sabato domenica 21 mar 09 22 mar 09 5-03-2009 15:21 Pagina 1 ore 20.30 turno oro, turno a ore 16.00 turno b Eugenio Onegin di Pëtr Il’ič Čajkovskij Scene liriche in tre atti e sette quadri Libretto di Pëtr Il’ič Čajkovskij e Konstantin Stepanovič Silovskij tratto dal romanzo di Aleksàndr Sergeevič Puškin Casa editrice MuzGiz Personaggi e interpreti Tatjana Jasmina Trumbetaš Petrović / Suzana Šuvaković Savić Eugenio Onegin Miodrag D.Jovanović / Vladimir Andrić Lenskij Dejan Maksimovic / Dušan Plazinić Olga Nataša Jović Trivić / Željka Zdjelar | Larina Dubravka Filipović Filipjevna Olga Savović | Principe Grjemin Ivan Tomašev / Dragoljub Bajić Triquet Igor Matvejev / Darko orđević Capitano della Guardia Ljubodrag Begović Zarjecki Branislav Kosanić / Aleksandar Stamatović 193a stagione lirica e balletto 08 09 Onegin libretto:Onegin libretto Maestro concertatore e direttore d’orchestra Johannes Harneit Regia Radoslav Zlatan Dorić Assistente alla regia Vesna Petrović Scene Aleksandar Zlatović Costumi Ljiljana Orlić Coreografia Vladimir Logunov Orchestra, coro e balletto del Teatro Nazionale di Belgrado Maestro del coro Djordie Stanković In lingua originale con sovratitoli in italiano maestro ai sovratitoli Nicola Montecchio - direttore tecnico di palcoscenico Roberto Lunari capo elettricista Gianluca Quaglio - capo macchinista Matteo Fasano - capo attrezzista Giulio Magnetto - capo sarta Mirella Magagnini - capo parrucchiera Daniela Berto - capo truccatrice Monica Salomoni Allestimento del Teatro Nazionale di Belgrado in coproduzione con il Teatro Sociale di Rovigo, la Fondazione Ravenna Manifestazioni e l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza Un malinconico dandy Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 2 di Massimo Contiero Čaikovskij è un vero poeta del suono. Egli ha trovato in Puškin un clima sentimentale a propria misura e ne ha tratto un dramma di sconvolgente sincerità Hans von Bülow Non più solo italiana, l’opera lirica riceve nell’ottocento cospicui contributi dalla Francia e dalla Germania. Ma non solo: un ulteriore filone proviene dalla Russia. Questo vasto Paese, diviso tra Europa ed Asia, iniziò ad emanciparsi dalla sua arretratezza culturale con l’avvento dello zar Pietro il Grande. Il ritardo era particolarmente grave per la musica, condannata nel XIII come strumento del diavolo dal patriarca Kiryl Turovskij. Ancora nel XVII secolo lo zar faceva sequestrare gli strumenti musicali, definendoli balocchi di Satana. La corte di Pietro, nella nuova capitale appositamente costruita Pietroburgo - viveva secondo modelli prussiani e asburgici per la vita civile e militare, e francesi per la cultura: era appunto il francese la lingua della nobiltà. Furono invece italiani i musicisti che importarono i primi esempi di teatro musicale. A questa sudditanza iniziarono a ribellarsi compositori come Glinka e poi il cosiddetto “gruppo dei cinque” (Musorgskij, Rimskij-Korsakov, Balakiriev, Borodin e Cuij), nobili dilettanti di genio che rifuggivano l’apprendimento della musica secondo i canoni fissati nel resto d’Europa, per non esserne condizionati e far sgorgare genuina una nuova creatività musicale, che fosse solo ed autenticamente russa. Con il fratello Nikolaij, Anton Rubinstein, grande pianista che aveva molto viaggiato e conosciuto grazie alle sue tournées, si batté contro questo isolazionismo e fondò il Conservatorio di Pietroburgo come avamposto della tradizione culturale consolidatasi fuori della Russia. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 3 Non v’è dubbio che Čajkovskij fosse schierato con i fratelli Rubinstein e quando Nikolaij fece nascere il Conservatorio di Mosca, accettò, giovanissimo, la cattedra di composizione. Mentre i “cinque” diedero vita ad un teatro epico, spesso incentrato sui grandi avvenimenti della storia russa, Boris Godunov, Kovanchina, o su leggende della terra natale, Una vita per lo zar, Il principe Igor etc., proprio con Evgenij Onegin, Čajkovskij proponeva un lavoro di carattere intimista che, anziché al grand-opéra altamente spettacolare, guardava a Luisa Miller, Traviata o al delicato lirismo di Gounod. Le fazioni di cui s’è detto erano tuttavia unificate nell’attingere per i loro soggetti dall’opera di Puškin. Per tre volte lo stesso Čajkovskij si accosta al padre della letteratura russa: oltre all’Onegin, anche per la Dama di picche e Mazeppa1. Proprio Evgenij Onegin occupa un posto particolare nella creatività del grande scrittore, perché lo accompagna per ben sette anni di lavoro (dal 1824 al 1831) e perché vi si possono rintracciare elementi autobiografici, con l’inquietante premonizione della propria fine. Puškin morì in seguito ad un duello nel quale difendeva l’onore della moglie, corteggiata da Georges D’Anthès, ufficiale di origine francese. Nel romanzo è invece il protagonista ad uccidere l’amico Lenskij, che lo aveva sfidato, indispettito delle inopportune attenzioni rivolte alla propria fidanzata, Olga. In entrambi i casi, il fato crudele fa soccombere chi aveva probabilmente ragione. Per Evgenij Onegin, Puškin sceglie di scrivere in forma epistolare (come Le relazioni pericolose di Laclos, i Dolori del giovane Werther di Goethe e Le ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo) ma, anziché 1 Aveva inoltre pensato anche a La figlia del capitano, progetto non realizzato. Quanto ad Onegin, segnaliamo anche un tentativo di Prokofiev, arrivato nel 1936 a comporre 45 numeri (op. 71) Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 4 Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 5 in prosa, stende la narrazione in versi, assecondando la naturalezza di una vena poetica che è la caratteristica più immediatamente riconoscibile del suo genio. Per l’esemplarità, il metro di cui si serve - il novenario giambico, distribuito in strofe di quattordici versi - fu detto in seguito strofa oneginiana. Tra Classicismo e Romaticismo, Puškin non si schierò, tuttavia questa è l’opera nella quale egli più si avvicina a Byron e i vagabondaggi di Evgenij ricordano quelli di Childe Harold. Il modello byroniano è dunque evidente in Evgenij Onegin. A differenza tuttavia del romantico poeta inglese, l’autore russo non si identifica nel suo personaggio e la scelta di mantenere un distacco ironico è in fondo anche un’implicita critica ad una maniera, ad uno stile di vita che in Byron era tutt’uno con la letteratura. Fu la cantante Elisaveta Lavronskaja a suggerire a Čajkovskij di trarre un’opera dal poema-romanzo di Puškin. Era il maggio del 1877 e, a quell’epoca, il compositore, trentasettenne, aveva già dato tre opere2. Del nuovo progetto parlò con i fratelli Anatolij e Modest, quest’ultimo suo futuro collaboratore per i libretti delle ultime due opere: Dama di Picche e Iolanta. Scrive a Modest: “…sono corso a casa, ho letto con entusiasmo passando la notte in bianco… Tu non puoi immaginare quanto mi sia incapricciato del soggetto della mia opera… Quanta poesia si nasconde in questo Evgenij Onegin! Non mi sbaglio: so che l’opera avrà una limitata teatralità e poca azione. Ma è così piena di poesia, che queste mancanze risultano controbilanciate da un soggetto universale e semplice”. Il libretto venne affidato all’amico Šilovskij, ma lo stesso compositore vi pose ampiamente mano, citando letteralmente la maggior quantità possibile di versi di Puškin. Dell’Evgenij Onegin di Puškin viene isolata la vicenda dell’amore di Tatiana, la giovane ragazza di campagna, appassionata di letteratura, che offre il suo amore ad Evgenij, ricevendone un doloroso rifiuto. Čajkovskij lavora a questo soggetto mentre egli stesso riceve per lettera, un’ardente dichiarazione d’amore da Antonina 2 Il Voevoda (1869), Opričnik (1874) e Il fabbro Vakula (1876), sulla vita di Piero il Grande, poi rifatto nel 1887 con il titolo Čerevički (Gli stivaletti). Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 6 Ivanovna Miljukova3, una sua allieva, che accetta di sposare per far schermo alla propria omosessualità. Ma il matrimonio rivela la sua assurdità fin dalla prima notte di nozze, gettando poi il musicista in una grave depressione e portando alla follia e al manicomio la donna. Čajkovskij arriva anche a tentare il suicidio, gettandosi nella Moscova. Tuttavia, nonostante le tremende condizioni psicologiche, in uno stato febbrile, lo slancio creativo non si arresta. Il 18 giugno 1877 è terminata la composizione dei primi due quadri, il 27 è concluso anche il terzo. Poi, il matrimonio il 18 luglio: il lavoro resta sospeso fino al 21 agosto, quando riprende con buona lena. L’orchestrazione è messa a punto durante una serie di viaggi in Svizzera, a Parigi, a Vienna, in Italia, e, a Sanremo, il 1° febbraio 1878, la partitura è conclusa. Fortunatamente, visto il suo stato, il compositore non ha a che fare con un libretto particolarmente drammatico, se si eccettua l’assurdo duello di cui s’è detto. L’argomento è piuttosto il “mal di vivere” del protagonista, che ritrova la bella giovane che ha respinto, alcuni anni dopo: si è sposata col principe Gremin ed è divenuta un’affascinante gran dama, dall’acerba ragazza che Evgenij aveva conosciuto e subito se ne innamora. Tocca a lui ora, soffrire il rifiuto alle sue profferte d’amore, perché Tatiana, ancorché confessi di non aver mutato i suoi sentimenti, non transige dai suoi doveri di fedeltà. È il raro caso di un melodramma che non finisce con avvenimenti luttuosi e neppure ci dice alcunché del futuro del protagonista, lasciato al suo inquieto destino. L’opera inizia con un breve Introduzione (Andante con Moto, in sol minore) caratterizzata da una progressione che procede dall’acuto al grave, secondo un andamento discendente della frase musicale così tipico di Čajkovskij. È un frammento destinato a tornare più volte, in seguito. Il sipario si apre nel giardino della famiglia Larin: sono in scena le due sorelle Tatiana e Olga, la loro madre e la 3 “Il mio primo bacio sarà vostro o di nessun altro… non posso andare avanti senza di voi… Permettetemi di vedervi e di baciarvi perché possa portare con me quel bacio nell’altro mondo. Addio. Eternamente vostra.” Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 7 Aleksàndr Puškin e Evgenij Onegin (schizzo di illustrazione) Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 8 Njanja, la nutrice, presenza immancabile nelle famiglie di possidenti. Arrivano contadini a rendere loro omaggio, cantando una canzone popolare: Čajkovskij cita il folklore, non modella su di esso la sua musica come Musorgskij, ma l’andamento modale dell’armonizzazione, è qui non molto dissimile. Dopo un esordio in lontananza, con frasi affidate ad una voce guida e senza accompagnamento orchestrale, all’avvicinarsi del coro, la partitura si fa più densa e assume, con un incisivo ostinato ritmico, quasi il carattere di danza. Rimaste sole le due sorelle è Olga (mezzosoprano) a descriverci il carattere di Tatiana, rimproverandola di essere troppo sognatrice e troppo dedita alla lettura. Nella sua aria proclama invece di essere estranea ad ogni malinconia e languore, gaia ed ottimista. Di lì a poco Lenskij, poeta fidanzato di Olga, arriva assieme all’amico Onegin, del quale è subito presa Tatiana, che la sera chiede alla Njanja cosa sia l’amore. Riconosciuti i sintomi su se stessa, trascorre la notte insonne a scrivere una lettera appassionata, che all’alba fa pervenire ad Evgenij. È la scena centrale del primo atto, ma certamente anche di Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 9 tutta l’opera. “Sono innamorato di Tatiana… Sono stregato dalla poesia di Puškin e costretto a scrivere la musica da un’invincibile attrazione”, scrive Pëtr al fratello Modest. Il soprano resta a lungo in scena da solo, per una lungo intervento articolato in diversi episodi, passando via via dalla recitazione intonata dei versi di Puškin, all’arioso, al canto più liricamente dispiegato, con un fitto dialogo con l’orchestra, dove l’oboe, il flauto, il clarinetto anticipano o fanno da eco ai motivi esposti. Il risveglio per Tatiana è brusco: il destinatario di tanta passione la rifiuta e, con indisponente paternalismo, consiglia prudenza alla ragazza che tanto generosamente si è offerta. Nel secondo atto ci troviamo immersi in una di quelle feste così frequenti nell’opera e nella letteratura dell’ottocento, in cui dominano, inevitabilmente, i ritmi del valzer e della mazurka. È l’onomastico di Tatiana: per lei il francese Triquet canta nella sua lingua dei couplets d’augurio4. C’è un evidente 4 È ripresa la romanza Le repos di Amédée de Beauplan. Il gusto per la citazione è tipico di Čajkovskij, che ne farà ampio uso (Mozart, Gretry) anche in Pikovaja Dama (La dama di Picche). Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 10 intento caricaturale del francesismo prevalente tra le classi più abbienti. Ma nel clima gioioso, il corteggiamento di Evgenij ad Olga fa scoppiare la lite con Lenskij, che chiede soddisfazione. Nell’alba livida sulla Neva, Lenskij arriva per primo al luogo fissato per il duello e canta una malinconica aria piena di nostalgia5. Il testo cita quasi letteralmente Puškin: “Dove, dove, dove siete volati, giorni d’oro della mia primavera? Che cosa mi prepara questo giorno?”. Dopo la chiusa tragica del secondo atto, con la morte del giovane poeta, l’apertura del terzo è ancora con una festa. La danza che si ode questa volta è una Polonaise, della quale Franz Liszt farà una trascinante parafrasi pianistica. Sono passati sei anni. Siamo nella sontuosa dimora del principe Gremin, al quale Tatiana è andata sposa. Tra gli ospiti Onegin, che stenta a riconoscere nei panni dell’affascinante padrona di casa la ragazza provinciale che aveva respinto. A lui,con un’aria dal tratto nobile, Gremin confessa il suo profondo amore per la moglie. Questo tuttavia non evita che lo stesso Evgenij sia preso da una passione repentina e irrefrenabile. Ottenuto un colloquio, confesserà il suo 5 Franco Pulcini ha notato una singolare somiglianza col tema di Vallèe d’Obermann di Liszt, brano pianistico inserito nella sua raccolta Années de pèlerinage. Premier Année, Suisse (1835-36). Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 11 sentimento a Tatiana, cantando sulle stesse note da lei usate nel primo tempo, nella notte della sua illusione. Come detto, l’opera si chiude infelicemente per il protagonista, che si vede respinto non dalla mancanza d’amore, ma dalle regole di quella morale oltre la quale ha vissuto la sua esistenza. Come è quasi di prammatica nell’opera russa dell’ottocento, il ruolo maschile principale è affidato ad una voce scura. Onegin è baritono come Russlan, il principe Igor, mentre sono bassi Boris Godunov, Ivan Kovanskij (in Kovanščina). Come tenore protagonista fa eccezione Hermann nella Dama di picche. In Evegenij Onegin la voce di tenore è per Lenskij, il sentimentale personaggio cui è demandato esprimere gli accenti più lirici, in linea con la consuetudine italiana e francese. Tuttavia, per quanto Čajkovskij non usi leitmotiven, esiste una omogeneità evidente nella linea di canto dei vari protagonisti, con cellule melodiche che accumunano i loro interventi principali. Osserva giustamente Leoš Janăček, che ammirava questo lavoro: “Come canta Onegin, così cantano Tatiana, Olga e Lensky [e Gremin, aggiungiamo noi]… Tutti cantano nel medesimo modo amoroso…”. È l’orchestra tuttavia a fornire l’elemento cangiante. L’organico non ha ancora subito qui il processo di gigantismo cui l’anno sottoposta Wagner e Berlioz: 2 flauti, ottavino, 2 oboi, 2 clarinetti (in si bemolle e in la), 2 fagotti, 4 corni in fa, 2 trombe in fa, tre tromboni, timpani, arpa e il quintetto d’archi sono, all’epoca, una dotazione più che normale. Ma la maestria coloristica del compositore, che toccherà i vertici nei balletti, fornisce il lussureggiante caleidoscopio in grado di variare continuamente le suggestioni che s’accompagnano al canto. Sottolinea Bortolotto: “L’opera rifiuta radicalmente qualsiasi aggancio con la linea che si cominciava a definire progressista del dramma musicale e attua un anti-Wagner di consapevolezza preziosa”6. Ma il perenne modulare dell’armonia, non è lontano dal cromatismo che si era affermato grazie al maestro tedesco. 6 “Est dell’Oriente, nascita e splendore della musica russa”, Adelphi editore. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 12 Čajkovskij appose al suo Onegin il sottotitolo “scene liriche”: era consapevole della mancanza di spettacolarità della sua opera e della diversità con quanto prevaleva sulle scene europee. “La vicenda è troppo semplice, manca di effetti teatrali, la musica non ha né splendore né effetti brillanti. Chissà se pochi spiriti eletti, ascoltandola, potranno provare le emozioni che mi agitavano mentre la componevo…”. Richiede a Karl Albrecht, ispettore dei teatri imperiali: “1. Cantanti di media forza, ma ben preparati e sicuri del fatto loro. 2. Cantanti che sappiano Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 13 recitare semplicemente, ma bene. 3. Mi serve una messa in scena senza lusso, ma che corrisponda rigorosamente all’epoca. I costumi devono obbligatoriamente appartenere all’epoca in cui si svolge l’azione (cioè agli anni intorno al 1820). 4. I cori non devono essere un gregge di pecore come sulle scene imperiali, ma delle creature umane che prendono parte all’azione. 5. Il direttore non deve essere una macchina, né un musicista alla Nápravník, la cui sola preoccupazione è che si esegua bene un do e non un do diesis”. Orgogliosamente afferma: “Non mi sono curato di colpi di scena, di effetti e via dicendo… Quel che io cerco è un dramma intimo, ma forte, costruito sul conflitto di circostanze vissute o viste da me, un conflitto che possa commuovermi in modo essenziale”. Tuttavia sente l’esigenza di verificare l’impatto dell’opera facendola sentire prima in un’audizione col pianoforte, per pochi invitati, a casa della cantante Yuliya Abaza. L’opera completa, con orchestra e il coro degli allievi del Conservatorio, fu data al Teatro Malyj di Mosca il 29 marzo 1879. I giudizi furono contrastanti, ma a Čajkovskij, che era all’estero, evidentemente riferirono solo quelli favorevoli, se scrisse alla sua grande mecenate, Nadješda Von Meck: “Ho avuto da Mosca una notizia assai lieta: il primo atto dell’Onegin ha mandato in visibilio i miei amici, fra i quali era anche Rubinstein. Ero assai inquieto nell’attesa di questo giudizio; ora sono molto, molto rassicurato”. Il compositore aveva osato toccare un romanzo tanto amato e molti detrattori si appigliavano a questa o quella modifica, a questa o quella omissione. Il successo andò rinfrancandosi e nel 1881, il 23 gennaio, anche il Bolshoi accoglieva l’opera con molto favore. La fortuna divenne ben presto internazionale. Per la prima uscita all’estero, a Praga, nel 1888, l’autore stesso era sul podio. Nel 1892, Mahler diresse l’Onegin ad Amburgo, nel 1900, Toscanini, a Milano. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 14 La natura russa, l'anima russa, il carattere russo... la lingua russa si sono riflessi in Puskin con una chiarezza e una tale bellezza purificata come si riflette la campagna sulla superficie convessa di una lente. Gogol Poema non fantastico, ma palpabilmente reale, nel quale è incarnata la vera vita russa con una tale forza creativa e con una tale perfezione, quale non era esistita mai prima di Puskin, forse non è esistita neppure dopo di lui. Dostoevskij Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 15 «La settimana scorsa ero dalla Lavroskaja. Il discorso cadde sui soggetti per opera... Lizaveta Andreevna improvvisamente disse: “E perché non prendere Evgenij Onegin?”. L’idea mi sembrò assurda, e non risposi. Poi, pranzando da solo, mi tornò in mente l’Onegin, cominciai a riflettere, la proposta della Lavrovskaja non mi parve così assurda, mi ci appassionai e alla fine del pranzo la mia decisione era presa. Corsi a comprarmi il testo. Lo trovai con fatica, tornai a casa, lo lessi con entusiasmo, passai tutta la notte insonne e il risultato fu la traccia di una deliziosa opera sulla base del testo di Puškin... Che profondità poetica nell’Onegin! Non mi faccio illusioni, so benissimo che ci sono ben pochi effetti scenici, ben poco movimento. Ma la ricchezza lirica, l’umanità, la semplicità della trama insieme alla genialità del testo sopperiscono a queste manchevolezze... Non m’importa che ci sia poca azione, sono innamorato del personaggio di Tatjana, sono affascinato dai versi di Puškin». Lettera di Čajkovskij al fratello Modest (1877) Chi ritiene l’azione scenica condizione primaria di un’opera, non sarà soddisfatto. Chi invece cerca la riproduzione musicale di sentimenti normali, semplici, universali, lontani dalla tragicità esteriore, dalla teatralità, saranno (spero) contenti della mia opera. Čajkovskij la vicenda Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 16 Atto primo Primo quadro Giardino della casa della Larina; la porta della terrazza è aperta; seduta all'ombra, la Larina prepara marmellate, aiutata dalla balia, ascoltando le figlie cantare. La padrona di casa evoca la propria gioventù. Alcuni contadini offrono alla Larina un cesto di frutti e fiori e intonano una canzone popolare. Sopraggiungono le figlie della Larina: la sognatrice Tatjana è suggestionata dalla canzone mentre Olga manifesta un carattere più allegro e realista. La Larina, dopo aver ringraziato i contadini, si preoccupa del pallore di Tatjana: ma la ragazza assicura che non è nulla, è soltanto emozionata per la storia d'amore che ha appena letto in un romanzo. La balia annuncia un visitatore, Lenskij. Questi entra insieme con l'amico Onegin e dopo i saluti, la Larina entra in casa. Onegin si fa indicare Tatjana da Lenskij, la trova più attraente di Olga; a sua volta, Tatjana è colpita da Onegin. Si avvia la conversazione tra le due coppie: Lenskij corteggia Olga, e si allontana con lei; Onegin conversa con Tatjana e la coppia esce a sua volta, mentre Lenskij e Olga rincasano. La scena si conclude con una dichiarazione d'amore di Lenskij a Olga, che a sua volta, intende sposarlo. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 17 Sopraggiunge la Larina con la balia. La Larina cerca Tatjana, che ritorna dal giardino con Onegin, ormai affascinata dal giovane. Secondo quadro Tatjana è nella sua camera. E’ pensosa davanti allo specchio, la balia le è accanto; indossa una lunga camicia da notte. Tatjana è afflitta e agitata, la balia non riesce a consolarla ed esce.Tatjana, dopo molte esitazioni, scrive una lettera d'amore a Onegin. La mattina dopo la balia la sveglia e questa la incarica di far pervenire la lettera a Onegin. Terzo quadro In un angolo del giardino della Larina, fra grandi cespugli di lillà e di acacie in fiore, un'antica panca, fra aiuole trascurate; giovani contadine si infilano nella vegetazione per cogliere bacche. Tatjana entra, agitatissima perché ha visto avvicinarsi Onegin: con cortese fermezza, il giovane rifiuta la dichiarazione d'amore contenuta nella lettera di Tatjana, mentre risuona il coro di contadine. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 18 Atto secondo Primo quadro Nella grande sala dei Larin c’è una festa. Onegin e Tatjana, Lenskij e Olga ballano. La Larina va e viene intenta ai suoi doveri di padrona di casa. Lenskij chiede a Olga di ballare con lui, ma la ragazza rifiuta; Lenskij le rimprovera di aver ballato sempre con Onegin e Olga gli rinfaccia di essere troppo geloso e concede il prossimo cotillon a Onegin. Alla festa interviene un curioso personaggio, monsieur Triquet, che affascina tutti cantando una elegante canzone francese. È il momento del cotillon, che Onegin balla con Olga: scoppia un diverbio tra Onegin e Lenskij e, tra lo sgomento generale, quest'ultimo sfida a duello l’amico. In un agitato finale, in cui Tatjana spasima per Onegin e Lenskij cerca di giustificare la condotta di Olga, il duello viene confermato. