POSTE ITALIANE S.p.A.
Tassa pagata
Pubblicità diretta non indirizzata
DRT/DCB/VI/185/03/SC
del. 19/11/2003
Alle famiglie
azienda
ospedale di Valdagno
ospedali
ortopedia e traumatologia
obesity day
territorio
immigrazione
fuoriserie 2003
prevenzione
la vaccinazione
la Direzione Generale
Daniela Carraro Direttore Generale
Daniela Carraro Direttore Generale
Nata a Padova il 2.2.1956, dove si laurea in giurisprudenza con tesi in Diritto delle Comunità
Europee, stage alla Commissione delle Comunità Europee, giornalista pubblicista dal 1978, iscritta
all’Ordine degli Avvocati dal 1983, dal 1984 lavora in Enti Locali: Provincia di Padova e Vicenza,
Regione del Veneto, con responsabilità in Avvocatura, Contratti e Appalti, Patrimonio, Urbanistica,
Pubbliche relazioni e Ufficio Stampa, Urbanistica e Programmazione Territoriale.
Daniela Carraro
Giuseppe Cenci Direttore Amministrativo
Nato a Noventa Vicentina il 19.3.1957, laurea in giurisprudenza a Ferrara, diploma di specializzazione in scienze dell’amministrazione Università di Bologna, diploma di perfezionamento in diritto
sanitario Università di Bologna, diploma di perfezionamento in diritto dei popoli Università di
Padova, master in organizzazione sanitaria ed ospedaliera Università Bocconi di Milano, Direttore
dei Servizi Sociali della Ulss 21 di Legnago, Direttore Amministrativo Ulss 8 di Asolo.
Giuseppe Cenci
Antonella Pinzauti Direttore dei Servizi Sociali
Nata a Roma il 18.4.1966, vive in Veneto dal 1976, laurea in scienze politiche indirizzo amministrativo all’Università degli Studi di Padova, dove svolge attività di collaboratrice alla cattedra di
Diritto Regionale e degli Enti Locali.
Direttore dell’Ente S.E.E.F. (Servizi per l’età evolutiva e la famiglia) di Padova, componente della
Commissione Regionale di Coordinamento per i Servizi all’Infanzia, Dirigente Responsabile del
Servizio di Integrazione Sociale presso la Direzione per i Servizi Sociali della Regione Veneto,
Direttore dei Servizi Sociali dell’Azienda Ulss 6 Vicenza.
Antonella Pinzauti
Giampaolo Stopazzolo Direttore Sanitario
Nato a Vicenza il 2.12.1958, laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova, specializzato
in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva a Padova, specializzato in Igiene e Medicina
Preventiva all’Università di Verona. Nel 1985 è Dirigente del Servizio Sanitario alla Scuola sottufficiali dei
Carabinieri di Vicenza. E’ Direttore di Distretto Socio Sanitario nell’Ulss di Vicenza. Direttore sanitario dell’Azienda Ulss 4 Alto Vicentino. Dal 2002 Professore a Contratto alla scuola di Specializzazione
in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Verona. E’ Vicepresidente della sezione triveneta
della SITI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica).
Giampaolo Stopazzolo
2
editoriale
Gentili lettori,
consegno alla Vostra attenzione il numero unico per l’anno 2003 della rivista dell’Azienda Sanitaria Ulss 5 Ovest Vicentino.
Esce alla fine dell’anno perchè come Direzione siamo arrivati il 1° gennaio e ci abbiamo pensato a lungo, prima di pubblicare volevamo “produrre qualcosa da comunicare”. Ecco quindi, in questo numero unico, l’illustrazione sintetica del lavoro di un anno di circa duemila persone, tra Ospedale, Servizi Socio-Sanitari del Territorio, Dipartimento di Prevenzione,
Apparato Amministrativo e Direzione Strategica.
Questa rivista viene proposta con l’obiettivo di contenere “notizie” e di essere utile per i contenuti e per lo stile di
comunicazione.
Per preparare gli articoli sono stati interessati i responsabili delle tre strutture tecnico funzionali (Ospedale, Distretto e
Dipartimento di Prevenzione) e i direttori delle massime articolazioni organizzative (capi dipartimento), ai quali è stato chiesto
di coinvolgere tutti i collaboratori. Sono così arrivati moltissimi articoli, alcuni saranno pubblicati nel prossimo numero. Colgo
anzi l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno collaborato dedicando tempo ed energie alla realizzazione di questa
impresa.
Questa rivista vuole anche essere il più possibile leggibile, scritta con un linguaggio comune, chiedendo scusa agli
“esperti” che vedranno usato l’italiano di tutti i giorni. Ma vogliamo che non sia una rivista per “addetti ai lavori”, ma per tutti.
Colgo infine l’occasione, visto l’avvicinarsi delle festività natalizie, di porgere a tutte le famiglie i migliori auguri di Buon
Natale e felice anno Nuovo. Buona lettura!
Il Direttore Generale
30 novembre 2003
Daniela Carraro
sommario
Ulss 5 Notizie periodico d’informazione
dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino
numero unico 2003
DIRETTORE
Daniela Carraro
PROGETTO GRAFICO
Raffaello Galiotto
Azienda
DIRETTORE RESPONSABILE
Elisabetta Carlotti
STAMPA
Tipografia O.G.V.
Via L. Da Vinci, 88/B
36075 Montecchio M. (VI)
ospedale di Valdagno
pronto soccorso
urp
tempi di attesa
operatore socio sanitario
pubblico e privato
donazione organi
REDAZIONE
Direzione Generale e
Ufficio Relazioni con il Pubblico Consegnato in Tipografia
30 novembre 2003
Azienda Ulss 5
Autorizzazione del
Via Trento, 2
Tribunale di Vicenza
36071 Arzignano (VI)
n. 669 del 21.12.1989
tel. n. 0444 708200
www.ulss5.it
tiratura 68.000 copie
e-mail: [email protected]
distribuzione gratuita
Si ringraziano gli autori degli articoli: Alberto Acqua,
Fabio Armellini, Ada Barbieri, Monica Bedin, Anna Chiara
Benincà, Sabina Bollori, Enrico Bottona, Gabriele Brotto,
Claudio Busana, Daniela Carraro, Enrico Castaman,
Ferdinando Ceron, Fiorella Clarici, Francesca Concato,
Luciana Cracco, Ennio De Dominicis, Luigi De Santis,
Giorgio Dolcetta, Franco Figoli, Adolfo Fiorio, Mauro Gonzo,
Lucia Lazzari, Simonetta Lombardi, Alvaro Lorenzi, Antonio
Loro, Pietro Mainente, Dario Mastropasqua, Monica Menti,
Patricia Pacini, Marco Pagliai, Bruna Pomari, Maria Luisa
Rancan, Franco Rebesan, Giovanni Ronzani, Elena Sandri,
Gabriella Sandri, Patrizia Simionato, Stefania Tessari,
Vittorio Tovo, Stefano Zanolini, Rinaldo Zolin,
e Mirco Serafini per il servizio fotografico.
Territorio
4
5
6
8
9
10
10
Ospedali
assistenza in oncologia
endoscopia digestiva
prevenire è possibile
ortopedia e traumatologia
informazioni per le gestanti
preparazione alla nascita
cardiologia
obesity day
come mangiano i nostri figli?
anziani a rischio frattura
nei sospetti?
11
12
12
13
14
14
15
16
17
18
19
per i giovani con i giovani
fuoriserie 2003
il mediatore culturale
immigrazione
salute mentale e lavoro
viaggio oltre confine
adozione
campioni italiani
diagnosi neonatale
l’handicap in età evolutiva
scuole per genitori
a difesa dei più piccoli
amici a quattro zampe
20
21
22
23
24
25
26
26
27
28
29
30
31
Prevenzione
la vaccinazione
barriere architettoniche
igiene e sicurezza
32
34
36
3
L’Azienda sanitaria, la Regione Veneto
e il Comune di Valdagno hanno
firmato l’accordo di programma
per il completamento dell’edificio
ospedale
di
Valdagno
l’impegno per finire i lavori
Daniela Carraro
Da sinistra il sindaco di Valdagno, Lorenzo Bosetti, Daniela
Carraro e il Vice Presidente Assessore alla Sanità della
Regione Veneto, Fabio Gava.
In questa foto la firma dell’Accordo di Programma avvenuta il 31 luglio
2003 tra Regione Veneto, Comune di Valdagno e Azienda Ulss 5 per
l’attivazione del NUOVO OSPEDALE di Valdagno nella sede della
Direzione Generale dell’Azienda Ulss 5 “OvestVicentino”.
Per la Regione del Veneto ha firmato il Vice Presidente e Assessore
alla Sanità Fabio Gava, per il Comune di Valdagno il Sindaco Lorenzo
Bosetti, per l’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino il Direttore Generale.
Con la firma è stato attuato l’impegno che i tre Enti si erano assunti il 30
luglio dell’anno precedente, allo scopo di dare completamento all’edificazione del nuovo ospedale di Valdagno, i cui lavori sono iniziati nel
1989, con la posa della prima pietra alla presenza dell’allora Ministro
Giulio Andreotti.
Con l’Accordo di programma la Regione del Veneto accetta di anticipare le somme necessarie al completamento dell’edificio, stanziando
dieci milioni di euro, in attesa della vendita di alcuni beni immobili di
proprietà della stessa Azienda sanitaria; il Comune di Valdagno si impegna ad acquistarne una congrua parte, il rimanente sarà posto in vendita
nel libero mercato.
La Regione del Veneto, Assessorato alla Sanità, ha autorizzato l’acquisto
di arredamento, attrezzature mediche e diagnostiche, per una spesa
complessiva di circa sei milioni di euro.
Attivo dal 1° luglio, il servizio offre una
ulteriore “porta d’ingresso” per le
emergenze del territorio in attuazione
della programmazione regionale
pronto
soccorso
nasce a Montecchio Maggiore
il punto di primo intervento
Il Servizio di Emergenza e Urgenza
dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino si è arricchito
di un nuovo servizio: dal 1° luglio è funzionante il
“Punto di Primo Intervento ore 9.00-18.00”
situato all’Ospedale di Montecchio Maggiore,
Ambulanza Medicalizzata dalle ore 8.00 alle
20.00. All’inaugurazione del Punto di Primo
Intervento ha partecipato l’Asses-sore regionale
alla Sanità e Vicepresidente Fabio GAVA. Si
tratta dell’attuazione della programmazione
ospedaliera regionale del 2002, recepita dal
provvedimento dell’Azienda Ulss 5 il 10 marzo
2003, provvedimento che ha ricevuto la formale
approvazione regionale il 30 maggio seguente.
I servizi di urgenza ed emergenza sono il
punto di incontro della domanda e dell’offerta
di salute e costituiscono una specie di “porta
d’ingresso” della popolazione nelle strutture
sanitarie. Problemi seri e gravi, incidenti, malori
portano la gente al Pronto Soccorso, ma spesso
arrivano a questo Servizio anche molte persone
che hanno dei malanni non da emergenza e
non sanno dove andare per farseli curare. Ciò
provoca code, intasamenti, insoddisfazione e
sfiducia.
Al Punto di Primo Intervento si accede direttamente, cioè non si viene portati dall’ambulanza,
che opera su indicazione degli operatori del 118
e offre un riferimento per il trattamento di piccole
e grandi patologie caratterizzate dall’urgenza,
per esempio viene trattata in loco la piccola
traumatologia, molto frequente nel territorio
intensamente industrializzato.
L’Ospedale ha riorganizzato il servizio di
urgenza ed emergenza che, sempre attivato
dalla centrale operativa provinciale del 118 - che
opera dall’ospedale di Vicenza -, presenta nel
territorio dell’azienda Ulss 5 un servizio articolato
su due Pronto Soccorso (Arzignano e Valdagno)
e due Punti di Primo Intervento (Lonigo e
Montecchio Maggiore), con tre ambulanze
medicalizzate (di cui due attive a Lonigo e
Arzignano-Montecchio Maggiore) e la terza in
fase di attivazione a Valdagno.
Anche la Medicina Territoriale è stata coinvolta soprattutto per gli aspetti informativi per la
popolazione. Ai medici di base, ai pediatri e ai
medici della guardia medica è stata inviata,
dall’Azienda Ulss 5, una lettera che informa dell’attivazione del Servizio e chiede collaborazione
per l’utilizzo più appropriato e per la riduzione
degli accessi impropri.
Una GUIDA a SUEM -118- Pronto Soccorso
e Punto di Primo Intervento è stata redatta
dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico in collaborazione con il responsabile e gli operatori del
Pronto Soccorso, tradotta nelle sette lingue straniere più diffuse tra i non italiani del territorio
dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino, che - si
ricorda - presenta la percentuale del 17 per
cento di persone straniere proveniente da Paesi
extracomunitaria.
“L’attivazione di questo servizio
è stata posta all’attenzione della
Direzione Generale dell’Azienda
Ulss 5 fin dal primo momento dell’incarico nel gennaio scorso e lo
sforzo organizzativo interessa a
fondo due componenti dell’Azienda:
l’Ospedale e il Territorio” ha dichiarato il
Direttore Generale.
Daniela Carraro
5
urp
un’azienda in movimento
Fiorella Clarici
Elena Sandri
L’Ufficio Relazioni con il Pubblico: per informarsi ed essere
informati sui servizi dell’Azienda Ulss 5
Cos’è l’U.R.P.?
L’Ufficio Relazioni con il Pubblico (in sigla U.R.P.) istituito presso l’Azienda Ulss 5 nel 1995, nasce
quale punto di riferimento dell’Azienda Ulss verso il cittadino o verso ogni altro soggetto esterno,
per soddisfare la richiesta di informazioni orientare all’accesso dei servizi ed accogliere osservazioni,
segnalazioni e reclami, ringraziamenti.
“Fare qualità in Sanità vuol dire unire al contenuto tecnico professionale delle prestazioni erogate,
un contesto caratterizzato dall’attenzione alla persona in quanto tale e non solo in quanto espressione di malattia. Considerato che i destinatari dei nostri interventi non sono cittadini qualsiasi, ma
persone che si trovano in difficoltà, è quanto mai importante -afferma il Direttore Generale,
Daniela Carraro dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino- che a tutti i livelli aziendali si assuma un atteggiamento di disponibilità al dialogo e a fornire informazioni ”.
In questo senso l’U.R.P. si rivolge all’utenza sia per fornire informazioni sul corretto e appropriato
utilizzo dei molteplici servizi offerti, sulla loro dislocazione, sull’accesso, sui punti e sulle modalità di
prenotazione che per ascoltare e comprendere i bisogni degli utenti espressi anche attraverso le
Associazioni di Volontariato e fornire, quando possibile, un’immediata risposta.
URP
Perché ci si rivolge all’URP?
Via Trento, 4 Arzignano
tel. 0444 708200
fax 0444 479615
e-mail [email protected]
La
•
•
•
apertura al pubblico:
da lunedì a giovedì
9,00 - 13,00 / 14,00 - 16,30
venerdì
9,00 - 13,00
Orari, numeri telefonici,
modalità di accesso dei
servizi: informazioni
dettagliate possono essere
inoltre trovate consultando il
sito internet www.ulss5.it
all’interno della Carta dei
Servizi pubblicata.
6
maggior parte dei contatti sono telefonici e riguardano:
informazioni su recapiti telefonici, orari di apertura di servizi ed uffici
informazioni sulle modalità di prenotazione di visite ed esami specialistici
segnalazioni di semplici disfunzioni e reclami per i quali l’URP si attiva
e fornisce immediata soluzione
•
tempi d’attesa per prestazioni ambulatoriali
•
procedure per l’esenzione del ticket
•
modalità di accesso alle prestazioni svolte dal Dipartimento di Prevenzione
(vaccinazioni, rinnovo patente, rinnovo libretto sanitario, pratiche di invalidità civile, etc.).
Particolare attenzione viene dedicata ai reclami inviati da utenti, familiari o affini , nella consapevolezza che un esame approfondito degli stessi può evidenziare situazioni critiche e
di difficoltà nell’organizzazione aziendale e, di conseguenza, può consentire l’individuazione di possibili correttivi. L’iter istruttorio delle segnalazioni complesse, che prevede il diretto coinvolgimento dei servizi presso cui l’utente ritiene sia avvenuto il disservizio, si conclude sempre con la risposta all’interessato a firma del Direttore Generale.
Talvolta alla base delle segnalazioni pervenute vi è la poca informazione sui servizi offerti
e su quali prestazioni può dare un servizio piuttosto che un altro (ad es. per trattamenti
ambulatoriali non urgenti spesso ci si rivolge al Pronto Soccorso quando questi problemi
di salute vengono trattati dal medico di medicina generale). In altri casi a far scattare il
reclamo è la scarsa “comunicazione” tra paziente e medico, tra malato e servizio.
Si riporta di seguito una sintetica tabella delle segnalazioni scritte pervenute nel 2003.
Oggetto delle segnalazioni scritte pervenute
n° segnalazioni nel 2003
(fino ad ottobre)
Aspetti legati all’accesso alle prestazioni
(costo, accesso telefonico, procedure di erogazione )
Aspetti relazionali (disponibilità, cortesia, ascolto)
Aspetti tecnico-professionali (inadeguata prestazione clinico-sanitaria)
Carenza di informazioni (sui servizi, sulle modalità di accesso)
Tempo d’attesa
(per effettuare prestazioni ambulatoriali, per consegna pratiche)
Strutture e logistica (carenza attrezzature)
Umanizzazione (rispetto della privacy, della sofferenza)
Altro
Totale
13
13
28
2
20
3
3
1
83
Momenti formativi molto importanti e di pubblico interesse riguardano la realizzazione di convegni
di carattere medico-scientifico e a carattere informativo-divulgativo svolti anche in collaborazione
con enti o organismi esterni. Elenchiamo di seguito i convegni realizzati nel corso del 2003 a cura
delle strutture dell’Azienda.
titolo del convegno
argomento
A tavola con…il nemico, conosciamo
insieme gli alimenti che mangiamo"
Nuovi modelli di presa in carico nell'ambito della collaborazione con il
Medico di Medicina Generale
Riunione primaverile di aggiornamento per medici ed infermieri
Giornate Pediatriche Primaverili ed. 2003
Giornate Vicentine di Dietetica e Nutrizione
Clinica
Il giovane operatore di fronte ai nuovi bisogni e
cambiamenti dell'equipe all'interno di un
Dipartimento di Salute Mentale
L'emorragia cerebrale. Problemi organizzativi di
neuroscienze. Lo stroke
Corso di Rianimazione in sala parto. Protocolli
terapeutici e di follow-up. Casi clinici a presentazione atipica. Segni e sintomi precoci
Meeting conclusivo del concorso rivolto a studenti di scuole medie inferiori/superiori nell’ambito
della realizzazione di iniziative di solidarietà, conoscenza e scambio tra culture diverse
Sensibilizzazione alla popolazione sul tema
“Donazione e Trapianti” e presentazione attività
regionale e locale
Presentazione Unità Valutativa Alzheimer.
