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Organo ufficiale
d’informazione
della Federazione
dei Verdi
Anno V - n. 50
giovedì 5
marzo 2009
I miliardi di euro
spesi ogni anno
dagli automobilisti
per il tempo perso
nel traffico
Sped. in Abb. Post. D.L.
353/2003 (conv. in L.
27/02/2004 n. 46) art. 1
comma 1 DCB - Roma
Fonte: Aci
Africa Si è concluso l’iter giudiziario avviato il 14 luglio del 2008. Resta l’incognita della pace in Sudan
Al-Bashir incriminato all’Aja
La Corte penale internazionale dell’Aja (Cpi) ha spiccato un
mandato di arresto contro il presidente sudanese Omar al-Bashir,
primo capo di Stato a essere in-
Istruzione
CONTRORIFORMA
SCOLASTICA
Maria Boncompagni
Scuola e precari sono ormai un
binomio inscindibile della realtà
italiana. Sempre più alunni, sempre più stranieri, ma sempre meno docenti di ruolo. Emergenza di numeri dunque, a cui il governo ha saputo rispondere solamente con un’ingente riduzione dei posti fissi per la primaria,
introducendo il maestro unico e
il colpo di genio discriminatorio
delle classi ponte. La scelta di tagliare sulla scuola, invece di investire in formazione, ricerca, innovazione e tecnologia, come avviene nel resto del mondo, a cominciare dagli Stati Uniti di Obama, risponde al disegno del governo di demolire la scuola statale e laica e favorire invece la privatizzazione dell’istruzione. Non
a caso le scuole private e confessionali continuano a essere ampiamente foraggiate. Uno degli aspetti più rilevanti del provvedimento Tremonti-Gelmini è
quello relativo alla riduzione delle spese per la scuola nel prossimo triennio, pari a quasi otto milioni di euro. L’insegnante unico,
che incide fortemente su precariato e disoccupazione nel settore scolastico, poteva andare bene per la scuola di De Amicis lo dico con il massimo rispetto
- ma è assolutamente inadeguato per i bambini del terzo millennio che vivono una realtà complessa. Sulla reintroduzione del
voto numerico in luogo del giudizio per la valutazione e sull’incidenza del voto in condotta, per
l’ammissione alla scuola successiva, abbiamo espresso la nostra
contrarietà come tanti esperti e
studiosi. Nell’università il decreto Gelmini è stato approvato non
considerando la totale contrarietà dei movimenti studenteschi,
della gran parte dei professori, dei ricercatori e dei precari. Il
provvedimento conferma i tagli
all’università e alla ricerca e avanza l’idea di premiare gli atenei più
virtuosi, senza specificare i criteri di valutazione, e di penalizzare
quelli in deficit. Il blocco del turn
over viene aumentato per favorire l’assunzione dei ricercatori e
vengono stanziati fondi assolutamente insufficienti per gli alunni meritevoli e per coloro privi di
mezzi. Il ritorno al passato, con la
controriforma della scuola, ci deve spingere ancora di più a portare avanti le nostre idee e a organizzarci per vanificare quanto è
stato deciso in modo autoritario.
La posta in gioco è alta: il futuro
dei nostri figli e delle generazioni
che verranno. 
Responsabile Verdi scuola
criminato dalla Corte. Al-Bashir
è stato dichiarato colpevole di
reati di guerra e contro l’umanità commessi nel Darfur, ma non
di genocidio. Mentre centinaia
di persone si sono riversate per
le strade della capitale sudanese
per protestare contro la sentenza, il governo ha accusato la Cpi
di “neocolonialismo”. I Paesi
dell’Unione africana sono spaccati sulla possibilità di consegnare il leader al tribunale.
Mirenda a pagina 3
2
Tradizioni
Salute
precaria
Il pizzino, strumento
simbolo della criminalità,
viene riabilitato da un
editore e dalle associazioni
antimafia. Un progetto che
mette in luce il lato legale di
un’usanza siciliana
Business
4
La celebre responsabilità
sociale d’impresa fallisce
il suo obiettivo. Sotto il
codice etico si nascondono
gli interessi delle lobby,
le bugie dei manager e
scappatoie normative
Ecologia
Non più studenti, ma non ancora professionisti. Il futuro dei medici
specializzandi italiani è compromesso dai gravi ritardi della politica.
Oggi la protesta davanti al ministero
Fantauzzi a pagina 2
No nuke
La protesta è via web
T
utti insieme contro l’accordo Italia-Francia voluto da Silvio Berlusconi e
dal primo ministro francese Nicolas Sarkozy: 4 centrali, di tecnologia francese, da costruire sul
territorio italiano entro il 2020.
Il primo atto della protesta è andato in onda sulla neonata Verdi Web Tv, che martedì 3 marzo ha inaugurato le trasmissioni
con una speciale diretta “Live no
nuke”. La trasmissione, condotta
da Gianfranco Mascia, ha avuto
ospiti durante tutto il pomeriggio fino a sera inoltrata, iniziando
da Grazia Francescato, portavoce nazionale dei Verdi, passando
per Jacopo Fo, Ermete Realacci,
Gianni Mattioli, Erasmo Venosi e tanti altri, intervallati dai recenti interventi contro il nucleare di Luciana Littizzetto e Adriano Celentano. Ricordata la battaglia dell’87 contro il nucleare, è
stata poi analizzata la situazione
odierna, gli svantaggi economici
ed energetici, oltre che ambientali, del nucleare. La replica è disponibile su http://livenonuke.
blogspot.com/. 
Francesco Benetti
6
Energie rinnovabili,
taglio alle spese, tutela
dell’ambiente. Nel mondo
prende piede la casa a
impatto zero. Ma l’Italia va
a rilento: la legge regola
solo i consumi invernali
Diritti violati
Il diavolo veste Prada
U
na campagna di intimidazione contro i lavoratori che si organizzano per
far valere i propri diritti. La Desa,
azienda turca che produce articoli di lusso per Prada, Louis Vuitton e Samsonite, ha licenziato 44
persone per essersi iscritte al sindacato. Le condizioni di lavoro in
fabbrica sono pessime: salari bassi, orari di lavoro eccessivi, assenza di servizi igienici e di acqua
potabile. La Clean clothes campaign, un network globale che
lotta da anni a fianco dei lavoratori dell’industria tessile, insieme
al sindacato turco Deri Is, ha indetto per il 7 marzo una giornata di mobilitazione internazionale contro Prada. La casa di moda
deve garantire, da impresa committente, i diritti dei lavoratori
in tutta la filiera produttiva, e obbligare la Desa a rispettare gli accordi internazionali. Nonostante
una sentenza del tribunale turco
che conferma le discriminazioni
sindacali, Prada non ha mosso un
dito. Le mobilitazioni avverranno
simultaneamente a Milano, Londra, Parigi, Madrid e Istanbul. 
Rossella Anitori
Interni
giovedì 5 marzo 2009
© Szandelszky/LaPresse
2
Peschereccio sequestrato
Discariche off limits
Un motopesca della flotta di Mazara del Vallo, con
dieci uomini di equipaggio, è stato sequestrato da
una motovedetta libica. L’imbarcazione è stata
intercettata in una zona che le autorità di Tripoli
indicano come acque di propria competenza. L’armatore ha rassicurato: «L’equipaggio sta bene». Il
peschereccio si trova ora nel porto di Tripoli.
Il blocco delle discariche per i Comuni inadempienti: è questa la richiesta di Federlazio, che
chiede di verificare se i Comuni stiano provvedendo al pagamento del 30 per cento del loro debito
al 28 febbraio scorso. Fatta salva la possibilità di
un intervento surrogatorio della Regione, rischia
di configurarsi la sospensione dei conferimenti.
Università
La ricerca in piazza,
senza futuro e sicurezza
Un percorso professionale
bloccato a metà dalle
inadempienze della
politica: oggi i medici
specializzandi si danno
appuntamento a Roma
per gridare la loro rabbia
Paolo Fantauzzi
I
n un futuro abbastanza prossimo dovrebbero avere nelle
mani la salute degli italiani e
la ricerca medica nel nostro Paese.
