Rassegna Stampa
Mercoledì 22 febbraio 2012
Rassegna Stampa realizzata da SIFA Srl
Servizi Integrati Finalizzati alle Aziende 20129 Milano – Via Mameli, 11 Tel. 0243990431 – Fax 0245409587
Rassegna del 22 febbraio 2012
SANITÀ LOMBARDIA
Bresciaoggi
53
QUEL CONVEGNO SANITARIO
Bresciaoggi
28
UNA SERATA SUL PROBLEMA DELL'ALZHEIMER
4
Bresciaoggi
27
DISCARICA BOSCO STELLA: CRESCE LA MOBILITAZIONE
5
Bresciaoggi
17
"LA DONAZIONE DEL CORDONE PREZIOSA E SICURA"
Federica Pizzuto
6
Bresciaoggi
8
TARGHE ALTERNE AL VIA: OGGI CIRCOLANO LE "PARI"
Mimmo Varone
7
Bresciaoggi
30
CASTEGNATO PRESENTA I "GRUPPI DI CAMMINO"
Bresciaoggi
21
TRE SETTIMANE DA INCUBO: IN QUEL GIUGNO DEL 2009 COLPITE DUEMILA PERSONE
V.r.
9
Bresciaoggi
21
ACQUA "TOSSICA", ECCO LA VERITÀ DELL'ACCUSA
Federica Malvicini
10
Corriere Della Sera (bs)
7
LO STATO DI VASSALLAGGIO DELLA ZOOTECNIA BRESCIANA
Corriere Della Sera (bs)
1, 2
TARGHE ALTERNE, IL D-DAY
Corriere Della Sera (bs)
2
LA VERA ARMA: LIMITARE LA VELOCITÀ IN AUTOSTRADA
Il Giornale Di Brescia
22
SAN FELICE, DISSENTERIA DI MASSA, GARDA UNO A PROVESSO IL PROSSIMO 16 MAGGIO
16
Il Giornale Di Brescia
8
SINDACI CONCORDI: "ABBIAMO FIRMATO PER L'AMBIENTE"
17
Il Giornale Di Brescia
1, 8
TARGHE, OGGI SI VA CON LE PARI
Il Giornale Di Brescia
24
ISEO, NUOVA CASA PER I SERVIZI ASL
Il Giornale Di Brescia
9
ECODEM: "L'ARPA DICHIARI LO STATO DI EMERGENZA PER PM10"
Il Giorno Brescia
3
I PRONTO SOCCORSO NEL CAOS? "NON AL CIVILE: È GIOIELLO UN PÒ DI ATTESA, MA È GIUSTO"
23
Il Giorno Brescia
2
TARGHE ALTERNE? NO, GRAZIE "PALLIATIVO, SERVE BEN ALTRO"
27
Panorama Sanita
34, 3
5000 PASSI AL GIORNO FANNO RISPARMIARE 700 EURO/ANNO
31
Panorama Sanita
28, 2
VACCINAZIONE HPV: ITALIA TERZA IN EUROPA
33
Panorama Sanita
32, 3
ITALIANI SALUTISTI
Gianni Melotti
3
ASL BRESCIA
8
SANITÀ LOMBARDIA
11
Italia Brontesi
12
I.b.
15
ASL BRESCIA
SANITÀ LOMBARDIA
R.ma.
18
ASL BRESCIA
21
W.n.
22
SANITÀ LOMBARDIA
MEDICINA & FARMACOLOGIA
SEGNALAZIONI
35
Quel convegno
sanitario
Ho letto, su Bresciaoggi, la presa di posizione di in gruppo di
professionisti dell'area tecnico sanitaria, riabilitativa, ostetrica e sociale sul convegno organizzato il 25 cm in città dall'
Ordine dei medici.
Concordo sul fatto che il titolo sia quantomeno fuorviante
perchè si tratta poi appena di
un incontro tra medici e infermieri, e non di un confronto
tra medici e professioni sanitarie nel loro insieme, come il titolo dato all'evento lascerebbe
intendere. Ovvia quindi la precisazione di quanti si sentono
esclusi, ma vorrei aggiungere
dell'altro.
Il titolo è quantomeno poco
felice non solo per questo, ma
anche perchè sembra lasci intendere che i medici, da remi-
niscenze ancestrali, quasi ancillari, siano qualcosa d'altro
rispetto alle professioni sanitarie. Non è ovviamente così. Il
nostro ordinamento giuridico, anche se qualcuno ha tentato senza riuscirvi di introdurre le Prof. San. primarie, piaccia o meno, riconosce solo ed
unicamente le professioni sanitarie e le arti ausiliarie delle
professioni sanitarie. Tra le
prime rientrano, a pieno titolo, anche i medici, con tutte
quelle professioni, dall'infermiere, al fisioterapista, al tecnico di laboratorio o radiologia, una volta definite «sanitarie ausiliarie», che, grazie alla
legge 42/99, hanno acquisito
lo status di professioni sanitarie «tout court». Il tutto mentre da più parti si invoca una
SANITÀ LOMBARDIA
rivisitazione di costose prassi
consolidate per superare la
perversalogicadei continui tagli economici, andando sulla
strada di una reale valorizzazione delle professionalità esistenti nel Ssn e Ssr, professionalità che, per altro, lo Stato
prepara, a sue spese, nelle università. Che poi è proprio quello che si prefìgge anche il convegno bresciano che, per evitare un conflitto tra categorie,
prevede «la necessaria rinuncia da parte dei medici ad un
rapporto asimmetrico (che)
dovrebbe evolvere verso una
armonizzazione dei ruoli,
competenze e titolarità, costruite attorno ai bisogni del
paziente».
Gianni Meiotti
FISIOTERAPISTA-BRENO
Pag. 3
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UNA SERATA
SULPROBLEMA
DELL'ALZHEIMER
«Invecchiamento normale
o patologico?» è il tema da
cui parte il percorso introduttivo al progetto promosso, a Gavardo, dalla cooperativa «La cordata», col sostegno del Comune e destinato in particolare i familiari di malati di Alzheimer.
L'incontro è fissato alle
20.30 di domani nell'auditorium della biblioteca, e sarà
guidato da Sara Avanzini,
psicologa clinica, e dal medico Sonia Zani.
SANITÀ LOMBARDIA
Pag. 4
AMBIENTE. Stasera incontro a Castegnato
Discarica Bosco Stela:
cresce la mobilitazione
Bosco stella: le strategia per
fermare la discarica saranno
messe a punto stasera nel corso di un'assemblea pubblica al
centro civico di Castegnato
dalle 20,30. Intanto i Comitati
si mobilitano per il 2 marzo.
«Siamo alla stretta finale per
evitare la discarica». È questo
il titolo di una e-mail che da
qualche giorno gira tra i comitati «Salute e ambiente» di Castegnato, Ospitaletto, Paderno e Passirano, chiamando tutti ad un ulteriore impegno in
vista del traguardo finale.
«I prossimi giorni - scrivono
nanti. Anche la Provincia di
Brescia, grazie anche al pressing messo in atto dai comitati
Salute e Ambiente e dai sindaci, si appresta a fare passi importanti per poter giungere alla conferenza dei servizi fissata per il 2 marzo in Regione
con pareri di contrarietà».
Proprio perii 2 marzo, quando a Milano si terrà la conferenza dei servizi per la valutazione di impatto ambientale, i
Comitati stanno organizzando un pullman per sostenere i
sindaci e hanno già avviato la
raccolta delle adesioni.»
i fornitati - saranno determi-
SANITÀ LOMBARDIA
Pag. 5
MEDICINA. Un incontro promosso dall'Adisco ha ribadito il valore della raccolta del sangue ombelicale per la salute e per la ricerca
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Il dottor Gaetano Chirico
Gaetano Chirico (Ospedale
dei bambini): «Solo vantaggi
Nessun rischio né per le
mamme né per il neonato»
Federica Pizzuto
Far conoscere il valore della
donazione del sangue del cordone ombelicale: era l'obiettivo, centrato, dell'incontro promosso dall'Adisco Brescia e
dall'Inner Wheel Brescia Sud
all'auditorium San Barnaba.
«Il sangue cordonale è una
grande risorsa che fino agli anni '90, quando è nata Adisco,
veniva buttata via - ha spiegato Daniela Turotti, presidente
provinciale dell'associazione
-: il nostro compito è diffondere e incentivare le modalità di
raccolta del sangue cordonale». «Siamo di fronte a una
nuova frontiera, che è quella
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gue cordonale a uso autologo,
60 mila delle quali provenienti dall'Italia al costo di 150 milioni di euro, con cui sono stati
effettuati dodici trapianti.
«Sono invece 450 milale unità di sangue cordonale a uso
solidaristico raccolte dalle
banche del sangue, 26 mila delle quali provenienti dall'Italia,
e con le quali sono stati effettuati 30 mila trapianti», ha ricordato Russo. «Per invertire
questa tendenza bisogna fare
ciò che abbiamo fatto noi agli
Spedali Civili: offrire alle donne la possibilità di donare le
cellule cordonali auso solidaristico, facendo in modo di garantire sialoro in prima persona siai riceventi», ha sottolineato il dottor Andrea Lojacono,
titola della cattedra di Ginecologia e Ostetricia all'Università degli studi di Brescia. Un'affermazione sostenuta dal dotor Gaetano Chirico, direttore
del reparto di Neonatologia
dell'Ospedale dei bambini di
Brescia: «La prima preoccupazione delle donne partorienti
è che vi siano rischi per il bambino o per se stesse; è importante sottolineare che non vi è
alcuna conseguenza né per la
mamma né per il figlio. RicorIN ITALIA LA LEGGE non consen- do un caso in cui i genitori di
te la conservazione di cellule un bambino affetto da una grastaminali auso autologo, ovve- ve malattia decisero di metterorivoltea se stessi: ecco quin- re al mondo un altro figlio per
di che gli italiani tendono a in- poter utilizzare alla sua nasciviarle all'estero per poterle poi ta le cellule staminali del sanutilizzare in caso di necessità. gue del cordone ombelicale e
Fino ad oggi le 134 banche pri- poter dare nuova vita al primovate sparse nel mondo hanno genito. Un solo cordone omberaccolto 900 mila unità di san- licale ha dato due vite». •
di un nuovo sistema di cura ha spiegato la dottoressa Ermanna Bercili, direttore sanitario degli Spedali Civili di Brescia -. Le cellule staminali contenute nel sangue del cordone
ombelicale proprio per le loro
specifiche caratteristiche biologiche, a partire dalla loro immaturità, permettono di eseguire trapianti per la cura di
numerose malattie ematologiche anche in soggetti solo parzialmente compatibili».
