Basi di dati (modulo 2) Prof. Giovanni Giuffrida Stanza: 362 tel: 095 738 3051 e-mail: [email protected] Basi di dati II 1 Programma Progettazione di basi di dati Il modello entity-relationship (ER) Progettazione Logica, fisica e concettuale Oggetti SQL Vincoli, Viste, Procedure Trigger Esempi su DB commerciali: Oracle e DB2 Esercitazioni Basi di dati II 2 Programma, cont. Normalizzazione di schemi relazionali Aspetti sistemistici dei DBMS Cataloghi, schemi Transazioni Piani di esecuzione SQL Avanzato Sequenze Viste materializzate Query multidimensionali (OLAP) Query ricorsive Esercitazioni Basi di dati II 3 Programma, cont. Linguaggi procedurali e interfacce PHP, JDBC2, QBE Amministrazione di basi di dati Controllo accessi Monitoring Tuning Basi di dati II 4 Vincoli d’integrita’ Riguardano i valori ammissibili degli attributi di una tupla Vincoli Intrarelazionali: nell’ambito della stessa relazione Vincoli Referenziali (o Interrelazionali): tra diverse relazioni Vengono controllati durante le tre possibili operazioni di modifica SQL INSERT,DELETE e UPDATE Devono essere sempre soddisfatti altrimenti la transazione fallisce Oppure, l’utente puo’ opzionalmente definire della azioni (correttive) da intraprendere per ripristinare l’integrita’ Basi di dati II 5 A cosa servono i vincoli d’integrita’ Migliorare la qualita’ dei dati Arricchire semanticamente la base di dati La loro definizione e’ parte del processo di progettazione del data base Usati internamente dal sistema per ottimizzare l’esecuzione Basi di dati II 6 Esempio di DB semanticamente errato Esami Studente Voto Lode Corso 276545 32 01 276545 30 e lode 02 787643 27 e lode 03 739430 24 04 Studenti Matricola Cognome Nome 276545 Rossi Mario Neri Piero 787643 787643 Bianchi Luca Basi di dati II 7 Vincoli sui valori della tupla NOT NULL DEFAULT (Costante|NULL) implicito se l’attributo fa parte di una chiave primaria Esempio: campo matricola nella tabella Studente assegna un valore di default per ogni inserimento se non specificato Esempio: DEFAULT CURRENT DATE CHECK Condizione Dove “Condizione” e’ un’espressione booleana per il controllo di attributi, costanti ed espressioni Dev’essere valutata True per la corretta esecuzione della transazione Vincoli sul dominio: Esempio: specifica i valori ammissibili nell’attributo Voto della tabella Esami: Voto NOT NULL (18 Voto AND Voto 30) Vincoli basati su piu’ attributi (Lode <> ‘Si’) OR (Voto = 30) Basi di dati II 8 Definizione vincoli intrarelazionali PRIMARY KEY [Nome Chiave] “(”Attributo{,Attributo} “)” gli attributi devono essere dichiarati tutti NOT NULL Esempio: Attributo Matricola nella relazione Studenti UNIQUE “(”Attributo{,Attributo} “)” definisce una chiave con uno o piu’ attributi Esempio: (Nome,Cognome,DataDiNascita) Nota: Nome not null unique, Cognome not null unique E’ diverso da: Nome not null, Cognome not null, UNIQUE (Nome, Cognome) Basi di dati II 9 Vincoli d’integrita’ referenziali (o interrelazionali) Tuple di relazioni diverse sono correlati per mezzo del valore di chiavi (primarie) Servono a garantire che i valori in una certa tabella facciano riferimento a valori reali di un’altra tabella Esempio: Esami(...,Matricola), Studenti( Matricola,...) Basi