Libretto per deserto e meditazione personale 28 Libretto per deserto e meditazione personale Libretto per deserto e meditazione personale 2 Campo nazionale Movimento Studenti di Ac 27 Libretto per deserto e meditazione personale Campo nazionale Movimento Studenti di Ac ________________________________________________________ 26 luglio 2012 ________________________________________________________ Un altro “io”. ________________________________________________________ Guardare dentro di sé per andare oltre la soglia. ________________________________________________________ ________________________________________________________ Meditazione di Raffaele Ogliari, monaco della comunità di Bose ________________________________________________________ «Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende il nome, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell'uomo interiore. Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio». (Ef 3, 14‐19) ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ 26 3 Libretto per deserto e meditazione personale Campo nazionale Movimento Studenti di Ac ________________________________________________________ Perché proprio questo brano? Perché proprio questa canzone?‐ direte voi. Perché non possiamo permetterci di essere “scrutatori non votanti”. Se siamo Msacchini lo siamo fino in fondo.. non possiamo limitarci ad esserlo tra le mura protette del gruppo o della parrocchia. Il nostro compito è essere testimoni! È essere promotori (non venditori ambulanti) di uno stile. Non ha senso dire di credere in un ideale se poi non si fa tutto quello che è nelle nostre possibilità per trasmetterlo e metterlo in pratica. Insomma non possiamo essere Msacchini “di facciata”, senza esserlo fino in fondo al cuore. Per capirci meglio vi proponiamo l’immagine della matrioska. Noi potremmo anche limitarci ad organizzare un’iniziativa, potremmo pubblicizzarla al meglio, ottenere grandi numeri ma non avere sostanza. Quello che ci distingue, che rende noi stessi Msacchini D.O.C. è lo stile, la passione che ci mettiamo in ogni cosa che intraprendiamo (sia questa una grande manifestazione o un piccolo gesto). Il nostro marchio di fabbrica, il nostro motto è, non ci stancheremo mai di ripeterlo, l’I CARE. Ma lo tradiremmo in pieno se lo usassimo semplicemente come uno dei tanti slogan promozionali. Senza viverlo, l’I CARE diventa sterile e privo di senso. Non possiamo permetterci che aprendo la nostra matrioska la si trovi vuota. Noi possiamo definirci davvero Msacchini se, dopo un’attenta riflessione, possiamo dire con certezza che prima delle iniziative, prima delle feste, prima della promozione “straordinaria”, noi abbiamo un senso, un cuore pulsante che ci spinge a mettere in atto il resto, quello stesso impulso che ci rende presenti a scuola, vicini ai compagni. ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ 4 25 Libretto per deserto e meditazione personale Lo scrutatore non votante – Samuele Bersani Lo scrutatore non votante Conserva intatta la sua etica E dalle droghe si rinfresca Lo scrutatore non votante Con una bibita analcolica è indifferente alla politica Ha collegato la stampante Ci tiene assai a dire: “Oh, issa!” Ma non spedisce mai una lettera Ma poi non scende dalla macchina Si è comperato un mangia‐carte È come un ateo praticante Per sbarazzarsi della verità Seduto in chiesa alla domenica Si mette apposta un po’ in disparte Lo scrutatore non votante Per dissentire dalla predica È sempre stato un uomo fragile Poteva essere farfalla Lo scrutatore non votante Ed è rimasto una crisalide È solo un titolo o un immagine Telefonate al cartomante Per cui sarebbe interessante Che non contatta neanche l'aldiquà Verificarlo in un indagine Siccome è calvo usa il turbante Intervistate quel cantante E quando è freddo anche la coppola Che non ascolta mai la musica Oltre alla sua in ogni istante Lo scrutatore non votante Sentiamo come si giustifica Con un sapone che non scivola Si fa la doccia 10 volte Lo scrutatore non votante E ha le formiche sulla tavola È come un sasso che non rotola Prepara un viaggio ma non parte Tiene le mani nelle tasche Pulisce casa ma non ospita E i pugni stretti quando nevica Conosce i nomi delle piante Prepara un viaggio ma non parte Che taglia con la sega elettrica Pulisce casa ma non ospita Conosce i nomi delle piante Lo Fa svenire un po' di sangue Che taglia con la sega elettrica Ma poi è per la sedia elettrica. 