Sulla necessità di informare
correttamente le partorienti
sul tema delle donazioni di
sangue cordonale ha insistito
Domenico Russo, direttore
della Cattedra di Ematologia
dell'Università degli studi di
Brescia, mentre la dottoressa
Mirella Marini, del servizio di
Immunoematologia e medicina trasfusionale ha ricordato
che «agli Spedali Civili è stata
istituita un'attività interdisciplinare tra l'ostetricia e il servizio trasfusionale», affinché le
donne possano comprendere
che esiste un'attività istituzionale che le assiste nella scelta
da compiere e in tutto il percorso successivo.
SANITÀ LOMBARDIA
Pag. 6
INQUINAMENTO. Dalle 9 alle 18 scatta il provvedimento su strade comunali e provinciali
Targhe alterne al via:
oggi circolano le «pari»
pianura. Sabato e domeniIl divieto in vigore a Brescia e nei Comuni dell'area lica,inpoi,
saranno giornate ben
soleggiate con temperature
critica. Multefinoa 155 euro e rischio di sospensionegradevoli. Insomma, almeno
per questa settimana si viaggeper quindici giorni della patente per i trasgressori
rà a targhe alterne.
Mimmo Varane
Oggi dalle 9 alle 18 circolano le
targhe pari, domani sarà il
giorno delle dispari. E si andrà
avanti cosìfinchéil PmlO non
sarà sceso sotto la soglia dei 50
microgrammi per metro cubo
(ug/mc) per due giorni consecutivi in tre delle quattro centraline (Broletto, Villaggio Sereno, Rezzato e Sarezzo) prese
a riferimento dal Protocollo
dei 21 sindaci dell'area critica
bresciana. La limitazione è in
vigore nei territori di tutti i 21
Comuni dell'area critica bresciana. E attenzione, i trasgressori che incapperanno nei controlli pagheranno una multafino a 155 euro, con il rischio di
sospensione della patente per
15 giorni in caso di recidiva nel
biennio.
Ieri centinaia di bresciani
hanno reso incandescenti le linee telefoniche del Comando
di polizia municipale per chiarimenti e spiegazioni. Molti vo-
levano capire come considerare lo zero, che vale come cifra
pari. Dunque le targhe che finiscono con zero circoleranno
oggi, a patto che non appartengano alle classi Euro 0 benzina, Euro 0,1 e 2 diesel, soggette alla norma regionale che le
blocca fino al 15 aprile dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle
19.30.
LE TARGHE alterne dovrebbero
ridurre il traffico di circa il 20
per cento, o forse meno. Nei
fatti bloccano solo i veicoli Euro 1,2 e 3 a benzina e gli Euro 3
diesel. Gli Euro 4 e 5 benzina e
diesel (con filtro antiparticolato) non sono soggetti a limitazioni, come i veicoli elettrici,
gli ibridi (motore elettrico e
termico), quelli alimentati a
gas metano o Gpl, le auto con
almeno tre persone a bordo
(car pooling) e quelle del servizio car sharing. E poi ci sono le
consuete deroghe per forze
dell'ordine, bus e taxi, servizi
di pubblica utilità e quant'al-
tro. L'ordinanza con tutti i dettagli si trova nel sito www.eomune.brescia.it cliccando sul
bottone «targhe alterne».
A limitare la circolazione i
sindaci sono arrivati dopo 18
giorni consecutivi di PmlO fuori norma. La pioggia di lunedì
ha abbassato le concentrazioni, ma non è riuscita a portarle
sotto i 50 ug/mc. La centralina
del Broletto, che domenica era
schizzata a quota 209, è scesa
a 56, quella del Villaggio Sereno da 190 a 58, e i 199 ug/mc di
Sarezzo sono diventati 83. Solo a Rezzato è comparso il verde con 26 ug/mc.
Ma una sola centralina non
basta, tanto più che da ieri,
con il ritorno del bel tempo, le
polveri fini non potranno che
tornare a livelli alti. Per domani il meteo Arpa prevede irregolarmente nuvoloso con minime a meno 2 e massime a 13,
e venti deboli con possibili rinforzi in serata. Venerdì sarà sereno o poco nuvoloso con massime in aumento e venti debo-
SANITÀ LOMBARDIA
IL PROVVEDIMENTO,che blocca
pure i tratti di strade provinciali all'interno dei 21 Comuni
(esclusa la tangenziale sud di
Brescia), ha trovato all'ultime
momento l'adesione dei municipi della Valtrompia oltre i 10
mila abitanti, che non possono avvalersi delle limitazioni
sulle provinciali da parte della
Prefettura, come accade pei
quelli più piccoli. I sindaci, si
sa, si rifiutano di assumere
competenze su strade che non
siano comunali, per cautelarsi
contro l'eventualità che poi
debbano curarne anchela manutenzione. Il che manderebbe in rovina i loro bilanci. Ieri
hanno aggirato l'ostacolo precisando nell'ordinanza che
«per garantire la massimizzazione del provvedimento di limitazione del traffico è necessario garantire omogeneità di
regime tra le strade comunali
e le strade di competenza della Provincia comprese all'interno del territorio comunale». Un uovo di Colombo. •
Pag. 7
Castegnato presenta
i «Gruppi di cammino»
C
amminare, si sa, fa bene
alla mente ed al fisico ed
è un'ottima attività per mantenersi informaeprevenireed anche curare alcuni di quegli acciacchi che con l'età sono più
frequenti. Come attività di prevenzione l'AsI di Brescia sta
proponendo ai comuni di organizzare i "Gruppi di cammino" e
tra quelli che hanno accettato
di buon grado di organizzarli
c'è il comune di Castegnato
con l'assessorato ai Servizi Sociali che hagiàasua volta trovato piena collaborazione dall'as-
sociazione Pensionati di Castegnato e Diabete Brescia.
Mercoledì 29 febbraio, alle
15, il progetto sarà presentato
nei locali dell'associazione Anziani in Via Agostino Gallo con
la presenza della dottoressa Lucia Donzelli, medico dell'AsI
per l'educazione alla salute.
I gruppi di cammino inizieranno il 6 marzo. Si ritroveranno
due volte la settimana sotto la
guida di un conduttore esperto
che stabilirà la lunghezza del
percorso, la durata e il ritmo delia camminata.
ASL BRESCIA
Pag. 8
Tre settimane da incubo:
in quel giugno del 2009
colpite duemila persone
Era il pomeriggio del 9 giugno
clostridium) ma anche da virus
2009 quando a San Felice si
(rotavirus e norovirus) diffusi nella
sparse la voce che un gran
la popolazione dalla rete idrica.
brutto mal di pancia aveva
colpito una comitiva di turisti,
ERA I L I "LUGLIO quando, a
all'hotel «Casimiro» di Portese. seguito di una robusta opera di
Ma ci vollero poche ore per
bonifica, l'acqua tornò potabile,
rendersi conto che non era solo evento festeggiato dal sindaco
un mal di pancia, e che quella
Paolo Rosa che suggellò la fine
forma aggressiva di
dell'incubo dissetandosi alla
gastroenterite si era
fontanella pubblica. In mezzo, dai
manifestata non solo al
primi casi fino a quella salutare
Casimiro, ma in tutti gli alberghi bevuta,fu davvero un calvario.
e in tutte le famiglie.
La popolazione era disorientata,
e le autorità non di meno. Nei
Era l'inizio di un'epidemia che
giorni dell'epidemia, le notizie e le
avrebbe coinvolto alla fine
prescrizioni sulla profilassi
oltre 2mila persone,
costringendo un intero paese a arrivarono al sindaco e alla
popolazione con il contagocce da
vivere per settimane in uno
scenario da peste manzoniana. parte delle autorità sanitarie.
I sospetti caddero subito
Solo il 16giugnofu ordinato di
sull'acqua, ma nonostante la
non usare l'acqua per cucinare; il
sanificazione da agenti
19 di non usarla per lavare frutta e
batterici, l'epidemia
verdura; il 22 furono prescritte
continuava.
cautele nell'uso dei servizi igienici
e solo il 24 l'AsI raccomandò di non
fare il bagno nelle piscine riempite
SOLO IL 25 GIUGNO l'AsI
con acqua dell'acquedotto. Nel
comunicò di avere individuato
l'agente patogeno in un cocktail frattempo 2mila persone erano
state male. V.R.
formato non solo da batteri (il
ASL BRESCIA
Pag. 9
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I primo atto del procedimento giudiziario monopolizzato dalla calendarizzazione delle udienze. Per i pm l'ondata di gastroenterite poteva essere evitata
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tuto proliferare a causa del
profondo degrado in cui verteva l'impianto.
Situazione, che sempre secondo l'accusa, era a conoscenza dei vertici di Garda Uno,
che avrebbero dovuto e potuto
prevedere ciò che accadde dal
9 giugno del 2009 in poi.
imputati i vertici dell'azienda
Secondo quanto è emerso
Garda Uno: il presidente Ma- dalle indagini Bocchi, Ricchetrio Bocchio, di 67 anni, il diret- ti e Giacomelli agirono con netore generale Franco Ricchet- gligenza, imperizia e impruti, di 64, e il dirigente responsa- denza nella gestione della rete
bile Mario Giacomelli, di 58 idrica comunale rendendosi
anni.
colposamente responsabili
Sui tre gestori dell'acquedot- del disastro.
to di San Felice del Benaco peL'impianto sarebbe stato arsa l'accusa di epidemia colpo- rugginito consentendo ai milisa per la diffusione di gastro- ti di agire indisturbati aggreenterite.
dendo i filtri a lago. Il contatto
A presiedere il collegio è il con la sabbia avrebbe fatto il
giudice Anna Di Martino, che resto.
ha dichiarato l'apertura delLa clorazione utilizzata dall'istruttoria dibattimentale do- l'impianto, inoltre, sarebbe
po aver dato lettura dei capi di stata insufficiente, così come
imputazione scaturiti dagli sarebbe risultato assente un
esiti dell'inchiesta aperta dal- adeguato trattamento contro
la procura dopo la raffica di ca- le tossine prodotte dalle alghe.
si di gastroenterite.
