L'AlleanzatraDioegliuomini;Abramo,Mosè;Iprofeti (Elia, Osea, Amos, Geremia); La figura di Maria; Gesù come compimento delleprofezie;IldonodelloSpiritosanto. Schede per la catechesi sulle realtà ultime dopo la morte Giudizio particolare La Chiesa: cosa è, che cosa non è; Come è fatta la Chiesa; La Parrocchia; Lo Spirito santo e il Sacramento della Confermazione. preghiere della tradizione cristiana, preghiere alla Vergine Maria, preghiere composte dai testimoni della fede, preghiere per diverse occasioni, Consacrazione, Simbolo apostolico, le Beatitudini evangeliche, le principali verità della fede, Te Deum ecc.) (- per tutti) La Confessione: perché, come, quando. I nemici della gioia: il peccato mortale ed il peccato veniale. Preghiere per riflettere sulla misericordia di Dio; esame di coscienza. (-per adolescenti/giovani/adulti -) - Paradiso - Purgatorio - Inferno - Giudizio Universale C on un linguaggio semplice, chiaro e perché no, anche divertente, vengono presentate le principali tappe dell'iniziazione cristiana. La straordinaria ricchezza d’immagini fanno dei nostri libretti dei veri e propri sussidi multimediali, ottimi supporti nella catechesi dell’iniziazione cristiana. La presenza di attività consente al bambino di rielaborare personalmente i contenuti senza annoiarsi. la paternità di Dio; la scoperta di Gesù; la presenza del peccato nella vita di ogni uomo; i Sacramenti con particolare attenzione al Battesimo e alla Riconciliazione. La Bibbia: Antico e Nuovo Testamento; L'ispirazione; Il messaggio fondamentale; L'importanza nella vita del cristiano ed il suo uso. Approfondimento della vita e degli insegnamenti di Gesù. www.catechisti.it www.pensieridelgufo.it 1 Cosa avviene all’uomo dopo la Morte? O Se desideri metterti in contatto con gli autori per informazioni, consigli, suggerimenti, critiche, questi gli indirizzi e-mail: Angelo Berna: [email protected] Alessandro D’Elia: [email protected] gni uomo, anche se non crede in Dio, non può rinunciare dal chiedersi cosa avverrà di lui dopo la morte. Abbiamo detto “non può rinunciare”, anche se di fatto molti cercano di evitare questo interrogativo col non pensarci (come se i problemi si risolvessero senza pensarci...) e per questo si gettano a capofitto nelle occupazioni o nel divertimento (ma sì, tanto si vive una volta sola!) 3 A d ogni modo, se uno vuole affrontare il problema del proprio destino dopo la morte deve concludere che esso potrebbe avere almeno tre sbocchi fondamentali: 1° D opo la morte io cado nel nulla: smetto di esistere e il corpo si dissolve per sempre, tornando a confondersi con la terra; l anima non esiste. INDICE Unità 1: Cosa avviene all’uomo dopo la morte?......................................pg.3 Unità 2: La nostra morte ...........pg.7 Unità 3: La morte: riassunto e termine della vita.......................pg.11 Unità 4: Il Giudizio particolare..............................pg.17 2° 3° 4 D opo la morte la mia anima (che questa volta è ritenuta immortale) si reincarna in un altro corpo per vivere un altra vita sulla terra: e così per un numero indefinito di volte. D opo la morte la mia anima (immortale) raggiunge il suo eterno destino che, come esige la stessa giustizia umana, sarà duplice: di felicità eterna o di infelicità eterna. Sarebbe infatti ingiusto che chi nella vita ha commesso del male abbia, dopo la morte, la stessa sorte di chi ha fatto del bene. Unità 5: Il Paradiso...............................................pg.21 Unità 6: Il Purgatorio............................................pg.27 Unità 7: L’Inferno..................................................pg.31 Unità 8: Il destino finale dell’umanità e del mondo: la venuta finale di Cristo nella sua Parusia.................pg.39 Unità 9: Il destino finale dell’umanità e del mondo: la risurrezione dei morti.............................................pg.49 Unità 10: Il destino finale dell’umanità e del mondo: il Giudizio finale.....pg.53 INDICE .....................................pg.61 61 A proposito di quelli che … ”dopotutto non faccio nulla di male”! L 'inferno era al completo ormai, e fuori della porta una lunga fila di persone attendeva ancora di entrare. Il diavolo fu costretto a bloccare all'ingresso tutti i nuovi aspiranti. «E’ rimasto un solo posto libero, e logicamente deve toccare al più grosso dei peccatori», proclamò. «C'è almeno qualche pluriomicida tra voi?». Per trovare il peggiore di tutti, il diavolo cominciò ad esaminare i peccatori in coda. Dopo un po' ne vide uno di cui non si era accorto prima. «Che cosa hai fatto tu?», gli chiese. «Niente. lo sono un uomo buono e sono qui solo per un equivoco». «Hai fatto certamente qualcosa», ghignò il diavolo, «tutti fanno qualcosa». «Ah, lo so bene», disse l'uomo convinto, «ma io mi sono sempre tenuto alla larga. Ho visto come gli uomini perseguitavano altri uomini, ma non ho partecipato a quella folle caccia. Lasciano morire di fa- me i bambini e li vendono come schiavi; hanno emarginato i deboli come spazzatura. Non fanno che escogitare perfidie e imbrogli per ingannarsi a vicenda. lo solo ho resistito alla tentazione e non ho fatto niente. Mai». «Assolutamente niente?», chiese il diavolo incredulo. «Sei sicuro di aver visto tutto?». «Con i miei occhi!». «E non hai fatto niente?», ripete il diavolo. «No!». Il diavolo ridacchiò: «Entra, amico mio. Il posto è tuo! ». 60 O ltre a queste tre principali ipotesi sull aldilà, la fantasia umana potrebbe formularne innumerevoli altre. Però ogni ipotesi, anche la più ragionevole, resterebbe sempre un ipotesi e non una certezza. Per sapere con certezza quello che mi attende dopo la morte ho solo un mezzo sicuro: credere in ciò che dice Dio, perché solo Lui sa queste cose Le pagine che seguono sono appunto una esposizione sintetica di ciò che Dio ha detto in Gesù Cristo, ossia della visione cristiana del destino di un uomo dopo la sua morte. 