" % ' '# 1 ' ' # %% ! ' * " # $ " &# " " % $ & ' # ' ' / % ' ## 2 & # / 3 ( ( ! "# $ % ) ) * * # + + , $ ' $ - ' ## # # ' # # . . &# &# #/ #/ * # # # 0 & 0 & & # & ' 16 & & . 2 0 /3 1 ( 4# & reggeranno gli empi nel giudizio, né i peccatori nell’assemblea dei giusti. & & Il Signore veglia sul cammino dei giusti, ma la via degli empi andrà in ' rovina” (Sal 1; cfr Dt 30,15ss; Ger 26,1-6). $ In questo vi devono aiutare, con premura assoluta, i vostri educatori: sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, animatori di gruppo. Non devono far prevalere null’altro su questo. E ciò è tanto più ( 5 ' 0# 6 5 0 ( '' ( . 89& ::;< ' =# ( # = necessario nella condizione culturale con la quale voi giovani dovete ) & ## 7 ( 6 %% misurarvi nel presente: è facile seguire il consiglio degli empi e indugiare nella via dei peccatori. Perciò viene messa in questione proprio quella “via” che il Signore Gesù Cristo vi propone. Amarvi, specialmente oggi, richiede che si abbia nei vostri confronti, questa premura. Guai se 7 mancasse! I vostri educatori, guidati anche dalla pagina evangelica, dedicata al figlio della vedova di Nain, vi dovranno pure aiutare a riflettere 8 9>:?< * 2 $ # , # ## 7 # ' 7 *1 ' 6 " 6 # ' 7! ?CCDE?CCF * ' 2 ' = 6' 0 ' 6 ' " ' & ' 8 8 9: . @AB< " 8$ # # # ' " 8 # ' % qualcuno vi offra il suo pensiero, vi metta in cospetto del suo amore senza limiti, vi annunci la sua vittoria sulla morte. ' # cammino di fede, il Papa si lasci andare a una confidenza. La esprime così: “Anch’io ho avuto vent’anni. Mi piaceva fare sport, sciare, recitare. ormai lontani, in tempi in cui la mia terra natale era ferita dalla guerra e 6 ' 6 quell’avvenimento, attendete una consolazione, bramate una speranza. Studiavo e lavoravo. Avevo desideri e preoccupazioni. In quegli anni $ poi dal regime totalitario, cercavo il senso da dare alla mia vita. L’ho trovato nella sequela di Gesù”. ' $ # & 5 ' ## * * "' # # ' # 2 ricercate un senso a È bello che, toccando la questione così rilevante del vostro ( / ( # le nostre chiese si riempiono di voi giovani: Proprio Gesù vi può offrire una luce nel buio, e dunque occorre che % ' ( sul male e sulla morte. È facile osservare che, quando muore un giovane, ' 7 15 “Veramente – diceva il Papa – avete dinanzi a voi due vie divergenti: #$ " % potete perdervi e, in un certo senso, morire; e potete seguire la strada di Gesù che vi si avvicina, vi prende per mano, vi risveglia”. Potete perdervi “se vi lasciate andare alla disperazione, se i miraggi della società dei consumi vi seducono e vi distolgono dalla vera gioia per inghiottirvi in piaceri passeggeri, se l’indifferenza e la superficialità vi avvolgono, se di /0*1 ( ( %% 2 % 3* 4 fronte al male e alla sofferenza dubitate della presenza di Dio e del suo ' ' %% amore per ogni persona, se ricercate nella deriva di un’affettività disordinata l’appagamento di sete interiore e amore vero e puro. Proprio in tali momenti Cristo si accosta a ciascuno di voi e vi rivolge la parola ' # G 0 # # che scuote e risveglia: “«Alzati!». Accogli l’invito che ti rimette in piedi!”. Guardando negli occhi i giovani il Papa capisce che deve # '' rispondere a una domanda cruciale. La sente salire silenziosamente * &# # anche da quell’assemblea di Berna: come si fa a incontrare Gesù? “Cercalo – egli suggerisce – nella lettura attenta e disponibile della Sacra ' Scrittura e nella preghiera personale e comunitaria; cercalo nella partecipazione attiva all’Eucaristia; cercalo incontrando un sacerdote per * il sacramento della riconciliazione; cercalo nella Chiesa, che si manifesta dice: “Non abbiate paura di incontrare Gesù, anzi cercatelo”. dice il Salmo, “Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti, ma si ' % # # * 2# / Ecco una prima, fondamentale indicazione di cammino per voi giovani: non sciupate la vita; non imboccate la strada sbagliata. Come ## #' # a te nei gruppi parrocchiali, nei movimenti e nelle associazioni; cercalo nel volto del fratello sofferente, bisognoso, straniero”. Ma anzitutto egli vi % % ' 1 6' ' # # compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua, che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le sue opere. Non così gli empi: ma come pula che il vento