CENTRO STUDI
CSI VARESE
Le Riflessioni dei ragazzi
sul momento formativo “Perché no!!”
In appendice: interventi dei genitori sull’esperienza dei figli
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RIFLESSIONI DISENTIS 2013
Premessa
E’ utile e bello “donarci” anche quest’anno le riflessioni che i nostri ragazzi hanno scritto durante il momento formativo. Sono pensieri semplici, spontanei, nati
sull’onda emotiva di quanto apprendevano, giorno dopo giorno, sui personaggi
proposti nel libretto “Perché no?”.
Sono riflessioni accompagnate da sinceri propositi di migliorarsi e maturare. Le
abbiamo divise secondo le tre settimane (elementari, medie e superiori) per
conservare la freschezza e la profondità dei commenti. Tutti i ragazzi hanno dimostrato di aver recepito i vari messaggi e si sono lasciati affascinare dalla
grandezza di Baggio, Mandela, Candia, Einstein, Zanardi e Zanetti.
Consigliamo a quanti hanno letto il libretto e soprattutto a quanti non lo conoscono (lo potranno scaricare dal nostro sito www.csibiscuschio.it), di leggere questi
pensieri parallelamente al libretto e sopratutto di liberarsi dall’atteggiamento tipico di tanti adulti che credono di non aver bisogno di lezioni da parte di nessuno,
figuriamoci poi dai ragazzi d’oggi …
Ascoltiamoli invece con umiltà e lasciamoci coinvolgere dalla loro voglia di cambiare, di provare, di non arrendersi, di uscire dal “non sono capace”, dal “non ne
vale la pena, tanto niente potrà cambiare”.
In appendice riportiamo gli interventi dei genitori che hanno voluto vivere, da
casa, l’esperienza “formativa“ dei loro figli. A loro va il nostro più sentito ringraziamento per il contributo che hanno voluto portare al nostro lavoro. Su tutto ci
siamo trovati in perfetta sintonia, perché il bene dei nostri ragazzi ci sta veramente a cuore.
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Prima settimana: 23 – 30 giugno. (Sc. Elementare)
1° giorno: Roberto Baggio.
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Ecco è iniziato il momento formativo e per primo personaggio ho conosciuto Roberto Baggio. Lui non era un calciatore come gli altri, ma ci insegna
che dobbiamo avere passione, gioia e coraggio. Solo così si può avere
successo. Queste qualità, unite al sacrificio non vanno utilizzate solo nel
calcio, ma in tutto quello che facciamo. Anche qui a Disentis dobbiamo impegnarci nei giochi, nei tornei e in tutti gli sport che praticheremo.
Baggio ci ha detto che la vita è fatta di vittorie e di sconfitte. Le sconfitte
dobbiamo imparare a superarle. Le vittorie invece non devono servire per
farci credere più bravi degli altri.
Il sacrificio, la fatica e l’impegno sono atteggiamenti utili per la mia vita. Il
sacrificio ci fa diventare campioni, non solo come atleti, ma anche come
persone. La fatica va fatta se si vuole arrivare a compiere grandi cose.
L’impegno serve per riuscire a fare tutto quello che desideriamo, senza
mollare mai.
Mi ha colpito quando Baggio ha detto che è fondamentale essere coraggiosi e imparare a credere in se stessi; che è naturale e normale sbagliare; è
necessario però riconoscere gli errori e tornare a comportarsi bene.
Io vorrei diventare come Baggio, non nel calcio, ma nella ginnastica. Mia
mamma diceva che è troppo tardi e che dovevo iniziare quand’ero piccola.
Io allora ho rinunciato, ma oggi Baggio mi ha insegnato a non arrendermi e
quindi, come la mamma di Simona Atzori diceva alla figlia quando voleva
fare qualcosa di bello “perché no?”, appena torno a casa dirò io alla mamma: “perché no?”. Non mi arrenderò e diventerò una bravissima ginnasta.
Di Baggio mi ha colpito la frase “Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un
ponte tra i sogni e la realtà”.
Ieri notte sono riuscito ad addormentarmi senza i miei genitori.
Mi piacciono le cinque parole che Baggio ci ha invitato a mettere in pratica:
passione, gioia, coraggio, successo e sacrificio.
Roberto Baggio mi ha colpito moltissimo per come è adesso e per tutto
quello che ha fatto. Ora mi sento più sicura e migliore; tutti i consigli che ci
ha dato posso farli diventare miei. Quando ero a casa credevo di non riuscire a fare niente di buono, ma venendo a Disentis mi sono convinta che
si può sempre “provare”. Con l’impegno si possono realizzare i propri sogni.
La frase che più mi è piaciuta è questa: “quello che rende una vita riuscita
è gioire di quello che si fa”.
Baggio oggi mi ha insegnato tante cose: saper ragionare col cuore e con la
testa; saper rinunciare a qualcosa; saper credere; saper fare sacrifici; e
soprattutto avere il coraggio di “provare e provare” per realizzare i propri
sogni.
4 non dava molta importanza alle critiche ed alle ingiustizie che riceBaggio
veva addirittura dal suo allenatore; faceva il suo dovere e dava il massimo
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contributo alla squadra. Io invece quando ricevo delle critiche, me la prendo moltissimo e mi isolo.
Di Baggio mi ha colpito la sua forza di volontà per resistere e reagire agli
infortuni ed alle difficoltà che ha avuto nella sua vita. Senza sacrifici saremmo tutti meno felici e non riusciremmo a realizzare nulla. Oggi cercherò di
impegnarmi al massimo nei giochi e nello stare insieme agli altri.
A volte nella vita mi trovo in situazioni complicate e mi blocco. Ora che ho
ascoltato i consigli di Baggio saprò superarle.
Io ammiro moltissimo Baggio. La cosa che mi ha colpito di più è quando la
sua mamma è andata in America ad assistere al campionato del mondo.
Lo ha chiamato e gli ha sorriso. Quel sorriso lo ha trasformato e gli ha dato
la carica giusta per giocare come solo lui sapeva fare.
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Seconda settimana: 30 giugno – 7 luglio (Sc. Media).
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A me di Roberto Baggio ha colpito la sua passione per il suo sport: il calcio.
L’ho trovato molto legato alle cose semplici e belle di questo sport e anche
molto sincero nel dire le cose che sono accadute. Credo che a me questa
vacanza insegnerà moltissimo perché io faccio fatica a credere in me stesso, ma poi penso che quando capirò sul serio cosa vuol dire, potrò fare
grandi cose. Spero di poter diventare un giorno saggio come lui e convinto,
com’era lui, nel credere in me stesso. Ecco, questo per me è il traguardo
che voglio raggiungere in questa settimana, così potrò dire ai miei genitori:
ce l’ho fatta perché ci ho provato.
Io a Disentis vengo da cinque anni e trovo il momento formativo un po’
noioso, però lo ascolto e cerco di farmelo piacere perché insegna e dà moltissimi consigli che potranno essere messi in pratica in seguito.
Sono rimasta molto colpita dal modo in cui Baggio visualizza il futuro: sperare sempre in un domani positivo; vivere in un mondo in cui ogni azione è
compiuta per crescere e per aiutare gli altri, pensare che c’è sempre qualche cosa da imparare sia in giovane età che da adulti. Uno dei consigli che
cercherò di far diventare mio è il coraggio di provare. Ritengo inoltre che
siano molto utili il sacrificio, l’impegno e la fatica per ottenere risultati che
rendono più piacevoli le giornate in cui ti senti triste e abbattuto.
La cosa che più mi ha colpito di Baggio è il fatto che durante il discorso
tenuto a Sanremo lui abbia dichiarato che ancora oggi la cosa che lo fa
gioire è il ricordo dei suoi genitori stanchi, ma felici che portavano i piatti a
tavola. Ciò significa che nonostante la fama e i successi non ha dimenticato che le cose importanti, anche quelle piccole, vissute con semplicità ci
aiutano ad apprezzare la vita. Il consiglio che mi sta più a cuore è il sacrificio e la lotta continua per realizzare dei sogni, senza curare le critiche perché, dopo il sacrificio giungere alla meta è sempre più bello.. Si può dire
quindi che una vita senza sacrifici non è una vita completa.
Devo ringraziare lo staff perché attraverso questo campione di calcio, ma
soprattutto di vita, mi ha aiutato a comprendere meglio i valori del sacrificio
e del successo. Senza sacrificio non si conquista alcun successo e le cose
che arrivano senza sacrificio sono cose fasulle che non hanno alcun valore. Baggio è davvero un campione che, attraverso il cuore, la mente e le
parole, ha espresso quello che vale nella vita. Grazie, Roberto, perché ora
anch’io come te voglio diventare un campione nella vita e voglio arrivare a
fare un goal non con i piedi, ma con la gioia, la passione, il coraggio, il successo ed il sacrificio. Oggi sono riuscito a fare goal grazie alla gioia di far
parte di questa vacanza sportiva.
Oggi era la mia prima volta che dormivo senza mamma e papà. A Disentis
sono stata bene, ho mangiato bene. Grazie di avermi fatto fare questa vacanza.
Voglio
6 ricordare una frase di Baggio che mi rimarrà impressa per sempre
perché ha proprio ragione. “Non credete a ciò che arriva senza sacrifici.
Non fidatevi, è un’illusione. Lo sforzo ed il duro lavoro costruiscono un pon-
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te tra i sogni e la realtà”.
“Provaci!” è la parola d’ordine di questa vacanza sportiva ed io oggi proverò a fare ginnastica artistica anche se non mi piace. Provaci è una parola
importante, convincente e piena di significato.
Il premio più grande per Baggio non è stato il pallone d’oro, ma il “Peace
Summit Award ” che gli riconosceva l’impegno forte e costante per la pace
nel mondo e le relative attività internazionali. Io non sono molto coraggiosa,
ma spero di riuscire a diventarlo perché è un valore molto importante nella
vita.
Oggi sono riuscita ad apprezzare la bellezza della natura che mi circonda,
più delle altre volte.
Ho ammirato la sincerità di Baggio. Lui ha espresso con coraggio quello
che è veramente importante nella vita. Delle cinque parole da lui proposte
mi è piaciuta soprattutto la parola “sacrificio”. Se vuoi ottenere il successo,
e non solo nello sport, devi fare molti sacrifici.
Ho deciso. Questa vacanza in soli due giorni mi ha insegnato a vivere la
vita nel modo migliore. Ci devo provare. Prima di domenica, alla prima difficoltà che si presentava, mi fermavo e raramente ripartivo. Da oggi ci proverò anche se gli altri non crederanno in me e nei miei sogni. Ho una vita davanti. Non voglio arrivare a novant’anni dicendo: “peccato che non ci ho
provato “. Ho deciso. Da oggi voglio essere coraggiosa. Voglio essere libera. Voglio sorridere. Voglio non avere limiti. Da oggi voglio vivere la vita nel
modo migliore. Cadendo, sbagliando, ma poi rialzandomi, asciugandomi le
lacrime e ripartendo.
Oggi sono riuscita a capire che anche il momento formativo è molto divertente e allo stesso tempo molto utile. Anche senza i genitori riesco ad arrangiarmi da sola.
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Terza settimana: 7 – 14 luglio (Sc. Superiore)
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Quello che mi ha colpito di Roberto Baggio è la sua umiltà. Pur essendo un
grandissimo calciatore, stimato in tutto il mondo, non ha mai anteposto l’orgoglio ai suoi valori e ai suoi obiettivi. Anzi ha deciso di trasmetterli ai giovani. Questa è una scelta che lo rende una persona da prendere come esempio. Vorrei tanto avere la sua determinazione; vorrei credere di più in ne
stessa e non fermarmi davanti agli ostacoli, ma affrontarli con coraggio e
tenendo bene in mente la gioia e la soddisfazione che provo dopo aver raggiunto i miei obiettivi.
Ho apprezzato molto la forza di volontà e la passione per il calcio di Baggio.
E’ davvero una cosa bellissima andare avanti, attraversando momenti belli
ed emozionanti e non arrendersi davanti alle difficoltà. E’ un personaggio
da stimare e da seguire come esempio. Mi ha fatto capire anche quanto è
importante il sostegno della famiglia.
Credo che non basterebbero tutti i fogli di questo blocchetto per riflettere su
tutte le cose importanti che il personaggio di oggi ha detto, fatto e trasmesso. Mi è piaciuta molto la sua definizione di coraggio: “Imparare a vivere,
credendo in voi stessi”. In effetti si pensa sempre al coraggio come qualcosa che ci porta a fare cose straordinarie. Secondo me questa definizione è
incompleta. La perfezionerei così: Il coraggio ci spinge a compiere azioni
straordinarie rispetto al nostro “solito” punto di vista. Quindi si può essere
coraggiosi anche, per esempio, iniziando per primi a ballare ad una festa o
aprendo una discussione. Baggio è stato veramente coraggioso: in primis
nel calcio, quando ha rifiutato le offerte di grandi squadre per andare a giocare nel Brescia, una squadra che neanche giocava per lo scudetto, bensì
per salvarsi dalla retrocessione; oppure quando, per dare apporto alla sua
squadra, è ritornato in campo dopo il suo secondo gravissimo infortunio.
Quando contro il Brasile, nella finale dei mondiali, ha sbagliato il rigore, non
ha perso la voglia di riscattarsi perché nella vita “i rigori li sbaglia solo chi ha
il coraggio di tirarli”. Ma è stato coraggioso anche dal punto di vista umano
quando ha chiesto aiuto e supporto alla sua famiglia nei momenti di difficoltà.
“Gioia” è la parola che mi piaciuta di più. Vedere un ragazzo/a che gioca
con gioia e felicità è una cosa bellissima. Questo vale anche per gli adulti.
Vedere Roberto Baggio che gioca felice, con tanta passione e gioia è emozionante. Sono molti invece i giocatori di adesso che giocano per la fama e i
soldi. Ecco perché dico che è emozionante vedere un calciatore adulto giocare col sorriso e la gioia di un bambino.
Molto spesso sento questa frase: “Se tu ci credi, puoi fare qualunque cosa e
tutto diventa possibile”. Questo è quello che ha fatto Baggio. Ci ha creduto
ed ha desiderato con tutto il cuore di guarire per poter continuare a giocare.
Mi piace pensare che abbia pronunciato con tanta forza il suo “perché no?”.
Baggio
8 è un grande uomo. Non sapevo della sua avventura di vita, lo conoscevo solo di nome per averlo sentito nominare da mio padre e dai miei zii.
Oggi ho capito che è un uomo speciale, uno che è stato capace di non per-
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dersi per strada, di non lasciarsi stordire dal successo. E’ sempre rimasto
con i piedi per terra, a lottare per le cose in cui credeva. I suoi valori lo hanno salvato.
Non sono mai stata appassionata di calcio e mi sono sempre limitata a pensare che i calciatori, Baggio compreso, fossero tutti uguali: interessati solo
ai soldi ed alla fama. Oggi però, e questo mi è successo anche l’anno scorso, mi sono ricordata che esistono grandi calciatori che sono anche grandi
uomini (sto pensando a Del Piero e a Demetrio Albertini). Ho visto in diretta
l’intervento di Baggio a Sanremo e mi ha colpito la sua emozione mentre
leggeva. Tremava tutto ed aveva gli occhi lucidi. Questo mi ha fatto capire
quanto ci tenesse a quello che stava leggendo. Non erano le solite raccomandazioni genitore-figlio, ma qualcosa di molto profondo che mi ha toccato il cuore ed emozionato.
Delle cinque parole elencate da Baggio quella che mi colpito veramente è
stata “successo”. Oggi sembra, come lui stesso afferma, che avere successo sia l’unico valore di rilievo che poi significa avere ricchezze spropositate
ed essere riconosciuti ovunque. Del resto anche noi affermiamo: “quello è
un uomo di successo”, e lo diciamo quando lo vediamo ricco e benvestito. Il
successo è anche questo, ma è vero successo quando si raggiungono gli
obiettivi che ci siamo proposti impegnandoci sempre al massimo.
Conoscevo tutte le imprese calcistiche di Baggio, ma non ero a conoscenza
di questo suo lato umano, del suo impegno e della sua passione per i giovani. Non ho seguito Sanremo, ma avrei tanto voluto farlo solo per sentire il
suo discorso e per vederlo emozionato quando si rivolgeva, con i suoi preziosi consigli, a noi giovani.
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Prima settimana. (Sc. Elementar2)
2° giorno: Nelson Mandela.