24 Campo nazionale Movimento Studenti di Ac Tempo di deserto: qualche spunto per la riflessione personale • Quanto sono capace di ascoltare me stesso, la mia interiorità? Sono capace di sviluppare un mio pensiero, o mi faccio condizionare dalle idee e dal giudizio degli altri, dal "si pensa" e dal "si dice" comune? • Sono capace di «piegare le ginocchia davanti al Padre», oppure mi nutro solo delle mie ambizioni? So lasciarmi guidare da Gesù nel discernere ciò che è meglio per me? • «L'amore di Cristo sorpassa ogni conoscenza», solo «la pienezza di Dio» ci riempie davvero di tutto ciò che ci serve. A che punto è la mia fede in Cristo? É lui il centro della mia vita, o mi faccio dirigere da altri "dei" e da altre "ricchezze"? • So condividere con i fratelli la mia fede? Per che cosa sono "orgoglioso" di professarmi cristiano? Quali sono invece le difficoltà della mia fede? So portare la mia testimonianza nella scuola e nei luoghi di vita con convinzione? Se no (o non del tutto), quali problemi concreti ritrovo nel rapportarmi con i miei coetanei o comunque con le persone che fanno parte della mia vita? ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ 5 Libretto per deserto e meditazione personale Campo nazionale Movimento Studenti di Ac ________________________________________________________ Apocalisse 3, 15‐16 Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Il rischio è quello di non scegliere, di restare fermi a metà, tra il bianco e il nero.. un po’ grigi. ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ Noi non vogliamo e non dobbiamo essere degli Greyman . Chi è Greyman vi chiederete? Ebbene, è il personaggio di un cartone animato surreale e stilizzato creato dall'artista olandese Dadara. L'uomo grigio, in segno appunto di mediocrità, incarna “Lo scrutatore non votante” di Samuele Bersani, per il cui videoclip è stato creato. Lo scrutatore non votante è il primo singolo estratto dall'album L'aldiquà di Samuele Bersani, pubblicato nel 2006. La canzone è una quanto mai attuale, sprezzante ed ironica descrizione di coloro che non si schierano mai pur di non sporcarsi le mani, ma non perdono comunque occasione di commentare o agire banalmente. Il personaggio prende spunto dall'«incoerenza» di un reale amico del cantante di «Cattolica, che ha fatto lo scrutatore ma non vota da dieci anni». E noi.. vogliamo essere Scrutatori Votanti o non votanti? Tempo per la condivisione, a piccoli gruppi. 6 23 Libretto per deserto e meditazione personale Oltre la soglia per contagiare gli altri PER ANDARE OLTRE SERVE... CORAGGIO! Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle prove della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito. “Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile”. Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva sul tavolo, dicendo: “Queste sono le tue paure e sofferenze”. Tutta l'acqua del bicchiere s'intorbidì e s'insudiciò. Il maestro la buttò via. Il maestro prese un'altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all'uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare. La cenere si disperse in un attimo e il mare rimase esattamente com'era prima. "Vedi?" spiegò il maestro. "Ogni giorni devi decidere se essere un bicchiere d'acqua o il mare". Troppi cuori piccoli, troppi animi esitanti, troppe menti ristrette e braccia rattrappite. Una delle mancanze più serie del nostro tempo è il coraggio. Non la stupida spavalderia, la temerarietà incosciente, ma il vero coraggio che di fronte ad ogni sfida fa dire tranquillamente: "Da qualche parte certamente c'è una soluzione ed io la troverò". 