MANUALE TECNICO
ISTRUZIONI PER: INSTALLAZIONE – USO – MANUTENZIONE
BHP
GENERATORI DI VAPORE
1
Gentile cliente,
la ringraziamo per la scelta di una caldaia I.VAR. INDUSTRY.
Nel suo interesse, la invitiamo a seguire ed osservare le istruzioni di questo
libretto ed eseguire la manutenzione programmata da personale qualificato, per
mantenere l'apparecchio al massimo livello d’efficienza e durata.
Le ricordiamo che la mancata osservanza delle istruzioni riportate su questo
libretto, invaliderà la garanzia.
La caldaia sotto identificata è conforme alla Direttiva 97/23/CE (PED)
concernente gli apparecchi a pressione.
Dati identificativi della caldaia:
serie: BHP
modello: __________
pressione di progetto: ______ MPa (______ bar)
n° di fabbrica: _____________
2
INDICE
pag. 4 - AVVERTENZE GENERALI
pag. 5 - REGOLE FONDAMENTALI DI SICUREZZA
pag. 6 - DESCRIZIONE DELL’APPARECCHIO
pag.10 - LOCALE D’INSTALLAZIONE
pag.11 - IMPIANTO ELETTRICO
pag.12 - SCARICO DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE
pag.12 - ALIMENTAZIONE DEL COMBUSTIBILE
pag.13 - ALLACCIAMENTO DEL BRUCIATORE
pag.14 - APERTURA E REGOLAZIONE DEL PORTELLONE
pag.15 - COLLEGAMENTO IDRAULICO
pag.16 - ACQUA D’ALIMENTAZIONE – I MEZZI D’ALIMENTAZIONE
pag.18 - ACQUA D’ALIMENTAZIONE – IL SERBATOIO CONDENSE
pag.20 - ACQUA D’ALIMENTAZIONE – CARATTERISTICHE
pag.21 - INCONVENIENTI DELL’ACQUA NEI GENERATORI DI VAPORE
pag.23 - OPERAZIONI PRELIMINARI ALLA PRIMA ACCENSIONE
pag.24 - PRIMA ACCENSIONE E CONTROLLI SUCCESSIVI
pag.25 - LAVAGGIO ALCALINO O BOLLITURA
pag.26 - OPERAZIONI DI SPURGO E CONTROLLO
pag.27 - FERMATA DEL GENERATORE
pag.28 – MANUTENZIONE
pag.29 - RICAMBI CONSIGLIATI
pag.29 - POSSIBILI GUASTI E LORO RIMEDI
pag.31 – PRATICHE I.S.P.E.S.L.
3
AVVERTENZE GENERALI
Il libretto istruzioni costituisce parte integrante ed essenziale del prodotto.
Se l'apparecchio dovesse essere venduto o trasferito ad un altro proprietario o se
si dovesse traslocare e lasciare l'apparecchio, assicurarsi sempre che il libretto
accompagni l'apparecchio, in modo che possa essere consultato dal nuovo
proprietario e/o dall'installatore.
Quest’apparecchio dovrà essere destinato all'uso per il qual è stato
espressamente previsto.
E' esclusa qualsiasi responsabilità contrattuale ed extracontrattuale del
costruttore per danni causati a persone, animali o cose, da errori d'installazione,
di regolazione, di manutenzione e da usi impropri.
La responsabilità del produttore è esclusa per ogni danno a persone e/o cose
conseguente ad un pericolo evidente per l'utilizzatore e, da lui, pertanto, evitabile
con l'adozione d’idonee misure di sicurezza.
Dopo aver tolto l'imballaggio assicurarsi dell'integrità del contenuto. In caso di
dubbio non utilizzare l'apparecchio e rivolgersi al fornitore.
Gli elementi dell'imballaggio (gabbia di legno, chiodi, graffe, sacchetti di plastica,
polistirolo espanso, ecc.) non devono essere lasciati alla portata dei bambini
perché potenziali fonti di pericolo.
L'installazione deve essere effettuata in ottemperanza alle norme vigenti,
secondo le istruzioni del costruttore e da personale professionalmente qualificato.
Per personale professionalmente qualificato s'intende quello avente specifica
competenza tecnica nel settore degli impianti utilizzatori di vapore.
Per garantire l'efficienza dell'apparecchio e per il suo corretto funzionamento è
indispensabile fare effettuare, da personale professionalmente qualificato, la
manutenzione periodica attenendosi alle indicazioni del costruttore.
L'eventuale riparazione dell'apparecchio dovrà essere effettuata utilizzando
esclusivamente ricambi originali.
Il non utilizzo dell'apparecchio per un lungo periodo necessita dell'intervento di
personale professionalmente qualificato che deve eseguire le operazioni
necessarie alla conservazione del generatore (vedi capitolo “fermata del
generatore” pag.27).
4
REGOLE FONDAMENTALI DI SICUREZZA
L'uso di prodotti che utilizzano energia elettrica e combustibili comporta
l'osservanza d’alcune regole fondamentali quali:
È vietato l'uso dell'apparecchio ai bambini ed alle persone inesperte;
È vietato azionare interruttori elettrici, elettrodomestici, il telefono e qualsiasi
altro oggetto che possa provocare scintille se si avverte odore di gas. In questo
caso:
- aprire immediatamente porte e finestre per aerare il locale;
- chiudere i rubinetti del combustibile;
- far intervenire personale professionalmente qualificato.
È vietato toccare l'apparecchio con parti del corpo bagnate o umide e/o a piedi
nudi.
È vietato effettuare operazioni di manutenzione e pulizia senza aver disinserito
l'alimentazione elettrica e chiuso il rubinetto d’alimentazione del combustibile.
È vietato tirare, staccare, storcere i cavi elettrici fuoriuscenti dalla caldaia, anche
se questa è scollegata dalla rete d’alimentazione.
È vietato tappare o ridurre le aperture d’aerazione del locale per evitare, in caso
di perdite di gas, la formazione di miscele tossiche ed esplosive; inoltre è
antieconomico ed inquinante perché si peggiora la combustione.
È vietato lasciare esposto l'apparecchio agli agenti atmosferici.
Non è progettato per funzionare all'esterno e non dispone di sistemi antigelo
automatici. Se c'è pericolo di gelo la caldaia deve rimanere in funzione.
Altre importanti avvertenze da rispettare:
-
nel caso sia danneggiato il cavo dell'alimentazione elettrica dell'apparecchio
rivolgersi a personale professionalmente qualificato per la sua sostituzione;
-
non fissare (e controllare che non sia stato fatto da altri) cavi elettrici sulle
tubazioni dell'impianto o vicino a fonti di calore;
-
non toccare le parti calde dell'apparecchio (in particolare portellone e camera
fumo) perché normalmente restano calde anche dopo un arresto non
prolungato.
In caso di perdite d'acqua, spegnere l’impianto e rivolgersi esclusivamente a
personale professionalmente qualificato.
5
DESCRIZIONE DELL’APPARECCHIO
I generatori di vapore BHP sono del tipo monoblocco a combustione
pressurizzata: la fiamma prodotta dal bruciatore si sviluppa nel focolare ed
essendo quest'ultimo chiuso in fondo, i fumi ritornano verso la parte anteriore e
tramite l'incavo ricavato nell'isolamento del portellone, imboccano il fascio
tubiero.
Qui i fumi sono obbligati dai turbolatori ad eseguire un percorso vorticoso che
aumenta lo scambio termico per convezione. In questo modo si ottiene il
massimo assorbimento di calore senza dannose sollecitazioni termiche.
Usciti dal fascio tubiero, i fumi sono raccolti nella camera posteriore e convogliati
al camino.
Si possono installare bruciatori che funzionano con tutti i combustibili tradizionali
liquidi e gassosi.
