L'AlleanzatraDioegliuomini;Abramo,Mosè;Iprofeti (Elia,
Osea, Amos, Geremia); La figura di Maria; Gesù come compimento
delleprofezie;IldonodelloSpiritosanto.
Schede per la catechesi
sulle realtà ultime dopo la morte
Giudizio particolare
La Chiesa: cosa è, che cosa non è; Come è fatta la
Chiesa; La Parrocchia; Lo Spirito santo e il Sacramento della
Confermazione.
preghiere della tradizione cristiana, preghiere
alla Vergine Maria, preghiere composte dai testimoni della
fede, preghiere per diverse occasioni, Consacrazione,
Simbolo apostolico, le Beatitudini evangeliche, le
principali verità della fede, Te Deum ecc.) (- per tutti)
La Confessione: perché, come, quando. I nemici
della gioia: il peccato mortale ed il peccato veniale.
Preghiere per riflettere sulla misericordia di Dio; esame di
coscienza. (-per adolescenti/giovani/adulti -)
- Paradiso - Purgatorio - Inferno
- Giudizio Universale
C
on un linguaggio semplice, chiaro e perché no, anche divertente,
vengono presentate le principali tappe dell'iniziazione cristiana. La
straordinaria ricchezza d’immagini fanno dei nostri libretti dei veri e propri
sussidi multimediali, ottimi supporti nella catechesi dell’iniziazione
cristiana. La presenza di attività consente al bambino di rielaborare
personalmente i contenuti senza annoiarsi.
la paternità di Dio; la scoperta di Gesù; la presenza del
peccato nella vita di ogni uomo; i Sacramenti con particolare
attenzione al Battesimo e alla Riconciliazione.
La Bibbia: Antico e Nuovo Testamento; L'ispirazione;
Il messaggio fondamentale; L'importanza nella vita del cristiano
ed il suo uso. Approfondimento della vita e degli insegnamenti
di Gesù.
www.catechisti.it
www.pensieridelgufo.it
1
Cosa avviene all’uomo
dopo la Morte?
O
Se desideri metterti in contatto
con gli autori per informazioni,
consigli, suggerimenti, critiche,
questi gli indirizzi e-mail:
Angelo Berna: [email protected]
Alessandro D’Elia: [email protected]
gni uomo, anche se non crede in Dio, non
può rinunciare dal chiedersi cosa avverrà di
lui dopo la morte.
Abbiamo detto “non può rinunciare”, anche se
di fatto molti cercano di evitare questo interrogativo
col non pensarci (come se i problemi si risolvessero
senza pensarci...) e per questo si gettano a capofitto
nelle occupazioni o nel divertimento (ma sì, tanto si
vive una volta sola!)
3
A
d ogni modo, se uno vuole affrontare il problema del
proprio destino dopo la morte deve concludere che
esso potrebbe avere almeno tre sbocchi fondamentali:
1°
D
opo la morte io cado nel nulla:
smetto di esistere e il corpo si dissolve
per sempre, tornando a confondersi con la
terra; l anima non esiste.
INDICE
Unità 1: Cosa avviene all’uomo dopo
la morte?......................................pg.3
Unità 2: La nostra morte ...........pg.7
Unità 3: La morte: riassunto e
termine della vita.......................pg.11
Unità 4: Il Giudizio particolare..............................pg.17
2°
3°
4
D
opo la morte la mia anima (che questa
volta è ritenuta immortale) si reincarna
in un altro corpo per vivere un altra vita
sulla terra: e così per un numero indefinito
di volte.
D
opo la morte la mia anima
(immortale) raggiunge il suo eterno
destino che, come esige la stessa giustizia
umana, sarà duplice:
di felicità eterna o di infelicità eterna.
Sarebbe infatti ingiusto che chi nella vita ha
commesso del male abbia, dopo la morte,
la stessa sorte di chi ha fatto del bene.
Unità 5: Il Paradiso...............................................pg.21
Unità 6: Il Purgatorio............................................pg.27
Unità 7: L’Inferno..................................................pg.31
Unità 8: Il destino finale dell’umanità e del mondo: la
venuta finale di Cristo nella sua Parusia.................pg.39
Unità 9: Il destino finale dell’umanità e del mondo: la
risurrezione dei morti.............................................pg.49
Unità 10: Il destino finale dell’umanità
e del mondo: il Giudizio finale.....pg.53
INDICE .....................................pg.61
61
A proposito di quelli che …
”dopotutto non faccio nulla di male”!
L
'inferno era al completo ormai, e fuori della porta una lunga fila
di persone attendeva ancora di entrare.
Il diavolo fu costretto a bloccare all'ingresso tutti i nuovi aspiranti.
«E’ rimasto un solo posto libero, e logicamente deve toccare al più
grosso dei peccatori», proclamò. «C'è almeno qualche pluriomicida tra
voi?».
Per trovare il peggiore di tutti, il diavolo cominciò ad esaminare i
peccatori in coda.
Dopo un po' ne vide uno di cui non si era accorto prima.
«Che cosa hai fatto tu?», gli chiese. «Niente. lo sono un uomo buono
e sono qui solo per un equivoco».
«Hai fatto certamente qualcosa», ghignò il diavolo, «tutti fanno
qualcosa».
«Ah, lo so bene», disse l'uomo convinto, «ma io mi sono sempre
tenuto alla larga. Ho visto come gli uomini perseguitavano altri
uomini, ma non ho partecipato a quella folle caccia. Lasciano morire
di fa- me i bambini e li vendono come schiavi; hanno emarginato i
deboli come spazzatura. Non fanno che escogitare perfidie e imbrogli
per ingannarsi a vicenda. lo solo ho resistito alla tentazione e non ho
fatto niente. Mai».
«Assolutamente
niente?», chiese il
diavolo incredulo.
«Sei sicuro di aver
visto tutto?». «Con i
miei occhi!».
«E non hai fatto
niente?», ripete il
diavolo. «No!».
Il diavolo ridacchiò:
«Entra, amico mio. Il
posto è tuo! ».
60
O
ltre a queste tre principali ipotesi sull aldilà, la fantasia
umana potrebbe formularne innumerevoli altre.
Però ogni ipotesi, anche la più ragionevole, resterebbe
sempre un ipotesi e non una certezza.
