è pasqua: benedite il Signore liturgia familiare nella cena del sabato santo sussidio per una catechesi sulla pasqua 1 presentazione “Ascolta, Israele… Guardati, guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto: non ti sfuggano dal cuore, per tutto il tempo della tua vita. Le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli.” (Dt 4,1.9) Obbedendo a queste parole di Mosè, ogni anno le famiglie ebree celebravano (e celebrano ancora oggi) nelle loro case la cena di Pasqua. Pasqua era la liberazione dall’Egitto, il dono della Legge e della Terra Promessa. Pasqua era anche la liberazione che il Signore donava al suo popolo a ogni generazione. Pasqua era anche l’attesa di una liberazione definitiva, quando Dio avrebbe stabilito il suo Regno. Nella cena pasquale, i, capofamiglia recitava (e recita ancora) l’haggadah, ossia il racconto (dall’ebraico) delle grandi opere compiute da Dio per i nostri padri, il cui ricordo deve incoraggiare la generazione presente. Anche noi cristiani celebriamo la Pasqua. Ma per noi, il ricordo delle grandi opere di Dio è soprattutto il ricordo di Gesù e della sua morte e risurrezione per gli uomini. La nostra cena pasquale è la Messa, che è anche anticipazione dell’incontro finale con lui, quando verrà a giudicare i vivi e i morti. E’ bello però riportare la Pasqua nelle nostre famiglie! La sera del sabato santo, la nostra famiglia andrà alla grande Veglia. Forse i più piccini saranno presenti solo all’inizio, alla Liturgia della Luce e all’Annuncio Pasquale. Questo libretto aiuta a prepararci alla Veglia, a ringraziare insieme il Signore, che ci ha trasferito dalle tenebre all’ammirabile sua luce. Potrebbe essere considerato una Haggadah cristiana, e in questo contribuire a ricordarci le nostre radici. Come funziona? Questa liturgia va celebrata a tavola. La cena è per le nostre famiglie un momento di incontro: ci raccontiamo quello che è successo durante la giornata, godiamo della presenza delle persone che amiamo; se manca qualcuno, ci dispiace; se ci sono degli amici o degli ospiti, siamo contenti di accoglierli. Così, in questa sera è bene che ci siano con noi delle altre persone: possiamo invitare un’altra famiglia, un anziano, un povero, qualche bambino del catechismo o del gruppo di Giovanissimi, una coppia di fidanzati. Ci deve essere qualche segno particolare di attenzione: la tavola apparecchiata con più cura del solito; una torta; un biglietto di auguri; delle candele; ma non il lusso o l’esagerazione: infatti anche noi, come gli ebrei, siamo pellegrini su questa terra, siamo in cammino verso la patria del cielo. E di questo deve essere segno la nostra sobrietà. L’inizio è simile a quella della liturgia ebraica: la mamma (o la donna padrona di casa) accende le candele e dà il via alla liturgia; il bambino più piccolo (o il più giovane a tavola) chiede che gli sia spiegato quello che stiamo facendo. E’ un richiamo alla nostra responsabilità di trasmettere la fede: tocca a noi più anziani testimoniare che veramente Gesù è il Salvatore: ed è bene che i bambini lo sentano dalla bocca del loro papà e della loro mamma. Il papà (o l’uomo più grande) è quello che racconta. Come sarebbe bello che questo racconto non fosse l’unico, nell’arco dell’anno! Tutto l’insegnamento cristiano è un racconto, una storia sacra. Il