Il bruciatore è installato su un portellone incernierato: in questo modo si
facilitano le operazioni di regolazione e manutenzione della caldaia e del
bruciatore senza dover smontare quest'ultimo.
L'isolamento termico del corpo caldaia è ottenuto tramite l'applicazione di un
materassino di lana minerale ad alto potere coibente.
La finitura esterna è data da eleganti pannelli d’alluminio.
Il funzionamento è completamente automatico: la pressione massima del vapore
è di 11,8 bar (su richiesta si possono dimensionare pressioni superiori).
I generatori di vapore BHP sono costruiti e collaudati in accordo alla Direttiva
97/23/CE (PED): oltre a questo libretto, il generatore è dotato del Certificato di
Conformità e della documentazione degli accessori installati.
La targa di collaudo è posta sul fronte del generatore, in alto.
Per gli interventi tecnici di manutenzione e ricambi, è indispensabile l’esatta
individuazione del generatore attraverso la targa di collaudo.
Nella pagina seguente è riportata la scheda tecnica dei generatori BHP.
6
BHP
GENERATORE DI VAPORE (Media pressione) - STEAM BOILER (Medium pressure)
1 - Corpo caldaia / Boiler
2 - Portellone / Front door
3 - Camera fumi / Smoke chamber
4 - Indicatore di livello visivo / Level gauge
5 - Rubinetti prova livello / Level check cocks
6 - Regolatore di livello automatico e sonda di
sicurezza / Level regulator and safety probe
7 - Iniettore di vapore / Steam injector
8 - Valvola di presa vapore / Steam outlet
MODELLO - TYPE
Potenza nominale
kW
Nominal capacity kcal/h x1000
Potenza focolare
kW
Furnace capacity kcal/h x1000
Produzione vapore
kg/h
Steam production
(1)
mbar
Press. camera combust.
Combust.chamber press.
Contenuto acqua totale dm³
- full
Water content a livello dm³
- at level
A mm
B mm
Dimensioni
H mm
Dimensions
L mm
Lt mm
c mm
Camino ∅ mm
Attacchi
- Stack
Vapore DN
Connections
- Steam
Scarico DN
- Discharge
Peso a vuoto / Empty weight kg
BHP
140
97
83,4
108
92,9
140
9 - Valvole di sicurezza / Safety valves
10 - Gruppo di alimentazione / Feeding unit
11 - Sonda di sicurezza / Safety probe
12 - Gruppo di scarico / Discharged unit
13 - Elettropompa di alimentazione / Feeding
pump
14 - Passo uomo / Manhole
15 - Passa mano / Handhole
16 - Predisposizione regolazione conducibilità
acqua (TDS) / Connection automatic control
of the TDS in the boiler
17 - Manometro con flangia di prova / Manometer
18 - Pressostati di servizio e sicurezza / Safety and
service pressure switch
19 - Quadro elettrico / Panel
20 - Targa dati / Datas plat
BHP BHP BHP BHP BHP BHP BHP BHP BHP BHP BHP BHP BHP
200
300
400
500
700
800 1000 1250 1500 1750 2000 2500 3000
138
208
277
346
485
554
692
865 1038 1212 1385 1731 2077
118,7 178,9 238,2 297,6 417,1 476,4 595,1 743,9 892,7 1042,3 1191,1 1488,7 1787,2
153
231
308
384
539
616
769
961 1154 1347 1539 1923 2308
131,6 198,7 264,9 330,2 463,5 529,8 661,3 826,5 992,4 1158,4 1323,5 1653,8 1984,9
200
300
400
500
700
800 1000 1250 1500 1750 2000 2500 3000
BHP
3500
2423
2083,8
2692
2315,1
3500
BHP
4000
2769
2381,3
3077
2646,2
4000
1,5
2,5
3
3,5
4,2
4,5
5
6
6,5
6,8
7
7
8
8,2
9
10
475
475
670
670
1020
1020
1280
1410
1900
2120
2330
2650
3540
3960
4340
6050
320
320
440
440
685
685
870
960
1280
1440
1580
1860
2550
2680
2830
4150
954
1450
1294
1274
1782
597
200
954
1450
1294
1274
1782
597
200
1046
1540
1386
1524
2032
578
250
1046
1540
1386
1524
2032
578
250
1190
1690
1530
1828
2336
650
250
1190
1690
1530
1828
2336
650
250
1310
1810
1650
1831
2339
700
250
1310
1810
1650
2031
2539
700
250
1500
2000
1840
2033
2541
750
300
1500
2000
1840
2283
2791
750
300
1500
2000
1840
2533
3041
750
300
1620
2120
1960
2534
3042
805
350
1750
2270
2110
2832
3348
1205
350
1860
2380
2230
2835
3350
1260
400
1860
2380
2230
3035
3550
1260
400
2100
2620
2456
3286
3841
1400
450
25
25
32
32
40
40
50
50
65
65
80
80
80
80
100
100
25
25
25
25
25
25
25
25
25
25
25
40
40
40
40
40
1150
1150
1450
1450
2200
2200
2550
2800
3300
3650
3900
4650
5500
6400
6850
8600
(1) acqua di alimento 70°C – pressione 11,8 bar / feedwater 70°C – pressure 11,8 bar
La I.VAR. INDUSTRY si riserva di apportare quelle modifiche che giudicherà necessarie per migliorare la produzione
I.VAR. INDUSTRY reserves the right to make any modifications considered necessary for improving production
7
La dotazione di serie per la regolazione, il controllo e la sicurezza del generatore,
si compone di:
n°1
n°1
n°1
n°1
n°2
n°1
n°2
n°1
ritegno
n°1
n°4
n°1
manometro completo di rubinetto d’intercettazione a tre vie
pressostato di regolazione (n°2 a richiesta)
pressostato di sicurezza
indicatore di livello completi di rubinetti d’intercettazione e spurgo
rubinetti di prova livello
valvola a flusso avviato sulla presa di vapore
valvole di sicurezza a molla o a peso e leva
elettropompa d’alimentazione acqua con valvole d’intercettazione e
valvola di scarico + n°1 rubinetto a maschio
sonde elettroniche per la sicurezza e la regolazione del livello in caldaia
quadro elettrico generale di comando
Sui generatori BHP è installato n°1 iniettore di vapore completo di valvole
d’intercettazione. Questo dispositivo è prescritto dall’ISPESL che richiede per i
generatori di vapore con pressione superiore a 1 kg/cm2, un secondo mezzo
d’alimentazione di emergenza dell’acqua funzionante con una fonte d’energia
diversa dal primo mezzo d’alimentazione (elettropompa).
I dispositivi principali di regolazione del generatore sono:
-
i regolatori di livello dell’acqua con sonde elettroniche
i pressostati di regolazione e sicurezza.
Per la regolazione del livello dell’acqua, si utilizzano regolatori elettronici del
livello per liquidi conduttivi: sfruttando la conducibilità dell’acqua rilevata dalle
sonde di diversa lunghezza immerse nel corpo del generatore, i regolatori
comandano l’accensione e lo spegnimento della pompa d’alimentazione ed il
blocco del bruciatore in caso d’allarme per basso livello d’acqua.
Nella pagina seguente è riportato lo schema di posizionamento delle sonde
elettroniche.
Il pressostato di regolazione comanda l’accensione e lo spegnimento del
bruciatore alla pressione impostata sullo strumento.
Se il bruciatore ha due o tre fiamme di funzionamento (bistadio o tristadio) è
buona norma aggiungere un secondo o un terzo pressostato di regolazione
impostando le tarature a scalare per migliorare il rendimento del generatore nei
periodi di basso utilizzo.
Se il bruciatore è modulante, si deve installare il suo pressostato modulante che
ne comanda il funzionamento. In questo caso il pressostato di regolazione della
caldaia è utilizzato solo come pressostato limite (tarato alla pressione massima di
utilizzo).
