40 Organo ufficiale d’informazione della Federazione dei Verdi Anno V - n. 50 giovedì 5 marzo 2009 I miliardi di euro spesi ogni anno dagli automobilisti per il tempo perso nel traffico Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 DCB - Roma Fonte: Aci Africa Si è concluso l’iter giudiziario avviato il 14 luglio del 2008. Resta l’incognita della pace in Sudan Al-Bashir incriminato all’Aja La Corte penale internazionale dell’Aja (Cpi) ha spiccato un mandato di arresto contro il presidente sudanese Omar al-Bashir, primo capo di Stato a essere in- Istruzione CONTRORIFORMA SCOLASTICA Maria Boncompagni Scuola e precari sono ormai un binomio inscindibile della realtà italiana. Sempre più alunni, sempre più stranieri, ma sempre meno docenti di ruolo. Emergenza di numeri dunque, a cui il governo ha saputo rispondere solamente con un’ingente riduzione dei posti fissi per la primaria, introducendo il maestro unico e il colpo di genio discriminatorio delle classi ponte. La scelta di tagliare sulla scuola, invece di investire in formazione, ricerca, innovazione e tecnologia, come avviene nel resto del mondo, a cominciare dagli Stati Uniti di Obama, risponde al disegno del governo di demolire la scuola statale e laica e favorire invece la privatizzazione dell’istruzione. Non a caso le scuole private e confessionali continuano a essere ampiamente foraggiate. Uno degli aspetti più rilevanti del provvedimento Tremonti-Gelmini è quello relativo alla riduzione delle spese per la scuola nel prossimo triennio, pari a quasi otto milioni di euro. L’insegnante unico, che incide fortemente su precariato e disoccupazione nel settore scolastico, poteva andare bene per la scuola di De Amicis lo dico con il massimo rispetto - ma è assolutamente inadeguato per i bambini del terzo millennio che vivono una realtà complessa. Sulla reintroduzione del voto numerico in luogo del giudizio per la valutazione e sull’incidenza del voto in condotta, per l’ammissione alla scuola successiva, abbiamo espresso la nostra contrarietà come tanti esperti e studiosi. Nell’università il decreto Gelmini è stato approvato non considerando la totale contrarietà dei movimenti studenteschi, della gran parte dei professori, dei ricercatori e dei precari. Il provvedimento conferma i tagli all’università e alla ricerca e avanza l’idea di premiare gli atenei più virtuosi, senza specificare i criteri di valutazione, e di penalizzare quelli in deficit. Il blocco del turn over viene aumentato per favorire l’assunzione dei ricercatori e vengono stanziati fondi assolutamente insufficienti per gli alunni meritevoli e per coloro privi di mezzi. Il ritorno al passato, con la controriforma della scuola, ci deve spingere ancora di più a portare avanti le nostre idee e a organizzarci per vanificare quanto è stato deciso in modo autoritario. La posta in gioco è alta: il futuro dei nostri figli e delle generazioni che verranno. Responsabile Verdi scuola criminato dalla Corte. Al-Bashir è stato dichiarato colpevole di reati di guerra e contro l’umanità commessi nel Darfur, ma non di genocidio. Mentre centinaia di persone si sono riversate per le strade della capitale sudanese per protestare contro la sentenza, il governo ha accusato la Cpi di “neocolonialismo”. I Paesi dell’Unione africana sono spaccati sulla possibilità di consegnare il leader al tribunale. Mirenda a pagina 3 2 Tradizioni Salute precaria Il pizzino, strumento simbolo della criminalità, viene riabilitato da un editore e dalle associazioni antimafia. Un progetto che mette in luce il lato legale di un’usanza siciliana Business 4 La celebre responsabilità sociale d’impresa fallisce il suo obiettivo. Sotto il codice etico si nascondono gli interessi delle lobby, le bugie dei manager e scappatoie normative Ecologia Non più studenti, ma non ancora professionisti. Il futuro dei medici specializzandi italiani è compromesso dai gravi ritardi della politica. Oggi la protesta davanti al ministero Fantauzzi a pagina 2 No nuke La protesta è via web T utti insieme contro l’accordo Italia-Francia voluto da Silvio Berlusconi e dal primo ministro francese Nicolas Sarkozy: 4 centrali, di tecnologia francese, da costruire sul territorio italiano entro il 2020. Il primo atto della protesta è andato in onda sulla neonata Verdi Web Tv, che martedì 3 marzo ha inaugurato le trasmissioni con una speciale diretta “Live no nuke”. La trasmissione, condotta da Gianfranco Mascia, ha avuto ospiti durante tutto il pomeriggio fino a sera inoltrata, iniziando da Grazia Francescato, portavoce nazionale dei Verdi, passando per Jacopo Fo, Ermete Realacci, Gianni Mattioli, Erasmo Venosi e tanti altri, intervallati dai recenti interventi contro il nucleare di Luciana Littizzetto e Adriano Celentano. Ricordata la battaglia dell’87 contro il nucleare, è stata poi analizzata la situazione odierna, gli svantaggi economici ed energetici, oltre che ambientali, del nucleare. La replica è disponibile su http://livenonuke. blogspot.com/. Francesco Benetti 6 Energie rinnovabili, taglio alle spese, tutela dell’ambiente. Nel mondo prende piede la casa a impatto zero. Ma l’Italia va a rilento: la legge regola solo i consumi invernali Diritti violati Il diavolo veste Prada U na campagna di intimidazione contro i lavoratori che si organizzano per far valere i propri diritti. La Desa, azienda turca che produce articoli di lusso per Prada, Louis Vuitton e Samsonite, ha licenziato 44 persone per essersi iscritte al sindacato. Le condizioni di lavoro in fabbrica sono pessime: salari bassi, orari di lavoro eccessivi, assenza di servizi igienici e di acqua potabile. La Clean clothes campaign, un network globale che lotta da anni a fianco dei lavoratori dell’industria tessile, insieme al sindacato turco Deri Is, ha indetto per il 7 marzo una giornata di mobilitazione internazionale contro Prada. La casa di moda deve garantire, da impresa committente, i diritti dei lavoratori in tutta la filiera produttiva, e obbligare la Desa a rispettare gli accordi internazionali. Nonostante una sentenza del tribunale turco che conferma le discriminazioni sindacali, Prada non ha mosso un dito. Le mobilitazioni avverranno simultaneamente a Milano, Londra, Parigi, Madrid e Istanbul. Rossella Anitori Interni giovedì 5 marzo 2009 © Szandelszky/LaPresse 2 Peschereccio sequestrato Discariche off limits Un motopesca della flotta di Mazara del Vallo, con dieci uomini di equipaggio, è stato sequestrato da una motovedetta libica. L’imbarcazione è stata intercettata in una zona che le autorità di Tripoli indicano come acque di propria competenza. L’armatore ha rassicurato: «L’equipaggio sta bene». Il peschereccio si trova ora nel porto di Tripoli. Il blocco delle discariche per i Comuni inadempienti: è questa la richiesta di Federlazio, che chiede di verificare se i Comuni stiano provvedendo al pagamento del 30 per cento del loro debito al 28 febbraio scorso. Fatta salva la possibilità di un intervento surrogatorio della Regione, rischia di configurarsi la sospensione dei conferimenti. Università La ricerca in piazza, senza futuro e sicurezza Un percorso professionale bloccato a metà dalle inadempienze della politica: oggi i medici specializzandi si danno appuntamento a Roma per gridare la loro rabbia Paolo Fantauzzi I n un futuro abbastanza prossimo dovrebbero avere nelle mani la salute degli italiani e la ricerca medica nel nostro Paese. Invece, dopo sei anni di università (che generalmente diventano sette o otto) rischiano di non riuscire nemmeno a costruirlo per loro stessi, un futuro. È la condizio- ne di 8.000 medici specializzandi, che oggi arriveranno a Roma da tutta Italia per protestare davanti al Ministero dell’università e ricerca contro un sistema che blocca la loro professione a metà del guado: non più studenti ma non ancora professionisti a tutti gli effetti. Infatti si sono laureati, hanno svolto il tirocinio in corsia, superato l’esame di abilitazione e già lavorano come “volontari” nei vari reparti degli ospedali senza orario, stipendio, né copertura assicurativa. Per diventare medici a tutti gli effetti hanno bisogno solo di un ultimo passaggio: la specializzazione. Che però non possono ottenere perché il concorso che doveva essere bandito a settembre non è ancora stato indetto. I fondi necessari ci