4° CIRCOLO DIDATTICO "Carolina Bregante" Monopoli - via Gobetti,45 Tel. 080 802359 - Fax 080 802359 e- mail: [email protected] PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA ANNO SCOLASTICO 2009/2010 4° CIRCOLO DIDATTICO “CAROLINA BREGANTE” PRESENTAZIONE IL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA DELLA SCUOLA PRIMARIA “CAROLINA BREGANTE” E’ FRUTTO DI UN LAVORO SINERGICO , DI PIANIFICAZIONE E COORDINAMENTO CHE VEDE IMPEGNATE TUTTE LE RISORSE UMANE DELLA SCUOLA, CIASCUNA NELL’AMBITO SPECIFICO DEL RUOLO, DELLE RESPONSABILITA’ E DELLE COMPETENZE (DIRIGENTE SCOLASTICO, VICARIA, FUNZIONI STRUMENTALI, RESPONASABILI, COLLEGIO DEI DOCENTI) SULLE BASI DEGLI INDIRIZZI E DELLE SCELTE GENERALI DI GESTIONE E DI AMMINISTRAZIONE DEFINITI DAL CONSIGLIO DI CIRCOLO. IL PIANO RIFLETTE LE ESIGENZE DEL CONTESTO CULTURALE, SOCIALE ED ECONOMICO DELLA REALTA’ LOCALE ED E’ COERENTE CON GLI OBIETTIVI EDUCATIVI DETERMINATI A LIVELLO NAZIONALE. 22 PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA ANNO SCOLASTICO 2009/2010 PREMESSA Il Piano dell’offerta formativa, secondo il Regolamento sulla autonomia didattica e organizzativa, è il documento fondamentale della scuola che la identifica dal punto di vista culturale e progettuale e ne esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa. Il POF tiene conto delle esigenze del contesto sociale e prevede un’organizzazione della didattica che assicuri il successo formativo di ogni alunno. In coerenza con quanto affermato dagli articoli 1, 8, 9 del DPR 275/99, la nostra scuola intende aprirsi con equilibrio al territorio per coglierne le opportunità da esso offerte e metterle a disposizione degli alunni. - CRITERI Nell’elaborare il piano dell’offerta formativa la scuola ha tenuto conto del DPR 275/1999, Regolamento sull’autonomia organizzativa e didattica, delle indicazioni del DM 179/99, della Legge 53/2003, del D.L. 59 /2004, della C.M. 29/2004, della Direttiva 68/2007, DPR 20 maggio 2009 n.89 Revisione dell’assetto ordina mentale, D.L. n.112/2008 convertito, con modificazioni dalla legge n.133/2008. - FLESSIBILITA’: intesa come l’insieme delle scelte innovative per le attività didattiche, organizzative, curricolari ed extracurricolari; - INTEGRAZIONE: intesa come coerenza progettuale e coordinamento delle diverse iniziative progettate dalla scuola in accordo con Enti e Associazioni locali; - RESPONSABILITA’: intesa come assunzione di impegni per il conseguimento degli obiettivi previsti, attraverso una puntuale verifica e valutazione degli esiti. 1. LA NOSTRA SCUOLA DIREZIONE DIDATTICA “CAROLINA BREGANTE” IV CIRCOLO 1. Scuola Primaria Plessi n. 4 • C.Bregante-via Gobetti tel. 080802359 - fax 080802359 - codice fiscale 80011720721 • Antonelli c.da Antonelli – Monopoli tel. 0806900815 • Gorgofreddo c.da Gorgofreddo - Monopoli tel.0806900596 • Madonna del Rosario c.da Cozzana - Monopoli tel.080803534 2. Scuola dell'Infanzia Plessi n. 4 • Via Veneto – Monopoli tel.0809371311 • Gobetti – Monopoli tel. 080808327 33 • Lamamolilla – Monopoli tel. 0806904001 1.0. Il territorio e il contesto socio - economico Il plesso di Scuola Primaria “Carolina Bregante” e i due plessi di scuola dell’Infanzia “ Via Veneto” e “Gobetti” sono ubicati nella zona nord di Monopoli in un quartiere di nuova edificazione in via di espansione edilizia ed economica. Questa parte del territorio è occupata da abitazioni vicine all’area industriale. Nella zona la viabilità è buona e riesce a garantire la comunicazione con il centro e gli altri quartieri grazie al trasporto comunale. Nelle vicinanze della scuola sorge un centro sociale. La vicina chiesa parrocchiale Regina Pacis e l’Associazione culturale “Arte-Suono-Spettacolo” sono centri di aggregazione e di scambi culturali. Gli edifici di Antonelli, Gorgofreddo, Madonna del Rosario, Lamamolilla sono siti in zone rurali a media distanza da Monopoli. Le contrade sono dotate di servizi di prima necessità; mancano autobus comunali e i collegamenti sono garantiti da ditte private di trasporto con corse giornaliere uniche. Le iniziative culturali sono legate ai centri parrocchiali. Gli alunni frequentanti provengono da nuclei familiari di media estrazione sociale con rappresentanza eterogenea dei vari settori economici. Si registra la presenza di alunni che versano in situazioni economiche disagiate, specialmente se appartenenti a quelle famiglie che si trovano in situazione di precarietà lavorativa. Inoltre, occorre evidenziare un altro fenomeno sociale, ovvero la separazione di alcune coppie con la conseguente disgregazione del nucleo familiare. Gli alunni provenienti da tale realtà, più di altri, presentano problemi sul piano socio - affettivo. Come per il centro, anche per le scuole rurali, il ceto socio – economico delle famiglie è eterogeneo e si evidenziano le stesse problematiche precedentemente rilevate. Dal sondaggio effettuato emergono i seguenti dati: OCCUPAZIONE dei genitori • Non occupati 29% * • Agenti di commercio 9% • Pensionati 1% • Pubblici ufficiali 1% • Settore alberghiero 2% • Liberi professionisti 8% • Lavoratori dipendenti 18% • Artigiani 4% • Operai 23% 44 *il dato include casalinghe e disoccupati TITOLI DI STUDIO DEI GENITORI • Nessuno 0,3% • Licenza elementare 1% • Licenza media 45% • Diploma 37% • Laurea 6,7% 1.1. Analisi della situazione scolastica Il bacino di utenza del Plesso C. Bregante, via Veneto e via Gobetti abbraccia la zona Nord di Monopoli, mentre i plessi rurali accolgono alunni provenienti dalle contrade limitrofe, che usufruiscono del servizio di trasporto scolastico. Per l’anno scolastico 2009/2010, l’organico funzionale di Circolo, per la Scuola Primaria è composto: 2. POSTI 3. NUMERO INSEGNANTI Comuni 45 Sostegno 8 Specialiste lingua straniera 2 Specializzate lingua straniera 16 Specialiste I.R.C. 3 Specializzate I.R.C. 4 *insegnante utilizzata anche su altro circolo **insegnante utilizzata anche nella Scuola dell’Infanzia Popolazione scolastica: 4. Plesso Classi Alunni Femmine 5. Diversamente abili Carolina Bregante 24 516 253 11 Antonelli 3 36 14 - Gorgofreddo 2 30 18 - Madonna Rosario 4 23 11 - Per l’anno scolastico 2009/2010, l’Organico funzionale di Circolo, per la Scuola dell'Infanzia è composto: 6. Posti 7. Numero insegnanti Comuni 22 Sostegno 1 Specialista I.R.C. 1 55 Specializzate I.R.C. 2 Il numero degli alunni è così distribuito: 8. Plesso Classi Alunni Femmine 9. Diversa mente abili Via Gobetti 4 108 49 - Via Veneto 5 121 68 1 Lamamolilla 2 36 19 - Il personale ausiliario, assegnato al Circolo, è di 19 unità di cui 6 LSU. Presso il plesso “Carolina Bregante”, sede della direzione, operano nel settore amministrativo: n° 1 Direttore amministrativo n° 4 Assistenti Amministrativi 1. 1.2. Le risorse materiali: la struttura scolastica e i sussidi Il IV Circolo Didattico, dispone dei seguenti spazi e strutture utilizzabili per attività didattiche specifiche o integrative del lavoro scolastico: Ambiente Aule per la didattica Palestra Laboratorio scientifico Aula magna Biblioteca Mensa Aree sportive attrezzate Laboratorio artistico espressivo Laboratorio informatico Aula di sostegno Laboratorio polifunzionale Numero 24 1 1 1 1 1 2 1 2 1 1 La scuola è dotata di sussidi didattici per: - l’apprendimento della lingua - l’apprendimento logico-matematico - l’attività motoria le attività scientifiche l’apprendimento della lingua straniera l’educazione informatico-multimediale l'educazione al suono e alla musica le attività di sostegno 66 1. 1.3. Le risorse finanziarie I fondi assegnati all'istituzione scolastica vengono utilizzati per: • la realizzazione di progetti in relazione al piano dell'offerta formativa • il funzionamento amministrativo generale • per garantire il funzionamento didattico ordinario di tutte le scuole del circolo. L'istituzione scolastica si impegna a reperire ulteriori risorse mediante la presentazione di specifici progetti a: • Enti Locali afferenti, allo scopo di integrare le dotazioni di sussidi della scuola o per progetti • soggetti privati, sotto forma di sponsorizzazione, disponibili a collaborare con la scuola per la promozione di attività culturali rivolte agli alunni. Le famiglie degli alunni possono contribuire alla copertura finanziaria delle spese connesse alla realizzazione del Piano dell'offerta formativa, in particolare per quanto attiene: • gite scolastiche e visite didattiche • trasporti • attività sportive e corsi di nuoto • attività teatrali • altre attività di arricchimento del curricolo (laboratori musicali, concerti, ecc…) 2. 1.4. Le risorse esterne - Comune - A.S.L. Bari 5 - Associazioni di volontariato - Chiesa parrocchiale - Associazioni sportive; Biblioteca comunale Laboratori artigianali e industriali Radio e TV locali Associazioni culturali Altre scuole Caritas Lega Ambiente Lega Navale Italiana, sezione di Monopoli A.M.O Assessorato alle politiche culturali Comando polizia municipale Corpo di Protezione Civile ; Ente locale per i Giochi Studenteschi; Équipe socio-psico-pedagogica. La scuola si avvarrà del contributo offerto dagli Enti Locali e saranno tenute in considerazione le eventuali iniziative delle diverse agenzie educative esistenti sul territorio, come ad esempio: 77 partecipazione a concorsi, a spettacoli teatrali o cinematografici, a manifestazioni umanitarie e di solidarietà, ad attività sportive. La Scuola incentiva la collaborazione con le Associazioni culturali e sportive del territorio allo scopo di predisporre proposte didattiche ed educative articolate e diversificate inerenti al Piano dell'offerta formativa. Può inoltre stipulare accordi, intese e convenzioni con le Università e con i Centri di formazione professionale riconosciuti dalla Regione allo scopo di promuovere attività di ricerca didattica e iniziative congiunte di formazione e di tirocinio. PROGETTO FORMATIVO Visto gli articoli 3, 8 del DPR n. 275 del 8/03/1999 Visto l'art. 1 della legge n. 53 del 28/03/03 Visto il D.M. 179 del 19/07/99 Visto il D.M. 61 del 22/07/03 Visto il D.L. 59 del 19/02/04 Vista la Legge 3 del 2001 Visto il Decreto ministeriale del 31/07/2007 Vista la Direttiva n. 68 del 3/08/2007 Visto il documento ministeriale “Nuove Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione” del 4/09/2007, DPR 20 marzo 2009 n.89-Revisione dell’assetto ordina mentale-DL 112/2008 convertito, con modificazioni, dalla legge n.133/2008 Visti i fabbisogni formativi manifesti ed emergenti dal contesto socio – territoriale Tenuto conto degli scenari esistenti il team di pianificazione formativa presenta una proposta di lavoro ampia e calibrata sulle singole realtà scolastiche che compongono il circolo, al fine di progettare e realizzare interventi didattici adeguati ai reali bisogni formativi degli alunni. 2.0. Motivi ispiratori e bisogni formativi emergenti La scuola si propone di dare un'educazione e un'istruzione adeguate alle esigenze del contesto sociale e culturale in cui si trova ad operare. I principi ispiratori sono: • rendere la scuola compagna della crescita di ogni bambino nel rispetto dell’eterocronia degli apprendimenti e della promozione delle diversità, in ottemperanza del 2° comma dell’art. 3 della Costituzione Italiana; • valorizzare la dimensione sociale della scuola come “comunità educante” dove si insegna ad apprendere e si insegna ad essere, condizione indispensabile per lo sviluppo della personalità di ciascun alunno; 88 • promuovere la dignità e l’uguaglianza di tutti gli studenti, nel rispetto degli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana, al fine di garantire il successo formativo di tutti, nessuno escluso, e di rimuovere gli ostacoli di qualsiasi natura che possano impedire il pieno sviluppo della persona umana; • divenire volano della vita culturale e sociale del quartiere e delle contrade di sua competenza, con un coinvolgimento fattivo delle famiglie e delle agenzie territoriali; • promuovere l’acquisizione di un “sapere unitario e articolato” come processo di personale costruzione di significato che dia senso all’esperienza di apprendimento realizzata e renda l’uomo capace di elaborare e rinnovare il suo progetto di vita; • educare un cittadino capace di pensiero riflessivo e critico e di comportamento responsabile. Pertanto, la nostra scuola si impegna a: • sviluppare rapporti progettare percorsi didattici orientati a sviluppare le competenze fondamentali e a promuovere il protagonismo dell’alunno; • valorizzare le esperienze e le conoscenze degli alunni; • sviluppare rapporti e relazioni interpersonali adeguati; • prevenire e contenere forme di disagio, attraverso adeguate strategie e tecniche di socializzazione e di apprendimento; • ridurre progressivamente comportamenti individualistici e asociali, che potrebbero avere ricadute nell’esperienza scolastica successiva e nell’inserimento della vita extrascolastica; • offrire agli alunni l’opportunità di vivere esperienze formative qualificate, stimolanti e diversificate, attraverso un'organizzazione didattica che non preveda come esclusiva e/o prioritaria condizione del loro esplicarsi, la lezione frontale nell’aula/sezione; • offrire agli alunni diversamente abili la possibilità di sviluppare al meglio le loro potenzialità; • garantire attività laboratoriali rivolte a gruppi di alunni in una dimensione di trasversalità e di orizzontalità, che prevedano strategie integrate all'interno di un progetto formativo globale e unitario. Si propone di incentivare i seguenti interventi: • promuovere l’alfabetizzazione di base attraverso l’acquisizione dei linguaggi simbolici che costituiscono la struttura della nostra cultura, in un orizzonte allargato alle altre culture con le quali conviviamo; • realizzare percorsi in forma di laboratorio, per favorire l’operatività, il dialogo e la riflessione su quello che si fa; • favorire la collegialità come stile di lavoro funzionale all'organizzazione degli interventi didattici; 99 • favorire approcci di tipo interdisciplinare, forme di interazione e collaborazione (dall’aiuto reciproco all’apprendimento nel gruppo cooperativo, all’apprendimento tra pari) sia all’interno della classe, sia attraverso la formazione di gruppi di lavoro con alunni dl classi e di età diverse; • disporre di momenti e spazi dedicati all’attività fisica, motoria e sportiva; • facilitare situazioni di apprendimento con momenti di attività individualizzata e di recupero; • potenziare le capacità di utilizzo degli strumenti multimediali; • favorire l’apprendimento di una lingua straniera; • valorizzare le risorse esistenti sul territorio (enti locali, associazioni culturali, società sportive, gruppi di volontariato) al fine di realizzare un progetto educativo ricco e articolato. Finalità • Promuovere il pieno sviluppo della persona nelle dimensioni cognitive, emotive, affettive, sociali, corporee, etiche e religiose. • Rendere l’alunno capace di destreggiarsi nella complessità del reale, di fronteggiare le situazioni problematiche facendo ricorso a proprie conoscenze e abilità, emozioni e impegno personale. • Favorire la conquista di un'autonomia di azione, di scelta e di giudizio, che riguardi tutte le dimensioni della persona. • Porre le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva, potenziando e sviluppando un’adesione consapevole ai valori espressi dalla Costituzione italiana. • Maturare uno stile di vita ispirato alla convivenza democratica, al senso di responsabilità, alla consapevolezza di appartenere ad una comunità. • Sviluppare atteggiamenti di comprensione e cooperazione interculturale in un’ ottica di integrazione. Indicatori di qualità • condizioni favorevoli all’apprendimento; • attenzione ai bisogni morali e materiali dell’alunno; • clima sereno e non coercitivo; • distribuzione razionale delle discipline nell’arco settimanale e giornaliero; • compiti calibrati secondo tempi e capacità degli alunni; • ampliamento delle opportunità formative; • raccordo interdisciplinare fra i docenti per garantire l’unitarietà dell’insegnamento; • organizzazione flessibile del lavoro; 10 10 • valorizzazione delle diversità; • collegialità dei docenti nell'organizzazione delle attività di progettazione e valutazione dei percorsi di insegnamento-apprendimento; • continuità educativa e didattica; • individualizzazione delle procedure di insegnamento; • utilizzazione razionale degli spazi educativi; • rapporti di corresponsabilità formativa fra insegnanti e famiglie; • disponibilità degli insegnanti alla sperimentazione, all'aggiornamento professionale e alla innovazione didattica. I protagonisti del processo educativo 1. I docenti: - individuano i bisogni formativi di ogni alunno - creano condizioni favorevoli all’apprendimento attraverso la progettazione e la realizzazione di percorsi didattici disciplinari e interdisciplinari - verificano il conseguimento degli obiettivi documentando il lavoro didattico Gli alunni vengono coinvolti nel processo formativo: - ascoltando - partecipando - eseguendo - elaborando Le famiglie partecipano alla vita della scuola: - instaurando rapporti responsabili con i docenti e il personale della scuola - collaborando alle riunioni - interessandosi in modo attivo ai processi di apprendimento dei figli. 