Il sindaco Arena ha negato
tutto. I 170 milioni di debiti. I voli
verso Malta. Gli emolumenti all'architetto Labate. Ha lanciato per aria
il modello Reggio, come un bambino
l'aquilone. Squilla l'allarme:
“Vogliono distruggerci”. Dio è
grande, e sarà fatta la volontà sua.
DOMENICA
27 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
02
Controcopertina
Trapianti
Ti chiamano la sera dal Centro dialisi di Firenze. Finalmente il rene
compatibile. L’appuntamento è per l’indomani alle ore 9,00. Devi essere
trasportato con un aereo militare. Ma dall’aeroporto di Reggio Calabria
l’aereo militare non vola. E non lo fanno volare i magistrati, che non
mettono alla sbarra i responsabili della sanità calabrese.
VERSO FIRENZE
PASQUINO CRUPI
ei nella lista per il trapianto dei reni.
Ti chiamano sul far della sera -oh, la
fortuna!- dal Centro dialisi di
Firenze. C’è un rene compatabile.
Devi partire subito, devi preparati a
partire. Devi, però, ancora attendere due
ore dalla prima chiamata, che ti ha riempito
di gioia e d’apprensione. Arriva la conferma.
Sono le 22.00. Dovresti partire con un aereo
militare, come il protocollo medico vuole.
Ma dall’aeroporto di Reggio Calabria gli
aerei militari non volano. E non li fanno
volare i magistrati, che dovrebbero portare
S
alla sbarra i responsabili della sanità calabrese. Ma tu devi arrivare l’indomani.
Precisamente, alle nove. O sarà per un’altra
volta. La fortuna bacia una sola volta. Poi, la
questione è aritmetica: prima quello, poi, un
altro, un altro ancora, e l’altalena in ospedale per la dialisi -un giorno sì, un giorno nocontinua. Fino a quando non tocca a te di
nuovo.
E che fai? Non ci sono voli normali né da
Reggio né da Lamezia. Raggiungere
Catania è un rischio. Ti metti in macchina
nella notte che ormai ghermisce in questo
freddo novembre: moglie, cognato medico,
padre. E vai verso l’inferno dell’autostrada:
da quando l’imbocchi fino a Salerno, deviazioni, corsia unica. E il cuore sbatte. Faccio
in tempo, non faccio in tempo? Arrivi a
Salerno. Arriva un’altra telefonata. Il rene è
compatabile, ma ha dentro un tumore. Il
cielo ti precipita in testa. Torni indietro. Un
altro calvario. Ma non bisogna scoraggiarsi.
Mai. Quello che scoraggia sempre è questa
classe dominante calabrese giuliva, come gli
scemi, irresponsabile, come i pazzi, cinica,
come gli egoisti, per la quale tutto va bene.
Era l’alba avanzata del 21 novembre quando il giovane del quale abbiamo fatto discorso era tornato a casa e leggeva su «Calabria
ora» la scintillante dichiarazione del vicepresidente del Consiglio regionale affermante che il Governatore e la Giunta
hanno fatto miracoli per creare un sistema
sanitario virtuoso. O il Vicepresidente del
Consiglio regionale non conosce il significato di virtuoso o è un egoarca che, per ragione di mantenimento dell’inopportuna poltrona, non difende gli ammalati, ma la cricca al potere.
DOMENICA
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LA RIVIERA
03
Parlando
di...
Bimbi
Attualità
NORDICI&SUDICI
Niente verdura
GIOACCHINO CRIACO
Convertirsi alle verdure di colpo,
perché la bilancia è diventata un
incubo e anche perché in campo artistico essere vegetariani è più in, non
è sempre salutare. Prima che il metabolismo si stabilizzi e si adatti a un'alimentazione salutare passa del
tempo e l'astinenza da carne rilascia dei veleni che
alterano il cervello. Quando la situazione si sarà normalizzata la qualità della vita avrà un miglioramento
inimmaginabile. Fintanto che ciò avvenga dovrete
rassegnarvi a un periodo allucinatorio, che vi fornirà
teorie paradossali per spiegare qualunque avvenimento. Poi starete meglio, ma attenti sudici con le
diete fai da te potrebbero darvi risposte in grado di
mettere in crisi la vostra apatia cronica, addirittura
potrebbero spingervi fuori dai divani facendovi guarire dall'atrofia fisica e mentale alla quale trigliceridi
e colesterolo vi hanno abituato. Questo che vi racconto non è un episodio che mi riguarda, attiene a un
mio amico che dopo un mese di pomodori e verze se
ne è uscito con una teoria pazzesca. La crisi? Altro
non è se non la terza guerra mondiale, scatenata dal
solito mostro a stelle e strisce. L'America, che è in
lotta continua con la sua matrigna, l'Europa.
Si l'America, sempre lei ha scatenato la prima guerra
mondiale per fiaccare l'egemonia delle potenze
dell'Europa centrale, Francia e Germania. A distanza di vent'anni ha poi dato un nuovo colpo a transalpini e teutonici, con la complicità della perfida
Albione e l'invenzione di due sanguinari burattini in
Germania e Italia. Oggi l'America ci riprova con la
distruzione economica dell'Europa e francesi e tedeschi invece di far fronte comune si mettono davanti i
cadaveri di Grecia, Spagna, Italia, non comprendendo che le prede sono loro e non si salveranno sacrificando gli altri. Così non si salveranno i nostri nordici
sacrificando noi lerci sudici. E non ci salveranno
Monti e Passera che serviranno solo a farci calpestare un po' di più, perché la storia da noi è già passata
e i sudici la loro goduria l'hanno consumata qualche
millennio fa e ai loro figli, noi, hanno lasciato solo i
miasmi di sbornia antica. E non mollate la carne per
i cetrioli, pian piano rischiereste di tornare persone
normali e potreste stancarvi delle catene ai polsi.
Tornate alla carne che arriva dicembre ed è tempo di
frittole e salsicce.
el tardo pomeriggio Corso
Garibaldi, la via principale dello
shopping reggino, è affollato
come al solito. Ai reggini piace passeggiare, così come a tutti i calabresi in
generale, tanto che la classica battuta
“passeggio la mattina per essere libero il
pomeriggio” è diventata un gruppo su
Facebook made in Calabria. Quasi tutti
hanno in mano una busta di Zara,
dell'Oviesse, di Bershska, di Carpisa, che
li guardi e ti chiedi dove sia la crisi, con
tante code alle casse, tanti mariti ad
aspettare fuori dai negozi, che nel frattempo socializzano tra loro, vanno a
prendere un caffè, tornano e la moglie è
ancora lì, indecisa se sia meglio il pullover rosso rubino o rosso carminio! Non
c'è ombra di miseria, non c'è neanche il
tizio con una sola gamba che di solito saltella in giro con il cartello “Ho fame”. I
negozi straripano di gente. Al diavolo la
crisi, oggi compro anch'io! Anch'io
N
Reggio: la grande
depressione
Negozi chiusi, la crisi si abbatte
sul commercio reggino
Sono in molti ad
aver abbassato le
saracinesche e chiuso i
battenti uccisi dalla crisi
voglio i leggins e da Taxi ne avevo visti un
paio davvero carini. Un'iniezione di
adrenalina da shopping e in pochi minuti arrivo davanti alla vetrina. Ad attendermi un triste cartellone bianco che
annuncia l'apertura di un negozio Geox.
Taxi, uno dei negozi storici di Reggio, ha
chiuso, niente leggins. Che delusione!
Come tirarmi su? Niente riesce a mandare così in fretta in estasi una donna
come una borsa nuova! È l'equivalente
dell'auto per un uomo. Da Fergi ci sono
prezzi alla portata delle mie tasche; è
dall'altra parte del Corso ma ne vale la
pena. Nooo, non ci credo! Hanno chiuso
anche qui?! Dopo lo sconforto iniziale
cerco di trasformare la mia sfiga in uno
Quando il baratto sostituisce lo shopping
venire incontro ai reggini
abbacchiati dalla tasche vuote,
vi è un nuovo modo di rifarsi il
guardaroba. Si chiama swapping e a
Reggio, soprattutto tra le adolescenti,
sta sempre più rimpiazzando lo shopping. È un vero e proprio baratto di
capi di abbigliamento e accessori
moda. La parola swapping deriva,
infatti, dal verbo inglese to swap,
scambiare, ma il nome ricorda anche il
A
DOMENICA
termine “shopping”, tanto da sembrarne quasi una distorsione. È un
free-shopping, un acquisto libero dal
denaro, la cui filosofia è “ciò che non
piace più a me potrebbe essere perfetto per qualcun altro”, o comunque può
piacere per un periodo e poi essere
scambiato di nuovo, senza limiti di
prezzo e sensi di colpa post-acquisto. È
quello che da sempre si fa tra fratelli o
anche cugini, ossia quando ai maggiori
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la Riviera
spunto per il mio prossimo articolo. E
così la mattina dopo, di buon'ora, ritorno
in centro per fotografare i negozi che
hanno chiuso o che si accingono a farlo.
Sono in molti ad aver abbassato le saracinesche e chiuso i battenti. Tanti i negozi uccisi dalla crisi. Le vetrine sono polverose e tristi, tanti gli «affittasi» con in
basso un numero di cellulare. Mi rendo
così conto che la crisi è in questa impressionante marea di piccoli bar e ristoranti, negozi di abbigliamento e accessori,
alcuni dei quali davvero storici, scomparsi. F.N. aveva un bar sul corso fino all'anno scorso. Ha dovuto chiudere per l'affitto troppo alto: «Pagavo 3000 euro di
gestione dell'attività; comprendeva tutti i
macchinari del bar e il gazebo. In più
pagavo 2400 euro di affitto delle mura».
Gli affitti sul corso Garibaldi raggiungono cifre davvero proibitive: «c'è chi paga
fino a 5000 euro, poi basta girare la
prima traversa sotto e paghi tre volte di
Le vetrine sono
polverose e tristi, tanti gli
«affittasi» con in basso
un numero di cellulare.
non entrano più i vestiti e si passano ai
minori. E così un termine del passato
come “baratto”, che precede l'invenzione del denaro, viene ripescato in un
periodo in cui di denaro se ne ha poco.
Il successo di questa moda sta soprattutto nella possibilità di evitare lo spreco, di acquistare capi che indossiamo
una volta soltanto e che poi finiscono
per essere dimenticati nell'armadio.
Qualcuna lo pratica perché «così mi
faccio vedere ogni volta con un vestito
diverso o sono sempre glamour»,
qualche altra «per mettere ordine nel-
l'armadio», o ancora «perché la
paghetta non basta». In un'epoca in cui
buttare via è considerato eticamente
riprovevole, lo swapping si rivela essere
non solo moderno ed attuale, ma
anche simpatico e divertente. Riesce
ad unire una pratica antica quanto il
mondo al passatempo più fashion che
le donne amino da sempre: baratto più
shopping, uguale intesa super vincente. L'utile si fonde quindi con il
dilettevole. Si è forse scovata la formula della felicità?
M.G.C.
meno…. Inoltre gli affitti aumentano di
anno in anno perché seguono i dati dell'inflazione. I proprietari possono
aumentarli legittimamente -continua
F.N.-. I negozi che chiudono lo fanno
non solo perché non si vende per via
della crisi ma anche perché gli affitti
sono alle stelle! E i proprietari non vendono manco morti! I locali fruttano un
mare di soldi… si può dire che si assicurino stipendi a vita».
La stessa sorte toccata a F.N. colpisce
sempre più numerosi commercianti reggini che alle speranze di un futuro hanno
appeso il cartello «vendesi» o «chiuso
per cambio attività». .
Maria Giovanna Cogliandro
DIAVOLO NERO
Il governatore fa
l’apologia di reato
Capitolo uno. 170 milioni di
debito, accertati dagli ispettori
del Ministero del Tesoro.
Capitolo due. Una morta -evitiamo il termine suicidio per
non incorrere in inesattezze-.
Capitolo tre. Funzionari diletti, che si
riempiono le tasche di denaro improprio.
Capitolo quarto. La Multiservizi a mezzadria con l'Onorata Società. Capitolo
quinto. L'Air Malta che presenta un
conto di due milioni d'euro. Capitolo
sesto. Un assessore ai Lavori pubblici,
Morisani, a colloquio elettorale con gli
uomini d'onore. Capitolo settimo. Il
Gran Governatore accusato da cinque
pentiti.. In ognuno dei sette capitoli del
romanzo infinito di Reggio Calabria
sotto la guida illuminata di Giuseppe
Scopelliti sembra di poter ravvedere la
presenza di reati contro la pubblica
amministrazione o contro la legalità.
Secondo il Governatore l'insieme di questi capitoli e d'altri, taciuti per ragione di
spazio, costituisce il modello Reggio. Se
avesse detto: il monumento Reggio, saremo ancora nel campo della razionalità,
visto che monumento è parola che raccoglie indifferentemente il brutto, che sul
piano morale è il male, e il bello, che sul
piano morale è il bene. Modello, invece,
è parola che include necessariamente ed
esclusivamente il positivo, il vero, il
buono, il bello. Dove sta il modello
Reggio? L'unica apologia che si può fare
del modello Reggio è l'apologia di reato.
L'atassia mentale, cioè la mancata capacità di coordinare la parola con la realtà,
ha giocato e gioca questo brutto scherzo
a Scopelliti. Arena, la signora Tilde
Minasi et similia. Seguono a ruota.
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Parlando
di...
LA COPERTINA * BUIO SULLA LOCRIDE
La cataratta degli
arresti domiciliari
Ci va Pietro Crinò, il malfattore onesto. Non in fuga. Non nella possibilità d'inquinare le prove e di reiterare il reato
PASQUINO CRUPI
a notizia ha un sapore tossico, come quello del veleno, capace di qualunque
sconvolgimento non solo
nell'organismo
umano.
Questa la notizia. Il sindaco di
Casignana,
Presidente
dell'Associazione dei Sindaci della
Locride, dr. Pietro Crinò, si trova agli
arresti domiciliari su decisione del
Gip dr. Laganà. Tale condizione è
stata riservata anche Antonio
Giovanni Crinò, fratello del dr. Pietro,
Massimo La Fronte, architetto,
Saverio Zoccoli, socio della ditta
Zetaemme . Il capo d'imputazione
per tutti è che “ con più azioni ed
attraverso l'allestimento di mezzi ed
attività continuative (…) gestivano
abusivamente ingenti quantitativi di
rifiuti nelle quantità solo parzialmente
potute quantificare”.
Sono stato e rimango amico di Pietro
Crinò, il malfattore onesto, destinato
agli arresti domiciliari sotto il peso di
reati, per ora ipotizzati e contestati,
ma non provati. E che già mostrano
una sorta di fiacchezza giuridica ,
essendo lo stesso Gip a scrivere che i
rifiuti, smaltiti abusivamente, “nelle
quantità solo parzialmente [ si sono]
potute quantificare”. Ma per decidere
dell'inquinamento, del danno a uomi-
L
ni e bestie, la quantificazione è un
dato oggettivo da cui non si può assolutamente prescindere. E, infatti, il
Gip non fa rimbombare nella sua
ordinanza il reato di disastro ambientale, che qualche dissennato della
carta stampata inventa di sana pianta.
Né ci pare un fuor d' opera ricordare
che l'Arpacal in una sua relazione
ufficiale ha dichiarato che le acque
del mare antistante Bianco non sono
assolutamente inquinate. Tutta materia da faldone processuale.
Voglio essere estremamente chiaro.
Siccome, almeno sulla carta, siamo in
uno stato di diritto, quei mandati
dovranno ricevere la cresima o la
sconsacrazione di fronte a un giudice
terzo. E la verità giudiziaria la
apprenderemo quando si arriverà al
processo, se al processo si arriverà.
Quello, allora, che m'interessa dire è
che, considerando l'ordinanza e, particolarmente, la sintesi della condotta
“criminale” di Pietro Crinò e dei
suoi “correi”, non ritengo affatto
proporzionata le misure di custodia cautelare nelle pareti domestiche. Volute e rese obbligatorie
dal Codice penale: a) quando c'è
pericolo di inquinamento delle
prove, e inquinamento, al di fuori d'ogni legittimo dubbio, non può esserci
dal momento che la discarica è stata
sequestrata; b) quando c'è pericolo di
ietro Crinò mi ha dato sempre l’impressione di essere un sindaco prudente, un politico attento a non urtare l’ordine costituito. Il suo arresto mi ha sorpreso
ed amareggiato.
Ovviamente nei prossimi giorni ne sapremo
di più sulle motivazioni che hanno portato i
magistrati della DDA ad emettere un provvedimento così rigoroso e severo.
Tuttavia alcune considerazioni si possono
già fare.
Era necessaria una misura severa come il
mandato di cattura per Pietro Crinò?
Io voglio credere fermamente che tutti i cittadini siano uguali dinanzi alla legge. Ho
motivi, seri ed inconfutabili, per non crederci, ma mi sforzo a pensare che possa essere
così! Zingari o ministri, banchieri o disoccupati, tutti uguali dinanzi alla “Giustizia”.
Allora voglio fare un esempio sacrilego. Il
dottor Alberto Cisterna, sicuramente persona perbene e cristallina, magistrato impegnato a combattere la ndrangheta, è stato
accusato di reati gravi. Le accuse sono sicuramente infondate ed egli, difeso dai migliori giuristi, dimostrerà l’assoluta estraneità ad
P
fuga degli indagati, e qui il pericolo di
fuga è possibile quanto l'accoglimento
del
Diavolo
alla
destra
dell'Onnipotente; c) quando c'è pericolo di reiterazione del reato, e, nel
caso, siffatto pericolo è reso nullo
dalla contradizion che nol consente.
