Relazione annuale dei Nuclei di Valutazione interna
(D. Lgs. 19/2012, art 12 e art.14)
Universita' degli Studi della TUSCIA
Relazione del NdV
1. Descrizione e valutazione dell'organizzazione per l'AQ della formazione dell'Ateneo
a) Presidio della Qualità
1.a.1 Composizione e attività del Presidio della Qualità (articolazioni periferiche comprese).
Il Presidio di Qualità sovraintende al corretto funzionamento del Sistema di assicurazione di Qualità di Ateneo.
E' composto da: un Delegato del Rettore per la Qualità, con competenze ed esperienze specifiche e comprovate, con funzioni di Presidente, 7
rappresentanti dei dipartimenti, proposti dai Direttori di Dipartimento secondo criteri di competenza e esperienza, 1 Dirigente e 2 unità di personale TA,
selezionati dal Rettore con criteri di competenza e esperienza, 1 rappresentante degli studenti, selezionato con criteri di competenza dal Senato degli
studenti.
Presta supporto ai Dipartimenti, anche con proposte di strumenti comuni, nella fase di progettazione e di applicazione delle procedure di qualità per le
attività didattiche. Assicura il corretto flusso informativo da e verso il Nucleo di Valutazione e le Commissioni Paritetiche.
Il Presidio di qualità si è riunito in data 27 maggio 2013 con l'obiettivo di monitorare l'aggiornamento delle schede Sua-Cds sia per la scadenza del 30
maggio sia per quella del 30 giugno.
Altri temi della riunione sono stati il sistema di valutazione integrato e la rilevazione dell'opinione degli studenti.
1.a.2 Modalità organizzative e comunicative in relazione alle funzioni istituzionali, con particolare riferimento a:
Il Presidio di Qualità, istituito con D.R. n. 504/13 del 16/05/2013, si è recentemente insediato. Pertanto le modalità organizzative e comunicative sono in
fase di definizione.
Il Presidio si avvale per l'esercizio delle sue funzioni del Servizio sistemi informativi (procedure di estrazione dati, monitoraggio, attività di elaborazione e
analisi) ed è affiancato da una struttura tecnica di supporto in funzione di staff con competenze specifiche.
In merito alle modalità comunicative è stata attivata sul sito dell'Ateneo una pagina all'interno degli Organi di Ateneo dedicata al Presidio all'interno della
quale sono indicati la composizione e le funzioni. Inoltre sempre nel sito web sono riportati tutti i riferimenti normativi che disciplinano il ruolo del Presidio.
All'interno della sezione saranno riportati tutti i documenti prodotti dal Presidio e i verbali relativi alle riunioni.
1.a.3 Sistema di AQ / Linee guida per la definizione del sistema di AQ di Ateneo.
Le Linee guida del sistema di Assicurazione della Qualità sono in fase di predisposizione.
1.a.4 Punti di forza e di debolezza relativamente a composizione e attività, modalità organizzative e comunicative, sistema di
AQ / linee guida per la definizione del sistema di AQ.
La composizione del Presidio di Qualità risulta adeguata per sviluppare il Sistema di assicurazione di qualità di Ateneo in quanto coinvolge un
rappresentante per ogni Dipartimento, il personale tecnico-amministrativo e un rappresentante degli studenti, membri selezionati con criteri di competenza
ed esperienza.
Nell'immediato, si suggerisce al Presidio di prestare particolare attenzione all'organizzazione e verifica dell'aggiornamento delle informazioni contenute
nelle SUA-CdS di ciascun Corso di Studio dell'Ateneo.
Con riferimento alle attività di medio termine si richiama una particolare attenzione alla valutazione dell'efficacia degli interventi di miglioramento e delle
loro effettive conseguenze.
1.a.5 Opportunità e rischi in relazione al più ampio contesto organizzativo (relazioni con: organi di governo dell'Ateneo e altri
attori del sistema di AQ di Ateneo; ANVUR; ecc.) relativamente all'AQ.
In questa prima fase una speciale attenzione dovrà essere dedicata alle modalità organizzative e comunicative con particolare riferimento
all'organizzazione e verifica dei flussi informativi da e per il Nucleo di Valutazione e le Commissioni Paritetiche docenti-studenti.
Allo stesso tempo le analisi che verranno sviluppate dovranno essere comunicate tempestivamente agli organi di governo di Ateneo per cui lo sviluppo di
una piattaforma informatica dedicata a tali flussi di informazione risulta un obiettivo prioritario per l'AQ.
Altro tema importante è l'Organizzazione e verifica dello svolgimento delle procedure di AQ per le attività di ricerca che dovrà essere condotta in stretto
contatto con la Commissione ricerca di Ateneo e il Nucleo di valutazione.
In questa prima fase i compiti più urgenti del Presidio di Qualità consistono nell'impostare i processi organizzativi interni e i flussi informativi della AQ di
Ateneo con particolare attenzione nel definire le relative responsabilità degli attori del sistema di AQ.
b) Commissioni Paritetiche Docenti-Studenti
1.b.1 Composizione e attività delle CP.
La composizione e le attività delle CP sono distinte per i 7 Dipartimenti in cui è strutturato l'Ateneo.
Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche (DEB)
La CPDS del DEB è così composta.
Personale docente: Ines Delfino, Vincenzo Piscopo, Giorgio Prantera.
Rappresentanti degli Studenti: in attesa di designazione dei componenti da parte degli studenti dei corsi di Laurea in Scienze Biologiche e Scienze
Ambientali e di Laurea Magistrale in Biologia Cellulare e Molecolare e Biologia ed Ecologia Marina.
Bisogna innanzitutto sottolineare che la CPDS non è ancora nella sua piena composizione per la mancata designazione da parte degli studenti dei loro
rappresentanti in seno alla commissione stessa. Dato il ruolo della CPDS questa mancanza è di portata rilevante.
Oltre a ciò, in questa fase di avvio del nuovo sistema AVA, l'attività della CPDS è stata necessariamente limitata, comunque preparatoria. Infatti, la SUA
dei corsi afferenti al Dipartimento non è stata ancora presentata essendo stata prorogata la scadenza al 20 maggio 2013. Il documento del Rapporto
Annuale del Riesame è stato presentato solo in aprile 2013, per cui è impossibile verificare se ne siano conseguiti efficaci interventi correttivi sui corsi
degli anni successivi.
Inoltre, la valutazione dei corsi del secondo semestre da parte degli studenti è attualmente in corso e i dati quindi non sono ancora completamente
disponibili, precludendo una significativa valutazione qualitativa dell'anno in corso.
Tuttavia, in via preliminare è stato possibile verificare che la rilevazione dell'opinione degli studenti viene effettuata con la capillarità con i metodi previsti
dalla normativa. Non appena la CPDS avrà a disposizione tutto il materiale delle rilevazione sia del primo sia del secondo semestre, e soprattutto quando
sarà pienamente operativa con la designazione dei rappresentanti degli studenti procederà alla sua elaborazione per gli aspetti di competenza.
Come già sottolineato la SUA non è stata ancora presentata e quindi non si è potuto verificare quanto e come se ne sia resa possibile la conoscenza agli
utenti. Tuttavia, è stato possibile accertare che il Dipartimento ha messo a disposizione sul proprio sito WEB tutte le informazioni disponibili sugli
ordinamenti didattici, compresa la formazione post-lauream, sulle attività didattiche di supporto, sugli stage e sull'impegno didattico e la reperibilità dei
docenti.
In ogni caso le attività della CPDS saranno quelle specificamente indicate nella normativa vigente e sintetizzate nell'Allegato V del documento ANVUR in
materia.
Dipartimento per l'Innovazione dei sistemi biologici, agroalimentari e forestali (DIBAF)
La Commissione paritetica docenti-studenti del Dibaf è stata istituita ai sensi dell'art.29 dello statuto di Ateneo in conformità con quanto previsto dalla
norma vigente e nominata con D.D.D. n.4/12 del 17.01.2012.
In base all'art.6 del regolamento del DIBAF, hanno fatto parte della Commissione paritetica il Vice-Direttore, i Presidenti dei corsi di studio afferenti al
Dipartimento e i rappresentanti degli studenti di ciascun Consiglio di corso di studio.
Le funzioni della Commissione sono state:
a) svolgimento attività di monitoraggio dell'offerta formativa, dell'organizzazione e della qualità della didattica nonché dell'attività di servizio agli studenti di
competenza del Dipartimento stesso;
b) individuazione indicatori per la valutazione dei risultati delle stesse;
c) formulazione pareri sull'attivazione e la soppressione dei corsi di studio.
a) Per la valutazione dell'offerta formativa è stato proposto di esaminare in ciascun Corso di laurea i seguenti punti:
- obiettivi
- funzionamento del corso
- regolamento didattico
- organizzazione del corso
b)Sono stati individuati i seguenti indicatori, attualmente in uso, di valutazione della didattica
- Indicatori di gradimento di singoli corsi sulla base di programmi nazionali integrati anche da associazioni studentesche (soprattutto a fine carriera)
- Indicatori ministeriale per l'accreditamento dei corsi: valutazione requisiti tecnici e risultati prodotti
- Indicatori post lauream. Dati Alma laurea ecc.
c) Formulazione pareri
Individuate alcune criticità, sono stati elaborati pareri e promosse attività ad hoc su tematiche particolari per migliorare le performance dei corsi:
a) Indagini sulle cause che determinano gli abbandoni
b) Collaborazione tra studenti e tutor
c) coordinamento tra i dipartimenti di afferenza dei docenti di ciascun corso.
In questo ambito sono state elaborate, e poi divulgate, alcune proposte per il miglioramento dell'efficienza dei corsi Erasmus volte ad incrementare il
numero degli studenti:
a) Una maggiore sensibilizzazione dei docenti e degli studenti mediante una puntuale informativa alle matricole, al momento dell'orientamento e in aula. In
quest'ultimo caso sarebbe necessario dare una prima informativa entro aprile ed una seconda entro ottobre. Ciò consentirebbe di preparare gli studenti in
tempo utile.
b) Chiedere alle sedi i manifesti della didattica aggiornati in modo da avere il quadro dei corsi attivi. La tempistica che attualmente è stata utilizzata ha
mostrato uno sfasamento tra necessità di rispondere al bando e la divulgazione dei manifesti didattici dei corsi che gli studenti dovranno seguire nelle sedi
estere: questa problematica dovrebbe essere discussa a livello di Ateneo per cercare una soluzione.
Sempre in tema di internazionalizzazione, è stato proposto di avere la traduzione in inglese dei RAD e provvedere a fornire il supplemento al Diploma
anche in inglese.
Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali (DISBEC)
La composizione della Commissione paritetica è la seguente:
Prof. Diego Vaiano (professore ordinario)
Prof. Marcello Spanu (professore associato)
Dr. Giuseppe Romagnoli (Ricercatore)
Sig.na Azzurra Pelabasto (rappresentante degli studenti)
Sig. Giuseppe Delia (rappresentante degli studenti)
La Commissione paritetica sta svolgendo attività volte a perseguire l'obiettivo di individuare efficaci proposte da sottoporre al Nucleo di Valutazione al fine
di migliorare l'efficienza delle strutture didattiche nel garantire agli studenti il massimo grado di apprendimento utile in una prospettiva occupazionale,
tenendo conto delle esigenze del sistema economico e produttivo.
In particolare, in questa direzione, si stanno svolgendo attività volte a riscontrare se i progetti dei Corsi di studio attivati presso il Dipartimento siano
funzionali allo scopo di fornire agli studenti le competenze richieste nella sopra indicata prospettiva, verificando i risultati dell'apprendimento e l'idoneità dei
metodi di esame seguiti al fine del loro accertamento, la qualificazione dei docenti e i loro metodi di trasmissione delle conoscenze, oltre che la qualità dei
materiali e degli ausili didattici che vengono agli stessi forniti.
Oggetto di attenzione è poi la verifica dell'effettiva idoneità di strutture quali i laboratori, le aule e le attrezzature in genere al fine di soddisfare livelli ottimali
di qualità.
Dipartimento di Istituzioni linguistico-letterarie, comunicazionali e storico-giuridiche dell'Europa (DISTU)
La Commissione Paritetica è stata istituita da Disposto del Direttore n° 35 del 2 maggio 2013 con la suddetta composizione:
Docenti: Prof. Maurizio Benincasa, Prof. Saverio Ricci,
Studenti: Petrangelo Clelia, Pezzato Manuel
La prima riunione è indetta per il giorno 17 maggio 2013
La Commissione Paritetica svolge attività di monitoraggio dell'offerta formativa, dell'organizzazione e della qualità della didattica, dell'attività di servizio agli
studenti del Dipartimento. Individua, altresì, indicatori per la valutazione dei risultati di tali attività e formula pareri sull'attivazione e la soppressione dei
corsi di studio.
Dipartimento di Scienze umanistiche, della comunicazione e del turismo (DISUCOM)
La Commissione paritetica è così composta: Presidente: Prof.ssa Francesca Petrocchi P.O Membri: Prof. Valerio Viviani P.A. Giovanni Tosatti P.A.
Studenti: Perelli Martina, Bottinelli Ilaria, Vincenti Giulia
Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l'Agricoltura, le Foreste, la Natura e l'Energia (DAFNE)
La Commissione è composta da un professore di prima fascia, da un professore di seconda fascia, da un ricercatore (a tempo indeterminato o
determinato) afferenti al Dipartimento e designati dal Consiglio nel rispetto di una equilibrata rappresentanza tra aree disciplinari/corsi di studio e da tre
studenti iscritti ai Corsi di studio afferenti al Dipartimento e scelti fra i rappresentanti in seno al Consiglio di Dipartimento nel rispetto di una equilibrata
rappresentanza tra corsi di studio.
La Commissione svolge le seguenti attività:
a. monitoraggio dell'offerta formativa e della qualità della didattica, nonché dell'attività di servizio agli studenti da parte dei professori e dei ricercatori;
b. individuazione di indicatori per la valutazione dei risultati dell'offerta formativa, della qualità della didattica e dell'attività di servizio agli studenti;
c. formulazione del parere obbligatorio sull'attivazione e la soppressione di Corsi di studio;
d. inoltro di proposte al Presidio di Qualità e al Nucleo di Valutazione per il miglioramento della qualità e dell'efficacia delle strutture didattiche;
e. redazione di una relazione annuale.
Dipartimento di Economia e impresa (DEIM)
La Comnmissione Paritetica è così composta:
Braccini Alessio Maria Ricercatore
Branca Giacomo Ricercatore
Correani Luca Ricercatore
Galloppo Giuseppe Ricercatore
Stefanoni Alessandra Ricercatore
Brilli Giorgia Studente
Di Mele Alessandro Studente
Mingione Alex Studente
Morbidelli Elisa Studente
Morelli Fabio Studente
Nella seduta del 13 maggio u.s. è avvenuto l'insediamento della Commissione Paritetica docenti studenti e l'elezione del Presidente, dott.ssa Alessandra
Stefanoni.
La commissione paritetica svolge conformemente a quanto stabilito dallo statuto di Ateneo attività di monitoraggio dell'offerta formativa,
dell'organizzazione e della qualità della didattica nonché dell'attività di servizio agli studenti di competenza del Dipartimento;la Commissione individua
indicatori per la valutazione dei risultati di tali attività e formula pareri sull'attivazione e sulla soppressione dei corsi di studio.
1.b.2 Modalità organizzative e comunicative in relazione alla funzioni istituzionali.
DEB
Le modalità organizzative della CPDS non sono state ancora definite articolatamente in attesa che i membri docenti siano affiancati dalla componente
studentesca. Comunque, la composizione della CPDS comprende docenti di entrambe le classi di laurea rappresentate nel dipartimento. La commissione
si avvale della consulenza della segreteria didattica del dipartimento per l'acquisizione dei dati e delle specifiche e comprovate capacità di elaborazione
dei dati secondo rigorosi criteri statistici di uno dei suoi membri (I. D.).
Per quanto riguarda le modalità comunicative, la CPDS ha progettato di acquisire uno spazio proprio nel sito WEB di dipartimento dove presentare agli
utenti le proprie attribuzioni nell'ambito del sistema AVA e riversare sia i verbali delle proprie riunioni sia i documenti prodotti. All'inizio del prossimo anno
accademico, poi, gli studenti verranno informati delle linee essenziali e delle potenziali ricadute del sistema AVA, anche allo scopo di responsabilizzarli sul
loro ruolo essenziale nell'affermarsi di un circolo virtuoso progettazione/valutazione/correzione. Si sta valutando se questo momento di trasparenza sia più
proficuo realizzarlo con una riunione ad hoc di tutti gli studenti o con interventi all'inizio delle lezioni.
DIBAF
La Commissione si riunirà con cadenza bimestrale e in particolare all'inizio e al termine di ogni semestre per svolgere i compiti di formulare proposte e
valutazioni per la raccolta di informazioni e per l'analisi dei parametri di qualità sulla didattica di Dipartimento. Inoltre, la Commissione relazionerà
periodicamente al Consiglio di Dipartimento sulle proposte elaborate e sui risultati delle proprie valutazioni; importante sarà anche mantenere un dialogo
costante con i Corsi di Studio e con il Presidio di Qualità dell'Ateneo in modo da coordinare le proprie proposte con quelle in via di elaborazione o in
applicazione a livello di Ateneo. Di concerto con la direzione di Dipartimento e con i CCS potranno anche essere organizzate sessioni di incontro con gli
studenti così come con imprese e enti che svolgano o potrebbero svolgere un ruolo occupazionale rilevante per i nostri laureati.
Successivamente, vista la delibera, del Consiglio di Dipartimento dell'11 marzo 2013, con la quale il Consiglio ha recepito le direttive del Senato
Accademico riguardante l'opportunità che i Coordinatori dei Corsi di Laurea non facciano parte della Commissione Paritetica, in deroga all'art. 6 dello
stesso Regolamento di Dipartimento, e visto il risultato delle elezioni delle rappresentanze studentesche del 26 e 27 marzo 2013, il Direttore del DIBAF,
con dispositivo n. 55/13 dell'8 maggio 2013, ha nominato la Commissione Paritetica docenti-studenti, con la seguente composizione:
Prof.ssa Anna Maria FAUSTO - Professore Ordinario c/o il DIBAF, come rappresentante del CCS di Tecnologie Alimentari ed Enologiche che svolgerà
anche la funzione di Presidente;
Prof. Fabio Mencarelli, - Professore Ordinario c/o il DIBAF, come rappresentante del CCS di Sicurezza e qualità agroalimentare;
Prof. Marzio Zapparoli Professore Associato c/o il DIBAF, come rappresentante del CCS-L di Scienze Forestali e Ambientali;
Dott.ssa Elena Kuzminsky, Ricercatore confermato c/o il DIBAF, come rappresentante del CCS-LM di Scienze Forestali e Ambientali;
Prof. Romolo Fochetti, Professore Associato c/o il DIBAF, come rappresentante del CCS di Biotecnologie;
Sig. Alessandro Cavalli Rappresentante studente nel CCS in Scienze Forestali e Ambientali;
Sig.na Liliana Pavani - Rappresentante studente nel CCS in Scienze Forestali e Ambientali;
Sig. Davide Di Maio - Rappresentante studente nel CCS in Tecnologie Alimentari ed Enologiche.
La commissione, così riorganizzata, avrà il compito di svolgere le seguenti attività:
- Analisi e proposte su funzioni e competenze richieste dalle prospettive occupazionali e di sviluppo personale e professionale, tenuto conto delle esigenze
del sistema economico e produttivo;
- Analisi e proposte su efficacia dei risultati di apprendimento attesi in relazione alle funzioni e competenze di riferimento (coerenza tra le attività formative
programmate e gli specifici obiettivi formativi programmati);
- Analisi e proposte su qualificazione dei docenti, metodi di trasmissione della conoscenza e delle abilità, materiali e ausili didattici, laboratori, aule,
attrezzature, in relazione al potenziale raggiungimento degli obiettivi di apprendimento al livello desiderato;
- Analisi e proposte sulla validità dei metodi di accertamento delle conoscenze e abilità acquisite dagli studenti in relazione ai risultati di apprendimento
attesi ;
- Analisi e proposte sulla completezza e sull'efficacia del Riesame e dei conseguenti interventi di miglioramento;
- Analisi e proposte su gestione e utilizzo dei questionari relativi alla soddisfazione degli studenti;
- Analisi e proposte sull'effettiva disponibilità e correttezza delle informazioni fornite nelle parti pubbliche della SUA-CdS.
DISBEC
Per il migliore espletamento delle suddette attività la Commissione paritetica si sta organizzando al fine di garantire efficaci modalità divulgative, presso gli
studenti, delle politiche di qualità adottate dall'Ateneo, monitorando innanzitutto attentamente gli indicatori che misurano il grado di raggiungimento degli
obiettivi della didattica a livello di singole strutture. A tal fine vengono in primo luogo raccolte ed adeguatamente analizzate le schede contenenti i risultati
delle rilevazioni dell'opinione degli studenti, tendo presente per quanto possibile la diversa tipologia degli iscritti all'Università ed in particolare la loro
costante frequentazione o meno delle lezioni frontali in aula.
Oggetto di specifica attenzione sono, poi, i dati emergenti dalla Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA CdS), oltre che quelli, reperibili anche
attraverso altre fonti istituzionali, relativi ai servizi di supporto offerti dall'Ateneo. Con riferimento a questi ultimi, la Commissione paritetica sta
organizzando adeguate attività divulgative, cercando di verificare il livello di soddisfazione nei loro riguardi espresso degli studenti al fine di individuare
adeguate proposte per il loro miglioramento.
DISTU
La Commissione Paritetica provvederà alla predisposizione di un calendario di riunioni e si doterà di modalità comunicative idonee per lo svolgimento delle
proprie funzioni, ivi compresa la pubblicazione di una pagina relativa alle attività sul sito del Dipartimento.
DISUCOM
La Presidente ha già convocato i componenti della Commissione ai sensi dell'art. 13 del DL. 27.01.2012 n° 19 ricordando che il lavoro della Commissione
paritetica deve essere trasmesso al Nucleo di Valutazione e al S.A. entro e non oltre il 31.12 di ogni anno pertanto la Presidente ha richiesto ai
coordinatori dei CdS L-10, L-20-LM-14 tutti i verbali dei rispettivi CCS ed ogni altro materiale utile a rendere la Commissione stessa informata e
consapevole del sistema di qualità adottato dai rispettivi CCS.
DAFNE
Il Presidente della Commissione è nominato dal Consiglio di Dipartimento tra i docenti designati.
Il Presidente designa un Segretario tra i componenti docenti della Commissione che decade dal suo ruolo con il Presidente stesso.
La Commissione viene convocata dal Presidente mediante comunicazione telematica con cadenza generalmente trimestrale e con un preavviso di almeno
cinque giorni rispetto alla data fissata per la riunione, fatti salvi i casi di urgenza.
La Commissione effettuerà le proprie valutazioni basandosi sostanzialmente sulle SUA-CdS e sui risultati delle rilevazioni dell'opinione degli studenti. I
risultati di tali valutazioni e le proposte per il miglioramento della qualità e dell'efficacia delle strutture didattiche saranno incluse nella Relazione annuale
che verrà trasmessa insieme alle SUA-CdS al Presidio di Qualità e al Nucleo di Valutazione entro il 31 Dicembre di ogni anno.
La Commissione Paritetica si farà altresì carico di garantire che l'istituzione universitaria renda effettivamente disponibile al pubblico mediante una
pubblicazione regolare e accessibile delle parti pubbliche della SUA-CdS, informazioni aggiornate, imparziali, obiettive, quantitative e qualitative, su
ciascun Corso di Studio offerto.
DEIM
Di seguito si allega il regolamento che disciplina l'organizzazione e il funzionamento della Commissione Paritetica docenti studenti del D.E.IM., approvato
dal Consiglio di Dipartimento in data 14.12.2012
REGOLAMENTO SUL FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE PARITETICA EX ART. 26 DELLO STATUTO D'ATENEO
1. COMPOSIZIONE E DURATA
La Commissione Paritetica è composta da 10 membri: 5 studenti e 5 docenti di ruolo.
I 5 studenti sono, di diritto, quelli presenti nel Consiglio di Dipartimento.
I docenti vengono nominati dal Consiglio di Dipartimento e Presidente della Commissione è, di diritto, uno dei docenti della Commissione.
La prima riunione della Commissione, convocata dal Decano, provvede all'elezione del Presidente. L'elettorato attivo spetta a tutti i componenti della
Commissione.
La permanenza in carica dura 3 anni e i membri sono in prorogatio fino alla nomina dei nuovi componenti.
2. VALIDITA' DELLE RIUNIONI E DELLE DELIBERE - CONVOCAZIONE
Le riunioni della Commissione sono valide, se presente la maggioranza più uno dei componenti.
Le delibere sono validamente prese con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità, prevale il voto del Presidente.
La convocazione è di competenza del Presidente, che vi provvede con qualsiasi comunicazione ritenuta opportuna (a titolo esemplificativo, fax,
messaggio mail etc.); essa deve contenere l'elenco degli argomenti all'ordine del giorno e deve essere effettuata almeno 5 giorni lavorativi prima della
riunione. Eventuali documentazioni devono essere trasmesse ai componenti con un preavviso idoneo a consentire la partecipazione informata alle riunioni
stesse.
Alle riunioni della Commissione partecipa una unità di personale tecnico-amministrativo con compiti di Segreteria, nominata dal Direttore del Dipartimento.
3. FUNZIONI
La Commissione Paritetica ha le funzioni assegnatele dallo Statuto d'Ateneo e dagli altri provvedimenti normativi vigenti di tempo in tempo.
4. VERBALIZZAZIONE DELLE RIUNIONI
Di ciascuna riunione viene redatto apposito verbale, da firmarsi dal Presidente, che lo redige con l'ausilio della prevista unità di personale
tecnico-amministrativo . Il verbale viene approvato dalla Commissione, o seduta stante o in occasione di ogni successiva riunione.
1.b.3 Punti di forza e di debolezza relativamente a composizione e attività e modalità organizzative e comunicative.
Un punto di forza delle Commissioni Parititetiche Docenti-Studenti è nella composizione in genere snella a garanzia della operatività.
Un ruolo fondamentale della CPDS sarà quello di verificare che l'insieme di funzioni e competenze richieste dalle prospettive occupazionali e di sviluppo
personale e professionale, considerando anche il contesto socio-economico, sia oggetto di attenzione durante la progettazione e la realizzazione dei Corsi
di Studio.
Altri aspetto cruciali sono:
- la verifica dell'efficacia ai fini dei risultati dell'apprendimento attesi dei metodi di trasmissione della conoscenza e delle abilità, dei materiali e gli ausili
didattici, delle aule, dei laboratori, con particolare riferimento alle attrezzature tecnologiche;
- la verifica della validità dei metodi di accertamento delle conoscenze e delle abilità acquisite dagli studenti sempre in relazione ai risultati di
apprendimento attesi;
- la verifica della completezza del Riesame con riferimento anche all'utilizzo efficiente dei questionari relativi alla soddisfazione degli studenti sui CdS;
- la formulazione di proposte di miglioramento per i metodi e i processi di cui ai punti sopra elencati rivolte in primo luogo ai coordinatori dei Corsi di studio;
- la verifica della trasparenza delle informazioni aggiornate e complete di ciascun corso di studio.
1.b.4 Opportunità e rischi in relazione al più ampio contesto organizzativo (relazioni con: organi di governo dell'Ateneo, altri
attori del sistema di AQ di Ateneo; raccolta delle fonti informative; ecc) relativamente all'AQ.
E' innanzitutto necessario che sia chiaramente identificato il Responsabile della CPDS con il compito di curare le relazioni con gli altri organi di Ateneo e
gli attori del sistema di AQ di Ateneo.
La complessità e l'innovatività delle funzioni e dei compiti attribuiti dalle norme vigenti alle CPDS suggeriscono che nella loro composizione siano presenti
competenze di autovalutazione del sistema didattico; in particolare ai rappresentanti degli studenti dovrà essere fornita un'adeguata formazione sulla
normativa in vigore e sui metodi di valutazione delle performance didattiche.
Al nucleo di valutazione e al presidio di qualità spetterà il compito di raccordo tra le CPDS soprattutto per ciò che concerne i metodi di analisi e
valutazione.
Infine è fondamentale che il flusso di informazioni da e per la Commissione avvenga soprattutto attraverso piattaforme informatiche appositamente
sviluppate e che ai lavori della Commissione venga data la massima divulgazione.
c) Nucleo di Valutazione
1.c.1 Composizione (scheda descrizione NdV dell'Ateneo come da precedente Rilevazione Nuclei riportata in Appendice) e
attività del NdV.
Il Nucleo di Valutazione operante nel corso del 2012, era stato costituito con D.R. n. 418/09 del 28.04.2009 e D.R. n. 539/11 del 14.06.2011. La
composizione fino al 10.4.2013 è stata: Prof. Gianluca Piovesan Coordinatore (Professore Straordinario, componente interno), Dott. Angelo Siddi membro esterno (Dirigente MiUR) e Dott. Sauro Angeletti - membro esterno (Dirigente UNIRE).
A seguito dell'emanazione, con D.R. n. 480/12 dell'8 giugno 2012, dello Statuto d'Ateneo ai sensi della L. 30 dicembre 2010 n. 240, il Nucleo è stato
costituito, con D.R. 384/13 del 10.04.2013, nella seguente composizione:
Dott. Paolo ANNUNZIATO Direttore generale CNR (componente esterno)
Prof.ssa Maria Francesca RENZI Professore ordinario Università Roma Tre (componente esterno)
Dott. Francesco SARPI Libero professionista (componente esterno)
Dott.ssa Emanuela STEFANI Direttore CRUI(componente esterno)
Prof. Gianluca PIOVESAN Professore straordinario Coordinatore (componente interno) nelle more della nomina del nuovo Coordinatore.
Con D.R. n. 411/13 del 16.04.2013 la composizione è stata integrata con il rappresentante degli studenti Sig. Lorenzo Palazzi.
L'attività del Nucleo, quale Organo di Ateneo, è definita dall'art. 14 dello Statuto d'Ateneo di seguito riportato:
Art 14. Nucleo di Valutazione
1. Il Nucleo svolge tutte le funzioni di valutazione previste dalla normativa vigente secondo criteri e modalità predeterminati dal Nucleo medesimo, in
conformità con gli indirizzi impartiti dall'Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema universitario e della Ricerca. Opera in piena autonomia rispetto agli
altri organi, ai quali riferisce i risultati dell'attività di valutazione compiuta garantendo la massima trasparenza e pubblicità.
2. In particolare il Nucleo di Valutazione:
a) determina i parametri per la valutazione delle attività di ricerca, didattiche e amministrative tenuto conto della specificità delle strutture;
b) verifica e valuta la qualità e l'efficacia dell'offerta formativa. Nell'effettuare tale verifica tiene anche conto degli indicatori individuati dalle commissioni
paritetiche docenti-studenti di cui all'art. 2, c.2 lett. g) della legge 30 dicembre 2010, n. 240;
c) verifica e valuta le attività di ricerca svolte in Ateneo sulla base dei parametri di cui alla lettera a) anche ai fini di quanto previsto dalla normativa vigente;
d) verifica la congruità del curriculum scientifico o professionale dei soggetti individuati dai Dipartimenti per l'attribuzione dei contratti di insegnamento di
cui all'art. 23, c.1 della legge 30 dicembre 2010, n. 240;
e) vigila sulle politiche di reclutamento sulla base dei criteri definiti dall'Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema universitario e della Ricerca;
f) svolge altresì, in raccordo con l'attività dell'Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema universitario e della Ricerca, visto anche quanto previsto
dall'art.2, c.1, lett. r) della legge 30 dicembre 2010, n.240, le funzioni di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, relative alle
procedure di valutazione delle strutture e del personale, al fine di promuovere il merito e il miglioramento della performance organizzativa e individuale;
g) riferisce periodicamente con apposite relazioni agli organi di governo sui risultati dell'attività di valutazione;
h) verifica periodicamente la rispondenza delle determinazioni organizzative ai principi generali dell'attività amministrativa di cui all'art. 33 del presente
Statuto;
i) svolge ogni altra competenza prevista dalla normativa vigente.
In base alla delibera CIVIT 09/2010, il Nucleo di Valutazione svolge le funzioni di OIV.
1.c.2 Composizione (scheda descrizione Ufficio di supporto al NdV dell'Ateneo come da precedente Rilevazione Nuclei
riportata in Appendice) e attività dell'Ufficio di supporto al NdV.
Le funzioni dell'ufficio di supporto al NdV sono svolte, dal 2012, dall'Ufficio Programmazione e Qualità del Servizio Sistemi Informativi, costituito da due
unità di personale: 1 cat. D e 1 cat. C; quest'ultima è stata part time al 50 % fino ad aprile 2013, quando è passata al 70%. Inoltre l'impegno dedicato alle
attività specifiche del nucleo può essere quantificato in percentuale del 40% per l'unità D e 35% per l'unita C.
Oltre alle specifiche attività amministrative, svolge una funzione di raccordo e di raccolta dei dati dagli altri uffici, sia centrali che periferici, elabora dati utili
ai fini della stesura delle relazioni di competenza del Nucleo e ne cura la diffusione.
Cura la verbalizzazione delle sedute, dà seguito alle delibere e ne cura la trasmissione agli Organi di governo.
Inoltre con D.R. 810/11 del 27/09/2011 è stata istituita la Struttura tecnica permanente per la misurazione della performance, Responsabile il Prof.
Alessandro Mechelli, professore ordinario afferente al DEIM, con il compito di coadiuvare il NdV nell'esercizio delle funzioni di cui all'art. 14 del D.Lgs.
150/09. In seguito è stata modificata ed integrata per cui la composizione attuale, definita con D.R. 479/13 del 9/05/2013, consta di 3 unità cat. D e 4 unità
cat. C oltre al Responsabile Prof. Mechelli.
1.c.3 Modalità organizzative e comunicative in relazione alla funzioni istituzionali.
Le modalità organizzative e comunicative del NdV, quale organo collegiale, sono regolate dal Titolo II "Funzionamento degli organi collegiali" del
Regolamento Generale di Ateneo.
In particolare il Ndv ha accesso ai documenti amministrativi necessari per lo svolgimento delle sue funzioni, nel rispetto della normativa a tutela della
riservatezza. Il Nucleo rende disponibili, in conformità con la normativa vigente,
le risultanze della propria attività per garantirne la diffusione e la pubblicità.
A questo proposito nella pagina web di Ateneo, sotto gli Organi di Ateneo, si trova tra gli altri il link del NdV dove sono pubblicati i verbali, le relazioni e gli
ordini del giorno delle riunioni.
1.c.4 Punti di forza e di debolezza relativamente a composizione e attività del NdV e dell'Ufficio di supporto e modalità
organizzative e comunicative.
Il principale punto di forza dell'attuale Nucleo di Valutazione dell'Università della Tuscia è rappresentato dalla terzietà e comprovata competenza in materia
di valutazione, in primo luogo in ambito universitario, dei componenti. In particolare quattro dei sei membri sono esterni all'Ateneo. Da circa un mese il
nucleo comprende il rappresentante degli studenti. Il Coordinatore ha manifestato la massima disponibilità per illustrare al reppresentante degli studenti gli
adempimenti a cui il nucleo è chiamato a rispondere. E' auspicabile che in futuro il rappresentante degli studenti possa usufruire di uno specifico corso di
formazione dedicato alle attività di valutazione del sistema universitario.
Il principale punto di debolezza risiede nella valutazione della ricerca, soprattutto per i settori scientifico disciplinari non bibliometrici, e, per ciò che
concerne l'organizzazione dei corsi di studio, le analisi che richiedono uno specifico riferimento alle discipline oggetto di valutazione; questi temi
richiedono, infatti, il contributo degli esperti disciplinari d'area (vedi il caso dell'istituzione/attivazione dei corsi di studio).
Per ciò che concerne l'Ufficio di supporto in questo momento l'attività a tempo parziale delle due unità di personale assegnate non è sufficiente sia in
termini di numerosità sia per ciò che concerne le specifiche competenze a garantire la mole di adempimenti a cui il Nucleo è chiamato. Il Nucleo, infatti,
svolge tra l'altro anche la funzione di OIV nell'ambito del ciclo della performance.
Infine per le modalità comunicative il Nucleo si avvale da sempre del sito web di ateneo in cui in una specifica sezione vengono riportati l'ordine del giorno,
i verbale e le relazioni.
1.c.5 Opportunità e rischi in relazione al più ampio contesto organizzativo (relazioni con: organi di governo dell'Ateneo e altri
attori del sistema di AQ di Ateneo; ANVUR; ecc.) relativamente all'AQ.
Per ciò che concerne il Sistema AVA, soprattutto in questa fase di avvio, sarà di fondamentale importanza mantenere un dialogo costante con gli organi di
governo di Ateneo, in primo luogo con il Presidio di Qualità e le Commissioni Paritetiche, per trasferire quelle competenze ed attività di Assicurazione della
Qualità fino ad ora sotto stretto controllo del NdV (p.e. adempimenti ex-ante e in itinere).
In questo senso la cultura della autovalutazione delle performance didattiche e di ricerca in Ateneo sta ricevendo un notevole potenziamento grazie
all'impulso conferito dall'applicazione del sistema AVA.
Punti cruciali dell'attività del nucleo saranno:
- l'accertamento della persistenza dei requisiti qualitativi e quantitativi per l'accreditamento dei corsi di studio;
- il varo del sistema di Assicurazione di Qualità;
- il controllo dei flussi informativi della AQ di Ateneo e la redazione corretta dei rapporti di riesame;
- il controllo che i corsi di studio e gli organi di governo tengano effettivamente conto delle linee guida del Presidio di Qualità e delle valutazioni delle
Commissioni paritetiche Docenti e Studenti al fine di migliorare la qualità della didattica e della ricerca in Ateneo.