11 11 a. 2.1. Progettazione curricolare per la Scuola dell’Infanzia La nostra scuola ha definito il curricolo della scuola dell’infanzia, nel rispetto delle finalità, dei traguardi dello sviluppo delle competenze e degli obiettivi di apprendimento posti dalle Indicazioni Nazionali. Le finalità nella scuola dell’infanzia sono: Sviluppo dell’identita’ Sviluppo dell’autonomia Sviluppo della competenza Sviluppo della cittadinanza Sviluppare l’identità significa imparare a star bene e a sentirsi sicuri nell’affrontare nuove esperienze in un ambiente sociale allargato. Vuol dire imparare a conoscersi e a sentirsi riconosciuti come persona unica e irripetibile, ma vuol dire anche sperimentare diversi ruoli e diverse forme di identità: figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, appartenente a una comunità. Sviluppare l’autonomia comporta l’acquisizione della capacità di interpretare e governare il proprio corpo; partecipare alle attività nei diversi contesti; avere fiducia in sé e fidarsi degli altri; realizzare le proprie attività senza scoraggiarsi; provare piacere nel fare da sé e saper chiedere aiuto; esprimere con diversi linguaggi i sentimenti e le emozioni; esplorare la realtà e comprendere le regole della vita quotidiana; partecipare alle negoziazioni e alle decisioni motivando le proprie opinioni, le proprie scelte e propri comportamenti; assumere atteggiamenti sempre più responsabili. Sviluppare la competenza significa imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e l’esercizio di confronto; descrivere la propria esperienza e tradurla in tracce personali e condivise,rievocando, narrando e rappresentando fatti significativi; sviluppare l’attitudine a fare domande, riflettere, negoziare i significati. Sviluppare il senso della cittadinanza significa scoprire gli altri, i loro bisogni e la necessità di gestire i contrasti attraverso regole condivise, che si definiscono attraverso le relazioni, il dialogo, l’espressione del proprio pensiero, l’attenzione al punto di vista dell’altro, il primo riconoscimento dei diritti e dei doveri; significa porre le fondamenta di un abito democratico, eticamente orientato, aperto al futuro e rispettoso del rapporto uomo-natura. La scuola dell’infanzia organizza le proprie attività d’insegnamento puntando sullo sviluppo globale del bambino che non avviene per trasmissione dei contenuti, ma per riflessione sulle sue esperienze concrete. Proprio da queste riflessioni teoriche nascono i campi di esperienza educativa che vengono così denominati per sottolineare l’esigenza di partire dal “fare del bambino”, dal suo modo di vedere le cose e da come egli percepisce e coglie la realtà;promuovendo un apprendimento raggiunto con una didattica laboratoriale, dove il bambino, protagonista attivo, “impara ad apprendere” . 12 12 I campi di esperienza nella scuola dell’infanzia sono: 1. Il sé e l’altro (Le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme) Competenze attese Anni 3 Il bambino: • Instaura e vive una relazione positiva e di fiducia con i coetanei e gli adulti • Si riconosce appartenente a un gruppo • Condivide e rispetta le regole concordate • Dimostra di aver sviluppato una identità personale Anni 4 Il bambino: • Si riconosce appartenente ad un gruppo • Dimostra di aver sviluppato un’identità personale • Riconosce ed esprime sentimenti ed emozioni • Comprende l’importanza di un comportamento responsabile • Si avvia al concetto di diritto-dovere. • Canalizza l’aggressività Anni 5 Il bambino: • Mette in atto strategie di relazione • È responsabile verso sé e verso gli altri • Conosce e mette in atto strategie di condivisione nel lavoro di gruppo • Comprende l’importanza di un comportamento responsabile • Si avvia al concetto di diritto-dovere • Canalizza l’aggressività 2. Il corpo e il movimento (Identità, autonomia, salute) Competenze attese Anni 3 Il bambino: • Dimostra autonomia: nella cura di sé, nel movimento, nell’orientamento degli spazi • Conosce le diverse parti del corpo • Esercita le potenzialità sensoriali, conoscitive, relazionali, ritmiche ed espressive del corpo. Anni 4 Il bambino: • Dimostra autonomia: nella cura di sé, nel movimento, nell’orientamento degli spazi • Conosce e rappresenta le diverse parti del corpo • Controlla i movimenti nelle situazioni di gioco motorio e nelle attività manuali • Si avvia al concetto di un corretto stile di vita Anni 5 Il bambino: • Riconosce e rappresenta lo schema corporeo in modo completo • Ha sviluppato competenze di motricità fine e globale • Si muove con disinvoltura • Ha interiorizzato regole di vita e di gioco • Ripete in ordine una sequenza di azioni • Intuisce la simmetria del proprio corpo • Si approccia alla coordinazione della lateralità • Si avvia al concetto di un corretto stile di vita 13 13 3. Linguaggi, creativita’, espressione (Gestualità, arte, musica, multimedialità) Competenze attese Anni 3 Il bambino: • Si esprime e comunica attraverso il disegno, la pittura e altre attività manipolative • Sa usare diverse tecniche espressive Anni 4 Il bambino: • Esplora ed usa i materiali che ha a disposizione • Si esprime attraverso il disegno, la pittura e le altre attività manipolative • Partecipa con piacere ad attività di ascolto e produzione musicale utilizzando voce, corpo, oggetti e semplici strumenti musicali • Acquisisce ed interpreta l’informazione Anni 5 Il bambino: • Manifesta sicurezza nelle proprie capacità di espressione • Disegna, dipinge, modella, dà forma e colore all’esperienza individualmente e in gruppo • Usa in maniera creativa, nell’esperienza artistica, strumenti e materiali diversi per produzioni singole e collettive • Utilizza il corpo e la voce per imitare • Si approccia alle nuove tecnologie, interpreta ed usa i simboli iconografici 4. I discorsi e le parole (Comunicazione, lingua, cultura) Competenze attese Anni 3 Il bambino: • Usa il linguaggio verbale per esprimersi, comunicare, porre domande, chiedere chiarimenti, chiedere aiuto-sostegno • Ascolta e comprende storie, racconti e narrazioni Anni 4 Il bambino: • Usa il linguaggio verbale per esprimersi e comunicare • Dimostra di essere motivato all’ascolto • Usa il linguaggio verbale in modo pertinente e appropriato nelle diverse situazioni • Usa un repertorio linguistico adeguato alle esperienze e apprendimenti compiuti Anni 5 Il bambino: • Parla, descrive, racconta e dialoga con coetanei ed adulti • Ascolta, comprende e si esprime in relazione a comportamenti e modi di fare • Racconta in maniera autonoma • Si approccia in modo naturale alla lettura 5. La conoscenza del mondo (Ordine, misura, spazio, tempo, natura) Competenze attese Anni 3 Il bambino: • Esplora con curiosità caratteristiche della realtà, dei materiali e dei fenomeni • Coglie connessioni logico-temporali e spaziali • Dimostra una progressiva autonomia operativa 14 14 Anni 4 Il bambino: • Osserva la realtà che ci circonda • Interpreta la realtà ed interagisce con essa • Organizza la sua dimensione spaziale in modo autonomo • Riflette e colloca le nuove conoscenze con quelle già acquisite • Riconosce l’importanza dell’ambiente e si impegna per la sua tutela Anni 5 Il bambino: • Ha acquisito il concetto di quantità • Ordina e raggruppa secondo un criterio dato • Localizza e colloca persone, fatti ed eventi nello spazio e nel tempo • Registra regolarità e cicli temporali • Individua connessioni e differenze • Ricorda e rielabora quello che si è visto, fatto, sentito • Riconosce l’importanza dell’ambiente e si impegna per la sua tutela In armonia con le finalità generali della Scuola dell’infanzia, il percorso dell’I. R. C. sarà strutturato in modo semplice e graduale tale da permettere, ai bambini e alle bambine la reciproca accoglienza, il superamento fiducioso delle difficoltà, la capacità di esprimersi e di comunicare con le parole e i gesti, accompagnando i bambini a cogliere i segni della vita cristiana, attraverso attività pratiche, ludiche, divertenti e significative per la propria crescita. I.R.C.: Anni 3 (Sez. A del plesso Gobetti e Sez. B del Plesso Via Veneto dove sono presenti due insegnanti specializzate) Competenza attese Il bambino: a.) Matura un senso positivo di sé b.) Osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, riconosciuto come dono di Dio c.) Sperimenta relazioni serene con gli altri d.) Riconosce alcuni linguaggi simbolici e figurativi tipici della vita dei cristiani e.) Comincia a manifestare con i gesti la propria interiorità ed emozioni f.) Scopre nel vangelo la persona e l’insegnamento di Gesù g.) Impara alcuni termini del linguaggio cristiano h.) Scopre la chiesa come comunità di uomini e donne I.R.C.: Plesso Lamamolilla (Sez.A-Sez.B) Plesso Via Veneto (Sez.A-Sez.C-Sez.D-Sez.E) Plesso Gobetti (Sez.B-Sez.C-Sez.D) Competenze attese Il bambino: • Scopre nel Vangelo la persona e l’insegnamento di Gesù, da cui apprende che Dio è Padre di ogni persona e che la Chiesa è la comunità di uomini e donne unita nel suo nome, per iniziare a maturare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose • Esprime con il corpo la propria esperienza religiosa per cominciare a manifestare adeguatamente con i gesti la propria interiorità, emozioni ed immaginazione. 15 15 • • • Riconosce alcuni linguaggi simbolici e figurativi tipici della vita dei cristiani (feste, preghiere, canti, spazi, arte), per esprimere con creatività il proprio vissuto religioso Impara alcuni termini del linguaggio cristiano, ascoltando semplici racconti biblici, ne sa narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi appresi, per sviluppare una comunicazione significativa anche in ambito religioso. Osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi come dono di Dio Creatore, per sviluppare sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà, abitandola con fiducia e speranza. 16 16 Organizzazione -giornata tipo-scuola dell’infanzia tempi 8.00/9.00 9.00/10,30 luogo -aula -salone -“angoli” -aula 10,30/11,00 -aula 11,00/12,00 -spazi, “angoli” laboratoriali di tipo: corporeo, linguistico, creativo, scientifico, informatico funzione Accoglienza Organizzazione delle attività relative ai campi di esperienza Vita comunitaria Attività strutturate per gruppi di intersezione e non -aula Convivialità Relazionalità 12,00/13,30 13,30/14,00 -aula -salone 14,00/15,30 -aula 15,00/16,00 -aula -salone attività 1) Libero inserimento: -gruppi spontanei in salone -gruppi spontanei in sezione -attività autonoma negli “angoli” di sezione. 2) Attività libere con sostegno dei docenti: -affettive e relazionali: (giochi conviviali di coppia e di piccolo gruppo, routines personali ) -espressive: (disegno,manipolazione…) -cognitive: (“lettura”,uso materiale strutturato) -attività per gruppi omogenei o eterogenei -conversazione e costruzione di nuove conoscenze, appello, calendario -grande/medio gruppo per canti, drammatizzazioni, giochi socializzanti, ascolto di fiabe e racconti -gruppi di intersezione e non, omogenei o eterogenei per età, per livelli, per compito, per tipologia di “intelligenze” -scoperta dei linguaggi verbali, non verbali, multimediali -igiene personale -pranzo -riordino Autonomia (in angoli mobili o estemporanei) -esperienze autonome, individuali o di gruppo, dei bambini “Costruzione attiva dei linguaggi” -avvio all’ascolto e alla lettura Commiato 17 17 Incontro fra bambini, genitori, docenti 2.2.Metodologia nella Scuola dell’Infanzia L'organizzazione didattica cerca di predisporre un accogliente e motivante ambiente di vita, di relazioni e di apprendimenti che favoriscano una pratica basata sull'articolazione di attività (sia strutturali che libere), differenziate, progressive e mediate. In particolare i connotati essenziali della metodologia sono: • La valorizzazione del gioco (risorsa privilegiata di apprendimento e di relazione) • L'esplorazione e la ricerca (che stimolano la curiosità, la formulazione di ipotesi e aiutano la formazione di adeguate strategie di pensiero) • La vita di relazione (favorisce gli scambi e rende possibile un'interazione che facilita la risoluzione dei problemi) • La mediazione didattica (aiuta alla conquista di una maggiore sicurezza di una prima organizzazione delle conoscenze) • L'osservazione, la progettazione, la verifica (elementi di una progettazione aperta e flessibile, coerente con la plasticità e il dinamismo dello sviluppo infantile e quindi capace di sollecitare sinergicamente tutte le potenzialità, i linguaggi e le forme di intelligenza) • La documentazione (opportunità per i bambini di rendersi conto delle proprie conquiste, e per tutti i soggetti della comunità educativa, una possibilità di formazione, riflessione e confronto). I Laboratori sono affidati a docenti che, per competenza professionale e didattica, e disponibilità personale, organizzano percorsi formativi ordinari e opzionali ordinati per gruppi in orario scolastico ed extrascolastico. Caratteristica principale del Laboratorio, dal punto di vista didattico, è la sua realizzazione con gruppi di alunni della stessa sezione e dello stesso plesso per i laboratori svolti in orario scolastico; e gruppi di alunni di sezioni e plessi diversi per i laboratori svolti in orario extrascolastico; riuniti secondo criteri diversi: - per eseguire un preciso compito/progetto - per assecondare liberamente interessi e attitudini. Laboratori ordinari: 1 Il laboratorio delle feste: “Integrazione dei vari linguaggi espressivi” (destinatari: bambini di 3-4-5 anni di tutti i tre plessi). Competenze attese Il bambino: • Condivide momenti di vita scolastica , attività, giochi e feste con i compagni • Collabora per la realizzazione di un progetto Solo per il plesso Via Veneto si sono istituiti altri due laboratori curricolari, con l’utilizzo di un esperto esterno a titolo gratuito: - Crescendo in musica (destinatari: bambini di 5 anni della Sez.D) Finalità: • Acquisire consapevolezza del mondo sonoro circostante • Considerare la musica come linguaggio capace di promuovere possibilità di comunicazione • Sensibilizzare all’ascolto di un repertorio musicale adeguato all’età • Sviluppare una maggiore coordinazione ritmico-motoria • Rendersi conto delle possibilità espressive legati agli strumenti e alla voce • Scoprire le proprie attitudini musicali 18 18 - A passo di….. danza (destinatari: bambini di 5 anni della Sez.D) Finalità: • Sperimentare l’emozione e la gioia del gesto verbalizzato attraverso il movimento • Accostarsi all’ascolto di musica classica Attività extracurricolari: Attività extracurricolari Competenze attese Destinatari LaboratorioManipolativo • “Mani Magiche” Modalità organizzative mette in atto comportamenti di Bambini di 5 anni autonomia • Gruppo d'intersezione esplora le molteplici possibilità offerte dalla manipolazione • consolida specifiche abilità percettivesensoriali-motorie • finalizzandole ad uno scopo • attiva una consapevole capacità di produzione, fruizione, utilizzazione e scambio di tecniche, arnesi, materiali e prodotti • collabora con i coetanei per la riuscita di un progetto 2.3.Strumenti di osservazione e valutazione utilizzati nella Scuola dell’Infanzia All’entrata del bambino nella scuola: • Scheda di anamnesi (dati anagrafici e dati conoscitivi dell’ambiente – famiglia) Durante l’anno scolastico: Osservazione occasionale e sistematica dei bambini da parte degli insegnanti Scheda di osservazione di “entrata” (nel mese di Settembre) per i bambini di 3 anni , che permette alle insegnanti una valutazione iniziale delle conoscenze-abilità pregresse Valutazione quadrimestrale (febbraio-giugno) discorsiva delle competenze acquisite da ciascun bambino Scheda di passaggio per i bambini di 5 anni. 19 19 2.4. Progettazione curricolare per la Scuola Primaria Il curricolo di base per la Scuola Primaria comprende: • Area linguistico-artistico-espressiva • Area storico-geografica - sociale • Area matematico-scientifico-tecnologica Il raggruppamento delle discipline in aree rende possibili sia l’interazione tra i docenti sia la connessione fra i saperi disciplinari, all’interno di una stessa area o fra le discipline con obiettivi di trasversalità e interdisciplinarietà. La progettazione didattica promuove l’organizzazione degli apprendimenti in maniera progressivamente orientata ai saperi disciplinari, nel rispetto delle finalità, dei traguardi per lo sviluppo delle competenze, degli obiettivi di apprendimento previsti dalle Indicazioni. Con le seguenti discipline: Italiano, Lingue comunitarie (Inglese), Musica, Arte e Immagine, Corpo movimento sport, Storia, Cittadinanza e Costituzione,Geografia, Matematica, Scienze naturali e sperimentali, Tecnologia, Religione Cattolica. L’apprendimento delle lingue e dei linguaggi non verbali si realizza con il concorso di più discipline, al fine di ampliare la gamma di possibilità espressive e favorire l’integrazione di apprendimenti disciplinari specifici. Lo studio delle società umane avviene nel tempo e nello spazio attraverso percorsi strutturati su realtà storiche e geografiche, socialmente e spazialmente differenziate. Al loro interno si articolano i temi relativi agli studi sociali, il cui scopo è la conoscenza e l’apertura al mondo attuale; infatti uno degli obiettivi centrali è lo sviluppo di competenze relative alla cittadinanza attiva, come la comprensione del significato delle regole per la convivenza nella società, la consapevolezza di far parte di una comunità territoriale organizzata a garantire i diritti delle persone, la conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione e degli aspetti dell’ordinamento dello Stato. Nella formazione di base la matematica, le scienze dell’uomo e della natura, la tecnologia sia tradizionale sia informatica propongono modi di pensare, esperienze, linguaggi, modi di agire che incidono profondamente sulle dimensioni della vita quotidiana e collettiva, sviluppando capacità metacognitive, di critica e di giudizio, di lettura e valutazione dei nuovi sviluppi delle conoscenze e delle molteplici informazioni offerte dalla nostra società. Al fine di potenziare conoscenze e abilità di base, si utilizza parte del 20% della quota locale riservata alle scuole. 20 20 2.5.Obiettivi generali del processo formativo per la Scuola Primaria • Valorizzare l'esperienza degli alunni, le loro conoscenze e idee. • Attuare interventi adeguati nei riguardi della diversità. • Favorire l’esplorazione e la scoperta. • Promuovere l’apprendimento collaborativo negli alunni, riconoscendo l’importanza della discussione, del confronto e della ricerca comune. • Sostenere esperienze di laboratorio, di progettualità e di operatività. • Rendere l’alunno consapevole del proprio stile di apprendimento e capace di sviluppare autonomia nello studio. • Sviluppare comportamenti socialmente democratici e il senso di partecipazione attiva nell’adesione responsabile a valori condivisi. 