Oratorio della
Passione secondo Matteo
BWV 244
di J. S. Bach (1685-1750)
Sacra rappresentazione
INDICE
Presentazione ...............................................................................................3
La Passione: una “sacra rappresentazione” a servizio del testo
evangelico ..................................................................................................3
La Matthäus-Passion di Johann Sebastian Bach ......................................4
Passione secondo Matteo: parte prima .....................................................5
Coro: “Kommt ihr Töchter, helft mir klagen“...........................................5
Vangelo secondo Matteo 26,1-35..............................................................8
Aria (contralto) “Buss und Reu” ............................................................ 10
Aria (soprano) “Blute nur, du liebes Herz”............................................ 11
Corale “Ich will hier bei dir stehen”....................................................... 11
Vangelo secondo Matteo 26,36-56......................................................... 12
Aria (tenore con coro) “Ich will bei meinem Jesu wachen”................... 13
Aria (basso) “Gerne will ich mich bequemen”....................................... 14
Corale “Wer hat dich so geschlagen”..................................................... 15
Preghiera dell’assemblea ......................................................................... 16
Omelia........................................................................................................ 17
Passione secondo Matteo: parte seconda ............................................... 17
Vangelo secondo Matteo 26,57-75......................................................... 17
Vangelo secondo Matteo 27,1-6............................................................. 18
Aria (contralto) “Erbarme dich, mein Gott”........................................... 19
Corale “Bin ich gleich von dir gewichen”.............................................. 19
Aria (basso) “Gebt mir meinen Jesum wieder!”..................................... 20
Vangelo secondo Matteo 27,7-50........................................................... 21
Preghiera silenziosa ................................................................................ 23
Vangelo secondo Matteo 27,51-66......................................................... 23
Corale “Wenn ich einmal soll scheiden”................................................ 24
Recitativo (solisti con coro) “Nun ist der Herr zur Ruh gebracht”........ 25
Coro “Wir setzen uns mit Tränen nieder” .............................................. 26
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PRESENTAZIONE
La Passione: una “sacra rappresentazione” a
servizio del testo evangelico
La Passione al centro della liturgia pasquale
Fin dai primi secoli dell’era cristiana la Chiesa ha dedicato cure
particolari alla narrazione evangelica della Passione di Cristo all’interno
della liturgia, con l’uso del canto e della rappresentazione teatrale come
strumenti per favorire l’attenzione sul testo evangelico e sui significati e
valori che esso esprime. Un linguaggio che si è evoluto nel tempo,
adattandosi al mutare delle forme musicali permettendo di ridire il mistero
pasquale in diversi contesti culturali. Tra le espressioni di questo genere
musicale, l’Oratorio della Passione secondo san Matteo di J.S. Bach (nel
seguito chiamata con la dicitura tedesca Matthäus-Passion) è un’opera
straordinaria per ricchezza artistica e profondità teologica.
Non un “concerto”, ma una “sacra rappresentazione”
Nel proporre la Matthäus-Passion all’interno del progetto Passio,
abbiamo desiderato compiere un esperimento che, con il coinvolgimento
dell’ISSM Conservatorio Guido Cantelli di Novara, valorizzasse le
capacità di giovani musicisti novaresi e nel contempo consentisse di
accostarsi a quest’opera scostandosi dalla consueta modalità
“concertistica” per recuperare la dimensione liturgica originaria con cui
essa è stata concepita, cioè quella di sacra rappresentazione, rivolta ai
fedeli come occasione di preghiera e meditazione sul mistero pasquale, a
partire dal testo evangelico. La regia dell’operazione è stata affidata a
Gianni Dal Bello che, insieme con Marco Bossi, presta la propria voce per
la lettura del testo del Vangelo di Matteo (traduzione Cei) e della
traduzione italiana del testo delle arie, dei cori e dei corali con cui Bach
commenta la vicenda narrata da Matteo. Oltre alla lettura del Vangelo e
-3-
all’esecuzione dei brani musicali di Bach, sono stati previsti brevi momenti
di preghiera dell’assemblea e l’omelia, che – come ai tempi di Bach – è
offerta tra la prima e la seconda parte della rappresentazione.
La traduzione del testo tedesco della Matthäus-Passion
In questo sussidio, nel testo originale tedesco musicato da Bach è stata
inserita interlinearmente una nuova traduzione italiana condotta in modo
strettamente letterale, parola per parola, predisposta per favorire il più
possibile, all’atto dell’ascolto dei pezzi, la comprensione del testo nella sua
compenetrazione con la melodia cantata.