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Oggi è il secondo giorno e durante il momento formativo abbiamo scoperto
la storia di Nelson Mandela. Il suo primo insegnamento ci dice che non bisogna reagire con la violenza alla violenza. Ci spiega però anche che non
bisogna arrendersi mai, come ha fatto lui nei suoi 27 anni di prigionia. Un
altro insegnamento ci invita a non diventare persone importanti per essere
serviti, ma per servire e aiutare gli altri. La sua storia mi ha colpito molto
soprattutto per il fatto che è incredibile come abbia potuto sopportare tutte
quelle ingiustizie e poi arrivare a perdonare e a restituire la pace al suo Paese.
Quello che ho apprezzato di più in Nelson è stata la stretta di mano con il
Presidente bianco De Klerk.
Lui afferma che in Africa la solitudine non esiste perché i neri si sentono tutti
fratelli e sorelle. Ognuno può contare sull’aiuto degli altri.
Nelson da bambino lavorava come un adulto e si sentiva utile alla sua famiglia.
Mandela voleva unire i neri e i bianchi per far diventare l’Africa di tutti. Amava tanto il rugby che ha voluto, appena diventato Presidente, organizzare i
campionati mondiali. La vittoria del Sudafrica ha poi unito ancora di più
bianchi e neri.
La frase che più mi è piaciuta è questa: “ La libertà senza civiltà e senza
pace non è vera libertà”.
Nelson, tu da piccolo ti comportavi come un grande; vorrei essere come te.
Ti voglio tanto bene e ti vorrei abbracciare in questo preciso momento.
Mi ha sorpreso il fatto che Nelson teneva più alla libertà del suo popolo che
alla sua. Non riesco a capire come ancora oggi tante persone si sentano
superiori agli altri e si permettano di insultarle perché sono nere, come fanno i tifosi negli stadi. Mi fanno proprio rabbia.
Nelson Mandela con tanti sacrifici e tanta pazienza è riuscito a restituire la
libertà al suo popolo. Io vorrei, nel mio piccolo, fare altrettanto perché non
trovo giusto che ci sia gente ricca che ha tutto e tantissime persone che non
hanno nemmeno il minimo necessario. Quando posso aiuto qualcuno con i
miei risparmi, ma vedo che non basta.
Oggi ho imparato che non devo chiudere il cuore alle persone bisognose e
che non esiste la razza nera, la razza bianca, la razza gialla, ecc., ma esiste
solo una razza: la razza umana, che comprende tutte le persone che esistono al mondo.
Voglio far diventare mio questo proposito di Nelson: studiare per crescere
bene.
Ieri Baggio ci ha parlato di coraggio, proprio la qualità più importante che ha
avuto Mandela in tutta la sua vita. Ha avuto il coraggio di andare a scuola
fino a10diventare un avvocato. Ha avuto il coraggio di lottare fino a dare la
libertà al suo popolo. E soprattutto ha avuto il coraggio di perdonare i bian-
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chi per tutto il male che avevano fatto ai neri.
Vorrei ringraziare tutto lo staff per questo momento formativo e per il
“deserto” perché mi sta facendo conoscere dei personaggi che hanno cambiato il mondo.
Apartheid significa “esistere per essere obbligato a servire”, Nelson ha ribaltato questo brutto concetto perché lui è diventato Presidente per servire il
suo popolo. Delle volte immagino di essere nero e di venire offeso per il
colore della mia pelle. Mi sento malissimo e capisco la sofferenza di chi anche oggi e in Italia subisce il razzismo. So che Nelson sta morendo, gli auguro una fine serena. Se la merita proprio.
Incredibile! Sono stupefatto! Non conoscevo la storia di Nelson, con la lettura di oggi ho capito che razza di uomo è stato e che grandi progetti è riuscito a realizzare. Sconfiggere il razzismo e l’apartheid fino a riappacificare il
suo popolo. Per me è uno dei più grandi uomini della storia.
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Seconda settimana. (Sc. Media)
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E’ bello quello che Mandela ha detto alla fine del suo racconto. Ripensa al
suo passato, ai suoi errori e conclude che avrebbe potuto fare meglio e di
più. Si dimostra comunque soddisfatto della sua vita. Non si è mai arreso e
ha affermato che ha ancora altre montagne da scalare … a oltre 90 anni! E’
un personaggio da ammirare davvero. Peccato che stia per morire.
“La solitudine in Africa non esiste”, è una delle frasi più belle di Mandela.
Questa frase ci dice che in Africa le persone hanno un rapporto molto bello
e ogni persona fa qualcosa per far star bene il prossimo. Tutti gli altri Paesi
del mondo devono prendere esempio da questa affermazione. Una cosa ho
imparato oggi: se si vuole realizzare un grande sogno non si deve mai perdere la speranza e continuare a provare facendo di tutto per riuscirci.
Mandela è riuscito a liberare dall’apartheid non solo la popolazione nera, ma
anche quella bianca. I bianchi erano schiavi del loro odio verso i neri. Non
sono stato sorpreso dal fatto che erano più i bianchi che i neri ad acclamare
la liberazione di Mandela.
Mandela è stato ed è ancora un grande eroe per tutte le cose che ha fatto e
per il grande coraggio che ha avuto. Oggi sono stata più attenta di ieri perché l’argomento che abbiamo trattato mi interessava di più. Il razzismo è
una piaga presente ancora oggi e sono contenta di essere riuscita a dare
una risposta ed una spiegazione a delle domande che sempre mi ponevo
sul razzismo. Nelson merita l’affetto e la stima di tutto il mondo.
Credo di conoscere bene Mandela perché l’ho studiato a scuola e l’ho portato agli esami. Ho imparato a fare anch’io come lui, un passo in avanti cercando di avere quella personalità e soprattutto quella grande forza di volontà
che lo ha reso unico in tutto il mondo. Sconfiggere ed abolire l’odio verso i
neri da parte dei bianchi è cosa da pochi, anzi solo di chi possiede una grande personalità. Ho imparato da Mandela a non sentire nessuno come nemico.
Non ho da fare particolari commenti su Mandela perché sono un po’ razzista. Di lui comunque ho ammirato molto il coraggio perché, anche se c’è
gente come me, lui non ha mai mollato. Quando dico che sono razzista non
intendo che odio con tutto il cuore le persone di colore, ma intendo solo dire
che mi dà un po’ fastidio vedere delle persone diverse da me. Forse è perché non ci sono abituata.
La cosa che più mi ha colpito in questa storia è il fatto che i bianchi erano
seriamente convinti di essere superiori ai neri. Un popolo con il diritto di
schiavizzare e fare violenza contro persone che non avevano nulla in meno
e nulla in più di loro. Ma un popolo che vive a contatto con la natura che ammira e difende, è davvero inferiore? Un popolo che è in grado di rivoluzionare completamente la politica e distruggere l’apartheid, è davvero inferiore?
Un uomo che dopo trent’anni di carcere è ancora in grado di sperare in ciò
che crede,
12 è davvero inferiore? Ma allora, chi sono gli inferiori, noi o loro?
Nelson è un uomo dal cuore immenso. Tutto mi ha affascinato della sua storia e mi ha fatto male sentire le umiliazioni che lui e tutto il suo popolo hanno
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dovuto subire da parte dei bianchi razzisti. Nelson ha conservato un cuore
giovane anche dopo 27 anni di carcere e l’energia necessaria per restituire
la dignità al suo popolo.
Sono contento di conoscere nel momento formativo persone grandi e positive, vuol dire che nel mondo non ci sono solo persone cattive.
Tra le tante qualità di Nelson vorrei far notare la forza del suo sorriso, un
sorriso che tranquillizza e coinvolge. Ho promesso a me stessa di sorridere
più spesso.
Mi rendo conto che in Italia essere diversi è visto come un difetto; invece è
bello appartenere a etnie e culture diverse. Chi crede che i neri appartengano ad una razza inferiore pensi a L. King e a Mandela, tanto per fare solo
due nomi.
Ho ammirato molto la forza e la determinazione di Mandela. Mi ha commosso la dignità di suo padre, l’affetto che nutriva per lui e la promessa di studiare per capire e per essere in grado di riscattare il suo popolo. Lui non ha
liberato solo i negri dall’apartheid, ma ha liberato anche i bianchi dal razzismo.
Quando Nelson afferma che in Africa la solitudine non esiste vuole dire che
nel suo Paese è molto forte il senso di solidarietà; tutti aiutano tutti indipendentemente dalla famiglia, dalla tribù e dalla religione. Il proposito di Nelson
bambino, che vorrei far diventare mio, è quello di provare tutte le cose nuove, di lasciarmi conquistare dalle novità di ogni giorno, di saper dare uno
scopo alla mia vita.
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Terza settimana. (Sc. Superiore)
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Con Nelson Mandela mi fanno ancora più riflettere le parole di Baggio:
“Passione, gioia, coraggio, sacrificio. Passione: senza passione non sarebbe mai riuscito a rendere realtà tutto ciò per cui ha lottato. Gioia: la gioia che
non lo ha abbandonato neanche quando è uscito dalla prigionia; lo ha aiutato a combattere. Coraggio: il coraggio che ha avuto, rischiando in prima persona, per il riscatto della propria gente. Sacrificio: è stato uno dei pochi uomini della storia che non ha sacrificato del tempo per raggiungere qualcosa,
ma ha sacrificato se stesso, andando anche in prigione, per raggiungere i
suoi ideali.
A me ha colpito la determinazione, ma allo stesso tempo l’umiltà con cui
Nelson ha portato a termine i suoi progetti. Ha portato nel suo cuore tutti gli
uomini e i loro diritti, non solo quelli dei neri, e si è sacrificato fino a subire
una lunghissima prigionia. Come per Baggio, anche per lui, il sacrificio è
l’essenza della vita. Si è sacrificato fin da bambino e questa è una cosa molto bella perché, fin da piccolo, ha posto le fondamenta per un futuro difficile,
ma straordinario per lui e per tutti gli uomini.. E’ un grande e resterà nella
storia non per meriti sportivi, ma per meriti d’amore e di profonda dedizione
per gli uomini.
Nelson Mandela mi ha insegnato a guardare avanti, a fare il bene degli altri,
ma anche di me stessa. Mi ha colpita la sua forza di volontà, il suo ottimismo
che lo ha reso determinato nei momenti peggiori. Ma soprattutto riguardo al
perdono è un grandissimo esempio. Trovo che il fatto di avere dei contrasti
con qualcuno sia una cosa che ci mette paura, che ci “lacera l’anima” e ci
riempie di energia negativa. L’unico modo per superare questo stato e stare
bene con noi stessi è seguire l’esempio di Mandela: perdonare e concentrarsi sulle energie positive che le persone ci trasmettono.
In Mandela ho ammirato il suo ottimismo e il suo desiderio di non deludere
suo padre. Il suo atteggiamento mi ha colpito perché io sono la prima a lamentarmi delle poche cose che non ho, mentre lui era felice per le poche
cose che aveva. Il suo legame col padre mi ha colpito perché i genitori vengono delusi molto spesso dai figli e non ricevono nemmeno le scuse.
Conoscevo Mandela, ma quello che ho appreso oggi sulla sua storia me lo
ha fatto diventare il personaggio più degno della mia ammirazione. Lo stimo
tantissimo soprattutto per il fatto che ha saputo perdonare i torti subiti personalmente e le terribili sofferenze inferte dai bianchi alla popolazione nera del
Sudafrica. Vorrei essere come lui. Lo sento molto vicino, me lo immagino
come un amico a cui confidare le mie emozioni, a cui chiedere aiuto, a cui
chiedere consigli per rendere anche la mia vita ricca come la sua.
27 anni … 10.000 gironi di prigione … Non è umano avere la voglia di farla
pagare cara ai tuoi “nemici”?. No, Mandela li perdona e riesce a creare con
loro una società più giusta, senza differenze sociali o razziali. E’ incredibile!
Ma un14grande merito va anche riconosciuto a De Klerk (come lui premio Nobel per la pace). Senza il suo appoggio probabilmente Mandela sarebbe
rimasto un povero idealista, martire di terribili ingiustizie, marcito nelle pri-
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gioni di stato.
Di Mandela ammiro la sua tenacia, la sua determinazione nel resistere 27
anni in carcere e trarre forza da una poesia, da semplici parole. Ammiro il
suo sacrificio, fatto per gli altri e non per se stesso, per avere una nazione
migliore, libera da odio e paura. Ammiro il suo coraggio per essere andato
contro i potenti, per aver difeso i neri, oppressi e senza diritti, pur sapendo a
quali rischi andava incontro. E ammiro la sua capacità di perdonare. Se penso che io faccio fatica per delle stupide cose , mi stupisco nel credere che lui
ha perdonato quegli uomini che lo hanno umiliato con una lunghissima prigionia e che hanno massacrato migliaia di suoi compagni colpevoli solo di
reclamare il rispetto della propria dignità ed il diritto alla libertà.
Mi è piaciuto molto il periodo della vita di Nelson quando era bambino; ho
ammirato la sua maturità e il suo ottimismo nell’affrontare le difficoltà. Molti
bambini affrontano la scuola male, la prendono come un obbligo e non come
aiuto per la propria vita. Lui invece sentiva che la scuola gli sarebbe servita
nel suo futuro. Grande merito va ai suoi genitori che gli hanno insegnato ad
amare le più piccole cose e a far valere i propri diritti.
Solo un grande uomo riesce a perdonare. Portare rancore e desideri di vendetta verso altre persone, non serve a niente, anzi serve solo a logorarti nel
tuo interno e ad allontanare le persone che hai vicino.
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Prima settimana. (Sc. Elementare)
3° giorno: Marcello Candia.
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Di Marcello Candia mi ha colpito il suo distacco dalle ricchezze e la sua generosità verso i poveri. Lui era un uomo ricco e tutte le sue ricchezze le poteva usare solamente per se stesso, come fanno quasi tutti i ricchi ed i politici che, invece di servire, si fanno servire senza pensare ai più bisognosi.
Candia lo vedo molto simile ad Albert Schweitzer.
Mi è piaciuto molto Candia per tutto quello che ha fatto, ma soprattutto per il
suo affetto ed attaccamento alla corona del rosario che gli aveva donato il
Papa. Al momento del furto si sentiva male, amareggiato, in colpa; quando
gli arrivò la telefonata che gli dava la notizia del ritrovamento, rimase senza
parole. A lui non importavano i soldi e i documenti, ma solo quella corona
del rosario che lo legava a Papa Wojtyla e, logicamente, a Gesù.
Candia è stato un uomo veramente buono. Era ricco, ma dopo una crociera
in Brasile ha scoperto uno degli angoli più poveri e più malsani del mondo.
Non ha fatto come gli altri crocieristi che pensavano a divertirsi; lui volle
visitare le favelas e ne rimase sconvolto. Quando tornò a Milano, vendette
la sua fabbrica e usò tutti i soldi per curare i malati della foresta amazzonica. Io vorrei avere un po’ di generosità, perché riconoscono di averne poca.
Io paragonerei Marcello Candia a S. Francesco d’Assisi perché anche lui
era ricco ed anche lui aveva lasciato tutto per aiutare i poveri e soprattutto i
lebbrosi.
Marcello Candia mi ha aperto il cuore. Mi è piaciuta la frase e la ricorderò
sempre: “Quelle donne, quegli uomini, quei bambini, quella vita mi si stamparono nell’anima”.
Candia aveva molti talenti e li ha fatti fruttificare tutti. Anch’io ne ho: penso
di essere brava a scuola, so essere amica di tutti, sono brava a danza e
non mi tiro indietro se c’è qualcuno da aiutare. So che non mi devo accontentare e devo fare sacrifici per farli crescere e rafforzarli.
E’ molto difficile fare quello che ha fatto Marcello Candia. Io mi impegnerò a
fare almeno una piccolissima parte.
Quando aiuto qualcuno materialmente e mi ringraziano con un sorriso, mi
commuovo e sento il cuore pieno d’amore. Credo che la capacità di aiutare
i poveri è istintiva, viene direttamente dal cuore più che dalla mente. Se uno
è egoista diventa cattivo. Se ha un animo puro, aiuta. Penso che in fondo in
fondo tutti hanno un animo puro, ma non sanno tirare fuori il buono che c’è
in essi perché glielo impedisce l’avidità. Dirò una preghiera perché tutte le
persone seguano l’esempio di Marcello.
Io paragono Marcello Candia a Madre Teresa di Calcutta. Penso di avere
questi talenti: una bella famiglia, mi piace studiare, sono sensibile e la fortuna di essere qui a Disentis (grazie alla mia famiglia). Tutti li posso far fruttificare, ma solo se ci metto il cuore.
Penso16che non è stato facile per Marcello Candia lasciare tutto e andare ad
aiutare i poveri. Possiamo imitarlo almeno facendo qualche piccolo sacrificio. Ad esempio: non sprecare il cibo (come ci insegnano a Disentis), non
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chiedere troppi giocattoli, non lamentarci quando non otteniamo quello che
vogliamo.