sono già; il problema è che il governo ha de- ciso di applicare in due mesi quella riforma delle scuole di specializzazione approvata nel 2005 e mai avviata, che prevede l’accorpamento di quelle con meno di tre posti (590 in tutto). Provocando l’intuibile rivolta di rettori e presidi di Medicina, che hanno fatto pressione sugli enti locali perché si facessero portatori delle loro lamentele in sede di conferenza Stato-Regioni. Il risultato è stata l’impasse più totale e nell’ultima riunione, per un vizio procedurale, è stata bloccata l’approvazione del “documento sul fabbisogno” che stabilisce il numero di specialisti da formare nel triennio ed è necessario a bandire il concorso. In realtà, riforma a parte, da anni le prove di specializzazione di area sanitaria, non essendo collegate ai tempi dell’anno acca- demico, sono flagellate da ritardi cronici e cadenze del tutto incerte. L’ultima è stata svolta a fine 2007, anche in quel caso dopo polemiche e proteste che si erano trascinate per mesi. «Andiamo avanti così da cinque anni a questa parte, in un groviglio normativo in cui i poteri forti delle università si inseriscono e si fanno la guerra fra loro per ottenere un peso maggiore alle spalle dei giovani medici», denuncia il presidente del Sims (Segretariato italiano medici specializzandi) Walter Mazzucco. Senza contare che quanto più un concorso si fa attendere, tanto maggiore è la platea di partecipanti, perché nel frattempo le università continuano a sfornare laureati. E così, se non sarà indetto subito il concorso, in modo da svolgere la sele- Antimafia zione entro il mese di giugno, agli attuali “pretendenti” si aggiungeranno i neoabilitati che conseguiranno il titolo in estate. Un conflitto intergenerazionale che rischia di trasformarsi in una guerra tra poveri, tutti con gli stessi titoli e diritti. «Chiediamo l’approvazione alla prima data utile del documento sul fabbisogno», afferma Maria Elisa Di Cicco, coordinatrice del Comitato nazionale aspiranti specializzandi, associazione che si è formata spontaneamente negli ultimi mesi proprio per raccordare le iniziative delle migliaia di “vittime” di questo perverso sistema. «Inoltre pretendiamo che la cadenza dei concorsi sia regolarizzata una volta per tutte: i ritardi della politica non possono passare sulla pelle dei ragazzi». Nel pizzino la storia della legalità Immigrati A Scampia l’intuito di un editore e la forza delle associazioni danno vita a un progetto che mira a riconsegnare alla «Sicilia pulita» un’usanza fatta propria dalla criminalità C Pietro Nardiello A Scampia, periferia nord di Napoli, a cui la fantasia partenopea non ha saputo dare un nome diverso da quello della legge di edilizia popolare, “la 167”, dove l’unica piazza, quella dei “grandi eventi”, non è dotata di una panchina, dove i politici si vedono solo per la campagna elettorale o per un episodico taglio del nastro, e i media accorrono in massa solo per raccontare le faide di camorra, le proposte concrete vengono fuori quasi sempre dall’associazionismo e da quella comunità che preferisce, quotidianamente, non recarsi presso gli uffici di collocamento della camorra. E così, l’associazione Vo.di.Sca. (Voci di Scampia), in collaborazione con l’associazione Libera e l’editore siciliano Salvatore Coppola, che ha investito seimila euro circa per l’acquisto di macchinari e fogli, ha inaugurato, presso gli Impianti La rossa, un piccolo centro per la produzione dei pizzini della legalità: dei bloc notes, realizzati con carta riciclata, con i quali raccontare storie di legalità. Due euro il costo di questa “genialata”. L’acquisto può avvenire non solo collegandosi al sito dell’editore e dell’associazione ma anche presso la sede della Bottega dei sapori e dei saperi di Libera a Napoli. «L’idea - racconta Salvatore Coppola - è nata all’indomani della cattura di Bernardo Provenzano, visto che anche in quel caso la tradizione pulita della Sicilia a cui appartiene l’utilizzo del pizzino - un piccolo foglio su cui annotare un messaggio o degli appunti - era stata Organo ufficiale d’informazione della Federazione dei Verdi Registrazione Tribunale di Roma n. 34 del 7/2/2005 Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 DCB - Roma La testata fruisce dei contributi di cui alla legge 7/10/ 1990 n. 250 - Stampato su carta ecologica utilizzata per raccontare la Sicilia che noi, invece, vogliamo combattere». Sono quasi una trentina i titoli dati fino a ora alle stampe e ben cinque quelli che raccontano storie campane: quelli dedicati a don Peppe Diana, Felice Pignataro, Giancarlo Siani, Antonio Landieri e Raffaele Pastore. Altri due, quasi pronti, ricorderanno la cantante Miriam Macheba, morta dopo un concerto a Castel Volturno e Silvana Fucito, l’imprenditrice che denunciò il racket facendo arrestare i suoi estorsori. «Un giorno nuovo - lo ha definito Rosario Esposito La Ros- via del Porto Fluviale, 9/a - 00154 Roma tel. 06.45.47.07.00 - fax 06.42.01.31.31 [email protected] - www.notizieverdi.it Chiuso in tipografia alle ore 20.30 sa, lo scrittore di Scampia nonché animatore di Vo.di.Sca. e di quest’iniziativa - perché Scampia non è solo una piazza di spaccio». Don Lugi Ciotti ha chiesto che si faccia anche un pizzino per ricordare Gelsomina Verde, «una ragazza assassinata per una vendetta trasversale e troppo frettolosamente dimenticata». Il presidente di Libera hai poi chiesto centomila pizzini da distribuire il prossimo 21 marzo a Napoli con i quale dare il benvenuto ai partecipanti della XIV Giornata della memoria e dell’impegno. Direttore responsabile: Pino Di Maula Direttore editoriale: Giovanni Nani Vicedirettore: Vincenzo Mulè Caporedattore: Valerio Ceva Grimaldi L’agonia di Lampedusa ontinuano gli sbarchi di migranti clandestini a Lampedusa. Alle prime ore del mattino di ieri, un barcone ha portato sull’isola 171 persone, tra cui 26 donne e un neonato. La maggior parte di loro è di nazionalità nigeriana. Assistiti sul molo del porto dagli uomini della Guardia costiera, verranno probabilmente trasferiti nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) dell’isola che però rischia il collasso. La struttura, infatti, anche a causa degli incendi delle settimane scorse che hanno reso inutilizzabili tre edifici, è al limite della capienza, con oltre 500 persone ferme da giorni. «Quanto sta accadendo - ha detto il sindaco di Lampedusa Dino De Rubeis - è la conferma che bisogna ritornare al “modello Lampedusa”, un centro di prima accoglienza e soccorso per l’ospitalità immediata sull’isola, mentre i Cie devono essere realizzati sulla terra ferma. Lo ripeterò anche oggi, in occasione del sopralluogo del vice capo della polizia Izzo, del capo del dipartimento Immigrazione del Viminale, il prefetto Morcone, e della vice responsabile dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, la signora Feller». Rocco Vazzana Redazione: Diego Carmignani, Pierpaolo De Lauro, Alessandro De Pascale, Alessio Nannini, Gloria Ravidà, Paolo Tosatti, Federico Tulli Editore: undicidue srl via del Porto Fluviale, 9/a - Roma Stampa: Rotopress via E. Ortolani, 33 - Roma Esteri Pakistan, caccia agli attentatori La settimana prossima il vice presidente Usa Joe Biden sarà a Bruxelles per la riunione del North atlantic council della Nato. Lo ha reso noto la Casa Bianca. Al centro dell’agenda ci sarebbero le consultazioni con gli alleati sull’Afghanistan e il Pakistan, che auspicano che le loro posizioni siano tenute in considerazione nella revisione strategica. In Pakistan è caccia ai terroristi che martedì hanno attaccato la nazionale di cricket dello Sri Lanka, facendo 8 morti. Ieri la polizia ha arrestato una ventina di persone, tra cui due che avrebbero comprato le sim card utilizzate per pianificare e realizzare la carneficina. Islamabad ha offerto una taglia a chiunque fornisca informazioni. © Rourke/LaPresse Vertice Nato 3 © Chaudary/LaPresse giovedì 5 marzo 2009 Francia Deficit fuori controllo Il deficit pubblico francese sarà pari al 5,6 per cento del Pil nel 2009, mentre quello dello Stato raggiungerà i 103,8 miliardi di euro. Lo riferiscono fonti del governo, che citano le previsioni contenute nella legge che rettifica la finanziaria. Il bilancio 2009 prevedeva inizialmente un deficit di 52 miliardi di euro per lo Stato. Secondo