RASSEGNA STAMPA
del
30/03/2010
Sommario Rassegna Stampa dal 29-03-2010 al 30-03-2010
Adnkronos: Terremoto: Save the Children, 3 tende a Roma, Milano e l'Aquila per ricordare sisma ............................... 1
Adnkronos: Internet: Enea, per reti critiche fa piu' paura sisma che cyber attack ........................................................... 2
Agi: 08:28 TERREMOTO: SCOSSE NEL TRAPANESE E AL LARGO DI MESSINA ....................................................... 3
Asca: MALTEMPO: PROT.CIVILE, ACCORDO SU FONDI PER E.ROMAGNA TOSCANA E LIGURIA. ..................... 4
Asca: ABRUZZO: PROVINCIALI, ASTENSIONISMO ALL'AQUILA. PESA ASSENZA SFOLLATI. ................................ 5
Asca: L'AQUILA: DEL CORVO (PDL), DA PEZZOPANE MI ASPETTO OPPOSIZIONE CONCRETA. ........................ 6
Asca: ABRUZZO: CENTRODESTRA VINCE OVUNQUE. ANCHE COMUNE CHIETI A PDL. ..................................... 7
Il Giornale.it: In arrivo ancora piogge e burrasca............................................................................................................. 8
Italia Oggi: L'Aquila, la rete delle professioni.................................................................................................................... 9
JulieNews.it: Si inaugura mostra su Pompei e il Vesuvio................................................................................................. 11
Leggo: Una vittoria netta, con oltre il 50% delle preferenze. Il terremoto di un anno fa ha influito sulle ...................... 12
Il Manifesto: Suona avanti pop. Segni di resistenza dopo il terremoto ............................................................................ 13
Il Manifesto: L'Aquila Del Corvo, sisma nelle urne ......................................................................................................... 14
Il Manifesto: Chiaiano TOLLERANZA ZERO.................................................................................................................. 15
Il Manifesto: E nella città terremotata edili Cgil a congresso ......................................................................................... 17
Il Messaggero: MOSCA - Linea rossa, allarme rosso, e Mosca si sveglia all'alba di nuovo nella paura. S... ................ 18
La Repubblica: placido rilegge fontamara "lì dove la terra trema" - sara chiappori ..................................................... 19
La Repubblica: brevi, schede e richiami 4. ...................................................................................................................... 20
Il Riformista.it: Elezioni/ La Provincia dell'Aquila va al centrodestra ........................................................................... 21
Il Secolo XIX: E l'aquila terremotatapremia il centrodestra............................................................................................ 24
Il Secolo XIX: I Mille non trovano uno sponsor ............................................................................................................... 25
Il Sole 24 Ore: Un superindicatore dei posti di lavoro ..................................................................................................... 26
Il Sole 24 Ore: Il centrodestra espugna anche la provincia dell'Aquila........................................................................... 28
Il Sole 24 Ore: Separiamo il pubblico dal privato ............................................................................................................ 29
La Stampa: Cinque associazioni per "proteggere" Alba.................................................................................................. 31
La Stampa: Disintegrato il masso ma la statale è fuori uso............................................................................................. 32
l'Unità.it: L'Aquila al voto dopo il terremoto, avanti il Pdl .............................................................................................. 33
marketpress.info: TRENTO: PREVENZIONE E SICUREZZA IN AGRICOLTURA, C´E´ IL PIANO OPERATIVO ..... 34
Data:
29-03-2010
Adnkronos
Terremoto: Save the Children, 3 tende a Roma, Milano e l'Aquila per
ricordare sisma
ultimo aggiornamento: 29 marzo, ore 18:07
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Roma, 29 mar. - (Adnkronos) - Riportare l'attenzione sull'emergenza che ha colpito l'Abruzzo lo scorso anno e su tutte le
catastrofi naturali e umanitarie che nel mondo colpiscono migliaia di bambini. E' con questo obiettivo che 'Save the
Children' promuove per il prossimo 6 aprile tre eventi a Roma, Milano e all'Aquila. Saranno montate tre tende, le stesse
utilizzate da 'Save the Children' per le sue attivita' all'interno delle tendopoli allestite dopo il terremoto.
In particolare all'Aquila di fronte alla Basilica di Santa Maria in Collemaggio, dalle ore 11 alle 13, a Roma a Piazza San
Giovanni, dalle ore 10 alle 17 e a Milano a Largo Cairoli, angolo Via Dante, dalle ore 10 alle 17.
Il 6 aprile sara' anche diffuso il rapporto 'Abruzzo: un anno dopo il terremoto. L'esperienza sul campo di 'Save the
Children' e le voci dei bambini', che documenta l'attuale situazione dei bambini e degli adolescenti, le attivita' in corso in
loro favore nell'aquilano e sulla costa e quelle avviate nelle ore immediatamente successive al sisma, all'interno delle
tendopoli.
Argomento:
NAZIONALE
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1
Data:
29-03-2010
Adnkronos
Internet: Enea, per reti critiche fa piu' paura sisma che cyber attack
ultimo aggiornamento: 29 marzo, ore 16:23
commenta 0 vota 1 invia stampa
Roma, 29 mar. (Adnkronos) - Fa piu' paura "un terremoto o un'alluvione" di "un cyber attack per la sicurezza delle reti
critiche" come le infrastrutture di trasporti, di energia elettrica, di telecomunicazioni o sistemi economico-finanziari e
banche. E' piu' preoccupato dai terremoti che dai cyber terroristi Sandro Bologna dell'Unita' Calcolo e Modellistica
dell'Enea che all'ADNKRONOS spiega gli scenari "piu' realistici" di protezione contro i rischi di black out di elettricita',
trasporti o Tlc che potrebbero mandare in tilt un intero Paese. "La protezione delle infrastrutture critiche -afferma
Bologna- e' un problema che va affrontato anche tenendo conto che i maggiori rischi sono esterni alle strutture stesse e,
per la maggior parte, sono rischi derivanti da catastrofi naturali piuttosto che da attacchi informatici. Basti pensare che a
mandare in tilt i bancomat, i check-in di Fiumicino e le banche della Capitale, il 2 gennaio del 2004, fu un allagamento
degli impianti di Tor Pagnotta e non un attacco informatico a bloccare la rete Tlc di Roma Sud". E se gli attacchi
informatici evocano maggiori paure e fanno spendere, secondo il recente rapporto commissionato dal McAfee al Csis di
Washington, 6,3 mln di dollari al giorno, sono le catastrofi naturali a dover essere ugualmente messe al centro
dell'attenzione, secondo l'esperto dell'Enea. "Per realizzare un attacco informatico ad una rete protetta -sottolinea
Bologna- e' necessario avere altissime competenze ingegneristiche e conoscere dall'interno i potenti sistemi di protezione
informatica di queste infrastrutture sensibili". Due fattori chiave, dice Bologna, "non certo facili da trovare sul 'mercato'".
Argomento:
NAZIONALE
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2
Data:
29-03-2010
Agi
08:28 TERREMOTO: SCOSSE NEL TRAPANESE E AL LARGO DI MESSIN
A
TERREMOTO: SCOSSE NEL TRAPANESE E AL LARGO DI MESSINA
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(AGI) - Palermo, 29 mar. - Un terremoto di magnitudo 2.2 e' stato registrato questa mattina alle 7.57 nel distretto sismico
della Val di Mazara, in provincia di Trapani. L'evento e' stato localizzato dagli strumenti dell'Istituto nazionale di
geofisica e vulcanologia a una profondita' di 10 chilometri, con epicentro tra Calatafimi-Segesta e Vita. Ieri notte, a
mezzanotte e 40 un altro terremoto, ma al largo della provincia di Messina, nel distretto sismico dei Golfi di Patti e
Milazzo, di magnitudo 2.7, a una profondita' di quasi 130 chilometri. Mrg
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Data:
29-03-2010
Asca
MALTEMPO: PROT.CIVILE, ACCORDO SU FONDI PER E.ROMAGNA TOSCAN
A E LIGURIA.
MALTEMPO: PROT.CIVILE, ACCORDO SU FONDI PER E.ROMAGNA TOSCANA E LIGURIA
(ASCA) - Roma, 29 mar - E' stato raggiunto l'accordo sulla ripartizione del fondo di 100 milioni di euro assegnato dalla
legge 26 del 2010 che sara' erogato dal Cipe alle regioni Toscana, Liguria ed Emilia Romagna per l'ondata di eccezionale
maltempo tra la fine del mese di dicembre 2009 e i primi giorni dello scorso gennaio. L'accordo e' arrivato dopo la
riunione che si e' svolta questa mattina presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile con i presidenti delle
regioni.
L'incontro e' stato presieduto dal vice capo del Dipartimento della protezione civile Bernardo De Bernardinis.
In particolare, dei 100 milioni: 52 milioni di euro andranno alla Toscana, 24 milioni alla Liguria e i restanti 24 milioni
all'Emilia Romagna come proposto dalle regioni interessate. Alla luce delle decisioni emerse il Dipartimento della
protezione civile inviera' una nota in vista dell'inserimento dell'assegnazione del fondo nell'ordine del giorno della
prossima riunione del Cipe.
Tale contributo si va a sommare a un primo finanziamento complessivo di 20 milioni di euro gia' in via di trasferimento ai
presidenti delle regioni, commissari delegati per il superamento dell'emergenza, e destinato a fronteggiare i costi sostenuti
gia' per l'assistenza alla popolazione e per il recupero di parte danni manifestatisi durante gli eventi.
res-map/mcc/alf
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Data:
29-03-2010
Asca
ABRUZZO: PROVINCIALI, ASTENSIONISMO ALL'AQUILA. PESA ASSENZA S
FOLLATI.
ABRUZZO: PROVINCIALI, ASTENSIONISMO ALL'AQUILA. PESA ASSENZA SFOLLATI
(ASCA) - L'Aquila, 29 mar - Affluenza in calo dell'8 per cento, in linea col trend nazionale, alla consultazione per il
rinnovo del Presidente e del Consiglio della Provincia dell'Aquila. A recarsi alle urne, tra ieri e stamane, sono stati 36.501
elettori su 61.363 aventi diritto. La percentuale del voto e' stata, quindi, del 59,48 per cento.
Ma per L'Aquila si e' trattato di un appuntamento molto particolare: il primo dopo il terribile terremoto dell'aprile 2009.
Nella primavera dello stesso anno si sarebbe dovuto tornare al voto per la Provincia, ma le ferite ancora aperte e gli ovvi
problemi logistici suggerirono di rinviare le elezioni prima in autunno ed infine a quest'anno. L'Aquila ha pagato il calo
generalizzato dei votanti, ma ancor piu' l'impossibilita' di molte persone anziane, ancora sfollate sulla costa, di recarsi nel
capoluogo per esprimere la propria preferenza. La presidente uscente, Stefania Pezzopane, ha organizzato anche dei
pulman per trasferire i concittadini nei seggi di appartenenza, ma sulla voglia di dare il voto ha prevalso la stanchezza del
disagio.
Chi abbia penalizzato l'alto astensionismo tra Stefania Pezzopane, candidata del centrosinistra, ed Antonio Del Corvo,
uomo di Berlusconi, resta ancora un'incognita. ''Di certo - ha commentato la Pezzopane dal suo Comitato elettorale questo calo di presenze va interpretato sia in chiave politica nazionale che territoriale. Qualunque risultato finale penalizza
indubbiamente gli aquilani che avevano diritto a pronunciarsi, a decidere a chi affidare la ricostruzione post terremoto, ma
che non sono stati messi nelle condizioni di votare con seggi mobili, come da me chiesto''. Antonio Del Corvo puo'
contare sulla compattezza della Marsica, sua terra d'origine. Per lui si aspettava una presenza piu' assidua del premier
Silvio Berlusconi, che si e' invece limitato a tre collegamenti telefonici. Per i piu' l'assenza del Presidente del Consiglio, in
campagna elettorale, ha il significato di un ''patto di non belligeranza'', lasciando la Provincia alla Pezzopane, con la quale
in quest'anno di terremoto ha lavorato anche bene, e puntando a ''prendersi'' il Comune dell'Aquila, alle prossime
consultazioni, puntando su una figura forte e carismatica.
iso/mcc/ss
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Data:
30-03-2010
Asca
L'AQUILA: DEL CORVO (PDL), DA PEZZOPANE MI ASPETTO OPPOSIZION
E CONCRETA.
L'AQUILA: DEL CORVO (PDL), DA PEZZOPANE MI ASPETTO OPPOSIZIONE CONCRETA
(ASCA) - L'Aquila, 29 mar - Complimenti reciproci tra la presidente uscente del centrosinistra, Stefania Pezzopane, ed il
neo presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo (PdL). Tra i due il distacco ha sempre oscillato sugli otto
punti percentuali, nonostante la scontata affermazione della Pezzopane nella sua citta' ferita. ''Ho raggiunto, comunque, un
risultato straordinario e commovente, sebbene migliaia di aquilani non abbiano potuto votare, perche' ancora lontani sulla
costa e negli alberghi della provincia - ha commentato l'ormai ex Presidente ringraziando tutti coloro che l'hanno
sostenuta - Sapevo che era difficilissimo colmare il gap di 21 punti percentuali registrato nelle ultime europee tra le due
coalizioni''. La Pezzopane ha fatto notare come il suo avversario, il marsicano Antonio Del Corvo, abbia fatto leva sul
localismo e sulla compattezza dei conterranei.
''Chi ha cercato di strumentalizzare il terremoto - ha, quindi, aggiunto - quasi contrapponendomi al presidente Berlusconi,
ha perso''.
