RASSEGNA STAMPA
del
23/06/2010
Sommario Rassegna Stampa dal 22-06-2010 al 23-06-2010
L'Adige: LUCIA FACCHINELLI Un'alta, densa colonna di fumo puzzolente ha mobilitato ieri, poco prima di ............. 1
Alto Adige: protezione civile unica struttura per tutti i servizi........................................................................................... 2
Alto Adige: rio gadria monitorato per scongiurare le colate di fango - (e.d.) ................................................................... 3
Alto Adige: rischio idrogeologico un consorzio di imprese ha già redatto il piano........................................................... 4
L'Arena: La Famiglia ancora nel mirino dei vandali......................................................................................................... 5
L'Arena: Salionze allagata, piovono proteste..................................................................................................................... 6
L'Arena: Anziani, il vademecum per affrontare il caldo .................................................................................................... 7
L'Arena: Colture rovinate dalla pioggia Chiesta la calamità naturale ............................................................................. 8
L'Arena: Passerella ciclopedonale tra Saval e Chievo ...................................................................................................... 9
Bellunopress: Continuano le manovre per spostare la sede Ulss da via Feltre alla Veneggia. A chi giova? Ai ............. 10
Brescia Oggi: Il cardinale si assolve I pm: parte la rogatoria ......................................................................................... 11
Bresciaoggi(Abbonati): L'Authority sugli appalti lancia l'allarme: è boom della corruzione pubblica ......................... 12
Bresciaoggi(Abbonati): Disboscamento selvaggio nella Valle ........................................................................................ 13
Bresciaoggi(Abbonati): La Protezione civile camuna? Per l'assessore è tutto ok .......................................................... 14
Corriere del Trentino: Fiamme nella discarica Rupe Nube nera sopra il paese ............................................................ 15
Corriere del Veneto (Ed. Padova): Inquinamento del Po, per il Delta un milione e mezzo dal governo....................... 16
Corriere del Veneto (Ed. Venezia): «Senza i lavori anche Mestre sott'acqua».............................................................. 17
Corriere del Veneto (Ed. Venezia): «Tromba d'aria, stato di calamità»........................................................................ 18
Corriere del Veneto (Ed. Verona): «Piogge eccezionali» nella Bassa, idrovore in azione da venerdì ......................... 19
Corriere delle Alpi: mercato degli appalti alterato da una corruzione diffusa ............................................................... 20
Corriere delle Alpi: rifiuti, scuola e frana di molin sugli scudi in consiglio comunale - mario agostini ........................ 21
Corriere delle Alpi: il pd: fermate il trasferimento usl .................................................................................................... 22
Corriere delle Alpi: stop ai fuoristrada sulle golene del piave ........................................................................................ 23
L'Eco di Bergamo: Trema l'Alto Sebino Un terremoto lieve ma è il terzo da maggio..................................................... 24
L'Eco di Bergamo: «Ma non si può parlare di sciame sismico» ..................................................................................... 25
L'Eco di Bergamo: Più utenti e il Parco del Serio cerca nuove guardie ......................................................................... 26
L'Eco di Bergamo: Valle Serina, la Regione riconosce i danni....................................................................................... 27
L'Eco di Bergamo: La terra trema ancora: scossa notturna nell'Alto Sebino................................................................. 28
L'Eco di Bergamo: Strada chiusa, ora arrivano i semafori ............................................................................................. 29
L'Eco di Bergamo: Percorso natura rimesso a nuovo grazie ai volontari ...................................................................... 30
Il Gazzettino (Belluno): Navette per i sindaci in fascia tricolore al Diga day ................................................................ 31
Il Gazzettino (Belluno): Il diluvio non ferma la Summer fest .......................................................................................... 32
Il Gazzettino (Padova): L'argine dello scolo Altipiano, a Brenta d'Abbà, frazione di Correzzola, ha ceduto sotto la... 33
Il Gazzettino (Padova): 12 maggio, sì alla calamità naturale ......................................................................................... 34
Il Gazzettino (Padova): Cessata l'emergenza maltempo, il Conselvano ieri ha cominciato a fare la conta dei danni... 35
Il Gazzettino (Padova): (M.Zi.) D'accordo l'agricoltura, ma non è la sola a patire per le calamità natur... ................. 36
Il Gazzettino (Pordenone): La Protezione civile festeggia con le tessere ai giovanissimi.............................................. 37
Il Gazzettino (Rovigo): A Ca' Cappello la pioggia ha rovinato la processione .............................................................. 38
Il Gazzettino (Rovigo): Manuela Furini........................................................................................................................... 39
Il Gazzettino (Udine): Viabilità, rifatti due ponti............................................................................................................. 40
Il Gazzettino (Venezia): Hanno superato la cinquantina le richieste di indennizzo dei danni subiti con la tromba ...... 41
Il Gazzettino (Venezia): Con l'attenuarsi della pioggia la situazione nel territorio di Chioggia è notevolmente .......... 42
Il Gazzettino (Venezia): In una lettera inviata dalla presidente della Provincia Francesca Zaccariotto e.................... 43
Il Gazzettino (Venezia): Frana a La Salute di Livenza Danni per 200mila euro ............................................................ 44
Il Giornale della Protezione Civile.it: Bressanone, posata la prima pietra del nuovo centro di Protezione Civile....... 45
Il Giornale della Protezione Civile.it: Sostenibilità, corsi di laurea per la promozione di uno sviluppo duraturo ....... 46
Il Giornale della Protezione Civile.it: Appalti Pubblici. Il Dipartimento: "Troppo facile dare a noi la colpa" ............ 47
Giornale di Brescia: Commissioni, sanità e assistenza parlano bresciano ..................................................................... 48
Giornale di Brescia: Pd: norme nuove per tutelare il terreno ........................................................................................ 49
Il Giornale di Vicenza: Idrocarburi nel Po: Roma dà al Veneto 500 mila euro.............................................................. 50
Il Giorno (Bergamo - Brescia): Terremoto, nuova scossa La terra trema nel Sebino .................................................... 51
Il Giorno (Brianza): Danni e spese per il Lambro nero Arrivano alla Lombardia 1,5 milioni dal Governo.................. 52
Il Giorno (Brianza): La tensione sale alle stelle, adesso serve un miracolo ................................................................... 53
Il Giorno (Sondrio): BERBENNO A BERBENNO, paese del manager di... .................................................................... 54
Il Giorno (Varese): Numero di emergenza Il primo test a Varese ................................................................................... 55
Il Mattino di Padova: "memento aquila" al plaza cena per raccogliere fondi ................................................................ 56
Il Messaggero Veneto: allagamenti, la minoranza: erano evitabili................................................................................. 57
Il Messaggero Veneto: gemona, l'ospedale e lo smantellamento..................................................................................... 58
La Nuova Venezia: mirano ............................................................................................................................................... 59
La Nuova Venezia: ca' bianca chiederà i danni............................................................................................................... 60
La Nuova Venezia: fossò, cento richieste di risarcimento - (davide massaro) / .............................................................. 61
La Nuova Venezia: esercitazione alla benckiser oggi suoneranno le sirene ................................................................... 62
Il Piccolo di Trieste: ronchi rinnova l'amicizia con metlika............................................................................................. 63
Il Piccolo di Trieste: sepe: sempre stato trasparente. bertolaso? gli procurai una casa................................................. 64
Il Piccolo di Trieste: superstrada, si incendia motrice di autoarticolato......................................................................... 65
La Provincia Pavese: fiamme nella falegnameria pompieri al lavoro per domare l'incendio......................................... 66
La Provincia di Como: «Paratie, l'acqua in uscita a rischio»......................................................................................... 67
La Provincia di Cremona: «Scuole tutte a rischio sismico» ........................................................................................... 68
La Provincia di Cremona: Appalti, ‘a rischio gli onesti' ................................................................................................ 69
La Provincia di Lecco: Concluso il corso per volontari .................................................................................................. 70
La Provincia di Sondrio: Territorio ripulito e messo in sicurezza dai volontari di Cosio e del C.o.m. 2....................... 71
Il Secolo XIX: Conclusi i lavori sul ponte riapre Corso Roma Est .................................................................................. 72
Data:
23-06-2010
L'Adige
LUCIA FACCHINELLI Un'alta, densa colonna di fumo puzzolente ha mobilit
ato ieri, poco prima di mezzogiorno, diversi corpi dei vigili del fuoco
volontari della piana Rotaliana
Adige, L'
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Data: 23/06/2010
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LUCIA FACCHINELLI Un'alta, densa colonna di fumo puzzolente ha mobilitato ieri, poco prima di mezzogiorno,
diversi corpi dei vigili del fuoco volontari della piana Rotaliana
LUCIA FACCHINELLI Un'alta, densa colonna di fumo puzzolente ha mobilitato ieri, poco prima di mezzogiorno, diversi
corpi dei vigili del fuoco volontari della piana Rotaliana. A Mezzolombardo in località Nogarole, nella discarica di
materiale inerte quello che a prima vista sembrava un banale inizio di incendio si è rivelato un rogo di una certa
pericolosità: sia per la nube che si è sprigionata che per la presenza di una linea dell'alta tensione. Allertati dagli operai
della cooperativa Lagorai, impegnati nei lavori di impermeabilizzazione dell'enorme quantità di materiale conferito nel
corso degli anni, i pompieri sono intervenuti immediatamente per scongiurare danni maggiori. Sul posto erano presenti
anche i Carabinieri e i vigili urbani che hanno coordinato le indagini sull'origine del rogo. Da una prima ricostruzione
sembra che il film plastico, esattamente di polietilene, che avvolge la «vasca» della discarica per evitare infiltrazioni
d'acqua abbia preso fuoco. In base alle prime valutazioni non si esclude alcuna ipotesi, ma la più accreditata sembra essere
quella di una combustione accidentale, nonostante il sito sia stato allagato dalle copiose piogge dei giorni scorsi e si trovi
proprio sotto la montagna, esposto a forti raffiche di vento. I lavori commissionati dal servizio ambiente della
Provinciavanno avanti da circa un anno e, in questi giorni, sono in dirittura d'arrivo. «Ora non sappiamo quando e se ci
sarà consentito terminare il lavoro», afferma l'ingegner Ruggero Andreatta, codirettore dei lavori insieme all'ingegner
Renato Maschio di Trento. Il cantiere è inaccessibile per questioni di sicurezza ed è anche i mezzi dei Vigili del fuoco
hanno fatto una certa fatica a raggiungere la zona dove si è sviluppato l'incendio. Circa una quarantina sono stati i
pompieri impegnati sia del corpo dei permanenti di Trento che dei corpi volontari di Mezzocorona e Zambana. Con
quattro autobotti, due fuoristrada e una autoscala sono riusciti ad avere la meglio dopo circa un'ora e mezzo di lavoro.
«Inizialmente abbiamo usato acqua di raffreddamento e successivamente abbiamo sparso la schiuma», spiega il
comandante della stazione di Mezzolombardo Antonio Dalrì. «L'inaccessibilità del luogo e la densa nube di fumo che si è
formata, che era visibile da molto lontano, ha spaventato la popolazione. Gli effetti degli incendi quando di mezzo c'è la
plastica», ha concluso il comandante. Ci sono stati pericoli per la salute dei residenti. Il polietilene bruciato non
sprigiona,dicono gli esperti, fumi tossici. «Resta il fatto che ogni qualvolta brucia della plastica non è certo sano respirare
quell'aria», ha affermato Dalrì. Sul posto, vista la situazione e l'allarme che il rogo ha suscitato tra la popolazione della
Rotaliana, sono intervenuti, una volta domate le fiamme, anche i tecnici dell'Azienda per la protezione ambienale, per
valutare la situazione. I danni causati dall'incendio di ieri mattina nella discarica di inerti non sono stati ancora
quantificati.
22/06/2010
Argomento:
NORD
Pag.
1
Data:
23-06-2010
Alto Adige
protezione civile unica struttura per tutti i servizi
Posata la prima pietra
BRESSANONE. Il Centro di Protezione civile ospiterà sotto un unico tetto pronto soccorso di Croce Bianca e Croce
Rossa, soccorso alpino dell'Avs e del Cai e soccorso acquatico. La prima pietra è stata posata ieri dal presidente
Durnwalder e dall'assessore Mussner, che hanno sottolineato l'importanza di non avere separato i servizi in strutture
diverse per gruppo linguistico. Il Centro costerà 9,7 milioni e sarà pronto nel 2012. Sorgerà all'estremità nord dell'areale
ospedaliero, accanto all'elisoccorso. Sarà composto da due lunghi corpi paralleli con le rimese per i veicoli d'intervento e
un corpo a tre piani che collega i primi due, destinato a ospitare tutti gli uffici.
Argomento:
NORD
Pag.
2
Data:
23-06-2010
Alto Adige
Estratto da pagina:
22
rio gadria monitorato per scongiurare le colate di fango - (e.d.)
- Provincia
Rio Gadria monitorato per scongiurare le colate di fango
Il progetto innovativo esaminato dagli esperti Lavori finiti nel 2012
(E.D.)
LASA. Le colate detritiche - il termine tecnico è «debris flow» - sono ad altissimo rischio, soprattutto nei mesi estivi.
Basta un acquazzone di forte intensità, con pioggia battente per un periodo prolungato, per provocare smottamenti che,
anche minimi, possono alterare le caratteristiche di pendii comunque a rischio. Progetto innovativo in Venosta.
Il progetto - per impedire o comunque prevenire guai seri - sta avanzando in Venosta, precisamente fra Silandro e Lasa: i
passi in avanti, concreti, sono stati già compiuti. Proprio di recente un gruppo di esperti - professori e studenti
dell'Università di Padova, della Libera Università di Bolzano e del centro di ricerca Cnr-Irpi dell'ateneo di Padova - sono
saliti in alta Venosta per verificare il lavoro finora svolto. Il progetto - finanziato dal fondo di sviluppo regionale Fesr,
attraverso il programma definito Seath East Europa, da fondi statali e provinciali - prevede l'installazione di un sistema di
monitoraggio che verrà utilizzato per la raccolta di dati utili agli studi scientifici del fenomeno delle colate idriche; servirà
anche alla protezione civile come prototipo per un sistema di allerta. Le apparecchiature, registrando anche il minimo
movimento del terreno, saranno in grado in tempo reale di avvisare chi di dovere sul rischio di una frana, consentendo
quindi quegli interventi preventivi che, se adottati rapidamente, spesso hanno dimostrato di evitare conseguenze
drammatiche.
La zona dove è previsto il monitoraggio è quella attraversata dal rio Gadria «Che nel corso degli anni - ricorda il sindaco
di Lasa Andreas Tappeiner - ha sempre causato pesanti guai. In passato, soprattutto dopo copiose precipitazioni, il corso
d'acqua è esondato causando di conseguenza smottamenti». La Provincia, nella zona fra Silandro e Lasa, è già intervenuta
deviando il corso del rio Gadria - prima di finire nell'Adige passa sotto la statale venostana a circa 400 metri dalla
chiesetta di Lourdes - e costruendo anche dei muri di contenimento. Ma il rio viene considerato ancora come un
potenziale pericolo: ecco dunque il progetto di monitoraggio per prevenire quelle colate detritiche che gli esperti
ritengono rischiose. «Il Comune - conclude il sindaco Tappeiner - è stato informato di quanto si intende realizzare. Non
ho partecipato al recente sopralluogo dei tecnici: i lavori dovrebbero comunque essere terminati entro il mese di maggio
del 2012 e saranno un'ulteriore garanzia per gli abitanti di Lasa». È il caso di ricordare che la Provincia di Bolzano
partecipa - assieme a Austria, Slovenia, Grecia, Romania, Serbia e Bulgaria - al progetto transfrontaliero Monitor II che
ha come scopo il monitoraggio in tempo reale di fenomeni naturali ai fini di protezione civile in zone che sono
considerate a rischio idrogeologico. Il buon esempio viene dalla Venosta dove i lavori stanno procedendo.
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Argomento:
NORD
Pag.
3
Data:
23-06-2010
Alto Adige
rischio idrogeologico un consorzio di imprese ha già redatto il piano
Al vaglio del consiglio comunale
Se ne sono occupati Melchiori, Marini e la Mountain-eering
MONGUELFO. Entro il 2011, per il dettato della legge provinciale, tutti i Comuni altoatesini dovranno dotarsi della
carta delle “zonazioni del pericolo idrogeologico” relative al proprio territorio, che dovrà fornire la base utile o per meglio
dire indispensabile alla futura pianificazione dello sviluppo delle varie aree, contribuendo inoltre a localizzare le zone
eventualmente soggette a dei pericoli per lo sviluppo del passato, verificandone gli eventuali rischi - nel senso di possibili
danni a persone, cose e infrastruttire - ed i conseguenti interventi.
Per il Comune di Monguelfo - Tesido, la redazione del piano di “zonazione del pericolo”, recentemente completata e che
andrà anche quanto prima, come vuole la normativa, al vaglio del consiglio comunale della borgata, è stata aggiudicata
all'associazione temporanea di professionisti composta dallo studio Alessandro Melchiori di Brunico, dal geologo Matteo
Marini di Geodolomit e dalla Mountain-eering Srl, un'azienda start up nel Tis innovation park di Bolzano che utilizza i
software più specializzati e innovativi disponibili sul mercato, che riescono a descrivere in modo dettagliato e verosimile
cosa avviene in diversi frangenti come ad esempio, nel caso di una colata detritica, il punto di fuoriuscita dal letto del
torrente, il volume del materiale uscito e il luogo dove essa si deposita. (adp)
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Argomento:
NORD
Pag.
4
Data:
22-06-2010
L'Arena
Estratto da pagina:
19
La Famiglia ancora nel mirino dei vandali
Martedì 22 Giugno 2010 NECROLOGI
DEGRADO. È il simbolo della rinascita, ristrutturata da poco
«La Famiglia» ancora
nel mirino dei vandali
Imbrattata con scritte la scultura di Ferrari Il mese scorso avevano staccato un pezzo dall'opera
C'è tanta amarezza nei residenti di Borgo Nuovo. Il danneggiamento del mese scorso della scultura «La famiglia»,
dell'artista Virginio Ferrari, ha lasciato tutti senza parole. Per fortuna la terza circoscrizione si è subito attivata e
l'assessore ai quartieri del Comune, Marco Padovani, ha mandato nei giardini di fronte alle medie Ghandi, dove si trova il
monumento sorto a tributo di tutte quelle persone che con tenacia e voglia di fare hanno trasformato giorno dopo giorno il
«Villaggio Dall'Oca» da zona degradata ed emarginata al quartiere vivibile di oggi, un camioncino della protezione civile
e alcuni volontari affinché raccogliessero i pezzi danneggiati. A distanza di breve tempo la scultura è di nuovo lì in tutto il
suo splendore, ma gli atti vandalici continuano: i muri di recinzione della vicina scuola vengono spesso imbrattati, e
qualche scritta è già finita anche sul monumento.
Lo racconta lo stesso artista Ferrari che con Padovani, il presidente della terza circoscrizione Luca Zanotto, il responsabile
della cultura per il parlamentino Lorenzo Antonini e l'architetto Pierluigi Saletti della protezione civile, si sono incontrati
per vedere da vicino la qualità del restauro.
«Trovo che l'aver divelto una parte della struttura artistica sia un grave danno non solo per l'arte ma anche per la gente che
qui vive. Questa scultura è un simbolo, rappresenta la voglia di riscatto di un'intera generazione, il bisogno di valore e di
speranza», assicura Padovani che come Ferrari si è diplomato all'ex istituto d'arte Napoleone Nani. Zanotto è compiaciuto
che il danno si stato rimediato in breve tempo. Saletti non ha nascosto il disagio del giorno in cui si è trovato a dover
raccogliere un pezzo del gruppo scultoreo lanciato a distanza. «Per averlo staccato hanno sforzato e divelto la struttura»,
spiega. Il monumento è formato da sette figure astratte in acciaio satinato, si ispira ad un'opera di Nicolò dell'Arca del
XVI secolo. «La famiglia» rappresenta la storia dell'arte nei secoli di conseguenza è un omaggio alle infinite possibilità
che ognuno ha guardando avanti, nel futuro. Lo sa bene Ferrari che ormai scultore di fama internazionale non dimentica di
essere cresciuto al Villaggio Dall'Oca. Figlio di uno scalpellino, lo era anche il nonno, a 24 anni aveva già esposto a
Venezia e designato artista in residenza e professore alla prestigiosa università di Chicago. Qui a Verona a sapere che lo
scultore Ferrari è «veronese de soca» lo sanno davvero in pochi. Nonostante questo, la fama mondiale che lo accompagna
non gli ha fatto dimenticare le sue origini, l'amore per la sua città. A.Z.
Argomento:
NORD
Pag.
5
Data:
22-06-2010
L'Arena
Estratto da pagina:
29
Salionze allagata, piovono proteste
Martedì 22 Giugno 2010 PROVINCIA
VALEGGIO. Un gruppo di abitanti della frazione mette sotto accusa il Comune, la lottizzazione «Bonomi» e lo sviluppo
urbanistico del paese
È sceso un fiume di fango e detriti da un cantiere Tombini saltati e danni alle cantine delle case
Sono esasperati i cittadini di Salionze perché ancora una volta (accade dalla fine degli anni Novanta) gran parte del centro
è finita sotto una marea d'acqua, fango e detriti (da via Pastrengo a via del Garda, da via Bachelet a via San Leone e
vicolo Alessandrini).
Così, soprattutto nel pomeriggio di sabato, in molti hanno indossato gli impermeabili e gli stivaloni per cercare di liberare
le caditoie, ostruite dai detriti ed in particolare da quelli provenienti dalla lottizzazione Bonomi, in via di realizzazione
nella zona sopraelevata del paese.
Ma la situazione d'emergenza è continuata domenica con i tombini che saltavano in via del Garda (ora alcuni sono stati
cementati) e pericoli per la viabilità. Cantine ed anche abitazioni non rialzate sono state invase dall'acqua, con danni a
pavimentazioni e suppellettili.
Oggi la banchina, all'altezza del semaforo vicino alla vecchia stazione, è stata resa transitabile solo in senso alternato
perché risulta pericolosa. «Siamo scesi in strada», dichiara Alessandro Tebaldi, uno dei primi a darsi da fare, «per cercare
di limitare i danni, ma l'acqua era irrefrenabile e le condutture non ce la facevano a tenerci dietro. Da anni si promette di
migliorare la situazione, ma non s'è visto niente».
Sulla stessa falsariga anche Maurizio Cappati: «Che i tombini non reggano acccade almeno tre-quattro volte a stagione.
