Verbale del 10 novembre 2006 Seduta n. 77 L’anno duemilasei e questo dì dieci del mese di novembre alle ore 9.47 nella sala delle adunanze del Palazzo Comunale di Livorno, a seguito di invito trasmesso dal Presidente del Consiglio Comunale a ciascun Consigliere Comunale in data 27/10/2006 si è pubblicamente adunato il Consiglio Comunale per la trattazione degli argomenti iscritti nell’elenco segnato in atti comunali n. 83579 regolarmente trasmesso a ciascun componente il Consiglio medesimo. Presiede il Presidente del Consiglio Comunale Dr. Enrico Bianchi assistito dal Segretario Generale Dr. Antonio Salonia. Per invito del Presidente si procede all’appello nominale dei Consiglieri. Hanno risposto i signori: 1 – COSIMI Alessandro (Sindaco) 2 – VITTORI Vittorio 3 – POGGIOLINI Amerigo 4 – CANTU’ Gabriele 5 – CECCHI Claudio 6 – SOLIMANO Marco 7 – LUSCHI Francesca 8 – BECAGLI Stefano 9 – RAGGHIANTI Franca 10 – PINI Luigi 11 – ARGENTIERI Giuseppe 12 – CIACCHINI Massimo 13 – TAMBURINI Bruno 14 – GHIOZZI Carlo 15 – VOLPI Rosalba 16 – CHELLI Otello 17 – BIANCHI Enrico 18 – DECHECCHI Alessandro 19 – GAZZARRI Marta 20 – CANNITO Marco 21 – CAPUOZZO Salvatore 22 – VOLPI Gabriele in tutto ventidue, numero valido per poter legalmente deliberare. Sono stati altresì presenti, durante la seduta consiliare, gli Assessori: 1 – CHIRCHIETTI Emiliano 2 – PICCHI Bruno 3 – BALDI Alfio 4 – SANTINI Piero 5 – RONCAGLIA Carla 6 – DEL NISTA Fabio 7 – GUANTINI Massimo 8 – D’ALESIO Attilio Atto n. 161 del 10 novembre 2006 COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE SUL PROCEDERE DEI LAVORI DEL CONSIGLIO COMUNALE: “RICHIESTA COMUNICAZIONE URGENTE CONS. VOLPI G. IN MERITO ALL’INSTALLAZIONE DI UN’ANTENNA SUL CAMPANILE DELLA CHIESA DI SANT’AGOSTINO” PRESIDENTE I presenti sono 22 per cui possiamo dichiarare aperta e valida la seduta. Si giustificano il Consigliere Lampredi e la Vice Sindaco per stamani. C'è una richiesta di comunicazione urgente da parte del Consigliere Volpi. Cons. VOLPI Gabriele La comunicazione urgente riguarda la Chiesa di Sant’Agostino. Sono venuto a sapere proprio ieri che doveva essere montata in questi giorni, forse stamani, un’antenna dentro il campanile. La storia di questa antenna è un po’ datata, nel senso nella scorsa legislatura fu richiesta dalla TIM di installare l'antenna e ci fu un movimento dei cittadini, compresi gli stessi parrocchiani, che sia nell’assemblea parrocchiale sia in città si opposero all’installazione di questa antenna e l'antenna non venne installata. Ora ho appreso purtroppo che questa antenna verrà installata, è stato messo il cartello che si mette quando si fanno queste costruzioni edilizie, sono andato ad informarmi negli uffici e mi hanno detto che hanno presentato una richiesta, che il Comune non può fare niente e che quindi l'antenna verrà istallata. E quindi sono qui a comunicare che invece occorre, secondo me, con urgenza provvedere ad un piano urbanistico delle antenne come è stato fatto in altre città, per cui le antenne si possono istallare solo dove il Comune ha indicato, ha programmato l’installazione. Purtroppo vengo a sapere che invece alcuni gestori stanno prevedendo l’installazione di tante altre antenne senza alcuna pianificazione urbanistica perché il Comune non l’ha fatta e di conseguenza loro possono agire secondo la normativa come vogliono. …(intervento fuori microfono – incomprensibile)… Si, appunto, la possono mettere dove vogliono perché non c’è una pianificazione urbanistica, ma sono in regola. Secondo la normativa, che non mi piace e probabilmente non piace neanche a questa Giunta, però la soluzione dovrebbe essere quella di pianificare un piano delle antenne collegato con il regolamento urbanistico, cosa che ho già sostenuto anche nella precedente legislatura, purtroppo non è stato fatto nulla. Sapevo che l’Assessore Filippi aveva intenzione di lavorare sulla questione, poi al solito non c’è un Assessore all’ambiente, io capisco che la competenza ce l’ha il Sindaco però so anche benissimo quali sono tutte le questioni su cui il Sindaco è impegnato e quindi immagino la mole di lavoro che deve sobbarcarsi. Mi raccomando e lo invito a nominare al più presto una persona, di sua fiducia, per seguire anche queste cose perché credo che sia importante dare una risposta a quei cittadini che hanno richiesto ed hanno ottenuto che l’antenna fosse bloccata a suo tempo e che ora si trovano impotenti di fronte a questa situazione. PRESIDENTE Grazie Consigliere Volpi. Signor Sindaco. SINDACO Mi permetto di dire che il Consigliere Volpi su alcune questioni ha ragione, su alcune ha torto; Sulla necessità di un approfondimento in questo senso ha ragione, ma nella normativa. L'approfondimento è iniziato dall'assessore Filippi ed è continuato. Voi sapete che perché si possa montare un’antenna c'è l’accettazione del soggetto ricevente, e questo è un rapporto di tipo privatistico. Questo significa che chi accetta l'antenna prende dei soldi per l'affitto del territorio e che questi soldi vengono accettati, quindi sono l'elemento sul quale fanno forza i gestori per poter rispondere in qualche modo dicendo che il Comune non può impedire un rapporto di tipo privatistico fra un cittadino ed il gestore. Dall'altra parte noi avevamo fatto, da irrompere, una cosa che io lo ritenevo al tempo intelligente, cioè, non si poteva autorizzare nessuna antenna se non c'era lo studio degli effetti di somma, cioè non si calcolava l'antenna singola ma si calcolava l'antenna più tutto quello che era circostante ed in più avevamo indicato dei siti sensibili. Questo elemento fra le altre cose è stato sconfitto dalla legge che è stata fatta a livello nazionale. Oggi dobbiamo trovare un altro strumento che è la pianificazione nella classificazione urbanistica, cioè mi spiego meglio; qui non ce la mettiamo perché decidiamo che su quel tipo struttura non può essere messa un’antenna. A questa è stata data una risposta dai gestori, ed il Consigliere Volpi lo sa benissimo, le antenne non sono più come erano un tempo fortemente impattanti, ma sono state fatte strutturalmente delle mini antenne che sono ripetute nel territorio tant’è vero che se andate per esempio a Roma le trovate fuori sotto le insegne di tutta una serie di negozi ed in questo modo si by-passa il problema urbanistico del Comune. In una cosa ha ragione il Consigliere Volpi: dobbiamo di fronte a questo gioco tra guardie e ladri trovare la maniera di approfondire il tema per essere pronti ad ogni cambiamento della situazione. Però qui devo dire la verità, ciò che dice il Consigliere Volpi passa probabilmente da un accordo di tipo privatistico fra chi gestisce il campanile ed il gestore. Noi possiamo andare a chiedere ancora ulteriormente uno studio sulla somma, ma non abbiamo gli strumenti, in questo caso nemmeno urbanistici perché il campanile è un elemento sul quale è consentito da tutte ..se non ci potrebbe stare nemmeno il parafulmine fra le altre cose.. non abbiamo elementi di tipo sanitario per dire “non ci può stare”. Chiederemo anche qui l'effetto di somma e daremo tutti i dati perché si possa dire che la questione è assolutamente nella norma. Dopodiché in questo gioco tra guardie e ladri, che evidentemente è un elemento di profitto, cercheremo ulteriormente di migliorare le condizioni, però, mentre do ragione - e qui lo dico con chiarezza - al fatto che bisogna porre grande attenzione a questo tema, non vorrei che si desse il giudizio che il Comune di Livorno non è attento. È quello che sta accadendo a tutti, perché nel momento in cui tu hai posto il problema della DIA, cioè te devi fare una dichiarazione di inizio di attività perché ci sono opere di tipo urbanistico la risposta sono state le mini antenne, per le quali oggettivamente il nostro però è un peso relativo. Chi è che è in grado di dire ad uno che ha un’antenna che sta dietro l'insegna di un negozio "è urbanisticamente improponibile"? È l'insegna stessa che la copre. Ma questo è un elemento che giustamente ci viene segnalato come necessità ulteriore di approfondire, e questo lo prendiamo per un consiglio giusto. Sul fatto che siamo sotto questo aspetto imbelli no, perché quello che hanno fatto gli altri Comuni lo stiamo facendo anche noi. Il problema vero è che alcuni problemi……………(breve intervento fuori microfono – incomprensibile) .. Certo, ma non è più sotto questo aspetto -Lei sa meglio di me che ci sono sentenze che dicono che se lo leghiamo al terreno urbanistico poi perdiamo sotto questo aspetto- quindi dobbiamo trovare un accordo di fatto ed una gestione che ci consenta di dire ai gestori, qui no qui no, ma in una sorta di sistema di relazione. Questa è l’unica cosa che penso nella legge sia possibile fare, dopodiché se c'è qualcosa che non conosco siamo aperti a tutti i consigli. PRESIDENTE Ringraziamo il Sindaco. Vi ricordo che sulle comunicazioni non iscritte all'ordine del giorno un intervento per gruppo di 3 minuti. Consigliere Dechecchi. Cons. DECHECCHI Molto meno, grazie. Io volevo ricordare a Volpi una questione, che quando si parla di antenne è molto importante considerare quale è la frequenza che emette quella antenna. Perché in presenza di certe bande di frequenza c'è un certo tipo di influenza elettromagnetica, di campo elettromagnetico che si crea intorno all’antenna, in presenza di antenne a frequenza molto alte eccetera eccetera, questo campo è tutta un’altra cosa. Perciò quello che è da verificare non è tanto l'antenna di per sé ma è il tipo di frequenza che questa antenna va a trasmettere, perché se è solo ricevente allora è solo una questione di impatto ambientale. Grazie. PRESIDENTE Grazie Consigliere Dechecchi. Consigliere Cannito. Cons. CANNITO Io non voglio entrare nel merito delle implicazioni ambientali, igienico sanitarie, urbanistiche o quant'altro; potrei farlo su una serie di documenti che ho, ma non ho una diretta competenza su questo argomento. Il problema però è un altro, è tutto politico- amministrativo. Se questo Consiglio di fronte ad una serie di questioni sollevate da consiglieri, gruppi o gruppi di cittadini (non solo gruppi politici) si limita a prendere atto o a dire studieremo, io credo che questa sia la resa della politica e della amministrazione. Allora io non ho una visione aprioristicamente pro o contro questa questione. Ci sono una serie di esigenze della vita moderna, ci sono una serie di problemi collegate alla vita delle persone, va studiato questo elemento che è anche un elemento che va al di là forse della politica ed entra anche nelle relazioni sociali ed economiche. Però io mi aspetterei che questo Consiglio chiedesse, visto che la Giunta non ce l’ha detto, chiedesse alla Giunta Comunale di produrre un rapporto, entro un termine breve ma congruo per l’Amministrazione, dicci come stanno le situazioni nel territorio, a partire da quella di S.Agostino, e se ne potrebbero citare tante altre, comitati e non che si sono rivolti, ma anche antenne maxi o mini, o “midi” che non hanno avuto una sottolineatura come invece è avvenuto stamani, allora dico, avere un rapporto in tempi congrui dicendo: si può fare questo, non si può fare questo; la situazione sul territorio è questa, è fotografata in questo modo; gli atti che possiamo fare sono questi; la giurisprudenza dice questo. Voglio dire, un rapporto che sia da una parte ricognitivo e dall'altra operativo. Questo io mi aspetto che la Giunta faccia e mi aspetto che il Consiglio chieda, perché altrimenti io francamente non riesco -e chiudo - non riesco a ragionare sulle cose. Cioè a me non soddisfa assolutamente e credo nemmeno ai cittadini sentir dire: ne parliamo, vediamo, discutiamone, si prende atto, eccetera. Quindi io chiedo veramente che su questa questione come su altre vengano messe per iscritto le cose che sono utili e necessarie a poter intervenire. Grazie Presidente. PRESIDENTE Grazie Consigliere Cannito. Consigliera Gazzarri. Cons. GAZZARRI Io vorrei fare un attimo una precisazione su questa Amministrazione ed anche sulla precedente Amministrazione. Il problema antenne non è mai stato sottovalutato, né nella precedente Amministrazione da parte degli uffici competenti, né nella attuale Amministrazione. Più volte come presidente della VI Commissione mi sono rapportata su questo tema con gli uffici i quali hanno sempre tenuto in giusta considerazione il problema. Non solo, anche Arpat ha fatto sempre le dovute rivelazioni con serietà e naturalmente con la dovuta competenza. Quindi io credo che non ci sia niente in questa città su questo tema che non sia tenuto sotto controllo per i limiti che naturalmente competono, perché si è detto appunto che c'è una normativa nazionale che disciplina questa cosa e quindi il Comune non è che può intervenire nel rapporto privatistico. Però, al di là di questo – lo ripeto – il problema è sempre stato tenuto sotto controllo e monitorato con serietà; e quindi non credo ci sia niente da appuntare su questo tema. PRESIDENTE Grazie consigliera Gazzarri. Consigliere Chelli. Cons. CHELLI Io credo che l’Amministrazione Comunale dovrebbe avere il controllo totale su quello che accade in città, perché si esce ora da una discussione sull'inquinamento acustico ed anche io non voglio entrare nel merito delle questioni inerenti danni più o meno possibili che un’antenna di quel genere può provocare, ma credo che a Livorno c'è una diffusa …per esempio in via Calzabigi si sono sollevate notevoli proteste perché un condominio di fronte ad un altro condominio per facilitazioni economiche, non si sa bene quali, ha accettato di far collocare un’antenna e chiaramente si è scontrato con il condominio di fronte. Ora io credo che questi non siano problemi che possono destare profonda preoccupazione, ma credo anche che chiunque debba fare trattative private sulla città deve passare dall’Amministrazione Comunale. Secondo me da questo punto di vista, privati o non privati, anche su queste cose dovremo fare un regolamento. Non lo so se le leggi lo prevedono o non lo prevedono. Se non c'è un regolamento allora perché non sono venuti prima in Comune? ( intervento del Sindaco fuori microfono – incomprensibile) Facciamo un regolamento in cui noi si dice che sulla città non si facciano queste…. SINDACO …io posso anche essere d'accordo con te, perché quel caso lì di Via Calzabigi, che peraltro è Via Coccoluto Ferrigni lo conosco molto bene. Avemmo un comitato che fu contro l'antenna e dall'altra parte avemmo tutti quelli che avevano affittato l'antenna che firmarono a favore. Dopodiché io ero assessore all'ambiente noi facemmo un accordo con i gestori che sembrava che non mettessero l'antenna. Dopodiché, a quel punto i cittadini del palazzo di Via Coccoluto Ferrigni vennero e dissero che avrebbero citato il Comune perché gli impedivano di affittare la loro terrazza, e ci dissero: se i limiti della legge sono fuori della norma va bene voi impedite, ma se sono nella norma perché ci impedite questa cosa? Ci trovammo in una situazione assolutamente assurda. Dopodichè ci fu un accordo con i gestori, e dopo ci fu la legge nazionale che fu molto più liberatoria. Noi avevamo 5 microtesla, ma anche la cosa che ha detto il consigliere Cannito, senza polemica... Cons. CHELLI Quanto è datata questa legge? SINDACO E’ la Legge Gasparri, che non so quando è stata fatta. Ma noi abbiamo in continuo -lo diceva Marta Gazzarri - tutti i dati sulle antenne, perché l'Arpat ha l'obbligo non solo di monitorarli ma anche di comunicarceli. Appena vanno fuori del limite è evidente che noi interveniamo. Guardate, i limiti della Gasparri sono tali per cui non vanno mai fuori del limite. Noi avevamo messo 5 microtesla ed era un limite bassissimo, tant'è che si discusse, i gestori erano contrari, volevano 20… Faccio presente che quando si fa una risonanza magnetica si parla di 5 microtesla per essere chiari, quindi siamo ben oltre la tranquillità eccetera. Se noi andiamo a fare una cosa di questo tipo …Volpi ha ragione in una cosa, quando dice: bisogna trovare una maniera urbanistica, perché se andiamo sul terreno della salute delle emissioni e delle frequenze siamo sconfitti, fino a quando non cambia la legge non se ne discute nemmeno. Cons. CHELLI Allora io chiedo all’Amministrazione Comunale di farsi promotrice …. SINDACO di una riflessione… Cons. CHELLI … ma anche di un’azione nei confronti... visto che la Gasparri è in discussione, una discussione perché queste cose siano riviste. SINDACO Ma figurati, sono d'accordo con te, solo che io faccio il Comune. Se mi domandi politicamente se sono d'accordo, io non sono d'accordo. Se mi domandi: me la puoi far levare l'antenna”? Non ho gli strumenti per farlo. Cons. CHELLI Certo, questo lo capisco, però noi facciamoci promotori di una azione che in sede centrale possa ridare al comune quello che secondo me gli spetta. SINDACO Sono d’accordo. PRESIDENTE Se nessun altro vuole intervenire, do la parola al proponente per la chiusura. Consigliere Volpi. Cons. VOLPI Gabriele Io ho apprezzato quello che ha detto il Sindaco, ha detto delle cose molto corrette altre un po’ ambigue. Sicuramente – volevo fare chiarezza per tutti – il decreto Gasparri non è più vigente perché è anticostituzionale. È stata una grande vittoria anche della Regione Toscana alla Corte Costituzionale. Ricordiamoci questa cosa, non dimentichiamocela: il decreto Gasparri è anticostituzionale ed è decaduto. Il Gasparri, grande ministro tra virgolette del precedente governo, però cosa ha fatto? Ha fatto il Codice delle Comunicazioni che copia in buona parte il decreto dichiarato incostituzionale, rimettendo tutto, e quindi tutto quello che era stato concesso ai gestori viene concesso in altra forma, togliendo quelle parti incostituzionali. È stato bravissimo a dare tutto il massimo potere ai gestori, non solo. Il governo Berlusconi ha fatto un decreto applicativo della legge quadro, per cui ci abbiamo dei limiti in Italia che sono altissimi, quindi sulla questione della salute non si può fare assolutamente niente, a meno che questo governo non riabbassi i limiti in qualche modo. Però una cosa corretta è quella che si può andare sulla pianificazione urbanistica come sul piano regolatore diciamo dove si possono fare parcheggi, dove si possono fare delle costruzioni.. PRESIDENTE Consigliere Volpi, sulla comunicazione tre minuti, non può diventare un intervento. Cons. VOLPI Gabriele Ho finito. …così possiamo dire sul piano regolatore, su una carta che si può allegare, però è una questione da fare in tempo breve, perché questa questione signor Sindaco è all'ordine del giorno ormai da tanto tempo e credo che sia l'ultima via di uscita quella di fare una carta delle antenne e vincolare i gestori a quelle antenne lì. Basta. Se un gestore vuol dire ci voglio mettere altri venti, non c'è spazio sul piano regolatore e pace. Mettili sullo stesso palo tutt’al più, perché li è un luogo dedicato; questa è una questione che dovrebbe essere risolta in tempo brevissimo. Io spero che ci sia dato almeno un tempo perché sennò come diceva il consigliere Cannito si va alle calende greche e poi alla fine la cosa non si risolve. SINDACO Mi mette per scritto questo quesito ed io provo a risponderle, perché l’interpretazione della norma, francamente, non è che non la condivido, è diversa dalla mia, per essere chiari, però se me lo mette per iscritto io mi impegno in 15 giorni a dare una risposta se lo strumento che Lei indica è possibile. Perlomeno le dirò questo: io non ho sentito dire che si può per esempio in un regolamento urbanistico mettere che le antenne possono essere dimensionate numericamente, ma soprattutto che si può definire in maniera assoluta i siti. Perché io nel Codice delle Telecomunicazioni, che era quello di cui stavo parlando, quando il limite è schizzato così alto …e Lei sa che la legge toscana era contraria e che è stata impugnata tra l'altro davanti alla Corte Costituzionale anche dal governo. Se troviamo un sistema io sono d'accordo, non sono contrario. Solo che se faccio un atto e poi mi trovo a dare qualche milione di euro ai gestori, francamente non lo trovo.. però se si trova un punto io sono d'accordo con Lei. Mi faccia il quesito scritto, io lo rimetto agli organi tecnici compreso il Segretario Generale ed in 15 giorni mi impegno a dare una risposta sulla interpretazione della legge. PRESIDENTE Grazie. Consigliere Vittori Cons. VITTORI Sì, per una sorta di mozione d'ordine. Io ho ascoltato con interesse la Comunicazione del Consigliere Volpi, la discussione che si è sviluppata… la discussione ha consentito anche a me di conoscere cose che prima non conoscevo, quindi sono felice che questa dotta disputa si sia sviluppata e godo di avervi partecipato. Però ripongo il problema che ho già posto altre volte: io quando vengo in Consiglio ho diritto di sapere qual’è l’ordine del giorno. Le comunicazioni, comprese quelle che vengono dopo la Conferenza dei Capigruppo, secondo me niente osta che 5 minuti prima dell'inizio