Esperienze, progetti assistenziali "La Pieve"
Sensibilizzazione alla popolazione sul tema
Donazione e Trapianti, e premiazione studenti
vincitori
Dall’esperienza le strategie per prevenire le infezioni di comunità
L'indicazione appropriata di esami endoscopici,
costi e rischi dell'endoscopia, assistenza pre e
post procedure endoscopiche
L'assistenza al paziente oncologico nell’Azienda
Ulss 5 tra ospedale e territorio dalla diagnosi alla
terapia
Argomenti vari di aggiornamento in cardiologia
Parliamo al Parlamento Europeo
Giornata Nazionale "Donazione
degli Organi"
Sostenere le famiglie aiutando i
pazienti con malattia di Alzheimer
Incontro con la popolazione sul
tema Donazione Trapianti e premiazione concorso "Dono per la Vita"
Le infezioni in un istituto per anziani
Aspetti pratici in endoscopia digestiva
La continuità assistenziale in oncologia
Attualità in cardiologia, aggiornamento
per medici di medicina generale
Auto mutuo aiuto nella salute
mentale: reti e integrazione nella
comunità, aggiornamento per
psichiatri, medici ed educatori
Approccio integrato Diabetologo Medico di Medicina Generale al
diabete mellito
1° Convegno provinciale di
aggiornamento per infermieri
L'adolescenza in crisi: la terapia
familiare come risorsa
L'anca nel trattamento riabilitativo.
Dall'osservazione all'esercizio
terapeutico
Opuscoli informativi
realizzati nel 2003
data
venerdi 31 gennaio 2003
sabato 29 marzo 2003
venerdi 11 aprile 2003
14-17 maggio 2003
venerdi 16 maggio 2003
Guida multilingue ai
servizi “118 Pronto
Soccorso & Punto di
Primo Intervento”: guida
tradotta in sette lingue
straniere (inglese,
francese, punjabi,
bengalese, arabo,
albanese e serbo-croato)
che verrà distribuita entro
l’anno presso i Servizi di
Pronto Soccorso e presso
tutti i Punti Salute
territoriali.
“Come mangiano i
nostri figli” - guida all’educazione alimentare dei
bambini in età scolare a
cura del Servizio Igiene e
Alimenti del dipartimento
di Prevenzione.
“Infanzia, Adolescenza e
famiglia - guida ai Servizi”,
a cura della Direzione
Socio-Sanitaria Distrettuale
in distribuzione a fine
anno in collaborazione
con i Comuni.
domenica 18 maggio 2003
venerdi 30 maggio 2003
venerdi 6 giugno 2003
sabato 27 settembre 2003
sabato 4 ottobre 2003
sabato 4 ottobre 2004
sabato 11 ottobre 2003
La diffusione dei gruppi di auto-mutuo aiuto, le
reti sociali come tecnica per la promozione della
persona
venerdi 14 novembre 2003
Epidemiologia e costi del diabete mellito, fattori
di rischio, il ruolo del MMG e delle Associazioni
Diabetici
Fisiopatologia e gestione clinica delle epilessie
sabato 29 novembre 2003
Convegno rivolto a psicologi, psicoterapeuti assistenti sociali, medici dei servizi sociali Ulss Venete
Riabilitazione funzionale dell'anca
martedì 9 dicembre 2003
sabato 6 dicembre 2003
venerdì 12 dicembre 2003
7
Fiorella Clarici
Dal momento in cui il medico curante o lo
specialista prescrive una visita o un particolare
esame a quando la stessa visita o esame verrà
effettuato può capitare di attendere qualche
settimana o anche di più.
Una lunga attesa talvolta crea tensione e malcontento e, visto che si tratta di prevenire o curare problemi di salute, ciò desta preoccupazione.
Per monitorare l’attività ambulatoriale l’Azienda
Ulss 5 effettua una rilevazione mensile dei tempi
di attesa di tutte le prestazioni specialistiche
erogate nelle varie strutture dell’Azienda Ulss sia
ospedaliere che territoriali.
Affinché anche le Associazioni per la Tutela
dei Diritti dei Malati che operano nel territorio
dell’Azienda Ulss5 siano costantemente informate sul quadro esatto della situazione, da quest’anno viene loro inviata una scheda dettagliata
contenente i tempi d’attesa rilevati per ogni
branca specialistica e per le principali prestazioni.
Per poter effettuare una “lettura critica” dei dati
e dei tempi osservati anche da parte di qualsiasi
cittadino che entra in contatto con le strutture della
Azienda Ulss 5, è stata predisposta una nota esplicativa, una sorta di “vademecum”, che evidenzia alcune
particolari modalità di accesso previste nell’attività specialistica ambulatoriale.
Per meglio capire come orientarsi a fronte di lunghe attese
è quanto mai opportuno ricordare le seguenti “regole di
accesso“ all’attività ambulatoriale, che vanno applicate in particolari condizioni e per le quali la prestazione viene effettuata seguendo
non la normale lista d’attesa, ma percorsi preferenziali o comunque diversi.
tempi
di
attesa
attuata una rilevazione mensile
Visite urgenti
Quando il medico curante prescrive una visita urgente e sulla prescrizione è riportata la dizione
“urgente”, l’utente si rivolge direttamente al servizio di pronto soccorso, che è la struttura preposta alla valutazione clinica delle urgenze.
La priorità di accesso al pronto soccorso non è determinata dall’ordine di arrivo, bensì dalla
gravità del caso, che viene classificata dall’accettazione di pronto soccorso.
La valutazione dell’urgenza spetta al medico di tale servizio; se le prestazioni sono stimate differibili (non urgenti), l’utente è tenuto al pagamento del ticket per tutte le prestazioni fruite, comprese quelle richieste in consulenza.
Visite in “urgenza differibile”
Qualora il medico di base o lo specialista ravvisi una condizione clinica di “urgenza relativa”, l’utente ha la possibilità di effettuata la visita entro il termine di 7 giorni dalla data delle prescrizione (sulla
ricetta deve essere indicata la dicitura “urgenza differibile”). In “urgenza differibile” possono essere
prescritte visite specialistiche ed esami strumentali.
Visite o esami di controllo
Le visite di controllo vengono prescritte successivamente ad una prima valutazione clinica solitamente a scadenze indicate (es. controllo fra 6 mesi, fra 9 mesi ecc…). Per rispettare tale termine
è opportuno fissare l’appuntamento sin dal momento in cui lo specialista prescrive e non attendere settimane o mesi. Solo in questo modo si è certi di rispettare la scadenza consigliata.
8
Visite/esami pre-ricovero e post-ricovero
Le visite e/o esami pre-ricovero, richiesti in preparazione di un intervento chirurgico programmato
e quelli da effettuarsi entro 30 giorni dalla data di dimissione, ossia in “post-ricovero“ non sono
inseriti nella normale lista d’attesa per prime visite e visite di controllo.
Solitamente è il reparto di ricovero che organizza tali prestazioni, che tra l’altro con comportano
pagamento del ticket.
Prestazioni di medicina fisica e riabilitazione
Per accedere a qualunque trattamento riabilitativo è necessario effettuare in precedenza una visita
fisiatrica. In base alla normativa vigente sui Livelli Essenziali di Assistenza sono state definite delle
corsie preferenziali per le visite fisiatriche “urgenti” e “sollecite”:
• visita fisiatrica “urgente”: è la visita la cui esecuzione tempestiva condiziona la prognosi a breve
o influenza marcatamente il dolore, la disfunzione o la disabilità. Per detta visita è previsto un tempo
massimo di esecuzione pari a 10 giorni lavorativi dalla data di prescrizione;
• visita fisiatrica “sollecita”: è la visita la cui tempestiva esecuzione non influenza significativamente
la prognosi a breve, ma è richiesta sulla base della presenza di dolore disfunzione o la disabilità
ossia con urgenza relativa. Per essa è previsto un tempo massimo di esecuzione pari a 20 giorni lavorativi. dalla data di prescrizione;
• visita fisiatrica (nè urgente nè sollecita): è previsto un tempo massimo di esecuzione pari a
180 giorni lavorativi.
Esami di laboratorio
Per effettuare esami di laboratorio si accede direttamente al mattino, senza prenotazione, ai
punti prelievo dislocati nel territorio dell’Azienda Ulss, muniti di prescrizione medica.
Esami diagnostici effettuati nell’ambito di campagne di
prevenzione - “screening”
Gli esami diagnostici effettuati nell’ambito di campagne di prevenzione (es. pap test, mammografia) avvengono non su richiesta dell’utente ma su chiamata diretta dell’Azienda Ulss, mediante
appuntamento programmato e comunicato formalmente all’interessato. Per lo svolgimento di questi
esami vi sono liste d’attesa separate rispetto alla normale lista d’attesa per prestazioni specialistiche
ambulatoriali.
operatore
socio sanitario
una risposta alla mancanza di infermieri
Patrizia Simionato
Dall’anno 2001 la Regione del Veneto ha previsto l’istituzione della figura professionale di
Operatore Socio-Sanitario (O.S.S.), che, considerata la carenza di personale adibito all’assistenza rappresenta un’opportunità di inserimento nel mondo lavorativo.
Al termine dei corsi gestiti nell’anno 2002 da quest’Azienda Ulss ottantuno allievi hanno conseguito la qualifica professionale di Operatore Socio-Sanitario e, dalle informazioni acquisite, è emerso
che la totalità di essi risulta inserita nel mondo del lavoro.
Per fronteggiare alla carenza di personale adibito all’assistenza, l’Azienda Ulss 5
ha indetto un avviso pubblico (con scadenza il 3 novembre 2003) per assunInformazioni
zioni a tempo determinato di Operatori Socio Sanitari.
Unità Operativa Risorse Umane,
Quest’anno lo IAL Veneto in collaborazione con l’Azienda Ulss 5, ha attivato
Centro di Formazione,
un nuovo corso formativo rivolto a 30 allievi, rispondendo in tal modo, alle
responsabile Dott. Lorenzo Magrin
richieste di personale sia interne che esterne.
tel.
0444 708154
Si informa infine che sono stati avviati tre corsi denominati “Modulo Facoltativo
fax
0444
708151
Complementare in Assistenza Sanitaria”, rivolti al personale in possesso della
e-mail:
[email protected]
qualifica di Operatore Socio Sanitario, per l’acquisizione della professionalità
necessaria a svolgere attività lavorativa in supporto all’infermiere.
9
pubblico
e
privato
gli sponsor entrano in azienda
Fiorella Clarici
Elena Sandri
Progetto “Patner in Sanità“: è il nome del
progetto a cui ha recentemente aderito
l’Azienda Ulss 5 unendosi a molte altre
Aziende Sanitarie della Regione Veneto.
Pubblico e Privato insieme per un ospedale a
misura d’uomo.
Si tratta di un progetto innovativo che propone
nuovi ambiti di collaborazione tra Pubblico e
Privato e offre la possibilità di reperire risorse
finanziare: e al tempo stesso introdurre strumenti innovativi quali le moderne formule di
pubblicità (affissioni e inserzioni pubblicitarie,
sponsorizzazioni, promozioni). Alla fine dello
scorso anno l’Azienda Ulss 5 ha siglato una convenzione con l’Agenzia di Comunicazione
Meneghini & Associati di Vicenza, che nasce
sfruttando le opportunità offerte dalla legge n.
449/97 nella quale si prevede che “al fine di
favorire l’innovazione dell’organizzazione amministrativa e di realizzare maggiori economie,
nonché una migliore qualità dei servizi prestati,
le pubbliche amministrazioni possono stipulare
contratti di sponsorizzazione ed accordi di col-
laborazione con soggetti privati ed associazioni
senza fini di lucro le cui attività devono essere
finalizzate al perseguimento di interessi pubblici
e devono escludere forme di conflitto di interesse tra l’attività pubblica e quella privata”.
Proprio per rispettare a pieno quest’ultimo
principio per tutta la durata del progetto viene
posta grande attenzione alla natura dei messaggi pubblicitari veicolati all’interno delle strutture ospedaliere e territoriali.
Un Comitato di Supervisione Etica appositamente costituito assicurerà che non venga mai
meno il rispetto della persona e dell’ambiente
in cui gli spazi pubblicitari vengono inseriti.
Le attività di sponsor infatti si limiteranno rigorosamente alle parti comuni delle strutture e
dunque resteranno fuori da reparti di degenza
e ambulatori. Inoltre, proprio per assicurare che
la pubblicità venga realizzata come servizio per
il pubblico con speciale riguardo per la sua
influenza sul consumatore, anche sulla base del
Codice di Autodisciplina Pubblicitaria vigente,
sono esclusi messaggi promozionali di specifiche
categorie merceologiche quali armi, editoria vietata ai minori, enti sanitari che svolgono attività
concorrenziale, onoranze funebri, cartomanzie
e simili, propaganda politica, mentre per altre
categorie il Comitato di Supervisione Etica valuta
caso per caso i messaggi proposti. Gli introiti
ricavati dalla cessione degli spazi pubblicitari
saranno utilizzati per migliorare la qualità dei
servizi offerti al cittadino e fornire maggiori
informazioni.
L’ospedale e le sedi territoriali dell’Azienda
oggi possono, pertanto, essere utilizzate come
“sistema di comunicazione” in strutture aperte
più vicine al nostro vivere quotidiano.
donazione
di
organi
e
tessuti
una scelta per la vita
Elena Sandri
Donare i propri organi e tessuti significa salvare vite umane o migliorare considerevolmente la
qualità di vita di persone affette da patologia d’organo irreversibile. Ognuno di noi può scegliere di essere donatore di organi
ed esprimere la propria volontà alla donazione attraverso una dichiarazione scritta. I dati del Sistema Informativo Trapianti
nazionale evidenziano che sono circa 11.000 le persone in Italia in attesa di ricevere un organo, mentre sono ancora troppo
pochi i cittadini che hanno espresso presso le aziende sanitarie locali il loro consenso alla donazione di organi e tessuti.
Con la Legge n. 91/1999, che regola la donazione e il trapianti degli organi, nasce il Sistema Informativo del Centro
Nazionale Trapianti a cui aderiscono tutte le aziende sanitarie locali. I compiti del Sistema informativo sono: raccogliere e
registrare le dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti raccogliere tutti i dati sull’attività di trapianto, mettere in
collegamento domande e disponibilità di organi permettere la condivisione delle informazioni. Anche l’Azienda Ulss 5 Ovest
Vicentino è integrata in tale sistema: accanto alle iniziative di informazione che proseguono da oltre 2 anni con la popolazione e in particolare con gli studenti, da settembre 2002 è stato attivato il “Progetto cornee”, per i prelievi di cornee a scopo di trapianto in collaborazione con la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto e nel 2003 è stata avviata l’attività di espianto e di trapianto di tessuto osseo presso l’Unità Ospedaliera Autonoma di Ortopedia dell’Ospedale di Montecchio Maggiore.
Per ricevere informazioni e per presentare la propria dichiarazione all’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino, ci si può rivolgere:
all’U.R.P. tel. 0444 708200 o presso i punti di raccolta attivati in ogni ospedale.
10
assistenza
in
oncologia
corso di formazione e tavola rotonda ad Arzignano
Franco Figoli
Il corso di formazione
Svoltosi dal 1 al 3 ottobre il corso ha ospitato 20 infermieri e 10 medici provenienti da strutture
sanitarie venete e nazionali per un corso formativo sulla continuità assistenziale in oncologia, organizzato in collaborazione con il Comitato Nazionale Buone Pratiche in Sanità.
Obiettivo del corso
Condividere conoscenze e modalità per la realizzazione di modelli trasferibili di gestione del
malato oncologico, in un’ottica di continuità assistenziale fra unità operative ospedaliere e territorio.
Coordinamento
Il corso è stato organizzato dal dr. Franco Figoli,
coordinatore del Dipartimento di Oncologia e
dalla dr.ssa Alessandra Marcon corresponsabile
del Nucleo di Cure palliative, Ulss 5 Ovest Vicentino.
La “continuità assistenziale”
Continuità assistenziale significa nella fase diagnostica una serie di esami, visite e consulenze
programmate in stretta collaborazione tra oncologo e medico di famiglia.
Mentre nella fase terapeutica è un piano di cura
e di assistenza che preveda la massima integrazione e condivisione degli obiettivi da parte di
tutti gli specialisti e operatori coinvolti nel farsi
carico del malato e del familiare.
La cura del malato oncologico
Il corso di formazione su “LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE IN ONCOLOGIA: ASPETTI ETICI, SOCIO RELAZIONALI E ORGANIZZATIVI PER LA
COSTRUZIONE DI UNA RETE ASSISTENZIALE” si è svolto ad Arzignano,
villa Brusarosco con la partecipazione di 100 infermieri provenienti
dall’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino e da altre Aziende venete.
La Tavola rotonda finale, coordinata dal Dr Franco Figoli, responsabile
dell’ Oncologia della stessa Azienda Ulss 5, ha visto la partecipazione
di Silvana Appiano (della Commissione Oncologica Nazionale), di un
rappresentante a livello nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato,
e di don Aldo De Toni delegato per la Pastorale Sanitaria della Diocesi
di Vicenza.
Scopo dei tre giorni di formazione e obiettivo della tavola rotonda
finale è stato di mettere a fuoco “un laboratorio sugli aspetti cruciali
della presa in carico del malato di tumore”.