In Marcello Candia ho ammirato la fiducia nella provvidenza. Mi è piaciuta la
frase: “tranquilli, pago io”, dove il pago io significava la provvidenza. Bellissimo l’episodio della “pastina” rubata e ritrovata.
Ho pensato ai miei talenti. Ne ho tanti: so suonare il pianoforte, sono brava
in matematica, sono pronta ad aiutare chi è in difficoltà anche con un semplice sorriso (come ho fatto con una bambina che soffriva di nostalgia), sono gentile e generosa, anche se molte volte mi incavolo con mio fratello
perché continua a dare la colpa a me su cose che ha fatto lui.
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2° settimana. (Sc. Media)
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Come persona non sono molto sicura di me stessa, perciò non penso di avere molti talenti o almeno non li noto. Penso di avere il talento nello sport,
più che altro nella pallavolo; ho una bella famiglia e la certezza che posso
sempre fare di più. Di Marcello Candia ho ammirato molto l’amore verso gli
altri e che da ricco imprenditore è andato in Brasile ad aiutare i poveri, le
persone meno fortunate a cui ha restituito il sorriso. “Non mi sono fermato
davanti a nessuna difficoltà. Ho sempre osato, oltre ogni ostacolo”. Questa
frase mi ha colpita molto perché è un ottimo esempio per tutti. Questo personaggio ha il cuore colmo di amore per gli altri e le cose che ha fatto non
tutti le farebbero, anzi quasi nessuno. Di uomini come lui ce ne sono stati
veramente pochi.
Io non conoscevo Marcello Candia, ma l’ho trovato estremamente interessante. Mentre ascoltavo la sua storia ho fatto alcune riflessioni: perché chi fa
del bene non viene ricordato? Perché i cattivi si ricordano? Bisogna veramente lasciare nell’angolo della foresta questi personaggi come i lebbrosi?
O bisogna mettere nell’angolo della foresta quelli cattivi?
Devo ringraziare Marcello Candia per quello che ci ha voluto insegnare oggi.
Era una persona ricca, spensierata ed anche giovane, quando ha capito che
doveva fare qualcosa per aiutare le persone meno fortunate di noi. Lui ha
avuto il coraggio di fare una cosa che pochi farebbero: investire i propri soldi per qualcuno che ne aveva veramente bisogno. Oggi mi sono quasi commossa per quello che ha fatto in Brasile. Io sono una persona che non ama
prestare le proprie cose agli altri, ma sentendo le opere di bene che Marcello ha fatto per gli altri, mi si è riempito il cuore. Grazie per avermi fatto assistere a questo momento formativo perché sono cambiata dentro, nel mio
cuore.
Io non credo di avere tanti talenti, ma alcuni li posso elencare: so di cavarmela in tanti sport, sono brava a scuola e poi boh … non so. Secondo me
riesco a farli fruttare seguendo i miei sogni. Una delle frasi che ha detto
Candia e che mi ha fatto riflettere è stata questa: “Il mio compito era quello
di portare i pacchetti, lei (mia madre) portava il cuore”. Questa frase per me
vuol dire che se fai qualcosa e in quel qualcosa ci metti il cuore, viene meglio. Il cuore materialmente ce l’abbiamo tutti, ma un cuore come quello di
Marcello non ce l’ha quasi nessuno o comunque pochissime persone, come
Madre Teresa di Calcutta e il dott. Albert Schweitzer.
Le mie qualità sono: la forza, la simpatia, la sincerità, l’intelligenza e la capacità di sorridere sempre anche se sto male come in questo momento. Se
fossi stata Marcello Candia non avrei speso tutti i miei soldi per i poveri, ma
dopo questa riflessione, l’avrei fatto anch’io.
I miei talenti … Modestamente credo di averne abbastanza per combinare
qualcosa di buono nella vita. Pensare: mi piace pensare, è il mio passatempo, anche
18 se spesso penso a cose stupide, che non servono a nulla. Intanto
io penso … e credo che sia una qualità da coltivare. Sognare: un altro talento, che per molti può sembrare infantile, per me è importantissimo. Mi piace
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sognare ad occhi aperti cose che magari non accadranno mai. Ma, dopo
tutto, mai dire mai. Sorridere: mi piace sorridere. Credo che tutti dovrebbero
donare un sorriso, perché è gratis e ti migliora la giornata. Credere: purtroppo io credo a tutto, e questo, a seconda dei punti di vista, può essere un
vantaggio o uno svantaggio. Mi piace credere. Io non sopporto quelli che
non credono a niente.
Considero quella di Marcello Candia una fede sincera. Spesso ci si limita ad
andare a messa, a pregare la sera, a versare qualche lacrima quando veniamo a conoscenza di situazioni particolarmente tristi e poi tutto torna come
prima. Una persona invece che è in grado di lasciare tutto, ricchezze ed affetti, per aiutare gli altri, significa che ha un enorme
cuore oltre che una grande fede. Io sono convinta
che se il mondo è ridotto
così è anche colpa nostra,
perché nel nostro piccolo
potremmo contribuire a
rendere il mondo migliore.
Oggi ho imparato che devo sempre aprire il cuore
al prossimo.
Il merito di Marcello Candia è stato quello di ascoltare la voce di Dio che lo
invitava a lasciare tutto per aiutare i poveri con la sua capacità di imprenditore.
Sinceramente penso di avere pochi talenti perché ogni volta che provo a
fare qualcosa divento più maldestra del solito e faccio casini. L’unica cosa
che credo di saper fare bene è l’hip-hop, lo sport che faccio da 7 anni. Io
non sono religiosa, sono atea e quindi non so bene cosa significhi
“provvidenza”, ma credo che sia l’aiuto che riusciamo a dare a qualcun’altro.
Ho ammirato il grande coraggio di Marcello di abbandonare la sua Milano e
andare fino in Brasile ad aiutare i poveri.
In tutti i momenti formativi conosciamo personaggi importanti, ma oggi, non
so perché, mi sono interessata maggiormente. Marcello Candia ha saputo
far fruttare i suoi talenti e per questo è riuscito ad aiutare tante persone.
Questo personaggio l’ho conosciuto solo oggi e mi ha conquistato anche per
la sua fiducia nella provvidenza che è poi l’intervento di Dio nel momento del
bisogno, come la storia della ragazza francese che trova la sua bustina.
Anch’io conoscevo poco Marcello Candia e sono stata molto colpita dalla
sua forte personalità. Esistono pochi uomini come lui. Ho ammirato la sua
forza di volontà e la sua determinazione nell’aiutare i bisognosi. Mi ricorda
19
Papa Francesco perché anche lui quand’era in Argentina aveva una predilezione per gli abitanti delle favelas. Ho molto rispetto per Marcello e Papa
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Francesco.
Oggi sono stato più attento durante il momento formativo perché non conoscevo Marcello Candia e volevo capire cosa avesse fatto di tanto importante
per finire sul nostro libretto “Perché no?”. Dopo aver ascoltato con attenzione la sua storia ho capito che mi trovavo di fronte ad uomo eccezionale, un
uomo dal cuore immenso e dalla fede profonda e genuina. Lui vedeva nei
poveri il Signore per questo li amava.
Tutti abbiamo dei talenti, come Marcello. A me piace studiare, ho la passione per la danza e la lettura ed ho molti amici sinceri. Mi piacerebbe utilizzare
lo studio per aiutare chi non può andare a scuola; la lettura per confortare i
bambini ammalati; la danza per raccogliere fondi per i bisognosi a cui parteciperebbero anche i miei amici.
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3° settimana. (Sc. Superiore)
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In molti parlano di povertà nel mondo e quando ne parlano danno sempre la
colpa a qualcun altro. Per questo le persone che oltre a parlare agiscono
anche, sono davvero poche. Ci vuole un grande coraggio, soprattutto per
una persona ricca o benestante, per mollare tutto e andare ad aiutare chi
dalla vita ha avuto poco o niente. Uno dei miei talenti è quello di non abbattermi facilmente davanti agli ostacoli. Il più delle volte, quando mi metto in
testa una cosa, lotto fino a quando non l’ho ottenuta. Poi cerco anche di far
star bene gli altri.
Silvano e gli altri membri dello staff, a inizio settimana, ci hanno raccomandato di prestare molta attenzione ai vari personaggi del libretto per poi
“imporci” un obiettivo usando come modello questi sei grandi personaggi. Il
mio obiettivo ce l’ho già: voglio aiutare il prossimo. Farò come Candia che
ha iniziato da bambino a fare della carità per poi magari arrivare a sacrificarmi come hanno fatto i personaggi che stiamo incontrando in questi giorni.
Quest’anno però non voglio solo aiutare, perché comunque l’ho sempre fatto; no, quest’anno voglio mettermi in gioco, fare un passo in più, impegnare
tutta me stessa e non accontentarmi mai delle mie belle azioni.
Marcello ha fatto una cosa stupenda, sacrificandosi per le altre persone.
Voglio parlare della vita dei brasiliani. In Brasile ci sono molte persone che
devono lottare per la vita e la morte. In questi casi la povertà passa in secondo piano. Ogni giorno può succedere qualsiasi cosa ed io lo so bene. Ho
perso uno zio ed un cugino in una sparatoria. Mi ricordo ancora cosa è successo: erano su un autobus diretto verso casa, quando è avvenuta la sparatoria. Un giorno mio nonno mi ha raccontato di aver visto un bambino di 5
anni senza gambe strisciare per tornare a casa. Marcello è un esempio, lui
ha aiutato non solo coi suoi soldi, ma con i suoi talenti.
Io non ho ancora scoperto che talenti potrei avere, so solo quale voglio che
sia il mio futuro. Comunque a me è piaciuto molto Candia soprattutto perché
ha avuto il coraggio di lasciare tutto e addentrarsi in un mondo nuovo non
fatto di feste, di smoking, di soldi facili, ecc., ma in un mondo completamente nuovo e con “regole” sue. Io vorrei avere il suo coraggio, invece non riesco nemmeno ad esporre il mio pensiero senza balbettare.
Il personaggio di oggi mi ha trasmesso molte cose: la prima è che possiamo
davvero fare la differenza nella vita degli altri, non necessariamente costruendo un ospedale, ma anche solo donando attenzioni e supporto a chi ci
sta vicino. Un’altra cosa importante che è emersa in Marcello, e che ricorre
in tutti i personaggi, è il coraggio. Quello di Baggio nel tirare il rigore; quello
di Mandela nel portare avanti la causa per i diritti umani e quello di Candia di
lasciare la parte “materiale” della sua vita e affidarsi alla fede in Dio e donare tutto se stesso agli altri. Grazie per avercelo fatto conoscere; per me è
stato un esempio davvero importante.
Penso che la scelta fatta da Candia sia un atto stupendo perché21quando si
possiedono così tante ricchezze è difficile separarsi da esse. E’ tanto facile
dire che bisogna aiutare le persone in difficoltà quanto difficile farlo, perché
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abbandonare completamente la propria vita per dedicarsi a persone che
neanche si conoscono, è un atto di grande coraggio. Se una cosa si desidera davvero bisogna lottare per raggiungerla, come ha fatto Marcello e come
ha fatto la ragazza che voleva entrare nell’ospedale missionario.
Di Candia mi ha colpito l’amore verso gli altri. Un amore maggiore rispetto
agli altri personaggi che abbiamo conosciuto sia quest’anno che l’anno scorso. Anche l’amore di Mandela è grande, ma lui lottava e ha passato 27 anni
in carcere, oltre che per i diritti del suo popolo, anche per se stesso. Marcello aveva una vita che molti definirebbero perfetta, eppure ha abbandonato
tutto: soldi, parenti, amici per gli altri, per contribuire a far diventare il mondo
migliore.
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Prima settimana. (Sc. Elementare)
4° giorno: Albert Einstein.
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La scienza usata bene e con intelligenza potrebbe rivoluzionare il mondo.
Gli scienziati dovrebbero approfondire le ricerche sulle malattie, realizzare
macchinari meno inquinanti, più utili ed ecologici. Con Einstein condivido
soprattutto il pensiero sulla libertà; il mondo sarebbe bello e creativo se ci
fosse più libertà. Gli uomini sono veramente liberi solo se educati dall’amore
e per l’amore.
Da questo personaggio ho imparato che la cultura è la base per ogni uomo
per essere veramente libero. Sono d’accordo con Einstein che uno è ignorante quando non pensa con la propria testa e dice sì anche quando dovrebbe dire no.
La frase più importante che ha pronunciato Einstein per me è questa: “Solo
una vita vissuta per gli altri è una vita degna di essere vissuta”.
Mi piace la frase che dice: “Non esiste nessuna contraddizione tra fede e
scienza; la scienza senza religione è zoppa; la religione senza scienza è
cieca”.
Io prima non conoscevo bene Einstein, ma ora che Mimmo ci ha fatto conoscere la sua storia potrò tornare a casa felice di aver imparato cose nuove.
Anch’io prima definivo Einstein “scienziato pazzo”, ma ora lo definisco un
grande scienziato perché ha inventato tante cose nuove, come la bomba
atomica che a me non piace affatto, anzi era meglio se non la inventava.
Però dopo si è pentito ed ha fatto di tutto per convincere i potenti della terra
a non usarla mai più.
Di Einstein mi ha colpito la sua intelligenza, le sue invenzioni, ma soprattutto
la sua voglia di far capire agli uomini l’importanza della pace.
Sapevo che Einstein era un grande scienziato. Oggi ho capito che è stato
anche un grande uomo.
Einstein a scuola non andava troppo bene, proprio come me; da grande invece è diventato un
genio. Anch’io non
sono molto bravo a
scuola, ma sono sicuro di avere delle
potenzialità nascoste; devo fare il possibile per tirarle fuori.
Vorrei essere come
lui.
23
Seconda settimana. (Sc. Media)
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Einstein è il personaggio che mi è piaciuto di più finora. Condivido moltissime delle sue idee, specialmente quelle sulla scuola e sulla capacità di decidere con la propria testa. La razza umana è una razza affascinante per quel
senso di insoddisfazione, di voglia di scoprire, di cambiare, di andare oltre
ciò che è scontato, per la voglia di osare. Tutto questo viene represso dalla
civiltà moderna in cui è importante solo “avere, avere e ancora avere” e in
cui le qualità umane passano in secondo piano. Ti accettano se sei come ti
dicono di essere; di pensare come ti dicono di pensare; di avere ciò che ti
dicono di avere; di dire ciò che ti dicono di dire. La verità è che non siamo
liberi. Questa è una nuova forma di schiavitù.
A me la scienza non piace particolarmente sia come materia a scuola che
come scienza in sé. Dopo questo momento formativo però mi sono appassionato grazie a questo personaggio. Mi ha colpito il suo modo di vedere la
vita; mi hanno colpito i suoi pensieri specialmente quello riguardante la libertà: “Dipende dai limiti che ognuno di noi troppo spesso si pone o che gli
altri gli pongono; dipende dalla mancanza di libertà”.
Io non vedevo l’ora di conoscere questo fantastico personaggio. E’ quello
che mi è piaciuto di più e sarà il mio preferito per tutta la settimana. Albert è
il mio mito. Non ha detto però una cosa importante: lui era dislessico. Io sono dislessica; non dico di poter diventare come lui, ma voglio dire che ho
delle potenzialità molto importanti che mi impegnerò a sfruttare.
“Più aratri, meno spade”, questa è la frase che più mi ha colpito. Vuol dire
che se non pensassimo alla guerra potremmo utilizzare gli aratri per diminuire il numero dei morti di fame nel mondo. Per quanto riguarda la scuola, Albert ha proprio ragione. La scuola deve fare in modo che le persone non
ricommettano errori in futuro. L’istruzione sconfigge la mafia e le altre cose
negative.
Solitamente nel momento formativo scrivo poco, ma oggi ho conosciuto un
personaggio fantastico che credevo di conoscere, ma che in realtà non conoscevo affatto. Mai prima d’ora mi ero lasciato affascinare in questo modo
da un personaggio; l’ho sentito vicino a noi. Albert è stato un grande uomo
nei pensieri e nei fatti. Io mi sento abbastanza vicino alla scienza, soprattutto alla fisica e condivido pienamente le opinioni di Einstein sulla guerra. Ecco i pensieri che più mi hanno colpito: “Considero la scienza come scoperta
e liberazione. Libertà significa indipendenza di pensiero”. Se l’uomo non estinguerà la guerra, sarà la guerra ad estinguere l’uomo.
Prima di ascoltare le parole di Einstein sulla scienza e la religione ero convinta che gli scienziati non credessero in Dio e facessero della scienza un
idolo pretendendo con essa di poter spiegare tutto. Invece con la frase “non
esiste alcuna contraddizione tra la fede e la scienza, perché la scienza senza la religione è zoppa e la religione senza la scienza è cieca”, ho capito che
la scienza
24 non ha un principio su cui basarsi e la religione senza la scienza
non si vede materialmente.
