L’Appennino Modena Est - Poste Italiane - Tassa pagata - Invii senza indirizzo/DCB/MO/ISI/Aut. n. 13 del 26/01/2004 - Anno XXI I - n. 2 Febbraio 2004 Notiziario del Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina n. 7/2004 Il Parco visto dai Sindaci Dopo una breve pausa, riprendiamo l’iniziativa “Il Parco visto dai Sindaci del Consorzio” ospitando l’intervento del Sindaco di Vignola. l Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina è diventato in questi anni un vero e proprio modello del vivere sostenibile. Sempre più gli elementi di attrazione del nostro territorio sono indissolubilmente legati al rispetto delle risorse ambientali, che si intrecciano però anche con le tradizioni e la storia della nostra terra. Il Parco è proprio la dimostrazione di come le tradizioni, il patrimonio enogastronomico e l’agricoltura, che da sempre caratterizza con i suoi alti standard qualitativi la nostra economia, riescano a convivere proficuamente. Questi ottimi risultati possono rappresentare un punto di partenza per l’ampliamento del Parco stesso, inizialmente allargandosi alla prima fascia fluviale, che comprende il Percorso Natura del I fiume Panaro, per poi arrivare a comprendere l’intera valle. Il tema della valorizzazione dei nostri prodotti eno-gastronomici e dell’economia locale è anche una delle finalità dell’Associazione “Strada dei Vini e dei Sapori”, che potrebbe diventare un partner del Parco, costruendo così progressivamente un sistema coordinato di soggetti, che accompagnino il turista lungo il percorso alla scoperta della nostra terra. Una volta raggiunto questo obiettivo, il Parco nel suo complesso potrebbe diventare un fondamentale elemento di certificazione di qualità ambientale per il territorio, per l’agricoltura e per i nostri prodotti. Questo è un modo di dimostrare che i Parchi non devono essere mai vissuti come un vincolo, ma come un’opportunità di sviluppo, uno strumento di valorizzazione. Roberto Adani Sindaco di Vignola I Sassi in veste invernale. Foto di Riccardo Solmi Proseguono i lavori di ampliamento del Parco Su un precedente numero di questo notiziario avevamo già informato dell’attività in corso per la revisione della normativa del Parco e della proposta di una nuova perimetrazione. Ebbene la prima parte del lavoro è terminata. Nell’ultima seduta del Consiglio Consorziale è stata infatti approvata la nuova proposta di Piano Territoriale del Parco che comprende la bozza della cartografia, con la nuova perimetrazione, e l’insieme delle norme regolamentari. Queste ultime sono state modificate per renderle più aderenti alle esigenze degli abitanti dell’Area protetta e più conformi alle norme nazionali e regionali, emanate successivamente alla sua istituzione. Dobbiamo dire che il lavoro svolto non è stato affatto semplice, anche per via dei numerosi incontri avvenuti con le Istituzioni locali (Sindaci in primo luogo), con le associazioni di categoria e i cittadini-residenti nei territori di possibile estensione del Parco. L’impressione ricavata è che la maggioranza della popolazione, pur con qualche eccezione, non percepisca più il continua a pag. 3 sommario Emergenza cinghiale Incontro con la Provincia e gli agricoltori al Centro Parco. a pag. 2 Il rondone professionista del volo a pag. 5 Quanti ungulati ci sono nel Parco? I risultati del primo monitoraggio. a pag. 6 Bed and Breakfast Nuovi sviluppi di una attività in crescita. a pag. 7 2 Emergenza cinghiale Una riunione con il Presidente della Provincia, associazioni e agricoltori su questo delicato argomento Su invito del Parco e della Comunità Montana, Graziano Pattuzzi (Presidente della Provincia di Modena), è intervenuto sabato 10 gennaio ad una riunione con il mondo agricolo. Particolarmente affollato l’auditorium del “Fontanazzo” con presenza di Carmen Zini (sindaco di Zocca e Presidente della Comunità Montana), Angelo Pasini (sindaco di Guiglia), le associazioni di categoria, rappresentanti dei caseifici e del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, singoli agricoltori dei comuni di Guiglia, Zocca e Montese, altri interessati, nonché del Presidente del Parco. L’argomento è stato l’emergenza dei danni alle colture agricole provocati su tutto il territorio montano. La denuncia degli agricoltori è stata particolarmente forte e sentita. Da più voci è stata sostenuta l’incompatibilità della specie con le colture agricole con richiesta di scelte forti per la drastica riduzione e il confinamento ad aree più montane del territorio meno interessate dalla componente agricola. Il Presidente ha raccolto le istanze con l’impegno di adeguati provvedimenti. Ultima ora Al momento di andare in stampa, ci è pervenuto il seguente atto della Provincia, in materia di Piani di controllo del cinghiale (direttiva n. 