Per sapere con certezza quello che mi attende dopo la
morte ho solo un mezzo sicuro:
credere in ciò che dice Dio,
perché solo Lui sa queste cose
Le pagine che seguono sono appunto una esposizione
sintetica di ciò che Dio ha detto in Gesù Cristo, ossia della
visione cristiana del
destino di un uomo
dopo la sua morte.
5
L
a promessa di Dio è contenuta in Isaia 65,17:
Signore, se è così...
I
“nuovi cieli e la nuova terra” non saranno però
una purificazione e un abbellimento del “mondo
presente”, ma saranno come una “risurrezione”,
Quando le piccole cose diventano
straordinarie...
Dio, perché non fai nulla?
.
Dopo una vita semplice e serena, una donna morì e si trovò subito
a far parte di una lunga e ordinatissima processione di persone
che avanzavano lentamente verso il Giudice Supremo.
Man mano che si avvicinava alla mèta, udiva sempre più
distintamente le parole del Signore.
E così che il Signore diceva ad uno: «Tu mi hai soccorso quando
ero ferito sull'autostrada e mi hai portato all'ospedale, entra nel
mio Paradiso». Poi ad un altro: «Tu hai fatto un prestito senza
interessi ad una vedova, vieni a ricevere il premio eterno». E
ancora: «Tu hai fatto gratuitamente operazioni chirurgiche molto
difficili, aiutandomi a ridare la speranza a molti, entra nel mio
Regno». E così via.
La povera donna venne presa dallo sgomento per ché, per quanto
si sforzasse, non ricordava di aver fatto in vita sua niente di
eccezionale. Cercò di lasciare la fila per avere il tempo di pensare,
ma non le fu assolutamente possibile: un angelo sorridente ma
deciso non le permise di abbandonare la lunga coda.
Col cuore che le batteva forte, e tanto timore, arrivò davanti al
Signore. Subito si senti avvolta dal suo sorriso.
«Tu hai stirato tutte le mie camicie.Entra nella mia felicità».
A volte è così difficile immaginare
Quanto sia straordinario l'ordinario.
6
59
Il giudizio avrà
immediata esecuzione?
2
La Nostra
Morte
A
l Giudizio di Gesù seguirà immediatamente la
definitiva entrata dei beati nel paradiso e dei dannati
all inferno.
In quel giorno infatti il purgatorio cesserà di esistere e
le anime, ormai rese tutte perfettamente conformi a
Cristo, entreranno con i beati nel paradiso.
In paradiso o all’inferno gli uomini entreranno
anche con i loro corpi risuscitati: questo apporterà
ai beati un aumento di felicità e ai dannati
un aumento di sofferenza.
Il mondo presente finirà?
N
ella sua Parusìa Cristo porrà fine al mondo presente e
darà inizio a un mondo nuovo.
Quante volte Gesù parla della fine del mondo in r elazione
alla sua stessa missione:
N
oi tutti abbiamo della morte una
conoscenza indiretta perché, finché viviamo,
abbiamo visto morire solo gli altri.
Ma sapendo con certezza che, presto o tardi, noi
pure faremo l esperienza diretta della morte, non
possiamo evitarci di chiedere:
Ä
Ä
Ä
1) Cos’è la morte?
2) Perché la morte?
3) Quale sarà la mia morte?
.
58
7
I
l Cristianesimo illumina queste tre domande con risposte
precise.
P
erò la Rivelazione divina precisa che tale
“conformità” sarà valutata in tutte le singole
opere che ogni uomo ha compiuto durante la sua
vita terrena:
Scusa, ma cos’è la morte?
M
T
utta la Tradizione cristiana, partendo da quanto dice il
libro della Genesi (Gn 2,7), afferma che l uomo è un
essere composto di corpo materiale e di anima
spirituale.
Nell uomo, l unità dell anima e del corpo è così profonda
che senza l uno o l altra l uomo non esisterebbe.
Però tra i due componenti dell uomo l anima ha una
funzione preminente perché solo essa (essendo spirituale) è
immortale e può dare la vita al corpo materiale.
Rispondendo alla tua domanda cos è la mor te? possiamo
dire che:
La morte dell uomo è la separazione
dell anima dal corpo.
Non più vivificato dall anima, il corpo
muore ritornando alla terra.
8
a non solo, saremo giudicati sulle opere, sulle
parole
, sui pensieri più
nascosti
e perfino sulle opere di bene
che potevamo fare e non abbiamo fatto (con buona
pace per quelli che si preoccupano soltanto di non
commettere alcun male...!)
.
S
. Giovanni della Croce,
mistico carmelitano che
ha saputo cogliere l essenza
del messaggio cristiano, ha
potuto scrivere:
Al termine
della vita sarai
giudicato
sull’Amore...
Chi...
io?
”Alla fine della vita
saremo giudicati
sull’amore”
57
In che senso il giudizio
sarà “universale”?
Perché la vita dell’uomo
è segnata dalla morte?
N
el rispondere a questa domanda, la Parola di Dio ci fa
conoscere due verità:
D
icendo che il Giudizio finale di Cristo sarà
“universale” si vuol dire che ad esso nessun
uomo potrà sottrarsi, né Dio dispenserà alcuno dal
parteciparvi.
Ä
Ä
La prima è che Dio ci ha creati non per la morte
ma per la vita.
La seconda è che ad introdurre la morte nella
esistenza terrena dell uomo è stata la libera
ribellione dell’uomo contro Dio, ossia il peccato
dell uomo (Genesi 2, 15-17).
Luniversalità del Giudizio è stata, fin dai tempi apostolici,
espressa con la formula verrà a giudicare i vivi e i
morti
.
Formula che è entrata nei Simboli di fede.
Fare questa domanda, mi turba
un pochino...quale sarà la mia morte?
Ma qual è il significato di questa espressione:
ver rà a giudicare i vivi e i morti ?
I
l significato vero è quello letterale: si vuol dire che Gesù
sottoporrà al Suo Giudizio non solo quelli che troverà
in vita alla sua venuta, ma anche tutti gli uomini del
passato che hanno già incontrato la morte.
C
ome già sappiamo, oggetto del nostro Giudizio sarà la
nostra conformità (cioè se siamo simili) con Cristo.
56
I
l danno più grave che il Peccato Originale ha inflitto
all umanità non è stata la morte corporale, bensì l’aver
distrutto in noi la conformità con Cristo (cioè la
possibilità di essere simili a Lui), in pratica significa
l’impossibilità per l’uomo di essere veramente felice.
