finti-illimani
quando i treni viaggiavano sicuri
Un viaggio musicale in un treno ideale che percorre gli ultimi quaranta anni di politica
internazionale seguendo il filo nero che corre sui binari che collegano le dittature
sudamericane alle vicende italiane ed internazionali. Parafrasando un vecchio detto di
sapore fascista, proprio quando l’esigenza del ‘viaggiare sicuri’ viene contrabbandata
con i treni ad Alta Velocità che, assieme alle leggi del mercato, investono i bisogni reali
delle persone.
1. Nove Undici
(Carlo Vignaturo)
Carlo Vignaturo charango, oud, bombo e programmazione
Il viaggio inizia con il Deus Vult, colonna sonora delle prime crociate, che nel 2001 risuona
in un Boing 767 mentre i moderni combattenti raccomandano la calma a bordo.
Le trame elettroniche di pinkfloydiana memoria ci portano indietro nel tempo ad un altro
11 Settembre, quello cileno del 1973. In quegli anni le classifiche dei dischi più venduti in
Italia vedono gli Inti-Illimani contendersi i primi posti con i Pink Floyd. Carichi del dramma
del recente colpo di stato, i giovani musicisti esuli cileni, vincevano sulla rivoluzione psichedelica angloamericana.
Accompagnate da questi due mondi musicali le voci dei pompieri all’interno delle ‘Torri
Gemelle’ comunicano le strane esplosioni che si sentono prima del crollo...
“We’ve got [...] who said that there is an explosion on floors seven and eight, seven and eight. We’ve just had
another explosion. There is a secondary explosion. We’ve got numerous people covered with dust from the secondary explosion. We’ve had another explosion on the tower. Ten-thirteen, ten-thirteen! We’ve got a further explosion on what appears to be a complete collapse, so [..] entire area. ...the secondary explosion, it’s tower 1-10
I spoke to the Chief of Safety of the New York City Fire Department. He has received word of a possibility of a
secondary device, that is another bomb going off; he said that there was another explosion, which took place, and
then an hour after the first...”
Traduzione: Gordon Poole
Abbiamo appena avuto [...] che ha detto che c’è un’esplosione ai piani sette e otto. Abbiamo appena avuto un’altra esplosione. C’è una seconda esplosione. Abbiamo molta gente coperta di povere da una seconda esplosione.
Abbiamo avuto un’altra esplosione sulla torre, Dieci-tredici, dieci-tredici! Abbiamo un’ulteriore esplosione, sembra
trattarsi di un collasso totale, così [...] l’intera area. E’ la torre 1-10.
Ho parlato col Responsabile per la Pubblica Sicurezza del Dipartimento dei Vigili del Fuoco della Città di New
York. Gli è stato comunicato della possibilità di un secondo elemento, cioè che è esplosa un’altra bomba; ha detto
che era avvenuta un’altra esplosione a un’ora dopo la prima...”
2. La Partida
(Victor Jara)
Salvador Allende voce, Carlo Vignaturo charango, cavaquiño, Giuseppe Chierchia
chitarra, Graziella Arcucci charango, Maria Palumbo bombo, Paola Lauri bouzouky
irlandese, Rosanna Flacco claves, Rosario Nasti basso, Serena Furfaro flauto traverso,
Silvana Giannotta percussioni.
“...Sicuramente Radio Magallanes sarà zittita e il metallo tranquillo della mia voce non vi giungerà
più. Non importa. Continuerete a sentirla. Starò sempre insieme a voi...”
E’ l’11 settembre 1973 e nel palazzo presidenziale a Santiago del Cile Salvador Allende,
sotto attacco aereo, sta trasmettendo il suo ultimo discorso da Radio Magallanes.
Il colpo di stato, organizzato dal generale Pinochet sotto l’abile regia degli Stati Uniti, ebbe
un’influenza politica mondiale. Il governo democraticamente eletto di Salvador Allende viene destituito. Muore il sogno cileno di una società più giusta che guardava al socialismo: “il
socialismo nelle libertà” come amava definirlo. Gli USA e la Cia misero a segno l’ennesima
operazione a difesa degli interessi nazionali e mandarono un inquietante segnale di avvertimento a tutti i partiti socialisti e comunisti che stavano rafforzandosi in vari paesi del
mondo. In Italia, in particolare, il PCI visse gli anni ‘70 con una sorta di “paura di vincere”
temendo per il Paese una sorte analoga a quella cilena. Paura confermata dalla scoperta, a
posteriori, di organizzazioni segrete come Gladio e la P2.
3. Tocata
(Violeta Parra)
Daniele Mattera voce recitante, Marco Pittera quena, Vincenzo Fortezza bombo,
Carlo Vignaturo programmazione
Attraversiamo l’oceano e nel 1993, vent’anni dopo il golpe militare, dalle stanze del Vaticano, arriva la più calorosa legittimazione a Pinochet. La preziosa voce di Daniele Mattera
declama la scandalosa “benedizione apostolica speciale” che Karol Wojtyla impartisce al
dittatore e alla “sua distinta sposa” in occasione delle loro nozze d’oro. Per non dimenticare il forte avallo morale e spirituale delle diplomazie internazionali, le due lettere autografe
che esprimono amicizia e stima e portano in calce le firme del papa e del segretario di
Stato. Difficilmente se ne parla ed ora meno che mai. L’imminente santificazione, richiesta a
furor di popolo, contribuisce a cancellare la memoria.
“Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa, Signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione
delle loro nozze d’oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine con grande piacere impartisco,
così come ai loro figli e nipoti, una benedizione apostolica speciale.” - Karol Wojtyla
“...il compito di far pervenire a Sua Eccellenza e alla sua distinta sposa l’autografo pontificio qui accluso, come
espressione di particolare benevolenza... Sua Santità conserva il commosso ricordo del suo incontro con i membri della sua famiglia in occasione della sua straordinaria visita pastorale in Cile... Con l’espressione della mia più
alta e distinta considerazione” - Segretario di Stato Angelo Sodano
Nel 2000 il cardinale Sodano esprime il desiderio e afferma il diritto di Pinochet a “ritornare nel suo Paese” e nel 2002 i vescovi cileni fecero un appello pubblico alla “riconciliazione
e al perdono”, criticando il governo che si era costituito parte civile nel processo contro il
generale.
4. The Great Joke In The Sky
(Carlo Vignaturo)
Angela Bernal voce, Carlo Vignaturo charango, piano, programm., Giuseppe Chierchia sicus
Con parole infuocate, recitate dalla intensa voce di Angela Bernal, le Madres de Plaza
de Majo scomunicano il Pontefice
Lettera delle Madres de Plaza de Mayo
Buenos Aires, 23 febbraio 1999
Signor Giovanni Paolo II,
ci sono voluti diversi giorni per mandar giù la richiesta di perdono che Lei, signor Giovanni Paolo II Wojtila, ha
richiesto per il genocida Pinochet.
Ci rivolgiamo a Lei come ad un cittadino comune perché ci sembra aberrante che dalla sua poltrona di Papa
nel Vaticano, senza conoscere né aver sofferto sulla propria pelle il pungolo elettrico (picana), le mutilazioni, lo
stupro, si animi in nome di Gesù Cristo a chiedere clemenza per l’assassino.
Gesù è stato crocifisso e le sue carni furono lacerate dai giuda come Lei che oggi difendono gli assassini.
Signor Giovanni Paolo, nessuna madre del terzo mondo che ha dato alla luce un figlio che ha amato, allattato e
curato con amore e che poi è stato mutilato e ucciso dalla dittatura di Pinochet, di Videla, di Banzer o di Stroessner accetterà rassegnatamente la sua richiesta di clemenza.
Noialtre La incontrammo in tre occasioni, però Lei non ha impedito il massacro, non ha alzato la sua voce per le
nostre migliaia di figli in quegli anni di orrore.
Adesso non ci rimangono dubbi da che parte Lei stia, però sappia che sebbene il suo potere sia immenso non
arriva fino a Dio, fino a Gesù.
Molti dei nostri figli si ispirarono a Gesù Cristo, nel donarsi al popolo.
Noialtre, la Associazione “Madres de Plaza de Mayo” supplichiamo, chiediamo a Dio in una immensa preghiera
che si estenderà per il mondo, che non perdoni Lei signor Giovanni Paolo II, che denigra la Chiesa del popolo che
soffre, ed in nome dei milioni di esseri umani che muoiono e continuano a morire oggi nel mondo nelle mani dei
responsabili di genocidio che Lei difende e sostiene, diciamo: Non perdoni Signore, a Juan Pablo Segundo.
Asociación Madres de Plaza de Mayo
5. Fuga
(Violeta Parra)
Daniele Sepe sax, Carlo Vignaturo
chit. elettr., Paolo Rescigno programm.
La rabbia delle Madres de Plaza de Mayo e
il loro desiderio di non rassegnarsi, sono
interpretati dal magistrale e militante sax di
Daniele Sepe.
6. Seattle Dance
(Carlo Vignaturo)
Carlo Vignaturo charango, programm.,
Daniele Mattera bombo, Giuseppe
Chierchia sicus, Graziella Arcucci
chitarra, Marco Pittera quena, Paola
Lauri bouzouki, Rosario Nasti basso,
Silvana Giannotta rullante, crash,
Vincenzo Fortezza djembè
La fermata successiva ci vede musicalmente,
per strada con il “Popolo di Seattle”, sperando in un altro mondo possibile. A Napoli,
nel marzo 2001 nel corteo di protesta
contro il Global Forum sfuggimmo miracolosamente ai pestaggi e alle rappresaglie della
polizia, grazie alla prontezza ed “esperienza”
del bassista. A Genova andò solo lui tornando fisicamente illeso dal silenzio irreale
di piazza Alimonda dove, assieme a Carlo
Giuliani, morirono le speranze. Ancora
vive sono invece le immagini di allora, con
le ferite che si riaprono per le assoluzioni
processuali e le inquietanti promozioni di chi
fu responsabile dei massacri che seguirono.
