Sorrisi smarriti
Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi
A Jesi, al Palazzo dei Convegni “Sorrisi smarriti”, mostra fotografica con le
immagini raccolte dal Capitano Ing
Roberto Marani in Afghanistan nel
2002. Le foto esposte fino al 4 marzo,
saranno in vendita e il ricavato sarà
devoluto in beneficenza. Orari: sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. (Foto Candolfi)
Settimanale d’informazione
ANNO LV- N. 8
Euro 1
DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145
Editoriale
S
“Amatevi come
io vi ho amato”
ono chiamato ad amare perché
Dio mi ama. Amare il prossimo
è la strada di ogni credente per
amare Dio. Il Signore ci invita, anzi
ci ordina di metterci in ascolto, di
condividere la storia di chi ci sta
accanto, di chi incontriamo e in
modo particolare dei poveri, degli
ultimi, dei deboli. Tendere la mano
al povero è scoprire che il Signore
ci parla attraverso la sua storia,
la sua ricchezza, i suoi doni. In
questo tempo di Quaresima che ci
coinvolge nella storia dell’amore
di Dio per l’uomo siamo chiamati
in modo urgente a dare spazio
nelle nostre comunità a recuperare
la dimensione della carità. Tanti
sono i modi, in particolare la
riflessione sull’enciclica del Papa
“Deus Caritas est”, la riscoperta
del valore e dell’importanza della
caritas parrocchiale, la celebrazione
di liturgie che diventino segno di
preghiera e di condivisione, l’aiutare
i ragazzi a conoscere gli “eroi della
carità” con un pensiero speciale
a l’Abbè Pierre, il compiere gesti
caritativi. In particolare la Caritas
diocesana propone un convegno
– laboratorio per sacerdoti e laici,
nel mese di aprile; la raccolta degli
indumenti usati il 24 marzo; la
giornata della carità parrocchiale e
l’offertorio della carità il mercoledì
santo. Le offerte saranno destinate
alla scuola di Kaniki, in Zambia,
scuola realizzata dalla nostra
Diocesi come segno di carità del
Giubileo del Duemila. In questi
anni è continuato il gemellaggio
con questa realtà con l’invio di
container con attrezzature per la
scuola e con una somma di denaro
per contribuire alle attività della
scuola di taglio e cucito.
Il tema della carità ci interpella
fortemente ogni giorno: sempre
diverse e sempre nuove le richieste
che ci arrivano. Come rispondere,
cosa fare, quali strumenti
utilizzare? E’ urgente costituire
un gruppo di studio che a livello
diocesano approfondisca il tema di
una “nuova” caritas per conoscere
a fondo cosa è la caritas e come è
strutturata e in seguito proporre
un progetto in cui siano distinte le
funzioni di direzione, promozione,
ascolto, servizio.
L’allargamento dell’Unione Europea
a ventisette Stati membri con
l’ingresso di Romania e Bulgaria
ci pone altre questioni sul tema
dell’accoglienza, dell’integrazione,
della condivisione …. Gli ultimi
dati ci informano che il 16% degli
europei è a rischio di povertà e il
10% vive in famiglie senza lavoro;
che i giovani, i disabili e i lavoratori
migranti restano ancora ai margini
del mercato del lavoro.
Dobbiamo prepararci per
essere uomini e donne di carità,
approfittando di questo tempo
forte della Quaresima per
camminare con gioia incontro ai
fratelli.
Don Nello Barboni
Cultura e società
In diocesi
L’imperatore
torna a casa
di Giuseppe Luconi
2
Impôt repriséTassa riscossa Ufficio di Jesi
domenica 4 marzo 2007
jesi
I giovani
al Collegio
Pergolesi
di Raffaella Fioretti
8
Vallesina
“A colazione” …
da Miro
di Paola Cocola
11
Quaresima di carità
Tre candidati
sindaci
salvo riserve
di v.m.
13
Islamismo
e cristianesimo
Giovedì 8 marzo alle
ore 18
nella sala
del Lampadario
al Circolo Cittadino
a Jesi
“Islamismo e
Cristianesimo”
con Mohamed
Nour Dachan
e GianFederico Tinti
Seguiranno
il dibattito
e il confronto
con i relatori.
La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell’amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta “ridonare” al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno. Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua. Maria, la Madre del Bell’Amore, ci guidi in questo itinerario quaresimale,
cammino di autentica conversione all’amore di Cristo. (dal Messaggio per la Quaresima di Sua Santità Benedetto XVI)
La cittadinanza è
invitata a partecipare
Una crisi di governo lampo, ma foriera di tante incertezze
La sinistra è cieca, la destra non ride, l’Italia soffre
U
na legge elettorale “porcata”, come fu
definita dal ministro proponente Calderoli, ha dato, nove mesi fa, un parlamento zoppo: maggioranza netta del centrosinistra alla Camera, maggioranza sempre in
bilico al Senato. E l’inciampo sulla politica
estera, cioè su un capitolo programmatico
fondamentale per ogni nazione che voglia
dirsi tale, è avvenuto la settimana scorsa per la cecità della sinistra radicale. Una
sinistra che, pur vantando lontane origini
marxiste, non ha appreso nemmeno la più
elementare lezione leninista: ”L’estremismo per chi governa è malattia infantile”.
L’Italia soffre ancora di quel radicalismo
di sinistra che ha pervaso la
nostra storia del primo ‘900
ai tempi di Giolitti e nel primo dopo guerra, quando ha
contribuito ad aprire le porte
al fascismo. Un radicalismo
incoraggiato dalla loquacità
di tante prime donne in tutto
il centrosinistra, Bertinotti in
testa che ansima per non poter presenziare la manifestazione di Vicenza.
***
In tanta cecità, la destra da
Casini a Fini, passando per
Berlusconi, Bossi ed altri
minori, non ride pur prospettandosi per lei, in tempi
più o meno vicini, la riconquista del potere.
Non ride e non può ridere perché al suo interno manifesta difficoltà e scollature simili
a quelle del centrosinistra, tali da denotare
che il popolo italiano è capace solo di individualismo e superindividualismo in nome
della libertà, della coscienza, dell’amore per
la patria. E chi più ne ha più ne metta. Non
ride perché l’impietosa analisi di Casini e le
pesanti divergenze di analisi sul futuro determinano disorientamento nell’elettorato
che pure torna ad auspicare un centrodestra al governo.
***
E l’Italia soffre. Gli economisti non hanno
fatto in tempo a prendere atto con soddisfazione della ripresa economica del Paese che subito si torna a crisi governative e
sbandamenti della politica. Così i problemi
della nazione si aggravano di giorni in giorno. Ancora una volta ci troviamo ad aver
espresso una classe politica specchio del
Paese: tutti pronti a denunciare i mali e le
più urgenti riforme (legge elettorale,Tav, famiglia, previdenza sociale ecc), tutti pronti
a neutralizzare e rendere impotente la proposta e l’iniziativa altrui. E intanto perdiamo sempre più la capacità di tenere il passo con la concorrenza imposta dalle altre
nazioni: vedi, una per tutte,
la Spagna che è sul punto di
sorpassarci in diversi settori
dopo la sua distanza siderale
di appena venti anni fa.
Speriamo che il presidente
Giorgio Napolitano abbia azzeccato la strada da percorrere per superare la crisi: un
Prodi bis. Speriamo che Prodi
ce la faccia nell’interesse della
stabilità politica dell’Italia. E’
certo però che un nuovo fallimento reclamerebbe la presa d’atto della incapacità del
centrosinistra di governare e
del doveroso ricorso alle elezioni anticipate.
Vittorio Massaccesi
2
Cultura e società
4 marzo 2007
Del più e del meno
L’imperatore torna a casa
di Giuseppe Luconi
U
na buona notizia: venerdì scorso
“Caro Federico, quello della statua è un
il Consiglio comunale ha votato mestiere difficile, a Jesi – gli diceva – Tanla mozione presentata da Cesare Serrini, t’è che è più facile trovare una via, una
Enrico Brazzini e Fosco Brunetti per trasfe- piazza per un cassonetto dei rifiuti che per
rire in altra sede, all’interno della città, il un monumento. Vero è che i monumenti
monumento a Federico II. Non si conosce il jesini sono trovatelli perché nascono senza
nuovo indirizzo. Si sa che “tre saggi, esperti un domicilio: prima li partoriamo, poi gli
di storia medioevale, urbanistica e storia cerchiamo casa…”.
dell’arte”, dovranno proporre quattro alLa civetta aveva compiuto un paio di
ternative sulle quali saranno chiamati a giri attorno alla statua poi era tornata a
pronunciarsi i cittadini. Un referendum, posarsi su una spalla del monumento. E
ma non con le solite schede nelle solite ca- riciuciolava: “Non ti ho detto che noi jesini
bine elettorali: si farà utilizzando il com- abbiamo l’occhio clinico, siamo intenditoputer, “attraverso
ri nati: se i monula rete civica, cioè
menti non sono
on-line”. E questo
belli, se non ci sono
smorza un po’ il
simpatici, non li
nostro entusiasmo,
vogliamo. Ma non
perché fa temere
solo i monumenti.
l’esclusione di molInfatti tempo adti cittadini, quindi
dietro siamo stati
un
referendum
li lì per demolire
smozzicato…
l’Arco Clementino…
Intanto prene pure la chiesa di
diamo atto che
San Nicolò…”.
finalmente ci si
Lui, il Federico
sta muovendo per
II di Porta Bersaridare a Federico
glieri - si sa - è di
II la cittadinanbronzo, ma ha il
za jesina. Meglio
cuore tenero e la
tardi che mai. Risensibilità
della
cordo il disoriencarta velina. Alle
tamento generale
parole della civetquando si seppe
ta aveva sudato
che il monumento
freddo, ma forse
sarebbe stato colper via della baslocato fuori Porta
sa
temperatura.
Bersaglieri. La stessa Sovrintendenza ai La civetta aveva sogghignato, ci godeva.
Beni ambientali e architettonici espresse Ma poi anche lei si era intenerita: “Su con
allora “dubbi sul posizionamento dell’ope- la vita – aveva detto alla statua – nonora”, precisando che il monumento andava stante gli jesini, l’Arco Clementino è ancoposizionato “in forma assolutamente di ra in piedi, e la chiesa di San Nicolò pure.
appoggio provvisionale senza alcun siste- E così sarà ancora per te: ti criticheranno,
ma di fissaggio”, in attesa di trovargli la ti umilieranno, ma sopravviverai: lo jesino
sede giusta.
abbaia ma non morde…”.
°°°
°°°
L’inaugurazione avvenne nel pomerigSono passati quasi dodici anni… Ora
gio del 9 dicembre 1995. Ricordo di averne sembra che, finalmente, il monumento
scritto, a cerimonia appena finita. Avevo stia per lasciare l’esilio di Porta Bersaglieri
immaginato il monumento rimasto solo, e sistemarsi forse - cosi si vocifera - al viadopo il calar della notte, immerso nel buio le Trieste. Sarà sempre un ripiego, perché
e nel silenzio, in compagnia dei suoi pen- la collocazione naturale del monumento
sieri e di una civetta chiacchierona e pette- è quella di piazza Federico II. E’ comungola che, dopo avergli ronzato intorno, gli que un passo avanti, un piccolo passo, ma
si era appollaiata su una spalla e gli ciu- – con i tempi che corrono – è già qualche
ciolava in un orecchio.
cosa…
Il musicante col fagotto targato 1833
Gli antenati della banda
E’
stato scritto che la banda musicale di Jesi fu costituita all’indomani
dell’Unità d’Italia,
insieme alle tante
altre della penisola
promosse ed incoraggiate dal nuovo
governo guidato
da Camillo Benso
conte di Cavour.
In realtà a Jesi una
banda
musicale
esisteva già anche
prima del 1860. E’
difficile e forse impossibile risalire
alla data di costituzione della prima
formazione bandistica jesina. Sappiamo in ogni caso
per certo che esisteva nel 1833. Navigando fra gli archivi amministrativi di
quell’anno, si scopre la riproduzione
del “bozzetto a colori di un componente
della banda musicale di Jesi con fagotto”.
Il bozzetto, che misura cm. 30x45, si
trova fra le carte dell’Archivio di Stato
di Ancona, sotto la voce “Accademie,
società filarmoniche, bande musicali”.
Della banda musicale jesina – verosimilmente la stessa formazione del
1833, salvo qualche rimpiazzo tra le sue
file – si parla nelle cronache della visita a Jesi di Gregorio XVI. Il papa arrivò
da noi il 17 settembre del 1841, accol-
to dalla città in festa, addobbata con
drappi, festoni e luminarie. A dargli il
benvenuto c’erano anche “i
suonatori della Banda Comunale vestiti in uniforme
di gala” che eseguirono
“elette armonie”. Lo ricorda
Vitaliano Cinti nel suo libro “Itinerario storico della
Banca Popolare di Ancona”.
Bande musicali c’erano,
infatti, anche ai tempi dello Stato pontificio e anche
dalle nostre parti. Alcune
con un lungo passato alle
spalle, come quella di Belvedere Ostrense. Scrive
don Giovanni Maria Feltrini nelle sue “ricerche storiche” (tipografia editrice
Flori di Jesi, 1932): “Quando l’11 novembre 1602 il nostro Vescovo venne a porre la prima pietra della
seconda chiesa
della Madonna
della Valle, era
presente e rallegrava la festa
colle sue armonie la banda musicale
del luogo”. Da
Montemarciano, a proposito della banda comunale,
apprendiamo
che “la prima
esibizione cui
si abbia testimonianza storica” risale al
settembre del
1846. E ancora: la banda musicale di Fabriano, “dotata di una uniforme militare”, nacque
“ufficialmente” il 23 gennaio del 1829.
Le bande musicali, dunque, non sono
un’invenzione dello statista piemontese.
E’ probabile, e comunque sperabile,
che continuando a frugare tra le antiche carte si possano raccogliere ancora notizie per completare la storia del
complesso bandistico che ci rappresenta da almeno 174 anni…
Giuseppe Luconi
Pittura contemporanea, rinascita ed evoluzione
Artigiani, ricercatori, artisti in Vallesina
I
n occasione della Prima
Mostra della Vallesina e di
un’esposizione di opere di pittori jesini Ezio Felicetti (Martin Calandra) ebbe a scrivere:
“Sebbene la mostra non riveli
capolavori, le tele esprimono
una volontà di perfezionamento
e una seria coscienza artistica”.
Si era negli anni ’50: da poco
fuori del trauma della guerra,
si riprendevano con nuovo vigore nella Vallesina le attività
economiche e industriali. Con
queste si risvegliavano anche
interessi artistici prima sopiti
o soffocati o per necessità trascurati. Era logico che si ripensasse innanzi tutto al passato,
a modelli già sperimentati che
tuttavia, come osservava appunto Martin Calandra, si intendeva perfezionare. Occorreva dunque fare il punto su ciò
che era stato già acquisito; sul
preesistente prima di guardare
fuori, di confrontarsi con altri,
di cercare nuovi linguaggi.
E’ nel quarto degli incontri
d’arte in Pinacoteca, il 21 febbraio, che il prof. Gloriano
Paoletti (nella foto) ha avviato
la sua conferenza con considerazioni di questa natura pri-
ma di prendere in esame
‘Mezzo secolo di pittura
contemporanea a Jesi e in
Vallesina’. Argomento vastissimo, tanto da rischiare di essere dispersivo e di
difficile interpretazione.
Così ricca è la documentazione a riguardo che risulta impossibile riportare
i nomi di quanti, nel corso di oltre cinquant’anni,
hanno mostrato interesse
e abilità in quest’arte, o
elencarne solo alcuni senza fare torto ad altri. Il
prof. Paoletti si è perciò
prevalentemente limitato
ad esporre il tema nelle
sue linee essenziali.
I primi artisti che nel
dopoguerra incominciarono a dedicarsi alla pittura attenersi con prudenza alla traprovenivano soprattutto da dizione e al valore figurativo:
un mondo artigianale già spe- ‘per evitare una dispersività che
cializzato e affermato. Erano facesse perdere il proprio centro’,
spesso ottimi decoratori, inta- come ebbe a dichiarare Mario
gliatori, disegnatori che aveva- Pasquinelli in un’intervista rino un gusto della ricerca rela- lasciata nell’81. Si spiega così
tivo soprattutto alla qualità dei anche un diffuso intimismo
materiali e alle tecniche, non manifestato pure da autori di
propriamente ad una novità di spiccata personalità, quali Corlinguaggio. Un profondo sen- radi e Bartolini.
so pragmatico li consigliava di L’interesse generale, rivolto
prevalentemente a problemi concreti, spesso urgenti, di carattere
economico e sociale,
non permise agli artisti
degli anni ’50 e oltre di
trovare facilmente spazi
espositivi. Si allestirono
così mostre in ambienti
alternativi; come quella,
nel ’51, presso il caffè
Bardi. Vi presero parte
Pasquinelli, padre Eugenio da Cingoli, Corradi, Tesei, Agostinelli.
Anche il materiale pubblicitario che illustrava
questa e altre simili manifestazioni era modesto
e di fortuna. Quasi sempre si trattava di semplici locandine di dimensioni ridotte.
Con il passare degli anni si
ampliarono gli orizzonti e incominciano a prendere forma
nuove tendenze e nuovi linguaggi espressivi. Appaiono
sulla scena e si fanno ben conoscere G. Giuliani, artistico
romantico ‘en plein air’ di cui è
abbondantissima la produzione; M. Pasquinelli che affronta
anche temi umoristici; N. Ros-
sini che racchiude atmosfere silenziose e poetiche entro strutture architettoniche dai volumi
armonicamente
rapportati;
A. Archetti, artista poliedrico,
bozzettista arguto; A. Moriconi, che descrive emozioni con
tecnica astratta e informale. B.
Bosi, può essere considerato
a parte. E’ un artista di forte
stampo morale. Ha lui stesso
teorizzato la sua pittura che,
distinta in momenti diversi e in
evoluzione, appare come l’aspirazione ad un continuo superamento e alla conquista di un
sempre nuovo arricchimento
interiore. Altra singolare personalità è quella di padre E.
Azzocchi. Con una tecnica derivata dall’arte fauve e dal cubismo esprime una concezione
fortemente drammatica della
realtà derivata anche dalle sue
personali esperienze di vita.
Un dinamismo spirituale e una
tensione emotiva sono suggeriti dall’accostamento di colori
puri, a valenza simbolica, essenzialmente definiti da rapide
pennellate e linee spezzate. E’
un raro, pregnante esempio di
arte sacra contemporanea.