Invece, dopo sei anni di università
(che generalmente diventano sette o otto) rischiano di non riuscire nemmeno a costruirlo per loro stessi, un futuro. È la condizio-
ne di 8.000 medici specializzandi,
che oggi arriveranno a Roma da
tutta Italia per protestare davanti al Ministero dell’università e ricerca contro un sistema che blocca la loro professione a metà del
guado: non più studenti ma non
ancora professionisti a tutti gli effetti. Infatti si sono laureati, hanno svolto il tirocinio in corsia, superato l’esame di abilitazione e
già lavorano come “volontari” nei
vari reparti degli ospedali senza
orario, stipendio, né copertura assicurativa. Per diventare medici a
tutti gli effetti hanno bisogno solo di un ultimo passaggio: la specializzazione. Che però non possono ottenere perché il concorso
che doveva essere bandito a settembre non è ancora stato indetto. I fondi necessari ci sono già; il
problema è che il governo ha de-
ciso di applicare in due mesi quella riforma delle scuole di specializzazione approvata nel 2005 e
mai avviata, che prevede l’accorpamento di quelle con meno di
tre posti (590 in tutto). Provocando l’intuibile rivolta di rettori e presidi di Medicina, che hanno fatto pressione sugli enti locali
perché si facessero portatori delle loro lamentele in sede di conferenza Stato-Regioni. Il risultato è
stata l’impasse più totale e nell’ultima riunione, per un vizio procedurale, è stata bloccata l’approvazione del “documento sul fabbisogno” che stabilisce il numero di
specialisti da formare nel triennio
ed è necessario a bandire il concorso. In realtà, riforma a parte,
da anni le prove di specializzazione di area sanitaria, non essendo
collegate ai tempi dell’anno acca-
demico, sono flagellate da ritardi cronici e cadenze del tutto incerte. L’ultima è stata svolta a fine 2007, anche in quel caso dopo polemiche e proteste che si
erano trascinate per mesi. «Andiamo avanti così da cinque anni a questa parte, in un groviglio
normativo in cui i poteri forti delle università si inseriscono e si
fanno la guerra fra loro per ottenere un peso maggiore alle spalle dei giovani medici», denuncia
il presidente del Sims (Segretariato italiano medici specializzandi) Walter Mazzucco. Senza contare che quanto più un concorso
si fa attendere, tanto maggiore è
la platea di partecipanti, perché
nel frattempo le università continuano a sfornare laureati. E così,
se non sarà indetto subito il concorso, in modo da svolgere la sele-
Antimafia
zione entro il mese di giugno, agli
attuali “pretendenti” si aggiungeranno i neoabilitati che conseguiranno il titolo in estate. Un conflitto intergenerazionale che rischia di trasformarsi in una guerra tra poveri, tutti con gli stessi titoli e diritti.
«Chiediamo l’approvazione alla prima data utile del documento sul fabbisogno», afferma Maria Elisa Di Cicco, coordinatrice del Comitato nazionale aspiranti specializzandi, associazione
che si è formata spontaneamente
negli ultimi mesi proprio per raccordare le iniziative delle migliaia
di “vittime” di questo perverso sistema. «Inoltre pretendiamo che
la cadenza dei concorsi sia regolarizzata una volta per tutte: i ritardi
della politica non possono passare sulla pelle dei ragazzi». 
Nel pizzino la storia della legalità
Immigrati
A Scampia l’intuito di un
editore e la forza delle
associazioni danno vita
a un progetto che mira a
riconsegnare alla «Sicilia
pulita» un’usanza fatta
propria dalla criminalità
C
Pietro Nardiello
A
Scampia, periferia nord
di Napoli, a cui la fantasia
partenopea non ha saputo dare un nome diverso da quello della legge di edilizia popolare,
“la 167”, dove l’unica piazza, quella dei “grandi eventi”, non è dotata di una panchina, dove i politici si vedono solo per la campagna
elettorale o per un episodico taglio del nastro, e i media accorrono in massa solo per raccontare le
faide di camorra, le proposte concrete vengono fuori quasi sempre
dall’associazionismo e da quella comunità che preferisce, quotidianamente, non recarsi presso gli uffici di collocamento della camorra. E così, l’associazione
Vo.di.Sca. (Voci di Scampia), in
collaborazione con l’associazione Libera e l’editore siciliano Salvatore Coppola, che ha investito
seimila euro circa per l’acquisto
di macchinari e fogli, ha inaugurato, presso gli Impianti La rossa,
un piccolo centro per la produzione dei pizzini della legalità: dei
bloc notes, realizzati con carta riciclata, con i quali raccontare storie di legalità. Due euro il costo di
questa “genialata”. L’acquisto può
avvenire non solo collegandosi al
sito dell’editore e dell’associazione ma anche presso la sede della Bottega dei sapori e dei saperi
di Libera a Napoli. «L’idea - racconta Salvatore Coppola - è nata
all’indomani della cattura di Bernardo Provenzano, visto che anche in quel caso la tradizione pulita della Sicilia a cui appartiene
l’utilizzo del pizzino - un piccolo foglio su cui annotare un messaggio o degli appunti - era stata
Organo ufficiale d’informazione della Federazione dei Verdi
Registrazione Tribunale di Roma n. 34 del 7/2/2005
Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 DCB - Roma
La testata fruisce dei contributi di cui alla legge 7/10/ 1990 n. 250 - Stampato su carta ecologica
utilizzata per raccontare la Sicilia
che noi, invece, vogliamo combattere». Sono quasi una trentina
i titoli dati fino a ora alle stampe
e ben cinque quelli che raccontano storie campane: quelli dedicati a don Peppe Diana, Felice Pignataro, Giancarlo Siani, Antonio
Landieri e Raffaele Pastore. Altri
due, quasi pronti, ricorderanno la
cantante Miriam Macheba, morta dopo un concerto a Castel Volturno e Silvana Fucito, l’imprenditrice che denunciò il racket facendo arrestare i suoi estorsori.
«Un giorno nuovo - lo ha definito Rosario Esposito La Ros-
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Chiuso in tipografia alle ore 20.30
sa, lo scrittore di Scampia nonché animatore di Vo.di.Sca. e di
quest’iniziativa - perché Scampia non è solo una piazza di spaccio». Don Lugi Ciotti ha chiesto
che si faccia anche un pizzino per
ricordare Gelsomina Verde, «una
ragazza assassinata per una vendetta trasversale e troppo frettolosamente dimenticata».
Il presidente di Libera hai poi
chiesto centomila pizzini da distribuire il prossimo 21 marzo a Napoli con i quale dare il
benvenuto ai partecipanti della XIV Giornata della memoria e
dell’impegno. 
Direttore responsabile: Pino Di Maula
Direttore editoriale: Giovanni Nani
Vicedirettore: Vincenzo Mulè
Caporedattore: Valerio Ceva Grimaldi
L’agonia
di Lampedusa
ontinuano gli sbarchi di migranti clandestini a Lampedusa. Alle prime ore del mattino di ieri, un barcone ha portato sull’isola 171 persone,
tra cui 26 donne e un neonato. La maggior parte di loro è
di nazionalità nigeriana. Assistiti sul molo del porto dagli
uomini della Guardia costiera, verranno probabilmente
trasferiti nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie)
dell’isola che però rischia il
collasso. La struttura, infatti, anche a causa degli incendi delle settimane scorse che
hanno reso inutilizzabili tre
edifici, è al limite della capienza, con oltre 500 persone ferme da giorni. «Quanto sta accadendo - ha detto il
sindaco di Lampedusa Dino
De Rubeis - è la conferma che
bisogna ritornare al “modello Lampedusa”, un centro di
prima accoglienza e soccorso per l’ospitalità immediata
sull’isola, mentre i Cie devono essere realizzati sulla terra
ferma. Lo ripeterò anche oggi, in occasione del sopralluogo del vice capo della polizia
Izzo, del capo del dipartimento Immigrazione del Viminale, il prefetto Morcone, e della vice responsabile dell’Alto
commissariato Onu per i rifugiati, la signora Feller». 
Rocco Vazzana
Redazione: Diego Carmignani,
Pierpaolo De Lauro, Alessandro
De Pascale, Alessio Nannini, Gloria
Ravidà, Paolo Tosatti, Federico Tulli
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via del Porto Fluviale, 9/a - Roma
Stampa: Rotopress
via E. Ortolani, 33 - Roma
Esteri
Pakistan, caccia agli attentatori
La settimana prossima il vice presidente Usa Joe
Biden sarà a Bruxelles per la riunione del North
atlantic council della Nato. Lo ha reso noto la
Casa Bianca. Al centro dell’agenda ci sarebbero le
consultazioni con gli alleati sull’Afghanistan e il
Pakistan, che auspicano che le loro posizioni siano
tenute in considerazione nella revisione strategica.
In Pakistan è caccia ai terroristi che martedì
hanno attaccato la nazionale di cricket dello Sri
Lanka, facendo 8 morti. Ieri la polizia ha arrestato
una ventina di persone, tra cui due che avrebbero
comprato le sim card utilizzate per pianificare e
realizzare la carneficina. Islamabad ha offerto una
taglia a chiunque fornisca informazioni.
© Rourke/LaPresse
Vertice Nato
3
© Chaudary/LaPresse
giovedì 5 marzo 2009
Francia
Deficit
fuori controllo
Il deficit pubblico francese
sarà pari al 5,6 per cento del
Pil nel 2009, mentre quello
dello Stato raggiungerà i 103,8
miliardi di euro. Lo riferiscono
fonti del governo, che citano
le previsioni contenute nella
legge che rettifica la finanziaria. Il bilancio 2009 prevedeva
inizialmente un deficit di 52
miliardi di euro per lo Stato.
