Verbale del 10 novembre 2006
Seduta n. 77
L’anno duemilasei e questo dì dieci del mese di novembre alle ore 9.47 nella sala delle
adunanze del Palazzo Comunale di Livorno, a seguito di invito trasmesso dal Presidente del
Consiglio Comunale a ciascun Consigliere Comunale in data 27/10/2006 si è pubblicamente
adunato il Consiglio Comunale per la trattazione degli argomenti iscritti nell’elenco segnato in atti
comunali n. 83579 regolarmente trasmesso a ciascun componente il Consiglio medesimo.
Presiede il Presidente del Consiglio Comunale Dr. Enrico Bianchi assistito dal Segretario
Generale Dr. Antonio Salonia.
Per invito del Presidente si procede all’appello nominale dei Consiglieri.
Hanno risposto i signori:
1 – COSIMI Alessandro (Sindaco)
2 – VITTORI Vittorio
3 – POGGIOLINI Amerigo
4 – CANTU’ Gabriele
5 – CECCHI Claudio
6 – SOLIMANO Marco
7 – LUSCHI Francesca
8 – BECAGLI Stefano
9 – RAGGHIANTI Franca
10 – PINI Luigi
11 – ARGENTIERI Giuseppe
12 – CIACCHINI Massimo
13 – TAMBURINI Bruno
14 – GHIOZZI Carlo
15 – VOLPI Rosalba
16 – CHELLI Otello
17 – BIANCHI Enrico
18 – DECHECCHI Alessandro
19 – GAZZARRI Marta
20 – CANNITO Marco
21 – CAPUOZZO Salvatore
22 – VOLPI Gabriele
in tutto ventidue, numero valido per poter legalmente deliberare.
Sono stati altresì presenti, durante la seduta consiliare, gli Assessori:
1 – CHIRCHIETTI Emiliano
2 – PICCHI Bruno
3 – BALDI Alfio
4 – SANTINI Piero
5 – RONCAGLIA Carla
6 – DEL NISTA Fabio
7 – GUANTINI Massimo
8 – D’ALESIO Attilio
Atto n. 161 del 10 novembre 2006
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE SUL PROCEDERE DEI LAVORI DEL
CONSIGLIO COMUNALE: “RICHIESTA COMUNICAZIONE URGENTE CONS. VOLPI
G. IN MERITO ALL’INSTALLAZIONE DI UN’ANTENNA SUL CAMPANILE DELLA
CHIESA DI SANT’AGOSTINO”
PRESIDENTE
I presenti sono 22 per cui possiamo dichiarare aperta e valida la seduta.
Si giustificano il Consigliere Lampredi e la Vice Sindaco per stamani.
C'è una richiesta di comunicazione urgente da parte del Consigliere Volpi.
Cons. VOLPI Gabriele
La comunicazione urgente riguarda la Chiesa di Sant’Agostino. Sono venuto a sapere proprio ieri
che doveva essere montata in questi giorni, forse stamani, un’antenna dentro il campanile.
La storia di questa antenna è un po’ datata, nel senso nella scorsa legislatura fu richiesta dalla TIM
di installare l'antenna e ci fu un movimento dei cittadini, compresi gli stessi parrocchiani, che sia
nell’assemblea parrocchiale sia in città si opposero all’installazione di questa antenna e l'antenna
non venne installata. Ora ho appreso purtroppo che questa antenna verrà installata, è stato messo il
cartello che si mette quando si fanno queste costruzioni edilizie, sono andato ad informarmi negli
uffici e mi hanno detto che hanno presentato una richiesta, che il Comune non può fare niente e che
quindi l'antenna verrà istallata.
E quindi sono qui a comunicare che invece occorre, secondo me, con urgenza provvedere ad un
piano urbanistico delle antenne come è stato fatto in altre città, per cui le antenne si possono
istallare solo dove il Comune ha indicato, ha programmato l’installazione. Purtroppo vengo a sapere
che invece alcuni gestori stanno prevedendo l’installazione di tante altre antenne senza alcuna
pianificazione urbanistica perché il Comune non l’ha fatta e di conseguenza loro possono agire
secondo la normativa come vogliono.
…(intervento fuori microfono – incomprensibile)…
Si, appunto, la possono mettere dove vogliono perché non c’è una pianificazione urbanistica, ma
sono in regola. Secondo la normativa, che non mi piace e probabilmente non piace neanche a questa
Giunta, però la soluzione dovrebbe essere quella di pianificare un piano delle antenne collegato con
il regolamento urbanistico, cosa che ho già sostenuto anche nella precedente legislatura, purtroppo
non è stato fatto nulla.
Sapevo che l’Assessore Filippi aveva intenzione di lavorare sulla questione, poi al solito non c’è un
Assessore all’ambiente, io capisco che la competenza ce l’ha il Sindaco però so anche benissimo
quali sono tutte le questioni su cui il Sindaco è impegnato e quindi immagino la mole di lavoro che
deve sobbarcarsi.
Mi raccomando e lo invito a nominare al più presto una persona, di sua fiducia, per seguire
anche queste cose perché credo che sia importante dare una risposta a quei cittadini che hanno
richiesto ed hanno ottenuto che l’antenna fosse bloccata a suo tempo e che ora si trovano impotenti
di fronte a questa situazione.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Volpi. Signor Sindaco.
SINDACO
Mi permetto di dire che il Consigliere Volpi su alcune questioni ha ragione, su alcune ha torto;
Sulla necessità di un approfondimento in questo senso ha ragione, ma nella normativa.
L'approfondimento è iniziato dall'assessore Filippi ed è continuato. Voi sapete che perché si possa
montare un’antenna c'è l’accettazione del soggetto ricevente, e questo è un rapporto di tipo
privatistico. Questo significa che chi accetta l'antenna prende dei soldi per l'affitto del territorio e
che questi soldi vengono accettati, quindi sono l'elemento sul quale fanno forza i gestori per poter
rispondere in qualche modo dicendo che il Comune non può impedire un rapporto di tipo
privatistico fra un cittadino ed il gestore.
Dall'altra parte noi avevamo fatto, da irrompere, una cosa che io lo ritenevo al tempo intelligente,
cioè, non si poteva autorizzare nessuna antenna se non c'era lo studio degli effetti di somma, cioè
non si calcolava l'antenna singola ma si calcolava l'antenna più tutto quello che era circostante ed in
più avevamo indicato dei siti sensibili.
Questo elemento fra le altre cose è stato sconfitto dalla legge che è stata fatta a livello nazionale.
Oggi dobbiamo trovare un altro strumento che è la pianificazione nella classificazione urbanistica,
cioè mi spiego meglio; qui non ce la mettiamo perché decidiamo che su quel tipo struttura non può
essere messa un’antenna. A questa è stata data una risposta dai gestori, ed il Consigliere Volpi lo sa
benissimo, le antenne non sono più come erano un tempo fortemente impattanti, ma sono state fatte
strutturalmente delle mini antenne che sono ripetute nel territorio tant’è vero che se andate per
esempio a Roma le trovate fuori sotto le insegne di tutta una serie di negozi ed in questo modo si
by-passa il problema urbanistico del Comune.
In una cosa ha ragione il Consigliere Volpi: dobbiamo di fronte a questo gioco tra guardie e ladri
trovare la maniera di approfondire il tema per essere pronti ad ogni cambiamento della situazione.
Però qui devo dire la verità, ciò che dice il Consigliere Volpi passa probabilmente da un accordo di
tipo privatistico fra chi gestisce il campanile ed il gestore. Noi possiamo andare a chiedere ancora
ulteriormente uno studio sulla somma, ma non abbiamo gli strumenti, in questo caso nemmeno
urbanistici perché il campanile è un elemento sul quale è consentito da tutte ..se non ci potrebbe
stare nemmeno il parafulmine fra le altre cose.. non abbiamo elementi di tipo sanitario per dire “non
ci può stare”. Chiederemo anche qui l'effetto di somma e daremo tutti i dati perché si possa dire che
la questione è assolutamente nella norma.
Dopodiché in questo gioco tra guardie e ladri, che evidentemente è un elemento di profitto,
cercheremo ulteriormente di migliorare le condizioni, però, mentre do ragione - e qui lo dico con
chiarezza - al fatto che bisogna porre grande attenzione a questo tema, non vorrei che si desse il
giudizio che il Comune di Livorno non è attento. È quello che sta accadendo a tutti, perché nel
momento in cui tu hai posto il problema della DIA, cioè te devi fare una dichiarazione di inizio di
attività perché ci sono opere di tipo urbanistico la risposta sono state le mini antenne, per le quali
oggettivamente il nostro però è un peso relativo.
Chi è che è in grado di dire ad uno che ha un’antenna che sta dietro l'insegna di un negozio "è
urbanisticamente improponibile"? È l'insegna stessa che la copre. Ma questo è un elemento che
giustamente ci viene segnalato come necessità ulteriore di approfondire, e questo lo prendiamo per
un consiglio giusto.
Sul fatto che siamo sotto questo aspetto imbelli no, perché quello che hanno fatto gli altri Comuni
lo stiamo facendo anche noi. Il problema vero è che alcuni problemi……………(breve intervento
fuori microfono – incomprensibile) .. Certo, ma non è più sotto questo aspetto -Lei sa meglio di me
che ci sono sentenze che dicono che se lo leghiamo al terreno urbanistico poi perdiamo sotto questo
aspetto- quindi dobbiamo trovare un accordo di fatto ed una gestione che ci consenta di dire ai
gestori, qui no qui no, ma in una sorta di sistema di relazione.
Questa è l’unica cosa che penso nella legge sia possibile fare, dopodiché se c'è qualcosa che non
conosco siamo aperti a tutti i consigli.
PRESIDENTE
Ringraziamo il Sindaco.
Vi ricordo che sulle comunicazioni non iscritte all'ordine del giorno un intervento per gruppo di 3
minuti.
Consigliere Dechecchi.
Cons. DECHECCHI
Molto meno, grazie.
Io volevo ricordare a Volpi una questione, che quando si parla di antenne è molto importante
considerare quale è la frequenza che emette quella antenna. Perché in presenza di certe bande di
frequenza c'è un certo tipo di influenza elettromagnetica, di campo elettromagnetico che si crea
intorno all’antenna, in presenza di antenne a frequenza molto alte eccetera eccetera, questo campo
è tutta un’altra cosa.
Perciò quello che è da verificare non è tanto l'antenna di per sé ma è il tipo di frequenza che questa
antenna va a trasmettere, perché se è solo ricevente allora è solo una questione di impatto
ambientale.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Dechecchi.
Consigliere Cannito.
Cons. CANNITO
Io non voglio entrare nel merito delle implicazioni ambientali, igienico sanitarie, urbanistiche o
quant'altro; potrei farlo su una serie di documenti che ho, ma non ho una diretta competenza su
questo argomento.
Il problema però è un altro, è tutto politico- amministrativo. Se questo Consiglio di fronte ad una
serie di questioni sollevate da consiglieri, gruppi o gruppi di cittadini (non solo gruppi politici) si
limita a prendere atto o a dire studieremo, io credo che questa sia la resa della politica e della
amministrazione. Allora io non ho una visione aprioristicamente pro o contro questa questione.
Ci sono una serie di esigenze della vita moderna, ci sono una serie di problemi collegate alla vita
delle persone, va studiato questo elemento che è anche un elemento che va al di là forse della
politica ed entra anche nelle relazioni sociali ed economiche. Però io mi aspetterei che questo
Consiglio chiedesse, visto che la Giunta non ce l’ha detto, chiedesse alla Giunta Comunale di
produrre un rapporto, entro un termine breve ma congruo per l’Amministrazione, dicci come stanno
le situazioni nel territorio, a partire da quella di S.Agostino, e se ne potrebbero citare tante altre,
comitati e non che si sono rivolti, ma anche antenne maxi o mini, o “midi” che non hanno avuto una
sottolineatura come invece è avvenuto stamani, allora dico, avere un rapporto in tempi congrui
dicendo: si può fare questo, non si può fare questo; la situazione sul territorio è questa, è fotografata
in questo modo; gli atti che possiamo fare sono questi; la giurisprudenza dice questo. Voglio dire,
un rapporto che sia da una parte ricognitivo e dall'altra operativo.
Questo io mi aspetto che la Giunta faccia e mi aspetto che il Consiglio chieda, perché altrimenti io
francamente non riesco -e chiudo - non riesco a ragionare sulle cose.
Cioè a me non soddisfa assolutamente e credo nemmeno ai cittadini sentir dire: ne parliamo,
vediamo, discutiamone, si prende atto, eccetera. Quindi io chiedo veramente che su questa
questione come su altre vengano messe per iscritto le cose che sono utili e necessarie a poter
intervenire.
Grazie Presidente.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Cannito.
Consigliera Gazzarri.
Cons. GAZZARRI
Io vorrei fare un attimo una precisazione su questa Amministrazione ed anche sulla precedente
Amministrazione. Il problema antenne non è mai stato sottovalutato, né nella precedente
Amministrazione da parte degli uffici competenti, né nella attuale Amministrazione. Più volte come
presidente della VI Commissione mi sono rapportata su questo tema con gli uffici i quali hanno
sempre tenuto in giusta considerazione il problema. Non solo, anche Arpat ha fatto sempre le
dovute rivelazioni con serietà e naturalmente con la dovuta competenza.
Quindi io credo che non ci sia niente in questa città su questo tema che non sia tenuto sotto
controllo per i limiti che naturalmente competono, perché si è detto appunto che c'è una normativa
nazionale che disciplina questa cosa e quindi il Comune non è che può intervenire nel rapporto
privatistico.
Però, al di là di questo – lo ripeto – il problema è sempre stato tenuto sotto controllo e monitorato
con serietà; e quindi non credo ci sia niente da appuntare su questo tema.
PRESIDENTE
Grazie consigliera Gazzarri.
Consigliere Chelli.
Cons. CHELLI
Io credo che l’Amministrazione Comunale dovrebbe avere il controllo totale su quello che accade
in città, perché si esce ora da una discussione sull'inquinamento acustico ed anche io non voglio
entrare nel merito delle questioni inerenti danni più o meno possibili che un’antenna di quel genere
può provocare, ma credo che a Livorno c'è una diffusa …per esempio in via Calzabigi si sono
sollevate notevoli proteste perché un condominio di fronte ad un altro condominio per facilitazioni
economiche, non si sa bene quali, ha accettato di far collocare un’antenna e chiaramente si è
scontrato con il condominio di fronte. Ora io credo che questi non siano problemi che possono
destare profonda preoccupazione, ma credo anche che chiunque debba fare trattative private sulla
città deve passare dall’Amministrazione Comunale.
Secondo me da questo punto di vista, privati o non privati, anche su queste cose dovremo fare un
regolamento. Non lo so se le leggi lo prevedono o non lo prevedono. Se non c'è un regolamento
allora perché non sono venuti prima in Comune?
( intervento del Sindaco fuori microfono – incomprensibile)
Facciamo un regolamento in cui noi si dice che sulla città non si facciano queste….
SINDACO
…io posso anche essere d'accordo con te, perché quel caso lì di Via Calzabigi, che peraltro è Via
Coccoluto Ferrigni lo conosco molto bene. Avemmo un comitato che fu contro l'antenna e dall'altra
parte avemmo tutti quelli che avevano affittato l'antenna che firmarono a favore. Dopodiché io ero
assessore all'ambiente noi facemmo un accordo con i gestori che sembrava che non mettessero
l'antenna. Dopodiché, a quel punto i cittadini del palazzo di Via Coccoluto Ferrigni vennero e
dissero che avrebbero citato il Comune perché gli impedivano di affittare la loro terrazza, e ci
dissero: se i limiti della legge sono fuori della norma va bene voi impedite, ma se sono nella norma
perché ci impedite questa cosa? Ci trovammo in una situazione assolutamente assurda.
Dopodichè ci fu un accordo con i gestori, e dopo ci fu la legge nazionale che fu molto più
liberatoria. Noi avevamo 5 microtesla, ma anche la cosa che ha detto il consigliere Cannito, senza
polemica...
Cons. CHELLI
Quanto è datata questa legge?
SINDACO
E’ la Legge Gasparri, che non so quando è stata fatta. Ma noi abbiamo in continuo -lo diceva
Marta Gazzarri - tutti i dati sulle antenne, perché l'Arpat ha l'obbligo non solo di monitorarli ma
anche di comunicarceli. Appena vanno fuori del limite è evidente che noi interveniamo. Guardate, i
limiti della Gasparri sono tali per cui non vanno mai fuori del limite. Noi avevamo messo 5
microtesla ed era un limite bassissimo, tant'è che si discusse, i gestori erano contrari, volevano 20…
Faccio presente che quando si fa una risonanza magnetica si parla di 5 microtesla per essere chiari,
quindi siamo ben oltre la tranquillità eccetera.
Se noi andiamo a fare una cosa di questo tipo …Volpi ha ragione in una cosa, quando dice: bisogna
trovare una maniera urbanistica, perché se andiamo sul terreno della salute delle emissioni e delle
frequenze siamo sconfitti, fino a quando non cambia la legge non se ne discute nemmeno.
Cons. CHELLI
Allora io chiedo all’Amministrazione Comunale di farsi promotrice ….
SINDACO
di una riflessione…
Cons. CHELLI
… ma anche di un’azione nei confronti... visto che la Gasparri è in discussione, una discussione
perché queste cose siano riviste.
SINDACO
Ma figurati, sono d'accordo con te, solo che io faccio il Comune. Se mi domandi politicamente se
sono d'accordo, io non sono d'accordo. Se mi domandi: me la puoi far levare l'antenna”? Non ho
gli strumenti per farlo.
Cons. CHELLI
Certo, questo lo capisco, però noi facciamoci promotori di una azione che in sede centrale possa
ridare al comune quello che secondo me gli spetta.
SINDACO
Sono d’accordo.
PRESIDENTE
Se nessun altro vuole intervenire, do la parola al proponente per la chiusura.
Consigliere Volpi.
Cons. VOLPI Gabriele
Io ho apprezzato quello che ha detto il Sindaco, ha detto delle cose molto corrette altre un po’
ambigue. Sicuramente – volevo fare chiarezza per tutti – il decreto Gasparri non è più vigente
perché è anticostituzionale. È stata una grande vittoria anche della Regione Toscana alla Corte
Costituzionale. Ricordiamoci questa cosa, non dimentichiamocela: il decreto Gasparri è
anticostituzionale ed è decaduto.
Il Gasparri, grande ministro tra virgolette del precedente governo, però cosa ha fatto? Ha fatto il
Codice delle Comunicazioni che copia in buona parte il decreto dichiarato incostituzionale,
rimettendo tutto, e quindi tutto quello che era stato concesso ai gestori viene concesso in altra
forma, togliendo quelle parti incostituzionali. È stato bravissimo a dare tutto il massimo potere ai
gestori, non solo. Il governo Berlusconi ha fatto un decreto applicativo della legge quadro, per cui ci
abbiamo dei limiti in Italia che sono altissimi, quindi sulla questione della salute non si può fare
assolutamente niente, a meno che questo governo non riabbassi i limiti in qualche modo. Però una
cosa corretta è quella che si può andare sulla pianificazione urbanistica come sul piano regolatore
diciamo dove si possono fare parcheggi, dove si possono fare delle costruzioni..
PRESIDENTE
Consigliere Volpi, sulla comunicazione tre minuti, non può diventare un intervento.
Cons. VOLPI Gabriele
Ho finito. …così possiamo dire sul piano regolatore, su una carta che si può allegare, però è una
questione da fare in tempo breve, perché questa questione signor Sindaco è all'ordine del giorno
ormai da tanto tempo e credo che sia l'ultima via di uscita quella di fare una carta delle antenne e
vincolare i gestori a quelle antenne lì. Basta. Se un gestore vuol dire ci voglio mettere altri venti,
non c'è spazio sul piano regolatore e pace. Mettili sullo stesso palo tutt’al più, perché li è un luogo
dedicato; questa è una questione che dovrebbe essere risolta in tempo brevissimo.
Io spero che ci sia dato almeno un tempo perché sennò come diceva il consigliere Cannito si va
alle calende greche e poi alla fine la cosa non si risolve.
SINDACO
Mi mette per scritto questo quesito ed io provo a risponderle, perché l’interpretazione della
norma, francamente, non è che non la condivido, è diversa dalla mia, per essere chiari, però se me
lo mette per iscritto io mi impegno in 15 giorni a dare una risposta se lo strumento che Lei indica è
possibile.
Perlomeno le dirò questo: io non ho sentito dire che si può per esempio in un regolamento
urbanistico mettere che le antenne possono essere dimensionate numericamente, ma soprattutto che
si può definire in maniera assoluta i siti. Perché io nel Codice delle Telecomunicazioni, che era
quello di cui stavo parlando, quando il limite è schizzato così alto …e Lei sa che la legge toscana
era contraria e che è stata impugnata tra l'altro davanti alla Corte Costituzionale anche dal governo.
Se troviamo un sistema io sono d'accordo, non sono contrario. Solo che se faccio un atto e poi mi
trovo a dare qualche milione di euro ai gestori, francamente non lo trovo.. però se si trova un punto
io sono d'accordo con Lei. Mi faccia il quesito scritto, io lo rimetto agli organi tecnici compreso il
Segretario Generale ed in 15 giorni mi impegno a dare una risposta sulla interpretazione della legge.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Vittori
Cons. VITTORI
Sì, per una sorta di mozione d'ordine.