la versione corretta del bilancio, presentato ieri in Consiglio dei ministri, dovrebbe però raggiungere la cifra record di 103,8 miliardi. Il totale tiene conto in particolare dei 2,65 miliardi di euro legati alle misure sociali che accompagnano il piano di rilancio, i 6,9 miliardi di aiuti all’industria dell’auto e i 7,5 miliardi legati alla diminuzione degli introiti fiscali dovuti al rallentamento dell’attività economica. In totale, il deficit pubblico previsto da Parigi raggiungerà quindi il 5,6 per cento del Prodotto interno lordo. Un livello che si allontana come non mai dal limite del 3 per cento raccomandato dalle autorità europee di Bruxelles allo scopo di tenere sotto controllo l’inflazione e la stabilità dei prezzi nell’area dell’euro. La Corte penale dell’Aja: «Arrestate al-Bashir» Il leader sudanese è il primo capo di Stato a essere incriminato dalla Cpi. Sette su dieci le accuse confermate, 5 per crimini contro l’umanità e 2 per quelli di guerra Paola Mirenda «L a Corte ha deciso di accogliere la richiesta del procuratore Luis Moreno Ocampo, emettendo un mandato di arresto nei confronti di Omar al-Bashir». In una sala affollatissima di telecamere la speaker della prima Camera preliminare della Corte penale internazionale, Laurence Blairon, legge il verdetto nei confronti del presidente sudanese. «La Corte ritiene che il suo status di presidente in esercizio non lo esoneri in nessun caso dalla sua responsabilità penale, né gli accordi una qualsiasi immunità dalle accuse a lui mosse». Inoltre, precisa il comunicato, «il mandato di arresto si rende necessario per il pericolo che i reati a lui ascritti vengano reiterati». Si è concluso ieri il lungo iter iniziato il 14 luglio 2008, quando dalla Cpi si era avuta la conferma dell’intenzione a procedere nei confronti di al-Bashir. Le accuse a suo ca- © RAOUF/LaPresse © Merlini/LaPresse Africa Omar Hassan Ahmad al-Bashir, presidente del Sudan rico, di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità per quanto avvenuto in Sudan e particolarmente nella regione del Darfur negli anni tra il 2003 e il 2008, sono state tutte confermate, ma non quella di genocidio. Il giudice Anita Ušacka, presidente della Camera preliminare, ha specifica- to che gli elementi presentati non erano sufficienti per stabilire che vi fosse una reale intenzione, da parte del governo di Khartoum, di «distruggere, in tutto o in parte, i gruppi four, massalit e zaghawa». Del resto l’accusa di genocidio resta, in tutti i procedimenti di questo tipo, la più difficile da dimostrare. Ma inserirla nel suo dossier è servito a ottenere il via libera del Consiglio di sicurezza dell’Onu all’avvio dell’inchiesta. Infatti, per il Sudan, che non è firmatario dello Statuto di Roma, non sarebbe stata possibile una procedura d’ufficio: Moreno Ocampo ha ottenuto il suo mandato da una risoluzione Onu, la 1593. Resta ora da vedere cosa succederà al difficile processo di pace iniziato nel 2005, con gli accordi Nord-Sud. Il Comprehensive peeace agreement (Cpa) ha permesso la nascita dell’attuale governo, quindi i vecchi nemici di al-Bashir non hanno alcun interesse a far sì che il presidente venga arrestato e tutto quanto costruito finora crolli. I gruppi ribelli, che con il tempo si sono moltiplicati e frammentati, difficilmente avranno una posizione unitaria. Solo due settimane fa il governo di Khartoum ha firmato con il Movimento per la giustizia e l’uguaglianza ( Jem), un accordo di «buona volontà» che segna la disponibilità dei contendenti, dopo un anno di stasi, a sedersi nuovamente a un tavolo di trattative. Per questo dall’Unione africana si è levata di nuovo la critica alla decisione della Corte. Nel suo ultimo vertice l’Ua aveva chiesto che venisse sospesa l’azione della Cpi, per non pregiudicare la pace nel Paese, come ha ribadito oggi il segretario generale Jean Ping. ©Tachus © Szandelszky/LaPresse Afghanistan Ucraina Agenti sicurezza in sede Naftogaz Dietro l’irruzione dei gruppi Alfa - una sezione dei servizi ucraini Sbu - nei locali della compagnia energetica statale Naftogaz di Kiev potrebbero esserci interessi legati alla lotta politica in corso in Ucraina e al contratto di forniture di gas russo al Paese. Forse anche una connessione con le indagini aperte il 2 marzo sull’appropriazione illegale di 6 miliardi di metri cubi di gas da parte della compagnia RosUkrEnergo. Yulia Timoschenko, capo del governo di Kiev, ha accusato l’ex azienda di sovvenzionare illegalmente gli ambienti della presidenza della Repubblica e il Partito delle regioni, forza filorussa d’opposizione. E l’America scarica Karzai Kabul andrà al voto il 20 agosto, nonostante le proteste del presidente. Gli Usa vogliono il cambiamento e l’Italia risponde mandando altri uomini Cecilia Tosi K arzai dovrà rassegnarsi. Le elezioni in Afghanistan si faranno il 20 agosto, così come previsto, e non ad aprile, come lui avrebbe voluto, nella speranza di spiazzare i suoi avversari. La commissione elettorale di Kabul non ha accettato il suo ricorso e ha confermato la data estiva: un’altra doccia fredda per l’ormai fuori moda Karzai, per anni il preferito di Washington, oggi scaricato definitivamente da Obama. C’è tempo, dunque, per i “volenterosi” che si sono impegnati a inviare in Af- ghanistan contingenti aggiuntivi e provvisori proprio per garantire la sicurezza nel periodo del voto. Tra questi anche l’Italia, che secondo le parole del ministro Frattini contribuirà al regolare svolgimento della consultazione con circa 200 uomini, dispiegati sul terreno per soli quattro mesi. Ma se a febbraio la Farnesina aveva sottolineato la provvisorietà di questo rafforzamento, che non avrebbe alterato le dimensioni del contingente italiano che presidia stabilmente la provincia di Herat, adesso il numero delle nostre truppe (oggi 2.500) sembra essere di nuovo in discussione. Anzi, secondo le parole di Franco Frattini, l’aumento è ormai certo: «Entro aprile arriveremo a 2.800 uomini», ha dichiarato martedì a Radio 24, «un incremento permanente non legato alle elezioni, con un progressivo dispiegamento delle nostre forze anche verso la provincia di Farah. Poi ci sarà anche il contributo provvisorio per le elezioni». Non un annuncio in grande stile, dunque, ma una nota en passant, come se decidere di inviare altri soldati fosse ormai ordinaria amministrazione, e vista l’abituale compiacenza del Pd, in effetti, lo è. Meno ordinaria invece la scelta del vice presidente americano Biden di partecipare alla riunione preparatoria della Nato della prossima settimana, un appuntamento pre-vertice durante il quale gli Stati Uniti vogliono accertarsi che gli europei abbiano capito bene: impegnarsi in Afghanistan è fondamentale e risolvere i problemi con i talebani è indispensabile. A costo di coinvolgere tutti i Paesi vicini, dal Pakistan alla Cina e perfino all’Iran, che lo stesso Frattini visiterà «presto», proprio per verificare se la Repubblica islamica sia «disponibile a un’azione positiva» per la stabilizzazione dell’Afghanistan e della regione al confine con il Pakistan. Persino la Russia, che negli ultimi anni si è occupata molto più di gas e petrolio che di talebani, potrebbe giocare un ruolo di mediazione sfruttando la sua influenza su Teheran. Anche per questo Washington sta cercando di convincerla a collaborare, corteggiandola con lettere “segrete” nelle quali avanza l’ipotesi di ritirare il progetto di scudo spaziale. Nel frattempo, a Kabul, gli avversari di Karzai affilano i coltelli. Da qui ad agosto potrebbero comparire più sfidanti, come ha suggerito lo stesso inviato Usa Richard Holbrooke qualche settimana fa: «C’è una gran quantità di afgani qualificati nel Paese». In pole position, almeno per il momento, due ex ministri: Ali Ahmed Jalali, ex responsabile degli Interni e Ashref Ghani, consulente della Banca mondiale, una volta a capo del dicastero delle Finanze. Jalali gioca il ruolo del candidato pulito, deposto da Karzai per averlo accusato di coinvolgimento nel traffico di droga, mentre Ghani non ha ancora dimostrato la sua estraneità ad alcuni episodi di nepotismo. Ma entrambi hanno in mano una carta vincente: un passaporto americano. ©Tachus 4 Il bluff Rsi 5 Primo piano giovedì 5 marzo 2009 a cura diBeniamino Bonardi Per l’inganno il tempo passa invano