9
Gesù, per renderci felici, ha distrutto il nostro peccato nella
sua morte sulla Croce. Con l accettare la morte corporale,
Gesù ci ha liberati dalla morte eterna; morendo per noi ci ha
restituito la somiglianza con Lui, ossia quella vita divina che
il peccato ci aveva tolta. Gesù ha dato a ciascun uomo
la possibilità di vivere eternamente nella sua felicità.
Rispondendo alla tua domanda quale sarà la mia mor te?
beh, a questo punto... dipende solo da te!
Cosa vuol dire che il
Giudizio Universale
sarà pubblico?
C
iò che Gesù dirà nel giorno del Giudizio Universale
sarà la stessa cosa che aveva pronunciato sui
singoli uomini al momento della loro morte.
Infatti, dopo la morte non c è più alcuna possibilità per le
anime di modificare il proprio rapporto con Gesù.
L
a caratteristica particolare del Giudizio Universale
sarà la proclamazione pubblica delle sentenze di
tutti i “Giudizi particolari”che fino ad allora erano
rimasti segreti e nascosti agli altri uomini.
A
llora ognuno potrà giudicare gli altri in tutta verità: in
quel giorno, quanti eroi i cui monumenti troneggiano
nelle piazze delle nostre città o i cui nomi riempiono le
pagine dei nostri libri di storia, di scienza, di letteratura, di
filosofia, o di spettacolo, saranno svergognati davanti al
mondo intero visti finalmente per quel che veramente sono,
degli esseri da nulla o addirittura dei vili.
E
al contrario, quante persone umili e sconosciute,
ma che hanno creduto in Cristo e lo hanno
amato, brilleranno davanti a tutti “come il sole, nel
Regno del Padre loro!”
10
55
Chi sarà il giudice?
Cristo?
3
La morte: riassunto
e termine della Vita
I
l Giudizio Universale è cer tamente l evento culminante
della Parusìa di Gesù, la manifestazione più alta della sua
gloria e del suo dominio sull umanità
.
Nel silenzio stupefatto di tutte le genti,
Cristo pronuncerà pubblicamente di ogni singola
persona umana il Giudizio di conformità
o di difformità in Lui.
A
llora tutti vedranno e capiranno chi è veramente quel
Gesù che sulla terra hanno amato, disprezzato
o ignorato e sarà, per i primi, la rivelazione gioiosa della
giustezza della loro opzione
per Cristo e, per i secondi, la
confusione e la rabbia di
averlo sottovalutato e respinto:
Davanti a Cristo,
che è la Verità,
sarà definitivamente
54
Uhmm, puoi chiarirmi
meglio questo aspetto?
L
a morte è il riassunto morale della nostra vita,
cioè con la morte si valuta la “qualità”
della nostra vita ed è il termine di ogni
possibilità di scelta tra il bene e il male.
11
L
a morte racchiude in sé un duplice valore cristiano:
Ä
Ä
10
1) quello di essere la risultante di tutta la vita;
cioè il risultato definitivo di un complesso di
pensieri ed azioni.
2) quello di essere il termine della prova al di là
del quale cessa ogni possibilità di mutare la scelta
a favore o contro Dio.
Il destino finale
dell’umanità e del mondo:
Il Giudizio Universale
Ma cosa vuol dire che la
nostra morte è la risultante
di tutta la nostra vita?
V
uol dire che nella morte confluiscono non solo gli atti
di virtù (quelli buoni) ma anche i peccati
perdonati (con la Confessione) e, speriamo di no, i
peccati dei quali non ci siamo pentiti.
Gesù infatti, parlando della via str etta che conduce alla
salvezza e della via larga che conduce alla perdizione (Matteo
7,13-14) ci insegna che la morte è lo sbocco delle scelte
fatte durante la vita (se ho scelto il male la morte mi
condurrà nel regno del male e dell’eterna infelicità, se
ho scelto il bene la morte mi condurrà nel regno del bene
e dell’eterna felicità).
12
N
ella sua Parusìa Cristo giudicherà
pubblicamente tutti gli uomini
(Giudizio Universale), che subito entreranno
con i loro corpi nella gioia eterna (paradiso)
O nella infelicità eterna (inferno).
N
ella sua Parusìa Cristo verrà come Giudice
di tutta l umanità.
Di questo avvenimento noi cercheremo di
evidenziare l essenza e le circostanze,
esaminando i vari aspetti separatamente.
53
...
ine
d
u
be
ne
nq
ui
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Quando i nostri corpi risorgeranno?
Di o,
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Ma
l
L
a risurrezione dei corpi avverrà nel giorno della
Parusia, ossia della venuta gloriosa di Cristo alla
fine del mondo.
fe l
Il peccato scritto sulla sabbia...
T
roveremo sempre gente che cercherà di farci
credere che Dio è solo un poliziotto o una spia
che ci sorveglia e ci tiene d'occhio giorno e notte al
di sopra degli occhiali.
Come se Dio scrivesse giorno e notte e annotasse
tutto in un grande libro: i nostri errori e i nostri
peccati, i nostri lati buoni e quelli cattivi...
Ma perché Dio deve essere sempre severo con noi o
addirittura contro di noi? Perché Dio deve essere
nostro nemico? E' perché c'è chi vuole trasformare
Dio in una specie di computer che conta e riconta?
Dio non è una macchina! Volete una prova? L'unico
libro dei conti di Gesù è la sabbia... Avete già perso
qualcosa nella sabbia ? Provate a ritrovarla!
La sabbia ingoia tutto, la sabbia dimentica tutto, la
sabbia cancella tutto... Non rimane niente nella
sabbia e tutto sparisce nella sabbia. Gesù scrive
sulla sabbia. La donna accusata di peccato è
davanti a lui. Gesù scrive nella sabbia perché per
Gesù il peccato è già perdonato. Per Gesù il peccato
si cancella come tutto ciò che è scritto sulla sabbia.
52
Q
uesta scelta delle due vie potrebbe far pensare che la
scelta fatta all inizio della vita non potrà più essere
modificata; ma Gesù con i suoi pressanti inviti
- alla conversione; (vedi Matteo 3,2; 4,17; Marco 1,15)
- alla penitenza (Luca 13,3-5 );
- alla perseveranza nel bene (vedi Luca 9,62; Giovanni 8,31);
ci vuol far capire una cosa importantissima:
Il peccatore ha sempre la possibilità di
abbandonare la via larga del peccato e di
trascorrere una vita ben vissuta e felice
preparandosi così ad una morte santa.