Io ho ascoltato con interesse la Comunicazione del Consigliere Volpi, la discussione che si è
sviluppata… la discussione ha consentito anche a me di conoscere cose che prima non conoscevo,
quindi sono felice che questa dotta disputa si sia sviluppata e godo di avervi partecipato. Però
ripongo il problema che ho già posto altre volte: io quando vengo in Consiglio ho diritto di sapere
qual’è l’ordine del giorno.
Le comunicazioni, comprese quelle che vengono dopo la Conferenza dei Capigruppo, secondo me
niente osta che 5 minuti prima dell'inizio del Consiglio la conferenza dei capigruppo si riunisca e
prenda atto, decida, prenda atto che ci sono altre comunicazioni, in modo che così io so di cosa si
parla e posso dare anche il mio contributo alla discussione.
Per l'amor di Dio Presidente non faccio un problema di.. Faccio un problema di metodo di rapporti
fra tutti i gruppi consiliari, di sapere di cosa si parla e quindi di essere in condizione di partecipare
alla discussione.
PRESIDENTE
Consigliere Vittori mi permetta, purtroppo il regolamento dice che il Consigliere lo presenta…
quindi Lei ha sicuramente ragione nella sostanza, nel merito però questo è possibile per cui noi ci
dovremo rapportare in conferenza dei capigruppo al limite cambiare il Regolamento. Perché il
Regolamento dice che un Consigliere ad inizio seduta chiedere di fare una comunicazione….. io per
esempio nell'ultimo mese ne ho respinte 7- 8 forse anche più. Ora mi viene posta una cosa che mi
dicono essere successa ieri, quindi …Formalmente secondo il Regolamento questo è possibile
sempre per chiunque.
Se poi noi dobbiamo trovare un’altra maniera, questo si può fare benissimo però in conferenza dei
capigruppo. D’altronde riunire la conferenza dei capigruppo 5 minuti prima del Consiglio solo per
stabilire se si deve fare una comunicazione o no mi sembra una spesa inutile, se deve essere proprio
formale.
Comunque ne parliamo sicuramente, è che ai termini del regolamento è possibile farlo.
Comunque sono d'accordo anche io, io le toglierei così si fa prima.
Consigliere Tamburini.
Cons. TAMBURINI
Lei è sempre molto drastico nei suoi orientamenti…..
PRESIDENTE
Solo per questo motivo, perché viene data a me personalmente la possibilità di dire sì o no, ed io
questo non lo voglio, perché al limite sembra che prevarichi uno e ne favorisca un altro. C'è stato un
periodo che se ne facevano 10 per mattina e questo non era giusto. Recentemente qualcuna che ho
ritenuto non opportuno fare, ho negato il permesso, però troviamo un punto di incontro tutti.
Prego.
Cons. TAMBURINI
Io capisco il Regolamento, capisco lo Statuto però esiste da sempre ed a volte in questo Consiglio
Comunale forse ci si dimentica anche il buon senso e l'interpretazione intelligente del Regolamento.
Secondo me -mi dispiace di doverlo affermare - Vittori non ha torto. Cioè, la dove una
comunicazione riguardi un fatto di interesse generale, un Afghanistan, un Medio Oriente, una
vicenda nazionale importante, allora è chiaro che si può fare la comunicazione immediata. Ma
laddove si pensa di poter fare una comunicazione su una singola via, su una singola strada, su una
singola antenna, e comunque su un settore che presuppone anche capacità di conoscenze che forse
vanno aldilà delle mie modeste capacità intellettive, è chiaro che a questo punto sarebbe opportuno
collegarsi un attimo fra i capigruppo senza formalizzare la riunione e 10 minuti prima avere un’idea
di cosa si parla.
Quindi, secondo me, fare sempre riferimento al Regolamento, non dico che sia un errore, ma
comunque è qualcosa che poi porta poco lontano. Il buon senso qui penso...
PRESIDENTE
Consigliere Tamburini, 20 giorni fa come Consiglio mi ha detto di seguire pedissequamente il
regolamento.
Cons. TAMBURINI
Con il buon senso, non con la lettura stalinista, abbia pazienza, sennò il Presidente del Consiglio
lo può fare chiunque. Lei è una persona sensibile, intelligente, duttile, elastica sennò lo potrebbe
fare chiunque. Leggere sono capace anche io. Lo posso fare anche io il Presidente del Consiglio se
il Sindaco fosse d'accordo, ma non credo.
Quindi quando si parla di un’antenna in una chiesa, in una particolare via che io fra l'altro ho fatto
fatica anche a capire da dove si andava a sparare ...
…(intervento fuori microfono – incomprensibile)…
Sì, io non sono come tutti quelli che prendono i voti dal sociale, abbia pazienza io ho altri settori.
Lo so, lo so che è un bel serbatoio di voti, ma io non ho queste caratteristiche.
…(intervento fuori microfono – incomprensibile)…
Lo sapete anche voi, l'avete stimolata ed adulata tantissimo.
PRESIDENTE
Per cortesia!
Cons. TAMBURINI
Anche nelle ultime elezioni quindi non cerchi ...
…(intervento fuori microfono – incomprensibile)…
Al di là del Tevere ne avete fatto una processione per le ultime elezioni politiche ed anche alla
Curia qui a Livorno tanto per essere chiari. Quindi una comunicazione del genere va concordata.
Una comunicazione sul Medio Oriente penso che tutti noi lo conosciamo.
Buonsenso mi raccomando signori Consiglieri, buon senso.
PRESIDENTE
Vi leggo un attimo, così per vostra conoscenza, cosa dice l'articolo del Regolamento.
"Per l'esercizio ...”
…(intervento fuori microfono – incomprensibile)…
Consigliere Tamburini!
“Per l'esercizio della suddetta facoltà, cioè di presentare comunicazioni urgenti, il Consigliere
rivolge richiesta scritta al Presidente del Consiglio indicando l'argomento prima dell'inizio della
seduta. Il Presidente del Consiglio decide sull’ammissibilità della richiesta motivando l'eventuale
rifiuto all'inizio del Consiglio.”
Se qui ci si toglie il Presidente del Consiglio e ci si mette il Sindaco, il capogruppo o chi ti pare a te
io sono contento perché mi togli una discrezionalità che in questo campo io non voglio, perché devo
dire sì a te e no a Volpi o viceversa?
…(intervento fuori microfono – incomprensibile)…
Allora aggiungiamocelo.
Consigliere Argentieri.
Cons. ARGENTIERI
Io credo che il capogruppo dei DS abbia fatto una valutazione condivisibile per quanto attiene il
problema anche perché si corre il serio rischio che queste comunicazioni diventino tutte strumentali.
Vedete, siamo partiti da un’antenna messa all'interno di un campanile, ipotesi per arrivare poi ad un
problema di carattere urbanistico, sanitario, eccetera, eccetera. Se io dovessi decidere di tenere lo
stesso tipo di atteggiamento, al prossimo Consiglio Comunale vengo a richiedere una
comunicazione urgente sugli escrementi dei cani perché creano dei problemi di salute pubblica
legati ad incidenti e di carattere sanitario per quanto riguarda l'igiene della città.
Io sto facendo un esempio stiracchiato, ma validissimo a mio avviso, perché bisogna farla finita di
dire che si fa una comunicazione urgente su un problema che poi il problema può anche non essere.
Allora, quando lei mi dice che non vuole avere quella discrezionalità io le dico che è prevista
all'interno del regolamento e Lei deve valutare quando viene richiesta l'autorizzazione alla
comunicazione Lei deve valutare se effettivamente si tratta di una richiesta che merita l'attenzione
da parte del Sindaco, della Giunta, del Consiglio oppure se è un qualche cosa che è strumentale e
fine a sè stesso, perché altrimenti tutti quanti ci armiamo di dichiarazioni urgenti e tutte le volte
andiamo a finire come stamani mattina.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Argentieri.
Consigliere Dechecchi.
Cons. DECHECCHI
Mi dispiace dovermi inserire in un dibattito che sarebbe di Conferenza di capigruppo in Consiglio
e quindi togliere del tempo al Consiglio, però devo dare ragione al Vittori, il quale non credo che
dovesse censurare il Presidente nella sua … mi sembra di non aver colto assolutamente questa
intenzione, del resto io ero intervenuto prima a dare un minimo di spiegazione tecnica, ma proprio
minima per fare capire che con questo tipo di frequenza, all’altezza di un campanile, non c'è nessun
problema per nessuno e quindi non c'è nessuna urgenza.
Allora, significa che bisogna che il costume dell'utilizzo della comunicazione urgente che è
utilizzato unilateralmente sempre nello stesso modo, sia messo, diciamo tra virgolette, fuori legge,
fuori delle nostre regole. Le nostre regole sono quelle che si fanno nella Conferenza dei capigruppo,
tratte dal regolamento e vanno applicate quelle regole.
Io invito i colleghi Consiglieri della sinistra alternativa a smettere di usare, soprattutto quelli che
lo fanno più spesso, questo sistema per essere attori di primo piano nel Consiglio.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Dechecchi.
Consigliere Volpi.
Cons. VOLPI Gabriele
Io non capisco questo dibattito di portare in Conferenza di capigruppo. Valuto positive le
dichiarazioni di Vittori, si può anche fare, sono disponibile a tutto al momento, le regole sono
queste. Se il Dechecchi ci vuole attestare un bavaglio per non parlare più, perché sembra che non
voglia che noi si parli perché sennò altrimenti è lesa maestà.
…(intervento fuori microfono – incomprensibile)…
Io sto rispettando.
…(intervento fuori microfono – incomprensibile)…
Io chiedo che venga censurato questo intervento del Consigliere Dechecchi perché è veramente
vergognoso.
Atto n. 162 del 10 novembre 2006
COMUNICAZIONE DEI CONSIGLIERI CANNITO e DECHECCHI IN MERITO AD
“ATTI RELATIVI ALL’ISTITUZIONE PER I SERVIZI ALLA PERSONA”
PRESIDENTE
Ora abbiamo atti relativi all’istituzione del sociale, comunicazione dei Consiglieri Cannito e
Dechecchi, prima il Consigliere Cannito?
Ho queste comunicazioni: Atti relativi all’istituzione del sociale, comunicazione Consiglieri
Cannito e Dechecchi.
Prego.
Mettetevi d'accordo voi, se siete d'accordo voi non ci sono problemi.
Prego Consigliere Dechecchi.
Cons. DECHECCHI
Chiedo cortesemente al Consigliere Cannito di poter parlare prima di lui data la semplicità della
mia comunicazione che ha il senso di portare a conoscenza del Consiglio Comunale il fatto che dal
dibattito che si è aperto al di fuori del Consiglio Comunale, all'indomani della nomina dei
componenti dell’istituzione, sono emersi alcuni dubbi, non è stato compreso bene quale sarà alla
fine il ruolo dell’istituzione ed il ruolo della società della salute che sono stati gli elementi che mi
sembravano essere alla base del ragionamento che ha portato alla nomina, dopo 2 anni di attesa, che
si era trovata una via di uscita.
Allora volevo riepilogare alcuni interrogativi, alcune forze politiche fuori dal Consiglio chiaramente quindi non istituzionali - aspettano dei chiarimenti, degli approfondimenti e quindi una
cosa non polemica e molto semplice.
Per esempio visto che a Cecina ed a Rosignano c'è la società della salute, mentre a Livorno c'è
l’istituzione e quindi sono due ruoli ancora di cui non si ha ben chiara la cosa. Quali solo gli
interrogativi? Su quali difficoltà abbiano determinato il ritardo con il quale si è giusti alla nomina?
Questo è uno.
Poi se l'eventuale costituzione della società della salute può negare l’esistenza dell’istituzione. Se si
arriverà alla società della salute quale CDA farà parte di questa società? Cioè se è l'istituzione che
entra dentro oppure se ci sarà un nuova CDA. Ecco capire queste cose.
Questa è la comunicazione che volevo fare perché la società della salute deve curare tutti i servizi
sanitari e sociali, mentre l'istituzione è, diciamo, un istituto più sociale e che noi vorremmo che
questa operazione di nomina recente non fosse - che chiaramente è stata fatta con personale
qualificato che il Sindaco risponderà ai criteri indicati - non fosse soltanto un’operazione di
passaggio elaborata dall’Amministrazione Comunale, ma fosse un’operazione che serve a dare
forza all’assistenza sanitaria sociale dei cittadini.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Dechecchi.
Consigliere Cannito.
Cons. CANNITO
Dunque, chiederò la pazienza del Consiglio oltre che possibilmente il silenzio nel limite del
consentito, per fare un pochino di storia dei fatti, ma soprattutto degli atti come recita l’ordine dei
lavori che hanno portato a questo intervento e a quello poi separatamente del Consigliere
Dechecchi.
Primo atto: le nomine. Il regolamento dell'istituzione prevede che il Consiglio di Amministrazione
dell’istituzione del sociale duri per un periodo non superiore al mandato del Sindaco, quindi
precedente Amministrazione Lamberti, e che il nuovo Sindaco non potendo affidarsi se non
illegittimamente alla prorogatio del Consiglio di Amministrazione vecchio, che peraltro è stata fatta
una volta ed in modo ultimativo come dicono gli atti sul quale si potrebbe discutere ma non è questo
il punto, dicevo, il nuovo Sindaco provvede o deve provvedere alla nomina entro 45 dall’elezione ricordo luglio 2004 - Voi capite che dal luglio 2004 ad ottobre 2006 il periodo è molto lungo, e non
si riesce a capire cosa sia accaduto ed avvenuto in questo periodo per ritardarne così tanto la
nomina.
Ora questo è un fatto storico. Concluderò su questo punto, però proiettarmi verso il futuro.
Non essendo avvenuto niente, dal punto di vista della nomina, ci sono state una serie di
sollecitazioni il 13 novembre del 2004 perché si stabilissero gli indirizzi sulla base dei quali il
Consiglio Comunale dava indicazioni al Sindaco per le nomine.
Furono ritenuti superati, a differenza del sottoscritto invece non era così, i criteri che esistevano nel
‘95 e che prevedevano che laddove si dovessero nominare dei componenti di Consigli fossero
designati rappresentanti delle opposizioni, valutate l’indipendenza, competenza e professionalità e
nel caso di incarichi precedentemente assolti i risultati raggiunti in termini di efficienza economico gestionale. Furono ritenuti non più validi quegli elementi, o almeno parte di quegli elementi, la
Quinta Commissione dopo 4 sedute, se mi ricordo bene, e più documenti stabilì che per le nomine il
Sindaco considerasse comunque competenza, forte sensibilità politica, valore etico, comprovate
capacità per dirla come la Consigliera Costa persone di alto profilo.
Da allora trascorsero ancora mesi e si arrivò ad un’interrogazione mia del 15 maggio 2006, ed
anche su questo bisognerebbe discutere visto che qualcuno ha sollevato problemi procedurali e
regolamentari, giustamente bisognerebbe capire quanto vengono evase interrogazioni ed
interpellanze e soprattutto quando queste hanno un esito.
Ancora a maggio 2006 non avviene niente, io sollevai il problema che questo rischiava di diventare
un dispregio al Consiglio Comunale anche perché nel frattempo altre nomine venivano fatte
celermente e noi le conoscevamo solo dalla stampa.
Arriviamo così al 19 ottobre, se mi ricordo bene quando ...
(cambio bobina)
… la Seconda Commissione dove furono sollevati dei problemi relativi anche alle nomine si
provvide alla nomina del Consiglio di Amministrazione dell’istituzione.
Ora io non entro nel merito delle qualità delle persone nominate, che ricordo dovrebbero essere
giudicate sulla base di quegli indirizzi stabiliti dal Consiglio Comunale: competenza, capacità,
eticità, e comunque risultati in qualche modo, perché non mi è notorio l'alto profilo di queste
persone, alcune le conosco, altre per niente e comunque è un mio limite, spero un mio pregio anche,
parlare di metodo, azioni e contenuti più che dare giudizi sulle persone. So che ci sono altri
Consiglieri che si esercitano su questo, ci sarà tempo e luogo per discuterne.
Allora, il problema non è tanto delle persone e - ripeto - chi lo solleva ha tutta la legittimità di
entrare in questo merito che a me non è consono, il problema è che nel frattempo sono avvenuti, e
comincio ad accennare al futuro, sono avvenuti tre fatti di rilievo. Primo: i servizi sociali hanno
continuato a funzionare regolarmente, ma con uno sforzo degli organi tecnici ed anche
dell'assessorato, ma sicuramente con un problema di rapporto con gli organi che non esistevano,
organi politico - gestionali in qualche modo anche se non è poi così chiara la definizione che si
evince dal regolamento dell’istituzione.
La seconda questione di rilievo è stato il fatto che all'ordine dei lavori di questo Consiglio è stato
portato come iscritto in discussione Bilancio 2005 – 2006, pluriennale 2006 - 2008. È stato portato
anche alla votazione, non il pluriennale ma sicuramente gli altri della Commissione, è stato
mantenuto insieme al triennale, approvato dal Sindaco con disposizione del 16 maggio 2006 questi
argomenti all'ordine dei lavori pur in assenza degli organi di cui abbiamo discusso fino ad ora,
attraverso l'utilizzo dell'articolo 15 del regolamento dell’istituzione che come ho sollevato io ed
hanno condiviso molti altri Consiglieri trasversalmente, è inapplicabile se non con l'interpretazione,
qualche altro dice una forzatura, perché tratta solo del caso in cui il Consiglio di Amministrazione
abbia omesso di compiere atti obbligatoriamente dovuti, appunto il Bilancio ed il piano programma
che tra l'altro dovranno essere approvati con scadenze 30 aprile e 30 settembre, tanto da dover
essere conseguentemente sciolto.
Quindi il problema che pongo è questo. Io chiederei all’Amministrazione Comunale di essere più
avveduta nel portare documenti all'ordine dei lavori delle Commissioni, all'ordine dei lavori del
Consiglio dove hanno avuto permanenza per settimane e mesi, addirittura da prima dell'estate se mi
ricordo bene, e soprattutto poi chiedere ai Consiglieri di minoranza o di maggioranza, di
opposizione o di governo, in Consiglio ed in Commissione di votarli. Perché avviene una cosa
antipatica e che i Consiglieri di maggioranza, presumo che salvo evenienze particolari, tendano a
votare favorevolmente gli atti, i Consiglieri di opposizione non possono che non sollevare questi
problemi.
Tornerò su questa questione poco più avanti.
Il terzo fatto importante è la società della salute ed il piano programma, meglio, gli indirizzi che il
Consiglio Comunale deve dare al piano programma 2006. Anche questi approvati già in
Commissione specifica. Il problema è che questi indirizzi devono essere dati ad un Consiglio di
Amministrazione che a quel tempo non c'era e che è di recente insediamento.
Ora il problema vero è per il futuro: la società della salute. Ora da tempo è avviato, come saprete,
il cammino condiviso o meno in modo, devo dire, strisciante a dire il vero per l'ingresso di Livorno
nella società della salute, riporto gli indirizzi operativi per il piano programma 2006 come
irreversibile modello toscano di Governo. Rispetto al quale il Consiglio Comunale lo ritenga
positivo o meno non è stato chiamato a pronunciarsi.
Ecco, questo è il punto che più mi interessa dell'altro che pure ha un’importanza formale e
regolamentare.
Quando vogliamo discutere come Consiglio o quando la Giunta … va bene che … se mi danno
anche le spinte è un problema. Ho bisogno che tu mi difenda Fabio lo sai che non so difendermi.
…(intervento fuori microfono – incomprensibile)…
E’ il tuo compagno di partito, di maggioranza.
Il problema è quando vorremo discutere della società della salute eveniente? Questo è il punto.
Non è solo un Consiglio di Amministrazione nominato tardivamente, non è solo istituzione del
sociale sì e no e rapporti con altri organismi. È: si può calendarizzare velocemente una discussione
che vada al di là degli indirizzi sul piano programma per trattare se, come, quando e perché entrare
nella società della salute?
Sulla quale io non ho direttamente pregiudizi; posso essere d'accordo o no, più o meno ci si può
convincere se ne possono fare approfondimenti.
Il punto è che come vorrei sottolinearlo con grande forza, come non è mio costume dare pugnalate
alle spalle, perché le questioni del Bilancio approvato con disposizione sindacale invece che dal
Consiglio di Amministrazione l’ho detto in Commissione e non come qualcuno mi ha suggerito in
Consiglio Comunale per fare scoppiare casino, per cui l’ho detto, mi è sembrato nei rapporti leali
fra maggioranza ed opposizioni, tra Consiglio e Giunta, di averla affrontata per tempo, anche se mi
è stato detto che avevo torto perché cosa vuoi saperne te, mi viene a mente la barzelletta ... non la
racconto perché è un medico, non la racconto.
La barzelletta è che quando si fa il giro dei letti c’è un Dottore che dice: “questo è morto” ed invece
era un vecchietto che dormiva e questo si risveglia e dice: “io non sono morto, sono vivo” e
l'infermiera dice: “ne vuoi sapere te più del Dottore?”
Allora non vorrei che succedesse come nella barzelletta, dice anche le cose ovvie bisogna
scomodare chissà quale Dio dell'Olimpo.