In questo momento formativo ho imparato che devo ragionare col mio cer-
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vello. Quando le persone dicono una cosa devo pensare se è giusta o sbagliata per me e devo dar retta solo alle persone che mi vogliono bene.
Chi trova un amico a Disentis, trova … un sorriso.
La scienza è utile, ma gli scienziati non devono usare la loro intelligenza per
costruire armi sempre più distruttive. Mi è piaciuta molto la frase: “E’ sbagliato insegnare ai giovani che il successo è il supremo scopo della vita”. Ha
ragione. Prima del successo viene la felicità e la pace fra tutti.
Mi è piaciuto molto il suo pensiero sulla libertà e sulla religione. Invece di
unire e purificare, la religione continua a strumentalizzare l’uomo in mille
forme di moralismo; ognuna con i suoi tradimenti alla parola che dicono di
aver ricevuto da Dio.
Penso che il coraggio sia alla base di tutto. Albert ce lo ha dimostrato. Sono
consapevole che a me serve più coraggio per riuscire in cose che ho paura
di fare. In questa settimana ho fatto molti progressi, sono cambiata. E’ il terzo bellissimo anno che vengo a Disentis e spero di poter venire anche nei
prossimi anni perché sto vivendo un’esperienza magnifica, unica e indimenticabile. Grazie staff e grazie ai miei genitori che mi hanno dato l’opportunità
di essere qui.
Di Einstein voglio conservare questa frase: “ E’ facile dare consigli agli altri,
ma è difficile agire in modo giusto. E’ difficile, ma no impossibile”. Bisogna
osare, tenere sempre presente il nostro “Perché no?” per arrivare dove si
vuole.
La vita di Einstein mi ha incuriosito molto. Lo credevo solo un grande scienziato, superintelligente, che non professava nessuna religione. Invece ho
scoperto che è una persona fantastica. Mi piace il suo pensiero sulla libertà.
Ognuno è libero di dire, di fare e di pensare ciò che vuole. La frase che mi
ha fatto riflettere è questa:” La scuola non deve produrre soggetti sottomessi, ma uomini liberi educati dall’amore e per l’amore”.
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Terza settimana. (Sc. Superiore)
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Einstein è il mio idolo. Mi sento molto simile a lui forse anche perché sono
nata il suo stesso giorno, ma soprattutto perché condivido pienamente le
sue idee. Prendo sempre spunto dalle sue frasi celebri; le due che mi piacciono maggiormente parlano dell’immaginazione. “L’immaginazione è più
importante della conoscenza”. “La logica ti porta da a A a B, mentre l’immaginazione ti porta dappertutto”. Spesso mi perdo nei miei pensieri e molti mi
accusano di avere la testa fra le nuvole. Secondo me la logica e la realtà
sono punti di partenza per l’immaginazione che poi (perché no?) qualche
volta si materializza nella realtà.
Mi ha colpito molto quello che ha detto il nostro Prof. Francesco sulla libertà.
Devo dire che io ho tutto per essere felice, non mi manca proprio niente.
Adesso sono al laghetto con i miei amici di Disentis e sono molto felice, perché sto bene, perché mi rendo conto che non mi manca niente; tutto quello
che voglio è in questo posto. Mi ha colpito anche un’altra frase: “solo una
vita vissuta per gli altri è degna di essere vissuta”. E’ una frase che mi fa
pensare a mia mamma perché è lei che mi sta dando tutto per essere felice;
lei mi sta dando tutta la sua vita ed io di questo la ringrazio molto. Se fosse
qui con me l’abbraccerei intensamente.
Come dice Einstein, spesso siamo insoddisfatti perché abbiamo dei limiti
che noi stessi ci poniamo o che gli altri ci impongono. La libertà sta proprio
nello scacciare questi limiti aprendo la nostra mente. Come diceva ancora
Einstein. “la mente è come un paracadute; funziona solo se si apre”. Ed è
proprio così perché una persona chiusa è una persona facilmente condizionabile e non è di conseguenza una persona libera. Sul discorso della felicità
mi sento di condividere l’opinione che per essere felici, non bisogna mai accontentarsi, ma avere sempre un nuovo obiettivo e lottare per raggiungerlo
perché sono gli sforzi che si fanno per raggiungere l’obiettivo che rendono
felici e non l’obiettivo stesso.
Einstein non si limitato ad essere un buon fisico e matematico; ha riflettuto
molto anche su temi che spesso, e ancora oggi, sono messi in discussione
da molti. Le sue considerazioni sulla scuola mi hanno molto colpito. Bisognerebbe davvero creare un sistema scolastico in grado di produrre uomini
liberi, “educati dall’amore e per l’amore e non soggetti sottomessi”. Purtroppo oggi la scuola si preoccupa di formare ragazzi prettamente dal punto di
vista culturale ed è sempre più in uso giudicare i ragazzi per il loro andamento scolastico. Si vedono frequentemente ragazzi che eccellono negli
studi, ma che sono chiusi a livello sociale. Vivono per studiare.
A me ha colpito molto la sua idea di scuola, perché mi sono reso conto di
quanto la scuola non trasmetta veri valori morali, ma solo insegnamenti freddi e distaccati. Io sento la mancanza di veri dibattiti, di un’educazione alla
civiltà. Queste mancanze sfociano nell’ignoranza umana che può portare
solo il26
male.
Prima settimana (Sc. Elementare)
5° giorno: Alessandro Zanardi.
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E’ bellissima questa frase di Zanardi: “Con la forza di volontà, con la passione e con l’ottimismo si possono fare miracoli”.
Io certe volte di fronte alle difficoltà mi scoraggio, ma da questo personaggio
ho capito che non bisogna mai scoraggiarsi.
Non so proprio come faccia Zanardi ad essere così ottimista visto che gli
sono successe tante cose brutte. E’ da prendere da esempio perché non si
è mai lasciato andare ed ha continuato a “premere l’acceleratore”.
Per lui la felicità è fatta di piccole cose, come fare la pizza con il figlio.
Non ha mai smesso di fare battute. E’ bella frase: “La vita dà e toglie. Noi
siamo abituati a guardare solo quello che dà”.
Non mi sembra per niente esagerato e fuori dalla realtà l’ottimismo e l’amore
per la vita che Zanardi dimostra in ogni situazione. Ha proprio realizzato il
nostro “Perché no?”.
Devo dire che ho imparato ad affrontare le difficoltà dopo la morte di mio zio
perché era difficile accettare di non vederlo più nel suo orto ogni giorno,
quando mi dava sempre i frutti della sua generosità.
Non esagera Zanardi con il suo ottimismo perché l’ottimismo e l’amore non
sono mai esagerati e bisogna averne sempre di più. Io quando sono di fronte alle difficoltà dico no, mi blocco. Da oggi invece dirò “provaci, non arrenderti”.
Mi è molto piaciuta
questa frase: “Quando
un uomo non è felice
difficilmente
avrà
qualcosa di buono da
donare”.
Gioia, passione e felicità hanno aperto un
varco nel mio cuore.
Mancano pochi giorni
a tornare a casa e
questi giorni vorrei
trascorrerli in massima felicità.
Di questi personaggi che ci ha raccontato Mimmo io non sapevo niente; ora
che li conosco cercherò di prendere esempio da loro.
Mi piace molto questa frase: “E’ il mio ottimismo che mi prende; è la forza
della mia esperienza che mi spinge a dire: osate, provate, tentate, ma senza
pretendere da voi l’impossibile”.
La cosa che mi sorprende di più in Zanardi è che, senza gambe, è riuscito a
27
fare più cose di quando le aveva.
Per suo figlio Zanardi rimane sempre un eroe.
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Di Zanardi ho ammirato il coraggio e come ha affrontato i momenti difficili. Io
non ho il suo coraggio o meglio ora incomincio ad averne un po’. Nei primi
giorni a Disentis sentivo molta nostalgia dei miei genitori e mi mettevo a
piangere, poi sono riuscita a trattenermi e ad apprezzare tutto quello che
facciamo in questa vacanza sportiva. Così ho superato la nostalgia e sono
riuscita a ricuperare il mio sorriso.
Io e Zanardi abbiamo una cosa in comune: la passione per i veicoli. Mi è
piaciuta molto questa frase: “La gente piangeva, ma io sorridevo perché mi
riprendevo la mia vita, perché l’incidente era un episodio che dovevo affrontare e risolvere. Ho messo la freccia e schiacciato l’acceleratore … Così ho
superato i miei guai.
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Seconda settimana. (Sc. Media)
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Zanardi è il personaggio che mi ha colpito di più in questa settimana. E’
molto bella la frase: “Io mi sento felice davanti ad un bicchiere vuoto, figuriamoci se lo trovo pieno a metà”. Lui è felice per quello che ha; noi anche se
abbiamo più di lui non siamo mai contenti. Se imparassimo ad apprezzare
quello che abbiamo, saremmo tutti più felici. Io penso che sto imparando a
non lamentarmi per le cose che mi mancano e ad essere felice per ciò che
ho, come per esempio per questa bellissima vacanza. Ci sono tantissimi
bambini che vorrebbero essere qui, ma non possono. Ecco io mi sento molto fortunata.
Il racconto di oggi è stato il più bello, forse anche per averlo ascoltato in
montagna, vicino al laghetto. E’ stato davvero commovente. Zanardi mi ha
commosso per la sua voglia di continuare a vivere. Io prometto che mi impegnerò di più sia a casa che a scuola. A casa aiutando i genitori; a scuola
sfruttando fino in fondo le mie potenzialità.
La frase che mi ha colpito di più di Zanardi è: “Ragazzi, non fatemi questi
scherzi: Per l’emozione mi tremano le gambe”. In questa frase Alessandro è
molto sincero. Gli altri restano meravigliati, in lacrime. Bellissima anche la
frase: “Quando un uomo non è felice, difficilmente avrà qualcosa di buono
da donare”. Vorrei riuscire a non abbattermi quando mi prendono in giro.
Oggi abbiamo fatto la gita al laghetto e oltre ad essere un bellissimo posto
con sole, acqua e amici, abbiamo parlato anche di un personaggio bellissimo. Avevo sentito del suo incidente ed ero molto dispiaciuta per lui, ma ora
sono felice che sia riuscito comunque a continuare la sua vita con naturalezza e con coraggio, cosa che io non riuscirei a fare se mi capitasse una
cosa del genere. Il mio impegno, dopo Disentis sarà: non arrendermi di
fronte ad una difficoltà o un ostacolo, come faccio sempre. Devo ricordarmi
di Alessandro Zanardi e non scoraggiarmi subito. Tra due giorni purtroppo
torneremo a casa e vorrei restare qui.
Non ho parole. Questo sì che è un personaggio che sa rialzarsi, che sa vivere la vita ed apprezzarla, che sa credere e sognare, che sa vivere ogni
istante, che non si lascia abbattere, che sa davvero cosa vuol dire la parola
vita.
Lo scorso anno proprio qui al laghetto abbiamo conosciuto ed amato Simona Atzori, la splendida ragazza
nata senza braccia e che ci ha
donato il “Perché no?”. Oggi
abbiamo ammirato il coraggio
di Zanardi che ha perso le
gambe. Non può essere un
semplice caso. Senza braccia
… Senza gambe … Eppure
due persone incredibilmente
29
piene di vita!
Terza settimana. (Sc. Superiore)
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“Con la forza di volontà, con la passione e con l’ottimismo si possono fare
miracoli”. In questa frase si spiega in che modo Zanardi è riuscito a superare le sue difficoltà; in più riprende le parole citate da tutti gli altri personaggi:
volontà, passione ed ottimismo. Con la sua volontà Zanardi è riuscito a riprendersi in fretta per ritornare a gareggiare. La passione per quello che fa
lo ha portato a gareggiare sulla pista in cui aveva perso le gambe. L’ottimismo lo ha aiutato a non abbattersi , a riprendersi la sua vita, a parlare in
pubblico in modo simpatico e spiritoso dei suoi disagi, ad accrescere i suoi
interessi. Questa è una prova di grande coraggio.
La cosa che mi ha colpito di questo personaggio è la sua capacità di affrontare i cambiamenti. La morte di parenti stretti, come la sorella e i genitori e
la perdita delle gambe, sono ostacoli davvero grandi da affrontare. Anche
mia zia, come sua sorella, è morta a causa di un incidente stradale e per la
mia famiglia è stato davvero un duro colpo. Mi piace molto la sua frase:
“Quando un uomo non è felice, difficilmente avrà qualcosa di buono da donare”. La vita va vissuta, qualsiasi cosa accada, con felicità e coraggio. Grazie a Zanardi ho capito che tutto quello che succede va affrontato, dalle cose belle a quelle brutte. Dipende tutto dalla forza di volontà e dal coraggio
con cui una persona affronta la vita.
Nell’intervista che abbiamo visto e ascoltato ieri sera, Zanardi diceva che il
percorso che ha compiuto prima di arrivare al podio olimpico è stato talmente emozionante e bello, nonostante la fatica e le difficoltà, da avere molto
più valore delle tre medaglie vinte. Ho ripensato a questo mentre salivo le
scale per andare in camera e prima di addormentarmi. Molto spesso penso
che gli atleti veri siano quelli che riescono ad arrivare in serie A, a fare i record mondiali, ecc. Certo, tanto di cappello; però sono sempre più convinta
che si possa essere un atleta anche disputando delle “semplici” competizioni provinciali. Perché? Perché l’importante non è la meta, ma il viaggio. Se
ci si allena costantemente, si dà il massimo e si spinge sempre sull’acceleratore per porsi nuovi obiettivi e cercare di abbattere i propri limiti, i risultati
arriveranno. E per risultati non intendo vittorie schiaccianti o medaglie d’oro,
ma soddisfazioni che, per quanto piccole ed insignificanti, sono enormi ed
importantissime per chi le vive. Un’altra cosa molto bella di Zanardi è il suo
ottimismo. Riesce a vedere il bicchiere non solo mezzo pieno, ma addirittura traboccante di tutte le esperienze e le possibilità che ogni uomo può avere. E se lui che ha avuto dei veri ostacoli è stato così determinato … perché
non possiamo esserlo anche noi?
Oggi siamo qui, in mezzo alla natura, a contemplarla e allo stesso tempo a
leggere non una, ma tre meravigliose vite: quelle di Alex Zanardi. Di lui mi
ha colpito il suo ottimismo e la sua piena fiducia verso tutti, soprattutto verso Dio. Mi è piaciuta la sua determinazione nel fare le cose senza arrendersi mai. Molto significativa è la frase: “La vita è fatta di rischi; se vuoi vivere
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veramente devi accettare che qualcosa possa accadere”. Ci invita a non
deprimerci di fronte ad una cosa brutta, ma di vederla come un elemento
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che può farci crescere o addirittura
cambiare la nostra vita. Non
condivido di lui
solo una sua frase: “osate, provate, tentate, ma
senza pretendere
da voi l’impossibile”. Io invece penso che la gente
può
sognare
quello che vuole
e che se vi dedica
tutta la vita, può davvero ottenere l’impossibile. Lui dopo l’incidente ha fatto
“l’impossibile”.
Oggi, seduta su un sasso, colpita dal vento ed emozionata per questa esperienza, mi sento di dire che posso capire l’ottimismo di Zanardi. In tutta la
sua vita si è impegnato al massimo, ha inseguito i suoi sogni, ha accettato i
suoi limiti e li ha affrontati. Ha fatto questo perché ha capito quanto è bello
realizzare i propri sogni e portarli avanti nonostante le difficoltà. Penso che
tutti noi possiamo vedere la vita come l’ha vista lui perché niente è più bello
che stare con i propri amici in montagna e gustarne le bellezze. E’ un’iniezione di ottimismo che riempie il cuore.
Io ho vissuto un’esperienza forte: l’anno scorso ho perso mio padre e non
riesco a pensare in modo positivo come Zanardi. Forse non riesco ancora
perché sono piccola. Lui dopo la morte della sorella e del padre e dopo aver
perso le gambe è riuscito a fare tutto come prima, anzi meglio di prima. Io
vorrei riuscire a pensare a mio papà che mi vede e mi protegge dal cielo e
che nei momenti di difficoltà c’è e mi aiuta sempre.