La Matthäus-Passion di Johann Sebastian Bach
Una Passione per il Venerdì santo
Lipsia, 15 marzo 1729. La sera del venerdì santo, giorno della memoria
della morte di Cristo, i fedeli si riuniscono nella chiesa di San Tommaso,
per la celebrazione dei Vespri. In tale contesto liturgico, l’assemblea si
dispone ad ascoltare il testo del Vangelo di Matteo che narra la passione e
morte di Gesù. Johann Sebastian Bach, maestro di cappella della città, ne
ha affidato la lettura alle voci di solisti e del coro (per le parti della turba)
che le cantano sulle note di melodie volte ad amplificare l’impatto
espressivo della parola. La narrazione evangelica è interrotta
dall’intervento di solisti e del coro, che esprimono i sentimenti di
commozione che essa suscita, cantando parole tratte in parte dai sermoni di
del pastore Heinrich Müller, e rielaborate dal poeta Cristian Friederich
Henrici, e in parte da materiale letterario preesistente e da testi di inni
liturgici noti all’assemblea dei fedeli. Lo scarno accompagnamento
musicale (oboi, flauti, archi e organo) favorisce il concentrarsi
dell’attenzione sulla parola, sia del testo evangelico che delle meditazioni
che lo intervallano. La parola costituisce così il centro autentico della
composizione.
-4-
Spunti per una lettura teologica
I brani di commento intervallati al testo evangelico danno vita a un
dialogo, i cui protagonisti possono essere identificati con la figura del
discepolo, testimone oculare della passione (interpretata in genere da
solisti), e i membri dell’assemblea, di cui il coro interpreta i sentimenti. In
questi brani di commento il discepolo si riferisce a Cristo come allo sposo
amato, al quale, come l’innamorata del Cantico dei Cantici, desidera unirsi,
condividendone il dolore e partecipando della salvezza donata da Cristo.
L’assemblea, identificata con le Figlie di Sion, soggetto collettivo che
rimanda al popolo di Israele e alla Chiesa, si esprime per il tramite del
coro, interrogandosi sul significato della vicenda narrata ed esponendo
commossa una complessa gamma di sentimenti, come il pentimento per i
propri peccati, il desiderio di redenzione, la volontà di compiere la volontà
del Padre, l’amarezza per le sofferenze di Cristo, la riconoscenza per il suo
sacrificio.
PASSIONE SECONDO MATTEO: PARTE PRIMA
Coro: “Kommt ihr Töchter, helft mir klagen“
Due cori danno voce rispettivamente a un discepolo di Gesù (I coro),
testimone oculare della Passione, e ai membri dell’assemblea riunita in
chiesa per la celebrazione dei Vespri (II coro, identificato con le Figlie di
Sion). Il discepolo invita l’assemblea ad unirsi al pianto, e a guardare ciò
che sta per avvenire, mentre l’assemblea lo sollecita con interrogativi che
mostrano il suo crescente coinvolgimento di attenzione e partecipazione:
lo sposo (Mt 9,15 e 25,1-10), simile a un agnello (Is 53,7, Gv 1,29.36 e Ap
5,6), paziente e mosso dall’amore, porta la croce. Un terzo coro si
aggiunge sullo sfondo del dialogo dei primi due: esso dà voce ai credenti
(III coro), che sulle note semplici e familiari di un antico inno, offrono la
chiave di lettura della fede: Gesù è l’agnello di Dio, messo a morte per i
nostri peccati, dal quale solo viene la nostra salvezza.
-5-
I CORO: Kommt, ihr Töchter,
Venite,
I CORO:
voi figlie,
helft mir
klagen.
aiutatemi a
piangere.
Sehet
Guardate
II CORO:
Wen?
Chi?
I CORO:
den Bräutigam.
lo sposo.
I CORO:
Seht ihn
Guardatelo
II CORO:
Wie?
Come?
I CORO:
als wie
ein
Lamm.
come
un
agnello.
III CORO: O
Lamm
Gottes
unschuldig,
O
agnello
di Dio
senza colpa,
I CORO:
Am Stamm
des Kreuzes
geschlachtet,
Sul
della croce
immolato,
palo
Sehet
Guardate
II CORO:
Was?
Cosa?
I CORO:
-6-
seht
die
Geduld.
guardate
la
sopportazione.