del Consiglio la conferenza dei capigruppo si riunisca e prenda atto, decida, prenda atto che ci sono altre comunicazioni, in modo che così io so di cosa si parla e posso dare anche il mio contributo alla discussione. Per l'amor di Dio Presidente non faccio un problema di.. Faccio un problema di metodo di rapporti fra tutti i gruppi consiliari, di sapere di cosa si parla e quindi di essere in condizione di partecipare alla discussione. PRESIDENTE Consigliere Vittori mi permetta, purtroppo il regolamento dice che il Consigliere lo presenta… quindi Lei ha sicuramente ragione nella sostanza, nel merito però questo è possibile per cui noi ci dovremo rapportare in conferenza dei capigruppo al limite cambiare il Regolamento. Perché il Regolamento dice che un Consigliere ad inizio seduta chiedere di fare una comunicazione….. io per esempio nell'ultimo mese ne ho respinte 7- 8 forse anche più. Ora mi viene posta una cosa che mi dicono essere successa ieri, quindi …Formalmente secondo il Regolamento questo è possibile sempre per chiunque. Se poi noi dobbiamo trovare un’altra maniera, questo si può fare benissimo però in conferenza dei capigruppo. D’altronde riunire la conferenza dei capigruppo 5 minuti prima del Consiglio solo per stabilire se si deve fare una comunicazione o no mi sembra una spesa inutile, se deve essere proprio formale. Comunque ne parliamo sicuramente, è che ai termini del regolamento è possibile farlo. Comunque sono d'accordo anche io, io le toglierei così si fa prima. Consigliere Tamburini. Cons. TAMBURINI Lei è sempre molto drastico nei suoi orientamenti….. PRESIDENTE Solo per questo motivo, perché viene data a me personalmente la possibilità di dire sì o no, ed io questo non lo voglio, perché al limite sembra che prevarichi uno e ne favorisca un altro. C'è stato un periodo che se ne facevano 10 per mattina e questo non era giusto. Recentemente qualcuna che ho ritenuto non opportuno fare, ho negato il permesso, però troviamo un punto di incontro tutti. Prego. Cons. TAMBURINI Io capisco il Regolamento, capisco lo Statuto però esiste da sempre ed a volte in questo Consiglio Comunale forse ci si dimentica anche il buon senso e l'interpretazione intelligente del Regolamento. Secondo me -mi dispiace di doverlo affermare - Vittori non ha torto. Cioè, la dove una comunicazione riguardi un fatto di interesse generale, un Afghanistan, un Medio Oriente, una vicenda nazionale importante, allora è chiaro che si può fare la comunicazione immediata. Ma laddove si pensa di poter fare una comunicazione su una singola via, su una singola strada, su una singola antenna, e comunque su un settore che presuppone anche capacità di conoscenze che forse vanno aldilà delle mie modeste capacità intellettive, è chiaro che a questo punto sarebbe opportuno collegarsi un attimo fra i capigruppo senza formalizzare la riunione e 10 minuti prima avere un’idea di cosa si parla. Quindi, secondo me, fare sempre riferimento al Regolamento, non dico che sia un errore, ma comunque è qualcosa che poi porta poco lontano. Il buon senso qui penso... PRESIDENTE Consigliere Tamburini, 20 giorni fa come Consiglio mi ha detto di seguire pedissequamente il regolamento. Cons. TAMBURINI Con il buon senso, non con la lettura stalinista, abbia pazienza, sennò il Presidente del Consiglio lo può fare chiunque. Lei è una persona sensibile, intelligente, duttile, elastica sennò lo potrebbe fare chiunque. Leggere sono capace anche io. Lo posso fare anche io il Presidente del Consiglio se il Sindaco fosse d'accordo, ma non credo. Quindi quando si parla di un’antenna in una chiesa, in una particolare via che io fra l'altro ho fatto fatica anche a capire da dove si andava a sparare ... …(intervento fuori microfono – incomprensibile)… Sì, io non sono come tutti quelli che prendono i voti dal sociale, abbia pazienza io ho altri settori. Lo so, lo so che è un bel serbatoio di voti, ma io non ho queste caratteristiche. …(intervento fuori microfono – incomprensibile)… Lo sapete anche voi, l'avete stimolata ed adulata tantissimo. PRESIDENTE Per cortesia! Cons. TAMBURINI Anche nelle ultime elezioni quindi non cerchi ... …(intervento fuori microfono – incomprensibile)… Al di là del Tevere ne avete fatto una processione per le ultime elezioni politiche ed anche alla Curia qui a Livorno tanto per essere chiari. Quindi una comunicazione del genere va concordata. Una comunicazione sul Medio Oriente penso che tutti noi lo conosciamo. Buonsenso mi raccomando signori Consiglieri, buon senso. PRESIDENTE Vi leggo un attimo, così per vostra conoscenza, cosa dice l'articolo del Regolamento. "Per l'esercizio ...” …(intervento fuori microfono – incomprensibile)… Consigliere Tamburini! “Per l'esercizio della suddetta facoltà, cioè di presentare comunicazioni urgenti, il Consigliere rivolge richiesta scritta al Presidente del Consiglio indicando l'argomento prima dell'inizio della seduta. Il Presidente del Consiglio decide sull’ammissibilità della richiesta motivando l'eventuale rifiuto all'inizio del Consiglio.” Se qui ci si toglie il Presidente del Consiglio e ci si mette il Sindaco, il capogruppo o chi ti pare a te io sono contento perché mi togli una discrezionalità che in questo campo io non voglio, perché devo dire sì a te e no a Volpi o viceversa? …(intervento fuori microfono – incomprensibile)… Allora aggiungiamocelo. Consigliere Argentieri. Cons. ARGENTIERI Io credo che il capogruppo dei DS abbia fatto una valutazione condivisibile per quanto attiene il problema anche perché si corre il serio rischio che queste comunicazioni diventino tutte strumentali. Vedete, siamo partiti da un’antenna messa all'interno di un campanile, ipotesi per arrivare poi ad un problema di carattere urbanistico, sanitario, eccetera, eccetera. Se io dovessi decidere di tenere lo stesso tipo di atteggiamento, al prossimo Consiglio Comunale vengo a richiedere una comunicazione urgente sugli escrementi dei cani perché creano dei problemi di salute pubblica legati ad incidenti e di carattere sanitario per quanto riguarda l'igiene della città. Io sto facendo un esempio stiracchiato, ma validissimo a mio avviso, perché bisogna farla finita di dire che si fa una comunicazione urgente su un problema che poi il problema può anche non essere. Allora, quando lei mi dice che non vuole avere quella discrezionalità io le dico che è prevista all'interno del regolamento e Lei deve valutare quando viene richiesta l'autorizzazione alla comunicazione Lei deve valutare se effettivamente si tratta di una richiesta che merita l'attenzione da parte del Sindaco, della Giunta, del Consiglio oppure se è un qualche cosa che è strumentale e fine a sè stesso, perché altrimenti tutti quanti ci armiamo di dichiarazioni urgenti e tutte le volte andiamo a finire come stamani mattina. PRESIDENTE Grazie Consigliere Argentieri. Consigliere Dechecchi. Cons. DECHECCHI Mi dispiace dovermi inserire in un dibattito che sarebbe di Conferenza di capigruppo in Consiglio e quindi togliere del tempo al Consiglio, però devo dare ragione al Vittori, il quale non credo che dovesse censurare il Presidente nella sua … mi sembra di non aver colto assolutamente questa intenzione, del resto io ero intervenuto prima a dare un minimo di spiegazione tecnica, ma proprio minima per fare capire che con questo tipo di frequenza, all’altezza di un campanile, non c'è nessun problema per nessuno e quindi non c'è nessuna urgenza. Allora, significa che bisogna che il costume dell'utilizzo della comunicazione urgente che è utilizzato unilateralmente sempre nello stesso modo, sia messo, diciamo tra virgolette, fuori legge, fuori delle nostre regole. Le nostre regole sono quelle che si fanno nella Conferenza dei capigruppo, tratte dal regolamento e vanno applicate quelle regole. Io invito i colleghi Consiglieri della sinistra alternativa a smettere di usare, soprattutto quelli che lo fanno più spesso, questo sistema per essere attori di primo piano nel Consiglio. Grazie. PRESIDENTE Grazie Consigliere Dechecchi. Consigliere Volpi. Cons. VOLPI Gabriele Io non capisco questo dibattito di portare in Conferenza di capigruppo. Valuto positive le dichiarazioni di Vittori, si può anche fare, sono disponibile a tutto al momento, le regole sono queste. Se il Dechecchi ci vuole attestare un bavaglio per non parlare più, perché sembra che non voglia che noi si parli perché sennò altrimenti è lesa maestà. …(intervento fuori microfono – incomprensibile)… Io sto rispettando. …(intervento fuori microfono – incomprensibile)… Io chiedo che venga censurato questo intervento del Consigliere Dechecchi perché è veramente vergognoso. Atto n. 162 del 10 novembre 2006 COMUNICAZIONE DEI CONSIGLIERI CANNITO e DECHECCHI IN MERITO AD “ATTI RELATIVI ALL’ISTITUZIONE PER I SERVIZI ALLA PERSONA” PRESIDENTE Ora abbiamo atti relativi all’istituzione del sociale, comunicazione dei Consiglieri Cannito e Dechecchi, prima il Consigliere Cannito? Ho queste comunicazioni: Atti relativi all’istituzione del sociale, comunicazione Consiglieri Cannito e Dechecchi. Prego. Mettetevi d'accordo voi, se siete d'accordo voi non ci sono problemi. Prego Consigliere Dechecchi. Cons. DECHECCHI Chiedo cortesemente al Consigliere Cannito di poter parlare prima di lui data la semplicità della mia comunicazione che ha il senso di portare a conoscenza del Consiglio Comunale il fatto che dal dibattito che si è aperto al di fuori del Consiglio Comunale, all'indomani della nomina dei componenti dell’istituzione, sono emersi alcuni dubbi, non è stato compreso bene quale sarà alla fine il ruolo dell’istituzione ed il ruolo della società della salute che sono stati gli elementi che mi sembravano essere alla base del ragionamento che ha portato alla nomina, dopo 2 anni di attesa, che si era trovata una via di uscita. Allora volevo riepilogare alcuni interrogativi, alcune forze politiche fuori dal Consiglio chiaramente quindi non istituzionali - aspettano dei chiarimenti, degli approfondimenti e quindi una cosa non polemica e molto semplice. Per esempio visto che a Cecina ed a Rosignano c'è la società della salute, mentre a Livorno c'è l’istituzione e quindi sono due ruoli ancora di cui non si ha ben chiara la cosa. Quali solo gli interrogativi? Su quali difficoltà abbiano determinato il ritardo con il quale si è giusti alla nomina? Questo è uno. Poi se l'eventuale costituzione della società della salute può negare l’esistenza dell’istituzione. Se si arriverà alla società della salute quale CDA farà parte di questa società? Cioè se è l'istituzione che entra dentro oppure se ci sarà un nuova CDA. Ecco capire queste cose. Questa è la comunicazione che volevo fare perché la società della salute deve curare tutti i servizi sanitari e sociali, mentre l'istituzione è, diciamo, un istituto più sociale e che noi vorremmo che questa operazione di nomina recente non fosse - che chiaramente è stata fatta con personale qualificato che il Sindaco risponderà ai criteri indicati - non fosse soltanto un’operazione di passaggio elaborata dall’Amministrazione Comunale, ma fosse un’operazione che serve a dare forza all’assistenza sanitaria sociale dei cittadini. Grazie. PRESIDENTE Grazie Consigliere Dechecchi. Consigliere Cannito. Cons. CANNITO Dunque, chiederò la pazienza del Consiglio oltre che possibilmente il silenzio nel limite del consentito, per fare un pochino di storia dei fatti, ma soprattutto degli atti come recita l’ordine dei lavori che hanno portato a questo intervento e a quello poi separatamente del Consigliere Dechecchi. Primo atto: le nomine. Il regolamento dell'istituzione prevede che il Consiglio di Amministrazione dell’istituzione del sociale duri per un periodo non superiore al mandato del Sindaco, quindi precedente Amministrazione Lamberti, e che il nuovo Sindaco non potendo affidarsi se non illegittimamente alla prorogatio del Consiglio di Amministrazione vecchio, che peraltro è stata fatta una volta ed in modo ultimativo come dicono gli atti sul quale si potrebbe discutere ma non è questo il punto, dicevo, il nuovo Sindaco provvede o deve provvedere alla nomina entro 45 dall’elezione ricordo luglio 2004 - Voi capite che dal luglio 2004 ad ottobre 2006 il periodo è molto lungo, e non si riesce a capire cosa sia accaduto ed avvenuto in questo periodo per ritardarne così tanto la nomina. Ora questo è un fatto storico. Concluderò su questo punto, però proiettarmi verso il futuro. Non essendo avvenuto niente, dal punto di vista della nomina, ci sono state una serie di sollecitazioni il 13 novembre del 2004 perché si stabilissero gli indirizzi sulla base dei quali il Consiglio Comunale dava indicazioni al Sindaco per le nomine. Furono ritenuti superati, a differenza del sottoscritto invece non era così, i criteri che esistevano nel ‘95 e che prevedevano che laddove si dovessero nominare dei componenti di Consigli fossero designati rappresentanti delle opposizioni, valutate l’indipendenza, competenza e professionalità e nel caso di incarichi precedentemente assolti i risultati raggiunti in termini di efficienza economico gestionale. Furono ritenuti non più validi quegli elementi, o almeno parte di quegli elementi, la Quinta Commissione dopo 4 sedute, se mi ricordo bene, e più documenti stabilì che per le nomine il Sindaco considerasse comunque competenza, forte sensibilità politica, valore etico, comprovate capacità per dirla come la Consigliera Costa persone di alto profilo. Da allora trascorsero ancora mesi e si arrivò ad un’interrogazione mia del 15 maggio 2006, ed anche su questo bisognerebbe discutere visto che qualcuno ha sollevato problemi procedurali e regolamentari, giustamente bisognerebbe capire quanto vengono evase interrogazioni ed interpellanze e soprattutto quando queste hanno un esito. Ancora a maggio 2006 non avviene niente, io sollevai il problema che questo rischiava di diventare un dispregio al Consiglio Comunale anche perché nel frattempo altre nomine venivano fatte celermente e noi le conoscevamo solo dalla stampa. Arriviamo così al 19 ottobre, se mi ricordo bene quando ... (cambio bobina) … la Seconda Commissione dove furono sollevati dei problemi relativi anche alle nomine si provvide alla nomina del Consiglio di Amministrazione dell’istituzione. Ora io non entro nel merito delle qualità delle persone nominate, che ricordo dovrebbero essere giudicate sulla base di quegli indirizzi stabiliti dal Consiglio Comunale: competenza, capacità, eticità, e comunque risultati in qualche modo, perché non mi è notorio l'alto profilo di queste persone, alcune le conosco, altre per niente e comunque è un mio limite, spero un mio pregio anche, parlare di metodo, azioni e contenuti più che dare giudizi sulle persone. So che ci sono altri Consiglieri che si esercitano su questo, ci sarà tempo e luogo per discuterne. Allora, il problema non è tanto delle persone e - ripeto - chi lo solleva ha tutta la legittimità di entrare in questo merito che a me non è consono, il problema è che nel frattempo sono avvenuti, e comincio ad accennare al futuro, sono avvenuti tre fatti di rilievo. Primo: i servizi sociali hanno continuato a funzionare regolarmente, ma con uno sforzo degli organi tecnici ed anche dell'assessorato, ma sicuramente con un problema di rapporto con gli organi che non esistevano, organi politico - gestionali in qualche modo anche se non è poi così chiara la definizione che si evince dal regolamento dell’istituzione. La seconda questione di rilievo è stato il fatto che all'ordine dei lavori di questo Consiglio è stato portato come iscritto in discussione Bilancio 2005 – 2006, pluriennale 2006 - 2008. È stato portato anche alla votazione, non il pluriennale ma sicuramente gli altri della Commissione, è stato mantenuto insieme al triennale, approvato dal Sindaco con disposizione del 16 maggio 2006 questi argomenti all'ordine dei lavori pur in assenza degli organi di cui abbiamo discusso fino ad ora, attraverso l'utilizzo dell'articolo 15 del regolamento dell’istituzione che come ho sollevato io ed hanno condiviso molti altri Consiglieri trasversalmente, è inapplicabile se non con l'interpretazione, qualche altro dice una forzatura, perché tratta solo del caso in cui il Consiglio di Amministrazione abbia omesso di compiere atti obbligatoriamente dovuti, appunto il Bilancio ed il piano programma che tra l'altro dovranno essere approvati con scadenze 30 aprile e 30 settembre, tanto da dover essere conseguentemente sciolto. Quindi il problema che pongo è questo. Io chiederei all’Amministrazione Comunale di essere più avveduta nel portare documenti all'ordine dei lavori delle Commissioni, all'ordine dei lavori del Consiglio dove hanno avuto permanenza per settimane e mesi, addirittura da prima dell'estate se mi ricordo bene, e soprattutto poi chiedere ai Consiglieri di minoranza o di maggioranza, di opposizione o di governo, in Consiglio ed in Commissione di votarli. Perché avviene una cosa antipatica e che i Consiglieri di maggioranza, presumo che salvo evenienze particolari, tendano a votare favorevolmente gli atti, i Consiglieri di opposizione non possono che non sollevare questi problemi. Tornerò su questa questione poco più avanti. Il terzo fatto importante è la società della salute ed il piano programma, meglio, gli indirizzi che il Consiglio Comunale deve dare al piano programma 2006. Anche questi approvati già in Commissione specifica. Il problema è che questi indirizzi devono essere dati ad un Consiglio di Amministrazione che a quel tempo non c'era e che è di recente insediamento. Ora il problema vero è per il futuro: la società della salute. Ora da tempo è avviato, come saprete, il cammino condiviso o meno in modo, devo dire, strisciante a dire il vero per l'ingresso di Livorno nella società della salute, riporto gli indirizzi operativi per il piano programma 2006 come irreversibile modello toscano di Governo. Rispetto al quale il Consiglio Comunale lo ritenga positivo o meno non è stato chiamato a pronunciarsi. Ecco, questo è il punto che più mi interessa dell'altro che pure ha un’importanza formale e regolamentare. Quando vogliamo discutere come Consiglio o quando la Giunta … va bene che … se mi danno anche le spinte è un problema. Ho bisogno che tu mi difenda Fabio lo sai che non so difendermi. …(intervento fuori microfono – incomprensibile)… E’ il tuo compagno di partito, di maggioranza. Il problema è quando vorremo discutere della società della salute eveniente? Questo è il punto. Non è solo un Consiglio di Amministrazione nominato tardivamente, non è solo istituzione del sociale sì e no e rapporti con altri organismi. È: si può calendarizzare velocemente una discussione che vada al di là degli indirizzi sul piano programma per trattare se, come, quando e perché entrare nella società della salute? Sulla quale io non ho direttamente pregiudizi; posso essere d'accordo o no, più o meno ci si può convincere se ne possono fare approfondimenti. Il punto è che come vorrei sottolinearlo con grande forza, come non è mio costume dare pugnalate alle spalle, perché le questioni del Bilancio approvato con disposizione sindacale invece che dal Consiglio di Amministrazione l’ho detto in Commissione e non come qualcuno mi ha suggerito in Consiglio Comunale per fare scoppiare casino, per cui l’ho detto, mi è sembrato nei rapporti leali fra maggioranza ed opposizioni, tra Consiglio e Giunta, di averla affrontata per tempo, anche se mi è stato detto che avevo torto perché cosa vuoi saperne te, mi viene a mente la barzelletta ... non la racconto perché è un medico, non la racconto. La barzelletta è che quando si fa il giro dei letti c’è un Dottore che dice: “questo è morto” ed invece era un vecchietto che dormiva e questo si risveglia e dice: “io non sono morto, sono vivo” e l'infermiera dice: “ne vuoi sapere te più del Dottore?” Allora non vorrei che succedesse come nella barzelletta, dice anche le cose ovvie bisogna scomodare chissà quale Dio dell'Olimpo. Allora, il futuro di questi atti quale sarà? Ecco, io credo che ci dobbiate spiegare cosa intendete farne, e cioè le ritirate e le ripresentate? Le fate riapprovare dal CDA insediato con una procedura discutibile, ma penso legittima? Questi atti volete reinserirli e poi farli approvare successivamente? Non lo so. Su questo vorrei avere qualche delucidazione e soprattutto mi piacerebbe che una volta tanto si dicesse: “beh forse abbiamo sbagliato, provvediamo”. Dire che si sbaglia è sintomo di intelligenza, non è sintomo di debolezza. Poi se uno sbaglia sempre è meglio che vada da qualche altra parte. Se uno sbaglia qualche volta è perché lavora probabilmente. Allora, la domanda finale che io faccio è: una volta che questi atti passeranno dal Consiglio Comunale per un’approvazione formalmente corretta e perfezionata, è possibile, ed io ritengo necessario, che si tratti di questa questione l’istituzione del sociale deve continuare? Deve traghettare semplicemente alla società della salute? Continuerà con la