L’Appennino Modena Est - Poste Italiane - Tassa pagata - Invii senza indirizzo/DCB/MO/ISI/Aut. n. 13 del 26/01/2004 - Anno XXI I - n. 2 Febbraio 2004
Notiziario del Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina
n. 7/2004
Il Parco visto dai Sindaci
Dopo una breve pausa, riprendiamo
l’iniziativa “Il Parco visto dai Sindaci
del Consorzio” ospitando l’intervento
del Sindaco di Vignola.
l Parco Regionale dei Sassi di
Roccamalatina è diventato in questi
anni un vero e proprio modello del
vivere sostenibile.
Sempre più gli elementi di attrazione del
nostro territorio sono indissolubilmente
legati al rispetto delle risorse ambientali,
che si intrecciano però anche con le
tradizioni e la storia della nostra terra.
Il Parco è proprio la dimostrazione di
come le tradizioni, il patrimonio enogastronomico e l’agricoltura, che da
sempre caratterizza con i suoi alti standard qualitativi la nostra economia,
riescano a convivere proficuamente.
Questi ottimi risultati possono rappresentare un punto di partenza per l’ampliamento del Parco stesso, inizialmente
allargandosi alla prima fascia fluviale,
che comprende il Percorso Natura del
I
fiume Panaro, per poi arrivare a comprendere l’intera valle.
Il tema della valorizzazione dei nostri
prodotti eno-gastronomici e dell’economia locale è anche una delle finalità
dell’Associazione “Strada dei Vini e dei
Sapori”, che potrebbe diventare un partner del Parco, costruendo così progressivamente un sistema coordinato di
soggetti, che accompagnino il turista
lungo il percorso alla scoperta della
nostra terra.
Una volta raggiunto questo obiettivo,
il Parco nel suo complesso potrebbe
diventare un fondamentale elemento di
certificazione di qualità ambientale per
il territorio, per l’agricoltura e per i
nostri prodotti.
Questo è un modo di dimostrare che i
Parchi non devono essere mai vissuti
come un vincolo, ma come un’opportunità di sviluppo, uno strumento di
valorizzazione.
Roberto Adani
Sindaco di Vignola
I Sassi in veste invernale. Foto di Riccardo Solmi
Proseguono i lavori
di ampliamento
del Parco
Su un precedente numero di questo
notiziario avevamo già informato dell’attività in corso per la revisione della
normativa del Parco e della proposta
di una nuova perimetrazione. Ebbene
la prima parte del lavoro è terminata.
Nell’ultima seduta del Consiglio Consorziale è stata infatti approvata la nuova
proposta di Piano Territoriale del Parco
che comprende la bozza della cartografia, con la nuova perimetrazione, e
l’insieme delle norme regolamentari.
Queste ultime sono state modificate
per renderle più aderenti alle esigenze
degli abitanti dell’Area protetta e più
conformi alle norme nazionali e regionali, emanate successivamente alla sua
istituzione.
Dobbiamo dire che il lavoro svolto non
è stato affatto semplice, anche per via
dei numerosi incontri avvenuti con le
Istituzioni locali (Sindaci in primo
luogo), con le associazioni di categoria
e i cittadini-residenti nei territori di
possibile estensione del Parco.
L’impressione ricavata è che la maggioranza della popolazione, pur con qualche eccezione, non percepisca più il
continua a pag. 3
sommario
Emergenza cinghiale
Incontro con la Provincia e gli agricoltori
al Centro Parco.
a pag.
2
Il rondone professionista del volo
a pag.
5
Quanti ungulati ci sono nel Parco?
I risultati del primo monitoraggio.
a pag.
6
Bed and Breakfast
Nuovi sviluppi di una attività in crescita.
a pag.
7
2
Emergenza cinghiale
Una riunione con il Presidente della Provincia, associazioni e agricoltori su questo delicato argomento
Su invito del Parco e della Comunità
Montana, Graziano Pattuzzi (Presidente
della Provincia di Modena), è intervenuto sabato 10 gennaio ad una riunione
con il mondo agricolo. Particolarmente
affollato l’auditorium del “Fontanazzo”
con presenza di Carmen Zini (sindaco
di Zocca e Presidente della Comunità
Montana), Angelo Pasini (sindaco di
Guiglia), le associazioni di categoria,
rappresentanti dei caseifici e del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, singoli
agricoltori dei comuni di Guiglia, Zocca
e Montese, altri interessati, nonché del
Presidente del Parco. L’argomento è
stato l’emergenza dei danni alle colture
agricole provocati su tutto il territorio
montano. La denuncia degli agricoltori
è stata particolarmente forte e sentita.
Da più voci è stata sostenuta l’incompatibilità della specie con le colture
agricole con richiesta di scelte forti per
la drastica riduzione e il confinamento
ad aree più montane del territorio meno
interessate dalla componente agricola.
Il Presidente ha raccolto le istanze con
l’impegno di adeguati provvedimenti.
Ultima ora
Al momento di andare in stampa, ci è
pervenuto il seguente atto della Provincia,
in materia di Piani di controllo del
cinghiale (direttiva n. 1 del 13/1/2004), pubblicato a seguito dell’incontro di cui sopra:
“(...) nei Comuni di Zocca, Guiglia,
Montese e Marano sul Panaro, limitatamente alle zone di protezione della
fauna e nel Parco dei Sassi di Roccamalatina (...) si prescinde dalla necessità
della preventiva richiesta dell’interessato
per attivare il piano di controllo della
specie cinghiale. Il Corpo di Polizia
provinciale è incaricato di effettuare i
piani di controllo.