Il pressostato di sicurezza, invece, è tarato alla massima pressione ammessa dal
generatore ed in caso d’intervento, blocca il bruciatore.
8
POSIZIONAMENTO SONDE ELETTRONICHE
3 2 1
4
4SICUREZZA
LIVELLO MIN.
9
75
45
LOCALE DI INSTALLAZIONE
Il generatore di vapore dovrà essere installato in un locale che rispetti le
prescrizioni di sicurezza vigenti nel Paese di destinazione con aperture di
aerazione adeguatamente dimensionate.
In mancanza di disposizioni specifiche del Paese di destinazione, si dovranno
rispettare le seguenti indicazioni:
1) Il locale dovrà essere adibito all’esclusivo uso di centrale termica: dovrà
essere vietato l’accesso (con cartelli ben visibili) al personale non addetto.
2) Dovranno essere previsti ampi spazi per la manovra e la manutenzione di
tutti i componenti dell’impianto (pompe, valvole, filtro, scambiatori di calore
ecc.).
3) Il piano di appoggio dev’essere orizzontale e tale da sostenere con uniformità
i profilati del basamento.
4) I locali devono avere dimensioni tali da assicurare le seguenti distanze
minime al netto di qualsiasi ingombro:
a) Sul fronte (o zona di manovra) del generatore: una distanza tale da
permettere un’agevole lettura degli indicatori di livello, con un minimo
assoluto di 1,5 m. Si consiglia uno spazio pari almeno alla lunghezza del
fascio tubiero del generatore; questo consente la pulizia dei tubi e la
possibilità di loro eventuali sostituzioni.
b) Sui due lati dei generatore: 0,80 m, riducibili a 0,60 m qualora il
generatore sia adiacente ad una parete o ad un altro generatore e nel
passaggio non sia previsto alcun accessorio o comando.
c) Sulla parte posteriore del generatore: 0,80m.
d) Dalla parte superiore del generatore: 1,80 m tra il più alto piano di
camminamento ed il più basso ostacolo della copertura del locale presenta
e 1 metro tra il punto più alto del generatore ed il più basso ostacolo
esistente tra il generatore e copertura stessa.
e) Le tubazioni e le trasmissioni esistenti superiormente al generatore,
devono essere disposte in modo da non ostacolare l'opera ne intralciare il
movimento del conduttore nell'accesso alla parte superiore del generatore
stesso per visitare o riparare gli accessori, o in ogni caso per ragioni del
suo mestiere.
Lo scarico dei generatori deve essere convogliato e sistemato in modo da non
recare danno alle persone ed il punto di scarico deve essere ispezionabile.
Lo scarico delle valvole di sicurezza deve essere convogliato all'esterno in
maniera tale da non recare danno alle persone.
ATTENZIONE: nel caso il bruciatore sia alimentato con gas combustibile di peso
specifico superiore a quello dell'aria, le parti elettriche dovranno essere poste ad
un’altezza da terra superiore a 0,5 metri.
È vietato installare la caldaia all'aperto perché non progettata a tale scopo e non
dispone di sistemi antigelo automatici.
10
La Ditta, dati i frequenti mutamenti delle norme di legge e dell’interpretazione
delle stesse richiama l'attenzione dell'Utente sulla necessità di una costante
verifica della materia per il suo eventuale tempestivo aggiornamento.
IMPIANTO ELETTRICO
L'impianto elettrico deve essere realizzato nel rispetto delle norme di legge
vigenti e da personale professionalmente qualificato.
La sicurezza elettrica dell'apparecchio è raggiunta soltanto quando lo stesso è
correttamente collegato ad un efficace impianto di messa a terra eseguito come
previsto dalle norme di sicurezza vigenti.
Il costruttore non è responsabile per eventuali danni causati dalla mancata messa
a terra dell'impianto.
Far verificare da personale professionalmente qualificato che l'impianto elettrico
sia adeguato alla potenza massima assorbita dall'apparecchio, accertando in
particolare che la sezione dei cavi dell'impianto sia idonea alla potenza assorbita
dall'apparecchio.
Per l'alimentazione generale dell'apparecchio dalla rete elettrica, non è consentito
l'uso d’adattatori, prese multiple e/o prolunghe.
Per l'allacciamento alla rete occorre prevedere un interruttore bipolare come
previsto dalle norme vigenti.
I quadri elettrici installati sui nostri generatori prevedono l’alimentazione del
circuito ausiliario a 24 V: solo su richiesta sono predisposte tensioni diverse.
I vari elementi che compongono il quadro elettrico sono delle migliori marche
nazionali ed estere.
L'assemblaggio è effettuato con le tecniche più avanzate in modo da permettere
la massima sicurezza di funzionamento e un facile controllo delle singole
apparecchiature.
Le apparecchiature contenute nel quadro elettrico sono:
- interruttore generale con blocco porta
- selettore per il funzionamento automatico e manuale dell'elettropompa
- spie di segnalazione del funzionamento e d’allarme
- telesalvamotore elettropompa
- terne di valvole per la protezione dei circuiti
- regolatori elettronici per le sonde di sicurezza
- regolatore elettronico per la regolazione del livello
- pulsante di sblocco degli allarmi.
A corredo del quadro elettrico ed inserito nello stesso, è fornito lo schema
elettrico e la dichiarazione di conformità.
11
SCARICO DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE
Il corretto accoppiamento bruciatore/caldaia/camino permette una notevole
riduzione dei consumi ed una combustione ottimale con basse emissioni
inquinanti.
La CANNA FUMARIA (CAMINO) dovrà essere resistente al calore ed alle condense,
isolata termicamente, a tenuta ermetica, senza restringimenti o occlusioni, il più
verticale possibile e dimensionata secondo le norme delle vigenti disposizioni di
legge.
Il COLLEGAMENTO TRA CALDAIA E CAMINO deve essere realizzato in conformità
alle norme e legislazione vigenti, con condotti rigidi, resistenti alla temperatura,
alla condensa, alle sollecitazioni meccaniche ed a tenuta ermetica.
Per la tenuta delle giunzioni, usare materiali resistenti ad almeno 300°C.
Camini e raccordi di collegamento tra caldaia e camino male dimensionati e
sagomati, possono amplificare il rumore di combustione, influire negativamente
sui parametri di combustione, generare problemi di condensazione.
ATTENZIONE: i condotti di scarico non coibentati sono una potenziale fonte di
pericolo.
ALIMENTAZIONE DEL COMBUSTIBILE
La linea d’adduzione del combustibile deve essere realizzata nel rispetto delle
norme di legge vigenti e da personale professionalmente qualificato.
Prima dell'installazione, si consiglia di effettuare un'accurata pulizia interna di
tutte le tubazioni d’adduzione del combustibile onde rimuovere eventuali residui
che potrebbero compromettere il buon funzionamento della caldaia.
Controllare la tenuta interna ed esterna dell'impianto d’adduzione
combustibile.
Nel caso si utilizzi gas le connessioni devono essere a perfetta tenuta.
del
Controllare che l'impianto d’alimentazione del combustibile sia dotato dei
dispositivi di sicurezza e controllo prescritti dalle norme vigenti.
Non utilizzare i tubi dell'impianto del combustibile come messa a terra d’impianti
elettrici o telefonici.
Verificare che la caldaia sia predisposta per il funzionamento col tipo di
combustibile disponibile.
12
ALLACCIAMENTO DEL BRUCIATORE
Per l'installazione del bruciatore, i collegamenti elettrici e le regolazioni
necessarie consultare il manuale d'istruzione del bruciatore.
Verificare la corretta scelta del bruciatore per la caldaia, controllando i dati tecnici
di entrambi.
Fissare saldamente il bruciatore al portellone in modo che la fiamma sia parallela
e centrata nel focolare; diversamente potrebbero sorgere anomalie di
combustione con il pericolo di danneggiare seriamente la caldaia.