società della salute? Continuerà fino a che non si deciderà altrimenti? Ecco, a queste domande io chiedo che si dia risposta e soprattutto ci si possa confrontare in Consiglio per non discutere soltanto della storia se è andata bene o male, ma per anticipare insieme il futuro anche alla luce di una preoccupazione - ed ho concluso Presidente - di una preoccupazione che mi sorge da un dibattito che sta avvenendo in Giunta ed in Consiglio Regionale. Infatti ci sono posizioni discordi che vanno un po’ al di là, forse, anche delle posizioni politiche di schieramento. E cioè andrà valutato definitivamente al 31 dicembre 2006 la validità e l’integrazione del sistema sanitario assistenziale regionale con la società della salute che sono nate nel 2004 in Toscana. Perché? Quali sono le valutazioni diverse? La Corte dei Conti da una parte solleva questo problema: c'è il rischio alla luce dei fatti che le società della salute diventino sovrastrutture burocratiche che duplichino semplicemente strutture e funzioni già esistenti. Dall'altra la Giunta Regionale e la Commissione nella sua maggioranza sostiene che: le 19 zone - se non erro - su 34 i 2 milioni di abitanti coinvolti e quindi quasi il 60% della popolazione Toscana coinvolta nella società della salute dal punto di vista operativo hanno fatto bene nel coinvolgimento delle comunità locali e nel miglioramento dell’integrazione fra sociale e sanitario. Dall'altra c'è chi dice invece che le società della salute molte non hanno adottato il regolamento di partecipazione e soprattutto il 50% di esse non ha ancora presentato il Bilancio, quindi - e concludo Presidente, mi scuso della lunghezza ma ho parlato di 3 atti insieme e quindi era necessario poter entrare nel merito - quindi alla luce del dibattito regionale ed alla luce degli atti che dovremo votare io chiedo che preliminarmente si parli del rapporto istituzione, società della salute se ci si rientra o meno ed in che termini. Grazie Presidente. PRESIDENTE Grazie Consigliere Cannito. Vi faccio presente che c'è anche agli atti presentato correttamente un ordine del giorno sulla nomina del CDA istituzione servizi alla persona da parte dei Consiglieri Tamburini, Ghiozzi e Capuozzo. Intanto la parola ... oppure non so Assessore forse sarebbe il caso di illustrare anche questo e poi fare una discussione unica. Consigliere Ghiozzi. Cons. GHIOZZI Come preferite se volete che io ... Cons. TROTTA Siccome potrebbero esserci anche altri gruppi che presentano documenti la presentazione si fa eventualmente alla fine della discussione, non penso che sia corretta farla ora. PRESIDENTE Questo è stato presentato ieri e quindi è stato distribuito anche ai capigruppo. Cons. TROTTA Sulle comunicazioni, non sull’ordine del giorno dei Consiglieri. L’hanno presentato per la discussione di oggi, va bene, non è questo il problema, però non è che lo possano presentare. Lo presenteranno alla fine quando durante il Consiglio … PRESIDENTE Era solo, visto che l’argomento è attinente, per guadagnare tempo. Cons. TROTTA Faranno un intervento penso loro dai loro banchi, nessuno glielo vieta, però mi sembra scorretto. PRESIDENTE Va bene. Assessore Baldi. Ass. BALDI A me sembra una discussione molto interessante e molto corretta quella proposta sia dal Consigliere Cannito che dal Consigliere Dechecchi. Noi effettivamente non abbiamo mai avuto occasione di parlare della società per la salute in Commissione perché c'era stata una scelta. Nel 2004, alla fine della legislatura, all’inizio della società per la salute, la maggioranza di allora decise proprio con un documento, lo mise per scritto, che avendo questo Comune iniziato solo dal ‘99 che però poi i primi piani zonali nel ‘99 ci furono le elezioni e quindi il primo vero piano zonale fu il piano del 2000, quindi solo dopo 3 anni, dopo avere iniziato dopo solo 3 anni l'esperienza dell’istituzione per i servizi alla persona con gli atti e le indicazioni di costituzione della società per la salute di quel tempo che erano molto diverse di quelle rispetto a quelle che poi si sono concretamente realizzate, ritenne di non dover procedere all’adesione alla società per la salute, perché riteneva importante consolidare questa esperienza dell’istituzione dei servizi alla persona. Questo è scritto. Le società per la salute nel 2004 vi vorrei ricordare che nacquero con l’esigenza primaria di coinvolgere maggiormente i servizi, il Comune nella gestione a quel tempo, ma non solo anche nella programmazione dei servizi sanitari territoriali, quelli che sono diciamo più vicini ad un problema di integrazione con i servizi sociali, perché la stragrande maggioranza dei Comuni aveva delegato all’U.S.L. anche il nostro fino al ’99, aveva delegato all’U.S.L. la gestione dei servizi sociali. Io mi ricordo che a quel tempo noi avevamo un incontro con la zona di Cecina perché pensavano forse se lo ricorderà anche Poggiolini, ma anche forse anche te che a quel momento eri coinvolto nella nostra istituzione - avevano preso contatto con noi perché pensavano di costituire anche loro un’istituzione per riprendersi le deleghe che a quel tempo avevano assegnato all’U.S.L. perché l'orientamento della 328 che vi ricordo è del 2000 era quello che invitava i Comuni a riappropriarsi dei servizi sociali. Quindi lo scenario era questo. È chiaro per chi non si era riappropriato delle deleghe dal Comune, la società della salute era un passo in avanti rispetto ad un processo di programmazione perché a quel tempo effettivamente la possibilità di incidere nei PAL, voi vi ricordate attraverso il vecchio sistema di indirizzi a cascata era molto limitata diciamoci la verità, altrimenti anche noi non avremmo ritirato le deleghe. Io credo che il nostro Comune ha fatto bene a ritirare le deleghe perché al di là - ma questo l’abbiamo discusso anche con l’U.S.L. - al di là della qualità, dei servizi c'è una maggiore, con l’istituzione, possibilità di manovra, una maggiore dinamicità nella gestione dei servizi. Questo è quanto. Quindi noi decidemmo di non aderire alla società per la salute. Perché vi ricordo che a quel tempo si parlava - io ho partecipato ai primi incontri all’Università di Pisa quando si discutevano i primi statuti, le prime bozze di statuto per conto della Regione Toscana, io ero in un gruppo di approfondimento insieme ai tecnici dell’Università ed alcuni Assessori e si parlava di società per la salute di un consorzio dentro il quale, come ricorderete, c'era dentro di tutto: dai sindacati, le società private, le società pubbliche, il terzo settore e si pensava a quel tempo che dovessero gestire. E quindi noi dicemmo: l'organo di gestione ce noi l'abbiamo già. La chiudo su questo passato perché poi c'è stata un’evoluzione ed un approfondimento. La società della salute attraverso vari passaggi, attraverso varie bozze di indirizzo è approdata recentemente devo dire, soltanto qualche mese fa, ad un orientamento approvato dal Consiglio Comunale di indirizzo che supera addirittura il l'orientamento del mese, ora non mi ricordo bene i tempi, del gennaio addirittura del 2006. Io facevo parte anche in questo caso di un gruppo tecnico - politico di analisi di questi indirizzi e si propose noi perché siamo convinti che l'istituzione ha ancora un ruolo in questa città e non ci vogliamo rinunciare perché, a mio avviso, sta funzionando sul piano della … voi pensate alla differenza dello stesso Bilancio, un conto è lavorare su un Bilancio finanziario ed un conto è lavorare su un Bilancio economico e quindi immediatezza di risposta, si riuscì perché a quel tempo l'orientamento della stragrande maggioranza delle città capoluogo che aderirono alla società per la salute era quella anche di gestire i servizi sociali ed i servizi territoriali sanitari. Noi facemmo inserire negli indirizzi una possibilità di un doppio canale, cioè a livello di zona ci potevano essere due livelli di gestione: quello della società per la salute e quello di altri livelli che comunque nella nostra testa c'era l'istituzione. L'ulteriore evoluzione della discussione ha portato agli ultimi atti di indirizzo, approvati dalla Regione Toscana nel mese di luglio e poi c'è stato - e qui si entra anche nei giorni nostri - dove il punto fondamentale della società per la salute che prevede lo sviluppo della partecipazione, il rapporto con il terzo settore, eccetera ma su una cosa è chiara, cioè: la società della saluta è uno strumento di programmazione e di controllo e quindi non di gestione. Questo significa che per chi ha le deleghe ancora all’U.S.L. è un passo in avanti perché finalmente con la società per la salute che - ripeto - non è un costo aggiuntivo, perché non è altro che un consorzio tra i Comuni che fanno parte della zona, noi siamo facilitati perché siamo solo 3, ed i rappresentanti della Regione attraverso il Direttore generale dell’azienda A.S.L. è un consorzio tra Comuni e Regione. Quindi la società per la salute allo stato attuale, poi se rimarrà così una volta definita la fase di sperimentazione non lo so, io personalmente non ci giurerei, io personalmente vi posso dire che forse non c'è bisogno del consorzio che già vincola, ma basterebbe una convenzione tra Enti, però allo stato attuale è un consorzio, che non ha costi perché nel consorzio ci sono i rappresentanti, i Comuni, i Sindaci o i loro delegati che sono già profumatamente pagati, ma e quindi c'è il Direttore dell’azienda A.S.L. e ci sono le strutture tecniche che non sono altro che le attuali strutture tecniche che anche noi abbiamo messo in piedi, che sono dipendenti non aggiuntivi, ma del Comune e dell’azienda A.S.L. che stanno lavorando insieme attraverso l’ufficio unico di piano. Quindi lo scopo è quello di: programmazione e controllo. Quindi la domanda principale è: cosa farà la l'istituzione? Solo ora che abbiamo capito che c'è una chiara possibilità di mantenimento dell’istituzione al quale questa Amministrazione non vuole rinunciare e siccome non è incompatibile con i ruoli della società per la salute perché una cosa è chiara: c'è un ruolo di gestione che fa capo all’azienda A.S.L. per chi ha la delega o ai Comuni o chi si è riappropriato ... PRESIDENTE Date un po’ di silenzio per cortesia. Ass. BALDI … e la società per la salute che ha solo un ruolo di programmazione e controllo. Quindi noi effettivamente stiamo studiando insieme a chi a quel tempo all’Università di Pisa a Sant’Anna stava elaborando gli statuti come adeguare anche il nostro regolamento, e lì ha ragione Cannito io sono qui da 5 anni Marco, io non sono riuscito in 5 anni per motivi tecnici, non per volontà politica, ad approvare in tempi decenti e dignitosi indirizzi e piano programma, perché è evidente quando per legge i Bilanci dei Comuni … cioè si possono approvare dei Bilanci di conto economico pluriennali, salvo quelli sulle volontà e sulle possibilità dove dentro ci puoi mettere 100 mila miliardi per permette all’istituzione dal primo gennaio di gestire i servizi. E’ evidente che poi di fronte agli equilibri di Bilancio, alle difficoltà economiche quest’anno addirittura abbiamo dovuto tagliare in corso d'opera i finanziamenti, la mancata di finanziamenti del fondo nazionale si arriva sempre alla fine dove le certezze di Bilancio ce l’abbiamo sempre a fine aprile - primi di maggio, da quel momento scattano le procedure degli indirizzi sulla base delle certezze di Bilancio e del piano programma che sono questioni certe. Se vi ricordate due anni fa addirittura indirizzi e piano programma gli abbiamo approvati per motivi burocratici, devono essere comunque approvati dal Consiglio Comunale addirittura l'anno successivo. Questa è una difficoltà, ma questo l’ho già detto in Commissione. Me ne posso prendere anche le responsabilità, tutto quello che volete però vi posso garantire che questo anno si erano fatti i salti mortali per avere gli indirizzi in tempo e poi sono andati a finire così. Quindi mi sembra abbastanza chiaro: noi stiamo ragionando con l'Università come adeguare il piano programma che abbiamo già firmato con l'istituzione, quale è la forma essendo la società per la salute un organo non di gestione ma di programmazione come può incaricare, perché se fossero i servizi sociali gestiti dall’azienda A.S.L. è semplice, la società per la salute dove dentro ci siamo tutti si programma, si indirizza, si fanno i piani integrati di salute e poi l’azienda gestisce. In questo caso dove noi abbiamo l'istituzione la forma sarà attraverso una società della salute che attraverso un contratto di servizio incarica i servizi sociali del Comune di gestire tutta la parte sociale come gestisce ora. Però capite che c'è una forte integrazione in quanto noi siamo all'interno del consorzio dove cerchiamo di fare ... si chiama il “budget virtuale” perché dovremo fare un unico Bilancio della sommatoria del Bilancio dei 3 Comuni sociale e dell’azienda territoriale che si chiama il cosiddetto “budget virtuale” sulla base del quale poi noi dovremo fare il piano integrato di salute che è lo strumento di programmazione per fare sia i servizi sociali, il piano programma, ma per fare anche il PAL territoriale, non so se si chiama così, PAL anche quello territoriale dell’azienda A.S.L. che deve rispettare quello che dentro il piano integrato di salute abbiamo deciso. Quindi questo è il punto. Quindi noi allo stato attuale sappiamo e vogliamo che l’istituzione rimanga, la società per la salute con gli untimi indirizzi approvati nulla osta a questo percorso, stiamo lavorando all'adeguamento comunque a prescindere ed ora vengo all’ultima cosa opportuna, all’ultima domanda opportuna che aveva fatto il Consigliere Cannito, il coinvolgimento del Consiglio Comunale. E’ evidente che noi bisogna ribaltare quello che era una decisione della maggioranza. Da dove si deve partire? Io faccio parte della maggioranza, io parto, preso atto degli indirizzi approvati dalla Regione Toscana, preso atto dalla chiarezza della possibilità di continuare con l’istituzione io mi assumo, propongo alla Giunta la quale poi coinvolgerà la maggioranza in Consiglio Comunale di aderire, di iniziare subito ora la proposta di adesione alla società per la salute con il treno in corsa, anche perché io credo che tra iniziare la discussione, cominciare a lavorare agli atti, adeguare i regolamenti e fare uno statuto non dico che si arriverà al momento della conclusione della sperimentazione e dell’obbligatorietà per legge, ma più o meno siamo lì. Però ecco questo ci serve anche per definire anche lì una scelta della Regione Toscana che io ripeto - condivido perché è una scelta che sta per dire la verità con questi criteri di programmazione e di controllo all’attenzione anche di altre regioni, io ho partecipato recentemente ad un convoglio a Roma di fede e sanità alla presenza di 4 Ministri: istruzione, famiglia, sociale, casa, strutture e sanità dove tutti hanno denunciato un deficit di partecipazione. Io ve lo dico perché a me a volte sono quegli interventi che fece il Ministro Rosi Bindi che lì per lì uno non ci ragiona. A questa fede e sanità ci partecipano politici ed è l’unico luogo di discussione tra politici, quindi i Comuni e l’ANCI - è una struttura dell'ANCI - ed i direttori generali. Rosi Bindi disse: “i Direttori generali in Italia sono circa 300. Queste 300 persone quest'anno gestiranno 96 miliardi del budget della sanità.” Si riferiva solo alla sanità. Quindi, dice, 300 persone gestiscono il 50% del Bilancio dello Stato perché per lo meno 96 miliardi, 180 mila miliardi, è il 50% di tutto il Bilancio dello Stato. Cioè si possono trovare anche altre forme di nomina più democratiche, però abbiamo trecento persone che hanno in mano, cioè per noi è un problema di allargamento, di partecipazione, di far entrare maggiormente anche altri soggetti, i Comuni in particolare, il terzo settore attraverso la programmazione che va affinata, definita, sviluppata tutto quello che vogliamo, i Consigli Comunali, cioè dobbiamo in qualche modo trovare una forma per arrivare a dare anche supporto a queste persone che saranno le più brave del mondo, ma sono trecento persone che hanno l'onere di gestire effettivamente. Intervenne poi, va bene ma era programmato, l'Assessore Rossi che spiegò che cosa si stava tentando in Toscana per cercare di andare incontro a questo problema che effettivamente se ci pensate è un problema reale. Quindi noi ci siamo inventati la società per la salute, può darsi che non sia il meglio della vita, però sicuramente è meglio di rispetto a chi non ce l’ha perché sicuramente è un passo in avanti verso un percorso di partecipazione. E quindi noi avremo occasione di discutere, si può essere d'accordo, non si può essere d’accordo, però vorrei che si partisse da questo, non ci sono spese aggiuntive, non è un ulteriore carrozzone perché è fatto da persone che già operano nel settore, tra l'altro la legge dice che il direttore della società per la salute - e quindi quello che si occupa di programmazione e di controllo - è il direttore della zona distretto, si identifica e quindi è già ... …(intervento fuori microfono – incomprensibile)… No, quello è il direttore generale o suo delegato, ma il direttore della società per la salute è il direttore della zona distretto. Lui o un altro, però si identifica come questa figura che non contrasta assolutamente con la struttura della gestione dell’istituzione che ha il suo organo di gestione dei servizi con il direttore dell’istituzione, con l'apparato tecnico burocratico dell’istituzione e dove questi indirizzi arriveranno dal Consiglio Comunale tanto è vero io in Commissione e l’ho detto all’ultima conferenza dei Sindaci, ci dobbiamo porre questo problema dei 3 Comuni noi lo possiamo fare perché siamo pochi: Livorno, Capraia e Collesalvetti, forse vale la pena di discutere perché vi immaginate 20 Comuni che devono approvare il piano integrato della salute e se ognuno ci mette una virgola ... ecco, diventa il problema. Il piano deve essere unico ecco perché viene delegato attraverso passaggi, come abbiamo fatto noi nelle Commissione, alla Conferenza dei Sindaci. Io credo che noi non abbiamo nessuna difficoltà ad approvare tre piani in 3 Comuni perché se ci sono delle cose da modificare, è evidente ci vuole la disponibilità all'interno della Commissione se c'è da modificare qualcosa evidentemente si modifica qui. Non ci può essere la sorpresa nel Consiglio Comunale perché sono mallopponi dove in Consiglio Comunale che lo modifica poi lo devono obbligatoriamente modificare anche tutti gli altri. Sono queste le forme tecniche che noi dovremo trovare, però io credo che in questo modo dentro il piano integrato della salute comprende anche l'indirizzo ed il piano programma dell’istituzione, forse in questo modo noi oggi in questi giorni si sta già elaborando l'aggiornamento del piano integrato della salute. Che poi che differenza vuoi che ci sia tra quello che contiene il piano integrato della salute ed il piano programma dell’istituzione? Non può che applicarlo perché è già lì, perché al piano integrato della salute chi è lo strumento tecnico che lo forma? Non è l'Assessore, sono tutti i percorsi che abbiamo messo in piedi, quindi i tavoli con il terzo settore al quale oggi devono essere affinati, sviluppati, ma è uno strumento nuovo, anche lo stesso terzo settore si deve abituare maggiormente ad una funzione di programmazione e non soltanto del vecchio sistema che presenta progetti quando erano - i tavoli di progettazione si chiamavano - dove ci si confrontava tutti insieme e si confrontavano lì i progetti presentati. Ora è un ulteriore passo in avanti che deve essere … bisogna anche noi, l'apparato tecnico abituarsi a gestire questo rapporto diverso con il terzo settore, però è uno strumento di partecipazione, a mio avviso, un pochino più completo. Io credo che questo punto di vista di essere stato abbastanza chiaro e di aver dato una risposta al quesito che poneva il Consigliere Dechecchi. L’ultimissima cosa. Per chi è stata ritardata la nomina del CDA io lo inquadro in questi, perchè se c'era scritto anche strumento di gestione con quelle caratteristiche come era all'inizio io ho qualche dubbio di possibilità di mantenimento del CDA io ce l'avevo, perché non c'era una chiarezza fino in fondo: ora sì, l’ha approvati il Consiglio Regionale, gli indirizzi sono quelli e sono chiari. L’ultima cosa che volevo dire è sugli atti. Gli attirano lì da maggio, hai detto bene, io ho cercato perché a me non ... fondamentalmente non mi piace la polemica, poi va bene se mi ci tirano non mi tiro indietro anche io ho i miei difetti, però io ho assistito alla Commissione. A me se questa discussione si fosse fatta a giugno quando furono presentati anche gli indirizzi e gli atti molto probabilmente le cose che te ponevi sarebbero state a disposizione dei percorsi, dei tecnici, hai ragione, non hai ragione, io sinceramente non ti ho mai detto: “non te ne intendi”, però io mi sono detto per me che dal