di dati II 10 Infrazioni Codice Data Vigile 34321 1/2/95 3987 MI 39548K 53524 4/3/95 3295 TO E39548 64521 5/4/96 3295 PR 839548 73321 5/2/98 9345 PR 839548 Vigili Prov Numero Matricola Cognome Nome 3987 Rossi Luca 3295 Neri Piero 9345 Neri Mario 7543 Mori Gino Basi di dati II 11 Infrazioni Codice Data Vigile Prov Numero 34321 1/2/95 3987 MI 39548K 53524 4/3/95 3295 TO E39548 64521 5/4/96 3295 PR 839548 73321 5/2/98 9345 PR 839548 Auto Prov Numero Cognome Nome MI 39548K Rossi Mario TO E39548 Rossi Mario PR 839548 Neri Luca Basi di dati II 12 Vincolo di integrità referenziale Un vincolo di integrità referenziale (“foreign key”) fra gli attributi X di una relazione R1 e un’altra relazione R2 impone ai valori su X in R1 di comparire come valori della chiave primaria di R2 Nell‘esempio precedente: vincoli di integrità referenziale fra: l’attributo Vigile della relazione INFRAZIONI e la relazione VIGILI gli attributi Prov e Numero di INFRAZIONI e la relazione AUTO NULL per evitare il controllo del vincolo Basi di dati II 13 Violazione di vincolo di integrità referenziale Infrazioni Codice 34321 53524 64521 73321 Data 1/2/95 4/3/95 5/4/96 5/2/98 Vigile 3987 3295 3295 9345 Prov MI TO PR PR Auto Prov Numero Cognome MI TO PR E39548 F34268 839548 Basi di dati II Rossi Rossi Neri Numero 39548K E39548 839548 839548 Nome Mario Mario Luca 14 Integrità referenziale e valori nulli Impiegati Progetti Matricola Cognome Progetto 34321 Rossi IDEA 53524 Neri XYZ NULL 64521 Verdi 73032 Bianchi IDEA Codice IDEA XYZ BOH Inizio 01/2000 07/2001 09/2001 Basi di dati II Durata 36 24 24 Costo 200 120 150 15 Azioni compensative Esempio: Viene eliminata una tupla causando cosi' una violazione Tre possibili azioni Rifiuto dell'operazione Eliminazione in cascata ON DELETE NO ACTION (la piu’ diffusa nei DBMS) ON DELETE CASCADE: cancella tutte le tuple con valori della chiave esterna corrispondenti alla chiave primaria delle tuple cancellate Introduzione di valori nulli ON DELETE SET NULL assegna il valore NULL agli attributi della chiave esterna Basi di dati II 16 Rifiuto della cancellazione Impiegati Progetti Matricola Cognome Progetto 34321 Rossi IDEA 53524 Neri XYZ NULL 64521 Verdi 73032 Bianchi IDEA Codice IDEA XYZ BOH Inizio 01/2000 07/2001 09/2001 Durata 36 24 24 Costo 200 120 150 La transazione fallisce e XYZ non puo’ essere cancellato dalla relazione Progetti Basi di dati II 17 Eliminazione in cascata Impiegati Progetti Matricola Cognome Progetto 34321 Rossi IDEA 53524 Neri XYZ NULL 64521 Verdi 73032 Bianchi IDEA Codice IDEA XYZ BOH Inizio 01/2000 07/2001 09/2001 Durata 36 24 24 Costo 200 120 150 La transazione termina e XYZ viene cancellato anche dalla relazione ImpiegatiBasi di dati II 18 Introduzione di valori nulli Impiegati Progetti Matricola Cognome Progetto 34321 Rossi IDEA NULL 53524 Neri XYZ NULL 64521 Verdi 73032 Bianchi IDEA Codice IDEA XYZ BOH Inizio 01/2000 07/2001 09/2001 Durata 36 24 24 Costo 200 120 150 La transazione termina e all’attributo Impiegati.Progetto viene assegnato NULL Basi di dati II 19 Vincoli multipli su più attributi Incidenti Codice Data ProvA NumeroA ProvB NumeroB 34321 1/2/95 TO E39548 MI 39548K 64521 5/4/96 PR 839548 TO E39548 Auto Prov