Ma, al di là di queste osservazioni, c'è
una questione di principio su cui si
fonda lo
Stato di diritto. Ed è questa: in uno
Stato di diritto, prima si fanno i processi e poi c' è il carcere, ove condanna sia pronunziata. . Ma, al di fuori
della mia vaghezza, sta che prima fai il
carcere. anche sotto forma di arresti
domiciliari, e poi ti fanno il processo.
Non vale sempre.
Sembra valere per la Locride, più
angustiata che baciata dalle colline,
albergo di paesi pericolosi, come
Platì, San Luca.
Qui, unicamente qui, nella Locride,
vengono arrestati per connessione
mafiosa sindaci, come Alessandro
Figliomeni e Rocco Femia.
Qui , unicamente qui, sono confiscati
beni e aziende d'imprenditori malavitosi. Gli ultimi dei quali, i fratelli
Camastra, prima arrestati, indi scarcerati, dettando il Gip che non c'era
né pericolo d'inquinamento né di
reiterazione del reato né di fuga.
Qui, unicamente, qui, nella
Locride, le discariche non funzionano, e quella di Casignana,
il cui senso d'ospitalità è stato
invocato e propiziato dai sindaci dei paesi limitrofi, e dal
Commissario all'emergenza
rifiuti, è sta messa nel mirino
dal 2008. Ma, detto di passaggio obbligato, si interviene ,
sfolgorando manette, solo nel
giorno di grazia 24 novembre
Canne al vento
di ILARIO AMMENDOLIA
ogni reato e continuerà nel suo impegno dall’altro è il primo gradino di uno
professionale. Continuerà ad essere una “Stato”distante anni luce dal popolo. Certo
persona stimata come è giusto che sia.
nessuno ti obbliga a fare il sindaco. Qualche
Come si difenderà? Da uomo libero! Libero volta è la vanità umana, altre volte è ambidi esercitare il suo lavoro.
zione o voglia di potere, può essere anche
Libero di muoversi, di cercare le prove della interesse, ma il più delle volte è un atto
sua innocenza, di dimostrare l’inconsistenza estremo, sino ai limiti della razionalità, di
delle accuse.
affetto per la propria terra e per la propria
L’ex capo della polizia De Gennaro è stato gente.
assolto per seri reati legati alla gestione dei Il sindaco di un piccolo paese della Locride
fatti di Genova del 2001 affrontando il pro- non è casta. Ogni giorno è costretto a muocesso da alto ufficiale dello Stato in servizio versi tra case ridotte e ruderi, tra gente che
e da uomo libero.
ti chiede lavoro ed assistenza, abusi edilizi,
Ho fatto due esempi, ne potrei fare mille.
strade sporche, campi abbandonati, mafiosi
Pietro Crinò ha ricevuto un mandato di cat- che marcano la loro silenziosa presenza. Lo
tura.
Stato scarica sui sindaci ogni problema.
La nostra è una terra drammaticamente dif- Scarica sui sindaci le proprie responsabilità,
ficile. Il sindaco da un lato è l’espressione le proprie colpe, la propria impotenza. E’
vera ed autentica della sovranità popolare una scelta, non un caso. Una scelta della
2011. Domando. Chi ha messo a
rischio, se non la vita, la salute dei
bambini ciuccianti, degli ovini e caprini, di vaste mammelle alimentari?
Qui, unicamente, qui, nella Locride,
una discarica è radioattiva come una
centrale nucleare.
La Locride, alla perfine, come zona
infetta, come luogo di tutte le negatività?
C'è qualcosa che non funziona.
L'Italia è dvisa in due.
A ciascuna il suo.
All'Italia del Nord la Costituzione.
All'Italia del Sud, alla Calabria, alla
Locride il Codice penale.
Solidaretà attiva dei
Sindaci della Locride
«Rispetto e garanzie costituzionali per tutti, ma
soprattutto per i sindaci che
rappresentano il primo
baluardo dello Stato nella
lotta alla criminalità organizzata» Un ferma presa di
posizione dei sindaci della
Locride che si sono riuniti
nel pomeriggio di venerdì
25 a Siderno per esprimere
stima e affetto ai colleghi
Crinò e Mazza.
casta di indebolire e distruggere il tessuto
democratico. Una scelta di tenere sempre
sotto tiro chi rappresenta il popolo. Lo stato
da un lato ti indica i doveri dall’altro non ti
fornisce alcun mezzo .
Il sindaco è una canna al vento!
In qualsiasi momento chiunque lo può colpire. Lo può colpire lo “Stato”, la mafia, l’ignoranza, il rozzo qualunquismo così diffuso nei nostri Paesi.
Quando qualcuno si arricchisce e porta a
casa qualcosa di illecito tradisce il mandato
popolare ed è giusto che paghi. Se questo
non avviene bisognerebbe maneggiare gli
strumenti repressivi come si maneggia la
dinamite.
Oggi l’esile, quasi inesistente tessuto democratico della Locride ha ricevuto un colpo
molto serio. Se questo è successo perché il
sindaco Crinò -a cui ribadisco la mia stima e
la mia amicizia- ha tratto dalla discarica profitti illeciti per sé, egli ne è responsabile, ma
se venisse fuori che è stato colpito un innocente sarebbe un fatto gravissimo e nessuno
dovrebbe chinare la testa e restare in silenzio.
DOMENICA
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Lettera a Rocco Femia
GEPPO FEMIA
«Ma che cosa
ci fate voi qua»
Il prefetto
Ciao Rò, come stai? Spero
bene, mi dicono che
Palermo Pagliarelli è carcere dove vi è un minimo di
vivibilità.
Quando ci siamo lasciati a Reggio Calabria con
qualche accenno di commozione vi ho detto:
“ma che cosa ci fate voi qua”? Ora come allora
penso allo stesso modo, cosa ci fai tu in carcere?
E cosa ci fa Vici Ieraci? Penso pure a cosa ci fa il
gemello Rocco Agostino.
Per Ciccio Marrapodi - nostro super assessore a
Lavori Pubblici, Urbanistica e Arredo Urbano ha già provveduto il Tribunale della Libertà a
dire che lui con il carcere non aveva niente a che
fare poiché non vi erano e non vi sono indizi di
colpevolezza, per tale motivo ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti. Se così è come è, una domanda mi martella: riguardo alla assunta e presunta intraneità
alla cosca Mazzaferro mi viene da dire: “ma
ammesso che tale cosca ancora oggi esista, quali
favori o cortesie sono stati fatti alla stessa” ?
Certamente nessuno, sfido chiunque, in qualsiasi sede, a prospettarlo ed a provarlo poiché,
come
tu
amavi
spesso
ricordare,
l'Amministrazione Femia - che si doveva distinguere per i principi di Legalità, Trasparenza e
Democrazia che contrassegnavano i suoi atti - ha
poi operato coerentemente in tal senso. A conferma di ciò il Prefetto Varratta, al fine di potere
proporre al Ministro lo scioglimento del
Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose,
dopo che la sua Commissione ha rivoltato come
Varratta,
dopo che la sua
Commissione ha
rivoltato come un
calzino gli atti
del comune
di Gioiosa Marina,
non ha trovato
un solo atto
amministrativo
assunto in favore
della cosca
Mazzaferro
NELLA FOTO
L’ex sindaco di Gioiosa Marina Rocco
Femia arrestato nell’ambito dell’operazione
contro la cosca Mazzaferro
un calzino gli atti del Comune per sei mesi,
non ha potuto né saputo indicare nessun atto
amministrativo assunto in favore della presunta cosca Mazzaferro. L'immotivato provvedimento di scioglimento l'abbiamo impugnato innanzi al TAR del Lazio. Che dire,
il Procuratore Pignatone e ancor di
più il Dott. Gratteri, magistrato ed
antropologo, cresciuto nella locride - che, per come riferito alla
stampa, ha giurisdizione territoriale da Melito a Monasterace hanno affermato che la cosca
Mazzaferro, morta e sepolta
dopo l'omicidio di Vincenzo
Mazzaferro, è rinata con la vittoria elettorale della Giunta Femia.
Tale affermazione, attesa l'autorevolezza e l'intelligenza della
provenienza, assume un aspetto
anodino ed inquietante considerati pure i tempi e i modi dei vostri
arresti. Il pensiero che qualcosa di
ignoto si celi dietro un'operazione che
ha assunto eclatanza internazionale, che
ferma le proprie considerazioni ad appena tre mesi di governo cittadino e che ne
ometta i rimanenti trentatre, non può
essere considerato una banale elucubrazione o una isterica fisima, ma - atteso il concreto impulso ANTIMAFIA che è stato
dato “dall'Amministrazione Femia”
durante i non indagati trentatre mesi (per
tutti si veda: adesione SUAP, murales antimafia sul lungomare, manifestazioni con
Libera e con Peppe Voltarelli: prodromiche alla creazione del museo della 'ndrangheta, richiesta di attuazione progetto
videosorveglianza e suo sollecito indirizzato al
Prefetto ed al Ministro dell'Interno, manifestazione per la legalità con l'orchestra di fiati
di Cinquefrondi, incontri con il Comitato
Provinciale per la Legalità, esposti alla
Procura della Repubblica, impulso e sostegno alla creazione della Consulta
Giovanile, ecc…) - è possibile che
qualcuno si sia comportato come
Faust ? Certamente non noi Rò!!
Noi siamo stati i figli della nostra
terra, ribelli ad ogni forma di prepotenza, che hanno trovato nella
comunanza di sentimenti e di
idee la capacità di opporsi alla
'ndrangheta operando concretamente sul territorio, mettendo
se stessi ed i propri beni allo sbaraglio, senza prebende ed ululanti macchine blu. Devo a te e
agli amici ristretti un abbraccio e
la promessa di un impegno che
la mia lotta per l'affermazione
della verità non verrà mai meno.
Devo altresì un ringraziamento infinito ad Ilario Ammendolia che da uomo
libero ha proposto questioni di vitale
interesse civile e politico rimaste, purtroppo, ad oggi senza risposte e che mi
auguro possano invece sollecitare un
momento di forte dibattito, perché il
vero e sincero impegno politico non sia
frustrato e mortificato da vecchie e
nuove paure lasciando così spazio a
vecchi e nuovi padroni con a cuore soltanto il proprio guicciardiniano “particulare”. Con affetto Geppo
DOMENICA
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LA RIVIERA
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Parlando
di...
Lettera aperta al Presidente dell’ Anas, Pietro Ciucci, sulla variante 106 di Roccella
Trenta anni dopo, e la vergogna dura
L’ impresa Effeser vince l’appalto. L ’Anas non assegna l’opera. In tema d’appalti deve vincere il migliore preferito?
RODERIGO DE CASTIGLIA
gregio dr. Pietro Ciucci, so che
Lei vanta due primati: ha un
medagliere più ricco che non
Napoleone Bonaparte, ed è presidente dell’Anas, che come Lei fa finta di
ignorare, è l’ultima monarchia assoluta d’Europa, responsabile, perciò, solo
davanti a Dio. Di tutta evidenza, la
Sua superbia è tale da ritenere di non
dover rispondere neppure di fronte al
Padre dei Cieli. Figurarsi se posso
immaginare un suo cenno di riscontro. Eppure, Le scrivo ugualmente,
fermo alle parole con le quali Carlo
Marx conclude il suo dotto e rifiutato
saggio, Critica al programma di Gotha.
Erano queste : “Dixi et servavi animam meam”. Dissi e misi a posto la
mia coscienza.
Egregio Monarca Assoluto, legga qui,
sulle nostre modeste, ma oneste pagine, la storia della variante alla 106 in
partenza da Roccella verso Locri. É
una storia che comincia trenta anni fa
quando i senatori Sisinio Zito, socialista, e Beniamino Fimognari, democristiano, costringono il ministro dei
lavori pubblici, il socialdemocratico,
Nicolazzi, a inserire nel Piano strade
di grande comunicazione, che la ignorava ed escludeva, la variante
Roccella-Locri.
Egregio Signor Presidente, è una bella
storia. Tanto bella che i lavori di
costruzione hanno inizio sul finire del
1985. Per la Calabria dove tutto è
lento è un grande record. E il traguardo, cioè la realizzazione dell’opera,
sarebbe stato ben presto raggiunto c’è da immaginare- se la iniziata
costruzione della prevista galleria,
adagiata dietro lo storico castello di
Roccella, non si fosse afflosciata. Mai
E
galleria fu più funesta. Perché ne
deriva una lite tra la ditta appaltatrice, che reclama una perizia di
variante, e l’Anas, che la negava
per l’importo richiesto. Tira e
stira, il contrasto ha fine nel 1999
quando viene deciso lo scioglimento del contratto. Intanto sulla
statale 106 il traffico arrancava,
come oggi, e si continuava a morire, come oggi . Per eccesso di
velocità, ovviamente.
Illustre Signor Presidente, è la
pazienza l’oro dei calabresi e dei
paesi che da Roccella vanno,
senza precipitarsi, a Locri. E così,
i lavori della variante 106 riprendono nel 2005. Persino l’oro, che
non è ferro, comincia a prendere
il colore della ruggine.
Siamo a questo bivo. Ma arriva un
ingegnere, l’ingegnere Celia, che ha
voglia di documentare: il bue per le
corna e l’uomo per la parola. Per dar
egno che parola sarà mantenuta, il
computo deve essere preciso e rigoroso. Ferma il sole, come il biblico
Giosué, e proclama: entro 540 giorni,
né uno in meno, né uno di più, l’opera sarà completata. «La Riviera» controlla. Meno 20, meno 10, meno….
Scadono i 540 giorni. Punto e daccapo.
Signor Presidente, che fa il nesci? Ma
all’epoca Lei non poteva sapere.
Ascolti. Siamo nel 2007. Dopo tanti
anni, è chiaro che la cifra iniziale non
è più sufficiente. Adesso ci vogliono
altri 18 milioni di euro per proseguire
e completare. E ci vuole anche una
A3 e statale 106. Ancora tagli di nastri: Vanno velocissimi le Istituzioni
con tale paratica, senza andare però da nessuna parte
DOMENICA
nuova gara d’appalto. Viene effettuata il 6 novembre 2009. Risulta vittoriosa la EFFESER. C’è un ricorso
contro la EFFESER. Viene accolto.
Né è a dire che la EFFESER si rassegni. A sua volta, presenta ricorso
contro la decisione. Si prende atto
delle buone ragioni della EFFESER.
Viene ridichiarata vincitrice. I lavori
potranno avere inizio finalmente?
Nient’affatto. Prezioso Presidente, e
che succede? I monarchi dell’Anas
non assegnano l’appalto e, poiché
indecisi, si rivolgono all’Avvocatura di
Stato, che rispose: applicate la legge.
La quale è sempre difficile da interpretare.
Interpreta l’Anas, che qualche simpatia la deve pure avere: la gara va riaperta. La EFFEFSER non inghiotte il
rospo e ricorre al Tar.
Noi siamo di stomaco tollerante.
Siamo disposti a inghiottire il rospo.
Ma lei dovrebbe spiegarci l’ accanimento, nient’affatto terapeutico contro, l’EFFESER. Chi è contro, è sempre a favore di altri. La logica è questa.
O erro?
Signor Presidente, mi dica. Ma in
tema di appalti deve vincere il migliore o il migliore preferito?
Se h tempo, attendo lumi da Lei. Da
me solo capisco che Penelope abbia
potuto sfilacciare di notte la tela che
intesseva di giorno.
Le occorsero 20 anni. Era di lana
quella tela e le umane dita di
Penelope furono adatte alla bisogna.
Ma questa della variante Roccella è
una tela di cemento. Per farla e disfarla, ci son voluti gli artigli. Dell’Anas
che Lei presiede dalle Alpi a Reggio.
E della quale è responsabile dalle Alpi
a Roccella Jonica.
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DOMENICA
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Parlando
di
Primo piano
Sul campo di Rizziconi splende la luna
Cose da fare
con 400mila euro
Un centro sportivo con campi da calcio e da tennis. Una
pista ciclabile. Il rifacimento delle strade. Cinque posti di
lavoro ai giovani per dieci anni. Un cinema e una casa
della cultura. Sono solo alcune delle cose che si potrebbero fare con 400 mila euro. La fantasia e la necessità
potrebbe dare altre svariate idee su come impiegare una
UN GIORNO IN CONSIGLIO REGIONALE
cifra così importante in questi tempi di crisi economica.