disperde; perciò non 14 &' ( 3 ( & )&* +& ) *+ , -. La parola del Vescovo Renato Corti CARI GIOVANI, rivolgendomi direttamente a voi faccio mie le parole che Giovanni Paolo II disse in uno degli ultimi incontri della sua vita con i giovani. Era il mese di giugno 2004. Sarebbe morto dieci mesi dopo. Andò in Svizzera. I giovani erano radunati al Palazzo del Ghiaccio di Berna. Pur vecchio e malato, il Papa dimostrò l’ardore e il coraggio di un giovane. La trama delle sue parole sorprese anche il mondo non cattolico per la sua semplicità e forza evangelica. Invito tutti voi, adolescenti e giovani, a venire con me alla sua scuola. Essa fa pensare ai grandi profeti dell’Antico Testamento, come per esempio Geremia. Sulla strada di Cristo Per quell’incontro scelse una pagina insolita (Lc 7,11-17), e a prima vista poco adatta per un incontro con i giovani. A Nain era morto un giovane, figlio unico di una madre vedova. Gesù incontra il corteo diretto ! " # $$ al cimitero. Fa da contrasto un corteo festoso che attraversa il paese. Lo formano i discepoli di Gesù e altre persone che si sono unite al gruppo %& per conoscere Gesù e ascoltarne la parola. Che fa dunque Gesù? Guarda in volto quella donna e ne prova '( ) compassione. Le dice: “Non piangere!”. Si avvicina poi alla bara. I * + &, portatori si fermano. Tra la sorpresa di tutti, e forse per la speranza di $ -- - '( 4 quella madre (perché le madri, nei confronti dei loro figli, hanno sempre % speranza), Gesù si rivolge direttamente a quel giovane: “Ragazzo, dico a te, alzati!”. Quel ragazzo si alza a sedere e addirittura comincia a parlare. Gesù, con gesto commovente, “lo consegna a sua madre”. Quei due cortei così differenti hanno qualcosa da dire ai giovani. 13 Cari giovani, vi esorto ad acquistare dimestichezza con la Bibbia, a tenerla a portata di mano, perché sia per voi come una bussola che indica la strada da seguire. Leggendola, imparerete a conoscere Cristo. Osserva in proposito San Girolamo: “L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo” (PL 24,17; cfr Dei Verbum, 25). Una via ben collaudata per approfondire e gustare la parola di Dio è la lectio divina, che costituisce un vero e proprio itinerario spirituale a tappe. Dalla lectio, che consiste nel leggere e rileggere un passaggio della Sacra Scrittura cogliendone gli elementi principali, si passa alla meditatio, che è come una sosta interiore, in cui l’anima si volge a Dio cercando di capire quello che la sua parola dice oggi per la vita concreta. Segue poi l’oratio, che ci fa intrattenere con Dio nel colloquio diretto, e si giunge infine alla contemplatio, che ci aiuta a mantenere il cuore attento alla presenza di Cristo, la cui parola è “lampada che brilla in luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori” (2 Pt 1,19). La lettura, lo studio e la meditazione della Parola devono poi sfociare in una vita di coerente adesione a Cristo ed ai suoi insegnamenti. Avverte San Giacomo: “Siate di quelli che mettono in pratica la Parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la Parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: appena s’è osservato, se ne va, e subito dimentica com’era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla” (1,22-25). Chi ascolta la parola di Dio e ad essa fa costante riferimento poggia la propria esistenza su un saldo fondamento. “Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica – dice Gesù - è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia” (Mt 7,24): non cederà alle intemperie. Costruire la vita su Cristo, accogliendone con gioia la parola e mettendone in pratica gli insegnamenti: ecco, giovani del terzo millennio, quale dev’essere il vostro programma! 