Secondo l'accusa, l'azienda
Secondo la pubblica accusa non aveva alcun collaboratore
l'intossicazione fu causata dal- con le competenze necessarie
l'acqua infetta sgorgata dal- per interpretare le variazioni
l'acquedotto, in particolare dei dati delle analisi e in grado
dai microorganismi patogeni di capire il rischio che stava
che conteneva: le analisi dei correndo l'intera cittadinanza
periti della procura hanno fra continuando a bere l'acqua
l'altro evidenziato la presena del rubinetto.
di «clostridium perfigense» e
Una tesi, quella dell'accusa,
«norovirus», batteri che si svi- sempre rigettata dagli imputaluppano nelle vicinanze di sca- ti: la salubrità degli impianti,
riche fognarie.
stando ai vertici della Garda
Uno sarebbe stata certificata
GLI AGENTI PJOTGENI che co- dai controlli della Asl. Sarà ora
strinsero almeno due mila per- il dibattimento a stabilire se
sone a rivolgersi al pronto soc- quell'epidemia che costrinse
corso dovevano trovarsi - a pa- alle cure sanitarie l'equivalenrere degli inquirenti - nelle in- te di un piccolo paese poteva
crostazioni esteme e inteme essere evitata.»
dei filtri d'acqua e avevano po-
Il processo ai vertici di Garda Uno
si è aperto davanti un'aula gremita
L'imputazione è epidemia colposa
Si sono costituite trenta parti civili
Federica Malvlrinl
Quella del 2009 fu un'estate
da incubo per duemila persone per lo più residenti a San Felicie ma anche turisti vittime
di un'intossicazione causata
da un mix di micidiali batteri
colifecali.
Per gli Inquirenti
gli agenti patogeni
si svilupparono
per II degrado
dell'impianto
Idrico del paese
L'articolato cammino giudiziario per stabilire eventuali
responsabilità penali e civili
di quella «epidemia» è cominciato ieri mattina con la prima
udienza del processo.
Uno start monopolizzato dalla calendarizzazione delle
udienze e dalla costituzione
delle parti civili, circa trenta
posizioni in rappresentanza
di buona parte delle persone
colpite dall'intossicazione.
L'AULA DEL PALAGIUSTIZIA di
via Lattanzio Gambara gremita di pubblico la dice lunga sull'interesse suscitato dal processo di primo grado che vede
" l'!(l!V!M \\
ASL BRESCIA
Pag. 10
Lo STATO
DI VASSALLAGGIO
DELLA ZOOTECNIA
BRESCIANA
]\ /f ercati esteri.
J.V i Outsourcing.
Export. Non si fa altro
che guardare oltre i
confini nazionali. Invece,
sarebbe bene guardare
anche entro i nostri
confini provinciali. E allo
stato di vassallaggio
della zootecnia bresciana
nei confronti dei territori
circostanti. Primi
nell'allevamento di suini,
i bresciani, ma sprovvisti
di grandi marchi di
trasformazione e
commercializzazione.
Come dire: le attività
agroalimentari a più alto
valore aggiunto ci
scappano dalle mani.
Non solo questione di
campanilismo. Ieri il
Corriere è ritornato sulla
questione della possibile
costruzione di un
macello a Manerbio.
Benissimo, ripartiamo
da lì per dare alla
provincia — e ai suoi
prodotti di qualità —
una sua riconoscibilità
sulle tavole dei
consumatori italiani. E
in quest'ottica che si
devono leggere i dati
pubblicati ieri dal Crefis,
il Centro ricerche
economiche sulle filiere
suinicole: perché mentre
si esulta per la crescita
registrata dalle filiere
suinicole nel quarto
trimestre del 2011, con
un +16%, i profitti dei
macelli vanno a picco. Lo
scorso anno, il
SANITÀ LOMBARDIA
decremento è stato del
4,6% rispetto al 2010.
Peggio di così, solo nel
2003. II motivo? Secondo
il professor Gabriele
Canali, che ha studiato il
settore, il comparto
soffre di due problemi
principali: «Il primo è
l'eccesso di capacità di
lavorazione. Il secondo,
non meno grave, il
deterioramento degli
impianti, ormai desueti:
dovremmo averne meno,
di dimensioni maggiori e
più moderni. Se non si
valorizzano i nostri suini
pesanti — conclude
Canali — da questa
situazione non si esce».
Alessandra Troncarla
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Pag. 11
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Neanche la pioggia di lunedì ha fatto rientrare le polveri sottili entro limiti accettabili. E così da oggi scatta
la misura delle targhe alter-
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viaggiare le autovetture munite di targhe pari. Molte le
deroghe. La misura interes-
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strade provinciali. Esclusa la
tangenziale Sud.
Polveri sottili Scatta il provvedimento per affrontare l'allarme smog
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colare solo le targhe pari^
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giorni e targhe alterni, nei
giorni pari le targhe con l'ultima cifra pari (zero compreso), dispari nei giorni dispari, fino alla fine dell'emergenza (ielle Doiven sottili. lorstiie
alterne S t e s o l e strade pròvincialij nei tratti che attraverso.no il territorio comunale*
Lo hanno deciso i sindaci dei
comuni della Valtrompia e degli altri comuni che insieme a
Brescia hanno firmato il pròtocollo antismog in vigore
dall'autunno scorso.
«Abbiamo deciso di applicare il protocollo, coerenti
con l'impegno che ci siamo
presi sottoscrivendolo —
spiega Stefano Retali sindaco
di Concesio — per tutelare la
salute dei cittadini». I sindaci
hanno emesso ordinanze che
prevedono la circolazione
con targhe alterne anche sulle provinciali entro i confini
del centro urbano.
una precisazione non oa
poco, perchè i sindaci sono attenti a non oltrepassare i limiti eoe iimreDDero con i asse™
gnare ai comuni la competenza sulle strade provinciali,
con quel che ne conseguirebbe in termini di manutenzione e quindi di spesa che peserebbe sul bilancio comunale.
Si circola invece sulla tangenziale sud di Brescia, il Comune ha deciso di non applicare
restrizioni.
Possono circolare a targhe
SANITÀ LOMBARDIA
alterne gli euro 4 e 5, i motori
elettrici, a metano e gpl5 car
pooling e car-sharing, oltre,
ovviamente, ai mezzi delle
forze dell'ordine e di emergenza. La polizia locale ha rafforzato i controlli. «Sono otto
le pattuglie che sorvegleranno le strade» ha spiegato il vicecomandante Gianni BonviChi non rispetta i divieti
previsti dall'ordinanza sulle
targhe alterne rischia sanzioni di 80 euro.
Per 18 giorni, il limite previsto dal protocollo anti-smog firmato dai sindaci
per far scattare il provvedimento, la concentrazione di
Pm io ha superato il limite di
legge (50 microgrammi per
metro cubo d'aria) e il 19 febbraio, domenica, ha raggiun-
Pag. 12
to punte elevatissime: 209
mg registrati dalla centralina
dell'Arpa al Broletto, 190 al
villaggio Sereno. Non è aridata meglio in provincia con
106 microgrammi a Odolo,
149 a Rezzato, 199 a Sarezzo.
La situazione è migliorata lunedì 20, a Odolo e a Rezzato
le polveri sono addirittura
scese rispettivamente a 23 e
26 microgrammi, mentre le
due centraline della citta hanno registrato ancora superi
ma molto più contenuti 56
mg al Broletto e 58 al villaggio Sereno.
Le previsioni per i prossimi giorni non sono però favoKv&aim ritomo diariapuBta. Il meteo dell'Arpa prevede
per domani cielo sereno e as-
senza di venti e venti deboli
sono previsti anche per i prossimi giorni fino a domenica
con cielo sereno alternato a
velato o coperto. Il tempo
non promette di spazzare via
le polveri sottili. Si andrà
avann con le tar^oe alterne^
che dovrebbero ridurre il traffico del 20%, finché tre centraline su quattro non registreranno per due giorni consecutivi una concentrazione di
Pm 10 al di sotto del livello di
50 microgrammi al metro cubo d'aria.
italiabmntesi@liberoÀt
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Abbiamo applicato il protocollo per tutelare la salute di tutti
S t e l l i © R e t a l i sindaco di Concesio
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La circofazione a targhe alterno
Dalie 9 alie 18 finché
non cessa l'emergenza
Nessuna limitazione dì traffico
sulla tangenziale Sud
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SANITÀ LOMBARDIA
13
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Pag. 13
Comuni dove i
verrà applicato
il provvedimento
Màrcheni
Gardone
Val Trompìi
òHrOZZO
! Villa :
iCarcina
Lumezzane
Concesio
Gussago
Bovezzo N a y e
Coltebeato
Cellatica
Castegnato
Botticìno
Roncadelle B R E S C I A
Razzato!
