2 08 Spedizione Abbonamento Postale - n.2/2008 - Luglio Qui Economia copertina 2-08:Layout 1 25-07-2008 9:09 Pagina 2 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 1 SOMMARIO PROTAGONISTI DEL TERRITORIO 16 Intervista a Tonino Perini La fiducia tra banche e imprese fa grande il territorio ATTIVITÀ CAMERALE 19 Il polso dell’economia provinciale con un approfondimento al turismo di qualità 23 Il tavolo di analisi provinciale di prezzi e tariffe IN COPERTINA Le due sorelle Sirolo EDITORIALE 2 Ancona al centro del futuro Il ruolo concreto della Camera di Commercio di Ancona per l’integrazione e la collaborazione nell’area Adriatico Ionica Giampaolo Giampaoli Presidente 5 La Camera di Commercio di Ancona verso i giovani Per un orientamento efficace ed un inserimento consapevole nel mercato del lavoro Michele De Vita Segretario Generale FOCUS ON 8 Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio Confronto su sviluppo economico, indirizzi politici e progetti europei di integrazione PUNTI DI VISTA 14 Intervista a Massimiliano Polacco La “bottega” si trasforma 25 La Commissione Contratti camerale presenta i Contratti tipo per il settore immobiliare 27 La contraffazione è caduta nella rete Tutela della proprietà intellettuale e internet 29 Welcome to Ancona E’ partita la nuova stagione crocieristica - le novità del 2008 32 I premi Unioncamere 34 Organizzazione dei Sistemi Turistici Locali Nasce il “Sistema Turistico della Marca Anconetana” 36 Portale per l’Agriturismo Una guida su web per scoprire i tesori enogastronomici del territorio anconetano INTERNAZIONALIZZAZIONE 37 Giornata Paese dedicata alla GRECIA: parola d’ordine concretezza Qui Economia Anno LXIX - n. 2/2008 Autorizzazione del Tribunale di Ancona n. 211 del 4/6/1956 Direttore responsabile Michele De Vita Comitato di Redazione Michele De Vita Simona Amodio Clizia Cacciamani Grazia Capriotti Valeria Mozzicafreddo Mariangela Paradisi Ida Simonella Silvia Veroli La Redazione Ufficio Comunicazione della Camera di Commercio di Ancona sito web: www.an.camcom.it e-mail: [email protected] Tel. 071 5898237 - 353 - 366 Fax 071 5898322 Impaginazione e stampa Tecnoprint Srl Via Caduti del Lavoro, 12 Ancona Progetto grafico GIO.COM. Giorgetti Comunicazione APPROFONDIMENTI 40 Dotazione infrastrutturale e domanda di trasporto. Riflessioni sulla provincia di Ancona 42 Dinamica della protezione della proprietà intellettuale a livello mondiale 43 Capitale di rischio e creazione di valore nell’impresa: lo strumento del private equity Quieconomia 1 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 2 EDITORIALE ANCONA AL CENTRO DEL FUTURO Il ruolo concreto della Camera di Commercio di Ancona per l’integrazione e la collaborazione nell’area Adriatico Ionica n linea con la strategia plure nazionale ed internazionale avriennale di programmazione, viate in questi anni, anche in colla Camera di Commercio di laborazione con la Regione MarAncona ha preparato un piano di che, con il Forum delle Città e attività che punta a rafforzare con l’Uniadrion, la rete delle Unil’economia territoriale investenversità dell’Adriatico, consentono do in progetti di promozione dedi definirci un “soggetto attivo” dicati al sistema imprenditoriale. solido ed efficiente. Mi piace pensare che Ancona sia Il Forum, raccordando 36 Camedivenuta protagonista del futuro re di Commercio dei Paesi che si dell’area adriatico ionica e anche affacciano sui 2 mari, offre agli la nostra Camera di Commercio enti locali territoriali ed al sisteha contribuito al raggiungimenma delle imprese dell’area (ne Giampaolo Giampaoli to di questo importante risultarappresentiamo complessivaPresidente della Camera to. Dal 2001, grazie allo stretto mente circa 1milione) una forte di Commercio di Ancona Vicepresidente Forum legame con la Camera dell’Ecorete di saperi e di competenze e delle Camere di Commercio nomia di Spalato, ospitiamo la contribuisce all’attuazione delle dell’Adriatico e dello Ionio segreteria permanente del Forum politiche europee in un ampio delle Camere di Commercio dell’Adriatico e contesto internazionale. dello Ionio, l’associazione che unisce le CaOggi questa rete può essere utilizzata ancora mere di Commercio appartenenti ai Paesi che con maggiore efficacia sia per l'avvio di nuovi si affacciano sulle due sponde dell’Adriatico: progetti che per sostenere, per quanto di noItalia, Croazia, Federazione di Bosnia ed Erstra competenza, i programmi del Segretariazegovina, Montenegro, Slovenia, Grecia ed Alto dell’Iniziativa Adriatico Ionica (I A I) l’orbania. e che è stata riconosciuta ganismo interministeriale con sede proprio ad Fin dall’inizio del mio mandato (2005), ho Ancona. L’attribuzione della sede alla città è di colto la forte potenzialità del Forum sia per grande importanza per il nostro territorio perl'attuazione delle politiche europee che per la ché premia l'impegno della Regione Marche costruzione dell'Euro Regione Adriatica, amnella sua naturale proiezione verso l'area balbito territoriale divenuto, non solo necessario, canica e verso l'oriente. La scelta di questa sema strategico per sostenere la competitività de è strategica per il Forum poiché offre una delle nostre imprese con il resto del mondo. cornice d'insieme prestigiosa per realizzare i Le numerose relazioni istituzionali di carattefuturi interventi a favore dello sviluppo socio- I 2 Quieconomia Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 3 economico dell’intero bacino adriatico-ionico. La Camera di Commercio di Ancona ha lavorato intensamente per la prospettiva europea, proprio perché crediamo che il Forum rappresenti un esempio di eccellenza e di "buone prassi", così come ci è stato riconosciuto dal Parlamento Europeo durante la presentazione ufficiale a Bruxelles, il 19 settembre 2007. In quell’occasione il Parlamento europeo l’ha definito strumento di eccellenza per la promozione dello sviluppo economico dell’area adriatico-ionica, per il rafforzamento delle relazioni fra le Camere di Commercio dei Paesi transfrontalieri, per la cooperazione giuridica e amministrativa e per la diffusione della cultura di impresa. Ecco come la nostra attività ha fatto quindi ricadere sulla nostra città l’interesse dell’Unione europea e dei Balcani. All’VIII edizione del Forum, tenutasi lo scorso aprile a Makarska in Croazia, il primo Paese, tra quelli dell’Adriatico Orientale associati, ad essere candidato ad entrare nell’Unione Europea, hanno partecipato i rappresentanti delle Camere di Commercio della macro area e di tante istituzioni divenendo così un momento privilegiato di confronto da cui sono scaturite idee per la progettazione comune. Il coinvolgimento di diverse realtà politiche, sociali ed economiche è stato molto piacevole e mi ha confermato che la vocazione europea del Forum ci permette di collaborare concretamente all’integrazione europea dei Paesi associati. Per far fronte a tali sfide, preparandosi adeguatamente alla politica di prossimità, il Forum, in collaborazione con la Camera di Commercio di Ancona, ha già realizzato numerosi progetti di dimensione transnazionale finanziati con il programma comunitario Interreg III A Transfrontaliero Adriatico. In tale contesto la Camera di Commercio di Ancona intende continuare a sostenere la proiezione del Forum verso l’Europa attraverso la presentazione di progetti di cooperazione internazionale nell’ambito dei nuovi fondi comunitari di preadesione, messi a disposizione dall’UE per il periodo di programmazione 2007/2013 (fondi IPA). Siamo arrivati al centro della macro-area adriatico ionica, insieme vogliamo creare il futuro dei nostri paesi. Giampaolo Giampaoli Quieconomia 3 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 4 EDITORIALE LA CAMERA DI COMMERCIO VERSO I GIOVANI Per un orientamento efficace ed un inserimento consapevole nel mercato del lavoro icordo sempre, quando in voro, informazione sulle opporvarie occasioni incontriatunità e sui reali fabbisogni ocmo i giovani delle scuole cupazionali, affiancamento, difmedie superiori o dell’università, fusione della cultura d’impresa, che la Camera di Commercio di alternanza scuola-lavoro, tirociAncona, negli ultimi anni, oltre a ni e stage sono le tante attività rivolgersi, in base al dettato norche la Camera di Commercio mativo ed alla propria vocazione, mette in campo. alle imprese ed ai consumatori, è Il sistema camerale può assuparticolarmente attenta ad un mersi una funzione istituzionale mondo fondamentale per lo svinobile, come luogo di sostegno Michele De Vita luppo del territorio: quello raped attrazione di una nuova clasSegretario Generale della presentato dai giovani. se manageriale e tecnica speciaCamera di Commercio di Ancona Le Camere di Commercio sono lizzata, capace di governare i sichiamate a svolgere un prezioso stemi produttivi in una dimenruolo di guida e supporto alla crescita del sisione di crescita moderna e consapevole. stema imprenditoriale, ma per fare questo beL’Unione Europea, nel Libro Bianco “Verso la ne non può solo guardare alle esigenze del presocietà cognitiva” rimarca con grande oculasente, ma deve occuparsi di guardare al futuro. tezza che “la posizione di ognuno di noi nelPur di fronte alle tante difficoltà di questo pela società sarà determinata dalle conoscenze riodo, non possiamo dimenticare che un sogche avrà acquisito e dall’investimento nella ingetto fondamentale dello sviluppo è la persotelligenza; la società del futuro si baserà sulna e l’educazione è il motore e lo strumento l’insegnare e sull’apprendere e ciascun indiviprincipale per contribuire efficacemente allo duo potrà costruire la propria qualifica sulla sviluppo di un’economia, di un territorio e di base della propria volontà e capacità di apun popolo. prendimento”. Il termine “educazione” viene dal latino e-duPenso che un ente come la Camera di Comcere, cioè tirar fuori, allevare, orientare verso mercio possa dare un concreto aiuto verso un fine. questa direzione, facilitando un giovane da Ecco perchè un ente come la Camera di Comuna parte ad accrescere le proprie competenmercio - consapevole che lo sviluppo non è rize, a capire cosa lo aspetta ed a conoscere più ferito alla sola crescita economica, ma, per da vicino il mercato del lavoro e il mondo delmettere le radici come è necessario, dev’essel’impresa in particolare, dall’altra sostenendore integrale e quindi guardare alle persone che lo a far emergere il proprio talento (ognuno vivono in un determinato territorio - intende ne ha, basta saperlo riconoscere), a sviluppaporre un’attenzione particolare ai giovani. re le proprie idee ed a fare le prime concrete Formazione, orientamento al mercato del laesperienze lavorative. R 4 Quieconomia Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 5 Vorrei portare alcuni esempi di ciò che stiamo facendo in questa direzione attraverso l’Ufficio Nuove Imprese e Mercato del Lavoro, l’Ufficio Statistica e Studi, nonché attraverso i vari uffici che, in base ai servizi di competenza, si occupano di organizzazione di seminari tecnici e corsi di formazione. Il servizio di “stage e tirocini formativi” rappresenta un progetto in cui crediamo molto, proprio per la finalità essenziale che lo ispira, quella di favorire la conoscenza e l’inserimento lavorativo. Si tratta di un servizio gratuito di incontro tra la domanda e l’offerta di tirocini formativi, che offre alle imprese l’opportunità di ospitare giovani tirocinanti selezionati ed ai giovani di arricchire il proprio curriculum attraverso un’esperienza pratica in azienda e di mettere in evidenza le proprie qualità ed attitudini. Il servizio, in base ai fabbisogni occupazionali segnalati, pre-seleziona una rosa di candidati motivati e coerente con le richieste pervenute dalle imprese; inoltre cura tutti gli adempimenti burocratici, assicurativi ed amministrativi connessi alla permanenza in azienda. I giovani hanno così la possibilità di effettuare tirocini formativi presso imprese situate nella provincia, presso enti pubblici o studi professionali e, soprattutto, permette a diplomati o neolaureati di orientarsi, farsi conoscere e formarsi sul campo, acquisendo competenze utili per favorire l’inserimento lavorativo. Il servizio, in circa 15 mesi da quando è stato creato, ha inserito 43 tirocinanti presso imprese della provincia, incrociando profili e richieste; è interessante notare che i profili maggiormente richiesti hanno riguardato, nell’ordine, l’area commerciale estero, l’area comunicazione e l’area progettazione, ricerca e sviluppo. Inoltre è rilevante sottolineare che circa il 50% dei giovani che hanno svolto il tirocinio sono stati inseriti stabilmente in azienda. Mediante l’ “Alternanza scuola-lavoro”, nata dalla riforma della scuola di cui alla legge 53/2003, la Camera promuove percorsi formativi con stage presso imprese, enti pubblici o studi professionali rivolti ad alunni delle scuole superiori della provincia, con l’obiettivo di arricchire la formazione scolastica tradizionale con l’acquisizione di competenze pratiche, spendibili nel mercato del lavoro. Tale servizio è integrato con l’organizzazione di giornate di formazione di tutor scolastici responsabili dell’orientamento e tutor aziendali, al fine di rendere le esperienze di stage utili al percorso formativo dello studente. Dall’inizio del progetto sono stati coinvolti 31 istituti scolastici; nell’ultimo anno le attività sono state rivolte a 140 studenti ed a 25 tutor scolastici, con un coinvolgimento di 130 imprese per gli stage. Inoltre vengono realizzati seminari di orientamento sulla creazione d’impresa presso gli istituti superiori della provincia, proprio per diffondere maggiormente una cultura imprenditoriale, che serva a fare emergere volontà, idee e competenze di chi ha potenzialità di mettersi in proprio. Proprio per favorire la nascita di nuove imprese innovative, la Camera di Commercio è partner da cinque anni, insieme a Marche Capital spa, Università, Regione e Istao, del premio E-Capital, che sostiene idee imprenditoriali presentate da giovani caratterizzate da innovazione, con un premio in denaro per il miglior progetto imprenditoriale, borse di studio per master in gestione d’impresa ed assistenza legale, tributaria e commerciale a tutti i partecipanti che consegnino il business plan. Di fondamentale importanza è poi il sistema informativo Excelsior, che rappresenta da oltre dieci ani un esempio di eccellenza per le previsioni occupazionali ed i fabbisogni professionali delle imprese, svolto ogni anno dal sistema camerale su tutto il territorio nazionale e con proiezioni fino al livello di ogni provincia. I dati, di estremo interesse e di approfondimento, consentono di supportare le scelte di programmazione della formazione, dell’orientamento e delle politiche attive del lavoro. E’ stata una nostra intuizione curare in modo particolare la diffusione dell’indagine Excelsior ogni anno alle ultime classi di tutte le scuole superiori della provincia attraverso un Quieconomia 5 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 6 opuscolo denominato “Verso il Lavoro – conoscere per orientarsi”, ideato proprio con un linguaggio ed una grafica adatta ai giovani. Incontri collettivi sono stati organizzati, in collaborazione con le strutture scolastiche, per la presentazione ragionata dei dati Excelsior o per discutere di tematiche che coinvolgono oggi anche una maggiore sensibilità nei giovani, come, di recente, sulla contraffazione e sull’utilizzo corretto del web. Organizziamo anche corsi di specializzazione tematici che servono a formare figure professionali in temi come l’internazionalizzazione (attraverso l’azienda speciale Ancona Promuove e lo Sportello per l’internazionalizzazione) - anche in questo caso favorendo gli stage aziendali - l’ambiente (attraverso la Scuola EMAS) – la responsabilità sociale (attraverso lo Sportello CSR) e la logistica (mediante corsi FSE). Con il sostegno al progetto “Campus World”, collaboriamo con l’Università Politecnica delle Marche per creare per i laureandi occasioni di stage all’estero presso imprese, istituzioni o camere di commercio. Il progetto ha coinvolto in tre anni 150 studenti che hanno potuto effettuare stage in 30 paesi esteri. La Camera cofinanzia altresì progetti delle associazioni di categoria, finalizzati all’orientamento verso gli specifici settori economici, in particolare industria (“progetto Cicogna”), artigianato (“Orient’Arti) e agricoltura (“Campagna amica”). E’ comunque necessario, anche in questo ambito, fare rete. Le tante attività che oggi vari soggetti mettono in campo per il mondo della scuola e per i giovani devono essere un valore aggiunto per chi può usufruirne, devono essere ben veicolate, evitando sovrapposizioni. La Camera di Commercio di Ancona ha sempre favorito, come è nel DNA degli enti camerali, alleanze e collaborazioni tra tutti i soggetti impegnati nelle tematiche che rientrano nelle nostre competenze e nei nostri interessi, con l’unico obiettivo di soddisfare i bisogni delle imprese e dei propri principali stakeholder: 6 Quieconomia una forza emergente di questo territorio sta proprio nelle partnership sempre più forti e condivise con la Provincia, la Regione Marche, l’Università Politecnica delle Marche, la Direzione Scolastica Regionale, le associazioni di categoria ( i vari protocolli d’intesa sottoscritti negli ultimi anni, accompagnati dalle azioni concrete avviate e realizzate, testimoniano questo nostro impegno costante, che sfocia anche in altri campi di attività). Le iniziative ed i progetti evidenziati - a partire dai tirocini formativi che si stanno rilevando uno strumento di grande efficacia per orientare i giovani verso il mercato del lavoro e favorire un loro inserimento consapevole nelle imprese - dimostrano il nostro interesse a lavorare per e con i giovani e la nostra apertura a nuove idee ed a nuove collaborazioni, a partire dal mondo della scuola, fungendo da punto di collegamento tra i vari canali formativi e le esigenze reali delle imprese, nonché da “facilitatori” per un essenziale raccordo tra domanda ed offerta di lavoro. Concludo queste brevi riflessioni, parlando nel doppio ruolo di Segretario Generale e di padre, accomunando in quest’ottica la sfera personale e quella professionale, che, parlando di giovani, appare inevitabile e naturale. Come dicevo all’inizio sarebbe sbagliato guardare solo al presente, anche se le nostre maggiori energie sono rivolte ad esso per superare le difficoltà del momento e per contribuire alla crescita della nostra competitività . Il nostro compito è quello di costruire un futuro per i nostri figli e quindi per i giovani; come giustamente sosteneva Popper “il futuro non esiste ancora ed è esattamente qui che sta la nostra grande responsabilità: noi possiamo influenzare il futuro e possiamo fare di tutto per renderlo migliore”. E lo slogan usato come filo conduttore della comunicazione avviata per far conoscere i servizi che organizziamo per i giovani, mira proprio a sottolineare il nostro impegno in tal senso: “Coltiviamo buoni frutti” Michele De Vita Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 7 Quieconomia 7 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 8 FOCUS ON FORUM DELLE CAMERE DI COMMERCIO DELL’ADRIATICO E DELLO IONIO Confronto su sviluppo economico, indirizzi politici e progetti europei di integrazione di Valentina Giuliodori (*) al 22 al 24 aprile si è svolta nella città di Makarska in Croazia, l’VIII edizione del Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio (AIC), che ha ottenuto anche per questo anno il patrocinio del Parlamento Europeo, ad attestazione dell’importanza e della notorietà che ha raggiunto l’evento. La vasta partecipazione da parte di tutti i Paesi dei Balcani conferma di fatto il rafforzamento dei rapporti culturali, sociali ed economici tra le due sponde dell’Adriatico, che nel corso del tempo hanno garantito la riuscita dei molteplici progetti proposti per i diversi settori di intervento. Ai tavoli di lavoro, incentrati sulle principali D 8 Quieconomia tematiche economiche di interesse comune ai Paesi del bacino adriatico e ionico i rappresentanti delle Camere di Commercio e delle istituzioni si sono confrontati su problematiche comuni, sviluppando idee progettuali, definendo strategie condivise che si concretizzeranno nei prossimi 12 mesi con un approccio che punta allo “stare insieme” per essere più competitivi nel mercato globale. TAVOLO DEL TURISMO Partendo dall’analisi del settore turismo, durante i lavori svolti dal Tavolo è emerso che il settore è profondamente cambiato negli ultimi anni, ma continuerà a crescere a ritmi sostenuti fino al 2020. I Paesi della macroarea adriatico ionica per essere competitivi nel panorama mondiale devono modificare le attuali offerte turistiche che dovranno tener conto di nuovi target da soddisfare. Pertanto i diversi pacchetti turistici dovranno essere indirizzati a turisti sempre più “fai da te”, alla ricerca di vacanze all’insegna dello sport, dell’avventura, del benessere e della sostenibilità ambientale. Le attività del tavolo del turismo sono partite dalla considerazione che l’intera area raggruppa ad oggi circa 37 milioni di arrivi internazionali e, se diverrà un’unica area, si potrebbe posizionare tra le “prime top destination”. I la- Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 9 vori si sono incentrati sulla necessità di promuovere l’area turistica adriatico-ionica verso i mercati internazionali ed è stato realizzato “ADRION” un marchio ombrello, che unisce ed integra i turismi nautici, culturali, enogastronici, ambientali e rurali dei vari Paesi dell’area, che ora si presenteranno all’estero in maniera unitaria per potenziare l’attrattività dell’intera area, in particolare verso i mercati emergenti. Per promuovere a livello internazionale i vari territori in un’ottica integrata secondo gli standard del marchio ADRION è stato realizzato il sito www.adrion.forumaic.org dal quale è possibile visitare virtualmente le località turistiche dell’area. Inoltre verrà favorito lo sviluppo di conoscenze e competenze tra gli operatori del settore sui temi del sistema turistico internazionale, della costruzione e gestione del prodotto turistico, dello sviluppo del sistema di qualità e del marketing territoriale nel rispetto di forme di turismo sostenibile e di ecoturismo, attraverso formazione e assistenza nella realizzazione di pacchetti turistici che contemplino la presenza di più mete dei diversi Paesi del bacino. TAVOLO DELL’AMBIENTE I rappresentanti degli enti, istituzioni, centri di ricerca, agenzie per l’ambiente ed operatori privati albanesi, montenegrini, italiani, bosniaci, croati e greci, che hanno partecipato ai lavori del tavolo si sono dichiarati favorevoli alla denominazione di “Area Particolarmente Sensibile (PSSA) “per il mare Adriatico, zona dove sviluppare pratiche di tutela e salvaguardia dell’ambiente marino e costiero. Per realizzare tale ambizioso progetto si lavorerà insieme per programmare attività e progetti in modo sinergico e strategico, seguendo una serie di priorità, in primis una conoscenza approfondita sulla situazione ambientale dell’area. L’ac- quisizione di dati e di informazioni più precise su tutte le attività collegate alle acque marine, è evidentemente necessaria per un confronto serio tra i dati ambientali che pertanto dovranno essere raccolti da ogni singolo Paese riferendosi a specifici indicatori. L’iniziativa verrà promossa dall’Istituto di oceanografia e pesca di Spalato che per svolgere tale attività cercherà il sostegno finanziario dell’Unione europea candidando il progetto al fondo IPA. Sempre in ambito portuale è stato proposto di monitorare e migliorare la raccolta dei rifiuti, da quelli prodotti per le attività specifiche di funzionamento delle navi a quelli prodotti dalle navi da crociera. TAVOLO DEI TRASPORTI Il Tavolo di Lavoro sui Trasporti è stato protagonista di un interessante e vivace dibattito animato dai rappresentanti delle Autorità Portuali di Ploce, Rijeka, Spalato, Ancona, Durazzo e Igoumenitsa, che hanno presentato i rispettivi piani di sviluppo e le principali strategie in atto. I dati forniti dall’Osservatorio sul traffico marittimo in Adriatico e Ionio relativi al 2007 hanno mostrato alcune tendenze chiare che dovranno guidare le scelte delle Autorità Portuali. Il traffico passeggeri nel bacino ha raggiunto i 9 milioni di unità, in leggera crescita rispetto ai 12 mesi precedenti. Lo scalo di Bari ha rafforzato la sua leadership, raggiungendo i 1.780.000 passeggeri, distanziando Ancona (1.500.000 passeggeri, secondo porto del bacino) e Venezia. Il movimento crocieristico mostra una grande vitalità e stanno emergendo nuove mete, a fianco di quelle classiche (Venezia, Dubrovnik e Bari), tra cui anche Ancona (che nel 2007 ha registrato quasi 40 mila presenze ed è in rapida crescita, seppur molto lontano da Venezia che ha raggiunto 1 milione di presenze). Nel corso del 2007 i passeggeri delle navi da crociera che hanno viaggiato nell’Adriatico-Ionio sono stati 2 milioni. Nel 2007 sono state movimentate 217 milioni di tonnellate di merci, dato immutato ri- Quieconomia 9 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 10 spetto a quello del 2006. Continuano a crescere gli scali orientali, in particolare Koper, Rijeka e Ploce, mentre mostrano qualche segno di difficoltà quelli italiani, sebbene Taranto e Trieste mantengano saldamente la leadership, oltrepassando entrambi i 45 milioni di tonnellate; Ancona, con 9,1 milioni di tonnellate di merci, si colloca in una posizione intermedia e stazionaria. Il segmento container continua ad ampliare i propri volumi, toccando nel 2007 i 2,2 milioni di teus (unità di misura dei container), + 7% rispetto al 2006, frutto dell’aumento medio del 25% ad eccezione dell’hub di Taranto che vede ridursi il traffico container del 15%, sul quale influiscono le scelte nei collegamenti diretti con i mercati effettuate dalle società di spedizione. Ancona è passata dai 76.496 Teus del 2006 ai 87,193 del 2007 (+14%) ed è il sesto porto dell’area, dopo Venezia, Koper, Trieste, Ravenna e Rijeka (ovviamente esclusa Taranto). I porti dell’area che oggi svolgono attività all’interno di uno scenario di concorrenza internazionale in continua evoluzione vedono nella progressiva integrazione dei Paesi dell’Adriatico orientale nell’UE, una nuova opportunità di sviluppo. Questo allargamento ad Est dell’UE può far recuperare al mare Adriatico un ruolo di centralità negli scambi nell’intero Mediterraneo e per centrare l’obiettivo, la realizzazione di corridoi trasversali intermodali che consentano lo sviluppo sostenibile dei traffici tra i porti italiani e le regioni Il Forum per sostenere lo sviluppo economico dell’area si è dotato della Corte Internazionale dell’Adriatico e dello Ionio, l’istituzione che fronteggia i problemi derivanti dalla presenza di ordinamenti differenti, basati su principi giuridici eterogenei che possono risultare un ostacolo allo sviluppo delle relazioni e dei traffici nell’area transfrontaliera. L’organismo offre qualificati servizi di arbitrato, di conciliazione, di arbitraggio e di perizia contrattuale, permettendo di risolvere eventuali controversie tra operatori appartenenti a Paesi diversi dell’area in modo rapido 10 Quieconomia dell’Europa sud-orientale è risultata un elemento essenziale. Il confronto sulla realizzazione di nuove infrastrutture portuali e dei collegamenti tra porti e reti di trasporto è risultato necessario per individuare uno sviluppo integrato con ricadute sia nel comparto passeggeri che container, di cui è prevista una forte crescita In particolare, in un’ottica di integrazione delle offerte turistiche che punta ad affermare “Adrion” come unica identità adriatico-ionica presso i potenziali viaggiatori è apparso necessario collaborare per cogliere nuove opportunità economiche anche nel segmento crocieristico. TAVOLO DELL’AGRICOLTURA Durante i lavori del tavolo sono state affrontate tematiche attinenti ai settori olivicolo e vinicolo in particolare si è focalizzata l’attenzione su come affrontare la competizione nel mercato globale. La sfida che può essere vinta solo presentando prodotti di qualità ai mercati internazionali, deve però essere sostenuta da azioni di supporto. I progetti realizzati in tale contesto negli ultimi anni sono stati 5 e tre di questi riguardano principalmente il settore olivicolo: Cooperative: Strategia per i Balcani (settembre - dicembre 2004); Scambio di know how strategia per i Balcani (gennaio – marzo 2006); Corso per l’ idoneità fisiologica all’assaggio di oli d’oliva vergini (gennaio – marzo 2008). e agevole, nel rispetto dei principi di riservatezza e privacy. Fornendo assistenza giuridica e commerciale agli operatori della regione, la Corte contribuisce ad incentivare lo sviluppo dei rapporti economico-commerciali e ad incrementare gli scambi nell’area ponendosi quale elemento di competitività e di valore aggiunto per tutto il sistema imprenditoriale. Nei prossimi mesi la Corte sarà impegnata nella realizzazione di roadshow e corsi per la diffusione dell’arbitrato e della conciliazione presso tutti i Paesi dell’area adriatico-ionica. Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 11 Makarska Croazia Nel complesso, tali progetti hanno formato circa 100 operatori del settore sulle tematiche della progettazione comunitaria, cooperazione allo sviluppo, sicurezza alimentare, etichettatura, marketing del prodotto agroalimentare. Nello specifico in occasione dell’ultimo progetto realizzato corso per l’ idoneità fisiologica all’assaggio di oli d’oliva vergini sono stati rilasciati 22 attestati ai sensi dei regolamenti comunitari ed italiani in materia. Sempre per il settore olivicolo, in crescita nell’area balcanica, esistono ottime produzioni, ma vanno stimolate attività che guidano i consumatori nel riconoscimento di un buon olio d’oliva extravergine di qualità. Vanno, inoltre sostenuti congiuntamente anche tutti quei comportamenti finalizzati ad elevare la qualità delle produzioni. Prendendo spunto dal progetto realizzato in Croazia lo scorso anno per la formazione di sommelier di olio vergine d’oliva, si riproporrà il progetto coinvolgendo un maggior numero di Paesi. Inoltre tutti i territori dell’area verranno coinvolti in una manifestazione internazionale di ampio respiro che consenta una maggiore visibilità dei produttori e la valorizzazione del patrimonio olivicolo, abbinando le attività ad azioni promozionali e culturali. Per quanto riguarda il vino, si allargherà il gruppo di Paesi partecipanti al progetto “Rete Europea dei Vini a tonalità Verde”, che dal 2006 coinvolge l’Italia e la Spagna nella promozione congiunta dei territori produttori di Verdicchio. Slovenia, Portogallo e alcuni Paesi dell’area Balcanica producono vini con caratteristiche similari al Verdicchio e potrebbero essere coinvolti in una promozione integrata dei rispettivi territori di produzione, veicolata attraverso il binomio vino-cultura. TAVOLO DELLA PESCA Al tavolo della pesca, che ha affrontato questioni legate alla gestione delle risorse ittiche dell’Adriatico da un punto di vista scientifico, economico e commerciale, erano presenti i rappresentanti istituzionali della ricerca e gli imprenditori croati, montenegrini, italiani, albanesi e greci. Quieconomia 11 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 12 I partecipanti ai lavori hanno concordato sulla necessità di creare una rete di produttori del settore pesca transnazionale che consenta un’autogestione inquadrata in un contesto di regole istituzionali favorendo così lo scambio di esperienze e conoscenze per arrivare ad una strategia comune che valorizzi le risorse ittiche e l’economia. A sostegno del settore si è ritenuto strategico promuovere una serie di eventi a fruizione pubblica che coinvolga tutta la filiera, dai pescatori alla distribuzione e alla ristorazione. I marchigiani si sono inoltre offerti di mettere a disposizione dei colleghi stranieri la loro esperienza nei mercati ittici per favorire anche negli altri mercati dell’area adriatico-ionica un controllo sanitario, statistico e fiscale del pescato eliminando così ogni forma di speculazione e favorendo garanzie di correttezza commerciale a pescatori, acquirenti e consumatori. TAVOLO DELL’IMPRENDITORIA FEMMINILE A questa edizione sono state presenti per la prima volta il Comitato I.F. di Bari; la Camera di Commercio greca di Agrinio e le rappresentanti istituzionali della Provincia di Ancona, oltre alla Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche che ha illustrato un progetto sperimentato con la Camera di Ancona per la formazione di donne “over 40” da reinserire nel settore del turismo. Ai lavori ha partecipato anche il rappresentante del Ministro dell’Economia di Bosnia che ha illustrato il piano degli incentivi economici alle imprese donna, che presentano cifre interessanti e sempre in crescita. Tutte le partecipanti hanno condiviso l’idea che per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile occorre seguire una strategia che, attraverso la presentazione di progetti, rafforzi le capacità amministrative, incentivi la partecipazione alle decisioni ed allarghi i rapporti tra imprese e istituzioni. Il Forum ha visto una folta partecipazione dalle Marche ed è stato animato dalla presenza attiva della Provincia di Ancona, della Regione Marche e del Comune di Ancona. Abbiamo interpellato i partecipanti per conoscere il loro punto di vista sulle giornate croate. Patrizia Casagrande Presidente della Provincia di Ancona L’Unione Europea ci mette nelle condizioni di stabilire proficue relazioni culturali, economiche e commerciali con altri Paesi, in direzione di una crescita comune. L’ottavo Forum delle Camere di Commercio ci ha fornito un’occasione importante per stringere rapporti con i Paesi dei Balcani e condividere con essi una progettualità intorno a un mare che ci unisce. Non a caso il tavolo di lavoro dei trasporti era il più affollato, insieme a quello dell’imprenditoria femminile. Un confronto serio, vivace, autentico, al quale ciascuno dei partecipanti ai diversi tavoli si è preparato con puntualità ma, anche, con la disposizione a negoziare pur di giungere a conclusioni concrete, stringenti, utili allo sviluppo di una grande area intorno a un mare storicamente strategico nel campo degli scambi. Un confronto suggellato da quei momenti di convivialità che rinsaldano i rapporti interpersonali di conoscenza, disponendoli ad un’apertura che trasforma i propositi progettuali in miniere di nuove idee da commisurare realisticamente alla loro possibilità di realizzazione. A questo proposito non si può che salutare con grande favore la recentissima sede del Segretariato dell’Euroregione Adriatica ad Ancona e continuare a impegnarsi autorevolmente con le forti motivazioni emerse a Makaska. Il Forum delle Camere di Commercio è un’occasione che non vogliamo, né possiamo lasciarci sfuggire per contribuire a sanare le divisioni politiche, sociali ed economiche che sottilmente sembrano pervadere il nostro presente. Concludo con un sincero ringraziamento al presidente Giampaolo Giampaoli e a tutti i partecipanti, con la volontà politica di raggiungere nuovi traguardi nell’immediato futuro. 