Sorrisi smarriti Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi A Jesi, al Palazzo dei Convegni “Sorrisi smarriti”, mostra fotografica con le immagini raccolte dal Capitano Ing Roberto Marani in Afghanistan nel 2002. Le foto esposte fino al 4 marzo, saranno in vendita e il ricavato sarà devoluto in beneficenza. Orari: sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. (Foto Candolfi) Settimanale d’informazione ANNO LV- N. 8 Euro 1 DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145 Editoriale S “Amatevi come io vi ho amato” ono chiamato ad amare perché Dio mi ama. Amare il prossimo è la strada di ogni credente per amare Dio. Il Signore ci invita, anzi ci ordina di metterci in ascolto, di condividere la storia di chi ci sta accanto, di chi incontriamo e in modo particolare dei poveri, degli ultimi, dei deboli. Tendere la mano al povero è scoprire che il Signore ci parla attraverso la sua storia, la sua ricchezza, i suoi doni. In questo tempo di Quaresima che ci coinvolge nella storia dell’amore di Dio per l’uomo siamo chiamati in modo urgente a dare spazio nelle nostre comunità a recuperare la dimensione della carità. Tanti sono i modi, in particolare la riflessione sull’enciclica del Papa “Deus Caritas est”, la riscoperta del valore e dell’importanza della caritas parrocchiale, la celebrazione di liturgie che diventino segno di preghiera e di condivisione, l’aiutare i ragazzi a conoscere gli “eroi della carità” con un pensiero speciale a l’Abbè Pierre, il compiere gesti caritativi. In particolare la Caritas diocesana propone un convegno – laboratorio per sacerdoti e laici, nel mese di aprile; la raccolta degli indumenti usati il 24 marzo; la giornata della carità parrocchiale e l’offertorio della carità il mercoledì santo. Le offerte saranno destinate alla scuola di Kaniki, in Zambia, scuola realizzata dalla nostra Diocesi come segno di carità del Giubileo del Duemila. In questi anni è continuato il gemellaggio con questa realtà con l’invio di container con attrezzature per la scuola e con una somma di denaro per contribuire alle attività della scuola di taglio e cucito. Il tema della carità ci interpella fortemente ogni giorno: sempre diverse e sempre nuove le richieste che ci arrivano. Come rispondere, cosa fare, quali strumenti utilizzare? E’ urgente costituire un gruppo di studio che a livello diocesano approfondisca il tema di una “nuova” caritas per conoscere a fondo cosa è la caritas e come è strutturata e in seguito proporre un progetto in cui siano distinte le funzioni di direzione, promozione, ascolto, servizio. L’allargamento dell’Unione Europea a ventisette Stati membri con l’ingresso di Romania e Bulgaria ci pone altre questioni sul tema dell’accoglienza, dell’integrazione, della condivisione …. Gli ultimi dati ci informano che il 16% degli europei è a rischio di povertà e il 10% vive in famiglie senza lavoro; che i giovani, i disabili e i lavoratori migranti restano ancora ai margini del mercato del lavoro. Dobbiamo prepararci per essere uomini e donne di carità, approfittando di questo tempo forte della Quaresima per camminare con gioia incontro ai fratelli. Don Nello Barboni Cultura e società In diocesi L’imperatore torna a casa di Giuseppe Luconi 2 Impôt repriséTassa riscossa Ufficio di Jesi domenica 4 marzo 2007 jesi I giovani al Collegio Pergolesi di Raffaella Fioretti 8 Vallesina “A colazione” … da Miro di Paola Cocola 11 Quaresima di carità Tre candidati sindaci salvo riserve di v.m. 13 Islamismo e cristianesimo Giovedì 8 marzo alle ore 18 nella sala del Lampadario al Circolo Cittadino a Jesi “Islamismo e Cristianesimo” con Mohamed Nour Dachan e GianFederico Tinti Seguiranno il dibattito e il confronto con i relatori. La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell’amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta “ridonare” al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno. Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua. Maria, la Madre del Bell’Amore, ci guidi in questo itinerario quaresimale, cammino di autentica conversione all’amore di Cristo. (dal Messaggio per la Quaresima di Sua Santità Benedetto XVI) La cittadinanza è invitata a partecipare Una crisi di governo lampo, ma foriera di tante incertezze La sinistra è cieca, la destra non ride, l’Italia soffre U na legge elettorale “porcata”, come fu definita dal ministro proponente Calderoli, ha dato, nove mesi fa, un parlamento zoppo: maggioranza netta del centrosinistra alla Camera, maggioranza sempre in bilico al Senato. E l’inciampo sulla politica estera, cioè su un capitolo programmatico fondamentale per ogni nazione che voglia dirsi tale, è avvenuto la settimana scorsa per la cecità della sinistra radicale. Una sinistra che, pur vantando lontane origini marxiste, non ha appreso nemmeno la più elementare lezione leninista: ”L’estremismo per chi governa è malattia infantile”. L’Italia soffre ancora di quel radicalismo di sinistra che ha pervaso la nostra storia del primo ‘900 ai tempi di Giolitti e nel primo dopo guerra, quando ha contribuito ad aprire le porte al fascismo. Un radicalismo incoraggiato dalla loquacità di tante prime donne in tutto il centrosinistra, Bertinotti in testa che ansima per non poter presenziare la manifestazione di Vicenza. *** In tanta cecità, la destra da Casini a Fini, passando per Berlusconi, Bossi ed altri minori, non ride pur prospettandosi per lei, in tempi più o meno vicini, la riconquista del potere. Non ride e non può ridere perché al suo interno manifesta difficoltà e scollature simili a quelle del centrosinistra, tali da denotare che il popolo italiano è capace solo di individualismo e superindividualismo in nome della libertà, della coscienza, dell’amore per la patria. E chi più ne ha più ne metta. Non ride perché l’impietosa analisi di Casini e le pesanti divergenze di analisi sul futuro determinano disorientamento nell’elettorato che pure torna ad auspicare un centrodestra al governo. *** E l’Italia soffre. Gli economisti non hanno fatto in tempo a prendere atto con soddisfazione della ripresa economica del Paese che subito si torna a crisi governative e sbandamenti della politica. Così i problemi della nazione si aggravano di giorni in giorno. Ancora una volta ci troviamo ad aver espresso una classe politica specchio del Paese: tutti pronti a denunciare i mali e le più urgenti riforme (legge elettorale,Tav, famiglia, previdenza sociale ecc), tutti pronti a neutralizzare e rendere impotente la proposta e l’iniziativa altrui. E intanto perdiamo sempre più la capacità di tenere il passo con la concorrenza imposta dalle altre nazioni: vedi, una per tutte, la Spagna che è sul punto di sorpassarci in diversi settori dopo la sua distanza siderale di appena venti anni fa. Speriamo che il presidente Giorgio Napolitano abbia azzeccato la strada da percorrere per superare la crisi: un Prodi bis. Speriamo che Prodi ce la faccia nell’interesse della stabilità politica dell’Italia. E’ certo però che un nuovo fallimento reclamerebbe la presa d’atto della incapacità del centrosinistra di governare e del doveroso ricorso alle elezioni anticipate. Vittorio Massaccesi 2 Cultura e società 4 marzo 2007 Del più e del meno L’imperatore torna a casa di Giuseppe Luconi U na buona notizia: venerdì scorso “Caro Federico, quello della statua è un il Consiglio comunale ha votato mestiere difficile, a Jesi – gli diceva – Tanla mozione presentata da Cesare Serrini, t’è che è più facile trovare una via, una Enrico Brazzini e Fosco Brunetti per trasfe- piazza per un cassonetto dei rifiuti che per rire in altra sede, all’interno della città, il un monumento. Vero è che i monumenti monumento a Federico II. Non si conosce il jesini sono trovatelli perché nascono senza nuovo indirizzo. Si sa che “tre saggi, esperti un domicilio: prima li partoriamo, poi gli di storia medioevale, urbanistica e storia cerchiamo casa…”. dell’arte”, dovranno proporre quattro alLa civetta aveva compiuto un paio di ternative sulle quali saranno chiamati a giri attorno alla statua poi era tornata a pronunciarsi i cittadini. Un referendum, posarsi su una spalla del monumento. E ma non con le solite schede nelle solite ca- riciuciolava: “Non ti ho detto che noi jesini bine elettorali: si farà utilizzando il com- abbiamo l’occhio clinico, siamo intenditoputer, “attraverso ri nati: se i monula rete civica, cioè menti non sono on-line”. E questo belli, se non ci sono smorza un po’ il simpatici, non li nostro entusiasmo, vogliamo. Ma non perché fa temere solo i monumenti. l’esclusione di molInfatti tempo adti cittadini, quindi dietro siamo stati un referendum li lì per demolire smozzicato… l’Arco Clementino… Intanto prene pure la chiesa di diamo atto che San Nicolò…”. finalmente ci si Lui, il Federico sta muovendo per II di Porta Bersaridare a Federico glieri - si sa - è di II la cittadinanbronzo, ma ha il za jesina. Meglio cuore tenero e la tardi che mai. Risensibilità della cordo il disoriencarta velina. Alle tamento generale parole della civetquando si seppe ta aveva sudato che il monumento freddo, ma forse sarebbe stato colper via della baslocato fuori Porta sa temperatura. Bersaglieri. La stessa Sovrintendenza ai La civetta aveva sogghignato, ci godeva. Beni ambientali e architettonici espresse Ma poi anche lei si era intenerita: “Su con allora “dubbi sul posizionamento dell’ope- la vita – aveva detto alla statua – nonora”, precisando che il monumento andava stante gli jesini, l’Arco Clementino è ancoposizionato “in forma assolutamente di ra in piedi, e la chiesa di San Nicolò pure. appoggio provvisionale senza alcun siste- E così sarà ancora per te: ti criticheranno, ma di fissaggio”, in attesa di trovargli la ti umilieranno, ma sopravviverai: lo jesino sede giusta. abbaia ma non morde…”. °°° °°° L’inaugurazione avvenne nel pomerigSono passati quasi dodici anni… Ora gio del 9 dicembre 1995. Ricordo di averne sembra che, finalmente, il monumento scritto, a cerimonia appena finita. Avevo stia per lasciare l’esilio di Porta Bersaglieri immaginato il monumento rimasto solo, e sistemarsi forse - cosi si vocifera - al viadopo il calar della notte, immerso nel buio le Trieste. Sarà sempre un ripiego, perché e nel silenzio, in compagnia dei suoi pen- la collocazione naturale del monumento sieri e di una civetta chiacchierona e pette- è quella di piazza Federico II. E’ comungola che, dopo avergli ronzato intorno, gli que un passo avanti, un piccolo passo, ma si era appollaiata su una spalla e gli ciu- – con i tempi che corrono – è già qualche ciolava in un orecchio. cosa… Il musicante col fagotto targato 1833 Gli antenati della banda E’ stato scritto che la banda musicale di Jesi fu costituita all’indomani dell’Unità d’Italia, insieme alle tante altre della penisola promosse ed incoraggiate dal nuovo governo guidato da Camillo Benso conte di Cavour. In realtà a Jesi una banda musicale esisteva già anche prima del 1860. E’ difficile e forse impossibile risalire alla data di costituzione della prima formazione bandistica jesina. Sappiamo in ogni caso per certo che esisteva nel 1833. Navigando fra gli archivi amministrativi di quell’anno, si scopre la riproduzione del “bozzetto a colori di un componente della banda musicale di Jesi con fagotto”. Il bozzetto, che misura cm. 30x45, si trova fra le carte dell’Archivio di Stato di Ancona, sotto la voce “Accademie, società filarmoniche, bande musicali”. Della banda musicale jesina – verosimilmente la stessa formazione del 1833, salvo qualche rimpiazzo tra le sue file – si parla nelle cronache della visita a Jesi di Gregorio XVI. Il papa arrivò da noi il 17 settembre del 1841, accol- to dalla città in festa, addobbata con drappi, festoni e luminarie. A dargli il benvenuto c’erano anche “i suonatori della Banda Comunale vestiti in uniforme di gala” che eseguirono “elette armonie”. Lo ricorda Vitaliano Cinti nel suo libro “Itinerario storico della Banca Popolare di Ancona”. Bande musicali c’erano, infatti, anche ai tempi dello Stato pontificio e anche dalle nostre parti. Alcune con un lungo passato alle spalle, come quella di Belvedere Ostrense. Scrive don Giovanni Maria Feltrini nelle sue “ricerche storiche” (tipografia editrice Flori di Jesi, 1932): “Quando l’11 novembre 1602 il nostro Vescovo venne a porre la prima pietra della seconda chiesa della Madonna della Valle, era presente e rallegrava la festa colle sue armonie la banda musicale del luogo”. Da Montemarciano, a proposito della banda comunale, apprendiamo che “la prima esibizione cui si abbia testimonianza storica” risale al settembre del 1846. E ancora: la banda musicale di Fabriano, “dotata di una uniforme militare”, nacque “ufficialmente” il 23 gennaio del 1829. Le bande musicali, dunque, non sono un’invenzione dello statista piemontese. E’ probabile, e comunque sperabile, che continuando a frugare tra le antiche carte si possano raccogliere ancora notizie per completare la storia del complesso bandistico che ci rappresenta da almeno 174 anni… Giuseppe Luconi Pittura contemporanea, rinascita ed evoluzione Artigiani, ricercatori, artisti in Vallesina I n occasione della Prima Mostra della Vallesina e di un’esposizione di opere di pittori jesini Ezio Felicetti (Martin Calandra) ebbe a scrivere: “Sebbene la mostra non riveli capolavori, le tele esprimono una volontà di perfezionamento e una seria coscienza artistica”. Si era negli anni ’50: da poco fuori del trauma della guerra, si riprendevano con nuovo vigore nella Vallesina le attività economiche e industriali. Con queste si risvegliavano anche interessi artistici prima sopiti o soffocati o per necessità trascurati. Era logico che si ripensasse innanzi tutto al passato, a modelli già sperimentati che tuttavia, come osservava appunto Martin Calandra, si intendeva perfezionare. Occorreva dunque fare il punto su ciò che era stato già acquisito; sul preesistente prima di guardare fuori, di confrontarsi con altri, di cercare nuovi linguaggi. E’ nel quarto degli incontri d’arte in Pinacoteca, il 21 febbraio, che il prof. Gloriano Paoletti (nella foto) ha avviato la sua conferenza con considerazioni di questa natura pri- ma di prendere in esame ‘Mezzo secolo di pittura contemporanea a Jesi e in Vallesina’. Argomento vastissimo, tanto da rischiare di essere dispersivo e di difficile interpretazione. Così ricca è la documentazione a riguardo che risulta impossibile riportare i nomi di quanti, nel corso di oltre cinquant’anni, hanno mostrato interesse e abilità in quest’arte, o elencarne solo alcuni senza fare torto ad altri. Il prof. Paoletti si è perciò prevalentemente limitato ad esporre il tema nelle sue linee essenziali. I primi artisti che nel dopoguerra incominciarono a dedicarsi alla pittura attenersi con prudenza alla traprovenivano soprattutto da dizione e al valore figurativo: un mondo artigianale già spe- ‘per evitare una dispersività che cializzato e affermato. Erano facesse perdere il proprio centro’, spesso ottimi decoratori, inta- come ebbe a dichiarare Mario gliatori, disegnatori che aveva- Pasquinelli in un’intervista rino un gusto della ricerca rela- lasciata nell’81. Si spiega così tivo soprattutto alla qualità dei anche un diffuso intimismo materiali e alle tecniche, non manifestato pure da autori di propriamente ad una novità di spiccata personalità, quali Corlinguaggio. Un profondo sen- radi e Bartolini. so pragmatico li consigliava di L’interesse generale, rivolto prevalentemente a problemi concreti, spesso urgenti, di carattere economico e sociale, non permise agli artisti degli anni ’50 e oltre di trovare facilmente spazi espositivi. Si allestirono così mostre in ambienti alternativi; come quella, nel ’51, presso il caffè Bardi. Vi presero parte Pasquinelli, padre Eugenio da Cingoli, Corradi, Tesei, Agostinelli. Anche il materiale pubblicitario che illustrava questa e altre simili manifestazioni era modesto e di fortuna. Quasi sempre si trattava di semplici locandine di dimensioni ridotte. Con il passare degli anni si ampliarono gli orizzonti e incominciano a prendere forma nuove tendenze e nuovi linguaggi espressivi. Appaiono sulla scena e si fanno ben conoscere G. Giuliani, artistico romantico ‘en plein air’ di cui è abbondantissima la produzione; M. Pasquinelli che affronta anche temi umoristici; N. Ros- sini che racchiude atmosfere silenziose e poetiche entro strutture architettoniche dai volumi armonicamente rapportati; A. Archetti, artista poliedrico, bozzettista arguto; A. Moriconi, che descrive emozioni con tecnica astratta e informale. B. Bosi, può essere considerato a parte. E’ un artista di forte stampo morale. Ha lui stesso teorizzato la sua pittura che, distinta in momenti diversi e in evoluzione, appare come l’aspirazione ad un continuo superamento e alla conquista di un sempre nuovo arricchimento interiore. Altra singolare personalità è quella di padre E. Azzocchi. Con una tecnica derivata dall’arte fauve e dal cubismo esprime una concezione fortemente drammatica della realtà