III CORO: allzeit
sempre
I CORO:
erfunden
geduldig,
trovato
capace di sopportare,
wiewohl du
wärest
verachtet,
sebbene
sia stato
schernito,
tu
Sehet
Guardate
II CORO:
Wohin?
Dove?
I CORO:
III CORO: All
unsre
Schuld.
alla
nostra
colpa.
Sünd
hast
du
getragen,
i peccati
hai
tu
portato,
sonst
müssten
wir
verzagen.
se no
dovremmo
noi
scoraggiarci.
Tutti
I CORO:
auf
Seht ihn
aus
Lieb
und
Huld
Guardatelo
per
amore
e
bontà
Holz
zum
Kreuze
selber
tragen.
il legno
alla
croce
lui stesso
portare.
III CORO: Erbam
Abbi misericordia
dich
unser, o Jesu!
tu
di noi,
-7-
o Gesù!
I CORO: Kommt, ihr Töchter,
Venite,
I CORO:
voi figlie,
helft mir
klagen.
aiutatemi a
piangere.
Sehet
Guardate
II CORO:
Wen?
Chi?
I CORO:
den Bräutigam.
lo sposo.
I CORO:
Seht ihn
Guardatelo
II CORO:
Wie?
Come?
I CORO:
als wie
ein
Lamm.
come
un
agnello.
Vangelo secondo Matteo 26,1-35
1
Terminati tutti questi discorsi, Gesù disse ai suoi discepoli: 2“Voi sapete
che fra due giorni è Pasqua e che il Figlio dell’uomo sarà consegnato per
essere crocifisso”.
3
Allora i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel
palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, 4e tennero consiglio
per arrestare con un inganno Gesù e farlo morire. 5Ma dicevano: “Non
durante la festa, perché non avvengano tumulti fra il popolo”.
6
Mentre Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso, 7gli si
avvicinò una donna con un vaso di alabastro di olio profumato molto
prezioso, e glielo versò sul capo mentre stava a mensa. 8I discepoli
vedendo ciò si sdegnarono e dissero: “Perché questo spreco? 9Lo si poteva
vendere a caro prezzo per darlo ai poveri!”. 10Ma Gesù, accortosene, disse
-8-
loro: “Perché infastidite questa donna? Essa ha compiuto un’azione buona
verso di me. 11I poveri infatti li avete sempre con voi, me, invece, non
sempre mi avete. 12Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista
della mia sepoltura. 13In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo
vangelo, nel mondo intero, sarà detto anche ciò che essa ha fatto, in
ricordo di lei”.
14
Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi
sacerdoti 15e disse: “Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?”. E
quelli gli fissarono trenta monete d’argento. 16Da quel momento cercava
l’occasione propizia per consegnarlo.
17
Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli
dissero: “Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?”. 18Ed egli
rispose: “Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il
mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”. 19I discepoli
fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
20
Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. 21Mentre mangiavano
disse: “In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà”. 22Ed essi, addolorati
profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: “Sono forse io,
Signore?”. 23Ed egli rispose: “Colui che ha intinto con me la mano nel
piatto, quello mi tradirà. 24Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di
lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe
meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”. 25Giuda, il traditore, disse:
“Rabbì, sono forse io?”. Gli rispose: “Tu l’hai detto”.
26
Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la
benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e
mangiate; questo è il mio corpo”. 27Poi prese il calice e, dopo aver reso
grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, 28perché questo è il mio
sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. 29Io vi
dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in
cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio”.
-9-
30
E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
31
Allora Gesù disse loro: “Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in
questa notte. Sta scritto infatti:
Percuoterò il pastore
e saranno disperse le pecore del gregge,
32
ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea”. 33E Pietro gli
disse: “Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò
mai”. 34Gli disse Gesù: “In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il
gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. 35E Pietro gli rispose: “Anche se
dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. Lo stesso dissero tutti gli altri
discepoli.
Aria (contralto) “Buss und Reu”
Dopo l’episodio dell’unzione di Betania (Mt 26,6-13), il discepolo
esprime il pentimento per i propri peccati, offrendolo a Gesù come
profumo gradito, a somiglianza di quello con cui è stato unto dalla donna
di Betania. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio (Sal 51,19), che gradisce
il suo profumo più di quello di capri e incenso bruciati sull’altare (Sal
40,7, Dn 3,39-40).
Buss
und Reu
Pentimento
e
knirscht
das Sündenherz
entzwei.
lacera
il
cuore peccatore
a pezzi.