“Sono consapevole che l’attenzione della gente è molto alta e che
non tutte le scelte di riorganizzazione al riguardo del reparto di
Oncologia (scelte che hanno avuto avvio dal 1° gennaio del 2003 di
fatto) sono state capite -afferma il Direttore Generale- ma desidero
rassicurare che l’esame che stiamo facendo di questi primi mesi di
sperimentazione affidato allo stesso primario Oncologo sarà approfondito come merita. Infatti abbiamo coinvolto tutti i professionisti
che sono tenuti a dare risposte in termini globali al malato di tumore:
il medico di base che è il primo e principale interlocutore, i medici di
laboratorio e i radiologi, per la diagnostica, ed il chirurgo, il tutto con
la supervisione dell’oncologo”.
La cura del malato oncologico deve più che per
altre patologie, tenere conto della esigenza di più
professionalità e molto spesso della lunga durata
nella maggior parte dei malati del processo di
cura. Ma come garantire allora questa continuità del processo terapeutico mantenendo costante
l’attenzione di tutti i professionisti sulla centralità del malato e dei suoi bisogni sanitari ed umani?
E’ fondamentale la preparazione tecnico-professionale ed è altrettanto importante sviluppare l’attitudine a lavorare in un gruppo di professionisti in cui ciascuno ha un ruolo e deve riconoscere il
ruolo dell’altro in un “clima” di confronto e di collaborazione continui.
Il progetto
Ci si augura, per il futuro, di poter lavorare per un progetto che metta al primo posto il valore della
integrazione e della comunicazione, accanto alla valorizzazione delle varie figure professionali. La
giornata di studio ha rilevato, infine, l’importanza di una gestione del personale che tenga conto
della motivazione e del grado di soddisfazione di ciascun operatore, non basata prevalentemente
sul controllo del loro operato, ma che sottolinei l’importanza delle singole professionalità.
Una maggiore attenzione pertanto al ruolo prezioso degli infermieri, spesso sottovalutato anche
dagli altri operatori coinvolti.
11
endoscopia
digestiva
istruzioni per l’uso
Enrico Bottona
Circa 150 medici e operatori hanno partecipato all’incontro di formazione e di confronto fra
le figure professionali sanitarie sul corretto utilizzo
delle tecniche endoscopiche nel quotidiano.
Il convegno dal titolo “Endoscopia Digestiva:
istruzioni per l’uso” ha fornito un’opportunità
per dar vita ad un confronto e ad un dibattito
sul corretto utilizzo delle tecniche endoscopiche, tra i principali operatori del percorso endoscopico: specialista, medico di medicina generale ed infermiere professionale. E’ stata la
tappa di un cammino che potrà portare ad un
migliore utilizzo dei mezzi disponibili, indispensabile in questo periodo di oculatezza nell’uso
delle risorse, ma anche con maggiore soddisfazione per chi opera quotidianamente nell’ambito
sanitario e soprattutto per gli utilizzatori delle
strutture sanitarie. L’iniziativa, tenutasi lo scorso 4
ottobre a Montecchio Maggiore è stata organiz-
zata dalla Struttura Semplice di Gastroenterologia
ed Endoscopia Digestiva aggregata alla
Divisione di Medicina di Arzignano, all’interno
del Dipartimento di Area Medica, diretto dal
dott. M. Cigolini che è stato anche il moderatore della riunione. L’incontro ha visto la partecipazione di circa 150 persone fra medici ospedalieri, medici di base ed infermieri.
La riunione ha voluto offrire un momento di
formazione e di confronto fra le figure professionali sanitarie a riguardo del corretto utilizzo
delle tecniche endoscopiche nel quotidiano.
L’intervento iniziale del dr. E. Bottona, responsabile della Struttura Semplice di Endoscopia
Digestiva dell’Azienda Ulss 5, ha ripercorso il
cammino storico e lo sviluppo della tecnica
endoscopica, mentre il dr. G. Stefani, che si
occupa di medicina generale, ha illustrato la
valenza della diagnostica endoscopica nella
routine quotidiana, ma anche come affrontare
un esame endoscopico possa essere motivo di
preoccupazione e di discussione fra medico e
paziente. All’incontro si sono susseguiti poi interventi del dr. F. Monica, dell’ Ospedale di Treviso, e
del dr. C. Manfrini, dell’Ospedale Maggiore di
Verona, del dr. A. Castagnini, dell’Università di
Verona. Sono poi intervenute due infermiere professionali del Servizio di Endoscopia Digestiva: la
sig.ra L. Nardi e la sig.ra M. Riolfi che hanno illustrato in dettaglio quali siano i compiti dell’assistenza infermieristica nel preparare il paziente
all’intervento endoscopico e come vada poi
seguito nel periodo post procedura endoscopica.
Cos’è l’endoscopia? Con l’endoscopia la scienza realizza un antichissimo sogno e bisogno dell’uomo: quello di poter
guardare all’interno del corpo umano. Da alcuni anni, la tecnologia delle fibre ottiche, sottilissimi fili in grado di trasmettere
un’immagine, permette di vedere direttamente la superficie esterna e interna degli organi. Per fare ciò, questa tecnica di
indagine diagnostica utilizza uno strumento chiamato endoscopio. Gli esami più comunemente eseguiti con questa tecnica
sono la gastroscopia per l’indagine dello stomaco, la colonscopia per visualizzare l’intestino crasso, la laparoscopia per esaminare la cavità addominale e l’artroscopia per esplorare l’interno di una articolazione.
prevenire
è
possibile
organizzate le giornate di prevenzione sanitaria
Simonetta Lombardi
“Comprendere più approfonditamente quali sono i fattori di rischio per arteriosclerosi nella
popolazione prima che questa malattia abbia causato i suoi danni maggiori è un requisito
indispensabile per procedere con efficaci interventi di protezione della salute”.
E’ in quest’ottica che, anche quest’anno l’Azienda ULSS5 Ovest Vicentino ha organizzato, in collaborazione con le Associazioni Diabetici di Montecchio Maggiore e di Valdagno, le Giornate di
Prevenzione Sanitaria” che si sono svolte domenica 14 settembre a Recoaro Terme e domenica
28 settembre a Montebello Vicentino dalle ore 7.30 alle ore 10.30.
La realizzazione dell’iniziativa, che già nelle edizioni precedenti ha visto una larga partecipazione dei
cittadini, è stata curata dalla struttura complessa di Medicina dell’Ospedale di Arzignano, diretta dal
Dr. Massimo Cigolini e da quella di Patologia Clinica diretta dal Dr. Valentino Miconi in collaborazione
con le Associazioni Diabetici. Il prelievo è stato effettuato, gratuitamente, previa dichiarazione che
gli esami del sangue non erano stati eseguiti negli ultimi sei mesi. A tutti è stato effettuato un test
rapido della glicemia e la determinazione della pressione arteriosa.
12
ortopedia e
traumatologia
il servizio di Montecchio riferimento per tutta Italia
Il Reparto di Ortopedia rappresenta per l’Azienda una
“attrazione sanitaria” di particolare rilievo, con richiamo di
pazienti dalle diverse province
del Veneto e da quelle delle
regioni vicine, Trentino in particolare, ma anche dal centro
e dal sud d’Italia.
Il reparto di degenza conta 36 posti letto, a
cui si sommano i 4 posti letto del Day Hospital.
L’attività per i pazienti esterni si avvale di un
ambulatorio ortopedico quotidiano a Montecchio, mentre due volte la settimana, martedì e
giovedì, gli specialisti ruotano a svolgere attività
ambulatoriale all’ospedale di Lonigo; in quest’ultimo istituto, poi, si svolgono una o due
sedute settimanali di chirurgia di giornata (Day
Surgery) solitamente il lunedì e il mercoledì.
L’attività ambulatoriale prevede che i pazienti
possano essere visitati da specialisti che hanno
un particolare interesse nei campi specifici
(superspecializzazioni); tra i più frequentati, gli
ambulatori dedicati alla patologia del piede,
del ginocchio, dell’anca, dell’arto superiore,
della colonna vertebrale.
Al paziente che accede a questi ambulatori di
“nicchia” si cerca di assicurare, con una particolare forma di organizzazione interna, la continuità delle cure e dei controlli da parte degli
stessi medici, uno o due di norma, che si
responsabilizzano sul caso.
Per quanto attiene all’attività chirurgica in
ambito traumatologico, la struttura è in grado
di rispondere adeguatamente alle lesioni dell’arto superiore, dell’arto inferiore e del bacino,
con esclusione dei traumatismi importanti a
carico della colonna vertebrale; in alcuni settori,
quali quelli relativi al trattamento delle fratture
di bacino, delle gravi deformità o non consolidazioni ossee post-traumatiche, il centro di
Montecchio rappresenta un punto di riferimento
in ambito regionale e nazionale.
In campo di chirurgia elettiva alcuni tipi di
interventi sono eseguiti con grande frequenza,
raggiungendo livelli numerici e di qualità molto
elevati: tra di essi la chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio, (cioè la sostituzione di
un’articolazione malata con una artificiale,
anche di seconda o terza battuta, laddove cioè
si devono cambiare precedenti impianti protesici non più funzionali), la chirurgia del piede
in tutti i suoi aspetti con interventi correttivi per
piede piatto infantile ed adulto (con tecniche
originali, spesso ricorrendo ad una vite ideata
appositamente), per alluce valgo, per piede
cavo ma anche nella patologia di più gravi
deformità della caviglia, su cui si impiantano
eventualmente protesi; la chirurgia artroscopica
del ginocchio e della spalla, anche con ricostruzione legamentosa, (in specie del legamento
crociato anteriore, pulizia e ricostruzione dei
tendini della cuffia dei rotatori della spalla, autotrapianti cartilaginei); la chirurgia vertebrale
nel trattamento delle ernie del disco lombare;
la chirurgia della mano con trattamento delle
malattie delle dita (dito a scatto, artrosi del pollice), delle malattie da intrappolamento nervoso (sindrome del tunnel carpale), cisti
delle dita e del polso, morbo di Dupuytren,
esiti di fratture delle ossa della mano; la chirurgia
correttiva per le deformità d’asse e le brevità o gli
accorciamenti di qualsiasi segmento osseo, su
cui si praticano allineamenti o allungamenti,
ricorrendo molto frequentemente all’utilizzo del
fissatore esterno polivalente.
Enrico Castaman
Antonio Loro
Attiva presso l’ospedale di Montecchio
Maggiore, l’Unità Operativa è diretta dall’aprile
1998 dal dott. Enrico Castaman che, nato a
Montorso, vanta precedenti esperienze professionali a Montecchio, nel periodo immediatamente successivo alla laurea, in seguito a
Vicenza, Tione di Trento e Rovereto. Sotto la sua
direzione lavorano 9 specialisti ortopedici e 50
collaboratori tra personale infermieristico ed
amministrativo.
13
informazioni
per le gestanti
come alleviare il dolore del travaglio
Giorgio Dolcetta
Dario Mastropasqua
Cos'é e come agisce l'analgesia
peridurale
Quando viene eseguita
La peridurale, detta anche epidurale, è una
tecnica di analgesia che serve ad alleviare il
dolore del travaglio e del parto.
Dopo circa 20 minuti dalla sua applicazione,
la paziente sente, a partire dall'ombelico in giù,
la sua parte inferiore divenire calda; ciò non le
impedisce di avvertire ancora le contrazioni uterine, ma con una sensazione dolorosa nettamente diminuita; inoltre conserva inalterate le
altre sensazioni: quella tattile e quella di spinta
che sono invece indispensabili per il normale
espletamento del parto.
Durante il travaglio è il medico presente in
sala a scegliere il momento giusto per eseguire
la peridurale; ciò avviene generalmente dopo
aver valutato i parametri materno-fetali, le condizioni ostetriche della paziente e sentito il
parere dell'anestesista. E' bene sapere che la
peridurale non può essere applicata nel periodo che precede il travaglio o nella sua fase iniziale, ma viene praticata a travaglio di parto
avviato, cioè con una dilatazione di circa 3 centimetri; è altresì evidente che, se il travaglio è
troppo avanzato, può essere del tutto inutile
praticarla, soprattutto nelle pluripare.
La peridurale ed il parto
Informazioni più dettagliate
E' statisticamente dimostrato che questo tipo
di analgesia non modifica la percentuale di tagli
cesarei rispetto alle pazienti che non la utilizzano.
Risulta, secondo alcune statistiche, lievemente più frequente il parto operativo, cioè il dover
aiutare la paziente a partorire con l'applicazione
di ventosa ostetrica.
Informazioni più dettagliate possono essere
fornite durante i corsi di preparazione alla nascita
(informazioni presso la Caposala di Ostetricia)
e con la lettura ed il commento delle note informative durante le visite ostetriche e con la discussione del consenso informato durante l'eventuale visita anestesiologica.
preparazione
alla
nascita
il programma del corso
Maria Luisa Rancan
Il corso di preparazione alla nascita si prefigge lo scopo di accompagnare la donna in attesa nel cammino della gravidanza, di far crescere la Sua autonomia ed autostima, di farLe conoscere varie figure
che operano nel nostro ospedale (ginecologi, ostetriche, pediatri, anestesisti); si propone anche come
punto di incontro e di aggregazione con altre donne che si preparano a vivere la stessa esperienza del
parto e potrà dare a tutte la possibilità di confrontarsi e di esprimere liberamente ansie ed aspettative.
Gli incontri si tengono ogni venerdì dalle ore 18.00 alle ore 19.30,
presso la sala riunioni dell'Ospedale di Montecchio Maggiore:
sono aperti a tutte le donne in gravidanza iscritte ai corsi ed ai rispettivi mariti.
14
Medici ospedalieri e del territorio in
collaborazione tra loro e con gli
infermieri esprimono una
considerazione unitaria del paziente
cardiologia
corso di aggiornamento
Ennio de Dominicis
E’ noto ormai a tutti che Il medico di medicina generale, nell’ambito del sistema sanitario,
svolge un fondamentale ruolo di prevenzione e
cura della salute. Il controllo da parte del medico
di medicina generale della situazione clinica del
paziente, dopo il ricovero ospedaliero, è estremamente importante per seguire l’efficacia
della terapia e rilevarne gli eventuali effetti collaterali. Al fine di cogliere al primo insorgere
eventuali sintomi di ricaduta, è necessario fornire
al medico stesso tutte le informazioni idonee a
garantire un efficace ed efficiente processo terapeutico al paziente.
A tal fine la Cardiologia dell’Azienda Ulss 5
Ovest Vicentino, ha organizzato per sabato 11
ottobre 2003, al Centro convegni dell’Hotel
Castelli di Montecchio Maggiore, la 4^ edizione
del Corso di aggiornamento per Medici di
Medicina Generale sulle problematiche cardiologiche più attuali e sulle tecniche diagnosticoterapeutiche emergenti.
Nell’ambito delle iniziative intraprese
dall’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino per rendere
più stretti i rapporti con la “medicina di base”
questa di formazione è un momento veramente
importante dal punto di vista della pratica assistenziale. Momenti come questo sono apprezzati da medici ospedalieri e del territorio, che in
collaborazione tra loro e con gli infermieri possono esprimere una considerazione unitaria del
paziente”. “L’incontro ha avuto un’ impostazione
estremamente pratica” -è quanto afferma il
dott. Ennio De Dominicis, responsabile Unità
Operativa Autonoma di Cardiologia dell’Azienda
Ulss 5 organizzatore dell’incontro- “si è parlato
del percorso diagnostico terapeutico delle sindromi coronariche acute e della gestione di un
problema clinico estremamente attuale qual è
l’embolia polmonare.” Durante l’incontro è
stato distribuito l’opuscolo “Terapia domiciliare e
follow up del paziente cardiopatico”, contenente
indicazioni e suggerimenti utili per fornire al
medico di famiglia tutte le nozioni necessarie
per gestire al meglio la diagnosi e la terapia del
paziente cardiopatico, ma anche per dare continuità assistenziale ai pazienti, affinché siano
seguiti sia da specialisti ospedalieri che da
medici di base secondo linee guida comuni.
Preparazione attiva alla nascita
Lo specialista incontra le coppie
Obiettivi degli incontri:
Argomenti delle relazioni:
• conoscenza del gruppo e definizione degli
obiettivi del corso
• contatto con il proprio corpo (rilassamento)
• sperimentazione posizioni antalgiche
• cenni di anatomia perineale ed
apprendimento degli esercizi -per il periodo
espulsivo e post-partum (profilassi
incontinenza urinaria del post-partum)
• contatto madre-bambino (relazione simbiotica
in gravidanza)
• contatto madre-bambino (legame
post-partum) ed allattamento
• visita della Sala Parto
• Presentazione del corso e della organizzazione del reparto di
Ostetricia dell'Ospedale di Arzignano. (Ostetrica Coordinatrice)
Igiene della gravidanza. (Ginecologo)
• Elementi di anatomia e fisiologia dell'apparato genitale femminile:
il concepimento.
La gravidanza fisiologica: I° e II° trimestre. (Ginecologo)
• La gravidanza fisiologica: III° trimestre.
Le principali patologie della gravidanza. (Ginecologo)
• Il travaglio ed il parto fisiologico.
Il parto operativo: indicazioni e modalità. (Ginecologo)
• Aspetti psicologici in gravidanza e relazione di coppia. (Psicologo)
• La nascita - L'allattamento - Il Rooming-in.
Nozioni di puericultura - Vaccinazioni. (Pediatra)
• Analgesia e anestesia per il travaglio di parto. (Anestesista)
La salute e la sicurezza del bambino in casa ed in auto.
(Pediatra di comunità)
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obesity
day
giornata di informazione e prevenzione sull’alimentazione
Giovanni Ronzani
Si é svolta il 10 ottobre 2003 l’iniziativa Obesity Day: gli operatori dell’Azienda Ulss 5 Ovest
Vicentino sono stati gratuitamente a disposizione dei cittadini per dare informazioni, distribuire
materiale divulgativo e rilevare, attraverso la somministrazione di un apposito questionario, opinioni, difficoltà e dubbi che i cittadini hanno su particolari aspetti dell’obesità e sulle cure proposte.
In particolare, nell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino è stato distribuito l’opuscolo dal titolo “Come
mangiano i nostri figli”, redatto a cura del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione del Dipartimento
di Prevenzione (SIAN) nel 2003 e che riporta, fra l’altro, i dati di una indagine epidemiologica
effettuata di recente su 399 bambini delle elementari del territorio, oltre alle locandine delle iniziative, in termini di promozione della salute, previste dall’Azienda Ulss.
