LIBRETTO DI ………………………
GIOVEDI’ SANTO
FOCUS...per capire ….
IL giovedì Santo è il giorno in cui si fa memoria dell’ultima cena di
Gesù con i suoi discepoli. Durante la cena Gesù istituisce
l’Eucarestia, potremmo dire in altri termini “inventa la Messa” e dà il
compito alla Chiesa ( gli apostoli) di ripetere questo gesto. Oggi si
ricorda questo grande dono che Gesù ci ha fatto e grazie al quale da
quel momento ad oggi ogni volta che si celebra una Messa Gesù è
presente qui in mezzo a noi. Secondo gesto che si ricorda oggi è la
lavanda dei piedi con il comandamento dell’amore (“amatevi gli uni e
gli altri”). Messa e Amore verso il prossimo ci vengono presentate da
Gesù come due facce della stessa medaglia e così vanno mantenute.
Infine oggi la Messa non si conclude come al solito, ma si terminà
esponendo Gesù Eucarestia, questa tradizione vuole ricordare la
notte che Gesù passò in preghiera al Getzemani.
SEGNI DELLA LITURGIA
Tre sono i gesti caratteristici del Giovedì Santo, la lavanda dei piedi,
il suono delle campane al Gloria, la spogliazione dell’altare. Oggi durante il gloria verranno suonate le campane e i campanelli, segno di
gioia e di festa per il dono dell’Eucarestia che oggi si celebra, dopo
di che non si suoneranno più fino al sabato notte!!! Al termine della
liturgia poi vengono spogliati gli altare e si apre il tabernacolo .
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ADORAZIONE NOTTURNA
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Che cosa è una veglia notturna?
E’ un tempo prezioso che ci è donato per stare con Gesù, questa
notte Gesù è davanti a noi per
ascoltarci e per parlarci, cerchiamo di vivere in profondità
questa occasione.
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Per questo non sappiamo diventare la tua presenza accanto ai fratelli. Per
questo, o Signore Gesù, ora ti chiediamo
di aiutarci a restare sempre con Te, ad
aderire alla tua persona con tutto l’ardore
del nostro cuore, ad assumerci con gioia
la missione che tu ci affidi: continuare la
tua presenza, essere Vangelo della tua Risurrezione.
Signore, Gerusalemme è ormai vicina.
Abbiamo capito che essa non è più la città delle speranze fallite, della
tomba desolata. E’ la città della cena, della Pasqua, della suprema fedeltà dell’amore di Dio per l’uomo, della nuova fraternità. Da essa
muoveremo lungo le strade di tutto il mondo Amen
… i tuoi appunti
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GESTO: Prima di iniziare ognuno accende un lumino e lo depone davanti a Gesù!!!
PRIMO MOMENTO “La lavanda dei piedi”
Dal vangelo secondo Giovanni
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora
di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano
nel mondo, li amò fino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda,
figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli
aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava,
si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse
attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i
piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i
piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me».
Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno
di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete
puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo
e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il
Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i
piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi
facciate come io ho fatto a voi».
PER COMPRENDERE LA PAROLA…
Secondo me, lavare i piedi significa perdonare i peccati. Se tutti noi
c’impegniamo a perdonarci il mondo sarà migliore, altrimenti rimar-
remmo tutti con i piedi sporchi.
PAROLE CHIAVE
Servizio, Gesù prima di morire, di farsi crocifiggere si mette a servire i suoi apostoli.
Esempio, Gesù ci ha dato l’esempio perché come lui cosi anche noi possiamo farci servitori gli uni degli altri.
Preghiera e Carità, il brano di Vangelo letto ci dice che la vita del cristiano deve essere scandita dalla preghiera, dall’incontro con Gesù e
dalla Carità, l’amore verso Dio deve portarci all’amore verso gli altri.
PREGHIAMO INSIEME:
Se dovessi scegliere
una reliquia della tua Passione,
prenderei proprio quel catino
colmo d'acqua sporca.
Girare il mondo con quel recipiente
e ad ogni piede
cingermi dell'asciugatoio
e curvarmi giù in basso,
non alzando mai la testa oltre il polpaccio
per non distinguere
i nemici dagli amici,
e lavare i piedi del vagabondo,
dell'ateo, del drogato,
del carcerato, dell'omicida,
di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego mai,
in silenzio
SILENZIO
felici. La nostra gioia e il nostro frettoloso
ritorno a Gerusalemme, lasciando il pranzo a metà sulla tavola, esprimono la certezza che Tu ormai sei con noi.
