Carissimi Insegnanti, deSidera Festival vi propone – in accordo e con il patrocinio del Sistema Bibliotecario Intercomunale di Dalmine, del Comune di Dalmine e del Comune di Osio Sotto – una nuova rassegna di teatro dedicato ai vostri ragazzi, si chiamerà Play&deSidera. La nuova iniziativa raccoglie la preziosa eredità dello storico Fare Scena che, per vent’anni, ha animato i palcoscenici degli spazi, teatrali e non, del Sistema Bibliotecario di Dalmine e che ha permesso a generazioni di bambini di avvicinarsi, attraverso l’istituzione scolastica, al mondo del teatro. È proprio quindi il caso di dire che siamo “nani sulle spalle di giganti” ma, proprio grazie alle spalle dei giganti che ci hanno preceduto, noi, nani curiosi, lavoreremo nell’intento di accompagnare lo sguardo dei vostri alunni un po’ più in là. Un po’ più in là delle aule di scuola, con i banchi e le sedie, un po’ più in là delle strade e delle piazze, con le auto e il cemento, un po’ più in là delle case, con i compiti e i piccoli doveri. Sarà il prezioso strumento del teatro a farci guardare “un po’ più in là” e scoprire un nuovo modo di guardare le cose. E allora, forse, i ragazzi torneranno alle aule di scuola, alle strade, alle piazze e alle case con occhi nuovi, ri-guarderanno il mondo attraverso gli occhi della fantasia e lo troveranno speciale. La nostra specialità è forse quella di spingere il nostro sguardo oltre le mura di casa. Così siamo andati a chiamare teatranti da molte parti d’Italia per portare sui nostri palcoscenici le più belle produzioni che abbiamo visto di teatro-ragazzi. I temi, pur facendo riferimento al mondo fantastico della narrazione, sono tuttavia quelli in cui risuona anche tutta la tensione di deSidera, tutta la sua passione per l’umano e tutta la sua curiosità per ciò che è vero. E cosa c’è di più vero, di più grande dei sentimenti che i bambini provano nella loro quotidianità? Allora Play (gioca-danza-recita) e non scordarti dei tuoi desideri più belli. Play & deSidera. SEDI Le sedi degli spettacoli saranno le seguenti: DALMINE (Teatro Civico), OSIO SOTTO (Teatro Parrocchiale) e altre sedi, sempre all’interno del Sistema Bibliotecario Intercomunale, in via di definizione. Lo spettacolo “Seme di mela” può essere allestito anche all ’interno degli spazi scolastici (saloni, palestre o aule ampie). PAGAMENTO Le Prenotazioni si effettuano compilando la scheda di prenotazione stampata sul retro del presente libretto e inviandola: via fax 0356224738 o via mail [email protected] Le prenotazioni dovranno pervenire entro il 20 dicembre. Entro il 20 gennaio verranno confermate le prenotazioni e comunicati luoghi e orari degli spettacoli. Costo del biglietto: 6 euro. Il costo del biglietto per lo spettacolo Rifugi a Ponte San Pietro all’interno del rifugio antiaereo è di 7 euro. Ingresso GRATUITO per insegnanti e bambini diversamente abili. Il pagamento dovrà essere effettuato tramite bonifico bancario. l’IBAN necessario verrà comunicato alla conferma della prenotazione. Per informazioni sugli spettacoli tel. 347 1795045. 