POSTE ITALIANE S.p.A. Tassa pagata Pubblicità diretta non indirizzata DRT/DCB/VI/185/03/SC del. 19/11/2003 Alle famiglie azienda ospedale di Valdagno ospedali ortopedia e traumatologia obesity day territorio immigrazione fuoriserie 2003 prevenzione la vaccinazione la Direzione Generale Daniela Carraro Direttore Generale Daniela Carraro Direttore Generale Nata a Padova il 2.2.1956, dove si laurea in giurisprudenza con tesi in Diritto delle Comunità Europee, stage alla Commissione delle Comunità Europee, giornalista pubblicista dal 1978, iscritta all’Ordine degli Avvocati dal 1983, dal 1984 lavora in Enti Locali: Provincia di Padova e Vicenza, Regione del Veneto, con responsabilità in Avvocatura, Contratti e Appalti, Patrimonio, Urbanistica, Pubbliche relazioni e Ufficio Stampa, Urbanistica e Programmazione Territoriale. Daniela Carraro Giuseppe Cenci Direttore Amministrativo Nato a Noventa Vicentina il 19.3.1957, laurea in giurisprudenza a Ferrara, diploma di specializzazione in scienze dell’amministrazione Università di Bologna, diploma di perfezionamento in diritto sanitario Università di Bologna, diploma di perfezionamento in diritto dei popoli Università di Padova, master in organizzazione sanitaria ed ospedaliera Università Bocconi di Milano, Direttore dei Servizi Sociali della Ulss 21 di Legnago, Direttore Amministrativo Ulss 8 di Asolo. Giuseppe Cenci Antonella Pinzauti Direttore dei Servizi Sociali Nata a Roma il 18.4.1966, vive in Veneto dal 1976, laurea in scienze politiche indirizzo amministrativo all’Università degli Studi di Padova, dove svolge attività di collaboratrice alla cattedra di Diritto Regionale e degli Enti Locali. Direttore dell’Ente S.E.E.F. (Servizi per l’età evolutiva e la famiglia) di Padova, componente della Commissione Regionale di Coordinamento per i Servizi all’Infanzia, Dirigente Responsabile del Servizio di Integrazione Sociale presso la Direzione per i Servizi Sociali della Regione Veneto, Direttore dei Servizi Sociali dell’Azienda Ulss 6 Vicenza. Antonella Pinzauti Giampaolo Stopazzolo Direttore Sanitario Nato a Vicenza il 2.12.1958, laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova, specializzato in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva a Padova, specializzato in Igiene e Medicina Preventiva all’Università di Verona. Nel 1985 è Dirigente del Servizio Sanitario alla Scuola sottufficiali dei Carabinieri di Vicenza. E’ Direttore di Distretto Socio Sanitario nell’Ulss di Vicenza. Direttore sanitario dell’Azienda Ulss 4 Alto Vicentino. Dal 2002 Professore a Contratto alla scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Verona. E’ Vicepresidente della sezione triveneta della SITI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica). Giampaolo Stopazzolo 2 editoriale Gentili lettori, consegno alla Vostra attenzione il numero unico per l’anno 2003 della rivista dell’Azienda Sanitaria Ulss 5 Ovest Vicentino. Esce alla fine dell’anno perchè come Direzione siamo arrivati il 1° gennaio e ci abbiamo pensato a lungo, prima di pubblicare volevamo “produrre qualcosa da comunicare”. Ecco quindi, in questo numero unico, l’illustrazione sintetica del lavoro di un anno di circa duemila persone, tra Ospedale, Servizi Socio-Sanitari del Territorio, Dipartimento di Prevenzione, Apparato Amministrativo e Direzione Strategica. Questa rivista viene proposta con l’obiettivo di contenere “notizie” e di essere utile per i contenuti e per lo stile di comunicazione. Per preparare gli articoli sono stati interessati i responsabili delle tre strutture tecnico funzionali (Ospedale, Distretto e Dipartimento di Prevenzione) e i direttori delle massime articolazioni organizzative (capi dipartimento), ai quali è stato chiesto di coinvolgere tutti i collaboratori. Sono così arrivati moltissimi articoli, alcuni saranno pubblicati nel prossimo numero. Colgo anzi l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno collaborato dedicando tempo ed energie alla realizzazione di questa impresa. Questa rivista vuole anche essere il più possibile leggibile, scritta con un linguaggio comune, chiedendo scusa agli “esperti” che vedranno usato l’italiano di tutti i giorni. Ma vogliamo che non sia una rivista per “addetti ai lavori”, ma per tutti. Colgo infine l’occasione, visto l’avvicinarsi delle festività natalizie, di porgere a tutte le famiglie i migliori auguri di Buon Natale e felice anno Nuovo. Buona lettura! Il Direttore Generale 30 novembre 2003 Daniela Carraro sommario Ulss 5 Notizie periodico d’informazione dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino numero unico 2003 DIRETTORE Daniela Carraro PROGETTO GRAFICO Raffaello Galiotto Azienda DIRETTORE RESPONSABILE Elisabetta Carlotti STAMPA Tipografia O.G.V. Via L. Da Vinci, 88/B 36075 Montecchio M. (VI) ospedale di Valdagno pronto soccorso urp tempi di attesa operatore socio sanitario pubblico e privato donazione organi REDAZIONE Direzione Generale e Ufficio Relazioni con il Pubblico Consegnato in Tipografia 30 novembre 2003 Azienda Ulss 5 Autorizzazione del Via Trento, 2 Tribunale di Vicenza 36071 Arzignano (VI) n. 669 del 21.12.1989 tel. n. 0444 708200 www.ulss5.it tiratura 68.000 copie e-mail: [email protected] distribuzione gratuita Si ringraziano gli autori degli articoli: Alberto Acqua, Fabio Armellini, Ada Barbieri, Monica Bedin, Anna Chiara Benincà, Sabina Bollori, Enrico Bottona, Gabriele Brotto, Claudio Busana, Daniela Carraro, Enrico Castaman, Ferdinando Ceron, Fiorella Clarici, Francesca Concato, Luciana Cracco, Ennio De Dominicis, Luigi De Santis, Giorgio Dolcetta, Franco Figoli, Adolfo Fiorio, Mauro Gonzo, Lucia Lazzari, Simonetta Lombardi, Alvaro Lorenzi, Antonio Loro, Pietro Mainente, Dario Mastropasqua, Monica Menti, Patricia Pacini, Marco Pagliai, Bruna Pomari, Maria Luisa Rancan, Franco Rebesan, Giovanni Ronzani, Elena Sandri, Gabriella Sandri, Patrizia Simionato, Stefania Tessari, Vittorio Tovo, Stefano Zanolini, Rinaldo Zolin, e Mirco Serafini per il servizio fotografico. Territorio 4 5 6 8 9 10 10 Ospedali assistenza in oncologia endoscopia digestiva prevenire è possibile ortopedia e traumatologia informazioni per le gestanti preparazione alla nascita cardiologia obesity day come mangiano i nostri figli? anziani a rischio frattura nei sospetti? 11 12 12 13 14 14 15 16 17 18 19 per i giovani con i giovani fuoriserie 2003 il mediatore culturale immigrazione salute mentale e lavoro viaggio oltre confine adozione campioni italiani diagnosi neonatale l’handicap in età evolutiva scuole per genitori a difesa dei più piccoli amici a quattro zampe 20 21 22 23 24 25 26 26 27 28 29 30 31 Prevenzione la vaccinazione barriere architettoniche igiene e sicurezza 32 34 36 3 L’Azienda sanitaria, la Regione Veneto e il Comune di Valdagno hanno firmato l’accordo di programma per il completamento dell’edificio ospedale di Valdagno l’impegno per finire i lavori Daniela Carraro Da sinistra il sindaco di Valdagno, Lorenzo Bosetti, Daniela Carraro e il Vice Presidente Assessore alla Sanità della Regione Veneto, Fabio Gava. In questa foto la firma dell’Accordo di Programma avvenuta il 31 luglio 2003 tra Regione Veneto, Comune di Valdagno e Azienda Ulss 5 per l’attivazione del NUOVO OSPEDALE di Valdagno nella sede della Direzione Generale dell’Azienda Ulss 5 “OvestVicentino”. Per la Regione del Veneto ha firmato il Vice Presidente e Assessore alla Sanità Fabio Gava, per il Comune di Valdagno il Sindaco Lorenzo Bosetti, per l’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino il Direttore Generale. Con la firma è stato attuato l’impegno che i tre Enti si erano assunti il 30 luglio dell’anno precedente, allo scopo di dare completamento all’edificazione del nuovo ospedale di Valdagno, i cui lavori sono iniziati nel 1989, con la posa della prima pietra alla presenza dell’allora Ministro Giulio Andreotti. Con l’Accordo di programma la Regione del Veneto accetta di anticipare le somme necessarie al completamento dell’edificio, stanziando dieci milioni di euro, in attesa della vendita di alcuni beni immobili di proprietà della stessa Azienda sanitaria; il Comune di Valdagno si impegna ad acquistarne una congrua parte, il rimanente sarà posto in vendita nel libero mercato. La Regione del Veneto, Assessorato alla Sanità, ha autorizzato l’acquisto di arredamento, attrezzature mediche e diagnostiche, per una spesa complessiva di circa sei milioni di euro. Attivo dal 1° luglio, il servizio offre una ulteriore “porta d’ingresso” per le emergenze del territorio in attuazione della programmazione regionale pronto soccorso nasce a Montecchio Maggiore il punto di primo intervento Il Servizio di Emergenza e Urgenza dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino si è arricchito di un nuovo servizio: dal 1° luglio è funzionante il “Punto di Primo Intervento ore 9.00-18.00” situato all’Ospedale di Montecchio Maggiore, Ambulanza Medicalizzata dalle ore 8.00 alle 20.00. All’inaugurazione del Punto di Primo Intervento ha partecipato l’Asses-sore regionale alla Sanità e Vicepresidente Fabio GAVA. Si tratta dell’attuazione della programmazione ospedaliera regionale del 2002, recepita dal provvedimento dell’Azienda Ulss 5 il 10 marzo 2003, provvedimento che ha ricevuto la formale approvazione regionale il 30 maggio seguente. I servizi di urgenza ed emergenza sono il punto di incontro della domanda e dell’offerta di salute e costituiscono una specie di “porta d’ingresso” della popolazione nelle strutture sanitarie. Problemi seri e gravi, incidenti, malori portano la gente al Pronto Soccorso, ma spesso arrivano a questo Servizio anche molte persone che hanno dei malanni non da emergenza e non sanno dove andare per farseli curare. Ciò provoca code, intasamenti, insoddisfazione e sfiducia. Al Punto di Primo Intervento si accede direttamente, cioè non si viene portati dall’ambulanza, che opera su indicazione degli operatori del 118 e offre un riferimento per il trattamento di piccole e grandi patologie caratterizzate dall’urgenza, per esempio viene trattata in loco la piccola traumatologia, molto frequente nel territorio intensamente industrializzato. L’Ospedale ha riorganizzato il servizio di urgenza ed emergenza che, sempre attivato dalla centrale operativa provinciale del 118 - che opera dall’ospedale di Vicenza -, presenta nel territorio dell’azienda Ulss 5 un servizio articolato su due Pronto Soccorso (Arzignano e Valdagno) e due Punti di Primo Intervento (Lonigo e Montecchio Maggiore), con tre ambulanze medicalizzate (di cui due attive a Lonigo e Arzignano-Montecchio Maggiore) e la terza in fase di attivazione a Valdagno. Anche la Medicina Territoriale è stata coinvolta soprattutto per gli aspetti informativi per la popolazione. Ai medici di base, ai pediatri e ai medici della guardia medica è stata inviata, dall’Azienda Ulss 5, una lettera che informa dell’attivazione del Servizio e chiede collaborazione per l’utilizzo più appropriato e per la riduzione degli accessi impropri. Una GUIDA a SUEM -118- Pronto Soccorso e Punto di Primo Intervento è stata redatta dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico in collaborazione con il responsabile e gli operatori del Pronto Soccorso, tradotta nelle sette lingue straniere più diffuse tra i non italiani del territorio dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino, che - si ricorda - presenta la percentuale del 17 per cento di persone straniere proveniente da Paesi extracomunitaria. “L’attivazione di questo servizio è stata posta all’attenzione della Direzione Generale dell’Azienda Ulss 5 fin dal primo momento dell’incarico nel gennaio scorso e lo sforzo organizzativo interessa a fondo due componenti dell’Azienda: l’Ospedale e il Territorio” ha dichiarato il Direttore Generale. Daniela Carraro 5 urp un’azienda in movimento Fiorella Clarici Elena Sandri L’Ufficio Relazioni con il Pubblico: per informarsi ed essere informati sui servizi dell’Azienda Ulss 5 Cos’è l’U.R.P.? L’Ufficio Relazioni con il Pubblico (in sigla U.R.P.) istituito presso l’Azienda Ulss 5 nel 1995, nasce quale punto di riferimento dell’Azienda Ulss verso il cittadino o verso ogni altro soggetto esterno, per soddisfare la richiesta di informazioni orientare all’accesso dei servizi ed accogliere osservazioni, segnalazioni e reclami, ringraziamenti. “Fare qualità in Sanità vuol dire unire al contenuto tecnico professionale delle prestazioni erogate, un contesto caratterizzato dall’attenzione alla persona in quanto tale e non solo in quanto espressione di malattia. Considerato che i destinatari dei nostri interventi non sono cittadini qualsiasi, ma persone che si trovano in difficoltà, è quanto mai importante -afferma il Direttore Generale, Daniela Carraro dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino- che a tutti i livelli aziendali si assuma un atteggiamento di disponibilità al dialogo e a fornire informazioni ”. In questo senso l’U.R.P. si rivolge all’utenza sia per fornire informazioni sul corretto e appropriato utilizzo dei molteplici servizi offerti, sulla loro dislocazione, sull’accesso, sui punti e sulle modalità di prenotazione che per ascoltare e comprendere i bisogni degli utenti espressi anche attraverso le Associazioni di Volontariato e fornire, quando possibile, un’immediata risposta. URP Perché ci si rivolge all’URP? Via Trento, 4 Arzignano tel. 0444 708200 fax 0444 479615 e-mail [email protected] La • • • apertura al pubblico: da lunedì a giovedì 9,00 - 13,00 / 14,00 - 16,30 venerdì 9,00 - 13,00 Orari, numeri telefonici, modalità di accesso dei servizi: informazioni dettagliate possono essere inoltre trovate consultando il sito internet www.ulss5.it all’interno della Carta dei Servizi pubblicata. 6 maggior parte dei contatti sono telefonici e riguardano: informazioni su recapiti telefonici, orari di apertura di servizi ed uffici informazioni sulle modalità di prenotazione di visite ed esami specialistici segnalazioni di semplici disfunzioni e reclami per i quali l’URP si attiva e fornisce immediata soluzione • tempi d’attesa per prestazioni ambulatoriali • procedure per l’esenzione del ticket • modalità di accesso alle prestazioni svolte dal Dipartimento di Prevenzione (vaccinazioni, rinnovo patente, rinnovo libretto sanitario, pratiche di invalidità civile, etc.). Particolare attenzione viene dedicata ai reclami inviati da utenti, familiari o affini , nella consapevolezza che un esame approfondito degli stessi può evidenziare situazioni critiche e di difficoltà nell’organizzazione aziendale e, di conseguenza, può consentire l’individuazione di possibili correttivi. L’iter istruttorio delle segnalazioni complesse, che prevede il diretto coinvolgimento dei servizi presso cui l’utente ritiene sia avvenuto il disservizio, si conclude sempre con la risposta all’interessato a firma del Direttore Generale. Talvolta alla base delle segnalazioni pervenute vi è la poca informazione sui servizi offerti e su quali prestazioni può dare un servizio piuttosto che un altro (ad es. per trattamenti ambulatoriali non urgenti spesso ci si rivolge al Pronto Soccorso quando questi problemi di salute vengono trattati dal medico di medicina generale). In altri casi a far scattare il reclamo è la scarsa “comunicazione” tra paziente e medico, tra malato e servizio. Si riporta di seguito una sintetica tabella delle segnalazioni scritte pervenute nel 2003. Oggetto delle segnalazioni scritte pervenute n° segnalazioni nel 2003 (fino ad ottobre) Aspetti legati all’accesso alle prestazioni (costo, accesso telefonico, procedure di erogazione ) Aspetti relazionali (disponibilità, cortesia, ascolto) Aspetti tecnico-professionali (inadeguata prestazione clinico-sanitaria) Carenza di informazioni (sui servizi, sulle modalità di accesso) Tempo d’attesa (per effettuare prestazioni ambulatoriali, per consegna pratiche) Strutture e logistica (carenza attrezzature) Umanizzazione (rispetto della privacy, della sofferenza) Altro Totale 13 13 28 2 20 3 3 1 83 Momenti formativi molto importanti e di pubblico interesse riguardano la realizzazione di convegni di carattere medico-scientifico e a carattere informativo-divulgativo svolti anche in collaborazione con enti o organismi esterni. Elenchiamo di seguito i convegni realizzati nel corso del 2003 a cura delle strutture dell’Azienda. titolo del convegno argomento A tavola con…il nemico, conosciamo insieme gli alimenti che mangiamo" Nuovi modelli di presa in carico nell'ambito della collaborazione con il Medico di Medicina Generale Riunione primaverile di aggiornamento per medici ed infermieri Giornate Pediatriche Primaverili ed. 2003 Giornate Vicentine di Dietetica e Nutrizione Clinica Il giovane operatore di fronte ai nuovi bisogni e cambiamenti dell'equipe all'interno di un Dipartimento di Salute Mentale L'emorragia cerebrale. Problemi organizzativi di neuroscienze. Lo stroke Corso di Rianimazione in sala parto. Protocolli terapeutici e di follow-up. Casi clinici a presentazione atipica. Segni e sintomi precoci Meeting conclusivo del concorso rivolto a studenti di scuole medie inferiori/superiori nell’ambito della realizzazione di iniziative di solidarietà, conoscenza e scambio tra culture diverse Sensibilizzazione alla popolazione sul tema “Donazione e Trapianti” e presentazione attività regionale e locale Presentazione Unità Valutativa Alzheimer. Esperienze, progetti assistenziali "La