Ci hai incrociati poche ore fa su questa stessa strada, stanchi e
delusi. Non ci hai abbandonato a noi stessi e alla nostra disperazione: grazie, Gesù!
Ci hai inquietati con i tuoi rimproveri, ma soprattutto sei entrato dentro di
noi, ci hai svelato il segreto di Dio su di
Te, nascosto nelle pagine della Scrittura:
grazie, Gesù!
Hai camminato con noi, come un
amico, come un amico paziente, hai suggellato l’amicizia spezzando con noi il pane, hai acceso il nostro cuore perché riconoscessimo in Te il Messia, il Salvatore di tutti: grazie, Gesù!
Così sei entrato dentro di noi.
E quando sul far della sera, Tu avevi accennato di voler proseguire il tuo
cammino oltre Emmaus, noi ti pregammo
di restare. Ti rivolgemmo questa preghiera, spontanea e appassionata, infinite altre volte nella sera del nostro smarrimento, del nostro dolore, del nostro immenso
desiderio di Te.
Ma ora comprendiamo che essa
non raggiunge la verità ultima del nostro
rapporto con Te.
Infatti Tu sei sempre con noi. Siamo noi, invece, che non sempre restiamo
con te, non dimoriamo in Te.
tutto ciò che hanno detto i profeti!
26Non bisognava che il Cristo patisse
queste sofferenze per entrare nella sua
gloria?». 27E, cominciando da Mosè e da
tutti i profeti, spiegò loro in tutte le
Scritture ciò che si riferiva a lui.
28Quando furono vicini al villaggio dove
erano diretti, egli fece come se dovesse
andare più lontano. 29Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il
giorno è ormai al tramonto». Egli entrò
per rimanere con loro. 30Quando fu a
tavola con loro, prese il pane, recitò la
benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli
occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli
conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove
trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali
dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone !».
35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come
l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Segno e proposito
Preghiera Finale
Signore Gesù, grazie perché ti
sei fatto riconoscere nello spezzare del
pane. Mentre stiamo correndo verso
Gerusalemme, e il fiato quasi ci manca
per l’ansia di arrivare presto, il cuore ci
batte forte per un motivo ben più profondo.
Dovremmo essere tristi, perché
non sei più con noi. Eppure ci sentiamo
In qualche istante di silenzio sono davanti a Gesù e provo a pensare
al grande comandamento che ci ha dato, a come io riesco a vivere il
servizio nei confronti degli altri.
SECONDO MOMENTO: “ L’ Eucarestia”
Dal Vangelo di Marco
Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione,
lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio
corpo». Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne
bevvero tutti. E disse: “Questo è il mio sangue, il sangue
dell’alleanza. Versato per molti”.
Parola di Dio
PER COMPRENDERE LA PAROLA…
Gesù, Tu vieni dentro di me ogni volta che partecipo alla tua Eucaristia, quando prego Ti sento vicino; anche se non ho dubbi che
Tu sei li con me non sempre so rispondere con un SI sicuro.
PAROLE CHIAVE
Prendete questo è il
mio corpo, Gesù si
dona ai suoi e non
solo, si dona a tutta
l’umanità.
Fate questo in memoria di me, Gesù ci invita a ripetere questo
suo gesto ed ogni volta che si celebra la Messa, il sacerdote ripete le parole e i gesti di Gesù; ma non è solo un ricordare!!! Ogni
volta che si celebra Messa Gesù si rende presente come 2000
anni fa nel cenacolo
PREGHIAMO INSIEME
Signore ti preghiamo perché noi possiamo accoglierti a braccia aperte. Aiutaci a non avere dubbi o vergognarci di venirTi a trovare poiché abbiamo un grande bisogno di Te.
SILENZIO
Sono davanti all’Eucarestia, sono davanti a Gesù, che grande dono
che ci ha fatto “istituendo la Messa”. Pensa che gioia ogni volta che
voglio, vado a Messa e Gesù si dona a me nell’Ostia!!!! Non solo !!!!
Ogni volta che vado in chiesa lui è presente nel Tabernacolo e mi aspetta, ora è davanti a me. In qualche istante di silenzio prova a fissare l’ostia, e a renderti conto che sei davanti ad una Persona Gesù,
che ti ascolta e ti parla.