Il piano di controllo viene effettuato dal
Corpo di Polizia Provinciale ogni qual
volta venga segnalata allo stesso o al
Servizio Programmazione Faunistica,
anche in modo informale, da parte di
cittadini agricoltori, associazioni di categoria o amministratori pubblici o a
seguito di sopralluogo dei vigili provinciali, la presenza di cinghiali che possa
causare danneggiamenti alle attività
agricole. Della segnalazione informale
viene redatto un sintetico verbale da
parte del ricevente.
La presente direttiva è immediatamente
operativa, ha validità sino al 30 giugno
2004 e potrà essere rinnovata ogni qual
volta il fenomeno si manifesti con caratteri eccezionali ( ...)”.
La posta del Parco
“Egr. Direttore, sono un camperista e
con la mia famiglia spesso ci muoviamo
nei fine settimana alla ricerca di mete
turistiche alternative come i Parchi
Naturali.
Navigando sul web, ho scovato il Parco
dei Sassi di Roccamalatina e ho deciso
di inserirlo tra le prossime uscite primaverili. La mia domanda è: “all’interno
dell’Area Protetta, vi sono aree attrezzate
per la sosta camper?”
Grazie.
Lettera firmata
Ringraziamo il nostro amico camperista al quale volentieri rispondiamo che,
nei quattro punti principali di accesso
al Parco, Pieve di Trebbio, Roccamalatina (via Sassi), Samone e Casona,
l’Ente ha provveduto negli ultimi anni
a costruire ampie aree parcheggio a
disposizione di tutti, camperisti compresi.
L’unico vincolo per questa categoria
di turisti è lo scarico, da questi mezzi,
delle acque chiare e nere, per le quali
le aree parcheggio non sono attrezzate.
Una vera e propria Area Sosta Camper
è invece presente in Loc.Casona, la cui
gestione però é completamente affidata
al Comune di Marano sul Panaro (tel.
059.70.57.11), per il cui utilizzo invitiamo a prendere contatti diretti.
Desideriamo, inoltre, cogliere l’occasione per ricordare a tutti i lettori, che
nel Parco non è consentito “...il transito
con veicoli a motore al di fuori della
rete viaria...”, intendendo con questo
tutti quegli ambiti quali capezzagne,
campi coltivati, greti fluviali, sentieri,
etc..
Al fine di evitare sanzioni pecuniarie
a cura di Guardie Ecologiche Volontarie, Vigili Provinciali o Corpo Forestale
dello Stato, invitiamo quindi tutti
coloro che raggiungono il Parco con
mezzi motorizzati ad utilizzare i parcheggi esistenti.
Più energia per la vigilanza
Come forse saprete, la vigilanza all’interno del Parco è stata da sempre un
problema, risolto in modo parziale con
l’intervento di volontari (le Guardie
Giurate Ecologiche Volontarie in primo
luogo), che prestano la loro attività
gratuitamente e con molto impegno,
ma quasi esclusivamente nei fine settimana. Ciò fa sì che in molti casi, specie
nei periodi di maggiore frequentazione,
il Parco non sia in grado di assicurare
un controllo efficace del territorio, reprimendo i comportamenti scorretti di
chi non rispetta le regole e le proprietà
private. La Regione Emilia Romagna,
che da tempo sta spronando i Parchi ad
assumere iniziative per una migliore
gestione di servizi, anche in forma
associata con altri Enti, ha così accettato
di finanziare un progetto di vigilanza
proposto congiuntamente dal Parco
dei Sassi e dal Parco dell’Abbazia di
Monteveglio (BO).
Avremo pertanto la possibilità di intensificare l’attività di controllo, ma
non solo. Nel periodo da marzo a
settembre, sarà garantita la presenza
di due operatori a tempo determinato,
che, sulla base degli accordi siglati fra
i due Enti, divideranno il loro impegno
fra le due Aree protette senza aggravi
aggiuntivi sui propri bilanci economici.
3
Turismo nel Parco:
un anno di luci e ombre
L’attività turistica è tra le voci di maggior
valenza nella gestione dell’Area protetta.
In questo notiziario più volte abbiamo
affrontato l’argomento, facciamo in questo il punto della situazione con uno
sguardo all’anno appena concluso.
Non è facile definire quantità e qualità
dei turisti in visita al Parco. Si va dall’interessato all’escursione nel verde, all’amante della mountain bike, da chi cerca la
tintarella sul fiume al curioso di storia e
tradizioni, dal gruppo che fa educazione
ambientale a quello appassionato di orienteering; per non parlare delle richieste
più varie dalla discesa in grotta, alla cucina
tipica con assaggi di borlenghi, tigelle,
caldarroste e vin brulé. A fronte di ciò
abbiamo cercato di diversificare le offerte
in modo da poter venire incontro alle
varie esigenze. Oltre alla rete sentieristica
frequentabile tutto l’anno, da febbraio a
novembre il turista può visitare i centri
con la mostra naturalistica sugli ambienti
del Parco, la mostra permanente della
tigella, il museo del castagno. Vi sono
più di un itinerario speciale come il
“Fantastico delle guglie” o quelli proposti
con il programma di “Natura W” o di
“Itinerando”. Ancora vari pacchetti didattici e turistici dal “Percorso degli
gnomi” per le scuole materne al
“Facciamo il pane nella fattoria”, dalla
“Dove osano i Geotritoni” con discesa
in grotta per giovani ...avventurieri, all’orienteering e alle cacce al tesoro un po’
per tutti. Al momento non è possibile
calcolare con precisione quanti sono i
Ampliamento
del Parco
segue da pag. 1
Parco come un vincolo, ma creda
invece ad una sua funzione di sviluppo e valorizzazione del territorio,
e desidera che questa sia sempre
più forte e incisiva.