Secondo la versione corretta
del bilancio, presentato ieri
in Consiglio dei ministri,
dovrebbe però raggiungere la
cifra record di 103,8 miliardi. Il totale tiene conto in
particolare dei 2,65 miliardi di
euro legati alle misure sociali
che accompagnano il piano di
rilancio, i 6,9 miliardi di aiuti
all’industria dell’auto e i 7,5
miliardi legati alla diminuzione degli introiti fiscali dovuti
al rallentamento dell’attività
economica. In totale, il deficit
pubblico previsto da Parigi
raggiungerà quindi il 5,6 per
cento del Prodotto interno
lordo. Un livello che si allontana come non mai dal limite
del 3 per cento raccomandato dalle autorità europee di
Bruxelles allo scopo di tenere
sotto controllo l’inflazione e
la stabilità dei prezzi nell’area
dell’euro.
La Corte penale dell’Aja:
«Arrestate al-Bashir»
Il leader sudanese
è il primo capo di Stato
a essere incriminato dalla
Cpi. Sette su dieci le
accuse confermate, 5 per
crimini contro l’umanità
e 2 per quelli di guerra
Paola Mirenda
«L
a Corte ha deciso di
accogliere la richiesta
del procuratore Luis
Moreno Ocampo, emettendo un
mandato di arresto nei confronti di Omar al-Bashir». In una sala affollatissima di telecamere la
speaker della prima Camera preliminare della Corte penale internazionale, Laurence Blairon, legge il verdetto nei confronti del
presidente sudanese. «La Corte ritiene che il suo status di presidente in esercizio non lo esoneri in nessun caso dalla sua responsabilità penale, né gli accordi una qualsiasi immunità dalle
accuse a lui mosse». Inoltre, precisa il comunicato, «il mandato
di arresto si rende necessario per
il pericolo che i reati a lui ascritti vengano reiterati». Si è concluso ieri il lungo iter iniziato il 14
luglio 2008, quando dalla Cpi si
era avuta la conferma dell’intenzione a procedere nei confronti
di al-Bashir. Le accuse a suo ca-
© RAOUF/LaPresse
© Merlini/LaPresse
Africa
Omar Hassan Ahmad al-Bashir, presidente del Sudan
rico, di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità per quanto avvenuto in Sudan e particolarmente nella regione del Darfur negli anni tra il 2003 e il 2008,
sono state tutte confermate, ma
non quella di genocidio. Il giudice Anita Ušacka, presidente della
Camera preliminare, ha specifica-
to che gli elementi presentati non
erano sufficienti per stabilire che
vi fosse una reale intenzione, da
parte del governo di Khartoum,
di «distruggere, in tutto o in parte, i gruppi four, massalit e zaghawa». Del resto l’accusa di genocidio resta, in tutti i procedimenti di questo tipo, la più difficile da
dimostrare. Ma inserirla nel suo
dossier è servito a ottenere il via
libera del Consiglio di sicurezza dell’Onu all’avvio dell’inchiesta. Infatti, per il Sudan, che non
è firmatario dello Statuto di Roma, non sarebbe stata possibile
una procedura d’ufficio: Moreno
Ocampo ha ottenuto il suo mandato da una risoluzione Onu, la
1593. Resta ora da vedere cosa succederà al difficile processo di pace iniziato nel 2005, con
gli accordi Nord-Sud. Il Comprehensive peeace agreement (Cpa)
ha permesso la nascita dell’attuale governo, quindi i vecchi nemici di al-Bashir non hanno alcun
interesse a far sì che il presidente venga arrestato e tutto quanto costruito finora crolli. I gruppi
ribelli, che con il tempo si sono
moltiplicati e frammentati, difficilmente avranno una posizione
unitaria. Solo due settimane fa il
governo di Khartoum ha firmato
con il Movimento per la giustizia
e l’uguaglianza ( Jem), un accordo di «buona volontà» che segna la disponibilità dei contendenti, dopo un anno di stasi, a sedersi nuovamente a un tavolo di
trattative. Per questo dall’Unione africana si è levata di nuovo la
critica alla decisione della Corte. Nel suo ultimo vertice l’Ua
aveva chiesto che venisse sospesa l’azione della Cpi, per non pregiudicare la pace nel Paese, come
ha ribadito oggi il segretario generale Jean Ping. 
©Tachus
© Szandelszky/LaPresse
Afghanistan
Ucraina
Agenti sicurezza
in sede Naftogaz
Dietro l’irruzione dei gruppi
Alfa - una sezione dei servizi
ucraini Sbu - nei locali della
compagnia energetica statale
Naftogaz di Kiev potrebbero
esserci interessi legati alla lotta
politica in corso in Ucraina e
al contratto di forniture di gas
russo al Paese. Forse anche una
connessione con le indagini
aperte il 2 marzo sull’appropriazione illegale di 6 miliardi
di metri cubi di gas da parte
della compagnia RosUkrEnergo. Yulia Timoschenko, capo del
governo di Kiev, ha accusato
l’ex azienda di sovvenzionare
illegalmente gli ambienti della
presidenza della Repubblica e il
Partito delle regioni, forza filorussa d’opposizione.
E l’America scarica Karzai
Kabul andrà al voto
il 20 agosto, nonostante
le proteste del presidente.
Gli Usa vogliono
il cambiamento e l’Italia
risponde mandando
altri uomini
Cecilia Tosi
K
arzai dovrà rassegnarsi.
Le elezioni in Afghanistan si faranno il 20 agosto, così come previsto, e non ad
aprile, come lui avrebbe voluto,
nella speranza di spiazzare i suoi
avversari. La commissione elettorale di Kabul non ha accettato
il suo ricorso e ha confermato la
data estiva: un’altra doccia fredda per l’ormai fuori moda Karzai, per anni il preferito di Washington, oggi scaricato definitivamente da Obama. C’è tempo,
dunque, per i “volenterosi” che
si sono impegnati a inviare in Af-
ghanistan contingenti aggiuntivi
e provvisori proprio per garantire la sicurezza nel periodo del voto. Tra questi anche l’Italia, che
secondo le parole del ministro
Frattini contribuirà al regolare
svolgimento della consultazione
con circa 200 uomini, dispiegati
sul terreno per soli quattro mesi.
Ma se a febbraio la Farnesina aveva sottolineato la provvisorietà di
questo rafforzamento, che non
avrebbe alterato le dimensioni
del contingente italiano che presidia stabilmente la provincia di
Herat, adesso il numero delle nostre truppe (oggi 2.500) sembra
essere di nuovo in discussione.
Anzi, secondo le parole di Franco
Frattini, l’aumento è ormai certo:
«Entro aprile arriveremo a 2.800
uomini», ha dichiarato martedì a
Radio 24, «un incremento permanente non legato alle elezioni,
con un progressivo dispiegamento delle nostre forze anche verso
la provincia di Farah. Poi ci sarà
anche il contributo provvisorio
per le elezioni». Non un annuncio in grande stile, dunque, ma
una nota en passant, come se decidere di inviare altri soldati fosse
ormai ordinaria amministrazione, e vista l’abituale compiacenza del Pd, in effetti, lo è.
Meno ordinaria invece la scelta del vice presidente americano
Biden di partecipare alla riunione preparatoria della Nato della
prossima settimana, un appuntamento pre-vertice durante il quale gli Stati Uniti vogliono accertarsi che gli europei abbiano capito bene: impegnarsi in Afghanistan è fondamentale e risolvere i problemi con i talebani è indispensabile. A costo di coinvolgere tutti i Paesi vicini, dal Pakistan
alla Cina e perfino all’Iran, che lo
stesso Frattini visiterà «presto»,
proprio per verificare se la Repubblica islamica sia «disponibile a un’azione positiva» per la
stabilizzazione dell’Afghanistan e
della regione al confine con il Pakistan. Persino la Russia, che negli ultimi anni si è occupata molto più di gas e petrolio che di talebani, potrebbe giocare un ruolo di mediazione sfruttando la
sua influenza su Teheran. Anche
per questo Washington sta cercando di convincerla a collaborare, corteggiandola con lettere “segrete” nelle quali avanza l’ipotesi di ritirare il progetto di scudo
spaziale.
Nel frattempo, a Kabul, gli avversari di Karzai affilano i coltelli. Da
qui ad agosto potrebbero comparire più sfidanti, come ha suggerito lo stesso inviato Usa Richard
Holbrooke qualche settimana fa:
«C’è una gran quantità di afgani qualificati nel Paese». In pole
position, almeno per il momento, due ex ministri: Ali Ahmed Jalali, ex responsabile degli Interni
e Ashref Ghani, consulente della
Banca mondiale, una volta a capo
del dicastero delle Finanze. Jalali gioca il ruolo del candidato pulito, deposto da Karzai per averlo
accusato di coinvolgimento nel
traffico di droga, mentre Ghani
non ha ancora dimostrato la sua
estraneità ad alcuni episodi di nepotismo. Ma entrambi hanno in
mano una carta vincente: un passaporto americano. 