Numero Cognome Nome MI 39548K Rossi Mario TO E39548 Rossi Mario PR 839548 Neri Luca Basi di dati II 20 Vincoli Interrelazionali, Sintassi FOREIGN KEY [NomeChiaveEsterna] “(”Attributo{,Attributo} “)” REFERENCES TabellaRef ON DELETE {NO ACTION,CASCADE,SET NULL} dove per la TabellaRef e’ stata definita una chiave primaria Quindi: impedisce l’inserimento di tuple con il valore della chiave esterna che non corrisponde ad un valore della chiave primaria della TabellaRef Basi di dati II 21 Esempio Riassuntivo CREATE TABLE Clienti ( CodiceCliente CHAR(3) UNIQUE NOT NULL, Nome CHAR(30) NOT NULL, Citta’ CHAR(30) NOT NULL, Sconto INTEGER NOT NULL CHECK(Sconto>0 AND Sconto<100), PRIMARY KEY pk_Clienti(CodiceCliente)) CREATE TABLE Agenti ( CodiceAgente CHAR(3) UNIQUE NOT NULL, Nome CHAR(30) NOT NULL, Zona CHAR(8) NOT NULL, Supervisore CHAR(3), Commissione INTEGER) PRIMARY KEY pk_Agenti(CodiceAgente), CHECK (Supervisore CodiceAgente OR Supervisore IS NULL) Basi di dati II 22 Esempio Riassuntivo CREATE TABLE Ordini( NumOrdine CHAR(3) NOT NULL, CodiceCliente CHAR(3) NOT NULL, CodiceAgente CHAR(3) NOT NULL, Data CHAR(8) NOT NULL, Prodotto CHAR(3) NOT NULL, Ammontare INTEGER NOT NULL CHECK (Ammontare > 100) PRIMARY KEY pk-Ordini (NumOrdine) FOREIGN KEY fk_ClienteOrdine (CodiceCliente) REFERENCES Clienti ON DELETE NO ACTION FOREIGN KEY fk_AgenteOrdine (CodiceAgente) REFERENCES Agenti ON DELETE NO ACTION Basi di dati II 23 Viste (View) Oltre alle tabelle di base che fanno parte dello schema si possono creare delle tabelle ausiliarie virtuali Sono “virtuali” in quanto sembrano tabelle a tutti gli effetti ma sono delle relazioni “create al volo” Utilizzate per vari scopi: Semplificazione Protezione dati Scomposizione query complesse Riorganizzazione dati secondo nuovi schemi Etc. Basi di dati II 24 Definizione VIEW Sintassi creazione VIEW: CREATE VIEW NomeVista [“(” Attributo {,Attributo} “)”] AS Query-Select Basi di dati II 25 Esempio definizione VIEW CREATE VIEW MediaVoti (Matricola,Media) AS SELECT Matricola, AVG(Voto) FROM Esami GROUP BY Matricola Esecuzione: SELECT * FROM MediaVoti Basi di dati II 26 Le VIEW possono essere usate come tabelle SELECT Nome, Media FROM Studenti, MediaVoti WHERE Studenti.Matricola = MediaVoti.Matricola Le VIEW possono essere distrutte alla pari di tabelle DROP (TABLE | VIEW) Nome [RESTRICT|CASCADE] Con RESTRICT non viene cancellata se e’ utilizzata in altre viste Con CASCADE verranno rimosse tutte le viste che usano la View o la Tabella rimossa Non tutti i sistemi permettono l’uso di RESTRICT e CASCADE La distruzione di una VIEW non altera le tabelle su cui la VIEW si basa Basi di dati II 27 Le VIEW possono essere usate come tabelle Una VIEW puo’ essere definita sulla base di un’altra VIEW Nelle prime versioni di SQL non era possibile modificare una VIEW tramite Insert, Delete, Update Non piu’ vero nei nuovi DBMS (Vedremo dopo) Che succede se una tabella usata in una VIEW viene alterata o cancellata (senza specificare RESTRICT o CASCADE)? Dipende dal DBMS: la VIEW viene marcata ‘inoperative’, oppure La modifica/cancellazione viene negata Etc. Basi di dati II 28 Uso delle VIEW per query complesse Semplificare query complesse Esempio: non possiamo