Augusta Franco Cardinali
3
Cultura
4 marzo 2007
L’imponderabile leggerezza della vita
Brillantissimo Poli
SCUSATE IL BISTICCI O
(ghiribizzi lessicali)
E’
Peter Pun (con la u)
www.peterpun.it
REPLICA DEGLI STUDENTI offesi
Bisticci variegati
Sa cosa le diciamo, egregio prof ? Lei è un
emulo di Baffone camuffato da buffone.
O, a voler essere gentili, da burlone. Non
diciamo di buttarla in un burrone (siamo
per la non-violenza!). Ma il lancio di qualche
bullone, sì, lo meriterebbe: con quella sua
assurda pretesa di asportare il bubbone del
(presunto) “menefreghismo” studentesco.
Lei non sarà magari un falco, ma certamente
è un catafalco. Anzi, un cataplasma, una
cariatide, una mummia, un sarcofago. E
ricordi: non calunni gli alunni, scualo della
squola !
Gianburrasca, Lucignolo,
Franti e Pierino la Peste
P.S. – Lasciamo a lei e ai suoi coetanei le
venerande vegliarde Carlucci. (A proposito,
ma chi sarebbe ‘sto fantomatico Carducci ?).
Le lasciamo perfino quel surgelato della zia
Schiffer: sperando che sia di bocca buona.
ritornato al Pergolesi Paolo Poli, il
17 febbraio, dopo diversi e diversi
anni. Non diciamo quanti di proposito, perché effettivamente non sembra
che ne siano trascorsi molti. E’ ancora
lui, l’elegante viveur, il fantasioso trasformista, il divertente affabulatore:
principe del palcoscenico, nonostante
un braccio ingessato, riportato in un
incidente pochi giorni prima, che lo
ha costretto a modificare la foggia dei
suoi costumi, ma non ad interrompere le recite.
Che qualcosa sia cambiato però, non
nello stile, ma nei contenuti, incomincia ad apparire già all’inizio dello
spettacolo. Non porta in scena, come
altre volte, uno spigliato cabaret, ma
“Sei brillanti”, cioè sei racconti sceneggiati di altrettante giornaliste del
‘900: Mura, Masino, Brin, Cederna,
Aspesi, Bellotti. Sono storie ritagliate
tra gli anni ’20 e gli anni ’80: provocatorie, mordenti, talvolta irridenti;
discutibilissime per contenuti e per
valore letterario. Riunite in un collage,
si vorrebbe che illustrassero le tappe
essenziali della rapida evoluzione di
un’epoca, ma i riferimenti appariranno a volte solo vagamente emblematici o precisamente mirati.
Paolo Poli, assecondato da un gruppo
di bravi attori che gravitano attorno a
lui, tratta fatti e personaggi con l’in-
confondibile leggerezza del
suo stile; più agra, forse, ma
come sorvolando in velocità
su tutto, anche su un terreno scabroso o viscido. Gli
spettatori appena si accorgono persino di quanto c’è di
grottesco nelle storie narrate. Anche delitti atroci sono
raccontati come la favola
di Cappuccetto Rosso, con
quell’umorismo nero che era
in voga negli anni ‘60. Crisi,
miserie del dopoguerra, ricostruzione, feste popolari,
festival: tutto appare e scompare in una fantasmagorica
carrellata, commentato da
divertenti parodie di famose
canzoni, sfavillanti costumi
e inquietanti maschere metamorfiche di animali che
sembrano riprese da quadri
di A. Savinio, cambiamenti di scena
a vista con siparietti che riproducono
personaggi di cartoni animati e di famose collezioni di figurine, quadri di
Dalì e di Botero: persino gli originali,
umoristici disegni liberty di Antonio
Rubino fedelmente copiati da ‘La Tradotta’, il giornale della Terza Armata
stampato durante la guerra ‘15\’18. Di
fronte a questo splendido caleidoscopio di immagini si applaude e si ride,
certo; ma a denti stretti e con un po’
d’amaro in bocca.
Forse c’è di mezzo una filosofia esistenziale. Dramma o commedia che
sia, nella vita tutto scorre impalpabilmente, con imponderabile leggerezza,
come acqua fra le dita. E alla fine non
resta che ‘l’ombra di un sogno’, il ricordo di una magia.
Augusta Franco Cardinali
Foto Anna V. Vincenzoni
Compositori contemporanei e giovani interpreti
Con la voce del cuore
Q
uest’anno la Stagione
degli Amici della Musica ha portato una ventata di
novità presentando una programmazione, non di routine,
che ha fatto conoscere anche
compositori contemporanei
e pagine rare, artisti solidamente affermati e interpreti
appena diplomati a pieni voti
provenienti da conservatori
non solo regionali.
Così, appunto, è avvenuto il
18 febbraio con il concerto di
due giovani musicisti pugliesi,
Francesco Colatorti, sassofonista, e Danilo Panico, pianista. Sono insieme da appena
un anno, ma l’intesa e l’intuizione reciproca sono ammirevoli.
Del sassofono è stato det-
to che ha ‘la voce del cuore’.
Per la sua intima adesione
alla sensibilità dell’interprete,
per la sua sonorità profonda
e felpata ha trovato cultori
soprattutto nel jazz di cui è
addirittura diventato il simbolo. Quanto i due artisti
hanno fatto ascoltare, scompaginando anche la scaletta
in programma, è andato al di
là delle attese. Hanno presentato compositori del ‘900 che
hanno variamente contaminato musica colta, jazz e musica popolare, con ritmi irregolari o cantabili o acrobatici,
bizzarri arabeschi sonori e
inauditi effetti armonici di
rifrazione tra sassofono e pianoforte. Nessuno dei presenti aveva prima sentito trarre
note simili dal
sassofono, tanto
meno da sassofono e piano insieme. Elenchiamo
i nomi di alcuni
degli autori eseguiti: P. Swerts,
R.
Muczynski,
D. Maslanka, P.
Iturralde. Possono essere utili a
chi volesse fare
qualche ricerca
a proposito, ma
si avverte che il
compito non è
facile perché la
letteratura musicale che riguarda il sassofono, strumento nato intorno al
1840, quindi giovane rispetto
a molti altri, è ancora in gran
parte da scrivere. L’ultimo
compositore presentato (an-
Primavera slava 2007
La cultura russa nelle Marche
L’
Associazione Marche Russia presenta nella regione Marche “I giorni della cultura russa”. L’iniziativa culturale è realizzata con il patrocinio del
Consolato Onorario della Federazione
Russa di Ancona ed in collaborazione
con l’Associazione Premio Vallesina
ONLUS. L’organizzazione da parte russa è rappresentata dal Fondo pubblico
“La primavera slava” e dalla Fondazione “Il mondo della Cultura” con l’alto
patrocinio del Ministero della Cultura
e delle Comunicazioni della Federazione Russa.
Con questa iniziativa, che durerà per
tutto il mese di marzo (mese nel quale è prevista la visita del Presidente
Russo in Italia) continua una serie di
eventi promossi dal Consolato Onorario russo per far conoscere al pubblico
italiano e soprattutto marchigiano la
cultura multietnica russa e sviluppare
rapporti culturali tra il popolo russo e
quello italiano. Nel festival del 2007 partecipano più
di seicentosettanta persone, tra le
quali ci sono giovani di talento: mu-
sicisti, ballerini, pittori provenienti
da tutte le parti della grande e multietnica Russia. Sui principali palchi di
concerto i giovani artisti dalle regioni
di Tumen, Kaluga, Jaroslavl, Mosca,
Volgograd, Cheljabinsk, Tomsk nonché dalle Repubbliche di Buriatija, di
Bashkortostan, dal distretto autonomo Jugra di Hanti-Mansijsk, di Mosca
e San Pietroburgo presenteranno al
pubblico italiano le loro poliedriche attività artistiche.
Nella Vallesina, il 15 marzo 2007 alle
ore 21 “Gala show di ballo russo – balli russi folcloristici e la coreografia
moderna” presso il «Teatro Comunale
G. Spontini» a Maiolati Spontini; il 26
marzo alle ore 21 il concerto dell’orchestra di strumenti popolari russi
“Malachite” presso Teatro “Torquis” di
Filottrano.
Gli organizzatori del festival esprimono la speranza che gli avvenimenti
della manifestazione adorneranno la
vita culturale delle città marchigiane e
ravvicineranno i nostri popoli ancora
di più.
che improvvisatore
e operista) era il più
noto: l’argentino A.
Piazzolla di cui però,
oltre ad ‘Oblivion’,
famosissima colonna sonora del film
‘Enrico IV’ e sigla
di chiusura di molti
concerti, sono stati
ascoltati gli ‘Studi
n° 4 e n° 6’, semisconosciuti. Quando si
sono congedati, tra
gli applausi, ai due
ragazzi sembravano
brillassero gli occhi;
anche di gioiosa soddisfazione per essere
riusciti a stupire e divertire
tanto i loro Amici.
Augusta Franco Cardinali
A Loreto:
Liberi di scegliere
La Delegazione Marche dell’Azione Cattolica, la Fuci ed
il MsAc (Movimento Studenti
di Ac) organizzano per sabato 3 e domenica 4 marzo
una due-giorni regionale a
Loreto, riservata ai ragazzi di
quarto e quinto superiore.
L’incontro, intitolato “Orientamente, liberi di scegliere”,
vuole aiutare i ragazzi prossimi all’esame di maturità, a
riflettere sulla scelta dell’università e sul proprio futuro
dopo la scuola dell’obbligo.
Ci saranno momenti di confronto con chi ha già affrontato questa scelta, alternati
a momenti di preghiera. Si
partirà da Jesi sabato alle
ore 14.30 da Porta Valle. Il
ritorno è previsto per il tardo pomeriggio di domenica.
La quota di iscrizione è totalmente a carico della diocesi.
Per partecipare è sufficiente
contattare don Cristiano Marasca (347-8310065).
4
Attualità
4 marzo 2007
“Servono” i secondi
di Gabriele Gabrielli*
Il “forte” pensiero
di un Papa
I
di Riccardo Ceccarelli
l “pensiero debole” non si addice a
Benedetto XVI. Credo che ormai sia
chiaro a tutti. Lo era anche prima, da cardinale, ma ora, da pontefice, lo conferma
ogni suo intervento. Molti, anche dentro
la Chiesa, non sono d’accordo. Sta di fatto
che la presenza di fedeli in Piazza San Pietro alla domenica per l’Angelus è notevolmente aumentata da quando è stato eletto.
Le udienze del mercoledì sono affollate
tanto che la pur capiente Sala Nervi, o
Aula Paolo VI, non riesce sempre a contenere quanti “vanno dal Papa” e si deve
optare anche per la Basilica di San Pietro,
e svolgere così l’udienza in due momenti,
come è accaduto il 14 febbraio, quando
anche noi marchigiani siamo andati. Non
è semplice curiosità o bigottismo religioso,
come qualcuno può pensare e scrivere,
è – credo – la necessità di ascoltare una
parola chiara, non tentennante o compromissoria sul messaggio di Gesù e nel dare
indicazioni per una lettura penetrante
del nostro tempo. E Benedetto XVI lo fa
nei brevi colloqui domenicali all’Angelus,
quando per lo più commenta la liturgia
del giorno e, con parole semplici e profonde, ne illustra le motivazioni ispiratrici e fondanti la quotidiana esperienza
cristiana. Senza edulcorazioni e sconti.
In maniera piana, non teologicamente
complicata, comprensibile, facile a capirsi, che tuttavia lascia intravedere una
elaborazione filosofica e teologica di alto
profilo. “Pensieri non deboli” certamente,
ma “forti”, ed è proprio per questo probabilmente che si vuole ascoltarlo: per avere
indicazioni solide e precise in mezzo alla
confusione e all’effimero bailamme dei
messaggi che ci avvolgono. Agli inizi del
suo pontificato ebbe a parlare di una vera
e propria “dittatura del relativismo” che
tutto accetta e tutto giustifica, quasi fosse
preclusa alla ragione non solo la ricerca
della verità ma la verità stessa. Le sue parole provano a restituire dignità all’uomo
e alla sua ragione come nell’ormai nota
“lezione di Regensburg”(12 settembre
2006) che faceva eco all’enciclica di Giovanni Paolo II “Fides et ratio” del 1998.
Scriveva “Il Foglio” il giorno successivo:
“Il Papa della ragione […] ha l’obiettivo
di evangelizzare l’occidente, correggere
l’apostasia della fede, la deriva agnostica
e indifferente, ma lo fa con una grande
apertura razionale […] che ripropone la
grandezza paolina, agostiniana e tomista
della cultura e della prassi cristiana, la
sequela di Cristo, in una solida alleanza
con la metafisica, cioè con un pensiero
che indaga la verità dell’essere, cioè della
condizione naturale, umana e misteriosa
o divina del mondo”. Una pensare “forte”
dunque e non debole, come è la nostra
epoca, per ritrovare radici ed identità, utilizzando la ragione e coniugandola con la
Parola di Gesù: il luogo dove può trovare
senso e significato il futuro. Un Papa che
va alle radici della stessa esperienza umana, come fa nell’enciclica, “Deus caritas
est”, dove nella prima parte mette in stretta relazione “eros” ed “agape”, amore corporeo ed amore “spirituale” per intenderci,
espressione del corpo e dello spirito, che
formano un tutt’uno ed imprimono dignità all’uomo: “In fondo l’”amore” è un’unica
realtà, seppur con diverse dimensioni.[…]
Dove però le due dimensioni si distaccano
completamente l’una dall’altra, si profila
una caricatura o in ogni caso una forma
riduttiva dell’amore”. Due esempi soltanto
per sottolineare come le parole di Benedetto XVI sappiano cogliere l’essenzialità
dei problemi ed andare al nocciolo delle
questioni. Un linguaggio non “politichese”
o “ecclesialese” se vogliamo, ma concreto, immediato, diretto, che va alla radice,
che scopre ed indica i fondamenti. Un
indispensabile punto di riferimento nella
babele delle levità e delle debolezze dei
pensieri che, pur suadenti, non soddisfano
la “sete di essere e di assoluto” che ci portiamo dentro. Nonostante venga spesso
ignorata o taciuta.
A
bbiamo già avuto modo di proporre
qualche riflessione sulla dura competizione che, in quest’epoca contrassegnata
dall’economia della conoscenza e dalle
sue nuove regole, le imprese affrontano
per ricercare, attrarre e trattenere le migliori risorse umane. Insomma, le aziende
sono sempre alla caccia di “cervelli”; di
quelle persone che –comunemente chiamate “talenti”- hanno capacità e competenze di innovazione tali da poter de- che richiedono, nella prospettiva che sugterminare il successo di un prodotto o di geriamo, un approccio equilibrato. Facciaun’idea, di uno stile e di un modo di fare. mo qualche esempio. È fuor di dubbio che
Abbiamo già chiamato questa strategia e un imprenditore debba fare di tutto per
l’insieme delle politiche e degli strumenti acquisire e trattenere le migliori risorse;
al suo servizio Talent Management. Anco- è anche vero però che un’organizzaziora con un altro linguaggio possiamo dire ne è cosa ben più complessa che gestire
che le imprese concentrano investimenti soltanto “i migliori” e la responsabilità è
e attenzioni sugli uomini e sulle “persone ben più ampia. Quando si guarda solo da
chiave”. L’obiettivo è infatti “coccolare” una parte normalmente si perdono molqueste risorse per non perderle e quindi te altre cose. Anche nella gestione delle
“fidelizzarle” all’impresa. Sappiamo bene persone succede un po’ la stessa cosa. Se
però che le organizzazioni funzionano si va soltanto dietro a quelli che “corrono
grazie al contributo di molti; migliorano di più” si finisce per spezzare l’azienda e
con l’apporto del lavoro quotidiano di la sua coesione; si finisce per creare un
tutti. Il tema che stiamo toccando è mol- ambiente pieno di sfiducia, un clima da
to scivoloso e può essere, come sempre, perdenti che contagerà anche i risultati
sintetizzato da alcune domande: se con- e la produttività. Non crediamo assolutacentro l’attenzione e le mie cure soltanto mente cioè alla bontà di quella ideologia
sui “migliori”, su quelle persone cioè che predicata spesso nelle business school che
raggiungono sempre ottimi risultati e che può essere sintetizzata con questo slogan:
possono ancora fare carriera dentro l’or- “l’unico e giusto investimento sulle persoganizzazione, cosa ne sarà degli altri? A ne è quello diretto a valorizzare i talenti;
ben guardare infatti, l’impresa, come ogni le restanti persone sono da considerare
formazione sociale, è fatta di gente più soltanto costo del lavoro che quindi, in
veloce e meno veloce; persone più ambi- quanto tale, va drasticamente ridotto”.
ziose e meno ambiziose. Qual è allora il Una buona gestione invece –che guarderà
criterio che deve guidare l’azione del ma- anche ai risultati di medio-lungo periodonagement? Sono questioni molto critiche cercherà di tirare fuori il meglio da tutte
Non è produttivo e
sostenibile investire
solo sui più bravi e
dimenticare gli altri
Sulla questione D.I.C.O
el dibattito che si è acceso, anche all’interno
della Chiesa in Italia, intorno alla proposta di legge che
dovrebbe regolare i diritti e
i doveri delle persone conviventi, che va sotto il nome di
D.I.C.O., e nella quale i vertici ecclesiali vedono un attentato alla famiglia fondata
sull’unione ufficializzata tra
due persone di sesso diverso e quindi, transitivamente,
anche un attacco frontale alla
famiglia cristiana fondata sul
sacramento del matrimonio,
mi sembra che non sia ancora
stato messo in luce un aspetto della questione (in realtà: delle questioni, dato che,
come ha avuto modo di farci
tutti riflettere il card. Martini,
si tratta di nodi aggrovigliatissimi, a tutti i livelli). E cioè
che fino ad oggi la Chiesa in
Italia non ha fatto abbastanza
per promuovere e difendere
nemmeno la “sua” famiglia,
quella fondata sul matrimonio-sacramento e che, forse,
quella della legge sui D.I.C.O.
sarebbe un’ottima occasione
per rimboccarsi le maniche.
Mi spiego. Dappertutto nel
mondo occidentale benestante, e probabilmente anche altrove, la famiglia tradizionale - dico così per semplificare - è in crisi; anche da
noi, ovviamente, e con tutte
le connotazioni storiche
particolari che ci riguardano:
sempre di meno si sceglie di
vivere in unioni stabili e, di
preferenza, senza o con un
solo figlio. E questo non è
di certo il modello della famiglia cristiana fondata sul
sacramento del matrimonio.