©Tachus
4
Il bluff Rsi
5
Primo piano
giovedì 5 marzo 2009
a cura diBeniamino Bonardi
Per l’inganno
il tempo passa invano
Solo una settimana fa
la condanna per Nestlé
e Tetrapack per il latte
contaminato da inchiostro.
Ora, di un caso molto
simile, è stato lanciato
l’allarme in tutta Europa
U
n giudice di pace di Giarre,
in provincia di Catania, ha
condannato Nestlé e Tetrapack international, in solido tra loro, al pagamento dei danni, patrimoniali e non, a favore dei genitori di piccoli che avevano utilizzato latte Nidina che conteneva l’Itx,
un tipo di inchiostro utilizzato nella fabbricazione di imballaggi. Il
giudice Salvatore Fisichella ha stabilito che «la commercializzazione del “prodotto inquinato” comporta una responsabilità di natura
contrattuale ed extracontrattuale in
quanto si profila anche una ipotesi di responsabilità per il danno alla salute che la commercializzazione comporta». Si tratta di una sentenza che costituisce un precedente innovativo e importante. La vicenda del latte contaminato scoppiò nel novembre 2005, con sequestri di decine di milioni di latte liquido per l’infanzia, disposto dalla
Procura della Repubblica di Ascoli
Piceno. Sono passati più di tre anni.
Invano. Pochi giorni fa, le autori-
tà alimentari di Germania, Spagna,
Belgio e Grecia, hanno lanciato l’allerta su un’analoga contaminazione. Questa volta si tratta del muesli
e la sostanza utilizzata nell’inchiostro della confezione non è l’Itx ma
il 4-metilbenzofenone. La catena
di supermercati discount Lidl ha ritirato a livello europeo due confezione di muesli, al cioccolato e alla frutta, del marchio Master crumble. Anche in questo caso, si assicura che non esiste alcun rischio per
la salute. I bambini, insieme a cani e
gatti, sono i più coccolati nelle pubblicità ma la realtà del mercato è diversa. Lo scandalo del latte cinese
alla melamina, utilizzata per innalzare falsamente il valore proteico
del prodotto, è di pochi mesi fa. La
stessa sostanza chimica, utilizzata
nella plastica, è stata trovata recentemente in Italia in crocchette per
cani, prodotte dall’azienda Diusapet di Marzano, in provincia di Pavia, che produce mangimi per cani
e gatti, per marchi propri e per conto terzi. Eppure, il problema era noto sin dal marzo 2007, quando negli Stati Uniti furono ritirati oltre
150 marchi e più di 5.000 prodotti per cani e gatti di dodici aziende. La melamina era contenuta nel
glutine di frumento importato dalla Cina. Lo scorso giugno le società produttrici hanno patteggiato un
risarcimento di 24 milioni di dollari ai proprietari degli animali morti
o ammalatisi. 
Roche ammonita
© Cardinael/LaPresse
L’associazione britannica
dell’industria farmaceutica
ha di recente ammonito il
colosso Roche per aver regalato buoni da dieci sterline,
da spendere in negozi di
giocattoli, ai bambini affetti
da fibrosi cistica che raccoglievano i tappi del Pulmozyme, un medicinale contro le
infezioni polmonari. Roche
era stata appena riammessa
nell’associazione, dopo aver
subito sei mesi di sospensione, per gravi violazioni del
codice di comportamento
nella fornitura del prodotto
dimagrante Xenical alle cliniche private. E questo non è
il primo “caso” che coinvolge
questa casa farmaceutica.
Spot ingannevole
Tradimento etico
Sbandierata dalle aziende come assicurazione
per il mercato, la responsabilità sociale d’impresa
sta fallendo, sotto i colpi delle bugie dei manager
P
Un ombrello
sotto il quale
riparano
i diritti
dei lavoratori,
l’ambiente
e le lobby
Migliorare
le proprie
azioni solo
perché
conveniente
non è
responsabile
rima fu Enron negli Stati
Uniti, poi Parmalat in Italia e poche settimane fa Satyam in India, la quarta del Paese asiatico nel settore dei servizi
informatici, quotata a Wall Street e Mumbai. Tre grandi truffe finanziarie, che hanno visto coinvolti i vertici di società presentate per anni come campioni della
responsabilità sociale. Purtroppo, nessuno si era accorto di cosa
si nascondeva dietro quella luccicante vetrina. In quei casi si è trattato di comportamenti illegali. La
crisi finanziaria globale attuale,
invece, non vede alcun responsabile di banche o gruppi assicurativi finire in galera.
Tutto si è svolto nella legalità, con
il massimo grado di irresponsabilità. Tra le tante domande che
questa situazione pone, c’è anche quella su cosa sia questa tanto sbandierata Responsabilità sociale delle imprese (Rsi) o Corporate social responsibility (Csr),
che pare essere diventata un’industria come le altre, che non nasce
e non poggia su alcun movimento d’opinione, che ha creato l’ideologia della volontarietà e che attorno a questo principio ha crea-
to una miriade di sistemi di autocertificazione e di rating etici, diffidando le istituzioni dall’intervenire con leggi valide per tutti.
Una cosa non da poco, se si considera che sotto l’ombrello della Rsi troviamo i diritti dei lavoratori e i diritti umani, l’ambiente e il coinvolgimento dei portatori di interessi.
Un anno mezzo fa, contemporaneamente all’esplodere della crisi
dei mutui subprime, è stato pubblicato un libro dell’economista
liberal Robert Reich, ex ministro
del Lavoro durante la prima amministrazione di Bill Clinton. Intitolato Supercapitalism e tradotto in Italia per Fazi editore, il libro
sostiene che la Rsi è un’illusione
dannosa e che occorrono leggi e
regole che inglobino i valori etici.
Nell’attuale situazione di competizione globale, osserva Reich, se
con certe azioni le imprese migliorano i loro comportamenti, non
ha senso definirle socialmente responsabili, perché, in realtà, si tratta solo di good business. Lo fanno
per migliorare la propria immagine, per evitare normative più severe o perché è conveniente per i loro affari. La responsabilità sociale
non c’entra nulla.
Sull’altra sponda dell’oceano, in
Gran Bretagna, Jonathan Porritt
- che attualmente è presidente del
Forum for the future e che è stato anche co-presidente del Gre-
en party e direttore dei Friends of
the Earth - si augura che tra le tante vittime dell’attuale crisi ci sia
anche il concetto di Rsi, che è diventata un’idea «sempre più vuota e illusoria».
Sul suo blog di Vita.it, Sebastiano Renna, responsabile della Rsi
del gruppo Granarolo e presidente del Csr manager network Italia,
sostiene che bisogna «smetterla di cadere nella semplificazione
secondo cui l’economia si emancipa dalle proprie degenerazioni se incorpora in misura maggiore, rispetto a quanto già non faccia adesso, le istanze sociali e ambientali. Il grado di sostenibilità
dei processi economici - aggiunge
Renna - va messo alla prova, prima
di ogni altra cosa sul piano della
correttezza intrinseca dei meccanismi fondanti di tali processi, ovvero del modo attraverso cui viene generato il valore economico.
La Csr ha un disperato bisogno,
a mio avviso, di compiere questo
salto di qualità».
Il problema è verificare se la «multiforme congerie di teste pensanti
della Csr» abbia davvero intenzione di intraprendere questa sfida,
oppure se «alletta maggiormente il godersi la più circoscritta, ma
comoda e tranquillizzante, visibilità e popolarità ritagliata in tanti
anni di coltivazione di questo lussureggiante giardino collocato alla
periferia dell’impero». 
Il biocida nelle scarpe
Si chiama Dmf, è un deumidificante bandito
dall’Unione europea ma largamente utilizzato
in accessori e vestiari di importazione cinese
P
In quattro
giorni,
due sequestri
dei Nas hanno
rivelato
il volto italiano
dell’affare
La sostanza
potrebbe
essere
contenuta
anche
in giocattoli
e cosmetici
rima in Francia, poi in Spagna e adesso le scarpe tossiche, di produzione cinese,
sono state scoperte anche in Italia.
I carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità) di Udine hanno sequestrato a un grossista cinese, a Pradamano, in provincia di Udine, circa 30mila confezioni di scarpe, cinture, borse e
altri articoli di pelle e tessuto che
contenevano bustine di sostanze
deumidificanti vietate nell’Unione europea, in quanto gravemente nocive per la salute, nell’ambito
di un’operazione a contrasto della commercializzazione illecita di
prodotti pericolosi. Tutta la merce, in prevalenza cinture, è stata
posta sotto sequestro cautelativo
sanitario, in attesa dell’esito delle analisi dell’Istituto superiore di
sanità di Roma sul contenuto delle bustine deumidificanti. Le bustine, etichettate come “silica gel”,
potrebbero contenere una sostanza ritenuta dannosa per i consumatori, il Dmf o dimetilfumarato, utilizzato come biocida per eliminare le muffe da legno e pelle.
Nell’ambito della medesima operazione, i militari del Nas hanno
anche sottoposto a sequestro am-
ministrativo 1.100 tra confezioni
di giocattoli prive delle avvertenze
e precauzioni d’uso in lingua italiana e cosmetici privi in etichetta di indicazioni in lingua italiana.
