StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 stagione di balletto 2012 9:20 Pagina 1 196 anni di spettacolo dal vivo Teatro Sociale di Rovigo domenica 12 febbraio ore 16 Balletto di Milano Cenerentola ContemporaneAmente Teatro Studio domenica 26 febbraio ore 16 Balletto del Sud La bella addormentata Viale Oroboni, 14 - Rovigo venerdì 24 febbraio ore 21 Vito Alfarano Quasi sordo domenica 25 marzo ore 16 Balletto dell’Opera di Riga Sogno di una notte di mezza estate IN ESCLUSIVA REGIONALE mi piacciono i maiali... Iunia Bricca Roberto Costa Augusto Funny space mercoledì 14 marzo ore 21 giovedì 15 marzo ore 10.30 teatroragazzi sabato 31 marzo ore 16 teatroragazzi domenica 1 aprile ore 16 Compagnia Fabula Saltica Firebird dreams PRIMA ASSOLUTA Naturalis Labor Que reste-t-il de nos amours? Piazza Garibaldi Palazzo Gran Guardia giovedì 8 marzo dalle ore 18 Manonuda Teatro Il distributore PERFORMANCE DI DANZA URBANA partecipazione libera StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 2 stagione di balletto 2012 Addormentata del Balletto del Sud coreografato da Fredy Franzutti. Il coreografo, ispirandosi al racconto di BasilePerrault, riporta le disavventure della bella principessa Aurora nel Meridione dell’Italia, lo spettacolo vede la partecipazione di Lindsay Kemp nel ruolo della strega Carabosse. La stagione al Teatro Sociale prosegue domenica 25 marzo con Il sogno di una notte di mezz’estate, in esclusiva regionale, su musica di Felix MendelssohnBartholdy e coreografia di Youri Vamos, del Balletto dell’Opera di Riga, uno dei più importanti e prestigiosi corpi di ballo della Repubblica di Lettonia. Il balletto, in due atti, basato sull’omonima commedia di William Shakespeare è affrontato dal coreografo con ironia e profonda fedeltà al testo, tanto da spingere i propri danzatori a diventare veri interpreti a tutto tondo della commedia shakespiriana. Il 31 marzo con una recita dedicata alle scuole e domenica 1 aprile per il pubblico, sarà la volta della nuova produzione della Compagnia Fabula Saltica che con un progetto in prima assoluta, realizzato in collaborazione con il Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo, metterà in scena lo spettacolo Firebird dreams. Il balletto, che trae ispirazione dall’Uccello di Fuoco di Igor Stravinsky, sarà interamente rivisitato dal compositore Ambrogio De Palma in nuova chiave di forte ispirazione jazzistica, che per l’occasione verrà eseguita dal vivo. Gli appuntamenti con la danza al Teatro Sociale si intervalleranno con quelli al Teatro Studio dove prenderà Anche quest’anno, nonostante i tempi di forte difficoltà economica che vedono sempre più ridursi gli spazi per l’offerta culturale, ritorniamo con la settima edizione della Stagione di Danza al Teatro Sociale e al Teatro Studio di Rovigo con sette appuntamenti proponendo alcune fra le più interessanti realtà italiane e straniere. La stagione a cui abbiamo lavorato vorrebbe testimoniare le presenze che compongono il nostro presente mettendole in relazione al nostro passato e alla nostra tradizione, per scoprire, ri-scoprire i segni, a volte molto ben connotati a volte sempre più sfumati, che compongo un terreno complesso che è sempre più difficile contenere, racchiudere ed esaurire nella categoria danza. Dialogando con la tradizione e aprendoci a nuovi percorsi e proposte, cercando di cogliere il continuo divenire e le molteplici sfaccettature che attraversano il mondo del balletto, anche quest’anno, passando dalla tradizione classica, affrontiamo nuove letture coinvolgendo i due principali teatri della nostra città. Per il cartellone del Teatro Sociale abbiamo pensato ad un percorso dedicato al sogno. Domenica 12 febbraio apre la stagione la Compagnia del Balletto di Milano, con una nuovissima versione di Cenerentola, curata da Giorgio Madia. Qui il sogno diventa protagonista nella popolare storia di Perrault, che nell’occasione si avvale delle musiche di Gioachino Rossini. Il secondo appuntamento domenica 26 febbraio, continua questo “viaggio onirico” con La Bella 2 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 contestualmente il via la sezione ContemporaneAmente; una finestra interamente dedicata alla giovane danza emergente con alcune composizioni inedite. Il 24 febbraio in un’unica serata presenteremo due nuove coreografie di due artisti legati alla compagnia Fabula Saltica, la prima di Vito Alfarano che metterà in scena una pièce dal titolo Quasi sordo, mi piacciono i maiali… che, partita inizialmente da una ricerca sul linguaggio dei segni utilizzato dai sordo-muti, si è progressivamente allargata verso nuove e differenti direzioni e Fanny space di Iunia Bricca e Roberto Costa Augusto, un breve racconto sulla nostra vita quotidiana condito da un pizzico di follia. Fra gli spettacoli di questa sezione, ricordiamo la nuova creazione della compagnia Naturalis Labor, Que reste-til de nos amours? Il 14 marzo per il pubblico serale e il 15 per quello scolastico, che con una vivace ed effervescente pièce dedicata all’amore, concluderà il cartellone 2012. 9:20 Pagina 3 Per il cartellone 2012 abbiamo interamente rivisto i prezzi dei singoli biglietti e degli abbonamenti, proprio perché il difficile momento non gravasse sul pubblico, che è parte vitale e integrante dello spettacolo, e adottato una strategia che speriamo ci porti a interessare sempre più i giovani. Fra le promozioni segnaliamo l’abbonamento speciale per gli under 25 e gli allievi delle scuole di danza, appositamente pensato per attrarre questa fascia di età verso il teatro, che potrà godere di posti di platea gradinata e palco ad un prezzo particolarmente vantaggioso. Il coinvolgimento dei giovani nel vivere il teatro diventa sempre più importante e urgente, soprattutto in momenti di crisi come questi, per riconfermare l’importanza del fare e della condivisione delle esperienze culturali, perché i giovani vivano e sentano la cultura come un valore da difendere e non come una zavorra da cui liberarsi. Ed è un lavoro a cui tutti, e noi per primi, siamo chiamati. Quest’anno la sezione dedicata alla danza contemporanea ospiterà l’8 marzo anche una performance di danza urbana, un’ulteriore testimonianza degli “sconfinamenti” di quest’arte dal titolo Il Distributore della compagnia Manonuda interpretata e ideata da Alberto Cacopardi. Una sorta di viaggio che attraversa la realtà, il sogno e l’inconscio per l’appunto, mescolandoli. Un sentito ringraziamento agli Enti Pubblici e ai Privati che, con coraggio, sostengono e condividono il nostro progetto e al nostro pubblico che ci incoraggia con la propria presenza e partecipazione. Claudio Ronda 3 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 domenica 12 febbraio 2012 ore 16.00 Balletto di Milano Cenerentola balletto in due atti musiche di Gioachino Rossini regia e coreografia GIORGIO MADIA scene e costumi CORDELIA MATTHES Personaggi e interpreti Cenerentola GIULIA PARIS Il Principe MARTIN ZANOTTI La Matrigna ALESSANDRO ORLANDO Le Sorellastre FEDERICO VERATTI LUCA MASSIDDA I Valletti LEONARDO CUSINATO FABRIZIO GALLO AKOS BARAT La Fata MARTINA DE DOMINICIS e con SAVINA BELLOTTO DANIELA GIANNUZZI GRETA DATO ELISABETTA DUGATTO SIMONE MAIER FEDERICO MELLA 26-01-2012 9:20 Pagina 4 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 5 una Cenerentola, tante musiche di Ermanno Romanelli indagine, il percorso di maturazione dall’adolescenza all’età adulta che indica Cenerentola. Nel corso del tempo, la favola della “povera ma bella” conosce un assestamento definitivo nel verbo edulcorato di Charles Perrault (1697), e in quello noir dei fratelli Grimm (1812). Gli autori sono di volta in volta punti di riferimento per una trentina di versioni coreografiche, ben testimoniate storicamente, o comunque realmente significative, considerate in un canestro più ampio. Ciascuna di esse ha scelto, di volta in volta, un taglio fiabesco e convenzionale, oppure arditamente innovativo, a cavallo di partiture musicali eterogenee (Sor, Fitinhof-Schell, Muhldorfer, Brumby), composte per l’occasione, o funambolicamente adattate. Dell’elenco fanno parte anche le musiche di Johann Strauss figlio, re del valzer e della scena viennese. La partitura del compositore, creata nel 1899, pur essendo l’unica da lui appositamente composta per un balletto, venne scoperta solo dopo la sua morte. Ad utilizzarla di nuovo è Renato Zanella, a Vienna, nel 1999. Un altro binario musicale parte dai primi anni dell’800 (Luis Duport), attraversa l’edizione Marinskij (1893) firmata da Petipa, Ivanov, Cecchetti, con approdo, infine, a quella di Zakharov (1945). Questi, sulla grazia incomparabile di Olga Lepeschinskaja (in un ruolo poi ripreso da Galina Ulanova, che ne fece il suo cavallo di battaglia), inaugura per primo la partitura di Sergej Prokof’ev, congedata in quell’anno, ma iniziata nel’40. La collana di variazioni, pas de deux, adagio e valzer, che infioretta il lavoro, lo designa come omaggio personale del compositore a Cajkovskij e all’impianto del balletto classico, e pietra di paragone per le altre produzioni che E’ un materia importante, quella di Cenerentola. Perché favola di “compensazione”, da vivere ad occhi aperti. Il tema, nella sua struttura, meravigliosa per eccellenza, affonda accertate radici nell’antichità babilonese, nella Cina del IX secolo, con numerose escursioni e varianti fra l’Egitto dei faraoni, il Giappone, la tradizione celtica. Il radicamento ubiquo è l’ennesima dimostrazione del bisogno, universale, sempiterno, di riscatto e risarcimento che sono insiti nella vicenda, e che il pubblico esige per sé, come moneta pagante di un sogno individuale e collettivo. In superficie, la trama, così come la conosciamo, è ingannevolmente semplice e chiara. Ci parla delle angosce derivanti dalla rivalità fraterna, dei desideri che si avverano, degli umili infine esaltati, del vero valore riconosciuto anche in una persona vestita di stracci, di virtù ricompensate e malvagità punita. Eppure, sotto questo contenuto formale, si nasconde materiale in gran parte inconscio, con un contrasto netto fra l’apparente semplicità del racconto e la sua complessità nella sostanza. Il contrasto si palesa nella truculenta versione del racconto fornita da Giambattista Basile nel suo “Pentamerone”, ovvero “Cunto de li cunti” (1634-36). I riferimenti sessuali, con il sangue, le amputazioni, e le varie crudeltà enumerate dal favolista napoletano, rimangono sottotraccia, come materiale archetipo, nelle varianti a lui successive. Ma da sempre si annusano nella storia, ne suscitano il profondo interesse, e spiegano come, durante i secoli, questa abbia conquistato pubblico e artisti, sino a farne una colonna portante della letteratura ballettistica. Ogni coreografo ha operato su questa ambigua linea di confine, esplorando, con la propria 5 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 6 di sinistri ballerini-bambolotti, è a tutt’oggi tra le più viste e amate. Né va dimenticata la versione “espressiva e realistica” firmata da Jean-Christophe Maillot per i Balletts de Montecarlo (1999). Rudolf Nureyev colloca Cinderella (1986) nella Hollywood degli anni Trenta: la folla di divi e divine, fra bizze e glamour, con produttori e registi magicamente plenipotenziari, mette a nudo le illusioni della fiaba, nel confronto con la cinica realtà della fabbrica dei sogni. Collocamento altrettanto appropriato per Alexei Ratmansky al Marijnsky (2002) e Yury Possokhov al Bolshoi (2006), con una rivisitazione dei vizzi e vezzi che affollano il mondo della danza. John Neumeier, con “A Cinderella Story” (1992), si inoltra nell’atmosfera snob dell’alta società internazionale nel periodo compreso fra le due guerre. Nel ‘97 Matthew Bourne ambienta la sua vicenda, realizzata per il gruppo Adventures in Motion Pictures, nella Londra della II Guerra Mondiale, sotto le bombe tedesche. verranno. Lo stesso spartito è utilizzato da Sir Frederick Ashton, per la prima produzione del titolo in Occidente. È il 1948; il coreografo inglese, in quello che è il suo primo balletto a serata intera, fa da apristrada per il ruolo en travesti delle due sorellastre. D’ora in poi questo approccio, con grande sfoggio di parti mimiche e understatement all’inglese, sarà “la” tradizione, e resterà punto di riferimento consolidato. Una variante del soggetto prevede la matrigna mascolina; è il caso, non poco sorprendente, del virilissimo e villoso Vladimir Vassiliev, che ha così dato addio, nel ‘91, ai suoi ricordi di danseur noble e fascinoso principe con una esorbitante tenuta da drag queen. Non altrettanto eccessivo, più ashtoniano, è il recentissimo (2011) e superbo lavoro realizzato ad Augsburg da Mauro de Candia, di nuovo su Prokof’ev. Il focus sulla madre si fa in questa stessa versione, pur rossiniana, di Giorgio Madia. Ancora sulle note “sovietiche”, nel 1985 Maguy Marin vara un’edizione che, per la propria singolarità nell’utilizzo 6 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 7 una Cenerentola per Rossini di Giuseppe Acquaviva Quando, la sera del 23 dicembre 1816, Gioachino Rossini e il librettista Jacopo Ferretti conversero in Cendrillon come soggetto per la nuova opera da dare in scena soltanto un mese dopo al teatro Valle di Roma, si scelse di rinunciare all’elemento sovrannaturale dell’archetipo letterario, a favore di un tratto del tutto realistico e comico dei personaggi, peculiare al genere dell’opera buffa. Tuttavia il segno essenziale di un balletto è certamente il fiabesco, il fantastico. Un cambio di destinazione d’uso che rende necessaria l’estrapolazione unicamente di alcune parti della Cenerentola rossiniana quali l’Ouverture, il Temporale, la canzone Una volta c’era un re e il coro O figlie amabili di Don Magnifico. La partitura, diversamente da quanto accade nei balletti tratti dalle opere, qui si compone avvalendosi trasversalmente del catalogo rossiniano, prende in prestito brani cameristici, dalle sonate per archi alle composizioni per fortepiano, per gli a solo e i pas de deux creando una sorta di cornice concentrica attorno ai personaggi principali. Ma il materiale musicale più adeguato ed efficace al recupero dell’elemento magico della