1 del 13/1/2004), pubblicato a seguito dell’incontro di cui sopra: “(...) nei Comuni di Zocca, Guiglia, Montese e Marano sul Panaro, limitatamente alle zone di protezione della fauna e nel Parco dei Sassi di Roccamalatina (...) si prescinde dalla necessità della preventiva richiesta dell’interessato per attivare il piano di controllo della specie cinghiale. Il Corpo di Polizia provinciale è incaricato di effettuare i piani di controllo. Il piano di controllo viene effettuato dal Corpo di Polizia Provinciale ogni qual volta venga segnalata allo stesso o al Servizio Programmazione Faunistica, anche in modo informale, da parte di cittadini agricoltori, associazioni di categoria o amministratori pubblici o a seguito di sopralluogo dei vigili provinciali, la presenza di cinghiali che possa causare danneggiamenti alle attività agricole. Della segnalazione informale viene redatto un sintetico verbale da parte del ricevente. La presente direttiva è immediatamente operativa, ha validità sino al 30 giugno 2004 e potrà essere rinnovata ogni qual volta il fenomeno si manifesti con caratteri eccezionali ( ...)”. La posta del Parco “Egr. Direttore, sono un camperista e con la mia famiglia spesso ci muoviamo nei fine settimana alla ricerca di mete turistiche alternative come i Parchi Naturali. Navigando sul web, ho scovato il Parco dei Sassi di Roccamalatina e ho deciso di inserirlo tra le prossime uscite primaverili. La mia domanda è: “all’interno dell’Area Protetta, vi sono aree attrezzate per la sosta camper?” Grazie. Lettera firmata Ringraziamo il nostro amico camperista al quale volentieri rispondiamo che, nei quattro punti principali di accesso al Parco, Pieve di Trebbio, Roccamalatina (via Sassi), Samone e Casona, l’Ente ha provveduto negli ultimi anni a costruire ampie aree parcheggio a disposizione di tutti, camperisti compresi. L’unico vincolo per questa categoria di turisti è lo scarico, da questi mezzi, delle acque chiare e nere, per le quali le aree parcheggio non sono attrezzate. Una vera e propria Area Sosta Camper è invece presente in Loc.Casona, la cui gestione però é completamente affidata al Comune di Marano sul Panaro (tel. 059.70.57.11), per il cui utilizzo invitiamo a prendere contatti diretti. Desideriamo, inoltre, cogliere l’occasione per ricordare a tutti i lettori, che nel Parco non è consentito “...il transito con veicoli a motore al di fuori della rete viaria...”, intendendo con questo tutti quegli ambiti quali capezzagne, campi coltivati, greti fluviali, sentieri, etc.. Al fine di evitare sanzioni pecuniarie a cura di Guardie Ecologiche Volontarie, Vigili Provinciali o Corpo Forestale dello Stato, invitiamo quindi tutti coloro che raggiungono il Parco con mezzi motorizzati ad utilizzare i parcheggi esistenti. Più energia per la vigilanza Come forse saprete, la vigilanza all’interno del Parco è stata da sempre un problema, risolto in modo parziale con l’intervento di volontari (le Guardie Giurate Ecologiche Volontarie in primo luogo), che prestano la loro attività gratuitamente e con molto impegno, ma quasi esclusivamente nei fine settimana. Ciò fa sì che in molti casi, specie nei periodi di maggiore frequentazione, il Parco non sia in grado di assicurare un controllo efficace del territorio, reprimendo i comportamenti scorretti di chi non rispetta le regole e le proprietà private. La Regione Emilia Romagna, che da tempo sta spronando i Parchi ad assumere iniziative per una migliore gestione di servizi, anche in forma associata con altri Enti, ha così accettato di finanziare un progetto di vigilanza proposto congiuntamente dal Parco dei Sassi e dal Parco dell’Abbazia di Monteveglio (BO). Avremo pertanto la possibilità di intensificare l’attività di controllo, ma non solo. Nel periodo da marzo a settembre, sarà garantita la presenza di due operatori a tempo determinato, che, sulla base degli accordi siglati fra i due Enti, divideranno il loro impegno fra le due Aree protette senza aggravi aggiuntivi sui propri bilanci economici. 3 Turismo nel Parco: un anno di luci e ombre L’attività turistica è tra le voci di maggior valenza nella gestione dell’Area protetta. In questo notiziario più volte abbiamo affrontato l’argomento, facciamo in questo il punto della situazione con uno sguardo all’anno appena concluso. Non è facile definire quantità e qualità dei turisti in visita al Parco. Si va dall’interessato all’escursione nel verde, all’amante della mountain bike, da chi cerca la tintarella sul fiume al curioso di storia e tradizioni, dal gruppo che fa educazione ambientale a quello appassionato di orienteering; per non parlare delle richieste più varie dalla discesa in grotta, alla cucina tipica con assaggi di borlenghi, tigelle, caldarroste e vin brulé. A fronte di ciò abbiamo cercato di