2. Descrizione e valutazione dell'organizzazione per la formazione dell'Ateneo
2.1 Organizzazione dell'offerta formativa dell'Ateneo, numero di Corsi di Studio e numero di insegnamenti, sostenibilità
dell'attività formativa.
OFFERTA FORMATIVA A.A. 2011/2012
L'offerta didattica 2011/2012 ha riguardato 16 corsi di laurea triennale, uno dei quali (Scienze e Tecnologie per la Conservazione delle Foreste e della
Natura) replicato su due sedi (Viterbo e Rieti-Cittaducale)
CORSI DI LAUREA TRIENNALE: 14 CORSI DI LAUREA + 1 CORSO OMOLOGO A CITTADUCALE
o Scienze biologiche, Classe L-13
o Scienze e tecnologie per la conservazione delle foreste e della natura, Classe L-25
o Scienze forestali e ambientali, Classe L-25
o Scienze agrarie e ambientali, Classe L-25
o Tecnologie alimentari ed enologiche, Classe L-26
o Scienze amnbientali, Classe L-32
o Conservazione dei Beni Culturali (interclasse), Classe L1-L43
o Scienza della Pubblica Amministrazione, Classe L-16
o Economia aziendale, Classe L-18
o Economia e lesgilazione per le imprese, Classe L-16
o Scienze della comunicazione, Classe L-20
o Scienze organizzative e gestionale, Classe L-36
o Lettere moderne, Classe L-10
o Lingue e culture moderne, Classe L-11
CORSI DI LAUREA MAGISTRALE: 14 CORSI
o Conservazione della Natura (interclasse), LM-6
o Biologia cellulare e molecolare, Classe LM-6
o Biotecnologie Agrarie e Ambientali, Classe LM-7
o Sicurezza e qualità agroalimentare, Classe LM69-LM70
o Scienze forestali e ambientali, Classe LM-73
o Conservazione e restauro dell'ambiente forestale e difesa del suolo, Classe LM-73
o Conservazione della natura, LM-75
o Comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità, Classe LM-59
o Marketing e qualità, Classe LM-77
o Consulenza e controllo azuiendale, Classe LM-77
o Archeologia, Classe LM-2
o Filologia moderna, Classe LM-14
o Lingue e culture per la comunicazione internazionale, Classe LM-37
o Storia dell'arte e tutela dei beni storico artistici, Classe LM-89
Il numero di insegnamenti complessivamente attivati è stato pari a 678.
---------------------------------------------------------------------------OFFERTA FORMATIVA A.A. 2012/2013
L'offerta didattica 2012/2013 consta di: 16 Corsi di Laurea (Triennali, con il corso di Scienze e Tecnologie per la Conservazione delle Foreste e della
Natura replicato su due sedi, Viterbo e Rieti-Cittaducale), 13 Corsi di Laurea Magistrale (Specialistica), 14 corsi di Dottorato di Ricerca, 9 corsi Master di I
e II livello, 2 Corsi di Perfezionamento.
CORSI DI LAUREA TRIENNALE: 15 CORSI DI LAUREA + 1 CORSO OMOLOGO A CITTADUCALE
o Conservazione dei beni culturali, interclasse L-1 & e L-43
o Biotecnologie, Classe L-2
o Ingegneria industriale, Classe L-9 (corso a programmazione locale)
o Scienze umanistiche, Classe L-10
o Lingue e culture moderne, Classe L-11
o Scienze biologiche, Classe L-13
o Scienze giuridiche, Classe L-14
(in sua sostituzione, nell'a.a. 2013/2014, sarà presentata la proposta di istituzione del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza)
o Economia aziendale, Classe L-18
o Scienze della comunicazione, Classe L-20
o Scienze agrarie e ambientali, Classe L-25
o Scienze e tecnologie per la conservazione delle foreste e della natura, Classe L-25
o Scienze forestali e ambientali, Classe L-25
o Tecnologie alimentari ed enologiche, Classe L-26
o Scienze ambientali, Classe L-32
o Scienze organizzative e gestionali, Classe L-36
CORSI DI LAUREA MAGISTRALE: 13 CORSI
o Archeologia e Storia dell'arte. Tutela e valorizzazione, interclasse LM-2 & LM-89
o Biologia cellulare e molecolare, Classe LM-6
o Biologia ed ecologia marina, Classe LM-6
o Biotecnologie per la sicurezza e la qualità delle produzioni agrarie, Classe LM-7
o Filologia moderna, Classe LM-14
o Lingue e culture per la comunicazione internazionale, Classe LM-37
o Comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità, Classe LM-59
o Scienze agrarie e ambientali, Classe LM-69
o Sicurezza e qualità agroalimentare, Classe LM-70
o Conservazione e restauro dell'ambiente forestale e difesa del suolo, Classe LM-73
o Scienze forestali e ambientali, Classe LM-73
o Marketing e qualità, Classe LM-77
o Amministrazione, finanza e controllo, Classe LM-77
Sono altresì presenti i corsi per il TFA (Tirocinio Formativo Attivo) per l'insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado e nello specifico
saranno attivati i corsi per n. 5 classi di 1°grado e n.8 classi di 2°grado.
In fase di programmazione dell'istituzione dei corsi, è prevista la consultazione delle Organizzazioni rappresentative del mondo della produzione, dei
servizi e delle professioni, con particolare riferimento alla valutazione dei fabbisogni formativi e degli sbocchi occupazionali.
Sulla base dei requisiti necessari per l'attivazione dei corsi l'attività formativa è risultata nel complesso sostenibile.
2.2 Organizzazione per la gestione dell'offerta formativa (Ripartizioni, Dipartimenti/Strutture di raccordo).
Le funzioni didattiche sono svolte da 7 dipartimenti:
- DAFNE (Dipartimento di scienze e tecnologie per l'agricoltura, le foreste, la natura e l'energia);
- DEB (Dipartimento di scienze ecologiche e biologiche);
- DEIM (Dipartimento di economia e impresa);
- DIBAF (Dipartimento per l'innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali);
- DISBEC (Dipartimento di scienze dei beni culturali);
- DISTU (Dipartimento di istituzioni linguistico letterarie, comunicazionali e storico giuridiche dell'Europa).
- DISUCOM (Dipartimento di Scienze Umanistiche, della Comunicazione e del Turismo)
2.3 Organizzazione dei servizi di supporto allo studio generali o comuni a più Corsi di Studio (orientamento e assistenza in
ingresso, orientamento e assistenza in itinere, assistenza per lo svolgimento di periodi di formazione all'esterno e per la
mobilità internazionale, orientamento e assistenza in uscita).
Orientamento e assistenza in ingresso
L'Ateneo tra le azioni di orientamento in ingresso ha sviluppato delle iniziative ormai consolidate, che mirano a promuovere l''offerta formativa dell'Ateneo,
con particolare riguardo a quelle rivolte al territorio.
Vengono annualmente organizzate visite guidate in Ateneo, le giornate delle matricole coinvolgendo direttamente le strutture didattiche e, soprattutto, gli
studenti già iscritti nella presentazione dei corsi e nell'organizzazione di eventi in parallelo anche con l'ausilio delle associazioni.
Costante è la partecipazione agli eventi sul territorio di maggiore interesse ed anche in ambito regionale per la presentazione e promozione della offerta
formativa.
Le attività di orientamento sono coordinate dall'Ufficio Offerta Formativa e Orientamento in Entrata e si articolano nei seguenti servizi:
- incontri di orientamento presso le sedi dell'Università, organizzati in periodi dell'anno predefiniti, per far conoscere da vicino le strutture didattiche, i corsi
di laurea, i servizi e le opportunità riservate agli studenti;
- incontri di orientamento, organizzati su richiesta, presso gli Istituti secondari superiori;
- partecipazione ad eventi e manifestazioni per l'Orientamento;
- realizzazione di opuscoli informativi con la presentazione dei corsi di laurea e dei relativi sbocchi professionali;
- concorsi per la realizzazione di video/cortometraggi da parte delle associazioni universitarie, che descrivono la realtà universitaria e il territorio;
- organizzazione dei test di ingresso. Il decreto ministeriale 270/04 ha reso obbligatoria la verifica delle conoscenze iniziali per gli studenti che si
immatricolano ad un qualsiasi corso universitario, ai fini di una maggiore consapevolezza da parte dei ragazzi delle proprie attitudini e del grado di
preparazione;
- organizzazione dei test dei corsi a programmazione locale.
Le attività di Orientamento, d'interesse generale, sono programmate d'intesa con il Delegato del Rettore per l'Orientamento e il Tutorato, i Dipartimenti
dell'Ateneo, che a seguito della riforma di cui alla L. 240/2010, hanno assunto la responsabilità delle funzioni didattiche, e i Referenti per l'Orientamento di
ciascuna struttura didattica.
Le iniziative di Orientamento in ingresso svolte autonomamente dai Dipartimenti, a cui afferiscono i corsi i studio, sono realizzate nelle seguenti forme:
a) incontri con le Scuole Superiori di secondo grado. I docenti di ciascun Dipartimento realizzano incontri in sede o presso le sedi degli Istituti con gli
studenti dell'ultimo anno, dedicati alla presentazione dei CdS, di cui vengono specificatamente illustrati, oltre agli obiettivi formativi, ai piani di studio e agli
sbocchi professionali, anche le strutture a supporto della didattica, i servizi di assistenza e quelli per lo svolgimento di periodi di formazione sia all'esterno,
sia all'estero;
b) attività tutoriale dei docenti. Essa viene eseguita con regolarità nel corso dell'anno dai professori e dai ricercatori durante gli orari di ricevimento stabiliti
e pubblicizzati nelle apposite pagine web del sito del Dipartimento. L'attività tutoria svolta dai docenti ha cadenza regolare e viene pubblicizzata, attestata
e monitorata mediante report. In particolare, per il recupero dei debiti formativi attribuiti agli immatricolati per non aver superato il test d'ingresso, il
Dipartimento organizza corsi di preparazione svolti dai tutor adibiti alle attività propedeutiche e di recupero. Le materie oggetto dei corsi sono individuate
per ciascun anno accademico in base alle necessità che emergono dai risultati dei test di ingresso.
c) altre attività. In tale tipologia rientrano due tipi di servizi. Il primo consiste nella partecipazione dei docenti del Dipartimento a Saloni, Fiere, visite
guidate, giornate aperte e eventi culturali organizzati nel territorio finalizzate a presentare in modo ampio e dettagliato i percorsi formativi offerti dalla
struttura didattica. Il secondo consiste nell'organizzazione di specifiche attività con le Scuole secondarie superiori convenzionate che danno luogo anche
all'attribuzione di CFU che verranno riconosciuti allo studente nell'ipotesi che si iscriva a un corso di studio dell'Ateneo.
Per lo svolgimento delle attività di orientamento le strutture didattiche si avvalgono del supporto degli studenti senior e dei dottorandi selezionati in base a
concorsi banditi dalla strutture stesse per il conferimento di assegni per attività di tutorato e orientamento.
Orientamento e assistenza in itinere
Il servizio di orientamento e tutorato in itinere offre supporto ed assistenza agli studenti iscritti al corso, diversificata secondo le varie necessità dell'utenza
ed adeguata al variare delle esigenze manifestate.
In particolare, le attività poste in essere, svolte dai docenti che svolgono funzioni tutoriali nell'ambito dei corsi di studio, riguardano la divulgazione delle
informazioni, l'accoglienza, il supporto e il tutorato per aiutare gli studenti durante il percorso di studio.
Divulgazione delle informazioni:
- pubblicazione di materiale informativo nel sito del corso di studio;
- consulenza agli studenti, mediante colloqui individuali e/o di gruppo, per la preparazione di piani di studio e per problematiche riguardanti le
propedeuticità, le modalità di frequenza ai corsi, alle esercitazioni e alle attività di laboratorio;
- informazioni generali e consulenza sull'iter per il disbrigo di pratiche amministrative, per aiuti finanziari e servizi, per programmi di mobilità
(Socrates/Erasmus, ecc.), per incentivi e per borse di studio;
- attività di informazione e di coordinamento di tirocini da svolgere presso gli enti convenzionati.
Accoglienza, Supporto e Tutorato:
- attività di supporto nello studio per migliorare la qualità dell'apprendimento, anche mediante suggerimenti e corsi sulle metodologie di studio, e per
favorire i rapporti con i docenti;
- valutazione delle capacità acquisite nel percorso di studi, nonché informazione e monitoraggio agli Organi accademici sugli esiti dei percorsi di studio, in
relazione ai fenomeni di abbandono e di prolungamento degli studi;
- attività di recupero nei confronti delle matricole dormienti;
- affiancamento individuale per favorire l'inserimento e/o il superamento di problemi legati alla vita universitaria e per aiutare gli studenti che incontrano
difficoltà o provano disagio;
- tirocini formativi e organizzazione di corsi (ad esempio, di lingue, di aggiornamento e formazione di base in matematica ed informatica, ecc.) per
integrare le competenze specialistiche di settore.
Assistenza per lo svolgimento di periodi di formazione all'estero
L'Ufficio Mobilità e Cooperazione Internazionale offre supporto agli studenti per la partecipazione ai seguenti programmi comunitari:
Erasmus, Leonardo da Vinci, Jean Monnet, Erasmus Mundus, University Studies Abroad Consortium (USAC),VII Programma Quadro, Alfa, Tempus IV,
Fulbright. Inoltre è attivo un ufficio per Erasmus Outgoing students e Erasmus Incoming students and Erasmus Placement.
L'Ufficio Mobilità e Cooperazione Internazionale ha svolto numerose attività destinate ad incrementare la mobilità degli studenti all'estero, oltre a realizzare
incontri e riunioni per altre iniziative internazionali.
L'ufficio Mobilità e cooperazione assiste gli studenti per periodi di studio o formazione all'estero, nonché per la mobilità internazionale attraverso diverse
attività quali:
- giornate informative sul bando Erasmus sia per studio che per placement, prima e durante l'apertura del bando;
- supporto nella compilazione delle domande di candidatura;
- partecipa alle riunioni di dipartimento per l'assegnazione delle destinazioni;
- consiglia agli studenti destinazioni alternative nel caso in cui le destinazioni assegnate in fase iniziale non siano adeguate per qualsiasi motivo (troppo
costose, requisiti richiesti non posseduti dallo studente; indisponibilità di corsi da seguire);
- fornisce supporto nel reperimento delle informazioni, anche tramite contatti con gli studenti che hanno effettuato mobilità negli anni precedenti;
- monitora le attività all'estero dello studente, seguendo le eventuali modificazioni didattiche;
- completa la procedura di ritorno degli studenti con l'invio del certificato degli esami sostenuti alla segreteria didattica del dipartimento;
- monitora, dopo la procedura di riconoscimento, la quantità di crediti affettivamente assegnati alle attività didattiche svolte all'estero.
Orientamento e assistenza in uscita
Funzioni e servizi del placement:
- informazione: assistenza agli studenti per l'orientamento in uscita e la formazione. All'interno di questa attività si definisce, caso per caso con i singoli
studenti, il profilo di occupabilità, il progetto professionale, la costruzione del CV, l'analisi di eventuali esigenze formative.
- servizi alle imprese e domanda di lavoro che fa riferimento all'incrocio domanda/offerta per: assunzioni, offerte di lavoro, preselezione di candidati,
gestione tirocini post-laurea, tutoraggio, project work, altre attività coordinate con le imprese.
-Career Day: l'organizzazione di giornate annuali di incontro tra studenti, neo-laureati e imprese.
La gestione delle informazioni è a cura del portale www.jobsoul.it dove sono disponibili tutte le informazioni su iniziative e servizi relativi all'inserimento
lavorativo dei laureati e per l'attivazione di tirocini.
Il portale garantisce l'incontro fra la domanda di lavoro e di tirocinio da parte delle imprese registrate e l'offerta di occupazione di laureandi e laureati che
pubblicano sul web i propri profili professionali (C.V.).
Infine è stata realizzata la piattaforma multimediale moodle attraverso cui gli studenti possono:
- prenotarsi ai test di accesso all'università;
- sostenere i test di accesso all'università in maniera completamente informatizzata;
- consultare il libretto elettronico delle attività didattiche per poter restare al passo con gli argomenti trattati dal docente in aula;
- consultare i materiali didattici di supporto alle lezioni messi on line dai docenti;
- svolgere esercizi in autocorrezione creati dal docente;
- consultare la valutazione da parte degli studenti dell'attività didattica svolta dal docente.
2.4 Dotazione infrastrutturale e tecnologica dell'Ateneo in termini di aule, laboratori, biblioteche, ecc..
Aule
Le aule di cui dispone attualmente l'Ateneo sono riportate nell'Allegato aule, estratto dalle Schede SUA-CDS per l'offerta formativa 2013/14.
Biblioteche
In Atenei sono presenti n. 5 Biblioteche, funzionali ai Corsi di studio attivati presso i 7 Dipartimenti, che sono dislocate nei Poli San Carlo, Santa Maria in
Gradi, Paradiso e Riello, oltre due biblioteche dipartimentali. Le strutture bibliotecarie sono rilevate al 31/12/2012 come risulta dall'Allegato biblioteche.
Laboratori e aule informatiche
I laboratori informaticidi cui dispone attualmente l'Ateneo sono riportati nell'Allegato laboratori e aule informatiche ,estratto dalle Schede SUA-CDS per
l'offerta formativa 2013/14.
SMA
Il Sistema Museale di Ateneo si articola in musei, collezioni e raccolte collegate ai Dipartimenti o ad altre strutture dell'Università.
Link: http://www.sma.unitus.it/
Azienda Agraria
I suoi compiti istituzionali sono svolti nel settore agrario e forestale e sono in particolare finalizzati a:
- permettere agli studenti di acquisire ed integrare le proprie conoscenze in tutte le discipline dei corsi di laurea tenuti presso la Facoltà di Agraria;
- garantire ai docenti della Facoltà di Agraria la possibilità di svolgere attività di ricerca in ambito istituzionale, anche in collaborazione con altri Enti di
ricerca e sperimentazione;
- svolgere attività tecnico-scientifica nell'ambito di convenzioni approvate da Organi di Ateneo;
- realizzare e dare supporto ad eventi e visite guidate a carattere scientifico e didattico da parte di ricercatori, docenti e studenti italiani e stranieri
nell'ambito di convegni, workshops, soggiorni di studio e corsi istituzionali;
- dare supporto all'attività di Ateneo in tema di orientamento degli studenti delle scuole secondarie;
- contribuire all'innovazione ed allo sviluppo del sistema delle imprese agricole e zootecniche con attività di promozione, di divulgazione tecnica e
scientifica e di assistenza tecnica a beneficio degli operatori dei settori agro-industriale, forestale e zootecnico;
- svolgere attività collaterali proprie della sua natura, quali la raccolta e la vendita dei prodotti aziendali, o rispondenti a particolari esigenze di servizio per
l'Ateneo, quali la manutenzione delle aree verdi delle strutture universitarie.
Link: http://www.agraria.unitus.it/interna.asp?idPag=2765
L'Orto Botanico dell'Università della Tuscia è un'istituzione creata a sostegno di attività didattiche, di ricerca, educative e ricreative, è un ideale laboratorio
all'aperto e luogo di coltura e conservazione, svolge studi biosistematici e sperimentazioni sull'acclimatazione di differenti specie vegetali in collaborazione
con le comunità scientifiche locali, nazionali e internazionali.
Link: http://www.unitus.it/centri/ortobotanico/
Documenti allegati:
Allegato 1: "Allegato Biblioteche.pdf" (Allegato biblioteche)
Allegato 2: "Rilevazione nuclei - Aule.pdf"
Allegato 3: "Rilevazione nuclei - Laboratori e aule informatiche.pdf"
2.5 Punti di forza e di debolezza relativamente a organizzazione dell'offerta formativa, organizzazione per la gestione
dell'offerta formativa, organizzazione dei servizi di supporto, adeguatezza della dotazione infrastrutturale e tecnologica.
Un punto di forza è la valorizzazione del corpo docente in specifici percorsi formativi che trovano un valido riferimento organizzativo in Dipartimenti
coerenti per aree disciplinari.
Particolare rilievo assume la formazione magistrale grazie alla qualificata attività di ricerca del corpo docente che si manifesta ulteriormente nell'alta
formazione (dottorati).
Un punto critico che potrà essere risolto con il Presidio di Qualità sono la collaborazione tra Dipartimenti nello sviluppo di processi formativi che
necessitano di docenza qualificata non disponibile all'interno del Dipartimento che gestisce il corso di laurea. Una soluzione può prevedere un più diffuso
utilizzo di corsi di laurea interdipartimentale (come nel caso di Ingegneria industriale) al fine di una ulteriore valorizzazione del corpo docente con
particolare riferimento ai percorsi interdisciplinari e alle materie di base e caratterizzanti.
I servizi di supporto alla didattica hanno subito negli ultimi anni una notevole innovazione grazie ai siti di Dipartimento appositamente dedicati e alla
piattaforma moodle. A questo proposito sarebbe utile un'assistenza ai Dipartimenti nell'implementazione di tale piattaforma affinché diventi un punto di
riferimento per il materiale didattico con particolare attenzione agli studenti non frequentanti.
Le segreterie didattiche di Dipartimento chiamate in primo luogo all'organizzazione della gestione dell'offerta formativa posso contare su un'assistenza in
tempo reale dell'Amministrazione centrale che vede nell'ufficio Offerta Formativa di Ateneo un modello di efficienza per la tempestività con cui affronta
giornalmente i complicati adempimenti previsti dal sistema AVA.
Importante anche il ruolo dell'Ufficio Statistico che ha sviluppato negli ultimi anni una piattaforma telematica per monitorare in tempo reale processi
formativi dai test d'ingresso alle iscrizioni, o dagli abbandoni ai CFU mediamente acquisiti da ogni coorte (questi ultimi indicatori dati vengono monitorati
mensilmente).
Nel complesso la dotazione infrastrutturale e tecnologica dell'Ateneo risulta adeguata. Nel caso di aule e laboratori in condivisione tra più Dipartimenti si
raccomanda di prestare attenzione all'organizzazione della fruizione da parte dei diversi corsi di studio. Puntualmente è auspicabile (vedi i corsi di
Economia aziendale e di Scienze biologiche, soprattutto in relazione al I anno) un ulteriore potenziamento delle infrastrutture.
Negli ultimi anni i laboratori informatici sono stati interessati da importanti interventi. Tuttavia, un tema cruciale in comune con gli altri atenei è
l'ammodernamento delle infrastrutture, aule, biblioteche e laboratori con particolare riferimento alle nuove tecnologie. Si sottolinea infatti che soprattutto
nel caso delle lauree magistrali i laboratori di cui si avvalgono gli studenti sono stati sviluppati innanzitutto per rispondere alle esigenze di ricerca e quindi
per il funzionamento e l'ammodernamento delle apparecchiature sono legati anche alla capacità dei docenti di attrarre fondi.
2.6 Opportunità e rischi in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali, attrattività,
posizionamento, ecc.).
I principali punti di forza in relazione al più ampio spazio sociale sono:
- buone relazioni con il territorio nei diversi campi come testimoniato dalle convenzioni con scuole e dai progetti di ricerca che coinvolgono Enti pubblici,
Fondazioni e privati;
- buona attrattività dei corsi, ma con cali fisiologici in diversi corsi di laurea;
- buon posizionamento nello scenario nazionale, in primo luogo per ciò che concerne FFO;
Il rischio principale consiste nel contesto sociale - situazione provinciale - in cui l'Ateneo rappresenta il principale motore culturale e di innovazione come
testimoniato dalle collaborazioni in atto di livello internazionale (p.e. corsi USAC) e dai numerosi progetti di ricerca finanziati da UE e da altri organismi
sempre di livello internazionale.
3. Descrizione e valutazione dell'organizzazione dei Corsi di Studio
Corso di Studi: "Scienze ambientali" [id=1317794]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il CdS in Scienze Ambientali (L-32) è attivo da diversi anni con percorso bicurriculare (Indirizzo terrestre e indirizzo marino, quest'ultimo con localizzazione
parziale delle lezioni a Civitavecchia), nella coorte iniziata nell'A.A. 2011/2012, monocurricolare terrestre (lezioni solo a Viterbo), e dal 2012/2013
monocurricolare con lezioni effettuate prevalentemente a Civitavecchia. Le relazioni con i soggetti istituzionali della Tuscia sono state numerose e
articolate, soprattutto per quanto riguarda attività per tesi di laurea, stage, tirocini e altre collaborazioni formative. Tra le strutture coinvolte ci sono diverse
società private di servizi che operano nel campo ambientale, strutture pubbliche (ARPA Lazio, ARPA Umbria, Provincia di Roma, Provincia di Viterbo,
ecc). Dal 2012 la gravitazione del corso è stata spostata verso problematiche riguardanti il mare e le lezioni sono state in parte localizzate a Civitavecchia
con l'appoggio di Fondazioni ed enti locali. Questo ha consentito un aumento nel numero di immatricolazioni, che negli ultimi anni mostravano una
tendenza in calo. Il corso fornisce conoscenze di base nell'ambito delle professioni di riferimento, coerenti sia con il primo avviamento nel mondo del
lavoro che con la prosecuzione della formazione nei percorsi di laurea magistrale. Il Corso di studio ha risorse di docenza e tecnico amministrative
adeguate. Le componenti infrastrutturali sono state arricchite dalla disponibilità di ulteriori strutture, comprendenti aule e laboratori didattici attrezzati di
grande recettività, nella localizzazione di Civitavecchia, e risultano pertanto del tutto adeguate.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
La strutturazione attuale del CdS in Scienze Ambientali risale all'inizio del presente anno accademico. I punti di forza possono pertanto essere considerati
come ipotetici e necessitano di una conferma sul campo attraverso l'analisi dei risultati. Al momento la crescita delle immatricolazioni è un elemento che
indica una valida impostazione di base della struttura del corso, presumibilmente con una adeguata focalizzazione ed un buon equilibrio tra i contenuti
formativi di base e quelli di maggiore rilevanza tecnico-professionale. La localizzazione decentrata delle lezioni sembra essere un elemento di ulteriore
richiamo potendo contare su un bacino di utenza molto più ampio rispetto a quello della Tuscia. Gli elementi di debolezza possono riguardare proprio
questa dislocazione spaziale che potrebbe creare qualche inconveniente nei contatti diretti tra docenti e studenti e nella soluzione in via breve di pratiche
relative a piani di studio e carriere.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Le opportunità dei laureati in Scienze Ambientali in rapporto allo spazio sociale, pur nel contesto attuale di crisi economica e di particolare difficoltà delle
professioni che hanno a che fare con le problematiche ambientali, sono comunque valide e differenziate e si basano sui contatti con enti e società che
operano nel territorio, spesso sede di scambi culturali e professionali per le attività formative, e sulla peculiare vocazione turistica dell'area di
localizzazione principale del corso (litorale laziale). Tale settore necessita particolarmente di controlli e interventi sull'ambiente. D'altro canto, in questa
fase economica, i rischi provengono non dall'organizzazione del corso ma dalle difficoltà generali nel mondo del lavoro, soprattutto per quanto riguarda
professioni sovrastrutturali.
Corso di Studi: "Biotecnologie" [id=1317785]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il CdS in Biotecnologie (L-2) è attivo presso l'Università della Tuscia da numerosi anni ed è, quindi, radicato e conosciuto nel territorio sia tra i soggetti
educativi e istituzionali come anche tra gli ordini professionali (Biologi e Biotecnologi agrari). Il fatto che si sia passati nell'AA 2011-12 da un percorso
bi-curriculare (curr. Industriale ed Agrario) a uno mono-curriculare, con connotazione più generalista, ne ha aumentato l'attrattività evidenziata da un
incremento significativo sia delle matricole come degli iscritti complessivi. La modifica dell'ordinamento didattico nell'AA 2011-12 combinata con
l'inserimento di insegnamenti professionalizzanti (es. Strumenti bioinformatica per la genomica, Fisiologia) ha aumentato la coerenza degli obiettivi formati
con le esigenze formative del sistema professionale di riferimento. Il CdS ha risorse di docenza e tecnico-amministrative adeguate; anche le dotazioni
infrastrutturali e tecnologiche (aule, laboratori didattici, laboratori di ricerca per stage e tesi, ecc.) sono adeguate.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Punto di forza del CdS di Biotecnologie (Classe L-2) nella sua struttura monocurriculare è l'attrattività: l'assenza dei curricula industriale e agrario, infatti,
rende il CdS più in linea con un percorso generalista che consente una preparazione di base piuttosto centrale rispetto ai possibili percorsi di LM nel
contesto delle tre classi delle biotecnologie (LM7, LM8 e LM9). Allo stesso tempo, la struttura monocurriculare del CdS è, probabilmente, la causa degli alti
abbandoni (principalmente fra il 1° e il 2° anno) che rappresentano uno dei principali punti di debolezza. Infatti, si è osservato un aumento significativo di
studenti provenienti dal bacino romano, che non sono riusciti ad accedere ai CdS a numero programmato di Medicina e Biotecnologie degli Atenei romani;
questi studenti si iscrivono al corso di laurea in Biotecnologie dell'ateneo della Tuscia con l'intenzione di riprovare successivamente ad accedere ai CdS di
cui sopra (indicazioni fornite da un questionario anonimo condotto allo scopo). Altro punto di debolezza del CdS è il basso numero di CFU acquisiti ogni
anno dal singolo studente che, a sua volta, pesa negativamente sulla durata del percorso di studi.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Sebbene le Biotecnologie, come tutte le scienze dalla vita, abbiano sempre maggiore importanza sociale ed economica e potenzialità di impiego elevate, il
contesto territoriale, il sistema ed il mercato delle professioni sono molto spesso gli stessi dei laureati in Scienze Biologiche. Il laureato in Biotecnologie,
però, avendo una maggiore familiarità con le pratiche di laboratorio meglio può inserirsi in quei contesti che richiedono questa professionalità.
Corso di Studi: "Scienze Biologiche" [id=1317788]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il CdS in Scienze Biologiche (L-13) è attivo presso l'Università degli Studi della Tuscia da numerosi anni ed è, quindi, radicato e conosciuto nel territorio
sia tra i soggetti educativi e istituzionali come anche tra vari ordini professionali. Inoltre, il corso ha acquisito relazioni formative con varie strutture nel
territorio, come ad es. la ASL di Viterbo, i laboratori di analisi convnezionati e non, il centro ricerche ENEA, l'Arpa Lazio, ecc. Dopo una prima fase in cui il
corso era formunlato come bi-curriculare negli utlimi anni è caratterizzato da un percorso monocurriculare. Questo ha determinato un notevole
miglioramento nell'attrattività del corso stesso, portando ad un aumento sostanziale degli immatricolati che sono passati da circa 90 a circa 250 negli ultimi
due anni. Il corso è caratterizzato da una connotazione generalista che prevede l'insegnamento di tutte le materie di base e fondamentali richieste per il
conseguimento del titolo di Biologo Junior. Tale impostazione del corso di studio ha finalizzato la coerenza degli obbiettivi formativi con le esigenze sia del
sistema professionale di riferimento sia dell'accesso alle lauree di secondo livello. Il CdS ha risorse di docenza e tecnico-amministrative adeguate;
altrettanto adeguate sono le dotazioni infrastrutturali e tecnologiche (aule, laboratori didattici, laboratori di ricerca per stage e tesi, ecc.) sono adeguate.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Punto di forza del CdS di Scienze Biologiche (Classe L-13) è la sua notevole attrattività dovuta alla sua struttura monocurriculare: l'assenza dei curricula,
infatti, rende il CdS più in linea con un percorso generalista che consente una preparazione di base piuttosto centrale rispetto ai possibili percorsi di
Laurea Magistrale. Allo stesso tempo il fatto di centrare i nostri insegnamenti verso una preparazione di base è, probabilmente, la causa degli abbandoni
che rappresentano uno dei principali punti di debolezza. Infatti, si è osservato un aumento significativo di studenti provenienti dal bacino romano, che non
sono riusciti ad accedere ai CdS a numero programmato Medico-Sanitari degli Atenei romani; questi studenti si iscrivono al corso di laurea in Biologia
dell'Ateneo della Tuscia con l'intenzione di riprovare successivamente ad accedere ai CdS di cui sopra avendo acquisito presso il nostro Ateneo un
adeguata preparazione di base (indicazioni fornite da un questionario anonimo condotto allo scopo). A livello di esiti didattici si evidenzia come il 90% degli
iscritti siano studenti full time e regolari. Emerge però una scarsa quantità di CFU maturati dalle coorti, fenomeno riscontrabile soprattutto durante il primo
anno di corso. Inoltre, risulta che la percentuale di laureati degli ultimi anni è in linea con la media nazionale anche se una parte cospicua è costituita da
studenti che si laureano oltre la durata normale del corso di studi.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Nonostante le Scienze Biologiche, madre delle scienze della vita, abbiano sempre maggiore importanza sociale ed economica e potenzialità di impiego
elevate, dall'esame dei dati emerge che nel contesto territoriale le competenze acquisite con la laurea triennale spesso non vengono richieste per l'attività
lavorativa. In tale contesto, un punto di forza del corso di studi è rappresentato da numerosi contatti diretti con enti ed imprese con cui si sono stretti
accordi per attività di stage e tirocinio degli studenti durante il corso di studi. In particolare, Il Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche ha istituito
numerose convenzioni con laboratori pubblici e privati che accolgono gli studenti presso le loro strutture, coinvolgendoli spesso in attività di tipo
diagnostico o/e organizzativo. Tuttavia, l'ottima preparazione di base acquisita durante il corso di laurea triennale in Scienze Biologiche consente alla
maggiornza degli studenti di accedere facilmente a specifi cosi di laurea magistrale.
Corso di Studi: "Biologia cellulare e molecolare" [id=1317797]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
"Il CdS in Biologia Cellulare e Molecolare (LM-6) è attivo presso l'Università degli Studi della Tuscia a partire dall'anno accademico 2004/2005 ed è,
quindi, conosciuto e radicato nel territorio sia tra i soggetti educativi e istituzionali come anche tra vari ordini professionali. Inoltre, il corso ha acquisito
relazioni formative con varie strutture nel territorio, come ad es. il CRA (Centro di Ricerca sull'Agricoltura) di Roma, la ASL di Viterbo, i laboratori di analisi
convenezionati e non, il centro ricerche ENEA, l'Arpa Lazio, ecc. oltre a vari tipi di collaborazioni scientifico-culturali con gli altri atenei laziali.Obiettivo
principale del Corso è quello di approfondire la preparazione culturale e le conoscenze nel campo della biologia di base ed applicata, coniugata con una
approfondita preparazione scientifica e operativa nelle discipline che caratterizzano il corso. Tale obiettivo è in linea con il miglioramento del sistema
universitario, in relazione al contesto europeo ed internazionale, che prevede un aumento della qualità dell'offerta formativa proposta. Infatti, il corso di
studio di secondo livello prevede una specializzazione delle conoscenze e competenze rispetto a quelle acquisite nel corso di Laurea di primo livello e si
propone di fornire una preparazione solida in grado di affrontare in maniera più adeguata i vari livelli di lavoro e di professionalità che sono oggigiorno più
impegnativi e complessi.
Un altro obiettivo del Corso di secondo livello è quello di fornire agli studenti la possibilità di acquisire strumenti culturali specifici e metodologie di analisi
durante lo svolgimento del lavoro di tesi sperimentale. Tutti i laboratori scientifici di cui si avvale il Corso di studio sono coinvolti in linee di ricerca coerenti
con il profilo del corso e conseguentemente forniscono le competenze necessarie e professionalizzanti. Inoltre, le attività formative prevedono anche
esercitazioni di laboratorio dedicate alla conoscenza di metodiche sperimentali e attività di stage da svolgersi presso altre Università, centri di ricerca,
laboratori di ricerca pubblica o privata e aziende.
Il CdS ha risorse adeguate di docenza, di personale tecnico-amministrative e di dotazioni infrastrutturali e tecnologiche (aule, laboratori didattici, laboratori
di ricerca per stage e tesi, ecc.). "
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Punti di forza del CdS di Biologia Molecolare e Cellulare (Classe LM-6) sono la bassissima percentuale di abbandoni (intorno al 5%), il più che
soddisfacente tasso di superamento degli esami previsti dal piano di studi, il voto medio per esame che si aggira intorno al 28,5/30, l'alta percentuale di
laureati nella durata normale del corso di studio e/o nell'anno successivo, l'altissima percentuale di studenti che si laureano con la votazione di 110/110 e
lode (il 100% nel'a.a 2009/10, il 90% nell'a.a. 2010/11 e il 70% nell'a.a. 2011/12). Infine, da una analisi effettuata con la segreteria degli studenti, risulta
che sono pochi gli studenti che partecipano ai programmi di mobilità studentesca (nel 2009 il 7% degli iscritti, nel 2010 il 4% e nel 2011 nessuno
studente), probabilmente perché gli studenti sono focalizzati sui corsi istituzionali e sono molto motivati al raggiungimento della laurea magistrale in tempi
brevi, come dimostrato dal tempo impiegato per il suo conseguimento.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
La figura del biologo senior è professionalmente riconosciuta previa iscrizione all'Albo dell'Ordine Nazionale dei Biologi. Circa gli sbocchi professionali e
occupazionali, un punto di forza del corso di studi è rappresentato da numerosi contatti diretti con enti ed imprese con cui esistono accordi per attività di
stage e tirocinio degli studenti durante il corso di studi; inoltre , la possibilità per i laureandi di partecipare a progetti specifici che vedono coinvolte aziende
e realtà produttive (project Work) e una intensa attività di inserimento lavorativo a livello di Ateneo. Riguardo invece la condizione occupazionale, i dati
mostrano che si è passati da una percentuale di occupati del 25% per l'anno 2010 ed una del 33,3% per anno 2011, dimostrando un incremento di
ingresso nel mercato del lavoro per questi laureati nell'arco quindi di un solo anno. Inoltre, l'ottima preparazione in campo biomolecolare e bio-medico e le
capacità di sviluppare modalità alternative di risoluzione di specifici problemi scientifici, acquisite durante il percorso formativo e durante la preparazione
della tesi di Laurea, consente alla maggiornaza degli studenti di accedere facilmente a corsi di Dottorato, Master di primo e secondo livello e Scuole di
Specializzazione come dimostrano i dati statistici.