Il valore della merce sequestrata
è stimato in 200mila euro circa.
Il sequestro dei manufatti in pelle segue a distanza di pochi giorni
quello, effettuato congiuntamente
all’ufficio delle Dogane e all’ufficio di Sanità marittima e aeroportuale di Trieste, dei quattro container di scarpe provenienti dalla
Cina e destinati a un importatore
trevigiano. All’interno delle confezioni di scarpe era stata accertata la presenza delle stesse bustine deumidificanti nocive. Attualmente, i container sono ancora
sotto sequestro nell’area doganale
del Porto franco nuovo di Trieste,
in attesa delle analisi affidate a un
laboratorio di Milano. Alcuni Stati
hanno già adottato divieti a livello nazionale del dimetilfumarato.
Nel dicembre 2008 la Francia ha
adottato un decreto che vieta per
un anno l’importazione e l’immissione sul mercato di divani, poltrone e calzature contenenti Dmf.
In Spagna, l’ultimo caso è di pochi
giorni fa e riguarda un bambino di
18 mesi, ricoverato per eritemi ai
piedi, dopo aver calzato scarpine
di produzione cinese della marca
“Pasite”, contenenti Dmf. La diagnosi parla di dermatite da contatto. 
La Food and drug administration statunitense (l’ente
governativo che si occupa
della regolamentazione dei
prodotti alimentari e farmaceutici) ha giudicato ingannevole uno spot dell’Avodart,
prodotto da GlaxoSmithKline e indicato nel trattamento dell’ipertrofia della prostata e dei disturbi connessi,
come la necessità di urinare
frequentemente.
La pubblicità sostiene la
superiorità dell’Avodart,
perché è l’unico che interviene sulla causa, riducendo
la prostata. Ma, ha osservato l’Fda, anche un altro
farmaco, il Proscar, agisce in
questo modo.
© SCHMIDT/LaPresse
N
el 2004, negli Stati Uniti, scoppiò lo scandalo dell’antidepressivo Paxil, commercializzato in Europa
con il nome di Seroxat e prodotto da GlaxoSmithKline (Gsk), che
fu accusata di aver occultato studi che riportavano l’inefficacia e
gli effetti negativi del farmaco su
bambini e adolescenti, in particolare il rischio di suicidio. Alla fine,
la causa fu risolta con un patteggiamento di 2,5 milioni di dollari e
con la casa farmaceutica che continuò a definire «infondate» le accuse. Cinque anni dopo ci risiamo.
Questa volta è la casa farmaceutica Forest laboratories a essere accusata dal dipartimento della Giustizia di Washington di aver nascosto per anni uno studio che indica come il suo antidepressivo Celexa non sia efficace su bambini e
adolescenti e, anzi, può aumentare il rischio di suicidio. Contemporaneamente, Forest promuoveva la diffusione dei risultati di altri studi favorevoli e raccomandava ai medici la prescrizione del Celexa e di una sua versione successiva, il Lexapro, anche a bambini e
adolescenti, rafforzando le argomentazioni scientifiche con il pagamento di tangenti, sotto forma
di regali, come biglietti per partite
di baseball e tagliandi omaggio per
ristoranti di lusso. I medici, infatti,
possono prescrivere a loro discrezione un farmaco anche per indicazioni terapeutiche non autorizzate, ma la casa produttrice può
promuoverlo solo per quelle autorizzate. Lo studio occultato da Forest è rimasto segreto, nonostante fosse anche nelle mani della Food and drug administration (Fda),
che lo aveva ricevuto quando la casa farmaceutica aveva chiesto, nel
2002, che il Celexa fosse autorizzato anche per l’utilizzo su bambini e adolescenti. L’autorizzazione non fu concessa e lo studio indusse l’Fda a disporre che sui foglietti informativi di Celexa e Lexapro fosse inserito un black box, il
livello massimo di avvertenza, sui
rischi di comportamenti suicidari
nei giovani. L’esistenza di questo
studio, che l’Fda non rese pubblico perché lo aveva ricevuto in via
confidenziale, fu svelata dal New
York Times nel giugno 2004. Tre
giorni dopo, Forest ammise l’esistenza dello studio, così come di
un altro, che aveva dato anch’esso esiti negativi. Un altro esempio
di cattiva informazione riguarda
questa volta AstraZeneca. Documenti interni alla casa farmaceutica indicano che, nel 2002, AstraZeneca inviò una lettera ai medici giapponesi, informandoli su dodici casi di diabete in pazienti che
utilizzavano l’antipsicotico Seroquel e scrivendo che il nesso tra il
farmaco e l’insorgenza del diabete non poteva essere escluso. Tre
anni dopo, però, negli Stati Uniti,
AstraZeneca istruiva i propri rappresentanti a sostenere che «i dati disponibili non hanno stabilito
un legame casuale tra il diabete e
il Seroquel». 
© LaPresse
Il più delle volte
è il suicidio di bambini
e adolescenti
la controindicazione
non pubblicizzata dalle
case farmaceutiche per
i medicinali in commercio
© SCHMIDT/LaPresse
I rischi per la salute
dietro gli studi occultati
Maxi risarcimento
Sandoz, filiale di Novartis
nel settore dei farmaci
generici, è stata condannata
a risarcire 78,4 milioni di
dollari allo Stato dell’Alabama per aver frodato il
Medicaid, il programma
federale sanitario degli
Stati Uniti d’America che
provvede a fornire aiuti agli
individui e alle famiglie a
basso reddito, tra il 1991 e il
2005. L’accusa: aver gonfiato
il prezzo dei medicinali soggetti a prescrizione medica.
La casa farmaceutica dovrà
pagare 28,4 milioni come
risarcimento danni e 50
milioni a titolo punitivo. La
multinazionale Novartis ha
annunciato che ricorrerà in
appello, ritenendo le accuse
prive di fondamento.
6
Ambiente
giovedì 5 marzo 2009
Energia
Fotovoltaico
spaziale
Catturare l’energia solare prima che questa entri
nell’atmosfera terrestre.
L’ambizioso progetto è stato
annunciato dalla Space
energy, che si è detta pronta
a equipaggiare un satellite con pannelli solari e
una tecnologia in grado di
convertire poi l’energia in
radiosequenze e quindi in
corrente elettrica. Ogni secondo la nostra atmosfera è
penetrata da oltre duecento
milioni di gigawatt di energia
solare: più di quanto l’uomo
abbia prodotto da quando fu
scoperta l’elettricità. L’amministratore delegato della
società ha inoltre aggiunto
che l’eventuale costo non
sarà accessibile a tutti. Un
prezzo alle stelle.
Economia
La crisi
ti fa soffice
Greenpeace ha diffuso negli
Stati Uniti un opuscolo per
i consumatori di carta igienica, in cui le marche sono
giudicate non solo in base
alla morbidezza ma anche
per il rispetto ambientale. Lo
scopo è convertire il mercato
americano, il maggiore del
mondo, a quella riciclata
sfruttando il calo di vendite dei prodotti più pregiati
e morbidi provocato dalla
recessione economica. L’iniziativa ha già coinvolto come
testimonial alcune stelle del
baseball, ed è stata accolta
con favore anche a Hollywood: le toilette del Kodak
theatre, durante la cerimonia per l’assegnazione degli
Oscar, montavano solo carta
igienica riciclata.
Architettura
Anche l’edilizia
ha un cuore tutto verde
Si diffondono gli edifici
a impatto zero. Bastano
pochi accorgimenti
per avere un’abitazione
ecologica. In Italia, però,
la legge regola solo i
consumi invernali
Daniela Gambino
L’
acronimo Zeb sta per Zero energy building: l’inglesismo è dovuto al fatto
che i Paesi più avanzati nell’architettura a zero impatto sono Germania e California. «Sono definibili come edifici a zero impatto, abitazioni che per funzionare
non hanno bisogno di fonti fossili
e non emettono CO2», così spiega l’architetto Mario Butera, dello studio palermitano Architetture sostenibili srl, un portafoglio
di lavori e di consulenze internazionali (www.architetturesostenibili.it). Fra gli altri, la ristrutturazione di un centro di ricerca ambientale a Budapest, l’associazione no profit Rec (www.rec.
