SCUOLA ANCI PER GIOVANI AMMINISTRATORI
Lo statuto e l’organizzazione degli
organi politici della Città
Metropolitana di Torino
giuseppe formichella
La Città Metropolitana di Torino
 una
popolazione di 2.245.252 individui
 una
superficie di 6.872 kmq
 315
comuni
2

più di 3.000 km di strade extraurbane (di cui più
del 50% in territorio montano, 7 gallerie di
lunghezza superiore a 500 m, più di 200 ponti di
attraversamento dei corsi d’acqua principali oltre
alla rete delle strade statali trasferita dall’ANAS
nella quasi totalità alla Provincia)
3

un patrimonio immobiliare, di cui fanno parte
inoltre 200 edifici, di cui 160 a destinazione
scolastica, frequentati da più di 88 mila studenti
e 3 mila docenti/impiegati, oltre agli edifici che
ospitano funzioni pubbliche di importanza
strategica quali la Questura, la Prefettura, il
Comando Regionale Carabinieri, il MIUR etc..
4
rappresentanza territoriale
Tale situazione pone, innanzitutto, un
problema di rappresentanza territoriale
e di raccordo tra le differenti aree con
il capoluogo
5
processo elettorale del Consiglio
metropolitano


diffusione e delocalizzazione dei seggi elettorali
nelle diverse zone
dieci comuni “capofila” secondo criteri “storici”
di organizzazioni consortili dei servizi, forme di
collaborazione tra enti, ripartizione delle
funzioni regionali ed amministrative (consorzi
per la gestione dei rifiuti, centri per l’impiego,
organizzazione sanitaria ecc…)
6
LE FUNZIONI DELLA CITTA’
METROPOLITANA





le funzioni fondamentali della Provincia
le funzioni attribuite dalla legge alla Città
Metropolitana nell’ambito del processo di riordino
delle funzioni delle province (secondo l’accordo in
sede di Conferenza Stato – Regioni e il disegno di legge
regionale )
le funzioni fondamentali attribuite ai sensi dell’art.
117, secondo comma, lett. p), della Costituzione
adozione e aggiornamento di un piano strategico del
territorio metropolitano
pianificazione territoriale generale
7





strutturazione e organizzazione di sistemi coordinati di
gestione dei servizi pubblici
mobilità e viabilità nell’ambito metropolitano
promozione e coordinamento dello sviluppo
economico e sociale
promozione e coordinamento dei sistemi di
informatizzazione e di digitalizzazione in ambito
metropolitano
ulteriori funzioni attribuite dallo Stato e dalle
regioni in attuazione dei principi di sussidiarietà,
differenziazione e adeguatezza, di cui all’art.
118,comma 1, della Costituzione
8
LO STATUTO
9
Principi generali e funzioni
 La
Città Metropolitana di Torino è
ente territoriale di area vasta, nella
quale sono ricomprese,
rappresentandole, le comunità
locali
10
finalità istituzionali

persegue le seguenti finalità istituzionali,
tenendo conto delle specificità territoriali:

cura dello sviluppo strategico del territorio
metropolitano;

promozione della tutela e della
valorizzazione delle identità culturali in un
quadro organico, integrato e policentrico;

gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e
delle reti di comunicazione di interesse della Città
Metropolitana;
11
 cura
delle relazioni istituzionali afferenti al
proprio livello, garantendo e promuovendo
ogni forma di collaborazione e
cooperazione con le città e le aree
metropolitane europee;
 promozione di aggregazioni comunali,
nelle diverse modalità previste dalla legge.
12

Coordina la propria attività con quella dei
comuni singoli o associati del suo territorio, in
conformità ai principi di sussidiarietà,
adeguatezza, differenziazione e di
condivisione democratica nel rispetto della
cultura di governo e della esperienza
amministrativa dei comuni del proprio
territorio.
13
La Città Metropolitana ispira la sua
attività ai seguenti principi
 favorire
la partecipazione dei cittadini
singoli o associati e degli enti locali alle
scelte politiche della comunità
14

perseguire l’equilibrio e il decentramento
territoriale nella distribuzione delle risorse e
delle strutture di servizio, al fine di garantire
un uniforme sviluppo dell'intero territorio,
ponendosi come garante dell'autonomia e dello
sviluppo dei comuni, nonché dei territori
marginali rispetto ai centri dell'area urbana;
15

riconoscere le esigenze della montagna
derivanti dalla sua diversità strutturale,
assicurando alle popolazioni di essa parità di
diritti sostanziali per quanto riguarda l’accesso
ai servizi, le opportunità di occupazione e la
protezione dalle calamità naturali e
perseguendo il superamento delle condizioni
strutturali di marginalità socio-economica e di
svantaggio naturale presenti nel territorio
montano;
16
Sussidiarietà