scrivere SELECT AVG(COUNT(*)) FROM AGENTI GROUP BY ZONE AVG deve agire sui valori di un attributo. Basi di dati II 29 Uso delle VIEW per query complesse CREATE VIEW AgPerZona (Zona,NumAg) AS SELECT Zona,COUNT(*) FROM AGENTI GROUP BY Zona SELECT AVG(NumAg) FROM AgPerZona DROP AgPerZona Basi di dati II 30 Uso delle VIEW per Sicurezza CREATE VIEW EsamiPublici AS SELECT Corso,Voto FROM Esami Data la tabella ClientiBanca(Nome,Indirizzo,Saldo) CREATE VIEW ClientiInd AS SELECT Nome,Indirizzo FROM ClientiBanca Basi di dati II 31 Mascherare l’organizzazione logica dei dati tramite VIEW Immaginiamo la seguente tabella: Agenti( CodiceAgente, Nome, Zona, Commissione, Supervisore) Per riorganizzazione aziendale si decide di assegnare un Supervisore ad una zona intera invece del singolo agente 1) CREATE TABLE Zone (Zona CHAR(8), Supervisore CHAR(3)) AS SELECT DISTINCT Zona,Supervisore FROM Agenti 2) CREATE TABLE NuoviAgenti AS SELECT CodiceAgente,Nome,Zona,Commissione FROM Agenti 3) DROP Agenti 4) CREATE VIEW Agenti AS SELECT * FROM NuoviAgenti NATURAL JOIN Zone Basi di dati II 32 Aggiornamento delle VIEW Le operazioni INSERT/UPDATE/DELETE sulle VIEW non erano permesse nelle prime edizioni di SQL I nuovi DBMS permettono di farlo con certe limitazioni dovute alla definizione della VIEW stessa Che senso ha aggiornare una VIEW? Dopotutto si potrebbe aggiornare la tabella di base direttamente… Basi di dati II 33 Aggiornamento delle VIEW, cont. … utile nel caso di accesso dati controllato Esempio: Il personale della segreteria non puo’ accedere ai dati sullo stipendio ma puo’ modificare gli altri campi della tabella, aggiungere e/o cancellare tuple Si puo’ controllare l’accesso tramite la definizione della VIEW: Impiegato( Nome, Cognome, Dipart, Ufficio, Stipendio) CREATE VIEW Impiegato2 AS SELECT Nome, Cognome, Dipart, Ufficio FROM Impiegato INSERT INTO Impiegato2 VALUES (…) Stipendio verra’ inizializzato a Null Se Null non e’ permesso per Stipendio l’operazione fallisce Basi di dati II 34 Aggiornamento VIEW 2 Immaginiamo la seguente VIEW: CREATE VIEW ImpiegatoRossi AS SELECT * FROM Impiegato WHERE Cognome=‘Rossi’ La seguente operazione ha senso: INSERT INTO ImpiegatoRossi (…’Rossi’,…) Basi di dati II 35 Aggiornamento VIEW 2, cont. Ma che succede nel caso di: INSERT INTO ImpiegatoRossi (…’Bianchi’,…) In genere e’ permesso, finisce nella tabella base ma non e’ visibile dalla VIEW Si puo’ controllare tramite l’opzione “WITH CHECK OPTION”: CREATE VIEW ImpiegatoRossi AS SELECT * FROM Impiegato WHERE Cognome=‘Rossi’ WITH CHECK OPTION Adesso l’insert con ‘Bianchi’ fallisce, quella con ‘Rossi’ viene invece eseguita. Basi di dati II 36 Aggiornamento VIEW 3 Consideriamo il seguente caso: Impiegato( Nome, Cognome, Dipart, Ufficio, Stipendio) Dipartimenti( Dipart, Indirizzo) CREATE VIEW IMP_IND AS SELECT Nome, Cognome, d.dipart, indirizzo FROM Impiegato i join Dipartimenti d ON i.Dipart=d.Dipart Un INSERT sulla VIEW IMP_IND dovrebbe inserire su entrambe le tabelle base In alcuni casi potrebbe inserire in una ma non nell’altra In genere quest’operazione non e’ consentita Alcuni DBMS consentirebbero l’INSERT se “Impiegati.Dipart” fosse una foreign key su “Dipartimenti.Dipart” e