derivata anche dalle sue personali esperienze di vita. Un dinamismo spirituale e una tensione emotiva sono suggeriti dall’accostamento di colori puri, a valenza simbolica, essenzialmente definiti da rapide pennellate e linee spezzate. E’ un raro, pregnante esempio di arte sacra contemporanea. Augusta Franco Cardinali 3 Cultura 4 marzo 2007 L’imponderabile leggerezza della vita Brillantissimo Poli SCUSATE IL BISTICCI O (ghiribizzi lessicali) E’ Peter Pun (con la u) www.peterpun.it REPLICA DEGLI STUDENTI offesi Bisticci variegati Sa cosa le diciamo, egregio prof ? Lei è un emulo di Baffone camuffato da buffone. O, a voler essere gentili, da burlone. Non diciamo di buttarla in un burrone (siamo per la non-violenza!). Ma il lancio di qualche bullone, sì, lo meriterebbe: con quella sua assurda pretesa di asportare il bubbone del (presunto) “menefreghismo” studentesco. Lei non sarà magari un falco, ma certamente è un catafalco. Anzi, un cataplasma, una cariatide, una mummia, un sarcofago. E ricordi: non calunni gli alunni, scualo della squola ! Gianburrasca, Lucignolo, Franti e Pierino la Peste P.S. – Lasciamo a lei e ai suoi coetanei le venerande vegliarde Carlucci. (A proposito, ma chi sarebbe ‘sto fantomatico Carducci ?). Le lasciamo perfino quel surgelato della zia Schiffer: sperando che sia di bocca buona. ritornato al Pergolesi Paolo Poli, il 17 febbraio, dopo diversi e diversi anni. Non diciamo quanti di proposito, perché effettivamente non sembra che ne siano trascorsi molti. E’ ancora lui, l’elegante viveur, il fantasioso trasformista, il divertente affabulatore: principe del palcoscenico, nonostante un braccio ingessato, riportato in un incidente pochi giorni prima, che lo ha costretto a modificare la foggia dei suoi costumi, ma non ad interrompere le recite. Che qualcosa sia cambiato però, non nello stile, ma nei contenuti, incomincia ad apparire già all’inizio dello spettacolo. Non porta in scena, come altre volte, uno spigliato cabaret, ma “Sei brillanti”, cioè sei racconti sceneggiati di altrettante giornaliste del ‘900: Mura, Masino, Brin, Cederna, Aspesi, Bellotti. Sono storie ritagliate tra gli anni ’20 e gli anni ’80: provocatorie, mordenti, talvolta irridenti; discutibilissime per contenuti e per valore letterario. Riunite in un collage, si vorrebbe che illustrassero le tappe essenziali della rapida evoluzione di un’epoca, ma i riferimenti appariranno a volte solo vagamente emblematici o precisamente mirati. Paolo Poli, assecondato da un gruppo di bravi attori che gravitano attorno a lui, tratta fatti e personaggi con l’in- confondibile leggerezza del suo stile; più agra, forse, ma come sorvolando in velocità su tutto, anche su un terreno scabroso o viscido. Gli spettatori appena si accorgono persino di quanto c’è di grottesco nelle storie narrate. Anche delitti atroci sono raccontati come la favola di Cappuccetto Rosso, con quell’umorismo nero che era in voga negli anni ‘60. Crisi, miserie del dopoguerra, ricostruzione, feste popolari, festival: tutto appare e scompare in una fantasmagorica carrellata, commentato da divertenti parodie di famose canzoni, sfavillanti costumi e inquietanti maschere metamorfiche di animali che sembrano riprese da quadri di A. Savinio, cambiamenti di scena a vista con siparietti che riproducono personaggi di cartoni animati e di famose collezioni di figurine, quadri di Dalì e di Botero: persino gli originali, umoristici disegni liberty di Antonio Rubino fedelmente copiati da ‘La Tradotta’, il giornale della Terza Armata stampato durante la guerra ‘15\’18. Di fronte a questo splendido caleidoscopio di immagini si applaude e si ride, certo; ma a denti stretti e con un po’ d’amaro in bocca. Forse c’è di mezzo una filosofia esistenziale. Dramma o commedia che sia, nella vita tutto scorre impalpabilmente, con imponderabile leggerezza, come acqua fra le dita. E alla fine non resta che ‘l’ombra di un sogno’, il ricordo di una magia. Augusta Franco Cardinali Foto Anna V. Vincenzoni Compositori contemporanei e giovani interpreti Con la voce del cuore Q uest’anno la Stagione degli Amici della Musica ha portato una ventata di novità presentando una programmazione, non di routine, che ha fatto conoscere anche compositori contemporanei e pagine rare, artisti solidamente affermati e interpreti appena diplomati a pieni voti provenienti da conservatori non solo regionali. Così, appunto, è avvenuto il 18 febbraio con il concerto di due giovani musicisti pugliesi, Francesco Colatorti, sassofonista, e Danilo Panico, pianista. Sono insieme da appena un anno, ma l’intesa e l’intuizione reciproca sono ammirevoli. Del sassofono è stato det- to che ha ‘la voce del cuore’. Per la sua intima adesione alla sensibilità dell’interprete, per la sua sonorità profonda e felpata ha trovato cultori soprattutto nel jazz di cui è addirittura diventato il simbolo. Quanto i due artisti hanno fatto ascoltare, scompaginando anche la scaletta in programma, è andato al di là delle attese. Hanno presentato compositori del ‘900 che hanno variamente contaminato musica colta, jazz e musica popolare, con ritmi irregolari o cantabili o acrobatici, bizzarri arabeschi sonori e inauditi effetti armonici di rifrazione tra sassofono e pianoforte. Nessuno dei presenti aveva prima sentito trarre note simili dal sassofono, tanto meno da sassofono e piano insieme. Elenchiamo i nomi di alcuni degli autori eseguiti: P. Swerts, R. Muczynski, D. Maslanka, P. Iturralde. Possono essere utili a chi volesse fare qualche ricerca a proposito, ma si avverte che il compito non è facile perché la letteratura musicale che riguarda il sassofono, strumento nato intorno al 1840, quindi giovane rispetto a molti altri, è ancora in gran parte da scrivere. L’ultimo compositore presentato (an- Primavera slava 2007 La cultura russa nelle Marche L’ Associazione Marche Russia presenta nella regione Marche “I giorni della cultura russa”. L’iniziativa culturale è realizzata con il patrocinio del Consolato Onorario della Federazione Russa di Ancona ed in collaborazione con l’Associazione Premio Vallesina ONLUS. L’organizzazione da parte russa è rappresentata dal Fondo pubblico “La primavera slava” e dalla Fondazione “Il mondo della Cultura” con l’alto patrocinio del Ministero della Cultura e delle Comunicazioni della Federazione Russa. Con questa iniziativa, che durerà per tutto il mese di marzo (mese nel quale è prevista la visita del Presidente Russo in Italia) continua una serie di eventi promossi dal Consolato Onorario russo per far conoscere al pubblico italiano e soprattutto marchigiano la cultura multietnica russa e sviluppare rapporti culturali tra il popolo russo e quello italiano. Nel festival del 2007 partecipano più di seicentosettanta persone, tra le quali ci sono giovani di talento: mu- sicisti, ballerini, pittori provenienti da tutte le parti della grande e multietnica Russia. Sui principali palchi di concerto i giovani artisti dalle regioni di Tumen, Kaluga, Jaroslavl, Mosca, Volgograd, Cheljabinsk, Tomsk nonché dalle Repubbliche di Buriatija, di Bashkortostan, dal distretto autonomo Jugra di Hanti-Mansijsk, di Mosca e San Pietroburgo presenteranno al pubblico italiano le loro poliedriche attività artistiche. Nella Vallesina, il 15 marzo 2007 alle ore 21 “Gala show di ballo russo – balli russi folcloristici e la coreografia moderna” presso il «Teatro Comunale G. Spontini» a Maiolati Spontini; il 26 marzo alle ore 21 il concerto dell’orchestra di strumenti popolari russi “Malachite” presso Teatro “Torquis” di Filottrano. Gli organizzatori del festival esprimono la speranza che gli avvenimenti della manifestazione adorneranno la vita culturale delle città marchigiane e ravvicineranno i nostri popoli ancora di più. che improvvisatore e operista) era il più noto: l’argentino A. Piazzolla di cui però, oltre ad ‘Oblivion’, famosissima colonna sonora del film ‘Enrico IV’ e sigla di chiusura di molti concerti, sono stati ascoltati gli ‘Studi n° 4 e n° 6’, semisconosciuti. Quando si sono congedati, tra gli applausi, ai due ragazzi sembravano brillassero gli occhi; anche di gioiosa soddisfazione per essere riusciti a stupire e divertire tanto i loro Amici. Augusta Franco Cardinali A Loreto: Liberi di scegliere La Delegazione Marche dell’Azione Cattolica, la Fuci ed il MsAc (Movimento Studenti di Ac) organizzano per sabato 3 e domenica 4 marzo una due-giorni regionale a Loreto, riservata ai ragazzi di quarto e quinto superiore. L’incontro, intitolato “Orientamente, liberi di scegliere”, vuole aiutare i ragazzi prossimi all’esame di maturità, a riflettere sulla scelta dell’università e sul proprio futuro dopo la scuola dell’obbligo. Ci saranno momenti di confronto con chi ha già affrontato questa scelta, alternati a momenti di preghiera. Si partirà da Jesi sabato alle ore 14.30 da Porta Valle. Il ritorno è previsto per il tardo pomeriggio di domenica. La quota di iscrizione è totalmente a carico della diocesi. Per partecipare è sufficiente contattare don Cristiano Marasca (347-8310065). 4 Attualità 4 marzo 2007 “Servono” i secondi di Gabriele Gabrielli* Il “forte” pensiero di un Papa I di Riccardo Ceccarelli l “pensiero debole” non si addice a Benedetto XVI. Credo che ormai sia chiaro a tutti. Lo era anche prima, da cardinale, ma ora, da pontefice, lo conferma ogni suo intervento. Molti, anche dentro la Chiesa, non sono d’accordo. Sta di fatto che la presenza di fedeli in Piazza San Pietro alla domenica per l’Angelus è notevolmente aumentata da quando è stato eletto. Le udienze del mercoledì sono affollate tanto che la pur capiente Sala Nervi, o Aula Paolo VI, non riesce sempre a contenere quanti “vanno dal Papa” e si deve optare anche per la Basilica di San Pietro, e svolgere così l’udienza in due momenti, come è accaduto il 14 febbraio, quando anche noi marchigiani siamo andati. Non è semplice curiosità o bigottismo religioso, come qualcuno può pensare e scrivere, è – credo – la necessità di ascoltare una parola chiara, non tentennante o compromissoria sul messaggio di Gesù e nel dare indicazioni per una lettura penetrante del nostro tempo. E Benedetto XVI lo fa nei brevi colloqui domenicali all’Angelus, quando per lo più commenta la liturgia del giorno e, con parole semplici e profonde, ne illustra le motivazioni ispiratrici e fondanti la quotidiana esperienza cristiana. Senza edulcorazioni e sconti. In maniera piana, non teologicamente complicata, comprensibile, facile a capirsi, che tuttavia lascia intravedere una elaborazione filosofica e teologica di alto profilo. “Pensieri non deboli” certamente, ma “forti”, ed è proprio per questo probabilmente che si vuole ascoltarlo: per avere indicazioni solide e precise in mezzo alla confusione e all’effimero bailamme dei messaggi che ci avvolgono. Agli inizi del suo pontificato ebbe a parlare di una vera e propria “dittatura del relativismo” che tutto accetta e tutto giustifica, quasi fosse preclusa alla ragione non solo la ricerca della verità ma la verità stessa. Le sue parole provano a restituire dignità all’uomo e alla sua ragione come nell’ormai nota “lezione di Regensburg”(12 settembre 2006) che faceva eco all’enciclica di Giovanni Paolo II “Fides et ratio” del 1998. Scriveva “Il Foglio” il giorno successivo: “Il Papa della ragione […] ha l’obiettivo di evangelizzare l’occidente, correggere l’apostasia della fede, la deriva agnostica e indifferente, ma lo fa con una grande apertura razionale […] che ripropone la grandezza paolina, agostiniana e tomista della cultura e della prassi cristiana, la sequela di Cristo, in una solida alleanza con la metafisica, cioè con un pensiero che indaga la verità dell’essere, cioè della condizione naturale, umana e misteriosa o divina del mondo”. Una pensare “forte” dunque e non debole, come è la nostra epoca, per ritrovare radici ed identità, utilizzando la ragione e coniugandola con la Parola di Gesù: il luogo dove può trovare senso e significato il futuro. Un Papa che va alle radici della stessa esperienza umana, come fa nell’enciclica, “Deus caritas est”, dove nella prima parte mette in stretta relazione “eros” ed “agape”, amore corporeo ed amore “spirituale” per intenderci, espressione del corpo e dello spirito, che formano un tutt’uno ed imprimono dignità all’uomo: “In fondo l’”amore” è un’unica realtà, seppur con diverse dimensioni.[…] Dove però le due dimensioni si distaccano completamente l’una dall’altra, si profila una caricatura o in ogni caso una forma riduttiva dell’amore”. Due esempi soltanto per sottolineare come le parole di Benedetto XVI sappiano cogliere l’essenzialità dei problemi ed andare al nocciolo delle questioni. Un linguaggio non “politichese” o “ecclesialese” se vogliamo, ma concreto, immediato, diretto, che va alla radice, che scopre ed indica i fondamenti. Un indispensabile punto di riferimento nella babele delle levità e delle debolezze dei pensieri che, pur suadenti, non soddisfano la “sete di essere e di assoluto” che ci portiamo dentro. Nonostante venga spesso ignorata o taciuta. A bbiamo già avuto modo di proporre qualche riflessione sulla dura competizione che, in quest’epoca contrassegnata dall’economia della conoscenza e dalle sue nuove regole, le imprese affrontano per ricercare, attrarre e trattenere le migliori risorse umane. Insomma, le aziende sono sempre alla caccia di “cervelli”; di quelle persone che –comunemente chiamate “talenti”- hanno capacità e competenze di innovazione tali da poter de- che richiedono, nella prospettiva che sugterminare il successo di un prodotto o di geriamo, un approccio equilibrato. Facciaun’idea, di uno stile e di un modo di fare. mo qualche esempio. È fuor di dubbio che Abbiamo già chiamato questa strategia e un imprenditore debba fare di tutto per l’insieme delle politiche e degli strumenti acquisire e trattenere le migliori risorse; al suo servizio Talent Management. Anco- è anche vero però che un’organizzaziora con un altro linguaggio possiamo dire ne è cosa ben più complessa che gestire che le imprese concentrano investimenti soltanto “i migliori” e la responsabilità è e attenzioni sugli uomini e sulle “persone ben più ampia. Quando si guarda solo da chiave”. L’obiettivo è infatti “coccolare” una parte normalmente si perdono molqueste risorse per non perderle e quindi te altre cose. Anche nella gestione delle “fidelizzarle” all’impresa. Sappiamo bene persone succede un po’ la stessa cosa. Se però che le organizzazioni funzionano si va soltanto dietro a quelli che “corrono grazie al contributo di molti; migliorano di più” si finisce per spezzare l’azienda e con l’apporto del lavoro quotidiano di la sua coesione; si finisce per creare un tutti. Il tema che stiamo toccando è mol- ambiente pieno di sfiducia, un clima da to scivoloso e può essere, come sempre, perdenti che contagerà anche i risultati sintetizzato da alcune domande: se con- e la produttività. Non crediamo assolutacentro l’attenzione e le mie cure soltanto mente cioè alla bontà di quella ideologia sui “migliori”, su quelle persone cioè che predicata spesso nelle business school che raggiungono sempre ottimi risultati e che può essere sintetizzata con questo slogan: possono ancora fare carriera dentro l’or- “l’unico e giusto investimento sulle persoganizzazione, cosa ne sarà degli altri? A ne è quello diretto a valorizzare i talenti; ben guardare infatti, l’impresa, come ogni le restanti persone sono da considerare formazione sociale, è fatta di gente più soltanto costo del lavoro che quindi, in veloce e meno veloce; persone più ambi- quanto tale, va drasticamente ridotto”. ziose e meno ambiziose. Qual è allora il Una buona gestione invece –che guarderà criterio che deve guidare l’azione del ma- anche ai risultati di medio-lungo periodonagement? Sono questioni molto critiche cercherà di tirare fuori il meglio da tutte Non è produttivo e sostenibile investire solo sui più bravi e dimenticare gli altri Sulla questione D.I.C.O el dibattito che si è acceso, anche all’interno della Chiesa in Italia, intorno alla proposta di legge che dovrebbe regolare i diritti e i doveri delle persone conviventi, che va sotto il nome di D.I.C.O., e nella quale i vertici ecclesiali vedono un attentato alla famiglia fondata sull’unione ufficializzata tra due persone di sesso diverso e quindi, transitivamente, anche un attacco frontale alla famiglia cristiana fondata sul sacramento del matrimonio, mi sembra che non sia ancora stato messo in luce un aspetto della questione (in realtà: delle questioni, dato che, come ha avuto modo di farci tutti riflettere il card. Martini, si tratta di nodi aggrovigliatissimi, a tutti i livelli). E cioè che fino ad oggi la Chiesa in Italia non ha fatto abbastanza per promuovere e difendere nemmeno la “sua” famiglia, quella fondata sul matrimonio-sacramento e che, forse, quella della legge sui D.I.C.O. sarebbe un’ottima occasione per rimboccarsi le maniche. Mi spiego. Dappertutto nel mondo occidentale benestante, e probabilmente anche altrove, la famiglia tradizionale - dico