Come il santo, se non persevera, ha la possibilità di
abbandonare la via stretta del bene e di avviarsi
verso una morte malvagia.
13
Nel Vangelo ci sono
degli esempi di persone che
hanno cambiato “strada”?
I
nostri corpi risorgeranno in Cristo. Noi risorgeremo
perché Cristo è risorto!
R
- La conversione della Samaritana (leggi Giovanni 4,42);
- della donna peccatrice (leggi Luca 7,36-50);
- di Maria di Magdala (leggi Luca 8,1-3);
- di Zaccheo (leggi Luca 19,1-10);
- del malfattore crocifisso con Gesù (leggi Luca 23,39-43);
- lo stesso apostolo Pietro (leggi Luca 22,61-62)
T
utti questi avvenimenti, presenti nel Vangelo, ci
testimoniano come sia sempre possibile “cambiare
strada” durante la vita e che Dio resta fino all’ultimo
in attesa della nostra conversione a Lui perché Dio ci
vuol bene e ci vuole felici.
14
isorgeremo per la gloria o per la dannazione
eterna.
Il dono della risurrezione dei corpi è ottenuto da Cristo
per tutti gli uomini, anche per coloro che morti in stato
di peccato mortale (ossia totalmente difformi da Cristo)
hanno meritato un Giudizio di condanna eterna.
Afferma perentoriamente S.Giovanni:
Tutti coloro che sono nei sepolcri
udranno la sua voce (di Cristo):
quanti fecero il bene per una risurrezione di vita;
quanti fecero il male
per una risurrezione di condanna
51
S
arebbe tuttavia un grave errore rimandare alla fine della
vita la nostra conversione perché:
Oh, questa è bella!
La resurrezione dei morti...
Cos’è la risurrezione dei morti?
P
er comprendere l insegnamento cristiano sulla
risurrezione dei morti dobbiamo prima di tutto
richiamare qual è la concezione dell uomo (detta anche
antropologia) che sta alla base del Nuovo Testamento.
Nel Nuovo Testamento l’uomo è concepito, come un
composto di anima e di corpo.
A questo proposito Gesù dice:
1) Lontano da Gesù la vita dell’uomo è come una
barca senza timone, si lascia trascinare dalle
correnti, dai venti (dalle mode, dai condizionamenti, dal
ma tutti fanno così !) senza raggiungere il porto
(una vita pienamente realizzata).
2) Inoltre non sappiamo se ne avremo il tempo e
neppure il desiderio, come accadde all altro malfattore
che, pur trovandosi accanto a Gesù sulla croce nella
stessa occasione di salvezza del compagno non volle
convertirsi.
Cosa vuol dire che la morte
è il termine della prova?
Qui Gesù afferma la sopravvivenza dell anima anche dopo
che il corpo è stato ucciso, facendo sua la concezione
dell uomo corpo-anima.
C
ome la morte dell uomo è la separazione dell anima
dal corpo, così la risurrezione è il
ricongiungimento dell’anima immortale con il suo
corpo.
50
Il Cristianesimo ci insegna che la libertà di scelta tra il bene
e il male, può essere esercitata dall uomo solo durante
quest unica e irripetibile vita terrena e che la morte pone
definitivamente termine a questa possibilità.
15
N
ella parabola del ricco e di Lazzaro (leggi Luca 16,26) o in
quella delle vergini (leggi Luca 25,1-13) Gesù afferma
l’irrevocabilità (cioè non si può più tornare indietro) e
l’immutabilità (non si può più cambiare) della scelta
pro o contro Dio che coincide con l’istante della
morte. Per Gesù il tempo dalla vita terrena è il gior no , il
tempo del lavoro e delle decisioni, mentre con la morte
giunge la notte quando nessuno può più operar e
9
Il destino finale
dell’umanità e del mondo:
la Risurrezione dei morti
(leggi Giovanni 9,4-5).
“stretta è la porta che conduce alla salvezza
e larga quella che conduce alla perdizione
O
gni uomo vive una
volta sola e muore
una volta sola, dopo di
che viene il giudizio
definitivo ed irrevocabile
di Dio. Non ci sarà
quindi per l’uomo,
dopo la morte, un
nuovo ritorno sulla
terra per vivere una
seconda vita, come
sostengono vari miti r eligiosi che ipotizzano una
reincarnazione delle anime dei defunti in nuovi corpi.
16
U
n altro grande avvenimento che accompagnerà la
seconda venuta (Parusìa) di Cristo sarà la
risurrezione dei corpi di tutti gli uomini che sono vissuti
sulla terra. Possiamo esporre questo grande mistero in
quattro punti:
1) Cos’è la risurrezione dei morti
2) I nostri corpi risorgeranno in Cristo
3) Risorgeremo per la felicità eterna
(Gloria) o per la infelicità eterna
(dannazione)
4) I nostri corpi risorgeranno alla
Parusìa di Cristo.
49
Non con timore reverenziale, ma con fare provocatorio. «Può Dio giudicarci?
Ma cosa ne sa lui della sofferenza?», sbottò una giovane donna. Si tirò su una
manica per mostrare il numero tatuato di un campo di concentramento
4
nazista. «Abbiamo subito il ter rore, le bastonature, la tortura e la morte!».
In un altro gruppo un giovane nero fece vedere il collo. «E che mi dici di
questo?», domandò mostrando i segni di una fune. «Linciato. Per nessun altro
Il Giudizio
Particolare
crimine se non per quello di essere un nero». In un altro schieramento c'era
una studentessa in stato di gravidanza con gli occhi consumati. «Perché
dovrei soffrire?», mormorò. «Non fu colpa mia».
Più in là nella pianura c'erano centinaia di questi gruppi. Ciascuno di essi
aveva dei rimproveri da fare a Dio per il male e la sofferenza che Egli aveva
permesso in questo mondo. Come era fortunato Dio a vivere in un luogo
dove tutto era dolcezza e splendore, dove non c'era pianto né dolore, fame o
odio. Che ne sapeva Dio di tutto ciò che l'uomo aveva dovuto sopportare in
questo mondo? Dio conduce una vita molto comoda, dicevano. Ciascun
gruppo mandò avanti il proprio rappresentante, scelto per aver sofferto in
misura maggiore. Un ebreo, un nero, una vittima di Hiroshima, un artritico
orribilmente deformato, un bimbo cerebroleso. Si radunarono al centro della
pianura per consultarsi tra loro. Alla fine erano pronti a presentare il loro
caso. Era una mossa intelligente. Prima di poter essere in grado di giudicarli,
Dio avrebbe dovuto sopportare tutto quello che essi avevano sopportato. Dio
doveva essere condannato a vivere sulla terra.