Corso di Studi: "Biologia ed ecologia marina" [id=1317798]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il CdS magistrale in Biologia ed Ecologia Marina (LM6) è stato attivato nell'A.A. 2012/2013 come modifica del corso interclasse in Conservazione della
Natura (LM75/LM6). La modifica ha comportato la riduzione a monoclasse (LM6) e la delocalizzazione di gran parte della didattica sul litorale laziale
(Civitavecchia e Tarquinia). Trattandosi di una nuova configurazione, con il primo anno ancora in corso di svolgimento, le relazioni con i soggetti del
territorio sono in corso di definizione e di sviluppo. Facendo riferimento al curriculum marino del precedente CdS interclasse, saranno senza dubbio
mantenuti e incentivati i contatti con enti convenzionati e non convenzionati che nel corso degli ultimi anni hanno ospitato e utilizzato gli studenti della
Tuscia per attività connesse con il percorso formativo (Provincia di Roma, Provincia di Viterbo, ARPA Lazio, Istituto zooprofilattico sperimentale di Roma,
Centro Ittiogenico marino delle Saline di Tarquinia, ecc.) con la possibilità di espandere le relazioni in tutto il territorio costiero dell'Italia centrale.
L'interazione con gli enti territoriali coinvolti nell'espansione dell'Ateneo della Tuscia verso la zona costiera, aggiunge ulteriori possibilità di contatti con
l'ambito locale. Gli obbiettivi formativi includono aspetti qualificati della professione di Biologo del mare, riguardando settori professionali ad alta
specializzazione insieme a conoscenze di base di livello avanzato. Le risorse di docenza e quelle amministrative sono pienamente adeguate e così la
dotazione di infrastrutture, che comprendono i nuovi apporti, in termini di spazi attrezzati, aule, laboratori, nella localizzazione decentrata (Civitavecchia).
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Trattandosi di CdS di nuova impostazione, con gravitazione territoriale prevalente diversa dagli anni precedenti è possibile soltanto delineare punti di forza
e debolezza in termini previsionali, sulla base di elementi intrinseci. In questo senso, punti di forza possono essere il richiamo della materia trattata e la
collocazione della maggior parte delle attività didattiche in immediata vicinanza dell'ambiente oggetto degli studi. Inoltre la disponibilità di centri di ricerca
specializzati e di attrezzature di rilevante entità, impiegabili anche per la didattica, costituisce un ulteriore elemento di attrazione.Le debolezze principali
riguardano l'articolazione spaziale in sedi non prossime, che potrebbe costituire impedimento logistico allo svolgersi delle attività didattiche.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Le opportunità che si propongono ai laureati magistrali in Biologia ed Ecologia marina sono correlate al rilievo che hanno le discipline riguardanti il mare
nelle attività dell'area dove il corso è principalmente localizzato. In un contesto di ripresa economica è facile ipotizzare un collocamento professionale dei
laureati più diretto e tempestivo rispetto ad altre branche della Biologia ambientale. In questa direzione la collaborazione con fondazioni ed enti che
affiancano l'Ateneo nella proposizione del CdS, e la prevista interazione con enti e società per l'impiego formativo degli studenti, possono costituire
elementi privilegiati di collocazione ed avviamento professionale.
Corso di Studi: "Scienze Forestali e Ambientali" [id=1313165]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
"Il corso di laurea in Scienze Forestali e Ambientali nella sua struttura attuale è il risultato degli adeguamenti alle riforme del sistema universitario, del
omonimo corso esistente da quasi venti anni presso questo Ateneo. Il radicamento nel territorio si è quindi sviluppato a molteplici livelli, anche perchè per
molti anni è stato l'unico corso forestale attivo nella Regione Lazio. L'Università degli Studi della Tuscia è da ormai più di venti anni, sede di esame di
Stato per l'accesso all'ordine professionale dei dottori agronomi e forestali. L'incontro regolare e il lavoro congiunto con i rappresentanti dell'Ordine
professionale, ha consentito di stabilire rapporti solidi che hanno prodotto un ottimo inserimento dei neo-lauerati nel mondo della libera professione.
Ulteriore elemento di raccordo con le realtà territoriali è dato dall'elevato numero di convenzioni per il tirocinio, con studi di professionisti, Enti e
amministrazioni pubbliche. Considerato che il bacino di provenienza degli studenti è storicamente sovraregionale, numerosi accordi per tirocini sono stati
stipulati anche con realtà delle Regioni limitrofe. Infine, la preparazione di elaborati finali spesso basati su analisi in bosco, ha consentito agli studenti e al
corso di stabilire una vasta rete di conoscenze con la realtà territoriale.
La struttura del corso ha mantenuto nel tempo l'aderenza al sistema formativo multidisciplinare che caratterizza storicamente la formazione
forestale-ambientale, anche in raccordo con altre università italiane attraverso la partecipazione ad un tavolo permanente di coordinamento. I contenuti
sono quindi coerenti con gli obiettivi della classe di riferimento, con aggiornamento costante e continuo dei contenuti dei singoli insegnamenti.
La docenza è per la quasi totalità garantita con docenti di ruolo dell'Ateneo, rivolgendosi all'esterno per attivare insegnamenti riferibili a nuovi settori
innovativi, specialistici e professionalizzanti. Tali insegnamenti sono stati spesso offerti come ulteriori attività a scelta degli studenti.
Notevole è l'attività di ricerca nel settore forestale dei docenti del corso, anche grazie ad una ricca dotazione strumentale e di laboratori resi disponibili
anche per le attività didattiche. La disponibilità di materiale documentale (banche dati e riviste di settore) e di collezioni (erbari, insettari, xiloteche,
collezioni in vivo di specie e provenienze forestali), consente agli studenti di acquisire le competenze necessarie alla loro formazione. Sono inoltre previste
regolari attività all'esterno, anche con corsi residenziali presso il centro studi di Pieve Tesino (Trento), sia negli ambienti caratteristici dell'Appennino che
nelle Alpi orientali."
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Tra i punti di forza caratterizzanti il corso di laurea in Scienze Forestali e Ambientali è sicuramente da considerare la coerenza con gli obiettivi formativi,
caratterizzanti un profilo formativo consolidato da quasi un secolo di esperienza. Anche nel confronto con corsi aventi analoghe finalità formative presenti
in Italia e all'estero, si evidenzia una buona corrispodenza della struttura organizzativa. Elementi di debolezza sono invece riferibili agli elevati tassi di
abbandono durante il primo anno, in parte causati da una scarsa conoscenza della complessità della figura professionale forestale-ambientale. Il continuo
impegno all'attività di orientamento e alla divulgazione anche attraverso i sistemi di comunicazione di massa, messi in atto in particolare negli anni più
recenti, si ritiene potranno favorire una riduzione di tale fenomeno.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
La crescente centralità delle foreste nella gestione della qualità ambientale, rappresenta un'opportunità per l'ulteriore affermarsi di figure professionali
capaci di analizzare ed agire nella complessità territoriale quali il laureato forestale-ambientale. Tale complessità rappresenta però anche un forte limite
all'impiego di laureati di I livello, che non hanno sviluppato pienamente l'insieme delle conoscenze e competenze necessarie. La mancanza di una reale
valorizzazione di figure professionali intermedie, da parte di amministrazioni ed enti, non ha consentito ad oggi lo sviluppo di azioni di maggiore
complessità operativa di cui invece ci sarebbe necessità. Il tal senso si pensi alla scarsità di azioni concrete per la valorizzazione del patrimonio boschivo,
per l'espansione dei sink forestali per la riduzione dei gas serra, per la lotta alla desertificazione e al degrado ambientale e per la conservazione della
biodiversità (ai vari livelli).
Corso di Studi: "Scienze agrarie e ambientali" [id=1313166]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Sul sito del DAFNE http://www.dafne.unitus.it/web/interna.asp?idPag=3438 sono presenti i link per anno con le aziende convenzionate per l'attività di
tirocinio: risultano in complesso 90 aziende che testimoniano il buon radicamento nel territorio del CdS. Gli obiettivi formativi del corso sono coerenti con
quanto richiesto dal mondo del lavoro, in particolar modo con quello delle professioni. Le risorse di docenza sono più che adeguate con caratteristiche di
elevata professionalità ed esperienza.
Documenti: Rapporto Generale di Riesame 2013 disponibile al link http://www.dafne.unitus.it/web/interna.asp?idPag=8091
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Punti di forza:
-corpo docente particolarmente efficace e idoneo
-elevato gradimento delle docenze e del corso dai questionari studenteschi e dai dati ALMALAUREA
-corso storicamente tradizionale delle facoltà di agraria con ordinamento ormai collaudato e stabilito
Punti di debolezza:
-elevati abbandoni degli iscritti soprattutto tra I e II anno
-anni di percorrenza alla laurea in media maggiori della durata legale
-sofferenze su alcune materie del I anno come superamento esami
Documenti: Rapporto Generale di Riesame 2013 disponibile al link http://www.dafne.unitus.it/web/interna.asp?idPag=8091
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Il titolo del punto 3. è incomprensibile per chi scrive, essendo abituato ad uno spazio fisico quadridimensionale (lo spazio-tempo) in cui risulta difficile
trovare collocazione per un più ampio spazio sociale: tale spazio "più ampio" è ubicato nello spazio fisico o è un extra-spazio? Nelle difficoltà di trovare
soluzione a tale quesito, che non trova risposta neanche nelle FAQ consultate nei siti ufficiali, si prova comunque con una risposta.
Le opportunità e i rischi sono molti in tutti gli spazi e sono tutti in corso di individuazione e censimento.
Documenti: Rapporto Generale di Riesame 2013 disponibile al link http://www.dafne.unitus.it/web/interna.asp?idPag=8091
Corso di Studi: "Scienze e tecnologie per la conservazione delle foreste e della natura" [id=1317792]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie per la Conservazione delle Foreste e della Natura (di seguito SFN) nasce sulla base del vecchio corso di
laurea triennale di eguale denominazione, già attivo presso la Facoltà di Agraria dall'anno accademico 2001/2002 con la denominazione di Tecniche
Forestali e Tecnologie del Legno. L'analisi critica dell'esperienza dell'offerta formativa realizzata con gli attuali ordinamenti didattici è stato un punto
cardine della attuale proposta che ha l'obiettivo di raggiungere un miglior orientamento e qualificazione dell'offerta complessiva verso standard di
eccellenza. L'obiettivo è quello di formare giovani laureati con competenze nel settore della conservazione delle foreste e della natura e, in particolare,
nella gestione conservativa delle risorse naturali nonché negli interventi per prevenire la degradazione ambientale. Si tratta dell'unico corso di laurea con
tali connotati presente nella stessa classe. Sono state individuate le esigenze formative e le aspettative delle parti interessate che risultano
esaurientemente soddisfatte. Il principale punto di forza della proposta è dato da un percorso professionalizzante caratterizzato da un approccio
pratico-applicativo ideato per consentire un più facile e rapido inserimento del laureato nel mondo del lavoro. Esaustiva è l'informativa circa la
prosecuzione degli studi e l'individuazione dei profili e degli sbocchi professionali. Gli obiettivi di apprendimento sono congruenti con il sistema dei
descrittori europei e certamente del tutto coerenti con le esigenze formative del sistema professionale (nel nostro caso quello dei dottori agronomi e
forestali).
Sulla base della esperienza maturata, il corso si presenta quindi con un processo formativo opportunamente sviluppato, migliorato ed adeguato in base ai
requisiti della normativa vigente.
Negli anni il corso di laurea Scienze e Tecnologie per la Conservazione delle Foreste e della Natura, articolato in curricula, ha ottenuto una buona
numerosità delle immatricolazioni riscontrando un soddisfacente gradimento da parte degli iscritti.
Scienze e Tecnologie per la Conservazione delle Foreste e della Natura (SFN) è il primo e unico corso forestale sviluppato per affrontare con soluzioni
efficaci il problema della conservazione delle risorse naturali. Il corso triennale, sviluppato con la collaborazione di Ordini Professionali (Agronomi e
forestali e Geologi), Enti Regionali, Corpo Forestale dello Stato, Associazioni ambientaliste (WWF, LIPU), Parchi nazionali (come il Parco Nazionale della
Majella e quello del Circeo), fornisce allo studente un'articolata preparazione nel settore della gestione ambientale proponendosi come ponte tra i saperi
delle scienze naturali e quelli a carattere spiccatamente applicativo e progettuale, con un approccio pratico-applicativo ideato per consentire un più facile
inserimento nel mondo del lavoro.
Il radicamento sul territorio è fortissimo, su tutta la fascia dell'Italia centrale, ma anche, grazie alla collaborazioni con la sede alpina della Tuscia a Pieve
Tesino e con la sede di Paluzza (UD), anche con le realtà alpine, a garanzia di una completa formazione dello studente. Sono attive convenzioni di
collaborazione con numerosi Enti ed Istituzioni regionali, con il CFS, con numerosi Enti Parco, nonché con un numero considerevole di aziende e soggetti
privati operanti nel settore. Per il Tirocinio il DAFNE mette a disposizione circa 80 aziende convenzionate e la stipula di nuove convenzioni con specifiche
aziende segnalate anche dagli studenti, avviene in tempi assai rapidi. Le informazioni necessarie per l'espletamento del tirocinio sono reperibili alla pagina
del DAFNE:
http://www.dafne.unitus.it/web/interna.asp?idPag=3438 ed è consultabile qui anche l'elenco delle aziende convenzionate.
Il corso è dedicato ai temi della conservazione della natura, alla prevenzione del degrado ed al restauro degli ambienti costieri, collinari e montani, alla
gestione sostenibile delle risorse forestali e naturali. Temi centrali sono l'analisi e il monitoraggio degli ecosistemi forestali, la gestione sostenibile e la
certificazione delle risorse dell'ambiente forestale, del legno, delle acque e della fauna. Il corso conferisce una spiccata capacità applicativa connessa alla
esecuzione di progetti e lavori di riforestazione e ricostituzione boschiva e di ingegneria forestale per la protezione del suolo e delle sorgenti, per la
sistemazione dei versanti e delle sponde fluviali, per la prevenzione e il contenimento dei processi di degradazione del territorio quali la desertificazione e
gli incendi boschivi, per l'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili.
Lo studente, inoltre, acquisisce competenze nella gestione di aree naturali con spiccata valenza culturale e ricreativa. Queste capacità sono arricchite
dalla conoscenza delle modalità di trasformazione e di impiego della materia prima legno, proveniente da foreste gestite responsabilmente. Le attività
pratiche vengono affrontate sia in specifici laboratori sia con esercitazioni di campo. La formazione è completata anche attraverso periodi di istruzione in
ambiente alpino ed appenninico e con i programmi di mobilità studentesca (Erasmus, tirocini e stage presso aziende ed imprese italiane e straniere).
Il corso, in entrambe le sedi di Viterbo e di Cittaducale (RI) che lo ospitano, è concepito in modo flessibile in modo da consentire al singolo studente la
possibilità di personalizzare gli studi ed acquisire competenze professionali altamente specifiche nella gestione delle aree protette e delle risorse naturali e
forestali e/o nei progetti di ecoingegneria.
Riguardo agli sbocchi professionali, premesso che la maggior parte dei laureati transita alla laurea magistrale, questi riguardano i settori della gestione
equilibrata delle risorse naturali rinnovabili, in primo luogo quelle forestali ed inclusi gli aspetti energetici, di conservazione della biodiversità, tutela del
paesaggio agro-forestale e gestione delle aree naturali protette. Il laureato può accedere, previo superamento dell'esame di stato, all'Albo Professionale
dei Dottori Agronomi e Forestali - sezione B.
Il corso SFN è offerto su due sedi, la sede centrale di Viterbo e la sede distaccata di Cittaducale-Rieti (in collaborazione con la Sabina Universitas), con
ordinamento differenziato tra le sedi. In particolare la sede di Cittaducale si caratterizza per una maggiore attenzione ai temi delle risorse forestali in
contesti montani considerando anche la gestione e valorizzazione delle altre risorse rurali (p.e. zootecnia montana, arboricoltura da frutto).
Il corso è articolato su un primo anno fondamentalmente improntato alle materie di base (matematica, chimica, fisica, botanica, genetica, geologia),
mentre gli anni successivi lo spazio è dato a materie di base come dendrologia e dasologia, ecologia forestale, misure e tecnologie forestali, economia ed
estimo forestale ed ambientale, meccanizzazione forestale, ingegneria e sistemazioni idraulico-forestali, costruzioni e rilievo del territorio, tecnologie del
legno, vivaistica e conservazione della biodiversità, biochimica e chimica del suolo, entomologia e patologia forestale.
Le risorse dal punto di vista del corpo docente sono più che adeguate: in considerazione della doppia sede ed in base alla precedente normativa, nel
2012-13 a Viterbo erano incardinati ben 14 docenti, ed altri 12 a Cittaducale.
Il personale tecnico amministrativo del DAFNE fornisce un supporto ottimale allo svolgimento delle attività didattiche per la sede di Viterbo, mentre a
Cittaducale ci si avvale anche di unità di personale fornite dalla Sabina Universitas (segreteria studenti in loco) e dal supporto del personale
tecnico-amministrativo di Viterbo per le attività di orientamento e di collegamento con la segreteria unica di Ateneo, nonché di supporto alla didattica, e di
un collaboratore a contratto, che cura i rapporti con il territorio.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Punti di forza:
Scienze e Tecnologie per la Conservazione delle Foreste e della Natura (SFN/L25), considerando anche i precedenti CdS con nomi simili, presenta una
buona attrattività anche se legata prevalentemente alla regione Lazio. Il corso SFN si svolge sia a Viterbo che nella sede di Cittaducale, polo universitario
di Rieti, grazie alla Convenzione con la Sabina Universitas (http://www.sabinauniversitas.it/).
Sino al 2009 gli iscritti alle due sedi venivano riportati statisticamente insieme: solo dal 2009 esistono dati distinti per sede e i codici sono stati distinti.
Per gli ultimi quattro anni accademici risultano in media:
- 47 iscritti complessivi al I anno, con un trend che appare in crescita , soprattutto per la sede di Viterbo (ben 57 matricole+ 9 iscritti nel 2012/13)
- dalla regione Lazio provengono il 75% degli iscritti al I anno, maggiormente dalla provincia di Roma con un 50% e da quella di Viterbo con un 19% (dati
2010/11);
- come scuola superiore il Liceo Scientifico conta per un 34% e gli Altri Istituti tecnici assommano al 44% (di cui il 16 dagli Istituti Tecnici Agrari). Da una
nostra indagine effettuata nel 2011 il 94% si è iscritto per lo specifico interesse per le tematiche affrontate dal corso.
- dalla stessa indagine sugli iscritti 2010-2011 le motivazioni principali di iscrizione a Viterbo risultano: - solo Unitus offre questi corsi (63%) Viterbo è una
città a misura di studente (44%) -l'Università di Viterbo è organizzata ed efficiente" (38%); -"ho sentito amici o parenti parlare bene di questa Università"
(38%). Come veicolo di conoscenza del CdS il tam-tam dei parenti/conoscenti è ancora in cima all'elenco (56%), ma Internet acquisisce un buon 53%
(possibilità di risposte multiple).
Questi i dati, se poi si passa ad esaminare i punti di forza vanno considerati soprattutto:
- la numerosità, la disponibilità e la qualificazione del corpo docente, per la stragrande maggioranza di ruolo;
- il radicamento con il territorio e con le istituzioni nazionali e locali;
- il collegamento tra ricerca e didattica: molti docenti hanno una ottima collocazione a livello nazionale ed internazionale e sono coinvolti in progetti di
ricerca europei.
Punti di debolezza:
Tutti gli studenti sono iscritti a tempo pieno ed il numero di studenti non regolari è del 7% circa. I dati sulle carriere degli studenti non sono purtroppo
confortanti come medie e si registra un tasso abbastanza elevato di abbandoni degli iscritti soprattutto tra I e II anno.
Le ragioni delle cause sono state profondamente analizzate, come evidenziato nei dati di seguito riportati:
- i test di ingresso all'Università (basati prevalentemente su domande di matematica non semplici) per le matricole forniscono un voto medio di 49/100 per
il 2011 e di 47/100 per il 2012.
- gli abbandoni delle matricole (rinunce, trasferimenti, mancate iscrizioni) contano all'anno accademico immediatamente successivo in media per un 28%.
Per la coorte 2009-2010 con 49 iscritti iniziali al I anno, risultano ancora iscritti un 27% degli iscritti iniziali, con un 10% di laureati (coorte 2009/10) e con
un tasso di abbandono complessivo del 63%. Tra le cause di abbandono va considerata anche la crisi economica che colpisce molte famiglie nel bacino
reatino-viterbese e che, alle prime difficoltà, spinge i ragazzi alla ricerca di una occupazione retribuita.
- i CFU medi per studente acquisiti all'anno sono in media (dati di Ateneo) circa 37 CFU/studente, con voto medio di 25,2/30 e DS di 3,3/30
- l'analisi degli esami superati mostra difficoltà in alcune materie, con tassi superamento inferiori alla media soprattutto per alcuni esami del I anno.
I dati forniti dalla valutazione OCSE sul sistema di Istruzione italiano mostrano come questo risulti inferiore alla media OCSE ed il Lazio è al di sotto della
media nazionale per la scuola superiore (INVALSI 2012). I test di ingresso all'Università sono negativi per le matricole con medie che non raggiungono i
50/100. Inoltre i voti di diploma di scuola superiore delle matricole SFN VT per il 70% è inferiore a 80/100 (media tre anni).
Quindi, per affrontare il problema della non sempre adeguata preparazione di base degli studenti sono stati messi a punto e sperimentati negli anni una
serie di correttivi.
Il fenomeno si è cercato di contrastare con corsi di sostegno realizzati per due corsi di base del I anno: Matematica e Chimica. I risultati sono buoni per
Matematica ed in miglioramento per Chimica. Al tutorato interno, dal 2011 si sono affiancati tutor laureati o stessi studenti. I noti problemi finanziari degli
Atenei non consentono tuttavia di potenziare ulteriormente i corsi di sostegno o i tutor per gli studenti.
Dal lato delle docenze, soprattutto quelle del primo anno, si è cercato di sensibilizzare i docenti ad accompagnare gli studenti fino all'esame:
- fornendo materiale didattico efficace in anticipo
- chiarendo e semplificando le modalità di esame
- cercando di intervenire con programmi snelli e sostenibili nei CFU complessivi della materia.
Per l'orientamento in entrata si è cercato maggior contatto con i licei, in particolare scientifici: dai dati in possesso risultano le matricole con minori
problemi verso le ostiche materie di base.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Le relazioni con il territorio offrono certamente molte opportunità, in ambito regionale e soprattutto nazionale. Le collaborazioni con Istituzioni, Enti,
aziende e stakeholders sono numerose, così come sono molte le collaborazione con l'Ordine dei dottori agronomi e forestali e con i loro iscritti, sia nelle
attività di long-life-learning, convegnistiche e seminariali, che nella preparazione allo svolgimento della professione, come testimoniano anche i numerosi
tirocini presso studi professionali.
Intenso è stato ed è ancora il rapporto con il Corpo Forestale dello Stato, anche per il cordone ombelicale che si è creato grazie alla presenza nei loro
attuali ranghi di molti laureati della Tuscia, nonché alla collaborazione nella didattica e nelle esercitazioni.
Va registrato anche l'interesse internazionale da parte degli studenti verso esperienze sia a livello studentesco (Erasmus, ecc.) che successivamente a
livello lavorativo, in particolare nei progetti di cooperazione con i paesi emergenti.
La laurea di I livello SFN è vista dai laureati principalmente come propedeutica alla laurea di II livello, in questo momento quasi totalmente
CRAFDS/LM73. Dei laureati di primo livello solo una percentuale veramente esigua, inferiore al 5%, si iscrive all'esame di Stato per l'iscrizione all'albo
degli Agronomi e Forestali Junior.
Dall'indagine ALMALAUREA, circa il 74% si è iscritto alla specialistica (magistrale). Da considerare in più che un 5% si è iscritto ad un altro corso di I
livello.
Da segnalare nelle risposte sui motivi della non iscrizione ad un altro corso di laurea un 25% dichiara motivi economici. Mentre le motivazioni
dell'iscrizione alla laurea specialistica risultano: per migliorare le possibilità di trovare lavoro 36%; perché è necessario per trovare lavoro 9%; per
migliorare la propria formazione culturale 55%.
Anche il programma di mobilità ERASMUS prevede la possibilità di tirocini formativi extra-curriculari con la mobilità Student Mobility for Placement - SMP.
In considerazione del fatto che solo il 21% dei laureati si immette sul mondo del lavoro (dati ALMALAUREA), l'accompagnamento nel mondo del lavoro
dei laureati di I livello, non sembra la principale priorità nel miglioramento dell'efficienza ed efficacia dello stesso CdS: proprio per la visione propedeutica
che sembra avere la laurea di I livello rispetto al passaggio alla laurea di II livello. La priorità assoluta della laurea di I livello è pertanto il miglioramento
delle prestazioni in termini didattici:
- riduzione degli abbandoni
- tempi di percorrenza alla laurea più rapidi per una quota più consistente di iscritti
Tuttavia questo CdS considerando le mutate condizioni sociali degli ultimi anni in Italia ed Europa, ritiene di dover far fronte a possibili e plausibili
mutamenti. In tal senso quindi sarà prevista almeno una riunione volta a confrontare il mondo del lavoro nel settore specifico con gli studenti SFN e di cui il
CdS ne terrà conto per aggiustamenti nella progettazione del percorso formativo.
La valutazione delle competenze fornite in funzione dell'occupabilità è sempre fondamentale e per questo simili iniziative di confronto tra Università e
mondo del lavoro sono quanto mai auspicabili anche se i risultati andranno sempre cautamente valutati ed esaminati in un'ottica di mercato nazionale ed
internazionale. Le misure da adottare riguarderanno pertanto:
- contatti con aziende e ordini professionali
- maggiore integrazione con il servizio Job-Placement di Ateneo.
Per ciò che concerne la sede di Cittaducale il corso si è avvalsa della collaborazione con la Scuola del CFS che ha sede proprio nella cittadina reatina.
Allo stesso tempo la collocazione in prossimità del Monte Terminillo e del contesto forestale abruzzese rende la sede particolarmente vocata per le
tematiche di gestione delle risorse montane.
Corso di Studi: "Tecnologie Alimentari ed Enologiche" [id=1317793]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il CdS in Tecnologie Alimentari ed Enologiche (L-26) è attivo presso l'Università della Tuscia da numerosi anni ed è radicato e conosciuto nel territorio
provinciale e regionale sia tra i soggetti educativi e istituzionali che tra gli ordini e le associazioni professionali di riferimento (Agronomi, Assoenologi e
Tecnologi Alimentari). L'attrattività del corso è evidenziata dall'aumento delle matricole e degli iscritti complessivi. La modifica dell'ordinamento didattico
nell'AA 2012-13 combinata con l'inserimento di insegnamenti professionalizzanti, come Fisiologia della nutrizione, ha aumentato la coerenza degli obiettivi
formativi con le esigenze formative del sistema professionale di riferimento. Il CdS ha risorse di docenza e tecnico-amministrative adeguate e le dotazioni
infrastrutturali e tecnologiche (aule e laboratori didattici) sono state ulteriormente potenziate con la creazione di un laboratorio didattico di Analisi del vino.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Punto di forza del CdS in Tecnologie Alimentari ed Enologiche (L-26) è la presenza di due curricula che consentono la formazione di figure professionali
adeguate per i settori della produzione, conservazione e distribuzione degli alimenti (curriculum Industrie alimentari) e dell'enologia (curriculum Viticoltura
ed Enologia). Punto di debolezza del CdS è il numero basso di CFU acquisiti al I anno di corso che è da imputare (per le materie di base) ad una scarsa
preparazione matematica di base di molti degli iscritti e alla presenza di un numero significativo di studenti-lavoratori.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Il laureato in Tecnologie alimentari ed enologiche, avendo una formazione interdisciplinare e una visione completa delle attività e delle problematiche degli
alimenti e delle bevande dalla loro produzione al consumo (dal campo alla tavola), può intervenire in modo mirato ed efficace, a beneficio di Istituzioni,
Imprese e Consumatori, per soddisfare la richiesta crescente di alimenti sani e di qualità e rafforzare la competitività di un territorio, come il viterbese, a
forte vocazione agroalimentare.
Corso di Studi: "Biotecnologie per la sicurezza e la qualità delle produzioni agrarie" [id=1317799]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
L'ordinamento attuale del Corso di Laurea Magistrale (CdLM) in Biotecnologie per la Sicurezza e la Qualità delle Produzioni Agrarie (BioSiQu), classe
LM7-Biotecnologie Agrarie, deriva da modifiche di un corso di LM pre-esistente con cui, alle tematiche più tradizionali delle biotecnologie verdi, sono state
affiancate le problematiche connesse con la garanzia della qualità delle produzioni e della sicurezza alimentare.
Nel CdLM BioSiQu sono quindi affrontati gli aspetti scientifici di base dello sviluppo degli organismi di interesse agrario e le applicazioni di tecnologie
avanzate che possano migliorare in senso lato la produzione vegetale, animale e microbica. L'articolazione del CdLM/BioSiQu permette la formazione di
laureati che abbiano le conoscenze e la capacità di analisi dei diversi sistemi biologici per comprendere, ideare e progettare soluzioni ai problemi della
produzione agraria in modo razionale, innovativo e ecocompatibile, tenendo conto dei contesti socio-economici, politici, e, non ultimo, dei fattori necessari
al mantenimento ed alla salvaguardia del sistema produttivo e della risorsa ambientale.
Il CdLM/BioSiQu ha come obiettivo principale quello di completare ed ampliare le conoscenze acquisite in lauree triennali principalmente, ma non
esclusivamente, nella classe delle Biotecnologie, delle Scienze Agrarie e delle Scienze Biologiche. Tutti gli insegnamenti proposti sono corredati da un
congruo numero di esercitazioni pratiche effettuate in laboratorio e in campo. I docenti del corso hanno contatti di conoscenza e collaborazione scientifica
con altri enti di ricerca ed aziende che operano nel settore delle biotecnologie agrarie, garantendo così la possibilità di far conoscere agli studenti realtà di
ricerca e del mondo produttivo attraverso lo svolgimento di visite didattiche, tirocini e tesi in esterno.
Sul sito del DAFNE http://www.dafne.unitus.it/web/interna.asp?idPag=3438 sono presenti i link con le aziende convenzionate per l'attività di tirocinio:
risultano in complesso 90 aziende che testimoniano il buon radicamento nel territorio del CdLM. Diverse di queste aziende hanno attività connesse con la
produzione e l'uso di biotecnologie verdi e come tali risultano particolarmente idonee allo svolgimento di tirocini.
Inoltre, il radicamento nel territorio è testimoniato dai numerosi rapporti della Struttura o legati all'attività dei singoli docenti con portatori di interesse della
provincia di Viterbo o della regione Lazio.
Tra le iniziative che sono state promosse da docenti del CdLM BioSiQu, si possono menzionare la stipula di una convenzione quadro con l'Istituto
Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana - Roma (Allegato 1) per collaborazione scientifica e didattica comprendente tirocini, tesi ed elaborati finali
e quella con il Consiglio di Ricerca per la Sperimentazione in Agricoltura - CRA-RPS che prevede un accordo di collaborazione finalizzato a formulare
progetti di ricerca comuni nei settori della scienza del suolo, della fisiologia vegetale, delle produzioni agrarie e della qualità dei prodotti.
Quale sede di afferenza del Dottorato in Biotecnologie vegetali, il Dipartimento per tramite del Coordinatore, che è anche docente del CdLM BioSiQu, ha
stipulato convenzioni riguardanti lo scambio di studenti e ricercatori con l'Istituto Superiore di Sanità (Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e
Sicurezza Alimentare, Roma), il CNR (Istituto di cristallografia, Montelibretti, Roma e Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati, Roma), la Systea
SpA (Anagni, FR), Biosensor (Formello, Roma).
Frutto di collaborazioni di singoli docenti sono diversi rapporti con enti pubblici di ricerca del Lazio (ENEA, Agenzia Regionale per lo Sviluppo e
l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio ARSIAL, Consorzio della Ciliegia di Celleno, Ente Regionale Parco degli Aurunci, Fondazione Anna Maria
Catalano).
I rapporti con soggetti privati sono testimoniati da convenzioni e progetti comuni con ditte sementiere con centri di ricerca e/o produzione nel Lazio (Enza
Zaden, Monsanto) e in altre regioni italiane (CO.NA.SE., S.I.S., Apsovsementi, Produttori Sementi Bologna), cooperative (Pantano-Tarquinia) e fondazioni
(Fondazione CARIVIT).
Il CdLM BioSiQu si avvale della docenza di cinque professori ordinari, sei associati e quattro ricercatori, tutti afferenti al DAFNE. Il corpo docente è
completato da un ricercatore afferente al CRA che svolge l'incarico di docenza a titolo gratuito. Il 100% delle discipline caratterizzanti è coperto da docenti
interni. Tutti i docenti svolgono ricerca attiva nelle discipline che sono oggetto dell'insegnamento di cui sono incaricati e svolgono i corsi loro affidati ormai
da molti anni accademici. Fanno eccezione i ricercatori, più giovani nella docenza, che svolgono insegnamenti legati in particolare agli aspetti applicativi
delle metodologie di ultima generazione. Per questi motivi, le risorse di docenza del corso sono ampiamente adeguate. Dal punto di vista
tecnico-amministrativo, il corso può contare sull'organizzazione didattica dipartimentale, sulla Segreteria didattica e sulla Segreteria studenti. Il Consiglio di
CdLM concorre a fornire il supporto organizzativo e funzionale del Corso. Le risorse tecnico-amministrative sono per tali motivi più che adeguate.
Il CdLM BioSiQu si avvale delle strutture didattiche in forza al DAFNE; in genere tutte le lezioni si svolgono in un'aula dedicata al corso. Benché il DAFNE
concorra alla funzionalità di laboratori didattici interdipartimentali, la specificità degli argomenti impartiti e delle metodologie insegnate fa sì che i docenti
utilizzino i laboratori di ricerca per le esercitazioni, nel rispetto delle norme per le prevenzione e protezione dai rischi. Tali infrastrutture si completano con
la fruizione delle strutture afferenti ai Centri interdipartimentali di Ateneo (Azienda agraria, Orto botanico, Laboratori di microscopia elettronica, Centro
Grandi Attrezzature). L'attività didattica integrativa viene completata con la fruizione di seminari specifici, spesso organizzati ad hoc dai docenti stessi, e
con lo svolgimento di uscite didattiche nel territorio a visitare realtà di ricerca o produttive.
Documenti allegati:
Allegato 4: "convenzione IZSLT Tuscia.pdf" (Convenzione Istituto Zooprofilattico)
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Tutti i docenti impegnati nella realizzazione della formazione didattica del Corso proposto svolgono attività di ricerca presso il Dipartimento DAFNE
dell'Ateneo della Tuscia. Tale attività, che comporta interazioni con Colleghi di altri Dipartimenti di questo e di altri atenei, collaborazione con enti pubblici e
privati, anche testimoniata dall'ospitalità verso ricercatori sia italiani che stranieri presso il DAFNE, partecipazione a congressi, pubblicazione di risultati e
tutoraggio scientifico di dottorandi, di borsisti ed assegnisti di ricerca, si riflette positivamente nella docenza costituendo argomento di lezione, di
esercitazione e di approfondimento. Tali attività inoltre costituiscono una ricca base di offerta per tesi di laurea nel campo delle biotecnologie verdi le quali,
per il loro legame con progetti di ricerca, risultano di attualità ed interesse e spesso conducono alla pubblicazione dei risultati. Infine, i docenti del Corso
offrono con i propri laboratori di ricerca la possibilità di accedere a strumentazione di laboratorio per le esercitazioni; inoltre, tutti hanno accesso alle
strutture dei Centri dell'Ateneo, dall'Azienda Agraria, , ai laboratori di microscopia elettronica, al Centro Grandi Attrezzature, etc.
Questo forte legame al mondo della ricerca costituisce il punto di forza principale del corso, che ha le potenzialità di richiamare studenti interessati anche
da altre regioni e dall'estero. A quest'ultimo fine, il corso ha partecipato a proposte di master internazionali (Erasmus Master Mundus) che ad oggi non
hanno però trovato finanziamento. In ogni caso il CdLM promuove costantemente l'uso della lingua inglese nei materiali didattici, nella stesura delle tesi di
laurea e nel tutoraggio di attività di mobilità internazionale, anche per lo svolgimento della tesi di laurea. Il Consiglio di CdLM sta valutando con motivata
attenzione la possibilità di inserire nel manifesto insegnamenti impartiti in lingua inglese.