22 Campo nazionale Movimento Studenti di Ac Una regola di vita? Una "regola di vita" è uno strumento che, partendo dalla conoscenza di se stessi (limiti, potenzialità, peculiarità...), permette di realizzarci al massimo, di essere noi stessi, di vivere al meglio. E noi msacchini sappiamo bene che non esiste realizzazione personale che non sia già stata progettata da Dio, ma proprio nel rapporto con Lui troviamo la strada della libertà. Se hai già cominciato a pensarci o se hai già una tua regola di vita, puoi utilizzare questo tempo per rivederla, per soffermarti sui punti deboli e forti, per fare il punto della situazione. Se invece non ne avevi mai sentito parlarne, se sei incuriosito o anche annoiato, cerca di rendere fruttuosi questi momenti di silenzio per cominciare un percorso che sarai chiamato a rivedere più volte, senza mai scoraggiarti. La tua regola di vita è qualcosa di più profondo di una serie di orari, scadenze o "buone intenzioni", è un mezzo attraverso il quale traduci l'essere figlio e amico di Dio nella quotidianità, sperimentando la felicità piena solo nella risposta ad un Amore immenso. La nostra risposta rischia però di essere incostante, superficiale, frettolosa: la regola ti aiuterà a rispettare te stesso, i tuoi principi e il tuo rapporto con la fede. Per aiutarti nella scrittura della tua regola l'Ac ti offre degli appunti che potranno esserti utili nella meditazione, sfruttali al meglio qui e a casa, la tua regola necessiterà infatti tante modifiche giorno dopo giorno. 7 Libretto per deserto e meditazione personale Campo nazionale Movimento Studenti di Ac ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ 8 21 Libretto per deserto e meditazione personale ...PER PREPARARSI AD ACCOGLIERLO IN CASA! Pane e Coraggio – Ivano Fossati Campo nazionale Movimento Studenti di Ac Ma il deserto continua... E adesso? Fatto il deserto, fatta la condivisione, pure scritti i primi appunti per una regola di vita…c’è ancora spazio per qualcosa. Lo sappiamo, meditare al campo è molto bello, il deserto è un momento unico, da cercare di ripetere anche più volte nell’anno e non solo al campo, per guardarsi dentro e passare una mattinata col Signore. Quando si ritorna a casa si sa poi come va a finire: tantissimi impegni, divertimenti e distrazioni, c’è tempo per tutto…meno che per Gesù. La regola di vita dovrebbe servire proprio a darsi delle direttive, alcune linee guida che ci aiutino a seguire il cammino di fede che abbiamo deciso di percorrere nella nostra vita. Ma come ogni regola, non la si impara subito, al primo colpo. Bisogna prima esercitarsi, sbagliare, eventualmente modificare la nostra regola, scivolare e rialzarsi, uscire di strada e rimettersi in pista. In questo campo, proponiamo a tutti gli msacchini di iniziare i propri “esercizi” per curare la propria spiritualità. La missione è semplice da spiegare, ma ardua da mettere in atto: ogni giorno, cerchiamo di trovare 10 minuti per riflettere, meditare, pregare in solitudine. È un impegno che ci prendiamo tutti, e tutti insieme dobbiamo aiutarci a portarlo a termine. Vale tutto: in camera al mattino presto o a sera tardi, prima o dopo pranzo, in una pausa dalle attività…insomma, ciascuno cerchi di ritagliarsi lo spazio che più gli pare adeguato. Nelle pagine che seguono, abbiamo raccolto alcuni spunti che potrebbero essere utili per la meditazione. Si possono utilizzare, o si può anche riflettere sulle sensazioni e le novità del campo, molto 20 9 Proprio sul filo della frontiera il commissario ci fa fermare su quella barca troppo piena