«Fatelo nascere ebreo. Fate che la legittimità della sua nascita venga posta in
dubbio. Dategli un lavoro tanto difficile che, quando lo intraprenderà, persino
la sua famiglia pensi che debba essere impazzito. Fate che venga tradito dai
suoi amici più intimi. Fate che debba affrontare accuse, che venga giudicato
da una giuria fasulla e che venga condannato da un giudice codardo. Fate
che sia torturato. Infine, fategli capire che cosa significa sentirsi terribilmente
soli. Poi fatelo morire. Fatelo morire in un modo che non possa esserci
dubbio sulla sua morte. Fate che ci siano dei testimoni a verifica di ciò».
Mentre ogni singolo rappresentante annunciava la sua parte di discorso,
mormorii di approvazione si levavano dalla moltitudine delle persone riunite.
Quando l’ultimo ebbe finito ci fu un lungo silenzio. Nessuno osò dire una sola
parola. Perché improvvisamente tutti si resero conto che Dio aveva già
rispettato tutte le condizioni.
48
S
ubito dopo la morte, l uomo sperimenta
nella propria anima l’incontro con Cristo
e prende coscienza della qualità del suo
rapporto con Lui.
Questa presa di coscienza è il cosiddetto “Giudizio
Particolare , al quale segue immediatamente
La felicità eterna o l infelicità eterna
17
Il Giudizio Particolare...
2°
L’apostasia dei cristiani.
S.Paolo, nella seconda lettera ai Tessalonicesi
, in connessione con l apparizione
dell Anticristo,
ci parla di un altro segno che precederà la fine:
“l’apostasia” di tanti cristiani dalla fede in
Gesù, cioè tanti cristiani rinnegheranno la
propria fede impostando la propria vita
lontano dagli insegnamenti di Gesù e dalla
Chiesa. Gesù, proprio in riferimento a questa
apostasia dirà: Il Figlio dell’uomo, quando
verrà, troverà ancora la fede sulla terra?
potresti spiegarti meglio?
P
er comprendere quale sia nella sua sostanza
il Giudizio Particolare che ci attende subito
dopo la morte, dobbiamo richiamare tre verità
fondamentali in parte già note:
1°
2°
P
rima verità: la morte, ponendo fine alla
vita terrena, mette fine alla possibilità
dell uomo di cambiare il suo atteggiamento
nei riguardi di Cristo, atteggiamento che
potrà essere di amore o di rifiuto che resterà
fissato nell eternità.
S
econda verità: l anima spirituale, che sulla
terra agiva mediante il suo corpo, dopo la
morte esercita le sue facoltà di conoscenza e di
amore in modo immediato, capirà la verità
senza veli e senza possibilità d’inganno.
3°
T
erza verità: Cristo alla morte di ognuno di
noi ver rà portando con sé il suo salario,
per rendere a ciascuno secondo le sue
opere
18
3°
La conversione di Israele.
Ancora Paolo preannuncia un altro segno: la
conversione di tutto il popolo di Israele
Questo popolo che era stato prescelto da Dio per
la instaurazione del suo Regno, prima della fine
del mondo si convertirà a Gesù, riconoscendone
la messianità e la divinità.
Può Dio giudicarci?
Ma cosa ne sa lui della sofferenza?
Alla fine dei tempi, miliardi di persone furono portate su di una grande
pianura davanti al trono di Dio.
Molti indietreggiarono davanti a quel bagliore.
Ma alcuni in prima fila parlarono in modo concitato.
47
della sua seconda venuta, ma piuttosto di vivere la vita
presente così da essere trovati degni di Lui quando verrà.
G
esù ci ha anche indicato una serie di segni
premonitori della sua venuta finale.
Essi sono principalmente:
1°
s
perimenta, in un modo chiaro e non più
modificabile, quel che lei è e sarà per sempre
nei confronti di Cristo.
A seguito di questa presa di coscienza l anima:
Ä
o entra immediatamente nella gioia di Dio,
il paradiso;
Ä
o subisce prima la necessaria purificazione
nel purgatorio per poi entrare in paradiso;
La venuta dell’Anticristo.
Il primo segno è la comparsa sulla terra di uno
speciale nemico di Gesù, detto anche
l’Anticristo
- l’Iniquo ,
l’Avversario , il Figlio della perdizione
Questo nemico di Cristo si manifesterà negli
ultimi tempi, ma
Ä
o precipita immediatamente nella eterna
dannazione, l’inferno;
Di questi tre possibili sbocchi del Giudizio particolare
parleremo nelle tre schede che seguono.
Lotta spirituale:
Sarebbe però un errore voler identificare
l’Anticristo con personaggi storici che
hanno perseguitato la Chiesa. Esso va
invece ravvisato nel complesso delle forze del
male che si oppongono al Regno di Cristo nelle
anime, forze del male che già operano nel
mondo, ma che si scateneranno in modo
eccezionale in prossimità della fine.
46
19
2°
via da te...
Gesù porrà fine alla storia.
Gesù, è L’ Alfa e l’Omega (che sono
rispettivamente la prima e l ultima lettera dell alfabeto
greco:
)
,
il Primo e l’Ultimo
Che cosa significano queste espressioni?
Esse affermano che Gesù sta all inizio e alla fine della storia
dell uomo e del mondo. Come Egli è la causa della
esistenza del mondo così è anche causa della sua fine:
Cristo infatti non verrà “quando” finirà il mondo,
ma verrà “per” mettere fine al mondo.
In tal modo Cristo si pone come il dominatore di tutta la
storia perché Colui che, a sua volontà, la inizia e la
chiude, a sua volontà anche la conduce in ogni
istante.
3°
Quanto ci separa dalla morte?
E davvero così sottile il confine tra la vita e la morte. Negli ultimi
mesi di vita, Don Bosco camminava a fatica. Chi lo vedeva
attraversare i cortili spesso gli chiedeva: Dove va, Don Bosco?».