Dass
die
Tropfen
meiner
Zähren
Che
le
gocce
del mio
pianto
angeneme
Spezerei,
gradevole
profumo,
Treuer
Jesu,
dir
gebären
fedele
Gesù,
per te
generino.
rimorso
- 10 -
Aria (soprano) “Blute nur, du liebes Herz”
Dopo la narrazione dell’accordo tra Giuda e i sommi sacerdoti per
consegnare Gesù (Mt 26,14-16), il discepolo partecipa al dolore di Gesù,
tradito da uno dei discepoli, anch’egli allevato e cresciuto da Gesù con
premure materne. Anche l’amico in cui confidavo, anche lui, che
mangiava il mio pane, alza contro di me il suo calcagno (Sal 41,10).
Blute
nur,
du
liebes
Herz!
Sanguina
soltanto,
tu
amato
cuore!
Ach!
ein
kind, das
du
gezogen,
Ah!
un
figlio,
tu
hai cresciuto,
das
an
deiner
Brust
gesogen,
che
al
tuo
seno
ha succhiato,
che
droht
den Pfleger
zu ermordern,
minaccia
l’
di
denn
ist
zu
Schlang
geworden.
poiché
è
in
serpente
mutato.
accuditore
ucciderlo,
Corale “Ich will hier bei dir stehen”
Pietro afferma: Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò (Mt
26,35). Il discepolo commenta la scena esprimendo il proprio desiderio di
non allontanarsi mai dal Maestro, nell’ora della prova e della morte, e di
accogliere tra le sue braccia il corpo di Gesù morto, anticipando il gesto
compiuto da Giuseppe di Arimatea dopo la morte di Gesù (Mt 27,57).
Ich
will
hier
Io
voglio qui
bei
dir
stehen;
accanto
a te
stare;
verachte mich
doch
nicht!
Non cacciarmi,
davvero
no!
Von
dir
will
ich
Da
te
voglio io
nicht gehen,
non
- 11 -
andarmene,
wenn
dir
dein
Herze
bricht.
quando a te
il tuo
cuore
si spezza.
Wenn dein
Herz wird erblassen
Quando il tuo
cuore
si spegnerà
im
letzten Todesstoss,
nell’
ultimo
assalto della morte,
alsdenn will
ich
dich
fassen
allora
voglio
io
te
raccogliere
in
meinem
Arm
und
Schoss.
nel
mio
braccio
e
seno.
Vangelo secondo Matteo 26,36-56
36
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse
ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. 37E presi con sé
Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia.
38
Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate
con me”.
39
E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava
dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non
come voglio io, ma come vuoi tu!”.
40
Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro:
“Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? 41Vegliate e
pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è
debole”. 42E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: “Padre mio, se
questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua
volontà”.
43
E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro
si erano appesantiti. 44E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza
volta, ripetendo le stesse parole. 45Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro:
“Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio
- 12 -
dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. 46Alzatevi, andiamo;
ecco, colui che mi tradisce si avvicina”.
47
Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui
una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli
anziani del popolo. 48Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo:
“Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!”. 49E subito si avvicinò a Gesù e
disse: “Salve, Rabbì!”. E lo baciò. 50E Gesù gli disse: “Amico, per questo
sei qui!”. Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo
arrestarono. 51Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla
spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un
orecchio.
52
Allora Gesù gli disse: “Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli
che mettono mano alla spada periranno di spada. 53Pensi forse che io non
possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di
angeli? 54Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali
così deve avvenire?”. 55In quello stesso momento Gesù disse alla folla:
“Siete usciti come contro un brigante, con spade e bastoni, per catturarmi.
Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato.
56
Ma tutto questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei
profeti”. Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono.
Aria (tenore con coro) “Ich will bei meinem Jesu
wachen”
Alle parole La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate
con me, pronunciate da Gesù nell’Orto degli ulivi (Mt 26,38), il discepolo
(Solo) risponde esprimendo il desiderio di vegliare con Gesù che, con la
sua sofferenza, lo riscatta dalla morte. L’assemblea (Coro) si unisce a lui,
condividendo un sentimento di pena per la sofferenza di Gesù mista a
riconoscenza e gioia per la salvezza che ne deriva.
SOLO: Ich
Io
will
bei
meinem Jesu
wachen.
voglio
presso
il mio
vegliare.