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 19 Secondo quadro E’ mattina presto, presso un mulino: è inverno. Lenskij e il suo testimone Zarjecki sono già sul luogo. Lenskij è seduto su un tronco, pensieroso; Zarjecki, impaziente, cammina avanti e indietro. Si attende Onegin per il duello. Lenskij è turbato da presentimenti di morte. Arriva Onegin, in compagnia del domestico Guillot: mentre Zarjecki e Guillot si appartano per i preparativi del duello, Onegin e Lenskij si sentono a disagio, obbligati controvoglia allo scontro mortale. Il duello alla pistola si conclude con la morte di Lenskij. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 20 Atto terzo Primo quadro Nel salone di un ricco palazzo a Pietroburgo, gli invitati ballano la polacca; finito il ballo, si siedono e conversano. Onegin è tediato da una vita priva di attrattive, quando vede entrare il principe Gremin al braccio di Tatjana. Ognuno dei due chiede agli invitati informazioni sull'altro, fingendo indifferenza, ma sono ambedue emozionati. Tatjana apprende che Onegin è un giovane eccentrico, Onegin apprende che Tatjana è la moglie di Gremin: lo stesso principe, suo conoscente, gli conferma di aver sposato Tatjana da due anni e gli dichiara di esserne perdutamente innamorato. Gremin presenta Tatjana a Onegin, e i due fingono di ricordare vagamente un incontro avvenuto anni prima, in campagna. Gremin e Tatjana si allontanano e Onegin confessa a se stesso di amare Tatjana. Secondo quadro In una sala nel palazzo del principe Gremin, Tatjana è sconvolta e piangente all'idea di aver incontrato nuovamente Onegin. Il giovane sopraggiunge improvvisamente e si getta ai suoi piedi dichiarandole il proprio amore: ma è passato molto tempo, la delusione ha segnato Tatjana che prega Onegin di non cercare di incontrarla più: è ancora innamorata di lui ma ormai appartiene a un altro uomo, e non lo tradirà. Tatjana esce, lasciando Onegin alla sua disperazione. 5-03-2009 15:21 Pagina 21 Eugenio Onegin Scene liriche in tre atti e sette quadri Libretto Pëtr Il’ic Cajkovskij e Konstantin Šilovskij dal romanzo omonimo di Aleksandr Puškin traduzione italiana del 1900 per la Prima al Teatro alla Scala di Milano Prima rappresentazione 29 marzo 1879, Teatro Maly di Mosca Personaggi Larina, possidente Tatjana, figlia di Larina Olga, figlia di Larina Filipjevna, balia Eugenio Onegin Lenskij Principe Grjemin Capitano della Guardia Zarjecki Triquet, un francese Guillot, domestico mezzosoprano soprano contralto mezzosoprano baritono tenore basso basso basso tenore mimo Coro contadini e contadine, invitati al ballo, possidenti terrieri, ufficiali Luogo nella campagna russa e a San Pietroburgo Epoca 1820 circa il libretto Onegin libretto:Onegin libretto Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 ATTO PRIMO QUADRO I La signora Larina, seduta sotto l’albero, intenta a confezionar confetture, presta l’orecchio al canto delle figlie, che si fa sentir dalla casa. La Balia le sta vicino e le porge aiuto. SCENA PRIMA La scena rappresenta un giardino, nella proprietà della Larina. A sinistra, casa con terrazza a destra un albero ed aiuole. In fondo, una grata di legno al di là della quale, fra gli alberi, si vede una chiesa ed un villaggio. TATIANA E OLGA Udiste voi il dolce gorgheggiar Del rossignol che canta amore e duolo Al queto albor, ne’ campi ancor sopiti? E la canzon del semplice pastor L’udiste voi? Piangeste voi al triste gorgheggiar Del rossignol cantor d’amore e duolo, Allor che il mesto innamorato guardo Fissò su voi nel bosco un giovincel? Piangeste voi? LARINA Cantate or voi. Io pur cantava Ma n’ho perduto il sovvenir. Ricordi tu? Io pur cantava .... 15:21 Pagina 22 LA BALIA Eri tu giovinetta allor. LARINA E Richardson, quant’io l’amava! I versi suoi non lessi mai, Ma in gioventù, la buona Alina, La mia simpatica cugina, Solea di lui parlarmi ognor. LA BALIA Sol fidanzata eri tu allor Al mio padron. Pur non volente Pensavi a un altro bel signor, Che pur t’avea ferito il cor E soggiogata la tua mente. LARINA Ah! Grandison. Fu bello e fier Ardito e prode cavalier Sempre elegante il mio vestir... LA BALIA Il tuo visino assai gentil. Ma pur, malgrado i tuoi sospir, Ti trascinarono all’altar! Per lenir, poscia, il tuo dolore, Qui giunse tosto il tuo signore. Trascorser molti e molti dì. Tua nuova sorte pur t’arrise Ed il Signor ti benedì!... Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 LARINA Ahi! Quante lagrime ho versato. Lo sposo allor volli fuggir. Poi furon queti i miei sospir Ed il mio cor fu consolato. LARINA E LA BALIA Dal ciel la quiete a noi si dà In luogo di felicità. LARINA Eppoi, mio Dio! la dolce rima E i versi flebili d’amor, Tutt’ ho scordato. LA BALIA Divenne ancor La fante Clara e non Celina E poi coprir doveste alfin... LARINA mescolando le confetture Di velo e cuffia il bianco crin! Lo sposo il cor tutto mi diede, In me ripose la sua fede. LA BALIA Lo sposo, il cor tutto ti diede, In te ripose la sua fede. INSIEME Dal ciel la quiete a noi si dà In luogo di felicità. 15:21 Pagina 23 Dietro la scena si ode un coro di contadini che vengono appressandosi. CORO È lasso il veloce piè, ahimè! più non vuole andar. La bianca mia mano soffre, ahimè! Dal gran lavorar! Il mesto mio cor si strugge, ahimè! Per il gran penar! Che mai deggio far, l’amor mio per obliar! SCENA SECONDA I contadini entrano in scena, recando un covone inghirlandato. Larissa, la balia. Poi Tatiana, Olga e il coro. CORO Il saluto, signora, a te Di gran cuore portiamo noi, Noi ti rechiam, come l’uso vuol, Le spighe ornate di nastri e fior. L’opera nostra finì. LARINA rendendo loro con grazia i saluti Grata vi sono. Or gioite: Sien grazie a voi. Cantate una canzon che lieta sia! CORO Felici noi sarem. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 Fanciulle vi fermate, Il cerchio, orsù, formate, durante il coro le contadine ballano intorno al covone Sopra il piccol ponticello Passa ardito un garzoncello, Vainu, vainu, vainu, vainu. Passa ardito un garzoncello, Passa e canta la mattina Non c’è rosa senza spina. Vainu, vainu, vainu, vainu, Non c’è rosa senza spina, Ma c’è spina senza rosa, Canta, tace, si riposa. Vainu, vainu, vainu, vainu, Canta, tace, si riposa. Chi mai sia tu l’indovina Quel che canta la mattina. Vainu, vainu, vainu, vainu, Tatiana e Olga escono sul balcone Quel che canta la mattina. Sparve il sol, tu dormi ormai! Qui mandar da me potrai Vainu, vainu, vainu, vainu, Qui mandar da me potrai Dana, Nina, Caterina O la bella e bionda Irina Vainu, vainu, vainu, vainu. Venne Nina la gioconda Delle bene la seconda Disse: Tu sei garzoncello Che traversi il ponticello E che canti ogni mattina 15:21 Pagina 24 Non c’è rosa senza spina. Vainu, vainu, vainu, vainu. TATIANA con un libro in mano Ei m’è pur grato, al suon di quelle voci Lasciar libero corso ai miei pensier Che vagan là... lontan!... OLGA Ah! Tania, Tania !... Sei lì sempre a sognar. Pari non siam, No! Quel cantar mi rende lieto il core. ballando Sopra il piccol ponticello Passa ardito un garzoncello. Olga va a carezzar la madre, tenendo Tatiana per mano, poi, ballando, viene alla ribalta. Larina e la balia le si avvicinano Io non son triste per natura, Sognar nell’ombra no, non so! O sul veron, a notte oscura, Sospiri al ciel levar non vo’! Sospiri e duol sarieno vani, La vita lieta arride a me. A che temer dell’indomani Allor che gaia Iddio mi fe’? Letizia il core ognora avrà, Di gioia fia l’alma ripiena, E giungerà così serena Perfin l’estrema o tarda età. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 LARINA Al par d’un augellino, sei viva e lieta, mia buona fanciulla. Credo che danzar potresti adesso. Olga accarezza la madre. LA BALIA tirando da parte Tatiana Tatiana, signorina! Di’, che hai? Tu soffri forse? di’? TATIANA No cara. Io non soffro. LARINA al coro Dei vostri lieti canti io vi son grata. Ora andate. Filipiewna, tu cura Che a lor si dia del vin. Addio, miei cari. CORO escono con la balia Vi benedica il ciel. OLGA Mammina, non vi par che soffra Tania? mostrando Tatiana seduta sulla scala della terrazza e immersa nella lettura d’un libro. LARINA a Tatiana E che? Davver, davver sei tutta smorta. 15:21 Pagina 25 TATIANA sollevando il capo dal libro Ah! sempre tale io son. Non v’allarmate. Il libro m’interessa e mi commove. LARINA ridendo E so! per ciò sei triste? TATIANA Certo, Mamma. Le pene acerbe narra la novella Di due miseri cor che amor tormenta. È triste il loro fato!... LARINA Eh! via, fanciulla. Anch’io rammento ancora I miei sospir per gl’infelici eroi! Passaro i di! Or certa io son che sogno E larve son gli eroi. Or queto ho il core. OLGA Invan cotanta quete. Or via, mirate, Non toglieste il grembiule, e qui verrà Lenski, nostro vicin! Che mai dirà? Ah! odi? Alcun s’appressa. Certo è lui. LARINA togliendo il grembiule Sì, sì davvero! Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 TATIANA guardando dalla terrazza Lenski!... Ei non è sol!... LA BALIA entrando in fretta con il domestico Signora, è giunto il nobil Lenski Con un signor. TATIANA Oneghin! Su, via, presto Io men vol. LARINA Tania, Tania, ei non conviene. Dio, che orror, non vedete che la cuffia A sghembo sta? s’accomoda la cuffia OLGA Pregate di passar. la balia fa coraggio a Tatiana, poi esce facendole cenno di non aver paura SCENA TERZA Larina, Tatiana, Olga, Lenski, Oneghin. LENSKI Mesdames! La vostra cortesia mi rese ardito. Ti raccomando Oneghin, mio vicino. 15:21 Pagina 26 ONEGHIN È un grand’onore. LARINA Per noi l’onore. Le mie figliuole, mio signore. ONEGHIN Ben fortunato inver. LARINA V’accomodate. O forse v’è più caro Goder del bel sereno ciel? Poniam da banda queste cerimonie. Padroni siete, miei signori. LENSKI Qui ben starem; lo splendido giardino Ombroso è pien di quiete Balsami spira. LARINA Sta ben. Di cure ha d’uopo ancor la casa, Gli ospiti onorate. alle figlie Tornerò!... SCENA QUARTA Lenski e Oneghin passano a destra. Tatiana e Olga restano dalla parte opposta. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 TATIANA Non fu il mio sogno una chimera, È desso, il cor non m’ingannò. Il guardo suo mi dice «spera», Scordarlo no, io non saprò. Sarà la vita mia beata Da quell’immagine desiata: Sarà signore del mio cuor In cui s’accese ardente amor. OLGA Era già noto a me Che il giovin Oneghin Parea strano signor D’assai strane maniere, Ma di geniale e lieto umor. Assai discorde è l’opinione. Ognun adduce sua ragione, Nessun poi sa la verità! A Tania Per fidanzato si darà. ONEGHIN a Lenski, appartandosi Or dimmi tu qual è Tatiana? Favella orsù, lo vuo’ saper. LENSKI È lei che triste se ne sta E silenziosa qual Svetlana. ONEGHIN Possibil mai? Tu l’altra adori? 15:21 Pagina 27 LENSKI E che? ONEGHIN La prima al certo avrei prescelto, Se fossi delle muse adorator! LENSKI Amico mio, l’alpe, il ruscello, La prosa, il verso, fiamma e gelo Non son dissimili fra lor, Per quanto vari i nostri cor. ONEGHIN La vita in lei non ha tepor Siccome in classica Madonna. Rossa e paffuta, per mia fè, Come l’idiota luna ell’è Che splende sull’idiota firmamento. LENSKI s’avvicina ad Olga Felice io son. Io vi rivedo ancora. OLGA Eppur voi foste ieri qui, mi par. LENSKI Ahimè! Un dì passava, Triste dì, da voi lontano E fu eterno... Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 OLGA Eterno!... È strano affè, strano davver! Eterno, un giorno sol!... LENSKI A voi pur sembra strano, Ma non all’amor mio!... Lenski e Olga escono. 15:21 Pagina 28 TATIANA Sognar fu mia più dolce cura Fin dalla prima gioventù. ONEGHIN Vagar v’è grato fra le nubi d’oro. Ed io, confesso, fui pur tal. Oneghin e Tatiana escono. Lenski e Olga entrano. ONEGHIN a Tatiana Or dite a me. Io penso che la noia A voi compagna esser de’ qui. Ridente è il loco, ma lontano. Io credo che il piacer non viene In questo asil, per farvi, lieta. TATIANA Adoro i libri. ONEGHIN Bene. La lettura Un cibo sano dà all’intelligenza, Ma ciò non basta a soddisfare il core. TATIANA Talvolta sogno errando poi in giardino. ONEGHIN Quai sono i vostri sogni allor? LENSKI a Olga T’amo tanto, tanto io t’amo, Che si strugge solo l’alma d’un poeta Di si possente e puro amor. Nei sogni sempre una visione, Nel core impera una passione, Che non dà pace e notte e dì. Fin dall’estrema giovinezza Rapisti a me l’ingenuo cor Ed invidiai pur la carezza Che al labbro tuo faceano i fior! L’oscuro ciel, la dolce aurora Contemplavam, fanciulli ancora. Sola imperi sul mio core, Da te sola, o mia diletta, Gioia e duol la vita aspetta. OLGA E LENSKI insieme Quei dolci dì, te ne sovvien, Di nostra prima e cara età? Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 Noi celavam, gelosi, in sen La speme e la felicità. SCENA QUINTA Escono sulla terrazza Larina e la Balia. Comincia a far notte. LARINA Ah! siete qui? Perché non veggo Tania? LA BALIA Sarà presso lo stagno Insieme a quel signor. A ricercarla io vo’. LARINA E tempo alfin. Di’ che s’affrettino. Ristoro ai nostri amici s’ha da offrir. Vi prego, servitevi. LENSKI Noi vi seguiamo. Escono. La scena rimane, qualche tempo, vuota. ONEGHIN entra con Tatiana e si avviano verso la terrazza Mio zio fu d’onestà modello. Allor che il morbo l’assalì, 15:21 Pagina 29 Finchè si schiuse a lui l’avello Gli amici, il mondo, egli fuggì. Fu la sua sorte inver tremenda... già sulla terrazza Ma, Dio signor, che noia orrenda per me, con lui, la notte e il dì Restar, fintanto che morì. LA BALIA che segue Tatiana, si ferma pensierosa in mezzo alla scena Bambina cara, il capo basso, Lo sguardo fisso al suol, va timorosa, Modesta troppo. Chi lo sa? Che le abbia preso il cor Quel giovine signor? esce tentennando pensierosamente il capo. QUADRO II La scena rappresenta la camera di Tatiana, mobiliata con semplicità e decoro. Sedie bianche di vecchia forma tese di cotonina. Tende simili alle finestre. Un letto con mensola per libri. Una commode, coperta di tovaglia; sulla commode uno specchio e vasi da fiori. Presso la finestra una scrivania. SCENA PRIMA Tatiana in veste bianca, siede allo Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 specchio. La Balia sta in piedi, presso a lei. LA BALIA Via, non vo’ più ciarlare. È tempo, Tania, Dei tu destarti all’alba, per la messa. Or dei dormir! TATIANA s’alza e siede sul letto Dormir non posso. Non respiro. Aprir conviene. Or siedi qui. LA BALIA apre la finestra e siede presso Tatiana Di’, Tania, di’... che hai? TATIANA M’annoio! Mi narra delle antiche età. LA BALIA Che vuoi che dica! Fu già tempo In cui la mente conservava Ballate e storie in quantità Di mali spirti e di festini. Ed or s’è posto un velo Che cela a me il passato. La bella età Lontana e già! Peccato! TATIANA Balia, ascolta: tu mi narra Della tua prima gioventù. 15:21 Pagina 30 Innamorata fosti tu? LA BALIA Che dici, Tania! non sapeva Nè udito avea che fosse amor. La mamma, ancora io n’ho terror, Dagli occhi l’anima vedeva. TATIANA E come andasti sposa, balia? LA BALIA E’ volle il ciel così. Lo sposo Più giovane di me era ancor. Avevo tredici anni allor. Gli anziani un giorno s’accordaro. Io nol sapea: poi l’altro dì Il genitor mi benedì. Mi strussi in pianto acerbo, amaro. In preda al duolo ed al terror Fui tratta al tempio del Signor. E mi trovai con gente strania... Ma non m’ascolti tu: perchè? TATIANA Ah! balia, balia; soffro tanto. O mia diletta, io sì mi struggo Che pianger, singhiozzar vorrei! LA BALIA Fanciulla mia, malata sei! Signor, ci salva per pietà. La fronte segnerò coll’acqua santa. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 Ardente sei!... TATIANA Non è dolor. M’ascolta, balia, soffre il cor! Mi lascia or tu: mi strugge amor!... LA BALIA Che dici? TATIANA Or tu mi lascia sola. Ma pria, diletta, porgi un foglio, Io scriverò. Dormir non voglio. LA BALIA eseguisce gli ordini di Tatiana; chiude la finestra, tira le tende, poi s’avvicina alla fanciulla e la bacia Addio. Ti benedica il cielo. esce TATIANA Tatiana resta a lungo pensierosa; poi s’alza agitatissima, la fisionomia esprimente una risoluzione Sia poi quel che sarà; ma prima Abbandonata alla speranza Ignoto gaudio invocherò. Delizia arcana in core avrò. M’inebria il tossico desiato, Un grato sogno arride a me! Rapita io, son, l’acuto stral 15:21 Pagina 31 Del guardo suo dolce e fatal Si fe’ signore del mio core. siede alla scrivania, scrive un po’, poi si ferma No, non è ciò! Orsù da capo. straccia la lettera Dio, non so più... Ah! quale ardor!... Che dir? Me misera, non so!... scrive, poi si ferma e rilegge lo scritto Che far di più? Signor, vi scrivo, Fia di parole d’uopo ancor? Io so che d’altri sensi è privo, Fuorchè di sprezzo, il vostro cor. Ma pur mirate le mie pene, L’acerbo duol che in cor mi sta! Vi prenda almen di me pietà! Celare il pianto mio sperai, Nè rivelarlo a voi giammai! Giurai chiuder nel mio core La confession d’un folle amore! Ahimè! Signora più non son de’ miei sospiri Qual sia, si compia alfine il fato mio! Ch’ei sappia il mio pensier. Suvvia, coraggio!... Perchè moveste il passo voi A questo nostro asil beato? Io non sapea che fosse il duol, Qui pura l’alma avea sognato Il dolce nido desiato. E forse un dì, signor, chi sa? Avria trovato un core amante. Del focolar le gioie sante conosciuto lo Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 avrei allor!... resta pensierosa; poi balzando in piedi Un altro!... No, su questa terra Ad altri non darei il mio cor! Ciò che il destino ha stabilito Si dee compir. Son tua, signor! Già nel pensier del sommo Iddio Io fui creata sol per te! Lo sento. Dio ti fece mio In vita, per l’eternità. Sognato aveva il tuo sembiante Ignoto ancora, t’amo il cor, E del tuo sguardo lo splendor Perfin nel sonno avea dinante. Ma no! Rapita in cielo io fui! Venisti a me... ti spinse il fato, O mio signore desiato, E sussurrò il mio cor: è lui. Non eri tu che mi parlavi Quand’ io chiedeva a Dio pietà? Non eri tu che meco andavi A dispensar la carità? Ma non sai tu che nel mistero Tu mi rapisti ogni pensiero, Tu m’ispirasti la virtù? Non sai che i palpiti d’amore Svelasti al povero mio core Ch’omai resister non sa più? s’avvicina alla tavola e scrive di nuovo Sei forse l’angelo fedele? Sei forse il tentator crudele? Il triste dubbio solvi or tu. s’alza e cammina pensierosa 15:21 Pagina 32 Chi sa? La speme sconsigliata, Chimera vana, sogno fu... Tutt’altra sorte m’è serbata! Ebben, sia pur! Il mio destin In tuo potere ornai confido. Il pianto mio ti muova alfin, A te, mio ben, tutta m’ affido. Mistero a tutti è il mio soffrir, Il mio pensier da me s’invola. Son qui straziata, sola, sola, E sola alfin dovrò perir! Deh! vieni a me. Tu mi consola, Di speme un raggio arreca a me. Oppur distruggi il sogno, ahimè! Attendo ornai la tua parola. s’avvicina con impeto alla tavola e sottoscrive la lettera È fatto, Ciel, che scrissi mai? Timor, vergogna nel core! Omai l’indugio saria van. Confido sol nel suo onore. sigilla la lettera e la posa sulla tavola. Apre la finestra, tira la tenda; la luce irrompe nella stanza. Si ode un suon di cornamusa in lontananza Già sorge il dì. Sereno è il ciel, Suona il pastor la sua canzon... Ed io!... io!... Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 SCENA SECONDA entra la Balia, aprendo la porta con precauzione LA BALIA senza veder Tatiana Fanciulla, cara, è tempo ormai... Che vedo? Gia tu sei levata. O dolce albòr degli occhi miei, Non sai, per te quant’io temei!... Sien grazie al ciel, non sei malata. Svaniro i sogni ed i terror, Il dolce viso sembra un fior. TATIANA prendendo la lettera sulla tavola Ah! balia; d’un servizio ho d’uopo. LA BALIA Fanciulla mia, puoi comandar. TATIANA Non creder... odimi.... il mio scopo... Capisci?.. Via, non rifiutar!... LA BALIA Che dici?... Il ciel m’è testimonio. TATIANA Il tuo garzon rechi in segreto Codesto foglio... a quel signor... Convien che sia lesto e discreto E favellar di me non de’... 15:21 Pagina 33 LA BALIA A chi, diletta, dimmi orsù? L’età m’ha ottusa la ragione! Gran copia qui v’ha di signor, Che di contarli non ho cor! A chi? Fa chiaro il tuo pensier. TATIANA Ahi! quanto tarda è la tua mente. LA BALIA Fanciulla mia, son vecchia già, Davver, ho debole il cervello, Non era tale in altre età. Un detto, un cenno sol bastava... TATIANA Ah! balia, balia! Cessa alfine, Di vecchie storie parli invan. Noi della lettera parliam! Sì, della lettera ad Oneghin. LA BALIA Ho inteso. Via, non t’adirar, La mente mia non sa pensar, Ma tu di nuovo impallidisci? TATIANA dandole la lettera T’inganni balia, in verità! Non rifiutarmi per pietà! La balia, presa la lettera, rimane Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 indecisa. Tatiana le fa cenno di uscire. La balia si avvia e si ferma sulla porta, pensierosa; poi torna indietro. Finalmente fa intendere, con cenni, che ha capito ed esce. Tatiana siede al tavolo e resta pensierosa, la fronte fra le mani. QUADRO III La scena rappresenta un’altra parte del giardino della signora Larina. Folti cespugli di lilla e acacie. Una panca. Aiuole incolte. Contadine raccolgono bacche fra i cespugli. Coro nel fondo. CORO DI CONTADINE Forosette amabili, giovani e desiabili Intrecciar dovete or voi, danze, giuochi e canti, orsù. Sia gioconda la canzon, e la danza lieta fia, Il garzon attratto sia dalla ronda lieta ognor. Se il garzon ci apparirà, Ei non de’ fuggir da noi, Accorrete tutte voi Di ciliegie al bel color. Di lampon purpureo ancor Lo colpite dritto al cor... Sei curioso, bel garzon, Noi cantiam, ma non per te, Ed avrà dite ragion La purpurea bacca in fè. 15:21 Pagina 34 TATIANA entra correndo e cade seduta sulla panca È qui, qui Eugenio. Mio Dio! Che pensato avrà? Che mi dirà? Ah! perchè mai A tal s’indusse il triste cor!... Mi spinse sconsigliato amor! Or le mie pene a lui son note. Ed ei... chi sa? forse crudele In riso volge il mio dolor. O mio fatale tentator Ahimè! Signor... me sventurata, O mio soffrir!... qualcun s’appressa. Al certo egli è!... è lui!... è lui!... Entra Oneghin. Tatiana balza in piedi. Oneghin le si avvicina. Essa abbassa il capo. ONEGHIN Voi mi scriveste. Tatiana vuol parlare, Oneghin la ferma col gesto Negar non vale. Or noto è a me Il senso arcan del vostro core: È puro, santo, ingenuo amore. Io la franchezza so apprezzar, I vostri accenti ravvivar Nell’alma un senso già scordato, Ma pur lodarvi non poss’io. E senz’induci, il pensier mio A voi sarà qui rivelato. Io mi confesso al vostro piè. Il vostro cor giudice n’è... Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 TATIANA O cielo! Quale offesa. ONEGHIN Se dell’imen la dolce cura Empisse d’estasi il mio cor, Se la ribelle mia natura Piegasse ai palpiti d’amor, Fede! compagna, per mia fè, Sareste sola voi per me! Ma non m’arride il gaio sole, Non v’ha per me felicità, Imene, amor, son vane fole Che l’indoman fanno pietà. A che cercar sì grave cura? L’imen per noi sana sventura! L’amor dell’oggi sana van, Non v’amerei già più doman! Or voi sapete le delizie Che l’imeneo ci arrecherà E forse per l’eternità. L’età felice s’è involata, Mutarsi l’alma, no, non può! Ogni altra sorte m’è negata, D’amor fraterno io v’amerò. E chi sa mai ?... E forse ancor D’un più possente e dolce amor! Il mio parlar non dia livore, Fanciulla vaga, al vostro core. Amor discaccia un altro amor! S’ode il coro di fanciulle da lontano. 