12 Quieconomia Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 13 Loredana Pistelli Assessore Porti ed aeroporti, Pari Opportunità, Viabilità, Governo del territorio Regione Marche Ho partecipato con molto interesse alla VIII Edizione del Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio: iniziativa in cui si confrontano idee, progetti e volontà di lavorare insieme per uno sviluppo positivo di tutta l’area adriatico-ionica. Le tematiche affrontate del turismo, porti, pesca, imprenditoria femminile sono di interesse generale. Le Camere di Commercio – che, per loro natura, “tengono insieme” imprenditoria, organizzazioni sindacali e di categoria, possono svolgere in questo ambito un’importante funzione di “collante”, in relazione alle tante iniziative che sviluppano altri Forum come quello delle città, delle Università, delle Regioni. Sarà infatti necessario, come è stato affermato durante i lavori del Forum, cogliere tutte le opportunità possibili e costruire proficuamente percorsi ed iniziative sulla base di un’accurata valutazione delle potenzialità esistenti. Il lavoro del Forum, condiviso negli anni, ha attirato l’attenzione di tante Istituzioni e degli imprenditori interessati ad investire e consolidare le proprie attività. A mio avviso, una crescita economica non solo della nostra Regione ma anche dei paesi dell’altra sponda, significa maggiore stabilità e consolidamento del processo di pace. Penso, quindi, che questo appuntamento annuale sia molto importante – anche per costruire rapporti personali e di amicizia - e ritengo che il ruolo delle Camere di Commercio possa rappresentare quel motore indispensabile per iniziative di crescita economica e culturale, per uno sviluppo compatibile e per la qualità della vita per tutti. Emilio D'Alessio Assessore allo Sviluppo Sostenibile, Agenda 21, Governance, Politiche Europee, Relazioni Internazionali, Cooperazione allo Sviluppo, Informazione, Comunicazione, Innovazione, Marketing Territoriale del Comune di Ancona Il bacino adriatico-ionico ha acquisito una nuova centralità nell’Europa a 27, i cui confini raggiungono ormai il Mar Nero. Le nostre regioni non sono più il confine orientale dell’Unione e si collocano oggi al centro del panorama politico ed economico europeo. Lo sviluppo e la vitalità delle comunità adriatiche è testimoniato anche dalla crescita delle reti regionali, a cominciare dal Forum delle Città e da quello delle Camere di Commercio. La condivisione degli obiettivi, lo scambio di esperienze, la consapevolezza della necessità di lavorare in rete sono al centro di queste istituzioni, ambedue nate ad Ancona e ormai stabilmente insediate nel capoluogo delle Marche. La città di Ancona recita quindi un ruolo davvero speciale, che rappresenta anche una grande responsabilità nei confronti di tutti gli associati ai nostri Forum. Che Ancona stia diventando una sorta di capitale adriatica lo dimostra anche la recente inaugurazione della sede del Segretariato dell’Iniziativa Adriatico Ionica. Il Segretariato, che riunisce i governi degli otto stati della Regione, è uno strumento prezioso e di grande prestigio istituzionale, ma il ruolo dei Forum delle Città e delle Camere di Commercio non è certo meno importante. Come è giusto ricordare che i nostri Forum sono nati dal basso, con la passione e la volontà dei singoli associati che continuano a dedicare a queste strutture le proprie risorse e competenze. La sessione del Forum delle Camere di Commercio di Makarska ha dimostrato la vitalità e le straordinarie potenzialità di questo network, che in pochi anni si è consolidato fino a diventare un referente essenziale per le politiche economiche della regione adriatico-ionica. Le risorse finanziarie disponibili nel nuovo programma europeo 2007-2013 offrono grandi opportunità di sviluppo alle nostre comunità. Per gestire con una visione strategica questi processi è essenziale rafforzare la collaborazione tra le amministrazioni e le imprese, costruire assieme un modello di sviluppo sostenibile che garantisca la qualità della vita, l’occupazione, il benessere economico, la pace. Il Forum delle Camere di Commercio e il Forum delle Città dell’Adriatico e dello Ionio dovranno rafforzare ancora di più i rapporti di collaborazione, offrendo ai nostri territori e alle nostre imprese la possibilità di essere parte di un grande disegno politico ed economico, in una regione che guarda al futuro con fiducia e legittima ambizione. (*) Responsabile comunicazione dell’Azienda Speciale “Ancona Promuove” Quieconomia 13 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 14 PUNTI DI VISTA LE CATEGORIE A proposito di commercio INTERVISTA A MASSIMILIANO POLACCO La “bottega” si trasforma a cura dell’Ufficio Comunicazione La rubrica Punti di Vista accoglie in ogni numero di Qui Economia l’opinione di un rappresentante delle diverse categorie economiche del territorio. E’ ora la volta del Commercio e del Turismo, di cui ci parla Massimiliano Polacco, Direttore della Confcommercio della provincia di Ancona e consigliere della Camera di Commercio per il settore commercio e turismo. Innanzitutto vorremmo avere una sua riflessione sulla congiuntura economica in generale. La crisi a livello nazionale, causata principalmente dal costo dei beni di consumo primario e dall’aumento dei carburanti, spinge il settore del commercio a puntare su un modello di vendita moderno, caratterizzato da qualità, specializzazione, integrazione con attività dedicate al tempo libero. E’ evidente che siamo all’inizio di questo processo di trasformazione e che il modello di riferimento per il commercio italiano rimane la “bottega”, opportunamente rivisitata e corretta, integrata da nuove formule innovative di vendita di medie strutture ben integrate con il territorio, e che il moltiplicarsi dei segmenti dell’offerta commerciale diverrà un’opportunità per consentire crescita produttiva e capacità innovativa a questo settore economico. Quale è invece oggi la situazione del commercio e del turismo provinciale? Nella nostra provincia c’è grande equilibrio tra il settore dell’industria e del commercio, entrambi mantengono un valore aggiunto per il territorio, che non ha uno specifico settore in crisi, come invece vediamo per le altre province della regione. 14 Quieconomia Massimiliano Polacco Direttore della Confcommercio della provincia di Ancona Con l’internazionalizzazione delle produzioni e con la delocalizzazione degli impianti produttivi si corre il rischio di perdere posti di lavoro, ma per far continuare a funzionare il nostro sistema provinciale basato sul modello delle piccole e medie imprese bisogna garantire il giusto mix tra produzioni e terziario. Il settore provinciale del commercio, a seguito del processo di liberalizzazione realizzato essenzialmente con la riforma varata nel 1998 dal ministro Bersani, non ha registrato stagnazioni, ma non ha nemmeno continuato a crescere. Nell’ultimo periodo abbiamo osservato da una parte un significativo rallentamento degli eser- Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 15 cizi, in particolare quelli tradizionali, mentre dall’altra osserviamo che stanno crescendo alcune formule distributive come il franchising, sia per gli esercizi presenti nei centri commerciali che per quelli posizionati ad Ancona e nei maggiori centri della provincia (Jesi, Senigallia, Osimo e Fabriano). Bisogna comunque evidenziare che l’apertura di grandi centri commerciali, quando manca pianificazione e gestione nel rilascio di autorizzazioni per le medie e grandi strutture, rappresenta un grave problema per il commercio al dettaglio e per le medie strutture. Mi auguro che questa disorganizzazione venga fronteggiata e risolta grazie alla Regione Marche, che con il sostegno della Confcommercio, sta creando un Osservatorio sul commercio nella regione Marche che fotograferà l’esistente e gestirà la future aperture, insieme agli altri enti pubblici preposti, seguendo un criterio definito che prevede la localizzazione di nuove grandi strutture di vendita in base alle esigenze della popolazione senza creare problemi di ordine sociale e di impatto ambientale. Stiamo anche osservando che gli esercizi tradizionali, in particolare per le produzioni tipiche e per le attività turistiche, stanno integrando le attività di vendita con l’e-commerce. Il turismo sta affrontando la crisi economica e la concorrenza di altre mete turistiche. Un grosso sforzo per la promozione del territorio lo stiamo facendo direttamente come Confcommercio e grazie alla collaborazione della Camera di Commercio di Ancona stiamo presentando le bellezze della nostra provincia sui mercati internazionali. Quest’anno abbiamo realizzato, grazie al lavoro svolto da Ancona Promuove, Azienda Speciale per l’internazionalizzazione, e dal suo Desk Mosca una missione in Russia in rappresentanza dei tour operator locali e abbiamo partecipato alla MITT 2008, una delle principali fiere del settore e la più importante del segmento per la Federazione Russa. Visto l’interesse dimostrato dai tour operator russi credo che già nei prossimi mesi realizzeremo la seconda fase del progetto con un incoming. Questo comunque non toglie che stiamo quindi vivendo una fase difficile, ma che può essere superata puntando su servizi di qualità come: 1) crescita qualitativa dell’accoglienza (dai servizi in camere all’istallazione della rete wireless) ed ampliamento fino al 20% la struttura ricettiva per superare le barriere architettoniche, per introdurre l’utilizzo di fonti rinnovabili e per migliorare e ampliare gli spazi e i servizi a disposizione dei clienti, ci riferiamo ad esempio alla possibilità di creare spazi per wellness e benessere ecc; il tutto con la prospettiva di arrivare ad una superiore qualificazione della struttura. Purtroppo il processo è rallentato dalla “miopia” dei Comuni, per i quali è obbligatorio il parere, che non hanno approvato le modifiche alle specifiche norme urbanistiche. Proprio per favorire il miglioramento degli standard qualitativi delle strutture, abbiamo individuato fondi europei che contribuiranno a sostenere opere di riqualificazione e saranno fruibili grazie alla Delibera Legislativa n. 35 approvata dal Consiglio Regionale del 4 luglio 2006. 2) puntare sul comparto enogastronomico, cresciuto molto negli ultimi anni e sugli eventi, come fiere,feste, concerti, integrandoli con offerte turistiche. In particolare quale pensa che potrebbe essere il ruolo della Camera di Commercio di Ancona rispetto ai due settori? La Camera di Commercio di Ancona deve proseguire sulla strada della promozione economica, nazionale e internazionale, svolgendo quel ruolo di referente e di coordinatore di tutte le attività. Con Ancona Promuove inoltre abbiamo la possibilità di studiare e conoscere nuovi mercati, attività fondamentale per fa scoprire il territorio. Inoltre dobbiamo continuare a collaborare e intensificare le attività di formazione e di aggiornamento destinate agli operatori economici, offrendo quindi un reale supporto alla loro attività. Quieconomia 15 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 16 I PROTAGONISTI DEL TERRITORIO INTERVISTA A TONINO PERINI La fiducia tra banche e imprese fa grande il territorio di Silvia Veroli (*) Imprenditore, direttore di Banca Marche, Sindaco di Ripe, consigliere della Camera di Commercio di Ancona, Tonino Perini ha coniugato in questi anni ruoli differenti e fondamentali per l'economia provinciale. Nell'ultima edizione del Premio Fedeltà al Lavoro e Progresso Economico, la Camera di Commercio di Ancona ha deciso di assegnargli il Premio Speciale per il grande impegno profuso e il prezioso contributo apportato allo sviluppo economico del territorio negli anni di densa e proficua attività nell'ambito del sistema creditizio locale, nazionale e internazionale. Qui Economia gli dedica in questo numero la rubrica "I Protagonisti del territorio". Quale è, a suo avviso, il ruolo del sistema creditizio in generale per la crescita del tessuto economico provinciale e in particolare, quale può essere il ruolo di una banca sita sul territorio? Le istituzioni bancarie, grazie alla conoscenza diretta dei soggetti economici, svolgono un ruolo di rilievo sul territorio, a sostegno in particolare delle imprese, e possono essere uno dei soggetti intermediari delle politiche e delle risorse messe a disposizione dalle Istituzioni locali. Banca Marche, grazie alle numerose iniziative che concretizza, sostiene da sempre il tessuto produttivo locale, contribuendo al mantenimento del livello di occupazione, che nella nostra regione rispetto ad altre realtà si conferma relativamente elevato, e al benessere delle famiglie marchigiane. 16 Quieconomia Il nostro Istituto ha consolidato nel tempo il legame profondo con la comunità: siamo convinti che in un mercato sempre più esteso e, allo stesso tempo, concentrato tra operatori di dimensione sempre più grande “la vicinanza al territorio” esprima un fattore critico di successo. La Banca si definisce “locale” in quanto partecipa al sostegno e allo sviluppo del territorio di riferimento, indipendentemente dalla propria dimensione. Vorremmo conoscere il suo pensiero sull’ opportunità del contributo delle banche al finanziamento dell’innovazione, specialmente nella nostra regione. Il rapporto statistico camerale dell’ultima Giornata dell’Economia, rileva infatti che nella Marche l’attenzione e gli investimenti nella ricerca di nuove soluzioni produttive deve ancora migliorare considerato che solo lo 0,5% del PIL viene dedicato alla ricerca e sviluppo. Banca Marche è da sempre attenta alle nuove esigenze espresse dal territorio e con particolare attenzione al sostegno dell’imprenditorialità. Il nostro Istituto ha attivato convenzioni con le diverse Pubbliche Amministrazioni erogatrici di contributi indirizzati alla ricerca e al- Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 17 lo sviluppo (in base, per esempio, a quanto enunciato dalla Legge 46/82 “Fondo per l’innovazione tecnologica” e dalla Legge 598/94 della Regione Marche). Dal nostro osservatorio privilegiato possiamo affermare che, relativamente agli investimenti in R&S, le imprese potrebbero certamente impegnarsi di più, prova ne sia che, tra il 2005 e il 2006, Banca Marche ha messo a disposizione delle imprese 20 milioni di euro per finanziare progetti di R&S per i quali allora erano terminati i fondi di incentivazione a carattere nazionale ma, nonostante condizioni economiche assolutamente competitive, nessun finanziamento è stato attivato. Secondo lei, quali cambiamenti impone al sistema finanziario la sfida dello sviluppo sostenibile? La sfida allo sviluppo sostenibile rappresenta oggi una delle “funzioni sociali” prioritarie per Banca Marche che, data la vicinanza al territorio, intende favorire e promuovere uno sviluppo economico compatibile con l’equità sociale e gli ecosistemi, operante, quindi, in regime di equilibrio ambientale. Per quanto attiene agli interventi a favore del territorio, dell’ambiente e della responsabilità sociale d’impresa Banca Marche ha razionalizzato l’offerta dei finanziamenti destinati alla produzione di “energia pulita” estendendo, fino a 15 anni, la durata massima dei prestiti chirografari finalizzati all’acquisto di impianti fotovoltaici. Per poter fornire la massima diffusione tra il pubblico delle predette facilitazioni creditizie, la Banca ha sottoscritto un Accordo Quadro con il Gestore del sistema elettrico (GSE) per la retrocessione delle tariffe incentivanti previste dalla normativa che regola il “Conto Energia”. A completamento dell’offerta, a seguito delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge Finanziaria 2007, la Banca ha previsto anche la concessione dei prestiti chirografari con durata massima fino a 10 anni per la realizzazione degli interventi finalizzati al risparmio energetico. Sempre in tema di sviluppo ed utilizzo di “energia pulita” la Banca sta prendendo accordi con ESCO (Energy Service Company) so- cietà specializzata nella realizzazione di interventi necessari ad ottenere risparmi energetici. Sempre con riferimento agli interventi a favore dell’ambiente la Banca ha erogato, infine, finanziamenti a tassi agevolati ad enti locali ed Enti pubblici finalizzati al miglioramento delle reti idriche. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al contratto stipulato con la BEI, Banca Europea degli Investimenti. Quali attività potrebbero realizzare le banche per sostenere processi di internazionalizzazione ? Considerando che le imprese marchigiane hanno notoriamente dimensioni medio-piccole, le banche devono orientare il proprio supporto verso tale target di clientela, che molto spesso realizza una internazionalizzazione cosiddetta “primaria”, ovvero esporta direttamente dall’Italia senza creare strutture commerciali o produttive all’estero. In questo contesto Banca Marche sviluppa l’attività di consulenza alle imprese, attraverso un proprio desk “estero”, sui sistemi di pagamento e sulle normative internazionali, affinché gli operatori economici siano in grado di percepire i rischi del commercio internazionale e possano adottare i mezzi più idonei per proteggersi da tali rischi. Per quanto riguarda invece le imprese che intendono creare all’estero proprie strutture, le banche devono potenziare la propria offerta di servizi direttamente sull’estero e, considerando che è impossibile, anche per un grande gruppo bancario, avere proprie filiali in tutti i Paesi del mondo, Banca Marche ha ritenuto opportuno privilegiare i rapporti di corrispondenza con banche estere locali. Le aziende, talvolta, lamentano il non sufficiente supporto degli istituti di credito che a loro volta chiedono agli imprenditori maggiore trasparenza e maggiore capacità di illustrare con chiarezza i propri progetti aziendali. Come migliorare il rapporto tra il mondo del credito e quello delle imprese? Quale ruolo potrebbe svolgere in questo sen- Quieconomia 17 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 18 so la Camera di Commercio? I cambiamenti normativi connessi agli accordi di Basilea II si apprestano a determinare profonde revisioni nel rapporto Banca-Impresa. In quest’ottica il ruolo della Banca dovrà sempre più avvicinarsi a quello di “partner finanziario” dell’imprenditore; non più quindi un “mero finanziatore” con ottica impostata la breve periodo, ma consulente d’impresa, proiettato su orizzonti temporali di medio-lungo termine. Ovviamente il supporto che la Banca riuscirà a fornire all’impresa, specie in termini di valorizzazione dei punti forza, sarà direttamente proporzionale alla trasparenza informativa del rapporto, necessaria alla Banca per una conoscenza più approfondita sia dell’impresa che del micro-mercato, e all’impresa per una piena consapevolezza sulle aspettative che il mercato del credito ha in termini di struttura patrimoniale, dei debiti e più in generale sugli assets dell’impresa. In questa logica e con questi obiettivi sarà importante, da parte delle imprese, rivedere le logiche di multiaffidamento, per rendere il rapporto Banca-Impresa maggiormente collaborativo. In questi processi la Camera di Commercio potrà continuare a svolgere il proprio ruolo di supporto agli imprenditori, ai fini della nascita di nuove imprese e dello sviluppo, crescita e internazionalizzazione di quelle esistenti; potrà rappresentare inoltre un valore aggiunto per lo sviluppo del territorio la diffusione nel mondo imprenditoriale, da parte della Camera di Commercio, della convinzione della necessità di implementare tra Banca e Impresa, un rapporto di fiducia e di trasparenza,anche con specifiche iniziative di formazione. Infine ci piacerebbe avere una sua riflessione sulle conseguenze dell’applicazione degli ACCORDI DI BASILEA 2 anche in relazione al rapporto con i Consorzi Fidi. I recenti sviluppi del mercato del credito coinvolgono in primis l’aspetto istituzionale dell’attività dei Confidi, ovvero il loro ruolo di garanti delle imprese socie o associate. Per i Confidi che riusciranno a dotarsi di un’adeguata solidità patrimoniale e strutturale sarà necessario allineare le garanzie concesse, qualora non lo siano ancora, alle regole di Basilea II (garanzia diretta, esplicita, incondizionata ed irrevocabile), mentre per i Confidi che non dovessero trasformarsi in Intermediario Vigilato sarà necessario, al fine potenziare il ruolo di agevolazione dell’accesso al credito delle PMI, stringere una maggiore collaborazione con il sistema bancario nella gestione del processo di selezione e affidamento delle imprese. L’accesso al credito per le imprese di minori dimensioni, connesso agli accordi di Basilea II, sarà certamente agevolato dal maggior ruolo che sono destinati quindi a giocare i Confidi, le cui garanzie non erano riconosciute dagli accordi di Basilea I ai fini della mitigazione del rischio (con riferimento al parametro della loss given default) e della riduzione del capitale minimo da detenere a fronte di quel rischio stesso, con risvolti positivi anche in termini di costo del finanziamento. In questo senso si inserisce la necessaria collaborazione tra Banca e Confidi, al fine di mettere a fattor comune le rispettive competenze. Il Confidi è infatti nella posizione più adatta per svolgere una funzione complementare alla più tradizionale istruttoria per la concessione del fido della Banca, riuscendo ad integrare gli elementi quantitativi deducibili dai bilanci con valutazioni di tipo qualitativo e prospettico. Il Confidi, come anche l’Associazione di Categoria, può quindi giocare un ruolo fondamentale nel miglioramento della “trasparenza informativa” del mercato e quindi nelle scelte di affidamento della Banca, influenzando l’attribuzione del rating e le connesse dinamiche del prezzo, consentendo alle imprese virtuose