diversificare le offerte in modo da poter venire incontro alle varie esigenze. Oltre alla rete sentieristica frequentabile tutto l’anno, da febbraio a novembre il turista può visitare i centri con la mostra naturalistica sugli ambienti del Parco, la mostra permanente della tigella, il museo del castagno. Vi sono più di un itinerario speciale come il “Fantastico delle guglie” o quelli proposti con il programma di “Natura W” o di “Itinerando”. Ancora vari pacchetti didattici e turistici dal “Percorso degli gnomi” per le scuole materne al “Facciamo il pane nella fattoria”, dalla “Dove osano i Geotritoni” con discesa in grotta per giovani ...avventurieri, all’orienteering e alle cacce al tesoro un po’ per tutti. Al momento non è possibile calcolare con precisione quanti sono i Ampliamento del Parco segue da pag. 1 Parco come un vincolo, ma creda invece ad una sua funzione di sviluppo e valorizzazione del territorio, e desidera che questa sia sempre più forte e incisiva. Questa convinzione ha spinto diversi residenti a chiedere espressamente che le loro proprietà fossero incluse nel nuovo perimetro del Parco, cosa cui non sempre è stato possibile dare corso. Il lavoro, come si diceva non è terminato. Spetta ora alla Provincia l’approvazione definitiva previe ulteriori consultazioni da effettuare nell’ambito della Conferenza di pianificazione, organismo quest’ultimo che alla data di uscita del notiziario dovrebbe già essere attivato. turisti che frequentano il Parco, ciò per la diversificazione delle presenze e la difficoltà di poterli conteggiare. I numeri più certi li abbiamo dai biglietti venduti per accedere alle mostre e dal numero di gruppi che hanno partecipato alle iniziative. Nel 2003, sommando i dati relativi ai gruppi in visita (160) con circa 3.200 persone e quelli dei biglietti acquistati per l’accesso ai Centri (circa 6.700), il totale di turisti è stato di quasi 10.000. A questi vanno aggiunti gli altri, che sfuggono ai conteggi e stimati in alcune migliaia. Rispetto all’anno precedente i gruppi (120) sono in fase di crescita. I motivi dell’aumento ci sembrano imputabili alla diversificazione delle offerte e ad una maggior informazione e pubblicità delle proposte. La presenza a fiere anche di settore (quali Sana, Country Life, Campionaria) e altre manifestazioni tenutesi nell’ambito del progetto “Natura W”, che hanno permesso al Parco di proporsi, ci pare siano stati gli artefici principali. D’altro canto, ecco le ombre, vi è un calo di 700 unità nel numero di biglietti venduti. Ci sembra più difficile trovare nell’immediato la causa specifica. Un aiuto potrà venire dai prossimi anni, con la verifica di un reale trend di diminuzione o la constatazione di un anno anomalo. In arrivo nuove classi in viaggio di istruzione per conoscere le Aree protette modenesi Parchi e Riserve naturali modenesi, insieme alla Provincia e alla Regione, hanno predisposto alcune proposte di viaggio per le scuole di ogni ordine e grado, che scelgono le nostre Aree protette come meta delle loro “gite scolastiche”. I pacchetti turistico-didattici durano due o tre giorni, durante i quali i ragazzi visiteranno più Aree protette della Provincia lungo Itinerari che hanno come filo conduttore il paesaggio, la natura e la cultura locali. La sosta al Parco dei Sassi è prevista in tre dei cinque Itinerari proposti, con soggiorno e pernottamento nel nostro territorio. Al fine di garantire maggiore sicurezza ed appoggio agli insegnanti, per questo progetto gli Enti finanziatori sostengono le spese di un operatore (appositamente formato), che sarà responsabile del programma di viaggio e del coordinamento delle attività della classe. Inoltre, sempre per agevolare le visite, abbassando la voce di spesa più critica per le scuole, è previsto un contributo alle spese di viaggio dei gruppi. Anche le scuole dei comuni consorziati col Parco possono aderire a questa iniziativa per incentivare, attraverso la modalità didattica del viaggio di istruzione, la conoscenza del patrimonio naturalistico e culturale modenese. Per informazioni contattare il Parco. Maria Maddalena Bulgarelli Coordinatrice del progetto 4 “Gioco e Mangio” Parliamo di cucina naturale La gente del Parco Un gioco per divertirsi in famiglia e imparare a mangiare restando in forma. Per capire di cosa si tratta, abbiamo intervistato l’ideatrice, Maria Bignami (titolare dell’Azienda Agrituristica “Casa Val di Sasso”, nel cuore del Parco), da oltre vent’anni appassionata di cucina naturale: “Il gioco è composto da una serie di schede interattive e da un libro di semplici ricette di alimentazione naturale. Giocando, si avrà l’opportunità di comporre insieme (bambini e adulti, dai 3 ai 99 anni) i vari cibi e preparare, in modo divertente, un menù equilibrato e salutare”. Un prezioso