QUESTO LIBRETTO È DI …………………………………………… l’uomo della croce! …dalla CENA PASQUALE dello scorso anno – GIOVEDI’ SANTO CANTO di INIZIO Grandi cose ha fatto il Signore per noi ha fatto germogliare i fiori tra le rocce. Grandi cose ha fatto il Signore per noi ci ha riportati liberi alla nostra terra. Ed ora possiamo cantare, possiamo gridare l‟amore che Dio ha versato su noi. Tu che sai strappare dalla morte hai sollevato il nostro viso dalla polvere. Tu che hai sentito il nostro pianto, nel nostro cuore hai messo un seme di felicità. … ATTENZIONI AD ELIA Si apre la porta e si riempie un’altra coppa, se mai passasse il Profeta di Dio ELIA ad annunciare il ritorno del Signore. QUARTO CALICE don Paolo invita alla LODE: Ti lodino, Signore Dio nostro, tutte le tue opere. E i pii tuoi, i giusti che fanno la tua volontà e tutto il tuo popolo, la casa di Israele, celebreranno con letizia e benediranno e glorificheranno e faranno regnare il tuo nome, o nostro Re. Infatti è giusto celebrarti come buono e cantare al tuo nome: perché dai secoli e per i secoli tu sei Dio. Benedetto sia tu, o Signore nostro Dio, re del mondo, per la vite e per il frutto della vite, per i prodotti della campagna, e per la terra desiderabile, buona e spaziosa, che ti compiacesti di dare in retaggio ai nostri padri, per goderne i frutti e per saziarsi dei suoi beni. Abbi pietà, o Signore nostro Dio, di noi, di Israele tuo popolo, di Gerusalemme tua città, del monte di Sion sede della tua gloria, del tuo altare e del tuo santuario; ricostruisci Gerusalemme, la città santa, presto, ai nostri giorni; presto facci tornare ad essa, in santità e purezza di cuore; facci contenti in questo giorno di festa delle azzime, poiché tu sei buono e benefico per tutti e noi ti rendiamo grazie per la terra, per la vite e per il frutto della vite. Dal Vangelo di Matteo Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio”. E dopo aver cantato l‟inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: “Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge, ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea”. VERSO IL MONTE DEGLI ULIVI! 2 ...l’uomo della croce! – VENERDI’ e SABATO SANTO PRIMA PARTE: la morte in croce E IO? …tu chi sei, dove sei, chi impersonifichi di più? Dai Vangeli Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e armi. Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano». Perché s`adempisse la parola che egli aveva detto: « Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato ». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l`orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?». Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell`anno. Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: «E` meglio che un uomo solo muoia per il popolo». Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov`è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Allora Anna lo mandò legato a Caifa, sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro. Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: “Anche questi era con lui”. Ma egli negò dicendo: “Donna, non lo conosco! ”. Poco dopo un altro lo vide e disse: “Anche tu sei di loro! ”. Ma Pietro rispose: “No, non lo sono! ”. Passata circa un‟ora, un altro insisteva: “In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo”. Ma Pietro disse: “O uomo, non so quello che dici”. E in quell‟istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: “Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte”. E, uscito, pianse amaramente. QAUNDO ANCH’IO “NON LO CONSOCO” in silenzio ognuno lo ammette 3 Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l`alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest`uomo?». Gli risposero: «Se non fosse un malfattore, non te l`avremmo consegnato». Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire. Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Tu sei il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te oppure altri te l`hanno detto sul mio conto?». Pilato rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos`è la verità?». E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa. Vi è tra voi l`usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante. Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi. Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l`uomo!». Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». All`udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: «Di dove sei?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Rispose Gesù: «Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall`alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande». Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro 4 re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all`infuori di Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall`altra, e Gesù nel mezzo. IL MIO PECCATO in silenzio ognuno pianta il chiodo nella croce Pilato compose anche l`iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei». Rispose Pilato: «Ciò che ho scritto, ho scritto». I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d`un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte. Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: « Ho sete ». Vi era lì un vaso pieno d`aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l`aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò. ADORAZIONE DEL CROCEFISSO viene posto il corpo del Cristo sulla croce in silenzio ognuno lo bacia O Cristo la tua vita non fu un trionfo Hai portato la croce facci camminare con te. Adoramos te, Domine. O Cristo, quando il nostro cuore diventa pesante, rendilo trasparente come la primavera che sboccia. Adoramus te, Domine. O Cristo, quando la menzogna e le preoccupazioni tentano di separarci da te, il tuo spirito abita sempre in noi. Adoramus te, Domine. O Cristo, felicità dei tuoi servi, accordaci di vivere nella tua fiducia. Adoramus te, Domine. Signore, che sei caduto col il volto a terra, e che, nella tristezza, tracci un sentiero di consolazione, Tu sei gioia che nessuno potrà rapirci. Adoramus te, Domine. 5 Signore, che hai versato il sangue e che disseti al calice della vita il tuo popolo, Tu, plachi la nostra sete. Adoramus te, Domine. Signore risorto, che ti sei mostrato ai discepoli e che cambi il nostro cuore di pietra in un cuore di carne, noi ti vedremo faccia a faccia. Adoramus te, Domine. Gesù, Tu sei bontà e perdono, e sollevi tutto ciò che pesa troppo sulle nostre spalle. Adoramus te, Domine. Gesù, sei venuto nel mondo non per essere servito, ma per servire e dare la vita. Adoramus te, Domine. Gesù, risorto dai morti e sempre vivo per accompagnarci sulla strada verso il Padre tuo e Padre nostro. Adoramus te, Domine. SECONDA PARTE: sepoltura Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all‟altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Dopo questi fatti, Giuseppe d‟Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com‟è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino. “...restate qui e pregate con me!“ DAL VANGELO DI MATTEO Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”. Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: “Così non siete 6 stati capaci di vegliare un‟ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: “Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà”. E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: “Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l‟ora nella quale il Figlio dell‟uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina”. il tempo - per il tuo vegliare con TE STESSO e con LUI! - per la possibile confessione! I GIOVANI E LA CROCE Dice Andrè Fossard (il grande convertito francese): “si onora la gioventù chiedendole molto”. Cari giovani, voglio chiedervi molto stasera, perché Cristo è esigente! Chiede tutto! Non fa sconti. Chiama voi giovani a rifiutare le comode demagogie. Voi, se volete seguirlo, non potete concepire come autentica una vita cristiana fiacca, tutta intenta ad abolire lo sforzo, l‟impegno, il sacrificio, la croce. La sequela di Gesù è difficile perché è forte. È difficile perché tesa verso la perfezione. È difficile perché è logica, perché è fedele, perché è grande! Diceva Paolo VI: “La vita cristiana non può contentarsi di essere vissuta in maniera qualunque. O la si vive in pienezza, e allora è grazia, oppure è ben misera cosa “ (Quanti purtroppo fanno una esperienza della fede che è ben misera cosa – contro testimonianza). Il vostro cuore, cari ragazzi, ora è alla portata degli slanci grandi, che impegnano tutta la vostra vita. Ma ora, non domani. Ciò che vale costa, ma proprio perché costa vale la pena di combattere per ottenerlo. (Ecco il grande valore del sacrificio). Seguendo Cristo si porta la croce, ma si riceve la gioia di una ricompensa centuplicata in questa vita! Perfino un laico, non credente, come Montanelli è arrivato a dire:”per comportarsi da uomini non basta essere uomini, bisogna essere di più”. Ragazzi, vi voglio troppo bene, per non dirvi che ogni evasione nel sogno vano (perché ci sono anche i sogni belli!), nella disperazione, nella vita facile, nei piaceri del sesso, nella droga o nella violenza, è sterile. Solo il sapersi donare costruisce! La vita è bella ed è felice se donata, e donata per amore (la croce di Gesù). Su un vecchio crocifisso fiammingo del 1632 era scritto: “Io sono la luce e voi non mi vedete. Io sono la via e voi non mi seguite. Io sono la verità e voi non mi credete. Io sono la vita e voi non mi cercate. Io sono il maestro e voi non mi ascoltate. Io sono il capo e voi non mi obbedite. Io sono il vostro Dio e voi non mi pregate. Io sono il vostro grande amico e voi non mi amate. 