LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 1 Premessa La filosofia da cui nasce la guida è legata ad una nuova visione della comunità, nella quale le “buone relazioni fra persone” diventano un elemento determinante. Per questo è fondamentale sviluppare il “senso di appartenenza”, ovvero la consapevolezza di vivere in un contesto più ampio, insieme ad altre persone, avendo ben presente che “la qualità della vita del contesto in cui viviamo” possiamo migliorarla secondo quanto, ciascuno di noi, è disponibile ad impegnarsi per renderla migliore. Quindi l’attenzione non è solo posta sull’individuo, nè sulle strutture sociali, ma sulla capacità di mettere in relazione individui, gruppi, sistemi, reti. Adottare questo sistema significa incentivare la partecipazione attiva dei cittadini che è elemento fondamentale per il mantenimento della coesione sociale. Romano Manetti Presidente Pubbliche Assistenze Toscane Firenze, Maggio 2010 1 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 2 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 3 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 4 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 5 I servIzI socIalI d'Interesse generale I servizi sociali d'interesse generale (SSIG) sono distinti, secondo gli orientamenti comunitari, in due aree: servizi relativi allo schema pensionistico e servizi di protezione e assistenza, questi ultimi dipendenti in maniera sostanziale delle specificità del territorio. I servizi di protezione ed assistenza presentano le seguenti caratteristiche; • spesso sono svolti da soggetti senza scopo di lucro • vengono realizzati con l'impiego anche di personale volontario • contribuiscono fortemente all'integrazione sociale ed alla coesione della comunità • sono fortemente influenzati dalle tradizioni e dalle abitudini sociali • sono difficilmente uniformabili • presuppongono una dimensione relazionale difficilmente standardizzabile. 5 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 6 Il “ciclo di vita” di un servizio di protezione ed assistenza, se finanziato con risorse pubbliche è il seguente: Se finanziato con risorse proprie dell'associazione è invece è il seguente: 6 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 7 contrIbuto del servIzIo alla coesIone socIale sul terrItorIo Una delle caratteristiche fondamentali dei SSIG è quella di svolgere un ruolo preventivo e di coesione sociale, e di fornire un aiuto personalizzato per facilitare l’inclusione nella società e garantire il godimento dei diritti fondamentali. Essi comprendono l’assistenza ai cittadini in momenti di difficoltà personali o a momenti di crisi , completano e sostengono il ruolo delle famiglie nelle cure destinate agli anziani, le attività che favoriscono l’integrazione delle persone con esigenze a lungo termine a fronte di una disabilità o di un problema sanitario. Negli ultimi anni la tendenza è quella di mantenere la persona nel proprio ambiente naturale di vita attivando intorno la rete di sostegno formale e informale, che fornisce sia gli aiuti materiali (fisici, economici, strutturali), ma anche quelli immateriali (relazionali, psicologici). Pertanto ogni servizio deve essere progettato rifacendosi ad una concezione complessiva della salute determinata da un equilibrio complesso e dinamico di fattori fisiologici, psicologici e sociali. Nella progettazione del servizio deve emergere il contributo che lo stesso fornisce alla coesione sociale del territorio. Per far questo è necessario prima di tutto individuare le problematiche del territorio e delineare le soluzioni che, attraverso il servizio, è possibile fornire ai problemi emersi. 7 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 8 PeculIarItà deI servIzI socIalI d'Interesse generale I SSIG presentano alcune peculiarità: – operare in base al principio di solidarietà, necessario in particolare in caso di mancata selezione dei rischi o in caso di mancanza, a livello individuale, di un’equivalenza fra versamenti e prestazioni; – hanno un carattere globale e personalizzato, che integra la risposta ad esigenze diverse in modo da garantire i diritti fondamentali e tutelare le persone più vulnerabili; – non hanno scopo di lucro bensì l’obiettivo di affrontare le situazioni più difficili, facendo spesso parte di una tradizione con radici storiche; – comprendono la partecipazione di volontari, espressione delle capacità della cittadinanza; – hanno un forte radicamento connesso a tradizioni culturali (locali). Questo aspetto trova spesso espressione nella prossimità fra il fornitore del servizio e il beneficiario, il che consente di tener presenti le esigenze specifiche di quest’ultimo; LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 9 – attivano rapporti complessi e diversificati fra coloro che forniscono il servizio e i beneficiari, che non rientrano nell’ambito di un “normale” rapporto fornitore/consumatore e che spesso richiedono la partecipazione finanziaria di terzi (enti pubblici). La realizzazione di un servizio di protezione ed assistenza si sviluppa secondo il seguente schema: LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 10 10 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 11 ProgettazIone La progettazione deve basarsi sulle seguenti attività: • monitorare i bisogni della popolazione anziana • sviluppare nuovi servizi in relazione ai bisogni emergenti • valutare lo stato di bisogno e progettare soluzioni assistenziali personalizzate • coordinare gli interventi in atto sul territorio e garantire l'integrazione tra gli operatori e tra i servizi. Qualora il servizio sia a pagamento parziale o totale per l'utente, i criteri devono essere concordati con gli anziani e devono tener conto del redditto e della situazione personale. Nella fase di progettazione del servizio è necessario predisporre un budget preventivo in cui siano individuati tutti i costi del servizio e le entrate per coprire tali costi. 