Il sindaco Arena ha negato tutto. I 170 milioni di debiti. I voli verso Malta. Gli emolumenti all'architetto Labate. Ha lanciato per aria il modello Reggio, come un bambino l'aquilone. Squilla l'allarme: “Vogliono distruggerci”. Dio è grande, e sarà fatta la volontà sua. DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 02 Controcopertina Trapianti Ti chiamano la sera dal Centro dialisi di Firenze. Finalmente il rene compatibile. L’appuntamento è per l’indomani alle ore 9,00. Devi essere trasportato con un aereo militare. Ma dall’aeroporto di Reggio Calabria l’aereo militare non vola. E non lo fanno volare i magistrati, che non mettono alla sbarra i responsabili della sanità calabrese. VERSO FIRENZE PASQUINO CRUPI ei nella lista per il trapianto dei reni. Ti chiamano sul far della sera -oh, la fortuna!- dal Centro dialisi di Firenze. C’è un rene compatabile. Devi partire subito, devi preparati a partire. Devi, però, ancora attendere due ore dalla prima chiamata, che ti ha riempito di gioia e d’apprensione. Arriva la conferma. Sono le 22.00. Dovresti partire con un aereo militare, come il protocollo medico vuole. Ma dall’aeroporto di Reggio Calabria gli aerei militari non volano. E non li fanno volare i magistrati, che dovrebbero portare S alla sbarra i responsabili della sanità calabrese. Ma tu devi arrivare l’indomani. Precisamente, alle nove. O sarà per un’altra volta. La fortuna bacia una sola volta. Poi, la questione è aritmetica: prima quello, poi, un altro, un altro ancora, e l’altalena in ospedale per la dialisi -un giorno sì, un giorno nocontinua. Fino a quando non tocca a te di nuovo. E che fai? Non ci sono voli normali né da Reggio né da Lamezia. Raggiungere Catania è un rischio. Ti metti in macchina nella notte che ormai ghermisce in questo freddo novembre: moglie, cognato medico, padre. E vai verso l’inferno dell’autostrada: da quando l’imbocchi fino a Salerno, deviazioni, corsia unica. E il cuore sbatte. Faccio in tempo, non faccio in tempo? Arrivi a Salerno. Arriva un’altra telefonata. Il rene è compatabile, ma ha dentro un tumore. Il cielo ti precipita in testa. Torni indietro. Un altro calvario. Ma non bisogna scoraggiarsi. Mai. Quello che scoraggia sempre è questa classe dominante calabrese giuliva, come gli scemi, irresponsabile, come i pazzi, cinica, come gli egoisti, per la quale tutto va bene. Era l’alba avanzata del 21 novembre quando il giovane del quale abbiamo fatto discorso era tornato a casa e leggeva su «Calabria ora» la scintillante dichiarazione del vicepresidente del Consiglio regionale affermante che il Governatore e la Giunta hanno fatto miracoli per creare un sistema sanitario virtuoso. O il Vicepresidente del Consiglio regionale non conosce il significato di virtuoso o è un egoarca che, per ragione di mantenimento dell’inopportuna poltrona, non difende gli ammalati, ma la cricca al potere. DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 03 Parlando di... Bimbi Attualità NORDICI&SUDICI Niente verdura GIOACCHINO CRIACO Convertirsi alle verdure di colpo, perché la bilancia è diventata un incubo e anche perché in campo artistico essere vegetariani è più in, non è sempre salutare. Prima che il metabolismo si stabilizzi e si adatti a un'alimentazione salutare passa del tempo e l'astinenza da carne rilascia dei veleni che alterano il cervello. Quando la situazione si sarà normalizzata la qualità della vita avrà un miglioramento inimmaginabile. Fintanto che ciò avvenga dovrete rassegnarvi a un periodo allucinatorio, che vi fornirà teorie paradossali per spiegare qualunque avvenimento. Poi starete meglio, ma attenti sudici con le diete fai da te potrebbero darvi risposte in grado di mettere in crisi la vostra apatia cronica, addirittura potrebbero spingervi fuori dai divani facendovi guarire dall'atrofia fisica e mentale alla quale trigliceridi e colesterolo vi hanno abituato. Questo che vi racconto non è un episodio che mi riguarda, attiene a un mio amico che dopo un mese di pomodori e verze se ne è uscito con una teoria pazzesca. La crisi? Altro non è se non la terza guerra mondiale, scatenata dal solito mostro a stelle e strisce. L'America, che è in lotta continua con la sua matrigna, l'Europa. Si l'America, sempre lei ha scatenato la prima guerra mondiale per fiaccare l'egemonia delle potenze dell'Europa centrale, Francia e Germania. A distanza di vent'anni ha poi dato un nuovo colpo a transalpini e teutonici, con la complicità della perfida Albione e l'invenzione di due sanguinari burattini in Germania e Italia. Oggi l'America ci riprova con la distruzione economica dell'Europa e francesi e tedeschi invece di far fronte comune si mettono davanti i cadaveri di Grecia, Spagna, Italia, non comprendendo che le prede sono loro e non si salveranno sacrificando gli altri. Così non si salveranno i nostri nordici sacrificando noi lerci sudici. E non ci salveranno Monti e Passera che serviranno solo a farci calpestare un po' di più, perché la storia da noi è già passata e i sudici la loro goduria l'hanno consumata qualche millennio fa e ai loro figli, noi, hanno lasciato solo i miasmi di sbornia antica. E non mollate la carne per i cetrioli, pian piano rischiereste di tornare persone normali e potreste stancarvi delle catene ai polsi. Tornate alla carne che arriva dicembre ed è tempo di frittole e salsicce. el tardo pomeriggio Corso Garibaldi, la via principale dello shopping reggino, è affollato come al solito. Ai reggini piace passeggiare, così come a tutti i calabresi in generale, tanto che la classica battuta “passeggio la mattina per essere libero il pomeriggio” è diventata un gruppo su Facebook made in Calabria. Quasi tutti hanno in mano una busta di Zara, dell'Oviesse, di Bershska, di Carpisa, che li guardi e ti chiedi dove sia la crisi, con tante code alle casse, tanti mariti ad aspettare fuori dai negozi, che nel frattempo socializzano tra loro, vanno a prendere un caffè, tornano e la moglie è ancora lì, indecisa se sia meglio il pullover rosso rubino o rosso carminio! Non c'è ombra di miseria, non c'è neanche il tizio con una sola gamba che di solito saltella in giro con il cartello “Ho fame”. I negozi straripano di gente. Al diavolo la crisi, oggi compro anch'io! Anch'io N Reggio: la grande depressione Negozi chiusi, la crisi si abbatte sul commercio reggino Sono in molti ad aver abbassato le saracinesche e chiuso i battenti uccisi dalla crisi voglio i leggins e da Taxi ne avevo visti un paio davvero carini. Un'iniezione di adrenalina da shopping e in pochi minuti arrivo davanti alla vetrina. Ad attendermi un triste cartellone bianco che annuncia l'apertura di un negozio Geox. Taxi, uno dei negozi storici di Reggio, ha chiuso, niente leggins. Che delusione! Come tirarmi su? Niente riesce a mandare così in fretta in estasi una donna come una borsa nuova! È l'equivalente dell'auto per un uomo. Da Fergi ci sono prezzi alla portata delle mie tasche; è dall'altra parte del Corso ma ne vale la pena. Nooo, non ci credo! Hanno chiuso anche qui?! Dopo lo sconforto iniziale cerco di trasformare la mia sfiga in uno Quando il baratto sostituisce lo shopping venire incontro ai reggini abbacchiati dalla tasche vuote, vi è un nuovo modo di rifarsi il guardaroba. Si chiama swapping e a Reggio, soprattutto tra le adolescenti, sta sempre più rimpiazzando lo shopping. È un vero e proprio baratto di capi di abbigliamento e accessori moda. La parola swapping deriva, infatti, dal verbo inglese to swap, scambiare, ma il nome ricorda anche il A DOMENICA termine “shopping”, tanto da sembrarne quasi una distorsione. È un free-shopping, un acquisto libero dal denaro, la cui filosofia è “ciò che non piace più a me potrebbe essere perfetto per qualcun altro”, o comunque può piacere per un periodo e poi essere scambiato di nuovo, senza limiti di prezzo e sensi di colpa post-acquisto. È quello che da sempre si fa tra fratelli o anche cugini, ossia quando ai maggiori 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 04 la Riviera spunto per il mio prossimo articolo. E così la mattina dopo, di buon'ora, ritorno in centro per fotografare i negozi che hanno chiuso o che si accingono a farlo. Sono in molti ad aver abbassato le saracinesche e chiuso i battenti. Tanti i negozi uccisi dalla crisi. Le vetrine sono polverose e tristi, tanti gli «affittasi» con in basso un numero di cellulare. Mi rendo così conto che la crisi è in questa impressionante marea di piccoli bar e ristoranti, negozi di abbigliamento e accessori, alcuni dei quali davvero storici, scomparsi. F.N. aveva un bar sul corso fino all'anno scorso. Ha dovuto chiudere per l'affitto troppo alto: «Pagavo 3000 euro di gestione dell'attività; comprendeva tutti i macchinari del bar e il gazebo. In più pagavo 2400 euro di affitto delle mura». Gli affitti sul corso Garibaldi raggiungono cifre davvero proibitive: «c'è chi paga fino a 5000 euro, poi basta girare la prima traversa sotto e paghi tre volte di Le vetrine sono polverose e tristi, tanti gli «affittasi» con in basso un numero di cellulare. non entrano più i vestiti e si passano ai minori. E così un termine del passato come “baratto”, che precede l'invenzione del denaro, viene ripescato in un periodo in cui di denaro se ne ha poco. Il successo di questa moda sta soprattutto nella possibilità di evitare lo spreco, di acquistare capi che indossiamo una volta soltanto e che poi finiscono per essere dimenticati nell'armadio. Qualcuna lo pratica perché «così mi faccio vedere ogni volta con un vestito diverso o sono sempre glamour», qualche altra «per mettere ordine nel- l'armadio», o ancora «perché la paghetta non basta». In un'epoca in cui buttare via è considerato eticamente riprovevole, lo swapping si rivela essere non solo moderno ed attuale, ma anche simpatico e divertente. Riesce ad unire una pratica antica quanto il mondo al passatempo più fashion che le donne amino da sempre: baratto più shopping, uguale intesa super vincente. L'utile si fonde quindi con il dilettevole. Si è forse scovata la formula della felicità? M.G.C. meno…. Inoltre gli affitti aumentano di anno in anno perché seguono i dati dell'inflazione. I proprietari possono aumentarli legittimamente -continua F.N.-. I negozi che chiudono lo fanno non solo perché non si vende per via della crisi ma anche perché gli affitti sono alle stelle! E i proprietari non vendono manco morti! I locali fruttano un mare di soldi… si può dire che si assicurino stipendi a vita». La stessa sorte toccata a F.N. colpisce sempre più numerosi commercianti reggini che alle speranze di un futuro hanno appeso il cartello «vendesi» o «chiuso per cambio attività». . Maria Giovanna Cogliandro DIAVOLO NERO Il governatore fa l’apologia di reato Capitolo uno. 170 milioni di debito, accertati dagli ispettori del Ministero del Tesoro. Capitolo due. Una morta -evitiamo il termine suicidio per non incorrere in inesattezze-. Capitolo tre. Funzionari diletti, che si riempiono le tasche di denaro improprio. Capitolo quarto. La Multiservizi a mezzadria con l'Onorata Società. Capitolo quinto. L'Air Malta che presenta un conto di due milioni d'euro. Capitolo sesto. Un assessore ai Lavori pubblici, Morisani, a colloquio elettorale con gli uomini d'onore. Capitolo settimo. Il Gran Governatore accusato da cinque pentiti.. In ognuno dei sette capitoli del romanzo infinito di Reggio Calabria sotto la guida illuminata di Giuseppe Scopelliti sembra di poter ravvedere la presenza di reati contro la pubblica amministrazione o contro la legalità. Secondo il Governatore l'insieme di questi capitoli e d'altri, taciuti per ragione di spazio, costituisce il modello Reggio. Se avesse detto: il monumento Reggio, saremo ancora nel campo della razionalità, visto che monumento è parola che raccoglie indifferentemente il brutto, che sul piano morale è il male, e il bello, che sul piano morale è il bene. Modello, invece, è parola che include necessariamente ed esclusivamente il positivo, il vero, il buono, il bello. Dove sta il modello Reggio? L'unica apologia che si può fare del modello Reggio è l'apologia di reato. L'atassia mentale, cioè la mancata capacità di coordinare la parola con la realtà, ha giocato e gioca questo brutto scherzo a Scopelliti. Arena, la signora Tilde Minasi et similia. Seguono a ruota. DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 05 DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 06 Parlando di... LA COPERTINA * BUIO SULLA LOCRIDE La cataratta degli arresti domiciliari Ci va Pietro Crinò, il malfattore onesto. Non in fuga. Non nella possibilità d'inquinare le prove e di reiterare il reato PASQUINO CRUPI a notizia ha un sapore tossico, come quello del veleno, capace di qualunque sconvolgimento non solo nell'organismo umano. Questa la notizia. Il sindaco di Casignana, Presidente dell'Associazione dei Sindaci della Locride, dr. Pietro Crinò, si trova agli arresti domiciliari su decisione del Gip dr. Laganà. Tale condizione è stata riservata anche Antonio Giovanni Crinò, fratello del dr. Pietro, Massimo La Fronte, architetto, Saverio Zoccoli, socio della ditta Zetaemme . Il capo d'imputazione per tutti è che “ con più azioni ed attraverso l'allestimento di mezzi ed attività continuative (…) gestivano abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti nelle quantità solo parzialmente potute quantificare”. Sono stato e rimango amico di Pietro Crinò, il malfattore onesto, destinato agli arresti domiciliari sotto il peso di reati, per ora ipotizzati e contestati, ma non provati. E che già mostrano una sorta di fiacchezza giuridica , essendo lo stesso Gip a scrivere che i rifiuti, smaltiti abusivamente, “nelle quantità solo parzialmente [ si sono] potute quantificare”. Ma per decidere dell'inquinamento, del danno a uomi- L ni e bestie, la quantificazione è un dato oggettivo da cui non si può assolutamente prescindere. E, infatti, il Gip non fa rimbombare nella sua ordinanza il reato di disastro ambientale, che qualche dissennato della carta stampata inventa di sana pianta. Né ci pare un fuor d' opera ricordare che l'Arpacal in una sua relazione ufficiale ha dichiarato che le acque del mare antistante Bianco non sono assolutamente inquinate. Tutta materia da faldone processuale. Voglio essere estremamente chiaro. Siccome, almeno sulla carta, siamo in uno stato di diritto, quei mandati dovranno ricevere la cresima o la sconsacrazione di fronte a un giudice terzo. E la verità giudiziaria la apprenderemo quando si arriverà al processo, se al processo si arriverà. Quello, allora, che m'interessa dire è che, considerando l'ordinanza e, particolarmente, la sintesi della condotta “criminale” di Pietro Crinò e dei suoi “correi”, non ritengo affatto proporzionata le misure di custodia cautelare nelle pareti domestiche. Volute e rese obbligatorie dal Codice penale: a) quando c'è pericolo di inquinamento delle prove, e inquinamento, al di fuori d'ogni legittimo dubbio, non può esserci dal momento che la discarica è stata sequestrata; b) quando c'è pericolo di ietro Crinò mi ha dato sempre l’impressione di essere un sindaco prudente, un politico attento a non urtare l’ordine costituito. Il suo arresto mi ha sorpreso ed amareggiato. Ovviamente nei prossimi giorni ne sapremo di più sulle motivazioni che hanno portato i magistrati della DDA ad emettere un provvedimento così rigoroso e severo. Tuttavia alcune considerazioni si possono già fare. Era necessaria una misura severa come il mandato di cattura per Pietro Crinò? Io voglio credere fermamente che tutti i cittadini siano uguali dinanzi alla legge. Ho motivi, seri ed inconfutabili, per non crederci, ma mi sforzo a pensare che possa essere così! Zingari o ministri, banchieri o disoccupati, tutti uguali dinanzi alla “Giustizia”. Allora voglio fare un esempio sacrilego. Il dottor Alberto Cisterna, sicuramente persona perbene e cristallina, magistrato impegnato a combattere la ndrangheta, è stato accusato di reati gravi. Le accuse sono sicuramente infondate ed egli, difeso dai migliori