TERZO MOMENTO: “La Veglia”
Dal Vangelo di Marco
Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai
suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro,
Giacomo e Giovanni e cominciò a
sentire paura e angoscia. Gesù disse
loro: «La mia anima è triste fino
alla morte. Restate qui e vegliate».
Poi, andato un pò innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse
possibile, passasse da lui quell’ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è
possibile a Te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io
voglio, ma ciò che vuoi Tu». Tornato indietro, li trovò addormentati
e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un’ora
Nicodemo: Vedendo che Gesù non aveva tenuto nulla per sé, ma aveva messo in gioco tutto, perfino la vita, capimmo che non potevamo
più nasconderci, capimmo che era arrivato il momento di uscire allo
scoperto e decidemmo di farlo alla maniera di Gesù. Giuseppe recuperò il corpo di Gesù e offrì una tomba nuova, e io portai gli oli per la
sepoltura. Ricordando l’amore esagerato di Gesù, anche noi volevamo
esagerare nell’offerta.
“IL GIORNO DOPO IL SABATO…”
Dal Vangelo di Luca
13Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per
un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona
si avvicinò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano impediti a
riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che
state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?».
19Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù,
il Nazareno che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a
Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno
crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste
cose sono accadute.22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il
suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati
alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non
l’hanno visto». 25Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in
l’entusiasmo sono entrati di nuovo nel nostro cuore, tanto che abbiamo dimenticato ogni timore e siamo tornati di corsa a Gerusalemme
per dare a tutti la buona notizia!!
Giuseppe di Arimatea
“C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che
tu sei un maestro venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui».
(Gv 3, 1-2)
Giuseppe: Buongiorno ragazzi!! Nicodemo ed io abbiamo subito capito
che Gesù era uno a posto, una guida autorevole, non solo con le parole,
ma anche con i fatti. Così siamo diventati suoi simpatizzanti - uso
questo termine perché dicendoci discepoli, avremmo perso la nostra
posizione, e noi avevamo paura!
Lo seguivamo, ascoltavamo i suoi insegnamenti e pur cogliendo qualcosa di più, non potevamo metterli in pratica. Per tutti restavamo solo
degli onesti cittadini.
Poi, mentre ci stavamo preparando alla Pasqua, successe tutta quella
baraonda: il sommo sacerdote fece arrestare Gesù e lo portò davanti
al Sinedrio per farlo condannare a morte. Provammo a difenderlo, ma
non ci riuscimmo… e questo fatto ci scosse dentro, infatti…
“Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe,
il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e
gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e
lo depose nella sua tomba nuova”
(Mt 27,57-60)
“Nicodemo, che in precedenza era andato da Gesù di notte, venne
anch’egli portando una mistura di mirra ed aloe di circa cento libbre” (Gv 19,39)
sola? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è
pronto, ma la carne è debole». Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato li trovò addormentati, perché i loro
occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli.
Venne la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e riposatevi! Basta,
è venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani
dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
Parola di Dio
PER COMPRENDERE LA PAROLA…
Dopo la cena Gesù si allontana e va nel cosidetto “orto degli ulivi”. Si
Gesù a bisogno di isolarsi e pregare, sa che oramai è giunta l’ora di
compiere la sua missione; di morire in croce per noi! Gesù ha angoscia,
ha paura, come ognuno di noi davanti alla morte, ma affronta questa
paura e questa angoscia, mosso da una grande forza l’amore per ognuno di noi. Nell’orto degli ulivi Gesù non è solo si porta qualche apostolo
e li chiede di pregare con lui. Ecco questo è il significato di questa
notte che ricorda l’agonia di Gesù, essere qui davanti a lui rappresenta il nostro impegno a non lasciarlo solo a stare con Lui!!!
PAROLE CHIAVE
“Restate qui e Vegliate con me”
“ Abba Padre”
PREGHIAMO INSIEME
Signore Gesù,
Sono un po’ timoroso e addormentato,
Non sono abituato a stare in Chiesa e a pregare di notte.
Non so bene cosa dire e cosa fare, i catechisti, gli animatori mi hanno
insegnato che tu sei presente, sei davanti a me in quell’Ostia!!!
Aiutami a vivere bene questo momento di preghiera, illumina e infiamma il mio cuore, aiutami a non fare come gli apostoli che mentre
tu “pregavi e soffrivi” dormivano come se niente fosse!!!!
Signore Gesù ti amo e ti voglio bene.
SILENZIO
Ora l’adorazione continua in modo personale
QUALCHE AIUTO….