Solo una settimana fa la condanna per Nestlé e Tetrapack per il latte contaminato da inchiostro. Ora, di un caso molto simile, è stato lanciato l’allarme in tutta Europa U n giudice di pace di Giarre, in provincia di Catania, ha condannato Nestlé e Tetrapack international, in solido tra loro, al pagamento dei danni, patrimoniali e non, a favore dei genitori di piccoli che avevano utilizzato latte Nidina che conteneva l’Itx, un tipo di inchiostro utilizzato nella fabbricazione di imballaggi. Il giudice Salvatore Fisichella ha stabilito che «la commercializzazione del “prodotto inquinato” comporta una responsabilità di natura contrattuale ed extracontrattuale in quanto si profila anche una ipotesi di responsabilità per il danno alla salute che la commercializzazione comporta». Si tratta di una sentenza che costituisce un precedente innovativo e importante. La vicenda del latte contaminato scoppiò nel novembre 2005, con sequestri di decine di milioni di latte liquido per l’infanzia, disposto dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno. Sono passati più di tre anni. Invano. Pochi giorni fa, le autori- tà alimentari di Germania, Spagna, Belgio e Grecia, hanno lanciato l’allerta su un’analoga contaminazione. Questa volta si tratta del muesli e la sostanza utilizzata nell’inchiostro della confezione non è l’Itx ma il 4-metilbenzofenone. La catena di supermercati discount Lidl ha ritirato a livello europeo due confezione di muesli, al cioccolato e alla frutta, del marchio Master crumble. Anche in questo caso, si assicura che non esiste alcun rischio per la salute. I bambini, insieme a cani e gatti, sono i più coccolati nelle pubblicità ma la realtà del mercato è diversa. Lo scandalo del latte cinese alla melamina, utilizzata per innalzare falsamente il valore proteico del prodotto, è di pochi mesi fa. La stessa sostanza chimica, utilizzata nella plastica, è stata trovata recentemente in Italia in crocchette per cani, prodotte dall’azienda Diusapet di Marzano, in provincia di Pavia, che produce mangimi per cani e gatti, per marchi propri e per conto terzi. Eppure, il problema era noto sin dal marzo 2007, quando negli Stati Uniti furono ritirati oltre 150 marchi e più di 5.000 prodotti per cani e gatti di dodici aziende. La melamina era contenuta nel glutine di frumento importato dalla Cina. Lo scorso giugno le società produttrici hanno patteggiato un risarcimento di 24 milioni di dollari ai proprietari degli animali morti o ammalatisi. Roche ammonita © Cardinael/LaPresse L’associazione britannica dell’industria farmaceutica ha di recente ammonito il colosso Roche per aver regalato buoni da dieci sterline, da spendere in negozi di giocattoli, ai bambini affetti da fibrosi cistica che raccoglievano i tappi del Pulmozyme, un medicinale contro le infezioni polmonari. Roche era stata appena riammessa nell’associazione, dopo aver subito sei mesi di sospensione, per gravi violazioni del codice di comportamento nella fornitura del prodotto dimagrante Xenical alle cliniche private. E questo non è il primo “caso” che coinvolge questa casa farmaceutica. Spot ingannevole Tradimento etico Sbandierata dalle aziende come assicurazione per il mercato, la responsabilità sociale d’impresa sta fallendo, sotto i colpi delle bugie dei manager P Un ombrello sotto il quale riparano i diritti dei lavoratori, l’ambiente e le lobby Migliorare le proprie azioni solo perché conveniente non è responsabile rima fu Enron negli Stati Uniti, poi Parmalat in Italia e poche settimane fa Satyam in India, la quarta del Paese asiatico nel settore dei servizi informatici, quotata a Wall Street e Mumbai. Tre grandi truffe finanziarie, che hanno visto coinvolti i vertici di società presentate per anni come campioni della responsabilità sociale. Purtroppo, nessuno si era accorto di cosa si nascondeva dietro quella luccicante vetrina. In quei casi si è trattato di comportamenti illegali. La crisi finanziaria globale attuale, invece, non vede alcun responsabile di banche o gruppi assicurativi finire in galera. Tutto si è svolto nella legalità, con il massimo grado di irresponsabilità. Tra le tante domande che questa situazione pone, c’è anche quella su cosa sia questa tanto sbandierata Responsabilità sociale delle imprese (Rsi) o Corporate social responsibility (Csr), che pare essere diventata un’industria come le altre, che non nasce e non poggia su alcun movimento d’opinione, che ha creato l’ideologia della volontarietà e che attorno a questo principio ha crea- to una miriade di sistemi di autocertificazione e di rating etici, diffidando le istituzioni dall’intervenire con leggi valide per tutti. Una cosa non da poco, se si considera che sotto l’ombrello della Rsi troviamo i diritti dei lavoratori e i diritti umani, l’ambiente e il coinvolgimento dei portatori di interessi. Un anno mezzo fa, contemporaneamente all’esplodere della crisi dei mutui subprime, è stato pubblicato un libro dell’economista liberal Robert Reich, ex ministro del Lavoro durante la prima amministrazione di Bill Clinton. Intitolato Supercapitalism e tradotto in Italia per Fazi editore, il libro sostiene che la Rsi è un’illusione dannosa e che occorrono leggi e regole che inglobino i valori etici. Nell’attuale situazione di competizione globale, osserva Reich, se con certe azioni le imprese migliorano i loro comportamenti, non ha senso definirle socialmente responsabili, perché, in realtà, si tratta solo di good business. Lo fanno per migliorare la propria immagine, per evitare normative più severe o perché è conveniente per i loro affari. La responsabilità sociale non c’entra nulla. Sull’altra sponda dell’oceano, in Gran Bretagna, Jonathan Porritt - che attualmente è presidente del Forum for the future e che è stato anche co-presidente del Gre- en party e direttore dei Friends of the Earth - si augura che tra le tante vittime dell’attuale crisi ci sia anche il concetto di Rsi, che è diventata un’idea «sempre più vuota e illusoria». Sul suo blog di Vita.it, Sebastiano Renna, responsabile della Rsi del gruppo Granarolo e presidente del Csr manager network Italia, sostiene che bisogna «smetterla di cadere nella semplificazione secondo cui l’economia si emancipa dalle proprie degenerazioni se incorpora in misura maggiore, rispetto a quanto già non faccia adesso, le istanze sociali e ambientali. Il grado di sostenibilità dei processi economici - aggiunge Renna - va messo alla prova, prima di ogni altra cosa sul piano della correttezza intrinseca dei meccanismi fondanti di tali processi, ovvero del modo attraverso cui viene generato il valore economico. La Csr ha un disperato bisogno, a mio avviso, di compiere questo salto di qualità». Il problema è verificare se la «multiforme congerie di teste pensanti della Csr» abbia davvero intenzione di intraprendere questa sfida, oppure se «alletta maggiormente il godersi la più circoscritta, ma comoda e tranquillizzante, visibilità e popolarità ritagliata in tanti anni di coltivazione di questo lussureggiante giardino collocato alla periferia dell’impero». Il biocida nelle scarpe Si chiama Dmf, è un deumidificante bandito dall’Unione europea ma largamente utilizzato in accessori e vestiari di importazione cinese P In quattro giorni, due sequestri dei Nas hanno rivelato il volto italiano dell’affare La sostanza potrebbe essere contenuta anche in giocattoli e cosmetici rima in Francia, poi in Spagna e adesso le scarpe tossiche, di produzione cinese, sono state scoperte anche in Italia. I carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità) di Udine hanno sequestrato a un grossista cinese, a Pradamano, in provincia di Udine, circa 30mila confezioni di scarpe, cinture, borse e altri articoli di pelle e tessuto che contenevano bustine di sostanze deumidificanti vietate nell’Unione europea, in quanto gravemente nocive per la salute, nell’ambito di un’operazione a contrasto della commercializzazione illecita di prodotti pericolosi. Tutta la merce, in prevalenza cinture, è stata posta sotto sequestro cautelativo sanitario, in attesa dell’esito delle analisi dell’Istituto superiore di sanità di Roma sul contenuto delle bustine deumidificanti. Le bustine, etichettate come “silica gel”, potrebbero contenere una sostanza ritenuta dannosa per i consumatori, il Dmf o