strumento, quindi, per imparare, divertendosi le regole di base per una corretta alimentazione, in equilibrio con il corpo e la mente. “Gioco e Mangio” può essere acquistato presso il Centro Visite del Borgo dei Sassi o, direttamente, presso l’Azienda Agrituristica “Casa Val di Sasso”, via Castellino 381 a Guiglia (059795841) - prezzo € 18,50. Questo spazio è a disposizione di tutti coloro che desiderano pubblicare pareri, esperienze, poesie, racconti e fatti storici accaduti sul territorio. Inviateli al seguente indirizzo: Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina, Via Pieve di Trebbio 1287, 41050 Roccamalatina (MO). Fax 059.79.50.44 E-mail: [email protected]. Per chi volesse già iniziare ad acquisire un po’ di pratica, diamo uno spunto, o meglio uno “spuntino”, segnalando questo gustoso piatto: Minestra d’orzo Ingredienti: 1 tazza d’orzo perlato, 1,5 l d’acqua, 2 carote medie, 1 gambo di sedano verde, 2 cipolle medie, 3 cucchiai di olio d’oliva extravergine, 4 cucchiai di salsa di soia, 1 cucchiaino raso di sale, 2 cucchiai di prezzemolo. Procedimento: Lavare l’orzo e metterlo a cuocere nell’acqua salata per 40 minuti. Nel frattempo tagliare le verdure a dadini e aggiungerle all’orzo 10 minuti prima della fine della cottura, insieme all’olio e alla salsa di soia. Spegnere e decorare col prezzemolo. Se siete interessati a questo argomento, segnalatecelo, inviandoci un messaggio alla POSTA DEL PARCO: potremmo pubblicare per voi qualche altra ricetta per mangiare “in sintonia con la natura”. In passato abbiamo parlato di chi nel Parco ci ha vissuto, di chi ci ha svolto attività, di chi questo territorio lo ha amato o di chi, in queste terre, ha lasciato importanti ricordi. Per questo numero, ci ha stimolato invece l’idea di parlare di chi, o meglio, con chi, per il momento con il Parco non ha ancora niente a che fare, ma che presto, alla luce del possibile allargamento dei suoi confini, potrebbe entrare a far parte attiva della popolazione residente. Per far ciò ci siamo rivolti alla Sig.ra Marinelli Letizia, già Guida Ambientale Escursionistica e proprietaria del neonato Bed & Breakfast “Fontanini di Sopra”, località Montombraro di Zocca, attività che svolge in un bel rustico frutto di un accurato restauro. Ecco quanto ci ha detto: D. - Sig.ra Marinelli, è al corrente dell’ipotesi di allargamento della superficie del Parco? R. - Già da un paio d’anni ho sentito parlare dell’ampliamento della superficie protetta del Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina, mi sono interessata ed ho partecipato attivamente alle riunioni che sono state fatte per informare la popolazione. D. - Perché questo interesse? R. - Sono particolarmente coinvolta perché l’ipotesi di ampliamento prevede di inglobare entro i confini del Parco anche la zona dove io abito. D. - Questo progetto La vede favorevole o contraria? R. - Devo dire che da subito sono stata favorevole, perché credo che il sistema regionale delle Aree Protette abbia una funzione, oltre che di tutela del territorio, anche di sviluppo per attività compatibili con esso, nel rispetto dell’ambiente e della natura. Io, ad esempio, ho da poco aperto un Bed and Breakfast e accolgo i miei ospiti in un ex fienile ristrutturato, credo che far parte del Parco mi dia qualche opportunità in più, se non altro a livello pubblicitario, e quindi, in prospettiva, più possibilità di lavoro in un luogo che amo. D. - Cosa si sentirebbe di dire a chi invece a questo progetto non crede? R. - Ad un “Parco scettico” direi di meditare sul futuro nostro e delle generazioni che verranno. Credo che sia necessaria una forte azione culturale per sradicare la percezione di Area Protetta come vincolo che limita la libertà di iniziativa delle persone per affermare invece l’idea di tutela come investimento per un futuro migliore. Ringraziamo la Sig.ra Marinelli per la disponibilità, augurandole il meglio per la sua nuova attività. Bed and Breakfast: Fontanini di Sopra di Marinelli Letizia Tel. 349.188.63.09 e-mail: [email protected] 5 Un “professionista del volo”: il rondone Valentina, stagista di Scienze Biologiche dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ha svolto nel 2003 una ricerca su due colonie di rondoni del Parco, continuando un monitoraggio in atto dal 1991. Scopo dell’indagine è approfondire la conoscenza su comportamento migratorio e fedeltà ai siti riproduttivi di questo “professionista del volo”. Il rondone, infatti, vive in Europa, ma sverna a sud dell’equatore. Da queste lontane terre tutte le primavere arriva da noi al Parco, dove sfruttando le cavità delle torri e case-torri decide di “metter su famiglia”. L’antica torre del “Castellaro”, ubicata a Roccamalatina, vicino al borgo medioevale dei “Sassi” è uno dei siti più frequentati. Possiede