perché possiamo avere il necessario nutrimento e gustare il privilegio di essere tuoi collaboratori nell’edificare il mondo. Noi ti glorifichiamo, Motivo della gioia e della festa apri anche alle nostre famiglie le vie della letizia e del riposo per gustare fin d’ora quella gioia perfetta che ci hai donato nel Cristo risorto. Così i nostri giorni laboriosi e fraterni saranno spiraglio aperto sul tuo mistero di amore e di luce che il Cristo tuo Figlio ci ha rivelato e lo Spirito Vivificante ci ha anticipato. E vivremo lieti di essere la tua famiglia in cammino verso di Te Dio Benedetto nei secoli. Amen Canto (Cantemus 149). Parrocchia S. Gregorio Barbarigo - Milano Preghiera con le famiglie: 24 gennaio 2012 ore 21 oppure Canto (Cantemus 7). Tutta la terra canti a Dio, lodi la sua maestà. Canti la gloria del suo nome, grande e sublime santità. Dicano tutte le nazioni: «Non c’è nessuno uguale a te». Sono tremendi i tuoi prodigi, dell’universo tu sei re. Tu solo compi meraviglie con l’infinita tua virtù. Guidi il tuo popolo redento dalla sua triste schiavitù. Sì, tu lo provi con il fuoco, e vagli la sua fedeltà. Ma esso sa di respirare nella tua immensa carità. Sii benedetto, eterno Dio, non mi respingere da te. Tendi l’orecchio alla mai voce, venga la grazia e resti in me. Sempre ti voglio celebrare, finché respiro mi darai. Nella dimora dei tuoi santi spero che tu mi accoglierai. Tutta la terra canti a te, Dio dell’universo, tutto il creato viene a te, annuncia la tua gloria. Unico Dio sei per noi, fatti dalla tua mano; Padre, noi siamo figli tuoi, popolo che tu guidi. Nella tua casa accoglierai l’inno delle nazioni: tutta la storia ti darà onore e vittoria. “DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE LA SUA MISERICORDIA SI STENDE SU QUELLI CHE LO TEMONO” (Lc.1,50) in preparazione al VII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE Benedizione Eucaristica. 8 Esposizione del Santissimo Sacramento. S. ● Signore siamo la tua Chiesa: siamo famiglie, unite nella fede, a te e tra di noi. Noi ti lodiamo perché la tua misericordia si stende di generazione in generazione su chi a te si affida. Canto (Cantemus 11). Salga a te, Signore, l’inno della Chiesa, l’inno della fede che ci unisce a te. Sia gloria e lode alla Trinità! Santo, santo, santo per l’eternità. Una è la fede, una la speranza, uno è l’amore che ci unisce a te. L’universo canta: lode a te, Gesù! Gloria al nostro Dio, gloria a Cristo Re! Davvero la tua misericordia dura per sempre, perché la tua bontà, Signore, si distende attraverso la generazione e la comunicazione tra genitori e figli. È un dono immenso che ci fai, per il quale vorremmo sempre dare gloria e rendere grazie. C. ● Apriamo con questa preghiera la nostra preparazione (che continuerà con le catechesi) al VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Vogliamo pregare perché sia, per ogni famiglia (e quindi anche per le nostre famiglie), una occasione grande, per una rinnovata e più precisa decisione nel vivere la fede dentro il contesto familiare. Più in particolare vogliamo pregare perché questo incontro sia occasione di accoglienza tra le famiglie; sia occasione per una rinnovata presa di coscienza del bene che è la famiglia; e sia occasione per uno stimolante avvio, nell’affrontare l’organizzazione del lavoro e il modo di vivere la festa, senza perdere la propria identità. Queste le tre parti della nostra preghiera. S. L’ACCOGLIENZA TRA LE FAMIGLIE C. Il raduno mondiale delle famiglie sarà una magnifica occasione di incontro e di scambio, una opportunità preziosa per conoscere esperienze diverse, profondamente legate al proprio contesto sociale e culturale, ma accomunate dall’unica fede. Uno che all’infame la stima rifiuti, uno che onori gli amici di Dio. Uno che mantenga le sue promesse, uno che non presti denaro ad usura. Uno che non venda per lucro il giusto costui mai nulla avrà da temere S. ● E il secondo Salmo, che prendiamo dai “canti delle ascensioni”, ci ricorda che dal tempio (o dalla preghiera) sempre possiamo ripartiamo fortificati dalla sua benedizione. Allora aiutaci sempre, o Signore, uscendo dalla preghiera, a ritornare sulle strade di questo mondo, per affrontare il lavoro quotidiano, nel groviglio delle vicende e delle contraddizioni, ma con te accanto come salvatore. Allora, come abbiamo detto con le parole del Salmo, anche la nostra famiglia fiorirà come una campagna fertile e tutto sarà gioia e pace. Canto (Cantemus 429). R. Vita e benedizione sulla casa che teme il Signore. Beato l’uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie. Vivrai del lavoro delle tue mani sarai felice e godrai d’ogni bene. R. La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa: i tuoi figli come virgulti di ulivo intorno alla tua mensa. R. Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore Ti benedica il Signore da Sion! Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme per tutti i giorni della tua vita. R. Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. Pace su Israele! Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo. Amen. R. CONCLUSIONE S. Preghiera per il VII Incontro Mondiale delle Famiglie L 1. ● Il primo frutto dell’incontro mondiale delle famiglie deve essere proprio questo: togliere quel sospetto che ancora è presente anche nella nostra comunità riguardo al fenomeno migratorio. Questo incontro mondiale delle famiglie diventi l’occasione per aprire i nostri orizzonti e accogliere come un dono i molti fratelli e sorelle che sono venuti ad abitare in mezzo a noi, imparando a vedere la ricchezza che essi possono essere per la vita della nostra comunità. L 2.● E più profondamente questo incontro mondiale delle famiglie ci può aiutare a riscoprire e a vivere il comandamento dell’amore. Dobbiamo farci prossimo con la consapevolezza che, dentro questo gesto noi ritroviamo noi stessi: nel rapporto di prossimità con l’altro, ne va di noi stessi. Amare il prossimo, infatti, è come amare se stessi. E il prossimo da amare è 2 Padre del Signore Gesù Cristo, e Padre nostro noi ti adoriamo, Fonte di ogni comunione custodisci le nostre famiglie nella tua benedizione perché siano luoghi di comunione tra gli sposi e di vita piena reciprocamente donata tra genitori e figli. Noi ti contempliamo Artefice di ogni perfezione e di ogni bellezza concedi ad ogni famiglia un lavoro giusto e dignitoso 7 come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria. l’altro, chiunque egli sia (anche uno sconosciuto), l’altro che la situazione concreta affida alle nostre cure. S. S. Ripensiamo in silenzio due passi della Scrittura. L 1. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio (Gv.1,11-12). Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide, ne ebbe compassione, gli si fece vicino… Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti? Chi ha avuto compassione di lui. E Gesù gli disse: Va' e anche tu fa' lo stesso (Lc.10,30ss). UNO STIMOLANTE AVVIO NELL’AFFRONTARE L’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E IL MODO DI VIVERE LA FESTA SENZA PERDERE LA PROPRIA IDENTITÀ C ● Il VII Incontro Mondiale delle Famiglie mette a tema il trinomio: famiglia lavoro e festa. Il lavoro e la festa sono modi con cui la famiglia abita lo “spazio” sociale e vive il “tempo” umano. Ai nostri giorno, purtroppo, l’organizzazione del lavoro, pensata e attuata in funzione della concorrenza di mercato e del massimo profitto, e la concezione della festa come occasione di evasione e di consumo, contribuiscono a disgregare la famiglia e la comunità, e a diffondere uno stile di vita individualistico. Occorre perciò promuovere una riflessione e un impegno rivolti a conciliare le esigenze e i tempi del lavoro con quelli della famiglia, e a recuperare il senso vero della festa, specialmente della domenica. Occorre ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva della famiglia. S. Preghiera insieme. O Dio nostro Creatore, Tu hai cura paterna di tutti e hai voluto che gli uomini formassero una sola famiglia e si trattassero tra loro come fratelli, e dividessero nella giustizia i beni della terra. Oggi viviamo in un mondo dove gli uomini dipendono sempre più gli uni dagli altri. Donaci la forza del tuo Spirito perché non ci chiudiamo in noi stessi, ma sentiamo viva la responsabilità sociale e la esercitiamo attivamente. Rendici aperti e sensibili alle necessità altrui, pronti a sacrificare qualcosa di nostro per collaborare all’edificazione di una società più giusta nella quale l’uomo sia sempre più uomo. L’amore per l’uomo di Cristo tuo Figlio sia l’esempio e la sorgente del nostro impegno. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. S. ● Non è questo il tempo della riflessione distesa, né dell’impegno pratico. È il tempo della preghiera. E tuttavia abboziamo questa semplice riflessione. Oggi le forme sociali e culturali della vita comune assegnano alla famiglia un posto marginale: la famiglia è ai margini rispetto al resto dei rapporti sociali; chiusa entro uno spazio privato assume una connotazione decisamente ed esclusivamente affettiva. La famiglia corre il rischio di lasciare ad altre agenzie il compito di organizzare in esclusiva i ritmi del vivere sociale, e il compito di introdurre i figli ai significati elementari della vita. Noi non vogliamo correre questo rischio. È questa la sfida che ci attende, e che possiamo affrontare solo con la sapienza e con l’aiuto che vengono dal Signore. In questo momento di preghiera vogliamo esprimere questa consapevolezza, con le parole di due Salmi. Ci dicono che quando entriamo in preghiera dobbiamo fare nostra la sua sapienza. E quando usciamo dalla preghiera possiamo contare sul suo sostegno. C. ● Questo VII Incontro Mondiale delle Famiglie ci aiuti a capire che proprio attraverso la generazione e il rapporto tra le generazioni ci è dato di conoscere l’amore del Signore, la sua misericordia che si distende nella storia. S. ● Il primo Salmo ci ricorda appunto che possiamo entrare in preghiera, ospiti nel suo tempio, solo se abbandoniamo i facili luoghi comuni della cultura diffusa e pubblica. Allora aiutaci sempre, o Signore, ad entrare in preghiera, nel giorno di festa, lasciando alle spalle la mentalità comune che tutto avvolge e intristisce, per contemplare le tue opere e la tua sapienza. Canto (Cantemus 452). Chi potrà varcare Signor la tua soglia chi fermare il piede sul tuo monte santo? Uno che per vie diritte cammini, uno che in opere giuste s’adopri. Uno che conservi un cuore sincero, uno che abbia monde le labbra da inganni. Uno che al prossimo male non faccia, uno che al fratello non rechi offesa. L 1. Dal libro della Genesi. Dopo tali fatti, questa parola del Signore fu rivolta ad Abram in visione: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». 2 Rispose Abram: «Mio Signore Dio, che mi darai? Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Eliezer di Damasco». 3 Soggiunse Abram: «Ecco a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». 4 Ed ecco gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non costui sarà il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede». 5 Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». 6 Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia. Parola di Dio. 6 3 S. UNA RINNOVATA PRESA DI COSCIENZA DEL BENE CHE È LA FAMIGLIA S. ● Anzitutto attraverso la generazione. Tra le esperienze effettive che risuonano dentro di noi come una promessa, c’è l’esperienza della generazione: il figlio, nascendo, e anche prima di nascere, accende un speranza. La nascita di un bambino assume la consistenza di un miracolo che ricrea il mondo; attraverso la generazione si rinnova la creazione intera. Mi è nato un figlio! E il mondo diventa nuovo. Ci istruisce a riguardo la storia di Abramo. 15:1 Di fatto nacque Isacco, il cui nome significa che Dio sorride; e si rinnovò la giovinezza di Abramo. Non basta essere giovani di anni per essere ricchi di speranza. La generazione arricchisce, appunto, nella speranza, rinnovando la giovinezza; il figlio, infatti, costringe a sperare. S. ● Poi la sua misericordia si distende attraverso il rapporto tra le generazioni. La comunicazione con il figlio bambino accende il desiderio di ritornare alle prime certezze della vita, dimenticate con il passare degli anni: fondamentalmente alla certezza che tutto è grazia. La tua grazia, Signore, vale più della vita. A te, Signore, mi affido, perché io possa vivere; e la mia vita sia promettente. Io ti cerco e ti invoco, come fa il bambino con la mamma. Non c’è prima la mia vita e poi la tua grazia: vita per me è soltanto quello che