5 L a promessa di Dio è contenuta in Isaia 65,17: Signore, se è così... I “nuovi cieli e la nuova terra” non saranno però una purificazione e un abbellimento del “mondo presente”, ma saranno come una “risurrezione”, Quando le piccole cose diventano straordinarie... Dio, perché non fai nulla? . Dopo una vita semplice e serena, una donna morì e si trovò subito a far parte di una lunga e ordinatissima processione di persone che avanzavano lentamente verso il Giudice Supremo. Man mano che si avvicinava alla mèta, udiva sempre più distintamente le parole del Signore. E così che il Signore diceva ad uno: «Tu mi hai soccorso quando ero ferito sull'autostrada e mi hai portato all'ospedale, entra nel mio Paradiso». Poi ad un altro: «Tu hai fatto un prestito senza interessi ad una vedova, vieni a ricevere il premio eterno». E ancora: «Tu hai fatto gratuitamente operazioni chirurgiche molto difficili, aiutandomi a ridare la speranza a molti, entra nel mio Regno». E così via. La povera donna venne presa dallo sgomento per ché, per quanto si sforzasse, non ricordava di aver fatto in vita sua niente di eccezionale. Cercò di lasciare la fila per avere il tempo di pensare, ma non le fu assolutamente possibile: un angelo sorridente ma deciso non le permise di abbandonare la lunga coda. Col cuore che le batteva forte, e tanto timore, arrivò davanti al Signore. Subito si senti avvolta dal suo sorriso. «Tu hai stirato tutte le mie camicie.Entra nella mia felicità». A volte è così difficile immaginare Quanto sia straordinario l'ordinario. 6 59 Il giudizio avrà immediata esecuzione? 2 La Nostra Morte A l Giudizio di Gesù seguirà immediatamente la definitiva entrata dei beati nel paradiso e dei dannati all inferno. In quel giorno infatti il purgatorio cesserà di esistere e le anime, ormai rese tutte perfettamente conformi a Cristo, entreranno con i beati nel paradiso. In paradiso o all’inferno gli uomini entreranno anche con i loro corpi risuscitati: questo apporterà ai beati un aumento di felicità e ai dannati un aumento di sofferenza. Il mondo presente finirà? N ella sua Parusìa Cristo porrà fine al mondo presente e darà inizio a un mondo nuovo. Quante volte Gesù parla della fine del mondo in r elazione alla sua stessa missione: N oi tutti abbiamo della morte una conoscenza indiretta perché, finché viviamo, abbiamo visto morire solo gli altri. Ma sapendo con certezza che, presto o tardi, noi pure faremo l esperienza diretta della morte, non possiamo evitarci di chiedere: Ä Ä Ä 1) Cos’è la morte? 2) Perché la morte? 3) Quale sarà la mia morte? . 58 7 I l Cristianesimo illumina queste tre domande con risposte precise. P erò la Rivelazione divina precisa che tale “conformità” sarà valutata in tutte le singole opere che ogni uomo ha compiuto durante la sua vita terrena: Scusa, ma cos’è la morte? M T utta la Tradizione cristiana, partendo da quanto dice il libro della Genesi (Gn 2,7), afferma che l uomo è un essere composto di corpo materiale e di anima spirituale. Nell uomo, l unità dell anima e del corpo è così profonda che senza l uno o l altra l uomo non esisterebbe. Però tra i due componenti dell uomo l anima ha una funzione preminente perché solo essa (essendo spirituale) è immortale e può dare la vita al corpo materiale. Rispondendo alla tua domanda cos è la mor te? possiamo dire che: La morte dell uomo è la separazione dell anima dal corpo. Non più vivificato dall anima, il corpo muore ritornando alla terra. 8 a non solo, saremo giudicati sulle opere, sulle parole , sui pensieri più nascosti e perfino sulle opere di bene che potevamo fare e non abbiamo fatto (con buona pace per quelli che si preoccupano soltanto di non commettere alcun male...!) . S . Giovanni della Croce, mistico carmelitano che ha saputo cogliere l essenza del messaggio cristiano, ha potuto scrivere: Al termine della vita sarai giudicato sull’Amore... Chi... io? ”Alla fine della vita saremo giudicati sull’amore” 57 In che senso il giudizio sarà “universale”? Perché la vita dell’uomo è segnata dalla morte? N el rispondere a questa domanda, la Parola di Dio ci fa conoscere due verità: D icendo che il Giudizio finale di Cristo sarà “universale” si vuol dire che ad esso nessun uomo potrà sottrarsi, né Dio dispenserà alcuno dal parteciparvi. Ä Ä La prima è che Dio ci ha creati non per la morte ma per la vita. La seconda è che ad introdurre la morte nella esistenza terrena dell uomo è stata la libera ribellione dell’uomo contro Dio, ossia il peccato dell uomo (Genesi 2, 15-17). Luniversalità del Giudizio è stata, fin dai tempi apostolici, espressa con la formula verrà a giudicare i vivi e i morti . Formula che è entrata nei Simboli di fede. Fare questa domanda, mi turba un pochino...quale sarà la mia morte? Ma qual è il significato di questa espressione: ver rà a giudicare i vivi e i morti ? I l significato vero è quello letterale: si vuol dire che Gesù sottoporrà al Suo Giudizio non solo quelli che troverà in vita alla sua venuta, ma anche tutti gli uomini del passato che hanno già incontrato la morte. C ome già sappiamo, oggetto del nostro Giudizio sarà la nostra conformità (cioè se siamo simili) con Cristo. 56 I l danno più grave che il Peccato Originale ha inflitto all umanità non è stata la morte corporale, bensì l’aver distrutto in noi la conformità con Cristo (cioè la possibilità di essere simili a Lui), in pratica significa l’impossibilità per l’uomo di essere veramente felice. 