- 13 -
Gesù
CORO: So
schlafen
unsre Sünden ein.
Così si addormentano
SOLO: Meinen
i nostri
peccati.
Tod
Dalla mia
morte
büsset
seiner
mi riscatta della sua
Seelen
Not,
anima
la sofferenza,
sein
Trauren
machet
mich voll
Freuden.
il suo
dolore
fa
me
gioia.
CORO: Drum
pieno di
muss
uns
sein
verdienstlich
Leiden
Per questo
deve
a noi
il suo
riscattante
soffrire
recht
bitter
und doch
süsse
sein.
veramente
amaro
e
dolce
essere.
SOLO: Ich
Io
CORO: So
tuttavia
will
bei
meinem Jesu
wachen.
voglio
presso
il mio
vegliare.
schlafen
Così si addormentano
Gesù
unsre Sünden ein.
i nostri
peccati.
Aria (basso) “Gerne will ich mich bequemen”
Nell’Orto degli ulivi Gesù prega: Padre mio, se è possibile, passi da me
questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu! (Mt 26, 39). Il
discepolo, innamorato di Cristo, acconsente ad accogliere la croce, e bere
al calice a cui ha bevuto il Signore. La sua bocca, da cui stilla latte e
miele – come quella dell’amato e dell’amata nel bacio scambiato nel
- 14 -
Cantico dei Cantici (Ct 2,3 e 4,11) – bevendone il primo sorso ha
addolcito il dolore che contiene.
Gerne
will
ich mich bequemen
Volentieri
voglio
io
Kreuz
und
Becher
anzunehmen,
croce
e
calice
ad accettare,
trink
ich
al quale bevo io,
adattarmi
doch
dem Heiland
nach.
davvero
del Salvatore
alla sequela.
Denn
sein
Mund,
Poiché
la sua
bocca,
der mit
Milch
und
Honig
fliesset,
da cui
latte
e
miele
fluisce,
hat
den Grund
ha
la
radice
und
des
Leidens
herbe Schmach
e,
del
dolore,
l’aspra
umiliazione,
durch den ersten
Trunk, versüsset.
con
sorso,
il
primo
addolcito.
Gerne
will
ich mich bequemen
Volentieri
voglio
io
Kreuz
und
Becher
anzunehmen,
croce
e
calice
ad accettare
trink
ich
al quale bevo io,
adattarmi
doch
dem Heiland
nach.
davvero
del Salvatore
alla sequela.
Corale “Wer hat dich so geschlagen”
Di fronte alla confessione di Gesù, che si dichiara come il Figlio
dell’uomo, il sommo sacerdote si straccia le vesti gridando alla
bestemmia; molti sputano in faccia a Gesù e lo schiaffeggiano, altri lo
- 15 -
bastonano, dicendo Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso? (Mt 26,68).
L’assemblea dei fedeli risponde, interrogandosi ed esprimendo la
consapevolezza di appartenere a un’umanità peccatrice che, con la
propria malvagità, ha esercitato violenza sul Giusto.
Wer hat
dich
so
geschlagen,
Chi
te
così
percosso,
ha
mein Heil,
und dich
Plagen
con
tormenti
mia
salvezza, e
so
übel
zugericht’?
così
terribilmente
ferito?
Du
bist ja nicht
ein
Sünder
Tu
certamente non sei
un
peccatore
wie
wir
come noi
te
mit
und
unsre
Kinder;
e
i nostri
figli;
von Missetaten
weisst du nicht.
azioni malvage
tu non conosci.
PREGHIERA DELL’ASSEMBLEA
Nell’ora del dolore,
quando il pregare si fa lotta,
attanagliato dal dolore
Gesù a Te grida, o padre:
«se vuoi allontana da me questo calice».
Anche noi, nella notte del dolore,
quando nessuno più ci è amico
e Dio è muto silenzio,
vegliamo col Signore nell’orto degli ulivi.
Vegliamo e non dormiamo,
perché Egli cerca compagnia e conforto,
come ogni sofferente sulla terra.
- 16 -
Per questo la tua agonia, o Cristo,
non avrai mai fine!
Aiutaci o Signore, in quell’ora, a non cadere
nella tentazione della resa disperata,
ma ad abbandonarci al Padre
e al misterioso suo disegno:
«Non sia fatta la mia, ma la tua volontà!».
Padre nostro…
OMELIA
Omelia sulla Passione di nostro Signore Gesù Cristo.