Castel
S.Zeno
Meila
Naviglio
Piero Borgosatollo
Castenedolo
II
La limitazione di circolazione
non si applica ai mezzi di:
forze dell'ordine
e di pronto soccorso
sacerdoti
F j y f j j giornalisti ed edicolanti
trasporto pubblico
f~—~l e scuolabus
trasporto disabili
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ambulanti
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Sono esclusi
dal divieto i veicoli:
Poste e chi svolge
pubblico servizio
euro 4 e 5 benzina e diesel
medici e veterinari
a metano e gpl
trasporto di persone
soggette a terapie
indifferibili
Ibridi
turnisti fuori orario
dei mezzi pubblici
elettrici
car pooling
{con tre persone a bordo)
car sharing
SANITÀ LOMBARDIA
Pag. 14
La vera arma:
limitare
la velocità
in autostrada
«Ha riempito di auto il
centro della città,
pubblicizza spendendo
soldi dei cittadini la
pedonalizzazione di aree
già pedonalizzate e in
piazza Duomo nel giro di
quattro anni ha cambiato
quattro volte le regole». In
piazza Duomo si sono dati
appuntamento ieri gli
Ecodem, ecologisti
democratici, mascherine
antismog a coprire bocca e
naso, per denunciare la
«pubblicità ingannevole
della giunta Paroli» che si
è limitata a tornare al 2008
«alle vecchie Ztl della
giunta Corsini» e ha pure
eliminato corsia e fermata
dell'autobus. Hanno scelto
il giorno di Carnevale per
ricordare che «abbiamo
già superato i 35 giorni di
aria inquinata a metà
febbraio... e purtroppo
non è uno scherzo di
Carnevale». Bocciate anche
le targhe alterne. Le Pm 10
sono alle stelle «andiamo
in controtendenza» ha
rilevato Paolo Vitale
coordinatore del circolo
cittadino «ci siamo fatti
superare perfino da
Milano, là il centro è
chiuso, a Brescia è pieno di
auto». Insieme a Vitale,
Giuseppe Tognazzi
capogruppo Pd in
circoscrizione, Angelo
D'Errico, Giuseppe
Tognazzi, Laura Ventura e
Giorgio De Martin
segretario cittadino del Pd.
Il provvedimento delle
targhe alterne che oggi
entra in vigore ridurrà il
traffico «solo del 20% e
non ci saranno neppure
controlli, i vigili non
possono fermare tutte le
auto in circolazione».
«Paradossale» viene
definito il numero di 18
giorni previsto nel
protocollo dei sindaci per
far scattare la limitazione
del traffico, «un limite che
non viene mai raggiunto. Il
tema vero è l'esposizione
costante e prolungata alle
ASL BRESCIA
polveri sottili. E' giusto
richiamare ai propri doveri
sindaco e giunta, ma anche
altri enti, Arpa e Asl, che
non dichiarano
l'emergenza sanitaria
neppure dopo 38 giorni di
polveri sottili alle stelle.
Ormai sono notizie da
cronaca nera» ha detto con
amara ironia Laura
Ventura. La proposta è di
intervenire diversamente:
«Basterebbe limitare la
velocità a 80-90 all'ora
sulle tangenziali e le
autostrade, il Comune
dovrebbe chiederlo alla
Regione», ma anche,
suggeriscono gli Ecodem,
lavare le strade più
frequentemente. Intanto
per informare i cittadini
sulla situazione hanno
caricato su Youtube un
video che mostra le
condizioni di strade e
piazze di Brescia, via
Mazzini ridotta a gniviera
e piazza Duomo senza
sosta per l'autobus.
I. B.
Pag. 15
SAN FELICE
D K^pntpri?ì di nri/KV)
\j0iOo uoo et oroccsso
il prossimo lo maggio
SAN FELICE II processo
al presidente Mario
Bocchio, al ^Tettate
generale Franco Romano
Richetti ed al responsabile
del settore ciclo-idrico
integrato Mario
Giacomelli di «Garda
Uno» è sulla linea di
partenza. Dopo l'udienza
di ieri davanti ai giudici
della seconda Sezione
penale (presidente Anna
Dì Martino) per
l'ordinanza ammissiva
delle prove e delle
costituzioni di parte civile,
il 16 maggio entrerà nei
vivo la partita giudiziaria
scaturita in seguito
all'epidemìa di
gastroenterite che, nel
giugno del 2009, colpì
circa duemila persone tra
residenti e villeggianti a
San Felice dei Benaco.
Circa cinquanta le
persone offese cui è stato
riconosciuto il diritto di
costituirsi parte civile.
Sostanzialmente tutte
quelle che avevano
denunciato Garda Uno
per la cattiva gestione
dell'acquedotto che serve
la località gardesana.
Nel corso delle indagini
gli inquirenti appurarono
SANITÀ LOMBARDIA
che microrganismi
patogeni avevano avuto
vita facile lungo le
condutture
dell'acquedotto e nei filtri
dei depuratori posti a
lago, raggiungendo
proprio da 1, sia
attraverso gli impianti
domestici che pubblici,
diverse centinaia di
persone. Di qui l'accusa di
epidemia colposa, lesioni
e distribuzione di alimenti
adulterati; contestazioni
che i tre imputati
dovranno affrontare tra
tre mesi. Quando il
processo entrerà nel vìvo.
Pag. 16
Intesa anche tra i municipi in Vaitrompia. Concesio coinvolge le strade provinciali
• Tutti d'accordo. I sindaci dell'hinterland sono giunti infine ad
una composizione e, anche se
con piccoli distingui, le ordinanze sono statefirmateieri.
Anche i sindaci della Vaitrompia
legati al nodo delle strade provinciali (Sarezzo, Villa Carcina, Concesio, Bovezzo e Nave) hanno
espresso parere favorevole alle
targhe alterne. «Una misura necessaria - ha osservato Tiziano
Berteli, sindaco di Nave che lo
considera tuttavia un primo inizio, in attesa di misure ancora più
incisive». In sintonia Gianmaria
Giraudini, primo cittadino di Villa Carcina che nella sua ordinanza estende anche il regime alla
provinciale. «Il nodo da sciogliere
era del resto l'attraversamento
dei veicoli sulla sp345. Noi sindaci eravamo per il divieto di transito, mentre altre istituzioni tentennavano. La scelta delle targhe alterne ha messo tutti d'accordo».
E non manca di esprimere la propria soddisfazione per l'intesa
raggiunta Stefano Retali sindaco
di Concesio. «È un provvedimento che farà discutere ma è il primo
segnale concreto di un'inversione di tendenza». Sulla stessa lunghezza d'onda Antonio Bazzani,
alla guida di Bovezzo. «Le targhe
alterne sono un'iniziativa importante per il risanamento ambientale».
Infine Massimo Ottelli di Sarezzo: «Ritengo il provvedimento po-
SANITÀ LOMBARDIA
sitivo. E un primo passo concreto». In Vaitrompia, l'adozione delle targhe alterne, ha quindi trovato un unanime consenso. Ora
l'obiettivo è di far rispettare il dispositivo. Per questo le Polizie locali saranno impegnate da oggi
nel far rispettare quanto disposto, incominciando a controllare
le targhe. Da Roncadelle II sindaco Michele Orlando chiede alla
Provincia e quindi al prefetto la limitazione sulla strada provinciale, «ma intanto il sasso è stato lanciato».
Ora resta il nodo della concentrazione di Pm 10: ieri i valori riferiti a
lunedì si assestavano sui 58 microgrammi per mq. Ancora una
volta fuori limite.
Pag. 17
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BRESCIA Nemmeno la piog- con targa pari (da prendere
gia (peraltro piuttosto limita- in considerazione è l'ultimo
ta) che è caduta lunedì ha mi- dei numeri della targa e lo 0
gliorato la situazione del- va considerato come pari),
l'aria sulla nostra città: ecco mentre domani, giovedì 23,
perché a Brescia e nei dician- giorno dispari, sempre dalle
nove Comuni della cosiddet- 9 alle 18, circoleranno solo
ta Area critica, da stamattina quelle con targa dispari.
scatta la circolazione a targhe È esclusa dal divieto la Tangenziale Sud, che rimarrà
alterne.
Oggi, mercoledì 22, giorno pa- aperta normalmente al traffiri, dalle 9 alle 18 potranno cir- co. Potranno comunque circolare soltanto le automobili colare - come da protocollo -
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tutte le vetture a norma Euro
4 ed Euro 5, sia con alimentazione a benzina, sia a gasolio.
Il provvedimento verrà ritirato soltanto quando, per almeno due giorni consecutivi, il livello del PmlO nell'aria riscontrato dalle centraline sarà inferiore alla soglia di 50
microgrammi per metro cubo, ovvero alla soglia che è stata fissata dalla legge.
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Dalle 9 alle 18 divieto di circolazione per i veicoli non euro 4,5 oppure elettrici o a gas
L'ordinanza firmata da tutti i 20 sindaci. Divieti anche su tratti della Spi9 e Sp345
• Parte oggi il regime delle
targhe alterne a Brescia e nella fascia dei 19 Comuni dell'area critica individuata dalla Regione Lombardia. Un
corpus di municipalità che
comprende i territori, oltre
che appunto della città, anche di Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castel Mela, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Fiero, Gardone Val Trompia, Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave,
Rezzato, Roncadelle, San Zeno, Sarezzo, Villa Carcina.
Nelle ultime ore, ieri, i Comuni superiori ai 1 Ornila abitanti
interessati dal passaggio delle strade provinciali hanno
anche avviato la richiesta di
nullaosta alla Provincia che,
tuttavia, ha 24 ore dalla ricezione delle singole ordinanze
sindacali per rispondere. «Entro la serata di mercoledì
provvederemo a comunicare
i nullaosta per le giornata a venire, ma anche in questo caso
la situazione delle richieste è
in divenire e non è definita»,
come conferma l'assessore ai
Lavori pubblici in Provincia,
Mariateresa Vivaldini.
Il problema infatti riguarda il
regime che i Comuni, come
Concesio, hanno voluto dare
allaSpl9 edallaSp345. «Il Comune ha indicato queste due
strade come strade extraurbane, tuttavia l'ordinanza del
sindaco le ricomprende. Se
sono di competenza provinciale aifinidella manutenzione, nonostante il Codice della strada indichi diversamente, lo dovrebbero essere anche dal punto divista della gestione come in questo caso»,
sostengono dalla Provincia,
lasciando spazio a quel filo di
polemica che da qualche tempo si trascina sulla questione.
Ciò che resta come fondamentale, tuttavia, è l'adesione data da tutti 120 Comuni
per dare seguito all'intesa raggiunta al tavolo dell'aria in
cui la Loggia è capofila.
SANITÀ LOMBARDIA
«L'accordo e l'Intesa realizzata sono passaggi imprescindibili per affrontare l'emergenza sulla qualità dell'aria. Anche se probabilmente sono
ben altre le misure da adottare, una limitazione basata sulle targhe alterne potrebbe far
contenere le emissioni e il sollevamento delle polveri sottili provocate dal transito dei
veicoli. La compattezza politica degli enti è strategica, anche se adesso serve un intervento strutturale della Regione che imponga misure adeguate ad affrontare un'emergenza che dura da anni» continua l'assessore in Loggia all'Ambiente, Paola Vii ardi.