La risposta era sempre la stessa: «In Paradiso».
Lo potremmo dire tutti, ad ogni passo della nostra vita:
«Sto arrivando, Signore»!.
20
Quando verrà, lo ignoriamo.
La venuta finale di Cristo nella sua Parusìa è vicina o
lontana?
Dio non ha voluto rispondere a questa domanda, ma ha
preferito mantenere su ciò un impenetrabile segreto:
Quando poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li
conosce, neanche gli angeli del cielo, e neppure il
Figlio, ma solo il Padre
.
Questa perentoria dichiarazione di Gesù toglie ogni
credibilità a tutte le supposizioni che la fantasia degli uomini
ha formulato e formulerà sul tempo della seconda venuta di
Cristo e della fine del mondo.
Gesù ci invita a non preoccuparci dell imminenza o meno
45
Quali sono le circostante,
i segni, che preannunciano
la seconda venuta di Gesù?
5
Il Paradiso
L
a seconda venuta di Gesù sulla terra sarà
gloriosa e visibile a tutti; con essa Gesù
porrà fine alla storia degli uomini e del mondo;
però nessuno sa quando avverrà.
Vediamo cosa intendiamo dire.
1°
Gesù verrà nella gloria
Come già detto, è caratteristica dell annuncio
cristiano la proclamazione delle due venute di Gesù
sulla terra:
Egli è già venuto ma verrà un’altra volta:
Ä
è già venuto assumendo
;
Ä
44
ma verrà di nuovo nella gloria del Padre come un
Re vittorioso, anzi il Re dell universo.
Questa sua seconda venuta sarà pubblica e
contemplata da tutti gli uomini che sono vissuti
sulla terra: Quando il figlio dell uomo ver rà nella sua
gloria con tutti i suoi santi e i suoi angeli, si siederà sul
trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a Lui
tutte le genti... Allora il Re dirà...
I
l paradiso è lo stato di felicità eterna
di chi, nel Giudizio particolare, è stato
trovato perfettamente conforme (simile) a
Cristo.
L
a parola “paradiso” è di Gesù.
Egli la pronunciò sulla croce rivolto al
delinquente pentito: “Oggi sarai con me in
paradiso”
e da qui è entrata
nella terminologia tradizionale della Chiesa.
21
L
altro riferimento alla seconda venuta di Gesù che
possiamo ascoltare e dire, (ma quanti sono coscienti
di quello che dicono?) durante la S. Messa è il seguente:
I
l termine “paradiso” (dal greco Paràdeisos) è una
parola di origine persiana con la quale la traduzione della
Bibbia in lingua greca, aveva reso la parola giardino di
cui parla la Genesi
. (paradiso=giardino).
Ä
A
22
Signore, nell'attesa della tua venuta
ffronteremo ora l insegnamento della Chiesa sul
paradiso chiedendoci:
43
C’è una parte della
S.Messa in cui ricordiamo
la seconda venuta di Gesù?
Si, per esempio durante la professione di fede.
Leggiamola insieme.
C
Ä
Ä
42
redo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del
cielo e detta terra, di tutte te cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di
Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, luce
da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della
stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose
sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo, e per opera dello Spirito santo si è
incarnato nel seno detta vergine Maria e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo te Scritture, è salito al
cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà,
nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo
regno non avrà fine. Credo nello Spirito santo, che è
Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con
il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per
mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e
apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei
peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita
del mondo che verrà. Amen.
Che cosa è il paradiso?
I
l paradiso non è un luogo , ma uno “stato di vita”:
è l esperienza della nostra partecipazione alla stessa vita
di Dio.
Esso è il fine dell’uomo e la realizzazione delle sue
aspirazioni più profonde, lo stato di felicità più
elevata e definitiva.
Ho sentito dire che
il paradiso è la partecipazione
beatificante e filiale alla stessa
vita di Dio.Cosa vuol dire?
B
eatificante perché l uomo gode in paradiso la stessa
beatitudine di Dio; praticamente è un “entrare
nella gioia di Dio”.
Tale gioia, essendo divina, supera infinitamente
l intelligenza umana e perciò sulla terra non può essere
intuita, descritta e tanto meno sperimentata.
F
iliale perché la gioia dei beati in paradiso è
partecipazione della gioia di Gesù.
Noi godremo Dio con la coscienza di non essere come
sudditi di un Re ma come “Figli di un Papà”.
23
Senti, ma chi va in paradiso?
Ä
Rivolgendosi a Pietro, per informarlo circa la sorte
del discepolo prediletto, Gesù parla della sua
seconda venuta come di una verità pacificamente
accettata: Gesù gli rispose: se voglio che egli
rimanga finché io venga, che importa a te?
S
ubito dopo la morte in paradiso entrano
immediatamente e per sempre solo e tutte le anime
che nel Giudizio particolare sono state trovate
perfettamente conformi (simili) a Cristo.
La per fetta conformità a Cristo esige due condizioni:
24
nel giorno della Ascensione di Gesù: “Uomini di
Galilea, perché state a guardare il cielo?
Questo Gesù, che è stato tra di voi assunto
fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso
modo in cui l’avete visto andare in cielo”
P
la
f
r
a n i,
o
ò
r
e
sc
vi
n
ossedere la Vita divina di Gesù (la Grazia
santificante ).
Questa condizione fondamentale è mancante
quando l anima, al momento della morte-giudizio, è
macchiata anche da un solo peccato mortale.
Un peccato si definisce mortale quando
“uccide” la nostra anima, cioè uccide la Vita divina
di Gesù in noi. La gioia, la pace, la serenità
donataci da Gesù scompaiono dal nostro
cuore.
2°
Questo è anche l annuncio degli angeli agli apostoli
No
1°
Ä
A
vere la volontà distaccata da ogni affetto verso
il peccato veniale. Il peccato veniale, pur
non distruggendo in noi la Vita divina di Gesù, ci
rende però non simili a Lui.
Pertanto occorre aver riparato (espiato)
completamente sulla terra ai nostri peccati (sia
mortali che veniali) già perdonati nella Confessione.
41
Questo vuol dire che
Gesù deve ritornare una
seconda volta?
S
i, e l insegnamento centrale del Nuovo Testamento
afferma che le venute di Gesù sulla terra sono due:
Ä
La prima è già avvenuta
(Il Figlio di Dio si è fatto uomo).