I punti di debolezza del corso hanno trovato ampia disamina nel Rapporto di Riesame (http://www.dafne.unitus.it/web/interna.asp?idPag=8096) in cui sono
anche state articolate le proposte correttive che si intende adottare. Per citare la principale criticità, il Corso soffre di una numerosità di iscritti non elevata
(comunque superiore ai minimi ministeriali) per incrementare la quale ci si propone di aumentare la visibilità in interno ed esterno con la partecipazione ad
eventi di promozione e la apertura di un curriculum Biotecnologie agrarie in seno alla laurea triennale in Scienze Agrarie e Ambientali.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Il territorio della provincia di Viterbo, così come quello della Regione Lazio, presenta potenzialità ad oggi espresse solo in parte per lo sviluppo di attività
legate al mondo agricolo che possono costituire occasioni occupazionali per il laureato in classe LM7. Tra queste, i citati Centri di ricerca di multinazionali
sementiere ed alcune realtà vivaistiche di rilievo che hanno trovato localizzazione in virtù della vocazione all'ortofloricoltura intensiva del territorio e della
posizione geografica favorevole ai contatti internazionali. Anche il comparto della zootecnia, adeguatamente rappresentato nell'ambito territoriale di
riferimento, rappresenta una potenzialità d'impiego per i laureati in classe LM7, specialmente se si considerano anche le relative filiere agro-industriali
(filiera lattiero-casearia, filiera della carne e derivati, filiera delle uova e derivati) sebbene la criticità del quadro economico/congiunturale, penalizzante per
il settore, rappresenta un vincolo significativo per la specializzazione e l'affermazione delle aziende operanti nel settore medesimo con riflessi d'incertezza
sotto il profilo impiegatizio di medio-lungo periodo.
In relazione al contatto con il sistema delle professioni, i docenti del CdLM BioSiQu sono impegnati nella divulgazione delle possibilità di accesso dei
laureati in Biotecnologie Agrarie agli albi professionali dei Dottori Agronomi e Forestali e dei Biologi previo superamento dell'esame di stato. Parimenti
viene presentata la possibilità di equipollenza della laurea in classe LM7 con quella in Biologia (LM6) che determina un aumento effettivo di sbocchi
professionali, includendo le occupazioni nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale.
Infine il CdLM BioSiQu prepara in modo idoneo all'ingresso al terzo livello degli studi universitari (Dottorato di ricerca), un'attività intrapresa da un numero
elevato dei nostri laureati. I laboratori del DAFNE, nonché le convenzioni in atto con i centri di ricerca pubblica regionali (CNR, ENEA CRA) costituiscono
un'offerta di eccellenza anche in questo campo.
Corso di Studi: "Scienze agrarie e ambientali" [id=1313170]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Sul sito del DAFNE http://www.dafne.unitus.it/web/interna.asp?idPag=3438 sono presenti i link per anno con le aziende convenzionate per l'attività di
tirocinio: risultano in complesso 90 aziende che testimoniano il buon radicamento nel territorio del CdS. Gli obiettivi formativi del corso sono coerenti con
quanto richiesto dal mondo del lavoro, in particolar modo con quello delle professioni. Le risorse di docenza risultano adeguate.
Documenti: Rapporto Generale di Riesame SAA/LM 2013 disponibile al link http://www.dafne.unitus.it/web/interna.asp?idPag=8095
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Punti di forza:
-corpo docente efficace e idoneo
-gradimento delle docenze e del corso dai questionari studenteschi e dai dati ALMALAUREA
-corso storicamente tradizionale delle facoltà di agraria con ordinamento abbastanza collaudato e stabilito
-grande occupazione dei laureati magistrali ad I e III anni dalla laurea (dati ALMALAUREA)
Punti di debolezza:
-numero basso di iscrizioni al I anno nell'anno accademico 2012-2013
Documenti: Rapporto Generale di Riesame SAA/LM 2013 disponibile al link http://www.dafne.unitus.it/web/interna.asp?idPag=8095
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Il titolo del punto 3. è incomprensibile per chi scrive, essendo abituato ad uno spazio fisico quadridimensionale (lo spazio-tempo) in cui risulta difficile
trovare collocazione per un più ampio spazio sociale: tale spazio "più ampio" è ubicato nello spazio fisico o è un extra-spazio? Nelle difficoltà di trovare
soluzione a tale quesito, che non trova risposta neanche nelle FAQ consultate nei siti ufficiali, si prova comunque con una risposta.
Le opportunità e i rischi sono molti in tutti gli spazi e sono tutti in corso di individuazione e censimento.
Documenti: Rapporto Generale di Riesame SAA/LM 2013 disponibile al link http://www.dafne.unitus.it/web/interna.asp?idPag=8095
Corso di Studi: "Sicurezza e qualità agroalimentare" [id=1317801]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il CdS in Sicurezza e Qualità Agroalimentare (LM-70) è attivo presso l'Università della Tuscia da alcuni anni ed è conosciuto nel territorio provinciale e
regionale sia tra i soggetti istituzionali che tra gli ordini professionali di riferimento (Tecnologi Alimentari e Agronomi). L'attrattività del corso è evidenziata
da un numero significativo di iscritti provenienti da altri Dipartimenti dell'Ateneo della Tuscia o da altri Atenei. La modifica dell'ordinamento didattico nell'AA
2012-13, combinata con l'abolizione di curricula rigidi e l'inserimento di insegnamenti professionalizzanti a scelta, ha aumentato la coerenza degli obiettivi
formativi con le esigenze formative del sistema professionale di riferimento. Il CdS ha risorse di docenza, risorse tecnico-amministrative e dotazioni
infrastrutturali e tecnologiche (aule, laboratori didattici, laboratori per tesi) adeguate.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Punto di forza del CdS in Sicurezza e Qualità Agroalimentare (LM-70) è la presenza di profili formativi che consentono allo studente di completare il
percorso di studio in base ai propri interessi culturali e professionali. Al momento, non sono state evidenziate criticità di particolare rilievo, ma sono state
avviate iniziative per rafforzare la dimensione europea e il rapporto con il mondo del lavoro e delle professioni.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Il laureato magistrale in Sicurezza e Qualità Agroalimentare, grazie alla sua formazione interdisciplinare e ad una visione completa delle attività e delle
problematiche degli alimenti e delle bevande dalla loro produzione al consumo (dal campo alla tavola), può intervenire in modo mirato ed efficace, a
beneficio di Istituzioni, Imprese e Consumatori, per soddisfare la richiesta crescente di alimenti sani e di qualità e rafforzare la competitività di un territorio
a forte vocazione agroalimentare come la provincia di Viterbo.
Corso di Studi: "Conservazione e restauro dell'ambiente forestale e difesa del suolo" [id=1313172]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dell'Ambiente Forestale e Difesa del Suolo (di seguito CRAFDS) si pone l'obiettivo di specializzare il
laureato di primo livello nei settori della conservazione ambientale e della riqualificazione o restauro degli ambiti degradati, sia nella componente biologica
che in quella fisica. La peculiarità del corso risiede nell'innesto di una adeguata preparazione in campo bio-ecologico e geologico-ingegneristico su una
solida base di conoscenze e competenze di carattere propriamente forestale con un occhio particolarmente attento alla pianificazione ed alla
progettazione. Il corso si rivolge a coloro che vogliono acquisire conoscenze avanzate per operare, a livello dirigenziale e di coordinamento, nel settore
della difesa del suolo, delle progettazioni forestali e della conservazione della biodiversità e del paesaggio, anche mediante approcci biotecnologici, o che
intendono orientare la loro attività professionale verso settori innovativi dove è necessaria una conoscenza approfondita dei fenomeni di evoluzione
geomorfologica del territorio e dei connessi sistemi forestali nonché dei meccanismi biologici e dei processi ecologici che presiedono alla diversità degli
ecosistemi. Tali competenze vengono acquisite durante il percorso di studio anche attraverso attività pratiche affrontate in specifici laboratori e
esercitazioni di campo. La formazione è completata con periodi di istruzione in ambiente alpino ed appenninico e con i programmi di mobilità studentesca
(Erasmus, tirocini e stage presso aziende ed imprese italiane e straniere).
CRAFDS è l'unico corso di laurea magistrale con tali connotati presente nella stessa classe, non solo a Viterbo, dove rappresenta l'offerta formativa
specialistica più avanzata nello specifico campo della conservazione e restauro ambientale e paesaggistico, ma anche a livello nazionale come facilmente
deducibile dal confronto tra i programmi di studio.
D'altra parte, per la formulazione definitiva di questo processo formativo è stata data estrema importanza a quanto scaturito dai periodici tavoli o confronti
tecnici con rappresentanti di categoria e istituzioni del settore (Ordini degli Agronomi e forestali e dei Geologi, della Regione Lazio, APAT, Autorità di
bacino del Tevere, Associazioni ambientaliste, Parchi nazionali, Corpo Forestale dello Stato) rendendo operativo quanto emerso dalle discussioni. I giudizi
su questo corso di laurea magistrale sono stati tutti ampiamente positivi sia per la sua unicità, in termini di obiettivi e contenuti, nel panorama delle facoltà
di Agraria (e non solo), sia per la struttura proposta. Pertanto, gli obiettivi di apprendimento sono congruenti con il sistema dei descrittori europei e
certamente del tutto coerenti con le esigenze formative del sistema professionale (nel nostro caso quello dei dottori agronomi e forestali).
Sulla base della esperienza maturata, il corso si presenta quindi con un processo formativo opportunamente sviluppato, migliorato ed adeguato in base ai
requisiti della normativa vigente. Anche l'informativa circa la prosecuzione degli studi (master e dottorati di ricerca) e l'individuazione degli sbocchi
professionali è curata con attenzione. Con riferimento alle prospettive occupazionali, il laureato CRAFDS può trovare collocazione lavorativa in varie
strutture ed apparati statali, come il Corpo Forestale dello Stato, oppure presso le Regioni, le Province, le Comunità Montane, i Comuni, gli Enti Parco, le
Riserve naturali, le Società di ingegneria e di progettazione ambientale e presso Società ed Enti che operano nel settore forestale e della conservazione
ambientale. I laureati magistrali possono, inoltre, collaborare alle attività delle Associazioni ambientaliste anche con riferimento al settore della
divulgazione ambientale; altro sbocco occupazionale rilevante è quello dell'attività libero professionale, in quanto il laureato magistrale CRAFDS può
accedere all'Albo Professionale dei Dottori Agronomi e Forestali.
Per questi fondamentali motivi, negli anni il corso di laurea magistrale CRAFDS, articolato in curricula, ha visto progressivamente aumentare il numero
delle immatricolazioni, fino a diventare il primo tra i corsi di laurea magistrale a carattere scientifico offerti dall'Ateneo viterbese, insieme con un
soddisfacente gradimento da parte degli iscritti. Allo stesso tempo è andato radicandosi sul territorio come dimostrato dalle varie iniziative a carattere
divulgativo (conferenze, mostre, ecc.) che lo hanno visto coinvolto, dalla partecipazione (con gli studenti) a vari progetti cui è stato chiamato a collaborare
(riqualificazione di un settore del Golf Club di Roma, dei Giardini di Villa Borghese, del Parco pubblico di Viterbo, ecc.), ai rapporti allacciati con numerosi
Enti pubblici e privati per lo svolgimento dei tirocini studenteschi. Sul sito del DAFNE http://www.dafne.unitus.it/web/interna.asp?idPag=3438 sono presenti
i link per anno con le aziende convenzionate per l'attività di tirocinio: risultano in complesso 90 aziende che testimoniano il buon radicamento nel territorio
del CdS.
Infine, va sottolineato che il CdS può contare su risorse di docenza adeguate sia sul piano numerico globale (10 docenti incardinati nel 2012-13) che su
quello della coerenza tra l'offerta formativa proposta e la specializzazione (SSD) dei docenti coinvolti. Anche sul piano della competenza specifica,
testimoniata della produzione scientifica, il corpo docente di CRAFDS risulta di buon livello con un forte grado di accoppiamento tra argomenti proposti nei
programmi di insegnamento e ricerca svolta dai singoli docenti.
Anche il personale tecnico e amministrativo del DAFNE fornisce un adeguato supporto allo svolgimento delle attività didattiche del corso.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Punti di forza:
Il principale punto di forza della proposta è dato da un originale percorso di specializzazione ideato per consentire un più facile e rapido inserimento del
laureato nel mondo del lavoro. Ne deriva che l'attrattività del corso è sempre stata buona e soddisfacente a livello nazionale e locale. Per l'anno
accademico 2012-2013 il numero degli studenti iscritti al primo anno è pari a 31, confermando l'interesse che il corso di laurea sta riscuotendo, come si
evince dall'incremento continuo di iscritti negli ultimi anni (8 iscritti nel 2005-06, 10 nel 2006-07 e 2007-08, 13 nel 2008-09, 12 nel 2009-10, 18 nel 2010-11
e 22 nel 2011-12).
La maggior parte di essi proviene dai corsi triennali di Scienze Forestali, per quanto non manchino studenti provenienti da altre lauree come Scienze
Geologiche, Scienze Naturali, Scienze Ambientali, Architettura e Matematica; gli Atenei di provenienza sono: Tuscia, La Sapienza, Firenze, Camerino,
Perugia, Palermo e Università Politecnica delle Marche. A questi vanno aggiunti studenti di nazionalità estera (dalla Georgia e dalla Bulgaria). Riguardo la
residenza, la maggior parte degli studenti proviene da Viterbo, ma non mancano studenti di Roma, Teramo, Terni, L'Aquila, Latina, Bari, Lecce, Rieti,
Macerata, Agrigento, Frosinone, Perugia, Pescara, a testimonianza di un interesse diffuso verso il corso di laurea che investe non solo il territorio locale,
ma esercita attrazione anche verso ambiti geografici più o meno lontani e, soprattutto, serviti da altri corsi di laurea magistrale della stessa classe.
Va anche sottolineato che i risultati della verifica della preparazione personale all'ingresso sono stati tutti soddisfacenti, pur considerando l'eterogeneità
delle lauree triennali possedute dagli studenti, il che avvalora il fatto che trattasi di studenti particolarmente qualificati e motivati. Ne è data conferma dal
voto medio conseguito alla laurea triennale che è pari a 102,3. Gli studenti risultano equamente ripartiti tra i due sessi.
Altri punti di forza di CRAFDS sono quelli già citati nel paragrafo 1:
- la numerosità, la disponibilità e la qualificazione del corpo docente, per la stragrande maggioranza di ruolo;
- il radicamento con il territorio e con le istituzioni nazionali e locali;
- il collegamento tra ricerca e didattica: molti docenti hanno una ottima collocazione a livello nazionale ed internazionale e sono coinvolti in progetti di
ricerca europei.
Punti di debolezza:
Dai dati in possesso non si ritiene che sussistano problemi rilevanti, quali ad esempio trend negativi nelle iscrizioni. Per contro, la maggiore problematicità
del corso risiede nel mantenere un congruo ed elevato numero di iscritti e di mantenere gli attuali tempi di laureabilità. Infatti, nell'ultimo anno accademico,
1 studente ha rinunciato al corso, 1 ha cambiato Dipartimento e 4 hanno abbandonato gli studi. Peraltro, si tratta di studenti lavoratori residenti fuori
Viterbo e perciò, sebbene il numero di studenti che non proseguono negli studi possa sembrare alto, il problema va inquadrato nella difficoltà di coniugare
l'attività lavorativa con gli studi universitari nonché nell'attuale situazione economica del Paese. Tale problematica può essere affrontata tramite azioni di
tutorato e sostegno agli studenti.
Non si segnalano particolari criticità riguardo a calendari e orari. Le infrastrutture (aule, laboratori, aule informatiche, sale studio, biblioteche) sembrano al
momento adeguate. Per i servizi di contesto quali assistenza per lo svolgimento di periodi di formazione all'estero e assistenza e accordi per la mobilità
internazionale degli studenti, le condizioni attuali sono, a giudizio degli studenti, più che soddisfacenti. Maggiori sforzi vanno comunque profusi nelle
attività di orientamento in ingresso e tutorato in itinere, assistenza per tirocini e stage e accompagnamento al lavoro. Infine, va considerata una qualche
difficoltà da parte degli studenti nell'acquisire CFU nei tempi previsti (46 CFU nell'anno solare 2011, solo 29 nel 2012), ma si evidenzia, allo stesso tempo,
come studenti lavoratori e/o provenienti da lauree triennali poco simili alla classe LM-73 soffrano in maniera maggiore rispetto ai loro colleghi che si sono
laureati in scienze forestali. D'altra parte, va sottolineato l'impegno con cui gli studenti affrontano gli esami di profitto, testimoniato da un voto medio pari a
27.8 con una deviazione standard di 2.7. In ogni caso, nel tentativo di superare il problema si è cercato di sensibilizzare i docenti, soprattutto quelli del
primo anno, ad accompagnare gli studenti fino all'esame:
- fornendo materiale didattico efficace in anticipo
- chiarendo e semplificando le modalità di esame
- cercando di intervenire con programmi snelli e sostenibili nei CFU complessivi della materia.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Le relazioni con il territorio offrono certamente diverse opportunità in ambito regionale e nazionale. Le collaborazioni con Istituzioni, Enti e aziende sono
numerose e il rapporto con le stesse verrà presumibilmente incrementato dall'ultima iniziativa del corso di laurea. Infatti, nell'anno 2012 è stata fondata la
Società Italiana di Restauro Forestale (SIRF) proprio allo scopo di presentare in maniera efficace al mondo del lavoro i giovani laureati CRAFDS e fornire
loro una chiara etichetta di riconoscibilità e appartenenza. Allo stesso tempo va prestata particolare attenzione allo scenario internazionale e, in tal senso,
è da considerare altamente positiva l'elevata quota di studenti CRAFDS che sono già andati all'estero o hanno fatto domanda per recarvisi nell'ambito del
programma Erasmus. Pertanto, stante una situazione attualmente difficile nel mondo del lavoro, in particolare per quanto riguarda l'inserimento dei
neolaureati sul territorio nazionale, saranno maggiormente incrementati gli sforzi per esplorare la possibilità di favorire la mobilità internazionale
(placement) in modo da rendere gli studenti pronti a competere con un mercato più ampio di quello domestico.
Finora il CdS ha tentato di favorire l'occupabilità dei propri laureati tramite contatti diretti con i rappresentanti del mondo del lavoro quali enti ed imprese,
ma si ritiene prioritaria la tempestiva individuazione e raccolta di offerte di lavoro tramite appositi strumenti informatici. Tali offerte di lavoro saranno
pubblicate sui siti di CdS e Dipartimento. In tal senso va anche stimolato l'uso dello strumento Job placement di Ateneo per una migliore connessione con
il mondo del lavoro.
Comunque, per quanto riguarda l'occupazione dei laureati sono state esaminate le statistiche di ingresso dei laureati nel mercato del lavoro: dati di
Almalaurea indicano come il tasso di occupazione a 1 anno dalla laurea sia pari al 67% e a 3 anni dalla laurea pari all'80%, testimoniando una buona
riuscita da parte degli studenti i quali dichiarano di aver tratto miglioramento nel proprio lavoro grazie alla laurea conseguita. In effetti, dai dati relativi
all'anno accademico 2011-12, disponibili sulla piattaforma multimediale di Ateneo, risulta una soddisfazione media da parte degli studenti nei confronti di
CRAFDS pari all'80% (considerato il corso di laurea nel suo complesso) con un range tra il 50% e il 94% (relativamente ai singoli insegnamenti). Meno
positivo appare il giudizio dei laureati espresso su Almalaurea: ad 1 anno dalla laurea la soddisfazione degli studenti nell'ambito del lavoro svolto,
relativamente all'efficacia della laurea conseguita, è pari a 33%, mentre a 3 anni dalla laurea è pari al 50%. Si segnala tuttavia che il campione di
intervistati è estremamente ridotto (6 unità). Perciò, va valutata approfonditamente la coerenza, apparentemente limitata, tra i dati forniti da Almalaurea
relativi all'occupazione dei laureati, il miglioramento della propria condizione lavorativa e il grado di soddisfazione dei laureati stessi nei confronti del titolo
di studio conseguito.
Corso di Studi: "Scienze Forestali e Ambientali" [id=1313171]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
"Il corso di laurea magistrale in Scienze Forestali e Ambientali nella sua struttura attuale è il risultato degli adeguamenti alle riforme del sistema
universitario, dell'omonimo corso esistente da quasi venti anni presso questo Ateneo. Il radicamento nel territorio si è quindi sviluppato a molteplici livelli,
anche perchè per molti anni è stato l'unico corso forestale attivo nella Regione Lazio. L'Università degli Studi della Tuscia è da ormai più di venti anni,
sede di esame di Stato per l'accesso all'ordine professionale dei dottori agronomi e forestali. L'incontro regolare e il lavoro congiunto con i rappresentanti
dell'Ordine professionale, ha consentito di stabilire rapporti solidi che hanno prodotto un ottimo inserimento dei neo-lauerati nel mondo della libera
professione. Ulteriore elemento di raccordo con le realtà territoriali è dato dall'elevato numero di convenzioni per il tirocinio, con studi di professionisti, Enti
e amministrazioni pubbliche. Considerato che il bacino di provenienza degli studenti è storicamente sovraregionale, numerosi accordi per tirocini sono stati
stipulati anche con realtà delle Regioni limitrofe. Infine, la preparazione di tesi spesso basati su analisi in bosco, ha consentito agli studenti e al corso di
stabilire una vasta rete di conoscenze con la realtà territoriale.
La struttura del corso ha mantenuto nel tempo l'aderenza al sistema formativo multidisciplinare che caratterizza storicamente la formazione
forestale-ambientale, anche se nella nuova configurazione magistrale è stato dato nuovo sviluppo ad attività formative relative ai settori di più recente
sviluppo. Il corso si presenta quindi con la duplice caratteristica di continuità con il corso di I livello, andando a completare la formazione
forestale-ambientale necessaria ad operare al livello professionale seniores e al contempo come strumento di riqualificazione da percorsi di I livello
sempre di area scientifico-ambientale.
La docenza è per la quasi totalità garantita con docenti di ruolo dell'Ateneo, rivolgendosi all'esterno per attivare insegnamenti riferibili a nuovi settori
innovativi, specialistici e professionalizzanti. Tali insegnamenti sono stati spesso offerti come ulteriori attività a scelta degli studenti.
Notevole è l'attività di ricerca nel settore forestale dei docenti del corso, anche grazie ad una ricca dotazione strumentale e di laboratori disponibili per lo
sviluppo delle tesi."
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
"Tra i punti di forza caratterizzanti il corso di laurea magistrale in Scienze Forestali e Ambientali è sicuramente da considerare l'assenza di fenomeni di
abbandono, fra gli studenti iscritti, dimostrando una forte caratterizzazione della scelta e dell'offerta didattica.
Punto di debolezza una ridotta numerosità degli iscritti, conseguenza anche di una scarsa mobilità degli studenti sul piano nazionale (la percentuale degli
studenti provenienti da altre università è molto ridotta). Il problema della numerosità è stato comunque affrontato con l'internazionalizzazione del corso,
creando un curiculum in lingua inglese grazie al programma ERASMUS MUNDUS."
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
La crescente centralità delle foreste nella gestione della qualità ambientale, rappresenta un'opportunità per l'ulteriore affermarsi di figure professionali
capaci di analizzare ed agire nella complessità territoriale quali il laureato magistrale forestale-ambientale. Nuove opportunità emergno nel campo della
selvicoltura urbana e più in generale nella progettazione gestione del verde urbano. In quell'ambito la sovrapposizione di diverse figure professionali,
senza il pieno riconoscimento reciproco, rischia spesso di non arrivare al conseguimento di risultati di qualità adeguata.
Corso di Studi: "Ingegneria industriale" [id=1317786]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
"Il corso di laurea in Ingegneria Industriale è un corso a programmazione locale con un numero programmato di accessi pari a 150. Prima dell'inizio di ogni
anno accademico viene indetto un concorso pubblico per l'ammissione al corso di Laurea, che consiste nella somministrazione di un test selettivo a
risposta multipla per consentire la valutazione di una preparazione di base in logica, matematica, fisica e chimica.
Il Corso di Laurea in Ingegneria Industriale nasce come risposta alle esigenze di un territorio ricco di realtà industriali sia di tipo manifatturiero, che dei
servizi. La meccanica, in particolare, rappresenta sia nel territorio limitrofo che nell'intero Paese una elevata percentuale della produzione industriale.
La molteplicità dei settori che richiedono le competenze di un Ingegnere Industriale, ha consigliato di rendere possibile la diversificazione e
l'approfondimento della preparazione degli allievi nei campi della meccanica, dell'energia e dei materiali.
Il corso di studi di Ingegneria Industriale è quindi impostato in modo da consentire allo studente di acquisire conoscenza e comprensione approfondite
nelle materie scientifiche di base e la capacità di applicare tali conoscenze per la comprensione dei concetti tipici delle scienze nell'area dell'ingegneria
industriale, con particolare riguardo ai settori della meccanica e dell'energia. L'obiettivo è quello di consentire al laureato di interpretare, analizzare e
risolvere i problemi tipici dell'ingegneria industriale.
Le conoscenze e capacità di comprensione di base sono conseguite attraverso i corsi negli ambiti della matematica, dell'analisi numerica, della fisica
generale e della chimica. Le tematiche tipiche dell'ingegneria industriale sono acquisite attraverso attività formative caratteristiche dell'ingegneria
meccanica, energetica e dei materiali, con numerosi corsi anche nel settore economico-gestionale. Il percorso formativo comprende la partecipazione a
lezioni frontali, esercitazioni e seminari, lo studio personale, anche guidato attraverso attività di tutoraggio e il costante e continuo colloquio con i docenti, e
lo studio indipendente. Gli studenti possono usufruire di libri di testo, di dispense, di supporti multimediali, di costanti e continui colloqui con i docenti
secondo un appropriato orario di ricevimento. La verifica dell'apprendimento avviene prevalentemente attraverso lo svolgimento di test, prove d'esame
scritte e/o orali.
All'atto dell'apertura del corso di laurea sono stati coinvolti nella consultazione l'Ordine degli Ingegneri di Viterbo, Federlazio Viterbo, Confindustria Viterbo,
la Camera di Commercio di Viterbo e un imprenditore del territorio. Il radicamento nel territorio sta proseguendo attraverso le attività di orientamento nelle
scuole superiori di tutta la provincia e delle province limitrofe, anche attraverso l'organizzazione di visite in ateneo per far conoscere le strutture e, su
richiesta, l'erogazione di esercitazioni di laboratorio e lezioni.
Per facilitare il contatto con le imprese e il mondo del lavoro, si intende puntare molto su cicli di seminari tenuti da personalità del mondo industriale e
scientifico e su stage e tirocini presso stabilimenti industriali, enti pubblici, centri di ricerca, aziende nel settore terziario e commerciale.
Già nel I anno di corso sono stati organizzati cicli di seminari, convegni e workshop su tematiche tipiche dell'ingegneria industriale e alla presenza di
personalità scientifiche e dell'imprenditoria.
Attualmente sono incardinati 13 docenti nel corso di laurea, di cui 9 in materie di base e affini, con una numerosità superiore alla minima richiesta dalle
normative. L'elevato rapporto docenti/studenti è garantito anche per i prossimi anni accademici dal numero programmato di 150 matricole.
Per quanto riguarda il personale amministrativo, oltre ad una risorsa di personale espressamente dedicata al corso di studio, con compiti per la qualità, e
al docente responsabile del coordinamento del corso, alcune attività amministrative sono gestite collegialmente dal dipartimento.
"
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
"I punti di forza del corso in Ingegneria Industriale sono:
1. contenuti del corso coerenti con le esigenze di un territorio ricco di realtà industriali sia di tipo manifatturiero, che dei servizi;
2. contenuti delle materie compatibili con gli obiettivi formativi e sviluppati in modo armonico;
3. coordinamento tra i docenti per armonizzare i contenuti ed evitare sovrapposizioni di argomenti;
4. elevato rapporto docenti/studenti che consente un rapporto diretto con i docenti, con i quali gli studenti si possono relazionare in modo efficace e
costruttivo;
5. stretto rapporto con il sistema imprenditoriale e con il mondo della ricerca;
6. elevata attrattività considerato che l'elevato numero di iscritti già al primo anno di attivazione del corso di laurea, dal numero di studenti iscritti
provenienti da altre università (allegato B) e dal fatto che è' l'unico corso di laurea in ingegneria del nord della regione Lazio, in grado perciò di intercettare
una vasta e popolosa area geografica;
7. soddisfazione degli studenti per didattica erogata (allegato D) e preparazione;
8. soddisfazione degli studenti per l'adeguatezza delle strutture e delle aule (allegato B).
I punti di debolezza del corso in Ingegneria Industriale sono:
1. Preparazione in ingresso non omogenea, come risulta dai risultati del test di ingresso (allegato C) per il numero programmato che ha rivelato carenze
nelle materie scientifiche di base; in vista del prossimo anno accademico si stanno organizzando lezioni e sessioni di prova di test di ammissione da
erogare nelle scuole o presso la nostra sede. Saranno confermati i precorsi in matematica e inglese;
2. Scarsa attrattività per studenti da fuori provincia (allegato B) per la quale abbiamo intensificato le attività di orientamento e di promozione del corso di
laurea, attraverso l'impegno diretto dei docenti, per fornire spiegazioni ed erogare lezioni agli studenti dell'ultimo anno delle scuole medie superiori;
3. Difficoltà nell'affrontare gli esami di profitto del I anno a causa della complessità delle materie, fisiologica nelle materie di base di ingegneria, e del
cambio di metodo di studio imposto dal passaggio dalla scuola media superiore all'università. Per questo si è deciso di istituire nel II semestre dei corsi di
recupero di 20 ore complessive, ovviamente al di fuori degli orari dei corsi istituzionali del II semestre. Si è inoltre deciso di intensificare l'uso di strumenti
di valutazione/autovalutazione intercorso attraverso esercitazioni e compiti a casa.
"
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
"OPPORTUNITA'
Attrattività - Il corso di ingegneria industriale dell'Università della Tuscia è' l'unico corso di laurea in ingegneria del nord della regione Lazio, in grado perciò
di intercettare una vasta e popolosa area geografica, caratterizzata anche da un significativo tessuto industriale. Occorre puntare ad una maggiore
divulgazione dei punti di forza che caratterizzano il corso di laurea e mettendo in atto azioni correttive tese al superamento delle criticità del corso.
Potenziamento dei rapporto con le imprese sul territorio nazionale e non solo locale - Può essere rafforzato il rapporto con le imprese a livello nazionale,
valorizzando le caratteristiche di specificità e attrattività del corso e sfruttando i contatti che i docenti hanno con il mondo imprenditoriale attraverso la loro
attività di ricerca, che nello specifico dell'ingegneria industriale è spesso condotta in collaborazione con l'industria.
RISCHI
Limiti nei rapporti con le imprese - E' necessario verificare frequentemente i contenuti del corso di laurea e aggiornarli anche in funzione delle esigenze del
mondo imprenditoriale. Occorre anche ampliare il bacino di utenza in cui collocare rapporti con le imprese per assicurare un placement efficace.
Iscritti - Occorre estendere le attività di orientamento e di promozione del corso di laurea nei territori fuori provincia, attraverso l'impegno diretto dei
docenti, per fornire spiegazioni ed erogare lezioni agli studenti dell'ultimo anno delle scuole medie superiori, ed il potenziamento del sito web e dei sistemi
di comunicazione a distanza che permettono un orientamento efficace ed economicamente sostenibile.
"
Corso di Studi: "Conservazione dei Beni Culturali" [id=1313164]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
"Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali (laurea interclasse L1-L43)
Il corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali convoglia un'utenza proveniente soprattutto da Viterbo e provincia, il suo naturale bacino, ma
accoglie percentuali significative di studenti residenti nelle provincie di Roma e Terni e da varie parti della Sicilia. Dunque sussiste un interesse per questo
corso che va ben oltre l'area di localizzazione dell'Ateneo. In ogni caso il CCS di concerto con il Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali sta già
promuovendo iniziative volte a potenziare il rapporto con enti, società ed aziende che operano nel territorio nel campo dei beni culturali offrendo ai laureati
un quadro il più possibile aggiornato su queste realtà. Inoltre sono in corso di attivazione due Spin-off che hanno lo scopo di accompagnare i laureati
verso il mondo del lavoro. L'intenzione è di continuare proprio verso questa direzione. Altro fattore trainante sono i molteplici progetti di ricerca svolti dai
singoli docenti nel territorio. In questo caso risulta essenziale la partecipazione degli studenti alle attività di tirocinio. Tali ricerche nascono da strette
collaborazioni con enti pubblici locali, enti ecclesiastici, soprintendenze ed alcune società private. Un coinvolgimento anche in iniziative all'estero, in
particolare con la Turchia, vede il corso di laurea in prima fila nella preparazione degli studenti al lavoro sul campo, palestra essenziale per chi dovrà
operare a livello professionale nei settori dei beni culturali. Il corso di laurea presenta una adeguata coerenza nell'impianto generale dell'offerta formativa,
puntando su tre principali percorsi, quello archeologico, storico-artistico e di diagnostica per la conservazione dei beni culturali. Essi sono i principali ambiti
in cui si richiede personale qualificato che operi sui beni culturali, offrendo una formazione da una parte di tipo umanistico, dall'altra di tipo
tecnico-scientifico. Tuttavia non bisogna nascondere il fatto che in Italia i beni culturali, di conseguenza tutto ciò che ruota intorno ad essi, versano in
condizioni difficili, non è quindi un corso di laurea triennale, che ha per obiettivo la formazione culturale e professionale dei giovani, che può proporre
azioni correttive e suggerire rimedi ad un problema generale sull'occupazione in questo settore. Risulta chiaro, però, che il solo titolo di laurea triennale
non è sufficiente a svolgere lavori altamente qualificati, come sono spesso richiesti, nel settore dei beni culturali, tenendo conto che negli ultimi anni le
istituzioni non si sono adeguate al forte rinnovamento che ha visto in prima linea le università nella creazione di due livelli distinti di formazione. Sono
purtroppo ancora pochi i casi nelle strutture pubbliche preposte alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali in cui siano richiesti ruoli intermedi con
titoli di studio triennali. Per questo motivo si ritiene importante il potenziamento di iniziative atte a fidelizzare lo studente verso l'acquisizione di un titolo di
laurea magistrale.
In merito all'adeguatezza delle risorse di docenza e tecnico-amministrative coinvolte nell'andamento del corso di laurea alcune problematiche emerse non
possono esser disgiunte dal percorso della ex-Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali oggi Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali in quanto tutti i
docenti del corso di laurea coincidono con quelli del Dipartimento. Dal novembre 2008 ad aprile 2013, soprattutto per pensionamento, quasi un terzo dei
docenti non è più in ruolo. Tuttavia la riduzione drastica del personale docente e la riorganizzazione, in minor misura, di quello tecnico-amministrativo, non
ha alterato la qualità dei servizi e dell'offerta didattica, ma ha necessariamente reso meno articolata la proposta formativa. Se confrontato con gli altri
atenei statali del Lazio, questo corso di laurea risulta tra quelli con un itinerario più strettamente coerente alla formazione di operatori nel settore dei beni
culturali, rispetto ad altri con percorsi più generalisti.
Le dieci aule disponibili per la didattica e le lezioni frontali, i tre laboratori rispettivamente di Informatica, di Diagnostica per la Conservazione il restauro, e
quello Fotografico e di registrazione e documentazione grafica, rappresentano dotazioni importanti che, fino ad ora, sono risultate adeguate a svolgere il
volume di attività richiesta. La biblioteca unificata di dipartimento consta ormai di quasi 40.000 volume e 109 sono le postazioni per la lettura, cui si
aggiungono 20 posti nella sala studenti. Gli orari di apertura di queste strutture durante la settimana è molto ampia rendendo le sale studio sempre ben
frequentate. Per gli iscritti al corso di laurea i servizi e le infrastrutture accompagnano in modo confortevole la vita dello studente.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
"I punti di forza riguardano soprattutto il fatto che gli studenti di questo corso di laurea risultino ben preparati con una media complessiva di voto alta. Tra i
laureati questa caratteristica si riflette sulle capacità di adattamento a varie situazione lavorative, spesso però non pertinenti al proprio percorso di studio. Il
maggiore punto di debolezza sta nel fatto che la laurea triennale diventa meno appetibile se non seguita da una laurea magistrale. La maggior parte degli
studenti intervistati (dati Almalaurea) vedono infatti la triennale il primo naturale livello del proprio percorso formativo che dovrà proseguire con la laurea
magistrale. La laurea di primo livello viene considerata, dunque, non come un punto di arrivo per l'inizio di una propria attività lavorativa, ma un momento
intermedio. Le condizioni in cui versano tutte le istituzioni rivolte alla gestione, tutela e valorizzazione dei beni culturali, aggrava questa situazione. Il veder
proiettano non più a medio, ma a lungo termine il proprio percorso di studi, scoraggia molti giovani ad iscriversi al corso di laurea.