7 Se siete infelici non accusate me!” La croce è la sequela di Cristo: “chi vuol venire dietro a me prenda la sua croce e mi segua!” E seguire Gesù significa: lasciarsi amare da Lui. Bruciare tutte le scorie a cui siamo attaccati(e ognuno di noi ha le sue). Uscire dalle paludi della nostra indecisione e della nostra mediocrità. Seguire Gesù significa portare i pesi gli uni degli altri. Seguire Gesù significa portare la sua croce. Seguire Gesù significa dare la vita. Seguitelo! Senza paura! Senza calcoli! Senza voltarvi indietro! Senza la paura del lasciare. Seguitelo, perché Cristo non esaurirà mai in voi le fonti della gioia. Una gioia che traboccherà per dissetare la sete dei fratelli. Cari giovani, Dio ha bisogno di voi! Ha bisogno dei vostri sogni. Ha bisogno della vostra gioia! Questo è il momento di investire tutte le vostre potenzialità. È la vostra ora! Non è l‟ora dei paurosi, dei pigri, degli assenti. È l‟ora dei generosi, dei forti, dei puri, dei coerenti, dei convinti. Di chi è pronto a pagare di persona, a compromettersi per l‟avvento di un mondo migliore. È l‟ora di vincere il sonno delle proprie consuetudini. È l‟ora di dare un volto di freschezza e di bellezza al mondo e alla nostra Chiesa. È l‟ora di un fuoco nuovo. S. Caterina “se sarete quel che dovete essere porterete il fuoco in tutto il mondo”. Questa, più che mai è l‟ora di un impegno profondo, di vita interiore, di pensiero, di azione. Non abbiate paura del futuro. Non abbiate paura della croce. Non mancate la vita! Diceva il poeta Mario Luzi: “La vita un avvenimento a cui non bisogna mai mancare”. E voi non mancherete! DAVANTI A GESÙ CROCIFISSO LE MANI Sono mani bucate, trapassate dai chiodi. Sono mani aperte che per tutta la vita non hanno fatto altro che donare. Sono mani che tanto hanno operato: da piccolo hanno lavorato, poi sono state all'opera per guarire, accarezzare, benedire... Come sono le tue mani? Sono allo stesso modo bucate? Come sei generoso? Sono forse mani come quelle di Giuda, pronte a prendere per sé più che a dare? Oppure sono mani aperte? Quanto sei pronto a dare una mano, ad aiutare? Sono allo stesso modo mani operose? Sono mani sempre in attività oppure tieni le mani in mano...? Come va il tuo lavoro quotidiano? Sono mani pulite? I PIEDI Sono piedi inchiodati, immobilizzati. Ma quanto hanno camminato quei piedi! Gesù è sempre stato in cammino, in viaggio, „colui che viene...‟ Gesù ha avuto sempre da fare la volontà del Padre. E mai si è fermato. Come sono i tuoi piedi? 8 Stai camminando dietro a Gesù oppure perdi il Suo passo? Anzi corri dietro a Gesù con entusiasmo oppure il tuo passo è stanco e rimani indietro, hai bisogno di spinte...? Segui la strada che Gesù ha tracciato, il Suo Vangelo, Lui che è Via oppure vuoi fare di testa tua, come Pietro? Sei in cammino, stai crescendo, maturando oppure sei immobile o addirittura sei come un gambero che invece va indietro? Quando il cammino si fa difficoltoso continui, stringi i denti oppure molli subito? Da quali spazi i tuoi piedi si lasciano tentare, sostano e perdono tempo? LA BOCCA È una bocca tutta secca, che ha sete! Riceve aceto, sente tutta l'amarezza... Da quella bocca escono parole di preghiera e di perdono. Ma pure escono le grida per il dolore atroce. Ed è una bocca che per tutta la vita Gesù ha adoperato per annunciare il Regno di Dio, per insegnare, per pronunciare le Sue Parole di vita eterna, per dire la Verità, per consolare... Come è la tua bocca? Come sono le parole che escono dalla tua bocca? Sono parole che fanno crescere gli altri, li edificano? Oppure sono parole che servono solo per metterti in mostra? Sono parole che fanno star male gli altri, che li colpiscono...? Sono parole di inganno, di menzogna...? Sono parole sporche… addirittura parole di bestemmia...? Escono dalla tua bocca parole di affidamento al Signore? Parola di lode a Lui? Escono parole di perdono? Escono parole di consolazione per chi ti sta accanto? Quando ti capita di urlare, di gridare? Quando devi sfogare il tuo nervosismo su qualcuno? GLI OCCHI Sono occhi che guardano al Padre che sta sopra e guardano agli uomini che stanno sotto. Gesù guarda al Padre e alla Sua volontà si rimette. Guarda ai Suoi crocifissori e li perdona. Per tutta la Sua vita Gesù ha guardato, ha fissato chi incontrava con gli occhi che sapevano guardare dentro, nel profondo, dentro il cuore e che sapevano far percepire quanto voleva bene. Per tutta la Sua vita ha fissato senza condannare. Come sono i tuoi occhi? Che cosa guardano? Sai guardare chi ti sta accanto completamente oppure vedi solo un pezzo di lui, i suoi difetti? Sai apprezzare le cose buone degli altri? Sei magari sempre pronto ad accusare, a giudicare e a condannare? Sai ammettere le tue colpe oppure punti sempre il dito verso l'altro? Vedi le meraviglie di Dio in te e nel creato? Il tuo sguardo è puro? IL CUORE È un cuore trafitto, trapassato dalla lancia. È il cuore traboccante di amore che riversa sangue ed acqua. È un cuore grande che da tutto, che riversa il Suo Amore su di noi. È un cuore carico di sentimenti buoni nei nostri confronti. Come è il tuo cuore? 9 È un cuore che ama come Gesù? Di quali sentimenti è carico il tuo cuore? Stai cominciando ad avere gli stessi sentimenti di Gesù? Stai facendo tuo lo stile di Gesù, quello di donarsi? Quando il tuo cuore è egoista? Quando ricerca il piacere per sé? IL PARCHEGGIO DEL CALVARIO Nel Duomo vecchio di Molfetta c'è un grande Crocifisso di terracotta. L‟ha donato, qualche hanno fa, uno scultore del luogo. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l'ha addossato alla parete della sagrestia, e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: "collocazione provvisoria". La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell‟opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il Crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito. Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la Croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo. Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro dell'abbandono. Non ti disperare, asciugati le lacrime, non angosciarti, non tirare i remi in barca tu che sei stanco di lottare, non abbatterti, non avvilirti … Coraggio. La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre "collocazione provvisoria" II Calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. E' il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificabile. Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce. C'è una frase immersa che riassume la tragedia del creato al momento di Cristo. "Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra" Forse è la frase più scura di tutta la Bibbia. Per me è una delle più luminose. Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili, il tempo in cui è concesso al buio di inferire sulla terra. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell'uomo. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell'orario, c'è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio. Coraggio, fratello che soffri. C'è anche per tè una deposizione dalla croce. C'è anche per tè una pietà sovrumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un volto amico, intriso di sangue e coronato di spine, che sfiora con un bacio la tua fronte febbricitante. Ecco un grembo dolcissimo di donna che ti avvolge di tenerezza. Tra quelle braccia materne si svelerà, finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra un assurdo. Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali, e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga. 10 …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… 11 …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… …………………………………………………………………………………………….… 12 “....all’alba del primo giorno dopo il sabato...” la scoperta della resurrezione – MESSA FESTIVA Dal Vangelo di Luca Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. PROCLAMAZIONE DELL‟INNO PASQUALE Esulti il coro degli Angeli, esulti l'assemblea celeste, un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto. Gioisca la terra inondata da cosi' grande splendore; la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo. Rit. cantato: È bello cantare il tuo amore, è bello lodare il tuo nome. È bello cantare il tuo amore, è bello lodarti Signore, è bello cantare a te. (2v) Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore, Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito. In alto i nostri cuori. Sono rivolti al Signore. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. E' cosa buona e giusta. E' veramente cosa buona e giusta esprimere con il canto l'esultanza dello spirito, e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente, E al suo unico Figlio, Gesu' Cristo nostro Signore. Egli ha pagato per noi all'eterno Padre il debito di Adamo, e con il sangue sparso per noi ha cancellato la condanna della colpa antica. Questa e' la vera Pasqua, in cui e' ucciso il vero Agnello, che con il suo sangue consacra le case dei fedeli. Questa e' la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri, dalla schiavitu' dell' Egitto, e li hai fatti passare illesi attraverso il mar Rosso. Questa e' la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato con lo splendore della colonna di fuoco. 13 Questa e' la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo dall' oscurita' del peccato e dalla corruzione del mondo, li consacra all' amore del Padre e li unisce nella comunione dei santi. Rit. cantato: È bello cantare il tuo amore, è bello lodare il tuo nome. È bello cantare il tuo amore, è bello lodarti Signore, è bello cantare a te. (2v) Questa e' la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte risorge vincitore dal sepolcro. O immensita' del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà: per riscattare lo schiavo, hai sacrificato tuo Figlio! Davvero era necessario il peccato di Adamo, che e' stato distrutto con la morte del Cristo. Felice colpa, che merito' di avere un cosi grande redentore! Il santo mistero di questa notte sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. O notte veramente gloriosa, che ricongiunge la terra al cielo e l' uomo al suo creatore! In questa notte di grazia accogli, Padre santo, il sacrificio di lode, che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri, Amen. Rit. cantato: È bello cantare il tuo amore, è bello lodare il tuo nome. È bello cantare il tuo amore, è bello lodarti Signore, è bello cantare a te. (2v) 14 SE QUESTA SETTIMANA NON TI SEI CONFESSATO: martedì 19 aprile ore 20.30 a Bornato …chiedi un passaggio ai tuoi giovani educatori PROPOSTA PER I GIOVANI ma ANCHE PER GLI ADOLESCNETI CHE DESIDERANO: …raggiungeremo insieme, con auto proprie, la città ritrovandoci per la partenza alle ore 19.30 all’oratorio di Cazzago …a fine veglia raggiungeremo BORNATO per una ‘pastasciuttata!’. Contributo euro 5,00. Comunicare la propria presenza o quella di eventuali adolescenti a Enzo di Bornato: [email protected] Conclusione del tutto: attorno alle 24.00 15 …possibilità per gli adolescenti di essere accompagnati a casa dagli educatori …anticipando a voi e alle vostre famiglie gli AUGURI per una PASQUA SANTA! don Paolo, don Luigi, don Elio, don Andrea e i tuoi Educatori 16