dimetilfumarato, utilizzato come biocida per eliminare le muffe da legno e pelle. Nell’ambito della medesima operazione, i militari del Nas hanno anche sottoposto a sequestro am- ministrativo 1.100 tra confezioni di giocattoli prive delle avvertenze e precauzioni d’uso in lingua italiana e cosmetici privi in etichetta di indicazioni in lingua italiana. Il valore della merce sequestrata è stimato in 200mila euro circa. Il sequestro dei manufatti in pelle segue a distanza di pochi giorni quello, effettuato congiuntamente all’ufficio delle Dogane e all’ufficio di Sanità marittima e aeroportuale di Trieste, dei quattro container di scarpe provenienti dalla Cina e destinati a un importatore trevigiano. All’interno delle confezioni di scarpe era stata accertata la presenza delle stesse bustine deumidificanti nocive. Attualmente, i container sono ancora sotto sequestro nell’area doganale del Porto franco nuovo di Trieste, in attesa delle analisi affidate a un laboratorio di Milano. Alcuni Stati hanno già adottato divieti a livello nazionale del dimetilfumarato. Nel dicembre 2008 la Francia ha adottato un decreto che vieta per un anno l’importazione e l’immissione sul mercato di divani, poltrone e calzature contenenti Dmf. In Spagna, l’ultimo caso è di pochi giorni fa e riguarda un bambino di 18 mesi, ricoverato per eritemi ai piedi, dopo aver calzato scarpine di produzione cinese della marca “Pasite”, contenenti Dmf. La diagnosi parla di dermatite da contatto. La Food and drug administration statunitense (l’ente governativo che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) ha giudicato ingannevole uno spot dell’Avodart, prodotto da GlaxoSmithKline e indicato nel trattamento dell’ipertrofia della prostata e dei disturbi connessi, come la necessità di urinare frequentemente. La pubblicità sostiene la superiorità dell’Avodart, perché è l’unico che interviene sulla causa, riducendo la prostata. Ma, ha osservato l’Fda, anche un altro farmaco, il Proscar, agisce in questo modo. © SCHMIDT/LaPresse N el 2004, negli Stati Uniti, scoppiò lo scandalo dell’antidepressivo Paxil, commercializzato in Europa con il nome di Seroxat e prodotto da GlaxoSmithKline (Gsk), che fu accusata di aver occultato studi che riportavano l’inefficacia e gli effetti negativi del farmaco su bambini e adolescenti, in particolare il rischio di suicidio. Alla fine, la causa fu risolta con un patteggiamento di 2,5 milioni di dollari e con la casa farmaceutica che continuò a definire «infondate» le accuse. Cinque anni dopo ci risiamo. Questa volta è la casa farmaceutica Forest laboratories a essere accusata dal dipartimento della Giustizia di Washington di aver nascosto per anni uno studio che indica come il suo antidepressivo Celexa non sia efficace su bambini e adolescenti e, anzi, può aumentare il rischio di suicidio. Contemporaneamente, Forest promuoveva la diffusione dei risultati di altri studi favorevoli e raccomandava ai medici la prescrizione del Celexa e di una sua versione successiva, il Lexapro, anche a bambini e adolescenti, rafforzando le argomentazioni scientifiche con il pagamento di tangenti, sotto forma di regali, come biglietti per partite di baseball e tagliandi omaggio per ristoranti di lusso. I medici, infatti, possono prescrivere a loro discrezione un farmaco anche per indicazioni terapeutiche non autorizzate, ma la casa produttrice può promuoverlo solo per quelle autorizzate. Lo studio occultato da Forest è rimasto segreto, nonostante fosse anche nelle mani della Food and drug administration (Fda), che lo aveva ricevuto quando la casa farmaceutica aveva chiesto, nel 2002, che il Celexa fosse autorizzato anche per l’utilizzo su bambini e adolescenti. L’autorizzazione non fu concessa e lo studio indusse l’Fda a disporre che sui foglietti informativi di Celexa e Lexapro fosse inserito un black box, il livello massimo di avvertenza, sui rischi di comportamenti suicidari nei giovani. L’esistenza di questo studio, che l’Fda non rese pubblico perché lo aveva ricevuto in via confidenziale, fu svelata dal New York Times nel giugno 2004. Tre giorni dopo, Forest ammise l’esistenza dello studio, così come di un altro, che aveva dato anch’esso esiti negativi. Un altro esempio di cattiva informazione riguarda questa volta AstraZeneca. Documenti interni alla casa farmaceutica indicano che, nel 2002, AstraZeneca inviò una lettera ai medici giapponesi, informandoli su dodici casi di diabete in pazienti che utilizzavano l’antipsicotico Seroquel e scrivendo che il nesso tra il farmaco e l’insorgenza del diabete non poteva essere escluso. Tre anni dopo, però, negli Stati Uniti, AstraZeneca istruiva i propri rappresentanti a sostenere che «i dati disponibili non hanno stabilito un legame casuale tra il diabete e il Seroquel». © LaPresse Il più delle volte è il suicidio di bambini e adolescenti la controindicazione non pubblicizzata dalle case farmaceutiche per i medicinali in commercio © SCHMIDT/LaPresse I rischi per la salute dietro gli studi occultati Maxi risarcimento Sandoz, filiale di Novartis nel settore dei farmaci generici, è stata condannata a risarcire 78,4 milioni di dollari allo Stato dell’Alabama per aver frodato il Medicaid, il programma federale sanitario degli Stati Uniti d’America che provvede a fornire aiuti agli individui e alle famiglie a basso reddito, tra il 1991 e il 2005. L’accusa: aver gonfiato il prezzo dei medicinali soggetti a prescrizione medica. La casa farmaceutica dovrà pagare 28,4 milioni come risarcimento danni e 50 milioni a titolo punitivo. La multinazionale Novartis ha annunciato che ricorrerà in appello, ritenendo le accuse prive di fondamento. 6 Ambiente giovedì 5 marzo 2009 Energia Fotovoltaico spaziale Catturare l’energia solare prima che questa entri nell’atmosfera terrestre. L’ambizioso progetto è stato annunciato dalla Space energy, che si è detta pronta a equipaggiare un satellite con pannelli solari e una tecnologia in grado di convertire poi l’energia in radiosequenze e quindi in corrente elettrica. Ogni secondo la nostra atmosfera è penetrata da oltre duecento milioni di gigawatt di energia solare: più di quanto l’uomo abbia prodotto da quando fu scoperta l’elettricità. L’amministratore delegato della società ha inoltre aggiunto che l’eventuale costo non sarà accessibile a tutti. Un prezzo alle stelle. Economia La crisi ti fa soffice Greenpeace ha diffuso negli Stati Uniti un opuscolo per i consumatori di carta igienica, in cui le marche sono giudicate non solo in base alla morbidezza ma anche per il rispetto ambientale. Lo scopo è convertire il mercato americano, il maggiore del mondo, a quella riciclata sfruttando il calo di vendite dei prodotti più pregiati e morbidi provocato dalla recessione economica. L’iniziativa ha già coinvolto come testimonial alcune stelle del baseball, ed è stata accolta con favore anche a Hollywood: le toilette del Kodak theatre, durante la cerimonia per l’assegnazione degli Oscar, montavano solo carta igienica riciclata. Architettura Anche l’edilizia ha un cuore tutto verde Si diffondono gli edifici a impatto zero. Bastano pochi accorgimenti per avere un’abitazione ecologica. In Italia, però, la legge regola solo i consumi invernali Daniela Gambino L’ acronimo Zeb sta per Zero energy building: l’inglesismo è dovuto al fatto che i Paesi più avanzati nell’architettura a zero impatto sono Germania e California. «Sono definibili come edifici a zero impatto, abitazioni che per funzionare non hanno bisogno di fonti fossili e non emettono CO2», così spiega l’architetto Mario Butera, dello studio palermitano Architetture sostenibili srl, un portafoglio di lavori e di consulenze internazionali (www.architetturesostenibili.it). Fra gli altri, la ristrutturazione di un centro di ricerca ambientale a Budapest, l’associazione no profit Rec (www.rec. org), un prototipo che si avvale dell’energia solare per funzionare. Prosegue Butera: «Le strutture residenziali, rispetto a quelle terziarie hanno modi differenti di usare energie». A casa l’arrivo della bolletta aiuta a quantificare i consumi. «In America si è stimato un consumo del 7 per cento di energia elettrica lo scorso anno solo per gli apparecchi elettrici in stand by». Per quella spia luccicante che ci rassicura circa il loro funzionamento «esistono ciabatte