Zanardi, grande uomo a livello sportivo, ma soprattutto grande uomo nella
vita. Alex ha una forza d’animo davvero impressionante: c’è solo da ammirarlo ed imitarlo. Rialzarsi dopo disgrazie simili ed essere più forti di prima è
una cosa che solo pochi possono permettersi. Alex attraverso il suo esempio ci insegna ad accontentarci delle piccole cose, specialmente quelle che
arrivano dal nostro cuore. Non abbiamo bisogno di grandi cose materiali,
ma di semplici gesti fatti con amore. Questo ci è stato insegnato ieri anche
da Albert Einstein. Quest’anno voglio pormi un semplice obiettivo: riuscire a
fortificare il gruppo che, grazie a queste vacanze sportive, si è creato, e riuscire a mantenerlo. Si sta davvero bene tutti insieme e sarebbe un vero
peccato perderci di vista. Voglio ringraziare tutti voi dello staff. Avendoci
fatto parte ho capito quanto sforzo fate per cercare di farci divertire al me31
glio e farci vivere momenti di emozioni indimenticabili.
Oggi ho notato una cosa: pensando anche all’anno scorso, con Simona
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Atzori, mi sono resa conto che le persone che per natura o a causa di incidenti hanno subito delle mutilazioni, sono le persone che hanno più voglia
di vivere, che riescono a liberarsi dai loro limiti e si tolgono delle soddisfazioni che neppure le persone “normali” riescono a prendersi. Dovremmo
imparare tutti da Zanardi, avere lo stesso entusiasmo nel fare le cose, avere
la sua stessa voglia di andare avanti e non fermarsi. Forse lui è ora così
perché ha capito quanto è bella la vita quando stava per perdere tutto. Noi
dovremmo smettere di lamentarci per tante sciocchezze ed avere più entusiasmo.
Ho conosciuto Alex Zanardi grazie alla trasmissione “E se domani”, ma non
conoscevo tutta la sua storia. Mi ha colpito moltissimo la forza che ha dimostrato reagendo all’incidente che gli ha cambiato la vita. Non è da tutti perdere entrambe le gambe, rialzarsi e continuare a fare le cose di tutti i giorni.
Io mi sento fortunata perché sono seduta in un posto stupendo, con un panorama da mozzare il fiato mentre respiro la fresca aria che scombina foglie
e capelli, ascoltando lo scroscio di torrenti poco lontani. Nel frattempo penso a chi non ha voluto o non ha potuto essere qui, come i miei genitori che
ringrazio per avermi dato l’opportunità di esserci e di poter scrivere queste
riflessioni. Dopo la giornata di oggi credo che cercherò di imparare a godere
delle piccole cose e di cercare sempre il lato bello in tutto, grazie all’esempio di Zanardi.
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Prima settimana. (Sc. Elementare)
6° giorno: Javier Zanetti.
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Zanetti è una brava persona e mi sta molto a cuore. Anche i personaggi dei
giorni precedenti mi stanno a cuore. In questa settimana ho potuto imparare
delle cose molto importanti che farò diventare realtà appena potrò. Javier è
stato molto generoso a fondare l’associazione PUPI. E’ la cosa migliore che
ha fatto. Questa settimana a Disentis mi ha fatto divertire, emozionare, fare
conoscenze e soprattutto imparare, grazie allo staff e alle parole dei vari
personaggi molte cose importanti. Questa avventura mi ha dato molte cose
da portare in futuro.
Oggi, nell’ultimo giorno del momento formativo, abbiamo conosciuto il giocatore dell’Inter Javier Zanetti. Io sono juventina ed ho apprezzato molto la sua
generosità nell’aiutare i bambini poveri delle favelas argentine. Si è proprio
meritato il privilegio di entrare nella nostra “palestra dell’anima”. Devo ammetterlo: l’Inter ha dei giocatori non solo forti, ma anche pronti ad aiutare chi
è nel bisogno.
Venire qui a Disentis mi ha cambiato la vita. Ho pregato mia mamma di lasciarmi venire e alla fine l’ho convinta. So che ha dovuto fare un grande sacrificio economico. Lei mi ha detto: “va bene, ti mando, ma divertiti”. E anche
al telefono mi ha detto: “spero che ti diverti, perché ti voglio bene. Mi raccomando gioca, balla, insomma voglio che tu sia felice”. Io le ho detto: “Grazie,
mamma, di avermi mandato. Oltre a divertirmi sto imparando tante cose importanti”.
Grande Zanetti! Credevo che fosse solo un bravo giocatore e invece ho scoperto un uomo dal cuore immenso. Questa settimana mi sono davvero divertita, ho conosciuto persone nuove, ma soprattutto sono cresciuta.
Mi ha colpito questa frase: “Non c’è nulla di più bello che essere di aiuto agli
altri”. Voglio dire grazie a tutto lo staff per avermi fatto conoscere personaggi
fantastici e per questa bella settimana.
Domani si torna a casa. Credo proprio che questo posto mi mancherà, ma
sono anche contenta di riabbracciare la mia famiglia. In questa settimana mi
sono divertita molto e ho conosciuto molti bambini. Credo che mi mancheranno tutti quanti anche quelli con cui non ho fatto in tempo a diventare amica. Mi mancheranno tutti i membri dello staff con la loro simpatia e allegria.
Volevo parlare del nostro inno “Si può fare”. Molte strofe di questa canzone
sono reali, ad esempio: “Fermarti e rinunciare; odiare e poi amare; partire e
ritornare”. Mi è piaciuto il titolo del momento formativo: “Perché no?”. Quando sarò a casa e vorrò fare qualcosa, mi dirò: “Perché no?”, provaci. Credo
proprio che non mi tirerò indietro.
Bravo Javier: “Ricevere e dare”. Grazie della lezione. Nel mio piccolo proverò anch’io a comportarmi così. Tu mi hai consolato. Fino a due ore fa ero
deluso perché ieri abbiamo fatto la campestre e volevo arrivare almeno terzo. Ero primo dall’inizio fino a quasi i tre quarti del percorso. Due
33 bambini
poi mi hanno superato, ma ero ancora terzo fino a venti metri dal traguardo.
Mi sono tuffato, ma un bambino è riuscito a mettere la testa prima di me. Ero
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deluso, volevo dare una soddisfazione ai miei genitori. Con il terzo posto
sarei salito sul podio. Ho pensato a Zanetti. Lui è rimasto un campione anche quando l’Inter perdeva.
Oggi è l’ultimo giorno. Sono un po’ triste perché non farò più tanto sport, ma
sono anche felice di tornare a casa. Mi è piaciuto molto Zanetti perché è
diverso dai soliti giocatori. Mi ha insegnato che è bello aiutare gli altri. Io lo
conosco bene perché è un cliente di mio papà e poi perché mio nonno è
presidente dell’Inter club.
Oggi stavo male, ma quando al momento formativo ho ascoltato la storia di
Zanetti, mi è passato tutto.
La frase più bella che ha detto Zanetti è questa: “L’affetto e l’amore non si
misurano solo con i regali e le carezze. Voglio che cresciate in un ambiente
sano e che abbiate tutte le possibilità di scegliere, ma che capiate anche
che nella vita bisogna sempre darsi da fare per raggiungere degli obiettivi”.
Durante la settimana, nel momento formativo, mi hanno incuriosito tutti i personaggi, dal primo all’ultimo, in particolare Zanetti perché bravo come calciatore e per il suo cuore grande.
Javier ha aiutato tanti bambini senza futuro come se fossero suoi figli. La
sua fondazione è un’idea geniale. Grande giocatore e grande uomo. E pensare che, come Messi, da giovane era stato scartato perché troppo gracile.
E’ stato bello finire il momento formativo con Zanetti. Questa settimana mi è
piaciuta; mi dispiace andarmene, ma spero di ritornare il prossimo anno e
rivedervi tutti quanti.
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Seconda settimana. (Sc. Media)
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La differenza tra Zanetti e i personaggi che abbiamo conosciuto e noi è
questa: noi utilizziamo il nostro cuore (la nostra generosità) al 50%, loro
invece al 100%.
Non mi intendo molto di calcio e non capivo perché Zanetti meritava di essere nel nostro libretto “Perché no?”. Ora che l’ho conosciuto capisco il perché. La sua fondazione PUPI è un progetto grandioso e interessante. E’ il
personaggio che mi è piaciuto di più. Cercherò di seguire il suo esempio.
Di questo personaggio mi ha colpito il cuore grande e lo spirito di solidarietà
verso i bambini dei quartieri poveri delle città argentine. Credevo di conoscere bene Zanetti dato che mio papà è interista, ma lo conoscevo come
grande giocatore e non come grande uomo. La frase più significativa è questa: “Non c’è cosa più bella che aiutare ad ogni latitudine e in ogni modo”.
Io sono milanista e Zanetti non mi ha mai fatto né caldo e né freddo. Pensavo che fosse un giocatore interista come tutti gli altri, ma oggi ho cambiato idea su di lui. Mi ha colpito la frase: “Si perde riconoscendo la superiorità
dell’avversario. Senza farne un dramma, anzi usando la sconfitta per crescere e migliorare nel carattere”. Io ogni volta che perdo mi arrabbio con me
e alle volte con delle mie compagne di squadra che non si sono impegnate.
Dopo questa bella vacanza cercherò di impegnarmi a non farne un dramma
se perdo perché sbagliando si impara. Vorrei ringraziare di cuore lo staff
che mi ha fatto crescere. Mi sento cambiata e felice. Grazie anche ai miei
genitori che ogni anno mi danno l’opportunità di venire a Disentis, di crescere, divertirmi e fare nuove amicizie.
Conoscevo già molto bene Zanetti e sapevo che era un uomo meraviglioso,
ma non pensavo fino a questo punto. Io sono interista e lui è sempre stato il
mio giocatore preferito. Ogni singola cosa o parola che dice, secondo me, è
vita. Io lo ammiro con tutto il cuore per tutto ciò che fa per i bambini dei
quartieri più poveri. Per me ed anche per altre tantissime persone rimarrà
per sempre il migliore del mondo. Senza di lui l’Inter non sarebbe più la
stessa squadra.
Sono giunto alla fine di questa settimana sportiva. Durante questi giorni, più
che negli altri anni, ho riflettuto sulla fortuna che ho di partecipare a questo
camp. Devo dire che non sono stato mai solo durante i momenti di difficoltà
e nemmeno durante quelli di gioia. A stringermi la mano, ad accompagnarmi ci sono stati tanti maestri di vita, di onestà e di determinazione. Da Baggio ad Einstein, da Mandela a Zanardi, da Candia fino a Zanetti. Di lui ammiro la determinazione, la voglia di fare qualcosa in più, la lealtà, il coraggio, l’onestà. A me piacerebbe molto possedere questi talenti e credo che,
grazie a questa esperienza, alcuni li ho conquistati.
Io sono uno juventino sfegatato, ma oggi la storia di Javier Zanetti mi ha
fatto emozionare. E’ stato uno delle bandiere del calcio, bravo e buono.
Penso che ogni ragazzo che sogna di diventare calciatore dovrebbe
pren35
dere esempio da lui. Tra i personaggi che abbiamo conosciuto c’è una cosa
che li accomuna: la forza di volontà. Vorrei prenderli come esempio.
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In questa mia ultima riflessione non ho da dire molto su Zanetti. Mi è bastata una frase che penso, anzi sono sicura, mi servirà per tutta la vita: “Sii
sempre il meglio di ciò che sei”. Mi piace soprattutto perché me lo dice anche mia mamma e adesso, grazie alle persone dello staff, ho un’altra persona in più da stimare, da ammirare e imitare.
Di Zanetti mi è piaciuta questa frase: “Nel calcio ci sono valori più importanti
del successo: la lealtà, la correttezza e l’onestà”. Ringrazio lo staff per averci aiutato con questo libretto a porci il nostro “Perché no?”.
Non immaginavo davvero che dietro a questo grande giocatore ci fosse un
così grande uomo. Come dice la canzone di Branduardi che abbiamo imparato quest’anno a Disentis: “Puoi cadere e puoi sbagliare e poi ricominciare”
l’ha vissuta anche lui, ma fortunatamente, grazie anche all’aiuto di chi gli è
stato accanto, non si è arreso, anzi è diventato ancora più forte. E’ bello
sapere che anche nel mondo del calcio esistono personaggi come Zanetti
che prima di pensare a se stesso, pensa agli altri. “Non c’è nulla di più bello
che essere di aiuto agli altri”.
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Terza settimana. (Sc. Superiore)
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A me ha colpito molto l’onestà e la semplicità di Zanetti. Pur essendo uno
dei più grandi calciatori, la sua semplicità nel parlare e nell’apprezzare le
piccole cose è veramente bella. Anche l’onestà durante le partite è significante. Zanetti è una persona da prendere come esempio, sia per i calciatori
sia per tutti gli altri sportivi. Ora, sulla base di tutti i personaggi conosciuti, mi
pongo un obiettivo: dare il massimo e fare di più anche quando credo di avere già dato tutto, perché, come ho imparato in questa settimana attraverso i
personaggi, fare questo aiuta ad arrivare dove magari non si immagina neanche.
Vedendo il filmato ed ascoltando la tempra di Javier Zanetti mi è venuta la
pelle d’oca e quasi mi commuovevo, nonostante non sia interista, davanti a
questo signore del calcio. Lui è un grande come calciatore e come uomo; un
esempio da imitare per correttezza, passione, sacrificio, sincerità, felicità e
gioia di vivere, aiuto verso gli altri e per molte qualità ancora. In alcuni aspetti mi rivedo in lui, per esempio, nella correttezza sportiva, ma in altri devo
sicuramente migliorare. Anche facendo una piccolissima parte di quello che
ha fatto lui, sarei contento e realizzato.
E’ impressionante come spesso si vedono i calciatori famosi esclusivamente
per la loro importanza in campo. In questi anni abbiamo imparato che molti
di loro si distinguono anche per quello che fanno in campo sociale; pensiamo ad Albertini, Del Piero, Baggio e infine a Zanetti. Tutti questi hanno dato
e danno ancora molto per cercare di rendere migliori molte problematiche
mondiali. Zanetti si è distinto per la sua forza di volontà nel perseguire il suo
obiettivo; scartato all’inizio di carriera, si è impegnato ed ha ottenuto risultati
importantissimi. Io non credo che riuscirò ad eccellere in qualche sport, ma
mi impegnerò per dare il meglio di me stessa in tutto. Essere lodata per questo motivo da un ragazzo dello staff mi ha stupito, ma allo stesso tempo mi
ha reso contenta perché lo sforzo da me compiuto è stato apprezzato da
qualcuno.
Ultimo momento di deserto a Disentis. Di questi personaggi mi ha colpito la
forza e il coraggio con cui hanno affrontato la vita. Baggio, il primo maestro
di questa settimana, ci ha insegnato a vivere credendo in noi stessi e che il
sacrificio è l’essenza della vita. Abbiamo incontrato poi uno degli uomini più
forti e buoni del mondo: Nelson Mandela. Quasi trent’anni d carcere ingiustamente trascorsi ed i suoi ideali rimasti sempre gli stessi. Il perdono, questo ritengo sia stato l’insegnamento migliore di Nelson; se ci è riuscito lui ed
il suo popolo, come non possiamo farlo noi? Che dire di Marcello Candia,
proclamato l’uomo più buono del Brasile, che decide di lasciare tutto per
andare in luoghi dimenticati da tutti per aiutare gli altri. Di Marcello mi porto
a casa l’amore e l’affetto per il prossimo, sentimenti purtroppo spesso dimenticati. Albert Einstein lo consideravo un pazzo, invece si è rivelato un
magnifico esempio di vita. Mi ha insegnato che la scuola non deve produrre
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soggetti sottomessi, ma uomini liberi, educati dall’amore e per l’amore. Ieri,
in quel magnifico scenario naturale, abbiamo conosciuto Alex Zanardi. Che
dire di lui?; basta nominarlo per dire tutto. Un esempio da imitare; la sua
determinazione e la sua forza di volontà sono uniche. Spero di riuscire, nei
momenti difficili, ad avere anche solo un pezzo della sua grande forza.. E
oggi Zanetti, un signore del calcio. Ci ha insegnato a non avere mai alibi, di
guardarsi dentro per trovare il meglio di noi stessi. E se le cose non vanno
come si pensava, usare anche le esperienze negative per crescere. Grazie
di cuore a questi sei personaggi. Provare a seguirli sarà il mio più grande
obiettivo.
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Appendice: le riflessioni dei genitori.
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Eccoci all'inizio di una nuova avventura ... Che emozione oggi ritrovarsi lì, in
tantissimi, qualcuno alla prima esperienza, qualcuno già "esperto"; tutti però
con lo stesso entusiasmo, soprattutto voi dello staff e anche noi genitori,
devo ammettere. Forte dell'esperienza dello scorso anno, ero proprio serena e tranquilla e vedere mio figlio strafelice mi ha veramente riempito il cuore. Vi auguro uno splendido inizio, una settimana ricca di emozioni, buoni
propositi, tanta amicizia e condivisione. Direi che si può proprio dire che la
locomotiva esca finalmente dalla stazione e, “perché no?”, che la vostra
avventura abbia inizio. Un abbraccio a tutti.