Pieve" Sensibilizzazione alla popolazione sul tema Donazione e Trapianti, e premiazione studenti vincitori Dall’esperienza le strategie per prevenire le infezioni di comunità L'indicazione appropriata di esami endoscopici, costi e rischi dell'endoscopia, assistenza pre e post procedure endoscopiche L'assistenza al paziente oncologico nell’Azienda Ulss 5 tra ospedale e territorio dalla diagnosi alla terapia Argomenti vari di aggiornamento in cardiologia Parliamo al Parlamento Europeo Giornata Nazionale "Donazione degli Organi" Sostenere le famiglie aiutando i pazienti con malattia di Alzheimer Incontro con la popolazione sul tema Donazione Trapianti e premiazione concorso "Dono per la Vita" Le infezioni in un istituto per anziani Aspetti pratici in endoscopia digestiva La continuità assistenziale in oncologia Attualità in cardiologia, aggiornamento per medici di medicina generale Auto mutuo aiuto nella salute mentale: reti e integrazione nella comunità, aggiornamento per psichiatri, medici ed educatori Approccio integrato Diabetologo Medico di Medicina Generale al diabete mellito 1° Convegno provinciale di aggiornamento per infermieri L'adolescenza in crisi: la terapia familiare come risorsa L'anca nel trattamento riabilitativo. Dall'osservazione all'esercizio terapeutico Opuscoli informativi realizzati nel 2003 data venerdi 31 gennaio 2003 sabato 29 marzo 2003 venerdi 11 aprile 2003 14-17 maggio 2003 venerdi 16 maggio 2003 Guida multilingue ai servizi “118 Pronto Soccorso & Punto di Primo Intervento”: guida tradotta in sette lingue straniere (inglese, francese, punjabi, bengalese, arabo, albanese e serbo-croato) che verrà distribuita entro l’anno presso i Servizi di Pronto Soccorso e presso tutti i Punti Salute territoriali. “Come mangiano i nostri figli” - guida all’educazione alimentare dei bambini in età scolare a cura del Servizio Igiene e Alimenti del dipartimento di Prevenzione. “Infanzia, Adolescenza e famiglia - guida ai Servizi”, a cura della Direzione Socio-Sanitaria Distrettuale in distribuzione a fine anno in collaborazione con i Comuni. domenica 18 maggio 2003 venerdi 30 maggio 2003 venerdi 6 giugno 2003 sabato 27 settembre 2003 sabato 4 ottobre 2003 sabato 4 ottobre 2004 sabato 11 ottobre 2003 La diffusione dei gruppi di auto-mutuo aiuto, le reti sociali come tecnica per la promozione della persona venerdi 14 novembre 2003 Epidemiologia e costi del diabete mellito, fattori di rischio, il ruolo del MMG e delle Associazioni Diabetici Fisiopatologia e gestione clinica delle epilessie sabato 29 novembre 2003 Convegno rivolto a psicologi, psicoterapeuti assistenti sociali, medici dei servizi sociali Ulss Venete Riabilitazione funzionale dell'anca martedì 9 dicembre 2003 sabato 6 dicembre 2003 venerdì 12 dicembre 2003 7 Fiorella Clarici Dal momento in cui il medico curante o lo specialista prescrive una visita o un particolare esame a quando la stessa visita o esame verrà effettuato può capitare di attendere qualche settimana o anche di più. Una lunga attesa talvolta crea tensione e malcontento e, visto che si tratta di prevenire o curare problemi di salute, ciò desta preoccupazione. Per monitorare l’attività ambulatoriale l’Azienda Ulss 5 effettua una rilevazione mensile dei tempi di attesa di tutte le prestazioni specialistiche erogate nelle varie strutture dell’Azienda Ulss sia ospedaliere che territoriali. Affinché anche le Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Malati che operano nel territorio dell’Azienda Ulss5 siano costantemente informate sul quadro esatto della situazione, da quest’anno viene loro inviata una scheda dettagliata contenente i tempi d’attesa rilevati per ogni branca specialistica e per le principali prestazioni. Per poter effettuare una “lettura critica” dei dati e dei tempi osservati anche da parte di qualsiasi cittadino che entra in contatto con le strutture della Azienda Ulss 5, è stata predisposta una nota esplicativa, una sorta di “vademecum”, che evidenzia alcune particolari modalità di accesso previste nell’attività specialistica ambulatoriale. Per meglio capire come orientarsi a fronte di lunghe attese è quanto mai opportuno ricordare le seguenti “regole di accesso“ all’attività ambulatoriale, che vanno applicate in particolari condizioni e per le quali la prestazione viene effettuata seguendo non la normale lista d’attesa, ma percorsi preferenziali o comunque diversi. tempi di attesa attuata una rilevazione mensile Visite urgenti Quando il medico curante prescrive una visita urgente e sulla prescrizione è riportata la dizione “urgente”, l’utente si rivolge direttamente al servizio di pronto soccorso, che è la struttura preposta alla valutazione clinica delle urgenze. La priorità di accesso al pronto soccorso non è determinata dall’ordine di arrivo, bensì dalla gravità del caso, che viene classificata dall’accettazione di pronto soccorso. La valutazione dell’urgenza spetta al medico di tale servizio; se le prestazioni sono stimate differibili (non urgenti), l’utente è tenuto al pagamento del ticket per tutte le prestazioni fruite, comprese quelle richieste in consulenza. Visite in “urgenza differibile” Qualora il medico di base o lo specialista ravvisi una condizione clinica di “urgenza relativa”, l’utente ha la possibilità di effettuata la visita entro il termine di 7 giorni dalla data delle prescrizione (sulla ricetta deve essere indicata la dicitura “urgenza differibile”). In “urgenza differibile” possono essere prescritte visite specialistiche ed esami strumentali. Visite o esami di controllo Le visite di controllo vengono prescritte successivamente ad una prima valutazione clinica solitamente a scadenze indicate (es. controllo fra 6 mesi, fra 9 mesi ecc…). Per rispettare tale termine è opportuno fissare l’appuntamento sin dal momento in cui lo specialista prescrive e non attendere settimane o mesi. Solo in questo modo si è certi di rispettare la scadenza consigliata. 8 Visite/esami pre-ricovero e post-ricovero Le visite e/o esami pre-ricovero, richiesti in preparazione di un intervento chirurgico programmato e quelli da effettuarsi entro 30 giorni dalla data di dimissione, ossia in “post-ricovero“ non sono inseriti nella normale lista d’attesa per prime visite e visite di controllo. Solitamente è il reparto di ricovero che organizza tali prestazioni, che tra l’altro con comportano pagamento del ticket. Prestazioni di medicina fisica e riabilitazione Per accedere a qualunque trattamento riabilitativo è necessario effettuare in precedenza una visita fisiatrica. In base alla normativa vigente sui Livelli Essenziali di Assistenza sono state definite delle corsie preferenziali per le visite fisiatriche “urgenti” e “sollecite”: • visita fisiatrica “urgente”: è la visita la cui esecuzione tempestiva condiziona la prognosi a breve o influenza marcatamente il dolore, la disfunzione o la disabilità. Per detta visita è previsto un tempo massimo di esecuzione pari a 10 giorni lavorativi dalla data di prescrizione; • visita fisiatrica “sollecita”: è la visita la cui tempestiva esecuzione non influenza significativamente la prognosi a breve, ma è richiesta sulla base della presenza di dolore disfunzione o la disabilità ossia con urgenza relativa. Per essa è previsto un tempo massimo di esecuzione pari a 20 giorni lavorativi. dalla data di prescrizione; • visita fisiatrica (nè urgente nè sollecita): è previsto un tempo massimo di esecuzione pari a 180 giorni lavorativi. Esami di laboratorio Per effettuare esami di laboratorio si accede direttamente al mattino, senza prenotazione, ai punti prelievo dislocati nel territorio dell’Azienda Ulss, muniti di prescrizione medica. Esami diagnostici effettuati nell’ambito di campagne di prevenzione - “screening” Gli esami diagnostici effettuati nell’ambito di campagne di prevenzione (es. pap test, mammografia) avvengono non su richiesta dell’utente ma su chiamata diretta dell’Azienda Ulss, mediante appuntamento programmato e comunicato formalmente all’interessato. Per lo svolgimento di questi esami vi sono liste d’attesa separate rispetto alla normale lista d’attesa per prestazioni specialistiche ambulatoriali. operatore socio sanitario una risposta alla mancanza di infermieri Patrizia Simionato Dall’anno 2001 la Regione del Veneto ha previsto l’istituzione della figura professionale di Operatore Socio-Sanitario (O.S.S.), che, considerata la carenza di personale adibito all’assistenza rappresenta un’opportunità di inserimento nel mondo lavorativo. Al termine dei corsi gestiti nell’anno 2002 da quest’Azienda Ulss ottantuno allievi hanno conseguito la qualifica professionale di Operatore Socio-Sanitario e, dalle informazioni acquisite, è emerso che la totalità di essi risulta inserita nel mondo del lavoro. Per fronteggiare alla carenza di personale adibito all’assistenza, l’Azienda Ulss 5 ha indetto un avviso pubblico (con scadenza il 3 novembre 2003) per assunInformazioni zioni a tempo determinato di Operatori Socio Sanitari. Unità Operativa Risorse Umane, Quest’anno lo IAL Veneto in collaborazione con l’Azienda Ulss 5, ha attivato Centro di Formazione, un nuovo corso formativo rivolto a 30 allievi, rispondendo in tal modo, alle responsabile Dott. Lorenzo Magrin richieste di personale sia interne che esterne. tel. 0444 708154 Si informa infine che sono stati avviati tre corsi denominati “Modulo Facoltativo fax 0444 708151 Complementare in Assistenza Sanitaria”, rivolti al personale in possesso della e-mail: [email protected] qualifica di Operatore Socio Sanitario, per l’acquisizione della professionalità necessaria a svolgere attività lavorativa in supporto all’infermiere. 9 pubblico e privato gli sponsor entrano in azienda Fiorella Clarici Elena Sandri Progetto “Patner in Sanità“: è il nome del progetto a cui ha recentemente aderito l’Azienda Ulss 5 unendosi a molte altre Aziende Sanitarie della Regione Veneto. Pubblico e Privato insieme per un ospedale a misura d’uomo. Si tratta di un progetto innovativo che propone nuovi ambiti di collaborazione tra Pubblico e Privato e offre la possibilità di reperire risorse finanziare: e al tempo stesso introdurre strumenti innovativi quali le moderne formule di pubblicità (affissioni e inserzioni pubblicitarie, sponsorizzazioni, promozioni). Alla fine dello scorso anno l’Azienda Ulss 5 ha siglato una convenzione con l’Agenzia di Comunicazione Meneghini & Associati di Vicenza, che nasce sfruttando le opportunità offerte dalla legge n. 449/97 nella quale si prevede che “al fine di favorire l’innovazione dell’organizzazione amministrativa e di realizzare maggiori economie, nonché una migliore qualità dei servizi prestati, le pubbliche amministrazioni possono stipulare contratti di sponsorizzazione ed accordi di col- laborazione con soggetti privati ed associazioni senza fini di lucro le cui attività devono essere finalizzate al perseguimento di interessi pubblici e devono escludere forme di conflitto di interesse tra l’attività pubblica e quella privata”. Proprio per rispettare a pieno quest’ultimo principio per tutta la durata del progetto viene posta grande attenzione alla natura dei messaggi pubblicitari veicolati all’interno delle strutture ospedaliere e territoriali. Un Comitato di Supervisione Etica appositamente costituito assicurerà che non venga mai meno il rispetto della persona e dell’ambiente in cui gli spazi pubblicitari vengono inseriti. Le attività di sponsor infatti si limiteranno rigorosamente alle parti comuni delle strutture e dunque resteranno fuori da reparti di degenza e ambulatori. Inoltre, proprio per assicurare che la pubblicità venga realizzata come servizio per il pubblico con speciale riguardo per la sua influenza sul consumatore, anche sulla base del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria vigente, sono esclusi messaggi promozionali di specifiche categorie merceologiche quali armi, editoria vietata ai minori, enti sanitari che svolgono attività concorrenziale, onoranze funebri, cartomanzie e simili, propaganda politica, mentre per altre categorie il Comitato di Supervisione Etica valuta caso per caso i messaggi proposti. Gli introiti ricavati dalla cessione degli spazi pubblicitari saranno utilizzati per migliorare la qualità dei servizi offerti al cittadino e fornire maggiori informazioni. L’ospedale e le sedi territoriali dell’Azienda oggi possono, pertanto, essere utilizzate come “sistema di comunicazione” in strutture aperte più vicine al nostro vivere quotidiano. donazione di organi e tessuti una scelta per la vita Elena Sandri Donare i propri organi e tessuti significa salvare vite umane o migliorare considerevolmente la qualità di vita di persone affette da patologia d’organo irreversibile. Ognuno di noi può scegliere di essere donatore di organi ed esprimere la propria volontà alla donazione attraverso una dichiarazione scritta. I dati del Sistema Informativo Trapianti nazionale evidenziano che sono circa 11.000 le persone in Italia in attesa di ricevere un organo, mentre sono ancora troppo pochi i cittadini che hanno espresso presso le aziende sanitarie locali il loro consenso alla donazione di organi e tessuti. Con la Legge n. 91/1999, che regola la donazione e il trapianti degli organi, nasce il Sistema Informativo del Centro Nazionale Trapianti a cui aderiscono tutte le aziende sanitarie locali. I compiti del Sistema informativo sono: raccogliere e registrare le dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti raccogliere tutti i dati sull’attività di trapianto, mettere in collegamento domande e disponibilità di organi permettere la condivisione delle informazioni. Anche l’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino è integrata in tale sistema: accanto alle iniziative di informazione che proseguono da oltre 2 anni con la popolazione e in particolare con gli studenti, da settembre 2002 è stato attivato il “Progetto cornee”, per i prelievi di cornee a scopo di trapianto in collaborazione con la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto e nel 2003 è stata avviata l’attività di espianto e di trapianto di tessuto osseo presso l’Unità Ospedaliera Autonoma di Ortopedia dell’Ospedale di Montecchio Maggiore. Per ricevere informazioni e per presentare la propria dichiarazione all’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino, ci si può rivolgere: all’U.R.P. tel. 0444 708200 o presso i punti di raccolta attivati in ogni ospedale. 10 assistenza in oncologia corso di formazione e tavola rotonda ad Arzignano Franco Figoli Il corso di formazione Svoltosi dal 1 al 3 ottobre il corso ha ospitato 20 infermieri e 10 medici provenienti da strutture sanitarie venete e nazionali per un corso formativo sulla continuità assistenziale in oncologia, organizzato in collaborazione con il Comitato Nazionale Buone Pratiche in Sanità. Obiettivo del corso Condividere conoscenze e modalità per la realizzazione di modelli trasferibili di gestione del malato oncologico, in un’ottica di continuità assistenziale fra unità operative ospedaliere e territorio. Coordinamento Il corso è stato organizzato dal dr. Franco Figoli, coordinatore del Dipartimento di Oncologia e dalla dr.ssa Alessandra Marcon corresponsabile del Nucleo di Cure palliative, Ulss 5 Ovest Vicentino. La “continuità assistenziale” Continuità assistenziale significa nella fase diagnostica una serie di esami, visite e consulenze programmate in stretta collaborazione tra oncologo e medico di famiglia. Mentre nella fase terapeutica è un piano di cura e di assistenza che preveda la massima integrazione e condivisione degli obiettivi da parte di tutti gli specialisti e operatori coinvolti nel farsi carico del malato e del familiare. La cura del malato oncologico Il corso di formazione su “LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE IN ONCOLOGIA: ASPETTI ETICI, SOCIO RELAZIONALI E ORGANIZZATIVI PER LA COSTRUZIONE DI UNA RETE ASSISTENZIALE” si è svolto ad Arzignano, villa Brusarosco con la partecipazione di 100 infermieri provenienti dall’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino e da altre Aziende venete. La Tavola rotonda finale, coordinata dal Dr Franco Figoli, responsabile dell’ Oncologia della stessa Azienda Ulss 5, ha visto la partecipazione di Silvana Appiano (della Commissione Oncologica Nazionale), di un rappresentante a livello nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato, e di don Aldo De Toni delegato per la Pastorale Sanitaria della Diocesi di Vicenza. Scopo dei tre giorni di formazione e obiettivo della tavola rotonda finale è stato di mettere a fuoco “un laboratorio sugli aspetti cruciali della presa in carico del malato di tumore”. “Sono consapevole che l’attenzione della gente è molto alta e che non tutte le scelte di riorganizzazione al riguardo del reparto di Oncologia (scelte che hanno avuto avvio dal 1° gennaio del 2003 di fatto) sono state capite -afferma il Direttore Generale- ma desidero rassicurare che l’esame che stiamo facendo di questi primi mesi di sperimentazione affidato allo stesso primario Oncologo sarà approfondito come merita. Infatti abbiamo coinvolto tutti i professionisti che sono tenuti a dare risposte in termini globali al malato di tumore: il medico di base che è il primo e principale interlocutore, i medici di laboratorio e i radiologi, per la diagnostica, ed il chirurgo, il tutto con la supervisione dell’oncologo”. La cura del malato oncologico deve più che per altre patologie, tenere conto della esigenza di più professionalità e molto spesso della lunga durata nella maggior parte dei malati del processo di cura. Ma come garantire allora questa continuità del processo terapeutico mantenendo costante l’attenzione di tutti i professionisti sulla centralità del malato e dei suoi bisogni sanitari ed umani? E’ fondamentale la preparazione tecnico-professionale ed è altrettanto importante sviluppare l’attitudine a lavorare in un gruppo di professionisti in cui ciascuno ha un ruolo e deve riconoscere il ruolo dell’altro in un “clima” di confronto e di collaborazione continui. Il progetto Ci si augura, per il futuro, di poter lavorare per un progetto che metta al primo posto il valore della integrazione e della comunicazione, accanto alla valorizzazione delle varie figure professionali. La giornata di studio ha rilevato, infine, l’importanza di una gestione del personale che tenga conto della motivazione e del grado di soddisfazione di ciascun operatore, non basata prevalentemente sul controllo del loro operato, ma che sottolinei l’importanza delle singole professionalità. Una maggiore attenzione pertanto al ruolo prezioso degli infermieri, spesso sottovalutato anche dagli altri operatori coinvolti. 