7. Vientos del Pueblo
(Sergio Ortega - Victor Jara)
Romilda Bocchetti voce, Andrea Campese voce, Carlo Vignaturo charango, Alex
Bravo Calderìn violino, Ignacio Mora Clavel viola, Alberto Garcia Fayad violoncello,
Ivanluska Ramirez Hernandez corno, Hector Abel Virelles tromba, Silvana
Giannotta bombo. Registrato da Josè Aquiles Virelles
Dall’orrore della Scuola Diaz ritorniamo allo stadio di Santiago del Cile per ricordare Victor Jara. Per
farlo degnamente, a Santiago de Cuba, registriamo il quartetto d’archi sul quale adagiare le preziose e
sensibili voci di Romilda Bocchetti e Andrea Campese.
Era fine luglio 2006, a Santiago per strada imperversava il carnevale e noi registravamo Vientos del Pueblo di Victor Jara. Il contrasto era forte tra quello che accadeva in strada e gli archi e il sinfonismo
in studio di registrazione. La sera prima di ripartire per l’Italia Fidel Castro venne ricoverato...
De nuevo quieren manchar
mi tierra con sangre obrera
los que hablan de libertad
y tienen las manos negras.
los que quieren dividir
a la madre de sus hijos
y quieren reconstruir
la cruz que arrastrara Cristo.
Quieran ocultar la infamia
que legaron desde siglos
pero el color de asesinos
VENTO DEL POPOLO
Ancora voglion macchiare
la mia terra di sangue operaio
quelli che parlan di libertà
ed hanno le mani nere.
Quelli che voglion separare
la madre dai propri figli
no borrarán de su cara.
Ya fueron miles y miles
los que entregaron su sangre
y en caudales generosos
multiplicaron los panes.
Ahora quiero vivir
junto a mi hijo y mi hermano
la primavera que todos
vamos construyendo a diario.
No me asusta la amenaza
patrones de la miseria!
e voglion ricostruire
la croce portata da Cristo.
Vogliono nascondere l’infamia
che li accompagna da secoli,
ma il colore di assassini
non cancelleranno dalla loro faccia.
La estrella de la esperanza
continuará siendo nuestra.
Vientos del pueblo me llaman
vientos del pueblo me llevan
me esparcen el corazón
y me aventan la garganta.
Así cantará el poeta
mientras el alma me suene
por los caminos del pueblo
desde ahora y para siempre.
A migliaia a migliaia
altri hanno dato il loro sangue
a fiotti generosi
hanno moltiplicato i pani.
Adesso voglio vivere
insieme a mio figlio e mio fratello
la primavera che tutti
costruiamo giorno per giorno.
Non mi spaventa la minaccia,
padroni della miseria!
la stella della speranza
continuerà ad esser nostra.
Venti del popolo mi chiamano,
venti del popolo mi portano,
mi struggono il cuore,
mi soffiano in gola.
Così canterà il poeta
fino a che l’anima continuerà a suonare
per i sentieri del popolo
ora e per sempre.
8. The Bomb-Shelter Rag
(Gordon Poole)
Gordon Poole voce e chitarra
In questo viaggio immaginario, dove il tempo non ha un passato, presente e futuro che si susseguono, il
grande Gordon Poole ci catapulta in America durante la guerra fredda, con un suo brano inedito sui
rifugi antiatomici.
Nikita, I’m not scared of you,
I’ìll tell you the reason why.
I’ve dug a hole in my back yard,
A shelter from the sky.
I’ve filled it full of breakfast food
And cans of meat and stew,
A periscope to look about,
And guns to keep the neighbors out,
And coca-cola too.
(Chorus): “Knock knock!” “Who’s
there?”
“I used to live next door.”
“Well find yourself a hole of your
own.
Don’t bother me no more.”
I’ve dug the best hole in the block.
I’ve built it deep and wide.
I hope you throw a bomb or two
So I can live inside.
Grampaw will have his rocking chair
And Sis will have her doll.
And there’s a picture window too,
But it’s always got the same damn
view,
‘Cause it’s painted on the wall.
I’ve stocked a plastic burial suit,
A zipper on the side.
I’ll use it as a sleeping bag
As long s I’m alive.
I hope I’ll have the time I need
When the CD warnings sound.
Two weeks below won’t seem too
long
‘Cause I’ve always wanted to belong
To a rebel underground.
So Nikita, here’s what you can do,
If that’s what you desire.
Send your ICBMs aloft
And set the world on fire.
We’ll pull our switches, you can bet.
You’ll see our missiles then.
And we’ll all crouch in underground
shacks
And shit in little plastic sacks
Till “All clear!” sounds again.
Traduzione: Gordon Poole
Nichita, non ho paura di te.
Ti dirò perché.
Ho scavato un buco nel retrocasa,
una difesa dal cielo.
L’ho riempito di cereali per la prima
colazione
e di scatole di carne e di stufato.
Un periscopio per guardare attorno,
armi per tenere lontani i vicini di casa,
e anche la coca-cola.
(Rit.): “Tuppi-tu”. “Chi è?”
“Abitavo nella casa accanto”.
“Ebbene va a trovare un buco tuo,
e non mi scocciare più”.
Ho scavato il buco migliore di tutto
il vicinato.
L’ho costruito profondo e largo.
Spero che tu lanci qualche bomba,
così potrò viverci dentro.
Il Nonno avrà la sua sedia a dondolo,
la sorellina avrà la sua bambola,
e c’è addirittura una finestra
panoramica,
ma la vista è sempre uguale
perché è dipinta sulla parete.