La Chiesa ha impiegato più
di 1000 anni per giungere ad
attribuire all’unione coniugale dei cristiani il valore di
sacramento e quasi 800 per
*Docente Università LUISS Guido Carli
conferire solennemente ai coniugi
che lo celebrano
dignità e responsabilità di rango
sacerdotale (“Gaudium et
spes”).
Ciò comporta che coloro
che si apprestano a celebrare questo sacramento, da cui
oltretutto discende la naturale trasmissione della Fede
cristiana alle generazioni
future, ricevano una formazione adeguata all’impegno
che devono assumersi. Per
i futuri sposi cristiani, cioè
per la maggior parte dei battezzati, così come si richiede
per coloro che sono chiamati al ministero sacerdotale o
alla vita religiosa, dovrebbe
essere previsto e richiesto
un periodo sufficientemente
lungo e intenso di preparazione, al termine del quale
venga valutata seriamente la
loro idoneità a celebrare il
sacramento e ad assumerne
gli impegni. Ed è ovvio che
questa formazione dovrebbe
essere in continuità concreta
Un’ottima occasione
N
le persone, investendo opportunamente
anche su quelli che vanno più lentamente.
Crediamo infatti che non sia produttivo e
sostenibile -e nemmeno realistico- far sì
che “il ritmo debba essere dettato dai migliori che non possono fermarsi per aspettare i bradipi, coloro che non sembrano
fatti per emergere…”. Queste parole, che
mutuiamo da un bel libro di Vittorino Andreoli sulla scuola e sull’apprendimento,
ben si adattano –secondo la nostra opinione- anche ai contesti di lavoro e sono
utili per educare a una responsabile e sostenibile gestione delle persone. Investire
soltanto sui più bravi (sui best performer,
come si dice) e dimenticare gli altri vuol
dire contribuire a costruire una società di
“solisti…che non sanno stare con gli altri,
attenti solo a cosa li distingue e non a ciò
che li unisce”. Continua ancora il noto e
autorevole studioso e psichiatra: “un simile insegnamento alleva al narcisismo
e alla depressione ed entrambe sono
malattie gravi…”. Le imprese più attente
sanno questo e lo hanno appreso; costruiscono allora un clima aperto; lavorano
sulla squadra e allevano il management
a valorizzare il talento che ciascuno ha
avendo cura naturalmente di riconoscere
opportunamente differenze e meriti. Un
Amministratore Delegato di una grande
società che lavora nel campo dell’innovazione tecnologica e dei servizi dice scherzosamente, giocando sulla metafora della
tavola e del cibo, che “servono i secondi!”.
E aggiunge: “Attenzione! I ‘secondi’ non
sono aria fritta, ma padellate di talenti!”.
con la catechesi battesimale.
Ma per quanti dei matrimoni
celebrati in chiesa si può dire
che gli sposi hanno ricevuto
una formazione che li renda
consapevoli e idonei ad essere ministri del sacramento?
Da come sono andate e vanno le cose, pochissimi e non
sembra proprio che i corsi
prematrimoniali, che lodevolmente vengono proposti,
siano sufficienti alla bisogna.
E invece mi sembra che proprio su questo punto l’azione della Chiesa dovrebbe
concentrarsi, chiedendo nel
contempo insistentemente
allo Stato di sostenere con i
mezzi più idonei le famiglie,
specie quelle giovani o in
difficoltà. Questo non porterà, forse, all’aumento dei
matrimoni religiosi, nel breve e nel medio termine, ma
sicuramente a matrimoni
più cristiani; e di lì può venire la vera inversione di tendenza, quella del lievito che
fa fermentare la massa.
Paola De Santis
([email protected])
A Serra de’ Conti una mostra in fabbrica
“Apriamo le porte dell’azienda”
L
a Lordflex, azienda di Serra de Conti idee valide e poi, pazienza. Domani
produttrice di sistemi di riposo, per avremo un’idea migliore e saremo
due mesi a partire da aprile diverrà un comunque avanti”.
museo di tipo professionale.
Il titolo provocatorio dell’iniziativa:
Per festeggiare i suoi quaranta anni di “Sogno: titolo provvisorio”, vuole
attività ha deciso, insieme all’agenzia esprimere la precarietà sociale di
NoiCultura di Jesi, una campagna di- ciò che accade ai giorni nostri, siversa dalle altre aziende, innovativa, ca- tuazioni in cui spesso diventa diffilando la realtà artistica all’interno della cile poter sognare e gli artisti con la
propria azienda.
loro sensibilità e la loro avanguarSei artisti della zona, alcuni vincitori di dia sanno meglio rappresentare questa
premi nazionali o con esposizioni al Na- provvisorietà.
tional Gallery di Londra, istalleranno le L’iniziativa è valida e di sicuro innovatiproprie opere, passando per foto, video va, ed è bello, come dice Federica “che
e tele, nel cuore del sistema produttivo per una volta l’arte sia calata in un condell’azienda; “Non abbiamo paura di testo di lavoro e lavoratori e non nel soaprire le porte della nostra azienda con lito ambiente a questo predisposto”.
la mostra” - afferma Bini – “le aziende L’arte quindi si contamina con l’artidi solito hanno paura di essere copiati. gianato e l’artigianato si fonde nell’arte,
Se ci copieranno vuol dire che abbiamo così ha deciso di agire Guerrino Bini,
titolare dell’azienda da quarant’anni,
un’azienda che ha contribuito alla crescita del paese in cui si trova, che ha
guardato per anni a quello che accadeva
all’esterno, che è cresciuta sviluppando
le sue capacità anche all’estero.
Dell’istallazione sarà realizzata una
pubblicazione da distribuire ai canali
dell’arte.
Fotoservizio Simone Sebastiano
Cultura
5
4 marzo 2007
storia della tradizione teatrale musicale a jesi
di Gianni Gualdoni
Ricerca del repertorio,
alla ricerca dell’anima
Nel 1902 va in scena, in prima esecuzione locale, Aida di Verdi, secondo l’intento impresariale di proporre “novità” per
tornare ad interessare la sempre più
distratta platea jesina: fu un’edizione
di grande valore artistico salutata da
clamoroso successo di pubblico, con un
27enne Riccardo Stracciari che il secolo
poi incoronerà come grande baritono.
Benché a più di 30 anni dalla sua prima
apparizione, Aida si dimostrò “un completo successo” come notato dalla critica
dell’Ordine-Corriere delle Marche, che
sottolinea la “messa in scena sfarzosa”
per uno spettacolo che “fu giudicato da
grande teatro”: “era un pezzo che non si
aveva più da noi un complesso di artisti
di tanto valore”. E il pubblico risponde:
“Teatro gremito, molti forestieri non trovano posto”.
LA “NOVITÀ” DI PROPOSTA
RIACCENDE L’INTERESSE
L’interesse del pubblico si riaccende
grazie alla proposta di titoli “nuovi” per
Jesi: di Boheme, nel primo approdo a
Jesi di Puccini (1903); di Mignon (1905),
per l’esordio locale anche del suo autore
Thomas, del Fra Diavolo (1907) di Auber,
della Manon pucciniana (1908: “I dovuti encomi alla commissione del Condominio teatrale, che non ha guardato
a spese”; “uno spettacolo degno di una
grande città”, osanna L’Ordine-Corriere
delle Marche) e della Gioconda di Ponchielli (1909), della Dannazione di Faust
di Berlioz (1910) come di Tosca (1911).
Gioconda è del 1880: ciò non di meno è
sentita come una proposta culturale importante, poiché “raccoglie l’eredità del
passato e lascia manifestamente scorgere la sublime potenza dell’arte musicale
moderna”, come scrive il periodico di
tendenze socialiste “L’Ora Presente” nel
1906 (quando già si parlava di rappresentarla in quel settembre, che invece poi
vide “il solito” Verdi con Un ballo in maschera). Aggiunge il cronista: “Prima di
iniziare nel nostro popolo la conoscenza
della vera e sana musica moderna, conviene condurlo a grado a grado, senza
sforzo, nella vecchia scuola del Trovatore
–che già conosce e sente– attraverso la
tendenza, diciamo così, riformista, che
trionfa con la Gioconda del Ponchielli,
sino all’ultima e grande produzione moderna, sino anche all’immortale Wagner.
Questo è il vero programma artistico
che dovrebbe avere ogni condominio
teatrale o commissione per pubblici
spettacoli di città, come la nostra; così
né le finanze saranno compromesse, né
i buoni propositi di educazione sfumeranno”. Gioconda fu un grande successo,
con “sessanta professori d’orchestra, cinquanta coristi d’ambo i sessi, dodici ballerine, sedici ragazzi, trenta comparse,
banda in palcoscenico”, oltre al contorno di “feste e fiere, tombola, convegno
ciclo-automobilistico, carosello ciclistico”, evento sostenuto da speciali “servizi
automobilistici e facilitazioni ferroviarie
per i forestieri”.
AVANTI WAGNER!
CONTRORDINE: BERLIOZ…
Interessante il caso del 1910: scartato
un progetto composito e anche costoso
(30.000 lire), che prevedeva tra l’altro
Tristano e Isotta di Wagner, si opta per
l’altrettanto difficile capolavoro di Ber-
CESARI
lioz; il cui progetto si attira a priori feroci critiche, che se da un lato si rivelano
chiaramente di parte, dall’altro ci danno
forse un’idea del contesto di pubblico
cui si rivolge l’impresario d’opera e il
Condominio stesso. “Non conosco colui
che preparò il progetto di un corso di
rappresentazioni della Dannazione di
Faust al nostro Pergolesi […] saprà egli
meglio di me che la musica del genio
francese è spiccatamente sinfonica […]
ma non sa che Jesi mai udì musica sinfonica e quindi l’ignoranza non può essere
ad un tratto cancellata da una difficilissima musica di schietto carattere sinfonico
[…] si farebbe un’opera oziosa e inutile,
anzi dannosa, perché alla maggioranza
essa è musica incomprensibile”, scrive
sempre “L’Ora Presente”.
Unitamente agli sforzi innovativi dei
decenni precedenti (“Gli Ugonotti” di
Meyerbeer nel 1888, “Faust” di Gounod
l’anno dopo, “Carmen” di Bizet nel ‘91,
“Guarany” di Gomes nel ‘92, “Cavalleria
rusticana” di Mascagni nel ‘95), quelli
incalzanti di inizio secolo sono picchi
di interessante qualità produttiva –pure
neanche più tanto all’avanguardia– che
comunque non riescono di per sé a spingere in avanti la tipologia del repertorio,
ancora imperniato sui classici ottocenteschi da Donizetti a Verdi, anche se con
edizioni magari di alto livello come fu la
“celebrativa” Forza del destino del 1913,
in occasione del centenario verdiano
della nascita. “Durante la stagione lirica –annota in merito il cronista- il pubblico è stato pervaso da malcontento e
da nervosismo, eppur tuttavia il Teatro
è stato sempre affollato”. Ricorrenza
importante era stata anche quella pergolesiana del 1910 –bicentenario della
nascita– quando oltre all’inaugurazione
del monumento si ebbero celebrazioni varie ed esecuzioni musicali –tra cui
Stabat Mater e Serva padrona– anche se
solo come singola serata di gala fuori
abbonamento, all’interno della stagione
settembrina. Nel 1911 entra in vigore il
nuovo Statuto del Teatro, del quale risulta particolarmente interessante l’articolo
14, perché viene a codificare un’attitudine da tempo praticata ed evidentemente ormai molto diffusa: essa riguarda il
possibile disimpegno da parte dei condomini verso l’obbligo morale e mate-
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riale alla programmazione, sempre più
oramai appannaggio del mercato e della
volontà imprenditoriale di richiedenti a
cui concedere o meno l’uso del Teatro.
“Le scorte teatrali –recita l’articolo- saranno pagate con la cessione delle chiavi
dei palchi, fatta facoltà ai condomini di
riservarsi il palco o i palchi di loro proprietà, pagando la quota o le quote proporzionali in base alla scorta concessa”.
Con ciò, ora il Condominio, se vuole, non
ha più obblighi economici nei confronti
dell’offerta teatrale e la sua antica spinta
produttiva –espressione di un preciso assetto identitario sociale e culturale- cede
il passo al puro esercizio del mercato e
delle sue regole commerciali, secondo
quanto praticato dall’impresario che se
ne assume il rischio.
ESPLODE CON FURORE
IL FENOMENO “OPERETTA”
Aumenta sempre più, nel contempo, la
presenza durante l’anno dell’operetta,
già attestata dalla fine dell’‘800, ma in
vero e proprio decollo con il nuovo secolo: venendo a costituire un preciso fenomeno, che nel tempo vedrà addirittura
diverse tornate durante l’anno, con un
numero sorprendente di titoli rappresentati. La vivacità dell’operetta si vede
anche dalla prontezza con cui arriva a
Jesi nel 1913, con un’“unica straordinaria rappresentazione”, La reginetta delle
rose di Leoncavallo, debuttata da meno
di un anno al Teatro dell’Opera di Roma
e proposta dalla Compagnia di Operette Varney-Martinez –abituée di Jesi– di
passaggio perché diretta ad Ancona per
imbarcarsi: impresario ne è Oliviero Malatesta, uno dei più attivi localmente in
questo scorcio di tempo insieme a Gerolimini, Magnanelli e altri.
Circa l’operetta, i cronisti locali non si
stancano di ripetere che essa è “accompagnata dal furore del nostro numeroso
e migliore pubblico”; “allestite con sfarzo e decoro, riescono di vero godimento”. “La piccola lirica, come oggi devesi
chiamare l’operetta, la gaia, la scintillante operetta che è la fusione equilibrata
della musica gaia e della commedia
piacevole, impera rigogliosa”. Se lo scoppio della Grande Guerra contribuisce
fortemente ad una già incipiente crisi
del mondo teatrale -che le stesse autorità governative denunciano, invitando
formalmente istituzioni ed enti locali a
fare tutto quanto nelle loro possibilità
per “attenuare gli effetti dell’attuale crisi
teatrale”- la sua fine ne rilancia l’attività
con altrettanta forza, certo per un comprensibile diffuso bisogno di distrazione
dagli orrori del conflitto e per la conseguente rinnovata gioia di vivere. Mentre
continua al “Pergolesi” la proposta di
“novità” in campo operistico, con le prime esecuzioni locali di Madama Butterfly (1919), Werther (‘20), Andrea Chenier
(‘21), Loreley (‘22), non mancano i Barbiere, Rigoletto, Trovatore, Don Pasquale,
sempre comunque apprezzatissimi dal
pubblico; ma esplode letteralmente la
passione per l’operetta, che ricorre negli
anni e anche durante l’anno: il 1920 ne
registra ben tre tornate (aprile, ottobre,
dicembre), per un totale di oltre 45 serate complessive ed una varietà di proposta di almeno 30 titoli differenti. (19.
continua)
[email protected]
FOCARELLI
OTTICA
6
Vita Ecclesiale
4 marzo 2007
Parola di Dio
Sì dio
sarà
sempre
fedele
a noi
di don Mariano Piccotti
[email protected]
4 marzo 2007 anno c - seconda domenica di quaresima
… Dal vangelo secondo
Luca ( Lc 9, 28-36)
In quel tempo Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul
monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto
cambiò d’aspetto e la sua
veste divenne candida e
sfolgorante. Ed ecco due
uomini parlavano con
lui: erano Mosè ed Elia,
apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua
dipartita che avrebbe
portato a compimento a
Gerusalemme. Pietro e i
suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia
restarono svegli e videro
la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse
a Gesù: “Maestro, è bello
per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per
te, una per Mosè e una
per Elia”. Egli non sapeva
quel che diceva. Mentre
parlava così, venne una
nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube
uscì una voce, che diceva: “Questi è il Figlio mio,
Agenda
Pastorale
del Vescovo
Venerdì 2 marzo
21 3° incontro formativo di tutti i capi scout presso
la parr. di S. Massimiliano K.
Sabato 3 marzo
ore 17: Inaugurazione della mostra delle icone
ore 18: Parr. San Francesco di Paola: S. Messa e Cresima di un gruppo di giovani e adulti
Domenica 4 marzo
ore 10 e 11.30: S. Messa nella parrocchia di San Giovanni Battista
ore 12.30: Collegio Pergolesi: S. Messa per i partecipanti al Convegno annuale
Pomeriggio: Incontro con le consacrate nell’Ordo
Virginum delle Marche
Lunedì 5 marzo
ore 21: Cupramontana: incontro con i fidanzati
Martedì 6 marzo
ore 15-18: il Vescovo riceve nella cappella di San
Floriano, in Duomo, coloro che desiderano confessarsi o avere un colloquio spirituale. Senza appuntamento
ore 21: Parrocchia San Sebastiano: incontro con i
Giovanissimi di Azione Cattolica
Mercoledì 7 marzo
ore 19: Santuario delle Grazie: S. Messa animata
dalle aderenti al CIF.
ore 21.15: S. Messa dei Gruppi del Rinnovamento
nello Spirito presso la parrocchia di S. Francesco di
Assisi
Giovedì 8 marzo
Mattino: Collegio dei Consultori
l’eletto; ascoltatelo”. Appena la voce cessò, Gesù
restò solo. Essi tacquero
e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che
avevano visto. Parola del
Signore.
COMMENTO
E’ Lui il nostro fratello
Seconda tappa del cammino verso la santa montagna della Pasqua. Il
monte è stato sempre in
ogni percorso spirituale,
segno della ricerca di Dio.
Noi vi saliamo con Gesù.
Possiamo anche sentirci
ormai tra i privilegiati, i
tre che sanno di Gesù, lo
conoscono. Ma veramente lo conosciamo? Sono
stupiti dell’annuncio che
poco prima ha fatto della sua passione, della sua
fedeltà alla condizione
umana e alla sua storia. E’
scandaloso che il Signore
percorra sul serio, fino in
fondo quella strada. Dio
è veramente fedele al suo
popolo? Gesù sente il
loro silenzio pesante e il
loro turbamento. E decide di salire sul Tabor
(non c’è questa tradizio-
nale indicazione
geografica). Vuole
che non perdano
la loro fiducia nella fedeltà di Dio.