o scarpette in grado di ricono- scere l’utenza principale e di accendersi solo alla bisogna». Un esempio? Il lettore cd che si accende solo se sente che la tv viene attivata. Esistono tre parametri principali che aiutano a muoversi nei meandri dei parametri di sostenibilità degli edifici. Il primo è rappresentato dai sistemi di climatizzazione estivi e invernali. Spesso sovradimensionati per sicurezza. Oltretutto «viviamo in ambienti costantemente condizionati climaticamente, in auto, in ufficio, volgiamo lo stesso in casa», spiega l’architetto. Gli split, ovvero le pompe di calore, hanno letteralmente tappezzato le città. Il secondo parametro è l’edificio in sé. Cioè le sue caratte- ristiche strutturali. Spesso la stessa cifra stilistica può essere messa in discussione: le strutture aeree e leggere dei grattacieli in vetro, per fare un esempio. Spesso illuminate anche di notte. «Di giorno possono insorgere problemi di abbagliamento per la luce solare» spiega Butera, soprattutto se si lavora davanti a degli schermi. Un classico? Le tende chiuse davanti alle grandi vetrate e la luce accesa. Il fine, nell’architettura, è unire forma e sostanza, dare bellezza a una funzione, offrire agio a chi trascorre molte ore dentro una struttura e metterlo nelle condizioni migliori di lavorare. «È la responsabilità che deve porsi ogni architetto. Perché l’architettura, se è buona, è sostenibile di per sé» sottolinea Butera. L’ultimo punto è l’uso che si fa di queste strutture, il comportamento dei suoi abitanti. «Dipende molto dal singolo - continua Butera -. Siamo parte di un processo ciclico e le energie vanno rimesse in circolo». E in Italia? «Esiste una direttiva europea sull’efficienza energetica degli edifici, il decreto legge 192/2005 (modificato nel 311/2006) si riferisce solo al riscaldamento e all’acqua calda per uso sanitario». In pratica il decreto prevede il calcolo della prestazione energetica degli edifici nella climatizzazione invernale, senza tenere in buon conto quella estiva. Farmaci Stati Uniti Facendo propria una causa avviata da due ex addetti alle vendite della Johnson & Johnson e della sua controllata Scios, il governo degli Stati Uniti ha denunciato le due case farmaceutiche per promozione illegale del Natrecor, un farmaco per il trattamento acuto dell’insufficienza cardiaca scompensata. Otto anni fa, subito dopo averne ottenuta l’autorizzazione alla vendita, la Scios avviò una “campagna aggressiva”, promuovendo l’utilizzo del farmaco anche per una patologia cardiaca meno grave, non autorizzata dalla Food and drug administration (Fda). Unione europea L’Agenzia europea dei medicinali (Emea) ha raccomandato alla Commissione europea di sospendere l’autorizzazione al commercio del Raptiva, un farmaco per la psoriasi a placche cronica, approvato nel 2004 e commercializzato dalla Merck Serono. Secondo l’Agenzia, i rischi che il medicinale comporta superano i suoi modesti benefici, dopo la conferma di tre casi, di cui due mortali, di Leucoencefalopatia multifocale progressiva, una rara infezione del cervello, che di solito porta a una grave disabilità o alla morte. Entro pochi mesi il Raptiva non sarà più in vendita. India La principale casa farmaceutica indiana, la Ranbaxy laboratories, non potrà esportare negli Stati Uniti nuovi medicinali generici, prodotti nell’impianto indiano di Paonta Sahib, dopo che la Food and drug administration (Fda) ha scoperto che le sono stati presentati dati falsificati nelle richieste di autorizzazione alla vendita di alcuni farmaci. Lo scorso settembre, l’Fda aveva già vietato l’importazione di trenta medicinali generici di Ranbaxy, per problemi di qualità, anche nei processi di sterilizzazione, in alcuni impianti di produzione indiani. Test senza etica Uno studio della Duke university mostra come le case farmaceutiche delocalizzino la sperimentazione dei medicinali verso i Paesi più tolleranti Beniamino Bonardi T ra il 1995 e il 2005 il numero dei Paesi in cui si sono condotti studi clinici sui farmaci è più che raddoppiato. Ad esempio, nel novembre 2007, su 509 studi condotti dalle venti maggiori case farmaceutiche americane, in fase di sperimentazione sull’uomo, solo 157 erano effettuati negli Stati Uniti. è l’effetto della globalizzazione anche in questo settore, che porta le case farmaceutiche a delocalizzare i test medici, cercando Paesi dove è più facile ed economico reclutare i partecipanti alle sperimentazioni, e dove le norme sono meno stringenti e i controlli poco efficaci, il che pone problemi etici e scientifici. è quanto segnala uno studio condotto da alcuni ricercatori della statunitense Duke university, coordinati da Seth Glickman, pubblicato dal New England Journal of Medicine. In merito all’affidabilità scientifica di queste sperimentazioni, Glickman si chiede se sia at- tendibile sperimentare medicinali su popolazioni con caratteristiche diverse da quelle che poi li utilizzeranno. In merito ai controlli, i ricercatori della Duke university hanno riesaminato due precedenti studi: in uno, solo il 56 per cento dei 670 ricercatori intervistati in Paesi in via di sviluppo dichiarava che i loro test erano stati autorizzati dalle autorità sanitarie locali; in un altro, emerge che il 90 per cento degli studi clinici condotti nel 2004 in Cina, e pubblicati su riviste scientifiche, non riportano alcuna revisione etica del protocollo seguito e solo nel 18 per cento dei casi i pazienti, che avevano dato il loro consenso a partecipare alla sperimentazione, erano stati informati in modo adeguato. Gli studiosi della Duke university chiedono che il problema venga assunto dall’Organizzazione mondiale della sanità che, coinvolgendo tutti gli attori interessati, deve proteggere chi partecipa agli studi clinici e garantire standard etici elevati, ovunque i test avvengano. L’ultima polemica è stata innescata dall’Ong olandese Wemos International, che accusa AstraZeneca di aver condotto due studi sul Seroquel, farmaco contro la schizofrenia, comparando il gruppo di pazienti che lo assumeva con uno a cui veniva somministrato un placebo. In questo modo, afferma Wemos, si sono privati questi ultimi di altre cure disponibili. La versione del Seroquel a rilascio immediato è già autorizzata e gli studi clinici servivano a ottenere l’autorizzazione a livello europeo per la versione a rilascio prolungato. In questo caso, sottolinea Wemos, non era necessario ricorrere a un gruppo di controllo cui somministrare placebo e l’averlo fatto ha costituito una violazione della dichiarazione di Helsinki, elaborata dall’associazione medica mondiale, che regola gli aspetti etici delle ricerche cliniche e che è stata fatta propria dalla Commissione europea. Secondo la dichiarazione di Helsinki, qualsiasi studio volto a documentare l’efficacia di un trattamento deve comunque garantire ai partecipanti la miglior terapia disponibile. Solo in caso di mancanza di un efficace trattamento, si può ricorrere al confronto col placebo. Territorio giovedì 5 marzo 2009 7 Gli appuntamenti verdi Veneto Green night Marghera (Ve). Al club Vapore, in via Fratelli Bandiera, il 9 marzo c’è una notte tutta verde. Alle 22 appuntamento con Green & Noir, l’incontro con Massimo Carlotto per l’uscita del suo nuovo romanzo L’albero dei microchip incentrato sul traffico dei rifiuti elettronici. La serata prosegue con l’intervento di Ezio Da Villa, dell’associazione provinciale Ambiente, sul tema “2009 d. C. (dopo Chernobyl): Perché ancora No Nuke/No al nucleare”. Al termine l’esibizione della Magical mistery orchestra. Liguria Energethica Quarto salone dell’energia rinnovabile e sostenibile Fiera di Genova, 5-7 marzo 2009. L’energia è alla base di ogni sviluppo socioeconomico e la sua disponibilità è riconosciuto fattore essenziale di crescita. Se si vuole però mirare a uno sviluppo sostenibile, anche la produzione dell’energia che permette tale sviluppo deve seguire il concetto della sostenibilità e cioè provocare meno danno possibile con il minor spreco di risorse possibile. Oltre 30 convegni tematici e seminari coordinati dai partner tecnici e istituzionali, appuntamento con il Premio energetica e spazio a oltre 50 interventi nell’Isola delle idee energetiche. Inoltre, un cantiere dimostrativo per l’edilizia sostenibile e l’area domotica al