Augurando, infine, un buon lavoro al suo successore, la Pezzopane ha sottolineato che Del Corvo trova una Provincia
sana ed efficiente, non come quella da lei ereditata sei anni fa. Ha assicurato, comunque, che continuera' ad impegnarsi
nel difficile compito della ricostruzione ''con passione, dedizione, cuore, per gli aquilani, la mia gente''. Del Corvo, dal
proprio canto, ha invitato la Pezzopane ad una opposizione ''concreta e costruttiva'', e ad una collaborazione fattiva per
risolvere i problemi dell'Aquila e della sua provincia. Il nuovo Presidente non ha nascosto la sorpresa e la soddisfazione
per aver raggiunto l'ambito traguardo con un simile distacco: ''la rivinciata di un semisconosciuto su una conosciutissima
Presidente uscente''.
''Mi aspetta un lavoro duro - ha promesso subito Del Corvo - Per questo mi metto subito a disposizione del capoluogo e
dei territori colpiti dal terremoto per favorire in primis la ripresa socio economica''.
iso/mcc/alf
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Data:
29-03-2010
Asca
ABRUZZO: CENTRODESTRA VINCE OVUNQUE. ANCHE COMUNE CHIETI A
PDL.
ABRUZZO: CENTRODESTRA VINCE OVUNQUE. ANCHE COMUNE CHIETI A PDL
(ASCA) - L'Aquila, 29 mar - La conquista dell'Abruzzo da parte del centrodestra e' iniziata l'anno scorso con Gianni
Chiodi. In precedenza c'era Ottaviano Del Turco, uomo forte della sinistra, alla guida della Regione. Prima di essere
travolto dallo scandalo ''Sanitopoli'' e del ritorno anticipato al voto per la poltrona di Governatore, l'Abruzzo era un
monocolore rosso. Del Turco alla Regione, Stefania Pezzopane alla Provincia dell'Aquila, Massimo Cialente al Comune
dell'Aquila e poi Luciano D'Alfonso al Comune di Pescara e Francesco Ricci in quello di Chieti, solo per citare le realta'
piu' importanti. Il premier Silvio Berlusconi, nell'ultimo periodo, ha investito molto in termini di impegno, presenza,
popolarita'. Chiodi, ex sindaco di Teramo, pura espressione politica del centrodestra, oltre alla guida della Regione, e'
diventato Commissario per il Piano di rientro del debito sanitario e Commissario delegato per la ricostruzione post
terremoto. A seguire, a Pescara e' arrivato un altro azzurro, Luigi Albore Mascia, a Teramo Maurizio Brucchi ed oggi, i
responsi delle urne, danno Antonio Del Corvo neo presidente della Provincia dell'Aquila e Umberto Di Primio (anche lui
candidato del Pdl) alla guida del Comune di Chieti, con uno scarto ragguardevole sull'uscente Ricci. Il centrodestra ha
espugnato anche molti Comuni piu' piccoli che, in questa tornata elettorale, hanno rinnovato Sindaco e Consiglio. Al
momento, L'Aquila con Cialente e' l'espressione piu' importante del centrosinistra.
Ma c'e' chi scommette che Berlusconi stia gia' ''selezionando'' un uomo carismatico e di spessore da contrapporre a
Cialente alle prossime elezioni comunali.
L'impegno per chiunque, al capoluogo di regione sara' immenso: c'e' una citta' semidistrutta dal sisma da liberare da
quintali di macerie e da ricostruire, c'e' un patrimonio storico culturale da recuperare, c'e' un tessuto socio economico da
far ripartire. Impegni veri e seri, non solo argomenti da campagna elettorale.
iso/mcc/alf
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Data:
30-03-2010
Il Giornale.it
In arrivo ancora piogge e burrasca
articolo di martedì 30 marzo 2010
di Redazione
Dopo i raggi di sole che hanno illuso nel week-end, facendo pensare che la primavera fosse finalmente arrivata, il
maltempo non dà tregua. Dopo gli scrosci di ieri, anche per oggi sono previste piogge in progressiva estensione a tutta la
Liguria e venti di burrasca che soffieranno a 70-80 chilometri orari, con punte di raffiche di tempesta anche oltre i 100
all'ora.
Sulla costa spezzina non si escludono nemmeno mareggiate notturne. Domani, poi, i venti continueranno a soffiare da
Libeccio e il centro meteo-idrologico di Protezione Civile della Regione Liguria prevede nuove burrasche.
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Data:
30-03-2010
Italia Oggi
L'Aquila, la rete delle professioni
A un anno dal terremoto del 6 aprile 2009 ecco il resoconto dei gesti di solidarietà più significativi
Quasi 3 mln di euro per i soccorsi ai colleghi colpiti dal sisma
Almeno 2,7 milioni di euro. È la somma che gli ordini delle principali categorie professionali hanno raccolto a un anno
dal terremoto all'Aquila del 6 aprile 2009. Uno cifra ingente, a cui si accompagna l'impegno di centinaia di persone che
hanno lottato e lottano per uscire dall'emergenza. Il nostro viaggio alla scoperta di come i professionisti aquilani abbiano
affrontato l'evento comincia dai dottori commercialisti: a novembre 426.000 euro dei quasi 431.000 derivanti dalla
sottoscrizione «Commercialisti per l'Abruzzo» sono stati assegnati a 142 professionisti (ad ognuno 3.000 euro), a
conclusione di uno «sforzo», sostiene Claudio Siciliotti, presidente del Cndcec, «messo in campo dal Consiglio nazionale
per aiutare i colleghi così provati dagli effetti catastrofici del sisma». Pesantemente lesionata la vecchia sede dell'ordine,
«grazie a una casetta in legno di 70 metri quadrati, aperta a luglio», dichiara a ItaliaOggi Vincenzo Merlini, presidente
della federazione degli Odcec d'Abruzzo, «i lavori sono ripresi immediatamente». Il Consiglio nazionale «ha nominato
una task force per soccorrere i professionisti (276 comprendendo i “cugini” ragionieri), nella consapevolezza che già
all'Aquila c'era una certa diseconomia e che dal 6 aprile molti hanno perduto una considerevole quota di lavoro». A
rendere, invece, omaggio al coraggio degli avvocati aquilani ci ha pensato il ministro della Giustizia Angelino Alfano il
10 marzo, in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario del Consiglio nazionale forense. Parole che hanno colpito
Antonello Carbonara, presidente dell'ordine degli avvocati dell'Aquila, che indica come «grazie agli interventi degli
organi istituzionali (Consiglio nazionale, Cassa di previdenza, Organismo unitario dell'avvocatura e Consigli degli ordini)
e delle associazioni abbiamo avuto fondi per circa 800.000 euro». È stata costruita la nuova sede dell'ordine nella struttura
giudiziaria di Bazzano (180.000), è stato versato un contributo alle famiglie dei tre avvocati deceduti a causa del sisma e a
quelli che hanno perduto parenti stretti, c'è stato un sostegno a beneficio dei colleghi non iscritti alla Cassa e altri soldi per
i praticanti. È stato stipulato un accordo con la casa editrice Giuffrè per fornire agli avvocati i codici a spese del
Consiglio, e sono in corso trattative con la Cassa per la concessione di mutui agevolati per edificare studi e abitazioni e
comprare arredi e computer finiti sotto le macerie. Cospicue risorse sono arrivate dal Consiglio nazionale del notariato
con «Notai per l'Aquila»: a novembre sono stati consegnati al rettore dell'università Ferdinando di Iorio 270.000 euro per
realizzare un'opera edilizia. Il presidente nazionale Paolo Piccoli, tenuto conto che tutti gli studi erano inagibili, ha preso
l'impegno, mantenuto il 25 novembre, di realizzare la «casa dei notai», un'area in cui localizzare professionisti e archivio
notarile. Soddisfatto Antonio Battaglia, presidente dei distretti riuniti dell'Aquila, Sulmona e Avezzano, poiché «l'intera
categoria ha dimostrato, in un momento di particolare bisogno, compattezza e solidarietà». Soldi (200.000 euro, ma la
sottoscrizione è ancora attiva) e computer portatili (prima 25, poi altri 20 e, in seguito, pc fissi, stampanti donati dai
colleghi brianzoli) per far proseguire l'impegno dei consulenti del lavoro. Sono i primi frutti dell'impegno del Consiglio
nazionale e di quello provinciale dell'Aquila, come ricorda il presidente dell'organismo locale, Giuseppe Liberatore.Dalle
professioni economico-giuridiche a quelle tecniche, il valore della solidarietà continua a trionfare. Partiamo dagli
architetti che, insieme agli ingegneri, sono parte attiva della ricostruzione. «Grazie a un'intesa con la Protezione civile»,
dice Matteo Capuani, componente del consiglio nazionale dell'ordine, «abbiamo realizzato corsi di formazione, per far sì
che circa 1.000 professionisti, in 300 squadre che hanno operato con turni settimanali in sei mesi (a partire da aprile),
potessero effettuare le rilevazioni sull'intero patrimonio edilizio». Una sovvenzione partita dall'organismo nazionale ha
permesso di destinare quasi 150.000 euro ai circa 80 architetti rimasti senza uno studio e senza un tetto sulla testa.
Attraverso una sottoscrizione, invece, ne sono stati reperiti altri 150.000. Nelle aree messe in ginocchio dalle scosse sono
arrivati 1.200 ingegneri, tutti volontari. Il presidente del Consiglio nazionale Gianni Rolando riferisce che l'obiettivo era
mettere in campo «300 specialisti, ma il contributo è quadruplicato e abbiamo nella banca dati ben 7.000 dichiarazioni di
disponibilità», oltre il 3% della categoria, che conta 220.000 iscritti (all'Aquila 2.200). L'organismo nazionale ha raccolto
110.000 euro, e a dicembre sono stati consegnati attestati di ringraziamento ad oltre 1.000 professionisti. L'Eppi, l'ente
previdenziale dei periti industriali, ha erogato un bonus di 5.000 euro per tutti i professionisti dei comuni colpiti dal sisma
(ne hanno beneficiato in 28). Pochi giorni fa è stata approvata un'indennità pari al 40% del reddito medio nel 2005-2007,
moltiplicato per 6/12 (il numero dei mesi successivi all'evento, luglio-dicembre 2009). Il Consiglio nazionale dei dottori
agronomi e forestali, attraverso la cassa di previdenza (Epap), ha dato il via una raccolta di fondi e ad oggi sono stati
arrivati 75.000 euro. La categoria si è impegnata nel ripristino delle aree verdi e nel censimento dei danni nei territori
rurali. Per il presidente nazionale, Andrea Sisti, «il sisma ha paralizzato le attività dei liberi professionisti, a cui mancano i
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Data:
30-03-2010
Italia Oggi
L'Aquila, la rete delle professioni
più semplici strumenti di lavoro» (la riattivazione delle linee telefoniche non è stato completata, ndr). Fra le iniziative, il
mutuo Epap per l'attivazione della professione senza limiti di età (secondo la prassi, invece, c'è il tetto dei 40 anni) al
tasso del 2%. «Il peggio è passato», ai camici bianchi (2.700 nell'area colpita dal terremoto, compresi gli odontoiatri, di
cui 1.200 hanno subito danni e uno è deceduto) la forza d'animo non è venuta meno, dice Maurizio Ortu, presidente
dell'ordine locale. Gli ospedalieri, avendo uno stipendio, stanno meglio dei colleghi che svolgono l'attività privata: il
numero dei pazienti si è ridotto e in molti studi non è possibile effettuare visite. La Federazione nazionale degli ordini dei
medici e gli ordini provinciali hanno messo da parte risorse per circa 380.000 euro per realizzare un ambulatorio che
contribuisca alla rinascita della rete dei servizi sanitari. Attraverso una sottoscrizione, la Federazione nazionale degli
ordini dei veterinari ha racimolato 142.000 euro per soccorrere i quaranta colleghi (sui 141 iscritti all'Aquila e provincia)
che hanno subito danni. Giuseppe Aseleti, che guida l'ordine aquilano, parla della «perdita del 40%-50% del reddito». Il
denaro raccolto è stato così distribuito: 3.748 euro a ventuno liberi professionisti in difficoltà, altri 2.748 ad altri due
colleghi, 800 ai veterinari dipendenti. «C'è stato, poi», continua, «un mecenate di Milano che ne ha elargiti 30.000
chiedendo che fossero usati per l'assistenza zooiatrica. Insieme a una associazione di categoria, l'Anvi, abbiamo realizzato
una convenzione con i liberi professionisti per la sterilizzazione a costi ridotti dei gatti dei residenti a basso reddito nelle
aree terremotate». In una regione con una forte vocazione pastorizia come l'Abruzzo, Aseleti sottolinea come «i veterinari
hanno garantito l'assistenza agli animali da reddito e da compagnia, anche in alloggi di fortuna».
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Data:
29-03-2010
JulieNews.it
Si inaugura mostra su Pompei e il Vesuvio
29/03/2010, ore 15:14
di: Redazione
Pompei e il Vesuvio, Pompei e i suoi scavi tra scienza e mito: la storia e le suggestioni di un sito unico al mondo raccolte
in una mostra laboratorio che si propone come la miglior introduzione alla scoperta di un sito archeologico visitato ogni
anno, da oltre due milioni di persone.
La mostra, che apre al pubblico il 30 marzo ore 11, fino al 1 agosto, è stata concepita con un duplice intento, e in futuro si
trasformerà infatti in un punto informativo stabile. Da un lato, attraverso una pluralità di supporti visivi, exibit scientifici,
manufatti e reperti archeologici, presentare e approfondire tematiche connesse con la storia di Pompei e l'evoluzione degli
scavi; dall'altro lato sensibilizzare e diffondere, attraverso moderne tecnologie, una cultura della prevenzione del rischio
vulcanico, un rischio la cui incidenza in tutto il territorio del Golfo di Napoli è elevatissima.
'Questa mostra è molto di più di una iniziativa didattica. - spiega Marcello Fiori, commissario delegato dell'area
archeologica - Mancava infatti un percorso di conoscenza che potesse introdurre i giovani e non solo alla visita degli
scavi di Pompei e al suo rapporto storico con il Vesuvio. Pompei è il ricordo di una tragedia che per noi è divenuta
opportunità unica di saperi, ma il legame con il territorio e con i suoi rischi non va mai dimenticato. L'obiettivo è di far
crescere sempre più questa esperienza rendendola parte integrante della visita''.
