunedì ci
riposiamo
15
Prosa
(Fuori Abbonamento)
venerdì 17 e sabato 18
gennaio 2014, ore 21.00
Nuova Scena – Arena del Sole
Teatro Stabile di Bologna e
Associazione Arte e Salute
onlus
MISÊRIA E
NUBILTÈ
di Nanni Garella da
Miseria e nobiltà di
Eduardo Scarpetta
con Vito, Umberto
Bortolani Nanni
Garella e gli
attori di Arte e
Salute
regia Nanni Garella
scene e costumi Antonio
Fiorentino
luci Gigi Saccomandi
musiche originali
Leonildo e Marco
Marcheselli
regista assistente
Gabriele Tesauri
assistente alla regia
Nicola Berti
Il mondo affamato, disperato, violento e allo stesso
tempo vitale, ricco di fantasia e di speranze di
Miseria e nobiltà viene ricreato sul palcoscenico
da Nanni Garella che, dopo il grande successo
ottenuto con Al dutåur di mât, torna a dirigere
Vito e la compagnia di attori-pazienti psichiatrici
di Arte e Salute in una commedia di Scarpetta, adattandola in
bolognese dall’originale in lingua napoletana. Prosegue così il
lavoro di Garella volto alla rivitalizzazione della lingua teatrale
italiana attraverso la grande tradizione dialettale, e incentrato
– costante da anni della sua attività artistica – sul tema delle
diversità: diversità come handicap fisico o psichico, diversità
come povertà ed emarginazione, ma anche diversità linguistica.
Sinossi: in uno squallido appartamento abitano, campando
alla giornata, Felîz Di Torrinbocca, il suo compare Pascuèl
e le rispettive famiglie. La vicenda di questi squattrinati si
intreccia con quella del marchesino Eugenio Favetti, il quale,
innamorato dell’affascinante ballerina Gemma, non può vedere
realizzato il suo sogno d’amore. Infatti il padre di Eugenio è
contrario al matrimonio perché Gemma è figlia di Gaetano
Semolone, detto Frittomisto perché ex cuoco arricchito e non
di nobili origini. Eugenio chiede allora a Felîz di ordire una
farsa mirabolante: dopo aver procurato allo stesso Felîz e ai
suoi strampalati coinquilini gli abiti migliori, chiede loro di
presentarsi al padre della futura sposa come la nobile famiglia
Favetti. Gaetano accetta volentieri di dare in sposa la figlia, ben
felice di imparentarsi con i nobili; ma attorno a questa promessa
di matrimonio si scatenano colpi di scena con bugie, agnizioni
e sconfessioni che faranno scoprire l’inganno. Alla fine Felîz
ritroverà la vera moglie, Eugenio scoprirà un segreto che suo
padre Ottavio gli aveva tenuto celato, riportando la vicenda a un
divertente quanto lieto finale.
con il contributo di
16
Prosa
sabato 25 gennaio 2014
ore 21.00
L’Uovo Teatro Stabile
d’innovazione Onlus
SEI GRADI
uno spettacolo di Giobbe
Covatta e Paola Catella
con
GIOBBE COVATTA
e con la partecipazione
di MARIO PORFITO e
UGO GANGHERI
costumi Chiara Defant
scene Francesco
Margutti e Mirella
Capannolo
regia di Giobbe Covatta
Ancora una volta è un numero il titolo
del nuovo spettacolo di Giobbe Covatta,
dopo “7” (come i sette vizi capitali) e “30”
(come gli articoli della carta dei diritti
dell’uomo), tocca ora al numero “6″!
Anche in questo caso il numero ha un forte
significato simbolico: rappresenta l’aumento in gradi
centigradi della temperatura del nostro pianeta. Tutto ciò
che vedremo nel corso dello spettacolo è collocato nel
futuro in diversi periodi storici nei quali la temperatura
media della terra sarà aumentata di uno, due, tre, quattro,
cinque e sei gradi.
I personaggi che vivranno queste epoche saranno
i nostri discendenti (figli, nipoti o pronipoti
che siano) ed avranno ereditato da noi il nostro
patrimonio economico, sociale e culturale ma anche
il mondo nello stato in cui glielo avremo lasciato.
Ma come sarà il mondo la cui temperatura media
sarà più alta di un grado rispetto al 2012? E
quando i gradi saranno due? E quando saranno 6?
Il grande comico napoletano se lo è chiesto: modelli
matematici applicati all’ecologia creati con solide
basi scientifiche ci fanno nettamente pensare
che i nostri più stretti discendenti avranno seri
problemi e si dovranno adattare a (soprav)vivere
in un pianeta divenuto assai meno ospitale, se non
cercheremo di risolvere i problemi dell’ambiente,
della sovrappopolazione e dell’energia sin da oggi.
Certo l’uomo non perderà il suo ingegno e Giobbe
si diverte ad immaginare le stravaganti invenzioni
scientifiche, ma anche sociali e politiche, che metteremo
a punto per far fronte ad una drammatica emergenza
ambientale e sociale. Ne emergeranno personaggi di
grande verve comica indaffarati a realizzare all’ultimo
momento quello che noi avremmo dovuto fare da anni.