Questa convinzione ha spinto diversi residenti a chiedere espressamente che le loro proprietà fossero
incluse nel nuovo perimetro del
Parco, cosa cui non sempre è stato
possibile dare corso.
Il lavoro, come si diceva non è terminato. Spetta ora alla Provincia
l’approvazione definitiva previe ulteriori consultazioni da effettuare
nell’ambito della Conferenza di pianificazione, organismo quest’ultimo
che alla data di uscita del notiziario
dovrebbe già essere attivato.
turisti che frequentano il Parco, ciò per
la diversificazione delle presenze e la
difficoltà di poterli conteggiare. I numeri
più certi li abbiamo dai biglietti venduti
per accedere alle mostre e dal numero di
gruppi che hanno partecipato alle iniziative. Nel 2003, sommando i dati relativi
ai gruppi in visita (160) con circa 3.200
persone e quelli dei biglietti acquistati
per l’accesso ai Centri (circa 6.700), il
totale di turisti è stato di quasi 10.000.
A questi vanno aggiunti gli altri, che
sfuggono ai conteggi e stimati in alcune
migliaia. Rispetto all’anno precedente i
gruppi (120) sono in fase di crescita. I
motivi dell’aumento ci sembrano imputabili alla diversificazione delle offerte e
ad una maggior informazione e pubblicità
delle proposte. La presenza a fiere anche
di settore (quali Sana, Country Life,
Campionaria) e altre manifestazioni tenutesi nell’ambito del progetto “Natura
W”, che hanno permesso al Parco di
proporsi, ci pare siano stati gli artefici
principali.
D’altro canto, ecco le ombre, vi è un calo
di 700 unità nel numero di biglietti
venduti. Ci sembra più difficile trovare
nell’immediato la causa specifica. Un
aiuto potrà venire dai prossimi anni, con
la verifica di un reale trend di diminuzione
o la constatazione di un anno anomalo.
In arrivo nuove classi in viaggio di istruzione
per conoscere le Aree protette modenesi
Parchi e Riserve naturali modenesi, insieme alla Provincia e alla Regione, hanno
predisposto alcune proposte di viaggio per le scuole di ogni ordine e grado, che
scelgono le nostre Aree protette come meta delle loro “gite scolastiche”.
I pacchetti turistico-didattici durano due o tre giorni, durante i quali i ragazzi
visiteranno più Aree protette della Provincia lungo Itinerari che hanno come
filo conduttore il paesaggio, la natura e la cultura locali.
La sosta al Parco dei Sassi è prevista in tre dei cinque Itinerari proposti, con
soggiorno e pernottamento nel nostro territorio.
Al fine di garantire maggiore sicurezza ed appoggio agli insegnanti, per questo
progetto gli Enti finanziatori sostengono le spese di un operatore (appositamente
formato), che sarà responsabile del programma di viaggio e del coordinamento
delle attività della classe.
Inoltre, sempre per agevolare le visite, abbassando la voce di spesa più critica
per le scuole, è previsto un contributo alle spese di viaggio dei gruppi.
Anche le scuole dei comuni consorziati col Parco possono aderire a questa
iniziativa per incentivare, attraverso la modalità didattica del viaggio di istruzione,
la conoscenza del patrimonio naturalistico e culturale modenese.
Per informazioni contattare il Parco.
Maria Maddalena Bulgarelli
Coordinatrice del progetto
4
“Gioco e Mangio”
Parliamo di cucina
naturale
La gente del Parco
Un gioco per divertirsi in famiglia e
imparare a mangiare restando in forma.
Per capire di cosa si tratta, abbiamo
intervistato l’ideatrice, Maria Bignami
(titolare dell’Azienda Agrituristica
“Casa Val di Sasso”, nel cuore del
Parco), da oltre vent’anni appassionata
di cucina naturale: “Il gioco è composto da una serie di schede interattive
e da un libro di semplici ricette di
alimentazione naturale.
Giocando, si avrà l’opportunità di
comporre insieme (bambini e adulti,
dai 3 ai 99 anni) i vari cibi e preparare,
in modo divertente, un menù equilibrato e salutare”.
Un prezioso strumento, quindi, per
imparare, divertendosi le regole di base
per una corretta alimentazione, in
equilibrio con il corpo e la mente.
“Gioco e Mangio” può essere acquistato presso il Centro Visite del Borgo
dei Sassi o, direttamente, presso
l’Azienda Agrituristica “Casa Val di
Sasso”, via Castellino 381 a Guiglia
(059795841) - prezzo € 18,50.