papà racconta. Ma tutta la famiglia partecipa, sottolineando con acclamazioni i punti più importanti della satira: sono le frasi riportate in carattere più grande e più rilevato, e consistono nella ripetizione di alcune delle frasi pronunziate dal papà. La conclusione del racconto è una lode a Dio, pronunciata tutti insieme. Il ricordo di quello che il Signore ha fatto ci suggerisce una grande riconoscenza: siamo riconoscenti 2 per le grandi opere della salvezza e per i segni del suo amore che sono davanti a noi: le persone che amiamo, i bimbi , il cibo necessario. Per questo, prima di mangiare, il papà recita la benedizione sul cibo e sui commensali. Rimane tuttavia una cosa molto importante da fare. Alla fine della cena, si recita o si canta, meglio ancora, il Responsorio Pasquale. E’ un canto in cui si alternano il papà e gli altri commensali: si mettono a confronto l’Antica e la Nuova Alleanza, i doni di Dio ai nostri padri, gli Israeliti, e il dono della pienezza dei tempi, Gesù. Infatti, a nulla sarebbero serviti il passaggio del Mar Rosso, il dono della Legge, il dono della Terra, a nulla servirebbero tutti i doni che anche noi abbiamo ricevuto, se non avessimo il dono di Gesù, Figlio di Dio e figlio di Maria, che ha condiviso la nostra morte, perché noi condividessimo la sua vita. A questo punto, non resta che uscire e andare alla Veglia Pasquale. Se la comunità parrocchiale ha fatto propria questa liturgia domestica, è importante creare un collegamento con la prima parte, cioè con la Liturgia della Luce e l’Annuncio Pasquale. Anzitutto, sarebbe importante che il fuoco fosse un vero fuoco, un falò, preparato abbastanza lontano dalla chiesa, così che anche la processione fosse una vera processione. Si potrebbe spiegare ai bambini, e a tutti, che la candela che portano in mano, spenta, è la vita di ciascuno, che solo Gesù può accendere: nel buio della notte, il fuoco distrugge il passato ed è segno di vita nuova. Per i nostri bambini, che non conoscono più il fuoco, ma il termosifone, la fiamma è un mistero affascinante, è forza, è vita, è, nella candelina, una speranza da custodire. L’Annuncio pasquale potrebbe essere brevemente commentato: poi, forse, è meglio mandare i bimbi a letto, dando loro appuntamento per il mattino seguente. In questo modo, all’inizio della Veglia, tutta la comunità è presente, e i bimbi ricevono conferma di quello che il papà ha raccontato loro a tavola. La nostra esperienza di questi anni ci ha portato ad amare questo libretto, perché ha creato nella nostra comunità una tradizione. La Pasqua è ormai un appuntamento atteso con gioia, una festa per tutta la famiglia. Consegnamo questo nostro piccolo strumento alle altre comunità cristiane, con l’augurio che le aiuti, come ha aiutato noi, ad accrescere la fede in Gesù risorto, nostro Salvatore. La Comunità di Santa Maria degli Angeli di Reggio Emilia, nel 1988. Oggi Parrocchia di Regina Pacis. 