Ci ho messo un sacco di plastica da
sepoltura
con la chiusura lampo sul lato.
L’utilizzerò come sacco a pelo
fintanto che sarò vivo.
Spero di avere il tempo che mi serve
quando suona l’allarme.
Due settimane sotto terra non
sembreranno tante
perché ho sempre desiderato di
far parte
di una squadra clandestina.
Così, Nichita, ecco quello che potrai
fare,
se è quello che desideri:
lancia pure i tuoi missili intercontinentali
e incendia il mondo.
Anche noi premeremo i nostri
pulsanti,
puoi starne sicuro, e poi vedrai i
nostri missili,
mentre noi saremo accovacciati in
rifugi sotterranei,
a cagare in sacchetti di plastica,
finché l’allarme non cesserà
9. Le Forche
(Carlo Vignaturo)
Carlo Vignaturo charango, Graziella Arcucci charango, Ludovica Grisolia violino,
Marco Pittera quena, Paola Lauri chitarra, baglamas, Rosario Nasti basso, Silvana
Giannotta bombo, rullante, Vincenzo Fortezza tammorra
1° agosto 2003 l’allora cardinale Ratzinger in qualità di Prefetto della Congregazione per la
Dottrina della Fede - già Santa Inquisizione - pubblica le “Considerazioni circa i progetti di
riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali”. Il documento si conclude con:
«La Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun
modo all’approvazione del comportamento omosessuale». In sintesi se sei omosessuale hai
diritto ad esistere, ma non ad essere felice.
Dopo aver scritto questo pezzo, al mercatino rionale di Fuorigrotta un venditore ambulante
sintetizzava il tutto in una frase “urlata” per vendere i suoi prodotti. Non potevamo far altro
che rubargli l’idea.
10. Vesuvio
(‘e Zezi)
Giuseppe Chierchia voce, nacchere, Graziella Arcucci voce e chitarra, Carlo Vignaturo
oud, programmazione, Ludovica Grisolia violino, Marco Pittera quena, Paola Lauri baglamas,
Rosario Nasti basso, Silvana Giannotta bombo, Vincenzo Fortezza darbuka, pandero, riqq
Una fermata in omaggio alla nostra Napoli e allo storico gruppo ‘E Zezi.
Si mont’ o si ‘ma mont’ ‘e na jastemm’
Si ‘a morte si ‘na mort’ ca’ po’ tremm’
Montagna fatta ‘e lava ‘e cient’ len’ (gue)
Tu tien’ ‘mman a te’ sta vita meja
So pizz’ ‘e case o so pizz’ ‘e galera
addò staje chiuse d’a matina a sera
si’ o purgatorio ‘e tutt’ chesta ‘ggente
ca vive dint’ e barrache e vive ‘e stient’
si fumm’ o si nun fumm’ ‘o faje rumore
‘o fuoco che te puort’ dint’ o core
quann’ fa notte ‘e o ciel’ se fa scur’
sul’ o ricordo ‘e te ce fa paura
chi campa ‘nsiene ‘a te, te para’ nient’
si jesce pazz è pazz overamente
l’unica verità pe’ tutt’ quante
sarria chell’ ‘e fui’
ma po’ addo’ jamm’ , primma ca tocca juorno
dopp’ tant’ stu’ ffuoco e lava ce port’ tutt’ quant’
a ‘mmiez’ a via
Strum.
chi campa ‘nsiene ‘a te, te para’ nient’
si jesce pazz è pazz overamente
l’unica verità pe’ tutt’ quante
sarria chell’ ‘e fui’
11. Veramente abili
(Carlo Vignaturo)
Giuseppe Chierchia voce, fischio, sicus, Marco Pittera quena, Carlo Vignaturo voce,
chitarra classica, chitarra elettrica, ukulele, programmazione, Peppe Sodano darbuka, Vincenzo
Fortezza chitarra acustica
Il viaggio prosegue nei vagoni di terza classe del mondo della scuola dove da anni è in atto
la progressiva riduzione del sostegno ai più deboli. Le alchimie economiche dell’ennesima
riforma consentono alle scuole private di ricevere cospicui fondi, mentre per quella pubblica
si attua un’ulteriore riduzione della spesa. Chi paga per questo? Storia reale delle difficoltà
odierne dei diversamente abili e dei loro docenti nella scuola dell’obbligo.
Tengo n’uocchio sulo e nun ce veco
tanto buono
Mamma è poverella e fa ‘a serva
dinte ‘e case
Papà se ne iuto, ‘na butteglia se l’è
purtato
Tengo doie rote, aggio bisogno ‘e
tutte cose.
‘A scola a me me piace, nun me pare
‘e sta sulo
‘E cumpagne senza rote nun me
parano migliore
E a Pascale ‘o voglio bene, è l’assistente materiale
M’accumpagna dinto ‘o cesso, nun
me fa senti’ anormale.
Strum. (onirico)
‘A notte, ogni tanto, ‘ a Maronna me
fa ‘a grazia
m’aizo ‘a chistu lietto e me ne fuie ‘a
chesta gabbia
‘o munno nun ‘o saccio e allora io
piglio e vaco a’ scola
‘A capa ncoppo ‘o banco dormono
tutte quante.