11 endoscopia digestiva istruzioni per l’uso Enrico Bottona Circa 150 medici e operatori hanno partecipato all’incontro di formazione e di confronto fra le figure professionali sanitarie sul corretto utilizzo delle tecniche endoscopiche nel quotidiano. Il convegno dal titolo “Endoscopia Digestiva: istruzioni per l’uso” ha fornito un’opportunità per dar vita ad un confronto e ad un dibattito sul corretto utilizzo delle tecniche endoscopiche, tra i principali operatori del percorso endoscopico: specialista, medico di medicina generale ed infermiere professionale. E’ stata la tappa di un cammino che potrà portare ad un migliore utilizzo dei mezzi disponibili, indispensabile in questo periodo di oculatezza nell’uso delle risorse, ma anche con maggiore soddisfazione per chi opera quotidianamente nell’ambito sanitario e soprattutto per gli utilizzatori delle strutture sanitarie. L’iniziativa, tenutasi lo scorso 4 ottobre a Montecchio Maggiore è stata organiz- zata dalla Struttura Semplice di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva aggregata alla Divisione di Medicina di Arzignano, all’interno del Dipartimento di Area Medica, diretto dal dott. M. Cigolini che è stato anche il moderatore della riunione. L’incontro ha visto la partecipazione di circa 150 persone fra medici ospedalieri, medici di base ed infermieri. La riunione ha voluto offrire un momento di formazione e di confronto fra le figure professionali sanitarie a riguardo del corretto utilizzo delle tecniche endoscopiche nel quotidiano. L’intervento iniziale del dr. E. Bottona, responsabile della Struttura Semplice di Endoscopia Digestiva dell’Azienda Ulss 5, ha ripercorso il cammino storico e lo sviluppo della tecnica endoscopica, mentre il dr. G. Stefani, che si occupa di medicina generale, ha illustrato la valenza della diagnostica endoscopica nella routine quotidiana, ma anche come affrontare un esame endoscopico possa essere motivo di preoccupazione e di discussione fra medico e paziente. All’incontro si sono susseguiti poi interventi del dr. F. Monica, dell’ Ospedale di Treviso, e del dr. C. Manfrini, dell’Ospedale Maggiore di Verona, del dr. A. Castagnini, dell’Università di Verona. Sono poi intervenute due infermiere professionali del Servizio di Endoscopia Digestiva: la sig.ra L. Nardi e la sig.ra M. Riolfi che hanno illustrato in dettaglio quali siano i compiti dell’assistenza infermieristica nel preparare il paziente all’intervento endoscopico e come vada poi seguito nel periodo post procedura endoscopica. Cos’è l’endoscopia? Con l’endoscopia la scienza realizza un antichissimo sogno e bisogno dell’uomo: quello di poter guardare all’interno del corpo umano. Da alcuni anni, la tecnologia delle fibre ottiche, sottilissimi fili in grado di trasmettere un’immagine, permette di vedere direttamente la superficie esterna e interna degli organi. Per fare ciò, questa tecnica di indagine diagnostica utilizza uno strumento chiamato endoscopio. Gli esami più comunemente eseguiti con questa tecnica sono la gastroscopia per l’indagine dello stomaco, la colonscopia per visualizzare l’intestino crasso, la laparoscopia per esaminare la cavità addominale e l’artroscopia per esplorare l’interno di una articolazione. prevenire è possibile organizzate le giornate di prevenzione sanitaria Simonetta Lombardi “Comprendere più approfonditamente quali sono i fattori di rischio per arteriosclerosi nella popolazione prima che questa malattia abbia causato i suoi danni maggiori è un requisito indispensabile per procedere con efficaci interventi di protezione della salute”. E’ in quest’ottica che, anche quest’anno l’Azienda ULSS5 Ovest Vicentino ha organizzato, in collaborazione con le Associazioni Diabetici di Montecchio Maggiore e di Valdagno, le Giornate di Prevenzione Sanitaria” che si sono svolte domenica 14 settembre a Recoaro Terme e domenica 28 settembre a Montebello Vicentino dalle ore 7.30 alle ore 10.30. La realizzazione dell’iniziativa, che già nelle edizioni precedenti ha visto una larga partecipazione dei cittadini, è stata curata dalla struttura complessa di Medicina dell’Ospedale di Arzignano, diretta dal Dr. Massimo Cigolini e da quella di Patologia Clinica diretta dal Dr. Valentino Miconi in collaborazione con le Associazioni Diabetici. Il prelievo è stato effettuato, gratuitamente, previa dichiarazione che gli esami del sangue non erano stati eseguiti negli ultimi sei mesi. A tutti è stato effettuato un test rapido della glicemia e la determinazione della pressione arteriosa. 12 ortopedia e traumatologia il servizio di Montecchio riferimento per tutta Italia Il Reparto di Ortopedia rappresenta per l’Azienda una “attrazione sanitaria” di particolare rilievo, con richiamo di pazienti dalle diverse province del Veneto e da quelle delle regioni vicine, Trentino in particolare, ma anche dal centro e dal sud d’Italia. Il reparto di degenza conta 36 posti letto, a cui si sommano i 4 posti letto del Day Hospital. L’attività per i pazienti esterni si avvale di un ambulatorio ortopedico quotidiano a Montecchio, mentre due volte la settimana, martedì e giovedì, gli specialisti ruotano a svolgere attività ambulatoriale all’ospedale di Lonigo; in quest’ultimo istituto, poi, si svolgono una o due sedute settimanali di chirurgia di giornata (Day Surgery) solitamente il lunedì e il mercoledì. L’attività ambulatoriale prevede che i pazienti possano essere visitati da specialisti che hanno un particolare interesse nei campi specifici (superspecializzazioni); tra i più frequentati, gli ambulatori dedicati alla patologia del piede, del ginocchio, dell’anca, dell’arto superiore, della colonna vertebrale. Al paziente che accede a questi ambulatori di “nicchia” si cerca di assicurare, con una particolare forma di organizzazione interna, la continuità delle cure e dei controlli da parte degli stessi medici, uno o due di norma, che si responsabilizzano sul caso. Per quanto attiene all’attività chirurgica in ambito traumatologico, la struttura è in grado di rispondere adeguatamente alle lesioni dell’arto superiore, dell’arto inferiore e del bacino, con esclusione dei traumatismi importanti a carico della colonna vertebrale; in alcuni settori, quali quelli relativi al trattamento delle fratture di bacino, delle gravi deformità o non consolidazioni ossee post-traumatiche, il centro di Montecchio rappresenta un punto di riferimento in ambito regionale e nazionale. In campo di chirurgia elettiva alcuni tipi di interventi sono eseguiti con grande frequenza, raggiungendo livelli numerici e di qualità molto elevati: tra di essi la chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio, (cioè la sostituzione di un’articolazione malata con una artificiale, anche di seconda o terza battuta, laddove cioè si devono cambiare precedenti impianti protesici non più funzionali), la chirurgia del piede in tutti i suoi aspetti con interventi correttivi per piede piatto infantile ed adulto (con tecniche originali, spesso ricorrendo ad una vite ideata appositamente), per alluce valgo, per piede cavo ma anche nella patologia di più gravi deformità della caviglia, su cui si impiantano eventualmente protesi; la chirurgia artroscopica del ginocchio e della spalla, anche con ricostruzione legamentosa, (in specie del legamento crociato anteriore, pulizia e ricostruzione dei tendini della cuffia dei rotatori della spalla, autotrapianti cartilaginei); la chirurgia vertebrale nel trattamento delle ernie del disco lombare; la chirurgia della mano con trattamento delle malattie delle dita (dito a scatto, artrosi del pollice), delle malattie da intrappolamento nervoso (sindrome del tunnel carpale), cisti delle dita e del polso, morbo di Dupuytren, esiti di fratture delle ossa della mano; la chirurgia correttiva per le deformità d’asse e le brevità o gli accorciamenti di qualsiasi segmento osseo, su cui si praticano allineamenti o allungamenti, ricorrendo molto frequentemente all’utilizzo del fissatore esterno polivalente. Enrico Castaman Antonio Loro Attiva presso l’ospedale di Montecchio Maggiore, l’Unità Operativa è diretta dall’aprile 1998 dal dott. Enrico Castaman che, nato a Montorso, vanta precedenti esperienze professionali a Montecchio, nel periodo immediatamente successivo alla laurea, in seguito a Vicenza, Tione di Trento e Rovereto. Sotto la sua direzione lavorano 9 specialisti ortopedici e 50 collaboratori tra personale infermieristico ed amministrativo. 13 informazioni per le gestanti come alleviare il dolore del travaglio Giorgio Dolcetta Dario Mastropasqua Cos'é e come agisce l'analgesia peridurale Quando viene eseguita La peridurale, detta anche epidurale, è una tecnica di analgesia che serve ad alleviare il dolore del travaglio e del parto. Dopo circa 20 minuti dalla sua applicazione, la paziente sente, a partire dall'ombelico in giù, la sua parte inferiore divenire calda; ciò non le impedisce di avvertire ancora le contrazioni uterine, ma con una sensazione dolorosa nettamente diminuita; inoltre conserva inalterate le altre sensazioni: quella tattile e quella di spinta che sono invece indispensabili per il normale espletamento del parto. Durante il travaglio è il medico presente in sala a scegliere il momento giusto per eseguire la peridurale; ciò avviene generalmente dopo aver valutato i parametri materno-fetali, le condizioni ostetriche della paziente e sentito il parere dell'anestesista. E' bene sapere che la peridurale non può essere applicata nel periodo che precede il travaglio o nella sua fase iniziale, ma viene praticata a travaglio di parto avviato, cioè con una dilatazione di circa 3 centimetri; è altresì evidente che, se il travaglio è troppo avanzato, può essere del tutto inutile praticarla, soprattutto nelle pluripare. La peridurale ed il parto Informazioni più dettagliate E' statisticamente dimostrato che questo tipo di analgesia non modifica la percentuale di tagli cesarei rispetto alle pazienti che non la utilizzano. Risulta, secondo alcune statistiche, lievemente più frequente il parto operativo, cioè il dover aiutare la paziente a partorire con l'applicazione di ventosa ostetrica. Informazioni più dettagliate possono essere fornite durante i corsi di preparazione alla nascita (informazioni presso la Caposala di Ostetricia) e con la lettura ed il commento delle note informative durante le visite ostetriche e con la discussione del consenso informato durante l'eventuale visita anestesiologica. preparazione alla nascita il programma del corso Maria Luisa Rancan Il corso di preparazione alla nascita si prefigge lo scopo di accompagnare la donna in attesa nel cammino della gravidanza, di far crescere la Sua autonomia ed autostima, di farLe conoscere varie figure che operano nel nostro ospedale (ginecologi, ostetriche, pediatri, anestesisti); si propone anche come punto di incontro e di aggregazione con altre donne che si preparano a vivere la stessa esperienza del parto e potrà dare a tutte la possibilità di confrontarsi e di esprimere liberamente ansie ed aspettative. Gli incontri si tengono ogni venerdì dalle ore 18.00 alle ore 19.30, presso la sala riunioni dell'Ospedale di Montecchio Maggiore: sono aperti a tutte le donne in gravidanza iscritte ai corsi ed ai rispettivi mariti. 14 Medici ospedalieri e del territorio in collaborazione tra loro e con gli infermieri esprimono una considerazione unitaria del paziente cardiologia corso di aggiornamento Ennio de Dominicis E’ noto ormai a tutti che Il medico di medicina generale, nell’ambito del sistema sanitario, svolge un fondamentale ruolo di prevenzione e cura della salute. Il controllo da parte del medico di medicina generale della situazione clinica del paziente, dopo il ricovero ospedaliero, è estremamente importante per seguire l’efficacia della terapia e rilevarne gli eventuali effetti collaterali. Al fine di cogliere al primo insorgere eventuali sintomi di ricaduta, è necessario fornire al medico stesso tutte le informazioni idonee a garantire un efficace ed efficiente processo terapeutico al paziente. A tal fine la Cardiologia dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino, ha organizzato per sabato 11 ottobre 2003, al Centro convegni dell’Hotel Castelli di Montecchio Maggiore, la 4^ edizione del Corso di aggiornamento per Medici di Medicina Generale sulle problematiche cardiologiche più attuali e sulle tecniche diagnosticoterapeutiche emergenti. Nell’ambito delle iniziative intraprese dall’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino per rendere più stretti i rapporti con la “medicina di base” questa di formazione è un momento veramente importante dal punto di vista della pratica assistenziale. Momenti come questo sono apprezzati da medici ospedalieri e del territorio, che in collaborazione tra loro e con gli infermieri possono esprimere una considerazione unitaria del paziente”. “L’incontro ha avuto un’ impostazione estremamente pratica” -è quanto afferma il dott. Ennio De Dominicis, responsabile Unità Operativa Autonoma di Cardiologia dell’Azienda Ulss 5 organizzatore dell’incontro- “si è parlato del percorso diagnostico terapeutico delle sindromi coronariche acute e della gestione di un problema clinico estremamente attuale qual è l’embolia polmonare.” Durante l’incontro è stato distribuito l’opuscolo “Terapia domiciliare e follow up del paziente cardiopatico”, contenente indicazioni e suggerimenti utili per fornire al medico di famiglia tutte le nozioni necessarie per gestire al meglio la diagnosi e la terapia del paziente cardiopatico, ma anche per dare continuità assistenziale ai pazienti, affinché siano seguiti sia da specialisti ospedalieri che da medici di base secondo linee guida comuni. Preparazione attiva alla nascita Lo specialista incontra le coppie Obiettivi degli incontri: Argomenti delle relazioni: • conoscenza del gruppo e definizione degli obiettivi del corso • contatto con il proprio corpo (rilassamento) • sperimentazione posizioni antalgiche • cenni di anatomia perineale ed apprendimento degli esercizi -per il periodo espulsivo e post-partum (profilassi incontinenza urinaria del post-partum) • contatto madre-bambino (relazione simbiotica in gravidanza) • contatto madre-bambino (legame post-partum) ed allattamento • visita della Sala Parto • Presentazione del corso e della organizzazione del reparto di Ostetricia dell'Ospedale di Arzignano. (Ostetrica Coordinatrice) Igiene della gravidanza. (Ginecologo) • Elementi di anatomia e fisiologia dell'apparato genitale femminile: il concepimento. La gravidanza fisiologica: I° e II° trimestre. (Ginecologo) • La gravidanza fisiologica: III° trimestre. Le principali patologie della gravidanza. (Ginecologo) • Il travaglio ed il parto fisiologico. Il parto operativo: indicazioni e modalità. (Ginecologo) • Aspetti psicologici in gravidanza e relazione di coppia. (Psicologo) • La nascita - L'allattamento - Il Rooming-in. Nozioni di puericultura - Vaccinazioni. (Pediatra) • Analgesia e anestesia per il travaglio di parto. (Anestesista) La salute e la sicurezza del bambino in casa ed in auto. (Pediatra di comunità) 15 obesity day giornata di informazione e prevenzione sull’alimentazione Giovanni Ronzani Si é svolta il 10 ottobre 2003 l’iniziativa Obesity Day: gli operatori dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino sono stati gratuitamente a disposizione dei cittadini per dare informazioni, distribuire materiale divulgativo e rilevare, attraverso la somministrazione di un apposito questionario, opinioni, difficoltà e dubbi che i cittadini hanno su particolari aspetti dell’obesità e sulle cure proposte. In particolare, nell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino è stato distribuito l’opuscolo dal titolo “Come mangiano i nostri figli”, redatto a cura del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione del Dipartimento di Prevenzione (SIAN) nel 2003 e che riporta, fra l’altro, i dati di una indagine epidemiologica effettuata di recente su 399 bambini delle elementari del territorio, oltre alle locandine delle iniziative, in termini di promozione della salute, previste