Cinque le sezioni in cui si divide il percorso espositivo. Il Vesuvio la cui eruzione fu causa della fine di Pompei; alla
fama mondiale di questo vulcano è dedicata la prima sezione, in cui saranno esposte suggestive riproduzioni, antichi
documenti d'archivio, campioni di rocce, nonché filmati e fotografie delle più devastanti eruzioni. A seguire, "L'ultimo
giorno di Pompei", sezione dedicata ad una narrazione storica, scientifica, letteraria, visiva e virtuale che ricostruisce gli
ultimi istanti della città in quel fatidico 79 d.C. Il percorso prosegue dando ampio spazio alla storia degli scavi, 250 anni
di ricerche, che hanno condotto al rinvenimento delle antiche vestigia sepolte. La sezione affronta le diverse fasi che
hanno portato al disvelamento dell'antica città: dalle prime campagne di scavo volute da Carlo di Borbone nel 1748, fino
alle ultime campagne di scavo attuate con criteri sempre più rivolti alla conservazione. A chiudere il percorso il punto
informativo, nel quale il visitatore può personalizzare la sua esperienza all'interno dell'area archeologica, creare il proprio
itinerario di visita e scoprire le nuove iniziative per godersi il meraviglioso spettacolo della città, in piena autonomia.
Infine, un'ultima grande sezione è dedicata al "Laboratorio di esperienze", una vasta area in cui sono allestiti macchinari e
supporti didattici, tra cui una speciale tavola sismica "vibrante" in grado di simulare il terremoto e gli effetti dei diversi
fenomeni naturali, utili a sensibilizzare i cittadini a questi temi.
A tali strutture si accompagnano contributi audiovisivi e l'esposizione delle principali attrezzature e tecnologie
attualmente in uso per la prevenzione del rischio vulcanico, il tutto a garantire la più aggiornata conoscenza del rischio e
delle migliori strategie in uso per mitigarne gli effetti distruttivi.
La mostra è organizzato dal Commissario Delegato, Marcello Fiori, dalla Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici
di Napoli e Pompei e dalla Provincia di Napoli, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile -, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'Osservatorio Vesuviano.
Collaboratori ufficiali: Cinecittà Luce e Raiteche.
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11
Data:
30-03-2010
Leggo
Una vittoria netta, con oltre il 50% delle preferenze. Il terremoto di un anno
fa ha influito sulle ...
Una vittoria netta, con oltre il 50% delle preferenze. Il terremoto di un anno fa ha influito sulle votazioni per la Provincia
dell'Aquila - rinviate di un anno proprio a causa del sisma che il 6 aprile scorso sconvolse la città - e che ora vedono
vincitore Antonio del Corvo (Pdl), sulla presidente uscente, Stefania Pezzopane. Le oltre 20 visite del premier, Silvio
Berlusconi, per le attività svolte dopo il sisma (anche se mai in periodo elettorale), possono avere lasciato traccia in un
risultato che dovrebbe portare alla Provincia un consigliere regionale della Marsica.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
12
Data:
Il Manifesto
30-03-2010
Suona avanti pop. Segni di resistenza dopo il terremoto
L'AQUILA
Flaviano De Luca
Il camioncino rosso va in aiuto del popolo delle carriole. Le macerie del terremoto s'incontrano con le macerie della
democrazia che sono il precariato, lo sfruttamento, la disoccupazione. Il furgoncino dei Têtes des Bois - quello di Avanti
Pop, che ha girato tutta l'Italia, da nord a sud, nei luoghi di lavoro, alla ricerca di storie di dignità calpestata, di lotta,
ingiustizia e riscatto - arriva nel capoluogo abruzzese, a un anno dal sisma che ha sfigurato una storica bellissima città e
distrutto la vita quotidiana dei suoi abitanti. Su invito della Fillea, la categoria degli edili della Cgil, che ha scelto di aprire
il proprio Congresso Nazionale nella città abruzzese, mettendo a disposizione della comunità locale una tenda da circo,
dal 31 marzo al 9 aprile nella piazza antistante la basilica di Santa Maria di Collemaggio e promuovendo una serata evento - dedicata a L'Aquila ed alla sua gente.
I Têtes de Bois e tanti artisti hanno risposto all'appello della Fillea Cgil, e saranno domani 31 marzo nella tenda di
Collemaggio (inizio spettacolo alle ore 21.30, ingresso libero) per portare un segno di leggerezza, un segno di lavoro, di
una marginalità che è ricchezza e differenza, un sorriso per i più piccoli, un tracciante di fantasia, artisti e pubblico si
stringeranno per vivere un momento di intimità e condivisione. Ci saranno le lettere dei bambini, le storie dei lavoratori,
le parole dei genitori degli studenti, i visi degli stranieri. Cercheranno di raccontare la tragedia e la speranza con le parole
degli aquilani, di tutti quelli che non si rassegnano «alle parole ufficiali», di coloro che hanno deciso di darsi da fare, a
cominciare dalle carriole e dal centro storico. Ci sarà il cartoonist Sergio Staino, l'inventore di Bobo, a disegnare, l'artista
multimediale Licio Esposito a colorare.
A suonare e cantare, a leggere Mario Monicelli, Daniele Silvestri, Paola Turci, Nada, Dario Vergassola, Carlo Muratori,
Alberto Patrucco (che recentemente ha pubblicato l'album Chi non la pensa come noi, entusiasmante adattamento italiano
di famosi successi di Brassens), e i Têtes de Bois che si sono prodigati per organizzare una serata diversa da offrire agli
abitanti. «L'inverno è alla fine, le macerie i cittadini se le stanno portando via da sole. Noi siamo con loro. Ascoltare e
dedicare tempo è quello che possiamo fare. Scena aperta. Alla città». Avanti Pop alla riscoop, bandiera rock, bandiera
rock.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
13
Data:
30-03-2010
Il Manifesto
L'Aquila Del Corvo, sisma nelle urne
PROVINCIA La Marsica tradisce la presidente uscente Pezzopane
Eleonora Martini
Per i cittadini dell'Aquila è come un secondo terremoto. Ironia della sorte, quasi esattamente un anno dopo quello che ha
ridotto in macerie la loro amata città. L'onda sismica però questa volta non è partita dalle profondità della terra ma dalla
periferia della Provincia, come molti temevano: dai comuni del cratere sismico limitrofi al capoluogo abruzzese e dalla
Marsica, in primo luogo.
È lì che un signor nessuno come Antonio Del Corvo - schierato dal centrodestra a sfidare la presidente uscente del Pd
Stefania Pezzopane solo perché pupillo e vice del potente coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, sindaco uscente
e probabilmente riconfermato di Celano, florida cittadina marsicana - ha fatto il pieno di voti. E senza neppure far
scomodare il Cavaliere che - guardandosi bene dal mettere piede di nuovo in Abruzzo - si è solo fatto vivo un paio di
volte per telefono nei comizi clou ad Avezzano e a Sulmona. Solo all'Aquila città, soprattutto nei collegi del centro
storico, la presidente della Provincia più popolare d'Italia, secondo una recente statistica del Sole24Ore, ha vinto
nettamente. Laddove le piaghe ancora putride di una città smentiscono la sfacciata menzogna del «miracolo
berlusconiano», un'aquilana doc come Stefania Pezzopane ha convinto la stragrande maggioranza dei suoi concittadini (il
58,53% contro il 40,96%, con 59 sezioni scrutinate su 81). Stavolta, però, a differenza di quando venne eletta nel 2004, è
stata tradita dai cugini marsicani sedotti da un centrodestra che ha puntato quasi tutto sull'identità territoriale, con toni
campanilisti da far impallidire il senatur. E da alcuni comuni del cratere sismico i cui sindaci erano stati sapientemente
inseriti nelle liste del Pdl.
Quando ad essere scrutinate sono 356 sezioni su 415, Pezzopane si ferma a 65.145 voti, il 46,16% dei 278.937 aventi
diritto. Del Corvo invece ne ottiene 74.324, il 52,66%. A fare la differenza sono anche le preferenze ottenute dalla «Lista
locale» di Mahmoud Srour, detto Mimmo, siriano di nascita e centrista d'ispirazione, ex assessore ai lavori pubblici
regionale nella giunta Del Turco e sindaco di San Eusanio Forconese che dopo aver corso inutilmente per il centrosinistra
nelle regionali del 2008, ha cambiato schieramento costruendosi una lista in suo nome che ha regalato ieri al Pdl almeno
4.500 voti. Si consolida così in Abruzzo un trend da molti anni positivo per il centrodestra. Nella Marsica, poi, alcune
roccaforti storiche del Pci-Pds-Ds sono questa volta miseramente crollate: Luco, Pescina (la città natale di Ignazio
Silone), ma anche Collelongo, madre patria di Del Turco e feudo socialista, sono passate nell'altro campo politico. Nel
capoluogo, Avezzano, dove risiede un terzo di tutto l'elettorato marsicano, il centrodestra ha schierato Armando Floris,
figlio del sindaco aennino, convincendo così quella compagine del Pdl non proprio entusiasta del "democristiano" Del
Corvo.
Eppure, malgrado le mille difficoltà di una popolazione allo stremo, sfollata e dispersa su tutto il territorio regionale, tra i
mille intoppi burocratici e logistici, gli aquilani terremotati avevano tentato di rispondere al meglio alla chiamata alle
urne. Al contrario di quanto temuto, l'astensionismo è rimasto contenuto: all'Aquila città l'affluenza si è fermata al 59,48%
contro il 72,68% delle provinciali del 2004. Su 61.363 aventi diritto, hanno votato 36.501 aquilani. Pochi, ma tanti se si
pensa che almeno 8 mila persone vivono ancora negli hotel sulla costa e circa 27 mila alloggiano in case di amici o in
affitto, distanti dalla loro solita residenza. Diversa la prospettiva se si analizza il voto su tutta la Provincia: alle urne è
andato il 64,62% degli aventi diritto (ad Avezzano ha votato il 61,98%, a Sulmona il 58,44%), meno che nelle provinciali
del 2004 quando l'affluenza fu del 72,64%. Ma, quasi in controtendenza rispetto al resto d'Italia, più che alle elezioni
regionali del 2008 quando andarono a votare il 53,54% degli aventi diritto.
Da oggi, dunque, il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente rimarrà l'unico esponente del centrosinistra nell'Abruzzo
terremotato e amministrato dal governatore Chiodi e dal neo eletto presidente della provincia Antonio Del Corvo, dottore
commercialista, classe 1959.
Alle 20,20 di ieri sera nella sede del comitato pro Pezzopane a Coppito, arriva la presidente uscente accolta da un lungo
applauso. Sono in molti ad attenderla, tra l'attonito e il depresso e aspettano che lei parli. La «pasionaria» che ha cavalcato
le passerelle dei grandi del G8 parla. E ammette la sconfitta.46,2 52,7
DEL CORVO (PDL)
Il candidato di Celano del centrodestra è saldamente in vantaggio. A 356 sezioni su 415 è in vantaggio di oltre 9mila voti.
PEZZOPANE (PD)
La presidente uscente Stefania Pezzopane, aquilana doc e in prima linea dopo il sisma alle 22.30 si ferma al 46,2%.
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NAZIONALE
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14
Data:
30-03-2010
Il Manifesto
Chiaiano TOLLERANZA ZERO
altra italia A due anni dalle proteste contro l'apertura della discarica, tre militanti del centro sociale Insurgencia e due
esponenti dei comitati finiscono in carcere. «Ma le vittime siamo noi, in decine feriti per le cariche della polizia». Tra loro
anche un giornalista del Tg3
SPAZZA-TOUR A Cava Vitiello si svela il bluff di Bertolaso
Cecilia Anesi
Giulio Rubino
Gli scandali che hanno colpito Guido Bertolaso non per tutti sono stati una sorpresa. Specialmente in Campania, dove il
capo della protezione civile era già indagato nell'inchiesta denominata "Rompiballe", la cittadinanza ha guardato con
sconcerto ai controversi provvedimenti da lui voluti per risolvere l'emergenza rifiuti. Discariche nei parchi nazionali,
inceneritori che funzionano ancora solo parzialmente, siti di stoccaggio "temporaneo" di rifiuti che prendono fuoco con
regolarità. Molte di queste discariche sono state costruite addirittura sopra vecchi siti di sversamento abusivo, e mai una
bonifica, mai un sito di compostaggio funzionante, mai un dialogo costruttivo con la popolazione spaventata dall'aumento
di tumori e malattie croniche.
La stessa confusione attorno alla data della fine dell'emergenza rifiuti desta stupore. Bertolaso ne dichiara la fine il 18
dicembre 2009, mentre la legge 123/2008 sancisce il termine ufficiale dello stato emergenziale per il 31 dicembre 2009, e
Berlusconi la dichiarava terminata già a luglio 2008 dando il bentornato a Napoli fra i paesi occidentali. La situazione è
regolata adesso da un decreto e gradualmente la gestione dovrebbe passare dalle mani del Commissariato a quelle della
Regione e delle Province. Ma basta alzare un telefono e chiamare l'Osservatorio Provinciale Rifiuti di Napoli chiedendo
dei semplici dati sulle discariche per capire in che stato di caos versino ancora le istituzioni locali in materia. L'emergenza
aveva permesso al governo di derogare alle normative nazionali ed europee in materia di rifiuti. Grazie a questo è stato
possibile creare la discarica di Terzigno, all'interno del Parco Nazionale del Vesuvio, e di farla diventare un enorme
sversatoio di rifiuti solidi urbani e rifiuti pericolosi.
