Oratorio della Passione secondo Matteo BWV 244 di J. S. Bach (1685-1750) Sacra rappresentazione INDICE Presentazione ...............................................................................................3 La Passione: una “sacra rappresentazione” a servizio del testo evangelico ..................................................................................................3 La Matthäus-Passion di Johann Sebastian Bach ......................................4 Passione secondo Matteo: parte prima .....................................................5 Coro: “Kommt ihr Töchter, helft mir klagen“...........................................5 Vangelo secondo Matteo 26,1-35..............................................................8 Aria (contralto) “Buss und Reu” ............................................................ 10 Aria (soprano) “Blute nur, du liebes Herz”............................................ 11 Corale “Ich will hier bei dir stehen”....................................................... 11 Vangelo secondo Matteo 26,36-56......................................................... 12 Aria (tenore con coro) “Ich will bei meinem Jesu wachen”................... 13 Aria (basso) “Gerne will ich mich bequemen”....................................... 14 Corale “Wer hat dich so geschlagen”..................................................... 15 Preghiera dell’assemblea ......................................................................... 16 Omelia........................................................................................................ 17 Passione secondo Matteo: parte seconda ............................................... 17 Vangelo secondo Matteo 26,57-75......................................................... 17 Vangelo secondo Matteo 27,1-6............................................................. 18 Aria (contralto) “Erbarme dich, mein Gott”........................................... 19 Corale “Bin ich gleich von dir gewichen”.............................................. 19 Aria (basso) “Gebt mir meinen Jesum wieder!”..................................... 20 Vangelo secondo Matteo 27,7-50........................................................... 21 Preghiera silenziosa ................................................................................ 23 Vangelo secondo Matteo 27,51-66......................................................... 23 Corale “Wenn ich einmal soll scheiden”................................................ 24 Recitativo (solisti con coro) “Nun ist der Herr zur Ruh gebracht”........ 25 Coro “Wir setzen uns mit Tränen nieder” .............................................. 26 -2- PRESENTAZIONE La Passione: una “sacra rappresentazione” a servizio del testo evangelico La Passione al centro della liturgia pasquale Fin dai primi secoli dell’era cristiana la Chiesa ha dedicato cure particolari alla narrazione evangelica della Passione di Cristo all’interno della liturgia, con l’uso del canto e della rappresentazione teatrale come strumenti per favorire l’attenzione sul testo evangelico e sui significati e valori che esso esprime. Un linguaggio che si è evoluto nel tempo, adattandosi al mutare delle forme musicali permettendo di ridire il mistero pasquale in diversi contesti culturali. Tra le espressioni di questo genere musicale, l’Oratorio della Passione secondo san Matteo di J.S. Bach (nel seguito chiamata con la dicitura tedesca Matthäus-Passion) è un’opera straordinaria per ricchezza artistica e profondità teologica. Non un “concerto”, ma una “sacra rappresentazione” Nel proporre la Matthäus-Passion all’interno del progetto Passio, abbiamo desiderato compiere un esperimento che, con il coinvolgimento dell’ISSM Conservatorio Guido Cantelli di Novara, valorizzasse le capacità di giovani musicisti novaresi e nel contempo consentisse di accostarsi a quest’opera scostandosi dalla consueta modalità “concertistica” per recuperare la dimensione liturgica originaria con cui essa è stata concepita, cioè quella di sacra rappresentazione, rivolta ai fedeli come occasione di preghiera e meditazione sul mistero pasquale, a partire dal testo evangelico. La regia dell’operazione è stata affidata a Gianni Dal Bello che, insieme con Marco Bossi, presta la propria voce per la lettura del testo del Vangelo di Matteo (traduzione Cei) e della traduzione italiana del testo delle arie, dei cori e dei corali con cui Bach commenta la vicenda narrata da Matteo. Oltre alla lettura del Vangelo e -3- all’esecuzione dei brani musicali di Bach, sono stati previsti brevi momenti di preghiera dell’assemblea e l’omelia, che – come ai tempi di Bach – è offerta tra la prima e la seconda parte