Abito in via Bachelet da quindici anni e mai una volta ho visto fare la manutenzione per la rimozione del deposito dalla
conduttura stradale che ne pregiudica la portata. Le amministrazioni comunali non sono mai intervenute e si sono sempre
trincerate dietro l'ormai ritrita formula di “evento eccezionale", suggerendo l'installazione di “valvole di non ritorno".
Anche nel 2005 segnalai la cosa al Comune, ma non ebbi mai risposta. Certo, i megainsediamenti abitativi hanno avuto la
loro parte nel collassare il sistema». Anche Giancarlo Ghiraldini è amareggiato e arrabbiato. La sua taverna, invasa
dall'acqua e dai dertiti, ha subito danni e il padrone di casa ha dovuto tentare di mettere in salvo il mobilio.
Sotto accusa finisce quindi non il tempo atmosferico, ma l'esasperato sviluppo urbanistico. Infatti per Ivano Draelli che,
assieme ad altri residenti, ha protocollato una lettera al sindaco ed agli uffici comunali competenti, «da quando sono
iniziati i lavori per la nuova lottizzazione “Bonomi” e la strada di piano, il fiume che scende da via Pastrengo ha assunto
caratteri terrificanti, con fango, sabbia e pietre che scorrono con forza ed invadono l'abitato. Anche le pompe così
s'inchiodano. Vogliamo sensibilizzare gli uffici competenti perché effettuino una verifica e migliorino la sicurezza del
territorio».
Anche la protezione civile è intervenuta sabato pomeriggio, assieme ai pompieri, agli operai comunali ed alla polizia
municipale, con l'assessore Andrea Molinari che conferma: «La situazione era difficile ed ho visto quali danni possa
provocare un piovasco di forte intensità. Bisognerà fare qualcosa per le condutture che appaiono sottodimensionate.
Intanto abbiamo effettuato degli interventi di pulizia per permettere un migliore deflusso delle acque. Poi bisognerà
contattare l'Azienda gardesana servizi e cercare delle contromisure».
Intanto i residenti consultano febbrilmente le previsioni meteorologiche, temendo ulteriori scrosci nei prossimi giorni.
Argomento:
NORD
Pag.
6
Data:
23-06-2010
L'Arena
Estratto da pagina:
19
Anziani, il vademecum per affrontare il caldo
Mercoledì 23 Giugno 2010 NECROLOGI
TERZA ETÀ. Un opuscolo distribuito nelle farmacie contiene i consigli per evitare i danni da afa
Regola prima, bere molta acqua ed evitare le bibite dolci e gasate Quindi dieta leggera con molta frutta e verdura.
Concessi i gelati
D'estate, spesso i nonni rincorrono i nipotini per calcare un cappellino sulla loro testa, così da proteggerli dal sole cocente:
ma poi magari dimenticano di fare altrettanto per se stessi.
E se in questi giorni l'afa ha ceduto il passo a una parentesi «autunnale», gli anziani non devono trovarsi impreparati per le
prossime ondate di caldo che possono avere gravi effetti sulla salute. Perciò l'assessore al decentramento e alla protezione
civile, Marco Padovani, in collaborazione con Federmarma, guidata da Marco Bacchini, e con Agec, di cui è presidente
Giuseppe Venturini, ha stilato un decalogo anti-canicola: l'opuscolo, presentato ieri a Palazzo Barbieri, è disponibile in 80
farmacie cittadine, nelle sedi delle circoscrizioni e dei centri d'incontro. Alla presentazione sono intervenuti anche il
dirigente comunale della protezione civile Pierluigi Saletti, Alessandro Pignatelli del coordinamento al decentramento e il
consigliere Elio Insacco (Pdl).
«Lo sbalzo di temperatura di questo periodo rende ancora più pericoloso il ritorno del caldo per anziani, bambini e malati
cronici», spiega Bacchini. Il sistema di termoregolazione, in queste categorie, è messo a dura prova dalle alte temperature
e dall'esposizione solare eccessiva. Padovani aggiunge:«Ecco perché abbiamo deciso di collocare gli opuscoli nelle
farmacie: luoghi frequentati dagli anziani non solo per acquistare i medicinali, ma anche per chiedere consigli ai
farmacisti». La guida, prosegue Saletti, «è allegata a un "bollettino del caldo" redatto dalla protezione civile: uno
strumento utile per moltiplicare gli accorgimenti nei giorni più torridi».
Ecco alcuni consigli: coprirsi sempre il capo con un cappello quando si esce; bere almeno due litri d'acqua al giorno,
limitando il consumo di succhi di frutta e bibite gasate, ricchi di calorie; non tentare di ridurre la sensazione di caldo con
bevande gelate; evitare gli alcolici e moderare il caffè; consumare molta frutta e verdura; fare pasti leggeri, preferendo il
pesce alla carne ed evitando i cibi elaborati e piccanti; via libera ai gelati, ma preferibilmente alla frutta.L.CO.
Argomento:
NORD
Pag.
7
Data:
23-06-2010
L'Arena
Estratto da pagina:
32
Colture rovinate dalla pioggia Chiesta la calamità naturale
Mercoledì 23 Giugno 2010 PROVINCIA
CASTAGNARO e VILLA BARTOLOMEA. I due Comuni hanno inoltrato la richiesta a Ispettorato, Arpav e a Venezia
Colture rovinate dalla pioggia
Chiesta la calamità naturale
In sei giorni su mais, grano e altre colture stagionali ne è caduta una quantità impressionante Il Consorzio chiude
l'alimentazione dei canali
Agricoltura in ginocchio nelle valli di Castagnaro e Villa. La pioggia che si è abbattuta negli ultimi 6 giorni nella Bassa è
stata pari a un terzo dell'acqua che solitamente cade in un anno e tutto ciò ha messo a dura prova non solo le coltivazioni
di decine e decine di ettari di terreni - dove fino alla scorsa settimana svettavano immense distese di mais, pomodori,
frumento e barbabietole - ma anche la sicurezza idraulica del territorio. Un'emergenza di proporzioni notevoli alla quale
da venerdì notte stanno lavorando ininterrottamente tecnici, ingegneri ed operai del Consorzio di Bonifica Veronese.
Lungo la Fossa Maestra, in modo da alleggerire la rete minore, sono state collocate cinque idrovore mobili, monitorate 24
ore su 24 da una squadra di operai. «Il tutto per scongiurare maggiori esondazioni nei campi», spiega il presidente del
Consorzio di Bonifica Veronese Antonio Tomezzoli. «La portata dell'evento è stata talmente eccezionale», prosegue, «che
se il Consorzio non avesse svuotato 500 chilometri di rete di canali per accogliere l'acqua piovana in eccesso, sarebbero
finiti sott'acqua non decine, ma centinaia di ettari di campi tra Castagnaro e Villa».
Già martedì 15, infatti, i tecnici dell'ente avevano spento le sette pompe di derivazione dall'Adige, facendo defluire l'acqua
di fossi e canali verso il mare. «Non è facile conciliare le esigenze di irrigazione con la sicurezza idraulica, ma non
avevamo scelta. L'emergenza sta comunque rientrando ed entro una settimana torneremo ad alimentare i canali irrigui».
Intanto, per far fronte ai danni subiti dagli agricoltori della zona, i Comuni di Castagnaro e Villa Bartolomea hanno
inoltrato richiesta di stato di calamità naturale all'Ispettorato agrario, all'Arpav e in Regione. I sopralluoghi sono già
iniziati. A Castagnaro, infine, non preoccupano solo gli allagamenti delle valli, ma anche di strade e case. Il sindaco Luca
Sordo, infatti, preannuncia che dopo gli episodi della scorsa settimana sarà messo a punto un piano per tenere d'occhio
costantemente alcuni punti critici del sistema fognario «nelle vie Mazzini, Garibaldi, Polesine Spedi, Basse, Bongenti e
Nogara», riferisce Sordo. «Abbiamo convocato una riunione con Polesine Acque e Sodea per stendere un programma
d'interventi. Lo stesso sarà fatto col Consorzio di bonifica».E.P.
Argomento:
NORD
Pag.
8
Data:
23-06-2010
L'Arena
Estratto da pagina:
13
Passerella ciclopedonale tra Saval e Chievo
Mercoledì 23 Giugno 2010 CRONACA
MOBILITÀ. Il nuovo ponte che unisce i due quartieri collega le piste che dalla Diga arrivano a Porta Nuova
È la più lunga della città, realizzata riutilizzando gli elementi modulari di quella del Pestrino
Una passerella ciclopedonale all'insegna del risparmio funzionale e bella da vedere. Si presenta così il nuovo «ponte» che
unisce i quartieri del Saval e del Chievo. È stata realizzata prospiciente al cimitero della frazione che si affaccia sull'
Adige, collegando così le due piste ciclabili che partendo proprio dalla Diga del Chievo, arrivano a Porta Nuova. Questa è
la pista ciclopedonale più lunga della città. La passerella è stata inaugurata ieri alla presenza degli assessori comunali
Federico Sboarina (ecologia e ambiente), Marco Padovani (protezione civile e quartieri), Alberto Benetti (istruzione,
politiche giovanili), i consiglieri della terza circoscrizione, attuali e della precedente amministrazione.
È dell'assessorato di Sboarina l'appoggio economico per la realizzazione del progetto che come lo stesso assessore ha
voluto sottolineare è partito con il precedente governo Zanotto.
«L'intervento ha permesso di rendere fruibile una zona lasciata per lungo tempo in abbandono, con ruderi inutilizzabili di
un vecchio ponte», ha fatto notare Sboarina. Che Verona sia dedita al risparmio è evidente a tutti ma ora, come hanno
sostenuto i cittadini ancora di più. Infatti la passerella è stata realizzata riutilizzando gli elementi modulari di una
precedente, quella del Pestrino ma abbellita con il legno, il tutto per una spesa di 99mila euro. «Abbiamo risparmiato ben
35mila euro», ha spiegato Sboarina.
Alla benedizione da parte del parroco di Chievo, don Arnaldo Piovesan che si è servito della consigliera comunale Elena
Traverso in qualità di chierichetto, è seguito il tradizionale taglio del nastro. Ora per i residenti del Saval il massimo
sarebbe avere un accesso al cimitero sul retro: «“Giusto per non dovere fare tutto il giro», hanno affermato. A.Z.
Argomento:
NORD
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9
Data:
22-06-2010
Bellunopress
Continuano le manovre per spostare la sede Ulss da via Feltre alla Veneggia.
A chi giova? Ai cittadini no di certo. Per questo il Pd dice no! Altri enti in
passato avevano scartato
quel palazzo giu 22nd, 2010 | By redazione | Category: Cronaca/Politica, Riflettore, Sanità
Mentre si sta discutendo della riorganizzazione del sistema sanitario provinciale, di “nuovo ospedale delle Dolomiti”, di
efficienza ed efficacia del sistema dell'assistenza in montagna, la direzione dell'Ulss 1 porta avanti in tutta fretta la
manovra da oltre 14 milioni di euro per il trasferimento della sede degli uffici amministrativi e degli ambulatori da via
Feltre a via Vecellio.
Ultima mossa fare uno “strano” sondaggio tra i cittadini che arrivano alla sede di via Feltre. Naturalmente l'esito è
“prevedibile” . Nel frattempo si lavora sul fronte urbanistico ponendo la questione alla commissione comunale
competente. Di tutto ciò si è discusso ieri sera nella riunione del Coordinamento dell'Unione comunale del Partito
Democratico che ha espresso la netta contrarietà allo spostamento.
Questo alla luce delle seguenti considerazioni e quesiti non risolti:
Saranno gravi i disagi che la cosa significherebbe per cittadini, soprattutto gli anziani e i malati, che già oggi esprimono
tutte le difficoltà del muoversi in un sistema sanitario frazionato e collocato in più luoghi. Figuriamoci cosa sarebbe
spostarsi, magari sofferenti e comunque in stato di “bisogno” tra parti opposte della città. in un luogo già
significativamente toccato dal traffico e dalla difficoltà di accesso. Lo spostamento, oltre ai costi non monetizzabili in
termini di fatica e disagio, comporterebbe inevitabili spese aggiuntive per adeguare alle nuove esigenze il trasporto
pubblico, i parcheggi e il rapporto logistico con l'ospedale e le altre strutture dell'assistenza sanitaria.
Il documento firmato da 100 dipendenti, a cui il PD esprime la totale solidarietà, è rimasto lettera morta, anzi pare abbia
procurato un “disagio” interno aggiuntivo per quanti si sono esposti nel firmare la lettera. Nonostante quelle espresse
fossero opinioni di chi ogni giorno è a contatto diretto con i cittadini e si occupa delle risposte del servizio alle loro
esigenze.
se è vero che la sede di via Feltre non è più adeguata agli scopi cui è preposta, non è ancora chiaro se lo sia quella di Via
Vecellio (costruita 20 anni fa e lasciata in abbandono) per la quale è tutta da verificare la adeguatezza in termini di rischio
sismico e destinazione d'uso. Insomma, si permuta il vecchio con il già vecchio. Come mai?
perché si è accantonata l'idea della cittadella ospedaliera? Perché non ci si muove entro un progetto organico in cui
obiettivo primario sia l'accorpamento delle funzioni, il recupero dell'esistente e la semplificazione d'accesso per l'utenza?
Perché non si vende tutto il patrimonio inutilizzato o inutilizzabile, fuori norma e inefficiente, per un unico rinnovato polo
della sanità?
Concludendo, se non vi è vantaggio per gli utenti, non sono d'accordo i dipendenti, non c'è una programmazione più
ampia in cui questa operazione sia in linea …perché la si fa? Che interessi ci sono sotto quest'operazione? Perché tutta
questa fretta in un momento in cui l'intera programmazione sanitaria provinciale è in discussione? Il PD chiede che sia
assuma un approccio responsabile e si fermi questo processo poco chiaro e ricco di tessere che non collimano con l'unica
questione a cui si deve guardare: il benessere degli assistiti e la semplificazione agli stessi delle modalità con cui il
sistema sanitario risponde alle loro esigenze.
Irma Visalli - Pd Belluno
Nella foto, il palazzo di vetro alla Veneggia. In passato limmobile era stato preso in considerazione anche da altri enti,
ma sembra che per la mediocre qualità della costruzione, oltre al problema dei parcheggi e alcuni vincoli di destinazione il
progetto venne abbandonato. In seguito limmobile è stato rilevato e parzialmente restaurato. E ora cè una gran fretta di
concludere, vendendolo alla Ulss n.1
Argomento:
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10
Data:
22-06-2010
Brescia Oggi
Il cardinale si assolve I pm: parte la rogatoria
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INCHIESTA GRANDI APPALTI. Indagine su Propaganda Fide, gli affari immobiliari e Lunardi
Sepe, accusato di corruzione: «Accetto la croce. Mi chiesero una casa per Bertolaso. I bilanci sempre approvati dal
Vaticano»
22/06/2010 e-mail print
Napoli: l'arcivescovo Crescenzio Sepe, ieri nella sede della curia NAPOLI
«Ho fatto tutto nella massima trasparenza»: il cardinal Crescenzio Sepe, in una conferenza stampa convocata a Napoli,
replica agli addebiti arrivati dalla procura di Perugia. Ribadisce che «la verità vincerà». Non ci sta a passare per capro
espiatorio e si difende chiamando in causa direttamente la Segreteria di Stato vaticana.
L'accusa è di corruzione aggravata: «Ma non vi è nulla di penalmente rilevante nei comportamenti del cardinale», dice
l'avvocato Bruno Von Arx, annunciando un prossimo incontro con i pm.
«ACCETTO LA CROCE». Ieri Sepe ha parlato dell'appartamento dato in uso al capo della Protezione civile Guido
Bertolaso, della vendita all'ex ministro Pietro Lunardi di un palazzetto in via dei Prefetti, a Roma, e dei lavori di messa in
sicurezza di un lato del palazzo di Propaganda Fide in piazza di Spagna. Le spiegazioni sono arrivate in una «lettera
aperta alla città di Napoli» nella quale il prelato si è soffermato sulla vita sacerdotale che lo ha condotto nella città
partenopea anche se «Benedetto XVI mi chiese con una certa insistenza di rimanere a Roma». «Vado avanti con
serenità», ha scritto alla città, «accetto la croce e perdono quanti, dentro e fuori la Chiesa, hanno voluto colpirmi».
«BILANCI APPROVATI». Chiara la linea difensiva del cardinale: «Ho fatto tutto avendo i bilanci puntualmente
approvati dalla Prefettura per gli Affari economici e dalla segreteria di Stato la quale con una lettera inviatami a
conclusione del mio mandato di prefetto volle finanche esprimere apprezzamento per la gestione amministrativa», Quanto
all'appartamento per il numero uno della Protezione civile, ha fatto sapere che fu il professor Francesco Silvano a
chiederglielo e che lui incaricò un collaboratore di trovarne una, senza però poi saperne più niente. In relazione alla
vendita a Lunardi del palazzetto in via dei Prefetti: «La somma venne trasferita all'amministrazione patrimonio sede
apostolica (Apsa), affinché fosse destinata a tutta l'attività missionaria nel mondo. Era un immobile che presentava segni
di vecchiaia e di precarietà».
L'INCHIESTA E I MILIONI. Una rogatoria in Vaticano per passare al setaccio tutte le attività di Propaganda Fide degli
ultimi due anni a guida di Sepe e una serie di verifiche per accertare che fine hanno fatto i fondi, stanziati dalla Arcus per
il restauro della palazzina della congregazione a piazza di Spagna - si tratta di 2 milioni e mezzo di euro con un atto
firmato da Lunardi e Ricco Buttiglione - che, secondo l'ipotesi investigativa, non sono stati completamente utilizzati per
gli interventi. Sono gli obiettivi dei pm di Perugia Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi che hanno indagato per corruzione
l'arcivescovo di Napoli, e l'ex ministro Lunardi. E per quest'ultimo i magistrati hanno avanzato richiesta di autorizzazione
a procedere al tribunale dei ministri.
Argomento:
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11
Data:
23-06-2010
Bresciaoggi(Abbonati)
Estratto da pagina:
4
L'Authority sugli appalti lancia l'allarme: è boom della corruzione pubblica
Mercoledì 23 Giugno 2010 NAZIONALE
L'Authority sugli appalti
lancia l'allarme: è boom
della corruzione pubblica
Una corruzione «radicata e diffusa altera il mercato degli appalti, crea una una profonda e sleale alterazione della
concorrenza che può contribuire ad annientare le imprese oneste costringendole ad uscire dal mercato». L'allarme è
lanciato dall'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che, con la relazione annuale al Parlamento, denuncia anche il
rischio che le norme del codice degli appalti possano essere in larga parte disapplicate per il «sistematico ricorso a
provvedimenti di natura emergenziale».
Come l'affidamento di appalti gestiti con ordinanze della Protezione Civile, dai «grandi eventi» (G8, mondiali di nuoto,
celebrazioni per l'Unità d'Italia...) al terremoto in Abruzzo, che registra una tendenza all'incremento ed ha toccato nel
2009 il picco più alto per numero (49 ordinanze) e spesa globale (3,94 miliardi). Un «continuo riproporsi» che fa cadere,
rileva l'Autorità, i requisiti di eccezionalità e imprevedibilità necessari per giustificare poteri straordinari ed una deroga
alle regole su procedure di gara a affidamenti.
Una situazione che deriva da «leggi dello Stato e non da semplici funzionari che si limitano ad applicarle», ribatte però la
Protezione Civile, che teme che si voglia trovare «un capro espiatorio».
Preoccupano anche i ritardi per i pagamenti della pubblica amministrazione, che ha debiti che l'Autorità stima in circa 37
miliardi di euro. Una strozzatura che per il presidente dell'Autorità, Luigi Giampaolino, ha limitato gli effetti positivi, sul
fronte di crisi economica e occupazione, di una domanda in crescita. Nel 2009, considerando le gare di appalto di importo
superiore a 150mila euro, i contratti pubblici hanno raggiunto un importo di 79,4 miliardi di euro, pari al 6,6% del Pil, con
un aumento del 4,8%.
Argomento:
NORD
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12
Data:
23-06-2010
Bresciaoggi(Abbonati)
Estratto da pagina:
9
Disboscamento selvaggio nella Valle
Mercoledì 23 Giugno 2010 CRONACA
MOMPIANO. Il Pd denucia:«Mancano i controlli e le operazioni, a forza di subappalti, vengono fatte da incompetenti»
«»
Chiesti fondi per la salvaguardia del parco a Comune e Provincia
Nella valle di Mompiano è in atto un disboscamento selvaggio che è causa di possibile dissesto idrogeologico e per questo
è necessario rivedere la normativa regionale in materia. A evidenziare il problema è stato ieri il portavoce del Pd del
circolo Nord Gianluigi Fondra insieme ai due consiglieri provinciali Maurizio Billante e Roberto Cammarata e ai due
consiglieri comunali Beppe Ungari e Federico Manzoni.
«Non c'è rimboschimento, come invece dovrebbe essere - ha spiegato Fondra - e si finisce con il privilegiare l'economicità
del taglio». Diversi sono i punti della normativa che non funzionano: il fatto che basti annunciare il progetto di taglio con
controlli eventuali fatti a posteriori, l'assenza di modalità concordate di intervento, la possibilità di presentare più progetti
di taglio. In pratica l'assenza di coerenza tra le premesse della norma che prevedono «la protezione degli ecosistemi» e i
criteri di applicazione della stessa. A cui si aggiunge una sostanziale assenza di controlli, per cui nella pratica i tagli stessi
vengono dati in subappalto a persone che vengono pagate a cottimo e non hanno né le competenze né l'interesse a fare
tagli secondo la normativa.
IL RISULTATO è che intere aree del Parco delle Colline sono soggette a «tagli distruttivi» che ne pregiudicano
l'equilibrio. E i primi risultati, questo è quanto è stato osservato, si sono visti dopo le abbondanti piogge del 5 maggio
scorso quando le ramaglie abbandonate a sé stesse sono state trascinate nei canali, ne hanno ostruito i canali di deflusso e
hanno causato l'esondazione degli stessi torrenti. In quell'occasione non ci furono danni particolarmente gravi ma secondo
gli esponenti del Pd sono segnali da non sottovalutare. Senza tenere conto del fatto che un bosco è un'ecosistema che deve
essere tutelato e salvaguardato. Eppure, come è stato evidenziato ieri, nell'arco di pochi anni e con la presentazione di più
progetti ci potrebbero potenzialmente essere tagli che interessano aree sempre più vaste di territorio, nell'ordine dei 50 e
più ettari di terreno.