circa 230 fori, le cavità sono distribuite sulle pareti su tre piani e sono accessibili dall’interno dell’edificio. Le aperture, protette da un tappo di legno, sono collegate con l’esterno tramite un piccolo tunnel. Dagli studi degli anni precedenti, è emerso che i rondoni hanno utilizzato per la nidificazione i fori dei due piani inferiori, mentre nel 2003 hanno occupato soprat- Il rondone Apus apus Vive in volo per gran parte del tempo. In aria cattura il cibo, si accoppia, beve o addirittura riposa; solitamente non si posa sul terreno, ma sfrutta anfratti e cavità per riprodursi. Il suo portamento mostra particolari adattamenti al volo: forma slanciata, ali più lunghe del corpo; zampe molto corte, munite di dita con unghie adunche, utili solo per aggrapparsi. La colorazione delle piume è scura, nerofuliggine, negli adulti mentre nei giovani è sempre scura con piccole frange chiare, che si perdono nel corso delle tutto il piano intermedio, probabilmente a causa del disturbo dovuto all’ostacolo degli alberi vicini.Per la mia ricerca, ho proceduto, prima dell’arrivo dei rondoni (previsto nel mese di aprile), al riordino della numerazione dei fori e alla loro pulizia. Dal loro arrivo fino al termine della stagione riproduttiva (fine luglio), ho visitato la torre ogni dieci giorni. Per ciascuna visita controllavo l’interno di ogni foro, segnando su schede di raccolta dati la situazione: presenza di nido, uova, numero uova, numero di nuovi nati-pulli, etc.. La deposizione è avvenuta nei primi venti giorni di maggio, dopo che le coppie avevano provveduto ad occupare le cavità e costruendovi il nido. Ho riscontrato che il numero di uova deposte varia da 2 a 4, ma il numero più frequente è stato 3, per un totale di 34 covate. L’involo dei giovani è avvenuto tra la seconda e la terza settimana di luglio con alcune eccezioni, dovute probabilmente al periodo della deposizione e a fattori climatici. Per studiare le migrazioni degli uccelli, il metodo utilizzato è quello dell’inanellamento, che prevede di apporre alla zampa di ogni individuo un anello siglato. mute successive. Ha grandi capacità di superare condizioni climatiche sfavorevoli; anche in stagione riproduttiva gli adulti si possono spostare in tempo breve per centinaia di chilometri, mentre i piccoli nel nido possono resistere per diversi giorni senza essere nutriti. E’ una specie insettivora e le prede più comuni sono coleotteri, imenotteri, ditteri, afidi. Nelle cavità murarie costruisce un caratteristico nido a forma di piccola coppa, impastando il materiale del nido con la saliva prodotta da ghiandole salivari particolarmente sviluppate. La sua ricattura, negli anni successivi, fornisce le informazioni necessarie per lo studio del suo comportamento migratorio. A questo scopo, sono stati inanellati 82 giovani di rondone, prima del loro involo e 14 adulti. Sono stati ritrovati inoltre 16 adulti già inanellati in anni precedenti. Dai dati dell’anello si è risaliti all’anno della prima cattura. Particolarmente interessante è stata la ricattura di un adulto ben 12 anni di età (nato e inanellato nel 1991). Posso quindi concludere che per questi 16 individui si può parlare di elevata fedeltà al sito riproduttivo della torre del “Castellaro”. La ricerca ha interessato per la prima volta anche la casa-torre “La Vignola”. Con lo stesso metodo, ho numerato i fori e visitato la torre ogni decade circa, seguendo il ciclo riproduttivo dei rondoni. In questa colonia ho inanellato 32 giovani e 10 adulti, che mi auguro ritornino numerosi la prossima primavera. Colgo l’occasione per ringraziare l’Ente Parco, il Vigile provinciale Mauro Villani e i privati proprietari degli edifici storici interessati dalla ricerca. Valentina Grandi Inizia il corso per l’abc dell’impagliatura di sedie C’è voluto un po’ di tempo, ma siamo riusciti a trovare il maestroartigiano e contribuire a mantenere in vita uno dei vecchi mestieri della vita contadina di un tempo: l’impagliatura delle sedie. A chi fosse interessato diamo pertanto appuntamento per il primo di una serie di laboratori serali del corso specifico: l’11 febbraio 2004, presso il Centro Parco, alle ore 20,15. Oltre a questi appuntamenti, che avranno cadenza settimanale, si prevede una visita guidata nel Parco per scoprire gli ambienti di origine delle materie naturali legate a questo tipo di artigianato. La quota di partecipazione è di € 60. Per maggiori dettagli e per le iscrizioni, telefonare al Centro di Educazione Ambientale del Parco (059.79.57.21). 