così per semplificare - è in crisi; anche da noi, ovviamente, e con tutte le connotazioni storiche particolari che ci riguardano: sempre di meno si sceglie di vivere in unioni stabili e, di preferenza, senza o con un solo figlio. E questo non è di certo il modello della famiglia cristiana fondata sul sacramento del matrimonio. La Chiesa ha impiegato più di 1000 anni per giungere ad attribuire all’unione coniugale dei cristiani il valore di sacramento e quasi 800 per *Docente Università LUISS Guido Carli conferire solennemente ai coniugi che lo celebrano dignità e responsabilità di rango sacerdotale (“Gaudium et spes”). Ciò comporta che coloro che si apprestano a celebrare questo sacramento, da cui oltretutto discende la naturale trasmissione della Fede cristiana alle generazioni future, ricevano una formazione adeguata all’impegno che devono assumersi. Per i futuri sposi cristiani, cioè per la maggior parte dei battezzati, così come si richiede per coloro che sono chiamati al ministero sacerdotale o alla vita religiosa, dovrebbe essere previsto e richiesto un periodo sufficientemente lungo e intenso di preparazione, al termine del quale venga valutata seriamente la loro idoneità a celebrare il sacramento e ad assumerne gli impegni. Ed è ovvio che questa formazione dovrebbe essere in continuità concreta Un’ottima occasione N le persone, investendo opportunamente anche su quelli che vanno più lentamente. Crediamo infatti che non sia produttivo e sostenibile -e nemmeno realistico- far sì che “il ritmo debba essere dettato dai migliori che non possono fermarsi per aspettare i bradipi, coloro che non sembrano fatti per emergere…”. Queste parole, che mutuiamo da un bel libro di Vittorino Andreoli sulla scuola e sull’apprendimento, ben si adattano –secondo la nostra opinione- anche ai contesti di lavoro e sono utili per educare a una responsabile e sostenibile gestione delle persone. Investire soltanto sui più bravi (sui best performer, come si dice) e dimenticare gli altri vuol dire contribuire a costruire una società di “solisti…che non sanno stare con gli altri, attenti solo a cosa li distingue e non a ciò che li unisce”. Continua ancora il noto e autorevole studioso e psichiatra: “un simile insegnamento alleva al narcisismo e alla depressione ed entrambe sono malattie gravi…”. Le imprese più attente sanno questo e lo hanno appreso; costruiscono allora un clima aperto; lavorano sulla squadra e allevano il management a valorizzare il talento che ciascuno ha avendo cura naturalmente di riconoscere opportunamente differenze e meriti. Un Amministratore Delegato di una grande società che lavora nel campo dell’innovazione tecnologica e dei servizi dice scherzosamente, giocando sulla metafora della tavola e del cibo, che “servono i secondi!”. E aggiunge: “Attenzione! I ‘secondi’ non sono aria fritta, ma padellate di talenti!”. con la catechesi battesimale. Ma per quanti dei matrimoni celebrati in chiesa si può dire che gli sposi hanno ricevuto una formazione che li renda consapevoli e idonei ad essere ministri del sacramento? Da come sono andate e vanno le cose, pochissimi e non sembra proprio che i corsi prematrimoniali, che lodevolmente vengono proposti, siano sufficienti alla bisogna. E invece mi sembra che proprio su questo punto l’azione della Chiesa dovrebbe concentrarsi, chiedendo nel contempo insistentemente allo Stato di sostenere con i mezzi più idonei le famiglie, specie quelle giovani o in difficoltà. Questo non porterà, forse, all’aumento dei matrimoni religiosi, nel breve e nel medio termine, ma sicuramente a matrimoni più cristiani; e di lì può venire la vera inversione di tendenza, quella del lievito che fa fermentare la massa. Paola De Santis ([email protected]) A Serra de’ Conti una mostra in fabbrica “Apriamo le porte dell’azienda” L a Lordflex, azienda di Serra de Conti idee valide e poi, pazienza. Domani produttrice di sistemi di riposo, per avremo un’idea migliore e saremo due mesi a partire da aprile diverrà un comunque avanti”. museo di tipo professionale. Il titolo provocatorio dell’iniziativa: Per festeggiare i suoi quaranta anni di “Sogno: titolo provvisorio”, vuole attività ha deciso, insieme all’agenzia esprimere la precarietà sociale di NoiCultura di Jesi, una campagna di- ciò che accade ai giorni nostri, siversa dalle altre aziende, innovativa, ca- tuazioni in cui spesso diventa diffilando la realtà artistica all’interno della cile poter sognare e gli artisti con la propria azienda. loro sensibilità e la loro avanguarSei artisti della zona, alcuni vincitori di dia sanno meglio rappresentare questa premi nazionali o con esposizioni al Na- provvisorietà. tional Gallery di Londra, istalleranno le L’iniziativa è valida e di sicuro innovatiproprie opere, passando per foto, video va, ed è bello, come dice Federica “che e tele, nel cuore del sistema produttivo per una volta l’arte sia calata in un condell’azienda; “Non abbiamo paura di testo di lavoro e lavoratori e non nel soaprire le porte della nostra azienda con lito ambiente a questo predisposto”. la mostra” - afferma Bini – “le aziende L’arte quindi si contamina con l’artidi solito hanno paura di essere copiati. gianato e l’artigianato si fonde nell’arte, Se ci copieranno vuol dire che abbiamo così ha deciso di agire Guerrino Bini, titolare dell’azienda da quarant’anni, un’azienda che ha contribuito alla crescita del paese in cui si trova, che ha guardato per anni a quello che accadeva all’esterno, che è cresciuta sviluppando le sue capacità anche all’estero. Dell’istallazione sarà realizzata una pubblicazione da distribuire ai canali dell’arte. Fotoservizio Simone Sebastiano Cultura 5 4 marzo 2007 storia della tradizione teatrale musicale a jesi di Gianni Gualdoni Ricerca del repertorio, alla ricerca dell’anima Nel 1902 va in scena, in prima esecuzione locale, Aida di Verdi, secondo l’intento impresariale di proporre “novità” per tornare ad interessare la sempre più distratta platea jesina: fu un’edizione di grande valore artistico salutata da clamoroso successo di pubblico, con un 27enne Riccardo Stracciari che il secolo poi incoronerà come grande baritono. Benché a più di 30 anni dalla sua prima apparizione, Aida si dimostrò “un completo successo” come notato dalla critica dell’Ordine-Corriere delle Marche, che sottolinea la “messa in scena sfarzosa” per uno spettacolo che “fu giudicato da grande teatro”: “era un pezzo che non si aveva più da noi un complesso di artisti di tanto valore”. E il pubblico risponde: “Teatro gremito, molti forestieri non trovano posto”. LA “NOVITÀ” DI PROPOSTA RIACCENDE L’INTERESSE L’interesse del pubblico si riaccende grazie alla proposta di titoli “nuovi” per Jesi: di Boheme, nel primo approdo a Jesi di Puccini (1903); di Mignon (1905), per l’esordio locale anche del suo autore Thomas, del Fra Diavolo (1907) di Auber, della Manon pucciniana (1908: “I dovuti encomi alla commissione del Condominio teatrale, che non ha guardato a spese”; “uno spettacolo degno di una grande città”, osanna L’Ordine-Corriere delle Marche) e della Gioconda di Ponchielli (1909), della Dannazione di Faust di Berlioz (1910) come di Tosca (1911). Gioconda è del 1880: ciò non di meno è sentita come una proposta culturale importante, poiché “raccoglie l’eredità del passato e lascia manifestamente scorgere la sublime potenza dell’arte musicale moderna”, come scrive il periodico di tendenze socialiste “L’Ora Presente” nel 1906 (quando già si parlava di rappresentarla in quel settembre, che invece poi vide “il solito” Verdi con Un ballo in maschera). Aggiunge il cronista: “Prima di iniziare nel nostro popolo la conoscenza della vera e sana musica moderna, conviene condurlo a grado a grado, senza sforzo, nella vecchia scuola del Trovatore –che già conosce e sente– attraverso la tendenza, diciamo così, riformista, che trionfa con la Gioconda del Ponchielli, sino all’ultima e grande produzione moderna, sino anche all’immortale Wagner. Questo è il vero programma artistico che dovrebbe avere ogni condominio teatrale o commissione per pubblici spettacoli di città, come la nostra; così né le finanze saranno compromesse, né i buoni propositi di educazione sfumeranno”. Gioconda fu un grande successo, con “sessanta professori d’orchestra, cinquanta coristi d’ambo i sessi, dodici ballerine, sedici ragazzi, trenta comparse, banda in palcoscenico”, oltre al contorno di “feste e fiere, tombola, convegno ciclo-automobilistico, carosello ciclistico”, evento sostenuto da speciali “servizi automobilistici e facilitazioni ferroviarie per i forestieri”. AVANTI WAGNER! CONTRORDINE: BERLIOZ… Interessante il caso del 1910: scartato un progetto composito e anche costoso (30.000 lire), che prevedeva tra l’altro Tristano e Isotta di Wagner, si opta per l’altrettanto difficile capolavoro di Ber- CESARI lioz; il cui progetto si attira a priori feroci critiche, che se da un lato si rivelano chiaramente di parte, dall’altro ci danno forse un’idea del contesto di pubblico cui si rivolge l’impresario d’opera e il Condominio stesso. “Non conosco colui che preparò il progetto di un corso di rappresentazioni della Dannazione di Faust al nostro Pergolesi […] saprà egli meglio di me che la musica del genio francese è spiccatamente sinfonica […] ma non sa che Jesi mai udì musica sinfonica e quindi l’ignoranza non può essere ad un tratto cancellata da una difficilissima musica di schietto carattere sinfonico […] si farebbe un’opera oziosa e inutile, anzi dannosa, perché alla maggioranza essa è musica incomprensibile”, scrive sempre “L’Ora Presente”. Unitamente agli sforzi innovativi dei decenni precedenti (“Gli Ugonotti” di Meyerbeer nel 1888, “Faust” di Gounod l’anno dopo, “Carmen” di Bizet nel ‘91, “Guarany” di Gomes nel ‘92, “Cavalleria rusticana” di Mascagni nel ‘95), quelli incalzanti di inizio secolo sono picchi di interessante qualità produttiva –pure neanche più tanto all’avanguardia– che comunque non riescono di per sé a spingere in avanti la tipologia del repertorio, ancora imperniato sui classici ottocenteschi da Donizetti a Verdi, anche se con edizioni magari di alto livello come fu la “celebrativa” Forza del destino del 1913, in occasione del centenario verdiano della nascita. “Durante la stagione lirica –annota in merito il cronista- il pubblico è stato pervaso da malcontento e da nervosismo, eppur tuttavia il Teatro è stato sempre affollato”. Ricorrenza importante era stata anche quella pergolesiana del 1910 –bicentenario della nascita– quando oltre all’inaugurazione del monumento si ebbero celebrazioni varie ed esecuzioni musicali –tra cui Stabat Mater e Serva padrona– anche se solo come singola serata di gala fuori abbonamento, all’interno della stagione settembrina. Nel 1911 entra in vigore il nuovo Statuto del Teatro, del quale risulta particolarmente interessante l’articolo 14, perché viene a codificare un’attitudine da tempo praticata ed evidentemente ormai molto diffusa: essa riguarda il possibile disimpegno da parte dei condomini verso l’obbligo morale e mate- AGENZIA IMMOBILIARE Associata FIAIP INTEMEDIAZIONI PER VENDITA E LOCAZIONI, VALUTAZIONI, CONSULENZE, RICERCA DI FINANZIAMENTI Via Risorgimento, 23 MOIE Tel 0731 702564 - 347 5355258 www.agenziacesari.it riale alla programmazione, sempre più oramai appannaggio del mercato e della volontà imprenditoriale di richiedenti a cui concedere o meno l’uso del Teatro. “Le scorte teatrali –recita l’articolo- saranno pagate con la cessione delle chiavi dei palchi, fatta facoltà ai condomini di riservarsi il palco o i palchi di loro proprietà, pagando la quota o le quote proporzionali in base alla scorta concessa”. Con ciò, ora il Condominio, se vuole, non ha più obblighi economici nei confronti dell’offerta teatrale e la sua antica spinta produttiva –espressione di un preciso assetto identitario sociale e culturale- cede il passo al puro esercizio del mercato e delle sue regole commerciali, secondo quanto praticato dall’impresario che se ne assume il rischio. ESPLODE CON FURORE IL FENOMENO “OPERETTA” Aumenta sempre più, nel contempo, la presenza durante l’anno dell’operetta, già attestata dalla fine dell’‘800, ma in vero e proprio decollo con il nuovo secolo: venendo a costituire un preciso fenomeno, che nel tempo vedrà addirittura diverse tornate durante l’anno, con un numero sorprendente di titoli rappresentati. La vivacità dell’operetta si vede anche dalla prontezza con cui arriva a Jesi nel 1913, con un’“unica straordinaria rappresentazione”, La reginetta delle rose di Leoncavallo, debuttata da meno di un anno al Teatro dell’Opera di Roma e proposta dalla Compagnia di Operette Varney-Martinez –abituée di Jesi– di passaggio perché diretta ad Ancona per imbarcarsi: impresario ne è Oliviero Malatesta, uno dei più attivi localmente in questo scorcio di tempo insieme a Gerolimini, Magnanelli e altri. Circa l’operetta, i cronisti locali non si stancano di ripetere che essa è “accompagnata dal furore del nostro numeroso e migliore pubblico”; “allestite con sfarzo e decoro, riescono di vero godimento”. “La piccola lirica, come oggi devesi chiamare l’operetta, la gaia, la scintillante operetta che è la fusione equilibrata della musica gaia e della commedia piacevole, impera rigogliosa”. Se lo scoppio della Grande Guerra contribuisce fortemente ad una già incipiente crisi del mondo teatrale -che le stesse autorità governative denunciano, invitando formalmente istituzioni ed enti locali a fare tutto quanto nelle loro possibilità per “attenuare gli effetti dell’attuale crisi teatrale”- la sua fine ne rilancia l’attività con altrettanta forza, certo per un comprensibile diffuso bisogno di distrazione dagli orrori del conflitto e per la conseguente rinnovata gioia di vivere. Mentre continua al “Pergolesi” la proposta di “novità” in campo operistico, con le prime esecuzioni locali di Madama Butterfly (1919), Werther (‘20), Andrea Chenier (‘21), Loreley (‘22), non mancano i Barbiere, Rigoletto, Trovatore, Don Pasquale, sempre comunque apprezzatissimi dal pubblico; ma esplode letteralmente la passione per l’operetta, che ricorre negli anni e anche durante l’anno: il 1920 ne registra ben tre tornate (aprile, ottobre, dicembre), per un totale di oltre 45 serate complessive ed una varietà di proposta di almeno 30 titoli differenti. (19. continua) [email protected] FOCARELLI OTTICA 6 Vita Ecclesiale 4 marzo 2007 Parola di Dio Sì dio sarà sempre fedele a noi di don Mariano Piccotti [email protected] 4 marzo 2007 anno c - seconda domenica di quaresima Dal vangelo secondo Luca ( Lc 9, 28-36) In quel tempo Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli non sapeva quel che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: “Questi è il Figlio mio, Agenda Pastorale del Vescovo Venerdì 2 marzo 21 3° incontro formativo di tutti i capi scout presso la parr. di S. Massimiliano K. Sabato 3 marzo ore 17: Inaugurazione della mostra delle icone ore 18: Parr. San Francesco di Paola: S. Messa e Cresima di un gruppo di giovani e adulti Domenica 4 marzo ore 10 e 11.30: S. Messa nella parrocchia di San Giovanni Battista ore 12.30: Collegio Pergolesi: S. Messa per i partecipanti al Convegno annuale Pomeriggio: Incontro con le consacrate nell’Ordo Virginum delle Marche Lunedì 5 marzo ore 21: Cupramontana: incontro con i fidanzati Martedì 6 marzo ore 15-18: il Vescovo riceve nella cappella di San Floriano, in Duomo, coloro che desiderano confessarsi o avere un colloquio spirituale. Senza appuntamento ore 21: Parrocchia San Sebastiano: incontro con i Giovanissimi di Azione Cattolica Mercoledì 7 marzo ore 19: Santuario delle Grazie: S. Messa animata dalle aderenti al CIF. ore 21.15: S. Messa dei Gruppi del Rinnovamento nello Spirito presso la parrocchia di S. Francesco di Assisi Giovedì 8 marzo Mattino: Collegio dei Consultori l’eletto; ascoltatelo”. Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto. Parola del Signore. COMMENTO E’ Lui il nostro fratello Seconda tappa del cammino verso la santa montagna della Pasqua. Il monte è stato sempre in ogni percorso spirituale, segno della ricerca di Dio. Noi vi saliamo con Gesù. Possiamo anche sentirci ormai tra i privilegiati, i tre che sanno di Gesù, lo conoscono. Ma veramente lo conosciamo? Sono stupiti dell’annuncio che poco prima ha fatto della sua passione, della sua fedeltà alla condizione umana e alla sua storia. E’ scandaloso che il Signore percorra sul serio, fino in fondo quella strada. Dio è veramente fedele al suo popolo? Gesù sente il loro silenzio pesante e il loro turbamento. E decide di salire sul Tabor (non c’è questa tradizio- nale indicazione geografica). Vuole che non perdano la loro fiducia nella fedeltà di Dio. Lo farà ancora con i due di Emmaus; lo sta facendo con noi, nella celebrazione. Luca afferma che il loro stare sul monte era per pregare, proprio come quanti cercano Dio. Ed ecco lo splendore di Gesù: è il Figlio di Dio che emerge dalla carne mortale; è l’unione col Padre ni, Dio resta fedele a noi. che si manifesta, anche E chi percepisce questa attraverso la voce dalla luce, la vorrebbe trattenube (Dio resta sempre nere. nel mistero, non può es- “Ascoltatelo!”, ci viene sere posseduto). E’ una ripetuto in questa quaesperienza di rivelazio- resima. Cioè: “Non afne della fedeltà di Dio. fannatevi di molte cose ( A Gesù guarda tutta la Lc 10,38-42) . Fermatevi tradizione precedente ai suoi piedi e non per(Mosè ed Elia). E’ Lui il dete neppure una delle Dio con noi, l’alleanza sue parole, neppure uno nuova ed eterna, Lui, il dei suoi gesti. E Dio che nostro fratello. Nono- li fa per noi”. Le prossime stante le esperienze di domeniche saranno verapassione e di morte, no- mente indicative. nostante le contraddizio- Don Divo Barsotti è mor- Dal 3 al 25 marzo al museo diocesano Mostra di icone russe N ei locali del Museo Diocesano di Jesi, sabato 3 marzo, alle ore 17 si inaugura la Mostra sulle Icone dove si espongono Icone russe del secolo XIX appartenenti a collezione privata ed alcune Icone realizzate da due religiose che hanno seguito il percorso spirituale dell’Arte dell’Icona. L’inaugurazione alla quale interviene l’iconografo Giancarlo Pellegrini, di- venta momento conclusivo di un progetto delle classi terminali del Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” di Jesi, seguito dai professori Attilio Coltorti, Alessandra Marcuccini, Lucia Zannini, che ha inteso trattare aspetti teologici, storici ed artistici della Chiesa Cristiano-Ortodossa. La mostra che coinvolge il Museo Diocesano ed il Liceo Classico, resterà aper- CHIESA dell’ADORAZIONE Dal lunedì al venerdì (eccetto i giorni festivi infrasettimanali), dalle ore 16 alle 19, un sacerdote è a disposizione nella Chiesa dell’Adorazione per le confessioni e il colloquio spirituale. Questo servizio,offerto a tutti, vuol essere in modo particolare una opportunità data ai giovani. Viene di seguito indicato il sacerdote presente per ciascun giorno: Lunedì Martedì Mercol. Giovedì Venerdì 5 marzo Don Mariano Piccotti 6 marzo Don Maurizio Fileni 7 marzo Don Gianni Giuliani 8 marzo Don Giovani Rossi 9 marzo Don Mario Massaccio Conferenza Venerdì 2 marzo, alle ore 18. 15, presso la biblioteca Petrucci di Jesi, Vito Orlando, docente di Pedagogia Domenica 11 marzo Il Vescovo partecipa ad alcuno momenti del Convegno Diocesano dei Catechisti ore 11: S. Messa su Rai 1 trasmessa dalla Parrocchia di San Giuseppe ore 15: Incontro con i Fidanzati in Seminario ore 17: S. Messa a conclusione del Convegno dei Catechisti multiculturale all’Università Pontificia salesiana di Roma, parlerà sul tema “Identità e differenza: percorsi educativi”. Settimanale di ispirazione cattolica fondato nel 1953 Preghiera O Signore, liberami da ogni potere che il mondo ha su di me, fa che io veda, fa che la mia vita non sia più che la tua Presenza; che la Presenza consumi, eclissi ogni cosa, distrugga anche me. Solo nella mia morte è la mia vita…. Dammi o Dio, purezza e umiltà. Si può vivere in Te, o Cristo, senza assumere la pena del mondo, senza essere solidale con gli uomini e vivere la loro solitudine, la loro desolazione ? (don Divo Barsotti 1914-2006) La Passione Una antica e nuova forma di catechesi è la sacra rappresentazione. Un gruppo di fedeli jesini ha pensato di organizzare per la cittadinanza questa rievocazione e in questa prima fase stanno cercando figuranti disponibili per la sacra rappresentazione della passione e morte di Gesù che si terrà domenica 1° aprile alle ore 21 al parco del Ventaglio a Jesi. Per ulteriori informazioni si possono contattare Egizia Mimmotti telefono 349 6230712 e Giorgio Massera al numero 338 3231655. “Casomai” Luogo di adorazione e di ascolto Venerdì 9 marzo 21: Monsano: incontro con i genitori dei Cresimandi Sabato 10 marzo ore 18: Monsano: Processione del Voto e S. Messa ta fino al 25 marzo con il seguente orario: martedì, giovedì, sabato, domenica dalle ore 17 alle ore 20. Info 0731-56625 // 073157444 Nei giorni 24 e 25 marzo, in occasione delle Giornate del Fondo per l’Ambiente Italiano, il Museo Diocesano di Jesi verrà aperto al pubblico e gli alunni del Liceo Classico effettueranno il servizio di guida. to a 92 anni il 15 febbraio di un anno fa. E’ l’ultimo mistico del ‘900. “Chi veramente crede, vive al di là della morte” , scriveva. “Cerco Dio solo” diceva lui e dicono i Figli di Dio che lui ha radunato. “Entra e vivi con noi il primato della preghiera” è detto nel loro sito web (www. figlididio.it) “La speranza e la tenacia di chi si ama sfidando i luoghi comuni, di chi ha trovato nel Vangelo il coraggio del dono di sé” è il filo conduttore dell’incontro rivolto a tutte le coppie di “breve e lunga navigazione” che si svolgerà nel pomeriggio di domenica 4 marzo, alle ore 16,30, nei locali della parrocchia San Francesco d’Assisi a Jesi. La visione del film “Casomai” con Stefania Rocca e Fabio Volo sarà l’occasione per raccontarsi ciò che sta accadendo nelle famiglie, dei momenti di crisi, del dolore e della disillusione che molti vivono sulla propria pelle. Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An Telefono 0731.208145 Fax 0731.208145 email: [email protected] Internet: www.vocedellavallesina.it c/c postale 13334602 Direttore responsabile Beatrice Testadiferro • Proprietà Diocesi di Jesi • Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del 10.1.1953 • Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola www.galeati.it • Spedizione in abbonamento postale • Abbonamento annuo 35 euro - quadrimestrale 12 euro - di amicizia 50 euro - sostenitore 100 euro • Tutti i diritti riservati • Esce ogni mercoledì • Associato alla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale, forniti all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento o diversamente acquisiti sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. Tali dati saranno utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per proprie attività istituzionali nonchè per conformarsi ad obblighi di legge. Vita ecclesiale Convegno CEI a Napoli per la Pastorale nell’Università 4 marzo 2007 7 Dai nostri missionari – Sr Eugenia Giampaoletti dall’Argentina A Jesi ci accorgiamo degli universitari? Grazie alla parrocchia Santa Lucia S H l’asterisco i è tenuto a Napoli dal 16 al 18 febbraio scorsi il convegno nazionale dei responsabili diocesani di pastorale universitaria organizzato dalla CEI. Perché a Napoli? Nel novembre 2006 fu il presidente della Repubblica Napolitano, in visita alla sua città natale, a sottolineare che Stato e Chiesa «hanno una comune missione educativa» e sono chiamati a «servire gli stessi valori di moralità ed eticità». Parole che hanno portato la CEI a scegliere la città partenopea come sede dell’incontro. «La Chiesa ha l’insegnamento nel proprio Dna - ha detto il cardinale Sepe - e proprio per questo ha sempre dedicato grande attenzione alla scuola e all’educazione a ogni livello. Le stesse università nel passato ponevano le loro radici nei monasteri e negli ambienti cristiani». In quest’ottica, pur nel rispetto delle differenze e delle autonomie, è emerso come si renda necessaria una sorta di alleanza tra le Diocesi e gli atenei perché l’università sia luogo in cui ci si prepara si ad una professione, ma in cui si cresce nella dimensione spirituale e umana. Il presidente della Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) ha sottolineato come «uno dei compiti prioritari dell’università è quello di formare coscienze critiche, capaci di analizzare». E’ emerso anche come dobbiamo tornare ad allenare i nostri studenti a diventare persone che sanno usare la ragione. Dagli interventi e dai dibattiti è emerso come sia necessario preoccuparsi di questi studenti nella loro realtà di persone. Un esempio? A Jesi la nostra realtà ecclesiale si è accorta che esiste un’università, che ci sono di Giacomo Galeazzi bufera su dico I n piena bufera sui «Dico» si profila una nuova ombra all’orizzonte: il «Benvenuto», la cerimonia ufficiale dello Stato per i neonati. Dopo il matrimonio, la chiesa teme che sia a rischio anche il «monopolio» religioso sulle cerimonie del battesimo e del funerale. Nell’imminenza del passaggio in Parlamento del disegno di legge Pollastrini-Bindi sui «Dico» e mentre echeggia ancora il «non possumus» della Cei al «rito della dichiarazione di convivenza», si annuncia una nuova minaccia, che arriva dalla Spagna, ancora una volta. Come per la regolarizzazione delle unioni di fatto eterosessuali e gay, il nuovo fronte per la Conferenza episcopale italiana potrebbe, infatti, aprirsi su influsso della legislazione laicista spagnola. Uno «scippo» di ritualità dello Stato alla Chiesa che potrebbe, in futuro, essere applicato anche nei comuni italiani. Il governo della Catalogna ha appena fissato le formule «secolari» per i riti del battesimo e del funerale. E ora sta spedendo nelle case dei cittadini un vademecum, ossia una sorta di «messale laico», un cerimoniale civile che alle preghiere e alle benedizioni sostituisce frasari «politically correct» e procedure standard. «Vogliono proprio rubare il mestiere ai preti», prova a sdrammatizzare un presule spagnolo di Curia. Un provvedimento, senza precedenti, concepito per chi, in condizioni assolutamente secolari, vuole trovare formule per vivere «con pienezza, solennità e spiritualità» quelli che la Chiesa da due millenni amministra come «riti di passaggio» Le autorità di Barcellona hanno preso questa singolare decisione dopo che i matrimoni civili hanno superato quelli religiosi. Il testo dell’articolato governativo suggerisce persino letture e musiche appropriate, da Charlie Chaplin ai Beatles, dai poeti del romanticismo ai compositori del Novecento. E viene cambiato anche il nome dei sacramenti. Il battesimo diventa da festa religiosa una cerimonia di «benvenuto» al neonato. E per le esequie al salmo «De profundis» e al «Requiem» si sostituiscono pagine di classici come Seneca e di autori contemporanei sulla morte. Una liturgia dei defunti, dunque, con riferimenti solo laici. Già un anno e mezzo fa, in occasione del «Pacs day» di Roma, fu posta l’esigenza di rendere meno formali e burocratici i riti laici come l’iscrizione anagrafica delle coppie di fatto. Nel comune di Pisa sono stati fatti passi in questa direzione e al decimo municipio, periferia sud-est della capitale, presieduto dall’ex giornalista del «Manifesto» Sandro Medici ed eletto nelle liste di Rifondazione comunista, è stata ritualizzata l’adesione al registro dei conviventi. Tra sale consiliari addobbate di fiori, buffet per amici e parenti, libri in dono del poeta turco Nazim Ikmet, una cerimonia «ad hoc» che suscita le proteste del Vicariato per la cerimonia «ad hoc» e un coro di critiche del centrodestra («neopaganesimo», «vergogna per la società» condanna l’Udc, «atto arrogante», «messa in scena-onta» tuona An). Una firma davanti a un rappresentante delle istituzioni che diventa cerimonia con tanto di «omelia laica» e testimoni onorari. circa 800 studenti che quotidianamente attraversano le nostre piazze, frequentano lezioni, si formano per il futuro? La comunità cristiana deve essere richiamata, come ha ricordato monsignor Bruno Stenco, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per l’educazione, la scuola e l’università, «a farsi carico della pastorale universitaria, che non può rimanere slegata da quella giovanile e dai percorsi formativi delle nostre comunità parrocchiali o diocesane». Nel suo intervento il Rettore della Federico II di Napoli ha affermato che «Forse sarebbe arrivato il momento per un ritorno alle origini, quando le università erano comunità di maestri e discenti», un obiettivo probabilmente difficile da raggiungere ma per cui il lavoro comune di Chiesa ed Istituzioni diventa strategico. Don Cristiano Marasca Ringraziamento alla Fondazione Il vescovo, il parroco e la comunità parrocchiale di Collina di Santa Maria Nuova ringraziano di cuore la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi per la cospicua donazione di euro venticinque mila. Il contributo è stato messo a disposizione della Chiesa parrocchiale per la rifacitura completa del tetto gravemente lesionato dalla grandine e dalla neve abbondante di due anni fa. Don Nello Barboni o ricevuto il libretto dove avete messo le nostre notizie, è bellissimo, mi piaciuto molto, veramente mi ha fatto tanto piacere leggere le lettere di altri missionari. Ringrazio Marta e l’Ufficio Missionario infinitamente per tutto quello che fa; ringrazio e saluto il vescovo monsignor Gerardo che ho sempre presente nelle mie preghiere di ogni giorno. Il progetto “Bicchiere di latte” ha avuto qualche problema ma la Provvidenza non ci abbandona. La parrocchia Santa Lucia ci farà avere duemila euro e questo mi permetterà di dare per un anno la merenda ai miei bambini. Un saluto ed un abbraccio fraterno Sr Eugenia A margine dell’incontro alla Petrucciana su Oriente e Occidente La spiritualità nella vita di tutti i giorni M i offre l’occasione la conferenza sulla “Spiritualità Orientale e Occidente contemporaneo”, tenuta mercoledì 21 febbraio dal prof. Mauro Bergonzi presso la biblioteca diocesana “P. M. Petrucci, per alcune riflessioni su come la si vive nella nostra vita sia come singoli e sia come comunità. Il professore parte dalla certezza che l’uomo d’oggi cerca sempre più spazi di spiritualità nella sua vita. La sua domanda è aperta a tutte le religioni, spaziando anche nell’esoterico, nelle forme chiamate comunemente new-age, in quello spiritualismo in cui i viaggi alla ricerca del luogo adatto ormai spaziano dall’Asia all’America latina, dove ansiosamente si cerca il “maestro” o una comunità dove si vive in funzione del proprio “io” in una ricerca che cerca di entrare nel profondo di noi stessi. Un’esigenza di ricerca e di trascendenza e il pericolo di cercare risposte tangibili: soluzioni che vanno a lenire quel “male del vivere” in cui l’esigenza di trascendenza viene confusa con un appagamento terreno di fronte alle difficoltà della vita, come se la spiritualità sia in funzione di una felicità che però non si dare oltre il limite del tandistacca dalle cose. La spi- gibile, perché il fondo dove ritualità richiede un distac- non si vede la profondità è carsi, un viaggio in un non lo sforzo che noi dobbiamo senso (almeno quello che fare per “bucare l’infinito”. noi intendiamo), ma supera Inutile cercare i segni nella tutti gli aspetti che toccano spiritualità. Il nostro limiil visibile, perché cerca nel te è nella esigenza di avere profondo di trovare la ri- sensazioni, emozioni, fatsposta dell’invisibile che è ti nella nostra vita che ci data dalla capacità di met- diano sicurezza del nostro tersi in ascolto e di avere il cercare, quando dobbiamo coraggio di entrare in quella affidarci, entrare in quella dimensione dove il distacco amicizia con Dio che attradiventa fondamentale. verso lo spirito in ogni moAllora questa esigenza o mento della nostra vita ci è un continuo mettere in indica il percorso “oltre” in discussione il rapporto tra cui dobbiamo andare. l’io e il Tu, ponendolo non Andare nel secchio senza in termini subalterni ma di fondo, senza avere paura Amicizia, oppure viene vis- del vuoto o del buio; affisuta in quella diatriba del darci alla sua Parola, perché dare e avere, tra il Creatore come dice la Bibbia con il e il creato. La spiritualità canto profetico di Zaccaria non può essere estrapolata “Il nostro Dio è bontà e midalla vita. Essa fa parte della sericordia; ci verrà incontro nostra quotidianità. Siamo dall’alto, splenderà nelle tespirituali perché facciamo nebre per chi vive all’omparte di un disegno in cui lo bra della morte e guiderà Spirito è il mezzo per acce- i nostri passi sulla via della dere a quella amicizia con pace”. Dio che vuole nella vita dal- L’esigenza del silenzio è la nostra vita di tutti i giorni fondamentale per ascoltaatti che testimoniano la Sua re lo spirito che attraverso venuta al mondo. i fatti della nostra vita ci Bergonzi ha raccontato un interpella e alle volte il suo episodio proveniente dal- ascolto diventa arido, diffila filosofia buddista, in cui cile, incomprensibile, ma la il maestro invita l’allievo a nostra fede sta appunto in vedere il secchio senza fon- quell’affidarsi incondiziodo: questo dimostra che la nato alla Sua Misericordia. nostra conoscenza deve anRemo Uncini Nominato il Vescovo nella diocesi di Macerata Un aiuto quasi profetico M acerata si prepara per la consacrazione e l’accoglienza del nuovo vescovo mons. Claudio Giuliodori. Nato ad Osimo il 7 gennaio 1958, è stato ordinato sacerdote nella diocesi di AnconaOsimo il 16 aprile 1983. Nominato Cappellano di Sua Santità l’11 marzo 2002 riceverà la consacrazione episcopale nel duomo di Macerata il prossimo 31 marzo. “Nell’accogliere la nomina a Vescovo della Diocesi di Macerata - Tolentino - Recanati - Cingoli - Treia da parte del Santo Padre Benedetto XVI, rivolgo il mio pensiero orante a Dio Padre che nella Sua misericordia ha posto lo sguardo su di me per affidarmi la missione di