Subito prima che lo stato emergenziale finisse, Bertolaso convocò per il 30 dicembre 2009 una conferenza di servizi. Qui
venne discussa l'apertura di una nuova discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio, in località Cava Vitiello, che dovrebbe
coprire uno spazio cinque volte maggiore a quello coperto dall'attuale discarica. La conferenza raccolse una maggioranza
di pareri contrari, inclusi quelli dei tre sindaci di Boscoreale, Boscotrecase e Trecase e del Commissario di Terzigno.
Venne detto però che il Commissariato all'emergenza rifiuti, e dunque il governo italiano, si riserverà la possibilità di
aprire comunque la discarica qualora lo dovesse ritenere necessario. Infatti l'8 febbraio 2010 ai quattro comuni vesuviani è
arrivata la comunicazione che annuncia le volontà del Consiglio dei ministri: via libera alla nuova discarica.
Anche questa dovrebbe ospitare, da decreto, un bel mix di rifiuti urbani e tossici. Ma non si capisce come verrà
giustificata l'ulteriore deroga alle normative europee, adesso che l'emergenza non c'è più. La puzza di decomposizione
causata dalla discarica esistente è già tale che le persone non riescono a sostare nelle piazze dei quattro paesi ed è difficile
immaginare lo scorrere di una vita normale in un futuro ornato da due mega-discariche affiancate l'una a l'altra. Ma lo
scempio di questa regione non si ferma purtroppo alle falde del Vesuvio, ricordando la Leonia di Calvino: una città
discarica che straripa e si allarga in una miriade di minidiscariche abusive sull'orizzonte interrotto solo da mostri di
cemento.
L'emergenza è ormai parte del paesaggio. Le intercettazioni dell'inchiesta Rompiballe sollevano seri dubbi sulla qualità
degli interventi di Bertolaso in Campania: «Tu fai tutto quello che può essere utile, che può servire. Io ho un obiettivo
preciso: sputtanare i tecnici del ministero dell'Ambiente», dice a Marta Di Gennaro in una conversazione telefonica del 17
maggio 2007. E ancora, parlando della discarica di Terzigno, la Di Gennaro spiega: «Noi stiamo parlando di una discarica
da truccare e voi ci dovete aiutare». Ci si potrebbe aspettare che simili informazioni, una volta pubbliche, possano avere
serie conseguenze sul commissariato, eppure l'ex sottosegretariato all'emergenza si è saputo muovere fra le proteste e le
polemiche che hanno accompagnato il suo mandato in Campania gestendo bene anche gli aspetti mediatici della
questione. Il 18 novembre 2009 Bertolaso ha organizzato uno "spazza-tour" per giornalisti scelti: il giro turistico è durato
una mezza giornata, dalle 11 alle 15.30. I giornalisti non sono stati portati a Maruzzella 1, 2 e 3, che distano neppure un
chilometro da Ferrandelle. Non sono stati accompagnati a filmare e fotografare Maruzzella 3, dove i gabbiani a centinaia
oscurano il cielo. Maruzzella 2, in particolare, era un sito di stoccaggio di ecoballe. Oggi è difficile riconoscerle: le
coperture sono stralciate, e solo in alcuni punti si può intuire che una volta quella massa informe era composta da balle
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NAZIONALE
Pag.
15
Data:
30-03-2010
Il Manifesto
Chiaiano TOLLERANZA ZERO
sigillate. Ai giornalisti non è stata neppure fatta vedere la devastazione dei Regi Lagni, dove ogni giorno avvengono
sversamenti di rifiuti tossici e speciali, nella piena impunità. Non sono stati portati a Sant'Arcangelo Trimonte, in
provincia di Benevento, non sono stati portati a Pustarza, in provincia di Avellino, dove tra campi di grano e ulivi secolari
sono state costruite delle enormi montagne nere. In una giornata di vento forte i teli si alzano, volano, e svelano cosa ci sta
sotto. Monnezza. Cascate di percolato fuoriescono dai buchi nelle vasche di raccolta e si perdono nei campi. La puzza, di
nuovo, è un incubo che ti accompagna tutto il giorno, anche dopo che rientri a casa, anche dopo la doccia. Sono questi
fatti che costringono a domandarsi: è così che si risolve un'emergenza rifiuti? Spostando l'immondizia dalla città alle
campagne? Inquinando i terreni che ci permettono di vivere?
Ammettiamo per un attimo che fosse stato davvero necessario richiedere questo sforzo alla natura e che adesso davvero si
fosse risolto tutto. Perché allora si decide di aprire un altro ecomostro a Terzigno? Quali rifiuti devono finirci? Se
l'emergenza è risolta, gli impianti Stir (ex-cdr) funzionano e la raccolta differenziata ha preso piede, se l'inceneritore
termovalorizza e Bertolaso è il nostro eroe, allora a cosa serve un'altra mega-discarica? Forse le cose non stanno
esattamente così. La Cava Vitiello va aperta, e va aperta anche un'altra mega-discarica a Campagna, nella valle del Sele.
Anche a costo di andare contro tutti, parchi naturali, oasi Wwf e sindaci compresi. Perché? Perché gli affari sono affari, e
la monnezza è oro.
* Documentaristi, su www.wasteemergency.com la piattaforma web che ospita il progetto per un documentario sulle
emergenze rifiuti in Italia
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NAZIONALE
Pag.
16
Data:
Il Manifesto
30-03-2010
E nella città terremotata edili Cgil a congresso
IL SINDACATO
Una scelta simbolica, quella degli edili Cgil - la Fillea - che tengono il Congresso nazionale all'Aquila (oggi) e a
Montesilvano (domani e dopodomani). Aprirà il congresso il segretario Walter Schiavella, ma parleranno anche
Guglielmo Epifani,
il prefetto e il sindaco dell'Aquila, il presidente dei costruttori Ance e il comitato 3e32, che rappresenta la società civile
aquilana. Domani sera, al tendone di Piazza Collemaggio a L'Aquila, concerto di parole e musica con Sergio Staino, Licio
Esposito, Daniele Silvestri, Paola Turci, Nada, Carlo Muratori, il gruppo Tetes de Bois, Alberto Patrucco
e Dario Vergassola.
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NAZIONALE
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17
Data:
30-03-2010
Il Messaggero
MOSCA - Linea rossa, allarme rosso, e Mosca si sveglia all'alba di nuovo
nella paura. S...
Martedì 30 Marzo 2010
Chiudi
di LUCIA SGUEGLIA
MOSCA - Linea rossa, allarme rosso, e Mosca si sveglia all'alba di nuovo nella paura. Si consuma nello spazio di tre
quarti d'ora, la tragedia che riporta la capitale russa indietro di 6 anni, nell'incubo terrorismo che credeva seppellito. Sulla
linea di metropolitana 1, la prima inaugurata dai sovietici, intitolata a Lenin. Ogni giorno nelle viscere della città
viaggiano 9 milioni di passeggeri. 500mila alle 07.57 di ieri (ora locale), quando la prima esplosione squarcia la stazione
Lubianka, in pieno centro, a due passi dal Cremlino. 40 minuti dopo tocca a Park Kulturi, ancora linea rossa. Almeno 38
vittime, da 60 a 100 feriti, alcuni gravi. Due luoghi nevralgici del traffico cittadino all'ora di punta, ma soprattutto due
luoghi simbolo del potere russo. A Park Kultury c'è il ministero degli Interni della Federazione. Alla Lubianka, la sede
storica dei servizi segreti russi, l'ex Kgb, culla di Vladimir Putin. Uno schiaffo in faccia al potere dei suoi 007, oggi forte
come mai in Russia. Il panico si scatena proprio qui. Ma l'obiettivo è mantenere la calma. Il traffico non viene interrotto
sulla piazza, aperte le stazioni del metro vicine. Un elicottero plana sotto le finestre degli 007, decine di uomini della
protezione civile arrivano per i soccorsi, piazzano una grande tenda militare all'imbocco del sottopassaggio che dalla
fermata conduce al centro della piazza: c'è ancora gente lì sotto? Portati via subito i feriti, ma una donna si slancia verso
l'ingresso del metrò: Dov'è mia figlia? Ambulanze, sirene, polizia, pompieri e agenti antisommossa, decine e decine.
Le autorità insolitamente si concedono ai giornalisti, piccoli briefing di aggiornamento. Ma lo sguardo degli 007, il
bersaglio ormai chiaro dei due attentati, incombe dall'alto. Tra i passanti c'è chi piange, ma niente folle di curiosi a far foto
col cellulare, è la Russia. L'edicolante sulla piazza ha paura di prendere il metro, c'è chi maledice i “ceceni” e chi come
Natalia, 60 anni, da Pietroburgo turista con la nipote al braccio, si chiede se il potere non abbia colpe: «Credo che
qualcosa nella nostra politica non vada per niente bene. Ci sono attentati da 10 anni, nel Caucaso si spara ancora,
probabilmente qualcosa non è risolto». In giornata si precisano i dettagli. Due donne kamikaze, una avrebbe meno di 20
anni, capelli neri, con loro forse due complici, due donne di aspetto “slavo” e un uomo, di lui esiste già un identikit.
Mandanti? Lo sguardo è rivolto tutto al Caucaso, la pista del terrorismo ribelle, non più indipendentista ma sempre più
insofferente al potere centrale. Il premier Putin lo addita feroce: «Li annienteremo tutti». Quello schiaffo è soprattutto per
lui, l'ex 007 piu noto del Paese, tornato di corsa dalla Siberia, alfiere della “normalizzazione” in Caucaso a mezzo
repressione. Prova a distaccarsene Dmitri Medvedev, il presidente che ieri ha posato fiori sul luogo delle esplosioni come
decine di moscoviti: «Sono semplicemente bestie, e cio che fanno è un delitto secondo qualsiasi legge e morale. Non ho
dubbi che li troveremo e uccideremo», ma aggiunge un appello al rispetto dei diritti dei cittadini nella “caccia al
terrorista”. Qualcosa che da Putin non sentiremo mai.
RIPRODUZIONE RISERVATA
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NAZIONALE
Pag.
18
Data:
30-03-2010
La Repubblica
placido rilegge fontamara "lì dove la terra trema" - sara chiappori
Pagina XXI - Milano
Teatro
Placido rilegge Fontamara "Lì dove la terra trema"
L´attore e regista è la voce recitante di uno spettacolo tratto dal romanzo di Silone: "Un autore che sul terremoto scrisse
cose attualissime"
SARA CHIAPPORI
Nel 1980 Michele Placido era già stato Berardo Viola nel film di Carlo Lizzani. A 30 anni di distanza torna a Fontamara
con uno spettacolo accanto a 11 giovani attori. Il risultato è I fatti di Fontamara, affresco a più voci ispirato al romanzo di
Ignazio Silone in cui è la voce narrante che segue le vicende di miseria e tragico riscatto dei cafoni di un villaggio
contadino della Marsica.
Di nuovo Fontamara. Come mai?
«È stato proprio grazie a Repubblica che mi chiese un reportage dall´Abruzzo. Arrivando in quei luoghi devastati è stato
inevitabile ripensare a Fontamara e inventarmi uno spettacolo da portare nelle tendopoli, come poi abbiamo fatto durante
l´estate. Silone era abruzzese e anche lui visse l´orrore di un terremoto, quello di Avezzano del 1915. In proposito ha
scritto cose di un´attualità feroce».
Per esempio?
«Tornando dopo anni sul luogo del disastro, trovò solo e ancora macerie. Lo dice bene in Uscite di sicurezza, quando
osserva che la vera disgrazia non è il terremoto, che è una calamità naturale. La vera disgrazia è la calamità degli uomini
che arrivano dopo, quelli che divorano le leggi per il loro tornaconto personale. Ricorda qualcosa, no?».
Qualche settimana fa era a Milano per le riprese del suo nuovo film, "Il fiore del male", su Vallanzasca.
«Ho girato soprattutto in esterni, Giambellino, Lambrate: ho trovato professionalità e spirito di collaborazione. Milano
sarebbe un grande polo cinematografico se ci investisse».
È vero che l´assessore Finazzer Flory aveva chiesto una parte?
«Si è fatto prendere dall´entusiasmo. Poi ha capito che non era il caso. Niente assessore nel film».
Argomento:
NAZIONALE
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19
Data:
30-03-2010
La Repubblica
brevi, schede e richiami 4.
U na mostra-laboratorio sugli Scavi di Pompei e su quanto il Vesuvio ha influito sulla loro storia. Un'esposizione, dal
titolo "Pompei e il Vesuvio. Scienza, conoscenza ed esperienza" è in programma all'interno degli Scavi (piazza
Anfiteatro) da oggi e fino ad agosto.
Cinque sezioni offerte al visitatore tra supporti visivi e multimediali, manufatti e reperti archeologici, per raccontare
prima gli effetti dell'eruzione che seppellì Pompei nel 79 d. C. e poi per dimostrare in tempi più recenti quanto sia
importante la cultura della prevenzione del rischio vulcanico. «Questa mostra è molto più di una iniziativa didattica spiega
Marcello Fiori, commissario delegato dell'area archeologica Mancava infatti un percorso di conoscenza che potesse
introdurre i giovani e non solo alla visita degli scavi di Pompei e al suo rapporto storico con il Vesuvio».
Il percorso espositivo parte dall'eruzione che seppellì Pompei. Attraverso riproduzioni, documenti d'archivio, campioni di
rocce, filmati e fotografie delle più devastanti eruzioni che hanno colpito la città nel corso dei secoli, si disegnerà un
itinerario nella furia distruttiva del vulcano. Il racconto de "L'ultimo giorno di Pompei" accompagna poi il visitatore alla
scoperta degli ultimi momenti di vita della città. Ne descrive la storia, la letteratura, la scienza, le arti, per poi raccontare il
silenzio del post-eruzione, dopo che la lava seppellisce la città. E poi le ricerche. Duecentocinquanta anni di scavi, che
hanno condotto al rinvenimento delle antiche vestigia. In mostra le fasi che hanno rivelato la città sepolta: le prime
campagne di scavo volute da Carlo di Borbone nel 1748 e le ultime ricerche degli archeologi, dove più che al
disvelamento si lavora alla conservazione dei preziosi reperti. È qui che il visitatore è invitato a partecipare,
personalizzando il suo itinerario di visita nell'area archeologica, all'interno di un punto informativo attrezzato.