6 Quanti ungulati ci sono nel Parco? A questa domanda l’Ente sta cercando di rispondere. Nel 2003 si è, infatti, concluso il primo anno di indagine sulla popolazione caprioli, cinghiali e daini nel Parco. Con il prezioso aiuto di professionisti, censitori e cacciatori volontari, si sta infatti mettendo a punto uno strumento di indagine che permetta di applicare la gestione di questi animali, la cui presenza, in alcuni casi, risulta fortemente impattante sull’imprenditoria agricola locale (v. i danni da cinghiali). Metodi di indagine I censimenti da punti fissi vantaggiosi sono stati svolti nelle giornate del 28 febbraio e 1 marzo (alba/tramonto) e hanno coinvolto circa 25 operatori abilitati e/o cacciatori di ungulati con metodi selettivi (molti di quest’ultimi partecipanti al corso organizzato dal Parco in collaborazione con la Provincia). Le battute nelle due zone campione sono state realizzate il 19 aprile (mattina e pomeriggio), mentre i conteggi notturni con faro hanno interessato due tracciati appositamente scelti, per un totale percorso di circa 25 km, durante la notte tra il 18 e il 19 giugno. I risultati Capriolo E’ risultato essere l’ungulato più diffuso e abbondante del Parco, come evidenziato da tutti e tre i metodi utilizzati. Durante le operazioni di censimento da punti fissi, si sono contati fino ad un massimo di 46 individui. Ciò nonostante è risultata una densità di capi per chilometro quadrato (con una media di 3,5) inferiore a quella stimata dalla Regione (8-10 capi/kmq). Le elaborazioni dei dati sulla popolazione hanno inoltre evidenziato una situazione Il capriolo. Vive in aree boscate ricche di radure e di arbusti. (Foto di Gianluigi Olmi) mediamente critica; sono risultati più abbondanti i maschi rispetto alle femmine e, fra queste, le adulte rispetto alle giovani. Contrariamente quindi agli stessi rapporti conosciuti per una popolazione equilibrata (con buon tenore riproduttivo e adeguato tasso di sopravvivenza dei piccoli): con prevalenza delle femmine sui maschi e una maggiore abbondanza numerica dei giovani. L’area del Parco è potenzialmente adatta al capriolo, ma una serie di fattori limitanti tende a concentrare questa specie attorno alle aree più boscate e tranquille, che nel territorio protetto equivale alla zona meridionale. Tra gli elementi che limitano la distribuzione e l’abbondanza del capriolo sono prevalentemente il disturbo dell’uomo (per la fruizione turistico/escursionistica) e, soprattutto, la presenza di cani randagi. Fenomeni, questi, che l’Ente nella gestione tenterà di mitigare nell’immediato futuro. Per il capriolo, quindi, i censimenti messi a punto risultano adeguati ed esaurienti, pertanto saranno ripetuti nelle prossime stagioni di attività. Cinghiale I dati raccolti sono risultati insufficienti per tracciare una stima della popolazione. Da questo studio è comunque emerso che la dinamica di utilizzo del territorio da parte dei cinghiali risulta condizionata da quanto avviene nelle aree limitrofe. Per la gestione di questa specie, sarebbe quindi auspicabile in futuro l’acquisizione delle informazioni sulla presenza attraverso la conoscenza delle sue modalità di fruizione degli ambienti protetti. Per il 2004, si ritiene quindi di utilizzare il conteggio con faro, da ripetere più volte durante l’anno. Molto utile, inoltre, risulterà l’analisi dei danni all’agricoltura. In particolare, si dovranno considerare: la localizzazione, il periodo e il tipo di coltura danneggiata. Daino I metodi di censimento adottati non hanno fornito risultati significativi per la sua conoscenza; solo un esemplare maschio è stato visto durante l’uscita con faro in prossimità del fiume Panaro. Per i prossimi censimenti, le indagini dovranno essere condotte intensificando il metodo da punti fissi, principalmente in primavera, in associazione al censimento con faro. Prossimi appuntamenti I censimenti proseguono anche quest’anno. A partire dal mese di marzo, verranno realizzate le uscite con i metodi rivisti e corretti sulla base dell’esperienza acquisita. Per maggiori informazioni o dettagli sul monitoraggio, contattare il Parco (059.79.57.21). In sintesi ecco i metodi di censimento adottati Censimenti da punti fissi vantaggiosi: mediante osservazione della fauna selvatica da punti di vantaggio, all’alba e al tramonto. Battute: censimenti in aree campione; richiede un discreto numero di operatori (battitori e osservatori). Censimenti con faro: conteggi notturni con fonte luminosa da automezzo in movimento. Il cinghiale. La sua dieta è estremamente varia e comprende sia vegetali che animali. (Foto di L. Casoni) Il daino. E’ una specie esotica in competizione con il capriolo. Sotto un esemplare albino. (Foto di Mariano Fabrizi) 7 5 Brevi Bed and Breakfast: una attività in crescita Ancora una volta, ci onoriamo di segnalare la nascita di due nuove realtà di questo tipo, che, insieme alle strutture già esistenti, vanno ad arricchire l’offerta d’ospitalità alternativa presente sul territorio. Anche se non fisicamente ubicati all’interno