Allora, il futuro di questi atti quale sarà? Ecco, io credo che ci dobbiate spiegare cosa intendete
farne, e cioè le ritirate e le ripresentate? Le fate riapprovare dal CDA insediato con una procedura
discutibile, ma penso legittima? Questi atti volete reinserirli e poi farli approvare successivamente?
Non lo so.
Su questo vorrei avere qualche delucidazione e soprattutto mi piacerebbe che una volta tanto si
dicesse: “beh forse abbiamo sbagliato, provvediamo”. Dire che si sbaglia è sintomo di intelligenza,
non è sintomo di debolezza. Poi se uno sbaglia sempre è meglio che vada da qualche altra parte. Se
uno sbaglia qualche volta è perché lavora probabilmente.
Allora, la domanda finale che io faccio è: una volta che questi atti passeranno dal Consiglio
Comunale per un’approvazione formalmente corretta e perfezionata, è possibile, ed io ritengo
necessario, che si tratti di questa questione l’istituzione del sociale deve continuare? Deve
traghettare semplicemente alla società della salute? Continuerà con la società della salute?
Continuerà fino a che non si deciderà altrimenti?
Ecco, a queste domande io chiedo che si dia risposta e soprattutto ci si possa confrontare in
Consiglio per non discutere soltanto della storia se è andata bene o male, ma per anticipare insieme
il futuro anche alla luce di una preoccupazione - ed ho concluso Presidente - di una preoccupazione
che mi sorge da un dibattito che sta avvenendo in Giunta ed in Consiglio Regionale.
Infatti ci sono posizioni discordi che vanno un po’ al di là, forse, anche delle posizioni politiche di
schieramento. E cioè andrà valutato definitivamente al 31 dicembre 2006 la validità e l’integrazione
del sistema sanitario assistenziale regionale con la società della salute che sono nate nel 2004 in
Toscana. Perché? Quali sono le valutazioni diverse? La Corte dei Conti da una parte solleva questo
problema: c'è il rischio alla luce dei fatti che le società della salute diventino sovrastrutture
burocratiche che duplichino semplicemente strutture e funzioni già esistenti. Dall'altra la Giunta
Regionale e la Commissione nella sua maggioranza sostiene che: le 19 zone - se non erro - su 34 i 2
milioni di abitanti coinvolti e quindi quasi il 60% della popolazione Toscana coinvolta nella società
della salute dal punto di vista operativo hanno fatto bene nel coinvolgimento delle comunità locali e
nel miglioramento dell’integrazione fra sociale e sanitario.
Dall'altra c'è chi dice invece che le società della salute molte non hanno adottato il regolamento di
partecipazione e soprattutto il 50% di esse non ha ancora presentato il Bilancio, quindi - e concludo
Presidente, mi scuso della lunghezza ma ho parlato di 3 atti insieme e quindi era necessario poter
entrare nel merito - quindi alla luce del dibattito regionale ed alla luce degli atti che dovremo votare
io chiedo che preliminarmente si parli del rapporto istituzione, società della salute se ci si rientra o
meno ed in che termini.
Grazie Presidente.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Cannito.
Vi faccio presente che c'è anche agli atti presentato correttamente un ordine del giorno sulla nomina
del CDA istituzione servizi alla persona da parte dei Consiglieri Tamburini, Ghiozzi e Capuozzo.
Intanto la parola ... oppure non so Assessore forse sarebbe il caso di illustrare anche questo e poi
fare una discussione unica.
Consigliere Ghiozzi.
Cons. GHIOZZI
Come preferite se volete che io ...
Cons. TROTTA
Siccome potrebbero esserci anche altri gruppi che presentano documenti la presentazione si fa
eventualmente alla fine della discussione, non penso che sia corretta farla ora.
PRESIDENTE
Questo è stato presentato ieri e quindi è stato distribuito anche ai capigruppo.
Cons. TROTTA
Sulle comunicazioni, non sull’ordine del giorno dei Consiglieri. L’hanno presentato per la
discussione di oggi, va bene, non è questo il problema, però non è che lo possano presentare. Lo
presenteranno alla fine quando durante il Consiglio …
PRESIDENTE
Era solo, visto che l’argomento è attinente, per guadagnare tempo.
Cons. TROTTA
Faranno un intervento penso loro dai loro banchi, nessuno glielo vieta, però mi sembra scorretto.
PRESIDENTE
Va bene.
Assessore Baldi.
Ass. BALDI
A me sembra una discussione molto interessante e molto corretta quella proposta sia dal
Consigliere Cannito che dal Consigliere Dechecchi.
Noi effettivamente non abbiamo mai avuto occasione di parlare della società per la salute in
Commissione perché c'era stata una scelta. Nel 2004, alla fine della legislatura, all’inizio della
società per la salute, la maggioranza di allora decise proprio con un documento, lo mise per scritto,
che avendo questo Comune iniziato solo dal ‘99 che però poi i primi piani zonali nel ‘99 ci furono
le elezioni e quindi il primo vero piano zonale fu il piano del 2000, quindi solo dopo 3 anni, dopo
avere iniziato dopo solo 3 anni l'esperienza dell’istituzione per i servizi alla persona con gli atti e le
indicazioni di costituzione della società per la salute di quel tempo che erano molto diverse di quelle
rispetto a quelle che poi si sono concretamente realizzate, ritenne di non dover procedere
all’adesione alla società per la salute, perché riteneva importante consolidare questa esperienza
dell’istituzione dei servizi alla persona. Questo è scritto.
Le società per la salute nel 2004 vi vorrei ricordare che nacquero con l’esigenza primaria di
coinvolgere maggiormente i servizi, il Comune nella gestione a quel tempo, ma non solo anche
nella programmazione dei servizi sanitari territoriali, quelli che sono diciamo più vicini ad un
problema di integrazione con i servizi sociali, perché la stragrande maggioranza dei Comuni aveva
delegato all’U.S.L. anche il nostro fino al ’99, aveva delegato all’U.S.L. la gestione dei servizi
sociali.
Io mi ricordo che a quel tempo noi avevamo un incontro con la zona di Cecina perché pensavano forse se lo ricorderà anche Poggiolini, ma anche forse anche te che a quel momento eri coinvolto
nella nostra istituzione - avevano preso contatto con noi perché pensavano di costituire anche loro
un’istituzione per riprendersi le deleghe che a quel tempo avevano assegnato all’U.S.L. perché
l'orientamento della 328 che vi ricordo è del 2000 era quello che invitava i Comuni a riappropriarsi
dei servizi sociali.
Quindi lo scenario era questo. È chiaro per chi non si era riappropriato delle deleghe dal Comune, la
società della salute era un passo in avanti rispetto ad un processo di programmazione perché a quel
tempo effettivamente la possibilità di incidere nei PAL, voi vi ricordate attraverso il vecchio
sistema di indirizzi a cascata era molto limitata diciamoci la verità, altrimenti anche noi non
avremmo ritirato le deleghe.
Io credo che il nostro Comune ha fatto bene a ritirare le deleghe perché al di là - ma questo
l’abbiamo discusso anche con l’U.S.L. - al di là della qualità, dei servizi c'è una maggiore, con
l’istituzione, possibilità di manovra, una maggiore dinamicità nella gestione dei servizi.
Questo è quanto.
Quindi noi decidemmo di non aderire alla società per la salute. Perché vi ricordo che a quel tempo
si parlava - io ho partecipato ai primi incontri all’Università di Pisa quando si discutevano i primi
statuti, le prime bozze di statuto per conto della Regione Toscana, io ero in un gruppo di
approfondimento insieme ai tecnici dell’Università ed alcuni Assessori e si parlava di società per la
salute di un consorzio dentro il quale, come ricorderete, c'era dentro di tutto: dai sindacati, le società
private, le società pubbliche, il terzo settore e si pensava a quel tempo che dovessero gestire. E
quindi noi dicemmo: l'organo di gestione ce noi l'abbiamo già.
La chiudo su questo passato perché poi c'è stata un’evoluzione ed un approfondimento. La società
della salute attraverso vari passaggi, attraverso varie bozze di indirizzo è approdata recentemente
devo dire, soltanto qualche mese fa, ad un orientamento approvato dal Consiglio Comunale di
indirizzo che supera addirittura il l'orientamento del mese, ora non mi ricordo bene i tempi, del
gennaio addirittura del 2006. Io facevo parte anche in questo caso di un gruppo tecnico - politico di
analisi di questi indirizzi e si propose noi perché siamo convinti che l'istituzione ha ancora un ruolo
in questa città e non ci vogliamo rinunciare perché, a mio avviso, sta funzionando sul piano della …
voi pensate alla differenza dello stesso Bilancio, un conto è lavorare su un Bilancio finanziario ed
un conto è lavorare su un Bilancio economico e quindi immediatezza di risposta, si riuscì perché a
quel tempo l'orientamento della stragrande maggioranza delle città capoluogo che aderirono alla
società per la salute era quella anche di gestire i servizi sociali ed i servizi territoriali sanitari. Noi
facemmo inserire negli indirizzi una possibilità di un doppio canale, cioè a livello di zona ci
potevano essere due livelli di gestione: quello della società per la salute e quello di altri livelli che
comunque nella nostra testa c'era l'istituzione.
L'ulteriore evoluzione della discussione ha portato agli ultimi atti di indirizzo, approvati dalla
Regione Toscana nel mese di luglio e poi c'è stato - e qui si entra anche nei giorni nostri - dove il
punto fondamentale della società per la salute che prevede lo sviluppo della partecipazione, il
rapporto con il terzo settore, eccetera ma su una cosa è chiara, cioè: la società della saluta è uno
strumento di programmazione e di controllo e quindi non di gestione. Questo significa che per chi
ha le deleghe ancora all’U.S.L. è un passo in avanti perché finalmente con la società per la salute
che - ripeto - non è un costo aggiuntivo, perché non è altro che un consorzio tra i Comuni che fanno
parte della zona, noi siamo facilitati perché siamo solo 3, ed i rappresentanti della Regione
attraverso il Direttore generale dell’azienda A.S.L. è un consorzio tra Comuni e Regione.
Quindi la società per la salute allo stato attuale, poi se rimarrà così una volta definita la fase di
sperimentazione non lo so, io personalmente non ci giurerei, io personalmente vi posso dire che
forse non c'è bisogno del consorzio che già vincola, ma basterebbe una convenzione tra Enti, però
allo stato attuale è un consorzio, che non ha costi perché nel consorzio ci sono i rappresentanti, i
Comuni, i Sindaci o i loro delegati che sono già profumatamente pagati, ma e quindi c'è il Direttore
dell’azienda A.S.L. e ci sono le strutture tecniche che non sono altro che le attuali strutture tecniche
che anche noi abbiamo messo in piedi, che sono dipendenti non aggiuntivi, ma del Comune e
dell’azienda A.S.L. che stanno lavorando insieme attraverso l’ufficio unico di piano.
Quindi lo scopo è quello di: programmazione e controllo.
Quindi la domanda principale è: cosa farà la l'istituzione? Solo ora che abbiamo capito che c'è una
chiara possibilità di mantenimento dell’istituzione al quale questa Amministrazione non vuole
rinunciare e siccome non è incompatibile con i ruoli della società per la salute perché una cosa è
chiara: c'è un ruolo di gestione che fa capo all’azienda A.S.L. per chi ha la delega o ai Comuni o chi
si è riappropriato ...
PRESIDENTE
Date un po’ di silenzio per cortesia.
Ass. BALDI
… e la società per la salute che ha solo un ruolo di programmazione e controllo.
Quindi noi effettivamente stiamo studiando insieme a chi a quel tempo all’Università di Pisa a
Sant’Anna stava elaborando gli statuti come adeguare anche il nostro regolamento, e lì ha ragione
Cannito io sono qui da 5 anni Marco, io non sono riuscito in 5 anni per motivi tecnici, non per
volontà politica, ad approvare in tempi decenti e dignitosi indirizzi e piano programma, perché è
evidente quando per legge i Bilanci dei Comuni … cioè si possono approvare dei Bilanci di conto
economico pluriennali, salvo quelli sulle volontà e sulle possibilità dove dentro ci puoi mettere 100
mila miliardi per permette all’istituzione dal primo gennaio di gestire i servizi.
E’ evidente che poi di fronte agli equilibri di Bilancio, alle difficoltà economiche quest’anno
addirittura abbiamo dovuto tagliare in corso d'opera i finanziamenti, la mancata di finanziamenti del
fondo nazionale si arriva sempre alla fine dove le certezze di Bilancio ce l’abbiamo sempre a fine
aprile - primi di maggio, da quel momento scattano le procedure degli indirizzi sulla base delle
certezze di Bilancio e del piano programma che sono questioni certe.
Se vi ricordate due anni fa addirittura indirizzi e piano programma gli abbiamo approvati per motivi
burocratici, devono essere comunque approvati dal Consiglio Comunale addirittura l'anno
successivo.
Questa è una difficoltà, ma questo l’ho già detto in Commissione. Me ne posso prendere anche le
responsabilità, tutto quello che volete però vi posso garantire che questo anno si erano fatti i salti
mortali per avere gli indirizzi in tempo e poi sono andati a finire così.
Quindi mi sembra abbastanza chiaro: noi stiamo ragionando con l'Università come adeguare il
piano programma che abbiamo già firmato con l'istituzione, quale è la forma essendo la società per
la salute un organo non di gestione ma di programmazione come può incaricare, perché se fossero i
servizi sociali gestiti dall’azienda A.S.L. è semplice, la società per la salute dove dentro ci siamo
tutti si programma, si indirizza, si fanno i piani integrati di salute e poi l’azienda gestisce. In questo
caso dove noi abbiamo l'istituzione la forma sarà attraverso una società della salute che attraverso
un contratto di servizio incarica i servizi sociali del Comune di gestire tutta la parte sociale come
gestisce ora.
Però capite che c'è una forte integrazione in quanto noi siamo all'interno del consorzio dove
cerchiamo di fare ... si chiama il “budget virtuale” perché dovremo fare un unico Bilancio della
sommatoria del Bilancio dei 3 Comuni sociale e dell’azienda territoriale che si chiama il cosiddetto
“budget virtuale” sulla base del quale poi noi dovremo fare il piano integrato di salute che è lo
strumento di programmazione per fare sia i servizi sociali, il piano programma, ma per fare anche il
PAL territoriale, non so se si chiama così, PAL anche quello territoriale dell’azienda A.S.L. che
deve rispettare quello che dentro il piano integrato di salute abbiamo deciso.
Quindi questo è il punto. Quindi noi allo stato attuale sappiamo e vogliamo che l’istituzione
rimanga, la società per la salute con gli untimi indirizzi approvati nulla osta a questo percorso,
stiamo lavorando all'adeguamento comunque a prescindere ed ora vengo all’ultima cosa opportuna,
all’ultima domanda opportuna che aveva fatto il Consigliere Cannito, il coinvolgimento del
Consiglio Comunale. E’ evidente che noi bisogna ribaltare quello che era una decisione della
maggioranza. Da dove si deve partire? Io faccio parte della maggioranza, io parto, preso atto degli
indirizzi approvati dalla Regione Toscana, preso atto dalla chiarezza della possibilità di continuare
con l’istituzione io mi assumo, propongo alla Giunta la quale poi coinvolgerà la maggioranza in
Consiglio Comunale di aderire, di iniziare subito ora la proposta di adesione alla società per la
salute con il treno in corsa, anche perché io credo che tra iniziare la discussione, cominciare a
lavorare agli atti, adeguare i regolamenti e fare uno statuto non dico che si arriverà al momento
della conclusione della sperimentazione e dell’obbligatorietà per legge, ma più o meno siamo lì.
Però ecco questo ci serve anche per definire anche lì una scelta della Regione Toscana che io ripeto - condivido perché è una scelta che sta per dire la verità con questi criteri di programmazione
e di controllo all’attenzione anche di altre regioni, io ho partecipato recentemente ad un convoglio a
Roma di fede e sanità alla presenza di 4 Ministri: istruzione, famiglia, sociale, casa, strutture e
sanità dove tutti hanno denunciato un deficit di partecipazione. Io ve lo dico perché a me a volte
sono quegli interventi che fece il Ministro Rosi Bindi che lì per lì uno non ci ragiona. A questa fede
e sanità ci partecipano politici ed è l’unico luogo di discussione tra politici, quindi i Comuni e
l’ANCI - è una struttura dell'ANCI - ed i direttori generali.
Rosi Bindi disse: “i Direttori generali in Italia sono circa 300. Queste 300 persone quest'anno
gestiranno 96 miliardi del budget della sanità.” Si riferiva solo alla sanità. Quindi, dice, 300
persone gestiscono il 50% del Bilancio dello Stato perché per lo meno 96 miliardi, 180 mila
miliardi, è il 50% di tutto il Bilancio dello Stato.
Cioè si possono trovare anche altre forme di nomina più democratiche, però abbiamo trecento
persone che hanno in mano, cioè per noi è un problema di allargamento, di partecipazione, di far
entrare maggiormente anche altri soggetti, i Comuni in particolare, il terzo settore attraverso la
programmazione che va affinata, definita, sviluppata tutto quello che vogliamo, i Consigli
Comunali, cioè dobbiamo in qualche modo trovare una forma per arrivare a dare anche supporto a
queste persone che saranno le più brave del mondo, ma sono trecento persone che hanno l'onere di
gestire effettivamente.
Intervenne poi, va bene ma era programmato, l'Assessore Rossi che spiegò che cosa si stava
tentando in Toscana per cercare di andare incontro a questo problema che effettivamente se ci
pensate è un problema reale.
Quindi noi ci siamo inventati la società per la salute, può darsi che non sia il meglio della vita,
però sicuramente è meglio di rispetto a chi non ce l’ha perché sicuramente è un passo in avanti
verso un percorso di partecipazione. E quindi noi avremo occasione di discutere, si può essere
d'accordo, non si può essere d’accordo, però vorrei che si partisse da questo, non ci sono spese
aggiuntive, non è un ulteriore carrozzone perché è fatto da persone che già operano nel settore, tra
l'altro la legge dice che il direttore della società per la salute - e quindi quello che si occupa di
programmazione e di controllo - è il direttore della zona distretto, si identifica e quindi è già ...
…(intervento fuori microfono – incomprensibile)…
No, quello è il direttore generale o suo delegato, ma il direttore della società per la salute è il
direttore della zona distretto. Lui o un altro, però si identifica come questa figura che non contrasta
assolutamente con la struttura della gestione dell’istituzione che ha il suo organo di gestione dei
servizi con il direttore dell’istituzione, con l'apparato tecnico burocratico dell’istituzione e dove
questi indirizzi arriveranno dal Consiglio Comunale tanto è vero io in Commissione e l’ho detto
all’ultima conferenza dei Sindaci, ci dobbiamo porre questo problema dei 3 Comuni noi lo
possiamo fare perché siamo pochi: Livorno, Capraia e Collesalvetti, forse vale la pena di discutere
perché vi immaginate 20 Comuni che devono approvare il piano integrato della salute e se ognuno
ci mette una virgola ... ecco, diventa il problema. Il piano deve essere unico ecco perché viene
delegato attraverso passaggi, come abbiamo fatto noi nelle Commissione, alla Conferenza dei
Sindaci.
Io credo che noi non abbiamo nessuna difficoltà ad approvare tre piani in 3 Comuni perché se ci
sono delle cose da modificare, è evidente ci vuole la disponibilità all'interno della Commissione se
c'è da modificare qualcosa evidentemente si modifica qui. Non ci può essere la sorpresa nel
Consiglio Comunale perché sono mallopponi dove in Consiglio Comunale che lo modifica poi lo
devono obbligatoriamente modificare anche tutti gli altri.
Sono queste le forme tecniche che noi dovremo trovare, però io credo che in questo modo dentro
il piano integrato della salute comprende anche l'indirizzo ed il piano programma dell’istituzione,
forse in questo modo noi oggi in questi giorni si sta già elaborando l'aggiornamento del piano
integrato della salute. Che poi che differenza vuoi che ci sia tra quello che contiene il piano
integrato della salute ed il piano programma dell’istituzione? Non può che applicarlo perché è già lì,
perché al piano integrato della salute chi è lo strumento tecnico che lo forma? Non è l'Assessore,
sono tutti i percorsi che abbiamo messo in piedi, quindi i tavoli con il terzo settore al quale oggi
devono essere affinati, sviluppati, ma è uno strumento nuovo, anche lo stesso terzo settore si deve
abituare maggiormente ad una funzione di programmazione e non soltanto del vecchio sistema che
presenta progetti quando erano - i tavoli di progettazione si chiamavano - dove ci si confrontava
tutti insieme e si confrontavano lì i progetti presentati.
Ora è un ulteriore passo in avanti che deve essere … bisogna anche noi, l'apparato tecnico abituarsi
a gestire questo rapporto diverso con il terzo settore, però è uno strumento di partecipazione, a mio
avviso, un pochino più completo.
Io credo che questo punto di vista di essere stato abbastanza chiaro e di aver dato una risposta al
quesito che poneva il Consigliere Dechecchi.
L’ultimissima cosa. Per chi è stata ritardata la nomina del CDA io lo inquadro in questi, perchè se
c'era scritto anche strumento di gestione con quelle caratteristiche come era all'inizio io ho qualche
dubbio di possibilità di mantenimento del CDA io ce l'avevo, perché non c'era una chiarezza fino in
fondo: ora sì, l’ha approvati il Consiglio Regionale, gli indirizzi sono quelli e sono chiari.