Il boccaglio del bruciatore deve avere le dimensioni di seguito riportate:
FIBRA CERAMICA
Caldaia mod.
BHP
140÷1500
1750÷3500
4000
Boccaglio bruc.
min./max L mm
320 / 400
350 / 450
370 / 470
L
IMPORTANTE: dopo aver installato il bruciatore, riempire l'eventuale fessura
rimasta tra il boccaglio ed il foro del portellone con il materiale resistente a
1000°C (materassino di fibra ceramica).
Quest’operazione evita il surriscaldamento del portellone che altrimenti si
deformerebbe in maniera irrimediabile.
Se il bruciatore è provvisto di presa d'aria, collegarla tramite un tubo di gomma,
alla presa posta sulla spia fiamma: in questo modo il vetro rimarrà nitido.
Se il bruciatore non è provvisto di presa d'aria, rimuovere la presa posta sulla
spia fiamma e chiudere il foro con un tappo ∅ 1/8" GAS.
Gli allacciamenti del combustibile al bruciatore dovranno essere posti in modo da
consentire la completa apertura del portellone della caldaia con il bruciatore
montato.
13
APERTURA E REGOLAZIONE DEL PORTELLONE
Il lato di apertura del portellone è da destra verso sinistra.
Per aprire il portellone, togliere i dadi di fissaggio dalla parte destra.
Sulla serie BHP fino al mod.2000 è possibile invertire il lato di apertura del
portellone: per gli altri modelli l’apertura dall’altro lato è possibile solo se
richiesta prima della costruzione del generatore.
Per modificare il senso d’apertura del portellone con l'ausilio di un mezzo di
sollevamento, operare come segue:
agganciare il portellone al mezzo di sollevamento tramite i due fori previsti
nella parte superiore;
togliere i quattro dadi di serraggio;
sfilare il portellone;
svitare i due controdadi rimasti sui tiranti e avvitarli sui tiranti dell'altro lato;
rimontare il portellone avendo cura di infilare la sede dei controdadi nelle
boccole del portellone;
avvitare i quattro dadi di fissaggio.
Per effettuare la regolazione del serraggio:
avvitare i controdadi di regolazione senza farli uscire dalla sede della boccola
del portellone;
avvitare i dadi di bloccaggio con sistema a croce quanto basta per garantire
una chiusura ermetica ed uniforme;
riaccostare i controdadi di regolazione fino al loro bloccaggio.
Normalmente ogni operazione di manutenzione richiede una verifica della
regolazione del portellone.
14
COLLEGAMENTO IDRAULICO
La scelta e l'installazione dei componenti dell'impianto è competenza
dell'installatore, che dovrà operare a regola d'arte e secondo la legislazione
vigente.
Tutti i tubi, prima del montaggio, devono essere accuratamente puliti facendovi
passare un forte getto di vapore. Le guarnizioni non devono in alcun modo
diminuire la sezione del tubo.
Gli attacchi della caldaia e le valvole di sicurezza non devono essere sollecitati dal
peso delle tubazioni d’allacciamento all'impianto: queste perciò dovranno essere
sostenute e poste in modo da non creare sforzi pericolosi.
Le valvole di sicurezza devono essere montate esclusivamente in posizione
verticale sopra il generatore.
Assicurarsi che nessun ostacolo sia posto tra le valvole di sicurezza e il
generatore (valvola d'intercettazione ecc.). All'atto dell'installazione, sincerarsi
che l'entrata della valvola ed il tubo di collegamento, siano ben puliti.
Assicurarsi che gli scarichi delle valvole di sicurezza siano convogliati all’esterno
in maniera da non recare danno alle persone.
Il tubo di scarico deve assicurare lo sfogo della portata totale della valvola di
sicurezza ed il suo diametro non dovrà mai essere inferiore al diametro dell'uscita
della valvola.
Collegare al tubo di sfogo della valvola, un drenaggio della condensa come
indicato nello schema seguente.
Questo evita il danneggiamento ed il bloccaggio dell’otturatore della valvola
causato dalla condensa stagnante.
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Assicurarsi che le tubazioni idrauliche non siano usate come prese di messa a
terra dell'impianto elettrico o telefonico. Non sono assolutamente idonee a tale
uso perché potrebbero verificarsi in breve tempo gravi danni alle tubazioni
idrauliche.
E' consigliabile coibentare le tubazioni dell'impianto per evitare sprechi di calore,
quindi un maggiore consumo di combustibile ed un maggiore inquinamento
ambientale.
ACQUA DI ALIMENTAZIONE – I MEZZI D’ALIMENTAZIONE
L'alimentazione acqua per il generatore di vapore è assicurata da:
-
n°1 elettropompa centrifuga di portata e prevalenza adeguata;
n°1 iniettore di vapore costituente il secondo mezzo di alimentazione
d'emergenza da manovrare manualmente.
NOTA: Il mezzo d’alimentazione d'emergenza non è a funzionamento
automatico, quindi, in caso d'emergenza è necessaria la presenza continua del
personale addetto al generatore che controlli a vista gli indicatori di livello. E'
altresì evidente che la situazione d'emergenza deve permanere il minor tempo
possibile (provvedere con urgenza ad eliminare le cause elettriche e/o
meccaniche che hanno provocato il mancato funzionamento dell'elettropompa).
LA POMPA D’ALIMENTAZIONE
La pompa d’alimentazione dell’acqua è del tipo monoblocco ad una o più giranti.
Per assicurare il corretto funzionamento della pompa, si devono controllare due
parametri: temperatura e prevalenza dell’acqua in ingresso alla pompa
(battente).
Mentre una pompa può aspirare da una vasca contenente acqua fredda, quando
l'acqua è calda, la pompa non solo non è in grado di aspirarla, ma spesso occorre
che l'acqua affluisca alla pompa con una certa pressione.
Coerentemente ogni resistenza a monte dell'aspirazione, sia essa accidentale o
distribuita sul condotto, riduce l'efficienza dell'aspirazione.
Come dati indicativi si accettano le condizioni: velocità nel condotto d’aspirazione
tra 0,3 e 0,5 m/s e l'altezza del battente, come funzione della temperatura,
secondo la tabella seguente.
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Come si vede, aumentando la temperatura dell’acqua, si passa dall’aspirazione
alla necessità di un battente minimo.
E' da ricordare che è consigliabile un'elevata temperatura dell'acqua
d’alimentazione, perché riduce notevolmente il contenuto di O2 e di CO2 che
altrimenti sarebbero convogliati e liberati nel generatore, con danni certi non
sempre osservabili in tempo utile per porvi rimedio.
La temperatura dell’acqua di alimentazione non dovrà comunque essere inferiore
a 60°C.
INIETTORE DI VAPORE
L'iniettore è una pompa statica a getto di vapore e va azionata manualmente.
Deve ricevere l’acqua per caduta dall’alto ed a una temperatura massima di
40°C: quindi non si deve collegare al serbatoio di recupero della condensa.
Normalmente il volantino dell’iniettore deve trovarsi nella posizione OFF (chiuso)
e le valvole di intercettazione dell’iniettore sono chiuse.
In caso di utilizzo, le manovre per l'azionamento sono:
a) togliere tensione all'elettropompa e chiudere la valvola sulla mandata della
stessa;
b) aprire le valvole di intercettazione dell’iniettore (con cautela quella di arrivo
del vapore): a questo punto l’acqua proveniente dal serbatoio per caduta, uscirà
completamente dallo scarico.
c) Aprire lentamente il volantino dell’iniettore in senso orario: diminuire il flusso
dell’acqua in arrivo dal serbatoio in modo da avviare la miscelazione e di
conseguenza l’alimentazione della caldaia, che si manifesta con un rumore
particolare.
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d) Azionare ulteriormente il volantino sino a quando, cessando il flusso dallo
scarico, si ottenga il massimo della resa.