E probabilmente i nostri discendenti ce l’avranno
un po’ con i loro genitori, nonni e bisnonni, forse ci
giudicheranno severamente e probabilmente troveranno
anche loro estremamente ridicolo il nostro modo di vivere!
Un’occasione di divertimento ma anche per comprendere
che la fine del mondo prevista per il 2012 potrebbe essere
solo stata rimandata di… 6 gradi!
con il contributo di
17
18
Burattinando a Budrio
domenica 26 gennaio 2014,
ore 16.30
Il Teatrino di Carta
COSA BOLLE IN
PENTOLA!?
Tecniche: burattini ed
ombre.
Età consigliata: per tutti.
Prosa - Danza
sabato 8 febbraio 2014,
ore 21.00
Balletto di Siena
LUCIFERO
con otto ballerini
Musiche di
Riccardo Moretti
Gaetano Nenna
Luca Pavanati
Coreografie di
Marco Batti
Giacomo Quarta
Regia di
Marco Batti
Scenografie di
Risam for Show srl
lighting design Claudia
Tabbi
Costumi di
Jasha Atelier
Il Professor Verrà ed il suo assistente
Pantaleo sono alle prese con una nuova
invenzione, non è ancora chiaro il suo
utilizzo, ma certamente dovrà servire per il
bene dell’umanità. Alcuni malvagi individui
scoprono che la nuova invenzione può essere
usata anche come strumento per accrescere il loro potere
e se ne impossessano. Per fortuna i due inventori ed i loro
amici riescono a trovare un antidoto per neutralizzare
l’invenzione e riportare la felicità nel teatrino.
Lo spettacolo tratta del conflitto tra scienza ed etica: le
invenzioni non sono mai né buone né cattive, è il loro
utilizzo a determinarne la validità o meno. Naturalmente,
attraverso il semplice e chiaro linguaggio dei burattini, con
le loro divertenti gag si giungerà al lieto fine.
Eri pieno di saviezza, di
una bellezza perfetta; eri
in Eden, il giardino di Dio;
eri coperto d’ogni sorta di
pietre preziose, tamburi e
flauti erano al tuo servizio,
preparati il giorno che fosti creato.
Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti
creato, finche non si trovò in te la perversità. Il tuo
cuore si è insuperbito per la tua bellezza; tu hai
corrotto la tua saggezza a causa del tuo splendore; io ti
getto a terra, ti do in spettacolo ai re…
Tutti quelli che ti conoscevano fra i popoli restano
stupefatti al vederti; tu sei diventato oggetto di terrore
e non esisterai mai più.”
(Ezec. 28:12-19)
Per la sua nascita il Balletto di Siena sceglie di
portare sulla scena una delle figure più importanti
ed interessanti dell’intera storia dell’umanità, la
personificazione del principio stesso del Male: Lucifero.
Lo spettatore verrà condotto attraverso un excursus
scenico/narrativo che prende spunto dal mito del titano
Prometeo, costretto al supplizio degli dei per aver aiutato
gli uomini ad uscire dall’ignoranza sottraendo il fuoco
divino. Una contrapposizione con l’arcangelo Lucifero,
anch’esso portatore di luce, diretta emanazione di Dio e
creatura di fattura divina, e con la visione medioevale, e
poi miltoniana, dell’ “angelo ribelle” caduto dal Paradiso
per essersi ribellato al proprio Creatore, principio stesso
del Male. Un sillogismo capovolto del dualismo bene/
male, che vuole mettere in evidenza un rapporto morboso
tra le due estremità, come a simboleggiare le personalità
di ognuno di noi, con conflitti e paure.
19
Burattinando a Budrio
domenica 9 febbraio 2014,
ore 16.30
Teatro il Cerchio
POLLICINO
(POLLICIONE?)
Tecniche: Teatro d’attore.
Età consigliata: dai 4 anni.
Spettacolo nell’ambito della
rassegna LE DOMENICHE A
TEATRO
Operette
Venerdì 14 febbraio
2014, ore 21,00
Compagnia Italiana di
Operette
IL PAESE DEI
CAMPANELLI
musica Carlo Lombardo e
Virgilio Ranzato
librettista Carlo
Lombardo
MATTEO
MICHELI
SILVIA SANTORO
Regia Marco
Prosperini
Direzione Musicale
Maurizio Bugliolo
Coreografie Monica Emmi
con
Esistono varie versioni di questa favola, dai
F.lli Grimm a Perrault, così come sono molti
i nomi che vengono dati al protagonista
(Pollicino, Buchettino, Tredicino ecc...). In
questa nostra versione, estratta dal testo di
Perrault, il nostro protagonista non è in realtà
così piccolo, anzi, è talmente grande e grosso da meritarsi
l’appellativo di “Pollicione”. Abbiamo, infatti, voluto
realizzare uno spettacolo che spiegasse ai bambini, e non
solo, che una non corretta alimentazione può non solo
danneggiare il nostro fisico ma anche procurarci qualche
problema nella vita di tutti i giorni. Il nostro Pollicione
non ha sei fratelli ma mangia per sette ed è questa la
ragione che porterà i genitori a decidere di abbandonarlo.