3 Es 12,26 All’ora della cena, tutti sono in piedi attorno alla tavola. La mamma accende le candele e il bambino più piccolo fa la domanda: Perché questa notte è più importante di tutte le altre notti? Perché abbiamo invitato i nostri amici? Perché facciamo festa? Il narratore (il papà o il catechista, l’educatore o il più grande comunque) risponde e racconta: Es 1,8-14 Tanti e tanti anni fa, i nostri padri erano schiavi in Egitto. il Faraone e gli egiziani li opprimevano con duri lavori per farli morire. Es 2,23-25 Essi gridarono al Signore ESSI GRIDARONO AL SIGNORE Es 3,9 e il grido del loro pianto giunse al suo orecchio Il Signore ascoltò la loro voce, vide la loro afflizione, si ricordò della sua alleanza, e decise di salvarli. Es 6,10 Il Signore mandò allora Mosè, suo servo, dal Faraone a dirgli: “Lascia andare libero il mio popolo!” LASCIA ANDARE LIBERO IL MIO POPOLO Es 7,13 Ma il re d’Egitto non volle e indurì il suo cuore, anche quando il Signore mandò terribili castighi in dieci piaghe: 4 Es 7,14-25 IL SANGUE NELLE ACQUE DEL NILO Es 7,26-8,11 LE RANE Es 8,12-15 LE ZANZARE Es 8,16-28 I TAFANI Es 9,1-7 LA MORTE DEL BESTIAME Es 9,8-12 LE ULCERE Es 9,13-35 LA GRANDINE Es 10,1-20 LE CAVALLETTE Es 10,21-29 LE TENEBRE Es 11,1 Allora il Signore disse a Mosè: “Ancora un castigo mi resta, dopo di questo il Faraone vi lascerà andare liberi, anzi, vi spingerà ad partire in fretta. Es 11,4-5 Questa notte, l’Angelo della Morte passerà in tutte le case d’Egitto e ucciderà i figli primogeniti”. Es 12,1-14 Mosè allora chiamò tutto il popolo e disse loro di prendere un agnello: col sangue dell’agnello segnarono le porte delle loro case. E così, l’Angelo della Morte, vedendo il sangue, passò oltre. Es 12,23 L’ANGELO DELLA MORTE, VEDENDO IL SANGUE, PASSO’ OLTRE. 5 Questa notte gli ebrei mangiarono l’ultima cena in Egitto: mangiarono in fretta, in piedi, con una grande speranza nel cuore; mangiarono l’agnello arrostito, le erbe amare, il pane senza lievito e bevvero il vino. In questa notte si levò un grido: “Uscite dalla casa di schiavitù!” USCITE DALLA CASA DI SCHIAVITÙ! Es 13,3 Es 14,5 Es 14,9 “Il braccio potente del Signore vi ha liberato!” Tutti i nostri padri si misero in cammino; ma il Faraone si pentì di averli lasciati andare. Li inseguì e li raggiunse vicino al Mar Rosso: davanti il mare e dietro il nemico! DAVANTI IL MARE E DIETRO IL NEMICO Es 14,10-11 Es 14,16 La morte sembrava inevitabile. Gridarono i nostri padri al Signore ed egli disse a Mosè. “Non temere! Tocca col tuo bastone le acque del mare”. Mosè ubbidì e le acque si divisero: si aprì una strada in mezzo al mare. SI APRI’ UNA STRADA IN MEZZO AL MARE Is 40,11 Ez 34,12-16 Es 14,23-30 Tutti passarono, il piccolo e il grande, il debole e il forte, il giovane e il vecchio. Ma quando gli egiziani li vollero seguire, le acque si richiusero sull’esercito di Faraone e tutti annegarono. 6 Es 15,1-18 Israele allora conobbe la potenza di Dio, credette in lui e cantò con gioia: “Grandi cose ha fatto il Signore!” GRANDI COSE HA FATTO IL SIGNORE! “Chi è mai simile a lui? Egli è un Dio potente e fedele, ha pietà dei suoi poveri”. Os 11,1-4 Es 13,21-22 Es 16,3 Iniziò allora il viaggio nel deserto. Il Signore li portava come un mamma porta il suo bambino. Grande era la promessa: una terra tutta loro, l’abbondanza e la pace. Li guidava con una colonna di nubi, che di notte era fuoco che illuminava il cammino. Ma la strada era dura, era difficile avere fede. Avevano fame e sete. AVEVANO FAME E SETE Es 16,4-15 Es 17,6 Es 19,16-20 Il Signore mandò loro il pane dal cielo, la manna, che ogni mattina ricopriva la terra attorno al loro accampamento; li dissetò con l’acqua scaturita dalla roccia. Li condusse fino al monte Sinai, e là, di mezzo al fuoco fiammeggiante, parò con loro. DI MEZZO AL FUOCO FIAMMEGGIANTE PARLO’ CON LORO Dt 5 Diede al suo popolo l’Alleanza: si impegno ad amarli e a liberarli. 