La Città Metropolitana ispira la propria
attività al principio di sussidiarietà, ai
sensi dell’art. 118 della Costituzione, e di
collaborazione con le realtà sociali
dell'area metropolitana anche attraverso
forme di confronto periodico
17
Pianificazione strategica

Il Piano strategico è l’atto di indirizzo e di
programmazione per lo sviluppo di
carattere sociale, economico e ambientale
del territorio metropolitano, nonché per
l'esercizio delle funzioni dei Comuni e
delle Unioni di Comuni, anche
nell’esercizio di funzioni delegate o
attribuite dalla Regione
18
contenuti

il piano strategico metropolitano definisce
gli obiettivi generali, settoriali e trasversali
di sviluppo per l’area metropolitana, ed
individua
 le
priorità di intervento,
 le risorse necessarie al loro perseguimento,
 i tempi e il metodo di attuazione, nel rispetto
dei principi di sostenibilità ambientale
19
principi

i procedimenti di formazione, adozione e
revisione del piano strategico metropolitano si
ispirano
al principio di trasparenza e partecipazione,
 ad equilibrate opportunità e risorse tra le zone
omogenee
 Ad un processo condiviso con tutti i soggetti
pubblici e privati che vivono ed operano nel
territorio della Città metropolitana

20
principi

il piano strategico metropolitano triennale, ha
carattere:
di indirizzo e di programmazione per l'Ente e per
l'esercizio delle funzioni dei comuni e delle unioni di
comuni, così come definito dalla legge 56/14
 partecipato e condiviso, in grado di favorire la
creazione di visioni di sviluppo anche di lungo
periodo, e di creare e consolidare reti di rapporti tra
soggetti e tra territori

21
principi
 abilitante,
nel creare le condizioni più
favorevoli allo sviluppo e alla crescita
 selettivo
e concreto, nell'individuare
ambiti di azione, politiche, priorità di
intervento e risorse disponibili
22
linee di indirizzo

il procedimento di formazione del piano
strategico triennale della Città metropolitana di
Torino si fonda su linee di indirizzo mirate a
ricercare una visione condivisa per lo sviluppo
futuro dell'intero territorio, e orientate ad
individuare obiettivi, strategie e azioni concrete
ed operativamente attuabili nel breve e medio
periodo
23
partecipazione e confronto
 La
Città metropolitana dovrà definire
le modalità operative di partecipazione
e confronto con gli altri enti pubblici,
le forze economiche e sociali, la società
civile, i corpi intermedi, il mondo della
cultura e della ricerca
24
Dimensione spaziale metropolitana
La Città di Torino:
 progetti
già individuati per l'area
metropolitana "ristretta" dal Piano
"Torino metropoli 2025" (riferito ai 38
comuni della cintura considerati nel Piano
Strategico del Capoluogo approvato nel 2015)
25
La Città Metropolitana
 dovrà definire una visione metropolitana di area
vasta, da tradurre in strategie e azioni capaci di
creare nuove opportunità di sviluppo per tutti i
territori della Città metropolitana (315 comuni),
coinvolgendo una pluralità di attori pubblici e privati
(imprenditori, professionisti, università e centri di
ricerca,…), ed innescando meccanismi virtuosi di
cooperazione.
26
Relazioni e interrelazioni

La Città metropolitana di Torino è
una città di città,
 ma certamente anche un territorio di territori,

ciascuno con le proprie caratteristiche e peculiarità,
con elementi di forza e di debolezza, in molti casi
differenti, con caratteristiche identitarie ben chiare e
definite
27
punti di forza





porta da e verso la Francia e la Svizzera
punto di snodo tra Mediterraneo e Europa continentale
antica tradizione manifatturiera fatta non solo da grandi
industrie, ma anche da una rete di pregiate attività di
impresa locali medio piccole
crescente vivacità culturale che si riverbera nella sempre
maggiore attenzione al sistema del turismo
presenza di poli di formazione e di ricerca di alto livello
28
il tessuto produttivo locale

coinvolgimento di tutti soggetti interessati dalle
politiche per l’innovazione
imprese
 università e sistema della ricerca,
 istituzioni pubbliche e
 utilizzatori finali

attraverso forme di dialogo sociale ed
istituzionale
29
localizzazioni spaziali



maggior infrastrutturazione digitale del territorio
l’infrastrutturazione viaria e ferroviaria
i treni ad alta velocità supportano il nascere e il
consolidarsi di relazioni sempre più forti tra i
principali nodi strategici per lo sviluppo
economico a livello nazionale (Torino, Milano,
Bologna, Firenze, Roma,…) ed europeo (Lione,
Parigi,..)
30
UN MODELLO DI SVILUPPO
SOSTENIBILE ED EQUO