giuristi, dimostrerà l’assoluta estraneità ad P fuga degli indagati, e qui il pericolo di fuga è possibile quanto l'accoglimento del Diavolo alla destra dell'Onnipotente; c) quando c'è pericolo di reiterazione del reato, e, nel caso, siffatto pericolo è reso nullo dalla contradizion che nol consente. Ma, al di là di queste osservazioni, c'è una questione di principio su cui si fonda lo Stato di diritto. Ed è questa: in uno Stato di diritto, prima si fanno i processi e poi c' è il carcere, ove condanna sia pronunziata. . Ma, al di fuori della mia vaghezza, sta che prima fai il carcere. anche sotto forma di arresti domiciliari, e poi ti fanno il processo. Non vale sempre. Sembra valere per la Locride, più angustiata che baciata dalle colline, albergo di paesi pericolosi, come Platì, San Luca. Qui, unicamente qui, nella Locride, vengono arrestati per connessione mafiosa sindaci, come Alessandro Figliomeni e Rocco Femia. Qui , unicamente qui, sono confiscati beni e aziende d'imprenditori malavitosi. Gli ultimi dei quali, i fratelli Camastra, prima arrestati, indi scarcerati, dettando il Gip che non c'era né pericolo d'inquinamento né di reiterazione del reato né di fuga. Qui, unicamente, qui, nella Locride, le discariche non funzionano, e quella di Casignana, il cui senso d'ospitalità è stato invocato e propiziato dai sindaci dei paesi limitrofi, e dal Commissario all'emergenza rifiuti, è sta messa nel mirino dal 2008. Ma, detto di passaggio obbligato, si interviene , sfolgorando manette, solo nel giorno di grazia 24 novembre Canne al vento di ILARIO AMMENDOLIA ogni reato e continuerà nel suo impegno dall’altro è il primo gradino di uno professionale. Continuerà ad essere una “Stato”distante anni luce dal popolo. Certo persona stimata come è giusto che sia. nessuno ti obbliga a fare il sindaco. Qualche Come si difenderà? Da uomo libero! Libero volta è la vanità umana, altre volte è ambidi esercitare il suo lavoro. zione o voglia di potere, può essere anche Libero di muoversi, di cercare le prove della interesse, ma il più delle volte è un atto sua innocenza, di dimostrare l’inconsistenza estremo, sino ai limiti della razionalità, di delle accuse. affetto per la propria terra e per la propria L’ex capo della polizia De Gennaro è stato gente. assolto per seri reati legati alla gestione dei Il sindaco di un piccolo paese della Locride fatti di Genova del 2001 affrontando il pro- non è casta. Ogni giorno è costretto a muocesso da alto ufficiale dello Stato in servizio versi tra case ridotte e ruderi, tra gente che e da uomo libero. ti chiede lavoro ed assistenza, abusi edilizi, Ho fatto due esempi, ne potrei fare mille. strade sporche, campi abbandonati, mafiosi Pietro Crinò ha ricevuto un mandato di cat- che marcano la loro silenziosa presenza. Lo tura. Stato scarica sui sindaci ogni problema. La nostra è una terra drammaticamente dif- Scarica sui sindaci le proprie responsabilità, ficile. Il sindaco da un lato è l’espressione le proprie colpe, la propria impotenza. E’ vera ed autentica della sovranità popolare una scelta, non un caso. Una scelta della 2011. Domando. Chi ha messo a rischio, se non la vita, la salute dei bambini ciuccianti, degli ovini e caprini, di vaste mammelle alimentari? Qui, unicamente, qui, nella Locride, una discarica è radioattiva come una centrale nucleare. La Locride, alla perfine, come zona infetta, come luogo di tutte le negatività? C'è qualcosa che non funziona. L'Italia è dvisa in due. A ciascuna il suo. All'Italia del Nord la Costituzione. All'Italia del Sud, alla Calabria, alla Locride il Codice penale. Solidaretà attiva dei Sindaci della Locride «Rispetto e garanzie costituzionali per tutti, ma soprattutto per i sindaci che rappresentano il primo baluardo dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata» Un ferma presa di posizione dei sindaci della Locride che si sono riuniti nel pomeriggio di venerdì 25 a Siderno per esprimere stima e affetto ai colleghi Crinò e Mazza. casta di indebolire e distruggere il tessuto democratico. Una scelta di tenere sempre sotto tiro chi rappresenta il popolo. Lo stato da un lato ti indica i doveri dall’altro non ti fornisce alcun mezzo . Il sindaco è una canna al vento! In qualsiasi momento chiunque lo può colpire. Lo può colpire lo “Stato”, la mafia, l’ignoranza, il rozzo qualunquismo così diffuso nei nostri Paesi. Quando qualcuno si arricchisce e porta a casa qualcosa di illecito tradisce il mandato popolare ed è giusto che paghi. Se questo non avviene bisognerebbe maneggiare gli strumenti repressivi come si maneggia la dinamite. Oggi l’esile, quasi inesistente tessuto democratico della Locride ha ricevuto un colpo molto serio. Se questo è successo perché il sindaco Crinò -a cui ribadisco la mia stima e la mia amicizia- ha tratto dalla discarica profitti illeciti per sé, egli ne è responsabile, ma se venisse fuori che è stato colpito un innocente sarebbe un fatto gravissimo e nessuno dovrebbe chinare la testa e restare in silenzio. DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 07 S s e le a lo s d n c c d DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 08 la Riviera Lettera a Rocco Femia GEPPO FEMIA «Ma che cosa ci fate voi qua» Il prefetto Ciao Rò, come stai? Spero bene, mi dicono che Palermo Pagliarelli è carcere dove vi è un minimo di vivibilità. Quando ci siamo lasciati a Reggio Calabria con qualche accenno di commozione vi ho detto: “ma che cosa ci fate voi qua”? Ora come allora penso allo stesso modo, cosa ci fai tu in carcere? E cosa ci fa Vici Ieraci? Penso pure a cosa ci fa il gemello Rocco Agostino. Per Ciccio Marrapodi - nostro super assessore a Lavori Pubblici, Urbanistica e Arredo Urbano ha già provveduto il Tribunale della Libertà a dire che lui con il carcere non aveva niente a che fare poiché non vi erano e non vi sono indizi di colpevolezza, per tale motivo ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti. Se così è come è, una domanda mi martella: riguardo alla assunta e presunta intraneità alla cosca Mazzaferro mi viene da dire: “ma ammesso che tale cosca ancora oggi esista, quali favori o cortesie sono stati fatti alla stessa” ? Certamente nessuno, sfido chiunque, in qualsiasi sede, a prospettarlo ed a provarlo poiché, come tu amavi spesso ricordare, l'Amministrazione Femia - che si doveva distinguere per i principi di Legalità, Trasparenza e Democrazia che contrassegnavano i suoi atti - ha poi operato coerentemente in tal senso. A conferma di ciò il Prefetto Varratta, al fine di potere proporre al Ministro lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, dopo che la sua Commissione ha rivoltato come Varratta, dopo che la sua Commissione ha rivoltato come un calzino gli atti del comune di Gioiosa Marina, non ha trovato un solo atto amministrativo assunto in favore della cosca Mazzaferro NELLA FOTO L’ex sindaco di Gioiosa Marina Rocco Femia arrestato nell’ambito dell’operazione contro la cosca Mazzaferro un calzino gli atti del Comune per sei mesi, non ha potuto né saputo indicare nessun atto amministrativo assunto in favore della presunta cosca Mazzaferro. L'immotivato provvedimento di scioglimento l'abbiamo impugnato innanzi al TAR del Lazio. Che dire, il Procuratore Pignatone e ancor di più il Dott. Gratteri, magistrato ed antropologo, cresciuto nella locride - che, per come riferito alla stampa, ha giurisdizione territoriale da Melito a Monasterace hanno affermato che la cosca Mazzaferro, morta e sepolta dopo l'omicidio di Vincenzo Mazzaferro, è rinata con la vittoria elettorale della Giunta Femia. Tale affermazione, attesa l'autorevolezza e l'intelligenza della provenienza, assume un aspetto anodino ed inquietante considerati pure i tempi e i modi dei vostri arresti. Il pensiero che qualcosa di ignoto si celi dietro un'operazione che ha assunto eclatanza internazionale, che ferma le proprie considerazioni ad appena tre mesi di governo cittadino e che ne ometta i rimanenti trentatre, non può essere considerato una banale elucubrazione o una isterica fisima, ma - atteso il concreto impulso ANTIMAFIA che è stato dato “dall'Amministrazione Femia” durante i non indagati trentatre mesi (per tutti si veda: adesione SUAP, murales antimafia sul lungomare, manifestazioni con Libera e con Peppe Voltarelli: prodromiche alla creazione del museo della 'ndrangheta, richiesta di attuazione progetto videosorveglianza e suo sollecito indirizzato al Prefetto ed al Ministro dell'Interno, manifestazione per la legalità con l'orchestra di fiati di Cinquefrondi, incontri con il Comitato Provinciale per la Legalità, esposti alla Procura della Repubblica, impulso e sostegno alla creazione della Consulta Giovanile, ecc…) - è possibile che qualcuno si sia comportato come Faust ? Certamente non noi Rò!! Noi siamo stati i figli della nostra terra, ribelli ad ogni forma di prepotenza, che hanno trovato nella comunanza di sentimenti e di idee la capacità di opporsi alla 'ndrangheta operando concretamente sul territorio, mettendo se stessi ed i propri beni allo sbaraglio, senza prebende ed ululanti macchine blu. Devo a te e agli amici ristretti un abbraccio e la promessa di un impegno che la mia lotta per l'affermazione della verità non verrà mai meno. Devo altresì un ringraziamento infinito ad Ilario Ammendolia che da uomo libero ha proposto questioni di vitale interesse civile e politico rimaste, purtroppo, ad oggi senza risposte e che mi auguro possano invece sollecitare un momento di forte dibattito, perché il vero e sincero impegno politico non sia frustrato e mortificato da vecchie e nuove paure lasciando così spazio a vecchi e nuovi padroni con a cuore soltanto il proprio guicciardiniano “particulare”. Con affetto Geppo DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 09 Parlando di... Lettera aperta al Presidente dell’ Anas, Pietro Ciucci, sulla variante 106 di Roccella Trenta anni dopo, e la vergogna dura L’ impresa Effeser vince l’appalto. L ’Anas non assegna l’opera. In tema d’appalti deve vincere il migliore preferito? RODERIGO DE CASTIGLIA gregio dr. Pietro Ciucci, so che Lei vanta due primati: ha un medagliere più ricco che non Napoleone Bonaparte, ed è presidente dell’Anas, che come Lei fa finta di ignorare, è l’ultima monarchia assoluta d’Europa, responsabile, perciò, solo davanti a Dio. Di tutta evidenza, la Sua superbia è tale da ritenere di non dover rispondere neppure di fronte al Padre dei Cieli. Figurarsi se posso immaginare un suo cenno di riscontro. Eppure, Le scrivo ugualmente, fermo alle parole con le quali Carlo Marx conclude il suo dotto e rifiutato saggio, Critica al programma di Gotha. Erano queste : “Dixi et servavi animam meam”. Dissi e misi a posto la mia coscienza. Egregio Monarca Assoluto, legga qui, sulle nostre modeste, ma oneste pagine, la storia della variante alla 106 in partenza da Roccella verso Locri. É una storia che comincia trenta anni fa quando i senatori Sisinio Zito, socialista, e Beniamino Fimognari, democristiano, costringono il ministro dei lavori pubblici, il socialdemocratico, Nicolazzi, a inserire nel Piano strade di grande comunicazione, che la ignorava ed escludeva, la variante Roccella-Locri. Egregio Signor Presidente, è una bella storia. Tanto bella che i lavori di costruzione hanno inizio sul finire del 1985. Per la Calabria dove tutto è lento è un grande record. E il traguardo, cioè la realizzazione dell’opera, sarebbe stato ben presto raggiunto c’è da immaginare- se la iniziata costruzione della prevista galleria, adagiata dietro lo storico castello di Roccella, non si fosse afflosciata. Mai E galleria fu più funesta. Perché ne deriva una lite tra la ditta appaltatrice, che reclama una perizia di variante, e l’Anas, che la negava per l’importo richiesto. Tira e stira, il contrasto ha fine nel 1999 quando viene deciso lo scioglimento del contratto. Intanto sulla statale 106 il traffico arrancava, come oggi, e si continuava a morire, come oggi . Per eccesso di velocità, ovviamente. Illustre Signor Presidente, è la pazienza l’oro dei calabresi e dei paesi che da Roccella vanno, senza precipitarsi, a Locri. E così, i lavori della variante 106 riprendono nel 2005. Persino l’oro, che non è ferro, comincia a prendere il colore della ruggine. Siamo a questo bivo. Ma arriva un ingegnere, l’ingegnere Celia, che ha voglia di documentare: il bue per le corna e l’uomo per la parola. Per dar egno che parola sarà mantenuta, il computo deve essere preciso e rigoroso. Ferma il sole, come il biblico Giosué, e proclama: entro 540 giorni, né uno in meno, né uno di più, l’opera sarà completata. «La Riviera» controlla. Meno 20, meno 10, meno…. Scadono i 540 giorni. Punto e daccapo. Signor Presidente, che fa il nesci? Ma all’epoca Lei non poteva sapere. Ascolti. Siamo nel 2007. Dopo tanti anni, è chiaro che la cifra iniziale non è più sufficiente. Adesso ci vogliono altri 18 milioni di euro per proseguire e completare. E ci vuole anche una A3 e statale 106. Ancora tagli di nastri: Vanno velocissimi le Istituzioni con tale paratica, senza andare però da nessuna parte DOMENICA nuova gara d’appalto. Viene effettuata il 6 novembre 2009. Risulta vittoriosa la EFFESER. C’è un ricorso contro la EFFESER. Viene accolto. Né è a dire che la EFFESER si rassegni. A sua volta, presenta ricorso contro la decisione. Si prende atto delle buone ragioni della EFFESER. Viene ridichiarata vincitrice. I lavori potranno avere inizio finalmente? Nient’affatto. Prezioso Presidente, e che succede? I monarchi dell’Anas non assegnano l’appalto e, poiché indecisi, si rivolgono all’Avvocatura di Stato, che rispose: applicate la legge. La quale è sempre difficile da interpretare. Interpreta l’Anas, che qualche simpatia la deve pure avere: la gara va riaperta. La EFFEFSER non inghiotte il rospo e ricorre al Tar. Noi siamo di stomaco tollerante. Siamo disposti a inghiottire il rospo. Ma lei dovrebbe spiegarci l’ accanimento, nient’affatto terapeutico contro, l’EFFESER. Chi è contro, è sempre a favore di altri. La logica è questa. O erro? Signor Presidente, mi dica. Ma in tema di appalti deve vincere il migliore o il migliore preferito? Se h tempo, attendo lumi da Lei. Da me solo capisco che Penelope abbia potuto sfilacciare di notte la tela che intesseva di giorno. Le occorsero 20 anni. Era di lana quella tela e le umane dita di Penelope furono adatte alla bisogna. Ma questa della variante Roccella è una tela di cemento. Per farla e disfarla, ci son voluti gli artigli. Dell’Anas che Lei presiede dalle Alpi a Reggio. E della quale è responsabile dalle Alpi a Roccella Jonica. 