Lo farà ancora con
i due di Emmaus;
lo sta facendo con
noi, nella celebrazione. Luca afferma che il loro stare sul monte era
per pregare, proprio come quanti
cercano Dio. Ed
ecco lo splendore
di Gesù: è il Figlio
di Dio che emerge
dalla carne mortale; è l’unione col Padre ni, Dio resta fedele a noi.
che si manifesta, anche E chi percepisce questa
attraverso la voce dalla luce, la vorrebbe trattenube (Dio resta sempre nere.
nel mistero, non può es- “Ascoltatelo!”, ci viene
sere posseduto). E’ una ripetuto in questa quaesperienza di rivelazio- resima. Cioè: “Non afne della fedeltà di Dio. fannatevi di molte cose (
A Gesù guarda tutta la Lc 10,38-42) . Fermatevi
tradizione
precedente ai suoi piedi e non per(Mosè ed Elia). E’ Lui il dete neppure una delle
Dio con noi, l’alleanza sue parole, neppure uno
nuova ed eterna, Lui, il dei suoi gesti. E Dio che
nostro fratello. Nono- li fa per noi”. Le prossime
stante le esperienze di domeniche saranno verapassione e di morte, no- mente indicative.
nostante le contraddizio- Don Divo Barsotti è mor-
Dal 3 al 25 marzo al museo diocesano
Mostra di icone russe
N
ei locali del Museo
Diocesano di Jesi, sabato 3 marzo, alle ore 17
si inaugura la Mostra sulle Icone dove si espongono Icone russe del secolo
XIX appartenenti a collezione privata ed alcune
Icone realizzate da due
religiose che hanno seguito il percorso spirituale
dell’Arte dell’Icona.
L’inaugurazione alla quale interviene l’iconografo
Giancarlo Pellegrini, di-
venta momento conclusivo di un progetto delle
classi terminali del Liceo
Classico “Vittorio Emanuele II” di Jesi, seguito
dai professori Attilio Coltorti, Alessandra Marcuccini, Lucia Zannini, che
ha inteso trattare aspetti
teologici, storici ed artistici della Chiesa Cristiano-Ortodossa.
La mostra che coinvolge il
Museo Diocesano ed il Liceo Classico, resterà aper-
CHIESA dell’ADORAZIONE
Dal lunedì al venerdì (eccetto i giorni festivi infrasettimanali), dalle ore 16
alle 19, un sacerdote è a disposizione nella Chiesa dell’Adorazione per
le confessioni e il colloquio spirituale.
Questo servizio,offerto a tutti, vuol essere in modo particolare una
opportunità data ai giovani. Viene di seguito indicato il sacerdote
presente per ciascun giorno:
Lunedì
Martedì
Mercol.
Giovedì
Venerdì
5 marzo Don Mariano Piccotti
6 marzo Don Maurizio Fileni
7 marzo Don Gianni Giuliani
8 marzo Don Giovani Rossi
9 marzo Don Mario Massaccio
Conferenza
Venerdì 2 marzo, alle ore
18. 15, presso la biblioteca
Petrucci di Jesi, Vito Orlando, docente di Pedagogia
Domenica 11 marzo
Il Vescovo partecipa ad alcuno momenti del Convegno Diocesano dei Catechisti
ore 11: S. Messa su Rai 1 trasmessa dalla Parrocchia
di San Giuseppe
ore 15: Incontro con i Fidanzati in Seminario
ore 17: S. Messa a conclusione del Convegno dei
Catechisti
multiculturale all’Università
Pontificia salesiana di Roma,
parlerà sul tema “Identità e
differenza: percorsi educativi”.
Settimanale di ispirazione cattolica fondato nel 1953
Preghiera
O Signore, liberami da ogni
potere
che il mondo ha su di me,
fa che io veda, fa che la mia
vita
non sia più che la tua Presenza;
che la Presenza consumi,
eclissi ogni cosa,
distrugga anche me.
Solo nella mia morte è la mia
vita….
Dammi o Dio, purezza e umiltà.
Si può vivere in Te, o Cristo,
senza assumere la pena del
mondo,
senza essere solidale
con gli uomini e vivere la loro
solitudine,
la loro desolazione ?
(don Divo Barsotti
1914-2006)
La Passione
Una antica e nuova forma
di catechesi è la sacra rappresentazione. Un gruppo
di fedeli jesini ha pensato
di organizzare per la cittadinanza questa rievocazione e in questa prima fase
stanno cercando figuranti
disponibili per la sacra rappresentazione della passione e morte di Gesù che
si terrà domenica 1° aprile alle ore 21 al parco del
Ventaglio a Jesi. Per ulteriori informazioni si possono
contattare Egizia Mimmotti telefono 349 6230712 e
Giorgio Massera al numero
338 3231655.
“Casomai”
Luogo di adorazione e di ascolto
Venerdì 9 marzo
21: Monsano: incontro con i genitori dei Cresimandi
Sabato 10 marzo
ore 18: Monsano: Processione del Voto e S. Messa
ta fino al 25 marzo con il
seguente orario: martedì,
giovedì, sabato, domenica dalle ore 17 alle ore 20.
Info 0731-56625 // 073157444
Nei giorni 24 e 25 marzo,
in occasione delle Giornate del Fondo per l’Ambiente Italiano, il Museo
Diocesano di Jesi verrà
aperto al pubblico e gli
alunni del Liceo Classico
effettueranno il servizio
di guida.
to a 92 anni il 15 febbraio di
un anno fa. E’ l’ultimo mistico del ‘900. “Chi veramente
crede, vive al di là della morte” , scriveva. “Cerco Dio
solo” diceva lui e dicono i
Figli di Dio che lui ha radunato. “Entra e vivi con noi il
primato della preghiera” è
detto nel loro sito web (www.
figlididio.it)
“La speranza e la tenacia di
chi si ama sfidando i luoghi
comuni, di chi ha trovato nel
Vangelo il coraggio del dono
di sé” è il filo conduttore
dell’incontro rivolto a tutte
le coppie di “breve e lunga
navigazione” che si svolgerà
nel pomeriggio di domenica
4 marzo, alle ore 16,30, nei
locali della parrocchia San
Francesco d’Assisi a Jesi. La
visione del film “Casomai”
con Stefania Rocca e Fabio
Volo sarà l’occasione per
raccontarsi ciò che sta accadendo nelle famiglie, dei
momenti di crisi, del dolore
e della disillusione che molti
vivono sulla propria pelle.
Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An
Telefono 0731.208145 Fax 0731.208145
email: [email protected]
Internet: www.vocedellavallesina.it
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Vita ecclesiale
Convegno CEI a Napoli per la Pastorale nell’Università
4 marzo 2007
7
Dai nostri missionari – Sr Eugenia Giampaoletti dall’Argentina
A Jesi ci accorgiamo degli universitari? Grazie alla parrocchia Santa Lucia
S
H
l’asterisco
i è tenuto a Napoli dal
16 al 18 febbraio scorsi
il convegno nazionale dei
responsabili diocesani di
pastorale universitaria organizzato dalla CEI. Perché a Napoli? Nel novembre 2006 fu il presidente
della Repubblica Napolitano, in visita alla sua
città natale, a sottolineare
che Stato e Chiesa «hanno una comune missione
educativa» e sono chiamati a «servire gli stessi
valori di moralità ed eticità». Parole che hanno
portato la CEI a scegliere
la città partenopea come
sede dell’incontro. «La
Chiesa ha l’insegnamento nel proprio Dna - ha
detto il cardinale Sepe
- e proprio per questo ha
sempre dedicato grande
attenzione alla scuola e
all’educazione a ogni livello. Le stesse università
nel passato ponevano le
loro radici nei monasteri
e negli ambienti cristiani».
In quest’ottica, pur nel
rispetto delle differenze e
delle autonomie, è emerso
come si renda necessaria
una sorta di alleanza tra
le Diocesi e gli atenei perché l’università sia luogo
in cui ci si prepara si ad
una professione, ma in cui
si cresce nella dimensione
spirituale e umana.
Il presidente della Crui
(Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) ha sottolineato
come «uno dei compiti
prioritari dell’università
è quello di formare coscienze critiche, capaci
di analizzare». E’ emerso
anche come dobbiamo
tornare ad allenare i nostri studenti a diventare
persone che sanno usare
la ragione.
Dagli interventi e dai dibattiti è emerso come sia
necessario preoccuparsi
di questi studenti nella loro realtà di persone. Un esempio? A Jesi
la nostra realtà ecclesiale si è accorta che esiste
un’università, che ci sono
di Giacomo Galeazzi
bufera su dico
I
n piena bufera sui «Dico» si profila una nuova ombra all’orizzonte: il «Benvenuto», la cerimonia ufficiale dello Stato per i neonati. Dopo il matrimonio,
la chiesa teme che sia a rischio anche il «monopolio»
religioso sulle cerimonie del battesimo e del funerale. Nell’imminenza del passaggio in Parlamento del
disegno di legge Pollastrini-Bindi sui «Dico» e mentre
echeggia ancora il «non possumus» della Cei al «rito
della dichiarazione di convivenza», si annuncia una
nuova minaccia, che arriva dalla Spagna, ancora una
volta. Come per la regolarizzazione delle unioni di
fatto eterosessuali e gay, il nuovo fronte per la Conferenza episcopale italiana potrebbe, infatti, aprirsi
su influsso della legislazione laicista spagnola. Uno
«scippo» di ritualità dello Stato alla Chiesa che potrebbe, in futuro, essere applicato anche nei comuni
italiani. Il governo della Catalogna ha appena fissato
le formule «secolari» per i riti del battesimo e del funerale. E ora sta spedendo nelle case dei cittadini un
vademecum, ossia una sorta di «messale laico», un
cerimoniale civile che alle preghiere e alle benedizioni sostituisce frasari «politically correct» e procedure standard. «Vogliono proprio rubare il mestiere
ai preti», prova a sdrammatizzare un presule spagnolo di Curia. Un provvedimento, senza precedenti,
concepito per chi, in condizioni assolutamente secolari, vuole trovare formule per vivere «con pienezza,
solennità e spiritualità» quelli che la Chiesa da due
millenni amministra come «riti di passaggio» Le autorità di Barcellona hanno preso questa singolare
decisione dopo che i matrimoni civili hanno superato quelli religiosi. Il testo dell’articolato governativo
suggerisce persino letture e musiche appropriate, da
Charlie Chaplin ai Beatles, dai poeti del romanticismo ai compositori del Novecento. E viene cambiato
anche il nome dei sacramenti. Il battesimo diventa
da festa religiosa una cerimonia di «benvenuto» al
neonato. E per le esequie al salmo «De profundis» e
al «Requiem» si sostituiscono pagine di classici come
Seneca e di autori contemporanei sulla morte. Una liturgia dei defunti, dunque, con riferimenti solo laici.
Già un anno e mezzo fa, in occasione del «Pacs day»
di Roma, fu posta l’esigenza di rendere meno formali e burocratici i riti laici come l’iscrizione anagrafica
delle coppie di fatto. Nel comune di Pisa sono stati
fatti passi in questa direzione e al decimo municipio,
periferia sud-est della capitale, presieduto dall’ex
giornalista del «Manifesto» Sandro Medici ed eletto
nelle liste di Rifondazione comunista, è stata ritualizzata l’adesione al registro dei conviventi. Tra sale
consiliari addobbate di fiori, buffet per amici e parenti, libri in dono del poeta turco Nazim Ikmet, una
cerimonia «ad hoc» che suscita le proteste del Vicariato per la cerimonia «ad hoc» e un coro di critiche
del centrodestra («neopaganesimo», «vergogna per la
società» condanna l’Udc, «atto arrogante», «messa in
scena-onta» tuona An). Una firma davanti a un rappresentante delle istituzioni che diventa cerimonia
con tanto di «omelia laica» e testimoni onorari.
circa 800 studenti che
quotidianamente
attraversano le nostre piazze,
frequentano lezioni, si
formano per il futuro? La
comunità cristiana deve
essere richiamata, come
ha ricordato monsignor
Bruno Stenco, direttore
dell’Ufficio nazionale Cei
per l’educazione, la scuola e l’università, «a farsi
carico della pastorale universitaria, che non può
rimanere slegata da quella giovanile e dai percorsi formativi delle nostre
comunità parrocchiali o
diocesane».
Nel suo intervento il Rettore della Federico II di
Napoli ha affermato che
«Forse sarebbe arrivato
il momento per un ritorno alle origini, quando le
università erano comunità
di maestri e discenti», un
obiettivo probabilmente
difficile da raggiungere
ma per cui il lavoro comune di Chiesa ed Istituzioni diventa strategico.
Don Cristiano Marasca
Ringraziamento
alla Fondazione
Il vescovo, il parroco
e la comunità parrocchiale di Collina di
Santa Maria Nuova
ringraziano di cuore la
Fondazione Cassa di
Risparmio di Jesi per
la cospicua donazione
di euro venticinque
mila. Il contributo è
stato messo a disposizione della Chiesa
parrocchiale per la
rifacitura
completa
del tetto gravemente
lesionato dalla grandine e dalla neve abbondante di due anni fa.
Don Nello Barboni
o ricevuto il libretto dove avete
messo le nostre notizie, è bellissimo, mi piaciuto molto, veramente
mi ha fatto tanto piacere leggere le
lettere di altri missionari. Ringrazio
Marta e l’Ufficio Missionario infinitamente per tutto quello che fa; ringrazio e saluto il vescovo monsignor
Gerardo che ho sempre presente
nelle mie preghiere di ogni giorno. Il
progetto “Bicchiere di latte” ha avuto
qualche problema ma la Provvidenza
non ci abbandona. La parrocchia Santa
Lucia ci farà avere duemila euro e questo mi permetterà di dare per un anno
la merenda ai miei bambini. Un saluto
ed un abbraccio fraterno
Sr Eugenia
A margine dell’incontro alla Petrucciana su Oriente e Occidente
La spiritualità nella vita di tutti i giorni
M
i offre l’occasione la
conferenza sulla “Spiritualità Orientale e Occidente contemporaneo”, tenuta mercoledì 21 febbraio
dal prof. Mauro Bergonzi
presso la biblioteca diocesana “P. M. Petrucci, per
alcune riflessioni su come
la si vive nella nostra vita
sia come singoli e sia come
comunità.
Il professore parte dalla
certezza che l’uomo d’oggi
cerca sempre più spazi di
spiritualità nella sua vita.
La sua domanda è aperta a
tutte le religioni, spaziando
anche nell’esoterico, nelle
forme chiamate comunemente new-age, in quello
spiritualismo in cui i viaggi
alla ricerca del luogo adatto ormai spaziano dall’Asia
all’America latina, dove
ansiosamente si cerca il
“maestro” o una comunità dove si vive in funzione
del proprio “io” in una ricerca che cerca di entrare
nel profondo di noi stessi.
Un’esigenza di ricerca e di
trascendenza e il pericolo
di cercare risposte tangibili: soluzioni che vanno a
lenire quel “male del vivere” in cui l’esigenza di trascendenza viene confusa
con un appagamento terreno di fronte alle difficoltà
della vita, come se la spiritualità sia in funzione di
una felicità che però non si dare oltre il limite del tandistacca dalle cose. La spi- gibile, perché il fondo dove
ritualità richiede un distac- non si vede la profondità è
carsi, un viaggio in un non lo sforzo che noi dobbiamo
senso (almeno quello che fare per “bucare l’infinito”.
noi intendiamo), ma supera Inutile cercare i segni nella
tutti gli aspetti che toccano spiritualità. Il nostro limiil visibile, perché cerca nel te è nella esigenza di avere
profondo di trovare la ri- sensazioni, emozioni, fatsposta dell’invisibile che è ti nella nostra vita che ci
data dalla capacità di met- diano sicurezza del nostro
tersi in ascolto e di avere il cercare, quando dobbiamo
coraggio di entrare in quella affidarci, entrare in quella
dimensione dove il distacco amicizia con Dio che attradiventa fondamentale.
verso lo spirito in ogni moAllora questa esigenza o mento della nostra vita ci
è un continuo mettere in indica il percorso “oltre” in
discussione il rapporto tra cui dobbiamo andare.
l’io e il Tu, ponendolo non Andare nel secchio senza
in termini subalterni ma di fondo, senza avere paura
Amicizia, oppure viene vis- del vuoto o del buio; affisuta in quella diatriba del darci alla sua Parola, perché
dare e avere, tra il Creatore come dice la Bibbia con il
e il creato. La spiritualità canto profetico di Zaccaria
non può essere estrapolata “Il nostro Dio è bontà e midalla vita. Essa fa parte della sericordia; ci verrà incontro
nostra quotidianità. Siamo dall’alto, splenderà nelle tespirituali perché facciamo nebre per chi vive all’omparte di un disegno in cui lo bra della morte e guiderà
Spirito è il mezzo per acce- i nostri passi sulla via della
dere a quella amicizia con pace”.
Dio che vuole nella vita dal- L’esigenza del silenzio è
la nostra vita di tutti i giorni fondamentale per ascoltaatti che testimoniano la Sua re lo spirito che attraverso
venuta al mondo.
i fatti della nostra vita ci
Bergonzi ha raccontato un interpella e alle volte il suo
episodio proveniente dal- ascolto diventa arido, diffila filosofia buddista, in cui cile, incomprensibile, ma la
il maestro invita l’allievo a nostra fede sta appunto in
vedere il secchio senza fon- quell’affidarsi incondiziodo: questo dimostra che la nato alla Sua Misericordia.
nostra conoscenza deve anRemo Uncini
Nominato il Vescovo nella diocesi di Macerata
Un aiuto quasi profetico
M
acerata si prepara per la consacrazione e l’accoglienza del nuovo vescovo
mons. Claudio Giuliodori. Nato ad Osimo il
7 gennaio 1958, è stato
ordinato sacerdote nella diocesi di AnconaOsimo il 16 aprile 1983.
Nominato Cappellano
di Sua Santità l’11 marzo 2002 riceverà la consacrazione episcopale
nel duomo di Macerata
il prossimo 31 marzo.
“Nell’accogliere la nomina a Vescovo della Diocesi di Macerata - Tolentino - Recanati - Cingoli - Treia da parte del
Santo Padre Benedetto
XVI, rivolgo il mio pensiero orante a Dio Padre che
nella Sua misericordia ha
posto lo sguardo su di me
per affidarmi la missione
di continuare, come successore degli Apostoli, in
questa porzione del popolo di Dio, l’opera di Suo
Figlio Gesù, Buon Pastore. È un compito che non
può essere svolto con le
sole risorse umane e per
questo, affidandomi total-
mente alla Grazia divina,
attendo con trepidazione il dono dello Spirito
Santo che riceverò nella
consacrazione episcopale,
consapevole che solo dal
Paraclito potrò ottenere
la luce e la forza per esercitare in modo fruttuoso,
secondo il disegno di Dio,
il ministero episcopale”:
così mons. Giuliodori ha
iniziato il suo messaggio
alla Diocesi che gli è stata
affidata. L’Ucsi (Unione
Cattolica Stampa Italiana) marchigiana saluta
con soddisfazione la
nomina di monsignor
Claudio
Giuliodori,
marchigiano che torna
nella sua terra con accresciute esperienza e
professionalità nel mondo della comunicazione.