quest’ultima fosse chiave primaria Basi di dati II 37 Aggiornamento VIEW, riepilogo In genere una VIEW definita su una singola tabella e’ modificabile se gli attributi della VIEW contengono la chiave primaria (e altre chiavi) In genere VIEW definite su piu’ tabelle non sono aggiornabili Alcuni DBMS, come discusso prima, lo permettono nel caso certe condizioni, molto restrittive, siano rispettate VIEW che usano funzioni di aggregazione non sono aggiornabili PRINCIPIO di base per l’aggiornamento delle VIEW: Ogni riga ed ogni colonna della VIEW deve corrispondere ad una ed una sola riga ed una ed una sola colonna della tabella base Basi di dati II 38 Aspetti procedurali dei DBMS Procedure: Programmi memorizzati nel DBMS che vengono eseguiti su esplicita richiesta degli utenti. Trigger: Programmi memorizzati nel DBMS che vengono attivati automaticamente dopo le operazioni di modifica sulle tabelle Basi di dati II 39 Procedure Possono essere costituite da un unico comando SQL parametrizzato I moderni DBMS offrono un linguaggio procedurale piu’ ricco Oracle: PL/SQL Sybase: Transact/SQL IBM-DB2 MySQL (Ver.5)?? Possono anche essere scritte in linguaggi standard: C/C++, Java Compilate come oggetti esterni integrati dal DBMS In alcuni casi possono eseguire azioni esterne: Cancellare un file Spedire un’email Basi di dati II 40 Linguaggio procedurale Complementano la natura dichiarativa di SQL Costrutti tipo: FOR, WHILE, LOOP, IF, etc. Scansione iterativa di tabelle Basi di dati II 41 Esempio linguaggio procedurale DB2 Comando IF/THEN BEGIN ATOMIC DECLARE cur INT; SET cur = MICROSECOND(CURRENT TIMESTAMP); IF cur > 600000 THEN UPDATE staff SET name = CHAR(cur) WHERE id = 10; ELSEIF cur > 300000 THEN UPDATE staff SET name = CHAR(cur) WHERE id = 20; ELSE UPDATE staff SET name = CHAR(cur) WHERE id = 30; END IF; END Basi di dati II 42 Esempio linguaggio procedurale DB2 Comando FOR per scansione tabella BEGIN ATOMIC FOR V1 AS SELECT dept AS dname, max(id) AS max_id FROM staff GROUP BY dept HAVING COUNT(*) > 1 ORDER BY dept DO UPDATE staff SET id = id * -1 WHERE id = v1.max_id; UPDATE staff SET dept = dept / 10 WHERE dept = v1.dname AND dept < 30; END FOR; END Basi di dati II 43 Esempio linguaggio procedurale DB2 Comando WHILE per scansione tabella BEGIN ATOMIC DECLARE c1, C2 INT DEFAULT 1; WHILE c1 < 10 DO WHILE c2 < 20 DO SET c2 = c2 + 1; END WHILE; SET c1 = c1 + 1; END WHILE; UPDATE staff SET salary = c1 ,comm = c2 WHERE id = 10; END Basi di dati II 44 Vantaggi delle procedure Consentono di condividere fra gli utenti delle attivita’ comuni, in modo da centralizzare la manutenzione, la modifica etc.. Unificano la semantica di certe operazioni sul DB per ogni applicazione Possono controllare in modo centralizzato certi vincoli d’integrita’ non esprimibili nelle tabelle. Basi di dati II 45 Vantaggi delle procedure Riducono il traffico sulla rete dovuto ad applicazioni remote, infatti invece di agire interattivamente con il DBMS l’utente spedisce una volta per tutte una chiamata alla procedura ricevendone la risposta. Garantiscono la sicurezza dei dati consentendo a certi utenti di accedere ai dati attraverso certe procedure e non direttamente Basi di dati II 46 Basi di dati “Attive” Trigger: Regole basate sul paradigma Event-Condition-Action (ECA) incorporate nella base di dati I DBMS attivi hanno un comportamento “reattivo” in contrasto col passivo della basi di dati tradizionali Struttura tipica di una regola/trigger: when Event if Condition then Action Eseguono sia transazioni utente che trigger I trigger sono simili alle procedure ma vengono invocati automaticamente in seguito alle operazioni di modifica della base di dati (INSERT/DELETE/UPDATE) Fanno parte della definizione della base di dati Arricchiscono semanticamente lo schema relazionale Basi di dati II 47 Basi di dati “Attive”, cont. La loro sintassi e’ stata standardizzata in SQL-1999 Sistemi relazionali commerciali (e non) includono i trigger fin dagli anni 80 Cio’ ha causato difformita’ di sintassi difficilmente riconciliabile non esiste ancora un’implementazione “Standard” da un punto di vista sintattico Estensione del “CHECK” in quanto permettono di operare (modificare) su altre tabelle Possono anche scatenare azioni esterne al DB Spedire email, cancellare file, etc. Basi di dati II 48 Utilizzo trigger Business rules, parte della procedura “di business” applicativa (normalmente eseguite in modo asincrono dall’applicazione) Automazione magazzino con riordino automatico Spedizione solleciti Controllo attivita’ conti bancari/carte di credito Acquisto/Vendita automatica strumenti finanziari Auditing e Logging, memorizzazione eventi per controlli Esempi: Storico delle modifiche effettuate su una tabella per recupero dati Elenco dei login effettuati (da chi e quando) Controllo delle attivita’ (chi ha fatto cosa e quando) Etc. Version Management Conservare varie versioni dello stato della base di dati nel tempo Basi di dati II 49 Utilizzo Trigger Duplicazione database trasparente tramite l’uso dei trigger Implementazione database distribuiti Vincoli d’integrita’ complessi non esprimibili con il comando “CHECK” Workflow management Esempio: Assegnare sostituto per chiamate d’urgenza Basi di dati II 50 Paradigma Event-Condition-Action Semantica operativa: Quando succede l’evento… … se la condizione e’ soddisfatta… … esegui l’azione specificata Event: Aggiornamento dati tramite INSERT, UPDATE o DELETE Condition: Predicato SQL Opzionale Action: Sequenza di comandi SQL o SQL procedurale, ROLLBACK, etc. Ogni trigger e’ associato ad una sola tabella e viene attivato dalle operazioni dirette a quella tabella Basi di dati II 51 Esempi trigger Espressi in sintassi non-standard: CREATE RULE ControlloStipendio ON Impiegati WHEN Inserted, Deleteted, Updated(Stipendio) IF (select avg(stipendio) from impiegati) > 100 THEN update impiegati set stipendio=stipendio * 0.9 CREATE RULE ControlloRicchi ON Impiegati WHEN Inserted IF EXISTS ( select * from INSERTED where stipendio>100) THEN Insert into ImpiegatiRicchi ( select * from INSERTED where stipendio>100) Basi di dati II 52 Esempio esecuzione trigger La tabella impiegati inizialmente: Inseriamo: Aldo 90 Maria 90 Luca 110 (Piero, 150) e (Mario, 120) Aldo 90 Aldo Maria 90 Luca 110 Luca 99 Piero 150 Piero 135 Mario 120 Mario 108 Il trigger ControlloStipendio parte: Maria 81 81 … Basi di dati II 53 Esempio esecuzione trigger,cont Il trigger