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 10 DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 11 Parlando di Primo piano Sul campo di Rizziconi splende la luna Cose da fare con 400mila euro Un centro sportivo con campi da calcio e da tennis. Una pista ciclabile. Il rifacimento delle strade. Cinque posti di lavoro ai giovani per dieci anni. Un cinema e una casa della cultura. Sono solo alcune delle cose che si potrebbero fare con 400 mila euro. La fantasia e la necessità potrebbe dare altre svariate idee su come impiegare una UN GIORNO IN CONSIGLIO REGIONALE cifra così importante in questi tempi di crisi economica. In Calabria però 400 mila euro si investono nell’unico business che oggi ha un mercato mondiale: la La partita: ‘ndrangheta. Tanto si è per portare i 40 l’ennesima prova speso miliardari della nazionale della sudditanza di calcio, 21 giocatori e 19 Chi entra e chi esce, chi parla e chi ride, chi trasversale che tanto sarebbe utile per tutti, vatta non si entra!!! staff tecnico e dirigenscherza, chi saluta, chi arriva in ritardo e chi non nell'indolenza, ma nella pervicacia ed Ahinoi, con il “compagno di sventura”, della classe tra ti, a Rizziconi. Più di 80 va via, chi manipola l'ipod, chi messaggia, intraprendenza nell'affrontare e risolvere Mariano Bianchi Sindaco di Trebisacce, governante mila euro gli ha sborsati il chi sfoglia giornali, chi sorseggia acqua min- annose questioni di questa difficile terra. rischiavamo di rimanere fuori, solo la di Rizziconi, al erale; ma che siamo al bar…? Manco per Sedute come queste rendono concreto disponibilità di un previdente Consigliere calabrese nei comune resto ci hanno pensato il scherzi, è solo una seduta del Consiglio l'abisso che separa la politica, questa politi- che portava con sé due cravatte di riserva, ci confronti del regno Coni e gli altri enti prepoRegionale Calabrese. ca, dalle necessità dei cittadini. In quel ha tolto dall'imbarazzo consentendoci l'acUn affare da 400 mila Nell'aula semivuota per le numerose assen- luogo autorevole ognuno se la canta e se la cesso. Passi l'abbigliamento adeguato e dell’antimafia, sti. euro che ha certo avuto il ze, solo qualcuno, rimane silente ed in suona per fatti propri incurante di ciò che decoroso e passi anche la cravatta, ritengo quella sociale, suo bel risultato mediatiascolto dell'Onorevole collega Consigliere dovrebbe rappresentare; sensazioni di avvi- però che il valore del luogo, il pregio ed ma che di fatto ha che parla, grida e si sbraccia, ma chi lo sente lente impotenza che spiegano la nostra sto- autorevolezza delle Istituzioni, si conferma, quella politica e co, segnato l’ennesima prova !!! ria più di qualsiasi narrazione e qualcuno rispetta ed esalta attraverso comportamenquella istituzionale della sudditanza del popoSolo fastidioso brusio nella generale indif- tra il pubblico sussurrava sommessamente: ti esemplari dei rappresentanti del popolo, lo calabrese nei confronti ferenza; lo stesso Onorevole Consigliere un che vergogna! ma questi, anche con la cravatta, lasciano del regno dell’antimafia, volta concluso il suo intervento, riserva pari Eppure l'inizio lasciava presagire il meglio, molto a desiderare, senza ritegno e senza quella sociale, quella politica e quella istituzionale. Non trattamento al successivo iscritto a parlare, un rigore dettato dal decoro e rispetto che nessuno gli vieti l'ingresso. c’era il Governatore Giuseppe Scopelliti a Rizziconi, ma a ripagarlo con ugual moneta ed inizia a far dovuto alla maggiore sede istituzionale Ricchi nelle forme, poveri e straccioni nella per qualcuno era assente giustificato perché erano le ore come tutti, a restituir pan per focaccia. della Calabria, il cortese ma guardingo per- sostanza, è questa la Calabria? in cui l’impero di Silvio Berlusconi agonizzava nella capiPanta rei, e si va avanti per minuti, per ore, sonale di controllo ci avvisava che senza craRaffaele Papa tale, e il presidentissimo era al capezzale a non perdere il in una aberrante normalità, ed i problemi posto nei nuovi disegni del potere nazionale. Ha disertarimangono. Ho partecipato quale compoto però quella che per tutti è stata dipinta come una “data nente del Comitato Civico a difesa storica” per la Calabria. Quella in cui un manipolo di milionari, snob e viziati, a spese dei contribuenti, sono venuti a rendere omaggio all’antimadell'Ospedale di Praia a Mare al Consiglio fia di professione, illuminando, per un pomeriggio, una cattedrale nel deserto della disperazione della Piana di Gioia Tauro. Spente le luci è torRegionale del 18 novembre, doveva essere nato il terrore e la fame di sempre su Rizziconi e su tutta la Piana. Chissà se i boss guardando lo spettacolo in tv erano con le lacrime agli occhi o una seduta importante con all'ordine del con un ghigno sarcastico stampato sulla bocca. Chissà se oggi qualche associazione, qualche povero disperato senza una lira in tasca andasse al giorno una tematica delicata e molto sentiComune di Rizziconi a chiedere un contributo di 5, 6 o 7 mila euro, oppure elemosinare un lavoro, se riuscirebbe a strappare una delibera anche ta quale la Sanità che tanto subbuglio ha di pochi spiccioli. Forse solo con l’intercessione di don Ciotti. Nella provincia di Reggio Calabria si sfiora il ridicolo. Con il dopo Fortugno si era generato e continua a fare in ogni angolo creduto che di passerelle, sfilate e comizi se ne avesse avuto abbastanza, ma “the show must go on”, lo spettacolo deve andare avanti, il business del territorio regionale. E' risaputo che è dell’antimafia strappa consensi al Nord e fa vendere interviste e patinati in tutto il mondo. Il circo va avanti. In Calabria ogni reato è ‘ndrangheta, finita male perché sospesa, ripresa e poi rinche sia la semplice evasione fiscale, una truffa all’Inps, una col gasolio o con la monnezza tutto è ‘ndrangheta. Altrimenti non farebbe notizia. Anche viata, pochi sanno però che si è svolta pegl’azzurro della maglia della Nazionale ha dovuto sponsorizzare il marchio di fabbrica “made in Reggio Calabria”. Per i giovani disperati senza lavogio. ro ci saranno tempi migliori. Per le famiglie che non arrivano a fine mese pure. Per gli adolescenti che non hanno neppure i libri di scuola e vedoBisbiglio e disinteresse quasi totale se escluno nel crimine la loro unica prospettiva diciamo di non preoccuparsi, tanto prima saranno tinti, attratti dal male, e poi verranno purificati dall’acdiamo un nugolo di pochi attenti e parteciqua benedetta del cielo dell’antimafia, che oggi copre ogni cosa sopra la testa dei calabresi. pativi, nessuna differenza tra destra, sinistra Carmelo Carabetta o centro, atteggiamento bipartisan e Con la cravatta…. ma senza ritegno DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 12 DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 13 Parlando di... SIDERNO SGAMBELLURI NUOVO SEGRETARIO DEL PRC CITTANOVA: 22/11/2011 DOPO LA PIOGGIA I DANNI E' stato nominato nel corso dell'ottavo congresso del Partito Rifondazione Comunista -Federazione di Sinistra, tenutosi lunedì 21, a Siderno, il nuovo segretario cittadino del circolo Antonio Sgambelluri. Locride CROLLO AL MUSABA L’appello di Nik Spatari LA COLONNA DI ERCOLE Panzerotti e criminali ono svenuti gli “uomini di panza” finiti dentro l’operazione Infinito, sorella milanese dell’operazione Crimine. Ma attenzione, non sono svenuti per congestione, ma per paura della galera. Quei boss di matrice reggina che hanno optato per il rito abbreviato si sono resi conto che una mangiata di capra in Calabria è un summit mafioso e che un summit mafioso corrisponde a un cunicolo delimitato da sbarre tra qualche ora d’aria e onanismo. Un vero criminale è un’isola, ci hanno detto. I più grandi criminali d’Europa, quelli che comandavano a Milano sotto l’ala della casa madre, non si fidavano di nessuno, non si confidavano con nessuno. E ci hanno anche detto che i pungiuti, gli affiliati e i cristiani di Polsi non temevano galere e claustrofobie. Ma ci hanno, sì, ci S Nik Spatari, lancia un messaggio venato di amara solitudine ma allo stesso tempo carico di speranza e di voglia di continuare instancabilmente nel portare avanti il suo progetto. L'artista, denuncia l'avvenuto crollo della copertura dell'antica terme-cisterna romana nel chiostro del Museo (MUSABA Mammola RC), avvenuto il 9 novembre 2011, frutto tra l'altro del mancato intervento per il restauro e consolidamento da parte della Regione Calabria, nonostante l'intervento sia stato finanziato nel lontano 2004 fondi POR Calabria 2000/2006 - Asse II Beni Culturali. Il crollo della copertura dell'antica terme-cisterna romana all'interno del chiostro dell'antico complesso, oggi Museo, ha danneggiato gravemente l'opera d'arte monumentale dell'artista austriaco “Lancia” del 1988 e ad oggi impedisce l'ingresso ai numerosi visitatori autunnali (tedeschi, olandesi, austriaci, ecc.), che rimangono delusi perché non possono accedere alla principale attrazione del Parco Museo “Il Sogno di Giacobbe”, opera monumentale tridimensionale all'interno della Chiesa. “Non riusciamo a capire come un progetto finanziato per lavori urgentissimi, come questi, che attengono alla salvaguardia e alla sicurezza, non viene avviato. I risultati da noi ottenuti, nei 40 anni di attività, sono il frutto dell'assenza, o meglio latitanza dei poteri forti, delle istituzioni, che hanno programmaticamente ignorato il loro ruolo di organicità con il mondo della cultura contemporanea. La nostra attenzione, oggi, si posa su quanto c'è ancora da lavorare per la nostra Calabria e per il completamento del MUSABA che non nasce in poco tempo né si afferma. Noi possiamo dire di aver dato le linee generali di indirizzo del progetto MUSABA, ma saranno le future generazioni ad arricchirlo, è un compito che viene affidato a loro…. che viene affidato a chi resta, che spetta a tutti noi”. Un’esecuzione tibale della mala nigeriana e Micu Oppedisano, il padrino della ndrangheta hanno strillato un altro quarto di verità. La Ndrangheta milanese fischiava di tutto prima, pensando che gli annaccamenti fossero note di tarantella, non teneva neppure la pastina. E ha sentito le vertigini poi. Agli uomini d’onore, ai santisti, ai più grandi criminali della terra sono mancati i sensi davanti alla toga di un giudice che gli sarà sembrato Batman. Ho visto questo spettacolo in televisione. Ero a Padova, da poco rientrato a casa dalla stazione, dove alcuni gang nigeriane spacciavano crac, cocaina e molto probabilmente erano armati fino ai denti. I veneti temono gli Eyie, gli Aiye i Black Axe più di tutti. Dicono che hanno spodestato i magrebini, le tigri di Arkan e i lupi di Goran. Biscano, prostituiscono, spacciano. Il Nordest è cosa loro, regolano i conti con riti tribali: tagliano le teste col machete, ipnotizzano col vodoo. Ho guardato uno di loro all’uso calabrese. Nei suoi occhi vacui non si leggeva nulla e la bocca sembrava incisa. Ho avuto un brivido davanti a quel passaggio della morte sfumato un’ora dopo grazie all’odore di panzerotti con scaglie di soppressata di maiale nero che mi madre aveva preparato per la cena. Industriamoci: L’IPSIAdi Siderno in visita a la Riviera “Industriamoci- Pmi Day”, ospiti de “la Riviera” gli alunni dell’Ipsia di Siderno. Il comitato “Piccola Industria” di Confindustria ha organizzato l’iniziativa “Industriamoci –Pmi Day”, che si svolge presso le sedi di piccole e medie imprese. La manifestazione rientra tra gli eventi previsti PLACANICA L’antenna della discordia Da un po' di tempo,a Placanica sono comparse delle antenne di telecomunicazioni,che in base a voci che si rincorrono dovrebbe essere un impianto wireless (senza cavi) di banda larga per la connessione “veloce” a internet. Una delle antenne è stata collocata in bella vista sul tetto del castello,con buona pace della tanto decantata salvaguardia dei beni storici e artistici L'altra,invece,è stata posizionata più a valle e attaccata al palo DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 14 MARTONE DAMOCLE ARGIRÒ NUOVO CONSIGLIERE COMUNALE BIVONGI: BRAVO ERNESTO PER LA MEMORIA la Riviera A causa delle dimissioni del dottor Nicola Limoncino da consigliere comunale dell'amministrazione di Martone è succeduto il poliedrico artista sidernese Damocle Argirò Giornate mediche della Locride Sabato 3 dicembre, presso il Grand Hotel President, Siderno, verrà inaugurato il Corso di aggiornamento delle Giornate Mediche della Locride. Obiettivo principale del Corso è il confronto dei Medici della Locride con i maestri della medicina moderna affinchè possano arricchire la loro cultura medico-scientifica e mantenere la loro professionalità al passo con i tempi, nonchè facilitare i rapporti di conoscenza dei nostri medici con i relatori al fine di consentire relazioni e collaborazioni professionali con lo scopo di erogare servizi sanitari sempre più efficienti. È d’obbligo ricordare che alla prima edizione del Corso di aggiornamento relazionò il defunto Prof. Luigi Condorelli, il più grande medico italiano di tutti i tempi. Introdurrà i lavori la dott.ssa Tiziana Procopio, medico di emergenza territoriale e presidente dell’A.M.L., alla presenza del Presidente onora- rio del Corso, ed ideatore dello stesso nel lontano 1982, On. Prof. Giovanni Filocamo. Il Corso, diviso in quattro sessioni, in linea con la tradizione, si avvarrà di docenti di notevole spessore professionale e di Dirigenti Medici di ottima esperienza come: il prof. Maurizio Pompili del Dipartimento di Medicina Interna, facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università la Cattolica di Roma; il prof. Gian Lodovico Rapaccini, Direttore dell’UOC di Medicina Interna e Gastroenterologia del Policlinico Gemelli di Roma; il prof. Maurizio Zagari, professore associato di Gastroenterologia presso il Policlinico S.Orsola, Università di Bologna; il dott. Giuseppe Longo, responsabile dell’U.O. di onco-ematologia del Policlinico di Modena; la dott.ssa Rosanna Scrivo, Dirigente Medico Reumatologo dell’Università la Cattolica di Roma; il prof. Paolo Costigliola del Policlinico S.Orsola di Bologna; il Prof. Giovanni Gasbarrini, Direttore dell’Istituto di Medicina Interna dell’Università Cattolica del Sacro cuore di Roma e Direttore delle scuole di specializzazioni di “Medicina Interna” e “Gastroenterologia” della medesima Università; la dott.ssa Annalisa Mongiardo dell’U.O. di Emodinamica del Policlinico Mater Domini di Catanzaro; il Prof. Salvatore Spagnolo, Direttore del Dipartimento Cardiochirurgico del Policlinico di Monza. Il prof. Spagnolo ha fama internazionale, è stato il primo cardiochirurgo al mondo ad aver sostituito l’arco aortico in età pediatrica e per questo gli fu conferito il premio “I numeri Uno” dal Presidente della Repubblica. Ed ancora, il dott. Vincenzo Natale, Direttore dell’U.O. di P.S. e Medicina d’Urgenza dell’Azienda Ospedaliera di Vibo Valentia; il dott. Franco Adamo, Direttore del SAR del Presidio Ospedaliero Unico della Locride; il dott. Pasquale Ceratti, Dirigente Medico dell’U.O. di Medicina d’Urgenza del Presidio Ospedaliero Unico della Locride; il dott. Luigi Giugno, Direttore dell’Unità Operativa di Medicina d’Urgenza del Presidio Ospedaliero Unico della Locride. L’U.O. di Medicina d’Urgenza, esempio di buona sanità locridea, qualche anno fa da una indagine effettuata dal quotidiano “Il sole 24 ore” è risultata essere seconda in Italia per bassa mortalità e rapporto costi/benefici. All’evento, sono stati assegnati dal Ministro della Salute 9 (nove) crediti formativi ECM. Evento curato da Image Multimedia, con esperienza decennale organizza e gestisce eventi ECM, sia come segreteria organizzativa che come provider. Carmelo Carabetta L’OPINIONE Io sono evangelico per la “X settimana della cultura di imprese”, ha ottenuto l’adesione della Confindustria Reggio Calabria. La Riviera ha aperto la sede ai ragazzi dell’Ipsia di Siderno, i protagonisti oggi ospiti de “la Riviera”, 45 studenti, accompagnati dalla professoressa La Porta, hanno ascoltato la lezione dell’editore Rosario Condarcuri che ha illustrato ai ragazzi le varie fasi di realizzazione del giornale ed il lavoro dei giornalisti. Matteo Raschella della recinzione del campo da tennis,abbastanza frequentato nei pressi del quale vi sono anche il campo di calcetto e l'asilo dell'infanzia. In paese,tanta gente ha espresso perplessità in merito alla collocazione di dette antenne e quindi timore per il rischio di inquinamento da elettrosmog,nonostante si abbia coscienza che detto impianto serve per migliorare e rendere più veloce la connessione internet,e quindi sfruttare nel migliore dei modi le nuove tecnologie informatiche alleviando i disagi a tutti coloro che con internet ci lavorano. Chissà cosa penseranno i “famosi” 10.000 turisti che affollano il Paese durante Borghinfiore. DANIELE MANGIOLA Il 16 novembre Le Iene, su Italia 1 hanno trasmesso una delle loro inchieste. Con lo stile che le contraddistingue denunciavano il caso di un uomo in balìa di una chiesa evangelica per la quale costui dilapidava il proprio denaro, sottraendolo anche a quanto dovuto per il sostegno della propria ex e del figlio. “Una chiesa evangelica brasiliana: una specie di setta” sono state le infelici parole dell'inviato. Non è necessario entrare nel merito del caso specifico, di invasati e vittime di invasati è pieno il mondo ad ogni latitudine; ma lui, mi chiedo, questa Iena così coraggiosa, chi è? Chi è per dare giudizi