Manzoni e Ungari hanno ieri ricordato che proprio all'indomani delle piogge del maggio scorso era stata presentato un
emendamento (respinto) al bilancio preventivo del Comune per chiedere stanziamenti (nell'ordine di un milione e mezzo
di euro in tre anni) per metter mano a politiche di prevenzione adeguate sul piano idrogeologico. Cammarata e Billante,
nel sottolineare un'assenza di presenza da parte dell'ente Provincia e dell'ente Parco delle Colline, hanno invece
annunciato la presentazione di un'interrogazione al presidente della Provincia Molgora. «Un'interrogazione - ha
sottolineato Cammarata - che vuole essere un invito a cambiare gli aspetti più controversi della normativa regionale e a
chiedere quali misure di controllo la Provincia ha intenzione di porre a riguardo». Tali problematiche, è stato ricordtao
ieri, verranno anche a breve portate anche all'attenzione del consiglio regionale.
Argomento:
NORD
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13
Data:
23-06-2010
Bresciaoggi(Abbonati)
Estratto da pagina:
22
La Protezione civile camuna? Per l'assessore è tutto ok
Mercoledì 23 Giugno 2010 PROVINCIA
SERVIZI. Fabio Mandelli ha completato in valle il suo percorso tra i gruppi del Bresciano
La Protezione civile camuna?
Per l'assessore è tutto «ok»
Mezzi e personale sono all'altezza così come le capacità operative Il prossimo obiettivo da centrare è il miglioramento
della tecnica
Subito dopo aver assunto, la scorsa estate, l'incarico di responsabile della protezione civile bresciana, l'assessore
provinciale Fabio Mandelli ha iniziato a percorrere il territorio per potersi rendere conto di persona delle potenzialità a
disposizione dell'ente pubblico, e per conoscere da vicino i problemi dei numerosi gruppi distribuiti nel Bresciano. E nei
giorni scorsi, il rappresentante del Broletto ha completato il suo lungo giro visitando alcune sedi operative della
Valcamonica.
Le impressioni ricavate in occasione del tour? «Sono tutte ottime realtà - ha commentato l'assessore al termine della visita
alla sede di Sonico e prima di raggiungere quella del gruppo di protezione civile di Malonno -: ho avuto modo di
appurarlo nelle verifiche effettuate. I gruppi possono contare su uomini professionalmente preparati e motivati, e i mezzi a
disposizione sono più che sufficienti per garantire un'attività efficace ed efficiente».
Fabio Mandelli ha ereditato dal suo predecessore, il camuno Corrado Scolari, una struttura di soccorso che
complessivamente viene inserita tra le migliori del panorama nazionale; al vertice ci sono dirigenti preparati che
coordinano 140 gruppi per un totale di circa quattromila soccorritori: una macchina ben rodata che l'anno scorso ha dato
prova delle sue indubbie capacità in Abruzzo, partecipando a lungo alle operazioni successive al terremoto.
Qualche altra considerazione sulla situazione e sulle necessità? «Per quanto riguarda le risorse umane, il numero di
persone a disposizione per le eventuali emergenze, posso dire che siamo a posto - ha chiarito l'assessore -. Quello che ora
stiamo cercando di fare è di innalzare ulteriormente la componente qualitativa, dando vita a corsi di formazione più
approfonditi. Per questo ci avvarremo della collaborazione dell'Ordine degli ingegneri. Quanto alle missioni nelle aree
devastate dal sisma, sono orgoglioso di quanto hanno fatto i nostri uomini: il nome di Brescia riecheggia ancora in tutta
Italia».
Per quanto riguarda la squadra camuna che ha dato ospitalità all'assessore durante questa intervista, il gruppo della
protezione civile di Sonico è nato nel 1992 all'interno dell'Associazione nazionale alpini di Valcamonica, e dal 2002 è
stato costituito in associazione. La sede è situata a fianco della strada che porta alla frazione di Rino. Tre i veicoli di
soccorso in autorimessa (due fuoristrada e una vettura normale) e grazie all'attrezzatura a disposizione, i volontari guidati
da Pietro Gulberti sono in grado di far fronte a diverse situazioni di emergenza.
Le tute giallo-blu sonincensi operano prevalentemente nel campo della prevenzione e della lotta agli incendi boschivi, e lo
fanno nelle previsioni di una apposita convenzione sottoscritta con la Comunità montana. [FIRMA]
Argomento:
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14
Data:
Corriere del Trentino
22-06-2010
Fiamme nella discarica Rupe Nube nera sopra il paese
22 giu 2010 Trentino
TRENTO Attimi di paura ieri a Mezzolombardo per una spessa nube di fumo nero che si è innalzata al cielo attorno a
Mezzogiorno e che ha costretto all'allerta anche il personale dell'Appa di Trento, chiamato a controllare la possibile
presenza di particelle di diossina. A causare il fumo nero era stato un incendio, divampato nella discarica Rupe di
Mezzolombardo, dove sono andata in cenere alcune tubature di poli-etilene e una reticella di plastica che ricopriva gli
inerti. A scatenare l'incendio, secondo i primi accertamenti, sono stati i lavori di saldatura effettuati da un operaio della
Cooperativa Lagorai, impegnato in un'opera di bonifica della zona. In fumo sono andati 12 metri di materiale plastico per
cento. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco del corpo permanente e dei volontari che hanno domato subito le
fiamme evitando rischi ulteriori. Sul posto anche i carabinieri e la polizia locale.
Argomento:
NORD
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15
Data:
22-06-2010
Corriere del Veneto (Ed. Padova)
Inquinamento del Po, per il Delta un milione e mezzo dal governo
22 giu 2010 Padova
ROVIGO Disastro ambientale del Lambro e Po, in arrivo in Veneto un milione e mezzo di euro per il Delta del Po, da
condividere con i «cugini» dell'Emilia Romagna. La somma è stata stanziata dalla Presidenza del consiglio che ha firmato
un'ordinanza di protezione civile ad hoc, per il rimborso degli interventi urgenti già sostenuti, all'indomani dello
sversamento nel fiume di centinaia di tonnellate di idrocarburi nel fiume. La catastrofe accadde a febbraio, quando dalla
discarica dismessa Lombarda Petroli di Villasanta in provincia di Monza fuoriuscirono migliaia e migliaia di litri di
gasolio che arrivarono a colpire anche il delicatissimo ecosistema del Parco. La Protezione civile, comunque, sostiene che
il lavoro svolto in quelle ore sotto il suo coordinamento, avrebbe ridotto in maniera significativa la negatività dell'impatto.
Nell'ordinanza è stato messo a disposizione un altro milione e mezzo di euro in favore della Lombardia. Saranno proprio
le Regioni a gestire le operazioni di rimborso delle spese sostenute per l'emergenza, inviando opportuni rendiconti al
dipartimento di Protezione civile che si occupa della gestione del fondo.
Argomento:
NORD
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16
Data:
22-06-2010
Corriere del Veneto (Ed. Venezia)
«Senza i lavori anche Mestre sott'acqua»
22 giu 2010 VeneziaG.B. RIPRODUZIONE RISERVATA
L'emergenza
VENEZIA Domenica alla centrale operativa della Protezione civile regionale si è temuto il peggio. «A un certo punto
sembrava che la pioggia potesse inasprirsi ancora», spiega il direttore e Commissario all'emergenza idrica Mariano
Carraro. Ci sono stati momenti di ansia, poi l'allerta è rientrata. E mentre la provincia si è allagava, Mestre è uscita salva
dal maltempo, quando invece per due anni di fila, nel 2006 e nel 2007, è finita pesantemente sott'acqua.
«A Malcontenta (la zona più problematica del Comune, ndr) si vedono i risultati degli interventi dice il commissario .
Preferisco essere cauto sul perché degli allagamenti ma in terraferma sono stati migliorati gli invasi». E i lavori non si
fermano. Sempre aMalcontenta a breve partiranno interventi in via del Cassero, a Mestre non appena finito l'iter
burocratico sarà messo in sicurezza l'Osellino. Il sistema fognario è stato poi rinnovato e i benefici sono sotto gli occhi di
tutti. Tant'è che l'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin ammette: «Senza la spinta alla messa in sicurezza del territorio
dopo le due grandi alluvioni probabilmente avremmo subito la stessa sorte di molte aree della provincia». Sabato Bettin
ha assistito al crollo degli alberi di corso del Popolo al passaggio della tromba d'aria: «Un tiglio molto grande è caduto
provocando altri due cedimenti spiega ci siamo allarmati e abbiamo deciso di approfondire le verifiche». Il fronte comune
che si è creato nel veneziano dopo i pesanti allagamenti continua a essere compatto anche con i nuovi amministratori che
compongono le giunte di Ca' Corner e Ca' Farsetti. E così, per quanto il sindaco Giorgio Orsoni non abbia mai nascosto di
non voler commissari, sarà richiesto il rinnovo dell'incarico a Carraro per un altro anno. «Ci siamo incontrati con i
comitati cittadini e con gli assessori competenti dice il commissario tutti sono d'accordo che per completare il percorso
serve un'autorità che possa agire con celerità».
Anche al dipartimento romano della Protezione civile la pensano nello stesso modo, anche se non significa che nei
prossimi dodici mesi possano partire tutti i cantieri necessari per mettere in sicurezza il territorio. Il tempo serve per
rendere i Comuni indipendenti nella gestione del problema, che da emergenza è diventata una routine. «Venezia ha creato
una nuova unità operativa e ha bisogno di avviarsi», precisa Carraro.
Argomento:
NORD
Pag.
17
Data:
22-06-2010
Corriere del Veneto (Ed. Venezia)
Estratto da pagina:
9
«Tromba d'aria, stato di calamità»
22 giu 2010 Venezia
La Provincia scrive a Galan: «Indenzizzi». Campi ancora allagati
VENEZIA Ancora campi, strade e scantinati allagati, tetti scoperchiati, alberi divelti e spiagge distrutte. Il maltempo
continua a mettere in ginocchio il veneziano e anche ieri la situazione non è tornata alla normalità, tanto che la Provincia
ha chiesto lo stato di calamità naturale e l'Adico invita i cittadini colpiti a fare causa e chiedere i danni alle
amministrazioni. Eraclea, Caorle, Portogruaro, San Stino di Livenza e la Riviera del Brenta le aree più colpite. Vedi
Argomento:
NORD
Pag.
18
Data:
22-06-2010
Corriere del Veneto (Ed. Verona)
«Piogge eccezionali» nella Bassa, idrovore in azione da venerdì
22 giu 2010 VeronaD.P.
VERONA - In sei giorni nella Bassa Veronese è caduto un terzo dell'acqua che cade in un anno. Un evento eccezionale
che ha messo a dura prova la sicurezza idraulica sul territorio scaligero. Senza l'intervento tempestivo del Consorzio di
bonifica veronese, che ha chiuso le derivazioni d'acqua dall'Adige e svuotato tutti i canali per accogliere le intense
precipitazioni di questi giorni, centinaia di ettari di terreni nell'area tra Castagnaro e Villabartolomea sarebbero finiti
sott'acqua. Il Consorzio ha spento le sette pompe di derivazione dall'Adige in seguito all'allerta della Protezione Civile di
martedì scorso che prevedeva piogge insistenti per molti giorni. L'acqua è così defluita dagli oltre cinquecento chilometri
di canali e fossi verso il mare, svuotandoli in modo da poter accogliere l'acqua. «Abbiamo agito a scopo cautelativo afferma il presidente del Consorzio, Antonio Tomezzoli - sapendo che a volte è difficile contemperare le esigenze di chi
deve irrigare con quelle di sicurezza idraulica. Non abbiamo potuto far fronte ad alcune richieste di irrigazione da parte di
produttori orticoli, ma la chiusura dell'erogazione d'acqua si è dimostrata una scelta oculata. E' piovuto talmente che
l'intera rete si è riempita d'acqua, dai fossi ai piccoli canali, fino a quelli di maggior portata e al canale principale, la fossa
maestra. Abbiamo dovuto mettere in funzione le idrovore per evitare che l'acqua tracimasse». Da venerdì notte sono al
lavoro ininterrottamente cinque idrovore mobili, portate apposta lungo la fossa maestra per scolare la rete minore. »Non ci
aspettavamo un evento dalla portata così eccezionale - conclude Tomezzoli - tanto che nonostante le idrovore, l'acqua ha
invaso qualche decina d'ettari nell'area valliva del comune di Castagnaro e in qualche zona del comune di
Villabartolomea. Se non fossimo intervenuti, centinaia di ettari sarebbero finiti sott'acqua con danni irreparabili alle
colture».
L'emergenza Idrovora al lavoro per asportare l'acqua
Argomento:
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19
Data:
Corriere delle Alpi
23-06-2010
mercato degli appalti alterato da una corruzione diffusa
L'allarme dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici
«»
ROMA. Una corruzione «radicata e diffusa altera il mercato degli appalti, crea una «una profonda e sleale alterazione»
della concorrenza che «può contribuire ad annientare le imprese oneste costringendole ad uscire dal mercato». Allarme
lanciato dall'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che, con la relazione annuale al Parlamento, denuncia anche il
rischio che le norme del codice degli appalti possano essere in larga parte disapplicate per il «sistematico ricorso a
provvedimenti di natura emergenziale». Come l'affidamento di appalti gestiti con ordinanze della Protezione Civile, dai
«grandi eventi» (G8, mondiali di nuoto, celebrazioni per l'Unità d'Italia...) al terremoto in Abruzzo, che registra una
«tendenza all'incremento» ed ha toccato nel 2009 il picco più alto per numero (49 ordinanze) e spesa globale (3,94
miliardi). Un «continuo riproporsi» che fa cadere, rileva l'Autorità, i requisiti di eccezionalità e imprevedibilità necessari
per giustificare poteri straordinari ed una deroga alle regole su procedure di gara a affidamenti. Una situazione che deriva
da «leggi dello Stato e non da semplici funzionari che si limitano ad applicarle», ribatte però la Protezione Civile, che
teme che si voglia trovare «un capro espiatorio». Preoccupano anche i ritardi per i pagamenti della pubblica
amministrazione, che ha debiti che l'Autorità stima in circa 37 miliardi di euro, e tempi per saldare i conti di lavori, servizi
e forniture che vanno da un minimo di 92 giorni ad un massimo di 664. Una strozzatura che per il presidente dell'Autorità,
Luigi Giampaolino, ha limitato gli effetti positivi, sul fronte di crisi economica e occupazione, di una domanda in crescita.
Nel 2009, considerando le gare di appalto di importo superiore a 150mila euro, i contratti pubblici hanno raggiunto un
importo di 79,4 miliardi di euro, pari al 6,6% del Pil, con un aumento del 4,8% (+2,6% in termini reali), ed un impatto
positivo sull'occupazione «dell'ordine di 32mila unità» che possono salire a 50mila per un effetto di «moltiplicazione sulla
domanda interna». Un trend positivo che è confermato anche nel 2010, con un +11% nel primo trimestre.
Argomento:
NORD
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Data:
23-06-2010
Corriere delle Alpi
rifiuti, scuola e frana di molin sugli scudi in consiglio comunale - mario
agostini
Zoldo Alto. Appuntamento questo pomeriggio alle 14
Rifiuti, scuola e frana di Molin sugli scudi in consiglio comunale
MARIO AGOSTINI
ZOLDO ALTO. Sei i punti all'ordine del giorno del consiglio comunale in programma oggi alle 14. Punti importanti che
riguardano il potenziamento dei servizi e delle attività principali del Comune. Si comincia con l'approvazione di un
progetto pilota, preparato dal Consorzio Priula, sulla raccolta differenziata porta a porta, che che a Zoldo Alto è a livelli
bassi: «Siamo al 31 per cento», dicono in Comune, «quindi abbiamo ritenuto opportuno visitare le famiglie per invogliare
al compostaggio. In tal modo l'ecotassa calerebbe e per i cittadini ci sarebbe uno sconto sulle bollette della Tarsu».
Poi si passa a un tema attuale, con il consiglio comunale che farà proprio un ordine del giorno del consiglio di Falcade,
adeguandolo alle esigenze di Zoldo Alto, che sarà poi spedito alla presidenza del Consiglio e al ministro Gelmini. Nel
mirino i tagli alle scuole, con la penalizzazione degli istituti di montagna.
Poi c'è una integrazione al piano di protezione civile per la procedura di intervento sulla frana del “Ru de le Roe “ in
frazione di Molin.
Gli ultimi due punti sono due servizi associati con la Comunità montana Cadore Longaronese Zoldo: il primo è riferito al
sistema informatico comunale integrato (Sici), con l'approvazione del piano economico finanziario del progetto di
miglioramento e ampliamento del servizio “trasparenza, virtualizzazione e alta disponibilità”; il secondo riguarda
l'acquisto di attrezzature da dare in dotazione sia all'ufficio tecnico comunale che a quello della Cm. (ma.a.)
Argomento:
NORD
Pag.
21
Data:
23-06-2010
Corriere delle Alpi
il pd: fermate il trasferimento usl
Il segretario Irma Visalli pone una serie di domande alla dirigenza: «Quali interessi ci sono sotto?»
Il Pd: «Fermate il trasferimento Usl»
L'Unione comunale contro via Vecellio: «Quell'edificio è già vecchio»
BELLUNO. Il Partito democratico dice no al trasferimento della sede Usl in via Tiziano Vecellio. L'intervento è del
segretario dell'Unione comunale dei democratici, Irma Visalli, che chiede di fermare questo processo almeno fino a
quando l'Usl non darà risposta ad una serie di domande inevitabili, se si analizzano i fatti dell'ultimo anno, ma sulle quali
l'azienda sanitaria è sempre rimasta vaga.
«Mentre si discute della riorganizzazione del sistema sanitario provinciale», scrive la Visalli, «di nuovo ospedale delle
Dolomiti, di efficienza ed efficacia del sistema dell'assistenza in montagna, la direzione dell'Usl 1 porta avanti in tutta
fretta la manovra da oltre 14 milioni di euro per il trasferimento della sede in Vecellio».
L'ultima mossa registrata è uno “strano” sondaggio tra i cittadini che arrivano in via Feltre e nel frattempo si lavora sul
fronte urbanistico ponendo la questione alla commissione comunale competente.
Se ne è discusso lunedì nella riunione del coordinamento dell'Unione comunale del Pd che ha espresso la netta contrarietà
allo spostamento, alla luce di una serie di considerazioni. «Ci saranno gravi disagi per i cittadini, soprattutto gli anziani e i
malati, che già oggi esprimono tutte le difficoltà del muoversi in un sistema sanitario frazionato e collocato in più luoghi.
Via Vecellio è già molto trafficata e con il palazzo ha difficoltà di accesso. Lo spostamento, oltre ai costi non
monetizzabili in termini di fatica e disagio», prosegue la Visalli, «comporterebbe inevitabili spese aggiuntive per adeguare
il trasporto pubblico, i parcheggi e la logistica. Il documento firmato da 100 dipendenti, ai quali il Pd esprime la totale
solidarietà, è rimasto lettera morta, anzi pare abbia procurato un “disagio” interno aggiuntivo per quanti si sono esposti
nel firmare la lettera. Se è vero», dice ancora il Pd, «che la sede di via Feltre non è più adeguata, non è ancora chiaro se lo
sia quella di Via Vecellio (costruita 20 anni fa e lasciata in abbandono) per la quale è tutta da verificare la adeguatezza in
termini di rischio sismico e destinazione d'uso. Insomma, si permuta il vecchio con il già vecchio. Come mai?».
Ma ci sono altre domande: «Perchè si è accantonata l'idea della cittadella ospedaliera? Perché non ci si muove entro un
progetto organico in cui obiettivo sia l'accorpamento, il recupero dell'esistente e la semplificazione d'accesso? Perché non
si vende tutto il patrimonio inutilizzato e fuori norma per un unico polo della sanità? Concludendo, se non vi è vantaggio
per gli utenti, non sono d'accordo i dipendenti, non c'è una programmazione... perché la si fa? Che interessi ci sono sotto
questa operazione? Perché tutta questa fretta in un momento in cui l'intera programmazione sanitaria provinciale è in
discussione? Il Pd», conclude il segretario Irma Visalli, «chiede che si assuma un approccio responsabile e si fermi questo
processo poco chiaro e ricco di tessere che non collimano, con l'unica questione a cui si deve guardare: il benessere degli
assistiti e la semplificazione».
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NORD
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22
Data:
23-06-2010
Corriere delle Alpi
stop ai fuoristrada sulle golene del piave
LA GIUNTA REGIONALE
VENEZIA. Gli appassionati di fuoristrada hanno un diavolo per capello: la regione Veneto ha proibito le “piste
fai-da-te”, quelle, ad esempio, all'interno delle golene del Piave e lungo gli argini di questo e di altri corsi d'acqua.
«Abbiamo vietato questa circolazione - spiega l'assessore regionale all'ambiente, Maurizio Conte - perché è molto
pericolosa, non solo per la sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio, ma anche per la conservazione del patrimonio
naturale e dell'assetto ambientale. Stiamo infatti parlando di aree interessate da particolari biodiversità, soggette,
giustamente, alle severe norme europee di tutela previste per le aree costituenti la rete ecologica europea Natura 2000,
quali le zone Sic e Zps». Il divieto di circolazione è stato approvato ieri dalla giunta regionale, in considerazione dei danni
notevoli all'ambiente.
Danni ancora maggiori quando il transito abusivo avviene successivamente a piogge o ad eventi di esondazione, causando
profondi solchi sul terreno con l' asporto del manto erboso, che svolge un'azione protettiva dal dilavamento dei terreni. Le
conseguenze sono la riduzione della stabilità delle arginature di contenimento delle acque e quindi la diminuzione della
sicurezza idraulica dei corsi d'acqua, con pericolo per le persone e gli abitanti circostanti. Sono ovviamente esclusi da tale
divieto i mezzi impiegati nelle attività di servizio, di pronto soccorso e pronto intervento o impiegati per il
raggiungimento dei fondi serviti. (fdm)
Argomento:
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23
Data:
22-06-2010
L'Eco di Bergamo
Estratto da pagina:
31
Trema l'Alto Sebino Un terremoto lieve ma è il terzo da maggio
Trema l'Alto Sebino
Un terremoto lieve
ma è il terzo da maggio
Alle 3,03 di ieri: 2 gradi Richter tra Riva di Solto e Fonteno
Nessun danno. Poco più di un mese fa due sismi in Valle Seriana
None
Martedì 22 Giugno 2010 PROVINCIA, e-mail print
alto sebinoLa terra si è mossa, leggermente ma si è mossa, anche se quasi nessuno l'ha avvertito, tranne i sismografi. Alle
3,03 di ieri notte, ancora una volta – è la terza in poco più di un mese nella nostra provincia – una scossa di magnitudo 2
sulla scala Richter è partita da una profondità di 12 chilometri tra i comuni di Riva di Solto, Fonteno e Pianico. Eccola
registrata sul sito dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: il terremoto è accaduto nella zona delle Prealpi
lombarde, dove dall'inizio dell'anno le scosse – tutte di lieve entità – sono state una dozzina, comprese tra 1,5 gradi e 3,3
gradi Richter. Quest'ultima, la più forte, risale all'11 maggio: è il sisma che ha svegliato nel cuore della notte Albino,
l'altopiano di Selvino e Aviatico e poi tutta la provincia. La seconda scossa è arrivata tre giorni dopo, il 14 maggio,
sempre di notte: 2,8 di magnitudo, epicentro a Nembro, spostato di pochi gradi rispetto a quello dell'11. Secondo gli
esperti, il terremoto di ieri notte è stato un fenomeno molto ridotto e solo in pochi l'hanno avvertito nei paesi attorno
all'epicentro.