Non c'è dubbio che i due punti critici riguardano: il numero complessivo degli immatricolati e il problema della non iscrizione agli anni successivi. Per
promuovere il corso di laurea negli AA 2011-2012 e 2012-2013 l'attività di orientamento è stata potenziata contattando tramite posta elettronica e
telefonicamente tutte le scuole di Viterbo e provincia e quelle di Terni, nonché varie scuole di Roma dalle quali notoriamente provengono studenti iscritti al
corso. In 20 di esse è stata svolta una intensa attività di orientamento attraverso seminari e lezioni presso le scuole stesse e presso la sede del
Dipartimento, il quale ha partecipato a 6 eventi nazionali di orientamento. In merito al rischio abbandoni il CCS, di concerto con il CD e la segreteria di
Dipartimento, ha contattato tramite e-mail singolarmente moltissimi studenti. Già lo scorso anno accademico sullo stato degli abbandoni si è iniziata un'
azione di monitoraggio, che prevediamo di effettuare costantemente per intervenire in modo adeguato. Allo stesso tempo abbiamo potenziato l'attività di
tutoraggio e di servizio agli studenti con un ufficio preposto di servizio accoglienza.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Il giudizio sull'esperienza universitaria da parte dei laureati di primo livello è generalmente positivo e alla domanda se si iscriverebbero di nuovo
all'università allo stesso corso di laurea, la risposta è sì per il 65,9%. Questo orientamento dimostra che il corso riscuote una certa attrattiva. L'origine
sociale dei laureati è suddivisa equamente tra borghesia (22,7%), classe media impiegatizia (27,3%) piccola borghesia (27,3%), classe operaia (22,7%). Il
ramo delle attività economiche in cui questi laureati sono coinvolti comprende consulenze (20%), commercio (20%) o altri servizi (26,6%), istruzione e
ricerca (13,3%). In genere il lavoro svolto ha poca coerenza con gli studi e nella maggior parte dei casi non viene richiesto il titolo di studi universitario.
Anche se emerge chiaramente che i lavori svolti sono del tutto diversi dalle competenze acquisite con la laurea, il tempo intercorso dalla acquisizione del
titolo al reperimento del primo lavoro non risulta mai superiore ai 7 mesi, ma non sempre la ricerca del lavoro avviene appena dopo la laurea, poiché molti
laureati (77,4%) considerano la magistrale come proseguimento naturale della laurea di primo livello. Questi stessi laureati si iscrivono quasi tutti allo
stesso gruppo disciplinare di conseguimento della laurea di primo livello e preferiscono farlo nello stesso ateneo. Ecco perché diventa importante la
fidelizzazione dello studente seguendolo dalla laurea di primo livello a quella magistrale. Che la laurea triennale non sia sufficiente per lavorare in forma
stabile nei settori dei beni culturali è percepito chiaramente dagli studenti, pertanto la possibilità di attivazione di Spin-off avrebbe lo scopo di
accompagnare i laureati verso il mondo del lavoro ma in ambiti più attinenti al loro percorso di studio, non trascurando il fatto di favorire i contatti con
società di settore già operanti nel territorio.
Corso di Studi: "Scienze umanistiche " [id=1317755]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Nato come trasformazione del CdL in Lettere moderne (cl. V, ex 509), attivo dal 2003, il CdL in Scienze umanistiche (Lettere, L 10) prosegue una
esperienza maturata negli anni e si avvale di un radicamento sostanziale nel territorio della Tuscia. Particolarmente intensi sono i legami con le istituzioni
scolastiche di Viterbo e della Provincia, e numerosi sono i rapporti con istituzioni e associazioni culturali e professionali di riferimento. Il passaggio da un
ordinamento all'altro ha permesso il superamento di alcuni degli aspetti critici evidenziati negli anni inziali di attività; le ulteriori modifiche (a.a. 2012-13) in
termini di articolazione e l'inserimento di nuove discipline hanno permesso di soddisfare meglio le vocazioni interdisciplinari nell'ambito delle lettere e di
rendere più coerenti gli obiettivi dichiarati con le esigenze formative del sistema professionale di riferimento. Le risorse di docenza e
tecnico-amministrative e le dotazioni infrastrutturali risultano sufficientemente adeguate.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Un punto di forza del CdL in Scienze umanistiche è la sua articolazione in curricula, utile per differenziare una formazione più tradizionale, rivolta agli
studenti che intendono proseguire il loro percorso formativo avendo come obiettivo l'insegnamento, da una formazione maggiomente finalizzata a tutte le
attività lavorative per le quali è richiesta una buona base umanistica e spirito critico (promozione ed organizzazione di attività culturali e artistiche, attività
del turismo, editoria ecc.). Punto di forza del CdL è anche la sua apertura alle specificità del mondo contemporaneo; oltre alle culture europee, è infatti
prevista la possibilità di studiare elementi di base di lingue e culture extraeuropee relative ad aree geopolitiche ed economiche di particolare interesse
strategico. Da segnalare come punto critico è la difficoltà di organizzare la didattica evitando sovrapposizioni di corsi, e questo a causa dell'alto numero di
possibili opzioni per gli studenti. Critico è anche il basso numero di cfu acquisito in media per anno, dovuto in parte all'alto numero di studenti non
frequentanti (studenti lavoratori o adulti).
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
La formazione interdisciplinare del laureato in Scienze umanistiche (Lettere) viene incontro alle esigenze di istituzioni ed enti pubblici e privati del territorio
che promuovono e organizzano attività ed eventi culturali, che operano nel campo dell'editoria (anche multimediale) e nel campo del turismo culturale.
Poiché molti dei laureati del CdL (L V prima e L 10 dopo) sono risultati già attivi nel mercato del lavoro al momento del conseguimento della laurea, ne
consegue che il CdL in Scienze umanistiche ha assunto anche la funzione di contribuire in piccola parte ad un innalzamento del livello qualitativo medio
del personale lavorativo pubblico e privato della Tuscia.
Corso di Studi: "Lingue e culture moderne" [id=1317787]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il Cds della laurea triennale L11 persegue da tempo una politica sinergica di integrazione con le realtà lavorative del territorio, curando con particolare
attenzione relazioni fattive con le istituzioni e i soggetti socio-economici e culturali. I rapporti stretti con tali entità si rivelano importanti per l'inserimento nel
mondo del lavoro dei laureati di questa classe, che acquisiscono le competenze professionali e intellettuali utili all'esercizio della professione di mediatore
linguistico e culturale. Grazie a tale prospettiva, è stato possibile instaurare proficui accordi di collaborazione con enti, istituzioni ed aziende, per le attività
di tirocinio, che permettono agli studenti di valorizzare le competenze acquisite prima ancora della laurea, sperimentando un percorso lavorativo ben
radicato nel territorio della provincia e della regione. Il Cds ha stipulato, fra le altre, convenzioni con l' Archivio di Stato, la Prefettura e la Camera di
Commercio di Viterbo, l' Autorità Portuale di Civitavecchia, vari comuni della Tuscia e delle zone limitrofe, oltre che con alcuni licei cittadini. Importante il
tirocinio istituito con l' USAC (University Studies Abroad Consortium), con l' Ufficio mobilità e Cooperazione internazionale dell' Università della Tuscia e
con una istituzione di alto profilo culturale quale la Società Geografica Italiana. Monitorando attentamente i risultati raggiunti il Cds ha potuto registrare l'
ottima coerenza fra competenze offerte dal sistema universitario e le esigenze formative del sistema professionale. Le risorse di docenza e quelle
tecnico-amministrative sono adeguate agli obiettivi prefissati. Le dotazioni infrastrutturali e tecnologiche dedicate sono migliorabili, ma comunque
ampiamente sufficienti.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
i maggiori punti di forza della laurea triennale L11 si individuano nella costruzione di un percorso formativo professionalizzante che prevede per gli studenti
un orientamento verso tre ambiti lavorativi: il settore turistico, quello dell'industria e del commercio, quello dell'insegnamento e dell'editoria. In modo
particolare, l' approccio interdisciplinare, linguistico, comunicativo e culturale, oltre che informatico ad alto livello, garantisce la completezza di una
preparazione in vista dell' ingresso nel mondo del lavoro sia nel territorio della Tuscia che su quello nazionale.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Nonostante il contesto generale della crisi economica che ha investito il nostro paese, il consolidato interesse sul corso di laurea mostrato dal consistente
numero di immatricolazioni ogni anno, dimostra un significativo interesse verso un percorso formativo che può offrire un ventaglio ampio di applicazioni nel
mondo del lavoro, orientato verso la internazionalizzazione. Considerata la qualità della formazione interdisciplinare e internazionale della L11 i laureati in
Lingue e Culture Moderne possono svolgere attività in settori che richiedono un profilo di professionalità nell'esercizio della mediazione linguistica e
culturale (pubbliche relazioni di enti pubblici e privati, istituzioni culturali in Italia e all'estero, editoria, formazione). Le competenze specialistiche
garantiscono inoltre l' esercizio della professione di addetto alle relazioni pubbliche ed operatore turistico, ambiti particolarmente rilevanti in un territorio
come quello della Tuscia che dovrebbe esplorare e potenziare con maggiore forza le proprie potenzialità turistiche.
Corso di Studi: "Archeologia e Storia dell'arte. Tutela e valorizzazione" [id=1319924]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
"Per consentire lo svolgimento di attività di ricerca, tirocini e collaborazioni di vario tipo,
sono state stipulate negli anni molteplici convenzioni fra il Dipartimento e alcuni Enti,
pubblici, religiosi e privati, finalizzate ad attività di ricerca e di tirocinio formativo.
In primo luogo con la Regione Lazio e le strutture territoriali del Ministero per i Beni
e le Attività Culturali (Soprintendenze archeologiche Galleria Nazionale d'Arte
Moderna di Roma I.C.R , Musei Vaticani I.C.C.R.O.M Rai Archivio Centrale
dello Stato Museo Civico di Viterbo). Dal 1994 a oggi è attivo un cantiere didattico
presso l'area archeologica di Ferento.
Per quanto riguarda gli obiettivi formativi dichiarati dal corso risultano coerenti con le figure professionali sotto indicate:
- archeologi
- storici dell'arte
- esperti d'arte
- conservatori mussali
- ricercatori
"
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
I punti di forza del corso di studi sono individuabili nell'integrazione tra gli insegnamenti disciplinari.
I punti di debolezza sono da individuare nella scarsità di fondi che non consente di attivare esperienze laboratoriali e seminariali ulteriori.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Le opportunità e i rischi sono entrambi strettamente vincolati alla capacità di
assorbimento delle figure professionali relative.
Corso di Studi: "Filologia moderna" [id=1313174]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il Corso di Studi in Filologia moderna (LM 14) è nato dalla trasformazione della laurea specialistica LS16. Il CdS LM 14 è attivo da alcuni anni ed è
conosciuto nel territorio provinciale e regionale tra i soggetti istituzionali legati al mondo della formazione (CSA, scuole di ogni ordine e grado) e tra le
istituzioni deputate alla formazione, alla cultura e alle attività culturali e produttive (Assessorati alla Cultura, all'Istruzione, alle Attività produttive e culturali).
L'attrattività del corso è evidenziata da un numero crescente di iscritti, da trasferimenti da altri Dipartimenti dell'Ateneo della Tuscia o da altri Atenei
nonché da un basso tasso di abbandoni. Il CdS ha risorse di docenza, risorse tecnico-amministrative e dotazioni infrastrutturali e tecnologiche (aule,
laboratori didattici, laboratori per tesi) adeguate.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
I punti di forza del CdS sono due: l'impostazione dell'ordinamento didattico orientato alla concentrazione su materie caratterizzanti e su un congruo
numero di crediti assegnato alla ricerca (20 CFU per la tesi di laurea magistrale) e alle possibilità di orientamento culturale individuale (20 CFU per
Ulteriori Attività formative e 8 CFU per materie a scelta libera). Questa possibilità di curvatura per approfondimenti culturali in linea con il progetto
formativo ha aumentato la coerenza degli obiettivi formativi con le esigenze culturali individuali. Al momento, non sono state evidenziate criticità di
particolare rilievo, ma sono state avviate iniziative per rafforzare la dimensione europea e il rapporto con il mondo del lavoro e delle professioni.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Ai laureandi magistrali in Filologia moderna viene offerta la possibilità di incontro con personalità della cultura e delle professioni nel ciclo di attività
denominato "Nell'Officina di...". Gli studenti fanno esperienze diversificate e sono messi di fronte ai problemi e alle opportunità che si incontrano in diverse
tipologie di lavoro, dalla lessicografia alla redazione di riviste, dal giornalismo televisivo alla ricerca letteraria, storica e filologica. Insieme agli stages il ciclo
di incontri permette di affacciarsi al mondo del lavoro per saggiarne potenzialità e difficoltà sia rispetto all'immediato intorno del territorio viterbese sia
ampliando l'orizzonte geografico e lavorativo.
Corso di Studi: "Lingue e culture per la comunicazione internazionale" [id=1313169]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il Cds della laurea magistrale LM37 si è impegnato fin dall' inizio a stabilire un rapporto per quanto possibile sinergico con il territorio, curando con
particolare attenzione relazioni fattive con le istituzioni, e i soggetti socio-economici e culturali che dovrebbero trovare nei laureati di questa classe le
competenze professionali e intellettuali ad essi utili. Tenendo conto di questa esigenza il Cds ha disegnato un ampio ventaglio di tirocini, attentamente
calibrato e vagliato, che permette agli studenti di valorizzare le competenze acquisite prima ancora della laurea sperimentando un percorso lavorativo ben
radicato nel territorio della provincia e della regione. Il Cds ha stipulato, fra le altre, convenzioni con l' Archivio di Stato, la Prefettura e la Camera di
Commercio di Viterbo, l' Autorità Portuale di Civitavecchia, vari comuni della Tuscia e delle zone limitrofe, oltre che con alcuni licei cittadini. Importante il
tirocinio istituito con l' USAC (University Studies Abroad Consortium), con l' Ufficio mobilità e Cooperazione internazionale dell' Università della Tuscia e
con una istituzione di alto profilo culturale quale la Società Geografica Italiana. Monitorando attentamente i risultati raggiunti il Cds ha potuto registrare l'
ottima coerenza fra competenze offerte dal sistema universitario e le esigenze formative del sistema professionale, Le risorse di docenza e quelle
tecnico-amministrative sono adeguate agli obiettivi prefissati. Le risorse di docenza e quelle tecnico-amministrative sono per il momento adeguate agli
obiettivi prefissati. Le dotazioni infrastrutturali e tecnologiche dedicate sono migliorabili, ma comunque ampiamente sufficienti.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
i maggiori punti di forza della laurea magistrale LM37 si individuano nella costruzione di un articolato percorso formativo che prevede per i laureati la
possibilità di mettere a frutto le competenze acquisite nel biennio. In modo particolare l' approccio interdisciplinare, linguistico, comunicativo e culturale,
oltre che informatico ad alto livello, garantisce la completezza di una preparazione in vista dell' ingresso nel mondo del lavoro sia nel territorio della Tuscia
che su quello nazionale.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Nonostante il contesto generale della crisi economica che ha investito il nostro paese, il radicamento nel territorio della LM37 dovrebbe poter offrire
soddisfacenti opportunità di lavoro. Le opportunità derivano dalle caratteristiche formative indicate al punto 2. Vista la qualità della formazione
interdisciplinare e internazionale della LM37 i laureati in Lingue e Culture per la Comunicazione Internazionale possono svolgere attività in settori che
richiedono un alto profilo di professionalità nell'esercizio delle pubbliche relazioni di enti pubblici e privati e nelle istituzioni culturali in Italia e all'estero, oltre
che nella professione di copywriter nelle società pubblicitarie. Le competenze specialistiche garantiscono inoltre l' ingresso nella professione di traduttore.
Alcune professionalità potrebbero rivelarsi particolarmente utiliin un territorio come quello della Tuscia che dovrebbe promuovere maggiormente le proprie
risorse turistiche
Corso di Studi: "Scienze giuridiche" [id=1317789]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Essendo stato attivato da meno di un anno, il corso di laurea triennale in SCIENZE GIURIDICHE sta ancora sviluppando i rapporti con i soggetti pubblici e
privati attivi nel territorio della Tuscia. Sono già ben strutturati, peraltro, i rapporti: con gli istituti secondari superiori, finalizzati soprattutto all'orientamento
degli studenti; con altri atenei, come quello de La Sapienza, per lo svolgimento di alcune attività di laboratorio giuridico, e con il Consiglio dell'Ordine degli
Avvocati di Viterbo. Il Consiglio del Corso di laurea, peraltro, ha già avviato una serie di iniziative volte a stabilire quanti più rapporti possibile tra corso di
laurea, da un lato, ed enti e imprese, dall'altro, in particolare ai fini della predisposizione di stages per gli studenti. Gli obiettivi formativi dichiarati sono
perfettamente coerenti con le esigenze formative del sistema professionale di riferimento, in ragione della particolare attenzione alla dimensione
interdisciplinare, internazionale e operativa della formazione impartita. Le risorse di docenza e quelle tecnico-amministrative sono adeguate agli obiettivi
prefissati. Le prime rilevazioni presso gli studenti, di cui si è reso conto nel Rapporto di riesame, mostrano una valutazione molto positiva della qualità
della didattica. Sono migliorabili, ma comunque ampiamente sufficienti, le dotazioni infrastrutturali e tecnologiche dedicate: il corso di laurea, infatti, si
svolge negli spazi del complesso San Carlo, che dispone di: 10 aule, per un totale di 744 posti; quattro laboratori informatici, per un totale di 92 postazioni
connesse in rete, per lezioni ed esercitazioni; una sala di lettura per un totale di 50 posti a sedere; una Biblioteca, articolata in un ufficio di distribuzione, un
deposito libraio e alcuni uffici, il cui patrimonio consiste in 7690 volumi, 27 pubblicazioni periodiche, le tesi di laurea discusse presso il Dipartimento, il
fondo Alessandro Vismara, costituito da 460 volumi, e alcune banche dati elettroniche, tra cui Hein OnLine Law Journals Library (contiene circa 1.700
riviste giuridiche relative a diversi ambiti tematici); alla biblioteca del San Carlo si deve aggiungere quella ubicata presso il complesso di S. Maria in Gradi,
utilizzata in particolare dagli studenti dell'area linguistica e la biblioteca giuridica Annesi, anch'essa ubicata presso il complesso di s. Maria in Gradi.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
I maggiori punti di forza del corso di laurea triennale in SCIENZE GIURIDICHE (L 14) sono due. Il primo consiste nella pecualiare costruzione del percorso
formativo, che si caratterizza: a) per l'approccio interdisciplinare, volto a posizionare il sistema giuridico nel più ampio contesto sociale, economico e
politico; b) per la particolare attenzione dedicata alla evoluzione storica degli ordinamenti e degli istituti giuridici; c) per lo studio del diritto nazionale nel più
generale contesto europeo e globale; d) per una metodologia orientata ad affiancare all'apprendimento delle nozioni fondamentali anche l'acquisizione
della capacità di applicarle all'analisi e soluzione di casi e problemi giuridici. Il secondo punto di forza del corso di laurea triennale consiste nella capacità
di fornire ai laureati le conoscenze, le capacità e i titoli necessari non solo per intraprendere successivi percorsi di formazione di livello magistrale, ma
anche per fare immediatamente ingresso nel mondo del lavoro, svolgendo attività professionali in ambito giuridico-amministrativo nelle amministrazioni
pubbliche, nelle imprese private, nonché nel terzo settore e nelle organizzazioni internazionali.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Le opportunità rilevate discendono dalle particolari caratteristiche del percorso formativo, indicate al punto 2. Avendo ricevuto una formazione
interdisciplinare (volta a favorire una comprensione dei rapporti tra diritto e altri elementi della realtà sociale, economia e politica) e attenta alla dimensione
internazionale (per il costante riferimento alla dimensione non esclusivamente nazionale dell'esperienza giuridica) e operativa (attraverso metodi di
insegnamento che valorizzano l'esperienza pratica, anche attraverso laboratori), i laureati in Scienze giuridiche dovrebbero essere in grado di svolgere le
attività di operatore giuridico all'interno di imprese, operatore giudiziario, operatore bancario, operatore amministrativo, consulente del lavoro, esperto
legale del terzo settore e dei problemi giuridici dell'integrazione sociale. Alcune di queste professioni, come quella del giurista di impresa, possono essere
preziose in un territorio che intenda promuovere e valorizzare più che in passato le proprie risorse turistiche, naturali e culturali, oltre che la qualità
dell'azione della propria amministrazione e delle proprie istituzioni pubbliche. Allo stesso tempo, si tratta di professioni che possono essere svolte anche al
di fuori della Tuscia, in tutto il territorio nazionale e in vari organismi internazionali e transnazionali, pubblici e privati. I rischi rilevati attengono
essenzialmente alle gravi difficoltà occupazionali legate all'attuale crisi economica, che potrebbero, però, risultare attenuati nel momento in cui, a partire
dalla metà del 2015, i primi studenti del corso di laurea completeranno i propri studi e saranno proclamati dottori in Scienze giuridiche.
Corso di Studi: "Economia aziendale" [id=1317790]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
"La logica con cui è stato progettato il Corso di Laurea in Economia Aziendale risponde all'esigenza di coprire il fabbisogno formativo che caratterizza il
bacino di riferimento da cui, tipicamente, provengono gli iscritti al Corso di Laurea in Economia Aziendale.
Questi iscritti manifestano, da un lato la volontà di proseguire gli studi, e dall'altro di poter rapidamente accedere al mondo del lavoro.
L'esigenza del primo tipo è soddisfatta fornendo agli studenti una conoscenza di base completa nelle materie economiche, aziendali,
matematico-statistiche e giuridiche allo scopo di trasferire allo studente la comprensione delle dinamiche di funzionamento delle aziende.
La seconda esigenza, quella di poter accedere rapidamente al mondo del lavoro, è perseguita attraverso la progettazione di un corso che fornisca le
adeguate conoscenze teoriche e pratiche per garantire agli studenti diverse prospettive occupazionali, particolarmente in tre ambiti assai significativi per
l'occupazione nel territorio di riferimento dell'Università, ossia la libera professione di dottore commercialista, il lavoro presso banche e assicurazioni e,
infine, l'impiego in aziende di medie dimensioni. Proprio con riferimento a questi tre ambiti, il corso si articola in tre curricula, ossia quello del management,
quello della banca e della finanza e quello delle professioni economico-aziendali.
Il contatto con il territorio e il mondo del lavoro è fortemente incoraggiato con il ricorso a prove finali che prendano in esame casi tratti dalla realtà
aziendale, attività professionalizzanti (es. tirocini project work) e seminari.
Le risorse di docenza e quelle tecnico-amministrative del corso di studio sono sufficienti rispetto alla numerosità degli studenti definita dalla classe del
corso di laurea.
Va altresì considerato che, per quanto alcune attività amministrative siano gestite collegialmente dal dipartimento, vi è una risorsa di personale
amministrativo espressamente dedicata al corso di studio con compiti per la qualità e un docente responsabile del coordinamento del corso.
"
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
"PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZA
I punti di forza del corso in Economia Aziendale:
1. Presenza di diversi curriculum che garantiscono la possibilità di focalizzare l'ultima parte del percorso di studi.
2. Riduzione nel corso del tempo del tasso di abbandono (allegato A)
3. Elevata percentuale di insegnamenti coperti da docenti di ruolo.
4. Particolare attenzione alla organizzazione della didattica frontale mediante concentrazioni delle lezioni su tre giorni della settimana e organizzazione di
corsi di supporto e tutoraggio alle discipline del primo anno in particolare per Matematica Generale e Lingua Inglese.
5. Efficiente coordinamento didattico degli insegnamenti finalizzato a garantire una buona articolazione contenutistica in linea con gli obiettivi formativi del
corso.
6. Stretto rapporto con il sistema imprenditoriale e con le istituzioni del territorio in costante crescita grazie alla stipula di convenzioni ad hoc per lo
svolgimento di tirocini curriculari tesi a garantire momenti di alternanza tra studio e lavoro nell'ambito di processi formativi e di agevolare le scelte
professionali. In particolare ogni anno vengono pubblicati due bandi per lo svolgimento di tirocini semestrali presso il Tribunale di Viterbo e la Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Viterbo per lo svolgimento di tirocini curriculari e post lauream.
7. Soddisfazione degli studenti per la didattica erogata: l'allegato B mostra il sensibile aumento della soddisfazione nell'ultimo triennio.
I punti di debolezza del corso in Economia Aziendale sono:
1) Difficoltà logistiche collegata alla capienza delle aule: grazie al costante aumento del numero delle matricole, l'attuale organizzazione logistica nonché
la capienza delle aule costituiscono un punto di debolezza sul quale si sta già intervenendo, mediante lavori strutturali in corso di svolgimento, al fine di
garantire nel futuro un miglioramento del servizio.
2) Difficoltà da parte degli studenti di redigere in maniera adeguata l'elaborato finale: a tale fine il Dipartimento sta organizzando corsi di preparazione alla
redazione della tesi di laurea.
3) Studenti non regolari con l'acquisizione dei crediti formativi previsti dal corso (allegato C): anche se il numero degli studenti non regolari è in
diminuzione tra il 2011 e il 2012 ed è invece in costante crescita il numero degli studenti regolari, è necessaria l'attuazione di un'attività di maggior
sostegno agli studenti in difficoltà finalizzata al conseguimento del titolo nei tempi previsti dall'ordinamento.
"
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
"OPPORTUNITA'
INCREMENTO DEL NUMERO DI ISCRITTI
Il dato, anche se in costante crescita, deve essere continuamente monitorato e mantenuto grazie ad una fattiva attività di orientamento nelle scuole e nelle
giornate dedicate a tal fine dal Dipartimento e dall'Ateneo per la divulgazione dei contenuti e delle opportunità lavorative e di studio che offre il corso
POTENZIAMENTO DEI RAPPORTO CON LE IMPRESE SUL TERRITORIO NAZIONALE E NON SOLO LOCALE
Il rapporto con le imprese a livello locale va continuamente rafforzato e deve essere promossa una maggiore collaborazione con le imprese a livello
nazionale anche con l'organizzazione di momenti di incontro tra studenti e aziende con iniziative specifiche (career day, seminari).
RISCHI
CONTESTO ECONOMICO-TERRITORIALE
Il contesto economico e territoriale in cui il corso di studi si inserisce non è sufficiente ad assicurare un placement efficace, soprattutto nel tempo, e
dunque va adeguatamente rafforzato il bacino di utenza in cui collocare rapporti con le imprese.
OCCUPAZIONE DEGLI STUDENTI A UN ANNO DAL CONSEGUIMENTO DEL TITOLO
Anche se perfettamente in linea con la media nazionale allegato D, il dato deve senza dubbio costituire oggetto di riflessione e stimolo per potenziare i
rapporti con le imprese a livello locale e nazionale.
"
Corso di Studi: "Amministrazione, finanza e controllo" [id=1313167]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
"La denominazione del Corso di studio di Amministrazione Finanza e Controllo ha sostituito, nell'A.A. 2012/2013, la denominazione di Consulenza e
Controllo Aziendale, però nell'invarianza degli obiettivi formativi e dei contenuti.
Il corso è stato progettato tenendo conto delle esigenze del territorio (che risponde con un notevole consenso, se si considera che il numero degli iscritti è
costantemente in crescita e che il bacino di utenza proviene prevalentemente dal distretto viterbese) e, per quanto riguarda le esigenze formative, copre
due ambiti significativi: quello delle professioni economico-contabili e quello dei segmenti dell'investment banking.
Lo scopo del progetto formativo è quello di fornire adeguate conoscenze teoriche e pratiche per garantire agli studenti diverse opportunità di lavoro
nell'ambito delle professioni contabili, sia connesse alla libera professione sia in aziende private operanti nel campo amministrativo, contabile, della
consulenza e dell'industria e dei servizi, sia nell'ambito finanziario-bancario, al fine di affrontare le problematiche aziendali in un'ottica integrata, utilizzando
in modo armonico gli strumenti a disposizione.
In particolare, per lo sbocco occupazionale legato alle professioni contabili il percorso formativo si sta adeguando all'evolversi delle recenti riforme di molti
ordini professionali, offrendo un bagaglio cognitivo sempre più ampio ed innovativo e introducendo nuove tematiche aziendali e giuridiche, come la
ragioneria internazionale, la governance, l'internal auditing, la valutazione d'azienda, la responsabilità d'impresa e il diritto penale commerciale ed inoltre si
sta adeguando alla crescente richiesta del mercato del lavoro a livello nazionale e all'interno delle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata
specializzazione (Allegato F).
Per quanto riguarda invece le attività professionali specialistiche nel segmento dei mercati finanziari, sia in banche commerciali che in banche di
investimento e società di gestione del risparmio, che hanno registrato in questi anni un notevole sviluppo e una richiesta di specifiche competenze di livello
magistrale, le nozioni economiche aziendali e giuridiche sono state integrate con una preparazione legata al settore della finanza quantitativa con
contenuti teorici e applicati in linea con le competenze avanzate richieste dalle maggiori istituzioni finanziarie nazionali ed internazionali ed altresì con
esperienze pratiche attraverso l'utilizzo di piattaforme di infoprovider quali Bloomberg Trade Ideas e la partecipazione a competizioni internazionali di
analisi finanziaria e di trading reale di strumenti finanziari quali le Universiadi Internazionali del Trading organizzato dalla Directa Sim (Allegato G).
Il rapporto con le imprese (soprattutto del territorio) è attentamente curato attraverso il ruolo di intermediazione svolto dai docenti ed attraverso una
erogazione della didattica molto pratica e ricca di riferimenti al mondo del lavoro e di attività professionalizzanti (tirocini, project work) e tesi sperimentali.
Le risorse di docenza e quelle tecnico-amministrative del corso di studio sono sufficienti rispetto alla numerosità degli studenti.
Va altresì considerato che, per quanto vi sia una risorsa di personale amministrativo espressamente dedicata con compiti per la qualità al corso di studio e
un docente responsabile del coordinamento del corso, alcune attività amministrative sono gestite collegialmente dal dipartimento, specificamente quelle
relative ai due corsi di laurea magistrale della stessa classe.
"
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
"PUNTI DI FORZA DEL CORSO DI AMMINISTRAZIONE, FINANZA E CONTROLLO
1. Marcata interdisciplinarietà del corso, idonea a fornire al laureato la duttilità necessaria per gli sbocchi nel mondo del lavoro;
2. numero degli studenti iscritti con tendenza costante nel corso degli anni e che riscontra un sensibile aumento nell'anno 2012 (allegato A);
3. Attrattività locale del corso, il numero degli iscritti è costituito in larga maggioranza da studenti provenienti dal territorio viterbese (il 72,9% nel 2010, il
78,3% nel 2011,) (allegato B1 e 2);
4. Soddisfazione degli studenti, per la didattica erogata e la preparazione, tendenzialmente buona negli anni (allegato D);
5. Efficace ed efficiente organizzazione del calendario didattico, finalizzato a riservare agli studenti ampi archi temporali da dedicare alla metabolizzazione
e all'approfondimento dei contenuti appresi nel corso delle lezioni;
6. Costante e sostanziale assistenza agli studenti durante il percorso di studio che ha diminuito nel corso degli anni il tasso di abbandono (allegato C);
7. Placement nel mondo del lavoro perseguito attraverso un costante rapporto con le imprese (massimamente del territorio) e mediante attività di scouting
svolta dai diversi docenti; in particolare si evidenzia l'alto tasso di occupazione a 3 anni 94,7% nel 2011 (allegato E);
8. Attività didattica integrata da esperienze pratiche attraverso l'utilizzo di piattaforme di infoprovider, quali Bloomberg Trade Ideas e la partecipazione a
competizioni internazionali di analisi finanziaria e di trading reale di strumenti finanziari quali le Universiadi Internazionali del Trading organizzato dalla
Directa Sim. La partecipazione alla II Edizione del Campionato universitario internazionale del Trading organizzato dalla Directa, nell'anno 2011, con la
squadra LIONS TEAM/ECONOMIA TUSCIA VT diretto da una docente del Dipartimento ha ottenuto un ottimo risultato classificandosi al 3° posto con una
performance del 21,63%, tenuto conto altresì che solo 10 gruppi su 90 hanno centrato la plusvalenza (Allegato G).
PUNTI DI DEBOLEZZA DEL CORSO DI AMMINISTRAZIONE, FINANZA E CONTROLLO
1. Attrattività esterna del corso.
"
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
"OPPORTUNITA'
1. Il cambiamento della denominazione del corso e il relativo ampliamento del percorso formativo alle attività finanziarie
2. Promozione esterna del corso per ampliamento bacino di utenza
3. Ulteriore riduzione del tasso di abbandono
4. Aumento soddisfazione degli studenti
RISCHI
1. Concentrazione su un bacino di utenza troppo locale
"
Corso di Studi: "Marketing e qualità" [id=1313173]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
"Il corso di studio in Marketing e Qualità, unico nel suo genere nel panorama dell'offerta formativa universitaria a coniugare le logiche del marketing con
quelle della qualità, è stato progettato con particolare attenzione al territorio. Rispetto alle esigenze formative e all'interazione con il mondo del lavoro, il
progetto formativo va a coprire l'ambito del marketing, della qualità e più in generale dei servizi al cliente, che rappresentano, dal punto di vista delle
competenze richieste dal mercato del lavoro, uno sbocco di grande interesse e importanza per gli studenti dei corsi di studio economici e manageriali
(allegato F)
La progettazione del corso risponde infatti a una esigenza prioritaria del sistema produttivo e imprenditoriale di riferimento dell'Ateneo, quella di sviluppare
e rafforzare competenze e conoscenze disponibili a coadiuvare il sistema imprenditoriale in una crescita virtuosa verso target di mercato di livello più alto,
attraverso una più efficace valorizzazione dei prodotti e dei servizi e una conoscenza delle politiche, delle tecniche e delle dinamiche del marketing e del
cliente.
Ciò assume maggiore rilevanza se si considera che nel territorio insistono prevalentemente una quantità significativa di piccole e medie imprese, per le
quali la conoscenza e l'approfondimento di queste tematiche rappresenta un fondamentale elemento di crescita.
Dunque il corso si è sviluppato con particolare attenzione alle imprese, non solo locali ma anche a livello regionale e nazionale, valorizzando l'originalità
dell'approccio e la specificità dei temi trattati.
L'attenzione al rapporto con il sistema imprenditoriale è dimostrata dalla rete di relazioni che è stata costruita nel tempo, attraverso una serie di strumenti,
formalizzati nell'offerta formativa attraverso specifica assegnazione di crediti.
Il rapporto con le imprese si rafforza anche attraverso una erogazione della didattica molto pratica e ricca di riferimenti al mondo del lavoro (soprattutto
attraverso attività seminariali), attività con le imprese nell'ambito delle attività professionalizzanti (tirocini, project work) e tesi sperimentali.
Le risorse di docenza e quelle tecnico-amministrative del corso di studio sono sufficienti rispetto alla numerosità degli studenti.
Va altresì considerato che, per quanto vi sia una risorsa di personale amministrativo espressamente dedicata, con compiti per la qualità, al corso di studio
e un docente responsabile del coordinamento del corso, alcune attività amministrative sono gestite collegialmente dal dipartimento, specificamente quelle
relative ai due corsi di laurea magistrale della stessa classe."
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
"PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZA
I punti di forza del corso in Marketing e Qualità sono:
1) cospicuo numero di insegnamenti incentrati sulle tematiche di base con bilanciamento degli insegnamenti tra le due ""anime"" del corso"", quella del
marketing e quella della qualità;
2) contenuti delle materie compatibili con gli obiettivi formativi e sviluppati in modo armonico;
3) stretto rapporto con il sistema imprenditoriale;
4) soddisfazione degli studenti per didattica erogata (allegato D) e preparazione;
5) rapporto diretto con i docenti, con i quali gli studenti si possono relazionare in modo efficace e costruttivo.
6) placement del corso di studio, con tassi di occupazione più alti della media nazionale. In particolare nel 2011 il tasso di occupazione a 3 anni è pari al
91,2% (allegato E);
7) numero di studenti iscritti provenienti da altre università: la percentuale di iscritti provenienti da altre Università, pari al 38% nel 2010 e scesa al 25% nel
2011 dimostra comunque, nonostante la lieve riduzione percentuale, l'interesse che suscita il corso in studenti provenienti da altri Atenei e quindi la sua
attrattività (allegato B)
8) importante decremento del tasso di abbandono nel corso dell'ultimo triennio (Allegato C):
I punti di debolezza del corso in Marketing e Qualità sono:
1) numero di iscritti del corso non particolarmente elevato, sebbene ampiamente al di sopra dei livelli minimi di qualità e comunque entro la soglia minima
di numerosità fissata dalla classe di laurea (allegato A);
2) il sistema di diffusione delle informazioni riguardanti le attività con le imprese potrebbe essere migliorato con un adeguato potenziamento degli
strumenti e dei mezzi divulgativi;
3) il tasso di occupazione ad un anno dalla laurea risulta leggermente più basso della media nazionale: il dato percentuale è pari infatti al 70,6 % contro il
77% della media nazionale( allegato E).
"
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
"OPPORTUNITA'
INCREMENTO DEL NUMERO DI ISCRITTI
Il dato pressoché stabile nell'ultimo triennio può essere incrementato puntando ad una maggiore divulgazione dei punti di forza che caratterizzano il corso
di laurea e mettendo in atto azioni correttive tese al superamento delle criticità del corso (allegato A).
POTENZIAMENTO DEI RAPPORTO CON LE IMPRESE SUL TERRITORIO NAZIONALE E NON SOLO LOCALE
Può essere rafforzato il rapporto con le imprese a livello nazionale, valorizzando le caratteristiche di specificità e attrattività del corso.
RISCHI
LIMITI NEI RAPPORTI CON LE IMPRESE
Il contesto economico e territoriale in cui il corso di studi si inserisce non è sufficiente ad assicurare un placement efficace, soprattutto nel tempo, e
dunque va adeguatamente rafforzato il bacino di utenza in cui collocare rapporti con le imprese.