9 Gesù, per renderci felici, ha distrutto il nostro peccato nella sua morte sulla Croce. Con l accettare la morte corporale, Gesù ci ha liberati dalla morte eterna; morendo per noi ci ha restituito la somiglianza con Lui, ossia quella vita divina che il peccato ci aveva tolta. Gesù ha dato a ciascun uomo la possibilità di vivere eternamente nella sua felicità. Rispondendo alla tua domanda quale sarà la mia mor te? beh, a questo punto... dipende solo da te! Cosa vuol dire che il Giudizio Universale sarà pubblico? C iò che Gesù dirà nel giorno del Giudizio Universale sarà la stessa cosa che aveva pronunciato sui singoli uomini al momento della loro morte. Infatti, dopo la morte non c è più alcuna possibilità per le anime di modificare il proprio rapporto con Gesù. L a caratteristica particolare del Giudizio Universale sarà la proclamazione pubblica delle sentenze di tutti i “Giudizi particolari”che fino ad allora erano rimasti segreti e nascosti agli altri uomini. A llora ognuno potrà giudicare gli altri in tutta verità: in quel giorno, quanti eroi i cui monumenti troneggiano nelle piazze delle nostre città o i cui nomi riempiono le pagine dei nostri libri di storia, di scienza, di letteratura, di filosofia, o di spettacolo, saranno svergognati davanti al mondo intero visti finalmente per quel che veramente sono, degli esseri da nulla o addirittura dei vili. E al contrario, quante persone umili e sconosciute, ma che hanno creduto in Cristo e lo hanno amato, brilleranno davanti a tutti “come il sole, nel Regno del Padre loro!” 10 55 Chi sarà il giudice? Cristo? 3 La morte: riassunto e termine della Vita I l Giudizio Universale è cer tamente l evento culminante della Parusìa di Gesù, la manifestazione più alta della sua gloria e del suo dominio sull umanità . Nel silenzio stupefatto di tutte le genti, Cristo pronuncerà pubblicamente di ogni singola persona umana il Giudizio di conformità o di difformità in Lui. A llora tutti vedranno e capiranno chi è veramente quel Gesù che sulla terra hanno amato, disprezzato o ignorato e sarà, per i primi, la rivelazione gioiosa della giustezza della loro opzione per Cristo e, per i secondi, la confusione e la rabbia di averlo sottovalutato e respinto: Davanti a Cristo, che è la Verità, sarà definitivamente 54 Uhmm, puoi chiarirmi meglio questo aspetto? L a morte è il riassunto morale della nostra vita, cioè con la morte si valuta la “qualità” della nostra vita ed è il termine di ogni possibilità di scelta tra il bene e il male. 11 L a morte racchiude in sé un duplice valore cristiano: Ä Ä 10 1) quello di essere la risultante di tutta la vita; cioè il risultato definitivo di un complesso di pensieri ed azioni. 2) quello di essere il termine della prova al di là del quale cessa ogni possibilità di mutare la scelta a favore o contro Dio. Il destino finale dell’umanità e del mondo: Il Giudizio Universale Ma cosa vuol dire che la nostra morte è la risultante di tutta la nostra vita? V uol dire che nella morte confluiscono non solo gli atti di virtù (quelli buoni) ma anche i peccati perdonati (con la Confessione) e, speriamo di no, i peccati dei quali non ci siamo pentiti. Gesù infatti, parlando della via str etta che conduce alla salvezza e della via larga che conduce alla perdizione (Matteo 7,13-14) ci insegna che la morte è lo sbocco delle scelte fatte durante la vita (se ho scelto il male la morte mi condurrà nel regno del male e dell’eterna infelicità, se ho scelto il bene la morte mi condurrà nel regno del bene e dell’eterna felicità). 12 N ella sua Parusìa Cristo giudicherà pubblicamente tutti gli uomini (Giudizio Universale), che subito entreranno con i loro corpi nella gioia eterna (paradiso) O nella infelicità eterna (inferno). N ella sua Parusìa Cristo verrà come Giudice di tutta l umanità. Di questo avvenimento noi cercheremo di evidenziare l essenza e le circostanze, esaminando i vari aspetti separatamente. 53 ... ine d u be ne nq ui et Quando i nostri corpi risorgeranno? Di o, io ,i ,g i a, ic it à, s e re n i tà, pac e. . e, . or , rim à t i elic in f so Ma l L a risurrezione dei corpi avverrà nel giorno della Parusia, ossia della venuta gloriosa di Cristo alla fine del mondo. fe l Il peccato scritto sulla sabbia... T roveremo sempre gente che cercherà di farci credere che Dio è solo un poliziotto o una spia che ci sorveglia e ci tiene d'occhio giorno e notte al di sopra degli occhiali. Come se Dio scrivesse giorno e notte e annotasse tutto in un grande libro: i nostri errori e i nostri peccati, i nostri lati buoni e quelli cattivi... Ma perché Dio deve essere sempre severo con noi o addirittura contro di noi? Perché Dio deve essere nostro nemico? E' perché c'è chi vuole trasformare Dio in una specie di computer che conta e riconta? Dio non è una macchina! Volete una prova? L'unico libro dei conti di Gesù è la sabbia... Avete già perso qualcosa nella sabbia ? Provate a ritrovarla! La sabbia ingoia tutto, la sabbia dimentica tutto, la sabbia cancella tutto... Non rimane niente nella sabbia e tutto sparisce nella sabbia. Gesù scrive sulla sabbia. La donna accusata di peccato è davanti a lui. Gesù scrive nella sabbia perché per Gesù il peccato è già perdonato. Per Gesù il peccato si cancella come tutto ciò che è scritto sulla sabbia. 