Pollicione rimarrà quel furbastro scaltro che l’autore della
favola ci ha sempre presentato ma dovrà, comunque, fare
i conti con L’Orco mangia bambini e sua moglie che, in
questa versione, si presentano parlando un linguaggio
simile alla parlata del celebre Brancaleone da Norcia
interpretato magistralmente da Vittorio Gassman nel film
di Monicelli. Una scenografia sobria ma d’effetto e dei
costumi ricercati, fanno di questo spettacolo un tassello
aggiunto al percorso di ricerca che ci vede impegnati, da
anni, in allestimenti con forti finalità didattiche e grande
attenzione al mondo bambino.
In un’immaginaria isola olandese è
ambientato il Paese dei Campanelli.
Questo nome è dovuto dal fatto che su
ogni casa c’è un piccolo campanello. La
leggenda narra che se una moglie tradisce
il marito, il campanello della casa in
questione suonerà e tutti verranno a sapere quello che è
successo. Anche se nessuno li ha mai sentiti suonare, gli
abitanti non hanno il coraggio di dimostrare il contrario.
Tutto, nel paese dei campanelli, resta tranquillo fino
all’arrivo di una nave militare inglese, costretta all’attracco
nel porto dell’isola da un incendio sviluppatosi a bordo. Gli
ufficiali scendono a terra e.... accade l’inevitabile! Hans, il
comandante, fa suonare il campanello con Nela, Tom lo
fa suonare con BonBon e La Gaffe, per un imperdonabile
errore, con Pomerania, la donna più brutta del paese.
La Gaffe purtroppo combina un’altra gaffe: arrivano
sull’isola le mogli degli ufficiali e, senza colpa, rifanno
suonare i campanelli con mariti di Nela, BonBon, Elena e
Pomerania. La leggenda narra che se un giorno ogni cento
anni i campanelli resteranno muti, non suoneranno mai più.
Quel giorno cade proprio durante la sosta degli ufficiali.
Tutti sono avvertiti, nessuno vuole trasgredire, ma c’è
La Gaffe che, suo malgrado, riesce a rovinare tutto.
Gli ufficiali ripartono con le mogli e sull’isola per altri
cento anni esisterà ancora l’incubo dei campanelli.
Ma sarà poi un male!!!?
20
Prosa
giovedì 20 febbraio 2014 ore 21.00
a.Artisti Associati e
Teatro Stabile di Verona
Fondazione Atlantide
TUTTO
SHAKESPEARE IN
90 MINUTI
di Adam Long, Daniel
Singer e Jess Winfield
con ZUZZURRO &
GASPARE
ALESSANDRO
BENVENUTI
NINO FORMICOLA
e MAURIZIO
LOMBARDI
regia alessandro
Benvenuti
Una sfida teatrale ai limiti dell’incredibile:
tutte 37 le opere di Shakespeare in versione
‘concentrata’ esilarante e assolutamente
unica.
Dopo un interminabile successo a Londra,
prima nei teatri off e in seguito per quasi
un decennio da record al Teatro Criterion di Piccadilly
Circus ed ancora in tour da più di vent’anni, per la prima
volta in Italia, lo spettacolo che ha divertito fino alle
lacrime decine di migliaia di spettatori di tutto il mondo.
In scena tre grandi attori, che con la loro ironia e il loro
stile unico e divertente, hanno raccolto la sfida e ci faranno
rivivere tutte le opere del grande Shakespeare in una
versione ‘concentrata’ esilarante e assolutamente unica.
«Un folle riassunto che crea infinite risate. Costruito
con un ritmo vorticoso e con grande diletto, sicuramente
conquisterà anche il più scettico. E non ci sono dubbi,
anche lo stesso William Shakespeare .. approverà»
(Daily Variety )
«Se ti piace Shakespeare, ti piacerà questo spettacolo. Se
odi Shakespeare, amerai questo spettacolo!»
(The Today Show)
«Stupendo!» (The London Times)
«Follemente divertente. Imperioso!» (Los Angeles Times)
«Il più divertente spettacolo che potrai avere la fortuna di
vedere in tutta la tua vita» (Montreal Gazette)
«Gloriosamente divertente» (Financial Times)
«Shakespeare come se fosse tornato ai tempi del Bardo:
osceno, irriverente, sublime e divertente» (Miami Herald)
costumi ed oggetti a cura
di Pamela Aicardi
colonna sonora Antonio
Di Pofi
luci Enrico Berardi
Tel. 0532 770529
[email protected]
21
www.lavalle-bus.it
Lirica
domenica 2 marzo 2014, ore
16.30
Fondazione Teatro
“G. Borgatti” - Teatro
Consorziale di Budrio
e Ass.ne Amici per la
Musica
MADAMA
BUTTERFLY
Opera in tre atti di
GIACOMO PUCCINI
libretto di Giuseppe
Giacosa e Luigi Illica
Orchestra Sinfonica
Gioachino
Rossini di Pesaro
Maestro Direttore e
Concertatore ALDO
SALVAGNO
GIOVANNI
DISPENZA
regia di
Sbarcato a Nagasaki, Pinkerton, ufficiale
della marina degli Stati Uniti, per
vanità e spirito d’avventura si unisce in
matrimonio, secondo le usanze locali, con
una geisha quindicenne di nome Cio-CioSan (giapponese: Chōchō-san), termine
giapponese che significa Madama (San) Farfalla (蝶 Chō?),
in inglese Butterfly, acquisendo così il diritto di ripudiare la
moglie anche dopo un mese; così infatti avviene, e Pinkerton
ritorna in patria abbandonando la giovanissima sposa. Ma
questa, forte di un amore ardente e tenace, pur struggendosi
nella lunga attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze,
continua a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno
dell’amato.
Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma non da solo:
accompagnato da una giovane donna, da lui sposata
regolarmente negli Stati Uniti, è venuto a prendersi il
bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal
console Sharpless, per portarlo con sé in patria ed educarlo
secondo gli usi occidentali. Soltanto di fronte all’evidenza dei
fatti Butterfly comprende: la sua grande illusione, la felicità
sognata accanto all’uomo amato, è svanita del tutto. Decide
quindi di scomparire dalla scena del mondo, in silenzio, senza
clamore; dopo aver abbracciato disperatamente il figlio, si
uccide (secondo l’usanza giapponese denominata jigai) con
un coltello tantō donatole dal padre.
Puccini scelse il soggetto dall’omonima tragedia in un atto
di David Belasco, tratta da un racconto dell’americano John
Luther Long dal titolo Madam Butterfly.
Per la realizzazione del dramma Puccini si documentò senza
sosta e minuziosamente sui vari elementi orientali che ritenne
necessario inserirvi. Lo aiutarono particolarmente una nota
attrice giapponese, Sada Yacco, e la moglie dell’ambasciatore
nipponico con la quale parla in Italia facendosi descrivere usi
e costumi dell’affascinante popolo orientale.
La sera del 17 febbraio 1904, nonostante l’attesa e la
grande fiducia dei suoi artefici, la Madama Butterfly cadde
clamorosamente al Teatro alla Scala di Milano. Il fiasco
spinse autore e editore a ritirare immediatamente lo
spartito, per sottoporre l’opera ad un’accurata revisione
che, attraverso l’eliminazione di alcuni dettagli e la
modifica di alcune scene e situazioni, la rese più agile e
proporzionata. Una delle più importanti modifiche è
puramente musicale e riguarda la linea vocale dell’aria del
suicidio di Butterfly. Nella nuova veste, Madama Butterfly,
venne accolta entusiasticamente al Teatro Grande di
Brescia appena tre mesi dopo, il 28 maggio, e da quel
giorno iniziò la sua seconda, fortunata esistenza.
22
Prosa
Sabato 8 e domenica 9
marzo 2014 ore 21.00
PINOCCHIO
adattamento di Ugo
Chiti da “Pinocchio” di
Carlo Collodi
ideazione dello spazio,
costumi e regia di Ugo
Chiti
con
Paolo Cioni, Giuliana
Colzi, Andrea
Costagli, Dimitri
Frosali, Massimo
Salvianti, Lucia Socci,
Alice Bachi, Paolo
Ciotti
Pinocchio è un mondo, un personaggio
multiforme da cui scaturisce una storia
insieme lineare e complicatissima, un
racconto (straordinario) per bambini
e una intricatissima rete di significati
simbolici, un susseguirsi di incontri
con personaggi fantastici che rimanda continuamente
a un percorso di formazione pieno di insidie,
di esperienze esemplari e a volte enigmatiche.
Per Ugo Chiti e Arca Azzurra l’appuntamento con
Pinocchio era ineludibile e anche se più volte rimandato,
ripensato, messo in discussione l’incontro con il
burattino-bambino di Collodi stava lì ad aspettare,
neanche tanto paziente, forte della comune radice
linguistica, del continuo richiamo a quel mondo fantastico
legato alla cultura popolare toscana che attraversa
il trentennale lavoro di Chiti con la sua compagnia.
Ed eccolo il Pinocchio riletto dal drammaturgo toscano
per l’Arca Azzurra: fedelissimo al testo originale, ma
insieme “legittimato” a una reinvenzione della parola
attenta a cogliere le suggestioni delle “doppiezze” del
testo collodiano. Uno spettacolo popolare che non rinuncia
ad affrontare le “trappole simboliche” di una delle storie
più lette e raccontate di tutta la letteratura mondiale. Una
visione adulta che cerca di ritrovare lo sguardo sorpreso e
pieno di turbati incanti della lettura infantile.
ricerca e realizzazione
costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri
musiche Vanni Cassori e
Jonathan Chiti
alla
regia
assistente
Viviana Ferruzzi
23
Prosa
venerdì 21 marzo 2014
ore 21,00
Il Mulino di Amleto
e L’Albero Teatro
Canzone
DOPPIO
INGANNO
di William
con
Shakespeare
Lorenzo Bartoli, Luca
Di Prospero, Gianluca
Gambino, Alessandro
Marini, Barbara Mazzi,
Maddalena Monti,
Raffaele Musella
MARCO
LORENZI
scenografia Luna Mariotti
disegno luci Francesco
Dell’Elba
regia di
consulenza musicale
Francesco Prestigiacomo
Dopo quattro secoli dal suo debutto, per la prima volta
sulle scene italiane, uno Shakespeare mai visto! La
giovane compagnia de Il Mulino di Amleto raccoglie
la sfida e mette in scena per la prima volta in Italia
la “commedia perduta di William Shakespeare”.