Controllare, tramite gli indicatori di livello, il regolare aumento di livello nel
generatore e fermare l'iniettore (portando il volantino su OFF e chiudendo la
valvola sull'ingresso acqua all'iniettore) a livello massimo raggiunto.
Ripetere le operazioni descritte quando il livello scende in prossimità del livello
minimo.
Terminato l'uso dell'iniettore (riportato quindi all'efficienza il mezzo di
alimentazione normale) chiudere tutte le valvole sugli ingressi e uscite
dell'iniettore, aprire la valvola sulla mandata della pompa e ridare tensione alla
stessa.
Si raccomanda, in caso di impiego dell'iniettore, la presenza assidua ed attenta
del personale addetto.
ACQUA DI ALIMENTAZIONE – IL SERBATOIO RECUPERO CONDENSE
Il dimensionamento della vasca dipende dalla produzione oraria di vapore.
La vasca della condensa è collegata alla tubazione di immissione dell'acqua
depurata per mezzo di una valvola a galleggiante e da una valvola
d'intercettazione.
Oltre al collegamento del ritorno della condensa, il serbatoio deve avere una
tubazione di sfogo e una per il troppo pieno da collegare allo scarico.
Nel caso non ci sia recupero di condensa, è consigliato riscaldare l’acqua del
serbatoio a circa 60°C per proteggere il generatore da corrosioni per la presenza
di ossigeno.
Nel caso si recuperi tutta la condensa, prestare attenzione al battente da
assicurare alla pompa di alimentazione perché la temperatura nel serbatoio sarà
molto elevata: se supera i 70°C, o si aggiunge acqua fredda oppure si alza il
serbatoio per assicurare il minimo battente richiesto, altrimenti la pompa non
riesce a caricare la caldaia.
Un’altra soluzione per sopperire alla richiesta di battente è di inserire, tra il
serbatoio e l’aspirazione della pompa, un piccolo circolatore per impianti di
riscaldamento con portata uguale a quella della pompa e con prevalenza di 0,5
bar (5 m.c.a.) che entri in funzione assieme alla pompa.
Se il livello dell’acqua nel serbatoio è più alto del livello dell’acqua in caldaia, può
succedere, ad impianto spento senza pressione, che si riempia la caldaia.
Per ovviare all’inconveniente, occorre montare un'elettrovalvola sull'aspirazione
dal serbatoio, comandata da un contatto ausiliario dal teleruttore della pompa.
Nella pagina seguente è riportato un esempio di installazione per i generatori di
vapore BHP.
18
19
ACQUA DI ALIMENTAZIONE - CARATTERISTICHE
E' noto che l'acqua nel generatore e quella di alimentazione debbono rispondere
a determinate caratteristiche allo scopo di evitare corrosioni, depositi calcarei,
fanghi ecc.
Valori massimi per generatori di vapore fino a 25 bar (UNI 7550/86)
Acqua di alimentazione
pH:
7,5÷9,5
durezza totale:
5 mg
ossigeno:
100 µg
ossigeno:
50 µg
anidride carbonica libera: 200 µg
ferro:
100 µg
rame:
100 µg
sostanze oleose:
1 mg/kg
cloruri:
200 mg/kg
Frequenza dei controlli
CaCO3/kg
O2/kg (fino a 15 bar)
O2/kg (da 16 a 25 bar)
CO2/kg
Fe/kg
Cu/kg
settimanale
ogni turno
settimanale
settimanale
settimanale
settimanale
settimanale
ogni turno
settimanale
Acqua nel generatore
pH:
9÷11,7
alcalinità totale:
1000 mg
alcalinità totale:
750 mg
durezza totale:
5 mg
conducibilità totale: 7000 µS/cm
conducibilità totale: 6000 µS/cm
sali totali disciolti: 3500 mg/kg
sali totali disciolti: 3000 mg/kg
silice:
150 mg
fosfati:
30 mg
CaCO3/kg (fino a 15 bar)
CaCO3/kg (da 16 a 25 bar)
CaCO3/kg
(fino a 15 bar)
(da 16 a 25 bar)
(fino a 15 bar)
(da 16 a 25 bar)
SiO2/kg
PO4/kg
settimanale
ogni turno
ogni turno
ogni turno
giornaliera
giornaliera
settimanale
settimanale
settimanale
settimanale
L'acqua inoltre deve essere chiara e senza colore, esente da materie in
sospensione e senza schiuma persistente.
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INCONVENIENTI DELL’ACQUA NEI GENERATORI DI VAPORE
Incrostazioni
Sono essenzialmente dovute alla precipitazione dei sali di calcio e magnesio ed il
fenomeno è esaltato dalle alte temperature.
Infatti, mentre già con acqua a 60°C abbiamo una copiosa precipitazione
essenzialmente del solo carbonato di calcio, a temperature superiori a 100 °C
precipitano copiosamente anche il carbonato di magnesio ed i solfati di calcio e
magnesio.
I precipitati si raccolgono sotto forma di fanghi in parte nella massa d'acqua ed in
parte aderiscono alle pareti sotto forma di incrostazione.
A complicare le cose arriva poi un altro elemento: la silice, la cui solubilità
diminuisce con la temperatura e varia con la concentrazione degli alcali.
Essa forma, con gli altri precipitati, delle incrostazioni molto resistenti, la cui
consistenza aumenta con la temperatura di esercizio del generatore.
Gli inconvenienti provocati dalle incrostazioni sono già importanti nelle caldaie ad
acqua calda.
Nelle caldaie a vapore diventano un'entità assolutamente non trascurabile e si
possono riassumere in:
- rapida perdita di efficienza del generatore a causa dell'azione isolante delle
incrostazioni (in termini di conducibilità termica, 1 mm di incrostazione è pari a
circa 83 mm di acciaio);
- disunità della distribuzione dei carichi termici, con conseguenti "arrostimenti" e
variazione delle caratteristiche meccaniche delle lamiere;
- sclerosi dei condotti d'acqua con progressiva perdita della capacità del
generatore.
Corrosioni
Il problema delle corrosioni in un generatore di vapore è vasto e complesso ed
anche qui assume, rispetto alle caldaie ad acqua calda, un'importanza
infinitamente più marcata.
Esse sono sostanzialmente dovute a:
- anidride carbonica che si libera nelle reazioni di trasformazione dei sali presenti
nell'acqua quando quest'ultima sia sottoposta a riscaldamento (va ricordato a
questo proposito che l'anidride carbonica diminuisce la sua solubilità con
l'aumento della temperatura);
- ossigeno libero presente in tutte le acque, che diminuisce con l'aumentare
della temperatura, ma che non si annulla mai;
- caratteristiche chimico-fisiche dell'acqua;
- solidi sospesi o impurità presenti nell'acqua.
21
Questi fondamentali elementi giocano fra loro ruoli diversi, concorrendo sempre
ad esaltare i fenomeni prodotti che sono sostanzialmente di natura
elettrochimica.
Molto spesso l'acqua si trasforma in catodo e le pareti del generatore in anodo,
con trasporto di atomi polarizzati da un elettrodo all'altro (in altre parole, molto
improprie, le pareti del generatore si sciolgono nell'acqua).
L'esito dei fenomeni sopra accennati è sempre certo e catastrofico per la vita del
generatore: rotture, perforazioni e danneggiamenti, a volte irreparabili, sono lo
scotto che si paga per una conduzione che non tenga conto di questi problemi.
Ma è il caso di accennare anche ad un altro fenomeno gravissimo che si verifica
quando il generatore è condotto con incuria: la "fragilità caustica".
Esso si può interpretare come una modifica della struttura molecolare del ferro
quando questo è in presenza di un ambiente fortemente alcalino, come accade
quando gli spurghi sono insufficienti in rapporto alla quantità di sali contenuti
nell'acqua del generatore.
L'esito del fenomeno conduce ad irreversibili danneggiamenti che giungono alla
rottura meccanica.