dall’Azienda Ulss. L’obiettivo dell’iniziativa era di migliorare la qualità e la correttezza delle informazioni, fornendo a tutti i cittadini un valido punto di riferimento. Sono stati anche forniti suggerimenti utili a gestire senza danni il controllo del peso insieme ad indicazioni personalizzate. Sezione Veneto dell’ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), con il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione del Dipartimento di PREVENZIONE, dr. Franco Rebesan, ed il Servizio di Promozione alla Salute del Distretto Socio Sanitario, dr. Venceslao Ambrosini, TERRITORIO. La sinergia fra i servizi, fortemente sostenuta dalla Direzione Strategica dell’Ulss, ha trovato in questa manifestazione un momento importante di espressione, coniugando la necessità di interventi molteplici di prevenzione e trattamento con i dati a disposizione sul fenomeno. alcuni momenti della giornata Una giornata dedicata all’obesità Si è trattato dell’edizione 2003 dell’Obesity Day, giornata nazionale dedicata alla riflessione sui temi dell’obesità, del peso corporeo, dell’alimentazione, organizzata da tre anni, dall’ ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), con il coinvolgimento di oltre 120 strutture del Servizio Sanitario Nazionale e centri convenzionati (servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica e Unità Operative di Nutrizione di vari SIAN e ASL dirette da nutrizionisti) che si rendono gratuitamente disponibili ai cittadini. Lo scorso anno la medesima iniziativa ha coinvolto oltre 8.000 Italiani. Questa giornata è stata resa particolarmente incisiva grazie alla collaborazione tra OSPEDALE con il Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica, diretto dal dott. Giovanni Ronzani, Presidente della 16 Attenzione ai bambini Un’indagine epidemiologica condotta proprio dal Servizio Igiene e Alimenti Nutrizione dell’ Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino (con la collaborazione delle Dr.ssa Pacini, Dr.ssa Tessari e assistente sanitaria Menti) su 389 alunni di scuola elementare, campione rappresentante la realtà territoriale dell’ovest vicentino, ha evidenziato un peso medio superiore del 15-25% rispetto ai LARN (tabelle di normalità di riferimento per peso, altezza e fabbisogni prodotte dalla Società Italiana di Nutrizione Umana - SINU). In considerazione del fatto che il bambino obeso di oggi sarà l’adulto obeso di domani, tali dati risultano molto preoccupanti ed inducono ad ulteriori sforzi per arginare quella condizione che il responsabile della Sanità pubblica degli Stati Uniti ha definito più pericolosa delle armi di distruzione di massa. Grande attenzione è stata posta alla lotta contro la mala-informazione e ed è stato presentato un apposito sito www.obesityday.org a cui tutti possono accedere per avere informazioni corrette sull’obesità e sui centri che la combattono. Emergenza obesità L’obesità ha assunto i caratteri di una vera e propria epidemia mondiale e preoccupa non solo il mondo medico scientifico ma anche i responsabili della salute pubblica. Le ricadute socioeconomiche dell’obesità comportano per l’Italia costi diretti pari a 22,8 miliardi di euro ogni anno (Istituto Auxologico Italiano 2002). Il 64% di tale cifra viene speso per ospedalizzazioni ed indica che, seppur indirettamente, l’obesità è una malattia grave, capace di causare gravi danni alla salute favorendo lo sviluppo di altre patologie quali il diabete, l’ipertensione, le dislipidemie, la cardiopatia ischemica ed i tumori. Il New England Journal of Medicine (2003), una delle più prestigiose riviste mediche internazionali, ha dimostrato che l’obesità è il più importante fattore di rischio indipendente per i tumori, individuando nell’obesità la principale causa di morte prevenibile, seguita e non preceduta, dal fumo di sigaretta. Purtroppo ancora troppo spesso vi è la tendenza a consigliare terapie (fra l’altro tutte piuttosto costose) per le singole patologie associate e a non fare molto per il problema principale che è l’adiposità. come mangiano i nostri figli? suggerimenti per mangiare bene Nell’ambito dell’Azienda Ulss, il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (S.I.A.N.) svolge attività preventiva nutrizionale anche tramite interventi di promozione della salute; compito non trascurabile è quello di modificare le abitudini alimentari per migliorare la qualità della vita. Per fare un lavoro serio e basare il nostro intervento su questioni concrete e non solo sulle impressioni del momento, è stata effettuata un’indagine rivolta ai bambini in età scolare compresi nella fascia d’età tra i 6 ed i 10 anni abitanti nel territorio dell’Azienda Ulss 5 “Ovest-Vicentino”, al fine di comprendere le loro abitudini alimentari, corrette e non. Ai bambini coinvolti è stato consegnato un questionario con semplici domande sulle abitudini alimentari e sullo stile di vita che è stato compilato dal bambino con l’aiuto dell’insegnante che aveva precedentemente svolto in classe il programma di educazione alimentare. Inoltre è stata effettuata la valutazione dello stato di nutrizione dei bambini attraverso la rilevazione di misure antropometriche, quali il peso corporeo, l’altezza, ed altre misurazioni. Si pensa di aver fatto cosa gradita nell’esporre ai genitori quanto rilevato inserendo inoltre, nell’opuscolo, semplici suggerimenti per migliorare lo stile alimentare. Monica Menti Patrizia Pacini Franco Rebesan Stefania Tessari 17 anziani a rischio frattura senza l’irradiazione solare i rischi aumentano Fabio Armellini Vittorio Tovo Tabella1 - Nell’osteoporosi le ossa diventano più fragili e sono esposte ad un maggior rischio di frattura per traumi anche minimi. Si rompono più facilmente il polso, le vertebre ed il femore. In quest’ultimo caso è necessario inserire una protesi e, purtroppo, molti degli operati perdono l’autosufficienza Fabbisogno giornaliero di calcio Neonati Bambini Adolescenti Donne gravide Allattamento Pre - menopausa Anziani mg. 400 - 600 800 - 1.200 1.000 - 1.300 1.500 2.000 800 - 1.000 1.500 Le cure per l’osteoporosi sono lunghe e non conducono alla guarigione, ma servono solo al contenimento della malattia. Per convivere con l’osteoporosi e limitare i danni sono questi i consiglio base: A Prendere una quantità adeguata di calcio e vitamina D; B evitare la sedentarietà, ma anzi non perdere occasione per svolgere un’efficace attività fisica; C non fumare e ridurre il più possibile il consumo di alcol. Come affrontare l’inverno Nell’imminenza del periodo più freddo dell’anno e con le giornate più brevi è opportuno occuparsi di calcio e vitamina D. Il modo più semplice per introdurre calcio in quantità adeguata è quello di mangiare latticini in abbondanza; tuttavia, così facendo, si mangiano anche troppi grassi. Fortunatamente, esistono anche i prodotti scremati: con quantità di calcio identica al latte intero. Il pesce, poi, è un alimento discretamente ricco di calcio e particolarmente il pesce azzurro. Più poveri di calcio sono il pane e la pasta, che comunque vengono consumati in quantità piuttosto elevate. Si può consultare la tabella 2 per scegliere la combinazione che faccia raggiungere l’obiettivo di almeno 1 grammo di calcio al giorno. Va tenuto presente che una buona quantità di calcio si può assumere anche con l’acqua; è buona regola, per chi fa uso di acqua oligominerale, verificare il contenuto di calcio sull’etichetta. Se non si riesce a raggiungere la quota 18 prevista è opportuno consultare il proprio medico per la prescrizione di un supplemento. Per quanto riguarda la vitamina D, la quantità giornaliera raccomandata si prende in genere con le uova, il fegato, il pesce. Se non si riesce a consumare questi cibi in quantità adeguata non è comunque il caso di allarmarsi, perché le richieste dell’organismo di vitamina D possono essere ugualmente soddisfatte per azione dei raggi solari: 15 minuti di esposizione giornaliera di viso e braccia sono sufficienti per assicurare una buona sintesi di vitamina D. Nell’anziano il tempo di esposizione richiesto può essere più lungo. E’ proprio l’anziano ad essere più vulnerabile. Le condizioni atmosferiche, infatti, scoraggiano le uscite all’aria aperta e quindi l’esposizione al sole. In questi soggetti è quindi doveroso somministrare una quantità di vitamina adeguata a superare questo periodo. Chiedete al Medico di Medicina Generale di rilevare questa necessità e provvedere in merito. Tabella2 - Contenuto di calcio degli alimenti (mg ogni 100 grammi) Latte e derivati Grana Pecorino Fontina Caciocavallo Caciotta Gorgonzola Bel Paese Stracchino Formaggini Mozzarella Ricotta Yogurt - Latte Mascarpone mg. 1310 1160 870 860 750 612 604 565 430 403 275 120 68 Uova mg. Tuorlo Intere 147 50 Pesce mg. Carni e derivati Polipo Rombo Tonno Sarde Merluzzo Spigola Trota Orata Palombo 144 38 38 150 25 20 14 12 3 Mortadella Tacchino Salumi Coniglio Gallina Vitello Fagiano Faraona Manzo Maiale Cavallo Cereali mg. Pasta all'uovo Biscotti Pasta Pane Riso 22 22 17 15 6 mg. 39 23 20 15 15 14 13 12 10 10 10 Frutta secca mg. Nocciole Mandorle Noci Arachidi 250 234 99 74 Ortaggi mg. Spinaci Fagioli Bietole Indivia Finocchio Cavoli Lenticchie Semi di soia Pomidoro 100 100 110 104 100 179 79 226 10 Frutta mg. Arance Mandaranci Pompelmi Albicocche Mele - Pere 49 32 27 16 5 nei sospetti? tienili sotto controllo Questo Ambulatorio sulle lesioni cutanee pigmentate è un punto di riferimento sui tumori della pelle e crea un filo diretto tra Ospedale e Territorio in cui il Medico di Medicina Generale (il cosiddetto medico di famiglia) e lo specialista (in particolare il dermatologo) sono i primi naturali interlocutori della popolazione. Questa iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Chirurgia Generale (direttore il Dr. Luigi De Santis), l’Anatomia Patologica (direttore il dr. Romano Colombari) e l’Oncologia Medica (direttore il dr. Franco Figoli), l’ambulatorio è coordinato dal dr. Pietro Mainente nel presidio ospedaliero di Valdagno, con l’obiettivo di prevenire il melanoma o di farne una diagnosi precoce e una terapia risolutiva. Il Servizio opera con un iter diagnostico-terapeutico basato sui protocolli nazionali standardizzati del Gruppo Italiano sul Melanoma Cutaneo e le cui tecniche chirurgiche hanno superato il controllo di qualità effettuato dai supervisori regionali dello Studio SOLISM del Centro Oncologico Regionale di Padova, di cui la Chirurgia di Valdagno fa parte. Su richiesta del medico curante, o del dermatologo o dello stesso chirurgo dell’ambulatorio dedicata al melanoma, questo viene asportato in ambulatorio, con anestesia locale, con un intervento che dura una quindicina di minuti. Subito dopo l’anatomo patologo dell’Azienda fornisce la diagnosi sul pezzo asportato. Se l’esame è positivo per il paziente (cioè esame istologico negativo) viene consegnato al paziente per la consegna al medico curante. Se sono necessari altri trattamenti il chirurgo che ha effettuato l’interevento in collaborazione con il medico curante e lo specialista Oncologo dell’Azienda, programma le cure successive. In qualche caso la cura prosegue con la ricerca del linfonodo sentinella del melanoma cutaneo. Questa è una metodica nuova che viene praticata da alcuni mesi a Valdagno e viene effettuata in chirurgia di giornata. I controlli successivi vengono svolti ancora in collaborazione tra il Chirurgo, l’Oncologo e il Medico Curante. Pietro Mainente Luigi de Santis L’Ambulatorio si effettua il martedì alle ore 15.00 nel Poliambulatorio dell’Ospedale di Valdagno, al piano terra, ambulatorio n. 1, tel. 0445.423289. La prenotazione della visita avviene recandosi presso gli Uffici Prenotazione ospedalieri muniti di impegnativa del medico Curante con la prescrizione “visita chirurgica per controllo nei”, oppure telefonando al numero verde 800 21 25 25. Contestualmente alla visita, dopo l’esecuzione della mappatura cutanea se indicato e ritenuto urgente, viene effettuata anche l’asportazione della lesione sospetta. I pazienti indirizzati dai dermatologi con la richiesta di visita urgente sono accolti con una corsia preferenziale; per gli altri occorre l’impegnativa del medico curante con la prescrizione “visita chirurgica per controllo nei”. Per esigenze particolari il medico curante o il paziente stesso può contattare la segreteria di chirurgia, da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 elle ore 12.00 (tel. 0445 423225). Tutte queste informazioni sono disponibili in un apposito pieghevole dal titolo: “AMBULATORIO MULTIDISCIPLINARE SUI NEI CUTANEI E IL MELANOMA Informazioni utili sulla diagnosi e il trattamento del melanoma cutaneo” disponibile presso il Servizio. 19 per i giovani con i giovani nasce il Progetto Geyser Ferdinando Ceron Spazi adolescenti ARZIGNANO, via Stadio 9 LONIGO, via F. Filzi 21 VALDAGNO, via Fermi 11/b 20 L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che la salute coinvolge il benessere non solo fisico, ma anche emotivo e sociale di ogni individuo. L’adolescenza è un periodo critico per lo stato di salute presente e futuro di una persona, perché in questa fase della vita si pongono le basi di molti comportamenti positivi e negativi che si mantengono nel tempo. Si sa che prevenire è meglio che curare: un euro speso in prevenzione ne risparmia tre in cure, e un euro di cure ne risparmia sette in spese legali. La prevenzione, perciò, costa ventuno volte meno della repressione. E la vera prevenzione diventa quella di aiutare ogni essere umano a formarsi una base sicura e dei limiti. apertura martedì e giovedì lunedì e mercoledì martedì orario 14-16 14-16 14-16 telefono 0444 453553 0444 835771 0445 401896 Tra gli obiettivi del Progetto Geyser (L. 285/97) c’era quello di favorire un armonico sviluppo psico-fisico dei giovani intervenendo, in modo particolare, nelle problematiche affettivo-sessuali-relazionali. Da ottobre 2001 l’Unità Operativa Materno Infantile dell’Azienda Ulss 5 ha cercato di realizzare concretamente questo obiettivo attraverso il PROGETTO GEYSER. Dopo due anni di attività si può fare il bilancio del lavoro svolto. Gli Spazi Adolescenti (a Valdagno, Arzignano, Lonigo), che offrono consulenze psicologiche gratuite, hanno avuto un buon successo in termini di affluenza tanto che ora è stato istituito anche uno “Spazio Ascolto” all’interno di tre scuole superiori per due ore settimanali (Itisvem di Valdagno, Da Vinci di Arzignano e Rosselli di Lonigo). Lo spazio dedicato alle adolescenti all’interno dell’ambulatorio ginecologico è stato molto utilizzato. Intorno a queste iniziative sono ruotati in tutto 560 ragazzi. Gli incontri per genitori organizzati, a partire da maggio 2002 nella sede distrettuale Sud, con la finalità di offrire spunti di riflessione su alcuni aspetti della relazione genitori-figli, vista la risposta positiva ottenuta, sono stati attualmente estesi anche nalle sedi distrettuali Nord e Centro (Recoaro, S. P. Mussolino e Alta Valle, Montorso e Zermeghedo, Cornedo, Brogliano, Castelgomberto e Trissino). L’Azienda Ulss 5, nonostante le note ristrettezze di finanziamento, mantiene aperti gli spazi ai giovani evidenziando l’importanza della prevenzione in quanto investimento per il futuro. fuoriserie 2003 esposizione grafico-pittorica dedicata alle persone diversamente abili Promossa in occasione dell’Anno europeo delle persone con disabilità, con l’intenzione di dare ad essa maggiore rilevanza culturale e sociale, il 18 ottobre 2003 è stata inaugurata l’esposizione “Fuoriserie” alla Galleria Civica Villa Valle di Valdagno. Realizzata con la supervisione di Giorgio Fabbris, docente di discipline artistiche, esperto di laboratori pittorici ed espressivi in campo educativo e terapeutico, la mostra ha esposto al pubblico per quattro settimane i lavori di persone adulte con disabilità, effettuati nel laboratorio di pittura del “Centro Educativo Occupazionale Diurno Azzurra”, gestito direttamente dall’Azienda Ulss. L’iniziativa è stata realizzata insieme alla Conferenza dei Sindaci, con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Valdagno e la partecipazione della Regione del Veneto. Nel panorama delle numerose iniziative per l’Anno europeo delle persone con disabilità, “Fuoriserie” si è distinta per aver dato spazio e visibilità alle persone stesse, alle loro abilità, alla voce di chi si manifesta anche attraverso il linguaggio dell’arte, del colore, del segno grafico. Sono state esposte novanta opere pittoriche di ventitre autori, montate su cornici, accompagnate da un catalogo con una selezione di trentadue opere stampate a colori, oltre ad alcune centinaia di cartoncini disegnati. L’esposizione ha consentito a moltissime persone, giovani e scuole, di ammirare opere che sorprendono per la loro freschezza, espressività, intensità. L’affluenza di pubblico, l’entusiasmo con cui è stata accolta l’apertura della mostra e il numero di visitatori nelle settimane successive, hanno confermato il valore dell’iniziativa e la sua portata culturale. La mostra è riuscita nel suo intento di mettere in luce le abilità espressive ed artistiche degli autori, di far conoscere ad un vasto pubblico opere che arricchiscono il patrimonio culturale di una comunità, di avvicinare la realtà dei servizi a contesti sociali e culturali più ampi. I numerosi visitatori, ragazzi, giovani e adulti, hanno mostrato di saper cogliere la