Sono tanti i modi di fare adorazione:
Il silenzio “Io lo guardo e lui mi guarda”
«Fissa gli occhi in Gesù e vi troverai più di quanto chiedi e desideri.
Se guarderai Lui, vi troverai tutto…
Guarda il Signore e sentirai quante cose ti risponderà». (San Giovanni della Croce)
Rileggere il brano di Vangelo e le nostre riflessioni.
é
Parlare con Gesù
i
Gesù è davanti a Te. Offrili le tue paure, i tuoi dubbi le tue domande, ringrazialo per i doni che ti ha donato.
Puoi anche scrivere una lettera a Gesù, un pensiero, una frase, una
preghiera e la deponi davanti a lui
“Davvero costui era figlio di Dio!” Queste parole mi uscirono da sole
dalla bocca e, fidatevi, sono stato io il primo a rimanerne sorpreso; io
un miscredente, che conosceva solo la religione del più forte, mi ritrovavo a “piangere” la morte di quel uomo giusto: credetemi, dopo
quel pomeriggio non sono stato più lo stesso!!
Cleopa e il suo amico
“Tutti allora, abbandonandolo fuggirono”.
(Mc 14, 50)
Cleopa: Ehi ragazzi, volete sapere come mi sentivo io quel sabato
mattina? Ero davvero triste, vivevo in uno sconforto enorme. Gesù,
quel Gesù che ci aveva affascinato e per il quale avevamo lasciato tutto, era morto; tutte le sue opere buone, tutte le sue parole sembravano perse con Lui. Gli ultimi anni della mia vita erano andati persi sul
legno della croce!
Quello che mi gettava più nello sconforto, però, era il fatto che lo
avevamo lasciato solo nel momento del bisogno. Quando dovevamo restagli vicini siamo scappati per paura! Perfino le donne sono state più
coraggiose di noi, e dire che poco tempo prima, a parole, eravamo tutti pronti a morire per Lui e con Lui!
In preda a tutti questi tristi pensieri convinsi il mio amico che la nostra bella avventura era finita e che ormai non ci rimaneva che tornare a casa, ad Emmaus, ma proprio mentre eravamo sulla via…
“Mentre discutevano, Gesù in persona si accostò e camminava con loro, ma loro non lo riconobbero. Lungo la strada gli spiego le scritture
e giunti ad Emmaus accettò il loro invito e si fermò a cena. E lo riconobbero allo spezzare del pane”
(Lc 24,15-16.29-30)
Amico: Proprio non capisco come ragiona Gesù: noi lo abbiamo abbandonato nel momento della prova, e Lui è venuto addirittura a cercarci,
a consolarci, e mentre ci guida, ci apre la mente e gli occhi, infiamma i
nostri cuori. Spiegandoci le Scritture, la gioia, la speranza e
aveva fatto nulla di male… che non si meritava il nostro supplizio…
Ma quello che successe dopo mi lasciò di sasso, sentite un po’:
E aggiunse: «Gesù ricordati di me quando entrerai nel tuo Regno!».
Gesù gli disse «In verità ti dico, oggi entrerai con me in Paradiso»
(Lc 23, 42-43)
È proprio vero, Gesù non pensa con la testa degli uomini… Sono arrivato fino a lì con tutto il mio peccato, tutte le mie nefandezze e Lui,
che poteva benissimo ignorarmi, mi ha fatto il dono più grande, quello
del perdono.
Il Centurione romano
“…Sputandoli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo”
(Mt 27, 30)
Centurione: Ave! Volete sapere di quel Gesù che
è stato crocifisso, non è vero? Ebbene, devo ammetterlo, all’inizio non mi sono immischiato con la sua storia: sapete
se mi fossi dovuto informare di tutti quelli che ci passavano tra le
mani non avrei avuto più tempo per la mia vita. Quindi lo accolsi, se
così si può dire, con la solita freddezza, con il solito distacco e lasciai
che i miei uomini si sfogassero su di Lui. Lo ammetto, adesso a mente
fredda, me ne vergogno, ma al momento non ci ho visto niente di male.
In Lui, mi accorsi che c’era qualcosa di diverso da tutti gli altri, qualcosa che mi colpiva parecchio. Non ci insultava, non imprecava, non si
dichiarava innocente, ma subiva la nostra rabbia. Quel patire senza
reagire mi fece capire che avevo tra le mani un uomo giusto: mi convinsi che quel Gesù era davvero senza colpa !