52 Q uesta scelta delle due vie potrebbe far pensare che la scelta fatta all inizio della vita non potrà più essere modificata; ma Gesù con i suoi pressanti inviti - alla conversione; (vedi Matteo 3,2; 4,17; Marco 1,15) - alla penitenza (Luca 13,3-5 ); - alla perseveranza nel bene (vedi Luca 9,62; Giovanni 8,31); ci vuol far capire una cosa importantissima: Il peccatore ha sempre la possibilità di abbandonare la via larga del peccato e di trascorrere una vita ben vissuta e felice preparandosi così ad una morte santa. Come il santo, se non persevera, ha la possibilità di abbandonare la via stretta del bene e di avviarsi verso una morte malvagia. 13 Nel Vangelo ci sono degli esempi di persone che hanno cambiato “strada”? I nostri corpi risorgeranno in Cristo. Noi risorgeremo perché Cristo è risorto! R - La conversione della Samaritana (leggi Giovanni 4,42); - della donna peccatrice (leggi Luca 7,36-50); - di Maria di Magdala (leggi Luca 8,1-3); - di Zaccheo (leggi Luca 19,1-10); - del malfattore crocifisso con Gesù (leggi Luca 23,39-43); - lo stesso apostolo Pietro (leggi Luca 22,61-62) T utti questi avvenimenti, presenti nel Vangelo, ci testimoniano come sia sempre possibile “cambiare strada” durante la vita e che Dio resta fino all’ultimo in attesa della nostra conversione a Lui perché Dio ci vuol bene e ci vuole felici. 14 isorgeremo per la gloria o per la dannazione eterna. Il dono della risurrezione dei corpi è ottenuto da Cristo per tutti gli uomini, anche per coloro che morti in stato di peccato mortale (ossia totalmente difformi da Cristo) hanno meritato un Giudizio di condanna eterna. Afferma perentoriamente S.Giovanni: Tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce (di Cristo): quanti fecero il bene per una risurrezione di vita; quanti fecero il male per una risurrezione di condanna 51 S arebbe tuttavia un grave errore rimandare alla fine della vita la nostra conversione perché: Oh, questa è bella! La resurrezione dei morti... Cos’è la risurrezione dei morti? P er comprendere l insegnamento cristiano sulla risurrezione dei morti dobbiamo prima di tutto richiamare qual è la concezione dell uomo (detta anche antropologia) che sta alla base del Nuovo Testamento. Nel Nuovo Testamento l’uomo è concepito, come un composto di anima e di corpo. A questo proposito Gesù dice: 1) Lontano da Gesù la vita dell’uomo è come una barca senza timone, si lascia trascinare dalle correnti, dai venti (dalle mode, dai condizionamenti, dal ma tutti fanno così !) senza raggiungere il porto (una vita pienamente realizzata). 2) Inoltre non sappiamo se ne avremo il tempo e neppure il desiderio, come accadde all altro malfattore che, pur trovandosi accanto a Gesù sulla croce nella stessa occasione di salvezza del compagno non volle convertirsi. Cosa vuol dire che la morte è il termine della prova? Qui Gesù afferma la sopravvivenza dell anima anche dopo che il corpo è stato ucciso, facendo sua la concezione dell uomo corpo-anima. C ome la morte dell uomo è la separazione dell anima dal corpo, così la risurrezione è il ricongiungimento dell’anima immortale con il suo corpo. 50 Il Cristianesimo ci insegna che la libertà di scelta tra il bene e il male, può essere esercitata dall uomo solo durante quest unica e irripetibile vita terrena e che la morte pone definitivamente termine a questa possibilità. 15 N ella parabola del ricco e di Lazzaro (leggi Luca 16,26) o in quella delle vergini (leggi Luca 25,1-13) Gesù afferma l’irrevocabilità (cioè non si può più tornare indietro) e l’immutabilità (non si può più cambiare) della scelta pro o contro Dio che coincide con l’istante della morte. Per Gesù il tempo dalla vita terrena è il gior no , il tempo del lavoro e delle decisioni, mentre con la morte giunge la notte quando nessuno può più operar e 9 Il destino finale dell’umanità e del mondo: la Risurrezione dei morti (leggi Giovanni 9,4-5). “stretta è la porta che conduce alla salvezza e larga quella che conduce alla perdizione O gni uomo vive una volta sola e muore una volta sola, dopo di che viene il giudizio definitivo ed irrevocabile di Dio. Non ci sarà quindi per l’uomo, dopo la morte, un nuovo ritorno sulla terra per vivere una seconda vita, come sostengono vari miti r eligiosi che ipotizzano una reincarnazione delle anime dei defunti in nuovi corpi. 16 U n altro grande avvenimento che accompagnerà la seconda venuta (Parusìa) di Cristo sarà la risurrezione dei corpi di tutti gli uomini che sono vissuti sulla terra. Possiamo esporre questo grande mistero in quattro punti: 1) Cos’è la risurrezione dei morti 2) I nostri corpi risorgeranno in Cristo 3) Risorgeremo per la felicità eterna (Gloria) o per la infelicità eterna (dannazione) 4) I nostri corpi risorgeranno alla Parusìa di Cristo. 49 Non con timore reverenziale, ma con fare provocatorio. «Può Dio giudicarci? Ma cosa ne sa lui della sofferenza?», sbottò una giovane donna. Si tirò su una manica per mostrare il numero tatuato di un campo di concentramento 4 nazista. «Abbiamo subito il ter rore, le bastonature, la tortura e la morte!». In un altro gruppo un giovane nero fece vedere il collo. «E che mi dici di questo?», domandò mostrando i segni di una fune. «Linciato. Per nessun altro Il Giudizio Particolare crimine se non per quello di essere un nero». In un altro schieramento c'era una studentessa in stato di gravidanza con gli occhi consumati. «Perché dovrei soffrire?», mormorò. «Non fu colpa mia». Più in là nella pianura c'erano centinaia di questi gruppi. Ciascuno di essi aveva dei rimproveri da fare a Dio per il male e la sofferenza che Egli aveva permesso in questo mondo. Come era fortunato Dio a vivere in un luogo dove tutto era dolcezza e splendore, dove non c'era pianto né dolore, fame o odio. Che ne sapeva Dio di tutto ciò che l'uomo aveva dovuto sopportare in questo mondo? Dio conduce una vita molto comoda, dicevano. Ciascun gruppo mandò avanti il proprio rappresentante, scelto per aver