3 - 5 anni (Scuola dell’Infanzia) Mercoledì 25 febbraio Il gioco del lupo, Teatro Distinto (Torino) Giovedì 19 e venerdì 20 marzo Seme di mela, Teatro del Buratto (Milano) 6 – 7 anni (Primo e Secondo anno Scuola Primaria) Martedì 10 febbraio Perché, Compagnia Stilema (Torino) Giovedì 26 febbraio Il gioco del Lupo, Teatro Distinto (Torino) Giovedì 16 aprile Buon appetito, Teatrodaccapo (Romano di Lombardia) Lunedì 4 maggio Il tenace soldatino di stagno, Compagnia degli Accettella (Roma) 8 – 10 anni (Terzo, quarto e quinto anno Scuola Primaria) Mercoledì 11 febbraio Perché, Compagnia Stilema (Torino) Martedì 10 marzo Rodarissimo, Teatro dell’Orsa (Reggio Emilia) Venerdì 17 aprile Buon appetito, Teatrodaccapo (Romano di Lombardia) Martedì 5 maggio Il tenace soldatino di stagno, Compagnia degli Accettella (Roma) 11-13 anni (Scuola secondaria di primo grado) Giovedì 9 aprile Piazza della Costituzione 139, Teatro dell’Orsa (Reggio Emilia) Mercoledì 1 aprile – giovedì 30 aprile Rifugi, Compagnia Filipazzi (Bergamo) SEME DI MELA Giovedì 19 e Venerdì 20 marzo Scuola dell’Infanzia Testo e messa in scena: Aurelia Pini In scena: Ylenia Santo, Valentina Papis Scena e oggetti: Marco Muzzolon TEATRO DEL BURATTO Genere: teatro d’attore Durata: 45 min. Temi: Amicizia - Natura - Crescere e diventare grandi Uno spazio circolare delimitato da tappetini e cuscini colorati dove i bambini possono trovare un posto per sedersi. Al centro di questo spazio rotondo - il luogo del racconto e dell ’ascolto – ci sono un grande piatto colmo di terra (“il mondo della terra”) e due attrici. Attraverso il gioco dell’esplorare, toccare, sentirne il profumo, reinventare creativamente lo spazio e la materia terra, il bambino riconosce e scopre i meccanismi, i gesti e le emozioni di un “suo” giocare. Un viaggio appassionante nel mondo segreto del “sotto la terra”, dove hanno casa animali piccoli e grandi, dove, nella sua tana, attende l’arrivo della primavera la famiglia DeTopis. Anche un piccolo seme di mela aspetta, nero come l’occhio di un topolino, che nel cuore della terra ha la sua casa piccina, piccina... e dove attende, con pazienza che qualcosa accada. Proprio come per ogni bambino, ha bisogno anche lui di tempo per crescere, di amore, di acqua buona e di buon cibo. Un gioco per raccontare ai più piccoli con semplicità che sono una piccola parte di un grande mondo pieno di meraviglie; un mondo di cui prendersi cura, da rispettare, da amare e giocare! IL GIOCO DEL LUPO Mercoledì 25 febbraio Scuola dell’Infanzia Giovedì 26 febbraio Scuola Primaria (1° e 2°) Con: Daniel Gol e Alessandro Nosotti Ideato e diretto da: Daniel Gol, Laura Marchegiani, Alessandro Nosotti TEATRO DISTINTO Genere: teatro d’attore Durata: 55 min Temi: gestione dell’aggressività Spettacolo vincitore Festival Giocateatro 2013 - Torino Una sala regale, un lungo tavolo da pranzo ed un maggiordomo alle prese con la ribellione di un principe. Ogni regola sembra esistere per essere trasgredita, ogni proposta per essere sistematicamente rifiutata. In questo contesto compare il Lupo, simbolo del bisogno che ciascuno di noi sente, di dare libero sfogo alla propria aggressività. Il maggiordomo accompagna il protagonista attraverso le tappe del suo gioco, della sua crescita , lo conduce alla scoperta del suo sentire. Da’ forma al bosco dove il lupo sa muoversi; pone rimedio ai danni che provoca. Il gioco delle parti scorre regolarmente, ma qualcosa di irreparabile accade. Il principe supera i confini del gioco e nell’entusiasmo del suo sfogo provoca un danno cui nessuno può porre il rimedio: rompe l’oggetto del suo gioco. Nuove sensazioni prendono forma: il desiderio di riparare, la vergogna per ciò? che ha fatto, la paura di essere scoperto . Quando la colpa diviene evidente non resta che accettarne le conseguenze, consapevoli dell’inevitabile necessità. Il lupo viene chiuso in gabbia, il principe rimane solo ed infinitamente