Ä
La seconda venuta avverrà alla fine del mondo.
Da quanto detto ognuno comprende che il principale
impegno della nostra vita sulla terra è quello di
raggiungere la più perfetta conformità con Cristo,
Ä
Ä
Ä
sia evitando con cura ogni
peccato morale e veniale,
sia progredendo giorno dopo
giorno, nella imitazione delle
virtù del Signore,
per il paradiso
sia riparando i nostri peccati
(mortali che veniali) già
perdonati nella confessione.
Quali elementi abbiamo per poter
affermare che Gesù verrà un’altra
volta, alla fine del mondo?
N
el Nuovo Testamento Gesù a più riprese proclama la
sua seconda venuta escatologica, una parola
difficile e che significa “considerazioni sulle cose
ultime : vediamo quali.
Ä
40
Davanti al Sommo Sacerdote e al Sinedrio, che in
quel momento rappresentano il popolo d Israele,
Gesù alla domanda: Sei tu il Cristo , il Figlio di Dio
benedetto? risponde Io lo sono! E vedrete il
Figlio dell’uomo
seduto alla destra
della Potenza, venire con le nubi del cielo”.
Solo così, quando
verrà la morte,
“andremo subito
incontro
al Signore e
staremo sempre
con Lui”
25
Il segreto del Paradiso
D
opo una lunga ed eroica vita, un valoroso samurai giunse nell'aldilà e fu
destinato al paradiso. Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare
prima un'occhiata anche all'inferno.
Un angelo lo accontentò e lo condusse all'inferno. Si trovò in un vastissimo
salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi di pietanze
succulente e di golosità inimmaginabili. Ma i commensali, che sedevano
tutt'intorno, erano smunti, pallidi e scheletriti da far pietà.
« Com'è possibile?», chiese il samurai alla sua guida. «Con tutto quel ben di Dio
davanti!».
« Vedi: quando arrivano qui, ricevono tutti due bastoncini, quelli che si usano
come posate per mangiare, solo che sono lunghi più di un metro e devono
essere rigorosamente impugnati all'estremità. Solo così possono portarsi il cibo
alla bocca».
Il samurai rabbrividì. Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti
sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppure una briciola sotto i denti.
8
Il destino finale dellumanità
e del mondo: la venuta finale di
Cristo nel giorno della sua Parusìa
N
on volle vedere altro e chiese di
andare subito in paradiso.
Qui lo attendeva una sorpresa. Il paradiso
era un salone assolutamente identico
all'inferno.
Dentro l'immenso salone c'era l'infinita
tavolata di gente; un'identica sfilata di
piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali
erano muniti degli stessi bastoncini lunghi
più di un metro, da impugnare all'estremità
per portarsi il cibo alla bocca.
C'era una sola differenza: qui là gente
intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta,
sprizzante di gioia.
«Ma com'è possibile?», chiese il samurai.
L'angelo sorrise. «All'inferno ognuno si
affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla
propria bocca, perché si sono sempre
comportati così nella vita. Qui, al contrailo,
ciascuno prende il cibo con i bastoncini e
poi si preoccupa di imboccare il proprio
vicino».
Paradiso e inferno sono nelle tue mani.
Oggi.
26
N
el giorno della sua Parusìa Gesù ritornerà
visibilmente sulla terra per porre fine alla
storia.
Parusìa, mai sentito...
Cosa significa il termine Parusìa?
I
l termine Parusìa nel greco classico significa
essere presente o arrivare e indica
l’entrata gloriosa di un principe vittorioso
in una città, per iniziare una nuova era.
39
Se Dio è buono perché
permmete che alcune anime
vadano all’inferno?
6
Il Purgatorio
P
er comprendere come la verità dell inferno non
contrasti con la infinità bontà di Dio, richiamiamo
alcuni punti importanti:
1) Dio vuole che tutti gli uomini si salvino
raggiungendo il paradiso
2) Dio rispetta le libere scelte di ciascun uomo (non
può costringerti ad andare in paradiso!) e lo aiuta
(sempre se l uomo lo vuole...) donandogli la grazia
(cioè la forza) di scegliere sempre il bene e mai il peccato.
3) Dio pur rispettando la nostra libertà fa di tutto per
aiutare il peccatore a convertirsi e desidera
ardentemente concedergli il suo perdono
(Dio ti vuole vedere felice!)
4) Ne segue che, se un uomo rifiuta anche in puntodi
morte di convertirsi a Dio, diviene lui stesso
l’unico responsabile della propria auto-condanna
all’inferno (insomma, se uno va all inferno è perché lo
ha voluto lui...).
38
I
l purgatorio è lo stato provvisorio di
purificazione attraverso il quale le anime, che,
sulla terra non sono riuscite a raggiungere la
perfetta somiglianza a Gesù ,vengono rese
perfettamente simili a Lui e quindi degne di
entrare in paradiso.
27
Ma perché il purgatorio?
Ä
pentimento e dal perdono di Dio (tramite la
Confessione) e permane fino al momento della
morte, provoca l esclusione dalla felicità eterna del
paradiso e la pena all infelicità eterna dell inferno;
la nostra volontà ha il potere di fare scelte
definitive e irreversibili.
I
peccati che si commettono durante la vita terrena
possono essere :
Ä“mortali” cosiddetti perché
Ä
togliendoci la Vita divina, non ci
rendono perfettamente simili a Gesù e quindi non
ancora degni di entrare in paradiso.
I
noltre ogni peccato (sia mortale che veniale), anche se
perdonato con la confessione, esige per giustizia di essere
riparato (espiato) con opportuni sacrifici.
Poiché durante la vita terrena questa
purificazione solo raramente è
perfetta si rende necessario un
momento in cui l anima si purifichi,
senza che possa commettere
altri peccati.
28
All’inferno si va immediatamente dopo la
morte. Come chi ha raggiunto la perfetta
conformità con Cristo va in paradiso subito dopo
la morte e il Giudizio particolare, così chi ha
meritato l inferno.
uccidono in noi la V ita divina
di Gesù: sono una vera
“morte spirituale”
Ä“veniali” ossia tali che, pur non
Se il peccato mortale non è riscattato dal
Ä
All’inferno il dannato (cioè colui che ha scelto
la via del male) si precipita volontariamente.
Questa circostanza, che a prima vista può parere
strana, risulta logica se si pensa che la volontà del
dannato è ormai fissata per sempre contro Dio.
