Anno III n.° 2 Luglio 2008 Cari in Cristo Anche se con notevole ritardo, dovuto a una serie di inconvenienti, siamo lieti ancora di poter condividere con tutti voi quest’altro numero. Nel cuore più che mai sentiamo il bisogno l’esortazione della parola di Dio che dice : “Giacomo 1:22 Ma siate facitori della Parola e non soltanto uditori, illudendo voi stessi.” Il bisogno del vivere la Parola, è di fondamentale importanza, perché attraverso Essa giungiamo non solo a una conoscenza più profonda del nostro Dio, ma anche un rapporto più intimo, dove Dio ha la libertà di operare, trasformando ogni giorno le nostre vite, per farci giungere a somigliare sempre più al nostro Salvatore Gesù. “Matteo 5:14 Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può rimaner nascosta;” Dio ci benedica Vostri servi in Cristo La redazione Testimonianza ADELE povolto tutto ciò in cui io avevo creduto per 50 anni e di come mi ha fatto dimenticare tutti i problemi di mio figlio ed i miei. Ha cancellato tutta la mia sofferenza, ha riempito la mia vita con Ciao, mi chiamo Adele, vivo a Siracusa e mi fa piacere condividere con te la mia esperienza con il Signore. Sono sempre stata cattolica praticante e credevo di conoscere il Signore. L’ho sempre amato e all’età di sedici anni volevo farmi suora, ma il Signore non l’ha permesso. Pregavo sempre, però a volte non ero sicura che il Signore mi ascoltasse, perché pensavo il Suo grande amore e mi ha dato la gioia di vivere. Come ho già detto, prima la mia vita era vuota e senza senso, avevo sempre ansia e non dormivo; per un lungo periodo ho preso sonniferi, ma adesso la mia vita è cambiata: ho lasciato che Gesù entrasse nella mia vita, ho ricevuto lo Spirito Santo e so che Dio è accanto a me perché mi ama. che forse era troppo impegnato per sentire una misera ed indegna come me. Egli mi da la forza per andare avanti con gioia, mi incoraggia nei momenti difficili, perché i problemi nella vita ci sono, ma Nel mese di Aprile del 2003, pregavo per mio figlio, che lavoralavorava già da qualche anno a nord Italia. Tutto gli stava andando storto e aveva sperperato un bel po’ di soldi. Io stessa non potevo essergli molto d’aiuto, in quanto avevo subito un intervento per un tumore maligno e di conseguenza ero sottoposta a radioterapia. Un giorno mi disse che voleva tornare a Siracusa, in quel momento mi era crollato il mondo addosso perché tutti come dice il Signore nella Sua Parola: ”venite a me voi tutti che siete travagliati e aggravati ed Io vi darò riposo”, così ogni cosa la porto ai Suoi piedi, in preghiera e Lui mi dà serenità e gioia. Ora non riesco più a fare a meno della Sua Parola perché mi aiuta, mi corregge ed è un tesoro immenso ed inestimabile. Adesso posso dire: BENEDETTO IL GIORNO CHE HO INVOCATO IL SIGNORE! sappiamo che qui c’è poco lavoro. Infatti mio figlio, dopo il suo ritorno, era sempre nervoso e scontento. Io non riuscivo ad aiutarlo. Vedevo la mia vita vuota e senza senso, ero piena d’ansia e questo mi impediva di prendere sonno. Pregavo il Signore ma non mi rispondeva e così un giorno ero disperata, ho gridato al Signore dicendo: ”Signore guidalo Tu questo figlio con la Tua potenza”. Dopo un breve periodo, mio figlio venne a casa con la Sacra Bibbia in mano dicendomi: “mamma leggiamo”. Così tutte le sere leggevamo insieme. Quando ho letto che il Signore nel deserto disse a Satana: ”non si vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio” mi sono resa conto che in realtà non conoscevo il Signore. Si lo amavo ma sapevo poco di Lui, non conoscevo tutta la Sua Parola, così più leggevo e più Lui metteva pace e gioia nel mio cuore. Rimasi sconvolta per come il Signore in 15 giorni ha ca- Adele Meditazione 2 RE 25:27-30 ......Il trentasettesimo anno dalla deportazione di Ioachin, re di Giuda, il ventisettesimo giorno del dodicesimo mese, Evil-Merodac,re di Babilonia, l'anno stesso che cominciò a regnare, fece grazia a Ioachin, re di Giuda, e lo fece uscire di prigione; gli parlò benevolmente e mise il suo trono più in alto di quello degli altri che erano con lui a Babilonia. Gli fece cambiare le vesti di prigione; e Ioachin mangiò sempre a tavola con lui per tutto il tempo che egli visse. Il re provvide continuamente al suo mantenimento quotidiano, fintanto che visse. Quando il popolo d'Israele chiese per sè un re in carne ed ossa che lo amministrasse nelle cose concernenti la vita sociale,giuridica, religiosa e che soprattutto lo guidasse nelle attività belliche intraprese contro i popoli ostili, non fece altro che attirare su di sè giudizio e condanna da parte dell'Eterno. Come primo risultato ci fu la divisione del popolo in due regni con dieci tribù da un lato (regno d'Israele) e due tribù dall'altro (regno di Giuda). Ma la cosa peggiore è che se la posizione geografica e la gestione politico-religiosa li tenne divisi,non fu così per quanto riguardava la corruzione,la cupidigia, la caparbietà e lo sviamento, che li unì in un tragico ed inevitabile destino: la deportazione in terra straniera per mezzo di quei popoli che loro avrebbero dovuto cacciare e per i quali “l'Eterno degli Eserciti” aveva loro concesso autorità di vincere. A questo punto il nostro testo è bello e spiegato. Ioachin fu il penultimo re della tribù di Giuda, potremmo dire l'ultimo, se consideriamo che Sedechia, il suo successore, fu eletto re non dal popolo ma dal re Nabucodonosor per reggere un governo di sudditanza nei confronti di Babilonia. Era appena salito al trono (da circa tre mesi) allorquando i babilonesi si presentarono d'avanti alle mura di Gerusalemme per assediarla; la reazione del re fu quella di arrendersi con tutta la sua casa, i suoi capi, i suoi servi ed eunuchi, così da avere salva la vita secondo l'usanza dei re babilonesi che erano particolarmente remissivi con coloro che si arrendevano incondizionatamente di fronte al loro esercito. Potremmo anche azzardare l'ipotesi che egli fu liberato dalla prigione dal re che successe a Nabucodonosor, Evil-Merodac, perché quest'ultimo voleva da un lato suggellare l'aria di festa per il suo insediamento al trono di Babilonia e dall'altro ingraziarsi i giudei che nel frattempo erano divenuti parte integrante del tessuto sociale babilonese. In definitiva quindi, tutto quello che accadde a questo re altro non era che l'attuazione da parte di Dio della condanna emessa contro il Suo popolo ed adesso concretizzatasi con la deportazione avvenuta sotto il suo regno da parte di questo popolo pagano. Ma un dubbio ci coglie allorquando troviamo la descrizione dello stesso avvenimento, cioè la liberazione di Ioachin re di Giuda, in un libro profetico del calibro di Geremia. Che ci sia anche una valenza spirituale, un significato nascosto, un profondo ammaestramento, dietro que- sti pochi versi della scrittura? Si sappiamo che egli visse in prima persona tutte le fasi della deportazione di Giuda tanto da essere a volte considerato il profeta dell'esilio;ma come mai in questi scritti così ricchi di significati spirituali e pieni di avvertimenti profetici presenti e futuri, troviamo la ricordanza di un tale atto da parte di Evil-Merodac nei confronti di Ioachin re di Giuda? Ioachin divenne re all'età di diciotto anni, regnò tre mesi a Gerusalemme ed ...................... egli fece ciò che è male agli occhi dell'Eterno in tutto e per tutto come aveva fatto suo padre.