punto di vista tecnico io veramente mi affido a quello che mi dicono gli uffici. Ma visto che c'era stato - ho finito - visto che c'era stata questa discussione io ti posso garantire ero in Capraia il giorno dopo la Commissione sempre per questi motivi, però se vi ricordate la Consigliera Gazzarri - io non lo sapevo perché non avevo partecipato - cioè di fronte ad una riunione di maggioranza che c'era stata nei giorni precedenti annunciò lì che il Sindaco, va bene, c'era l'orientamento vista la definizione della cosa dice: “guarda il Consiglio di Amministrazione verrà nominato a giorni”. Io dalla Capraia chiesi conferma e dice: “guarda lo sto nominando”. Io mi sono preso questa briga visto che c'era questo problema. Poi hai ragione, non hai ragione si può anche continuare ad approfondirlo. Io ho ritirato tutti gli atti perché mi sembrava doveroso nei confronti di un Consiglio di Amministrazione che sarebbe stato nominato da lì a qualche ora, a questo punto venire in Consiglio Comunale ed approvare degli atti che comunque avevano posto dei quesiti come te avevi posto ed approvarli. Tanto è vero io chiesi di ritirarli tutti attraverso una cosa molto semplice dove ci sono scritte in queste tre righe le cose che sto dicendo. Abbiamo ritirato anche l'atto di indirizzo proprio per rispetto non solo alle cose che te avevi detto di legittimità, ma anche l'atto di indirizzo che come sai è l'atto che comunque si concerta con il Consiglio di Amministrazione, ma questo è l'atto di indirizzo politico che in modo autonomo non deve passare prima in Consiglio di Amministrazione. E’ evidente è un atto di indirizzo del Consiglio io normalmente quando è insediato prima di portarlo in Consiglio magari si vede insieme. Quindi abbiamo ritirato anche quello pur non essendo al centro della diatriba tecnica. Come ci ritorneranno? Beh, a questo punto ci ritorneranno in un modo molto semplice, io gli ho ritirati e gli ho mandati al costituito a questo punto Consiglio di Amministrazione, se vuoi approfondire, se il percorso precedente era legittimo o non legittimo, uno lo può sempre fare, però io l’ho rimandati, il Consiglio di Amministrazione gli ha approvati e nei prossimi giorni arriverà in Consiglio la delibera riadeguata a queste cose. Cioè io l’ho fatto con lo spirito di superare un problema, se è sbagliato o non si è sbagliato, si può anche approfondire, può darsi di sì, può darsi di no, io sinceramente ne faccio già tante non ho tentato neanche di approfondire le cose che te hai detto in Commissione, perché c'è stata questa opportunità e mi sono detto invece di ... perché altrimenti non l'avrei lasciata cadere perché mi sembrava il suo intervento abbastanza deciso e quindi non sarei venuto in Consiglio Comunale così senza per lo meno chiedere conferma. Visto come sono andate le cose ho detto: “non mi ci sto ad impegnare più di tanto” c'è questo problema, c'è il Consiglio, abbiamo aspettato tanto non credo che sia un problema, poi qui onestamente abbiamo sempre discusso di politica e mai degli interventi perché è evidente si approvano ora ma le RSA io penso di sì ma poi voglio dire nessuno mi ha mai detto chiudete le RSA perché non avete approvato il Bilancio, cioè io do anche ... va bene, neanche quando si dice bene in Consiglio Comunale, però nessuno in 5 anni mi ha mai detto: “siccome non hai approvato il Bilancio chiudi le RSA”. Io ve ne devo dare atto che probabilmente il Consiglio ha capito che siamo sempre di rincorsa ma che le RSA non le abbiamo chiuse, abbiamo continuato ... insomma come abbiamo sempre fatto da 5 anni quando c'era il Consiglio di Amministrazione che non l’abbiamo mai approvati in tempi utili, questo vuol dire che c'è qualcosa nel regolamento visto che la volontà di tutti è quella di rispettarlo, vuol dire che c'è qualcosa effettivamente che da questo punto di vista non va o per lo meno non funziona rispetto ai tempi. Con il piano integrato della salute ne stiamo discutendo ora e quindi la cosa essendo un “Bilancio virtuale” e quindi la legge dà la possibilità di operare su un bilancio virtuale, io credo che questo problema è un problema che si può risolvere. Mi sembra, più o meno, che alle domande ho risposto. PRESIDENTE Grazie Assessore Baldi. Iniziano gli interventi. Consigliere Chelli. Cons. CHELLI Io ho ascoltato l'Assessore Baldi e soprattutto quando ha detto che la società della salute non costerà niente. Non ho nessuna intenzione di mettere in dubbio quanto egli ha affermato, ma mi è chiaro un elemento estremamente chiaro: che per la sua composizione Sindaci, Direttore dell’A.S.L. eccetera, eccetera, i compiti di programmazione e controllo che la società della salute avrà io sono preoccupato per il rischio vero di un depauperamento chiaramente possibile dei CDA dell’istituzione alla persona e della stessa istituzione, anche vista la composizione che questo CDA ha. Forse sarebbe anche un bene vista la composizione del CDA questi rapporti di supervisione, ma l'istituzione, secondo me, amministra una cospicua parte del Bilancio del Comune e credo, sono fermamente convinto, che spetti al Consiglio Comunale la programmazione ed il controllo sull’istituzione, non alla società della salute che se si vuole è fatta anche di estranei al Bilancio del Comune. Ci sono elementi emersi dal dibattito in Consiglio Comunale per esempio al dibattito che abbiamo fatto sull’istituzione, sul Bilancio, eccetera, eccetera e che sicuramente faremo riemergere quando li ridiscuteremo che affermano come sia necessario uno studio delle nuove esigenze che escono dalla società, in questo caso dalla società livornese, e sulle quali non c'è dubbio l’istituzione alla persona dovrà intervenire perché non può rimanere cristallizzata su una serie di interventi che non cambiano mai, o quasi mai, senza le esigenze ed i bisogni della città aumentano e sono nuovi. Quindi è necessario che il CDA dell’istituzione ed anche questo Consiglio Comunale verifichino queste esigenze e … (cambio bobina) …gli elementi di un intervento che sia capace di dare delle risposte concrete. Questo per precisare un’ulteriore elemento. Ci sono tre società della salute già funzionanti. Io credo che sia necessario sulla base delle esperienze che sono state effettuate fare un esame anche noi insomma, vedere quale è il ruolo che hanno assunto questi organismi, perché io sono quasi convinto che abbia ragione la corte dei conti, che poi non costeranno e poi ripeto, non esito a credere quanto detto dall'Assessore ma poi vorrò vedere nella continuità cosa accadrà, ma comunque io credo che sia necessario verificare cosa è successo nel periodo in cui queste società della salute hanno funzionato, ma effettuare delle verifiche vere, non così, accontentandoci di quanto possono affermare i responsabili di queste società della salute. Ma avere incontri con le istituzioni alla persona, con chi tutti i giorni si trova di fronte a… diciamo a rispondere, a dare risposte a quanto viene fuori dalla città o dai paesi o dalle altre città. Noi abbiamo messo due anni per la nomina di questo consiglio della istituzione. Cerchiamo di non spendere altri due anni per effettuare queste verifiche che secondo me sono fondamentali, perché a questo Consiglio Comunale spetta il controllo della istituzione alla persona e anche la programmazione che io non voglio delegare a nessuna società della salute, perché a mio parere c'è una sovrapposizione di… può darsi anche che mi sbagli, però c'è a mio parere una sovrapposizione di compiti e di responsabilità che potrebbero creare solo una enorme confusione e quindi farci mancare alla necessità di rispondere alle esigenze della città, alla enorme povertà, eccetera eccetera. Io credo che su questi elementi il Consiglio Comunale ed anche la giunta dovrebbero riflettere e affrontare insieme al Consiglio Comunale queste questioni approfondendone gli elementi che sono elementi di messa in guardia rispetto a scelte così acritiche, perché la giunta regionale ha fatto queste scelte, il consiglio regionale ha fatto queste scelte e quindi perché no? Si fanno anche noi. No. Io credo che noi dovremmo effettuare delle verifiche, e anche alla svelta, perché due anni sono già stati persi, per poi decidere quello che dobbiamo fare. PRESIDENTE Grazie Consigliere Chelli. Consigliere Poggiolini. Cons. POGGIOLINI Io condivido gran parte di quello che ha detto l'Assessore soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione storica del percorso che c'è stato per quanto riguarda il sociale e la sanità nella nostra regione, salvo a dire che l'obbiettivo della società della salute oltre le cose che ha detto l'Assessore ha come obiettivo quello di riportare gli ospedali a un bilancio strettamente sanitario, quindi significa che il territorio poi lo si delega alla amministrazione comunale e alla USL attraverso un budget sanitario. Però il vero obiettivo è quello che gli ospedali ritornino come una volta quando vi era un consiglio di amministrazione dell'ospedale e la spesa sanitarie rimaneva soltanto per la fase acuta, così diciamo, come il resto lo diceva la 833. Ho detto che ho condiviso quello che ha detto l'Assessore, però mi sembra che il percorso tra il rapporto della amministrazione comunale, il consorzio, la associazione intercomunale e l'istituzione non sia chiaro. Mi sembra che sia più chiaro invece in quella nota che Assessore lei ci ha consegnato e che mi sembra un percorso abbastanza concreto. Vede, il punto quale è? Noi avremo la conferenza dei sindaci dove il Sindaco della città di Livorno è Presidente, dove tutti gli atti della regione e i programmi andranno nella conferenza dei sindaci, la conferenza dei sindaci la trasmetterà alla associazione intercomunale o il consorzio tra comuni di cui questa associazione intercomunale che sarà in rappresentanza del Consiglio Comunale negli eletti.... PRESIDENTE Per cortesia. Cons. POGGIOLINI Sarà l’associazione intercomunale, i rappresentanti degli eletti dei comuni di Livorno, Collesalvetti e Capraia che daranno l'indirizzo e il controllo alle istituzioni per i servizi della persona. La istituzione dei servizi alla persona è vero che è anche un organo di gestione, ma io l’ho ripetuto e ripeto quello che ho detto in Commissione, è un organo di gestione che non compete al consiglio di amministrazione ma compete al direttore e al suo staff e quindi il consiglio di amministrazione, il presidente danno gli indirizzi e il controllo che hanno ricevuto oggi dalla amministrazione comunale e domani dalla associazione intercomunale o dal consorzio. Quindi è una sovrapposizione di indirizzi di controllo. E’ inutile che voi mi dite: ma lo ha detto la regione. Lo può aver anche detto la regione, ma alla regione glielo abbiamo detto che il ruolo del comitato di gestione della istituzione è limitato al controllo e all'indirizzo? Questo è il punto, perché se no allora finiamo veramente di avere una sovrapposizione e non portiamo un contributo. Mentre invece le norme regionali sono precise quando ti dicono che il distretto è l’unico punto di accesso dove il direttore che te nominavi e indicavi con il suo staff gestisce tutta la problematica. Quello è il momento della gestione e quindi a mio parere il percorso dalla conferenza dei sindaci alla associazione intercomunale dovrebbe ricadere alla gestione del distretto così come dice la regione. Perché si può anche mantenere la istituzione, però non si mantiene il consiglio di amministrazione e poi c'è un piccolo particolare, che se dovesse rimanere il consiglio dell’istituzione va integrato con la rappresentanza sanitaria, perché la rappresentanza sanitaria che da il budget sui problemi sanitari io non credo che voglia essere esclusa poi dalla gestione della stessa sanità. Quindi io credo che questa questione sia… dovrebbe essere un momento di riflessione da parte della amministrazione per chiarire meglio questo aspetto, perché già alcune volte ve lo dico e nessuno mi da una risposta esatta, non si può dire che non diventa una sovrapposizione. Detto questo io credo che abbia fatto bene l'Assessore a ritirare gli atti per riportarli, però vedete, noi ci troviamo ora di fronte a un problema del sociale di grande rilevanza. C'è questa nuova impostazione della società della salute. Vi è la apertura di una residenza sanitaria assistita, vi è un nuovo consiglio di amministrazione. Ecco, io credo che i problemi e le tematiche di questa questione attuale sul sociale, soprattutto sulla riduzione del numero di posti letto che io condivido, perché 4 strutture sono tante per una città come Livorno, ma vogliamo che il Consiglio Comunale dia un indirizzo in questo senso o lo lasciamo così, libero ai direttori, ai Consiglieri senza che il Consiglio Comunale di Livorno che deve dare fino ad oggi l'indirizzo, non indichi alcune questioni? Io credo che questi problemi che in questo momento sono vivaci, vivi nel sociale dovrebbero fare parte lo per lo meno di un comunicato, di una nota di indirizzo al di la degli atti che avete portato, perché noi sappiamo che per esempio non avremmo tutti i posti letto per le ragioni di cui ne abbiamo già parlato. E quindi ci sono anche altri problemi che io ritengo che sarebbe opportuno, al di là degli atti, che ci fosse proprio una nota, un indirizzo del Consiglio Comunale su questa materia. PRESIDENTE Grazie Consigliere Poggiolini. Consigliera Costa. Cons. COSTA Mi scuseranno i colleghi se io parto da un bisogno che è quello di sintonizzarsi su un linguaggio, nel senso che quando si affrontano questi temi in generale ci si trova davanti ad interventi o da un lato estremamente preparati, competenti, che stanno quindi dentro anche ad una terminologia, un modo di definire le cose, i rapporti tra le cose assolutamente preciso ed escludente rispetto invece alla possibilità che dovrebbe invece essere conquistata di farne un momento di confronto veramente ampio. Io mentre facevo tanta fatica a seguire i colleghi che esponevano la comunicazione, e per questo li ringrazio, indipendentemente dal contenuto sul quale posso o non essere d'accordo, ma li ringrazio per aver creato l'occasione per discutere in quest’aula. Mi chiedevo, ma se noi discutessimo di problemi di urbanistica ci sarebbe tutto questo brusio, questa distrazione? Perché quando affrontiamo le questioni invece che riguardano sanità o sociale e quindi - la prendo molto larga - al momento in cui noi cerchiamo di partecipare veramente a costruzioni di percorsi per il raggiungimento di quel benessere psicofisico che è poi la salute e la vita dei nostri cittadini, cala l’attenzione? Mi rispondo: certo sulle questioni relative alla urbanistica, l'interesse che c'è intorno a questi temi, girano, ci sono ben altri interessi. Non è vero. Non è vero, perché stiamo parlando oltre che la sacrosanta a centrale questione della esistenza e del benessere dei cittadini che è centrale per tutti noi indipendentemente dove siamo collocati. Ma stiamo parlando del 75% delle risorse della regione e di quanta fetta delle risorse che noi spendiamo nel sociale, quindi un bel giro per dirla in maniera molto cruda, di interessi, un bel giro di interessi che si dislocano in tante maniere, che si possono dislocare. Io dico: dal mio punto di vista io sono fortunata, vivo in Toscana, so che questi interessi tanto allocano nel pubblico, dove quindi le garanzie di controllo sono più alte, sono fortunata, dico, perché questa amministrazione della quale faccio parte, della cui maggioranza faccio parte è stata una amministrazione attenta, questa e quella precedente, e mi sembra la chiarezza e la puntualità che noi riconosciamo non solo qui nel consiglio ma nella Commissione trasversalmente riconosciuta, l'Assessore quando ci parla di cose concrete è testimonianza di questo. Noi però questo elemento della scarsa partecipazione badate pesa, ha pesato e continuerà a pesare se non poniamo rimedio. Quindi al di la delle denunce l'elemento vero di accompagnamento deve essere questo: una grande attenzione. Perché hanno ragione i colleghi che mettono al centro la questione del come andiamo verso a questa situazione di società della salute che parte da una idea della Regione, che è stata sperimentazione, io dico una sperimentazione particolare un po’ troppo spesso dal mio punto di vista, ma comunque accetto sperimentazione. Alla quale Livorno non ha partecipato perché i percorsi in quella fase erano ad un altro stato, eravamo in un altra fase del percorso ed era giusto essere coerenti anche con la storia e con gli obbiettivi che ci siamo dati e con la quale comunque noi dobbiamo fare i conti. Allora, la prima cosa che scende in campo è di chiedere all’amministrazione di raccogliere gli elementi tali per cui noi potremmo discutere su cosa significherà società della salute nei nostri territori, partendo da una riflessione sulla sperimentazione. Cioè, io voglio sapere laddove è stata sperimentata visto che, come diceva giustamente l'Assessore Baldi, si è fatto un percorso, è partita in una certa maniera, oggi in un’altra maniera io voglio capire perché, per come, quali sono gli elementi di debolezza e di forza che ha evidenziato… perché su questo io credo che noi dobbiamo oggi pronunciarci per trovare elementi di compatibilità con l'idea che noi abbiamo maturato, sviluppato e sulla quale abbiamo lavorato di risposta ai bisogni nella nostra città. Quindi è il primo elemento. Se no diventa… di cosa sto discutendo, di un modello astratto, solo di me? Giustamente io condivido perché mi sembra ormai verosimile che… anzi qualcosa di più che verosimile. E’ certo che la società della salute sarà il modello toscano e anche noi saremo chiamati a misurarci con esso, mi sembra di grande buon senso e di responsabilità quando diceva l'Assessore Baldi, quando diceva: utilizziamo questo tempo da qui a quando dovremo come un tempo attivo nella quale noi determiniamo le condizioni perché il nostro stare nella società della salute, essere società della salute sia propositivo e questo perché lo vogliamo e quindi lo vogliamo perché vogliamo tagliare tutti quegli aspetti e impegnarci a tagliare quegli aspetti che possono essere di ridondanza, di approfondimento, di condizionamento, di allontanamento della funzione invece di governo e di programmazione che i consigli comunali devono avere, le comunità devono avere. Ecco, avremo un' opportunità; questo è il primo elemento. Non è un elemento marginale, perché si accompagna con… potrebbe essere un punto dal quale veramente ripartire con forza perché si percorre un po’ a ritroso come i salmoni che risalgono la corrente, un percorso che negli anni è stato fatto e che ha trovato uno stop nel 2.000 con la 328 che veniva ricordato in cui si dice: fermi, basta con troppe deleghe, delega nel senso delego altri. Ciò che avviene nella comunità, il bene della comunità sia nelle scelte di ordine sociale che di ordine sanitario è qui, è da qui che devono partire, è qui che dobbiamo confrontarci, è qui che si devono porre le mediazioni e non in luoghi altri. E’ fondamentale, ed ecco perché è fondamentale veramente, mettere in campo attenzione e grande autorevolezza. Autorevolezza che dovremmo sostanziare veramente con la nostra iniziativa e qui lo chiedo soprattutto ai colleghi che lavorano nella Commissione, dovremmo fare in modo tutti insieme che il consiglio di più e meglio si attrezzi per affrontare questi passaggi. In questo ragionamento tutto ciò le perplessità che venivano espresse venivano espresse e riportava anche il Consigliere Poggiolini che in alcuni passaggi faccio fatica a seguirlo e sicuramente per limite mio perché mi sembra che faccia dei salti di livello. Il rischio vero deve essere questo, che non si vanifichi questo indirizzo che a me preme, che ritengo veramente importante di riunificazione dell'elemento sociale e sanitario in una composizione virtuosa che meglio dà risposte complesse e complessive ai cittadini, questo è l'elemento. Io so benissimo che dentro ci sta tutto un ragionamento che è anche di chi fa cosa, chi conta, chi conta di più, chi conta di meno, dove si prendono le decisioni; lo so benissimo. Ed è proprio per questo che bisogna fare in modo che molto saldamente si difenda questo terreno. L'elemento che richiamava il Consigliere Poggiolini, la società della salute nasce per sancire che il sanitario e l'ospedale stanno da una parte, io non do e non voglio dare questa lettura perché se così fosse sarebbe un limite esagerato, da sgombrare subito il campo perché non è pensabile che un pezzo, come dire, un pezzo che riguarda… come ci si attrezza a dare risposte al bisogno di salute e di benessere nella fase della acutio venga stralciato e, come dire, delegato ad un altrove, non è così. E non voglio che sia così, però tutte queste zone d'ombra e di dubbio devono essere ben - concludo ben, come dire, ne deve essere sgombrato il campo ed è per questo che a maggior ragione chi ritiene che l'elemento, il punto di approdo della istituzione del sociale con