15:21 Pagina 35 CORO Forosette amabili, etc... allontanandosi Tatiana seguita a rimaner seduta, coprendosi il volto colle mani. Oneghin offre il braccio a Tatiana, che vi si appoggia macchinalmente. ONEGHIN Il detto mia guida vi sia. Un passo falso ancor potria, Ahimè! piombarvi nel dolor!... ATTO SECONDO QUADRO I La scena rappresenta una vasta sala in casa della signora Larina. Lampadario e lucerne. SCENA PRIMA Invitati in abiti da ballo, di antico taglio; fra loro ufficiali in uniformi del 1820 ballano il valzer. Vecchi signori siedono insieme e seguono con interesse le danze. Vecchie signore occupano le sedie disposte lungo le pareti. Fra gl’invitati si trovano Oneghin, Lenski, il Capítano. Lenski ora balla con Olga, ora si riposa a lei vicino. Oneghin non prende ancora Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 parte alle danze. Si annoia, sbadiglia, ma siede presso Tatiana che rimane silenziosa e confusa. CORO Sublime idea, davvero inaspettata. La musica è gioiosa e gaia inver. Brillante e deliziosa è la serata Ed il festin giocondo, sì, davver!... VECCHI SIGNORI Tali delizie di rado troviamo. Il ballo splendido è per mia fè. Solo cacciando ci dilettiamo Al bosco al piano muovendo il piè. 15:21 Pagina 36 IL CAPITANO Disposto.... disposto... FANCIULLE Si prenda a danzar. Oneghin comincia a ballare il valzer con Tatiana. Non vi sono altre coppie danzanti, di modo che Tatiana e Oneghin attirano l’attenzione generale. SIGNORE Altro che danze! Per valli, per piani, Poi boschi si corre, ai campi si và. Poi stanchi ritornano, al sonno si danno, E noi che facciamo? Dio solo lo sa!... SIGNORE Mirate, mirate le dolci colombe! Convien che si spieghi. Bel tipo davver! Ahi, misera Tania! Sua sposa sarà, Tormento ne avrà! È un vero orrore; egli è un villano Che non s’appressa al baciamano. È un frammasson, vizioso in fè... Sol la bottiglia amica gli è. FANCIULLE Ah! Triton Petrowitch, voi siete un tesoro, Noi grate vi siamo. Oneghin frattanto ha ricondotto Tatiana al suo posto, e va ascoltando ciò che dicono le signore. IL CAPITANO Ma che..., che tesoro, Io grato .... ONEGHIN Bell’opinione. Or basta Di lor giudizi abbietti! Son pieni di veleno. A che venuto io son? Davver, non so perchè. Vendetta, o Lenski, avrò per tal servigio. FANCIULLE Si cessi l’inutil parlar. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 Farò, ìl galante a Olga. Va là, sarai contento, essa è qui!... s’avvicina ad Olga Vi prego. LENSKI accorrendo La danza Voi concedeste a me. ONEGHIN Al certo sei in error... LENSKI Olga... O ciel, che avvenne? Io non comprendo, Dio!... mi manca il cor!... Oneghin e Olga ballano. Dopo qualche giro, egli continua a far l’amabile con lei, Lenski cerca ancora di invitare Olga, ma Eugenio ricomincia subito la danza. Olga si presta con piacere alle cortesie di questi. Passando presso Lenski, Oneghin con intenzione parla con Olga, a bassa voce. Le danze sono vivacissime. Tutti ballano. CORO Sublime idea... etc... LENSKI avvicinandosi ad Olga 15:21 Pagina 37 Perché mi fate triste e sconsolato? Ah! Olga!... siete meco assai crudel... Che feci io mai?... OLGA Ciò che dir vogliate Comprender io non so! LENSKI Danzaste con Oneghin voi soltanto. Io v’invitai. Ma che... mi rifiutaste. OLGA Davver, davver mi meraviglio, Non so di che parlar vuoi tu. LENSKI Che?... Non intendi ancor, E non si spezza il core Al sol veder lo sguardo tuo gentil Negli occhi suoi fissato? O mio dolor! Sommesso ti parlava e ti stringeva, a sè! OLGA Non ti comprendo. Invan tu sei geloso. M’è grato il suo parlar; è assai gentil. LENSKI Ah! gentil!... Ah! Olga tu non m’ami! OLGA Che stravagante. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 LENSKI Meco danzar vuoi il cotillon? ONEGHIN ad Olga Mi deste la parola! OLGA Sì, certo. Io vo’ punir il mal pensiero. LENSKI Olga, per pietà... OLGA No!... no, davver! Le damigelle in folla Qui vengon con Triquet. ONEGHIN Chi è mai quello strano signor? OLGA Egli è un francese istitutor. In fondo alla scena compare Triquet circondato dalle fanciulle. SCENA SECONDA CORO DI FANCIULLE Monsieur Triquet, monsieur Triquet, Chantez de grâce un couplet. 15:21 Pagina 38 TRIQUET Un madrigal ho pronto già. Ma dov’è mai Mademoiselle? Monsieur Triquet non lo dirà, Car le couplet est fait pour elle. CORO Essa è qui. fanno avanzare Tatiana TRIQUET Essa è qui? ah! ah! Mademoiselles, je vous en prie. Mesdames, voi state ad ascoltar, Monsieur Triquet va a cominciar. rivolgendosi a Tatiana, che resta confusa innanzi a lui. Tutti i convitati fanno circolo In questo bel felice dì Festeggiar vogliamo qui La fanciulla piena di beltà. Spira delizia, gioia, amor Il vostro viso incantator. Vi sorrida la felicità, Il ciel propizio a voi sarà. Leggi saran vostri desir, Lungi le lacrime, i sospir. La gioia sol v’arriderà. Bella Tatiana, al vostro piè Noi qui siam tutti, per mia fè V’auguriamo la felicità. Il ciel sorrida a voi Tatianà. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 CORO Bravo, bravo, Monsieur Triquet, Assai grazioso è il madrigal. Tatiana, confusa, s’inchina, tutti ridono ed applaudiscono. Triquet, con grazia offre a Tatiana un rotolo di carta legato con un nastro. La musica suona il motivo della mazurka. IL CAPITANO Mesdames, Messieurs! Vi prego, ai vostri posti. Tosto incomincia il cotillon. Al posto, orsù. il Capitano dà la mano a Tatiana e prendono posto. Altre coppie si siedono. Di fronte al Capitano, sono seduti Oneghin e Olga. Lenski sta in piedi dietro di loro. Ha cupo l’aspetto. Mazurka ONEGHIN a Lenski Perchè non danzi, Lenski? Una statua mi sembri davver. Di’, che hai? LENSKI Io? Nulla in fè. L’amico ammiro in te, Il mio fedele amico. ONEGHIN Vedi un po’! Curioso assai 15:21 Pagina 39 Mi sembra il tuo giudizio. Che mai ti turba il cor? LENSKI Turbarmi? Che!... Davvero, esperto non sapeva che fossi tu a turbar col dolce favellar, l’ingenuo core di credula fanciulla, e col sorriso. Certo che per te, sola Tatiana, eh via! saria poco davver. Fedele amico, Olga pur vuoi tu. Tu vuoi spezzarle il cor. Del suo dolore poi vuoi farti onor!... Sei davvero onesto. ONEGHIN Che? Di mente uscito sei? LENSKI animandosi sempre più Prosegui. Da te mi vien l’offesa E tu stesso dici a me che folle io son! CORO avvicinandosi Oh! qual sorpresa inaspettata, S’accese ardente la querela E la faccenda si fa seria. LENSKI Oneghin, più amico non vi son, Tutto ho scordato l’antico nostro affetto, Io sol disprezzo ho in cor! Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 ONEGHIN freddamente Ingiusto, Lenski, sei davver. M’odi tu? È tempo omai di cessar la stupida contesa. Io non turbai della fanciulla il cor. Da tal pensier rifugge la mia mente ed il mio onor! LENSKI Allor perché stringesti a lei la man? Ella sorrise ed arrossì. Che le dicesti mai?... ONEGHIN cercando di tirarlo a parte M’ ascolta... Basta. Ci ascoltan tutti. LENSKI fuori di sè Che importa a me? Voi m’offendeste, Ne renderete a me ragion! CORO Che avvenne? Raccontate, raccontate. LENSKI Nulla. Io chiedo che Oneghin qui presente Mi dia ragion di sua condotta. Ei nega, Ei risponder non vuol, ei teme... parmi. Ebben, lo sfido io qui! Decidan l’armi! LARINA che si è appena avvicinata 15:21 Pagina 40 O cielo! Qui, signori!... vi calmate! LENSKI Qui, signora, d’un sogno dorato Si beava il mio giovine cor. Qui, signora, mi fu rivelato Il sublime segreto d’amor! Ma la dolce chimera è spezzata, Della vita m’apparve l’orror, L’amistade è menzogna spietata, E menzogna spietata è l’amor! La fanciulla dal puro sembiante, Cui nel guardo rifulge il candor, Per inganno v’inebbria un istante, V’abbandona poi triste al dolor. Ah! no! no! colpevol tu non sei, angiol mio Sei pura, mio bene, ei solo fu vile, Ei solo fu vile, punirlo si deve. LARINA Davvero i lor furori insani Preparan triste l’indomani. Ah! spensierata gioventù, Ignota a loro è la virtù. Un detto sol, l’ira s’accende, Nemici acerrimi li rende. OLGA Ai lor furori io li abbandono, Io no, colpevole non sono. Ah! spensierata gioventù, Ignota a loro è la virtù. Un detto sol, l’ira s’accende, Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 Nemici acerrimi li rende. TATIANA Colpita io sono! Sventurata! Confuso resta il mio pensiero, Sol m’arde in seno e gelosia e dolor! Cruda doglia nell’alma mi sta. Tremenda, mi dilania il core. Ah! perduta io son! Sì, mel dice il cor Pur del dolore io gli son grata, Non oso pianger, disgraziata! Per me non v’ha felicità. ONEGHIN A rimirar si gran dolor Ho di rimorso pieno il cor! Quella passione dolce, santa, io profanai. Quel cor si schianta! Di vero affetto Lenski amai Eppur, perverso, io lo turbai. Io non dovea piagar quel cor! L’obbrobrio pur restar non deve inulto, Risponder si conviene a tanto insulto. CORO Possibil mai che un dì si bello Finir si debba in un duello!? Ah! spensierata gioventù, Ignota a loro è la virtù. Un detto sol, l’ira s’accende, Nemici acerrimi li rende. 15:21 Pagina 41 ONEGHIN a Lenski Ai cenni vostri io son! Or basta. Udito io v’ho. Follia, signor! Preziosa Per voi ha la lezione. LENSKI Sta ben. Domani Vedrem noi chi n’ha d’uopo. Son folle! Ebben, sia pur! Ma voi.., voi siete un vile seduttor! ONEGHIN Tacete !... o qui v’uccido. Oneghin si getta su Lenski. Vengono separati. Larina, Olga e una parte degli invitati, trattengono Lenski. Oneghin gli volge le spalle CORO Ciò non sarà. L’impediremo, Lo scontro no, non avverrà, Noi presso a lor tutti saremo, Ah! qual crudel fatalità! OLGA Wladimir, deh! ti calma per pietà. LENSKI Ah! Olga addio, per sempre... addio. Lenski si libera da quelli che lo trattengono. Oneghin esce Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 frettolosamente. Olga sviene. Le dame accorrono intorno a lei CORO Ah! Sventura. QUADRO II La scena rappresenta un mulino sulla riva d’un fiumicello. Comincia a far giorno. SCENA PRIMA All’alzarsi del sipario Lenski e Zaretzki sono già in scena. Lenski siede pensieroso sotto un albero. Zaretzki passeggia con impazienza. ZARETZKI A quel che sembra l’avversario Ritarda. LENSKI Tosto ei qui sarà. ZARETZKI Ma, per mia fede, pur mi sembra strano Ch’ei non sia qui. L’aurora spunta già, Credea che ad aspettarci ei fosse qua. Zaretzki va verso il mulino ed entra in conversazione col mugnaio che ha veduto in fondo alla scena 15:21 Pagina 42 LENSKI venendo alla ribalta Lontan, lontan da me ne andaste, Lontan da me, miei dolci dì!... Qual sorte arrechi il nuovo sole Ahimè! discerner non m’è dato. L’asconde il dubbio ed il mister, L’arcano disvelar non val. L’acuto dardo fia mortale, Ovver lontan da me ne andrà... Non cale! gaudio oppur dolor Ha fisso l’ora sua fatale. A che scrutar tanto mister E delle tenebre l’imper! Rosato sorge albor novello, Radioso splende il divo sol. Doman, già forse nell’avello Avrò scordato e pene e duol. E la memoria del poeta Trarrà di Lete l’onda queta, L’amaro oblio su me cadrà... Fanciulla cara, di’, tu non verrai A lacrimar sulla precoce tomba, Pensando: Ah! quanto ei pur m’amò, All’amor mio ei consacrò La triste sua vita affannosa. Diletta mia, mio dolce amor, Deh! vieni, ah! vien qui sul mio cor! ZARETZKI avvicinandosi a Lenski Ei giunge alfine, alcun con sè conduce. Chi mai sarà? Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 43 Entrano Oneghin e il suo domestico Guillot, che reca le pistole. LENSKI Andiam: son pronto. ONEGHIN Ai cenni vostri io son, L’indugio perdonate. Zaretzki s’allontana con Guillot per fissare le ultime condizioni del duello. ZARETZKI Vi prego. Il testimon dov’è? Esser pedanti qui si de’. Gli scontri no, non sono un gioco. L’antiche leggi rispettar Conviene qua. Non c’è che far, Gli scontri, no, non sono un gioco. Il mio dovere io compirò. ONEGHIN Il vostro merto apprezzar so. Il mio padrino è qui: L’amico mio Guillot Al suo mandato appien risponde: Suppongo, accetto vi sarà. A voi, signori, è ignoto ancor, Ma, già s’intende, è un uom d’onor. LENSKI E ONEGHIN insieme Sia pur! Distrutta hai la mia fede, Impera l’odio nel mio cor, Il dolce alletto più non riede Che pur ci univa ieri ancor! Tutto è finito. Un solo istante Nemico odiato t’ho dinante, E della morte, altro mister Sogghigna l’avido sembiante. Ridiam dell’odio e del dolor Finchè ne siamo in tempo ancor! Scordiam l’offesa d’un istante... No... mai!... Zarelzki e Guillot hanno caricato le armi e misurata la distanza. Zaretzki mette al posto gli avversari e consegna loro le pistole. Zaretzki rende in silenzio il saluto a Guillot. ZARETZKI Signori, andate... ONEGHIN a Lenski Signore, ebben? Guillot, impaurito, si nasconde dietro un albero. Zaretzki dà i tre colpi regolamentari. Gli avversari fanno quattro passi avanti, nel medesimo tempo Lenski comincia a prender la mira. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 Oneghin tira. Lenski tentenna e cade. Zaretzki si avvicina a lui, e l’osserva attentamente. Oneghin pure, si precipita verso il caduto. ONEGHIN Morì? ZARETZKI Morì!... Oneghin, disperato, si copre il volto con le mani. ATTO TERZO QUADRO I La scena rappresenta una sala laterale di ricca casa signorile in Pietroburgo. SCENA PRIMA All’alzarsi del sipario, invitati d’ambo i sessi traversano la scena ballando la polacca. Al finir delle danze alcuni si siedono, altri formano gruppi e conversano. ONEGHIN entrato durante il ballo, rimane a destra immobile presso la parete 15:21 Pagina 44 Qui pur m’annoio. Lo splendor dei balli E delle feste, dissipar non puote Le pene del mio cor. Dal dì che il fato mio crudele Su me la man trista posò Più quiete il core non trovò. Per me, l’amico mio fedele La vita, misero! perdo... Profondo tedio sorse in me. In preda al duol n’andai pel mondo; Fur meco, soli, i miei sospir. Del tedio atroce il grave pondo Non mi fu dato di fuggir. Abbandonai quei luoghi cari Che il sovvenir mi rese amari; Lo spettro suo vendicator Mi persegue ne’ sogni ognor! Ramingo andai per l’universo, I tristi dì volea scordar. Ahimè! Che mai potria sanar Il crudo mio soffrir perverso! Son qui venuto, eppur qui ancor Il tedio sol mi sta nel cor!... Oneghin va verso il fondo della scena ed osserva i nuovi invitati che giungono SCENA SECONDA Entrano il Principe Gremin con Tatiana; essa è vestita con ricchezza e semplicità. CORO La Principessa. Mirate. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 45 Tatiana siede a sinistra sul divano. Invitati d’ambo i sessi le si avvicinano continuamente per farle omaggio. CORO (c. s.) Egli è noto a voi? CORO Qual è? qual è? È lei, mirate, È lei che presso al desco sta. Regina invero è di beltà. TATIANA Oh, si! Ei fu nostro vicin! a parte Signore, mi soccorri tu; Il mio penar celar conviene. ONEGHIN sorpreso, tiene gli occhi fissi su Tatiana O ciel! Tatiana parmi... no... In questi luoghi, esser non può! M’inganno affè !... Dio, qual beltà, Quanta grandezza, qual disprezzo. È in lei sovrana maestà. s’avvicina al Principe Gremin e lo saluta TATIANA al coro, accennando Oneghin Chi è quei che favella Col nobil mio sposo? CORO uomini Un ipocondrico signor, Un cortigiano senza fè. In lidi estrani andava. Or qui ritorno fe’ tra noi. Oneghin egli è. TATIANA trasalisce Oneghin? ONEGHIN a Gremin Or dimmi tu. Chi sia tu sai La dama là, che ha rosso il tocco, Là, coll’ibero ambasciator?... GREMIN Ah! ah! Gran tempo fosti assente. T’appressa: io ti presenterò. ONEGHIN Ma di’... chi è? GREMIN Mia sposa. ONEGHIN M’è grato affè. Io nol sapea. Da quando? GREMIN Son due anni già. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 ONEGHIN Il nome?... GREMIN Larina. ONEGHIN Tatiana? GREMIN È nota a te? ONEGHIN Fui lor vicin. GREMIN Ad ogni etade amor s’apprende, E i generosi sensi accende Nell’innocente e giovin cor, A cui la vita ignota è ancor. Nel vecchio core dei guerrier Dal bianco crin, s’accende, alter. Oneghin, la menzogna è vana, Amor possente ho per Tatiana! La desolata vita, ahimè! Correva, ed ella apparve a me Quale vision che viva splende E il vecchio cor gioioso rende, Er’ io già lasso, solo inganni Aveva in cor la gioventù! Fanciulle ancor, nel fior degli anni Aveano in odio la virtù. Fra le volubili donzelle 15:21 Pagina 46 Superbe solo d’esser belle, Che pregan Dio senza pietà Nè san che sia la carità: Fra le crudeli e vane fole Di cui si pasce il mondo ognor, Che il più tremendo e rio dolor Lenir può solo con parole, Quell’astro splende incantator Nell’aer puro, senza velo, Colei che m’ha conquiso il cor Angiol, divino, brilla in cielo. ad Oneghin Amico, andiam. Io ti presenterò. Mia cara: io ti presento Oneghin, Parente e caro amico egli è. L’accogli tu. Oneghin s’inchina profondamente. Tatiana risponde con semplicità, senza scomporsi. TATIANA Ben fortunata. Io vi conobbi già, mi par. ONEGHIN Gran tempo... sì... passò... TATIANA Ed ora? Or dal poder veniste qui? ONEGHIN Oh, no! Da poco io qui tornai. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 Stranieri lidi ho visitato... TATIANA Da lungo? ONEGHIN Sol oggi. TATIANA a Gremin Andiam. Mi sento lassa. esce al braccio di Gremin, rispondendo ai saluti ossequiosi degli invitati. Oneghin la segue con lo sguardo ONEGHIN È dessa, o Dio, quella Tatiana Che nel silenzio e nel mister Un di mi schiuse lusinghier Ingenua, il dolce suo pensiero; Ed io, spietato, fui severo! È dessa, sì, ch’io disprezzai, Di cui la sorte irrisi, insano. È dessa! E fia possibil mai? Cotanta grazia, tanto ardir? Vaneggio inver; è sogno, ahimè! Rimpianto, dubbio sento in me. Qual nuovo senso arcan m’assale, Qual fiamma s’agita nel cor? Saria disprezzo?.. o forse... amor?... Non v’ha più dubbio, ahimè! Io l’amo d’insensato ardente amore. Perduto io son. Ebben che importa, 15:21 Pagina 47 La dolce speme è alfin risorta, M’inebbria il tossico fatale, Un grato sogno arride a me. Rapito io son. L’acuto strale Del guardo suo dolce e fatal Si fe’ signore del mio core! s’allontana precipitosamente QUADRO II La scena rappresenta una stanza da ricevere in casa Gremin. SCENA PRIMA Tatiana entra in scena. Veste un elegante abito da mattina. Ha in mano una lettera. TATIANA Ah! povero mio cor! Ancora Oneghin, Apparve a me d’innante, Quel seduttor crudele Col guardo suo fatal; Ei ridestava ancor Nell’alma misera Il crudo mio dolor!... Dei di trascorsi più non ho memoria, Fanciulla innanzi a lui mi sento ancora. piange Oneghin compare sulla soglia; rimane qualche tempo immobile a contemplare Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 Tatiana piangente. Poi s’avanza con vivacità e le si inginocchia ai piedi. Tatiana lo guarda senza sorpresa e senza rancore, poi gli fa cenno d’alzarsi. TATIANA Vi prego. Basta. Palesar Vi debbo tutto il mio pensiero. Non vi sovvien del triste dì, Là nell’annoso, antico parco, Cosparso d’olezzanti fior, I vostri accenti udii Prostrata nel dolor?!... ONEGHIN Pietade si di me vi prenda, Io m’ingannai... punito io sono. TATIANA Oneghin! Ero allor fanciulla, Avea la mente ingenua allor! Ed io v’amai!... Ma in preda al nulla Gettaste il povero mio cor. Che deste a me? Severi accenti! D’un puro cor, pene e tormenti Conoscevate voi, signor!... Ed ora? Oh Dio! io tremo ancor Al sovvenir di tanto strazio E di sì rio dolor! Io non v’accuso, no!... In quel fatal momento In voi parlò l’onor! Non v’ingannaste, no, signor! 15:21 Pagina 48 Il sol Nel queto mio ritiro, Lungi dal mondo incantator, lo vi dispiacqui allor! Ma voi, perché mi tormentate ancor? Perché lo sguardo a me volgeste? Fra gli splendor di vaghe feste Palese a voi si fe’ l’amor? Oppur vi tenta l’alto onor Che m’ha la sorte riservato? O del mio sposo le virtù? O vi sorride l’onta mia Che a tutti qui sia svelata? Il pianto, più crudel sarà, Più vanto e gloria a voi darà? ONEGHIN Possibil mai che tanto affetto Menzogna vil vi sembrerà? Il mio soffrir solo dispetto Il vostro cor giudicherà? Voi non sapete quanto amore, Qual face ardente in cor mi sta. Del mio straziante e rio dolore Vi prenderebbe alfin pietà. Io qui prostrato al vostro piede Mi sento l’anima straziar, Vorrei ridarvi alfa la fede, Al vostro piè vorrei pregar. TATIANA piange Io piango... Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 ONEGHIN Questo pianto Più prezioso è d’un tesoro. TATIANA Ah! fu sì presso a noi la gioia. ONEGHIN Ah! fu sì presso a noi la gioia. TATIANA Decisa è la mia sorte ormai Senza ritorno. Io sposa sono. Per pietà, Sì, per pietà! deh! mi lasciate. ONEGHIN Lasciarvi? Mai! Sana follia. No, scordar, no, non poss’io Il vostro volto incantatore; Io no! domar non posso, o Dio, L’ardente brama del mio core! Darei la vita per destar In voi l’amor che m’arde, insano! Vorrei distruggermi, pregar, Morir dicendo: T’amo, t’amo!... E questo il sogno mio divin, Sol questo io bramo... Oneghin s’inginocchia, afferra la mano di Tatiana e la bacia 15:21 Pagina 49 TATIANA Oneghin, parli in voi l’onor. Non mi spezzate invano il cor!.. ritira la mano e recede alquanto impaurita ONEGHIN Lasciarvi, ahimè, non posso. TATIANA Deh! mi lasciate! ONEGHIN Per pietà! TATIANA A che celarlo? Mentir non vale, Io... t’amo, ancor!... ONEGHIN Tu m’ami ancor?!... È sogno, oppur delirio è questo? Qual ti sognai t’ho ritrovata, Divina immagine adorata. Tatiana recede ancora commossa e siede TATIANA No! Ciò che fu, non torna più! A un altro ormai giurai mia fede. Al giuro mio non mancherò, Fedel per sempre a lui sarò! Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 ONEGHIN inginocchiandosi Deh! non fuggir. Tu m’ami, il sento. Pietà, pietà del mio dolor. Tu m’ami. Il dolce e caro accento Destò la vita nel mio cor. Già nel pensier del sommo Iddio Creata fosti sol per me. Lo sento: Dio ti fece mia In vita e per l’eternità. Or mia tu sei. Da me lontano Fuggir, diletta, cerchi invano. Per me, mio ben, scordar tu dei La data fè! Or mia tu sei!... TATIANA Oneghin, io giurai mia fede, Il fato mio si compirà. Colui che il nome e il cor mi diede A lui fedele ognor m’avrà! ONEGHIN Pietà di me!... TATIANA Ah! mi lasciate. Tatiana vuole uscire. Oneghin le si avvicina per trattenerla. Essa lo ferma col gesto TATIANA Per sempre addio! esce 15:21 Pagina 50 ONEGHIN Vergogna, orror! Ti spezza or tu, mio cor! esce precipitosamente 5-03-2009 15:21 Pagina 51 i protagonisti Onegin libretto:Onegin libretto Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 52 JOHANNES HARNEIT direttore d’orchestra Compositore e direttore d’orchestra Johannes Harneit nasce in Germania nel marzo del 1963 ed è attualmente primo direttore del Teatro Nazionale dell’Opera di Belgrado. Cresce musicalmente all’Accademia di Musica e Teatro di Amburgo e dopo le prime esperienze al Teatro di Oldenburg e al Teatro Schiller di Wuppertal/Gelsenkirchen è chiamato come direttore all’Hanover State Opera per la stagione 2001-2002. Ha diretto inoltre la Bavarian State Opera di Monaco e l’orchestra del Teatro di Brema. Nel 2004 dirige l’opera di Luigi Nono Al Gran Sole carico d’Amore prodotta da Peter Konwitschny per l’Hanover State Opera e riceve il premio dalla rivista specializzata Opernwelt come miglior interpretazione dell’anno. Il medesimo premio lo riceve l’anno successivo con la direzione in prima assoluta dell’opera di Hans-Joachim Hespos Iopal. Dirige dal 2006 il Teatro Nazionale dell’Opera di Belgrado in tournée europea con Salome di Richard Strauss. Nella stagione 2007/2008 ha diretto lavori per la Belgrado Opera Ensemble in tournée anche in Italia. Nella stessa stagione ha diretto l'Aida di Giuseppe Verdi e il Don Quixote di Ludwig Minkus. RADOSLAV ZLATAN DORIĆ regista Regista teatrale e drammaturgo, è nato nel 1940 a Backo Gradiste, Vojvodina. Si è diplomato all’Accademia di Teatro, Film e Televisione nell’anno accademico 1963-4 nella classe di Hugo Klajn. Ha lavorato nei teatri di Nis, Mostar, Sarajevo e Belgrado (Theatre Terazije e National Theatre), in moltissimi teatri della Yugoslavia da Strumica a Nova Gorica. Moltissimi e importanti i riconoscimenti per la sua attività: ha vinto quattro volte il “Branislav Nusic”. Ha curato la regia di opere quali: Sunset di Hristic, Prince Ivan of Semberija, At Fema’s at the ball, Adriana Lecouvreur, Anna Bolena, Evgeny Onegin. E’ docente alla Facoltà di Musica di Belgrado dove insegna recitazione e arte scenica. Ha curato la regia di nove rappresentazioni con gli studenti di canto lirico. ALEKSANDAR ZLATOVIĆ scenografo Lavora stabilmente, sin dal 1993, con il cast artistico del Teatro Nazionale di Belgrado, sua città natale. Si diploma all’Accademia delle Arti Applicate specializzandosi in design teatrale con Šerban Milenko. Ha realizzato circa 170 scenografie di opere tra le quali spiccano per qualità, creatività e premi ricevuti Attila, Il Flauto Magico, Adriana Lecouvreur, Anna Bolena. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 53 LJILJANA ORLIĆ costumista Si è diplomata costume designer nella classe di Dusan Ristia alla Facoltà di Arti Applicate nel 1974. Dal 1975 ha lavorato per il National Theatre. E’ membro dell’ULUPUDS dal 1974. Ha ideato costumi per più di 120 allestimenti di opera, teatro balletto al National Theatre e per altri teatri in Yugoslavia (opere - Carmen, Rigoletto, Evgeny Onegin, Le Nozze di Figaro; balletti - Carmen, El Penitente, La Bayadere; prosa - Jean Marie’s Hands, Caligula, Oedipus Rex, Kostana, Popcorn), ha curato inoltre costumi per produzioni televisive. Partecipa ha importanti avvenimenti di moda (October exhibition, May exhibition, Bienniale of Set Design). Ha ricevuto per tre volte i premi annuali dal National Theatre per le sue creazioni. VLADIMIR LOGUNOV coreografo e maître de ballet E’ nato a Belgrado. Dopo le prime lezioni di danza con Mile Katic a Split si è diplomato al Ballet School “Lujo Davico” a Belgrado nel 1964 nella classe di Nina Kirsanova. Negli stessi anni è diventato membro del corpo di ballo del National Theatre, e subito dopo solista, interpretando numerosi ruoli nei seguenti balletti: Giselle - Hilarion, The Swan Lake Rodbart, Huan of Tsarisa - Double, Ana Karenina - Karenin, I racconti di Hoffmann, Ohrid’s Legend, Il combattimento di Tancredi e Clorinda, Coppelia - Coppelius e altri. Per il ruolo di Coppelius ha ricevuto dal National Theatre il premio per la miglior interpretazione (stagione 1979/1980). Ha studiato coreografia al Theatre Academy di Mosca. La sua prima coreografia per il “Bosko Buha” Theatre nel 1973; per il concorso internazionale di coreografia di Cologna (1974) ha preparato “Behind the Sunny Doors”, e al Yugoslav Ballet Competition di Novi Sad, ha vinto due medaglie di bronzo e una d’argento nella sua categoria (1982,1974 e 1986). Ha lavorato come coreografo per il National Theatre di Belgrado, Serbian National Theatre di Novi Sad, Croatian National Theatre di Zagabria e Split, Yugoslav ballet Artists di Ljubljana, Balletto di Ragusa in Italia, Balletto di Cipro, Macedonian National Theatre di Skopje, National Theatre di Sarajevo, per il Ballet School di Novi Sad e ballet school “Lujo Davico” di Belgrado. Ha lavorato con moltissimi registi per la creazione di coreografie per opere e liriche e spettacoli di prosa. Per il Corpo di ballo del National Theatre di Belgrado ha ideato le seguenti coreografie: Vivaldi Forma Viva, Baranovic Gingerbread Heart, Minkus Don Quixote, Bizet – Shchedrin Carmen, Tchaikovsky La bella addormentata, Shostakovich Autumn Shower, Elgar/Djuricic Dr Jekyll e Mr Hyde; per il Teatro di Terazije ha creato coreografie per i musicals Fiddler on the Roof, Kiss me Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 54 Kate e Chorus Line. Per il Corpo di ballo del Serbian National Theatre ha coreografato: Orff Carmina Burana 1992, Bizet/Shchedrin Carmen 1992, Tchaikovsky Serenade 1993, Ravel Bolero 1993, Vangelis e Divjakovic A Poem about Love 1996, Tchaikovsky Swan Lake 2003, e coreografie di opere: Traviata, May Night, The Bat e del musical A Man di La Mancha. Ha ricevuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti tra cui il “Life Achievement Award” dell’Associazione degli Artisti di Balletto della Serbia. Dal 1980 al 1985 è stato direttore di ballo del National Theatre di Belgrado, e ora lavora come docente e coreografo alla scuola di danza “Lujo Davico” sempre a Belgrado. DJORDJE STANKOVIĆ maestro del coro Ha ricevuto il diploma di direttore all’Accademia musicale di Belgrado nella classe di Darinka Matić Marović. Si è perfezionato con i Maestri Angel Šurev e Mladen Jagušt. Intensa la sua attività: nel 2002 è al Sesto symposium mondiale di musica corale a Minneapolis (USA) e nel 2005 al Settimo a Kyoto. Tiene una master class sul barocco in Francia (ospite dell’Unesco). Nel 2003 è assistente di Dennis Keene in una sua master class a New York. Nella sua carriera ha collaborato con molti gruppi yugoslavi e internazionali: Belgrade Philharmonic Orchestra, “Stanislav Binički” Coro dell’Armata di Serbia e Montenegro, RTS Mixed Choir, Terazije Theatre Ensemble, Academic Choir “Španac”, Ulyanovsk State Academic Symphony Orchestra (Russia), New York Festival Ensemble. E’ uno dei fondatori della Zemun Chamber Orchestra. Dal 2003 è stato chiamato come assistente al Belgrade National Theatre Opera. Nel 2005 è stato insignito del “Golden Badge” dalla Cultural-educational Community della Serbia per il suo contributo artistico. Nel febbraio del 2006 è diventato Maestro del Belgrade National Opera Chorus. Durante le scorse stagioni liriche ha diretto Mozart e Salieri, Don Giovanni, Gianni Schicchi, L’Italiana in Algeri, Werther e come assistente e maestro del coro ha preparato la compagine corale per le opere: Carmen, Nabucco, Aida, I Pagliacci, Don Pasquale. Nella stagione 2007/08 dell’Opera&Theatre Madlenianum ha diretto il famosissimo musical popolare “Les Miserables”. JASMINA TRUMBETAŠ PETROVIĆ soprano E’ nata a Belgrado. Ha ottenuto la laurea in lingue alla facoltà di Filologia della sua città. Durante il secondo anno di studi si è iscritta alla classe di canto alla scuola di Kosta Manojlovic a Zemun sotto la guida del M° Predrag Androvic. In quattro anni ha completato Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 55 i corsi di primo e secondo grado della scuola di musica iniziando così (nel 1991) gli studi alla Facoltà di Musica e Arte con Radmila Bakocevic. Ottiene la laurea nel dipartimento di canto solista e già durante gli studi è apprezzata per le sue interpretazioni e ottiene importanti riconoscimenti: il premio per la miglior interpretazione di ‘Jelena Mihajlovic’, il premio ‘Biserka Cvejic’ per la miglior votazione durante gli studi, finalista al concorso internazionale di canto a Belgrado (1993) e primo premio al concorso ‘Petar Konjovic’. Ha partecipato ad altri importanti concorsi: a Ginevra, Lisbona, Varsavia e in Italia dove ha vinto nel 2000 il secondo premio (con il primo non assegnato) al concorso ‘SpontiniPergolesi’ di Vaiolati. Nel 1993, dopo aver superato l’audizione alla Belgrade Opera House, ha cominciato a esibirsi come solista nei ruoli di Susanna (Le nozze di Figaro di Mozart), Margherita nel Faust di Gounod (ruolo con il quale ha vinto il premio per la migliore interpretazione). Grande successo in Ungheria al festival ‘Bela Bartok’ per la sua proposta del ruolo di Tatiana nell’Eugene Onegin di Tchaikovsky. Moltissimi i concerti in Serbia, in Norvegia, Germania, Italia, Grecia, Francia e Gran Bretagna. Con la London Symphonic Orchestra ha eseguito la Nona Sinfonia di Beethoven. Dopo la Prima di Aida al Sava Center di Belgrado (gennaio 2008) ha interpretato il ruolo quest’estate al festival Gars a Kamp, in Austria e a Vienna riscuotendo un brillante successo di pubblico e critica. Nell’aprile del 2009 il suo debutto in Leonora (La forza del destino di Giuseppe Verdi). MIODRAG D.JOVANOVIĆ basso-baritono E’ nato a Belgrado (Serbia). Laureato in violino alla Facoltà di Arti Musicali dell’Università di Belgrado, nei primi anni ottanta ha lavorato come insegnante di violino e musica da camera alla scuola di musica “V.Vučković” di Belgrado. In seguito si è trasferito in Italia (Milano e Piacenza), dove ha collaborato come violinista con diverse orchestre sinfoniche e formazioni cameristiche. Nello stesso periodo ha cominciato lo studio del canto lirico, dapprima al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, quindi privatamente (baritono N.Carta, basso E.Fissore). Infine ha completato gli studi con un master post-laurea, alla Facoltà di Arti Musicali dell’Universita di Belgrado (soprano R.Bakočević). Nel 1993 ha vinto il Concorso “Puccini e il suo tempo” di Milano e nello stesso anno è stato finalista al Concorso Internazionale “Flaviano Labo’” di Piacenza. Ha cantato ruoli principali in diversi teatri europei (Italia, Germania, Svizzera, Austria, Slovenia, Macedonia, Moldavia, Romania e Grecia ), negli Stati Uniti e nei principali teatri del suo paese (Belgrado e Novi Sad). Ha partecipato ai concerti con l’Orchestra Sinfonica di Belgrado, l’Orchestra della Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 56 Radiotelevisione Serba, eseguendo brani di Bach, Mozart, Rossini, Verdi, Brahms, Faurè, Tchaikowsky, Strauss e ha preso parte a numerose trasmissioni e registrazioni radiofoniche e televisive. E’ stato Direttore Artistico del Teatro dell’Opera di Belgrado (2006-2008). Al momento è impegnato come primo baritono del Teatro dell’Opera di Belgrado. DEJAN MAKSIMOVIĆ tenore E’ nato a Belgrado nel 1971. Ha intrapreso lo studio del canto con Mirjana Vlaović. Si è successivamente iscritto alla facoltà di musica dell’Università della sua città e ha iniziato il suo rapporto con il Teatro Nazionale di Belgrado. Ha completato i suoi studi nella classe di Radmila Bakočević. Il ruolo del debutto è stato quello del Conte d’Almaviva de Il Barbiere di Siviglia di Rossini (1996). Nello stesso anno è diventato solista in modo stabile. I ruoli da lui interpretati: Don Ramiro in La Cenerentola, Lenski in Eugene Onegin (1998), Duca di Mantova in Rigoletto (2000), Rodolfo in La Bohème (2001), Faust in Faust (2002), Tamino nel Flauto magico, Nemorino nell’Elisir d’amore (2003), Alfredo in La Traviata (2004), Don Ottavio in Don Giovanni (2006), Pinkerton in Madama Butterfly (2007), Ernesto in Don Pasquale e Werther in Werther (2008). Altre interpretazioni: Hoffman in I racconti d'Hoffman (2005) al Madlenianum Opera&Theatre di Belgrado, il Principe nell'Amore delle tre melarance al Ljubljana Opera House (2006) e ha interpretato il ruolo di Vladimir Igorevich nel Principe Igor al Ljubljana Opera House in 2009. Si è esibito come solista in moltissimi concerti e recital con l'Orchestra Filarmonica di Belgrado, Macedonian Philharmonic Orchestra, Symphonic Orchestra di Vojvodina, con la Symphonic Orchestra della RTV Serbia, con la Symphonic Orchestra of RTV Slovenia e con l'Orchestra Sinfonica di Roma. Si è esibito in Germania, Italia, Grecia, Ungheria, Gran Bretagna, Macedonia, Canada e in Cina. In questa stagione concertistica è stato il principale interprete in The Empress of Balkan (1891) opera scritta dall'italiano Dionisio de Sarno San Giorgio. Maksimovic è curato vocalmente da Rita Susowski, docente al Conservatorio Tartini di Trieste. NATAŠA JOVIĆ TRIVIĆ mezzosoprano Solista del National Theatre Opera di Belgrado, è nata a Banja Luka (Bosnia-Herzegowina), dove ha concluso le scuole musicali primarie e secondarie. Nel 1992 si è iscritta al Dipartimento di Belcanto alla facoltà di Musica di Belgrado nella classe