Ispirato a un episodio del Don Chisciotte di
Cervantes, “Doppio Inganno” è stato considerato uno scherzo e
semplicemente ignorato per più di tre secoli dal suo debutto. La
commedia, allestita solo due volte nel 1613 al Globe Theatre, viene
infatti creduta distrutta nell’incendio che devasta la sala. Un primo
manoscritto ricompare nel 1727, ma è solo nell’ottobre del 2010 che il
direttore della Royal Shakespeare Company annuncia il ritrovamento
delle ricevute di pagamento per l’iscrizione dell’opera nello
Stationers’ Register, ovvero l’albo degli antichi stampatori di Londra.
Alla definitiva attribuzione a William Shakespeare segue la prima
messinscena ufficiale del dramma da parte della Royal Shakespeare
Company nell’estate del 2011. Un intreccio che scorre veloce, tra
fughe e inganni. Personaggi che si sfiorano senza riconoscersi,
vivono in un mondo pericoloso, si scontrano in duello. Solo l’ultimo
“inganno” – quello a cui nessuno può sfuggire – svelerà la verità.
Sinossi: Henriquez, figlio cadetto del Duca dell’Andalusia, si
innamora non corrisposto di Leonora, giovane promessa sposa del
suo migliore amico, Julio. Per averla è disposto a tutto: tradire la
profonda amicizia che lo lega a Julio, perdere l’onore e organizzare
un complesso inganno alle spalle delle persone a lui più vicine.
Scrive due lettere, una indirizzata a suo padre il Duca e a suo fratello
maggiore Rodrigo, e l’altra al padre di Julio, Camillo, pregando
quest’ultimo di mandare il figlio a Corte per delle faccende urgenti.
L’inganno è fatto! Ora Henriquez, indisturbato, ha campo libero
per chiedere in moglie Leonora. Ma la giovane età e la passione di
Henriquez non conoscono tregua. Lontano dalla Corte, egli incontra
e perde la testa per Violante, una splendida ragazza che resiste al
nobile, finché lui non approfitta di lei con la forza. Nel frattempo
il padre di Leonora, Don Bernardo, non vuole sentire ragioni: sua
figlia deve sposare il figlio del duca, Henriquez, l’occasione è troppo
ghiotta per lui e per la sua famiglia! La ragazza per salvarsi manda
una lettera di aiuto al suo amato Julio. Uno sconosciuto riceve in
affidamento questa lettera, ma la porterà a destinazione?
Intanto anche Violante ha ricevuto una notizia: Henriquez le ordina
di dimenticare tutto ciò che è successo tra di loro. Di chi si possono
davvero fidare le due ragazze per salvarsi? L’intreccio scorre veloce,
con fughe e nuovi inganni, i personaggi si sfiorano senza riconoscersi
e si scontrano in duello, solo un nuovo “inganno” -l’ultimo, quello
a cui nessuno può sfuggire -svelerà la verità di queste appassionate
storie d’ amore ...
con il contributo di
24
Dialetto
venerdì 28, sabato 29, ore
21.00 e domenica 30 marzo
2014 ore 16.30
La Compagnia
GLI AMICI DEL
VETERINARIO
UN PESCE
ROSSO A BIDON
CITY
commedia brillante di
Ermes Manferrari(?)
L’incasso sarà devoluto
A corto di idee Ermes Manferrari lascia in
preda al panico la compagnia dialettale “Gli
amici del Veterinario” per l’impossibilità di
mettere in scena, la consueta opera dialettale
come avviene da anni. La rassegnazione
e lo sconforto stanno per vincere, quando causa una
clausola compromissoria con gli sponsor accettata con
troppa leggerezza dal fido Beppe Dall’Olio, costringe la
compagnia ad ingaggiare un’altro autore molto singolare,
per poi provare una commedia che non piacendo agli attori,
finisce per essere bocciata. Pur di non pagar pegno ed una
somma consistente alla compagnia, Beppe gioca l’ultima
carta scrivendo la prima commedia western dialettale.
Finale e satira politica locale a sorpresa come sempre.
(Beppe Dall’Olio)
in beneficenza
Prosa
venerdì 4 aprile 2014
ore 21,00
E20inscena
NUDA E CRUDA
di e con
ANNA MAZZAMAURO
GIANLUCA
BESSI - attore, ballerino
e con
e cantante e tre musicisti
regia di
LIVIO GALASSI
Una piccola grande orchestra formata
da fisarmonica, pianoforte, violino e
contrabbasso affiancherà Anna Mazzamauro
con parole e musica. Nuda e Cruda, il suo
nuovo spettacolo, non deve apparire come
una minaccia per il pubblico, semmai
un’esortazione a spogliarsi dei ricordi cattivi, degli amori
sbagliati, dei tabù del sesso, a liberarsi dalla paura della
vecchiaia, ad esibire la propria diversità attraverso risate
purificatrici.
