Prima lezione di grammatica
by Luca Serianni
Serianni è uno di quegli autori verso cui ho dei pregiudizi (in senso etimologico). Tengo la sua Garzantina sulla
grammatica italiana come oracolo per tutte le volte in cui ho dubbi su come si scrive qualcosa in italiano corretto.
E nemmeno con questo agile libretto sono stato deluso: anzi!
Non spaventatevi dal titolo: di lezioni, qua, non ce ne sono affatto. Piuttosto, Serianni non solo mostra al lettore
come la grammatica italiana non sia scolpita nel granito, ma lo accompagna a vedere come e spesso perché le
forme si evolvono, facendo confronti con l'italiano dei secoli passati e spesso con altre lingue. Gli esempi, corretti
e no, arrivano dalle fonti più disparate: scrittori antichi e contemporanei, temi degli studenti (in genere errati...),
articoli di giornale (in genere corretti). Ho scoperto cose per me assolutamente nuove - e anche qualche errore
che commettevo - sulla lingua italiana- ad esempio che "provincie" con la i deriva direttamente dalla versione
latina, e la regola che ci hanno insegnato a scuola è solo un'utile semplificazione.
Il tutto è scritto con un lessico assolutamente irreprensibile e tecnico, eppure comprensibile e anche divertente,
forse anche perché Serianni più che normare e bacchettare vuole appunto bene alla nostra lingua- bene
addirittura al punto di restare ottimista sul suo uso. Leggetelo, non vi pentirete.|Questo l'avevo recuperato ancora
ai tempi dell'uni. Poi l'avevo messo lì in attesa di tempi migliori. Che sembrano essere arrivati. Bastava avere
pazienza... ^__^
Cominciamo specificando una cosa: chi legge questo libro deve avere una buona conoscenza della grammatica e
dei termini grammaticali, altrimenti non ne uscirà vivo. Difatti, la sottoscritta - digiuna di grammatica italiana da
almeno quindici anni - ha avuto il suo bel daffare per seguire il discorso quando si andava un po' più sul tecnico.
Allo stesso tempo, però, lo stile di Serianni è molto semplice e riesce a spiegare concetti anche complicati in
maniera molto comprensibile.
Sì, insomma, prima lezione, pensavo fosse qualcosa di un po' più blando e invece si tirano fuori concetti che per
Sì, insomma, prima lezione, pensavo fosse qualcosa di un po' più blando e invece si tirano fuori concetti che per
una pseudo-linguista come la sottoscritta sono molto interessanti. E mi è piaciuto anche il fatto che le cose
venissero spiegate in termini tecnici. Cerco di esprimermi meglio: in molti libri per un pubblico vasto si tende a
evitare tutti i termini specialistici perché si ha paura che spaventino il lettore che si è appena avvicinato e,
personalmente, spesso la cosa mi dà un po' fastidio perché un termine preciso al posto giusto risolve spesso un
sacco di problemi di comprensione. Per capirci, questo è un libro di un italianista per aspiranti italianisti, che
devono avere un minimo di conoscenze pregresse.
Mi è anche piaciuto l'atteggiamento che Serianni mantiene nel corso del libro. Lui raramente dice che un uso
linguistico è giusto o sbagliato. Leggendo altri libri sul tema della lingua inglese, mi ero trovata davanti ad autori
che somigliavano a dei maestri pronti a darti la stecca sulle nocche nel caso si sbagliasse qualcosa. Serianni, dal
canto suo, non obbliga il lettore a fare come lui crede sia il modo migliore. Dà invece spiegazioni su come si è
arrivati a quel punto e porta esempi per indicare quale potrebbe essere la via da percorrere per un uso più
consapevole della lingua. Gli esempi sono moltissimi e tratti per lo più da elaborati scolastici, testi letterari e
articoli di giornale.
Lettura breva ma molto interessante. Per questo adesso passerò a Prima lezione di storia della lingua italiana.|mi
sono tolto un po' di dubbi e ho capito come possano esistere "tante" grammatiche.. dipende dal contesto.|.|molto
buono, ho imparato molte cose nuove di cui non avevo idea sulla lingua italiana
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