fiaba si ritrova nelle composizioni create da Rossini proprio per attirare l’attenzione, per generare lo stupore dello spettatore distratto e ad altro affaccendato quale era il frequentatore del teatro italiano del primo ottocento. Quelle in cui il genio pesarese sperimenta nuove sonorità creando uno stile inconfondibile: le ouverture. Le “sinfonie avanti l’opera” de La gazza ladra, Il signor Bruschino, Guglielmo Tell, Il barbiere di Siviglia, L’Italiana in Algeri, con la loro brillantezza, l’acrobazia virtuosistica, gli effetti comici e parodistici dell’orchestrazione, 7 vestono infatti perfettamente una coreografia che ci restituisce quell’ambientazione immaginaria fatta di fate, carrozze, cavalli e scarpette di perraultiana memoria, in cui alla genialità dei mezzi espressivi musicali fa eco la stupefacente invenzione coreografica di Giorgio Madia, concorrendo a comporre i frammenti di un pastiche musicale che trasforma la pièce larmoyante in un balletto celebrativo della magica creatività tout court della poetica rossiniana. StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 8 note del coreografo di Giorgio Madia Ispirata alla favola di Perrault a cui resta fedele, Cenerentola ha luogo nel fantastico mondo delle favole ma è ambientata negli anni cinquanta con i clichés di ruoli e opportunità che si rifanno al prosperoso periodo postbellico. L’antefatto di come la piccola Cenerentola si ritrovi con la matrigna e le sorellastre è svelato da un gioco in controluce e il sipario si alza nel primo atto dove, in una casa borghese, Cenerentola è vestita esattamente come la carta da parati delle mura domestiche, proprio per sottolineare il suo status all’interno della famiglia. I laquees si spartiscono le faccende di casa con Cenerentola e assistono alla tirannia delle due sorelle malefiche che non perdono nessuna occasione per fare di lei lo zimbello di casa. La notizia dell’invito al Ballo del Principe invade come un turbinio la casa e le due sorellastre si vedono già quali “principesse” mentre a Cenerentola viene negato il permesso di partecipare. Come Cenerentola resta a casa, una fata divertente e sbadata fa la sua comparsa attraverso il camino e poi attraverso la porta. Decide di aiutare la giovane procurandole una carrozza, cavallo e servitori per raggiungere il ballo, ma avendo dimenticato di fornirle un abito adatto all’occasione, la raggiungerà subito dopo. Al ballo sono presenti tutte le ragazze della buona società, tra cui le due sorellastre le quali non riconoscono Cenerentola che, alla sua abbagliante apparizione, suscita l’ammirazione di tutti i presenti. Nel mezzo del ballo, come dal cielo, il principe fa il suo 8 ingresso e, imbattendosi in Cenerentola, non ha occhi che per lei. La coppia, rimasta sola e come sollevata in una nuvola rosa, si innamora: il mondo e i suoi abitanti appaiono nani in proporzione. Ma l’orologio suona la mezzanotte e Cenerentola corre via perdendo una scarpa e ricordando che la magia potrebbe concludersi velocemente come è iniziata. Rimasto solo, il principe danza in preda alla disperazione, ma la fata interviene ricordandogli che la scarpa può essere la guida per il suo amore: lui inizia la sua ricerca. A casa per Cenerentola è il giorno del sogno, mentre le sorelle e la madre tornano ubriache dalla festa con i postumi di una sbornia. Arriva tempestivamente il principe e riconosce sotto un paralume la ragazza della quale si è innamorato e, nel vortice finale di bolle di sapone per festeggiare il lieto fine, restano solamente le due sorellastre invidiose e gelose. StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 9 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 10 Teatro di Cottbus e una nuova versione de Il Lago dei Cigni per il Festival di Danza di Lodz. Del 2010 sono Minuten Waltz e Chopin à Vienne create per l’Opernball al Teatro dell’Opera di Vienna di cui ha curato le coreografie per il quarto anno. Attualmente è diviso tra insegnamento - Professeur invitato alla Compagnia Nazionale di Danza di Nacho Duato in Spagna, ma anche in Austria, Germania e Israele, nonché docente all´Universitá Konservatorium di Vienna - e creazioni tra cui una prima mondiale di OZ (the Wonderful Wizard) per il Balletto di Stato di Berlino e una nuova Fille Mal Gardée per l´Opera di Breslavia. I suoi spettacoli si possono vedere in molti paesi: Chopin Imaginaire al Teatro di Stato di Cottbus, Germania; Il Lago dei Cigni, Lo Schiaccianoci, La Bella addormentata nel Bosco all´Opera di Lodz; Cinderella all´Opera di Cracovia (Polonia); Opernball all´Opera di Stato di Vienna. In Italia oltre la tournèe di Romeo e Giulietta con il Balletto di Milano nei più prestigiosi teatri, la prossima stagione si potrà vedere anche Chopin Imaginaire grazie ad una collaborazione tra il Teatro Coccia di Novara e il Teatro di Stato di Cottbus. i protagonisti GIORGIO MADIA Classe 1965, studia danza presso la prestigiosa scuola di ballo del Teatro La Scala, diplomandosi nel 1984. Nel 1983 entra a far parte del corpo di ballo della Scala e dal 1985 è ballerino solista per diverse compagnie di balletto: Béjart’s Ballet du XXéme Siécle, Bejart Ballet Lausanne, Pennsylvania Ballet e Milwaukee Ballet, San Francisco Ballet, Aterballetto e Züricher Ballet. Nel 1988 è stato scelto da Nureyev come suo partner nel pas de deux di Béjart Le Chant du compagnon errant, per la produzione Nureyev and Friends (in tournèe in Europa, Asia, Australia e Nord e Sud America fino al 1991). Ha danzato interpretando diversi ruoli in più di 90 produzioni, lavorando con coreografi di fama mondiale come Alicia Alonso, Maurice Béjart, David Bintley, Nicholas Beriozoff, Merce Cunningham, Bertrand D’At, William Forsythe, Andy de Groat, Rosella Hightower, Lionel Hoche, James Kudelka, Hans Van Manen, Peter Martins, Rudolf Nureyev, Roland Petit, Josef Russillo, Heinz Spoerli, Richard Tanner, Glenn Tetley, Helgi Tomasson e Iorma Uotinen. È stato Maître de Ballet, assistente coreografo e coreografo per il Balletto di Toscana, il balletto della Komische Oper di Berlino, del Teatro di Basilea e del Grand Teatr Łodz. Dal 2003 al 2005 ha ricoperto la carica di direttore del balletto della Volksoper di Vienna. Ha inoltre vinto i seguenti premi: nel 2006 il Gold Mask Critics Award per la miglior produzione con La bella addormentata, nel 2007 il Gold Mask Critics Award per la migliore direzione con Cinderella e nel 2008 il Gold Mask Critics Award per la migliore direzione con Les Contes d’Hoffmann. Nel 2009, oltre a Romeo e Giulietta per il Balletto di Milano, ha creato Chopin Immaginaire per il IL BALLETTO DI MILANO Attiva nel mondo della danza da trent’anni, la Compagnia Balletto di Milano, fondata da Renata Bestetti e Aldo Masella ora Presidente onorario, è andata sempre più affermandosi tra le realtà nazionali di alto livello. La Compagnia vanta un nucleo stabile di danzatori accuratamente selezionati provenienti dalle migliori scuole e accademie, in grado di coniugare ad una tecnica impeccabile notevole versatilità ed indubbia capacità espressiva. Molti sono i grandi artisti e coreografi ospitati nella storia della Compagnia tra cui 10 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 11 Nel 2010/2011 il Balletto di Milano festeggia i suoi trent’anni di attività e la stagione è principalmente caratterizzata dalla ripresa di Romeo e Giulietta di Giorgio Madia per una nuova e prestigiosa tournée in Italia e all’estero, e il debutto della creazione Chansons… raccontando Aznavour con coreografie di Adriana Mortelliti. spiccano nomi importanti del panorama internazionale come Carla Fracci, Oriella Dorella, Alla Ossipenko, Serge Manguette, Marco Pierin, Alessandro Molin, George Iancu, Loris Gai, Vittorio Biagi, Giuseppe Carbone, Micha van Hoecke, Denys Ganio, Ruben Celiberti, Raffaele Paganini, Grazia Galante, Luciana Savignano. Punto di svolta nella storia del Balletto di Milano è stata la nomina di Carlo Pesta a Presidente e Direttore Artistico (1998). Nel corso degli anni della sua direzione, infatti, il Balletto di Milano ha portato sulle scene nazionali ed internazionali importanti produzioni tra cui La Marchesa von O., Tango… una rosa per Jorge Donn, Primadonna: le eroine del melodramma, Traviata, La vie de Bohème, Bolero, Amor de Tango, WoMa, Red Passion e, nel 2009, Romeo e Giulietta in coproduzione con prestigiosissime istituzioni teatrali tra cui la Fondazione Teatro Coccia di Novara, la Fondazione Teatro Grande di Brescia, il Teatro Sociale di Mantova. Tra le tournée internazionali si ricordano quella in Russia (1999 - Tango… una rosa per Jorge Donn di Denys Ganio) dove per la prima volta una compagnia italiana ha avuto l’onore di esibirsi al Teatro Bolshoi di Mosca ottenendo entusiastici consensi, in Francia sempre con Tango…, Inghilterra, Irlanda, Svizzera, Russia con Traviata e La vie de Bohème, sino a quella trionfale in Spagna (2010) con Romeo e Giulietta di Giorgio Madia. La compagnia è in residenza teatrale presso la Fondazione Teatro Coccia di Novara dove prende parte a tutte le produzioni liriche; ha collaborato con il Teatro Sociale di Mantova e ha collaborato nel 2009 con il Festival Pucciniano di Torre del Lago per l’opera Manon Lescaut di Giacomo Puccini, coproduzione con il Teatro dell’Opera di Nizza. Nel dicembre 2009 ha inoltre collaborato con la Fondazione Carlo Felice di Genova per la produzione della Vedova Allegra con “I Giovani del Balletto di Milano”. 11 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 domenica 26 febbraio 2012 ore 16.00 Balletto del Sud La bella addormentata balletto in un prologo e tre atti musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij coreografia FREDY FRANZUTTI scene FRANCESCO PALMA luci PIERO CALÒ Personaggi e interpreti Aurora ELENA MARZANO l’antropologo ERNESTO CARLOS MONTALVAN Roberto, il padre di Aurora ALESSANDRO DE CEGLIA Silvia, la madre BILYANA DYAKOVA La zingarella Lilla NIKOLINA KARAGEORGEVA Uccellini Blu ETIENNE DIAZ, MAYARA PIÑERO Zie, amiche, ombre e invitate GIULIA BRESCIANI JENNIFER DELFANTI MELISSA MASTROIANNI CHIARA MAZZOLA Preti, amici, ombre e invitati EMANUELE CAZZATO NICOLA LAZZARO MASSIMILIANO RIZZO DANIELE CHIODO con la partecipazione di LINDSAY KEMP nel ruolo della strega Carabosse maestra di ballo PIA RUSSO responsabile allestimenti EMANUELE PELLEGRINO sartoria CHIARA D’AGOSTINO 9:20 Pagina 12 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 13 le anime de “La Bella” di Ermanno Romanelli “La Bella nel bosco dormiente”, come recita il titolo originario, nasce il 3 gennaio 1890 come il più lussuoso e affollato (oltre cento danzatori) dei balletti del grande repertorio, sontuosamente “imperiale” per dimensione, respiro narrativo e costi. La prima edizione divora, da sola, la metà dei bilanci del teatri imperiali di quell’anno: quanto due navi da guerra. Di questa pietra miliare nella storia della danza, restano documenti precisi grazie agli appunti originali (minuziosissimi), annotati da Nikolaj Sergeev; allo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre, sono da lui trafugati, e oggi custoditi dall’Università di Harvard. La trama deriva dalla favola “La belle au bois dormant”, compresa in una raccolta, “Ma mère l’Oie”, dello scrittore francese Charles Perrault (1628-1703), vissuto alla corte di Versailles. Perrault, a sua volta, si è ispirato in parte a “Sole, Luna e Talia”, fiaba contenuta ne il “Pentamerone”, di Giambattista Basile (1565-1621), pubblicato postumo nel 1635. Le figure suggerite dal testo sono supportate dalla sublime ed eclettica “leggerezza” della partitura di Pëtr Il’ič Čajkovskij, dall’eloquenza, ora superba ora malinconica, di pagine di musica dove il compositore ha spremuto la propria anima e quella di più mondi: la dimensione fiabesca, il doppio riferimento ai Re di Francia Francesco I (1494-1547) e Luigi XIV (1638-1715), la storia d’amore fra la principessa Aurora e il Principe. Alla complessità di queste atmosfere, musicali e drammaturgiche, si sovrappongono le esigenze tecniche di Marius Petipa, il coreografo francese che, a San Pietroburgo, negli ultimi quattro decenni dell’800, appaga la corte imperiale con un totale di oltre sessanta balletti. A partire dall’integrità del Prologo, si profilano, nei tre atti, 13 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 14 da Orco e Orchessa; Raperonzolo e il Principe Chéri; Barbablù e la moglie, e altri. Ciascuna maschera è smaltata da una folgorante connotazione, ora ballettistica ora tratteggiata nel ricco alfabeto della pantomima. Un arte che qui ritrova la propria ragion d’essere nel dialogo tra i caratteri e la comprensione degli umori. Così a rubare lo sguardo e la scena non è più il solo il virtuosismo de “L’Uccellino azzurro”, con i salti e i giri di suprema eleganza impostati, alla nascita, da Enrico Cecchetti. Nei costumi e nelle scene, la vicenda propone la splendida Versailles di Luigi XIV, la magnificenza di quella monarchia assoluta; dunque allude a una parte della storia della Francia nella quale l’attuale Russia può identificarsi. Il diplomatico Vsevolozhsky offre dunque un vistoso e positivo omaggio al paese con il quale la Russia sta per concludere un importante trattato politico, economico e militare, prezioso per contrastare l’egemonia della Germania, che, trionfatrice a Sedan (1870), contende alla Russia l’influenza su Stati Baltici e Polonia. La favola ha due morali: la prima è che, dopo il caos, dato dall’irruzione della malvagia strega Carabosse, con la sua successiva sconfitta trionfano l’armonia, l’ordine e le gerarchie costituite. La seconda allude ad una problematica condizione femminile, fatta di sangue, sonno, risveglio per amore, e si lega intimamente alla storia fantastica di Aurora, la protagonista del balletto, principessa che, risvegliata dopo cento anni di sogno, alla fine del suo percorso di adolescente trova infine una sua nuova dimensione di donna, equilibrata e matura. la stratificazione, il gusto esorbitante e pieno della “féerie” incantata, dove si accumulano figure sparse nei secoli, in senso diacronico, personaggi che ritrovano l’ampiezza del proprio spazio ed esercitano liberamente i propri guizzi, in un cromatismo