21 21 2.6. Il curricolo integrativo per la Scuola Primaria Progetto Obiettivi formativi Destinatari Durata integrativi Consiglio Comunale Conseguire la formazione di Classi IV e V Anno scolastico una personalità critico-costruttiva, democratica, attraverso il processo di formazione integrale. Acquisire spirito di iniziativa e di autonomia. Conseguire la formazione etico - sociale attraverso la: responsabilizzazione individuale e di gruppo; Capacità di saper coerentemente assumere gli atteggiamenti e i comportamenti di collaborazione, di guida, di coordinazione delle proprie attività e di quelle degli altri. Poliscuola Creare possibilità di Anno scolastico raccordo e interscambio con le scuole presenti nel territorio. Attività alternative Gioco - sport Educare alla conoscenza e alla coscienza di sé, per proiettarsi positivamente nei confronti degli altri. Riconoscere e comprendere espressioni di culture diverse dalla propria. Acquisire la consapevolezza che il corpo è un bene,ragion per cui, va rispettato e tutelato. Avviare alla pratica sportiva. Alunni che non si avvalgono Anno scolastico dell'I.R.C Scuola Primaria Scuola dell'Infanzia 22 22 Anno scolastico Continuità Biblioteca Favorire la conoscenza del Classi anni ponte sistema scuola in termini di spazi, personale, organizzazione Favorire l'apprendimento cooperativo Superare punti di vista egocentrici e soggettivi Promuovere l'accettazione dell'altro. Promuovere l'accettazione di regole di convivenza Sperimentare il gruppo come luogo dell'accoglienza e delle relazioni reciproche. Promuovere la lettura a Scuola Primaria supporto degli obiettivi formativi del POF e ai singoli piani di studio personalizzati, coinvolgendo i processi cognitivi e affettivo – emotivi. Anno scolastico Anno scolastico 2.7.Curricolo aggiuntivo Le attività di ampliamento dell’offerta formativa, quanto le attività curricolari, rientrano a pari dignità nell'azione educativa della scuola esplicitata nel POF e, pertanto, richiedono frequenza costante. Esse vengono proposte in base alla disponibilità personale, alle competenze professionali dell'organico assegnato al Circolo e alla possibilità di stipulare appositi contratti e convenzioni con l'intervento di esperti esterni, finalizzati all'approfondimento delle discipline e all'acquisizione di competenze specifiche. 23 23 Scuola Primaria 2.8. Attività extracurricolari Attività Obiettivi formativi Destinatari Teatro Stabilire attraverso i linguaggi verbali e non verbali un rapporto con i contenuti dell'esperienza e un controllo della propria emozionalità. Creare possibilità di raccordo e interscambio con le scuole presenti sul territorio. Sviluppare nei bambini la capacità di comunicare attraverso l'uso del codice giornalistico. Accostare gli alunni nel modo più semplice al suono e al ritmo. Avviare alla pratica degli strumenti. Alunni 5anni Scuola Poliscuola Giornalino Corso base ORFF dell’infanzia Adulti e voci Scuola primaria Scuola dell’infanzia- Gruppi di interesse Scuola primaria Gruppi di compito Alunni classi IV e V Martedì 15.30/16.30 LAN Alunni classi 1^ e 2^ Auditorium Strumento Pianoforte-Violino Sassofono- Chitarra Auditorium IV, V Genitori e docenti bianche Orientamento Auditorium Classi I, II ,III , IV, V COROINSIEME Sviluppare le capacità Alunni classi II, III, espressive, cognitive, creative. Modalità organizzative Offrire la possibilità di un incontro con la musica attraverso la pratica gioiosa e divertente degli strumenti musicali. Classi V Aule Auditorium Orientare gli alunni nella scelta di uno strumento musicale. Gioco,movimento Sviluppare le e sport Ginnastica di base Orieenteering Basket Canottaggio Alunni classi possibilità di 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ adattamento a situazioni motorie nuove e sempre più complesse. Assumere un atteggiamento positivo di fiducia verso il proprio corpo. Pallavolo Taekwondo 24 24 Palestra Favole e musica Favorire i processi di rappresentazione, intesi come scoperta della capacità di esternare con il movimento le varie rappresentazioni del vissuto corporeo, motorio ed emozionale. Alunni classi 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ Con il coinvolgimento Aule di alunni diversabili Auditorium Alunni 5 anni Atelier creativo SCUOLA INFANZIA Alunni classe 1^ Con il coinvolgimento Laboratorio cartapesta di alunni diversabili Lingua Spagnola Lab.scientifico “Scienza in…gioco” Lab.scientifico “Siamo fatti così” Laboratorio Grafico/pittorico Stimolare la Alunni classi quinte riflessione sulla propria lingua e cultura attraverso l’ analisi comparativa sulla lingua e la cultura straniera. Favorire l’acquisizione di una competenza che permetta di servirsi della lingua straniera come strumento di comunicazione. Aumentare gli Alunni classi terze interessi degli alunni verso gli argomenti scientifici e le pratiche di laboratorio attraverso esperimenti giocosi ed insoliti. Promuovere l’ Alunni classi quinte acquisizione del metodo scientifico. Apprendere le tecniche di base della pittura. Aula Laboratorio scientifico Laboratorio scientifico Alunni classi seconde Laboratorio d’arte “ Artisti in erba” Laboratorio Sviluppare la fantasia e la creatività. Alunni 3^ 4^ 5^ Manuale/grafico/pittori Laboratorio di co cartapesta “ Io e la mia fantasia” “A spasso per Monopoli” Studio del territorio Conoscere il proprio territorio. Analizzare il rapporto tra storia locale e storia generale. Alunni classi quinte Aula Lan Uscite sul territorio 25 25 PROGETTO TEATRO VIVA IL TEATRO, DOVE TUTTO E’ FINTO E NIENTE E’ FALSO.(Gigi Proietti) MOTIVAZIONI Il teatro rappresenta la forma d’arte collettiva per eccellenza. Fare teatro significa anzitutto lavorare in gruppo, aprire tutti i canali per ascoltare se stessi e gli altri, concentrarsi insieme verso un obiettivo comune e stimolante: lo spettacolo. Quindi incentivare il bambino a impegnarsi, dare il meglio di sé e responsabilizzarsi nel lavoro con gli altri. Significa inoltre avere una vasta gamma di possibilità per esprimere creativamente il proprio mondo emozionale e farlo in uno spazio protetto in cui l’errore venga accolto e non censurato anche per i bambini svantaggiati o con problemi relazionali. Per tutte queste ragioni crediamo che l’attività teatrale possa rispondere efficacemente ai nuovi e urgenti bisogni dei bambini e dei ragazzi. La valenza educativa e pedagogica del teatro nella scuola è ormai riconosciuta e comprovata dalle istituzioni statali: a livello di orientamento, lo Stato italiano prevede l’inserimento delle discipline dello spettacolo nei curriculi scolastici e di incentivare le compagnie o gli enti che propongano percorsi di formazione e di avvicinamento allo spettacolo dal vivo. ORIGINE DELL’ ESPERIENZA L’ esperienza maturata in tanti anni di inserimento della pratica teatrale nel Piano dell’ Offerta Formativa dell’ Istituto suggerisce di riproporre un’ attività che è tra le più formative per lo sviluppo della personalità dei giovani, capace di rispondere ad uno dei principali obiettivi dell'educazione alla salute “star bene con se stessi e con gli altri” Gli obiettivi del progetto sono: Offrire a tutti i bambini e i ragazzi, l’opportunità di esprimere le proprie emozioni e “mettersi in gioco” Sperimentare linguaggi espressivi diversi: gestualità, immagine, musica, canto, danza e parola Potenziare e rafforzare la conoscenza di SE e dell’ALTRO Educare al rispetto dell’altro, alla collaborazione e alla cooperazione Offrire una più compiuta possibilità d’integrazione ai bambini e ragazzi con difficoltà, gli stranieri e i disabili Ampliare gli orizzonti culturali dei ragazzi e dei bambini, stimolandone la sensibilità alle arti sceniche Arricchire l’offerta formativa 26 26 FINALITA’ La drammatizzazione è la forma più conosciuta e diffusa di animazione nella scuola. Nell'uso più comune con il termine drammatizzazione si intendono genericamente tutte le forme di uso dei mezzi teatrali a fini educativi. E' un'attività rivestita di precisi significati ludici e ottiene alto gradimento fra i ragazzi perchè corrisponde ad una loro esigenza profonda. La drammatizzazione infatti significa: • socialità: l'attività teatrale implica l'accettazione della libertà e del punto di vista dell'altro, la discussione ed il coordinamento delle azioni. Tutto ciò abitua alla vita di gruppo dando spazio a ciascuno nelle diverse funzioni. • emotività: nell'attività teatrale si intrecciano comportamenti carichi di intensa emotività, improvvisi e spontanei in bambini liberi di esprimersi. • linguaggi: la messa in atto di tutte le potenzialità motorie, mimiche, gestuali, sonore, permette al bambino di appropriarsi di molteplici linguaggi e gli garantisce la possibilità di comunicare. • creatività: i bambini trovano l'occasione per sviluppare il proprio potenziale fantastico e la propria creatività. Esigenza di cambi di scena, costumi, dialoghi, ruoli, esercitano alla elasticità mentale per la creazione di soluzioni sempre nuove. • interdisciplinarietà: anche nella fase più tipicamente teatrale si possono individuare filoni di lavoro i cui temi possono essere sviluppati in ambiti diversi • CONTENUTI E ATTIVITA’ Il Progetto Teatro prevede diverse attivita’ che vanno dalla scelta dell’ argomento da trattare, alla realizzazione della sceneggiatura, alla produzione dei copioni. Verranno inoltre prodotti costumi, arredi di scena, scenografie e verranno scelte le musiche adatte alla rappresentazione. STRATEGIE EDUCATIVE E DIDATTICHE Durante le prove di drammatizzazione le docenti incaricate, si avvarranno delle seguenti metodologie didattiche: • • • Lezioni frontali con partecipazione attiva degli alunni Attivita’ di gruppo Animazione giocosa TEMPI E MODALITA’ Il progetto Teatro verra’ attuato durante l’ anno scolastico, in orario extra curricolare rivolto a gruppi di alunni della Scuola dell’ Infanzia ( 5 anni )e gruppi di interclassi dalla 1^ alla 5 ^ della Scuola Primaria. Alunni coinvolti 80/100. 27 27 SPAZI Auditorium scolastico- Teatri – Piazza Vittorio Emanuele ( per eventi promossi dal territorio ). RISORSE UMANE Docenti, regista ( specialista esterno ) DURATA Anno scolastico con interventi di tre ore settimanali per gruppi. MODALITA’ DI VERIFICA DEL PROGETTO Sono previste verifiche in itinere durante le prove di drammatizzazione e alla fine del Progetto, che si concludera’ con il debutto a fine anno scolastico o in previsione di partecipazione di e/o manifestazioni o concorsi regionali / nazionali RISULTATI ATTESI dare una più forte connotazione interdisciplinare al teatro sottolineare la valenza educativa dell’esperienza teatrale come occasione di crescita far vivere a bambini e ragazzi in modo divertente e intelligente l’esperienza teatrale rendendola creativa e stimolante rafforzare il desiderio di conoscere l’altro, educare alla collaborazione e alla cooperazione favorire la partecipazione attiva dei bambini e dei ragazzi a sostegno di tematiche quali, l’arte, l’ambiente, l’ecologia e la pace. INSEGNANTE RESPONSABILE DEL PROGETTO Colavitti Tatulli Marisa 28 28 POLISCUOLA "Poliscuola" è una manifestazione che coinvolge per una settimana in piazza tutti gli Istituti Scolastici di Monopoli, di ogni ordine e grado, pubblici e privati, ed è frutto di una sinergia culturale, programmatica e organizzativa tra tutte le Scuole, principali soggetti proponenti, e l' Amministrazione Comunale di Monopoli, in una unità d'intenti formativa che è un dato originale nel panorama nazionale. All’interno della cultura del territorio le istituzioni scolastiche rendono partecipe l’intera cittadinanza dei progetti formativi in atto nelle singole scuole e in continuità e nello stesso tempo, in collaborazione con le istituzioni del territorio, collaborano alla realizzazione di progetti comuni (ecologia, sensibilizzazione alla difesa delle coste, risparmio energetico,incontri con autori e studiosi,protagonisti della storia locale etc….) Destinatari Alunni di 5 anni della scuola dell’infanzia e tutti gli alunni della scuola primaria Attività • Partecipazione a progetti promossi dalle istituzioni locali (Educamare) • Attività di lettura e incontri con Autori (Germogli di carta) • Incontri tra scolaresche su temi di interesse comune • Allestimento di uno Stand espositivo come luogo di ritrovo e esposizione dei lavori realizzati nella propria scuola di appartenenza. Spettacoli teatrali 29 29 Attività motorie ,estemporanee di pittura, disegno, concerti musicali, e tanto altro ancora. Tempi : tutto l’anno scolastico – terza settimana di Maggio Spazi : Scuola di appartenenza –Piazza cittadina Referente Messa Isabella 30 30 CORSO BASE - ORFF Carl Orff ha indubbiamente innovato la concezione del far musica, intesa non più come teoria ma pratica della musica mediante esperienze musicali semplici e concrete. Se è vero che la lingua si impara parlando, allo stesso modo la musica, anch’essa linguaggio legato alla sfera più emozionale di ognuno, la si conosce praticandola. Finalità di tale metodologia, conosciuta come “ metodo Orff, è la pratica strumentale di gruppo, indispensabile per trasformare una serie di individualità sonore in un evento musicale attraverso l’utilizzo di strumenti a percussione intonati che costituiscono oramai il cosiddetto “ strumentario Orff”. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO: • Scoprire e manipolare i suoni prodotti dal corpo e dagli oggetti scolastici; • Scoprire e manipolare i suoni prodotti da semplici strumenti musicali appartenenti allo “ strumentario Orff ”; • Eseguire, improvvisare e comporre sequenze ritmiche con la voce, con i gesti- suono ed infine con gli strumenti; • Rispondere con il movimento a stimoli sonori; • Mettere in evidenza gli aspetti ritmici di filastrocche attraverso l’utilizzo della voce e degli strumenti; • Realizzare accompagnamenti ritmici in forma di ostinati: • Partecipare attivamente ad esecuzioni musicali di gruppo; • Realizzare esperienze di ascolto-attivo. FINALITÀ: • • • Accostare gli alunni nel modo più semplice al suono e al ritmo; Esplorare le diverse possibilità sonore del materiale che ci circonda; Avviare alla pratica degli strumenti. DESTINATARI: 20 alunni delle classi prime e seconde. MODALITA’ DI ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’ DEL LABORATORIO: Le attività del Laboratorio sono articolate in 15 incontri di un’ora ciascuno a cadenza settimanale, nella giornata del giovedì dalle ore 16.30 alle ore 17.30, a partire dal mese di novembre sino al mese di aprile. Responsabile progetto Alò Anna Maria 31 31 COROINSIEME In tutte le civiltà la musica è considerata una componente fondamentale dei processi educativi. Il progetto “CoroInsieme” è stato ideato per offrire ai partecipanti, bambini e adulti, un’esperienza musicale diretta e per far vivere la scuola come luogo di inclusione, di integrazione culturale e di crescita personale. Le finalità del laboratorio sono direttamente riconducibili al quadro delle suddette motivazioni: FINALITÀ: • • • • Socializzare e comunicare reciprocamente tra le varie componenti che costituiscono la comunità scolastica; Essere insieme anche attraverso la necessità di andare insieme propria di un coro; Imparare a star bene insieme e a rispettare le regole instaurando un clima sereno e creando legami di interazione ed empatia; Riconoscere la musica come mezzo per comunicare i propri sentimenti attraverso un linguaggio comune. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO: • • • • • • • • • • • • Socializzare; Aumentare la partecipazione ad opportunità formative; Favorire il benessere psico-fisico del bambino e dell’adulto; Imparare ad ascoltare e a cantare insieme agli altri rispettando regole comuni; Sviluppare la capacità di ascolto e di concentrazione; Scoprire e sviluppare le potenzialità creative ed espressive attraverso il linguaggio musicale; Acquisire strumenti atti a sviluppare l’espressività; Favorire l’esperienza creativa e la conoscenza della cultura e pratica musicale; Utilizzare correttamente la voce; Uso della voce per un primo approccio al ritmo, all’altezza dei suoni e alle dinamiche; Utilizzare la voce per cantare in coro ( all’unisono, a canone e a più voci); Eseguire brani musicali a seconda dell’età. DESTINATARI: • • 40 alunni delle classi terze, quarte e quinte; Genitori e docenti. MODALITA’ DI ORGANIZAZIONE DELLE ATTIVITA’ DEL LABORATORIO: Il coro è composto da alunni, genitori ed insegnanti che, nell’arco dei vari incontri, lavorano alla preparazione di un repertorio da eseguire in forma di concerto a Natale e durante la manifestazione musicale conclusiva. Tali manifestazioni si configurano da un lato come verifica del lavoro formativo svolto, dall’altro come evento di comunicazione, finalizzato ad approfondire la conoscenza della pratica corale. I cori si esercitano, per ragioni pedagogiche e didattiche, separatamente per ricongiungersi in incontri precedenti le manifestazioni concertistiche. La durata del Laboratorio è ottobre – maggio. Responsabile progetto ALO’ ANNA MARIA 32 32 PROGETTO: “ GIOCO, MOVIMENTO E SPORT ” OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO Consolidare atteggiamenti e comportamenti sereni nella relazione con gli altri. Irrobustire e potenziare il sistema muscolare e l’apparato scheletrico. Sviluppare, adeguare e consolidare lo schema corporeo e la percezione spazio-temporale. Sviluppare l’equilibrio statico-dinamico e migliorare la coordinazione globale e segmentaria. Acquisire la capacità di esprimersi e comunicare correttamente attraverso linguaggi verbali e non verbali. Stimolare l’uso della fantasia e della creatività. COMPETENZE D’ ACQUISIRE Migliorare lo sviluppo motorio e la formazione globale dell’individuo. Valorizzare le qualità e le attitudini dei singoli individui. Esercitare lo spirito di lealtà, solidarietà, collaborazione, appartenenza ad un gruppo e favorire lo sviluppo armonico delle relazioni interpersonali. Creare amore per lo sport e l’attività fisica in genere. Apprendere le regole del gioco. FINALITÀ Il progetto si fonda sulla convinzione che la pratica dell’attività motoria in generale rappresenta un efficace strumento per la formazione della personalità del bambino e per lo sviluppo di un corretto equilibrio psico-fisico. ATTIVITA’ Formazione di tre moduli didattici: Ginnastica Artistica/Orienteering, Basket, Canottaggio. MODALITA’ ORGANIZZATIVE Il progetto inizierà nel mese di Ottobre e terminerà a Maggio con una cadenza di un’ora settimanale per il Basket e Canottaggio, di un’ora e trenta per la Ginnastica/Orienteering . Gli incontri si svolgeranno ogni lunedì dalle ore 15,30 alle 19,00. Ogni modulo avrà una durata bimestrale di 7 incontri ciascuno e vedrà la rotazione di tre gruppi di alunni. Ogni gruppo sarà così composto: 1° gruppo: alunni di 1^ e 2^ ; 2° gruppo: alunni di 3^ ; 3° gruppo: alunni di 4^ e 5^; per un totale di 85 alunni. MODALITÀ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO Percorsi a tempo, tabulati, monitoraggio, realizzazione di attività sportive competitive d’istituto, partecipazione alla festa provinciale “A cielo aperto”. DOCENTI RESPONSABILI: CIACCIA Giuliana,DIBELLO Gaspare, PARAGO’ Angela. 