non ci potrà più rimandare su quella barca troppo piena non ci possiamo ritornare. E sì che l'Italia sembrava un sogno steso per lungo ad asciugare sembrava una donna fin troppo bella che stesse lì per farsi amare sembrava a tutti fin troppo bello che stesse lì a farsi toccare. E noi cambiavamo molto in fretta il nostro sogno in illusione incoraggiati dalla bellezza vista per televisione disorientati dalla miseria e da un po' di televisione. Pane e coraggio ci vogliono ancora che questo mondo non è cambiato pane e coraggio ci vogliono ancora sembra che il tempo non sia passato Pane e coraggio commissario che c'hai il cappello per comandare pane e fortuna moglie mia che reggi l'ombrello per riparare. Per riparare questi figli dalle ondate del buio mare e le figlie dagli sguardi che dovranno sopportare e le figlie dagli oltraggi che dovranno sopportare. Nina ci vogliono scarpe buone e gambe belle Lucia Nina ci vogliono scarpe buone pane e fortuna e così sia ma soprattutto ci vuole coraggio a trascinare le nostre suole da una terra che ci odia ad un'altra che non ci vuole. Proprio sul filo della frontiera commissario ci fai fermare ma su quella barca troppo piena non ci potrai più rimandare su quella barca troppo piena non ci potremo mai più ritornare. Libretto per deserto e meditazione personale liberamente. L’importante è riuscire a prendersi del tempo per guardarsi dentro, per riflettere e stare con Gesù. Naturalmente, è solo l’inizio. La nostra interiorità non va mai in vacanza, e neppure Gesù, che cerca sempre un momento per stare con noi. «Io sono qui e aspetto senza niente altro che il mio amore per te, sperando che oggi tu possa dedicarmi un po' di tempo», ci dice ogni giorno il Signore. La speranza è che, dopo i momenti dedicati al campo, anche a casa possiamo crearci degli spazi per curare la nostra spiritualità. ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ 10 Campo nazionale Movimento Studenti di Ac 29 luglio Accogliere sulla soglia STARE SULLA SOGLIA… PER ANDARE INCONTRO ALLO STRANIERO “Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra. [...] Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima. Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.” (discorso pronunciato da Martin Luther King Washington, 28 agosto 1963) 19 Libretto per deserto e meditazione personale Campo nazionale Movimento Studenti di Ac AMARE, VOCE DEL VERBO MORIRE GIORNO PER GIORNO: Amare, voce del verbo morire, significa decentrarsi. Uscire da sé. Dare senza chiedere. Essere discreti al limite del silenzio. Soffrire per far cadere le squame dell’egoismo. Togliersi di mezzo quando si rischia di compromettere la pace di una casa. Desiderare la felicità dell’altro. Rispettare il suo destino. E scomparire, quando ci si accorge di turbare la sua missione. Santa Maria, donna innamorata, visto che il Signore ti ha detto: «Sono in te tutte le mie sorgenti», facci percepire che è sempre l’amore la rete sotterranea di quelle lame improvvise di felicità che, in alcuni momenti della vita, ti trapassano lo spirito, ti riconciliano con le cose e ti danno la gioia di esistere. (Dagli scritti di don Tonino Bello) ________________________________________________________ TESTI PER LA MEDITAZIONE PERSONALE ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ 27 Luglio Sulla soglia…in compagnia: la partecipazione, l’impegno e l’incontro. PARTECIPAZIONE E IMPEGNO: COMINCIARE DA SE STESSI “C’era una volta uno stolto così insensato che era chiamato il Golem. Quando si alzava al mattino gli riusciva così difficile ritrovare gli abiti della sera, al solo pensiero, spesso aveva paura di andare a dormire. Finalmente una sera si fece coraggio, impugnò una matita e un foglietto e, spogliandosi, annotò dove posava ogni capo vestiario. Il mattino seguente, si alzò tutto contento e prese la sua lista: “Il berretto: là”, e se lo mise in