Canzoni importanti, allegre canzonette da Piazzolla a
Modugno, abbelliscono lo spettacolo e lo concludono
dopo che Anna ha spogliato se stessa e i suoi personaggi
con schiettezza e inclemenza, “Nuda e cruda” appunto.
scene Lucia Giorgio
costumi Graziella Pera
luci Francesco Dell’Elba
coreografie Giovanna Gallorini
Direzione musicale Riccardo Taddei
con il contributo di
25
Lirica
sabato 12 aprile 2014, ore
20.30
Fondazione Teatro
“G. Borgatti” - Teatro
Consorziale di Budrio
e Ass.ne Amici per la
Musica
L’ELISIR
D’AMORE
Opera in due atti di
GAETANO DONIZETTI
libretto di Felice Romani
personaggi:
Adina, ricca e cappricciosa
fittaiuola (S), Nemorino,
coltivatore, giovane semplice,
innamorato di Aldina (T),
Belcore, sergente di
guarnigione nel villaggio
(Bar), Il dottore Dulcamara,
medico ambulante (B bufo),
Giannetta, villanella (S),
Villani e villanelle, soldati
e suonatori del reggimento,
un notaio, due servitori, un
moro
Scene Roberto Punzi
Orchestra Città di
Ferrara
Direttore M° ALDO
SALVAGNO
Regia ALFONSO DE
FILIPPIS
L’azione ha luogo in un villaggio dei paesi
baschi alla fine del XVIII secolo
Atto I
Mentre i mietitori stanno riposando
all’ombra, la loro fittavola Adina legge in
disparte un libro che narra la storia di Tristano
e Isotta. Intanto, il contadino povero Nemorino la osserva
ed esprime per lei tutto il suo amore e la sua ammirazione,
dolendosi della propria incapacità di conquistarla (Quanto
è bella, quanto è cara). I contadini chiedono ad Adina di
leggere ad alta voce e lei riferisce la storia di Tristano che,
innamorato della regina Isotta, ricorre a un filtro magico
che lo aiuta ad attirare il suo affetto e la sua fedeltà (Della
crudele Isotta). Mentre Nemorino sogna di trovare questo
magico elisir, arriva al paese il sergente Belcore con lo
scopo di arruolare nuove leve. Egli corteggia Adina e le
propone di sposarlo (Come Paride vezzoso), ma la bella
fittaiuola risponde di volerci pensare un po’. Segue un
duetto tra Adina e Nemorino in cui la donna espone la
sua teoria sull’amore: l’amore fedele e costante non fa
per lei (Chiedi all’aura lusinghiera). Arriva poi il dottor
Dulcamara, un truffatore, che, spacciandosi per medico
di grande fama, sfoggia alla gente i propri portentosi
preparati (Udite, udite, o rustici): Nemorino gli chiede
se per caso abbia l’elisir che fa innamorare e il ciarlatano
gli offre per uno zecchino una bottiglia di vino Bordeaux,
spiegando che l’effetto si farà sentire dopo un giorno
(quando egli sarà già lontano da quel villaggio). Nemorino
beve l’elisir e si ubriaca: ciò lo fa diventare disinvolto quel
tanto che basta per mostrarsi indifferente nei confronti di
Adina, che subito prova un certo fastidio, abituata com’è a
sentirsi desiderata. Adina, per vendicarsi dell’indifferenza
di Nemorino, accetta di sposare il sergente Belcore, che
però dovrà partire il giorno dopo, dunque le nozze saranno
celebrate il giorno stesso. Nemorino cerca di convincere
Adina ad attendere fino al giorno successivo (lui sa che
solo il giorno dopo avrà effetto l’elisir), ma Adina se ne
va con Belcore.
Atto II
Fervono i preparativi per le nozze. Dulcamara e Adina
improvvisano una barcarola a due voci (Io son ricco e tu
sei bella). Quando giunge il notaio, Adina dice di voler
aspettare la sera, perché vuole sposarsi in presenza di
Nemorino, per punirlo della sua indifferenza. Nemorino
vuole comperare un’altra bottiglia di elisir ma non avendo
più denaro si arruola tra i soldati di Belcore per avere la
paga (Ai perigli della guerra). Belcore così ottiene di
allontanare il suo rivale.
Giannetta sparge la notizia che Nemorino ha ottenuto
una grande eredità da uno zio deceduto da poco (Saria
possibile?). Questo non lo sanno né l’interessato, né
Adina, né Dulcamara: la novità fa sì che le ragazze del
paese corteggino Nemorino e questi pensa sia l’effetto
dell’elisir. Dulcamara resta perplesso, Adina si ingelosisce.