La ricerca di una sempre migliore qualità della
vita dei cittadini
la sostenibilità ambientale
Indirizzo coordinato nella gestione integrata dei
servizi pubblici (acqua, rifiuti)
un’equa accessibilità alle risorse e ai vantaggi
bilanciata distribuzione delle pressioni
ambientali
31




Migliorare la mobilità
Rafforzare e consolidare una rete stabile di
rapporti con le altre Città metropolitane Italiane,
Europee ed internazionali
Ridurre le distanze fra mondo della ricerca e
imprese
Sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove
attività economiche
32



Sostenere la crescita dell'occupazione
Promuovere la creazione di una rete strutturata e
solida tra i diversi soggetti locali che si occupano
di turismo (culturale, sportivo, religioso,
ecologico, enogastronomico)
Sostenere l’incremento delle presenze turistiche
e la differenziazione dell'offerta
33
STRATEGIE DI SVILUPPO
GLOBALI E LOCALI
 La
strategia di sviluppo del
territorio della Città metropolitana
di Torino non può dunque che
essere "unica" e condivisa
dall'intero territorio
34
Linea strategica 1
dalla governance
"provinciale" a quella
metropolitana".
 Rafforzamento/creazione di relazioni
forti, stabili e funzionali tra le diverse
parti del territorio metropolitano
 Transizione
35
Linea strategica 2
 Valorizzazione
del patrimonio umano
e professionale del territorio
metropolitano favorendo l’inclusione
sociale e l’accesso ai servizi pubblici
locali
36
Linea strategica 3
 Internazionalizzazione
della Città
metropolitana nel suo complesso,
utilizzando come motore le vocazioni
"forti" dei diversi territori e attrazione
di investimenti e talenti anche
attraverso politiche di marketing
territoriale metropolitano
37
Linea strategica 4
 Creazione
di un contesto più
favorevole all'attività di impresa,
sostenendone i "fattori abilitanti"
38
Linea strategica 5
 Promozione
della cultura e della
ricerca scientifica
39
AGENDA STRATEGICA DI AZIONI:
SELETTIVITÀ E RISORSE




PSMTo dovrà essere fortemente selettivo
razionalizzare il processo decisionale
Individuare una quantità definita e
ragionevole di progetti concretamente
cantierabili
In tal senso si ipotizza la predisposizione di una
Agenda strategica triennale di azioni da verificare,
aggiornare e monitorare annualmente
40
PROGRAMMA DI LAVORO PER LA
FORMAZIONE E ADOZIONE DEL PSM

FASE 1 - definizione e condivisione di una
prima proposta di schema generale di psmto

FASE 2 - definizione e condivisione della
proposta preliminare di piano strategico
triennale e di agenda strategica di azioni
41



FASE 3 - definizione e condivisione del
piano strategico triennale e di una agenda
strategica annuale di azioni
FASE 4 - attuazione ed implementazione del
piano
FASE 5 - monitoraggio e aggiornamento
annuale del piano
42
Pianificazione territoriale

Il Piano è approvato dal Consiglio
metropolitano, acquisito il parere
obbligatorio dell’Assemblea dei sindaci
delle zone omogenee e il parere
vincolante della Conferenza
metropolitana e sentite le realtà sociali
43
principi
I
procedimenti di formazione,
adozione e revisione del Piano si
ispirano al principio di trasparenza e
partecipazione dei cittadini singoli o
associati
44
contenuti

Il piano territoriale generale metropolitano
(PTGM), comprende le strutture di
comunicazione, le reti di servizi e delle
infrastrutture appartenenti alla competenza
della comunità metropolitana, anche
fissando vincoli e obiettivi all’attività e
all’esercizio delle funzioni dei comuni
45
efficacia
 il
PTGM assume l'efficacia di Piano
territoriale di coordinamento di cui
all’art. 20, comma 2 e seguenti, del
d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267
46
Integrazione dati

la Città metropolitana, in raccordo con la
Regione Piemonte e gli enti competenti,
promuove la formazione ed integrazione
delle banche dati territoriali ed ambientali,
attraverso la cartografia digitale e gli
osservatori tematici
47
zone omogenee