triste. Un gioco trasgressivo, un danno irreversibile, una punizione, veicolo della presa di coscienza; cosi? la storia appare conclusa, risolta. Ma un finale inatteso capovolge il nostro orizzonte, ci racconta che la realtà è più complessa e sfaccettata di quanto immaginiamo. Ci permette di scoprire che ognuno di noi ha bisogno di dare voce al proprio lupo. BUON APPETITO Giovedì 16 aprile Scuola Primaria (1° e 2°) Venerdì 17 aprile Scuola Primaria (3°, 4° e 5°) Interpretato e diretto da: Massimiliano Fenaroli e Marcello Nicoli TEATRODACCAPO Genere: teatro d’attore, fiaba, coinvolgimento attivo degli spettatori Durata: 60 min. Temi: la varietà dei cibi e l’alimentazione La Premiata ditta Fratelli Latinta è al lavoro! Tinto Latinta e Tanto Latinta sono alle prese con la tinteggiatura di una scuola. L’avvicinarsi dell’agognata pausa pranzo, l’implacabile fame di Tanto ed il suo imbottitissimo panino, offrono lo spunto per gags e battibecchi divertenti che condurranno il pubblico alla scoperta della varieta? dei cibi e dell ’importanza di un’alimentazione corretta. Tinto, amante della buona cucina, convincerà il fratello a scalare gradino dopo gradino la piramide alimentare, aiutandolo a ritrovare il gusto di assaporare i cibi nella loro varietà e nella giusta misura, e placando per un po’ la sua “fame gigante, la sua fame da orco”. E proprio un simpatico orco irrompe nella storia, un orco a cui far smettere di mangiare uomini, donne, bambini e parenti insegnandogli a nutrirsi di cibi sani e nutrienti. Non si può vivere senza mangiare. Può succedere che mangiando si impari a vivere? Questa è la divertente scommessa dello spettacolo che sulle “tavole“ del palcoscenico, cucina una piccola e istruttiva storia alimentare. Gli ingredienti sono: la comicità, l ’appetito, il gusto dei cibi, i sapori delle storie, i colori delle ricette, la partecipazione dei piccoli e grandi spettatori ed un pizzico di fantasia. Strutturato in un atto unico della durata di 65’, in Buon Appetito! si utilizzano linguaggi comunicativi diversi (racconto, canzoni, grafica, ...), capaci, nella loro molteplicità, di raggiungere e coinvolgere spettatori di tutte le età. La storia presentata è composta da una prima e una terza parte ambientate nel tempo presente in una realtà molto familiare a bambini e ragazzi; in queste due parti, con levità e simpatia, si invitano gli spettatori ad interrogarsi circa la condotta alimentare individuale, suggerendo (senza traccia di tecnicismi e pedanteria) alcuni semplici consigli. La seconda parte, quella centrale, è un’appassionante incursione in un mondo fantastico, dove attraverso l’avvincente stratagemma di insegnare ad un orco a mangiare sano, si amplificano e consolidano i messaggi prioritari di Buon Appetito!. Dal punto di vista narrativo le tre parti dello spettacolo sono proposte senza soluzione di continuità e sono impreziosite da un ’affascinante uso di scenografia, luci ed ambiente sonoro che ne amplificano la godibilità. PERCHÉ Martedì 10 febbraio Scuola Primaria (1° e 2°) Mercoledì 11 febbraio Scuola Primaria (3°, 4° e 5°) Di e con: Silvano Antonelli COMPAGNIA STILEMA Genere: teatro d’attore Temi: domande dei bambini e rapporto con i genitori ETI - STREGAGATTO 1994/1995 (Premio speciale come miglior attore) Nel Teatro, e nel Teatro Ragazzi in particolare, può succedere che ci siano spettacoli che ti accompagnano per tanto tempo. A volte per tutta la vita. Così è stato per lo spettacolo “Perché” e per me. Ricordo quei giorni