11 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 12 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 13 comunIcazIone L'informazione più efficace è quella che passa attraverso un contatto diretto con le persone, per questo risultano molto importanti gli incontri con coloro che sono punto di riferimento della comunità. La comunicazione deve fornire dati esaustivi e completi circa gli obiettivi, le modalità di accesso (orario, costo, contatti mail e telefonici, ubicazione, etc.). Gli strumenti da utilizzare sono vari: • comunicazione WEB, sia per familiari che gli anziani. • brochure e volantini informativi, questi devono essere distribuiti nei luoghi chiave del territorio: ambulatori medici, presidi ospedalieri, servizi territoriali luoghi pubblici come poste, supermercati, luoghi di aggregazione come associazioni o centri sociali e culturali. Qualora vi sia la presenza di anziani immigrati, dovrebbero essere redatti nelle varie lingue in riferimento ai gruppi etnici presenti sul territorio. • Pubblicizzazione attraverso i principali media, qualora ve ne sia la possibilità. 13 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 14 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 15 accesso al servIzIo Esiste un problema di accessibilità materiale, legata alla localizzazione dei punti d'informazione ed un problema d'accessibilità immateriale, legata alla documentazione che deve essere compilata ed alle procedure d'accesso. La sede del punto d'accesso deve essere ben raggiungibile e la documentazione da compilare estremamente semplice, tale da poter essere compilata da una persona non esperta senza bisogno d'aiuto. Dobbiamo tener presente che è importante riequilibrare le disparità che impediscono l’equità nell’accesso ai servizi ed ostacolano la partecipazione e l’integrazione sociale. Il servizio non solo deve assicurare l'uguaglianza formale, ma intervenire sugli elementi, sia materiali che immateriali, che ne limitano la fruizione, garantendo uguaglianza sostanziale. Particolare attenzione deve essere riservata alla tempistica d'accesso al servizio. PredIsPosIzIone del PIano d'assIstenza Il piano d'assistenza deve essere redatto basandosi sulle esigenze dell'utente ed attraverso il coinvolgimento dello stesso. Erogazione prestazioni Le prestazioni devono essere erogate facendo attenzione in particolare ai seguenti aspetti: 15 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 16 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 17 • relazioni fra l'anziano, l'operatore ed i familiari • creazione di momenti d'interazione fra tutti i soggetti coinvolti • realizzazione delle attività di comunicazione attraverso il telefono o il contatto personale • prestare attenzione allo stato di salute dell'anziano ed al suo miglioramento • prestare attenzione ai problemi sociali ed economici dell'anziano ed alle sue ansie. Durante l'erogazione del servizio è importante che la dirigenza della struttura coinvolga i lavoratori e/o i volontari nelle scelte relative alla gestione del servizio Un fattore determinante durante l'erogazione del servizio è costituito dalle competenze degli operatori, siano essi dipendenti o volontari. L'operatore deve saper capire le necessità della persona con cui lavora, valutare cosa le serve e dare delle risposte adeguate. Oltre le capacità e conoscenze relative alla attività che il soggetto deve svolgere è necessario che l'operatore dimostri capacità e conoscenze relativamente alle attività che favoriscono la relazione d'aiuto ovvero: • saper ascoltare • non prendere decisioni per l’altro • avere atteggiamento non giudicante 17 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 18 • cercare di instaurare una comunicazione con l'assistito • cercare di instaurare un rapporto di fiducia e dargli sicurezza • valorizzare le risorse dell’assistito • avere un atteggiamento empatico. monItoraggIo Questa attività, deve partire dall'individuazione del numero di persone che accedono al servizio, rispetto alla popolazione potenzialmente interessata. Si tratta di un aspetto importante, e fondamentale per comprendere l'efficacia e l'efficienza dell'attività di comunicazione che sono alla base del servizio. Per questo in fase di progettazione è importante individuare l'universo potenziale di riferimento. LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 19 Il monitoraggio deve essere strutturato in maniera tale da permettere di comprendere se vi sono gruppi di persone potenzialmente interessati che non hanno accesso al servizio ed in caso positivo, quali sono gli elementi che impediscono l'accesso; deve coinvolgere tutti i gruppi interessati dal servizio (familiari, operatori, anziani), utilizzando strumenti di tipo qualitativo. Viene creato un “gruppo guida” composto da rappresentanti di ogni realtà, che si riunisce periodicamente (da una volta al mese a una volta ogni tre mesi) al fine di monitorare l’andamento del servizio attraverso strumenti di tipo qualitativo, come interviste semi-strutturate e/o