Dopo avere avuto la delicata responsabilità di
raccontare per anni, a
contatto con la stampa
cattolica e laica, la complessa vita della Chiesa,
monsignor Giuliodori
oggi diventa Pastore e
compagno di viaggio
della Chiesa marchigiana, in un itinerario che
la vede impegnata in appuntamenti di grande rilievo, come l’Agorà di Loreto
il prossimo settembre e il
Congresso Eucaristico nazionale del 2011. Un aiuto quasi profetico, in una
chiesa marchigiana che
desidera accrescere le sue
capacità di essere comunità e nello stesso tempo di
riuscire a comunicare con
modernità l’annuncio del
Vangelo.
Circolo Ferrini
Tradizioni penitenziali
nelle varie nazioni europee” è il tema della conversazione che
mercoledì 7 marzo
alle ore 16 la prof.ssa
Costanza Santacroce
Cestaro terrà nel teatro del museo diocesano. Il presidente del
circolo, Primo Luigi
Bini, invita a partecipare, non solo i soci
e gli amici del circolo
Ferrini, ma tutti coloro
che vorranno approfondire e conoscere le
esperienze quaresimali di altri popoli.
Nel pomeriggio del
14 marzo, alle ore 16,
mons. Anselmo Rossetti parlerà su: “Il
precetto moderno per
le prescrizioni quaresimali: cosa c’è di nuovo
per i cristiani di oggi”
8
In diocesi
4 marzo 2007
Domenica scorsa la Marcia della Pace
I ragazzi dell’Acr: “Siamo portatori sani di Pace”
D
omenica scorsa un simpatico corteo colorato di
arancione e blu ha sfilato per le
vie della città. Si trattava della
marcia della Pace, manifestazione organizzata dall’Acr (Azione
Cattolica Ragazzi) e giunta all’ottava edizione. Oltre trecento ragazzi, di età compresa tra i nove
ed i quattordici anni, hanno gridato a voce e con gli striscioni, il
loro bisogno di pace, prendendo
spunto dal messaggio di Papa
Benedetto XVI “la persona umana, cuore della pace”.
I due cortei, partiti da Santa
Maria del Piano e San Sebastiano, hanno attraversato Jesi
per ricongiungersi davanti al
liceo “Leonardo da Vinci” dove
hanno incontrato i rappresentati della
Coos Marche, la cooperativa jesina che
da anni opera nel sociale nella Vallesina.
“Grazie per aver pensato ai disabili, solitamente poco visibili. Il Papa ci ha detto
che rispetto significa dignità della persona: questa è la pace. Vuol dire cercare la
vicinanza come fratelli ed è un compito
grande ed impegnativo”. Il gruppo si è
poi diretta verso San Marco, dove ad at-
tenderlo c’era Mons. Vescovo, che ha celebrato la messa conclusiva. “Non basta
gridare pace ma bisogna costruirla in
mezzo a voi – ha detto don Gerardo durante l’omelia – Questo è l’impegno che
vi do per la quaresima: mettiamo Gesù
al primo posto”. Il Vescovo ha anche invitato i giovani presenti ad accogliere i
circa mille coetanei che a fine agosto arriveranno a Jesi per partecipare all’Agorà.
Durante l’offertorio all’altare
alcuni bambini hanno portato dei generi alimentari raccolti in settimana, che saranno devoluti alla mensa della
Caritas di San Francesco di
Paola.
Tra sabato e domenica, sempre nell’ambito della festa
della Pace, l’Acr aveva allestito uno stand davanti a
palazzo dei Convegni dove
sono stati venduti degli oggetti dell’associazione “De
Coccio”. Il ricavato di tale
vendita è stato devoluto interamente alle comunità gestite dalla Coos Marche.
Fotoservizio
Giuseppe Papadia
Domenica 4 marzo il Collegio Pergolesi apre ai giovani
L’educazione del cuore e l’amicizia
“L
’onore a Dio, a me la fatica, l’utilità al prossimo”. Parole che ispirano riflessione, ammirazione, rispetto.
Pronunciate da un sacerdote, ma prima ancora da un uomo, che scelse di
trasformare il proprio dolore in prestazione. Vittore Scheppers nacque
in Belgio nel 1802 e dopo la prematura
perdita della madre e delle sorelle (tragedie che lo scossero profondamente
portandolo alla riflessione
sul senso della vita) si avviò alla scelta sacerdotale,
rinunciando all’agiata esistenza che il patrimonio
paterno gli avrebbe garantito. Contemporaneamente agli studi cristiani, Vittore dedicò le sue energie
ai giovani disagiati, agli
emarginati, agli ammalati,
agli anziani e in particolar modo ai detenuti. La
sua costante volontà di
suscitare - e trasmettere
se necessario - la cultura,
la speranza e l’educazione spirituale non fu vana.
Fondò la comunità dei
Fratelli e successivamente quella delle Antonella Lumini (dott.sa in filosofia
Sorelle di “Nostra Signora della Mise- all’Università di Firenze), che tratterà
ricordia”, entrambe votate all’assistenza il tema “Ritorno alla fonte interiore: il
del prossimo, ben presto note e richie- corpo e la psiche nell’orizzonte dello
ste in varie parti del mondo. Morì nel spirito”. Alle ore 12.15 la Santa Messa,
1877, ma tuttora il suo impegno è ri- presieduta da Mons. Gerardo Rocconi
cordato e imitato, del resto oggi come – Vescovo di Jesi. Il pranzo conviviale è
allora esistono difficoltà da affrontare previsto a partire dalle 13.15 e alle 15
(non meno nel mondo giovanile) e la Scuola Musicale Pergolesi presenterà
oggi come allora di fronte a queste ci un ensemble classico di violino, pianosi pongono interrogativi sul senso del- forte, flauto. Alle 15.45 Edio Costantini
la propria esistenza. “Scheppers’ Day. I (presidente nazionale Centro Sportivo
Giovani e l’Educazione del Cuore” è il Italiano) tratterà l’argomento “L’edutitolo dell’incontro di domenica 4 mar- cazione dei giovani e lo sport” e alle
zo, organizzato al Collegio Pergolesi in 16.15 Giovanni Brecciaroli (musicista
via San Marco, 13 a Jesi. La giornata si della Scuola Musicale Pergolesi) preaprirà alle ore 10 con la relazione del senterà, insieme ai suoi allievi di canto,
dott. Marco Ceppi (psicologo e logo- una “Raccolta di arie Operistiche”. Alle
terapeuta) su “I giovani, l’educazione ore 17 verrà dato spazio agli interventi
del cuore, il dialogo e l’amicizia”. Alle dalla platea, la conclusione è prevista
10.45 seguirà l’incontro con frate Ema- per le 17.30.
nuele Francesconi (superiore provin- Per ulteriori informazioni: 0731/64444
ciale dei Fratelli N.S. della Misericordia e [email protected].
di Roma) e alle 11.30 sarà la volta di
Raffaella Fioretti
I bambini alla
giornata della vita
Alla “Festa della Vita”, domenica 4 febbraio scorso,
hanno partecipato i bambini
frequentanti le cinque scuole
materne private della diocesi:
la materna di San Marcello,
di Moie, di Collina di Santa
Maria Nuova, di Cupramontana e di jesi in via Roma.
Nella foto il gruppo dei
bambini con le insegnanti e il
vescovo in Cattedrale.
Jesi e Vallesina
“I
n forza di questa concessione e previo accordo con il Parroco sei autorizzato a portare la Santa
Comunione ai malati, agli
anziani e a quanti non possono
partecipare all’Eucaristia domenicale: a distribuire la Santa
Comunione in chiesa sia durante la celebrazione dell’Eucaristia, sia fuori di essa quando la
necessità e l’opportunità lo richiedano. Per vivere con verità
questo ministero procurerai di
metterti ogni giorno in ascolto
della Parola di Dio, di fare dell’Eucaristia il centro della tua
4 marzo 2007
Duomo di Jesi, 25 febbraio: sette donne ricevono il “Mandato”
Un servizio straordinario
vita, di sentirti in servizio dei
fratelli sofferenti”. Tutto questo
è scritto sulla “Carta d’identità”
consegnata dal Vescovo ai nuovi
ministri straordinari della Comunione, in cattedrale domenica 25 febbraio, in occasione del
conferimento del “Mandato”.
Le sette donne che avevano frequentato il corso di preparazione (Maria Antonietta della parrocchia di san Giuseppe, Barba-
ra di san Sebastiano, Luigina di Papa per la Quaresima, ha punsan Giovanni Battista, suor Jaya tualizzato le due dimensioni
e suor Lima della Cattedrale,
dell’amore di Dio: agape e eros.
Gabriella e Augusta della par- “L’incarnazione, per cui Dio ha
rocchia di S.Maria di Moje) han- scelto di provare sentimenti
no risposto “Eccomi” al Vescovo umani, ha posto l’Uomo-Dio
che le ha chiamate una ad una nell’aver bisogno di amore…; e a
per nome. Poi, insieme agli altri questo bisogno d’amore si deve
ministri, hanno partecipato alla rispondere divenendo strumenti
celebrazione dell’Eucaristia.
e vie dell’amore di Cristo per gli
Nell’omelia il Vescovo facendo uomini. Vivere una vita eucaririferimento al messaggio del stica è farsi dono a servizio della
9
comunità”.
Il Vescovo ha quindi messo in
luce l’impegno ”importantissimo” dei ministri dell’Eucaristia,
soprattutto quando è esercitato
a favore delle persone sofferenti.
Tale ministero esige grande senso di responsabilità nel cammino quotidiano di “assimilazione”
a Cristo.
Dopo la celebrazione i nuovi
ministri della Eucaristia sono
tornati alle loro case con la gioia
nel cuore per essere stati chiamati a distribuire il Pane della
vita.
Maria Antonietta Angeloni
Alla Petrucciana parla un esperto dell’Islam
L’Islam? Conosciamolo prima di giudicarlo
P
rima di giudicare l’Islam bisogna co- una convivenza pacifica – di tante guerre l’arabo percorre anche lui un cammino di
noscerlo. È l’indicazione di buon sen- e contrapposizioni. E sicuramente sco- crescita, ma lo fa per arrivare alla gnosi,
so che dà Francesco Zannini, docente di moda, soprattutto per un cristiano che si alla conoscenza. Ma veniamo alla difficile
Teologia islamica e di storia dell’Islam definisca tale. Chiamato a trattare il tema situazione attuale. Il Concilio Vaticano II
contemporaneo presso il Pontificio Istitu- “Islamismo e cristianesimo: un cammino - ha ricordato Zanto di Studi Arabi di Roma. Ed è una re- di dialogo”, Zannini ha fatto dei cenni alla nini – ci chiama a
gola d’oro che vale in primo luogo per la storia dell’Islam, ricordando come oggi rivedere i nostri atcoscienza cristiana, segnata da una lunga sembra si sia dimenticato che l’Islam è teggiamenti e invita
tradizione di dialogo che chiama innan- innanzitutto una religione. E con un forte ad un cammino da
zitutto al rispetto e alla tolleranza. Se ne legame storico-culurale con quella cristia- percorrere insieme.
è parlato alla Petrucciana lo scorso lune- na. Una religione costruita - soprattutto “Il dialogo – spiega
dì 5 febbraio. È necessario riconoscere nella prima metà del settimo secolo d.C. il professore – non
– ha spiegato il professore – che l’altro è - sul sacrificio di martiri sepolti vivi nella si è mai interrotto.
un interlocutore che contribuisce alla no- sabbia, dilaniati dalle bestie feroci, morti Si tratta del dialogo
stra crescita. Proprio a partire dalla sua senza colpo ferire. Certo, le differenze ra- della vita, e di queldiversità. Empatia, dunque. Che significa dicali tra islamismo e cristianesimo sono lo profondo delcalarsi nella realtà di colui che abbiamo tante. Basti pensare al dogma dell’incarna- la preghiera.” Dio
di fronte, scendendo fin nelle viscere della zione e alla concezione di un Dio che, per opera senza mosua esperienza religiosa. Obiettivo, capire gli arabi, è sempre da raggiungere, e non strarci il bene della
dall’interno quel sistema di dogmi che lo cammina nella storia. Una chiara distan- sua opera. E il proanima nel pensiero e nei comportamenti. za si vede nell’atteggiamento del mistico. fessore è ottimista
Una lezione di umanità, quella del pro- Se il cristiano mira all’unione con Dio per per il futuro. “Non
fessor Zannini, più efficace – in vista di la contemplazione pura, fine a se stessa, bisogna avere paura
– dice – ma mettersi nei panni dell’altro,
rispettarlo, e cercare insieme a lui di costruire un mondo di pace”.
Lucia Romiti
“Cinema e letteratura”
Montecarotto
Il giovane Fabio Filipponi di Montecarotto ha composto una poesia sul suo paese nel quale vive. Fabio ci ha inviato lo scritto che
volentieri pubblichiamo e che vuole essere un omaggio a Montecarotto ed un motivo di invito a fare in modo che il paese sia sempre più valorizzato.
Incontri guidati dalla prof.ssa
Piera Petrucci Scortichini
nel salone parrocchiale
“san Massimiliano Kolbe”
ore 21
9 marzo : “IO NON HO PAURA”
di Gabriele Salvatores
Tratto dal romanzo “Io non ho paura “ di Niccolò Ammaniti
16 marzo : “CADAVERI ECCELLENTI”
di Francesco Rosi
Tratto dal romanzo “Il Contesto “ di Leonardo Sciascia
23 marzo : “IL GATTOPARDO”
di Luchino Visconti
Tratto dal romanzo “Il Gattopardo “
di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Malati di niente 2007
Arte, incontri e dibattiti
E’
iniziata lunedì 26 febbraio al Teatro Pergolesi
di Jesi la settima edizione di
Malati di niente. Maturata
negli anni attraverso il confronto con esperienze provenienti da ogni parte del mondo, la rassegna è ormai realtà
consolidata di intervento
socio-culturale nella lotta al
pregiudizio e allo stigma sociale che nel 2005 si è vista
riconoscere il Premio nazionale per l’innovazione nei
servizi sociali e nel 2006 il
Premio “A. Alesini” promosso da Cittadinanzattiva per
le buone pratiche in sanità.
L’iniziativa è promossa da
Comune di Jesi, Regione
Marche, Provincia di Ancona, Ambito Territoriale
IX, Comunità Alloggio
“Soteria”,
Dipartimento
Salute Mentale Asur zona
territoriale 5, Rete del Sollievo di Jesi, in collaborazione con la Cooperativa
sociale COOSS Marche,
Associazione
Culturale
“Asiamente”, Centro Sociale
TNT, Teatro Pirata e Asso-
ciazione dei Familiari Atena.
Il progetto ha l’ambizione
di aprire un percorso, nel
quale cammineranno insieme pazienti, familiari, operatori, gente comune, verso
un orizzonte ideale rappresentato da una comunità di
donne e di uomini ancora
capaci di creare legame sociale, inclusione, solidarietà.
Nel corso delle varie edizioni,
salutate dalla crescente partecipazione di pubblico, si è
consolidato un forte lavoro
di rete con l’associazionismo
sociale e culturale, le istituzioni, le strutture del Dipartimento di Salute Mentale, il
volontariato, il mondo della
cooperazione sociale del territorio.
Non mancherà, come lo
scorso anno, la collaborazione con le scuole medie superiori del territorio.
Ricchissimo il programma
dei dibattiti e degli incontri
pubblici: si inizia il 21 marzo
(ore 10, Sala Didattica della
Fondazione Colocci) con il
dibattito coordinato da Vito
Inserra del Tavolo Regionale
Salute Mentale su “Risorse:
responsabilità sociale d’impresa”.
10
Cultura e società
4 marzo 2007
Politiche ambientali: Jesi difende il clima
L’Europa applaude la città di Federico
S
E
i svolgerà a Siviglia, tra il 21 e il 24 modello da seguire quale centro di commarzo, la Quinta Conferenza Europea petenza “locale e internazionale”. Sono
delle Città Sostenibili, a cui Jesi prenderà stati resi noti personalmente dal dr. Karlparte come città pilota italiana e più avan- Ludwig Schibel, coordinatore dell’Alleanzata tra le altre, per il progetto a livello za per il Clima Italia, nel corso della coneuropeo Climate Compass, che vuol dire ferenza stampa di lunedì 19 presieduta
Bussola del clima.
dal sindaco Fabiano Belcecchi. Presenti
Un progetto sostenuto dalla Commissio- anche l’assessore all’Ambiente Daniele
ne Europea con lo scopo di “offrire alle Olivi e la responsabile del settore AmAmministrazioni comunali e territoriali biente dott.ssa Fulvia Ciattaglia.
una metodologia per ideare un program- “L’Europa guarda a Jesi per le politiche
ma immediato di politica del clima in un adottate di tutela sul clima” ha riferito l’ilarco di tempo molto breve. Si tratta di lustre ospite. Parole significative perché
programmi che si basano su esperienze sanciscono - secondo l’assessore Olivi - “
ed attività già svolte e devono essere in- il raggiungimento di una tappa importanclusi in una strategia complessiva di po- te, che spinge a proiezioni e obiettivi fulitica del clima che richiami i settori di turi, tra cui quello di far crescere la culenergia e trasporti, oltre ad aree rilevanti tura e la sensibilità sulla problematica del
per le politiche di riduzione dei gas serra.” clima. “
Una linea d’azione che ha trovato piena In calendario, pertanto, anche una serie
concretezza nelle attività intraprese già di incontri previsti dal 12 al 17 marzo tra
da tempo dalla città attraverso tre stru- esperti, pubblica amministrazione e immenti ormai noti: il Piano strategico, la prese per fare informazione e formazione.
Variante generale del Piano regolatore, il E un convegno internazionale a maggio
Processo di Agenda 21 locale; e che pas- sempre su tale tematica.
sa per un “ processo di ridefinizione delle Alla conferenza è seguito, nel pomeriggio,
politiche urbanistiche di Jesi, fino ai pro- presso la sede centrale della Banca Popogetti – tutti molto interessanti - attuati lare di Ancona, un incontro tra l’assessore
nel campo dell’energia, dei trasporti e del Olivi e i cittadini interessati a costituire
commercio”.
un gruppo unico d’acquisto per otteneI risultati emersi dal rilevamento appro- re un risparmio del trenta, quaranta per
fondito a livello internazionale sull’opera- cento sull’acquisto e l’installazione degli
to dei circa 1400 comuni che condividono impianti di fotovoltaico e solare termico.
il progetto, hanno individuato in Jesi il
Paola Cocola
Teatro comunale di Maiolati Spontini
Comune di
“Chantal, tu che mi ami dal futuro”
“Chantal, tu che mi ami dal futuro” è il titolo dello spettacolo,
nuovo e originale, che esce dai canoni tradizionali per avvicinarsi al realismo cinematografico, che si svolgerà domenica 4
marzo alle ore 17,30 al Teatro Spontini di Maiolati. L’evento è
organizzato dall’associazione Polisportiva Lorella in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune.