Questo spazio è a disposizione di tutti coloro che desiderano
pubblicare pareri, esperienze, poesie, racconti e fatti storici accaduti
sul territorio. Inviateli al seguente indirizzo: Parco Regionale
dei Sassi di Roccamalatina, Via Pieve di Trebbio 1287,
41050 Roccamalatina (MO).
Fax 059.79.50.44 E-mail: [email protected].
Per chi volesse già iniziare ad acquisire
un po’ di pratica, diamo uno spunto,
o meglio uno “spuntino”, segnalando
questo gustoso piatto:
Minestra d’orzo
Ingredienti:
1 tazza d’orzo perlato, 1,5 l d’acqua,
2 carote medie, 1 gambo di sedano
verde, 2 cipolle medie, 3 cucchiai di
olio d’oliva extravergine, 4 cucchiai
di salsa di soia, 1 cucchiaino raso di
sale, 2 cucchiai di prezzemolo.
Procedimento:
Lavare l’orzo e metterlo a cuocere
nell’acqua salata per 40 minuti. Nel
frattempo tagliare le verdure a dadini
e aggiungerle all’orzo 10 minuti prima
della fine della cottura, insieme all’olio
e alla salsa di soia.
Spegnere e decorare col prezzemolo.
Se siete interessati a questo
argomento, segnalatecelo, inviandoci un messaggio alla
POSTA DEL PARCO: potremmo pubblicare per voi
qualche altra ricetta per
mangiare “in sintonia con
la natura”.
In passato abbiamo parlato di chi nel
Parco ci ha vissuto, di chi ci ha svolto
attività, di chi questo territorio lo ha
amato o di chi, in queste terre, ha
lasciato importanti ricordi.
Per questo numero, ci ha stimolato
invece l’idea di parlare di chi, o meglio,
con chi, per il momento con il Parco
non ha ancora niente a che fare, ma
che presto, alla luce del possibile allargamento dei suoi confini, potrebbe
entrare a far parte attiva della popolazione residente.
Per far ciò ci siamo rivolti alla Sig.ra
Marinelli Letizia, già Guida Ambientale
Escursionistica e proprietaria del neonato Bed & Breakfast “Fontanini di
Sopra”, località Montombraro di Zocca,
attività che svolge in un bel rustico
frutto di un accurato restauro.
Ecco quanto ci ha detto:
D. - Sig.ra Marinelli, è al corrente
dell’ipotesi di allargamento della superficie del Parco?
R. - Già da un paio d’anni ho sentito
parlare dell’ampliamento della superficie protetta del Parco Regionale dei
Sassi di Roccamalatina, mi sono interessata ed ho partecipato attivamente
alle riunioni che sono state fatte per
informare la popolazione.
D. - Perché questo interesse?
R. - Sono particolarmente coinvolta
perché l’ipotesi di ampliamento prevede
di inglobare entro i confini del Parco
anche la zona dove io abito.
D. - Questo progetto La vede favorevole o contraria?
R. - Devo dire che da subito sono stata
favorevole, perché credo che il sistema
regionale delle Aree Protette abbia una
funzione, oltre che di tutela del territorio, anche di sviluppo per attività
compatibili con esso, nel rispetto dell’ambiente e della natura.
Io, ad esempio, ho da poco aperto un
Bed and Breakfast e accolgo i miei
ospiti in un ex fienile ristrutturato,
credo che far parte del Parco mi dia
qualche opportunità in più, se non
altro a livello pubblicitario, e quindi,
in prospettiva, più possibilità di lavoro
in un luogo che amo.
D. - Cosa si sentirebbe di dire a chi
invece a questo progetto non crede?
R. - Ad un “Parco scettico” direi di
meditare sul futuro nostro e delle generazioni che verranno.
Credo che sia necessaria una forte
azione culturale per sradicare la percezione di Area Protetta come vincolo
che limita la libertà di iniziativa delle
persone per affermare invece l’idea di
tutela come investimento per un futuro
migliore.
Ringraziamo la Sig.ra Marinelli per la
disponibilità, augurandole il meglio
per la sua nuova attività.
Bed and Breakfast: Fontanini di Sopra di Marinelli Letizia
Tel. 349.188.63.09 e-mail: [email protected]
5
Un “professionista del volo”: il rondone
Valentina, stagista di Scienze Biologiche
dell’Università degli Studi di Modena e
Reggio Emilia, ha svolto nel 2003 una
ricerca su due colonie di rondoni del Parco,
continuando un monitoraggio in atto dal
1991.
Scopo dell’indagine è approfondire la
conoscenza su comportamento migratorio e fedeltà ai siti riproduttivi di questo
“professionista del volo”.
Il rondone, infatti, vive in Europa, ma
sverna a sud dell’equatore. Da queste
lontane terre tutte le primavere arriva da
noi al Parco, dove sfruttando le cavità
delle torri e case-torri decide di “metter
su famiglia”.
L’antica torre del “Castellaro”, ubicata a
Roccamalatina, vicino al borgo medioevale dei “Sassi” è uno dei siti più frequentati. Possiede circa 230 fori, le cavità sono
distribuite sulle pareti su tre piani e sono
accessibili dall’interno dell’edificio. Le
aperture, protette da un tappo di legno,
sono collegate con l’esterno tramite un
piccolo tunnel.