La riflessione rilancia il trend
che emerge dagli ultimi anni
nella nostra provincia in fatto
di inquinamento dell'aria: il
valore medio ad oggi della
concentrazione di PmlO è di
77 microgrammi (il limite è
50 microgrammi per metro
cubo di aria), mentre nel
2011 era 74, 80 nel 2010, 59
Pag. 18
l'anno prima, 54 nel 2008 e
105 nel 2006. «Il tutto riferisce
come questa non possa più
essere una fase "acuta" ma
una malattia ormai cronica.
Da qui lanecessità di un inter-
vento della Regione che limiti anche l'emissione nell'aria
non solo di polveri, ma anche
di elementi gassosi la cui combinazione porta al produrre
PmlO in sospensione». Lapolitica sembra quindi fare la
sua parte. Ora l'appello passa
al Pirellone.
Roberto Manieri
liiilMiJÌt^lil^là4MM4S^
"^ Mezzi di trasporto pubblico e scuola bus;
^f Mezzi di trasporto di disabili, muniti del relativo contrassegno;
"% Veicoli appartenenti a soggetti pubblici e privati che svolgono funzioni di
pubblico servizio o di pubblica utilità con adeguato contrassegno o
certificazione come operatori dei servizi manutentivi di emergenza non
rinviabili al giorno successivo, agli autoveicoli adibiti al trasporto di effetti
postali evalori;
^i Veicoli di medici e veterinari in visita urgente e operatori sanitari ed
assistenziali in servizio;
^
Mezzi utilizzati per il trasporto di persone sottoposte a interventi o
terapie indispensabili ed indifferibili;
"^ Autoveicoli utilizzati dai lavoratori con turni lavorativi tali da impedire la
fruizione dei mezzi di trasporto pubblico, certificati dal datore di lavoro;
^ ' Autoveicoli dei sacerdoti e dei ministri del culto;
"% Veicoli degli operatori dell'informazione compresi gli edicolanti;
"^ Veicoli di operatori commerciali su aree pubbliche (ambulanti) diretti ai
mercati;
"% Veicoli adibiti a trasporto merci, ai veicoli ad uso speciale e trasporto
specifico
^ ' Veicoli degli agenti di commercio e rappresentanti;
"H Mezzi con le targhe prova;
"H Veicoli della autoscuole;
l f Mezzi storici certificati che si recano o fanno ritorno da raduni o
manifestazioni.
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• Il regime delle targhe alterne che scatta oggi (essendo la giornata pari circolano
quindi le targhe pari), introdotto dal protocollo sottoscritto dai 20 sindaci, parte
dopo il supero della soglia di
50 microgrammi per metro
cubo di PmlO per oltre 18
giorni consecutivi in 3 delle 4
centraline dell'Arpa (Broletto, Villaggio Sereno, Rezzato
e oarezzo).
Sono esclusi dal divieto di circolazione gli autoveicoli euro
4 e 5; i veicoli ad emissione
nulla (elettrici); i motoveico-
li, i motocicli e i ciclomotori
non due tempi euro zero; i veicoli alimentati a metano o
Gpl; i veicoli ibridi; i veicoli
con a bordo almeno 3 persone (car pooling) e quelli del
servizio car-sharing.
Nei giorni pari è ammessa la
circolazione ai veicoli con targa pari, nei giorni dispari a
quelli con targa dispari.
Il carattere numerico 0 della
targa è considerato elemento
pari.
In ogni caso i veicoli devono
comunque rispettare quanto
previsto dalla Legge Regiona-
SANITÀ LOMBARDIA
le 24/06, dalla d.g.r.
11.07.2008 n. 8/7635 e dalla
d.g.r. 29.07.2009 n. 8/9958:
pertanto, dalle 7.30 alle 19.30,
dal lunedì al venerdì, fino al
15 aprile2012, escluse le festività infrasettimanali, restano
soggetti al divieto di circolazione, indipendentemente
se dotati di targa pari o dispari, i veicoli euro 0 benzina ed
euro 0,1 e 2 diesel; i ciclomotori ed i motoveicoli a due
tempi, di classe pre-euro 1, indipendentemente dalla targa, non possono circolare.
Le misure verranno interrot-
Pag. 19
te nel momento in cui i livelli
di PmlO saranno rientrati al
disotto del livello di 50 microgrammi al metro cubo per
due giorni consecutivi, in almeno 3 delle 4 centraline indicate.
I trasgressori saranno sanzionati con una multa di 80 euro.
La violazione delle norme della L.R. 24/06, comporta una
sanzione di 150 euro. r. ma.
SANITÀ LOMBARDIA
Pag. 20
Iseo
ISEO Da questo venerdì alcuni servìzi del Distretto Asl di Iseo avranno
una nuova collocazione, più ampia e
adeguata alle esigenze degli assistiti,
in via Giardini Garibaldi. A renderlo
noto è la stessa Asl. I servizi interessati sono: la continuità assistenziale (ex
guardia medica), l'equipe operativa
Handicap, l'ambulatorio di igiene/
vaccinale, e l'ambulatorio per lo Screening della cervice uterina (paptest).
Nel nuovo presidio, che sostituisce
quello di via Pusterla, rimangono invariati gli orari di accesso alle prestazioni offerte; in particolare l'Asl ricorda che il servizio di continuità assistenziale è attivo dalle ore 20 alle ore
8 di tutti i giorni della settimana; dalle
ore 8 alle ore 20 del sabato e dei giorni
prefestivi; dalle ore 8 alle ore 20 di
ogni giorno festivo. Il servizio assicura gli interventi sanitari ambulatoriali e domiciliari non differibili, negli
orari in cui il medico e il pediatra di
famiglia non sono tenuti ad esercitare l'attività, né ad essere disponibili.
ASL BRESCIA
Pag. 21
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ILI lidi I HI 5 lei i l i
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li 1 1 i l i ss. * V^
Giunta Paroli è ingannevole,
ma a carnevale ogni scherzo
vale».
Per restare in tema carnevalesco i rappresentanti del Circolo Ecodem (Paolo Vitale, Giorgio De Martin, Laura Venturi,
Giuseppe Tognazzi, Angelo
D'Errico) si sono riuniti nella
parte sud di piazza Paolo VI,
muniti di mascherine e striscione, per comunicare ai citLa protesta del gruppo Ecodem
tadini la loro richiesta all'Ar• «La Giunta propaganda pa di «dichiarare lo stato di
la pedonalizzazione delle emergenza, dopo aver supearee già pedonalizzate e cam- rato i 35 giorni di superi dei
bia le regole per la sosta in livelli di inquinamento e dopiazza Duomo ogni sei mesi, po i dati delle polveri sottili,
mentre ha riempito il centro una bomba per i polmoni dei
storico di auto. Non è così bresciani».
che si affronta l'emergenza «Mentre Asl e Arpa continuaPmlO. Non basta aspettare la no il loro balletto tragico - dipioggia. La pubblicità della ce il coordinatore del Circolo
ASL BRESCIA
Ecodem, Paolo Vitale - in
piazza Duomo mettono e tolgono cartelli che poi smentiscono, dicono di aver pedonalizzato ma le vetture parcheggiate crescono. Con risultati
che sono sotto gli occhi di tutti. Un'Amministrazione seria
si sarebbe già scusata con la
propria città».
Il metro di paragone è il 2008.
«Dopo ci sono stati solo peggioramenti - dicono gli Ecodem - piazza Duomo è stata
alleggerita, ma è solo un passo avanti rispetto al 2011 ed è
Invece due passi Indietro rispetto al traguardi raggiunti
tre anni fa». Anche 118 giorni
per l'entrata in vigore delle
targhe alterne «sembrano
una presa in giro. Il numero
andrebbe diminuito», w. n.
Pag. 22
I pronto soccorso nel caos?
on al Civile: e un gioiello
Un po'di attesa, ma è giusto»
Pazienti soddisfatti, l'ospedale della città è promosso
di FEDERICA PAGELLA
- BRESCIA -
L'ATTESA è lunga, non c'è che
dire. Se hai un codice bianco o
verde non puoi pensare di andare
in pronto soccorso e cavartela tanto facilmente. Dopo aver superato
l'accettazione, dove in pochi minuti ti assegnano il codice e ti indicano dove andare, puoi rassegnarti a passare qualche ora nella
sala d'attesa, perché, com'è giusto
che sia, la precedenza ce l'hanno
le urgenze. Nel week-end, poi, è
un inferno. Nella notte tra sabato
e domenica, ad esempio, i codici
verdi arrivati alle 20 al pronto soccorso del Civile sono stati visitati
solo alle 3 di notte. Qualche volta
i nervi saltano, soprattutto agli accompagnatori. Ma del resto il
pronto soccorso è l'unico punto
di riferimento per chi ha un malessere di qualunque genere.
MAI AL CIVILE, però, secondo
i pazienti, potrebbe succedere
quello che è accaduto a Roma.
«Lasciare una donna in coma
quattro giorni su una barella —
commenta Aurora Tedeschi,
all'uscita dell'ospedale — è pazzesco, non riesco proprio a capire.
Al Civile no, non succederebbe, è
un gioiello della sanità. Ho piena
fiducia, ho sempre avuto a che fare con persone responsabili». Anche se a qualcuno almeno una volta, i nervi sono saltati. «Qualche
anno fa, mi sono slogato una caviglia — racconta Giuseppe Cristini — e sono venuto in pronto soccorso. Siccome non ero grave, ho
aspettato per oltre tre ore. Alla fine ero così stanco e arrabbiato
che me ne sono andato. Capisco
che le urgenze hanno la priorità,
ma allora dovrebbero mettere
qualche medico in più per star dietro a tutti: paghiamo tanti soldi,
se si utilizzassero più per la Sanità
non si lamenterebbe nessuno».
IL PROBLEMA del pronto soccorso è che spesso non si può procedere al ricovero di un paziente
perché mancano posti letto nei reparti. «Una volta mi è capitato —
spiega Angelo Boldoini — Dal
pronto soccorso hanno chiamato
il reparto di Medicina per ricoverarmi, ma lì non c'era posto. Nessuno però mi ha lasciato sulla barella: hanno cercato collocazione
in un altro reparto, dove ho ricevuto l'assistenza necessaria e appena è stato possibile, mi hanno portato in Medicina».