sofferto in misura maggiore. Un ebreo, un nero, una vittima di Hiroshima, un artritico orribilmente deformato, un bimbo cerebroleso. Si radunarono al centro della pianura per consultarsi tra loro. Alla fine erano pronti a presentare il loro caso. Era una mossa intelligente. Prima di poter essere in grado di giudicarli, Dio avrebbe dovuto sopportare tutto quello che essi avevano sopportato. Dio doveva essere condannato a vivere sulla terra. «Fatelo nascere ebreo. Fate che la legittimità della sua nascita venga posta in dubbio. Dategli un lavoro tanto difficile che, quando lo intraprenderà, persino la sua famiglia pensi che debba essere impazzito. Fate che venga tradito dai suoi amici più intimi. Fate che debba affrontare accuse, che venga giudicato da una giuria fasulla e che venga condannato da un giudice codardo. Fate che sia torturato. Infine, fategli capire che cosa significa sentirsi terribilmente soli. Poi fatelo morire. Fatelo morire in un modo che non possa esserci dubbio sulla sua morte. Fate che ci siano dei testimoni a verifica di ciò». Mentre ogni singolo rappresentante annunciava la sua parte di discorso, mormorii di approvazione si levavano dalla moltitudine delle persone riunite. Quando l’ultimo ebbe finito ci fu un lungo silenzio. Nessuno osò dire una sola parola. Perché improvvisamente tutti si resero conto che Dio aveva già rispettato tutte le condizioni. 48 S ubito dopo la morte, l uomo sperimenta nella propria anima l’incontro con Cristo e prende coscienza della qualità del suo rapporto con Lui. Questa presa di coscienza è il cosiddetto “Giudizio Particolare , al quale segue immediatamente La felicità eterna o l infelicità eterna 17 Il Giudizio Particolare... 2° L’apostasia dei cristiani. S.Paolo, nella seconda lettera ai Tessalonicesi , in connessione con l apparizione dell Anticristo, ci parla di un altro segno che precederà la fine: “l’apostasia” di tanti cristiani dalla fede in Gesù, cioè tanti cristiani rinnegheranno la propria fede impostando la propria vita lontano dagli insegnamenti di Gesù e dalla Chiesa. Gesù, proprio in riferimento a questa apostasia dirà: Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà ancora la fede sulla terra? potresti spiegarti meglio? P er comprendere quale sia nella sua sostanza il Giudizio Particolare che ci attende subito dopo la morte, dobbiamo richiamare tre verità fondamentali in parte già note: 1° 2° P rima verità: la morte, ponendo fine alla vita terrena, mette fine alla possibilità dell uomo di cambiare il suo atteggiamento nei riguardi di Cristo, atteggiamento che potrà essere di amore o di rifiuto che resterà fissato nell eternità. S econda verità: l anima spirituale, che sulla terra agiva mediante il suo corpo, dopo la morte esercita le sue facoltà di conoscenza e di amore in modo immediato, capirà la verità senza veli e senza possibilità d’inganno. 3° T erza verità: Cristo alla morte di ognuno di noi ver rà portando con sé il suo salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere 18 3° La conversione di Israele. Ancora Paolo preannuncia un altro segno: la conversione di tutto il popolo di Israele Questo popolo che era stato prescelto da Dio per la instaurazione del suo Regno, prima della fine del mondo si convertirà a Gesù, riconoscendone la messianità e la divinità. Può Dio giudicarci? Ma cosa ne sa lui della sofferenza? Alla fine dei tempi, miliardi di persone furono portate su di una grande pianura davanti al trono di Dio. Molti indietreggiarono davanti a quel bagliore. Ma alcuni in prima fila parlarono in modo concitato. 47 della sua seconda venuta, ma piuttosto di vivere la vita presente così da essere trovati degni di Lui quando verrà. G esù ci ha anche indicato una serie di segni premonitori della sua venuta finale. Essi sono principalmente: 1° s perimenta, in un modo chiaro e non più modificabile, quel che lei è e sarà per sempre nei confronti di Cristo. A seguito di questa presa di coscienza l anima: Ä o entra immediatamente nella gioia di Dio, il paradiso; Ä o subisce prima la necessaria purificazione nel purgatorio per poi entrare in paradiso; La venuta dell’Anticristo. Il primo segno è la comparsa sulla terra di uno speciale nemico di Gesù, detto anche l’Anticristo - l’Iniquo , l’Avversario , il Figlio della perdizione Questo nemico di Cristo si manifesterà negli ultimi tempi, ma Ä o precipita immediatamente nella eterna dannazione, l’inferno; Di questi tre possibili sbocchi del Giudizio particolare parleremo nelle tre schede che seguono. Lotta spirituale: Sarebbe però un errore voler identificare l’Anticristo con personaggi storici che hanno perseguitato la Chiesa. Esso va invece ravvisato nel complesso delle forze del male che si oppongono al Regno di Cristo nelle anime, forze del male che già operano nel mondo, ma che si scateneranno in modo eccezionale in prossimità della fine. 46 19 2° via da te... Gesù porrà fine alla storia. Gesù, è L’ Alfa e l’Omega (che sono rispettivamente la prima e l ultima lettera dell alfabeto greco: ) , il Primo e l’Ultimo Che cosa significano queste espressioni? Esse affermano che Gesù sta all inizio e alla fine della storia dell uomo e del mondo. Come Egli è la causa della esistenza del mondo così è anche causa della sua fine: Cristo infatti non verrà “quando” finirà il mondo, ma verrà “per” mettere fine al mondo. In tal modo Cristo si pone come il dominatore di tutta la storia perché Colui che, a sua volontà, la inizia e la chiude, a sua volontà anche la conduce in ogni istante. 