L’ultima cosa che volevo dire è sugli atti. Gli attirano lì da maggio, hai detto bene, io ho cercato
perché a me non ... fondamentalmente non mi piace la polemica, poi va bene se mi ci tirano non mi
tiro indietro anche io ho i miei difetti, però io ho assistito alla Commissione. A me se questa
discussione si fosse fatta a giugno quando furono presentati anche gli indirizzi e gli atti molto
probabilmente le cose che te ponevi sarebbero state a disposizione dei percorsi, dei tecnici, hai
ragione, non hai ragione, io sinceramente non ti ho mai detto: “non te ne intendi”, però io mi sono
detto per me che dal punto di vista tecnico io veramente mi affido a quello che mi dicono gli uffici.
Ma visto che c'era stato - ho finito - visto che c'era stata questa discussione io ti posso garantire ero
in Capraia il giorno dopo la Commissione sempre per questi motivi, però se vi ricordate la
Consigliera Gazzarri - io non lo sapevo perché non avevo partecipato - cioè di fronte ad una
riunione di maggioranza che c'era stata nei giorni precedenti annunciò lì che il Sindaco, va bene,
c'era l'orientamento vista la definizione della cosa dice: “guarda il Consiglio di Amministrazione
verrà nominato a giorni”. Io dalla Capraia chiesi conferma e dice: “guarda lo sto nominando”. Io mi
sono preso questa briga visto che c'era questo problema. Poi hai ragione, non hai ragione si può
anche continuare ad approfondirlo.
Io ho ritirato tutti gli atti perché mi sembrava doveroso nei confronti di un Consiglio di
Amministrazione che sarebbe stato nominato da lì a qualche ora, a questo punto venire in Consiglio
Comunale ed approvare degli atti che comunque avevano posto dei quesiti come te avevi posto ed
approvarli. Tanto è vero io chiesi di ritirarli tutti attraverso una cosa molto semplice dove ci sono
scritte in queste tre righe le cose che sto dicendo.
Abbiamo ritirato anche l'atto di indirizzo proprio per rispetto non solo alle cose che te avevi detto di
legittimità, ma anche l'atto di indirizzo che come sai è l'atto che comunque si concerta con il
Consiglio di Amministrazione, ma questo è l'atto di indirizzo politico che in modo autonomo non
deve passare prima in Consiglio di Amministrazione. E’ evidente è un atto di indirizzo del
Consiglio io normalmente quando è insediato prima di portarlo in Consiglio magari si vede insieme.
Quindi abbiamo ritirato anche quello pur non essendo al centro della diatriba tecnica.
Come ci ritorneranno? Beh, a questo punto ci ritorneranno in un modo molto semplice, io gli ho
ritirati e gli ho mandati al costituito a questo punto Consiglio di Amministrazione, se vuoi
approfondire, se il percorso precedente era legittimo o non legittimo, uno lo può sempre fare, però
io l’ho rimandati, il Consiglio di Amministrazione gli ha approvati e nei prossimi giorni arriverà in
Consiglio la delibera riadeguata a queste cose.
Cioè io l’ho fatto con lo spirito di superare un problema, se è sbagliato o non si è sbagliato, si può
anche approfondire, può darsi di sì, può darsi di no, io sinceramente ne faccio già tante non ho
tentato neanche di approfondire le cose che te hai detto in Commissione, perché c'è stata questa
opportunità e mi sono detto invece di ... perché altrimenti non l'avrei lasciata cadere perché mi
sembrava il suo intervento abbastanza deciso e quindi non sarei venuto in Consiglio Comunale così
senza per lo meno chiedere conferma.
Visto come sono andate le cose ho detto: “non mi ci sto ad impegnare più di tanto” c'è questo
problema, c'è il Consiglio, abbiamo aspettato tanto non credo che sia un problema, poi qui
onestamente abbiamo sempre discusso di politica e mai degli interventi perché è evidente si
approvano ora ma le RSA io penso di sì ma poi voglio dire nessuno mi ha mai detto chiudete le
RSA perché non avete approvato il Bilancio, cioè io do anche ... va bene, neanche quando si dice
bene in Consiglio Comunale, però nessuno in 5 anni mi ha mai detto: “siccome non hai approvato il
Bilancio chiudi le RSA”. Io ve ne devo dare atto che probabilmente il Consiglio ha capito che siamo
sempre di rincorsa ma che le RSA non le abbiamo chiuse, abbiamo continuato ... insomma come
abbiamo sempre fatto da 5 anni quando c'era il Consiglio di Amministrazione che non l’abbiamo
mai approvati in tempi utili, questo vuol dire che c'è qualcosa nel regolamento visto che la volontà
di tutti è quella di rispettarlo, vuol dire che c'è qualcosa effettivamente che da questo punto di vista
non va o per lo meno non funziona rispetto ai tempi.
Con il piano integrato della salute ne stiamo discutendo ora e quindi la cosa essendo un “Bilancio
virtuale” e quindi la legge dà la possibilità di operare su un bilancio virtuale, io credo che questo
problema è un problema che si può risolvere.
Mi sembra, più o meno, che alle domande ho risposto.
PRESIDENTE
Grazie Assessore Baldi.
Iniziano gli interventi.
Consigliere Chelli.
Cons. CHELLI
Io ho ascoltato l'Assessore Baldi e soprattutto quando ha detto che la società della salute non
costerà niente. Non ho nessuna intenzione di mettere in dubbio quanto egli ha affermato, ma mi è
chiaro un elemento estremamente chiaro: che per la sua composizione Sindaci, Direttore dell’A.S.L.
eccetera, eccetera, i compiti di programmazione e controllo che la società della salute avrà io sono
preoccupato per il rischio vero di un depauperamento chiaramente possibile dei CDA
dell’istituzione alla persona e della stessa istituzione, anche vista la composizione che questo CDA
ha.
Forse sarebbe anche un bene vista la composizione del CDA questi rapporti di supervisione, ma
l'istituzione, secondo me, amministra una cospicua parte del Bilancio del Comune e credo, sono
fermamente convinto, che spetti al Consiglio Comunale la programmazione ed il controllo
sull’istituzione, non alla società della salute che se si vuole è fatta anche di estranei al Bilancio del
Comune.
Ci sono elementi emersi dal dibattito in Consiglio Comunale per esempio al dibattito che abbiamo
fatto sull’istituzione, sul Bilancio, eccetera, eccetera e che sicuramente faremo riemergere quando li
ridiscuteremo che affermano come sia necessario uno studio delle nuove esigenze che escono dalla
società, in questo caso dalla società livornese, e sulle quali non c'è dubbio l’istituzione alla persona
dovrà intervenire perché non può rimanere cristallizzata su una serie di interventi che non cambiano
mai, o quasi mai, senza le esigenze ed i bisogni della città aumentano e sono nuovi.
Quindi è necessario che il CDA dell’istituzione ed anche questo Consiglio Comunale verifichino
queste esigenze e …
(cambio bobina)
…gli elementi di un intervento che sia capace di dare delle risposte concrete. Questo per precisare
un’ulteriore elemento. Ci sono tre società della salute già funzionanti. Io credo che sia necessario
sulla base delle esperienze che sono state effettuate fare un esame anche noi insomma, vedere quale
è il ruolo che hanno assunto questi organismi, perché io sono quasi convinto che abbia ragione la
corte dei conti, che poi non costeranno e poi ripeto, non esito a credere quanto detto dall'Assessore
ma poi vorrò vedere nella continuità cosa accadrà, ma comunque io credo che sia necessario
verificare cosa è successo nel periodo in cui queste società della salute hanno funzionato, ma
effettuare delle verifiche vere, non così, accontentandoci di quanto possono affermare i responsabili
di queste società della salute. Ma avere incontri con le istituzioni alla persona, con chi tutti i giorni
si trova di fronte a… diciamo a rispondere, a dare risposte a quanto viene fuori dalla città o dai
paesi o dalle altre città.
Noi abbiamo messo due anni per la nomina di questo consiglio della istituzione. Cerchiamo di
non spendere altri due anni per effettuare queste verifiche che secondo me sono fondamentali,
perché a questo Consiglio Comunale spetta il controllo della istituzione alla persona e anche la
programmazione che io non voglio delegare a nessuna società della salute, perché a mio parere c'è
una sovrapposizione di… può darsi anche che mi sbagli, però c'è a mio parere una sovrapposizione
di compiti e di responsabilità che potrebbero creare solo una enorme confusione e quindi farci
mancare alla necessità di rispondere alle esigenze della città, alla enorme povertà, eccetera eccetera.
Io credo che su questi elementi il Consiglio Comunale ed anche la giunta dovrebbero riflettere e
affrontare insieme al Consiglio Comunale queste questioni approfondendone gli elementi che sono
elementi di messa in guardia rispetto a scelte così acritiche, perché la giunta regionale ha fatto
queste scelte, il consiglio regionale ha fatto queste scelte e quindi perché no? Si fanno anche noi.
No. Io credo che noi dovremmo effettuare delle verifiche, e anche alla svelta, perché due anni sono
già stati persi, per poi decidere quello che dobbiamo fare.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Chelli.
Consigliere Poggiolini.
Cons. POGGIOLINI
Io condivido gran parte di quello che ha detto l'Assessore soprattutto per quanto riguarda la
ricostruzione storica del percorso che c'è stato per quanto riguarda il sociale e la sanità nella nostra
regione, salvo a dire che l'obbiettivo della società della salute oltre le cose che ha detto l'Assessore
ha come obiettivo quello di riportare gli ospedali a un bilancio strettamente sanitario, quindi
significa che il territorio poi lo si delega alla amministrazione comunale e alla USL attraverso un
budget sanitario. Però il vero obiettivo è quello che gli ospedali ritornino come una volta quando vi
era un consiglio di amministrazione dell'ospedale e la spesa sanitarie rimaneva soltanto per la fase
acuta, così diciamo, come il resto lo diceva la 833. Ho detto che ho condiviso quello che ha detto
l'Assessore, però mi sembra che il percorso tra il rapporto della amministrazione comunale, il
consorzio, la associazione intercomunale e l'istituzione non sia chiaro. Mi sembra che sia più chiaro
invece in quella nota che Assessore lei ci ha consegnato e che mi sembra un percorso abbastanza
concreto. Vede, il punto quale è?
Noi avremo la conferenza dei sindaci dove il Sindaco della città di Livorno è Presidente, dove
tutti gli atti della regione e i programmi andranno nella conferenza dei sindaci, la conferenza dei
sindaci la trasmetterà alla associazione intercomunale o il consorzio tra comuni di cui questa
associazione intercomunale che sarà in rappresentanza del Consiglio Comunale negli eletti....
PRESIDENTE
Per cortesia.
Cons. POGGIOLINI
Sarà l’associazione intercomunale, i rappresentanti degli eletti dei comuni di Livorno,
Collesalvetti e Capraia che daranno l'indirizzo e il controllo alle istituzioni per i servizi della
persona. La istituzione dei servizi alla persona è vero che è anche un organo di gestione, ma io l’ho
ripetuto e ripeto quello che ho detto in Commissione, è un organo di gestione che non compete al
consiglio di amministrazione ma compete al direttore e al suo staff e quindi il consiglio di
amministrazione, il presidente danno gli indirizzi e il controllo che hanno ricevuto oggi dalla
amministrazione comunale e domani dalla associazione intercomunale o dal consorzio. Quindi è
una sovrapposizione di indirizzi di controllo. E’ inutile che voi mi dite: ma lo ha detto la regione.
Lo può aver anche detto la regione, ma alla regione glielo abbiamo detto che il ruolo del comitato di
gestione della istituzione è limitato al controllo e all'indirizzo? Questo è il punto, perché se no allora
finiamo veramente di avere una sovrapposizione e non portiamo un contributo. Mentre invece le
norme regionali sono precise quando ti dicono che il distretto è l’unico punto di accesso dove il
direttore che te nominavi e indicavi con il suo staff gestisce tutta la problematica. Quello è il
momento della gestione e quindi a mio parere il percorso dalla conferenza dei sindaci alla
associazione intercomunale dovrebbe ricadere alla gestione del distretto così come dice la regione.
Perché si può anche mantenere la istituzione, però non si mantiene il consiglio di amministrazione e
poi c'è un piccolo particolare, che se dovesse rimanere il consiglio dell’istituzione va integrato con
la rappresentanza sanitaria, perché la rappresentanza sanitaria che da il budget sui problemi sanitari
io non credo che voglia essere esclusa poi dalla gestione della stessa sanità. Quindi io credo che
questa questione sia… dovrebbe essere un momento di riflessione da parte della amministrazione
per chiarire meglio questo aspetto, perché già alcune volte ve lo dico e nessuno mi da una risposta
esatta, non si può dire che non diventa una sovrapposizione. Detto questo io credo che abbia fatto
bene l'Assessore a ritirare gli atti per riportarli, però vedete, noi ci troviamo ora di fronte a un
problema del sociale di grande rilevanza. C'è questa nuova impostazione della società della salute.
Vi è la apertura di una residenza sanitaria assistita, vi è un nuovo consiglio di amministrazione.
Ecco, io credo che i problemi e le tematiche di questa questione attuale sul sociale, soprattutto sulla
riduzione del numero di posti letto che io condivido, perché 4 strutture sono tante per una città come
Livorno, ma vogliamo che il Consiglio Comunale dia un indirizzo in questo senso o lo lasciamo
così, libero ai direttori, ai Consiglieri senza che il Consiglio Comunale di Livorno che deve dare
fino ad oggi l'indirizzo, non indichi alcune questioni? Io credo che questi problemi che in questo
momento sono vivaci, vivi nel sociale dovrebbero fare parte lo per lo meno di un comunicato, di
una nota di indirizzo al di la degli atti che avete portato, perché noi sappiamo che per esempio non
avremmo tutti i posti letto per le ragioni di cui ne abbiamo già parlato.
E quindi ci sono anche altri problemi che io ritengo che sarebbe opportuno, al di là degli atti, che
ci fosse proprio una nota, un indirizzo del Consiglio Comunale su questa materia.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Poggiolini.
Consigliera Costa.
Cons. COSTA
Mi scuseranno i colleghi se io parto da un bisogno che è quello di sintonizzarsi su un linguaggio,
nel senso che quando si affrontano questi temi in generale ci si trova davanti ad interventi o da un
lato estremamente preparati, competenti, che stanno quindi dentro anche ad una terminologia, un
modo di definire le cose, i rapporti tra le cose assolutamente preciso ed escludente rispetto invece
alla possibilità che dovrebbe invece essere conquistata di farne un momento di confronto veramente
ampio. Io mentre facevo tanta fatica a seguire i colleghi che esponevano la comunicazione, e per
questo li ringrazio, indipendentemente dal contenuto sul quale posso o non essere d'accordo, ma li
ringrazio per aver creato l'occasione per discutere in quest’aula. Mi chiedevo, ma se noi
discutessimo di problemi di urbanistica ci sarebbe tutto questo brusio, questa distrazione? Perché
quando affrontiamo le questioni invece che riguardano sanità o sociale e quindi - la prendo molto
larga - al momento in cui noi cerchiamo di partecipare veramente a costruzioni di percorsi per il
raggiungimento di quel benessere psicofisico che è poi la salute e la vita dei nostri cittadini, cala
l’attenzione? Mi rispondo: certo sulle questioni relative alla urbanistica, l'interesse che c'è intorno a
questi temi, girano, ci sono ben altri interessi. Non è vero. Non è vero, perché stiamo parlando oltre
che la sacrosanta a centrale questione della esistenza e del benessere dei cittadini che è centrale per
tutti noi indipendentemente dove siamo collocati. Ma stiamo parlando del 75% delle risorse della
regione e di quanta fetta delle risorse che noi spendiamo nel sociale, quindi un bel giro per dirla in
maniera molto cruda, di interessi, un bel giro di interessi che si dislocano in tante maniere, che si
possono dislocare.
Io dico: dal mio punto di vista io sono fortunata, vivo in Toscana, so che questi interessi tanto
allocano nel pubblico, dove quindi le garanzie di controllo sono più alte, sono fortunata, dico,
perché questa amministrazione della quale faccio parte, della cui maggioranza faccio parte è stata
una amministrazione attenta, questa e quella precedente, e mi sembra la chiarezza e la puntualità
che noi riconosciamo non solo qui nel consiglio ma nella Commissione trasversalmente
riconosciuta, l'Assessore quando ci parla di cose concrete è testimonianza di questo.
Noi però questo elemento della scarsa partecipazione badate pesa, ha pesato e continuerà a pesare se
non poniamo rimedio. Quindi al di la delle denunce l'elemento vero di accompagnamento deve
essere questo: una grande attenzione. Perché hanno ragione i colleghi che mettono al centro la
questione del come andiamo verso a questa situazione di società della salute che parte da una idea
della Regione, che è stata sperimentazione, io dico una sperimentazione particolare un po’ troppo
spesso dal mio punto di vista, ma comunque accetto sperimentazione. Alla quale Livorno non ha
partecipato perché i percorsi in quella fase erano ad un altro stato, eravamo in un altra fase del
percorso ed era giusto essere coerenti anche con la storia e con gli obbiettivi che ci siamo dati e con
la quale comunque noi dobbiamo fare i conti.
Allora, la prima cosa che scende in campo è di chiedere all’amministrazione di raccogliere gli
elementi tali per cui noi potremmo discutere su cosa significherà società della salute nei nostri
territori, partendo da una riflessione sulla sperimentazione. Cioè, io voglio sapere laddove è stata
sperimentata visto che, come diceva giustamente l'Assessore Baldi, si è fatto un percorso, è partita
in una certa maniera, oggi in un’altra maniera io voglio capire perché, per come, quali sono gli
elementi di debolezza e di forza che ha evidenziato… perché su questo io credo che noi dobbiamo
oggi pronunciarci per trovare elementi di compatibilità con l'idea che noi abbiamo maturato,
sviluppato e sulla quale abbiamo lavorato di risposta ai bisogni nella nostra città. Quindi è il primo
elemento. Se no diventa… di cosa sto discutendo, di un modello astratto, solo di me? Giustamente
io condivido perché mi sembra ormai verosimile che… anzi qualcosa di più che verosimile. E’ certo
che la società della salute sarà il modello toscano e anche noi saremo chiamati a misurarci con esso,
mi sembra di grande buon senso e di responsabilità quando diceva l'Assessore Baldi, quando
diceva: utilizziamo questo tempo da qui a quando dovremo come un tempo attivo nella quale noi
determiniamo le condizioni perché il nostro stare nella società della salute, essere società della
salute sia propositivo e questo perché lo vogliamo e quindi lo vogliamo perché vogliamo tagliare
tutti quegli aspetti e impegnarci a tagliare quegli aspetti che possono essere di ridondanza, di
approfondimento, di condizionamento, di allontanamento della funzione invece di governo e di
programmazione che i consigli comunali devono avere, le comunità devono avere. Ecco, avremo
un' opportunità; questo è il primo elemento. Non è un elemento marginale, perché si accompagna
con… potrebbe essere un punto dal quale veramente ripartire con forza perché si percorre un po’ a
ritroso come i salmoni che risalgono la corrente, un percorso che negli anni è stato fatto e che ha
trovato uno stop nel 2.000 con la 328 che veniva ricordato in cui si dice: fermi, basta con troppe
deleghe, delega nel senso delego altri. Ciò che avviene nella comunità, il bene della comunità sia
nelle scelte di ordine sociale che di ordine sanitario è qui, è da qui che devono partire, è qui che
dobbiamo confrontarci, è qui che si devono porre le mediazioni e non in luoghi altri.
E’ fondamentale, ed ecco perché è fondamentale veramente, mettere in campo attenzione e grande
autorevolezza. Autorevolezza che dovremmo sostanziare veramente con la nostra iniziativa e qui lo
chiedo soprattutto ai colleghi che lavorano nella Commissione, dovremmo fare in modo tutti
insieme che il consiglio di più e meglio si attrezzi per affrontare questi passaggi. In questo
ragionamento tutto ciò le perplessità che venivano espresse venivano espresse e riportava anche il
Consigliere Poggiolini che in alcuni passaggi faccio fatica a seguirlo e sicuramente per limite mio
perché mi sembra che faccia dei salti di livello. Il rischio vero deve essere questo, che non si
vanifichi questo indirizzo che a me preme, che ritengo veramente importante di riunificazione
dell'elemento sociale e sanitario in una composizione virtuosa che meglio dà risposte complesse e
complessive ai cittadini, questo è l'elemento.