Positivo anche il giudizio di Onorio Belussi. «Conosco bene il Civile, mio malgrado, e posso confermare che non ho mai avuto di che
lamentarmi. I medici sono molto
coscienziosi». Anche se i tempi
d'attesa sono a volte lunghi, i pazienti riconoscono che almeno infermieri e medici sono gentili. «E'
una cosa molto importante —
spiega Dino Ferri — perché avere
il conforto di qualcuno che ti tratta con gentilezza ti rassicura».
Inevitabilmente il caso di Roma
fa scattare il confronto Nord-Sud.
«Mi è venuta la pelle d'oca a sentire di quella povera signora. Perché qui non succede mai nulla —
si chiede Alba Pioletti — e negli
ospedali del Sud ogni giorno ce
n'è una nuova? Siamo senza parole».
SANITÀ LOMBARDIA
Pag. 23
DINO
FERRI
TEDESCHI
Infermieri e medici sono
molto gentili; è importante
Avere conforto rassicura
Lasciare una donna in coma
sulla barella è assurdo
Al Ovile non succederebbe
ti,:
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ALBA
PIOLETTI
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Perché qui non succede
mai nulla e negli ospedali
del Sud ce n'è sempre una?
Conosco bene il Civile
e non ho mai dovuto
lamentarmi per qualcosa
GIUSEPPE
CRISTINI
Mi sono slogato una caviglia
Siccome non ero grave,
ho aspettato ner oltre tre ore
SANITÀ LOMBARDIA
Pag. 24
L|
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ANGELO
SOLDINI
MI volevano ricoverare
ma non c'era posto, eppure
non sono rimasta in barella
PRO
COiTiO
LA MAGGIOR PARTE DEI PAZIENTI
NON HA NULLA PER CUI
LAMENTARSI: IL CIVILE FUNZIONA
A VOLTE C'È CARENZA
DI POSTI LIBERI PER I RICOVERI
NEI VARI REPARTI
SANITÀ LOMBARDIA
Pag. 25
Tv > Ì "• "> : .: : - PAOLO MARZOLLA PRIMARIO
«E un punto di riferimento»
- BRESCIA -
AFFOLLAMENTO: è questo il grande problema dei
Pronto soccorsi italiani. E il Civile non fa eccezione. Nel 2011
si sono registrati 75mila accessi, di cui il 25% codici gialli e
rossi. Per i gialli l'attesa non supera i 15 minuti. Per bianchi e
verdi, si parla di ore.
«Il pronto soccorso — spiega
Paolo Marzollo, primario del
pronto soccorso del Civile — è
l'unico punto di riferimento
per i cittadini. Grazie alle medicine i pazienti sopravvivono
alle malattie più gravi. Superata la fase acuta, subentra quella
cronica: sono quelle le persone
che poi vengono da noi».
Capita addirittura che i pazienti si presentino con tanto di ricetta dei medico di base che li
indirizza lì invece che in ambulatorio. C'è poi il problema dei
posti letto, che nei reparti sono
sempre più ridotti.
«Per fare spazio si dimettono i
pazienti il prima possibile. E
chi è in convalescenza, inevitabilmente, ritorna da noi. E' un
gatto che si morde la coda».
SANITÀ LOMBARDIA
Pag. 26
Targhe alterne? No, grazie
«Piativo, serve ben altro»
Non convìnce la soluzione per abbattere lo smog
di PAOLO CITTADINI
- BRESCIA -
LE TARGHE alterne non incontrano grandi favori. «Non credo
sia la via per risolvere il problema
delle PrnlO — spiega il signor
Claudio Rossi — e in più creano
disagi a chi deve lavorare. Eppure
questo non viene tenuto in conto.
A me le targhe alterne non creeranno problemi, ho un'auto Euro
5 quindi potrò circolare liberamente e così faranno in molti e alla fine l'obiettivo di ridurre l'inquinamento sarà raggiunto solo
in maniera parziale».
Sui disagi riflette anche il signor
Roberto Sguazzi. «Ho una vettura
Euro 1 — ricorda — quindi sono
tra quanti dovranno tenere l'auto
in garage. Il fatto che il blocco si
chiuda alle 18 non mi è di aiuto
visto che solitamente finisco di lavorare almeno un'ora prima. Credo comunque che non servirà a
molto. Avrebbe più senso intervenire fin dall'autunno magari stabilendo una serie di fine settimana
senza auto evitando in questo modo di penalizzare chi lavora».
La signora Sonja Mikac non pen-
IZIONE
I cittadini invocano misure
non dell'ultimo istante
ma già da inizio autunno
sa sia quella delle targhe alterne la
panacea ai problemi dell'aria. «Bisogna pensare a qualcosa di differente — spiega — del resto a restare fermo sarà poco più del 20%
del parco macchine penso che il
blocco così breve farà sì abbassare
i livelli, ma poi torneranno a salire. Onestamente mi aspettavo che
la neve caduta rendesse più pulita
l'aria».
NON AVRÀ problemi il signor
Francesco Vianello. «Ho un'auto
praticamente nuova che rientra
nel gruppo di quelle che possono
circolare — spiega — penso però
che il provvedimento preso sia
giusto anche se non si può sempre aspettare così tanto tempo prima di prendere una decisione. Anche la scelta dei 18 giorni di esuberi mi sembra un lasso di tempo
un po'troppo lungo. Bisogna in-
SANITÀ LOMBARDIA
tervenire prima». Contenta per la
scelta delle targhe alterne è la signora Elisa Duina. «Sono favorevole — ammette — bisogna provare a fare di tutto se si vuole realmente pulire l'aria. Certo che si
potrebbe però pensare prima ai rimedi del resto non è una novità
quelle delle polveri sottili: ogni
anno si ripropone la questione targhe alterne e blocchi eppure sembra sempre che sia una sorpresa
per tutti».
PER IL SIGNOR Cesare Allegri
sebbene i disagi saranno inevitabili la scelta delle targhe alterne andava presa. «La salute dei cittadini ha la priorità su tutto — commenta — credo quindi che l'Amministrazione abbia preso la scelta giusta anche se, è ovvio, molti
protesteranno. Purtroppo Brescia
e tutta la Pianura padana ogni inverno hanno questo problema forse sarebbe il caso di cominciare a
pensare con serietà ad un piano
per provare ad evitare che ogni anno, in questo periodo,ci si trovi
sempre con l'acqua alla gola e il
bonus di giorni offerto dall'Unione Europea che si esaurisce».
Pag. 27
HANNO DETTO
FRANCESCO
VI ANELLO
La mia auto potrà girare
e la misura è corretta
Sbagliato invece decidere
dopo così tanto tempo
Rivedere i parametri
'/y^'X*
CESARE
ALLEGRI
La salute delle persone
deve avere la priorità
su tutto. Credo quindi
che l'Amministrazione
abbia fatto bene
SANITÀ LOMBARDIA
Pag. 28
SONJA
MIKAC
Con questo sistema
rimarranno ferme
solo il 20 per cento
del parco vetture
circolanti in città
ELISA
DUINA
Ogni anno si ripropone
lo stesso problema:
bisogna pensare prima
ai rimedi. Certo, stupisce
che la gente si stupisca...
CLAUDIO
ROSSI
Non credo questa sia
la via per abbattere
la concentrazione di Pm10
Cosi ss crea solo del disagio
a chi si reca a lavoro
SANITÀ LOMBARDIA
-
Pag. 29
ATTENZIONE
Oggi scattano
Se targhe alterne
EscSuse Euro 4 e 5,
Se aStre auto
dovranno stare
attente all'ultimo
numero:
si comincia
con quello pari
È la fascia oraria
io cui le auto possono
circolare solo se pars
o dispari a seconda
del giorno. Si inizia oggi
con quelle pari
ROBERTO SGUAZZI: «HO UN'AUTO EURO 1
QUINDI DOVRÒ TENERLA IN GARAGE
QUESTA MISURA NON SERVIRÀ A MOLTO»
SANITÀ LOMBARDIA
Pag. 30
Al Senato il Convegno promosso da "Il ritratto della salute" sugli stili di vita
5000 passi al giorno fanno
risparmiare 700 euro/anno
Al via il primo progetto nazionale di Medicina per i Sani, Cricelli, presidente Simg:
«Basta una passeggiata auotidiana di 3 km per dimezzare il rischio di morte e
abbattere i costi per i cittadini e il Sistema». In un opuscolo le regole base della
prevenzione
C,
cinquemila passi. E la
distanza, pari a circa 3 km, che
ognuno dovrebbe percorrere
quotidianamente per mantenersi in salute. N o n solo. Camminare fa bene anche al portafoglio.
I .asciando l'auto in garage si possono risparmiare infatti circa 700
euro all'arino. 13i questi, 400 sono
direttamente legati al costo del
carburante e della manutenzione dell'auto (più di un euro al
giorno per percorrere i "fatidici"
3000 m). A questa cifra vanno
aggiunti i 300 euro che ciascuno
sborsa per curare ì cittadini "ammalati" di pigrizia. Lo dice l'Organizzazione Mondiale della Sanità che ha stimato i danni della
sedentarietà nel vecchio continente. «Provoca 600.000 decessi l'anno in Europa e rappresenta una delle dieci cause principali
di mortalità e disabilità nel mon-
MEDICINA & FARMACOLOGIA
do. Diabete, cardiopatie, ipertensione, cancro, osteoporosi»
spiega Claudio Cricelli, presidente
della Società Italiana di Medicina Generale (Simg) «sono le
malattie croniche che colpiscono in massa gli italiani, legate
proprio a sdii di vita sbagliati.