Ultima sezione, il "Laboratorio di esperienze", area in cui sono sistemati macchinari e supporti didattici, in grado di
simulare i fenomeni naturali di cui si è parlato finora. Non solo. Ci sono anche contributi audiovisivi, in mostra le
attrezzature più utilizzate ancora oggi per la prevenzione del rischio vulcanico. Così può essere meglio compreso un
fenomeno di cui gli scienziati da anni studiano i meccanismi. E con gli elementi scientifici, sono illustrate anche le
migliori strategie per mitigare gli effetti distruttivi. La mostra è organizzata dal Commissario delegato, dalla
Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei e dalla Provincia, in collaborazione con il
dipartimento della Protezione civile, l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'Osservatorio vesuviano. Tutti i
giorni dalle 8.30 alle 19.30. Info 081 8575 347. Ingresso gratuito.
( tiziana cozzi)
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Data:
Il Riformista.it
30-03-2010
Elezioni/ La Provincia dell'Aquila va al centrodestra
Riformista.it, Il
""
Data: 30/03/2010
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martedì, 30 marzo 2010 ore 10:10
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Elezioni/ La Provincia dell'Aquila va al centrodestra
Del Corvo al 53,4%, Pezzopane al 45,3
Del Corvo al 53,4%, Pezzopane al 45,3
Roma, 30 mar. (Apcom) - La provincia dell'Aquila passa dal governo di centrosinistra a quello del centrodestra. Alla fine
dello scrutinio, il candidato del Pdl Antonio del Corvo si è aggiudicato la maggioranza assoluta con il 53,4% dei voti,
sconfiggendo l'attuale presidente in carica, Stefania Pezzopane, ferma al 45,3%. L'affluenza alle urne è aumentata del
10,95%: il 64,49% dei votanti si è recato alle urne per questa tornata elettorale, contro il 53,54% delle precedenti elezioni
regionali. Il dato è particolarmente significativo in quanto in moltissimi comuni della provincia, tra cui quello del
capoluogo, vi sono decine di migliaia di terremotati che vivono ancora lontano dai luoghi di residenza, aspetto che aveva
fatto temere un calo dei votanti. Nel comune dell'Aquila, il più colpito dal terremoto, l'affluenza è stata del 59,48 per
cento (hanno votato 36.501 elettori su 61.363 aventi diritto).
Gic
martedì, 30 marzo 2010
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Data:
Il Riformista.it
30-03-2010
Elezioni/ La Provincia dell'Aquila va al centrodestra
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Il Riformista.it
30-03-2010
Elezioni/ La Provincia dell'Aquila va al centrodestra
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accadde nell'89
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Registro Imprese, C.F., P. IVA: 06807831000 - R.E.A. di Roma 991815 - N° Albo Coop A175208
ISSN 1723-8080 - Il Nuovo Riformista, edizione online
1
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NAZIONALE
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23
Data:
Il Secolo XIX
30-03-2010
E l'aquila terremotatapremia il centrodestra
la provincia a del corvo
l'Aquila. Il centrodestra conquista la provincia dell'Aquila. La presidente uscente, Stefania Pezzopane (Pd), è stata
nettamente sconfitta da Antonio Del Corvo, consigliere regionale e candidato del Pdl. Del Corvo, appoggiato anche da
Lega e Udc, ha ottenuto circa il 53% dei voti contro il 45 della Pezzopane. Agli altri concorrenti, Di Nisio (Lega
Popolare), Scoccia (Pri), Neri (Forza Nuova)e Di Paolo (Partito comunista dei lavoratori), sono andate le briciole.
Un risultato a sorpresa ma non troppo, su cui ha sicuramente influito in maniera determinante il terremoto che ha colpito il
capoluogo abruzzese ormai un anno fa e tutto ciò che ne è seguito. Un risultato che premia l'attività per la ricostruzione
portata avanti dal governo Berlusconi e frustra l'impegno della Pezzopane, protagonista dell'attività di ricostruzione, di cui
è stata coordinatrice in tutti questi mesi. A luglio, durante il G8, aveva accompagnato alcuni leader, tra cui il presidente
Usa, Barack Obama, tra le rovine del centro storico dell'Aquila. Era stata eletta il 27 giugno 2004, dopo aver vinto il
ballottaggio con Berardino Franchi ottenendo il 59,6 per cento.
Tante le polemiche che hanno accompagnato la campagna elettorale, con scambi di accuse tra gli enti locali (Comune e
Provincia) amministrati dal centrosinistra e il governo Berlusconi.
Le elezioni erano state rinviate dopo il sisma del 6 aprile 2009. A giugno c'erano state le Europee e i seggi erano stati
organizzati anche nelle tende. Stavolta invece sono stati utilizzati i Musp (moduli a uso scolastico provvisorio) e anche
alcuni Map (moduli abitativi provvisori)
Dato in controtendenza rispetto al resto del Paese, l'affluenza alle urne nella provincia dell'Aquila è aumentata del
10,95%: 64,49 contro il 53,54 delle elezioni regionali del 2008: in quel caso a pesare fu lo scandalo legato ai problemi
giudiziari di Del Turco, costretto alle dimissioni. In parecchi comuni, tra cui quello del capoluogo, ci sono decine di
migliaia di terremotati che vivono ancora lontano dai luoghi di residenza, elemento che aveva fatto temere un calo dei
votanti.
Nel comune dell'Aquila, il più colpito dal terremoto, l'affluenza è stata del 59,48% (hanno votato 36.501 elettori su 61.363
aventi diritto).
R. P.
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24
Data:
30-03-2010
Il Secolo XIX
I Mille non trovano uno sponsor
deserto il bando del comune per legare il proprio nome al restauro del monumento di quarto
L'assessore Ranieri: «Non perdiamo l'ottimismo, a Venezia era successo col Carnevale»
vincenzo galianoNIENTE SPONSOR per il monumento di Quarto, che pure è tra i simboli ufficialmente riconosciuti dei
festeggiamenti per i 150 anni dell'unità d'Italia. Nessuna azienda ha risposto al bando del Comune per la ricerca di privati
disposti a contribuire al restauro dell'opera e dell'area circostante. Legando, in cambio, il proprio nome alle prestigiose
iniziative che accompagnano la ricorrenza. A cominciare dalla visita a Genova del presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, che il 5 maggio sarà presente a Quarto per l'inaugurazione del monumento, aprendo così solennemente le
celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia.
«Le gare per le sponsorizzazioni vanno sempre deserte, non solo a Genova», minimizza l'assessore alla Cultura, Andrea
Ranieri: «A Venezia nessuna azienda aveva partecipato al bando per il finanziamento del Carnevale, ma alla fine
l'amministrazione ha raccolto milioni di euro di sponsorizzazioni». E, secondo Ranieri, anche per Quarto sarebbero in
corso «contatti con aziende liguri e la Presidenza del Consiglio, che segue direttamente la ristrutturazione dello Scoglio di
Quarto». La realtà, però, è che a poco più di un mese dalla visita a Genova del Capo dello Stato, nemmeno uno sponsor si
è fatto ancora avanti.
E pensare che il Comune aveva puntato in alto: 40 mila euro di offerta minima, suscettibile di rialzo all'asta, per fregiarsi
del titolo di "sponsor principale" del monumento ed essere ovviamente citato in tutte le brochure, le guide e i siti
informativi riferiti al monumento che ricorda la partenza di Giuseppe Garibaldi e dei suoi Mille. Diecimila euro il
contributo minimo richiesto a tutti gli altri sponsor. Nulla da fare.
Non che questo - assicurano a Palazzo Tursi - comprometta o rallenti i lavori di recupero dell'opera di Eugenio Baroni,
iniziati un mese fa. «La ristrutturazione - ricorda Ranieri - è interamente finanziata dal governo per oltre 600 mila euro. I
soldi degli sponsor, che vanno direttamente a Roma e non al Comune, servono per eseguire rifiniture e migliorie». Un
esempio? «La lastra coi nomi dei mille garibaldini sarà molto probabilmente provvisoria. Poi, a seconda della
disponibilità finanziaria, sceglieremo di che materiale realizzare quella definitiva».
Resta il fatto che una manifestazione di straordinaria risonanza mediatica quale è l'inaugurazione del monumento
accompagnata e preceduta da una serie di grandi appuntamenti - dalle Tall Ships all'arrivo della portaerei Garibaldi - non
è bastata a convincere - almeno sinora - le imprese (genovesi e non) a mettere mano al portafoglio. Eppure il ritorno di
immagine è garantito. O no?
«Forse molti sono rimasti choccati dalla prima sponsorizzazione che non ha portato a niente», ammette Ranieri. Il
riferimento è alle impalcature che hanno circondato per mesi inutilmente il complesso bronzeo di Quarto, diventando un
pessimo biglietto da visita per le ditte che le avevano fornite gratuitamente. A frenare i potenziali sponsor, sempre
secondo Ranieri, anche il coinvolgimento di Mauro della Giovampaola, ex responsabile dell'unità di missione per le
celebrazioni dell'Unità, nell'inchiesta giudiziaria sulla Protezione civile.
«Comunque sia - conclude l'assessore - i tempi saranno rispettati. Il 5 maggio sarà conclusa la prima parte dei lavori».
Ovvero: restauro del monumento con elettrificazione per tenere lontani i piccioni e il loro micidiale guano, rifacimento
delle tre terrazze sul mare, accessi, scale e lapide provvisoria. Ranieri risponde così alle preoccupazioni espresse da molti
cittadini via mail al Comune: «Il baretto, frequentato da tanti giovani, sarà ricostruito, in posizione ancora migliore, per la
stagione 2011 e gli accessi al mare saranno anche più agevoli di quelli attuali». Subito dopo Pasqua, infine, sono attesi a
Genova per un sopralluogo i responsabili del cerimoniale per il Quirinale. Poi si conoscerà nel dettaglio il programma
della visita presidenziale.
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25
Data:
30-03-2010
Il Sole 24 Ore
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1
Un superindicatore dei posti di lavoro
Il numero degli occupati deve affiancarsi al Pil per definire obiettivi di sviluppo economico
u Continua da
È
un parametro importante e da mantenere, ma che dovremo integrare in vario modo se vorremo capire di più ed evitare di
ripetere gli errori del passato. Tenendo soprattutto conto che nelle fasi storiche di grandi cambiamenti, eccedere in
semplificazione fa perdere la capacità di comprendere i fenomeni in corso.
Al Pil si arriva secondo tre principali percorsi di calcolo che possiamo qui sommariamente riassumere:
• consumi più investimenti più esportazioni nette;
• somma dei valori aggiunti dei diversi comparti dell'economia;
• redditi da lavoro più redditi da capitale.
Con metodologie di aggregazione statistiche piuttosto articolate e complesse si arriva, per tutte e tre le strade, allo stesso
numero magico.
Quali sono i problemi che stanno dietro il calcolo del Pil e che non possiamo ignorare se vogliamo avere un misuratore
affidabile della crescita, anche a voler parlare solo di crescita economica?
Al di là delle numerosissime approssimazioni e stime nel calcolo che devono essere applicate per quantificare le diverse
variabili, i principali difetti dell'attuale misura della componente economica del-la crescita attraverso il Pil sono i seguenti:
e il Pil non dà valore al lavoro non retribuito, o meglio al tempo dedicato alla produzione di beni e servizi fuori dal
circuito monetario dello scambio. Il lavoro dedicato all'autoproduzione, alla cura familiare di anziani e bambini, alla cura
della casa, al volontariato non è valorizzato nel Pil; se lo fosse in un Paese come l'Italia potrebbe rappresentare anche un
50% di Pil aggiuntivo;
r il Pil non tiene conto delle variazioni delle grandezze patrimoniali (risparmi, debiti, immobili). Il Pil non è assimilabile
alla ricchezza nazionale: è un concetto di flusso, non di stock. Un aumento del Pil non coincide necessariamente con un
aumento della ricchezza nazionale. La ricchezza del Paese può dunque risultare diminuita anche quando il Pil cresce o
viceversa. Prendiamo per esempio il terremoto in Abruzzo. Pur avendo indiscutibilmente distrutto un importante
patrimonio edilizio e infrastrutturale, il terremoto è stato registrato nelle statistiche del Pil soltanto per gli effetti negativi
legati alla temporanea cessazione delle attività economiche locali e per gli effetti paradossalmente positivi legati alle
cosiddette "spese difensive" che sono state occasionate per far fronte all'emergenza e alla mitigazione dei danni, spese
che, assai più propriamente dovrebbero, invece, essere escluse da un indicatore di ricchezza. Un evento sicuramente
catastrofico come un terremoto potrebbe quindi addi-rittura tradursi in un incremento complessivo del Pil;
t
il Pil non tiene conto del contenuto qua-litativo di ciò che si produce: il valore aggiunto prodotto nell'economia di mercato
non riesce a cogliere appieno e a misurare correttamente il fenomeno della crescente qualità incorporata nei prodotti
(perché spesso non catturata dai prezzi di mercato). In secondo luogo risulta di difficile quantificazione il valore dei beni e
la qualità dei servizi erogati - a prezzi non di mercato - dalla pubblica amministrazione (che infatti vengono valorizzati al
costo di produzione);
u il Pil include il contributo dell'economia sommersa - che da sola vale circa il 20% del Pil- ma ne fornisce una
valorizzazione molto incerta e solo stimata. Non include infine l'economia illegale.
Oggi la performance di un Paese, di una classe politica o dirigente in generale, viene- alla fine- sintetizzata in questo
numeretto tanto importante quanto impreciso, che approssima la crescita economica ma che confonde qualità con
quantità, rende addirittura fuorvianti taluni confronti (è come se nel valutare la gravità di uno stato febbrile non tenessimo
conto dell'etào della costituzione fisica del malato) e riduce la società ad economia.