12 . * / 0 1 %&2 3 1 ( 4 5 % * * 5 * 5 Spazio per gli appunti La parola del Papa Benedetto XVI Cari giovani, meditate spesso la parola di Dio, e lasciate che lo Spirito Santo sia il vostro maestro. Scoprirete allora che i pensieri di Dio non sono quelli degli uomini; sarete portati a contemplare il vero Dio e a leggere gli avvenimenti della storia con i suoi occhi; gusterete in pienezza la gioia che nasce dalla verità. Sul cammino della vita, non facile né privo di insidie, potrete incontrare difficoltà e sofferenze e a volte sarete tentati di esclamare con il Salmista: “Sono stanco di soffrire” (Sal 118 [119], v. 107). Non dimenticate di aggiungere insieme con lui: “Signore, dammi vita secondo la tua parola... La mia vita è sempre in pericolo, ma non dimentico la tua legge” (ibid., vv. 107.109). La presenza amorevole di Dio, attraverso la sua parola, è lampada che dissipa le tenebre della paura e rischiara il cammino anche nei momenti più difficili. Scrive l’Autore della Lettera agli Ebrei: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (4,12). Occorre prendere sul serio l’esortazione a considerare la parola di Dio come un’”arma” indispensabile nella lotta spirituale; essa agisce efficacemente e porta frutto se impariamo ad ascoltarla, per poi obbedire ad essa. Spiega il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Obbedire (ob-audire) nella fede è sottomettersi liberamente alla Parola ascoltata, perché la sua verità è garantita da Dio, il quale è la Verità stessa” (n. 144). Se Abramo è il modello di questo ascolto che è obbedienza, Salomone si rivela a sua volta un ricercatore appassionato della sapienza racchiusa nella Parola. Quando Dio gli propone: “Chiedimi ciò che io devo concederti”, il saggio re risponde: “Concedi al tuo servo un cuore docile” (1 Re 3,5.9). Il segreto per avere “un cuore docile” è di formarsi un cuore capace di ascoltare. Ciò si ottiene meditando senza sosta la parola di Dio e restandovi radicati, mediante l’impegno di conoscerla sempre meglio. 6 11 Qual è il loro atteggiamento verso Gesù? Quali i sentimenti di Gesù nei loro riguardi? Come mai sono state dette quelle parole, che senso hanno quei gesti? Questa è la meditazione e questa sera è guidata dal Vescovo. Essa tuttavia non è fine a se stessa, ma tende a farmi entrare in dialogo con Gesù, a diventare preghiera. 3) Oratio - Contemplatio (la preghiera-contemplazione) Il terzo momento della lettura divina è la preghiera. Dal fatto narrato si rivela gradualmente, a me che ho meditato, la presenza del Signore, intuisco che quelle parole sono un invito personale che viene fatto a me. Domando umilmente di poter essere coerente con le indicazioni di Gesù. Ad un certo punto, quando si prega e si ama molto, si passa quasi senza accorgersene alla contemplazione. Si avverte il bisogno di guardare solo a Gesù, di amarlo come il più grande amico del mondo. + ! 4 4) Actio (decisioni concrete) Dopo aver sperimentato personalmente che Gesù è presente e mi parla devo verificare inevitabilmente con lui la mia vita e le mie scelte quotidiane. Devo dunque pensare e poi realizzare un’“azione” pratica che concretizzi ciò che ho scoperto nella lectio. La lettura divina dei Vangeli, a questo punto, non è più soltanto una “scuola di preghiera”, ma diventa una scuola di vita. 10 &# 5 6 ( % # ' 6 ' 6 6 ( * / # % ( 1 # ' &# 7 6 " &# ' & " $ 0 & * &# ( &, # &6 # / ' ' - / . . . # ' ' # / /$ .0 6 # ' H ' 2 ' 6 / 6 6 * $ /. /$ # / 6 % 1 # ' ' 6 / 8 & & La “lectio divina” si chiama così non soltanto perché i testi che leggiamo contengono ciò che Dio ci dice, ma anche perché è una lettura che si fa in due: chi legge da una parte e lo Spirito del Risorto dall’altra. La “lectio divina” è dunque la lettura di una pagina evangelica in modo che essa diventi preghiera e trasformi la vita. Comprende quattro momenti importanti: 1) lectio; 2) meditatio; 3) oratio-contemplatio; 4) actio. 1) Lectio del testo (la lettura evidenziata) / - ' 4# $ # G $ * * * Introduzione sulla Lectio Divina &# / Si prende in mano una penna e si apre la pagina del Vangelo. “Lettura” vuol dire perciò qui, leggere e rileggere il testo sottolineandolo in modo da far risaltare le cose importanti. Si sottolineano i verbi, si inquadrano i soggetti principali, le azioni che vengono descritte, l’ambiente in cui avviene il fatto, le cose che non capisco, le cose curiose e che mi colpiscono. Una doppia sottolineatura può indicare quello che per me è il punto centrale del brano. 2) Meditatio (la riflessione) Dopo il primo momento della lettura si passa a quello successivo: il gradino della meditazione. La meditazione è la riflessione su ciò che il testo ci vuole dire. La si fa attraverso domande come queste: Come si sono comportati i personaggi del brano? 9