così sommari e generali? Conosce bene la storia degli evangelici, ha un'idea della qualità e della quantità delle influenze del pensiero evangelico sulla modernità e sulla formazione del nostro occidente, della democrazia, della libertà di pensiero grazie alla quale egli può così liberamente esprimersi? Probabilmente no; egli conosce solo la Chiesa Cattolica Romana ed è magari attratto dalle critiche antireligiose degli atei di casa nostra, i vari Augias e Odifreddi, che fanno tanto tremare la cristianità italiana. Egli si ritiene un laico, ed è fiero di esserlo. Laicità: è un concetto evangelico. Per uno come me, nato in una famiglia evangelica, non è stato facile crescere qui, in provincia. Infanzia e adolescenza sono appesantite dall'ironia dei coetanei, da battute e battutacce, dalla coscienza di essere diverso. Crescendo ti convinci che i tempi cambiano e si portano via i pregiudizi, sai poi che, vabbè, in provincia su queste cose siamo indietro, ma in città le cose vanno in altro modo. L'Italia è inguaribilmente e irrimediabilmente provinciale, dovunque ti trovi. Oltralpe il mondo corre, l'Italia avanza fischiettando con le mani in tasca, trotterellando. Canta che ti passa. Oltralpe anche la voce tonante dei succitati italici atei suonerebbe molto più stridula e dialettale. Siamo un popolo di cantanti e navigatori, di geni, di provincialotti. Lo siamo probabilmente anche perché troppo legati alla sottana di Madre Chiesa. Ci manca proprio un po' di mentalità evangelica, lo diceva l'altra mattina il prof. Bolaffi, a RadioTre, lo diceva in una fredda sera di gennaio di questo anno il prof. Commisso, nei locali del Palazzo della Cultura, a Locri. Sono evangelico, non sono settario, e come me tanti altri, qui, nella nostra piccola provincia. Ci sforziamo di essere cristiani, calabresi di buona volontà. DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 15 DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 16 L’intervista a colloquio con Eufemia Valeri Ospiti della serata Dalla trasmissione Sky "Fiori, Colori e decori " Silvia Dei Fiori (in alto) Il Wedd ing Designer della "Domo Adami" , nonchè protagonista della trasmissione SKY "Cambio vita ,mi Sposo!" Mauro Adami, (a destra) Francesca Calvi,(in basso), Hair stylist e Make up artist Wedding Show è in fase di organizzazione. Quest’ anno andrà in scena posticipando i tempi infatti l’appuntamento è per il 15 Gennaio 2012 e porterà con se tantissime novità. Chiediamo alla fondatrice dell’evento Eufemia Valeri di svelarci qualcosa in più riguardo questa giornata. Sig.ra Valeri, a distanza di un anno ci troviamo qui a parlare ancora una volta di questo successo quale è il Wedding Show. Cosa significa questo? Questo è sinonimo che l’evento è ben voluto dal pubblico innanzitutto. E’ un’occasione unica per le coppie di futuri sposi che in quest’occasione possono avere una visione del loro giorno più importante a 360 gradi. Quali novità regalerà quest’anno ai visitatori? Innanzitutto quest’anno l’evento avrà orari diversi d’apertura infatti già dalle 10 del mattino le porte saranno aperte a tutti coloro che vorranno entrare per qualche ora nel magico mondo del matrimonio. Saranno presenti due grandi ospiti d’onore direttamente da Sky :il wedding designer Mauro Adami della casa Domo Adami, protagonista della trasmissione Cambio vita, mi sposo e la sig.ra Silvia Lora Ronco, volto di Fiori, colori e decori. Come sarà organizzata la giornata? Le porte dell’evento si apriranno alle ore 10.00 a tutti. I visi- Il Tante novità per il 2012 Wedding Show tatori potranno passeggiare lungo la sala che ospiterà gli spazi allestiti da professionisti del settore matrimonio. Alle ore 11.00 inizierà il laboratorio di Silvia dei fiori a cui si potrà partecipare solo previa registrazione. Intanto nello spazio Lino Valeri, lo stilista Mauro Adami incontrerà le future sposine che vorranno porgli ogni tipo di domanda riguardo l’abito del loro giorno più bello. Dalle 17.00 in poi saranno proposti dei minieventi come il Your Bridal Style che vedrà protagonista una futura sposa (selezionata precedentemente) alla quale verranno regalati preziosi consigli e dimostrazioni riguardo make up e acconciatura. Altro spazio è riservato ai consigli di Silvia dei fiori che proporrà alcune realizzazioni floreali in riferimento al matrimonio. E come ultimo appuntamento, ma non per ordine di importanza, ci sarà l’evento nell’evento, ovvero la sfilata dei suoi abiti, esatto? Si certo. Tutto ruota intorno a quest’attesissimo momento. Sarà un evento a porte chiuse, ovvero bisogna prenotarsi per poter assistere alla sfilata. In quest’occasione saranno presentati gli abiti della nuova collezione Sposo/Sposa e cerimonia 2012 Lino Valeri. Ospiti della sfilata lo stilista Mauro Adami e Lino Valeri. Sarà sempre la sua agenzia Ideeventi ad organizzare in toto È un’occasione unica per le coppie di futuri sposi che in quest’occasione possono avere una visione del loro giorno più importante a 360 gradi l’evento? Si certo. Io e le mie socie Stefania e Chiara siamo all’opera da diversi mesi per organizzare quest’evento annuale così importante per il settore matrimonio unico nella zona Fortunatamente l’esperienza maturata in questi anni ci sta dando i frutti che ci aspettavamo e continueremo a stupire il nostro pubblico. E’ un evento destinato a crescere e noi le auguriamo ancora una volta in bocca al lupo. “ Crepi” . Ricordo agli interessati che per ricevere ogni tipo di informazione riguardo il Wedding Show (registrazioni varie agli eventi di quel giorno) possono scrivere una mail all’indirizzo: [email protected] o telefonare ai numeri 0964/411661 – 329/6546620. C.A. DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 17 A proposito di... L’INTERVISTA A colloquio con Francesco Macrì, presidente regionale A.R.A. E tu lo affideresti un gregge di pecore a Pepè Lombardo? PASQUINO CRUPI Prima di iniziare a parlare di te come Presidente dell’Associazione Regionale Allevatori, faccio un passo indietro, a quando eri sindaco. Ti sei ripresentato, hai perso… Mi sono ripresentato soprattutto per dare l’opportunità a chi aveva apprezzato il lavoro, che avevamo fatto nel corso della consiliatura, di poter votare per me. Ma hai perso malamente. Ultimo alla meta. Ti sembrerà strano. Ma io sono molto soddisfatto, non del tutto sicuramente. Ma grazie ai mille voti ricevuti ho la possibilità di fare ancora qualcosa di concreto per il paese. Devo dire che mi dispiace molto di come stiano andando le cose a Locri. Immaginavo, anzi mi aspettavo che l’amministrazione Lombardo facesse delle cose che non sta facendo. Piano. Dobbiamo concedere ampie attenuanti a Pepé Lombardo. È passato poco tempo dal suo insediamento. Cento giorni s’accordano a tutti prima di giudicare e tagliare teste. Ne sono passati duecento, però. Lombardo sostiene, però, che tu nelle casse del Comune hai lasciato solo 70 euro. Incredibile. Si, ma ho lasciato anche i piani di rientro pronti, e gli abbiamo detto come doveva fare per attuare i piani di rientro. Abbiamo sempre avuto Assessori che si sono molto interes- sati. L’ultimo, in particolare, una docente di contabilità degli enti pubblici, che ha chiarito a Lombardo che c’era, sì, una situazione difficile, ma che con le dovute manovre -imporre subito altri tributi- i conti potevano tornare a posto. Anche riguardo la Sorical con la mediazione del Prefetto Luigi Varratta sono riuscito a chiudere la transazione, facendo risparmiare al Comune di Locri 2 milioni di euro. E con i tributi, derivati dalla riscossione dei ruoli acqua, sta pagando i dipendenti comunali. Nulla di fatto, Pepé Lombardo ha preferito accarezzare l’ipotesi del dissesto. E che doveva fare, considerato lo sfascio da cui ha dovuto iniziare il suo cammino di uomo politico “sfossato”, come l’opposizione dice? Quando noi ci siamo insediati nel Comune di Locri, nel 2006, ci hanno tagliato la luce perchè non avevamo soldi in cassa, oggi la situazione è difficile ma mai nessuno ha detto che non lo era. La situazione gli è stata riferita da due assessori al bilancio che lui ha sentito. La situazione era molto difficile, per questo serviva adottare soluzioni pesanti. Dall’infelicità del Comune ai prati felici dell’agricoltura. Parlami da Presidente dell’Associazione regionale allevatori. D’accordo. Però, prima, vorrei fare un discorso generale sullo status dell’agricoltura calabrese di cui il tre dicembre, qui, a Locri, discorrerò con l’assessore regionale all’agricoltura Trematerra. E camminando per la Locride. La visita consisterà in una giornata nella Locride e noi saremo alla cantina sociale di Bivongi per parlare di rilancio del vino della Locride, quello di Bivongi, Gerace e Bianco. Visiteremo anche la sede della “Frutticoltori Jonici e tirrenici” a Locri dove si realizza il confezionamento e la trasformazione dei prodotti ortofrutticoli di tutta la zona, e chiuderemo a San Luca. Dove valuteremo la possibilità di fare un protocollo d’intesa per far nascere una cooperativa che si occupi solamente di piccoli animali, capre e pecore, in tutta la Locride, che è una zona for- temente vocata. Quale la parte di San Luca… Il Comune ci dovrebbe mettere a disposizione il vecchio mattatoio abbandonato. C’è un vecchio protocollo d’intesa mai attivato, Trentino -Regione Calabria, che stiamo cercando di recuperare con l’assessore Trematerra. Cosa prevedeva questo prottocolo? La formazione di tecnici calabresi in Trentino e poi l’invio di alcuni professionisti trentini in Calabria per far partire le iniziative. Era un’iniziativa interessante perché siamo indietro rispetto alle tecniche che riguardano sia il vino che la parte di associazionismo, le cooperative trentine sono un gigante che gestisce tutta l’agricoltura in Trentino. Da noi la cooperazione ha fallito, anche quella messa su, con moltissimi sacrifici e buona volontà, da Monsignor Bregantini, Piero Schirripa e molti altri, perché alla fine, anche i piccoli frutti, che è la cosa che è ancora in piedi delle varie cooperative fatte, secondo me paga troppo rispetto alla reale possibilità che potrebbe avere perché tutto il valore aggiunto poi della produzione dei piccoli frutti va alla cooperativa Sant’Orsola in trentino, invece bisognava fare associare i Signori dei piccoli frutti e vendere da qui il prodotto, invece oggi il prodotto va in Trentino, il valore aggiunto va a Trento e la percentuale sul fatturato, che la Comunità europea da alle aziende va anche in Trentino, l’8% sul fatturato va in DOMENICA trentino a Sant’Orsola Tu miri ad un’inversione di tendenza? Esatto. Tento una inversione perché bisogna far capire al piccolo allevatore che con tre capi di bestiame non farà mai molto. Bisogna associarsi. Ci sono molte cose che si possono fare, il progetto è ottimo e la zona può dare risultati ottimi. Difficile, ma splendido. Sì, perché molta gente non crede più nell’agricoltura. La strada sarà quella dei prodotti di nicchia. In Calabria non si possono fare prodotti in grande quantità, perché manca la materia prima e poi manca la possibilità di entrare nel mercato in un determinato modo. I maiali, ad esempio, oggi sarebbe una follia pensare allevare maiali in Calabria, quando in Cina in 2 anni hanno messo su allevamenti con 20 milioni di capi. Dove puntare, allora? La Calabria deve fare cose piccole e di grande qualità. Il vino è una cosa che si può fare. Il greco, sia passito che secco. I Vini della locride sono sempre andati per i fatti loro, si è sempre fatto il vino di casa, ma ora non funziona più, ora le tecniche sono altre. Questo discorso riguarda anche l’olio. Sì, e per quanto riguarda l’olio, la Calabria ha fatto dei passi in avanti. Si sta definitivamente perdendo l’usanza errata di raccogliere le olive una volta assai mature e, addirittu- 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 18 la Riviera “ La mia vocazione è quella di essere un imprenditore. Sto cercando di far crescere e rifiorire un’azienda di famiglia, sperando anche in un ritorno per il territorio. Ma il ritorno sul territorio non c’è , perché gli amministratori dei Comuni non valgono niente. Questo non vale per me che sono stato il miglior sindaco della zona ra, cadute in terra. Come ai tempi di Domenico Grimaldi. Si era nel Settecento… Già. Ora l’uliva si raccoglie verde, con un grande miglioramento della qualità del prodotto. Allora, Barone, mi permetti una domanda irriverente? Come allevatore, come agricoltore, e come presidente dell’ARA, sarai in grado di fare di più rispetto a quanto hai fatto, anzi non fatto come amministratore? Io sono stato per 9 anni Presidente di Confagricoltura Calabria, per 3 Presidente dell’AFOR, e non credo di aver mai deluso chi si è affidato a me, come non ho mai deluso i miei concittadini, anzi ritengo di essere stato il miglior Sindaco degli ultimi anni, quello che ha fatto di più. Esagerato. Per te che sei prevenuto nei confronti dei governanti di centrodestra. Prosegui… E dimmi. Questo budello buio in cui si contorce l’economia agricola non dipende anche dalla vocazione dissennata ad aprirsi agli altri, a comprare i prodotti bombardati dal Nord? Se viceversa ci chiudessimo nel senso di fare circolare i nostri prodotti in Calabria. Assolutamente si. È stata addirittura proposta una legge, che poi non ha avuto seguito, per “costringere” -diciamo così- le scuole, gli asili e gli ospedali a far consumare i nostri prodotti. Non è mai andata avanti. Ma noi stessi calabresi dovremmo indignarci se al ristorante non troviamo i vini, l’olio e i prodotti della nostra terra. La Calabria importa molto più di quanto produce, vino, olio, mentre la produzione calabrese potrebbe bastare per il consumo interno. Sono convinto che la Calabria debba puntare sulle sue eccellenze quali il vino, è per questo motivo che cercherò soprattutto di spingere verso un nuovo rilancio dei nostri prodotti tipici. Ad esempio, quando ero alla guida di Confagricoltura Calabria abbiamo fatto in accordo con la Camera di Commercio, provammo a rilanciare i prodotti nostrani proprio scegliendo come interlocutore privilegiato alcuni grandi ristoranti calabresi di tutta Italia, 20 ristoranti, ambasciatori dei nostri prodotti nelle Città italiane, invitandoli a realizzare dei veri e propri menù interamente realizzati a base di prodotti calabresi così da far conoscere anche al nord le nostre eccellenze, poi questo progetto come tutte le cose buone, passato l’assessore. DOMENICA ” Ecco il paradosso, io sono stato in Australia per tre volte, come inviato speciale dell’Assessore Zavettieri che è stato un ottimo assessore alla cultura. Lì consumano prodotti calabresi. Come mai i calabresi non lo fanno? Questo bisognerebbe chiederlo ai calabresi. La tua vocazione è quella di essere un restauratore dell’agricoltura calabrese o di essere un amministratore del comune di Locri? La mia vocazione è quella di essere un imprenditore. Sto cercando di far crescere e rifiorire un’azienda di famiglia sperando anche in un ritorno per il territorio. Ma il ritorno sul territorio non c’è perché gli amministratori dei Comuni non valgono niente. Questo non vale per me che sono stato il miglior Sindaco della zona. Il migliore anche rispetto all’avvocato Murdaca, il sindaco-galantuomo? Un galantuomo, certo, ma io mi riferisco a tempi più recenti. E poi quelli erano tempi in cui le casse del comune erano piene, oggi no. Io sono amico di Pepè Lombardo. Hai l’impressione che sia come uno sfossato dalla tomba? Anche io. Sii buono. Lo affideresti a Pepè Lombardo un gregge di pecore? Gli ho affidato il Comune di Locri… Ma che bravo. 