In Calabria però 400 mila euro si investono nell’unico
business che oggi ha un
mercato mondiale: la
La partita: ‘ndrangheta. Tanto si è
per portare i 40
l’ennesima prova speso
miliardari della nazionale
della sudditanza di calcio, 21 giocatori e 19
Chi entra e chi esce, chi parla e chi ride, chi trasversale che tanto sarebbe utile per tutti, vatta non si entra!!!
staff tecnico e dirigenscherza, chi saluta, chi arriva in ritardo e chi non nell'indolenza, ma nella pervicacia ed Ahinoi, con il “compagno di sventura”,
della classe tra
ti, a Rizziconi. Più di 80
va via, chi manipola l'ipod, chi messaggia, intraprendenza nell'affrontare e risolvere Mariano Bianchi Sindaco di Trebisacce,
governante mila euro gli ha sborsati il
chi sfoglia giornali, chi sorseggia acqua min- annose questioni di questa difficile terra. rischiavamo di rimanere fuori, solo la
di Rizziconi, al
erale; ma che siamo al bar…? Manco per Sedute come queste rendono concreto disponibilità di un previdente Consigliere
calabrese nei comune
resto ci hanno pensato il
scherzi, è solo una seduta del Consiglio l'abisso che separa la politica, questa politi- che portava con sé due cravatte di riserva, ci
confronti del regno Coni e gli altri enti prepoRegionale Calabrese.
ca, dalle necessità dei cittadini. In quel ha tolto dall'imbarazzo consentendoci l'acUn affare da 400 mila
Nell'aula semivuota per le numerose assen- luogo autorevole ognuno se la canta e se la cesso. Passi l'abbigliamento adeguato e
dell’antimafia, sti.
euro che ha certo avuto il
ze, solo qualcuno, rimane silente ed in suona per fatti propri incurante di ciò che decoroso e passi anche la cravatta, ritengo
quella sociale, suo bel risultato mediatiascolto dell'Onorevole collega Consigliere dovrebbe rappresentare; sensazioni di avvi- però che il valore del luogo, il pregio ed
ma che di fatto ha
che parla, grida e si sbraccia, ma chi lo sente lente impotenza che spiegano la nostra sto- autorevolezza delle Istituzioni, si conferma,
quella politica e co,
segnato l’ennesima prova
!!!
ria più di qualsiasi narrazione e qualcuno rispetta ed esalta attraverso comportamenquella istituzionale della sudditanza del popoSolo fastidioso brusio nella generale indif- tra il pubblico sussurrava sommessamente: ti esemplari dei rappresentanti del popolo,
lo calabrese nei confronti
ferenza; lo stesso Onorevole Consigliere un che vergogna!
ma questi, anche con la cravatta, lasciano
del regno dell’antimafia,
volta concluso il suo intervento, riserva pari Eppure l'inizio lasciava presagire il meglio, molto a desiderare, senza ritegno e senza
quella sociale, quella politica e quella istituzionale. Non
trattamento al successivo iscritto a parlare, un rigore dettato dal decoro e rispetto che nessuno gli vieti l'ingresso.
c’era il Governatore Giuseppe Scopelliti a Rizziconi, ma
a ripagarlo con ugual moneta ed inizia a far dovuto alla maggiore sede istituzionale Ricchi nelle forme, poveri e straccioni nella
per qualcuno era assente giustificato perché erano le ore
come tutti, a restituir pan per focaccia.
della Calabria, il cortese ma guardingo per- sostanza, è questa la Calabria?
in cui l’impero di Silvio Berlusconi agonizzava nella capiPanta rei, e si va avanti per minuti, per ore, sonale di controllo ci avvisava che senza craRaffaele Papa
tale, e il presidentissimo era al capezzale a non perdere il
in una aberrante normalità, ed i problemi
posto nei nuovi disegni del potere nazionale. Ha disertarimangono. Ho partecipato quale compoto però quella che per tutti è stata dipinta come una “data
nente del Comitato Civico a difesa
storica” per la Calabria. Quella in cui un manipolo di milionari, snob e viziati, a spese dei contribuenti, sono venuti a rendere omaggio all’antimadell'Ospedale di Praia a Mare al Consiglio
fia di professione, illuminando, per un pomeriggio, una cattedrale nel deserto della disperazione della Piana di Gioia Tauro. Spente le luci è torRegionale del 18 novembre, doveva essere
nato il terrore e la fame di sempre su Rizziconi e su tutta la Piana. Chissà se i boss guardando lo spettacolo in tv erano con le lacrime agli occhi o
una seduta importante con all'ordine del
con un ghigno sarcastico stampato sulla bocca. Chissà se oggi qualche associazione, qualche povero disperato senza una lira in tasca andasse al
giorno una tematica delicata e molto sentiComune di Rizziconi a chiedere un contributo di 5, 6 o 7 mila euro, oppure elemosinare un lavoro, se riuscirebbe a strappare una delibera anche
ta quale la Sanità che tanto subbuglio ha
di pochi spiccioli. Forse solo con l’intercessione di don Ciotti. Nella provincia di Reggio Calabria si sfiora il ridicolo. Con il dopo Fortugno si era
generato e continua a fare in ogni angolo
creduto che di passerelle, sfilate e comizi se ne avesse avuto abbastanza, ma “the show must go on”, lo spettacolo deve andare avanti, il business
del territorio regionale. E' risaputo che è
dell’antimafia strappa consensi al Nord e fa vendere interviste e patinati in tutto il mondo. Il circo va avanti. In Calabria ogni reato è ‘ndrangheta,
finita male perché sospesa, ripresa e poi rinche sia la semplice evasione fiscale, una truffa all’Inps, una col gasolio o con la monnezza tutto è ‘ndrangheta. Altrimenti non farebbe notizia. Anche
viata, pochi sanno però che si è svolta pegl’azzurro della maglia della Nazionale ha dovuto sponsorizzare il marchio di fabbrica “made in Reggio Calabria”. Per i giovani disperati senza lavogio.
ro ci saranno tempi migliori. Per le famiglie che non arrivano a fine mese pure. Per gli adolescenti che non hanno neppure i libri di scuola e vedoBisbiglio e disinteresse quasi totale se escluno nel crimine la loro unica prospettiva diciamo di non preoccuparsi, tanto prima saranno tinti, attratti dal male, e poi verranno purificati dall’acdiamo un nugolo di pochi attenti e parteciqua benedetta del cielo dell’antimafia, che oggi copre ogni cosa sopra la testa dei calabresi.
pativi, nessuna differenza tra destra, sinistra
Carmelo Carabetta
o centro, atteggiamento bipartisan e
Con la cravatta…. ma senza ritegno
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Parlando
di...
SIDERNO
SGAMBELLURI NUOVO
SEGRETARIO DEL PRC
CITTANOVA: 22/11/2011
DOPO LA PIOGGIA I
DANNI
E' stato nominato nel corso dell'ottavo
congresso del Partito Rifondazione
Comunista -Federazione di Sinistra,
tenutosi lunedì 21, a Siderno, il nuovo
segretario cittadino del circolo Antonio
Sgambelluri.
Locride
CROLLO AL MUSABA
L’appello di Nik Spatari
LA COLONNA DI ERCOLE
Panzerotti e criminali
ono svenuti gli “uomini di panza”
finiti dentro l’operazione Infinito,
sorella milanese dell’operazione
Crimine.
Ma attenzione, non sono svenuti per congestione, ma per paura della galera. Quei
boss di matrice reggina che hanno optato
per il rito abbreviato si sono resi conto che
una mangiata di capra in Calabria è un
summit mafioso e che un summit mafioso
corrisponde a un cunicolo delimitato da
sbarre tra qualche ora d’aria e onanismo.
Un vero criminale è un’isola, ci hanno
detto. I più grandi criminali d’Europa,
quelli che comandavano a Milano sotto
l’ala della casa madre, non si fidavano di
nessuno, non si confidavano con nessuno.
E ci hanno anche detto che i pungiuti, gli
affiliati e i cristiani di Polsi non temevano
galere e claustrofobie. Ma ci hanno, sì, ci
S
Nik Spatari, lancia un messaggio venato di
amara solitudine ma allo stesso tempo carico
di speranza e di voglia di continuare instancabilmente nel portare avanti il suo progetto.
L'artista, denuncia l'avvenuto crollo della
copertura dell'antica terme-cisterna romana
nel chiostro del Museo (MUSABA Mammola RC), avvenuto il 9 novembre
2011, frutto tra l'altro del mancato intervento
per il restauro e consolidamento da parte
della Regione Calabria, nonostante l'intervento sia stato finanziato nel lontano 2004 fondi POR Calabria 2000/2006 - Asse II Beni
Culturali. Il crollo della copertura dell'antica
terme-cisterna romana all'interno del chiostro dell'antico complesso, oggi Museo, ha
danneggiato gravemente l'opera d'arte monumentale dell'artista austriaco “Lancia” del
1988 e ad oggi impedisce l'ingresso ai numerosi visitatori autunnali (tedeschi, olandesi,
austriaci, ecc.), che rimangono delusi perché
non possono accedere alla principale attrazione del Parco Museo “Il Sogno di
Giacobbe”, opera monumentale tridimensionale all'interno della Chiesa.
“Non riusciamo a capire come un progetto
finanziato per lavori urgentissimi, come questi, che attengono alla salvaguardia e alla sicurezza, non viene avviato.
I risultati da noi ottenuti, nei 40 anni di attività, sono il frutto dell'assenza, o meglio latitanza dei poteri forti, delle istituzioni, che
hanno programmaticamente ignorato il loro
ruolo di organicità con il mondo della cultura
contemporanea. La nostra attenzione, oggi, si
posa su quanto c'è ancora da lavorare per la
nostra Calabria e per il completamento del
MUSABA che non nasce in poco tempo né si
afferma. Noi possiamo dire di aver dato le
linee generali di indirizzo del progetto
MUSABA, ma saranno le future generazioni
ad arricchirlo, è un compito che viene affidato a loro…. che viene affidato a chi resta, che
spetta a tutti noi”.
Un’esecuzione tibale della mala nigeriana e
Micu Oppedisano, il padrino della ndrangheta
hanno strillato un altro quarto di verità.
La Ndrangheta milanese fischiava di tutto
prima, pensando che gli annaccamenti
fossero note di tarantella, non teneva neppure la pastina. E ha sentito le vertigini
poi. Agli uomini d’onore, ai santisti, ai più
grandi criminali della terra sono mancati i
sensi davanti alla toga di un giudice che gli
sarà sembrato Batman.
Ho visto questo spettacolo in televisione.
Ero a Padova, da poco rientrato a casa
dalla stazione, dove alcuni gang nigeriane
spacciavano crac, cocaina e molto probabilmente erano armati fino ai denti. I
veneti temono gli Eyie, gli Aiye i Black
Axe più di tutti. Dicono che hanno spodestato i magrebini, le tigri di Arkan e i lupi
di Goran. Biscano, prostituiscono, spacciano. Il Nordest è cosa loro, regolano i
conti con riti tribali: tagliano le teste col
machete, ipnotizzano col vodoo. Ho guardato uno di loro all’uso calabrese. Nei
suoi occhi vacui non si leggeva nulla e la
bocca sembrava incisa. Ho avuto un brivido davanti a quel passaggio della morte
sfumato un’ora dopo grazie all’odore di
panzerotti con scaglie di soppressata di
maiale nero che mi madre aveva preparato per la cena.
Industriamoci:
L’IPSIAdi Siderno in
visita a la Riviera
“Industriamoci- Pmi Day”, ospiti de “la Riviera”
gli alunni dell’Ipsia di Siderno. Il comitato
“Piccola Industria” di Confindustria ha organizzato l’iniziativa “Industriamoci –Pmi Day”, che si
svolge presso le sedi di piccole e medie imprese.
La manifestazione rientra tra gli eventi previsti
PLACANICA
L’antenna della discordia
Da un po' di tempo,a Placanica sono comparse delle antenne di telecomunicazioni,che
in base a voci che si rincorrono dovrebbe
essere un impianto wireless (senza cavi) di
banda larga per la connessione “veloce” a
internet. Una delle antenne è stata collocata
in bella vista sul tetto del castello,con buona
pace della tanto decantata salvaguardia dei
beni storici e artistici L'altra,invece,è stata
posizionata più a valle e attaccata al palo
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MARTONE
DAMOCLE ARGIRÒ
NUOVO CONSIGLIERE
COMUNALE
BIVONGI: BRAVO
ERNESTO PER LA
MEMORIA
la Riviera
A causa delle dimissioni del dottor Nicola
Limoncino da consigliere comunale
dell'amministrazione di Martone è
succeduto il poliedrico artista sidernese
Damocle Argirò
Giornate mediche della Locride
Sabato 3 dicembre, presso il Grand
Hotel President, Siderno, verrà
inaugurato il Corso di aggiornamento delle Giornate Mediche della
Locride.
Obiettivo principale del Corso è il
confronto dei Medici della Locride
con i maestri della medicina moderna affinchè possano arricchire la
loro cultura medico-scientifica e
mantenere la loro professionalità al
passo con i tempi, nonchè facilitare i
rapporti di conoscenza dei nostri
medici con i relatori al fine di consentire relazioni e collaborazioni
professionali con lo scopo di erogare servizi sanitari sempre più efficienti. È d’obbligo ricordare che alla
prima edizione del Corso di aggiornamento relazionò il defunto Prof.
Luigi Condorelli, il più grande
medico italiano di tutti i tempi.
Introdurrà i lavori la dott.ssa Tiziana
Procopio, medico di emergenza territoriale e presidente dell’A.M.L.,
alla presenza del Presidente onora-
rio del Corso, ed ideatore dello stesso nel lontano 1982, On. Prof.
Giovanni Filocamo. Il Corso, diviso
in quattro sessioni, in linea con la
tradizione, si avvarrà di docenti di
notevole spessore professionale e di
Dirigenti Medici di ottima esperienza come: il prof. Maurizio Pompili
del Dipartimento di Medicina
Interna, facoltà di Medicina e
Chirurgia
dell’Università
la
Cattolica di Roma; il prof. Gian
Lodovico Rapaccini, Direttore
dell’UOC di Medicina Interna e
Gastroenterologia del Policlinico
Gemelli di Roma; il prof. Maurizio
Zagari, professore associato di
Gastroenterologia
presso
il
Policlinico S.Orsola, Università di
Bologna; il dott. Giuseppe Longo,
responsabile dell’U.O. di onco-ematologia del Policlinico di Modena;
la dott.ssa Rosanna Scrivo,
Dirigente Medico Reumatologo
dell’Università la Cattolica di
Roma; il prof. Paolo Costigliola del
Policlinico S.Orsola di Bologna; il
Prof.
Giovanni
Gasbarrini,
Direttore dell’Istituto di Medicina
Interna dell’Università Cattolica del
Sacro cuore di Roma e Direttore
delle scuole di specializzazioni di
“Medicina
Interna”
e
“Gastroenterologia” della medesima Università; la dott.ssa Annalisa
Mongiardo
dell’U.O.
di
Emodinamica del Policlinico Mater
Domini di Catanzaro; il Prof.
Salvatore Spagnolo, Direttore del
Dipartimento Cardiochirurgico del
Policlinico di Monza.
Il prof. Spagnolo ha fama internazionale, è stato il primo cardiochirurgo al mondo ad aver sostituito
l’arco aortico in età pediatrica e per
questo gli fu conferito il premio “I
numeri Uno” dal Presidente della
Repubblica.
Ed ancora, il dott. Vincenzo Natale,
Direttore dell’U.O. di P.S. e
Medicina d’Urgenza dell’Azienda
Ospedaliera di Vibo Valentia; il
dott. Franco Adamo, Direttore del
SAR del Presidio Ospedaliero
Unico della Locride; il dott.
Pasquale Ceratti, Dirigente Medico
dell’U.O. di Medicina d’Urgenza
del Presidio Ospedaliero Unico
della Locride; il dott. Luigi Giugno,
Direttore dell’Unità Operativa di
Medicina d’Urgenza del Presidio
Ospedaliero Unico della Locride.
L’U.O. di Medicina d’Urgenza,
esempio di buona sanità locridea,
qualche anno fa da una indagine
effettuata dal quotidiano “Il sole 24
ore” è risultata essere seconda in
Italia per bassa mortalità e rapporto
costi/benefici.
All’evento, sono stati assegnati dal
Ministro della Salute 9 (nove) crediti formativi ECM. Evento curato da
Image Multimedia, con esperienza
decennale organizza e gestisce eventi ECM, sia come segreteria organizzativa che come provider.
Carmelo Carabetta
L’OPINIONE
Io sono evangelico
per la “X settimana della cultura di imprese”, ha
ottenuto l’adesione della Confindustria Reggio
Calabria. La Riviera ha aperto la sede ai ragazzi
dell’Ipsia di Siderno, i protagonisti oggi ospiti de
“la Riviera”, 45 studenti, accompagnati dalla professoressa La Porta, hanno ascoltato la lezione
dell’editore Rosario Condarcuri che ha illustrato
ai ragazzi le varie fasi di realizzazione del giornale
ed il lavoro dei giornalisti.
Matteo Raschella
della recinzione del campo da tennis,abbastanza frequentato nei pressi del quale vi sono
anche il campo di calcetto e l'asilo dell'infanzia. In paese,tanta gente ha espresso perplessità in merito alla collocazione di dette
antenne e quindi timore per il rischio di
inquinamento da elettrosmog,nonostante si
abbia coscienza che detto impianto serve per
migliorare e rendere più veloce la connessione internet,e quindi sfruttare nel migliore
dei modi le nuove tecnologie informatiche
alleviando i disagi a tutti coloro che con internet ci lavorano. Chissà cosa penseranno i
“famosi” 10.000 turisti che affollano il Paese
durante Borghinfiore.
DANIELE MANGIOLA
Il 16 novembre Le Iene, su Italia 1 hanno trasmesso
una delle loro inchieste. Con lo stile che le contraddistingue denunciavano il caso di un uomo in balìa di
una chiesa evangelica per la quale costui dilapidava il
proprio denaro, sottraendolo anche a quanto dovuto
per il sostegno della propria ex e del figlio.
“Una chiesa evangelica brasiliana: una specie di
setta” sono state le infelici parole dell'inviato. Non è
necessario entrare nel merito del caso specifico, di
invasati e vittime di invasati è pieno il mondo ad ogni
latitudine; ma lui, mi chiedo, questa Iena così coraggiosa, chi è?