vantaggi in termini di costo del finanziamento. Il riconoscimento reciproco e la valorizzazione dei rispettivi ruoli rappresenta quindi un punto strategico nella collaborazione Banca-Confidi, sia in termini commerciali sia in termini di efficienza di funzionamento del processo del credito, che potrà generare vantaggi in termini di riduzione dei tempi di risposta alle richieste di affidamento, a tutto vantaggio delle imprese. (*) Addetta stampa della Camera di Commercio di Ancona 18 Quieconomia Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 19 ATTIVITÀ CAMERALE ECONOMIA analisi annuale IL POLSO DELL'ECONOMIA PROVINCIALE CON UN APPROFONDIMENTO SUL TURISMO DI QUALITÀ a cura dell’Ufficio Comunicazione a Giornata dell’Economia si conferma come occasione preziosa per affrontare l’analisi della situazione economica nella sua dimensione territoriale. Accanto alla consueta analisi statistica dei diversi aspetti economici del tessuto imprenditoriale provinciale e alla diffusione dei relativi dati, l’edizione 2008 dell’iniziativa ha visto ad Ancona l’approfondimento di un settore specifico: il Turismo. Per questo all’interno della Giornata dell’Economia 2008 organizzata dall’Ente camerale di Ancona si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati alle strutture ricettive della provincia che hanno ottenuto il Marchio di Qualità ISNART. La presentazione del Rapporto Economico provinciale è stata curata da Gian Luca Gregori, docente di Marketing della Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” dell’Università Politecnica L delle Marche, mentre è stata Flavia Maria Coccia, direttore operativo ISNART, a presentare la relazione sul Sistema Turistico della provincia di Ancona. Sono intervenuti l’assessore al Turismo della Provincia di Ancona, Carlo Maria Pesaresi, l’Europarlamentare Luciana Sbarbati, il consigliere del Comune di Ancona Livio Rocchi, Anna Rita Nicoletti per il Sistema Turistico Riviera del Conero, Pietro Alessandrini docente di Economia Monetaria della Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche, Filippo Schittone Direttore di Assindustria Ancona, Aldo Roscioni titolare dell’Hotel Fortino Napoleonico di Portonovo-Ancona. SINTESI DEI DATI La demografia delle imprese: nel 2007 il tasso di crescita delle imprese della provincia ha raggiunto lo 0,75%, riportandosi in linea con la media nazionale dopo alcuni anni in cui era stato inferiore. Le nuove iscrizioni sono state 3.352, le cancellazioni 3.000 ed oggi nella nostra provincia sono registrate 46.839 imprese, una ogni 10 abitanti. Quieconomia 19 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 20 NON SOLO IMPORT/EXPORT MA SOPRATTUTTO FLUSSI DI CONOSCENZA E DI RELAZIONI Nel periodo tra il 2002 ed il 2007 le esportazioni della provincia di Ancona sono passate da 3.315 milioni di € a 4.624 milioni di € e rappresentano il 37,5 % del totale delle esportazioni delle Marche. Le importazioni, nello stesso periodo, sono invece passate da 1.902 milioni di € a 3.013 milioni di € e rappresentano il 41,6 % del totale delle importazioni delle Marche. Sul punto “Quale internazionalizzazione”, il prof. Gianluca Gregori, Docente di marketing facoltà di economia — Università Politecnica delle Marche, ha commentato: “La visione tradizionale del processo di internazionalizzazione (concepita come esportazione e investimenti diretti esteri) non appare sufficiente per cogliere la nuova forma dell’internazionalizzazione a rete. E’ necessario soffermarsi ad analizzare come evolvono le filiere e come sono strutturate. Sono diversi anni che l’internazionalizzazione, quella vera, è divenuta invisibile alle statistiche del commercio e degli scambi, passando per altri binari meno rilevati ma più rilevanti. In una relazione a rete lo scambio essenziale è quello del coordinamento nella divisione del lavoro e della condivisione delle conoscenze impiegate. Forme invisibili di propagazione sbloccano la conoscenza in precedenza accumulata all’interno di sistemi chiusi e la mettono in circolo nella rete delle comunicazioni internazionali, creando inizialmente degli squilibri a livello locale, ma aprendo nuovi continenti da esplorare per il futuro”. Il PIL pro capite della provincia di Ancona è superiore ai 29 mila euro, nettamente al di sopra della media nazionale. Ancona è 26esima nella graduatoria nazionale (prima nelle Marche) ed è la prima provincia, esclusa Firenze, tra quelle non settentrionali (fonte Unioncamere e Istituto Tagliacarne). Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,5%, mentre in Italia è al 6,1%. Le previsioni elaborate da Unioncamere parlano di un’ulteriore discesa fino al 3,2% nel 2011. Il tasso di occupazione è del 66,2%, molto più alto di quello medio italiano (58,2%) così come si rileva 20 Quieconomia con riferimento alla componente femminile (57,3% nella provincia e 46,6% in Italia) Le esportazioni sono cresciute del 4,8% nel corso del 2007 ed hanno quasi raggiunto i 4,6 miliardi di euro. Per capire quanto è importante il commercio estero per il nostro territorio bisogna tenere in considerazione che il 38% del valore aggiunto della provincia deriva dalle esportazioni, mentre in Italia è il 24%. Si confermano le eccellenze produttive del territorio, in particolare gli elettrodomestici, che rappresentano il 41% dell’export totale, e la cantieristica navale, il cui export nel 2007 è Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 21 cresciuto del 24%, divenendo uno dei punti di riferimento del settore a livello mondiale. Nelle Marche l’attenzione e gli investimenti nella ricerca di nuove soluzioni produttive deve ancora migliorare, considerato che lo 0,5% del PIL viene dedicato alla ricerca & sviluppo. C’è però una novità interessante: il numero degli addetti in attività ad alto contenuto di innovazione è in aumento, grazie al contributo sia delle università che delle imprese. Si tratta di segnali importanti per portare il nostro territorio ad essere competitivo nei mercati di tutto il mondo. Il commento di Giampaoli “I molti temi trattati nell’edizione di quest’anno - come la demografia del mercato del lavoro, l’innovazione tecnologica, le sfide dell’internazionalizzazione - ci permettono di affermare che, malgrado i diversi elementi di tensione che influiscono sull’economia mondiale, il nostro territorio risponde positivamente, riuscendo a mantenere un buon livello di competitività e di benessere. In riferimento al tema del turismo siamo convinti, da tempo ormai, che l’argomento meriti una considerazione nuova: un paesaggio naturale di bellezza indiscussa e immutata, un patrimonio storico e artistico diffuso, un contesto sociale coeso e privo di tensioni, costituiscono senza dubbio risorse su cui costruire nuove opportunità attraverso una necessaria e auspicabile azione di miglioramento delle strutture ricettive e del prodotto turistico a vari livelli in termini di sostenibilità. La qualità ambientale, oltre che un imperativo categorico per la salvaguardia dei territori (e quindi del pianeta), può essere un modo per differenziare l’offerta turistica, attirando in tal modo anche coloro che manifestano una maggiore sensibilità verso questi aspetti” IL PREMIO ISNART E LE STRUTTURE DELLA PROVINCIA PREMIATE In occasione della sesta giornata dell’economia dedicata al tema del Turismo, sono stati consegnati gli attestati a 30 strutture recettive della provincia di Ancona (tra alberghi, bed&breakfast e country house) che hanno ottenuto il Marchio di Qualità. L’evento rappresenta la fase conclusiva della seconda edizione del progetto Marchio di Qualità nelle imprese del settore turistico, realizzato dall’ente camerale in collaborazione con ISNART, società consortile per azioni che si occupa di realizzare studi e indagini sul turismo, nonché di valorizzare e riqualificare le strutture ricettive. Il numero delle strutture turistiche ritenute idonee a fregiarsi del marchio di qualità, dopo l’applicazione del disciplinare ISNART e la verifica degli standard richiesti, è raddoppiato rispetto allo scorso anno. Scopo del progetto, promosso dal sistema camerale in tutto il territorio nazionale, è quello di dotare le strutture ricettive del territorio provinciale di un marchio di qualità, ovvero un elemento distintivo a garanzia degli standard di servizio (disciplinati da un apposito Regolamento) ed a tutela dell’ospite. L’idea di promuovere il Marchio si inserisce in un’ottica più ampia di miglioramento continuo dell’ospitalità nelle località turistiche, per rispondere meglio alle aspettative e ai bisogni dei clienti italiani e internazionali. Il processo di miglioramento continuo dei servizi, in ogni singola componente, comporta infatti la crescita qualitativa dell’intero sistema turistico e ospitale. La premessa da cui il progetto è partito, è che si vuole favorire la realizzazione di un vero circuito alberghiero/agrituristico/ristorativo di qualità composto da realtà diverse, con caratteristiche e prodotti diversi. Per qualità infatti non si intende un orientamento solo verso proposte raffinate, ad alto prezzo. Anche i piccoli infatti possono essere di qualità e possono quindi ottenere il riconoscimento, purché ne condividano la politica di accoglienza e sappiano rispondere con dei servizi puntuali alle aspettative del cliente oltre che offrire loro un giusto rapporto tra qualità e prezzo. Quieconomia 21 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 22 ECCO LE STRUTTURE CHE HANNO RICEVUTO IL RICONOSCIMENTO Tra queste spicca l’Albergo le Grotte di Genga a cui è andato anche il Premio Ospitalità ISNART. Questo secondo riconoscimento è conferito dall’ISNART sulla base delle preferenze accordate dai clienti di alberghi/B&B e country house rispetto al profilo dell’ospitalità. • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • Hotel Giardino di Numana Hotel Tre Querce di Camerano Hotel Scogliera di Numana L’Antico Mulino di Sirolo Hotel Ritz di Senigallia Senbhotel di Senigallia Hotel Sporting di Ancona Hotel Monteconero di Sirolo Hotel Gentile da Fabriano di Fabriano Hotel Relais Marchese del Grillo di Fabriano Hotel Le Grotte di Genga Hotel Touring di Falconara Marittima Albergo Europa di Ancona Hotel Express by Holiday Inn di Senigallia Klass Hotel di Castelfidardo Hotel Excelsior La Fonte di Portonovo-Ancona Hotel Fortino Napoleonico di Portonovo-Ancona Casale San Gregorio di Ostra Country House il Sassone di Camerano Castello di Monterado Monterado Ca’ del Cardo Staffolo AESIS la Dolce Collina di Jesi Il Grano e le stelle di Senigallia Cascinale la Mimosa di Cupramontana Locanda Palazzo di Arcevia Bellafiora di Osimo Antica Loggia di Fabriano Cantinone di Cupramontana Al Rifugio Divino di Belvedere Ostrense 22 Quieconomia Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 23 ATTIVITÀ CAMERALE CONSUMATORI il costo della vita IL TAVOLO DI ANALISI PROVINCIALE DI PREZZI E TARIFFE A cura dell’Ufficio Comunicazione Al centro dell’attività del nuovo organismo l’informazione esaustiva e corretta ai consumatori con un occhio di riguardo alla comparazione delle tariffe in relazione al costo di servizi fondamentali. a Camera di Commercio di Ancona, da tempo impegnata sul fronte dell’informazione sui prezzi al consumo, in osservanza a quanto previsto dalla Finanziaria 2008 in questi mesi sta collaborando con il Ministero dello Sviluppo Economico per affrontare in modo efficace la problematica del monitoraggio dei prezzi e delle tariffe. Lo scorso febbraio, su indicazione di Uniocamere nazionale, ha attivato il nuovo ufficio Prezzi e Tariffe e nominato una responsabile del servizio che ha il compito di monitorare i prezzi e allo stesso tempo di effettuare una ricognizione sul fronte delle tariffe locali (tariffe per lo smaltimento di rifiuti urbani, tariffe per i servizi idrici e energetici, tariffe sui trasporti locali), che incidono in modo significativo sulle imprese condizionando i prezzi di prodotti e servizi. A questo fine presso l’Ente camerale di Ancona si è costituito il Tavolo di analisi provinciale di prezzi e tariffe che si è insediato ufficialmente in questi giorni; alla prima riunione del nuovo organismo, coordinata dal Presidente Giampaoli, hanno partecipato tutti i componenti rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti, CIA, Coldiretti e Confragricoltura e Unione Provinciale Agricoltori, L Quieconomia 23 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:06 Pagina 24 Assindustria, CNA, Confartigianato, Associazione consumatori, CGIL-CISL-Uil di Ancona, Comune di Ancona, Istat – Ufficio Regionale per le Marche, Facoltà di Economia Giorgio Fuà - Università Politecnica delle Marche. Il Presidente Giampaolo Giampaoli ha evidenziato come il tavolo costituisca una realtà molto significativa, oltre che per i suoi compiti istituzionali, proprio per la rappresentanza di tutte le categorie (economiche, sindacali, dei consumatori e della formazione e ricerca universitaria), in essa contemplata. Riteniamo un’occasione inedita e preziosa questo impegno al confronto periodico su un aspetto tanto centrale della nostra economia. L’Ente che rappresento ha sempre puntato moltissimo sull’importanza della comunicazione che a maggior ragione riteniamo un fattore fondamentale in questo ambito, specialmente in un momento di aumento dell’inflazione a livello nazionale ed europeo; oggi ci sembra particolarmente opportuna l’esistenza di un simile organismo che puntualmente “senta il polso” dell’andamento dei prezzi e delle tariffe e si adoperi per fare chiarezza sulle informazioni a beneficio di produttori e consumatori. Il gruppo ha rilevato in modo unanime la necessità di lavorare soprattutto sull’informazione al consumatore, che deve essere messo nelle condizioni di conoscere e scegliere in modo consapevole in un ventaglio chiaro ed esaustivo di prezzi e tariffe. In particolare il Tavolo di analisi intende ovviare al deficit informativo in tema di tariffe attuando meccanismi di confronto a livello locale in relazione al costo di servizi fondamentali. Il medesimo orientamento è stato indicato dal Ministero dello Sviluppo Economico e da Unioncamere nazionale rappresentati ad Ancona rispettivamente da Bernardo Pizzetti (dirigente ministeriale dell’Ufficio Monitoraggio Prezzi) e da Enzo Maria Tripodi (Istituto nazionale distribuzione e servizi del sistema camerale) entrambi coinvolti al seminario su Prezzi e Tariffe rivolte alle Camere di Commercio di Marche Lazio e Umbria organizzato da Unioncamere Marche il 6 e 7 maggio. Il nostro obiettivo ha spiegato il dott. Pizzetti è di contribuire alla conoscenza sull’andamento dei prezzi in costante collaborazione con il sistema delle Camere di Commercio e soprattutto delle singole realtà camerali come questa di Ancona; riteniamo inoltre che possa essere utile la diffusione di informazioni e il confronto sulle tariffe anche al fine di valorizzare i comportamenti virtuosi, rilevando modelli positivi in modo da innescare, auspicabilmente, una buona emulazione rispetto a strutture tariffarie migliori per i consumatori. Il Ministero dello Sviluppo economico e il sistema camerale hanno istituito per i consumatori un numero verde da chiamare per effettuare le segnalazioni su prezzi da monitorare: 800955959, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 15,00. Le segnalazioni di situazioni ritenute anomale verranno inoltrate dalla Camera di Commercio di Ancona al Garante nazionale per la sorveglianza dei prezzi per attivare i poteri di verifica predisposti dalla legge e tenendo conto della valutazione dei tavoli di analisi. 24 Quieconomia Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 25 ATTIVITÀ CAMERALE REGOLAZIONE DEL MERCATO contratti tipo LA COMMISSIONE CONTRATTI CAMERALE PRESENTA I CONTRATTI TIPO PER IL SETTORE IMMOBILIARE a cura del Servizio Regolazione del Mercato a Commissione Contratti è stata istituita presso la Camera di Commercio di Ancona nel 1999, in conformità alle disposizioni delle legge di Riforma degli Enti camerali. L’organismo è composto da un dirigente camerale, dai rappresentanti designati dalle Associazioni di categoria e dagli Ordini professionali e da due rappresentanti nominati dalle Associazioni dei consumatori, scelti tra esperti in materie giuridiche. E' presieduto da un Docente Universitario della Facoltà di Economia "Giorgio Fuà" dell'Università Politecnica delle Marche. La Commissione ha il compito predisporre contratti-tipo nei settori di maggiore interesse per le categorie economiche e per i consumatori ed utenti. Attraverso tale attività, la Commissione intende promuovere l'adozione di schemi contrattuali trasparenti ed equilibrati, a garanzia della correttezza delle pratiche negoziali. Inoltre la Commissione esercita, d'ufficio o su richiesta delle Associazioni di categoria o dei consumatori ed utenti, forme di controllo sulla presenza di clausole vessatorie inserite nelle condizioni generali di contratto tra imprenditori L e consumatori. L’organismo offre anche pareri sulla interpretazione delle clausole contrattuali, su segnalazione dei consumatori e utenti o delle Associazione di categoria.In questi anni di attività sono stati redatti, oltre agli schemi negoziali presentati oggi, il contrattotipo in materia di subfornitura nelle attività produttive, quello di collaborazione coordinata e continuativa e di collaborazione a progetto/programma, quello di agenzia, di multiproprietà, di associazione in partecipazione, di cessione e di licenza di marchio; è stato elaborato un modello di statuto a responsabilità limitata ed è stata condotta con successo una azione in materia di pubblicità ingannevole; stati formulati numerosi pareri in materia immobiliare, finanziaria, commerciale e in ordine a contratti di vigilanza. L’elaborazione di questa documentazione è stata accolta con grande favore poiché si è rivelata di grande ausilio agli operatori dei settori interessati che l’hanno concretamente applicata nello svolgimento delle loro attività economiche e che continuano a farne richiesta. L’impegno profuso dalla Commissione su tali Quieconomia 25 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 26 tematiche è stato riconosciuto anche a livello nazionale: la Commissione Contratti è stata infatti chiamata da Unioncamere a partecipare ad un Tavolo Nazionale dedicato alle iniziative intraprese in materia di contratti-tipo e di controllo sulla vessatorietà delle clausole inserite nei contratti, assieme ad un ristretto numero di Enti camerali che costituiscono punti d’eccellenza in tale attività. Gli interessati ai servizi offerti, a titolo gratuito, dalla Commissione Contratti o alla richiesta di parere in merito al carattere vessatorio di clausole inserite nelle condizioni generali di contratto può presentare domanda alla Segreteria della Commissione Contratti. Anche la predisposizione del formulario tipo per agenti immobiliari è stata avviata per soddisfare le richieste manifestate dalle imprese e dagli ordini professionali e le sollecitazioni in tal senso della Federazione Italiana Mediatori ed Agenti d’Affari. Il lavoro è stato realizzato da un gruppo costituito ad hoc a cui hanno preso parte rappresentanti della Commissione Contratti e rappresentanti della Commissione Ruolo Mediatori. Gli schemi contrattuali sono stati elaborati alternando momenti di ricerca e studio e momenti di discussione e confronto, per rispettare un equo bilanciamento degli interessi delle parti in gioco e realizzare un modello condiviso; il lavoro svolto ha portato alla messa a punto di un formulario privo di clausole vessatorie al suo interno e conforme alle recenti disposizioni in materia di tutela del consumatore introdotte nell'ordinamento italiano. Il Ruolo Mediatori: i dati ISCRIZIONI maggio 2008 735 Di cui: Iscrizioni individuali Iscrizioni societarie 565 170 Per informazioni consultare il sito web della Camera di Commercio di Ancona: www.an.camcom.it/Regolazione del Mercato/commissione contratti/contratti tipo 26 Quieconomia DR. PIETRO NINNO PRESIDENTE FIMAA-CONFCOMMERCIO "Con la redazione di una modulistica unitaria, per noi mediatori, abbiamo raggiunto un grande risultato al termine di un percorso fortemente voluto dalla categoria, in stretta e fattiva collaborazione con la Commissione contratti della Camera di Commercio di Ancona unitamente ai rappresentanti dei consumatori che saranno d'ora in poi maggiormente tutelati. La nostra soddisfazione è dovuta anche dal fatto che l'obiettivo raggiunto costituisce una rarità sul territorio italiano. La modulistica ci consente di operare nella massima professionalità, tranquillità, qualità, garanzia, affidabilità visto che una copia della documentazione è depositata presso gli uffici competenti della Camera di Commercio. Direi infine, che non possiamo trascurare un conseguente accrescimento d'immagine del mediatore. Tale positiva esperienza è un segno di grande vitalità della nostra categoria, nonostante alcuni tentativi di sminuirne l'importanza come quelli dettati dal decreto dell'allora Ministro Bersani che ha eliminato l'apposita Commissione di vigilanza sul ruolo presso le Camere di Commercio ed ha inoltre escluso noi mediatori dalla Commissione d'esame indispensabile per avere titolo a svolgere la professione. Un vero paradosso se si pensa che siamo però rimasti quali docenti negli stessi corsi preparatori al detto esame. Posso però anticipare che a livello nazionale la Consulta mediatori, espressione delle tre Federazioni Fimaa-FiaipAnama, si è già attivata con il nuovo Governo per riesaminare con serenità e logicità i provvedimenti di cui sopra, insieme ad altre incombenze che nel frattempo ci sono piovute addosso" . Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 27 ATTIVITÀ CAMERALE SOSTEGNO AL MERCATO a tutela della legalità LA CONTRAFFAZIONE È CADUTA NELLA RETE Tutela della proprietà intellettuale e internet di Silvia Veroli (*) e violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, attraverso episodi di contraffazione e concorrenza sleale, costituiscono un grave ostacolo sia per lo sviluppo economico delle imprese del territorio sia per la competitività dell’intero sistema produttivo. Consapevole della gravità delle conseguenze che derivano da questo fenomeno, l’Ente camerale di Ancona è impegnato da tempo sul fronte della proprietà industriale con iniziative organizzate in collaborazione con le più importanti autorità scientifiche e con partner istituzionali e mirate, da un lato, a sensibilizzare e informare gli operatori economici ed i consumatori e, dall’altro, a rafforzare la tutela delle produzioni locali. L’ultimo momento di informazione e riflessione sulla cultura della legalità è stato organizzato lo scorso maggio, dalla Camera di Commercio di Ancona ed è stato rivolto ai ragazzi L degli ultimi anni delle scuole superiori e a tutti gli interessati ed è stato dedicato al tema della proprietà intellettuale nel web e della pirateria musicale. L’appuntamento si è svolto come un talk show, condotto dal giornalista Luca Pagliari, a cui hanno partecipato il Presidente della Camera di Commercio di Ancona Giampaolo Giampaoli, il Vice Alto Commissario nazionale per la lotta alla Contraffazione Antonello Colosimo, il Responsabile del Servizio Antifrode dell’Ufficio Dogane di Ancona Ermelindo Vacca, il Coordinatore Provinciale Istituti Scolastici della Provincia di Ancona Nazzareno Donzelli, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Fabrizio Cuneo, l’avv. Alessia Gelosa del Centro Studi Anticontraffazione di Milano, il dottorando della Facoltà di Economia G.Fuà dell’Università Politecnica delle Marche Francesco Balducci. LE TAPPE DEL PROGETTO PER LA CULTURA DELLA LEGALITÀ “La contraffazione è una brutta bestia”, del 31 marzo 2006 è stata la prima iniziativa dell’ente camerale in tema di contraffazione, a cui è stata chiamata a partecipare tutta la cittadinanza, al fine di intraprendere questo lungo percorso di sensibilizzazione e di conoscenza a favore delle imprese e dei consumatori. “La contraffazione un ostacolo allo sviluppo economico”, del 16 febbraio 2007 che ha conosciuto un momento di centrale importanza con la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa con l’Università Politecnica delle Marche e con il Centro Studi Anticontraffazione di Milano, volto a promuovere la tutela delle idee, e quindi a favorire la cultura della legalità. Con la stipula ufficiale di questo documento ed in stretta collaborazione con la Guardia di Finanza ed il Servizio antifrode delle Dogane si è avviato di fatto un coordinamento, una regia istituzionale sul territorio, strumento di grande utilità in sintonia con le esigenze delle imprese e dei consumatori. “Contraffazione e Innovazione: la tutela delle idee”, Seminario di carattere tecnico specialistico del 9 novembre scorso, rivolto ai consulenti, alle imprese, agli esperti del settore, ai rappresentanti della ricerca e del mondo accademico per approfondire il tema della tutela della creatività e dell’innovazione. Quieconomia 27 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 28 Lo sviluppo tecnologico ha, di fatto, favorito nuove forme di sfruttamento dei diritti di proprietà intellettuale, in particolare del diritto d’autore. Oggi è infatti possibile scaricare gratuitamente dal web qualsiasi tipo di file, da quello musicale a quello cinematografico senza rispettare i diritti dell’autore sull’opera stessa, anche commercializzandola abusivamente. “Teoricamente masterizzare un cd non è di per sè reato” ha spiegato l’avv. Alessia Gelosa all’incuriosita platea degli studenti anconetani “purchè la copia resti nelle mani di chi l’ha realizzata che ne fa un uso esclusivamente personale. Se volete regalare ai vostri amici la vostra compilation preferita dovreste dare loro l’originale e tenere per voi la copia privata masteriz- Per continuare la loro attività creativa e artistica, gli autori e gli interpreti o esecutori debbono ricevere un adeguato compenso per l’utilizzo delle loro opere, come pure i produttori per poter finanziare tale creazione. Gli investimenti necessari alle riproduzioni fonografiche, di pellicole o prodotti multimediali sono considerevoli. Ha commentato il Presidente della Camera di Commercio di Ancona Giampaolo Giampaoli: “È necessaria, pertanto, un’adeguata protezione dei diritti di proprietà intellettuale per garantire la disponibilità di tale compenso e consentire un soddisfacente rendimento degli investimenti. Questa iniziativa di sensibilizzazione, è rivolta ai giovani affinché possano essere i veri protagonisti della divulgazione della cultura, nel rispetto della legalità.” In particolare è stato approfondito l’inedito argomento delle Creative Commons, le licenze standars gratuite che consentono di giocare con il copyright offrendo all’autore di un’opera artistica la possibilità di proteggere la sua creazione senza impedirne del tutto l’utilizzo da parte di terzi, ma consentendone alcuni usi. E’ stato sviluppato il tema del mercato musicale e dei cambiamenti da esso subiti negli ultimi grazie all’avvento delle nuove tecnologie, si è parlato di siti legali e illegali per il downloading ed è stata analizzata la percezione dei ragazzi rispetto alla illegalità del file sharing. Scaricare un file con musica ovvero con altri prodotti audiovisivi da siti illegali, pratica pressoché diffusa tra i giovani (che la ritengono del tutto naturale), è una violazione di tale diritto. Essa produce, con un solo clic: la perdita di valore del bene protetto (i diritti dell’autore), l’evasione del pagamento dei diritti (e cioè la remunerazione dell’uso di quel bene), l’equiparazione di ciò che costituisce un prodotto originale ad uno non originale. Obiettivo di incontri come questo non è solo informare i ragazzi delle conseguenze giuridiche connesse al compimento di atti di pirateria musicale ma anche a anche a renderli più dell’alto valore delle opere dell’ingegno e di quanto esse meritino rispetto e considerazione. Ha spiegato, nelle conclusioni, il Vice Alto Commissario per la Lotta alla Contraffazione Antonello Colosimo. La parola a Francesco Balducci dottorando della Facoltà di Economia “G.Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche “La contraffazione è una brutta bestia”, del 31 marzo 2006 è stata la prima iniziativa dell’ente camerale in tema di contraffazione, a cui è stata chiamata a partecipare tutta la cittadinanza, al fine di intraprendere questo lungo percorso di sensibilizzazione e di conoscenza a favore delle imprese e dei consumatori. “La contraffazione un ostacolo allo sviluppo economico”, del 16 febbraio 2007 che ha conosciuto un momento di centrale importanza con la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa con l’Università Politecnica delle Marche e con il Centro Studi Anticontraffazione di Milano, volto a promuovere la tutela delle idee, e quindi a favorire la cultura della legalità. Con la stipula ufficiale di questo documento ed in stretta collaborazione con la Guardia di Finanza ed il Servizio antifrode delle Dogane si è avviato di fatto un coordinamento, una regia istituzionale sul territorio, strumento di grande utilità in sintonia con le esigenze delle imprese e dei consumatori. “Contraffazione e Innovazione: la tutela delle idee”, Seminario di carattere tecnico specialistico del 9 novembre scorso, rivolto ai consulenti, alle imprese, agli esperti del settore, ai rappresentanti della ricerca e del mondo accademico per approfondire il tema della tutela della creatività e dell’innovazione. (*) Addetta stampa della Camera di Commercio di Ancona 28 Quieconomia Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 29 ATTIVITÀ CAMERALE TURISMO progetto di promozione e accoglienza WELCOME TO ANCONA E’ partita la nuova stagione crocieristica Le novità del 2008 A cura dell’Ufficio Comunicazione Welcome to Ancona è un progetto di promozione turistica che vede coinvolti Regione Marche, Provincia e Comune di Ancona, Associazioni di categoria, sponsor privati, ed è coordinato dalla Camera di Commercio di Ancona. Il Comitato Welcome to Ancona nato nel 2005 con l’occasione dell’approdo della grandi navi da crociera allo scalo dorico, nel corso delle scorse edizioni ha accolto oltre 90.000 croceristi. Solo negli ultimi due anni 800 di questi sono tornati autonomamente a visitare la provincia di Ancona grazie al Concorso “Vinci una vacanza nelle Marche” che ha assegnato 400 soggiorni premio estraendo a sorte i nominativi dei vincitori tra i turisti sbarcati dalle navi da crociera che hanno riconsegnato compilato il questionario di customer satisfaction. e due compagnie internazionali leader del settore (Costa Crociere e MSC Crociere) hanno confermato i propri approdi ad Ancona. Costa Crociere ha confermato l’approdo della nave “COSTA CLASSICA” (che tocca oltre Ancona, le isole greche Santorini e Mikonos, Atene, Corfù, Dubrovnik in Croazia e Trieste) ogni lunedì nel periodo 16 giugno – 22 settembre, per un totale di 15 sbarchi. La nave trasporta circa 1.700 passeggeri, per un totale di circa 24.000 passeggeri in transito previsti. La MSC CROCIERE approderà ad Ancona con la nave “MSC OPERA” (che toccherà oltre Ancona, Gythion, Pireo e Corfù in Grecia, Dubrovnik in Croazia e Trieste) ogni martedì nel periodo 14 settembre – 4 novembre, per un totale di 9 sbarchi. La nave è in grado di trasportare circa 1.700 passeggeri, per un totale di circa 15.000 passeggeri in transito previsti. Si prevede, pertanto, un afflusso complessivo di croceristi nel periodo considerato di oltre 40.000 unità, un risultato lusinghiero per la nostra città. L E’ confermata anche per questa edizione la presenza di uno sponsor privato: una importante banca molto radicata nel nostro territorio, come la Banca Popolare di Ancona, ha deciso di credere ed investire risorse in questo progetto per la seconda volta. Quieconomia 29 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 30 ALCUNE DEGLI APPREZZAMENTI ESPRESSI DA CROCERISTI: “avendo vinto un soggiorno offerto da Voi abbiamo fatto visita alla vostra città volevamo complimentarci per la vostra iniziativa e ringraziarvi per l’ospitalità ricevuta in ogni singolo servizio” “mia moglie ed io siamo ritornati dal Weekend offertoci dalla Regione Marche. In questa occasione abbiamo visitato le località di Loreto, Recanati, Numana, Jesi e grotte di Frasassi.Il giudizio è molto positivo: sia per le località quanto per l’ospitalità... tre giorni passano molto in fretta e penso che vi siano nella vostra Regione ancora altre cose interessanti da vedere; forse saranno oggetto di visita in un prossimo futuro”. “ desideriamo ringraziarVi per il piacevole weekend, che ci avete regalato” . “Abbiamo avuto la possibilità di visitare Senigallia, che non conoscevamo, con le sue strutture balneari e i suoi reperti storici, stradine per shopping completa “cittadina” per una vacanza. Ci siamo ripromessi di tornare, poiché tanti sono i siti anche nell’entroterra che purtroppo il tempo a disposizione non ha ovviamente dato modo di poter visitare ed approfondire. La Vostra iniziativa è sicuramente lodevole per quanto riguarda l’aspetto promozionale del Vostro territorio”. “Siamo appena rientrati dall’weekend nelle Marche. Vorremmo ringraziare vivamente tutta l’organizzazione per l’opportunità che abbiamo avuto. E’ stata una scoperta meravigliosa. Non conoscevamo questa vostra bella Regione. Abbiamo visitato parecchi dei vostri bellissimi luoghi (purtroppo non tutti), interessantissimi dal punto di vista storico-culturale che abbiamo molto apprezzato. Sarà comunque per noi motivo di ritornare.” 30 Quieconomia Si rinnova il concorso a premi con in palio weekend gratuiti da spendere nei mesi nel nostro territorio. L’iniziativa ha avuto molto successo, i croceristi premiati sono effettivamente tornati nel nostro territorio (allo stato attuale hanno già usufruito del soggiorno premio circa il 50% dei beneficiari, quindi circa 150 week end per un totale di circa 600 presenze di ritorno). Sono pervenute alla segreteria testimonianze lusinghiere sul territorio e il servizio di accoglienza. Lo scorso anno, grazie all’accordo con le associazioni provinciali degli albergatori e dei ristoratori sono stati messi a disposizione 10 premi per ognuno degli approdi delle navi. Quest’anno, anche in considerazione del maggior numero di croceristi in arrivo al porto di Ancona, il numero dei premi viene raddoppiato. Vengono messi in palio ben 20 weekend per ognuno dei 24 approdi. La vacanza è offerta a 2 persone, che si trattengono per almeno 2 notti; si tratta dunque di 1920 presenze a registro d’albergo (a cui vanno aggiunti i familiari e gli amici che di solito si uniscono ai premiati). La realizzazione del concorso è possibile grazie alla collaborazione dell’Associazione Albergatori, Associazione Ristoratori, Confcommercio e Assindustria che hanno manifestato la loro volontà di mettere a disposizione le proprie strutture per ospitare i vincitori. Si tratta di un segnale importante che consente di allargare la rete dei soggetti che contribuiscono alla riuscita del progetto e di differenziare ulteriormente l’offerta. E’ stato messo a punto un nuovo piano di comunicazione per il progetto di accoglienza che risponde a diverse finalità. la prima è la necessità di comunicare al crocerista che la città di Ancona è interessata da lavori di ristrutturazione del suo cuore artistico – commerciale e per questo oltre ad un pannello che è installato all’interno del Terminal Crociere e che illustra il progetto e i lavori. Anche per quest’anno viene prodotto uno shopper che avrà una nuova veste, sarà infatti arricchito da un nuovo logo che si ag- Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 31 giunge a Welcome to Ancona, ADRION (Adriatic and Jonian Lands) un marchio “ombrello” simbolo dell’unione della macro-area adriatico-ionica (Adr+Ion). Lo shopper contiene materiale informativo ed illustrativo del nostro territorio. Il piano di comunicazione interessa anche l’Infopoint che è allestito con immagini del territorio e viene gestito da personale professionale della Camera di Commercio e personale del Comune di Ancona. Questo servizio informativo nelle passate edizioni del progetto è stato molto apprezzato per l’efficienza e la disponibilità con le quali il personale addetto ha fornito informazioni sul territorio, orari di apertura di musei, chiese, bus, taxi . Un nuovo pannello promozionale è collocato alla Mole Vanvitelliana, e inoltre sarà rinnovata la segnaletica già esistente. Il servizio di bus navetta dal Porto al centro città raddoppia, in considerazione dell’apprezzamento espresso da croceristi; si tratta di un servizio che ormai contraddistingue e qualifica la nostra accoglienza. Viene promosso con maggiore forza un percorso culturale cittadino che tocca importanti realtà museali quali tra gli altri il Museo Omero, il Museo Diocesano che sarà tenuto aperto anche il lunedì grazie alla collaborazione con la segreteria organizzativa del progetto Welcome to Ancona, la Pinacoteca comunale e il Museo della Città straordinariamente visitabili il lunedì mattina grazie alla volontà del Comune di Ancona. Il porto di Ancona Quieconomia 31 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 32 ATTIVITÀ CAMERALE IMPRESE riconoscimenti nazionali I PREMI UNIONCAMERE Innovative, di successo, attente allo sviluppo sostenibile del territorio: sono le imprese di Ancona premiate con i prestigiosi riconoscimenti nazionali di Unioncamere A cura dell’Ufficio Comunicazione Le imprese sono state premiate il 10 giugno nel corso di una cerimonia pubblica a Brescia in occasione dell’Assemblea Unioncamere, il giorno dopo, sono state festeggiate con una conferenza stampa presso il Parlamentino la Camera di Commercio di Ancona. er promuovere la diffusione dei temi legati alla cultura d’impresa, Unioncamere nazionale ha istituito una serie di premi e riconoscimenti diretti sia a valorizzare i risultati ottenuti dalle imprese attraverso le loro attività, sia a stimolare la creatività dei giovani ancora in età scolastica verso l’ideazione di prodotti e servizi innovativi per il mercato. Queste le 3 categorie di premio relative al 2007: – “Premio “Danilo Longhi” per la Responsabilità Sociale d’Impresa – “Giovane Impresa Innovativa” – “Impresa Longeva e di Successo” P In questa edizione dei Premi Unioncamere, ben tre aziende della provincia di Ancona hanno ottenuto un riconoscimento, ognuna in una diversa categoria di premio e facendo valere differenti caratteristiche eccellenti: Il primo premio della sezione PREMIO UNIONCAMERE “DANILO LONGHI” PER 32 Quieconomia LA RESPONSABILITA’ SOCIALE nell’industria è andato a SIGE Spa (Polverigi - Ancona); impresa produttrice di accessori per cucine. Per il premio Unioncamere “GIOVANE IMPRESA INNOVATIVA” è andata una menzione d’onore a: BIOAESIS Srl (Jesi - Ancona). (L’impresa, costituita esclusivamente da giovani imprenditrici, era stata “lanciata” nel 2006 proprio dalla Camera di Commercio di Ancona e dal suo Comitato per l’Imprenditoria Femminile che le aveva conferito il premio Impronta d’Impresa). Laboratorio di biologia molecolare. Per il PREMIO UNIONCAMERE “IMPRESA LONGEVA E DI SUCCESSO” è andata una menzione d’onore per la Sezione Commercio e servizi alla Ditta Caleffi Ezio di Giorgio Caleffi (Ancona). Svolge attività di rappresentanza per la Segafredo. Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 33 “Dal 2004 ogni edizione del Premio Unioncamere ha visto premiate le imprese della nostra provincia, presenti nel “podio” delle diverse sezioni. Questo rivela un tessuto imprenditoriale di solide tradizioni di successo che si rinnovano e crescono al passo coi tempi, avendo riguardo alle istanze di uno sviluppo sostenibile ed eco compatibile. Il nostro compito è quello di accompagnare le imprese, incentivare le buone pratiche, dare supporto e promozione anche a livello locale quando, come in questa occasione, vengono riconosciute e premiate in contesti nazionali così prestigiosi. E’ una gioia festeggiare con questi imprenditori oggi” ha commentato il Presidente Giampaolo Giampaoli Nella foto: Giorgio Caleffi (ditta Caleffi Ezio di Giorgio Caleffi), Giampaolo Giampaoli, Presidente della Camera di Commercio di Ancona, Genuino Galassi (per la SIGE), Daniela Bianchi (per Bioaesis). LE IMPRESE DELLA PROVINCIA DI ANCONA DA SEMPRE SI FANNO ONORE AL PREMIO UNIONCAMERE Da quattro anni sul podio nelle diverse categorie del prestigioso riconoscimento nazionale. Ecco le premiate delle scorse edizioni 2004 Premio Giovane impresa innovativa (sezione industria) ISA Produzione srl di Ancona (III posto) 2005 Premio Giovane impresa innovativa (sezione industria): Rotopress International srl di Loreto (I posto) Nautes srl Jesi (III posto) 2006 Premio Danilo Longhi per Responsabilità sociale d’Impresa - categoria ambiente: So.Ge.Nu.S spa Ancona (I posto) 2007 Premio Danilo Longhi per la Responsabilità Sociale d’Impresa (sezione industria) SIGE spa Polverigi – Ancona (I posto) SPALATO: PREMIO INTERNAZIONALE PER GIAMPAOLO GIAMPAOLI Sempre più stretto il legame che unisce Ancona e la regione Marche alla Croazia. Tanto forte che in occasione dei 200 anni della Camera dell’Economia di Spalato la presidente Jadranka Radovanic ha invitato alla cerimonia una delegazione istituzionale della Camera di Commercio di Ancona. Durante la cerimonia sono state premiate le imprese croate innovative, quelle che si sono distinte per la qualità dei servizi alla clientela e quelle con oltre 60 anni di attività. Un riconoscimento internazionale è stato assegnato a Giampaolo Giampaoli Presidente della Camera di Commercio di Ancona per l’impegno profuso al rafforzamento delle cooperazione internazionale. “Questo premio – ha sottolineato Giampaoli – è frutto della stretta collaborazione con Spalato che nel 2001 ha portato le due Camere a firmare una protocollo d’intesa dando vita al Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio. Con Jadranka Radovanic, Presidente del Forum, abbiamo di fatto anticipato gli orientamenti della politica europea di prossimità mettendo in relazione le Camere di Commercio dei Paesi che si affacciano sui due mari. Oggi il Forum, anche grazie all’impegno profuso dalla nostra struttura, è una realtà riconosciuta e molto apprezzata anche dalle istituzioni europee. Alla consegna del premio, come avevo già fatto durante l’ultima edizione del Forum tenutasi proprio in Croazia lo scorso aprile, ho rinnovato il mio impegno a lavorare insieme per promuovere la politica europea di vicinato favorendo l’integrazione dei Balcani verso l’Unione Europea”. Quieconomia 33 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 34 ATTIVITÀ CAMERALE TERRITORIO l’unione fa la forza ORGANIZZAZIONE DEI SISTEMI TURISTICI LOCALI NASCE IL “SISTEMA TURISTICO DELLA MARCA ANCONETANA” A cura dell’Ufficio Comunicazione a Camera di Commercio di Ancona ha partecipato fino ad oggi ad entrambi i Sistemi Turistici Locali (“Riviera del Conero” e del “Misa Esino Frasassi”) riconosciuti nella provincia di Ancona dalla loro costituzione nel 2002. In questi anni la Camera di Commercio ha regolarmente preso parte ai lavori dei rispettivi Comitati di Coordinamento ed ha contribuito al cofinanziamento dei progetti di sviluppo posti in essere dai medesimi organismi. La Regione Marche ha avviato da tempo una riflessione sull’attuale configurazione dell’organizzazione turistica regionale ed, in particolare, sui Sistemi Turistici Locali che dovevano essere lo strumento funzionale di raccordo e coordinamento tra i localismi e gli enti sovraordinati ed il mezzo operativo di supporto alla formulazione e all’attuazione di politiche di prodotto efficaci per lo sviluppo del settore turistico. I Sistemi Turistici Locali (11 in tutta la regione) , non sempre sono riusciti a rappresentare in maniera efficace luoghi di discussione e di coordinamento, manifestando – salvo qualche eccezione - una notevole difficoltà nell’assumere decisioni e determinando un certo grado di dispersione delle politiche regionali in tema di valorizzazione e promozione turistica. Con l’approvazione da parte della Giunta Regionale del “Testo Unico delle norme regionali L 34 Quieconomia Il trave - Riviera del Conero - Ancona in materia di turismo” è stato portato a compimento il processo di razionalizzazione dell’organizzazione turistica regionale e delle diverse norme che disciplinano le attività ricettive e le professioni turistiche. La volontà della Giunta Regionale è di semplificare l’attuale organizzazione dei sistemi turistici, favorendo la creazione di un unico Sistema per ciascuna delle province ed il coordinamento da parte delle Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 35 Amministrazioni Provinciali competenti. L’intento è quello di rifare delle Province gli snodi fondamentali dell’organizzazione turistica regionale, evitando comunque la conservazione di un sistema eccessivamente frammentato. In base a questo orientamento regionale, l’Amministrazione Provinciale di Ancona (nella persona dell’Assessore al Turismo, Carlo Pesaresi) ha assunto l’iniziativa per promuovere la costituzione di un unico sistema turistico nel nostro territorio, avviando a tale scopo una serie di consultazioni con gli attuali rappresentanti dei due sistemi esistenti, con i Comuni e con le altre istituzioni locali. La proposta ha previsto la costituzione di un’Associazione denominata “Sistema turistico della marca anconetana” con sede presso la Provincia di Ancona, cui aderiscano tutti i Comuni e le altre istituzioni significative del territorio provinciale, per la quale si richiederà il riconoscimento quale unico Sistema Turistico Locale. L’amministrazione provinciale ha chiesto la condivisione della Camera di Commercio sul progetto di costituzione del Sistema Turistico unico: la partecipazione dell’ente camerale, quale soggetto pubblico rappresentativo della comunità economica locale appare fondamentale per la piena legittimazione del nuovo organismo e dovrebbe essere consistente anche sul piano squisitamente finanziario (con una quota associativa in misura pari alla Provincia di Ancona). Il nuovo organismo si costituito in forma associativa con la partecipazione, quali soci fondatori, dei seguenti soggetti: Provincia, Camera di Commercio, Comunità Montana Esino Frasassi, Enti Parco del Conero e Gola della Rossa, Consorzio Frasassi, Consorzio Città Romana di Suasa ed i Comuni del territorio provinciale (i Comuni aderenti all’Associazione “Riviera del Conero” stanno valutando se aderire singolarmente o in forma associata). La partecipazione dei soggetti privati, tra cui quella delle associazioni di categoria, avverrebbe solo in un secondo momento. Gli organi direttivi dell’associazione saranno l’Assemblea dei Soci, un Consiglio di Ammi- nistrazione composto da un minimo di cinque ad un massimo di nove membri eletti dall’Assemblea (Provincia e Camera di Commercio sono membri di diritto), il Presidente nominato dal C.d.A. tra i propri componenti ed il Revisore dei Conti. E’ prevista, inoltre, la figura di un Direttore, figura tecnica nominata dal C.d.A. che sarà il responsabile del coordinamento di tutte le funzioni organizzative dell’associazione e delle sue attività. Questa nuova realtà (costituita, quindi, in una prima fase da soli enti pubblici e successivamente anche da soggetti privati), ha l’ambizione di diventare il luogo di coordinamento ed il contenitore di tutte le politiche turistiche poste in essere dai diversi soggetti a livello provinciale. La Camera di Commercio di Ancona ha creduto nello strumento di promozione turistica dei Sistemi Turistici Locali fin dalla loro costituzione. Ora coerentemente, la Camera di Ancona si impegna in questo nuovo progetto, sia finanziariamente sia con l’apporto di idee progettuali, per una serie di ragioni, in primis la fiducia nella creazione di un unico “Sistema turistico della marca anconetana” come luogo di sintesi delle diverse istanze che vede nel partenariato pubblico-privato un suo elemento fondante e assolutamente necessario. L’associazione è stata denominata “Sistema turistico della marca anconetana” e rappresenta l’opportunità per mettere a sistema e coordinare le risorse da destinare alla promozione turistica del territorio evitando dispersioni e duplicazioni negli interventi. Quieconomia 35 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 36 ATTIVITÀ CAMERALE TURISMO per orientarsi UN PORTALE PER L’AGRITURISMO UNA GUIDA SU WEB PER SCOPRIRE I TESORI ENO-GASTRONOMICI DEL TERRITORIO ANCONETANO a cura dell’Azienda Speciale A.S.P. eA. er raccontare le proprie navigazioni e scoperte, ma anche per dare consigli ed indicare le rotte, unendo esperienza, passione e creatività. Da oggi basta un clic. E’ sufficiente accedere a www.agriturismi.ancona.it. E’ il nuovo portale del turismo di campagna della Provincia di Ancona, promosso da A.S.P.eA. (Azienda Speciale Pesca e Agricoltura della Camera di Commercio di Ancona). Immagini e video, guidano il navigatore curioso alla ricerca di un territorio ancora incontaminato e di tutte le sue componenti sto- P riche, culturali, ambientali ed enogastronomiche. Sono oltre trenta le strutture agrituristiche presenti, collegate ad altrettante aziende di prodotti tipici locali, per una vacanza all’insegna della tranquillità, della buona tavola e del divertimento. Il portale, interamente dinamico e sviluppato con tecnologia php, contiene informazioni utili su itinerari, suddivisi tra classici e tematici (le strade dell’olio, le strade del vino, percorsi benessere, ecc.), pacchetti turistici vantaggiosi, meteo ed eventi che si terranno sul territorio. Il forum “racconta il tuo viaggio” permette di raccogliere e confrontare sensazioni, curiosità, punti di vista di luoghi, paesaggi, atmosfere vissute e conosciute nella provincia marchigiana. “AGRICOLTURA E TURISMO: BINOMIO DI SUCCESSO” Alessandro Alessandrini, Presidente A.S.P.eA. propone la necessità di dare vita ad un’offerta turistica integrata per valorizzare il sistema degli agriturismi della provincia di Ancona: gastronomia, storia, cultura, ambiente e tradizioni locali. “L’imprenditore agricolo presta da sempre un’attenzione particolare all’ambiente e al territorio. Seppur in mondo inconscio e senza un reale riconoscimento economico l’agricoltore, infatti, tutela e valorizza il paesaggio rurale grazie al proprio lavoro. Lo sviluppo di un territorio passa inevitabilmente anche attraverso la promozione delle tipicità. DOP, IGP, SGT sono prodotti certificati, sicuri, tracciati che garantiscono il luogo di provenienza e trasformazione delle materie prime. Puntare sulla qualità diventa, dunque, una priorità per le nostre aziende agricole. Anche per quelle che hanno scelto di integrare il proprio reddito con l’attività agrituristica. L’agriturismo è indubbiamente uno strumento efficace per creare collegamento tra l’ambiente rurale e l’intero sistema economico-sociale. Una crescita dell’agriturismo di qualità, sia ricettivo sia basato sul consumo di pasti e bevande e sull’offerta di servizi innovativi, è il migliore strumento di valorizzazione per i prodotti alimentari tipici delle zone rurali (in particolare interne e montane) e per incentivare i flussi turistici italiani e stranieri nella nostra regione. In tale contesto L’A.S.P.eA. si è fatta promotrice di una strategia di comunicazione collettiva del settore agrituristico della provincia di Ancona dando vita ad una Mappa agrituristica, in cui vengono riportate oltre alle strutture ricettive aderenti al progetto, le aziende di vendita diretta dei prodotti locali, i siti storici, artistici e naturalistici di rilievo e suggeriti possibili itinerari e ad un portale web www.agriturismi.ancona.it che vuole diventare un punto di riferimento per il popolo di internet.” 36 Quieconomia Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 37 INTERNAZIONALIZZAZIONE GIORNATA PAESE DEDICATA ALLA GRECIA: PAROLA D’ORDINE CONCRETEZZA di Valentina Giuliodori e Andrea Mosconi l Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio, in collaborazione con la Camera di Commercio di Ancona e l’Azienda Speciale per l’internazionalizzazione, Ancona Promuove, hanno organizzato nell’ambito dell’inaugurazione del Segretariato dell’iniziativa Adriatico Ionica (IAI), la “Giornata Paese dedicata alla Grecia”. Dalle relazioni è emerso che l’Italia, in particolare le Marche, e la Grecia, grazie a posizione geografica e ad affinità culturali, hanno consolidato proficui rapporti con i Balcani e possono giocare, grazie al riconoscimento internazionale della macro-area adriatico-ionica, una parte sempre più attiva nel mercato globale, trarre beneficio dalle opportunità economico-commerciali e promuovere uno sviluppo sostenibile nei Paesi di prossima adesione all’Unione europea. Il legame tra il nostro territorio e la Grecia viene ora rafforzato dalla presidenza ellenica del Segretariato dell’Iniziativa Adriatico Ionica. Inoltre il Paese, che rappresenta un ponte naturale verso i Balcani e l’Oriente, negli ultimi 4 anni ha registrato ritmi di crescita economica superiori alla media degli altri Paesi europei. I Durante i lavori è stata evidenziata la centralità del sistema logistico mediterraneo dove i porti ionici della Grecia e quelli dell’Adriatico Occidentale diverranno nodi di collegamento tra Nord Europa e Centro Sud Europa. In questo contesto, che vede la Grecia attraversata dai grandi corridoi dell’UE, l’Italia, come ha sottolineato Petros Doukas, Vice Ministro Affari Esteri della Grecia è un partner fondamentale, in particolare “Ancona che con il antico porto greco è sempre stata la nostra porta d’accesso all’Italia e all’Europa”. Come ha affermato Giampaolo Giampaoli, presidente della Camera di Commercio di Ancona e Vicepresidente del Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio: “Mi piace pensare che Ancona è divenuta protagonista del futuro dell’area anche grazie all’attività svolta dalla nostra Camera di Commercio che dal 2001 è sede della Segreteria permanente del Forum, l’associazione che unisce le Camere di Commercio appartenenti ai Paesi che si affacciano sulle due sponde dell’Adriatico: Italia, Croazia, Federazione di Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Slovenia, Grecia ed Albania”. Per Gian Mario Spacca, governatore della Regione Marche “la Giornata Paese ha rilanciato prospettive di interesse comune tra i paesi e le regioni in area balcanica e greca. Il nostro intento è quello di portare l’attenzione dell’Europa verso sud, dove è nata la cultura occidentale. La logica deve essere quella della progettualità comune, per rinsaldare gli storici legami tra territori italiani e greci. Ci sono prospettive concrete in questo senso, nella logistica, nei porti e nei trasporti. Il raddoppio del canale di Suez infatti apre opportunità straordinarie, per tale motivo le regioni italiane e greche devono impegnarsi insieme per sfruttare le occasioni offerte dai fondi europei e nazionali diretti alla realizza- Quieconomia 37 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 zione di progetti transnazionali”. Per il sindaco Fabio Sturani anche sviluppo sostenibile, cultura, turismo, rispetto ambiente ed emergenza idrica sono tematiche su cui deve nascere un confronto continuo. L’incontro ha visto la partecipazione di Panos Vamvakaris, Segretario Generale della Camera di Commercio Italo-Ellenica di Atene e Konstantinos Bokas, Vice Presidente della Camera di Commercio di Etoloakarnania (Agrinio) che hanno illustrato i settori produttivi di maggiore interesse e le opportunità di investimento per le aziende marchigiane e che saranno le protagoniste della prossima edizione del Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio che si terrà in terra ellenica a primavera 2009. SCAMBI COMMERCIALI MARCHE – GRECIA A partire dall’ingresso nell’Unione europea, avvenuta nel 1981, la Grecia ha progressivamente superato una condizione di marginalità determinata da vicende politiche e dalla sua particolare posizione periferica nell’ambito comu- 9:07 Pagina 38 nitario. Proprio la sua collocazione geografica, a metà tra Europa occidentale (alla quale è comunque strettamente legata dall’adesione sia all’UE che alla moneta unica), è diventata un punto di forza nella fase in cui le transazioni commerciali ampliano i proprio orizzonti e si aprono a nuovi mercati. La Grecia può essere inclusa tra quelli che vengono definiti come paesi – ponte e che svolgono un significativo ruolo di piattaforma commerciale per l’accesso alle aree geografiche limitrofe. Alla base di questa sua posizione leader nell’area vi sono fattori storici legati alle vecchie rotte commerciali marittime, e politici, con iniziative per stimolare l’afflusso di investimenti esteri e fondi comunitari, infine vi sono ragioni collegate all’esistenza di infrastrutture più sviluppate rispetto alle aree vicine dell’Europa orientale e dei Balcani. Anche la nostra regione ha conosciuto una grande apertura verso la Grecia, con la quale è da sempre collegata direttamente via mare. Questa tendenza è dimostrata anche dall’andamento delle relazioni commerciali tra i due territori: le esportazioni