genuinità, la naturalezza e la spontaneità trasmesse dalle opere di “Fuoriserie” e che, senza parlare di disabilità o di persona, di normalità o di diversità, portano a rivedere questi stessi concetti. L’esposizione aveva già avuto una prima edizione nel 1999 presso la Galleria dei Nani di Valdagno. Sabina Bollori La mostra é stata visitata da più di 1500 persone, oltre 650 i cataloghi venduti o distibuiti. Molto positiva la collaborazione volontaria data dal Gruppo Anziani Marzotto Informazioni: CEOD Azzurra, via Ferrighi, 3 Maglio di Sopra 36078 Valdagno VI tel. 0445 412395 e-mail: [email protected] Unità Operativa Handicap Età Adulta, via S. Lorenzo, 36078 Valdagno VI tel. 0445 406223 e-mail: [email protected] 21 il mediatore culturale una figura necessaria in una società multietnica Mauro Gonzo Ufficialmente istituito come attività dell’Azienda Ulss 5, il Servizio di Mediazione Culturale, operante finora sulla base di un progetto triennale (e quindi provvisorio), finanziato dalla Legge 285/97 per l’infanzia e l’adolescenza, ha dato vita al progetto “Apprendere e comunicare tra diverse culture”. Si tratta di un nuovo servizio operante nel presidio ospedaliero di Montecchio Maggiore, a cui possono accedere gli operatori dei diversi reparti e servizi dell’Azienda, per essere supportati nella comunicazione con gli utenti stranieri, attraverso la collaborazione dei mediatori linguistico-culturali e degli operatori dell’équipe. Il Servizio è costituito da un’equipe composta da uno psicologo, uno psicopedagogista ed un educatore (che vi lavorano a tempo parziale), i quali si avvalgono della collaborazione di mediatori culturali provenienti da varie nazioni. Molti reparti dell’Azienda Ulss hanno già fatto ricorso al Servizio di Mediazione Culturale, tra cui Pediatria di Comunità, Ginecologia-Ostetricia, Spisal, Servizio Igiene Pubblica, Consultori Familiari, Tutela Minori e molti altri. L’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) e il Pronto Soccorso hanno realizzato una guida ai Servizi di Pronto Intervento in italiano e in altre sette lingue. Interventi di mediazione culturale effettuati nel corso del progetto triennale 285/97 ‘Apprendere e comunicare tra diverse Culture’, che prevedeva l’avvio di attività di mediazione culturale (nov. 2002 - apr. 2003). Servizio di Mediazione Culturale tel. 0444 708156 e-mail: [email protected] 22 Nov.2002/ Apr.2003 Scuola Servizi Ulss Totale Interventi su casi singoli Interventi con gruppi Traduzioni 148 108 256 68 8 76 47 62 209 Chi è il mediatore culturale Si tratta di una figura professionale che, dopo aver ricevuto una formazione adeguata, svolge la funzione di “ponte” di collegamento tra italiani e stranieri, non solo come interprete, ma esplicitando gli aspetti culturali e comportamentali differenti, per facilitare la reciproca comprensione. Ad esempio, quando un paziente è ricoverato, è necessario conoscere la sua anamnesi e il suo percorso clinico per poterlo curare con la massima efficacia e senza dispendio di tempo; oppure, sempre a titolo di esempio, quando una famiglia straniera viene convocata dal Consultorio o dal Servizio di Tutela dei Minori, spesso per trattare problematiche complesse e difficili, è necessaria la presenza di una figura in grado di aiutare a comunicare per capire a fondo i problemi e le esigenze della famiglie e dei minori e rendere possibile l’intervento degli operatori preposti al servizio. L’équipe fornisce inoltre consulenza relativa alle problematiche che si presentano con gli utenti e le famiglie straniere e programma specifiche iniziative di formazione per gli operatori. Le lingue parlate dai mediatori sono quelle maggiormente diffuse nella nostra zona: serbocroato, arabo, albanese, punjabi, bangalese, inglese, francese, cinese, rumeno, spagnolo, portoghese, ungherese, hindi, oltre ad alcune lingue africane. Il Servizio di Mediazione Culturale inoltre si rivolge anche alle altre istituzioni ed enti presenti sul territorio dell’Azienda Ulss 5 e non solo (scuole, comuni, uffici giudiziari, questura, collocamento, privato sociale, ecc.), fornendo su richiesta gli stessi servizi qualora ve ne sia bisogno. Naturalmente, i mediatori e il Servizio non risolvono certo tutti i problemi di comunicazione esistenti, ma cercano di essere un utile strumento. L’Ovest Vicentino è caratterizzato da una forte immigrazione, iniziata nei primi anni ’90 e che ha raggiunto in pochi anni una percentuale di immigrati tra la più elevate, non solo a livello Veneto, ma anche a livello nazionale. Camminando per le nostre strade e piazze incontriamo così visi e abbigliamenti diversi da quelli a cui eravamo abituati, che rendono il nostro ambiente più vario, "multi-etnico", questa nuova realtà fa sorgere in noi degli interrogativi e suscita delle discussioni. La diversità, infatti, ci mette a confronto con altri modelli che prima erano lontani e fuori dalla portata della nostra esperienza quotidiana, rendendo reali modi di vita alternativi al nostro, che sono allo stesso tempo lontani per le loro caratteristiche, ma anche presenti e attuali. L’Ovest Vicentino è caratterizzato da una forte vocazione agli scambi ed è stato sempre flessibile e aperto all’innovazione, facendo di questo il suo punto di forza. Gli immigrati presenti in zona tendono alla stabilità lavorativa e abitativa grazie alle risorse e alla richiesta di manodopera espressa dalla nostra realtà produttiva. Molti di essi sono stati raggiunti dai familiari o hanno creato una famiglia in loco e perciò il contatto con la nostra realtà sociale non riguarda per loro ormai più solamente il momento lavorativo - specifico degli adulti -, ma anche differenti aspetti della vita sociale, come la scuola e la sanità, a cui fanno ricorso le famiglie e i figli degli immigrati. Per quanto riguarda la sanità e la scuola, l’interazione con le strutture e gli operatori che vi lavorano crea talvolta problemi di comunicazione, in quanto emergono le diversità culturali e linguistiche dovute alla provenienza da Paesi stranieri, e richiede di semplificare le modalità di utilizzo a causa della diversa organizzazione scolastica e sanitaria esistente nei paesi di origine. Tali difficoltà a volte possono dipendere anche dalla necessità di adeguare le strutture scolastiche e sociosanitarie alla nuova realtà dell’immigrazione, in una fase in cui la richiesta di nuove risorse è problematica. L’interazione fra diverse culture presenta poi delle difficoltà che non sono solamente riconducibili alla diversità della lingua, ma anche al fatto che la comunicazione si presta a fraintendimenti, in quanto ciascuno dei comunicanti attribuisce un diverso significato alle azioni, alle norme di comportamento, alle tradizioni, ai punti di vista dell’altro, senza che sia possibile stabilire in assoluto qual’è la giusta interpretazione da fornire ad una determinata frase o a un certo comportamento. Ad esempio, stabilire il motivo per cui i genitori di un bambino non si presentano agli operatori sanitari per le vaccinazioni, o perché alcune donne straniere vogliano essere visitate solo da immigrazione necessità di strumenti per la comunicazione tra diverse culture Mauro Gonzo ginecologi di sesso femminile, richiede una attenta analisi delle motivazioni e del contesto di significati in base a cui vivono ed agiscono quelle famiglie o quelle persone. L’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino già da anni si è mossa nella direzione di proporre programmi specifici per affrontare i problemi interculturali e il rapporto con l’utenza straniera in ambito sociosanitario, nel modo più efficace e sensibile alla nuova realtà sociale e di stimolare al tempo stesso al cambiamento e alla ricettività i propri operatori con iniziative di formazione. Negli anni scorsi i progetti ‘Benessere donna straniera’ e ‘Il bambino e la famiglia nella società multietnica’, noti per la loro innovatività fra gli addetti ai lavori anche fuori dall’ambito locale, hanno creato un terreno favorevole all’accoglienza nelle strutture ospedaliere e dei servizi materno infantili, oltre Lingue straniere più parlate cha a livello più ampio, nel territorio dell'Azienda Ulss 5 nella scuola, e non solo. Nel campo della forSerbo-croato mazione degli operatori, Inglese (Ghana, Nigeria) che è fondamentale Francese (Tunisia, Marocco, Senegal, Mali) perché i servizi socioArabo sanitari sono fatti innanPunjabi zitutto da persone con Albanese le loro attitudini e comBengali petenze, è stato avviato quest’anno uno specifico progetto - unico nel suo genere per dimensioni e obiettivi - che ha coinvolto ben 330 operatori di tutti i servizi territoriali e i reparti ospedalieri in un corso di formazione di due giornate sulla comunicazione interculturale, allo scopo di trasformare gli operatori in altrettanti ‘facilitatori’ nella comunicazione con l’utente o il paziente straniero. Migliorare il rapporto operatore-utente permette infatti di rendere più efficaci i programmi di prevenzione che l’Azienda Ulss indirizza ai cittadini, consente di facilitare l’accesso degli utenti immigrati ai servizi sanitari e di garantire un migliore risultato della cura e della riabilitazione in funzione del benessere psicofisico che è poi il compito precipuo dei servizi dell’azienda sociosanitaria. 23 salute mentale e lavoro un modello di reinserimento Stefano Zanolini Per circa un secolo, da quando si è iniziato a curare la malattia mentale, si è pensato e comunemente ritenuto, che una persona con patologia psichiatrica non fosse idonea a lavorare e probabilmente avesse una malattia inguaribile. Questo tipo di pensiero, che viene definito in termini tecnici “stigma”, è stato nell’ultimo decennio messo in discussione dai risultati del lavoro di riabilitazione psichiatrica che i Dipartimenti di Salute Mentale stanno mettendo in atto. Infatti i nuovi modelli di trattamento in psichiatria, i cosiddetti modelli integrati che uniscono alla cura farmacologica i programmi di recupero delle abilità individuali, sociali e produttive della persona, stanno ottenendo riscontri molto positivi in termini di reinserimento nel mondo del lavoro delle persone precedentemente ritenute totalmente disabili. Le leggi italiane negli ultimi anni hanno sostenuto questo processo, grazie all’applicazione corretta della Legge sull’inserimento mirato delle persone al lavoro, in particolare attraverso l’applicazione della Legge 68/99, che consente la selezione, lo studio e la collocazione lavorativa adeguata alla persona che presenta problemi, certificati da una Commissione Medico Legale. All’interno di questo processo legislativo, anche la salute mentale ha improntato un modello di reinserimento nel mondo del lavoro dei propri assistiti, cercando di raggiungere i seguenti obiettivi: - inserimento cadenzato nel tempo; individuazione di un percorso Chi fosse interessato a adeguato alla persona; questa problematica - mantenimento del posto di può rivolgersi all’A.I.T.Sa.M., lavoro e riduzione dei rischi di di Montecchio drop-out. via Cavalieri di Vittorio Veneto,18 Centro Arcobaleno di Arzignano tel. 0444 451114 (martedì mattina) Aderire all’A.I.T.Sa.M. significa difendere i diritti di cittadinanza delle famiglie che hanno un problema psichiatrico in casa 24 Per ognuno di questi tre obiettivi è stato elaborato un programma riabilitativo di affiancamento dell’assistito. Inserimento cadenzato nel tempo: non è possibile, per effetto delle complicanze della pato- logia, pensare che una persona con malattia mentale possa inserirsi nel mondo del lavoro con i tempi rapidi che la società occidentale richiede. Per evitare questo possibile fallimento iniziale, il programma parte dall’inserimento dell’assistito in un programma di riabilitazione diurna o comunitaria che si occupa di aiutarlo ad avere maggiori capacità di stare con gli altri e di affrontare le difficoltà di relazione e di impegno che un domani affronterà nel mondo del lavoro. Per ogni persona l’equipe psichiatrica del centro di riabilitazione studia un programma individuale di crescita per raggiungere le abilità psicologiche e materiali necessarie ad affrontare gli impegni lavorativi. Individuazione di un percorso adeguato alla persona: la patologia psichiatrica non è uguale per tutti, né per tipo di malattia, né per caratteristica di risposta dell’individuo ad essa. Occorre pertanto che si faccia un programma di trattamento e cura di ogni singola persona, a seconda dei suoi problemi, del suo carattere, della sua risposta agli stimoli. E’ un errore quindi paragonare i risultati raggiunti da un assistito, rispetto ad un altro. Quando si programma un reinserimento lavorativo si deve curare e conoscere bene le caratteristiche dell’assistito ed operare un programma mirato alle sue capacità. Ad esempio ci possono essere persone che fin dall’inizio dimostrano le capacità di sostenere tempi di lavoro prolungati ed altre che possono sostenere tempi minori. Se non si prende in considerazione questa variabile fin da subito si corre il rischio di fallire il programma di inserimento lavorativo. Mantenimento del posto di lavoro e riduzione del rischio di drop-out: raggiunto, nel corso del programma di riabilitazione, un inserimento in azienda o in un tirocinio finalizzato all’assunzione, il processo di cura e di attenzione dell’equipe psichiatrica non può considerarsi esaurito, ma diventa in quel momento essenziale. Infatti se l’assistito viene lasciato ad affrontare da solo le difficoltà di inserimento in un ambiente nuovo, come il posto di lavoro, corre alti rischi di abbandono precoce (drop-out) non appena si verificheranno i primi, inevitabili per chiunque, problemi di lavoro, sia sul piano pratico che su quello relazionale. Diventa in questa fase importantissimo il monitoraggio costante dell’equipe sul modo di affrontare la nuova esperienza dell’assistito. Nel corso di questi ultimi 8 anni di esperienza di riabilitazione psichiatrica nella nostra Azienda Ulss 5, 19 utenti del servizio di riabilitazione psichiatrica del Centro Arcobaleno di Arzignano sono stati seguiti nell’inserimento lavorativo attraverso questo modello di “conti- nuità assistenziale” dall’equipe degli operatori del servizio, grazie alla collaborazione con il Servizio di Integrazione Lavorativa dei servizi sociali e delle Cooperative di lavoro operanti nell’Azienda Ulss 5. Di questi 19 assistiti attualmente 18 (il 94%) stanno proseguendo l’esperienza lavorativa, 14 (il 73%) sono inseriti in aziende di lavoro (10 da oltre un anno) e 4 in tirocini che sono mirati al prossimo inserimento in azienda. Tutti 18 sono costantemente seguiti dall’equipe del centro di riabilitazione attraverso un monitoraggio costante delle difficoltà incontrate e l’aiuto, sia psicologico, che di sostegno, nei momenti in cui può diventare difficile proseguire nel cammino di uscita dallo stigma della disabilità. Questo modello di intervento in psichiatria tende a dimostrare che il binomio cura e raggiungimento della salute mentale è integra- Viaggio oltre il Confine è una pubblicazione, edita dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino, area distrettuale SUD Lonigo, nata per realizzare un obiettivo importante del Dipartimento di Salute Mentale: sensibilizzare la popolazione. Attraverso la sua diffusione presso le varie agenzie territoriali diventa, infatti, possibile portare sul territorio una fonte di informazione sulle tematiche della Salute Mentale. Per i protagonisti del giornalino, utenti ed operatori, questa nuova avventura sarà un modo per integrarsi ancora di più nella comunità circostante ed iniziare assieme ad essa un viaggio oltre il confine della normalità, per esplorare nuovi orizzonti carichi d’incertezza però ricchi di novità e di inaspettate meraviglie. Ci si augura che il viaggio possa contribuire a sviluppare una mentalità attenta alla Salute Mentale e aperta al dialogo con la diversità. “Il giornalino è un ottimo strumento per favorire l’integrazione tra le strutture e i gruppi del Dipartimento di Salute Mentale presenti nell’area sud, grazie alla creazione di una redazione composta da persone afferenti a ciascuna di esse e ai contributi dei vari utenti che troveranno unità nella pubblicazione di Viaggio oltre il Confine - come afferma il Direttore del Dipartimento, dr. Claudio Buana -. Inoltre, si vuole stabilire uno scambio stabile con gli altri bollettini prodotti dalle agenzie dell’area sud, quali associazioni, parrocchie, ecc. per sviluppare un dialogo fruttuoso con la realtà territoriale. Infine il giornalino si pone l’ambizione di creare un ciber scambio con altre realtà presenti nel territorio nazionale grazie alla possibilità della rete Internet”. bile col binomio vita sociale e lavorativa nel mondo produttivo di tutti i giorni, che ognuno di noi, con il suo impegno, le sue difficoltà e il suo personale livello di stress normalmente affronta. A.I.T.Sa.M. una tutela per le famiglie in psichiatria Da quasi vent’anni l’Associazione Italiana per la Tutela della Salute Mentale opera nel territorio dell’ovest vicentino per la difesa dei diritti fondamentali delle persone con patologia psichiatrica e delle loro famiglie, attraverso interventi pubblici che mirano ad affiancare e sostenere il lavoro svolto dai Dipartimenti di Salute Mentale sui temi della prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale della persona con problemi psichici e il sostegno della sua famiglia. viaggio oltre confine una nuova pubblicazione dal dipartimento di salute mentale Nel supplemento disponibile con questo numero di Ulss 5 Notizie ci sarà uno spazio, l’editoriale, dedicato ad approfondire temi di rilevante importanza all’interno del campo della Salute Mentale; si leggeranno riflessioni, storie personali, commenti sulle attività dei gruppi e delle strutture. Sarà possibile consultare rubriche di informazioni per conoscere il mondo della Salute Mentale, arricchite da riferimenti bibliografici e indicazioni di siti internet. L’importanza data alla necessità di informare il territorio relativamente a queste tematiche è dovuta al ruolo fondamentale che assume l’informazione quando ci si trova nel campo della prevenzione: attraverso la conoscenza, infatti, la prevenzione si attua più facilmente perché le persone diventano risorsa grazie al nuovo patrimonio di nozioni acquisite. A questo proposito, risulta significativo accennare al fatto che nel Progetto Obiettivo della Regione Veneto relativo alla Salute Mentale, in fase di approvazione in questo periodo, la prevenzione è posta al primo posto nella scala degli obiettivi da raggiungere. Questo giornalino di conseguenza, nelle sue possibilità, vorrà essere uno degli strumenti per realizzarla. Centro Salute Mentale di Lonigo Per permettere a tutti di conoscerci, indichiamo di seguito i nostri vari recapiti. Per mandarci un’e-mail scrivete a [email protected]; se invece volete scriverci mandate le vostre lettere a “Redazione de Viaggio oltre il Confine, Servizio di Salute Mentale, via Sisana n.