Se per crescita intendiamo un concetto non solo economicistico, ma più vicino a benessere, sviluppo, progresso, allora
evidentemente dovremo dotarci di un insieme di indicatori molto più articolato. Questa è una sfida culturale in corso sulla
quale molte energie intellettuali e numerose istituzioni di livello internazionale si stanno esercitando, senza ancora aver
trovato soluzioni alternative al Pil davvero convincenti. Anche perché - ovviamente - le connotazioni culturali di
benessere, sviluppo, progresso, possono essere molto distanti nei diversi contesti culturali.
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26
Data:
30-03-2010
Il Sole 24 Ore
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1
Un superindicatore dei posti di lavoro
A voler trovare alcuni punti sui quali tutti i gruppi attualmente al lavoro si trovano abbastanza d'accordo, questi sono
alcuni dei principali:
e la misura della crescita deve tener conto della qualità e dell'accesso all'istruzione, della qualità e dell'accesso ai servizi
sanitari, della qualità della giustizia e dei servizi pubblici in generale per determinarne il valore effettivo e dunque il vero
contributo di tali servizi al benessere dei cittadini;
r la misura della crescita deve tener conto della equità con cui la ricchezza è distribuita come della sostenibilità finanziaria
e ambientale che sta dietro ai processi di crescita in corso;
t la misura della crescita deve tener conto di fattori difficili da calcolare, ma non meno importanti dei precedenti come la
qualità dei rapporti sociali, la tutela dei diritti, il tasso di criminalità, il livello di partecipazione democratica e molto altro
ancora.
È chiaro che questi discorsi portano lontano e ci vuole una visione culturale di ampio respiro e non solo un'adeguata
tecnica economico-statistica per affrontarli. E questa è una delle sfide ambiziose che spero voi saprete raccogliere.
Il peggiore degli errori sarebbe però quello di buttar via il Pil e infilarsi in un sistema di mille indicatori eccessivamente
complicati, non gerarchizzati e non confrontabili internazionalmente. Altro errore sarebbe quello di favorire la tendenza in
vari Paesi a " scegliersi" gli indicatori - tutti ne hanno di positivi - per convincere e convincersi che in fondo le cose vanno
meglio di quanto sembri. Autoconsolarsi e non confrontarsi è quasi sempre un esercizio pericoloso.
Tra il Pil "über alles" e i mille indicatori paralizzanti c'è una via di mezzo? Credo di sì.
Il Pil va certamente mantenuto, imparando però a conoscerne ed evidenziarne meglio le diverse componenti. Organismi
come l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) potrebbero ricevere il compito di integrarne
progressivamente le formule per colmare i principali buchi del calcolo del Pil sul fronte più strettamente economico,
finanziario, patrimoniale. Garantendo confrontabilità storica e orizzontale tra Paesi. Da subito dovremmo accompagnare
però il Pil almeno con un altro super indicatore che diventi un secondo misuratore riconosciuto della performance di tutti i
Paesi e quindi delle rispettive classi dirigenti. A questo fine proporrei di utilizzare il numero di posti di lavoro. Anche su
questo concetto ci sarà da intendersi per trovare misure condivise e comparabili, ma la creazione di lavoro è talmente
importante e dal lavoro dipendono talmente tante altre variabili importanti, che in questo campo prima di qualsiasi altro
cercherei di introdurre questo meta-indicatore, complementare al Pil. Se anche ci fosse ripresa ma continuassimo a
perdere posti di lavoro, che ripresa sarebbe? Certo non potremmo mai accontentarci di una jobless recovery, di una
crescita senza occupazione.
E poi, con determinazione e pazienza, si potrebbero aggiungere progressivamente altri indicatori semplici, trasparenti e
confrontabili, per mettere attenzione sulle altre aree chiave del benessere sociale che costituiscono la responsabilità di
tutte le classi dirigenti.
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EVITARE LA JOBLESS RECOVERY
Non ha senso una ripresa che non preveda la creazione di nuovi impieghi per i cittadini: il compito delle classi dirigenti è
costruire il benessere sociale Dopo la bolla. Dalla creazione di nuovi posti di lavoro dipende lo sviluppo: non ci si può
accontentare di una crescita senza occupazione
AFP di Corrado Passera
CEO DEL GRUPPO INTESA SANPAOLO
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27
Data:
Il Sole 24 Ore
30-03-2010
Il centrodestra espugna anche la provincia dell'Aquila
Centro-destra in vantaggio nella provincia dell'Aquila. Nella città colpita un anno fa dal terremoto, il candidato del Pdl,
Antonio Del Corvo, ha staccato il presidente uscente Stefania Pezzopane. A scrutinio quasi ultimato, Del Corvo è infatti
avanti con il 53,1%, mentre la Pezzopaneè ferma al 45,5 per cento.
Evidentemente le oltre 20 visite del Cavaliere per illustrare le attività svolte dopo il sisma potrebbero aver lasciato una
traccia. A quanto pare Del Corvo, 50 anni, commercialista, sostituirà la Pezzopane, che non sembrerebbe aver tratto
giovamento dalle sue mobilitazioni a favore dei terremotati né da recenti sondaggi che l'hanno indicata come una delle
presidenti di provincia più amate.
L'unico riscontro positivo per la presidente uscente arriva dal comune capoluogo, dove la Pezzopane ha chiuso con 14
punti percentuali in più rispetto a Del Corvo. Per il resto si conferma il cambio di orientamento già emerso nelle regionali
del dicembre 2008, quando il centro-destra conquistò diverse amministrazioni.
Significativa,poi,è stata l'affluenza al voto. Qui, infatti, l'astensionismo non ha influito sulle elezioni. Anzi si è registrato
un aumento della partecipazione di circa il 10%: 64,4% contro il 53,5% della precedente tornata elettorale. Un risultato
importante se si considera che in moltissimi comuni, tra cui quelli del capoluogo, vi sono decine di migliaia di terremotati
che vivono ancora lontani dalle loro case.
Verso la vittoria. Roberto Cota in vantaggio su Mercedes Bresso
IMAGOECONOMICA
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28
Data:
30-03-2010
Il Sole 24 Ore
Separiamo il pubblico dal privato
Stato e mercato
I servizi ai cittadini si trasformano spesso in luoghi di intermediazione politica che favoriscono episodi di corruzione
di Franco Debenedetti
L
e aziende pubbliche locali sono strumento per la fornitura di servizi ai cittadini o luogo di intermediazione politica?
Producono efficienza o assistenza mascherata? Se da oltre un secolo si cerca di dare un assetto normativo per introdurre
efficienza in questo settore, se dopo una dozzina di riforme di sistema, ultimo il decreto Ronchi che mette limiti alla
proprietà pubblica nel caso di servizi affidati senza gara, a ogni finanziaria si sente la necessità - o si trova l'opportunità di introdurre qualche correzione alla normativa vigente, la ragione sta in una difficoltà iniziale: definire che cosa sia e che
cosa debba essere un servizio pubblico. Da cui ne deriva un'altra, quella di catalogare situazioni le più disparate: infattiè
diverso se si opera in regime di concorrenza o di monopolio naturale, se il servizio è fornito da una società quotata o
direttamente dal comune; se l'azienda opera al Nord o al Sud.
Il merito di Comuni spa, il capitalismo municipale in Italia , di Carlo Scarpa, Paolo Bianchi, Bernardo Bortolotti e Laura
Pellizzola, edito dal Mulino, è di dare una lettura unitaria a una realtà così variegata. Dopo tre anni di lavoro, incrociando
i dati relativi alla spesa diretta degli enti locali con il database Amadeus delle imprese non finanziarie europee, con un
numero tutto sommato gestibile di tabelle, esce il quadro di questa realtà così rilevante per l'economia del Paese: un
migliaio di imprese, un quarto di milione di dipendenti, un giro di affari di oltre 43 miliardi di euro, attraverso cui passa
oltre il 40% di quanto gli enti locali spendono per i servizi.
Un sistema efficiente? Prima ancora bisogna chiedersi se siano qui applicabili i criteri economici con cui siamo abituati a
misurare efficienza. Fin dall'epoca della legge Giolitti del 1903, nata per dare una risposta alle preoccupazioni del ceto
politico rispetto ai problemi della crescita delle città, i critici della legge indicarono l'ambiguità degli obbiettivi: aumentare
le risorse per i comuni, o espandere l'offerta dei servizi applicando tariffe più basse rispetto alle aziende private? Dove
porre la separazione tra ciò che è tradizionalmente considerato impresa e ciò che in realtà rappresenta un pezzo del
sistema amministrativo? All'analisi economica non si può chiedere di indicare dove passa il confine tra responsabilità
pubbliche e private nel sistema economico, quali attività pertengano a quale sfera, e cosa implichi l'appartenenza a una
sfera piuttosto che a un'altra. A priori non è definibile dove il pubblico debba essere regolatore e dove erogatore; in teoria
non farebbe differenza se il costo servizio fosse pagato dal contribuente con le imposte o dall'utente con le tariffe. E
quanto alla forma societaria della SpA, bisogna sgombrare il campo da un equivoco, in cui sono incorsi quanti hanno
criticato lancia in resta quelle costituite dal Tesoro ( Patrimonio SpA, Difesa SpA) e quelle ultimamente progettate (
Protezione SpA):la forma giuridicadell'ente erogatore del servizio incide solo sulle procedure, nulla dice quanto alla
natura pubblica o privata e nulla leva alle responsabilità di chi amministra danaro pubblico.
Bisogna dunque guardare altrove per trovare risposta a queste domande, per trovare il filo d'Arianna che consenta di
passare dall'analisi oggettiva a un'indicazione normativa: il mio suggerimento, agli autori e ai lettori, è di cercarlo nel
tema della trasparenza. Se c'è una linea tra pubblico e privato, c'è sempre il rischio della corruzione; anzi a ben vedere la
corruzione consiste proprio nell'indebito attraversamento di quella linea: chi detiene potere pubblico lo usa per estrarre
una rendita a vantaggio del privato. Quella linea deve essere illuminata a giorno, e deve essere più breve possibile. E una
linea (senza nodi) è tanto più breve quanto più ridotto è il campo che delimita. Una linea, non una zona cuscinetto, che
qualcuno potrebbe confondere con una zona franca. Quando si fa della compartecipazione pubblico privato lo strumento
di elezione dei servizi pubblici locali, non solo si nega l'esistenza del pericolo, ma anzi si creano le sedi istituzionali in cui
possa avvenire lo scambio tra potere ed efficienza. Perché resta il fatto che anche in assenza di fattispecie delittuose, il
potere che il privato acquisisce è reale e l'efficienza che promette è nel migliore dei casi presunta.
Il libro illustra casi in cui il servizio è possibile che sia erogato interamente dal privato, altri in cui è conveniente che lo sia
interamente dal pubblico, molti in cui di fatto lo è dal pubblico-privato. Giunto alla fine del libro, della lettura dei dati
forniti e dei problemi aperti, escono rafforzate le ragioni di chi denuncia l'intrinseca criticità di questa forma di
organizzazione. E quindi l'indicazione di evitare per il futuro di farvi ricorso, o almeno di considerarla come eccezione
non come regola. Tra pubblico e privato, rapporti contrattuali, non di proprietà.
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29
Data:
30-03-2010
Il Sole 24 Ore
Separiamo il pubblico dal privato
1 Carlo Scarpa, Paolo Bianchi, Bernardo Bortolotti e Laura Pellizzola, «Comuni spa, il capitalismo municipale in Italia»,
il Mulino, Bologna, pagg. 176, Á 15,00.
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30
Data:
La Stampa
30-03-2010
Cinque associazioni per "proteggere" Alba
CONVENZIONE.CON I GRUPPI DI VOLONTARIATO
Cinque associazioni
per “proteggere” Alba
Il Comune potrà contare su cinque associazioni di volontariato per interventi in caso di calamità ed emergenze.
L'opportunità è offerta dal rinnovo della convenzione, approvata dalla giunta, tra il Comune e le cinque associazioni:
Proteggere Insieme, Confraternita di Misericordia Santa Chiara, Nucleo di Protezione civile associazione nazionale
carabinieri di Alba, A.R.I. sezione «Ugo Preti» (Radioamatori) e FIR-CB/S.E.R. (Servizio emergenza radio).
Le associazioni garantiscono numerosi servizi: uno dei più importanti è la reperibilità di una squadra di volontari «24 ore
su 24». Assicurano inoltre la partecipazione alle attività di protezione civile promosse dal Comune nell'ambito della
prevenzione, previsione e soccorso. Alcune associazioni collaborano con il Comune da anni, altre si sono aggiunte in
tempi più recenti. La giunta ha stanziato per il 2010 un contributo di 7500 euro in totale, da corrispondere a fine anno, su
presentazione del resoconto dell'attività svolta. \
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31
Data:
La Stampa
30-03-2010
Disintegrato il masso ma la statale è fuori uso
ARNAD.VIABILITA' IN TILT FORSE FINO A SABATO, AUTOSTRADA GRATIS TRA PONT E VERRES
Disintegrato il masso
ma la statale è fuori uso
I macigni sono finiti anche in Dora sollevando un'onda
Ottocento chili di esplosivo, portato a spalle negli zaini dalle guide alpine, sistemati in 25 «bocche» da fuoco trapanate
nella roccia dai fuochini, gli specialisti in esplosioni controllate. Alle 15, con i tre squilli di tromba che accompagnano per
tradizione i boati di questo genere, 3 mila metri cubi di roccia sono esplosi in aria precipitando a valle per 600 metri dal
Monte Coundrey di Arnad, sradicando tutto quello che incontravano, compreso l'asfalto della statale 26. Enormi massi
sono finiti anche nel letto della Dora Baltea, sollevando un'onda che si è abbattuta sulle sponde del fiume.