PASSIONE SECONDO MATTEO: PARTE SECONDA
Vangelo secondo Matteo 26,57-75
57
Or quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo
sacerdote Caifa, presso il quale già si erano riuniti gli scribi e gli anziani.
58
Pietro intanto lo aveva seguito da lontano fino al palazzo del sommo
sacerdote; ed entrato anche lui, si pose a sedere tra i servi, per vedere la
conclusione.
59
I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa
testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte; 60ma non riuscirono a
trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni.
61
Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: “Costui ha
dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”.
62
Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: “Non rispondi nulla? Che cosa
testimoniano costoro contro di te?”. 63Ma Gesù taceva. Allora il sommo
sacerdote gli disse: “Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu
sei il Cristo, il Figlio di Dio”. 64“Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi
dico:
- 17 -
d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra di Dio,
e venire sulle nubi del cielo ”.
65
Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: “Ha
bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora
avete udito la bestemmia; 66che ve ne pare?”. E quelli risposero: “È reo di
morte!”. 67Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo
bastonavano, 68dicendo: “Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?”.
69
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si
avvicinò e disse: “Anche tu eri con Gesù, il Galileo!”. 70Ed egli negò
davanti a tutti: “Non capisco che cosa tu voglia dire”. 71Mentre usciva
verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: “Costui era con
Gesù, il Nazareno”. 72Ma egli negò di nuovo giurando: “Non conosco
quell’uomo”. 73Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a
Pietro: “Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!”. 74Allora
egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo!”. E
subito un gallo cantò. 75E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù:
“Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. E uscito all’aperto,
pianse amaramente.
Vangelo secondo Matteo 27,1-6
1
Venuto il mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo
tennero consiglio contro Gesù, per farlo morire. 2Poi, messolo in catene, lo
condussero e consegnarono al governatore Pilato.
3
Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si
pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani
4
dicendo: “Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente”. Ma quelli
dissero: “Che ci riguarda? Veditela tu!”. 5Ed egli, gettate le monete
d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. 6Ma i sommi
sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: “Non è lecito metterlo nel tesoro,
perché è prezzo di sangue”.
- 18 -
Aria (contralto) “Erbarme dich, mein Gott”
E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: “Prima che il gallo canti,
mi rinnegherai tre volte”. E uscito all’aperto, pianse amaramente (Mt
26,75) . Il discepolo, identificandosi con Pietro, dà voce ai suoi sentimenti,
piangendo amaramente sulla propria infedeltà e chiedendone pietà a Dio.
Erbarme dich,
Abbi pietà,
mein Gott,
um
meiner
mio
per amore
delle mie lacrime,
Dio,
Zähren willen!
per loro amore!
Schaue hier,
Guarda
qui,
Herz
und Auge
weint
vor
il cuore
e
piange
davanti a te
l’occhio
dir
bitterlich.
amaramente.
Corale “Bin ich gleich von dir gewichen”
L’assemblea aggiunge, nel cant,o il proprio commento. La condizione
umana, segnata dal peccato, ci porta ad allontanarci da Dio, ma torniamo
stringerci a lui, pentiti dell’infedeltà, confidando nella sua infinita
misericordia, molto più grande del peccato, che ha dimostrato nel farsi
simile a noi e soffrendo tali pene per nostro amore.
Bin
ich gleich von dir
Mi sono io
appena da
gewichen,
te
stelle ich mich doch
wieder
e torno io però
di nuovo;
allontanato,
ein;
hat uns
doch dein
Sohn
verglichen
si è
infatti tuo
figlio
fatto simile
a noi
- 19 -
durch
sein
Angst und Todespein.
tramite
la sua paura
Ich
verleugne nicht
die Schuld,
Io
non nego
la
aber
dein Gnad
und
Huld
ma
la tua misericordia
e
benvolere
ist
viel grösser
als die Sünde,
è
molto più grande
che il
peccato,
die
ich
stets
mir
befinde.
che
io
sempre in
me
trovo.
e
tormento mortale.
in
colpa,
Aria (basso) “Gebt mir meinen Jesum wieder!”
Giuda, pentito per avere tradito il Signore, riporta le trenta monete
d’argento ai sommi sacerdoti, dicendo Ho peccato, perché ho tradito
sangue innocente (Mt 27,4). Getta le monete a terra nel tempio e,
disperato, si allontana per impiccarsi. Il discepolo si identifica con Giuda,
il figlio perduto, condividendone il dolore e il rimorso per il tradimento,
chiedendo che gli sia restituito Gesù.