L’obiettivo dell’iniziativa era di migliorare la qualità e la correttezza delle informazioni, fornendo
a tutti i cittadini un valido punto di riferimento. Sono stati anche forniti suggerimenti utili a gestire
senza danni il controllo del peso insieme ad indicazioni personalizzate.
Sezione Veneto dell’ADI (Associazione Italiana
di Dietetica e Nutrizione Clinica), con il Servizio
Igiene Alimenti e Nutrizione del Dipartimento di
PREVENZIONE, dr. Franco Rebesan, ed il
Servizio di Promozione alla Salute del Distretto
Socio Sanitario, dr. Venceslao Ambrosini, TERRITORIO. La sinergia fra i servizi, fortemente
sostenuta dalla Direzione Strategica dell’Ulss,
ha trovato in questa manifestazione un momento
importante di espressione, coniugando la
necessità di interventi molteplici di prevenzione
e trattamento con i dati a disposizione sul fenomeno.
alcuni momenti della giornata
Una giornata dedicata all’obesità
Si è trattato dell’edizione 2003 dell’Obesity
Day, giornata nazionale dedicata alla riflessione
sui temi dell’obesità, del peso corporeo, dell’alimentazione, organizzata da tre anni, dall’ ADI
(Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione
Clinica), con il coinvolgimento di oltre 120
strutture del Servizio Sanitario Nazionale e centri convenzionati (servizi di Dietetica e
Nutrizione Clinica e Unità Operative di
Nutrizione di vari SIAN e ASL dirette da nutrizionisti) che si rendono gratuitamente disponibili ai cittadini. Lo scorso anno la medesima iniziativa ha coinvolto oltre 8.000 Italiani. Questa
giornata è stata resa particolarmente incisiva
grazie alla collaborazione tra OSPEDALE con il
Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica, diretto
dal dott. Giovanni Ronzani, Presidente della
16
Attenzione ai bambini
Un’indagine epidemiologica condotta proprio
dal Servizio Igiene e Alimenti Nutrizione dell’
Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino (con la collaborazione delle Dr.ssa Pacini, Dr.ssa Tessari e assistente sanitaria Menti) su 389 alunni di scuola
elementare, campione rappresentante la realtà
territoriale dell’ovest vicentino, ha evidenziato
un peso medio superiore del 15-25% rispetto
ai LARN (tabelle di normalità di riferimento per
peso, altezza e fabbisogni prodotte dalla
Società Italiana di Nutrizione Umana - SINU).
In considerazione del fatto che il bambino
obeso di oggi sarà l’adulto obeso di domani, tali
dati risultano molto preoccupanti ed inducono
ad ulteriori sforzi per arginare quella condizione
che il responsabile della Sanità pubblica degli
Stati Uniti ha definito più pericolosa delle armi
di distruzione di massa. Grande attenzione è
stata posta alla lotta contro la mala-informazione
e ed è stato presentato un apposito sito
www.obesityday.org a cui tutti possono accedere per avere informazioni corrette sull’obesità
e sui centri che la combattono.
Emergenza obesità
L’obesità ha assunto i caratteri di una vera e
propria epidemia mondiale e preoccupa non
solo il mondo medico scientifico ma anche i
responsabili della salute pubblica. Le ricadute
socioeconomiche dell’obesità comportano per
l’Italia costi diretti pari a 22,8 miliardi di euro
ogni anno (Istituto Auxologico Italiano 2002).
Il 64% di tale cifra viene speso per ospedalizzazioni ed indica che, seppur indirettamente,
l’obesità è una malattia grave, capace di causare
gravi danni alla salute favorendo lo sviluppo di
altre patologie quali il diabete, l’ipertensione, le
dislipidemie, la cardiopatia ischemica ed i tumori.
Il New England Journal of Medicine (2003),
una delle più prestigiose riviste mediche internazionali, ha dimostrato che l’obesità è il più
importante fattore di rischio indipendente per i
tumori, individuando nell’obesità la principale
causa di morte prevenibile, seguita e non
preceduta, dal fumo di sigaretta. Purtroppo
ancora troppo spesso vi è la tendenza a consigliare terapie (fra l’altro tutte piuttosto costose)
per le singole patologie associate e a non fare
molto per il problema principale che è l’adiposità.
come mangiano
i
nostri
figli?
suggerimenti per mangiare bene
Nell’ambito dell’Azienda Ulss, il Servizio
Igiene degli Alimenti e della Nutrizione
(S.I.A.N.) svolge attività preventiva nutrizionale
anche tramite interventi di promozione della
salute; compito non trascurabile è quello di
modificare le abitudini alimentari per migliorare
la qualità della vita.
Per fare un lavoro serio e basare il nostro
intervento su questioni concrete e non solo
sulle impressioni del momento, è stata effettuata un’indagine rivolta ai bambini in età
scolare compresi nella fascia d’età tra i 6 ed i
10 anni abitanti nel territorio dell’Azienda Ulss 5
“Ovest-Vicentino”, al fine di comprendere le loro
abitudini alimentari, corrette e non.
Ai bambini coinvolti è stato consegnato un questionario con semplici domande sulle abitudini
alimentari e sullo stile di vita che è stato compilato dal bambino con l’aiuto dell’insegnante
che aveva precedentemente svolto in classe il
programma di educazione alimentare.
Inoltre è stata effettuata la valutazione dello
stato di nutrizione dei bambini attraverso la rilevazione di misure antropometriche, quali il
peso corporeo, l’altezza, ed altre misurazioni.
Si pensa di aver fatto cosa gradita nell’esporre
ai genitori quanto rilevato inserendo inoltre, nell’opuscolo, semplici suggerimenti per migliorare
lo stile alimentare.
Monica Menti
Patrizia Pacini
Franco Rebesan
Stefania Tessari
17
anziani a
rischio
frattura
senza l’irradiazione solare
i rischi aumentano
Fabio Armellini
Vittorio Tovo
Tabella1 -
Nell’osteoporosi le ossa diventano più fragili e sono esposte
ad un maggior rischio di frattura per traumi anche minimi.
Si rompono più facilmente il polso, le vertebre ed il femore.
In quest’ultimo caso è necessario inserire una protesi e,
purtroppo, molti degli operati perdono l’autosufficienza
Fabbisogno giornaliero di calcio
Neonati
Bambini
Adolescenti
Donne gravide
Allattamento
Pre - menopausa
Anziani
mg.
400 - 600
800 - 1.200
1.000 - 1.300
1.500
2.000
800 - 1.000
1.500
Le cure per l’osteoporosi sono lunghe e non conducono
alla guarigione, ma servono solo al contenimento della
malattia. Per convivere con l’osteoporosi e limitare i danni
sono questi i consiglio base:
A Prendere una quantità adeguata di calcio e vitamina D;
B evitare la sedentarietà, ma anzi non perdere occasione
per svolgere un’efficace attività fisica;
C
non fumare e ridurre il più possibile il consumo di alcol.
Come affrontare l’inverno
Nell’imminenza del periodo più freddo dell’anno
e con le giornate più brevi è opportuno occuparsi di calcio e vitamina D.
Il modo più semplice per introdurre calcio in
quantità adeguata è quello di mangiare latticini
in abbondanza; tuttavia, così facendo, si mangiano anche troppi grassi. Fortunatamente, esistono anche i prodotti scremati: con quantità di
calcio identica al latte intero.
Il pesce, poi, è un alimento discretamente ricco
di calcio e particolarmente il pesce azzurro. Più
poveri di calcio sono il pane e la pasta, che
comunque vengono consumati in quantità piuttosto elevate.
Si può consultare la tabella 2 per scegliere la
combinazione che faccia raggiungere l’obiettivo
di almeno 1 grammo di calcio al giorno.
Va tenuto presente che una buona quantità di
calcio si può assumere anche con l’acqua; è
buona regola, per chi fa uso di acqua oligominerale, verificare il contenuto di calcio sull’etichetta. Se non si riesce a raggiungere la quota
18
prevista è opportuno consultare il proprio medico
per la prescrizione di un supplemento.
Per quanto riguarda la vitamina D, la quantità
giornaliera raccomandata si prende in genere
con le uova, il fegato, il pesce. Se non si riesce
a consumare questi cibi in quantità adeguata
non è comunque il caso di allarmarsi, perché le
richieste dell’organismo di vitamina D possono
essere ugualmente soddisfatte per azione dei
raggi solari: 15 minuti di esposizione giornaliera
di viso e braccia sono sufficienti per assicurare
una buona sintesi di vitamina D.
Nell’anziano il tempo di esposizione richiesto
può essere più lungo.
E’ proprio l’anziano ad essere più vulnerabile. Le
condizioni atmosferiche, infatti, scoraggiano le
uscite all’aria aperta e quindi l’esposizione al
sole. In questi soggetti è quindi doveroso somministrare una quantità di vitamina adeguata a
superare questo periodo. Chiedete al Medico di
Medicina Generale di rilevare questa necessità e
provvedere in merito.
Tabella2 -
Contenuto di calcio degli alimenti (mg ogni 100 grammi)
Latte e derivati
Grana
Pecorino
Fontina
Caciocavallo
Caciotta
Gorgonzola
Bel Paese
Stracchino
Formaggini
Mozzarella
Ricotta
Yogurt - Latte
Mascarpone
mg.
1310
1160
870
860
750
612
604
565
430
403
275
120
68
Uova
mg.
Tuorlo
Intere
147
50
Pesce
mg.
Carni e derivati
Polipo
Rombo
Tonno
Sarde
Merluzzo
Spigola
Trota
Orata
Palombo
144
38
38
150
25
20
14
12
3
Mortadella
Tacchino
Salumi
Coniglio
Gallina
Vitello
Fagiano
Faraona
Manzo
Maiale
Cavallo
Cereali
mg.
Pasta all'uovo
Biscotti
Pasta
Pane
Riso
22
22
17
15
6
mg.
39
23
20
15
15
14
13
12
10
10
10
Frutta secca
mg.
Nocciole
Mandorle
Noci
Arachidi
250
234
99
74
Ortaggi
mg.
Spinaci
Fagioli
Bietole
Indivia
Finocchio
Cavoli
Lenticchie
Semi di soia
Pomidoro
100
100
110
104
100
179
79
226
10
Frutta
mg.
Arance
Mandaranci
Pompelmi
Albicocche
Mele - Pere
49
32
27
16
5
nei sospetti?
tienili sotto controllo
Questo Ambulatorio sulle lesioni cutanee pigmentate è un punto
di riferimento sui tumori della pelle e crea un filo diretto tra
Ospedale e Territorio in cui il Medico di Medicina Generale (il
cosiddetto medico di famiglia) e lo specialista (in particolare il
dermatologo) sono i primi naturali interlocutori della popolazione.
Questa iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Chirurgia Generale
(direttore il Dr. Luigi De Santis), l’Anatomia Patologica (direttore il dr.
Romano Colombari) e l’Oncologia Medica (direttore il dr. Franco
Figoli), l’ambulatorio è coordinato dal dr. Pietro Mainente nel presidio
ospedaliero di Valdagno, con l’obiettivo di prevenire il melanoma o di
farne una diagnosi precoce e una terapia risolutiva.
Il Servizio opera con un iter diagnostico-terapeutico basato sui protocolli
nazionali standardizzati del Gruppo Italiano sul Melanoma Cutaneo e le
cui tecniche chirurgiche hanno superato il controllo di qualità effettuato
dai supervisori regionali dello Studio SOLISM del Centro Oncologico
Regionale di Padova, di cui la Chirurgia di Valdagno fa parte.
Su richiesta del medico curante, o del dermatologo o dello stesso chirurgo dell’ambulatorio dedicata al melanoma, questo viene asportato in
ambulatorio, con anestesia locale, con un intervento che dura una quindicina di minuti. Subito dopo l’anatomo patologo dell’Azienda fornisce
la diagnosi sul pezzo asportato. Se l’esame è positivo per il paziente
(cioè esame istologico negativo) viene consegnato al paziente per la
consegna al medico curante. Se sono necessari altri trattamenti il chirurgo
che ha effettuato l’interevento in collaborazione con il medico curante
e lo specialista Oncologo dell’Azienda, programma le cure successive. In
qualche caso la cura prosegue con la ricerca del linfonodo sentinella del
melanoma cutaneo. Questa è una metodica nuova che viene praticata
da alcuni mesi a Valdagno e viene effettuata in chirurgia di giornata.
I controlli successivi vengono svolti ancora in collaborazione tra il
Chirurgo, l’Oncologo e il Medico Curante.
Pietro Mainente
Luigi de Santis
L’Ambulatorio si effettua il martedì alle ore 15.00
nel Poliambulatorio dell’Ospedale di Valdagno, al
piano terra, ambulatorio n. 1, tel. 0445.423289.
La prenotazione della visita avviene recandosi presso gli Uffici Prenotazione ospedalieri muniti di impegnativa del medico Curante con la prescrizione “visita chirurgica per controllo nei”, oppure telefonando al
numero verde 800 21 25 25.
Contestualmente alla visita, dopo l’esecuzione della
mappatura cutanea se indicato e ritenuto urgente,
viene effettuata anche l’asportazione della lesione
sospetta. I pazienti indirizzati dai dermatologi con la
richiesta di visita urgente sono accolti con una corsia preferenziale; per gli altri occorre l’impegnativa
del medico curante con la prescrizione “visita chirurgica per controllo nei”.
Per esigenze particolari il medico curante o il
paziente stesso può contattare la segreteria di chirurgia, da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 elle ore
12.00 (tel. 0445 423225).
Tutte queste informazioni sono disponibili in un
apposito pieghevole dal titolo: “AMBULATORIO MULTIDISCIPLINARE SUI NEI CUTANEI E IL MELANOMA
Informazioni utili sulla diagnosi e il trattamento del
melanoma cutaneo” disponibile presso il Servizio.
19
per i giovani
con
i
giovani
nasce il Progetto Geyser
Ferdinando Ceron
Spazi adolescenti
ARZIGNANO, via Stadio 9
LONIGO, via F. Filzi 21
VALDAGNO, via Fermi 11/b
20
L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che la salute coinvolge il benessere non
solo fisico, ma anche emotivo e sociale di ogni
individuo. L’adolescenza è un periodo critico
per lo stato di salute presente e futuro di una
persona, perché in questa fase della vita si pongono le basi di molti comportamenti positivi e
negativi che si mantengono nel tempo.
Si sa che prevenire è meglio che curare: un
euro speso in prevenzione ne risparmia tre in
cure, e un euro di cure ne risparmia sette in
spese legali. La prevenzione, perciò, costa ventuno volte meno della repressione. E la vera prevenzione diventa quella di aiutare ogni essere
umano a formarsi una base sicura e dei limiti.
apertura
martedì e giovedì
lunedì e mercoledì
martedì
orario
14-16
14-16
14-16
telefono
0444 453553
0444 835771
0445 401896
Tra gli obiettivi del Progetto Geyser (L.
285/97) c’era quello di favorire un armonico
sviluppo psico-fisico dei giovani intervenendo,
in modo particolare, nelle problematiche affettivo-sessuali-relazionali. Da ottobre 2001 l’Unità
Operativa Materno Infantile dell’Azienda Ulss 5
ha cercato di realizzare concretamente questo
obiettivo attraverso il PROGETTO GEYSER.
Dopo due anni di attività si può fare il bilancio
del lavoro svolto. Gli Spazi Adolescenti (a
Valdagno, Arzignano, Lonigo), che offrono consulenze psicologiche gratuite, hanno avuto un
buon successo in termini di affluenza tanto che
ora è stato istituito anche uno “Spazio Ascolto”
all’interno di tre scuole superiori per due ore
settimanali (Itisvem di Valdagno, Da Vinci di
Arzignano e Rosselli di Lonigo).
Lo spazio dedicato alle adolescenti all’interno dell’ambulatorio ginecologico è stato
molto utilizzato. Intorno a queste iniziative sono
ruotati in tutto 560 ragazzi.
Gli incontri per genitori organizzati, a partire
da maggio 2002 nella sede distrettuale Sud,
con la finalità di offrire spunti di riflessione su
alcuni aspetti della relazione genitori-figli, vista
la risposta positiva ottenuta, sono stati attualmente estesi anche nalle sedi distrettuali Nord
e Centro (Recoaro, S. P. Mussolino e Alta Valle,
Montorso e Zermeghedo, Cornedo, Brogliano,
Castelgomberto e Trissino).
L’Azienda Ulss 5, nonostante le note ristrettezze di finanziamento, mantiene aperti gli
spazi ai giovani evidenziando l’importanza
della prevenzione in quanto
investimento per il futuro.
fuoriserie
2003
esposizione grafico-pittorica
dedicata alle persone diversamente abili
Promossa in occasione dell’Anno europeo
delle persone con disabilità, con l’intenzione di
dare ad essa maggiore rilevanza culturale e
sociale, il 18 ottobre 2003 è stata inaugurata
l’esposizione “Fuoriserie” alla Galleria Civica
Villa Valle di Valdagno.
Realizzata con la supervisione di Giorgio
Fabbris, docente di discipline artistiche, esperto
di laboratori pittorici ed espressivi in campo
educativo e terapeutico, la mostra ha esposto al
pubblico per quattro settimane i lavori di persone
adulte con disabilità, effettuati nel laboratorio di
pittura del “Centro Educativo Occupazionale
Diurno Azzurra”, gestito direttamente dall’Azienda
Ulss. L’iniziativa è stata realizzata insieme alla
Conferenza dei Sindaci, con la collaborazione e
il patrocinio del Comune di Valdagno e la partecipazione della Regione del Veneto.
Nel panorama delle numerose iniziative per
l’Anno europeo delle persone con disabilità,
“Fuoriserie” si è distinta per aver dato spazio e
visibilità alle persone stesse, alle loro abilità, alla
voce di chi si manifesta anche attraverso il linguaggio dell’arte, del colore, del segno grafico.
Sono state esposte novanta opere pittoriche di
ventitre autori, montate su cornici, accompagnate
da un catalogo con una selezione di trentadue
opere stampate a colori, oltre ad alcune centinaia di cartoncini disegnati.