Lo spettacolo è in due atti, con testo e regia di Antonio Lucarini
e musiche di Paolo Bragaglia. Chantal è un testo estremamente
attuale che presenta i disagi del vivere quotidiano, il modo sbagliato e massificato di atteggiarsi di molte persone succubi del
mondo globalizzato. Nello spettacolo si ride e ci si emoziona, il
tutto in una specie di buffo apologo sulla difficoltà di amarsi
oggi e di capirsi veramente. Per informazioni e prevendita dei
biglietti si può inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica
[email protected].
Da Gerusalemme per il coro di Moie
Nel ricordo di un fatto storico
nvocazione per la Pioggia” dopo le preghiere alla Ma“I
è l’ultima composizione donna, “venne una pioggia
di Padre Armando Pierucci improvvisa e feconda che
scritta per il coro polifonico
“David Brunori” di Moie
e in ricordo
della
Madonna della
Misericordia
di Moie. La
composizione riporta la
data
dell’8
settembre,
Natività
di
Maria, giorno
di festa per
la comunità
di Moie. Dal
St Saviour’s
Monastery di Gerusalemme,
padre Armando ha composto l’invocazione su invito di
Daniele Guerro che gli aveva
inviato l’annotazione di un
evento miracoloso registrato nel Libro dei Battesimi,
1891 – 1898 , della parrocchia Santa Maria. Nel libro
si legge che in seguito ad una
straordinaria siccità per la
quale i raccolti appassivano,
si ricorse per due volte alla
Madonna della Misericordia
invitando i fedeli a tridui di
preghiera: era l’anno 1893 e,
ristorò tutte le messi”. Nel
registro il parroco
aveva
anche
annotato che “il 14
maggio ci fu
una gran festa
con la banda
di Castelplanio
e con un notevole afflusso di
gente dai paesi
vicini che offrì
alla Madonna
oggetti
d’argento, cera e
pezzi di tela.
Venne fatta anche una solenne processione di ringraziamento con le
confraternite locali”.
Il direttore Michele Quagliani ed i coristi del coro “D.
Brunori” hanno iniziato lo
studio della composizione
che è per clarinetto, solo soprano e coro a quattro voci
miste così da poter inserire
presto il brano nel loro repertorio.
b.t.
Nella foto Padre Armando
Pierucci
In libreria Il mondo fantastico degli animali
“Gatta Giò”
sce in libreria “Gatta Giò”, il nuovo libro di Marcello Focante, dedicato ai
bambini, per le edizioni GEI. Quattro brillanti avventure di gatti, gatte e numerose
altre creature che popolano il parco del
Ventaglio fino al Monte san Vicino. Ogni
storia è costituita da un prologo, un epilogo e una sorpresa finale. Si raccontano le
missioni in mongolfiera
della Banda del Parco
composta da Smindoli, il gatto protagonista,
con il suo carattere gagliardo e dispettoso, dal
Gatto Rosso che dice di
essere aristocratico e da
Mosè, il gatto campagnolo. Il Merlo Perlo è il
capo “indiscusso e indiscutibile” della banda,
di tutti gli animali e le
cose del Parco del Ventaglio. Ma c’è anche il
Nemico Numero Uno,
il Gatto Grigiotto, con
i suoi Cento Pirati di
Terra, che dimora nei
pressi del laghetto del
Parco. Ambientate in
luoghi reali, le avventure alternano e confondono immaginazione e
realtà, grazie anche a
Giulia, figlia dell’autore, che ha “scritto” con
lui queste avventure o
quantomeno suggerite.
Dopo tanto tempo passato insieme a raccontarsi fiabe e storie fantastiche, l’autore ha deciso di scegliere alcune
avventure e pubblicarle,
anche per rendere indelebili quei momenti con
Giulia di complicità, di
gioco e di ascolto autentico. Un libro per
bambini ma anche per adulti che vogliono divertirsi leggendo. “Gatta Giò” testimonia l’amore e il desiderio di un padre
di rapportarsi e divertirsi con le proprie
figlie immaginando un mondo fantastico.
Giulia Benigni
Banca Marche e l’istituto Cuppari di Jesi primi in italia
“Conoscere la Borsa”
B
anca Marche, grazie all’exploit di un gruppo di
studenti dell’Istituto Tecnico
“Cuppari” di Jesi, si è aggiudicata il gradino più alto del podio
nella classifica nazionale di “Conoscere la Borsa” cui prendeva
parte per la prima volta. L’iniziativa, giunta alla 24° edizione
e promossa in Italia dall’ACRI
(Associazione fra le Casse di Risparmio Italiane), ha coinvolto
studenti di sette nazioni europee
che per due mesi si sono sfidati
sul terreno delle transazioni borsistiche, cercando di investire al
meglio su cinque mercati europei un capitale virtuale iniziale
di cinquantamila euro.
La squadra “Mr. and Mrs. business ltd.” del “Cuppari” di Jesi,
invitata a partecipare e seguita
dalla Banca delle Marche, si è
classificata prima in Italia su 575
gruppi con un valore finale pari
a 58.843,89 Euro. Della squadra
fanno parte Claudia Caporaletti, Valentina Baldi, Sara Barboni,
Daniele Duca, Luca Marinelli, Lussemburgo e Spagna. Banca
Elisabetta Maria Rocchetti, An- Marche ha dato la possibilità di
drea Socci e Sara Tartabini coor- partecipare all’iniziativa a circa
dinati dall’insegnante Orietta 40 gruppi di studenti, ottenenStronati.
do anche il quinto posto con la
I vincitori prenderanno parte squadra “Mercurio Team” dell’I.
alla cerimonia di premiazione T.C. “Gentili” di Macerata ed il
europea, che si terrà a Bruxel- ventiduesimo posto con il team
les dal 23 al 25 marzo prossimi, “I taccheggiatori” dell’I.T.C. “Batinsieme alle altre squadre vin- tisti” di Fano. Le tre classi marcitrici provenienti da Austria, chigiane seguite da Banca MarGermania, Francia, Lettonia, che, sono state ricevute per la
cerimonia di premiazione,
presso il Centro Direzionale Fontedamo, insieme
ai presidi ed agli insegnanti. In un’atmosfera di estrema simpatia, come solo
i giovani studenti sanno
esprimere, sono stati premiati dal presidente Lauro Costa e dal direttore
generale Massimo Bianconi che hanno, fra l’altro,
ricordato i rapporti sempre più vicini fra Banca e
mondo della scuola.
Nelle foto il gruppo dei
premiati e la premiazione dei docenti
Jesi
4 marzo 2007
11
I tesori di Porta Valle
“A colazione”…da Miro
V
ia Lucagnolo e via San Marino: un angolo di glievo con un cucchiaio, ci versavo sopra un po’ di
Porta Valle pieno di sorprendenti tesori.
zucchero e la mangiavo così: era una svojatura, uno
A sinistra, subito varcata la Porta, i reperti rinve- sfizio insomma…
nuti in questi giorni dagli esperti della Sovrintendenza Archeologica guidati dall’avvocato Marco Quindi la mattina, latte e…
Cercaci. Più in fondo, sempre a sinistra, il rettan- Pane. Tanto pane. Facevamo una zuppa con pane e
golo di cemento che ricopre un altro tesoro, bello latte riscaldato. Raramente i biscotti, magari presi
anche quello – me l’hanno disegnato - anche se dal fornaio, quelli dalla forma lunga.
per ora non visibile: il lavatoio e la fonte…
Chi poteva permetterselo, nonostante il periodo
E poi, di fronte, le mura, “spezzate” all’improvviso – anni cinquanta -, spalmava il pane con burro e
in epoche remote per inglobarli entrambi – lava- marmellata. Io lo mangiavo bagnato, coperto di
toio e fonte - dentro la città.
zucchero.
Uno spiazzo di Jesi pregevole, incastonato tra stradine sinuose, personalizzate dall’incedere del tem- E il caffè?
po e da un’allegra comitiva di anziani che, nella Molti consumavano l’orzì…con questo contenitocornice di un portone, quotidianamente si intrat- re ( me lo mostra: assomiglia ad un passatutto) si
tengono per una partita a carte o un revival im- tostavano i chicchi di orzo. Poi si macinavano nel
provvisato sul tipo “ti ricordi quando…?”
macinino del caffè. Se ne versava una certa quantità
“È molto bello ascoltarli - mi dice Miro Bini, me- in una pentola piena d’acqua e si faceva bollire. Intalmeccanico in pensione, affacciato al portone fine si lasciava riposare. Prima di berlo, si filtrava il
della sua bottega stracolma di “cose vecchie” – Sarà liquido con un colino di alluminio.
che io ho un debole per le persone anziane, ma la Chi poteva permetterselo, preparava il caffè vero.
loro presenza rende magico questo piccolo angolo La confezione del caffè macinato costava di più ridi Jesi…”
spetto a quella in grani. Anche i macinini erano di
Anche la sua bottega è magica. Quando ci sono fattura diversa, a seconda del benessere della famientrata per la prima volta, venti giorni fa, è stato glia. Noi avevamo un barattolino dove mettevamo
come salire sulla macchina del tempo. Muri e sof- i chicchi di caffè. Ogni qualvolta dovevamo prepafitto completamente ricoperti di oggetti che avevo rarlo, ne prendevamo un cucchiaio e lo versavamo
ormai gettato nell’oblìo…e che riaffiorano, assieme nel macinino. Una volta macinato, riempivamo
ai ricordi, man mano che Miro mi indica qualcosa l’imbuto della macchinetta o moka. Qui può vedere mi racconta…
ne un tipo direi “signorile”.
Sono oggetti di uso quotidiano e arnesi di lavoro.
Tutti ben tenuti e funzionanti. Alcuni datati inizio Ma il caffè lo bevevate prima o dopo il latte?
secolo; altri anni ’50, prima o… dopo, come un pic- Veramente il caffè non lo bevevamo schietto a colacolo contenitore…
zione. Lo versavamo nel latte per fare un cappuccino molto molto lungo.
Cos’è ? Mi sembra un bicchiere di alluminio…
Adesso, come ti alzi dal letto, metti subito su il caffè.
Questo era il mestolo(misurino) della lattaròla di A quel tempo, invece, prima c’era il latte. Poi il caffè
via Roma…Se ricordo bene, si chiamava Cesarina. o l’orzo.
Passava di casa in casa nel tardo pomeriggio, tra
le sei e le sei e mezza. Arrivava a piedi. Chiamava: A che ora si faceva colazione?
“Carmè!”…allora mia mamma, o io, o babbo mio Tra le sette e un quarto – sette e mezza per gli scoscendevamo al piano della strada con un recipien- lari. Sei e trenta – sei e tre quarti, per chi andava a
te tra le mani. Un gesto veloce, esperto… e il latte lavorare.
passava dal suo recipiente alto e strozzato in cima,
al tegamèllo nostro, di alluminio o di lamiera bian- E nelle campagne? Era uguale alla città?
ca smaltata. Che se ti cadeva, si sbucciava…e allora Sì…forse in campagna si poteva disporre con più
non serviva più: bisognava gettarlo via.
facilità dell’ ovo fresco che veniva sbattuto con lo
Ho visto in Friuli, una decina di anni fa, che il latte zucchero o bevuto crudo.
veniva ancora distribuito da questo personaggio… C’era un oggetto che per molto tempo è stato preperò andava in bici e suonava il campanello delle sente sulla tavola, durante i pasti…soprattutto in
case…
campagna, dove l’elettricità è arrivata più tardi. Era
la lampada ad acetilene.
E poi? Dove mettevate il latte?
Lo lasciavamo con tutto il tegamèllo sul tavolo, fino Come funzionava?
all’ora di cena. Al momento di apparecchiare, ver- Col carburo - che si prendeva da una cava vicina so le sette e mezza - otto, si metteva sul fornello e acqua. Nella cisternetta alla base si metteva il carper farlo bollire perché fosse pronto per la mattina buro; poi si chiudeva con un altro contenitore che
seguente. E anche per non farlo inacidire.
aveva un foro e un canaletto. Dal foro veniva fatta
Ricordo che durante la cena bisognava ogni tanto passare l’acqua che cadendo sul carburo provocava
controllarlo perché, bollendo, questo saliva ve- il gas che a sua volta saliva in alto passando per il
locemente su per la pentola e, se non ci si trova- canaletto. In superficie, uscendo da un augello, veva pronti a spegnere il fornello, si riversava fuori niva infiammato e quindi si otteneva la fiammella
spegnendo la fiamma e lasciando via libera al gas che continuava ad essere alimentata dal gas.
che continuava ad uscire. Allora non c’erano i con- Ricordo anche l’acetilene da viaggio: la usavano i pegegni delle cucine moderne che, come si spegne la scatori di frodo.
fiamma, bloccano la fuoriuscita del gas.
Cosa rimpiange di quel modo di fare colazione?
Una cosa pericolosissima…
Il rituale… tutti quei movimenti che iniziavano fin
Sì, che ho sperimentato personalmente.
dal giorno prima, e che oggi non ci sono più. O
Comunque, una volta bollito, il latte si faceva raf- sono diversi, frettolosi, consumati spesso fuori dalfreddare: questo era un momento interessante per- le mura domestiche, magari al bar, anche da tutta la
ché si formava in superficie un velo sottile e com- famiglia. È tutta un’altra cosa! Come pure il sapore…
patto, che chiamavamo panna…allora, io la raccoFoto servizio Paola Cocola
Auguri nonno
Viziano
Il 2 marzo Francesco compirà cento anni. Francesco è
nato ad Albenga, in provincia di Savona, ma e’ sempre
vissuto a Sestri Ponente, infatti a Jesi tutti lo conoscono come “il Genovese”. Si è
Icone di origine greca, russa e rumena
Immagini, quadri in argento e candele...
Santina Buoncompagni
Ancona, Via Matteotti, 89 - tel. e fax 071-201297
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1. Miro che aziona una sorta di “stira panni
2. lampada ad acetilene
3. Miro nella sua bottega
4. da sinistra, seguendo la fila che gira dietro, il tegamèllo del latte; il recipiente con
cui si passava il latte nei reparti dell’ ospedale; il tosta-orzo; le lampade ad acetilene:
la verde, da tavolo; la scura, da viaggio. Più avanti, il colino di alluminio a cui si è
staccato il manico; diversi tipi di macini da caffè; una macchinetta del caffè.
trasferito a Jesi per lavoro nel 1943 lasciando parenti e amici.
Ma non gli è andata
poi tanto male: qui si
è sposato con Nerina
che ha dato alla luce
Eugenio, primo e unico figlio.
E’ ancora molto legato
alla sua terra natale,
tanto che è abbonato alla
Gazzetta di Sestri, ogni tanto guarda i film di Gilberto
Govi, e non ultimo tifa Sampdoria.
Fino a luglio dello scorso
anno viveva da solo a Jesi in
Via San Giuseppe; ora invece preferisce abitare con il
figlio, la nuora e i nipoti a
Monsano.
Ne ha viste tante nel suo secolo, e non parlo delle gran-
di guerre o chissà che; mi
riferisco a quello che ognuno prova sulla sua pelle: ha
sofferto per la scomparsa di
sua moglie e di cinque dei
suoi fratelli, e ha gioito per
la nascita dei suoi nipoti, di
Nicolò, e per aver conosciuto Liz e Renè.
Nonno dice che chi ha le
orecchie grandi come lui è
destinato a vivere a lungo;
noi pensiamo che lo fa tira-
re avanti la sua grande
testardaggine, e il suo
immutato attaccamento
alla vita. Non si è mai
rassegnato agli acciacchi
dell’età. E a chi lo incontrava per strada e diceva “ci arriviamo a cent’anni?” lui con ironia
rispondeva: “certo! Mi
dispiace solo che quando festeggerò, qualcuno di
voi non ci sarà più!”. Ed ora
non è rimasto altro che festeggiare: Auguri nonno.
Il 2 marzo alle ore 15 ci sarà
la benedizione di “ringraziamento” nel Santuario S.
Maria Fuor di Monsano. Musica, chitarre e canti. Tripudio di nipoti. Alle ore 15,30:
Festa dei “Cento” nel Salone
dell’Assunta rinfresco per
tutti.
12
Jesi e Vallesina
4 marzo 2007
Jesi capitale per un giorno del latte nazionale
Le strategie di sviluppo del settore lattiero
di
Paolo
Marcozzi
Roma (Via, dall’Arco Clementino ai confini con Moie)
E’ la strada che conduce a Roma; “su cima de Jesi”,
si diceva una volta e si dice tuttora. Dall’inizio
della salita prima dell’Arco Clementino, la via
era chiamata anche la Costa del Crocefisso, dal
crocefisso, un tempo pitturato (ora in maiolica)
sulla casa che divide Via Roma da Via XX
Settembre.
Romania (Via, da Via S. Francesco a Viale delle
Nazioni) Stato dell’Europa sudorientale, nella
penisola balcanica, bagnata dal mar Nero e
confinante con Ucraina, Moldavia, Ungheria,
Serbia e Montenegro e Bulgaria. È una repubblica
con parlamento bicamerale. Capitale: Bucarest.
Roncaglia (Via, da Via Latini a Via Latini) Località
agricola fuori Jesi, sulla strada per Ancona, nei
pressi dell’ex aeroporto (ora zona industriale).
Probabilmente prende il nome da una famiglia
Roncaglia, cognome conosciuto in zona.
Rosi Ruggero (Via, strada senza sbocco da Via
Togliatti) (Pesaro, 1829 – Jesi, 1897) Dalla natia
Pesaro, si trasferì a Jesi nel 1839 con la famiglia.
Nel 1849, inquadrato nel Battaglione Universitari,
partecipò ai combattimenti per la difesa di Roma.
Sei anni dopo all’Università di Pisa si laureò in
scienze naturali. Tornato a Jesi, insegnò agraria
al liceo. Nel 1863 passò all’Istituto Tecnico,
insegnante di scienze naturali e poi preside. E della
sua opera “illuminata e sagace” si giovò l’istituto
tecnico, al quale Rosi “procacciò la stima non solo
della Provincia, ma di tutta Italia”. Ricoprì incarichi
anche nell’amministrazione pubblica: consigliere
comunale a Monte Roberto, assessore comunale a
Jesi, sindaco a San Paolo di Jesi.