ControlloStipendio parte di nuovo: Ricorsione Aldo 73 Maria 73 Luca 89 Piero 121 Mario 97 Inoltre, alla fine la tabella ImpiegatiRicchi conterra’: Piero 121 Basi di dati II 54 Granularita’ Due tipi: Row-level Il trigger viene eseguito una volta per ogni tupla coinvolta nell’operazione di modifica Statement-level Row-level Statement-level Il trigger viene eseguito una sola volta per tutte le tuple coinvolte Richiedono una sintassi diversa Row-level: Riferimento ad una riga sola Statement-level: Riferimento ad una tabella Basi di dati II 55 Tuple e Tabelle di transizione Tuple e tabelle temporanee visibili all’interno del trigger eseguito che contengono la porzione di dati manipolati dal comando SQL che ha attivato il trigger Possono essere usate sia nella condizione che nell’azione Nella granularita’ statement-level il trigger usa delle tabelle di transizione: Servono per accedere ai dati manipolati dal comando che ha scatenato il trigger Vengono usate in modo standard dall’SQL del trigger DELETE: Una tabella di transizione con tutte le tuple cancellate INSERT: Una tabella di transizione con tutte le tuple inserite UPDATE: Una tabella di transizione con tutte le tuple con i vecchi valori ed una con tutte le tuple con i nuovi valori Nella granularita’ row-level il trigger usa delle tuple di transizione: DELETE: Una per la tupla cancellata INSERT: Una per la tupla inserita UPDATE: Una per la tupla con i vecchi valori ed una con i nuovi valori Basi di dati II 56 Modo di esecuzione del trigger Indica se far partire il trigger prima (BEFORE) o dopo (AFTER) l’esecuzione fisica del comando impartito BEFORE viene normalmente usato per modificare i dati del comando impartito prima dell’esecuzione (fisica) del comando stesso… (vedi esempio) In genere limitato nei comandi che puo’ eseguire AFTER Molto piu’ comune Pieno accesso all’SQL e SQL procedurale Basi di dati II 57 Esempio Trigger BEFORE in DB2 CREATE TRIGGER T1 NO CASCADE BEFORE INSERT ON IMPIEGATO REFERENCING NEW AS N FOR EACH ROW MODE DB2SQL WHEN ( N.STIPENDIO > (SELECT MAX(STIPENDIO) FROM IMPIEGATO)) SET N.STIPENDIO = (SELECT MAX(STIPENDIO) FROM IMPIEGATO) Basi di dati II 58 Esempio granularita’ per AFTER in DB2 create table progetti( codice char(10) not null primary key, Inizio date, Durata int, Costo int ) create table progetti_cancellati( codice char(10) not null, cancellato_il date with default current date ) create trigger storico_prog_canc after delete on progetti referencing old as o for each row mode db2sql begin atomic insert into progetti_cancellati values( o.codice, current date); end create trigger storico_prog_canc2 after delete on progetti referencing old_table as o for each statement mode db2sql begin atomic insert into progetti_cancellati select codice, current date from o; end Basi di dati II 59 Esecuzione del trigger Immediata Differita Non appena il comando viene eseguito Nel mezzo della transazione Fa parte della stessa transazione Esecuzione rimandata alla fine della transazione Fa parte della stessa transazione Disaccoppiata Esecuzione del trigger fa parte di una transazione separata, viene quindi eseguito anche se la transazione precedente fallisce Non disponibile in tutti i sistemi