«È la terza volta in poco più di un mese che la Bergamasca viene colpita da una scossa, seppur di lieve intensità – dice
Fausto Carrara, assessore provinciale alla Protezione civile –, quindi è chiaro che l'attenzione dei nostri uomini è
concentrata sulle procedure antisismiche e su tutti i piani d'intervento connessi. Ma vorrei ribadire che non si devono
creare inutili allarmismi: la nostra provincia, infatti, non è considerata zona a rischio sismico dalla recente catalogazione
nazionale. Comunque, noi siamo pronti a qualsiasi eventualità. Qualche mese fa abbiamo studiato a tavolino una
soluzione da adottare in caso di emergenze, si chiama allertamento a scacchiera. Quando si deve intervenire
tempestivamente, di giorno o di notte, le nostre squadre possono raggiungere qualsiasi punto della provincia in meno di
mezz'ora. Nella Bergamasca esistono oltre 100 associazioni di volontariato, per un totale di circa 8.800 uomini. La
situazione dell'Alto Sebino da ieri notte è costantemente monitorata, siamo in collegamento anche con la centrale
operativa del comando provinciale dei vigili del fuoco di Bergamo e abbiamo eseguito giri di ricognizione nei centri
storici e nelle chiese dei comuni coinvolti, senza rilevare danni».
A Lovere i cittadini non si sono accorti di nulla e la notte è passata tranquillamente. La notizia è arrivata nelle prime ore
del mattino, quando gli uffici della polizia locale hanno aperto i battenti. «Ma a noi non è giunta nessuna segnalazione»
dice Loredana Sangalli, comandante dei vigili. Nessun allarme neppure a Riva di Solto, anche se il Comune, dopo
l'alluvione del 2008 e la tromba d'aria del 2009, è temprato per le emergenze. «La Protezione civile del nostro paese è
composta da una trentina di volontari – spiega Lorenzo Lazzari, vicesindaco e responsabile operativo della Protezione
civile –, che possono supportare in caso di necessità la macchina dei soccorsi. Per fortuna non è successo niente di grave,
è stata una scossa molto leggera che nessun cittadino ha avvertito».
Anche nel territorio di Endine, come quello di Fonteno e Solto Collina, nessuno ha sentito nulla e anche qui la notte è
passata senza richieste d'aiuto. «La magnitudo 2 della scala Richter è molto leggera – spiega Marzio Moretti, responsabile
della Protezione civile di Endine –, quindi è probabile che a quell'ora della notte nessuno se ne sia accorto. Ricordo nel
2008 il sisma di magnitudo 3 con epicentro in Valle Borlezza: in quell'occasione la nostra squadra è intervenuta nelle
scuole di Endine. Gli studenti avevano già provveduto all'evacuazione e noi siamo entrati negli edifici scolastici per
verificare l'agibilità. Quando il terremoto è lieve come in questo caso, basta verificare la stabilità e la tenuta degli edifici
più sensibili, come i centri storici oppure le chiese. Nel nostro territorio siamo organizzati e sempre pronti a intervenire».
Giovanni Merla
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24
Data:
L'Eco di Bergamo
22-06-2010
Estratto da pagina:
31
«Ma non si può parlare di sciame sismico»
Martedì 22 Giugno 2010 PROVINCIA,
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La scossa di ieri sul sismografo di Tavagnacco (Udine) «No, non si può parlare di sciame sismico». Sono secchi gli
esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv): le tre scosse di terremoto che hanno colpito la
Bergamasca dall'11 maggio a ieri, non si traducono in uno sciame sismico. Calma, quindi, con gli allarmismi.
«Si parla di sciame – spiega il dirigente di ricerca Alessandro Amato – quando i terremoti sono assai più frequenti, anche
più volte al giorno e per un periodo significativo». Quindi, non è il caso di quanto sta accadendo della nostra provincia,
anche se nella zona sismica delle Prealpi lombarde dall'inizio dell'anno si sono succedute 12 scosse, tutte di lieve entità.
Ancora una volta gli esperti dell'Ingv ricordano che la Bergamasca non è storicamente terra di forti terremoti, che la
maggior parte del territorio è classificato in fascia quattro, pochi paesi in fascia tre e solo quattro, nella zona della
Calciana, in fascia due (in fascia uno c'è, per esempio, L'Aquila). Comunque, tornando alla scossa di ieri, originata a una
profondità di 12 chilometri (abbastanza superficiale), va detto che era in buona compagnia.
Nel corso della giornata i sismografi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno rilevato altri terremoti lungo
lo Stivale: alle 0,55 una scossa di magnitudo 2,9 sulla costa calabra occidentale; poi la nostra alle 3,03 di magnitudo 2;
alle 10,42 un lieve terremoto di 2,4 gradi Richter con epicentro sui Monti Iblei, nel Siracusano; alle 11,51 una scossa di
magnitudo 2,9 poco lontano, in provincia di Messina.
C. Man.
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25
Data:
22-06-2010
L'Eco di Bergamo
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39
Più utenti e il Parco del Serio cerca nuove guardie
Martedì 22 Giugno 2010 PROVINCIA, e-mail print
RomanoCercansi guardie ecologiche volontarie per il Parco regionale del Serio. L'ente ha organizzato un corso di
formazione che inizierà il prossimo 5 ottobre e si concluderà nel gennaio del 2011. Nei 25 anni di vita del Parco è il sesto
corso di formazione organizzato a questo scopo, ma il primo della gestione di Gianfranco Gafforelli.
Attualmente le guardie ecologiche volontarie del Parco del Serio sono una trentina ma non tutte sono operative nel
controllo del territorio. Il servizio si svolge soprattutto nelle giornate di sabato, ma le guardie ecologiche volontarie
collaborano attivamente anche con le iniziative di educazione ambientale nei confronti del pubblico in generale e delle
scuole in particolare. In questi ultimi anni c'è stato un incremento dei fruitori dell'area protetta che si estende sulle due
rive del fiume da Seriate a Montodine. La maggiore affluenza è dovuta anche alla realizzazione di una rete di piste
ciclabili, di aree per la sosta e i pic-nic e alla valorizzazione di aree naturalistiche come la «Palata del Menasciutto» nel
Cremonese e la zona di Basella-Malpaga nella Bergamasca. La sede delle guardie ecologiche volontarie del Parco del
Serio si trova presso l'orto botanico dell'ente stesso. Il corso di prossima attivazione prevede esercitazioni pratiche e 25
lezioni bisettimanali – il martedì e il giovedì dalle 20,30 alle 22,30 – per un totale di 50 ore, che si terranno nella sede del
Parco nella Rocca di Romano. I posti disponibili per il nuovo corso di formazione, che è gratuito, sono 50 e le domande di
ammissione vanno presentate al Parco entro le 12 del 6 settembre. Al termine del corso è previsto un esame di abilitazione
per la nomina a guardia ecologica volontaria.
Durante il corso verranno affrontati argomenti come la disciplina del sistema sanzionatorio e dell'illecito amministrativo,
l'educazione e informazione ambientale, la normativa in materia di aree protette e l'ambiente naturale del Parco del Serio
(che si estende in 26 comuni bergamaschi e cremonesi). Altri argomenti di studio saranno la tutela della flora e della fauna
del Parco. Le lezioni riguarderanno anche nozioni sulla normativa relativa alla pesca e alla caccia, il piano territoriale di
coordinamento del Parco approvato dalla Regione nel 2000, norme e tecniche sui vincoli idrogeologici e sulla tutela dei
boschi dagli incendi. E ancora nozioni sulle problematiche delle cave, sulla tutela delle acque, sullo smaltimento e
stoccaggio dei rifiuti argomento sempre d'attualità nel Parco del Serio. Infine argomenti di protezione civile e nozioni di
pronto soccorso e comportamentali (relative all'approccio con il pubblico e alle varie situazioni che si possono presentare
in occasione della vigilanza e dei controlli). Prima dell'esame finale le guardie ecologiche – che ricevono la divisa dal
Parco e utilizzano mezzi di servizio e attrezzature fornite dallo stesso ente – faranno due uscite sul territorio insieme alle
guardie già in servizio per mettere in pratica sul campo ciò che hanno imparato tra i banchi.
Gian Battista Rodolfi
Argomento:
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26
Data:
22-06-2010
L'Eco di Bergamo
Estratto da pagina:
31
Valle Serina, la Regione riconosce i danni
None
Martedì 22 Giugno 2010 PROVINCIA, e-mail print
Valle SerinaLa Regione Lombardia ha riconosciuto i danni provocati alle chiese e ad altri edifici comunali di Bracca,
Algua e Costa Serina dalle scosse di terremoto dell'11 e 14 maggio scorso.
Danni quantificati complessivamente in 790 mila euro, su una richiesta che era arrivata dai Comuni e dai privati per circa
due milioni di euro. I dissesti causati dal sisma sono stati riconosciuti, ma, a oggi, gli interventi di messa in sicurezza sono
ancora senza copertura finanziaria.
Nel dettaglio: per Bracca sono stati riconosciuti danni di 400 mila euro su un milione e 200 mila euro richiesti. E dal
riconoscimento sono state escluse le lesioni segnalate ad alcune abitazioni private. I danni riguardano la chiesa di
Sant'Andrea del capoluogo, la chiesina di Truchel, quella a Zubioni e la cappelletta del Levrit. Si tratta, in particolare, di
un aggravamento di danni già presenti, dovuti a una situazione idrogeologica del paese particolarmente critica e
conosciuta da anni.
Nella quantificazione rientrano poi danni segnalati anche dal Comune sulle strutture del cimitero e del municipio.
«C'è stato il riconoscimento dei danni e del pericolo, in particolare della chiesa del capoluogo – spiega il sindaco di
Bracca Marco Giovanni Muttoni –. Ora si tratta di capire come eventualmente saranno stanziati tali fondi». Intanto resta
ancora chiusa la chiesa parrocchiale di Sant'Andrea a Bracca, l'edificio più danneggiato dalle scosse di maggio. «Siamo in
attesa della relazione tecnica dell'ingegnere incaricato – continua il sindaco –. Quindi valuteremo se si potrà riaprire».
«Se ci saranno le condizioni – aggiunge il parroco di Bracca, Frerola e Pagliaro don Francesco Mangili – potremmo
riaprire la chiesa dall'inizio di luglio, per le Messe del fine settimana, ma probabilmente con alcuni vincoli, per esempio
lasciando sempre aperte le vie di fuga».
Per le chiese danneggiate dal terremoto ad Algua (Sambusita, Pagliaro e Frerola) la Regione ha riconosciuto danni per
285 mila euro su 600 mila richiesti. «I danni maggiori – spiega il sindaco Bruno Cimarra – sono stati rilevati sulla chiesa
di Sambusita». Anche in questo caso si tratta di crepe e lesioni che hanno aggravato una situazione preesistente. Come nel
caso della chiesa parrocchiale di Sambusita, che sorge su un terreno cedevole già messo in sicurezza alcuni anni fa con
alcuni contrafforti.
Il terzo comune a cui sono stati riconosciuti danni per il sisma di maggio è Costa Serina: la Regione Lombardia ha
quantificato in 105 mila euro (su 170 mila richiesti) i danni provocati dalle scosse ai campanili della chiesa parrocchiale e
della chiesa vecchia del capoluogo e della parrocchiale di Sant'Erasmo, nella frazione di Trafficanti.
«Dopo il sopralluogo sugli edifici segnalati – spiega Claudio Merati, dirigente della Sede territoriale della Regione
Lombardia a Bergamo (Ster), l'ex Genio civile – abbiamo riconosciuto l'aggravamento di dissesti preesistenti. I danni
sono stati documentati e quantificati e per l'entità e l'estensione, l'emergenza è stata dichiarata di carattere regionale. Ora
la Regione dovrà verificare se ci saranno risorse disponibili».
«A meno di individuare prima delle risorse – aggiunge Michele Gargantini, sempre della Ster – la Regione valuterà se
finanziare gli interventi il prossimo anno, nell'ambito dei fondi per la Protezione civile. Ma dipenderà anche dalle
eventuali emergenze e calamità che dovessero verificarsi da qui alla fine dell'anno».
Giovanni Ghisalberti
Argomento:
NORD
Pag.
27
Data:
L'Eco di Bergamo
22-06-2010
Estratto da pagina:
1
La terra trema ancora: scossa notturna nell'Alto Sebino
Martedì 22 Giugno 2010 PRIMA, e-mail print
Terzo terremoto in poco più di un mese nella nostra provincia: dopo gli episodi dell'11 e del 14 maggio, la terra ha
tremato di nuovo, lievemente, alle 3,03 di ieri notte. Una scossa di magnitudo 2 sulla scala Richter, partita da una
profondità di dodici chilometri tra i Comuni di Riva di Solto, Fonteno e Pianico.
L'evento sismico non ha comunque provocato danni. «Nessun allarme – assicura l'assessore alla Protezione civile Carrara
–, ma siamo pronti a qualsiasi eventualità».
Merla a pagina 31
Argomento:
NORD
Pag.
28
Data:
23-06-2010
L'Eco di Bergamo
Estratto da pagina:
36
Strada chiusa, ora arrivano i semafori
Mercoledì 23 Giugno 2010 PROVINCIA, e-mail print
TavernolaVerrà presa nell'incontro di domani la decisione se aprire o meno al transito la strada comunale di Tavernola
chiusa dal 28 maggio a causa di un fenomeno di instabilità di un ammasso roccioso del volume di circa 20.000 metri cubi,
nell'area dell'ex miniera Ognoli, del cementificio Sacci. Il tavolo tecnico per fare il punto della situazione è stato
convocato dal sindaco Massimo Zanni per le 14,30 in Comune. Tecnici, sindaci di Tavernola e Parzanica, dirigente della
Sacci e Protezione civile faranno il punto sulle azioni messe in atto dal cementificio per monitorare in continuo il sito. Tra
queste, la «Stazione totale automatizzata», che trasmette i dati in continuo sui tre assi monitorati. Sarà la lettura di questi
dati, insieme a quelli dei carotaggi e dell'inclinometro a fornire elementi di valutazione per poter dire se il fenomeno si è
arrestato. Sono state poi definite le soglie di allarme che fanno scattare le procedure dell'emergenza, per la quale si è resa
disponibile la Protezione civile, coordinata da Francesco Morzenti.
I volontari si sono resi disponibili anche per effettuare il servizio di vigilanza per l'accesso assistito, dalle 14 alle 20, dei
mezzi di rifornimento della Sacci che deve transitare lungo un tratto della bretella per rifornire il deposito delle materie
prime. Intanto il cementificio, come richiesto da Zanni nell'ultimo provvedimento di deroga per consentire l'accesso ai
mezzi della Sacci, ha provveduto «a porre in essere un sistema di allarme di emergenza visivo e sonoro lungo il tratto di
strada dall'incrocio con la ex statale 469 fino al confine con il comune di Parzanica». All'ingresso della bretella, sul lato
destro, è infatti già visibile un impianto semaforico. Condizione in assenza della quale, scrive Zanni, «non verranno
concesse ulteriori proroghe». L'installazione di questo sistema a più semafori con allarme lungo l'intero percorso fino al
bivio con Parzanica, induce a pensare che potrebbe essere riaperta a breve la strada per Parzanica via Acquaiolo, ponendo
fine ai disagi dei cittadini costretti a sobbarcarsi quasi quaranta minuti di strada percorrendo la provinciale 78. Disagi che
il sindaco Battista Cristinelli ha illustrato al prefetto nell'incontro di ieri mattina: «Ho spiegato la situazione di difficoltà in
cui ci troviamo, per di più in un momento di turismo per la montagna».
Argomento:
NORD
Pag.
29
Data:
23-06-2010
L'Eco di Bergamo
Estratto da pagina:
34
Percorso natura rimesso a nuovo grazie ai volontari
Percorso natura
rimesso a nuovo
grazie ai volontari
Mercoledì 23 Giugno 2010 PROVINCIA, e-mail print
Per l'arrivo della stagione estiva il «percorso natura» a Costa Valle Imagna è stato rimesso a nuovo. La scorsa settimana,
in occasione della Giornata ecologica, diversi componenti delle associazioni del paese fra le quali Pro loco, alpini,
Protezione civile e cacciatori, si sono dati appuntamento per sistemare il percorso.
I tratti interessati sono stati quelli dalla località Ville alla frazione Rale, e da Rale alla zona denominata Nala, per una
lunghezza di circa un chilometro. Obiettivo della giornata è stato quello di rendere il percorso più fruibile, sia per i
cittadini che per i turisti che, con l'arrivo dell'estate, cominciano a giungere in paese.
«L'amministrazione comunale si è inoltre attivata per sistemare il fondo del tratto che, per cause varie, si era deteriorato.
In alcuni pezzi è stato così rifatto l'asfalto. Ora il percorso è ancora più bello: percorribile senza problemi con passeggini e
biciclette, oltre che adatto per fare jogging», spiega il primo cittadino Valentina Maconi. Giornate ecologiche come questa
sono sicuramente da riproporre».
M. Of.
Argomento:
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Pag.
30
Data:
22-06-2010
Il Gazzettino (Belluno)
Navette per i sindaci in fascia tricolore al Diga day
LA PROTESTA
Navette per i sindaci
in fascia tricolore
al Diga day
PIEVE - E intanto il paese si prepara al Diga Day. La grande manifestazione di protesta pacifica contro la manovra
economica del Governo. Verranno sindaci con la fascia tricolore da tutta la montagna veneta, perché la diga di
Sottocastello è stata scelta dall'Unione dei Comuni e delle Comunità montane come luogo simbolo dell'acqua per il
Veneto. Iniziative analoghe ci saranno in tutta Italia.
Com'è noto, i Comuni protestano per segnalare all'opinione pubblica il fatto che «la manovra ignora del tutto il tema del
rinnovo delle concessioni idroelettriche, in scadenza il 31 dicembre prossimo, estromettendo ancora una volta gli enti
locali dal grande business dell'acqua, che rimane nelle mani dei grandi player industriali metropolitani, e prevedendo
addirittura all'articolo 15 un canone aggiuntivo sulle concessioni idroelettriche in favore dello Stato». Per l'Uncem è anche
una «palese contraddizione con il federalismo demaniale».
A livello bellunese uno degli artefici
dell'iniziativa è il sindaco di Perarolo, Pierluigi Svaluto Ferro, nonché presidente della Comunità montana Centro Cadore.
Ieri se n'è parlato all'assemblea del Bim a Belluno. Il Comune metterà a disposizione navette Auser e della Protezione
civile, in partenza dal piazzale Martiri della libertà (dove c'è il Tribunale) alle 10 di sabato 26. La manifestazione inzierà
un'ora dopo con un piccolo palco allestito sotto la diga e altoparlanti. (F.O.)
© riproduzione riservata
(Martedì 22 Giugno 2010)
Argomento:
NORD
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31
Data:
22-06-2010
Il Gazzettino (Belluno)
Il diluvio non ferma la Summer fest
ARSIÈ Successo per il weekend dei ragazzi all'insegna dello sport
Il brutto tempo dal pranzo di sabato ha flagellato la Summer Fest 2010 al polisportivo Gianluca De Nale. Ma non ha
fermato il pubblico che ha comunque voluto divertirsi. Le gare all'aperto, a causa appunto della pioggia, non hanno
trovano spazio e sono state dirottate in ambiti interni: il minivolley, ad esempio, dal prato del De Nale è finito in palestra.
Mentre la mongolfiera ha fatto la sua apparizione solo venerdì pomeriggio col bel tempo. La gente si è divertita inoltre
con il palio delle frazioni (vinto da Rocca su Mellame per pochi punti) e col calcio balilla e ha affolla fino all'impossibile i
tavoli dei capannoni per la cucina a base di cinghiale e pesce e per la musica e il ballo.
«La gente vuole bene alla Summer Fest - afferma Emanuele Turra del bar San Marco di piazza Marconi -; il brutto tempo
ha fatto riempire i capannoni al di là delle aspettative. Ho visto molta gente non del paese. Approssimativamente, nel
complesso, 3.500 persone in 4 giorni». Pienamente soddisfatto Ivano Dall'Agnol, anima organizzativa: «Esame superato,
nonostante la pioggia. Ringrazio i 200 volontari, molti i ragazzi e le ragazze, e il gruppo della Protezione Civile».
Successo anche per la lotteria (finora solo un premio è stata ritirato). Il primo premio, una parure con collana e orecchini,
è andato al biglietto B323 venduto all'edicola di Arsiè. Di seguito gli altri numeri fortunati: A367, N737, R884, M901,
Q800, E789, A845, M768, D191, S542, N950, T250, G413, Q811, D188, N433, B699, R233, E586, M981, D445, S454,
A879, R316, Q111, D596, A804, N981.
© riproduzione riservata
(Martedì 22 Giugno 2010)
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NORD
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32
Data:
22-06-2010
Il Gazzettino (Padova)
L'argine dello scolo Altipiano, a Brenta d'Abbà, frazione di Correzzola, ha
ceduto sotto la spi...
L'argine dello scolo Altipiano, a Brenta d'Abbà, frazione di Correzzola, ha ceduto sotto la spinta delle abbondanti
precipitazioni di questo fine settimana. Un paio di abitazioni di via Argine Destro, alle 22 di domenica, sono state
inondate dall'acqua, che usciva copiosamente da una falla di circa quattro metri di larghezza. In pochi istanti il flusso ha
invaso giardini, scantinati, garage e stalle, provocando danni a non finire. La famiglia Bottin ha perso più di cento galline.