Trascinamenti
I sali che precipitano nella massa d'acqua prendono la forma di fanghiglia che,
oltre certi limiti, finisce coll'inquinare anche il vapore.
Oltre ai fanghi nel vapore si possono anche formare schiume, alla formazione
delle quali partecipano sostanze organiche presenti nell'acqua.
Si dice, in questi casi, che il vapore "trascina" con se anche altri elementi che ne
inquinano la purezza sino a pregiudicare il funzionamento degli impianti
tecnologici.
A tutto ciò, che sembrerebbe già estremamente importante, occorre aggiungere
che i trascinamenti possono anche danneggiare gravemente gli apparati di
sicurezza e di regolazione del generatore.
I danni che possono derivare da spurghi insufficienti in rapporto al fango
prodotto, sono enormi e vanno dal danneggiamento del prodotto e degli impianti
di produzione allo scoppio del generatore.
22
OPERAZIONI PRELIMINARI ALLA PRIMA ACCENSIONE
Prima dell'avviamento:
- controllare la taratura dei pressostati: quello di sicurezza va tarato alla
massima pressione permessa dal generatore, mentre quelli di regolazione
vanno tarati alla pressione desiderata (comunque inferiore alla massima
ammessa) con il differenziale di intervento desiderato;
- controllare che il focolare sia libero da corpi estranei;
- controllare che i turbolatori non sporgano anteriormente dai tubi fumo;
- controllare che il rivestimento refrattario del portellone non abbia subìto
rotture;
- controllare che il tamponamento del boccaglio bruciatore ed il serraggio del
portellone siano stati eseguiti in modo corretto (vedi pag.13-14);
- assicurarsi che ci sia disponibilità di combustibile e che i rubinetti del
combustibile siano aperti.
- Controllare che le valvole di scarico e quella sottostante l’indicatore di livello
siano chiuse e che le valvole di intercettazione della pompa di alimentazione
siano completamente aperte.
- Controllare che la valvola di presa vapore sia chiusa e che le valvole di
intercettazione dell’iniettore siano chiuse.
- Nel caso siano presenti valvole di sicurezza a peso e leva, controllare che il
peso sia sull’estremità dell’asta.
- Controllare che il motore elettrico del ventilatore del bruciatore
dell'elettropompa di alimentazione abbiano giusto senso di rotazione.
e
- Controllare il corretto funzionamento dell’impianto di trattamento dell’acqua.
- Accendere la pompa di alimentazione (selettore su “manuale”) e verificare,
attraverso l’indicatore di livello, che si riempia la caldaia fino al livello minimo.
Una leggera perdita d'acqua iniziale dalla tenuta della pompa è normale perché la
guarnizione si deve adattare. Se dopo qualche ora di funzionamento la perdita
continua o aumenta, è necessario stringere le viti che regolano la tenuta.
23
PRIMA ACCENSIONE E CONTROLLI SUCCESSIVI
Terminati i controlli preliminari, accendere il bruciatore.
Nella fase di riscaldamento, l’acqua aumenta di volume ed il livello tende a salire:
mantenerlo a vista sull’indicatore aprendo lo scarico lentamente e ad
intermittenza.
Giunti alla pressione desiderata, il bruciatore deve automaticamente arrestarsi.
A questo punto porre il selettore di funzionamento su “automatico”.
L'operazione successiva è di apertura della valvola presa vapore, operazione che
deve essere eseguita molto lentamente, in modo che il vapore riscaldi
lentamente le tubazioni evitando così brusche dilatazioni (questo nel caso in cui
l'impianto sia nuovo; nel caso in cui l'impianto sia vecchio svuotare bene le
tubazioni onde evitare i colpi d'ariete).
Con l'abbassamento della pressione, i pressostati devono dare nuovamente il
consenso al bruciatore di ripartire.
Ripetere l'operazione fino al raggiungimento del livello minimo del generatore in
modo che, entrando in funzione automaticamente la pompa di alimento, si
ripristini il livello in posizione di funzionamento.
Quindi verificare la taratura delle valvole di sicurezza in questo modo: alzare la
taratura del pressostato di regolazione oltre la massima pressione consentita
(impostata sul pressostato di sicurezza) e chiudere la presa di vapore.
All’arresto del bruciatore per allarme di massima pressione (pressostato di
sicurezza) verificare sul manometro che la lancetta coincida con il segno rosso.
In quest’occasione devono aprire anche le valvole di sicurezza.
Se la valvola di sicurezza è a molla, la taratura è già prefissata dal costruttore
della valvola.
Per tarare la valvola di sicurezza a leva, spostare con molta attenzione il peso in
avanti fino a causare l’apertura totale della valvola. Fissare il peso in quella
posizione e riportare la taratura del pressostato di regolazione al valore
desiderato.
Premere il pulsante di ripristino allarmi per sbloccare il bruciatore: questi
dovrebbe ripartire.
Per verificare la sicurezza del minimo livello, spegnere la pompa (selettore su
“O”): con il bruciatore in funzione, aprire la presa di vapore. Al raggiunto minimo
livello, il bruciatore deve bloccarsi.
Dopo che tutte le condizioni sono soddisfatte, si dovrà tarare correttamente il
bruciatore alla massima potenza permessa dalla caldaia rilevabile dalla targa
tecnica a corredo del generatore, analizzando i prodotti della combustione per
ottenere una corretta combustione ed emissioni inquinanti più ridotte possibili.
24
Successivamente, effettuare il controllo della tenuta di tutte le guarnizioni lato
vapore e lato fumi; va fatto un ulteriore serraggio a caldo per garantire una
perfetta tenuta.
Quest’operazione è di fondamentale importanza per la guarnizione del portellone,
della piastra bruciatore e della cassa fumi per evitare che nel locale caldaia
fuoriescano fumi di combustione tossici e quindi pericolosi.
Infatti, il peso del bruciatore applicato a sbalzo tende ad allentare la guarnizione
della piastra bruciatore e del portellone nella parte alta.
Molto importante è verificare anche la tenuta del raccordo caldaia/camino per i
motivi detti in precedenza.
E’ anche importantissimo stringere progressivamente con l’aumentare della
pressione, la guarnizione del boccaporto del generatore per una perfetta tenuta:
altrimenti al primo trafilamento, la guarnizione è da sostituire.
LAVAGGIO ALCALINO O “BOLLITURA”
E’ un trattamento che si esegue sul generatore nuovo, eseguito da ditte
specializzate.
Si rimuovono depositi che rappresentano i residui di oli, grassi e ossidi metallici
dovuti alla lavorazione e al montaggio della caldaia.
Tali sostanze, se non eliminate, favoriscono l'insorgere di fenomeni corrosivi
dovuti all'ostacolo della formazione di pellicola passivante sulle superfici esposte
all'acqua.
25
OPERAZIONI DI SPURGO E CONTROLLO
Ogni giorno effettuare lo spurgo degli indicatori di livello in questo modo: aprire
molto lentamente lo scarico del livello per evitare la rottura dei cristalli.
Quindi chiudere la valvola inferiore per pulire quella superiore con il vapore;
aprire quell’inferiore e chiudere quella superiore per pulire la valvola inferiore con
l’acqua.
Infine aprire la valvola superiore e chiudere quella di scarico.
Dopo quest’operazione, il livello deve tornare prontamente nella giusta posizione.
Ogni inerzia o ritardo del movimento dell’acqua, indica una parziale ostruzione
dell’indicatore e la lettura può essere falsata.
Aprire ogni giorno lo scarico della caldaia per eliminare i fanghi che si sono
formati.