il proprio consiglio di amministrazione che cade su un terreno dove si è lavorato bene, perché continuo a sostenerlo, non c'è un consiglio di amministrazione ma ha lavorato bene la istituzione, i funzionari, gli uffici. Bene hanno lavorato, non si parte da un lavoro assente, da un lavoro che c'è stato. Quindi forti di questo io credo proprio per colmare per coloro i quali ritengono che lì ci possono essere delle lacune, proprio per colmare queste lacune è necessario che noi seguiamo con grande attenzione e partecipazione e rendendoci comprensibili per la gente di cosa stiamo parlando, non stiamo parlando di guerre tra piccoli poteri, noi stiamo parlando di quali tipi di risposte siamo in grado di dare ai nostri cittadini; questo deve emergere e su questo bisogna creare un grande elemento di partecipazione. Quindi, concludo veramente, l'appello è la richiesta alla giunta che si operi perché il consiglio possa esprimersi sulle questioni che riguardano la società per la salute partendo da una riflessione sulla sperimentazione, quindi che si attrezzi nei modi possibili ed utili. PRESIDENTE Grazie Consigliera Costa. Consigliere Ghiozzi. Cons. GHIOZZI Grazie Presidente. Io volevo partire da alcune considerazioni che ha fatto la Consigliera Costa e che condivido, però ne volevo anche approfondire delle altre che sono conseguenze strettamente fondamentali per aprire un discorso chiaro sul futuro in cui il sociale e la nostra sanità si sta dirigendo. Volevo partire, appunto come diceva la Consigliera Costa, sulle funzioni del sociale all'interno della nostra amministrazione. Funzione importantissima visto i milioni di euro che il bilancio comunale destina al sociale, visto i milioni di euro che la regione stessa dà ai comuni per il sociale e visto che il controllo del Consiglio Comunale sembra quasi, tra virgolette, a volte spogliato. E mi spiego meglio. Per due anni, diceva giustamente Cannito, siamo stati senza una presidenza ed un consiglio di amministrazione dell’Istituzione per il sociale. L'istituzione del sociale, o meglio, dei servizi alla persona, lo sappiamo tutti, è un organismo strumentale del comune e questo organismo strumentale è rivolto alla gestione dei servizi necessari alla realizzazione del benessere sociale. La Commissione ha dedicato ben quattro volte incontri per stabilire degli elementi che delineassero in modo specifico un atto di indirizzo per il Sindaco che doveva nominare questo consiglio di amministrazione. Abbiamo consumato quattro riunioni della Commissione ed abbiamo discusso, come diceva giustamente la Consigliera Costa, di cosa, di quale è il ruolo del sociale, ci siamo divisi giustamente, nel senso che il centro destra ha presentato poi un suo documento dove voleva evidenziare il ruolo fondamentale della famiglia quale società fondata sul matrimonio, articolo 29 della Costituzione, ma poi nel delineare le caratteristiche che dovevano avere il consiglio di amministrazione e la presidenza della istituzione, si è trovato una sorta di accordo che vedeva che i membri dell'istituzione dovevano avere determinate caratteristiche. Leggo il documento che la maggioranza ha approvato compreso il voto del Sindaco “ Competenze nella materia sostenuta da adeguata formazione, sensibilità socio - politica, valore etico, comprovate capacità. Nel rispetto delle normative vigenti non devono essere dipendenti comunali in servizio, nè essere Consiglieri comunali o circoscrizionali o influenzati da conflitto di interesse. A seguito della nomina da parte del Sindaco del CDA della istituzione sinceramente questo documento che la maggioranza ha approvato sul quale ci sono state 4 commissioni, non sembra essere stato minimamente rispettato e quindi io chiedo: esistono dei curriculum di queste persone? Perché andando a vedere i nominativi non sembra che nessuno di essi rispecchi queste caratteristiche e questo è un problema grave, è un problema grave perché come diceva giustamente la Consigliera Costa le commissioni ed il consiglio vengono svuotate della loro funzione, nel senso, abbiamo perso tempo, abbiamo determinato dei criteri e poi questi criteri non vengono rispettati da chi li ha votati. Ed allora la domanda è questa: l'istituzione, il consiglio di amministrazione dell’istituzione è diventato una semplice distribuzione di poltrone ed in questa distribuzione delle poltrone guarda caso c’è qualcuno che si è dimenticato anche dei Comunisti Italiani e visto che ha dato un contentino a tutti nel fare i conteggi poi si è scordato anche di un partito all'interno della maggioranza. Per quanto riguarda le società della salute vorrei fare determinate considerazioni, il fatto che la istituzione e la società della salute convivono, mi pone un grosso problema. Perché io ritengo, ed il mio partito ritiene, che anche le società della salute siano un grosso carrozzone per distribuire poltrone all'interno delle maggioranze. E non riteniamo, come dice qualcuno, che questo sia un indirizzo irreversibile. Siamo contrari alle società della salute, siamo contrari perché sono solo degli organi burocratici che allungano il percorso fra malato e servizio sanitario. Diceva qualcuno: è un percorso di partecipazione. Bene, laddove sono state sperimentate le società della salute i cittadini non ne hanno minimamente usufruito. Diceva giustamente Cannito: alcune società della salute non hanno neanche fatto il proprio regolamento, non hanno stilato un bilancio, però sono andati esponenti ad occupare quelle poltrone. Allora, questa sperimentazione secondo noi è fallita, Livorno si deve allontanare da questa direzione delle società della salute e giustamente, come diceva la Consigliera Costa, è bene che si vada a parlare nelle commissioni, ma stavolta che i pareri ed i documenti apprezzati dalla Commissione e dal Consiglio Comunale vengano rispettati. Grazie. PRESIDENTE Grazie Consigliere Ghiozzi. Consigliera Gazzarri. Cons. GAZZARRI Intervengo anche perché sono stata citata dall'Assessore. Io rimango un po’ perplessa perché per un anno intero c’erano sempre state richieste e interventi sul perché la nomina non veniva fatta stimolando affinché venisse fatta. Ora ci sono le polemiche perché la nomina è stata fatta, come mai è stata fatta e forse non andava fatta; allora, questa cosa mi fa abbastanza sorridere. Detto questo io, da come mi ha citato l'Assessore in Commissione, feci presente che un certo percorso mi sembrava stato avviato, mi sembrava avviato perché c’erano stati degli incontri in cui tutto faceva presupporre che la nomina fosse avviata e che fosse vicina, anche perché nella maggioranza è stato detto… era avviato, era cambiato l'orientamento da parte della regione sulla sopravvivenza e sulla continuità della istituzione dei servizi alla persona. Era stato chiarito che la istituzione dei servizi alla persona aveva, diciamo, una legittimità ad esistere anche se si fosse passati alla società della salute e che quindi quel percorso poteva essere avviato e completato in breve tempo, perché c’erano state appunto delle chiarificazioni sull’orientamento. La società della salute è uno strumento di programmazione di controllo e non di gestione e l’istituzione dei servizi alla persona poteva entrare in questo percorso come elemento di gestione, ragion per cui si sarebbe addivenuti in poco tempo a formalizzare la nomina, il completamento di questa istituzione. Lo feci presente e quindi credo che le spiegazioni che ha dato l'Assessore sul fatto di perché certi atti sono stati ritirati e verranno di nuovo riaffrontati, sia un percorso trasparente e chiaro. PRESIDENTE Grazie Consigliera Gazzarri. Consigliere Cannito. Cons. CANNITO Volevo però che fosse presente il Sindaco perché ho da fare 4 quesiti a lui specificatamente. PRESIDENTE Momentaneamente aveva un impegno. Cons. CANNITO Io, se vuole, faccio l'intervento dopo. PRESIDENTE Mi aveva detto che doveva... Cons. CANNITO Allora parlerò così. Via sto scherzando. Sindaco stavo scherzando. Allora, io ho ascoltato con attenzione la relazione dell'Assessore Baldi e lo ringrazio per le risposte puntuali e la risposta che ha dato, alcune cose le condivido, altre un po’ meno ma soprattutto per il futuro e quindi non è tanto un giudizio sulla sua attività. Però il problema è che lui ha risposto ai quesiti sostanzialmente uno, quello degli atti ci siamo intesi, l’ha dato. Ci sono però 4 quesiti precisi e specifici che io pongo al Sindaco in quanto responsabile primo dell’amministrazione. La prima questione è questa: voglio sapere ufficialmente perché i ritardi delle nomine, ma non tanto perché sono state ritardate le nomine e perché sono stati fatti questi nomi. La questione che io voglio porre è questa: se c’erano difficoltà di vario tipo, l'Assessore ha detto: il problema era nel rapporto tra istituzione e nuova società della salute, programmazione, gestione, eccetera. Io la prendo per buona, non ho motivi di dubitare, però se era così mi sembrava doveroso e anche rispettoso del consiglio venire in Consiglio Comunale e dire: guardate, gli indirizzi che avete dato un anno fa, la nomina che doveva fare tre anni fa non ho potuto farli o non ho ritenuto opportuno farli perché c'era questa situazione. Questo io lo chiedo come rapporto di correttezza tra giunta e Consiglio Comunale. Non ne faccio nè motivo di polemica nè motivo di accusa, però chiedo che ci sia una osservazione nei rapporti. Ripeto, senza nessuna accusa nè polemica, lo voglio sottolineare, tanto quando sono polemico si vede bene. …(intervento fuori microfono - incomprensibile)… Assolutamente no. Seconda questione. Io ho compreso quello che l'Assessore Baldi ha detto relativamente alle strutture burocratiche… alla non duplicazione di costi, organi tra istituzione e società della salute, però francamente non sono sicuro su questo. Allora vorrei un impegno da parte della amministrazione comunale che mi dica che anche nella eventualità di costituzione di entrata nella società della salute con o senza istituzioni, ma soprattutto con istituzione, anche al di la delle strutture burocratiche che i costi veramente non ci saranno aggiuntivi, perché io posso capire che i politici, fra virgolette, non vengono pagati con ulteriori prebende, però c'è il problema che quando ci si inserisce nella struttura nuova è facile che la burocrazia, che le strutture amministrative eccetera se non si duplicano certo si complicano. Allora mi chiedo, visto che c'è già un precedente, che ha ripreso mi pare il Consigliere Poggiolini, che la Corte dei Conti ha sottolineato alla regione che questo effetto duplicazione, strutture e costi c'è, allora io vorrei che da questo punto di vista la amministrazione comunale si prendesse un impegno formale a che sui bilanci non si aggravi la partita società della salute, visto che la istituzione del sociale già ruzzola diversi miliardi. Terzo quesito che io non so se lo sente, però comunque lo ripeterò se... …(intervento fuori microfono - incomprensibile)… ... gliele passi a lui. Va bene d'accordo... …(intervento fuori microfono - incomprensibile)… …no no no, assolutamente. Le questioni che avevo posto all'Assessore. Ora ho detto: visto che chiedo quattro risposte direttamente al Sindaco, che le sapesse precise, ma va bene. …(intervento fuori microfono - incomprensibile)… Terza questione: vorrei avere una contezza di quando si va a dibattere del futuro istituzione e società della salute. Cioè, non vorrei che ci si trovassimo a discutere di questa questione fra, faccio per dire, un anno o a dicembre quando il discorso regione si chiude e quindi poi il Consiglio Comunale si debba trovare nel brutto frangente di dover dire Si o No a questi eventuali passaggi condivisibili o meno, qui ora non voglio entrare nel merito. Ci sarà tempo e luogo per entrarci, quindi io chiedo che mi si dica: fra 15 giorni, faccio per dire, si dibatte su questa questione e poi ognuno prende le posizioni che vuole. Quarto e ultimo problema, questo più piccolino ma non vorrei che ci fossero sbavature. Vorrei sapere, gli atti... …(intervento fuori microfono - incomprensibile)… Ho detto voglio? Chiedo scusa. Io sono abituato a chiedere scusa, lo sai vero? Vorrei per favore sapere... …(intervento fuori microfono - incomprensibile)… ... ma infatti non è che vi amo, vi rispetto, vi stimo ma non vi amo. Allora, vorrei sapere che fine fa il voto che è stato fatto in seconda Commissione sull'altro bilancio. Scevro da tutte le questioni che sollevava l'Assessore Baldi, non chiedo le scuse di nessun tipo, dico semplicemente… viene ritirato quel voto e si ripresenta l'atto, viene formalizzato in un altro modo, questa è solamente domanda tecnica non di altro tipo. Grazie. PRESIDENTE Grazie Consigliere Cannito. Consigliere Vittori. Cons. VITTORI La comunicazione del Consigliere Cannito ha consentito di sviluppare, a mio parere, un’utile discussione sul ruolo della Istituzione sociale, i rapporti società della salute, adeguamento organizzativo dei servizi al modello toscano. E’ un’utile occasione alla quale il consiglio deve dare seguito, il consiglio deve dare seguito e quindi da questo punto di vista per quello che riguarda noi, ascolteremo ora cosa ci dirà il Sindaco, ma per quanto riguarda noi comunque ascolteremo i tempi di discussione che l’amministrazione vorrà dare e poi noi rifletteremo anche sulle iniziative che come gruppo si tratterrà di sviluppare per accordare compiutamente l'elaborazione, la esperienza livornese a queste che è l'esperienza toscana. Io però mi consento in questo spirito di confronto, mi consento di un paio di osservazioni, a un paio di questioni sollevate dal Consigliere Cannito ora nel suo intervento. Sul rapporto consiglio - giunta ognuno svolgerà la propria parte di responsabilità, ascolteremo cosa ci dirà la Giunta, ma su questa base come gruppo decidiamo dome proseguire e come atteggiarci. Io sulla questione dei costi. L'impegno che si chiede alla amministrazione che la società della salute non significhi un aggravi di costi. Mi si consenta, a prescindere dalla questione specifica io porgo questa richiesta, una sorta di acquiescenza alla spinta antipolitica che è presente nella società dalla quale io credo noi dobbiamo, come dire, salvaguardarci e difenderci, reagire. Ed allora il punto non è questo. L'impegno che la giunta, per questo e per altre cose, da chiedere alla giunta è che la società della salute non significhi un aggravio. Qui c'è un ruolo da questo punto di vista di un indirizzo del consiglio e deve essere sviluppato, perché se ci sono dei costi che si ritengono utili quelli ce ne faremo carico in conferenza dei capigruppo, cosa si può fare. La società della salute porterà un costo ulteriore, non è questo il punto. Il punto è a cosa serve, perché noi non possiamo fare passare l'idea che comunque il servizio politico, il servizio civile, il servizio istituzionale sia una cosa per cui o si fa gratis o altrimenti siamo in peccato, perché noi sappiamo… ma Consigliere Cannito, mi permetto di rivolgermi a lei Consigliere apposta perché sennò se mi rivolgessi da altre parti sarei più liquidatorio e… perché alla fine passa l'idea della politica. Chi la può fare la politica chi ha i quattrini. Questo è il pericolo che avverto nelle pieghe di questa discussione e ti ripeto, per me sta di grande interesse ed alla quale bisogna dare un seguito. Sulle questioni sollevate dal centro destra che vedo poi enucleate nell'intervento del Consigliere Ghiozzi e nell’ordine del giorno depositato, non so se voteremo. Il centro destra mi sembra di tutto il rapporto intuizione sociale, non me ne frega nulla. Quello di interesse punto di caduta, attacco alle nomine che non corrispondono ai criteri per cui si chiede al Sindaco di rimodulare nuovamente i nominativi. E’ un eufemismo, modulare nuovamente i nominativi è un ideologismo di nuovo conio. Beh, noi respingiamo questa impostazione del centro - destra che troviamo scritto in questo ordine del giorno, per cui se si deve passare al voto questa è già una dichiarazione di voto nostra. Io voglio sapere che cosa si contesta in termini di competenza, perché anche qui c'è un altro curriculum. Ci sono dei curriculum che il criterio di presentare dei curriculum da parte degli amministratori mi sembra da questo punto di vista un criterio utile, per l'amor di dio, la richiesta di curricula io la ritengo legittima. Però da questo punto di vista, io parlo per quello che conosco o anche qui si dà l'idea che l'amministratore chi amministra? Cioè, chi ha una funzione politica deve avere una professionalità adeguata. Cosa vuol dire? Un consiglio comunale della nostra provincia una decina di anni fa sotto l'onda dell’antipolitica votò una delibera per la quale amministratori, espressione di quel consiglio, potevano essere soltanto laureati. Il risultato è stato che un valente politico che avrebbe potuto fare benissimo l'amministratore è diventato… gli hanno inventato una… è andato in prescrizione, gli inventarono un ruolo di segretario, una funzione fittizia, gli dettero un incarico dirigenziale per la quale non aveva titoli ed avrebbe potuto benissimo essere l'amministratore, apicale politico di quella realtà. Queste sono sciocchezze che mi sembra dalle quali il nostro consiglio, pur nella furia devastatrice di quegli anni della antipolitica dalla quale ancora non siamo usciti, l’abbiamo scampata e mi pare che quotidianamente la respingiamo, stiamo attenti da questo punto di vista a non ricaderci. In termini di competenza cosa si contesta a uno che è stato capogruppo, che ha avuto l'esperienza politica di capogruppo per non parlare di altre esperienza politiche. Ad uno che è un Assessore, ad uno che ha già avuto esperienze amministrative in quell'organismo, ad una persona che ha avuto esperienze ed ha per certo, al di là delle sue esperienza politiche di partito, esperienze del volontariato. Qui fra tutti quelli che sarebbe meno... ( cambio bobina ) ... per quanto conosco io, che comunque ha una competenza professionale da questo punto di vista oltre che politica, come quella che esercitava nel Consiglio Comunale di Livorno che lo ritiene per me congrua per questo incarico. Quindi stiamo attenti. Il fatto che questi sono criteri, che questi sono nominativi che non corrispondono a criteri a me pare cosa assolutamente da respingere. Se poi ci sono giudizi da dare su singole persone, va bene, si va a porte chiuse, allora si danno giudizi su singole persone. Ma sul piano del giudizio politico assolutamente la posizione del centro destra che leggo in questo Ordine del Giorno é da respingere. PRESIDENTE Grazie Consigliere Vittori. Consigliere Capuozzo. Cons. CAPUOZZO Grazie Presidente. Dopo l'intervento del Consigliere Carlo Ghiozzi c'é poco da aggiungere, vorrei sottolineare alcuni punti. Non entro in polemica con il Consigliere della maggioranza perché evidentemente gli manca qualche dato storico su come é nato il sociale. Per quanto riguarda la società della salute, purtroppo dobbiamo affermare che ancora oggi signor Sindaco non c'é chiarezza. La gestione merita approfondimento. ... (intervento fuori microfono - incomprensibile) ... Ma mica mi arrabbio, ma mica sono arrabbiato, io sono calmissimo, non mi arrabbio mai. Non mi arrabbio quando mi devo arrabbiare in questo ultimo periodo. E’ un periodo nero qui e non sono mai stato vittima. …(intervento fuori microfono - incomprensibile)… Dalla sua. Qui mi succede di tutto in questo periodo, anche dalla Banca di Italia stesso, chissà perché? …(intervento fuori microfono - incomprensibile)… Qui é un periodo nero per mio… evidentemente io ci credo a queste cose, dovrei andare a farmi benedire. Da chi? Quindi c'é il pericolo di avere purtroppo molta burocrazia e meno tutela della salute dei livornesi. Il modello organizzativo della società della salute appesantirà, noi crediamo, i processi decisionali; questo é molto importante, rimarrà più difficile il rapporto fra bisogni e risorse, questo é stato dimostrato. L’azienda sanitaria perderà i connotati di autonomia con il rischio di una nuova invadenza politica nella gestione della sanità e del sociale. Con la società della salute avremo quindi due livelli di gestione, una nuova struttura amministrativa con dirigenti scelti direttamente dai politici, la separazione tra attività socio - sanitaria ed attività ospedaliera. La crisi del distretto sanitario che di fatto viene svuotato di funzione, per di più con dei costi economici che ancora oggi nessuno é riuscito a quantificare ma che saranno sicuramente ingenti. Per concludere credo che la società della salute non porterà alcun beneficio alla salute dei cittadini. Grazie. PRESIDENTE Grazie Consigliere Capuozzo. Consigliere Solimano. Cons. SOLIMANO Devo dire che il dibattito di questa mattina é sicuramente interessante e stimolante perché ci consente di entrare in una discussione che riguarda la promozione della salute, del benessere della nostra comunità ed anche lo spirito con cui il Consigliere Cannito