ISCRITTI
La leggera flessione sul numero di iscritti registrata nel corso dell'ultimo triennio (allegato A) deve costituire senza dubbio oggetto di riflessione, anche se
essa risulta compensata dalla riduzione del tasso di abbandono, sceso allo 0% nell'a.a. 2011-2012 (allegato C).
"
Corso di Studi: "Scienze della comunicazione" [id=1317791]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il CdS in Scienze della Comunicazione (L-20) è attivo presso l'Università della Tuscia dal 2005, ed è radicato e conosciuto nel territorio provinciale e
regionale sia tra i soggetti educativi e istituzionali che tra le aziende e le associazioni professionali di riferimento. Il corso si avvale di un gruppo docenti di
base, coeso e articolato in maniera funzionale rispetto agli obiettivi formativi e didattici così come di un personale tecnico amministrativo funzionale agli
obiettivi del corso e all'operato dei docenti. Inoltre il corso ha beneficiato dell'apporto disciplinare e didattico sinergico dei docenti del Dipartimento che
insistono sulla L-10 con una specifica attenzione alla comunicazione mediale (es. Teorie e tecniche del linguaggio filmico), migliorando la coerenza degli
obiettivi formativi con le esigenze formative del sistema professionale di riferimento. Il corso, pur avendo vissuto una fase di transizione legata alla
costituzione dei nuovi dipartimenti, ha trovato nell'anno accademico 2012-13 spazi adeguati per la riallocazione delle infrastrutture tecnologiche e
l'allestimento funzionale di laboratori mediali e aule informatiche.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Punto di forza del CdS in Scienze della Comunicazione (L-20) è costituito dal gruppo docenti e da un'offerta didattica interdisciplinare e coerente che
consente una formazione adeguata alle esigenze formative di base di un sistema professionale di riferimento che vive processi di continuo mutamento e
ridefinizione. In particolare l'area informatica e della comunicazione digitale e l'esperienza consolidata con associazioni e istituzioni che lavorano sul
territorio insistendo sulla comunicazione culturale si costituiscono come riferimento del percorso formativo. Punto critico del CdS è il numero basso di CFU
acquisiti al I anno di corso dovuto in parte alla presenza di un numero significativo di studenti non frequentanti e al quale si è cercato di porre rimedio con
un lavoro di tutoraggio da parte dei docenti del I anno di CdS.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Il laureato in Scienze della Comunicazione (L-20), avendo una formazione interdisciplinare e una visione ampia delle attività e delle problematiche legate
alle diverse sfere professionali legate alla comunicazione, può intervenire in modo mirato ed efficace, a beneficio di Istituzioni, Imprese e Consumatori, per
soddisfare la richiesta crescente di comunicazione indirizzata a rafforzare la competitività di un territorio, come il viterbese, dalle interessanti prospettive
culturali, turistiche e ambientali.
Corso di Studi: "Scienze organizzative e gestionali" [id=1317795]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Il Corso di Studio in Scienze Organizzative e Gestionali è l'unico corso in Italia progettato, oltre che per gli studenti civili, anche per il personale militare
con particolare riguardo agli Allievi Marescialli delle Scuole militari dell'Aeronautica e dell'Esercito. E' stato progettato con la logica di porre la massima
attenzione al bacino d'utenza presente nel nostro territorio, in particolare nella Tuscia, esigenze analizzate proprio in virtù delle strette relazioni con i
soggetti istituzionali coinvolti: istituti militari(Esercito ed Aeronautica) con i quali sono vigenti Convenzioni e le Direzioni generali dell'ASL di Viterbo e del
personale civile del Ministero della Difesa. Rispetto alle esigenze formative e all'interazione che richiede il mondo del lavoro, relative proprio alla
particolare utenza del Corso di laurea, il progetto del corso di laurea va a coprire una formazione interdisciplinare omogenea tra i settori giuridico,
economico, politologico, sociale e storico, ovvero quelle attività finalizzate alla formazione con prevalenza politico-internazionale, strategico-gestionale che
sono le conoscenze interdisciplinari atte a programmare e realizzare le strategie operative complesse in cui operano principalmente gli studenti laureati
del SOGe. Proprio per queste motivazione il corso di laurea è articolato in un unico curriculum, omogeneo per le esigenze formative di base tra civili e
militari, e si dirama poi in tre piani di studio- Aeronautica, Esercito e Civili- in cui è presente una formazione specifica e differenziata in base alle esigenze
dell'utenza militare e non. Le risorse di docenza e quelle tecnico amministrative del corso di laurea risultano sufficienti rispetto alla numerosità degli
studenti definita dalla classe del corso di laurea. Le risorse di personale amministrativo risultano ancora non sufficienti in relazione alla numerosità e alla
tipologia dell'utenza studentesca e alla molteplicità e complessità delle competenze richieste al predetto personale.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
I punti di forza del corso Scienze Organizzative e Gestionali sono:
PUNTI DI FORZA:
Originalità del corso.
Il corso ha eccellenti prestazioni sotto il profilo della numerosità delle immatricolazioni e delle iscrizioni.
La carriera degli studenti mostra un andamento lineare: si nota la regolarità della loro iscrizione e il ridotto tasso di abbandoni e di trasferimenti.
Ottima percentuale di laureati nei termini: Il dato relativo ai laureati entro la durata normale del corso è rimasto stabile e molto elevato negli ultimi tre anni.
Alta soddisfazione complessiva dei laureati negli ultimi tre anni ed evidente predisposizione a proseguire la carriera universitaria con una laurea magistrale
o affine. PUNTI DI DEBOLEZZA:
Scarsa conoscenza del corso da parte di studenti non in convenzione.
Potenziamento della conoscenza delle lingue straniere in considerazione degli scenari internazionali in cui andranno ad operare i neo laureati.
Mancanza di una laurea magistrale nello stesso corso di laurea classe L-36.
Rafforzamento dei profili curriculari con particolare attenzione agli aspetti formativi tipici della classe di laurea
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
OPPORTUNITA'
MAGGIOR PUBBLICIZZAZIONE DEL CORSO
Maggiore promozione del corso per gli studenti civili e verso l'esterno (a livello di istituti secondari di II grado) attraverso percorsi di orientamento
pre-iscrizione e divulgazione di brochure e materiale informativo sul territorio.
Possibilità di lezione e didattica on line per studenti in maggioranza fuori sede con particolare rilievo per le lingue straniere.
RISCHI Eccessiva concentrazione del percorso formativo sui percorso dedicati in convenzione
Corso di Studi: "Comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità" [id=1317800]
1. Descrizione e analisi dei singoli Corsi di Studio / di gruppi omogenei di Corsi di studio, con particolare attenzione a:
Fin dalla sua istituzione, il CdS magistrale LM 59 ha prestato particolare attenzione al proprio radicamento sul territorio, favorendo le relazioni con soggetti
istituzionali, socio-economici e culturali i quali, per le loro caratteristiche e per il settore specifico di attività, potessero essere interessati alle figure
professionali che il corso prepara. A questo scopo, il CdS ha scelto di destinare i CFU per altre attività formative a stages presso istituzioni e aziende
adeguate a mettere in valore le competenze giuridico-amministrative, comunicazionali e socio-economiche offerte dal curriculum formativo della LM 59,
offrendo agli studenti stagisti la possibilità di entrare in contatto con la realtà lavorativa territoriale. Il CdS ha stipulato convenzioni con: il Comune e con il
Tribunale di Viterbo, la Camera di Commercio; con aziende private di rilevanza nazionale quali la Gescom spa, azienda che agisce nel campo della
stampa digitale, con sede in Viterbo; istituti di ricerca quali l'APRE Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (Roma), e il CreF Centro Ricerche e
Formazione (Roma) in materia di Diritto del lavoro; e con aziende di comunicazione di rilevanza nazionale quali la Rai (Roma). In tutti i casi sperimentati, il
CdS ha registrato l'ottima corrispondenza tra le competenze offerte dalla formazione universitaria e le esigenze degli enti di accoglienza. Il CdS intende
proseguire l'esperienza delle convenzioni di stage, sia ampliando il numero di convenzioni con aziende selezionate sia approfondendo la preparazione
degli studenti attraverso la didattica di laboratorio, resa possibile dalla soddisfacente dotazione strutturale del DISTU.
2. Punti di forza e di debolezza che caratterizzano i CdS nella loro articolazione interna.
Tra i maggiori punti di forza del CdS COMUNICAZIONE PER LA CULTURA, L'ECONOMIA E LE ISTITUZIONI (LM 59) sta senza dubbio la peculiare
formazione interdisciplinare, che permette ai laureati magistrali di impiegare le competenze acquisite durante la formazione in una ampia serie di sbocchi
professionali offerti dal territorio comunale e provinciale, oltre che regionale, sia di ambito istituzionale, che aziendale e culturale.
3. Opportunità e rischi individuati in relazione al più ampio spazio sociale (relazioni con il territorio e altri attori istituzionali,
sistema delle professioni, mercato del lavoro, ecc.).
Nonostante il periodo di generali difficoltà occupazionali, le relazioni col territorio viterbese sembrano riservare ai laureati magistrali in COMUNICAZIONE
PER LA CULTURA, L'ECONOMIA E LE ISTUTUZIONI - LM 59 importanti opportunità di impiego. Aziende solide come la GESCOM, leader nazionale nel
campo della comunicazione digitale, e che è legata al CdS da convenzioni di stage, si dimostrano interessate al mantenere questo canale di relazioni
anche per le opportunità di innovazione in tema di comunicazione che il CdS assicura, quale luogo di didattica attento agli aggiornamenti della ricerca.
Inoltre, le professioni della comunicazione, sia nel settore istituzionale e pubblico, aziendale o culturale, possono trovare nuove opportunità in un ambiente
particolarmente dotato di risorse culturali e turistiche, e che ha l'esigenza di metterle in valore ben più che in passato.
4. Descrizione e valutazione delle modalità e dei risultati della rilevazione dell'opinione degli
studenti frequentanti e (se effettuata) dei laureandi
4.1 Obiettivi della rilevazione/delle rilevazioni.
Ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 2, della Legge 19 ottobre 1999, n.370 le università adottano un sistema di valutazione della gestione amministrativa,
delle attività didattiche e di ricerca, degli interventi di diritto allo studio, verificando, anche, il corretto utilizzo delle risorse pubbliche, la produttività della
ricerca e della didattica, nonché l'imparzialità e il buon andamento dell'azione amministrativa. In questo ambito, i nuclei acquisiscono periodicamente,
mantenendo l'anonimato, le opinioni degli studenti frequentanti sulle attività didattiche e trasmettono un'apposita relazione, entro il 30 aprile di ciascun
anno, al Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, e al Comitato per la valutazione del sistema universitario.
Al fine di assolvere l'obbligo normativo, il Nucleo di Valutazione di Ateneo ha redatto e approvato, secondo le linee guida proposte dall' Osservatorio per la
valutazione del sistema universitario(RdR 1/98) e quindi dal Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (doc. 9/02 ), soppresso e
sostituito per la Rilevazioni Nuclei a partire dal 2011, dall'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), la presente
relazione, riferita alla Rilevazione delle opinioni degli studenti frequentanti in merito alle attività didattiche.
Scopo della rilevazione è ottenere informazioni utili per la valutazione della didattica, con particolare riferimento all'organizzazione dei corsi di studio e dei
singoli insegnamenti, all'attività didattica e studio anche in termini di interesse e soddisfazione dello studente e all'adeguatezza delle risorse infrastrutturali
a supporto. L'obiettivo, infatti, è raccogliere informazioni sui livelli di soddisfazione degli studenti relativi ai contenuti, ai metodi e all'organizzazione
didattica dei singoli insegnamenti e dei corsi, acquisendo giudizi che integrano anche gli aspetti infrastrutturali con i relativi servizi didattici dell'Ateneo
nonchè i carichi di studio percepiti dallo studente. Obiettivo finale è quello di evidenziare punti di forza e di debolezza dei diversi corsi di studio e nel caso
delle criticità intervenire con azioni correttive, o da parte dell'organizzazione o da parte del docente stesso, in un'ottica di miglioramento dell'efficienza e
dell'efficacia dell'offerta formativa.
Come espresso nel documento 4/03 del CNVSU vi è inoltre la necessità di valutare l'esperienza universitaria da parte degli studenti che concludono gli
studi poiché si ritiene che un adeguato sistema di valutazione non debba essere, però, circoscritto alla rilevazione dell'opinione degli studenti frequentanti
sui singoli corsi di insegnamento, ma che sia necessario avviare un processo di valutazione dell'intero percorso di studi, analizzando anche le opinioni
degli studenti che si iscrivono all'esame di laurea e di laurea specialistica. Lo studio dell'opinione degli studenti sull'esperienza universitaria appena
conclusa, ha come obiettivo principale quello di disporre di elementi che permettano ai singoli atenei di adottare strategie volte ad aumentare l'efficacia del
servizio formativo offerto. L'obiettivo finale è una valutazione dell'esperienza universitaria da parte degli studenti che concludono gli studi, che soddisfi
l'efficacia e, nel contempo, le esigenze di sostenibilità per il sistema universitario con particolare riferimento alle condizioni di studio e lavoro, alle
infrastrutture (aule, laboratori, biblioteche e spazi per lo studio), all'attività di studio e di esame, alle attività di supporto della didattica, alla soddisfazione
complessiva nonché alle intenzioni future.
4.2 Modalità di rilevazione:
Organizzazione della rilevazione/delle rilevazioni
La metodologia di rilievo ed analisi adottata segue da sempre le indicazioni riportati nei documenti del CNVSU (doc. 9/02). Il collettivo indagato è
rappresentato dall'insieme degli studenti presenti in aula all'atto della rilevazione (inclusi gli studenti stranieri che in base a programmi di scambio, i.e.
programma Erasmus, hanno frequentato insegnamenti).
Dall'anno accademico 2011/12 la rilevazione, previo parere positivo del Nucleo di Valutazione (Verbale Nucleo di Valutazione n. 8/11 del 19.10.11
reperibile all'indirizzo http://www.unitus.it/amm/nucleo/verbali/2011/08_19_10.pdf) è stata svolta in maniera informatizzata attraverso la distribuzione nelle
aule di tablet collegati mediante la rete wi-fi di Ateneo alla piattaforma UniTusMoodle. Ciò ha consentito di avere i dati raccolti in formato digitale in tempo
reale garantendone una maggiore accuratezza, una più rapida elaborazione e un notevole abbattimento di costi di analisi.
Attraverso la gestione informatizzata dei dati è stato possibile superare alcune criticità emerse nell'analisi della valutazione, riscontrate nel monitoraggio
(Verbale Nucleo di Valutazione n.4/12 del 13.04.12 reperibile all'indirizzo http://www.unitus.it/amm/nucleo/verbali/2011/08_19_10.pdf) dell'anno
accademico 2010/11. La creazione di un valore informatico, definito codice, ha permesso l'automazione della raccolta dei dati in modo che il salvataggio
delle opinioni studenti frequentanti avvenisse, in tempo reale, in forma aggregata in base all'insegnamento (l'unità statistica prevista dal CNVSU a partire
dalle Note tecniche su dati ed informazioni per la Rilevazione Nuclei 2010):
- nel caso di insegnamenti organizzati in moduli, al fine di ottenere un monitoraggio maggiormente dettagliato dell'attività didattica svolta, si è scelto di
monitorare e salvare comunque i risultati dei singoli moduli. All'interno del sistema informatico si è attribuito un codice univoco ad ogni insegnamento.
Moduli appartenenti al medesimo insegnamento sono stati aggregati tramite il medesimo codice;
- nel caso di insegnamenti impartiti in canali didattici ad ogni canale è stato assegnato un codice univoco;
- nel caso di insegnamenti impartiti su sedi diverse sono stati applicati codici diversi.
Un ulteriore vantaggio del sistema informatizzato utilizzato è rappresentato dalla possibilità di pubblicare al termine del semestre i risultati del
monitoraggio, secondo le modalità e i criteri di visibilità previsti dal Senato Accademico (accessi separati per studenti, docenti, Direttori di Dipartimento,
Coordinatori Corsi di studio).
Quindi per l'anno accademico 2011-12 è rimasta invariata la modalità di erogazione del questionario ma è cambiato il mezzo attraverso cui i dati sono stati
raccolti: la distribuzione dell'indagine nelle aule agli studenti è avvenuta attraverso supporto informatico. Coerentemente con la procedura di
somministrazione adottata nei precedenti anni accademici, il personale tecnico amministrativo, ad insaputa del docente e nell'orario di lezione previsto da
calendario, è entrato in aula avviando la procedura di raccolta delle opinioni degli studenti. Al docente è stato chiesto di uscire dall'aula durante il
monitoraggio. Ad ogni studente presente è stato dato un tablet pc touch screen, già settato in modo da essere collegato attraverso il sistema di rete wi-fi
dell'Ateneo ad un server e connesso alla pagina di compilazione del questionario, relativo all'insegnamento da monitorare. Relativamente alla fase di
somministrazione si è previsto, esattamente come per gli anni precedenti, che al termine della compilazione, i questionari (da quest'anno i tablet)fossero
restituiti al personale tecnico amministrativo dell'Ateneo.
La somministrazione del questionario attraverso dei tablet nelle aule delle strutture didattiche è avvenuta in due fasi distinte: nel primo semestre in
maniera sperimentale da personale tecnico amministrativo afferente all'Amministrazione Centrale dell'Ateneo; nel secondo semestre per mano del
personale degli stessi Dipartimenti.
In questa seconda fase ad ogni Dipartimento è stato assegnato un numero di tablet proporzionale al numero degli iscritti regolari ai corsi di laurea
afferenti. Per gli insegnamenti particolarmente numerosi l'Amministrazione Centrale ha reso disponibile personale e tablet aggiuntivi su richiesta delle
strutture didattiche. La rilevazione è avvenuta nelle settimane corrispondenti ai due terzi della durata complessiva del singolo insegnamento/modulo.
Al fine di garantire la massima corrispondenza di condizioni tra i dati raccolti tramite questionari digitali e cartacei si è proceduto all'attuazione di sistemi a
garanzia della sicurezza dei dati. Ogni questionario è stato reso accessibile solo nella giornata in cui è stato programmato e svolto il monitoraggio.
L'accesso alla piattaforma, riservato ai soli studenti accreditati attraverso il sistema informatico già presente in Ateneo, è avvenuto attraverso le credenziali
di un utente dimostrativo Studente Demo. Ciò ha permesso la compilazione in maniera completamente anonima dei questionari. Username e password di
questo account non mai sono stati comunicati agli studenti, in modo da impedire eventuali compilazioni fuori sessione di monitoraggio.
Una volta compilato, lo studente ha proceduto all'invio del questionario al server (attraverso apposito pulsante posto in fondo al set di domande). I dati
(tecnicamente già consultabili in tempo reale) sono stati raccolti all'interno di un database unico per l'intero Ateneo che contenesse le specifiche relative a
Dipartimento, corso di laurea, insegnamento. Al termine della sessione di monitoraggio il personale amministrativo ha proceduto alla chiusura del
questionario, impedendo eventuali ulteriori compilazioni. Durante la fase di analisi è stato effettuato un controllo dei dati raccolti e, nei casi in cui uno
studente non presente in aula, ma connesso allo spazio del docente nella finestra temporale in cui il questionario è stato disponibile, avesse compilato di
propria iniziativa con account nominale il questionario, si è proceduto alla eliminazione del record poiché non rispondente al criterio di anonimato previsto
dall'art. 1, comma 2 L.370/99.
Un'eccezione è stata fatta per le modalità di somministrazione dei questionari del Corso di laurea interdipartimentale in Scienze Organizzative e Gestionali
(SOGE) poiché, trattandosi di un corso impartito nelle sedi delle Forze Armate con obbligo di frequenza di tutti gli allievi, non è stato possibile procedere al
monitoraggio tramite uso di tablet, non essendo le sedi coperte da segnale wi-fi di Ateneo. A causa dei numeri molto elevati si è scelto di abilitare il
monitoraggio rendendolo disponibile per una finestra temporale più ampia delle ore di lezione e da postazioni esterne. Gli studenti hanno proceduto alla
compilazione dei questionari da casa. Molti di loro hanno fatto l'accesso in piattaforma con le proprie credenziali contravvenendo al principio
dell'anonimato. È stata cura dell'ufficio Sistemi Informativi che ha raccolto i dati rendere anonimi i risultati prima che questi fossero resi disponibili ai
docenti.
Come nei questionari somministrati negli anni precedenti lo studente ha potuto rispondere discrezionalmente alle domande. Differentemente dalle
rilevazioni precedenti i dati sono stati acquisiti direttamente in forma digitale in tempo reale garantendo omogeneità e integrità delle informazioni raccolte
nonché una veloce elaborazione delle stesse.
Nell'allegato 2.1 si riporta il flowchart che semplifica le fasi della rilevazione nella procedura della valutazione della didattica
Opinione dei Laureandi
Al fine di ottemperare a quanto previsto dal doc. 4/03 del CNVSU in materia di valutazione sistematica delle attività didattiche delle università analizzando
anche le opinioni degli studenti che si iscrivono all'esame di laurea e di laurea specialistica, l'Università degli Studi della Tuscia, a partire dall'anno 2006,
ha aderito al consorzio Almalaurea.
La fonte dei dati riportati è AlmaLaurea, Indagine 2012, Profilo laureati 2011.
Strumenti di rilevazione.
Il questionario utilizzato per la rilevazione dell'opinione degli studenti frequentanti non ha subìto modifiche sostanziali ormai dal 2005, anno in cui è stato
realizzato ed approvato dal Nucleo di Valutazione. Tale questionario aggiunge al set di domande obbligatorie indicate dal CNVSU (Tabella 2 Doc09/02
http://www.cnvsu.it/_library/downloadfile.asp?id=10855 ) ulteriori informazioni sia a fini statistici (i.e. sesso, residenza, domicilio, maturità conseguita,
frequenza alle lezioni) sia per approfondire la raccolta di informazioni in indagine.
Il questionario (Allegato 2.2) somministrato recepisce integralmente le indicazioni proposte dal CNVSU, non ha subito variazione sostanziali delle
informazioni raccolte rispetto al precedente anno accademico ma si segnala comunque l'aggiunta di 4 domande.
Le domande 1 e 3 mirano ad identificare il corso di laurea di afferenza dello studente ed il nome dell'insegnamento all'interno del corso. Vengono fornite
come possibili risposte i corsi di laurea a cui l'insegnamento afferisce, tutti quelli che da esso mutuano correlati dalle denominazioni che assumono nei
diversi corsi di laurea e la opzione Altro (per studenti che, seppur iscritti a corsi di laurea in cui compare l'insegnamento, lo raggiungono come esame a
scelta; per studenti Erasmus o corsi singoli). Nella versione cartacea questa informazione veniva ugualmente raccolta, non sotto forma di domanda, ma
scritta dallo studente all'interno della sezione introduttiva al questionario.
La domanda 6 "Questo è il primo questionario che compili in questo anno accademico (ottobre 2011- giugno 2012)?" è stata aggiunta per poter calcolare
con buona approssimazione il numero degli studenti frequentanti rispetto ad un corso di laurea, ad un Dipartimento o all'intero Ateneo, semplicemente
facendo una somma algebrica delle risposte Sì.
La domanda 11 "Durante l'anno ha preso domicilio a Viterbo?" era già presente nel questionario come sub domanda (7.1) della domanda precedente
Luogo di residenza e non era calcolata nel totale delle domande.
Ad oggi il questionario si compone di 33 domande, a cui si aggiunge una sezione Suggerimenti e una parte a campo libero denominata Note. La struttura
del questionario è la seguente:
- sezione A informazioni dell'insegnamento (domanda 1) e informazioni dello studente (domande 2-12)
- sezione B organizzazione del corso di studi (domande 13-19)
- sezione C attività didattica e studio (domande 20-29)
- sezione D infrastrutture (domande 30-31)
- sezione E interesse e soddisfazione (domande 32-33)
- suggerimenti 8 formulati espressamente più un campo vuoto per eventuali indicazioni o proposte fornite dallo studente (domanda 34)
campo libero per formulare suggerimenti scritti dagli studenti (domanda 35)
- note (domanda 36)
Si è resa obbligatoria, solo per finalità della indicizzazione informatica, la compilazione delle risposte alle domande 1 e 3 relativi al nome
dell'insegnamento e del corso di laurea. In tal modo è stato possibile aumentare il grado di accuratezza e di affidabilità del dato raccolto in merito al corso
di laurea dello studente. L'esattezza delle opzioni proposte è stata garantita dall'estrazione delle informazioni dal sistema di gestione delle segreterie
didattiche. Al tempo stesso l'impostazione di tali domande in risposte chiuse ha permesso di ridurre i tempi di compilazione del questionario da parte degli
studenti.
Laureandi.
Il questionario che gli studenti compilano prima di discutere la prova finale o la tesi è on line e viene gestito interamente dal consorzio Almalaurea che
recepisce la proposta di questionario del CNVSU in materia di livello di soddisfazione dei laureandi sui corsi di studio. Agli studenti laureandi che si
iscrivono all'esame di laurea viene richiesto, all'atto della presentazione della domanda di laurea presso la Segreteria studenti la ricevuta dell'avvenuta
compilazione del questionario Almalaurea.
Documenti allegati:
Allegato 5: "Allegato 2. 1.pdf" (Descrizione Monitoraggio)
Allegato 6: "Allegato 2.2.pdf" (Allegato 2.2 Questionario studenti frequentanti)
4.3 Risultati della rilevazione/delle rilevazioni:
GRADO DI COPERTURA DEGLI INSEGNAMENTI NELLA RILEVAZIONE DELL'OPINIONE DEGLI STUDENTI FREQUENTANTI e RAPPORTO
QUESTIONARI COMPILATI/QUESTIONARI ATTESI
Nel corso dell'anno accademico 2011/12 i questionari totali raccolti sono stati 10.960 a fronte dei 12.642 dell'anno accademico precedente. Il numero degli
studenti iscritti per l'anno accademico di riferimento è stato pari a 8.572 con un aumento del 6,29% rispetto al 2010-2011 in cui era stato pari a 8.064. La
popolazione studentesca frequentante, calcolata considerando solo chi ha dichiarato di compilare il questionario per la prima volta, è pari a 3.213 studenti
di cui 1.671 femmine, 1.500 maschi e 42 non risposte su un numero di iscritti regolari pari a 4.649. Si può quindi ipotizzare che il grado di copertura
complessivo del monitoraggio è pari al 69,11% del totale dei potenziali frequentanti. Tuttavia va segnalato che tale percentuale potrebbe essere superiore
in quanto non è stato rilevato l'anno di iscrizione dello studente.
Gli insegnamenti attivati (al netto delle mutuazioni e delle esercitazioni) per l'anno accademico 2011/2012 sono stati pari a 678 di questi 607 sono stati
oggetto di rilevazione e valutazione con un grado di copertura del 89,5% in leggero aumento rispetto all'anno precedente, quando il valore era pari
al'89,0%. Nettamente positivo il dato che vede crescere, tra gli a.a. 2005/05 e 2011/12, la copertura degli insegnamenti monitorati dal 61,7% all'89,5%
interessando in modo generalizzato la quasi totalità dei Dipartimenti, sia pure in un regime di progressiva contrazione dell'offerta formativa.
Come per il passato il NdV, pur verificando che in alcuni casi il numero di questionari si attestava su valori molto bassi, ha comunque preferito procedere
alla valutazione della totalità degli insegnamenti rilevati. In Allegato 3.1 si riporta il grado di copertura complessivo degli ultimi 7 anni.
Il numero di insegnamenti attivati è calato di 84 unità ma si è mantenuto abbastanza costante il grado di copertura del monitoraggio. Il risultato può
considerarsi ampiamente soddisfacente se si tiene in considerazione l'introduzione del nuovo sistema di monitoraggio attraverso procedure informatiche
che ha prodotto inevitabili difficoltà di gestione iniziale. Il rapporto tra insegnamenti attivati e insegnamenti valutati (grado di copertura), ha registrato
risultati ampiamente positivi (oltre il 90% di copertura) per 5 dei 7 Dipartimenti oggetto dell'analisi (Grafico 1 Allegato 3.2) e per il corso interdipartimentale
in Scienze organizzative e gestionali dove, data la sua peculiarità di corso di soli frequentanti, il campione monitorato è pari al 100%. Fanno eccezione
due dipartimenti (Disbec e Disucom) per cui si può ipotizzare che l'introduzione del nuovo sistema necessiti di maggiore periodo di rodaggio. Nel dettaglio
(Tabella 2 Allegato 3.3) del grado di copertura degli insegnamenti diviso per Dipartimenti con l'aggiunta dell'informazione sul dato relativo al numero di
questionari raccolti.
Grado di copertura per dipartimento:
DAFNE
Per l'anno di riferimento, il Dipartimento DAFNE (Dipartimento per l'agricoltura , le foreste, la natura, l'energia) presenta un'offerta formativa così
composta:
- 2 corsi di laurea triennale (Scienze agrarie e ambientali, Scienze e tecnologie per la conservazione delle foreste e della natura corso replicato su due
sedi, Viterbo e Cittaducale - Rieti)
- 3 corsi di laurea magistrale (Biotecnologie agrarie e ambientali, Conservazione e restauro dell'ambiente forestale e difesa del suolo, Scienze agrarie e
ambientali)
All'interno del Dipartimento sono attivi ad esaurimento un Corso di laurea triennale (Scienze e tecnologie agrarie ambientali) e due corsi di laurea
magistrale (Biotecnologie per la sicurezza e la qualità delle produzioni agrarie e Scienze e tecnologie agrarie ) i cui dati sono stati raccolti ed inseriti nelle
tabelle ma non elaborati graficamente. La raccolta, l'elaborazione e la valutazione dei risultati riguardanti il Dipartimento non ha presentato particolari
problemi. Il numero di questionari raccolti è pari a 1835 distribuiti su 106 insegnamenti monitorati. Gli insegnamenti attivati sono stati 112. Il grado di
copertura del monitoraggio è pari al 94,64%. Il campione di indagine è pari a 421 studenti calcolato come numero di studenti che dichiarano di aver
compilato un questionario per la prima volta per un insegnamento afferente al Dipartimento oggetto di analisi. Il numero degli studenti iscritti regolari ai
corsi di laurea del DAFNE è pari a 444.
DEB
Per l'anno di riferimento, il Dipartimento DEB (Dipartimento di scienze biologiche ed ecologiche) presenta un'offerta formativa così composta:
- 2 corsi di laurea triennale (Scienze biologiche, scienze ambientali)
- 2 corsi di laurea magistrale (Biologia cellulare e molecolare e Conservazione della Natura)
La raccolta, l'elaborazione e la valutazione dei risultati riguardanti il Dipartimento non ha presentato particolari problemi. Il numero di questionari raccolti è
pari a 1592 distribuiti su 77 insegnamenti monitorati. Gli insegnamenti attivati sono stati 85. Il grado di copertura del monitoraggio è pari al 90,5%. Il
campione di indagine è pari a 527 studenti calcolato come numero di studenti che dichiarano di aver compilato un questionario per la prima volta per un
insegnamento afferente al Dipartimento oggetto di analisi. Il numero degli studenti iscritti regolari ai corsi di laurea del DEB è pari a 502.
DEIM
Per l'anno di riferimento, il Dipartimento DEIM (Dipartimento di Economia e Impresa) presenta un'offerta formativa così composta:
- 2 corsi di laurea triennale (Economia aziendale, Economia e legislazione per l'impresa)
- 2 corsi di laurea magistrale (Consulenza e controllo aziendale e Marketing e qualità)
La raccolta, l'elaborazione e la valutazione dei risultati riguardanti il Dipartimento non ha presentato particolari problemi. Il numero di questionari raccolti è
pari a 2701 distribuiti su 82 insegnamenti monitorati. Gli insegnamenti attivati sono stati 88. Il grado di copertura del monitoraggio è pari al 92,20%. Il
campione di indagine è pari a 625 studenti calcolato come numero di studenti che dichiarano di aver compilato un questionario per la prima volta per un
insegnamento afferente al Dipartimento oggetto di analisi. Il numero degli studenti iscritti regolari ai corsi di laurea del DEIM è pari a 708.
DIBAF
Per l'anno di riferimento, il Dipartimento DIBAF (Dipartimento per la Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali) presenta un'offerta
formativa così composta:
- 3 corsi di laurea triennale (Biotecnologie, Scienze forestali e ambientali, Tecnologie alimentari ed enologiche)
- 3 corsi di laurea magistrale (Biotecnologie agrarie e ambientali, Conservazione e restauro dell'ambiente forestale e difesa del suolo, Scienze agrarie e
ambientali)
La raccolta, l'elaborazione e la valutazione dei risultati riguardanti il Dipartimento non ha presentato particolari problemi. Il numero di questionari raccolti è
pari a 905 distribuiti su 71 insegnamenti monitorati. Gli insegnamenti attivati sono stati 77. Il grado di copertura del monitoraggio è pari al 92,20%. Il
campione di indagine è pari a 225 studenti calcolato come numero di studenti che dichiarano di aver compilato un questionario per la prima volta per un
insegnamento afferente al Dipartimento oggetto di analisi . Il numero degli studenti iscritti regolari ai corsi di laurea del DIBAF è pari a 396.
DISBEC
Per l'anno di riferimento, il Dipartimento DISBEC (Dipartimento di Scienze dei beni culturali) presenta un'offerta formativa così composta:
- 1 Corso di laurea triennale (Conservazione dei beni culturali)
- 2 corsi di laurea magistrale (Archeologia e Storia dell'arte e tutela dei beni storico artistici)
La raccolta, l'elaborazione e la valutazione dei risultati riguardanti il Dipartimento non ha presentato particolari problemi. Il numero di questionari raccolti
per il DISBEC è pari a 569.
Gli insegnamenti attivati sono stati 80 quelli valutati 70. Il grado di copertura del monitoraggio è 87,50%. Il campione di indagine è pari a 194 studenti
calcolato come numero di studenti che dichiarano di aver compilato un questionario per la prima volta per un insegnamento afferente al Dipartimento
oggetto di analisi. Il numero degli studenti iscritti regolari ai corsi di laurea del DISBEC è pari a 244.
DISTU
Per l'anno di riferimento, il Dipartimento DISTU (Dipartimento di Istituzioni linguistico-letterarie, comunicazionali e storico-giuridiche dell'Europa) presenta
un'offerta formativa così composta:
- 2 corsi di laurea triennale (Scienze della pubblica amministrazione e Lingue e culture moderne)
- 2 corsi di laurea magistrali (Comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità e Lingue
La raccolta, l'elaborazione e la valutazione dei risultati riguardanti il Dipartimento non ha presentato particolari problemi. Il numero di questionari raccolti è
pari a 1160 distribuiti su 83 insegnamenti monitorati. Gli insegnamenti attivati sono stati 86. Il grado di copertura del monitoraggio è pari al 96,51%. Il
campione di indagine è pari a 525 studenti calcolato come numero di studenti che dichiarano di aver compilato un questionario per la prima volta per un
insegnamento afferente al Dipartimento oggetto di analisi . Il numero degli studenti iscritti regolari ai corsi di laurea del DISTU è pari a 910.
DISUCOM
Per l'anno di riferimento, il Dipartimento DISUCOM (Dipartimento di Scienze umanistiche, della comunicazione e del turismo) presenta un'offerta formativa
così composta:
- 2 corsi di laurea triennale (Scienze della comunicazione e Lettere moderne)
- 1 Corso di laurea magistrale (Filologia moderna)
La raccolta, l'elaborazione e la valutazione dei risultati riguardanti il Dipartimento non ha presentato particolari problemi. Il numero di questionari raccolti
per il DISUCOM è pari a 559. Essendo il Dipartimento nato dalla ristrutturazione delle facoltà di Lingue e letterature straniere moderne e Scienze politiche
comprende corsi provenienti da entrambi le facoltà: non è pertanto possibile fare un confronto con il numero e i risultati dei questionari dei monitoraggi per
gli anni precedenti.
La raccolta, l'elaborazione e la valutazione dei risultati riguardanti il Dipartimento non ha presentato particolari problemi. Il numero di questionari raccolti
per il DISUCOM è pari a 559.
Gli insegnamenti attivati sono stati 93 quelli valutati 61. Il grado di copertura del monitoraggio è 65,59%. Il campione di indagine è pari a 220 studenti
calcolato come numero di studenti che dichiarano di aver compilato un questionario per la prima volta per un insegnamento afferente al Dipartimento
oggetto di analisi . Il numero degli studenti iscritti regolari ai corsi di laurea del DISUCOM è pari a 317.
Corso Interdipartimentale in Scienze Organizzative e Gestionali
SOGE
Il Corso interdipartimentale in Scienze Organizzative e Gestionali (SOGE) è organizzato in 4 curricula: tre frequentati da allievi delle Forze Armate
(Aeronautica Militare, Marina, Esercito) ed uno offerto ai civili. Proprio per questa natura, parte delle lezioni si svolgono presso strutture militari. Per tali
motivi ed allo scopo di evitare distorsioni nella rappresentazione dei dati, il corso è stato esaminato a parte. Per quanto riguarda l'inserimento dati
nell'ambito della rilevazione annuale nuclei, le informazioni relative a questo corso sono state considerate nel Dipartimento DEIM per analogia con le
statistiche ministeriali.