org), un prototipo che si avvale
dell’energia solare per funzionare. Prosegue Butera: «Le strutture residenziali, rispetto a quelle terziarie hanno modi differenti
di usare energie». A casa l’arrivo
della bolletta aiuta a quantificare
i consumi. «In America si è stimato un consumo del 7 per cento
di energia elettrica lo scorso anno
solo per gli apparecchi elettrici in
stand by». Per quella spia luccicante che ci rassicura circa il loro
funzionamento «esistono ciabatte o scarpette in grado di ricono-
scere l’utenza principale e di accendersi solo alla bisogna». Un
esempio? Il lettore cd che si accende solo se sente che la tv viene attivata. Esistono tre parametri principali che aiutano a muoversi nei meandri dei parametri
di sostenibilità degli edifici. Il primo è rappresentato dai sistemi di
climatizzazione estivi e invernali. Spesso sovradimensionati per
sicurezza. Oltretutto «viviamo
in ambienti costantemente condizionati climaticamente, in auto, in ufficio, volgiamo lo stesso
in casa», spiega l’architetto. Gli
split, ovvero le pompe di calore,
hanno letteralmente tappezzato
le città. Il secondo parametro è
l’edificio in sé. Cioè le sue caratte-
ristiche strutturali. Spesso la stessa cifra stilistica può essere messa
in discussione: le strutture aeree
e leggere dei grattacieli in vetro,
per fare un esempio. Spesso illuminate anche di notte. «Di giorno possono insorgere problemi
di abbagliamento per la luce solare» spiega Butera, soprattutto
se si lavora davanti a degli schermi. Un classico? Le tende chiuse
davanti alle grandi vetrate e la luce accesa. Il fine, nell’architettura, è unire forma e sostanza, dare bellezza a una funzione, offrire agio a chi trascorre molte ore
dentro una struttura e metterlo
nelle condizioni migliori di lavorare. «È la responsabilità che deve porsi ogni architetto. Perché
l’architettura, se è buona, è sostenibile di per sé» sottolinea Butera. L’ultimo punto è l’uso che si
fa di queste strutture, il comportamento dei suoi abitanti. «Dipende molto dal singolo - continua Butera -. Siamo parte di un
processo ciclico e le energie vanno rimesse in circolo». E in Italia? «Esiste una direttiva europea
sull’efficienza energetica degli
edifici, il decreto legge 192/2005
(modificato nel 311/2006) si riferisce solo al riscaldamento e
all’acqua calda per uso sanitario». In pratica il decreto prevede
il calcolo della prestazione energetica degli edifici nella climatizzazione invernale, senza tenere in
buon conto quella estiva. 
Farmaci
Stati Uniti
Facendo propria una causa avviata da due ex addetti alle vendite
della Johnson & Johnson e della sua controllata Scios, il governo
degli Stati Uniti ha denunciato le due case farmaceutiche per promozione illegale del Natrecor, un farmaco per il trattamento acuto dell’insufficienza cardiaca scompensata. Otto anni fa, subito
dopo averne ottenuta l’autorizzazione alla vendita, la Scios avviò
una “campagna aggressiva”, promuovendo l’utilizzo del farmaco
anche per una patologia cardiaca meno grave, non autorizzata
dalla Food and drug administration (Fda).
Unione europea
L’Agenzia europea dei medicinali (Emea) ha raccomandato alla
Commissione europea di sospendere l’autorizzazione al commercio del Raptiva, un farmaco per la psoriasi a placche cronica, approvato nel 2004 e commercializzato dalla Merck Serono. Secondo l’Agenzia, i rischi che il medicinale comporta superano i suoi
modesti benefici, dopo la conferma di tre casi, di cui due mortali,
di Leucoencefalopatia multifocale progressiva, una rara infezione
del cervello, che di solito porta a una grave disabilità o alla morte.
Entro pochi mesi il Raptiva non sarà più in vendita.
India
La principale casa farmaceutica indiana, la Ranbaxy laboratories, non potrà esportare negli Stati Uniti nuovi medicinali generici,
prodotti nell’impianto indiano di Paonta Sahib, dopo che la Food
and drug administration (Fda) ha scoperto che le sono stati presentati dati falsificati nelle richieste di autorizzazione alla vendita di alcuni farmaci. Lo scorso settembre, l’Fda aveva già vietato
l’importazione di trenta medicinali generici di Ranbaxy, per problemi di qualità, anche nei processi di sterilizzazione, in alcuni
impianti di produzione indiani.
Test senza etica
Uno studio della Duke university mostra come le case
farmaceutiche delocalizzino la sperimentazione dei
medicinali verso i Paesi più tolleranti Beniamino Bonardi
T
ra il 1995 e il 2005 il numero dei Paesi in cui si sono condotti studi clinici sui farmaci è più che raddoppiato. Ad esempio, nel novembre
2007, su 509 studi condotti dalle
venti maggiori case farmaceutiche
americane, in fase di sperimentazione sull’uomo, solo 157 erano
effettuati negli Stati Uniti. è l’effetto della globalizzazione anche
in questo settore, che porta le case farmaceutiche a delocalizzare i
test medici, cercando Paesi dove è
più facile ed economico reclutare i
partecipanti alle sperimentazioni,
e dove le norme sono meno stringenti e i controlli poco efficaci, il
che pone problemi etici e scientifici. è quanto segnala uno studio
condotto da alcuni ricercatori della statunitense Duke university,
coordinati da Seth Glickman, pubblicato dal New England Journal of
Medicine. In merito all’affidabilità
scientifica di queste sperimentazioni, Glickman si chiede se sia at-
tendibile sperimentare medicinali
su popolazioni con caratteristiche
diverse da quelle che poi li utilizzeranno. In merito ai controlli, i
ricercatori della Duke university
hanno riesaminato due precedenti studi: in uno, solo il 56 per cento
dei 670 ricercatori intervistati in
Paesi in via di sviluppo dichiarava che i loro test erano stati autorizzati dalle autorità sanitarie locali; in un altro, emerge che il 90 per
cento degli studi clinici condotti
nel 2004 in Cina, e pubblicati su
riviste scientifiche, non riportano alcuna revisione etica del protocollo seguito e solo nel 18 per
cento dei casi i pazienti, che avevano dato il loro consenso a partecipare alla sperimentazione, erano
stati informati in modo adeguato.
Gli studiosi della Duke university chiedono che il problema venga assunto dall’Organizzazione
mondiale della sanità che, coinvolgendo tutti gli attori interessati, deve proteggere chi partecipa
agli studi clinici e garantire standard etici elevati, ovunque i test
avvengano. L’ultima polemica è
stata innescata dall’Ong olandese Wemos International, che accusa AstraZeneca di aver condotto due studi sul Seroquel, farmaco contro la schizofrenia, comparando il gruppo di pazienti che
lo assumeva con uno a cui veniva somministrato un placebo. In
questo modo, afferma Wemos, si
sono privati questi ultimi di altre cure disponibili. La versione
del Seroquel a rilascio immediato è già autorizzata e gli studi clinici servivano a ottenere l’autorizzazione a livello europeo per
la versione a rilascio prolungato. In questo caso, sottolinea Wemos, non era necessario ricorrere
a un gruppo di controllo cui somministrare placebo e l’averlo fatto
ha costituito una violazione della dichiarazione di Helsinki, elaborata dall’associazione medica
mondiale, che regola gli aspetti
etici delle ricerche cliniche e che
è stata fatta propria dalla Commissione europea. Secondo la dichiarazione di Helsinki, qualsiasi
studio volto a documentare l’efficacia di un trattamento deve comunque garantire ai partecipanti
la miglior terapia disponibile. Solo in caso di mancanza di un efficace trattamento, si può ricorrere
al confronto col placebo. 
Territorio
giovedì 5 marzo 2009
7
Gli appuntamenti verdi
Veneto
Green night
Marghera (Ve). Al club Vapore, in
via Fratelli Bandiera, il 9 marzo
c’è una notte tutta verde. Alle
22 appuntamento con Green
& Noir, l’incontro con Massimo
Carlotto per l’uscita del suo nuovo
romanzo L’albero dei microchip
incentrato sul traffico dei rifiuti
elettronici. La serata prosegue
con l’intervento di Ezio Da Villa,
dell’associazione provinciale Ambiente, sul tema “2009 d. C. (dopo
Chernobyl): Perché ancora No
Nuke/No al nucleare”. Al termine
l’esibizione della Magical mistery
orchestra.
Liguria
Energethica
Quarto salone dell’energia
rinnovabile e sostenibile
Fiera di Genova, 5-7 marzo 2009.
L’energia è alla base di ogni
sviluppo socioeconomico e la
sua disponibilità è riconosciuto
fattore essenziale di crescita. Se si
vuole però mirare a uno sviluppo
sostenibile, anche la produzione
dell’energia che permette tale
sviluppo deve seguire il concetto
della sostenibilità e cioè provocare
meno danno possibile con il minor
spreco di risorse possibile. Oltre
30 convegni tematici e seminari
coordinati dai partner tecnici e
istituzionali, appuntamento con il
Premio energetica e spazio a oltre
50 interventi nell’Isola delle idee
energetiche. Inoltre, un cantiere
dimostrativo per l’edilizia sostenibile e l’area domotica al servizio
del risparmio energetico. Questo è
Energethica.
Emilia Romagna
Ambiente, etica e risparmio
Imola, giovedì 5 marzo, presso
la sala Coop Aurora. Un incontro
organizzato dalla Federazione dei
Verdi della città romagnola, dove,
attraverso l’analisi delle esperienze virtuose della cittadina, si
cercherà di far comprendere come
le nostre scelte possono orientare
il mercato.