totale. È una fresca, rasserenante teoria, il cui scopo è appunto quello di “rasserenare” lo Zar Alessandro III, ancora turbato dall’attentato nihilista (1881) nel quale ha trovato la morte il padre, lo Zar Alessandro II. L’esigenza di inviare messaggi concilianti e tranquillizzanti allo Zar, ha spinto e motivato il Direttore dei Teatri Imperiali a San Pietroburgo e Mosca, il colto diplomatico Ivan Alexandrovich Vsevolozhsky, a commissionare una “favola bella” alla cui redazione, per scene, costumi e drammaturgia, egli stesso contribuisce. Egli non appare nella locandina dello spettacolo: è sconveniente che una persona di alto lignaggio si “sporchi” le mani con una rappresentazione. Una cosa è dirigere un teatro, altra è fare teatro. Ma è Vsevolozhsky, con il suo fiuto diplomatico, a trovare un nome e un ruolo per ciascuna delle fate che appaiono nell’allestimento: il loro valore simbolico è quello di angeli guardiani della casa imperiale. Idealmente, il direttore dei teatri le “consegna” al suo zar, per rassicurarlo sulla sua esistenza, minacciata da mille pericoli. La fata Canari rende la casa sicura e la protegge; la Fata Fleur de farine cura il cibo e fa in modo che non ne manchi mai in casa; la Fata delle Briciole rappresenta la sollecitudine e le attenzioni verso i familiari e gli ospiti; la Fata Violante simboleggia l’amore, la passione, il calore della casa. Un nuovo inchino alla corte è l’apparizione dei popoli del mondo (indiani, romani, turchi, etiopi), intervallata, nel terzo atto, dalla presenza delle “nobles femmes” (Contesse, Duchesse etc). Un vero giardino di gioia e felicità è la promenade di maschere, in libera uscita dalle fiabe più note di Perrault: Pollicino e i suoi fratelli, inseguiti 14 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 15 La bella addormentata, fiaba da tutti conosciuta, è di Charles Perrault. Prima ancora di Perrault, l’italiano Giambattista Basile (nella raccolta “Lo cunto de li cunti”, Napoli 1634-1636) narra di una principessa addormentata per un incantesimo nel meridione dell’Italia. Al racconto di Basile, Perrault si ispira per la sua versione edulcorata e borghese. Da qui l’idea di Franzutti di riportare nel sud del paese le disavventure della bella principessa Aurora. Questo ha permesso al coreografo salentino quello che il critico Vittoria Ottolenghi ha definito “una vera botta di teatro”: e cioè la sostituzione della puntura del consueto fuso con il morso della tarantola salentina. La Principessa Aurora, è quindi nella edizione di Franzutti, una fresca ragazza mediterranea a cui una vecchia maga predice un atroce destino. Sarà la magia della zingarella Lilla e il bacio d’amore di un principe-antropologo sulle orme della leggenda a destare la fanciulla dal suo sonno centenario. Per la leggibilità della drammaturgia, per l’efficacia dell’ambientazione e per la viva caratterizzazione dei personaggi, lo spettacolo ha raccolto, sin dalle prime rappresentazioni del 2000, la piena adesione di pubblico, ed è stato ampiamente lodato dalla critica. Gli assieme dei danzatori nella brillante realizzazione delle scene più festose e l’accurata esecuzione dei protagonisti hanno contribuito al successo dello spettacolo impreziosito dalla partecipazione di Lindsay Kemp nel ruolo della strega Carabosse. 15 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 16 storia del balletto Léon Bakst fu invece lo scenografo e costumista della sontuosa Bella addormentata londinese del 1921, che rischiò di far fallire la compagnia dei Ballets Russes di Sergej Djagilev. In quell’occasione la protagonista Aurora fu Spesivceva, mentre nel ruolo mimico di Carabosse compariva ancora Carlotta Brianza, ormai cinquantatrenne. Numerose furono, del resto, le modifiche apportate nel tempo alla coreografia originale e dai coreografi più diversi, come il Jurij Grigovivic (1963), Rudolf Nureyev (1966), Roland Petit (1990), Anthony Dowell (1994), Mats Ek (1996) che ha trasformato Aurora in un’adolescente dei nostri giorni, punta anziché dal fuso, dall’ago dell’eroina e, infine, Fredy Franzutti (2000) che ambienta la sua Bella nel natio Salento e sostituisce il fuso con la tarantola locale. La bella addormentata ebbe una anteprima “domestica”. Si racconta che Pëtr Il’ič Čajkovskij trovandosi in villeggiatura a casa della sorella, a Kamenka, avesse composto delle musiche per la rappresentazione della fiaba, di cui furono interpreti i nipotini. Quella musica fu in seguito inserita nella Bella addormentata, che fu commissionata a Čajkovskij nel 1888 dal principe Vsevolozskij (sovrintendente dei teatri imperiali di San Pietroburgo) che ne scrisse il libretto, tratto dalla fiaba di Charles Perrault. Le coreografie furono affidate a Marius Petipa che avrebbe saputo creare una parata coreografica degna dei “balli grandi”, ormai di moda in tutta Europa (Italia compresa). Petipa non si limitò a organizzare la trama e la suddivisione dei ruoli, vi aggiunse anche meticolose richieste sulla musica, che Čajkovskij accolse come uno stimolo. Vero supervisore della produzione, oltre che autore di gran parte dei bozzetti dei costumi, fu Vsevolozkij con i consigli di Petipa. Il principe Vsevolozkij affidò la cura delle scene di Bella addormentata a cinque scenografi che allestirono uno spettacolo sfarzosissimo, forse ispirandosi alle incantevoli illustrazioni di Gustav Doré per le favole di Charles Perrault. La bella addormentata debuttò al Mariinskij il 15 gennaio 1890, diretta da Riccardo Drigo, e interpretata da Carlotta Brianza, un’Aurora dolce e infantile, da Pavel Gerdt (il principe Desiré, in altre versioni Florimondo), Enrico Cecchetti (l’Uccello Blu e Carabosse en travesti) e Marija Petipa, figlia del coreografo, nel ruolo della Fata dei Lillà. La produzione fagocitò un quarto del bilancio a disposizione dei teatri imperiali per le nuove produzioni dell’intero anno. 16 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 17 note del coreografo di Fredy Franzutti “Una idea legittima e funzionante quella di Fredy Franzutti, abile coreografo del Balletto del Sud, che ha presentato una personale versione del balletto “La bella addormentata nel bosco” sulla musica di Čajkovskij, ambientato nel Salento. Questo, non soltanto riporta nel Meridione mediterraneo una fiaba/mito di chiaro tipo stagionale (la morte e la resurrezione annuale della Natura), che certo nacque da queste parti; ma gli permette una vera «botta di teatro»: e cioè la sostituzione della puntura del consueto, fallico fuso (che dovrebbe dare la morte alla sedicenne Aurora) con il morso della tarantola locale. Da qui, l’arrivo della vecchia fattucchiera malevola Lindsay Kemp «en travesti», l’antagonismo positivo della zingara «Lilla» che pratica soltanto magia bianca. E sarà lei a trasformare la morte di Aurora, morsa dalla tarantola, nel lungo sonno collettivo di tutto il palazzo e del bosco di ulivi. Di qui, anche, le belle danze scatenate ed inutili, che vorrebbero esorcizzare il maleficio della tarantola. Insomma, un balletto ricco, vistoso, pieno di avventure e che - questo è davvero miracoloso è realizzato da Franzutti con geniale efficacia e essenzialità drammaturgiche soltanto con sedici ballerini di alta qualità. Un gran successo.” “La bella addormentata” è la fiaba che preferivo durante la mia infanzia, e che tuttora considero “la fiaba”. Nel realizzarne una mia versione ho voluto avvicinarmi allo spirito leggero della storia, e insieme ho fatto sì che la fiaba stessa si avvicinasse a me e al mio mondo nel modo più diretto e concreto: cronologicamente e geograficamente. Ambiento La bella addormentata nel Salento e racconto, con la storia di Aurora, il tempo dei miei nonni, il tempo di mia madre, il mio tempo. Esprimo qui il particolare piacere di sapere che la produzione, viaggiando, rappresenta il tono mitico che, tra gli altri, in uno dei suoi scritti anche Margherite Jourcenar vedeva nella mia terra, l’Oriente dell’Italia. Vittoria Ottolenghi, L’Espresso 17 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 18 augurando alla bambina ogni bene. Il padre comprende e porge le sue scuse alla zingara. Tutto sembra andar bene; ma una delle presenti rammenta che a tutti è sfuggito di invitare la maga “ufficiale” del paese: una vecchia chiromante, parente del padre, specializzata in fatture ed esorcismi, che esercita da sempre. Proprio in quel momento la vecchia irrompe nella casa e indaga: «Chi è stato a dimenticarmi?». Lei anche vuole offrire un dono, il presagio sulla vita futura della giovane: «La bambina, in verità, crescerà bella e buona, circondata dall’amore di tutti. Ma, entro il compimento del suo sedicesimo anno di età, incontrerà una tessitrice, si pungerà e, a causa della puntura, morirà». Che grande disperazione… Chi piange, chi grida, chi chiede aiuto e clemenza. In quel momento la zingarella, rimasta in un angolo ad ascoltare, viene al centro della stanza e manda via la vecchia dicendo: «Non vedo morte prematura nella vita di questa giovane. Va’ via!». Il padre è disperato: a chi bisogna credere? Non sa cosa pensare. Ma per precauzione proclama che, nella sua casa e nelle sue proprietà nessuno, per i prossimi sedici anni, dovrà più tessere, cucire, ricamare e usare spilli. la trama PROLOGO Il battesimo C’era una volta un “Re” (ovvero il discendente di una nobile stirpe di uomini potenti come Re), che negli anni ‘40 si trasferisce con la sua famiglia nella villa di campagna in una provincia del sud dell’Italia, lontano dai disagi e dai pericoli della guerra. Il nostro racconto ha inizio nella notte in cui la moglie sta per mettere al mondo il primo erede. Sorelle, zie e servitù sono in grande agitazione: chi porta acqua calda, chi cerca asciugamani, chi prega il Signore. Il padre, agitatissimo, percorre avanti e indietro la stanza, pregando, sperando, immaginando il suo erede. Poi un momento di calma e, di seguito, la lieta notizia: «Sei papà di una bella bambina!». Si decide di chiamarla Aurora, perché in quel luogo così a Oriente si vede l’alba molto presto. Pochi mesi dopo si organizza il battesimo. E’ tempo di guerra: gli uomini sono partiti e le donne sono rimaste a lavorare, vestite di nero. Comunque non mancano i regali per la nuova nata. Il padre con soddisfazione annuncia l’arrivo del prete con i suoi chierichetti. Finita la cerimonia, il prelato va via, ma le donne vogliono che anche il padre si allontani. Una volta sole, si assicurano che nessuno le veda e introducono, dalla porta di servizio, una zingara di passaggio in quella zona. Come da tradizione di quelle terre al battesimo cristiano segue un’iniziazione pagana: un incantesimo per augurare alla bambina felicità, amore e bellezza. La zingara inizia il suo rito con la complicità della madre e delle zie, ma giunge il padre infuriato per l’iniziativa della moglie la quale spiega al marito che la zingara sta ATTO PRIMO Il compleanno Sedici anni dopo la guerra è finita, e l’America ha colorato i vestiti. Siamo alla fine degli anni Cinquanta. Che festa! Amici e amiche che si divertono nel giardino della casa. Tutti attendono impazienti la festeggiata. Nell’attesa la mamma organizza un gioco, il “rubabandiera”, al quale partecipa anche il padre. Tutti si divertono. Arriva la festeggiata, la reginetta della festa. Le attenzioni dei ragazzi sono tutte per lei. Lei danza da 18 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 19 Il bel principe appassionato di tradizioni popolari cercava da anni quel misterioso luogo, e vuole assolutamente scoprirne il segreto. Con i suoi libri e le sue mappe si addentra da solo nel bosco e, giunta sera, si perde. Dopo aver vagato senza trovare la sua strada incontra una creatura misteriosa ed evanescente alla quale chiede informazioni sulla villa perduta. Ella in realtà è la buona zingarella che ora ha più di cento anni. L’ombra racconta al principe che quel luogo deserto un giorno era abitato da gente felice che viveva, lavorava i campi e coglieva i frutti, e la contrada era piena di vita. Il principe si volta incredulo e vede tra gli alberi immagini di gente, di persone, figure evanescenti di uomini e donne che si destano da un lungo sonno. La stessa zingara si è tramutata in un’ombra. “Costoro sono i sogni delle persone che dormono per un incantesimo che si romperà solo con un bacio d’amore” dice l’ombra al Principe. Il ragazzo vuole assolutamente salvare Aurora e chiede ancora alle figure come trovare la villa nel bosco. “Segui gli uccellini blu come il mare” le risponde l’ombra scomparendo tra gli alberi. E così è: Ernesto segue i volatili, e giunge dinnanzi al palazzo. Qui, tramutata in falena, lo attende la vecchia Carabosse, rimasta lì a guardia del castello per scongiurare che l’incantesimo si sciolga. Ma è troppo vecchia per combattere e vola via tra gli alberi. Ernesto entra nella villa, vede addormentata su di un letto una fanciulla bellissima, e subito innamoratosene, la bacia. In quello stesso istante la bella, addormentata da cinquanta anni, si risveglia, e insieme si ridesta tutta la sua famiglia. I due si giurano amore eterno. sola e con le amiche. Anche i genitori vogliono partecipare alle danze. Ma sul più bello… arriva la vecchia maga che regala alla ragazza un grazioso boccale di vetro con all’interno… una terribile tarantola. La giovane osserva, apre il contenitore incuriosita, e viene punta. E’ vero… Nessuno aveva pensato che la tessitrice che la giovane avrebbe incontrato poteva essere un ragno che fila ragnatele. Il veleno già produce i suoi effetti mortali. Il padre chiede perdono alla strega per non averla ascoltata e lei continua a dire: «Vi avevo avvertiti». «Trova una soluzione, Vecchia! » grida il padre allora, minacciandola. «Non mi fai paura, ma ti aiuterò, perché solo io vi posso aiutare. Tutti noi ora dobbiamo danzare per esorcizzare il maleficio», risponde la vecchia alzando le braccia al cielo. Si comincia a danzare intorno al corpo della giovinetta. La madre esorta ad ascoltare: arriva qualcuno. E’ la zingarella del battesimo che si svela una potente fata: «La ragazza non morirà, ma dormirà finché un bacio d’amore non la sveglierà. E in attesa, anche voi vi addormenterete fino a quel momento; ed io veglierò sul vostro sonno». ATTO SECONDO Il bosco delle ombre Sono trascorsi circa 50 anni e la leggenda della giovane fanciulla punta da un ragno è stata raccontata in tutta Europa. Il fenomeno del tarantismo interessa studiosi e antropologi che si recano in quella terra per studiare le tradizioni, e magari scoprire dove si trova la villa nel bosco. Tra loro, un giorno giunge Ernesto, giovane studioso antropologo di ricca famiglia con nobili origini. 