continuare, come successore degli Apostoli, in questa porzione del popolo di Dio, l’opera di Suo Figlio Gesù, Buon Pastore. È un compito che non può essere svolto con le sole risorse umane e per questo, affidandomi total- mente alla Grazia divina, attendo con trepidazione il dono dello Spirito Santo che riceverò nella consacrazione episcopale, consapevole che solo dal Paraclito potrò ottenere la luce e la forza per esercitare in modo fruttuoso, secondo il disegno di Dio, il ministero episcopale”: così mons. Giuliodori ha iniziato il suo messaggio alla Diocesi che gli è stata affidata. L’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana) marchigiana saluta con soddisfazione la nomina di monsignor Claudio Giuliodori, marchigiano che torna nella sua terra con accresciute esperienza e professionalità nel mondo della comunicazione. Dopo avere avuto la delicata responsabilità di raccontare per anni, a contatto con la stampa cattolica e laica, la complessa vita della Chiesa, monsignor Giuliodori oggi diventa Pastore e compagno di viaggio della Chiesa marchigiana, in un itinerario che la vede impegnata in appuntamenti di grande rilievo, come l’Agorà di Loreto il prossimo settembre e il Congresso Eucaristico nazionale del 2011. Un aiuto quasi profetico, in una chiesa marchigiana che desidera accrescere le sue capacità di essere comunità e nello stesso tempo di riuscire a comunicare con modernità l’annuncio del Vangelo. Circolo Ferrini Tradizioni penitenziali nelle varie nazioni europee” è il tema della conversazione che mercoledì 7 marzo alle ore 16 la prof.ssa Costanza Santacroce Cestaro terrà nel teatro del museo diocesano. Il presidente del circolo, Primo Luigi Bini, invita a partecipare, non solo i soci e gli amici del circolo Ferrini, ma tutti coloro che vorranno approfondire e conoscere le esperienze quaresimali di altri popoli. Nel pomeriggio del 14 marzo, alle ore 16, mons. Anselmo Rossetti parlerà su: “Il precetto moderno per le prescrizioni quaresimali: cosa c’è di nuovo per i cristiani di oggi” 8 In diocesi 4 marzo 2007 Domenica scorsa la Marcia della Pace I ragazzi dell’Acr: “Siamo portatori sani di Pace” D omenica scorsa un simpatico corteo colorato di arancione e blu ha sfilato per le vie della città. Si trattava della marcia della Pace, manifestazione organizzata dall’Acr (Azione Cattolica Ragazzi) e giunta all’ottava edizione. Oltre trecento ragazzi, di età compresa tra i nove ed i quattordici anni, hanno gridato a voce e con gli striscioni, il loro bisogno di pace, prendendo spunto dal messaggio di Papa Benedetto XVI “la persona umana, cuore della pace”. I due cortei, partiti da Santa Maria del Piano e San Sebastiano, hanno attraversato Jesi per ricongiungersi davanti al liceo “Leonardo da Vinci” dove hanno incontrato i rappresentati della Coos Marche, la cooperativa jesina che da anni opera nel sociale nella Vallesina. “Grazie per aver pensato ai disabili, solitamente poco visibili. Il Papa ci ha detto che rispetto significa dignità della persona: questa è la pace. Vuol dire cercare la vicinanza come fratelli ed è un compito grande ed impegnativo”. Il gruppo si è poi diretta verso San Marco, dove ad at- tenderlo c’era Mons. Vescovo, che ha celebrato la messa conclusiva. “Non basta gridare pace ma bisogna costruirla in mezzo a voi – ha detto don Gerardo durante l’omelia – Questo è l’impegno che vi do per la quaresima: mettiamo Gesù al primo posto”. Il Vescovo ha anche invitato i giovani presenti ad accogliere i circa mille coetanei che a fine agosto arriveranno a Jesi per partecipare all’Agorà. Durante l’offertorio all’altare alcuni bambini hanno portato dei generi alimentari raccolti in settimana, che saranno devoluti alla mensa della Caritas di San Francesco di Paola. Tra sabato e domenica, sempre nell’ambito della festa della Pace, l’Acr aveva allestito uno stand davanti a palazzo dei Convegni dove sono stati venduti degli oggetti dell’associazione “De Coccio”. Il ricavato di tale vendita è stato devoluto interamente alle comunità gestite dalla Coos Marche. Fotoservizio Giuseppe Papadia Domenica 4 marzo il Collegio Pergolesi apre ai giovani L’educazione del cuore e l’amicizia “L ’onore a Dio, a me la fatica, l’utilità al prossimo”. Parole che ispirano riflessione, ammirazione, rispetto. Pronunciate da un sacerdote, ma prima ancora da un uomo, che scelse di trasformare il proprio dolore in prestazione. Vittore Scheppers nacque in Belgio nel 1802 e dopo la prematura perdita della madre e delle sorelle (tragedie che lo scossero profondamente portandolo alla riflessione sul senso della vita) si avviò alla scelta sacerdotale, rinunciando all’agiata esistenza che il patrimonio paterno gli avrebbe garantito. Contemporaneamente agli studi cristiani, Vittore dedicò le sue energie ai giovani disagiati, agli emarginati, agli ammalati, agli anziani e in particolar modo ai detenuti. La sua costante volontà di suscitare - e trasmettere se necessario - la cultura, la speranza e l’educazione spirituale non fu vana. Fondò la comunità dei Fratelli e successivamente quella delle Antonella Lumini (dott.sa in filosofia Sorelle di “Nostra Signora della Mise- all’Università di Firenze), che tratterà ricordia”, entrambe votate all’assistenza il tema “Ritorno alla fonte interiore: il del prossimo, ben presto note e richie- corpo e la psiche nell’orizzonte dello ste in varie parti del mondo. Morì nel spirito”. Alle ore 12.15 la Santa Messa, 1877, ma tuttora il suo impegno è ri- presieduta da Mons. Gerardo Rocconi cordato e imitato, del resto oggi come – Vescovo di Jesi. Il pranzo conviviale è allora esistono difficoltà da affrontare previsto a partire dalle 13.15 e alle 15 (non meno nel mondo giovanile) e la Scuola Musicale Pergolesi presenterà oggi come allora di fronte a queste ci un ensemble classico di violino, pianosi pongono interrogativi sul senso del- forte, flauto. Alle 15.45 Edio Costantini la propria esistenza. “Scheppers’ Day. I (presidente nazionale Centro Sportivo Giovani e l’Educazione del Cuore” è il Italiano) tratterà l’argomento “L’edutitolo dell’incontro di domenica 4 mar- cazione dei giovani e lo sport” e alle zo, organizzato al Collegio Pergolesi in 16.15 Giovanni Brecciaroli (musicista via San Marco, 13 a Jesi. La giornata si della Scuola Musicale Pergolesi) preaprirà alle ore 10 con la relazione del senterà, insieme ai suoi allievi di canto, dott. Marco Ceppi (psicologo e logo- una “Raccolta di arie Operistiche”. Alle terapeuta) su “I giovani, l’educazione ore 17 verrà dato spazio agli interventi del cuore, il dialogo e l’amicizia”. Alle dalla platea, la conclusione è prevista 10.45 seguirà l’incontro con frate Ema- per le 17.30. nuele Francesconi (superiore provin- Per ulteriori informazioni: 0731/64444 ciale dei Fratelli N.S. della Misericordia e [email protected]. di Roma) e alle 11.30 sarà la volta di Raffaella Fioretti I bambini alla giornata della vita Alla “Festa della Vita”, domenica 4 febbraio scorso, hanno partecipato i bambini frequentanti le cinque scuole materne private della diocesi: la materna di San Marcello, di Moie, di Collina di Santa Maria Nuova, di Cupramontana e di jesi in via Roma. Nella foto il gruppo dei bambini con le insegnanti e il vescovo in Cattedrale. Jesi e Vallesina “I n forza di questa concessione e previo accordo con il Parroco sei autorizzato a portare la Santa Comunione ai malati, agli anziani e a quanti non possono partecipare all’Eucaristia domenicale: a distribuire la Santa Comunione in chiesa sia durante la celebrazione dell’Eucaristia, sia fuori di essa quando la necessità e l’opportunità lo richiedano. Per vivere con verità questo ministero procurerai di metterti ogni giorno in ascolto della Parola di Dio, di fare dell’Eucaristia il centro della tua 4 marzo 2007 Duomo di Jesi, 25 febbraio: sette donne ricevono il “Mandato” Un servizio straordinario vita, di sentirti in servizio dei fratelli sofferenti”. Tutto questo è scritto sulla “Carta d’identità” consegnata dal Vescovo ai nuovi ministri straordinari della Comunione, in cattedrale domenica 25 febbraio, in occasione del conferimento del “Mandato”. Le sette donne che avevano frequentato il corso di preparazione (Maria Antonietta della parrocchia di san Giuseppe, Barba- ra di san Sebastiano, Luigina di Papa per la Quaresima, ha punsan Giovanni Battista, suor Jaya tualizzato le due dimensioni e suor Lima della Cattedrale, dell’amore di Dio: agape e eros. Gabriella e Augusta della par- “L’incarnazione, per cui Dio ha rocchia di S.Maria di Moje) han- scelto di provare sentimenti no risposto “Eccomi” al Vescovo umani, ha posto l’Uomo-Dio che le ha chiamate una ad una nell’aver bisogno di amore…; e a per nome. Poi, insieme agli altri questo bisogno d’amore si deve ministri, hanno partecipato alla rispondere divenendo strumenti celebrazione dell’Eucaristia. e vie dell’amore di Cristo per gli Nell’omelia il Vescovo facendo uomini. Vivere una vita eucaririferimento al messaggio del stica è farsi dono a servizio della 9 comunità”. Il Vescovo ha quindi messo in luce l’impegno ”importantissimo” dei ministri dell’Eucaristia, soprattutto quando è esercitato a favore delle persone sofferenti. Tale ministero esige grande senso di responsabilità nel cammino quotidiano di “assimilazione” a Cristo. Dopo la celebrazione i nuovi ministri della Eucaristia sono tornati alle loro case con la gioia nel cuore per essere stati chiamati a distribuire il Pane della vita. Maria Antonietta Angeloni Alla Petrucciana parla un esperto dell’Islam L’Islam? Conosciamolo prima di giudicarlo P rima di giudicare l’Islam bisogna co- una convivenza pacifica – di tante guerre l’arabo percorre anche lui un cammino di noscerlo. È l’indicazione di buon sen- e contrapposizioni. E sicuramente sco- crescita, ma lo fa per arrivare alla gnosi, so che dà Francesco Zannini, docente di moda, soprattutto per un cristiano che si alla conoscenza. Ma veniamo alla difficile Teologia islamica e di storia dell’Islam definisca tale. Chiamato a trattare il tema situazione attuale. Il Concilio Vaticano II contemporaneo presso il Pontificio Istitu- “Islamismo e cristianesimo: un cammino - ha ricordato Zanto di Studi Arabi di Roma. Ed è una re- di dialogo”, Zannini ha fatto dei cenni alla nini – ci chiama a gola d’oro che vale in primo luogo per la storia dell’Islam, ricordando come oggi rivedere i nostri atcoscienza cristiana, segnata da una lunga sembra si sia dimenticato che l’Islam è teggiamenti e invita tradizione di dialogo che chiama innan- innanzitutto una religione. E con un forte ad un cammino da zitutto al rispetto e alla tolleranza. Se ne legame storico-culurale con quella cristia- percorrere insieme. è parlato alla Petrucciana lo scorso lune- na. Una religione costruita - soprattutto “Il dialogo – spiega dì 5 febbraio. È necessario riconoscere nella prima metà del settimo secolo d.C. il professore – non – ha spiegato il professore – che l’altro è - sul sacrificio di martiri sepolti vivi nella si è mai interrotto. un interlocutore che contribuisce alla no- sabbia, dilaniati dalle bestie feroci, morti Si tratta del dialogo stra crescita. Proprio a partire dalla sua senza colpo ferire. Certo, le differenze ra- della vita, e di queldiversità. Empatia, dunque. Che significa dicali tra islamismo e cristianesimo sono lo profondo delcalarsi nella realtà di colui che abbiamo tante. Basti pensare al dogma dell’incarna- la preghiera.” Dio di fronte, scendendo fin nelle viscere della zione e alla concezione di un Dio che, per opera senza mosua esperienza religiosa. Obiettivo, capire gli arabi, è sempre da raggiungere, e non strarci il bene della dall’interno quel sistema di dogmi che lo cammina nella storia. Una chiara distan- sua opera. E il proanima nel pensiero e nei comportamenti. za si vede nell’atteggiamento del mistico. fessore è ottimista Una lezione di umanità, quella del pro- Se il cristiano mira all’unione con Dio per per il futuro. “Non fessor Zannini, più efficace – in vista di la contemplazione pura, fine a se stessa, bisogna avere paura – dice – ma mettersi nei panni dell’altro, rispettarlo, e cercare insieme a lui di costruire un mondo di pace”. Lucia Romiti “Cinema e letteratura” Montecarotto Il giovane Fabio Filipponi di Montecarotto ha composto una poesia sul suo paese nel quale vive. Fabio ci ha inviato lo scritto che volentieri pubblichiamo e che vuole essere un omaggio a Montecarotto ed un motivo di invito a fare in modo che il paese sia sempre più valorizzato. Incontri guidati dalla prof.ssa Piera Petrucci Scortichini nel salone parrocchiale “san Massimiliano Kolbe” ore 21 9 marzo : “IO NON HO PAURA” di Gabriele Salvatores Tratto dal romanzo “Io non ho paura “ di Niccolò Ammaniti 16 marzo : “CADAVERI ECCELLENTI” di Francesco Rosi Tratto dal romanzo “Il Contesto “ di Leonardo Sciascia 23 marzo : “IL GATTOPARDO” di Luchino Visconti Tratto dal romanzo “Il Gattopardo “ di Giuseppe Tomasi di Lampedusa Malati di niente 2007 Arte, incontri e dibattiti E’ iniziata lunedì 26 febbraio al Teatro Pergolesi di Jesi la settima edizione di Malati di niente. Maturata negli anni attraverso il confronto con esperienze provenienti da ogni parte del mondo, la rassegna è ormai realtà consolidata di intervento socio-culturale nella lotta al pregiudizio e allo stigma sociale che nel 2005 si è vista riconoscere il Premio nazionale per l’innovazione nei servizi sociali e nel 2006 il Premio “A. Alesini” promosso da Cittadinanzattiva per le buone pratiche in sanità. L’iniziativa è promossa da Comune di Jesi, Regione Marche, Provincia di Ancona, Ambito Territoriale IX, Comunità Alloggio “Soteria”, Dipartimento Salute Mentale Asur zona territoriale 5, Rete del Sollievo di Jesi, in collaborazione con la Cooperativa sociale COOSS Marche, Associazione Culturale “Asiamente”, Centro Sociale TNT, Teatro Pirata e Asso- ciazione dei Familiari Atena. Il progetto ha l’ambizione di aprire un percorso, nel quale cammineranno insieme pazienti, familiari, operatori, gente comune, verso un orizzonte ideale rappresentato da una comunità di donne e di uomini ancora capaci di creare legame sociale, inclusione, solidarietà. Nel corso delle varie edizioni, salutate dalla crescente partecipazione di pubblico, si è consolidato un forte lavoro di rete con l’associazionismo sociale e culturale, le istituzioni, le strutture del Dipartimento di Salute Mentale, il volontariato, il mondo della cooperazione sociale del territorio. Non mancherà, come lo scorso anno, la collaborazione con le scuole medie superiori del territorio. Ricchissimo il programma dei dibattiti e degli incontri pubblici: si inizia il 21 marzo (ore 10, Sala Didattica della Fondazione Colocci) con il dibattito coordinato da Vito Inserra del Tavolo Regionale Salute Mentale su “Risorse: responsabilità sociale d’impresa”. 