Carissimi componenti dello staff di Disentis, che interessante provocazione,
per noi genitori, essere coinvolti nel lavoro del momento formativo! Effettivamente lo scorso anno mi ero persa questa occasione; ne avevo sentito l'eco
nei racconti entusiasti di mio figlio, una volta ritornato a casa. Incuriosita
dall'invito rivoltomi, oggi pomeriggio mi sono stampata il libretto e ho letto le
pagine riguardanti Roberto Baggio. Che bella sfida per noi e per i nostri figli
incontrare qualcuno che ci aiuti ad alzare lo sguardo e ci incoraggi a gettare
il cuore oltre l'ostacolo, ricordandoci parimenti che le soddisfazioni più significative ed importanti sono quelle messe a segno con il cuore, che è un
grande uomo chi vive con pienezza la propria esistenza, sia che faccia il
calciatore, il falegname, l'agricoltore o il fornaio, ecc. Che il sacrificio è la
porta per capire il significato della vita. Grande aiuto, inoltre (a mio parere),
che insegnamenti così fondamentali passino attraverso l'immediatezza dell'incontro con una persona affascinante per i nostri ragazzi, che riesca a
parlar loro in modo così semplice e vero. Più che precipitarmi a telefonare
appena mi è possibile o cercare nel sito le loro foto, il modo migliore per
stare vicino ai miei figli è camminare per crescere insieme a loro, questa
settimana e nel futuro. Grazie e buon lavoro.
Ciao a tutti. Ho appena finito di leggere la testimonianza di Roberto Baggio
e ho anche ascoltato il suo messaggio ai giovani a Sanremo (che non conoscevo). Superlativo! Veramente un grande uomo. Mi ha molto colpita la parte in cui lui riflette su quelle 5 parole, semplici ma fondamentali. In particolare mi è piaciuto il commento sul coraggio: "E’ fondamentale imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente
una cosa naturale, è necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è sentirsi soddisfatti sapendo di aver dato tutto, di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità". Spesso mi sono
trovata a condividere queste riflessioni con mio figlio, a volte poco fiducioso
nelle sue capacità o rammaricato per certi errori. E' proprio vero che la cosa
importante è sentirsi soddisfatti per avere dato il meglio. Il resto non conta.
Significativo, poi, il punto dove dice di essersi dimesso dalla carica di presidente nazionale del settore tecnico giovanile perché vedeva i suoi obiettivi, i
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suoi programmi, il suo ideale sportivo mortificato dall’arrivismo, dal successo fine a se stesso, dal pericolo di illudere centinaia e centinaia di ragazzi
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col rischio di distruggerli come atleti e come uomini. E’ una gran verità. Purtroppo accade sempre più spesso, anche nelle realtà più piccole, dove i
ragazzi spesso vengono sfruttati all'osso e poi "mollati" e dove lo sport non
è più un mezzo per crescere e maturare come uomini, dove i veri valori non
contano più perché sono altri gli ideali da perseguire: il successo fine a se
stesso, il ritorno economico, la notorietà. Cari ragazzi, se ve lo dice uno come Baggio, credeteci! Se sarete voi a decidere ascoltando il vostro cuore,
senza lasciarvi influenzare, forse potrete riuscire non solo a realizzarvi pienamente, ma ad iniziare a cambiare la mentalità distorta che spesso va per
la maggiore nella nostra società. E noi genitori dobbiamo imparare sempre
di più a non avere paura che i nostri figli debbano fare sacrifici. Conquistarsi
una cosa aiuta a crescere, ma noi, spesso in buona fede, tentiamo di sollevarli dalla fatica e non è giusto. Lavoriamoci su anche noi. Un grazie grande
per avere dato anche a noi genitori questi spunti di riflessione. Un abbraccio
a tutti.
Tutti voi bambini siete la Forza della vita, davanti ad ogni difficoltà che incontrate ogni giorno non pensate mai di non farcela, la scuola con tutte
quelle parole difficili da imparare o tutti quei numeri che, a volte, non significano nulla, lo sport dove imparare a giocare bene sembra impossibile, le
delusioni di un amico o dei vostri genitori, perché anche loro sbagliano. Davanti a tutto ciò che vi sembra impossibile alzate lo sguardo e pensate
sempre di potercela fare. Dentro di voi avete una forza inesauribile, la capacità di superare tutto o comunque di tentare, anche se si perde o non si riesce. L'importante è provarci, impegnarsi. Non sempre il risultato sarà il migliore, ma voi saprete di averci provato.
Domenica avete già vinto, ci avete salutati sapendo di non vederci per un'intera settimana, eppure guardandovi nelle foto, siete sereni e felici. Avete
fatto un grande sacrificio, come dice Baggio, ma guardatevi intorno e dentro
di voi, quel sacrificio vi sta ripagando di un' immensa gioia e felicità. Vedere
i vostri volti, sorridenti, i vostri corpi impegnati nelle attività più disparate, è
la gioia più grande anche per me mamma, che ha fatto un grande sacrificio
a lasciare suo figlio lì a Disentis, ma sono contenta di averlo fatto perché
ora sono ripagata e quindi dico a lui, ma a tutti: siete stupendi e continuate
a impegnarvi al vostro massimo. Siete la soddisfazione più grande della vita
di un genitore.
Ciao a tutti! Un'altra giornata è trascorsa. Mi sono divertita a guardare tutte
le vostre foto, l'entusiasmo e la gioia sui vostri visi. Sorpresa positiva il video. Insomma questo staff ci sorprende sempre, in tutto. Veramente complimenti. Una breve riflessione dopo la lettura della prima parte della testimonianza di Nelson Mandela. Mi è piaciuta molto la frase in cui dice: "In Africa
la solitudine non esiste". Questo perché lì, a mio parere, viene data molta
più importanza alla persona che si ha di fronte più che agli aspetti formali ad
essa legati, come il grado di parentela, la classe sociale o altro. E' un po'
come40
accade tra bambini; si lega con tutti molto più facilmente che da adulti, perché man mano che si cresce subentrano delle dinamiche che creano
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divisioni o pregiudizi. Sarebbe bello ragazzi se, crescendo, riusciste a mantenere la spontaneità e la facilità di rapporti che avete oggi tra voi, senza
lasciarvi condizionare da pregiudizi di altri o da quelli che la società vi trasmette. E’ evidente che non tutti siamo uguali, ma non per questo si deve a
priori escludere la possibilità di un rapporto di amicizia con qualcuno perché
non è esattamente come noi. Capita che nei rapporti interpersonali, troppo
spesso, già anche tra ragazzini giovanissimi e un po' bulletti, si creino situazioni di "bullismo", di prepotenza (ovviamente non nei termini di cui parla
Mandela) verso i più deboli, situazioni gravi e pericolose per la serenità di
chi le subisce. Quindi riflettete seriamente su questi aspetti in modo da essere voi i primi che, crescendo, si opporranno ad eventuali comportamenti
simili di altri coetanei, non semplicemente con il silenzio, ma manifestando,
senza timore, disapprovazione verso quegli atteggiamenti. Ci vuole coraggio se non si vuole diventare dei "pecoroni"! Un abbraccio a tutti
Ehilà ciao a tutti! Ho appena visto le foto di oggi e sono contenta che, nonostante le previsioni, anche oggi siate riusciti a trascorrere del tempo all'aperto giocando e divertendovi! Un complimento a tutti voi ragazzi per le bellissime riflessioni che leggiamo ogni giorno. E' bello per noi genitori scoprire
questo vostro lato profondo che troppo spesso rimane nascosto. Questo
anche perché nella vita frenetica di ogni giorno non è facile, nemmeno per
noi adulti, trovare del tempo per soffermarsi a riflettere o, “Perché no”?, a
fare una preghiera.
Il personaggio di oggi, Marcello Candia, non mi era noto, ma ho molto apprezzato la sua testimonianza, soprattutto là dove evidenziava l'importanza
di sapere e soprattutto volere far fruttare i talenti che ci sono stati donati.
Spesso la tentazione di tenere questi talenti nascosti, ci impedisce di aprirci
veramente agli altri. Ognuno di noi, nel nostro piccolo, può darsi da fare per
cambiare ciò che non funziona o non ci piace. Certamente persone come
Candia non si incontrano tutti i giorni, ma anche noi possiamo renderci utili
là dove sentiamo di averne le capacità. Basta un po' di volontà, spirito di
sacrificio e un po' di coraggio di proporsi. Crescendo non vergognatevi mai
dei vostri ideali, anche quando qualche vostro coetaneo vi prenderà in giro.
Continuate sulla strada che ritenete corretta, seguendo il vostro cuore, proprio come ha fatto l'amico che
avete incontrato oggi. Le vostre
famiglie vi accompagneranno
certamente in questa avventura, con discrezione e tanto amore.
Carissimo staff della vacanza a
Disentis vi ringrazio molto per la
testimonianza di Marcello Candia che tra quelle proposte si
41
distingue per il suo punto di partenza. La sua visione del figlio
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di Dio, Gesù, stravolge la sua vita. Un po’ mi sembra come la visione che
ha avuto la Madonna con l'angelo Gabriele e il suo "Si". In entrambi i casi è
intervenuto un fatto esterno nella propria vita e in entrambi i casi la propria
volontà non ha coinciso con chissà quali obiettivi ma con l'aderire a quanto
ti è stato proposto. D'altra parte può succedere che sei ritenuto il migliore al
mondo e metti tutto te stesso, ma non è abbastanza per raggiungere il tuo
obiettivo (come per Baggio al mondiale). Quanto è liberante quindi non partire da se stessi, ma da qualcun Altro che ti ama più di te stesso che ti fa
lasciare tutto il mondo (soldi, potere, stato sociale, fama, etc.) per qualcosa
di molto più grande. Essere pienamente felici con se stessi. Impagabile!
Grazie quindi per il messaggio che con questa testimonianza trasferite ai
ragazzi.
Un caro saluto, cari amici di Disentis. Oggi ho letto come voi la testimonianza di Marcello Candia, che mi ha commosso profondamente e mi ha portato
a riflettere: che fortunato Marcello, per lui Gesù era veramente un grande
amico che gli parlava, lo aiutava nel suo lavoro, gli faceva ritrovare la valigetta persa, lo sosteneva nel sopportare i sacrifici (a volte anche a noi adulti
pesano così tanto!), che lo aiutava a compiere fino in fondo il suo desiderio
di giustizia e di bene. A volte incontriamo grandi uomini ma non sempre
sono così fortunati da appoggiare la loro grandezza su Gesù (magari non
l'hanno nemmeno conosciuto!). Marcello ha avuto la possibilità di fare questo incontro (come tanti di noi), ma ha avuto il coraggio di prendere questo
incontro molto seriamente. … ed io vi seguo giornalmente leggendo il vostro
fantastico libretto. Personalmente penso che l'argomento ed il titolo siano
adattissimi e che dovrebbero essere l'ispirazione giornaliera per ognuno di
noi, grandi e piccoli, sul lavoro ed in ogni cosa. Mai porre limiti a se stessi e
alla Provvidenza! Vi abbraccio e aspetto con ansia che organizziate la settimana, o almeno un week end sportivo per i genitori!
Ehi ragazzi, vi seguo anch'io. Poche settimane fa alcuni di voi condividevano con me le ultime, faticose ore di lezione in classe; ora invece mi diverto a
seguirvi con i video e con le foto in questa splendida avventura! Che entusiasmo e che bei sorrisi, divertitevi! Sono molto fiera di voi, e non mi stancherò mai di dirvelo.
Ciao a tutti, oggi nonostante un po’ di nostalgia siamo ancora più convinti di
aver preso la decisione giusta. Il tuo e vostro essere lì sarà sicuramente
una bella vacanza sportiva, ma anche e soprattutto formativa e lo è anche
per noi, “perché no?” Ci sarebbero mille riflessioni da fare su quello che
stiamo vedendo: dall'impegno dello Staff, dai sorrisi che traspaiono dalle
foto di tutti i bambini che ci danno una "botta di vita", da quello che stiamo
leggendo sul vostro libretto. Parole semplici, ma con un grande significato.
Umiltà, passione, coraggio, sacrificio e comunque successo. Perché anche
se non si diventa famosi, soddisfare e realizzare un proprio sogno, qualunque esso sia, è meraviglioso. Noi non ci aspettiamo l'impossibile dai nostri
figli e42
quello che loro ci danno e ci insegnano ogni giorno è già tanto. Tutto
può essere, se si vuole veramente; anche l'insuccesso, l'abbattimento ci
•
può stare, ma l'importante è sapere che, toccato il fondo, si risale sempre;
capire dove si sbaglia e ricominciare. Baggio mi ha commosso nel suo discorso dicendo che la Vita è un ponte tra i sogni e la realtà. Il padre di Nelson Mandela poi è stato coraggioso, ha creduto in suo figlio, l'ha fatto studiare perché aveva capito che era un mezzo in più per combattere le ingiustizie e far valere i loro diritti. “Un negro laureato! Non si era mai visto”! Anche noi possiamo combattere il razzismo ogni giorno qui senza andare lontano; amandoci e rispettandoci senza fare distinzioni di appartenenza, mi
sono dilungata, devo correre a preparare il pranzo e vi lascio con questa
frase di un film che ho visto e che mi fa riflettere: “La vita è come camminare sotto la pioggia; ti puoi nascondere e trovare riparo oppure puoi bagnarti”. Un abbraccio a tutti e grazie dell'opportunità.
Ciao ragazzi, caspita che emozione mi ha dato leggere e ricordare ciò che
Mandela ha fatto; mentre leggevo ho pensato quanto piccola sono io in confronto a lui. Forse qualcuno di voi ha pensato come me: “Io non sarò mai in
grado di fare così tanto!”. Beh sarà anche così, ma poi penso che, sicuramente lui , come tanti altri, ha saputo aiutare milioni e milioni di persone, ma
noi nel nostro piccolo quante persone possiamo aiutare? Tante, partendo
dal nostro piccolo mondo, dai nostri compagni di scuola, dai nostri vicini, dai
nostri compaesani, quelli che vivono nel nostro paese; anche con piccoli
gesti, con un sorriso, con un abbraccio quando sono tristi o sconfortati per
una loro sconfitta, quando rinunciamo a qualcosa di nostro per darla a chi
non ha nemmeno un decimo di quello che abbiamo noi, quando pensiamo e
ci rattristiamo per chi soffre senza pensare sempre e solo a noi stessi. Se
cerchiamo di non essere egoisti, ma pensiamo anche agli altri, allora siamo
anche noi dei piccoli Mandela, anche noi possiamo salvare il mondo, anche
noi possiamo amare il prossimo come persona senza fermarci davanti ai
pregiudizi di colore, razza, religione. Quello che poi mi viene da dirvi è che
ancora una volta qualcuno, pur avendo subito umiliazioni, sconfitte, negazioni, impedimenti o derisioni per il suo sogno, quel qualcuno ha lottato con
tutte le sue forze e non si è arreso davanti a nulla pur di perseguire e raggiungere quel suo sogno, perché ha creduto in quel "perché no?", si è rialzato milioni di volte, ha
continuato a guardare al
futuro con la speranza
nel cuore di riuscirci e
alla fine ce l'ha fatta.
Quindi vi dico che i sogni non si ottengono
facilmente, ma bisogna
impegnarsi ed essere
pronti a subire sconfitte.
Dovete continuare a
43
sognare perché i sogni
sono la forza che ci
spinge ad andare avan-
•
•
•
•
ti, sono il motivo per impegnarsi ed essere felici. Non è necessario avere
sogni grandissimi o dover diventare famosi; ogni sogno è grande per quello
che è, ogni vostro sogno è bellissimo perché è vostro, non c'è lavoro o sport
o meta che sia migliore dell'altra, siate fieri dei vostri piccoli e grandi sogni.
Prima di tutto voi sarete la più grande soddisfazione dei vostri genitori, anzi
lo siete già e quindi dovete già sentirvi forti e capaci di fare ogni cosa. Un
grande saluto a tutto lo staff.
Caro Albert, fino ad oggi ti conoscevo come grande, anzi grandissimo
scienziato e come tale anche un po' pazzo, quella pazzia che è solita dare
l'illuminazione che ha portato a grandi scoperte. Da oggi, dopo aver ascoltato la tua vita e le tue esperienze ed aver riflettuto sulle tue convinzioni sull'umanità intera e sulla libertà che ognuno di noi dovrebbe imparare ad avere
rispettando la libertà degli altri, mi sono resa conto che sei stato anche un
grande maestro e amante dell’uomo.