PTGM può essere formato ed aggiornato anche
per zone omogenee
la Città metropolitana di Torino ha convenuto di
individuare sul proprio territorio n. 11 "zone
omogenee" quale articolazione operativa della
Conferenza metropolitana, disciplinate da
apposito regolamento approvato dal Consiglio
metropolitano
48
zone omogenee

le zone omogenee costituiscono articolazione
sul territorio delle attività e dei servizi
decentrabili della Città Metropolitana e possono
divenire ambito ottimale per l´organizzazione in
forma associata di servizi comunali e per
l´esercizio delegato di funzioni di competenza
metropolitana
49
continuità

dovrà essere stabilita una continuità con la
pianificazione territoriale provinciale





sul contenimento del consumo di suolo,
sulla ricerca della sicurezza idrogeologica dei territorio,
sulla ricerca di coerenza tra le politiche urbanistiche locali,
sulla definizione di strategie di carattere sia generale, sia di
settore,
sulla definizione di schemi strutturali di area vasta (sui temi
delle infrastrutture viarie e ferroviarie, del verde,…)
50
GLI ORGANI
DELLA
CITTA’ METROPOLITANA
51
Organi della Città Metropolitana

Sono organi della Città Metropolitana, ai sensi
della legge 56/2014:



Il/la Sindaco/a metropolitano/a;
il Consiglio metropolitano;
la Conferenza metropolitana.
52
Sindaco

Il Sindaco è l’organo responsabile
dell’amministrazione della Città
Metropolitana, ha la rappresentanza legale
dell’ente e rappresenta tutti i cittadini
che fanno parte della comunità
metropolitana.
53
funzioni
rappresenta la Città Metropolitana;
 convoca e presiede il Consiglio metropolitano e la
Conferenza metropolitana;
 sovrintende al funzionamento dei servizi e degli
uffici e all’esecuzione degli atti;
 adotta il regolamento sugli uffici e i servizi, sulla base
dei criteri generali del Consiglio, e ne nomina i
responsabili; attribuisce e definisce gli incarichi
dirigenziali e quelli di collaborazione;

54
propone al Consiglio gli schemi di bilancio e delle
relative variazioni;
 sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio,
nomina, designa e revoca i rappresentanti della Città
Metropolitana negli enti, aziende, società ed
organismi comunque denominati;

55


adotta tutti gli atti non rientranti nella gestione
amministrativa, finanziaria e tecnica spettante ai
dirigenti, al Segretario o al Direttore generale, che
non siano riservati dalla legge o dallo statuto al
Consiglio o alla Conferenza Metropolitana;
può dichiarare gli atti immediatamente eseguibili.
56

può in ogni caso sottoporre al parere del
Consiglio metropolitano, alla Conferenza
Metropolitana e/o all’Assemblea dei
Sindaci delle zone omogenee, atti che
rientrano nella propria competenza
57
linee programmatiche

Entro 90 giorni dall’insediamento




il Sindaco le presenta al Consiglio metropolitano
il Consiglio esprime eventuali orientamenti
Nei 15 giorni successivi alla chiusura della
discussione in Consiglio, il Sindaco adotta in
via definitiva il programma del mandato.
Anche i cittadini singoli o associati possono far
pervenire le loro osservazioni e proposte.
58
Vicesindaco


Il Sindaco nomina un Vicesindaco, dandone
tempestiva comunicazione al Consiglio
metropolitano, stabilendo le eventuali funzioni
a lui delegate.
Il Vicesindaco esercita le funzioni del Sindaco
in ogni caso in cui questi sia assente o ne sia
impedito.
59


Vicesindaco decade dalla carica quando la sua
nomina sia revocata dal Sindaco
Nel caso in cui il Sindaco decada dalla carica
per cessazione dalla titolarità dell’incarico di
Sindaco del proprio comune, il Vicesindaco
rimane in carica fino all’insediamento del
nuovo Sindaco
60
deleghe

Il Sindaco può assegnare ad uno o più
Consiglieri deleghe, definendone la natura e i
contenuti



per materia,
per ambito territoriale
o per progetti.
61

Le deleghe possono comportare

l’attribuzione ai Consiglieri delegati del potere di
compiere atti rientranti nelle competenze del Sindaco
metropolitano e di sovrintendere alla loro esecuzione

le attività di referto al Consiglio in merito agli atti
compiuti nel loro esercizio
62
organismo di coordinamento