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 19 La www.larivieraonline.com gerenza [email protected] [email protected] Tel 0964/383478 la Riviera Direttore responsabile PASQUINO CRUPI Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri COLLABORATORI Gioacchino Criaco, Lele Nucera, Filippo Todaro, Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Maria Giovanna Cogliandro, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Ruggero Brizzi, Marco Andronaco, Isabella Galimi,Maria Teresa D’agostino, Giovanna Mangano, In redazione CRISTINA BRIGUGLIO MATTEO RASCHELLÀ Responsabile dello sport ANTONIO TASSONE Art Director PAOLA D’ORSA Impaginazione EUGENIO FIMOGNARI Lettere, note e schermaglie Bregantini e il fico d’india IL BRIZZOLATO di RUGGERO BRIZZI Vittime di noi stessi L'essere “vittima” comporta, in noi calabresi, dei surplus ormonali pazzeschi. Non ho altra spiegazione. Sguazziamo nel lamentarci anche se disinformati. Ci piace così tanto e così tanto abbiamo fatto il callo ad essere ultimi che pure quando non lo siamo o non ce lo fanno presente, noi vogliamo dire al mondo che siamo cittadini di serie b. Si, è vero, per carità, “na mangiamu” neanche per fare il censimento però, facebook, piazza virtuale su cui tutti legittimamente dicono la loro, ha sancito nei giorni scorsi di forte pioggia, con messaggi copia-incollati da molti utenti, il totale oscurantismo dell'informazione pubblica sull'alluvione che ha colpito Calabria e Sicilia! Ora o la gente non compra il giornale e non guarda la TV o seriamente sussulta nel sentirsi considerato di serie b, visto che tutte le principali prime pagine di quotidiani e telegiornali hanno fatto titoloni ed ottimi servizi su quello che è accaduto. Sarà forse il vittimismo calabro un'arma sociale assorta e laconica per il nostro riscatto? Non ci è dato saperlo. Dovremmo chiederlo agli autolesionisti del web: gli stessi che criticano qualsiasi cosa accada in questa regione, gli stessi che partono con la valigia samsonite e tornano con quella di cartone, gli stessi che cercano la via di fuga più facile per non osare il minimo rischio nella terra che appartiene agli ultimi, gli stessi che “la colpa è della ndrangheta”. Usiamo la creatività per crescere, ritroviamo la nostra dignità e soprattutto, rimbocchiamoci le mani prima di finire a dire piagnucolando che “tutti ci odiano e nessuno ci capisce!” FERNANDO SAGADO Il convegno è dedicato a Tullio Contiero, missionario utopista sulle strade del mondo. L'aula magna S. Lucia è strapiena di gente, giovani soprattutto. Ovvio che al posto centrale, in mezzo agli altri relatori, ci sia Gian Carlo Maria Bregantini , ultimo grande utopista sui sentieri del Sud. E' il nome dell'arcivescovo di Campobasso Boiano ad avere attirato tanta gente, il già presule della Diocesi di Locri-Gerace è famoso a Bologna. Il suo tono è pacato, mite, in realtà nasconde una trappola che, quando scatta, ti imprigiona, ti tiene legato al filo del suo discorso e ti molla quando sei spossato. Ti perdi nelle catene di montaggio di Porto Marghera e conti insieme al prete operaio, un pezzo ogni venti secondi, tre al minuto, centottanta all'ora. Conti pezzi in fabbrica, a tavola, a letto, entri nella sua testa e comprendi quanto Bregantini sia antico e moderno, uno che sa stare nel mondo attuale ma che porta dentro una carica spirituale millenaria, ancora perfettamente intatta. In un certo senso il monsignore è un diavolo, perché la sua dialettica ha un che di diabolico, ti ammalia, ti strega, gioisci ad ascoltarlo anche se sei uno che la Chiesa non la frequenta neanche di striscio e che dei preti non ha una grande opinione. A lui non puoi non riconoscere la passione, l'umiltà, la buona fede e, soprattutto, la fede. Si può avere qualunque idea sulla religione, ma una sola sul suo animo. E' un missionario dell'utopia, crede in Dio ma anche nell'uomo. Parla di Tullio Contiero e lo fa infilando nel suo discorso il Sud. Mette dentro la Calabria, sempre a proposito, ogni tre parole. Così sali su un vecchio treno, insieme a un giovane monsignore e scopri il Sud nella parola di una madre che spezza il pane e lo offre, con un favorite che è il biglietto da visita dei calabresi e che per Bregantini altro non è se LETTERA ALL’EX ASSESSORE ALLA CULTURA DELLA CITTÀ DI LAMEZIA TERME Egregio signor Grasso, ho appena appreso la notizia delle sue dimissioni. Le scrissi quando lessi il suo cosiddetto progetto culturale, le scrivo ora, a conclusione di questa sua avventura lametina. Le espressi subito la mia disapprovazione per quello che, a tutti gli effetti, era un manifesto offensivo di Lamezia e dei suoi cittadini, gliel'ho riscritto a proposito degli stessi insulti che ha ripetuto sull'opuscolo del suo festival, gliela esprimo anche ora, nella speranza che l'aiuti a comprendere le ragioni del suo fallimento ed evitarle, in futuro, di accettare incarichi per i quali non ha, secondo me, la necessaria competenza e la giusta predisposizione umana. Come le scrissi allora, a mio parere, essere assessore alla Cultura è cosa ben diversa da esserlo alla legalità o alla sicurezza o a come vuole chiamarlo. Un progetto culturale non può essere monotematico, non deve essere preceduto da premesse irriguardose verso la città che si ammi- non l'Eucaristia. Poi scali, in una torrida giornata estiva, la strada che da Giardini Naxsos porta a Taormina e ti fermi davanti alle piante di fico d'india. I frutti colorati sono una tentazione irresistibile, non li hai mai visti prima così ti infili in bocca uno senza sbucciarlo e se non fossi un prete un'imprecazione la molleresti per il dolore. Quando poi un'anima buona te ne sbuccia una, assaggi la dolcezza del paradiso. LOQUI E SPROLOQUI E quando un prete ti dice che il Sud è un fico d'india che bisogna saper sbucciare per carpirne la dolcezza, ammetti che quel prete è un grande e porta un grande amore dentro. Allora gli perdoni una falsa partenza, tarlata da qualcuno che gli voleva far ingoiare il fico insieme alle spine e quando l'intelligenza del pastore gli ha fatto capire che il frutto andava sbucciato, qualcuno ha privato la Locride di una speranza che poteva diventare grande, forse trasformarsi in certezza. Ci manca il prete operaio, ci manca il missionario utopista. Manca alla nostra terra e manca anche ai senza Dio. Anche a Bregantini manca la Locride, così continuerà a infilarla ogni tre parole, in qualunque discorso farà e in qualsiasi posto. Grazie monsignore, quaggiù qualcuno la ama. di FILOMENA CATALDO Mari, Monti e... abeti artificiali Pare proprio che per questo Natale gli Italiani si regaleranno molti abeti artificiali per le loro case natalizie. Colpa dei tagli di Monti alle tredicesime o del berlusconiano gusto - ormai invalso - per l'artificiale? Eppure sembrava proprio che questo cambio di governo a fine anno preannunciasse una sorta di nuova epifania. Un profeta venuto da lontano, Monti, misurato, serafico, quasi surreale, a ridare ossigeno ad un Italia disidratata e disillusa. A lui, purtroppo, altro non è toccato che di giacere sotto abeti artificiali, nella speranza che allo scarto del regalo non si riveli un'enorme sola. Che il buon vecchio bambinello riesca a salvare - anche per questo anno - il bue e l'asinello! nistra, non può non tenere in alcuna considerazione le realtà positive esistenti, non può ridursi all'autocelebrazione di se stessi. Lei, egregio signor Grasso, forse non per colpa sua, si è sentito eroe in terra di briganti o, come ha sempre detto, terra di mafia, evitando di documentarsi sul contesto che avrebbe dovuto guidare con la delega avuta e, cosa ancor più grave, di non voler prendere atto che in questa città esistessero alcune delle realtà culturali più brillanti, produttive e stimate, sia a livello regionale che nazionale, peraltro portate avanti da operatori che, sulla propria pelle, da sempre sostengono i temi della legalità, della lotta a ogni forma di criminalità, della crescita culturale come strumento di affrancamento da logiche perverse di ogni tipo, operatori che hanno dato luce a Lamezia in non poche occasioni. Forse, dopo l'articolo dell'altro ieri di Repubblica, finalmente se n'è accorto. Non è con un festival di libri sulle mafie, peraltro a costi ingenti e ingiustificati, che si combatte il male. Piuttosto, è con l'azione costante esercitata con momenti di pacifica aggregazione e confronto di ogni tipo e genere culturale, e non solo parlando di mafia in ogni occasione, che si formano le coscienze e producono i conseguenti comportaDOMENICA 27A NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 20 DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 22 la Riviera Sport Con Michele Tigani va via un pezzo di storia calcistica della nostra Nazione Michele Tigani, galantuomo d'altri tempi, pietra miliare della storia del calcio nazionale, calabrese doc, innamorato della “sua” Siderno e della sua terra non c'è piu'. Se n'è andato in punta di piedi, dopo una brutta malattia, assistito sino all'ultimo dalla sua amata Vania, compagna della sua vita e affettuosa custode delle sue gioie e dei suoi dolori, calcistici e non. Per circa mezzo secolo è stato uno dei principali punti di riferimento del grande calcio, quello giocato e no, dei piu' grandi giornalisti di un tempo in cui non era facile “raccontare” i fatti, di tecnici del calibro di Vicini e Bearzot, di presidenti come Artemio Franchi, Antonio Matarrese, Franco Carraro, di Luciano Nizzola e, finanche, del grande Umberto Agnelli . Per tutti questi uomini che certamente sono stati dei “grandi” della storia calcistica italiana, era lui ad essere il “grande”, la mente storica del nostro calcio, l'uomo in piu' della Lega. La storia di questo grande calabrese, forse troppo poco apprezzato nella sua terra per quello che realmente è stato, era iniziata nel lontano 1948 quando da Agnana, sua città natale, approdò a Milano per frequentare gli studi universitari. Si innamorò del calcio e fu subito amore ricambiato. Il calcio gli sorrise compiaciuto e, in poco tempo, gli spalancò le porte della strada verso il successo che raggiunse il suo apice quando Quella del tredicesimo turno è una domenica Luciano Nizzola che resse le dimezzata negli impegni delle squadre di Serie A. sorti della lega nazionale, per Tra venerdì e sabato il campionato ha già offerto circa dieci anni, gli conferì il piu' una sostanziosa anteprima, quel che resta andrà alto riconoscimento attribuibile “in scena” oggi ma, salvo imprevedibili colpi di ad un dirigente calcistico, il titolo scena finali, la trama del copione non sembrdi benemerito Figc. Chi se non erebbe lasciare spazio alle sorprese e agli stravolgiMichele Tigani, d'altra parte, menti dettati dai saliscendi in classifica, almeno poteva essere insignito di questo per quel che concerne le primissime posizioni. Tra titolo ? Certamente nessuno più le squadre di vertice, solo il Milan sarà chiamato in di lui, uomo che lo stesso causa dalla sfida interna con il Chievo nel corso di Alberto Agnelli venerava per il un pomeriggio che però non dovrebbe riservare grande contributo che aveva grossi patemi d'animo ai rossoneri. Guardando al saputo dare per la crescita, sua, e resto, Palermo-Fiorentina e Siena-Inter sono i del mondo del pallone e che match della pomeriggio che più degli altri potrebamorevolmente, e con grande bero offrire chiavi di lettura e spunti interessanti. rispetto, chiamava “Don In particolare la prima sfida è quella che si annunMichele”. Il rimpianto di cia come tra le più equilibrate della giornata, con Siderno, città che ha attribuito a due squadre che si equivalgono oltre che nei valMichele Tigani la cittadinanza ori, nell'incostanza del rendimento. Il Palermo in onoraria, è grande. Ma grande è casa sbaglia difficilmente, di certo non quanto lonanche il rimpianto della Locride, tano dal terreno amico del Barbera, la terra dove Don Michele contava Fiorentina però con Delio Rossi tantissimi amici , per la sua scomsembra aver incamerato nuova parsa. Chi scrive ha avuto linfa e dopo il buon pareggio l'onore di essere annoverato tra all'esordio in panchina contro di essi e non può dimenticare i il Milan, il neo tecnico gigliasuoi modi affabili, il suo comporto vorrebbe dare seguito ai tamento da gran signore in ogni risultati proprio nella città occasione, la sua disponibilità nei che calcisticamente la più confronti degli altri, il piacere amato e osannato. Oggi per che sentiva ogni volta che, anche 90 minuti non ci sarà però telefonicamente, aveva occaspazio per i ricordi e per i sione di parlare con lui, la sua buoni sentimenti, al buon ospitalità accomunata dalla genDelio rossi lo “sgambetto” non tilezza della signora Vania quandispiacerebbe affatto, anzi una do si aveva modo di frequentare vittoria sarebbe la migliore la sua casa. Era veramente un risposta al patron rosanero galantuono e un grande maestro Zamparini, colui il quale più di vita Don Michele. E' stato di tutti gli ha complicato padre spirituale di tanti “fanciulla vita in Sicilia e li” - questo era il termine affettualla fine allonoso che usava con i suoi amici tanato dalla piu' cari -, da giornalisti imporpanchina a lui tanti ad addetti calcistici, che gli finora più sono rimasti sempre particolarcara. A mente vicini anche se le vicende inizio camdella vita hanno acuito le dispionato tanze. Tanti di quei “fanciulli” sono venuti a fargli l'ultima visita, in occasione delle sue esequie; molti altri hanno segnalato la loro vicinanza alla signora Vania e ai figli Emanuele ( che ha seguito le orme del padre e che ,ora, presta servizio presso l'ufficio diritti Tv della lega) e Viviana con toccanti messaggi d'affetto, al pari di tanti club calcistici di serie A ( Inter e Milan in primis) e di serie B a conferma che la figura di “Don Michele” era, ed è, ancora viva nel mondo a cui ha dato tanti anni della sua vita. Alle sue esequie c'erano anche i massimi responsabili del calcio calabrese, alcuni esponenti della lega nazionale, giornalisti di primo piano, ma c'erano soprattutto molti suoi “fanciulli. Il loro “ciao”, unitamente a quello di Don Massimo Nesci, che ha officiato la S. Messa presso la Chiesa di Maria S. di Portosalvo è stato per lui, certamente, il saluto piu' gradito. Ciao, dunque, Don Michele, galantuomo d'altri tempi , uomo dallo stile impeccabile e figura storica del calcio italiano. I tuoi “fanciulli” ti sono sempre vicini. Aristide Bava Serie A: domenica dimezzata invece sarebbe stato difficilmente immaginabile un Siena-Inter a parti invertite, con i toscani avanti in classifica e i nerazzurri dietro a inseguire affannosamente. Le circostanze e le risposte del campo hanno però detto altro e ora l'Inter non potrà sbagliare più niente (o quasi) per rimettersi in carreggiata, o quantomeno provarci. A Siena i ragazzi di Ranieri andranno alla ricerca della seconda vittoria consecutiva in campionato, “impre- sa” quest'anno mai portata a termine, ma per riuscirci dovranno piegare un gruppo che l'ottimo Sannino ha reso solido e unito, disegnando una squadra che non parte mai sconfitta, che si è già tolta belle soddisfazioni e che, soprattutto, promette di darne tante altre ai propri supporter. Il programma della giornata è completato da Cagliari-Bologna e Cesena-Genoa. Angelo Letizia MERCATO IN FERMENTO Manca più di un mese alla riapertura del mercato di riparazione, che già impazzano voci su probabili arrivi e partenze nel campionato di massima serie. Com'è naturale, sono le squadre che fino ad ora hanno incontrato più difficoltà, quelle che si muoveranno di più, o almeno così si vocifera. Occhi puntati quindi sull'Inter, che con trepidazione sta attendendo la sessione del mercato di gennaio. Il reparto dove la squadra di Moratti opererà con maggiore attenzione sarà sicuramente il centrocampo. Thiago Motta, Stankovic, Zanetti e Cambiasso, hanno una carta d'identità che non mente, quindi una rinfrescata nella mediana è più che auspicabile. Per questo potrebbe essere anticipato di sei mesi l'arrivo alla corte di Ranieri dello slovacco Kucka, in comproprietà col Genoa. Nelle ultime ore si sono fatte più fitte, inoltre, le voci riguardanti il possibile acquisto del centrocampista del Porto Guarin, anche se il costo del cartellino (10 milioni), potrebbe ostacolare la trattativa. Anche la difesa ha bisogno di essere ringiovanita. Il nome sul taccuino di Branca è quello di Juan Jesus, brasiliano dell'International di Porto Alegre. I