Dagli studi degli anni precedenti, è emerso che i rondoni hanno utilizzato per la
nidificazione i fori dei due piani inferiori,
mentre nel 2003 hanno occupato soprat-
Il rondone Apus apus
Vive in volo per gran parte del tempo.
In aria cattura il cibo, si accoppia,
beve o addirittura riposa; solitamente
non si posa sul terreno, ma sfrutta
anfratti e cavità per riprodursi. Il suo
portamento mostra particolari adattamenti al volo: forma slanciata, ali
più lunghe del corpo; zampe molto
corte, munite di dita con unghie adunche, utili solo per aggrapparsi. La
colorazione delle piume è scura, nerofuliggine, negli adulti mentre nei giovani è sempre scura con piccole frange
chiare, che si perdono nel corso delle
tutto il piano intermedio, probabilmente
a causa del disturbo dovuto all’ostacolo
degli alberi vicini.Per la mia ricerca, ho
proceduto, prima dell’arrivo dei rondoni
(previsto nel mese di aprile), al riordino
della numerazione dei fori e alla loro
pulizia. Dal loro arrivo fino al termine
della stagione riproduttiva (fine luglio),
ho visitato la torre ogni dieci giorni.
Per ciascuna visita controllavo l’interno
di ogni foro, segnando su schede di raccolta dati la situazione: presenza di nido,
uova, numero uova, numero di nuovi
nati-pulli, etc.. La deposizione è avvenuta
nei primi venti giorni di maggio, dopo
che le coppie avevano provveduto ad
occupare le cavità e costruendovi il nido.
Ho riscontrato che il numero di uova
deposte varia da 2 a 4, ma il numero più
frequente è stato 3, per un totale di 34
covate. L’involo dei giovani è avvenuto
tra la seconda e la terza settimana di luglio
con alcune eccezioni, dovute probabilmente al periodo della deposizione e a
fattori climatici.
Per studiare le migrazioni degli uccelli,
il metodo utilizzato è quello dell’inanellamento, che prevede di apporre alla
zampa di ogni individuo un anello siglato.
mute successive. Ha grandi capacità
di superare condizioni climatiche
sfavorevoli; anche in stagione riproduttiva gli adulti si possono spostare
in tempo breve per centinaia di chilometri, mentre i piccoli nel nido
possono resistere per diversi giorni
senza essere nutriti.
E’ una specie insettivora e le prede
più comuni sono coleotteri, imenotteri, ditteri, afidi. Nelle cavità murarie
costruisce un caratteristico nido a
forma di piccola coppa, impastando
il materiale del nido con la saliva
prodotta da ghiandole salivari particolarmente sviluppate.
La sua ricattura, negli anni successivi,
fornisce le informazioni necessarie per lo
studio del suo comportamento migratorio. A questo scopo, sono stati inanellati
82 giovani di rondone, prima del loro
involo e 14 adulti.
Sono stati ritrovati inoltre 16 adulti già
inanellati in anni precedenti. Dai dati
dell’anello si è risaliti all’anno della prima
cattura. Particolarmente interessante è
stata la ricattura di un adulto ben 12
anni di età (nato e inanellato nel 1991).
Posso quindi concludere che per questi
16 individui si può parlare di elevata
fedeltà al sito riproduttivo della torre del
“Castellaro”.
La ricerca ha interessato per la prima
volta anche la casa-torre “La Vignola”.
Con lo stesso metodo, ho numerato i
fori e visitato la torre ogni decade circa,
seguendo il ciclo riproduttivo dei rondoni.
In questa colonia ho inanellato 32 giovani
e 10 adulti, che mi auguro ritornino
numerosi la prossima primavera.
Colgo l’occasione per ringraziare l’Ente
Parco, il Vigile provinciale Mauro Villani
e i privati proprietari degli edifici storici
interessati dalla ricerca.
Valentina Grandi
Inizia il corso
per l’abc
dell’impagliatura
di sedie
C’è voluto un po’ di tempo, ma
siamo riusciti a trovare il maestroartigiano e contribuire a mantenere in vita uno dei vecchi mestieri
della vita contadina di un tempo:
l’impagliatura delle sedie.
A chi fosse interessato diamo pertanto appuntamento per il primo
di una serie di laboratori serali del
corso specifico: l’11 febbraio
2004, presso il Centro Parco, alle
ore 20,15. Oltre a questi appuntamenti, che avranno cadenza
settimanale, si prevede una visita
guidata nel Parco per scoprire gli
ambienti di origine delle materie
naturali legate a questo tipo di
artigianato. La quota di partecipazione è di € 60.
Per maggiori dettagli e per le iscrizioni, telefonare al Centro di Educazione Ambientale del Parco
(059.79.57.21).
6
Quanti ungulati ci sono nel Parco?
A questa domanda l’Ente sta cercando
di rispondere. Nel 2003 si è, infatti,
concluso il primo anno di indagine sulla
popolazione caprioli, cinghiali e daini
nel Parco. Con il prezioso aiuto di professionisti, censitori e cacciatori volontari,
si sta infatti mettendo a punto uno strumento di indagine che permetta di applicare la gestione di questi animali, la
cui presenza, in alcuni casi, risulta fortemente impattante sull’imprenditoria
agricola locale (v. i danni da cinghiali).