Gebt mir
meinen
Jesum
wieder!
Datemi
il mio
Gesù
indietro!
Seht,
das
Geld,
den
Mörderlohn
Vedete,
il
denaro,
il
salario dell’omicida
wirft
euch der
verlorne Sohn
getta
a voi
perduto
zu den
Füssen
nieder!
ai
piedi,
in terra!
il
figlio
- 20 -
Vangelo secondo Matteo 27,7-50
7
E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la
sepoltura degli stranieri. 8Perciò quel campo fu denominato “Campo di
sangue” fino al giorno d’oggi. 9Allora si adempì quanto era stato detto dal
profeta Geremia: E presero trenta denari d’argento, il prezzo del venduto,
che i figli di Israele avevano mercanteggiato, 10 e li diedero per il campo
del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.
11
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore
l’interrogò dicendo: “Sei tu il re dei Giudei?”. Gesù rispose “Tu lo dici”.
12
E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispondeva
nulla. 13Allora Pilato gli disse: “Non senti quante cose attestano contro di
te?”. 14Ma Gesù non gli rispose neanche una parola, con grande meraviglia
del governatore.
15
Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al
popolo un prigioniero, a loro scelta. 16Avevano in quel tempo un
prigioniero famoso, detto Barabba. 17Mentre quindi si trovavano riuniti,
Pilato disse loro: “Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il
Cristo?”. 18Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
19
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: “Non
avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno,
per causa sua”. 20Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a
richiedere Barabba e a far morire Gesù. 21Allora il governatore domandò:
“Chi dei due volete che vi rilasci?”. Quelli risposero: “Barabba!”. 22Disse
loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?”. Tutti gli
risposero: “Sia crocifisso!”. 23Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”.
Essi allora urlarono: “Sia crocifisso!”.
24
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva
sempre più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: “Non sono
responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!”. 25E tutto il popolo
rispose: “Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli”. 26Allora
- 21 -
rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai
soldati perché fosse crocifisso.
27
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli
radunarono attorno tutta la coorte. 28Spogliatolo, gli misero addosso un
manto scarlatto 29e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo,
con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo
schernivano: “Salve, re dei Giudei!”. 30E sputandogli addosso, gli tolsero
di mano la canna e lo percuotevano sul capo. 31Dopo averlo così schernito,
lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo
portarono via per crocifiggerlo.
32
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone,
e lo costrinsero a prender su la croce di lui.
33
Giunti a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo del cranio, 34gli
diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne
volle bere. 35Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti
tirandole a sorte. 36E sedutisi, gli facevano la guardia. 37Al di sopra del suo
capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: “ Questi è Gesù, il
re dei Giudei”.
38
Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a
sinistra.
39
E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e
dicendo: 40“Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te
stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!”. 41Anche i sommi
sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: 42“Ha salvato gli altri,
non può salvare se stesso. È il re d’Israele, scenda ora dalla croce e gli
crederemo. 43 Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha
detto infatti: Sono Figlio di Dio!”. 44Anche i ladroni crocifissi con lui lo
oltraggiavano allo stesso modo.
45
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la
terra. 46Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “ Elì, Elì, lemà sabactàni?”,
che significa: “ Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. 47Udendo
- 22 -
questo, alcuni dei presenti dicevano: “Costui chiama Elia”. 48E subito uno
di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una
canna e così gli dava da bere. 49Gli altri dicevano: “Lascia, vediamo se
viene Elia a salvarlo!”. 50E Gesù, emesso un alto grido, spirò.
Preghiera silenziosa
La lettura si interrompe per alcuni minuti. I fedeli possono mettersi in
ginocchio, in silenziosa preghiera e meditazione.
Vangelo secondo Matteo 27,51-66
51
Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra
si scosse, le rocce si spezzarono, 52i sepolcri si aprirono e molti corpi di
santi morti risuscitarono. 53E uscendo dai sepolcri, dopo la sua
risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. 54Il centurione
e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto
quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: “Davvero
costui era Figlio di Dio!”.
55
C’erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano;
esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. 56Tra costoro Maria
di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di
Zebedèo.
57
Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe,
il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. 58Egli andò da Pilato e
gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato
59
Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo 60e
lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia;
rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. 61Erano lì,
davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria.
62
Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso
Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo: 63“Signore, ci siamo ricordati
che quell’impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò.