Dulcamara le racconta di aver venduto a Nemorino l’elisir
e lei capisce di essere da lui amata (Quanto amore! Ed
io spietata). Nemorino gioisce quando si accorge di una
lacrima negli occhi di Adina, che gli rivela che anche la
26
segue
- lirica
L’ELISIR
D’AMORE
Opera in due atti di
Gaetano Donizetti
libretto di Felice
Romani
ragazza lo ama (Una furtiva lagrima). Adina riacquista il
contratto di arruolamento di Nemorino e glielo consegna,
invitandolo a restare nel paese. Nemorino è deluso,
vorrebbe una dichiarazione d’amore che non arriva e
allora dichiara di volersene andare: solo allora Adina cede
e dichiara di amarlo (Prendi, per me sei libero). Belcore
conclude che in un altro paese troverà qualche altra
ragazza da corteggiare, Dulcamara se ne va trionfante per
il successo del suo elisir (Ei corregge ogni difetto).
Definita in partitura «melodramma giocoso», rientra a
pieno titolo nella tradizione dell’opera comica, anche
se in essa trova ampio spazio l’elemento patetico, che
raggiunge la sua punta più alta nel brano più noto: la
romanza cantata dal protagonista Nemorino, Una furtiva
lagrima. L’opera andò in scena per la prima volta il 12
maggio del 1832 al Teatro della Cannobiana di Milano,
che l’aveva commissionata in sostituzione di un’opera che
non era stata preparata in tempo da un altro autore. Romani
aveva derivato il libretto da un testo scritto l’anno prima da
Eugène Scribe per il compositore Daniel Auber, Le Philtre
(Il filtro). Donizetti ebbe a disposizione solo quattordici
giorni di tempo per consegnare il suo lavoro, sette dei
quali servirono a Romani per adattare il testo di Scribe.
Nonostante la gravosissima pressione riuscì tuttavia a
confezionare quello che sarebbe stato - insieme al Don
Pasquale e alla triade rossiniana formata da L’Italiana in
Algeri, Il barbiere di Siviglia e La Cenerentola - uno degli
esempi più alti dell’opera comica ottocentesca.
Fin dal suo apparire, l’Elisir ebbe un grande successo con
trentadue repliche consecutive. A farlo immediatamente
amare dagli appassionati della lirica è in particolare la
tipica melodia donizettiana che, anche in questo caso,
accompagna motivi piacevoli che bene mettono in risalto
la vena buffa del compositore bergamasco, capace di
trasformare con agile inventiva la risata in sorriso, sia
pure talvolta velato di malinconia (e la già citata aria de la
furtiva lagrima ne è una limpida testimonianza).
con il contributo di
27
Danza
Domenica 11 maggio
2014 ore 21.00
MK
IMPRESSIONS
D’AFRIQUE
con
Philippe Barbut,
Biagio Caravano,
Marta Ciappina,
Laura Scarpini
& guests
coreografia
Michele Di Stefano
organizzazione Anna Damiani
promozione PAV/Diagonale artistica
L’Africa prefigurata da Raymond Roussel nella stesura del suo romanzo Impressions d’Afrique (1910)
è un paesaggio irreale, che non ha altro scopo che
quello di servire da sfondo ad un procedimento
combinatorio, basato su continue reazioni a catena
di parole e accostamenti arbitrari di mondi differenti. Illeggibile e selvaggia - non in senso pittoresco ma perché furiosamente incline ad assorbire tutte le informazioni suggerite dai regimi
culturali occidentali e a risputarle in un ibrido imprevedibile – anche
la nostra Africa non ha più a che fare con una ricerca delle origini
ma con la scoperta di nuove destinazioni. Questo progetto cerca di
conferire alla dinamica e alla postura corporea altri statuti – configurazioni coreografiche inedite ed in questo senso la ricerca sul movimento ne costituisce l’aspetto fondante. Ancora una volta dopo Il
giro del mondo, la performance presenta i personaggi di un romanzo
d’avventure che non c’è e li colloca in successione nello stesso luogo
“qualsiasi” per analizzarne il comportamento. Vedremo una donna
destinata al sacrificio, una pattuglia di marines in avanscoperta, dei
guerrieri esperti di tecniche di ipnosi… ma sono corpi che non sanno
più che farsene di una storia. Il loro scopo è individuare e far emergere la postura di un corpo nuovo nel momento esatto in cui decide di
presentarsi davanti al reale. “Al primo incontro nella foresta con una
tribù indigena armata e minacciosa, l’antropologo Miklucho Maklaj
decide di stendersi per terra e dormire. Gli indigeni, colti di sorpresa
da tanta arrendevolezza, lo lasciano illeso. E poi lo accettano.”
mk si occupa di performance, coreografia e ricerca sonora. Il progetto del gruppo è programmato nei più importanti festival della nuova
scena e proiettato in ambito internazionale. Tra le produzioni più recenti: le Instruction Series, Il giro del mondo in 80 giorni (con ospiti
della William Forsythe Company), Quattro danze coloniali viste da
vicino, Park e Grand Tour, indagini coreografiche in bilico tra paesaggio puro, questioni legate allo scambio e ricostruzione tormentata dell’esotico. Successivamente vengono creati Bangalore, Clima
(prod. Short Theatre e Santarcangelo dei Teatri) e Shanghai Surprise
(Live Arts Week Bologna), oggetti sempre più permeabili e corrotti.