Ciao a tutti, è il secondo anno che i miei figli partecipano a questa avventura, breve, ma intensa! Non conoscevo nessuno dello staff, ma fin da subito
la "sintonia" è stata ottima, e per questo vi ringrazio di cuore. Professionalità, competenza, amore per i ragazzi e per lo sport, allegria, sensibilità sono
le doti che in voi ho riscontrato. Il momento formativo, poi, apprezzatissimo!
Oggi è arrivato il momento di parlare del grande Albert Einstein. Ragazzi,
chi si sarebbe mai aspettato che un giovane impiegato ebreo dell'Ufficio
brevetti di Berna avrebbe rivoluzionato la scienza? Intelligenza, passione,
coraggio, curiosità, tenacia, creatività, intuizione gli appartenevano. Per
questo è stato un uomo veramente ricco! Si è impegnato a difendere la causa della pace e della giustizia sociale. Oggi a voi ha spiegato molto bene
cosa vuol dire libertà. Albert Einstein, probabilmente lo scienziato più famoso e più amato di tutti i tempi, ha detto: “Solo quelli che sono così folli da
pensare di cambiare il mondo, lo cambiano davvero”. Ragazzi: siate sempre
curiosi, la curiosità è sinonimo di intelligenza. …, … la mamma è orgogliosa
di voi.
Sono la mamma di … volevo mandare un grande abbraccio a lei e a tutti i
coordinatori del Camp di Disentis . Anche quest'anno abbiamo fatto la scelta giusta visto i sorrisi appaganti nelle vostre foto. Ci siamo resi conto che le
emozioni di questa esperienza sportiva vengono vissute anche da casa e
che sicuramente contribuiscono a far crescere bene i nostri figli. La nostra
crescita, da genitori, consiste nel lasciarli andare e vivere un'esperienza
formativa come la vostra. Sono sicura che non dimenticheranno mai questi
momenti. Gli occhi dei nostri bimbi vedono cose che noi adulti non vediamo,
sono liberi nei sentimenti e puri nel provare sentimenti di amicizia. Grazie di
cuore e grazie di avere dei bimbi che apprezzano il vostro lavoro.
Rieccoci. Comincio col dire che sono d’accordo con il genitore che ha proposto la settimana a Disentis per i genitori. Bellissima idea. Isolarsi dal
mondo in quel luogo che io trovo meraviglioso, abbandonando per un breve
44 tutto ciò che ci sembra essenziale e portando con noi solo la nostra
periodo
disponibilità al confronto e alla riflessione. “Perché no?”, anche un week
•
•
end, quando torniamo a prendere i nostri figli. Ma, a parte ciò,
ecco invece cosa mi ha colpito
oggi riguardo il personaggio Einstein: “Ho sempre rispettato i
valori contenuti in tutte le religioni, specie in quella ebraica e in
quella cristiana. Sono convinto
che le idee di Gandhi sulla libertà dei popoli si sono dimostrate
le più illuminate e le più efficaci
della storia. Noi dobbiamo rifiutare la violenza e lo scontro; dobbiamo convincerci che è sbagliato sostenere con la parola e l’azione tutto ciò che la nostra coscienza ritiene ingiusto.”
Ho sempre pensato che l’individuo deve essere libero di scegliere a chi o
cosa appartenere, cerco di insegnare ai miei figli il rispetto e con la parola
rispetto intendo per se stessi, per gli altri e per tutto ciò che li circonda. Sono fermamente contro ogni forma di violenza e le guerre. Credo fermamente nell’intelligenza della parola e del confronto. Credo che l’Amore esista
ancora in ognuno di noi e che un grande cervello possa favorire lo sviluppo,
ma senza dimenticare quali sono i veri valori della vita e soprattutto spero
tantissimo che i miei figli e i figli di tutti, nonostante questi momenti bui, credano ancora che tutto sarà rimediabile e che un futuro ci sarà perché loro
sono il Futuro .
Ciao a tutti, ho appena visto le foto della vostra passeggiata. Peccato per il
tempo perché non vi è stato possibile andare al laghetto! Ma va beh, ho
visto che vi siete divertiti comunque. Forte Einstein oggi! Proprio un personaggio speciale, con un talento speciale. Mi è piaciuta la sua riflessione
sulla scuola: "La scuola avrà adempiuto al suo compito solo quando avrà
formato individui con una personalità completa ed armoniosa, capaci di scegliere il loro futuro, di sviluppare i doni naturali che sono presenti in tutti, di
operare in piena libertà, di non lasciarsi condizionare, di possedere e rimanere fedeli ai grandi valori della vita". Voglio fare mie queste parole per trasformarle in un augurio per voi, soprattutto per quelli che il prossimo anno
inizieranno una nuova esperienza dopo il ciclo delle elementari. Non dimenticate mai che non è sufficiente arricchirsi di nozioni sulle varie materie, è
importante anche che non perdiate mai di vista che ci sono tanti altri aspetti
di voi che devono crescere di pari passo affinché possiate diventare uomini
e donne forti, capaci di portare avanti i vostri ideali e i vostri valori. E se la
scuola non sarà sempre in grado di aiutarvi in questo, un ruolo fondamentale lo avremo noi genitori, come del resto lo abbiamo avuto fino ad oggi. Un
abbraccio a tutti, in particolare al mio … che so che oggi non è stato molto
bene. Forza che tutto passa. Un bacio.
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Salve a tutti,vorrei prima di tutto complimentarmi con lo staff; ritengo
siate
un organizzazione perfetta per i nostri figli. La palestra dell’anima è poi un
momento speciale, utile per riflettere su quanto sia preziosa ed importante
•
la vita. Spesso noi adulti siamo erroneamente convinti che certi argomenti
non possano essere trattati con i bambini, invece è possibile, basta solo
trovare il modo giusto per farlo. Nasce così un confronto splendido, ed è
proprio da questo confronto,che sono venuta a conoscenza di Simona Atzori, una ragazza davvero solare, da cui tutti dovremmo imparare qualcosa!
Qualche mese fa ho avuto il piacere di conoscerla, durante una mostra, alla
quale partecipava, presentando anche il suo libro: “Cosa ti manca per essere felice?” Di lei mi ha colpito il sorriso e la voglia di farcela sempre. Penso
che ognuno di noi sia responsabile del proprio futuro; bisogna avere il coraggio di fare delle scelte, giuste o sbagliate che siano, a volte è necessario
rischiare. Spesso quando accade ciò, ci si trova in una condizione di disagio, per cui prevale il nostro istinto di sopravvivenza. Come donna ammiro
Rita Levi Montalcini, che in tutta la sua vita, ha sempre scelto di vivere nel
futuro e non nel passato, raccogliendo in sé intelligenza, coraggio, fermezza, bellezza e scienza. Buona continuazione a tutti voi. Quelle opportunità
che la vita ti offre, quel treno che per fortuna non abbiamo perso... Ecco, vi
vedo così, felice che anche mio figlio si sia lasciato coinvolgere in questa
vostra fantastica realtà che ogni giorno anche noi genitori possiamo un poco condividere da casa. Siete la mia speranza e quella di tanti ragazzi che,
per indole un po’ timorosi nell'esporsi alla vita, trovano il coraggio di dire a
se stessi: "Perché no?" Vi sono grata per questa emozione. Un caloroso
abbraccio a tutti voi. P.S. per …: hai superato te stesso, sei grande!. Un
caro saluto a tutti i partecipanti della 1° settimana di Camp a Disentis! In
particolare, un abbraccio a tutti i bambini e bambine, ragazzi e ragazze della grande famiglia di Maria Ausiliatrice! So che siete tanti. Vi seguo attraverso le vostre foto e i video e sono felice di vedervi divertire un mondo! Mi
raccomando: giocate, giocate, giocate! Con la sana attività fisica, la sana
competitività nel rispetto delle regole, la bellezza della semplicità dello stare
in un gruppo genuino. State conoscendo, attraverso la testimonianza, e durante i momenti di riflessione nel Camp, l'esperienza di persone che della
loro tenace semplicità ne hanno fatto un esempio di grandezza. Ricordatevi
che come lo sono stati loro, anche voi siete "Diamanti allo stato grezzo", i
quali non aspettano altro che di brillare. Buona estate!
Continuo a guardare con interesse agli incontri del vostro momento formativo. Che grandi lezioni di vita anche per noi adulti che spesso riteniamo di
aver poco da imparare! Ogni uomo ha in sé un valore unico ed inestimabile
che può tirare fuori, se non si lascia ingabbiare dal proprio ruolo (come per
Einstein, se si fosse limitato ad occuparsi solo di scienza), dalle proprie disavventure (come per Zanardi, se si fosse disperato per quanto gli era successo), dalla propria pigrizia (come invece succede a me), dalla propria rassegnazione (come accade per tante persone in questo momento storico) o
dal proprio egoismo. Ci racconta Einstein: "Solo una vita vissuta per gli altri
é una vita degna di essere vissuta … Vorrei che tutte le ricerche e le scoperte 46
scientifiche riguardassero il miglioramento della vita e l'elevazione
morale dell'uomo, non la sua sopraffazione". Zanardi con il suo esempio ci
insegna che è possibile fare di ogni avvenimento della vita un'occasione di
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•
•
crescita: "L'incidente era un episodio che dovevo affrontare e risolvere. Ho
messo la freccia e schiacciando sull'acceleratore ho sorpassato i miei guai
… La mia vittoria più grande è stato pensare che per mio figlio sono ancora
lo stesso papà di un tempo … Se poniamo a noi stessi obiettivi impossibili
continuiamo a fare errori su errori, non saremo capaci di dare il meglio di
noi e di incontrare la felicità … Osate, provate, tentate ma senza pretendere
da voi l'impossibile". Buon lavoro.
Wow ragazzi, che ottimismo Zanardi! Se noi ne avessimo anche solo la metà, credo che tanti problemi di cui spesso ci lamentiamo, non sarebbero tali.
Bella la frase in cui dice: "Credo nella capacità dell'uomo di trovare sempre
il modo di togliersi d'impaccio quando ha l'acqua alla gola". E ancora: "Mio
padre mi insegnò a non arrendermi di fronte agli ostacoli, a ragionare sempre per cercare una soluzione". Non è facile, soprattutto per noi adulti, avere sempre questa visione positiva della vita. Spesso i problemi e le difficoltà
ci sembrano insormontabili. Anche a voi ragazzi potrà capitare che qualcosa vi preoccupi a tal punto
che abbandonare sembrerebbe la cosa più semplice.
Allora facciamo nostra questa positività di Alex e prendiamo la vita di petto. Osiamo, proviamoci, senza però'
pretendere
l'impossibile.
Non dimenticatevi queste
sue parole, soprattutto quando tornerete alla vostra quotidianità. Buona notte e un
abbraccio.
Ciao a tutti “cucciolotti” di Disentis, siamo agli sgoccioli e non vedo l’ora
di riabbracciare la mia bella bionda … Domani è il suo compleanno.
Per l’esattezza è venuta al mondo alle ore 20 e 30 di 11 anni fa e le faccio
già
gli auguri di un buon compleanno. Ho letto la citazione di Alessandro Zanardi e credo che in questi anni abbia trasmesso a tutti noi il vero significato
della
forza: “Provateci, lottate, credeteci, potete farcela … Guardate me!” Un
grande maestro di vita. Perché solo con la forza di volontà si può vivere e
vincere, altrimenti che senso ha la vita quando diventa solo l’attesa di un
altro
giorno che ripete sempre se stesso uguale, senza alcuna attesa, senza palpiti, senza lotte, senza desideri? Buona continuazione a tutti.
Mi viene da dire finalmente Sabato ... domani riabbracceremo il nostro ometto. E’ la prima volta che sta via da casa cosi tanto. Sappiamo che c’è
stato qualche problemino con il freddo e il mal di pancia, ma 47
ogni giorno
imperterrito presente. Ci commuove l’idea di saperlo già così coraggioso e a
•
•
suo modo determinato, lui e tutti gli altri piccoli amici, ma sapevamo che
potevamo fidarci di lui e soprattutto, nonostante la nostra nostalgia, ci siamo
fidati di voi tutti. Sapevamo in che mani mettevamo nostro figlio. Un grazie
particolare, senza nulla togliere agli altri, al nostro mister Francesco che
nonostante il nuovo ruolo di papà non ha mai mollato i nostri pulcini prima e
adesso, e un grande senso di gratitudine da parte nostra per tutto lo Staff.
Mi vien da dire: finalmente sabato! Ma sicuramente: arrivederci a presto!
Ciao ragazzi, sono la mamma di … Questo è il terzo anno che mando la
mia signorina. Devo dire che è sempre più emozionante vedere quanto si
diverte! I filmini sono fantastici, mi hanno emozionato tanto. Anche le foto:
bellissime! Voglio ringraziare tutto lo staff e complimentarmi tanto per la
vostra bravura! Da cuoca mi complimento anche con il cuoco e il suo staff.
Ho visto dei bignè molto appetitosi e la focaccia super! La mia signorina mi
ha detto che mangia bene. Grazie. Un abbraccio a tutti.
La vita a volte toglie qualcosa che si considera indispensabile, senza la
quale si pensa di non potercela fare, di essere arrivati alla fine, di non avere
più speranze, di non essere in grado di fare più nulla, di essere ingiustamente castigati da un destino. Terribile. La tristezza ci attanaglia dentro,
lacera le corde che ci tengono eretti, distrugge quella linfa vitale che prima
ci faceva vivere. Ma si può vincere quella tristezza e delusione, quella sensazione di non avere più nulla da tentare, si può sempre trovare la forza di
cambiare il nostro sogno e tentare di inseguirne un altro e dirsi ancora una
volta: “Perché no?”. Zanardi, come tanti altri disabili, ce l’ha dimostrato, ci
insegna che davanti agli ostacoli che sembrano invalicabili si può trovare la
forza e la gioia di andare avanti, di essere ancora felici. Ma soprattutto ci ha
insegnato che inseguire un sogno è fondamentale, ma è fondamentale inseguire quei sogni che possiamo realizzare, che dentro di noi sappiamo
essere possibili, perché le forze e le capacità che abbiamo sono immense,
ma non possono farci raggiungere l'impossibile. Tentare, osare, sperare
partendo da sogni piccoli è alla nostra portata, per quello che siamo, per poi
osare e tentare per qualcosa di più grande. E' come quando un bambino
piccolo impara a camminare. Non può sperare di saper correre veloce e
sicuro come voi quando fate la corsa di velocità, non ci riuscirebbe mai, non
potrebbe farcela e rimarrebbe deluso, invece può sperare di raggiungere il
primo appiglio che è distante da lui solo 2 metri senza cadere e poi tre e
poi salire gli scalini e poi, perché ormai è cresciuto, correre veloce come
voi. Sognate, abbiate degli obiettivi e una volta raggiunti abbiatene degli
altri, non fermatevi e non accontentatevi mai, cercate di migliorarvi sempre
di volere da voi sempre il meglio. I grandi sogni si raggiungono piano piano,
con impegno, dedizione, cadendo e rialzandosi, vincendo e perdendo, sorridendo e piangendo. Niente è facile, ma niente è impossibile e se quel sogno non lo riusciamo a raggiungere, non dobbiamo abbatterci, anche se lo
sconforto è tanto, ma crearci subito un altro sogno, un altro scopo per arricchire 48
il nostro vivere. Bambini siete così meravigliosi, così diversi tra di voi,
così imprevedibili; voi siete un'energia "atomica", voi siete il futuro, voi avete
quella spontaneità, quella capacità di sorridere che crescendo spesso si
•
•
perde. Non fatelo, non perdete mai la vostra gioia, il vostro entusiasmo, il
vostro stupore, la vostra voglia di scoprire, di sapere, la capacità di aiutarvi,
i sentimenti di solidarietà, perché così sarete dei grandi uomini e delle grandi donne. Sarete un sogno! Buona notte.