della rappresentazione. La traduzione del testo tedesco della Matthäus-Passion In questo sussidio, nel testo originale tedesco musicato da Bach è stata inserita interlinearmente una nuova traduzione italiana condotta in modo strettamente letterale, parola per parola, predisposta per favorire il più possibile, all’atto dell’ascolto dei pezzi, la comprensione del testo nella sua compenetrazione con la melodia cantata. La Matthäus-Passion di Johann Sebastian Bach Una Passione per il Venerdì santo Lipsia, 15 marzo 1729. La sera del venerdì santo, giorno della memoria della morte di Cristo, i fedeli si riuniscono nella chiesa di San Tommaso, per la celebrazione dei Vespri. In tale contesto liturgico, l’assemblea si dispone ad ascoltare il testo del Vangelo di Matteo che narra la passione e morte di Gesù. Johann Sebastian Bach, maestro di cappella della città, ne ha affidato la lettura alle voci di solisti e del coro (per le parti della turba) che le cantano sulle note di melodie volte ad amplificare l’impatto espressivo della parola. La narrazione evangelica è interrotta dall’intervento di solisti e del coro, che esprimono i sentimenti di commozione che essa suscita, cantando parole tratte in parte dai sermoni di del pastore Heinrich Müller, e rielaborate dal poeta Cristian Friederich Henrici, e in parte da materiale letterario preesistente e da testi di inni liturgici noti all’assemblea dei fedeli. Lo scarno accompagnamento musicale (oboi, flauti, archi e organo) favorisce il concentrarsi dell’attenzione sulla parola, sia del testo evangelico che delle meditazioni che lo intervallano. La parola costituisce così il centro autentico della composizione. -4- Spunti per una lettura teologica I brani di commento intervallati al testo evangelico danno vita a un dialogo, i cui protagonisti possono essere identificati con la figura del discepolo, testimone oculare della passione (interpretata in genere da solisti), e i membri dell’assemblea, di cui il coro interpreta i sentimenti. In questi brani di commento il discepolo si riferisce a Cristo come allo sposo amato, al quale, come l’innamorata del Cantico dei Cantici, desidera unirsi, condividendone il dolore e partecipando della salvezza donata da Cristo. L’assemblea, identificata con le Figlie di Sion, soggetto collettivo che rimanda al popolo di Israele e alla Chiesa, si esprime per il tramite del coro, interrogandosi sul significato della vicenda narrata ed esponendo commossa una complessa gamma di sentimenti, come il pentimento per i propri peccati, il desiderio di redenzione, la volontà di compiere la volontà del Padre, l’amarezza per le sofferenze di Cristo, la riconoscenza per il suo sacrificio. PASSIONE SECONDO MATTEO: PARTE PRIMA Coro: “Kommt ihr Töchter, helft mir klagen“ Due cori danno voce rispettivamente a un discepolo di Gesù (I coro), testimone oculare della Passione, e ai membri dell’assemblea riunita in chiesa per la celebrazione dei Vespri (II coro, identificato con le Figlie di Sion). Il discepolo invita l’assemblea ad unirsi al pianto, e a guardare ciò che sta per avvenire, mentre l’assemblea lo sollecita con interrogativi che mostrano il suo crescente coinvolgimento di attenzione e partecipazione: lo sposo (Mt 9,15 e 25,1-10), simile a un agnello (Is 53,7, Gv 1,29.36 e Ap 5,6), paziente e mosso dall’amore, porta la croce. Un terzo coro si aggiunge sullo sfondo del dialogo dei primi due: esso dà voce ai credenti (III coro), che sulle note semplici e familiari di un antico inno, offrono la chiave di lettura della fede: Gesù è l’agnello di Dio, messo a morte per i nostri peccati, dal quale solo viene la nostra salvezza. -5- I CORO: Kommt, ihr Töchter, Venite, I CORO: voi figlie, helft mir klagen. aiutatemi a piangere. Sehet Guardate II CORO: Wen? Chi? I CORO: den Bräutigam. lo sposo. I CORO: Seht ihn Guardatelo II CORO: Wie? Come? I CORO: als wie ein Lamm. come un agnello. III CORO: O Lamm Gottes unschuldig, O agnello di Dio senza colpa, I CORO: Am Stamm des Kreuzes geschlachtet, Sul della croce immolato, palo Sehet Guardate II CORO: Was? Cosa? I CORO: -6- seht die Geduld. guardate la sopportazione. III CORO: allzeit sempre I CORO: erfunden geduldig, trovato capace di sopportare, wiewohl du wärest verachtet, sebbene sia stato schernito, tu Sehet Guardate II CORO: Wohin? Dove? I CORO: III CORO: All unsre Schuld. alla nostra colpa. Sünd hast du getragen, i peccati hai tu portato, sonst müssten wir verzagen. se no dovremmo noi scoraggiarci. Tutti I CORO: auf Seht ihn aus Lieb und Huld Guardatelo per amore e bontà Holz zum Kreuze selber tragen. il legno alla croce lui stesso portare. III CORO: Erbam Abbi misericordia dich unser, o Jesu! tu di noi, -7- o Gesù! I CORO: Kommt, ihr Töchter, Venite, I CORO: voi figlie, helft mir klagen. aiutatemi a piangere. Sehet Guardate II CORO: Wen? Chi? I CORO: den Bräutigam. lo sposo. I CORO: Seht ihn Guardatelo II CORO: Wie? Come? I CORO: als wie ein Lamm. come un agnello. Vangelo secondo Matteo 26,1-35 1 Terminati tutti questi discorsi, Gesù disse ai suoi discepoli: 2“Voi sapete che fra due giorni è Pasqua e che il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso”. 