Metodi di indagine
I censimenti da punti fissi vantaggiosi sono
stati svolti nelle giornate del 28 febbraio
e 1 marzo (alba/tramonto) e hanno coinvolto circa 25 operatori abilitati e/o cacciatori di ungulati con metodi selettivi
(molti di quest’ultimi partecipanti al corso
organizzato dal Parco in collaborazione
con la Provincia). Le battute nelle due
zone campione sono state realizzate il 19
aprile (mattina e pomeriggio), mentre i
conteggi notturni con faro hanno interessato
due tracciati appositamente scelti, per un
totale percorso di circa 25 km, durante
la notte tra il 18 e il 19 giugno.
I risultati
Capriolo
E’ risultato essere l’ungulato più diffuso
e abbondante del Parco, come evidenziato
da tutti e tre i metodi utilizzati. Durante
le operazioni di censimento da punti fissi,
si sono contati fino ad un massimo di 46
individui. Ciò nonostante è risultata una
densità di capi per chilometro quadrato
(con una media di 3,5) inferiore a quella
stimata dalla Regione (8-10 capi/kmq).
Le elaborazioni dei dati sulla popolazione
hanno inoltre evidenziato una situazione
Il capriolo. Vive in aree boscate ricche di
radure e di arbusti.
(Foto di Gianluigi Olmi)
mediamente critica; sono risultati più
abbondanti i maschi rispetto alle femmine
e, fra queste, le adulte rispetto alle giovani.
Contrariamente quindi agli stessi rapporti
conosciuti per una popolazione equilibrata
(con buon tenore riproduttivo e adeguato
tasso di sopravvivenza dei piccoli): con
prevalenza delle femmine sui maschi e
una maggiore abbondanza numerica dei
giovani. L’area del Parco è potenzialmente
adatta al capriolo, ma una serie di fattori
limitanti tende a concentrare questa specie
attorno alle aree più boscate e tranquille,
che nel territorio protetto equivale alla
zona meridionale. Tra gli elementi che
limitano la distribuzione e l’abbondanza
del capriolo sono prevalentemente il disturbo dell’uomo (per la fruizione turistico/escursionistica) e, soprattutto, la presenza di cani randagi. Fenomeni, questi,
che l’Ente nella gestione tenterà di mitigare nell’immediato futuro. Per il capriolo,
quindi, i censimenti messi a punto risultano adeguati ed esaurienti, pertanto
saranno ripetuti nelle prossime stagioni
di attività.
Cinghiale
I dati raccolti sono risultati insufficienti
per tracciare una stima della popolazione.
Da questo studio è comunque emerso
che la dinamica di utilizzo del territorio
da parte dei cinghiali risulta condizionata
da quanto avviene nelle aree limitrofe.
Per la gestione di questa specie, sarebbe
quindi auspicabile in futuro l’acquisizione
delle informazioni sulla presenza attraverso la conoscenza delle sue modalità
di fruizione degli ambienti protetti.
Per il 2004, si ritiene quindi di utilizzare
il conteggio con faro, da ripetere più
volte durante l’anno. Molto utile, inoltre,
risulterà l’analisi dei danni all’agricoltura.
In particolare, si dovranno considerare:
la localizzazione, il periodo e il tipo di
coltura danneggiata.
Daino
I metodi di censimento adottati non
hanno fornito risultati significativi per la
sua conoscenza; solo un esemplare maschio
è stato visto durante l’uscita con faro in
prossimità del fiume Panaro. Per i prossimi
censimenti, le indagini dovranno essere
condotte intensificando il metodo da
punti fissi, principalmente in primavera,
in associazione al censimento con faro.
Prossimi appuntamenti
I censimenti proseguono anche quest’anno. A partire dal mese di marzo,
verranno realizzate le uscite con i
metodi rivisti e corretti sulla base
dell’esperienza acquisita.
Per maggiori informazioni o dettagli
sul monitoraggio, contattare il Parco
(059.79.57.21).
In sintesi ecco i metodi di censimento adottati
Censimenti da punti fissi vantaggiosi: mediante osservazione della fauna selvatica
da punti di vantaggio, all’alba e al tramonto.
Battute: censimenti in aree campione; richiede un discreto numero di operatori
(battitori e osservatori).
Censimenti con faro: conteggi notturni con fonte luminosa da automezzo in
movimento.
Il cinghiale. La sua dieta è estremamente
varia e comprende sia vegetali che animali.
(Foto di L. Casoni)
Il daino. E’ una specie esotica in competizione con il capriolo. Sotto un esemplare
albino. (Foto di Mariano Fabrizi)
7
5
Brevi
Bed and Breakfast:
una attività in crescita
Ancora una volta, ci onoriamo di segnalare la nascita di
due nuove realtà di questo tipo, che, insieme alle strutture
già esistenti, vanno ad arricchire l’offerta d’ospitalità alternativa presente sul territorio.
Anche se non fisicamente ubicati all’interno del Parco, bensì
nelle immediate vicinanze, i B&B “Il Cortile di Rocca” e
“Lo Scarabeo”, rispettivamente di Roccamalatina e Marano
sul Panaro, sono di fatto una risposta interessante alla sempre
più pressante richiesta di una ricettività di qualità, ma anche
alla portata di tutte le tasche.