Chi è per dare giudizi così sommari e generali?
Conosce bene la storia degli evangelici, ha un'idea
della qualità e della quantità delle influenze del pensiero evangelico sulla modernità e sulla formazione
del nostro occidente, della democrazia, della libertà
di pensiero grazie alla quale egli può così liberamente
esprimersi?
Probabilmente no; egli conosce solo la Chiesa
Cattolica Romana ed è magari attratto dalle critiche
antireligiose degli atei di casa nostra, i vari Augias e
Odifreddi, che fanno tanto tremare la cristianità italiana. Egli si ritiene un laico, ed è fiero di esserlo.
Laicità: è un concetto evangelico. Per uno come me,
nato in una famiglia evangelica, non è stato facile
crescere qui, in provincia. Infanzia e adolescenza
sono appesantite dall'ironia dei coetanei, da battute e
battutacce, dalla coscienza di essere diverso.
Crescendo ti convinci che i tempi cambiano e si portano via i pregiudizi, sai poi che, vabbè, in provincia su
queste cose siamo indietro, ma in città le cose vanno
in altro modo. L'Italia è inguaribilmente e irrimediabilmente provinciale, dovunque ti trovi. Oltralpe il
mondo corre, l'Italia avanza fischiettando con le mani
in tasca, trotterellando. Canta che ti passa. Oltralpe
anche la voce tonante dei succitati italici atei
suonerebbe molto più stridula e dialettale.
Siamo un popolo di cantanti e navigatori, di geni, di
provincialotti. Lo siamo probabilmente anche perché
troppo legati alla sottana di Madre Chiesa. Ci manca
proprio un po' di mentalità evangelica, lo diceva l'altra mattina il prof. Bolaffi, a RadioTre, lo diceva in
una fredda sera di gennaio di questo anno il prof.
Commisso, nei locali del Palazzo della Cultura, a
Locri. Sono evangelico, non sono settario, e come me
tanti altri, qui, nella nostra piccola provincia. Ci sforziamo di essere cristiani, calabresi di buona volontà.
DOMENICA
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LA RIVIERA
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L’intervista
a colloquio con
Eufemia Valeri
Ospiti della serata
Dalla trasmissione Sky
"Fiori, Colori e decori " Silvia
Dei Fiori (in alto)
Il Wedd ing Designer della
"Domo Adami" , nonchè protagonista della trasmissione
SKY "Cambio vita ,mi Sposo!"
Mauro Adami, (a destra)
Francesca Calvi,(in basso),
Hair stylist e Make up artist
Wedding Show è in fase di organizzazione. Quest’
anno andrà in scena posticipando i tempi infatti l’appuntamento è per il 15 Gennaio 2012 e porterà con se
tantissime novità. Chiediamo alla fondatrice dell’evento Eufemia Valeri di svelarci qualcosa in più riguardo questa giornata.
Sig.ra Valeri, a distanza di un anno ci troviamo qui a parlare ancora una volta di questo successo quale è il Wedding
Show. Cosa significa questo?
Questo è sinonimo che l’evento è ben voluto dal pubblico
innanzitutto. E’ un’occasione unica per le coppie di futuri
sposi che in quest’occasione possono avere una visione del
loro giorno più importante a 360 gradi.
Quali novità regalerà quest’anno ai visitatori?
Innanzitutto quest’anno l’evento avrà orari diversi d’apertura
infatti già dalle 10 del mattino le porte saranno aperte a tutti
coloro che vorranno entrare per qualche ora nel magico
mondo del matrimonio. Saranno presenti due grandi ospiti
d’onore direttamente da Sky :il wedding designer Mauro
Adami della casa Domo Adami, protagonista della trasmissione Cambio vita, mi sposo e la sig.ra Silvia Lora Ronco,
volto di Fiori, colori e decori.
Come sarà organizzata la giornata?
Le porte dell’evento si apriranno alle ore 10.00 a tutti. I visi-
Il
Tante novità per il 2012
Wedding Show
tatori potranno passeggiare lungo la sala che ospiterà gli spazi
allestiti da professionisti del settore matrimonio. Alle ore
11.00 inizierà il laboratorio di Silvia dei fiori a cui si potrà partecipare solo previa registrazione. Intanto nello spazio Lino
Valeri, lo stilista Mauro Adami incontrerà le future sposine
che vorranno porgli ogni tipo di domanda riguardo l’abito del
loro giorno più bello. Dalle 17.00 in poi saranno proposti dei
minieventi come il Your Bridal Style che vedrà protagonista
una futura sposa (selezionata precedentemente) alla quale
verranno regalati preziosi consigli e dimostrazioni riguardo
make up e acconciatura.
Altro spazio è riservato ai consigli di Silvia dei fiori che proporrà alcune realizzazioni floreali in riferimento al matrimonio.
E come ultimo appuntamento, ma non per ordine di importanza, ci sarà l’evento nell’evento, ovvero la sfilata dei suoi
abiti, esatto?
Si certo. Tutto ruota intorno a quest’attesissimo momento.
Sarà un evento a porte chiuse, ovvero bisogna prenotarsi per
poter assistere alla sfilata. In quest’occasione saranno presentati gli abiti della nuova collezione Sposo/Sposa e cerimonia
2012 Lino Valeri.
Ospiti della sfilata lo stilista Mauro Adami e Lino Valeri.
Sarà sempre la sua agenzia Ideeventi ad organizzare in toto
È un’occasione
unica per le coppie
di futuri sposi che in
quest’occasione
possono avere una
visione del loro giorno
più importante
a 360 gradi
l’evento?
Si certo. Io e le mie socie Stefania e Chiara siamo all’opera da
diversi mesi per organizzare quest’evento annuale così importante per il settore matrimonio unico nella zona
Fortunatamente l’esperienza maturata in questi anni ci sta
dando i frutti che ci aspettavamo e continueremo a stupire il
nostro pubblico.
E’ un evento destinato a crescere e noi le auguriamo ancora
una volta in bocca al lupo.
“ Crepi” . Ricordo agli interessati che per ricevere ogni tipo di
informazione riguardo il Wedding Show (registrazioni varie
agli eventi di quel giorno) possono scrivere una mail all’indirizzo: [email protected] o telefonare ai numeri
0964/411661 – 329/6546620.
C.A.
DOMENICA
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A proposito
di...
L’INTERVISTA
A colloquio con Francesco Macrì, presidente regionale A.R.A.
E tu lo affideresti un gregge
di pecore a Pepè Lombardo?
PASQUINO CRUPI
Prima di iniziare a parlare di te
come Presidente dell’Associazione
Regionale Allevatori, faccio un
passo indietro, a quando eri sindaco. Ti sei ripresentato, hai perso…
Mi sono ripresentato soprattutto
per dare l’opportunità a chi aveva
apprezzato il lavoro, che avevamo
fatto nel corso della consiliatura, di
poter votare per me.
Ma hai perso malamente. Ultimo
alla meta.
Ti sembrerà strano. Ma io sono
molto soddisfatto, non del tutto
sicuramente. Ma grazie ai mille voti
ricevuti ho la possibilità di fare ancora qualcosa di concreto per il paese.
Devo dire che mi dispiace molto di
come stiano andando le cose a
Locri. Immaginavo, anzi mi aspettavo
che
l’amministrazione
Lombardo facesse delle cose che
non sta facendo.
Piano. Dobbiamo concedere ampie
attenuanti a Pepé Lombardo. È
passato poco tempo dal suo insediamento. Cento giorni s’accordano a
tutti prima di giudicare e tagliare
teste.
Ne sono passati duecento, però.
Lombardo sostiene, però, che tu
nelle casse del Comune hai lasciato
solo 70 euro. Incredibile.
Si, ma ho lasciato anche i piani di
rientro pronti, e gli abbiamo detto
come doveva fare per attuare i piani
di rientro. Abbiamo sempre avuto
Assessori che si sono molto interes-
sati. L’ultimo, in particolare, una
docente di contabilità degli enti
pubblici, che ha chiarito a
Lombardo che c’era, sì, una situazione difficile, ma che con le dovute
manovre -imporre subito altri tributi- i conti potevano tornare a posto.
Anche riguardo la Sorical con la
mediazione del Prefetto Luigi
Varratta sono riuscito a chiudere la
transazione, facendo risparmiare al
Comune di Locri 2 milioni di euro.
E con i tributi, derivati dalla riscossione dei ruoli acqua, sta pagando i
dipendenti comunali. Nulla di fatto,
Pepé Lombardo ha preferito accarezzare l’ipotesi del dissesto.
E che doveva fare, considerato lo
sfascio da cui ha dovuto iniziare il
suo cammino di uomo politico
“sfossato”, come l’opposizione
dice?
Quando noi ci siamo insediati nel
Comune di Locri, nel 2006, ci hanno
tagliato la luce perchè non avevamo
soldi in cassa, oggi la situazione è
difficile ma mai nessuno ha detto
che non lo era. La situazione gli è
stata riferita da due assessori al
bilancio che lui ha sentito. La
situazione era molto difficile,
per questo serviva adottare soluzioni pesanti.
Dall’infelicità del Comune ai prati
felici dell’agricoltura. Parlami da
Presidente dell’Associazione regionale allevatori.
D’accordo. Però, prima, vorrei fare
un discorso generale sullo status dell’agricoltura calabrese di cui il tre
dicembre, qui, a Locri, discorrerò
con l’assessore regionale all’agricoltura Trematerra.
E camminando per la Locride.
La visita consisterà in una giornata
nella Locride e noi saremo alla cantina sociale di Bivongi per parlare di
rilancio del vino della Locride, quello di Bivongi, Gerace e Bianco.
Visiteremo anche la sede della
“Frutticoltori Jonici e tirrenici” a
Locri dove si realizza il confezionamento e la trasformazione dei prodotti ortofrutticoli di tutta la zona, e
chiuderemo a San Luca. Dove valuteremo la possibilità di fare un protocollo d’intesa per far nascere una
cooperativa che si occupi solamente
di piccoli animali, capre e pecore, in
tutta la Locride, che è una zona for-
temente vocata.
Quale la parte di San Luca…
Il Comune ci dovrebbe mettere a
disposizione il vecchio mattatoio
abbandonato. C’è un vecchio protocollo d’intesa mai attivato, Trentino
-Regione Calabria, che stiamo cercando di recuperare con l’assessore
Trematerra.
Cosa prevedeva questo prottocolo?
La formazione di tecnici calabresi in
Trentino e poi l’invio di alcuni professionisti trentini in Calabria per far
partire le iniziative. Era un’iniziativa
interessante perché siamo indietro
rispetto alle tecniche che riguardano
sia il vino che la parte di associazionismo, le cooperative trentine sono
un gigante che gestisce tutta l’agricoltura in Trentino. Da noi la cooperazione ha fallito, anche quella
messa su, con moltissimi sacrifici e
buona volontà, da Monsignor
Bregantini, Piero Schirripa e molti
altri, perché alla fine, anche i piccoli
frutti, che è la cosa che è ancora in
piedi delle varie cooperative fatte,
secondo me paga troppo rispetto
alla reale possibilità che potrebbe
avere perché tutto il valore aggiunto
poi della produzione dei piccoli frutti va alla cooperativa Sant’Orsola in
trentino, invece bisognava fare associare i Signori dei piccoli frutti e vendere da qui il prodotto, invece oggi il
prodotto va in Trentino, il valore
aggiunto va a Trento e la percentuale sul fatturato, che la Comunità
europea da alle aziende va anche in
Trentino, l’8% sul fatturato va in
DOMENICA
trentino a Sant’Orsola
Tu miri ad un’inversione di tendenza?
Esatto. Tento una inversione perché
bisogna far capire al piccolo allevatore che con tre capi di bestiame
non farà mai molto. Bisogna associarsi. Ci sono molte cose che si possono fare, il progetto è ottimo e la
zona può dare risultati ottimi.
Difficile, ma splendido.
Sì, perché molta gente non crede
più nell’agricoltura. La strada sarà
quella dei prodotti di nicchia. In
Calabria non si possono fare prodotti in grande quantità, perché
manca la materia prima e poi
manca la possibilità di entrare nel
mercato in un determinato modo. I
maiali, ad esempio, oggi sarebbe
una follia pensare allevare maiali in
Calabria, quando in Cina in 2 anni
hanno messo su allevamenti con 20
milioni di capi.
Dove puntare, allora?
La Calabria deve fare cose piccole e
di grande qualità. Il vino è una cosa
che si può fare. Il greco, sia passito
che secco. I Vini della locride sono
sempre andati per i fatti loro, si è
sempre fatto il vino di casa, ma ora
non funziona più, ora le tecniche
sono altre.
Questo discorso riguarda anche l’olio.
Sì, e per quanto riguarda l’olio, la
Calabria ha fatto dei passi in avanti.
Si sta definitivamente perdendo l’usanza errata di raccogliere le olive
una volta assai mature e, addirittu-
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LA RIVIERA
18
la Riviera
“
La mia vocazione è quella di essere un imprenditore. Sto cercando di far crescere e
rifiorire un’azienda di famiglia, sperando anche in un ritorno per il territorio. Ma il
ritorno sul territorio non c’è , perché gli amministratori dei Comuni non valgono
niente. Questo non vale per me che sono stato il miglior sindaco della zona
ra, cadute in terra.
Come ai tempi di Domenico
Grimaldi. Si era nel Settecento…
Già. Ora l’uliva si raccoglie verde,
con un grande miglioramento della
qualità del prodotto.
Allora, Barone, mi permetti una
domanda irriverente? Come allevatore, come agricoltore, e come presidente dell’ARA, sarai in grado di
fare di più rispetto a quanto hai
fatto, anzi non fatto come amministratore?
Io sono stato per 9 anni Presidente
di Confagricoltura Calabria, per 3
Presidente dell’AFOR, e non credo
di aver mai deluso chi si è affidato a
me, come non ho mai deluso i miei
concittadini, anzi ritengo di essere
stato il miglior Sindaco degli ultimi
anni, quello che ha fatto di più.
Esagerato.
Per te che sei prevenuto nei confronti dei governanti di centrodestra.
Prosegui… E dimmi. Questo budello buio in cui si contorce l’economia
agricola non dipende anche dalla
vocazione dissennata ad aprirsi agli
altri, a comprare i prodotti bombardati dal Nord? Se viceversa ci chiudessimo nel senso di fare circolare i
nostri prodotti in Calabria.
Assolutamente si. È stata addirittura proposta una legge, che poi non
ha avuto seguito, per “costringere”
-diciamo così- le scuole, gli asili e gli
ospedali a far consumare i nostri
prodotti. Non è mai andata avanti.
Ma noi stessi calabresi dovremmo
indignarci se al ristorante non troviamo i vini, l’olio e i prodotti della
nostra terra.
La Calabria importa molto più di
quanto produce, vino, olio, mentre
la produzione calabrese potrebbe
bastare per il consumo interno.
Sono convinto che la Calabria
debba puntare sulle sue eccellenze
quali il vino, è per questo motivo che
cercherò soprattutto di spingere
verso un nuovo rilancio dei nostri
prodotti tipici. Ad esempio, quando
ero alla guida di Confagricoltura
Calabria abbiamo fatto in accordo
con la Camera di Commercio, provammo a rilanciare i prodotti
nostrani proprio scegliendo come
interlocutore privilegiato alcuni
grandi ristoranti calabresi di tutta
Italia, 20 ristoranti, ambasciatori dei
nostri prodotti nelle Città italiane,
invitandoli a realizzare dei veri e
propri menù interamente realizzati
a base di prodotti calabresi così da
far conoscere anche al nord le
nostre eccellenze, poi questo progetto come tutte le cose buone, passato l’assessore.
DOMENICA
”
Ecco il paradosso, io sono stato in
Australia per tre volte, come inviato
speciale dell’Assessore Zavettieri
che è stato un ottimo assessore alla
cultura. Lì consumano prodotti
calabresi. Come mai i calabresi non
lo fanno?
Questo bisognerebbe chiederlo ai
calabresi.
La tua vocazione è quella di essere
un restauratore dell’agricoltura
calabrese o di essere un amministratore del comune di Locri?
La mia vocazione è quella di essere
un imprenditore. Sto cercando di far
crescere e rifiorire un’azienda di
famiglia sperando anche in un ritorno per il territorio. Ma il ritorno sul
territorio non c’è perché gli amministratori dei Comuni non valgono
niente. Questo non vale per me che
sono stato il miglior Sindaco della
zona.
Il migliore anche rispetto all’avvocato Murdaca, il sindaco-galantuomo?
Un galantuomo, certo, ma io mi
riferisco a tempi più recenti. E poi
quelli erano tempi in cui le casse del
comune erano piene, oggi no.
Io sono amico di Pepè Lombardo.
Hai l’impressione che sia come uno
sfossato dalla tomba?
Anche io.
Sii buono. Lo affideresti a Pepè
Lombardo un gregge di pecore?
Gli ho affidato il Comune di
Locri…
Ma che bravo.
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LA RIVIERA
19
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In redazione
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MATTEO RASCHELLÀ
Responsabile dello sport
ANTONIO TASSONE
Art Director
PAOLA D’ORSA
Impaginazione
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Lettere, note e schermaglie
Bregantini e il fico d’india
IL BRIZZOLATO
di RUGGERO BRIZZI
Vittime di noi stessi
L'essere “vittima” comporta, in noi calabresi, dei surplus ormonali pazzeschi.
Non ho altra spiegazione.