19 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 ATTO TERZO Il matrimonio Ernesto e Aurora hanno deciso di sposarsi. E’ il matrimonio del secolo: giornalisti e inviati speciali cercano di strappare un’intervista ai protagonisti, invitati da ogni luogo vogliono vedere la giovane rimasta addormentata a causa di una tarantola per cinquanta lunghi anni. La festa del ballo è organizzata a casa della 9:20 Pagina 20 sposa nella famosa villa nascosta nel bosco, ed è grandiosa: luci colorate, gente elegantissima che danza scatenandosi; c’è chi beve un po’ troppo, le ragazze sensuali guardano i giovanotti. Ma ad un certo punto tutti si voltano ed entrano nel salone gli sposi. Sono bellissimi, e danzano, innamorati. Il padre ha coronato il suo sogno: vedere la figlia sposa. E la strega cattiva? Che fine ha fatto? StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 21 9:20 Pagina 21 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 22 Adam, “Baccus e Arianne” di Albert Russel con le scene di Giorgio De Chirico e altri titoli su musiche di Stravinskij, Lourié, Antheil. Crea appositamente spettacoli ed eventi per inaugurazioni come quella del Teatro Romano di Lecce (per la Fondazione Memmo), l’inaugurazione di Porta Galliera e della Scalinata del Pincio di Bologna (per Vittoria Cappelli). Coreografa le danze della stagione lirica di Lecce dal 1998 al 2005 su invito di Katia Ricciarelli e dal 2006 ad oggi su invito di Filippo Zigante, crea coreografie per numerosi eventi di Rai 1 e Rai 2. Coreografo e assistente di numerosissime regie d’opera collabora con registi come Pier Luigi Pizzi, Beppe De Tomasi, Flavio Trevisan, Paolo Miccichè, Pier Francesco Maestrini. Franzutti collabora e crea coreografie per ètoiles internazionali come Lindsay Kemp, Luciana Savignano, Alessandro Molin, Giuseppe Picone, Xiomara Reyes, Vladimir Vassiliev. Su invito di Vittoria Ottolenghi partecipa a diverse edizioni delle Maratone internazionali di danza e allo spettacolo su musiche di Luciano Berio “I trionfi del Petrarca” al Mitlefest di Cividale del Friuli. Maurizio Squillante gli affida le coreografie della sua opera contemporanea “The Wings of Daedalus” in tournèe nazionale. Ricordiamo inoltre le tournèe in Portogallo, Germania, Spagna e quella del 2006 nei teatri di Hanoi e Ho Chi Min City in Vietnam. Tra i numerosi musicisti con cui collabora ricordiamo Lorin Maazel, Richard Bonynge, Karl Martin e Francesco Libetta. La volontà di controllare fin nei dettagli la coerente realizzazione dell’idea unitaria, alla base di ogni suo spettacolo, lo ha portato ad interessarsi in prima persona a diverse arti sceniche affiancando all’attività di coreografo quella di autore, regista, scenografo e costumista. Crea in questo senso diversi spettacoli anche con voce e danza coinvolgendo attori come Ugo Pagliai, Paola Pitagora, Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Franco i protagonisti FREDY FRANZUTTI Oggi uno dei più noti e apprezzati coreografi nel panorama nazionale, fonda nel 1995 il Balletto del Sud, compagnia che dirige e per la quale crea un repertorio di 30 spettacoli, alcuni tratti dal repertorio romantico, come “Lo Schiaccianoci”, “Il Lago dei Cigni”, “La Bella Addormentata”, “Sheherazade”, “L’Uccello di Fuoco” e “Romeo e Giulietta” - trasmesso da Rai 2 la notte di capodanno 2011. Crea inoltre balletti per il Teatro “Bolscioj” di Mosca, per il Teatro dell’Opera di Roma (6 diversi spettacoli), per il Teatro dell’Opera di Sophia, per l’Opera di Montecarlo, per l’Opera di Bilbao, e per diversi eventi di Rai Uno come le danze del Concerto di Capodanno 2004 diretto da Lorin Maazel, trasmesso da Venezia in eurovisione. La necessità di risolvere le problematiche di linguaggio legate alle differenti attività per un pubblico eterogeneo (da quello dei teatri di tradizione al pubblico dei contenitori culturali di ricerca) lo ha portato ad elaborare una particolarissima estetica dove al sarcasmo del naif si sovrappone ed integra una profonda convinzione nei valori quasi etici della disciplina della danza classica. Con la sua compagnia, il Balletto del Sud, replica gli spettacoli nei più importanti festival di danza e opera italiani, totalizzando un’attività di circa 80 date ogni anno. Franzutti cura le danze di opera di produzioni realizzate in Francia, Spagna, Russia e numerosissime in Italia tra queste ricordiamo quelle al R.O.F di Pesaro, alle terme di Caracalla (Aida), al Teatro Lirico di Cagliari, al Bellini di Catania. Franzutti lavora al fianco di Beppe Menegatti per la ricostruzione di balletti perduti e crea per l’Opera di Roma, su invito di Carla Fracci: “Caterina, la figlia del bandito” di Cesare Pugni, “La Figlia del Danubio” di Adolf 22 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 23 spettacoli ogni anno; Il Balletto del Sud partecipa, inoltre, a diversi eventi televisivi di RAI Uno, come le coreografie del”Concerto di capodanno 2004” in diretta eurovisione dal Teatro La Fenice di Venezia, e a numerose produzioni d’opera lirica, come al Teatro Politeama Greco di Lecce e al ROF di Pesaro, al Teatro Lirico di Cagliari, al Teatro Bellini di Catania, al Teatro Valli di Reggio Emilia e in Svizzera, Spagna, Portogallo, Germania, Russia e Montecarlo. Dal 1997 produce, ogni anno, un balletto con più repliche nella stagione sinfonica dell’orchestra “Tito Schipa” di Lecce (oggi diretta da Marcello Panni). Nel 2006 il Balletto del Sud è stato invitato dall’ambasciatore d’Italia in Vietnam per una tornèe nei teatri di Hanoi e Ho Ci Min City. Nel 2010 la Compagnia è stata ospite del Teatro dell’opera di Tirana in Albania. Tra gli eventi e le inaugurazioni, ricordiamo anche quelli realizzati per la Fondazione Memmo - il Teatro Romano di Lecce - e quelle per Vittoria Cappelli - Porta Galliera e la Scalinata del Pincio di Bologna; i progetti con cadenza annuale come “La scuola a Teatro” che, giunto alla XV edizione vede coinvolti ogni anno 3.000 studenti, e “Itinerario Danza”, un circuito estivo di spettacoli nel territorio salentino. L’attività del Balletto del Sud si arricchisce di collaborazioni con tantissimi artisti tra i quali: Pier Luigi Pizzi, Franco Battiato, Lorin Maazel, Francesco Libetta, Richard Bonynge, Giorgio Albertazzi, Ugo Pagliai. Nero. Tra questi ricordiamo: “Tra fregi di frutta”, “All’Ombra degli Ulivi”, “Eleonora Duse, sogni delle stagioni”, “Il martirio di San Sebastiano”. Inventa e dirige lo spettacolo “Il sole toccò le acque” per l’Otranto Festival, dirige il film-corto “Se questo è un uomo” interpretato da Michele Placido, Emilio Solfrizzi, riallestisce l’opera di Bellini “La Sonnambula” per il teatro d’opera de la Coruna. Nel 2009 Franzutti scrive e dirige (regia, scene e costumi) l’opera popolare “800”, dedicata all’assedio di Otranto, con la supervisione di Franco Battiato. Nel gennaio 2011 crea la regia e firma scene e costumi per l’opera di Puccini la “Fanciulla del West” andata in scena nella stagione lirica del Teatro Politeama Greco di Lecce. BALLETTO DEL SUD Nasce nel 1995 fondato e diretto dal coreografo italiano Fredy Franzutti, ospite del Teatro Bolscioj di Mosca, dell’opera di Roma, dell’opera di Sophia, dell’opera di Montecarlo e di Bilbao. Riconosciuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali dal 1999, il Balletto del Sud, oggi una delle più apprezzate compagnie di danza in Italia, presenta un organico composto da 16 solisti di diverse nazionalità, di elevato livello tecnico e in grado di alternarsi nei ruoli principali. La compagnia, vanta un repertorio di trenta produzioni comprendente i grandi titoli della tradizione classica coreografati da Fredy Franzutti e impreziositi dalla partecipazione di étoile ospiti come Carla Fracci, Lindsay Kemp, Luciana Savignano, Alessandro Molin, Xiomara Reyes. Le molteplici tournèe nel territorio nazionale annoverano importanti teatri e festival (La Versiliana, Il Vittoriale di Gardone, Spoleto, Vignale, Todi, Bologna, il Mittlefest di Cividale del Friuli) per un totale di circa 80 23 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 24 domenica 25 marzo 2012 ore 16.00 Balletto dell’Opera di Riga Sogno di una notte di mezza estate balletto in due atti basato sulla commedia di William Shakespeare musiche di Felix Mendelssohn-Bartholdy coreografia YOURI VÁMOS Personaggi e interpreti Oberon, re degli Elfi RAIMONDS MARTINOVS Titania, regina della fate JŪLIJA GURVIČA Puck INTARS KLEINHOFS Robin ANDRIS PUDĀNS Termia, innamorata di Lysander JOLANTA LUBĒJA Melena, innamorata di Demetrius ELZA LEIMANE Lysander SERGEY NEYKSHIN Demetrius ARTURS SOKOLOVS Nick Bottom l’artigiano RINGOLDS ŽIGIS Flute, un riparatore di mantici MĀRIS SPRIIS Quince, un carpentiere INTS ROZIŠ Starveling, un sarto ALEKSANDRS JURĀNS Snug, un falegname ALEKSANDRS LATIŠONOKS Snout, uno stagnino ANTONS FREIMANS Seguito di Oberon ARTŪRS SKUTESKIS, PĀVELS BARTULS, SERGEJS SOSNOVSKIS, MĀRIS SPRIIS, ALEKSANDRS LATIŠONOKS Folletti RITA LUKAŠĒVICA, EVELĪNA GODUNOVA, KRISTĪNE KITNERE Fate IANA PUHOVA, ALISE PRUDĀNE, KARĪNA TARĀNOVA, LAINE PAI E, AGNESE GERMA, JEENA DZALBO, IEVA RĀCENE, ILONA PERCEVA, Sei coppie ANNA RUSKE, MARGARITA MERGOLDA, ALEKSANDRA ASTREINA, JEVGEIJA TRAUTMANE, MILANA KOMAROVA, KRISTĪNE VAINA, PĀVELS BARTULS, SERGEJS SOSNOVSKIS, ALEKSANDRS LATIŠONOKS, MĀRIS SPRIIS, IKITA KOLODENKO, ARTURS SKUTESKIS Prima esecuzione a Basilea nel 1994. Prima esecuzione all’Opera Nazionale Lettone il 22 ottobre 2010 IN ESCLUSIVA REGIONALE StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 25 una moscacieca galante: il “Sogno” di Ermanno Romanelli i suoi infiniti giochi e dinieghi, la mobilità del desiderio, tanto volubile quanto ingannevole. Ippolita, Regina delle Amazzoni, vinta in battaglia dal Duca d’Atene, è a lui promessa nelle nozze, imminenti, ma da lei intimamente rifiutate. Corrono le coppie degli amanti (HermiaLisandro, Elena-Demetrio), ognuno in cerca della propria metà recalcitrante. All’amore ideale si contrappone la pepata sensualità racchiusa nel gioco erotico fra Titania, regina delle fate, e Bottom, uomo-asino, da sempre sottolineata, per impatto allusivo e forte sapore espressivo, in una teoria di immagini che incrocia umano e animale nell’unico, possibile punto d’incontro: la sessualità. Ma è grazie all’amore che Shakespeare sa trasformare la potenza e l’esuberanza di Titania in ingenuità e fragilità assolute; l’istinto felino della sua estrema femminilità, l’energia straordinaria che ella mette nel confronto con Oberon, diventano inattesa dolcezza, annullamento, di fronte all’asino. Lo spettatore si smarrisce volentieri tra i meandri di una scena dove irrompono Puck, con la sua irriverenza e la sua leggerezza, e la troupe degli sgangherati artigiani. È una banda che agisce molto al di sopra d’ogni riga, con un proprio “teatro nel teatro”: ha i contorni succulenti della farsa, con esplosioni vitalistiche colme d’un sapido umorismo nella rappresentazione della “molto pietosa storia di Piramo e Tisbe”. Le musiche di scena composte da Felix MendelssohnBartholdy (1843), con il loro respiro largo e armonioso, sono state, sino ad ora, il punto di partenza più frequentato, ma non esclusivo, per ogni coreografia ispirata al romance shakespiriano. Tra gli altri musicisti si Per Mario Praz, il “Sogno d’una notte di mezza estate” (1594) è “una moscacieca galante e scapigliata”, e “il più fantastico dei drammi” di William Shakespeare. Giustizia vuole che si renda conto anche di un giudizio del memorialista Samule Pepys, che, nel 1662, all’indomani di una rappresentazione teatrale del testo, scrive: “È la commedia più insipida e ridicola che abbia mai visto in vita mia”. In ogni caso, dei trentasette titoli per la scena composti dal Bardo, il “Sogno” è anche tra i più “saccheggiati”, dentro e fuori il teatro, con decine di versioni realizzate fra cinema, opera, composizioni sinfoniche. La ragione di tanta abbondanza è da reperire nella diversa e stratificata corposità del materiale che ha ispirato e nutrito il testo. Con volumi coevi all’autore, dedicati alla stregoneria, e una più lunga serie di saggi e racconti, le fonti partono da Apuleio (L’Asino d’oro), Ovidio (Le Metamorfosi), Luciano di Samosata, autori i cui svagati fremiti pagani sono alla radice del racconto; con loro sono Plutarco (Le vite parallele) e Chaucer (Canterbury Tales). Costruito nella sapienza architetturale di una grande macchina, e con l’uso spigliato di un “giocattolone”, il testo incrocia tante piccole storie all’interno di una macrostoria; mescola diversi piani (reale, magico, ordinario, teatro nel teatro); lascia respirare diversi microcosmi (la nobiltà della corte ducale, la magia del mondo fatato, il concretismo degli artigiani). Sono entità apparentemente indipendenti, ma collegate l’una all’altra, diventano una creatura autonoma, palpitante di viva organicità, e orchestrano una riflessione, a più voci, sulla complessità dell’amore, 25 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 citano almeno Carlos Miranda per Lindsay Kemp (1979), e Georg Katzer per Thomas Schilling (1981). Perché è certo che, nel confronto con il titolo, la danza non s’è risparmiata, con non poche edizioni memorabili del “Sogno”, tra decine di altre passate nel dimenticatoio. La genealogia accertata parte dal 1854, autore Giovanni Casati, alla Scala di Milano, con “Shakespeare, ovvero il Sogno d’una notte di mezza estate”, sintesi disinvolta di biografia e romanzo. Seguono Marius Petipa (1876), con una cristallizzazione d’accademia del racconto, favorita dalla musica di Cesare Pugni; e Michail Fokine, che, nel 1906, firma una versione “corretta”, da Petipa, per la Scuola di Ballo Imperiale, e traghetta il titolo nel ‘900. Nel “secolo breve” il balletto si lascia sedurre dagli accostamenti di burlesco e tragico, delicatezza e violenza, sogno e realtà, che movimentano l’azione e la trama, con fare rapsodico. Ne fanno fede, a vario titolo, Lydia Kyasht (“Titania”, 1913), Keyth Lester (“Titania and the Tsar”, 1937), Lew Christensen (1938), William Christensen (1940), John Taras (“Una notte d’estate”, 1952), Heinz Spoerli (1976), Robert de Warren (1981), Tom Schilling (1981), Pierre Lacotte (1985), Làszlo Seregi (1989). Le versioni oggi più eseguite sono quella sapientemente formalizzata da George Balanchine (1962); Frederick Ashton con “The Dream” (1964), riflessione sull’amore come inganno e illusione; John Neumeier (1977), con la sua indagine psicanalitica e gli inserti surreali, accompagnati dalla musica di Ligeti. 