3 Allora i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, 4e tennero consiglio per arrestare con un inganno Gesù e farlo morire. 5Ma dicevano: “Non durante la festa, perché non avvengano tumulti fra il popolo”. 6 Mentre Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso, 7gli si avvicinò una donna con un vaso di alabastro di olio profumato molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre stava a mensa. 8I discepoli vedendo ciò si sdegnarono e dissero: “Perché questo spreco? 9Lo si poteva vendere a caro prezzo per darlo ai poveri!”. 10Ma Gesù, accortosene, disse -8- loro: “Perché infastidite questa donna? Essa ha compiuto un’azione buona verso di me. 11I poveri infatti li avete sempre con voi, me, invece, non sempre mi avete. 12Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura. 13In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo vangelo, nel mondo intero, sarà detto anche ciò che essa ha fatto, in ricordo di lei”. 14 Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti 15e disse: “Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?”. E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. 16Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo. 17 Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: “Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?”. 18Ed egli rispose: “Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”. 19I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. 20 Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. 21Mentre mangiavano disse: “In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà”. 22Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: “Sono forse io, Signore?”. 23Ed egli rispose: “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. 24Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”. 25Giuda, il traditore, disse: “Rabbì, sono forse io?”. Gli rispose: “Tu l’hai detto”. 26 Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo”. 27Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, 28perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. 29Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio”. -9- 30 E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 31 Allora Gesù disse loro: “Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge, 32 ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea”. 33E Pietro gli disse: “Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai”. 34Gli disse Gesù: “In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. 35E Pietro gli rispose: “Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli. Aria (contralto) “Buss und Reu” Dopo l’episodio dell’unzione di Betania (Mt 26,6-13), il discepolo esprime il pentimento per i propri peccati, offrendolo a Gesù come profumo gradito, a somiglianza di quello con cui è stato unto dalla donna di Betania. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio (Sal 51,19), che gradisce il suo profumo più di quello di capri e incenso bruciati sull’altare (Sal 40,7, Dn 3,39-40). Buss und Reu Pentimento e knirscht das Sündenherz entzwei. lacera il cuore peccatore a pezzi. Dass die Tropfen meiner Zähren Che le gocce del mio pianto angeneme Spezerei, gradevole profumo, Treuer Jesu, dir gebären fedele Gesù, per te generino. rimorso - 10 - Aria (soprano) “Blute nur, du liebes Herz” Dopo la narrazione dell’accordo tra Giuda e i sommi sacerdoti per consegnare Gesù (Mt 26,14-16), il discepolo partecipa al dolore di Gesù, tradito da uno dei discepoli, anch’egli allevato e cresciuto da Gesù con premure materne. Anche l’amico in cui confidavo, anche lui, che mangiava il mio pane, alza contro di me il suo calcagno (Sal 41,10). Blute nur, du liebes Herz! Sanguina soltanto, tu amato cuore! Ach! ein kind, das du gezogen, Ah! un figlio, tu hai cresciuto, das an deiner Brust gesogen, che al tuo seno ha succhiato, che droht den Pfleger zu ermordern, minaccia l’ di denn ist zu Schlang geworden. poiché è in serpente mutato. accuditore ucciderlo, Corale “Ich will hier bei dir stehen” Pietro afferma: Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò (Mt 26,35). Il discepolo commenta la scena esprimendo il proprio desiderio di non allontanarsi mai dal Maestro, nell’ora della prova e della morte, e