Sono circa 3,9 milioni i diabetici,
2milioni e 250mila vivono con
una diagnosi di tumore. Ancora
più alto è l'impatto delle patologie cardiovascolari: la sola ipertensione, un vero "killer silenzioso" provoca circa 240.000
mord l'anno ed è responsabile
del 4 7 % delle cardiopatie ischemiche e del 54% degli ictus cerebrali. Camminare o pedalare ogni
giorno è una misura efficace per
tenere sotto controllo questo e
gli altri fattori di rischio e permette di dimezzare il rischio di
morte». Le regole base da seguire, che spazian< > dalla dieta, alla
quantità di attività fisica in base
all'età, fino ai suggerimenti per
curare i piccoli traumi, sono contenute nell'opuscolo a vignette
" I n a passeggiata di salute", presentato il 24 gennaio scorso al
Senato nel Convegno nazionale
"Il ritratto della salute e la medi
Pag. 31
cina dei sani: modelli di sviluppo
e strategie di comunicazione",
promosso dalla Stinge dall'Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritio
alla prevenzione. 11 convegno e
l'opuscolo segnano l'avvio del
progetto "11 ritratto della salute"
che riunisce le principali Società
scientifiche italiane con l'obiettivo di promuovere e diffondere
la corretta comunicazione e la
"medicina dei sani", fondata sulla comprensione dei bisogni per
fornire corrette informazioni e
strumenti idonei per adottare siili
di vita adeguati. In base ai dati
Istat, la percentuale di sedentari
nella popolazione italiana è pari
al 38,3%: si tratta di più di 22
milioni di persone che dichiarano di non praticare attività fisica
nel tempo libero. «La prevenzione è un diritto per ciascun cittadino ed è un obiettivo del nostro
Sistema Sanitario Nazionale, tra
i migliori al mondo» sottolinea
Antonio Tomassini, Presidente
della Commissione Igiene e Sanità del Senato e Presidente dell'Associazione parlamentare perla tutela e la p r o m o z i o n e del
diritto alla prevenzione «E necessario promuovere interventi
per ridurre i principali fattori di
rischio per le grandi malattie:
fumo di sigaretta, alimentazione
scorretta, sedentarietà e abuso
di alcol. Per i danni diretti e
indiretti che derivano da stili di
vita sbagliati lo Stato spende circa 60 miliardi di euro cigni anno».
Il progetto "Il ritratto della salute", ideato dall'agenzia di comunicazione Intermedia, rappres
ta una delle attività principali per
celebrare il trentennale Simg, che
ricorre proprio quest'anno.
Principio cardine della "medici
na dei sani", oltre all'attività fisica, è l'alimentazione. «La salute,
infatti, si conquista e si conserva
soprattutto a tavola, sin da bambini» spiega Cricchi «11 tradizio-
nale modello alimentare mediterraneo è ritenuto oggi in tutto
il mondo fra i più efficaci per la
prevenzione ed è anche uno dei
più vari e bilanciati. Dobbiamo
rivolgere ai cittadini messaggi
chiari, senza chiedere loro di
stravolgere drasticamente le loro
abitudini ma con consigli pratici
da attuare nella vita quotidiana».
Questo è quanto si propone i igni
giorno la trasmissione "Benessere - Il ritratto della salute", giunta alla seconda edizione e parie
integrante del progetto. In onda
dal lunedì al venerdì dalle 10.50
alle 1 1.30 su Rete 4 fino al 24
febbraio, è condotta da Emanuela Folliero, accompagnata
ogni giorno da Claudio Cricelli,
«Nel programma parliamo soprattutto di prevenzione ma anche di nuove terapie, ricerca e
qualità della vita» continua il presidente Simg «con messaggi autorevoli e certificati e il coinvolgimento diretto delle Istituzioni.
L'attività fisica, che ha dato il
titolo alla prima pubblicazione
MEDICINA & FARMACOLOGIA
de "Il ritratto della salute", rappresenta uno dei temi centrali.
Del resto, almeno il 60% della
popola/ione mondiale è aldi sotto
dei livelli raccomandati. Nel 20 In
in Italia si è però registrata un'inversione di tendenza con oltre 1
milione e 200 mila sedentari in
meno rispetto al 211(19. E le persone che nel 2010, pur non praticando sport, hanno svolto attività fìsica sono state oltre 16
milioni. Noi spieghiamo ai telespettatori come muoversi s L n/.i
sforzo, da una piacevole passeggiata all'ottimizzare le pulizie di
casa per fare esercizio». Per approfondire gli argomenti trattati
in video e offrire la possibilità di
contattare gli esperti è attivo
anche il portale www. ilritratto
dellasalute.org che rappresenta
il versante "virtuale" del progetto, concepito per promuovere
l'interattività e per offrire un'informazione a 360° in chiave sem
plice e comprensibile. L'iniziativa del 24 gennaio al Senato, resa
possibile da un contributo incondizionato di Servier e Stroder, completa questo percorso
di attenzione alla medicina dei
sani con argomenti quali, "la sostenibilità del sistema", "salute e
ambiente", "salute e invecchiam e n t o " , e approfondimenti, in
particolare, sulla depressione, la
dieta mediterranea, l'osteoporosi e l'ipertensione arteriosa.
Pag. 32
Presentata a Roma l'indagine
dell'Osservatorio nazionale sulla salute
della donna, in occasione
della settimana europea della prevenzione
del carcinoma della cervice uterina
Vaccinazion
Hpv: Italia terza
in Europa
C
fonti> alla rovescia per
la scadenza della campagna vaccinale ariti hpv, fissata a fine
anno. E per l'Italia è già tempo ili
bilanci. Il 2012 è considerato,
infarti, il "traguardo" dell'obicttivo di copertura del 9 5 % nelle
12enni per la vaccinazione contro il papilloma virus. Ed il nostro Paese può tirare un "mezzo" sospiro di sollievo, considerato che si colloca ai primi posti,
con una copertura media nazionale della coorte 1997-1998 per
le 3 dosi di vaccino dei 6 5 % ,
dietro Regno Unito (81%) e Portogallo (80%). Ma, p u r con
un'adesione soddisfacente, l'Italia rischia di hir sfumare l'obiettivo di copertura vaccinale, fissato dall'Intesa Staro-Regioni al
9 5 % . Di certo ha influito la scarsa informazione sull'importanza
della prevenzione primaria e se
conciaria. Ogni anno, in Italia, a
17mila donne viene diagnosticata una lesione precancerosa, campanello d'allarme per lo sviluppo
di un carcinoma alla cervice uterina. Eppure non viene ancora
compreso il vantaggio che il vaccino avrebbe nella prevenzione
di tali lesioni. A metterlo in evidenza sono i risultati di un'indagine promossa dall'Osservatorio
nazionale sulla salute dellacJMp
na (Onda), presentati lo scorso
26 gennaio in occasione di una
conferenza stampa alla ( a m e r à
dei Deputati, che ha coinvolto in
tre città (Milano, Bari e Roma)
40 donne. L'indagine ha mostrato un sentimento di paura verso
l'IIpv e il pap-test positivo, che
si riflette sia sulla sfera personale — la donna prova vergogna,
senso di colpa — sia sulla sfera
sessuale. Tra i dati della ricerca
emerge anche la soddisfazione
per l'assistenza medica ricevuta
(75%), mentre il 50% delle donne e critica riguardo alle modalità di comunicazione della diagnosi e sulla chiarezza dei referenti. L'impegno italiano prosegue, ora, con il Progetto Aurora,
che si rivolge agli Stati membri di
più recente adesione, nei c|U.di il
tasso di incidenza e mortalità di
malattia restano ancora altissimi, con punte, nel 2008, rispettivamente di 29 casi e 16 decessi
su 10(1 mila donne per mancanza ili screening e adeguate cono-
MEDICINA & FARMACOLOGIA
scenze. Lo screening ha portato
a un sensibile decremento della
patologi!? deila cervice uterina
nelle aree i n cui era attivo: nel
2008 in Italia i casi di tumore
sono stati 8.(12 su lOOmila con
un tasso di mortalità di 2.01 su
10Omila rispetto alla Romania,
dove lo screening è inesistente,
che ha registrato 29 casi e 16.02
decessi su lOOmila. «L'indagine
- spiega Francesca Merzagora,
presidente " O n d a " — ha mostrato un sentimento di paura generalizzato proprio verso l'Hpv e il
Pap 'l'est positivo, che si riflette
sia sulla sfera personale - la
donna prova vergogna, senso di
colpa, chiudendosi nel silenzio
anche con il partner — sia sulla
sfera sessuale, portandola a rinunciare anche a rapporti intimi
per lunghi periodi, o a temere
per gravidanze future e per possibili ricadute della malattia. È
solo l'aver vissuto e conosciuto
la malattia che aumenta la consapevolezza della donna - prosegue Merzagora - portandola
ad interessarsi a tutto quanto
ruota attorno al tumore della
cervice, vale a dire una migliore
Pag. 33
conoscenza della malattia e delle
torme di prevenzione e protezione, anche vaccinali, per sé e le
proprie figlie». La soddisfazione
per l'assistenza medica ricevuta
è pari al 7 5 % , mentre il 50%
delle donne critica le modalità di
c o m u n i c a z i o n e della diagnosi
(approccio impersonale, difficoltà di comprensione dei termini
medici, a c c o m p a g n a m e n t o nel
follow-up) e la poca chiarezza
dei relerenti. «In generale— commenta Fausto Boschi, segretario
generale della Società Italiana di
(Colposcopia e Patologia Cervico
Vaginale e responsabile del Servizio di Ginecologia Preventiva,
Dipartimento Materno Infantile
dell'Università degli studi di
Modena e Reggici F.milia — emerge un forte impatto emotivo della
donna sia al m o m e n t o della diagnosi del referto di Pap-test anormale, di cui spesso non ne comprende la terminologia, sia al
m o m e n t o della comunicazione e
condivisione del percorso diagnostico-terapeutico legato alla
diagnosi. Occorre duncjue che il
ginecologo dedichi più t e m p o a
spiegarne tutti gli aspetti con un
linguaggio adeguato e rassicurante che abbia anche l'intento
di aumentare la consapevolezza
dell'importanza della vaccinazione Hpv nella p r e v e n z i o n e di
questa patologia». «Lo sviluppo
di molte neoplasie sembra essere
correlato all'esposizione a fattori ambientali o comportamentali
personali — dichiara Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di
Igiene e Medicina Preventiva
dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma — Occorre
dunque identificare sLraLegie di
intervento per la prevenzione
primaria e secondaria al fine di
diagnosticare la malattia in una
fase precoce e aumentarne la
guaribilità. Per PHpv, in particolare, la prevenzione secondaria è
assicurata dal Pap test e dal test
per Hpv, e quella primaria da
due vaccini: uno contro i tipi
virali 6, 11, 16, 18 e un secondo
contro i tipi 16 e 18. Questi
ultimi due sono ad alto rischio
oncogeno, e responsabili da soli
di circa il 7l)",,i di tumori della
cervice uterina, del tumore della
vagina e di un terzo dei tumori
della vulva. Il vaccino contro
l'Hpv è il primo, espressamente
utilizzato per prevenire una malattia oncologica, indirizzato a
proteggere le ragazzine prima
dell'esordio sessuale da un terribile cancro che colpisce l'area
riproduttiva con ripercussioni
sulla possibilità procreativa e sulla
sfera personale, di coppia e familiare». «Le attività vaccinali, in
Italia - commenta Maria Grazia
Pompa, direttore dell'Ufficio V, Malattie
Infettive e Profilassi
Internazionale del Ministero della Salute —
tradizionalmente gestite da servizi delle Asl,
sono organizzate auton o m a m e n t e a livello
regionale, sulla base di
strategie c o n c o r d a l e
con il Ministero della
Salute, secondo un approccio trasversale, attraverso il coinvolgimento anche dei ginecologi, e l'allargamento
dell'offerta gratuita
vaccinale alle dodicenni ad altre donne, entro
il limite di età previsto
dal vaccino». «Il Progetto Europeo Aurora,
di cui Onda è il centro
coordinatore — spiega
infine Maura Fardi, coordinatore scientifico
del progetto — e che
coinvolge 11 nuovi Stati
Membri (Italia, Lettonia, Bulgaria, Romania,
Grecia, Repubblica
Ceca, Cipro, Slovac-
chia, Slovenia, Ungheria e Polonia), ha lo scopo di sensibilizzare
intere aree territoriali nelle quali
sono ancora assenti programmi
di informazione e screening,
coinvolgendo in modo particolare le "hard to reach popularions" (popolazioni difficili da
raggiungere). Lo screening è una
efficace azione di prevenzione
che ha portato ad un sensibile
decremento della patologìa della
cervice uterina nelle aree in cui
era attivo: infatti nel 2008 in
Italia i casi di tumore sono stati
8.02 su 100.(100 con un lasso di
mortalità di 2.01 su 100.000 rispetto alla Romania, dove lo screening è inesistente, che ha registrato 29 casi e 16.02 decessi su
100.000».