Sguazziamo nel lamentarci anche se
disinformati.
Ci piace così tanto e così tanto abbiamo
fatto il callo ad essere ultimi che pure
quando non lo siamo o non ce lo fanno presente, noi vogliamo dire al mondo che
siamo cittadini di serie b.
Si, è vero, per carità, “na mangiamu” neanche per fare il censimento però, facebook,
piazza virtuale su cui tutti legittimamente
dicono la loro, ha sancito nei giorni scorsi
di forte pioggia, con messaggi copia-incollati da molti utenti, il totale oscurantismo
dell'informazione pubblica sull'alluvione
che ha colpito Calabria e Sicilia!
Ora o la gente non compra il giornale e non
guarda la TV o seriamente sussulta nel sentirsi considerato di serie b, visto che tutte le
principali prime pagine di quotidiani e telegiornali hanno fatto titoloni ed ottimi servizi su quello che è accaduto.
Sarà forse il vittimismo calabro un'arma
sociale assorta e laconica per il nostro
riscatto?
Non ci è dato saperlo.
Dovremmo chiederlo agli autolesionisti del
web: gli stessi che criticano qualsiasi cosa
accada in questa regione, gli stessi che partono con la valigia samsonite e tornano con
quella di cartone, gli stessi che cercano la
via di fuga più facile per non osare il minimo rischio nella terra che appartiene agli
ultimi, gli stessi che “la colpa è della ndrangheta”.
Usiamo la creatività per crescere, ritroviamo la nostra dignità e soprattutto, rimbocchiamoci le mani prima di finire a dire piagnucolando che “tutti ci odiano e nessuno
ci capisce!”
FERNANDO SAGADO
Il convegno è dedicato a Tullio Contiero,
missionario utopista sulle strade del
mondo. L'aula magna S. Lucia è strapiena
di gente, giovani soprattutto. Ovvio che al
posto centrale, in mezzo agli altri relatori, ci
sia Gian Carlo Maria Bregantini , ultimo
grande utopista sui sentieri del Sud. E' il
nome dell'arcivescovo di Campobasso
Boiano ad avere attirato tanta gente, il già
presule della Diocesi di Locri-Gerace è
famoso a Bologna. Il suo tono è pacato,
mite, in realtà nasconde una trappola
che, quando scatta, ti imprigiona, ti
tiene legato al filo del suo discorso
e ti molla quando sei spossato. Ti
perdi nelle catene di montaggio
di Porto Marghera e conti insieme al prete operaio, un pezzo
ogni venti secondi, tre al minuto, centottanta all'ora. Conti
pezzi in fabbrica, a tavola, a
letto, entri nella sua testa e comprendi quanto Bregantini sia antico e moderno, uno che sa stare nel
mondo attuale ma che porta dentro
una carica spirituale millenaria, ancora
perfettamente intatta. In un certo senso il
monsignore è un diavolo, perché la sua dialettica ha un che di diabolico, ti ammalia, ti
strega, gioisci ad ascoltarlo anche se sei uno
che la Chiesa non la frequenta neanche di
striscio e che dei preti non ha una grande
opinione. A lui non puoi non riconoscere la
passione, l'umiltà, la buona fede e, soprattutto, la fede. Si può avere qualunque idea
sulla religione, ma una sola sul suo animo.
E' un missionario dell'utopia, crede in Dio
ma anche nell'uomo. Parla di Tullio
Contiero e lo fa infilando nel suo discorso il
Sud. Mette dentro la Calabria, sempre a
proposito, ogni tre parole. Così sali su un
vecchio treno, insieme a un giovane monsignore e scopri il Sud nella parola di una
madre che spezza il pane e lo offre, con un
favorite che è il biglietto da visita dei calabresi e che per Bregantini altro non è se
LETTERA ALL’EX
ASSESSORE ALLA
CULTURA DELLA CITTÀ
DI LAMEZIA TERME
Egregio signor Grasso, ho appena appreso la
notizia delle sue dimissioni. Le scrissi quando
lessi il suo cosiddetto progetto culturale, le scrivo
ora, a conclusione di questa sua avventura lametina. Le espressi subito la mia disapprovazione
per quello che, a tutti gli effetti, era un manifesto
offensivo di Lamezia e dei suoi cittadini, gliel'ho
riscritto a proposito degli stessi insulti che ha
ripetuto sull'opuscolo del suo festival, gliela
esprimo anche ora, nella speranza che l'aiuti a
comprendere le ragioni del suo fallimento ed evitarle, in futuro, di accettare incarichi per i quali
non ha, secondo me, la necessaria competenza e
la giusta predisposizione umana.
Come le scrissi allora, a mio parere, essere assessore alla Cultura è cosa ben diversa da esserlo
alla legalità o alla sicurezza o a come vuole chiamarlo. Un progetto culturale non può essere
monotematico, non deve essere preceduto da
premesse irriguardose verso la città che si ammi-
non l'Eucaristia. Poi scali, in una torrida
giornata estiva, la strada che da Giardini
Naxsos porta a Taormina e ti fermi davanti
alle piante di fico d'india. I frutti colorati
sono una tentazione irresistibile, non li hai
mai visti prima così ti infili in bocca uno
senza sbucciarlo e se non fossi un prete
un'imprecazione la molleresti per il dolore.
Quando poi un'anima buona
te ne sbuccia una,
assaggi la dolcezza
del paradiso.
LOQUI E SPROLOQUI
E quando un prete ti dice che il Sud è un
fico d'india che bisogna saper sbucciare per
carpirne la dolcezza, ammetti che quel
prete è un grande e porta un grande amore
dentro. Allora gli perdoni una falsa partenza, tarlata da qualcuno che gli voleva far
ingoiare il fico insieme alle spine e quando
l'intelligenza del pastore gli ha fatto capire
che il frutto andava sbucciato, qualcuno
ha privato la Locride di una speranza che poteva diventare
grande, forse trasformarsi in
certezza. Ci manca il prete
operaio, ci manca il missionario utopista. Manca alla
nostra terra e manca anche
ai senza Dio. Anche a
Bregantini manca la
Locride, così continuerà a infilarla
ogni tre parole, in qualunque discorso
farà e in qualsiasi
posto.
Grazie monsignore, quaggiù
qualcuno la ama.
di FILOMENA CATALDO
Mari, Monti e... abeti artificiali
Pare proprio che per questo Natale gli Italiani si regaleranno molti
abeti artificiali per le loro case natalizie. Colpa dei tagli di Monti
alle tredicesime o del berlusconiano gusto - ormai invalso - per l'artificiale? Eppure sembrava proprio che questo cambio di governo
a fine anno preannunciasse una sorta di nuova epifania. Un profeta venuto da lontano, Monti, misurato, serafico, quasi surreale,
a ridare ossigeno ad un Italia disidratata e disillusa. A lui, purtroppo, altro non è toccato che di giacere sotto abeti artificiali, nella
speranza che allo scarto del regalo non si riveli un'enorme sola.
Che il buon vecchio bambinello riesca a salvare - anche per questo anno - il bue e l'asinello!
nistra, non può non tenere in alcuna considerazione le realtà positive esistenti, non può ridursi
all'autocelebrazione di se stessi.
Lei, egregio signor Grasso, forse non per colpa
sua, si è sentito eroe in terra di briganti o, come
ha sempre detto, terra di mafia, evitando di
documentarsi sul contesto che avrebbe dovuto
guidare con la delega avuta e, cosa ancor più
grave, di non voler prendere atto che in questa
città esistessero alcune delle realtà culturali più
brillanti, produttive e stimate, sia a livello regionale che nazionale, peraltro portate avanti da
operatori che, sulla propria pelle, da sempre
sostengono i temi della legalità, della lotta a ogni
forma di criminalità, della crescita culturale
come strumento di affrancamento da logiche
perverse di ogni tipo, operatori che hanno dato
luce a Lamezia in non poche occasioni.
Forse, dopo l'articolo dell'altro ieri di
Repubblica, finalmente se n'è accorto. Non è con
un festival di libri sulle mafie, peraltro a costi
ingenti e ingiustificati, che si combatte il male.
Piuttosto, è con l'azione costante esercitata con
momenti di pacifica aggregazione e confronto di
ogni tipo e genere culturale, e non solo parlando
di mafia in ogni occasione, che si formano le
coscienze e producono i conseguenti comportaDOMENICA
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DOMENICA
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la Riviera
Sport
Con Michele Tigani va via un pezzo
di storia calcistica della nostra Nazione
Michele Tigani, galantuomo d'altri tempi, pietra miliare
della storia del calcio nazionale, calabrese doc, innamorato della “sua” Siderno e della sua terra non c'è piu'. Se n'è
andato in punta di piedi, dopo una brutta malattia, assistito sino all'ultimo dalla sua amata Vania, compagna della
sua vita e affettuosa custode delle sue gioie e dei suoi
dolori, calcistici e non. Per circa mezzo secolo è stato uno
dei principali punti di riferimento del grande calcio, quello giocato e no, dei piu' grandi giornalisti di un tempo in
cui non era facile “raccontare” i fatti, di tecnici del calibro
di Vicini e Bearzot, di presidenti come Artemio Franchi,
Antonio Matarrese, Franco Carraro, di Luciano Nizzola
e, finanche, del grande Umberto Agnelli . Per tutti questi
uomini che certamente sono stati dei “grandi” della storia calcistica italiana, era lui ad essere il “grande”, la
mente storica del nostro calcio, l'uomo in piu' della Lega.
La storia di questo grande calabrese, forse troppo poco
apprezzato nella sua terra per quello che realmente è
stato, era iniziata nel lontano
1948 quando da Agnana, sua
città natale, approdò a Milano
per frequentare gli studi universitari. Si innamorò del calcio e fu
subito amore ricambiato. Il calcio gli sorrise compiaciuto e, in
poco tempo, gli spalancò le porte
della strada verso il successo che
raggiunse il suo apice quando
Quella del tredicesimo turno è una domenica
Luciano Nizzola che resse le
dimezzata negli impegni delle squadre di Serie A.
sorti della lega nazionale, per
Tra venerdì e sabato il campionato ha già offerto
circa dieci anni, gli conferì il piu'
una sostanziosa anteprima, quel che resta andrà
alto riconoscimento attribuibile
“in scena” oggi ma, salvo imprevedibili colpi di
ad un dirigente calcistico, il titolo
scena finali, la trama del copione non sembrdi benemerito Figc. Chi se non
erebbe lasciare spazio alle sorprese e agli stravolgiMichele Tigani, d'altra parte,
menti dettati dai saliscendi in classifica, almeno
poteva essere insignito di questo
per quel che concerne le primissime posizioni. Tra
titolo ? Certamente nessuno più
le squadre di vertice, solo il Milan sarà chiamato in
di lui, uomo che lo stesso
causa dalla sfida interna con il Chievo nel corso di
Alberto Agnelli venerava per il
un pomeriggio che però non dovrebbe riservare
grande contributo che aveva
grossi patemi d'animo ai rossoneri. Guardando al
saputo dare per la crescita, sua, e
resto, Palermo-Fiorentina e Siena-Inter sono i
del mondo del pallone e che
match della pomeriggio che più degli altri potrebamorevolmente, e con grande
bero offrire chiavi di lettura e spunti interessanti.
rispetto,
chiamava
“Don
In particolare la prima sfida è quella che si annunMichele”. Il rimpianto di
cia come tra le più equilibrate della giornata, con
Siderno, città che ha attribuito a
due squadre che si equivalgono oltre che nei valMichele Tigani la cittadinanza
ori, nell'incostanza del rendimento. Il Palermo in
onoraria, è grande. Ma grande è
casa sbaglia difficilmente, di certo non quanto lonanche il rimpianto della Locride,
tano dal terreno amico del Barbera, la
terra dove Don Michele contava
Fiorentina però con Delio Rossi
tantissimi amici , per la sua scomsembra aver incamerato nuova
parsa. Chi scrive ha avuto
linfa e dopo il buon pareggio
l'onore di essere annoverato tra
all'esordio in panchina contro
di essi e non può dimenticare i
il Milan, il neo tecnico gigliasuoi modi affabili, il suo comporto vorrebbe dare seguito ai
tamento da gran signore in ogni
risultati proprio nella città
occasione, la sua disponibilità nei
che calcisticamente la più
confronti degli altri, il piacere
amato e osannato. Oggi per
che sentiva ogni volta che, anche
90 minuti non ci sarà però
telefonicamente, aveva occaspazio per i ricordi e per i
sione di parlare con lui, la sua
buoni sentimenti, al buon
ospitalità accomunata dalla genDelio rossi lo “sgambetto” non
tilezza della signora Vania quandispiacerebbe affatto, anzi una
do si aveva modo di frequentare
vittoria sarebbe la migliore
la sua casa. Era veramente un
risposta al patron rosanero
galantuono e un grande maestro
Zamparini, colui il quale più
di vita Don Michele. E' stato
di tutti gli ha complicato
padre spirituale di tanti “fanciulla vita in Sicilia e
li” - questo era il termine affettualla fine allonoso che usava con i suoi amici
tanato dalla
piu' cari -, da giornalisti imporpanchina a lui
tanti ad addetti calcistici, che gli
finora più
sono rimasti sempre particolarcara.
A
mente vicini anche se le vicende
inizio camdella vita hanno acuito le dispionato
tanze. Tanti di quei “fanciulli”
sono venuti a fargli l'ultima visita,
in occasione delle sue esequie;
molti altri hanno segnalato la loro vicinanza alla signora
Vania e ai figli Emanuele ( che ha seguito le orme del
padre e che ,ora, presta servizio presso l'ufficio diritti Tv
della lega) e Viviana con toccanti messaggi d'affetto, al
pari di tanti club calcistici di serie A ( Inter e Milan in
primis) e di serie B a conferma che la figura di “Don
Michele” era, ed è, ancora viva nel mondo a cui ha dato
tanti anni della sua vita. Alle sue esequie c'erano anche i
massimi responsabili del calcio calabrese, alcuni esponenti della lega nazionale, giornalisti di primo piano, ma
c'erano soprattutto molti suoi “fanciulli. Il loro “ciao”,
unitamente a quello di Don Massimo Nesci, che ha officiato la S. Messa presso la Chiesa di Maria S. di
Portosalvo è stato per lui, certamente, il saluto piu' gradito. Ciao, dunque, Don Michele, galantuomo d'altri tempi
, uomo dallo stile impeccabile e figura storica del calcio
italiano. I tuoi “fanciulli” ti sono sempre vicini.
Aristide Bava
Serie A: domenica dimezzata
invece sarebbe stato difficilmente immaginabile
un Siena-Inter a parti invertite, con i toscani avanti in classifica e i nerazzurri dietro a inseguire
affannosamente. Le circostanze e le risposte del
campo hanno però detto altro e ora l'Inter non
potrà sbagliare più niente (o quasi) per rimettersi
in carreggiata, o quantomeno provarci. A Siena i
ragazzi di Ranieri andranno alla ricerca della seconda vittoria consecutiva in campionato, “impre-
sa” quest'anno mai portata a termine, ma per riuscirci dovranno piegare un gruppo che l'ottimo
Sannino ha reso solido e unito, disegnando una
squadra che non parte mai sconfitta, che si è già
tolta belle soddisfazioni e che, soprattutto,
promette di darne tante altre ai propri supporter.
Il programma della giornata è completato da
Cagliari-Bologna e Cesena-Genoa.
Angelo Letizia
MERCATO IN FERMENTO
Manca più di un mese alla riapertura del mercato di riparazione, che già impazzano voci su probabili
arrivi e partenze nel campionato di massima serie. Com'è naturale, sono le squadre che fino ad ora
hanno incontrato più difficoltà, quelle che si muoveranno di più, o almeno così si vocifera. Occhi puntati quindi sull'Inter, che con trepidazione sta attendendo la sessione del mercato di gennaio. Il reparto
dove la squadra di Moratti opererà con maggiore attenzione sarà sicuramente il centrocampo. Thiago
Motta, Stankovic, Zanetti e Cambiasso, hanno una carta d'identità che non mente, quindi una rinfrescata nella mediana è più che auspicabile. Per questo potrebbe essere anticipato di sei mesi l'arrivo alla corte
di Ranieri dello slovacco Kucka, in comproprietà col Genoa. Nelle ultime ore si sono fatte più fitte, inoltre, le voci riguardanti il possibile acquisto del centrocampista del Porto Guarin, anche se il costo del
cartellino (10 milioni), potrebbe ostacolare la trattativa. Anche la difesa ha bisogno di essere ringiovanita. Il nome sul taccuino di Branca è quello di Juan Jesus, brasiliano dell'International di Porto
Alegre. I soli Ranocchia e Nagatomo, sotto la soglia dei trent'anni non bastano, così come il probabile inserimento in pianta stabile in prima squadra del giovane Faraoni. Tra i partenti a gennaio, l'unico indiziato è Muntari, destinazione Premier League. Anche il Milan si muoverà. Prenderà sicuramente un attaccante, per sopperire il forfait fino a fine stagione di Cassano, che possa giocare la
Champions league. Per bocca di Galliani sarà l'argentino del Catania Maxi lopez ma occhio ai colpi
a effetto. La prolungata assenza di Gattuso potrebbe spingere inoltre a cercare qualcosa anche a
centrocampo: o arriva Montolivo, sul quale però sembra essere ripiombata l'Inter, o si cerca qualche
soluzione low cost. Discorso analogo per Napoli e Juventus. De Laurentis è intenzionato a rinforzare
una rosa già competitiva. Hamsik prolungherà fino al 2016, sarà blindato Cavani e il mercato sudamericano è sempre foriero di sorprese per il direttore sportivo Bigon. La Juventus, almeno a gennaio, lavora più in uscita. Lascerà Torino sicuramente Amauri, verso l'Inghilterra, anche se non è da escludere un passaggio clamoroso al Milan. Sullo stesso aereo per l'oltremanica potrebbe occupare
posto Milos Krasic, sempre più a disagio con gli schemi di Antonio Conte. In entrata c'è da
registrare l'interessamento per Romulo, centrocampista del Vasco da Gama e del connazionale Elkeson, in forza al Botafogo. L'Udinese che oramai non è più una sorpresa, si è assicurata le prestazioni del forte difensore verdeoro Silva, che a gennaio andrà in prestito. Sempre in vetrina i propri gioielli; questa volta è il
turno di Isla, Armero e Benatia: il primo è in orbita Inter, per il dopo
Maicon perché Jonathan ha deluso, sul secondo c'è il Milan, sul marocchino da qualche tempo stanno lavorando Napoli e PSG. Per tutti e
tre se ne parlerà però a giugno. In stand bay le operazioni delle romane: pochi se non nulli, ad oggi, le trattative di giallorossi ebiancocelesti. ( Massimo Petrungaro)
DOMENICA
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LA RIVIERA
23
A proposito
di...