L’esposizione ha consentito a moltissime persone, giovani e scuole, di ammirare opere che
sorprendono per la loro freschezza, espressività,
intensità.
L’affluenza di pubblico, l’entusiasmo con cui è
stata accolta l’apertura della mostra e il numero di
visitatori nelle settimane successive, hanno
confermato il valore dell’iniziativa e la sua portata
culturale.
La mostra è riuscita nel suo intento di mettere
in luce le abilità espressive ed artistiche degli
autori, di far conoscere ad un vasto pubblico
opere che arricchiscono il patrimonio culturale
di una comunità, di avvicinare la realtà dei servizi
a contesti sociali e culturali più ampi.
I numerosi visitatori, ragazzi, giovani e adulti,
hanno mostrato di saper cogliere la genuinità, la
naturalezza e la spontaneità trasmesse dalle
opere di “Fuoriserie” e che, senza parlare di disabilità o di persona, di normalità o di diversità,
portano a rivedere questi stessi concetti.
L’esposizione aveva già avuto una prima edizione
nel 1999 presso la Galleria dei Nani di Valdagno.
Sabina Bollori
La mostra é stata visitata
da più di 1500 persone,
oltre 650 i cataloghi
venduti o distibuiti.
Molto positiva la collaborazione volontaria data dal
Gruppo Anziani Marzotto
Informazioni:
CEOD Azzurra,
via Ferrighi, 3 Maglio di Sopra
36078 Valdagno VI
tel. 0445 412395
e-mail:
[email protected]
Unità Operativa Handicap
Età Adulta,
via S. Lorenzo,
36078 Valdagno VI
tel. 0445 406223
e-mail:
[email protected]
21
il
mediatore
culturale
una figura necessaria in una società multietnica
Mauro Gonzo
Ufficialmente istituito come attività dell’Azienda Ulss 5, il Servizio di Mediazione
Culturale, operante finora sulla base di un progetto triennale (e quindi provvisorio), finanziato dalla Legge 285/97 per l’infanzia e l’adolescenza, ha dato vita
al progetto “Apprendere e comunicare tra diverse culture”.
Si tratta di un nuovo servizio operante nel
presidio ospedaliero di Montecchio Maggiore,
a cui possono accedere gli operatori dei diversi reparti e servizi dell’Azienda, per essere supportati nella comunicazione con gli utenti stranieri, attraverso la collaborazione dei mediatori
linguistico-culturali e degli operatori dell’équipe.
Il Servizio è costituito da un’equipe composta
da uno psicologo, uno psicopedagogista ed un
educatore (che vi lavorano a tempo parziale), i
quali si avvalgono della collaborazione di
mediatori culturali provenienti da varie nazioni.
Molti reparti dell’Azienda Ulss hanno già fatto
ricorso al Servizio di Mediazione Culturale, tra cui
Pediatria di Comunità, Ginecologia-Ostetricia,
Spisal, Servizio Igiene Pubblica, Consultori
Familiari, Tutela Minori e molti altri. L’Urp
(Ufficio relazioni con il pubblico) e il Pronto
Soccorso hanno realizzato una guida ai Servizi
di Pronto Intervento in italiano e in altre sette
lingue.
Interventi di mediazione culturale effettuati
nel corso del progetto triennale 285/97
‘Apprendere e comunicare tra diverse
Culture’, che prevedeva l’avvio di attività di
mediazione culturale (nov. 2002 - apr. 2003).
Servizio di Mediazione Culturale
tel. 0444 708156
e-mail: [email protected]
22
Nov.2002/
Apr.2003
Scuola
Servizi Ulss
Totale
Interventi su
casi singoli
Interventi
con gruppi
Traduzioni
148
108
256
68
8
76
47
62
209
Chi è il mediatore culturale
Si tratta di una figura professionale che, dopo
aver ricevuto una formazione adeguata, svolge
la funzione di “ponte” di collegamento tra italiani e stranieri, non solo come interprete, ma
esplicitando gli aspetti culturali e comportamentali differenti, per facilitare la reciproca
comprensione.
Ad esempio, quando un paziente è ricoverato, è necessario conoscere la sua anamnesi e il
suo percorso clinico per poterlo curare con la
massima efficacia e senza dispendio di tempo;
oppure, sempre a titolo di esempio, quando
una famiglia straniera viene convocata dal
Consultorio o dal Servizio di Tutela dei Minori,
spesso per trattare problematiche complesse e
difficili, è necessaria la presenza di una figura in
grado di aiutare a comunicare per capire a
fondo i problemi e le esigenze della famiglie e
dei minori e rendere possibile l’intervento degli
operatori preposti al servizio.
L’équipe fornisce inoltre consulenza relativa
alle problematiche che si presentano con gli
utenti e le famiglie straniere e programma specifiche iniziative di formazione per gli operatori.
Le lingue parlate dai mediatori sono quelle
maggiormente diffuse nella nostra zona: serbocroato, arabo, albanese, punjabi, bangalese,
inglese, francese, cinese, rumeno, spagnolo,
portoghese, ungherese, hindi, oltre ad alcune
lingue africane.
Il Servizio di Mediazione Culturale inoltre si
rivolge anche alle altre istituzioni ed enti presenti sul territorio dell’Azienda Ulss 5 e non solo
(scuole, comuni, uffici giudiziari, questura, collocamento, privato sociale, ecc.), fornendo su
richiesta gli stessi servizi qualora ve ne sia bisogno.
Naturalmente, i mediatori e il Servizio non
risolvono certo tutti i problemi di comunicazione
esistenti, ma cercano di essere un utile strumento.
L’Ovest Vicentino è caratterizzato da una forte
immigrazione, iniziata nei primi anni ’90 e che
ha raggiunto in pochi anni una percentuale di
immigrati tra la più elevate, non solo a livello
Veneto, ma anche a livello nazionale.
Camminando per le nostre strade e piazze
incontriamo così visi e abbigliamenti diversi da
quelli a cui eravamo abituati, che rendono il
nostro ambiente più vario, "multi-etnico", questa nuova realtà fa sorgere in noi degli interrogativi e suscita delle discussioni.
La diversità, infatti, ci mette a confronto con
altri modelli che prima erano lontani e fuori
dalla portata della nostra esperienza quotidiana,
rendendo reali modi di vita alternativi al nostro,
che sono allo stesso tempo lontani per le loro
caratteristiche, ma anche presenti e attuali.
L’Ovest Vicentino è caratterizzato da una forte
vocazione agli scambi ed è stato sempre flessibile e aperto all’innovazione, facendo di questo
il suo punto di forza.
Gli immigrati presenti in zona tendono alla
stabilità lavorativa e abitativa grazie alle risorse
e alla richiesta di manodopera espressa dalla
nostra realtà produttiva. Molti di essi sono stati
raggiunti dai familiari o hanno creato una famiglia in loco e perciò il contatto con la nostra
realtà sociale non riguarda per loro ormai più
solamente il momento lavorativo - specifico
degli adulti -, ma anche differenti aspetti della
vita sociale, come la scuola e la sanità, a cui
fanno ricorso le famiglie e i figli degli immigrati.
Per quanto riguarda la sanità e la scuola, l’interazione con le strutture e gli operatori che vi
lavorano crea talvolta problemi di comunicazione,
in quanto emergono le diversità culturali e linguistiche dovute alla provenienza da Paesi stranieri,
e richiede di semplificare le modalità di utilizzo
a causa della diversa organizzazione scolastica
e sanitaria esistente nei paesi di origine.
Tali difficoltà a volte possono dipendere
anche dalla necessità di adeguare le strutture
scolastiche e sociosanitarie alla nuova realtà
dell’immigrazione, in una fase in cui la richiesta
di nuove risorse è problematica.
L’interazione fra diverse culture presenta poi
delle difficoltà che non sono solamente riconducibili alla diversità della lingua, ma anche al
fatto che la comunicazione si presta a fraintendimenti, in quanto ciascuno dei comunicanti
attribuisce un diverso significato alle azioni, alle
norme di comportamento, alle tradizioni, ai
punti di vista dell’altro, senza che sia possibile
stabilire in assoluto qual’è la giusta interpretazione da fornire ad una determinata frase o a
un certo comportamento.
Ad esempio, stabilire il motivo per cui i genitori di un bambino non si presentano agli operatori sanitari per le vaccinazioni, o perché alcune
donne straniere vogliano essere visitate solo da
immigrazione
necessità di strumenti per la
comunicazione tra diverse culture
Mauro Gonzo
ginecologi di sesso femminile, richiede una
attenta analisi delle motivazioni e del contesto
di significati in base a cui vivono ed agiscono
quelle famiglie o quelle persone.
L’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino già da anni si
è mossa nella direzione di proporre programmi
specifici per affrontare i problemi interculturali e
il rapporto con l’utenza straniera in ambito
sociosanitario, nel modo più efficace e sensibile
alla nuova realtà sociale e di stimolare al tempo
stesso al cambiamento e alla ricettività i propri
operatori con iniziative di formazione.
Negli anni scorsi i progetti ‘Benessere donna
straniera’ e ‘Il bambino e la famiglia nella società
multietnica’, noti per la loro innovatività fra gli
addetti ai lavori anche fuori dall’ambito locale,
hanno creato un terreno favorevole all’accoglienza nelle strutture ospedaliere e dei servizi
materno infantili, oltre
Lingue straniere più parlate
cha a livello più ampio,
nel territorio dell'Azienda Ulss 5
nella scuola, e non solo.
Nel campo della forSerbo-croato
mazione degli operatori,
Inglese (Ghana, Nigeria)
che è fondamentale
Francese (Tunisia, Marocco, Senegal, Mali)
perché i servizi socioArabo
sanitari sono fatti innanPunjabi
zitutto da persone con
Albanese
le loro attitudini e comBengali
petenze, è stato avviato
quest’anno uno specifico progetto - unico nel
suo genere per dimensioni e obiettivi - che ha
coinvolto ben 330 operatori di tutti i servizi territoriali e i reparti ospedalieri in un corso di formazione di due giornate sulla comunicazione
interculturale, allo scopo di trasformare gli operatori in altrettanti ‘facilitatori’ nella comunicazione con l’utente o il paziente straniero.
Migliorare il rapporto operatore-utente permette infatti di rendere più efficaci i programmi
di prevenzione che l’Azienda Ulss indirizza ai cittadini, consente di facilitare l’accesso degli
utenti immigrati ai servizi sanitari e di garantire
un migliore risultato della cura e della riabilitazione in funzione del benessere psicofisico che
è poi il compito precipuo dei servizi dell’azienda
sociosanitaria.
23
salute mentale
e
lavoro
un modello di reinserimento
Stefano Zanolini
Per circa un secolo, da quando si è iniziato a
curare la malattia mentale, si è pensato e
comunemente ritenuto, che una persona con
patologia psichiatrica non fosse idonea a lavorare
e probabilmente avesse una malattia inguaribile.
Questo tipo di pensiero, che viene definito in
termini tecnici “stigma”, è stato nell’ultimo
decennio messo in discussione dai risultati del
lavoro di riabilitazione psichiatrica che i Dipartimenti di Salute Mentale stanno mettendo in atto.
Infatti i nuovi modelli di trattamento in psichiatria, i cosiddetti modelli integrati che uniscono alla cura farmacologica i programmi di
recupero delle abilità individuali, sociali e produttive della persona, stanno ottenendo riscontri
molto positivi in termini di reinserimento nel
mondo del lavoro delle persone precedentemente ritenute totalmente disabili.
Le leggi italiane negli ultimi anni hanno sostenuto questo processo, grazie all’applicazione
corretta della Legge sull’inserimento mirato
delle persone al lavoro, in particolare attraverso
l’applicazione della Legge 68/99, che consente
la selezione, lo studio e la collocazione lavorativa
adeguata alla persona che presenta problemi,
certificati da una Commissione Medico Legale.
All’interno di questo processo legislativo,
anche la salute mentale ha improntato un
modello di reinserimento nel mondo del
lavoro dei propri assistiti, cercando di raggiungere i seguenti obiettivi:
- inserimento cadenzato nel
tempo;
individuazione
di un percorso
Chi fosse interessato a
adeguato
alla
persona;
questa problematica
- mantenimento del posto di
può rivolgersi all’A.I.T.Sa.M.,
lavoro e riduzione dei rischi di
di Montecchio
drop-out.
via Cavalieri di Vittorio Veneto,18
Centro Arcobaleno di Arzignano
tel. 0444 451114 (martedì mattina)
Aderire all’A.I.T.Sa.M. significa
difendere i diritti di cittadinanza
delle famiglie che hanno un
problema psichiatrico in casa
24
Per ognuno di questi tre obiettivi
è stato elaborato un programma
riabilitativo di affiancamento dell’assistito.
Inserimento cadenzato nel
tempo: non è possibile, per effetto delle complicanze della pato-
logia, pensare che una persona con malattia
mentale possa inserirsi nel mondo del lavoro
con i tempi rapidi che la società occidentale
richiede.
Per evitare questo possibile fallimento iniziale,
il programma parte dall’inserimento dell’assistito
in un programma di riabilitazione diurna o
comunitaria che si occupa di aiutarlo ad avere
maggiori capacità di stare con gli altri e di
affrontare le difficoltà di relazione e di impegno
che un domani affronterà nel mondo del lavoro.
Per ogni persona l’equipe psichiatrica del
centro di riabilitazione studia un programma
individuale di crescita per raggiungere le abilità
psicologiche e materiali necessarie ad affrontare
gli impegni lavorativi.
Individuazione di un percorso adeguato
alla persona: la patologia psichiatrica non è
uguale per tutti, né per tipo di malattia, né per
caratteristica di risposta dell’individuo ad essa.
Occorre pertanto che si faccia un programma di
trattamento e cura di ogni singola persona, a
seconda dei suoi problemi, del suo carattere,
della sua risposta agli stimoli. E’ un errore quindi
paragonare i risultati raggiunti da un assistito,
rispetto ad un altro.
Quando si programma un reinserimento
lavorativo si deve curare e conoscere bene le
caratteristiche dell’assistito ed operare un programma mirato alle sue capacità. Ad esempio ci
possono essere persone che fin dall’inizio
dimostrano le capacità di sostenere tempi di
lavoro prolungati ed altre che possono sostenere tempi minori. Se non si prende in considerazione questa variabile fin da subito si corre il
rischio di fallire il programma di inserimento
lavorativo.
Mantenimento del posto di lavoro e riduzione del rischio di drop-out: raggiunto, nel
corso del programma di riabilitazione, un inserimento in azienda o in un tirocinio finalizzato
all’assunzione, il processo di cura e di attenzione
dell’equipe psichiatrica non può considerarsi
esaurito, ma diventa in quel momento essenziale. Infatti se l’assistito viene lasciato ad affrontare da solo le difficoltà di inserimento in un
ambiente nuovo, come il posto di lavoro, corre
alti rischi di abbandono precoce (drop-out)
non appena si verificheranno i primi, inevitabili
per chiunque, problemi di lavoro, sia sul piano
pratico che su quello relazionale.
Diventa in questa fase importantissimo il
monitoraggio costante dell’equipe sul modo di
affrontare la nuova esperienza dell’assistito.
Nel corso di questi ultimi 8 anni di esperienza di riabilitazione psichiatrica nella nostra
Azienda Ulss 5, 19 utenti del servizio di riabilitazione psichiatrica del Centro Arcobaleno di
Arzignano sono stati seguiti nell’inserimento
lavorativo attraverso questo modello di “conti-
nuità assistenziale” dall’equipe degli operatori
del servizio, grazie alla collaborazione con il
Servizio di Integrazione Lavorativa dei servizi
sociali e delle Cooperative di lavoro operanti
nell’Azienda Ulss 5.
Di questi 19 assistiti attualmente 18 (il 94%)
stanno proseguendo l’esperienza lavorativa, 14
(il 73%) sono inseriti in aziende di lavoro (10
da oltre un anno) e 4 in tirocini che sono mirati
al prossimo inserimento in azienda.
Tutti 18 sono costantemente seguiti dall’equipe
del centro di riabilitazione attraverso un monitoraggio costante delle difficoltà incontrate e
l’aiuto, sia psicologico, che di sostegno, nei
momenti in cui può diventare difficile proseguire
nel cammino di uscita dallo stigma della disabilità. Questo modello di intervento in psichiatria
tende a dimostrare che il binomio cura e raggiungimento della salute mentale è integra-
Viaggio oltre il Confine è una pubblicazione,
edita dal Dipartimento di Salute Mentale
dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino, area
distrettuale SUD Lonigo, nata per realizzare
un obiettivo importante del Dipartimento di
Salute Mentale: sensibilizzare la popolazione.
Attraverso la sua diffusione presso le varie
agenzie territoriali diventa, infatti, possibile
portare sul territorio una fonte di informazione
sulle tematiche della Salute Mentale.
Per i protagonisti del giornalino, utenti ed
operatori, questa nuova avventura sarà un
modo per integrarsi ancora di più nella comunità circostante ed iniziare assieme ad essa un
viaggio oltre il confine della normalità, per
esplorare nuovi orizzonti carichi d’incertezza
però ricchi di novità e di inaspettate meraviglie.
Ci si augura che il viaggio possa contribuire a
sviluppare una mentalità attenta alla Salute
Mentale e aperta al dialogo con la diversità.
“Il giornalino è un ottimo strumento per favorire l’integrazione tra le strutture e i gruppi del
Dipartimento di Salute Mentale presenti nell’area
sud, grazie alla creazione di una redazione
composta da persone afferenti a ciascuna di
esse e ai contributi dei vari utenti che troveranno
unità nella pubblicazione di Viaggio oltre il
Confine - come afferma il Direttore del
Dipartimento, dr. Claudio Buana -. Inoltre, si
vuole stabilire uno scambio stabile con gli altri
bollettini prodotti dalle agenzie dell’area sud,
quali associazioni, parrocchie, ecc. per sviluppare
un dialogo fruttuoso con la realtà territoriale.
Infine il giornalino si pone l’ambizione di creare
un ciber scambio con altre realtà presenti nel
territorio nazionale grazie alla possibilità della
rete Internet”.
bile col binomio vita sociale e lavorativa nel
mondo produttivo di tutti i giorni, che ognuno
di noi, con il suo impegno, le sue difficoltà e il
suo personale livello di stress normalmente
affronta.