e Dechecchi hanno posto la questione, mi sembra al di là di punti di vista divergenti, un contributo sicuramente stimolante e che ci consente in ogni caso di misurarci sulla idea che abbiamo della promozione sociale, culturale della nostra comunità. Vede, alla fine degli anni novanta l’Amministrazione comunale di Livorno fece una scelta, quella di ritirare la delega all’azienda sanitaria e di riacquistare la podestà gestionale… all'epoca si chiamava dei servizi di sicurezza sociale si chiamavano in quel tempo. Definendo però, lasciando sottintendere un progetto molto ampio, cioè, l'inizio dello sviluppo di quelle politiche di prossimità, dunque di vicinanza ai bisogni dei cittadini che probabilmente non erano state compiutamente soddisfatte con la gestione della azienda sanitaria, ma in virtù del fatto che la amministrazione, la città con le sue articolazioni sul territorio riesce anche ad essere antenna vigile di come si modificano le composizioni sui territori e su come si esprimono vecchi ma anche nuovi bisogni in virtù dei cambiamenti sociali che intervengono, per cui io giudico estremamente positiva la scelta che fece la amministrazione in quegli anni, e se ti ricordi Marco, ancora incompiuta quella istituzione perché nella idea iniziale si pensava di integrare oltre anche alla questione sociale anche la questione educativa, cioè avere un polo che si occupasse dello sviluppo dei cittadini e della nostra comunità partendo dalla soddisfazione dei proprio propri bisogni e quindi non solamente sociali ma anche culturali ed educativi; ed il progetto era grande ed ambizioso ed io auspico che questo progetto poi alla fine possa sciogliersi fino in fondo. Per cui sicuramente da quel momento, da quando é stata istituita l’Istituzione dei servizi alla persona si é sviluppato in maniera capillare in questa città un sistema reticolare di servizi che sicuramente non risponde a tutti i bisogni ed a tutte le domande, ma in ogni caso ha costruito un fronte di contrasto a bisogni sempre più impellenti che il territorio pone alla amministrazione. La rete di servizi di questa città é sotto gli occhi di tutti, io penso che siamo per quel che riguarda la distribuzione ed anche il sistema reticolare dei servizi, una delle città che maggiormente ha investito e se che secondo me non a caso viene citata come modello, ma evidentemente non tutto può essere affrontato perché spesso i bisogni che esprimono le persone non sono solamente bisogni di servizi, sono bisogni che richiamano, sottintendono ad altri aspetti della condizione umana e personale e dunque il sociale non basta. L’aprire un servizio sicuramente contrasta un bisogno impellente ma non é una condizione unica per promuovere complessivamente il benessere di una comunità. Allora, la questione é molto più complessa, il sociale é un aspetto di una dimensione più complessiva che una comunità sviluppa per garantire a tutti possibilità e opportunità di protagonismo civile nella propria comunità. E’ lo sviluppo della cittadinanza nella sua completezza più ampia ed allora io penso che il dovere di una amministrazione sia questo, pensare a come una comunità progredisce, a come una comunità mira, si dà gli obiettivi per raggiungere forme più possibili di benessere e di coesione sociale; definiti questi obiettivi adotta gli strumenti per rendere possibile questo. L’Istituzione é stato uno strumento che ha attivato dei percorsi innovativi ed anche sperimentali in questa città, perché vedete, che chi é per un po’ più dentro le questioni sono stati sviluppati percorsi innovativi di estremo interesse negli ultimi anni. Si é davvero passati dalla logica della mera assistenza alla logica della promozione e protagonismo dei cittadini. La questione dei contratti collaborativi segnano dal punto di vista culturale anche se materialmente poi possono essere poca cosa, una differenza sostanziale fra il contributo ai poveri e l’assunzione di responsabilità anche in una condizione di difficoltà e di disagio; cioè sono processi culturali difficili che noi abbiamo introdotto in questa città che hanno i propri limiti, ci mancherebbe altro. Però dobbiamo governare questo attraverso gli strumenti che le leggi ci mettono a disposizione. Dicevo, l’Istituzione é stato l'inizio, oggi noi ci troviamo di fronte ad una scelta diversa, ad una possibilità diversa che ci viene consentita dalla Regione Toscana, la società per la salute. Intanto noi per la prima volta abbiamo fatto la società per la salute, intanto noi per la prima volta quest’anno abbiamo fatto i piani integrati di salute che già di per sé determinano un cambiamento significativo che vanno a misurarsi a incidere contro la parcellizzazione degli interventi che finora si é avuto attraverso la azienda sanitaria del Comune e definire un piano Comune non solamente dal punto di vista gestionale ma anche della ridistribuzione delle risorse. Cioè, i piani integrati di salute cominciano ad essere il preludio di qualcosa di più importante, di più importante che accadrà nei prossimi mesi perché la novità più significativa ed ecco perché la società per la salute potrebbe essere davvero lo strumento decisivo per questo e che per la prima volta anche il budget dell’azienda sanitaria viene messo a disposizione di un tavolo. L’ufficio unico di piano che é previsto all'interno del piano integrato di salute va esattamente verso questo, c'é una condivisione nella responsabilità e nella destinazione non solamente di un organo che é quello della azienda sanitaria, ma compartecipa attraverso le sue espressioni la città ed i territori alla ridefinizione dei budget sul territorio. A me questo sembra una cosa straordinaria, bisogna comprenderlo fino in fondo, cioè, si va verso la fine di una parcellizzazione e la dimensione di una programmazione univoca all'interno di quello che noi andiamo a costruire e definire sui nostri territori. Chi dice che la società della salute é un ulteriore carrozzone ed introdurrà nuovi costi? Queste sono chiacchiere. Noi abbiamo partecipato, ma ci sono risultati visibili nei territori dove é stata sperimentata per anni la società per la salute. Vengono portati questi da dirigenti nominati dai politici ma davvero ragazzi le parole hanno un senso che cosa vuol dirigenti? I dirigenti sono dirigenti pubblici e non li nominano i politici, fanno un concorso per entrare nelle pubbliche amministrazioni. Allora, se dobbiamo dare voce a tutto quello che ci passa nel cervello e nella pancia va bene tutto, ci mancherebbe altro; a me interesserebbe parlare di cose e di merito e capire come noi con gli strumenti che abbiamo in questo momento nella società per la salute, in un contesto più allargato alla conferenza dei sindaci andiamo a misurarci con la novità. Questo ci interessa ed ha ragione Cannito, ragioniamo nel merito, cerchiamo di capire come la nostra amministrazione entra e si confronta con le sfide per il futuro con la società per la salute. Per quel che riguarda l’Istituzione io non dico una parola, non é mio costume parlare di persone e lo ha già detto il nostro capogruppo quello che è il nostro pensiero. Io ritengo invece che allo stato delle cose un consiglio di amministrazione sia necessario per la istituzione per un motivo molto semplice proprio perché il consiglio di amministrazione é quello che é chiamato a mettere un atti gli indirizzi, bene deve essere un interlocutore politico ma ci mancherebbe anche un altro. Noi non possiamo pensare che sia un dirigente quello che poi mutua e elabora e trasforma l'indirizzo politico di un Consiglio Comunale. Il consiglio di amministrazione é un riferimento politico del Consiglio Comunale che deve elaborare l'indirizzo del consiglio e trasmetterlo al dato operativo. Io sono contento che sia stato fatto il consiglio perché avevamo bisogno noi come Consiglio Comunale di avere nella Istituzione un interlocutore politico che rendesse possibile l'indirizzo che noi davamo a questa città. PRESIDENTE Grazie Consigliere Solimano. Consigliere Cannito. Veloce perché l'Assessore Baldi é atteso alle 11:30 in Prefettura quindi... Cons. CANNITO Un minuto veramente, voglio rispondere al Consigliere Vittori. Io non ho niente affatto parlato di politici; ho parlato a fronte di una risposta, ho detto ho paura e vorrei evitare applicazioni di strutture burocratiche organizzative. Solo queste. Non ho affatto fatto riferimento alla politica, ma non é polemica perché rimanga agli atti. PRESIDENTE Grazie. Consigliere Dechecchi. Cons. DECHECCHI Un secondo, non un minuto. Perché il Consigliere Vittori ha detto che anche noi avevamo proposto il tema in maniera molto sintetica e che ci riserveremo, ma lo ha fatto in buona fede si é scusato con me. Io però l’ho voluto invece ricordare, ci riserveremo poi nello sviluppo successivo di dibattito di dare il nostro contributo alla scelta della soluzione migliore che strada facendo verrà fuori. Grazie. PRESIDENTE Grazie Consigliere Dechecchi. Consigliere Ciacchini. Cons. CIACCHINI 25 milioni di euro, 50 miliardi di lire non sono poca cosa. É una voce importantissima del bilancio del Comune stesso e quando assolve la gestione della Istituzione quindi domandarsi perché i soldi vengono spesi bene quanto magari per l'apparato e per i servizi finali per la popolazione ed in funzione quindi dei suoi obiettivi sociali che per rispondere di chi ha esigenze mi sembra d'obbligo per qualsiasi cittadino, ma anche per qualsiasi amministratore di maggioranza o di minoranza. E quando si vede che tale organismo viene lasciato per più di due anni é logico e naturale domandarsi se questo vertice ha un ruolo effettivo oppure se risponde ad altre logiche. Ma anche quando si vede che una RSA languida da anno quella del viale Ippolito Nievo senza che se ne veda una ultimazione e nonostante le certezze dell’Assessore che aveva affermato pubblicamente che avrebbe aperto nel settembre scorso, non si può non criticare lo spreco e l’inefficienza che regna in ogni settore della nostra amministrazione. Di qui la nostra accusa di mancanza di programmazione da parte della maggioranza di sinistra che del sociale dovrebbe fare la sua bandiera e che invece affoga nella burocrazia. Io auguro di essere smentito nell'interesse superiore della città e dei ceti meno abietti, che il nuovo consiglio di amministrazione abbia un lavoro proficuo e che smentisca quanto abbiamo detto; ma i presupposti purtroppo non sono rosei nonostante la buona volontà di chi andrà a gestire questa parte importante della pubblica amministrazione. PRESIDENTE Grazie Consigliere Ciacchini. Consigliere Trotta. Esaurisco i primi interventi. Cons. TROTTA Intanto volevo rispondere alla Consigliera Costa dicendo che sicuramente non é la scarsa attenzione legata al fatto che non ci sono interessi nella sanità. Perché purtroppo come ci dicono anche gli episodi di Pisa, dell'ospedale di Pisa, circolano grossi interessi pari pari come circolano sulla edilizia tout court per cui credo che non sia questo l'interesse; forse va analizzato più approfonditamente, non saprei dare valutazioni rispetto alle cose che diceva però non é questo l'aspetto secondo me. Penso che la difficoltà del Consiglio Comunale molto spesso sulle questioni che stiamo discutendo é quella di riuscire poi a dare concretezza e visibilità alle decisioni che noi in qualche modo siamo chiamati a fare, nel senso che molto spesso finiamo per fare dei ragionamenti molto sui temi e si ha la tentazione per lo meno che questi ragionamenti non riescono ad entrare nel merito, riuscire a dare una svolta, dare salto di qualità che ci chiede una condizione stessa dei servizi e l’aspettativa e quindi penso che questo scarto che manifesta anche una certa impotenza politica secondo me per cui non bisogna arrendersi, che può determinare un certo distacco pere non é una giustificazione rispetto alla distrazione del Consiglio Comunale che purtroppo anche per l'esperienza che ho in questo consiglio é una amministrazione storica sui temi della sanità ed al sociale spesso il dibattito si riduce ad addetti ai lavori, a quelli che comunque hanno una sensibilità o che per interesse politico hanno su questo maturato un’analisi magari più approfondita ed anche delle proposte che si confrontano. Sulla questione della società della salute penso che il problema di fondo sia sostanzialmente di capire oggi cosa può significare società per la salute per una realtà come Livorno, nel senso, se é così a livello puramente epidermico é uno strumento che ha un senso, perché permette di superare una difficoltà che c'é stata in questi anni, cioè, l’integrazione fra livello sociale e livello sanitario, questo sicuramente é uno strumento che costringe in qualche modo ad incrociare questi punti di interesse e di azione appunto di politica. Però il fatto che ci sia questo incrocio secondo me non é sufficiente, nel senso che se rimane solamente da un lato un incontro di vertice tra le direzioni sostanzialmente politiche e amministrative delle due strutture e dall'altro l'integrazione in questo processo di tutta una serie di soggettività che sono portatori di lavoro, ma anche di interessi che non é detto che siano interessi coincidenti con gli interessi pubblici della amministrazione pubblica, sia quella sanitaria e regionale e comunale, indubbiamente su questo duplice aspetto si concentrano sostanzialmente le nostre perplessità ed appunto per questo la cosa che diceva Otello Chelli, ma veniva ripetuto anche nelle commissioni passate, la esigenza di fare un bilancio concreto di quello che é accaduto dove questo tipo di soluzioni sono state già praticate, é un passaggio penso dovuto, perché in questi anni obiettivamente il deficit di partecipazione, di coinvolgimento dei territori é stato un dato che soprattutto sul sanitario ha pesato in modo impressionante, dove le decisioni sono piovute molto più sui territori e lo stesso livello politico, diciamo, più importante penso alla conferenza dei sindaci, penso al ruolo complessivo dei Consiglio Comunale dire che sono marginale é dire in qualche modo una cosa abbastanza… poi c’é… essere minimalisti nel giudizio. Quindi questo secondo me é l'aspetto fondamentale. Come riusciamo a recuperare un livello di partecipazione? Io penso che bisogna rompere un criterio sia puramente aziendalistico nella gestione di queste strutture, perché quel criterio secondo me é un criterio che costa necessariamente con una lettura partecipativa della decisione ma anche di costruzione poi nel concreto di servizi. O c'é appunto una apertura e qui bisognerebbe anche trovare gli strumenti che possono consentire questa apertura, i territori hanno conosciuto in passato dei tentativi delle esperienze, io mi ricordo tutta la esperienza dei comitati di distretto che ad un certo punto si é tentato nella nostra realtà anche cittadina, il risultato di quella esperienza purtroppo é stata effettivamente poca cosa. Io mi ricordo che anche i consigli comunali in passato hanno tentato di stare sul livello sanitario in maniera più pregnante, penso anche quando discutevamo dentro i consigli comunali, però con l'esperienza al di là della discussione fatta nelle Commissioni non ha prodotto indubbiamente un livello di partecipazione meno che della popolazione, comunque poco anche dello stesso Consiglio Comunale. Quindi credo che ci sia l’esigenza di fare una valutazione critica di una fase secondo me che é quella sostanzialmente degli anni novanta che hanno portato poi ad un rivoluzionamento profondo del sistema anche sanitario e sociale e credo ripartire da queste. Ed un punto fondamentale, ripeto, é la partecipazione ed il nostro esercizio, e qui sarebbe importante il ruolo della elaborazione del Comune complessivamente inteso, nella individuazione degli strumenti cui con cui possiamo fare questo pezzo di cammino. Fuori di questo c'é la delega alle strutture, ripeto, amministrative e politiche; c'é il problema degli interessi spesso di realtà che non fanno parte dell’amministrazione pubblica e quindi diciamo… sono già qualcosa di estraneo, ma di diverso dell’amministrazione pubblica. Ci sono poi gli interessi a volte dell’amministrazione pubblica che sono più interessi corporativi o di potere e che questi interessi non sono neanche essi interessi complessivi del buon funzionamento della macchina. Io leggo anche in questo senso le polemiche che hanno agitato la discussione anche in queste aule riguardo al discorso della sanità in questo territorio e quindi io penso che se noi non mettiamo dentro questa partecipazione indubbiamente rischia di essere una discussione sclerotica tutta all'interno di logiche di schieramento anche senza che parli poi effettivamente ai bisogni ed alla realtà della condizione di servizi e della condizione complessiva del funzionamento stesso dei servizi che invece meriterebbe attenzione da parte del Consiglio Comunale. Io faccio solo una riflessione, non sono in grado su questo ambito specifico di avanzare proposte se non quelle che sono già nuove rispetto a quelle che sono sul tappeto. Penso che ci sia l'esigenza di continuare la discussione se ci sono anche i tempi concreti che ci permettono di riflettere anche su questo versante indubbiamente cogliamoli. Se quindi c'é questo processo di sperimentazione qui sul territorio, che noi diciamo la verità, guardiamola con perplessità perché é stato un giudizio non positivo tanto per essere chiari, però ovviamente se la amministrazione comunale fa una scelta non é che noi ci tiriamo fuori, noi vogliamo in qualche modo capire nell'interesse che vogliamo rappresentare come questa scelta può non configgere quelli che sono per noi gli obiettivi fondamentali di crescita e sviluppo dei servizi stessi. Penso che ci serva anche un altro dato il fatto, che ci manchi più approfonditamente una indagine complessiva dello stato dei servizi e bisogni sul nostro territorio e quindi penso che sarebbe uno strumento rilevante riuscire a incrociare questi due aspetti. Concludo sull’aspetto richiamato anche nella comunicazione del Consigliere Cannito riguardante il rapporto fra istituzione e società della salute. Indubbiamente l'esigenza penso di chiarire questo rapporto é una esigenza reale, perché io a suo tempo ho condiviso il percorso che portò appunto a riprendere da parte del Comune la gestione dei servizi sociali perché penso che fosse una scelta giusta e l'abbiamo condivisa anche se non approvammo la modalità con cui si scelse di costituire la istituzione, però al di la di questo il rischio di sovrapposizioni sia reale e quindi l'esigenza anche di accorciare per permettere la partecipazione ed accorciare i livelli di rappresentanza democratica e di governo, perché se creiamo strutture diventa complicato poi in qualche modo permettere alle realtà sociali e anche ai cittadini in maniera organizzata di essere soggetti attivi di un processo. Quando si moltiplicano i livelli di governo e tra di loro rischiano di confliggere, indubbiamente da questo punto di vista non si fa appunto non si ottiene l'esito di sviluppare la partecipazione che é neo fondamentale credo della politica sociale di questi anni. PRESIDENTE Grazie Consigliere Trotta. Io ho due richieste di secondo intervento. Consigliere Vittori. Cons. VITTORI Brevemente solo per dare atto al Consigliere Dechecchi delle sue parole, mera dimenticanza non ho citato il contributo del Consigliere Dechecchi. Mi pare opportuno perché siamo tutti impegnati a dare decoro alla al lavoro della nostra istituzione e quindi va riconosciuto a tutti i Consiglieri quando riconoscere il loro lavoro. PRESIDENTE Grazie Consigliere Vittori. Consigliere Chelli, cinque minuti. Cons. CHELLI Non chiedo impegni da nessuno. Io ribadisco quello che ho detto nel primo intervento, cioè che programmazione e controllo spettano esclusivamente al consiglio comunale che tra l'altro discute e quindi elabora e quindi anche converte il bilancio della istituzione alla persona, anche perché questa sovrapposizione di istituti a me non piace molto, sa tanto di burocrazia e mi domando ad esempio se qualcuno ha detto la società della salute deve intervenire sui problemi della sanità, eccetera...? Io credo che i sindaci avrebbero dovuto intervenire finora ma noi siamo qui in attesa di discutere una delibera sulla funzionalità e su alcuni fatti accaduti all'ospedale e non siamo ancora stati capaci di discuterla perché la ASL non ha fatto intervenire le sue risposte. Io credo che i sindaci rispetto alla situazione della sanità nella nostra città ed anche nella provincia, ci sono fatti recenti non voglio speculare, si ammucchiano ad altri, i sindaci sarebbero già dovuti intervenire duramente nei confronti di come va avanti la sanità. Io non voglio che sulla istituzione alla persona al suo lavoro che svolge ci siano altri strumenti che non la giunta ed il Consiglio Comunale, perché sennò diventa un problema e tutti noi sappiamo quanto l'ammucchiarsi di prerogative su qualcosa sia servita soltanto a