°1, 36045 Lonigo (VI)”; chi invece desiderasse contattarci telefonicamente può chiamare lo 0444431212 (numero telefonico del Centro di Salute Mentale) e chiedere dei referenti del giornalino. 25 adozione istituita l’Equipe Adozioni nel Consultorio Familiare Equipe Adozioni: Ada Barbiero Lucia Lazzari Gabriella Sandri Mauro Gonzo Per informazioni rivolgersi presso le seguenti sedi consultoriali Arzignano 0444 475630 Cornedo 0445 951679 Lonigo - Montecchio M. 0444 703540 Valdagno 0445 480925 Il concetto del bambino abbandonato e senza famiglia che necessita di essere protetto, che ha bisogno di adulti che sviluppino capacità di comprendere con sensibilità le emozioni, le ansie, i sentimenti che scaturiscono dalla situazione dell’abbandono, è al centro della nuova metodologia dell’adozione. La nuova Legge nazionale sull’adozione (L. n. 149 del 2002, che integra la Legge n. 476 del 1988) modifica in alcuni punti significativi il percorso adottivo. La famiglia adottiva viene ora considerata come una risorsa a disposizione del bambino in difficoltà, rappresentando la famiglia stessa una valida alternativa all’istituzionalizzazione. Dato il ruolo fondamentale che essa viene perciò a ricoprire, diventa destinataria di forme di sostegno nella sua funzione di appoggio genitoriale al bambino. Tale sostegno viene fornito alla coppia aspirante all’adozione attraverso l’operato dell’équipe, costituita da due psicologi e due assistenti sociali che hanno partecipato ad un lungo processo formativo sull’adozione nazionale e internazionale attivato dalla Regione Veneto. L’equipe adozioni ha attivato dei corsi periodici di informazione e sensibilizzazione sull’adozione nazionale e internazionale rivolti alle coppie interessate alla tematica adottiva, al fine di consentire un approfondimento delle problematiche relative all’adozione e delle forme di solidarietà nei confronti del minore in difficoltà. Tali corsi, iniziati dall’aprile del 2002 presso il Centro di Formazione dell’Ospedale di Montecchio Maggiore, sono stati finora 6, rivolti ad un numero medio di circa 10 coppie ciascuno, per un totale di 106 partecipanti. I corsi vertono sulle seguenti tematiche: 1 L’iter adottivo dal punto di vista legislativo 2 Essere genitori adottivi: dalla genitorialità biologica alla genitorialità adottiva 3 Il bambino adottato: aspetti giuridici, socioculturali, sanitari e psicologici 4 Il bambino e la nuova famiglia. Tutti questi temi vengono trattati attraverso l’uso di materiali audiovisivi e tramite il lavoro di gruppo con modalità interattive, per un totale di 12 ore suddivise in 4 incontri. I partecipanti al gruppo vengono sollecitati a prendere coscienza della realtà del percorso adottivo e delle difficoltà che si possono incontrare nell’accompagnare il bambino dal primo momento dell’inserimento nel nuovo nucleo familiare fino all’età della scuola, alle difficoltà dell’adolescenza e alle crisi d’identità che il bambino può vivere nel corso della sua crescita in relazione alla sua storia e al suo vissuto. Le coppie hanno quindi l’opportunità di acquisire tutti questi elementi prima ancora di inoltrare la domanda vera e propria al Tribunale per i Minorenni, dopo la quale verrà effettuata la valutazione psicosociale della coppia presso il Consultorio, valutazione che ha lo scopo di fornire al Tribunale stesso le informazioni necessarie per decidere sull’idoneità della coppia. L’adozione, infatti, nella nuova normativa, pone il bambino al centro dell’operazione e perciò occorre che la coppia o famiglia adottante sia in grado di tutelare la sua crescita salvaguardandolo nelle sue peculiari caratteristiche personali, sociali e culturali e favorendo un suo sviluppo equilibrato. campioni italiani minibasket in carrozzina “I Delfini” Gabriele Brotto Bruna Pomari L’amore per lo sport, la passione per il gioco, la grande volontà di praticarlo nonostante un handicap fisico ottenendo risultati di grande prestigio. Tutto questo è rappresentato dai Delfini. E’ una associazione nata nel 1997, che ha sede a Montecchio Maggiore (Vicenza), grazie alla volontà di alcuni ragazzi. E’ costituita da giovani con disabilità di vario tipo ma che non per questo hanno perso la voglia di fare sport, di giocare con agonismo. Una volontà ed una passione rivolte alla disciplina cestistica, al basket, e così 26 “Nascita del bambino disabile: sostegno alla famiglia”, è un progetto che prevede un’ attività di “informazione partecipata” rivolta ai genitori, il cui nuovo nato presenti delle problematiche (sindromi genetiche, prematuranza, ecc.) che potrebbero avere necessità in futuro di interventi riabilitativi e di integrazione sociale. diagnosi neonatale informazioni per genitori in difficoltà “Cosa vuol dire questa malattia …”, “cosa sarà di nostro figlio ..”, “cosa possiamo fare ..”, “dove possiamo andare ..”. I genitori hanno urgenza di attrezzarsi per far fronte a quello che viene vissuto come un evento sconvolgente e per farlo hanno, prima di tutto, bisogno di informazioni: “a che cosa stiamo andando incontro, cosa dobbiamo aspettarci”. Dare spazio a questo bisogno di parola, ampliando la prospettiva rispetto agli interventi di tipo strettamente medico, rende significativa e utile la consulenza per i genitori, e pone le condizioni per proporre ulteriori colloqui. Il progetto, finanziato con fondi specifici della L. 285/97, è fondato sulla collaborazione tra l’Unità Operativa Handicap in Età Evolutiva con il Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Arzignano. Su segnalazione dei medici del reparto di Pediatria, uno psicologo dell’Unità Operativa Handicap in Età Evolutiva si reca all’ospedale, dove incontra i genitori prima della dimissione del bambino. Il colloquio viene organizzato dal pediatra di riferimento che, dove ne veda l’opportunità, concorda con i genitori la possibilità di incontrare lo psicologo del servizio territoriale. Nel l’associazione si è interessata al mini-basket in carrozzina. Una esperienza pilota nel nostro paese. Prima formazione di questo genere in Italia sulla cui esperienza sono nate altre associazioni tanto che nel 2002 è cominciato lo svolgimento del Campionato italiano di minibasket in carrozzina. La disciplina è stata riconosciuta come Promozionale anche in ambito Fisd. Le grandi capacità dei giocatori dei Delfini hanno fatto conquistare, per due anni consecutivi, il primo posto nel Campionato italiano di categoria. corso del primo incontro l’aggancio con i genitori avviene, più che sul piano emotivo, su un forte bisogno di informazioni. Da lì la consulenza prosegue a distanza di qualche giorno presso il servizio territoriale: ai genitori viene spiegato come funziona il servizio, quali professionisti vi operano, quali interventi è possibile attivare. Questo contatto precoce ha lo scopo di evitare in futuro ai genitori di girare a vuoto per mesi, o addirittura per anni, prima di scoprire che gli interventi di cui hanno bisogno si possono realizzare anche nella zona di residenza. La consulenza procede poi in due direzioni: da un lato fornire ulteriori e più dettagliate informazioni sugli interventi riabilitativi, sulla legislazione, sui servizi esistenti, sugli aiuti economici e assistenziali, dall’altro entrare più sul piano emotivo e relazionale accogliendo e rielaborando la sofferenza e il disorientamento portato dai genitori rispetto al significato che questo evento inatteso assume rispetto alla loro vita familiare, di coppia, professionale. Di solito la consulenza si esaurisce nel giro di tre, quattro incontri, ma il collegamento tra famiglia e servizio territoriale rimane attivo: i genitori possiedono a questo punto una “mappa” dei servizi socio-sanitari territoriali, che possono utilizzare. Anna Chiara Benincà Francesca Concato La collaborazione tra Ospedale e Territorio è fondamentale per far fronte alle paure e alle legittime ansie dei genitori Il rapporto con i servizi territoriali Un ulteriore esito positivo del progetto è stato l’incremento della collaborazione tra l’ospedale e i servizi territoriali, in particolare rispetto all’individuazione precoce delle problematiche motorie e psicomotorie, tramite l’invio alla consulenza fisiatrica al distretto, e alla gestione congiunta di situazioni complesse come gli esiti gravemente invalidanti di traumi in età evolutiva e le consulenze psicosociali alla famiglie straniere. Tale collaborazione consente un’ottimizzazione delle risorse esistenti nell’individuazione, e la verifica dei progetti di riabilitazione e intervento personalizzati alle esigenze di ogni singola situazione, secondo quanto previsto dalla normativa in ambito materno infantile e dell’età evolutiva. 27 l’handicap in età evolutiva un occhio di riguardo per i ragazzi diversamente abili Monica Bedin Anna Chiara Benincà Francesca Concato I ragazzi che beneficiano di questo servizio si trovano in una situazione a rischio nella fase della pre-adolescenza e presentano difficoltà di integrazione sociale e scolastica. Tali situazioni, se non sufficientemente supportate sul piano educativo e familiare, rischiano di essere “perse” dai servizi in questa fascia d’età, per ripresentarsi in epoche successive con aggravamento del quadro sul piano psico-sociale e comportamentale. La sperimentazione di programmi di promozione dell’educazione all’autonomia di soggetti disabili in età adolescenziale ha indotto i responsabili dell’Unità Operativa per l’Età Evolutiva e per l’Handicap in Età Evolutiva ad estendere tale progettualità alla fascia di soggetti in situazione di svantaggio legato a disabi- 28 lità in età evolutiva pre-adolescenziale usufruendo inizialmente dei finanziamenti regionali della L.162/98. Attualmente l’attività si inserisce nei programmi dei Servizi Sociali a sostegno dell’età evolutiva e delle responsabilità familiari. L’esperienza di intervento pomeridiano è nata nel 2001 con alcuni studenti con disabilità della Scuola Media. Negli anni successivi tale attività è proseguita con una costante partecipazione dei ragazzi. La frequenza alle attività è gratuita e si realizza durante il periodo scolastico in tre pomeriggi la settimana, mentre nel periodo estivo o di vacanza scolastica vengono programmate uscite per attività o visite che rientrano nei programmi e negli interessi dei ragazzi coinvolti. La finalità di questa attività è supportare il momento di maturazione personale del ragazzo e delle sue relazioni, stimolando la conoscenza e l’utilizzo di esperienze del proprio contesto di vita per portarlo ad un certo grado di autonomia personale e sociale, attraverso processi di integrazione adeguati alle abilità, potenzialità e interessi osservati in ciascuno. Si intende in questo modo offrire alla famiglia un sostegno nella scelta di strategie educative idonee al proprio figlio. Ciò che qualifica questo intervento è la predisposizione di un progetto psico-educativo sul ragazzo che veda coinvolta la famiglia e la scuola e nel tentativo di creare una rete di rapporti coordinati tra famiglia/servizi Ulss/scuola, per facilitare la comunicazione tra le agenzie che prioritariamente sostengono il processo evolutivo del singolo ragazzo in un’ottica integrata. Il progetto elaborato dal servizio responsabile dell’ Età Evolutiva ed Handicap in Età Evolutiva, prevede, per ciascun ragazzo, una presa in carico integrata e non una semplice proposta di accudimento pomeridiano socio-educativo. In questo senso sono previsti infatti incontri di consulenza da parte del servizio con educatori su attività proposte e strategie educative mirate; colloqui di verifica con genitori ed insegnanti, conversazioni di valutazione, somministrazione di test, scambi di opinioni con i ragazzi. A distanza di qualche anno di attività si constata che sono la famiglia stessa e gli insegnanti a chiedere il proseguimento di questa tipologia di interventi. L’effetto che più frequentemente viene riscontrato è non tanto e non solo nei termini di miglioramento dei risultati di apprendimento del ragazzo, quanto piuttosto nei termini di un aumento della motivazione, della consapevolezza dei propri interessi e dell’autonomia personale e sociale, premesse importanti per prevenire i disagi in fase adolescenziale. scuole per genitori un’esperienza accolta con favore Negli ultimi anni i cambiamenti dovuti alle forti pressioni sociali ed ambientali non hanno fatto mancare la loro influenza sull’istituzione familiare, sulla qualità delle relazioni tra genitori e figli e sull’esperienza di crescita di questi ultimi. La situazione sociale attuale è, infatti, estremamente complessa, tanto che, oggigiorno, in ambito psicosociale non si parla più di famiglia ma di “famiglie” intendendo quelle molteplici e diverse unità di convivenza sempre più piccole - sempre più isolate e più interessate a complesse combinazioni di risorse e bisogni affettivi ed emotivi dei suoi componenti. Oggi, fortunatamente, si avverte un’attenzione nuova, volta a rileggere e ripensare l’essere genitori all’interno della nostra società: la “Scuola per genitori” organizzata dall’Unità Operativa Età Evolutiva ed Handicap Età Evolutiva dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino nasce dall’esperienza formativa che gli operatori hanno maturato nel periodo 1999/2000 volta all’acquisizione di competenze nella conduzione di gruppi di attività di formazione per genitori (parent training), in quanto essa ha costituito un’occasione per consolidare l’idea che la prevenzione debba rivolgersi a tutti i possibili fruitori dei servizi socio-sanitari e non a specifiche categorie di utenti. Tali premesse hanno costituito le linee guida per la proposizione di progettualità che sono state poi approvate all’interno dei Piani Triennali L.285/97 e che hanno riguardato, tra l’altro, il “Sostegno alla funzione genitoriale nella prima infanzia”. Nello specifico, l’obiettivo dell’intervento “Scuola per Genitori” era quello di sostenere la famiglia da un punto di vista psico-educativo, ossia di sostenere i genitori nella loro funzione partendo dalle loro risorse e competenze, che vengono attivate e potenziate attraverso strategie di intervento educativo-propositivo. La strategia utilizzata è stata quella del Parent Training Integrato sviluppato dal Prof. Soresi docente dell’Università degli Studi di Padova: questo è un “programma di formazione” strutturato, orientato alla “crescita” e al “benessere”, di cui sono controllate validità ed efficacia. La differenza con i cicli di incontri organizzati sul modello delle conferenze è sostanziale, si passa da una serie di lezioni che prevedono un coinvolgimento dei genitori solo passivo ad una “scuola” che richiede, invece, un coinvolgimento partecipe in attività da svolgersi durante il corso e a casa, la cui validità ed efficacia sono valutate e ben documentate in quanto sono previste chiare verifiche del livello di padronanza dei concetti oggetto del training. Passando ad analizzare i risultati di questo intervento, bisogna innanzitutto dire che la “Scuola per Genitori”, visto l’enorme numero di iscrizioni raccolte (306!), sembra aver incontrato la crescente domanda di “sostegno alla genitorialità”. Inoltre, è stata efficace nel trasmettere ai genitori le definizioni e i concetti base del cambiamento comportamentale, ha prodotto un miglioramento nello stile educativo dei genitori anche al di fuori del setting di training. I genitori si sono dichiarati soddisfatti per il programma offertogli e la partecipazione, in termini di impegno nelle attività e di frequenza alle sessioni, è risultata essere molto alta (presenti in media a 9/10 incontri). E’ stato poi valutato il mantenimento degli effetti prodotti dalla frequenza alla “scuola” ed è risultato che a distanza di quattro mesi, non si era verificato un decadimento degli