10 Cultura e società 4 marzo 2007 Politiche ambientali: Jesi difende il clima L’Europa applaude la città di Federico S E i svolgerà a Siviglia, tra il 21 e il 24 modello da seguire quale centro di commarzo, la Quinta Conferenza Europea petenza “locale e internazionale”. Sono delle Città Sostenibili, a cui Jesi prenderà stati resi noti personalmente dal dr. Karlparte come città pilota italiana e più avan- Ludwig Schibel, coordinatore dell’Alleanzata tra le altre, per il progetto a livello za per il Clima Italia, nel corso della coneuropeo Climate Compass, che vuol dire ferenza stampa di lunedì 19 presieduta Bussola del clima. dal sindaco Fabiano Belcecchi. Presenti Un progetto sostenuto dalla Commissio- anche l’assessore all’Ambiente Daniele ne Europea con lo scopo di “offrire alle Olivi e la responsabile del settore AmAmministrazioni comunali e territoriali biente dott.ssa Fulvia Ciattaglia. una metodologia per ideare un program- “L’Europa guarda a Jesi per le politiche ma immediato di politica del clima in un adottate di tutela sul clima” ha riferito l’ilarco di tempo molto breve. Si tratta di lustre ospite. Parole significative perché programmi che si basano su esperienze sanciscono - secondo l’assessore Olivi - “ ed attività già svolte e devono essere in- il raggiungimento di una tappa importanclusi in una strategia complessiva di po- te, che spinge a proiezioni e obiettivi fulitica del clima che richiami i settori di turi, tra cui quello di far crescere la culenergia e trasporti, oltre ad aree rilevanti tura e la sensibilità sulla problematica del per le politiche di riduzione dei gas serra.” clima. “ Una linea d’azione che ha trovato piena In calendario, pertanto, anche una serie concretezza nelle attività intraprese già di incontri previsti dal 12 al 17 marzo tra da tempo dalla città attraverso tre stru- esperti, pubblica amministrazione e immenti ormai noti: il Piano strategico, la prese per fare informazione e formazione. Variante generale del Piano regolatore, il E un convegno internazionale a maggio Processo di Agenda 21 locale; e che pas- sempre su tale tematica. sa per un “ processo di ridefinizione delle Alla conferenza è seguito, nel pomeriggio, politiche urbanistiche di Jesi, fino ai pro- presso la sede centrale della Banca Popogetti – tutti molto interessanti - attuati lare di Ancona, un incontro tra l’assessore nel campo dell’energia, dei trasporti e del Olivi e i cittadini interessati a costituire commercio”. un gruppo unico d’acquisto per otteneI risultati emersi dal rilevamento appro- re un risparmio del trenta, quaranta per fondito a livello internazionale sull’opera- cento sull’acquisto e l’installazione degli to dei circa 1400 comuni che condividono impianti di fotovoltaico e solare termico. il progetto, hanno individuato in Jesi il Paola Cocola Teatro comunale di Maiolati Spontini Comune di “Chantal, tu che mi ami dal futuro” “Chantal, tu che mi ami dal futuro” è il titolo dello spettacolo, nuovo e originale, che esce dai canoni tradizionali per avvicinarsi al realismo cinematografico, che si svolgerà domenica 4 marzo alle ore 17,30 al Teatro Spontini di Maiolati. L’evento è organizzato dall’associazione Polisportiva Lorella in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune. Lo spettacolo è in due atti, con testo e regia di Antonio Lucarini e musiche di Paolo Bragaglia. Chantal è un testo estremamente attuale che presenta i disagi del vivere quotidiano, il modo sbagliato e massificato di atteggiarsi di molte persone succubi del mondo globalizzato. Nello spettacolo si ride e ci si emoziona, il tutto in una specie di buffo apologo sulla difficoltà di amarsi oggi e di capirsi veramente. Per informazioni e prevendita dei biglietti si può inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica [email protected]. Da Gerusalemme per il coro di Moie Nel ricordo di un fatto storico nvocazione per la Pioggia” dopo le preghiere alla Ma“I è l’ultima composizione donna, “venne una pioggia di Padre Armando Pierucci improvvisa e feconda che scritta per il coro polifonico “David Brunori” di Moie e in ricordo della Madonna della Misericordia di Moie. La composizione riporta la data dell’8 settembre, Natività di Maria, giorno di festa per la comunità di Moie. Dal St Saviour’s Monastery di Gerusalemme, padre Armando ha composto l’invocazione su invito di Daniele Guerro che gli aveva inviato l’annotazione di un evento miracoloso registrato nel Libro dei Battesimi, 1891 – 1898 , della parrocchia Santa Maria. Nel libro si legge che in seguito ad una straordinaria siccità per la quale i raccolti appassivano, si ricorse per due volte alla Madonna della Misericordia invitando i fedeli a tridui di preghiera: era l’anno 1893 e, ristorò tutte le messi”. Nel registro il parroco aveva anche annotato che “il 14 maggio ci fu una gran festa con la banda di Castelplanio e con un notevole afflusso di gente dai paesi vicini che offrì alla Madonna oggetti d’argento, cera e pezzi di tela. Venne fatta anche una solenne processione di ringraziamento con le confraternite locali”. Il direttore Michele Quagliani ed i coristi del coro “D. Brunori” hanno iniziato lo studio della composizione che è per clarinetto, solo soprano e coro a quattro voci miste così da poter inserire presto il brano nel loro repertorio. b.t. Nella foto Padre Armando Pierucci In libreria Il mondo fantastico degli animali “Gatta Giò” sce in libreria “Gatta Giò”, il nuovo libro di Marcello Focante, dedicato ai bambini, per le edizioni GEI. Quattro brillanti avventure di gatti, gatte e numerose altre creature che popolano il parco del Ventaglio fino al Monte san Vicino. Ogni storia è costituita da un prologo, un epilogo e una sorpresa finale. Si raccontano le missioni in mongolfiera della Banda del Parco composta da Smindoli, il gatto protagonista, con il suo carattere gagliardo e dispettoso, dal Gatto Rosso che dice di essere aristocratico e da Mosè, il gatto campagnolo. Il Merlo Perlo è il capo “indiscusso e indiscutibile” della banda, di tutti gli animali e le cose del Parco del Ventaglio. Ma c’è anche il Nemico Numero Uno, il Gatto Grigiotto, con i suoi Cento Pirati di Terra, che dimora nei pressi del laghetto del Parco. Ambientate in luoghi reali, le avventure alternano e confondono immaginazione e realtà, grazie anche a Giulia, figlia dell’autore, che ha “scritto” con lui queste avventure o quantomeno suggerite. Dopo tanto tempo passato insieme a raccontarsi fiabe e storie fantastiche, l’autore ha deciso di scegliere alcune avventure e pubblicarle, anche per rendere indelebili quei momenti con Giulia di complicità, di gioco e di ascolto autentico. Un libro per bambini ma anche per adulti che vogliono divertirsi leggendo. “Gatta Giò” testimonia l’amore e il desiderio di un padre di rapportarsi e divertirsi con le proprie figlie immaginando un mondo fantastico. Giulia Benigni Banca Marche e l’istituto Cuppari di Jesi primi in italia “Conoscere la Borsa” B anca Marche, grazie all’exploit di un gruppo di studenti dell’Istituto Tecnico “Cuppari” di Jesi, si è aggiudicata il gradino più alto del podio nella classifica nazionale di “Conoscere la Borsa” cui prendeva parte per la prima volta. L’iniziativa, giunta alla 24° edizione e promossa in Italia dall’ACRI (Associazione fra le Casse di Risparmio Italiane), ha coinvolto studenti di sette nazioni europee che per due mesi si sono sfidati sul terreno delle transazioni borsistiche, cercando di investire al meglio su cinque mercati europei un capitale virtuale iniziale di cinquantamila euro. La squadra “Mr. and Mrs. business ltd.” del “Cuppari” di Jesi, invitata a partecipare e seguita dalla Banca delle Marche, si è classificata prima in Italia su 575 gruppi con un valore finale pari a 58.843,89 Euro. Della squadra fanno parte Claudia Caporaletti, Valentina Baldi, Sara Barboni, Daniele Duca, Luca Marinelli, Lussemburgo e Spagna. Banca Elisabetta Maria Rocchetti, An- Marche ha dato la possibilità di drea Socci e Sara Tartabini coor- partecipare all’iniziativa a circa dinati dall’insegnante Orietta 40 gruppi di studenti, ottenenStronati. do anche il quinto posto con la I vincitori prenderanno parte squadra “Mercurio Team” dell’I. alla cerimonia di premiazione T.C. “Gentili” di Macerata ed il europea, che si terrà a Bruxel- ventiduesimo posto con il team les dal 23 al 25 marzo prossimi, “I taccheggiatori” dell’I.T.C. “Batinsieme alle altre squadre vin- tisti” di Fano. Le tre classi marcitrici provenienti da Austria, chigiane seguite da Banca MarGermania, Francia, Lettonia, che, sono state ricevute per la cerimonia di premiazione, presso il Centro Direzionale Fontedamo, insieme ai presidi ed agli insegnanti. In un’atmosfera di estrema simpatia, come solo i giovani studenti sanno esprimere, sono stati premiati dal presidente Lauro Costa e dal direttore generale Massimo Bianconi che hanno, fra l’altro, ricordato i rapporti sempre più vicini fra Banca e mondo della scuola. Nelle foto il gruppo dei premiati e la premiazione dei docenti Jesi 4 marzo 2007 11 I tesori di Porta Valle “A colazione”…da Miro V ia Lucagnolo e via San Marino: un angolo di glievo con un cucchiaio, ci versavo sopra un po’ di Porta Valle pieno di sorprendenti tesori. zucchero e la mangiavo così: era una svojatura, uno A sinistra, subito varcata la Porta, i reperti rinve- sfizio insomma… nuti in questi giorni dagli esperti della Sovrintendenza Archeologica guidati dall’avvocato Marco Quindi la mattina, latte e… Cercaci. Più in fondo, sempre a sinistra, il rettan- Pane. Tanto pane. Facevamo una zuppa con pane e golo di cemento che ricopre un altro tesoro, bello latte riscaldato. Raramente i biscotti, magari presi anche quello – me l’hanno disegnato - anche se dal fornaio, quelli dalla forma lunga. per ora non visibile: il lavatoio e la fonte… Chi poteva permetterselo, nonostante il periodo E poi, di fronte, le mura, “spezzate” all’improvviso – anni cinquanta -, spalmava il pane con burro e in epoche remote per inglobarli entrambi – lava- marmellata. Io lo mangiavo bagnato, coperto di toio e fonte - dentro la città. zucchero. Uno spiazzo di Jesi pregevole, incastonato tra stradine sinuose, personalizzate dall’incedere del tem- E il caffè? po e da un’allegra comitiva di anziani che, nella Molti consumavano l’orzì…con questo contenitocornice di un portone, quotidianamente si intrat- re ( me lo mostra: assomiglia ad un passatutto) si tengono per una partita a carte o un revival im- tostavano i chicchi di orzo. Poi si macinavano nel provvisato sul tipo “ti ricordi quando…?” macinino del caffè. Se ne versava una certa quantità “È molto bello ascoltarli - mi dice Miro Bini, me- in una pentola piena d’acqua e si faceva bollire. Intalmeccanico in pensione, affacciato al portone fine si lasciava riposare. Prima di berlo, si filtrava il della sua bottega stracolma di “cose vecchie” – Sarà liquido con un colino di alluminio. che io ho un debole per le persone anziane, ma la Chi poteva permetterselo, preparava il caffè vero. loro presenza rende magico questo piccolo angolo La confezione del caffè macinato costava di più ridi Jesi…” spetto a quella in grani. Anche i macinini erano di Anche la sua bottega è magica. Quando ci sono fattura diversa, a seconda del benessere della famientrata per la prima volta, venti giorni fa, è stato glia. Noi avevamo un barattolino dove mettevamo come salire sulla macchina del tempo. Muri e sof- i chicchi di caffè. Ogni qualvolta dovevamo prepafitto completamente ricoperti di oggetti che avevo rarlo, ne prendevamo un cucchiaio e lo versavamo ormai gettato nell’oblìo…e che riaffiorano, assieme nel macinino. Una volta macinato, riempivamo ai ricordi, man mano che Miro mi indica qualcosa l’imbuto della macchinetta o moka. Qui può vedere mi racconta… ne un tipo direi “signorile”. Sono oggetti di uso quotidiano e arnesi di lavoro. Tutti ben tenuti e funzionanti. Alcuni datati inizio Ma il caffè lo bevevate prima o dopo il latte? secolo; altri anni ’50, prima o… dopo, come un pic- Veramente il caffè non lo bevevamo schietto a colacolo contenitore… zione. Lo versavamo nel latte per fare un cappuccino molto molto lungo. Cos’è ? Mi sembra un bicchiere di alluminio… Adesso, come ti alzi dal letto, metti subito su il caffè. Questo era il mestolo(misurino) della lattaròla di A quel tempo, invece, prima c’era il latte. Poi il caffè via Roma…Se ricordo bene, si chiamava Cesarina. o l’orzo. Passava di casa in casa nel tardo pomeriggio, tra le sei e le sei e mezza. Arrivava a piedi. Chiamava: A che ora si faceva colazione? “Carmè!”…allora mia mamma, o io, o babbo mio Tra le sette e un quarto – sette e mezza per gli scoscendevamo al piano della strada con un recipien- lari. Sei e trenta – sei e tre quarti, per chi andava a te tra le mani. Un gesto veloce, esperto… e il latte lavorare. passava dal suo recipiente alto e strozzato in cima, al tegamèllo nostro, di alluminio o di lamiera bian- E nelle campagne? Era uguale alla città? ca smaltata. Che se ti cadeva, si sbucciava…e allora Sì…forse in campagna si poteva disporre con più non serviva più: bisognava gettarlo via. facilità dell’ ovo fresco che veniva sbattuto con lo Ho visto in Friuli, una decina di anni fa, che il latte zucchero o bevuto crudo. veniva ancora distribuito da questo personaggio… C’era un oggetto che per molto tempo è stato preperò andava in bici e suonava il campanello delle sente sulla tavola, durante i pasti…soprattutto in case… campagna, dove l’elettricità è arrivata più tardi. Era la lampada ad acetilene. E poi? Dove mettevate il latte? Lo lasciavamo con tutto il tegamèllo sul tavolo, fino Come funzionava? all’ora di cena. Al momento di apparecchiare, ver- Col carburo - che si prendeva da una cava vicina so le sette e mezza - otto, si metteva sul fornello e acqua. Nella cisternetta alla base si metteva il carper farlo bollire perché fosse pronto per la mattina buro; poi si chiudeva con un altro contenitore che seguente. E anche per non farlo inacidire. aveva un foro e un canaletto. Dal foro veniva fatta Ricordo che durante la cena bisognava ogni tanto passare l’acqua che cadendo sul carburo provocava controllarlo perché, bollendo, questo saliva ve- il gas che a sua volta saliva in alto passando per il locemente su per la pentola e, se non ci si trova- canaletto. In superficie, uscendo da un augello, veva pronti a spegnere il fornello, si riversava fuori niva infiammato e quindi si otteneva la fiammella spegnendo la fiamma e lasciando via libera al gas che continuava ad essere alimentata dal gas. che continuava ad uscire. Allora non c’erano i con- Ricordo anche l’acetilene da viaggio: la usavano i pegegni delle cucine moderne che, come si spegne la scatori di frodo. fiamma, bloccano la fuoriuscita del gas. Cosa rimpiange di quel modo di fare colazione? Una cosa pericolosissima… Il rituale… tutti quei movimenti che iniziavano fin Sì, che ho sperimentato personalmente. dal giorno prima, e che oggi non ci sono più. O Comunque, una volta bollito, il latte si faceva raf- sono diversi, frettolosi, consumati spesso fuori dalfreddare: questo era un momento interessante per- le mura domestiche, magari al bar, anche da tutta la ché si formava in superficie un velo sottile e com- famiglia. È tutta un’altra cosa! Come pure il sapore… patto, che chiamavamo panna…allora, io la raccoFoto servizio Paola Cocola Auguri nonno Viziano Il 2 marzo Francesco compirà cento anni. Francesco è nato ad Albenga, in provincia di Savona, ma e’ sempre vissuto a Sestri Ponente, infatti a Jesi tutti lo conoscono come “il Genovese”. Si è Icone di origine greca, russa e rumena Immagini, quadri in argento e candele... Santina Buoncompagni Ancona, Via Matteotti, 89 - tel. e fax 071-201297 Ogni lunedì servizio cortesia: consegna a domicilio 1. Miro che aziona una sorta di “stira panni 2. lampada ad acetilene 3. Miro nella sua bottega 4. da sinistra, seguendo la fila che gira dietro, il tegamèllo del latte; il recipiente con cui si passava il latte nei reparti dell’ ospedale; il tosta-orzo; le lampade ad acetilene: la verde, da tavolo; la scura, da viaggio. Più avanti, il colino di alluminio a cui si è staccato il manico; diversi tipi di macini da caffè; una macchinetta del caffè. trasferito a Jesi per lavoro nel 1943 lasciando parenti e amici. Ma non gli è andata poi tanto male: qui si è sposato con Nerina che ha dato alla luce Eugenio, primo e unico figlio. E’ ancora molto legato alla sua terra natale, tanto che è abbonato alla Gazzetta di Sestri, ogni tanto guarda i film di Gilberto Govi, e non ultimo tifa Sampdoria. Fino a luglio dello scorso anno viveva da solo a Jesi in Via San Giuseppe; ora invece preferisce abitare con il figlio, la nuora e i nipoti a Monsano. Ne ha viste tante nel suo secolo, e non parlo delle gran- di guerre o chissà che; mi riferisco a quello che ognuno prova sulla sua pelle: ha sofferto per la scomparsa di sua moglie e di cinque dei suoi fratelli, e ha gioito per la nascita dei suoi nipoti, di Nicolò, e per aver conosciuto Liz e Renè. Nonno dice che chi ha le orecchie grandi come lui è destinato a vivere a lungo; noi pensiamo che lo fa tira- re avanti la sua grande testardaggine, e il suo immutato attaccamento alla vita. Non si è mai rassegnato agli acciacchi dell’età. E a chi lo incontrava per strada e diceva “ci arriviamo a cent’anni?” lui con ironia rispondeva: “certo! Mi dispiace solo che quando festeggerò, qualcuno di voi non ci sarà più!”. Ed ora non è rimasto altro che festeggiare: Auguri nonno. Il 2 marzo alle ore 15 ci sarà la benedizione di “ringraziamento” nel Santuario S. Maria Fuor di Monsano. Musica, chitarre e canti. Tripudio di nipoti. Alle ore 15,30: Festa dei “Cento” nel Salone dell’Assunta rinfresco per tutti. 