creare delle enormi confusioni. Intanto l’istituzione alla persona é una parte notevole del bilancio del Comune ed io ritengo che proprio per questo l'unico strumento di programmazione e di controllo sia la Giunta ed il Consiglio Comunale. Punto e basta. PRESIDENTE Abbiamo terminato gli interventi. La parola all'Assessore e poi passiamo ad altri punti. Ass. BALDI Pensavo, all’inizio della relazione, di essere stato abbastanza chiaro. Due precisazioni. Allora, la sperimentazione non riguarda tre zone ma 19 zone della Toscana e tutte le città capoluogo escluso Livorno e Pistoia trasformate in popolazione. Comunque la sperimentazione in toscana della società per la salute colgo l’occasione per dire che sono diciannove le zone, pari al 70% della popolazione, e che la Regione toscana alla fine quando ora ha emanato i nuovi indirizzi per la prosecuzione della sperimentazione ha lanciato in tutta la toscana nelle zone dove si é sperimentata la società per la salute, momenti di incontro, di dibattito, l'ultimo a Pisa l'avete visto anche stampa e televisione ne ha riportato ampia discussione proprio sulla evoluzione, insomma sul punto della situazione e dopo che c'é stato il coinvolgimento alla conferenza socio sanitaria regionale che ha coinvolto anche le altre città che non facevano parte della società per la salute, c'é stata la scelta la decisione di proseguire appunto su questa strada. Velocemente, insomma, io partecipo sempre ad un sacco di incontri e mi dispiace non vedo il Consigliere Ghiozzi. Io ho grande stima, nonostante siamo abbastanza lontani dal punto di vista politico, del Consigliere Ghiozzi perché mi ha dimostrato la sensibilità nel rapporto anche di un rapporto con il pubblico rispetto alla salute dei cittadini. Io gli vorrei dire che la preoccupazione che c'é nel mondo sanitario nazionale é che il pericolo di cambiare sistema in sanità in Italia per passare per intendersi da un servizio pubblico ad un servizio privato, ed io lo butto lì, trovate un servizio privato dove hanno il pronto soccorso; perché quando si parla di servizi privati si parla sempre di esperti, di specialisti. I pronto soccorso si lasciano al pubblico perché sono cose costose e sono rotture di scatole. Allora lo dico, io sono per la sanità pubblica, penso su questo grande parte del Consiglio Comunale lo condivide, l’allarme che é stato lanciato alla conferenza di Roma della fede sanità dove c'erano tutti é che allo stato attuale solo Toscana, Emilia, Umbria e Veneto rispettano il patto di stabilità. Dalle altre parti, nelle altre regioni ci sono voragini. Cioè, io vorrei che spese per la società per la salute - dopo ci ritorno - questo é il punto. Noi ci dobbiamo porre questo. Il patto per la salute firmato con tutte le regioni va in questa direzione. Bisogna organizzarci affinché non si creino voragini nella sanità, altrimenti l'anno prossimo cambia la sanità e non cambia uno sviluppo della sanità pubblica. Questo é lo spirito anche firmato da tutte le regioni del patto per la salute compreso le regioni autonome. Queste sono le quattro regioni che rispettano il patto di stabilità, di questo dobbiamo anche un pochino preoccuparci. La Regione Toscana é al centro dell’attenzione per un percorso di partecipazione con la società per la salute. Uno dei punti - Marco Cannito - non costa niente perché é un consorzio fatto da una sommatoria dal punto di vista della Giunta politica fatta dai sindaci dai comuni che partecipato al consorzio e dal rappresentante della Regione che é il direttore generale o un suo delegato. La struttura é la struttura tecnica. L'ufficio unico di piano diventerà l’ufficio di supporto. Oggi ci sono dei lavoratori e dei dipendenti pagati; non é il costo della società per la salute, é una diversa organizzazione. Quindi se si vuole parlare di integrazione questo é un ulteriore passaggio. Altrimenti noi siamo d'accordo, anche su questo, si parla sempre di prevenzione, diagnosi e cura. Guardate, non é il problema di fare bene la prevenzione, bene la diagnosi e bene la cura, che già sarebbe importante. Il problema é come si passa dalla prevenzione alla diagnosi e dalla diagnosi alla cura. Ha ragione la Letizia Costa quando dice: la società per la salute non si occupa di ospedale, però é chiaro che sta in un meccanismo di un budget virtuale dove si intreccia. Poi si possono inventare anche altri sistemi, ma noi si può anche decidere che si rimane nel nostro angolino e si fanno le nostre cosine, però questo é un ulteriore passaggio a costo zero, lo dice la legge, non è che lo dico io. Per legge non é pagabile nessuno di queste persone che faranno parte del consorzio ed é il tentativo di una maggiore integrazione. Ora io ho scritto un pochino sulle analisi, però noi si può anche partire tutte le volte da zero. Io quello che propongo al Consiglio non é la preoccupazione che saremo espropriati dall’atto di indirizzo, vi propongo di lavorare di più, perché se qualcuno di voi ha avuto la voglia di sfogliare il piano integrato di salute, cioè, non é che vi propongo di ragionare di tre pagine di indirizzi e di 15 pagine del piano del programma dell’istituzione. Io vi propongo di ragionare su 400 pagine del piano integrato di salute, cioè propongo che il Consiglio Comunale venga coinvolto in questo processo, altro che defraudare il Consiglio dalle sue competenze, basta però, voglio dire, siccome i servizi vengono fatti giorno per giorno... cioè, anche su questo i tempi bisogna impegnarsi. Quindi io vi propongo un maggior lavoro e sono convinto che nessuno di voi si tirerà indietro, però per approvare il piano integrato di salute, in questo caso sì, perché si lavora per obiettivi e non più per indirizzi di carattere generale, i tempi non possono inevitabilmente essere tempi biblici. Velocemente per quanto riguarda le analisi ma insomma, ora si tratta di capire se si fosse sfogliata il piano della sanità per la salute per ogni obiettivo c'é un discorso di analisi. Questo é un Consiglio Comunale molto sensibile alla partecipazione, beh, io vi invito anche solo per curiosità, qualche volta mi sembra che l’invito é arrivato quando si fanno le assemblee plenarie quando tutti i tavoli si riuniscono a Villa Serena con 150 - 160 persone in rappresentanza di 80 associazioni vediamo se lì dentro questi tavoli di programmazione c'é dentro l’attenzione della città e la sollecitazione alla dinamicità dei servizi, perché altrimenti poi la partecipazione non é solo uno slogan, é anche fatti concreti. Con questo sistema noi abbiamo messo in piedi dei sistemi di partecipazione che ieri non c’erano, da migliorare, da affinare però questo é quanto. E le verifiche sono previste, anche le verifiche misurabili. Io vi dico che a me non basta questo, però ci sono verifiche misurabili con le stesse cooperative e associazioni che gestiscono servizi. Cioè, la verifica si fa con gli… e avere coraggio e questo anno chi ha partecipato ai tavoli hanno deciso di chiudere alcuni servizi perché alla fine anche se il costo era limitato non hanno dato i risultati che loro stessi coinvolti, perché di questo si tratta, non c'é qualcuno che verifica e quello che lavora. Si sta dentro un percorso, ci stabiliamo tutti insieme degli obiettivi e questi obiettivi si seguono di volta in volta e qualche volta ci sta che qualche servizio nuovo che abbiamo messo in piedi non ha dato il risultato che si sperava. Si cambia, si chiude e si modifica. Questo é avvenuto, ma tutto questo é scritto nel piano integrato di salute, questi dati vengono mandati all’IRPET regionale, ma vengono mandati all’osservatorio della Provincia che, Carla me lo insegna, hanno fatto 4 o 5 opuscoli sui nostri servizi, sulle valutazioni. Anziani, giovani, disagio cioè... io non so poi di che tipo di valutazione oltre a quella specifica, oltre a quella particolare, oltre a quella di carattere generale di cosa si parla. Si può fare sempre meglio e di questo cercheremo anche di specializzarsi ancora di più e meglio. Gli ultimi punti. Perché il ritardo delle nomine? Marco deh, io ve l’ho detto, nel senso, le nomine in ritardo é dovuta a questa definizione che la Regione Toscana ha dato... PRESIDENTE Scusate, ma potete fare un po’ di silenzio per cortesia! Ass. BALDI Rispetto alla società per la salute é sicuro che non ci saranno altri costi? E’ sicuro, poi se domani mattina fra tre anni cambia la legge e dice che il consorzio non si fa più, ci si mettono degli esperti da New York e vanno pagati, io dico: allo stato attuale lo posso sottoscrivere. Però chiedetele, alla una delle 19 ci sarà una che conoscete in tutta la Toscana che ha fatto la società per la salute, ci sarà qualche compagno vostro di partito, telefonategli, da qualche parte Rifondazione in qualche città é maggioranza e quindi partecipa a questi processi, quindi chiedeteli se li pagano o no. Non dovete fidarvi di me ma chiedete, una telefonatina non costa nulla. Una telefonata allunga anche la vita, come dice lo spot. Quindi allo stato attuale non costa niente. Certo, la struttura che metteremo a disposizione della società per la salute é la struttura che attualmente lavora nelle U.S.L. e nei servizi sociali che sono pagati, invece di stare lì stanno per lavorare per un obiettivo diverso. Quando andremo al dibattito per la società della salute per me era ieri. Si é iniziato ora a fare un ragionamento, per me l’obiettivo sarebbe quello di salire alla svelta per cercare di mettere le mani anche sulla ripartizione economica. Io sono un po’ da questo punto di vista... cerco di cercare da tutte le parti. Quest’anno noi non avendo aderito alla società per la salute qualche centinaia di migliaia di euro della sperimentazione l'abbiamo persa. Se ce la facciamo vediamo se si entra a inizio anno sul bilancio 2007 a starci dentro. Altrimenti certo, non si vuole troncare il dibattito però si é aspettato due anni, partiamo. Ora non ha ancora parlato - credo di aver fatto una forzatura anche al Sindaco - non abbiamo ancora parlato in Giunta neanche in maggioranza, io lo dico forse é una forzatura, forse la maggioranza decida di nuovo che non se ne fa di nulla. Allora il dibattito si farà in quest'altra legislatura. A questo punto io mi arrendo. Per me sarebbe la perdita di una occasione. L'ultima cosa, e concludo, che fine fa il voto sul bilancio. Io ho detto: lo spirito poi si può credere o non credere ma questo fa parte delle cose. Per me la discussione che può aver preso quella piega, ma vi ricordo che sul bilancio 2006… 2005 che era quello concluso e terminato, e non sto a ripeterlo, mi sembrano osservazioni… Quindi io non faccio altro… e questo é l’indirizzo che abbiamo dato agli uffici visto che c'era questo problema io lo rimando in Consiglio Comunale con la approvazione che c'é già stata il giorno successivo del Consiglio di Amministrazione. Poi se il Presidente d'accordo con i capigruppo decide di portarlo in Commissione si porta in Commissione, altrimenti se il dibattito in Commissione é concluso... Però capisco che in Commissione si é parlato di più della parte burocratica che non della sostanza, però tutto avete detto che tutto sommato nella sostanza grandi rilievi non c'erano, però decidiamo. Io ecco, é adeguato alla regola se questo era il problema e quindi non ci rivà con stesso modo, se no sarebbe inutile ritirarle e poi riportarlo sullo stesso modo, quindi questi erano la fine dei quattro quesiti. Poi sulle valutazioni che dà il centro destra sui servizi, se loro sono convinti che fanno schifo io non posso mica... tutta la Toscana dice il contrario, però si vede che siamo bravi a convincere tutta la Toscana e noi non siamo bravi a convincere il centro destra di Livorno. Che posso farci, pazienza. PRESIDENTE Grazie Assessore Baldi. Su questo ovviamente non c'è la votazione. Cons. CANNITO Prendo atto delle riposte che ha dato. Volevo solo che il Sindaco mi rispondesse, dato che non l’ha potuto affrontare Baldi... ( cambio bobina ) …giunta. Come mai? anche per evitare un ulteriore problema in altri campi non si è sentito la sensibilità di venire in consiglio e dire: ora c'è questo percorso e ci sono questi problemi. Punto. Sarebbe sufficiente questo... in futuro. …Mi ritengo soddisfatto nel merito da quello che ha detto l'Assessore Baldi, credo anche concordato con Lei. Grazie. SINDACO La questione della nomina del Consiglio dell’istituzione per il sociale è stata questione che non è stata gestita in dispregio del rapporto con il Consiglio Comunale. È stata gestita a nostro giudizio come un elemento per il quale noi abbiamo pensato con grande onestà di poter superare l'istituzione del sociale, abbiamo spinto in maniera molto forte perché dentro la legge regionale venissero accolte alcune riflessioni che facevamo - lo dico con chiarezza, poi spiegherò perché - non convinti dell’iniziale sperimentazione della società della salute perché questa cadeva sulla città di Livorno in una maniera abbastanza – direi – particolare. In funzione delle scelte che noi avevamo fatto precedentemente, molti comuni - ma qui Amerigo Poggiolini forse ne saprebbe più di me - non hanno fatto la scelta che noi facemmo di recuperare i servizi sociali. Per noi rischiava davvero di diventare un doppione ed in quell’occasione abbiamo atteso - e qui forse può esserci l'errore ma anche qui non mi dispiace mai chi dice: “ho sbagliato” e non mi dispiace mai poter dire anche con franchezza quello che penso, poi lo valutiamo insieme. Noi abbiamo fatto questa scelta perché l'elaborazione della società della salute andava nel senso che noi chiedevamo alla Regione. Oggi la proposta di legge che viene fatta è di dividere gestione e dall'altra parte dividere la programmazione. C'è un ulteriore problema che nessuno ha connotato e mi permetto di connotarlo perché servirà per la discussione che faremo. Ulteriormente la divisione fra ambito sociale e ambito sanitario si connota con la legge 40 nella dimensione per cui le conferenze dei Sindaci fanno la programmazione in ambito sociale e sanitario e soprattutto determinano tutti gli ambiti che sono ambiti – diciamo - di contiguità cioè quei servizi che sono un po’ sociali e un po’ sanitari. Se si parlasse di strade sarebbe semplice ma siccome abbiamo chiaro cosa succede è totalmente sociale o totalmente sanitario un servizio quando è perfettamente definito. In questo noi abbiamo atteso, abbiamo anche utilizzato un po’ il ruolo dell'Assessore Baldi che fa il capo di questo gruppo di sperimentazione per l’ANCI ed abbiamo probabilmente… l’unico veramente problema è non avere forse partecipato al Consiglio questa riflessione. Mi sembra però che oggi la legge che accetta questa riflessione impostata anche a Livorno potrebbe essere l'occasione per guardare in avanti sapendo cosa pensiamo noi. La società della salute è imposto dalla legge, la legge lo dice - non so se Baldi lo ha già detto - non costa più soldi, è scritto nella legge. Non ci sono elementi aggiuntivi casomai ci sono elementi disgiuntivi e riaggregativi ma non costa più soldi. Oggi casomai bisogna capire - e questo è proprietà anche di una discussione del Consiglio – se verso la società della salute ci andiamo o non ci andiamo. Dice Otello Chelli: non vogliamo gestire allontanando e quant'altro. La società della salute nasce con la volontà opposta. Per parte nostra riteniamo che ci possano essere ancora dei miglioramenti per arrivare alla fine della sperimentazione che possano servire a questo territorio a stare dentro l'ultimo tassello che è quello della relazione con la Conferenza dei Sindaci di Area Vasta, che non è - badate - un problema banale perché la conferenza dei Sindaci di Area Vasta è quella che per esempio sulla sanità e quindi sui settori borderline - sanitario e sociale - alloca le risorse. Allora, se questo elemento è in questi termini questo è come abbiamo ragionato. Bene, male, io lo consegno al Consiglio. Penso che ora incominci una fase diversa, cioè la scelta se partecipiamo alla società della salute e questo sarà l'elemento ovviamente... Baldi ha proposto l'idea della Giunta ma sarà la discussione che verrà fatta in Consiglio. Lo dico anche per un altro motivo, guardate. La questione dell’istituzione per il sociale ha tanti difetti però ha un pregio sostanziale perché tutti gli strumenti hanno difetti da una parte e da quell'altra hanno pregi, che poi di fatto è il Consiglio che sotto questo aspetto torna ad analizzare gli elementi e anche qui io porto sempre un esempio: quando succede una confusione per esempio all’ASL non accade mai che vadano dal Direttore dell’A.S.L., vengono tutti - come diceva qualcuno - in Consiglio Comunale. Beh, allora forse l'istituzione è anche un modo davvero per tenere la gestione vicina, mentre ragionare con altri Comuni o con altri assetti anche un po’ a geometria variabile per alcuni servizi può servire per stare nella programmazione di livello sovra- comunale e anche regionale. Questo è il filo che ci muove, dopodichè mi sembra che la discussione sia aperta da oggi e che l'Assessore Baldi si sia impegnato a portare l'avanzamento dei lavori in Consiglio per discutere di questa cosa. PRESIDENTE Ringraziamo il Sindaco. Discussione relativa all’atto n. 163 del 10 novembre 2006: ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI CONSIGLIERI TAMBURINI – GHIOZZI e CAPUOZZO IN MERITO A “NOMINA C.D.A. ISTITUZIONE DEI SERVIZI ALLA PERSONA” (Respinto) PRESIDENTE Dunque, ora rimane da trattare e da mettere in votazione l’ordine del giorno presentato dai Consiglieri Tamburini, Ghiozzi e Capuozzo. Se ci fosse magari uno dei tre proponenti, magari uno. L'Assessore Baldi si allontana perché era atteso un’ora fa in Prefettura. Consigliere Tamburini. Di fatto mi sembra che l’abbia già illustrato il Consigliere Ghiozzi nel suo intervento. Prego. Cons. TAMBURINI Questa mozione di ordine del giorno presentata dal gruppo consiliare di “Alleanza Nazionale” e di “U.D.C.” in pratica dice soltanto questo. Fa riferimento all’atto di indirizzo votato dalla maggioranza del Consiglio Comunale, competenza nella materia sostenuta da adeguata formazione, sensibilità socio-politica, valore etico, comprovate capacità. Considerata poi l'istituzione di massa da quasi due anni senza CDA e fa l’elenco dei nominativi che compongono il Presidente del Consiglio di Amministrazione. Questa mozione è nel senso di non ritenere tale vertice - e quindi Consiglio di Amministrazione e Presidente - in grado di possedere quei requisiti di cui all’atto di indirizzo votato - ricordo - dalla maggioranza del Consiglio Comunale. E quindi conclude impegnando il Sindaco - come si usa in questi termini in maniera molto carina e soft - a rimodulare i criteri che hanno portato alla nomina del Consiglio di Amministrazione e del Presidente. Se poi tale rimodulazione porterà a nominativi diversi è evidente che l'atto di indirizzo a quel punto potrà essere condiviso da tutti. Al momento attuale l’attuale modulazione sembra non corrispondere all’atto di indirizzo. Grazie. PRESIDENTE Grazie Consigliere Tamburini. A questo punto se qualcuno vuole intervenire, sennò facciamo le dichiarazioni di voto - sempre che qualcuno le voglia fare - dopodichè andiamo in votazione. Prima di dimenticarmelo nomino gli scrutatori: Consigliera Bottino, Consigliera Fugi e Consigliera Volpi. La parola al Consigliere Ghiozzi, prego. Cons. GHIOZZI Semplicemente per rispondere un po’ anche a Vittori quando accusa il Centro- Destra di non volersi occupare di sociale. Questa è una grande falsità e lo dimostra appunto la nostra... PRESIDENTE Consigliere Ghiozzi. Cons. GHIOZZI Noi al Comune… Presidente, abbia pazienza, il Centro-Destra si occupa di sociale in Comune e lo dimostra il fatto della nostra partecipazione all'interno delle Commissioni. Quando abbiamo deciso di votare un atto di indirizzo per la nomina abbiamo partecipato attivamente e abbiamo delineato tutti quei criteri che secondo la nostra formazione politica dovevano essere essenziali per la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione. Il dibattito è stato lungo, è stato dibattuto, ci sono stati dei momenti anche di scontro chiaramente verbale ma non si può assolutamente dire che al Centro-Destra il sociale non interessa. Per il Centro-Destra il sociale è un elemento fondamentale e questa mozione non fa altro che riprendere questo nostro concetto. Sono stati fatti dei nomi che niente hanno a che fare con l'atto di indirizzo approvato dalla maggioranza stessa e se non avessimo a cuore l'istituzione non avremmo presentato questo ordine del giorno. Grazie. PRESIDENTE Consigliera Gazzarri, prego. Cons. GAZZARRI Io faccio riferimento proprio ai requisiti che loro… questa mozione dice: "considerato che i nominativi designati dal Sindaco non sembrano minimamente possedere i requisiti previsti dall'atto di indirizzo". Nel capoverso precedente a queste persone vengono date delle qualifiche. Volevo sapere se questa… diciamo, il fatto di asserire che non posseggono queste persone