La quantità oraria di acqua (kg/h) da scaricare dipende dalla quantità di TDS
(solidi totali disciolti) dell’acqua di alimentazione e dell’acqua in caldaia ed è data
dalla formula:
TDS acqua alimento (ppm)
-------------------------------------------------- x Max produzione vapore (kg/h)
TDS acqua caldaia – TDS acqua alimento (ppm)
L’operazione non deve essere sottovalutata perché, se si scarica poca acqua, si
rischiano fenomeni di incrostazioni, trascinamenti e corrosioni, mentre se si
scarica troppa acqua, si spreca calore e quindi combustibile.
Il conduttore del generatore si deve regolare, in base alle analisi settimanali
dell’acqua di alimentazione e di caldaia, la quantità di acqua corretta da scaricare
giornalmente.
Si possono installare anche sistemi di spurgo automatici a monitoraggio continuo
dell’acqua di caldaia: è così semplificata enormemente quest’operazione con la
sicurezza del corretto spurgo.
Controllare ogni giorno il manometro del generatore: il suo funzionamento deve
essere continuo e non a scatti (segno di malfunzionamento).
Eseguire i controlli dell’acqua di alimentazione e dell’acqua in caldaia con le
frequenze riportate nel capitolo “acqua di alimentazione - caratteristiche”
(pag.20).
Controllare ogni settimana, l’efficienza del regolatore di livello (prova di allarme
minimo livello) e del pressostato di sicurezza (prova allarme massima pressione).
Controllare che non ci siano perdite di vapore o d’acqua dalle valvole o dalle
guarnizioni: diversamente eliminare subito la perdita revisionando le valvole e
stringendo o sostituendo le guarnizioni.
26
FERMATA DEL GENERATORE
Per lo spegnimento giornaliero del generatore, attenersi a queste operazioni:
- accertarsi che non ci sia pressione;
- chiudere la valvola di intercettazione sulla mandata della pompa: questo per
evitare che la depressione causata dalla condensazione del vapore, aspiri
acqua dal serbatoio e riempi la caldaia. Per eliminare quest’operazione, si può
installare una valvola rompivuoto in comunicazione con la camera di vapore del
generatore (abitualmente vicino ai pressostati). Se si è installata sul serbatoio
un’elettrovalvola di intercettazione (come descritto nel capitolo “acqua di
alimentazione – il serbatoio di recupero condense”), non serve chiudere la
valvola o mettere la valvola rompivuoto.
- Spegnere l’interruttore generale del quadro elettrico.
- Se non si spegne l’interruttore generale, bisogna comunque spegnere quello
del bruciatore e quello della pompa.
Per lo spegnimento del generatore per un periodo prolungato, attenersi a queste
operazioni:
- effettuare la procedura di conservazione del lato acqua, che può essere “in
umido” o “a secco”;
- Spegnere l’interruttore generale del quadro elettrico e scollegarne
l’alimentazione elettrica;
- chiudere la valvola di intercettazione del combustibile;
- effettuare la procedura di conservazione lato fumi;
- proteggere dalla polvere e dall’umidità tutti i dispositivi di controllo,
regolazione e sicurezza.
La “conservazione in umido” comporta l’allagamento completo della caldaia e
l’aggiunta nell’acqua di prodotti conservanti o neutralizzanti. Quindi l’impianto va
sigillato chiudendo tutte le valvole di intercettazione.
Questo tipo di conservazione non è consigliato se c’è pericolo di gelo.
La “conservazione a secco” invece, richiede lo svuotamento della caldaia. Aprire il
boccaporto, asciugare completamente l’interno del generatore con aria ed
inserire delle sostanze fortemente igroscopiche (per es. calce viva).
Chiudere tutte le valvole di intercettazione ed il passo d’uomo, sigillando così il
generatore.
La conservazione del lato fumi si esegue in questo modo: aprire il portellone e le
portine sulla cassa fumi, sfilare i turbolatori dai tubi fumo, pulire bene tutte le
superfici dalla fuliggine (può contenere zolfo che con l’umidità diventa acido
solforico) ed inserire nel focolare e nella cassa fumi delle sostanze fortemente
igroscopiche (per es. calce viva).
Reinserire i turbolatori e chiudere ermeticamente il portellone e le portina di
pulizia.
27
MANUTENZIONE
La manutenzione periodica è essenziale per la sicurezza, il rendimento e la durata
del generatore.
Prima di qualsiasi intervento:
- attendere il raffreddamento dell’impianto.
- togliere l'alimentazione elettrica spegnendo l'interruttore generale del quadro
elettrico e dell’impianto;
- chiudere i rubinetti di intercettazione del combustibile.
La pulizia del lato fumi va eseguita ogni 3 mesi se si utilizza olio combustibile
(nafta), ogni 6 mesi se si usa gasolio, ogni anno se si usano combustibili gassosi.
Prima della pulizia lato fumi, è consigliabile eseguire un'analisi della combustione
per conoscere le condizioni di funzionamento, da confrontare poi con quelle
eseguite dopo la pulizia.
La pulizia del lato fumi si esegue in questo modo: aprire il portellone e le portine
di pulizia, sfilare i turbolatori dai tubi fumo e pulire bene tutte le superfici ed il
fascio tubiero dalla fuliggine utilizzando uno scovolo. Asportare tutta la fuliggine
dal focolare e dalle portine di pulizia.
Controllare la tenuta dell'impianto di alimentazione del combustibile: soprattutto
usando combustibili gassosi questo controllo è importantissimo.
Controllare la perfetta ermeticità del circuito fumi e, se necessario, sostituire le
guarnizioni usurate.
Controlli da effettuare ogni 6 mesi:
- aprire il boccaporto a generatore freddo e controllare che non ci siano
incrostazioni superiori a 0,5 mm di spessore: diversamente effettuare un
lavaggio chimico (eseguito da ditte specializzate) e controllare l’impianto di
addolcimento.
Attenzione: sostituire la guarnizione del boccaporto dopo ogni apertura ed
effettuare il serraggio in modo graduale a freddo e a caldo.
- Smontare, a generatore freddo, le sonde per controllare che siano pulite.
Eventualmente pulirle con una carta abrasiva molto fine. Si consiglia di
smontarle una alla volta per evitare errori nel successivo collegamento al
quadro elettrico.
- Controllare che i contatti dei teleruttori installati sul quadro elettrico di
comando non siano ossidati. Quest’operazione deve essere eseguita ogni mese
per i generatori installati vicino al mare.
- Controllare l’efficienza degli strumenti di sicurezza e controllo.
28
Dopo aver effettuato le operazioni di manutenzione e pulizia, ripetere i controlli
preliminari all'accensione (vedi pag.23), controllare la taratura del bruciatore ed
effettuare un'analisi dei fumi per verificare la correttezza.
RICAMBI CONSIGLIATI
I ricambi consigliati per due anni di funzionamento sono:
n°1
n°1
n°3
n°2
n°4
n°3
pressostato di regolazione
pressostato di sicurezza
sonde livello
regolatori elettronici di livello
guarnizioni per boccaporto
serie guarnizioni portellone e portine pulizia.
POSSIBILI GUASTI E RIMEDI
Di seguito sono riportate le cause più diffuse di guasti ed i loro rimedi.
GUASTO: il bruciatore non si accende.
RIMEDI:
- controllare i collegamenti elettrici;
- controllare il regolare afflusso di combustibile;
- controllare l'integrità e la pulizia dell'impianto di alimentazione del combustibile
e che sia disaerato;
- controllare la regolare formazione delle scintille di accensione ed il
funzionamento dell'apparecchiatura del bruciatore;
- controllare l'intervento degli allarmi del generatore;
- controllare la taratura del pressostato di regolazione.
GUASTO: il bruciatore si accende regolarmente ma si spegne subito dopo.
RIMEDI:
- controllare il rilevamento fiamma, la taratura aria ed il funzionamento
dell'apparecchiatura del bruciatore.
GUASTO: difficoltà di regolazione del bruciatore e/o mancanza di rendimento.