La raccolta, l'elaborazione e la valutazione dei risultati riguardanti il Corso interfacoltà non ha presentato particolari problemi. Il numero di questionari
raccolti è pari a 1639 distribuiti su 57 insegnamenti monitorati . Gli insegnamenti attivati sono stati 78 ma di questi 21 non prevedono didattica frontale e
pertanto gli insegnamenti monitorabili sono 57. Il grado di copertura del monitoraggio è pari al 100%. Il campione di indagine è pari a 476 studenti
calcolato come numero di studenti che dichiarano di aver compilato un questionario per la prima volta per un insegnamento afferente al Dipartimento
oggetto di analisi. Il numero degli studenti iscritti regolari al Corso di laurea SOGE è pari a 1128.
LIVELLI DI SODDISFAZIONE DEGLI STUDENTI FREQUENTANTI e ANALISI ASPETTI CRITICI EVIDENZIATI DALLA RILEVAZIONE STUDENTI
FREQUENTANTI:
Seguendo le note tecniche dell'ANVUR il Nucleo di Valutazione ha analizzato le risposte ai questionari a livello di Ateneo e di Dipartimento suddividendo
le rilevazioni in merito alle attività didattiche in tre categorie di risposta: giudizio positivo, giudizio negativo, mancata risposta.
Nelle analisi effettuate sulla base delle risposte positive e/o negative la criticità di un singolo aspetto (domanda) è stata evidenziata in relazione alla media
e alla mediana di Ateneo. In particolare per ogni corso di studio sono state commentate le domande che presentano uno scostamento maggiore del 10%
rispetto alla media/mediana dell'insieme dei corsi appartenenti ad un determinato livello di formazione (triennale o magistrale). Gli indicatori deviazione
standard e coefficiente di variazione hanno permesso di capire la variabilità dei risultati a livello di ateneo: il primo con riferimento ai singoli aspetti indagati
(domande); il secondo permette di mettere a confronto la variabilità tra le domande.
Quindi per ogni domanda sono stati calcolati i valori medi ottenuti assegnando i seguenti punteggi alle singole risposte, mantenendo pertanto la stessa
scala della precedente rilevazione:
- nessuna risposta: dato non considerato
- risposta DECISAMENTE NO: 2 punti
- risposta PIÙ NO CHE SÌ: 5 punti
- risposta PIÙ SÌ CHE NO: 7 punti
- risposta DECISAMENTE SÌ: 9 punti
La media aritmetica assume il valore di 5,75 anche se non può essere considerata come valore di piena sufficienza. Indipendentemente dall'importanza
del valore matematico, la media rappresenta uno strumento utile anche per la rappresentazione grafica dei risultati a livello di Ateneo, Dipartimento o
Corso di laurea.
Per quanto riguarda la valutazione complessiva degli insegnamenti (domanda 33 -Sono complessivamente soddisfatto di come è stato svolto questo
insegnamento?; domanda 21 nei file allegati) il Nucleo di Valutazione (NdV,), nell'analisi a livello di Dipartimento, ha seguito le indicazioni del CNVSU che
ha inteso valutare positivamente gli insegnamenti in cui il numero delle risposte positive (Decisamente Sì, Più Sì che No) alla domanda suddetta fosse
superiore a quello delle risposte negative (Decisamente No, Più No che Sì) assegnando di fatto alle coppie di risposte negative o positive - un uguale
peso. Ne è scaturita un'analisi degli insegnamenti rilevati con valutazione positiva nel caso in cui la somma algebrica delle risposte dei questionari alla
domanda fosse uguale o maggiore di zero. Nei capitoli di ogni Dipartimento è possibile leggere: in forma aggregata la distribuzione dei singoli
insegnamenti nelle diverse classi di risposta positiva e negativa, la valutazione complessiva dell'insegnamento, il totale dei crediti e il numero dei
questionari. I risultati sono stati analizzati in riferimento alle variabili del modello A.18.1 Doc 9/02 del CNVSU fornito con le note tecniche.
Allo scopo di evidenziare eventuali criticità in tutte le analisi sono stati introdotti alcuni grafici di confronto dei risultati ottenuti.
Analisi dei punti di forza e delle criticità
A livello di ateneo non emergono particolari criticità poiché si assiste ad una soddisfazione degli studenti frequentanti sempre superiore al 70% (Allegato
3.2). Anche a livello si singolo corso di studio non si evidenziano situazioni diffuse caratterizzate da forte criticità ossia in cui la maggior parte degli studenti
esprimono un giudizio negativo (> 50%). Ridotto è il numero degli insegnamenti in cui le risposte negative alla domanda 21 (Sono complessivamente
soddisfatto di questo insegnamento?) eccedono quelle positive (31 versus 607), ossia il 5.1% del totale; tale percentuale è stata 6,5% nella relazione del
2012 e 5.8% in quella del 2011.
Quindi, le criticità di seguito evidenziate hanno spesso l'obiettivo di stimolare il miglioramento delle performance didattiche come previsto dal processo di
assicurazione di qualità (AVA).
Analisi per Dipartimento (allegati 3.2 e 3.3)
DAFNE
Lauree triennali. I punti di maggiore criticità riguardano la domanda 8 Le conoscenze preliminari da me possedute sono risultate sufficienti per la
comprensione degli argomenti trattati? e la domanda 14 La frequenza alle lezioni è accompagnata da una regolare attività di studio?. Da evidenziare che
un altro corso di laurea della classe 25 (Scienze forestali e ambientali del Dibaf) presenta le stesse criticità. Per il corso di Scienze agrarie e ambientali si
segnala una maggiore attenzione al carico di studio e all'organizzazione complessiva degli insegnamenti (domande 1 e 2), mentre il 17% degli studenti
della sede distaccata di Cittaducale richiedono una maggiore attenzione al rispetto degli orari di svolgimento dei corsi (domanda 4).
Lauree magistrali. Le principali criticità riguardano il corso di laurea in Scienze agrarie e ambientali che manifesta scostamenti apprezzabili dalla media di
ateneo per numerose domande. In particolare si segnala una caduta della soddisfazione complessiva sui singoli corsi (domanda 21) e sulle modalità di
esame (domanda n. 3).
DEB
Lauree triennali. I punti di maggiore criticità riguardano le domande 1 Il carico di studio complessivo degli insegnamenti ufficialmente previsti nel periodo
(trimestre, semestre, anno) di riferimento è accettabile?, 9 Il docente stimola/motiva l'interesse verso la disciplina da lui insegnata?, 10 Il docente espone
gli argomenti in modo chiaro?, 15 Il carico di studio richiesto da questo insegnamento è proporzionato ai crediti assegnati? e 21 Sono complessivamente
soddisfatto di questo insegnamento?. Scienze biologiche manifesta un maggior numero di punti di attenzione rispetto a Scienze ambientali.
Lauree magistrali. La principale criticità riguardano le domande 1 e 2 (Il carico di studio complessivo degli insegnamenti previsti nel periodo di riferimento è
accettabile?; L'organizzazione complessiva degli insegnamenti previsti in questo periodo è accettabile?) che raggiungono livelli di insoddisfazione molto
elevati. Altro punto critico, soprattutto per Biologia cellulare e molecolare, riguarda la domanda Il carico di studio richiesto da questo insegnamento è
proporzionato ai crediti assegnati?, mentre una percentuale apprezzabile degli studenti del corso in Conservazione della natura non accompagna la
frequenza alle lezioni con una regolare attività di studio (domanda 14)
DEIM
Lauree triennali. La principale criticità riguarda le infrastrutture, in primo luogo le aule (domanda 18). Una percentuale apprezzabile degli studenti del corso
in Economia e legislazione per l'impresa non accompagna la frequenza alle lezioni con una regolare attività di studio (domanda 14).
Lauree magistrali. L'unica criticità degna di rilievo riguarda la domanda 14 (La frequenza alle lezioni è accompagnata da una regolare attività di studio?)
del corso Marketing e qualità.
DIBAF
Lauree triennali. Le principali criticità riguardano il corso di Scienze forestali e ambientali; gli studenti manifestano attenzione alle domanda 8 Le
conoscenze preliminari da me possedute sono risultate sufficienti per la comprensione degli argomenti trattati?, 14 La frequenza alle lezioni è
accompagnata da una regolare attività di studio? (questa riguarda tutti i corsi), 15 Il carico di studio richiesto da questo insegnamento è proporzionato ai
crediti assegnati? e 18 Le aule in cui si svolgono le lezioni sono adeguate?.
Lauree magistrali. La principale criticità riguarda la domanda 3 Le modalità di esame sono state definite in modo chiaro?
DISBEC
Lauree triennali. Il principale aspetto a cui prestare particolare attenzione riguarda l'organizzazione complessiva degli insegnamenti del corso di
Archeologia (domanda 2)
Lauree magistrali. Anche per questi corsi il principale aspetto a cui prestare particolare attenzione riguarda l'organizzazione complessiva degli
insegnamenti (domanda 2) e per Storia dell' arte e tutela dei beni storico-artistici al carico di studio complessivo degli insegnamenti previsti nel periodo di
riferimento (domanda 1). Sempre per Storia dell' arte e tutela dei beni storico-artistici potrebbe essere opportuno prestare attenzione anche al carico di
studio richiesto dai singoli insegnamenti (domanda 15).
DISTU
Lauree triennali. Le criticità riguardano l'organizzazione didattica di Lingue e culture moderne (domande 1 e 2) nonché le modalità di esame (domanda 3).
Lauree magistrali. Anche in questo caso le criticità riguardano l'organizzazione del corso di Lingue e culture per la comunicazione internazionale
(domande 1 e 2). Un parte apprezzabile degli studenti del corso di caso di Comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità dichiara di non avere
conoscenze preliminari sufficienti per la comprensione degli argomenti trattati (domanda 8)
DISUCOM
Lauree triennali. Le principali criticità riguardano il corso di Scienze della Comunicazione. In particolare gli studenti desiderano un maggiore chiarimento
sulle modalità d'esame (domanda 3) e lezioni maggiormente aderenti al programma descritto nella presentazione dell'insegnamento (domanda 6).
Lauree magistrali. Per il Corso di Filologia moderna prestare attenzione all'organizzazione complessiva degli insegnamenti (domanda 2).
Corso SOGE
Gli studenti richiedono maggiore attenzione nella predisposizione del materiale didattico (domanda 16) e alle infrastrutture didattiche (domanda 18). Nel
caso dell'Esercito il livello di soddisfazione è più basso (in primo luogo domanda 21) mentre il maggiore gradimento è espresso dagli studenti della Marina.
Allo scopo di svolgere un'analisi quanto più dettagliata possibile si è diviso il questionario in 5 sezione che si sono puntualmente analizzate a livello di
dipartimento:
- Sezione A Organizzazione del corso di studi (domande 1-2; 13-14 del questionario completo)
- Sezione B Organizzazione di questo insegnamento (domande 3-7; 15-19 del questionario completo),
- Sezione C Attività didattica e studio (domande 8-17; 20-29 questionario completo),
- Sezione D Infrastrutture (domande 18-19; 30-31 del questionario completo)
- Sezione E Interesse e soddisfazione (domande 20-21; 32-33 del questionario completo).
Nell'Allegato 3.2. le specificità dell'analisi in oggetto aggregate a livello di ateneo e di dipartimento.
SEZIONE A
I risultati migliori nel giudizio relativo all'adeguatezza del carico didattico si riscontrano nel Dipartimento Disbec (6,94 su scala 9,00) mentre il valore
maggiormente positivi in materia di organizzazione complessiva è quello ottenuto dal corso di studi interdipartimentale Scienze Organizzative e Gestionali
(6,88) che all'interno di questa sezione ottiene anche la migliore valutazione. Valori appena sufficienti sono raggiunti da Distu e Deb. Tutti i Dipartimenti
non riportano mai valori inferiori alla sufficienza programmatica.
SEZIONE B
L'Ateneo di Viterbo raccoglie giudizi globalmente positivi anche per l'aspetto riguardante l'organizzazione degli insegnamenti (7,39 su 9,00), dato
abbastanza in linea con quello registrato lo scorso anno (7,70 su base 9,00) a tal proposito è possibile confrontare Relazione Valutazione delle attività
didattiche da parte degli studenti frequentanti a.a. 2010/2011 reperibile sul sito del CNVSU all'indirizzo:
https://nuclei.cineca.it/2010/documenti/35/sez1/pr1_Relazione_Tuscia.zip. Nel dettaglio tutti i Dipartimenti hanno ricevuto una valutazione molto positiva e
mai inferiore al 6.
I Dipartimenti maggiormente apprezzati in questa sezione risultano essere Disucom e Disbec. L'organizzazione degli insegnamenti riporta la media più
alta tra sezioni del questionario nonché l'intervallo minore tra il valore minimo e quello massimo, evidenziando così l'attenzione dell'Ateneo a questo
aspetto fondamentale della vita didattica degli studenti.
SEZIONE C
Anche nella sezione dedicata all'attività didattica e di studio il Disbec è il Dipartimento maggiormente apprezzato dagli studenti. È comunque opportuno
segnalare che l'intero Ateneo riporta una media di valutazione superiore al 7 e che i Dipartimenti valutati in maniera peggiore riportano valori superiori al
6.80.
SEZIONE D
Dall'analisi della sezione D il valore medio risulta più contenuto rispetto alle altre aree oggetto di analisi. A seguito del confronto con le altre sezioni e con
le valutazioni degli anni precedenti, le infrastrutture (domanda 17 e 19) rappresentano una criticità su cui concentrare l'attenzione per i prossimi anni
accademici. Tra le 2 domande in analisi è presente un quesito sulle infrastrutture relative alle attività integrative. Già dall'analisi dei dati generali di Ateneo
e nelle relazioni degli anni precedenti, si è rilevata un'errata compilazione da parte degli studenti: per lo stesso insegnamento infatti vengono riportate al
tempo stesso valutazioni positive, negative e la dichiarazione che tali attività siano non previste. Per questa sezione composta da sole due domande il
peso delle risposte alle domande sulle attività integrative influisce in maniera significativa sulla media.
SEZIONE E
Gli studenti dell'Ateneo dimostrano di essere generalmente interessati all'offerta formativa proposta. Relazionando i dati di questa sezione con quelli della
B (organizzazione degli insegnamenti) emerge un risultato globalmente positivo indicativo di un'offerta formativa interessante e ben organizzata. La
sezione E rappresenta un altro punto di forza dell'Università: la valutazione media dell'Ateneo raggiunge un valore di soddisfazione oltre l'80%. Tutti i
Dipartimenti superano il valore 7,00 ed il Disbec riporta il valore più alto tra tutte le sezioni di tutti i Dipartimenti (7,88 su 9,00).
All'interno di ogni dipartimento si è proceduto all'anali e alla comparazione dei corsi di studio (divisi tra triennali e magistrali).
Criticità
L'analisi delle criticità emerse dall'indagine, evidenzia la permanenza di problemi cronici dell'Ateneo. Tra le più evidenti, a giudizio degli studenti, possiamo
registrare:
- Attività integrative. In relazione alle domande 17 (Le attività didattiche integrative (esercitazioni, laboratori, seminari) sono utili ai fini dell'apprendimento?)
e 19 (I locali e le attrezzature per le attività didattiche e integrative sono adeguati?) si richiede ai Consigli di corso di studio di dichiarare i corsi per i quali è
stata prevista l'attività didattica integrativa, al fine di migliorare la comprensione immediata delle domande da parte degli studenti e di raccogliere, quindi,
risposte significative.
- Razionalizzazione della didattica. Dal complesso delle valutazioni emerge una forte richiesta, a cui occorre dare risposte adeguate, di razionalizzazione
dell'attività didattica. Si suggerisce a tal riguardo di evitare la concentrazione dei corsi in tempi eccessivamente brevi (trimestri o quadrimestri), di evitare la
sovrapposizione di argomenti tra insegnamenti affini e allo stesso tempo di calibrare meglio l'attività di studio previsto nel periodo.
- Infrastrutture, che presentano motivo di malcontento per una componente considerevole degli studenti monitorati con particolare riferimento ai
Dipartimenti DEIM, DEB e al corso SOGE. Da rilevare che l'insoddisfazione riguarda prevalentemente i locali e le attrezzature per le attività didattiche
integrative.
- Scarse conoscenze preliminari per la comprensione degli argomenti trattati (particolarmente riscontrabili nei corsi di laurea scientifici) e una non regolare
attività di studio durante la frequenza delle lezioni. Il fatto che gli studenti ammettano di essere in possesso di nozioni preliminari inadeguate, rispetto a
quanto necessario per la comprensione degli argomenti dei corsi, richiama di nuovo la necessità per l'Ateneo di potenziare i cosiddetti corsi di livellamento
e/o di tutorato, quelli cioè che assicurano una preparazione di base per quanti ne siano sprovvisti. Particolare attenzione va rivolta alle attività di tutorato
per i corsi a maggiore complessità. Per ciò che riguarda gli studenti del primo anno altra via di intervento è rappresentata dall'orientamento e dai test di
ingresso, in modo di indirizzare al meglio nella fase iniziale del loro cammino universitario.
Nel complesso, tuttavia, tali criticità emerse non appaiono gravi, anche se va sottolineato che vengono costantemente segnalate dagli studenti nel corso
degli anni.
Punti di forza
A partire dal corrente anno accademico (2011-12) è stata avviata in Ateneo, collaborazione di uffici di supporto quali i Servizi Informativi, la
sperimentazione della nuova procedura di rilevazione online delle opinioni degli studenti. La sperimentazione ha visto una fase di beta testing (I semestre)
che ha coinvolto il personale dell'amministrazione centrale e una fase di messa a punta da parte del personale dei Dipartimenti.
Gli esiti sono stati decisamente positivi (il livello di copertura dei corsi è stato soddisfacente) e sono stati resi disponibili per i docenti già al termine del
semestre, i risultati della valutazione. Questo risultato ha indotto gli Organi di Governo a standardizzare la procedura.
- Sono in generale apprezzate dagli studenti la chiarezza nell'esposizione degli obiettivi e delle modalità d'esame e il fatto che all'interno dell'Ateneo sia
quasi sempre il docente titolare di cattedra a svolgere le lezioni, che gli orari delle lezioni siano rispettati e che la quantità degli argomenti trattati sia
proporzionale alle lezioni svolte;
- i docenti sono valutati positivamente per la loro disponibilità a interloquire con gli studenti, per la loro reperibilità e capacità di esporre in modo chiaro
motivando l'interesse degli studenti;
Si confida attraverso la messa a punto della nuova metodologia di poter risolvere le criticità che emergono dall'analisi della valutazione in tempi più brevi
(data l'immediata pubblicazione dei dati).
In conclusione il NdV invita tutti i Dipartimenti a continuare nel processo di autovalutazione delle performance didattiche, garantendo il mantenimento dei
punti di forza ed intraprendendo quanto prima tutte le azioni necessarie per risolvere le specifiche criticità. Le azioni di intervento relativamente ai corsi di
insegnamento che non abbiano ottenuto una valutazione sufficiente sono affidate ai Direttori di Dipartimento. Alcune Dipartimenti ad esempio utilizzano i
risultati della valutazione della didattica per il rinnovo o l'affidamento di incarichi di docenza a contratto.
Il NdV auspica che i dati che emergono da tale indagine vengano non solo pubblicati sul sito Web di Ateneo, ma anche effettivamente discussi con gli
studenti, soprattutto a livello di CdS e a livello di Dipartimento e invita l'Ateneo a incentivare quanto più possibili azioni concrete in questa direzione in
accordo con quanto previsto dall'art. 10 del Regolamento sui compiti didattici e l'incentivazione dei docenti che disciplina la valutazione della didattica e le
misure da adottare in caso di criticità riscontrate nell'andamento dei corsi.
Opinione dei Laureandi
Analisi studenti laureandi triennali
Fonte:
http://www2.almalaurea.it/cgi-php/universita/statistiche/framescheda.php?anno=2011&corstipo=L&ateneo=70035&facolta=tutti&gruppo=tutti&pa=70035&classe=tutti&cors
Per l'anno solare 2011 il questionario è stato compilato da 1270 studenti di laurea triennale su 1389 laureandi (grado di copertura pari al 91,43%).
Mediamente il 47,2% si ritiene ampiamente soddisfatto del proprio corso di laurea e un 45,0% si ritiene moderatamente soddisfatto. Gli studenti
decisamente soddisfatti sono i laureandi della Facoltà di Scienze Politiche 55,7%, i meno soddisfatti quelli della facoltà di Beni Culturali (solo il 31,8%
dichiara di essere pienamente soddisfatto). Complessivamente il 74,1% dichiara di volersi iscrivere di nuovo presso il medesimo ateneo. In questo caso vi
sono punte pari all' 82,6% per gli studenti di Scienze Politiche a fronte del 56,2% dei laureati in Lingue e letterature straniere e moderne. Se si esclude il
corso interfaocltà Soge rivolto alle forze armate, gli studenti che intendono proseguire negli studi sono oltre il 70%. Molto significativo è il ricorso a
tirocini/stage nelle Facoltà scientifiche.
La principale criticità riguarda la durata media degli studi, con un ritardo alla laurea mediamente intorno ai 2 anni. Scarsa è l'attrattività di studenti stranieri
e la mobilità internazionale. Fa eccezione la Facoltà di Lingue e letterature straniere moderne dove il 38% degli studenti ha svolto periodi di studi
all'estero.
Analisi studenti laureandi magistrali:
http://www2.almalaurea.it/cgi-php/universita/statistiche/framescheda.php?anno=2011&corstipo=LS&ateneo=70035&facolta=tutti&gruppo=tutti&pa=70035&classe=tutti&co
Per l'anno solare 2011 il questionario è stato compilato da 307 studenti di laurea magistrale questionari su 320 studenti laureandi (pari al 95,93% di
copertura)
I principali punti di forza risultano la soddisfazione sul percorso di studio e tempi di conseguimento del titolo. Per quest'ultimo aspetto fa eccezione la
Facoltà di Conservazione dei beni culturali. A questo proposito si evidenzia che il voto di laurea è sensibilmente più alto rispetto a quello dei laureati
triennali.
Se si esclude la Facoltà di Scienze politiche, la maggior parte degli studenti hanno svolto tirocini/stage.
Punti critici risultano l'attrattività di studenti stranieri - presenti solo nella Facoltà di Agraria - e la mobilità internazionale.
Documenti allegati:
Allegato 7: "Allegato 3.1.pdf" (Grado di copertura ateneo)
Allegato 8: "Allegato 3.2.pdf" (Analisi Ateneo e Dipartimenti)
Allegato 9: "Allegato 3.3.pdf" (Analisi Dipartimento e Singolo Corso)
4.4 Utilizzazione dei risultati:
Diffusione dei risultati all'interno dell'Ateneo
Vista la normativa in materia di requisiti necessari per l'attivazione dei corsi di studio, e il decreto in materia di requisiti di trasparenza ( D.D. Miur 10
giugno 2008, n. 61), le Università devono rendere disponibili un insieme di informazioni sui corsi di studio attivati.
Gli Atenei sono inoltre chiamati a pubblicare e rendere accessibili sui siti internet le risultanze della valutazione degli studenti frequentanti sulle attività
didattiche.
Il Senato Accademico ha deliberato di rendere pubbliche e accessibili on line (http://moodle.unitus.it/moodlel sezione Esiti questionari valutazione studenti
frequentanti) le risultanze delle opinioni degli studenti frequentanti secondo diversi livelli di accesso (Vedi allegato 4.1)
- Seduta del 09/09/2011. Verbale n. 10 http://www.unitus.it/amm/senato/verbali/.%5C2011%5Comissis%5C10_9_9.pdf
- Seduta del 31/01/2012. Verbale n. 1 http://www.unitus.it/amm/senato/verbali/.%5C2012%5Comissis%5C1_31_01.pdf
In base all'esigenza manifestata dagli organi di governo dell'Ateneo, l'Ufficio Sistemi Informativi, utilizzando la piattaforma UniTusMoodle che già
prevedeva un'autenticazione nominale di docenti e studenti, ha predisposto un sistema di accesso controllato con diverse abilitazioni in base al ruolo
ricoperto in Ateneo. Qualora i questionari raccolti per un singolo insegnamento/modulo siano di numero inferiore a tre , viene visualizzata solo la quantità
di opinioni raccolte senza permettere l'accesso alle relative risposte al fine di tutelare l'anonimato. Qualora i questionari raccolti per un singolo
insegnamento/modulo siano di numero maggiore o uguale a tre, i dati vengono visualizzati in maniera aggregata a livello di insegnamento e in caso di
insegnamenti composti da più moduli, vengono riportate le specifiche per ogni modulo. Solo il Direttore di Dipartimento visualizza i testi delle sezioni
Suggerimenti e Note per le sole valutazioni di cui è abilitato a vedere l'esito.
Come previsto dalla legge (L.370/99) il nucleo di valutazione anche per quest'anno ha elaborato una relazione sull'opinione degli studenti frequentanti
(allegato 4.2). La relazione si compone di una struttura che, come per gli altri anni, utilizza testo e grafici per illustrare ed analizzare le differenti variabili
facilitando una rapida lettura dei dati. Si sono mantenuti importanti indicatori come ad esempio la distribuzione della valutazione degli insegnamenti per
fasce di studenti presenti in aula e l'analisi per tipologia di insegnamenti (p.e. base e caratterizzanti). Diversamente dagli anni precedenti, a seguito della
riorganizzazione delle strutture didattiche dell'Ateneo prevista dalla Legge 240/10, il numero dei questionari somministrati è stato messo in relazione non
più alle Facoltà ma ai Dipartimenti che ne hanno sostituito il ruolo. A tal proposito si precisa che si è ritenuto opportuno non confrontare i risultati dei
questionari aggregati per Dipartimento per l'anno accademico in oggetto con i risultati dei questionari aggregati per Facoltà degli anni precedenti, poiché il
passaggio da una struttura didattica all'altra ha portato ad una ridistribuzione dei corsi di laurea tale da non rendere significativa la comparazione. Rimane
invariato il confronto come per gli anni accademici precedenti dei risultati dei questionari aggregati per tipologia (laurea triennale e magistrale) tra i corsi di
laurea attivi. Copia della presente relazione sarà inviata al Rettore, al Senato Accademico, al Consiglio di Amministrazione ed ai Direttori dei Dipartimenti
per le necessarie considerazioni e le iniziative che si riterranno più opportune per migliorare e razionalizzare i processi formativi. Verrà inoltre pubblicata
sul sito web dell'Ateneo, sezione relazioni del Nucleo di Valutazione ( http://www.unitus.it/amm/nucleo/relazioni/2013/), con l'intento di divulgare a studenti
e corpo docente l'elaborazione sviluppata a partire da dati già accessibili on line secondo le modalità sopra descritte. Al singolo Direttore di Dipartimento
verrà trasmesso l'intero set di dati dei Corsi di laurea afferenti al Dipartimento da lui diretto.
Azioni di intervento promosse a seguito degli stimoli provenienti dal monitoraggio degli studenti frequentanti/dei laureandi
Vengono di seguito riportate le azioni di interevento promosse dai singoli Dipartimenti. Si specifica che in alcuni casi le informazioni riguardano i singoli
corsi di studio.
DAFNE
1. Appreso della pubblicazione online dei risultati del monitoraggio, la Direzione e i Presidenti di Corso di Studio del DAFNE hanno pubblicizzato la notizia
e promosso la loro valutazione presso tutti i Docenti del Dipartimento. Parallelamente, i Presidenti di Corso di Studio si sono fatti carico di un esame
attento delle informazioni relative ai singoli insegnamenti. Nel caso di rilievo di criticità, gli stessi Presidenti di Corso di Studio hanno quindi avviato colloqui
con i docenti coinvolti e in alcuni casi con i rappresentanti degli Studenti per cercare di analizzare collegialmente i risultati e individuare e mettere in atto
interventi condivisi utili alla risoluzione delle problematiche emerse.
Relativamente alle problematiche scaturite dall'esame dei risultati, una che ha riguardato il complesso dei corsi di laurea erogati dal DAFNE è quella del
potenziamento delle attività di esercitazione e le visite tecniche/viaggi di istruzione. A tale riguardo, a partire da questo anno accademico, verrano messe
in atto iniziative volte a favorire visite di realtà produttive selezionate che avranno carattere di multidisciplinarietà per la presenza contemporanea di
docenti provenienti da aree disciplinari diverse.
Infine, sembra utile segnalare come il monitoraggio degli studenti frequentanti sia pure stato fonte di stimoli che insieme ad altro hanno contribuito alla
rivisitazione parziale dell'offerta formativa del DAFNE.
2. I risultati del monitoraggio non sono stati utilizzati per l'incentivazione dei docenti DAFNE ritenendo che ciò potrà avvenire sono quando le valutazioni
del binomio docente-insegnamento saranno disponibili per almeno tre anni accademici e consentiranno un calcolo di valori medi e la valutazione delle
tendenze.
DEB
I dati relativi ai questionari per la valutazione della didattica da parte degli studenti frequentanti sono stati oggetto di esame, di valutazione e di riflessione
da parte del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche nell'ambito di vari contesti.
La Giunta del Dipartimento nel proporre al Consiglio i rinnovi dei contratti di insegnamento ha tenuto in grande considerazione i giudizi espressi dagli
studenti ed il Consiglio di Dipartimento ha deciso l'assegnazione dei contratti anche sulla base di queste valutazioni. Nella decisione relativa all'attivazione
di corsi di insegnamento complementari (attività formativa a scelta per lo studente), il Consiglio ha tenuto presente il grado di apprezzamento manifestato
dagli studenti sui corsi proposti nel precedente anno accademico. I Consigli di Corso di Studio hanno approfondito l'analisi delle opinioni espresse dagli
studenti apportando delle modifiche riguardo ai carichi didattici di alcuni insegnamenti e soprattutto hanno sollecitato tutti i docenti affinchè i programmi dei
corsi fossero calibrati sulla base dei CFU dell'insegnamento da loro impartito. In fase di programmazione e di stesura dell'orario delle lezioni sono stati
tenuti in grande considerazione i giudizi ed i suggerimenti espressi dagli studenti ed alcuni di loro hanno anche partecipato alla stesura dell'orario. Inoltre,
il Dipartimento si sta muovendo per sopperire, laddove è possibile, alle carenze lamentate dagli studenti relativamente ad alcune infrastrutture: come per
esempio le insufficienti postazioni presenti nell'attuale aula informatica.
DEIM
Al D.E.Im. sono attualmente incardinati 5 corsi di laurea: Economia aziendale, Ingegneria Industriale, attivo dall'a.a. 2012-2013, Scienze Organizzative e
gestionali, incardinato al D.E.Im. dall'a.a. 2012-2013, Marketing e Qualità e Amministrazione, Finanza e Controllo.
Per i corsi di laurea e laurea magistrale per i quali è possibile disporre di un dato storico ovvero Economia aziendale, il corso ad esaurimento di Economia
e Legislazione per l'Impresa, Marketing e Qualità ed Amministrazione Finanza e Controllo (prima Consulenza e Controllo aziendale) sono stati invece
stabiliti tre principali obiettivi d'uso dei questionari di valutazione, nel corso delle successive deliberazioni del Consiglio di Facoltà prima e del Consiglio di
Dipartimento poi:
1. Migliorare l'organizzazione complessiva dei corsi di studio.
2. Migliorare le prestazioni dei docenti di ruolo.
3. Migliorare la qualità della didattica dei docenti a contratto.
1. Con riferimento al primo punto, i risultati della valutazione, raccolti ed elaborati dagli uffici della Facoltà prima e del Dipartimento poi, hanno consentito
di comprendere nel corso del tempo, per i singoli corsi di studio, le principali esigenze degli studenti in tema di organizzazione dell'attività didattica al fine
di migliorare la fruizione dei corsi e l'apprendimento.
Le informazioni raccolte sono state proficuamente utilizzate nella pianificazione dell'orario delle lezioni, che ormai da più di tre anni risponde a precisi e
diversificati criteri.
Le lezioni dei corsi di laurea magistrale, rispondendo ad un'esigenza degli studenti che chiedevano una concentrazione dell'attività didattica in pochi giorni,
con un impegno orario intensivo, sono concentrate per lo più su due giorni; in questo modo si è cercato di agevolare anche gli studenti lavoratori e fuori
sede, numerosi nei corsi di laurea magistrale, che hanno tratto notevoli vantaggi organizzativi da tale pianificazione oraria.
Le lezioni dei corsi di laurea triennale invece sono articolate su tre giorni, di cui al massimo due consecutivi, per concentrare il più possibile le lezioni
lasciando giornate libere da dedicare allo studio.
2. Per quanto riguarda il secondo punto, il Consiglio di Facoltà, già a partire dal 2009, ha deliberato affinché i risultati della valutazione della didattica, fino
a quel momento non noti ai docenti interessati, venissero resi pubblici ai singoli titolari di insegnamento.
In questo modo ciascun docente ha potuto recepire i dati relativi al proprio corso e attuare nell'immediato azioni correttive.
Di recente sono state realizzate, per la seconda volta, per ciascun docente di ruolo, delle schede riepilogative con i risultati della valutazione della didattica
degli ultimi 6 anni accademici; ogni scheda contiene, per ciascun insegnamento, il dato medio della valutazione del docente confrontato con il dato medio
degli insegnamenti del Dipartimento in riferimento all'anno accademico, agli ultimi due trienni accademici e alla numerosità della classe.
I dati così raccolti e diffusi hanno consentito l'avvio di un processo di autovalutazione dei singoli docenti, dato che ciascuno è messo nella condizione di
conoscere le criticità del corso e attuare le azioni correttive adeguate al complessivo miglioramento della didattica erogata.
3. Per quanto concerne il terzo punto, è stata posta particolare attenzione nei confronti della valutazione della didattica erogata dai docenti a contratto; i
risultati della valutazione, su delibera del Consiglio di Facoltà, possono costituire specifico titolo di valutazione comparativa per l'assegnazione del
contratto. L'intento principale del Dipartimento è quello di garantire un'offerta formativa di eccellenza, anche attraverso un'accurata selezione della
docenza a contratto che ricopre incarichi di insegnamento all'interno dei singoli corsi di laurea.
DIBAF
Corsi di studio:
Tecnologie Alimentari ed Enologiche (Classe L-26)
Sicurezza e Qualità Agroalimentare (Classe LM-69/LM 70)
a) Diffusione dei risultati all'interno dell'Ateneo. La sintesi dei risultati della rilevazione dell'opinione degli studenti frequentanti è stata presentata dal
Coordinatore nell'ambito del CdS. Ove necessario, il Coordinatore ha discusso con i singoli docenti le cause delle criticità segnalate. E' stato dato incarico
al presidio di qualità del CdS di elaborare degli indicatori di sintesi delle risposte degli studenti, da utilizzare per valutare le criticità della didattica erogata.
Lo schema di analisi sarà utilizzato dal CdS per definire eventuali azioni correttive (ripartizione del carico didattico, organizzazione del calendario delle
prove in itinere, individuazione di propedeuticità, definizione degli obiettivi formativi, etc.), rimandando alla responsabilità dei singoli docenti l'individuazione
di azioni specifiche per il miglioramento delle performances. I risultati della valutazione degli studenti frequentanti e dei laureati (disponibile sulla
piattaforma Alma Laurea) sono stati utilizzati per l'elaborazione della scheda di riesame.
b) Azioni di intervento promosse a seguito degli stimoli provenienti dal monitoraggio degli studenti frequentanti/dei laureandi. Nella definizione del
calendario accademico è stata prolungata la durata delle sessioni d'esame, sono stati introdotti appelli di esame mensili, sono stati effettuati controlli sul
completamento delle informazioni sulla piattaforma web relative ai singoli insegnamenti. Grazie al supporto del personale della segreteria didattica e alla
collaborazione dei docenti, è stato inoltre possibile ottimizzare la raccolta dei questionari. La valutazione degli studenti è stata presa in considerazione
definizione dei Manifesti e dell'efficacia delle mutazioni.
c) Eventuale utilizzazione dei risultati ai fini della incentivazione dei docenti. Al momento, DIBAF non ha predisposto azioni specifiche di incentivazione dei
docenti sulla base dei risultati della valutazione degli studenti frequentanti. Nella definizione dei criteri di incentivazione dei docenti, si dovrà, però, tener
conto del fatto che, in particolare per il corso di Tecnologie Alimentari ed Enologiche, gli studenti frequentanti sono una parte minoritaria degli studenti
iscritti, il che richiede un impegno importante da parte dei docenti nell'attività di tutoraggio, attività per la quale non sono stati approntati strumenti di
valutazione.