In questo stato di avversione radicale e
irreversibile a Dio, è il dannato che desidera
fuggire dalla presenza di Dio, dal suo amore e
della sua felicità; per lui l inferno è un tormento
più sopportabile che non il sostenere lo sguardo di
quel Dio che ha liberamente e fino all ultimo
respinto in tutta la sua vita e che ora odia in
eterno.
37
Se devo essere sincero,
questi discorsi un po’ mi turbano,
ma nello stesso tempo mi incuriosiscono..
Senti, ma chi va all’inferno?
A
ll’inferno va chi muore in stato di peccato
mortale, ossia in una situazione di volontaria e
totale difformità da Cristo.
Ä
Q
uesto momento si verifica dopo la mor te ed è
appunto quello stato di sofferenza e amore che la
dottrina cattolica chiama purgatorio.
Ripetiamo: le anime di coloro che muoiono in uno stato di
sostanziale ma non perfetta conformità a Cristo sono già
destinate alla gioia del paradiso, ma non sono ancora degne
di entrarvi, perché l infinita purezza di Dio esige che nulla
d impuro entri davanti a Lui
e che solo i puri di cuor e possano
vederlo
.
Il peccato mortale è una disobbedienza alla
legge di Dio in cosa grave, fatta con piena
consapevolezza della mente e deliberato
consenso della volontà.
Ä
Ä
Con il peccato mortale l uomo volta deliberatamente
le spalle a Dio e a Cristo e si volge verso il vuoto,
verso l abisso del nulla, anche se a lui questo
abisso appare pieno di piaceri, di ricchezze,
di gioie terrene.
Il peccato mortale ha come conseguenza la
privazione della Grazia santificante ossia della vita
divina di Gesù, (quindi non posso diventare come
Lui); la gioia, la serenità, la pace del cuore
scompaiono dalla vita dell’uomo.
36
29
D
ai testi biblici sopra riportati risultano chiari
tre punti della dottrina cattolica
sull’inferno:
Qual è la sofferenza del purgatorio?
L
e anime nel purgatorio conoscono ed amano Dio
come il Bene e la felicità infinita e aspettano, con
slanci d amore, l incontro con Lui.
In più esse percepiscono e sentono in modo chiarissimo
l immensità dell amore di Dio per loro e il desiderio che Dio
stesso ha di riceverle nel sua gioia infinita.
M
a a questa reciproca attrattiva d amore tra l anima e
Dio si oppone proprio l impurità dell anima che ne
ritarda l incontro; questo, per l anima innamorata di Dio, è
fonte di sofferenza.
1°
Il primo punto è che l essenza della pena
infernale sta proprio nella esclusione
dell’uomo peccatore dalla felicità per la
quale era stato creato.
2°
P
30
L
a “pena del senso”
Il secondo punto è che nell inferno, oltre alla
pena del danno (che è la principale), il
malvagio è tormentato da una pena di natura
diversa e misteriosa, che la Sacra Scrittura
chiama fuoco e che la teologia ha chiamato
pena del senso .
Noi possiamo aiutare
le anime del purgatorio?
er il mistero della comunione dei Santi anche noi
possiamo accelerare la purificazione delle anime
del purgatorio offrendo a Dio, in loro suffragio, i
nostri sacrifici, le nostre preghiere e specialmente
la Santa Messa.
L
a “pena del danno”
3°
L
’eternità della pena
Il terzo punto, che emerge dai testi del Nuovo
Testamento, è che sia l’esclusione dal
paradiso che la pena dell’inferno sono
eterne, ossia non cesseranno mai.
35
N
ella parabola degli
invitati a cena Gesù
afferma che la condanna
verso coloro che hanno
rifiutato l invito del
padrone, è assoluta e
definitiva:
“Perciò vi dico: nessuno
di quegli uomini che
erano stati invitati
assaggerà la mia
.
cena”
7
L Inferno
S
an Paolo ripropone gli
stessi insegnamenti di
Gesù quando minaccia per gli empi (chi sceglie di vivere
lontano da Dio) l esclusione del regno di Dio:
“O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il
Regno di Dio?”
e in Galati 5,19 al
termine di un lungo
elenco di vizi,
avverte:“Circa queste
cose vi preavviso,
come vi ho detto, che
chi le compie non
erediterà il Regno di
Dio”
34
L
inferno è lo stato di separazione eterna da Dio
di chi, nel Giudizio Particolare, è stato trovato
totalmente difforme (non simile) da Cristo.
P
er rendere semplice la trattazione di un
argomento tanto delicato, suddividiamo
l esposizione in tre parti:
Ä
Ä
Ä
L’inferno esiste;
Com’è l’inferno;
Chi va all’inferno.
31
Ho sempre pensato
che l’inferno fosse frutto
di fantasia umana... ma chi mi dice
che l’inferno esiste?
G
esù ci ha insegnato con estrema chiarezza che il
destino finale degli uomini dopo la morte non è
uguale per tutti:
Ä
Ä
ci può essere per l uomo un destino finale di eterna
oppure un destino finale di eterna esclusione da Dio
A
prova di ciò ricordiamo la separazione irrevocabile
tra buoni e cattivi che Gesù farà alla fine del mondo:
“Venite benedetti... Via, lontani da me, maledetti...”
icordiamo anche delle spiegazione che Gesù dà della
parabola della rete, nella quale vengono separati i
pesci buoni da quelli cattivi e questi ultimi vengono buttati
via: “Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli
angeli e separeranno i cattivi dai buoni, e li
getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e
stridore di denti”.
32
I
l Nuovo Testamento non si limita ad affermare
l’esistenza dell inferno, ma ci dice in che cosa consiste e
lo fa ricorrendo al concetto di “esclusione .
felicità con Dio (il paradiso),
e quindi di infelicità eterna (l inferno).
R
Uhmm, però, non pensavo...
ma com’è l’inferno?
Abbiamo già ricordato il “Via da me, maledetti, nel
fuoco eterno”! Che Gesù dirà contro i malvagi nel
Giudizio Finale
Ma possiamo ricordare anche la sorte del servo inutile della
parabola dei talenti che è
“gettato fuori nelle tenebre”
La sorte delle vergini stolte
davanti alle quali
“la porta fu chiusa”
e che alla loro invocazione
“Signore, aprici!”
dire:
“In verità vi dico,
non vi conosco!”
33
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