Ciao a tutti i protagonisti della prima settimana di Disentis! Nonostante la
consapevolezza della positività di un'esperienza come questa, e la ferma
intenzione di non privare nessuno dei nostri figli di questa possibilità, siamo
contenti che finalmente domani riabbracceremo la nostra …! Quest'anno,
essendo già la seconda vacanza per nostra figlia, l'abbiamo vissuta molto
più serenamente dell'anno scorso. Anche ieri, dopo aver saputo che … è
stata male, eravamo tranquilli; ci dispiaceva solo per l'emozione che abbiamo sentito nella sua voce e l'impossibilità di poterle tirare su il morale personalmente. A proposito del libretto formativo, è stato bello leggere la testimonianza di due sportivi come Alex Zanardi e Javier Zanetti. Oggi anche lo
sport è rovinato dal desiderio di successo e arricchimento a tutti i costi e
spesso sono proprio gli sportivi più famosi che danno un pessimo esempio
al loro pubblico, in termini di moralità e di valori sportivi dimenticati. Le storie
di questi due personaggi, invece, ci insegnano qualcosa di valido per tutti e
di valore. Alex Zanardi ci ricorda che la felicità è alla portata di tutti noi, basta essere capaci di credere in quello che facciamo e vogliamo essere. Zanetti ci fa capire che ognuno di noi, in base alle proprie capacità e possibilità, deve preoccuparsi non solo di sé, ma anche dei bisogni degli altri, perché nel dare si trova molta più gioia che nel ricevere. Alla luce delle riflessioni a cui ci ha portato la lettura del libretto formativo, possiamo esprimere
il nostro proposito per il futuro: sfidare con coraggio e un po' di follia tutti i
"perché no?" che ci chiederemo e soprattutto permettere ai nostri figli di
farlo, aiutandoli a credere nelle loro capacità e possibilità e ad apprezzare
anche gli inevitabili sacrifici che dovranno affrontare. Grazie agli ideatori e
realizzatori di questa vacanza, organizzata in ogni dettaglio e perfettamente
funzionante; magnifica la struttura ma è solo la cornice ideale del lavoro di
uno staff formato da persone di indubbio valore che mostrano grande passione per ciò che fanno.
Siamo rientrati a casa, felici di riavere con noi il nostro ... Siamo arrivati domenica scorsa con un bel magone e cosi ce ne siamo andati. Abbiamo vissuto con voi una bella, intensa
settimana. Siamo fieri di nostro
figlio e anche consapevoli del
disagio che avete subito per
colpa di quel cavolo di “virus”.
Abbiamo trascorso oggi una
bellissima ed emozionante
giornata. Abbiamo riso, sorriso
e magari anche versato qual49
che lacrima. L’emozione, come
dice qualcuno, non ha voce. Vi
abbiamo salutato e, risalendo
•
•
•
in macchina, mi sono accorta di avere ancora lo stesso magone di quando
vi ho consegnato mio figlio, ma questa volta il motivo era un altro: la commozione era perché un pezzettino del nostro cuore rimaneva lì con voi. Grazie ancora per questi momenti indimenticabili.
Ciao a tutti, beh, ce l'ho anch'io il mio momento formativo, e dura da tredici
anni, da quando mia figlia … e poi mio figlio … sono entrati nella mia vita, è
una continua crescita per me. Ogni volta che percorrendo la strada che la
vita mi mette davanti, mi trovo di fronte ad un bivio, spesso mi dico: “Io provo!” E scelgo la via più difficile e tortuosa, anche se ciò comporta sacrificio
e rinuncia, perché in fondo a quella via io vedo persone forti e coraggiose,
capaci di comprendere cosa è importante, e tra queste persone io voglio
portare i miei figli. In queste situazioni devo prendermi i miei momenti formativi, per riflettere su come trovare la forza di non spianare loro la strada,
di non rendere tutto più facile, ma di mettermi al loro fianco per incitarli,
sostenerli e consolarli spingendoli sempre a provare, per non rinunciare ad
i loro sogni. Da ex sportiva, compagna di università di Silvano, posso assolutamente dire che chi pratica sport e segue i suoi valori, al bivio ha scelto la
strada giusta! quindi voi avete scelto la vacanza giusta! Auguro a tutti i ragazzi una settimana indimenticabile!
Al meraviglioso staff di Disentis 2013 (prima settimana). Anche quest'anno i
giorni che avete condiviso con i nostri figli sono stati di grande valore sportivo ed educativo! Nonostante il tempo poco amico e nonostante l'antipatico
virus che vi ha infastidito, appesantendo notevolmente il vostro già considerevole lavoro. I virus vengono e vanno, in qualche giorno i bambini guariscono e sono più forti di prima, però curarne così tanti credo che metta a
dura prova la pazienza di chiunque. Complimenti per la dedizione ed il buonumore con cui avete affrontato anche questa contingenza. Comunque,
malgrado queste piccole vicissitudini, quello che traspare dai racconti di …,
… e di altri loro amici è la sorpresa per aver potuto accostarsi a tante discipline sportive, il gusto dell'escursione in montagna, la bellezza di aver fatto
nuove amicizie e l'ammirazione per gli incontri con i personaggi del momento formativo! Insomma una bella esperienza che lascia un segno profondo e
che li accompagna e li aiuta nella loro crescita. Grazie.
Ciao a tutti, siamo i genitori del trio …, …, e … Siamo veramente orgogliosi
di quello che stiamo vedendo. Siete grandi ragazzi! Lo sapevamo che, anche se per la prima volta stavamo lontani per una settimana, ce l'avreste
fatta e soprattutto ne valeva la pena. Questa è un’esperienza sicuramente
fantastica sotto tutti i punti di vista! Stiamo leggendo con voi il libretto ed i
concetti di lealtà e sacrificio con lo scopo di diventare grandi (“Perché no?”).
Sono proprio quelli che condividiamo e che, se appresi così sul campo, divertendosi con tanti amici nuovi, possono essere veramente la base della
costruzioni di persone nuove. I nostri figli così potranno apprendere toccando quasi con mano e condividendo con coetanei. Mai come adesso l'esperienza50formativa è importante per avere domani una società migliore. Ce la
dobbiamo mettere tutta; tutti insieme. Siete favolosi voi dello Staff e vi rin-
•
graziamo. A domenica ragazzi. Con affetto.
Carissimi amici di Disentis 2013, siamo rientrati da poco a casa con …, sento la necessità e il dovere di ringraziarvi per quanto avete fatto per mia figlia
e per tutti i ragazzi presenti alla vacanza formativa appena trascorsa. Considerando le difficili condizioni sanitarie, del tutto non prevedibili, in cui vi siete
ritrovati, avete portato a termine nel migliore dei modi un compito davvero
gravoso e difficile da gestire grazie alla vostra passione, al vostro amore per
i ragazzi e alla professionalità che vi contraddistingue. L`attenzione e la dedizione con cui avete seguito i ragazzi vi rende merito. Vorrei ora focalizzare l`attenzione su … la quale non finisce mai di meravigliarmi e di sorprendermi, ed anche questo momento formativo appena trascorso va ad inserirsi in quel cammino di crescita umana necessario ad ogni uomo creato a
immagine e somiglianza di Dio. Non nascondo che come genitore nutrivo
qualche timore sull`esito della settimana programmata, essendo per … la
prima volta che faceva un`esperienza simile senza la nostra presenza, completamente lontana dalle nostre attenzioni, ammonimenti e indicazioni, ma
di una cosa ero certo, avrebbe fatto di tutto per mantener fede alla promessa fattaci prima di partire, quando con tono fermo e sicuro ci disse: "vi stupirò tutti, cosi avrete più fiducia in me". Con stupore e ammirazione devo
dire che ha mantenuto la sua promessa. Domenica scorsa, assieme a mia
moglie …. e a …, sorella maggiore di …, abbiamo assistito con gioia alla
cerimonia di chiusura e di premiazione, svoltasi in palestra. Ho provato
compiacimento nel vederla premiata, per i risultati ottenuti nelle varie discipline sportive alle quali ha partecipato durante la settimana, ma la sorpresa
51 il premio
maggiore é arrivata nel finale, quando le é stato consegnato
“Palestra dell`anima". In quel momento, così intenso e profondo, incrociando lo sguardo di mia moglie, a stento ho trattenuto le lacrime di gioia. La
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mia mente é tornata indietro a dodici anni fa, quando dopo aver superato
con l`aiuto di Dio, la mia grave malattia decidemmo con mia moglie di aprirci nuovamente alla vita, desiderando con tutto il cuore una nuova creatura.
Recatici in pellegrinaggio a Medjugorie, paesino sperduto della Bosnia Erzegovina, dove da trentadue anni appare la Madonna, abbiamo ricevuto la
grazia tanto desiderata. Mia moglie, attendeva una creatura. Purtroppo al
quinto mese di gravidanza la nostra fede venne messa subito alla prova.
Dopo attenti esami, … presentava una malformazione cardiaca con possibili
patologie annesse. Il medico che ci seguiva non si prendeva la responsabilità di far nascere un essere umano biologicamente "non perfetto". Abbiamo
trascorso giorni pieni di tensioni e preoccupazioni, ma consapevoli che …
non era solo nostra, ma frutto di un progetto divino a noi sconosciuto, decidemmo di portare a termine la gravidanza, affidando la nascitura alla Mamma del cielo. A causa delle problematiche riscontrate, i medici decisero di
programmare il parto. … venne alla luce il sette Maggio di undici anni fa,
entrando, con la sua voglia di vivere, nella palestra della vita, portando così
a termine la sua prima gara. La vita ha vinto sulla morte. Carissimi amici
dello staff, ho voluto raccontarvi questi dettagli, perché grazie a voi … ha
potuto esprimere il meglio di sé, affrontando nelle riflessioni da voi proposte
temi profondi, come la morte dello zio, confrontandosi con il senso della vita
e la sofferenza causata dalla perdita di una persona cara. Ha messo in gioco se stessa, non i nostri progetti o suggerimenti, ha gareggiato nella palestra dell`anima che voi sapientemente le avete messo a disposizione, ha
seguito con passione e interesse gli insegnamenti e valori da voi trasmessi,
portandosi a casa delle certezze e conferme di se stessa. I genitori di …
Ciao a tutti, sono la mamma di … e questa sera, leggendo il “libretto” e riflettendo, vorrei partecipare a distanza al “cammino formativo” inviandovi
qualche pensiero. Mandela è certo un personaggio carismatico: mi piace
perché è un uomo semplice, per la sua volontà infaticabile e per il suo alto
senso di giustizia e di rispetto del valore di ciascuna persona. Anche dopo
essere stato eletto presidente del Sudafrica, grazie alle libere elezioni del
1994, Nelson Mandela dovette lottare per riconciliare le due parti nemiche
del Paese, i bianchi afrikaaner e i neri originari. Per realizzare questo progetto di pacificazione e di integrazione utilizzò anche lo sport. A questo proposito ho visto un bel film ( Invictus, di Clint Eastwood USA 2009 ) che
racconta il campionato del mondo di rugby del 1995 in Sudafrica: la squadra
nazionale sudafricana degli Springbook ( che dagli anni '80 era stata bandita dai campi di tutto il mondo a causa dell'apartheid ) era sostenuta da tifosi
sudafricani bianchi, mentre i sudafricani neri la odiavano come simbolo di
razzismo, della sopraffazione e prevalenza bianca. Mandela intuì che una
imprevista vittoria del Paese nel campionato avrebbe favorito la riconciliazione e si mise al lavoro insieme con il capitano degli Springbook (Francois
Pienaar). Incitò, spinse, trasformò i rugbisti in figure sociali, fece della squadra di52rugby nazionale il simbolo della riunificazione, del cambiamento, del
superamento di tutte le barriere che da sempre hanno diviso bianchi e neri
in Sudafrica. In occasione della cerimonia di apertura del campionato mon-
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diale, l'ingresso in campo del Presidente Mandela che indossa la maglia di
jersey degli Springboks segna un passo decisivo nel cammino verso la pace tra bianchi e neri. A questo momento si riferisce forse la foto di copertina
del “libretto”. “Invictus” (in italiano “indomabile”) è il titolo di una poesia di
William Ernest Henley, che Mandela leggeva in prigione, per darsi la forza
di continuare a sperare nel futuro. “Invictus”: “Dalla notte che mi avvolge,
nera come la fossa dell’inferno, rendo grazie a qualunque Dio ci sia per la
mia anima invincibile. La morsa feroce degli eventi non m’ha tratto smorfia o
grido. Sferzata a sangue dalla sorte, non s’è piegata la mia testa. Di là da
questo luogo d’ira e di lacrime si staglia solo l’orrore della fine. Ma in faccia
agli anni che minacciano sono e sarò sempre imperturbato. Non importa
quanto angusta sia la porta, quanto impietosa la sentenza, sono il padrone
del mio destino, il capitano della mia anima”. Buona vacanza a tutti !
Ciao a tutti, come state? Ragazzi, le foto dicono che avete proprio lo spirito
giusto: attenti e concentrati nello spazio del deserto, sorridenti e grintosi
nello sport! bravi! Ho letto con voi la bella riflessione su Nelson Mandela e
volevo sottolineare un punto tra i tanti che mi ha particolarmente colpito:
“Quel sogno, il mio sogno, doveva diventare realtà”, diceva Mandela pensando all'idea di pace e uguaglianza tra bianchi e neri. Ed era decisamente
un sogno grandissimo, tanto grande da sembrare addirittura incredibile,
irrealizzabile eppure, nonostante questo, è divenuto concreto perché Nelson Mandela e tanti con lui hanno creduto, lottato e donato persino la vita
per questo sogno. E' un insegnamento prezioso da conservare: lottare per
un sogno, per un ideale con tutte le proprie energie a volte anche a costo di
doversi sacrificare di persona. Ragazzi, osate sognare cose incredibili e
credete nei vostri sogni anche quando vi sembrano irraggiungibili, credete
53
•
nella vostra forza, credete di poter raggiungere grandi traguardi, di poter
realizzare ciò che di più bello avete nel cuore! Noi ci saremo sempre, accanto a voi e nutriremo i vostri sogni meravigliosi. Buona notte a tutti e alla
mia piccola.
Ciao Staff di Disentis, grazie per le vostre risposte, ma soprattutto grazie
per aver regalato una settimana a mio figlio. … è tornato più forte e cresciuto, ho ritrovato un bambino che ha imparato tanto da voi, che ha saputo fare
amicizia con altri bambini tanto che si sono scambiati i numeri di telefono, e
anche io mamma potrò così allargare le mie conoscenze e amicizie. Quale
cosa migliore potevo aspettarmi? Purtroppo per gli impegni di lavoro non ho
potuto commentare tutti gli argomenti che avete trattato ma mi sarebbe piaciuto. Ogni personaggio ha insegnato tanto a me e, come avete detto voi, ai
bambini. Sono gli esempi veri che possono far capire quanto si può fare per
noi e per gli altri. Siete una forza, siete un punto di riferimento sia per i bambini e ragazzi, ma anche per un genitore come me che vorrebbe per il proprio figlio sempre il meglio, ma soprattutto che, ovunque vada, abbia da
imparare qualcosa per crescere. Voi lo siete, voi lo fate. Voi siete una scuola per l'anima e per il corpo. Io vi ridico grazie e se potessi mi unirei a voi
per vedere quotidianamente i sorrisi, le lacrime e i piccoli e grandi passi che
i vostri piccoli e grandi cuccioli fanno con voi...Un caloroso saluto e arrivederci all'anno prossimo perché … mi ha detto che vuole tornarci. Ciao! Ps:
solo un piccolo consiglio: perché nelle ore formative tecniche non inserite
anche “come fare la valigia? Un’avventura! Oppure fare le foto mentre i
bambini le rifanno a modo loro? Da scompisciarsi dalle risate! Un abbraccio
e un saluto da … (mi ha chiesto di farlo).
54
Conclusione
Siete riusciti ad arrivare alla fine delle riflessioni, senza saltare nemmeno una
pagina? Bene. Era questo che volevamo! Ogni anno voi ragazzi, ed i genitori
che condividono da casa il momento formativo, ci regalate perle di rara saggezza e commoventi propositi di aprire mente e cuore per diventare “grandi”. A tutti
il nostro più vivo ringraziamento. Ora si tratta di mettere in pratica almeno una
piccolissima parte (e sarebbe un successone che ripagherebbe abbondantemente il nostro impegno) di quanto i personaggi che abbiamo conosciuto quest’anno ci hanno trasmesso: apprezzare sempre di più la vita, migliorarsi, dare
importanza alle cose che valgono, non scoraggiarsi, provare, fare progetti concreti, proporzionati alle nostre forze ed ai nostri talenti e continuare a ripeterci di
fronte ad ogni sogno: “perché no?”. E quando il naturale peso della vita e la
fragilità della nostra volontà ci sembreranno ostacolare le nostre promesse, ricordatevi che c’è sempre Qualcuno che ci ama, che ci prende per mano e ci tira
su quando la nostra attesa ai bordi della strada attarda o rischia di far fallire i
nostri progetti. Però Lui vuole che “chiediamo”, che “bussiamo”, che gli raccontiamo le nostre necessità, con la certezza, ce lo dice Lui (“chiedete ed otterrete”,
“bussate e vi sarà aperto”) di essere ascoltati e di vedere spalancata la porta
della sua misericordia.
Ricordiamoci della “pastina” e della “Provvidenza” di Marcello Candia.
Ragazzi, genitori, amici, sorprendiamoci a vicenda.
Il vostro staff.
Elaborazione grafica di Paolo Gelasio
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Libretto Riflessioni ragazzi Camp 2013