apprendimenti. La “Scuola per Genitori” sembra quindi costituire un valido ed economico strumento di prevenzione primaria, capace di avvicinare i genitori senza preconcetti o paure ai Servizi Socio-Sanitari, di aumentare le loro conoscenze sullo sviluppo psicologico dei figli, potenziarne le strategie educative, fornire sostegno e aiuto alle famiglie. Monica Bedin Anna Chiara Benincà Francesca Concato Marco Pagliai 29 a difesa dei più piccoli ... e Cappuccetto Rosso imparò a riconoscere e difendersi dal lupo... Luciana Cracco Dal 1995 è attiva l’“Area Tutela Minori” favorita dalla delega di tutti e 22 i Comuni del territorio dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino. Il Servizio si occupa di problematiche inerenti all’abuso sessuale, al maltrattamento e alla trascuratezza con interventi a tutela del minore, ma anche di recupero, laddove è possibile, del contesto relazionale che ha procurato il danno al minore. Con le famiglie, ma anche con la scuola, il privato sociale e il volontariato, il servizio Tutela Minori lavora costantemente perché solo così è possibile attuare una promozione dei diritti delle future generazioni. L’Area si è organizzata in “Unità Operative” dislocate sul territorio: una si trova a Valdagno in via Fermi, una a Montecchio in via Giuriolo e una a Lonigo in piazza Martiri della Libertà. Al loro interno operano assistenti sociali, psicologi, educatori esclusivamente in équipe e in rete con gli altri Servizi Territoriali. Gli operatori si mobilitano a seguito di segnalazioni, che possono arrivare dall’Autorità Giudiziaria, dal Servizio Pubblico, ma anche dal privato cittadino, di minori che si trovano in situazione di pregiudizio. La filosofia del Servizio si fonda però sulla convinzione che la tutela dei minori inizi dalla promozione di azioni e di condizioni che consentano il godimento dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e che forniscano al cittadinofanciullo anche le conoscenze, le informazioni Per informazioni AREA TUTELA MINORI Valdagno, via Fermi 11/b tel. 0445 480900 Montecchio Maggiore, via Giuriolo tel. 0444 703519 Lonigo, piazza Martiri della Libertà tel. 0444 831022 30 per imparare a riconoscere le situazioni “a rischio” e darne comunicazione agli adulti “affidabili”. Il progetto Per questo motivo, oltre la cura del disagio, il Servizio programma interventi rivolti direttamente ai minori, come nel caso del progetto “E Cappuccetto Rosso imparò a riconoscere e difendersi dal lupo….” Tale progetto è stato attuato in alcune scuole pilota della nostra Azienda Ulss grazie al finanziamento della L. 285/97 ”Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”. Attraverso azioni mirate si è attivata nei bambini della scuola elementare la capacità di riconoscere e distinguere le “situazioni di benessere dalle situazioni di malessere” attraverso la lettura delle proprie emozioni. Le famiglie e la scuola hanno dato un contributo determinante per l’attuazione del progetto. L’affido “un posto nel tuo cuore” Convinti che non sia compito solo degli specialisti occuparsi della prevenzione ma che anche la comunità dovrebbe essere informata ed attivata in tal senso, gli operatori hanno saputo sensibilizzare le famiglie che si sono dichiarate disponibili, dopo un percorso di formazione, ad accogliere minori che si trovano per motivi diversi in difficoltà. E’ nata quindi la campagna di sensibilizzazione all’affido familiare “Cerca un posto nel tuo cuore, con l’affido puoi aiutare a crescere un bambino…” e si è formato un Gruppo Famiglie Affidatarie che si riunisce una volta al mese. Queste famiglie, inoltre, stanno anche partecipando ad una serie di incontri specifici sul tema dell’affido. amiciun nuovo a quattro zampe canile inaugurato ad Arzignano Nel corso dell’anno 2003 è stata inaugurata la nuova struttura del canile di Arzignano ristrutturata grazie al contributo fondamentale del Comune di Arzignano ed ai contributi regionali a tal fine erogati. Con la costituzione del Consorzio dei Comuni e la consegna per la gestione del canile alla locale sezione ENPA, è stato definitivamente attivato un servizio che garantisce una risposta qualificante ed efficace all’annoso problema dell’abbandono dei cani che, soprattutto nel periodo estivo, affligge il nostro territorio oltre a rappresentare un pesante segno di inciviltà. Il servizio veterinario dell’Azienda Ulss 5 è presente presso questa struttura con la gestione diretta del canile sanitario, dove viene effettuato il controllo dei cani catturati e di un ambulatorio veterinario attrezzato per l’assistenza medica e chirurgica degli animali presenti e viene garantita un’attività di pronto intervento per gli animali randagi coinvolti in incidenti stradali e feriti, nonché svolge una importante azione preventiva sulle popolazioni feline presenti sul territorio finalizzata al loro controllo sanitario ed alla limitazione delle nascite mediante la sterilizzazione chirurgica. Nella tabella sotto riportata sono indicati i dati relativi ai cani transitati nel canile sanitario. Nei primi nove mesi del 2003 sono stati eseguiti 142 interventi chirurgici per la sterilizzazione delle femmine del canile e delle colonie feline presenti sul territorio. Sono stati identificati con l’applicazione di microchip più di 250 cani . Va ricordato che da tempo è in vigore l’obbligatorietà della iscrizione alla anagrafe canina e della identificazione mediante applicazione di microchip di tutti i cani con più di tre mesi di età. Se tale norma fosse rispettata con maggiore senso civico da parte dei possessori dei cani, riusciremmo a restituire al legittimo proprietario ogni cane catturato sul territorio evitando problemi per la cittadinanza e sofferenze inutili per gli animali. Alvaro Lorenzi CANILE SANITARIO Movimentazione 01/01/03 30/09/03 CANILE SANITARIO TOTALE TOTALE CANI INTRODOTTI 2003* 2002 2001 235 240 308 RESTITUITI AL PROPRIETARIO % N° 90 55 76 37.5 22.9 24.6 ADOTTATI 83 136 168 PRESENTI NEL RIFUGIO 62 28 47 *Periodo 01/01/2003 – 30/09/2003 31 la vaccinazione il modo più sicuro ed efficace per ottenere la protezione da alcune gravi malattie Adolfo Fiorio Rinaldo Zolin Vaccini Efficacia Polio > 95% Difterite 87-96% Tetano > 90% Epatite B 95% Pertosse 85% Morbillo > 95% Parotite > 95% Rosolia > 95% HiB > 95% Le cifre sono inequivocabili negli USA: DIFTERITE dai 206.000 casi del 1921 ai 2 casi del 2001, MORBILLO da quasi 900.000 casi nel 1941 a 96 casi nel 2001, ROSOLIA da quasi 58.000 casi nel 1969 a 19 nel 2001; VAIOLO scomparso ( dopo aver fatto 48.000 vittime in quattro anni all’inizio del novecento); POLIOMELITE scomparsa dall’intero emisfero occidentale (sopravvive e miete vittime nei Paesi del Terzo Mondo). Insieme con questi dati sulle malattie prevenibili con la vaccinazione, la voce dei movimenti anti-vaccinazione ha iniziato a farsi sentire. Le notizie riportate sui giornali sono le storie di alcuni genitori che hanno deciso per scelta personale di essere contrari alle vaccinazioni. Poiché molte delle malattie prevenibili con le vaccinazioni oggi non sono comuni, i genitori hanno scarsa esperienza della malattia e così i potenziali effetti collaterali dei vaccini, per quanto lievi, assumono un’importanza sproporzionata. Le domande più ricorrenti che si pongono i genitori al riguardo delle vaccinazioni sono queste: - Il vaccino funzionerà a dovere in caso di necessità? I vaccini sono una delle più grandi conquiste della Medicina e grazie alla loro capacità di proteggere efficacemente contro molte malattie infettive hanno salvato la vita di milioni di persone nel nostro Paese e nel Mondo! L’efficacia dei vaccini si avvicina al 100%. Per alcuni vaccini come tetano e difterite possono rendersi necessarie delle dosi di richiamo perché l’immunità si riduce nel tempo. La vaccinazione, oltre a proteggere le persone immunizzate, diminuisce anche il numero di suscettibili alla malattia e ne rallenta la circolazione. - Che possibilità ci sono di avere danni da vaccino? I vaccini sono estremamente sicuri, nessun vaccino come del resto nessun farmaco è comunque privo di effetti collaterali. La maggior parte 32 di questi eventi avversi è lieve: dolore, rossore, gonfiore nel sito di iniezione, febbricola che dura un giorno, irrequietezza o sonnolenza. Alcune reazioni possono essere gravi: una severa reazione allergica ( anafilassi ), meno di un caso/milione, oppure sempre raramente, si può avere un pianto inconsolabile (di durata superiore a tre ore), febbre elevata, convulsioni febbrili. Anche le attività di tutti i giorni contengono pericoli. Pensiamo anche all’uso delle cinture di sicurezza in auto, proteggono le persone e riducono il rischio di morire o di restare feriti in un incidente. In alcuni casi le cinture sono state causa di danno, è evidente però che i benefici di usare le cinture di sicurezza sono molto maggiori dei rischi di non utilizzarle. La stessa cosa vale anche per le vaccinazioni. Sfortunatamente infatti, scegliendo di evitare i vaccini semplicemente si sceglie di subire dei rischi diversi e molto maggiori. E’ importante comunque sempre segnalare eventuali reazioni avverse o effetti collaterali agli operatori dei Servizi vaccinali o al proprio Pediatra. Per quanto riguarda le reazioni avverse a vaccino, esiste un sistema di sorveglianza Regionale a cui fa capo il Servizio di Immunopatologia dell’Università di Verona “Canale Verde”. Nel triennio 2000-2002 le notifiche di reazione avversa a vaccino sono state per tutto il Veneto 730 su circa 4.000.000 di dosi somministrate (0.018%), di queste solo 28 potevano essere considerate gravi. Nel periodo 19931999 le notifiche di reazioni avverse sono state 1762 su 7.526.676 dosi totali somministrate in tutta la Regione Veneto ( 0,02 % ),dati“Canale Verde”, Verona. Di queste reazioni quelle che potevano considerarsi gravi risultavano essere 26 locali e 60 sistemiche, nessuna di queste ha messo in pericolo di vita il soggetto. - Se non mi vaccino, che possibilità ho di contrarre i virus per i quali ci si vaccina? Per alcune delle malattie per le quali esiste la vaccinazione la possibilità di ammalarsi se non vaccinati sono elevatissime, soprattutto per le malattie a trasmissione per via aerea. Si pensi al morbillo, la scelta di non somministrare il vaccino equivale a scegliere il rischio di contrarre la malattia, con la possibilità di avere complicazioni gravi (polmonite, otite) e a volte fatali (encefalomielite, pancefalite sclerosante subacuta), e così per altre malattie infettive a trasmissione per via aerea, per esempio la parotite, la pertosse, ecc. Altre malattie, grazie alle vaccinazioni, sono pressoché scomparse e quindi il rischio di contrarre l’infezione, anche se non vaccinati è remoto: basti pensare alla poliomielite, che al momento dell’introduzione della vaccinazione negli anni ’60, colpiva migliaia di persone con centinaia di decessi e molti esiti permanenti, ora grazie alla vaccinazione di massa, è stata eliminata dall’Europa e da altri Paesi del mondo e si è vicini alla sua eliminazione mondiale, come già avvenuto con il vaiolo nel 1983. L’epatite B è ormai pressoché limitata alle persone adulte, così come il tetano, difterite e polio sono scomparse dall’Italia. Ma se la percentuale di immunizzazione della popolazione si riduce, si possono creare sacche di suscettibili e certe malattie gravi possono ricomparire, ci sono tragici esempi di ciò in tutte le parti del mondo. Non da ultimo il Giappone dove la temporanea sospensione da parte del Governo della vaccinazione antipertossica negli anni 80, su pressione dei movimenti anti-vaccinatori locali, ha scatenato negli anni successivi una grave epidemia con centinaia di morti che solo la reintroduzione del vaccino ha bloccato. Basterebbe guardare in casa nostra, cosa è successo in Campania pochi mesi fa. L’epidemia di morbillo verificatasi è il frutto della bassa copertura vaccinale presente in tale area, si sono avuti 624 ricoveri ospedalieri per morbillo, 104 complicanze polmonari, 15 encefaliti, 4 decessi (tre bambini di 6 mesi, 4 anni e 10 anni, e un adulto di 22 anni). Sono dati su cui riflettere. Inoltre, in molti Paesi del mondo, distanti da noi solo poche ore di aereo, sono ancora presenti molte epidemie di queste malattie prevenibili con la vaccinazione. - Perché i vaccini contengono conservanti pericolosi? Nei vaccini sono presenti piccole quantità di sostanze necessarie per prevenire contaminazioni batteriche, evitare la perdita di efficacia nel tempo e/o potenziare la risposta immunitaria. Tutti gli studi eseguiti per appurare se queste piccolissime quantità di sostanze possano dare effetti sull’organismo, a breve o a lungo termine, hanno dato esito negativo. E’ da tenere presente che in commercio esistono ancora pochissimi vaccini contenenti mercurio. - Quanto aspetterà il legislatore ancora a rendere tutte le vaccinazioni facoltative? In linea di massima passare dalla vaccinazione imposta per legge alla vaccinazione scelta liberamente dalla popolazione, in virtù dei suoi benefici per la salute, è un processo che va considerato un vero e proprio percorso di civiltà. La posta in gioco è però troppo alta per permetterci di commettere degli errori che si ripercuoterebbero sullo stato di salute della popolazione e dei bambini in particolare. Per avere un’idea di cosa potrebbe succedere nel nostro Paese, al momento del passaggio alla vaccinazione libera, basta guardare oggi cosa succede per le vaccinazioni raccomandate, valutando quale sia la loro copertura vaccinale, ancora molto bassa (50% circa), se si escludono alcune Regioni dell’Italia centro-settentrionale. Se il passaggio alla liberalizzazione dovesse portare, anche per le vaccinazioni obbligatorie, a questi tassi di copertura, l’effetto che ne deriverebbe sarebbe disastroso. Se quindi passassimo dall’oggi al domani alla liberalizzazione, ci troveremmo probabilmente in una situazione di estremo pericolo per la collettività. A questo fatidico passaggio è necessario prepararsi per tempo e gradualmente. Nei paesi (USA, Regno Unito, etc.) nei quali le vaccinazioni non sono obbligatorie, non viene ammesso in comunità un bambino che non sia in regola con le vaccinazioni, quindi, viene posto un obbligo indiretto. Per giungere a una liberalizzazione delle vaccinazioni è necessario un salto culturale. Si auspica che questo avvenga nel più breve tempo possibile e che ognuno di noi diventi cosciente che le vaccinazioni, sono l’arma più importante che la Medicina e l’Umanità possiedono nella prevenzione delle malattie infettive. A tutti i genitori la Nostra AZIENDA UNITÀ LOCALE SOCIO SANITARIA offre ampi spazi di colloquio e incontro, opportunità offerte, ma spesso non utilizzate dato che molti genitori non accettano il confronto portando avanti una decisione probabilmente già presa aprioristicamente. Le risposte alle domande e ai legittimi dubbi vengono date con il supporto di dati scientifici ed epidemiologici consultabili, lasciando sempre il tempo per riflettere sulla decisione da prendere, e i risultati, per quanto riguarda la Nostra AZIENDA UNITÀ LOCALE SOCIO SANITARIA, sono ottimi, con più del 50% dei bambini recuperati alla vaccinazione, dati, questi, presentati anche al Convegno dei Pediatri svoltosi nel Marzo 2003 nella sede dell’Ordine dei Medici di Vicenza. Queste notizie e tutte le altre informazioni richieste vengono fornite ai genitori anche con la consegna di materiale da leggersi con tranquillità successivamente al colloquio, si consegnano a richiesta i foglietti illustrativi dei vaccini e si consiglia di visitare alcuni siti internet che parlano di vaccinazioni, esempio: www.levaccinazioni.it ; www.simi.iss/vaccinazioni ; www.pediatria.it ; www.cdc.gov/nip 33 barriere architettoniche uno studio per migliorare il livello di accessibilità alle strutture Alberto Acqua Nell’ambito delle attività previste per l’anno europeo dedicato alle persone disabili il Direttore Generale dell’azienda Ulss 5 “Ovest Vicentino” nel corso dell’anno ha avviato un’analisi approfondita della situazione al fine di predisporre un piano di intervento e le relative priorità per apportare le eventuali modifiche necessarie a rendere sempre migliore il livello di fruibilità delle strutture da parte del pubblico. Lo studio si è svolto in più fasi: in un primo momento è stato distribuito a tutte le Strutture, Unità Operative, Servizi, un questionario predisposto dal Servizio aziendale di Protezione e Prevenzione. Lo scopo del questionario era duplice: raccogliere informazioni per decidere e programmare gli Le domande che possiamo porci per interventi; contribuire anche noi: fornire una guida ed un aiuto • nel parcheggiare ci preoccupiamo di per un processo continuo di lasciare spazi sui marciapiedi per permettere il passaggio delle sedie a rotelvalutazione di questa problele, per permettere loro di traversare la matica da parte dei dirigenti. strada o anche semplicemente di scenSuccessivamente si è provvedere dal marciapiede quando serve? duto ad una serie di sopralluo• abbiamo mai pensato a quanto si sporghi da parte del servizio di cano le mani di una persona in sedia a Protezione e Prevenzione e del rotelle solo per azionare la ruota che è in Servizio Tecnico per la verifica continuo contatto con un terreno comuin sito dei dati e per la defininemente usato come pattumiera? zione delle priorità degli inter• quanti