26 9:20 Pagina 26 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 27 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 28 Academy di Budapest. Nel 2007 è stato insignito con l’ordine di merito dello stato del Nord Reno-Westfalia. Dal 2009 lavora come coreografo indipendente. Ha coreografato “Romeo e Giulietta” al Balletto di Perth / Australia, “Sogno di una Midsummernight”, “Lo schiaccianoci” allo Staatstheater Badische Karlsruhe, “Coppélia a Montmartre” al Teatro Nazionale di Brno, “Carmina Burana” al Summer Theatre Festival di Spalato, “Lucidor” al Teatro Mainfranken Würzburg, “Sogno di una Midsummernight” al Teatro dell’Opera Nazionale Lettone, “Bella Addormentata” per il Teatro dell’Opera di Praga e “Otello” al Teatro Nazionale di Praga. i protagonisti YOURI VÁMOS E’ nato a Budapest. Si è formato come ballerino classico presso la Scuola di Balletto di Stato nella sua città natale. Dopo il suo primo impegno come solista del Teatro dell’Opera di Stato Ungherese gli fu offerto un contratto come primo solista alla Bayerische Staatsoper München. Dopo München è stato direttore del balletto a Dortmund, Bonn, e Basilea. Ovunque andasse, ha affascinato il pubblico con le versioni rivedute di opere classiche per le trame così fantasiosamente cambiate in nuove storie. Quindi, “Bella Addormentata” è diventato “Anastasia” l’ultima figlia degli zar Romanov - , e lo Schiaccianoci di Tchaikowsky racconta l’avaro convertito Scrooge del Racconto di Natale di Charles Dickens. Youri Vámos è annoverato tra i principali coreografi europei che con determinazione vuole garantire la sopravvivenza del balletto “full-length “. Le sue opere si distinguono per creatività, ingegno, oltre che uno spiccato senso del dramma e per la più alta musicalità. I cosiddetti classici del balletto lo attraggono non tanto per il loro contenuto drammatico, ma molto di più per il genio della loro musica. Il fatto che un centinaio di anni fa balletti classici non erano ancora in grado di esprimere le sfumature psicologiche e personali dei loro personaggi, è la motivazione sufficiente per Vámos per creare un tale numero di versioni rivedute. Tuttavia egli rimane fedele all’eredità classica come fondamento della sua arte. Il suo credo artistico di presentare argomenti tradizionali in sintonia con i tempi è l’ovvia ragione del suo successo. E quindi non può sorprendere che Youri Vámos sia definito “il miglior narratore coreografico del presente” (La storia del ventesimo secolo di danza in un unico volume). E’ dal 2001 Professore Onorario al Dance28 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 BALLETTO NAZIONALE LETTONE DELL’OPERA DI RIGA Il Latvian National Opera Ballet si costituisce negli anni ‘20 a Riga grazie alla ballerina Alexandra Fedorova discendente della famosa famiglia Fokin (una leggenda nel mondo della danza) e diventa il punto di riferimento per il futuro sviluppo dell’opera nazionale lettone e della locale tradizione di danza. Nel corso dei suoi novant’anni di storia il Balletto ha rispecchiato la migliore tradizione della scuola russa. Sotto la guida di numerosi direttori artistici e maestri del balletto classico russo, la Compagnia è cresciuta qualitativamente negli anni fino a dimostrarsi in grado di rappresentare egregiamente sia il balletto classico sia quello contemporaneo. Nei primi anni ‘30 il Balletto è guidato da Anatole Vilzak che aveva danzato nella famosa compagnia di Sergej Diaghilev, Les Ballets Russes. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la direzione passa ad Helēna TangijevaBirzniece, allieva a San Pietroburgo della celebre Agrippina Vaganova. Questa gloriosa tradizione, passata di generazione in generazione, ha prodotto artisti quali Baryshnikov, Māris Liepa e Alexander Godunov, tutti nati e formati proprio a Riga. Oggi il repertorio del Latvian National Opera Ballet include produzioni classiche tra cui Il Lago dei cigni, Lo Schiaccianoci, Giselle, Don Chisciotte, Il Corsaro, che sono state arricchite dagli influssi della danza contemporanea e balletti quali Les Gems (giudicato dal pubblico come migliore produzione della scorsa stagione), Le Relazioni Pericolose, Cenerentola, Les Créatures e l’ultimo successo della Compagnia, il complesso e raffinato Anna Karenina del leggendario coreografo Boris Eifman. Sempre più numerose sono le produzioni scritte da compositori contemporanei quali The Silver Veil di Juris Karlsons e Les Liaisons Dangereuses di Arturs Maskats e quelle ispirate ad 9:20 Pagina 29 opere musicali tra cui Clear Invisible di Pēteris Vasks e Tango di Arturs Maskats. Dal 1993 il Latvian National Opera Ballet è diretto da Aivars Leimanis che ha rivolto la sua attenzione sia al balletto classico più tradizionale sia alle più moderne ricerche coreografiche, collaborando con Boris Eifman (Russia), Krzyzstof Pastor (Olanda), Vladimir Vasilyev (Russia), Alla Sigalova (Russia), Radu Poklitaru (Bielorussia), Thierry Malandain (Francia), Christian Spuck (Germania), Peter Anastos (USA) Petr Zuska (Repubblica Ceca). La Compagnia si è esibita al Theater du Chatelet di Parigi, al Teatro Bolshoj di Mosca, al Teatro La Fenice a Venezia, al Teatro dell’Opera di Roma, al Festival Theatre di Edimburgo, alla Maison de la Danse di Lyon, al Tel Aviv Opera House in Israele, al Glasgow Royal Theatre nel Regno Unito, al Teatro Stanislavskij Nemirovich-Danchenko di Mosca e in molti altri palcoscenici di fama internazionale. Recenti produzioni del Latvian National Opera Ballet sono Anna Karenina di Boris Eifman e la Fontana di Bakhchisaray di Boris Asafiev e il balletto The Sandman, con musiche di Robert Schumann, Alfred Schnittke e Martin Donner, coreografia di Christian Spuck, La bella addormentata, coreografia di Aivars Leimanis. 29 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 sabato 31 marzo 2012 ore 16.00 teatroragazzi domenica 1 aprile 2012 ore 16.00 Compagnia Fabula Saltica Firebird dreams balletto in un atto ispirato all’Uccello di fuoco di Igor’ Fëdorovič Stravinskij coreografia CLAUDIO RONDA musiche originali e direzione AMBROGIO DE PALMA eseguite dal vivo da THE DARK WIND JAZZ ORCHESTRA keyboards e live electronics STEFANO ONORATI batteria e live electronics STEFANO PAOLINI voce MICHELA GAZZIOLA contrabbasso DINO MONDELLO scene GIULIO MAGNETTO Interpreti VITO ALFARANO, IUNA BRICCA, MELANIA CHIONNA, ROBERTO COSTA AUGUSTO, REINER DOMINGUEZ, FEDERICA IACUZZI Produzione Associazione Balletto “città di Rovigo” con il contributo del Ministero dei Beni e Attività Culturali, della Regione Veneto - Arcodanza e in collaborazione con il Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo, il Teatro Sociale di Rovigo ed Ente Rovigo Festival PRIMA ASSOLUTA 9:20 Pagina 30 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 31 piume jazz per L’Oiseau de Feu di Ermanno Romanelli il regista Grigor’ev, i pittori Leon Bakst e Alexandre Benois, e Nikolaij Roerich, in Russia “il più noto specialista d’arte antica e panteistica, reale e immaginaria”, profondamente sensibile al richiamo di un mondo preistorico e patriarcale, le cui visioni risulteranno decisive per le scene e i costumi del Sacre (1913). Per L’Oiseau, dalla prima delle diciannove scene (nei giardini di Katschej), all’ultima (il crollo del palazzo del mago, la rottura dell’uovo che custodisce l’anima di Katschej, lo scioglimento d’ogni incantesimo), la drammaturgia esprime quella cultura popolare russa nella quale, per Mario Pasi, “rivivono elementi costanti, in una realtà comunemente deformata…i miti della felicità lontana, riservata a pochi, l’iperbole della ricchezza, dell’abbondanza di cibi […], animali saggi e simboli crudeli…”. Ricorda Boucourechliev: “Il soggetto dell’Uccello di fuoco, secondo uno dei principi più sperimentati dell’arte coreografica classica, pone a confronto due universi e tre personaggi. L’universo malefico del mago Katschej e l’universo benefico dell’Uccello, che devono essere affrontati dallo Zarevič Ivan, principe-eroe che trionferà sulle forze del male”. Il balletto riflette il senso di una prova iniziatica, insita nei topos del tema, con l’attraversamento delle temperie dell’adolescenza, e il gusto e l’incoscienza spavalda dell’eroe. La partitura è commissionata ad uno sconosciuto ma assai promettente giovanotto: Stravinskij. Ha ventisette anni ed è solo un allievo di Rimskij-Korsakov, la cui lezione incombe sulla nuova partitura anche in virtù di un’altra sua opera, dai colori favolistici e brillanti: Il Gallo L’Oiseau de feu (Žar’ptica), balletto in 2 quadri per grande orchestra (Parigi, Théâtre de l’Opéra, 25 giugno 1910), è l’ottava produzione tra le diciotto firmate per i Ballets Russes (1909-1929) dal coreografo Michail Fokine (18801942); ed è il primo dei dieci titoli composti per essa da Igor’ Fëdorovič Stravinskij (1882-1971), il più rappresentativo dei musicisti della compagnia. Nel soggetto, il balletto ha due precedenti: un lavoro omonimo (1822) del francese Charles Louis Didelot (17671837), danzatore, coreografo, pedagogo e maître de ballet a Pietrogrado; e Katschej l’immortale (1902) di Nikolaj Rimskij-Korsakov (1844-1908). La falsariga è la stessa: la magia, il mistero e la spiritualità racchiuse nelle fiabe russe, ordinate da Alexander Nikolaijevich Afanasieev (1826-1871). Ma l’edizione parigina nasce da un’idea di Sergej Pavlovič Djagilev (1878-1929), ispiratore della migliore arte per il palcoscenico nel ‘900, managerdespota della compagnia, mago delle pubbliche relazioni, manipolatore e amante di alcuni dei propri artisti, “uomo di ambizioni, imprese e destino eccezionali”. Reduce dai primi trionfi parigini con le espressioni della Santa Madre Russia nell’arte (1906), nelle musiche e opere (1908), ma non, compiutamente, nel balletto, i cui contenuti erano ancora eterogenei, Djagilev vuole ad ogni costo, per la sua prossima stagione in Francia, un nuovo titolo: russo per soggetto, ispirazione musicale, compositore e coreografo, un prodotto pensato e creato per essere esportato. Il libretto, nella versione definitiva, è firmato da Fokine, responsabile del repertorio nel primo periodo della compagnia (1909-1914), e dallo stato maggiore di Djagilev: 31 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 32 diventa celebre dalla sera alla mattina. È il primo dei tanti segni del terremoto che avrebbe segnato il prima e il dopo di lui. Ancora oggi, a centotre anni dalla nascita, la sontuosa eredità degli oltre sessanta titoli creati dai Ballets Russes illumina e riempie i cartelloni, e ispira il talento di coreografi, danzatori, compositori, scenografi. Con Firebird Dreams, su coreografia di Claudio Ronda, la Compagnia Fabula Saltica si ispira alla realizzazione originale, e, grazie alla tessitura jazz delle musiche originali di Ambrogio De Palma, eseguite dal vivo da The Dark Wind Jazz Orchestra, realizza un’operazione che è insieme un omaggio e una coraggiosa reinvenzione di un titolo monstre del ‘900. Del tutto fedele, in questo, allo spirito di innovazione e incontro tra le arti che resta il segno distintivo dei Ballets Russes. d’Oro, satira politica censurata e rappresentata postuma (1909). Ma Djagilev, che conosce Stravinskij per Scherzo fantastico e Fuochi d’artificio (1908), gli ha già commissionato la strumentazione di due pezzi di Chopin per Les Sylphides, create da Fokine (1909). E il giovane musicista ha fretta di dimostrare quanto vale, per conquistare la singolare pienezza espressiva che sarà il suo marchio di fabbrica. Nelle Chroniques de ma vie così egli scrive: “Per tutto quell’inverno lavorai con ardore all’opera, un lavoro che mi poneva in contatto costante con Djagilev e i suoi collaboratori. La coreografia dell’Uccello di fuoco veniva messa a punto da Fokine via via che consegnavo i vari brani della musica”. Il lavoro è completato a San Pietroburgo, fra aprile e maggio del 1910. Il clima respirato dal compositore in quelle settimane gli è talmente propizio che, proprio nei giorni in cui cura la redazione de L’Oiseau, egli riceve, in sogno, la famosa visione che sarebbe alla base de Le Sacre du Printemps. Stravinskij, libero da ogni debito con i modelli allora imperanti (Wagner e Debussy), ricostruisce con slancio una Russia primeva, da leggenda. Pesca nel retaggio nazionale, da lui esaltato con uno sfarzoso linguaggio musicale e una fragranza umorosa che, in più momenti, colma il pannello coloristico dell’orchestra. Ai suoni iridescenti, all’evocazione del soprannaturale, si alternano esplosioni imprevedibili e melodie sinuose, e il furore barbarico che verrà moltiplicato all’infinito con il Sacre. Due sono gli omaggi: al maestro Rimskij-Korsakov nella dedica della partitura, e nelle rievocazioni dal sapore d’Oriente; a Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893), per gli incanti melodici, e quei lacerti che sanno di malinconia. Al debutto il successo è travolgente. Il capolavoro è subito riconosciuto come tale dalla crestomazia musicale di allora (Ravel, Debussy, De Falla, Schmidt), e l’autore 32 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 33 di opere e balletti per bambini: Costruiamo una città, L’histoire du soldat, Lo scoiattolo in gamba, Il Teatro dei suoni, Incanto di Natale di Paolo Furlani. Come coreografo crea per Fabula Saltica Lieder Dances e Il sogno di… e per le Stagioni Liriche del Teatro Sociale di Rovigo, i balletti Spasimo e Il Pranzo con le musiche originali di Carlo Pedini. Sempre per la