Corsi di studio:
Scienze Forestali e Ambientali (Classe L-25)
Scienze Forestali e Ambientali (Classe LM73).
a) diffusione dei risultati all'interno dell'Ateneo: i risultati della rilevazione dell'opinione degli studenti frequentanti sono stati resi disponibili ai singoli docenti
e ai coordinatori di CdS su piattaforma informatica. I risultati dei questionari non sono stati resi pubblici ma, durante i CdS, il coordinatore ha riportato in
sintesi gli esiti degli stessi. Ove necessario, il coordinatore ha discusso con i singoli docenti le cause delle criticità segnalate. E' stato dato incarico al
presidio di qualità del
CdS di elaborare degli indicatori di sintesi delle risposte degli studenti, da utilizzare per la definizione di una graduatoria dei docenti che riesca ad
evidenziare scostamenti (positivi e negativi) dalla mediana di riferimento per il corso di studio. Lo schema di analisi sarà discusso in CdS e quindi utilizzato
per individuare azioni correttive sul piano dell'organizzazione della didattica (ripartizione del carico didattico, organizzazione del calendario per consentire
prove in itinere, individuazione di propedeuticità, definizione degli obiettivi formativi, etc.) rimandando alla responsabilità dei singoli docenti l'individuazione
delle azioni specifiche per il miglioramento delle performances sulla base dei risultati di dettaglio disponibili sulla piattaforma moodle. I risultati sia della
valutazione degli studenti frequentanti, sia quella dei laureati (disponibile sulla piattaforma
Alma Laurea), sono stati utilizzati per elaborare la scheda di riesame (ANVUR) e per definire i punti di forza e di debolezza dei due corsi di studio.
b) azioni di intervento promosse a seguito degli stimoli provenienti dal monitoraggio degli studenti
frequentanti/dei laureandi: nella definizione del calendario accademico è stata prolungata la durata delle sessioni d'esame, sono stati introdotti appelli
d'esame mensili, sono stati effettuati controlli sul completamento delle informazioni sulla piattaforma web relative ai singoli insegnamenti. Grazie al
supporto del personale della segreteria didattica e alla collaborazione dei docenti, è stato inoltre possibile ottimizzare la raccolta dei questionari. Della
valutazione si terrà inoltre conto nella
definizione dei Manifesti e nella valutazione di docenti esterni.
c) eventuale utilizzazione dei risultati ai fini della incentivazione dei docenti: non sono stati al momento predisposte azioni specifiche di incentivazione dei
docenti sulla base dei risultati della valutazione degli studenti. L'elaborazione di indicatori e di mediane di riferimento per i due corsi di studio, potrà però
consentire già dal prossimo A.A. di attivare meccanismi incentivanti.
Corso di studio:
Biotecnologie (L-2)
a) diffusione dei risultati all'interno dell'Ateneo: i risultati della rilevazione dell'opinione degli studenti frequentanti sono stati resi disponibili ai singoli docenti
e ai coordinatori di CdS su piattaforma informatica. Il Presidio di Qualità del CdS di Biotecnologie (ora denominato Gruppo di Riesame) ha analizzato i
questionari al fine di valutare il trend complessivo del CdS, con riferimento ai quesiti riferibili all'organizzazione generale del CdS, e l'eventuale presenza di
insegnamenti con criticità, attraverso le risposte ai quesiti relativi al singolo insegnamento. Le relazioni del presidio sono state inviate a tutti i docenti del
CdS e discusse durante le riunioni del Consiglio di CdS. Ove necessario, il coordinatore ha discusso con i singoli docenti le cause delle criticità segnalate.
I risultati sia della valutazione degli studenti frequentanti, sia quella dei laureati (disponibile sulla piattaforma Alma Laurea), sono stati utilizzati per
elaborare la scheda di riesame (ANVUR) e per definire i punti di forza e di debolezza dei due corsi di studio.
b) azioni di intervento promosse a seguito degli stimoli provenienti dal monitoraggio degli studenti frequentanti/dei laureandi: sono state promosse le azioni
di seguito elencate. Attenta analisi delle valutazioni dei singoli insegnamenti mettendole in relazione con le percentuali di superamento dei relativi esami
così da evidenziare situazioni critiche ed introdurre tempestivamente correttivi. Si è avviata anche una analisi comparativa dei programmi degli
insegnamenti con l'obiettivo di un maggiore coordinamento e armonizzazione degli stessi per evitare sovrapposizione, inserire argomenti per i quali
emergono carenze (es. argomenti propedeutici ad altri insegnamenti) e individuare propedeuticità fortemente consigliate. I docenti sono stati invitati a
svolgere esoneri durante lo svolgimento dell'insegnamento sia per stimolare gli studenti allo studio durante il semestre che per fornire al docente
un'ulteriore strumento di autovalutazione riguardo la qualità e l'efficacia del suo insegnamento. E' stata prolungata la durata delle sessioni d'esame e sono
stati introdotti appelli d'esame mensili, sono stati effettuati controlli sul completamento delle informazioni nella piattaforma web relative ai singoli
insegnamenti. Grazie al supporto del personale della segreteria didattica e alla collaborazione dei docenti, è stato inoltre possibile ottimizzare la raccolta
dei questionari. Della valutazione si terrà inoltre conto nella definizione dei Manifesti e nella valutazione di docenti esterni.
c) eventuale utilizzazione dei risultati ai fini della incentivazione dei docenti: non sono stati al momento predisposte azioni specifiche di incentivazione dei
docenti sulla base dei risultati della valutazione degli studenti. Il Consiglio del CdS si è espresso nel senso di prevedere tra i criteri di incentivazione la
partecipazione agli organi collegiali del CdS.
DISBEC
Corso di studio:
Archeologia e Storia dell'arte. Tutela e Valorizzazione. classi: LM2 LM89.
1 Diffusione dei risultati all'interno dell'ateneo.
La diffusione dei risultati delle rilevazioni delle opinioni degli studenti frequentanti è stata effettuata tramite visualizzazione nella piattaforma MOODLE
d'Ateneo. Per quanto riguarda il corso di studi interclasse magistrale in Archeologia e Storia dell'arte. Tutela e Valorizzazione, classi: LM2 LM89, ci si è
basati sulle rilevazioni del primo semestre del primo anno di attivazione 2012 2013 e sugli anni precedenti per le vigenti distinte classi LM2 e LM89. Le
indicazioni di criticità maggiori che se ne evincono concernono essenzialmente due punti:
- le conoscenze preliminari, che risultano non sempre sufficienti per la comprensione degli argomenti trattati;
- il coordinamento con altri corsi o moduli, da articolare secondo le varie esigenze esposte.
Raramente la quantità di argomenti trattati nelle lezioni viene ritenuta non correttamente dimensionata. In alcuni casi il carico di studio richiesto
dall'insegnamento viene ritenuto non proporzionato ai crediti assegnati. Alcuni studenti segnalano che l'organizzazione complessiva degli insegnamenti
previsti nel semestre risulta non sempre accettabile.
2. Azioni di intervento promosse a seguito degli stimoli provenienti dal monitoraggio degli studenti frequentanti
Per quanto riguarda il primo punto di criticità si è ritenuto di fornire anche ai corsi della Magistrale preliminarmente indicazioni sulle conoscenze di base e
eventualmente predisporre prove d'esame intermedie. In tale ottica si prevede di potenziare le attività di tutoraggio durante tutto il corso dell'anno al fine di
monitorare costantemente il percorso di apprendimento degli studenti ed essere in grado di intervenire nei casi di difficoltà con azioni correttive mirate.
Per quanto concerne il secondo punto di criticità si segnala la necessità di migliorare il coordinamento tra i vari insegnamenti anche nell'articolazione per
semestri.
Accanto ad una migliore razionalizzazione delle attività didattiche si propongono in sintesi le seguenti azioni correttive:
- Al fine di meglio monitorare l'esperienza dello studente verrà somministrato un questionario alla fine del primo anno in modo da capire le maggiori ragioni
di criticità e abbandono o rallentamento nell'acquisizione di CFU.
-Organizzazione capillare e fattiva dell'attività di tutoraggio. Come riportato dal regolamento didattico del corso, per ciascun studente è previsto
l'affiancamento di un tutor, scelto tra i docenti afferenti al corso stesso e nominato dal Direttore su proposta del Consiglio di corso di Studio.
I tutors saranno tenuti a riferire in CCS qualsiasi notizia ritenuta utile per migliorare l'efficacia del corso o risolvere eventuali difficoltà degli studenti.
Corso di studio
Conservazione dei beni culturali classi: L1 L43.
1. La rilevazione dell'opinione degli studenti frequentanti in merito ai singoli insegnamenti è stata effettuata su di un totale di 177 persone. La sintesi
riguarda l'anno 2012. La diffusione dei risultati all'interno dell'Ateneo è avvenuta per mezzo di visualizzazione nella piattaforma MOODLE d'Ateneo.
Alla domanda se le conoscenze preliminari possedute fossero risultate sufficienti per la comprensione degli argomenti trattati durante le lezioni, gli studenti
hanno ritenuto per l'83% di avere conoscenze adeguate, mentre il 16,5% dichiara di avere avuto difficoltà. Alla richiesta se il docente stimoli o motivi
l'interesse verso la disciplina da lui insegnata, l'88,5% risponde affermativamente, il 10,5% sostiene di non trovare stimolante le modalità di approccio alla
disciplina. Al quesito se il docente esponga in modo chiaro gli argomenti durante le lezioni, gli intervistati si esprimono affermativamente per il 93%,
mentre il 6% è scontento o non è convinto riguardo all'esposizione del docente.
In merito ai luoghi in cui si svolgono le lezioni, l'89% degli intervistati ritiene che le aule siano adeguate, mentre il 7,5% è critico, ma in questo caso solo
1,7% ha un'opinione decisamente negativa.
L'ultimo quesito riguarda il grado di soddisfazione sul modo con cui vengono svolti i singoli insegnamenti. Il 90,5% degli studenti indica gradimento
sull'offerta didattica, l'8,5 risulta invece deluso, anche se solo l'1,7% (3 studenti) si pronuncia negativamente. Se consideriamo i risultati pertinenti a
quest'ultimo quesito nei rilevamenti effettuati complessivamente negli anni 2010, 2011e 2012, il numero degli intervistati coinvolti aumenta a 1211 unità.
Nell'arco di 3 anni i modi con cui vengono svolti gli insegnamenti nell'ambito del corso di laurea trova gradimento per il 91% degli studenti. Emerge in
sintesi un apprezzamento complessivo per la proposta didattica del corso di laurea che non si limita all'anno 2012.
2. Le specifiche criticità, che però coinvolgono un numero limitatissimo di studenti, sono state e sono tuttora affrontate, e possibilmente risolte, attraverso
un ruolo più attivo dei tutor, cui si affianca una potenziata attività di servizio accoglienza per mezzo di un ufficio preposto, gestito dagli stessi studenti in
collaborazione con i docenti.
3. Il Consiglio sta valutando con un' orientamento tendenzialmente positivo l'eventuale utilizzazione dei risultati della rilevazione ai fini della incentivazione
dei docenti.
DISTU
Corso di studio
Lingue e culture moderne L11
1) Diffusione dei risultati all'interno dell'Ateneo
Secondo la decisione dell'Ateneo gli esiti della valutazione studentesca sono portati a conoscenza del singolo docente interessato; non vengono resi
pubblici. Dal 2012 il presidente del corso di studio (come del resto il direttore del dipartimento) ha accesso agli esiti relativi a tutti i docenti del corso, e
segnala all'interessato significativi scostamenti dei giudizi ricevuti dagli standard ritenuti positivi.
2) Azioni di intervento promosse a seguito degli stimoli provenienti dal monitoraggio degli studenti frequentanti/dei laureandi
Dei questionari distribuiti agli studenti durante le lezioni si sono prese in esame le risposte ai quesiti più direttamente attinenti alla valutazione dell'efficacia
didattica dell'insegnamento. Tali risposte evidenziano un grado elevato di soddisfazione, mediamente superiore all'80% Dall'esame degli esiti dei
questionari è emersa dunque una solida prestazione della didattica, in termini di chiarezza ed efficacia dei docenti e di motivazione all'apprendimento. Vi è
da osservare che gli studenti hanno valutata inadeguata, in molti casi, la preparazione pregressa.
Una chiara esigenza da soddisfare riguarda la difficoltà che spesso gli studenti incontrano nel frequentare con regolarità gli insegnamenti, a causa di orari
delle lezioni che presentano eccessive sovrapposizioni e una distribuzione non egualitaria tra i semestri, punti deboli da non imputare a carenze di natura
organizzativa della struttura, ma piuttosto all'esigenza di fornire un'offerta didattica sempre più aggiornata e vasta, nonostante la crescente indisponibilità
di risorse finanziarie
Il Ccs si propone inoltre di assicurare un maggior equilibrio fra la didattica del primo e del secondo semestre, il che porterebbe un notevole giovamento
alla pianificazione da parte dello studente del proprio iter, contribuendo a una maggiore omogeneizzazione del percorso formativo e riducendo i tempi
morti spesso lamentati dagli studenti.
3) Eventuale utilizzazione dei risultati ai fini della incentivazione dei docenti
Né il Dipartimento né il CCS hanno modo di adottare misure di incentivazione nei confronti dei docenti. Dalle osservazioni operate dagli studenti nei
questionari emerge una debole sinergia tra le diverse discipline, nel proporre temi scientifici integrati. Il CCS ha più volte discusso sull'opportunità di
generare una maggiore intersezione tra gli insegnamenti, ed eventualmente incentivare quei docenti che siano spinti ad attività didattiche interdisciplinari,
per generare una maggiore coesione disciplinare nella formazione degli studenti. Gli esiti della valutazione studentesca sono uno degli elementi di cui si
può tenere conto nelle procedure di valutazione comparativa per l'affidamento di incarichi di insegnamento mediante contratti di diritto privato.
Corso di studio
Scienze giuridiche L14
Diffusione dei risultati a livello di Ateneo
Con nota del 27/03/2013, Prot. 3480, il Servizio Sistemi informativi e programmazione della qualità dell'Università degli Studi della Tuscia rendeva noto ai
Direttori di Dipartimento la disponibilità dei dati della rilevazione delle opinioni degli studenti sugli insegnamenti del primo semestre dell'a.a. 2012-2013.
Si rendeva altresì noto che i dati raccolti potevano essere visionati dagli studenti e dal personale docente accedendo, con la propria username e
password, alla procedura Moodle, utilizzando il link ivi predisposto. A seguito della nota, i Direttori di Dipartimento procedevano a darne comunicazione al
personale docente, inviando una mail contenente la nota indicata. I docenti, a loro volta, provvedevano a darne comunicazione agli studenti oralmente nel
corso delle lezioni. Il link che rinvia ai dati raccolti si trova sulla pagina: http://moodle.unitus.it/moodle/
2. Azioni di intervento promosse a seguito degli stimoli provenienti dal monitoraggio degli studenti frequentanti/dei laureandi
Preliminarmente occorre rilevare che il CdS in Scienze Giuridiche L 14 è stato attivato presso l'Università degli Studi della Tuscia proprio nell'A.A.
2012-2013: i dati raccolti e le iniziative intraprese riguardano, pertanto, un numero limitato di corsi, quelli che si sono svolti nel I semestre.
I dati raccolti mediante la rilevazione delle opinioni degli studenti frequentanti i corsi del I semestre del CdS in Scienze Giuridiche L 14 sono stati oggetto di
riflessione del Consiglio di CdS in occasione della redazione del Rapporto di Riesame iniziale.
L'analisi dei dati ha evidenziato alcune aree sulle quali intervenire per migliorare l'esperienza degli studenti.
In primo luogo, anche in seguito ad interazioni verbali tra studenti e docenti, è emersa la necessità che gli studenti siano guidati nell'approccio allo studio,
avendo alcuni di loro difficoltà a organizzare in modo autonomo le attività didattiche. Il Consiglio del CdS ha ritenuto di avviare, in ragione di ciò,
un'attività di tutoring in forza della quale ciascuno studente è stato affidato a un docente che ne verifichi, nel corso del tempo, l'andamento didattico e
possa fungere da punto di riferimento per qualsiasi problema dovesse emergere con riguardo al rapporto tra studente e Università.
In secondo luogo, si è posto il tema concernente un migliore uso delle infrastrutture (aule, computer, proiettori): pur non essendo il dato rilevato
completamente negativo, si evince che un discreto numero di studenti non è pienamente soddisfatto delle aule dove si svolgono le lezioni. Su proposta del
Prof. Vesperini, il Consiglio ha deciso di chiedere al dipartimento di riservare le aule più capienti alle lezioni che si prevede saranno le più seguite; i docenti
sono stati, invece, incoraggiati ad usare i proiettori a lezione per meglio illustrare il materiale didattico, potenziando la visibilità dello stesso.
Corso di studio
Lingue per la Comunicazione Internazionale LM37
1) Diffusione dei risultati all'interno dell'Ateneo
Secondo la decisione dell'Ateneo gli esiti della valutazione studentesca sono portati a conoscenza del singolo docente interessato; non vengono resi
pubblici. Dal 2012 il presidente del corso di studio (come del resto il direttore del dipartimento) ha accesso agli esiti relativi a tutti i docenti del corso, e
segnala all'interessato significativi scostamenti dei giudizi ricevuti dagli standard ritenuti positivi.
2) Azioni di intervento promosse a seguito degli stimoli provenienti dal monitoraggio degli studenti frequentanti/dei laureandi
Dei questionari distribuiti agli studenti durante le lezioni si sono prese in esame le risposte ai quesiti più direttamente attinenti alla valutazione dell'efficacia
didattica dell'insegnamento. Tali risposte evidenziano un grado elevato di soddisfazione, mediamente compreso tra l'80 e il 90%: tale percentuale
comprende la somma delle risposte decisamente sì e più no che sì ai vari quesiti. Dall'esame degli esiti dei questionari è emersa dunque una solida
prestazione della didattica, in termini di chiarezza ed efficacia dei docenti e di motivazione all'apprendimento. Vi è da osservare che gli studenti hanno
valutata inadeguata, in molti casi, la preparazione pregressa. Un punto critico è soprattutto quello del coordinamento degli insegnamenti, soprattutto per
quanto riguarda la collocazione nel calendario didattico. Il Ccs ha affrontato e affronta costantemente il problema della inadeguatezza, a volte percepita,
della preparazione pregressa degli studenti, motivando i docenti a ricercare caso per caso percorsi integrativi che senza pregiudizio della attività formativa
di secondo livello valga a consentire il rapido recupero di eventuali lacune nella formazione precedente al corso di laurea specialistica. Sarebbe
evidentemente auspicabile una maggiore sinergia tra didattica triennale e didattica specialistica attraverso una serie periodica di consultazioni incrociate
fra i docenti delle diverse discipline.
Il Ccs si propone inoltre di assicurare un maggior equilibrio fra la didattica del primo e del secondo semestre, il che porterebbe un notevole giovamento
alla pianificazione da parte dello studente del proprio iter, contribuendo a una maggiore omogeneizzazione del percorso formativo e riducendo i tempi
morti spesso lamentati dagli studenti.
3) Eventuale utilizzazione dei risultati ai fini della incentivazione dei docenti
Né il Dipartimento né il Ccs hanno modo di adottare misure di incentivazione nei confronti dei docenti. Gli esiti della valutazione studentesca sono uno
degli elementi di cui si può tenere conto nelle procedure di valutazione comparativa per l'affidamento di incarichi di insegnamento mediante contratti di
diritto privato.
Corso di studio:
Comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicita' LM59
1. Diffusione dei risultati. Le valutazioni degli studenti sono rilevate, di norma, nella seconda metà del corso e sono pubblicate sul sito dell'Ateneo, dove
sono facilmente accessibili.
2. Azioni di intervento. Le rilevazioni sui corsi della LM 59 rivelano costanti molto positive: carico di studio correttamente dimensionato, informazioni
organizzative ben distribuite, rispetto degli orari delle lezioni, disponibiltà dei docenti che sanno stimolare la partecipazione, chiarezza delle spiegazioni e
sostanziale adeguateza di carico didattico. Anche le aule e le attrezzature di laboratorio risultano adeguate. Ciò motiva le dichiarazioni positive degli
studenti quanto a interesse e soddisfazione per i corsi (v. tabella 1).
Gli interventi possibili riguardano tre aspetti della rilevazione, e si collegano alle richieste avanzate dagli studenti (v. tabella 1):
A) la valutazione positiva delle forme di didattica integrativa, quali esercitazioni di laboratorio, attivate da alcuni degli insegnamenti del percorso formativo;
B) conoscenze preliminari, non sempre adeguate;
C) l'attività di studio che non sempre è parallela alla frequenza alle lezioni.
Gli interventi attuabili in relazione ai tre aspetti sono i seguenti:
1) rendere disponibili i materiali didattici integrativi in anticipo rispetto all'inizio del corso;
2) introdurre una fase di valutazione intermedia che possa da un lato promuovere lo studio in parallelo alla frequenza (v. punto C), dall'altro permettere di
verificare per tempo le eventuali carenze nella preparazione di base degli studenti (v. punto B).
3. Incentivazione docenti. Il positivo risultato della valutazione dei corsi da parte degli studenti è la prova di un lavoro didattico accurato e della buona
organizzazione del corso di studi LM 59.
DISUCOM
Sin dalla sua istituzione, il dipartimento DISUCOM ha posto attenzione ai risultati della rilevazione delle opinioni e valutazioni degli studenti frequentanti
delle classi L-10, L-20 e LM-14. Per quanto attiene l'a. a. 2011/2012 non sono state riscontrate particolari criticità. Tuttavia, laddove sono stati rilevati
problemi si è cercato di porre rimedio: 1) promuovendo attività di sostegno per ovviare alla carenza di formazione di base lamentata dagli studenti; 2)
rendendo libero il piano di studio per quanto riguarda il tempo di acquisizione dei crediti. Si è rilevato che questi interventi hanno permesso di poter
superare in maniera soddisfacente le difficoltà dovute alle sovrapposizioni di corsi e /o alla disfunzione dell'organizzazione didattica. Particolare attenzione
è stata data dal Dipartimento alla qualità della didattica erogata dai professori a contratto, ai quali, alla fine di ogni corso, è stato chiesto di stendere una
relazione sull'andamento dell'insegnamento e sugli obiettivi raggiunti. Le relazioni presentate sono state messe a confronto con i dati della rilevazione
studentesca e laddove sono state notate particolari criticità, il Consiglio del Dipartimento ha preso le necessarie misure, tenendone conto nel momento di
riassegnazione del contratto. A questo proposito il Direttore ha più volte richiamato i docenti di ruolo del Dipartimento, facendo notare il possibile rischio di
una riduzione degli incentivi stabiliti dall'amministrazione centrale a causa di una valutazione didattica insoddisfacente. Laddove le mancanze rilevate dagli
studenti erano da imputare a carenze delle infrastrutture, il Dipartimento è intervenuto direttamente con l'Amministrazione cercando di ovviare tali
mancanze. In questo modo sono state brillantemente superate anche le problematiche legate a studenti portatori di handicap.
Eventuale utilizzazione dei risultati ai fini della incentivazione dei docenti.
Il Nucleo invita l'Ateneo a sviluppare una procedura amministrativa al fine di incentivare quanto più possibili azioni concrete in questa direzione in accordo
con quanto previsto dall'art. 10 del Regolamento sui compiti didattici e l'incentivazione dei docenti che disciplina la valutazione della didattica e le misure
da adottare in caso di criticità riscontrate nell'andamento dei corsi.
Allo stesso tempo va evidenziato che alcuni Dipartimenti utilizzano i risultati della valutazione della didattica per il rinnovo o l'affidamento di incarichi di
docenza a contratto.
Documenti allegati:
Allegato 10: "Allegato 4.1.pdf" (Diffusione on line risultati - criteri di accessibilità )
Allegato 11: "Allegato 4.2 -UNITUS - Relazione e valutazione studenti frequentanti (L370-99).pdf"
4.5 Punti di forza e di debolezza relativamente a modalità di rilevazione, risultati della rilevazione/delle rilevazioni e
utilizzazione dei risultati.
Nel complesso gli studenti e i laureandi mostrano buoni livelli di soddisfazione.
Un punto di forza del sistema di monitoraggio delle opinioni degli studenti frequentanti riguarda la modalità di rilevazione. L'utilizzo dei tablet e le modalità
di somministrazione hanno determinato un grado di copertura molto elevato, evitato errori di trascrizione e fornito dati disponibili in tempo reale. Inoltre,
dalla descrizione riportata, appare garantito l'anonimato del rispondente. Il questionario appare di dimensioni ragionevoli e di semplice compilazione.
Alcune sezioni potrebbero contenere domande di maggiore dettaglio. In particolare la sezione sulle infrastrutture, richiederebbe di comprendere meglio su
quali infrastrutture, specialmente in relazione alle attività didattiche integrative, viene richiesta l'opinione degli studenti.
Per ciò che concerne il questionario un punto critico che si suggerisce di affrontare con specifica domanda, poichè non viene risolto dal nuovo sistema
AVA di rilevazione dell'opinione degli studenti frequentanti, riguarda l'inquadramento dello studente frequentante con specifico riferimento all'anno di
iscrizione. Questo dato è indispensabile per poter calcolare il rapporto tra questionari rilevati e attesi per singola coorte. Inoltre, potrebbe essere utile
prevedere un profilazione del questionario diversificata tra Lauree Triennali e Lauree Magistrali. Infatti nel primo caso è opportuno chiedere il diploma di
maturità acquisito e il voto, nel secondo sarebbe più utile conoscere la Laurea Triennale di provenienza e votazione.
Altro punto critico, nell'ambito del processo di accreditamento, è la messa a punto di un metodo della rilevazione della frequenza (non obbligatopria per la
maggior parte dei corsi) in modo tale che il giudizio possa essere espresso da studenti che hanno seguito più del 50% delle lezioni come previsto dal
documento AVA.
Copertura della rilevazione. Il grado di copertura è molto elevato, e in crescita rispetto al 2005/2006. Tuttavia si ritiene opportuno sollecitare i Dipartimenti
a valutare tutti gli insegnamenti, aspetto cruciale per l'utilizzo in termini di incentivazione dei processi di valutazione dell'attività didattica. Infatti, il
miglioramento della copertura del monitoraggio è un problema organizzativo; quindi i Dipartimenti vanno stimolati all' obiettivo 100% di copertura. A questo
proposito il nucleo di valutazione si è espresso più volte circa la necessità di individuare un funzionario responsabile del procedimento.
Livelli di soddisfazione. Il livello di soddisfazione complessivo appare molto elevato. In futuro sarebbe interessante una comparazione temporale e/o con
altri corsi di laurea di atenei di dimensioni simili che utilizzano la stessa metodologia al fine di fornire indicazioni più precise sul livello di soddisfazione
degli studenti. La criticità maggiore è certamente legata alle infrastrutture. Per l'organizzazione del corso degli studi si richiede ai Dipartimenti un'analisi più
approfondita delle potenzialità di miglioramento. Colpisce l'elevata concentrazione delle valutazioni per dipartimento in un intervallo piuttosto ristretto,
indice di omogeneità nell'organizzazione e nella qualità dei corsi. Tuttavia, l' approccio metodologico per l'analisi dei dati presenta alcune criticità di fondo.
Infatti riattribuire un punteggio ex-post (punteggi 2;5;7;9) può portate a conclusioni non coerenti rispetto alla valutazione degli studenti (i quali non sono
stati informati, al momento della compilazione del questionario, di tale modalità di assegnazione dei punteggi). I valori così attribuiti riportano a una scala
scolastica (0-10) dove per convenzione 5 rappresenta la sufficienza, ma che nel caso specifico non è molto corretto considerare come tale. Nelle analisi
future, si consiglia di analizzare le risposte in base alla scala 1-4 indicando nel questionario il significato qualitativo di ogni valore. I dati potranno essere
poi analizzati analizzando media, mediana deviazione standard ecc. In questo modo sarà possibile valutare i risultati di Ateneo e il posizionamento dei
singoli CdS. Un confronto tra Atenei è auspicabile, ma per questo è necessario avere a disposizione dati in questo momento ancora non fruibili.
Dalla lettura dei contributi che i singoli Dipartimenti hanno reso disponibile in merito agli esiti della rilevazione dell'opinione degli studenti frequentanti, è
possibile individuare alcune uniformità tendenziali condivise dalla quasi totalità delle strutture che, pertanto, possono essere evidenziate al fine di tracciare
un sintetico quadro di ateneo. In particolare, possono annoverarsi tra i punti di forza della rilevazione il fatto che i risultati siano oggetto sia di ampia
condivisione tra i docenti dei Cds sia di specifici approfondimenti, anche in chiave comparativa, effettuati per far emergere le eventuali criticità.
In aggiunta, giova rilevare come la documentazione è stata spesso utilizzata al fine di porre in atto interventi correttivi, sul piano della didattica (ad
esempio, attraverso l'inserimento di moduli per l'acquisizione di competenze propedeutiche ai corsi), dell'organizzazione del corso (ad es. con il
prolungamento delle sessioni d'esame) e dei servizi (ad es. tramite il potenziamento delle azioni di tutoraggio e un'accresciuta accessibilità on line delle
informazioni sugli insegnamenti) relativi ai Cds.
Tra i punti suscettibili di perfezionamento, invece, l'analisi dei Dipartimenti lascia emergere con maggiore frequenza la discrepanza numerica tra i
frequentanti la cui opinione è oggetto di indagine e la totalità degli iscritti (vedi sopra) e, soprattutto, un uso ancora contenuto degli esiti della rilevazione in
chiave di valutazione deell'attività dei docenti.
Altro punto critico è la tempestività delle analisi. La procedura di rilevazione telematica permette di ottemperare la raccomandazione del CNVSU sulla
tempestività delle elaborazione e diffusione dei risultati in modo tale da rendere possibili primi interventi correttivi da parte del docente, al quale i risultati
dovranno, di norma, essere forniti entro brevissimo tempo dalla compilazione da parte degli studenti (Doc 9/02). Il NdV invita quindi l'Amministrazione a
rendere disponibili immediatamente in tempo reale i risultati dell'analisi dell'opinione dei studenti frequentanti in modo tale che i Dipartimenti possano
approfondire il processo di autovalutazione delle performance didattiche, garantendo il mantenimento dei punti di forza ed intraprendendo quanto prima
tutte le azioni necessarie per risolvere le specifiche criticità rilevate. Le azioni di intervento relativamente ai corsi di insegnamento che abbiano ottenuto un
giudizio complessivamente negativo da parte degli studenti sono affidate ai Direttori di Dipartimento che con l'ausilio dei Coordinatori di corso di studio e
delle Commissioni paritetiche sono tenuti ad analizzarne le cause e a mettere in essere gli intereventi necessari a rimuovere le criticità riscontrate (art 10
del Regolamento di ateneo sui compiti didattici e incentivazione dei docenti). Il NdV auspica infatti una effettiva discussione capillare con gli studenti, a vari
livelli dell'organizzazione didattica, dei risultati dell'analisi dell'opinione degli studenti frequentanti sui singoli insegnamenti.
Allo stesso tempo risulta importante, proprio in vista dell'accreditamento dei corsi, sviluppare un sistema integrato di monitoraggio delle performance
didattiche che parta dai giudizi degli studenti sui singoli corsi, passi attraverso un'attenta analisi delle prove di esame, analizzi quindi l'opinione degli
studenti laureandi fino ad valutare l'efficacia in termini occupazionali dei corsi di studio. La commissione paritetica sarà l'organo chiamato a svolgere tale
compito di autovalutazione dell'efficienza e dell'efficacia dei singoli percorsi formativi.
Indicazioni raccomandazioni
Va innanzitutto rilevato che con riferimento al sistema AVA la relazione del nucleo non ha potuto avvalersi dei contributi delle Commissioni paritetiche e
del Presidio di Qualità in quanto questi organi sono stati varati dall'Ateneo della Tuscia negli ultimi mesi.
Con particolare riferimento alla sezione 3 della relazione, questa, come discusso nell'incontro tra i Coordinatori e l'Anvur tenutosi in data 11 aprile a Roma,
presso la sede ANVUR , è il frutto di una attività di autovalutazione che il Nucleo ha richiesto ai singoli CdS.
Negli allegati si riporta un quadro sinottico dei punti di forza e delle criticità segnalate dai Cds dell'Università della Tuscia al punto 3 della relazione del
nucleo.
Considerando anche i rapporti di riesame, gli aspetti che ricorrono con maggior frequenza attengono al radicamento dei Cds nel territorio attraverso
collaborazioni e convenzioni con realtà scientifiche, imprenditoriali e istituzionali che si ripercuotono, tra l'altro, in una diffusa numerosità di tirocini attivati.
Le dotazioni di personale e strutture, salvo specifiche situazioni, risultano spesso adeguate all'attività dei Cds che, in non pochi casi, hanno sviluppato i
percorsi formativi adottando approcci di tipo interdisciplinare. Solo in alcuni casi (p.e. Corsi di Economia aziendale e Scienze biologiche) le aule e le
infrastrutture a supporto della didattica andrebbero adeguate alla apprezzabile numerosità degli studenti.
Non di rado, di contro, alcuni Cds sono spesso alle prese con problematiche quali la contrazione delle immatricolazioni, gli abbandoni e la regolarità degli
studi su cui grava un contenuto numero medio di CFU conseguiti dagli studenti, in particolar modo nei primi anni.
Con riferimento al problema degli abbandoni e dei CFU acquisiti tale criticità riguarda innanzitutto i corsi di laurea triennale in primo luogo dell'area
scientifica. Questi temi sono stati oggetto recentemente di specifica analisi da parte dell'Ateneo. In particolare nei giorni 22 e 24 maggio si sono tenuti
incontri con i Direttori dei Dipartimenti convocati dal Rettore a cui hanno partecipato anche il Coordinatore del Nucleo e il Delegato per la Didattica per
discutere sull'efficienza e l'efficacia dei corsi di studio e della verifica del DID. Gli incontri hanno contribuito all'implementazione del sistema AVA con
particolare riferimento alla razionalizzazione dell'offerta formativa dell'Ateneo. E' importante quindi che il Presidio di Qualità sviluppi quanto prima le linee
guida per la definizione del sistema di AQ di Ateneo al fine di continuare tale processo di miglioramento della qualità dell'attività didattica.
In merito alla criticità del numero dei CFU acquisiti e del numero dei fuori corso, una causa del problema può derivare dall'organizzazione della didattica,
che, per alcuni corsi di laurea emerge come elemento critico dall'indagine sulla soddisfazione degli studenti. Al fine di supportare le scelte volte al
miglioramento dei CdS può essere utile considerare i risultati di soddisfazione dai quali possono emergere alcune cause che generano la difficoltà per gli
studenti di conseguire un numero di CFU/annuo adeguato.
Va comunque rimarcato che il livello di soddisfazione degli studenti complessivo appare molto elevato.
Per l'organizzazione del corso degli studi si richiede ai Dipartimenti e alle Commissioni Paritetiche un'analisi più approfondita delle potenzialità di
miglioramento. Dalla lettura dei contributi che i singoli Dipartimenti hanno reso disponibile in merito agli esiti della rilevazione dell'opinione degli studenti
frequentanti, è possibile individuare alcune uniformità tendenziali condivise dalla quasi totalità delle strutture che, pertanto, possono essere evidenziate al
fine di tracciare un sintetico quadro di ateneo. In particolare, possono annoverarsi tra i punti di forza della rilevazione il fatto che i risultati siano oggetto sia
di ampia condivisione tra i docenti dei Cds sia di specifici approfondimenti, anche in chiave comparativa, effettuati per far emergere le eventuali criticità. In
aggiunta, giova rilevare come la documentazione è stata spesso utilizzata al fine di porre in atto interventi correttivi, sul piano della didattica (ad esempio,
attraverso l'inserimento di moduli per l'acquisizione di competenze propedeutiche ai corsi), dell'organizzazione del corso (ad es. con il prolungamento delle
sessioni d'esame) e dei servizi (ad es. tramite il potenziamento delle azioni di tutoraggio e un'accresciuta accessibilità on line delle informazioni sugli
insegnamenti) relativi ai Cds.
Tra i punti suscettibili di perfezionamento, invece, l'analisi dei Dipartimenti lascia emergere con maggiore frequenza la discrepanza numerica tra i
frequentanti la cui opinione è oggetto di indagine e la totalità degli iscritti e, soprattutto, un uso ancora contenuto degli esiti della rilevazione in chiave di
valutazione dell'attività dei docenti.
Inoltre, risulta importante sviluppare un sistema integrato di monitoraggio delle performance didattiche che parta dai giudizi degli studenti sui singoli corsi,
passi attraverso un'attenta analisi delle prove di esame, analizzi quindi l'opinione degli studenti laureandi fino a valutare l'efficacia in termini occupazionali
dei corsi di studio. La commissione paritetica sarà l'organo chiamato a svolgere tale compito di autovalutazione dell'efficienza e dell'efficacia dei singoli
percorsi formativi. Punto centrale poco indagato è l'efficacia in termini occupazionali dei singoli corsi di studio. Si raccomanda quindi una attenta analisi
della domanda di formazione, con particolare attenzione alla consultazione delle organizzazioni interessate (aggiornamento degli incontri e maggiore
coinvolgimento degli stakeholder), diretta o tramite studi di settore, a livello regionale, nazionale o internazionale.
Infine, in fase di progettazione dell'offerta formativa, è opportuno che i Dipartimenti pongano particolare attenzione al fatto che i contenuti degli
insegnamenti, il loro incardinamento nei SSD e la loro stessa denominazione siano coerenti con gli obiettivi formativi del CdS. In particolare è opportuno
che non vengano fatte forzature permettendo l'attivazione di materie i cui contenuti non sono presenti nelle declaratorie dei SSD dei docenti a cui viene
assegnato l'incarico didattico o la cui denominazione differisca in via puramente formale da altre attivate in Ateneo nell'ambito dello stesso SSD. Nella
logica della corretta applicazione della legge 240/2010, in caso di mancanza di docenti appartenenti a SSD di interesse per la progettazione dell'offerta
formativa, è opportuno altresì che i Dipartimenti facciano ricorso alle risorse presenti in Ateneo, anche se non direttamente afferenti al dipartimento che ha
istituito il CdS. È da sottolineare che, in alcuni casi, la mancanza di coerenza tra SSD a cui appartiene il docente e SSD in cui è incardinato
l'insegnamento possono generare anche criticità in fase di predisposizione della scheda SUA-CdS.
Documenti allegati:
Allegato 12: "Commento punto 3 relazione 2013 Ndv Unitus.pdf" (Valutazioni punto 3 relazione nuclei)
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Relazione annuale dei Nuclei di Valutazione interna_AVA_2013