marchigiane si sono raddoppiate nel periodo 1996-2007, passando da quasi 150 milioni di euro a 300 e la stessa dinamica ha coinvolto i nostri acquisti dalle imprese elleniche, cresciute da 20 a 40 milioni di euro. L’andamento delle esportazioni e delle importazioni marchigiane nei confronti della Grecia mostra un costante ampliamento del saldo attivo della nostra bilancia commerciale; questa tendenza risulta in modo ancora più evidente se si tiene conto del fatto che le importazioni hanno raggiunto il loro massimo nel 2001 (quota 60 milioni di euro) e che poi si sono stabilizzate attorno ai 40 milioni di euro, mentre le esportazioni sono costantemente cresciute in tutto il decennio (ad eccezione del 2002). Nel 2007 la Grecia ha rappresentato il 2,3% delle esportazioni complessive marchigiane e lo 0,6% delle importazioni; si tratta di quote piuttosto contenute, ma comunque interessanti. Attualmente la Grecia è il decimo partner commerciale delle imprese marchigiane, davanti ad altre nazioni che potrebbero sembrare, ad una prima analisi, mercati più grandi ed interessanti per le nostre imprese, come l’Austria, l’Olanda, la Cina e l’India. La composizione merceologica delle esportazioni marchigiane verso la Grecia riflette, naturalmente, la presenza di alcuni importanti distretti industriali nel territorio regionale. La prima voce è quella delle macchine e degli apparecchi meccanici, ovvero degli elettrodomestici e delle macchine ad uso industriale o per lavorazioni particolari (ad esempio nell’agricoltura o nella movimentazione delle merci), proveniente dai distretti e dai poli di spe- ESPORTAZIONI 350.000.000 IMPORTAZIONI 60.000.000 300.000.000 50.000.000 250.000.000 40.000.000 200.000.000 30.000.000 150.000.000 100.000.000 50.000.000 50.000.000 10.000.000 0 0 19 96 97 998 999 000 001 002 003 004 005 006 007 2 1 2 1 2 2 2 2 2 2 19 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT 38 Quieconomia 19 96 97 998 999 000 001 002 003 004 005 006 007 2 2 2 2 2 1 2 2 2 1 19 Fonte: elaborazioni su dati ISTAT Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 39 cializzazione della meccanica, in particolare da quello di Jesi e Fabriano. Seguono le calzature ed i prodotti in cuoio e pelli tipici, in particolare, del distretto di Fermo e Civitanova Marche, ed i mobili provenienti, soprattutto, dal pescarese. Le prime tre voci rappresentano il 58% del valore complessivo delle esportazioni marchigiane, per un valore di oltre 165 milioni di euro. Tutte le tre voci sono cresciute nell’ultimo biennio, seppur con tassi tra loro diversi (gli apparecchi meccanici del 27%, ben al di sopra della variazione media del 17,8%). Sul versante delle importazioni, la Grecia è un paese fornitore di prodotti della metallurgia, in particolare di metalli di base non ferrosi. Si manifesta anche la tradizione nella produzione di beni alimentari ellenici, in particolare di prodotti della pesca e di preparati e conserve di frutta e ortaggi. Una quota interessante è quella che riguarda il sistema moda, in particolare le lavorazioni dei tessuti e della produzione di articoli in tessuto, anche se in forte calo negli ultimi anni. In aumento, al contrario, le esportazioni verso le Marche di prodotti chimici e di fibre sintetiche (quasi triplicate tra il 2005 ed il 2007, in particolare i prodotti chimici di base), le macchine e gli apparecchi elettrici (che rappresentano, oggi , la terza voce per importanza, grazie soprattutto alla produzione di cavi e fili isolati). Sulle grandi differenze nella composizione degli scambi commerciali nelle due direzioni e, soprattutto, nella loro entità, incide la diversità del ruolo del settore di trasformazione nell’economia dei due paesi. L’industria rappresenta solamente il 9,5% del PIL ellenico (dati al 2005) e non vi sono specializzazioni particolari, se si esclude proprio l’industria della trasformazione alimentare, in cui si concentra il 20% delle imprese attive con almeno 10 dipendenti. Altre attività con elevata incidenza in termini di creazione di ricchezza e di occupazioni sono il tessile – abbigliamento e la metalmeccanica. Grecia - Il ponte di Patrasso Quieconomia 39 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 40 APPROFONDIMENTI DOTAZIONE INFRASTRUTTURALE E DOMANDA DI TRASPORTO. RIFLESSIONI SULLA PROVINCIA DI ANCONA di Ida Simonella (*) guardare i dati relativi alla dotazione infrastrutturale della Provincia di Ancona la situazione sembrerebbe idilliaca. Tutti gli indicatori relativi alla dotazione di infrastrutture lineari e puntuali ci collocano sopra la media italiana e in alcuni casi di molto (vedi tabella 1). A di una regione, mentre nelle altre (al limite) nulla cambia, la posizione relativa peggiora. Ma al contrario peggiora anche se, ad esempio, nella provincia di Ancona, si facessero opere infrastrutturali di minore portata rispetto all’incremento medio registrato nel Paese. Eppure in questo caso i cittadini e Tab 1. Indice di dotazione infrastrutturale relativa ai trasporti Pesaro e Urbino Ancona Macerata Ascoli Piceno Marche Nord Ovest Nord Est Centro Mezzogiorno Italia Rete stradale 119,1 105,7 83,9 122,6 107,8 115,3 108,1 97,3 87,1 100 Rete ferroviaria 69,2 249,7 25,2 61,7 101,4 91 110 122,8 87,8 100 Porti e bacini di utenza 39,5 291 5,4 47,4 95,4 57,6 144,9 91,2 107,1 100 Aeroporti e bacini di utenza 33,3 159,5 0 0 48,8 124,1 82,9 160,3 61,2 100 dati: Istituto Gugliermo Tagliacarne La provincia di Ancona occupa tra le prime posizioni, nella graduatoria delle province italiane, per dotazione relativa ai porti e alla rete ferroviaria, ed è comunque al di sopra della media nazionale per quantità e qualità della rete stradale. Eppure dalla fotografia fornita da questi indicatori ritorna un’immagine che stride rispetto alla comune percezione che il disagio legato al traffico, al livello di congestionamento, nella città di Ancona e in provincia, sia forte e in crescita da tempo. Il problema è che tali indicatori ci raccontano una parte della realtà; ci dicono cioè se stiamo meglio o peggio degli altri territori italiani. Se cresce la capacità di offerta in una provincia o 40 Quieconomia le imprese, avrebbero la sensazione di stare “meglio”. A questi dati, utilissimi per capire se ci stiamo muovendo in linea con le altre aree del Paese, ci sembra opportuno aggiungere qualche riflessione relativa alla pressione esercitata su tali infrastrutture (in particolare quelle stradali) da una domanda di trasporto cresciuta negli ultimi decenni a livello esponenziale. Al problema della dotazione si affianca in realtà un problema, che per semplificare chiamiamo di “congestionamento”. Come evolve la domanda di trasporto, di persone e merci, della provincia di Ancona? Per dare qualche risposta occorre scomporre tale domanda in tre componenti principali: la domanda di trasporto espressa dai cittadini, quella generata dalle imprese (in termini di merci e persone), quella derivante da coloro che utilizzano il territorio di Ancona come luogo di transito per raggiungere altre regioni e altri Paesi. Nel periodo 1990-2005 il parco circolante (veicoli, ciclomotori ecc…) della provincia di Ancona è aumentato di oltre 100.000 unità passando da 280.000 mezzi del 1990 a 381.000 del 2005. Si tratta di un aumento del 36%, superiore sia alla media regionale (+34%) che nazionale (+33%). Ancona è dotata di 83 veicoli per ogni 100 abitanti, l’Italia 77 (tabella 2). Circa la metà dei cittadini della provincia si sposta giornalmente per motivi di studio o lavoro e almeno il 70% usa un’auto privata. L’evoluzione degli stili di vita e di consumo dei cittadini verso un utilizzo sempre maggiore dei veicoli, di fatto, ha esercitato nell’arco di pochi anni una pressione enorme sulle infrastrutture esistenti. Tab 2. - Parco circolante 1990-2005 e numeri indice (1990=100) Provincia di Ancona Marche Indice Ancona Indiche Marche Indice Italia Fonte: ns. elaborazioni su dati ACI 1990 279.960 945.946 100 100 100 1995 316.688 1.024.003 113 108 110 2000 339.831 1.124.192 121 119 121 2005 381.478 1.243.399 136 134 133 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Analoghe considerazioni valgono per le imprese. Innanzitutto è aumentato il numero di imprese che operano in provincia e sebbene non ci sia una correlazione diretta con l’incremento di traffico, si può ipotizzare che a tale tendenza si associ un incremento di domanda di trasporto per persone e forse merci. E in effetti alcuni dati del Conto Nazionale dei Trasporti confermano un trend di crescita della domanda di trasporto delle merci da parte delle imprese. Analizzando le tonnellate di merce in entrata e in uscita dalle Marche1 (vedi tabella 3), si scopre che nell’arco del solo quinquennio 1999-2004 i volumi sono aumentati dell’8%. Non solo; sono aumentati del 18% all’interno delle Marche, segno di un’ispessimento delle relazioni intra e interdistrettuali. Inoltre circa il 50% delle merci che escono e entrano in regione si muovono nel Centro Italia (Abruzzo, Umbria, Toscana e Lazio). Pagina 41 Graf. 1 - Numero di tir e trailer imbarcati e sbarcati dai traghetti (Anni 1985-2007) 250.000 200.000 150.000 100.000 50.000 0 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 Graf. 2 - Numero di autovetture imbarcati e sbarcati dai traghetti (Anni 1985-2007) 350.000 300.000 250.000 200.000 150.000 100.000 50.000 0 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 Tab 3 - Merci in entrata e uscita dalle Marche (in tonnellate) interno alle Marche In uscita (verso Italia+Estero) In entrata (dall’Italia + Estero) TOTALE 1999 18.168.284 13.986.846 18.188.461 50.343.591 2004 Var 2004/1999 21.457.233 18,10% 14.613.473 4,50% 18.284.961 0,50% 54.355.667 8% Fonte: ns. elaborazioni su dati Istat 1999, 2004 La provincia di Ancona è inoltre cresciuta in maniera molto più sostenuta dell’Italia nel percorso di apertura internazionale, generando nuova domanda di trasporto. Rispetto al 1991 il valore dell’export è salito di oltre 3 volte e mezzo, quello dell’import di oltre 4 volte, tutti valori estremamente superiori alla media italiana, che si mantengono significativi anche scontando l’”effetto prezzo”. Ma la vera novità degli ultimi decenni sta nel fatto che la provincia è diventata un territorio di transito, di snodo internazionale soprattutto per i mezzi che si dirigono al porto di Ancona. Circa venti anni fa non c’erano i 200.000 tir l’anno e le oltre 300.000 autovetture che si imbarcano o sbarcano sui traghetti lungo le direttrici balcaniche e greche (grafici 1 e 2). Né tantomeno vi era un traffico così sostenuto come quello attuale lungo l’autostrada A14. La società autostrade ha calcolato che il traffico giornaliero medio (indicatore usato per stimare i veicoli in transito), nelle tratte che interessano la provincia, tra il 1985 e il 2000, sia all’incirca raddoppiato per le autovetture e abbia raggiunto crescite ancora superiori (quasi triplicato sulla linea Senigallia-Ancona Nord) per i mezzi pesanti. In aggiunta, il tasso di crescita del traffico giornaliero medio degli ultimi anni è aumentato in maniera sensibilmente superiore alla media italiana in queste tratte e ciò ha indotto la società Autostrade a procedere alla realizzazione della terza corsia. Nella valutazione della competitività di un territorio, sul fronte infrastrutturale, occorre confrontare la dotazione ef- fettiva, per la quale (pare) stiamo meglio di molte altre province italiane, con la domanda di trasporto che quel territorio esprime. Se quest’ultima cresce ad un ritmo superiore alla prima, ed essendo consapevoli di non essere in una situazione di eccesso di capacità, la competitività di un territorio non aumenta ma si riduce e il costo della sottodotazione si traduce in un maggiore impatto ambientale, in una incidentalità per abitante più alta rispetto alla media italiana (come risulta dalle statistiche del Conto Nazionale dei Trasporti) e in un maggior costo, in termini soprattutto di ritardi e incidentalità, sopportato dalle imprese. (*) Ricercatrice ISTAO e collaboratrice della Camera di commercio per l’Osservatorio del Porto di Ancona Quieconomia 41 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 42 APPROFONDIMENTI LA DINAMICA DELLA PROTEZIONE DELLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE A LIVELLO MONDIALE di Clizia Cacciamani (*) n un periodo dove oramai il fenomeno della globalizzazione è più che affermato, non si può escludere ripercussione di tale situazione anche nel mondo della protezione della proprietà intellettuale. Se si pensa agli albori della normativa internazionale di protezione dei marchi e brevetti risalente alla fine dell’800, si comprende come siano avvenuti profondi cambiamenti economici a livello mondiale. Infatti alla fine dell’800 l’Europa era al centro della politica industriale e le maggiori protezioni brevettali avvenivano a livello europeo con singoli depositi nazionali. Attualmente si nota come l’Italia e la protezione di un brevetto o marchio in Italia sia un punto di partenza e non di arrivo per una azienda. Le Convenzioni sul Brevetto Europeo e sul più recente marchio comunitario hanno fatto sì che i singoli depositi nazionali perdessero “appeal” a favore delle protezioni direttamente effettuate a livello europeo. Se quindi si verifica oggigiorno ed in particolare negli ultimi venti anni un interesse crescente da parte delle imprese italiane verso l’Europa, lo stesso avviene all’inverso da parte di imprese extraeuropee. Questo è il caso in particolare delle aziende statunitensi, ma attualmente in maniera sempre più massiccia da parte degli imprenditori asiatici. Si sa come la protezione delle idee avvenga solitamente in anticipo rispetto all’immissione sul mercato di nuovi prodotti o marchi. La tendenza che oggi si avverte è che I non solo le aziende italiane stanno spostando il loro asse di interesse verso l’Asia, in particolare Cina, ma che il medesimo flusso avviene in senso contrario. Negli ultimi anni si è assistito ad una “pacifica invasione” da parte di aziende asiatiche degli ambiti di protezione industriale in Europa. Spesso le imprese del Far-East utilizzano e proteggono marchi con chiara assonanza con parole italiane proprio per richiamare impropriamente una provenienza del prodotto dall’Italia. Tale dato è più che evidente nel settore della moda. Allo stesso modo imprenditori italiani proteggono marchi e brevetti in Cina o Asia, talvolta anche traslitterando lo stesso segno in caratteri cinesi, al fine di evitare eventuali contraffazioni. Il mondo della proprietà intellettuale ci evidenzia come tuttavia il mondo cinese stia spostando in minima parte, al momento, la produzione in Vietnam e pertanto in primo luogo protegge le proprie idee in quel Paese. Queste sono le ultime evoluzioni di una dinamica economica in continua evoluzione che può essere in parte analizzata anticipatamente, grazie alle analisi dei flussi brevettali nel mondo. Oggigiorno la nuova frontiera del diritto industriale è rappresentato non più dalla Cina ma dal Vietnam. Da questa analisi risulta in parte cresciuta la protezione brevettuale in Asia tanto che la Cina è ai primi tre posti mondiali per numero di brevetti e marchi depositati. Allo stesso modo si può affermare con certezza che gli imprenditori asiatici hanno ben presente il valore della pro- tezione brevettuale tanto che è notevole il flusso di depositi brevettali fatti in Europa e USA degli stessi. In conclusione è evidente anche dal punto di vista della protezione brevettale, che l’asse della produzione si è spostato verso l’Asia, ma che per la creazione di idee e know-how sia ancora dominante il mondo occidentale, punti di riferimento anche per i mercati in forte sviluppo economico. (*) Avvocato del Foro di Ancona 42 Quieconomia Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 43 APPROFONDIMENTI CAPITALE DI RISCHIO E CREAZIONE DI VALORE NELL’IMPRESA: LO STRUMENTO DEL PRIVATE EQUITY di Simona Amodio (*) ella fase di creazione di una nuova iniziativa imprenditoriale come pure nel processo di sviluppo in generale, la possibilità di attingere a fonti di finanziamento in tempi ragionevolmente rapidi, a costi compatibili con i vincoli della struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, rappresenta un fattore critico, che certamente condiziona le possibilità di rafforzare e mantenere un’adeguata posizione competitiva nel mercato di riferimento, e si rivela, quindi, determinante per il successo dell’iniziativa stessa. L’esigenza di un’accurata programmazione dei fabbisogni finanziari per la gestione strategica delle fonti di approvvigionamento si rivela ancor più importante in un tessuto economico produttivo, quale quello nazionale, e marchigiano in particolare, storicamente caratterizzato dalla prevalenza di strutture di dimensione medio-piccola, nonché da un’imprenditoria legata al nucleo familiare, spesso fortemente debitrice in termini di energie e capacità progettuali nei confronti della figura carismatica e innovatrice dell’imprenditore capostipite. Per attingere le risorse necessarie allo svolgimento della propria attività, le piccole e medie imprese tradizionalmente prediligono il ricorso al credito bancario - sovente erogato a condizione che siano rilasciate garanzie prestate dai soci - sostituendolo o integrandolo, ove possibile, con il finanziamento da parte dei soci stessi. In N questo contesto, il rapporto fra mezzi propri, espressi dal capitale di rischio, e mezzi di terzi, costituenti il capitale di credito, può risultare squilibrato per effetto di una netta prevalenza dei secondi, con conseguenti riflessi negativi sul conto economico, dovuti all’incidenza degli oneri finanziari. L’importanza strategica della disponibilità di capitale in volume adeguato ai progetti e ai piani di sviluppo aziendali deve, allora, indurre a calibrare attentamente la composizione delle fonti di finanziamento, al fine di rafforzare il peso specifico del capitale di rischio, che in quanto tale non genera oneri finanziari, e viene, invece, remunerato attraverso il risultato economico dell’attività. E’ in questo contesto che può rivestire interesse il ricorso ad operazioni di “private equity”1, espressione con la quale si indica l’apporto di mezzi in forma di capitale di rischio, da parte di operatori finanziari specializzati, generalmente costituiti in veste di fondi, a favore di imprese non quotate su mercati regolamentati. Da un punto di vista tecnico, l’intervento di private equity passa in linea di principio attraverso la sottoscrizione, da parte degli operatori professionali, di partecipazioni al capitale sociale dell’impresa che si intende far sviluppare2. Il tratto saliente dell’operazione, che, indipendentemente dalle modalità concretamente prescelte, vale a differenziarla dagli apporti finan- ziari di tipo più tradizionale, è quindi rappresentato dal fatto che gli investitori entrano a far parte della compagine sociale. Il loro coinvolgimento e la loro funzione non si esauriscono, pertanto, nel fornire risorse liquide prontamente disponibili, ma si traducono