3° Quanto ci separa dalla morte? E davvero così sottile il confine tra la vita e la morte. Negli ultimi mesi di vita, Don Bosco camminava a fatica. Chi lo vedeva attraversare i cortili spesso gli chiedeva: Dove va, Don Bosco?». La risposta era sempre la stessa: «In Paradiso». Lo potremmo dire tutti, ad ogni passo della nostra vita: «Sto arrivando, Signore»!. 20 Quando verrà, lo ignoriamo. La venuta finale di Cristo nella sua Parusìa è vicina o lontana? Dio non ha voluto rispondere a questa domanda, ma ha preferito mantenere su ciò un impenetrabile segreto: Quando poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli del cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre . Questa perentoria dichiarazione di Gesù toglie ogni credibilità a tutte le supposizioni che la fantasia degli uomini ha formulato e formulerà sul tempo della seconda venuta di Cristo e della fine del mondo. Gesù ci invita a non preoccuparci dell imminenza o meno 45 Quali sono le circostante, i segni, che preannunciano la seconda venuta di Gesù? 5 Il Paradiso L a seconda venuta di Gesù sulla terra sarà gloriosa e visibile a tutti; con essa Gesù porrà fine alla storia degli uomini e del mondo; però nessuno sa quando avverrà. Vediamo cosa intendiamo dire. 1° Gesù verrà nella gloria Come già detto, è caratteristica dell annuncio cristiano la proclamazione delle due venute di Gesù sulla terra: Egli è già venuto ma verrà un’altra volta: Ä è già venuto assumendo ; Ä 44 ma verrà di nuovo nella gloria del Padre come un Re vittorioso, anzi il Re dell universo. Questa sua seconda venuta sarà pubblica e contemplata da tutti gli uomini che sono vissuti sulla terra: Quando il figlio dell uomo ver rà nella sua gloria con tutti i suoi santi e i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a Lui tutte le genti... Allora il Re dirà... I l paradiso è lo stato di felicità eterna di chi, nel Giudizio particolare, è stato trovato perfettamente conforme (simile) a Cristo. L a parola “paradiso” è di Gesù. Egli la pronunciò sulla croce rivolto al delinquente pentito: “Oggi sarai con me in paradiso” e da qui è entrata nella terminologia tradizionale della Chiesa. 21 L altro riferimento alla seconda venuta di Gesù che possiamo ascoltare e dire, (ma quanti sono coscienti di quello che dicono?) durante la S. Messa è il seguente: I l termine “paradiso” (dal greco Paràdeisos) è una parola di origine persiana con la quale la traduzione della Bibbia in lingua greca, aveva reso la parola giardino di cui parla la Genesi . (paradiso=giardino). Ä A 22 Signore, nell'attesa della tua venuta ffronteremo ora l insegnamento della Chiesa sul paradiso chiedendoci: 43 C’è una parte della S.Messa in cui ricordiamo la seconda venuta di Gesù? Si, per esempio durante la professione di fede. Leggiamola insieme. C Ä Ä 42 redo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e detta terra, di tutte te cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito santo si è incarnato nel seno detta vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo te Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. Che cosa è il paradiso? I l paradiso non è un luogo , ma uno “stato di vita”: è l esperienza della nostra partecipazione alla stessa vita di Dio. Esso è il fine dell’uomo e la realizzazione delle sue aspirazioni più profonde, lo stato di felicità più elevata e definitiva. Ho sentito dire che il paradiso è la partecipazione beatificante e filiale alla stessa vita di Dio.Cosa vuol dire? B eatificante perché l uomo gode in paradiso la stessa beatitudine di Dio; praticamente è un “entrare nella gioia di Dio”. Tale gioia, essendo divina, supera infinitamente l intelligenza umana e perciò sulla terra non può essere intuita, descritta e tanto meno sperimentata. F iliale perché la gioia dei beati in paradiso è partecipazione della gioia di Gesù. Noi godremo Dio con la coscienza di non essere come sudditi di un Re ma come “Figli di un Papà”. 23 Senti, ma chi va in paradiso? Ä Rivolgendosi a Pietro, per informarlo circa la sorte del discepolo prediletto, Gesù parla della sua seconda venuta come di una verità pacificamente accettata: Gesù gli rispose: se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? S ubito dopo la morte in paradiso entrano immediatamente e per sempre solo e tutte le anime che nel Giudizio particolare sono state trovate perfettamente conformi (simili) a Cristo. La per fetta conformità a Cristo esige due condizioni: 24 nel giorno della Ascensione di Gesù: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato tra di voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” P la f r a n i, o ò r e sc vi n ossedere la Vita divina di Gesù (la Grazia santificante ). Questa condizione fondamentale è mancante quando l anima, al momento della morte-giudizio, è macchiata anche da un solo peccato mortale. Un peccato si definisce mortale quando “uccide” la nostra anima, cioè uccide la Vita divina di Gesù in noi. La gioia, la pace, la serenità donataci da Gesù scompaiono dal nostro cuore. 2° Questo è anche l annuncio degli angeli agli apostoli No 1° Ä A vere la volontà distaccata da ogni affetto verso il peccato veniale. Il peccato veniale, pur non distruggendo in noi la Vita divina di Gesù, ci rende però non simili a Lui. Pertanto occorre aver riparato (espiato) completamente sulla terra ai nostri peccati (sia mortali che veniali) già perdonati nella Confessione. 