del ‘93/’94 in cui facevo laboratori con bambini di scuola materna ed elementare. Creavo situazioni e inventavo sistemi per raccogliere i tanti “perché” dei bambini. Parlavo anche con i genitori. Mi raccontavano le piccole e grandi domande spiazzanti che i figli ponevano loro. Ricordo quando, dopo mille pensieri e mille tentativi, mi sembrava di avere trovato l’idea giusta. I bambini mi avevano fatto capire che gli adulti, quando erano indaffarati, non avevano tempo per rispondere. Da questa suggestione era nata l ’idea che la scenografia fosse, semplicemente, un grande mucchio di giornali con sopra una poltrona rossa. Il mio personaggio era un padre, reduce dalle tante battaglie quotidiane, che arrivava a casa e voleva “stare tranquillo” a leggere il giornale. Uno strano pupazzo-figlio gli poneva un ’infinità di domande e, il padre, era costretto a rispondere, facendosi trascinare in un gioco di fantasie create proprio con i fogli di giornale. L’elemento che divideva, il giornale, diventava quello che consentiva di comunicare. I bambini mi avevano insegnato che, in uno spettacolo teatrale, il significante e il significato dovevano essere tra loro intimamente legati. I bambini, in fatto di semiotica teatrale, l’hanno sempre saputa lunga. “Perché” è uno spettacolo che, per la nostra Compagnia, ha avuto molta fortuna. Ha vinto premi e girato parecchio In venti anni molte cose si modificano. E io, recitando, le ho viste cambiare proprio guardando le pagine di quel giornale che, per vezzo e amore di verità, tenevo in mano all’inizio dello spettacolo e che avevo comprato proprio quella mattina in modo che fosse il giornale proprio “di quel giorno lì”. Così, pagina dopo pagina, ho visto passare politici, guerre, divi internazionali, pubblicità, fatti di cronaca. Lo stesso giornale dal bianco e nero è passato al colore. Il formato si è fatto più piccolo, con non pochi problemi di manipolazione. L’unica cosa che non è mai cambiata sono state le domande dei bambini Come se fossero sempre nuove, attuali, universali. Così come gli interrogativi che ponevano e continuano a porre. In venti anni ti si stratificano dentro un’infinità di sensazioni e ricordi: la prima replica, le facce dei bambini francesi, lo Stregagatto, il giorno di Madrid. Mille luoghi e mille situazioni. Mille aneddoti. IL TENACE SOLDATINO DI PIOMBO un film da palcoscenico Lunedì 4 maggio Scuola Primaria (1° e 2°) Martedì 5 maggio Scuola Primaria (3°, 4° e 5°) Di e con: Valerio Malorni e Fabrizio Pallara TEATRO DELLE APPARIZIONI Genere: teatro e cinema Temi: Fiaba e animazione cinematografica Una stanza, molti giocattoli, una finestra che si affaccia su un esterno immaginario, la pioggia, le luci soffuse di un interno intimo e caldo, per raccontare la storia del soldatino di piombo e della sua ballerina. La celebre fiaba viene reinterpretata in un gioco in cui gli oggetti prenderanno vita parlando, combattendo, danzando, protagonisti di un film teatrale proiettato su un grande schermo in diretta. Il set è dunque la stanza dei giochi, il luogo in cui avviene la meraviglia e qui il teatro si mostrerà nel suo farsi al servizio dell ’occhio della telecamera che, come il buco della serratura di una porta invisibile, offrirà agli spettatori uno sguardo inedito e privilegiato, per entrare nella storia osservando il piccolo e l’impercettibile. Due piani di azione, due differenti visioni, due linguaggi a confronto, quello teatrale e quello cinematografico, che si sveleranno e si misureranno