(2RE 24:8-9), Quando il re babilonese liberò Iochin egli aveva circa 55 anni, quindi aveva trascorso ben 37 anni dentro una prigione. Vi entrò un ragazzo pieno di rabbia, delusione, amarezza, pieno di ferite nell'orgoglio, nei pensieri di grandezza disillusi dalla prospettiva del carcere a vita; uscì un uomo il quale fu degno di sedere su un trono “più alto degli altri re” e di sentirsi rivolgere dal potente re babilonese delle parole “piene di benevolenza”. Come era cambiato Ioachin? Cosa gli era accaduto in questi 37 anni? Per la verità la scrittura è piena di uomini che per un motivo o per un altro sono stati messi in prigione; ognuno di loro aveva una storia diversa, ma sicuramente nei piani di Dio c'era un motivo. Già il motivo! Giuseppe, il figlio di Giacobbe, era un ragazzo pieno di sogni e di speranze; spesse volte Dio gli aveva mostrato attraverso sogni e visioni un futuro di benedizioni, anche se egli era il più piccolo dei fratelli, quindi il meno importante della famiglia. Ma la sua giovane età e la sua inesperienza si dovettero scontrare contro l'invidia e la malafede dei suoi fratelli maggiori. Tutto in lui fu disilluso quando essi con uno stratagemma fecero credere al padre loro che egli fosse morto, mentre in realtà dopo aver progettato il suo omicidio decisero di venderlo come schiavo. Da li in poi fu una disgrazia dietro l'altra. Alla fine proprio mentre sembrava che finalmente fosse arrivata l'ora del riscatto (in casa di Potifar) ecco che inesorabile si apriva per lui la porta della prigione; sembrava che quella fosse la sua ultima fermata! Ma la Bibbia ci da sempre un ragguaglio intorno alla condizione morale e spirituale di Giuseppe e ci dice che in ogni situazione in cui si era trovato egli era rimasto integro d'avanti al suo Dio; il culmine di questa realtà lo abbiamo quando di fronte ad una donna la quale gli si voleva concedere, sicuramente di alta classe e certamente bella come doveva essere la moglie di un alto ufficiale egiziano, egli esclama:”come potrei fare questo gran male e peccare così contro Dio!?” GE 39:9 Ma Dio aveva per lui altri progetti! Egli non era in Egitto per amministrare i beni di un ufficiale reale, ma per amministrare l'intero patrimonio del faraone,quindi del paese d'Egitto; tutto questo perché attraverso la sua figura carismatica preservasse in tempi di carestia la famiglia Reale, non quella faraonica, bensì quella del Dio d'Abramo, d'Isacco e di Giacobbe. Ma un ragazzo semplice ed ingenuo come si è trasformato in un uomo di successo, abile stratega, a tal punto da superare in prestigio il faraone stesso? Beh semplice; era lo Spirito di Dio che gli dava saggezza! Questo è vero ma non è tutto. Il salmista nel Salmo 105:18-19 dice:......gli legarono i piedi con ceppi, fu oppresso con catene di ferro. Fino al tempo in cui si avverò quanto aveva predetto, la Parola del Signore lo affinò. Capite! Giuseppe aveva dato il suo cuore a Dio completamente, egli respirava il timore dell'Eterno, si cibava continuamente della Sua Parola, eppure la scrittura ci dice che fu in prigione che la Parola lo affinò. In prigione ci si ferma, in prigione si riflette, la ristrettezza della prigione apre la mente ad altre realtà fino ad allora mai considerate. Giuseppe viveva della Parola di Dio, ma fu in prigione che essa, la Parola, lo formò in modo nuovo talchè da giovane sognatore che era entrato, uscì l'uomo che vide compiersi le visioni ricevute. Ma a volte non si va in prigione perché l'ha deciso Dio! Giona era un profeta al quale Dio un giorno ordinò di portare un messaggio di giudizio e di ravvedimento al popolo di Ninive. Purtroppo a causa della sua disubbidienza,” per lui Dio era troppo tenero”, decise in modo rocambolesco di eclissarsi dalla presenza di Dio e così si imbarcò su una nave per andare all'opposto di Ninive. A questo punto sento qualcuno dire: ma che c'entra Giona che è stato inghiottito da un grosso pesce, probabilmente una grossa balena,con il nostro discorso sulla prigione?!Beh, sentiamo cosa disse Giona quando era dentro il ventre di questo grosso pesce:GN 2:7.....sono sprofondato fino alle radici dei monti,la terra ha chiuso le sue sbarre su di me per sempre, ma Tu mi hai fatto risalire dalla fossa, o Signore, mio Dio! Giona non era dentro un quadrato di mattoni con delle porte di ferro per cornice,eppure per lui il ventre del pesce era la sua prigione, anzi tutta quella situazione era diventata la sua prigione, e questo a causa della sua disubbidienza. Non c'è dubbio che li dentro comprese il valore del suo ministerio e l'importanza di andare a Ninive per portare il messaggio di ravvedimento ai niniviti. Messaggio che ebbe successo! Quindi non è certo un luogo specifico la prigione, ma tutte quelle situazioni in cui c'è della prostrazione interiore derivante dalla mancata ubbidienza alla volontà di Dio possono rivelarsi per noi come lo stare in prigione, ed è proprio in questa circostanza che la prostrazione di Giona e soprattutto la sua presa di coscienza dell'errore commesso vengono in nostro aiuto e ci suggeriscono di fare come lui: umiliarci d'avanti a Dio. GN 2:11....ed il Signore diede ordine al pesce, ed il pesce vomitò Giona sulla terraferma. GLORIA A DIO! Ma senza andare a rovistare nel Vecchio Testamento, troviamo Paolo e Sila dentro una prigione all'inizio del ministerio della Chiesa nascente. Erano a Filippi e tanti miracoli stavano compiendosi per mano loro, tant'è che smuovendo il mondo delle tenebre Paolo aveva sgridato uno spirito di divinazione che era presso una serva che procurava non poco guadagno ai suoi padroni. Oh Gloria a Dio quando riusciamo ad avere un ministerio efficace e potente da sconvolgere l'economia del nemico in maniera così radicale non soltanto nell'invisibile, ma anche nel visibile, sconfiggendo anche il potere economico del nemico che tiene legati a se tante anime proprio con la promessa di lauti guadagni. Per questo motivo i padroni di questa serva ordirono contro di loro una congiura e denunciandoli all'autorità li fecero imprigionare. AT 16:24....ricevuto tale ordine,(il carceriere), li rinchiuse nella parte più interna del carcere e mise dei ceppi ai loro piedi. Ecco nel bel mezzo del loro ministerio, quando la loro testimonianza stava risuonando più forte delle lusinghevoli parole dell'avversario delle anime nostre,essi venivano stroncati nel corpo e nello spirito con la prigione. Cosa avremmo fatto tu ed io fratello,sorella,amico, ci saremmo leccati le ferite delle battiture ricevute?Ci saremmo commiserati l'uno con l'altro? Avremmo progettato il nostro ritorno a casa non appena avremmo trovato la libertà? O peggio, avremmo lanciato l'anatema su coloro che avevano reso male per bene? Ma sentiamo cosa dice la scrittura: AT 16:25.....verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; ed