Pascale mo m’ha ntiso e sta arrivanno co’ pallone
Chisto è ‘o chiu’ bello, ata ca ‘a
televisione
tutte e duie dinta a’ palestra simmo
comme ‘e calciatore
Me sento ‘nu dio, come a Santo
Maradona.
Strum.
‘O Sabato ‘a scola è chiusa che
conviene a tutte quante
‘E famiglie e prufessure e a chi nun
jetto ‘o sanghe
‘E cumpagne vanno ‘o mare co’ ‘e
famiglie o loro soli
io sbarro l’uocchio buono, veco
‘a televisione.
‘A tristezza mo me piglia, ‘o mumento
mo è arrivato
‘E sorde de statale se l’hanna fottere
‘e private
Pascale me saluta pe’ ‘e taglie ncopp
‘e spese
E io rimango sulo e sempe chiu’
schifato.
Rit.:
T’aggia vede’ ‘ncopp ‘a caruzzella
Te lascio n’uocchio e chiu’ vide meglio
quant è bello
Ma ve voglio sape’ tutte ‘ncoppa ‘a
caruzzella
Tu me levato ‘a scola e io rimango
cu’ ‘e rutelle.
12. The Blue-Tail Fly
(Tradizionale)
Gordon Poole voce e chitarra
Ancora indietro nel tempo, Gordon Poole ci regala una sua interpretazione di Jimmy Crack
Corn, gioioso ed esultante canto funebre di uno schiavo, per la morte del suo padrone
causata dal tafano dalla coda blu.
When I was young I used to wait
On Massa, and pass him his plate,
And fetch his bottle when he got dry,
And brush away the blue-tail fly.
(Chorus):
Jimmy, crack corn, and I don’t care.
Jimmy, crack corn, and I don’t care.
Jimmy, crack corn, and I don’t care.
My master has gone away.
My master would ride in the
afternoon.
I’d follow after with a hickory broom,
The pony being rather shy
When bitten by the blue-tail fly.
One day he ride around the farm.
The flies so numerous, they did swarm
One chanced to bite him on the thigh.
The devil take the blue-tail fly!
The pony run, he jump, he pitch,
He threw my master in a ditch.
He died, and the jury wondered why.
The verdict was the blue-tail fly.
They laid him neith a [per]simmon
tree.
His epitaph is there to see:
Beneath this stone I’m forced to lie,
A victim of the blue-tail fly.
Traduzione: Gordon Poole
Quando ero giovane dovevo servire
il padrone e porgergli il piatto.
e portargli la bottiglia quando aveva
sete,
e cacciar via il tafano dalla coda blu.
(Rit.):
Jimmy, apri il bourbon, e a me che
mi importa?
apri il bourbon, e a me che mi
importa?
apri il bourbon, e a me che mi
importa?
Il padone mio se n’è andato.
Il mio padrone cavalcava di
pomeriggio.
Io lo seguivo con una scopetta di noce,
perché il cavallino poteva spaventarsi
se fosse morso dal tafano dalla
coda blu.
Un giorno egli fece una cavalcata
attorno alla fattoria.
I tafani erano tanti e sciamavano
intorno.
Capitò che un tafano gli pizzicò il
fianco:
Che il diavolo se lo porti, quel tafano
dalla coda blu!
Il cavallino salta, corre, s’impenna.
getta il mio padrone in un fossato.
Egli morì e la giuria si chiese perché.
Il verdetto fu: il tafano dalla coda blu.
Lo sepellirono sotto un albero di cachi.
dove si può leggere i suo epitaffio:
sotto questa pietra sono costretto
a giacere
vittima del tafano dalla coda blu.
13. Vito e Bice
(Testo Barbara Pierini e Paola Lauri, Carlo Vignaturo; musica Carlo Vignaturo)
Paola Lauri voce, Barbara Pierini voce recitante, Carlo Vignaturo voce, chitarra elettrica,
tastiere, programmazione, Giuseppe Chierchia voce, Rosario Nasti basso, Graziella
Arcucci, Silvana Giannotta e Luigi Nardiello cori
Pur essendo fuori da ogni logica di mercato, per farci ascoltare abbiamo seguito il consiglio di
Frank Zappa: almeno una canzone d’amore. E allora chiudiamo con una struggente storia di un
amore contrastato, precoce ed impossibile, degna dello Zecchino D’Oro. Così possiamo anche
ridere un po’ in attesa che scoppi la rivoluzione!
Questo è quello che la gente dice
“Devi finirla questo non si fa!”
Adesso sei grande non puoi vedere
Bice
Questa storiaccia non può più
continuar!
Mi chiamo Vito e sono un gran
bel dito
E la mia storia voglio raccontar
Un giorno ho visto la mia bella Bice
Uhm! Sembra un’attrice me la voglio
sposar!
Hei gran bel dito lascia stare Bice
Devi finirla questo non si fa
Mamma mi dice è cattiva educazione
La gente guarda e inizia a mormorar
Mi chiamo Bice e sono la narice
E questa storia voglio continuar
Già nella culla stavamo sempre
insieme
Io e il mio bel dito ci vogliamo sposar
Anima, Bacio, Cuore: l’ABC dell’Amore.
L’intelletto è sempre messo nel sacco
dal cuore.