33 33 Il laboratorio è rivolto a n. 50 bambini, individuati tra tutte le classi in cui è presente un alunno diversabile. Il laboratorio è curato da otto docenti specializzati Referente: Ins: Maria Pellegrini • o abbinare segni a suoni, movimenti, strumenti inventare e comporre sequenze di segni e suoni regolare gesti e movimenti in modo creativo al ritmo musicale rappresentare attraverso la gestualità e i movimenti del corpo le musiche e i personaggi drammatizzare il racconto sonoro attraverso il movimento ed elaborazione grafica dei personaggi della favola Il laboratorio è rivolto a n. 50 bambini, individuati tra tutte le classi in cui è presente un alunno diversabile. Il laboratorio è curato da otto docenti specializzati • • • comunicare e relazionarsi con gli altri; stimolare il piacere di percepire il ritmo, la musica e il movimento; partire da eventuali tracce del ragazzo alla ricerca di stati affettivi, verbogeni e comunicativi; 34 34 Atelier creativo Arti figurative e plastiche Motivazioni La manipolazione aiuta il bambino a sviluppare la manualità,la conoscenza della realtà concreta e le sue possibili trasformazioni, attraverso l’esplorazione sensoriale e a consolidare la relazione tra i processi e i prodotti. Stimola la creatività e al contempo promuove il sapere(conoscenze),il saper fare(abilità), il saper essere (atteggiamenti). Per questi motivi un laboratorio espressivo proprio in virtù degli intrecci e contaminazioni tra i diversi tipi di linguaggi creativo,figurativo,plastico vuole essere un luogo in cui ogni bambino possa rendere manifeste le proprie inclinazioni creative avvicinandosi all’arte figurativa e alla manipolazione, al di là della qualità,del risultato prodotto; ciò che avrà interesse per lui saranno le esperienze vissute. Il laboratorio è indirizzato ad alunni di 5 anni della scuola dell’infanzia e di I classe della scuola primaria prevedendo l’inserimento di bambini diversamente abili proprio perché l’attività con materiali plastici e l’uso del colore risponde all’esigenza del bambino, di questa fascia d’età e con problematiche, di toccare,giocare, manipolare, sperimentare e rapportarsi tramite esso con l’altro. Finalità • Favorire nel bambino una nuova emotività creativa che lo incoraggi a ricercare nuovi orizzonti espressivi e comunicativi. • Facilitare processi di integrazione e di nuove relazioni sociali. • Coinvolgere la famiglia nel percorso formativo promosso della scuola. Obiettivi di apprendimento • Esplorare le molteplici possibilità della manipolazione • Usare i colori per esprimere sentimenti, emozioni, raccontarsi e rappresentare la realtà • Seguire una sequenza di azioni finalizzate alla realizzazione di un prodotto • Collaborare con i compagni nel piccolo e grande gruppo per la riuscita di un progetto comune. Competenze attese Esplora e conosce la specificità del materiale manipolato Usa il colore per rappresentare la realtà vissuta e il suo mondo interiore Collabora e si è ben integrato nel nuovo gruppo sociale Esegue in sequenza le azioni finalizzate alla produzione di un semplice manufatto Destinatari Un gruppo di 18/20 bambini anni ponte scuola dell’infanzia/scuola primaria con inserimento di bambini diversamente abili. Genitori disponibili alla collaborazione tra i bambini partecipanti Docenti/Collaborazioni Tutte le insegnanti di sostegno dei bambini che vorranno aderire o in loro sostituzione l’insegnante di classe o sezione. Insegnante esperta Isabella Messa Alunni dell’Istituto D’arte Luigi Russo Collaborazione da parte del Prof.D.Grassi docente di Ceramica ad uso gratuito che mette a disposizione l’uso del forno presso I.S.A . Presenza dei genitori che sulla base delle proprie attitudini e capacità vorranno collaborare Personale addetto alla pulizia del laboratorio al termine delle attività. Spazi Aula laboratorio presso il plesso C.Bregante Atrio antistante la scuola per attività pittoriche Visita al laboratorio di ceramica dell’I.S.A Tempi Da Novembre a Maggio per 2 ore settimanali : 15 incontri per un totale di 30 h. di insegnamento. ATTIVITÀ DI LABORATORIO Attivita plastiche 1. FASE ESPLORATIVA: manipolazione della creta - Pasticciare con la creta. - Manipolare, affondare le dita, modificare l'aspetto della materia, toccarla, palparla, spezzarla, arrotolarla, stenderla su una superficie, dividerla in pezzi, ricostituirne le parti, esplorarla in relazione alle diverse possibilità del palmo della mano, del pugno, dei polpastrelli delle dita. - Bucare la creta, appallottolarla, lisciarla, schiacciarla, arrotolarla, sovrapporre un pezzo all'altro, trasformarla in palle di diverse dimensioni, in rotoli, in anelli, in pizze, in 35 35 formelle, utilizzando tavolette di legno come supporto. 2. FASE OPERATIVA: produzione di manufatti in creta - Progettare la realizzazione di oggetti, in base alle forme ottenute in fase esplorativa. - Realizzare bassorilievi, servendosi di forme e stampi. - Produrre forme e oggetti con l'utilizzo di pizze, formelle, anelli, scovoli, ecc. - Dipingere con gli appositi colori per la ceramica. - Decorare con materiali vari: lustrini, bottoni, conchiglie, perline, ecc. STRUMENTI E MATERIALI OCCORRENTI - Materiali per il modellaggio e la pittura (, pasta di ceramica, colori specifici per la pittura e la cottura in forno) - Strumenti per il modellaggio e la pittura (formelle, stampi,ect…) ATTIVITA’ PITTORICHE/ESPRESSIVE Osservazioni sulla realtà che ci circonda e ricerca dei colori e degli elementi che caratterizzano e scandiscono il trascorrere del tempo. Costruzione di scenari che rappresentino le stagioni; Ideazione di elementi scenici e realizzazione di piccoli oggetti che ne completino il quadro; Giochi di simulazione, imitazione e posa corporea. Dipingere il proprio viso come un foglio; Realizzazione di pose plastiche per un fermo immagine Scatto di foto: sviluppo e creazione di un calendario Allestimento di Mostre Mercato a Dicembre e Maggio in cui vendere i manufatti e il calendario gestita dai genitori il cui ricavato servirà negli anni a seguire per consentire il proseguo dello stesso laboratorio Metodologia Un elemento che caratterizza il laboratorio sarà anche la modalità di conduzione, poiché in esso non è di primaria importanza ciò che si fa: infatti le procedure che si intendono attuare devono favorire una particolare empatia tra i partecipanti alle varie attività, sia tra i bambini sia tra insegnanti, esperti,animatori e genitori. Verrà utilizzato il metodo didattico di apprendimento cooperativo e tutoring: gli alunni saranno divisi in gruppi dove ognuno, in base alle proprie capacità, darà il suo contributo per la realizzazione di un manufatto o la realizzazione di quanto progettato . L’uso di questa metodologia contribuirà a dare vantaggi di ordine interpersonale, favorendo l’interazione nel gruppo, sviluppando sentimenti positivi verso i compagni e migliorando la collaborazione e l’autostima Strumenti e Materiali · Forno/Macchina fotografica Argilla in Forma liquida · Colori vetrosi in polvere o smalti · Pennelli a setola morbida/Pennellesse · Vasetti di vetro o plastica con tappo ermetico · Tavolette di legno/mattarelli · Secchi e bacinelle · Tavoli e sedie · Argilla rossa e bianca · Acqua (lavandino) · Spugne e strofinacci · Ripiani dove lasciare ad asciugare · Carta bianca da taglio/Millerighe/ Tessuti · Cartavetrata/Cartoncini di vario colore Pistola a caldo Colla · Arnesi per la lavorazione 36 36 Sviluppo e stampa Verifica e Valutazione I docenti raccoglieranno in itinere una serie di dati idonei a verificare costantemente la funzionalità dei vari elementi strutturali del progetto che consentiranno una valutazione finale in relazione al raggiungimento degli obiettivi programmati, in modo particolare per quanto concerne l’integrazione di soggetti in difficoltà. Benché sia difficile determinare a priori l’andamento e lo sviluppo che subiranno i percorsi individuati, si possono prevedere scadenze e mutamenti di attività qualora l’entusiasmo e il fervore produttivi venissero meno o subissero momenti di stasi. Documentazione Reportage fotografico Esposizione manufatti Realizzazione Calendario Responsabile del Progetto Isabella Messa 37 37 PROGETTO DI SPAGNOLO FINALITA’: Favorire l’acquisizione di una competenza che permetta di servirsi della lingua come strumento di comunicazione. Favorire la consapevolezza che culture diverse si esprimono comportamenti sociali diversi. Stimolare la riflessione sulla propria lingua e cultura attraverso l’analisi comparativa sulla lingua e la cultura straniera. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO: Salutare,presentarsi e chiedere l’età. Identificare ed utilizzare i numeri entro il numero 100. Identificare e denominare alcuni oggetti scolastici e i colori .Identificare gli animali domestici. Identificare il lessico relativo alle parti del corpo. Conoscere e comprendere i giorni della settimana e i mesi dell’anno. Identificare il lessico relativo al cibo. Conoscere le fondamentali strutture grammaticali. DESTINATARI: Alunni delle classi quinte. MODALITA’ DI ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’ DEI LABORATORI: L’organizzazione del Laboratorio prevede l’intervento di una insegnante su due gruppi classe di 16-17 alunni. La durata sara’ di 20 ore complessive,distribuite in lezioni settimanali di un’ora ciascuna. Le attivita’ verranno svolte attraverso modalita’ di raggruppamento che mirano al lavoro di gruppo, di coppia o individuale, programmato sia con conversazioni e lezioni frontali sia con esercitazioni su materiale strutturato. RESPONSABILE: Ins.Amodio Angela Maria 38 38 “Siamo fatti così” laboratorio scientifico per gli alunni delle classi quinte Il corpo umano è una macchina meravigliosa che funziona in maniera perfetta …. Obiettivi di apprendimento Acquisire la “pratica di laboratorio” in termini di conoscenza ed uso di strumenti, reattivi, norme di sicurezza, operatività Promuovere l’acquisizione del metodo scientifico Acquisire e utilizzare opportunamente termini e contenuti specifici Produrre testi scritti ed elaborare descrizioni e documentazioni di un’esperienza F i n al i t à Contribuire ad una visione più completa delle Scienze, prediligendo l’aspetto sperimentale Promuovere l’acquisizione del metodo scientifico Creare opportunità di apprendimento laboratoriali per favorire la capacità di imparare Modalità di organizzazione delle attività Le attività di laboratorio punteranno al consolidamento della metodologia della ricerca che, attraverso l’attuazione di semplici esperimenti scientifici, rafforzerà alcune delle conoscenze già acquisite relative al percorso didattico sul corpo umano Il progetto avrà una durata complessiva di 15 h suddivise in 10 incontri da 1 h e 30 min ciascuno. Le lezioni saranno articolate in tre momenti: pre-laboratorio (fase teorica); laboratorio (fase operativa); post-laboratorio (discussione guidata, relazioni scritte, compilazione di tabelle dei risultati…). Docente responsabile Migailo Teresa 39 39 Laboratorio extracurricolare Finalità: il progetto si propone di aumentare l’interesse degli alunni verso gli argomenti scientifici e le pratiche di laboratorio attraverso esperimenti giocosi ed insoliti Obiettivi di apprendimento: - Individuare indizi per formulare ipotesi - Scoprire l’importanza di formulare ipotesi non solo per spiegare fatti e fenomeni ma per organizzare concretamente l’osservazione - Usare gli strumenti ed i materiali disponibili nel laboratorio scientifico osservando le regole di sicurezza - Acquisire specifiche abilità manuali - Imparare a raccogliere ed elaborare anche graficamente i dati raccolti durante l’osservazione - Comprendere che esistono spiegazioni scientifiche dietro al verificarsi di fenomeni apparentemente inspiegabili Contenuti ed attività: il progetto prevede la realizzazione in laboratorio di sperimentazioni scientifiche di carattere prevalentemente giocoso ( gonfiare un palloncino senza toccarlo, colorare i petali di un fiore, realizzare una bibita effervescente, la scrittura invisibile, camminare sull’acqua, elettrochimica con una patata, diavoletto di Cartesio…) Modalità di attuazione del progetto: gli incontri programmati, in numero di 10 e della durata di un’ora e trenta minuti ciascuno in orario pomeridiano, prevedono attività svolte in gruppo o singolarmente con l’assistenza del docente nel laboratorio scientifico. Destinatari del progetto : alunni provenienti dalle classi quarte del Circolo Prodotto finale: realizzazione di presentazione multimediale con power point Docente responsabile: Rotondo Evelina 40 40 IO E LA MIA FANTASIA Il presente progetto intende offrire la possibilità di seguire un itinerario fantastico sviluppando l’interesse e la creatività di ogni alunno spronandolo verso una costante esplorazione di mezzi e tecniche diverse. OBIETTIVI • “Vivere” e “lavorare” insieme agli altri, scambiandosi emozioni, esperienze, aiuto; • Costruire storie e composizioni grafiche utilizzando tecniche varie per colorare; • Manipolare e usare materiali diversi e policromatici per decorare esprimendo desideri e sensazioni; • Considerare diversi elementi visivi nel comporre un’immagine e i relativi significati comunicativi. • …… ATTIVITA’ Illustrazione con tecniche diverse della “Leggenda dei colori”; Costruzione di immagini con elementi trovati in natura; Decorazione di oggetti vari (di legno, carta,vetro, plastica, terracotta,…) con la tecnica del decoupage, del craquelet, dell’affresco antico,… 41 41 Utilizzo di opere d’arte di autori famosi (es. Picasso, Arcimboldi, Schiwiters) per realizzare profili e autoritratti; DESTINATARi Il progetto è rivolto ad un numero di 40 alunni divisi in due gruppi seguiti dall’ins. referente del progetto. Gli incontri si svolgeranno con cadenza settimanale dalle ore 16,00 alle ore 18,00 nel laboratorio della cartapesta della scuola primaria “C. Bregante”. FORME DI VISIBILITA’ La documentazione sarà consegnata attraverso una raccolta di manufatti realizzati dai partecipanti al progetto (eleborati grafico-pittorici, cartelloni, oggetti decorati con tecniche diverse), materiale fotografico su supporto informatico (con una presentazione in POWER POINT) in cui saranno raccolte le varie fasi del progetto. Ins. Referente MARIA ROSARIA BENEDETTI 42 42 FINALITA’ Conoscere la storia del proprio territorio, analizzando il rapporto fra storia locale e storia generale. OBIETTIVI 1. Creare forti motivazioni alla conoscenza e allo studio concreto della storia locale. 2. Individuare ed utilizzare indicatori tematici per ricavare informazioni sul sistema di vita del paese lungo l’asse temporale 3. leggere ed interpretare ogni tipo di fonte storica per selezionare informazioni 4. saper consultare una mappa topografica della propria città. 5. Leggere ed analizzare elementi iconografici diversi. COMPETENZE Far conoscere all’alunno il passato come appartenenza e componente sociale, culturale, economica… Sviluppare atteggiamenti di rispetto verso il patrimonio artistico-culturale del proprio territorio e non. Conoscere ogni tipo di carta geografica. Saper consultare diversi tipi di fonti. Saper seguire la metodologia della ricerca. 43 43 CONTENUTI ED ATTIVITA’ Questo laboratorio si propone di mettere in primo piano strategie di costruzioni e di rappresentazione di concetti e contenuti. Si partirà dalla considerazione di un monumento tipico, si raccoglieranno informazioni consultando ogni tipo di fonte, il sito del Comune, saranno effettuate visite sul campo per reperire dati, si creeranno tipologie diversificate di applicazioni. Le lezioni saranno frontali e pratiche, supportate da visite guidate ed escursioni alle varie strutture territoriali; saranno espletati testi, relazioni, schemi, poster riassuntivi; saranno consultati guide turistiche, depliants… Ins. Responsabile Benedetti Marianna 44 44 “Artisti in erba” laboratorio grafico-pittorico per gli alunni delle classi seconde …noi illustratori di CIpì Obiettivi di apprendimento Sperimentare materiali, strumenti, tecniche e modalità pittoriche di vario tipo Effettuare scelte di colore e di tecniche idonee al soggetto da rappresentare Essere in grado di effettuare un approccio espressivo ad un libro Realizzare le illustrazioni del libro “Cipì” utilizzando le tecniche apprese Finalità Favorire l’integrazione di più linguaggi e forme comunicative Imparare le tecniche di base della pittura ed utilizzarle per illustrare un libro Modalità di organizzazione delle attività L’approccio espressivo al libro sarà effettuato in due momenti, quello della lettura e quello della rappresentazione grafica con l’utilizzo delle principali tecniche della pittura. Il momento finale sarà costituito dalla realizzazione di un libro contenente tutte le illustrazioni, corredate di relative didascalie, prodotte dai bambini. Il progetto avrà una durata di 48 ore suddivise in 24 incontri settimanali di 2 ore ciascuno Docenti: Ins Renna Maria Ins Amodio Anna 45 45 “CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI” La realizzazione di un Consiglio Comunale dei Ragazzi, nasce allo scopo di allargare la democrazia ai bambini-ragazzi, riconoscendoli come soggetti di diritto sin dalla nascita, come previsto dalla riforma della scuola primaria. Lo stesso Consiglio Comunale di Monopoli ha recepito questa esigenza e, in data 21/6/2000, ha apportato una modifica al proprio Statuto per riconoscere legalmente il Consiglio Comunale dei Ragazzi, che non sarà quindi un’esperienza sporadica, ma potrà diventare uno strumento democratico durevole nel tempo. Il fine che ci proponiamo è quello di cercare di sensibilizzare la società ai problemi dei giovani e riuscire a creare una città su misura dei ragazzi, che risponda alle esigenze e permetta loro di trovare spazi nei quali riunirsi, giocare e svolgere attività diverse sia ricreative che culturali, questo permetterà di avvicinare i ragazzi alla comunità nella quale vivono e, di conseguenza, aumentare il loro senso civico. Per la realizzazione del progetto (come anche per il finanziamento dello stesso), sarà necessario contattare: • Comune • Provincia • Regione • Associazioni e Comitati cittadini Come previsto, anche dalla Legge n. 285/97 (disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza), art. 2 – ambiti territoriali di intervento “gli enti locali assicurino la partecipazione non lucrative di utilità sociale nella definizione dei piani d’intervento”. FINALITA’ I politici, in passato, avevano pensato poco ai bambini, ma oggi, sono sempre più numerose le città in cui si incomincia a capire che, quando si fa qualcosa per i bambini, la si fa per tutti. 