Una capretta è morta per la paura. Le mucche sono state portate al riparo sull'argine del Bacchiglione. L'acqua ha
inondato anche l'abitazione dei Mardegan. Il consorzio di bonifica Adige Bacchiglione ha arginato la frana con sacchi di
sabbia e ha portato una pompa idraulica per aspirare l'acqua. Il sindaco Eric Sturaro e i volontari del gruppo comunale di
Protezione civile hanno lavorato tutta la notte per aiutare le persone colpite. Ieri mattina sono intervenuti i vigili del fuoco
di Piove di Sacco e, nel primo pomeriggio, la Protezione civile provinciale è arrivata sul posto con altre due pompe e dei
mezzi dove caricare mobili e masserizie da mettere in salvo.
Non è andata meglio ad una decine di famiglie residenti in località Zena, a Conche di Codevigo. Dopo gli allagamenti di
domenica, per loro ieri è stata la giornata della conta dei danni. Talmente ingenti da indurre il sindaco Graziano Bacco a
chiedere lo stato di calamità, in particolare per ammortizzare le perdite dei coltivatori di mais, bietole, soia, frumento e
colza, i cui campi sono stati ridotti a laghi. La preoccupazione di Bacco, ora, è che la causa di quanto successo venga
risolta per evitare che si ripetano situazioni simili. «Il nuovo scolo realizzato dal consorzio nella Zena, a causa di
mancanza di fondi, non è dotato di pompe che possano far defluire l'acqua in caso di precipitazioni eccezionali - dice - Più
volte ho segnalato il caso alla Regione e al Prefetto, chiedendo di aiutare economicamente il consorzio a completare
l'intervento».
Non c'è dubbio che il maltempo di questo fine settimana sia stato un evento straordinario. «Nei canali e nelle campagne si
sono raggiunti livelli record mai raggiunti negli ultimi decenni - ha fatto sapere Giuseppe Gasparetto Stori, direttore del
consorzio di bonifica Adige Euganeo - Da sabato, nel territorio più orientale del consorzio, sono piovuti anche più di 150
mm di pioggia, pari a 150 litri ogni metro quadrato di suolo, un quinto della pioggia di un anno medio».
(Martedì 22 Giugno 2010)
Argomento:
NORD
Pag.
33
Data:
22-06-2010
Il Gazzettino (Padova)
12 maggio, sì alla calamità naturale
DUE CARRARE
(F.Cav.) La Regione ha riconosciuto lo stato di calamità per le forti precipitazioni che si sono abbattute in paese lo scorso
12 maggio.
«Nel Padovano una tempesta di grandine ed acqua ha investito l'intero territorio causando danni e ponendo in sofferenza
le reti fognarie con conseguenti allagamenti di cantine e sottopassi e blocchi della circolazione - si legge nel decreto
firmato dal presidente Luca Zaia - La rete idrografica principale, invece, non ha superato i livelli di guardia. Sulle zone
colpite dal fenomeno sono immediatamente intervenute le istituzioni, i vigili del Fuoco e gli organismi del sistema
regionale di protezione civile per portare i primi soccorsi alle popolazioni e per garantire la sicurezza del territorio e la
pubblica incolumità».
In municipio sono disponibili i moduli per la richiesta del risarcimento dei danni.
(Martedì 22 Giugno 2010)
Argomento:
NORD
Pag.
34
Data:
22-06-2010
Il Gazzettino (Padova)
Cessata l'emergenza maltempo, il Conselvano ieri ha cominciato a fare la
conta dei danni. La forte p...
Cessata l'emergenza maltempo, il Conselvano ieri ha cominciato a fare la conta dei danni. La forte perturbazione che si è
abbattuta tra sabato e domenica sui paesi della Bassa Padovana, ha lasciato dietro di sè pesanti conseguenze. I danni non
sono ancora stati quantificati con esattezza, ma si parla già di centinaia di migliaia di euro.
Ieri mattina sono stati in molti a recarsi in municipio per segnalare i danni subiti. Il Comune di Conselve, come molti altri
della Bassa Padovana, ha chiesto lo stato di calamità naturale. Decine e decine sono state le abitazioni finite sott'acqua.
Scantinati, seminterrati e garage dove la gente ha subito il danneggiamento di vetture, moto, mobili ed elettrodomestici di
vario tipo. In via Donizetti un condòmino di uno dei palazzi del quartiere che si è sviluppato intorno alla piscina
comunale, stava preparando il trasloco e aveva riposto tutti i mobili nel seminterrato in attesa di caricarli sul camion.
L'acqua ha coperto praticamente tutto. Molte le automobili da buttare perché sommerse dall'acqua melmosa entrata nei
garage. Il reparto di riabilitazione, che si trova nel seminterrato del monoblocco dell'ospedale, dopo l'allagamento di
sabato, ieri mattina ha ripreso le normali attività con i pazienti.
A Tribano, per poco, non ci scappava il morto. Una donna sabato pomeriggio è rimasta con l'auto in panne al centro del
sottopasso della Monselice-Mare mentre si stava riempiendo di acqua. Solo il sangue freddo le ha permesso di mettersi in
salvo raggiungendo il ciglio della strada praticamente a nuoto. In centro a Tribano gli stand della festa della birra sono
stati divelti dal vento. A Candiana, in via Valli, l'altra notte sono caduti sulla strada tre grossi pali in cemento che
sorreggono i fili dell'Enel. Le forti piogge hanno fatto franare la terra che li sorreggeva, facendoli finire in mezzo alla
strada.
Moltissimi gli interventi dei vigili del fuoco di Padova, Piove di Sacco e Este per portare soccorso alle situazioni più
critiche. I volontari della Protezione Civile del Conselvano si sono turnati per più di 48 ore per tenere sotto controllo le
zone più a rischio.
(Martedì 22 Giugno 2010)
Argomento:
NORD
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35
Data:
22-06-2010
Il Gazzettino (Padova)
(M.Zi.) D'accordo l'agricoltura, ma non è la sola a patire per le calamità
natur...
(M.Zi.) D'accordo l'agricoltura, ma non è la sola a patire per le calamità naturali.
«C'è tutto il comparto del commercio di abbigliamento e calzature - afferma il presidente dell'Ascom, Fernando Zilio che sta "franando" sotto i colpi durissimi di una stagione che non accenna a decollare e che, comunque, se anche il tempo
dovesse rimettersi fin da subito al bello, è oggettivamente compromessa».
I "dispacci" che giungono dalle diverse delegazioni mandamentali assomigliano più ad un bollettino di guerra che non ad
giro d'orizzonte su come stanno andando le vendite.
«Abbiamo punte di invenduto - continua Zilio - che, in alcune zone della Bassa Padovana raggiungono il 70 per cento, ma
è tutta la provincia ad essere in difficoltà e la città, nonostante l'indubbio appeal, non riesce a riequilibrare le sorti, anzi».
Una fotografia nitida ma estremamente grigia che, nel giudizio del presidente dell'Ascom-Confcommercio, non può essere
archiviata con un laconico "si rifaranno" con la stagione invernale.
«Noi non possiamo chiedere lo stato di calamità naturale - aggiunge il presidente Zilio - ma non vi è dubbio che siamo
nelle stesse condizioni degli agricoltori che possono appellarsi a questo sostegno pubblico. Ma c'è di più: mentre gli stessi
agricoltori, in questo momento di difficoltà, "sconfinano" nel territorio del commercio (peraltro senza i vincoli ed i
controlli che sono previsti per chi svolge attività di vendita al pubblico) con le vendite dirette, i commercianti devono
continuare a fare i conti con studi di settore che ben difficilmente si ricorderanno di questa "estate-non estate" del 2010.
Per questo, a nome di tutti i commercianti che operano nel settore, l'Ascom-Confcommercio di Padova provvederà ad
inviare una nota all'Amministrazione Finanziaria perché la stessa faccia buona memoria di una situazione di crisi che
forse si nota meno dei campi allagati, ma sta avendo sugli operatori del comparto l'effetto dell'acqua alla gola».
(Martedì 22 Giugno 2010)
Argomento:
NORD
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36
Data:
Il Gazzettino (Pordenone)
22-06-2010
La Protezione civile festeggia con le tessere ai giovanissimi
PRAVISDOMINI Anniversario del gruppo comunale
La Protezione civile festeggia
con le tessere ai giovanissimi
PRAVISDOMINI - Quindici anni fa quando il Gruppo comunale di Protezione civile di Pravisdomini venne costituito i
volontari erano una decina. Oggi sono 35, ma quel che più conta è che proprio in occasione della festa per il 15.
anniversario del Gruppo sono state consegnate le tessere di volontario di Protezione civile a 4 giovanissimi. «Questi
giovani - ha affermato l'assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, giunto a Pravisdomini in elicottero
assieme al direttore centrale Guglielmo Berlasso, reduci entrambi da sopralluoghi in varie zone del Friuli Venezia Giulia
per i danni che il maltempo sta provocando - sono il frutto del nostro impegno per diffondere la cultura della protezione
civile nella popolazione e per stimolare nuovo volontariato». Una festa che ha visto anche la consegna da parte della
Protezione civile regionale al Gruppo di Pravisdomini di un nuovo automezzo di tipo pick-up; nonché la consegna di
attestati di pubblica benemerenza rilasciati dal Dipartimento nazionale di Protezione civile ai volontari che si sono distinti
in questi anni di attività del Gruppo comunale e delle spille ai volontari accorsi a L'Aquila dopo il terremoto. Un'attività,
quella del Gruppo di Pravisdomini, che fa parte del 'Dipartimento del Sil' con i Comuni di Azzano Decimo, Chions,
Fiume Veneto e Pasiano - i cui sindaci e amministratori comunali erano presenti alla cerimonia assieme a quelli anche di
altri Comuni - illustrata dal sindaco, Maurizio Siagri, e dal coordinatore Sergio Maccorin. Attenzione al territorio
comunale - eliminando anche situazioni di rischio - e partecipazione a diverse emergenze nazionali e internazionali (fra
cui Missione Arcobaleno nel Kossovo, alluvioni di Pordenone e della Val Canale, terremoti del Molise e de L'Aquila),
sono state le caratteristiche del Gruppo. Prendendo spunto da questa attività l'assessore Riccardi ha ringraziato a nome
della Regione i volontari.
(Martedì 22 Giugno 2010)
Argomento:
NORD
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37
Data:
22-06-2010
Il Gazzettino (Rovigo)
A Ca' Cappello la pioggia ha rovinato la processione
Nella frazione di Porto Viro si è comunque radunata una folla al termine della festa per S. Giovanni Battista
Quest'anno era stata preparata alla grande, nella frazione di Ca' Cappello, la Festa di San Giovanni Battista (4 giorni),
sagra che ruota attorno alla chiesa del 1550 (una delle più antiche del Delta), con davanti la bella piazza. Si effettua in
collaborazione fra il Comitato parrocchiale e il Comune. Nel giorno clou però, domenica, i festeggiamenti sono stati
limitati dal maltempo che ha impedito la bella processione con la statua del santo fino al Po di Levante, con il vescovo,
per gettare in acqua una corona d'alloro.
La messa vespertina ha avuto luogo in una chiesa gremita di parrocchiani e gente che qui ha le sue radici, concelebrata dal
vescovo Tessarollo, con il parroco don Agostino e quello di Fornaci, don Rino. C'erano il sindaco Gennari e il delegato
Tessarin, la Polizia locale e la Protezione civile, nonchè la Banda cittadina. La messa, è stata animata dal coro di Donada,
diretto da Paolo Perazzolo. All'omelia il vescovo ha parlato di Giovanni Battista, incentrando la riflessione sui tre nomi
che si addicono a lui: Giovanni, nell'accezione di Dio che fa grazia; poi come precursore, che ha preparato la strada al
Cristo, ed infine come Battista, colui che battezava nel Gordano con il battesimo di penitenza, per il perdono dei peccati, e
che poi battezzò Gesù. Ha concluso dicendo che i tre aspetti del Battista, devono essere vissuti da tutti i cristiani, ed ha
fatto gli auguri alla comunità. Il sindaco Gennari, emozionato, in quanto nativo di Ca' Cappello, ha promesso che l'
Amministrazione sarà sempre vicina alla frazione. Alla fine un rinfresco e la sera si è fatta festa nell'ex asilo.
(Martedì 22 Giugno 2010)
Argomento:
NORD
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Data:
22-06-2010
Il Gazzettino (Rovigo)
Manuela Furini
Il sottopasso di via XXV Aprile, tra S.Maria Maddalena e Canaro sommerso da tre metri d'acqua e fossati su via
Nazionale sotto osservazione perché pronti a tracimare. E' il bollettino fornito dalla Protezione Civile di Occhiobello,
dopo le piogge incessanti che, da sabato sera fino a ieri hanno interessato tutto il nord Italia. Il gruppo di Occhiobello ha
proclamato lo stato di pre – allerta già nella giornata di domenica con i volontari pronti ad entrare in azione ma non sono
comunque arrivate richieste di intervento. Dai sopralluoghi fatti sul territorio, le zone più critiche sono risultate quelle
nella zona sud di S.Maria Maddalena, in particolare sulla statale 16 al confine con Canaro, dove i fossi si sono riempiti
d'acqua, in particolare quello all'altezza del locale Dorino ormai al limite e l'allagamento del sottopasso in via XXV aprile,
dove tre metri d'acqua lo hanno reso impraticabile. Si tratta comunque di zone prevalentemente agricole e a bassa
concentrazione di residenti, cosicchè i disagi anche alla viabilità sono rimasti contenuti.
Sotto stretta osservazione è anche il livello del Po, che già ieri sera aveva ricoperto gran parte dei piloni del ponte
ferroviario. I dati dell'Agenzia interregionale per il fiume Po hanno registrato nella giornata di sabato una crescita di 2,5
cm all'ora e un livello idrometrico, domenica mattina, pari a 0,67 metri, il che significa che in mezza giornata il Po è
cresciuto di 30 cm, poco più di un centimetro ogni mezz'ora. L'ondata di piena sta dunque arrivando: già venerdì infatti
chi transitava sul ponte che collega Emilia Romagna e Veneto ha potuto stupirsi del grande aumento della portata dal
giorno prima, e che ha spazzato via subissandola la tradizionale “spiaggia” che caratterizza il Po e che si trova proprio
all'altezza di Santa Maria Maddalena.
(Martedì 22 Giugno 2010)
Argomento:
NORD
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Data:
22-06-2010
Il Gazzettino (Udine)
Viabilità, rifatti due ponti
FORNI DI SOTTO Lungo la statale 52 "Carnica" interventi da un milione di euro
L'assessore Riccardi: «Risposta concreta ai problemi». Prossimo obiettivo Esemon
Prosegue con due ponti rimessi a nuovo il restyling della Strada Statale 52 “Carnica”, principale collegamento tra la Val
Tagliamento ed il Cadore attraverso la Mauria. Ieri l'assessore regionale ai trasporti Riccardo Riccardi e il presidente di
Strade Fvg Giorgio Santuz hanno tagliato il nastro ai risistemati ponti sul torrente Auza e sul Rio Piccolo, realizzati
rispettivamente da Anas e dalla Protezione Civile regionale in comune di Forni di Sotto, per una spesa complessiva di
oltre 1 milione di euro. «Abbiamo non solo dato una risposta concreta ai problemi della viabilità, ma abbiamo anche dato
una risposta ai problemi della montagna – ha affermato Riccardi, affiancato dal senatore Vanni Lenna, dal consigliere
regionale Cacitti, dal sindaco Marco Lenna e dal vice-direttore della Protezione civile regionale Petris - e ciò grazie alla
collaborazione fra Regione, Comune, Anas, FVG Strade, Protezione Civile. Il che dimostra che la nostra è sì una politica
di annunci, ma di annunci concreti, di cose realizzate».
I lavori, condotti dall'Anas, hanno riguardato il consolidamento delle strutture pericolanti del ponte sul torrente Auza,
manufatto a tre arcate in muratura, di pietrame squadrato e calcestruzzo, costruito nel 1884 a cura dell'allora Genio Civile.
La Protezione Civile regionale è invece intervenuta per la messa in sicurezza del ponte sul rio Piccolo, datato 1888,
attraverso il consolidamento statico del ponte, con allargamento della sede viaria, la creazione di un marciapiede pedonale
e la pulizia dei paramenti esterni in pietra. Adesso la “52 Carnica” attende ancora l'allargamento della variante di
“Esemon” (in corso i lavori) oltre poi alla variante del Criviel a Socchieve (in attesa del progetto definitivo). Sempre sul
fronte della viabilità in montagna, ammonta a 200 mila euro lo stanziamento regionale per la messa in sicurezza della
frana causata dal maltempo dei giorni scorsi lungo la strada comunale tra Paularo e Cason di Lanza.
(Martedì 22 Giugno 2010)
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NORD
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40
Data:
22-06-2010
Il Gazzettino (Venezia)
Hanno superato la cinquantina le richieste di indennizzo dei danni subiti
con la tromba d'aria di sa...
Hanno superato la cinquantina le richieste di indennizzo dei danni subiti con la tromba d'aria di sabato. A confermarlo è
stato lo stesso primo cittadino di Fossò, Luciano Compagno, che ieri ha formalizzato la richiesta del riconoscimento di
«stato di calamità». «Proprio stamani (ieri, ndr)- ha affermato Compagno - ho fatto la richiesta ufficiale per il
riconoscimento di stato di calamità». E prosegue: «Il documento è stato consegnato anche nelle mani dell'onorevole della
Lega Nord, Corrado Callegari, che ha promesso d'interessarsi della questione in prima persona». Per Compagno, infatti,
non solo è importante che Governo e Regione risarciscano i danni, ma che lo facciano in tempi ragionevoli. «So
benissimo quali sono i tempi burocrati - ha evidenziato il sindaco - e per questo non chiedo che i soldi ci vengano
concessi già domani. Ma al contempo chiedo a gran voce che i risarcimenti siano erogati in tempi ragionevoli e non a
distanza di anni. Anche se capisco quanto vuote siano le casse statali in questo momento». Ad oggi, in comune a Fossò,
sarebbero arrivate oltre cinquanta richieste di rimborso, per una cifra che supera il milione e mezzo di euro. «Purtroppo chiosa Compagno - molte delle abitazioni colpite dalla tromba d'aria sono di proprietà di operai che, visto il periodo di
crisi, o sono a casa o sono in cassa integrazione». Rilanciando: «Se non vogliono vedersi piovere dentro saranno costretti
a chiedere dei prestiti alle banche per fare i lavori, per questo trovo giusto ed umano che lo Stato li risarcisca in tempi
ragionevoli». Compagno, ieri mattina, ha portato lo stesso onorevole Callegari a verificare di persona i danni patiti.
«Callegari- sostiene il primo cittadino - è rimasto impressionato dalla forza distruttiva della tromba d'aria e si è detto
pronto a fare tutto il necessario perché i soldi ci vengano erogati in tempi stretti». Intanto, la Provincia di Venezia ha
spiegato come nel pomeriggio di sabato, con l'aiuto della protezione civile, è stata allestita la sala operativa con la
partecipazione dell'assessore competente Giuseppe Canali. In Riviera sono intervenute 20 squadre di volontari, per un
totale di oltre 40 uomini, dai Comuni di Dolo, Campolongo Maggiore, Campagna Lupia, Pianiga, Fossò, Stra e Vigonovo.
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(Martedì 22 Giugno 2010)
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Data:
22-06-2010
Il Gazzettino (Venezia)
Con l'attenuarsi della pioggia la situazione nel territorio di Chioggia è
notevolmente migliora...
Con l'attenuarsi della pioggia la situazione nel territorio di Chioggia è notevolmente migliorata. I danni maggiori il
maltempo lo ha causato nelle frazioni di Cà Bianca e Valli di Chioggia. La prima fin dalla mattinata di domenica ha
dovuto fare i conti con allagamenti in via Rebosola e via Campagnola. Messo sotto accusa, da parte dei residenti, è il
sistema che permette l'entrata in funzione delle pompe. Queste vengono tutte attivate direttamente da Padova, quando
però la situazione è difficilmente recuperabile. «Basterebbe azionarne qualcuna in anticipo - raccontano i residenti - e non
finiremmo del tutto sott'acqua com'è successo domenica». Oltre alle strade anche il pianterreno di alcune abitazioni sono
state allagate ed è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco e della protezione civile per tamponare la situazione.
Almeno in 5 o 6 abitazioni si segnalano danni ingenti soprattutto al mobilio. Anche a Valli alcune vie sono state invase
dall'acqua e anche qui è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco per liberare una decina di garage e scantinati. A
Sottomarina invece l'impianto idrico ha tenuto bene. Il lungomare Adriatico non si è allagato come spesso accade in
queste situazioni, ma il maltempo ha mandato all'aria tutti gli eventi del weekend, compreso il concerto di Giuliano Palma
che doveva tenersi sulla spiaggia però completamente deserta a causa del nubifragio. Forse verrà recuperato nei prossimi
giorni, come recuperato dovrà essere anche il Palio de «La Marciliana». I balestrieri dovevano scoccare le proprie frecce
in diretta nazionale su Rai Tre, ma sono stati fermati non solo dalla pioggia, ma da un'acqua alta fuori stagione che ha
rischiato quasi di rovinare le scenografie medioevali del comitato organizzatore. Probabilmente verrà disputato a luglio o
ad agosto, quando il tempo dovrebbe essere finalmente estivo e non autunnale.
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(Martedì 22 Giugno 2010)
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Data:
22-06-2010
Il Gazzettino (Venezia)
In una lettera inviata dalla presidente della Provincia Francesca Zaccariotto
e dall'assessore ...
In una lettera inviata dalla presidente della Provincia Francesca Zaccariotto e dall'assessore provinciale alle Politiche
agricole Massimiliano Malaspina al ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan, viene richiesto «l'interessamento affinché
sia dichiarato lo stato di calamità naturale agli agricoltori del veneziano, e riconosciuto il dovuto indennizzo anche per
permettere alla nostra pregiata agricoltura di superare questo difficile momento, di non contrarsi ulteriormente». La lettera
è partita dagli uffici della Provincia in seguito agli eventi atmosferici che in questo fine settimana hanno danneggiato
colture e vitigni del territorio veneziano, mettendone a serio rischio la produzione. «Gli eventi atmosferici avversi di
questi giorni hanno notevolmente danneggiato la produzione agricola, - si legge nella missiva della Provincia - in
particolare le pregiate produzioni orticole dei litorali e il frumento, sia duro che tenero, sorpreso dalle abbondati piogge
battenti proprio nel delicato momento della maturazione. Il notevole abbassamento delle temperature e l'elevato grado di
umidità perdurante, hanno inoltre favorito lo sviluppo delle principali malattie crittogamiche, con grave danno anche per
le altre colture, vite e frutticole comprese». La presidente Zaccariotto ha sottolineato: “La produzione agraria della nostra
provincia, che già aveva sofferto un lungo periodo di mercato difficile, con prezzi stagnanti e sotto la soglia del costo di
produzione, si trova ora in larga parte compromessa con grave danno per i produttori».