A.I.T.Sa.M. una tutela per le famiglie in
psichiatria
Da quasi vent’anni l’Associazione Italiana
per la Tutela della Salute Mentale opera nel
territorio dell’ovest vicentino per la difesa dei
diritti fondamentali delle persone con patologia
psichiatrica e delle loro famiglie, attraverso
interventi pubblici che mirano ad affiancare e
sostenere il lavoro svolto dai Dipartimenti di
Salute Mentale sui temi della prevenzione, cura,
riabilitazione e reinserimento sociale della persona con problemi psichici e il sostegno della
sua famiglia.
viaggio
oltre
confine
una nuova pubblicazione dal
dipartimento di salute mentale
Nel supplemento disponibile con questo
numero di Ulss 5 Notizie ci sarà uno spazio, l’editoriale, dedicato ad approfondire temi di rilevante importanza all’interno del campo della
Salute Mentale; si leggeranno riflessioni, storie
personali, commenti sulle attività dei gruppi e
delle strutture. Sarà possibile consultare rubriche
di informazioni per conoscere il mondo della
Salute Mentale, arricchite da riferimenti bibliografici e indicazioni di siti internet.
L’importanza data alla necessità di informare
il territorio relativamente a queste tematiche è
dovuta al ruolo fondamentale che assume l’informazione quando ci si trova nel campo della
prevenzione: attraverso la conoscenza, infatti, la
prevenzione si attua più facilmente perché le
persone diventano risorsa grazie al nuovo patrimonio di nozioni acquisite.
A questo proposito, risulta significativo accennare al fatto che nel Progetto Obiettivo della
Regione Veneto relativo alla Salute Mentale, in
fase di approvazione in questo periodo, la prevenzione è posta al primo posto nella scala
degli obiettivi da raggiungere. Questo giornalino
di conseguenza, nelle sue possibilità, vorrà
essere uno degli strumenti per realizzarla.
Centro Salute Mentale
di Lonigo
Per permettere a tutti di
conoscerci, indichiamo
di seguito i nostri vari
recapiti. Per mandarci
un’e-mail scrivete a
[email protected];
se invece volete scriverci
mandate le vostre lettere
a “Redazione de Viaggio
oltre il Confine, Servizio
di Salute Mentale, via
Sisana n.°1, 36045
Lonigo (VI)”; chi invece
desiderasse contattarci
telefonicamente può
chiamare lo 0444431212 (numero telefonico del Centro di Salute
Mentale) e chiedere dei
referenti del giornalino.
25
adozione
istituita l’Equipe Adozioni
nel Consultorio Familiare
Equipe Adozioni:
Ada Barbiero
Lucia Lazzari
Gabriella Sandri
Mauro Gonzo
Per informazioni
rivolgersi presso le
seguenti sedi
consultoriali
Arzignano
0444 475630
Cornedo
0445 951679
Lonigo - Montecchio M.
0444 703540
Valdagno
0445 480925
Il concetto del bambino abbandonato e
senza famiglia che necessita di essere protetto,
che ha bisogno di adulti che sviluppino capacità di comprendere con sensibilità le emozioni,
le ansie, i sentimenti che scaturiscono dalla
situazione dell’abbandono, è al centro della
nuova metodologia dell’adozione.
La nuova Legge nazionale sull’adozione (L. n.
149 del 2002, che integra la Legge n. 476 del
1988) modifica in alcuni punti significativi il
percorso adottivo. La famiglia adottiva viene ora
considerata come una risorsa a disposizione del
bambino in difficoltà, rappresentando la famiglia stessa una valida alternativa all’istituzionalizzazione. Dato il ruolo fondamentale che essa
viene perciò a ricoprire, diventa destinataria di
forme di sostegno nella sua funzione di appoggio genitoriale al bambino.
Tale sostegno viene fornito alla coppia aspirante all’adozione attraverso l’operato dell’équipe,
costituita da due psicologi e due assistenti
sociali che hanno partecipato ad un lungo processo formativo sull’adozione nazionale e internazionale attivato dalla Regione Veneto.
L’equipe adozioni ha attivato dei corsi periodici di informazione e sensibilizzazione sull’adozione nazionale e internazionale rivolti alle coppie
interessate alla tematica adottiva, al fine di consentire un approfondimento delle problematiche
relative all’adozione e delle forme di solidarietà
nei confronti del minore in difficoltà.
Tali corsi, iniziati dall’aprile del 2002 presso il
Centro di Formazione dell’Ospedale di Montecchio Maggiore, sono stati finora 6, rivolti ad un
numero medio di circa 10 coppie ciascuno, per
un totale di 106 partecipanti. I corsi vertono
sulle seguenti tematiche:
1 L’iter adottivo dal punto di vista legislativo
2 Essere genitori adottivi: dalla genitorialità
biologica alla genitorialità adottiva
3 Il bambino adottato: aspetti giuridici,
socioculturali, sanitari e psicologici
4 Il bambino e la nuova famiglia.
Tutti questi temi vengono trattati attraverso
l’uso di materiali audiovisivi e tramite il lavoro di
gruppo con modalità interattive, per un totale di
12 ore suddivise in 4 incontri.
I partecipanti al gruppo vengono sollecitati a
prendere coscienza della realtà del percorso
adottivo e delle difficoltà che si possono incontrare nell’accompagnare il bambino dal primo
momento dell’inserimento nel nuovo nucleo
familiare fino all’età della scuola, alle difficoltà
dell’adolescenza e alle crisi d’identità che il
bambino può vivere nel corso della sua crescita
in relazione alla sua storia e al suo vissuto.
Le coppie hanno quindi l’opportunità di
acquisire tutti questi elementi prima ancora di
inoltrare la domanda vera e propria al Tribunale
per i Minorenni, dopo la quale verrà effettuata
la valutazione psicosociale della coppia presso
il Consultorio, valutazione che ha lo scopo di
fornire al Tribunale stesso le informazioni necessarie per decidere sull’idoneità della coppia.
L’adozione, infatti, nella nuova normativa,
pone il bambino al centro dell’operazione e
perciò occorre che la coppia o famiglia adottante sia in grado di tutelare la sua crescita salvaguardandolo nelle sue peculiari caratteristiche
personali, sociali e culturali e favorendo un suo
sviluppo equilibrato.
campioni
italiani
minibasket in carrozzina “I Delfini”
Gabriele Brotto
Bruna Pomari
L’amore per lo sport, la passione per il gioco, la
grande volontà di praticarlo nonostante un handicap fisico ottenendo risultati di grande prestigio.
Tutto questo è rappresentato dai Delfini. E’ una
associazione nata nel 1997, che ha sede a
Montecchio Maggiore (Vicenza), grazie alla
volontà di alcuni ragazzi. E’ costituita da giovani
con disabilità di vario tipo ma che non per questo
hanno perso la voglia di fare sport, di giocare
con agonismo. Una volontà ed una passione
rivolte alla disciplina cestistica, al basket, e così
26
“Nascita del bambino disabile: sostegno alla famiglia”, è un
progetto che prevede un’ attività di “informazione partecipata”
rivolta ai genitori, il cui nuovo nato presenti delle problematiche
(sindromi genetiche, prematuranza, ecc.) che potrebbero avere
necessità in futuro di interventi riabilitativi e di integrazione sociale.
diagnosi
neonatale
informazioni per genitori in difficoltà
“Cosa vuol dire questa malattia …”, “cosa
sarà di nostro figlio ..”, “cosa possiamo fare ..”,
“dove possiamo andare ..”. I genitori hanno
urgenza di attrezzarsi per far fronte a quello che
viene vissuto come un evento sconvolgente e
per farlo hanno, prima di tutto, bisogno di informazioni: “a che cosa stiamo andando incontro,
cosa dobbiamo aspettarci”. Dare spazio a questo bisogno di parola, ampliando la prospettiva
rispetto agli interventi di tipo strettamente
medico, rende significativa e utile la consulenza
per i genitori, e pone le condizioni per proporre
ulteriori colloqui.
Il progetto, finanziato con fondi specifici della
L. 285/97, è fondato sulla collaborazione tra
l’Unità Operativa Handicap in Età Evolutiva con
il Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Arzignano.
Su segnalazione dei medici del reparto di
Pediatria, uno psicologo dell’Unità Operativa
Handicap in Età Evolutiva si reca all’ospedale,
dove incontra i genitori prima della dimissione
del bambino.
Il colloquio viene organizzato dal pediatra di
riferimento che, dove ne veda l’opportunità,
concorda con i genitori la possibilità di incontrare lo psicologo del servizio territoriale. Nel
l’associazione si è interessata al mini-basket in
carrozzina. Una esperienza pilota nel nostro
paese. Prima formazione di questo genere in
Italia sulla cui esperienza sono nate altre associazioni tanto che nel 2002 è cominciato lo
svolgimento del Campionato italiano di minibasket in carrozzina. La disciplina è stata riconosciuta come Promozionale anche in ambito Fisd.
Le grandi capacità dei giocatori dei Delfini
hanno fatto conquistare, per due anni consecutivi,
il primo posto nel Campionato italiano di categoria.
corso del primo incontro l’aggancio con i genitori avviene, più che sul piano emotivo, su un
forte bisogno di informazioni.
Da lì la consulenza prosegue a distanza di
qualche giorno presso il servizio territoriale: ai
genitori viene spiegato come funziona il servizio,
quali professionisti vi operano, quali interventi è
possibile attivare. Questo contatto precoce ha
lo scopo di evitare in futuro ai genitori di girare
a vuoto per mesi, o addirittura per anni, prima
di scoprire che gli interventi di cui hanno bisogno si possono realizzare anche nella zona di
residenza.
La consulenza procede poi in due direzioni:
da un lato fornire ulteriori e più dettagliate informazioni sugli interventi riabilitativi, sulla legislazione, sui servizi esistenti, sugli aiuti economici
e assistenziali, dall’altro entrare più sul piano
emotivo e relazionale accogliendo e rielaborando
la sofferenza e il disorientamento portato dai
genitori rispetto al significato che questo evento
inatteso assume rispetto alla loro vita familiare,
di coppia, professionale.
Di solito la consulenza si esaurisce nel giro di
tre, quattro incontri, ma il collegamento tra famiglia
e servizio territoriale rimane attivo: i genitori
possiedono a questo punto una “mappa” dei
servizi socio-sanitari territoriali, che possono utilizzare.
Anna Chiara Benincà
Francesca Concato
La collaborazione
tra Ospedale e
Territorio è fondamentale per far
fronte alle paure e
alle legittime ansie
dei genitori
Il rapporto con i servizi territoriali
Un ulteriore esito positivo del progetto è stato
l’incremento della collaborazione tra l’ospedale e i servizi territoriali, in particolare rispetto
all’individuazione precoce delle problematiche
motorie e psicomotorie, tramite l’invio alla consulenza fisiatrica al distretto, e alla gestione congiunta di situazioni complesse come gli esiti
gravemente invalidanti di traumi in età evolutiva e
le consulenze psicosociali alla famiglie straniere.
Tale collaborazione consente un’ottimizzazione
delle risorse esistenti nell’individuazione, e la
verifica dei progetti di riabilitazione e intervento
personalizzati alle esigenze di ogni singola situazione, secondo quanto previsto dalla normativa
in ambito materno infantile e dell’età evolutiva.
27
l’handicap
in età
evolutiva
un occhio di riguardo per i ragazzi
diversamente abili
Monica Bedin
Anna Chiara Benincà
Francesca Concato
I ragazzi che beneficiano di questo servizio si trovano in una
situazione a rischio nella fase
della pre-adolescenza e presentano
difficoltà di integrazione sociale e
scolastica. Tali situazioni, se non
sufficientemente supportate sul
piano educativo e familiare,
rischiano di essere “perse” dai
servizi in questa fascia d’età, per
ripresentarsi in epoche successive
con aggravamento del quadro sul
piano psico-sociale e comportamentale.
La sperimentazione di programmi di promozione dell’educazione all’autonomia di soggetti
disabili in età adolescenziale ha indotto i
responsabili dell’Unità Operativa per l’Età
Evolutiva e per l’Handicap in Età Evolutiva ad
estendere tale progettualità alla fascia di soggetti in situazione di svantaggio legato a disabi-
28
lità in età evolutiva pre-adolescenziale usufruendo
inizialmente dei finanziamenti regionali della
L.162/98. Attualmente l’attività si inserisce nei
programmi dei Servizi Sociali a sostegno dell’età
evolutiva e delle responsabilità familiari.
L’esperienza di intervento pomeridiano è nata
nel 2001 con alcuni studenti con disabilità della
Scuola Media. Negli anni successivi tale attività
è proseguita con una costante partecipazione
dei ragazzi. La frequenza alle attività è gratuita e
si realizza durante il periodo scolastico in tre
pomeriggi la settimana, mentre nel periodo
estivo o di vacanza scolastica vengono programmate uscite per attività o visite che rientrano
nei programmi e negli interessi dei ragazzi coinvolti.
La finalità di questa attività è supportare il
momento di maturazione personale del
ragazzo e delle sue relazioni, stimolando la
conoscenza e l’utilizzo di esperienze del proprio
contesto di vita per portarlo ad un certo grado
di autonomia personale e sociale, attraverso
processi di integrazione adeguati alle abilità,
potenzialità e interessi osservati in ciascuno. Si
intende in questo modo offrire alla famiglia un
sostegno nella scelta di strategie educative idonee al proprio figlio.
Ciò che qualifica questo intervento è la predisposizione di un progetto psico-educativo sul
ragazzo che veda coinvolta la famiglia e la
scuola e nel tentativo di creare una rete di rapporti coordinati tra famiglia/servizi Ulss/scuola,
per facilitare la comunicazione tra le agenzie che
prioritariamente sostengono il processo evolutivo
del singolo ragazzo in un’ottica integrata.
Il progetto elaborato dal servizio responsabile
dell’ Età Evolutiva ed Handicap in Età Evolutiva,
prevede, per ciascun ragazzo, una presa in carico
integrata e non una semplice proposta di accudimento pomeridiano socio-educativo.
In questo senso sono previsti infatti incontri di
consulenza da parte del servizio con educatori
su attività proposte e strategie educative mirate;
colloqui di verifica con genitori ed insegnanti,
conversazioni di valutazione, somministrazione
di test, scambi di opinioni con i ragazzi.
A distanza di qualche anno di attività si constata che sono la famiglia stessa e gli insegnanti
a chiedere il proseguimento di questa tipologia
di interventi. L’effetto che più frequentemente
viene riscontrato è non tanto e non solo nei termini di miglioramento dei risultati di apprendimento del ragazzo, quanto piuttosto nei termini
di un aumento della motivazione, della consapevolezza dei propri interessi e dell’autonomia personale e sociale, premesse importanti per prevenire i disagi in fase adolescenziale.
scuole
per
genitori
un’esperienza accolta con favore
Negli ultimi anni i cambiamenti
dovuti alle forti pressioni sociali ed
ambientali non hanno fatto mancare
la loro influenza sull’istituzione familiare, sulla qualità delle relazioni tra
genitori e figli e sull’esperienza di crescita di questi ultimi. La situazione
sociale attuale è, infatti, estremamente complessa, tanto che, oggigiorno,
in ambito psicosociale non si parla
più di famiglia ma di “famiglie” intendendo quelle molteplici e diverse unità di convivenza sempre più
piccole - sempre più isolate e più interessate a complesse combinazioni di
risorse e bisogni affettivi ed emotivi
dei suoi componenti.
Oggi, fortunatamente, si avverte un’attenzione
nuova, volta a rileggere e ripensare l’essere
genitori all’interno della nostra società: la
“Scuola per genitori” organizzata dall’Unità
Operativa Età Evolutiva ed Handicap Età Evolutiva
dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino nasce dall’esperienza formativa che gli operatori hanno
maturato nel periodo 1999/2000 volta all’acquisizione di competenze nella conduzione di
gruppi di attività di formazione per genitori
(parent training), in quanto essa ha costituito
un’occasione per consolidare l’idea che la prevenzione debba rivolgersi a tutti i possibili fruitori dei servizi socio-sanitari e non a specifiche
categorie di utenti. Tali premesse hanno costituito le linee guida per la proposizione di progettualità che sono state poi approvate all’interno
dei Piani Triennali L.285/97 e che hanno riguardato, tra l’altro, il “Sostegno alla funzione
genitoriale nella prima infanzia”.
Nello specifico, l’obiettivo dell’intervento
“Scuola per Genitori” era quello di sostenere la
famiglia da un punto di vista psico-educativo,
ossia di sostenere i genitori nella loro funzione
partendo dalle loro risorse e competenze, che
vengono attivate e potenziate attraverso strategie
di intervento educativo-propositivo. La strategia
utilizzata è stata quella del Parent Training
Integrato sviluppato dal Prof. Soresi docente
dell’Università degli Studi di Padova: questo è un
“programma di formazione” strutturato, orientato
alla “crescita” e al “benessere”, di cui sono controllate validità ed efficacia.
La differenza con i cicli di incontri organizzati
sul modello delle conferenze è sostanziale, si
passa da una serie di lezioni che prevedono un
coinvolgimento dei genitori solo passivo ad una
“scuola” che richiede, invece, un coinvolgimento
partecipe in attività da svolgersi durante il corso
e a casa, la cui validità ed efficacia sono valutate
e ben documentate in quanto sono previste
chiare verifiche del livello di padronanza dei
concetti oggetto del training.
Passando ad analizzare i risultati di questo
intervento, bisogna innanzitutto dire che la
“Scuola per Genitori”, visto l’enorme numero di
iscrizioni raccolte (306!), sembra aver incontrato
la crescente domanda di “sostegno alla genitorialità”. Inoltre, è stata efficace nel trasmettere ai
genitori le definizioni e i concetti base del cambiamento comportamentale, ha prodotto un
miglioramento nello stile educativo dei genitori
anche al di fuori del setting di training. I genitori
si sono dichiarati soddisfatti per il programma
offertogli e la partecipazione, in termini di impegno nelle attività e di frequenza alle sessioni, è
risultata essere molto alta (presenti in media a
9/10 incontri). E’ stato poi valutato il mantenimento degli effetti prodotti dalla frequenza alla
“scuola” ed è risultato che a distanza di quattro
mesi, non si era verificato un decadimento
degli apprendimenti.