chewing gum usati o mozziconi di sigaretta gettati finiscono così ogni venti da attuare. Importante giorno nelle mani di una persona in azione preventiva all’avvio dello sedia a rotelle? studio è stata: la definizione del concetto di “portatore di handicap”, non limitato come nell’immaginazione comune, alla persona costretta in una sedia a rotelle, ma esteso a tutti coloro che sono affetti da una situazione di svantaggio sociale o di emarginazione così come indicato nella legge 104/92 all’art. 3. Nei fatti quindi rientrano nella definizione molti altri quali anziani, cardiopatici, obesi, donne in avanzato stato di gravidanza, ecc... L’effetto di una malattia o di un trauma può essere la disabilità mentre l’handicap ne è la 34 conseguenza sociale, quella situazione cioè che pone il disabile in una posizione di svantaggio rispetto ai “normali” - es. un’artrosi dell’anca riduce la mobilità (disabilità) e ne può conseguire l’incapacità di salire una scala ad esempio per raggiungere il bagno (handicap); il passo successivo è stato l’individuazione della legislazione di riferimento e dei necessari raccordi con la normativa antincendio e quella riguardante l’edilizia ospedaliera in generale e quindi degli ambiti di applicazione nella nostra azienda. Ambito di applicazione Ulss 5 - “Ovest Vicentino” In base all’art. 27 del 118/71 e al D.P.R. 384/78 gli ambiti di applicazione per l’Ulss riguardano: • edifici amministrativi: oltre alla particolarità degli accessi vanno curate le forme di arredo, bancone, transenne, che favoriscono l’accessibilità dei servizi ivi prestati;. • edifici in cui si svolgono attività comunitarie o comunque servizi di interesse generale; • edifici per prestazioni sanitarie: le particolari esigenze degli utenti (sedia a rotelle, lettini, ecc…) impongono standard ottimali di movimento. In questi edifici si devono ovviamente utilizzare gli standard più restrittivi eventualmente stabiliti da normative specifiche. Barriere architettoniche 1 ostacoli fisici fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare per coloro che presentano una capacità motoria ridotta permanete o temporanea; 2 ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi e attrezzature; 3 mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento, la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque ed in particolare per sordi, ipovedenti/non vedenti. Accessibilità Possibilità di raggiungere un edificio e/o le sue singole unità ambientali, di entrarvi agevolmente, di fruirne di spazi ed attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e di autonomia anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Visitabilità Possibilità di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico per ogni unità immobiliare anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Sono spazi di relazione quelli nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta. Adattabilità Possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito per renderlo totalmente e agevolmente fruibile anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Situazioni analizzate Il questionario era diviso in due sezioni, la prima, compilata dai Direttori delle Strutture riguardava le porzioni comuni: 1 spazi esterni ed accessi, 2 cartellonistica di accessibilità, 3 ascensori e servoscala, 4 rampe e scale. Una seconda sezione per gli spazi specifici, compilata dai Responsabili di Servizi, U.O.A., ecc…, con l’analisi di: 5 corridoi e passaggi, 6 porte interne e serramenti, 7 servizi igienici e bagni, 8 camere di degenza, 9 arredamento, 10 terminali impiantistici. Risultati dell’indagine In totale sono stati compilati 90 questionari che possono rappresentare la quasi totalità Riferimenti normativi Superamento barriere architettoniche 1. Circolare Ministero Lavori Pubblici n. 425 del 21/01/67 (residenza); 2. Circolare Ministero Lavori Pubblici n. 4809 del 19/06/68 (edifici sociali); 3. Legge n. 118 del 30/03/1971 (rende obbligatoria la circolare n. 4809); 4. D.P.R. n. 384 del 27/04/78 (Regolamento di attuazione della Legge 118/71); 5. Legge n. 13 del 09/01/89 (eliminazione barriere negli edifici privati); 6. Decreto Ministero Lavori pubblici n. 236 del 14/06/89 (edifici residenziali); 7. Circolare Ministero Lavori Pubblici n. 1669 del 22/06/89 (esplicativa del 236/89); 8. Legge n. 104 del 05/02/92; 9. D.L.gs 626/94 art. 30 punto 4: I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso, di eventuali lavoratori portatori di handicap; 10. D.P.R. n. 503 del 24/07/96 (“Regolamento per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici”). Questo D.P.R. estende molte delle norme tecniche del 236/89, relativo ad edifici privati, agli edifici pubblici. In particolare l’applicazione del concetto di accessibilità e le dell’Azienda. Il valore aggiunto di questa banca dati è di essere il frutto di un’osservazione della realtà da parte degli operatori che “vivono quotidianamente“ nelle strutture che sono utilizzate dal pubblico. Valutando nel contenuto le risposte si è rilevata una situazione complessivamente soddisfacente, con alcune precisazioni: • il numero e la dislocazione dei parcheggi è regolare, da aumentare il numero di porte ad apertura automatica (con l’occasione però è stato ricordato ai dipendenti e ai collaboratori di rispettare e far rispettare l’utilizzo dei parcheggi dedicati); • la cartellonistica sui livelli di accessibilità è da migliorare; • ogni struttura è generalmente dotata di almeno un ascensore genericamente accessibile; • in genere esiste la possibilità di superare piccoli dislivelli tramite rampe, le scale sono di ampiezza idonea: sono da migliorare. Specie nelle strutture periferiche comunali alcuni punti quali i corrimano delle scale, la pendenza delle rampe, profilo dei gradini…; • corridoi e passaggi normalmente permettono un’agevole percorribilità; • comandi di apertura delle porte e banconi per il pubblico sono un po’ troppo alti; • le camere di degenza sono generalmente adeguate, anche se resta da aumentare il numero dei servizi igienici per i disabili. caratteristiche tecniche per l’accessibilità. Art.13: negli edifici pubblici deve essere garantito un livello di accessibilità degli spazi interni tale da consentirne la fruizione sia al pubblico che al personale di servizio quindi le unità immobiliari ed ambientali dell’Ulss 5 in genere devono essere accessibili. Le norme si applicano agli edifici di nuova costruzione o a quelli esistenti quando sottoposti a ristrutturazioni. Agli edifici e spazi pubblici esistenti, anche se non soggetti a ristrutturazione devono essere apportati tutti gli accorgimenti indicati dal decreto che possano migliorarne la fruibilità. In attesa dell’adeguamento ogni edificio deve essere dotato di un sistema di chiamata per attivare un servizio di assistenza che consenta alle persone con ridotta/impedita capacità motoria o sensoriale la fruizione dei servizi. Normativa antincendio 1. D.P.R. n. 547/55 artt. 33 al 37 (norme generali e speciali in materia di prevenzione incendi degli infortuni ed igiene del lavoro); 2. D.M. 16/02/82 (elenco delle attività soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione di prevenzione incendi; punto 86 ospedali, case di cura e simili con oltre 25 posti letto); 3. D.Lgs n. 626/94 artt. 12 al 15 (prevenzione incendi, evacuazione dei lavoratori, pronto soccorso); 4. D.M.10/03/98 (criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro); 5. Circolare del Ministero dell’Interno n. 4 del 01/03/02 (stabilisce le linee guida per la sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili); 6. Decreto del Ministero dell’Interno del 18/09/02 (fissa le regole tecniche di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private). Normativa sull’edilizia ospedaliera 1. D.C.G. del 20/07/39 (istruzioni per le costruzioni ospedaliere); 2. Legge n. 132 del 12/02/68 (enti ospedalieri e assistenza ospedaliera); 3. Circolare Ministeriale LL.PP. n. 13011 del 22/11/1974 (requisiti fisico tecnici per le costruzioni edilizie ospedaliere); 4. D.M. del 05/08/77 (requisiti tecnici delle case di cura private); 5. D.P.R. n. 37 del 14/01/97 (requisiti strutturali tecnologici minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte della strutture pubbliche e private). 35 La sigla significa Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro igiene e sicurezza l’impegno di SPISAL negli ambienti di lavoro Adolfo Florio Questo organismo svolge tutte le attività di controllo necessarie a verificare che nelle Aziende del territorio vengano rispettate le condizioni di igiene e di sicurezza previste per legge. Da sempre si caratterizza per l’impegno con cui promuove la diffusione tra tutti i soggetti interessati, in particolare tra gli imprenditori ed i lavoratori, di pratiche di lavoro sicure. Tutti quelli che vogliono ricevere la pubblicazione possono mandare una richiesta all’indirizzo del Servizio: via Kennedy 2 Arzignano, tel. 0444 475690 e-mail [email protected] E’ disponibile anche la versione informatica in Adobe Acrobat. 36 Consapevole che “prevenire sia meglio che curare” , lo SPISAL si occupa di produrre e diffondere i risultati di analisi e studi effettuati sul tema specifico della Prevenzione degli Infortuni sul Lavoro. Si possono citare a questo riguardo le Relazioni Epidemiologiche Annuali sugli Infortuni del Lavoro nel territorio dell’Azienda Ulss 5, le Linee Guida per la gestione in sicurezza di alcune macchine usate nelle concerie (spaccatrice, pressa a piatti, impianto di aspirazione dell’Idrogeno Solforato). In questi documenti il Servizio trasferisce, a quelli che sono i veri attori della sicurezza (datori di lavoro e lavoratori), la notevole esperienza fatta sul campo in occasione delle indagini sugli infortuni che hanno provocato lesioni gravi. L’ultima pubblicazione curata dallo SPISAL, con il finanziamento della CCIAA di Vicenza, è un opuscolo dal titolo “Linee Guida per la Gestione del rischio da Carrelli Trasportatori.” Questa pubblicazione, in poco più di 40 pagine, partendo da sommari richiami alle Leggi che regolano l’argomento trattato, consente al lettore di individuare le situazioni di rischio nella specifica azienda, fornendo strumenti adeguati per controllare le caratteristiche delle strutture edilizie, dei mezzi di trasporto, dei carichi movimentati, dei problemi connessi all’organizzazione del lavoro. Particolarmente utili le indicazioni descritte per consentire ai Responsabili Aziendali di predisporre corrette misure preventive, in modo da eliminare i rischi dovuti all’utilizzo dei carrelli trasportatori. Direzione Direzione Direzione Direzione Fax Generale Amministrativa Sanitaria Servizi Sociali DIREZIONE Azienda Ulss 5 - Via Trento, 4 - Arzignano Affari legali e generali Convenzioni Risorse finanziarie Servizio informatico Controllo di gestione Sedi staccate: Risorse tecniche e tecnologiche - Via Cabotto, 19 Arzignano Approvvigionamenti generali ed economali - Via Cabotto, 19 Arzignano Centro formazione - Via Ca’ Rotte, 7 - Montecchio Maggiore Ufficio personale - Via Bellini, 6 - Valdagno SERVIZI AMMINISTRATIVI - Via Trento, 4 - Arzignano Sede centrale di Arzignano Segreteria Fax Servizio Igiene e Sanità Pubblica (S.I.S.P.) Ufficio Invalidi Civili Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro (S.P.I.S.A.L.) Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (S.I.A.N.) Servizio Veterinario Sede periferica di Lonigo Segreteria Fax Servizio Igiene e Sanità Pubblica (S.I.S.P.) Ufficio Invalidi Civili Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro (S.P.I.S.A.L.) Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (S.I.A.N.) Servizio Veterinario Sede periferica di Valdagno Segreteria Fax Servizio Igiene e Sanità Pubblica (S.I.S.P.) Ufficio Invalidi Civili Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro (S.P.I.S.A.L.) Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (S.I.A.N.) Servizio Veterinario DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE 0444 0444 0444 0444 0444 479613 479614 479611 479613 675833 459791 479695 708154 413034 0444 0444 0444 0445 480870 480896 480870 480894 480870 480870 480899 0445 0445 0445 0445 0445 0445 0445 479620 479642 479675 479623 479664 431219 431293 431219 431337 431219 431219 832426 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 475690 452045 475680 475740 475690 475710 475671 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 OSPEDALE DI ARZIGNANO - Via del Parco, 1 Centralino Pronto Soccorso Prenotazioni Radiologia OSPEDALE DI LONIGO - Via Sisana, 1 Centralino Punto di Primo Intervento Prenotazioni Radiologia OSPEDALE DI MONTECCHIO MAGGIORE - Via Ca’ Rotte, 7 Centralino Punto di Primo Intervento Prenotazioni Radiologia OSPEDALE DI VALDAGNO - Via G. Galilei, 3 Centralino Pronto Soccorso Prenotazioni Radiologia PRESIDI OSPEDALIERI Segreteria Fax UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO (U.R.P.) Prenotazione e annullamento di prestazioni e visite specialistiche dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 17.00 Attenzione: per esami di radiologia vedi “Presidio Ospedaliero” CENTRO UNICO DI PRENOTAZIONE (C.U.P.) Arzignano Chiampo Lonigo Montecchio Maggiore Valdagno GUARDIA MEDICA NOTTURNA E FESTIVA 479111 624174 431111 708111 423011 0445 423011 0445 423351 0445 403071 0444 708111 0444 708146 0444 708241 0444 431111 0444 431215 0444 431311 0444 479111 0444 479397 0444 479241 0444 708200 0444 479615 0444 0444 0444 0444 0445 118 sito internet: www.ulss5.it e-mail: [email protected] Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica (S.U.E.M.) EMERGENZA Sede Centrale: Arzignano (VI) - Via Trento, 4 numeri telefonici utili DISTRETTO SOCIO-SANITARIO Direzione Socio-Sanitaria - Via Ca’ Rotte, 7 - Montecchio Maggiore Segreteria Servizio sociale per anziani Fax Punto erogazione servizi di Castelgomberto - Via Villa Ufficio amministrativo 0445 0445 0445 0445 0445 940519 0444 708331 0444 708336 0444 708151 Punto erogazione servizi di Cornedo Vic. - Piazza A. Moro, 17 Ufficio amministrativo Servizio pediatria di comunità Servizio handicap età evolutiva Consultorio familiare 0445 963999 PUNTO SALUTE NORD Punto erogazione servizi di Trissino - Via N. Sauro, 4 Ufficio amministrativo 0445 75660 0445 75660 475650 475704 475610 475646 475620 475648 475630 406070 480420 405324 480900 402046 406223 480925 951679 951679 951679 951679 Punto erogazione servizi di Recoaro - Via Bruni, 1 Ufficio amministrativo Consultorio familiare 0445 0445 0445 0445 0445 0445 0445 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 Punto erogazione servizi di Valdagno - Via S. Lorenzo, 4/A Ufficio amministrativo Servizio medicina sportiva Ufficio assistenza protesica e ausili sanitari Servizio tutela minori Servizio handicap età evolutiva Servizio handicap età adulta Consultorio familiare PUNTO SALUTE CENTRO Punto erogazione servizi di Arzignano - Via Kennedy, 2 Ufficio amministrativo Ufficio assistenza protesica e ausili sanitari Servizio sanitario per anziani Servizio pediatria di comunità Servizio handicap età evolutiva Servizio handicap età adulta Consultorio familiare Punto erogazione servizi di Montecchio Maggiore - Via Giuriolo Ufficio amministrativo Servizio medicina sportiva Servizio tutela minori Servizio pediatria di comunità Servizio handicap età evolutiva Consultorio familiare Punto erogazione servizi di Chiampo - Piazza G. Zanella, 2 Ufficio amministrativo Servizio handicap età evolutiva Servizio handicap età adulta Consultorio familiare 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 0444 431209 431228 431211 431111 431320 703522 703515 703519 703532 703530 703540 420672 625234 625234 625234 PUNTO SALUTE SUD Punto erogazione servizi di Lonigo - Piazza Martiri della Libertà, 9 Ufficio amministrativo Servizio tutela minori Servizio pediatria di comunità Servizio handicap età evolutiva Servizio handicap età adulta 0444 648469 Alcologia Montecchio Maggiore - Via Pieve, 12 Valdagno - Via G. Galilei, 3 0444 492994 0445 423384 0444 708285 0445 423384 0444 431212 0444 708232 0445 423359 Punto erogazione servizi di Montebello Vic. - Piazzale Cenzi, 2 Ufficio amministrativo DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE Lonigo - Via Sisana,1 Montecchio Maggiore - Via Ca’ Rotte, 7 Valdagno - Via G. Galilei, 3 Servizio Tossicodipendenze (SER.T.) Montecchio Maggiore - Via Pieve, 11 Valdagno - Via G. Galilei, 3 0444 492994 DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE Prevenzione dipendenze patologiche Montecchio Maggiore - Via Pieve, 11 messaggio promozionale Ogilvy&Mather A CHI VUOLE INVESTIRE BENE, DEDICHIAMO PERSONE COMPETENTI PER DECIDERE IN MODO CONSAPEVOLE. La prima e unica banca completamente dedicata alla famiglia e alla piccola impresa. Dove hai la certezza di incontrare professionisti che ti consentono di investire in maniera consapevole. Professionisti che sanno capire le tue esigenze e che ti aiutano a trovare la risposta adatta per realizzare quello che hai in mente. Grazie a strumenti esclusivi per capire in modo semplice il livello di rischio di ogni investimento e la coerenza rispetto al tuo profilo d’investitore. Se cerchi una banca dedicata a te, ti aspettiamo in 2800 agenzie. Per costruire una relazione nuova, basata su trasparenza, vicinanza e concretezza. www.unicreditbanca.it | Numero Verde 800.32.32.85 messaggio promozionale Al servizio delle tue idee.