di accogliere tra le sue braccia il corpo di Gesù morto, anticipando il gesto compiuto da Giuseppe di Arimatea dopo la morte di Gesù (Mt 27,57). Ich will hier Io voglio qui bei dir stehen; accanto a te stare; verachte mich doch nicht! Non cacciarmi, davvero no! Von dir will ich Da te voglio io nicht gehen, non - 11 - andarmene, wenn dir dein Herze bricht. quando a te il tuo cuore si spezza. Wenn dein Herz wird erblassen Quando il tuo cuore si spegnerà im letzten Todesstoss, nell’ ultimo assalto della morte, alsdenn will ich dich fassen allora voglio io te raccogliere in meinem Arm und Schoss. nel mio braccio e seno. Vangelo secondo Matteo 26,36-56 36 Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. 37E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. 38 Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. 39 E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”. 40 Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: “Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? 41Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. 42E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: “Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà”. 43 E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. 44E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. 45Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: “Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio - 12 - dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. 46Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina”. 47 Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. 48Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: “Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!”. 49E subito si avvicinò a Gesù e disse: “Salve, Rabbì!”. E lo baciò. 50E Gesù gli disse: “Amico, per questo sei qui!”. Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. 51Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio. 52 Allora Gesù gli disse: “Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. 53Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli? 54Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?”. 55In quello stesso momento Gesù disse alla folla: “Siete usciti come contro un brigante, con spade e bastoni, per catturarmi. Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato. 56 Ma tutto questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti”. Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono. Aria (tenore con coro) “Ich will bei meinem Jesu wachen” Alle parole La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me, pronunciate da Gesù nell’Orto degli ulivi (Mt 26,38), il discepolo (Solo) risponde esprimendo il desiderio di vegliare con Gesù che, con la sua sofferenza, lo riscatta dalla morte. L’assemblea (Coro) si unisce a lui, condividendo un sentimento di pena per la sofferenza di Gesù mista a riconoscenza e gioia per la salvezza che ne deriva. SOLO: Ich Io will bei meinem Jesu wachen. voglio presso il mio vegliare. - 13 - Gesù CORO: So schlafen unsre Sünden ein. Così si addormentano SOLO: Meinen i nostri peccati. Tod Dalla mia morte büsset seiner mi riscatta della sua Seelen Not, anima la sofferenza, sein Trauren machet mich voll Freuden. il suo dolore fa me gioia. CORO: Drum pieno di muss uns sein verdienstlich Leiden Per questo deve a noi il suo riscattante soffrire recht bitter und doch süsse sein. veramente amaro e dolce essere. SOLO: Ich Io CORO: So tuttavia will bei meinem Jesu wachen. voglio presso il mio vegliare. schlafen Così si addormentano Gesù unsre Sünden ein. i nostri peccati. Aria (basso) “Gerne will ich mich bequemen” Nell’Orto degli ulivi Gesù prega: Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu! (Mt 26, 39). Il discepolo, innamorato di Cristo, acconsente ad accogliere la croce, e bere al calice a cui ha bevuto il Signore. La sua bocca, da cui stilla latte e miele – come quella dell’amato e dell’amata nel bacio scambiato nel - 14 - Cantico dei Cantici (Ct 2,3 e 4,11) – bevendone il primo sorso ha addolcito il dolore che contiene. Gerne will ich mich bequemen Volentieri voglio io Kreuz und Becher anzunehmen, croce e calice ad accettare, trink ich al quale bevo io, adattarmi doch dem Heiland nach. davvero del Salvatore alla sequela. Denn sein Mund, Poiché la sua bocca, der mit Milch und Honig fliesset, da cui latte e miele fluisce, hat den Grund ha la radice und des Leidens herbe Schmach e, del dolore, l’aspra umiliazione, durch den ersten Trunk, versüsset. con sorso, il primo addolcito. Gerne will ich mich bequemen Volentieri voglio io Kreuz und Becher anzunehmen, croce e calice ad accettare trink ich al quale bevo io, adattarmi doch dem Heiland nach. davvero del