Da parte sua Galan in un comunicato sottolinea: «Ho constatato personalmente i danni causati dal pesante evento
meteorologico lo scorso sabato. Purtroppo il Veneto è regione storicamente soggetta a eventi meteorologici che
provocano danni assai pesanti alle colture e alle abitazioni. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
valuterà responsabilmente quanto accaduto nella terraferma veneziana».
(Martedì 22 Giugno 2010)
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NORD
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43
Data:
Il Gazzettino (Venezia)
22-06-2010
Frana a La Salute di Livenza Danni per 200mila euro
Frana a La Salute di Livenza
Danni per 200mila euro
Cinquanta squadre per un totale di oltre 110 volontari, impegnati nel fine settimana appena trascorso a fronte delle piogge
eccezionali che hanno colpito ampie aree della Provincia di Venezia. Nella giornata di sabato 19, l'impegno maggiore è
stato nella zona della Riviera del Brenta. Domenica 20 giugno interventi concentrati nel portogruarese. Sono state
impiegate 30 squadre, per un totale di oltre 70 volontari che hanno fronteggiato 43 emergenze a partire dalle prime ore del
mattino. A San Stino dopo lo smottamento delle vie Ariosto e Regadura a La Salute, anche un tratto della strada arginale
in località san Pietro ha ceduto per l'ondata di maltempo che tra sabato e domenica si è abbattuta nel santinese, in
particolare nella frazione di La Salute. La frana che si è mossa su un fronte di 50 metri è stata bloccata dai volontari della
Protezione civile intervenuti prontamente. Gli allagamenti oltre che molti ettari di terreno agricolo ed alcune fabbriche
hanno interessato un numero considerevole di abitazioni danneggiando arredi e strutture. " Fin d'ora - spiega Sergio
Grego, direttore del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale - possiamo stimare in circa 200 mila euro i danni che il
maltempo ha provocato ad impianti di pompaggio e canali consortili. Purtroppo, ci siamo trovati difronte all'ennesimo
evento eccezionale e gli impianti esistenti non sono bastati a farvi fronte". La prima conta dei danni è destinata
abbondantemente ad aumentare dopo che saranno completate le verifiche dei cittadini. Per La Salute di Livenza il sindaco
Luigino Moro ha chiesto lo stato di calamità naturale. «Ringrazio - dice il primo cittadino - la Protezione civile di San
Stino e del Mandamento, i Vigili del fuoco, i Comandi di Polizia locale e i dipendenti pubblici che si sono prestati a
favore delle popolazioni colpite». La frana ha interessato anche il tratto autostradale compreso fra Portogruaro-San Stino
di Livenza in direzione Venezia. Lo smottamento ha interessato solo la scarpata ma per consentire i lavori di ripristino e
messa in sicurezza, sarà necessario chiudere la corsia di marcia. I lavori, inizieranno alle 5 del mattino nella porzione di
terreno compresa tra la corsia d'emergenza e il fosso di guardia. il tempo stimato per il lavoro è di 5 ore.
Gianni Prataviera
(Martedì 22 Giugno 2010)
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Data:
22-06-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Bressanone, posata la prima pietra del nuovo centro di Protezione Civile
Nella stessa sede saranno riuniti diversi servizi di protezone civile. Luis Durnwalder: "in questo modo è possibile sfruttare
al meglio le sinergie risparmiando denaro"
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Martedi 15 Giugno 2010
Bressanone, nuova sede per la Protezione Civile
tutti gli articoli » Martedi 22 Giugno 2010 - Dal territorio
Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder e l'assessore provinciale ai lavori pubblici Florian
Mussner hanno posato questa mattina la prima pietra del nuovo Centro di Protezione Civile a Bressanone. Nel nuovo
Centro saranno riuniti i servizi di pronto soccorso della Croce Bianca e della Croce Rossa, quelli del Soccorso Alpino
dell'Alpenverein e del Cai e del soccorso acquatico. La struttura sarà situata nelle immediate vicinanze dell'elisoccorso,
all'estremità nord dell'areale ospedaliero di Bressanone. Secondo quando annunciato da Mussner, la nuova struttura
dovrebbe essere utilizzabile a partire dal 2012.
Come ha sottolineato l'assessore provinciale ai lavori pubblici, Florian Mussner, "i servizi di pronto intervento che
operano congiuntamente in situazioni di emergenza con il medesimo obiettivo di aiutare persone in difficoltà, possono
cooperare fattivamente anche in un'unica sede". Secondo Luis Durnwalder, in questo modo "gli interventi potranno essere
ancora più efficienti": riunendo i servizi è "possibile sfruttare al meglio le sinergie risparmiando denaro".
(red)
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45
Data:
22-06-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Sostenibilità, corsi di laurea per la promozione di uno sviluppo duraturo
Occorre uno sforzo sociale collettivo per adattare il consumo umano delle risorse entro un livello di sviluppo sostenibile:
in questo contesto si stanno moltiplicando i corsi di laurea dedicati alla sostenibilità, alla biodiversità e all'ambiente
Martedi 22 Giugno 2010 - Attualità
La sostenibilità è la capacità di adottare un'ottica di lungo periodo, che tenga conto dei diritti delle generazioni future e
quindi delle conseguenze che avranno le nostre azioni. Il termine "sustainable" in inglese significa infatti durevole: la
sostenibilità è quindi la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto ad un certo livello
indefinitamente. Dal punto di vista ambientale, la sostenibilità si riferisce alla potenziale longevità di un sistema di
supporto per la vita umana, come ad esempio il sistema climatico, o quello agricolo, o quello forestale: questa longevità è
messa in relazione con l'influenza esercitata dall'attività antropica sui sistemi stessi. Il termine tra la sua origine
dall'ecologia, ed indica la capacità di un ecosistema di mantenere processi ecologici, fini, biodiversità e produttività nel
futuro. Affinché un processo possa essere considerato sostenibile, deve utilizzare le risorse naturali ad un ritmo tale da
permettere che esse possano essere rigenerarsi naturalmente. Da questo punto di vista, lo sviluppo contemporaneo ha
sicuramente poco di sostenibile: le risorse si stanno consumando più rapidamente di quanto siano effettivamente in grado
di rigenerarsi, e l'uso di fonti alternative sembra una scelta ancora molto lontana. Inoltre, bisogna considerare che quando
la disponibilità di una risorsa si riduce, aumentano i costi e i rischi della sua estrazione: ne è un esempio il disastro
ambientale nel Golfo del Messico.
"Le aziende devono rendersi conto che lo scenario è cambiato e solo misurando puntualmente il loro impatto possono
tracciare una nuova via per mantenere competitività e profitti anche in futuro. L'alternativa non è tra essere o non essere
responsabili, assumere o meno comportamenti etici: la vera scelta è tra sopravvivere o soccombere nel momento in cui si
dovrà affrontare uno shock da mancanza di risorse" ha spiegato Mathis Wackernage, ideatore dell'ecological footprint,
l'impronta ecologica: si tratta di un indice statistico utilizzato per misurare la richiesta umana nei confronti della natura,
che mette in relazione il consumo umano di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle.
Occorre quindi uno sforzo sociale collettivo per adattare il consumo umano delle risorse entro un livello di sviluppo
sostenibile. Ed è in questo contesto che si stanno moltiplicando i corsi di laurea dedicati alla sostenibilità e all'ambiente,
anche se non è facile racchiudere in un corso di laurea un tema così ampio, dal momento che le conoscenze che occorrono
sono decisamente transidisciplinari. Già dagli anni Sessanta, il gruppo di Ecodinamica dell'Università di Siena, diretto da
Enzo Tiezzi e formato da un'équipe di chimici e biologici, dottori in scienze naturali e ambientali, economisti, ingegneri e
architetti, si è posto come obiettivo di ricerca la definizione, su basi scientifiche, di criteri generali per uno sviluppo
duraturo, attraverso la promozione dell'integrazione e la sinergia tra studiosi internazionali provenienti da diversi campi. E
da qui è nato il corso di laurea magistrale in "Ecotossicologia e sostenibilità ambientale", destinato a chi vuole acquisire
conoscenze concrete in materia di sostenibilità ambientale e della analisi di rischio. Ma si tratta solo di un esempio: i corsi
di laurea legati alla sostenibilità stanno nascendo in moltissime università. Per citarne qualcuno, "Sostenibilità ambientale
e protezione civile" ad Ancona, "Scienze geograficoambientali e sistemi informativi per lo sviluppo sostenibile" a
Genova, "Sviluppo e gestione sostenibile del territorio" a Pisa.
Elenco dei corsi di laurea dedicati a sostenibilità, biodiversità, ambiente e protezione civile
(red - eb)
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46
Data:
22-06-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Appalti Pubblici. Il Dipartimento: "Troppo facile dare a noi la colpa"
Replica del Dipartimento alle relazione annuale di Luigi Giampaolino, Presidente dell'Autorità per la Vigilanza sui
contratti pubblici di lavori
Martedi 22 Giugno 2010 - Istituzioni
Dura replica del Dipartimento Nazionale della Protezione civile in seguito alle dichiarazioni del Presidente dell'Autorità
per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, Luigi Giampaolino, intervenuto quest'oggi a Roma,
nella Sala della Lupa di Montecitorio, per presentare la sua relazione annuale.
Giampaolino: "Troppe ordinanze per emergenza". In particolare, in un passaggio del suo lungo intervento, il presidente
aveva esposto i propri dubbi riguardo l'alto numero di ordinanze emesse per emergenza nel corso del 2009, oggetto di
un'indagine cognitiva: "Da tale indagine - ha sostenuto Giampolino - emerge che il continuo riproporsi dell'emergenza
abbia finito con il determinare la perdita dei caratteri della 'eccezionalità' ed 'imprevedibilità' del fenomeno da contrastare
ed abbia portato, altresì, ad una dilatazione dei tempi dell'intervento 'straordinario' oltre ogni riferimento logico e
funzionale legato all'emergenza stessa". Il presidente aveva poi concluso esprimendo il "timore di una sistematica ed
allarmante disapplicazione delle norme del codice degli appalti".
Il Dipartimento: "Tutto in regola, troppo facile dare a noi la colpa". In serata la replica del dipartimento, dai toni accesi:
"Innanzitutto - così la nota - l'Autorità dovrebbe ricordare la disciplina relativa allo stato di emergenza e alla dichiarazione
di grande evento. Addossare tutta la responsabilità in materia alla Protezione Civile è esercizio troppo facile, che non
rispecchia le competenze e i ruoli che la legge (225/1992) assegna ai diversi livelli di potere, da quello locale a quello
nazionale, rispetto all'approvazione e alla gestione di tali fattispecie; stesso discorso vale per la dichiarazione di grande
evento che, dovrebbe essere noto, è regolata anch'essa da una legge dello Stato approvata dal Parlamento e non sulla base
degli umori o della volontà della Protezione Civile Nazionale, come sembra adombrare il rapporto del'Autorità. Alla luce
di questa premessa - prosegue la nota - anche rispetto ai circa 13 miliardi di euro che la Protezione Civile avrebbe gestito
senza alcun controllo, occorre fare molte distinzioni che tengano conto di quanto prevede la normativa, e non di ciò che
decide la Protezione Civile. Ora - conclude la nota - si sostiene che la Protezione Civile avrebbe abusato delle procedure
in deroga ma, alla luce di quanto dettato dalla legge e sinteticamente riportato in precedenza, forse quelle responsabilità
andrebbero ricercate nell'intera legislazione nazionale, o ai diversi rappresentanti delle istituzioni che si sono fatti carico
di risolvere situazioni il più delle volte drammatiche o, ancora, a tecnici che hanno ricevuto l'incarico su materie
specifiche con l'avallo di tutti i livelli istituzionali".
(red)
Argomento:
NORD
Pag.
47
Data:
23-06-2010
Giornale di Brescia
Commissioni, sanità e assistenza parlano bresciano
Edizione: 23/06/2010 testata: Giornale di Brescia sezione:la città
Commissioni, sanità e assistenza «parlano» bresciano
Margherita Peroni (Pdl) racconta gli obiettivi alle porte: «Dopo i piani regionali di sviluppo, toccherà all'analisi della
manovra»
Margherita Peroni, presidente della Commissione sanità MILANOTutti «consiglieri esperti che hanno un passato nella
nostra assemblea». Così il presidente del Consiglio regionale, Davide Boni, ha annunciato in via ufficiale gli otto nuovi
presidenti delle Commissioni consiliari per questa IX legislatura. E alla Leonessa è affidata la partita insieme più delicata
e più ambiziosa: a presiedere infatti la III Commissione, ovvero Sanità e assistenza, è Margherita Peroni (Pdl), che
custodisce così l'unica presidenza bresciana dei vertici che incarnano «il vero motore del Consiglio». La guida di
Programmazione e bilancio è affidata a Fabrizio Cecchetti (Lega); a Sante Zuffada (Pdl) la Commissione Affari
istituzionali; a Mario Sala (Pdl) Attività produttive e occupazione; a Giorgio Pozzi (Pdl) il nodo Territorio; a Giosuè
Frosio (Lega) Ambiente e Protezione civile; a Luciana Raffinelli (Lega) i capitoli Cultura, istruzione, formazione, sport e
informazione e a Carlo Saffioti (Pdl) i temi Agricoltura, parchi e risorse idriche.
A quando la prima seduta con la Sanità? «Mercoledì 30 e si inizia con alcuni provvedimenti amministrativi e la relazione
del difensore civico» spiega la Peroni, che pure ha già stilato una scaletta ben precisa. «Quanto prima dovremo elaborare
il Piano regionale dello sviluppo, quello socio-sanitario e il Piano sangue per poi concentrarci in tutto e per tutto sulle
ricadute pratiche ed effettive della manovra». Non solo. Perché l'attenzione vuole essere sì mirata, ma senza trascurare
nessuno. «Chiederò ai consiglieri di conoscere e di trattare in Commissione i nodi e le principali questioni che stanno a
cuore ad ogni territorio, affinché tutte le Province siano ascoltate». Infine, le proposte di legge cosiddette «popolari»: tutte
quelle non trattate l'anno scorso, verranno affrontate. nuri
Argomento:
NORD
Pag.
48
Data:
23-06-2010
Giornale di Brescia
Pd: norme nuove per tutelare il terreno
Edizione: 23/06/2010 testata: Giornale di Brescia sezione:la città
Pd: norme nuove per tutelare il terreno
Contro il «disboscamento dissennato»
Gli allagamenti a Costalunga Modificare la normativa regionale in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo «per
andare nella direzione di una maggiore sicurezza in campo ambientale». Lo chiedono gli esponenti del Partito
democratico, il gruppo consiliare in Broletto, il portavoce del Circolo Nord, Gianluigi Fondra e i consiglieri comunali
Federico Manzoni e Giuseppe Ungari, che denunciano i «danni ambientali a Costalunga e nella Valle di Mompiano dopo
le piogge eccezionali dello scorso 5 maggio».
«Alcuni proprietari privati di boschi e aree pedecollinari della zona - riassume Fondra - sono intervenuti in modo
superficiale con tagli e movimentazione di terreno, incuranti degli equilibri idrogeologici legati alla cura e al
mantenimento di declivi e fasce boschive. I danni nella Valle di Mompiano si inquadrano in una situazione normativa
regionale che, attraverso l'autocertificazione di progetti di taglio, affida la qualità dei tagli esclusivamente a chi ha come
obiettivo il massimo profitto economico dalla vendita di legname».
Gli effetti del quadro legislativo regionale, aggiungono gli esponenti del Pd, «si sono visti nella Valle di Mompiano, dopo
il taglio di un'area a monte dell'ex Polveriera di circa 5mila metri quadrati». «Negli ultimi mesi del 2007 - riprende Fondra
- intermediari senza scrupoli hanno subappaltato i tagli a taglialegna di inconsistente professionalità. Il carattere
distruttivo e di sostanziale trasformazione del bosco è apparso subito evidente. La denuncia di quanto stava avvenendo da
parte delle associazioni ambientaliste non ha impedito interventi ancora più distruttivi in altri lotti, tra il 2008 e il 2009 e,
tra il 2009 e il 2010. Solo allora gli organi di controllo e sanzionamento hanno sospeso l'intervento di taglio». Fondra
spiega come «questo si colleghi a quanto avvenuto il 5 maggio. Fin dall'inizio - dice - tutti gli operatori hanno rinviato
l'accatastamento, in sicurezza delle ramaglie, e il 5 maggio scorso queste ultime trascinate nei canali naturali di sfogo,
hanno ostruito i punti nevralgici di deflusso della pioggia. La conseguente esondazione ha provocato danni importanti, sia
alle strade vicinali che alla strada comunale dall'ex Polveriera».
Cosa chiede il Pd all'assessore provinciale all'Agricoltura, Gianfrancesco Tomasoni e, tramite una delibera, al Consiglio
Provinciale? «Chiediamo, ma questo impegno se lo prendono anche i nostri consiglieri regionali - spiega Cammarata - di
farsi carico della questione in Regione e di sollecitare modifiche alla normativa regionale, in termini ad esempio di
controlli preventivi e abolizione dell'autocertificazione per evitare che si ripetano situazioni disastrose e garantire una
maggiore sicurezza in campo ambientale». p. gr.
Argomento:
NORD
Pag.
49
Data:
Il Giornale di Vicenza
22-06-2010
Estratto da pagina:
7
Idrocarburi nel Po: Roma dà al Veneto 500 mila euro
Giornale di Vicenza, Il
""
Data: 22/06/2010
Indietro
SPESI 2,1 MILIONI
Idrocarburi
nel Po: Roma
dà al Veneto
500 mila euro
Martedì 22 Giugno 2010 REGIONE, e-mail print
Lo scorso febbraio uno sversamento di centinaia di tonnellate di idrocarburi fuoriusciti dalla ditta Lombardi Petroli di
Villasanta, in provincia di Monza, aveva interessato le acque del fiume Lambro e del Po, rischiando di causare un disastro
ambientale mettendo in pericolo il delicato ecosistema del delta del Po. Per garantire il rimborso dei primi interventi
urgenti già sostenuti dalle tre Regioni interessate, il premier Silvio Berlusconi, ha firmato un'ordinanza di Protezione
civile che stanzia un milione di euro in favore della Lombardia, 1,5 milioni di euro in favore dell'Emilia-Romagna e 500
mila euro in favore del Veneto.
Va ricordato peraltro che la Regione ha già calcolato di aver speso ben 2,1 milioni di euro per l'emergenza.
Argomento:
NORD
Pag.
50
Data:
22-06-2010
Il Giorno (Bergamo - Brescia)
Terremoto, nuova scossa La terra trema nel Sebino
BERGAMO PROVINCIA pag. 4
Il sisma, molto lieve, tra Lovere e Riva di Solto
BERGAMO ANCORA una scossa di terremoto nella Bergamasca, la terza in poco più di un mese. Il nuovo sisma, di
magnitudo 2 sulla scala Richter, è stato registrato nella notte tra domenica e lunedì in Val Cavallina ed è stato segnalato
dall'Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia alle 3,03 di ieri, con epicentro a Lovere e Riva di Solto, a una
profondità di circa dodici chilometri. La scossa, di lieve entità secondo gli esperti, è stata avvertita poco dalla
popolazione, considerato anche l'orario notturno, e nessun danno è stato fortunatamente segnalato ai vigili del fuoco e alle
forze dell'ordine. La prima scossa di terremoto, di magnitudo 3.3, era stata avvertita alle 4,13 dell'11 maggio e l'epicentro
era stato individuato tra i comuni di Selvino, Aviatico e Albino, in Valle Seriana. Dalle verifiche effettuate dalla
Protezione civile non erano risultati danni a persone o edifici. Il terremoto era stato localizzato dalla Rete Sismica
Nazionale nel distretto sismico delle Prealpi Lombarde, ad una profondità di 3,3 chilometri. La scossa era durata circa una
decina di secondi ed era stata percepita chiaramente anche in alcune zone di Bergamo. La seconda scossa, più leggera, di
magnitudo 2.8, si era invece verificata a Nembro, alle 5,35 del 14 maggio. «SI TRATTA di un fenomeno lieve, con scosse
molto piccole - aveva spiegato Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia -. Possiamo
immaginarci una piccola sequenza di bassa magnitudo: potrebbero esserci altre scosse, ma comunque di lieve entità».
Anche in questo caso, per fortuna, non si erano registrati danni. Prima di questi ultimi tre episodi la terra aveva tremato
nella Bergamasca il 10 febbraio del 2009: la scossa, di magnitudo 2,4, era stata avvertita nell'Alto Sebino, in Valle
Borlezza e in Valle Cavallina. Per questo alcune scuole erano state evacuate, ma l'allarme era rientrato nel giro di pochi
minuti. Altri movimenti tellurici erano stati registrati dai sismografi il 23 dicembre 2008 e il 23 marzo del 2007. M.A.
Argomento:
NORD
Pag.
51
Data:
22-06-2010
Il Giorno (Brianza)
Danni e spese per il Lambro nero Arrivano alla Lombardia 1,5 milioni dal
Governo
LISSONE MACHERIO pag. 14
VILLASANTA Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, ha firmato un'ordinanza di Protezione Civile
che stanzia un milione di euro in favore della regione Lombardia, 1,5 milioni in favore dell'Emilia-Romagna e 500.000 al
Veneto, per il rimborso dei primi interventi urgenti sostenuti dalle Regioni colpite dallo sversamento di centinaia di
tonnellate di idrocarburi fuoriusciti dalla Lombardi Petroli a febbraio. «La tempestiva attivazione di tutte le risorse
disponibili - si legge in una nota del dipartimento della protezione civile - ha consentito il trattenimento della maggior
parte degli agenti inquinanti. È stato possibile evitare una catastrofe che, senza un rapido ed efficace intervento, avrebbe
potuto causare ben più gravi problemi, come dimostrano le cronache americane delle ultime settimane. Per il
trasferimento di tali risorse, a valere sul Fondo della protezione civile, le Regioni - conclude il comunicato trasmetteranno al Dipartimento della Protezione civile una dettagliata documentazione delle somme spese per l'emergenza
e che saranno così rimborsate».
Argomento:
NORD
Pag.