12 Jesi e Vallesina 4 marzo 2007 Jesi capitale per un giorno del latte nazionale Le strategie di sviluppo del settore lattiero di Paolo Marcozzi Roma (Via, dall’Arco Clementino ai confini con Moie) E’ la strada che conduce a Roma; “su cima de Jesi”, si diceva una volta e si dice tuttora. Dall’inizio della salita prima dell’Arco Clementino, la via era chiamata anche la Costa del Crocefisso, dal crocefisso, un tempo pitturato (ora in maiolica) sulla casa che divide Via Roma da Via XX Settembre. Romania (Via, da Via S. Francesco a Viale delle Nazioni) Stato dell’Europa sudorientale, nella penisola balcanica, bagnata dal mar Nero e confinante con Ucraina, Moldavia, Ungheria, Serbia e Montenegro e Bulgaria. È una repubblica con parlamento bicamerale. Capitale: Bucarest. Roncaglia (Via, da Via Latini a Via Latini) Località agricola fuori Jesi, sulla strada per Ancona, nei pressi dell’ex aeroporto (ora zona industriale). Probabilmente prende il nome da una famiglia Roncaglia, cognome conosciuto in zona. Rosi Ruggero (Via, strada senza sbocco da Via Togliatti) (Pesaro, 1829 – Jesi, 1897) Dalla natia Pesaro, si trasferì a Jesi nel 1839 con la famiglia. Nel 1849, inquadrato nel Battaglione Universitari, partecipò ai combattimenti per la difesa di Roma. Sei anni dopo all’Università di Pisa si laureò in scienze naturali. Tornato a Jesi, insegnò agraria al liceo. Nel 1863 passò all’Istituto Tecnico, insegnante di scienze naturali e poi preside. E della sua opera “illuminata e sagace” si giovò l’istituto tecnico, al quale Rosi “procacciò la stima non solo della Provincia, ma di tutta Italia”. Ricoprì incarichi anche nell’amministrazione pubblica: consigliere comunale a Monte Roberto, assessore comunale a Jesi, sindaco a San Paolo di Jesi. Rosini Goffredo (Via, da Via Paradiso a Via Nenni) Politico (Jesi, 1899 – Spagna, 1937 ?). Maestro elementare e studente in pedagogia, fu segretario dei giovani socialisti marchigiani, facendoli poi confluire nella quasi totalità nel Partito comunista. Nel 1920 pubblicò l’opuscolo La costituzione dei soviet. Diresse a Jesi il circolo Liebnecht e svolse dure polemiche contro la Camera del lavoro diretta dai repubblicani. Collaborò con diversi giornali comunisti ed ebbe diversi incarichi nel Pci. Nel 1925 fu chiamato a Napoli come segretario interregionale. Arrestato, fu costretto ad emigrare in Francia, Russia, Uruguay, Brasile e Argentina. Partito nel 1937 per combattere nella guerra di Spagna, se ne perse ogni traccia. Forse gli fu fatale la sua dichiarata adesione al trotskismo. (continua al prossimo numero) Monte Roberto “La donna, la luna, la notte” La Compagnia dell’Arco di Monte Roberto presenta “La donna, la luna, la notte - poesia nei millenni”, un recital di poesia e musica. Lo spettacolo promosso dall’assessorato alla cultura del comune di Monte Roberto, si svolgerà domenica 4 marzo con inizio alle ore 16,30 presso il centro sociale polivalente di Pianello Vallesina. Attori saranno Anna Rizzitelli, Rossella Ravasi e Walter Ricci, alla chitarra Massimo Agostinelli e al flauto Yuri Ciccarese; adattamento e regia di Sandro Franconi. “A ggregazione delle im- superiore a 5.300 milio- cendo convergere l’impe- imporre il rispetto della prese impegnate nella ni di euro, comprendenti gno, per poterci proiet- normativa sulle quote latcommercializzazione dei anche la gestione degli tare con successo verso i te”. prodotti lattiero-casea- allevamenti suinicoli an- nuovi scenari competitivi: “Il forte legame che le nori, applicazione integrale nessi ai caseifici. il nostro è un progetto di stre cooperative hanno della normativa sulle quo- Non è stata casuale la sviluppo del territorio ap- con il territorio – conte lattiere e tutela dei for- scelta di Jesi: a Jesi ope- plicando il metodo, che tinua Abrate – le rende maggi DOP sui mercati ra la Cooperlat, uno dei per noi è un valore, della protagoniste nella produinternazionali”: è questo il maggiori poli produtti- gestione solidaristica”. zione delle maggiori ecprogramma degli impegni vi lattieri nazionali con “Non è d’altronde possi- cellenze alimentari, quali prioritari messo a punto a una gamma di prodotti di bile parlare di mercato le DOP e IGP. Il sistema conclusione dei lavori del grande qualità ed il mar- – prosegue Tommaso Ma- Italia non può permettere Consiglio Nazionale di chio Tre Valli apprezzato rio Abrate, Presidente del agli altri Paesi di contiFedagri-Confcooperative, in Italia e in diversi Paesi Settore Lattiero-caseario nuare ad usurpare le nola maggiore delle orga- esteri. di Fedagri-Confcoopera- stre denominazioni. È per nizzazioni della coope- “Le integrazioni e le si- tive – senza un sistema di questo che chiediamo che razione lattiero-casearia nergie tra le cooperative normative che valga per l’Unione Europea punti con oltre 800 cooperative – evidenzia il Presidente tutti i soggetti coinvolti: con rinnovata decisione operanti in tutte le regio- della Cooperlat, Giovanni è per questo che da anni ad un accordo sulla tutela ni, circa 30.000 produttori Cucchi – costituiscono lo la nostra cooperazione va internazionale dei marconferenti ed un fatturato snodo su cui stiamo fa- affermando la necessità di chi”. Il Rotary di Ancona e le infrastrutture All’interporto necessari ampliamenti “L ogistica significa allungare la ca- le di porsi come punto di riferimento tena del valore della merce ridu- infrastrutturale nei confronti degli cendo il numero degli attori”. Questo scambi commerciali sulla direttrice è a parere di Rocco Giordano, coor- est-ovest e nord –sud. Con la partedinatore del Piano Nazionale della cipazione di esperti, tecnici, politici, Logistica ed uno dei massimi esperti operatori economici in rappresenitaliani sul tema, il significato di fare tanza di Marche, Umbria, Abruzzo, logistica in Italia. Il tema della com- Lazio si è discusso dell’opportunità petitività dei territori e della loro ca- di un tavolo di concertazione sempacità di fare rete è stato il tema cen- pre più stretto al quale far sedere le trale che è stato affrontato nel corso quattro regioni del centro-Italia, ridel convegno: “La piattaforma logi- battezzate LUMA da Rocco Giordastica interportuale dell’Italia centra- no coniando un acronimo delle loro le”, tenutosi nei giorni scorsi presso la iniziali. Inevitabile un accenno anche sede di Interporto Marche spa a Jesi. alla situazione realizzativa del centro Il convegno organizzato dal ‘Rotary intermodale della Vallesina: “AbbiaClub Ancona - Riviera del Conero’ mo fatto le cose che dovevamo fare è stato un momento di approfondi- – ha concluso Roberto Pesaresi, vice mento sulla capacità dell’Italia centra- presidente nazionale dell’UIR, Unio- ne Interporti Riuniti. L’Anas doveva già aver fatto lo svincolo dalla SS76 ed invece solo tra poche settimane consegnerà i lavori con tutti i tempi realizzativi che ciò può significare. Gli imprenditori della logistica interessati ai nostri spazi ci chiedono tempi certi, che però per noi sono subordinati ad alcune scelte politiche delle amministrazioni pubbliche come quella del comune di Jesi relativamente al progetto di variante del piano regolatore per farci realizzare centomila metri quadrati coperti rispetto ai 45mila già previsti, e l’ampliamento della superficie da 54 ettari a 100 ettari: contiamo che il consiglio comunale decida prima della prossima consultazione elettorale.” Tra du’ campanili Una giornada nera El mortorio Oggi m’è gide proprio tutte storte, è stada ‘na giornada maledetta de quelle proprio che grida vendetta. Non trôo la chiave dela cassaforte, E’ morto el poro nonno giorni fa e ha fatto ‘n danno grosso muntobè che era ancora in piena attività, anzi te posso di’ facêa per tre. me s’è seccado el prado cóll’erbetta, dopo c’è stado ‘n vento forte forte e so’ cascado co’ la bicicletta. Cuscì ho impregado ala malasorte. A bônora portava a spasso el ca’, ‘ndava all’asilo a ‘ccompagnà ‘l bebè e dopo pranzo lo rindava a pià. Ma ‘l danno grosso vôi sapè qual è? ‘Rivo a casa e me metto ala finestra, c’è le persiane aperte e guardo fôri, è come fosse musiga, ‘n’ orchestra. Le spese che ce vôle pel mortorio: el prede, i fiori, le candele, el caro; - e queste è solo ‘n po’ del repertorio – E’ notte, c’ è la Luna e tante stelle, un po’ ala volta passa via i dolori, de fronte al cielo diventa sciapadelle. la lapide, la cassa, el forno e poi ‘n devi fa altro che sborsà ‘l denaro. Fortuna el morto l’emo messo noi! La Cia e l’agricoltura Martedì 20 febbraio a Jesi la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) di Ancona ha presentato le proprie proposte per l’agricoltura in una iniziativa pubblica rivolta alle prossime elezioni amministrative. “Vogliamo orientare la discussione politica su problematiche concrete per trovare soluzioni valide e rilanciare il settore Castelplanio - 60032 (An) - Via Roma, 117 - Tel. 0731.813444 r.a. - Fax 814149 www.fazibattaglia.com Lucio Longhi primario verso un moderno sviluppo” ha detto, nel corso dell’incontro, Sebastianelli, presidente provinciale della Cia. Il vice presidente della Cia marchigiana Nevio Lavagnoli ha detto che Jesi ha le condizioni giuste per favorire un nuovo sviluppo dell’agricoltura diventando il punto di riferimento e l’esempio in questo settore per l’intera provincia. Vallesina 13 4 marzo 2007 Jesi - Giochi elettorali in corso AGENDA Il santo del giorno Venerdì 2 marzo san Quinto, sabato 3 marzo santa Camilla, domenica 4 marzo san Casimiro, lunedì 5 marzo sant’Adriano, martedì 6 marzo san Vittorino, mercoledì 7 marzo sante Perpetua e Felicita, giovedì 8 marzo san Giovanni di Dio, venerdì 9 marzo santa Francesca Romana, sabato 10 marzo san Macario, domenica 11 marzo san Costantino. Farmacie di turno a Jesi Venerdì 2 marzo Carni, sabato 3 marzo Comunale 2, domenica 4 marzo Grammercato, lunedì 5 marzo Coppi, martedì 6 marzo Moretti, mercoledì 7 marzo Barba, giovedì 8 marzo Martini, venerdì 9 marzo Calcatelli, sabato 10 marzo Grazie, domenica 11 marzo Comunale 1. Farmacie di turno in Vallesina Venerdì 2 marzo Castelbellino, sabato 3 marzo Pianello, domenica 4 marzo Montecarotto, lunedì 5 marzo Moie (Angelico), martedì 6 marzo Macine, mercoledì 7 marzo Moie (Lucarelli), giovedì 8 marzo Angeli, venerdì 9 marzo Poggio San Marcello, sabato 10 marzo Castelbellino, domenica 11 marzo Pianello Vallesina. Anniversario In ricordo di L’associazione Api Colf collaboratrici familiari di Jesi, ad un anno dal ritorno alla casa del Padre di Natalina Antonelli ved. Rossi Zita Bossoletti la ricordano con affetto e immensa gratitudine per aver speso la sua vita al servizio degli altri. In sua memoria sarà celebrata una Santa Messa venerdì 9 marzo alle ore 18,30 presso il Santuario della Madonna delle Grazie a Jesi. Grazie, nonna Natalina Grazie nonna, per averci insegnato a vedere il bene in ogni persona, esperienza e situazione; grazie perché hai contribuito alla nostra crescita e ci hai amato con tutto il cuore; grazie per la tua fede e per i valori che custodiamo in modo indelebile nella nostra vita. I tuoi nipoti insieme ai tuoi cari IMPIANTI IDRAULICI ASSISTENZA TECNICA MATERIALI E ACCESSORI PER BAGNI TERMOIDRO di GIANFRANCO MUZI Via Giuseppe Guerri, 17 JESI Tel. 0731 200337 - 335.247108 Tre candidati sindaci, salvo riserve I l quadro politico genera- carte fondamentali che sorato o giù di lì: dare una le in vista delle elezioni giocherà la maggioranza mano determinante a Meamministrative di maggio uscente, divisa dalla dop- lappioni. Il quale però, uffiè ormai chiarissimo. Avre- pia candidatura, per poi cialmente, intende non vomo tre aspiranti sindaci, - ma non è una novità lerne sapere per ovvi modue espressi dall’area di – tastare il terreno, prima tivi di salvaguardia della centrosinistra (Belcecchi di fissare la candidatura, verginità di uomo del censindaco uscente e Melap- presso alcune propaggini trosinistra. Infatti egli ha pioni sindaco aspirante). dell’ex centrosinistra per esplicitamente dichiarato Ci sarà poi, come terzo eventuale convergenze – a prescindere dalla cacsindaco aspirante, il can- (sottobanco? alla luce del ciata o meno dal suo pardidato che presenterà For- sole?). tito, i Ds - la sua preocza Italia, d’intesa con le Perché un candidato del- cupazione sia per la crisi altre forze alleate tuttora la destra valido, stimato, nazionale come dovere di presenti in consiglio co- dalla presa elettorale in- un militante del centrosimunale come opposizione. coraggiante può essere nistra, sia per il disegno di Improbabili eventuali altri utile alla destra se non realizzare il Partito demoaspiranti sindaci, frutto di passerà alcuna intesa con cratico che sta trovando liste civiche; se ci saranno il gruppo Melappioni. In difficoltà attuative anche non costituiranno proble- questo caso vale la pena di a Jesi. Sottinteso: Melapma per nessuno. Proble- puntare con tutte le forze pioni è con Fassino molto ma lo costituisce invece il allo spareggio: arrivare più che i diessini di Jesi. candidato della destra il secondi. Ma per la destra Ora una eventuale intesa cui nome arriverà fra un jesina –chi non lo sa? – si con la destra per garantirsi mese circa perché è do- prospetta una via molto almeno lo spareggio, comverosa tattica della stessa più facile per lambire od prometterebbe tutto il credestra conoscere bene le occupare qualche asses- do politico di Melappioni, che diventerebbe “uomo di destra” sul quale il centrosinistra soffierebbe non poco. Insomma, può darsi che la destra jesina non arrivi allo spareggio anche perché, se vorrà aiutare subito Melappioni, esprimerà un candidato di seconda mano, ma è certo che, per come si sono messe le cose, sarà proprio la destra a decidere tra Melappioni e Belcecchi. Così le primarie cacciate dalla porta rientrano dalla finestra in forma ufficiale nello spareggio finale. Non appare tanto difficile prevedere a chi andrà il voto di Forza Italia e C.: come potrebbe favorire un Belcecchi contro il quale per cinque anni si sono scagliati tutti gli strali dell’opposizione? v.m. SPILLI Vogliamo bene alla Sadam Stop a dieci milioni di auto Le notizie di inchieste sulla Sadam per l’uso eccessivo di sostanze nocive su venti ettari di terra allo scopo di smaltire rifiuti di lavorazione stagionale, ci lasciano molto perplessi perché i cittadini riconoscono ai dirigenti il loro impegno per salvare questa ormai unica grande industria agricola marchigiana dopo la falcidia voluta dall’Unione europea. Una Sadam che si è ulteriormente sviluppata con la centrale elettrica pulita. Speriamo che le assicurazioni date dal direttore convincano subito gli inquirenti che tutto è in ordine o che il guaio, per lo meno, sia facilmente rimediabile con un po’ di buona volontà da parte di tutti. Una più una meno, domenica scorsa tutte le auto di tante città del nord sono rimaste in garage. Per tentare di ripulire l’aria. Ci sperano in tanti, ma si sa che i risultati saranno, come sempre, scoraggianti. L’ossido di carbonio e C., le polveri sottili e C. soffocheranno sempre di più i nostri polmoni. Finchè non torneremo ad andare a piedi. O magari in bicicletta. O solo in autobus pubblici. E finchè non saremo capaci di limitare la produzione di tante cose inutili. Trattasi di medicina amara che rinviamo di giorno in giorno perché….il mare più alto e le tonnellate di aria inquinata non toccheranno noi, ma i nostri figli e i nostri nipoti. Noi siamo generosi… Civis Del partito repubblicano jesino Pietro Nenni protagonista P ietro Nenni fu chiamato, nel 1912, a riorganizzare e guidare uno dei gruppi più importanti del repubblicanesimo marchigiano: il movimento repubblicano della Città di Jesi. Cominciò col settimanale “La voce della democrazia repubblicana” e quando ne divenne direttore, il 9 novembre del medesimo anno, sviluppò un vivace impegno politico e giornalistico. I contenuti divennero più polemici, battaglieri ed anticlericali, intraprendendo un’intensa opera pedagogica e repubblicana. Abbreviò la testata con: “La Voce”. L’ultima firma di Nenni al giornale è datata 24 dicembre 1913. L’esame dei suoi articoli, acquistati in microfilm dall’Amministrazione comunale di Jesi presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, è il lavoro di ricerca che ha consentito di realizzare un’iniziativa denominata: “Pietro Nenni a Jesi nella storia del ’900” e far parte così del progetto “Leggere il ‘900”della Provin- N cia di Ancona. Oltre al Comune di Jesi, gli organizzatori della tavola rotonda intorno alla figura di Pietro Nenni, sono il Centro Studi Marchigiano-coop. Ugo la Malfa, il circolo culturale “S.Pertini” di Jesi e l’istituto Gramsci Marche. L’evento inizierà il 2 marzo, dalle ore 11, presso la Sala Maggiore del Palazzo della Signoria di Jesi, con una mostra storicodocumentaria su Pietro Nenni, realizzata dalla Fondazione Nenni di Roma e curata da Gianna Granati. Alle 16,30 avrà luogo un convegno nel quale interverranno il sindaco di Jesi Fabiano Belcecchi, Marco Severini, Geniale Olivieri (nella foto a sinistra accanto a Cesare Serrini), Giuseppe Tamburrano, Nicola Tranfaglia, Fulvio Conti e Leonardo Animali, assessore alla Cultura di Jesi. L’iniziativa durerà fino al 18 marzo. Giulia Benigni Foto Anna V. Vincenzoni Monsano – la Polizia Municipale per la segnaletica egli ultimi giornuova zona industriale, ni, la quasi toche a breve verrà apertalità delle vie citta al pubblico transito. tadine di Monsano I nuovi cartelli delle vie è stata riqualificata identificano in manieattraverso l’installazione (saran- ne di un progetto concordato con ra netta e visivamente gradevole no 115 alla fine dell’intervento) di l’Amministrazione comunale, per l’appartenenza al territorio comunuovi segnali di indicazione della un importo di circa ottomila euro. nale, con l’inserimento del nuovo via, in regola con la normativa vi- Il lavoro ha interessato tutte le logo colorato del Comune, con il gente. strade del centro abitato del Co- leone rampante in campo rosso L’intervento è stato seguito dalla mune e le vie principali della zona cinto da due rami di quercia e alPolizia Municipale, su indicazio- industriale esistente e anche la loro. Nuovi segnali per le vie 14 In dialogo 4 marzo 2007 Opinioni a confronto In questa rubrica diamo spazio a lettere, opinioni o contributi dei lettori, purchè non inviati anche ad altri giornali. Chiediamo agli scriventi di essere sintetici. Scritti troppo lunghi potrebbero non trovare spazi o essere necessariamente tagliati. La pubblicazione non significa condivisione dei contenuti. Gli scritti si possono