i carcerati li ascoltavano. Era mazzanotte. Oh cosa facciamo noi quando è mezzanotte, quando tutto intorno è buio, quando la speranza ormai è svanita, quando la nostra condizione non soltanto spirituale ma anche fisica è ormai compromessa dalle circostanze!? Comprendete?! Quella sofferenza era una testimonianza per coloro che erano in prigione, sicuramente per motivi diversi da quelli degli apostoli.Non erano li, gli apostoli, nè per volontà di Dio nè tanto meno per la propria, erano li per la testimonianza dell'Evangelo. Oh fratelli che scena commovente! Questi uomini con il volto tumefatto,la schiena frantumata dai colpi del flagello, infreddoliti,affamati, costretti in una posizione scomoda e dolorosa dai ceppi, iniziano a cantare. Ma Dio che fa? Come reagisce? Come si cura dei Suoi?Oh Dio era li che ascoltava! E non posso fare a meno di vedere, con gli occhi dello Spirito, il profumo che proveniva da questi due fiori calpestati salire e riempire, con la loro lode, la coppa dei profumi che sta d'avanti all'Eterno, cfr.AP 5:8. Gli altri apostoli a Gerusalemme avevano avuto diverse volte un trattamento simile ed in quel caso un angelo era stato mandato ad aprire la porta per liberarli; ma stavolta gli apostoli erano arrivati al di la del Cielo fino al Cuore di Dio; e credo che come avvenne per Stefano che mentre veniva martirizzato disse: ecco vedo i cieli aperti ed il Figlio dell'uomo in piedi alla destra di Dio,allo stesso modo il Signore, alzatosi in piedi Stese la mano e scosse la prigione dalle fondamenta talchè tutte le porte si aprirono e gran timore scese su tutti, non certo perché pensassero al terremoto, ma perché li dentro si iniziò a respirare aria di Santità. Che dire! Non basterebbe il tempo per ricordarci di Daniele, Geremia, Pietro,Giovanni, i tre fratelli ebrei,e tanti altri che in prigione vennero a patti con se stessi e trovarono finalmente l'Amen che veniva dall'Alto. Oh fratello, sorella, giovane, amico, forse in questo momento anche tu ti trovi in prigione, forse sei stato disubbidiente come Giona, forse devi crescere ed essere affinato come lo fu Giuseppe,oppure sei in una situazione critica a motivo della tua testimonianza, forse il nemico cerca di fermare il tuo ministerio con dei periodi di fermo come accadde per gli apostoli. Forse la tua prigione è la dipendenza da un vizio, da una cattiva abitudine, da una certa compagnia, dalla depressione, da una malattia incurabile, dal gioco, forse hai un periodo matrimoniale battagliato, o forse il problema sei solamente tu; ma sappi questo: che se tu nella situazione in cui sei griderai a Lui stanne certo, tu vedrai la Gloria di Dio! Avevamo iniziato la nostra meditazione, con un uomo:Ioachin, e con lui finiremo. Dio annunciando l'imminente castigo non aveva tralasciato di annunciare anche gli anni della restaurazione del regno di Giuda. Dio aveva promesso a Davide che non sarebbe mai mancato un discendente che sedesse sul suo trono, anzi esso sarebbe stato eterno. Ecco perché Ioachin è rimasto in vita; egli doveva garantire il trono di Davide e dare i natali alla discendenza di Gesù. Ma proprio come avvenne per Giuda che fu affinata dal fuoco della deportazione, così Ioachin fu affinato e restaurato con la sua permanenza nella prigione babilonese. Ma una Parola era stata data, al tempo stabilito: Io li visiterò dice il Signore. Sappi una cosa: se sei in prigione per certo Lui ti visiterà.Amen! Anziano Gagliani Giorgio Notizie dalle missioni MISSIONE DELLA CHIESA APOSTOLICA IN ALBANIA Gennaio 2008 Cari amici e sostenitori della missione, un altro anno, nel quale il Signore ci ha abbondato delle Sue benedizioni e non è venuto mai meno alle Sue promesse, si è concluso. Anche la chiesa in Albania ha dovuto affrontare tante sfide, ma ringraziato sia il Nostro Padre Celeste che ci è stato sempre vicino. Nel periodo di Natale abbiamo organizzato con gli adolescenti delle feste nei vari villaggi. In Stropcke, dove abbiamo avuto un culto allietato da canti, danze e scenette, i partecipanti, fra giovani e genitori dei ragazzi, erano quasi 50. Per l’occasione abbiamo presentato al Signore il primogenito di Rudi e Saviola, Asuero. Dopo il culto abbiamo avuto un bel rinfresco nei locali del centro che, causa la temperatura interna vicina allo 0, abbiamo ribattezzato “rinfreddo”. A parte gli scherzi, ancora una volta abbiamo potuto vedere quanto è importante avere un ambiente grande che ci consente di organizzare incontri o evangelizzazioni senza doverci preoccupare del numero dei partecipanti. Quando il primo piano sarà completato, abbiamo in progetto di usarlo anche come cinema dove, di tanto in tanto, trasmettere film o documentari cristiani. Ora abbiamo davanti un nuovo anno dove, se il Signore vorrà, ci si stanno aprendo nuove porte ed opportunità per poterlo servire. Dal mese di Febbraio inizieremo un corso biblico in tre livelli di sei mesi ciascuno, simile alla scuola Peniel in Italia. Un’altra bella notizia è che abbiamo due nuovi credenti, una cugina di Ardi e il marito di una cugina,( lei credente e battezzata), di Linda. Non vivono a Pogradec ma a Tirana e, dopo aver frequentato alcuni dei nostri culti, sono stati toccati dal Signore ed hanno espresso il desiderio di essere battezzati. Questo ci ha reso doppiamente felici, perché avere dei nostri credenti nella capitale ci potrà dare l’opportunità di cominciare qualcosa anche lì. Vi chiediamo di pregare che il Signore possa custodire questo desiderio nel loro cuore e che a Dio piacendo si possano iniziare dei culti nella loro casa. Contraddicendo tutte quelle che erano le nostre più pessimistiche aspettative, fino ad ora l’inverno si è mantenuto a temperature abbastanza miti, dando così la possibilità alla ditta di poter proseguire i lavori per il completamento delle colonne del terzo piano. Anche il team apostolico ne sta approfittando per fare qualche lavoro di rifinitura al primo piano. Ricordiamo che il 27 e 28 Settembre avremo la festa per la ricorrenza del 10° anno dell’opera italiana in Albania e l’inaugurazione del primo piano del “Centro in Stropcka”. Per l’occasione inviteremo le varie delegazione della chiesa Apostolica in Europa e i principali sostenitori del centro. Flora, anche se molto debilitata e dimagrita (ora pesa 38 chili!), si sta sottoponendo ad un nuovo ciclo di chemioterapia, in America. Preghiamo che il Signore le dia tanta forza per poter superare anche questo periodo così difficile. Vi abbraccio tutti nell’amore del Signore. Tutta la chiesa in Albania vi saluta. Luciana Richieste di preghiera: • Per la possibilità da cominciare degli incontri a Tirana • Per i battesimi • Per la scuola biblica • Per i lavori del centro Per Flora Notizie dalle missioni MISSIONE DELLA CHIESA APOSTOLICA IN ALBANIA Cari fratelli e amici sono passati quasi 10 anni dall'inizio della opera missionaria in Albania. A settembre 2008 ci sarà una grande festa e si attende la presenza di rappresentanti dell'opera apostolica in Europa. Ci sono molte cose da preparare ma quello che ci impegna maggiormente