52
Data:
22-06-2010
Il Giorno (Brianza)
La tensione sale alle stelle, adesso serve un miracolo
PRIMO PIANO pag. 6
LA GIORNATA IL MEDICO: «SONO MOLTO PROVATI. PER ORA REGGONO MA IL RISCHIO CON QUESTE
TEMPERATURE È ALTO»
IL QUARTIER GENERALE All'una la visita del medico Francesco Salerno lo stesso che a dicembre ha seguito gli operai
della Yamaha
AGRATE PLACCHE IN GOLA, pressione alta da stress, calazio agli occhi, massimo rischio di disidratazione: agli otto
alpinisti della Carlo Colombo in altura da mercoledì sono stati prescritti antibiotici, colliri e integratori alimentari. Ieri
all'una hanno ricevuto la visita del medico, Francesco Salerno, lo stesso che a dicembre si è preso cura delle tute blu di
Yamaha. «Il brutto comincia adesso», dice preoccupato il dottore al termine del tour in vetta. Ha provato la pressione e
guardato la gola a tutti. «Per ora reggono, ma con queste temperature, il rischio di un colpo di calore è alto». Gira un
termometro: la colonnina di mercurio sfiora i 50 gradi. «Devono bere acqua e zucchero e bagnarsi continuamente. Sono
provati, non c'è dubbio, l'alternanza caldo-freddo di questi giorni è terribile», ancora il medico. Salerno ha scritto le
ricette, i colleghi ai piedi della fabbrica sono corsi in farmacia. Il solstizio d'estate, il giorno più lungo in via Sofocle. La
tensione è alle stelle in attesa del summit in Provincia delle 18. Si aggrappano all'esito di quel tavolo i lavoratori, hanno
riposto tutte le loro speranze nei sindacati e nelle istituzioni che si muovono all'unisono per centrare l'obiettivo: il rispetto
dell'accordo, conditio sine qua non per scendere dal tetto. «Se non esce nulla di buono, cominciamo lo sciopero della
fame», confermano gli operai. La preoccupazione adombra il viso dei colleghi: «Sono loro a decidere cosa facciamo
adesso. Noi sottoscriviamo solo quel che dicono lassù», conferma Marcelo Galati, uno dei delegati alla trattativa. Il
quartier generale dei desaparecidos è stato straferito sotto la tenda della Protezione Civile brianzola, una di quelle che
andò in Abruzzo, montata domenica dalle tute gialle ai cancelli aziendali. «Qui ci serve un miracolo dicono disillusi i
lavoratori aiutano i ragazzi con la fondazione Amico Charly ma dei nostri figli non si preoccupano». Parole dure, che
arrivano dritte al bersaglio: «Come dobbiamo giudicare la condotta di una azienda (e di una dirigenza) che si è arricchita
alle nostre spalle? Noi, il nostro dovere l'abbiamo sempre fatto. E lo stiamo facendo anche adesso». Le spesse pareti blu
dell'ufficio volante proteggono una messe di viveri: «Se non otteniamo il lavoro, non ci fermiamo - ripetono gli operai
possiamo andare avanti mesi». Si fa tutto guardando in alto, dove si lotta contro la fatica: dormire è quasi impossibile, di
notte la temperatura in questa estate anomala scende a 10 gradi. Una cosa buona c'è, il tempo per condividere sentimenti e
aspirazioni, fare squadra, proprio come succedeva in reparto. Gli otto, nonostante le asperità a cui sono sottoposti, non
mostrano il minimo segno di cedimento. «Lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri figli», dicono decisi. Il gruppo è ben
amalgamato, gli anziani vigilano sui più giovani, si aiutano l'un l'altro a superare i momenti no. «OGGI IL TEMPO non
passa mai», i nervi a fior di pelle. Mauro Alberti compirà 35 anni il 23 giugno. «Vorrei ricevere il regalo più bello: un
nuovo posto di lavoro», spiega con semplicità. Parole che rivelano tutta l'angoscia masticata da quando la fabbrica ha
chiuso: «Sono stati mesi terribili raccontano gli alpinisti pieni di rammarico e tristezza. Siamo abituati a rimboccarci le
maniche, non a farci assistere». Sotto c'è il solito via vai, la gara di solidarietà è commovente. Arrivano gli operai Yamaha
a portare conforto, ma anche colleghi in pensione: «È vergognoso costringere le persone a difendersi in questo modo, dice Andrea Pappalardo, ex operaio - una cosa del genere dal nostro padrone non ce la saremmo mai aspettata. Invece,
eccoci qui, a sostenere questi giovani che lottano per vedersi riconosciuto un diritto fondamentale: il lavoro. Mi chiedo se
il nostro è un Paese civile». Barbara Calderola Image: 20100622/foto/605.jpg
Argomento:
NORD
Pag.
53
Data:
23-06-2010
Il Giorno (Sondrio)
BERBENNO A BERBENNO, paese del manager di...
VALTELLINA: PRIMO PIANO pag. 5
BERBENNO A BERBENNO, paese del manager di Eventi Valtellinesi, Luca Spagnolatti e di Simona Vitali, consulente
del lavoro, la vicenda degli arresti eccellenti viene seguita costantemente leggendo i giornali locali. Il blitz eseguito dalla
Guardia di finanza è stato un fulmine a ciel sereno. «Abito non molto distante da Simona Vitali - dice un vicino - quella
mattina ho visto un'auto delle Fiamme gialle nei pressi della sua abitazione con a bordo un militare. Ma mai più avrei
pensato a una cosa del genere». E lei con Passamonti si vedeva? «A volte». «In paese della vicenda se ne parla - dice un
anziano - ma forse neppure più di tanto. C'è stupore. La gente non commenta. Quello che si dice è: se li hanno arrestati
qualcosa di sbagliato avranno fatto». CERTO è che Spagnolatti per Berbenno si è sempre dato da fare, vedi per la
Protezione civile ad esempio, e si è guadagnato la fiducia di tanti. E' sufficiente andare a rivedere il numero di preferenze
che si era guadagnato in Consiglio comunale. E' stato anche assessore. Anche per la frazione di Monastero aveva sempre
lavorato. Come per il rilancio della Sagra di San Bello che, in una decina d'anni, ha fatto registrare numeri considerevoli.
La festa è crescita e si è fatta conoscere in tutta la Valtellina con le sue circa 2mila presenze a edizione per vino e galline.
Da pochi giorni è stata portata a una settimana con ospiti eccellenti, merito anche dei contatti di Spagnolatti, diventato il
patron dell'evento enogastronomico. «Ultimamente per i tanti impegni si era un po' defilato - dice una volontaria della Pro
loco (sono una ventina le persone del sodalizio che lavorano gratuitamente per la rassegna più tutti i residenti della
frazione) - E' sempre stato molto disponibile. Con i suoi contatti aveva la soluzione per qualsiasi problema logistico e
organizzativo. Comunque si è sempre comportato bene e tutto è sempre stato fatto nella massima trasparenza. Le fatture
dei generi alimentari e le spese per la tensostruttura vengono liquidate in banca, dove vengono subito portati i soldi degli
incassi. A sovrintendere su tutto c'è un comitato di più persone, legate anche alla parrocchia. Si pensi che dopo l'ultima
edizione abbiamo versato 11mila euro alla chiesa di Monastero. E i lavori fatti in passato sono lì da vedere. Cosa
riceviamo noi volontari? Nulla. Alla fine facciamo una festa con quanto avanzato». Contributi dagli enti? «Poca cosa.
Parliamo di 1000-1500 euro o dalla Cm di Sondrio o dalla Provincia. E' tutto documentato». «L'unica cosa è che a
qualcono non piaceva molto la parata di politici di centrodestra. E poi i rappresentanti della Cm di Morbegno che
c'entravano?». Carlalberto Biasini
Argomento:
NORD
Pag.
54
Data:
22-06-2010
Il Giorno (Varese)
Numero di emergenza Il primo test a Varese
VARESE pag. 4
Maroni e Formigoni battezzano il nuovo 112
di ENRICO CAMANZI VARESE IL PRIMO squillo del 112, nuovo numero unico sperimentale di emergenza, risuona in
terra bosino. Anche se il dialetto, come scherzosamente fatto notare dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, non è fra le
cinque lingue parlate dagli operatori reclutati per il servizio. Il Varesotto ancora una volta, quindi, è scelto come
avanguardia per testare modelli di sicurezza integrata. È accaduto con i patti territoriali fra forze dell'ordine ed enti locali.
È successo con l'intesa sui laghi insubri. Si verifica di nuovo con il 112 tenuto a battesimo ieri pomeriggio a Villa
Recalcati dal numero uno del Viminale e dal presidente della Regione, Roberto Formigoni. Come mai tocca ancora alla
provincia giocare d'anticipo sul resto d'Italia? «Lo abbiamo concordato con la Regione - spiega Maroni prima di entrare
nel palazzo della Provincia - Abbiamo indicato l'area di Varese perché ha tutte le caratteristiche per organizzare la
sperimentazione più avanzata possibile». DENTRO Alberto Zoli, direttore generale dell'Areu, Agenzia regionale
dell'emergenza, elenca con maggior precisione le ragioni della scelta. Innanzitutto ha inciso la presenza di tecnologie
digitalizzate nella centrale operativa, localizzata presso la sede del 118 cittadino. Poi la possibilità di ampliare gli spazi
attualmente disponibili. Decisiva è stata anche la pluriennale esperienza nell'utilizzo di software applicativi adeguati alla
gestione dell'emergenza. Infine è stata garantita la formazione e la supervisione degli operatori chiamati a rispondere alle
telefonate. Il personale è stato «pescato» fra tre associazioni di volontariato attive sul territorio: Cri, Anpas e Croce
Bianca. Sono stati già formati in quattordici. Su ogni turno sono alla cornetta quattro persone, in postazione 24 ore su 24.
Già ieri, dopo l'avvio ufficiale della sperimentazione alle 14.15, hanno avuto il loro bel daffare. Nella prima ora hanno
ricevuto 140 chiamate di prova dalle varie forze dell'ordine - «un numero di telefonate pari a quello pronosticabile nel
caso di un'alluvione», dice Zoli - oltre a 16 allarmi provenienti dal 118, 15 dai carabinieri, 15 dai vigili del fuoco, 12 dalla
polizia e 3 da sistemi d'allerta. Ma le chiamate potranno essere smistate anche verso i gruppi territoriali della Protezione
civile e i presidi della polizia locale. «In questo periodo - annuncia con una punta di orgoglio Zoli - non è mai caduta la
linea». Oltre a tutta la provincia di Varese verranno coinvolti i comuni del Legnanese e alcuni lembi delle province di
Como e Novara. In sostanza tutte le chiamate in arrivo da apparecchi con i prefissi 0331 e 0332 e diretti a numeri che
iniziano con 11 sono state indirizzate verso la nuova centrale, per un totale di circa un milione di cittadini. «UNA
PORZIONE del territorio che rappresenta circa il 10 per cento dell'intera regione - fa i conti il governatore - La prima
sede operativa è qui a Varese, ma l'intenzione è estendere presto il servizio a tutta la regione». Alla fine dell'anno si
tireranno le somme per verificare la possibilità di estendere il servizio nel Paese. Alla presentazione di ieri hanno
partecipato, fra gli altri, il presidente della Provincia Dario Galli, il sindaco Attilio Fontana, il prefetto Simonetta Vaccari,
il questore Marcello Cardona, il comandante provinciale dei carabinieri Maurizio Delli Santi, il comandante provinciale
della Guardia di finanza Antonino Maggiore e il comandante provinciale dei vigili del fuoco Vincenzo Lotito.
Argomento:
NORD
Pag.
55
Data:
23-06-2010
Il Mattino di Padova
Estratto da pagina:
43
"memento aquila" al plaza cena per raccogliere fondi
- Giorno/Notte
“Memento Aquila” al Plaza Cena per raccogliere fondi
Sarà l'Hotel Plaza ad ospitare domani sera la cena charity per la raccolta fondi attraverso il volume «Memento Aquila».
Padova è stata scelta tra le 5 città che ospitano questo importante momento di beneficenza legata al terremoto che poco
più di un anno fa ha ucciso 308 aquilani, e l'intero ricavato della serata sarà devoluto al restauro della Cappella dell'Abate
della Basilica di S. Maria Collemaggio. Il volume, che sarà presentato durante il gala, è stato sostenuto da Gianni Letta,
curato dal giornalista e scrittore abruzzese Enzo Altorio ed edito da Legenda, promosso dalla Regione Abruzzo e
dall'Ufficio del Vice Commissario delegato per la Tutela dei Beni Culturali. L'opera attraverso 1300 immagini esprime
solidarietà e memoria in particolare grazie ai contributi letterari di 99 grandi italiani, artisti, musicisti, uomini di cultura e
di fede, scienziati, ma anche nomi che hanno un ruolo essenziale nella gestione dell'evento sismico. La cena sarà ospitata
nella sala Pollini dell'Hotel Plaza di corso Milano a partire dalle 20. (er.bol.)
Argomento:
NORD
Pag.
56
Data:
22-06-2010
Il Messaggero Veneto
Estratto da pagina:
9
allagamenti, la minoranza: erano evitabili
- Gorizia
Trivignano
TRIVIGNANO. Anche sabato, come il 30 maggio, trenta minuti di pioggia battente hanno allagato alcune zone di
Trivignano e Clauiano. E riprende la ricerca delle cause di questa situazione. «Non serve essere ingegneri – commenta la
capogruppo di opposizione Anna Maria Zuccolo - per capire che la “colpa” non è del depuratore, come sostengono il
sindaco Roberto Fedele e l'assessore ai lavori pubblici Remo Livoni. Abbiamo avuto la conferma che il problema è
localizzato in alcune zone del paese (via Aquileia e borgo San Martino), che basta mezz'ora di pioggia forte per farlo
emergere e che l'acqua poi defluisce velocemente quando la pioggia si placa. La ragione di tutto questo sta nella
manutenzione di fossati e griglie. A riprova di quello che dico c'è il fatto che negli anni di amministrazione Martines,
dopo i puntuali lavori fatti per scongiurare gli allagamenti, non sono mai successi fatti simili e sicuramente di pioggia ne
abbiamo vista negli anni». La capogruppo di minoranza punta poi di nuovo il dito sulla squadra di Protezione civile e sui
suoi coordinatori. «Per collocare segnali (a pioggia ormai finita) - dichiara - sono intervenute le squadre di S.Maria e
Bicinicco, i nostri volontari sono stati convocati una volta che la pioggia era defluita, il mezzo della Protezione Civile era
fuori uso. Per fortuna l'allarme è durato poco e si è risolto da solo. É una situazione le cui cause vanno ricercate nel lavoro
di “disgregazione” che è stato fatto ai danni della squadra comunale di Protezione Civile». (m.d.m.)
Argomento:
NORD
Pag.
57
Data:
22-06-2010
Il Messaggero Veneto
Estratto da pagina:
17
gemona, l'ospedale e lo smantellamento
- Udine
Il caso
Lo scorso maggio si è celebrato il 34º anniversario del disastroso terremoto che ha distrutto la nostra città di Gemona e ha
ucciso tra le macerie 400 abitanti. Questo tragico evento, causato da inevitabili forze della natura, ci ha dato la possibilità
di sperimentare e apprezzare la generosa solidarietà di un gran numero di persone venute in aiuto da quasi tutte le parti del
mondo. Durante le celebrazioni i numerosi politici nei loro discorsi hanno sempre elogiato e portato come esempio il
Comune di Gemona, per aver superato le tante difficoltà e per essere riuscito a realizzare la ricostruzione. Noi del Gruppo
Cicogna abbiamo riflettuto, durante questa ultima commemorazione, sul fatto che la solidarietà dei politici è sempre più
presente a parole, ma è poi smentita dai fatti. Infatti i nostri rappresentanti politici, partendo dalla considerazione che il
terremoto ha colpito tutta la regione, non valutano con sufficiente attenzione i danni che Gemona ha subìto in seguito alla
distruzione del suo ospedale e del fatto che altri hanno approfittato di questa situazione ampliando (con i soldi ricevuti per
il terremoto) i loro ospedali e consolidando i loro servizi a scapito dell'ospedale San Michele di Gemona. Stiamo infatti
assistendo al completo e strisciante smantellamento di questa struttura e stiamo verificando che le leggi regionali ci stanno
tagliando i servizi fino a togliere recentemente nel nuovo Piano sanitario regionale anche il nome dell'ospedale. Stiamo
amaramente constatando che, pur nella necessità di una profonda riorganizzazione dei servizi ospedalieri della regione,
solamente Gemona è mutilata dei suoi servizi mentre per altre realtà (certamente meglio rappresentate politicamente) si
riesce sempre a trovare delle soluzioni positive (vedi San Daniele, Spilimbergo, Palmanova, Latisana, Monfalcone, San
Vito, Aviano, Trieste, Pordenone). Vogliamo ricordare che Gemona è sempre stata fin dal 1259 e fino a prima del
terremoto, sede di un ospedale, proprio per la sua posizione strategica che la pone al centro di comunicazioni ferroviarie,
stradali e autostradali. Non dimentichiamo che poco prima della tragica notte del 6 maggio era appena stato completato un
nuovo ospedale di sette piani e 400 posti letto, costruito con i finanziamenti regionali. Cosa è rimasto per Gemona di tutto
questo ? Dal 1995 a oggi con le varie leggi e piani sanitari regionali si sta verificando un progressivo e programmato
smantellamento e questo non è certamente la solidarietà che a ogni ricorrenza i politici ci vengono a portare. Era quindi
doveroso, parlando di solidarietà, ridare a questo territorio quelle risorse in servizi che il terremoto aveva tolto e che i
politici per meri motivi di opportunità politica hanno portato altrove. In questo modo essi hanno impoverito e continuano
a impoverire questo territorio a vantaggio di aree limitrofe che hanno approfittato delle disgrazie altrui.
Evelina Uberti
per il gruppo Cicogna
Gemona del Friuli
Argomento:
NORD
Pag.
58
Data:
23-06-2010
La Nuova Venezia
Estratto da pagina:
22
mirano
- Provincia
MIRANO
Oggi c'è Consiglio
Consiglio oggi alle 18.30 in barchessa di villa Errera. Si parlerà di Passante e mitigazioni, rapporti tra Terna e Comune
sull'elettrodotto.
SANTA MARIA DI SALA
Protezione civile
Il sindaco e la giunta hanno trasmesso ai comuni vicini una nota ufficiale di ringraziamento ai gruppi di protezione civile
del distretto Miranese che hanno prestato aiuto durante gli allagamenti di Sant'Angelo e Caltana del 12 e 13 maggio
scorsi.
MIRANO
Mostra in villa
«La leggerezza della ragione» è la mostra d'arte contemporanea in villa Giustinian-Morosini. Orario: 10-12 e 16-19.
Ingresso libero.
Argomento:
NORD
Pag.
59
Data:
23-06-2010
La Nuova Venezia
ca' bianca chiederà i danni
Una ventina le abitazioni allagate, devastati i terreni agricoli
CHIOGGIA. I residenti di Ca' Bianca chiederanno un indennizzo per i danni dei nubifragi di domenica che hanno allagato
una ventina di abitazioni. Protezione civile e vigili del fuoco sono rimasti ore per prosciugare i garage, gli scantinati e i
piani terra finiti in ammollo. «E' stato un disastro - racconta il consigliere Silvano Dianin, residente nella frazione - venti
famiglie si sono ritrovate con le case allagate, anche 20-30 centimetri in alcuni casi. Le pompe azionate dal consorzio di
bonifica non sono bastate perché alcune abitazioni si trovano in zone basse e con impianti di smaltimento insufficienti.
L'acqua si è accumulata sulla strada e da lì poi è entrata nelle case». Passata l'emergenza i residenti stanno quantificando i
danni. Il terreno agricolo circostante, dove è stato seminato da poco il mais, era ancora un acquitrino. Il motivo del
mancato deflusso delle acque è, probabilmente, legato al livello del terreno, che è più basso rispetto agli argini dei due
fiumi, il Bacchiglione e il Brenta, che percorrono la zona. Una situazione che rischiava di far marcire la semina e di
compromettere, quindi, il raccolto e per risolvere la quale era necessario usare delle idrovore di potenza adeguata.
Il lavoro di prosciugamento delle campagne, con due idrovore in funzione a ciclo continuo, è durato tutto ieri, con
l'impiego della squadra dei pompieri di Chioggia e di un'altra squadra di cinque uomini giunta da Mestre. (d.deg.)
Argomento:
NORD
Pag.
60
Data:
La Nuova Venezia
23-06-2010
Estratto da pagina:
24
fossò, cento richieste di risarcimento - (davide massaro) /
- Provincia
Fossò, cento richieste di risarcimento
Avviata la raccolta rifiuti. Il sindaco: «Speriamo che i soldi arrivino presto»
L'eternit e gli speciali saranno raccolti e smaltiti a carico del Comune. Un cassone per gli inerti
(DAVIDE MASSARO) /
FOSSO'. Sono già un centinaio le richieste di risarcimento danni presentati all'ufficio Lavori pubblici del comune di
Fossò. Nonostante sia rientrato l'allarme maltempo continua la conta dei danni provocati dalla tromba d'aria che sabato,
poco dopo le 17.30, ha spazzato da nord a sud Fossò provocando circa due milioni di euro di danni. Ieri in Comune c'era
un via vai di persone che si recavano negli uffici tecnici con foto e documentazione per la richiesta di risarcimento. «Sono
molti i cittadini - afferma il sindaco di Fossò Luciano Compagno - che si sono recati in Comune per la richiesta di danni.
Abbiamo presentato la domanda di calamità naturale per il nostro paese anche se non sappiamo ancora i tempi con cui
verranno liquidati i risarcimenti. Speriamo presto perché i danni sono stati molto ingenti».
Intanto è partita anche la raccolta dei rifiuti e le segnalazioni per la raccolta di eternit di cui il Comune si farà totalmente
carico con Veritas. «Abbiamo deciso - prosegue il primo cittadino - di accollarci le spese per lo smaltimento dei rifiuti
speciali come l'eternit perché molti cittadini si sono trovati nelle loro proprietà pezzi di materiale pericoloso di cui non
sapevano la provenienza». In via XXV aprile è stato posizionato un cassone per il deposito degli inerti mentre già ieri
sono passati i camion Veritas per la raccolta del verde. La raccolta di eternit, invece, sarà predisposta nei prossimi giorni
quando saranno terminate le segnalazioni.