servizio del risparmio energetico. Questo è Energethica. Emilia Romagna Ambiente, etica e risparmio Imola, giovedì 5 marzo, presso la sala Coop Aurora. Un incontro organizzato dalla Federazione dei Verdi della città romagnola, dove, attraverso l’analisi delle esperienze virtuose della cittadina, si cercherà di far comprendere come le nostre scelte possono orientare il mercato. Un desiderio chiamato tram Bologna, stanze di via delle Moline, angolo via Borgo San Pietro. Un’esposizione fotografica dedicata al trasporto pubblico a Bologna, in Italia e in Europa. Sotto i riflettori, in tre percorsi tematici, le eccellenze del trasporto pubblico europeo, le criticità della nostra città e un suggestivo cammino storico alla scoperta dei mezzi pubblici che solcavano il centro di Bologna agli inizi del Novecento e nel primo dopoguerra. La mostra chiude oggi. Lazio Biennale internazionale della comunicazione ambientale Roma. Presso la Casa dell’Architettura-Acquario romano, il 10 e l’11 marzo si ritrovano gli stati generali della comunicazione ambientale promossa da Federambiente. In due giorni, oltre cento relatori e cinquanta aziende presenteranno i loro progetti sul tema della comunicazione abbinata all’ambiente e all’ecologia. Nel corso dell’iniziativa verranno presentate le migliori campagne di comunicazione realizzate nell’ambito del concorso “Bica 2009”. La migliore sarà selezionata tra le circa 50 che sono pervenute alla segreteria da tutta Italia da una giuria di esperti. Info: wwwbicaonline.it Dalla semplificazione delle norme all’introduzione dei delitti ambientali nel Codice penale Roma. Appuntamento domani 6 marzo al Nuovo cinema Aquila a partire dalle 9.30 con il Convegno sui crimini ambientali. Introduce Luca Ramacci, sostituto procuratore del Tribunale di Tivoli. Partecipano Massimiliano Montini, docente Diritto Ue e Diritto internazionale, Aldo Fiale, consigliere Corte suprema di cassazione, Sebastiano Venneri, responsabile Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente, Enrico Fontana, giornalista esperto di ecomafia, Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente, Roberto Della Seta, capogruppo Pd della commissione Ambiente Senato, Fabio Granata, vicepresidente della commissione Antimafia, Ivan Lo Bello, presidente Confindustria Sicilia e Luca Palamara, presidente Associazione nazionale magistrati. Per info: [email protected] L’altra domenica Roma. A partire dal 15 marzo, alla Città dell’altra economia c’è “L’altra domenica”, appuntamento con il mercato contadino dei produttori biologici, uno spazio espositivo per associazioni e artigiani, musica, teatro, mostre fotografiche e convegni. Ogni domenica avrà un tema: si parte il 15 marzo con la ristorazione biologica, il 19 aprile tutto sarà dedicato al riciclo, mentre il 17 maggio spazio al turismo responsabile. Due amici per l’ambiente Roma. Alla Feltrinelli di viale Libia, domenica 8 marzo appuntamento per i più piccoli in compagnia del libro Sos natura, edito da Giunti junior. Verranno proiettati dei cartoni animati sull’ambiente e la natura (2 amici per l’ambiente) prodotti da Rai fiction/Union contact. Introduce Marco Gisotti, giornalista e autore della serie. Info: www.sosnatura.it Roma come non l’avete mai vista Alla libreria Fnac nel centro commerciale Porta di Roma, presentazione del libro Fare l’amore a Roma di Barbara Fabiani che propone una serie di passeggiate alla scoperta della storia sociale della Città eterna. Insieme all’autrice interverrà l’attore e regista Stefano Dionisi. Campania EnergyMed Napoli. Alla Mostra d’Oltremare appuntamento dal 26 al 28 marzo con la mostra convegno sulle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica. Per informazioni e per consultare il programma completo degli appuntamenti: www.energymed.it Dalle energie rinnovabili al rinnovo dell’economia Marcianise (Caserta). Nella sala della biblioteca comunale, il 6 marzo, a partire dalle ore 18, si svolge il primo Convegno sulle energie rinnovabili. Castello Estense, sala Alfonso I d’Este. Sicilia IV Lampedusa marine mammals workshop Parco marino di Lampedusa, dal 20 marzo al 19 aprile. Per il quarto anno consecutivo la Necton marine research society porta avanti uno studio sui mammiferi marini che frequentano le acque dell’arcipelago delle isole Pelagie. Un’occasione per assistere al passaggio della balenottera comune e scoprire il delfino comune nel suo ambiente naturale. All’interno del progetto saranno organizzati tre corsi, ognuno di durata settimanale, aperti a tutti coloro che vogliono accostarsi al mondo della ricerca sul campo. Il programma integrale è sul sito: www.necton.it Per ulteriori informazioni: [email protected] [email protected] Lazio, il detersivo è “alla spina” Consumi Grazie all’iniziativa dell’assessorato regionale all’Ambiente sono sempre più diffusi i punti di distribuzione. Si acquista il prodotto sfuso, e il contenitore si riusa Rocco Vazzana 1 54.878 litri venduti, 57.018 flaconi ricaricati, con un risparmio di 90 metri cubi di plastica, 9.522 kg di CO2 e 147.106 kWh di energia. Sono i risultati della rete di distribuzione di detersivi “alla spina” attivi nel Lazio, frutto di un’iniziativa dell’assessorato all’Ambiente della Regione in collaborazione con l’ente di ricerca ambientale Ecologos e Sviluppo Lazio. Un progetto avviato meno di un anno fa che oggi conta 21 punti di distribuzione nella regione. «Il riscontro molto positivo - ha spiegato l’assessore verde Filiberto Zaratti - dimostra che sul fronte della tutela ambientale e della riduzione dei rifiuti i cittadini sono disponibili, attenti e pronti a fare la loro parte, nel momento in cui le istituzioni si attivano per proporre soluzioni con- crete ed efficaci». Riutilizzare i contenitori dei detersivi significa utilizzare meglio l’energia, diminuire le emissioni di gas a effetto serra e ridurre i rifiuti. Ricaricare un flacone di detersivo vuol dire risparmiare le materie prime, l’energia e l’acqua necessarie per la produzione degli imballaggi. L’obiettivo è quello di realizzare all’interno degli ipermercati e dei supermercati un sistema di vendita sfusa di detergenti, in cui si acquista soltanto il contenuto e si riutilizza il contenitore. Ogni consumatore può comprare il contenitore solo la prima volta; le volte successive lo riempie direttamente dai distributori. In questo modo il contenitore non è più un elemento usa e getta ma un oggetto da riutilizzare periodicamente. Su ogni distributore di detersivi alla spina è stato installato un calcolatore dei risparmi ambientali che indica il numero di flaconi ricaricati, la mancata emissione di CO2, i kWh di energia risparmiata e i metri cubi di acqua non utilizzata. Sul sito internet www.detersivisfusi.it si possono trovare moltissime notizie utili, oltre alla localizzazione dei punti di distribuzione attivi e di prossima inaugurazione, nonché i dati sui risparmi ottenuti. Un’iniziativa utile a tutti per risparmiare e contribuire, quotidianamente, a difendere l’ambiente. Abruzzo Tentazioni nucleari in Regione «U n giorno triste per la Regione». Così Walter Caporale, capogruppo de “La sinistra Verdi-Sd” in Consiglio regionale ha commentato la bocciatura della risoluzione antinucleare che aveva presentato. Al momento del voto nell’aula consiliare, il documento - che aveva incassato il sostegno anche degli esponenti del Pd, Italia dei valori, Comunisti italiani e Rifondazione comunista - ha potuto contare solamente su 13 voti, mentre ben 22 sono stati i consiglieri che hanno espresso voto contrario. I favorevoli al nucleare sono stati gli esponenti dei partiti di centrodestra e sostenitori della nuova giunta che governa la Regione dopo le elezioni del dicembre scorso che hanno visto prevalere Giovanni Chiodi (sostenuto dalle liste Mpa, Liberalsocialisti, Pdl e Rialzati Abruzzo) su Carlo Costantini (Pd, IdV, Prc, La sinistra, Pdci, Ps e Democratici per l’Abruzzo). La risoluzione presentata dall’esponente del Sole che ride chiedeva esplicitamente di dichiarare l’Abruzzo “regione denuclearizzata” e di comunicare al governo l’indisponibilità a ospitare una centrale nucleare e siti di stoccaggio di materiale radioattivo. «Ora l’Abruzzo - ha dichiarato Caporale -, in accordo con Berlusconi, potrà decidere di accogliere una centrale nucleare! Una