Io so benissimo che dentro ci sta tutto un ragionamento che è anche di chi fa cosa, chi conta, chi
conta di più, chi conta di meno, dove si prendono le decisioni; lo so benissimo. Ed è proprio per
questo che bisogna fare in modo che molto saldamente si difenda questo terreno. L'elemento che
richiamava il Consigliere Poggiolini, la società della salute nasce per sancire che il sanitario e
l'ospedale stanno da una parte, io non do e non voglio dare questa lettura perché se così fosse
sarebbe un limite esagerato, da sgombrare subito il campo perché non è pensabile che un pezzo,
come dire, un pezzo che riguarda… come ci si attrezza a dare risposte al bisogno di salute e di
benessere nella fase della acutio venga stralciato e, come dire, delegato ad un altrove, non è così. E
non voglio che sia così, però tutte queste zone d'ombra e di dubbio devono essere ben - concludo ben, come dire, ne deve essere sgombrato il campo ed è per questo che a maggior ragione chi ritiene
che l'elemento, il punto di approdo della istituzione del sociale con il proprio consiglio di
amministrazione che cade su un terreno dove si è lavorato bene, perché continuo a sostenerlo, non
c'è un consiglio di amministrazione ma ha lavorato bene la istituzione, i funzionari, gli uffici. Bene
hanno lavorato, non si parte da un lavoro assente, da un lavoro che c'è stato. Quindi forti di questo
io credo proprio per colmare per coloro i quali ritengono che lì ci possono essere delle lacune,
proprio per colmare queste lacune è necessario che noi seguiamo con grande attenzione e
partecipazione e rendendoci comprensibili per la gente di cosa stiamo parlando, non stiamo
parlando di guerre tra piccoli poteri, noi stiamo parlando di quali tipi di risposte siamo in grado di
dare ai nostri cittadini; questo deve emergere e su questo bisogna creare un grande elemento di
partecipazione.
Quindi, concludo veramente, l'appello è la richiesta alla giunta che si operi perché il consiglio
possa esprimersi sulle questioni che riguardano la società per la salute partendo da una riflessione
sulla sperimentazione, quindi che si attrezzi nei modi possibili ed utili.
PRESIDENTE
Grazie Consigliera Costa.
Consigliere Ghiozzi.
Cons. GHIOZZI
Grazie Presidente.
Io volevo partire da alcune considerazioni che ha fatto la Consigliera Costa e che condivido, però ne
volevo anche approfondire delle altre che sono conseguenze strettamente fondamentali per aprire un
discorso chiaro sul futuro in cui il sociale e la nostra sanità si sta dirigendo.
Volevo partire, appunto come diceva la Consigliera Costa, sulle funzioni del sociale all'interno della
nostra amministrazione. Funzione importantissima visto i milioni di euro che il bilancio comunale
destina al sociale, visto i milioni di euro che la regione stessa dà ai comuni per il sociale e visto che
il controllo del Consiglio Comunale sembra quasi, tra virgolette, a volte spogliato. E mi spiego
meglio. Per due anni, diceva giustamente Cannito, siamo stati senza una presidenza ed un consiglio
di amministrazione dell’Istituzione per il sociale. L'istituzione del sociale, o meglio, dei servizi alla
persona, lo sappiamo tutti, è un organismo strumentale del comune e questo organismo strumentale
è rivolto alla gestione dei servizi necessari alla realizzazione del benessere sociale.
La Commissione ha dedicato ben quattro volte incontri per stabilire degli elementi che
delineassero in modo specifico un atto di indirizzo per il Sindaco che doveva nominare questo
consiglio di amministrazione. Abbiamo consumato quattro riunioni della Commissione ed abbiamo
discusso, come diceva giustamente la Consigliera Costa, di cosa, di quale è il ruolo del sociale, ci
siamo divisi giustamente, nel senso che il centro destra ha presentato poi un suo documento dove
voleva evidenziare il ruolo fondamentale della famiglia quale società fondata sul matrimonio,
articolo 29 della Costituzione, ma poi nel delineare le caratteristiche che dovevano avere il
consiglio di amministrazione e la presidenza della istituzione, si è trovato una sorta di accordo che
vedeva che i membri dell'istituzione dovevano avere determinate caratteristiche.
Leggo il documento che la maggioranza ha approvato compreso il voto del Sindaco “
Competenze nella materia sostenuta da adeguata formazione, sensibilità socio - politica, valore
etico, comprovate capacità. Nel rispetto delle normative vigenti non devono essere dipendenti
comunali in servizio, nè essere Consiglieri comunali o circoscrizionali o influenzati da conflitto di
interesse. A seguito della nomina da parte del Sindaco del CDA della istituzione sinceramente
questo documento che la maggioranza ha approvato sul quale ci sono state 4 commissioni, non
sembra essere stato minimamente rispettato e quindi io chiedo: esistono dei curriculum di queste
persone? Perché andando a vedere i nominativi non sembra che nessuno di essi rispecchi queste
caratteristiche e questo è un problema grave, è un problema grave perché come diceva giustamente
la Consigliera Costa le commissioni ed il consiglio vengono svuotate della loro funzione, nel senso,
abbiamo perso tempo, abbiamo determinato dei criteri e poi questi criteri non vengono rispettati da
chi li ha votati.
Ed allora la domanda è questa: l'istituzione, il consiglio di amministrazione dell’istituzione è
diventato una semplice distribuzione di poltrone ed in questa distribuzione delle poltrone guarda
caso c’è qualcuno che si è dimenticato anche dei Comunisti Italiani e visto che ha dato un
contentino a tutti nel fare i conteggi poi si è scordato anche di un partito all'interno della
maggioranza.
Per quanto riguarda le società della salute vorrei fare determinate considerazioni, il fatto che la
istituzione e la società della salute convivono, mi pone un grosso problema. Perché io ritengo, ed il
mio partito ritiene, che anche le società della salute siano un grosso carrozzone per distribuire
poltrone all'interno delle maggioranze. E non riteniamo, come dice qualcuno, che questo sia un
indirizzo irreversibile. Siamo contrari alle società della salute, siamo contrari perché sono solo degli
organi burocratici che allungano il percorso fra malato e servizio sanitario. Diceva qualcuno: è un
percorso di partecipazione. Bene, laddove sono state sperimentate le società della salute i cittadini
non ne hanno minimamente usufruito. Diceva giustamente Cannito: alcune società della salute non
hanno neanche fatto il proprio regolamento, non hanno stilato un bilancio, però sono andati
esponenti ad occupare quelle poltrone.
Allora, questa sperimentazione secondo noi è fallita, Livorno si deve allontanare da questa
direzione delle società della salute e giustamente, come diceva la Consigliera Costa, è bene che si
vada a parlare nelle commissioni, ma stavolta che i pareri ed i documenti apprezzati dalla
Commissione e dal Consiglio Comunale vengano rispettati.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Ghiozzi.
Consigliera Gazzarri.
Cons. GAZZARRI
Intervengo anche perché sono stata citata dall'Assessore. Io rimango un po’ perplessa perché per
un anno intero c’erano sempre state richieste e interventi sul perché la nomina non veniva fatta
stimolando affinché venisse fatta. Ora ci sono le polemiche perché la nomina è stata fatta, come mai
è stata fatta e forse non andava fatta; allora, questa cosa mi fa abbastanza sorridere.
Detto questo io, da come mi ha citato l'Assessore in Commissione, feci presente che un certo
percorso mi sembrava stato avviato, mi sembrava avviato perché c’erano stati degli incontri in cui
tutto faceva presupporre che la nomina fosse avviata e che fosse vicina, anche perché nella
maggioranza è stato detto… era avviato, era cambiato l'orientamento da parte della regione sulla
sopravvivenza e sulla continuità della istituzione dei servizi alla persona. Era stato chiarito che la
istituzione dei servizi alla persona aveva, diciamo, una legittimità ad esistere anche se si fosse
passati alla società della salute e che quindi quel percorso poteva essere avviato e completato in
breve tempo, perché c’erano state appunto delle chiarificazioni sull’orientamento.
La società della salute è uno strumento di programmazione di controllo e non di gestione e
l’istituzione dei servizi alla persona poteva entrare in questo percorso come elemento di gestione,
ragion per cui si sarebbe addivenuti in poco tempo a formalizzare la nomina, il completamento di
questa istituzione. Lo feci presente e quindi credo che le spiegazioni che ha dato l'Assessore sul
fatto di perché certi atti sono stati ritirati e verranno di nuovo riaffrontati, sia un percorso
trasparente e chiaro.
PRESIDENTE
Grazie Consigliera Gazzarri.
Consigliere Cannito.
Cons. CANNITO
Volevo però che fosse presente il Sindaco perché ho da fare 4 quesiti a lui specificatamente.
PRESIDENTE
Momentaneamente aveva un impegno.
Cons. CANNITO
Io, se vuole, faccio l'intervento dopo.
PRESIDENTE
Mi aveva detto che doveva...
Cons. CANNITO
Allora parlerò così. Via sto scherzando. Sindaco stavo scherzando.
Allora, io ho ascoltato con attenzione la relazione dell'Assessore Baldi e lo ringrazio per le risposte
puntuali e la risposta che ha dato, alcune cose le condivido, altre un po’ meno ma soprattutto per il
futuro e quindi non è tanto un giudizio sulla sua attività. Però il problema è che lui ha risposto ai
quesiti sostanzialmente uno, quello degli atti ci siamo intesi, l’ha dato. Ci sono però 4 quesiti precisi
e specifici che io pongo al Sindaco in quanto responsabile primo dell’amministrazione.
La prima questione è questa: voglio sapere ufficialmente perché i ritardi delle nomine, ma non tanto
perché sono state ritardate le nomine e perché sono stati fatti questi nomi. La questione che io
voglio porre è questa: se c’erano difficoltà di vario tipo, l'Assessore ha detto: il problema era nel
rapporto tra istituzione e nuova società della salute, programmazione, gestione, eccetera. Io la
prendo per buona, non ho motivi di dubitare, però se era così mi sembrava doveroso e anche
rispettoso del consiglio venire in Consiglio Comunale e dire: guardate, gli indirizzi che avete dato
un anno fa, la nomina che doveva fare tre anni fa non ho potuto farli o non ho ritenuto opportuno
farli perché c'era questa situazione.
Questo io lo chiedo come rapporto di correttezza tra giunta e Consiglio Comunale. Non ne faccio
nè motivo di polemica nè motivo di accusa, però chiedo che ci sia una osservazione nei rapporti.
Ripeto, senza nessuna accusa nè polemica, lo voglio sottolineare, tanto quando sono polemico si
vede bene.
…(intervento fuori microfono - incomprensibile)…
Assolutamente no. Seconda questione.
Io ho compreso quello che l'Assessore Baldi ha detto relativamente alle strutture burocratiche… alla
non duplicazione di costi, organi tra istituzione e società della salute, però francamente non sono
sicuro su questo. Allora vorrei un impegno da parte della amministrazione comunale che mi dica
che anche nella eventualità di costituzione di entrata nella società della salute con o senza
istituzioni, ma soprattutto con istituzione, anche al di la delle strutture burocratiche che i costi
veramente non ci saranno aggiuntivi, perché io posso capire che i politici, fra virgolette, non
vengono pagati con ulteriori prebende, però c'è il problema che quando ci si inserisce nella struttura
nuova è facile che la burocrazia, che le strutture amministrative eccetera se non si duplicano certo si
complicano.
Allora mi chiedo, visto che c'è già un precedente, che ha ripreso mi pare il Consigliere Poggiolini,
che la Corte dei Conti ha sottolineato alla regione che questo effetto duplicazione, strutture e costi
c'è, allora io vorrei che da questo punto di vista la amministrazione comunale si prendesse un
impegno formale a che sui bilanci non si aggravi la partita società della salute, visto che la
istituzione del sociale già ruzzola diversi miliardi. Terzo quesito che io non so se lo sente, però
comunque lo ripeterò se...
…(intervento fuori microfono - incomprensibile)…
... gliele passi a lui. Va bene d'accordo...
…(intervento fuori microfono - incomprensibile)…
…no no no, assolutamente. Le questioni che avevo posto all'Assessore. Ora ho detto: visto che
chiedo quattro risposte direttamente al Sindaco, che le sapesse precise, ma va bene.
…(intervento fuori microfono - incomprensibile)…
Terza questione: vorrei avere una contezza di quando si va a dibattere del futuro istituzione e
società della salute. Cioè, non vorrei che ci si trovassimo a discutere di questa questione fra, faccio
per dire, un anno o a dicembre quando il discorso regione si chiude e quindi poi il Consiglio
Comunale si debba trovare nel brutto frangente di dover dire Si o No a questi eventuali passaggi
condivisibili o meno, qui ora non voglio entrare nel merito. Ci sarà tempo e luogo per entrarci,
quindi io chiedo che mi si dica: fra 15 giorni, faccio per dire, si dibatte su questa questione e poi
ognuno prende le posizioni che vuole. Quarto e ultimo problema, questo più piccolino ma non
vorrei che ci fossero sbavature. Vorrei sapere, gli atti...
…(intervento fuori microfono - incomprensibile)…
Ho detto voglio? Chiedo scusa. Io sono abituato a chiedere scusa, lo sai vero? Vorrei per favore
sapere...
…(intervento fuori microfono - incomprensibile)…
... ma infatti non è che vi amo, vi rispetto, vi stimo ma non vi amo.
Allora, vorrei sapere che fine fa il voto che è stato fatto in seconda Commissione sull'altro bilancio.
Scevro da tutte le questioni che sollevava l'Assessore Baldi, non chiedo le scuse di nessun tipo, dico
semplicemente… viene ritirato quel voto e si ripresenta l'atto, viene formalizzato in un altro modo,
questa è solamente domanda tecnica non di altro tipo.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Cannito.
Consigliere Vittori.
Cons. VITTORI
La comunicazione del Consigliere Cannito ha consentito di sviluppare, a mio parere, un’utile
discussione sul ruolo della Istituzione sociale, i rapporti società della salute, adeguamento
organizzativo dei servizi al modello toscano. E’ un’utile occasione alla quale il consiglio deve dare
seguito, il consiglio deve dare seguito e quindi da questo punto di vista per quello che riguarda noi,
ascolteremo ora cosa ci dirà il Sindaco, ma per quanto riguarda noi comunque ascolteremo i tempi
di discussione che l’amministrazione vorrà dare e poi noi rifletteremo anche sulle iniziative che
come gruppo si tratterrà di sviluppare per accordare compiutamente l'elaborazione, la esperienza
livornese a queste che è l'esperienza toscana.
Io però mi consento in questo spirito di confronto, mi consento di un paio di osservazioni, a un paio
di questioni sollevate dal Consigliere Cannito ora nel suo intervento. Sul rapporto consiglio - giunta
ognuno svolgerà la propria parte di responsabilità, ascolteremo cosa ci dirà la Giunta, ma su questa
base come gruppo decidiamo dome proseguire e come atteggiarci. Io sulla questione dei costi.
L'impegno che si chiede alla amministrazione che la società della salute non significhi un aggravi di
costi.
Mi si consenta, a prescindere dalla questione specifica io porgo questa richiesta, una sorta di
acquiescenza alla spinta antipolitica che è presente nella società dalla quale io credo noi dobbiamo,
come dire, salvaguardarci e difenderci, reagire.
Ed allora il punto non è questo. L'impegno che la giunta, per questo e per altre cose, da chiedere alla
giunta è che la società della salute non significhi un aggravio. Qui c'è un ruolo da questo punto di
vista di un indirizzo del consiglio e deve essere sviluppato, perché se ci sono dei costi che si
ritengono utili quelli ce ne faremo carico in conferenza dei capigruppo, cosa si può fare. La società
della salute porterà un costo ulteriore, non è questo il punto. Il punto è a cosa serve, perché noi non
possiamo fare passare l'idea che comunque il servizio politico, il servizio civile, il servizio
istituzionale sia una cosa per cui o si fa gratis o altrimenti siamo in peccato, perché noi sappiamo…
ma Consigliere Cannito, mi permetto di rivolgermi a lei Consigliere apposta perché sennò se mi
rivolgessi da altre parti sarei più liquidatorio e… perché alla fine passa l'idea della politica. Chi la
può fare la politica chi ha i quattrini. Questo è il pericolo che avverto nelle pieghe di questa
discussione e ti ripeto, per me sta di grande interesse ed alla quale bisogna dare un seguito.
Sulle questioni sollevate dal centro destra che vedo poi enucleate nell'intervento del Consigliere
Ghiozzi e nell’ordine del giorno depositato, non so se voteremo. Il centro destra mi sembra di tutto
il rapporto intuizione sociale, non me ne frega nulla. Quello di interesse punto di caduta, attacco alle
nomine che non corrispondono ai criteri per cui si chiede al Sindaco di rimodulare nuovamente i
nominativi. E’ un eufemismo, modulare nuovamente i nominativi è un ideologismo di nuovo conio.
Beh, noi respingiamo questa impostazione del centro - destra che troviamo scritto in questo ordine
del giorno, per cui se si deve passare al voto questa è già una dichiarazione di voto nostra. Io voglio
sapere che cosa si contesta in termini di competenza, perché anche qui c'è un altro curriculum. Ci
sono dei curriculum che il criterio di presentare dei curriculum da parte degli amministratori mi
sembra da questo punto di vista un criterio utile, per l'amor di dio, la richiesta di curricula io la
ritengo legittima. Però da questo punto di vista, io parlo per quello che conosco o anche qui si dà
l'idea che l'amministratore chi amministra? Cioè, chi ha una funzione politica deve avere una
professionalità adeguata. Cosa vuol dire? Un consiglio comunale della nostra provincia una decina
di anni fa sotto l'onda dell’antipolitica votò una delibera per la quale amministratori, espressione di
quel consiglio, potevano essere soltanto laureati.
Il risultato è stato che un valente politico che avrebbe potuto fare benissimo l'amministratore è
diventato… gli hanno inventato una… è andato in prescrizione, gli inventarono un ruolo di
segretario, una funzione fittizia, gli dettero un incarico dirigenziale per la quale non aveva titoli ed
avrebbe potuto benissimo essere l'amministratore, apicale politico di quella realtà. Queste sono
sciocchezze che mi sembra dalle quali il nostro consiglio, pur nella furia devastatrice di quegli anni
della antipolitica dalla quale ancora non siamo usciti, l’abbiamo scampata e mi pare che
quotidianamente la respingiamo, stiamo attenti da questo punto di vista a non ricaderci. In termini
di competenza cosa si contesta a uno che è stato capogruppo, che ha avuto l'esperienza politica di
capogruppo per non parlare di altre esperienza politiche.
Ad uno che è un Assessore, ad uno che ha già avuto esperienze amministrative in quell'organismo,
ad una persona che ha avuto esperienze ed ha per certo, al di là delle sue esperienza politiche di
partito, esperienze del volontariato. Qui fra tutti quelli che sarebbe meno...
( cambio bobina )
... per quanto conosco io, che comunque ha una competenza professionale da questo punto di vista
oltre che politica, come quella che esercitava nel Consiglio Comunale di Livorno che lo ritiene per
me congrua per questo incarico. Quindi stiamo attenti. Il fatto che questi sono criteri, che questi
sono nominativi che non corrispondono a criteri a me pare cosa assolutamente da respingere. Se poi
ci sono giudizi da dare su singole persone, va bene, si va a porte chiuse, allora si danno giudizi su
singole persone. Ma sul piano del giudizio politico assolutamente la posizione del centro destra che
leggo in questo Ordine del Giorno é da respingere.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Vittori.
Consigliere Capuozzo.
Cons. CAPUOZZO
Grazie Presidente.
Dopo l'intervento del Consigliere Carlo Ghiozzi c'é poco da aggiungere, vorrei sottolineare alcuni
punti. Non entro in polemica con il Consigliere della maggioranza perché evidentemente gli manca
qualche dato storico su come é nato il sociale. Per quanto riguarda la società della salute, purtroppo
dobbiamo affermare che ancora oggi signor Sindaco non c'é chiarezza. La gestione merita
approfondimento.
... (intervento fuori microfono - incomprensibile) ...
Ma mica mi arrabbio, ma mica sono arrabbiato, io sono calmissimo, non mi arrabbio mai. Non mi
arrabbio quando mi devo arrabbiare in questo ultimo periodo. E’ un periodo nero qui e non sono
mai stato vittima.
…(intervento fuori microfono - incomprensibile)…
Dalla sua. Qui mi succede di tutto in questo periodo, anche dalla Banca di Italia stesso, chissà
perché?
…(intervento fuori microfono - incomprensibile)…
Qui é un periodo nero per mio… evidentemente io ci credo a queste cose, dovrei andare a farmi
benedire. Da chi?
Quindi c'é il pericolo di avere purtroppo molta burocrazia e meno tutela della salute dei livornesi.
Il modello organizzativo della società della salute appesantirà, noi crediamo, i processi decisionali;
questo é molto importante, rimarrà più difficile il rapporto fra bisogni e risorse, questo é stato
dimostrato.
L’azienda sanitaria perderà i connotati di autonomia con il rischio di una nuova invadenza politica
nella gestione della sanità e del sociale. Con la società della salute avremo quindi due livelli di
gestione, una nuova struttura amministrativa con dirigenti scelti direttamente dai politici, la
separazione tra attività socio - sanitaria ed attività ospedaliera. La crisi del distretto sanitario che di
fatto viene svuotato di funzione, per di più con dei costi economici che ancora oggi nessuno é
riuscito a quantificare ma che saranno sicuramente ingenti.
Per concludere credo che la società della salute non porterà alcun beneficio alla salute dei
cittadini.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Capuozzo.
Consigliere Solimano.