Il Sindaco, il Vicesindaco e i consiglieri delegati
si riuniscono in un organismo di
coordinamento.
L'organismo di coordinamento concorre alle
elaborazione di politiche, atti e proposte da
presentare al Consiglio, nonché al complessivo
coordinamento delle attività della Città
Metropolitana.
63
collegialità

I consiglieri delegati ispirano la propria azione
alla ricerca di concordia nelle decisioni,
facendo ricorso a consultazioni preventive,
preferendo le soluzioni che favoriscano la
condivisione delle scelte, fornendo
informazioni puntuali e tempestive sugli atti
compiuti.
64

Il Sindaco deve vigilare sull’esercizio concreto
della delega,
impartendo direttive,
 avocando a sé specifici atti,
 sostituendosi al delegato in caso di inerzia,
 revocando la delega stessa, con esplicita motivazione.


Gli atti di delega e di revoca sono comunicati al
Consiglio nella prima seduta utile.
65
Consiglieri metropolitani

Il Consiglio è composto dal Sindaco
metropolitano, che lo presiede, e da 18
consiglieri, eletti, nel loro seno, dai sindaci
e dai consiglieri comunali in carica.
66
Elezione del Consiglio


L’elezione del Consiglio si svolge secondo le modalità
stabilite dalla legge dello Stato
Il Consiglio metropolitano promuove e favorisce
modalità elettorali che attraverso una adeguata
distribuzione dei seggi elettorali sul territorio,
favoriscano la più ampia rappresentatività di tutte le
zone omogenee così come istituite dal presente
Statuto, in considerazione della peculiarità territoriale
della Città Metropolitana di Torino.
67


Il Consiglio è dotato di autonomia finanziaria,
funzionale e organizzativa.
Il funzionamento del Consiglio, nel quadro dei
principi stabiliti dallo Statuto, è disciplinato dal
regolamento, approvato a maggioranza
assoluta dei suoi componenti, che disciplina
altresì la gestione delle risorse assegnate per il
suo funzionamento.
68

Il Consiglio è presieduto dal Sindaco
metropolitano che lo convoca e ne fissa
l’ordine del giorno.

All’attività del Consigliosi applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni di legge previste
per i Consigli comunali
69

Il Consiglio metropolitano è l’organo
di indirizzo e di controllo politicoamministrativo della Città
Metropolitana.
70
Competenze del Consiglio

Il Consiglio metropolitano ha competenza sui
seguenti atti fondamentali:


proposta alla Conferenza metropolitana dello
Statuto e delle sue modifiche;
costituzione di zone omogenee, per specifiche
funzioni e tenendo conto delle specificità
territoriali
71
adozione di un piano strategico triennale del
territorio metropolitano da sottoporre al parere
vincolante della Conferenza metropolitana, acquisito
il parere obbligatorio dell’Assemblea dei Sindaci delle
zone omogenee;
 aggiornamento annuale del piano strategico triennale
del territorio metropolitano, acquisito il parere
obbligatorio dell’Assemblea dei sindaci delle zone
omogenee e della Conferenza metropolitana;

72


indirizzi, piani, programmi per la tutela e la
valorizzazione dell'ambiente;
piani territoriali, ivi compresi quelli di
coordinamento territoriale e quelli relativi alle
strutture di comunicazione, alle reti di servizi e
delle infrastrutture appartenenti alla competenza
della comunità metropolitana, incluse quelle
relative alla mobilità e alla viabilità;
73
 indirizzi,
piani e programmi per la
promozione e il coordinamento dello
sviluppo economico sociale, anche
assicurando sostegno e supporto alle attività
economiche, ambientali e di ricerca innovative
e coerenti con la vocazione della Città
Metropolitana come delineata nel piano
strategico del territorio;
74

piani per sistemi coordinati di gestione dei servizi
pubblici;

programmazione della rete scolastica, nel rispetto
della programmazione regionale, definendo una
linea di priorità per la salvaguardia della sicurezza
delle scuole;
75

indirizzi, piani e programmi per la promozione e il
coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di
digitalizzazione in ambito metropolitano;

adozione e modifiche degli statuti delle aziende
speciali e degli enti partecipati;
76


indirizzi relativi alle aziende pubbliche e agli
enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a
vigilanza;
indirizzi sulla nomina, designazione e revoca
dei rappresentanti della Città Metropolitana
negli enti, aziende, società ed organismi
comunque denominati;
77


criteri generali in materia di ordinamento degli
uffici e dei servizi;
approvazione delle convenzioni tra i comuni e la
Città Metropolitana, partecipazione della Città
stessa a eventuali forme associative e
convenzioni anche con comuni esterni al suo
territorio;
78