Cos’è un bacio? Un lambire di
fiamma...
L’amore è uno yo-yo: va su, va giù, ed
è sempre appeso a un filo.
L’amore è una infanzia felice
L’amore è incoraggiare le sue
attenzioni
L’amore è una canzone che la
primavera non può portare via
L’amore è come musica per le tue
orecchie
L’amore è camminare insieme col
cane
L’amore è un sospiro (ahhh)
L’amore è lavare le sue tute sporche
L’amore è contagioso
L’amore è spremere il limone nel
suo te
L’amore è farle fare inciuci per
telefono!
Vito il dito e Bice la narice
Non si volevano più separar
La nostra storia continua di nascosto
Così la gente non può più mormorar
I finti-illimani
Siamo un gruppo musicale napoletano, autofinanziato, no-profit e politicamente scorretto. Nati
nel 2000, nel sottoscala - deposito, sala riunioni di ‘O Pappece, storica bottega del commercio
equo e solidale di Napoli, suoniamo prevalentemente in contesti di impegno politico e sociale.
Più di 10 anni di prove, registrazioni, e concerti militanti a sostegno di realtà schierate politicamente e impegnate socialmente, con musiche originali e interpretazioni di brani della musica
etnica e della nuova canzone cilena. Abbiamo deciso di pubblicare con Produzioni dal Basso.
Tante persone hanno creduto nel progetto e con un gesto più consapevole del semplice acquisto hanno partecipato alla storia del gruppo e di questo CD.
Perché la scelta della Marotta&Cafiero editori?
La Marotta & Cafiero nasce dalla famosa casa editrice napoletana “Alberto Marotta Editore”,
che negli anni ’60 balzò agli onori della cronaca editoriale con pubblicazioni di altissimo livello.
Ma non è questa la risposta. Nel lontano 2004, già esistevamo come gruppo musicale da qualche
anno, ci arrivò una mail di un ragazzo di Scampia che ci raccontava la triste, drammatica e
purtroppo breve storia di suo cugino, Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, ucciso a
Scampia il 6 novembre del 2004 durante una Faida. Quella storia ci colpì molto, ma forse per dimenticanza, superficialità, distrazione non sapemmo rispondergli adeguatamente e le nostre strade non si incrociarono. Poi, per una serie di coincidenze quest’incontro è arrivato. Quel ragazzo
la storia l’ha raccontata in un libro, Al di là della neve, pubblicato dalla Marotta&Cafiero Editori.
A quel ragazzo che si chiama Rosario Esposito la Rossa, Tommaso Marotta e Anna Cafiero nel
luglio del 2010 donarono la Marotta&Cafiero Editori aiutandolo a rilevarla assieme a Maddalena
Stornaiuolo. La storica sede di Posillipo fu trasferita nel quartiere di periferia di Scampia. “A Scampia qualcosa si muove. Non è un miraggio, non è un ipotesi, non è un’idea. E’ la vittoria di una manciata
di ragazzi che dalla morte di un 25enne ha fatto RESILIENZA”, questo si legge dal loro sito.
Nulla è a caso. A noi Rosario è “piaciuto” subito e abbiamo colto al volo la possibilità di coinvolgere
anche lui in questa nostra storia. E cosa ancor più bella, sarà lui a dare una mano a noi e non noi a
lui, come ci chiedeva nella sua mail. Il che significa che di strada ne ha fatta, e tanta. E a noi fa molto
piacere e ci emoziona essere i primi a produrre un CD con la Marotta&Cafiero Editori che oggi è
una casa editrice indipendente, napoletana che si occupa di narrativa sociale e d’impegno.
Gestita totalmente da giovani di Scampia che provano a fare impresa in un quartiere tristemente
noto per fatti di camorra.
Felice per noi
L’artista, il militante, il compagno, il pedagogo, il sociologo; per noi l’AMICO.
Felice che dipinge con alcuni di noi il murale sul disastratissimo muro di Via Cinthia a Fuorigrotta in
occasione del Controvertice napoletano nel 1994 e a cui sequestrano lo striscione del Cerchio dei
popoli da lui stesso dipinto. Felice che con quattro tavole di legno, vecchie, costruisce una panchina
dal ‘design’ unico per sederci a chiacchierare fuori la Bottega di commercio equo e solidale ‘O
Pappece’ di Napoli. Felice che si siede lì con noi a parlare di politica, di società, dei ‘massimi sistemi’,
a ridere e scherzare. Felice che interviene ai convegni ‘paludati’ con il suo atteggiamento da Socrate
moderno, con i suoi zoccoli, con i suoi gilè dalle mille tasche e i suoi ‘strumenti’ da lavoro nelle
mille tasche. Felice che legge tra le righe, prima degli altri e sempre in modo originale, quel che è
dietro ai ‘bei’, vuoti discorsi e lo svela. Felice che, quando proprio non ne può più di sentire ‘cazzate’ e ipocrisie, spara a zero con la forza delle parole. Felice con il suo rullante alle manifestazioni,
insieme, come sempre nella sua vita, a Mirella, un pilastro, piccolina, ma capace di reggere e suonare
la grancassa così come sa reggere e suonare tutto nella sua vita.