Cons. SOLIMANO
Devo dire che il dibattito di questa mattina é sicuramente interessante e stimolante perché ci
consente di entrare in una discussione che riguarda la promozione della salute, del benessere della
nostra comunità ed anche lo spirito con cui il Consigliere Cannito e Dechecchi hanno posto la
questione, mi sembra al di là di punti di vista divergenti, un contributo sicuramente stimolante e che
ci consente in ogni caso di misurarci sulla idea che abbiamo della promozione sociale, culturale
della nostra comunità.
Vede, alla fine degli anni novanta l’Amministrazione comunale di Livorno fece una scelta, quella di
ritirare la delega all’azienda sanitaria e di riacquistare la podestà gestionale… all'epoca si chiamava
dei servizi di sicurezza sociale si chiamavano in quel tempo. Definendo però, lasciando
sottintendere un progetto molto ampio, cioè, l'inizio dello sviluppo di quelle politiche di prossimità,
dunque di vicinanza ai bisogni dei cittadini che probabilmente non erano state compiutamente
soddisfatte con la gestione della azienda sanitaria, ma in virtù del fatto che la amministrazione, la
città con le sue articolazioni sul territorio riesce anche ad essere antenna vigile di come si
modificano le composizioni sui territori e su come si esprimono vecchi ma anche nuovi bisogni in
virtù dei cambiamenti sociali che intervengono, per cui io giudico estremamente positiva la scelta
che fece la amministrazione in quegli anni, e se ti ricordi Marco, ancora incompiuta quella
istituzione perché nella idea iniziale si pensava di integrare oltre anche alla questione sociale anche
la questione educativa, cioè avere un polo che si occupasse dello sviluppo dei cittadini e della nostra
comunità partendo dalla soddisfazione dei proprio propri bisogni e quindi non solamente sociali ma
anche culturali ed educativi; ed il progetto era grande ed ambizioso ed io auspico che questo
progetto poi alla fine possa sciogliersi fino in fondo.
Per cui sicuramente da quel momento, da quando é stata istituita l’Istituzione dei servizi alla
persona si é sviluppato in maniera capillare in questa città un sistema reticolare di servizi che
sicuramente non risponde a tutti i bisogni ed a tutte le domande, ma in ogni caso ha costruito un
fronte di contrasto a bisogni sempre più impellenti che il territorio pone alla amministrazione.
La rete di servizi di questa città é sotto gli occhi di tutti, io penso che siamo per quel che riguarda
la distribuzione ed anche il sistema reticolare dei servizi, una delle città che maggiormente ha
investito e se che secondo me non a caso viene citata come modello, ma evidentemente non tutto
può essere affrontato perché spesso i bisogni che esprimono le persone non sono solamente bisogni
di servizi, sono bisogni che richiamano, sottintendono ad altri aspetti della condizione umana e
personale e dunque il sociale non basta. L’aprire un servizio sicuramente contrasta un bisogno
impellente ma non é una condizione unica per promuovere complessivamente il benessere di una
comunità. Allora, la questione é molto più complessa, il sociale é un aspetto di una dimensione
più complessiva che una comunità sviluppa per garantire a tutti possibilità e opportunità di
protagonismo civile nella propria comunità. E’ lo sviluppo della cittadinanza nella sua completezza
più ampia ed allora io penso che il dovere di una amministrazione sia questo, pensare a come una
comunità progredisce, a come una comunità mira, si dà gli obiettivi per raggiungere forme più
possibili di benessere e di coesione sociale; definiti questi obiettivi adotta gli strumenti per rendere
possibile questo.
L’Istituzione é stato uno strumento che ha attivato dei percorsi innovativi ed anche sperimentali in
questa città, perché vedete, che chi é per un po’ più dentro le questioni sono stati sviluppati percorsi
innovativi di estremo interesse negli ultimi anni. Si é davvero passati dalla logica della mera
assistenza alla logica della promozione e protagonismo dei cittadini. La questione dei contratti
collaborativi segnano dal punto di vista culturale anche se materialmente poi possono essere poca
cosa, una differenza sostanziale fra il contributo ai poveri e l’assunzione di responsabilità anche in
una condizione di difficoltà e di disagio; cioè sono processi culturali difficili che noi abbiamo
introdotto in questa città che hanno i propri limiti, ci mancherebbe altro. Però dobbiamo governare
questo attraverso gli strumenti che le leggi ci mettono a disposizione.
Dicevo, l’Istituzione é stato l'inizio, oggi noi ci troviamo di fronte ad una scelta diversa, ad una
possibilità diversa che ci viene consentita dalla Regione Toscana, la società per la salute. Intanto noi
per la prima volta abbiamo fatto la società per la salute, intanto noi per la prima volta quest’anno
abbiamo fatto i piani integrati di salute che già di per sé determinano un cambiamento significativo
che vanno a misurarsi a incidere contro la parcellizzazione degli interventi che finora si é avuto
attraverso la azienda sanitaria del Comune e definire un piano Comune non solamente dal punto di
vista gestionale ma anche della ridistribuzione delle risorse. Cioè, i piani integrati di salute
cominciano ad essere il preludio di qualcosa di più importante, di più importante che accadrà nei
prossimi mesi perché la novità più significativa ed ecco perché la società per la salute potrebbe
essere davvero lo strumento decisivo per questo e che per la prima volta anche il budget
dell’azienda sanitaria viene messo a disposizione di un tavolo. L’ufficio unico di piano che é
previsto all'interno del piano integrato di salute va esattamente verso questo, c'é una condivisione
nella responsabilità e nella destinazione non solamente di un organo che é quello della azienda
sanitaria, ma compartecipa attraverso le sue espressioni la città ed i territori alla ridefinizione dei
budget sul territorio. A me questo sembra una cosa straordinaria, bisogna comprenderlo fino in
fondo, cioè, si va verso la fine di una parcellizzazione e la dimensione di una programmazione
univoca all'interno di quello che noi andiamo a costruire e definire sui nostri territori. Chi dice che
la società della salute é un ulteriore carrozzone ed introdurrà nuovi costi? Queste sono chiacchiere.
Noi abbiamo partecipato, ma ci sono risultati visibili nei territori dove é stata sperimentata per anni
la società per la salute.
Vengono portati questi da dirigenti nominati dai politici ma davvero ragazzi le parole hanno un
senso che cosa vuol dirigenti? I dirigenti sono dirigenti pubblici e non li nominano i politici, fanno
un concorso per entrare nelle pubbliche amministrazioni.
Allora, se dobbiamo dare voce a tutto
quello che ci passa nel cervello e nella pancia va bene
tutto, ci mancherebbe altro; a me
interesserebbe parlare di cose e di merito e capire come noi con gli strumenti che abbiamo in questo
momento nella società per la salute, in un contesto più allargato alla conferenza dei sindaci andiamo
a misurarci con la novità.
Questo ci interessa ed ha ragione Cannito, ragioniamo nel merito, cerchiamo di capire come la
nostra amministrazione entra e si confronta con le sfide per il futuro con la società per la salute.
Per quel che riguarda l’Istituzione io non dico una parola, non é mio costume parlare di persone e
lo ha già detto il nostro capogruppo quello che è il nostro pensiero. Io ritengo invece che allo stato
delle cose un consiglio di amministrazione sia necessario per la istituzione per un motivo molto
semplice proprio perché il consiglio di amministrazione é quello che é chiamato a mettere un atti gli
indirizzi, bene deve essere un interlocutore politico ma ci mancherebbe anche un altro. Noi non
possiamo pensare che sia un dirigente quello che poi mutua e elabora e trasforma l'indirizzo politico
di un Consiglio Comunale. Il consiglio di amministrazione é un riferimento politico del Consiglio
Comunale che deve elaborare l'indirizzo del consiglio e trasmetterlo al dato operativo.
Io sono contento che sia stato fatto il consiglio perché avevamo bisogno noi come Consiglio
Comunale di avere nella Istituzione un interlocutore politico che rendesse possibile l'indirizzo che
noi davamo a questa città.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Solimano.
Consigliere Cannito.
Veloce perché l'Assessore Baldi é atteso alle 11:30 in Prefettura quindi...
Cons. CANNITO
Un minuto veramente, voglio rispondere al Consigliere Vittori. Io non ho niente affatto parlato di
politici; ho parlato a fronte di una risposta, ho detto ho paura e vorrei evitare applicazioni di
strutture burocratiche organizzative. Solo queste. Non ho affatto fatto riferimento alla politica, ma
non é polemica perché rimanga agli atti.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Dechecchi.
Cons. DECHECCHI
Un secondo, non un minuto. Perché il Consigliere Vittori ha detto che anche noi avevamo
proposto il tema in maniera molto sintetica e che ci riserveremo, ma lo ha fatto in buona fede si é
scusato con me. Io però l’ho voluto invece ricordare, ci riserveremo poi nello sviluppo successivo di
dibattito di dare il nostro contributo alla scelta della soluzione migliore che strada facendo verrà
fuori.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Dechecchi.
Consigliere Ciacchini.
Cons. CIACCHINI
25 milioni di euro, 50 miliardi di lire non sono poca cosa. É una voce importantissima del bilancio
del Comune stesso e quando assolve la gestione della Istituzione quindi domandarsi perché i soldi
vengono spesi bene quanto magari per l'apparato e per i servizi finali per la popolazione ed in
funzione quindi dei suoi obiettivi sociali che per rispondere di chi ha esigenze mi sembra d'obbligo
per qualsiasi cittadino, ma anche per qualsiasi amministratore di maggioranza o di minoranza.
E quando si vede che tale organismo viene lasciato per più di due anni é logico e naturale
domandarsi se questo vertice ha un ruolo effettivo oppure se risponde ad altre logiche. Ma anche
quando si vede che una RSA languida da anno quella del viale Ippolito Nievo senza che se ne veda
una ultimazione e nonostante le certezze dell’Assessore che aveva affermato pubblicamente che
avrebbe aperto nel settembre scorso, non si può non criticare lo spreco e l’inefficienza che regna in
ogni settore della nostra amministrazione. Di qui la nostra accusa di mancanza di programmazione
da parte della maggioranza di sinistra che del sociale dovrebbe fare la sua bandiera e che invece
affoga nella burocrazia.
Io auguro di essere smentito nell'interesse superiore della città e dei ceti meno abietti, che il nuovo
consiglio di amministrazione abbia un lavoro proficuo e che smentisca quanto abbiamo detto; ma i
presupposti purtroppo non sono rosei nonostante la buona volontà di chi andrà a gestire questa parte
importante della pubblica amministrazione.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Ciacchini.
Consigliere Trotta.
Esaurisco i primi interventi.
Cons. TROTTA
Intanto volevo rispondere alla Consigliera Costa dicendo che sicuramente non é la scarsa
attenzione legata al fatto che non ci sono interessi nella sanità. Perché purtroppo come ci dicono
anche gli episodi di Pisa, dell'ospedale di Pisa, circolano grossi interessi pari pari come circolano
sulla edilizia tout court per cui credo che non sia questo l'interesse; forse va analizzato più
approfonditamente, non saprei dare valutazioni rispetto alle cose che diceva però non é questo
l'aspetto secondo me.
Penso che la difficoltà del Consiglio Comunale molto spesso sulle questioni che stiamo
discutendo é quella di riuscire poi a dare concretezza e visibilità alle decisioni che noi in qualche
modo siamo chiamati a fare, nel senso che molto spesso finiamo per fare dei ragionamenti molto sui
temi e si ha la tentazione per lo meno che questi ragionamenti non riescono ad entrare nel merito,
riuscire a dare una svolta, dare salto di qualità che ci chiede una condizione stessa dei servizi e
l’aspettativa e quindi penso che questo scarto che manifesta anche una certa impotenza politica
secondo me per cui non bisogna arrendersi, che può determinare un certo distacco pere non é una
giustificazione rispetto alla distrazione del Consiglio Comunale che purtroppo anche per
l'esperienza che ho in questo consiglio é una amministrazione storica sui temi della sanità ed al
sociale spesso il dibattito si riduce ad addetti ai lavori, a quelli che comunque hanno una sensibilità
o che per interesse politico hanno su questo maturato un’analisi magari più approfondita ed anche
delle proposte che si confrontano. Sulla questione della società della salute penso che il problema di
fondo sia sostanzialmente di capire oggi cosa può significare società per la salute per una realtà
come Livorno, nel senso, se é così a livello puramente epidermico é uno strumento che ha un senso,
perché permette di superare una difficoltà che c'é stata in questi anni, cioè, l’integrazione fra livello
sociale e livello sanitario, questo sicuramente é uno strumento che costringe in qualche modo ad
incrociare questi punti di interesse e di azione appunto di politica.
Però il fatto che ci sia questo incrocio secondo me non é sufficiente, nel senso che se rimane
solamente da un lato un incontro di vertice tra le direzioni sostanzialmente politiche e
amministrative delle due strutture e dall'altro l'integrazione in questo processo di tutta una serie di
soggettività che sono portatori di lavoro, ma anche di interessi che non é detto che siano interessi
coincidenti con gli interessi pubblici della amministrazione pubblica, sia quella sanitaria e regionale
e comunale, indubbiamente su questo duplice aspetto si concentrano sostanzialmente le nostre
perplessità ed appunto per questo la cosa che diceva Otello Chelli, ma veniva ripetuto anche nelle
commissioni passate, la esigenza di fare un bilancio concreto di quello che é accaduto dove questo
tipo di soluzioni sono state già praticate, é un passaggio penso dovuto, perché in questi anni
obiettivamente il deficit di partecipazione, di coinvolgimento dei territori é stato un dato che
soprattutto sul sanitario ha pesato in modo impressionante, dove le decisioni sono piovute molto più
sui territori e lo stesso livello politico, diciamo, più importante penso alla conferenza dei sindaci,
penso al ruolo complessivo dei Consiglio Comunale dire che sono marginale é dire in qualche modo
una cosa abbastanza… poi c’é… essere minimalisti nel giudizio. Quindi questo secondo me é
l'aspetto fondamentale. Come riusciamo a recuperare un livello di partecipazione? Io penso che
bisogna rompere un criterio sia puramente aziendalistico nella gestione di queste strutture, perché
quel criterio secondo me é un criterio che costa necessariamente con una lettura partecipativa della
decisione ma anche di costruzione poi nel concreto di servizi. O c'é appunto una apertura e qui
bisognerebbe anche trovare gli strumenti che possono consentire questa apertura, i territori hanno
conosciuto in passato dei tentativi delle esperienze, io mi ricordo tutta la esperienza dei comitati di
distretto che ad un certo punto si é tentato nella nostra realtà anche cittadina, il risultato di quella
esperienza purtroppo é stata effettivamente poca cosa.
Io mi ricordo che anche i consigli comunali in passato hanno tentato di stare sul livello sanitario in
maniera più pregnante, penso anche quando discutevamo dentro i consigli comunali, però con
l'esperienza al di là della discussione fatta nelle Commissioni non ha prodotto indubbiamente un
livello di partecipazione meno che della popolazione, comunque poco anche dello stesso Consiglio
Comunale.
Quindi credo che ci sia l’esigenza di fare una valutazione critica di una fase secondo me che é
quella sostanzialmente degli anni novanta che hanno portato poi ad un rivoluzionamento profondo
del sistema anche sanitario e sociale e credo ripartire da queste.
Ed un punto fondamentale, ripeto, é la partecipazione ed il nostro esercizio, e qui sarebbe
importante il ruolo della elaborazione del Comune complessivamente inteso, nella individuazione
degli strumenti cui con cui possiamo fare questo pezzo di cammino. Fuori di questo c'é la delega
alle strutture, ripeto, amministrative e politiche; c'é il problema degli interessi spesso di realtà che
non fanno parte dell’amministrazione pubblica e quindi diciamo… sono già qualcosa di estraneo,
ma di diverso dell’amministrazione pubblica.
Ci sono poi gli interessi a volte dell’amministrazione pubblica che sono più interessi corporativi o
di potere e che questi interessi non sono neanche essi interessi complessivi del buon funzionamento
della macchina.
Io leggo anche in questo senso le polemiche che hanno agitato la discussione anche in queste aule
riguardo al discorso della sanità in questo territorio e quindi io penso che se noi non mettiamo
dentro questa partecipazione indubbiamente rischia di essere una discussione sclerotica tutta
all'interno di logiche di schieramento anche senza che parli poi effettivamente ai bisogni ed alla
realtà della condizione di servizi e della condizione complessiva del funzionamento stesso dei
servizi che invece meriterebbe attenzione da parte del Consiglio Comunale. Io faccio solo una
riflessione, non sono in grado su questo ambito specifico di avanzare proposte se non quelle che
sono già nuove rispetto a quelle che sono sul tappeto. Penso che ci sia l'esigenza di continuare la
discussione se ci sono anche i tempi concreti che ci permettono di riflettere anche su questo
versante indubbiamente cogliamoli. Se quindi c'é questo processo di sperimentazione qui sul
territorio, che noi diciamo la verità, guardiamola con perplessità perché é stato un giudizio non
positivo tanto per essere chiari, però ovviamente se la amministrazione comunale fa una scelta non
é che noi ci tiriamo fuori, noi vogliamo in qualche modo capire nell'interesse che vogliamo
rappresentare come questa scelta può non configgere quelli che sono per noi gli obiettivi
fondamentali di crescita e sviluppo dei servizi stessi. Penso che ci serva anche un altro dato il
fatto, che ci manchi più approfonditamente una indagine complessiva dello stato dei servizi e
bisogni sul nostro territorio e quindi penso che sarebbe uno strumento rilevante riuscire a incrociare
questi due aspetti.
Concludo sull’aspetto richiamato anche nella comunicazione del Consigliere Cannito riguardante
il rapporto fra istituzione e società della salute.
Indubbiamente l'esigenza penso di chiarire questo rapporto é una esigenza reale, perché io a suo
tempo ho condiviso il percorso che portò appunto a riprendere da parte del Comune la gestione dei
servizi sociali perché penso che fosse una scelta giusta e l'abbiamo condivisa anche se non
approvammo la modalità con cui si scelse di costituire la istituzione, però al di la di questo il rischio
di sovrapposizioni sia reale e quindi l'esigenza anche di accorciare per permettere la partecipazione
ed accorciare
i livelli di rappresentanza democratica e di governo, perché se creiamo strutture diventa complicato
poi in qualche modo permettere alle realtà sociali e anche ai cittadini in maniera organizzata di
essere soggetti attivi di un processo. Quando si moltiplicano i livelli di governo e tra di loro
rischiano di confliggere, indubbiamente da questo punto di vista non si fa appunto non si ottiene
l'esito di sviluppare la partecipazione che é neo fondamentale credo della politica sociale di questi
anni.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Trotta.
Io ho due richieste di secondo intervento.
Consigliere Vittori.
Cons. VITTORI
Brevemente solo per dare atto al Consigliere Dechecchi delle sue parole, mera dimenticanza non
ho citato il contributo del Consigliere Dechecchi. Mi pare opportuno perché siamo tutti impegnati a
dare decoro alla al lavoro della nostra istituzione e quindi va riconosciuto a tutti i Consiglieri
quando
riconoscere
il
loro
lavoro.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Vittori.
Consigliere Chelli, cinque minuti.
Cons. CHELLI
Non chiedo impegni da nessuno. Io ribadisco quello che ho detto nel primo intervento, cioè che
programmazione e controllo spettano esclusivamente al consiglio comunale che tra l'altro discute e
quindi elabora e quindi anche converte il bilancio della istituzione alla persona, anche perché questa
sovrapposizione di istituti a me non piace molto, sa tanto di burocrazia e mi domando ad esempio se
qualcuno ha detto la società della salute deve intervenire sui problemi della sanità, eccetera...?
Io credo che i sindaci avrebbero dovuto intervenire finora ma noi siamo qui in attesa di discutere
una delibera sulla funzionalità e su alcuni fatti accaduti all'ospedale e non siamo ancora stati capaci
di discuterla perché la ASL non ha fatto intervenire le sue risposte.
Io credo che i sindaci rispetto alla situazione della sanità nella nostra città ed anche nella
provincia, ci sono fatti recenti non voglio speculare, si ammucchiano ad altri, i sindaci sarebbero già
dovuti intervenire duramente nei confronti di come va avanti la sanità.
Io non voglio che sulla istituzione alla persona al suo lavoro che svolge ci siano altri strumenti che
non la giunta ed il Consiglio Comunale, perché sennò diventa un problema e tutti noi sappiamo
quanto l'ammucchiarsi di prerogative su qualcosa sia servita soltanto a creare delle enormi
confusioni.
Intanto l’istituzione alla persona é una parte notevole del bilancio del Comune ed io ritengo che
proprio per questo l'unico strumento di programmazione e di controllo sia la Giunta ed il Consiglio
Comunale. Punto e basta.
PRESIDENTE
Abbiamo terminato gli interventi.
La parola all'Assessore e poi passiamo ad altri punti.