46 46 Il presente progetto ha come finalità: • realizzazione di servizi ricreativi ed educativi per il tempo libero, anche nei periodi di sospensione delle attività didattiche; • realizzazione di azioni positive per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, per l’esercizio dei diritti civili fondamentali, per il miglioramento della fruizione dell’ambiente urbano e naturale da parte dei minori, per lo sviluppo del benessere e della qualità dei minori, per la valorizzazione, nel rispetto delle diversità, delle caratteristiche di genere, culturali ed etniche. (art. 3 – Legge 28 agosto 1997, n. 285) OBIETTIVI Oggi per i bambini vi sono sempre meno momenti qualificanti di aggregazione, così come si tende a perdere, inesorabilmente, il senso di appartenenza alle città. Pertanto gli obiettivi da perseguire sono: • rendere i bambini e i ragazzi protagonisti della vita sociale, sperimentando l’assunzione diretta della responsabilità; • avviare a un confronto costruttivo e dialettico con adulti diversi da genitori; • stimolare la loro capacità progettuale; • consentire l’espressione delle loro idee e della loro creatività. TEMPI Durata del progetto: 2009/2010. ORGANIZZAZIONE A scuola l’educazione civica rimane “un discorso” non una pratica di democrazia vissuta. Pertanto uno dei momenti essenziali di cui si compone il progetto in esame è costituito dall’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Tale istituzione si compone di una prima fase, in cui saranno fornite ai ragazzi di 4°le informazioni fondamentali sulle istituzioni comunali e su alcuni meccanismi operativi; inoltre, si svilupperà la lettura del territorio, sino a giungere all’analisi dei servizi e dei bisogni del proprio “quartiere”, del proprio “territorio rurale”, del proprio “paese”. Tali esperienze, anche supportate da assemblee di classe e di interclasse sfoceranno nella elezione del nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi. Le elezioni si svolgono secondo i seguenti tempi e modalità: • entro il 21 Marzo, ogni classe 4° presenterà il proprio candidato sindaco e due consiglieri presso una commissione elettorale formata dagli alunni di 5°; le candidature a sindaco dovranno essere presentate con: il simbolo della lista e un progetto da realizzare, sottoscritti da almeno cinque alunni di classe (presentatori di lista); • entro il 9 Aprile vengono formate le liste dei candidati sindaco, disposte secondo l’ordine di presentazione; • dal 18 Aprile inizia la campagna elettorale che si svolgerà nelle forme che, d’intesa con il corpo insegnante, si riterranno più opportune (assemblee, volantinaggi, dibattiti in classe, ecc…); • le elezioni si svolgeranno esclusivamente in orario scolastico (ore 9-12) il terzo sabato di Maggio, e saranno costituiti 4 seggi elettorali; • risulta eletto sindaco il candidato della lista che riporta più voti, 4 degli altri candidato sindaco ricopriranno la carica di assessori. La loro nomina spetta al sindaco. 47 47 La seconda fase prevede l’insediamento del Consiglio Comunale dei Ragazzi che darà inizio alla fase attuativa del progetto. Competenze del Consiglio Comunale dei Ragazzi • Nella prima seduta viene eletto il Presidente e il Vice-presidente del Consiglio • Il Presidente ha il compito di convocare il Consiglio e di presiederlo • Il Consiglio approva il regolamento interno • Si occupa dei Progetti da realizzare in merito a: • Problematiche giovanili • Politiche ambientali • Sport • Tempo libero, giochi e rapporti con l’associazionismo • Cultura e spettacolo • Pubblica Istruzione • Assistenza ai giovani e agli anziani Il Consiglio Comunale dei Ragazzi svolge attività propositive e d’impulso nei confronti della Giunta dei Ragazzi. A conclusione del mandato, il CCR dovrà presentare un bilancio sia economico che operativo di quanto realizzato. E’ importante, infine, la presenza di due insegnanti che siano referenti presso le istituzioni, e seguano la realizzazione delle attività delle due fasi del progetto. Il Progetto coinvolgerà gli alunni di IV e di V della scuola primaria dell’intero circolo per la fase attuativa. Nondimeno gli alunni delle altre classi e sezioni potranno proporre iniziative che il CCR vaglierà opportunamente. ATTIVITA’ Prima fase Attività per gli alunni di IV: • ricerche tese ad una migliore conoscenza del territorio e della storia locale • uscite – studio del territorio • analisi dei dati raccolti • scelta delle zone sulle quali intervenire • visite al Municipio • partecipazione ai Consigli Comunali dei Ragazzi • incontri tra un consigliere o ex-consigliere per meglio fornire ai ragazzi informazioni sulle istituzioni comunali e su alcuni meccanismi operativi • individuazione dei criteri per la scelta dei candidati sindaci 48 48 • realizzazione di slogan e simboli per la campagna elettorale • realizzazione di opuscoli programmatici da parte dei candidati a sindaco • organizzazione della campagna elettorale • realizzazione delle schede elettorali • realizzazione del verbale dello scrutinio Seconda fase Attività per gli alunni di V: • istituzioni del Consiglio Comunale dei Ragazzi, composto da 16 consiglieri, da 7 assessori e sindaco • incontri dei consiglieri (le date e la periodicità sono da definirsi) per l’analisi e la discussione sugli interventi programmati che si intendono perseguire e delibera degli stessi. Durata dell’incarico del sindaco: un anno. Attività per gli alunni di V: • attività di supporto e coinvolgimento per la realizzazione degli interventi decisi dal Consiglio Comunale dei Ragazzi • realizzazione degli elenchi degli alunni votanti • realizzazione degli elenchi degli elettori ed elettrici di ogni singolo seggio elettorale • realizzazione dei certificati elettorali • realizzazione dei documenti d’identità degli alunni elettori • composizione ed allestimento dei seggi elettorali. ORGANIZZAZIONE Sede • per gli incontri ordinari il CCR si riunirà nell’auditorium del 4° Circolo Didattico di Monopoli • per gli incontri straordinari e la prima seduta della legislazione si utilizzerà la Sala Perricci nel Palazzo di Città Attività - per l’anno scolastico 2009/2010 il sindaco eletto ha nel suo programma:”mattinata al mare” con le insegnanti in una spiaggia custodita,potenziamento della biblioteca e fondi per una maggiore disponibilità di materiale di facile consumo.I tempi e modi saranno definiti all’interno dei consigli comunali Tempi • oltre alle attività da svolgere in orario scolastico, si prevedono circa 30 ore di attività extracurriculari GESTIONE STRUMENTI e/o ORGANISMI DI CONTROLLO E VALUTAZIONE Personale tecnico, nell’ambito degli Assessorati alle Politiche Culturali e ai Servizi Sociali, unitamente ai referenti scolastici svolge un’adeguata opera di controllo e di verifica sulle iniziative, nonché sul complessivo andamento del progetto, modificando eventuali orientamenti programmati 49 49 che non dovessero rivelarsi efficaci rispetto agli obiettivi prefissati, sulla base dei dati di cui si è in possesso, dell’esperienza e anche del confronto diretto con i ragazzi. Referente Ins. Teresa Maggi 50 50 LABORATORIO MANIPOLATIVO “ MANI MAGIGHE L’idea di organizzare un laboratorio operativo nasce dalla considerazione che l’esperienza del “ creare ” attraverso l’attività di manipolazione, costruzione e assemblaggio di materiali strutturati e non, oltre che a ricoprire un ruolo basilare sul versante cognitivo è strettamente connessa al mondo affettivo del bambino divenendo filtro di comunicazione del vissuto emotivo. Con tale laboratorio si cercherà di soddisfare i bisogni esplorativi del “fare” con proprie mani alla ricerca del superamento del naturale egocentrismo e un avvio alla collaborazione per uno scopo comune, valorizzando le diversità degli stili personali. FINALITA’ Stabilire un rapporto di reciproca collaborazione/confronto tra scuola/famiglia Manipolando, ricercando, progettando i bambini conseguono finalità riguardanti la sfera dell’identità, autonomia e competenze: IDENTITA’ Si avventura nell’esplorazione sensoriale e percettiva di un materiale con caratteristiche specifiche; o Acquisisce autostima e sicurezza nell’agire. AUTONOMIA o Il bambino compie scelte autonome nella manipolazione di un materiale che si presta ad essere modellato sulle base di progetti personali; o Assume senza timore i rischi nella manipolazione di un materiale plastico. COMPETENZE • Sviluppa, consolida specifiche abilità percettive, sensoriali, motorie finalizzandole ad uno scopo; o Si misura con la consistenza specifica di un materiale particolare; o Organizza e controlla una esperienza in sequenza; o Esprime la propria creatività. Obiettivi di apprendimento Accettare di manipolare un materiale nuovo. Esprimere le proprie capacità creative. Seguire una sequenza di azioni prestabilite e finalizzate alla realizzazione di un prodotto. Verbalizzare le azioni compiute. Descrivere i modelli realizzati. Intuire le regole d’uso di alcuni arnesi. Collaborare con i compagni e le insegnanti per la riuscita di un progetto. ATTIVITA’ 51 51 Ceramica Pasticciare, manipolare, affondare le dita, modificare l’aspetto della materia, cambiarne la forma una prima volta e poi di nuovo. Toccarla,palparla, spezzarla, arrotolarla, dividerla in pezzi e ricostruire l’intero, esplorarla in relazione alle diverse possibilità del palmo della mano, del pugno, dei polpastrelli delle dita. Creare formelle che possono essere in seguito dipinte. Realizzare bassorilievi, piccoli oggetti dono. Seguire la trasformazione della cottura dell’argilla e ripercorrere in sequenze logico-temporali le fasi. Visita presso il laboratorio di Ceramica dell’Istituto d’arte seguiti da personale esperto per consentire di seguire anche la fase di cottura dei manufatti. Cartapesta Attività di ricerca e di recupero della carta. Giochi con la carta. Conversazioni sulla provenienza, uso e recupero della stessa. Sminuzzare, tagliare, ammorbidire, frullare e manipolare. Creazioni con carta in poltiglia e in pezzi. Riciclo Ricerca del materiale di recupero; uso plastico e compositivo dello stesso. Realizzazione di oggetti dono. Decorazioni con l’uso di tecniche varie. ITINERARIO METODOLOGICO Come un percorso sensoriale ogni materiale sarà prima percepito/esplorato/utilizzato a fini di gioco e dalla sua conoscenza si passerà alla progettazione personale di conversione della materia per… Consentire al bambino di misurarsi oggettivamente con le caratteristiche del materiale. Sollecitare il bambino con domande mirate ad esplorare e formulare ipotesi sulle caratteristiche dei materiali. Canalizzare le energie, attenzione, disponibilità del “ fare” per oltrepassare la fase della semplice manipolazione ed esplorazione per conseguire una manipolazione finale e costruttiva. Proporre gli attrezzi e il loro uso finalizzato , le azioni e le sequenze di lavoro. 52 52 Sollecitare il bambino ad esprimersi verbalmente e graficamente sui prodotti elaborati. VERIFICA Dall’osservazione sistematica del bambino sarà possibile rilevare il livello di gradimento delle attività ma anche le strategie che il singolo bambino sarà in grado di attivare per realizzare i manufatti. STRUMENTI Argilla, borbottina, tavolette di legno, carta colla, pennelli, matite, colori, forbici, calchi, materiale di recupero, strumenti di uso comune. SPAZI Aula allestita nel Plesso Via Veneto DESTINATARI 18/20 bambini di 5 anni provenienti da tutti i plessi del 4°C.D. Carolina Bregante Genitori degli alunni che daranno la loro disponibilità. TEMPI 1h ora settimanale dalle 16.05 alle 17.05 a partire dal Mese di Novembre 09 a maggio 2010 con un calendario che si andrà in seguito a strutturare per un totale di 22h per alunno In prossimità delle feste natalizie e in occasione della festa della mamma sarà allestita una mostra mercato i cui proventi saranno utilizzati per l’acquisto di nuovo materiale didattico da destinarsi alla realizzazione di un laboratorio nell’anno successivo. Referenti Insegnanti Corbascio R./Corelli A.-Messa I./Santoiemma A. che effettueranno a settimane alterne le attività mentre il gruppo alunni e genitori rimane stabile. Si prevede la partecipazione degli alunni Dell’Istituto D’Arte Luigi Russo e l’uso gratuito del Forno di Ceramica previa domanda che sarà inviata dal Dirigente della Scuola C.Bregante alla suddetta scuola. Ai genitori il compito di allestire con docenti e alunni le Mostre Mercato e di gestire la vendita dei Manufatti realizzati. Responsabile Progetto Isabella Messa 53 53 PROGETTO DI CONTINUITÀ E ORIENTAMENTO Scuola Infanzia Scuola Primaria Scuola Secondaria di 1° grado Finalità • Garantire la continuità del processo educativo tra i diversi ordini di scuola • Favorire il graduale passaggio e un inserimento meno traumatico dei bambini da un ordine di scuola all’altro • Promuovere l’interazione fra bambini di età diversa Obiettivi • Creare per gli alunni in ingresso un ambiente positivo e motivante ed un clima favorevole all’inserimento dei più timidi • Creare un continuum di apprendimento didattico e metodologico • Conoscere gli insegnanti, gli alunni e il nuovo edificio scolastico Destinatari • Gli alunni e i docenti delle classi ponte Modalità organizzative Si prevede l’istituzione di una Commissione di Continuità che destinerà tre incontri annuali al fine di organizzare e coordinare le attività di continuità. Esse saranno distinte in: a) Attività di accoglienza: • Formazione delle classi in ingresso sulla base delle schede di passaggio; • Accoglienza degli alunni in entrata con una festa b) Attività di raccordo: • Programmazione di una Unità Didattica “ponte”; • Visita ed “Open Day” presso i nuovi contesti scolastici • Partecipazione ad attività comuni programmare nel POF • Partecipazione ad iniziative promosse dalle stesse scuole, da associazioni locali o dall’Amministrazione comunale. AREA POF 3 SERVIZIO AGLI ALUNNI Referente Anna Rita Lafronza 54 54 PROGETTO GIORNALE dietro il banco Referente: Maria Angela Mastronardi MOTIVAZIONE PROGETTO Abituare gli alunni alla padronanza dei meccanismi costruttivi della conoscenza e della comunicazione. Favorire negli alunni un atteggiamento euristico, volto alla soluzione dei problemi, che preveda l'adozione di precise strategie creative, potenziate dall'uso del computer. ATTIVITA' Presentazione dei vari tipi di giornale • Analisi degli elementi strutturali e contenutistici di una testata giornalistica • Presentazione dell'organizzazione sottesa a un giornale • Intervento di un giornalista professionista • Interviste, indagini e tabulazione di dati • Raccolta di materiale iconico • Stesura di articoli di vario genere • Impaginazione del materiale mediante l'uso del SW informatico • Pubblicizzazione del lavoro. • ORGANIZZAZIONE Il laboratorio per la pubblicazione del periodico interessa un numero di 20 alunni di IV e V individuati dai seguenti criteri: 55 55 1. interesse dell'alunno 2. considerazione della situazione personale dell'alunno dietro indicazione degli insegnanti di classe 3. distribuzione omogenea del numero degli alunni all'interno delle interclassi. Il laboratorio è attivato dal mese di ottobre al mese di maggio, con scadenza settimanale per la durata di 1h in orario pomeridiano extrascolastico. L’obiettivo temporale è la pubblicazione di 3 numeri a scadenza trimestrale. ANNA 56 56 Progetto Biblioteca Il progetto mira allo sviluppo della lettura come supporto agli obiettivi formativi del POF e ai singoli piani di studio personalizzati. La capacità di lettura, superando l’ambito specifico dell’educazione linguistica, diviene asse culturale trasversale primaria del progetto formativo e didattico, coinvolgendo i processi cognitivi e affettivo-emotivi. ATTIVITA’ Acquisto del materiale librario vagliando le nuove proposte editoriali sulle capacità dei bambini che useranno la biblioteca e sulle esigenze degli insegnanti per la conduzione dei programmi annuali. Per il prestito predisposizione di tessere personali per l’accesso al servizio. Per la rete territoriale incontri cittadini del coordinamento per le biblioteche al fine di attuare strategie comuni di educazione alla lettura. ORGANIZZAZIONE La biblioteca è aperta Dal LUNEDI al SABATO dalle 8,30 alle 13,30 per rispondere alle esigenze degli alunni e degli insegnanti. La responsabile, l’ins. Maria Cavalieri gestisce il prestito e le attività di animazione 57 57 alla lettura. Sono presenti centinaia di testi per ragazzi, dai cartonati ai pop-up alle amatissime serie di Geronimo Stilton e Harry Potter. Inoltre sono consultabili testi per ricerche e libri in lingua inglese. 58 58 REGOLE DI COMPORTAMENTO PER GLI ALUNNI IN BIBLIOTECA Perché la biblioteca funzioni bene è necessario che ci sia ordine nella consultazione e nei prestiti. Per ottenere tutto questo sono state individuate le seguenti regole a cui attenersi: 1. In biblioteca comportati nel modo più adeguato: la biblioteca è un luogo di lettura dove è d’obbligo il silenzio e si tiene un comportamento rispettoso per non arrecare disturbo in qualsiasi modo agli altri. Quindi non parlare ad alta voce, non introdurre cibi e bevande. 2. Per facilitare la ricerca e la consultazione dei libri è importante che i libri catalogati e ordinati sugli scaffali siano richiesti con l’autorizzazione della bibliotecaria. Pertanto: • • Non prendere i libri dagli scaffali senza il permesso della bibliotecaria e non spostarli di scaffale. Quando riporti un libro avuto in prestito non rimetterlo a posto da solo,mettilo sempre sulla scrivania della bibliotecaria che sa quale è il suo posto giusto e lo rimette via solo dopo aver segnato nel registro la restituzione. 3. In biblioteca è permesso consultare non più di due libri per volta;se è proprio necessario devi chiedere alla bibliotecaria che ti consenta l’uso contemporaneo di un maggior numero di libri. 4. Per portare fuori dai locali della biblioteca, anche temporaneamente, libri o altro materiale, devi rispettare le regole sul prestito e quindi: • • • Puoi prendere un nuovo libro in prestito solo dopo che hai riportato quello che hai preso precedentemente; Puoi tenere in prestito un libro per il tempo massimo di una settimana; scrivi sul diario entro quando lo devi restituire, così te ne ricorderai più facilmente;se hai bisogno di altro tempo chiedi alla bibliotecaria di prolungarti il prestito; Appena hai finito di leggere un libro o se non vuoi più leggerlo, riportalo subito, in questo modo dai la possibilità ad altri di averlo in prestito; 5. Ricorda che sei responsabile del libro che prendi in prestito, quindi: • • • Non darlo ad un altro compagno senza far registrare il passaggio alla bibliotecaria; Trattalo con il massimo riguardo: non macchiarlo, conservalo in un luogo sicuro, non lasciarlo incustodito, usa sempre un segna libro e non piegare o strappare le pagine, non scriverci sopra; Ricordati di restituire sempre i libri avuti in prestito. 