Un desiderio chiamato tram
Bologna, stanze di via delle Moline,
angolo via Borgo San Pietro.
Un’esposizione fotografica dedicata
al trasporto pubblico a Bologna, in
Italia e in Europa. Sotto i riflettori,
in tre percorsi tematici, le eccellenze del trasporto pubblico europeo,
le criticità della nostra città e un
suggestivo cammino storico alla
scoperta dei mezzi pubblici che
solcavano il centro di Bologna agli
inizi del Novecento e nel primo
dopoguerra. La mostra chiude oggi.
Lazio
Biennale internazionale della
comunicazione ambientale
Roma. Presso la Casa dell’Architettura-Acquario romano, il 10 e l’11
marzo si ritrovano gli stati generali
della comunicazione ambientale
promossa da Federambiente. In
due giorni, oltre cento relatori e
cinquanta aziende presenteranno i
loro progetti sul tema della comunicazione abbinata all’ambiente e
all’ecologia. Nel corso dell’iniziativa
verranno presentate le migliori
campagne di comunicazione realizzate nell’ambito del concorso “Bica
2009”. La migliore sarà selezionata
tra le circa 50 che sono pervenute
alla segreteria da tutta Italia da
una giuria di esperti.
Info: wwwbicaonline.it
Dalla semplificazione delle
norme all’introduzione dei
delitti ambientali nel Codice
penale
Roma. Appuntamento domani 6
marzo al Nuovo cinema Aquila a
partire dalle 9.30 con il Convegno
sui crimini ambientali. Introduce
Luca Ramacci, sostituto procuratore del Tribunale di Tivoli. Partecipano Massimiliano Montini,
docente Diritto Ue e Diritto internazionale, Aldo Fiale, consigliere
Corte suprema di cassazione,
Sebastiano Venneri, responsabile
Osservatorio ambiente e legalità
di Legambiente, Enrico Fontana,
giornalista esperto di ecomafia,
Vittorio Cogliati Dezza, presidente
Legambiente, Roberto Della Seta,
capogruppo Pd della commissione
Ambiente Senato, Fabio Granata,
vicepresidente della commissione
Antimafia, Ivan Lo Bello, presidente Confindustria Sicilia e Luca
Palamara, presidente Associazione nazionale magistrati.
Per info: [email protected]
L’altra domenica
Roma. A partire dal 15 marzo, alla
Città dell’altra economia c’è “L’altra
domenica”, appuntamento con il
mercato contadino dei produttori
biologici, uno spazio espositivo per
associazioni e artigiani, musica,
teatro, mostre fotografiche e
convegni. Ogni domenica avrà un
tema: si parte il 15 marzo con la
ristorazione biologica, il 19 aprile
tutto sarà dedicato al riciclo, mentre il 17 maggio spazio al turismo
responsabile.
Due amici per l’ambiente
Roma. Alla Feltrinelli di viale Libia,
domenica 8 marzo appuntamento
per i più piccoli in compagnia del
libro Sos natura, edito da Giunti junior. Verranno proiettati dei cartoni
animati sull’ambiente e la natura
(2 amici per l’ambiente) prodotti
da Rai fiction/Union contact. Introduce Marco Gisotti, giornalista e
autore della serie.
Info: www.sosnatura.it
Roma come non l’avete mai
vista
Alla libreria Fnac nel centro commerciale Porta di Roma, presentazione del libro Fare l’amore a Roma
di Barbara Fabiani che propone
una serie di passeggiate alla
scoperta della storia sociale della
Città eterna. Insieme all’autrice
interverrà l’attore e regista Stefano
Dionisi.
Campania
EnergyMed
Napoli. Alla Mostra d’Oltremare
appuntamento dal 26 al 28 marzo
con la mostra convegno sulle fonti
rinnovabili e l’efficienza energetica.
Per informazioni e per consultare il
programma completo degli appuntamenti: www.energymed.it
Dalle energie rinnovabili al
rinnovo dell’economia
Marcianise (Caserta). Nella sala
della biblioteca comunale, il 6 marzo, a partire dalle ore 18, si svolge
il primo Convegno sulle energie
rinnovabili. Castello Estense, sala
Alfonso I d’Este.
Sicilia
IV Lampedusa marine mammals workshop
Parco marino di Lampedusa, dal
20 marzo al 19 aprile. Per il quarto anno consecutivo la Necton
marine research society porta
avanti uno studio sui mammiferi
marini che frequentano le acque
dell’arcipelago delle isole Pelagie.
Un’occasione per assistere al
passaggio della balenottera
comune e scoprire il delfino comune nel suo ambiente naturale.
All’interno del progetto saranno
organizzati tre corsi, ognuno di
durata settimanale, aperti a tutti
coloro che vogliono accostarsi al
mondo della ricerca sul campo. Il
programma integrale è sul sito:
www.necton.it
Per ulteriori informazioni:
[email protected]
[email protected]
Lazio, il detersivo
è “alla spina”
Consumi
Grazie all’iniziativa dell’assessorato
regionale all’Ambiente sono sempre più
diffusi i punti di distribuzione. Si acquista
il prodotto sfuso, e il contenitore si riusa
Rocco Vazzana
1
54.878 litri venduti, 57.018 flaconi ricaricati, con un risparmio di 90 metri cubi di plastica, 9.522 kg di CO2 e 147.106 kWh di energia.
Sono i risultati della rete di distribuzione di detersivi “alla spina” attivi nel Lazio, frutto di un’iniziativa
dell’assessorato all’Ambiente della Regione in collaborazione con l’ente di ricerca ambientale Ecologos e Sviluppo Lazio. Un progetto avviato meno di
un anno fa che oggi conta 21 punti di distribuzione nella regione. «Il riscontro molto positivo - ha
spiegato l’assessore verde Filiberto Zaratti - dimostra che sul fronte della tutela ambientale e della riduzione dei rifiuti i cittadini sono disponibili, attenti e pronti a fare la loro parte, nel momento in cui
le istituzioni si attivano per proporre soluzioni con-
crete ed efficaci». Riutilizzare i contenitori dei detersivi significa utilizzare meglio l’energia, diminuire le emissioni di gas a effetto serra e ridurre i rifiuti. Ricaricare un flacone di detersivo vuol dire risparmiare le materie prime, l’energia e l’acqua necessarie per la produzione degli imballaggi. L’obiettivo è quello di realizzare all’interno degli ipermercati e dei supermercati un sistema di vendita sfusa
di detergenti, in cui si acquista soltanto il contenuto
e si riutilizza il contenitore. Ogni consumatore può
comprare il contenitore solo la prima volta; le volte
successive lo riempie direttamente dai distributori.
In questo modo il contenitore non è più un elemento usa e getta ma un oggetto da riutilizzare periodicamente. Su ogni distributore di detersivi alla spina è stato installato un calcolatore dei risparmi ambientali che indica il numero di flaconi ricaricati, la
mancata emissione di CO2, i kWh di energia risparmiata e i metri cubi di acqua non utilizzata. Sul sito internet www.detersivisfusi.it si possono trovare
moltissime notizie utili, oltre alla localizzazione dei
punti di distribuzione attivi e di prossima inaugurazione, nonché i dati sui risparmi ottenuti. Un’iniziativa utile a tutti per risparmiare e contribuire, quotidianamente, a difendere l’ambiente. 
Abruzzo
Tentazioni nucleari in Regione
«U
n giorno triste per la Regione». Così
Walter Caporale, capogruppo de “La
sinistra Verdi-Sd” in Consiglio regionale ha commentato la bocciatura della risoluzione
antinucleare che aveva presentato. Al momento del
voto nell’aula consiliare, il documento - che aveva
incassato il sostegno anche degli esponenti del Pd,
Italia dei valori, Comunisti italiani e Rifondazione
comunista - ha potuto contare solamente su 13 voti, mentre ben 22 sono stati i consiglieri che hanno
espresso voto contrario. I favorevoli al nucleare sono stati gli esponenti dei partiti di centrodestra e sostenitori della nuova giunta che governa la Regione
dopo le elezioni del dicembre scorso che hanno visto prevalere Giovanni Chiodi (sostenuto dalle liste Mpa, Liberalsocialisti, Pdl e Rialzati Abruzzo) su
Carlo Costantini (Pd, IdV, Prc, La sinistra, Pdci, Ps e
Democratici per l’Abruzzo). La risoluzione presentata dall’esponente del Sole che ride chiedeva esplicitamente di dichiarare l’Abruzzo “regione denuclearizzata” e di comunicare al governo l’indisponibilità a ospitare una centrale nucleare e siti di stoccaggio di materiale radioattivo. «Ora l’Abruzzo - ha dichiarato Caporale -, in accordo con Berlusconi, potrà decidere di accogliere una centrale nucleare! Una
vergogna. La nostra regione è definita da tutti il polmone verde d’Europa, è sede di meravigliosi e storici parchi nazionali, ma ora rischia di perdere migliaia di posti di lavoro derivanti dal turismo, dall’agricoltura, dalla produzione di vino per seguire la follia
nuclearista che ha voluto il centrodestra». 
r.v.