testa; “I pantaloni: lì” e se li infilò; e così via fino a che ebbe indossato tutto. Sì, ma io dove sono? – si chiese all’improvviso in preda all’ansia – Dove sono rimasto?. Invano si cercò e ricercò: non riusciva a trovarsi. Così succede anche a noi”, concluse il Rabbi.” (“Il cammino dell’uomo” di Martin Buber) ________________________________________________________ 18 11 Libretto per deserto e meditazione personale Campo nazionale Movimento Studenti di Ac Oggi, ripetute volte abbiamo riflettuto sul senso della nostra “azione” quotidiana da msacchini ma prima di tutto da studenti e cittadini. Un’azione che giunge all’essenziale e risolleva gli altri e il mondo da quelle situazioni tristi che quotidianamente ci mostrano un Dio che muore come Francesco Guccini cantava nella sua canzone “Dio è morto”, oltre quarant’anni fa. Quel Dio muore tutte le volte che noi non interveniamo, non ci impegniamo, non consideriamo le doti e le qualità riposte in ciascuno di noi per abbattere questi muri. Gesù infatti ci invita ad essere “sale della terra e luce del mondo” (Mt 5, 13‐16), per testimoniare la giustizia e la pace del Suo Regno. “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.” Questo potrebbe rappresentare il punto di partenza di ogni “buon msacchino” per porre in atto politiche di impegno all’interno della scuola, della città e della società. Il punto di partenza di un buon “programma di vita vissuta” che deve tendere a far risorgere quel Dio che moriva in tutte le condizioni di esistenza tristi di cui Guccini cantava. Questo programma però, deve portarci a riflettere anche su noi stessi, perché è proprio da noi stessi che dobbiamo Il parlare di Dio, insomma, è diventato sempre più problematico, sia per il cambio del vocabolario, sia per le interferenze che ne disturbano la comunicazione, sia perché il mondo, soddisfatto da idoli più appaganti sul piano della fruizione immediata, se non proprio non ne avverte il bisogno, lo relega per lo meno nell'area dell'insignificanza. Eppure, Dio è nascosto nel cuore di tutti, se non come presenza, almeno come nostalgia. «O Signore, noi siamo stati fatti per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te». Così affermava Agostino. E la liturgia, face‐dogli eco, geme nelle gramaglie del Venerdì santo: «O Dio, tu hai messo nel cuore degli uomini una così profonda nostalgia di te, che solo quando ti trovano hanno pace! ». Si tratta, allora, per un educatore di fare leva su questa nostalgia che l'uomo si porta incorporata. Non sul falli‐mento delle ideologie, o sulla catastrofe del pensiero, o sulla caduta delle mode culturali. Sarebbe ben triste che l'idea di Dio dovesse prender corpo alimentandosi delle macerie degli idoli. E allora, per educare al senso personale di Dio e all'accoglimento del suo mistero, pur essendoci tanti sentieri di‐versificati, forse ce n'è uno personale e irripetibile per ciascuno di noi, possiamo indicare alcune linee privilegiate su cui oggi far leva. (Dagli scritti di don Tonino Bello) 12 17 RISPONDERE ALLA RICERCA DELL’UOMO OLTRE LE MODE CULTURALI Libretto per deserto e meditazione personale Campo nazionale Movimento Studenti di Ac 28 Luglio Stare sulla soglia in comunione con la Chiesa SULLA SOGLIA, UNA CHIESA CON IL GREMBIULE! Quando vogliamo designare la Chiesa, la immaginiamo con i paramenti addosso, il vescovo con la mitra, il pastorale: ecco il simbolo della Chiesa che prega. Oppure con la Bibbia in mano: la Chiesa che spiega la parola. Però l'immagine più bella, direi più consona al linguaggio biblico, è la Chiesa del grembiule. Nel Vangelo di Giovanni si dice: "Gesù allora si alzò da tavola, depose le vesti, si cinse un grembiule e si mise a lavare i piedi".Si cinse un grembiule: tra i paramenti ecclesiastici che dovrebbero trovarsi in sacrestia, l'unico che avrebbe diritto di starci è il grembiule; invece non c'è. [...] Dalla