7 Es 31,18 Es 32,1-6 Chiese al popolo di essergli fedele, di rispettare i suoi comandamenti. Scrisse l’Alleanza su tavole di pietra: doveva essere un’Alleanza molto, molto solida. Ma il popolo non tardò a tradire il Signore: Mosè era salito sul monte, ed essi si fabbricarono un vitello d’oro e dissero: “Ecco il nostro Dio!” Quanta ingratitudine, quanta stoltezza! QUANTA INGRATITUDINE, QUANTA STOLTEZZA! Es 32,9 os 11,9 Es 32,14 Nm 13,1 Es 36,25-28 Ger 31,31-33 1 Cr 17,13 L’ira del Signore si accese: pensò di abbandonarli, di distruggerli. Ma il Signore è Dio, non uomo: non ama distruggere. Dio perdonò al suo popolo e lo condusse alla buona terra che gli aveva promesso. E gli fece una promessa ancora più grande: “Cambierò il tuo cuore, ti renderò fedele, manderò su di te il mio Spirito, ti darò un Re giusto e tu, popolo mio, sarai per me un figlio.” 8 Lc 4,16-21 Si sono compiuti per noi i tempi di quella promessa: il Signore ha mandato il suo Figlio IL SIGNORE HA MANDATO IL SUO FIGLIO Lc 1,26-35 Lc 4,1-12 Lc 11,20 che è nato dalla vergine Maria per opera dello Spirito Santo, e si chiama Gesù. Ha combattuto col diavolo e l’ha vinto: gli ha tolto il regno e ha instaurato il Regno di Dio. HA INSTAURATO IL REGNO DI DIO At 10,38 Mt 11,5 Gesù passò fra noi facendo il bene, guarendo i malati, ridando la vista ai ciechi, perdonando ai peccatori, annunciando ai poveri la Buona Notizia. Gv 14,8-10 Mt 6,7-13 Ci fece conoscere il Padre e ci insegnò a pregarlo. Gv 13,1 Fil 2,8 Quando venne l’ora decisa dal Padre, egli si fece obbediente fino alla morte, e alla morte di croce. Lavò i piedi ai discepoli per lasciare loro un esempio. Gv 13,3-10 E ci amò fino a versare il suo sangue per noi. E CI AMO’ FINO A VERSARE IL SUO SANGUE PER NOI 9 At 1,23-24 Lc 24,5 Il Padre, che lo aveva consegnato per noi, lo ha risuscitato. Egli è vivo! EGLI E’ VIVO! L’esperienza di chi ci ha preceduto nel cammino della fede è chiara: l’uomo che confida nel Signore e vive la fraternità è deriso e abbandonato e gli sembra che anche Dio non gli voglia bene, tanto è il dolore che subisce. Lc 24,25-27 Gv 1,4 gv 5,24-25 mt 5,11 Chi voleva vivere dando fiducia al Signore e sperando in Lui, amando con tutto se stesso, era logico che la morte gli si avventasse addosso e lo riducesse ad uno straccio, in modo che tutti ci si sarebbe scandalizzati e impauriti. Ma nessuno dei profeti è stato dimenticato, perché la verità e la vita sono più forti di tutto, anche se le si seppellisce, saltano fuori con una forza irresistibile. L’amore è vita e chi ama è passato dalla morte alla vita e Dio è con lui: tutta la storia mostra che i profeti, prima umiliati e uccisi, entrano poi nella gloria perché Dio rende loro giustizia. Il Signore Gesù ha vinto la morte e in questa notte noi celebriamo la sua vittoria! IN QUESTA NOTTE NOI CELEBRIAMO LA SUA VITTORIA Gesù che risorge glorioso vince le tenebre della morte, e una strada nuova apre per noi e per tutti gli uomini. 