E.M.
.
/
«
ì
MEDICINA & FARMACOLOGIA
Pag. 34
Presentato il 24° Rapporto Italia dell'Eurispes
Italiani salutisti?
N,
I ( >n proprif i salutisti, secondo il Rapporto Italia 2012 ili
Eurispes presentato a Roma lo
scorso 26 gennaio,gli italiani sono
alle prese con una "moderata"
cura di sé. d o m e e quanto gli
italiani si prendono cura della propria salute? Qual è il tempo che
sono disposti a dedicare all'obiettivo forma perfetta? 11 53,7% segue un'alimentazione abbastanza
equilibrata (mentre il 30,9% lo fa
poco), il 47,5% fa periodicamente
esami medici di controllo (contro
il 33,4% che non è così attento alla
prevenzione), il 46,7% tiene sotto
controllo ilpest) (contro il 32,3%),
ispirandosi ad uno stile di vita
salutare o p p u r e avendo come
obiettivo la linea fisica. A farepoca attività motoria è invece il
42,81 " degli intervistati, seguiti dal
28,4% che ne fa abbastanza e dal
19,7% che ammette ili seguire
uno stile di vita decisamente sedentario. Quasi la metà invece
(47,2%) non cerca su Internet
informazioni sulla prevenzione
delle malattie e su eventuali sintomi e cure, seguita dal 26,7% che li >
fa poco e dal 19% che lo fa
abbastanza. Esiste infine poco
meno di un decimo della popolazione che si dedica con impegno e
costanza alle attività appena indicate, che prende molto seriamente l'obiettivo di avere cura di sé e
del proprio corpo: l'8,3% tiene
sotto monitoraggio costante il proprio stato di salute, ricorrendo
perii xJicamente all'ausilio di esami
medici di routine e non dimentica
di tenere sotto controllo il peso,
l'M,2% scandisce la propria gior-
nata stando attento al regolare
t'abbisi igno energetico cjiiotidiano,
il 7,4% fa molta attività fisica e il
5" " si tiene aggiornato su Internet
circa sintomi e cure delle malattie,
ritenendo importante la prevenzione.
Sommando le risposte "per niente" e "poco" e "abbastanza" e
"niente", emergono le differenti
abitudini di uomini e donne nel
prendersi cura della propria salute: i primi preferiscono praticare
attività fisica (37,6% vs 34,4%),
tenendo sempre conto del fatto
che a non praticarla o a farlo
raramente è il 61,6% dei maschi e
il 63,6% delle femmine, mentre
queste ultime fanno registrare
un'attenzione maggiore circa un
regime alimentare eciuilibrato
SEGNALAZIONI
(65,4% vs 58,1%), una più assidua frequentazione di centri medici di controllo (59,2% vs 53,3%),
una particolare attenzione alla variazione del pesi i corporeo (57,4%
vs 52,7% e alla prevenzione, secondo le ultime notizie reperibili
in Rete (25,1% vs 23%).
Poco movimento
e "abbasso" le diete
Tra correre e camminare prediligono sicuramente il secondo: il
40,7% dichiara infatti di camminare spesso per almeno venti minuti e il 34,4% lo fa qualche volta,
mentre a correre qualche volta è il
31,3%, seguito dal 12,1% di chi lo
ta spesso e dal 53% che invece
proprio non ci riesce.
Le palestre sono frequentate con
Pag. 35
ritmo regolare solo dal 3,9% del
campione e dal 2 1 % di chi non è
costante nell'allenamento, mentre
il 62,2% rinuncia volentieri all'iscrizione. Per quanto riguarda i
centri benessere e i centri estetici
è rispettivamente il 79,2% e il
76,5% a dichiarare di non frequentarli, seguiti dal 1 5,6% e dal
15,9% che decide occasionalmente di prendere un appuntamento.
Complessivameme, la componente femminile è più propensa a
recarsi presso un centro benessere
(21,1%) estetico (33,4%), quest'ultimo risulta invece frequentato da
un maschio su dieci (12%). Neanche le diete, dimagranti < > purificanti che siano, riscuotono troppi successi tra gli italiani: nel primo caso
è intatti il 26,1% ad ammettere di
seguirle ogni tanto, probabilmente
soprattutto all'avvicinarsi della bella stagione e della prova costume,
mentre il 65,1% non lo fa nemmeno prima dell'estate e nel secondo
è il 74,8% del campione a non
mostrare alcun interesse, seguito
dal 19,2% che lo fa di tanto in
tanto.
chi fuma meno di mezzo pacchetto
al giorno (8,9%) e chi supera le
dieci ma non le quindici sigarette
quotidiane (8,2%). I fumatori più
accaniti consumano invece circa
un pacchetto al giorno nella misura
del 6,1'Vii e soltanto l'I ,9% ammette di non riuscire a soddisfare il
proprio fabbisogno quotidiano di
nicotina con \ end sigarette in un
giorno. La propensione al fumo
si registra in misura maggiore tra
le fasce d'età più giovani dai 18
ai 34 anni.
I Temi etici
Introduzione del testamento
biologico: una possibilità
rimane largamente condivisa
Tra i temi etici più dibattuti,
grande favore incontra l'istituzione del testamento biologico
con il 65,8% dei favorevoli, ai
quali fa da contraltare il 30,9%
dei contrari. Questo documento
racchiude la volontà di un individuo in merito alle terapie medi
che cui accetta o meno di sottoporsi in un futuro in cui potrebbe non essere in grado di espri-
I fumatori sono
un terzo, ma gli
"incalliti" sono
la minoranza
Nel 63,8% dei casi prevalgono i
non-fumatori, dato sicuramente in
salita rispetto al passato per una
serie di ragù mi che possono intuitivamente essere riassunte in un'attenzione maggiore ai danni provocati dal fumo, segnatamente il tumore ai polmoni, e in un rifiuto a
spendere eccessivamente per un
bene che, oltre ad essere nocivo
per la salute, subisce continui rincari, che pesanti sulle tasche degli
italiani soprattutto in un momento
storico come quello che stiamo
\ b e n d o che invita alla parsimonia
e all'oculatezza nelle spese. 11 restante terzo (35,5%) si divide tra
chi, pur non avendo "il vizio" ne
gradisce una ogni tanto (10,4%),
mere la sua precisa volontà,
Avendo forti implicazioni di carattere morale e religioso, e in
mancanza di una regolamentazione giuridica il tema si alimenta dei casi che di volta in volta si
p r o p o n g o n o all'attenzione della
pubblica opinione.
11 tema dell'eutanasia divide
l'opinione pubblica
L'interruzione volontaria della
vita di un essere umano che
versa in gravi condizioni di salute, l'eutanasia, vede infatti gli
intervistati spaccarsi in un 5 0 , 1 %
di quanti sono favorevoli e un
46,6% di coloro che viceversa
sono contrari a tale pratica.
Contrari al suicidio assistito
Tra le questioni etiche sollevate
dalle cronache più recenti, il suicidio assistite; riscuote il 71,6%
di pareri contrari e appena il
2 5 , 3 % di ciucili favorevoli. 11
suicidio assistito viene praticato
in alcuni paesi e si dillerenzia
dall'eutanasia per il ricorso all'ausilio di pratiche mediche non
di "fine vita", ma in
totale assenza di ma
lattie, per una scelta
volontaria e lucida di
porre fine alla propria
esistenza per ragioni
estranee allo stato di
salute.
Il 58% è favorevole
all'utilizzo alla pillola abortiva
Nel 58% dei casi l'introduzione della pillola
abortiva RL-486 accoglie favori positivi (contro il 39,3% dei non
favorevoli). La tanto discussa pillola, permette
l'interruzione di gravidanza entro i primi due
mesi di gestazione senza bisogno di intervenire chirurgicamente.
SEGNALAZIONI
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