Felice con i bambini, i suoi, ma anche gli altri, quelli che lo ‘aiutano’ a fare murales. Felice che ti fa
colorare con lui e che si incazza se non fai come dice lui. Felice che lavora nel Centro sociale del
Gridas, che lo abbellisce, che lo colora. Felice con le maschere, a Carnevale a Scampia.
Questo è per noi Felice e a lui, dobbiamo l’energia, l’utopia, la voglia di vivere.
Ecco perché, al momento di realizzare la copertina e la grafica del libretto e del CD, ci è sembrato
quasi naturale adoperare immagini del mural di solidarietà con la lotta dei popoli latinoamericani
e contro la proliferazione del traffico di armi realizzato al Quadrivio Arzano di Napoli da Felice
Pignataro con il GRIDAS e da alcuni muralisti cileni della Brigata Salvador Allende: era il 25 aprile
del 1982, giusto 30 anni fa!
grazie a tutti i CoProduttori
Ada Benincasa, Adriana Faretra, Alberto Clarizia, Alberto Martone, Aldo Bifulco, Alessandra Di Fenza, Alessandra Landolfi, Alessandra Zulati, Alessandra Mirabella, Alessandro Smith, Angela Bernal, Anna Maria
Avallone, Anna Maria Cicellyn Comneno, Anna Scialò, Annamaria De Laurentiis, Annamaria Staiano, Antonietta
Monaco, Antonio Arcucci, Arianna Ventre, Assunta Boffola, Barbara Pierini, Barbara Pianta Lopis, Biancastella Croce, Brunella Gerla, Bruno Aletta, Carla Zulati, Carlo Vignaturo, Carlo D’Errico, Carlo Maria Cananzi, Carlo Viviani,
Carmen Cotronei, Cecilia Castellone, Chiara Marra, Chiara Turturiello, Ciro Calabrese, Ciro Pirone, Claudio Cimmino, Cooperativa ‘e Pappeci, Cordelia Denza, Cristina Portolano, Daniele Mattera, Danila Longo, Delia Di Ieso,
Donatella Acconcia, Edoardo Antonio Traversa, Elio Giannone, Elisabetta Augustoni, Emilio Bilotta, Enrico Avitabile, Enrico Voccia, Erika Cinquegrana, Altiero Violini, Fabio Altiero, Fabio Vitagliano, Fabio De Riccardis, Fabrizia
Forni, Federica Habetswallner, Ferdinando Kaiser, finti-illimani, Fiorella Orazzo, Floriana Fragnito, FrameOFF,
Franca Gentile, Francesca Rizzitiello, Francesca Sarnataro, Francesca Rasati, Francesca Avitabile, Francesca Romana Doria, Francesco Di Martino, Francesco Tedesco, Francesco Pio Ausiello, Franco Bianco, Franco Gengotti,
Franco Vicario, Franco Maiello, Gabriella Trabucco, Gabriella Tagliacozzo, Gabriella Ambron, Gaetano Vignaturo,
Gaetano Vergara, Gaia Papadia, Gennaro Vanacore, Gennaro Piro, Gennaro Massimino, Germana Gagliotti,
Germana De Martino, Giacomo Calvino, Giampiero Arpaia, Giorgio Quaranta, Giovanna Pignataro, Giovanna
D’Alonzo, Giovanna Franzese, Giovanni Avitabile, Giulio Zen, Giuseppe Chierchia, Giuseppe Esposito, Giuseppe
Aragno, Giuseppe Lancellotti, Giuseppe Andrea Liberti, Gordon Poole, Grazia Sorrentino, Graziella Arcucci,
Gridas, Guido Pelosi, Guido Piccoli, Imma Cusano, Immacolata Penna, Ivan Manfredi, Liliana Mazza, Linda Sorbilli,
Linda Capasso, Livio Cirillo, Loredana Lauri, Lorenzo Crocco, Luca Tavano, Luca Fedele, Luca Sarnacchiaro, Luca
Pignataro, Luciana Esposito, Luciana Blasi, Luciano Greco, Ludovica Grisolia, Luigi Salvio, Luigi Panzuto, Luigi
Caputo, Luigi Postiglione, Luigi Nardiello, Luigi Baldascini, Maddalena Buono, Marcello La Magna, Margherita Augustoni, Maria Ferla, Maria Palumbo, Maria Corona, Maria Cenatiempo, Maria Ricca, Maria Antonia Aletto, Maria
Concetta Sornicola, Maria Cristina Fasano, Maria Grazia Rizzo, Maria Rosaria Mariniello, Marialuisa Campobasso,
Marianna Curcio, Marianna Siviero, Marika Borinelli, Marinella Maiello, Mario Ruggiano, Marisa Buono, Marisa
Manno, Marta Porzio, Martina Pignataro, Martina Lomonte, Massimiliano Lombardo, Massimo Villa, Maurizio De
Stefano, Michele Ciervo, Michele Vincenzo Gentile, Mirella La Magna, Monia De Vito, Monica Lumachi, Monica
Bianco, Naike Ciabbarrasi, Nicola Menna, Nicoletta Gamardella, Norma Mustaca, Occupiamoci, Olimpia Buono,
Olindo Giacci, Paola Lauri, Paola Maglione, Paolo Augustoni, Paolo De Luca, Pasquale Napolitano, Pasquale De
Micco, Patrizia Giannotta, Patrizia Di Matteo, Patrizia Rescinito, Piero De Luca, Pierpaolo Iermano, Pietro D’Amico, Pina Lanna, Pina Garofalo, Pinella Bramante, Pio Russo Krauss, Raffaele Luongo, Raffaella Casotti, Raffaello
Nusco, Roberta Paturzo, Roberta Spadaccini, Roberta De Luca, Roberto Valestra, Roberto Valentini, Romilda
Bocchetti, Rosa Sollazzo, Rosa Capolongo, Rosanna Ottaiano, Rosario Cuomo, Rosario Nasti, Sabatino Falzarano, Sandra Simonetti, Sandra Pierini, Sara De Angelis, Sara Forgione, Sara La Magna, Sergio Rossano, Sergio,
Marangio, Silvana Giannotta, Silvana Cundari, Simona Guarino, Simona Sieno, Simonetta Brighi, Sissi Contessa,
Sonia Giannone, Stefania Persico, Stefania Suma, Teresa Alfani, Tiziano Squillace, Tullio Florio, Valeria Gaudiello,
Vera Maone, Vincenzo Ventre, Vincenzo Fortezza, Vittoria Vasaturo.