compagnia crea Pinocchio Burattino senza fili, lo spettacolo Dal walzer allo swing, Histoire du Soldat, Barbablù, Ballades su musiche originali di Paolo Zambelli rappresentato anche in Russia, Pulcinella e Presto, Lento, Presto. E’ direttore artistico, per nove anni, della rassegne Vetrinadanza, di Tra ville e giardini e Incontri con la Danza in Villa Badoer (Fratta Polesine). Cura per il Teatro Sociale di Rovigo l’annuale Stagione di Balletto. i protagonisti CLAUDIO RONDA Studia danza classica e moderna a Parma e a Londra al Pineapple Center. Frequenta la Scuola di Balletto diretta da Liliana Cosi e Marinel Stefanescu a Reggio Emilia e danza con la compagnia. Si perfeziona con Valentina Massini e Nicolae Pantazi, dell’Opera di Bucarest. Fonda con Leila Troletti, Donatella Altieri e Pia Russo l’Associazione Balletto “Città di Rovigo” e la compagnia Estballetto. Lavora con i coreografi Valentina Massini, Nicolae Pantazi, Massimo Moricone, Orazio Messina, Gabriella Borni, Thierry Parmentier, Harold de Hart, Tuccio Rigano, Patrizia Comini, Gheorghe Iancu, Pascaline Richtarch, Loris Petrillo, Robert North, Robert Cohan. Crea per Estballetto, Siciliènne. Dal 1991 è responsabile della compagnia che, con la direzione artistica di Gheorghe Iancu, cambia nome in Fabula Saltica. Nello stesso anno organizza la produzione europea di Les Biches e partecipa al Concorso internazionale di Bagnolet. Danza, in Mascherata, Aura e Riccardo III (cor. G. Iancu); idea il soggetto per il balletto Ragazzi Selvaggi ( cor. R. North), balla in Pandora Librante (cor. R. Cohan), Sprint (cor. L. Petrillo) e Pictures (cor.R. North e R. Cohan). Organizza la tournée della compagnia in Finlandia e Portogallo e prende parte al balletto In mezzo…la terra (cor.R. North). Per le Stagioni Liriche del Teatro Sociale di Rovigo crea le coreografie delle opere Mare Nostro, Andrea Chénier, Traviata, Madama Butterfly, Una favola per caso, Aida, Un ballo in maschera, La Forza del destino, Il Campiello, Carmen. Collabora come assistente alla regia nelle opere Norma, Madama Butterfly, Trovatore, Peter Sclemihl, Aida, Falstaff, Rigoletto, Nabucco, Otello, Andrea Chénier, Amica,Tosca, Carmen, La bohème. Si occupa della regia AMBROGIO DE PALMA Nasce nel 1963 a Napoli. Ha studiato Direzione d’orchestra con Ljudmil Descev, composizione, chitarra classica e strumenti a percussione. Si è esibito in diversi paesi europei riscuotendo sempre i più ampi consensi di pubblico e di critica. Dal 1999 si dedica particolarmente al jazz sia come compositore che come arrangiatore e direttore d’orchestra. Ha collaborato, tra gli altri, con Marco Tamburini, Marcello Tonolo, Mauro Beggio, Stefano Senni, Francesco Cafiso, Barbara Cola, Carla Marcotulli, Sandro Gibellini, Mauro Negri, Tiziana Ghiglioni, Massimo Manzi, Claudio Fasoli, Roberto Gatto, Giuseppe Bassi, Gerardo Iacoucci, Augusto Mancinelli e Tomaso Lama, e con artisti stranieri quali Paul Jeffrey, Kyle Gregory e Lew Tabackin. E’ autore della revisione orchestrale di opere monumentali del jazz quali Porgy and Bess di Gil Evans e Miles Davis, The Sacred Concerts di Duke Ellington e di 33 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 34 con l’istituzione di corsi di perfezionamento. Negli anni la ricerca, per la compagnia, di una propria identità stilistica e artistica ha favorito l’incontro con diversi coreografi (Gheorghe Iancu, Robert North, Bob Cohan, Fabrizio Monteverde, Nicolas Musin, Isamel Ivo…), compositori (Marco Tutino, Giorgio Gaslini, Claudio Ambrosini, Howard Blake, Giovanni Sollima, Matteo D’Amico, Edoardo Bennato, Carlo Pedini, Paolo Zambelli...) attori e musicisti (Giulia Lazzarini, Enrico Rava, Tony Scott, Felice Casciano, Luigi Marangoni...) danzatori (Gheorghe Iancu, Alessandro Molin, Alessandra Cementano, Cirylle de la Barre, Monique Loudières, Luciana Savignano, Ismael Ivo…..), registi e scenografi (Luisa Spinatelli, Gabbris Ferrari, Fabrizio Plessi, Ivan Stefanutti, Rinaldo Rinaldi…) che con il loro lavoro e la loro esperienza hanno contribuito alla creazione di un repertorio attento alla contemporaneità e alla valorizzazione di una compagnia versatile e adattabile a diversi stili ed esigenze. Nel corso degli oltre 20 anni di attività la compagnia ha realizzato oltre 30 produzioni e ha rappresentato i propri spettacoli in importanti festival italiani e stranieri. Fabula Saltica è composta da giovani danzatori, per la maggior parte di formazione accademica, in grado di alternarsi in differenti produzioni che oscillano tra astrattezza e narratività teatrale. La capacità di utilizzare diverse tecniche, stili e di adattarsi a differenti modalità espressive, permette ai coreografi che collaborano con la compagnia di mettere in risalto di volta in volta le potenzialità versatili del gruppo e dei singoli interpreti. Dal 1996 l’Associazione è residente presso il Teatro Sociale di Rovigo, è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Veneto tramite Arco Danza e collabora con la Provincia di Rovigo. Peter and the Wolf di Oliver Nelson, quest’ultimo registrato su commissione dell’Orchestra Ritmosinfonica Città di Verona. Ha pubblicato numerose composizioni e opere didattiche edite da Bérben, Eridania e Mela music ed è presente nei cataloghi di molte case discografiche tra cui Ariston, Azzurra Music, Inedita Cd sia come compositore che arrangiatore e direttore. Nel 2000 ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale di Composizione e Arrangiamento “BargaJazz” (categoria C) e nel 2006, sempre nello stesso concorso, la categoria direzione d’orchestra jazz. E’ titolare della cattedra di Esercitazioni orchestrali al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Attualmente ricopre gli incarichi di docenza di Direzione d’orchestra jazz, di Composizione, Orchestrazione e Strumentazione jazz e di Musica d’insieme per grandi organici (big band) al Dipartimento jazz del Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo. ASSOCIAZIONE BALLETTO “CITTÀ DI ROVIGO” COMPAGNIA FABULA SALTICA Direttore artistico Claudio Ronda L’Associazione Balletto “città di Rovigo” è stata fondata nel 1986 e opera nel settore della produzione e diffusione di spettacoli di danza. Dalla sua nascita dà vita ad una propria compagnia denominata Estballetto che nel 1990 con la direzione artistica di Gheorghe Iancu (1990 -’96) cambia nome e diventa Fabula Saltica. Fin dagli inizi dell’attività fondamentale è la collaborazione con il Teatro Sociale di Rovigo per la produzione di spettacoli di danza con nuove commissioni a coreografi e compositori italiani e stranieri, per la promozione con l’ideazione di un’annuale Stagione di danza e con la Regione Veneto per l’attività formativa, 34 26-01-2012 9:20 Pagina 35 Foto Paolo Ferrari StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 36 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 37 Mario Raja, Francesco Santucci, Roberto Nannetti, Massimo Manzi, Michele Rabbia, Giampaolo Casati, Roberto Occhipinti, Pietro Leveratto, Fabrizio Bosso, Fabio Zeppetella, Marco Micheli, Mauro Beggio, Fabio Morgera, Ellade Bandini, Massimo Moriconi, Roberto Cecchetto, Luca Bulgarelli, Steve Cantarano, Giuseppe Bassi, Marco Tiso, Klaus Lessman, Marcello Tonolo, Roberto Martinelli, Edoardo Righini, Alessandro Di Puccio, Diego Carraresi, Sergio Gistri, Stefano Senni, Dario Cecchini, Massimo Nunzi, Andrea Melani, Michele Polga, Massimo Altomare, Mary Loscerbo, Mirko Guerrini, Tommaso Cappellato, Nicola Angelucci, Lucia Cappelli, Nicola Vernuccio, Barbara Casini, Raffaello Pareti, Mia Cooper, Claudio Capurro, Nico Gori, Alessandro Fabbri, Stefano “Cocco” Cantini, Mauro Negri, Franco Nesti, Stefano “Bedo” Bedetti, Antonio Licusati, Silvia Donati, Alberto Santarelli, Walter Paoli, Mauro Avanzini, Vittorio Alinari, Piero Borri, Dimitri Grechi Espinosa, Giorgio Cocilovo, Paolo Ghetti, Simone Zanchini, Hanno Rinne, Cristina Zavalloni, Barbara Cola, Francesco Petreni, Piero Odorici, Paolo Costa, Tony Arco, Riccardo Onori, Rossano Emili, Achille Succi, Massimo Morganti, Andrea Dulbecco. Principali festival a cui ha partecipato come pianista solista: Umbria Jazz, Porsche Jazz Festival, Barga Jazz Festival, Festival Internazionale del Jazz Sergio Amato, Dean Benedetti Jazz Festival, Wine Town Firenze, Serravalle Jazz, Radio Rai Fahreneit, Radio Tre Suite, Volterra Jazz, Contemporanea Colline Festival, Caligola Nights, Vico Jazz Winter, Antiphonae Jazz, Veneto Jazz, Fano Jazz, Ferrara Jazz, Ank’Etno Winter Fest, Siena Jazz, Pontremoli Music Festival, Giotto Jazz Festival, Grey Cat Festival, Macerata Jazz, Ancona Jazz, Fiesole Jazz Festival, Bergamo in Jazz, “Earl’s Court” London, Festival Internazionale Santa Fiora, Giornate del Jazz Italiano in THE DARK WIND JAZZ ORCHESTRA The Dark Wind Jazz Orchestra nasce nel Dipartimento di jazz e nuove tecnologie del Conservatorio Venezze come estensione della Venezze Bigband ed è formata da docenti e allievi dei corsi di jazz. Con il nome di Venezze Bigband ha partecipato con successo a festival e rassegne jazz di prestigio, collaborando con musicisti come Paolo Fresu, Francesco Cafiso, Billy Hart, Cameron Brown, Claudio Fasoli, Marcello Tonolo, Marco Tamburini, Three Lower Colours e Massimo Manzi per citarne alcuni. STEFANO ONORATI Pianista, compositore e arrangiatore, nato a Livorno nel 1966. Si è diplomato in pianoforte all’Istituto Musicale Mascagni di Livorno e ha frequentato i seminari invernali di Siena Jazz (dal 1989 al 1992) con Enrico Pieranunzi e Stefano Battaglia. Dal 1993 suona jazz professionalmente in festival e jazz club italiani e stranieri (Turchia, Svizzera, Germania, Olanda, Francia, Slovenia e Inghilterra). Ha suonato con: Tom Harrell, Kenny Wheeler, Lee Konitz, Tony Scott, Steve Swallow, David Liebman, Eddie Henderson, Christian Escoudè, James Newton, Lew Tabackin, Dusko Goikovich, Jasper Blom, Robert Bonisolo, Gilad Atzmon, Alan Farrington, Melvia Chick Rodgers, Spider Saloff, Arup Kantidas, James Thompson, Matha Jones, Janosh Egri, Enrico Rava, Paolo Fresu, Roberta Gambarini, Pietro Tonolo, Maurizio Gianmarco, Gianni Basso, Gianluigi Trovesi, Roberto Gatto, Marco Tamburini, Stefano Bollani, Paolo Damiani, Flavio Boltro, Claudio Fasoli, Maria Pia De Vito, Francesco Cafiso, Ettore Fioravanti, Bruno Tommaso, Tino Tracanna, Fulvio Sisti, Sandro Gibellini, Giovanni Tommaso, Tiziana Ghiglioni, Fabrizio Sferra, Roberto Rossi, Ares Tavolazzi, 37 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 38 A suo nome sono il trio “Stefano Onorati Trio” con S.Senni e W.Paoli e lo “Stefano Onorati Quartet” con Pareti, Tracanna e Fioravanti. Suona dal 2001 nell’orchestra di Barga Jazz diretta da B.Tommaso. Collabora con W.Paoli ad un progetto in duo con l’utilizzo dell’elettronica e dellʼimprovvisazione totale ed il sostegno di immagini live. Ha compiuto come compositore e arrangiatore numerosi lavori video per sigle, documentari o musica pubblicitaria per Rai, Mediaset, Sky, Iveco, Gastaldi. Discografia selezionata: First Take, Three Lower Colours (Tamburini, Onorati, Paolini), Caligola 2010, Contemporaneo Immaginario Three Lower Colours & Vertere String Quartet, Note Sonanti 2011, “Sangue e Arena” DVD, Three Lower Colours & L.Cherubini Espresso 2010, Shadows, Nico Gori Millenovecento Feat. Tom Harrell (Gori, Onorati, Senni, Fioravanti), Universal 2010. Turchia (Istanbul), Martfest (Ankara - Turchia), Saschall Firenze, Toscana Jazz, Future Best Jazz Pesaro, Festival delle Colline, Assisi Cambio Festival, Manifestazioni Verdiane Parma, Effetto Venezia (Livorno), Arezzo Winter Jazz Festival, Narni Black Festival, Anfiteatro Jazz Lucca, Orbetello Jazz, Jazz in It Vignola, SchlotterFäscht (Zurigo), Paradiso Jazz (Bologna), Venezze Jazz Festival (Rovigo), Arezzo Jazz. Si è esibito: Nardis (Istanbul), Palazzo dei Congressi Roma, Auditorium della Musica Roma, Auditorium FLOG (Firenze), Teatro Studio (Firenze), Palazzo SoranzoCappello (Venezia), Naima (Forli), Bravo Caffè (Bologna), Auditorium Le Fornaci (Arezzo), Palazzo Visconti (Milano), Istituto Italiano di Cultura (Lubiana - Slovenia), Palazzo Manzioli (Izola - Slovenia), Auditorium Cariromagna (Forli), Teatro Romano (Fiesole), Cantina Bentivoglio (Bologna), FNAC (Torino, Napoli, Verona), Pinocchio Jazz Club (Firenze), Palazzo Festari (Vicenza), Auditorium Castano Primo (Milano), Teatro Angelo dal Foco (Pesaro), Al Vapore (Mestre), Il Torrione (Ferrara), Chet Baker (Bologna), Dr.Jazz (Pisa), La Palma (Roma), Teatro S.Maria della Scala (Siena), Teatro dei Rinnovati (Siena), Teatro dei Differenti (Barga - Lucca), Giardino Ducale (Modena), Marameo Jazz Club (Livorno), Teatro Puccini (Firenze), Teatro Persio Flacco (Volterra - Pisa), Anfiteatro Romano (Arezzo), Villa Carpegna (Roma). E’ co-titolare insieme a Nico Gori del gruppo Millenovecento che ha appena inciso un disco per la Universal con ospite Tom Harrell. Collabora da anni con Marco Tamburini nel trio sperimentale Three Lower Colours insieme a Stefano Paolini. Con questo trio ha registrato le musiche per il film Sangue e Arena che è uscito a maggio 2010 per l’Espresso. Il trio collabora sia con i Vertere String Quartet, sia con la Venezze Big Band, gruppo di fiati del Conservatorio di Rovigo dove Onorati insegna dal 2007. STEFANO PAOLINI Nel 1992 si diploma in clarinetto cal conservatorio “G.B.Martini” di Bologna e nel 2010 consegue il diploma di musica jazz con il massimo dei voti e lode al conservatorio “F.Venezze” di Rovigo. Ha studiato batteria sotto la guida di Baldo Turci, Ubaldo Rivi e Alfredo Golino. Ha partecipato a seminari musicali tenuti da Giulio Capiozzo, Trilok Gurtu, Tommaso Lama, Peter Erskine, Dave Weckl, Gary Novak e Bill Stewart. Nel 1993 vince le selezioni per il corso di formazione professionale per orchestra jazz (O. F. P.), attivato grazie al contributo sociale europeo, svoltosi a S. Lazzaro di S. (BO), sotto la direzione di George Russel, Kenny wheeler, Mike Gibbes, Bruno Tommaso. Con l’ orchestra dell’O. F. P. e altre formazioni, ha partecipato a vari festival jazz italiani (Vignola, Reggio Emilia, Umbria jazz, Bologna, Siena, ecc) 38 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 39 formazione professionale per orchestra jazz O.F.P. (San Lazzaro di Savena – Bologna) istituito dalla comunità europea. 