focus-group. Se ciò non fosse possibile può essere costruito un breve questionario con risposte a scelta multipla. LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 20 20 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 21 Gli indicatori da utilizzare per la valutazione devono essere i seguenti: 21 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 22 22 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 23 Area di valutazione: caPacItà dI rIsPondere aI bIsognI realI esPressI Indicatori: • percentuale di domanda soddisfatta rispetto alla domanda potenziale • tempi d'analisi della richiesta • tempo di accesso al servizio • difficoltà a redigere i moduli per accedere al servizio • costo del servizio 23 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 24 Area di valutazione: QualItà PartecIPata Indicatori: • modalità comunicativa con gli operatori dell’assistenza (telefono, faccia a faccia….) • frequenza nella comunicazione con gli operatori dell’assistenza • comportamento degli operatori riguardo a gentilezza e rispetto • rispetto dei valori personali da parte degli operatori • l'importanza data dagli operatori ai problemi fisici dell'anziano • l'importanza data dagli operatori alle ansie dell'anziano • l'importanza data dagli operatori ai problemi sociali dell'anziano • flessibilità delle risposta in funzione di nuove esigenze • capacità del servizio di mantenere sviluppare le proprie capacità • grado di coinvolgimento degli utenti o dell’operatore nelle scelte relative alla programmazione del servizi. 24 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 25 Area di valutazione: caPacItà d'InnovazIone: Indicatori: • capacità di creare nuovi servizi in funzione di nuove domande • capacità di protezione degli utenti vulnerabili • capacità di creare reti per raggiungere gli utenti più vulnerabili • capacità di recepire nella programmazione gli input dal basso (utenza, operatori e famiglie) • capacità di facilitare l'accesso al servizio per gli utenti marginali • capacità di utilizzo di equipaggiamento tecnologico • capacità di creare partnership formali ed informali e di scambiarsi le risorse • frequenza del servizio • tempo necessario ad accedere al servizio. 25 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 26 Area di valutazione: sostenIbIlItà del servIzIo Indicatori: • il servizio richiede una compartecipazione finanziaria dell'utenza • vengono reperite risorse pubbliche o private per pagare il servizio. 26 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 27 Area di valutazione: caPacItà dI lavorare In sItuazIonI a rIschIo o borderlIne Indicatori: • livello di qualifiche dello staff • competenze richieste allo staff • livello di competenze rispetto agli ambiti (relazionale, legale, sanitario, amministrativo, organizzativo) • livello di benessere dell'operatore • da quanto tempo l'operatore lavora presso il servizio • livello di collaborazione fra operatori • soddisfazione dell'operatore relativa all'andamento del servizio • critiche ed osservazioni verso il servizio • sentirsi ascoltati dal servizio. 27 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 28 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 29 Conclusioni Il progetto europeo che ha dato vita alla presente guida coinvolgeva la Romania e l’Olanda oltre che l’Italia. Il progetto è nato proprio partendo dalle diversità dei tre paesi nell’affrontare le tematiche assistenziali legate alla popolazione anziana. Durante tutto il percorso ci siamo dovuti confrontare con strumenti, metodi, percorsi diversi. Vogliamo proprio ricordare come, fra le difficoltà incontrate, forse aggiuntive e non preventivate, ci sia stata quella di definire fra i paesi interessati al progetto, una comune “terminologia” per indicare gli stessi problemi. Ma è stato proprio attraverso l’esaltazione delle “diversità” che siamo riusciti a fare “sintesi”, mediante una contaminazione reciproca che ha portato alla realizzazione di questa guida. Uno strumento importante che è nato, ci piace ricordarlo, “dal basso”, dall’ascolto delle persone anziane, dai loro bisogni non riportati dalle aride statistiche, ma espressi dalla “viva voce” degli interessati. Forse, per la prima volta, abbiamo capito di quanto fosse importante ascoltarli “gli anziani”; ci siamo seduti 29 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 30 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 31 con loro, ci siamo mescolati con loro, abbiamo condiviso le loro ansie, le loro aspettative, abbiamo cercato di capire quali fossero i loro problemi quotidiani. Ci auguriamo, pertanto, che questa breve guida che nasce “dal basso”, senza alcuna presunzione, possa rappresentare un utile strumento per tutti coloro, soggetti pubblici, associazioni di volontariato, che sui territori sono chiamati a promuovere, organizzare, gestire attività e servizi per gli anziani. La diversità degli individui ci ha consentito di definire e dare significato ad uno strumento “unico”, nel rispetto delle persone e dei loro diritti di “sognare” a qualunque età, una vita migliore. 31 LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 33 PUBBLICHE ASSISTENZE TOSCANE Via Pio Fedi, 46/48 50142 FIRENZE Tel. 055 767851 - Fax 055 76785207 www.pubblicheassistenzetoscane.it - www.gramp.eu UNIONE EUROPEA Fondo sociale europeo PROGRAMMA PROGRESS REGIONE TOSCANA UNIVERSITÀ ALEXANDRU IOAN CUZA DI IASI Guida Qualità sociale d’interesse generale LIBRETTO_fascicolo.qxd 11/05/10 10:54 Pagina 34