per unirsi e raccontare una grande storia d’amore. Lo spettacolo di e con Valerio Malorni e Fabrizio Pallara è una curiosa creazione che vive tra cinema e teatro utilizzando in modo creativo tutte e due i linguaggi. La celebre fiaba di Andersen viene infatti reinterpretata in un reale gioco di ruolo in cui gli oggetti posti sul palcoscenico, che ricostruiscono la celebre stanza protagonista della vicenda, prendono vita “parlando, combattendo, danzando, protagonisti di un film teatrale proiettato su un grande schermo in diretta”. La videocamera dei due attori animatori si muove nella stanza restituendo in un gioco continuo di rimandi la celebre storia del rapporto di amore tra un soldatino di stagno con una gamba sola ed una ballerina, posta in alto, troppo lontana da lui. Il viaggio che il protagonista compie per ricongiungersi con la sua bella diventa una sorta di romanzo di formazione che si dipana via via attraverso l’incontro con gli altri giochi che popolano la stanza: un elefante, un ragno, la signora delle polpette, un gruppo di soldati in azione, un aereo, diversi gruppi di animali, Pinocchio, un vecchio saggio. Ognuno di essi si rifà ad un sentimento, ad uno stato d’animo, componendo così una sorta di scalata verso una maturazione consapevole, che accompagna quella reale verso l ’amore tanto agognato. Tutto il racconto, ambientato in una stanza in un pomeriggio di pioggia, lascia il finale molto aperto a diverse suggestioni. (Mario Bianchi su “Eolo”) RODARISSIMO Martedì 10 marzo Scuola Primaria (3°, 4°, 5°) Di e con: Monica Morini Al pianoforte: Claudia Catellani Collaborazione artistica: Bernardino Bonzani TEATRO DELL’ORSA Genere: teatro d’attore e di narrazione con musica dal vivo, interazione con i bambini Durata: 55 min. Temi: la fantastica delle storie, immaginazione e creatività Fonti: G. Rodari, “Favole al telefono”, “Tante storie per giocare” e “La grammatica della fantasia” Benvenuti allo zoo delle fiabe con le bestie più rare. La Fata delle Storie è arrivata per spolverare l’occhio della fantasia ai bambini, a quelli che guardano troppa televisione e ascoltano poche storie. È stata inviata dal mago delle parole, il Signor Rodari, insieme a Smeraldina che non sbaglia mai una “notina”. Una girandola di storie accompagnate dalla musica, che corrono sul filo del telefono dove i protagonisti sono tutti in viaggio: Giovannino Perdigiorno che finisce nel paese con le esse davanti, Pulcinella che viaggia nel paese dei gatti o Alice Cascherina che cade ovunque, anche in mare. Miracoli di invenzione ispirati alle Favole al telefono e a Tante storie per giocare. Sul palco un pianoforte strampalato e un telefono gigante, un posto riservato a una bambina che non solo è chiamata ad ascoltare, con lei la Fata delle Storie attraversa luoghi sognati e fantastici. Parole, immagini e colori, per raccontare fiabe dove le strade ti portano lontano, i tamburi fanno ballare civette e briganti, gli “scannoni” invece di sputar fuoco e far la guerra, la disfano. Le storie servono proprio perché in apparenza sembrano non servire a niente, come diceva Gianni Rodari, servono alla poesia, alla musica e all’uomo intero o meglio ancora a completare l’uomo. Un tempo per ridere, incantarsi e raccogliere semi di fantasia, che metteranno gemme e radici. RIFUGI da mercoledì 1 aprile a giovedì 30 aprile (Scuola Secondaria di Primo Grado) Di e con: Ferruccio Filipazzi COMPAGNIA FILIPAZZI Genere: teatro d’attore Temi: Seconda Guerra Mondiale Fonti: P. A. Sandfort “Ben, Storia di un giovane ebreo sopravvissuto all’Olocausto”, U. Orlev “L’isola in Via degli Uccelli”, B. Doherty “Storie di meraviglia” Uomini, donne e bambini, sotto le bombe si trovano in questi spazi, stretti a condividere il tempo e spesso questo tempo si trasforma in tempo delle storie e della Storia. La storia è anche questo tunnel, questo stare sottoterra; la vita, la guerra, la verità sono qui, ma anche da un’altra parte. “Io la storia di quegli anni l’ho imparata dopo, leggendo. Quanti ne ho letti di libri! Quando sei giovane e vivi dentro alle cose…Ecco, le vivi, ma non c’è il distacco sufficiente per capirle… sì dopo avverti le brutture, le ingiustizie, le falsità, ma allora, tranne straordinarie eccezioni, pensi a giocare, a cantare, divertirti, innamorarti…” La storia siamo noi: ci siamo dentro, anche se non ce ne accorgiamo, possiamo viverla, cambiarla o semplicemente farcela passare sopra, lasciare un segno anche se piccolo o essere solo polvere impalpabile che scorre via con un semplice soffio. E allora immagini di guerra, morte, sangue e sofferenze, ma anche e soprattutto di piccoli gesti quotidiani, semplici e scontati, che danno volto alla speranza e al futuro. Con il patrocinio di Comune di Ponte San Pietro PIAZZA DELLA COSTITUZIONE, 139 Giovedì 9 aprile (Scuola Secondaria di Primo Grado) Di e con: Monica Morini e Bernardino Bonzani Collaborazione alla drammaturgia: Annamaria Gozzi TEATRO DELL’ORSA Genere: teatro d’attore Temi: legalità e Costituzione La democrazia è la modalità di convivenza che permette a chiunque di percorrere il cammino verso la realizzazione personale e verso la ricerca della propria felicità. G. Colombo Quali sono le regole di un gioco chiamato vita? Si può davvero vivere senza regole? I diritti e i doveri camminano insieme nel nostro agire quotidiano? Lo spettacolo prova a condividere queste domande, esplorando i principi fondamentali iscritti nella Costituzione Italiana. Lo fa attraverso il teatro, ricrea situazioni reali e paradossali, sul palcoscenico prendono vita storie ispirate a diritti e doveri ignorati o violati, alle scelte del quotidiano che ci dicono il nostro riconoscerci o no in quei principi. Ironia e profondità abbracciano il pubblico, più volte sollecitato a rispondere, a lasciare un segno. Grazie all’esperienza dei laboratori condotti nelle scuole sui temi della legalità e della Costituzione, lo spettacolo si è arricchito dello sguardo e delle testimonianze dei ragazzi, della loro percezione della realtà. Con l’aiuto delle video proiezioni si propone ai giovani spettatori un percorso per avvicinarsi al senso civico e al senso di cittadinanza. Chiama a riflettere ancora su parole che possono apparire desuete o di altri tempi, come solidarietà, uguaglianza, dignità. La democrazia è un lavoro, una fatica. Se condivisa è una fatica che costruisce futuro. SCHEDA DI PRENOTAZIONE Da inviare esclusivamente via FAX al Num. 035-622.48.70 o via mail a [email protected] SCUOLA CLASSE INDIRIZZO LOCALITÀ INSEGNANTE REFERENTE NUMERO DI TEL. INDIRIZZO EMAIL PRENOTAZIONE Si prenotano n.______ posti di cui n.______ ragazzi e n.______ insegnanti per lo/gli spettacolo/i: 1. TITOLO ____________________________________________________ 2. TITOLO ____________________________________________________ 3. TITOLO ____________________________________________________ 4. TITOLO ____________________________________________________ Vi invitiamo a segnalare l’eventuale numero di ragazzi disabili.