Il nostro ringraziamento e un caloroso augurio vanno
dunque al Sig. Pierluigi Pini e alla Sig.ra Silvana Mazzanti
per i quali volentieri segnaliamo di seguito gli indirizzi delle
loro attività:
-“Il Cortile di Rocca”-P.zza Caduti in Guerra, n.10/B –
41050 Roccamalatina (Mo) – Tel. 059.79.57.70 [email protected]
- “Lo Scarabeo”- Via Circonvallazione, 223 – 41054 Marano
sul Panaro (Mo) – Tel. 059.79.36.84 – 339.328.25.63
[email protected]
Produzione di energia pulita
Dal mese di agosto è in piena attività l’impianto fotovoltaico
(di produzione di energia elettrica dal sole) presso il Centro
Parco.
La quantità registrata di energia elettrica prodotta in questi
mesi ha risentito ovviamente della variazione delle ore di
luce, del grado di incidenza dei raggi solari e della temperatura.
A titolo di esempio nel mese di ottobre sono stati prodotti
140 kW contro i 67,5 del mese di dicembre.
Il 20% dell’energia prodotta a ottobre, pari a 28 kW, è stata
venduta all’Enel, mentre la restante di 112 kW è stata
utilizzata per i consumi del Centro. L’energia prodotta e
consumata nello stabile è stata pari al 20,8% del totale dei
consumi del mese.
L’impianto con la visione degli indici produttivi in tempo
reale possono essere visitati negli orari di ufficio.
Scuole... in castagna
Nonostante l’autunno non sia stato tra i più felici per il
raccolto delle castagne e dei marroni, tale crisi pare non
abbia intaccato l’interesse delle scuole verso questa tipica
cultura di collina.
Ad avvalorare quanto suddetto ci sono i dati dell’affluenza
delle visite didattiche al “Centro di Documentazione Museo del Castagno” di San Giacomo di Zocca, da un paio
d’anni Centro visitatori decentrato del Parco.
In poco meno di un mese, infatti, il Museo, che anche se
pare scontato dirlo, vive il suo momento migliore proprio
in coincidenza dell’autunno, ha visto diciotto gruppi scolastici
alternarsi tra una visita alle sale e la raccolta.
Un progetto di itinerario
geologico-turistico nel Parco
Grazie alla collaborazione nata tra il Parco e l’Università
degli Studi di Modena e Reggio Emilia, numerosi sono gli
studenti universitari che scelgono il territorio protetto come
oggetto dei loro studi (v. anche pag. 5). Tra questi, evidenziamo un progetto, in fase di studio, per la realizzazione di
un itinerario geologico, col quale sviluppare la conoscenza
del principale elemento di distinzione del Parco: le rocce e
le forme del rilievo.
L’itinerario, inizialmente percorribile in automobile e successivamente con mezzi più consoni all’ambiente, segue il
passare delle tempo geologico: attraversa le rocce più antiche,
dal fiume Panaro (con partenza da Casona di Marano sul
Panaro, una delle “porte naturali di ingresso”) fino al Centro
di Pieve di Trebbio, dove si consiglia la visita all’attuale
mostra naturalistica Gli Ambienti del Parco, con esposti rocce
e minerali. Il visitatore può quindi proseguire verso Roccamalatina raggiungere l’elemento più spettacolare, le guglie
rocciose dei “Sassi”, e continuare il suo “viaggio”, ritornando
al fiume lungo l’attuale percorso panoramico che passa dal
mulino del Rio delle Vallecchie.
Il progetto prevede l’utilizzo di cartelli descrittivi, da collocare
nei punti più significativi, e di un opuscolo divulgativo (da
fornire all’escursionista come guida interattiva, che permetta
anche di affrontare l’argomento secondo diversi gradi di
approfondimento).
Piccole azioni per un
obiettivo globale
“Pensare globalmente e agire localmente” è un vecchio ma
saggio slogan che anche lo scorso anno ha indirizzato l’Ente
nel dare seguito al proprio impegno di gemellaggio con il
Parco Nazionale Barra Honda del Costa Rica (paese del
Centro America ricco di foreste tropicali: polmoni verdi
della terra).
Dopo una prima esperienza comune di educazione ambientale, che ha interessato diversi alunni modenesi e costaricensi,
si è dato seguito ad un progetto di collaborazione per dotare
il neonato Centro di Educazione Ambientale di Barra Honda
di alcune attrezzature necessarie alle attività didattiche e di
gestione (computer, macchina digitale, proiettore di diapositive).
Quest’anno, inoltre, le distanze che ci separano da questo
“paradiso terrestre” saranno accorciate, grazie a Internet e
alla posta elettronica, recentemente installata presso il Centro
Parco gemellato.
8
Agenda 2004
Gli appuntamenti del Parco
1 Sabato 21 Febbraio
dopo un previsto periodo di
chiusura, riaprono al pubblico, limitatamente al fine settimana, i punti informativi turistici, con le seguenti modalità:
✔ Centro Parco “Il Fontanazzo” di
Pieve di Trebbio - Festivi: pomeriggio
dalle 14,30 alle 18,30;
✔ Centro Visitatori di Borgo dei Sassi
e itinerario N.4 “Salita al Sasso della
Croce” - Festivi e pre-festivi dalle 9,00
alle 13,00 e dalle 14,30 alle 18,30.
In base all’andamento stagionale, le
giornate di apertura e gli orari potrebbero subire variazioni.