41 Questo vuol dire che Gesù deve ritornare una seconda volta? S i, e l insegnamento centrale del Nuovo Testamento afferma che le venute di Gesù sulla terra sono due: Ä La prima è già avvenuta (Il Figlio di Dio si è fatto uomo). Ä La seconda venuta avverrà alla fine del mondo. Da quanto detto ognuno comprende che il principale impegno della nostra vita sulla terra è quello di raggiungere la più perfetta conformità con Cristo, Ä Ä Ä sia evitando con cura ogni peccato morale e veniale, sia progredendo giorno dopo giorno, nella imitazione delle virtù del Signore, per il paradiso sia riparando i nostri peccati (mortali che veniali) già perdonati nella confessione. Quali elementi abbiamo per poter affermare che Gesù verrà un’altra volta, alla fine del mondo? N el Nuovo Testamento Gesù a più riprese proclama la sua seconda venuta escatologica, una parola difficile e che significa “considerazioni sulle cose ultime : vediamo quali. Ä 40 Davanti al Sommo Sacerdote e al Sinedrio, che in quel momento rappresentano il popolo d Israele, Gesù alla domanda: Sei tu il Cristo , il Figlio di Dio benedetto? risponde Io lo sono! E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza, venire con le nubi del cielo”. Solo così, quando verrà la morte, “andremo subito incontro al Signore e staremo sempre con Lui” 25 Il segreto del Paradiso D opo una lunga ed eroica vita, un valoroso samurai giunse nell'aldilà e fu destinato al paradiso. Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un'occhiata anche all'inferno. Un angelo lo accontentò e lo condusse all'inferno. Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi di pietanze succulente e di golosità inimmaginabili. Ma i commensali, che sedevano tutt'intorno, erano smunti, pallidi e scheletriti da far pietà. « Com'è possibile?», chiese il samurai alla sua guida. «Con tutto quel ben di Dio davanti!». « Vedi: quando arrivano qui, ricevono tutti due bastoncini, quelli che si usano come posate per mangiare, solo che sono lunghi più di un metro e devono essere rigorosamente impugnati all'estremità. Solo così possono portarsi il cibo alla bocca». Il samurai rabbrividì. Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppure una briciola sotto i denti. 8 Il destino finale dellumanità e del mondo: la venuta finale di Cristo nel giorno della sua Parusìa N on volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso. Qui lo attendeva una sorpresa. Il paradiso era un salone assolutamente identico all'inferno. Dentro l'immenso salone c'era l'infinita tavolata di gente; un'identica sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti degli stessi bastoncini lunghi più di un metro, da impugnare all'estremità per portarsi il cibo alla bocca. C'era una sola differenza: qui là gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia. «Ma com'è possibile?», chiese il samurai. L'angelo sorrise. «All'inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perché si sono sempre comportati così nella vita. Qui, al contrailo, ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino». Paradiso e inferno sono nelle tue mani. Oggi. 26 N el giorno della sua Parusìa Gesù ritornerà visibilmente sulla terra per porre fine alla storia. Parusìa, mai sentito... Cosa significa il termine Parusìa? I l termine Parusìa nel greco classico significa essere presente o arrivare e indica l’entrata gloriosa di un principe vittorioso in una città, per iniziare una nuova era. 39 Se Dio è buono perché permmete che alcune anime vadano all’inferno? 6 Il Purgatorio P er comprendere come la verità dell inferno non contrasti con la infinità bontà di Dio, richiamiamo alcuni punti importanti: 1) Dio vuole che tutti gli uomini si salvino raggiungendo il paradiso 2) Dio rispetta le libere scelte di ciascun uomo (non può costringerti ad andare in paradiso!) e lo aiuta (sempre se l uomo lo vuole...) donandogli la grazia (cioè la forza) di scegliere sempre il bene e mai il peccato. 3) Dio pur rispettando la nostra libertà fa di tutto per aiutare il peccatore a convertirsi e desidera ardentemente concedergli il suo perdono (Dio ti vuole vedere felice!) 4) Ne segue che, se un uomo rifiuta anche in puntodi morte di convertirsi a Dio, diviene lui stesso l’unico responsabile della propria auto-condanna all’inferno (insomma, se uno va all inferno è perché lo ha voluto lui...). 38 I l purgatorio è lo stato provvisorio di purificazione attraverso il quale le anime, che, sulla terra non sono riuscite a raggiungere la perfetta somiglianza a Gesù ,vengono rese perfettamente simili a Lui e quindi degne di entrare in paradiso. 27 Ma perché il purgatorio? Ä pentimento e dal perdono di Dio (tramite la Confessione) e permane fino al momento della morte, provoca l esclusione dalla felicità eterna del paradiso e la pena all infelicità eterna dell inferno; la nostra volontà ha il potere di fare scelte definitive e irreversibili. I peccati che si commettono durante la vita terrena possono essere : Ä“mortali” cosiddetti perché Ä togliendoci la Vita divina, non ci rendono perfettamente simili a Gesù e quindi non ancora degni di entrare in paradiso. I noltre ogni peccato (sia mortale che veniale), anche se perdonato con la confessione, esige per giustizia di essere riparato (espiato) con opportuni sacrifici. Poiché durante la vita terrena questa purificazione solo raramente è perfetta si rende necessario un momento in cui l anima si purifichi, senza che possa commettere altri peccati. 28 All’inferno si va immediatamente dopo la morte. Come chi ha raggiunto la perfetta conformità con Cristo va in paradiso subito dopo la morte e il Giudizio particolare, così chi ha meritato l inferno. uccidono in noi la V ita divina di Gesù: sono una vera “morte spirituale” Ä“veniali” ossia tali che, pur non Se il peccato mortale non è riscattato dal Ä All’inferno il dannato (cioè colui che ha scelto la via del male) si precipita volontariamente. Questa circostanza, che a prima vista può parere strana, risulta logica se si pensa che la volontà del dannato è ormai fissata per sempre contro Dio. In questo stato di avversione radicale e irreversibile a Dio, è il dannato che desidera fuggire dalla presenza di Dio, dal suo amore e della sua felicità; per lui l inferno è un tormento più sopportabile che non il sostenere lo sguardo di quel Dio che ha liberamente e fino all ultimo respinto in tutta la sua vita e che ora odia in eterno. 