Sport
Siderno: obbligatorio
battere il Sersale
Domenica scorsa il Siderno è stato battuto dal
Castrovillari ed ora si ritrova ultimo in classifica.
La squadra, per come riportato dalle cronache
si è espressa bene e meritava il pareggio per
quanto fatto vedere in campo. Ma le decisioni
arbitrali ed un clima decisamente ostile hanno
condizionato l’arbitraggio che si è rivelato al di
sotto della sufficienza. Al danno della sconfitta
immeritata si è aggiunta la beffa delle decisioni
del giudice sportivo che in settimana ha comminato le squalifche di Giovanni Marulla (4 giornate) e di Giuffrida ( 1 giornata) con la squalifica a tempo
per mister
Fiorenza
allontanato
dal direttore di gara
perchè si
era premurato di raccogliere un
pallone finito fuori al
90° dopo
che, è bene
sottolinearlo, erano
scomparsi i
racchettap a l l e .
Questo si chiama fair-play. Oggi al “Raciti”
arriverà il Sersale di Peppe Rosati la seconda
forza del campionato dopo che giovedì scorso i
catanzaresi hanno battuto l’Isola Capo Rizzuto
nel recupero. Una gara che il Siderno dovrà vincere anche per cercare di rosicchare punti alla
dirette antagoniste per la salvezza. Il Sersale può
contare su uomini di grande esperienza e per
questa ragione sarà fondamentale giocare con
grande concentrazione, senza commettere
errori in difesa ed affidarsi alle ripartenze del
duo Cambria-Orlando che sicuramente faranno
valere tutta la loro forza fisica al cospetto di una
squadra che ormai punta decisamente alle alte
vette della classifica. Fiorenza avrà qualche
problema nella scelta dell’undici iniziale da
mandare in campo ma le scelte sembrano
forzate.In panchina oggi andrà Telli. Quello che
si chiede oggi alla squadra è una prestazione
d’orgoglio e si spera “vincente”. l.r.
Un modello di settore giovanile per l'intero territorio della Calabria.
La Scuola calcio e lo
stile CSPR94 di Stignano
L'attività della Scuola Calcio CSPR94 di
Stignano con sede logistica a Marina di
Caulonia, è volta ad offrire i mezzi e le conoscenze necessarie per permettere ai propri
giovani un corretto avviamento al calcio
attraverso occasioni di gioco costruttivo dal
punto di vista fisico e morale. L' Associazione
sportiva " Scuola Calcio C S P R 94 " è una
libera associazione senza scopo di lucro, di
persone e di enti, costituita al fine di promuovere la pratica e la diffusione dello sport ed in
particolare del calcio giovanile. Essa nasce
per le iniziative di Tonino Squillace presidente della scuola calcio che a distanza di quasi
un ventennio (la prima CSPR era nata alla
fine degli anni '70) ha voluto riprendere e
rifondare nel 1994 questa associazione sportiva. La sede iniziale della societa', sia sociale
che sportiva e' Stignano. In seguito all'alluvione del 2000, il campo sportivo di Stignano si
e' reso impraticabile e la Scuola Calcio si trasferisce nella struttura di Marina di Caulonia.
Il significato di "CSPR" sta nelle iniziali dei
paesi facente parte del comprensorio:
Caulonia - Stignano - Placanica - Riace. La
Scuola Calcio si propone di promuovere non
solo la crescita tecnica dei suoi associati ma si
propone di concorrere alla crescita culturale,sociale e sportiva creando le migliori condizioni di aggregazione e di ricreazione dei
ragazzi provenienti da tutto il comprensorio.
A collaborare con Squillace nel 1994, sono i
tecnici Lombardo e Iervasi, mentre nell'anno
successivo si unisce il Prof. Pietro Pucci che
subito svolge il ruolo di Direttore Generale,
pianificando insieme al Presidente Squillace
tutto il lavoro della scuola calcio. Negli anni
se-guenti, l'attività della Scuola cresce sempre
di più grazie anche alla collaborazione tecnica di Mister Giulio Trezzi, già allenatore nel
settore giovanile del Milan che porta all'interno dell' associazione l'esperienza e l' organizzazione di una società professionistica. La
Scuola Calcio partecipa a tutti i campionati
regionali indetti dalla FIGC. A partire dal
1998 i primi ragazzi vengono piazzati a societa' professionistiche fra questi ricordiamo:
Aurea ceduto alla Reggiana, Lombardo e
Tirotta al Genoa, Ciccio Cosenza, Rullo e
Khoris alla Reggina, Vitetta alla Sampdoria,
Nucera al Verona, Spanò al Crotone, Patrizio
alla V. Lamezia, Romeo, Roccisano,
Loccisano e Develli alla Vibonese,
Audino,Scagliano,Cavallaro D., Saraco,
Trichillo e Bevilacqua al Catanzaro,
Raschella' al Giulianova, Scarfo' al Rimini e
Zannino, Catalano e Luca Belcastro alla
Juventus. Tutto ciò senza considerare un
Oggi derby tra M. di Gioiosa e Gioiosa J.
Nella Locride cresce l’attesa per il derby di
domenica pomeriggio tra la capolista
Marina di Gioiosa e il Gioiosa Jonica dell’ex
Silvano. Un derby tra cugini che ritorna
dopo oltre 10 anni che attirerà sicuramente
sugli spalti un numero consistente di pubblico. La compagine di mister Gigi Caridi è in
netta ascesa, avendo collezionato una serie
di risultati utili consecutivi capaci di riportarla velocemente in testa alla classifica,
segno soprattutto che la squadra punta al
grande salto di categoria. Momento apparentemente inverso per i biancorossi di
Cosimo Silvano che non vincono da oltre un
mese, reduci dal pareggio casalingo contro
la Mamertresilicese la formazione è sembrata trasformata dopo l’avvento di Silvano
in panchina ma non riesce ancora a trovare
la vittoria che la possa rilanciare in classifica
ormai diventata molto deficitaria. Gigi
Caridi invece ha costruito una macchina
perfetta, capace di vincere quattro partite
consecutive e di essere la difesa meno battuta del campionato. Un Marina in ottima
salute pronta a continuare la sua striscia
positiva e conservare il primato in classifica.
I tifosi e la società con in testa il presidente
Vincenzo Tavernese, sempre più entusiasti
della loro squadra, sognano la quinta perla
stagionale, forti dei numeri del comunale:
tra le proprie mura infatti, i giallorossi non
hanno conosciuto risultato al di fuori della
vittoria. Le due squadre come hanno confermato i presidenti Celestino Rossi e
Vincenzo Tavernese saranno capaci di offrire domenica un apprezzabile spettacolo calcistico da far divertire le due tifoserie. Nel
Marina di Gioiosa mister Caridi ha solo
problemi di abbondanza, per cui per il tecnico giallorosso domenica ci sarà l’imbarazzo della scelta con Maida, Carbone e Mesiti
confermati nel tridente offensivo. Il Gioiosa
Ionica potrebbe scendere in campo con gli
stessi undici che hanno pareggiato domenica. Per Cosimo Silvano domenica sarà una
gara speciale e piena di ricordi perché ritorna da ex in quel campo che per tanti anni lo
ha visto protagonista con il Marina di
Gioiosa .
Nicodemo Barillaro
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la Riviera
enorme numero di ragazzi che militano
attualmente nelle formazioni dilettantistiche del comprensorio. Consuetudine della
societa' e' quella di partecipare annualmente a dei tornei internazionali, nei quali
molto spesso i nostri giovani competono
con squadre professionistiche vedi il torneo di Mondovi'(CN) nel quale la Scuola
Calcio ha avuto modo di incontrare squadre come: Inter - Juventus-Torino-GenoaSampodoria-Cagliari-Borussia ed altre
squadre di diversa nazionalita'. Il CSPR94
è una società sportiva calcistica che si occupa solo ed esclusivamente di Scuola Calcio,
attraver-so i quali gestisce le proprie attività
didattiche e sportive delle proprie squadre
divise per settori: ALLIEVI REGIONALI,
GIOVANISSIMI REGIONALI, ESORDIENTI, PULCINI, PICCOLI AMICI,
PRIMI CALCI, ed infine da quest'anno
Piccoli Portieri. Come dicevano in premessa la scuola calcio sviluppa la propria attività all´interno degli impianti sportivi di
Marina di Caulonia presso il Campo
Sportivo “DICONE” struttura concessa in
concessione dal Comune di Caulonia.
Grazie alla convenzione stipulata tra
l´amministrazione comunale e la società,
da settembre 2009 gestisce direttamente gli
impianti sportivi, composti da un campo
principale,un campo sussidiario,un campo
ridotto per l´attività dei primi calci, un
complesso di spogliatoi consolidato ed un
nuovo complesso in fase di completamento.
Il direttore Pietro Pucci ribadisce: “il nostro
obiettivo è chiaramente quello di vedere
qualcuno dei nostri giovani emergere a
livello nazionale,nelle ultime due stagioni
ben sette nostri calciatori sono entrati a far
parte delle giovanili della Vibonese, Vigor
Lamezia, Bari, Crotone, Reggina e
Juventus, e altri club che non sto qui ad
elencare, insomma la nostra scuola calcio
rappresenta davvero una fucina per questi
giovani ta-lenti, sperando di regalare loro la
concreta e reale possibilità di affermarsi”.
Continua Pucci “E sicuramente tra un paio
d'anni troveremo uno di questi baby calciatori a calcare un campo professionistico,
magari di serie A, le sapienti mani e in questo caso piedi dei miei allenatori, di sicuro
instraderanno qualcuno sulla buona via”.
Antonio Chiera
Hinterreggio, adesso si fa sul serio
L'unità di misura del campionato, cambia
di settimana in settimana. E così, dopo la
vittoria di Adrano, l'Hinterreggio. Si
riporta a un tiro di schioppo dalle posizioni che contano. Anzi, nelle posizioni
che contano c'è già dentro. Tre punti
dalla vetta e un campionato costruito con
vittorie, pareggi, poche sconfitte e qualche ingenuità. L'ultima, l'espulsione di
Impallari, che costa all'attaccante argentino una squalifica di due giornate. Non
ci voleva, ma la squadra biancazzurra
non si è piegata alla sorte avversa mimetizzata in una lista di infermeria, e non si
piegherà al volere del giudice sportivo.
Ad inizio campionato, quando l'extra
time dell'estate tagliava i muscoli di carta
velina, venne fuori il carattere e il bel
gioco di una squadra lacerata. Quindi,
nessun dramma. Insieme al Palazzolo,
l'Hinterreggio è la compagine che ha
perso di meno, due sole sconfitte.
L'attacco, invece, è il migliore del campionato. Gli avanti dell'Hinterreggio
sanno segnare in tutti i modi. Di testa, di
Tiro con l’arco
Grande prova al XIV torneo
indoor Citta' di Cosenza
Tre le medaglie vinte dagli arcieri sidernesi, un trionfo. L'ennesimo per l'A.S.D.
Millennium Club. Agli interregionali
indoor di Cosenza del 20 Novembre gli
atleti sidernesi hanno dimostrato, ancora
una volta, di non essere una semplice
meteora ma una scuola in grado di dominare il palcoscenico dei campionati
Regionali di Tiro con L'Arco per i prossimi anni. Medaglia d'Oro per il giovane
Robin Hood sidernese Francesco
Romeo nella categoria Arco Compound
- Allievi Maschile. Romeo ha portato a
casa nel 2011 due titoli Regionali nella
categoria Compound Tiro di Campagna
e Fita. Si è tinta d'argento invece
Graziella Muià per la categoria Arco
olimpico - Senior Femminile. Bronzo
invece per Mimmo Barranca per la categoria Arco olimpico - Master Maschile.
Sempre per l'A.S.D. Millennium Club
l'arciere Andrea Garuccio categoria
Arco olimpico - Senior Maschile ha ottenuto ottimi risultati.
destro e sinistro, di petto, di mischia. E
da calcio piazzato. Proprio da calcio piazzato è maturato il gol della vittoria al
Dell'Etna. Il gol porta la firma di
Ancione, un centrocampista. E' proprio il
reparto centrale quello che ha offerto
maggiori garanzie, quest'anno. Gran
parte dei gol sono partiti da invenzioni
degli interpreti della seconda linea (e
non dimentichiamo che Lavrendi è tra i
centrocampisti più prolifici del campionato). Tutti danno il proprio contributo
affinché la causa possa trarne giovamento. Infine, il capitolo Sant'Antonio. La
squadra abatina, dopo un avvio a basse
frequenze, sta inanellando risultati utili
come se piovesse. Solo negli ultimi sette
incontri, i campani hanno raccolto tredici punti. Accogliere team del genere con
l'idea di affrontare una comparsa, sarebbe in pratica un suicidio.
Francesco Mansueto
Reggionelpallone.it
Mtb, la vittoria ha un solo nome: Macrì
Per Domenico Antonio Macrì
è giunta un'altra bella vittoria.
L'atleta sidernese si è imposto
nella
gara
organizzata
dall'A.S.D. Altano, in un percorso "altamente" tecnico e
selettivo nonostante i pochi chilometri della distanza, in tutto
solo 11, di cui 5 sull'asfalto e i
restanti sullo sterrato, con le
evidenti difficoltà che ne sono
conseguite, come si evince dal
notevole distacco tra i primi
arrivati e il resto della classifica,
alla fine di quasi 40 minuti. La
giornata dal clima autunnale, con circa 15° e uno fondo
sterrato ottimale per disputare la gara, ha permesso ai 50
atleti (di cui tre donne) che si sono presentati al traguardo di esprimere al meglio le loro potenzialità. Alla partenza, nella salita iniziale si è assistito subito allo scatto di
Luigi Sorace e Antonio Mazzullo, seguiti a breve distanza proprio da Domenico Macrì che, dopo un breve tratto
tra salite e discese, li raggiungeva portandosi al comando
insieme a loro. Il terzetto è poi avanzato compatto fino
Francesco Romeo alla salita più dura di circa 1 km, con pendenze al 30%,
che alla fine ha deciso la gara. In questo tratto Macrì
(A.S.D. A. Barbarello-Team Macrì Siderno) una volta in
testa ha imposto il ritmo e grazie al suo "forcing" ha scollinato
per primo, seguito a breve
distanza da Mazzullo (A.S.D.
Bici Palmi) e, più staccato, da
Sorace (A.S.D. Bicittanova) .
Nelle successive discese, ha poi
consolidato il suo vantaggio
gestendolo negli impegnativi
saliscendi prima dell'arrivo,
compresa l'ultima rampa che lo
ha consacrato vincitore al traguardo nel centro storico di San
Giorgio Morgeto, con un vantaggio di 20 secondi su
Mazzullo e di 2 minuti su Sorace. Quarta vittoria stagionale per il talentuoso biker sidernese, un "artista" della bici
che non smette mai di emozionare con le sue grandi
performance. A completare il successo dell'A.S.D. A.
Barbarello Team Macrì, la bellissima prova di Gabriella
Sandalo che si è aggiudicata il 1° posto nella categoria
femminile con un distacco notevole sulle altre, nell'ordine
Katia Arco e Silvana Sgroi. Per quanto riguarda la classifica a squadre, il 1° posto è stato conquistato dall'A.S.D.
Bici Palmi.Ottima l'organizzazione dell'Altano Team, con
un complimento particolare a Vincenzo Mammoliti e
Giuseppe Papasidero.
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Biblioteca Meridionalista*SPICCHI ALVARIANI
Mustafà Kemal
Ataturk e la nascita
della nuova Turchia
FORTUNATO NUCERA
ettantatre anni fa, il 10 novembre 1938, moriva a
Istambul Mustafà Kemal Pascià – Ataturk, uno degli
statisti più geniali del XX secolo. Rivoluzionario,
innovatore, grande uomo di stato, militare di grande
valore, fondatore del sistema autoritario con un solo
grande partito “per garantire la stabilità e la salvezza dello
stato”.
Fu combattente nella guerra che oppose la Turchia all’Italia
per la conquista della Libia, brillante generale nella Prima
guerra mondiale; da capo dell’esercito sconfisse i greci (1922)
che avevano occupato Costantinopoli (1919); fu promotore
della grande assemblea di Ankàra (1920).