sono i lavori da fare per il Centro Nazionale in Stropcka. Vi preghiamo di continuare a pregare e a sostenerci come già avete fatto nel passato. Vi alleghiamo l'opuscolo della festa dei 10 anni vi preghiamo (se possibile) di stamparlo e affiggerlo nelle bacheche delle vostre chiese. Quest'anno saremo presenti al convegno nazionale di Pasqua ci farà molto piacere incontrarvi ed abbracciavi personalmente. Nel frattempo vi inviamo un caloroso abbraccio telematico Vostri in Cristo Sandro e Luciana Sardella Nella pagina seguente travate la locandina in formato stampa per affiggerlo nelle bacheche Notizie dalle missioni L’angolo dei giovani La testimonianza di Eloide Mi presento, mi chiamo Elodie e sono nata in una famiglia cattolica. Prima della mia conversione, credevo nell’esistenza di un Dio, mi capitava di pregarLo ma il mio cuore rimaneva tuttavia lontano da Dio. In un periodo della mia vita in cui avevo qualche difficoltà, ho cominciato a cercare Dio nella religione. Ma constatavo che questo non cambiava assolutamente nulla, non mi portava niente di meglio, niente di nuovo. Un giorno, ho cominciato a pregare semplicemente il Signore perché mi guidi. Ed ho conosciuto un periodo in cui sono stata “perseguitata” dal pensiero di Dio, pensavo solo a questo giorno e notte, bisognava che io scoprissi la verità! Alcuni tra i miei amici erano cristiani e vedevo chiaramente che c’era qualcosa di diverso nella loro vita. Quindi, ho deciso di contattarli per parlare della fede con loro. E, del resto, posso aggiungere che il Signore mi ha perfino incoraggiata nella mia decisione. Abbiamo dunque esaminato la mia fede alla luce della Bibbia. Ho cominciato ad andare alle riunioni e a leggere la Bibbia. Quando ho finalmente capito perché Gesù era morto in croce, il Signore si è rivelato al mio cuore. Avevo spesso sentito dire che Gesù era morto per i nostri peccati ma il significato di questa frase era un enigma per me. Mi dicevo: Gesù è morto per i nostri peccati, eppure, questo non ci impedisce di peccare. Ora so che Gesù è morto perché ogni persona che mette la propria fede in Lui sia salvata e conduca una nuova vita, una vita d’ubbidienza e di comunione con il Signore grazie all’aiuto del suo Spirito Santo. Quando ho pienamente realizzato questo, mi sono pentita per tutti i miei peccati di fronte al Signore, ed ho accettato Gesù come il mio Salvatore. E posso dire che Gesù è veramente venuto a cambiare la mia vita. E vorrei dirvi che la vita con il Signore non è una vita di costrizione ma una vita di libertà, riempita dall’amore e dalla pace che ci procura il Signore, e ciò perfino attraverso le difficoltà. Per concludere, vorrei citare qualche versetto dell’epistola di Paolo ai Galati che riassumono bene, secondo me, la vita del cristiano: “In realtà mediante la legge io sono morto alla legge, per vivere per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Galati 2:19-20) Per quelli che non conoscono Gesù, vorrei dire loro di non esitare ad avvicinarsi al Signore perché abbiamo veramente un Dio meraviglioso! Eloide La vignetta [email protected] Gli estremisti Indù feriscono quasi 100 cristiani. Nuova Delhi -(Compass Direct News) Mercoledì 16 gennaio, oltre 80 persone sono state aggredite nel corso di una grande riunione, nello stato di Chattisgarh, distretto di Durg. Un altro attacco ha avuto luogo ieri in un campo missionario nel distretto di Dhamtari, in questo caso una dozzina di cristiani hanno riportato ferite. Gli attacchi degli estremisti indù proseguono, dopo settimane di violenze senza precedenti, nel vicino stato di Orissa. I cristiani affermano che l'attacco avvenuto nel distretto di Durg, è stato di certo programmato, poichè nell'area si stava tenendo una riunione del partito nazionalista indù. Nessuno dei feriti si è fatto male al punto di dover ricorrere al ricovero ospedaliero. Soltanto uno degli aggressori è stato identificato e arrestato dalla polizia che ha invitato le vittime ad farsi vedere alla locale stazione di polizia per identificare tutti gli altri aggressori. Molti, però, si sono rifiutati per paura, ritenendo che la reclusione di tali elementi durerebbe poco tempo e poi si avrebbe a che fare con le ritorsioni. "Gli assalitori, erano appartenenti al gruppo estremista Dharam Sena (Esercito per la Religione). Sono venuti con quattro autocarri e hanno picchiato i cristiani presenti alla riunione, inoltre hanno distrutto parti della struttura", ha detto il Rev. Arpan Tarun. I cristiani hanno fatto ricorso alle autorità, per richiedere un maggiore sforzo al fine di garantire l'incolumità dei credenti. Degli oltre un miliardo di abitanti dell'India, l'80 % è di religione indù. Solo il 2,4 % sono cristiani. Si teme un imminente incremento delle violenze, visto che vi saranno elezioni in almeno 10 stati incluso il Chattisgarh. Gli attacchi alle comunità cristiane, è parte del programma dei partiti nazionalisti indù. Il Rev. Tarun: "sembra che noi cristiani. possediamo una cittadinanza di seconda classe, nel nostro stesso paese". Preoccupante incremento degli attacchi contro i cristiani Nuova Delhi -(Compass Direct News) Con gli oltre 800 attacchi, nel periodo Natalizio, nello stato di Orissa, sale a più di 1000 il numero complessivo di attacchi nel solo anno 2007. La prima volta dal 1947, anno dell'indipendenza dell'India, che si tocca un tetto simile. Questo è quanto riferisce il rapporto rilasciato ieri, 8 gennaio, da alcuni leader cristiani, appartenenti al Consiglio Cristiano dell'India e alla Conferenza dei Vescovi Cattolici dell'India (CBCI) . Almeno 200 gli incidenti denunciati alle autorità, sono state bruciate 730 abitazioni e 95 chiese. Il rapporto parla di quattro cristiani uccisi, accertati. Altri sono morti come conseguenza dell'esplosione di violenza avutasi nel distretto di Kandhamal, alla vigilia di Natale. Ci sarebbero anche sei feriti in maniera grave. "E' una situazione divenuta molto seria, per ilo nostro paese, dal momento che gli attacchi, contro i cristiani, si sono avuti in diverse parti dell'India" ha detto il Dott. Babu Joseph, portavoce del CBCI. Una donna bruciata prima del suo battesimo. E' rimasta viva. DHAKA, (Compass Direct News) Il 7 gennaio scorso alcuni aggressori, ignoti, hanno cercato di bruciare un anziana donna di 70 anni, dopo aver appreso che il mese prossimo, si sarebbe fatta battezzare, per testimoniare della sua conversione al cristianesimo. Rahima Beoa, che abita nel distretto a maggioranza islamica di Rangpur , ha sofferto scottature per oltre il 70 % del suo corpo. Khaled Mintu, supervisore del distretto regionale della Chiesa Isha-E-Jamat del Bangladesh, ha detto : "era una cospirazione diabolica per fermare la sua conversone "". Beoa è suocera di Ashraful Islam, convertitosi al cristianesimo insieme alla moglie due anni fa. Si sa che i parenti più prossimi e i vicini di casa sono stati in collera con la coppia per aver abbandonato l'Islam. PORTE APERTE ITALIA CP 45 37063 ISOLA DELLA SCALA, VR Tel: 045 663 1224 Fax: 045 663 9644 Email: [email protected] www.porteaperteitalia.org