6. Collabora in modo che la tua biblioteca scolastica sia sempre ordinata e funzionante; puoi anche decidere di regalare dei libri, se i tuoi genitori sono d’accordo. In questo caso annota che il libro è stato donato da te (nome e cognome tuo), precisando anche la classe e l’anno scolastico. ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI BIBLIOTECA PREMESSA Nell’organizzare il servizio di biblioteca della scuola è necessario in primo luogo definirne finalità ed obiettivi perché molte e complesse sono le attività che adesso possono essere affidate ed è essenziale inserirlo organicamente nelle strutture e nei processi informativi della scuola. 59 59 In effetti la biblioteca può proporsi come: 1. luogo ed organizzazione che vuole sostenere e stimolare il piacere della lettura; 2. supporto alla didattica, sia perché mette a disposizione testi di consultazione sia perché si inserisce ed accompagna le azioni che hanno come finalità quella di aiutare gli alunni ad imparare ad imparare; 3. situazione che aiuta lo studente a diventare utente esperto e quindi capace di cercare ed utilizzare autonomamente le risorse librarie disponibili; 4. servizio di supporto al docente in quanto mette a sua disposizione e suggerisce materiali bibliografici (riviste, libri). È possibile consultare e prendere in prestito i libri della Biblioteca Magistrale e le riviste alle quali la scuola è abbonata. PROCEDURE PER L’USO(ALUNNI E DOCENTI) La biblioteca rimane aperta per la consultazione dei libri dal lunedì al sabato, secondo il calendario predisposto dalla bibliotecaria. L’accesso degli alunni alla biblioteca avviene sempre con la guida del docente di classe. L’accesso dei docenti in servizio è libero. La responsabile della biblioteca programma gli orari di utilizzo della biblioteca da parte delle classi, concordando con i docenti. Gli alunni accedono alla biblioteca con le modalità e le cautele stabilite. Il docente è tenuto a svolgere un’attività di consulenza e guida per fornire ai bambini consigli sui libri adatti ad illustrare un argomento o a soddisfare determinate esigenze di informazione. I libri estratti e utilizzati devono essere consegnati alla responsabile della biblioteca che provvederà alla ricollocazione. La responsabile della biblioteca è da intendersi non solo come il soggetto che provvede alla sorveglianza, all’apertura degli scaffali chiusi a chiave e alle altre operazioni della biblioteca (registrazione, catalogazione e informatizzazione dei nuovi arrivi, controllo del materiale restituito, riordino dei libri, revisione periodica dell’inventario, scarico delle unità bibliografiche smarrite o deteriorate, ecc.), ma anche come un facilitatore della consultazione, un supporto all’attività dei docenti. 60 60 Regolamento laboratorio scientifico - Il laboratorio viene aperto e chiuso dall’insegnante che vi accede con la propria classe; le chiavi vanno chieste e riconsegnate al collaboratore preposto. - Se l’attività programmata richiede l’uso della seguente attrezzatura ne va data comunicazione al collaboratore addetto, prima dell’avvio delle lezioni: • Microscopi e stereomicroscopi • Videoproiettore • Pc portatile • Telecamera Educam - Tutta la strumentazione usata va rimessa al proprio posto al termine dell’attività dopo averla accuratamente pulita; il laboratorio va lasciato in ordine. - Sul registro presente in laboratorio, a cura e a firma dell’insegnante, vanno effettuate le seguenti annotazioni: • Rottura e/o malfunzionamento di strumenti e/o materiali ( segnalare subito l’evento specificando di che strumento si tratta e fornendo notizie relative al malfunzionamento) • Consumo di reagenti( indicare il tipo di sostanza utilizzata) • Richieste e/o osservazioni - Nel corso dell’attività attenersi scrupolosamente alle norme di sicurezza Grazie per la collaborazione e buon lavoro La referente Evelina Rotondo 61 61 REGOLAMENTO PALESTRA Orario Scolastico Art.1 – L’orario di accesso e assegnazione alle varie classi, viene stabilito all’inizio di ogni anno scolastico. Art. 2- L’orario di utilizzo della palestra si divide in antimeridiano e pomeridiano: l’antimeridiano va dalle 8.15 alle 13.15 e il pomeridiano dalle 14.00 alle 16.15 (il sabato si esegue solo orario antimeridiano). Art. 3- L’accesso alla palestra è consentito solo durante le ore di attività motoria in presenza dell’insegnante specifico. Art. 4- Gli alunni devono indossare obbligatoriamente indumenti idonei per lo svolgimento dell’attività: - scarpe da ginnastica - tuta o maglietta e pantaloncini. Art. 5- E’ assolutamente vietato salire o utilizzare qualsiasi attrezzo se non su richiesta ed in presenza dell’insegnante. Al termine della lezione, gli attrezzi dovranno essere rimessi al loro posto. Art. 6- La palestra, i locali annessi ed i servizi igienici dovranno essere sempre tenuti puliti e in ordine. 62 62 Art. 7- E’ possibile utilizzare la palestra per progetti specifici organizzati dalla Scuola chiedendo uno spazio strutturato. In tal caso gli orari saranno stabiliti nel rispetto delle normali attività curricolari. Art. 8- Tutti i danni eventualmente provocati o che venissero notati all’immobile o alle attrezzature, dovranno essere tempestivamente segnalati al Dirigente Scolastico. Fuori dell’orario scolastico Art. 9- L’uso della palestra è concesso esclusivamente alle Società Sportive del territorio per scopi inerenti ad usi sportivi, nei giorni e nelle ore libere da impegni scolastici. Art. 10- L’accesso alla palestra è consentito ai soli atleti, allenatori e dirigenti delle Società autorizzate, debitamente qualificati come tali ed esclusivamente nelle ore stabilite. Art. 11- Gli atleti devono essere accompagnati dal loro istruttore che deve essere sempre presente, dalle fasi preliminari alle fasi conclusive delle lezioni o degli allenamenti. Art. 12- E’ consentito agli atleti delle Società autorizzate di utilizzare tutte le attrezzature fisse, purché alla presenza e sotto la personale responsabilità di un allenatore o di un dirigente. 63 63 Art. 13- Il contegno durante la permanenza in Palestra deve essere improntato alla massima correttezza. E’ vietato comunque nella maniera più assoluta: - organizzare nella palestra manifestazioni agonistiche con la presenza di pubblico. - entrare in palestra calzando scarpe che non siano quelle da ginnastica - trasportare o installare qualsiasi attrezzo sportivo o di altro genere o eseguire opere sia di carattere provvisorio che permanente. Art. 14- Ai frequentatori della palestra è fatto assoluto divieto accedere agli altri locali della Scuola, all’infuori di quelli assegnati. Sia durante l’accesso che all’uscita, dovranno essere evitati rumori molesti di qualsiasi genere. Art. 15- Tutti i danni eventualmente provocati o che venissero notati all’immobile o alle attrezzature, dovranno essere tempestivamente segnalati al Dirigente Scolastico. 64 64 2.9.Competenze attese La scuola è orientata a promuovere l’imparare ad apprendere, più che a trasmettere conoscenze da memorizzare o insegnare automatismi da applicare meccanicamente. Essa finalizza il proprio curricolo allo sviluppo di competenze che siano tra loro in stretta relazione. Attraverso attività di ricerca e di riflessione si procede nello studio delle varie discipline come chiavi di lettura della realtà, come strumenti di indagine ciascuna con il suo statuto epistemologico,con metodi, linguaggi e concetti specifici e caratterizzanti. in questo processo di formazione la lezione, lo strumento tradizionale di insegnamento si combina con momenti di didattica laboratoriale. Il laboratorio diviene un elemento fondamentale dell’apprendimento; esso è inteso sia come luogo fisico sia come momento in cui l’alunno è protagonista attivo, formula ipotesi e le valuta, progetta e sperimenta, discute e argomenta le proprie scelte, impara a raccogliere dati e a confrontarli, costruisce conoscenze significative personali e collettive. Il possesso di un buon livello di padronanza disciplinare e lo sviluppo di competenze linguistiche rappresentano una condizione indispensabile per la crescita della persona e per l’esercizio pieno della cittadinanza, per l’accesso critico a tutti i contenuti culturali e per il raggiungimento di una visione unitaria del sapere, frutto del dialogo e dell’integrazione delle diverse discipline. In prospettiva formativa, gli alunni possono conquistare modelli di spiegazione dei fenomeni particolari, possedere quadri di idee capaci di conferire alle singole informazioni ed esperienze un senso, all’interno di campi d’indagine storici, geografici e scientifici. Il processo di insegnamento-apprendimento è coinvolgente e motivante, stimola gli alunni ad interrogarsi, si fonda su conoscenze significative, muove dal sapere e dall’esperienza dei discenti, si sviluppa grazie a uno strumentario diversificato: i libri di testo, le fonti di vario genere, gli atlanti, i testi storici divulgativi e scientifici, i media, gli strumenti multimediali, l’ambiente e il territorio, il patrimonio storico/artistico. Tutte le aree disciplinari, con differenti modi di elaborare e organizzare le conoscenze, concorrono all’acquisizione di competenze trasversali finalizzate a sviluppare il pensiero e le capacità cognitive, metacognitive, a realizzare rapporti interpersonali, a comprendere e produrre messaggi, ad acquisire e rielaborare informazioni e conoscenze, ad applicare strategie per ottenere risultati. Dette competenze devono essere sviluppate in continuità costruttiva attraverso percorsi coerenti tra scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria. 65 65 COMPETENZE PERSONALI E SOCIALI • • Sviluppo del pensiero e della identità personale, anche nella prospettiva della progettazione consapevole del proprio progetto di vita. Incremento delle capacità di relazioni interpersonali e di collaborazione con altri COMPETENZE COMUNICATIVE • Controllo dei linguaggi e delle modalità di comunicazione in contesti diversi, con particolare attenzione all’esercizio di una cittadinanza piena e consapevole. COMPETENZE CONOSCITIVE • • Uso dei linguaggi nei processi di costruzione delle conoscenze e quindi nei diversi contesti disciplinari. Incremento e gestione consapevole delle proprie risorse intellettive nella prospettiva dell’apprendimento lungo l’intero arco della vita. COMPETENZE PROCEDURALI O METODOLOGICHE • Utilizzo di strumenti, pianificazione di processi, progettazione e realizzazione di prodotti 2.10. Metodologia L'organizzazione didattica cerca di predisporre un accogliente e motivante ambiente di vita, di relazioni e di apprendimenti che favoriscano una pratica basata sull'articolazione di attività caratterizzate da concretezza e operatività, differenziate, progressive e mediate. In particolare i connotati essenziali della metodologia sono: 1. La valorizzazione dell'esperienza e dei saperi degli alunni (privilegia il vissuto individuale e collettivo, la dimensione ludica e la scoperta del bambino, consente attività interdisciplinari con le quali gli alunni si confrontano in contesti significativi e motivanti). 2. La ricerca (si procede dalla problematizzazione dei fenomeni alla costruzione delle ipotesi, alla sperimentazione per giungere alla scoperta della legge, senza trascurare la valenza del metodo deduttivo). 3. La vita di relazione (favorisce gli scambi, il rispetto dei punti di vista degli altri e rende possibile un'interazione che facilita la risoluzione dei problemi). 4. La mediazione didattica (‘attiva, iconica, analogica e simbolica’ favorisce la conquista di una maggiore sicurezza nella organizzazione delle conoscenze) 5. L'osservazione, la progettazione, la verifica (elementi di una progettazione aperta e flessibile, coerente con la plasticità e il dinamismo dello sviluppo del bambino e quindi capace di sollecitare sinergicamente tutte le potenzialità, i linguaggi e le forme di intelligenza, anche in visione interdisciplinare). 66 66 6. La documentazione (opportunità per i bambini di rendersi conto delle proprie conquiste e per tutti i soggetti della comunità educativa, una possibilità di formazione, riflessione e confronto). 7. L'organizzazione laboratoriale è affidata a docenti che, per competenza professionale e didattica, e disponibilità personale, organizzano percorsi formativi ordinati per gruppi in orario scolastico ed extrascolastico. 8. Caratteristica principale del laboratorio, dal punto di vista didattico, è la sua realizzazione con gruppi di alunni della stessa classe, di classi parallele o di classi verticali, riuniti secondo criteri diversi: - per livello di apprendimento - per eseguire un preciso compito/progetto - per sviluppare interessi e attitudini. 9. I laboratori ordinari si configurano come laboratori monofunzionali: • informatica • scientifico • biblioteca plurifunzionali delle aree: • della comunicazione - cinema, fiaba, lettura, giornalismo • storico/ antropologica - ambiente e territorio,usi e costumi, civiltà e folklore • tecnico/ scientifica -esperimenti, costruzioni • artistica -musica. 67 67 2.12.Strumenti di osservazione e valutazione utilizzati nella Scuola Primaria All’entrata del bambino nella scuola: 1. Scheda dell’alunno fornita dalla Scuola dell’infanzia Durante l’anno scolastico: - Osservazioni sistematiche dei bambini da parte degli insegnanti per l'attivazione di eventuali interventi individualizzati - Valutazione bimestrale collegiale - Scheda di valutazione quadrimestrale, relativa ai progressi formativi conseguiti dal bambino. Con l’ entrata in vigore della Legge 169/08,( Conversione in legge del DL 137/08 )gli insegnanti della scuola primaria sono chiamati ad attuare le dovute modifiche nella procedura di valutazione dei processi formativi degli alunni. Dette modifiche riguardano i livelli di merito, precedentemente utilizzati, che saranno tradotti in numeri interi, come si evince nella tabella esplicativa: ECCELLENZE DIECI OTTIMO NOVE DISTINTO OTTO BUONO SETTE SUFFICIENTE SEI NON SUFFICIENTE INFERIORE A SEI LA VALUTAZIONE PERIODICA E FINALE. Gli strumenti Per effetto dell’art.17 del DPR n. 275/99, è stato abrogato l’articolo 144 del Testo Unico (decreto legislativo 16 aprile 1944,n. 297) che prevedeva, tra l’altro, la competenza del Ministero dell’ Istruzione per definire “ le modalità, i tempi ed i criteri per la valutazione degli alunni e forme di comunicazione di tale valutazione alle famiglie”. La prima conseguenza dell’ innovazione derivante dal Regolamento dell’ autonomia per la scuola primaria è l’abrogazione del modello nazionale di scheda personale dell’alunno e di attestato finale, rimettendo direttamente alle istituzioni scolastiche il compito di provvedere alla riproduzione dei citati modelli per i rispettivi alunni. Relativamente all’ oggetto della valutazione, la circolare n.85/2004 si è limitata a richiamare le disposizioni previste dall’art. 8 del decreto legislativo n. 59/2004 che esplicitamente prevedono: “ La valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite, sono affidate ai docenti responsabili delle attività educative e didattiche previste dai piani di studio personalizzati” ( comma 1). 68 68 LA VALUTAZIONE CON VOTO IN DECIMI La legge di conversione n.169/2008 ha modificato l’espressione della valutazione periodica e finale,prevedendo che essa avvenga con voto in decimi. “Dall’ anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettutate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’ alunno.” Già il decreto legislativo n. 59/2004, nel rimettere esclusivamente ai docenti della classe la responsabilità di valutare l’alunno, aveva rimesso loro la competenza di decidere per i casi eccezionali l’ eventuale non ammissione alla classe successiva all’ interno del periodo biennale. La nuova legge in materia di valutazione espende questa eventuale non ammissione a tutte le classi della scuola primaria, disponendo che: “ 1-bis. Nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”. 69 69 3. ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA 3.0. Formazione delle classi Scuola Primaria e delle sezioni di Scuola dell’Infanzia Scuola Primaria Per la formazione delle classi, viene utilizzato il criterio dell’eterogeneità, basato su fasce di livello, orientandosi sui giudizi degli insegnanti della scuola dell'infanzia e sui “desiderata” dei genitori. Inoltre, se richiesti, possono effettuarsi scambi incrociati tra i docenti che, però, non alterino la quota proporzionale dei gruppi di livello. Scuola dell’Infanzia Come da delibera del Collegio dei docenti, per la formazione delle sezioni, viene utilizzato il criterio di creare sezioni omogenee dove è possibile e sezioni eterogenee dove non è possibile. 