1998-2001 docente della classe di batteria presso la scuola di musica “G. Sarti” di Faenza. Nel 2006 e 2007 docente della classe di batteria e musica d’insieme ai seminari estivi di Arcevia (Senigallia). ed esteri (Malta, Portogallo, Austria, Svizzera, Svezia, Finlandia, Norvegia, Turchia, Lussemburgo, Ungheria, Germania, Inghilterra, Spagna, Grecia, Olanda, Francia e Giappone). Ha collaborato con Eumir Deodato Europe Xpress & Europe trio, Dee Dee Bridgewater, Marco Tamburini quintet & Three lower colours, Kenny Wheeler, John Taylor, Bob Mintzer, Flavio Boltro, Fabio Petretti quartet, Mozart in jazz project, Almasonora, Reunion big band, Dadà Orchestra, Jazz Art Orchestra, Italian big band, Meldola jazz band, Colours big band, Paul Jeffrey, Javier Girotto, Slide Hampton, Michel Portal & Orchestra sinfonica Arturo Toscanini, Gegè Telesforo, Ray Mantilla, Toninho Horta, Enrico Pieranunzi, Antonio Faraò, Dave Samuels, Antonello Salis, Gianni Basso, Pietro Tonolo, Renato Sellani, Justo Almario, Jimmy Villotti, Augusto Mancinelli, Tomaso Lama, Pietro Condorelli, Randy Bersen, Lucio Dalla & Giovanni Tommaso quintet, Streetnoise & Bob Franceschini, Mario Biondi, Fabrizio Bosso, Stefano Bollani, Wendy Lewis, Jenny B, Funky Company, Mietta, Cinda, Alex Baroni, Ann Hines, Narni soul band, T-jam, Mash Machine. Ha scritto e arrangiato i brani contenuti nel CD “the BIG small BAND” (mini big band formata da 11 elementi con guest star Marco Tamburini). E’ docente di batteria jazz al conservatorio “G.B.Martini” di Bologna. Docente di batteria jazz al conservatorio “F.Morlacchi” di Perugia. Docente di batteria e musica d’insieme presso la scuola comunale di S. Sofia (FC). Dall’ 2003 al 2010 è stato docente di batteria e musica d’insieme del corso sperimentale di jazz (triennio e biennio superiore) presso il conservatorio “A.Buzzolla” di Adria (Rovigo). Dall’A.A. 2004/2005 all’A.A. 2007/2008 Docente di batteria e musica d’insieme del corso sperimentale di jazz (triennio e biennio superiore) presso il conservatorio “G.B. Martini” di Bologna. 19941995 docente della sezione ritmica nel corso di 39 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 ContemporaneAmente TEATRO STUDIO ROVIGO Viale Oroboni, 14 - Rovigo venerdì 24 febbraio 2012 ore 21.00 Quasi sordo mi piacciono i maiali... di e con VITO ALFARANO musiche originali SIMONE PIZZARDO costumi ELENA FRIGATO Progetto finalista al Puglia 2011 realizzato con il sostegno di Dansystem nell’ambito del PO FESR Puglia 2007-2013 Asse IV Azione 4.3.2, affidato dalla Regione Puglia al Teatro pubblico Pugliese 26-01-2012 9:20 Pagina 40 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 41 “Un sordo è uguale agli altri, gioca a calcio, va in vacanza, fa figli, mangia come tutti. Ma per comunicare e ascoltare ha una caratteristica importante, è obbligato a guardare sempre di faccia l’altro”. 41 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 42 note del coreografo di Vito Alfarano Aristotele e i pregiudizi sui sordi Nascono così i pregiudizi sui sordi e sulla loro condizione. Per molto tempo si è chiamato il sordo anche sordomuto, termine abolito nel 2006, pensando che le persone nate sorde o diventate tali nei primi anni di vita fossero incapaci di parlare. Il mutismo in questo caso è un effetto della sordità. I sordi sono semplicemente privati della possibilità di ascoltare i suoni prodotti nell’ambiente che li circonda e di autocontrollare le loro produzioni vocali, ma sono potenzialmente in grado di parlare perchè dotati di un apparato fonatorio integro e identico a quello di qualsiasi altra persona. Essi diventano muti a causa della loro sordità perchè la capacità di articolare i suoni, per imparare a parlare, è attivata dall’ascolto: noi parliamo solo perchè sentiamo... la voce infatti riproduce solo ciò che l’orecchio è in grado di ascoltare. Malgrado Platone avesse prospettato anche una lingua diversa da quella verbale, dal IV secolo in poi, con Aristotele che definiva l’uomo come “animale linguistico”, sui sordi cadde una condanna. L’Occidente iniziò a considerare il sordo come entità non umana cioè condannata ad un’eterna infanzia del pensiero. Aristotele aveva affrontato la questione della condizione cognitiva del sordo dal punto di vista della riflessione linguistica generale a partire dalla definizione tra suono, voce e linguaggio. Egli rileva che mentre il suono può essere prodotto da un qualsiasi oggetto, la voce è il connotato degli esseri animali dotati di laringe. Essa è condizione necessaria ma non sufficiente affinchè ci sia il linguaggio il quale è “voce articolata” per mezzo della lingua. E i sordi sarebbero stati appunto incapaci di modulare la voce in maniera significativa. I sordi per un migliore inserimento nella società, con tanta fatica e impegno, sono riusciti a superare questo limite imparando a parlare anche se con una voce gutturale. Questo ha creato un precedente a cui si è richiamata tutta la tradizione che nel corso dei secoli ha sancito per i sordi la totale ghettizzazione sociale (a loro venivano preclusi i sacramenti, il diritto a stipulare contratti, testimoniare, godere di lasciti e altri diritti di successione). 42 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 43 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 44 perchè i sordi? lis tra i linguaggi dei segni Ad un certo punto il ricordo di un film che ho visto da bambino: Anna dei miracoli, una pellicola in bianco e nero del 1962 di Arthur Penn. E’ la storia di Helen, una ragazzina sorda e cieca, e di conseguenza muta, che vive in una condizione di incomunicabilità e rabbia. È importante non far confusione tra termini apparentemente equivalenti come la lingua dei segni e il linguaggio dei segni. Questo perché il termine linguaggio, indica genericamente la capacità degli esseri umani di comunicare tra di loro in una (o più di una) lingua, indipendentemente dal fatto che si usi la voce o il corpo per veicolare tale lingua. Il termine lingua designa quindi un sottoinsieme ben specifico dei vari linguaggi. Una istitutrice riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato animale a quello umano uscendo da un autismo egocentrico e dominante, per entrare nel miracolo della comunicazione. Helen capisce che ogni cosa ha un proprio nome e lo dice usando le mani. Per un sordo vedere è ascoltare, perciò il messaggio viene espresso con il corpo e percepito con la vista. E’ stato proprio il corpo il primo mezzo di comunicazione tra gli umani prima della parola. Tuttora nella società, sono tante le situazioni dove il corpo è utilizzato come metodo di linguaggio, basti pensare ad un direttore d’orchestra, a un vigile che dirige il traffico, ad un arbitro di un incontro di boxe, ad una hostess che da le istruzioni di volo. Il linguaggio del corpo ha interessato e continua ad interessare moltissimi campi, tra i quali quello artistico, dal cinema all’arte. Incuriosito, decido di frequentare una comunità di sordi e di partecipare a un corso per conoscere la lingua dei segni, LIS (Lingua Italiana dei Segni). Le dita si articolano tra di loro con una certa abilità e naturalezza e dicono, proprio con la stessa eleganza con cui un pianista suona. Questa melodia silenziosa provocata dalle dita, a dir poco emozionante, mi ha catapultato in un universo assolutamente sconosciuto, un mondo tutto da esplorare. Era come se fossi in teatro ad assistere ad un vero e proprio spettacolo. 44 26-01-2012 QUASI SORDO continua la mia volontà di costruire un percorso iniziato nel 2008 che vede la danza svilupparsi attraverso argomentazioni legate alle problematiche sociali cercando di diminuire i pregiudizi che le legano, in questo caso audiolesismo. I non udenti sono persone non riconoscibili alla vista. Sono una delle categorie meno inserite nel tessuto sociale, vivono in un mondo a parte. Formano delle comunità e si sposano tra loro, svolgendo la propria vita di relazione limitando i contatti con la società circostante. Voglio parlare trasformando la diversità, rappresentata dai non udenti, in coreografia servendomi della diversità stessa, attraverso una forma espressiva che coglie il punto di connessione in cui l’oggetto diventa concetto e il concetto diventa emozione e sensazione. Michele, sordo dalla nascita, mi ha detto: “riusciamo a capire se intorno a noi è successo qualcosa attraverso le vibrazioni percepite dal nostro corpo, come la pianta del piede. Voi udenti con l’ascolto del suono capite anche la provenienza, noi invece dobbiamo andare alla ricerca con lo sguardo”. Partendo da questa differenza di base, ho voluto indagare per riportare in scena il mondo dei non udenti nella loro condizione di apparente silenzio e di linguaggio, e mettere gli udenti nella stessa condizione di percezione uditiva dei non udenti. Per i sordi, nel National Technical Institute of the Deaf negli Stati Uniti, la musica è una componente importante dell’educazione culturale. Ai sordi che vogliono assistere ad un concerto viene offerto un pallone pieno d’aria che loro possono stringere tra le dita. Il loro cervello capta le vibrazioni sulla pelle o sulle ossa e in questo modo riescono veramente a sentire la musica. 45 9:20 Pagina 45 Foto Samuele Altamura StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 note sulla musica di Simone Pizzardo Quando l’udito non funziona e il mondo fuori è muto, basta avere un palloncino tra le dita e lasciarsi attraversare dalle vibrazioni delle frequenze, farle scorrere dalle mani al corpo sino alla testa. La musica inedita dal titolo SI LEN CE è stata composta proprio pensando a cosa significa ascoltare ogni tipo di suono attraverso un palloncino partendo dal principio che il suono è composto da onde di pressione che si propagano attraverso l’aria. Dal generico rumore del traffico al suono di una sirena e ai suoni più laboriosi come modulazioni elettroniche, da una voce umana ai più vari campioni ambientali, la composizione è stata assemblata e mixata facendo molta attenzione allo spettro sonoro, aspetto fondamentale di tutto il lavoro. La scelta delle frequenze è basata sul range che percepisce un orecchio umano udente, dai 20Hz ai 20Khz. Sono quindi enfatizzate le frequenze molto basse riprodotte da quattro altoparlanti sub che riproducono solo frequenze gravi dai 20Hz ai 120Hz e le frequenze dai 120hz ai 18/20Khz da quattro altoparlanti satelliti. Incontro artistico fra musica, coreografia e lingua dei segni. La musica ci collega al mondo esterno, che tu ci senta o meno. 46 9:20 Pagina 46 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 47 VITO ALFARANO Nasce a Brindisi il 15 gennaio 1978. Dal 2000 inizia la sua attività professionale come danzatore freelance e lavora con vari coreografi, tra i quali Fabrizio Monteverde, Nicolas Musin, Mauro Bigonzetti, Ismael Ivo, Benjamin Millepied, Karl Alfred Schreiner. Con le sue coreografie vince primi premi coreografici nazionali e internazionali come in Polonia il Granprix al “The IV International Sergei Diaghilev Competition of choreographic Art”, con la giuria presieduta da Vladimir Malakhov. Nel 2008 inizia la costruzione di un percorso coreografico che vede la danza svilupparsi attraverso varie argomentazioni legate alle problematiche sociali come detenzione e audiolesismo. Dal 2008 al 2010 è così ideatore e docente del laboratorio di movimento corporeo e teatralità Oltre i confini svoltosi con i detenuti nella Casa Circondariale di Rovigo. Crea le coreografie per lo spettacolo Il rumore dell’amore...Ispirato a Paolo e Francesca e agli innamorati contemporanei prodotto dalla compagnia Fabula Saltica, per il video musicale How About della cantante americana Isis Gee, per Moving the City progetto dell’Arsenale della Danza della Biennale di Venezia e Quasi sordo Mi piacciono i maiali... progetto finalista al Premio GD’A Puglia 2011. Crea la regia del reading L’unico me stesso che conosco per la Caporetto Production e per il videoclip Il mio grido realizzato con i detenuti del carcere di Rovigo. 47 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 Funny space di e con IUNIA BRICCA e ROBERTO COSTA AUGUSTO musiche ALVA NOTO & RYUICHI SAKAMOTO e TRENTEMOLLER 48 9:20 Pagina 48 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 49 relazioni... - Cosa fa lei nelle scale? Prende le misure? Le scale servono per salire e scendere - - i personaggi occupano lo spazio, che viene aperto, chiuso, distrutto e delineato per costruire le fondamenta di un nuovo territorio tutto personale La performance nasce, così dal desiderio di rioccupare uno spazio fisico e renderlo vivo. “Funny space” (da qui il titolo della performance) definisce un insieme di relazioni spaziali: muoversi e interagire con il mondo oggettivo costruisce un ambiente entro il quale si definiscono situazioni umane soggetive. Si colloca, cosí, la “nostra vita quotidiana”, curiosità, confronto e un pizzico di follia. - creare nello spazio il proprio spazio, dopo diversi tentativi, trovare la giusta misura in cui si possa ritrovare la propria quotidianità - lo spazio diventa un gioco in cui vivere e muoversi... nascondersi e ritrovarsi... gli sguardi si cercano... gli animi si rendono complici Il mio concetto di architettura abbraccia l’intero ambiente della vita umana; non possiamo sottrarci all’architettura, finché facciamo parte della civiltà, poiché essa rappresenta l’insieme delle modifiche e delle alterazioni operate sulla superficie terrestre, in vista delle necessità umane, eccettuato il puro deserto. (William Morris, 1881) La conoscenza dell’altro farà abbattere i muri del pregiudizio sociale e mettere a fuoco la volontà nascosta di contatto umano: l’istinto prevale sulla ragione in maniera curiosa e folle. Le emozioni crescono e il coinvolgimento tra i corpi si articola in una misteriosa energia, lasciando un’impronta “ironica”. 