Dopo la cacciata dei greci depose il Sultano Maometto VI e
lo spedì in esilio, stabilendo così una cesura storica definitiva
con l’arcaico e feudale sistema del Sultanato Ottomano, e
fondò la Repubblica Turca di cui divenne presidente (1923).
La sua fu una rivoluzione totale, ancorché fondata sull’autoritarismo e sul nazionalismo, in ciò non diversamente da altri
dittatori di quel secolo.
Promulgò nuove leggi che sostituirono radicalmente l’ordinamento di diritto islamico, decretò la libertà di culto per cui
l’Islamismo non fu più religione di Stato,
promosse l’alfabetizzazione popolare e l’emancipazione femminile, riconobbe la
parità dei sessi ed istituì il suffragio univerIN EVIDENZA
sale, abolì i caratteri arabi ed impose quelli europei.
Promulgò nuove leggi che
Fu un grande ammiratore dell’Occidente e
sostituirono radicalmente
ad esso si ispirò nella trasformazione del
“suo” nuovo Stato, costruito nei quindici
l’ordinamento di diritto
anni di dominio. Impose persino l’adozioislamico, decretò la libertà
ne del calendario gregoriano e l’abolizione
di culto per cui
dei copricapo tradizionale, fez e turbante.
A questo proposito, Corrado Alvaro in
l’Islamismo non fu più
Viaggio in Turchia (1934) così scrive:
religione di Stato,
l’America è entrata nella rivoluzione turca
promosse
per due fatti: ha venduto gli abiti usati che
aveva raccolti in tutto il mondo borghese, i
l’alfabetizzazione
cappelli usati al tempo della riforma del
popolare e
copricapo, e ha poi introdotto i dischi di
l’emancipazione
musica nazionale.
Ma Kemal fece ancora di più, riuscì a far
femminile, riconobbe la
rinunciare alla religione la pretesa di esseparità dei sessi ed istituì il
re l’unica confezionatrice delle leggi e a
suffragio universale, abolì
ridare al popolo la sua dignità laica. Dice
ancora Alvaro: il suo (di Kemal) non è uno
i caratteri arabi ed impose
Stato laico sul tipo di quelli sorti dalla
quelli europei.
Rivoluzione francese, ma uno Stato in cui la
religione ha rinunciato a formare la legge su
cui si fonda una nazione.
Nel 1934 impose ai turchi l’adozione di un cognome di famiglia, com’era in uso nell’Occidente. Per se stesso scelse il
cognome che gli stessi suoi compatrioti gli avevano attribuito:
Ataturk (padre dei turchi)
Ma Ataturk fu anche uomo di mondo di grande fascino,
amante delle belle donne e dell’alcool.
Morì infatti a soli 57 anni di cirrosi epatica. I suoi resti mortali sono custoditi nel grande Mausoleo, costruito per lui, ad
Ankara.
Anche se dominò con polso fermo lo Stato, ebbe nemici e
detrattori, ma sostanzialmente il popolo turco riconobbe la
grandezza e la solidità della sua opera di riforma.
Ancora oggi in Turchia Ataturk è oggetto di una vera religione civile. L’insulto al suo nome è un vero e proprio reato. La
Turchia moderna ha dedicato al suo nome il Nuovo Stadio
Olimpico e l’Aeroporto principale di Istambul.
Nel preambolo della Costituzione della Repubblica Turca è
chiamato: il capo immortale e l’eroe senza rivali.
S
Edito
dal c
entro
Pres
di do
cum
enta
enta
zion
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e del
e gio
libro
r nali
stico
Mercoledi 7 dicembre
alle ore 18,00,
presso il Salotto Letterario
Calliope della
Libreria Mondadori, Siderno
Alla presenza dell’Autore: Franz Foti
Interverranno:
Demetrio Naccari Carlizzi del Dipartimento Nazionale Economia del PD
Elio Belcastro, ex Sottosegretario di Stato all'Ambiente
Santo Gioffrè, già Assessore alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria
Moderatore:
Maria Teresa D'Agostino, giornalista
Sono stati invitati:
Carlo Macrì, giornalista del Corriere della Sera
Antonio Condò, giornalista della Rai
Emanuela Alvaro,giornalista del Quotidiano
Gianluca Albanese, giornalista di Calabria Ora
Cristina Briguglio, giornalista de La Riviera
Aristide Bava, giornalista della Gazzetta del Sud
Giuseppe Mazzaferro, giornalista, direttore di Telemia
Antonio Tassone, Direttore di Trs
I sindaci, i consiglieri provinciali e comunali della Locride
Le Associazioni della Locride che operano nei vari ambiti sociali
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Parlando
di...
Cultura e società
Essere Disabili
L'Associazione di volontariato
“COMMA TRE”, a pochi giorni
dalla nascita, si presenterà ufficialmente, per dare dignità alle persone
con handicap ed alle loro famiglie,
tutelandone e garantendone i diritti,
con il patrocinio del comune di
Gioiosa Jonica, organizza per
domani, lunedì 28 alle ore 15.30,
presso il Salone di Palazzo Amaduri
in Gioiosa J., l'incontro pubblico:
ESSERE DISABILI OGGI VIAGGIO TRA POTENZIALITÀ E
DIRITTI NEGATI.
Si
discuterà
con:
Giovanni
Calabrese - assessore della provincia
di Reggio Calabria e
Doris Lo Moro - deputata al parlamento.
Se non ora quando?
27 novembre incontro nella
Locride su Rappresentanza
e legalità
Roma - 19 novembre
Se non ora quando? Incontra le
donne della Locride sui temi della
Rappresentanza e della legalità.
L'incontro vuole essere l'inizio di un
cammino condiviso che vede le donne
del Sud e del Nord protagoniste dell'unità del paese.
Domenica 27 novembre, dalle ore
10.30 alle 13.30 presso la Biblioteca
comunale Corrado Alvaro
di Monasterace Marina (RC) si svolgerà l'iniziativa promossa dal
Comitato Promotore SNOQ, in collaborazione con i comitati territoriali
della Locride, Reggio Calabria,
Milano e della Rete per la Parità.
Partecipano tra gli altri: Anna
Carabetta, Valeria
Fedeli, Antonella
Anselmo
del
comitato promotore Se non ora
quando?; l'On.
Angela Napoli ;
le rappresentanti dei comitati territoriali
Snoq della Locride, Reggio
Calabria, Milano: Angela Belluzzi
Luciana Bova, Antonella Coccia;
Rosanna Oliva della Rete per la
Parità
“TELLUS MATER”
con collezione di gioielli in ceramica
“Tracce di Bisanzio”
È il titolo della mostra personale di
Stefania Pennacchio, che si terrà a
Milano il 1° dicembre presso l'Hotel
Enterprise, alle ore 19.30, in Corso
Sempione, 91. Stefania, originaria di
Reggio Calabria, ha appreso da Virgilio
Caridi, “U Professuri” del paese di Lazzaro,
figlio, nipote e pronipote di ceramisti, non
soltanto l'uso del tornio, ma anche le vecchie
ricette per gli ossidi di ferro e di rame, manganese e blu cobalto. Sono molteplici le sperimentazioni intraprese
dalla Pennacchio che
trova nel raku il suo
linguaggio preferito.
Quando dipinge, i
suoi quadri non sono
mai preparati con gesso
di Bologna. L'olio e l'acrilico sono mischiati a materiali idrorepellenti e vengono gettati con violenza
sulla tela rendendola ruvida e spinosa. Non mancate
Secondo congresso della rete diabetologica pediatrica calabrese
La Calabria in prima linea
Si è svolto giorno 18 e 19 novembre il 2°
Congresso della “Rete Diabetologica
Pediatrica Calabrese”, organizzato dal
Centro di Diabetologia Pediatrica dell'
Ospedale di Locri, al quale hanno partecipato i centri di che fanno parte della “ Rete diabetologica pediatrica calabrese”. L'obiettivo
di diffondere una maggiore conoscenza della
malattia e far conoscere meglio gli interventi
necessari per affrontare e gestire la patologia
in modo integrato ed efficace è stato raggiunto. Larga è stata infatti la partecipazione degli
operatori della sanità e del mondo della scuola ai quali il congresso si è rivolto, ma c'è stata
anche molta attenzione da parte delle
Istituzioni che seguono il lavoro della “rete”
in Calabria a favore dei bambini e dei giovani con diabete. In Italia sono circa 20.000 i
ragazzi che soffrono di diabete di tipo 1, e il
numero è in costante aumento. Nella nostra
regione sono circa cinquecento i bambini al
di sotto dei 14 anni che ne sono affetti ed ogni
anno si registrano circa 50 nuove diagnosi. La
terapia è molto delicata; la quantità di insulina e il tipo di somministrazione devono infat-
ti essere, più di ogni altra terapia sostitutiva, a
misura di paziente. E' quindi necessario che
tra medico e paziente si stabilisca una forte
alleanza, basata su stima e fiducia reciproca e
che il paziente venga responsabilizzato sulla
propria condizione.
Nella giornata di apertura tenutasi a Locri,
presso il palazzo della Cultura, è intervenuto
il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria,
dottoressa Rosanna Squillacioti, che ha
espresso soddisfazione per il lavoro che la
diabetologia pediatrica dell' Ospedale di
Locri sta portando avanti non solo nella ASP
di Reggio Calabria, ma come centro di coordinamento della “rete” calabrese, su tutto il
territorio regionale. Grazie a questo forte
impegno, il fenomeno dell'emigrazione sanitaria verso centri del nord Italia si è del tutto
azzerato ed oggi, in Calabria, è possibile dare
risposte altamente qualificate ad una patologia che sino a qualche anno addietro determinava pesanti ripercussioni sia in termini di
disagio alle famiglie che di aggravio economico per il sistema sanitario calabrese. Un progetto triennale, presentato alla Regione dalla
dottoressa Squillacioti, ha già avuto specifico
finanziamento e questo consentirà di poter
affrontare le tematiche dell' educazione terapeutica dei ragazzi con diabete nel contesto
di campi scuola regionali che saranno organizzati in Calabria.
Il filo conduttore della prima giornata ha
fatto riferimento alla problematica Scuola e
Diabete, con l'obiettivo di fornire agli opera-
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SENTORE DI LIBRI * Prenderà il via mercoledì 30 novembre, alle ore 18, nei locali del My Way a Locri,
“Sentore di libri”, rassegna che associa vino e letteratura per un connubio tra i sapori d’eccellenza dell’enocultura e le più
belle pagine letterarie del nostro territorio. La manifestazione, organizzata dall’associazione “Sosteniamo le nostre
tradizioni” e dall’Associazione italiana Sommeliers – Delegazione Locride, condotto da Maria Teresa D’Agostino,
l’incontro con Gioacchino Criaco, autore di “American Taste” (Rubbettino editore), e Pierfrancesco Multari, delegato Ais
e autorevole rappresentante della prestigiosa associazione. Curerà il reading Bernardo Migliaccio Spina.
La Condotta SLOW
FOOD di Crotone in
visita a Gioiosa Ionica
ed a Mammola
di Elio Napoli
Domenica scorsa, 20 novembre, si è svolto
un viaggio della Condotta Slow Food di
Cotone, guidata dal fiduciario dott. Antonio
D'Antonio, a Gioiosa Jonica ed a
Mammola, con finalità gastronomiche
abbinate alla conoscenza del territorio e del
patrimonio monumentale.
In mattinata la comitiva crotonese si è
ritrovata a Gioiosa, nel Palazzo
Amaduri dove, accolti dall'assessore
alla cultura del Comune, Elio
Napoli, e dalla dott.ssa Marilisa
Morrone, archeologo e presidente del circolo di studi storici
Le Calabrie, ha potuto visitare
la pinacoteca e le altre opere
esposte nel Museo.
Con sapienza e competenza la
dott.ssa Morrone ha illustrato ai
componenti della condotta Slow
Food la storia del Palazzo che rappresenta culturalmente il fiore
all'occhiello per il Comune.
L'immobile è appartenuto alla
famiglia Amaduri che lo ha venduto
negli anni ottanta al Comune di Gioiosa
Ionica.
Nel Palazzo Amaduri, dove per la prima volta
nella locride nel 1847 si fece sventolare il tricolore, è custodito un gioiello dell'arte pittorica del '600, un quadro attribuito al grande
pittore calabrese Mattia Preti, raffigurante la
regina Tomiride mentre immerge la testa di
Ciro in un otre di sangue. Fra i componenti
della famiglia Amaduri è da menzionare
Vincenzo Amaduri, deputato del primo
Parlamento Italiano, che il 17 marzo del 1861
votò per la proclamazione dell'Unità d'Italia,
cavaliere del reale ordine di Carlo III° di
Borbone e noto per aver ospitato nel 1847 nel
suo Palazzo di Gioiosa i cinque martiri di
Gerace, eroi del risorgimento.
Sempre a Palazzo Amaduri è stata visitata la
mostra fotografica della villa romana trovata
fuori dal centro abitato, la Villa del Naniglio,
immersa tra gli uliveti, che rappresenta uno
dei rarissimi esempi di costruzione romana
esistenti in Calabria.
Nella circostanza della visita Slow Food è
stato allestito, con la collaborazione della Pro
Loco, un buffet con rinomati prodotti della
pasticceria artigianale di Gioiosa quali paste
alla crema, cinesini, biscotteria varia, pezzo
duro, semifreddi, pitte di Natale, pasta reale,
tori scolastici risposte corrette alle numerose
domande che la presenza a scuola di un
ragazzo con diabete spesso pone. In quest'ottica, la dott.ssa Mariella Bruzzese,
responsabile del centro di diabetologia
pediatrica di Locri, ha illustrato il progetto
che il gruppo di studio Diabete della Società
Italiana di Endocrinologia e Diabetologia
Pediatrica (SIEDP) ha elaborato per la
Scuola. Si tratta di un CD multimediale e di
un libretto di facile consultazione, impostato
su domande e risposte, realizzati grazie al
contributo ed all'esperienza di numerosi
centri italiani di diabetologia pediatrica, tra
cui anche quello di Locri. Alla tavola rotonda sono intervenuti la dottoressa Paola
Pisanti del Ministero della Salute, il
Direttore Generale del Dipartimento Tutela
della Salute, dott. Antonino Orlando e l'
Assessore regionale alla Cultura, prof.
Mario Caligiuri che ha manifestato pieno
sostegno alla richiesta della “rete” per una
iniziativa che vedrà la Calabria, tra le prime
regioni italiane, dotarsi di un protocollo di
intesa inter-istituzionale per l'inserimento
scolastico del bambino con diabete. Nella
seconda giornata, tenutasi a Siderno, presso
l'Hotel President, è stato affrontato il tema
Diabete e autoimmunità, evidenziando
come il fenomeno sia in costante aumento,
di pari passo con l'aumentare dell'incidenza
del diabete. Si tratta di malattie importanti,
come la malattia celiachia o malattie della
tiroide, che spesso precedono o seguono la
comparsa del diabete nello stesso paziente e
in altri membri della stessa famiglia.
Purtroppo, ad oggi, la scienza non ha anco-
bocconcini glassati e torroni.
I convenuti hanno espresso gradimento dei
prodotti consumati in quanto essi rispondono, infatti, alle caratteristiche indicate dallo
Slow Food per educare al gusto: buono (
gradevole al gusto), pulito ( biologico e
chilometro zero) e giusto ( giusto prezzo con
la filiera corta e l'acquisto diretto dei consumatori o, come dice lo Slow Food, co-produttori e produttori, saltando la grande distribuzione).
Dopo una breve visita alla chiesa
dell'Addolorata, la comitiva si è spostata a
Mammola, dove ad attenderla c'era il sindaco arch. Antonio Longo, che ha guidato gli
ospiti attraverso il centro storico e i monumenti della cittadina. A pranzo, la delegazione dello SLOW FOOD ha potuto
avere un altro momento importante di
degustazione del famoso stocco di
Mammola, preparato in tante gustose
pietanze dallo chef Nunzio Pisani. Dopo il
pranzo, la comitiva ha assistito alle varie fasi
della lavorazione dello stocco, nella bottega
artigiana di Alagna e Spanò. Anche a
Mammola il gradimento per le cose visitate e
soprattutto per le specialità gastronomiche
hanno incontrato il
pieno plauso della
comitiva che ha lodato
anche la genuinità e la
digeribilità dei prodotti e della gastronomia
locali.
Slow Food è un progetto culturale che propone una filosofia del
piacere e un programma di educazione del
gusto, di salvaguardia
del
patrimonio
enogastronomico, di formazione del consumatore. Tra gli scopi sociali di Slow Food
rientra l'aiuto alle giovani generazioni ad
instaurare un rapporto corretto con il cibo; di
favorre un turismo attento e rispettoso dell'ambiente e di promuovere iniziative di solidarietà.
ra dato una spiegazione valida a questa correlazione e, nonostante le numerose ricerche in questo settore, dobbiamo riconoscere
l'inadeguatezza delle nostre conoscenze.