Impressions d’Afrique viene presentato nel 2013 al Museo Etnografico Pigorini di Roma e alla Biennale Danza di Venezia. Alla circuitazione degli spettacoli si affianca una intensa attività di laboratori
sperimentali, incontri e ipotesi di creazione, tra i quali Accademie
Eventuali a Bologna con Margherita Morgantin in collaborazione
con Xing, gli ambienti coreografici creati per l’Accademia Nazionale
di Danza, il progetto Invenzioni per la Biennale Danza 2013 e la cura
dei cicli di performance Angelo Mai Italia Tropici. Mk è una delle
cinque compagini internazionali alle quali è dedicato il libro Corpo
sottile. Uno sguardo sulla nuova coreografia europea (UbuLibri, Milano 03). Nel 2012 esce per i tipi di Quodlibet, Agenti autonomi e
sistemi multiagente, di Michele Di Stefano e Margherita Morgantin.
Dal 2010 il gruppo riceve il contributo del MiBAC.
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Le torri dell’Acqua
via Benni 1, Budrio
Auditorium
via Saffi 50, Budrio
AMICI DEL CONSORZIALE
CONCERTI 2013-2014
(programma preliminare suscettibile di variazioni
e/o integrazioni. per informazioni email:
[email protected]).
MUSICA alle Torri dell’Acqua
martedì 3 dicembre, ore 21 Duo Alice Gabbiani (violoncello), Silvia Tosi (chitarra), musiche di Granada, de Falla, Schubert, Piazzolla
venerdì 13 dicembre, ore 21 Vittorio Franceschi legge un suo monologo- Filottete 5
lunedì 27 gennaio, ore 21 FontanaMix Ensemble - Ritratto Grisey - musiche di Gerard Grisey
mercoledì 12 febbraio, ore 21 FontanaMix Ensemble - Paesaggio voce I - musiche di Kagel e Berio
sabato 15 febbraio, ore 21 Quartetto Savinio - musiche di Beethoven e Shostakovitch
venerdì 21 febbraio, ore 21 Quartetto Klimt - musiche di Mozart, Brahms
mercoledì 5 marzo, ore 21 Annamaria Morini - Voyages - musiche per flauto di compositori antichi e contemporanei
mercoledì 12 marzo, ore 21 Duo Sara Bacchini (pianoforte), Lorenzo Falconi (viola) musiche di Schumann, Hindemith, Schubert
lunedì 24 marzo, ore 21 FontanaMix Ensemble - Paesaggio voce II - musiche di Ghisi, Maderna, Schoenberg
martedì 15 aprile, ore 21 FontanaMix Ensemble - Paesaggio Voce III - musiche di Maderna, Evangelisti, Sarto, La Licata, Gervasoni
venerdì 2 maggio, ore 21 Cappella di S Giacomo Maggiore di Bologna
Il cinquecento Bolognese tra napolitane e villanelle per voce, flauti, viola da gamba e liuto
giovedì 15 maggio, ore 21 FontanaMix Ensemble - Maderna Serenade - musiche di Maderna, Cappelli, Perez Ramirez, Aralla e Ballerau
MUSICA in Auditorium
domenica 30 marzo, ore 17 Duo Stefano Malferrari (pianoforte), Ginevra Schiassi (soprano)
musiche di Schumann, Wieck, Brahms
(musica suonata su pianoforte Érard 1878)
domenica 6 aprile, ore 17 Liliana Stracuzzi presenta - I pittori di Oscar Wilde - Le scelte di un “esteta”
DIREZIONE
Via Mentana, 32 - tel. 051 6928244 - fax 051 801300
BIGLIETTERIA TEATRO:
Via Garibaldi, 35 BUDRIO tel. e Fax 051 801300
dal martedì al venerdi dalle ore 16,30 alle ore 19,00
sabato dalle ore 9,00 alle ore 13,00
TEATRO EUROPA AUDITORIUM
(Solo per gli spettacoli fuori abbonamento)
P.zza Costituzione 4, BO tel. 051 372540 - 051 6375199
dal lunedì al sabato dalle ore 15,00 alle ore 19,00
BIGLIETTERIA ONLINE:
www.vivaticket.it
call center 892.234 “servizio a pagamento, per maggiori dettagli consultare il sito www.vivaticket.it”
inoltre i biglietti possono essere acquistati presso i seguenti punti:
BOLOGNA WELCOME P.zza Maggiore 1/E, BO tel. 051 239660 - 231454
CENTRO COMMERCIALE BORGO BO - tel. 051 4131225 (c/o Punto d’ascolto)
CENTRO COMMERCIALE LAME BO - tel. 051 6359166 (c/o Punto d’ascolto)
CENTRO COMMERCIALE NOVA VILLANOVA - tel. 051 5067130 (c/o Punto d’ascolto)
e inoltre presso le Coop Reno e nei punti vendita elencati sul sito:
www.vivaticket.it
www.teatrodibudrio.com
[email protected]
[email protected]
per iscriversi alla newsletter del teatro inviare
una mail a: [email protected]
Si consiglia di consultare il sito (www.teatrodibudrio.com) per eventuali modifiche o aggiunte
alla programmazione della stagione, o di inviare una mail per ricevere informazioni
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libretto Programma di sala 2013-2014