soli Ranocchia e Nagatomo, sotto la soglia dei trent'anni non bastano, così come il probabile inserimento in pianta stabile in prima squadra del giovane Faraoni. Tra i partenti a gennaio, l'unico indiziato è Muntari, destinazione Premier League. Anche il Milan si muoverà. Prenderà sicuramente un attaccante, per sopperire il forfait fino a fine stagione di Cassano, che possa giocare la Champions league. Per bocca di Galliani sarà l'argentino del Catania Maxi lopez ma occhio ai colpi a effetto. La prolungata assenza di Gattuso potrebbe spingere inoltre a cercare qualcosa anche a centrocampo: o arriva Montolivo, sul quale però sembra essere ripiombata l'Inter, o si cerca qualche soluzione low cost. Discorso analogo per Napoli e Juventus. De Laurentis è intenzionato a rinforzare una rosa già competitiva. Hamsik prolungherà fino al 2016, sarà blindato Cavani e il mercato sudamericano è sempre foriero di sorprese per il direttore sportivo Bigon. La Juventus, almeno a gennaio, lavora più in uscita. Lascerà Torino sicuramente Amauri, verso l'Inghilterra, anche se non è da escludere un passaggio clamoroso al Milan. Sullo stesso aereo per l'oltremanica potrebbe occupare posto Milos Krasic, sempre più a disagio con gli schemi di Antonio Conte. In entrata c'è da registrare l'interessamento per Romulo, centrocampista del Vasco da Gama e del connazionale Elkeson, in forza al Botafogo. L'Udinese che oramai non è più una sorpresa, si è assicurata le prestazioni del forte difensore verdeoro Silva, che a gennaio andrà in prestito. Sempre in vetrina i propri gioielli; questa volta è il turno di Isla, Armero e Benatia: il primo è in orbita Inter, per il dopo Maicon perché Jonathan ha deluso, sul secondo c'è il Milan, sul marocchino da qualche tempo stanno lavorando Napoli e PSG. Per tutti e tre se ne parlerà però a giugno. In stand bay le operazioni delle romane: pochi se non nulli, ad oggi, le trattative di giallorossi ebiancocelesti. ( Massimo Petrungaro) DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 23 A proposito di... Sport Siderno: obbligatorio battere il Sersale Domenica scorsa il Siderno è stato battuto dal Castrovillari ed ora si ritrova ultimo in classifica. La squadra, per come riportato dalle cronache si è espressa bene e meritava il pareggio per quanto fatto vedere in campo. Ma le decisioni arbitrali ed un clima decisamente ostile hanno condizionato l’arbitraggio che si è rivelato al di sotto della sufficienza. Al danno della sconfitta immeritata si è aggiunta la beffa delle decisioni del giudice sportivo che in settimana ha comminato le squalifche di Giovanni Marulla (4 giornate) e di Giuffrida ( 1 giornata) con la squalifica a tempo per mister Fiorenza allontanato dal direttore di gara perchè si era premurato di raccogliere un pallone finito fuori al 90° dopo che, è bene sottolinearlo, erano scomparsi i racchettap a l l e . Questo si chiama fair-play. Oggi al “Raciti” arriverà il Sersale di Peppe Rosati la seconda forza del campionato dopo che giovedì scorso i catanzaresi hanno battuto l’Isola Capo Rizzuto nel recupero. Una gara che il Siderno dovrà vincere anche per cercare di rosicchare punti alla dirette antagoniste per la salvezza. Il Sersale può contare su uomini di grande esperienza e per questa ragione sarà fondamentale giocare con grande concentrazione, senza commettere errori in difesa ed affidarsi alle ripartenze del duo Cambria-Orlando che sicuramente faranno valere tutta la loro forza fisica al cospetto di una squadra che ormai punta decisamente alle alte vette della classifica. Fiorenza avrà qualche problema nella scelta dell’undici iniziale da mandare in campo ma le scelte sembrano forzate.In panchina oggi andrà Telli. Quello che si chiede oggi alla squadra è una prestazione d’orgoglio e si spera “vincente”. l.r. Un modello di settore giovanile per l'intero territorio della Calabria. La Scuola calcio e lo stile CSPR94 di Stignano L'attività della Scuola Calcio CSPR94 di Stignano con sede logistica a Marina di Caulonia, è volta ad offrire i mezzi e le conoscenze necessarie per permettere ai propri giovani un corretto avviamento al calcio attraverso occasioni di gioco costruttivo dal punto di vista fisico e morale. L' Associazione sportiva " Scuola Calcio C S P R 94 " è una libera associazione senza scopo di lucro, di persone e di enti, costituita al fine di promuovere la pratica e la diffusione dello sport ed in particolare del calcio giovanile. Essa nasce per le iniziative di Tonino Squillace presidente della scuola calcio che a distanza di quasi un ventennio (la prima CSPR era nata alla fine degli anni '70) ha voluto riprendere e rifondare nel 1994 questa associazione sportiva. La sede iniziale della societa', sia sociale che sportiva e' Stignano. In seguito all'alluvione del 2000, il campo sportivo di Stignano si e' reso impraticabile e la Scuola Calcio si trasferisce nella struttura di Marina di Caulonia. Il significato di "CSPR" sta nelle iniziali dei paesi facente parte del comprensorio: Caulonia - Stignano - Placanica - Riace. La Scuola Calcio si propone di promuovere non solo la crescita tecnica dei suoi associati ma si propone di concorrere alla crescita culturale,sociale e sportiva creando le migliori condizioni di aggregazione e di ricreazione dei ragazzi provenienti da tutto il comprensorio. A collaborare con Squillace nel 1994, sono i tecnici Lombardo e Iervasi, mentre nell'anno successivo si unisce il Prof. Pietro Pucci che subito svolge il ruolo di Direttore Generale, pianificando insieme al Presidente Squillace tutto il lavoro della scuola calcio. Negli anni se-guenti, l'attività della Scuola cresce sempre di più grazie anche alla collaborazione tecnica di Mister Giulio Trezzi, già allenatore nel settore giovanile del Milan che porta all'interno dell' associazione l'esperienza e l' organizzazione di una società professionistica. La Scuola Calcio partecipa a tutti i campionati regionali indetti dalla FIGC. A partire dal 1998 i primi ragazzi vengono piazzati a societa' professionistiche fra questi ricordiamo: Aurea ceduto alla Reggiana, Lombardo e Tirotta al Genoa, Ciccio Cosenza, Rullo e Khoris alla Reggina, Vitetta alla Sampdoria, Nucera al Verona, Spanò al Crotone, Patrizio alla V. Lamezia, Romeo, Roccisano, Loccisano e Develli alla Vibonese, Audino,Scagliano,Cavallaro D., Saraco, Trichillo e Bevilacqua al Catanzaro, Raschella' al Giulianova, Scarfo' al Rimini e Zannino, Catalano e Luca Belcastro alla Juventus. Tutto ciò senza considerare un Oggi derby tra M. di Gioiosa e Gioiosa J. Nella Locride cresce l’attesa per il derby di domenica pomeriggio tra la capolista Marina di Gioiosa e il Gioiosa Jonica dell’ex Silvano. Un derby tra cugini che ritorna dopo oltre 10 anni che attirerà sicuramente sugli spalti un numero consistente di pubblico. La compagine di mister Gigi Caridi è in netta ascesa, avendo collezionato una serie di risultati utili consecutivi capaci di riportarla velocemente in testa alla classifica, segno soprattutto che la squadra punta al grande salto di categoria. Momento apparentemente inverso per i biancorossi di Cosimo Silvano che non vincono da oltre un mese, reduci dal pareggio casalingo contro la Mamertresilicese la formazione è sembrata trasformata dopo l’avvento di Silvano in panchina ma non riesce ancora a trovare la vittoria che la possa rilanciare in classifica ormai diventata molto deficitaria. Gigi Caridi invece ha costruito una macchina perfetta, capace di vincere quattro partite consecutive e di essere la difesa meno battuta del campionato. Un Marina in ottima salute pronta a continuare la sua striscia positiva e conservare il primato in classifica. I tifosi e la società con in testa il presidente Vincenzo Tavernese, sempre più entusiasti della loro squadra, sognano la quinta perla stagionale, forti dei numeri del comunale: tra le proprie mura infatti, i giallorossi non hanno conosciuto risultato al di fuori della vittoria. Le due squadre come hanno confermato i presidenti Celestino Rossi e Vincenzo Tavernese saranno capaci di offrire domenica un apprezzabile spettacolo calcistico da far divertire le due tifoserie. Nel Marina di Gioiosa mister Caridi ha solo problemi di abbondanza, per cui per il tecnico giallorosso domenica ci sarà l’imbarazzo della scelta con Maida, Carbone e Mesiti confermati nel tridente offensivo. Il Gioiosa Ionica potrebbe scendere in campo con gli stessi undici che hanno pareggiato domenica. Per Cosimo Silvano domenica sarà una gara speciale e piena di ricordi perché ritorna da ex in quel campo che per tanti anni lo ha visto protagonista con il Marina di Gioiosa . Nicodemo Barillaro DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 24 la Riviera enorme numero di ragazzi che militano attualmente nelle formazioni dilettantistiche del comprensorio. Consuetudine della societa' e' quella di partecipare annualmente a dei tornei internazionali, nei quali molto spesso i nostri giovani competono con squadre professionistiche vedi il torneo di Mondovi'(CN) nel quale la Scuola Calcio ha avuto modo di incontrare squadre come: Inter - Juventus-Torino-GenoaSampodoria-Cagliari-Borussia ed altre squadre di diversa nazionalita'. Il CSPR94 è una società sportiva calcistica che si occupa solo ed esclusivamente di Scuola Calcio, attraver-so i quali gestisce le proprie attività didattiche e sportive delle proprie squadre divise per settori: ALLIEVI REGIONALI, GIOVANISSIMI REGIONALI, ESORDIENTI, PULCINI, PICCOLI AMICI, PRIMI CALCI, ed infine da quest'anno Piccoli Portieri. Come dicevano in premessa la scuola calcio sviluppa la propria attività all´interno degli impianti sportivi di Marina di Caulonia presso il Campo Sportivo “DICONE” struttura concessa in concessione dal Comune di Caulonia. Grazie alla convenzione stipulata tra l´amministrazione comunale e la società, da settembre 2009 gestisce direttamente gli impianti sportivi, composti da un campo principale,un campo sussidiario,un campo ridotto per l´attività dei primi calci, un complesso di spogliatoi consolidato ed un nuovo complesso in fase di completamento. Il direttore Pietro Pucci ribadisce: “il nostro obiettivo è chiaramente quello di vedere qualcuno dei nostri giovani emergere a livello nazionale,nelle ultime due stagioni ben sette nostri calciatori sono entrati a far parte delle giovanili della Vibonese, Vigor Lamezia, Bari, Crotone, Reggina e Juventus, e altri club che non sto qui ad elencare, insomma la nostra scuola calcio rappresenta davvero una fucina per questi giovani ta-lenti, sperando di regalare loro la concreta e reale possibilità di affermarsi”. Continua Pucci “E sicuramente tra un paio d'anni troveremo uno di questi baby calciatori a calcare un campo professionistico, magari di serie A, le sapienti mani e in questo caso piedi dei miei allenatori, di sicuro instraderanno qualcuno sulla buona via”. Antonio Chiera Hinterreggio, adesso si fa sul serio L'unità di misura del campionato, cambia di settimana in settimana. E così, dopo la vittoria di Adrano, l'Hinterreggio. Si riporta a un tiro di schioppo dalle posizioni che contano. Anzi, nelle posizioni che contano c'è già dentro. Tre punti dalla vetta e un campionato costruito con vittorie, pareggi, poche sconfitte e qualche ingenuità. L'ultima, l'espulsione di Impallari, che costa all'attaccante argentino una squalifica di due giornate. Non ci voleva, ma la squadra biancazzurra non si è piegata alla sorte avversa mimetizzata in una lista di infermeria, e non si piegherà al volere del giudice sportivo. Ad inizio campionato, quando l'extra time dell'estate tagliava i muscoli di carta velina, venne fuori il carattere e il bel gioco di una squadra lacerata. Quindi, nessun dramma. Insieme al Palazzolo, l'Hinterreggio è la compagine che ha perso di meno, due sole sconfitte. L'attacco, invece, è il migliore del campionato. Gli avanti dell'Hinterreggio sanno segnare in tutti i modi. Di testa, di Tiro con l’arco Grande prova al XIV torneo indoor Citta' di Cosenza Tre le medaglie vinte dagli arcieri sidernesi, un trionfo. L'ennesimo per l'A.S.D. Millennium Club. Agli interregionali indoor di Cosenza del 20 Novembre gli atleti sidernesi hanno dimostrato, ancora una volta, di non essere una semplice meteora ma una scuola in grado di dominare il palcoscenico dei campionati Regionali di Tiro con L'Arco per i prossimi anni. Medaglia d'Oro per il giovane Robin Hood sidernese Francesco Romeo nella categoria Arco Compound - Allievi Maschile. Romeo ha portato a casa nel 2011 due titoli Regionali nella categoria Compound Tiro di Campagna e Fita. Si è tinta d'argento invece Graziella Muià per la categoria Arco olimpico - Senior Femminile. Bronzo invece per Mimmo Barranca per la categoria Arco olimpico - Master Maschile. Sempre per l'A.S.D. Millennium Club l'arciere Andrea Garuccio categoria Arco olimpico - Senior Maschile ha ottenuto ottimi risultati. destro e sinistro, di petto, di mischia. E da calcio piazzato. Proprio da calcio piazzato è maturato il gol della vittoria al Dell'Etna. Il gol porta la firma di Ancione, un centrocampista. E' proprio il reparto centrale quello che ha offerto maggiori garanzie, quest'anno. Gran parte dei gol sono partiti da invenzioni degli interpreti della seconda linea (e non dimentichiamo che Lavrendi è tra i centrocampisti più prolifici del campionato). Tutti danno il proprio contributo affinché la causa possa trarne giovamento. Infine, il capitolo Sant'Antonio. La squadra abatina, dopo un avvio a basse frequenze, sta inanellando risultati utili come se piovesse. Solo negli ultimi sette incontri, i campani hanno raccolto tredici punti. Accogliere team del genere con l'idea di affrontare una comparsa, sarebbe in pratica un suicidio. Francesco Mansueto Reggionelpallone.it Mtb, la vittoria ha un solo nome: Macrì Per Domenico Antonio Macrì è giunta un'altra bella vittoria. L'atleta sidernese si è imposto nella gara organizzata dall'A.S.D. Altano, in un percorso "altamente" tecnico e selettivo nonostante i pochi chilometri della distanza, in tutto solo 11, di cui 5 sull'asfalto e i restanti sullo sterrato, con le evidenti difficoltà che ne sono conseguite, come si evince dal notevole distacco tra i primi arrivati e il resto della classifica, alla fine di quasi 40 minuti. La giornata dal clima autunnale, con circa 15° e uno fondo sterrato ottimale per disputare la gara, ha permesso ai 50 atleti (di cui tre donne) che si sono presentati al traguardo di esprimere al meglio le loro potenzialità. Alla partenza, nella salita iniziale si è assistito subito allo scatto di Luigi Sorace e Antonio Mazzullo, seguiti a breve distanza proprio da Domenico Macrì che, dopo un breve tratto tra salite e discese, li raggiungeva portandosi al comando insieme a loro. Il terzetto è poi avanzato compatto fino Francesco Romeo alla salita più dura di circa 1 km, con pendenze al 30%, che alla fine ha deciso la gara. In questo tratto Macrì (A.S.D. A. Barbarello-Team Macrì Siderno) una volta in testa ha imposto il ritmo e grazie al suo "forcing" ha scollinato per primo, seguito a breve distanza da Mazzullo (A.S.D. Bici Palmi) e, più staccato, da Sorace (A.S.D. Bicittanova) . Nelle successive discese, ha poi consolidato il suo vantaggio gestendolo negli impegnativi saliscendi prima dell'arrivo, compresa l'ultima rampa che lo ha consacrato vincitore al traguardo nel centro storico di San Giorgio Morgeto, con un vantaggio di 20 secondi su Mazzullo e di 2 minuti su Sorace. Quarta vittoria stagionale per il talentuoso biker sidernese, un "artista" della bici che non smette mai di emozionare con le sue grandi performance. A completare il successo dell'A.S.D. A. Barbarello Team Macrì, la bellissima prova di Gabriella Sandalo che si è aggiudicata il 1° posto nella categoria femminile con un distacco notevole sulle altre, nell'ordine Katia Arco e Silvana Sgroi. Per quanto riguarda la classifica a squadre, il 1° posto è stato conquistato dall'A.S.D. Bici Palmi.Ottima l'organizzazione dell'Altano Team, con un complimento particolare