«Tutto è andato come previsto, ritardo a parte dovuto agli inneschi elettrici e al vento in quota» ha spiegato il direttore
della Protezione civile Pio Porretta che ha coordinato l'intera operazione per far brillare il masso pericolante. L'esplosione
è stata sentita a chilometri di distanza e ha sollevato una nuvola di fumo e polvere alta dieci metri.
La statale 26 era stata bloccata alle 11 all'altezza della rotonda di Hône per la regionale di Champorcher e allo svincolo di
Arnad per lo stabilimento Bertolin, mentre autostrada e ferrovia non sono state chiuse. Il traffico, da Verrès a
Pont-Saint-Martin, è stato deviato sul tratto autostradale, gratuito per l'occasione. E sarà gratuito ancora per giorni, fino a
quando (forse sabato) l'impresa Vico di Hône, coordinata dalla Direzione assetto idrogeologico dei bacini montani, non
sarà riuscita a liberare dai detriti e a ripristinare la statale 26. Un lavoro lungo, che impegnerà i tecnici anche la notte.
Molti massi, per essere spostati, dovranno essere ridotti in briciole da altro esplosivo. Idem per quelli finiti nel fiume. Le
operazioni di preparazione per l'esplosione erano cominciate fin dal mattino nella sala del Consiglio comunale di Arnad,
dove c'era il Centro operativo misto che ha coordinato decine di tecnici, agenti e volontari.
Daniele Genco A PAGINA 57
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32
Data:
l'Unità.it
29-03-2010
L'Aquila al voto dopo il terremoto, avanti il Pdl
Il terremoto di un anno fa ha certamente influito sulle votazioni per la Provincia dell'Aquila - rinviate di un anno proprio a
causa del sisma - e che ora, con 199 seggi scrutinati su 415, indicano favorito Antonio del Corvo (Pdl), sulla presidente
uscente, Stefania Pezzopane (53,56 contro il 45,33).
Le oltre 20 visite del premier, Silvio Berlusconi, per le attività svolte dopo il sisma (ma mai in periodo elettorale),
possono avere lasciato traccia in un risultato che dovrebbe portare alla Provincia un consigliere regionale della Marsica.
Del Corvo, 50 anni, commercialista, è finora favorito a prendere il posto di una donna per la quale, almeno fino a questo
momento, sembrano non avere sortito effetti nè l'attività svolta per i terremotati, nè le foto abbracciata ad Obama, in
occasione del G8, nè il primo posto in una recente graduatoria del «Sole 24ore», che la indicava come la presidente di
Provincia più amata dagli italiani (con il 70% delle preferenze).
Un riscontro positivo si è avuto nel comune capoluogo dove la Pezzopane ha una media di 18 punti percentuali in più
rispetto a Del Corvo, eletto alla Regione nel listino di Gianni Chiodi; per il resto, quindi anche negli altri comuni
terremotati, il centrodestra conferma il «cambio» di orientamento emerso nelle regionali del dicembre 2008. La
Pezzopane è addirittura sotto di oltre 13 punti percentuali rispetto a quando vinse le elezioni nel 2004, con il 59,64 per
cento, ed evitò anche il ballottaggio.
L'astensionismo non ha influito sulle elezioni, considerato che le votazioni per la Provincia hanno fatto registrare un
aumento della partecipazione pari al 10,95 per cento: 64,49 contro il 53,54 delle precedenti elezioni regionali del 2008.
Un dato particolarmente significativo in quanto in moltissimi comuni, tra cui quello del capoluogo, vi sono decine di
migliaia di terremotati che vivono ancora lontano dai luoghi di residenza, aspetto che aveva fatto temere un calo dei
votanti.
Nel Comune dell'Aquila, il più colpito dal terremoto, l'affluenza è stata del 59,48 per cento (hanno votato 36.501 elettori
su 61.363 aventi diritto).
29 marzo 2010
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NAZIONALE
Pag.
33
Data:
30-03-2010
marketpress.info
TRENTO: PREVENZIONE E SICUREZZA IN AGRICOLTURA, C´E´ IL PIANO
OPERATIVO SETTE OBIETTIVI, PROGETTO CONDIVISO, 230 MILA EURO I
L COSTO PER QUEST´ANNO
Martedì 30 Marzo 2010
Un Piano operativo che porta la significativa firma del presidente Lorenzo Dellai per quanto attiene al ruolo attivo della
Protezione civile; dell´assessore alla salute Ugo Rossi che ha coordinato il gruppo di lavoro che ha elaborato il Piano
stesso e dell´assessore all´agricoltura, Tiziano Mellarini visto che proprio l´agricoltura, e più precisamente la sicurezza di
chi lavora nel comparto agricolo, è al centro della decisione presa oggi dalla Giunta provinciale. E´ stato infatti approvato
il "Piano operativo provinciale 2010 - 2012 per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori del comparto agricolo e dei
cittadini che operano a titolo hobbistico nel settore" e ne sono state definite le modalità per l´attuazione. L´agricoltura è
infatti un settore prioritario di intervento per gravità e frequenza di rischio infortunistico, che si riscontra in molte realtà
del territorio nazionale, ma in modo specifico in Trentino dove le caratteristiche produttive, tradizionali e
geomorfologiche del territorio rendono, più che altrove, pericoloso lavorare in questo settore (come è dimostrato dai dati
relativi e anche dalla cronaca dei tragici eventi avvenuti in questo ultimo periodo). Ecco dunque - sottolineano il
presidente Dellai e gli assessori Rossi e Mellarini - che con l'elaborazione del “Piano operativo provinciale” in materia –
che risponde ed attua sia quanto previsto dai documenti strategici provinciali sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro,
sia le disposizioni emanate a livello nazionale sempre su questa tematica - si è cercato di costruire un progetto globale e
sinergico per la prevenzione e la sicurezza del settore agricolo. Sono sette gli obiettivi del Piano, da attuare in modo
integrato e sinergico, e prevedono: attività capillare di sensibilizzazione e di prevenzione - incentivi per la messa a norma
delle macchine agricole - ricerche per soluzioni di sicurezza dei trattori e delle moto coltivatrici adeguate alla tipica realtà
produttiva trentina - l'aumento e la qualificazione dell'attività di controllo e di vigilanza nelle imprese agricole (comprese
quelle unipersonali) - un'importante e diffusa opera di formazione a lavoratori e privati cittadini attraverso l'Agenzia del
lavoro e con i neo-costituiti corsi per la guida in sicurezza della macchine agricole, gestiti dalla Scuola provinciale
antincendi. I costi del progetto sono quantificati, per l'anno in corso, in 230 mila euro, peraltro già stanziati all´interno del
Bilancio provinciale nel capitolo della sanità e dunque non aggiuntivi. Quale la forza e l´efficacia del Piano? E´ stato
costruito utilizzando un metodo di lavoro fondato sulla concertazione e sulla condivisione delle proposte tra tutti gli attori,
istituzionali e sociali, che si occupano a vario titolo del settore (basti scorrere la composizione del gruppo di lavoro), unica
modalità che consente di giungere a una progettualità organica e raccordata, evitando vuoti e sovrapposizioni di intervento
e soprattutto ponendo già le basi da subito per la concreta realizzazione di quanto stabilito. Non solo. Pur essendo un
progetto che parte ed è rivolto alla tutela dei lavoratori, è stato volutamente esteso, con le modalità opportune, anche a
tutti i privati cittadini che sono anche coltivatori a proprio uso, tenendo conto così di questa caratteristica così tipica del
territorio trentino, che deve essere assolutamente coperta con attività di prevenzione, poiché questa tipologia di
agricoltori, non soggetta ad obblighi di legge come quella produttiva, risulta esposta a maggior rischio infortunistico e
quindi al verificarsi di eventi gravi e mortali. Infine, per rendere il Piano concretamente operativo, la sua attuazione verrà
costantemente monitorata dal gruppo di lavoro che lo ha elaborato, prevedendo eventuali ed opportuni aggiustamenti in
corso d'opera e riprogrammando su questa base annualmente, nel periodo di vigenza triennale del Piano, obiettivi, attività
e risorse da impiegare. Vediamo ora nel dettaglio in cosa consiste il "Piano" ricordando come già nei documenti strategici
sulla tematica salute e sicurezza del lavoro, approvati dalla Giunta provinciale della precedente legislatura, fosse stata
esplicitamente sottolineata e ribadita la necessità di intervenire in via prioritaria, con un progetto di prevenzione, organico
e dedicato, nel comparto agricolo, che, assieme a quello dell´edilizia, è quello a più elevato rischio infortunistico per
gravità e frequenza in Trentino. La necessità di intervenire al più presto è stata resa ancora più evidente dalla tragica realtà
degli accadimenti mortali avvenuti nel corso del 2009, quando la quasi totalità degli infortuni mortali “in corso di lavoro”
si sono verificati proprio in questo comparto. Contemporaneamente è stato elaborato il “Piano nazionale di prevenzione in
agricoltura e selvicoltura 2009-2011”, che è stato approvato dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome lo
scorso 27 gennaio. Tutte le Regioni (compresa la Provincia di Trento) hanno collaborato ad estenderlo e ad aderire, con il
mandato di realizzare su questa base un Piano locale, tenuto conto delle caratteristiche tipiche del proprio territorio.
Pertanto la predisposizione di questo atto dovuto verso il livello nazionale è divenuta anche l´occasione per progettare in
breve tempo, in modo organico, raccordato e concreto, l´azione di prevenzione sul settore in oggetto come previsto dai
documenti strategici provinciali. E´ stato quindi costituito un apposito gruppo di lavoro interdisciplinare ed intersettoriale,
sulla base del metodo di lavoro da sempre adottato nell'attività del Comitato di coordinamento, fondato sulla messa in
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sinergia di tutte le forze in campo. IlLgruppo
di lavoro,
composto
da p.A. Giovanni Bazzoli, Direttore dell'Ufficio di
economia e politica agraria; ing. Ivo Erler, Direttore della Scuola provinciale antincendi; dott. Alessandro Galvagni,
funzionario della Scuola provinciale antincendi; dott. Angelo Giovanazzi, responsabile del Nucleo medicina del lavoro,
Uopsal, Azienda provinciale per i servizi sanitari; geom. Donato Lombardi, funzionario dell'Agenzia del lavoro; ing.
Alfonso Piccioni, Inail; p.A. Gregorio Rigotti, funzionario del Dipartimento agricoltura e alimentazione; p.A. Giorgio
Scalet, Direttore dell' Incarico Speciale di Supporto e controllo del Servizio Vigilanza e Promozione delle Attività
Agricole; dott.Ssa Monica Pisetta, funzionario del Servizio economia e programmazione sanitaria, con funzioni di
coordinamento e di collegamento con il sopra citato Comitato ex art. 7 del D. Lgs. N. 81/08. Ha pertanto realizzato il
documento di Piano che sottoposto al Comitato di coordinamento, non ha ricevuto nessuna osservazione (tranne quella di
Confindustria Trento, che ha espresso esplicito parere favorevole). Con le stesse modalità, il Piano è stato presentato alle
Organizzazioni di categoria agricola più rappresentative a livello provinciale (Coldiretti, Confederazione Italiana
Agricoltori, Associazione Contadini Trentini) e sono state accolte le osservazioni presentate. Piano Operativo Provinciale
2010-2012 Per La Prevenzione E La Sicurezza Dei Lavoratori Del Comparto Agricolo E Dei Cittadini Che Operano A
Titolo Hobbistico Nel Settore Interventi previsti. Obiettivo 1 - Predisposizione di misure di prevenzione atte a
“raggiungere” i soggetti non professionisti che praticano lavoro agricolo (terza sezione) e che sono ad elevato rischio
infortunistico. Descrizione Dell'intervento - L'azienda sanitaria, attraverso vari momenti e modalità di assistenza e di
coinvolgimento degli agricoltori e delle loro associazioni (prima sezione e in parte seconda), ha da tempo diffuso
informazioni e sensibilizzazione per la prevenzione degli infortuni agricoli, in particolare, a livello organico con la recente
campagna “Metti a freno gli infortuni”, concernente la pubblicazione e la diffusione di pieghevoli e locandina sull'uso
corretto dei sistemi di sicurezza nel settore agricolo, in primo luogo per evitare i danni derivanti dal ribaltamento delle
macchine agricole, che è stata somministrata in maniera capillare al momento del conferimento della raccolta delle mele e
della vendemmia. A seguito della puntuale identificazione dei soggetti rientranti nella “terza sezione” (cfr. Parte
premessale del presente documento), il materiale della campagna verrà inviato a domicilio a questi utenti, accompagnato
da una nota esplicativa degli Assessori competenti. Modalita' Di Attuazione - Reperimento degli opuscoli in Azienda
sanitaria; Predisposizione delle note di accompagnamento; Reperimento dei recapiti delle persone della terza sezione
attraverso l'anagrafe delle macchine a disposizione dell'Uma; Invio del materiale ai destinatari. Soggetti Coinvolti Assessorato alla salute; Assessorato all'agricoltura; Azienda sanitaria. Costi Dell'intervento: Nessun onere aggiuntivo.