adozione, su proposta del Sindaco
metropolitano, degli schemi di bilancio
preventivo annuale e pluriennale e delle relative
variazioni nonché del rendiconto della
gestione. Gli schemi di bilancio preventivo
annuale e pluriennale nonché il rendiconto
della gestione devono essere sottoposti al
parere della Conferenza metropolitana;
79


approvazione della stipulazione di mutui, laddove non
siano già espressamente previsti in atti a contenuto
generale del Consiglio, aperture di credito ed
erogazione di prestiti obbligazionari;
deliberazioni sulle spese che impegnino i bilanci per
esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni
di immobili e alla somministrazione e fornitura di beni
e servizi a carattere continuativo
80



indirizzi e regolamenti relativi ai tributi di competenza
della Città Metropolitana e alla disciplina generale
delle tariffe relative all’utilizzazione di beni e servizi;
istituzione di apposite Consulte tematiche per
l’implementazione della funzione “democrazia
partecipata” più volte richiamata.
in generale: indirizzi, piani, programmi, regolamenti
su tutte le funzioni che la legge attribuisce alle città
metropolitane.
81
Iniziativa delle deliberazioni

L'iniziativa spetta:






Al Sindaco;
a ciascun consigliere;
alla Conferenza metropolitana;
a due o più consigli comunali o a una o più unioni dei
comuni o unioni montane dei comuni, che rappresentino
almeno il 3 per cento della popolazione residente della Città
Metropolitana;
ad almeno 10 consigli comunali;
a 5.000 cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni
facenti parte del territorio della Città Metropolitana.
82
prerogative


I consiglieri metropolitani hanno il dovere di
esercitare con lealtà le loro funzioni e decadono dalla
carica nei casi previsti dalle leggi e dal regolamento
del Consiglio.
I consiglieri metropolitani hanno diritto:

di ottenere dagli uffici della Città Metropolitana, nonché
dagli enti partecipati o comunque dipendenti e dai gestori
di pubblici servizi di interesse generale tutte le notizie ed
informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del loro
mandato, anche tramite la disponibilità di strumentazione
informatica per l'accesso alle informazioni;
83

Di analogo diritto godono i consiglieri dei
comuni ricompresi nel territorio
metropolitano, rispetto agli uffici e alle
istituzioni della Città Metropolitana. Gli
accordi di reciprocità fra Città Metropolitana e
comuni specificano a chi spetti, e secondo
quali regole, valutare l’accettabilità delle
richieste presentate alle funzioni istituzionali
del richiedente verificandone la rispondenza
alle leggi ed ai regolamenti applicabili.
84



di chiedere la convocazione del Consiglio metropolitano nel numero e
secondo le modalità stabilite dalla legge, indicando le questioni di
competenza del Consiglio medesimo che il/la Sindaco/a
metropolitano/a deve inserire nell'ordine del giorno e discutere nella
prima seduta;
di esercitare, anche singolarmente, l'iniziativa su ogni oggetto di
competenza deliberativa del Consiglio, e per quanto attiene l'indirizzo
ed il controllo su tutte le questioni di competenza istituzionale della
Città Metropolitana, tramite la formulazione di questioni o di proposte
di provvedimenti da adottarsi dal Consiglio o di emendamenti;
di presentare interrogazioni, interpellanze e mozioni, alle quali,
secondo le previsioni del regolamento consiliare, deve essere data
sollecitamente, e comunque entro trenta giorni, risposta scritta o
risposta verbale in aula o in commissione.
85
Conferenza metropolitana

La Conferenza metropolitana è l’organo
collegiale composto da tutti i sindaci dei
comuni compresi nella Città Metropolitana,
con poteri propositivi, consultivi, nonché
deliberativi in relazione alla approvazione dello
Statuto e delle modifiche statutarie, ai sensi
dell’art. 1, commi 8 e 9, della legge n. 56/2014.
86
funzioni

La Conferenza metropolitana svolge funzioni
consultive in relazione ad ogni oggetto di
interesse della Città Metropolitana, su richiesta
del Sindaco o del Consiglio metropolitano.
Qualora il Consiglio metropolitano non
intenda conformarsi al parere della Conferenza
metropolitana è tenuto a darne adeguata
motivazione.
87

In particolare la Conferenza
metropolitana, esprime il parere
vincolante sull’adozione del Piano
Strategico e del Piano territoriale
proposti dal Consiglio metropolitano,
con i voti che rappresentino almeno
la maggioranza assoluta dei presenti.
88
 La
Conferenza metropolitana delibera
in materia di Statuto ed esprime il
parere obbligatorio sugli schemi di
bilancio con le modalità previste
dall’art. 1, comma 8, della legge n.
56/2014.
89