Ass. BALDI
Pensavo, all’inizio della relazione, di essere stato abbastanza chiaro. Due precisazioni. Allora, la
sperimentazione non riguarda tre zone ma 19 zone della Toscana e tutte le città capoluogo escluso
Livorno e Pistoia trasformate in popolazione. Comunque la sperimentazione in toscana della società
per la salute colgo l’occasione per dire che sono diciannove le zone, pari al 70% della popolazione,
e che la Regione toscana alla fine quando ora ha emanato i nuovi indirizzi per la prosecuzione della
sperimentazione ha lanciato in tutta la toscana nelle zone dove si é sperimentata la società per la
salute, momenti di incontro, di dibattito, l'ultimo a Pisa l'avete visto anche stampa e televisione ne
ha riportato ampia discussione proprio sulla evoluzione, insomma sul punto della situazione e dopo
che c'é stato il coinvolgimento alla conferenza socio sanitaria regionale che ha coinvolto anche le
altre città che non facevano parte della società per la salute, c'é stata la scelta la decisione di
proseguire appunto su questa strada. Velocemente, insomma, io partecipo sempre ad un sacco di
incontri e mi dispiace non vedo il Consigliere Ghiozzi. Io ho grande stima, nonostante siamo
abbastanza lontani dal punto di vista politico, del Consigliere Ghiozzi perché mi ha dimostrato la
sensibilità nel rapporto anche di un rapporto con il pubblico rispetto alla salute dei cittadini. Io gli
vorrei dire che la preoccupazione che c'é nel mondo sanitario nazionale é che il pericolo di
cambiare sistema in sanità in Italia per passare per intendersi da un servizio pubblico ad un servizio
privato, ed io lo butto lì, trovate un servizio privato dove hanno il pronto soccorso; perché quando si
parla di servizi privati si parla sempre di esperti, di specialisti. I pronto soccorso si lasciano al
pubblico perché sono cose costose e sono rotture di scatole.
Allora lo dico, io sono per la sanità pubblica, penso su questo grande parte del Consiglio Comunale
lo condivide, l’allarme che é stato lanciato alla conferenza di Roma della fede sanità dove c'erano
tutti é che allo stato attuale solo Toscana, Emilia, Umbria e Veneto rispettano il patto di stabilità.
Dalle altre parti, nelle altre regioni ci sono voragini. Cioè, io vorrei che spese per la società per la
salute - dopo ci ritorno - questo é il punto. Noi ci dobbiamo porre questo. Il patto per la salute
firmato con tutte le regioni va in questa direzione. Bisogna organizzarci affinché non si creino
voragini nella sanità, altrimenti l'anno prossimo cambia la sanità e non cambia uno sviluppo della
sanità pubblica. Questo é lo spirito anche firmato da tutte le regioni del patto per la salute compreso
le regioni autonome. Queste sono le quattro regioni che rispettano il patto di stabilità, di questo
dobbiamo anche un pochino preoccuparci.
La Regione Toscana é al centro dell’attenzione per un percorso di partecipazione con la società per
la salute.
Uno dei punti - Marco Cannito - non costa niente perché é un consorzio fatto da una sommatoria dal
punto di vista della Giunta politica fatta dai sindaci dai comuni che partecipato al consorzio e dal
rappresentante della Regione che é il direttore generale o un suo delegato. La struttura é la struttura
tecnica. L'ufficio unico di piano diventerà l’ufficio di supporto. Oggi ci sono dei lavoratori e dei
dipendenti pagati; non é il costo della società per la salute, é una diversa organizzazione.
Quindi se si vuole parlare di integrazione questo é un ulteriore passaggio. Altrimenti noi siamo
d'accordo, anche su questo, si parla sempre di prevenzione, diagnosi e cura. Guardate, non é il
problema di fare bene la prevenzione, bene la diagnosi e bene la cura, che già sarebbe importante. Il
problema é come si passa dalla prevenzione alla diagnosi e dalla diagnosi alla cura. Ha ragione la
Letizia Costa quando dice: la società per la salute non si occupa di ospedale, però é chiaro che sta in
un meccanismo di un budget virtuale dove si intreccia. Poi si possono inventare anche altri sistemi,
ma noi si può anche decidere che si rimane nel nostro angolino e si fanno le nostre cosine, però
questo é un ulteriore passaggio a costo zero, lo dice la legge, non è che lo dico io. Per legge non é
pagabile nessuno di queste persone che faranno parte del consorzio ed é il tentativo di una maggiore
integrazione. Ora io ho scritto un pochino sulle analisi, però noi si può anche partire tutte le volte da
zero.
Io quello che propongo al Consiglio non é la preoccupazione che saremo espropriati dall’atto di
indirizzo, vi propongo di lavorare di più, perché se qualcuno di voi ha avuto la voglia di sfogliare il
piano integrato di salute, cioè, non é che vi propongo di ragionare di tre pagine di indirizzi e di 15
pagine del piano del programma dell’istituzione. Io vi propongo di ragionare su 400 pagine del
piano integrato di salute, cioè propongo che il Consiglio Comunale venga coinvolto in questo
processo, altro che defraudare il Consiglio dalle sue competenze, basta però, voglio dire, siccome i
servizi vengono fatti giorno per giorno... cioè, anche su questo i tempi bisogna impegnarsi. Quindi
io vi propongo un maggior lavoro e sono convinto che nessuno di voi si tirerà indietro, però per
approvare il piano integrato di salute, in questo caso sì, perché si lavora per obiettivi e non più per
indirizzi di carattere generale, i tempi non possono inevitabilmente essere tempi biblici.
Velocemente per quanto riguarda le analisi ma insomma, ora si tratta di capire se si fosse sfogliata il
piano della sanità per la salute per ogni obiettivo c'é un discorso di analisi.
Questo é un Consiglio Comunale molto sensibile alla partecipazione, beh, io vi invito anche solo
per curiosità, qualche volta mi sembra che l’invito é arrivato quando si fanno le assemblee plenarie
quando tutti i tavoli si riuniscono a Villa Serena con 150 - 160 persone in rappresentanza di 80
associazioni vediamo se lì dentro questi tavoli di programmazione c'é dentro l’attenzione della città
e la sollecitazione alla dinamicità dei servizi, perché altrimenti poi la partecipazione non é solo uno
slogan, é anche fatti concreti. Con questo sistema noi abbiamo messo in piedi dei sistemi di
partecipazione che ieri non c’erano, da migliorare, da affinare però questo é quanto. E le verifiche
sono previste, anche le verifiche misurabili. Io vi dico che a me non basta questo, però ci sono
verifiche misurabili con le stesse cooperative e associazioni che gestiscono servizi. Cioè, la verifica
si fa con gli… e avere coraggio e questo anno chi ha partecipato ai tavoli hanno deciso di chiudere
alcuni servizi perché alla fine anche se il costo era limitato non hanno dato i risultati che loro stessi
coinvolti, perché di questo si tratta, non c'é qualcuno che verifica e quello che lavora. Si sta dentro
un percorso, ci stabiliamo tutti insieme degli obiettivi e questi obiettivi si seguono di volta in volta e
qualche volta ci sta che qualche servizio nuovo che abbiamo messo in piedi non ha dato il risultato
che si sperava. Si cambia, si chiude e si modifica.
Questo é avvenuto, ma tutto questo é scritto nel piano integrato di salute, questi dati vengono
mandati all’IRPET regionale, ma vengono mandati all’osservatorio della Provincia che, Carla me lo
insegna, hanno fatto 4 o 5 opuscoli sui nostri servizi, sulle valutazioni. Anziani, giovani, disagio
cioè... io non so poi di che tipo di valutazione oltre a quella specifica, oltre a quella particolare, oltre
a quella di carattere generale di cosa si parla. Si può fare sempre meglio e di questo cercheremo
anche di specializzarsi ancora di più e meglio. Gli ultimi punti. Perché il ritardo delle nomine?
Marco deh, io ve l’ho detto, nel senso, le nomine in ritardo é dovuta a questa definizione che la
Regione Toscana ha dato...
PRESIDENTE
Scusate, ma potete fare un po’ di silenzio per cortesia!
Ass. BALDI
Rispetto alla società per la salute é sicuro che non ci saranno altri costi?
E’ sicuro, poi se domani mattina fra tre anni cambia la legge e dice che il consorzio non si fa più, ci
si mettono degli esperti da New York e vanno pagati, io dico: allo stato attuale lo posso
sottoscrivere. Però chiedetele, alla una delle 19 ci sarà una che conoscete in tutta la Toscana che ha
fatto la società per la salute, ci sarà qualche compagno vostro di partito, telefonategli, da qualche
parte Rifondazione in qualche città é maggioranza e quindi partecipa a questi processi, quindi
chiedeteli se li pagano o no. Non dovete fidarvi di me ma chiedete, una telefonatina non costa nulla.
Una telefonata allunga anche la vita, come dice lo spot. Quindi allo stato attuale non costa niente.
Certo, la struttura che metteremo a disposizione della società per la salute é la struttura che
attualmente lavora nelle U.S.L. e nei servizi sociali che sono pagati, invece di stare lì stanno per
lavorare per un obiettivo diverso. Quando andremo al dibattito per la società della salute per me era
ieri. Si é iniziato ora a fare un ragionamento, per me l’obiettivo sarebbe quello di salire alla svelta
per cercare di mettere le mani anche sulla ripartizione economica. Io sono un po’ da questo punto di
vista... cerco di cercare da tutte le parti. Quest’anno noi non avendo aderito alla società per la salute
qualche centinaia di migliaia di euro della sperimentazione l'abbiamo persa. Se ce la facciamo
vediamo se si entra a inizio anno sul bilancio 2007 a starci dentro. Altrimenti certo, non si vuole
troncare il dibattito però si é aspettato due anni, partiamo.
Ora non ha ancora parlato - credo di aver fatto una forzatura anche al Sindaco - non abbiamo ancora
parlato in Giunta neanche in maggioranza, io lo dico forse é una forzatura, forse la maggioranza
decida di nuovo che non se ne fa di nulla. Allora il dibattito si farà in quest'altra legislatura. A
questo punto io mi arrendo. Per me sarebbe la perdita di una occasione. L'ultima cosa, e concludo,
che fine fa il voto sul bilancio. Io ho detto: lo spirito poi si può credere o non credere ma questo fa
parte delle cose. Per me la discussione che può aver preso quella piega, ma vi ricordo che sul
bilancio 2006… 2005 che era quello concluso e terminato, e non sto a ripeterlo, mi sembrano
osservazioni… Quindi io non faccio altro… e questo é l’indirizzo che abbiamo dato agli uffici visto
che c'era questo problema io lo rimando in Consiglio Comunale con la approvazione che c'é già
stata il giorno successivo del Consiglio di Amministrazione. Poi se il Presidente d'accordo con i
capigruppo decide di portarlo in Commissione si porta in Commissione, altrimenti se il dibattito in
Commissione é concluso... Però capisco che in Commissione si é parlato di più della parte
burocratica che non della sostanza, però tutto avete detto che tutto sommato nella sostanza grandi
rilievi non c'erano, però decidiamo. Io ecco, é adeguato alla regola se questo era il problema e
quindi non ci rivà con stesso modo, se no sarebbe inutile ritirarle e poi riportarlo sullo stesso modo,
quindi questi erano la fine dei quattro quesiti.
Poi sulle valutazioni che dà il centro destra sui servizi, se loro sono convinti che fanno schifo io
non posso mica... tutta la Toscana dice il contrario, però si vede che siamo bravi a convincere tutta
la Toscana e noi non siamo bravi a convincere il centro destra di Livorno. Che posso farci,
pazienza.
PRESIDENTE
Grazie Assessore Baldi.
Su questo ovviamente non c'è la votazione.
Cons. CANNITO
Prendo atto delle riposte che ha dato.
Volevo solo che il Sindaco mi rispondesse, dato che non l’ha potuto affrontare Baldi...
( cambio bobina )
…giunta. Come mai? anche per evitare un ulteriore problema in altri campi non si è sentito la
sensibilità di venire in consiglio e dire: ora c'è questo percorso e ci sono questi problemi. Punto.
Sarebbe sufficiente questo... in futuro.
…Mi ritengo soddisfatto nel merito da quello che ha detto l'Assessore Baldi, credo anche
concordato con Lei.
Grazie.
SINDACO
La questione della nomina del Consiglio dell’istituzione per il sociale è stata questione che non è
stata gestita in dispregio del rapporto con il Consiglio Comunale. È stata gestita a nostro giudizio
come un elemento per il quale noi abbiamo pensato con grande onestà di poter superare l'istituzione
del sociale, abbiamo spinto in maniera molto forte perché dentro la legge regionale venissero
accolte alcune riflessioni che facevamo - lo dico con chiarezza, poi spiegherò perché - non convinti
dell’iniziale sperimentazione della società della salute perché questa cadeva sulla città di Livorno in
una maniera abbastanza – direi – particolare. In funzione delle scelte che noi avevamo fatto
precedentemente, molti comuni - ma qui Amerigo Poggiolini forse ne saprebbe più di me - non
hanno fatto la scelta che noi facemmo di recuperare i servizi sociali.
Per noi rischiava davvero di diventare un doppione ed in quell’occasione abbiamo atteso - e qui
forse può esserci l'errore ma anche qui non mi dispiace mai chi dice: “ho sbagliato” e non mi
dispiace mai poter dire anche con franchezza quello che penso, poi lo valutiamo insieme.
Noi abbiamo fatto questa scelta perché l'elaborazione della società della salute andava nel senso
che noi chiedevamo alla Regione. Oggi la proposta di legge che viene fatta è di dividere gestione e
dall'altra parte dividere la programmazione.
C'è un ulteriore problema che nessuno ha connotato e mi permetto di connotarlo perché servirà per
la discussione che faremo. Ulteriormente la divisione fra ambito sociale e ambito sanitario si
connota con la legge 40 nella dimensione per cui le conferenze dei Sindaci fanno la
programmazione in ambito sociale e sanitario e soprattutto determinano tutti gli ambiti che sono
ambiti – diciamo - di contiguità cioè quei servizi che sono un po’ sociali e un po’ sanitari. Se si
parlasse di strade sarebbe semplice ma siccome abbiamo chiaro cosa succede è totalmente sociale o
totalmente sanitario un servizio quando è perfettamente definito.
In questo noi abbiamo atteso, abbiamo anche utilizzato un po’ il ruolo dell'Assessore Baldi che fa
il capo di questo gruppo di sperimentazione per l’ANCI ed abbiamo probabilmente… l’unico
veramente problema è non avere forse partecipato al Consiglio questa riflessione.
Mi sembra però che oggi la legge che accetta questa riflessione impostata anche a Livorno
potrebbe essere l'occasione per guardare in avanti sapendo cosa pensiamo noi. La società della
salute è imposto dalla legge, la legge lo dice - non so se Baldi lo ha già detto - non costa più soldi, è
scritto nella legge. Non ci sono elementi aggiuntivi casomai ci sono elementi disgiuntivi e
riaggregativi ma non costa più soldi. Oggi casomai bisogna capire - e questo è proprietà anche di
una discussione del Consiglio – se verso la società della salute ci andiamo o non ci andiamo.
Dice Otello Chelli: non vogliamo gestire allontanando e quant'altro. La società della salute nasce
con la volontà opposta. Per parte nostra riteniamo che ci possano essere ancora dei miglioramenti
per arrivare alla fine della sperimentazione che possano servire a questo territorio a stare dentro
l'ultimo tassello che è quello della relazione con la Conferenza dei Sindaci di Area Vasta, che non è
- badate - un problema banale perché la conferenza dei Sindaci di Area Vasta è quella che per
esempio sulla sanità e quindi sui settori borderline - sanitario e sociale - alloca le risorse.
Allora, se questo elemento è in questi termini questo è come abbiamo ragionato. Bene, male, io
lo consegno al Consiglio. Penso che ora incominci una fase diversa, cioè la scelta se partecipiamo
alla società della salute e questo sarà l'elemento ovviamente... Baldi ha proposto l'idea della Giunta
ma sarà la discussione che verrà fatta in Consiglio.
Lo dico anche per un altro motivo, guardate. La questione dell’istituzione per il sociale ha tanti
difetti però ha un pregio sostanziale perché tutti gli strumenti hanno difetti da una parte e da
quell'altra hanno pregi, che poi di fatto è il Consiglio che sotto questo aspetto torna ad analizzare gli
elementi e anche qui io porto sempre un esempio: quando succede una confusione per esempio
all’ASL non accade mai che vadano dal Direttore dell’A.S.L., vengono tutti - come diceva qualcuno
- in Consiglio Comunale.
Beh, allora forse l'istituzione è anche un modo davvero per tenere la gestione vicina, mentre
ragionare con altri Comuni o con altri assetti anche un po’ a geometria variabile per alcuni servizi
può servire per stare nella programmazione di livello sovra- comunale e anche regionale.
Questo è il filo che ci muove, dopodichè mi sembra che la discussione sia aperta da oggi e che
l'Assessore Baldi si sia impegnato a portare l'avanzamento dei lavori in Consiglio per discutere di
questa cosa.
PRESIDENTE
Ringraziamo il Sindaco.
Discussione relativa all’atto n. 163 del 10 novembre 2006:
ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI CONSIGLIERI TAMBURINI – GHIOZZI e
CAPUOZZO IN MERITO A “NOMINA C.D.A. ISTITUZIONE DEI SERVIZI ALLA
PERSONA” (Respinto)
PRESIDENTE
Dunque, ora rimane da trattare e da mettere in votazione l’ordine del giorno presentato dai
Consiglieri Tamburini, Ghiozzi e Capuozzo.
Se ci fosse magari uno dei tre proponenti, magari uno.
L'Assessore Baldi si allontana perché era atteso un’ora fa in Prefettura.
Consigliere Tamburini. Di fatto mi sembra che l’abbia già illustrato il Consigliere Ghiozzi nel suo
intervento.
Prego.
Cons. TAMBURINI
Questa mozione di ordine del giorno presentata dal gruppo consiliare di “Alleanza Nazionale” e di
“U.D.C.” in pratica dice soltanto questo. Fa riferimento all’atto di indirizzo votato dalla
maggioranza del Consiglio Comunale, competenza nella materia sostenuta da adeguata formazione,
sensibilità socio-politica, valore etico, comprovate capacità.
Considerata poi l'istituzione di massa da quasi due anni senza CDA e fa l’elenco dei nominativi che
compongono il Presidente del Consiglio di Amministrazione. Questa mozione è nel senso di non
ritenere tale vertice - e quindi Consiglio di Amministrazione e Presidente - in grado di possedere
quei requisiti di cui all’atto di indirizzo votato - ricordo - dalla maggioranza del Consiglio
Comunale.
E quindi conclude impegnando il Sindaco - come si usa in questi termini in maniera molto carina e
soft - a rimodulare i criteri che hanno portato alla nomina del Consiglio di Amministrazione e del
Presidente. Se poi tale rimodulazione porterà a nominativi diversi è evidente che l'atto di indirizzo a
quel punto potrà essere condiviso da tutti.
Al momento attuale l’attuale modulazione sembra non corrispondere all’atto di indirizzo.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Tamburini.
A questo punto se qualcuno vuole intervenire, sennò facciamo le dichiarazioni di voto - sempre che
qualcuno le voglia fare - dopodichè andiamo in votazione.
Prima di dimenticarmelo nomino gli scrutatori: Consigliera Bottino, Consigliera Fugi e Consigliera
Volpi.
La parola al Consigliere Ghiozzi, prego.
Cons. GHIOZZI
Semplicemente per rispondere un po’ anche a Vittori quando accusa il Centro- Destra di non
volersi occupare di sociale. Questa è una grande falsità e lo dimostra appunto la nostra...
PRESIDENTE
Consigliere Ghiozzi.
Cons. GHIOZZI
Noi al Comune… Presidente, abbia pazienza, il Centro-Destra si occupa di sociale in Comune e lo
dimostra il fatto della nostra partecipazione all'interno delle Commissioni. Quando abbiamo deciso
di votare un atto di indirizzo per la nomina abbiamo partecipato attivamente e abbiamo delineato
tutti quei criteri che secondo la nostra formazione politica dovevano essere essenziali per la nomina
del nuovo Consiglio di Amministrazione.
Il dibattito è stato lungo, è stato dibattuto, ci sono stati dei momenti anche di scontro chiaramente
verbale ma non si può assolutamente dire che al Centro-Destra il sociale non interessa.
Per il Centro-Destra il sociale è un elemento fondamentale e questa mozione non fa altro che
riprendere questo nostro concetto. Sono stati fatti dei nomi che niente hanno a che fare con l'atto di
indirizzo approvato dalla maggioranza stessa e se non avessimo a cuore l'istituzione non avremmo
presentato questo ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE
Consigliera Gazzarri, prego.
Cons. GAZZARRI
Io faccio riferimento proprio ai requisiti che loro… questa mozione dice: "considerato che i
nominativi designati dal Sindaco non sembrano minimamente possedere i requisiti previsti dall'atto
di indirizzo". Nel capoverso precedente a queste persone vengono date delle qualifiche.
Volevo sapere se questa… diciamo, il fatto di asserire che non posseggono queste persone i requisiti
sono basate sulla qualifica che vengono dati al capoverso precedente oppure se sono stati letti i
curriculum che queste persone hanno presentato.
Ecco, questa vorrei che fosse una chiarificazione che mi sembra che manchi da... cioè, si evince da
questa mozione che la valutazione... (Intervento fuori microfono – incomprensibile)… vorrei… no,
io volevo sapere se la valutazione al quinto capoverso viene fatta in base alla qualifica data da
questa mozione al capoverso precedente o seppure vi siete documentati...
(Intervento fuori microfono – incomprensibile.)
PRESIDENTE
Per cortesia, Consigliere Tamburini per cortesia!
Cons. GAZZARRI
no, oppure...
PRESIDENTE
Per cortesia!