La “Scuola per Genitori” sembra quindi costituire un valido ed economico strumento di prevenzione primaria, capace di avvicinare i genitori
senza preconcetti o paure ai Servizi Socio-Sanitari,
di aumentare le loro conoscenze sullo sviluppo
psicologico dei figli, potenziarne le strategie educative, fornire sostegno e aiuto alle famiglie.
Monica Bedin
Anna Chiara Benincà
Francesca Concato
Marco Pagliai
29
a
difesa
dei
più
piccoli
... e Cappuccetto Rosso imparò a
riconoscere e difendersi dal lupo...
Luciana Cracco
Dal 1995 è attiva l’“Area Tutela Minori” favorita
dalla delega di tutti e 22 i Comuni del territorio
dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino. Il Servizio si
occupa di problematiche inerenti all’abuso sessuale, al maltrattamento e alla trascuratezza
con interventi a tutela del minore, ma anche di
recupero, laddove è possibile, del contesto
relazionale che ha procurato il danno al minore. Con le famiglie, ma anche con la scuola, il
privato sociale e il volontariato, il servizio Tutela
Minori lavora costantemente perché solo così è
possibile attuare una promozione dei diritti
delle future generazioni.
L’Area si è organizzata in “Unità Operative”
dislocate sul territorio: una si trova a Valdagno
in via Fermi, una a Montecchio in via Giuriolo e
una a Lonigo in piazza Martiri della Libertà. Al
loro interno operano assistenti sociali, psicologi,
educatori esclusivamente in équipe e in rete
con gli altri Servizi Territoriali.
Gli operatori si mobilitano a seguito di segnalazioni, che possono arrivare dall’Autorità
Giudiziaria, dal Servizio Pubblico, ma anche dal
privato cittadino, di minori che si trovano in
situazione di pregiudizio.
La filosofia del Servizio si fonda però sulla
convinzione che la tutela dei minori inizi dalla
promozione di azioni e di condizioni che consentano il godimento dei diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza e che forniscano al cittadinofanciullo anche le conoscenze, le informazioni
Per informazioni
AREA TUTELA MINORI
Valdagno, via Fermi 11/b
tel. 0445 480900
Montecchio Maggiore, via Giuriolo
tel. 0444 703519
Lonigo, piazza Martiri della Libertà
tel. 0444 831022
30
per imparare a riconoscere le situazioni “a rischio”
e darne comunicazione agli adulti “affidabili”.
Il progetto
Per questo motivo, oltre la cura del disagio, il
Servizio programma interventi rivolti direttamente ai minori, come nel caso del progetto “E
Cappuccetto Rosso imparò a riconoscere e
difendersi dal lupo….” Tale progetto è stato
attuato in alcune scuole pilota della nostra
Azienda Ulss grazie al finanziamento della L.
285/97 ”Disposizioni per la promozione di
diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”.
Attraverso azioni mirate si è attivata nei bambini della scuola elementare la capacità di riconoscere e distinguere le “situazioni di benessere
dalle situazioni di malessere” attraverso la lettura
delle proprie emozioni. Le famiglie e la scuola
hanno dato un contributo determinante per l’attuazione del progetto.
L’affido “un posto nel tuo
cuore”
Convinti che non sia compito solo degli specialisti occuparsi della prevenzione ma che
anche la comunità dovrebbe essere informata
ed attivata in tal senso, gli operatori hanno
saputo sensibilizzare le famiglie che si sono
dichiarate disponibili, dopo un percorso di formazione, ad accogliere minori che si trovano
per motivi diversi in difficoltà.
E’ nata quindi la campagna di sensibilizzazione
all’affido familiare “Cerca un posto nel tuo
cuore, con l’affido puoi aiutare a crescere
un bambino…” e si è formato un Gruppo
Famiglie Affidatarie che si riunisce una volta al
mese. Queste famiglie, inoltre, stanno anche
partecipando ad una serie di incontri specifici
sul tema dell’affido.
amiciun nuovo
a quattro
zampe
canile inaugurato ad Arzignano
Nel corso dell’anno 2003 è stata inaugurata
la nuova struttura del canile di Arzignano
ristrutturata grazie al contributo fondamentale
del Comune di Arzignano ed ai contributi regionali a tal fine erogati.
Con la costituzione del Consorzio dei Comuni
e la consegna per la gestione del canile alla
locale sezione ENPA, è stato definitivamente
attivato un servizio che garantisce una risposta
qualificante ed efficace all’annoso problema
dell’abbandono dei cani che, soprattutto nel
periodo estivo, affligge il nostro territorio oltre a
rappresentare un pesante segno di inciviltà.
Il servizio veterinario dell’Azienda Ulss 5 è
presente presso questa struttura con la gestione
diretta del canile sanitario, dove viene effettuato
il controllo dei cani catturati e di un ambulatorio
veterinario attrezzato per l’assistenza medica e
chirurgica degli animali presenti e viene garantita un’attività di pronto intervento per gli animali randagi coinvolti in incidenti stradali e feriti,
nonché svolge una importante azione preventiva
sulle popolazioni feline presenti sul territorio
finalizzata al loro controllo sanitario ed alla limitazione delle nascite mediante la sterilizzazione
chirurgica.
Nella tabella sotto riportata sono indicati i dati
relativi ai cani transitati nel canile sanitario.
Nei primi nove mesi del 2003 sono stati eseguiti 142 interventi chirurgici per la sterilizzazione
delle femmine del canile e delle colonie feline
presenti sul territorio. Sono stati identificati con
l’applicazione di microchip più di 250 cani .
Va ricordato che da tempo è in vigore l’obbligatorietà della iscrizione alla anagrafe canina
e della identificazione mediante applicazione
di microchip di tutti i cani con più di tre mesi
di età. Se tale norma fosse rispettata con maggiore senso civico da parte dei possessori dei
cani, riusciremmo a restituire al legittimo proprietario ogni cane catturato sul territorio evitando problemi per la cittadinanza e sofferenze
inutili per gli animali.
Alvaro Lorenzi
CANILE SANITARIO
Movimentazione 01/01/03 30/09/03
CANILE SANITARIO
TOTALE
TOTALE CANI
INTRODOTTI
2003*
2002
2001
235
240
308
RESTITUITI AL
PROPRIETARIO
%
N°
90
55
76
37.5
22.9
24.6
ADOTTATI
83
136
168
PRESENTI
NEL RIFUGIO
62
28
47
*Periodo 01/01/2003 – 30/09/2003
31
la
vaccinazione
il modo più sicuro ed efficace
per ottenere la protezione
da alcune gravi malattie
Adolfo Fiorio
Rinaldo Zolin
Vaccini Efficacia
Polio
> 95%
Difterite 87-96%
Tetano
> 90%
Epatite B
95%
Pertosse
85%
Morbillo > 95%
Parotite
> 95%
Rosolia
> 95%
HiB
> 95%
Le cifre sono inequivocabili negli USA: DIFTERITE
dai 206.000 casi del 1921 ai 2 casi del 2001,
MORBILLO da quasi 900.000 casi nel 1941 a
96 casi nel 2001, ROSOLIA da quasi 58.000
casi nel 1969 a 19 nel 2001; VAIOLO scomparso ( dopo aver fatto 48.000 vittime in quattro anni all’inizio del novecento); POLIOMELITE
scomparsa dall’intero emisfero occidentale
(sopravvive e miete vittime nei Paesi del Terzo
Mondo).
Insieme con questi dati sulle malattie prevenibili con la vaccinazione, la voce dei movimenti anti-vaccinazione ha iniziato a farsi sentire.
Le notizie riportate sui giornali sono le storie di
alcuni genitori che hanno deciso per scelta personale di essere contrari alle vaccinazioni.
Poiché molte delle malattie prevenibili con le
vaccinazioni oggi non sono comuni, i genitori
hanno scarsa esperienza della malattia e così i
potenziali effetti collaterali dei vaccini, per quanto
lievi, assumono un’importanza sproporzionata.
Le domande più ricorrenti che si pongono i
genitori al riguardo delle vaccinazioni sono queste:
- Il vaccino funzionerà a dovere in caso di
necessità?
I vaccini sono una delle più grandi conquiste
della Medicina e grazie alla loro capacità di proteggere efficacemente contro molte malattie
infettive hanno salvato la vita di milioni di persone nel nostro Paese e nel Mondo! L’efficacia
dei vaccini si avvicina al 100%.
Per alcuni vaccini come tetano e difterite possono rendersi necessarie delle dosi di richiamo
perché l’immunità si riduce nel tempo. La vaccinazione, oltre a proteggere le persone immunizzate, diminuisce anche il numero di suscettibili alla malattia e ne rallenta la circolazione.
- Che possibilità ci sono di avere danni da
vaccino?
I vaccini sono estremamente sicuri, nessun vaccino come del resto nessun farmaco è comunque privo di effetti collaterali. La maggior parte
32
di questi eventi avversi è lieve: dolore, rossore,
gonfiore nel sito di iniezione, febbricola che
dura un giorno, irrequietezza o sonnolenza.
Alcune reazioni possono essere gravi: una
severa reazione allergica ( anafilassi ), meno di
un caso/milione, oppure sempre raramente, si
può avere un pianto inconsolabile (di durata
superiore a tre ore), febbre elevata, convulsioni
febbrili.
Anche le attività di tutti i giorni contengono pericoli. Pensiamo anche all’uso delle cinture di
sicurezza in auto, proteggono le persone e riducono il rischio di morire o di restare feriti in un
incidente. In alcuni casi le cinture sono state
causa di danno, è evidente però che i benefici
di usare le cinture di sicurezza sono molto maggiori dei rischi di non utilizzarle.
La stessa cosa vale anche per le vaccinazioni.
Sfortunatamente infatti, scegliendo di evitare i
vaccini semplicemente si sceglie di subire dei
rischi diversi e molto maggiori. E’ importante
comunque sempre segnalare eventuali reazioni
avverse o effetti collaterali agli operatori dei
Servizi vaccinali o al proprio Pediatra. Per quanto
riguarda le reazioni avverse a vaccino, esiste un
sistema di sorveglianza Regionale a cui fa capo
il Servizio di Immunopatologia dell’Università di
Verona “Canale Verde”.
Nel triennio 2000-2002 le notifiche di reazione
avversa a vaccino sono state per tutto il
Veneto 730 su circa 4.000.000 di dosi somministrate (0.018%), di queste solo 28 potevano
essere considerate gravi. Nel periodo 19931999 le notifiche di reazioni avverse sono state
1762 su 7.526.676 dosi totali somministrate in
tutta la Regione Veneto ( 0,02 % ),dati“Canale
Verde”, Verona.
Di queste reazioni quelle che potevano considerarsi gravi risultavano essere 26 locali e 60
sistemiche, nessuna di queste ha messo in
pericolo di vita il soggetto.
- Se non mi vaccino, che possibilità ho di
contrarre i virus per i quali ci si vaccina?
Per alcune delle malattie per le quali esiste la
vaccinazione la possibilità di ammalarsi se non
vaccinati sono elevatissime, soprattutto per le
malattie a trasmissione per via aerea.
Si pensi al morbillo, la scelta di non somministrare il vaccino equivale a scegliere il rischio di
contrarre la malattia, con la possibilità di avere
complicazioni gravi (polmonite, otite) e a volte
fatali (encefalomielite, pancefalite sclerosante
subacuta), e così per altre malattie infettive a
trasmissione per via aerea, per esempio la
parotite, la pertosse, ecc.
Altre malattie, grazie alle vaccinazioni, sono
pressoché scomparse e quindi il rischio di contrarre l’infezione, anche se non vaccinati è
remoto: basti pensare alla poliomielite, che al
momento dell’introduzione della vaccinazione
negli anni ’60, colpiva migliaia di persone con
centinaia di decessi e molti esiti permanenti,
ora grazie alla vaccinazione di massa, è stata eliminata dall’Europa e da altri Paesi del mondo e
si è vicini alla sua eliminazione mondiale, come
già avvenuto con il vaiolo nel 1983. L’epatite B
è ormai pressoché limitata alle persone adulte,
così come il tetano, difterite e polio sono
scomparse dall’Italia.
Ma se la percentuale di immunizzazione della
popolazione si riduce, si possono creare sacche
di suscettibili e certe malattie gravi possono
ricomparire, ci sono tragici esempi di ciò in tutte
le parti del mondo. Non da ultimo il Giappone
dove la temporanea sospensione da parte del
Governo della vaccinazione antipertossica negli
anni 80, su pressione dei movimenti anti-vaccinatori locali, ha scatenato negli anni successivi
una grave epidemia con centinaia di morti che
solo la reintroduzione del vaccino ha bloccato.
Basterebbe guardare in casa nostra, cosa è successo in Campania pochi mesi fa. L’epidemia di
morbillo verificatasi è il frutto della bassa copertura vaccinale presente in tale area, si sono
avuti 624 ricoveri ospedalieri per morbillo, 104
complicanze polmonari, 15 encefaliti, 4 decessi
(tre bambini di 6 mesi, 4 anni e 10 anni, e un
adulto di 22 anni). Sono dati su cui riflettere.
Inoltre, in molti Paesi del mondo, distanti da noi
solo poche ore di aereo, sono ancora presenti
molte epidemie di queste malattie prevenibili
con la vaccinazione.
- Perché i vaccini contengono conservanti
pericolosi?
Nei vaccini sono presenti piccole quantità di
sostanze necessarie per prevenire contaminazioni batteriche, evitare la perdita di efficacia nel
tempo e/o potenziare la risposta immunitaria.
Tutti gli studi eseguiti per appurare se queste
piccolissime quantità di sostanze possano dare
effetti sull’organismo, a breve o a lungo termine,
hanno dato esito negativo. E’ da tenere presente che in commercio esistono ancora pochissimi vaccini contenenti mercurio.
- Quanto aspetterà il legislatore ancora a
rendere tutte le vaccinazioni facoltative?
In linea di massima passare dalla vaccinazione
imposta per legge alla vaccinazione scelta liberamente dalla popolazione, in virtù dei suoi
benefici per la salute, è un processo che va
considerato un vero e proprio percorso di civiltà.
La posta in gioco è però troppo alta per permetterci di commettere degli errori che si ripercuoterebbero sullo stato di salute della popolazione e dei bambini in particolare. Per avere
un’idea di cosa potrebbe succedere nel nostro
Paese, al momento del passaggio alla vaccinazione libera, basta guardare oggi cosa succede
per le vaccinazioni raccomandate, valutando
quale sia la loro copertura vaccinale, ancora molto
bassa (50% circa), se si escludono alcune Regioni
dell’Italia centro-settentrionale. Se il passaggio
alla liberalizzazione dovesse portare, anche per
le vaccinazioni obbligatorie, a questi tassi di
copertura, l’effetto che ne deriverebbe sarebbe
disastroso. Se quindi passassimo dall’oggi al
domani alla liberalizzazione, ci troveremmo probabilmente in una situazione di estremo pericolo per la collettività. A questo fatidico passaggio è necessario prepararsi per tempo e gradualmente. Nei paesi (USA, Regno Unito, etc.)
nei quali le vaccinazioni non sono obbligatorie, non viene ammesso in comunità un
bambino che non sia in regola con le vaccinazioni, quindi, viene posto un obbligo indiretto.
Per giungere a una liberalizzazione delle vaccinazioni è necessario un salto culturale.
Si auspica che questo avvenga nel più breve
tempo possibile e che ognuno di noi diventi
cosciente che le vaccinazioni, sono l’arma più
importante che la Medicina e l’Umanità possiedono nella prevenzione delle malattie infettive.
A tutti i genitori la Nostra AZIENDA UNITÀ LOCALE SOCIO SANITARIA offre ampi spazi di colloquio e incontro, opportunità
offerte, ma spesso non utilizzate dato che molti genitori non accettano il confronto portando avanti una decisione probabilmente già presa aprioristicamente. Le risposte alle domande e ai legittimi dubbi vengono date con il supporto di dati
scientifici ed epidemiologici consultabili, lasciando sempre il tempo per riflettere sulla decisione da prendere, e i risultati, per
quanto riguarda la Nostra AZIENDA UNITÀ LOCALE SOCIO SANITARIA, sono ottimi, con più del 50% dei bambini recuperati alla vaccinazione, dati, questi, presentati anche al Convegno dei Pediatri svoltosi nel Marzo 2003 nella sede dell’Ordine
dei Medici di Vicenza.
Queste notizie e tutte le altre informazioni richieste vengono fornite ai genitori anche con la consegna di materiale da leggersi con tranquillità successivamente al colloquio, si consegnano a richiesta i foglietti illustrativi dei vaccini e si consiglia di
visitare alcuni siti internet che parlano di vaccinazioni, esempio:
www.levaccinazioni.it ; www.simi.iss/vaccinazioni ; www.pediatria.it ; www.cdc.gov/nip
33
barriere
architettoniche
uno studio per migliorare il livello
di accessibilità alle strutture
Alberto Acqua
Nell’ambito delle attività previste per l’anno
europeo dedicato alle persone disabili il Direttore
Generale dell’azienda Ulss 5 “Ovest Vicentino”
nel corso dell’anno ha avviato un’analisi
approfondita della situazione al fine di predisporre un piano di intervento e le relative priorità per apportare le eventuali modifiche
necessarie a rendere sempre migliore il livello
di fruibilità delle strutture da parte del pubblico.
Lo studio si è svolto in più fasi:
in un primo momento è stato distribuito a tutte
le Strutture, Unità Operative, Servizi, un questionario predisposto dal Servizio aziendale di
Protezione e Prevenzione.
Lo scopo del questionario era duplice:
raccogliere informazioni per
decidere e programmare gli
Le domande che possiamo porci per
interventi;
contribuire anche noi:
fornire una guida ed un aiuto
• nel parcheggiare ci preoccupiamo di
per un processo continuo di
lasciare spazi sui marciapiedi per permettere il passaggio delle sedie a rotelvalutazione di questa problele, per permettere loro di traversare la
matica da parte dei dirigenti.
strada o anche semplicemente di scenSuccessivamente si è provvedere dal marciapiede quando serve?
duto ad una serie di sopralluo• abbiamo mai pensato a quanto si sporghi da parte del servizio di
cano le mani di una persona in sedia a
Protezione e Prevenzione e del
rotelle solo per azionare la ruota che è in
Servizio Tecnico per la verifica
continuo contatto con un terreno comuin sito dei dati e per la defininemente usato come pattumiera?
zione delle priorità degli inter• quanti chewing gum usati o mozziconi
di sigaretta gettati finiscono così ogni
venti da attuare. Importante
giorno nelle mani di una persona in
azione preventiva all’avvio dello
sedia a rotelle?
studio è stata: la definizione del
concetto di “portatore di handicap”, non limitato come nell’immaginazione
comune, alla persona costretta in una sedia a
rotelle, ma esteso a tutti coloro che sono affetti
da una situazione di svantaggio sociale o di
emarginazione così come indicato nella legge
104/92 all’art. 3.