Salvatore alla sequela. Corale “Wer hat dich so geschlagen” Di fronte alla confessione di Gesù, che si dichiara come il Figlio dell’uomo, il sommo sacerdote si straccia le vesti gridando alla bestemmia; molti sputano in faccia a Gesù e lo schiaffeggiano, altri lo - 15 - bastonano, dicendo Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso? (Mt 26,68). L’assemblea dei fedeli risponde, interrogandosi ed esprimendo la consapevolezza di appartenere a un’umanità peccatrice che, con la propria malvagità, ha esercitato violenza sul Giusto. Wer hat dich so geschlagen, Chi te così percosso, ha mein Heil, und dich Plagen con tormenti mia salvezza, e so übel zugericht’? così terribilmente ferito? Du bist ja nicht ein Sünder Tu certamente non sei un peccatore wie wir come noi te mit und unsre Kinder; e i nostri figli; von Missetaten weisst du nicht. azioni malvage tu non conosci. PREGHIERA DELL’ASSEMBLEA Nell’ora del dolore, quando il pregare si fa lotta, attanagliato dal dolore Gesù a Te grida, o padre: «se vuoi allontana da me questo calice». Anche noi, nella notte del dolore, quando nessuno più ci è amico e Dio è muto silenzio, vegliamo col Signore nell’orto degli ulivi. Vegliamo e non dormiamo, perché Egli cerca compagnia e conforto, come ogni sofferente sulla terra. - 16 - Per questo la tua agonia, o Cristo, non avrai mai fine! Aiutaci o Signore, in quell’ora, a non cadere nella tentazione della resa disperata, ma ad abbandonarci al Padre e al misterioso suo disegno: «Non sia fatta la mia, ma la tua volontà!». Padre nostro… OMELIA Omelia sulla Passione di nostro Signore Gesù Cristo. PASSIONE SECONDO MATTEO: PARTE SECONDA Vangelo secondo Matteo 26,57-75 57 Or quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale già si erano riuniti gli scribi e gli anziani. 58 Pietro intanto lo aveva seguito da lontano fino al palazzo del sommo sacerdote; ed entrato anche lui, si pose a sedere tra i servi, per vedere la conclusione. 59 I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte; 60ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni. 61 Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: “Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”. 62 Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: “Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?”. 63Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: “Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”. 64“Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: - 17 - d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo ”. 65 Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: “Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; 66che ve ne pare?”. E quelli risposero: “È reo di morte!”. 67Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano, 68dicendo: “Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?”. 69 Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: “Anche tu eri con Gesù, il Galileo!”. 70Ed egli negò davanti a tutti: “Non capisco che cosa tu voglia dire”. 71Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: “Costui era con Gesù, il Nazareno”. 72Ma egli negò di nuovo giurando: “Non conosco quell’uomo”. 73Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: “Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!”. 74Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo!”. E subito un gallo cantò. 75E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: “Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. E uscito all’aperto, pianse amaramente. Vangelo secondo Matteo 27,1-6 1 Venuto il mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù, per farlo morire. 2Poi, messolo in catene, lo condussero e consegnarono al governatore Pilato. 3 Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani 4 dicendo: “Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente”. Ma quelli dissero: “Che ci riguarda? Veditela tu!”. 5Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. 6Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: “Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue”. - 18 - Aria (contralto) “Erbarme dich, mein Gott” E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: “Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. E uscito all’aperto, pianse amaramente (Mt 26,75) . Il discepolo, identificandosi con Pietro, dà voce ai suoi sentimenti, piangendo amaramente sulla propria infedeltà e chiedendone pietà a Dio. Erbarme dich, Abbi pietà, mein Gott, um meiner mio per amore delle mie lacrime, Dio, Zähren willen! per loro amore! Schaue hier, Guarda qui, Herz und Auge weint vor il cuore e piange davanti a te l’occhio dir bitterlich. amaramente. Corale “Bin ich gleich von dir gewichen” L’assemblea