Cons. GAZZARRI
Io – dunque - volevo che mi si rispondesse... riformulo la domanda.
Al sesto capoverso vengono fatte delle affermazioni. Al quinto capoverso vengono date delle
qualifiche. Le affermazioni al sesto capoverso sono basate sulle qualifiche del precedente o sono
state diciamo…? vi siete documentati sui vari curriculum e non li ritenete idonei?
PRESIDENTE
Per cortesia Consigliere Tamburini!
Consigliere Trotta, prego.
Cons. TROTTA
Io penso che l’operazione di “Alleanza Nazionale” e l’ “UDC” la capisco, la capisco sul piano
politico per cercare in qualche modo di fare scoppiare anche delle contraddizioni nel Consiglio
Comunale, non è questa la cosa che – diciamo - mi stupisce.
Il ragionamento che non c'è… secondo me c’è uno spostamento troppo marcato su un aspetto che secondo me - è marginale perché da un lato si parla di criteri e si parla di competenze, dall’altro non
è detto perché uno ha avuto comunque delle esperienze politiche – diciamo - non abbia poi anche
delle competenze nel settore. Cioè, non è che il fatto che uno è stato capogruppo o ha svolto
funzioni politiche allora sembra dalla lettura di questo ordine del giorno non possa poi svolgere un
ruolo dentro una struttura - diciamo - come è l'istituzione perché ovviamente questa è
un’impostazione che non condivido perché il CDA è comunque un CDA politico indubbiamente,
non può svolgere la funzione che poi debbono svolgere comunque l’apparato tecnico di
un’Amministrazione.
La cosa semmai - secondo me - da chiedere è che alla luce di quell'indirizzo e al di là delle cose che
ha detto il Sindaco, dell'indirizzo che fu espresso dalla Commissione, la Commissione torni a fare
una parametrazione - diciamo - di quello che è stato il lavoro di preparazione a quell’indicazione di
criteri con quello che è stato il risultato.
Aprire una discussione su questo. Io posso capire in Commissione si fa un passaggio di verifica
però ovviamente un ordine del giorno così sparato con un taglio politico così netto che allude
insomma comunque strumentalmente ad una serie di considerazioni che io non mi sento di
condividere e non credo che possa essere votabile da parte del nostro gruppo.
Quindi credo che sia giusto nello spirito, se questo è lo spirito, non so visto la forma che lo
tradisce, poi la forma tradisce lo spirito, quello che il Consiglio appunto si faccia carico del
controllo sono d'accordo, però mi sembra che questo documento più che interessare quello interessa
strumentalmente agitare una serie di problemi che poi, secondo me, finiscono per non arrivare poi
all'obiettivo principale che è quello di una verifica di merito rispetto alla corrispondenza tra criteri e
poi proposta effettiva di organo di Amministrazione.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Trotta
Io non ho altre richieste di intervento.
Consigliere Tamburini.
Un attimo solo.
Cons. TAMBURINI
E’ legata all'intervento del capogruppo di Rifondazione Comunista.
Io sono d'accordo, ci mancherebbe altro, ho 60 anni figuriamoci se non riesco a capire questo, che
comunque qualsiasi Consiglio di Amministrazione, qualsiasi Presidente fa riferimento alla
maggioranza che gestisce il potere ed il governo della città, ma limitarsi a dire che comunque il
vertice è politico, è riduttivo perché allora lo stesso discorso vale anche per l’A.T.L. allora non
occorre predisporre, studiare atti di indirizzo, avere competenze, avere professionalità se poi si dice
il Consiglio, il vertice, il Presidente e politico poi la macchina la manda avanti il personale e la
gestione tecnica.
Allora questo vale per l’AAMPS, vale per l’A.T.L. per l’ASA e comunque visto i risultati che sono
sotto gli occhi di tutti può darsi che questa gestione esclusivamente politica non sia eccezionale. La
politica va bene, ma accanto alla politica è possibile che non ci siano persone che abbiano
competenza in quello specifico settore in una città governata da 60 anni e nel quale avete avuto tutto
il tempo a preparare una classe dirigente? Così mi sembra Alessandro semplicemente riduttivo e
dequalifica anche tutto il nostro lavoro che abbiamo fatto sulle altre partecipate che sono tutti nella
medesima situazione disastrata.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Tamburini.
Se non c'è nessun altro allora andiamo a dichiarazioni di voto o voto.
Andiamo al voto.
Gli scrutatori sono nominati.
(Segue la votazione)
Possiamo chiudere la votazione.
I votanti sono 26. 5 favorevoli, 1 astenuto, 20 contrari per cui l’ordine del giorno non è approvato.
A questo punto decidiamo cosa fare.
Consigliere Ceccarini non gli funziona, quindi a verbale mettiamo che c'è un voto in più.
Atto n. 163 del 10 novembre 2006
ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI CONSIGLIERI TAMBURINI – GHIOZZI e
CAPUOZZO IN MERITO A “NOMINA C.D.A. ISTITUZIONE DEI SERVIZI ALLA
PERSONA” (Respinto)
Di seguito viene riportato il testo dell’ordine del giorno relativo all’oggetto:
“Premesso che l’Istituzione dei Servizi alla Persona è un organismo strumentale del Comune di
Livorno per la gestione, in forma autonoma ed integrata, dei servizi necessari alla realizzazione del
benessere sociale della persona e della comunità;
visto che in data 7 Febbraio 2005 la maggioranza in Consiglio Comunale con 22 voti favorevoli
(compreso quello del Sindaco, Dott. Alessandro Cosimi) ha approvato un atto di indirizzo dove si
elencano le linee guida per la definizione dei criteri per la costituzione del Consiglio di
Amministrazione della stessa Istituzione da tempo scaduto;
visto che in tale atto di indirizzo si evidenzia come i membri da nominare debbano possedere:
“competenza nella materia sostenuta da adeguata formazione, sensibilità socio-politica, valore
etico, comprovate capacità”, e che né devono, “nel rispetto delle norme vigenti, essere dipendenti
comunali in servizio, né essere Consiglieri Comunali o Circoscrizionali o influenzati da conflitto di
interesse”;
considerato che, essendo l’Istituzione rimasta da quasi 2 anni senza CdA, il Sindaco ha di recente
nominato come Presidente il Sig. Giancarlo Mazzoni (in passato capogruppo DS in Comune e
Presidente della Livorno Sport) e come Consiglieri il Sig. Aldo Lucani (Assessore al Comune di
Collesalvetti), il Sig. Renzo Ciacchini (dirigente della Margherita), la Sig.ra Maria Teresa Sposito
(dirigente dell’Italia dei Valori) ed il Sig. Francesco Tedeschi (già consigliere comunale DS con
competenze in bilancio) – informazioni tratte dalla stampa locale;
considerato che i nominativi designati dal Sindaco non sembrano minimamente possedere i
requisiti previsti dall’atto di indirizzo votato dallo stesso Sindaco e dalla sua maggioranza;
considerato che l’Istituzione dei Servizi alla Persona con queste nomine non sembra certo un
organismo utile per la gestione dei servizi necessari alla realizzazione del benessere sociale, ma
semplicemente il solito carrozzone per distribuire poltrone ed ai vari partiti;
Il Consiglio Comunale di Livorno
IMPEGNA
il Sig. Sindaco a modulare nuovamente i nominativi dei componenti del CdA dell’Istituzione dei
Servizi alla Persona, tenendo conto questa volta dei criteri presenti nell’atto di indirizzo.”
Il Presidente invita i Componenti del C.C. a procedere alla votazione – palese – dell’ordine del
giorno relativo all’oggetto.
La votazione offre il seguente risultato:
Componenti assegnati
n. 41
Componenti presenti
“ 33 (Cannito, Cecchi, Volpi Rosalba, Amadio, Ampola,
Aquilini, Argentieri, Becagli, Bianchi, Bottino, Cantù, Capuozzo, Ceccarini, Chelli, Ciacchini,
Cosimi, Costa, Dechecchi, Fornaciari, Fugi, Gazzarri, Ghiozzi, Luschi, Mainardi, Nebbiai, Pini,
Poggiolini, Ragghianti, Solimano, Tamburini, Trotta, Vittori e Volpi Gabriele)
Componenti votanti
n. 26
Voti favorevoli
“ 5 (Argentieri, Bottino, Capuozzo, Ghiozzi e Tamburini)
Voti contrari
“ 21 (Cecchi, Volpi Rosalba, Ampola, Aquilini, Becagli,
Bianchi, Cantù, Ceccarini, Chelli, Cosimi,
Dechecchi, Fornaciari, Fugi, Luschi, Mainardi, Pini,
Poggiolini, Ragghianti, Solimano, Trotta e Vittori)
Astenuti
“ 1 (Cannito)
Non hanno espresso alcuna opzione di voto i consiglieri Amadio, Ciacchini, Costa, Gazzarri,
Nebbiai e Volpi Gabriele.
E pertanto, con il risultato di cui sopra – accertato e proclamato dal Presidente con l’assistenza
degli scrutatori – l’ordine del giorno relativo all’oggetto è respinto.
SUL PROCEDERE DEI LAVORI
PRESIDENTE
Adesso decidiamo che cosa fare.
La parola al consigliere Trotta.
Cons. TROTTA
Credo che, siccome ci sono due comunicazioni secondo la Conferenza dei capigruppo - una seria
ed una non seria, tanto per essere chiari - se c'è la possibilità di fare quella non seria io sono più
contento.
PRESIDENTE
Prima c'è il regolamento edilizio.
Cons. TROTTA
Se c'è il regolamento edilizio ritiro, però se il problema diventano le comunicazioni ...
PRESIDENTE
Comunque qualora ci fosse la comunicazione, la tua è prima quindi non ci sono problemi.
Cons. TROTTA
Allora pregherei, siccome l'argomento è molto serio quello della comunicazione, credo che fare la
comunicazione a margine del Consiglio Comunale vivendo obiettivamente il dibattito su una
questione come la precarietà rilevante sia un’ulteriore caduta di stile di questo Consiglio, quindi
chiederei che su questo si possa nella prossima Conferenza dei capigruppo calendarizzare un
momento preciso in cui si dispieghi un dibattito serio perché così …
PRESIDENTE
Consigliere Trotta, tutto quello che eventualmente avanza va all'inizio della prossima volta.
Cons. TROTTA
Perfetto. Allora io gradirei se possibile poterlo fare la prossima volta a questo punto.
Sennò parliamo dell'Ungheria e sono più contento.
PRESIDENTE
Consigliere Volpi.
Cons. VOLPI Gabriele
Vorrei fare un richiamo al Consiglio.
C'è un ordine del giorno, c'è un atto che è stato presentato ormai è datato, è stato anche discusso in
questo Consiglio se era il caso di votarlo o meno, è stato chiesto dalla Giunta di fare una richiesta di
approfondimento agli uffici a questo punto è il caso di votarlo.
E’ un atto che non è frutto della mia creatività, diciamo, ma è il regolamento di Firenze, la parte che
riguarda … io non lo chiamerei la bioarchitettura, l'architettura ragionata per far sì che ci sia
risparmio energetico, inserita dentro il regolamento, penso di aver rispettato se ci sono degli
emendamenti facciamoli pure, sono disponibilissimo. La mia è una questione politica e non è che
dico che Livorno deve avere un suo regolamento, è una proposta che hanno fatto a Firenze,
funziona, non capisco perché non debba funzionare qui, mi sembra sia il caso di votarla.
Chiedo che venga fatto un voto su questa questione perché è da tempo ...
PRESIDENTE
L'Assessore Picchi non c'è, mi dicono.
Cons. VOLPI Gabriele
Allora sono d'accordo a rinviarlo, però che sia il primo punto all'ordine del giorno del prossimo
Consiglio Comunale.
PRESIDENTE
La prossima volta tanto c'è rimasto il regolamento edilizio e le comunicazioni.
Cons. VOLPI Gabriele
Chiedo che sia la prima cosa che si fa al prossimo regolamento come delibera.
Cons. VITTORI
Prendo atto della decisione che abbiamo preso su questo punto specifico all'ordine del giorno, io
chiederei perché la cosa avesse il suo livello di serietà se l’Amministrazione mi dice che è in
condizione di affrontare la discussione, che passasse dalla Commissione già convocata per il 23 mi
sembra. C’è la Quarta Commissione. Io chiederei che passasse dalla Commissione.
…(intervento fuori microfono – incomprensibile)…
No Volpi, non è così, non è così; ho la parola io.
In Commissione non l'abbiamo discussa perché gli uffici non hanno fatto la dovuta istruzione. Se
l’Amministrazione mi dice che è in condizione di discuterla in Consiglio ancora di più, penso, è in
condizione di farla passare dalla Commissione perché venga in Consiglio istruita anche dal apporto
fra i gruppi consiliari, non è che la Commissione si era rifiutata, la Commissione era
nell’impossibilità di discuterla. Vedi, io sono membro della Commissione e me lo ricordo bene. Si
può discutere. L’Amministrazione dice che c'è un’istruzione, benissimo; passiamo dalla
Commissione e viene in Consiglio. Figuriamoci se su queste cose - ma io sto rispondendo a lui - e
quindi la mia richiesta è questa. C’è una Commissione che è già stata convocata, congiuntamente
con un’altra Commissione, niente vieta che si faccia un’aggiunta e la Quarta Commissione poi
esaurito l’ordine del giorno già programmato affronti anche questo.
Avevo chiesto di parlare, però sulla questione delle comunicazioni per respingere l’affermazione
del Consigliere Trotta che non accetto. Non è che non è serio che il Consiglio discuta a quest’ora,
non è serio abbandonare i lavori della Conferenza dei capigruppo e poi che, appunto aveva da
organizzare i lavori anche sulla comunicazione e sulla precarietà, e poi venire qui e dire che se si
parla dell'Ungheria è meglio. Si può parlare di tutto, infatti abbiamo deciso di parlare di tutto.
Allora, la comunicazione la faccio io sulla precarietà; ci sono stati recentemente nella nostra città,
attorno alla nostra città, 3 morti nell'edilizia. Ci saranno nelle settimane prossime, il 10 ed il 17, due
iniziative delle organizzazioni sindacali edili compreso lo sciopero generale che se non sbaglio è il
17. Sarà opportuno quindi, e noi ci saremo parte diligente misureremo nella Conferenza dei
capigruppo la disponibilità di tutti, perché il prossimo Consiglio si esprima su questa situazione del
lavoro nell’edilizia, delle situazioni di lavoro nero, di illegalità che ci sono nell’edilizia e possa
assumere una posizione di sostegno innanzitutto della lotta dei lavoratori per la loro salute, ma poi
posso esprimere anche una posizione di indirizzo su quelle che sono le responsabilità delle
pubbliche amministrazioni che sono chiamate in causa dalle organizzazioni sindacali, compreso la
nostra Amministrazione.
Noi, da qui al prossimo Consiglio, saremo in condizione di predisporre un atto e su cui poi ci
consentirà di ragionare concretamente di che cosa è la precarietà nella nostra Provincia e nella
nostra città, ancora di più dopo questi luttuosi eventi.
PRESIDENTE
Grazie Consigliere Vittori.
Consigliere Cannito.
Cons. CANNITO
Ho necessità di chiarimenti relativamente alla procedura di questa proposta di delibera di
iniziativa consiliare del Consigliere Volpi come emendamento al regolamento edilizio comunale,
perché io mi ricordo - lo dico a sostegno di Gabriele - mi ricordo che era stato iscritto all'ordine dei
lavori come già discutibili; questo mi ricordo io.
Se però ci sono o dei problemi tecnici da una parte, ed allora vanno sciolti, o delle richieste di
gruppi tipo quello che ha posto il Consigliere Vittori, io posso anche essere d'accordo con il
Consigliere Vittori, però a patto che si abbia rispetto del Consigliere Volpi che sciolga, se lui è
consenziente o meno rispetto a questo punto, perché non si può iscrivere un documento agli atti,
dire che si voterà dopo una discussione in aula consiliare e poi invece dire che non è più così.
Cioè va un po’ ... non parlavo alla Presidenza. Lo pongo anche perché forse ho capito male io.
Questo è un primo elemento.
Secondo elemento, per quanto riguarda più che la precarietà, che è un anche un problema degli
infortuni, io avevo capito che il Sindaco avrebbe fatto poi una comunicazione e che comunque
avremo discusso di questa questione così grave come sono gli infortuni sul lavoro e quindi credo
che si possa calendarizzare nella Conferenza dei capogruppo e quindi concordo don quello che
diceva Vittori, però mi sembrava già nelle cose che se si dovesse mettere lo sottolineo, lo ribadisco
e sono concorde. Rifondazione, ma anche il Sindaco, mi pare aveva detto all'indomani di quei morti
sul lavoro, dovremo affrontarla e mi pare sia urgente.
PRESIDENTE
Per fare chiarezza io l’avevo messo all'ordine dei lavori perché erano scaduti i tempi per il parere;
e quindi è andata per motivi legali. Io personalmente penso che sia un atto di buon senso farla
passare di Commissione; se questo non succede, la prossima volta al primo punto e ne parliamo.
Questo è un impegno, quindi non è cambiato nulla.
Consigliere Volpi.
Cons. VOLPI Gabriele
Solo per essere d'accordo. Se non succede nella Commissione si riunisce, per me è possibile
anche che si voti comunque al prossimo ordine del giorno, perché io spero che ci sia la volontà
politica che è stata manifestata più volte su questo argomento che si concretizzi in qualche modo.
Grazie.
PRESIDENTE
Consigliere Trotta.
Cons. TROTTA
Molto brevemente, non accetto sinceramente i toni del Consigliere Vittori perché la questione dei
morti sul lavoro c'era anche nella precedente conferenza dei capigruppo e non si è voluto trattare
della precarietà come la intende il Consigliere Vittori, per essere chiari. In tre potevamo fare questa
discussione e non l'abbiamo voluta fare e quindi su questo che sia ben chiaro e quindi la prossima
volta si parte dalla comunicazione che farà Rifondazione Comunista sulle questioni della precarietà
e su questo non si transige, tanto per essere chiari.
Tra l'altro sinceramente si sta parlando di tante questioni, non mi sembra che le forze politiche che
in questo Consiglio, la stragrande maggioranza in questo Consiglio, si siano spese sulla questione
della sicurezza sul lavoro.
Altre questioni sulla sicurezza sono avanzate in Consiglio Comunale da parte di gruppi sulle
siringhe di Via Grande, sulla questione del pacco bomba sotto il Grande, tutta una serie di questioni
sicuramente di un certo rilievo, ma la sicurezza di cui si è discussa in città è stata quella, non certo
quella dei monti sul lavoro per essere chiari. E quindi, secondo me, è giusto riportare nell'ordine
delle cose vere, nella gerarchia delle cose reali, quella che è una centralità per me della condizione
del lavoro e nello specifico delle morti sul lavoro.
Il prossimo Consiglio Comunale spero che ci sia lo spazio per affrontare con serenità questa
questione.
SINDACO
No, questo mi dispiace – io lo devo dire con grande onestà intellettuale – è inaccettabile.
Questo Consiglio non solo se ne è occupato, ma nell’azione dell’Amministrazione ha partecipato in
maniera importante alla stesura dei protocolli che riguardano i lavori dell'edilizia, e non solo, si è
sempre fatto carico fra le altre cose e l’ho fatto per tutto il Consiglio sempre per essere dentro
queste situazioni perché le istituzioni garantissero anche l'accesso dei sindacati sul luogo delle
tragedie fra le altre cose; questo non lo accetto.
Che poi ci sia un elemento di fondo sul quale bisogna continuare ulteriormente a discutere sono
perfettamente d'accordo. Ma il fatto che ci sia assenza di attenzione a questa cosa mi dispiace, non
lo accetto in prima persona e non lo accetto nè per la Giunta nè per questo Consiglio.
In fondo a tutto questo c'è un altro dato però che non accetto; non si può dire si discute del pacco
bomba e non si discute della questione del lavoro. La precarietà è una questione che va affrontata
anche con grande attenzione nelle analisi che si fanno. A mio giudizio ci sono tutti gli elementi per
poter discutere, però non si può sostenere che non c'è attenzione a questo problema.
Non lo accetto nemmeno a livello personale e non perché sono andato sotto l'acqua per primo a
vedere cosa è successo, ma perché ritengo che tutte le volte che c'è stato un problema facessi questo
mestiere o ne facessi un altro sono sempre stato presente proprio perché il problema del lavoro,
guardate, non è un problema che si risolve qui fra le altre cose. Molte questioni ci sfuggono se vi
ricordate, molte di queste morti bianche, perché i sistemi sono complessi.
Allora, non è importante soltanto discuterne in termini, come dire, dell'evento ma è importante
discuterne in termini più generali e qui ho l'impressione, vi dico la verità, che se si continua questa
situazione non basterà più nemmeno discuterne in Consiglio, forse dovremo trovare qualche forma
di tipo diverso perché non è più accettabile quello che sta accadendo.
Anche la discussione un pochino va piegata a trovare una soluzione vera che impegni i soggetti sul
territorio, fermo restando che le norme molto spesso sono disattese purtroppo con il bisogno da
parte anche di chi avendo bisogno non chiede che vengono le norme applicate.
PRESIDENTE
Grazie.
A questo punto la seduta è sciolta.
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Verbale del 10 novembre 2006 Seduta n. 77 L`anno duemilasei e