Nei fatti quindi rientrano nella definizione molti
altri quali anziani, cardiopatici, obesi, donne
in avanzato stato di gravidanza, ecc...
L’effetto di una malattia o di un trauma può
essere la disabilità mentre l’handicap ne è la
34
conseguenza sociale, quella situazione cioè che
pone il disabile in una posizione di svantaggio
rispetto ai “normali” - es. un’artrosi dell’anca
riduce la mobilità (disabilità) e ne può conseguire l’incapacità di salire una scala ad esempio
per raggiungere il bagno (handicap); il passo successivo è stato l’individuazione della legislazione
di riferimento e dei necessari raccordi con la
normativa antincendio e quella riguardante l’edilizia ospedaliera in generale e quindi degli
ambiti di applicazione nella nostra azienda.
Ambito di applicazione Ulss 5 - “Ovest
Vicentino”
In base all’art. 27 del 118/71 e al D.P.R. 384/78 gli
ambiti di applicazione per l’Ulss riguardano:
• edifici amministrativi: oltre alla particolarità
degli accessi vanno curate le forme di arredo,
bancone, transenne, che favoriscono l’accessibilità dei servizi ivi prestati;.
• edifici in cui si svolgono attività comunitarie
o comunque servizi di interesse generale;
• edifici per prestazioni sanitarie: le particolari
esigenze degli utenti (sedia a rotelle, lettini,
ecc…) impongono standard ottimali di movimento. In questi edifici si devono ovviamente
utilizzare gli standard più restrittivi eventualmente stabiliti da normative specifiche.
Barriere architettoniche
1 ostacoli fisici fonte di disagio per la mobilità di
chiunque ed in particolare per coloro che presentano una capacità motoria ridotta permanete o temporanea;
2 ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi
e attrezzature;
3 mancanza di accorgimenti e segnalazioni che
permettono l’orientamento, la riconoscibilità dei
luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque ed
in particolare per sordi, ipovedenti/non
vedenti.
Accessibilità Possibilità di raggiungere un edificio e/o le sue singole unità ambientali, di
entrarvi agevolmente, di fruirne di spazi ed
attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza
e di autonomia anche per persone con ridotta
o impedita capacità motoria o sensoriale.
Visitabilità Possibilità di accedere agli spazi di
relazione e ad almeno un servizio igienico per
ogni unità immobiliare anche per persone con
ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
Sono spazi di relazione quelli nei quali il cittadino
entra in rapporto con la funzione ivi svolta.
Adattabilità Possibilità di modificare nel tempo
lo spazio costruito per renderlo totalmente e
agevolmente fruibile anche per persone con
ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
Situazioni analizzate
Il questionario era diviso in due sezioni, la
prima, compilata dai Direttori delle Strutture
riguardava le porzioni comuni:
1 spazi esterni ed accessi,
2 cartellonistica di accessibilità,
3 ascensori e servoscala,
4 rampe e scale.
Una seconda sezione per gli spazi specifici,
compilata dai Responsabili di Servizi, U.O.A.,
ecc…, con l’analisi di:
5 corridoi e passaggi,
6 porte interne e serramenti,
7 servizi igienici e bagni,
8 camere di degenza,
9 arredamento,
10 terminali impiantistici.
Risultati dell’indagine
In totale sono stati compilati 90 questionari che
possono rappresentare la quasi totalità
Riferimenti normativi
Superamento barriere architettoniche
1. Circolare Ministero Lavori Pubblici n. 425
del 21/01/67 (residenza);
2. Circolare Ministero Lavori Pubblici n.
4809 del 19/06/68 (edifici sociali);
3. Legge n. 118 del 30/03/1971 (rende
obbligatoria la circolare n. 4809);
4. D.P.R. n. 384 del 27/04/78 (Regolamento di attuazione della Legge 118/71);
5. Legge n. 13 del 09/01/89 (eliminazione
barriere negli edifici privati);
6. Decreto Ministero Lavori pubblici n. 236
del 14/06/89 (edifici residenziali);
7. Circolare Ministero Lavori Pubblici n. 1669
del 22/06/89 (esplicativa del 236/89);
8. Legge n. 104 del 05/02/92;
9. D.L.gs 626/94 art. 30 punto 4: I luoghi di
lavoro devono essere strutturati tenendo
conto, se del caso, di eventuali lavoratori
portatori di handicap;
10. D.P.R. n. 503 del 24/07/96
(“Regolamento per l’eliminazione delle
barriere architettoniche negli edifici, spazi
e servizi pubblici”). Questo D.P.R. estende molte delle norme tecniche del
236/89, relativo ad edifici privati, agli
edifici pubblici. In particolare l’applicazione del concetto di accessibilità e le
dell’Azienda.
Il valore aggiunto di questa banca dati è di
essere il frutto di un’osservazione della realtà da
parte degli operatori che “vivono quotidianamente“ nelle strutture che sono utilizzate dal
pubblico.
Valutando nel contenuto le risposte si è rilevata
una situazione complessivamente soddisfacente,
con alcune precisazioni:
• il numero e la dislocazione dei parcheggi è
regolare, da aumentare il numero di porte ad
apertura automatica (con l’occasione però è
stato ricordato ai dipendenti e ai collaboratori
di rispettare e far rispettare l’utilizzo dei parcheggi dedicati);
• la cartellonistica sui livelli di accessibilità è da
migliorare;
• ogni struttura è generalmente dotata di almeno
un ascensore genericamente accessibile;
• in genere esiste la possibilità di superare piccoli dislivelli tramite rampe, le scale sono di
ampiezza idonea: sono da migliorare. Specie
nelle strutture periferiche comunali alcuni
punti quali i corrimano delle scale, la pendenza delle rampe, profilo dei gradini…;
• corridoi e passaggi normalmente permettono
un’agevole percorribilità;
• comandi di apertura delle porte e banconi
per il pubblico sono un po’ troppo alti;
• le camere di degenza sono generalmente
adeguate, anche se resta da aumentare il
numero dei servizi igienici per i disabili.
caratteristiche tecniche per l’accessibilità.
Art.13: negli edifici pubblici deve essere
garantito un livello di accessibilità degli spazi
interni tale da consentirne la fruizione sia al
pubblico che al personale di servizio quindi le
unità immobiliari ed ambientali dell’Ulss 5 in
genere devono essere accessibili.
Le norme si applicano agli edifici di nuova
costruzione o a quelli esistenti quando sottoposti a ristrutturazioni. Agli edifici e spazi pubblici esistenti, anche se non soggetti a ristrutturazione devono essere apportati tutti gli
accorgimenti indicati dal decreto che possano migliorarne la fruibilità.
In attesa dell’adeguamento ogni edificio deve
essere dotato di un sistema di chiamata per
attivare un servizio di assistenza che consenta alle persone con ridotta/impedita capacità
motoria o sensoriale la fruizione dei servizi.
Normativa antincendio
1. D.P.R. n. 547/55 artt. 33 al 37 (norme
generali e speciali in materia di prevenzione incendi degli infortuni ed igiene del
lavoro);
2. D.M. 16/02/82 (elenco delle attività soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione di prevenzione incendi; punto 86
ospedali, case di cura e simili con oltre
25 posti letto);
3. D.Lgs n. 626/94 artt. 12 al 15 (prevenzione incendi, evacuazione dei lavoratori,
pronto soccorso);
4. D.M.10/03/98 (criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle
emergenze nei luoghi di lavoro);
5. Circolare del Ministero dell’Interno n. 4
del 01/03/02 (stabilisce le linee guida
per la sicurezza antincendio nei luoghi di
lavoro ove siano presenti persone disabili);
6. Decreto del Ministero dell’Interno del
18/09/02 (fissa le regole tecniche di
prevenzione incendi per la progettazione,
la costruzione e l’esercizio delle strutture
sanitarie pubbliche e private).
Normativa sull’edilizia ospedaliera
1. D.C.G. del 20/07/39 (istruzioni per le
costruzioni ospedaliere);
2. Legge n. 132 del 12/02/68 (enti ospedalieri e assistenza ospedaliera);
3. Circolare Ministeriale LL.PP. n. 13011 del
22/11/1974 (requisiti fisico tecnici per le
costruzioni edilizie ospedaliere);
4. D.M. del 05/08/77 (requisiti tecnici delle
case di cura private);
5. D.P.R. n. 37 del 14/01/97 (requisiti strutturali tecnologici minimi per l’esercizio
delle attività sanitarie da parte della strutture pubbliche e private).
35
La sigla significa
Servizio Prevenzione Igiene
e Sicurezza negli Ambienti
di Lavoro
igiene
e
sicurezza
l’impegno di SPISAL negli ambienti di lavoro
Adolfo Florio
Questo organismo svolge tutte le attività di
controllo necessarie a verificare che nelle
Aziende del territorio vengano rispettate le
condizioni di igiene e di sicurezza previste
per legge. Da sempre si caratterizza per
l’impegno con cui promuove la diffusione
tra tutti i soggetti interessati, in particolare
tra gli imprenditori ed i lavoratori, di pratiche di lavoro sicure.
Tutti quelli che vogliono ricevere la
pubblicazione possono mandare una
richiesta all’indirizzo del Servizio:
via Kennedy 2 Arzignano,
tel. 0444 475690
e-mail [email protected]
E’ disponibile anche la versione
informatica in Adobe Acrobat.
36
Consapevole che “prevenire sia meglio che
curare” , lo SPISAL si occupa di produrre e diffondere i risultati di analisi e studi effettuati sul
tema specifico della Prevenzione degli Infortuni
sul Lavoro.
Si possono citare a questo riguardo le Relazioni
Epidemiologiche Annuali sugli Infortuni del
Lavoro nel territorio dell’Azienda Ulss 5, le Linee
Guida per la gestione in sicurezza di alcune macchine usate nelle concerie (spaccatrice, pressa a
piatti, impianto di aspirazione dell’Idrogeno
Solforato).
In questi documenti il Servizio trasferisce, a
quelli che sono i veri attori della sicurezza
(datori di lavoro e lavoratori), la notevole esperienza fatta sul campo in occasione delle indagini sugli infortuni che hanno provocato lesioni
gravi.
L’ultima pubblicazione curata dallo SPISAL, con
il finanziamento della CCIAA di Vicenza, è un
opuscolo dal titolo “Linee Guida per la Gestione
del rischio da Carrelli Trasportatori.”
Questa pubblicazione, in poco più di 40 pagine,
partendo da sommari richiami alle Leggi che
regolano l’argomento trattato, consente al lettore
di individuare le situazioni di rischio nella specifica azienda, fornendo strumenti adeguati per
controllare le caratteristiche delle strutture edilizie, dei mezzi di trasporto, dei carichi movimentati, dei problemi connessi all’organizzazione
del lavoro.
Particolarmente utili le indicazioni descritte per
consentire ai Responsabili Aziendali di predisporre corrette misure preventive, in modo da
eliminare i rischi dovuti all’utilizzo dei carrelli
trasportatori.
Direzione
Direzione
Direzione
Direzione
Fax
Generale
Amministrativa
Sanitaria
Servizi Sociali
DIREZIONE Azienda Ulss 5 - Via Trento, 4 - Arzignano
Affari legali e generali
Convenzioni
Risorse finanziarie
Servizio informatico
Controllo di gestione
Sedi staccate:
Risorse tecniche e tecnologiche - Via Cabotto, 19 Arzignano
Approvvigionamenti generali ed economali - Via Cabotto, 19 Arzignano
Centro formazione - Via Ca’ Rotte, 7 - Montecchio Maggiore
Ufficio personale - Via Bellini, 6 - Valdagno
SERVIZI AMMINISTRATIVI - Via Trento, 4 - Arzignano
Sede centrale di Arzignano
Segreteria
Fax
Servizio Igiene e Sanità Pubblica (S.I.S.P.)
Ufficio Invalidi Civili
Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro (S.P.I.S.A.L.)
Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (S.I.A.N.)
Servizio Veterinario
Sede periferica di Lonigo
Segreteria
Fax
Servizio Igiene e Sanità Pubblica (S.I.S.P.)
Ufficio Invalidi Civili
Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro (S.P.I.S.A.L.)
Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (S.I.A.N.)
Servizio Veterinario
Sede periferica di Valdagno
Segreteria
Fax
Servizio Igiene e Sanità Pubblica (S.I.S.P.)
Ufficio Invalidi Civili
Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro (S.P.I.S.A.L.)
Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (S.I.A.N.)
Servizio Veterinario
DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
0444
0444
0444
0444
0444
479613
479614
479611
479613
675833
459791
479695
708154
413034
0444
0444
0444
0445
480870
480896
480870
480894
480870
480870
480899
0445
0445
0445
0445
0445
0445
0445
479620
479642
479675
479623
479664
431219
431293
431219
431337
431219
431219
832426
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
475690
452045
475680
475740
475690
475710
475671
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
OSPEDALE DI ARZIGNANO - Via del Parco, 1
Centralino
Pronto Soccorso
Prenotazioni Radiologia
OSPEDALE DI LONIGO - Via Sisana, 1
Centralino
Punto di Primo Intervento
Prenotazioni Radiologia
OSPEDALE DI MONTECCHIO MAGGIORE - Via Ca’ Rotte, 7
Centralino
Punto di Primo Intervento
Prenotazioni Radiologia
OSPEDALE DI VALDAGNO - Via G. Galilei, 3
Centralino
Pronto Soccorso
Prenotazioni Radiologia
PRESIDI OSPEDALIERI
Segreteria
Fax
UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO (U.R.P.)
Prenotazione e annullamento di prestazioni e visite specialistiche
dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 17.00
Attenzione: per esami di radiologia vedi “Presidio Ospedaliero”
CENTRO UNICO DI PRENOTAZIONE (C.U.P.)
Arzignano
Chiampo
Lonigo
Montecchio Maggiore
Valdagno
GUARDIA MEDICA NOTTURNA E FESTIVA
479111
624174
431111
708111
423011
0445 423011
0445 423351
0445 403071
0444 708111
0444 708146
0444 708241
0444 431111
0444 431215
0444 431311
0444 479111
0444 479397
0444 479241
0444 708200
0444 479615
0444
0444
0444
0444
0445
118
sito internet: www.ulss5.it e-mail: [email protected]
Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica (S.U.E.M.)
EMERGENZA
Sede Centrale: Arzignano (VI) - Via Trento, 4
numeri
telefonici utili
DISTRETTO SOCIO-SANITARIO
Direzione Socio-Sanitaria - Via Ca’ Rotte, 7 - Montecchio Maggiore
Segreteria
Servizio sociale per anziani
Fax
Punto erogazione servizi di Castelgomberto - Via Villa
Ufficio amministrativo
0445
0445
0445
0445
0445 940519
0444 708331
0444 708336
0444 708151
Punto erogazione servizi di Cornedo Vic. - Piazza A. Moro, 17
Ufficio amministrativo
Servizio pediatria di comunità
Servizio handicap età evolutiva
Consultorio familiare
0445 963999
PUNTO SALUTE NORD
Punto erogazione servizi di Trissino - Via N. Sauro, 4
Ufficio amministrativo
0445 75660
0445 75660
475650
475704
475610
475646
475620
475648
475630
406070
480420
405324
480900
402046
406223
480925
951679
951679
951679
951679
Punto erogazione servizi di Recoaro - Via Bruni, 1
Ufficio amministrativo
Consultorio familiare
0445
0445
0445
0445
0445
0445
0445
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
Punto erogazione servizi di Valdagno - Via S. Lorenzo, 4/A
Ufficio amministrativo
Servizio medicina sportiva
Ufficio assistenza protesica e ausili sanitari
Servizio tutela minori
Servizio handicap età evolutiva
Servizio handicap età adulta
Consultorio familiare
PUNTO SALUTE CENTRO
Punto erogazione servizi di Arzignano - Via Kennedy, 2
Ufficio amministrativo
Ufficio assistenza protesica e ausili sanitari
Servizio sanitario per anziani
Servizio pediatria di comunità
Servizio handicap età evolutiva
Servizio handicap età adulta
Consultorio familiare
Punto erogazione servizi di Montecchio Maggiore - Via Giuriolo
Ufficio amministrativo
Servizio medicina sportiva
Servizio tutela minori
Servizio pediatria di comunità
Servizio handicap età evolutiva
Consultorio familiare
Punto erogazione servizi di Chiampo - Piazza G. Zanella, 2
Ufficio amministrativo
Servizio handicap età evolutiva
Servizio handicap età adulta
Consultorio familiare
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
0444
431209
431228
431211
431111
431320
703522
703515
703519
703532
703530
703540
420672
625234
625234
625234
PUNTO SALUTE SUD
Punto erogazione servizi di Lonigo - Piazza Martiri della Libertà, 9
Ufficio amministrativo
Servizio tutela minori
Servizio pediatria di comunità
Servizio handicap età evolutiva
Servizio handicap età adulta
0444 648469
Alcologia
Montecchio Maggiore - Via Pieve, 12
Valdagno - Via G. Galilei, 3
0444 492994
0445 423384
0444 708285
0445 423384
0444 431212
0444 708232
0445 423359
Punto erogazione servizi di Montebello Vic. - Piazzale Cenzi, 2
Ufficio amministrativo
DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE
Lonigo - Via Sisana,1
Montecchio Maggiore - Via Ca’ Rotte, 7
Valdagno - Via G. Galilei, 3
Servizio Tossicodipendenze (SER.T.)
Montecchio Maggiore - Via Pieve, 11
Valdagno - Via G. Galilei, 3
0444 492994
DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE
Prevenzione dipendenze patologiche
Montecchio Maggiore - Via Pieve, 11
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Anno 2003