aggiunge, nel cant,o il proprio commento. La condizione umana, segnata dal peccato, ci porta ad allontanarci da Dio, ma torniamo stringerci a lui, pentiti dell’infedeltà, confidando nella sua infinita misericordia, molto più grande del peccato, che ha dimostrato nel farsi simile a noi e soffrendo tali pene per nostro amore. Bin ich gleich von dir Mi sono io appena da gewichen, te stelle ich mich doch wieder e torno io però di nuovo; allontanato, ein; hat uns doch dein Sohn verglichen si è infatti tuo figlio fatto simile a noi - 19 - durch sein Angst und Todespein. tramite la sua paura Ich verleugne nicht die Schuld, Io non nego la aber dein Gnad und Huld ma la tua misericordia e benvolere ist viel grösser als die Sünde, è molto più grande che il peccato, die ich stets mir befinde. che io sempre in me trovo. e tormento mortale. in colpa, Aria (basso) “Gebt mir meinen Jesum wieder!” Giuda, pentito per avere tradito il Signore, riporta le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti, dicendo Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente (Mt 27,4). Getta le monete a terra nel tempio e, disperato, si allontana per impiccarsi. Il discepolo si identifica con Giuda, il figlio perduto, condividendone il dolore e il rimorso per il tradimento, chiedendo che gli sia restituito Gesù. Gebt mir meinen Jesum wieder! Datemi il mio Gesù indietro! Seht, das Geld, den Mörderlohn Vedete, il denaro, il salario dell’omicida wirft euch der verlorne Sohn getta a voi perduto zu den Füssen nieder! ai piedi, in terra! il figlio - 20 - Vangelo secondo Matteo 27,7-50 7 E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. 8Perciò quel campo fu denominato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. 9Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero trenta denari d’argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, 10 e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore. 11 Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore l’interrogò dicendo: “Sei tu il re dei Giudei?”. Gesù rispose “Tu lo dici”. 12 E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispondeva nulla. 13Allora Pilato gli disse: “Non senti quante cose attestano contro di te?”. 14Ma Gesù non gli rispose neanche una parola, con grande meraviglia del governatore. 15 Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a loro scelta. 16Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto Barabba. 17Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: “Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?”. 18Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. 19 Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: “Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua”. 20Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Gesù. 21Allora il governatore domandò: “Chi dei due volete che vi rilasci?”. Quelli risposero: “Barabba!”. 22Disse loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?”. Tutti gli risposero: “Sia crocifisso!”. 23Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora urlarono: “Sia crocifisso!”. 24 Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: “Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!”. 25E tutto il popolo rispose: “Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli”. 26Allora - 21 - rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso. 27 Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. 28Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto 29e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: “Salve, re dei Giudei!”. 30E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. 31Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo. 32 Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui. 33 Giunti a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo del cranio, 34gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere. 35Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. 36E sedutisi, gli facevano la guardia. 37Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: “ Questi è Gesù, il re dei Giudei”. 38 Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. 39 E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: 40“Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!”. 41Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: 42“Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d’Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. 43 Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!”. 44Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo. 45 Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. 46Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “ Elì, Elì, lemà sabactàni?”, che significa: “ Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. 