del Parco, bensì nelle immediate vicinanze, i B&B “Il Cortile di Rocca” e “Lo Scarabeo”, rispettivamente di Roccamalatina e Marano sul Panaro, sono di fatto una risposta interessante alla sempre più pressante richiesta di una ricettività di qualità, ma anche alla portata di tutte le tasche. Il nostro ringraziamento e un caloroso augurio vanno dunque al Sig. Pierluigi Pini e alla Sig.ra Silvana Mazzanti per i quali volentieri segnaliamo di seguito gli indirizzi delle loro attività: -“Il Cortile di Rocca”-P.zza Caduti in Guerra, n.10/B – 41050 Roccamalatina (Mo) – Tel. 059.79.57.70 [email protected] - “Lo Scarabeo”- Via Circonvallazione, 223 – 41054 Marano sul Panaro (Mo) – Tel. 059.79.36.84 – 339.328.25.63 [email protected] Produzione di energia pulita Dal mese di agosto è in piena attività l’impianto fotovoltaico (di produzione di energia elettrica dal sole) presso il Centro Parco. La quantità registrata di energia elettrica prodotta in questi mesi ha risentito ovviamente della variazione delle ore di luce, del grado di incidenza dei raggi solari e della temperatura. A titolo di esempio nel mese di ottobre sono stati prodotti 140 kW contro i 67,5 del mese di dicembre. Il 20% dell’energia prodotta a ottobre, pari a 28 kW, è stata venduta all’Enel, mentre la restante di 112 kW è stata utilizzata per i consumi del Centro. L’energia prodotta e consumata nello stabile è stata pari al 20,8% del totale dei consumi del mese. L’impianto con la visione degli indici produttivi in tempo reale possono essere visitati negli orari di ufficio. Scuole... in castagna Nonostante l’autunno non sia stato tra i più felici per il raccolto delle castagne e dei marroni, tale crisi pare non abbia intaccato l’interesse delle scuole verso questa tipica cultura di collina. Ad avvalorare quanto suddetto ci sono i dati dell’affluenza delle visite didattiche al “Centro di Documentazione Museo del Castagno” di San Giacomo di Zocca, da un paio d’anni Centro visitatori decentrato del Parco. In poco meno di un mese, infatti, il Museo, che anche se pare scontato dirlo, vive il suo momento migliore proprio in coincidenza dell’autunno, ha visto diciotto gruppi scolastici alternarsi tra una visita alle sale e la raccolta. Un progetto di itinerario geologico-turistico nel Parco Grazie alla collaborazione nata tra il Parco e l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, numerosi sono gli studenti universitari che scelgono il territorio protetto come oggetto dei loro studi (v. anche pag. 5). Tra questi, evidenziamo un progetto, in fase di studio, per la realizzazione di un itinerario geologico, col quale sviluppare la conoscenza del principale elemento di distinzione del Parco: le rocce e le forme del rilievo. L’itinerario, inizialmente percorribile in automobile e successivamente con mezzi più consoni all’ambiente, segue il passare delle tempo geologico: attraversa le rocce più antiche, dal fiume Panaro (con partenza da Casona di Marano sul Panaro, una delle “porte naturali di ingresso”) fino al Centro di Pieve di Trebbio, dove si consiglia la visita all’attuale mostra naturalistica Gli Ambienti del Parco, con esposti rocce e minerali. Il visitatore può quindi proseguire verso Roccamalatina raggiungere l’elemento più spettacolare, le guglie rocciose dei “Sassi”, e continuare il suo “viaggio”, ritornando al fiume lungo l’attuale percorso panoramico che passa dal mulino del Rio delle Vallecchie. Il progetto prevede l’utilizzo di cartelli descrittivi, da collocare nei punti più significativi, e di un opuscolo divulgativo (da fornire all’escursionista come guida interattiva, che permetta anche di affrontare l’argomento secondo diversi gradi di approfondimento). Piccole azioni per un obiettivo globale “Pensare globalmente e agire localmente” è un vecchio ma saggio slogan che anche lo scorso anno ha indirizzato l’Ente nel dare seguito al proprio impegno di gemellaggio con il Parco Nazionale Barra Honda del Costa Rica (paese del Centro America ricco di foreste tropicali: polmoni verdi della terra). Dopo una prima esperienza comune di educazione ambientale, che ha interessato diversi alunni modenesi e costaricensi, si è dato seguito ad un progetto di collaborazione per dotare il neonato Centro di Educazione Ambientale di Barra Honda di alcune attrezzature necessarie alle attività didattiche e di gestione (computer, macchina digitale, proiettore di diapositive). Quest’anno, inoltre, le distanze che ci separano da questo “paradiso terrestre” saranno accorciate, grazie a Internet e alla posta elettronica, recentemente installata presso il Centro Parco gemellato. 