Poi ecco quello che accadde quando spirò:
“Il velo del tempo si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scos-
se, le rocce si spezzarono e molti corpi di santi morti risuscitarono.” (Mt 27,51-52)
VENERDI’ SANTO
FOCUS...per capire ….
Due sono le liturgie che si possono celebrare oggi la Via Crucis e la
Celebrazione della Adorazione della Croce. Oggi non si può celebrare
Messa!!! L’attenzione è concentrata sulla croce, sugli ultimi attimi di
vita di Cristo, sulla sua morte e sulla sua deposizione.
I SEGNI DELLA LITURGIA…
Oggi le chiese sono spoglie, i tabernacoli vuoti e aperti, gli altari
senza tovaglia. Il colore di oggi è il colore del lutto e della delusione,
della mancanza di speranza.
“DAVANTI ALLA CROCE”
Canto
Nel nome del Padre…
Guida: Oggi ci faremo aiutare dai personaggi che
erano sotto la croce di Gesù; che lo hanno visto morire; guarderemo
come loro si sono comportati davanti a questo mistero.
La Portinaia
“Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di
quest’uomo?». Egli rispose: «Non lo sono».”
Segno: Si porta davanti alla croce il disegno di una porta.
Identikit: la portinaia è colei che sta alla porta, assiste alla vicenda
di Gesù, senza entrarci dentro ma giudica e accusa Pietro.
so che mette fine ad ogni speranza, la terra e Dio stesso sono in silenzio.
“I TESTIMONI DEL GIORNO DOPO”
Anche oggi… è facile giudicare, anche oggi siamo tentati di stare
alla porta, di non entrare nella scena ma di guardarla da lontano.
Pensaci su… quante volte anche io sono stato sulla porta? Sono stato spettatore? Gesù tu mi chiedi di seguirti di essere cristiano ma
quanto è difficile farlo è più comodo fare finta di niente. Ora scrivi
almeno una occasione nella quale al posto di fare qualcosa sei stato a
guardare………………………………………………………………………………………………………………………
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La portinaia giudica: a me capita spesso di giudicare gli altri? Prova a
scrivere una volta in cui ti è capitato
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Preghiamo insieme
Ad ogni invocazione interveniamo con il ritornello
cantato
Gesù tu sei morto in croce per tutti, perdonaci
per tutte le volte che viviamo come se tu non
esistessi come se tu non centrassi nulla con la
nostra vita. Rit
Canto
Nel nome del Padre…
Guida:Durante la biciclettata incontreremo dei personaggi che hanno
partecipato alla tragedia di ieri e sentiremo le loro testimonianze, le
loro impressioni.
Il Buon Ladrone
“Venivano condotti insieme con Lui anche due malfattori per essere
giustiziati. Quando giunsero al luogo detto il Cranio, vi crocifissero
Lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra”
….”
Ladrone: Ciao ragazzi, sono uno dei due ladroni di cui avete appena
letto. La mia vita non fu certo esemplare, ne combinai di cotte e di
crude e alla fine venni preso e, visto che la mia fedina penale (come la
chiamate oggi) era molto lunga, fui condannato a morte. Quello che mi
stupì fu trovarmi come “vicino” di croce quel Gesù di Nazaret di cui
tanto avevo sentito parlare. Non capivo che cosa ci facesse lui lì… La
sua vita era praticamente il contrario della mia… Io rubavo, storpiavo,
insultavo e perfino uccidevo, seminando tristezza e odio, lui invece
andava in giro sanando e guarendo, aveva una parola buona per i poveri, si diceva che aveva anche riportato in vita un paio di persone, insomma seminava amore e speranza. Eppure era lì, condannato come
me alla croce, insultato dalla stessa folla che lo aveva osannato poco
prima… ci si era messo perfino l’altro ladrone… Non c’è la facevo più a
sentire queste cose, così scoppiai e dissi di lasciarlo in pace, che non
Esame di Coscienza Questa mattina abbiamo incontrato alcuni personaggi che avevano modi e atteggiamenti differenti nei confronti di
Gesù, che abbiamo visto essere molto attuali anche oggi, rileggendo
personalmente il percorso fatto questa mattina mi preparo
all’incontro con Gesù.



Qual è il mio rapporto con Dio? Sono contento di dirimi cristiano
oppure o vergogna? Mi ricordo di lui? Quanto Dio è importante
nella mia vita?
Qual è il rapporto con me stesso? Con il mio corpo la mia persona ? So di essere creatura di Dio? Mi rispetto? Mi voglio bene?