la tua grazia mi dischiude. Soltanto a condizione di riconoscermi preceduto dalla tua grazia, trovo la certezza che la mia vita è possibile. Queste cose note da sempre, tornano ad essere persuasive ed eloquenti grazie alla loro comunicazione con il figlio. S. ● Dunque, attraverso la generazione e la comunicazione tra genitori e figli, si distende la bontà del Signore; si rinnova la creazione intera. Davvero la sua misericordia dura per sempre. Appunto per questo la stessa redenzione del genere umano voluta dal Creatore del cielo e della terra passa per la nascita di un bambino. S. ● Allora magnifichiamo la bontà del Signore con le parole del Salmo. Canto (Cantemus 467). R. Gustate e vedete come è buono il Signore. Benedirò il Signore in ogni tempo, sempre avrò sul labbro la sua lode. Nel Signore si glorierà l’anima mia: l’umile ascolti e si rallegri. R. Magnificate con me il Signore saltiamo insieme il suo nome: ho cercato il Signore, mi ha risposto, da ogni male mi ha sollevato. R. Temete il Signore, voi santi, chi lo teme non manca di nulla. Il ricco è indigente e affamato; non manca nulla a chi cerca il Signore. R. Venite, figli, ascoltatemi: vi insegnerò il timore del Signore. Chi è l’uomo che vuole la vita, che vuole giorni per vedere il bene? R. - Maria e Giuseppe presentano il Figlio al tempio, e lì cercano istruzioni per il loro difficile compito. Accenda il Signore in tutti i genitori l’attesa di avere nel tempio istruzioni per il loro compito non meno difficile. Noi ti preghiamo. Ascoltaci Signore. - Il vecchio Simeone benedice Dio perché i suoi occhi hanno visto la salvezza. Ogni figlio che nasce in questo mondo è annuncio di salvezza. Il Signore aiuti i genitori a vivere con questa speranza e letizia il loro servizio al figlio e al mondo intero. Noi ti preghiamo.Ascoltaci Signore. - Maria e Giuseppe, secondo l’usanza, salirono a Gerusalemme con il figlio. La tradizione religiosa offriva una traccia sicura alla loro opera educativa. Oggi le tradizioni sembrano diventare tutte incerte e difficili da praticare. Il Signore illumini i genitori perché non le abbandonino troppo in fretta; sappiano invece riscoprirne la verità e proporle ai loro figli. Noi ti preghiamo. Ascoltaci Signore. - Gesù corresse la ricerca ansiosa della madre e del padre; corregga oggi ancora tutti i genitori in ansia; conceda loro di conoscere quella fiducia serena che sola consente di porre un fondamento sicuro a tutta l’opera educativa. Noi ti preghiamo. Ascoltaci Signore. L 2. - Rinnova Signore la tua benedizione e la tua alleanza con tutte le famiglie di questo mondo. Rendi ogni madre capace di confermare agli occhi del figlio che cresce, quella promessa che a lui ha fatto attraverso la cura e la tenerezza dei primi anni di vita. Noi ti preghiamo. Ascoltaci Signore. - Conferma ogni padre nella dedizione e nel rispetto di quella legge, della quale egli è stato testimone agli occhi del figlio ancor prima che potesse rendersene conto. Noi ti preghiamo. Ascoltaci Signore. - Istruisci la mente e il cuore dei padri e delle madri, perché essi non esasperino i figli, ma sappiano correggerli e guidarli con comprensione e pazienza. Noi ti preghiamo. Ascoltaci Signore. - Insegna ai figli a onorare il padre e la madre, anche e soprattutto nei giorni in cui essi mostrano le loro debolezze. Noi ti preghiamo. Ascoltaci Signore. S. Larga scenda la tua benedizione, o Padre di misericordia, sulle nostre famiglie perché dal tuo provvido amore ricevano l’aiuto necessario nelle difficoltà della vitae, superato ogni affanno, si ritrovino insieme nella felicità della tua casa. Per Cristo nostro Signore. Amen. S. ● E rendiamo grazie a Dio per il grande dono della famiglia. Ci aiuti il Signore a vivere il rapporto genitori figli come il luogo, dentro il quale passa la sua misericordia. L’esempio della Sacra Famiglia (di Gesù Maria e Giuseppe) dia parola alle nostre invocazioni, alle quali tutti aggiungeremo “ascoltaci Signore”. L 1. S. ● Ora cantiamo il “Magnificat”, per esaltare la misericordia di Dio, che si distende sui suoi fedeli, attraverso la generazione e la comunicazione tra genitori e figli. Cantico. L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, 4 5