February 26 (Compass Direct News) – La Giordania ha ammesso di stare espellendo gli stranieri ritenuti "fuori legge" per le loro attività missionarie nel paese. Nasser Judeh, sostituto del ministro delle relazioni con gli Stranieri, ha detto il 20 Febbraio al parlamento giordano, che le autorità hanno espulso missionari che operavno "sotto la copertura di opere caritatevoli", non tenendo conto del fatto che le attività evangelistiche sono proibite in Giordania. L'azione di espulsione, con tale motivazione o meno, porterebbe così all'apertura di un procedimento per violazione dell'art. 18 dell'Accordo Internazionale sui diritti civili e politici, la Giordania ha aderito dandone comunicazione attraverso la pubblicazione della gazzetta ufficiale del luglio 2006. Il 29 Gennaio scorso Compass Direct ha riportato che i casi di espulsine o rifiuto di permesso di residenza, nel 2007 sono di almeno 27 stranieri. Nel corso del mese di Febbraio, prima Nasser Judeh e poi il parlamento stesso, con una risoluzione, hanno condannato il rapporto di Compass. “Noi condanniamo categoricamente e rigettiamo il falso rapporto che ci accusa di aver danneggiato le relazioni tra cristiani e musulmani in Giordania" , questa è quanto è stato dichiarato nella camera bassa del parlamento, secondo l'Agenzia France-Presse. Non è chiaro cosa il governo ritiene falso nel rapporto. Mentre rifiuta tali accuse, il 10 Febbraio ha espulso forzatamente un pastore egiziano, Sadeq Abdel Nour, delle Assemblee di Dio, una delle cinque denominazioni registrate e autorizzate dal governo, accompagnandolo nella città portuale di Aqaba e poi lasciato su una nave diretta in Egitto. La stesso era stato fatto la settimana prima, a un pastore battista anch'egli egiziano. l'Articolo 18 dice che tutti hanno gli stessi diritti, pubblicamente o privatamente, di manifestare la propria religione, o credo, nell'osservanza, pratica ed insegnamento". E' anche detto "tuttavia, tale libertà può essere soggetta a limitazioni, per mantenere l'ordine pubblico". Abbandonare l'Islam è proibito in Giordania, ed alcune recenti modifiche legislative vietano di muoversi liberamente per condividere la propria fede (non islamica). Un morto e due feriti in un attacco contro cristiani in Nigeria. SUMAILA, Nigeria, (Compass Direct News) Un uomo è stato ucciso e due cristiane adolescenti sono state ferite a Sumaila, nello stato di Kano, quando una folla di studenti liceali è inveita in maniera furiosa affermando che uno studente cristiano aveva scritto un articolo con affermazioni "blasfeme" sul profeta di Islam, Maometto. Dopo l'aggressione avvenuta presso la Scuola secondaria di stato, i ragazzi estremisti si sono recati alla locale stazione di polizia uccidendo Jibrin Garba, anche lui cristiano, e dando fuoco all'edificio. Uno dei ragazzi feriti a colpi di machete, un minorenne, ha difeso "l'accusato" dicendo che non sarebbe assolutamente in grado di scrivere tali cose, in inglese, lingua che conosce a malapena. Le stesse autorità scolastiche avevano dichiarato non colpevole lo studente accusato, seppur lo avevano sospeso temporaneamente al fine di disinnescare la già pianificata azione violenta. Ciò, dopo aver effettuato alcune indagini, per compiacimento degli studenti islamici, allo scopo di mantenere la pace. L'attacco ha avuto luogo comunque. Dei 57 studenti cristiani che avevano lasciato la scuola, solo due erano rientrati dopo le assicurazioni delle autorità scolastiche. Due studenti dell'ultimo anno che però sono divenuti l'obiettivo delle violenze. Il Rev. Samaila Kogo della Chiesa Evangelica dell'Africa Ovest, ha detto che quell'articolo è stato scritto, senza dubbio da studenti musulmani, che poi lo hanno usato come pretesto per attaccare gli studenti cristiani. Questa è una strategia utilizzata in tante scuole del nord del paese, allo scopo di cacciare via i cristiani. PORTE APERTE ITALIA CP 45 37063 ISOLA DELLA SCALA, VR Tel: 045 663 1224 Fax: 045 663 9644 Email: [email protected] www.porteaperteitalia.org È troppo piccolo il tuo mondo? di David Wilkerson Phillips Brooks, un grande predicatore del diciannovesimo secolo, disse: "I peccatori non hanno alcun diritto di condannare il cristianesimo, perché non l'hanno ancora provato …" Sono d'accordo! Non credo che alcun essere umano, sulla terra, abbia ancora scoperto la potenza e la gloria che è disponibile in Cristo, qui ed ora! In Giovanni 12:25 troviamo una vera sfida alla nostra piccolezza. In un solo verso, Gesù ci chiama a lasciare il nostro angusto e piccolo ambito, per essere trasformati nel glorioso regno della libertà e dell'efficacia. Ancora una vola, Gesù ci chiama: "Il tuo mondo è troppo piccolo; chiedi di avere una vita più grande e più ricca di significato". Ecco qui: "Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna" (Giovanni 12:25). 1. Che paradosso: odiare la vita per trovarla! Disprezzarla per scoprirla! Non sembra una cosa ragionevole. Eppure, la chiave per avere una vita abbondante è proprio in quest'affermazione apparentemente senza senso e confusionaria. Questa è la sua sfida al nostro piccolo mondo. Capire il significato d'essa è la porta che introduce ad una rivelazione che ci dà la vita. Gesù disse anche: "Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo" (Luca 14:26). Sicuramente, Cristo non può volersi riferire all'odio, nei termini di una classica definizione da dizionario: aborrire o detestare, rifiutare o rigettare. La Parola di Dio dice: "Chiunque odia suo fratello è omicida …" (I Giovanni 3:15). "Mariti, amate le vostre mogli, e non inaspritevi contro di loro". "Onora tuo padre e tua madre". Non è la vita che deve essere odiata, perché essa è un dono di Dio. Non dobbiamo odiare le persone; non sarebbe scritturale. Dobbiamo imparare ad odiare il modo in cui conduciamo la vita. Dobbiamo odiare ciò che hanno fatto di noi le nostre sollecitudini per la famiglia ed i nostri cari. La tua vita si racchiude tutta nei figli, nel marito, nella moglie, nei genitori? Tutte le tue gioie ed i tuoi problemi si limitano forse a questa cerchia ristretta? Dio ci sta semplicemente invitando ad allargare l'ambito della nostra vita. La vita deve essere qualcosa di più che solamente tendaggi, bollette, la scuola dei bambini, la salute dei genitori, la parentela. Marta si era abituata ad una vita di routine; Maria voleva crescere! Maria voleva espandere le proprie vedute. Gesù approvò l'atteggiamento di Maria nei confronti della vita. Non puoi crescere finché non cominci ad odiare la tua attuale immaturità. Non è che devi dimenticare i tuoi doveri ed obblighi verso la famiglia e gli amici; ma potresti rimanere talmente legato a quei doveri, da rimanere bloccato nella tua crescita. Devi svegliarti, una buona volta. Nella tua anima deve sorgere una santa ira, una santa indignazione; devi gridare: "Dio! Odio ciò che sono diventato. Odio i miei malumori. Odio quanto a volte sono irritabile. Odio la mia malinconia. Odio quanto sono diventato meschino. Lo odio! Lo odio! Lo odio!" Pensa alla persona più spirituale che conosci; quel gigante