8 Agenda 2004 Gli appuntamenti del Parco 1 Sabato 21 Febbraio dopo un previsto periodo di chiusura, riaprono al pubblico, limitatamente al fine settimana, i punti informativi turistici, con le seguenti modalità: ✔ Centro Parco “Il Fontanazzo” di Pieve di Trebbio - Festivi: pomeriggio dalle 14,30 alle 18,30; ✔ Centro Visitatori di Borgo dei Sassi e itinerario N.4 “Salita al Sasso della Croce” - Festivi e pre-festivi dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,30 alle 18,30. In base all’andamento stagionale, le giornate di apertura e gli orari potrebbero subire variazioni. Riapriranno i battenti il giorno di Pasqua, Domenica 11 Aprile 2004: ✔ Centro Visitatori di Samone, “Sala degli Stemmi, Mostra permanente della Tigella” ✔ Centro di Documentazione “Museo del Castagno” in Località San Giacomo di Zocca. Gli orari sono destinati a variare dall’entrata in vigore dell’ora legale. 2 Domenica 28 Marzo iniziativa “Fiumi puliti - Fiumi sicuri”, una giornata di volontariato dedicata alla pulizia di corsi d’acqua o discariche incontrollate, presenti dentro o fuori Parco, al fine di sottrarre al territorio rifiuti diffusi e con lo scopo di promuovere una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui problemi dell’ambiente e del suo risanamento. A tutti i volontari che interverranno sarà offerto il pranzo al sacco ed un simpatico omaggio in ricordo della giornata. L’appuntamento, come sempre, è fissato per le ore 9,00 presso il Centro Parco “Il Fontanazzo”, da dove, dopo aver formato i gruppi di lavoro, ci si sposterà sui cantieri da ripulire. Al riguardo, invitiamo la cittadinanza a segnalarci eventuali aree da risanare. ambienti, tra rupi, guglie, orridi, freschi ruscelli e graziose fioriture nel nuovo itinerario percorribile esclusivamente con Guida al Parco. Appuntamenti: 12 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno, 15 Agosto, 26 Settembre e 10-17-24-31 Ottobre. Ore 9,00 presso il Centro Parco “Il Fontanazzo”. 3 Domenica 4 Aprile escursione dedicata alla conoscenza dei luoghi più nascosti del Parco. Entrando nella sala della grotta della Cereta un meraviglioso mondo sommerso si presenterà ai nostri occhi. Appuntamenti: 18 Aprile, 16 Maggio, 27 Giugno, 19 Settembre, 3 Ottobre. Ore 9,00 presso il Centro Parco “Il Fontanazzo” (Nella foto particolare di una grotta del Parco Nazionale Barra Honda - Costa Rica). Informazioni: Centro Parco Giovanni Savini 059.79.57.21. inizia il calendario di eventi, promosso dal Coordinamento Parchi e Riserve Modenesi, “NaturaW - 2004”, progetto che intende sviluppare iniziative coordinate nel settore del turismo sostenibile, considerandolo come fattore determinante per la crescita e lo sviluppo di un’economia eco-compatibile. Nell’ambito di tale progetto, la tradizionale sezione riguardante l’escursionismo, dal titolo “Idee in cammino” e la nuova sezione “Parchi in Famiglia - Bimbi” offrono, per quanto riguarda il solo Parco dei Sassi di Roccamalatina, un ricco ventaglio di opportunità per vivere e conoscere divertendosi la nostra Area Protetta. Campeggi estivi per ragazzi, Cacce al Tesoro dei Parchi, sono le altre offerte del calendario di eventi di “Natura W”. Fantastico 4 “Itinerario delle Guglie” escursioni nel cuore del Parco alla scoperta dei più suggestivi e sconosciuti Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina Centro Parco “Il Fontanazzo” Loc. Pieve di Trebbio - Via Pieve di Trebbio, 1287 41050 Roccamalatina di Guiglia (Mo) Tel. 059.79.57.21 Fax. 059.79.50.44 [email protected] Orario d’apertura al pubblico Centro Parco “Il Fontanazzo” di Pieve di Trebbio: uffici: dal martedì al venerdì 9.00 - 13.00 / 14.30 - 18.30 Mostra “Gli Ambienti del Parco” festivi (da febbraio a dicembre) 14.30 - 18.30 Centro Visitatori “Borgo dei Sassi” di Roccamalatina prefestivi e festivi (da febbraio a dicembre) 9.00 - 13.00 e 14.30 - 18.30 profondo della Grotta 5 “Nel - Dove osano i Geotritoni” Centro Visitatori di Samone Sala degli Stemmi: “Mostra permanente della Tigella” festivi da aprile a novembre 14.30 - 18.30 Centro Visitatori di S. Giacomo - Zocca “Museo del Castagno” festivi (primavera-autunno) 10 - 12.30 e 14.30 - 17.30 festivi (estate) 16.30 - 19.30 In base all’andamento stagionale le giornate e gli orari di apertura possono subire variazioni Cerca il Parco in Internet: www.regione.emilia-romagna.it/parchi/roccamalatina www.parks.it/parco.sassi.roccamalatina L’Appennino Modena Est Periodico bimestrale d’informazione della Comunità Montana “Appennino Modena Est” Aut. Tribunale di Modena N. 726 del 19/7/1983 Anno XXII - n. 2 Febbraio 2004 Direttore Responsabile: Enzo Perriello Redazione: Elena Iori, Fausto Minelli Ermanno Monzali, Giovanni Savini Direzione: via Pieve di Trebbio, 1287 Foto: archivio Parco Roccamalatina Guiglia (MO) Copie: n. 5500 Chiuso in tipografia il 3/02/2004 Fotocomposizione, Grafica e Stampa TIPART INDUSTRIE GRAFICHE SRL Via della Pace, 17/B - Vignola (MO) Tel. 059.77.26.53 - [email protected]