Per non bloccare un adempimento (approvazione del
bilancio), previsto per legge in tempi predeterminati,
nel caso in cui il parere non venga espresso dalla
Conferenza Metropolitana entro 30 giorni dalla data di
convocazione per il bilancio preventivo e di 10 giorni
per il rendiconto della gestione, il Consiglio può
procedere all’approvazione del bilancio preventivo e del
rendiconto della gestione anche in assenza dello stesso.
90

la Conferenza, quando esprime parere
vincolante, assume le proprie deliberazioni a
maggioranza dei voti, sempre che questi
rappresentino almeno un terzo dei comuni e la
maggioranza della popolazione
complessivamente residente. In tutti gli altri
casi la Conferenza vota a maggioranza dei
presenti, che devono comunque essere pari alla
metà più uno dei componenti.
91
Rapporti tra Città Metropolitana
e comuni o unioni di comuni
92
Zone omogenee

In considerazione del fatto che la Città
Metropolitana di Torino è caratterizzata da una
estesa dimensione territoriale e da una grande
frammentazione amministrativa e tenuto conto
delle caratteristiche di policentrismo degli
insediamenti socio demografici, delle
localizzazioni produttive, del sistema ambientale
e delle relazioni economiche, culturali e del
rapporto estensione territorio/popolazione …
93
zone omogenee


la Città Metropolitana è costituita da zone
omogenee caratterizzate da contiguità
territoriale e con una popolazione non
inferiore a 80.000 abitanti.
Le zone omogenee sono istituite dal Consiglio
metropolitano, sentiti preliminarmente i
Comuni coinvolti, e sentita la Conferenza
metropolitana, secondo quanto previsto dalla
legge
94


Al fine di consentire una efficace partecipazione e
condivisione dei comuni al governo della Città
Metropolitana, le zone omogenee costituiscono
articolazione operativa della Conferenza
metropolitana.
Esse esprimono pareri sugli atti del Consiglio
metropolitano che le riguardano specificatamente e
partecipano alla formazione condivisa del Piano
strategico e del Piano territoriale metropolitano,
secondo modalità stabilite dal regolamento sulle zone
omogenee.
95

Le zone omogenee costituiscono altresì
articolazione sul territorio delle attività e dei
servizi decentrabili della Città Metropolitana e
possono divenire ambito ottimale per
l’organizzazione in forma associata di servizi
comunali e per l’esercizio delegato di funzioni
di competenza metropolitana.
96


Le zone omogenee sono disciplinate da
apposito regolamento approvato dal Consiglio
metropolitano, sentita la Conferenza
metropolitana.
Eventuali modifiche all'intesa costitutiva delle
zone omogenee, ovvero alla delimitazione delle
stesse, non comportano modificazioni dello
Statuto.
97
Assemblea dei Sindaci

Ogni zona omogenea è retta
dall’Assemblea dei Sindaci dei
comuni facenti parte della singola
zona omogenea che nomina nel
proprio seno un portavoce, come
previsto dal regolamento di cui al
comma 4.
98
Collegio dei portavoce
 E’
istituito il Collegio dei portavoce
che svolge funzioni di coordinamento
tra le zone omogenee e gli organi della
Città Metropolitana.
99

La Città Metropolitana può esercitare le
proprie funzioni amministrative in forma
decentrata, mediante l’organizzazione presso le
zone omogenee di uffici comuni con le
amministrazioni comunali e le unioni di
comuni.
100
unione e fusione tra i comuni

Ai fini di un’ottimale organizzazione dei servizi
sul territorio, la Città Metropolitana sostiene e
promuove, anche mediante l’impiego di
proprie strutture e risorse umane, i processi di
unione e di fusione tra i comuni delle singole
zone omogenee, favorendo la progressiva
aggregazione e semplificazione delle diverse
forme associative tra i comuni, anche
attraverso convenzioni tra zone omogenee
attigue.
101
Trasferimento di funzioni

Il Consiglio metropolitano, su proposta del
Sindaco, può

trasferire specifiche funzioni della Città
Metropolitana alle zone omogenee sulla base delle
singole specificità territoriali e a condizione che le
stesse


costituiscano e rendano operativa una sola unione di
comuni comprendente la totalità del territorio di
riferimento,
ovvero federino l’intero territorio mediante una o più
convenzioni tra unioni di comuni e/o comuni.
102

nel rispetto dei principi di sussidiarietà,
differenziazione e adeguatezza, possono essere
conferite funzioni della Città Metropolitana a
comuni singoli
 unioni di comuni
 convenzioni plurifunzionali,
purché aventi popolazione superiore a 30.000 abitanti.