47Udendo - 22 - questo, alcuni dei presenti dicevano: “Costui chiama Elia”. 48E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. 49Gli altri dicevano: “Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!”. 50E Gesù, emesso un alto grido, spirò. Preghiera silenziosa La lettura si interrompe per alcuni minuti. I fedeli possono mettersi in ginocchio, in silenziosa preghiera e meditazione. Vangelo secondo Matteo 27,51-66 51 Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, 52i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. 53E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. 54Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: “Davvero costui era Figlio di Dio!”. 55 C’erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. 56Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo. 57 Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. 58Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato 59 Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo 60e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. 61Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria. 62 Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo: 63“Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò. 64 Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché - 23 - non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: È risuscitato dai morti. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!”. 65Pilato disse loro: “Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete”. 66Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia. Corale “Wenn ich einmal soll scheiden” E Gesù, emesso un altro grido, spirò (Mt 27, 50). L’assemblea medita sulla morte, il momento che attende ciascuno di noi, il più temuto, invocando, in essa, la venuta e il conforto del Signore, che ha sofferto e condiviso con noi la stessa paura e sofferenza. Wenn ich einmal Quando io un giorno dovrò so soll scheide nicht allora non separarti scheiden, andarmene, von mir. da me. Wenn ich den Tod Quando io la morte dovrò so du denn herfür! tu dunque a me! tritt allora vieni soll leiden, patire, Wenn mir am allerbängsten Quando a me i terrori più grandi wird um das verranno al so reiss allora strappa kraft Herze sein, cuore mich aus den Ängsten me paure deiner in forza della tua dalle Angst und Pein! paura e sofferenza! - 24 - Recitativo (solisti con coro) “Nun ist der Herr zur Ruh gebracht” Grazie all’intervento di Giuseppe di Arimatea, Gesù è stato deposto nel sepolcro, avvolto in un candido lenzuolo. Una pietra è stata rotolata al suo ingresso, sigillata e vigilata dai soldati (Mt 27,57). Si è compiuto così l’ultimo atto della vicenda della passione e morte di Cristo, che si apre all’attesa del risveglio della Pasqua. Voci di discepoli esprimono sentimenti di gratitudine, mentre l’assembla augura con dolcezza a Gesù “buona notte!”. SOLO: Nun Ora ist der Herr è il Signore al CORO: Mein Jesu, gute Mio zur Ruh gebracht. riposo portato. Nacht! Gesù, buona notte! SOLO: Die Mühe ist aus, die unsre Sünde ihm gemacht La pena è finita, che i nostri peccati a lui hanno causato CORO: Mein Jesu, gute Mio Nacht! Gesù, buona notte! SOLO: O selige Gebeine, O beate seht, ossa, wie ich euch mit Buss guardate come io dass voi con pentimento e euch mein Fall perché voi la mia caduta CORO: Mein Jesu, gute Nacht! Mio buona notte! SOLO: Habt Abbiate Gesù, und Reu lebenslang per tutta la mia vita - 25 - beweine, rimorso piango, in solche Not in tale gebracht! tormento ha portato! von eur Leiden tausend Dank per il vostro dolore cento volte grazie, dass ihr mein Seelenheil so wert geacht’. poiché voi la mia salvezza dell’anima così preziosa avete valutato CORO: Mein Mio Jesu, gute Nacht! Gesù, buona notte! Coro “Wir setzen uns mit Tränen nieder” L’assemblea si riunisce in un pianto commosso, augurando a Gesù un dolce riposo, dopo le atroci sofferenze che ha patito. La sua morte per amore costruisce per l’anima umana un luogo di riposo dove, dopo la morte, gli occhi, chiudendosi a questa vita, si apriranno alla più grande gioia. Wir setzen uns mit Tränen nieder Noi ci sediamo in lacrime und rufen e dir im Grabe acclamiamo a te nel sepolcro: sanfte ruh! ruhe sanfte, riposa dolcemente, dolcemente Ruht riposa! ihr ausgesognen Glieder! Riposate voi Eur zu: dissanguate Grab Il vostro sepolcro membra! und Leichenstein e pietra tombale soll dem änglisten Gewissen deve essere per la timorosa coscienza ein bequemes Ruhekissen un cuscino soave - 26 - und der Seele Ruhstatt e anima per l’ Höchst vergnügt sein. luogo di riposo. schlummern Nella più grande gioia si addormentano - 27 - da die Augen ein. là gli occhi.