spirituale che non ha mai paura, sembra sempre gentile e sicuro di sé, così consacrato a Dio, così puro e santo. Egli ti dirà che c'è stato un momento in cui è arrivato a questa crisi, odiando questo mondo con le sue futilità, gelosie, legami. Ha talmente imparato ad odiare ciò che era diventato, da decidersi a voler cambiare. È diventato affamato, terribilmente affamato! Non riuscirai mai a cambiare quello che sei, finché non avrai odiato ciò che hai fatto di te stesso. Non potrai volere di più dalla vita, finché non ti sentirai annoiato e disgustato da quello che hai adesso. Devi diventare tanto scontento e disgustato dalla tua esistenza attuale, da dover dire a te stesso: "Voglio di più dalla vita. Non voglio più vivere in queste futilità, debolezze, legami! Voglio essere liberato!" Devi talmente odiare la tua presente esistenza, da gridare a Dio: "Signore, trasportami nel tuo glorioso regno di potenza e vittoria! Dammi quella vita di gioia che tanti altri stano già realizzando!" "Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio" (Colossesi 1:13). 2. Quando impari ad odiare ciò che sei diventato, cominci ad avere fame e sete di ciò che egli offre. Certamente, la sua via è stretta. Per amor suo, saremo perseguitati, e dobbiamo separarci dai malvagi. Ma non è il questo significato più giusto della croce. Ci concentriamo solo sulla sofferenza di Cristo. Magnifichiamo ed ammiriamo il nostro Signore, per essere stato così mansueto verso quelli che lo maledicevano e sputavano su di lui. Parliamo del suo coraggio in quell'ora buia. Delle gocce di sangue nel suo sudore. Parliamo dei chiodi, delle spine e dell'agonia. Ma altri sono morti per la causa di Cristo, in circostanze anche più crudeli. Se fossi potuto essere lì, nel giorno in cui Gesù veniva spinto e pungolato dalla folla verso il Golgota, avresti sentito in un sussurro il significato della croce. Avresti sentito Gesù continuare a ripetere: "La tua volontà, Padre, non la mia! Vivo e muoio solo per fare la tua volontà." Quello, amico mio, è il significato della croce: la volontà di Dio! Per lui e per noi, c'è una sola croce, con lo stesso significato! La tua croce non è un qualche disturbo fisico o una spina nella carne. Non è una situazione familiare difficile. Non è la malattia o l'infermità. Non è una specie di prova a lungo termine. Non è un peso di alcun genere, fisico, spirituale o di altro tipo. Sentiamo che la gente dice: "È la mia croce, devo sopportarlo." Queste io le chiamo "croci da martire". La tua croce e la mia sono una sola. Sono la stessa croce che egli portò; con lo stesso significato. La croce è fare la perfetta volontà di Dio. Gesù disse: "Rinneghi se stesso e prenda la sua croce …" Tutto questo non ha nulla a che fare con la negazione di sé, la sofferenza o le privazioni. Il suo giogo è leggero, il suo carico è dolce. Egli pagò il prezzo. Il significato è talmente semplice, che a noi sfugge. È questo: se devi essere un mio discepolo, devi rinunciare alla tua volontà ed accettare la mia. Prendere la croce vuol dire semplicemente accettare l'assoluto volere di Dio. Significa essere completamente arresi a fare le cose col sistema di Dio. Può la croce essere così semplice, e la sua realizzazione essere così complicata? Niente affatto! Alla croce sono richieste solo due cose: "Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente" (Matteo 22:37); "Ama il tuo prossimo come te stesso" (Matteo 22:39). "Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti" (Matteo 22:40). In altre parole, tutto ciò che mai potrò chiedervi dipenderà dal fare queste due cose! Se l'amore assoluto per Dio è così importante, egli deve mostrarci come fare. Questo è stato il grido di tutti i veri santi: "Veramente non so come amarlo". Pensiamo al nostro amore per Dio come a qualcosa che facciamo per lui, come lodare ed adorare o andare nella cameretta segreta per parlare con lui. Pensiamo che amarlo significhi essere santi, gentili, testimoniando ai non credenti. No! Dio è amore, e per essere veramente Dio, deve amare. Amarlo vuol dire permettergli di essere Dio in noi ed attraverso noi! L'amore è qualcosa che egli fa per noi! Abbiamo paura di questo concetto, come se si trattasse di egoismo da parte nostra, ma non lo è! Lo amiamo meglio e di più quando gli permettiamo di fluire attraverso noi, facendo ed essendo tutto ciò che egli dice di essere. Vedete quel cristiano in ginocchio, che piange, digiuna e prega? Vedete quelle grosse lacrime? Lo sentite supplicare Dio, perché accetti la sua lode ed adorazione? Lo sentite mentre continua a ripetere: "Signore, ti amo! Ti amo!"? È amore, quello? Non quando sono solo parole! Non quando ci si rivolge a Dio come ad un essere solitario ed intoccabile che non ha bisogno di altro che di lodi. Cosa ne pensereste se mia moglie mi venisse davanti per ammirarmi una volta al giorno, dicendo tutte quelle cose, ma continuando poi a vivere la sua vita di sempre? Il nostro Dio ha bisogno di amare! Ha bisogno di persone che se ne approprino, per camminare nella sua potenza ed usare le sue risorse. Lasciate che vi mostri chi è colui che ama Dio con tutto se stesso. È colui il quale con una fede semplice ed infantile si poggia sulle preziose promesse e le rende operative nella sua vita di tutti i giorni. Ignorare tutto ciò che egli ha promesso di essere e di fare per nostro mezzo non è amore. Svolgere la nostra vita frettolosamente, in solitudine, preoccupati, depressi, trascinando il nostro peso, non è amore. Amare vuol dire entrare in Dio ed usare la sua gloriosa potenza. Conosco molte persone che credono di essere dei grandi amanti di Dio. Digiunano e pregano per mezza nottata. Rifiutano di posare lo sguardo su cose peccaminose. Negano se stesse. Sono sincere. Studiano la Parola di Dio con diligenza. Sono compassionevoli ed oneste. Ma non riescono mai ad entrare nella vita divina di vittoria e riposo. Sono così occupate a combattere il diavolo, che hanno perso di vista il fatto che il diavolo è già stato sconfitto sulla croce. Alcuni cristiani hanno solo una relazione "intima" con Dio. Sanno veramente come toccare Dio in preghiera. Ma non sanno come vivere Dio. Non hanno una fede di sostanza. Nessuna fiducia, in tempo di crisi. E che dire dell'amare il prossimo come se stessi? È qui che il nostro mondo diventa piccino. Dio ci chiede di fare la sua perfetta volontà; non di accettare una legge, ma di lasciar scorrere in noi un nuovo flusso vitale. Però, noi non sappiamo neppure cosa dobbiamo veramente fare con tutte queste risorse che ci sono promesse. Ecco la semplicità di ciò che Cristo sta cercando di affermare in noi: Odia ciò che sei, poi vieni e scopri la mia nuova vita per te; Rigetta il tuo vecchio stile di vita, accetta la mia perfetta volontà; così avrai a disposizione tutte le mie risorse, se accetti semplicemente queste cose come un dato di fatto; poi vai ad aiutare l'umanità perduta con quello che io ti ho dato. La storia del buon samaritano è il modo in cui Dio ci spiega come amare il prossimo. Vi siete mai soffermati a pensare che il buon