vergogna. La nostra regione è definita da tutti il polmone verde d’Europa, è sede di meravigliosi e storici parchi nazionali, ma ora rischia di perdere migliaia di posti di lavoro derivanti dal turismo, dall’agricoltura, dalla produzione di vino per seguire la follia nuclearista che ha voluto il centrodestra». r.v. Roma Colle della Strega, pericolo cemento I l Comune di Roma si appresta ad approvare l’edificazione di 72mila metri cubi di cemento su Colle della Strega, bocciando la delibera d’iniziativa popolare che ha raccolto ben 16mila firme di cittadini romani, mentre l’amministrazione regionale è ferma sull’ampliamento del parco dell’Appia Antica. La denuncia è del presidente dell’associazione Colle della Strega, il verde Massimiliano Di Gioia, che da dieci anni si batte contro il progetto di cementificazione selvaggia di uno dei pochi polmoni verdi rimasti nella Capitale. Una battaglia contro un progetto che ha le sue radici negli ultimi scorci della giunta Rutelli, quando fu approvato un programma che consentiva l’edificazione di 900 alloggi. Di Gioia denuncia non solo le tentazioni edilizie della giunta Alemanno ma an- che l’immobilismo della Regione Lazio. «Nel 2005 - chiarisce Di Gioia - la giunta Marrazzo si impegnò a sostenere la proposta di inclusione dell’area nel parco dell’Appia Antica. Per noi è necessario che sia inserita integralmente e senza stralci nell’area protetta». Il rischio cemento per Colle della Strega è sempre più grave e negli ultimi giorni vari appelli al salvataggio dell’area sono stati lanciati dall’associazione Animalisti italiani onlus, Wwf, Lipu e Italia nostra. «Salvaguardare quest’area ha un valore ha ricordato Di Gioia - non solo per la politica ambientale che ormai a Roma è cosa quasi sconosciuta, ma anche per l’incolumità dei cittadini. Significa, infatti, evitare che durante le alluvioni si verifichino allagamenti». r.v. L’informazione sostenibile L’informazione ecologista cambia volto. Non missione. Contribuisci anche tu a rinnovare Notizie Verdi 4 Organo ufficiale d’informazione della Federazione dei Verdi Anno V - n. 49 mercoledì 4 marzo 2009 Gli anni trascorsi da quando l’agente Calipari è stato ucciso dai soldati americani in Iraq Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 DCB - Roma Istruzione La Gelmini punta al monopolio dell’inglese alle superiori. Un danno per professori e studenti Siamo figli di una lingua minore Mentre il resto dell’Europa punta al multilinguismo, il nostro sistema fa evidenti passi indietro. Insieme al maestro unico, il ministro dell’Istruzione Gelmini ha Editoriale Complimenti professori! Mario Guarino Complimenti, ce l’hanno fatta! Ignoti al grande pubblico, due professori - uno di liceo in pensione, l’altro insegnante all’università Pontificia - hanno rilasciato due interviste, apparse sui due più diffusi quotidiani italiani, con tanto di fotografia. Bel colpo pubblicitario (S.B. dovrebbe assumerli subito). Sono contro i “forse” e la censura, ma stavolta l’eccezione è d’obbligo. Per cui non farò i loro nomi, né quello della loro fantomatica associazione. Il fatto. I due docenti, forse sconosciuti persino nel loro giro, acchiappano al volo un’opportunità irripetibile: con tempismo e calcolo, durante la drammatica vicenda Englaro, fanno un esposto alla Procura di Udine, ben sapendo che - come “atto dovuto” - i magistrati debbono procedere. Cosicché, nei giorni scorsi, dopo la morte di Eluana, partono avvisi di garanzia contro Beppino Englaro, padre della ragazza, nonché contro lo staff medico diretto dall’anestesista Amato De Monte. Il reato ipotizzato è agghiacciante, soprattutto per un uomo che si porta dentro un calvario di 17 anni: omicidio volontario. Dalla Repubblica, ecco qualche passaggio dell’intervista del prof. Giuseppe G.: «Englaro ha usato sua figlia per promuovere l’eutanasia, non perché credeva che questo fosse il volere di Eluana. Lo ha fatto per ideologia e trae vantaggio dalla sua morte, vende più copie del libro che racconta la sua storia». Dunque, un padre cinico che stacca la spina per vendere i suoi libri. Chi è questo professore in pensione che si permette una simile violenza morale? è (meno male) segretario di un’associazione cattolica! Nel farsi pubblicità, aggiunge: «è un’associazione apostolica e non confessionale, anche se non siamo atei (si era capito, prof, ndr). Difendiamo la vita, siamo contro l’aborto». Sul Corriere della Sera gli fa eco, con uguali argomentazioni, Mario P., presidente dello stesso organismo. Al duo, si unisce una dichiarazione di un altro personaggio privo di dubbi, ma ricco di incrollabili certezze. è un pezzo grosso del Vaticano, il cardinalone Javier Lozano Barragan. Sentenzia: Englaro ha commesso un “omicidio”. Una proposta ai prof: ora, per avere risonanza internazionale - visto che amate la vita - avanti con una coraggiosa denuncia a qualche organismo internazionale su chi commette crimini di massa. Si potrebbe cominciare da George W. Bush... immaginato una scuola dominata dalla lingua unica. Oltre all’omologazione delle conoscenze degli alunni e all’inopportunità della scelta dal punto di vista culturale ed economico, ciò significa mettere sulla strada tanti insegnanti di francese, spagnolo e tedesco. Da loro viene la proposta di moratoria contro la “pena di morte” delle lingue minori nata dopo l’assemblea dall’associazione radicale Esperanto. Chiaramello a pagina 3 Ecco il Malpaese Usura 4 Un viaggio nell’Italia sempre più stretta, a causa della crisi economica, nella morsa dei “cravattari”. Dati, testimonianze ed esempi di buone pratiche per uscire dall’emergenza Geopolitica 6 Dopo la proposta della Casa Bianca di fermare lo scudo anti missile europeo in cambio di un aiuto per bloccare il programma nucleare dell’Iran, arriva il secco no del Cremlino Eventi Dal rapporto annuale di Legambiente sulla salute dell’Italia emergono i soliti mali: divario tra Nord e Sud, potere mafioso dilagante, debito pubblico e cattiva gestione del ciclo rifiuti Anitori a pagina 2 Energia No nuke Toscana N on si è fatta attendere la risposta dei Verdi sul territorio alla sciagurata scelta filonucleare del governo. Parte così da Firenze la mobilitazione del Sole che ride contro il ritorno dell’atomo in Italia. Dalle ore 17 di oggi, davanti alla Prefettura, si terrà un presidio organizzato dai Verdi toscani. «Sarà un momento per denunciare l’accordo tra i governi italiano e francese in materia di nucleare», hanno spiegato Mauro Romanelli, portavoce dei Verdi Toscana, Duccio Braccaloni e Sandra Giorgetti, porta- voci dei Verdi Firenze, e Tommaso Grassi e Annalisa Pratesi, portavoci provinciali dei Verdi Firenze. «è uno sperpero di denaro pubblico in tecnologie obsolete e pericolose e uno schiaffo alla strada virtuosa, già abbandonata dalla destra, dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. Siamo pronti a nuovi referendum - hanno concluso i Verdi - e invitiamo tutti i toscani a mobilitarsi anche perché la Maremma è tra i siti più probabili per una nuova centrale nucleare». Rocco Vazzana 7 Prende il via oggi a Bologna BilBOlbul, Festival internazionale di fumetto. Mostre, incontri, proiezioni e grandi nomi come Altan e Mattotti. Le tavole disegnate invadono i luoghi di cultura Danni Tav Risarcimenti al Mugello S i è chiuso con ventisei condanne, da un minimo di tre mesi a un massimo di cinque anni, e un risarcimento di oltre centocinquanta milioni di euro il processo per i danni ambientali causati dai lavori per l’Alta velocità ferroviaria tra Firenze e Bologna. Il risarcimento è stato riconosciuto per una cifra pari a cinquanta milioni al ministero dell’Ambiente, alla Regione Toscana e alla Provincia di Firenze; altre parti civili costituite da Comuni e amministrazioni provinciali interessate dai lavori han- no ricevuto un importo compreso tra i cinque e i venticinquemila euro. Fra le persone condannate per smaltimento illecito dei rifiuti figurano i vertici del consorzio Cavet, che aveva ottenuto l’appalto dell’opera, e ditte in subappalto che gestivano cave e discariche. Le assoluzioni hanno riguardato invece il danneggiamento dei fiumi e dei pozzi privati, mentre riguardo all’imputazione di furto di acqua i difensori hanno sollevato la questione di costituzionalità. Alessio Nannini www.notizieverdi.it