i requisiti sono basate sulla qualifica che vengono dati al capoverso precedente oppure se sono stati letti i curriculum che queste persone hanno presentato. Ecco, questa vorrei che fosse una chiarificazione che mi sembra che manchi da... cioè, si evince da questa mozione che la valutazione... (Intervento fuori microfono – incomprensibile)… vorrei… no, io volevo sapere se la valutazione al quinto capoverso viene fatta in base alla qualifica data da questa mozione al capoverso precedente o seppure vi siete documentati... (Intervento fuori microfono – incomprensibile.) PRESIDENTE Per cortesia, Consigliere Tamburini per cortesia! Cons. GAZZARRI no, oppure... PRESIDENTE Per cortesia! Cons. GAZZARRI Io – dunque - volevo che mi si rispondesse... riformulo la domanda. Al sesto capoverso vengono fatte delle affermazioni. Al quinto capoverso vengono date delle qualifiche. Le affermazioni al sesto capoverso sono basate sulle qualifiche del precedente o sono state diciamo…? vi siete documentati sui vari curriculum e non li ritenete idonei? PRESIDENTE Per cortesia Consigliere Tamburini! Consigliere Trotta, prego. Cons. TROTTA Io penso che l’operazione di “Alleanza Nazionale” e l’ “UDC” la capisco, la capisco sul piano politico per cercare in qualche modo di fare scoppiare anche delle contraddizioni nel Consiglio Comunale, non è questa la cosa che – diciamo - mi stupisce. Il ragionamento che non c'è… secondo me c’è uno spostamento troppo marcato su un aspetto che secondo me - è marginale perché da un lato si parla di criteri e si parla di competenze, dall’altro non è detto perché uno ha avuto comunque delle esperienze politiche – diciamo - non abbia poi anche delle competenze nel settore. Cioè, non è che il fatto che uno è stato capogruppo o ha svolto funzioni politiche allora sembra dalla lettura di questo ordine del giorno non possa poi svolgere un ruolo dentro una struttura - diciamo - come è l'istituzione perché ovviamente questa è un’impostazione che non condivido perché il CDA è comunque un CDA politico indubbiamente, non può svolgere la funzione che poi debbono svolgere comunque l’apparato tecnico di un’Amministrazione. La cosa semmai - secondo me - da chiedere è che alla luce di quell'indirizzo e al di là delle cose che ha detto il Sindaco, dell'indirizzo che fu espresso dalla Commissione, la Commissione torni a fare una parametrazione - diciamo - di quello che è stato il lavoro di preparazione a quell’indicazione di criteri con quello che è stato il risultato. Aprire una discussione su questo. Io posso capire in Commissione si fa un passaggio di verifica però ovviamente un ordine del giorno così sparato con un taglio politico così netto che allude insomma comunque strumentalmente ad una serie di considerazioni che io non mi sento di condividere e non credo che possa essere votabile da parte del nostro gruppo. Quindi credo che sia giusto nello spirito, se questo è lo spirito, non so visto la forma che lo tradisce, poi la forma tradisce lo spirito, quello che il Consiglio appunto si faccia carico del controllo sono d'accordo, però mi sembra che questo documento più che interessare quello interessa strumentalmente agitare una serie di problemi che poi, secondo me, finiscono per non arrivare poi all'obiettivo principale che è quello di una verifica di merito rispetto alla corrispondenza tra criteri e poi proposta effettiva di organo di Amministrazione. PRESIDENTE Grazie Consigliere Trotta Io non ho altre richieste di intervento. Consigliere Tamburini. Un attimo solo. Cons. TAMBURINI E’ legata all'intervento del capogruppo di Rifondazione Comunista. Io sono d'accordo, ci mancherebbe altro, ho 60 anni figuriamoci se non riesco a capire questo, che comunque qualsiasi Consiglio di Amministrazione, qualsiasi Presidente fa riferimento alla maggioranza che gestisce il potere ed il governo della città, ma limitarsi a dire che comunque il vertice è politico, è riduttivo perché allora lo stesso discorso vale anche per l’A.T.L. allora non occorre predisporre, studiare atti di indirizzo, avere competenze, avere professionalità se poi si dice il Consiglio, il vertice, il Presidente e politico poi la macchina la manda avanti il personale e la gestione tecnica. Allora questo vale per l’AAMPS, vale per l’A.T.L. per l’ASA e comunque visto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti può darsi che questa gestione esclusivamente politica non sia eccezionale. La politica va bene, ma accanto alla politica è possibile che non ci siano persone che abbiano competenza in quello specifico settore in una città governata da 60 anni e nel quale avete avuto tutto il tempo a preparare una classe dirigente? Così mi sembra Alessandro semplicemente riduttivo e dequalifica anche tutto il nostro lavoro che abbiamo fatto sulle altre partecipate che sono tutti nella medesima situazione disastrata. PRESIDENTE Grazie Consigliere Tamburini. Se non c'è nessun altro allora andiamo a dichiarazioni di voto o voto. Andiamo al voto. Gli scrutatori sono nominati. (Segue la votazione) Possiamo chiudere la votazione. I votanti sono 26. 5 favorevoli, 1 astenuto, 20 contrari per cui l’ordine del giorno non è approvato. A questo punto decidiamo cosa fare. Consigliere Ceccarini non gli funziona, quindi a verbale mettiamo che c'è un voto in più. Atto n. 163 del 10 novembre 2006 ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI CONSIGLIERI TAMBURINI – GHIOZZI e CAPUOZZO IN MERITO A “NOMINA C.D.A. ISTITUZIONE DEI SERVIZI ALLA PERSONA” (Respinto) Di seguito viene riportato il testo dell’ordine del giorno relativo all’oggetto: “Premesso che l’Istituzione dei Servizi alla Persona è un organismo strumentale del Comune di Livorno per la gestione, in forma autonoma ed integrata, dei servizi necessari alla realizzazione del benessere sociale della persona e della comunità; visto che in data 7 Febbraio 2005 la maggioranza in Consiglio Comunale con 22 voti favorevoli (compreso quello del Sindaco, Dott. Alessandro Cosimi) ha approvato un atto di indirizzo dove si elencano le linee guida per la definizione dei criteri per la costituzione del Consiglio di Amministrazione della stessa Istituzione da tempo scaduto; visto che in tale atto di indirizzo si evidenzia come i membri da nominare debbano possedere: “competenza nella materia sostenuta da adeguata formazione, sensibilità socio-politica, valore etico, comprovate capacità”, e che né devono, “nel rispetto delle norme vigenti, essere dipendenti comunali in servizio, né essere Consiglieri Comunali o Circoscrizionali o influenzati da conflitto di interesse”; considerato che, essendo l’Istituzione rimasta da quasi 2 anni senza CdA, il Sindaco ha di recente nominato come Presidente il Sig. Giancarlo Mazzoni (in passato capogruppo DS in Comune e Presidente della Livorno Sport) e come Consiglieri il Sig. Aldo Lucani (Assessore al Comune di Collesalvetti), il Sig. Renzo Ciacchini (dirigente della Margherita), la Sig.ra Maria Teresa Sposito (dirigente dell’Italia dei Valori) ed il Sig. Francesco Tedeschi (già consigliere comunale DS con competenze in bilancio) – informazioni tratte dalla stampa locale; considerato che i nominativi designati dal Sindaco non sembrano minimamente possedere i requisiti previsti dall’atto di indirizzo votato dallo stesso Sindaco e dalla sua maggioranza; considerato che l’Istituzione dei Servizi alla Persona con queste nomine non sembra certo un organismo utile per la gestione dei servizi necessari alla realizzazione del benessere sociale, ma semplicemente il solito carrozzone per distribuire poltrone ed ai vari partiti; Il Consiglio Comunale di Livorno IMPEGNA il Sig. Sindaco a modulare nuovamente i nominativi dei componenti del CdA dell’Istituzione dei Servizi alla Persona, tenendo conto questa volta dei criteri presenti nell’atto di indirizzo.” Il Presidente invita i Componenti del C.C. a procedere alla votazione – palese – dell’ordine del giorno relativo all’oggetto. La votazione offre il seguente risultato: Componenti assegnati n. 41 Componenti presenti “ 33 (Cannito, Cecchi, Volpi Rosalba, Amadio, Ampola, Aquilini, Argentieri, Becagli, Bianchi, Bottino, Cantù, Capuozzo, Ceccarini, Chelli, Ciacchini, Cosimi, Costa, Dechecchi, Fornaciari, Fugi, Gazzarri, Ghiozzi, Luschi, Mainardi, Nebbiai, Pini, Poggiolini, Ragghianti, Solimano, Tamburini, Trotta, Vittori e Volpi Gabriele) Componenti votanti n. 26 Voti favorevoli “ 5 (Argentieri, Bottino, Capuozzo, Ghiozzi e Tamburini) Voti contrari “ 21 (Cecchi, Volpi Rosalba, Ampola, Aquilini, Becagli, Bianchi, Cantù, Ceccarini, Chelli, Cosimi, Dechecchi, Fornaciari, Fugi, Luschi, Mainardi, Pini, Poggiolini, Ragghianti, Solimano, Trotta e Vittori) Astenuti “ 1 (Cannito) Non hanno espresso alcuna opzione di voto i consiglieri Amadio, Ciacchini, Costa, Gazzarri, Nebbiai e Volpi Gabriele. E pertanto, con il risultato di cui sopra – accertato e proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori – l’ordine del giorno relativo all’oggetto è respinto. SUL PROCEDERE DEI LAVORI PRESIDENTE Adesso decidiamo che cosa fare. La parola al consigliere Trotta. Cons. TROTTA Credo che, siccome ci sono due comunicazioni secondo la Conferenza dei capigruppo - una seria ed una non seria, tanto per essere chiari - se c'è la possibilità di fare quella non seria io sono più contento. PRESIDENTE Prima c'è il regolamento edilizio. Cons. TROTTA Se c'è il regolamento edilizio ritiro, però se il problema diventano le comunicazioni ... PRESIDENTE Comunque qualora ci fosse la comunicazione, la tua è prima quindi non ci sono problemi. Cons. TROTTA Allora pregherei, siccome l'argomento è molto serio quello della comunicazione, credo che fare la comunicazione a margine del Consiglio Comunale vivendo obiettivamente il dibattito su una questione come la precarietà rilevante sia un’ulteriore caduta di stile di questo Consiglio, quindi chiederei che su questo si possa nella prossima Conferenza dei capigruppo calendarizzare un momento preciso in cui si dispieghi un dibattito serio perché così … PRESIDENTE Consigliere Trotta, tutto quello che eventualmente avanza va all'inizio della prossima volta. Cons. TROTTA Perfetto. Allora io gradirei se possibile poterlo fare la prossima volta a questo punto. Sennò parliamo dell'Ungheria e sono più contento. PRESIDENTE Consigliere Volpi. Cons. VOLPI Gabriele Vorrei fare un richiamo al Consiglio. C'è un ordine del giorno, c'è un atto che è stato presentato ormai è datato, è stato anche discusso in questo Consiglio se era il caso di votarlo o meno, è stato chiesto dalla Giunta di fare una richiesta di approfondimento agli uffici a questo punto è il caso di votarlo. E’ un atto che non è frutto della mia creatività, diciamo, ma è il regolamento di Firenze, la parte che riguarda … io non lo chiamerei la bioarchitettura, l'architettura ragionata per far sì che ci sia risparmio energetico, inserita dentro il regolamento, penso di aver rispettato se ci sono degli emendamenti facciamoli pure, sono disponibilissimo. La mia è una questione politica e non è che dico che Livorno deve avere un suo regolamento, è una proposta che hanno fatto a Firenze, funziona, non capisco perché non debba funzionare qui, mi sembra sia il caso di votarla. Chiedo che venga fatto un voto su questa questione perché è da tempo ... PRESIDENTE L'Assessore Picchi non c'è, mi dicono. Cons. VOLPI Gabriele Allora sono d'accordo a rinviarlo, però che sia il primo punto all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale. PRESIDENTE La prossima volta tanto c'è rimasto il regolamento edilizio e le comunicazioni. Cons. VOLPI Gabriele Chiedo che sia la prima cosa che si fa al prossimo regolamento come delibera. Cons. VITTORI Prendo atto della decisione che abbiamo preso su questo punto specifico all'ordine del giorno, io chiederei perché la cosa avesse il suo livello di serietà se l’Amministrazione mi dice che è in condizione di affrontare la discussione, che passasse dalla Commissione già convocata per il 23 mi sembra. C’è la Quarta Commissione. Io chiederei che passasse dalla Commissione. …(intervento fuori microfono – incomprensibile)… No Volpi, non è così, non è così; ho la parola io. In Commissione non l'abbiamo discussa perché gli uffici non hanno fatto la dovuta istruzione. Se l’Amministrazione mi dice che è in condizione di discuterla in Consiglio ancora di più, penso, è in condizione di farla passare dalla Commissione perché venga in Consiglio istruita anche dal apporto fra i gruppi consiliari, non è che la Commissione si era rifiutata, la Commissione era nell’impossibilità di discuterla. Vedi, io sono membro della Commissione e me lo ricordo bene. Si può discutere. L’Amministrazione dice che c'è un’istruzione, benissimo; passiamo dalla Commissione e viene in Consiglio. Figuriamoci se su queste cose - ma io sto rispondendo a lui - e quindi la mia richiesta è questa. C’è una Commissione che è già stata convocata, congiuntamente con un’altra Commissione, niente vieta che si faccia un’aggiunta e la Quarta Commissione poi esaurito l’ordine del giorno già programmato affronti anche questo. Avevo chiesto di parlare, però sulla questione delle comunicazioni per respingere l’affermazione del Consigliere Trotta che non accetto. Non è che non è serio che il Consiglio discuta a quest’ora, non è serio abbandonare i lavori della Conferenza dei capigruppo e poi che, appunto aveva da organizzare i lavori anche sulla comunicazione e sulla precarietà, e poi venire qui e dire che se si parla dell'Ungheria è meglio. Si può parlare di tutto, infatti abbiamo deciso di parlare di tutto. Allora, la comunicazione la faccio io sulla precarietà; ci sono stati recentemente nella nostra città, attorno alla nostra città, 3 morti nell'edilizia. Ci saranno nelle settimane prossime, il 10 ed il 17, due iniziative delle organizzazioni sindacali edili compreso lo sciopero generale che se non sbaglio è il 17. Sarà opportuno quindi, e noi ci saremo parte diligente misureremo nella Conferenza dei capigruppo la disponibilità di tutti, perché il prossimo Consiglio si esprima su questa situazione del lavoro nell’edilizia, delle situazioni di lavoro nero, di illegalità che ci sono nell’edilizia e possa assumere una posizione di sostegno innanzitutto della lotta dei lavoratori per la loro salute, ma poi posso esprimere anche una posizione di indirizzo su quelle che sono le responsabilità delle pubbliche amministrazioni che sono chiamate in causa dalle organizzazioni sindacali, compreso la nostra Amministrazione. Noi, da qui al prossimo Consiglio, saremo in condizione di predisporre un atto e su cui poi ci consentirà di ragionare concretamente di che cosa è la precarietà nella nostra Provincia e nella nostra città, ancora di più dopo questi luttuosi eventi. PRESIDENTE Grazie Consigliere Vittori. Consigliere Cannito. Cons. CANNITO Ho necessità di chiarimenti relativamente alla procedura di questa proposta di delibera di iniziativa consiliare del Consigliere Volpi come emendamento al regolamento edilizio comunale, perché io mi ricordo - lo dico a sostegno di Gabriele - mi ricordo che era stato iscritto all'ordine dei lavori come già discutibili; questo mi ricordo io. Se però ci sono o dei problemi tecnici da una parte, ed allora vanno sciolti, o delle richieste di gruppi tipo quello che ha posto il Consigliere Vittori, io posso anche essere d'accordo con il Consigliere Vittori, però a patto che si abbia rispetto del Consigliere Volpi che sciolga, se lui è consenziente o meno rispetto a questo punto, perché non si può iscrivere un documento agli atti, dire che si voterà dopo una discussione in aula consiliare e poi invece dire che non è più così. Cioè va un po’ ... non parlavo alla Presidenza. Lo pongo anche perché forse ho capito male io. Questo è un primo elemento. Secondo elemento, per quanto riguarda più che la precarietà, che è un anche un problema degli infortuni, io avevo capito che il Sindaco avrebbe fatto poi una comunicazione e che comunque avremo discusso di questa questione così grave come sono gli infortuni sul lavoro e quindi credo che si possa calendarizzare nella Conferenza dei capogruppo e quindi concordo don quello che diceva Vittori, però mi sembrava già nelle cose che se si dovesse mettere lo sottolineo, lo ribadisco e sono concorde. Rifondazione, ma anche il Sindaco, mi pare aveva detto all'indomani di quei morti sul lavoro, dovremo affrontarla e mi pare sia urgente. PRESIDENTE Per fare chiarezza io l’avevo messo all'ordine dei lavori perché erano scaduti i tempi per il parere; e quindi è andata per motivi legali. Io personalmente penso che sia un atto di buon senso farla passare di Commissione; se questo non succede, la prossima volta al primo punto e ne parliamo. Questo è un impegno, quindi non è cambiato nulla. Consigliere Volpi. Cons. VOLPI Gabriele Solo per essere d'accordo. Se non succede nella Commissione si riunisce, per me è possibile anche che si voti comunque al prossimo ordine del giorno, perché io spero che ci sia la volontà politica che è stata manifestata più volte su questo argomento che si concretizzi in qualche modo. Grazie. PRESIDENTE Consigliere Trotta. Cons. TROTTA Molto brevemente, non accetto sinceramente i toni del Consigliere Vittori perché la questione dei morti sul lavoro c'era anche nella precedente conferenza dei capigruppo e non si è voluto trattare della precarietà come la intende il Consigliere Vittori, per essere chiari. In tre potevamo fare questa discussione e non l'abbiamo voluta fare e quindi su questo che sia ben chiaro e quindi la prossima volta si parte dalla comunicazione che farà Rifondazione Comunista sulle questioni della precarietà e su questo non si transige, tanto per essere chiari. Tra l'altro sinceramente si sta parlando di tante questioni, non mi sembra che le forze politiche che in questo Consiglio, la stragrande maggioranza in questo Consiglio, si siano spese sulla questione della sicurezza sul lavoro. Altre questioni sulla sicurezza sono avanzate in Consiglio Comunale da parte di gruppi sulle siringhe di Via Grande, sulla questione del pacco bomba sotto il Grande, tutta una serie di questioni sicuramente di un certo rilievo, ma la sicurezza di cui si è discussa in città è stata quella, non certo quella dei monti sul lavoro per essere chiari. E quindi, secondo me, è giusto riportare nell'ordine delle cose vere, nella gerarchia delle cose reali, quella che è una centralità per me della condizione del lavoro e nello specifico delle morti sul lavoro. Il prossimo Consiglio Comunale spero che ci sia lo spazio per affrontare con serenità questa questione. SINDACO No, questo mi dispiace – io lo devo dire con grande onestà intellettuale – è inaccettabile. Questo Consiglio non solo se ne è occupato, ma nell’azione dell’Amministrazione ha partecipato in maniera importante alla stesura dei protocolli che riguardano i lavori dell'edilizia, e non solo, si è sempre fatto carico fra le altre cose e l’ho fatto per tutto il Consiglio sempre per essere dentro queste situazioni perché le istituzioni garantissero anche l'accesso dei sindacati sul luogo delle tragedie fra le altre cose; questo non lo accetto. Che poi ci sia un elemento di fondo sul quale bisogna continuare ulteriormente a discutere sono perfettamente d'accordo. Ma il fatto che ci sia assenza di attenzione a questa cosa mi dispiace, non lo accetto in prima persona e non lo accetto nè per la Giunta nè per questo Consiglio. In fondo a tutto questo c'è un altro dato però che non accetto; non si può dire si discute del pacco bomba e non si discute della questione del lavoro. La precarietà è una questione che va affrontata anche con grande attenzione nelle analisi che si fanno. A mio giudizio ci sono tutti gli elementi per poter discutere, però non si può sostenere che non c'è attenzione a questo problema. Non lo accetto nemmeno a livello personale e non perché sono andato sotto l'acqua per primo a vedere cosa è successo, ma perché ritengo che tutte le volte che c'è stato un problema facessi questo mestiere o ne facessi un altro sono sempre stato presente proprio perché il problema del lavoro, guardate, non è un problema che si risolve qui fra le altre cose. Molte questioni ci sfuggono se vi ricordate, molte di queste morti bianche, perché i sistemi sono complessi. Allora, non è importante soltanto discuterne in termini, come dire, dell'evento ma è importante discuterne in termini più generali e qui ho l'impressione, vi dico la verità, che se si continua questa situazione non basterà più nemmeno discuterne in Consiglio, forse dovremo trovare qualche forma di tipo diverso perché non è più accettabile quello che sta accadendo. Anche la discussione un pochino va piegata a trovare una soluzione vera che impegni i soggetti sul territorio, fermo restando che le norme molto spesso sono disattese purtroppo con il bisogno da parte anche di chi avendo bisogno non chiede che vengono le norme applicate. PRESIDENTE Grazie. A questo punto la seduta è sciolta.