Nota che questi modi di esecuzione possono essere in conflitto con la semantica del BEFORE/AFTER Dipende dal DBMS Basi di dati II 60 Esempio sintassi trigger Oracle Sintassi Oracle: CREATE TRIGGER NomeTrigger TipoTrigger (TipoOperazione{OR TipoOperazione}) [OF Attributo] ON NomeTabella [FOR EACH ROW] [WHEN “(”Condizione“)”] Procedura in PL/SQL TipoTrigger ::= (BEFORE|AFTER) TipoOperazione ::= (DELETE|INSERT|UPDATE) FOR EACH ROW specifica che l’azione deve essere ripetuta su ogni n-upla (oppure una volta per tutte) Basi di dati II 61 Esempio Oracle PL/SQL Supponiamo che non si accettano ordini con uno scoperto >2.500 CREATE TRIGGER ControlloFido BEFORE INSERT ON Ordini DECLARE DaPagare NUMBER; BEGIN SELECT SUM(Ammontare) INTO DaPagare FROM Ordini WHERE CodiceCliente = :new.CodiceCliente; IF DaPagare > 2.500 - :new.Ammontare THEN RAISE_APPLICATION_ERROR (-2061, ‘fido superato’); END IF; END :new valore da inserire o modificato, :old e’ il valore precedente Basi di dati II 62 Creazione ed aggiornamento automatico di una tabella CREATE TABLE Totali(CodiceAgente CHAR(3), TotaleOrdini INTEGER) CREATE TRIGGER aggiornaTotali AFTER INSERT ON Ordini FOR EACH ROW DECLARE esiste NUMBER; BEGIN SELECT COUNT(*) INTO esiste FROM Totali WHERE CodiceAgente = :new.CodiceAgente; IF esiste = 0 $agente non ancora presente$ THEN INSERT INTO Totali VALUES (:new.CodiceAgente, :new.Ammontare); ELSE UPDATE Totali SET TotaleOrdini = TotaleOrdini + :new.Ammontare WHERE CodiceAgente = :new.CodiceAgente; END; Basi di dati II 63 Cancellazione automatica Per cancellare la riga dei Totali relativa ad un agente che viene licenziato CREATE TRIGGER cancellaAgente AFTER DELETE ON Agenti FOR EACH ROW BEGIN DELETE FROM Totali WHERE CodiceAgente = :old.CodiceAgente; END; Nota che per il DELETE e’ stato usato “:old” Basi di dati II 64 Vantaggi sull’uso dei Trigger Knowledge Independence, si semplificano le applicazioni che non devono fare i controlli dei trigger Permettono di centralizzare i controlli che quindi non possono essere evitati dagli utenti del DB Arricchimento semantico della base di dati Il controllo diventa parte della transazione stessa, se il controllo fallisce l’intera transazione fallisce Puo’ anche essere eseguito in ‘differita’ su alcuni DBMS Basi di dati II 65 Problemi di Applicabilita’ dei Trigger Complessita’: Bisogna conoscere tutti gli effetti diretti ed indiretti dell’azione del trigger (ancora peggio per quelli che attivano altri trigger in cascata) Rigidita’: Si potrebbe volere occasionalmente una eccezione al trigger, ma non si puo’ evitare l’attivazione del trigger Debugging: Difficile da eseguire, manca un sistema di controllo e debugging in genere Stessi problemi dei linguaggi dichiarativi (CLIPS, OPS5) Basi di dati II 66 Altri problemi semantici Risoluzione di conflitti. Piu’ trigger sono attivabili allo stesso momento. Varie politiche di gestione L’ordine di esecuzione e’ quello di definizione L’utente specifica un ordine per ogni trigger (e.g., after trig1) Gestito arbitrariamente dal sistema Trigger in Cascata. Trigger si attivano a vicenda, ricorsivamente. Varie politiche di gestione Non permesso Limitazione del numero di attivazioni Dinamico Basi di dati II 67