Riapriranno i battenti il giorno di Pasqua, Domenica 11 Aprile 2004:
✔ Centro Visitatori di Samone, “Sala
degli Stemmi, Mostra permanente della
Tigella”
✔ Centro di Documentazione “Museo
del Castagno” in Località San Giacomo
di Zocca.
Gli orari sono destinati a variare dall’entrata in vigore dell’ora legale.
2 Domenica 28 Marzo
iniziativa “Fiumi puliti - Fiumi
sicuri”, una giornata di volontariato
dedicata alla pulizia di corsi d’acqua o
discariche incontrollate, presenti dentro
o fuori Parco, al fine di sottrarre al
territorio rifiuti diffusi e con lo scopo
di promuovere una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui
problemi dell’ambiente e del suo risanamento.
A tutti i volontari che interverranno
sarà offerto il pranzo al sacco ed un
simpatico omaggio in ricordo della giornata.
L’appuntamento, come sempre, è fissato
per le ore 9,00 presso il Centro Parco
“Il Fontanazzo”, da dove, dopo aver
formato i gruppi di lavoro, ci si sposterà
sui cantieri da ripulire. Al riguardo,
invitiamo la cittadinanza a segnalarci
eventuali aree da risanare.
ambienti, tra rupi, guglie, orridi, freschi
ruscelli e graziose fioriture nel nuovo
itinerario percorribile esclusivamente
con Guida al Parco. Appuntamenti: 12
Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno, 15 Agosto,
26 Settembre e 10-17-24-31 Ottobre.
Ore 9,00 presso il Centro Parco “Il
Fontanazzo”.
3 Domenica 4 Aprile
escursione dedicata alla conoscenza dei
luoghi più nascosti del Parco. Entrando
nella sala della grotta della Cereta un
meraviglioso mondo sommerso si presenterà ai nostri occhi. Appuntamenti:
18 Aprile, 16 Maggio, 27 Giugno, 19
Settembre, 3 Ottobre. Ore 9,00 presso
il Centro Parco “Il Fontanazzo” (Nella
foto particolare di una grotta del Parco
Nazionale Barra Honda - Costa Rica).
Informazioni: Centro Parco
Giovanni Savini 059.79.57.21.
inizia il calendario di eventi,
promosso dal Coordinamento Parchi e
Riserve Modenesi, “NaturaW - 2004”,
progetto che intende sviluppare iniziative
coordinate nel settore del turismo sostenibile, considerandolo come fattore determinante per la crescita e lo sviluppo
di un’economia eco-compatibile.
Nell’ambito di tale progetto, la tradizionale sezione riguardante l’escursionismo,
dal titolo “Idee in cammino” e la nuova
sezione “Parchi in Famiglia - Bimbi”
offrono, per quanto riguarda il solo Parco
dei Sassi di Roccamalatina, un ricco
ventaglio di opportunità per vivere e
conoscere divertendosi la nostra Area
Protetta.
Campeggi estivi per ragazzi, Cacce al
Tesoro dei Parchi, sono le altre offerte
del calendario di eventi
di “Natura W”.
Fantastico
4 “Itinerario
delle Guglie”
escursioni nel cuore del Parco alla scoperta dei più suggestivi e sconosciuti
Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina
Centro Parco “Il Fontanazzo” Loc. Pieve di Trebbio - Via Pieve di Trebbio, 1287
41050 Roccamalatina di Guiglia (Mo) Tel. 059.79.57.21 Fax. 059.79.50.44
[email protected]
Orario d’apertura al pubblico
Centro Parco “Il Fontanazzo”
di Pieve di Trebbio:
uffici: dal martedì al venerdì
9.00 - 13.00 / 14.30 - 18.30
Mostra “Gli Ambienti del Parco”
festivi (da febbraio a dicembre)
14.30 - 18.30
Centro Visitatori “Borgo dei Sassi”
di Roccamalatina
prefestivi e festivi (da febbraio a dicembre)
9.00 - 13.00 e 14.30 - 18.30
profondo della Grotta
5 “Nel
- Dove osano i Geotritoni”
Centro Visitatori di Samone
Sala degli Stemmi:
“Mostra permanente della Tigella”
festivi da aprile a novembre
14.30 - 18.30
Centro Visitatori di S. Giacomo - Zocca
“Museo del Castagno”
festivi (primavera-autunno)
10 - 12.30 e 14.30 - 17.30
festivi (estate)
16.30 - 19.30
In base all’andamento stagionale le giornate e gli orari di apertura possono subire variazioni
Cerca il Parco in Internet: www.regione.emilia-romagna.it/parchi/roccamalatina www.parks.it/parco.sassi.roccamalatina
L’Appennino Modena Est
Periodico bimestrale d’informazione
della Comunità Montana
“Appennino Modena Est”
Aut. Tribunale di Modena
N. 726 del 19/7/1983
Anno XXII - n. 2 Febbraio 2004
Direttore Responsabile: Enzo Perriello
Redazione: Elena Iori, Fausto Minelli
Ermanno Monzali, Giovanni Savini
Direzione: via Pieve di Trebbio, 1287
Foto: archivio Parco
Roccamalatina Guiglia (MO)
Copie: n. 5500
Chiuso in tipografia il 3/02/2004
Fotocomposizione, Grafica e Stampa
TIPART INDUSTRIE GRAFICHE SRL
Via della Pace, 17/B - Vignola (MO)
Tel. 059.77.26.53 - [email protected]
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