3.1. Equipe pedagogica e responsabilità educativa La complessa realtà territoriale nella quale la nostra scuola si trova a d operare e le diversificate competenze professionali, richiedono una variegata organizzazione dei gruppi di insegnamento Pertanto, con delibera del Collegio dei Docenti sono presenti i seguenti moduli organizzativi: moduli prevalenti classi: prime C-D-E classi seconde A-B-C Classe terza E Classi quinte A-B Classe prima e quinta Gorgofreddo classi prima-seconda-quarta e quinta plesso Antonelli classi prima-seconda-terza e quarta del plesso Rosario moduli equivalenti Classi terze A/B, C/D, quinta C/D Classi quarte e quinta sez. E Classi quarte A/B,C/D Tempo pieno classe prime A- B classe seconda D 3.2.Ore di contemporaneità Impiego orario dei docenti della Scuola Primaria L’ orario di servizio di ciascun docente nella Scuola Primaria comprende: • Orario base per attività di insegnamento ( 22 ore) • Orario base per attività di programmazione ( 2 ore) • Ore derivanti dalla compresenza * 70 70 *Alla luce di quanto previsto dal DPR n.89/2009 e dall’ Atto di indirizzo emanato dal Ministro dell’Istruzione in data 08.09.2009, si intendono confermati i criteri adottati e deliberati in sede di Collegio Docenti . Pertanto, per coprire supplenze brevi si adotta un piano orario definito e depositato all’ Ufficio di Segreteria. Nel caso in cui nell’ orario di disponibilità per le supplenze, non vi siano necessità in tal senso, il docente utilizzerà le ore di disponibilità secondo la seguente priorità: • attività di sostegno o di intervento individualizzato ( recupero e/o rinforzo) • disponibilità a Progetti 3.3.Continuità verticale ed orizzontale Per garantire una continuità verticale, ogni anno sono previsti incontri tra docenti di Scuola Primaria e Scuola Secondaria di primo grado, Scuola Primaria e Scuola dell’Infanzia. Inoltre gli insegnanti delle classi quinte si incontrano con i colleghi della Scuola Secondaria di primo grado, per presentare gli alunni e per discutere casi particolari. Per la stessa finalità si riuniscono gli insegnanti delle classi prime con gli insegnanti della Scuola dell’Infanzia. Per favorire un collegamento tra le varie esperienze che ciascun bambino vive nell’arco del suo sviluppo (scuola - famiglia - extra scuola - territorio) i docenti si impegnano a realizzare percorsi didattico/organizzativi che favoriscano la continuità fra i vari ordini di scuola attraverso forme di raccordo efficienti ed efficaci considerando la “centralità “ dell’alunno il cui sviluppo è un processo continuo nel corso del quale egli apprende in modo differenziato a seconda delle tappe evolutive. I piani d’intervento trovano una loro collocazione all’interno del POF nel quale si articolano secondo segmenti educativi: Progetto accoglienza e continuità – Scuola dell’infanzia/Scuola primaria 1. Progetto continuità – Scuola primaria/Scuola Secondaria di primo grado 3.4.Integrazione L’integrazione degli alunni stranieri avviene secondo le modalità legislative vigenti e i criteri organizzativi stabiliti dal Collegio dei docenti: • I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all’istruzione nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. • I minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico sono iscritti alla classe corrispondente all’età anagrafica, salvo che il Collegio dei Docenti deliberi l’iscrizione ad una classe diversa tenuto conto: 1. dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell’alunno, che può determinare l’iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore a quella corrispondente all’età anagrafica; 2. dell’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunno. 71 71 Per l’anno scolastico 2009/2010 la nostra scuola, in presenza di bambini stranieri, si impegnerà ad elaborare percorsi didattici, materiali e strumenti mirati a favorirne l’accoglienza e l’inserimento e a promuovere l’educazione interculturale rivolta a tutti gli alunni. Inoltre, poiché collabora in rete per promuovere progetti di multiculturalità, guidati dalla scuola Polo G. Galilei, si riserva di poter aderire ad eventuali iniziative che dalla stessa potrebbero giungere nel corso dell’anno scolastico sia in forme laboratoriali per gli alunni che di formazione per i docenti. La presenza nella scuola di alunni diversamente abili impone il coinvolgimento di tutta la comunità scolastica nel processo di integrazione e nella riorganizzazione delle attività didattiche per lo sviluppo delle potenzialità di ognuno e per rispondere ai bisogni educativi e sociali di tutti gli scolari. Per ogni alunno presente nella scuola primaria e nella scuola dell’infanzia, in riferimento alla diagnosi funzionale, redatta dai medici specialisti e dagli operatori dell’A.S.L., sarà compilato un Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.), al momento del passaggio tra i diversi ordini di scuola, ed un Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) annuale nel quale dovranno emergere le aree cognitive utilizzabili ai fini dell’apprendimento, i bisogni ed i relativi interventi che si intendono attivare per lo sviluppo delle potenzialità di ognuno. A questo fine la scuola metterà in atto un modello organizzativo e didattico flessibile, con l'uso di varie metodologie atte a favorire anche l'uso dei linguaggi non verbali, l'organizzazione di laboratori e di attività scolastiche varie e motivanti . Si ritiene necessario un raccordo delle risorse interne ed esterne nell’ottica di una continuità pedagogica orizzontale (scuola-famiglia-territorio) e verticale (tra diversi ordini di scuola). Il gruppo di lavoro di istituto (GRUPPO H), composto dai rappresentanti degli insegnanti di sostegno e curricolari dalla scuola primaria e della scuola dell’infanzia, dagli operatori A.S.L., dal Dirigente Scolastico, da un rappresentante dei genitori, programma e verifica gli interventi a livello di Circolo sulla base delle necessità identificate e delle risorse disponibili. 3.5.Attività alternative La programmazione delle attività alternative deve rispondere alle esigenze degli alunni che non si avvalgono dell’insegnamento della Religione Cattolica. Gli insegnanti, con estrema sensibilità, operano scelte di argomenti tali da non offendere i diversi Credo Religiosi. 72 72 3.6. Organizzazione dell’orario di funzionamento della scuola SCUOLA DELL'INFANZIA • Via Veneto 40 ore sett. Orario normale su 5 giorni • Via Gobetti 40 ore sett. Orario normale su 5 giorni • Lamamolilla 40 ore sett. Orario normale su 5 giorni Entrata: h. 8.00 – 8.45 Uscita: h. 15.30 – 16.00 SCUOLA PRIMARIA • Plesso Carolina Bregante Orario antimeridiano (dal lunedì al sabato), 30 ore settimanali su 6 giorni Ingresso alunni h. 8.10 Inizio lezioni h. 8.15 Uscita: h. 13.15 Classi a tempo pieno 40 ore settimanali ( dal Lunedi al Venerdi) su 5 giorni Ingresso alunni h. 8.15 Uscita: h. 16.15 • Plesso Antonelli Orario antimeridiano (dal lunedì al sabato) 30 ore settimanali Ingresso h. 8.15 Uscita h. 13.15 • Plesso Gorgofreddo Orario antimeridiano (dal lunedì al sabato) 30 ore settimanali su 6 giorni Ingresso h. 8.15 Uscita h. 13.15 • Plesso Madonna del Rosario ( dal Lunedi al Sabato) 30 ore settimanali su 6 giorni Ingresso h. 8.15 Uscita h. 13.15 2. 3.7.Orario ufficio La scuola rimane aperta dalle ore 7.30 alle ore 19.30, dal lunedì al venerdì; il sabato dalle ore 7.30 alle ore 14.00 3.8.Orario ricevimento degli uffici di segreteria. Il pubblico si riceve dalle ore 10,00 alle ore 11,00 tutti i giorni. Il Martedi e il Venerdi dalle ore 15,15 alle 18,15 73 73 3.9.Orario ricevimento del dirigente scolastico Il Dirigente Scolastico riceve dalle ore 10,30 alle ore 12,30 tutti i giorni. 3.10. Sostituzione docenti assenti Il docente assente viene sostituito da personale supplente a tempo determinato, se l’assenza è superiore a 5 giorni. Per le supplenze brevi il Collegio dei docenti assume la seguente determinazione: utilizzare le ore a credito sia per le attività progettate ed inserite nel POF, sia per la copertura di supplenze fino a 5 giorni. 3.11. Attività funzionali all’insegnamento Le 40 ore destinate all’attività funzionale all’insegnamento vengono così distribuite: 25 ore per Collegio Docenti, Consigli d’Interclasse e aggiornamento collegiale; 15 ore per incontri con le famiglie 3.12.Partecipazione scuola - famiglia La famiglia partecipa al processo educativo, condividendo responsabilità ed impegni nel rispetto reciproco di competenze e ruoli. L’istituzione scolastica si impegna a: • formulare le proposte educative e didattiche • fornire in merito ad esse informazioni chiare e leggibili • valutare l’efficacia delle proposte • informare periodicamente sull’andamento degli apprendimenti dei singoli alunni e del loro progredire in ambito disciplinare e sociale. La famiglia si impegna a: • intervenire alle assemblee e alle riunioni di plesso o di circolo che si ritenga necessario indire; • tenersi informata delle iniziative della scuola; • contribuire al loro arricchimento e alla loro realizzazione sia sul piano ideativo che operativo; • sostenere i bambini nel mantenimento degli impegni assunti a scuola; • partecipare ai colloqui con i docenti; • cooperare perché a casa e a scuola il bambino ritrovi atteggiamenti educativi analoghi. Nella Scuola dell’Infanzia la comunicazione scuola - famiglia si realizza secondo il seguente programma: • incontri dei docenti con le famiglie all'apertura dell'anno scolastico per la presentazione della progettazione didattica annuale • nel mese di dicembre e nel mese di aprile per le informazioni valutative intermedie • alla fine dell’anno scolastico per le informazioni valutative finali sul percorso didattico realizzato dai bambini e la consegna ai genitori della documentazione didattica personale. 74 74 Nella Scuola Primaria l’informazione alle famiglie sui livelli di apprendimento e sul grado complessivo di maturazione raggiunto dagli alunni è garantita mediante: • incontri dei docenti con le famiglie all'apertura dell'anno scolastico per la presentazione della progettazione didattica annuale e delle attività del POF; • colloqui con le singole famiglie a conclusione del primo quadrimestre per comunicare i risultati degli scrutini e al termine dell’anno scolastico per consegnare il documento di valutazione; • colloqui individuali con l’equipe d’insegnamento a richiesta dei genitori, previa autorizzazione da parte del Dirigente Scolastico, da effettuarsi in coda alla programmazione settimanale del martedì dalle ore 16,30 alle 18,30, rientranti nel computo delle ore dedicate alle attività funzionali all'insegnamento. 3.13. Gite scolastiche e visite Le visite guidate vengono considerate come momento integrante dell’attività scolastica che si inserisce nel progetto educativo della scuola. Tali iniziative, pertanto, non devono rappresentare momenti meramente ricreativi o di evasione dagli impegni scolastici. Esse, infatti, sono programmate e attuate al fine di integrare la normale attività scolastica e costituiscono un importante stimolo per la formazione della personalità degli alunni. A) Promozione delle iniziative • Il Consiglio d’Interclasse nei primi due mesi di ciascun anno scolastico verifica le possibilità di attuare tali iniziative. • Le visite guidate non devono essere effettuate nei giorni previsti dalle disposizioni vigenti e nell’ultimo mese delle lezioni. • Devono essere privilegiate, come mete, la Provincia e la Regione viciniore. • Vi partecipano le classi con almeno la metà degli alunni con costi di non rilevante entità. • Tutti i partecipanti devono essere assicurati e muniti di un documento di riconoscimento. B) Partecipazione dei docenti Nel rispetto del rapporto previsto dalla normativa vigente, gli alunni partecipanti saranno accompagnati dai rispettivi insegnanti. I docenti di sostegno accompagneranno gli alunni con i quali operano nel normale servizio di Circolo. C) Partecipazione degli alunni L’alunno che, ad avviso dei genitori, si trovi in condizione di salute non compatibili con la partecipazione all’uscita, viene affidato, nel giorno in cui la stessa si effettua, ad uno dei docenti che con le rispettive classi o sezioni rimangono in normale servizio presso la sede scolastica. Qualora l’uscita interessi tutte le classi o le sezioni del plesso, la famiglia dell’alunno che non partecipa viene informata per iscritto che in quel giorno non sarà possibile garantire né la sorveglianza né l’attività didattica. 75 75 D) Organizzazione Per le gite scolastiche e per qualsiasi uscita didattica il genitore sottoscrive l’autorizzazione a parteciparvi, previa conoscenza del programma. Data la complessità dell’iter amministrativo e burocratico, “stabilito dalla normativa in vigore”, sarà necessario coordinare l’attività degli O. O. C. C. rispettando le opportune scadenze. 3.14. Proposta di piano annuale delle attività di aggiornamento Obiettivi formativi prioritari Per l'anno scolastico 2009/2010 gli obiettivi formativi prioritari sono definiti come di seguito indicato: 1. Attuazione degli obblighi contrattuali: 1.1 In attuazione degli obblighi contrattuali sono previste iniziative di formazione da destinare a tutti i profili professionali del personale della scuola, con particolare riferimento alla formazione in ingresso, alla riconversione e riqualificazione del personale docente, alla formazione per il personale all'estero, nonché alla formazione per il personale delle scuole in aree a rischio e a forte processo immigratorio, o frequentate da nomadi. Per il personale ATA devono essere garantiti : gli interventi formativi in attuazione dell'art. 3 (Formazione per la qualificazione) e 4 (Formazione finalizzata al passaggio ad area superiore ed alla mobilità all'interno dell'area) dell'Intesa 20 luglio 2004, nonché di riconversione previsti dagli artt.48 lett.B), del CCNL 24 luglio 2003 e 50 del CCNI 21 dicembre 2005, con particolare attenzione al personale inidoneo utilizzato in altro profilo; gli appositi corsi di formazione da predisporre per l'attuazione dell'art.7 del CCNL 7 dicembre 2005 (Posizioni economiche per la valorizzazione professionale, da attivare con le procedure dell'articolo 79 del CCNL 2006/2009). 2.- Supporto ai processi di riforma: azioni di formazione tese a sviluppare le diverse professionalità presenti nella scuola ed a rispondere agli specifici bisogni formativi previsti dal Piano dell'offerta formativa di ciascuna istituzione scolastica, compresi l'integrazione degli alunni stranieri e diversamente abili e Y insegnamento presso gli istituti penitenziari per adulti e per minori e presso le scuole ospedaliere; in particolare, per le scuole dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, attività di formazione per il perseguimento degli obiettivi specifici di apprendimento contenuti nelle Indicazioni nazionali allegate al Decreto Legislativo n. 59/2004, con particolare attenzione allo sviluppo delle competenze linguistico - comunicative e metodologico - didattiche dei docenti impegnati e da impegnare nell'insegnamento della lingua inglese;per il potenziamento e lo sviluppo delle competenze finalizzate all'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nella didattica e per il potenziamento dell'educazione alla convivenza civile; azioni formative volte al potenziamento delle competenze disciplinari, psico- pedagogiche, metodologico - didattiche, organizzativo - relazionali e di ricerca didattica, tra loro correlate ed interagenti, che costituiscono il profilo professionale degli insegnanti; tali interventi saranno prioritariamente rivolti al miglioramento degli apprendimenti di base; aggiornamento professionale dei docenti di religione cattolica in attuazione del D.P.R. 16 dicembre 1985 n. 751 ; interventi formativi relativi agli IFTS e all'EDA; interventi formativi previsti per l'attuazione del decreto legislativo 626/1994 e successive modifiche e integrazioni sulla sicurezza nelle scuole; iniziative di formazione, anche in collaborazione con i paesi dell'UE, sullo sviluppo della professionalità docente in ambiente e-learning, con particolare riferimento allo sviluppo dei processi di autonomia didattico - organizzativa e di ricerca delle istituzioni scolastiche, all'educazione alla cittadinanza, ai diritti umani, alla cittadinanza europea ed alla scienza e tecnologia; interventi formativi contro la dispersione scolastica e il disagio. Le attività di formazione saranno realizzate anche in collaborazione con INDIRE, INVALSI, IRRE, Università e Associazioni professionali e disciplinari qualificate; nel quadro di tali interventi 76 76 saranno promossi e resi disponibili modelli innovativi di formazione e aggiornamento, anche con modalità e-learning e e-learning integrato, nonché si procederà alla diffusione, pubblicizzazione e messa a disposizione degli esiti della formazione come servizio alle istituzioni scolastiche. 3.15. Valutazione del P.O.F La valutazione interna si articola in: - autovalutazione d’istituto che riguarda la funzionalità degli elementi di sistema e le caratteristiche del sevizio erogato: • efficacia della progettazione educativa e didattica.; • rispetto degli standard di prestazione del servizio della scuola; • grado di soddisfazione e di cooperazione delle famiglie e del territorio; • progetti speciali di ampliamento dell’offerta formativa, attività extracurricolari e integrative. Gli strumenti che si utilizzeranno saranno prevalentemente i questionari rivolti agli alunni e ai genitori per rilevare il gradimento delle attività proposte e verificare la ricaduta sull’azione educativo- didattica, le griglie di rilevazione dei livelli di apprendimento degli alunni, elaborate dai docenti di classe in ingresso, in itinere, al termine dell’anno scolastico, al fine di consentire gli opportuni adeguamenti della progettazione curricolare, le schede di monitoraggio destinate ai docenti, responsabili di progetti e laboratori, il questionario di autoanalisi come strumento di autocontrollo dei fondamentali aspetti del lavoro dei docenti, il questionario rivolto al personale ATA, al fine di facilitare un processo di cambiamento che migliori la qualità dei servizi offerti dalla scuola. Il coordinamento e la valutazione delle attività del piano è di competenza della Funzioni Strumentali . Per la valutazione dei singoli progetti si consulteranno i docenti impegnati nella loro attuazione. A fine anno scolastico le Funzioni strumentali redigono una relazione di sintesi conclusiva sull’attività formativa della scuola, da sottoporre all’attenzione del Collegio dei Docenti. - valutazione periodica e annuale degli apprendimenti e del comportamento degli studenti” E’ compito esclusivo dei docenti del gruppo-classe e dei gruppi di classe/intersezione di livello, di compito, elettivi, valutare gli esiti e i processi degli apprendimenti. Gli strumenti che si utilizzeranno saranno prevalentemente le osservazioni sistematiche, le prove oggettive utilizzate in tutte le classi della Scuola Primaria e con i bambini dell'ultimo anno di Scuola dell'Infanzia, le griglie di rilevazione dei livelli di apprendimento con riferimento alle competenze essenziali, al fine di consentire un’adeguata conoscenza dell’ alunno nei passaggi tra gli ordini di scuola. 77 77 3.16. FUNZIONI STRUMENTALI - In base alle disposizioni del C.C.N.L. 2006/2009 art. 33 finalizzate all’individuazione e alla valorizzazione delle competenze professionali, il Collegio dei docenti ha individuato compiti, requisiti e modalità di verifica delle funzioni strumentali assegnate al circolo per l’anno scolastico 2009-2010. 