49 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 50 Deinde. Ha partecipato come insegnante e danzatrice al progetto Fronteras diretto da Khosro Adibi a Tijuana Messico. Attualmente insegna danza contemporanea nella scuola di Belfioredanza di Maria Cristina Fontanelle a Torino e collabora con la compagnia Fabula Saltica di Rovigo. i protagonisti IUNIA BRICCA “La mia ricerca:... Muovere liberamente il corpo spinto dalla volontà di trovare un nuovo rapporto con lo spazio e il tempo. Tecnica, sensibilità artistica e capacità interpretativa diventano espressione corporea. Scoprire un nuovo modo per comunicare, attraverso il corpo, il gesto, la musica, con energia e ritmo...” Studia danza classica (metodo R.A.D) e moderna, specializzandosi con molti maestri in Italia e all’estero. Ha ricevuto a ottimi voti la qualifica come “esperta in discipline coreutiche”, frequentando il corso professionale istituito al Teatro Nuovo di Torino in collaborazione con la Regione Piemonte. Studia danza contemporanea e modern con Rachele Caputo (tecnica Cunningham), Fabrizio Monteverde, Giorgio Rossi (Teatro Danza), Luca Bruni, Daniele Ziglioli (modern-jazz), Michele Merola, Loris Petrillo (tecnica release), Simonetta Alessandri (tecnica contact improvvisation), Sara Simeoni (tecnica release), Fabio Ciccalè, Roberto Galvan, David Zambrano (tecnica Fly low), Dominik Borucki (tecnica Fly low), Caroline Bo (tecnica Cunningham), Paola Sorressa, Alma Falkenberg (tecnica contact improvvisation), Roberto Zappalá, Mario Ferrari (tecnica sui trampoli), Khosro Adibi, Frey Faust. Da tre anni studia presso MCF Belfioredanza di Maria Cristina Fontanelle e con Eugenio De Mello. Inizia il lavoro professionale molto giovane presso la compagnia “Oplas teatro” diretta da Luca Bruni e Mario Ferrari. Partecipa come solista, a numerosi festival in tutta Europa, Cuba e Corea. Successivamente si specializza nella danza moderna e contemporanea lavorando per Massimo Cerruti, Barbara Altissimo, Ariella Vidach, M. Cristina Fontanelle e compagnia ROBERTO COSTA AUGUSTO Inizia a studiare danza all’età di 20 anni presso il Real Conservatorio de Danza in Alicante (Spagna), prosegue gli studi presso l’International Dance Center Scaena Carmen Roche in Madrid (Spagna) e al Victor Ullate Ballet School in Madrid (Spagna). In seguito si trasferisce ad Amsterdam, dove si perfeziona con vari maestri, quali Roberto Galvan, Lorn McDougal, David Zambrano, Gabrielle Steiger, Ivan Kramar, Jeanne Solan, Keren Levi, Laura Bernasconi, Anna Mora, Carmen Rozestraten, Paul Stabrook, Rudy Schaafma, I tzik Galili e in Italia con Andrea Cagnetti, Jacky Miredin, Sacha Ramos, Simonetta Alessandri, Sara Simeoni, Khosro Adibi, Virgilio Sieni e Frey Faust. Attualmente continua gli studi di danza contemporanea presso MCF Belfioredanza di M. Cristina Fontanelle. Nel 2002 inizia il suo percorso lavorativo, prima come aspirante presso il “Victor Ullate Ballet” per le coreografie di Victor Ullate e Maurice Bejart, in seguito come solista presso “Oplas teatro” per le coreografie di Luca Bruni. Successivamente collabora come performer con la compagnia “Hojarasca Dance Company” a Burgos (Spagna) di Alicia Soto. Dal 2005 al 2007 prende parte alle produzioni della compagnia “Fabula Saltica” danzando per Claudio Ronda, Nicolas Musin e Ismael Ivo. Prende parte come performer del progetto “Deboli di cuore” per un’idea di Massimo Cerruti. Dal 2007 al 2009 l’esperienza con il “Balletto 50 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 dell’Esperia” lo vede interprete di coreografie di Paolo Mohovich, Herve Costa, Gustavo Ramirez Sansano. Attualmente si dedica esclusivamente alla danza contemporanea, all’improvvisazione, alla ricerca e in questo percorso incontra anche il teatro. Continuano i lavori con la compagnia “Ersiliadanza” di Laura Corradi prendendo parte alle produzioni “Top Secret” e “Butterfly” e collabora come performer con la coreografa M. Cristina Fontanelle. Inoltre prende parte all’IPL (International Performing Laboratory) con Khosro Adibi. Da gennaio del 2011 collabora con la compagnia Virgilio Sieni e con la coreografa Ariella Vidach. 51 9:20 Pagina 51 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 ContemporaneAmente TEATRO STUDIO ROVIGO Viale Oroboni, 14 - Rovigo mercoledì 14 marzo 2012 ore 21.00 giovedì 15 marzo ore 10.30 teatroragazzi Naturalis Labor Que reste-t-il de nos amours? una sorta di musical sull’amore e su Parigi... coreografie e regia LUCIANO PADOVANI assistente SILVIA BERTONCELLI musiche francesi di autori vari cantate, ballate e interpretate da Sandhia, Claire (la zia Peggy), Paul, Silvie, Marc (lo scontroso), Luke, Annalì (la giovane smorfiosetta) insert musicali e music coach CARLO CARCANO fisarmonicista LUCA PIOVESAN vocal coach PAOLA BURATO scene NATHALIE ROSE complicità scenica MAURO ZOCCHETTA costumi LUCIA LAPOLLA Interpretato e creato da SILVIA BERTONCELLI, CHIARA GUGLIELMI, SANDHIA NAGARAJA, LUCA ZAMPAR, PAOLO OTTOBONI, MARCO ROGANTE, ANNALISA RAINOLDI Una coproduzione Teatro Verdi di Pisa, Compagnia Naturalis Labor, Comune di Comacchio, Comune di Vicenza con il sostegno di Ministero dei Beni e Attività Culturali Regione Veneto, Arco Danza, Provincia di Vicenza 52 9:20 Pagina 52 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 53 le sfumature sottili dell’amore di Luciano Padovani poco, anche lui. Silvie è una ragazza vitale ma triste. Il suo Jean l’ha lasciata. Riuscirà a trovare l’uomo della sua vita? Sandhia è arrivata qui con un piroscafo su una culla quando era bambina e fin da piccina ha sempre avuto una voce morbida, sensuale. E infin ci sono io, con le mie foto, i miei ricordi, le mie passioni per il musical e per la vita. Sono un po’ vecchio ma so ancora amare. E voi? Che dirvi di più. Venite, accomodatevi, entrate in questo piccolo mondo magico ed ironico”. E un fisarmonicista, Luca Piovesan che suona le scelte musicali e le musiche originali di Carlo Carcano, a tutti quelli che passano sotto il lampione, in rue Lacard. L’intento è quello di ricreare sul palco una visione d’altri tempi, un racconto danzato e poetico che sappia narrare le sfumature più sottili del complesso universo dell’amore. Un sapiente intreccio per raccontare storie di ieri e di oggi, interamente dedicato alla città dell’amore per antonomasia, Parigi, seducente, romantica, misteriosa e affascinante. Foto Monica Deri Que reste t il de nos amours? È una sorta di musical che immerge lo spettatore nelle nostalgiche e sensuali atmosfere parigine, in cui la danza contemporanea si fonde con la musica dal vivo, il teatro e il canto. Uno spettacolo che vuole raccontare l’amore, Parigi, la gente, con personaggi che cantano, ballano, amano, salgono e scendono. Parole dette, parole sussurrate, parole sperate. Baci rubati, inganni stucchevoli, risate sincere. Ideato e diretto da Luciano Padovani è interpretato da Silvia Bertoncelli (anche assistente alle coreografie), Chiara Guglielmi, Sandhia Nagaraja, Luca Zampar, Paolo Ottoboni, Marco Rogante, Annalisa Rainoldi, meravigliosi protagonisti di varie storie. C’è Ivan, il timido, poeta, innamorato delle donne, di tutte le donne del mondo. Ma proprio tutte. Annalì, la giovane smorfiosetta. E c’è Claire, per noi è la zia Peggy. Fumatrice incallita e ingiallita… Come una vecchia foto d’epoca. Marc… non sappiamo se è il suo vero nome… E’ un tipo scontroso, solitario. Ruba. Ruba le lettere d’amore degli altri e le tiene con sé, nella sua stanzetta. E’ come se volesse essere amato, un StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 54 NATURALIS LABOR Nata nel 1988 a Vicenza e diretta da Luciano Padovani, la compagnia Naturalis Labor è caratterizzata da uno stile imparentato con il contact nord-europeo, basato sull’improvvisazione, fortemente fisico, espressivo e dinamico. Da anni si dedica al lavoro di ricerca sulla danza contemporanea, sul tango e sui nuovi linguaggi dell’arte, sperimentando inediti incroci per nuove suggestioni coreografiche ed espressive. LUCIANO PADOVANI La sua formazione inizia con Carolyn Carlson a Venezia e prosegue a Parigi con Robert Kovich, Peter Goss, Larrio Ekson e altri. Rientra in Italia dove lavora come danzatore alla Scala di Milano e nella Compagnia di Susanna Beltrami. Nel 1988 fonda con Francesca Mosele la Compagnia Naturalis Labor per la quale firma numerose coreografie, ma è nel 1992, con Hotel Lux, che Padovani si fa conoscere dalla critica e dal pubblico. Il suo codice gestuale si avvicina molto alla danza belga: è uno stile di sapore nordico, fiammingo nel quale la coreografia si mescola al teatro. Dal 2001 con 2, rue des Pommes il percorso creativo di Padovani è ad una svolta. La danza dura e nervosa dei precedenti spettacoli lascia posto all’ironia, alla poesia, alla leggerezza avvicinandosi ancor di più al teatro danza ma in una dimensione meno “drammatica”. Complice la sua passione per il tango da alcuni anni realizza inoltre spettacoli di tango argentino e di tango/danza. Tra questi, La Catedral, coprodotto dal Festival Oriente Occidente di Rovereto, Alma de tango, spettacolo di tango con musica dal vivo che ha segnato il sold out in numerosi teatri italiani ed europei e i recenti Noche Tanguera e Sabor de tango. Padovani è anche autore di coreografie per opere liriche e per altre compagnie, tra le quali si può ricordare Sahara per il Balletto di Toscana, ed è direttore artistico di rassegne e festival tra i quali Balli & Danze, Danza a Comacchio e il festival Forti in scena. La sua ultima creazione, Que reste t il de nos amours? si ispira al musical e a Parigi. 54 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 55 9:20 Pagina 55 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 Pagina 56 Foto Andrea Macchia ContemporaneAmente 9:20 PIAZZA GARIBALDI ore 18 PALAZZO GRAN GUARDIA ore 19 giovedì 8 marzo 2012 Manonuda Teatro Il distributore di e con ALBERTO CACOPARDI PERFORMANCE DI DANZA URBANA 56 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 57 sotto la pelle Jean Daniel Fricker, Germana Giannini, Fabrizio Paladin, Imke McMurtrie, Maja Stromarg. Nel 2005 Atsushi Takenouchi lo conduce nella danza contemporanea Butoh, da cui rimane affascinato dall’esplorazione sensibile del mondo esterno ed interno all’interprete. Nel 2004-05 lavora nella compagnia il Balletto Civile diretta da Michela Lucenti (“I topi” e “Kecuptroiane”). Collabora con La Piccionaia - I Carrara, il Teatro dell’Est, il Teatro Sociale di Rovigo. Nel 2005 fonda assieme ad Evarossella Biolo la compagnia Manonuda Teatro, dove, spinto da una necessità espressiva, sperimenta un proprio linguaggio. Produzioni: “Tutto per un paio di ali” (2005), “Ereminio” (2005), “Come quando si cala la maschera” (2005), “Hic” (2006),”Et Nunc” (2007), “Minchiulanza” (2007), “Ci vuole un fiore” (2008 selezionato G.D.A. Veneto), “L’ascensorista” (2009), “Pesci fuor d’acqua” (2009) “ISAD”, Misterivox (Treviso 2010), Dancingengine (Venezia 2010), “L’abito nudo” (2010), “Il distributore” (2010 selezionato per la rassegna Marathon of the Unexpected La Biennale danza di Venezia). Nel 2011 con lo spettacolo di Teatro danza di strada partecipa al festival internazionale di teatro in strada International Streetartfestival Kempen (Belgio), Namur en Mai (Belgio), Mirabilia (Torino). Come formatore lavora da anni, tenendo laboratori e seminari in Italia e in Europa che abbracciano il lavoro sul corpo nel suo complesso fisico ed emotivo, all’interno di linguaggi artistici definiti: il teatro di movimento e la danza contemporanea, seguendo costantemente la necessità di una condivisione sociale. “Ciò che è reale è vicino all’inconscio quanto l’inconscio è vicino a ciò che è reale.” Un uomo s’immerge nei gesti del quotidiano i quali, con la danza, trasformano il corpo portandolo in una dimensione altra. Una sorta di viaggio che attraversa la realtà, il sogno e l’inconscio, mescolandoli. Mentre agiamo nella concreta realtà delle cose il nostro corpo porta nella pelle e sotto di essa, un immaginario, un mondo emotivo: un vissuto. Nella performance ho la possibilità di fondere il piano concreto con quello che sta sotto la pelle giocandone e vivendone il passaggio, raccontando un percorso di evoluzione e trasformazione. L’intento è anche quello di aprire una finestra che mostra la vita di un uomo, che si nutre delle piccole e tenere cose del quotidiano che svelano l’anima di una persona. Un uomo che ha la testa piegata di fronte al potere...poi arriva la follia, l’ubriachezza, l’inconscio, la ribellione che portano il suo corpo in un piano altro e gli occhi diventano quelli della pantera che guarda. ALBERTO CACOPARDI Attore, danzatore, formatore, la sua esperienza artistica parte dalle arti circensi. Da qui si avvicina al movimento del corpo con la danza contemporanea e il teatro di movimento. Nel 2002 si diploma presso la Scuola Internazionale di Creazione Teatrale “Kiklos” diretta da Giovanni Fusetti, dove segue il percorso di formazione teatrale di Jaques Lecoq. Nella sua formazione incontra: 57 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 Stagione di balletto a cura di Claudio Ronda realizzata da con il contributo di Comune di Rovigo 58 9:20 Pagina 58 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 59 Organigramma Staff tecnico del Teatro Sociale di Rovigo Sindaco di Rovigo Direttore tecnico di palcoscenico Bruno Piva Roberto Lunari Assessore alla Cultura e Spettacolo Capo elettricista Anna Paola Nezzo Gianluca Quaglio Direttore Artistico Capo macchinista Stefano Romani Matteo Fasano Dirigente Settore Cultura Nicoletta Cittadin Direttore di Produzione-Funzionario Settore Spettacolo Angela Baruchello Funzionario Amministrativo Laura Cuozzo Funzionario Contabile Lucia Toffanin Promozione e Immagine Milena Dolcetto Segreteria organizzativa Roberta Ponzetto, Simone Dentello Biglietteria Sandra Andreotti, Paola Gallo 59 StagioneBalletto libretto 2012:Balletto libretto 2011 26-01-2012 9:20 Pagina 60 PRESENTAZIONE DELLA STAGIONE DI BALLETTO GIOVEDÌ 2 FEBBRAIO 2012 ORE 18.00 ACCADEMIA DEI CONCORDI, SALA OLIVA A CURA DELL’ASSOCIAZIONE AMICI DEL TEATRO SOCIALE DI ROVIGO RELATORE ERMANNO ROMANELLI Libretto a cura dell’Ufficio Promozione Immagine del Teatro Sociale di Rovigo Realizzazione grafica: FANCY GRAFICA - Rovigo Stampa: Grafiche FM - Bergantino (Rovigo) In stampa gennaio 2012 Il Teatro Sociale di Rovigo è a disposizione degli aventi diritto per le fonti iconografiche che non è stato possibile individuare