samaritano è la figura del cristiano che vive una vita abbondante? Era il solo che avesse le risorse per aiutare l'uomo sofferente, lasciato sanguinante e morente dai ladri che lo avevano derubato e battuto. Sicuramente, il sacerdote aveva compassione. Forse pianse per quell'uomo sofferente. Ma fu costretto a passare oltre, perché era troppo povero, senza un soldo; non aveva nulla da poter usare. Probabilmente, il levita decise di affrettare il passo per cercare qualcuno che potesse dare una mano. Avrebbe incontrato qualcuno e gli avrebbe detto: "Per favore, ad un paio di miglia sulla vostra sinistra, c'è un uomo sanguinante, vittima di rapina a mano armata. Vedete se potete fare qualcosa per lui". Ma il buon samaritano aveva quello che bisognava! Mentre il sacerdote ed il levita erano a piedi, egli andava a cavallo. Con sé aveva del vino, l'olio e le bende. Sapeva dov'era l'albergo più vicino. Aveva risorse! Unguento medicamentoso. Laccio emostatico. Una cavalcatura. Un conto in banca illimitato. "Qualunque cifra spenderai, pagherò io ". Ascoltiamo il buon samaritano nella locanda: "Prenditi buona cura di lui; non badare a spese; pagherò io il conto". Questo è quello che Dio sta cercando di mostrarci: che abbiamo tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per vivere pienamente ed amare completamente. Non affrontiamo il mondo come dei poveracci spirituali, ma come figli di un Re, cavalcando splendidamente, equipaggiati per aiutare qualsiasi vicino che soffra. Amare il tuo prossimo significa avere ciò che occorre per aiutarlo. Non ha nulla a che fare con la simpatia, con i consigli, la gentilezza, l'amicizia. Non puoi aiutare un uomo che ha fame dicendogli semplicemente quanto ti dispiaccia la sua situazione, o che digiunerai e pregherai per lui. Ma puoi essergli di aiuto, nutrendolo! Volete veramente ubbidire al comandamento del Signore di amare il vostro prossimo come voi stessi? Allora procuratevi qualcosa da dargli. Non potete amare il vostro prossimo finché non avete ciò che occorre per aiutarlo. 3. Abbiamo cercato di tenere lo Spirito Santo prigioniero nel nostro piccolo mondo. "Spanderò il mio Spirito sopra ogni persona" (Atti 2:17). Abbiamo predicato dell'effusione dello Spirito Santo in maniera troppo esclusiva. Egli dice "sopra OGNI persona"; non solo sui credenti, ma anche sui non credenti. Gesù stava insieme ai peccatori. Egli li serviva. Pretendeva di essere il loro medico. Perché lo Spirito Santo non potrebbe associarsi ai peccatori? Per- ché non dovrebbe toccare i peccatori, così come faceva Cristo? Lo Spirito Santo non fu dato solo a dei santi purificati e santificati. Egli fu sparso sopra il mondo intero. Non deve essere negato a nessuno. Viene a convincere di peccato. Ciò vuol dire che deve essere all'opera nella mente dei peccatori. Egli cerca di guidare i peccatori in ogni verità, per dare forza a quelli che ne hanno più bisogno. Non fu sparso solo sui centoventi nell'alto solaio. Quel potente vento impetuoso soffiò su tutta la terra, su tutta l'umanità. Non scosse solo quella stanza: scosse tutta la terra! Tutta Israele, l'Africa, l'Europa, tutto il mondo conosciuto. "Farò tremare tutte le nazioni …" (Aggeo 2:7). "…la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa: Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo" (Ebrei 12:26). Dio non pensò mai che l'effusione dello Spirito Santo dovesse diventare proprietà esclusiva dei credenti. Noi lo abbiamo messo in un angolo e lo abbiamo conservato in un piccolo vasetto puro e santo. Abbiamo vissuto e ministrato come se lo Spirito Santo avesse paura del peccato e non potesse avvicinarglisi, come se fosse venuto solo per conservare puri i santi e preservarli fino al ritorno di Cristo. Noi che crediamo non siamo proprietari dello Spirito Santo! Non possiamo dirigerlo. Non possiamo limitarlo in alcun modo. "Il vento soffia dove vuole …" (Giovanni 3:8). Lo Spirito Santo è il capo-evangelista di Cristo. Dovunque Cristo ci mandi, egli è già all'opera in quel luogo. Non meravigliatevi mai quando andate nei posti peggiori e più infernali di questa terra per scoprire che lo Spirito Santo è già stato sparso e che la gente è già compunta, affamata ed assetata, prima ancora che voi apriate la Bibbia. Non c'è alcuna zona malvagia che sia immune al suo potere e alla sua presenza; né la Russia, la Cina o la Polonia, nessun luogo della terra. Egli entra nei ritrovi omosessuali. E' in ogni poligono di tiro dove si consuma droga. In qualsiasi casa chiusa. Volteggia sopra ogni saletta per massaggi. Non fugge via alla vista di alcuna cosa empia o malvagia. Non è venuto per distruggere il peccato, ma per aiutare l'umanità a liberarsene. Giunge senza invito. Irrompe nei momenti più inaspettati. Il peccatore gode del suo piacere, si pulisce la bocca assaporandone ancora il gusto; ma lo Spirito Santo si muove improvvisamente, non preannunciato, non desiderato, non aspettato. Egli non teme barriere e porte; non può essere chiuso fuori. Nessun potere all'inferno o sulla terra potrebbe arrestarlo. Lo Spirito Santo non rimane mai scioccato dalle cose che vede. Egli sa di cosa sono capaci gli uomini. Vede omicidi, stupri, fornicazione, adulteri, ubriachezza, tossicodipendenza, ma tutte queste cose non riescono a farlo fuggire, neppure per il disgusto. Nessuno è troppo cattivo, troppo lontano o troppo difficile da essere toccato. Non teme sporcizia, oscenità o bassezza. Egli non fu sparso semplicemente per benedire i benedetti; venne a dare la vita a quelli che erano morti nei peccati. Venne ad operare nei cristiani; venne ad operare nei peccatori! Proprio in questo momento, egli è in azione nel cuore di persone abbandonate dalla società e dalla chiesa. Non può essere mandato via. La sua presenza rende il peccatore incredibilmente miserevole. Anche quando egli fa a modo suo, completamente immerso nei suoi piaceri, lo Spirito Santo continua a richiamarlo a Dio, nel profondo del suo inconscio. Egli diventa l'ombra del peccatore, lo segue dovunque va. È la persecuzione del cielo; non dà pace al peccatore. Continua a punzecchiare la coscienza dell'uomo. Riporta alla mente ogni parola di verità udita in passato; è uno stimolatore di memoria. Lo Spirito Santo è il battezzatore, ma anche di più. Se tutto ciò che egli è per me è solo un'esperienza estatica, se è solo riposo, se controlla solo la mia lingua, se mi rende soltanto felice, mi sfugge lo scopo reale della sua venuta. Egli è venuto per riconciliare il mondo intero a Cristo. È venuto per condurre ogni discepolo alla totale pienezza di vita in Cristo. È venuto per rivelarci le risorse illimitate che sono a nostra disposizione. Egli ci mostra il Padre, la sua potenza e la sua guida. Ora dobbiamo predicare che egli è dappertutto ed opera in ognuno. Non ha riguardo di persona. Non risponde solo agli affamati; viene a quelli che non hanno mai neppure invocato il nome di Dio. "…Sono stato trovato da quelli che prima non mi cercavano …" (Isaia 65:1). Lo Spirito Santo è l'autentico soffio di Dio, che alita sul collo dei peccatori. Non giunge al