10 Tutti ci chiama a sé, invita tutti gli uomini a seguirlo: ha messo nei nostri cuori il suo Spirito Santo, ci ha dato il cuore nuovo nel battesimo, ci nutre con il Pane della vita che è Lui stesso, ci guida come un pastore buono verso la casa del Padre, ha compassione delle nostre cadute e ci rialza col sacramento della confessione. Noi siamo la sua Chiesa, il suo popolo, la sua famiglia, il suo corpo nel mondo. Noi siamo la sua Chiesa, il suo popolo, la sua famiglia, il suo corpo nel mondo Ci manda ad annunciare la sua Buona Notizia e ovunque e sempre Egli ci accompagna. Ritornerà un giorno glorioso a prenderci con sé Ritornerà un giorno glorioso a prenderci con sé 11 e, se dobbiamo aspettarlo, non temiamo. Se anche moriremo, sappiamo che ci addormenteremo in Lui e Lui ci risveglierà, per essere sempre con Lui e con il Padre nell’unità dello Spirito Santo. Tutti insieme: Per questo noi ti ringraziamo, lodiamo, benediciamo, esaltiamo, magnifichiamo e cantiamo Alleluia al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, a Dio che regna glorioso nei secoli dei secoli. Amen. Gloria. Osanna. 12 A questo punto, il padre recita la benedizione sui commensali: Signore risorto, che sei apparso vivente in mezzo ai tuoi mentre erano a tavola, vieni in mezzo a noi in questa notte nella quale celebriamo la tua vittoria sulla morte e donaci la pace, affinché unanimi prendiamo cibo nella lode di Dio, benedetto nei secoli dei secoli. AMEN Poi ci si mette a tavola e si mangia con gioia, aspettandosi gli uni gli altri (cfr. 1Cor 11,33). Il televisore deve rimanere spento. Alla fine della cena si recita o si canta il seguente responsorio. 13 RESPONSORIO PASQUALE Narratore: Tutti: Grandi doni ha fatto il Signore ai padri nostri; opere stupende, ma a noi più grandi ancora Narratore: Tutti: Parlò ai nostri padri per mezzo di Mosè; il figlio suo Gesù ha donato a tutti noi Narratore: Tutti: Sconfisse Faraone, tiranno assai potente; dal giogo del maligno noi invece ha liberato Narratore: Tutti: Salvò le loro case col sangue dell’agnello; ci libera dal male col sangue di Gesù Tutti: GRANDI COSE HA FATTO, MERAVIGLIE HA FATTO IL SIGNORE PER NOI Narratore: Tutti: La cena dell’agnello, memoriale della gloria; la messa è comunione col Signore che risorge Narratore: Tutti: Aprì per gli schiavi una strada nel Mar Rosso; nell’acqua del Battesimo ci guida a libertà Narratore: Tutti: Li dissetava allora con l’acqua della roccia; ristora oggi lo Spirito la sete di salvezza Tutti: GRANDI COSE HA FATTO, MERAVIGLIE HA FATTO IL SIGNORE PER NOI Narratore: Tutti: La nube luminosa lo guidava nel deserto; nel mondo oggi è lo Spirito che guida la sua chiesa Narratore: Tutti: Incise l’Alleanza su tavole di pietra; il nuovo patto ha scritto nel profondo del mio cuore Narratore: Tutti: Mosè guidò il suo popolo verso la terra promessa; oggi Gesù ci attende nella sua Gerusalemme Narratore: Tutti: In Lui vivremo sempre credendo nel suo amore; perché Gesù è Via, Verità e Vita eterna. 14 Tutti: GRANDI COSE HA FATTO, MERAVIGLIE HA FATTO IL SIGNORE PER NOI PER QUESTO NOI TUTTI VIVIAMO NELLA GIOIA. BENEDICIAMO IL SIGNORE; A LUI ONORE E GLORIA NEI SECOLI DEI SECOLI. AMEN Si può aggiungere ancora un altro canto, ad esempio il Salmo 117 o il Salmo 135 o un altro cantico di ringraziamento. Poi si esce tutti per andare alla Veglia Pasquale o almeno nella sua parte iniziale, la Liturgia della Luce. Il Signore gesù risorto e vittorioso vi doni la sua pace e la sua benedizione! 15 16