a Vincenzo Mammoliti e Giuseppe Papasidero. DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 25 DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 26 la Riviera Biblioteca Meridionalista*SPICCHI ALVARIANI Mustafà Kemal Ataturk e la nascita della nuova Turchia FORTUNATO NUCERA ettantatre anni fa, il 10 novembre 1938, moriva a Istambul Mustafà Kemal Pascià – Ataturk, uno degli statisti più geniali del XX secolo. Rivoluzionario, innovatore, grande uomo di stato, militare di grande valore, fondatore del sistema autoritario con un solo grande partito “per garantire la stabilità e la salvezza dello stato”. Fu combattente nella guerra che oppose la Turchia all’Italia per la conquista della Libia, brillante generale nella Prima guerra mondiale; da capo dell’esercito sconfisse i greci (1922) che avevano occupato Costantinopoli (1919); fu promotore della grande assemblea di Ankàra (1920). Dopo la cacciata dei greci depose il Sultano Maometto VI e lo spedì in esilio, stabilendo così una cesura storica definitiva con l’arcaico e feudale sistema del Sultanato Ottomano, e fondò la Repubblica Turca di cui divenne presidente (1923). La sua fu una rivoluzione totale, ancorché fondata sull’autoritarismo e sul nazionalismo, in ciò non diversamente da altri dittatori di quel secolo. Promulgò nuove leggi che sostituirono radicalmente l’ordinamento di diritto islamico, decretò la libertà di culto per cui l’Islamismo non fu più religione di Stato, promosse l’alfabetizzazione popolare e l’emancipazione femminile, riconobbe la parità dei sessi ed istituì il suffragio univerIN EVIDENZA sale, abolì i caratteri arabi ed impose quelli europei. Promulgò nuove leggi che Fu un grande ammiratore dell’Occidente e sostituirono radicalmente ad esso si ispirò nella trasformazione del “suo” nuovo Stato, costruito nei quindici l’ordinamento di diritto anni di dominio. Impose persino l’adozioislamico, decretò la libertà ne del calendario gregoriano e l’abolizione di culto per cui dei copricapo tradizionale, fez e turbante. A questo proposito, Corrado Alvaro in l’Islamismo non fu più Viaggio in Turchia (1934) così scrive: religione di Stato, l’America è entrata nella rivoluzione turca promosse per due fatti: ha venduto gli abiti usati che aveva raccolti in tutto il mondo borghese, i l’alfabetizzazione cappelli usati al tempo della riforma del popolare e copricapo, e ha poi introdotto i dischi di l’emancipazione musica nazionale. Ma Kemal fece ancora di più, riuscì a far femminile, riconobbe la rinunciare alla religione la pretesa di esseparità dei sessi ed istituì il re l’unica confezionatrice delle leggi e a suffragio universale, abolì ridare al popolo la sua dignità laica. Dice ancora Alvaro: il suo (di Kemal) non è uno i caratteri arabi ed impose Stato laico sul tipo di quelli sorti dalla quelli europei. Rivoluzione francese, ma uno Stato in cui la religione ha rinunciato a formare la legge su cui si fonda una nazione. Nel 1934 impose ai turchi l’adozione di un cognome di famiglia, com’era in uso nell’Occidente. Per se stesso scelse il cognome che gli stessi suoi compatrioti gli avevano attribuito: Ataturk (padre dei turchi) Ma Ataturk fu anche uomo di mondo di grande fascino, amante delle belle donne e dell’alcool. Morì infatti a soli 57 anni di cirrosi epatica. I suoi resti mortali sono custoditi nel grande Mausoleo, costruito per lui, ad Ankara. Anche se dominò con polso fermo lo Stato, ebbe nemici e detrattori, ma sostanzialmente il popolo turco riconobbe la grandezza e la solidità della sua opera di riforma. Ancora oggi in Turchia Ataturk è oggetto di una vera religione civile. L’insulto al suo nome è un vero e proprio reato. La Turchia moderna ha dedicato al suo nome il Nuovo Stadio Olimpico e l’Aeroporto principale di Istambul. Nel preambolo della Costituzione della Repubblica Turca è chiamato: il capo immortale e l’eroe senza rivali. S Edito dal c entro Pres di do cum enta enta zion zion e del e gio libro r nali stico Mercoledi 7 dicembre alle ore 18,00, presso il Salotto Letterario Calliope della Libreria Mondadori, Siderno Alla presenza dell’Autore: Franz Foti Interverranno: Demetrio Naccari Carlizzi del Dipartimento Nazionale Economia del PD Elio Belcastro, ex Sottosegretario di Stato all'Ambiente Santo Gioffrè, già Assessore alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria Moderatore: Maria Teresa D'Agostino, giornalista Sono stati invitati: Carlo Macrì, giornalista del Corriere della Sera Antonio Condò, giornalista della Rai Emanuela Alvaro,giornalista del Quotidiano Gianluca Albanese, giornalista di Calabria Ora Cristina Briguglio, giornalista de La Riviera Aristide Bava, giornalista della Gazzetta del Sud Giuseppe Mazzaferro, giornalista, direttore di Telemia Antonio Tassone, Direttore di Trs I sindaci, i consiglieri provinciali e comunali della Locride Le Associazioni della Locride che operano nei vari ambiti sociali DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 27 Parlando di... Cultura e società Essere Disabili L'Associazione di volontariato “COMMA TRE”, a pochi giorni dalla nascita, si presenterà ufficialmente, per dare dignità alle persone con handicap ed alle loro famiglie, tutelandone e garantendone i diritti, con il patrocinio del comune di Gioiosa Jonica, organizza per domani, lunedì 28 alle ore 15.30, presso il Salone di Palazzo Amaduri in Gioiosa J., l'incontro pubblico: ESSERE DISABILI OGGI VIAGGIO TRA POTENZIALITÀ E DIRITTI NEGATI. Si discuterà con: Giovanni Calabrese - assessore della provincia di Reggio Calabria e Doris Lo Moro - deputata al parlamento. Se non ora quando? 27 novembre incontro nella Locride su Rappresentanza e legalità Roma - 19 novembre Se non ora quando? Incontra le donne della Locride sui temi della Rappresentanza e della legalità. L'incontro vuole essere l'inizio di un cammino condiviso che vede le donne del Sud e del Nord protagoniste dell'unità del paese. Domenica 27 novembre, dalle ore 10.30 alle 13.30 presso la Biblioteca comunale Corrado Alvaro di Monasterace Marina (RC) si svolgerà l'iniziativa promossa dal Comitato Promotore SNOQ, in collaborazione con i comitati territoriali della Locride, Reggio Calabria, Milano e della Rete per la Parità. Partecipano tra gli altri: Anna Carabetta, Valeria Fedeli, Antonella Anselmo del comitato promotore Se non ora quando?; l'On. Angela Napoli ; le rappresentanti dei comitati territoriali Snoq della Locride, Reggio Calabria, Milano: Angela Belluzzi Luciana Bova, Antonella Coccia; Rosanna Oliva della Rete per la Parità “TELLUS MATER” con collezione di gioielli in ceramica “Tracce di Bisanzio” È il titolo della mostra personale di Stefania Pennacchio, che si terrà a Milano il 1° dicembre presso l'Hotel Enterprise, alle ore 19.30, in Corso Sempione, 91. Stefania, originaria di Reggio Calabria, ha appreso da Virgilio Caridi, “U Professuri” del paese di Lazzaro, figlio, nipote e pronipote di ceramisti, non soltanto l'uso del tornio, ma anche le vecchie ricette per gli ossidi di ferro e di rame, manganese e blu cobalto. Sono molteplici le sperimentazioni intraprese dalla Pennacchio che trova nel raku il suo linguaggio preferito. Quando dipinge, i suoi quadri non sono mai preparati con gesso di Bologna. L'olio e l'acrilico sono mischiati a materiali idrorepellenti e vengono gettati con violenza sulla tela rendendola ruvida e spinosa. Non mancate Secondo congresso della rete diabetologica pediatrica calabrese La Calabria in prima linea Si è svolto giorno 18 e 19 novembre il 2° Congresso della “Rete Diabetologica Pediatrica Calabrese”, organizzato dal Centro di Diabetologia Pediatrica dell' Ospedale di Locri, al quale hanno partecipato i centri di che fanno parte della “ Rete diabetologica pediatrica calabrese”. L'obiettivo di diffondere una maggiore conoscenza della malattia e far conoscere meglio gli interventi necessari per affrontare e gestire la patologia in modo integrato ed efficace è stato raggiunto. Larga è stata infatti la partecipazione degli operatori della sanità e del mondo della scuola ai quali il congresso si è rivolto, ma c'è stata anche molta attenzione da parte delle Istituzioni che seguono il lavoro della “rete” in Calabria a favore dei bambini e dei giovani con diabete. In Italia sono circa 20.000 i ragazzi che soffrono di diabete di tipo 1, e il numero è in costante aumento. Nella nostra regione sono circa cinquecento i bambini al di sotto dei 14 anni che ne sono affetti ed ogni anno si registrano circa 50 nuove diagnosi. La terapia è molto delicata; la quantità di insulina e il tipo di somministrazione devono infat- ti essere, più di ogni altra terapia sostitutiva, a misura di paziente. E' quindi necessario che tra medico e paziente si stabilisca una forte alleanza, basata su stima e fiducia reciproca e che il paziente venga responsabilizzato sulla propria condizione. Nella giornata di apertura tenutasi a Locri, presso il palazzo della Cultura, è intervenuto il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria, dottoressa Rosanna Squillacioti, che ha espresso soddisfazione per il lavoro che la diabetologia pediatrica dell' Ospedale di Locri sta portando avanti non solo nella ASP di Reggio Calabria, ma come centro di coordinamento della “rete” calabrese, su tutto il territorio regionale. Grazie a questo forte impegno, il fenomeno dell'emigrazione sanitaria verso centri del nord Italia si è del tutto azzerato ed oggi, in Calabria, è possibile dare risposte altamente qualificate ad una patologia che sino a qualche anno addietro determinava pesanti ripercussioni sia in termini di disagio alle famiglie che di aggravio economico per il sistema sanitario calabrese. Un progetto triennale, presentato alla Regione dalla dottoressa Squillacioti, ha già avuto specifico finanziamento e questo consentirà di poter affrontare le tematiche dell' educazione terapeutica dei ragazzi con diabete nel contesto di campi scuola regionali che saranno organizzati in Calabria. Il filo conduttore della prima giornata ha fatto riferimento alla problematica Scuola e Diabete, con l'obiettivo di fornire agli opera- DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 28 SENTORE DI LIBRI * Prenderà il via mercoledì 30 novembre, alle ore 18, nei locali del My Way a Locri, “Sentore di libri”, rassegna che associa vino e letteratura per un connubio tra i sapori d’eccellenza dell’enocultura e le più belle pagine letterarie del nostro territorio. La manifestazione, organizzata dall’associazione “Sosteniamo le nostre tradizioni” e dall’Associazione italiana Sommeliers – Delegazione Locride, condotto da Maria Teresa D’Agostino, l’incontro con Gioacchino Criaco, autore di “American Taste” (Rubbettino editore), e Pierfrancesco Multari, delegato Ais e autorevole rappresentante della prestigiosa associazione. Curerà il reading Bernardo Migliaccio Spina. La Condotta SLOW FOOD di Crotone in visita a Gioiosa Ionica ed a Mammola di Elio Napoli Domenica scorsa, 20 novembre, si è svolto un viaggio della Condotta Slow Food di Cotone, guidata dal fiduciario dott. Antonio D'Antonio, a Gioiosa Jonica ed a Mammola, con finalità gastronomiche abbinate alla conoscenza del territorio e del patrimonio monumentale. In mattinata la comitiva crotonese si è ritrovata a Gioiosa, nel Palazzo Amaduri dove, accolti dall'assessore alla cultura del Comune, Elio Napoli, e dalla dott.ssa Marilisa Morrone, archeologo e presidente del circolo di studi storici Le Calabrie, ha potuto visitare la pinacoteca e le altre opere esposte nel Museo. Con sapienza e competenza la dott.ssa Morrone ha illustrato ai componenti della condotta Slow Food la storia del Palazzo che rappresenta culturalmente il fiore all'occhiello per il Comune. L'immobile è appartenuto alla famiglia Amaduri che lo ha venduto negli anni ottanta al Comune di Gioiosa Ionica. Nel Palazzo Amaduri, dove per la prima volta nella locride nel 1847 si fece sventolare il tricolore, è custodito un gioiello dell'arte pittorica del '600, un quadro attribuito al grande pittore calabrese Mattia Preti, raffigurante la regina Tomiride mentre immerge la testa di Ciro in un otre di sangue. Fra i componenti della famiglia Amaduri è da menzionare Vincenzo Amaduri, deputato del primo Parlamento Italiano, che il 17 marzo del 1861 votò per la proclamazione dell'Unità d'Italia, cavaliere del reale ordine di Carlo III° di Borbone e noto per aver ospitato nel 1847 nel suo Palazzo di Gioiosa i cinque martiri di Gerace, eroi del risorgimento. Sempre a Palazzo Amaduri è stata visitata la mostra fotografica della villa romana trovata fuori dal centro abitato, la Villa del Naniglio, immersa tra gli uliveti, che rappresenta uno dei rarissimi esempi di costruzione romana esistenti in Calabria. Nella circostanza della visita Slow Food è stato allestito, con la collaborazione della Pro Loco, un buffet con rinomati prodotti della pasticceria artigianale di Gioiosa quali paste alla crema, cinesini, biscotteria varia, pezzo duro, semifreddi, pitte di Natale, pasta reale, tori scolastici risposte corrette alle numerose domande che la presenza a scuola di un ragazzo con diabete spesso pone. In quest'ottica, la dott.ssa Mariella Bruzzese, responsabile del centro di diabetologia pediatrica di Locri, ha illustrato il progetto che il gruppo di studio Diabete della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) ha elaborato per la Scuola. Si tratta di un CD multimediale e di un libretto di facile consultazione, impostato su domande e risposte, realizzati grazie al contributo ed all'esperienza di numerosi centri italiani di diabetologia pediatrica, tra cui anche quello di Locri. Alla tavola rotonda sono intervenuti la dottoressa Paola Pisanti del Ministero della Salute, il Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute, dott. Antonino Orlando e l' Assessore regionale alla Cultura, prof. Mario Caligiuri che ha manifestato pieno sostegno alla richiesta della “rete” per una iniziativa che vedrà la Calabria, tra le prime regioni italiane, dotarsi di un protocollo di intesa inter-istituzionale per l'inserimento scolastico del bambino con diabete. Nella seconda giornata, tenutasi a Siderno, presso l'Hotel President, è stato affrontato il tema Diabete e autoimmunità, evidenziando come il fenomeno sia in costante aumento, di pari passo con l'aumentare dell'incidenza del diabete. Si tratta di malattie importanti, come la malattia celiachia o malattie della tiroide, che spesso precedono o seguono la comparsa del diabete nello stesso paziente e in altri membri della stessa famiglia. Purtroppo, ad oggi, la scienza non ha anco- bocconcini glassati e torroni. I convenuti hanno espresso gradimento dei prodotti consumati in quanto essi rispondono, infatti, alle caratteristiche indicate dallo Slow Food per educare al gusto: buono ( gradevole al gusto), pulito ( biologico e chilometro zero) e giusto ( giusto prezzo con la filiera corta e l'acquisto diretto dei consumatori o, come dice lo Slow Food, co-produttori e produttori, saltando la grande distribuzione). Dopo una breve visita alla chiesa dell'Addolorata, la comitiva si è spostata a Mammola, dove ad attenderla c'era il sindaco arch. Antonio Longo, che ha guidato gli ospiti attraverso il centro storico e i monumenti della cittadina. A pranzo, la delegazione dello SLOW FOOD ha potuto avere un altro momento importante di degustazione del famoso stocco di Mammola, preparato in tante gustose pietanze dallo chef Nunzio Pisani. Dopo il pranzo, la comitiva ha assistito alle varie fasi della lavorazione dello stocco, nella bottega artigiana di Alagna e Spanò. Anche a Mammola il gradimento per le cose visitate e soprattutto per le specialità gastronomiche hanno incontrato il pieno plauso della comitiva che ha lodato anche la genuinità e la digeribilità dei prodotti e della gastronomia locali. Slow Food è un progetto culturale che propone una filosofia del piacere e un programma di educazione del gusto, di salvaguardia del patrimonio enogastronomico, di formazione del consumatore. Tra gli scopi sociali