peccatore per condannare, sgridare o fare la morale; viene per convincere. Lo Spirito Santo può essere ugualmente presente in un bar come in una chiesa. Forse lo Spirito Santo è più all'opera in un covo di peccatori che in una scuola biblica. Perché? Perché dove abbonda il peccato, la grazia di Dio sovrabbonda. Un peccatore può essere convinto dallo Spirito Santo in un locale per omosessuali, in un cinema a luci rosse, in un poligono di tiro o in una chiesa. Egli si trova proprio dove sono sempre i peccatori. Non ha pause. Non dorme mai. Quando essi si svegliano, egli è ancora lì, che aspetta pazientemente che non ce la facciano più, affinché lo possano raggiungere per essere guariti. Lo Spirito Santo si introdurrà nei sogni dei peccatori; darà loro delle visioni. Non dovete pensare che tutti i sogni e le visioni siano dati ai cristiani. Probabilmente, i peccatori ne hanno più di chiunque altri. "Essi sogneranno dei sogni, ed avranno delle visioni …" Egli manipolerà i loro sogni, imprimendo messaggi nel subconscio. Alcuni sogni sono reali e ricorrenti. La visione è come una chiamata soprannaturale all'altare. Lo Spirito mostra loro come potrebbero essere, che vita potrebbero avere, se la dessero a Cristo. Nelle loro menti continuano a mostrarsi immagini che non vogliono andar via, visioni di ciò che la vita potrebbe e dovrebbe essere per loro. "I vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno …" Non dice che questi profeti sono dei ministri ben addestrati o cristiani di grande esperienza che hanno familiarità con le cose profonde di Dio. Qualsiasi figlio o figlia profetizzerà. Questo spiega bene la missione dello Spirito Santo sulla terra: venire sulle persone e trasformarle in profeti. Profeta è colui che racconta una storia soprannaturale, perché ha fatto un'esperienza soprannaturale. Lo Spirito Santo sta facendo quest'opera miracolosa in tutto il mondo, proprio ora. Sta guarendo degli omosessuali e li sta trasformando in profeti di Cristo. I tossicodipendenti profetizzano del loro miracolo di guarigione. Prostitute, alcolisti e persone di strada stanno venendo fuori dalla schiavitù di Satana per volgersi a Cristo, e profetizzano. Che storie di miracoli! Egli sta trasformando i peccatori in profeti! I profeti del Vecchio Testamento non sperimentarono i miracoli che questi nuovi profeti stanno vivendo. Isaia, Geremia, Ezechiele e Gioele parlarono tutti dei miracoli di liberazione che dovevano venire, ma non li realizzarono. Mentre questi nuovi profeti parlano di come Cristo il Signore li abbia resi liberi, essi devono sedere ed ascoltare umilmente. Se vuoi muoverti con lo Spirito, devi allargare il tuo piccolo mondo. Togli tutti i limiti. Muoviti nel miracoloso e segui la tua libertà, ora! David Wilkerson RICHIESTE Di PREGHIERA Aprile- Giugno ⇒ Vogliamo continuare a pregare per la sorella Annalisa di Imperia affinché il Signore la liberi da ogni squilibrio alimentare e per un posto di lavoro. ⇒ Vogliamo intercedere per Sabrina della Francia che a causa di un incidente di caccia ha perso il suo fidanzato davanti ai suoi occhi. Intercediamo affinché il Signore dia consolazione a lei, a Emmanuelle (la sua amica), e l'intera famiglia. ⇒ Vogliamo pregare per Noemi di Carbonia (CA) una ragazza di 13 anni. Da quattro anni ha il diabete e deve fare l'insulina per quattro volte al giorno. Ha detto alla madre che non ce la fa più, e ha delle attitudini di rifiuto alla vita. ⇒ Vogliamo pregare per il fratello Enzo di Messina che accusa forti emicranie ⇒ Vogliamo continuare a intercedere per la liberazione di Marina di Imperia, affinché possa essere totalmente liberata nei suoi sentimenti e nella sua mente, da qualsiasi oppressione. ⇒ Continuiamo a pregare per Elisa di Novara, è sparito il linfoma di hockins, ma hanno trovato due cisti al seno. ⇒ Vogliamo intercedere per la sorella MariaGrazia di Napoli, sta uscendo da un periodo molto difficile della sua vita. ⇒ Vogliamo continuare a pregare per Giosuè di Livorno, per una completa guarigione. ⇒ Preghiamo per Michele di San Ferdinando, figlio di un nostro fratello, gli hanno rincontrato una massa tumorale al cervello. ⇒ Vogliamo pregare per Antonio di Santena (TO), un simpatizzante, papà di una nostra sorella. I medici hanno diagnosticato 5 polipetti alla vescica. ⇒ Vogliamo continuare a intercedere per Matteo un giovane ingegnere che è ricoverato in Ospedale, per una forte depressione, le sue condizione stanno migliorando, chiede di continuare a pregare per una completa guarigione ⇒ Preghiamo per Francesco di Loano, un bimbo di sei mesi affetto da una malattia genetica ⇒ Preghiamo per la piccola Domenica di Messina di 23 giorni, gli sono stati riscontrati dei problemi al suo piccolo cuoricino. ⇒ Preghiamo per la sorella Maria di Messina, che sta affrontando momenti difficili, sia di natura spirituale, che umana. ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ Vogliamo pregare per Antonio di Santena (TO), un simpatizzante, papà di una nostra sorella. I Preghiamo per Michele di San Ferdinando, figlio di un nostro fratello, gli hanno rincontrato una massa tumorale al cervello. Vogliamo continuare a pregare per Giosuè di Livorno, per una completa guarigione. Vogliamo intercedere per la sorella MariaGrazia di Napoli, sta uscendo da un periodo molto difficile della sua vita. Continuiamo a pregare per Elisa di Novara, è sparito il linfoma di hockins, ma hanno trovato due cisti al seno. Vogliamo continuare a intercedere per la liberazione di Marina di Imperia, affinché possa essere totalmente liberata nei suoi sentimenti e nella sua mente, da qualsiasi oppressione. Vogliamo pregare per il fratello Enzo di Messina che accusa forti emicranie Vogliamo pregare per Noemi di Carbonia (CA) una ragazza di 13 anni. Da quattro anni ha il diabete e deve fare l'insulina per quattro volte al giorno. Ha detto alla madre che non ce la fa più, e ha delle attitudini di rifiuto alla vita. Vogliamo intercedere per Sabrina della Francia che a causa di un incidente di caccia ha perso il suo fidanzato davanti ai suoi occhi. Intercediamo affinché il Signore dia consolazione a lei, a Emmanuelle (la sua amica), e l'intera famiglia. Vogliamo continuare a pregare per la sorella Annalisa di Imperia affinché il Signore la liberi da ogni squilibrio alimentare e per un posto di lavoro. Richieste di preghiera Da inserire nella Bibbia ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ Preghiamo per la sorella Maria di Messina, che sta affrontando momenti difficili, sia di natura spirituale, che umana. Preghiamo per la piccola Domenica di 23 giorni, gli sono stati riscontrati dei problemi al suo piccolo cuoricino. Preghiamo per Francesco di Loano, un bimbo di sei mesi affetto da una malattia genetica Vogliamo continuare a intercedere per Matteo un giovane ingegnere che è ricoverato in Ospedale, per una forte depressione, le sue condizione stanno migliorando, chiede di continuare a pregare per una completa guarigione medici hanno diagnosticato 5 polipetti alla vescica. la pagina è ottimizzata per essere messa nella propria Bibbia