messa alla domenica dovrebbe sprigionarsi una forza centrifuga così forte che noi siamo scaraventati fuori sulle strade del mondo per andare a portare Gesù Cristo. Sembra che quasi il Signore ci dica: 'Non bastano i vostri bei canti liturgici, i vostri abbracci di pace, i vostri amen, i vostri percuotimenti di petto: che aspettate? Alzatevi da tavola; restate troppo tempo seduti. E' un cristianesimo troppo sedentario il vostro, troppo assopito, un tantino sonnolento'. (Dagli scritti di don Tonino Bello) 16 cominciare se vogliamo andare incontro e verso gli altri. E per “servire” gli altri non basta un “programma politico personale” prestampato, una regola personale che ho attinto da qualche altra parte, presa da qualche personalità importante del mondo cattolico e cristiano. Bisogna partire da se stessi, ecco l’unica cosa che conta. Se così non fosse si potrebbe incorrere nel rischio del Golem (che significa appunto uomo stupido, ripetitivo, senza intelligenza propria) di cui racconta Martin Buber. Saremo capaci di fare tanto, di trovare risposta e soluzioni a tutto ciò che apparentemente sta fuori il nostro corpo e la nostra anima, ma potremmo incorrere nel rischio di perdere noi stessi, limitandoci a produrre e riprodurre ogni giorni “tante cose belle” ma senza sapere perché le stiamo facendo. Quante volte ci impegniamo in qualcosa e poi a fine giornata non siamo capaci nemmeno di chiederci “perché mi sono impegnato? Come mi sono impegnato? Devo continuare a farlo, come?” L’uomo deve quotidianamente nel vortice di cose che fa, alcune di queste dall’alto contenuto valoriale, raggiungere il suo sé, il sé profondo della persona che vive con il mondo e per il mondo, e non l’uomo che fa per realizzare solo ed esclusivamente se stesso. In questo modo non si fa altro che confermare il trend sconvolgente di uomini politici impegnati più a soddisfare i propri interessi che quelli degli altri. Allora vale la pena soffermarsi sulla nostra motivazione, su ciò che ci fa agire, ci dà forza. Siamo studenti con l’AC maiuscola. A farci stare in movimento sono il desiderio di donarsi agli altri, donare il proprio tempo, le 13 Libretto per deserto e meditazione personale proprie fatiche, la propria passione per la scuola, la creatività. Ricordando di farlo sempre con gioia. Buber continua, affermando che il punto di Archimede a partire dal quale posso da parte mia sollevare il mondo è la trasformazione di me stesso. Come dunque trasformare me stesso? Questa risposta implica una riflessione personale lunga e approfondita partendo proprio dalla Parola e dalla testimonianza di uomini che si sono spesi per il bene degli altri, sin da giovani, nella loro quotidianità, attraverso il lavoro, il volontariato, attraverso il servizio in AC: Armida Barelli, Alberto Marvelli, Piergiorgio Frassati, Rosario Livatino. Sarebbe utile dunque riuscire a realizzare una “regola di vita politica personale”, un insieme di motivazioni e non di emozioni che mi spingono a partecipare a vivere da cristiano “ad alti livelli”. Per fare questo potrebbe essere utile cercare nel Vangelo almeno dieci parole che potrebbero aiutarci a realizzare un buon programma politico e provare a riflettere su ciascuna di esse. Per continuare a riflettere: “L’analfabeta politico” ‐ Bertolt Brecht Il peggiore analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, 14 Campo nazionale Movimento Studenti di Ac né s’importa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico è così somaro che si vanta e si gonfia il petto dicendo che odia la politica. Non sa l’imbecille che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il bambino abbandonato, l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi, che è il politico imbroglione, il mafioso corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali. ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________ 15