di Slow Food rientra l'aiuto alle giovani generazioni ad instaurare un rapporto corretto con il cibo; di favorre un turismo attento e rispettoso dell'ambiente e di promuovere iniziative di solidarietà. ra dato una spiegazione valida a questa correlazione e, nonostante le numerose ricerche in questo settore, dobbiamo riconoscere l'inadeguatezza delle nostre conoscenze. Brillanti e ricchi di spunti di riflessioni sono stati gli interventi del dott. Dario Iafusco dell' Università di Napoli, su diabete tipo 2 e altre forme di diabete non-autoimmune. Per presentare i dati calabresi sono intervenuti il dott. Corrado Mammì, del Centro di genetica medica dell' Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria, punto ormai di riferimento nazionale per alcune forme ereditarie di diabete, e la dott.ssa Fiorella Deberardinis di Paola. L'ultima sessione sulle nuove tecnologie, particolarmente interessante per gli aspetti innovativi che questi strumenti hanno introdotto nella cura del diabete, è stata affidata al dott. Pietro Buono, dell' Università di Napoli, ed al dott. Fortunato Lombardo dell' Università di Messina. Per illustrare la situazione in Calabria sono intervenuti il dott. Nicola Lazzaro di Crotone ed il dott. Felice Citriniti di Catanzaro. Dagli interventi è emerso che le moderne tecnologie permettono oggi di rendere più sicura e sostenibile la vita delle persone con il diabete, restituendo serenità e tranquillità sia a loro che alle famiglie. Nel chiudere i lavori , il dott. Franco Mammì, coordinatore della “Rete Diabetologica Pediatrica Calabrese, ha espresso grande soddisfazione per i risultati raggiunti grazie al lavoro sinergico dei centri calabresi ed ha dato appuntamento a tutti a Crotone, dove nel 2012 si terrà il prossimo congresso della “rete”. LE NOTE la Riviera di MARA RECHICHI N’a pozzu du’ nenti! A nullu pozzu, a mugghjerima pozzu! (trad. Non ho potere su nessuno, ma ho potere su mia moglie). Questo proverbio calabrese vuol significare che l’uomo ha più potere sulla propria moglie che su tutta l’altra gente. La moglie, quindi, è il “luogo” dove sfogare tutti i propri sentimenti negativi, tutte le proprie emozioni. Sarà calabrese il proverbio, ma il suo significato è valido universalmente. Giusto appunto, venerdì 25 abbiamo celebrato la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Se nell’immaginario collettivo è legata a fenomeni di tipo sessuale agiti occasionalmente da sconosciuti, nella recente realtà casistica dobbiamo ripensare alla violenza, prima di tutto nel numero plurale e non singolare, quindi violenze; sessuale, fisica, psicologica, molestie, stalking; e poi ripensare a quell’uomo che non ha potere su nessuno ma ha potere su sua moglie. Questo crimine, infatti, è sempre più agito da parte di uomini conosciuti, mariti, padri, fratelli, fidanzati, amanti, amici. Le cronache di quest’ultimo anno portano alla nostra attenzione numerosi reati, perché di reati si tratta, contro le donne, consumati tra le mura domestiche o prossime alla domus. Questo è ciò che emerge. Si pensi a quanto resta sommerso. A quante donne non trovano il coraggio o, peggio, non fanno in tempo a denunciare, perché intimorite, perché diffidenti delle Istituzioni, o, semplicemente, perché provano il nobile sentimento della vergogna. Vergogna che non mostrano di avere quegli uomini che di tali delitti si macchiano, pensando di poter esercitare il proprio potere su quella moglie, dimenticando che da una moglie sono stati messi al mondo e che da quella stessa moglie saranno maledetti. Disconoscendo che possesso e potere sono le peggiori ambizioni che il mondo conosca. E, soprattutto, non guardando al proprio destino di amara solitudine. Provino a dire, allora: A nullu pozzu, a mugghjerima nenti d’u tuttu! (trad. …, men che meno su mia moglie!) Ricordando Ciao Mariano E' nella cattedrale Santa Maria del Mastro di Locri che martedì parenti e amici hanno rivolto l'ultimo saluto al comandante capo della stazione del corpo forestale di Locri, Mariano Gullino.Una morte ancor più dolorosa perché sopraggiunta a soli 57 anni a causa di un tragico incidente che ha strappato alla sua famiglia un uomo, un padre e un servitore dello stato irreprensibile. DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 29 Parlando di Musica DEMOAwartd 2011: I SEMIFINALISTI Come tutti gli anni conferiremo il DEMOAward 2011 e il Premio DEMO 4 Indies giunti alla loro 7a Edizione. I due premi in questione, che aggiudicheremo all'inizio del prossimo anno in occasione della "Festa x i 10 Anni di DEMO", sono per noi della redazione i premi che più ci rappresentano perché decisi da noi senza l'intervento di alcuna giuria esterna. I semifinalisti (da cui usciranno 3 finalisti) in lizza per i premi (Targa "DEMO - Rai Radio 1", esibizione durante la Festa e registrazione dell'intervento per la messain onda) sono: DEMO Award 2011 1 - MARVANZA REGGAE SOUND - Reggio Calabria 2 - THE SOFTONES - Napoli 3 - MARTA G AND THE G MONKEYS - Roma 4 - MARGHERITA PIRRI - Milano 5 - EVY ARNESANO - Lecce 6 - INBRED KNUCKLEHEAD - Roma 7 - FETISH CALAVERAS - Genova 8 - SPRAINED COOKIES - Roma Cinema& libri LARECENSIONE Il Re Leone 3D Una scommessa azzardata, che ha visto capitolare il box office americano. La riconversione in 3D de il Re Leone indimenticato classico del 1994. Anche se va detto che l'effetto nostalgia, nei confronti de Il Re Leone, ha funzionato. Tralasciando la bellezza del cartoon originale, capolavoro non solo animato e musicale ma di scrittura e di regia, la riconverzione in 3D voluta dalla Disney ha ridato forza ad un titolo già straordinariamente potente di suo, amplificandone la profondità e dando ancor più spessore a quei magnifici personaggi che ancora oggi, a 17 anni dalla loro 'nascita', riescono ad emozionare. Il Re Leone è ancora oggi il film più venduto nel settore dell'home entertainment, dopo aver ispirato anche un musical per Broadway premiato con il Tony Award. Diventato un classico da subito, il film di Roger Allers e Rob Minkoff ha avuto l'onore e l'onere di inaugurare quest'inedita strategia hollywoodiana, tanto azzardata quanto riuscita e rischiosa. Perché dinanzi ad un'industria priva di idee e di coraggio, Il Re Leone spalanca le porte al 'riciclaggio' d'autore, facendo leva su quel passato talmente amato da resistere all'onta della ridistribuzione. OROSCOPO Lunedì 28 novembre presso la libreria Calliope sarà presentato il libro “Agguato a Giacomo Mancini” Un incubo giudiziario assurto a emblema del particolare momento vissuto dal nostro Paese nei primi anni Novanta: da “Mani pulite” al disfacimento della Prima Repubblica. La vicenda, che vide alla fine Mancini assolto perché il fatto non sussiste, è oggi raccontata da uno dei suoi difensori, Enzo Paolini, in un’appassionante conversazione con Francesco Kostner. Dopo il primo incontro con il pubblico, a Cosenza, il mese scorso, il saggio "Agguato a Giacomo Mancini", edito da Rubbettino, sarà presentato lunedì 28 novembre, alle ore 18.00, nella sala Calliope della Libreria Mondadori di Siderno. Dopo essere stato rinviato a giudizio, tra Natale e Capodanno del 1994, l’On. Giacomo Mancini, uno dei politici italiani più prestigiosi del dopoguerra, segretario nazionale del Psi, parlamentare di lungo corso, più volte Ministro negli anni del centrosinistra, veniva condannato dal Tribunale di Palmi a tre anni e sei mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Alla formulazione di quella gravissima sentenza avevano contribuito numerosi pentiti, il cui anomalo utilizzo ma, ancor più, l’inquietante inattendibilità delle loro dichiarazioni, dimostrata nelle diverse fasi processuali che avevano preceduto il verdetto, erano stati messi in luce dai difensori di Mancini, rimasti però inascoltati. Poco più di un anno dopo dal giudizio di primo grado, il 24 giugno 1997, la Corte d’Appello di Reggio Calabria annullava la sentenza di Palmi per incompetenza territoriale, rimandando tutti gli atti a Catanzaro. Dopo un’istruttoria durata quindici mesi, la procura distrettuale del capoluogo calabrese chiedeva nuovamente il rinvio a giudizio di Mancini e la sua condanna a due anni e quattro mesi. Alla fine di un processo svoltosi, per volontà dello stesso imputato, con il rito abbreviato, il 19 novembre 1999 Mancini veniva assolto perché “il fatto non sussiste”. Quella vicenda, di cui si occuparono a lungo i media nazionali ed internazionali, e che venne caratterizzata da ripetute e gravissime iniziative, contrarie ai principi fondamentali della democrazia e del diritto, viene oggi raccontata da uno dei suoi difensori, l’avvocato Enzo Paolini, in una lunga e appassionante conversazione con il giornalista Francesco Kostner. Ogni fase, dalle prime accuse contro Mancini all’esito finale del processo, viene puntualmente ricostruita in questo lavoro che, per diverse ragioni, di carattere storico-politico-giudiziario, ha già suscitato un dibattito attento e partecipato nel nostro Paese. Alla presentazione, oltre agli autori, interverranno il senatore Sisinio Zito e il professore Giuseppe Italiano.Modera il dibattito Maria Teresa D'Agostino. L.r. Fuori Luna. Opera prima di Andrea Leo La nostra striscia di terra sforna talenti come pane. Un altro artista nostrano, Leonardo Andrea Mollica, in arte Andrea Leo, dopo anni di esperienza come cantante, approda alla pubblicazione della sua opera prima, un cd di canzoni originali, di un interessante pop melodico, dal titolo Fuori Luna. Già presente dalla fine dell'estate su I-Tunes e pronto all'uscita anche nel formato tradizionale. Degno di nota il singolo, Gargamella ha ucciso i puffi, con interessante tempismo rispetto al movie che ha spopolato nelle sale cinematografiche. Lo si può già ascoltare per radio e su youtube, ed è praticamente ultimato il videoclip del brano. Sentiremo ancora parlare di lui. AL CINEMA CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Breaking Dawn (parte 1)16.00- 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA ARENA Siderno,info:333/ 7672151 Prossima apertura CINEMA GOLDEN Roccela J,info:333/ 7672151 Anche se è amore non si vede/ 18.00 - 20.00 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 Breaking Dawn (parte 1)/ 16.00-18.00 - 20.00 22.00 CINEMA GARIBLDI Polistena,info:0966/ 932622 Breaking Dawn (parte 1)/15:30 - 17.50 - 19.45 22.00 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Breaking Dawn (parte 1)/18.00 - 21.00 CINEMA ODEON Reggio C.,info:0965/ 898168 Anche se è amore non si vede / 16.00 -18.00 20.00 - 22.00 CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 One day/ 17.10- 20.20 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 Breaking Dawn/16.3018.40 - 20.50 - 23.00 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala de curtis Breaking Dawn/16.00 18.10 -20.20 - 22.30 Sala sordi Il re leone (3D)/16.30 Real Steel /18.10 -20.30 22.50 Sala de sida Tower Heist/16.30 - 18.30 20.40 - 22.55 Sala mastroianni Happy Feet 2 /16.15 18.15 - 20.10 Anonymous /18.45 ARIETE TORO GEMELLI CANCRO LEONE VERGINE dal 21 marzo al 20 aprile dal 21 aprile al 20 maggio dal 21 maggio al 21 giugno dal 22 giugno al 22 luglio dal 23 luglio al 23 agosto dal 24 agosto al 22 settembre Le iniziative non andate in porto precedentemente possono definirsi concluse. Adesso rilassatevi! Avete una stanchezza arretrata quindi non è facile mantenere il ritmo di sempre. Dedicatevi solo a voi. Dovete sistemare alcune cose che vi rendono infelici, avrete bisogno di assistenza legale. La Luna vi manda un raggio di fortuna che inciderà sull’attività professionale e finanziaria. Luna ancora storta per voi, Nettuno impone massima cautela nella salute. Attenti! Non è finito il tempo della Dolce vita, in amore avrete tanti momenti emozionanti prima di Natale. BILANCIA SCORPIONE SAGITTARIO CAPRICORNO ACQUARIO PESCI dal 23 settembre al 22 ottobre dal 23 ottobre al 22 novembre dal 23 novembre al 21 dicembre dal 22 dicmbre al 20 gennaio dal 21 gennaio al 19 febbraio dal 20 febbraio al 20 marzo Saturno e le sue prove vi hanno reso più sicuri, solo in amore resterete sudditi. Non disperate! Luna ancora nel segno porta acqua al vostro mulino, i segnali della fortuna sono veloci come lampi di Urano. Domenica è il giorno giusto per iniziare qualcosa di nuovo, uscite allo scoperto con i vostri progetti. Cominciate ad essere più morbidi nel lavoro, così riusciranno meglio anche i vostri affari. Domenica all’insegna del relax, la Luna è diversa. Dedicatevi esclusivamenteagli affetti più cari. DOMENICA Il mondo del lavoro non procede bene, preparatevi perchè è in arrivo un forte mutamento. Calma! 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 30 la Riviera Blob of the week III A Liceo Classico “Ivo Oliveti” I tre Tenori Vincenzo, Massimo, Sergio L’ibrido Ecco “l'ostile” della Signora Alle mie amiche del cuore. Una abbraccio Mariagrazia il vecchio spot della Tim: una telefonata ti allunga la vita Una coppia da urlo Andronaco + Labate = Labonaco Il bello delle donne !!! Pitagorici fuori casa, 2 fisso Quello che vogliamo augurarti oggi, per il tuo 18° compleanno, e che tu possa maturare e non cambiare mai. Sei meravigliosa per questo ti meriti il meglio. Tanti auguri Tiziana La verità dell’Iride di Benjamin Bowson Non si offenda Monti del paragone, ovviamente riduttivo. Ma a me il buon Mario ha ricordato molto il cattivo Luciano quando l'altro giorno, in parlamento, ha sorriso ironizzando sui poteri forti. “Io un potere forte? Ah, ah, ah”. Anche Moggi quando gli dicevano se esistesse un sistema che controllasse il calcio rispondeva. “Il sistema Moggi? Ah, ah, ah.. fantasia”. Moggi si riteneva un ex ferroviere e Monti si dichiara una modesta persona. “Ci sarà da fidarsi? Ah, ah, ah”. Certo è che in Italia i governi tecnici, di salvezza, di unità e bla bla bla sono una costante. Si lasciano giochicchiare per qualche anno torme di politicanti da teatro e poi arriva qualcuno a rimettere a posto le cose. L'uomo serio, gli italiani sono sempre in attesa del messia, dell'uomo della provvidenza, dell'uomo serio appunto, che tolga di torno i fantocci e faccia ripartire la Nazione. Prendete Berlusconi, l'hanno lasciato fare il bunga bunga per qualche decennio. Ma prendete anche Craxi, gli hanno lasciato fare lo statista e rimpinguare il debito pubblico. Poi ti arriva il Ciampi di turno e tutto torna in ordine. Ma i Ciampi, i Monti di chi sono figli? Modeste persone o tecnocrati figli di qualcosa che va al di là della politica? E se l'Italia è sempre in grado di produrre persone di così alta levatura, perché questi superuomini non si impegnano a tempo pieno nella politica? Perché lasciano sempre che l'Italia vada in emergenza per poi salvarla? Perché si lascia che la politica venga fatta dagli Scilipoti di turno e poi si aspetta che Stella e Rizzo vengano a sputtanare la casta perché il popolo non ne possa più e mendichi un intervento esterno?Forse perché solo così al popolo si possono dar da bere medicine imbevibili? Ah, ah, ah. Già, Rizzo e Stella, come mai ogni volta a sancire l'immoralità del sistema salta fuori qualche giornalista del Corriere della Sera? Già, il Corriere della Sera notorio organo di stampa delle dame di San Paolo. Smettetela voi italiani di fare dietrologia e vedere complotti dappertutto. Ringraziate Dio che con la sua benevolenza ha sempre pronta una modesta persona che ponga riparo alle vostre marachelle. Ah, Ah, Ah. Moggi e Monti Un brillante futuro al nostro splendido avvocato VENDESI A SIDERNO Attività commerciale + locali Bar- sala giochi Siderno corso Garibaldi Terreno agricolo (mq 4300) con diverse piante di ulivo comprensivo di pozzo d'irrigazione e annesso rudere di 150 m2 e vuduta panoramica su punta rocca del capo e punta stilo. Terreno agricolo di 5000 mq servito di acqua sia d'irrigazione che potabile e corrente elettrica. Progetto per la realizzazione di sei appartamenti con oneri pagati con inizio lavoro. affarone!!! Per info.3201197771 DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 31