37 Se devo essere sincero, questi discorsi un po’ mi turbano, ma nello stesso tempo mi incuriosiscono.. Senti, ma chi va all’inferno? A ll’inferno va chi muore in stato di peccato mortale, ossia in una situazione di volontaria e totale difformità da Cristo. Ä Q uesto momento si verifica dopo la mor te ed è appunto quello stato di sofferenza e amore che la dottrina cattolica chiama purgatorio. Ripetiamo: le anime di coloro che muoiono in uno stato di sostanziale ma non perfetta conformità a Cristo sono già destinate alla gioia del paradiso, ma non sono ancora degne di entrarvi, perché l infinita purezza di Dio esige che nulla d impuro entri davanti a Lui e che solo i puri di cuor e possano vederlo . Il peccato mortale è una disobbedienza alla legge di Dio in cosa grave, fatta con piena consapevolezza della mente e deliberato consenso della volontà. Ä Ä Con il peccato mortale l uomo volta deliberatamente le spalle a Dio e a Cristo e si volge verso il vuoto, verso l abisso del nulla, anche se a lui questo abisso appare pieno di piaceri, di ricchezze, di gioie terrene. Il peccato mortale ha come conseguenza la privazione della Grazia santificante ossia della vita divina di Gesù, (quindi non posso diventare come Lui); la gioia, la serenità, la pace del cuore scompaiono dalla vita dell’uomo. 36 29 D ai testi biblici sopra riportati risultano chiari tre punti della dottrina cattolica sull’inferno: Qual è la sofferenza del purgatorio? L e anime nel purgatorio conoscono ed amano Dio come il Bene e la felicità infinita e aspettano, con slanci d amore, l incontro con Lui. In più esse percepiscono e sentono in modo chiarissimo l immensità dell amore di Dio per loro e il desiderio che Dio stesso ha di riceverle nel sua gioia infinita. M a a questa reciproca attrattiva d amore tra l anima e Dio si oppone proprio l impurità dell anima che ne ritarda l incontro; questo, per l anima innamorata di Dio, è fonte di sofferenza. 1° Il primo punto è che l essenza della pena infernale sta proprio nella esclusione dell’uomo peccatore dalla felicità per la quale era stato creato. 2° P 30 L a “pena del senso” Il secondo punto è che nell inferno, oltre alla pena del danno (che è la principale), il malvagio è tormentato da una pena di natura diversa e misteriosa, che la Sacra Scrittura chiama fuoco e che la teologia ha chiamato pena del senso . Noi possiamo aiutare le anime del purgatorio? er il mistero della comunione dei Santi anche noi possiamo accelerare la purificazione delle anime del purgatorio offrendo a Dio, in loro suffragio, i nostri sacrifici, le nostre preghiere e specialmente la Santa Messa. L a “pena del danno” 3° L ’eternità della pena Il terzo punto, che emerge dai testi del Nuovo Testamento, è che sia l’esclusione dal paradiso che la pena dell’inferno sono eterne, ossia non cesseranno mai. 35 N ella parabola degli invitati a cena Gesù afferma che la condanna verso coloro che hanno rifiutato l invito del padrone, è assoluta e definitiva: “Perciò vi dico: nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia . cena” 7 L Inferno S an Paolo ripropone gli stessi insegnamenti di Gesù quando minaccia per gli empi (chi sceglie di vivere lontano da Dio) l esclusione del regno di Dio: “O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il Regno di Dio?” e in Galati 5,19 al termine di un lungo elenco di vizi, avverte:“Circa queste cose vi preavviso, come vi ho detto, che chi le compie non erediterà il Regno di Dio” 34 L inferno è lo stato di separazione eterna da Dio di chi, nel Giudizio Particolare, è stato trovato totalmente difforme (non simile) da Cristo. P er rendere semplice la trattazione di un argomento tanto delicato, suddividiamo l esposizione in tre parti: Ä Ä Ä L’inferno esiste; Com’è l’inferno; Chi va all’inferno. 31 Ho sempre pensato che l’inferno fosse frutto di fantasia umana... ma chi mi dice che l’inferno esiste? G esù ci ha insegnato con estrema chiarezza che il destino finale degli uomini dopo la morte non è uguale per tutti: Ä Ä ci può essere per l uomo un destino finale di eterna oppure un destino finale di eterna esclusione da Dio A prova di ciò ricordiamo la separazione irrevocabile tra buoni e cattivi che Gesù farà alla fine del mondo: “Venite benedetti... Via, lontani da me, maledetti...” icordiamo anche delle spiegazione che Gesù dà della parabola della rete, nella quale vengono separati i pesci buoni da quelli cattivi e questi ultimi vengono buttati via: “Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni, e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti”. 32 I l Nuovo Testamento non si limita ad affermare l’esistenza dell inferno, ma ci dice in che cosa consiste e lo fa ricorrendo al concetto di “esclusione . felicità con Dio (il paradiso), e quindi di infelicità eterna (l inferno). R Uhmm, però, non pensavo... ma com’è l’inferno? Abbiamo già ricordato il “Via da me, maledetti, nel fuoco eterno”! Che Gesù dirà contro i malvagi nel Giudizio Finale Ma possiamo ricordare anche la sorte del servo inutile della parabola dei talenti che è “gettato fuori nelle tenebre” La sorte delle vergini stolte davanti alle quali “la porta fu chiusa” e che alla loro invocazione “Signore, aprici!” dire: “In verità vi dico, non vi conosco!” 33