Tempi Di Realizzazione: Entro 2 mesi dall'approvazione del presente Piano. Obiettivo 2 - Messa in sicurezza capillare del
parco macchine agricole (trattrici) presenti sul territorio, tramite l'adeguamento alle norme antinfortunistiche, con
certificazione della conformità con le linee guida Ispesl. Descrizione Dell'intervento - Il problema riguarda in particolare i
veicoli costruiti prima del 1992 e i lavoratori appartenenti alla sopra nominata terza sezione, poiché le altre due sezioni
prima e seconda (per questi ultimi dopo l'entrata in vigore nel D. Lgs. N. 81/08) esiste l'obbligo normativo della
regolarizzazione e sono pertanto soggette al controllo degli organi di vigilanza (per questi due gruppi di lavoratori, la
messa a norma è stimata in circa il 90% dei casi). Si consideri anche il fatto che per assicurare l'adeguamento tecnico più
innovativo in termini di sicurezza, che è un obbligo per i datori di lavoro, gran parte di essi (in particolare quelli compresi
dalla prima sezione) si sono in questi anni dotati di macchine più moderne, rottamando i veicoli non a norma. Negli ultimi
anni, la spinta all'adeguamento è avvenuta tramite la sensibilizzazione, da parte dell'Azienda sanitaria, dei lavoratori
agricoli e la messa a disposizione del censimento delle macchine da parte dell'Assessorato all'agricoltura. Rimane quindi
da raggiungere l'importante fascia a rischio dei “lavoratori” rientranti nella “terza sezione”, attraverso la predisposizione
di una norma provinciale di incentivo alla rottamazione e/o alla manutenzione – messa a norma dei veicoli in oggetto (pre
1992), per i soli fini della sicurezza, utilizzando in prospettiva i fondi ministeriali stanziati proprio per favorire la
rottamazione delle macchine agricole (Decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 febbraio u.S.).
Parallelamente, l'Osservatorio provinciale infortuni dell'Azienda sanitaria provvederà ad approfondire la casistica e la
tipologia degli infortuni che avvengono nella “terza sezione”, in quanto i dati conosciuti si riferiscono solo agli eventi
mortali. Modalita' Di Attuazione - Sulla base della rielaborazione dei dati relativi alla terza sezione, scrematura e
selezione a livello numerico dei possibili casi (appartenenti alla terza sezione e possessori di trattori, essendo le linee
guida Ispesl riferite solo a questa tipologia di macchina e non ad altro – v. Obiettivo 3 -) soggetti alla norma Definizione
della tipologia e dell'entità dell'incentivo (x percentuale del costo complessivo della revisione/manutenzione/rottamazione
solo ai fini della sicurezza) Predisposizione dell'atto normativo (articolo in Finanziaria provinciale 2011) Copertura
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(parziale o totale) del costo attraverso
stanziamenti
previsti
dalla normativa nazionale. Soggetti Coinvolti: Assessorato
all'agricoltura, Azienda sanitaria. Costi Dell'intervento: Da definire per il 2011. Tempi Di Realizzazione - Presentazione
articolo di legge provinciale: entro il 2010 e contemporanea messa a punto delle modalità per acquisire i fondi statali.
Obiettivo 3 - Messa in atto di ricerche per la definizione di soluzioni innovative in ambito tecnologico- meccanico,
finalizzate A. All'adeguamento delle macchine utilizzate in via prioritaria nel comparto (moto agricole); B.
All'abbattibilità temporanea del roll-bar per alcuni trattori, considerata la particolare tipologia di coltivazione e territoriale
del Trentino Descrizione Dell'intervento - Gli enti preposti a questa attività, in particolare l'Ispesl non hanno ancora
affrontato, per mancanza di interesse dovuto alla scarsa diffusione sul territorio nazionale, la definizione di linee guida per
la messa a sicurezza delle moto coltivatrici, che invece in Trentino ha una rilevante diffusione soprattutto per i lavoratori
della sopra definita terza sezione, costituendo inoltre un mezzo ad elevato pericolo infortunistico. Inoltre, è opportuno
ricercare soluzioni per permettere l'abbattibilità temporanea del roll-bar, nei casi in cui la tipologia di coltivazione lo
richiede (es. Vigneti a pergola), che siano, nel contempo, compatibili con la assoluta garanzia del rispetto dei requisiti di
sicurezza per l'operatore. Considerata quindi la necessità di disporre di validate misure per la messa in sicurezza di queste
macchine, si intende commissionare agli Enti di ricerca competenti lo studio, la realizzazione e la messa a disposizione di
linee guida a questi scopi, valutando la migliore offerta in termini di costo/efficacia. Modalita' Di Attuazione - Contatto
con gli Enti di ricerca (es. Ispesl, Istituto agrario S. Michele - Fondazione Mach, Università di Trento) per la definizione
dei termini della ricerca e del preventivo per la sua realizzazione Formalizzazione dell'incarico Acquisizione e diffusione
dei risultati, utilizzando le anagrafi di cui sopra e attraverso la consulenza dell'Azienda sanitaria Soggetti Coinvolti:
Assessorato alla salute; Assessorato all'agricoltura; Scuola provinciale antincendi; Azienda sanitaria. Costi
Dell'intervento: vedi preventivi (costo massimo: 100.000 Euro). Tempi Di Realizzazione: Fine della ricerca: 2010,
Diffusione delle linee guida: 2011. Obiettivo 4 - Miglioramento della tutela dei lavoratori agricoli dipendenti ed autonomi
(prima e seconda sezione), attraverso l'incremento, la qualificazione, la diffusione e l'efficacia dell'attività di controllo
posta in essere dagli organi di vigilanza Descrizione Dell'intervento - Le caratteristiche peculiari del mondo agricolo
(tipologia delle imprese e dei rapporti di lavoro, parcellizzazione dei luoghi di lavoro, incostanza delle lavorazioni, confini
non netti tra situazioni di lavoro e quelle “extralavorative”, ecc.) hanno di fatto limitato ad interventi episodici e a risorse
residuali l'attività di vigilanza nel settore, mancando anche la possibilità, per le stesse ragioni, di utilizzare i metodi
tradizionali di intervento in cui l'attività di controllo si concretizza. L'aumento e la finalizzazione dei controlli, di
competenza dell'Azienda sanitaria, si pone quindi come necessità concreta per perseguire anche con questo indispensabile
strumento la prevenzione infortunistica, verificando il rispetto degli adempimenti di legge e l'applicazione puntuale delle
misure di tutela nei confronti dei lavoratori del settore, fornendo nel contempo consulenza per i datori di lavoro a questo
scopo. Si tratta in ogni caso di un adempimento previsto dal Piano nazionale, cui devono adeguarsi tutte le Regioni e
Province autonome. Il perseguimento di questo obiettivo prevede quindi l'adeguamento dell'attività in oggetto alle
peculiarità del settore, attraverso la riprogettazione delle modalità di intervento modellate sulle priorità, una formazione
dedicata ad adeguare le capacità di azione del personale ispettivo e l'adeguamento delle risorse dedicate. L'attività di
vigilanza verrà concentrata nei confronti delle aziende agricole soggette direttamente alle norme vigenti in materia – D.
Lgs. N. 81/08 - (imprese con dipendenti, imprese familiari, società semplici, coltivatori diretti, lavoratori autonomi),
appartenenti alla prima e seconda sezione sopra previste. Modalita' E Tempi Di Attuazione - Adeguamento dei controlli
nel settore agricolo, sulla base del seguente programma di attività:
Numero di giornate complessive dedicate all'attività di vigilanza in agricoltura/anno
300 (anno 2010) 350 (anno 2011) 400 (anno 2012)
Formazione degli operatori Uopsal destinati ad operare in ambito agricolo
Numero di operatori formati nel 2010
8 (anno 2010)
Ore di formazione 2010/operatore
24 ore/operatore
Ore di aggiornamento in tema di agricoltura/operatore
8 ore/operatore (2011-2012)
Definizione di procedure di intervento di vigilanza sulle aziende agricole, in particolare per quanto attiene alla gestione e
alla assicurazione della sicurezza. Il documento contenente tali procedure sarà disponibile al 31.05.10 Messa in atto dei
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controlli secondo lo schema seguente:
Numero di aziende agricole controllate/anno
80 (anno 2010) 100 (anno 2011) 120 (anno 2012) min. Il 20% aziende controllate sono “almeno un dipendente”
Indicatore di efficacia dell'intervento
Numero di situazioni di rischio bonificate/ numero di aziende controllate
Costi Dell'intervento - Circa 80.000 Euro annuali. Soggetti Coinvolti - Azienda provinciale per i servizi sanitari. Obiettivo
5 - La formulazione di linee guida per l'attività di controllo sull'utilizzo in sicurezza dei prodotti fitosanitari da parte dei
lavoratori agricoli, assicurando la coerenza e la compatibilità delle misure adottate con le previsioni del Piano per la
sicurezza alimentare, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 158/2008 e con altre disposizioni in materia
di prevenzione dell'inquinamento ambientale derivabile dall'impiego di queste sostanze. Descrizione Dell'intervento Oltre all'utilizzo dei mezzi agricoli in condizioni di non sicurezza, l'altro importante fattore di rischio nel lavoro di questo
comparto riguarda l'esposizione alle sostanze chimiche contenute nei prodotti fitosanitari al momento della
somministrazione degli stessi sulle coltivazioni, che può essere efficacemente contenuto con misure e dispositivi di
protezione ad hoc. Nel corso dei controlli di cui all'obiettivo n. 4, il personale dell'Azienda sanitaria provvederà quindi a
verificare, oltre alla sicurezza dei macchinari, anche l'applicazione delle misure di protezione per ridurre al massimo
l'esposizione, assicurando adeguata formazione e consulenza per il loro efficace utilizzo, anche attraverso la
predisposizione e somministrazione di apposite linee guida e lo studio di soluzioni innovative. La protezione dei
lavoratori agricoli dal rischio chimico deve essere inoltre compatibilizzata ed inserita nell'ambito dell'intero processo di
salubrità e sicurezza dell'intera filiera alimentare, di cui al provvedimento citato nell'obiettivo e, in particolare, nell'ambito
di questo processo, con l'attività di verifica dell'immissione in commercio, del corretto utilizzo e dello smaltimento dei
fitofarmaci, di competenza dell'Assessorato all'agricoltura e dell'Istituto Agrario S. Michele/fondazione Mach, nonché con
tutte le altre misure e provvedimenti concernenti il contenimento dell'inquinamento ambientale derivabile dall'utilizzo di
queste sostanze. Modalita' E Tempi Di Attuazione - Da definirsi. Costi Dell'intervento - v. Obiettivo 4. Soggetti Coinvolti
- Azienda provinciale per i servizi sanitari, Assessorato all'agricoltura, Fondazione Mach. Obiettivo 6 - Rafforzamento
dell' attività di formazione alla sicurezza per i lavoratori del settore agricolo da parte dell'Agenzia del Lavoro (rispetto a
quella ordinaria già in atto), attraverso uno specifico progetto finanziato con i fondi assegnati alla stessa dall'”Accordo ai
sensi dell'art. 11, comma 7, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome
di Trento e di Bolzano. Descrizione Dell'intervento - L'agenzia del lavoro ha elaborato il “Piano straordinario della
formazione per la sicurezza”, attualmente in fase di approvazione presso la Giunta provinciale, previsto e finanziato
dall'Accordo sopra citato e che individua gli obiettivi, le priorità, le sinergie e la rete per il rafforzamento e la
qualificazione, tramite una campagna straordinaria, dell'attività formativa generale in materia di salute e sicurezza sui
luoghi di lavoro. Una delle priorità individuate riguarda il comparto dell'agricoltura e pertanto anche a livello provinciale
sono stati definiti una serie di interventi di formazione che riguardano questo settore, che nell'ottica di integrazione alla
base del presente Piano, dovranno essere raccordati con quanto previsto al successivo Obiettivo 7. Modalita' E Tempi Di
Attuazione - v. Successiva deliberazione della Giunta provinciale. Costi Dell'intervento - La spesa per l'attività di
formazione nel comparto agricolo viene sostenuta nell'ambito del seguente fondo: Fondi Ministeriali 405,00 Euro,
Coofinanziamento già stanziato dell'Agenzia del lavoro (30%) 121,50 Euro, Nessun onere aggiuntivo. Soggetti Coinvolti Agenzia del lavoro. Obiettivo 7 - Formazione alla guida sicura dei conducenti delle macchine agricole, attraverso
l'istituzione, da parte della Scuola antincendi della Provincia, di un apposito corso. Descrizione Dell'intervento - Lo scopo
principale di questo obiettivo è quello di ridurre i rischi correlati alla conduzione di mezzi agricoli, formando utenti
preparati alle corrette tecniche di guida del mezzo agricolo in condizioni di particolare difficoltà. La formazione sarà
realizzata da docenti, incaricati dalla Scuola Provinciale Antincendi. Oltre all'attività di formazione, il progetto prevede
attività complementari di partnership (in primo luogo, con la Fondazione E. Mach) e la promozione di attività di
collaborazione con l'Agenzia del lavoro per lo sviluppo e l'integrazione di piani comuni didattico – formativi di settore
(cfr. Anche Obiettivo 6), nonché in rapporto con aziende di settore, specializzate in dispositivi di sicurezza delle macchine
agricole e sistemi di telesoccorso, per la ricerca e l'adozione di sistemi per la riduzione dei rischi in oggetto. Modalita' E
Tempi Di Attuazione - Per l'anno 2010 si prevedono 20 corsi della durata di una giornata (8 ore) e per max. 25 discenti
ognuno (appartenenti a qualsiasi delle sezioni sopra individuate). Il corso sarà effettuato a pagamento a prezzo
concorrenziale e ai partecipanti verrà consegnato un attestato di partecipazione che per le aziende agricole potrà essere
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anche accreditato come titolo di adempimento
agli obblighi
formativi di cui all'art. 37 del D. Lgs. N. 81/08. Inoltre, una
volta consolidato, la sua frequentazione potrà costituire titolo preferenziale per accedere alle incentivazioni provinciali
previste per il settore. La fase formativa si svilupperà tra una parte teorica e una parte pratica di simulazione su un campo
appositamente predisposto nell'area addestrativa di Marco di Rovereto. Costi Dell'intervento - Per la formazione di circa
500 persone all'anno, si prevede la seguente spesa: Ogni corso € 2.250 - 20 corsi (all'anno) Euro 45.000, Un corso per
abilitazione docenti Euro 5.000. - Totale Euro 50.000 Soggetti Coinvolti - Scuola provinciale antincendi – Servizio
antincendi e protezione civile .
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rassegna stampa Protezione civile 30 marzo