L'amministrazione comunque invita i cittadini a preparare il materiale in sacchi e a contattare il Comune allo 041.5172311
per il ritiro del materiale speciale. La tromba d'aria che si è abbattuta sabato poco dopo le 17.30 a Fossò colpendo,
marginalmente, anche Dolo, Fiesso, Stra, ha avuto origine dietro la chiesa San Bartolomeo, ha colpito prima il forno
Fornasiero e poi il cimitero quindi si è diretta verso il centro del paese. Il tornado ha colpito violentemente uno stretto
corridoio che ha avuto come epicentro il capoluogo. Il vento ha abbattuto comignoli comignolie antenne, divelto piante,
segnaletica e insegne e ha fatto volare vasi pesanti e garage in lamiera. Le case inagibili sono state otto ma oltre cinquanta
hanno subito ingenti gravi danni. La tromba d'aria che ha sconvolto il paese ha portato dietro di sé solo distruzione. Già
ieri in molte case i nylon neri che servivano per non far entrare la pioggia erano stati rimossi e i muratori erano al lavoro
sopra i tetti delle abitazioni. Ora però i cittadini di Fossò chiedono alle Regione e al Governo di intervenire e di
provvedere velocemente all'indennizzo dei danni subiti.
Argomento:
NORD
Pag.
61
Data:
23-06-2010
La Nuova Venezia
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24
esercitazione alla benckiser oggi suoneranno le sirene
- Provincia
MIRA. Questa mattina dalle 10 alle 12 in parecchie occasioni suoneranno le sirene d'allarme poste sopra lo stabilimento
della Reckitt Benckiser.
«I cittadini di Mira e in particolare della frazione di Mira Taglio - spiega l'assessore all'ambiente Maurizio Barberini (nella
foto) - non dovranno preoccuparsi. Non si tratta di nessuna emergenza reale, ma di una emergenza simulata, che serve a
provare il reale grado di reattività delle squadre di emergenza di fronte ad un eventuale incendio o fuga di sostanze
pericolose».
Si tratterà di una prova di emergenza, con la prevista evacuazione del personale, all'interno dello stabilimento Reckitt
Benckiser. L'esercitazione interesserà l'edificio n. 24 che ospita Imballaggi di Materie Plastiche». (a. ab.)
Argomento:
NORD
Pag.
62
Data:
23-06-2010
Il Piccolo di Trieste
ronchi rinnova l'amicizia con metlika
TRASFERTA IN SLOVENIA PER IL 40° ANNIVERSARIO DEL PATTO DI GEMELLAGGIO
RONCHI Si sono tenuti lo scorso fine settimana a Metlika, i festeggiamenti per il 40° anniversario del patto di
gemellaggio con la cittadina slovena, evento al quale ha partecipato una folta rappresentanza di Ronchi guidata
dall'assessore Livio Vecchiet. E i festeggiamenti prevedevano innumerevoli incontri sportivi, tra i quali calcio, tennis,
pesca sportiva, l'incontro tra le squadre della protezione civile e altre gare. Incontri alla quale hanno partecipato anche le
squadre provenienti dall'altro comune gemellato, cioè l'austriaco Wagna: alla fine vincitore è risultato proprio il comune
di Ronchi. Una bellissima festa che ha visto rinnovarsi ufficialmente il patto del gemellaggio, alla presenza del
parlamentare europeo Edeltraud Gatterer ed alla presenza del ministro della difesa sloveno Ljubica Jelusic, in quanto la
cerimonia prevedeva la consegna della Bandiera d'Europa al Comune di Metlika. Durante la cerimonia ha preso la parola
anche l'assessore Livio Vecchiet, che ha ricordato i motivi storici per cui è nata l'amicizia con Metlika durante la seconda
guerra mondiale, quando, in località Suhor, si formò una brigata partigiana alla quale aderirono i nostri padri con un unico
ideale quello della democrazia e della libertà. L'assessore ha sottolineato che il rapporto di amicizia tra questi tre Comuni,
ha bisogno di questi incontri come quello dei giorni scorsi, ma ha anche bisogno che sempre più siano coinvolti i giovani
e questo deve passare attraverso le scuole che devono sempre di più avvicinare i giovani alla cultura dell'amicizia,
scavalcando tutti i confini. «Non sono momenti facili per le nostre economie – ha detto Vecchiet - ma dobbiamo fare in
modo che questi incontri non vengano meno, ma anzi siano aumentati, perché queste occasioni rappresentano nuove
opportunità di crescita culturale e di integrazione, delle nostre comunità. Il filo che ha unito i nostri padri, nella lotta di
Liberazione, deve diventare più solido, difendendo sempre la libertà e la democrazia, ma questo filo ora deve anche
difendere i valori che ci accomunano, l'amicizia, la cultura, lo sport, e questi valori devono essere trasmessi ai giovani,
che rappresentano sempre il nostro futuro». Non possiamo fermarci a quanto raggiunto fino ad ora, ma dobbiamo lavorare
sempre, impegnarci per migliorare i rapporti fra organi istituzionali, fra associazioni culturali e sportive, fra le nostre
scuole, per fare conoscere a tutti la cultura del gemellaggio, la cultura dell'amicizia – ha concluso - dove non esistono più
ostacoli ma nuove opportunità”.
Luca Perrino
Argomento:
NORD
Pag.
63
Data:
23-06-2010
Il Piccolo di Trieste
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4
sepe: sempre stato trasparente. bertolaso? gli procurai una casa
APPALTI G8: BUFERA SUL CARDINALE
Sepe: «Sempre stato trasparente. Bertolaso? Gli procurai una casa»
In arrivo dai pm la rogatoria su Propaganda Fide Lunardi, già chiesta l'autorizzazione a procedere
lFabrizio a
ROMA Inchiesta su appalti e favori, l'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe si difende. In conferenza stampa sostiene di
voler andare avanti «con serenità, accetto la croce e perdono quanti hanno voluto colpirmi». Il cardinale accusato di
corruzione spiega di aver agito «sempre in tutta trasparenza», anche se ammette di essersi speso per far avere una casa a
Roma al capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, anch'egli indagato. I pm di Perugia, intanto, hanno presentato la
rogatoria in Vaticano per conoscere l'attività di Propaganda Fide e hanno chiesto l'autorizzazione a procedere contro l'ex
ministro Pietro Lunardi.
Argomento:
NORD
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64
Data:
Il Piccolo di Trieste
23-06-2010
superstrada, si incendia motrice di autoarticolato
CARREGGIATA CHIUSA
Attimi di paura ieri mattina per l'incendio della motrice di un autoarticolato lungo il tratto di Grande viabilità all'altezza
delle Torri d'Europa.
Il rogo è stato preceduto, come hanno testimoniato alcuni abitanti della zona, da una violenta esplosione. E in breve le
fiamme hanno avvolto il pianale della motrice del Tir. Il mezzo, dopo una manovra repentina, si è piegato su un lato
occupando entrambe le carreggiate.
L'allarme è stato praticamente immediato. Perché di quello che stava accadendo si sono accorti in diretta alcuni vigili
della caserma di via D'Alviano. Da una terrazza dello stabile dei pompieri infatti si vede proprio il tratto di Grande
viabilità interessato dal rogo. Sono dunque partiti immediatamente alcuni mezzi. Ma - su indicazione della polizia
municipale che nel frattempo aveva bloccato il transito - hanno percorso il raccordo contromano per raggiungere più
velocemente il Tir incendiato. Il mezzo, secondo i primi accertamenti, era diretto verso il Molo settimo dove avrebbe
dovuto imbarcarsi su un traghetto.
L'intervento delle squadre di soccorso si è protratto per tutta la mattinata. Le vetture dirette verso il centro sono state fatte
uscire all'altezza della Galleria di Servola. Solo attorno alle 13 i vigili urbani hanno dato l'ok al transito, e solamente lungo
una corsia della Grande viabilità. Nel frattempo la motrice incendiata è stata finalmente rimossa. Sul posto anche una
squadra dell'Anas per le verifiche relative al fondo stradale, già in quella zona particolarmente compromesso e oggetto di
interventi da molti mesi. (c.b.)
Argomento:
NORD
Pag.
65
Data:
23-06-2010
La Provincia Pavese
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20
fiamme nella falegnameria pompieri al lavoro per domare l'incendio
- cronaca
VILLANTERIO. Incendio, l'altra sera, nella falegnameria di via Castellere. I vigili del fuoco hanno lavorato quasi due ore
per domare le fiamme. Il fuoco si è sprigionato appena dopo le 20: a bruciare dieci bancali di compensato pressato e parte
della copertura del tetto. Le fiamme, infatti, si sono levate quasi subito alte raggiungendo la sommità dell'edificio. Sul
posto, in pochissimi minuti, sono arrivati pompieri da Lodi, dalla vicina Sant'Angelo Lodigiano, e da Pavia. In tutto 13
uomini. Spiegano i pompieri al comando di Pavia: «Si producono laminati in legno laccati ad alto rischio incendio così
come in qualsiasi altra falegnameria. Problemi di questo tipo, infatti, li abbiamo abbiamo spesso in aziende simili». I fogli
di legno vengono incollati con resine infiammabili anche se fredde. A volte basta una scintilla, provocata anche dallo
stesso macchinario che sta lavorando, e scoppia un incendio. Sul posto anche i carabinieri di Landriano che tendono a
escludere il dolo. (ch. rif.)
Argomento:
NORD
Pag.
66
Data:
23-06-2010
La Provincia di Como
«Paratie, l'acqua in uscita a rischio»
l'esperto
(M.Cast.) «Le paratie potrebbero interrompere il flusso di acque sott'alveo verso il lago»: è l'ipotesi indicata dall'ingegner
Franco Panzeri, specializzato in sistemi idraulici, progettista di diversi depuratori e che si pone interrogativi sullo
sbarramento rappresentato dalle opere di difesa dalle piene. Già negli anni scorsi, i tombini sembravano ribollire, come se
l'acqua delle rogge e delle falde e pure quella nera non riuscissero più ad entrare nel lago alto e tornassero indietro.
«Quando il lago è basso, il sistema funziona: le acque di drenaggio della città defluiscono. Ma c'è un limite d'esondazione
oltre il quale gli impianti vanno in tilt», riflette l'ingegner Panzeri. «Non conosco nel dettaglio il complesso di regolazione
delle acque sott'alveo - spiega - Ma credo sia stata prevista l'interruzione dello scambio tra acque di falda, di roggia, acque
scure e il lago, nonchè un sistema di pompaggio, in caso di esondazione».
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Argomento:
NORD
Pag.
67
Data:
23-06-2010
La Provincia di Cremona
«Scuole tutte a rischio sismico»
edizione di Mercoledì 23 giugno 2010
Soncino. Critiche del Pd alla soluzione dell'emergenza scuole adottata dalla giunta
SONCINO — Non piace alla sinistra locale la soluzione all'emergenza scuole elementari messa in campo dal centrodestra
che prevede il trasferimento delle classi della scuola primaria di via Marconi nella scuola parrocchiale San Martino. «In
seguito all'intervento sulle scuole di via Marconi — dice Vittore Soldo per il Pd di Soncino — si perderà un'ala
dell'edificio. Per consentire la risistemazione della parte vecchia, si manderanno temporaneamente i bambini all'edificio
scolastico di San Martino. Edificio, quest'ultimo per cui si prevede una spesa di adeguamento delle strutture per accogliere
solo temporaneamente gli alunni».
«Alla luce di questa soluzione sembra chiaro che non è emerso il vero problema: nessun edificio scolastico soncinese, che
possa accogliere un numero importante di studenti, rispetta la normativa anti-sismica, ha una mensa o degli spazi adeguati
a rendere più efficace l'insegnamento e l'educazione dei nostri figli. Credo non sia velleitario poter pensare di dare una
risposta al problema considerandolo nella sua interezza. Forse, sarebbe il caso di ripensare l'intervento in modo che questo
non soddisfi solo la normativa anti-sismica ma anche un criterio urbanistico di più larghe vedute, che rispetti soprattutto
l'esigenza formativa e che pensi concretamente ad uno spazio mensa. Pensare ad un edificio scolastico che abbia gli spazi
sufficienti per la didattica, che possa soddisfare un numero di utenti stimati dal recente Piano di governo del territorio, che
preveda una mensa, la possibilità di seguire tutti gli studi primari negli stessi spazi e che sia soprattutto sicuro, non mi
sembra si possa definire una polemica strumentale. Se la maggioranza fosse realmente disponibile ad aprire dei tavoli di
confronto potrebbe farlo ma soprattutto potrebbe mettere in pratica le dinamiche partecipative con uno strumento
istituzionale che è già presente nel regolamento di un ente pubblico: le commissioni. Sia chiaro — conclude Soldo — che
si potrebbero creare, oltre alla commissione edilizia o la commissione bilancio, altre commissioni».
Argomento:
NORD
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68
Data:
23-06-2010
La Provincia di Cremona
Appalti, ‘a rischio gli onesti'
edizione di Mercoledì 23 giugno 2010
Spese pubbliche. Corte dei conti: stanziamento immotivato per il palazzo di Propaganda Fide
L'allarme lanciato dall'Autorità di vigilanza ‘Troppi provvedimenti di natura emergenziale'
ROMA — Una corruzione «radicata e diffusa» crea «una profonda e sleale alterazione» della concorrenza che «può
contribuire ad annientare le imprese oneste costringendole ad uscire dal mercato» degli appalti. L'allarme è dell''Autorità
di vigilanza sui contratti pubblici che denuncia anche il rischio che le norme del Codice degli appalti possano restare
disapplicate per il «sistematico ricorso a provvedimenti di natura emergenziale». Come l''affidamento di appalti gestiti con
ordinanze della Protezione Civile, dai «grandi eventi» (G8, mondiali di nuoto, celebrazioni per l''Unità d''Italia...) al
terremoto in Abruzzo, che registra una «tendenza all''incremento» ed ha toccato nel 2009 il picco di ordinanze (49) e
spesa (3,94 miliardi).
Nel 2009, considerando le gare di appalto di importo superiore a 150mila euro, i contratti pubblici hanno raggiunto un
importo di 79,4 miliardi di euro, pari al 6,6% del Pil, con un aumento del 4,8% (+2,6% in termini reali), ed un impatto
positivo sull'occupazione «dell'ordine di 32mila unità» che possono salire a 50mila per un effetto di «moltiplicazione sulla
domanda interna». Un trend positivo che è confermato anche nel 2010, con un +11% nel primo trimestre. Intanto
dall'inchiesta che ha al centro proprio gli appalti per le grandi opere emergono nuovi particolari. I lavori al palazzo di
Propaganda Fide, in piazza di Spagna a Roma, non solo vennero svolti solo in parte, ma quelli eseguiti furono fatti senza
rispettare in pieno la normativa vigente e, in alcuni casi, non rispettandola affatto. E quanto si evince dalla relazione della
Corte dei Conti, agli atti dell'inchiesta di Perugia nella quale sono stati indagati per corruzione il cardinale Crescenzio
Sepe, che guidava la Congregazione, e l'ex ministro Pietro Lunardi. Per il palazzo di piazza di Spagna — è emerso
dall'inchiesta — furono utilizzati fondi pubblici erogati attraverso la società Arcus, due milioni e mezzo nel 2005 e un
milione e mezzo l'anno successivo. Uno stanziamento definito «incongruo» e «non motivato» dalla stessa Corte dei Conti.
La Procura di Roma, intanto, ha formulato la richiesta al Gip di rinnovo delle misure cautelari nei confronti dei quattro,
dei sette indagati, nell'inchiesta sull'appalto della scuola marescialli dei carabinieri di Firenze. Riguardano l'ex presidente
del consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci, quello della Toscana, Fabio De Santis, l'imprenditore
Francesco Maria De Vito Piscicelli e l'avvocato Guido Cerruti.
Argomento:
NORD
Pag.
69
Data:
23-06-2010
La Provincia di Lecco
Concluso il corso per volontari
colico
(m. vas) Con l'esercitazione che si è svolta in via Montecchio Nord con il montaggio di differenti tipi di tensostrutture,
classiche e pneumatiche in uso dalla Protezione civile per l'allestimento di campi di accoglienza per la popolazione, si è
chiuso il corso base per i volontari organizzato dalla sezione Ana di Colico (nella foto). Era partito il 16 aprile. Hanno
partecipato all'esercitazione quaranta volontari provenienti dai comuni di Colico, Pianello del Lario, Dongo, Cremia,
Dorio, Musso, Consiglio Rumo, Garzeno, Montemezzo, Vestreno e persino da Valdidentro, in provincia di Sondrio.
Sono intervenute anche due volontarie dell'Ana, Sonia Gatti Manzi di Pianello del Lario e Giovanna De Bernardi di
Colico. Il corso è stato organizzato da Stefano Foschini, coordinatore della locale unità di Protezione civile e responsabile
del settore della prevenzione medica e veterinaria dell'ospedale da campo Ana ed ha visto avvicendarsi relatori di
prim'ordine per trattare temi di particolare rilevanza sull'osservanza dei requisiti di sicurezza e l'utilizzo dei dispositivi di
protezione individuali.
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Argomento:
NORD
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70
Data:
23-06-2010
La Provincia di Sondrio
Territorio ripulito e messo in sicurezza dai volontari di Cosio e del C.o.m. 2
un fine settimana di superlavoro per 90
Territorio ripulito e messo in sicurezza
dai volontari di Cosio e del C.o.m. 2
Funziona il gemellaggio con i gruppi di Corsico, Cesano, Assago, Buccinasco e Trezzano
None
COSIOManutenzione, messa in sicurezza e pulizia per il territorio comunale di Cosio dove da venerdì 11 a domenica 13
giugno la squadra comunale della protezione civile, con il supporto materiale dell'amministrazione di Cosio, ha portato a
termine una serie di interventi realizzati grazie all'ormai consolidato gemellaggio con i gruppi comunali del C.o.m. 2,
composto dai volontari dei comuni di Corsico, Cesano Boscone, Assago, Buccinasco e Trezzano.
In tutto sono stati impegnati 90 volontari, guidati dal coordinatore del gruppo di Cosio, Giulio Zecca e sostenuti dall'aiuto
di qualche residente delle zone oggetto dei lavori. «Il territorio del Comune è stato diviso in diverse zone di cantiere spiegano gli organizzatori - Il principale è stato allestito nella zona di Piantina dove è stato realizzato ex novo un tratto di
acciottolato e relativa staccionata della vecchia mulattiera che collega Piantina stessa con la località Garzade. Per capire
l'impegno basti pensare che sono stati movimentati ben 400 quintali di sassi. Nelle vicinanze sono stati ripuliti dalle
sterpaglie e dai rami i sentieri Piantina-Terreni-Regoledo e Piantina-Terreni-Cosio. Stesso lavoro è stato fatto per i sentieri
d'accesso ai bacini posti presso l'Alpe Tagliata».
A Mellarolo è stato rifatto un sentiero e, infine, lungo la strada Piagno-Vallate-Dossa è stato ultimato un lavoro iniziato lo
scorso anno, con il posizionamento di 6 canaline per il deflusso delle acque.
Domenica pomeriggio è stato il momento dei saluti tra i componenti del gruppo di Cosio e quelli del C.o.m. 2. Il
coordinatore Giulio Zecca ha commentato positivamente l'attività: «Sono veramente soddisfatto di quanto siamo riusciti a
mettere in campo e sento di dover ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a questa iniziativa. Il gemellaggio con i
gruppi del C.o.m. 2 funziona e siamo pronti a restituire la collaborazione ricevuta. Voglio però ringraziare per l'oscuro ma
prezioso lavoro le nostre tre cuoche Gina Nori, Maria Sborzacchi e Irene Ruffoni che, insieme all'aiutante Primo Ruffoni
che con il loro lavoro hanno fornito ai volontari le energie sufficienti all'impegno durato tre giorni».
Anche il sindaco Fausta Svanella, presente al pranzo di chiusura, ha voluto esprimere a nome dell'amministrazione
l'apprezzamento per quanto realizzato: «Sino a quando ci saranno persone attente e disponibili a tutelare il territorio in cui
viviamo e ad intervenire su di esso dimostrando passione, disponibilità e senso civico, potremo stare tranquilli. Grazie a
tutti per i concreti risultati».
Annalisa Acquistapace
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Argomento:
NORD
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Data:
22-06-2010
Il Secolo XIX
Conclusi i lavori sul ponte riapre Corso Roma Est
diano, Varcavello in Sicurezza
Da ieri pomeriggio ripristinato il traffico veicolare
Loredana GritaDiano Marina. Corso Roma Est, chiuso al traffico dai primi giorni del mese di marzo, è di nuovo
percorribile in auto.
Sono infatti praticamente conclusi i lavori per la messa in sicurezza del torrente Varcavello che ne avevano causato la
chiusura e da ieri pomeriggio è stato ripristinato il traffico veicolare, al termine dell'ultimo collaudo del nuovo ponte sul
corso d'acqua, rialzato rispetto al precedente di una cinquantina di centimetri.
Il sopralluogo che ha decretato la riapertura alle auto della strada cittadina è avvenuto in mattinata con la supervisione
dell'ingegnere capo del comune, Riccardo Volpara. Alla fine dal Comando della polizia municipale dianese è arrivato il
via libera alla riapertura di corso Roma con grande soddisfazione degli abitanti della zona ed ancor più dei commercianti
che per tutto questo tempo, vacanze di Pasqua, ponte del XXV Aprile e del Primo maggio compresi, hanno subito il
disagio di una strada spezzata in due ed il conseguente calo degli affari a causa dell'inaccessibilità degli esercizi
commerciali.
La realizzazione del progetto aveva anche causato lo spostamento del mercato settimanale del martedì in viale Kennedy e
dintorni e suscitato lamentele sia da parte degli abitanti di quella zona, sia degli ambulanti molti dei quali, anche
recentemente, hanno manifestato il desiderio di tornare a allestire i loro banchi in corso Roma est. ,
I lavori per la messa in sicurezza del torrente erano stati decisi dopo l'ennesima esondazione del corso d'acqua che in
passato aveva ripetutamente superato gli argini allagando cantine e magazzini e creando non pochi pericoli e disagi. Oltre
a risagomare gli argini è stato dunque alzato il ponte allo scopo di dare maggiore "luce" e quindi una maggiore portata al
torrente e di conseguenza eliminare il rischio di allagamento.
I lavori (la Regione aveva concesso un contributo di un milione e 300mila euro) sono stati eseguiti dall'impresa Bocchio,
che nei prossimi giorni completerà le opere di allaccio alle reti di idriche ed elettriche eliminando le condotte volanti che
per tutta la durata dei lavori hanno permesso il rifornimento della zona di acqua ed energia. Intanto i pedoni potranno
continuare ad usufruire e di un solo marciapiede, quello lato mare.
[email protected]
© riproduzione riservata
.x/22/1006
la padrona di dora«Non oso pensare alle conseguenze se le api invece della cagnolina avessero assalito un bimbo»
.x/22/1006
Argomento:
NORD
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rassegna stampa Protezione civile 23 giugno