Quel è il mio rapporto con gli altri?
Segno su di un piccolo foglio proviamo a scrivere un nostro peccato e
al termine della confessione lo bruciamo davanti alla croce e prendiamo una colomba segno che Dio ho purificato il
nostro cuore.
Aiutaci Gesù a non stare a guardare alla “porta della vita” ma ad impegnarci per primi, perché la nostra vita si colori del tuo amore.Rit
Insegnaci Signore che piuttosto che guardare è meglio fare, piuttosto che giudicare e meglio amare come tu hai amato noi. Rit
Canto
I capi del popolo e i soldati
“Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha
salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo[2,26+] di Dio, l’eletto
[9,35+]». 36Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto 37e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te
stesso». 38Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei
Giudei». “
Segno: si porta davanti un cartello con scritto “Salve re dei Giudei”
Padre Nostro
Canto
SABATO SANTO
FOCUS...per capire ….
In linguaggio teologico si dice che il sabato santo è un giorno aliturgico. Significa che oggi non si può celebrare nessun tipo di liturgia, è l’unico giorno dell’anno in cui non si può celebrare ! Se si volesse
sintetizzare il senso di questo giorno con una parola senza dubbio la
più adatta sarebbe silenzio. Il sabato prima di Pasqua è il giorno del
silenzio, Gesù è morto e sepolto, gli apostoli, Maria e le donne sono
scappate non ci sono più., rimane la tomba sigillata con un grosso mas-
Identikit: i capi del popolo sono contenti, hanno tolto dai piedi Gesù
che per loro era solo un problema, aveva detto che era Dio, che era
re ma ora è inerme sulla croce, per loro un Dio non poteva morire
così e allora considerandolo un impostore lo deridono e lo sbeffeggiano.
Perché lo avevano messo in croce? Perché era un fastidio, rompeva i
loro schemi, le loro idee di Dio, di religione.
Anche oggi… viene la tentazione che Dio dia fastidio; che forse per
vivere bene è meglio toglierlo di mezzo, che Dio toglie la mia libertà,
se non c’è vivo meglio!
Guardate la croce! Dio a queste obiezioni risponde così, con le braccia aperte ad accogliere tutti, ma inchiodate che non si possono
Preghiamo insieme
Ad ogni invocazione interveniamo con il ritornello cantato
Per tutti quelli che ancora oggi ti deridono, che non ti capiscono che
non capiscono un Dio che muoia in croce senza dire una parola. Rit
Ti chiedo scusa Signore per tutte le volte che ho pensato che era meglio non farti entrare nella mia vita, che ho pensato che per vivere
bene tu non servissi. Rit
Tu morendo sulla croce ci hai insegnato a volerci bene, anzi a donarci
agli altri, aiutami a non tenere per me la mia vita ma donarla agli altri.
Rit
Canto
PIETRO
“Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei
anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui
Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con
lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò”
Segno: Si porta sotto la croce un cartello
Identikit: Pietro, il primo papa, il capo degli apostoli, il capo della
chiesa, nonostante questa sua importanza anche lui a dimostrato
un momento di debolezza, forse nel momento più importante della
sua vita, ha rinnegato Gesù a detto di non conoscerlo! Non è riuscito a testimoniare la sua fede davanti alle persone che volevano accusarlo, no! Non ne ha avuto il coraggio.
Anche oggi è facile rinnegare Gesù. Di fronte a questo mondo che
spesso vuole togliere la religione dalla scena, è più comodo credere
in Gesù ma non dirlo, fare finta di niente, rinnegarlo per vivere più
Pensaci su… provo a pensare a tutte le volte che per paura, vergogna
e debolezza ho nascosto il mio essere cristiano, il fatto che prego,
che vado a Messa
ecc………………………………………………………………………………………………………………………
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Preghiamo insieme
Ad ogni invocazione interveniamo con il ritornello cantato
Per tutte le volte che abbiamo vergogna di dirci cristiani. Rit
Per quando abbiamo preferito non dire che crediamo in te per paura
del giudizio degli altri. Rit
Per quando non abbiamo il coraggio di testimoniare con la nostra vita
le nostre idee. Rit.
Padre Nostro
Canto
“LA FESTA DEL PERDONO”
Guida: Chiamare le confessioni “ festa del perdono” può sembrare
strano ma è cosi, essere perdonati non può che essere una festa, una
gioia grande, immensa, indescrivibile.
Canto
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