Rosini Goffredo (Via, da Via Paradiso a Via Nenni)
Politico (Jesi, 1899 – Spagna, 1937 ?). Maestro
elementare e studente in pedagogia, fu segretario
dei giovani socialisti marchigiani, facendoli poi
confluire nella quasi totalità nel Partito comunista.
Nel 1920 pubblicò l’opuscolo La costituzione dei
soviet. Diresse a Jesi il circolo Liebnecht e svolse
dure polemiche contro la Camera del lavoro
diretta dai repubblicani. Collaborò con diversi
giornali comunisti ed ebbe diversi incarichi nel Pci.
Nel 1925 fu chiamato a Napoli come segretario
interregionale. Arrestato, fu costretto ad emigrare
in Francia, Russia, Uruguay, Brasile e Argentina.
Partito nel 1937 per combattere nella guerra di
Spagna, se ne perse ogni traccia. Forse gli fu fatale
la sua dichiarata adesione al trotskismo.
(continua al prossimo numero)
Monte Roberto
“La donna, la luna, la notte”
La Compagnia dell’Arco di Monte Roberto
presenta “La donna, la luna, la notte - poesia nei millenni”, un recital di poesia e musica. Lo spettacolo promosso dall’assessorato
alla cultura del comune di Monte Roberto,
si svolgerà domenica 4 marzo con inizio
alle ore 16,30 presso il centro sociale polivalente di Pianello Vallesina. Attori saranno Anna Rizzitelli, Rossella Ravasi e Walter
Ricci, alla chitarra Massimo Agostinelli e al
flauto Yuri Ciccarese; adattamento e regia
di Sandro Franconi.
“A
ggregazione delle im- superiore a 5.300 milio- cendo convergere l’impe- imporre il rispetto della
prese impegnate nella ni di euro, comprendenti gno, per poterci proiet- normativa sulle quote latcommercializzazione dei anche la gestione degli tare con successo verso i te”.
prodotti
lattiero-casea- allevamenti suinicoli an- nuovi scenari competitivi: “Il forte legame che le nori, applicazione integrale nessi ai caseifici.
il nostro è un progetto di stre cooperative hanno
della normativa sulle quo- Non è stata casuale la sviluppo del territorio ap- con il territorio – conte lattiere e tutela dei for- scelta di Jesi: a Jesi ope- plicando il metodo, che tinua Abrate – le rende
maggi DOP sui mercati ra la Cooperlat, uno dei per noi è un valore, della protagoniste nella produinternazionali”: è questo il maggiori poli produtti- gestione solidaristica”.
zione delle maggiori ecprogramma degli impegni vi lattieri nazionali con “Non è d’altronde possi- cellenze alimentari, quali
prioritari messo a punto a una gamma di prodotti di bile parlare di mercato le DOP e IGP. Il sistema
conclusione dei lavori del grande qualità ed il mar- – prosegue Tommaso Ma- Italia non può permettere
Consiglio Nazionale di chio Tre Valli apprezzato rio Abrate, Presidente del agli altri Paesi di contiFedagri-Confcooperative, in Italia e in diversi Paesi Settore Lattiero-caseario nuare ad usurpare le nola maggiore delle orga- esteri.
di Fedagri-Confcoopera- stre denominazioni. È per
nizzazioni della coope- “Le integrazioni e le si- tive – senza un sistema di questo che chiediamo che
razione lattiero-casearia nergie tra le cooperative normative che valga per l’Unione Europea punti
con oltre 800 cooperative – evidenzia il Presidente tutti i soggetti coinvolti: con rinnovata decisione
operanti in tutte le regio- della Cooperlat, Giovanni è per questo che da anni ad un accordo sulla tutela
ni, circa 30.000 produttori Cucchi – costituiscono lo la nostra cooperazione va internazionale dei marconferenti ed un fatturato snodo su cui stiamo fa- affermando la necessità di chi”.
Il Rotary di Ancona e le infrastrutture
All’interporto necessari ampliamenti
“L
ogistica significa allungare la ca- le di porsi come punto di riferimento
tena del valore della merce ridu- infrastrutturale nei confronti degli
cendo il numero degli attori”. Questo scambi commerciali sulla direttrice
è a parere di Rocco Giordano, coor- est-ovest e nord –sud. Con la partedinatore del Piano Nazionale della cipazione di esperti, tecnici, politici,
Logistica ed uno dei massimi esperti operatori economici in rappresenitaliani sul tema, il significato di fare tanza di Marche, Umbria, Abruzzo,
logistica in Italia. Il tema della com- Lazio si è discusso dell’opportunità
petitività dei territori e della loro ca- di un tavolo di concertazione sempacità di fare rete è stato il tema cen- pre più stretto al quale far sedere le
trale che è stato affrontato nel corso quattro regioni del centro-Italia, ridel convegno: “La piattaforma logi- battezzate LUMA da Rocco Giordastica interportuale dell’Italia centra- no coniando un acronimo delle loro
le”, tenutosi nei giorni scorsi presso la iniziali. Inevitabile un accenno anche
sede di Interporto Marche spa a Jesi.
alla situazione realizzativa del centro
Il convegno organizzato dal ‘Rotary intermodale della Vallesina: “AbbiaClub Ancona - Riviera del Conero’ mo fatto le cose che dovevamo fare
è stato un momento di approfondi- – ha concluso Roberto Pesaresi, vice
mento sulla capacità dell’Italia centra- presidente nazionale dell’UIR, Unio-
ne Interporti Riuniti. L’Anas doveva
già aver fatto lo svincolo dalla SS76
ed invece solo tra poche settimane
consegnerà i lavori con tutti i tempi
realizzativi che ciò può significare.
Gli imprenditori della logistica interessati ai nostri spazi ci chiedono
tempi certi, che però per noi sono
subordinati ad alcune scelte politiche delle amministrazioni pubbliche
come quella del comune di Jesi relativamente al progetto di variante del
piano regolatore per farci realizzare
centomila metri quadrati coperti rispetto ai 45mila già previsti, e l’ampliamento della superficie da 54 ettari a 100 ettari: contiamo che il consiglio comunale decida prima della
prossima consultazione elettorale.”
Tra du’ campanili
Una giornada nera
El mortorio
Oggi m’è gide proprio tutte storte,
è stada ‘na giornada maledetta
de quelle proprio che grida vendetta.
Non trôo la chiave dela cassaforte,
E’ morto el poro nonno giorni fa
e ha fatto ‘n danno grosso muntobè
che era ancora in piena attività,
anzi te posso di’ facêa per tre.
me s’è seccado el prado cóll’erbetta,
dopo c’è stado ‘n vento forte forte
e so’ cascado co’ la bicicletta.
Cuscì ho impregado ala malasorte.
A bônora portava a spasso el ca’,
‘ndava all’asilo a ‘ccompagnà ‘l bebè
e dopo pranzo lo rindava a pià.
Ma ‘l danno grosso vôi sapè qual è?
‘Rivo a casa e me metto ala finestra,
c’è le persiane aperte e guardo fôri,
è come fosse musiga, ‘n’ orchestra.
Le spese che ce vôle pel mortorio:
el prede, i fiori, le candele, el caro;
- e queste è solo ‘n po’ del repertorio –
E’ notte, c’ è la Luna e tante stelle,
un po’ ala volta passa via i dolori,
de fronte al cielo diventa sciapadelle.
la lapide, la cassa, el forno e poi
‘n devi fa altro che sborsà ‘l denaro.
Fortuna el morto l’emo messo noi!
La Cia e l’agricoltura
Martedì 20 febbraio a Jesi la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) di Ancona ha presentato le proprie proposte per
l’agricoltura in una iniziativa pubblica rivolta alle prossime elezioni amministrative. “Vogliamo orientare la discussione politica su problematiche concrete per trovare soluzioni valide e rilanciare il settore
Castelplanio - 60032 (An) - Via Roma, 117 - Tel. 0731.813444 r.a. - Fax 814149
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Lucio Longhi
primario verso un moderno sviluppo” ha
detto, nel corso dell’incontro, Sebastianelli, presidente provinciale della Cia. Il vice
presidente della Cia marchigiana Nevio
Lavagnoli ha detto che Jesi ha le condizioni giuste per favorire un nuovo sviluppo
dell’agricoltura diventando il punto di riferimento e l’esempio in questo settore per
l’intera provincia.
Vallesina
13
4 marzo 2007
Jesi - Giochi elettorali in corso
AGENDA
Il santo del giorno
Venerdì 2 marzo san Quinto, sabato 3
marzo santa Camilla, domenica 4 marzo
san Casimiro, lunedì 5 marzo sant’Adriano,
martedì 6 marzo san Vittorino, mercoledì
7 marzo sante Perpetua e Felicita, giovedì 8
marzo san Giovanni di Dio, venerdì 9 marzo
santa Francesca Romana, sabato 10 marzo san
Macario, domenica 11 marzo san Costantino.
Farmacie di turno a Jesi
Venerdì 2 marzo Carni, sabato 3 marzo
Comunale 2, domenica 4 marzo Grammercato,
lunedì 5 marzo Coppi, martedì 6 marzo
Moretti, mercoledì 7 marzo Barba, giovedì
8 marzo Martini, venerdì 9 marzo Calcatelli,
sabato 10 marzo Grazie, domenica 11 marzo
Comunale 1.
Farmacie di turno in Vallesina
Venerdì 2 marzo Castelbellino, sabato 3 marzo
Pianello, domenica 4 marzo Montecarotto,
lunedì 5 marzo Moie (Angelico), martedì
6 marzo Macine, mercoledì 7 marzo Moie
(Lucarelli), giovedì 8 marzo Angeli, venerdì 9
marzo Poggio San Marcello, sabato 10 marzo
Castelbellino, domenica 11 marzo Pianello
Vallesina.
Anniversario
In ricordo di
L’associazione Api Colf
collaboratrici familiari di
Jesi, ad un anno dal ritorno alla casa del Padre di
Natalina Antonelli
ved. Rossi
Zita Bossoletti
la ricordano con affetto e
immensa gratitudine per
aver speso la sua vita al
servizio degli altri.
In sua memoria sarà celebrata una Santa Messa
venerdì 9 marzo alle ore
18,30 presso il Santuario
della Madonna delle Grazie a Jesi.
Grazie, nonna Natalina
Grazie nonna, per averci insegnato a vedere il
bene in ogni persona,
esperienza e situazione;
grazie perché hai contribuito alla nostra crescita
e ci hai amato con tutto
il cuore; grazie per la tua
fede e per i valori che
custodiamo in modo indelebile nella nostra vita.
I tuoi nipoti insieme ai
tuoi cari
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Tre candidati sindaci, salvo riserve
I
l quadro politico genera- carte fondamentali che sorato o giù di lì: dare una
le in vista delle elezioni giocherà la maggioranza mano determinante a Meamministrative di maggio uscente, divisa dalla dop- lappioni. Il quale però, uffiè ormai chiarissimo. Avre- pia candidatura, per poi cialmente, intende non vomo tre aspiranti sindaci, - ma non è una novità lerne sapere per ovvi modue espressi dall’area di – tastare il terreno, prima tivi di salvaguardia della
centrosinistra (Belcecchi di fissare la candidatura, verginità di uomo del censindaco uscente e Melap- presso alcune propaggini trosinistra. Infatti egli ha
pioni sindaco aspirante). dell’ex centrosinistra per esplicitamente dichiarato
Ci sarà poi, come terzo eventuale
convergenze – a prescindere dalla cacsindaco aspirante, il can- (sottobanco? alla luce del ciata o meno dal suo pardidato che presenterà For- sole?).
tito, i Ds - la sua preocza Italia, d’intesa con le Perché un candidato del- cupazione sia per la crisi
altre forze alleate tuttora la destra valido, stimato, nazionale come dovere di
presenti in consiglio co- dalla presa elettorale in- un militante del centrosimunale come opposizione. coraggiante può essere nistra, sia per il disegno di
Improbabili eventuali altri utile alla destra se non realizzare il Partito demoaspiranti sindaci, frutto di passerà alcuna intesa con cratico che sta trovando
liste civiche; se ci saranno il gruppo Melappioni. In difficoltà attuative anche
non costituiranno proble- questo caso vale la pena di a Jesi. Sottinteso: Melapma per nessuno. Proble- puntare con tutte le forze pioni è con Fassino molto
ma lo costituisce invece il allo spareggio: arrivare più che i diessini di Jesi.
candidato della destra il secondi. Ma per la destra Ora una eventuale intesa
cui nome arriverà fra un jesina –chi non lo sa? – si con la destra per garantirsi
mese circa perché è do- prospetta una via molto almeno lo spareggio, comverosa tattica della stessa più facile per lambire od prometterebbe tutto il credestra conoscere bene le occupare qualche asses- do politico di Melappioni,
che diventerebbe “uomo
di destra” sul quale il
centrosinistra soffierebbe
non poco.
Insomma, può darsi che
la destra jesina non arrivi
allo spareggio anche perché, se vorrà aiutare subito Melappioni, esprimerà
un candidato di seconda
mano, ma è certo che, per
come si sono messe le
cose, sarà proprio la destra
a decidere tra Melappioni
e Belcecchi. Così le primarie cacciate dalla porta
rientrano dalla finestra in
forma ufficiale nello spareggio finale. Non appare
tanto difficile prevedere a
chi andrà il voto di Forza
Italia e C.: come potrebbe favorire un Belcecchi
contro il quale per cinque
anni si sono scagliati tutti
gli strali dell’opposizione?
v.m.
SPILLI
Vogliamo bene alla Sadam
Stop a dieci milioni di auto
Le notizie di inchieste sulla Sadam per l’uso
eccessivo di sostanze nocive su venti ettari di
terra allo scopo di smaltire rifiuti di lavorazione
stagionale, ci lasciano molto perplessi perché
i cittadini riconoscono ai dirigenti il loro
impegno per salvare questa ormai unica grande
industria agricola marchigiana dopo la falcidia
voluta dall’Unione europea. Una Sadam che si è
ulteriormente sviluppata con la centrale elettrica
pulita.
Speriamo che le assicurazioni date dal direttore
convincano subito gli inquirenti che tutto è in
ordine o che il guaio, per lo meno, sia facilmente
rimediabile con un po’ di buona volontà da parte
di tutti.
Una più una meno, domenica scorsa tutte le auto
di tante città del nord sono rimaste in garage. Per
tentare di ripulire l’aria. Ci sperano in tanti, ma si sa
che i risultati saranno, come sempre, scoraggianti.
L’ossido di carbonio e C., le polveri sottili e C.
soffocheranno sempre di più i nostri polmoni.
Finchè non torneremo ad andare a piedi. O magari
in bicicletta. O solo in autobus pubblici. E finchè
non saremo capaci di limitare la produzione di tante
cose inutili. Trattasi di medicina amara che rinviamo
di giorno in giorno perché….il mare più alto e le
tonnellate di aria inquinata non toccheranno noi, ma
i nostri figli e i nostri nipoti. Noi siamo generosi…
Civis
Del partito repubblicano jesino
Pietro Nenni protagonista
P
ietro Nenni fu chiamato, nel 1912, a
riorganizzare e guidare
uno dei gruppi più importanti del repubblicanesimo marchigiano:
il movimento repubblicano della Città di Jesi.
Cominciò col settimanale “La voce della democrazia repubblicana”
e quando ne divenne
direttore, il 9 novembre del medesimo anno,
sviluppò un vivace impegno politico e giornalistico. I contenuti
divennero più polemici, battaglieri ed anticlericali,
intraprendendo un’intensa opera pedagogica e repubblicana. Abbreviò la testata con: “La Voce”. L’ultima firma di Nenni al giornale è datata 24 dicembre
1913. L’esame dei suoi articoli, acquistati in microfilm dall’Amministrazione comunale di Jesi presso la
Biblioteca Nazionale di Firenze, è il lavoro di ricerca
che ha consentito di realizzare un’iniziativa denominata: “Pietro Nenni a Jesi nella storia del ’900” e far
parte così del progetto “Leggere il ‘900”della Provin-
N
cia di Ancona. Oltre al
Comune di Jesi, gli organizzatori della tavola
rotonda intorno alla
figura di Pietro Nenni, sono il Centro Studi Marchigiano-coop.
Ugo la Malfa, il circolo
culturale “S.Pertini” di
Jesi e l’istituto Gramsci
Marche. L’evento inizierà il 2 marzo, dalle
ore 11, presso la Sala
Maggiore del Palazzo
della Signoria di Jesi,
con una mostra storicodocumentaria su Pietro
Nenni, realizzata dalla Fondazione Nenni di Roma e
curata da Gianna Granati. Alle 16,30 avrà luogo un
convegno nel quale interverranno il sindaco di Jesi
Fabiano Belcecchi, Marco Severini, Geniale Olivieri
(nella foto a sinistra accanto a Cesare Serrini), Giuseppe Tamburrano, Nicola Tranfaglia, Fulvio Conti e
Leonardo Animali, assessore alla Cultura di Jesi. L’iniziativa durerà fino al 18 marzo.
Giulia Benigni
Foto Anna V. Vincenzoni
Monsano – la Polizia Municipale per la segnaletica
egli ultimi giornuova zona industriale,
ni, la quasi toche a breve verrà apertalità delle vie citta al pubblico transito.
tadine di Monsano
I nuovi cartelli delle vie
è stata riqualificata
identificano in manieattraverso l’installazione (saran- ne di un progetto concordato con ra netta e visivamente gradevole
no 115 alla fine dell’intervento) di l’Amministrazione comunale, per l’appartenenza al territorio comunuovi segnali di indicazione della un importo di circa ottomila euro. nale, con l’inserimento del nuovo
via, in regola con la normativa vi- Il lavoro ha interessato tutte le logo colorato del Comune, con il
gente.
strade del centro abitato del Co- leone rampante in campo rosso
L’intervento è stato seguito dalla mune e le vie principali della zona cinto da due rami di quercia e alPolizia Municipale, su indicazio- industriale esistente e anche la loro.
Nuovi segnali per le vie
14
In dialogo
4 marzo 2007
Opinioni
a confronto
In questa rubrica diamo spazio a lettere, opinioni o contributi dei lettori, purchè non inviati anche ad altri giornali. Chiediamo
agli scriventi di essere sintetici. Scritti troppo lunghi potrebbero non trovare spazi o essere necessariamente tagliati. La
pubblicazione non significa condivisione dei contenuti. Gli scritti si possono inviare per email a
[email protected]
Le lettere, per essere pubblicate, devono contenere esplicitamente il nome, l’indirizzo e il numero di telefono del mittente
Dopo il drammatico evento di Monsano.