di Radmila Bakocevic. Si è laureata nel 1996 e ha completato i suoi master di perfezionamento nel 1999 con la stessa docente. Nelle stagioni operistiche 1994/1995 e 1995/1996 è stata Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 57 membro del National Theatre Opera Studio a Belgrado diventandone membro a pieno titolo dal 1997. Ha vinto numerosi premi: primi premi in concorsi serbi, altri “few awards” al Concorso internazionale di Belgrado (Serbia) 1998, Sofia (Bulgaria) 2000,Padova (Italia) 2004 e Rijeka (Croatia) 2005. Ha anche ricevuto il premio “Danica Mastilovic Fund” come migliore allieva, l’“Anita Mastilovic Fund award” come migliore giovane allieva, il “Biserka Cvejic Fund” per la sua ottima predisposizione scenica (1997) e il “National Theatre Annual Award” per il ruolo di Smeton in Anna Bolena di Donizetti e per il ruolo di Charlotte nel Werther di Massenet. Ha interpretato: Azucena (Il trovatore), Ulrica (Un ballo in maschera), Amneris (Aida), Fenena (Nabucco), Madalenna (Rigoletto), Carmen (Carmen), Charlotte (Werther), Laura (Gioconda), Principessa de Bouillon (Adrianna Lecovreour), Olga (Evgenie Onegin). DUBRAVKA FILIPOVIĆ mezzosoprano E’ nata a Belgrado nel 1960. Si è laureata in flauto alla Facoltà di Musica della sua città ed è diventata flauto solista nell’Orchestra del Teatro Nazionale. Mentre era parte dell’orchestra, ha iniziato gli studi di canto con Branka Kambaskovic e successivamente con Djurdjevka Cakarevic. Il suo debutto nell’opera Evgeny Onegin e poi si è esibita in Il Barbiere di Siviglia, Faust, Rigoletto e altri ruoli. Con Madame Thenardier ha cantato nel musical “Les Miserables” nell’Opera&Theatre di Madlenianum. OLGA SAVOVIĆ mezzosoprano E’ nata a Belgrado dove ha studiato alla Slovenski School of Music sotto la guida di Nada Tomani, per poi proseguire il perfezionamento all’Opera Studio of Music Academy. Grazie alle sue eccellenti doti vocali ha vinto importanti premi in varie competizioni yugoslave. Ha al suo attivo diversi concerti e canta con ensembles quali i "Belgrade Madrigals", coro e orchestra della televisione e radio serbi, la Belgrade Philharmonic e la "Pro Musica" Chamber Ensemble. Si è esibita con la Belgrade Opera in molti paesi europei, al Belgrade Music Festival e all’Accademia delle Arti e delle scienze di Belgrado. Il suo repertorio include: Marcellina (Le Nozze di Figaro), Lola (Cavalleria Rusticana), Suzuki (Madame Butterfly), Maddalena (Rigoletto), Carmen (Carmen), Fenena (Nabucco), Principessa di Bouillon (Adriana Lecouvreur), Konchakovna (Prince Igor). Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 58 IVAN TOMAŠEV basso E’ nato a Belgrado dove si è diplomato alla scuola di musica. Durante gli studi ha vinto il primo premio al concorso per solisti d’opera della Yugoslavia. Finito gli studi è diventato membro stabile dell’Opera di Novi Sad e anche dell’Opera di Zagabria dove ha interpretato ruoli importanti del repertorio lirico tra cui molti di autori italiani. Dopo l’esperienza in questi teatri è diventato membro dell’Opera di Belgrado con la quale si esibisce tutt’oggi con produzioni di autori yugoslavi e europei. Perfeziona i suoi studi con Olivera Miljakovic. Ha all’attivo i seguenti ruoli: Zaccaria (Nabucco), Attila (Attila), Banco (Macbeth), Filippo secondo (Don Carlo), Guardiano (La Forza del Destino), Ferrando (II Trovatore), Ramphis (Aida), Silva (Ernani), Sparafucile (Rigoletto), Boris, Pimen (Boris Godunov), Gremin (Eugene Onegin), King Rene (lolanta), Basilio (II Barbiere di Siviglia), Enrico VIII (Anna Bolena), Raimondo (Lucia di Lamermoor), Oroveso (Norma), Koncchak (Prince Igor). Nel 1995 è interprete del Requiem di Verdi a Nancy in Francia. Molte le sue esibizioni in Italia: Brescia, Cagliari, Trieste, Piacenza e Genova in un applaudito tour di concerti. IGOR MATVEJEV tenore E’ nato nel 1953. Si è diplomato all’Accademia di Musica della città natale nella classe del M° Krnetic. Ha interpretato ruoli da comprimario (Jurodivi, Trike, Borsa, Goro, Rodrigo, Arturo, Dankairo, Vasek, Basilio - Don Kurcio, Ruis, Messenger, Parpinol, Judge, Lerma). E’ membro permanente del Madlenianum Opera&Theatre di Zemun. Qui si è esibito come interprete principale ne Il matrimonio segreto, Two widows, The Clever woman, Cosi fan Tutte, I Racconti di Hoffmann. E’ anche un cantante di musica leggera: ha al suo attivo molte registrazioni di “evergreens”. LJUBODRAG BEGOVIĆ tenore E’ membro dell’Opera di Belgrado dal 1987. Si è diplomato alla Music Academy nella classe di Zvonimir Krnetic. Ha studiato inoltre canto con Octavian Enigaresku, Nikola Mitic e Zivan Saramandic. Ha interpretato i seguenti ruoli: Messaggero - Aida, Parpignol - La Bohème, Smith - Werther, Gerald - Don Carlos, Gerardo - Gianni Schicci, Abdallo - Nabucco, Rotni - Evgeny Onegin, The Second Jew - Salome, Dr Blind - Die Fledermaus, Spoletta Tosca, Gastone - La Traviata, Ruiz - Il Trovatore. Si è esibito in Italia, Grecia, Cipro, Ungheria e Romania. E’ docente di canto solista nella scuola di musica “Lisinski” di Belgrado. Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 59 BRANISLAV KOSANIĆ baritono Ha perfezionato i suoi studi di cantante solista alla scuola secondaria di musica “Mokranjac” di Belgrado. Ha lavorato con Nikola Mitic all’Operatic studio del Teatro Nazionale. Si è successivamente diplomato alla Law School di Belgrado. Ha iniziato a lavorare come solista per il Teatro Nazionale di Belgrado dal 1989/90, interpretando numerosi ruoli: Schaunard, Benoit, Alcindoro (La Bohème), Oratore (Die Zauberflöte), Lord Rochford (Anna Bolena), barone Douphol (La Traviata), Morales (Carmen), Marullo, Ceprano (Rigoletto), Commissario imperiale (Madame Butterfly), Fiorello (Il Barbiere di Siviglia), Sharone, il Sacrestano (Tosca), Antonio (Le Nozze di Figaro), Zarietski (Evgeny Onegin), Abdallo (Nabucco), Nazareno I (Salome), Frank (Die Fledermaus), Notaio (Gianni Schicchi), Johann (Werther). Al Madlenianum Opera&Theatre ha interpretato: Conte Robinson (Il Matrimonio segreto di Cimarosa), Junius (The Rape of Lucretia di Britten), Bruschino padre, Commissario (Signor Bruschino di Rossini), Il Secondo vagabondo (The Clever Woman di Orff). Con i “Belgrade madrigalists” si esibisce in concerti di musica sacra e dal 2001 anche con il gruppo vocale “Oktoih”. E’ stato ospite in qualità di solista all’apertura della stagione operistica 2002/2003 della Detroit Opera (USA). Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 60 Orchestra del Teatro Nazionale di Belgrado I Violini Edit Makedonska spalla Vesna Janssens spalla Vesna Janssens concertino Ivana Stamatović Jasmina Manigodić Andrija Abramović Nenad Necić Milica Jovanović Mirjana Mladenović Boris Matejić Vladimir Koh Jelena Dimitrijević Violoncelli Siniša Jovanović* Ilona Necić* Vladislav Antonović Jasmina Pajević Tijana Ivanović Irina Skorikova II Violini Predrag Popović* Snežana Dragićević* Zoran Kostadinović Uroš Jović Katarina Prlja Lena Vasić Olivera Lončar Mladen Drenić Szabo Imre Milena Nedeljković Flauti Bratislav Djurić* Vanja Veljković* Jasmina Živić Ottavino Viole Mirko Crnojević* Boban Zdravković Aleksandar Miladinović Andrija Stanojević Milica Kostandinović Saša Ilić Vladimir Popović Dejan Milinković Contrabbassi Miloš Jevtić* Svetozar Vujić* Miloš Pudar Vlado Radojević Oboi Duško Nenadović* Slavko Stanković* Gordan Petrović Corno inglese Clarinetti Zoran Vesić* Miloš Dragić* Ivan Stamenković Clarinetto basso Fagotti Predrag Stojković* Eva Žigović* Ana Djordjević Controfagotto Corni Miloš Jovanović* Gordana Stojnić Artem Zagrebelnij Vladimir Nanuševski Trombe Predrag Necić* Miodrag Matić Srdjan Djaković Tromboni Petar Torbica* Aleksandar Benčić Miroljub Marković Željko Živković Tuba Zoltan Lukačević Timpani Dragan Selaković* Percussioni Draško Janković Radoš Ćapin Arpa Milena Stanišić* * Prime parti Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Coro del Teatro Nazionale di Belgrado Soprani Antić Marija Begenišić Mirjana Čubra Mirela Dojković Tamara First Nikolovski Irena Janušić Maja Krljević Olivera Radovanović Pročković Nataša Radovanović Jelena Stefanović Biljana Todorović Suzana Tomić Dragana Vujović Viktorija Božić-Pivarski Neda Kečkić Nataša Madžarević Mijailović Nataša Pavlović Jelena Ristić Tatjana Skorikov Valentina Vujanović Slavenka Alti Drecun Nataša Dutina Mirjana Pajević Maja Popović Sonja Prodanović Sandra Živković Maja Cincar-Kalinik Jovana orđević Marina Jovanović Tamara Kalapiš Zorana Lazić Mirjana Milošević Danijela Stanišić Smiljana Vidmar Ivana Tenori Babik Boris Bogoinski Časlav Bukelić Zoran Čiča Slaven Čivović Milan Devald Predrag Ivanković Nenad Nikolić Ilija Prosen Milan Pupovac Nebojša Debeljak Ivan Jović Ranko Manojlović Milorad Milošević Goran Postovnik Boris Rajković Predrag Vasiljević Dejan Vujašković Igor Baritoni Gligorić Predrag Japundžić Slobodan Kruljac Ivan Markovski Miroslav Marušić Kosta Nikolić Dragan Paunović Aleksandar Rabrenović Gavrilo Udovičić Dragan Bassi Govedarica Miodrag Ilić Živorad Jakovljević Saša Jevtić Miodrag Lazić Milivoje Radonjić Vuk Stefanović Aleksandar Tasić Aleksandar Tomić orđe Pagina 61 Corpo di Ballo del Teatro Nazionale di Belgrado Gordana Jeličić Bojana Leko Iva Radić Sanja Tomić Milena Ivić Maša Tadić Ines Marković Nataša Komarić Nebojša Stanković Igor Čupković Ljubiša Peković Goran Stanić Božin Pavlovski Vladimir Panajotović Željko Grozdanović Hleb Sumanau Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 Organigramma Sindaco di Rovigo Fausto Merchiori Assessore alla Cultura e Spettacolo Federico Frigato Sovrintendente e Direttore Artistico Marcello Lippi Dirigente Settore Cultura e Servizi Generali Andrea Pirani Funzionario Settore Cultura e Spettacolo Angela Baruchello Segretario Artistico Andrea Attucci Funzionario Amministrativo Laura Cuozzo Funzionario Contabile Lucia Toffanin Promozione e Immagine Milena Dolcetto Ufficio Stampa del Comune di Rovigo Paola Gasperotto Segreteria e amministrazione Ilaria Viaro Roberta Ponzetto Otello Galasso Mara Lazzarin Natalia Favaro Sandra Andreotti Monica Luciano Monica Scaranello Paola Gallo 15:21 Pagina 62 Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Pagina 63 Direttore tecnico di palcoscenico Roberto Lunari Direttore di palcoscenico Federico Bertolani Capo elettricista Gianluca Quaglio Elettricisti Francesco Piva, Carlo Busson Aiuto elettricista Lorenzo Franco Capo macchinista Matteo Fasano Macchinisti Alex Berto, Fabian Tartari, Marco Aurelio Sagredin Aiuto macchinista Lorenzo Giacomello Scenografi realizzatori Tiziana Bellinato, Giulio Magnetto, Samantha Pigozzo Capo sarta Mirella Magagnini Sarte Valeria Andriotto, Maria Magagnini, Angela Shaw, Francesca Milan Capo parrucchiera Daniela Berto Parrucchiere Giovanna Almi, Alessandra Pirani Capo truccatrice Monica Salomoni Truccatori Chiara Marzolla, Riccardo De Agostini Onegin libretto:Onegin libretto 5-03-2009 15:21 Presentazione dell’opera mercoledì 18 marzo 09 ore 18.00 Rovigo - Accademia dei Concordi, Sala Oliva a cura dell’Associazione Amici del Teatro Sociale di Rovigo Relatore Massimo Contiero Eugenio Onegin a Ravenna Teatro Alighieri sabato 14 marzo 2009 domenica 15 marzo 2009 a Vicenza Teatro Comunale di Vicenza mercoledì 18 marzo 2009 Questo libretto è stato curato da Milena Dolcetto Si ringrazia Vanja Kosanić del Teatro Nazionale di Belgrado per il materiale fornito Illustrazione di copertina di Alessandro Raise Foto di Srdjan Mihić e Miša Mustapić Realizzazione grafica: FANCY GRAFICA - Rovigo Stampa: Europrint - Rovigo In stampa marzo 2009 Il Teatro Sociale di Rovigo è a disposizione degli aventi diritti per le fonti iconografiche che non è stato possibile individuare Stampato su carta Gardapat Kiara 13 (patinata senza legno, senza aggiunta di imbiancanti ottici) Pagina 64