Roma
Colle della Strega, pericolo cemento
I
l Comune di Roma si appresta ad approvare
l’edificazione di 72mila metri cubi di cemento su Colle della Strega, bocciando la delibera d’iniziativa popolare che ha raccolto ben 16mila firme di cittadini romani, mentre l’amministrazione regionale è ferma sull’ampliamento del parco dell’Appia Antica. La denuncia è del presidente
dell’associazione Colle della Strega, il verde Massimiliano Di Gioia, che da dieci anni si batte contro il progetto di cementificazione selvaggia di uno
dei pochi polmoni verdi rimasti nella Capitale. Una
battaglia contro un progetto che ha le sue radici negli ultimi scorci della giunta Rutelli, quando fu approvato un programma che consentiva l’edificazione di 900 alloggi. Di Gioia denuncia non solo
le tentazioni edilizie della giunta Alemanno ma an-
che l’immobilismo della Regione Lazio. «Nel 2005
- chiarisce Di Gioia - la giunta Marrazzo si impegnò
a sostenere la proposta di inclusione dell’area nel
parco dell’Appia Antica. Per noi è necessario che
sia inserita integralmente e senza stralci nell’area
protetta». Il rischio cemento per Colle della Strega
è sempre più grave e negli ultimi giorni vari appelli
al salvataggio dell’area sono stati lanciati dall’associazione Animalisti italiani onlus, Wwf, Lipu e Italia nostra. «Salvaguardare quest’area ha un valore ha ricordato Di Gioia - non solo per la politica ambientale che ormai a Roma è cosa quasi sconosciuta, ma anche per l’incolumità dei cittadini. Significa, infatti, evitare che durante le alluvioni si verifichino allagamenti». 
r.v.
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Notizie Verdi
4
Organo ufficiale
d’informazione
della Federazione
dei Verdi
Anno V - n. 49
mercoledì 4
marzo 2009
Gli anni trascorsi
da quando l’agente
Calipari è stato
ucciso dai soldati
americani in Iraq
Sped. in Abb. Post. D.L.
353/2003 (conv. in L.
27/02/2004 n. 46) art. 1
comma 1 DCB - Roma
Istruzione La Gelmini punta al monopolio dell’inglese alle superiori. Un danno per professori e studenti
Siamo figli di una lingua minore
Mentre il resto dell’Europa punta al multilinguismo, il nostro
sistema fa evidenti passi indietro.
Insieme al maestro unico, il ministro dell’Istruzione Gelmini ha
Editoriale
Complimenti
professori!
Mario Guarino
Complimenti, ce l’hanno fatta!
Ignoti al grande pubblico, due
professori - uno di liceo in pensione, l’altro insegnante all’università Pontificia - hanno rilasciato due interviste, apparse sui
due più diffusi quotidiani italiani, con tanto di fotografia. Bel
colpo pubblicitario (S.B. dovrebbe assumerli subito). Sono contro i “forse” e la censura, ma stavolta l’eccezione è d’obbligo. Per
cui non farò i loro nomi, né quello della loro fantomatica associazione. Il fatto. I due docenti, forse
sconosciuti persino nel loro giro,
acchiappano al volo un’opportunità irripetibile: con tempismo
e calcolo, durante la drammatica
vicenda Englaro, fanno un esposto alla Procura di Udine, ben sapendo che - come “atto dovuto”
- i magistrati debbono procedere.
Cosicché, nei giorni scorsi, dopo
la morte di Eluana, partono avvisi di garanzia contro Beppino Englaro, padre della ragazza, nonché contro lo staff medico diretto
dall’anestesista Amato De Monte. Il reato ipotizzato è agghiacciante, soprattutto per un uomo
che si porta dentro un calvario
di 17 anni: omicidio volontario.
Dalla Repubblica, ecco qualche
passaggio dell’intervista del prof.
Giuseppe G.: «Englaro ha usato sua figlia per promuovere l’eutanasia, non perché credeva che
questo fosse il volere di Eluana.
Lo ha fatto per ideologia e trae
vantaggio dalla sua morte, vende più copie del libro che racconta la sua storia». Dunque, un padre cinico che stacca la spina per
vendere i suoi libri. Chi è questo
professore in pensione che si permette una simile violenza morale? è (meno male) segretario di
un’associazione cattolica! Nel
farsi pubblicità, aggiunge: «è
un’associazione apostolica e non
confessionale, anche se non siamo atei (si era capito, prof, ndr).
Difendiamo la vita, siamo contro
l’aborto». Sul Corriere della Sera
gli fa eco, con uguali argomentazioni, Mario P., presidente dello
stesso organismo. Al duo, si unisce una dichiarazione di un altro
personaggio privo di dubbi, ma
ricco di incrollabili certezze. è un
pezzo grosso del Vaticano, il cardinalone Javier Lozano Barragan.
Sentenzia: Englaro ha commesso un “omicidio”. Una proposta
ai prof: ora, per avere risonanza
internazionale - visto che amate
la vita - avanti con una coraggiosa denuncia a qualche organismo
internazionale su chi commette
crimini di massa. Si potrebbe cominciare da George W. Bush... 
immaginato una scuola dominata
dalla lingua unica. Oltre all’omologazione delle conoscenze degli
alunni e all’inopportunità della
scelta dal punto di vista culturale
ed economico, ciò significa mettere sulla strada tanti insegnanti
di francese, spagnolo e tedesco.
Da loro viene la proposta di moratoria contro la “pena di morte”
delle lingue minori nata dopo
l’assemblea dall’associazione radicale Esperanto.
Chiaramello a pagina 3
Ecco
il Malpaese
Usura
4
Un viaggio nell’Italia
sempre più stretta, a causa
della crisi economica, nella
morsa dei “cravattari”.
Dati, testimonianze ed
esempi di buone pratiche
per uscire dall’emergenza
Geopolitica
6
Dopo la proposta della
Casa Bianca di fermare lo
scudo anti missile europeo
in cambio di un aiuto per
bloccare il programma
nucleare dell’Iran, arriva il
secco no del Cremlino
Eventi
Dal rapporto annuale di Legambiente sulla salute dell’Italia emergono
i soliti mali: divario tra Nord e Sud, potere mafioso dilagante, debito
pubblico e cattiva gestione del ciclo rifiuti
Anitori a pagina 2
Energia
No nuke Toscana
N
on si è fatta attendere la risposta dei Verdi sul territorio alla sciagurata scelta filonucleare del governo. Parte
così da Firenze la mobilitazione
del Sole che ride contro il ritorno
dell’atomo in Italia. Dalle ore 17
di oggi, davanti alla Prefettura, si
terrà un presidio organizzato dai
Verdi toscani. «Sarà un momento per denunciare l’accordo tra i
governi italiano e francese in materia di nucleare», hanno spiegato Mauro Romanelli, portavoce
dei Verdi Toscana, Duccio Braccaloni e Sandra Giorgetti, porta-
voci dei Verdi Firenze, e Tommaso Grassi e Annalisa Pratesi, portavoci provinciali dei Verdi Firenze. «è uno sperpero di denaro pubblico in tecnologie obsolete e pericolose e uno schiaffo alla
strada virtuosa, già abbandonata
dalla destra, dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. Siamo
pronti a nuovi referendum - hanno concluso i Verdi - e invitiamo
tutti i toscani a mobilitarsi anche
perché la Maremma è tra i siti più
probabili per una nuova centrale
nucleare». 
Rocco Vazzana
7
Prende il via oggi a
Bologna BilBOlbul, Festival
internazionale di fumetto.
Mostre, incontri, proiezioni
e grandi nomi come Altan e
Mattotti. Le tavole disegnate
invadono i luoghi di cultura
Danni Tav
Risarcimenti al Mugello
S
i è chiuso con ventisei condanne, da un minimo di tre
mesi a un massimo di cinque anni, e un risarcimento di
oltre centocinquanta milioni di
euro il processo per i danni ambientali causati dai lavori per l’Alta velocità ferroviaria tra Firenze
e Bologna. Il risarcimento è stato riconosciuto per una cifra pari
a cinquanta milioni al ministero
dell’Ambiente, alla Regione Toscana e alla Provincia di Firenze; altre parti civili costituite da
Comuni e amministrazioni provinciali interessate dai lavori han-
no ricevuto un importo compreso tra i cinque e i venticinquemila euro. Fra le persone condannate per smaltimento illecito dei rifiuti figurano i vertici del consorzio Cavet, che aveva ottenuto l’appalto dell’opera, e ditte in
subappalto che gestivano cave e
discariche. Le assoluzioni hanno
riguardato invece il danneggiamento dei fiumi e dei pozzi privati, mentre riguardo all’imputazione di furto di acqua i difensori hanno sollevato la questione di
costituzionalità. 
Alessio Nannini
www.notizieverdi.it
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Al-Bashir incriminato all`Aja