Riceviamo e pubblichiamo
la lettera fattaci pervenire
dalla signora Maria Zenobi.
cora. Erano avvezzi alle Se il vostro lavoro così annunciata. Una tragedia to la sua convinzione di
urla del figlio, non a quelle difficile e delicato, la vo- prevedibile. Voglio sperare aver salvato l’archivio di
del padre. Ma quella sera stra fatica, il vostro impe- che drammi come questi Jesi sbolognandolo all’arurlava anche il padre e ur- gno viene così vanificato, non si verifichino più in chivio di stato di Ancona:
lava “aiuto”.
perché non vi ribellate? nessuna famiglia. Grazie insomma, quel patrimoNoi, fratelli di Vittorio, la Perché, in questo caso, si per tutto il lavoro che ave- nio che, per cinquecento
Agli operatori sanitari del notizia l’abbiamo appresa tratta di vero fallimento te svolto.
anni, gli amministratori
Dipartimento di Salute la mattina dopo, quando della psichiatria. Questo è Con il pianto nel cuore.
della Regia Città avevaMentale - ospedale Mur- ormai tutto era compiuto.
il mio parere.
Maria Zenobi no sapientemente evitato
ri e del Centro di Salute Quanti sforzi ha fatto mio Non sarà anche il caso di
Zia di Paolo di disperdere o distrugMentale – Corso Matteot- fratello per far capire che rivedere certe diagnosi
gere, conservandolo alla
I nuovi lanzichenecchi
ti di Jesi
quel figlio aveva bisogno troppo benevole?
collettività jesina, è stato
di cure, di cure urgenti, Non sarà necessario ascol- Nelle prolusioni al conve- “salvato” sbarazzandosene,
Grazie per il vostro im- di cure adeguate! Quanti tare di più i conviventi dei gno di studi su Magistra- riuscendo nell’opera in cui
pegno e per la vostra pro- sforzi! Quanto impegno! malati che, soli, conoscono ture ed Archivi Giudiziari non erano riusciti nemmefessionalità: siete riusciti Quanta sofferenza! Quan- le situazioni e avvertire il nelle Marche in corso a Jesi, no i lanzichenecchi.
a convincere Paolo di en- te volte mio fratello Vitto- dramma che vivono gior- nel Palazzo della SignoL’associazione
trare in ospedale per farsi rio vi ha detto e ripetuto no e notte e giorno dopo ria il 22 e il 23 febbraio, è
forense jesina
curare. Grazie di cuore.
che Paolo si era aggravato giorno? I drammi sono stato esaltato il complesso
Ma, nonostante questo, la e che quando “entrava in delle famiglie, delle fami- archivistico dell’ex Pretura Dall’assessore alla
tragedia si è consumata.
quel tunnel buio” non ca- glie lasciate sole. Questa è di Jesi, contenente le sen- cultura sull’archivio
Paolo Zenobi, “capace piva più niente, non era la verità. Questa è la realtà, tenze prodotte dalle magi- Siamo riusciti a fare quello
di intendere e di volere”, più padrone di se stesso e la tragica realtà. Vi scrivo strature che si sono succe- che per cinquecento anni
dopo pochi giorni dalla poteva commettere qual- piangendo, e urlando den- dute nella città di Jesi nel il legittimo proprietario e
sua uscita dall’ospedale, ha siasi cosa.
tro di me. Povero Paolo! corso di ben cinquecento gli amministratori locali
massacrato il padre, den- Ma Paolo “era capace di Povero ragazzo! Ha mas- anni, dal XVI al XX seco- non hanno inteso fare: ritro casa. Un padre iner- intendere e di volere” e sacrato il padre e si è rovi- lo quando una improv- spettare la legge e mettere
me – indifeso - solo. Ho per la legge non si poteva nato la vita, per sempre.
vida riforma (ed è storia in salvaguardia e sicurezdavanti agli occhi la scena trattenere in ospedale o Doveva essere costretto a di una decina di anni fa) za l’ingente patrimonio
raccapricciante, mi pare di mandare in un’altra strut- curarsi, per il bene suo e abolì per sempre la glorio- documentale
dell’archisentire le urla di mio fra- tura senza la sua volontà. quello degli altri. Il troppo sa pretura per sostituirla vio dell’ex Pretura di Jesi
tello che chiama aiuto di- E questi sono i risultati!
rispetto per il malato ri- con un’anonima sezione e restituirne i contenuti
speratamente.
Ma si può lasciare libera di vela spesso l’incapacità di distaccata del tribunale di alla comunità locale e agli
Gli inquilini del palazzo, scegliere una persona che prendere provvedimenti Ancona. L’archivio, han- studiosi che si occupano
accorsi immediatamente, dà segni chiari di squili- coraggiosi e si finisce con no spiegato i relatori del della ricostruzione storica
non sono riusciti a sfon- brio? Se questa è la strada il non tutelare nessuno.
convegno, è sfuggito, nel dei secoli passati.
dare la porta e, impoten- che percorre la psichiatria, Perdonate, ma questo è lo corso dei secoli, a tumulti Questo è stato sottoliti, “hanno assistito” alla c’è da domandarsi se è la sfogo di chi ha vissuto in popolari, guerre, invasioni, neato da tutti gli studiosi
tragedia. Li ho incontrati strada giusta.
questi ultimi anni la storia pestilenze, al contrario di e dai rappresentanti del
60121_279x213Repubb@1
10-03-2006
Pagina
pellicola)
ieri, in chiesa, durante
il Se la 15:28
legge non
tutela1 nes-(Nero/Process
dolorosa di Black
un fratello
e molti altri, magari distrut- Ministero dei Beni Culturito funebre: piangevano suno, né malati, né chi si di un nipote. Persone care, ti in occasione di trauma- rali che hanno partecipato
disperati e non si dava- occupa di loro ( e in ge- troppo care per vederle fi- tici passaggi di regime. all’importante convegno
no pace, e non si daranno nere sono le famiglie) non nire così.
Nel corso del convegno il di Jesi sulle “Magistrature
pacewww.citroen.it
per molto tempo an- sarà il caso di rivederla?
Questa era una tragedia sindaco di Jesi ha ribadi- ed archivi giudiziari nelle
Informazioni ai sensi della dir. 1999/94/CE: consumo
su percorso misto (I/100km): da 4,9 a 8,6. Emissioni
di CO2 percorso misto (g/km): da 131 a 205.
Citroën Finanziaria.
Un mondo di soluzioni.
Marche”. Gli unici ad aver
disertato il convegno sono
stati gli esponenti dell’Associazione Forense Jesina,
mentre le sole presenze
di avvocati locali, che ringraziamo per aver seguito
i lavori, sono state quelle
degli avvocati Liliana Uncini, Paola Santoni e Paolo
Marcozzi. Ora chiunque
voglia consultare e conoscere quanto contenuto
nel fondo archivistico può
farlo, mentre fino al mese
di luglio giaceva in pessime condizioni negli scantinati di Palazzo Carotti-Honorati. La relazione
della dott.ssa Enrica Conversazioni, che costituisce
il primo e prezioso studio
sull’archivio di Jesi, sarà
consultabile sul sito internet del Comune.
Ringraziamo gli avvocati
del foro anconetano, che
hanno già contribuito
economicamente alla valorizzazione dell’archivio;
nei prossimi mesi ulteriori iniziative di recupero e
valorizzazione del fondo
jesino verranno effettuate dall’Archivio di Stato:
aspettiamo
altrettanta
sensibilità
dell’Associazione Forense Jesina, che
potrà dimostrare il reale
interesse alla promozione
della storia giudiziaria del
nostro territorio.
L’assessore
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15
Sport
4 marzo 2007
Eccellenza
Con le unghie spuntate
A Chiaravalle va in crisi la Jesina (1-0); a Moie, il Real non
riesce a graffiare contro la Castelfrettese (0-0).
Real Vallesina
La striscia prosegue in positivo,
ma troppo blandamente, con la
conquista faticosa di un punto.
La Castelfrettese addirittura
mugugna per una rete all’81’
segnata dopo il fischio dell’arbitro, che fermava per fuorigioco. I nostri realisti hanno subìto in vari episodi l’insistente
azione degli ospiti che hanno
provato a siglare una vittoria
non impossibile; anche perché
l’attacco locale non era in buona giornata. In definitiva, lo 0-0
gratifica i nostri, ma la classifica ristagna ancora in zona calda: punti 20 al penultimo gradino! Sotto c’è il Caldarola, che
ci aspetta tra le mura amiche.
Jesina
Brutta delusione per i leoncelli
a Chiaravalle, in casa della Biagio Nazzaro. E per di più, il gol
incassato viene da un ex, quel
Benito Ciabattoni che verso
Natale era passato armi e bagagli dalla Jesina alla Biagio. In
effetti è stata una dura vendetta
o meglio rivincita su chi non
lo aveva apprezzato. La rete
della vittoria è arrivata da un
illuminante assist dell’inesau-
ribile Polzonetti a Ciabattoni,
che scarica tutta la sua gioiosa rivalsa in rete: 1-0 al 37’. C’è
tutto un secondo tempo per
rimediare, ed il mister jesino
Antonio Ceccarini prova anche
con il tridente, ma inutilmente
e alla fine dovrà dichiarare la
sua delusione: - produciamo
tanto, ma senza concretizzare.
E l’1-0 resta intatto per la gioia
dei biagiotti, che da dodici anni
non vincevano con la Jesina.
Vir
Promozione
A Castelplanio, il Rio Salso non
era venuto in gita, ma i nostri
Cacilova e Collesi hanno spento ogni velleità in due minuti a
metà ripresa (2-0).
Prima categoria
Il Cupramontana tenta il sorpasso a Borghetto, ma non
gli riesce (1-1). Il Monserra in
casa è costretto al pari (1-1)
dalla Falconarese. La Spes batte l’Olimpia (1-0). A Cerreto, il
San Marcello pareggia (0-0).
Seconda categoria
Vittoria dell’Aurora nel derby
col Borgo Minonna (3-0). Sampaolese aggancia al secondo
posto la Nuova Folgore (4-1).
Perde il Castelbellino ad Agugliano (1-0). Ad Ancona, l’Aesina cede (2-1). Monsano batte
di misura l’Argignano (1-0).
Bimbi crescono
Tantissimi auguri a
Giacomo Filippetti che
domenica scorsa ha
festeggiato il suo secondo
anno con la mamma
Marina Bigi, il babbo
Fabrizio, i nonni paterni
Pierino Filippetti e
Pierina Paoloni, i nonni
materni Emidio Bigi e
Graziella Franceschetti e
la bisnonna
Giuditta Angeloni.
Caterina
La reginetta di casa Lombardi è entrata nella
comunità dei cristiani. I “corazzieri di scorta”,
cugini e fratello maggiore, partecipano lieti alla
felicità di Stefania e Andrea e dei nonni paterni
e materni.
Giocagin 2007
Lo sport per tutti
Domenica 4 marzo alle
ore 15.30 presso il Palazzetto dello Sport di Jesi si
svolge la XIV edizione del
“Giocagin”, manifestazione nazionale, promossa
e organizzata dall’UISP
(Unione Italiana Sport
Per tutti). Bambini, ragazzi e atleti meno giovani che si esibiranno in
coreografie di ginnastica,
danze, balli sudamericani e prove dimostrative
di arti marziali.
Saranno primi attori circa 1300 atleti suddivisi
in 12 gruppi partecipanti.
Da segnalare la presenza
delle scuole materne di
tutta la Vallesina, per un
totale di 600 piccoli atleti, e del foltissimo gruppo “over 50” composto
da circa 300 persone”.
Il fine principale di questa giornata è quello
d’unire lo Sport e la Solidarietà:il ricavato dell’iniziativa, che si svolge
in 62 città di tutta Italia,
sarà devoluto all’Unicef per combattere la
diffusione dell’AIDS nell’infanzia e a Peace Games per la costruzione e
gestione di un asilo nido
nel campo profughi palestinese di Shu’fat, a
Gerusalemme.
Il campionato lascia spazio alla nazionale
L
a Monte Schiavo Banca Marche continua la
sua corsa in campionato.
Domenica scorsa al PalaTriccoli le “prilline” si sono
sbarazzate della matricola
Piacenza con un netto 3-0
(parziali: 25-22, 25-17, 2520). Tra le jesine, rimaste
in ritiro tre giorni a Filottrano per preparare meglio
la gara, hanno ben figurato
Calloni e Cella (nella foto di
Ballarini).
Mercoledì 21 febbraio Togut e compagne avevano incassato un pesante 3-0 (parziali: 25-22, 2520, 25-19) sul campo di Perugia nell’andata
dei quarti di Coppa Italia. Al ritorno a Jesi
il 13 marzo, le rossoblu per passare il turno
dovranno vincere per 4-0.
La classifica dopo la seconda giornata di
ritorno: Novara 36 punti; Bergamo 32;
Monte Schiavo Banca Marche Jesi e Pesaro 30; Perugia
27; Padova 16; Vicenza 14;
Santeramo 13; Altamura 12;
Chieri 10; Piacenza 9; Forlì
5 punti. Questo fine settimana il campionato si ferma per lasciare spazio alla
nazionale, che domenica 4
marzo disputerà a Milano
nell’ambito di Volley Land,
la fiera nazionale della pallavolo, l’All Star Game, la sfida
tra la nazionale e le migliori
straniere dell’A1.
Mercoledì 7 le “prilline”
torneranno in campo per l’attesissimo ritorno dei quarti di Champions League. Al
PalaTriccoli arriverà il Bergamo (ore 20.30),
che lo scorso 27 febbraio aveva ospitato la
gara di andata. In palio c’è un biglietto per
le finali di Zurigo.
Gip
Centro Sportivo Italiano
Campionati provinciali
Calcio a 5
Allievi
Hanno avuto inizio le finali di categoria che hanno visto il G.S. Don Bosco
Cristo Redentore battere
9-6 l’Oratorio MarisStella; l’ASD Cartellaro 2001
battere il CSI Champion
per 4-1; il San Gaspare del
Bufalo ha avuto la meglio
per 6-4 sull’Oratorio San
Giuseppe; l’Oratorio San
Pio X ha battuto 5-1 l’ASD
Monterado ’05; il Cesano
Junior ha avuto la meglio
per 9-7 sulla Clementina;
il CSI Gaudio ha vinto 104 il Cesano Junior.
Juniores
In questa categoria, le finali disputate hanno visto
il San Gaspare del Bufale
battere 3-2 gli Amici dell’Oratorio di Montignano;
il CSI Portone ha sconfitto
9-7 l’Oratorio MarisStella;
la Polisportiva Clementina ha avuto la meglio per
3-2 sul CSI Champion.
campionato. Le altre si posto della classifica con 23
scontreranno nel Giro- punti. Stesso risultato per il
ne Over. Le due migliori CSI Gaudio che battendo
squadre del Girone Top gli Angels, con 29 punti si
parteciperanno alle Finali mantiene al secondo posto
Regionali.
della classifica. Ancora la
Per il Girone Giallo A2 Clementina batte per 3-0 il
scontro fra le due squadre Fly Over Volley e gli Hands
del CSI, dove il Cham- Out Volley per 3-1 i Leoni
pion ha la meglio per 5-2 di San Marco.
sul Gaudio salendo con
p.s.
28 punti al secondo posto
della classifica.
Nella foto: C.S.I. Gaudio
Con 6 gol il Real Morro - Squadra open calcio a 5: in
C5 batte di gran carriera il piedi da sinistra: Marco UnCastel red.
cini, Paolo Copparoni, Diego
Pallavolo
Open Misto.
Ancora una vittoria per 3-1
del CSI Champion sull’Antystress, che sale al quarto
Piersantelli, Alberto Righini,
Nicola Grilli. In ginocchio da
sinistra: Luca Bianchi, Alessio Piersantelli, Maurizio
Ceccarelli, Juri Taini, Andrea
Giampaoletti.
Open
Per il Girone Arancio e
Blu di A1, avranno inizio
gli incontri del Girone
Top che vedrà scontrarsi
le 7 squadre migliori del
BASKET A Rieti si giocano le final four di Lega due
Il campionato si prende una domenica di vacanza
L
a Fileni Bpa spazza via Reggio Calabria
e vede avvicinarsi la salvezza. Sabato
scorso al PalaTriccoli è finita 95 a 82 per
gli arancio-blu, che hanno approfittato
della fragile difesa dei calabresi, annichiliti anche dalla grande prova offensiva degli
jesini. “E’stata la vera partita della squadra
– ha detto coach Capobianco – Abbiamo
spinto anche i ragazzi a giocare insieme.
Il modo in cui contro la zona tutti i giocatori hanno toccato palla per liberare
Eliantonio al tiro da tre. Muovere la palla il più possibile e farla toccare a tutti è
il modo migliore di giocare di squadra.
Adesso ancora qualche punto e poi potremo festeggiare insieme la salvezza”.
La classifica dopo l’ottavo turno di ritor-
no: Caserta 36 punti; Rieti e Rimini 34;
Pesaro 30; Soresina 28; Casale Monferrato 26; Ferrara 24; Fileni Bpa Jesi, Fabriano,
Pavia e Montecatini 20; Reggio Calabria,
Sassari e Castelletto Ticino 18; Imola 12;
Novara 10 punti.
Questo fine settimana il campionato si
ferma per lasciare spazio alla final four di
Lega due, che si disputeranno sabato 3 e
domenica 4 marzo a Rieti. Partecipano
alla manifestazione le prime quattro classificate al termine del girone di andata:
Caserta, Rimini, Rieti e Ferrara.
Il campionato tornerà domenica 11 e per
la Fileni sarà già tempo di derby con Pesaro.
Giuseppe Papadia
WWWBPAIT
CALCIO
VOLLEY Mercoledì arriva Bergamo per i quarti di Champions
16
4 marzo 2007
Gruppo Aido di Jesi
E’ convocata l’assemblea annuale ordinaria del gruppo
Aido di Jesi che si terrà presso
la sezione in via dell’Asilo, 1 bis,
sabato 3 marzo prossimo alle
ore 16. All’ordine del giorno:
relazione morale e finanziaria, presentazione del bilancio
consuntivo 2006 e preventivo
2007, dibattito tra gli iscritti e i
simpatizzanti.
Jesi
La fontana di Piazza Federico II
Proseguono i lavori di pulitura e restauro della fontana
con l’obelisco in piazza Federico II. Nell’immagine, il
restauratore Massimo Ippoliti durante un sopralluogo
nei giorni scorsi promosso dal Rotary club di Jesi che ha
contribuito al restauro rientrante nel
primo stralcio del “Contratto di quartiere – abitare il
centro storico” del Comune di Jesi.
Scarica

Quaresima di carità - Voce della Vallesina