anche in un contributo sostanziale all’attività, in termini di know-how, di competenze ed esperienze manageriali più ampie ed incisive di quelle presenti presso l’azienda oggetto dell’intervento, nonché di accesso alle reti di contatti già in essere presso l’investitore. L’ingresso nella compagine, e l’acquisto di quote del capitale dell’impresa, presuppongono un orizzonte temporale di riferimento medio-lungo, al termine del quale l’operatore finanziario specializzato monetizzerà il proprio investimento attraverso la cessione delle partecipazioni, con l’obiettivo di realizzare un capital gain nel momento in cui perderà la qualità di socio. La concreta possibilità di conseguire una plusvalenza all’atto della liquidazione dell’investimento iniziale, e la misura della plusvalenza stessa, vengono, quindi, a dipendere dall’efficacia delle strategie di crescita e sviluppo aziendale attuate attraverso l’ingresso del socio finanziatore, ed è su questo terreno che si realizza sostanzialmente la convergenza di interessi fra imprenditore ed operatore di private equity. A fronte dell’ingresso nel capitale di rischio dell’impresa finanziata, l’opera- 1 - Per un’introduzione al private equity in generale si veda la “Guida pratica al capitale di rischio” dell’AIFI – Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital, disponibile, insieme con numerose altre pubblicazioni in: www.aifi.it 2 - Nelle realtà più strutturate, si procede anche attraverso la sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili. Quieconomia 43 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 44 Se si traccia idealmente il ciclo di vita dell’impresa, l’esigenza di una forte patrimonializzazione è particolarmente avvertita fin dall’avvio dell’operatività, soprattutto quando si intende promuovere attività innovative e ad elevato contenuto tecnologico. In questo caso, infatti, i settori di riferimento tipicamente richiedono investimenti immediati ed ingenti in ricerca e sviluppo, mentre i flussi reddituali positivi possono essere ragionevolmente attesi soltanto dopo alcuni anni dall’avvio dell’operatività. Ecco perché, soprattutto per imprenditori relativamente giovani, che non dispongono di consistenti risorse personali o di rilevante potere contrattuale sul mercato dei capitali, eventualmente maturato in forza di precedenti esperienze, l’apertura allo strumento del private equity può rivelarsi particolarmente utile per consentire l’attuazione del progetto imprenditoriale, grazie alla combinazione di mezzi e idee che permette di realizzare. tore di private equity richiede il monitoraggio, e il conseguente adeguamento, ove necessario, del sistema informativo aziendale, per il quale devono essere assicurati meccanismi di massima trasparenza. Dal punto di vista dell’imprenditore, l’operazione di private equity può rispondere a molteplici finalità economiche. L’eventuale opportunità di coinvolgere un operatore istituzionale di private equity può, peraltro, essere utilmente vagliata anche dopo l’avvio dell’attività, nella fase di sviluppo ed ingresso in nuovi mercati, particolarmente se contraddistinti da intensa competizione. Vuoi che si intenda presentarsi in via indipendente sul mercato di interesse, vuoi che si preferisca accrescere la dimensione iniziale dell’attività e conquistare nuovi spazi attraverso un processo di aggregazione di più soggetti originariamente indipendenti, il finanziamento tramite private equity consente all’impresa di perseguire l’obiettivo di sviluppo programmato senza che il nucleo proprietario sia tenuto ad apportare personalmente nuovi capitali, e senza appesantire la struttura finanziaria con (ulteriore) ricorso all’indebitamento bancario foriero di interessi passivi. Nel caso, invece, di imprese già posizionate sul proprio mercato di riferimento, con prodotti o servizi maturi, il private equity può anche rappresentare un valido strumento per la gestione delle variazioni nella composizione della compagine sociale, di fronte all’eventualità che uno o più soci di minoranza intendano sciogliere il vincolo sociale, ma anche per affrontare mutamenti ra- 44 Quieconomia dicali dell’assetto proprietario, quali quelli conseguenti al passaggio generazionale. Al riguardo si suole distinguere fra operazioni di replacement capital, vale a dire forme di intervento finanziario legate alla necessità di sostituire uno o più soci, senza peraltro necessariamente modificare l’entità del capitale sociale, quindi senza procedere ad aumento del capitale stesso, e operazioni di buy-out, attraverso le quali preparare e poi concretizzare l’uscita del socio di maggioranza dalla compagine, per rinnovare i vertici aziendali. Nell’ambito del passaggio generazionale, aspetto critico per tutte le imprese di dimensione medio – piccola la cui identità è indissolubilmente legata al ruolo e all’immagine dell’imprenditore-fondatore, l’appoggio dell’investitore istituzionale può valere in primo luogo a permettere che gli eredi designati per la successione in azienda si avvicinino poco per volta al nuovo ruolo da ricoprire all’interno dell’impresa, in secondo luogo a fornire le risorse liquide indispensabili per liquidare gli altri eredi, non interessati alla prosecuzione dell’attività, senza pregiudizio per le loro ragioni economiche. Il duplice risultato appena indicato potrebbe essere raggiunto attraverso un’operazione c.d. di maggioranza, con la quale trasferire, per un periodo di tem- po limitato, e di medio-lungo respiro, la proprietà della partecipazione di maggioranza, appunto, ad un fondo di private equity. Quest’ultimo acquista il controllo dell’attività indirettamente, tramite una società – veicolo, partecipata anche dall’erede prescelto. La società-veicolo si rende quindi acquirente della partecipazione maggioritaria, già detenuta dall’imprenditore in uscita, e l’erede designato, sempre tramite la società – veicolo, mantiene una quota nell’azienda già di famiglia. Per gli altri eredi si profila, invece, la liquidazione delle posizioni e diritti patrimoniali inerenti l’attività aziendale, con anticipazione sul punto degli effetti della successione. Le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione della sistemazione patrimoniale indicata provengono all’imprenditore-capostipite dalla cessione del pacchetto di maggioranza in favore della società – veicolo controllata dal fondo di private equity. Il fondo, sempre attraverso la società – veicolo, manterrà in essere il vincolo con l’impresa per il periodo di tempo strettamente necessario a rafforzarne la posizione di mercato, e ad accrescerne il valore, per poi realizzare il proprio guadagno attraverso la successiva cessione del pacchetto di controllo, per il quale si potrà utilmente disciplinare l’opportunità di riacquisto a condizioni preconcordate da parte dell’erede designato, in maniera da garantire la possibilità che la leadership permanga all’interno della famiglia fondatrice. Quest’ultimo aspetto riveste, in effetti, un’importanza cruciale in tutti i casi nei quali si intenda valutare se procedere al ricambio ai vertici dell’azienda di matrice familiare con il coinvolgimento di un partner esterno che agisce ed è motivato con logiche di puro investimento. Il timore più immediato espresso dai potenziali inte- L’attività di investimento in capitale di rischio a beneficio di nuove imprese, è specificamente denominata “venture capital”. Tale espressione viene spesso impiegata come sinonimo di private equity, ma in effetti è propriamente riferita alle sole imprese in fase di avvio, per le quali nella pratica si distingue ulteriormente fra interventi di “seed financing”, destinati al finanziamento di nuove idee, non ancora sperimentati, e interventi di “start-up financing”, per iniziative che abbiano già superato una prima fase di sperimentazione. Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 ressati, alla radice di pregiudizi nei riguardi di operazioni di private equity in fase di passaggio generazionale che altrimenti potrebbero ben rivelarsi insormontabili, è, infatti, quello di perdere definitivamente ed irrimediabilmente il controllo sull’attività. Per concludere l’analisi delle motivazioni economiche che possono far da sfondo ad un’operazione di private equity, occorre accennare alla nuova disciplina del fallimento e delle crisi di impresa. Nel quadro di una rinnovata attenzione per l’impresa come complesso produttivo organizzato dotato di un proprio valore e di un patrimonio di esperienze e competenze da non disperdere, lo spirito della riforma falli- Pagina 45 mentare si è tradotto, fra l’altro, in una spinta verso la riorganizzazione dell’impresa in crisi, in luogo della tradizionale e pressoché esclusiva finalità liquidatoria. Proprio nella prospettiva di approntare validi strumenti per gestire le crisi anche, e soprattutto, prima che si manifesti l’insolvenza sono state codificate forme di accordo a stralcio e negoziazione con il ceto creditorio che legittimino la soddisfazione delle passività aziendali in misura (soltanto) parziale e, ad un tempo, la riduzione concordata dell’esposizione debitoria. Vengono qui in rilievo non solo il concordato preventivo, ma anche i piani attestati e gli accordi stragiudiziali. In tutti e tre i casi, il fondo, che Distribuzione delle operazioni di private equity in Europa, per ammontare investito: 2006 e 2007 80,00% 60,00% 40,00% 20,00% 0,00% 2007 Buy-out 0,774 Replacement capital 0,057 Expansion 0,129 Early stage 0,04 2006 0,689 0,052 0,154 0,105 Finalità Fonte: Elaborazione su dati EVCA - Preliminary Figures 2007 Finalità delle operazioni di private equity in Europa, per numero di investimenti: 2006 e 2007 50,00% 40,00% 30,00% 20,00% 10,00% 0,00% 2007 2006 Buy-out Replacement capital Expansion Early stage 0,279 0,228 0,018 0,036 0,356 0,411 0,346 0,325 Finalità Fonte: Elaborazione su dati EVCA - Preliminary Figures 2007 prende il nome di fondo di turnaround, interviene in primo luogo in veste di soggetto finanziatore e permette di affrontare gli aspetti prettamente finanziari della crisi, fornendo in tutto o in parte rilevante le risorse finanziarie indispensabili soddisfare le ragioni dei creditori nella misura prevista per i singoli istituti. Il ruolo del fondo non si esaurisce, peraltro, in questo, ma si estende alla gestione del risanamento produttivo e della riconversione dell’azienda, che, appunto, si tende a non disgregare. I risultati di un’autorevole ricerca3 indicano che il private equity in chiave di riconversione per le imprese in crisi rappresenta, comunque, il segmento ad oggi meno sviluppato in Italia. Secondo i dati rilevati per il 2007, le imprese italiane utilizzano piuttosto il private equity principalmente in funzione di buy-out, tanto che tale finalità connota il 66% delle operazioni realizzate lo scorso anno. Il dato appare in linea con quanto rilevato nel più ampio contesto europeo4, in cui durante lo stesso anno l’incidenza delle operazioni di buy-out è cresciuta, rispetto al 2006, sia in termini di volume delle risorse investite sia in termini di numero degli investimenti conclusi. Le considerazioni già svolte in ordine all’opportunità che un’impresa mediopiccola, di matrice familiare, faccia concreto e proficuo ricorso allo strumento del private equity appaiono confermate dai dati disponibili per l’anno 2007. Essi mostrano, infatti, come le imprese presso le quali prevalentemente si concentra il ricorso al private equity siano proprio quelle di media dimensione, e di tipo familiare. In tal senso, significativo il fatto che il 48% delle operazioni di private equity realizzate in Italia nel 2007 abbia riguardato imprese con fatturato inferiore ai 30 milioni di Euro, e che il 65% delle imprese interessate abbia non più di 150 dipendenti5. 3 - Si vedano i dati del Rapporto PEM 2007 a cura dell’Osservatorio Private Equity Monitor - PEM, disponibili in: http://www.privateequitymonitor.it/pagine/media.php?id=40&lang=ita 4 - Per un quadro completo sul mercato del private equity in Europa, si vedano i dati e le indagini dell’EVCA – European Private Equity & Venture Capital Association, disponibili in : www.evca.eu. I dati citati in riferimento al private equity in Europa nel 2007 sono tratti dal rapporto sui dati preliminari relativi al 2007 stesso, e da Activity_Slides_Preliminary2007[1], entrambi disponibili in www.evca.eu. 5 - Così il Rapporto PEM 2007, già citato. (*) Dottore Commercialista, Revisore Contabile e Consulente Tecnico del Giudice di Pace Quieconomia 45 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 46 SERVIZI AL SERVIZIO DELLE IMPRESE www.an.camcom.it AZIENDE SPECIALI ANCONA PROMUOVE supporta le aziende nelle attività internazionali fornendo informazioni su metodi e strumenti di penetrazione o consolidamento del mercato affiancandole in iniziative di natura promozionale quali organizzazione e partecipazione a workshop, incoming, fiere internazionali, progetti speciali e seminari formativi. In collaborazione con partner qualificati e inseriti nei mercati di riferimento, realizza progetti destinati alla creazione di reti commerciali. Tel. 071 2072913 - Fax 071 5898255 www.anconapromuove.it - [email protected] A.S.P.eA. promuove tutte le azioni necessarie allo sviluppo dei settori pesca e agricoltura attraverso la ricerca, l’attività di formazione, la gestione di laboratori e campi sperimentali, le attività di valorizzazione e di ottimizzazione delle risorse disponibili in collaborazione con l’Università degli Studi di Ancona, l’IRPEM-CNR (Istituto di Ricerca sulla Pesca del CNR) e le Associazioni di categoria. Tel. 071 5898295 - Fax 071 54765 www.an.camcom.it - [email protected] R.P.Q. (Real Precious Quality), costituita in collaborazione con la Camera di Commercio di Macerata, attraverso il proprio Laboratorio di saggio e marchio consente alle aziende del settore orafo argentiero di ottenere per i propri prodotti la Certificazione Aggiuntiva a garanzia della qualità. Il Laboratorio R.P.Q. lavora in regime di qualità ed è accreditato SINAL, organismo di certificazione internazionale. Tel. 0733 224084 www.realpreciousquality.com - [email protected] ORGANISMI COLLEGATI L’Associazione PromAdria realizza attività promozionali nei settori dell’industria, del commercio, dell’artigianato, dell’agricoltura, della pesca, del terziario e del turismo con l’obiettivo di intensificare le relazioni commerciali, finanziarie, culturali ed i rapporti di collaborazione economico-tecnica tra imprese italiane e quelle dei paesi dell’Adriatico orientale. Informazioni: tel. 071 2072913 - [email protected] - www.promadria.it Il Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Jonio è l’Associazione volontaria e transnazionale tra gli enti camerali dei paesi che si affacciano sul bacino adriatico-ionico, con Segreteria presso la Camera di Commercio di Ancona. Il Forum promuove progetti di cooperazione transfrontaliera su tematiche economico-giuridiche di interesse comune ai paesi dell’area. Informazioni: tel. 071 58 98 249 - 325 - [email protected] 46 Quieconomia Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 47 CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI ANCONA Piazza XXIV Maggio, 1 60124 Ancona - tel. 071 58981 - fax 071 2073907 [email protected] Ufficio Ispettivo del servizio metrico: Via Cupramontana, 1 60100 Ancona - tel. 071 84301 - fax 071 2817123 [email protected] SEDI DISTACCATE IN PROVINCIA: Fabriano: Via Dante, 268 - 60044 Fabriano tel. 0732 23846 - fax 0732 23853 - [email protected] Jesi: Viale dell’Industria 5/B- 60035 Jesi, c/o il Centro Direzionale Z.I.P.A. tel. 0731 214498 - fax 0731 208447 - [email protected] Senigallia: Piazza Garibaldi,1 sede comunale - 60019 Senigallia tel. 071 7915777 - fax. 071 7939687 - [email protected] AREE TEL FAX E-MAIL DIREZIONE E SERVIZI INTERNI Segreteria Generale Personale Provveditorato Ragioneria Diritto annuale e sanzioni Comunicazione 071 5898233-278 071 5898267-230-200 071 5898261-359 071 5898273-201-390 071 5898323-376 071 5898535-366 071 5898322 071 2073907 071 2073907 071 2073907 071 5898351 071 2073907 [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] ANAGRAFE ECONOMICA Registro imprese Elenchi di imprese Servizi di firma digitale e posta certificata Albo imprese artigiane Altri registri - ruoli e licenze Commercio - Agricoltura Protesti Marchio Qualità Panifici Ambiente - Rifiuti - M.U.D. Certificati Commercio estero Servizio metrico e ispettivo Albo Promotori finanziari Manifestazioni a premio 071 5898397-244 071 5898245 071 8300 / 071 5898397-244 071 5898209-275 071 5898214-271 071 5898272-241 071 5898312-215 071 5898217-231 071 5898254-246-268-377-215 071 5898212-356 071 84301 / 2817123 / 5898247 071 5898242-217 071 5898231 071 5898299 071 5898299 071 5898357 071 5898299 [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] SVILUPPO ECONOMICO Eurosportello Brevetti e Marchi Arbitrato e Conciliazione Statistica Studi Prezzi e Biblioteca Progetti comunitari Promozione attività economiche Scuola Emas Sportello Responsabilità Sociale Contributi e finanziamenti Nuove imprese ed orientamento 071 5898244-288 071 5898220-367 071 5898250-360 071 5898286-399-202 071 5898365-355 071 5898270-364 071 5898311 071 5898311 071 5898270 071 5898291-289 071 5898265 071 5898255 071 5898255 071 5898255 071 5898255 071 5898255 071 5898255 071 5898255 071 5898255 071 5898265 [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] 071 5898203 071 5898284 Quieconomia 47 Qui_Economia_CIANO:Layout 1 25 07 2008 9:07 Pagina 48 LOGGIA DEI MERCANTI centro congressuale La Camera di Commercio di Ancona è proprietaria dell’edificio monumentale LOGGIA dei MERCANTI, splendido esempio di gotico fiorito veneziano. Il palazzo, collocato al centro di Ancona, è facilmente raggiungibile sia con mezzi privati (che possono parcheggiare nel vicino parcheggio TRAIANO) sia con i mezzi del trasporto pubblico che lo collegano con la Stazione Ferroviaria: la sua ubicazione lo rende gradevole punto di partenza per una comoda e piacevole visita alla città. Al piano terra della Loggia dei Mercanti è disponibile l’omonimo salone climatizzato, confortevole ed elegantemente arredato, che può ospitare fino a 120 persone ed essere utilizzato per congressi - cerimonie - conferenze riunioni di lavoro - meeting aziendali - manifestazioni di carattere economico, politico e culturale (con l’esclusione di rappresentazioni teatrali, concerti e spettacoli in genere) Il Centro Congressuale è dotato di: Sistema di videoproiezione con ingressi PC e Video Sistema di videoconferenza Sistema di amplificazione con microfoni da tavolo, portatili, a giacca Sistema di registrazione audio Collegamento Internet Al piano interrato è disponibile un locale utilizzabile come sala stampa ed una sala per catering. Per informazioni sui costi e sulle modalità di concessione in uso contattare l’Ufficio Tecnico (tel. 071 5898359) - [email protected] 48 Quieconomia 25-07-2008 9:09 Pagina 1 Spedizione Abbonamento Postale - n.2/2008 - Luglio Qui Economia copertina 2-08:Layout 1