Copertina: mural di solidarietà con la lotta dei popoli latinoamericani e contro la proliferazione del traffico di
armi realizzato al Quadrivio Arzano di Napoli da Felice Pignataro con il GRIDAS e da alcuni muralisti cileni della
Brigata Salvador Allende: era il 25 aprile del 1982, giusto 30 anni fa.
Progetto grafico: Luca Pignataro - www.lupign.it
Arrangiamenti: Carlo Vignaturo
Foto: Fulvio de Innocentis (pag. 2), Ferdinando Kaiser (pag. 5, 8 e 15), Raffaele Luongo (pag. 21).
Registrazioni: Finti Record Studios, Napoli - Josè Aquiles Virelles a Santiago de Cuba (Vientos del Pueblo)
Missaggio e masterizzazione: Paolo Rescigno e Carlo Vignaturo presso Studio 52 - www.studio52.it
Ringraziamenti:
per la preziosissima collaborazione artistica:
Andrea Campese, Angela Bernal, Daniele Mattera, Daniele Sepe, Gordon Poole, Romilda Bocchetti.
I musicisti cubani - Alberto Garcia Fayad - violoncello, Alex Bravo Calderìn - violino, Hector Abel Virelles - tromba, Ignacio Mora Clavel - viola, Ivanluska Ramirez Hernandez - corno.
per la realizzazione del progetto:
Felice Mirella Luca e Martina del GRIDAS Gruppo Risveglio dal Sonno e Michelino della Segreteria n.10.
www.felicepignataro.org/gridas
Marotta & Cafiero editori - www.marottaecafiero.it
Loredana Lauri ‘secretaria’ a Santiago de Cuba
La Bottega del Commercio Equo e Solidale ‘E Pappeci, nel cui sottoscala, deposito, sala riunioni ogni domenica
pomeriggio, da più di dieci anni, proviamo - www.epappeci.it
Elio Giannone - nostro tecnico del suono
I tanti CoProduttori che hanno creduto nel progetto e nel gruppo
I finti–illimani presenti e passati. A tutti voi una .... “benedizione apostolica speciale”! Avete ispirato le idee che
abbiamo tradotto in musica con impegno e militanza. Mi avete supportato e sopportato in tutti questi anni. Fuori
da ogni logica convenzionale, nella speranza di riuscire a costruire un mondo più solidale (Carlo)
Carlito, finti-maestro, poche parole per l’energia e la tenacia con cui siamo andati avanti in questi anni e per aver
voluto e costruito questo CD. In fondo... un altro modo possibile è anche questo! (I finti, passati, presenti e futuri)
Per info e concerti:
Cell: 347 883 0293 / www.finti-illimani.it / [email protected]
quando i treni
viaggiavano sicuri
1. Nove Undici 1’29’’
2. La Partida 4’24’’
3. Tocata 2’02’’
4. The Great Joke
In The Sky 4’34’’
5. Fuga 0’52’’
6. Seattle Dance 3’53’’
7. Vientos del Pueblo 2’43’’
8. Bomb-Shelter Rag 2’19’’
9. Le Forche 2’16’’
10. Vesuvio 3’32’’
11. Veramente Abili 2’40’’
12. The Blue-Tail Fly 2’11’’
13. Vito e Bice 3’27’’
Crediti: 1. (Carlo Vignaturo); 2. (Victor Jara); 3. (Violeta Parra) feat. Daniele Mattera; 4. (Carlo Vignaturo)
feat. Angela Bernal; 5. (Violeta Parra) feat. Daniele Sepe; 6. (Carlo Vignaturo); 7. (Sergio Ortega - Victor
Jara) feat. Romilda Bocchetti e Andrea Campese; 8. (Gordon Poole) feat. Gordon Poole; 9. (Carlo Vignaturo);
10. (‘e Zezi); 11. (Carlo Vignaturo); 12. (Tradizionale) feat. Gordon Poole; 13. (Barbara Pierini, Paola Lauri,
Carlo Vignaturo)
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