Brillanti e ricchi di spunti di riflessioni sono
stati gli interventi del dott. Dario Iafusco
dell' Università di Napoli, su diabete tipo 2 e
altre forme di diabete non-autoimmune. Per
presentare i dati calabresi sono intervenuti il
dott. Corrado Mammì, del Centro di genetica medica dell' Azienda Ospedaliera di
Reggio Calabria, punto ormai di riferimento
nazionale per alcune forme ereditarie di diabete, e la dott.ssa Fiorella Deberardinis di
Paola. L'ultima sessione sulle nuove tecnologie, particolarmente interessante per gli
aspetti innovativi che questi strumenti
hanno introdotto nella cura del diabete, è
stata affidata al dott. Pietro Buono, dell'
Università di Napoli, ed al dott. Fortunato
Lombardo dell' Università di Messina. Per
illustrare la situazione in Calabria sono
intervenuti il dott. Nicola Lazzaro di
Crotone ed il dott. Felice Citriniti di
Catanzaro. Dagli interventi è emerso che le
moderne tecnologie permettono oggi di rendere più sicura e sostenibile la vita delle persone con il diabete, restituendo serenità e
tranquillità sia a loro che alle famiglie.
Nel chiudere i lavori , il dott. Franco
Mammì, coordinatore della “Rete
Diabetologica Pediatrica Calabrese, ha
espresso grande soddisfazione per i risultati
raggiunti grazie al lavoro sinergico dei centri
calabresi ed ha dato appuntamento a tutti a
Crotone, dove nel 2012 si terrà il prossimo
congresso della “rete”.
LE NOTE
la Riviera
di MARA RECHICHI
N’a pozzu du’ nenti!
A nullu pozzu, a mugghjerima pozzu! (trad.
Non ho potere su nessuno, ma ho potere su
mia moglie). Questo proverbio calabrese
vuol significare che l’uomo ha più potere
sulla propria moglie che su tutta l’altra
gente. La moglie, quindi, è il “luogo” dove
sfogare tutti i propri sentimenti negativi,
tutte le proprie emozioni. Sarà calabrese il
proverbio, ma il suo significato è valido universalmente. Giusto appunto, venerdì 25
abbiamo
celebrato
la
Giornata
Internazionale contro la violenza sulle
donne. Se nell’immaginario collettivo è
legata a fenomeni di tipo sessuale agiti occasionalmente da sconosciuti, nella recente
realtà casistica dobbiamo ripensare alla violenza, prima di tutto nel numero plurale e
non singolare, quindi violenze; sessuale, fisica, psicologica, molestie, stalking; e poi
ripensare a quell’uomo che non ha potere
su nessuno ma ha potere su sua moglie.
Questo crimine, infatti, è sempre più agito
da parte di uomini conosciuti, mariti, padri,
fratelli, fidanzati, amanti, amici. Le cronache di quest’ultimo anno portano alla nostra
attenzione numerosi reati, perché di reati si
tratta, contro le donne, consumati tra le
mura domestiche o prossime alla domus.
Questo è ciò che emerge. Si pensi a quanto
resta sommerso. A quante donne non trovano il coraggio o, peggio, non fanno in
tempo a denunciare, perché intimorite, perché diffidenti delle Istituzioni, o, semplicemente, perché provano il nobile sentimento
della vergogna. Vergogna che non mostrano di avere quegli uomini che di tali delitti si
macchiano, pensando di poter esercitare il
proprio potere su quella moglie, dimenticando che da una moglie sono stati messi al
mondo e che da quella stessa moglie saranno maledetti. Disconoscendo che possesso
e potere sono le peggiori ambizioni che il
mondo conosca. E, soprattutto, non guardando al proprio destino di amara solitudine. Provino a dire, allora: A nullu pozzu, a
mugghjerima nenti d’u tuttu! (trad. …, men
che meno su mia moglie!)
Ricordando
Ciao Mariano
E' nella cattedrale Santa Maria del
Mastro di Locri che martedì parenti e
amici hanno rivolto l'ultimo saluto
al
comandante
capo della stazione
del corpo forestale
di Locri, Mariano
Gullino.Una
morte ancor più
dolorosa perché
sopraggiunta a soli
57 anni a causa di
un tragico incidente che ha strappato alla sua
famiglia un uomo, un padre e un servitore dello stato irreprensibile.
DOMENICA
27 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
29
Parlando
di
Musica
DEMOAwartd 2011: I SEMIFINALISTI
Come tutti gli anni conferiremo il DEMOAward 2011 e il
Premio DEMO 4 Indies giunti alla loro 7a Edizione. I due
premi in questione, che aggiudicheremo all'inizio del prossimo
anno in occasione della "Festa x i 10 Anni di DEMO", sono per
noi della redazione i premi che più ci rappresentano perché
decisi da noi senza l'intervento di alcuna giuria esterna. I semifinalisti (da cui usciranno 3 finalisti) in lizza per i premi (Targa
"DEMO - Rai Radio 1", esibizione durante la Festa e registrazione dell'intervento per la messain onda) sono:
DEMO Award 2011
1 - MARVANZA REGGAE SOUND - Reggio Calabria
2 - THE SOFTONES - Napoli
3 - MARTA G AND THE G MONKEYS - Roma
4 - MARGHERITA PIRRI - Milano
5 - EVY ARNESANO - Lecce
6 - INBRED KNUCKLEHEAD - Roma
7 - FETISH CALAVERAS - Genova
8 - SPRAINED COOKIES - Roma
Cinema& libri
LARECENSIONE
Il Re Leone 3D
Una scommessa azzardata, che ha visto
capitolare il box office americano. La
riconversione in 3D de il Re Leone indimenticato classico del 1994. Anche se va
detto che l'effetto nostalgia, nei confronti
de Il Re Leone, ha funzionato.
Tralasciando la bellezza del cartoon originale, capolavoro non solo animato e
musicale ma di scrittura e di regia, la
riconverzione in 3D voluta dalla Disney
ha ridato forza ad un titolo già straordinariamente potente di suo, amplificandone
la profondità e dando ancor più spessore
a quei magnifici personaggi che ancora
oggi, a 17 anni dalla loro 'nascita', riescono ad emozionare. Il Re Leone è ancora
oggi il film più venduto nel settore dell'home entertainment, dopo aver ispirato
anche un musical per Broadway premiato con il Tony Award. Diventato un classico da subito, il film di Roger Allers e
Rob Minkoff ha avuto l'onore e l'onere di
inaugurare quest'inedita strategia hollywoodiana, tanto azzardata quanto riuscita e rischiosa. Perché dinanzi ad un'industria priva di idee e di coraggio, Il Re
Leone spalanca le porte al 'riciclaggio'
d'autore, facendo leva su quel passato talmente amato da resistere all'onta della
ridistribuzione.
OROSCOPO
Lunedì 28 novembre presso la libreria Calliope sarà presentato il libro
“Agguato a Giacomo Mancini”
Un incubo giudiziario assurto a emblema del particolare momento vissuto dal nostro Paese nei primi anni
Novanta: da “Mani pulite” al disfacimento della
Prima Repubblica. La vicenda, che vide alla fine
Mancini assolto perché il fatto non sussiste, è oggi
raccontata da uno dei suoi difensori, Enzo Paolini, in
un’appassionante conversazione con Francesco
Kostner.
Dopo il primo incontro con il pubblico, a Cosenza, il
mese scorso, il saggio "Agguato a Giacomo Mancini",
edito da Rubbettino, sarà presentato lunedì 28
novembre, alle ore 18.00, nella sala Calliope della
Libreria Mondadori di Siderno.
Dopo essere stato rinviato a giudizio, tra Natale e
Capodanno del 1994, l’On. Giacomo Mancini, uno
dei politici italiani più prestigiosi del dopoguerra, segretario nazionale del Psi, parlamentare di lungo
corso, più volte Ministro negli anni del centrosinistra,
veniva condannato dal Tribunale di Palmi a tre anni e
sei mesi per concorso esterno in associazione
mafiosa. Alla formulazione di quella gravissima sentenza avevano contribuito numerosi pentiti, il cui
anomalo utilizzo ma, ancor più, l’inquietante inattendibilità delle loro dichiarazioni, dimostrata nelle
diverse fasi processuali che avevano preceduto il
verdetto, erano stati messi in luce dai difensori di
Mancini, rimasti però inascoltati. Poco più di un anno
dopo dal giudizio di primo grado, il 24 giugno 1997,
la Corte d’Appello di Reggio Calabria annullava la
sentenza di Palmi per incompetenza territoriale,
rimandando tutti gli atti a Catanzaro. Dopo un’istruttoria durata quindici mesi, la procura distrettuale del
capoluogo calabrese chiedeva nuovamente il rinvio a
giudizio di Mancini e la sua condanna a due anni e
quattro mesi. Alla fine di un processo svoltosi, per
volontà dello stesso imputato, con il rito abbreviato, il
19 novembre 1999 Mancini veniva assolto perché “il
fatto non sussiste”.
Quella vicenda, di cui si occuparono a lungo i media
nazionali ed internazionali, e che venne caratterizzata da ripetute e gravissime iniziative, contrarie ai principi fondamentali della democrazia e del diritto,
viene oggi raccontata da uno dei suoi difensori,
l’avvocato Enzo Paolini, in una lunga e appassionante
conversazione con il giornalista Francesco Kostner.
Ogni fase, dalle prime accuse contro Mancini all’esito finale del processo, viene puntualmente ricostruita
in questo lavoro che, per diverse ragioni, di carattere
storico-politico-giudiziario, ha già suscitato un dibattito attento e partecipato nel nostro Paese. Alla presentazione, oltre agli autori, interverranno il senatore
Sisinio Zito e il professore Giuseppe Italiano.Modera
il dibattito Maria Teresa D'Agostino.
L.r.
Fuori Luna.
Opera prima di Andrea Leo
La nostra striscia di terra sforna talenti come pane. Un altro artista nostrano, Leonardo Andrea Mollica, in arte Andrea Leo,
dopo anni di esperienza come cantante, approda alla pubblicazione della sua opera prima, un cd di canzoni originali, di un interessante pop melodico, dal titolo Fuori Luna. Già presente dalla
fine dell'estate su I-Tunes e pronto all'uscita anche nel formato
tradizionale. Degno di nota il singolo, Gargamella ha ucciso i
puffi, con interessante tempismo rispetto al movie che ha spopolato nelle sale cinematografiche. Lo si può già ascoltare per
radio e su youtube, ed è praticamente ultimato il videoclip del
brano. Sentiremo ancora parlare di lui.
AL CINEMA
CINEMA NUOVO
Siderno,info:0964/ 342776
Breaking Dawn (parte
1)16.00- 18.00 - 20.00 - 22.00
CINEMA ARENA
Siderno,info:333/ 7672151
Prossima apertura
CINEMA GOLDEN
Roccela J,info:333/ 7672151
Anche se è amore non
si vede/ 18.00 - 20.00 22.00
CINEMA VITTORIA
Locri,info:339/7153696
Breaking Dawn (parte
1)/ 16.00-18.00 - 20.00 22.00
CINEMA GARIBLDI
Polistena,info:0966/ 932622
Breaking Dawn (parte
1)/15:30 - 17.50 - 19.45 22.00
CINEMA POLITEAMA
Gioia T.,info:0966/ 51498
Breaking Dawn (parte
1)/18.00 - 21.00
CINEMA ODEON
Reggio C.,info:0965/ 898168
Anche se è amore non
si vede / 16.00 -18.00 20.00 - 22.00
CINEMA AURORA
Reggio C.,info:0965/ 45373
One day/ 17.10- 20.20 22.30
NUOVA PERGOLA
Reggio C.,info:0965/ 21515
Breaking Dawn/16.3018.40 - 20.50 - 23.00
MULTISALA LUMIERE
Reggio C.,info:0965/ 51036
Sala de curtis
Breaking Dawn/16.00 18.10 -20.20 - 22.30
Sala sordi
Il re leone (3D)/16.30
Real Steel /18.10 -20.30 22.50
Sala de sida
Tower Heist/16.30 - 18.30 20.40 - 22.55
Sala mastroianni
Happy Feet 2 /16.15 18.15 - 20.10
Anonymous /18.45
ARIETE
TORO
GEMELLI
CANCRO
LEONE
VERGINE
dal 21 marzo
al 20 aprile
dal 21 aprile
al 20 maggio
dal 21 maggio
al 21 giugno
dal 22 giugno
al 22 luglio
dal 23 luglio
al 23 agosto
dal 24 agosto
al 22 settembre
Le iniziative non
andate in porto precedentemente possono definirsi concluse.
Adesso rilassatevi!
Avete una stanchezza
arretrata quindi non è
facile mantenere il
ritmo di sempre.
Dedicatevi solo a voi.
Dovete sistemare
alcune cose che vi
rendono infelici,
avrete bisogno di
assistenza legale.
La Luna vi manda un
raggio di fortuna che
inciderà sull’attività
professionale e
finanziaria.
Luna ancora storta
per voi, Nettuno
impone massima cautela nella salute.
Attenti!
Non è finito il tempo
della Dolce vita, in
amore avrete tanti
momenti emozionanti
prima di Natale.
BILANCIA
SCORPIONE
SAGITTARIO
CAPRICORNO
ACQUARIO
PESCI
dal 23 settembre
al 22 ottobre
dal 23 ottobre
al 22 novembre
dal 23 novembre
al 21 dicembre
dal 22 dicmbre
al 20 gennaio
dal 21 gennaio
al 19 febbraio
dal 20 febbraio
al 20 marzo
Saturno e le sue
prove vi hanno reso
più sicuri, solo in
amore resterete sudditi. Non disperate!
Luna ancora nel segno
porta acqua al vostro
mulino, i segnali della
fortuna sono veloci
come lampi di Urano.
Domenica è il giorno
giusto per iniziare
qualcosa di nuovo,
uscite allo scoperto
con i vostri progetti.
Cominciate ad essere
più morbidi nel lavoro, così riusciranno
meglio anche i vostri
affari.
Domenica all’insegna
del relax, la Luna è
diversa. Dedicatevi
esclusivamenteagli
affetti più cari.
DOMENICA
Il mondo del lavoro
non procede bene,
preparatevi perchè è
in arrivo un forte
mutamento. Calma!
27 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
30
la Riviera
Blob of the week
III A Liceo Classico “Ivo Oliveti”
I tre Tenori
Vincenzo, Massimo, Sergio
L’ibrido
Ecco “l'ostile” della Signora
Alle mie amiche del cuore.
Una abbraccio Mariagrazia
il vecchio spot della Tim:
una telefonata ti allunga
la vita
Una coppia da urlo
Andronaco + Labate =
Labonaco
Il bello delle donne !!!
Pitagorici fuori casa, 2 fisso
Quello che vogliamo augurarti oggi,
per il tuo 18° compleanno, e che tu
possa maturare e non cambiare
mai. Sei meravigliosa per questo ti
meriti il meglio.
Tanti auguri Tiziana
La verità dell’Iride di Benjamin Bowson
Non si offenda Monti del paragone, ovviamente
riduttivo. Ma a me il buon Mario ha ricordato
molto il cattivo Luciano quando l'altro giorno, in
parlamento, ha sorriso ironizzando sui poteri
forti. “Io un potere forte? Ah, ah, ah”. Anche
Moggi quando gli dicevano se esistesse un sistema che controllasse il calcio rispondeva. “Il sistema Moggi? Ah, ah, ah..
fantasia”. Moggi si riteneva un ex ferroviere e Monti si dichiara una modesta persona. “Ci sarà da fidarsi? Ah, ah, ah”.
Certo è che in Italia i governi tecnici, di salvezza, di unità e bla bla bla sono una costante. Si lasciano giochicchiare per
qualche anno torme di politicanti da teatro e poi arriva qualcuno a rimettere a posto le cose. L'uomo serio, gli italiani
sono sempre in attesa del messia, dell'uomo della provvidenza, dell'uomo serio appunto, che tolga di torno i fantocci e
faccia ripartire la Nazione. Prendete Berlusconi, l'hanno lasciato fare il bunga bunga per qualche decennio. Ma prendete anche Craxi, gli hanno lasciato fare lo statista e rimpinguare il debito pubblico. Poi ti arriva il Ciampi di turno e tutto
torna in ordine. Ma i Ciampi, i Monti di chi sono figli? Modeste persone o tecnocrati figli di qualcosa che va al di là della
politica? E se l'Italia è sempre in grado di produrre persone di così alta levatura, perché questi superuomini non si impegnano a tempo pieno nella politica? Perché lasciano sempre che l'Italia vada in emergenza per poi salvarla? Perché si
lascia che la politica venga fatta dagli Scilipoti di turno e poi si aspetta che Stella e Rizzo vengano a sputtanare la casta
perché il popolo non ne possa più e mendichi un intervento esterno?Forse perché solo così al popolo si possono dar da
bere medicine imbevibili? Ah, ah, ah. Già, Rizzo e Stella, come mai ogni volta a sancire l'immoralità del sistema salta
fuori qualche giornalista del Corriere della Sera? Già, il Corriere della Sera notorio organo di stampa delle dame di San
Paolo. Smettetela voi italiani di fare dietrologia e vedere complotti dappertutto. Ringraziate Dio che con la sua benevolenza ha sempre pronta una modesta persona che ponga riparo alle vostre marachelle. Ah, Ah, Ah.
Moggi e Monti
Un brillante futuro al
nostro splendido
avvocato
VENDESI A SIDERNO
Attività commerciale + locali
Bar- sala giochi
Siderno corso Garibaldi
Terreno agricolo (mq 4300) con diverse
piante di ulivo comprensivo di pozzo
d'irrigazione e annesso rudere di 150 m2 e
vuduta panoramica su punta rocca del capo e
punta stilo.
Terreno agricolo di 5000 mq servito di acqua
sia d'irrigazione che potabile e corrente elettrica.
Progetto per la realizzazione di sei
appartamenti con oneri pagati con inizio lavoro.
affarone!!!
Per info.3201197771
DOMENICA
27 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
31
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