inviare per email a [email protected] Le lettere, per essere pubblicate, devono contenere esplicitamente il nome, l’indirizzo e il numero di telefono del mittente Dopo il drammatico evento di Monsano. Riceviamo e pubblichiamo la lettera fattaci pervenire dalla signora Maria Zenobi. cora. Erano avvezzi alle Se il vostro lavoro così annunciata. Una tragedia to la sua convinzione di urla del figlio, non a quelle difficile e delicato, la vo- prevedibile. Voglio sperare aver salvato l’archivio di del padre. Ma quella sera stra fatica, il vostro impe- che drammi come questi Jesi sbolognandolo all’arurlava anche il padre e ur- gno viene così vanificato, non si verifichino più in chivio di stato di Ancona: lava “aiuto”. perché non vi ribellate? nessuna famiglia. Grazie insomma, quel patrimoNoi, fratelli di Vittorio, la Perché, in questo caso, si per tutto il lavoro che ave- nio che, per cinquecento Agli operatori sanitari del notizia l’abbiamo appresa tratta di vero fallimento te svolto. anni, gli amministratori Dipartimento di Salute la mattina dopo, quando della psichiatria. Questo è Con il pianto nel cuore. della Regia Città avevaMentale - ospedale Mur- ormai tutto era compiuto. il mio parere. Maria Zenobi no sapientemente evitato ri e del Centro di Salute Quanti sforzi ha fatto mio Non sarà anche il caso di Zia di Paolo di disperdere o distrugMentale – Corso Matteot- fratello per far capire che rivedere certe diagnosi gere, conservandolo alla I nuovi lanzichenecchi ti di Jesi quel figlio aveva bisogno troppo benevole? collettività jesina, è stato di cure, di cure urgenti, Non sarà necessario ascol- Nelle prolusioni al conve- “salvato” sbarazzandosene, Grazie per il vostro im- di cure adeguate! Quanti tare di più i conviventi dei gno di studi su Magistra- riuscendo nell’opera in cui pegno e per la vostra pro- sforzi! Quanto impegno! malati che, soli, conoscono ture ed Archivi Giudiziari non erano riusciti nemmefessionalità: siete riusciti Quanta sofferenza! Quan- le situazioni e avvertire il nelle Marche in corso a Jesi, no i lanzichenecchi. a convincere Paolo di en- te volte mio fratello Vitto- dramma che vivono gior- nel Palazzo della SignoL’associazione trare in ospedale per farsi rio vi ha detto e ripetuto no e notte e giorno dopo ria il 22 e il 23 febbraio, è forense jesina curare. Grazie di cuore. che Paolo si era aggravato giorno? I drammi sono stato esaltato il complesso Ma, nonostante questo, la e che quando “entrava in delle famiglie, delle fami- archivistico dell’ex Pretura Dall’assessore alla tragedia si è consumata. quel tunnel buio” non ca- glie lasciate sole. Questa è di Jesi, contenente le sen- cultura sull’archivio Paolo Zenobi, “capace piva più niente, non era la verità. Questa è la realtà, tenze prodotte dalle magi- Siamo riusciti a fare quello di intendere e di volere”, più padrone di se stesso e la tragica realtà. Vi scrivo strature che si sono succe- che per cinquecento anni dopo pochi giorni dalla poteva commettere qual- piangendo, e urlando den- dute nella città di Jesi nel il legittimo proprietario e sua uscita dall’ospedale, ha siasi cosa. tro di me. Povero Paolo! corso di ben cinquecento gli amministratori locali massacrato il padre, den- Ma Paolo “era capace di Povero ragazzo! Ha mas- anni, dal XVI al XX seco- non hanno inteso fare: ritro casa. Un padre iner- intendere e di volere” e sacrato il padre e si è rovi- lo quando una improv- spettare la legge e mettere me – indifeso - solo. Ho per la legge non si poteva nato la vita, per sempre. vida riforma (ed è storia in salvaguardia e sicurezdavanti agli occhi la scena trattenere in ospedale o Doveva essere costretto a di una decina di anni fa) za l’ingente patrimonio raccapricciante, mi pare di mandare in un’altra strut- curarsi, per il bene suo e abolì per sempre la glorio- documentale dell’archisentire le urla di mio fra- tura senza la sua volontà. quello degli altri. Il troppo sa pretura per sostituirla vio dell’ex Pretura di Jesi tello che chiama aiuto di- E questi sono i risultati! rispetto per il malato ri- con un’anonima sezione e restituirne i contenuti speratamente. Ma si può lasciare libera di vela spesso l’incapacità di distaccata del tribunale di alla comunità locale e agli Gli inquilini del palazzo, scegliere una persona che prendere provvedimenti Ancona. L’archivio, han- studiosi che si occupano accorsi immediatamente, dà segni chiari di squili- coraggiosi e si finisce con no spiegato i relatori del della ricostruzione storica non sono riusciti a sfon- brio? Se questa è la strada il non tutelare nessuno. convegno, è sfuggito, nel dei secoli passati. dare la porta e, impoten- che percorre la psichiatria, Perdonate, ma questo è lo corso dei secoli, a tumulti Questo è stato sottoliti, “hanno assistito” alla c’è da domandarsi se è la sfogo di chi ha vissuto in popolari, guerre, invasioni, neato da tutti gli studiosi tragedia. Li ho incontrati strada giusta. questi ultimi anni la storia pestilenze, al contrario di e dai rappresentanti del 60121_279x213Repubb@1 10-03-2006 Pagina pellicola) ieri, in chiesa, durante il Se la 15:28 legge non tutela1 nes-(Nero/Process dolorosa di Black un fratello e molti altri, magari distrut- Ministero dei Beni Culturito funebre: piangevano suno, né malati, né chi si di un nipote. Persone care, ti in occasione di trauma- rali che hanno partecipato disperati e non si dava- occupa di loro ( e in ge- troppo care per vederle fi- tici passaggi di regime. all’importante convegno no pace, e non si daranno nere sono le famiglie) non nire così. Nel corso del convegno il di Jesi sulle “Magistrature pacewww.citroen.it per molto tempo an- sarà il caso di rivederla? Questa era una tragedia sindaco di Jesi ha ribadi- ed archivi giudiziari nelle Informazioni ai sensi della dir. 1999/94/CE: consumo su percorso misto (I/100km): da 4,9 a 8,6. Emissioni di CO2 percorso misto (g/km): da 131 a 205. Citroën Finanziaria. Un mondo di soluzioni. Marche”. Gli unici ad aver disertato il convegno sono stati gli esponenti dell’Associazione Forense Jesina, mentre le sole presenze di avvocati locali, che ringraziamo per aver seguito i lavori, sono state quelle degli avvocati Liliana Uncini, Paola Santoni e Paolo Marcozzi. Ora chiunque voglia consultare e conoscere quanto contenuto nel fondo archivistico può farlo, mentre fino al mese di luglio giaceva in pessime condizioni negli scantinati di Palazzo Carotti-Honorati. La relazione della dott.ssa Enrica Conversazioni, che costituisce il primo e prezioso studio sull’archivio di Jesi, sarà consultabile sul sito internet del Comune. Ringraziamo gli avvocati del foro anconetano, che hanno già contribuito economicamente alla valorizzazione dell’archivio; nei prossimi mesi ulteriori iniziative di recupero e valorizzazione del fondo jesino verranno effettuate dall’Archivio di Stato: aspettiamo altrettanta sensibilità dell’Associazione Forense Jesina, che potrà dimostrare il reale interesse alla promozione della storia giudiziaria del nostro territorio. L’assessore EURO RSCG MILANO Leonardo Animali La foto è inserita a titolo informativo. Fino a X.XXX euro di supervalutazione del tuo usato che vale zero con Citroën Xsara Picasso. Citroën Xsara Picasso da € XX.XXX Tra gli equipaggiamenti disponibili: 4 airbag, ABS con ripartitore elettronico di frenata, alzacristalli elettrici anteriori, chiusura centralizzata con telecomando a distanza, 3 sedili posteriori modulabili indipendenti, regolatore e limitatore di velocità. E’ un’offerta irripetibile. Il filtro antiparticolato FAP è di serie sulla versione diesel Xsara Picasso 1.6 HDi 16v 110cv. 2 ANNI DI GARANZIA A CHILOMETRAGGIO ILLIMITATO 1 ANNO DI POLIZZA FURTO - INCENDIO COMPRESA NEL PREZZO CITROËN 15 Sport 4 marzo 2007 Eccellenza Con le unghie spuntate A Chiaravalle va in crisi la Jesina (1-0); a Moie, il Real non riesce a graffiare contro la Castelfrettese (0-0). Real Vallesina La striscia prosegue in positivo, ma troppo blandamente, con la conquista faticosa di un punto. La Castelfrettese addirittura mugugna per una rete all’81’ segnata dopo il fischio dell’arbitro, che fermava per fuorigioco. I nostri realisti hanno subìto in vari episodi l’insistente azione degli ospiti che hanno provato a siglare una vittoria non impossibile; anche perché l’attacco locale non era in buona giornata. In definitiva, lo 0-0 gratifica i nostri, ma la classifica ristagna ancora in zona calda: punti 20 al penultimo gradino! Sotto c’è il Caldarola, che ci aspetta tra le mura amiche. Jesina Brutta delusione per i leoncelli a Chiaravalle, in casa della Biagio Nazzaro. E per di più, il gol incassato viene da un ex, quel Benito Ciabattoni che verso Natale era passato armi e bagagli dalla Jesina alla Biagio. In effetti è stata una dura vendetta o meglio rivincita su chi non lo aveva apprezzato. La rete della vittoria è arrivata da un illuminante assist dell’inesau- ribile Polzonetti a Ciabattoni, che scarica tutta la sua gioiosa rivalsa in rete: 1-0 al 37’. C’è tutto un secondo tempo per rimediare, ed il mister jesino Antonio Ceccarini prova anche con il tridente, ma inutilmente e alla fine dovrà dichiarare la sua delusione: - produciamo tanto, ma senza concretizzare. E l’1-0 resta intatto per la gioia dei biagiotti, che da dodici anni non vincevano con la Jesina. Vir Promozione A Castelplanio, il Rio Salso non era venuto in gita, ma i nostri Cacilova e Collesi hanno spento ogni velleità in due minuti a metà ripresa (2-0). Prima categoria Il Cupramontana tenta il sorpasso a Borghetto, ma non gli riesce (1-1). Il Monserra in casa è costretto al pari (1-1) dalla Falconarese. La Spes batte l’Olimpia (1-0). A Cerreto, il San Marcello pareggia (0-0). Seconda categoria Vittoria dell’Aurora nel derby col Borgo Minonna (3-0). Sampaolese aggancia al secondo posto la Nuova Folgore (4-1). Perde il Castelbellino ad Agugliano (1-0). Ad Ancona, l’Aesina cede (2-1). Monsano batte di misura l’Argignano (1-0). Bimbi crescono Tantissimi auguri a Giacomo Filippetti che domenica scorsa ha festeggiato il suo secondo anno con la mamma Marina Bigi, il babbo Fabrizio, i nonni paterni Pierino Filippetti e Pierina Paoloni, i nonni materni Emidio Bigi e Graziella Franceschetti e la bisnonna Giuditta Angeloni. Caterina La reginetta di casa Lombardi è entrata nella comunità dei cristiani. I “corazzieri di scorta”, cugini e fratello maggiore, partecipano lieti alla felicità di Stefania e Andrea e dei nonni paterni e materni. Giocagin 2007 Lo sport per tutti Domenica 4 marzo alle ore 15.30 presso il Palazzetto dello Sport di Jesi si svolge la XIV edizione del “Giocagin”, manifestazione nazionale, promossa e organizzata dall’UISP (Unione Italiana Sport Per tutti). Bambini, ragazzi e atleti meno giovani che si esibiranno in coreografie di ginnastica, danze, balli sudamericani e prove dimostrative di arti marziali. Saranno primi attori circa 1300 atleti suddivisi in 12 gruppi partecipanti. Da segnalare la presenza delle scuole materne di tutta la Vallesina, per un totale di 600 piccoli atleti, e del foltissimo gruppo “over 50” composto da circa 300 persone”. Il fine principale di questa giornata è quello d’unire lo Sport e la Solidarietà:il ricavato dell’iniziativa, che si svolge in 62 città di tutta Italia, sarà devoluto all’Unicef per combattere la diffusione dell’AIDS nell’infanzia e a Peace Games per la costruzione e gestione di un asilo nido nel campo profughi palestinese di Shu’fat, a Gerusalemme. Il campionato lascia spazio alla nazionale L a Monte Schiavo Banca Marche continua la sua corsa in campionato. Domenica scorsa al PalaTriccoli le “prilline” si sono sbarazzate della matricola Piacenza con un netto 3-0 (parziali: 25-22, 25-17, 2520). Tra le jesine, rimaste in ritiro tre giorni a Filottrano per preparare meglio la gara, hanno ben figurato Calloni e Cella (nella foto di Ballarini). Mercoledì 21 febbraio Togut e compagne avevano incassato un pesante 3-0 (parziali: 25-22, 2520, 25-19) sul campo di Perugia nell’andata dei quarti di Coppa Italia. Al ritorno a Jesi il 13 marzo, le rossoblu per passare il turno dovranno vincere per 4-0. La classifica dopo la seconda giornata di ritorno: Novara 36 punti; Bergamo 32; Monte Schiavo Banca Marche Jesi e Pesaro 30; Perugia 27; Padova 16; Vicenza 14; Santeramo 13; Altamura 12; Chieri 10; Piacenza 9; Forlì 5 punti. Questo fine settimana il campionato si ferma per lasciare spazio alla nazionale, che domenica 4 marzo disputerà a Milano nell’ambito di Volley Land, la fiera nazionale della pallavolo, l’All Star Game, la sfida tra la nazionale e le migliori straniere dell’A1. Mercoledì 7 le “prilline” torneranno in campo per l’attesissimo ritorno dei quarti di Champions League. Al PalaTriccoli arriverà il Bergamo (ore 20.30), che lo scorso 27 febbraio aveva ospitato la gara di andata. In palio c’è un biglietto per le finali di Zurigo. Gip Centro Sportivo Italiano Campionati provinciali Calcio a 5 Allievi Hanno avuto inizio le finali di categoria che hanno visto il G.S. Don Bosco Cristo Redentore battere 9-6 l’Oratorio MarisStella; l’ASD Cartellaro 2001 battere il CSI Champion per 4-1; il San Gaspare del Bufalo ha avuto la meglio per 6-4 sull’Oratorio San Giuseppe; l’Oratorio San Pio X ha battuto 5-1 l’ASD Monterado ’05; il Cesano Junior ha avuto la meglio per 9-7 sulla Clementina; il CSI Gaudio ha vinto 104 il Cesano Junior. Juniores In questa categoria, le finali disputate hanno visto il San Gaspare del Bufale battere 3-2 gli Amici dell’Oratorio di Montignano; il CSI Portone ha sconfitto 9-7 l’Oratorio MarisStella; la Polisportiva Clementina ha avuto la meglio per 3-2 sul CSI Champion. campionato. Le altre si posto della classifica con 23 scontreranno nel Giro- punti. Stesso risultato per il ne Over. Le due migliori CSI Gaudio che battendo squadre del Girone Top gli Angels, con 29 punti si parteciperanno alle Finali mantiene al secondo posto Regionali. della classifica. Ancora la Per il Girone Giallo A2 Clementina batte per 3-0 il scontro fra le due squadre Fly Over Volley e gli Hands del CSI, dove il Cham- Out Volley per 3-1 i Leoni pion ha la meglio per 5-2 di San Marco. sul Gaudio salendo con p.s. 28 punti al secondo posto della classifica. Nella foto: C.S.I. Gaudio Con 6 gol il Real Morro - Squadra open calcio a 5: in C5 batte di gran carriera il piedi da sinistra: Marco UnCastel red. cini, Paolo Copparoni, Diego Pallavolo Open Misto. Ancora una vittoria per 3-1 del CSI Champion sull’Antystress, che sale al quarto Piersantelli, Alberto Righini, Nicola Grilli. In ginocchio da sinistra: Luca Bianchi, Alessio Piersantelli, Maurizio Ceccarelli, Juri Taini, Andrea Giampaoletti. Open Per il Girone Arancio e Blu di A1, avranno inizio gli incontri del Girone Top che vedrà scontrarsi le 7 squadre migliori del BASKET A Rieti si giocano le final four di Lega due Il campionato si prende una domenica di vacanza L a Fileni Bpa spazza via Reggio Calabria e vede avvicinarsi la salvezza. Sabato scorso al PalaTriccoli è finita 95 a 82 per gli arancio-blu, che hanno approfittato della fragile difesa dei calabresi, annichiliti anche dalla grande prova offensiva degli jesini. “E’stata la vera partita della squadra – ha detto coach Capobianco – Abbiamo spinto anche i ragazzi a giocare insieme. Il modo in cui contro la zona tutti i giocatori hanno toccato palla per liberare Eliantonio al tiro da tre. Muovere la palla il più possibile e farla toccare a tutti è il modo migliore di giocare di squadra. Adesso ancora qualche punto e poi potremo festeggiare insieme la salvezza”. La classifica dopo l’ottavo turno di ritor- no: Caserta 36 punti; Rieti e Rimini 34; Pesaro 30; Soresina 28; Casale Monferrato 26; Ferrara 24; Fileni Bpa Jesi, Fabriano, Pavia e Montecatini 20; Reggio Calabria, Sassari e Castelletto Ticino 18; Imola 12; Novara 10 punti. Questo fine settimana il campionato si ferma per lasciare spazio alla final four di Lega due, che si disputeranno sabato 3 e domenica 4 marzo a Rieti. Partecipano alla manifestazione le prime quattro classificate al termine del girone di andata: Caserta, Rimini, Rieti e Ferrara. Il campionato tornerà domenica 11 e per la Fileni sarà già tempo di derby con Pesaro. Giuseppe Papadia WWWBPAIT CALCIO VOLLEY Mercoledì arriva Bergamo per i quarti di Champions 16 4 marzo 2007 Gruppo Aido di Jesi E’ convocata l’assemblea annuale ordinaria del gruppo Aido di Jesi che si terrà presso la sezione in via dell’Asilo, 1 bis, sabato 3 marzo prossimo alle ore 16. All’ordine del giorno: relazione morale e finanziaria, presentazione del bilancio consuntivo 2006 e preventivo 2007, dibattito tra gli iscritti e i simpatizzanti. Jesi La fontana di Piazza Federico II Proseguono i lavori di pulitura e restauro della fontana con l’obelisco in piazza Federico II. Nell’immagine, il restauratore Massimo Ippoliti durante un sopralluogo nei giorni scorsi promosso dal Rotary club di Jesi che ha contribuito al restauro rientrante nel primo stralcio del “Contratto di quartiere – abitare il centro storico” del Comune di Jesi.