64
Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché
- 23 -
non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: È
risuscitato dai morti. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della
prima!”. 65Pilato disse loro: “Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi
come credete”. 66Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la
pietra e mettendovi la guardia.
Corale “Wenn ich einmal soll scheiden”
E Gesù, emesso un altro grido, spirò (Mt 27, 50). L’assemblea medita
sulla morte, il momento che attende ciascuno di noi, il più temuto,
invocando, in essa, la venuta e il conforto del Signore, che ha sofferto e
condiviso con noi la stessa paura e sofferenza.
Wenn ich
einmal
Quando io
un giorno dovrò
so
soll
scheide nicht
allora non separarti
scheiden,
andarmene,
von
mir.
da
me.
Wenn ich den
Tod
Quando io
la
morte dovrò
so
du
denn
herfür!
tu
dunque
a me!
tritt
allora vieni
soll
leiden,
patire,
Wenn mir am allerbängsten
Quando a me i terrori più grandi
wird
um das
verranno al
so
reiss
allora strappa
kraft
Herze
sein,
cuore
mich aus den
Ängsten
me
paure
deiner
in forza della tua
dalle
Angst
und Pein!
paura
e
sofferenza!
- 24 -
Recitativo (solisti con coro) “Nun ist der Herr zur
Ruh gebracht”
Grazie all’intervento di Giuseppe di Arimatea, Gesù è stato deposto nel
sepolcro, avvolto in un candido lenzuolo. Una pietra è stata rotolata al
suo ingresso, sigillata e vigilata dai soldati (Mt 27,57). Si è compiuto così
l’ultimo atto della vicenda della passione e morte di Cristo, che si apre
all’attesa del risveglio della Pasqua. Voci di discepoli esprimono
sentimenti di gratitudine, mentre l’assembla augura con dolcezza a Gesù
“buona notte!”.
SOLO: Nun
Ora
ist
der
Herr
è
il
Signore al
CORO: Mein Jesu, gute
Mio
zur Ruh
gebracht.
riposo
portato.
Nacht!
Gesù, buona notte!
SOLO: Die Mühe ist aus, die unsre Sünde ihm gemacht
La
pena
è
finita, che i nostri peccati a lui hanno causato
CORO: Mein Jesu, gute
Mio
Nacht!
Gesù, buona notte!
SOLO: O selige Gebeine,
O
beate
seht,
ossa,
wie ich euch mit Buss
guardate come io
dass
voi
con pentimento e
euch mein Fall
perché voi
la mia
caduta
CORO: Mein Jesu,
gute
Nacht!
Mio
buona
notte!
SOLO: Habt
Abbiate
Gesù,
und Reu
lebenslang
per tutta la mia vita
- 25 -
beweine,
rimorso piango,
in
solche Not
in
tale
gebracht!
tormento ha portato!
von
eur
Leiden
tausend
Dank
per
il vostro dolore
cento volte
grazie,
dass
ihr mein Seelenheil
so
wert
geacht’.
poiché voi la mia salvezza dell’anima così preziosa avete valutato
CORO: Mein
Mio
Jesu,
gute
Nacht!
Gesù,
buona
notte!
Coro “Wir setzen uns mit Tränen nieder”
L’assemblea si riunisce in un pianto commosso, augurando a Gesù un
dolce riposo, dopo le atroci sofferenze che ha patito. La sua morte per
amore costruisce per l’anima umana un luogo di riposo dove, dopo la
morte, gli occhi, chiudendosi a questa vita, si apriranno alla più grande
gioia.
Wir
setzen uns
mit
Tränen nieder
Noi
ci sediamo
in
lacrime
und rufen
e
dir
im Grabe
acclamiamo a te
nel
sepolcro:
sanfte
ruh!
ruhe
sanfte,
riposa
dolcemente, dolcemente
Ruht
riposa!
ihr ausgesognen Glieder!
Riposate voi
Eur
zu:
dissanguate
Grab
Il vostro sepolcro
membra!
und
Leichenstein
e
pietra tombale
soll
dem
änglisten
Gewissen
deve essere
per la
timorosa
coscienza
ein bequemes
Ruhekissen
un
cuscino
soave
- 26 -
und der
Seele Ruhstatt
e
anima
per l’
Höchst vergnügt
sein.
luogo di riposo.
schlummern
Nella più grande gioia si addormentano
- 27 -
da
die
Augen ein.
là
gli
occhi.
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(BWV 244) - Libretto