La deliberazione del Consiglio individua le
risorse umane, finanziarie e strumentali
connesse all’esercizio delle funzioni conferite
103

All’attuazione della delibera consiliare provvede
il Sindaco tramite convenzione tra la Città
Metropolitana e i Comuni, le Unioni di comuni, i
comuni convenzionati o le Zone Omogenee
interessate, precisando
la durata dei conferimenti
 i compiti di coordinamento e vigilanza riservati alla
Città Metropolitana
 le risorse

104
Rapporti convenzionali di
avvalimento o delega tra la Città
Metropolitana e i comuni o le
loro unioni
105
avvalimento


il Consiglio metropolitano può deliberare
l’avvalimento in favore della Città
Metropolitana o, viceversa, in favore dei
comuni o delle unioni di comuni interessate,
delle rispettive strutture, al fine di esercitare in
forma congiunta funzioni dei due livelli di
governo.
Nelle convenzioni sono disciplinati gli aspetti
organizzativi del rapporto di avvalimento
106
delega dell’esercizio di funzioni


Le convenzioni sono stipulate dal Sindaco e
delle stesse viene data tempestiva
comunicazione al Consiglio metropolitano.
In alternativa all’avvalimento, le convenzioni di
cui possono prevedere la delega dell’esercizio
di funzioni dei comuni da essi, ovvero dalle
proprie unioni, alle strutture della Città
Metropolitana, che ne diventa capofila
107
Accordi, intese e altre forme di collaborazione
tra Città Metropolitana e comuni

La Città Metropolitana può stipulare accordi, intese e
altre forme di cooperazione e collaborazione con i
comuni del territorio ai fini




della organizzazione e gestione comune di servizi
della gestione coordinata e condivisa dell’esercizio delle
rispettive funzioni
della realizzazione di opere pubbliche di comune interesse
Gli accordi e altri atti previsti dal comma precedente
sono adottati dal Consiglio metropolitano, su
proposta del Sindaco
108
Assistenza tecnico-amministrativa ai
comuni e cooperazione metropolitana




gestione e valorizzazione delle risorse
umane
prevenzione della corruzione e promozione
della trasparenza
appalti ed acquisti, di gestione di reti e
servizi informatici e realizzazione di opere
pubbliche
pianificazione territoriale ed urbanistica
109

Accordi tra Città Metropolitana,
Comuni e unioni di comuni esterni al
territorio metropolitano
110
IL GRADO DI DEMOCRATICITA’
CON PARTICOLARE RIGUARDO

ALL’ELEZIONE DIRETTA DEL
SINDACO METROPOLITANO

ALL’INTRODUZIONE DI ISTITUTI
DI DEMOCRAZIA DIRETTA
111
elezione diretta del Sindaco



L’elezione diretta del Sindaco non risulta allo stato
possibile, perché non si configura per la Città
Metropolitana di Torino nessuna delle due condizioni,
alternativamente necessarie, ai sensi di quanto disposto
dall’art. 1, comma 22, della Legge 56/2014:
l’articolazione del comune capoluogo in più comuni a
seguito di referendum
una popolazione superiore a tre milioni di abitanti.
112
il contesto
l’attenzione per la rappresentatività dei territori
 il loro coinvolgimento sia in fase di programmazione
che di decisione
 la centralità delle aree omogenee rispetto al comune
capoluogo,
sono tutti strumenti che lo Statuto appronta per
recuperare lo squilibrio tra i territori più distanti e con
peculiarità diverse, per la effettiva omogenizzazione
dell’intero contesto amministrato

113
strumenti di democrazia diretta

lo statuto prevede
la partecipazione popolare,
 il referendum consultivo,
 le forme di consultazione e la democrazia in rete,

con una disciplina di dettaglio da adottare mediante
regolamento
114
principio del coinvolgimento

Si prevede che la Città metropolitana informa la
sua attività al principio del coinvolgimento e
della più ampia consultazione dei comuni,
singoli o associati, e delle comunità ricomprese
nel suo territorio e, al fine di assicurare un
costante contatto fra l’ente e i cittadini, adotta
un regolamento sulla democrazia partecipata che
disciplina i casi e le modalità in cui possono
essere attuate forme di consultazione e di
referendum popolare.
115
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Lo statuto e l`organizzazione della città