RIMEDI:
- controllare la pulizia del bruciatore, della caldaia, del condotto caldaia/camino
e del camino;
- controllare l'ermeticità del circuito fumi (portellone, piastra bruciatore, portina
pulizia, raccordo caldaia/camino);
- controllare il regolare afflusso di combustibile e la reale potenza fornita dal
bruciatore;
- controllare l’eventuale presenza di calcare ed effettuare un lavaggio chimico.
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GUASTO: la caldaia si sporca facilmente di fuliggine.
RIMEDI:
- controllare la regolazione bruciatore (analisi fumi);
- controllare la qualità del combustibile;
- controllare l'intasamento del camino e la pulizia del percorso aria bruciatore
(polvere).
GUASTO: odore di gas e/o prodotti incombusti.
RIMEDI:
- controllare la tenuta dell'impianto di alimentazione del combustibile (se
gassoso);
- controllare l'ermeticità del circuito fumi (portellone, piastra bruciatore, portine
pulizia, raccordo caldaia/camino);
- controllare che il portagomma posto sulla spia fiamma sia collegato alla presa
d'aria del bruciatore oppure tappato.
GUASTO: la caldaia non va in pressione.
RIMEDI:
- verificare la pulizia della caldaia lato fumi e lato acqua;
- controllare l'abbinamento, la regolazione e le prestazioni del bruciatore;
- controllare la taratura dei pressostati ed il loro corretto funzionamento;
- controllare la tenuta della valvola di ritegno;
- assicurarsi che la caldaia sia di potenza sufficiente per l'impianto.
GUASTO: interviene il pressostato di sicurezza.
RIMEDI:
- controllare la taratura dei pressostati ed il loro corretto funzionamento.
GUASTO: interviene l’allarme di basso livello.
RIMEDI:
- controllare la pulizia delle sonde e il contatto sul cappuccio;
- controllare il corretto funzionamento dei regolatori di livello nel quadro;
- controllare il corretto funzionamento della pompa.
GUASTO: intervento della valvola di sicurezza della caldaia.
RIMEDI:
- verificare la taratura dei pressostati e il loro corretto funzionamento;
- verificare la taratura della valvola stessa.
30
GUASTO: surriscaldamento delle membrature per mancanza di acqua in caldaia.
RIMEDI:
- spegnere il bruciatore, non introdurre acqua e non aprire il portellone ed
attendere il ritorno alla temperatura ambiente prima di effettuare qualsiasi
operazione.
GUASTO: la pompa non carica o carica troppo lentamente
RIMEDI:
- controllare la temperatura dell’acqua di alimentazione ed il battente disponibile
alla pompa;
- controllare che non ci siano valvole parzialmente chiuse od ostruite;
- controllare che il tubo di ingresso dell’acqua nel generatore non sia intasato da
incrostazioni.
PRATICHE I.S.P.E.S.L. (legge Italiana)
I generatori serie BHP sono soggetti, in sede di utenza, alla sorveglianza
dell'ISPESL.
I generatori escono dallo stabilimento con assolti tutti gli obblighi relativi alla
costruzione.
Le successive pratiche ISPESL dovranno poi essere espletate dall'Utente del
generatore.
Le denunce, le domande di esonero, le pratiche riguardano due tipi distinti di
controlli:
- controllo di prevenzione infortuni;
- controllo sull'economia dei combustibili.
Le denunce e le domande di esonero devono quindi essere distinti e separate e
presentate all'ISPESL in carta bollata.
Prevenzione infortuni
E' obbligo dell'utente dare denuncia all’ISPESL di zona, della messa in esercizio
del generatore di vapore.
Anche nel caso che la messa in funzione del generatore sia da effettuare in data
futura, entro 10 giorni dal ricevimento dell'apparecchio, è fatto obbligo darne
denuncia di possesso.
La conduzione del generatore dev'essere affidata a persona munita di patente
(conduttore abilitato).
La patente è conferita dopo il superamento dei relativi esami e previo tirocinio.
Detto tirocinio presuppone il rilascio del "libretto di tirocinio" da richiedere alla
sezione ISPESL di zona.
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La patente (o certificato di abilitazione) per la conduzione di generatori di vapore
si suddivide in 4 gradi:
1° grado: conduzione di generatori di vapore di qualsiasi tipo e superficie;
2° grado: conduzione di generatori di vapore con produzione al carico max
continuo di 20 t/h di vapore e superficie max di 500 m2;
3° grado: come sopra con produzione max 3 t/h di vapore e superficie max 100
m2;
4° grado: come sopra con produzione max 1 t/h di vapore e superficie max 30
m2.
Esonero parziale
I generatori di vapore con produzione al carico max continuo fino a 3 t/h e
pressione max 15 kg/cm2 sono esonerabili parzialmente in sede di utilizzazione
su richiesta dell’Utente (art. 43 del D.M. 21/05/1974) che consiste:
- esonero dalla presenza continua del conduttore abilitato nel luogo di
installazione del generatore.
La dotazione di sicurezza completa dei nostri generatori BHP che rientrano nei
limiti previsti, consente che la presenza del conduttore abilitato, sia discontinua.
La domanda di esonero può essere inoltrata con la denuncia o consegnata al
tecnico ISPESL all'atto della prova a caldo.
Economia dei combustibili
Sono esclusi dall'applicazione delle norme sull'economia dei combustibili gli
impianti generatori di vapore della superficie riscaldata complessiva fino a 15 m2.
Per superficie riscaldata s’intende la somma delle superfici dei generatori
costituenti l'impianto (sia nuovi che di precedente installazione).
Oltrepassando il limite di 15 m2 è obbligo dell'Utente presentare domanda di
installazione corredata di progetto prima della realizzazione dell'impianto.
Il progetto di impianto termico è costituito da:
- relazione esplicativa dell'impianto;
- planimetria generale dell'impianto in scala non inferiore a 1: 500;
- piante e sezioni dell'installazione in scala non inferire a 1:100;
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Ad integrare i disegni elencati ai punti precedenti la ditta I.VAR. INDUSTRY
provvede ad inviare il disegno del generatore in duplice copia, firmato dal
progettista, per ogni gruppo di generatori uguali.
Tutta la documentazione (domanda, relazione, disegni) deve essere presentata il
duplice copia su carta bollata e deve portare le firme dell'Utente e del progettista
abilitato.
La firma del progettista deve essere accompagnata dalla qualifica e dal numero di
iscrizione al relativo albo professionale.
A seguito di parere favorevole all'installazione da parte dell'ISPESL, i tecnici
dell'Ente procederanno all'esecuzione di indagini chimico-fisiche consistenti in:
-
analisi dei prodotti di combustione,
misura della temperatura dei prodotti stessi;
constatazione delle condizioni di tiraggio;
esame e studio delle registrazioni fatte dall'Utente.
Le indagini sono eseguite entro un anno dall'approvazione del progetto e, in
seguito, ogni due anni.
Si può chiedere l'esonero dall'esecuzione delle indagini chimico-fisiche per
generatori isolati o in batteria o comunque raggruppati, la cui superficie
complessiva non sia superiore a:
- 60 m2 se funzionanti con un solo turno giornaliero di 8 ore;
- 40 m2 se funzionanti con due turni giornalieri di 8 ore;
- 20 m2 se funzionanti con tre turni giornalieri di 8 ore.
La Ditta, dati i frequenti mutamenti delle norme di legge e dell’interpretazione
delle stesse richiama l'attenzione dell'Utente sulla necessità di una verifica
costante della materia per un eventuale aggiornamento.
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I.VAR INDUSTRY S.r.l.
Via S. Pierino, 4 (Z.A.I.) - 37060 Trevenzuolo – VERONA - Italy
Telefono 045/6680082 - Telefax 045/6680051 - P.IVA 02835480233
e-mail: [email protected] – Web site: www.ivarindustry.it
codice: ist-BHP-ped rev.00
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manuale tecnico - Combustion Control