1. COMPITI SPECIFICI per la FUNZIONE STRUMENTALE Scuola Primaria “Coordinamento del POF” Gestione del Piano dell’Offerta Formativa: • Coordinamento, monitoraggio, responsabilità e valutazione delle attività connesse al POF. • Sostegno al lavoro dei docenti nella progettazione, attuazione e rendicontazione dei progetti didattici. • Coordinamento del dipartimento individuato per la valutazione e selezione delle attività di Ampliamento dell’Offerta Formativa. • Attività di pubblicizzazione del POF e supporto al Dirigente Scolastico nella fase delle iscrizioni al nuovo anno scolastico. • Coordinamento e cura degli aggiornamenti del documento del POF. • Coordinamento azioni di monitoraggio e rendicontazioni del POF. • Collaborazione con gli altri docenti con Funzione Strumentale nell’organizzazione di manifestazioni e/o iniziative di rilevanza. Durata dell'incarico: annuale 2. COMPITI SPECIFICI per la FUNZIONE STRUMENTALE Scuola dell’Infanzia “Coordinamento del POF” Gestione del Piano dell’Offerta Formativa: • Coordinamento, monitoraggio, responsabilità e valutazione delle attività connesse al POF. • Sostegno al lavoro dei docenti nella progettazione, attuazione e rendicontazione dei progetti didattici. • Coordinamento del dipartimento individuato per la valutazione e selezione delle attività di Ampliamento dell’Offerta Formativa. • Attività di pubblicizzazione del POF e supporto al Dirigente Scolastico nella fase delle iscrizioni al nuovo anno scolastico. • Coordinamento e cura degli aggiornamenti del documento del POF. • Coordinamento azioni di monitoraggio e rendicontazioni del POF. • Collaborazione con gli altri docenti con Funzione Strumentale nell’organizzazione di manifestazioni e/o iniziative di rilevanza. Durata dell'incarico: annuale 78 78 3. COMPITI SPECIFICI per la FUNZIONE STRUMENTALE “SUPPORTO AI DOCENTI ” Sostegno al lavoro dei docenti • Analisi di bisogni formativi dei docenti • Supporto e ordinamento dei progetti di formazione/aggiornamento iniziale e servizio. • Accoglienza ai docenti provenienti da altre scuole e tutoring ad eventuali docenti neoimmessi in ruolo. • Collaborazione con il Dirigente Scolastico nell’organizzazione e gestione di percorsi di formazione/aggiornamento del personale. • Collaborazione, con il docente FS che cura i rapporti con il territorio nella cura della comunicazione interna e circolazione delle informazioni. • Creazione di modulistica e di materiali utili all’informazione e alla semplificazione del lavoro dei docenti. • Valutazione del Servizio Scolastico e gestione di rilevazione INVALSI. • Collaborazione con gli altri docenti con Funzione Strumentale nell’organizzazione di manifestazioni e/o iniziative di rilevanza. Durata dell'incarico: annuale 4. COMPITI SPECIFICI per la FUNZIONE STRUMENTALE “SERVIZIO AGLI ALUNNI” • • Cura l’attuazione di progetti rivolti agli alunni proposti dal Collegio. Effettua una ricognizione delle risorse presenti sul territorio utilizzabili come supporto all’azione della scuola. • Promuove e suggerisce attività extracurricolari dirette al benessere degli alunni. • Promuove iniziative atte ad elevare le competenze psicopedagogiche dei docenti (in collaborazione con la funzione strumentale servizio ai docenti). • Realizza interventi organici in riferimento alla continuità ambientale anche in termini di formazione per i genitori. • Cura la relazione con i genitori degli alunni. • Cura la realizzazione di intese programmatiche tra l’istituzione scolastica con organizzazioni ed associazioni del territorio per la realizzazione di interventi comuni. • Organizza e tiene aggiornato un archivio di materiali prodotti ed una documentazione delle iniziative effettuate, anche in vista di riutilizzi futuri. • Controlla l’allestimento delle attrezzature e dei relativi sussidi nelle aule scolastiche, nei laboratori, gli audiovisivi, nella sala docenti e sala riunioni, nella palestra. Cura della continuità verticale ed orizzontale • Coordinamento dei lavori di analisi e valutazione delle Fasce di Livello degli alunni Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria. 79 79 Per la CONTINUITA’ VERTICALE • Cura dei progetti coinvolgenti la Scuola dell’Infanzia. • Cura dei progetti coinvolgenti la Scuola Secondaria di 1° grado. • Collaborazione con la FS Servizio agli alunni nella cura di progetti finalizzati all’inserimento di nuovi allievi, anche di altre culture ed etnie. • Favorire la comunicazione e il rapporto reale tra i due ordini di scuola (Scuola dell’Infanzia/scuola primaria-Scuola primaria/scuola secondaria primo grado) e, di conseguenza, la continuità formativa e didattica ( da effettuarsi nel mese di maggio nella scuola primaria e nel mese di settembre nella scuola secondaria di primo grado). Per la CONTINUITA’ ORIZZONTALE • Cura di iniziative finalizzate alla comunicazione/informazione alle famiglie. • Cura di iniziative finalizzate a raccordo con il territorio in collaborazione con la FS Rapporti con Enti e Agenzie esterne. Durata dell'incarico: annuale 5. COMPITI SPECIFICI per la FUNZIONE STRUMENTALE “RAPPORTI CON ENTI E AGENZIE ESTERNE” Intesa e raccordo con Enti e Istituzioni esterne • Cura dei rapporti con gli Enti esterni. • Collegamento tra scuola ed utenza. • Vagliare e pubblicizzare le proposte culturali che pervengono a scuola. • Cura, controllo e coordinazione delle attività svolte all’interno della scuola da parte di associazioni ed enti esterni. • Organizzare l’attuazione di iniziative culturali, viaggi di istruzione e uscite didattiche seguendo l’iter burocratico. • Sulla base delle risultanze delle deliberazioni collegiali prepara una programmazione di visite e viaggi di istruzione e ne cura la diffusione nei vari plessi dell’istituto. • Intrattiene i necessari rapporti con i docenti coordinatori in vista della definizione precisa degli itinerari e dell’organizzazione di visite e viaggi. • Cura i contatti con i centri culturali, musei , ecc. destinatari delle visite didattiche e organizza i piani viaggio. • Cura aspetti organizzativi di visite e viaggi di istruzione, lavorando di concerto con il Dirigente Scolastico e con i Collaboratori. • Produce materiali: organizzazione e cura dell’archivio di materiali e depliant informativi. • Raccordo con le altre FS e referenti di commissioni e progetti, anche per l’organizzazione di manifestazioni e/o iniziative di rilevanza. • Collaborazione diretta con il DS nei rapporti con il territorio, le Associazioni e gli Enti esterni. Durata dell'incarico: annuale 80 80 6. COMPITI SPECIFICI per la FUNZIONE STRUMENTALE “SOSTEGNO AL DISAGIO” Interventi e servizi per gli alunni • Effettua un monitoraggio sui disagi e bisogni degli alunni. • Promuove e realizza percorsi mirati per gli alunni con problemi di apprendimento e/o a rischio dispersione, d’intesa anche con operatori dei servizi sociali. • Coordinamento delle attività di compensazione, integrazione e recupero. • Coordinamento di Progetti a Attività per favorire l’ integrazione scolastica di alunni in situazione di hamdicaps,svantaggi, stranieri, a rischio di dispersione, e/o con particolari esigenze formative. • Raccordo con l’equiipe multidisciplinare e coordinamento dei Gruppi operativi finalizzati all’ integrazione scolastica. • Progettazione di interventi mirati all’ integrazione scolastica. • Raccordo con i servizi di prevenzione del disagio infantile e giovanile. • Interazione con i soggetti esterni(ASL,assistenti sociali, psicologi,faliglie,ecc.). • Coordinamento del GLH operativo e degli insegnanti di sostegno. • Collaborazione con gli altri docenti con Funzione Strumentale nell’attuazione del POF. Durata dell'incarico: annuale 3.17. Collaboratori del Dirigente Ins. BORSELLI ASSUNTA – Collaboratore, incaricato di coadiuvare il lavoro del Dirigente Scolastico e di sostituirlo in caso di assenza o di impedimento per l’a.s.2009/2010. Pertanto l’ ins. Borselli Assunta incaricata di sostituire in caso di assenza o di impedimento il DS, assumendone le funzioni, pur nei limiti imposti dalla normativa vigente, salvo per le sottoelencate materie che dovrà necessariamente condividere con il DS: • Autentica delle firme • Concessioni di nulla osta • Spostamento alunni da una classe all’altra • Concessione di ferie e permessi di famiglia • Concessioni di permessi brevi(salvo gravi e comprovati motivi) • Altri eventuali aspetti e problematiche di volta in volta specificati. Come previsto dall’ art. 25,comma 5 del DL n:165 del 30/03//2001,essendo nominata vicario, avrà i seguenti compiti: • Redazione dell’ orario di servizio dei docenti in base alle direttive del DS e dei criteri emersi nelle sedi collegiali proposte. Controllo della collocazione funzionale delle ore a disposizione per completamento orario dei docenti con orario frontale inferiore alle 22 delle ore di disponibilità per effettuare supplenze. • Sostituzione dei docenti assenti e annotazione dell’orario di credito degli stessi su apposito registro con criteri di efficienza ed equità. • Controllo delle sostituzioni dei docenti assenti oltre i 5 giorni con individuazione dell’ ins. Avente titolo con accesso alle graduatorie supplenti e relativa comunicazione al DS. • Controllo del Rispetto del Regolamento di Istituto da parte degli alunni ( disciplina, ritardi, uscite anticipate, ecc.). 81 81 • • • Contatti con le famiglie in caso di assenza o impedimento del DS. Partecipazioni alle riunioni mensili di Staff. Supporto al lavoro del DS. Ins. Perricone Rosa secondo collaboratore, incaricata di coadiuvare il lavoro del DS e di sostituire, in caso di assenza del collaboratore vicario, il Capo di Istituto. Come previsto dall’ art. 25,comma 5 del DL n:165 del 30/03//2001,essendo nominata vicario, avrà i seguenti compiti: • Controllo e diffusione delle circolari, nonché gestione della comunicazione interna, con particolare attenzione ai plessi distaccati. • Collaborazione con il DS e il Docente Vicario nelle sostituzioni giornaliere dei docenti assenti, con annotazione su apposito registro con criteri di efficienza ed equità. • Controllo nei corridoi. • Redazione dei verbali del Collegio dei Docenti. • Controllo firme docenti alle attività collegiali programmate. • Controllo del rispetto del Regolamento di Istituto da parte degli alunni( disciplina, ritardi, uscite anticipate, ecc.). • Delega e redige circolari docenti-alunni su argomenti specifici. • Ogni compito derivante da efficace collaborazione con il DS. 3.18 GRUPPI E COMMISSIONI PER L’ ATTUAZIONE DEL POF Staff di direzione Ne fanno parte i docenti incaricati della Funzione Strumentale, i Collaboratori del Dirigente Scolastico, I Presidenti di Interclasse e/o di Intersezione, i Responsabili di Plesso di volta in volta- in relazione agli argomenti posti all’ ordine del giorno- vi possono partecipare altri docenti (Responsabili di specifici Progetti, Referenti ecc…) nonché il Direttore dei Servizi generali ed amministrativi. FUNZIONI STRUMENTALI • Coordinamento POF Scuola Primaria – ins. Danese Angela • Coordinamento POF Scuola Infanzia - ins. Bruno Fausta • Supporto agli alunni - ins. Lafronza Anna • Supporto ai docenti - ins. Lotesoriere Maria Antonella • Sostegno al disagio - ins. Pellegrini Maria • Rapporti con Enti e Agenzie esterne - ins. Maggi Teresa Nomine collaboratori del Dirigente Scolastico ins. Borselli Assunta – VICARIO Ins. Perricone Rosa Isabella – secondo Collaboratore Insegnanti Fiduciarie scuola dell’Infanzia Ins. Pisani Antonia Ins. Longano Giacoma Ins. Sabatelli Monica plesso Via Gobetti plesso Via Veneto plesso Lamamolilla Svolge le funzioni di Presidente di Intersezione per l’a.s. 2009/2010 l’ ins. Guerriero Teresa Insegnanti Fiduciarie Scuola Primaria Ins. Campanelli Nicoletta Ins. Napoletano Raffaela plesso Antonelli plesso Gorgofreddo 82 82 Ins. Marasciulo Giovanna plesso Madonna del Rosario Svolgono le funzioni di Presidente di Interclasse per l’a.s. 2009/2010 le seguenti insegnanti: • • • • • per le classi prime l’Ins. Angela Danese per le classi seconde l’Ins. Maria Renna per le classi terze l’Ins. Aurelia Ciardo per le classi quarte l’Ins. Anna Demarco per le classi quinte l’Ins. Marianna Benedetti Per l’ anno scolastico 2009/2010 il collegio dei docenti ha designato quale Referente per l’area musicale l’ ins. Alo’ Anna Maria con nomina del Dirigente Scolastico. La S.V. avrà cura di svolgere i seguenti compiti: • Controllo e catalogazione con rendicontazione periodica al DS e al DSGA delle attrezzature in dotazione al laboratorio musicale; • Organizzazione dell’utilizzo del laboratorio da parte delle classi; • Consulenza ai docenti e alunni per l’utilizzo del laboratorio musicale; • Coordinamento delle molteplici attività musicali alle quali la scuola aderisce. 83 83 REGOLAMENTO INTERNO 1. FORMAZIONE DELLE CLASSI SCUOLA PRIMARIA E DELLE SEZIONI DI SCUOLA DELL’INFANZIA SCUOLA PRIMARIA Per la formazione delle classi, viene utilizzato il criterio dell’eterogeneità, basato su fasce di livello, orientandosi sui giudizi degli insegnanti della scuola dell'infanzia e sui “desiderata” dei genitori. Inoltre, se richiesti, possono effettuarsi scambi incrociati tra i docenti che, però, non alterino la quota proporzionale dei gruppi di livello. SCUOLA DELL’INFANZIA Come da delibera del collegio dei docenti, per la formazione delle sezioni, viene utilizzato il criterio di creare sezioni omogenee dove è possibile e sezioni eterogenee dove non è possibile. 2. ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI ALLE SEZIONI/CLASSI Il personale docente viene assegnato ai plessi, sezioni/classi ed attività curricolari sulla base dei seguenti criteri: competenza – anzianità di servizio – continuità didattica – opzione individuale – esigenze di servizio. Per gli insegnanti di nuova assunzione si considera l’ordine di graduatoria. 3. ASSEGNAZIONE DELLE AULE E USO DEGLI SPAZI 3.1. Per l’assegnazione delle aule il Dirigente scolastico valuta le esigenze complessive di utilizzazione degli spazi sulla base dei seguenti criteri: nel plesso “Carolina Bregante” le classi prime e seconde sono situate ai piani inferiori; le classi terze, quarte, quinte sono situate al 1° piano dell’edificio scolastico ad eccezione delle classi con inserimento di alunno diversabile. Nei plessi rurali le aule sono assegnate in base al numero degli alunni. 3.2. Gli spazi diversi dall’aula sono individuati e destinati allo svolgimento di attività laboratoriali concordate dai docenti. Tali spazi sono visualizzati in una mappa e corredati dagli orari di utilizzo da parte delle varie classi. 4. VIGILANZA DEGLI ALUNNI 4.1. I docenti sono tenuti ad essere presenti nella sede scolastica 5 minuti prima dell’ordinato ingresso degli alunni nelle aule e dell’inizio delle lezioni e ad accompagnarli all’uscita al termine delle lezioni. 84 84 4.2. In caso di legittimo impedimento o di ritardo straordinario i docenti devono tempestivamente informare gli Uffici della Direzione didattica che provvederà ad affidare al personale ausiliario l’incarico temporaneo di vigilanza. 4.3. Gli alunni che accedono all’edificio scolastico in anticipo rispetto all’orario d’ingresso sono assistiti dal personale ausiliario. 4.4. I genitori degli alunni che necessitano del servizio prescolastico devono inoltrare richiesta scritta, con la documentazione attestante le proprie esigenze e il proprio orario di lavoro. 4.5. Particolare vigilanza deve essere prestata dai docenti durante l’intervallo tra le lezioni e durante le uscite didattiche. 5.A- ORARIO DI INGRESSO E USCITA, INTERVALLO E SPOSTAMENTI-SCUOLA PRIMARIA5.1.Gli alunni entrano all’interno dell’edificio scolastico,accompagnati dai docenti per l’inizio delle lezioni alle 8.15. 5.2.Ogni alunno deve presentarsi alle lezioni con puntualità, pulito, ordinato e fornito di tutto l’occorrente per le lezioni del giorno. 5.3.Al cambio degli insegnanti, da effettuarsi nel minor tempo possibile, gli alunni devono osservare un comportamento corretto. 5.4.L’intervallo antimeridiano fra le lezioni dura 10 minuti. Gli alunni devono rispettare l’orario e assumere un comportamento disciplinato. Gli spazi consentiti sono l’aula e l’area esterna dell’edificio, in presenza di condizioni climatiche favorevoli. 5.5.Gli alunni e le classi che si spostano nell’ambito della scuola devono farlo in silenzio, senza correre e tenendosi sul lato opposto alle aule. 5.6.L’accesso ai laboratori e alla palestra è consentito alle classi solo se accompagnati dai docenti. 5.7.L’uscita dalla scuola avviene alle ore 13.15 per tutti i plessi: sede centrale e plessi rurali.Le classi prime sez. A-B e la classe seconda sezione D funzionante a tempo pieno, effettuano un orario di 40 ore settimanali distribuite su cinque giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,15 alle ore 16,15. Le classi escono ordinatamente sotto la vigilanza dei docenti di turno al termine delle lezioni. fino all’ingresso. 5. B-ORARIO DI INGRESSO E USCITA, INTERVALLO E SPOSTAMENTI-SCUOLA INFANZIA La scuola dell’infanzia segue i seguenti orari nel rispetto delle Nuove Indicazioni scolastiche e come deliberato dal consiglio di circolo: Ore 8.00 – 12.30/13.00 senza servizio mensa Ore 8.00 – 15.30/16.00 con servizio mensa I bambini possono fare il loro ingresso dalle ore 8.00 entro le ore 8.45. Per esigenze didattiche, si invitano i genitori a : • non accompagnare i bambini in ritardo; • non fermarsi nei locali scolastici oltre l’orario d’entrata e di uscita. 85 85 Entro le ore 8.45, quando il servizio mensa è attivo, le insegnanti sono tenute a comunicare la presenza degli alunni, pertanto dopo tale orario sarà possibile accettare ritardi solo in casi eccezionali : coloro che arriveranno dalle ore 8.45 alle 9.00 saranno accolti ma non usufruiranno del servizio mensa; il ritardo oltre tale ora (9.00) non consentirà l’ingresso nella scuola, poiché si arreca disturbo alle attività didattiche già in corso. I bambini che non usufruiscono del servizio mensa sono tenuti a rispettare l’orario d’ingresso e saranno prelevati alle ore 12.00; qualora volessero rientrare saranno accolti dalle ore 13.30/14.00; nella stessa fascia oraria potranno uscire i bambini,previa autorizzazione del dirigente, che non usufruiscono delle attività pomeridiane. I bambini devono essere prelevati dalle rispettive aule a cure dei genitori, o da persone maggiorenni da esse delegate, avendone informato preventivamente le insegnanti, non oltre le ore 16.00. In caso di uscita fuori dell’orario prefissato è necessaria un’autorizzazione scritta del dirigente e solo in casi eccezionali una dichiarazione scritta di assunzione di responsabilità tramite modello pre-stampato. 6. DISCIPLINA DEI RITARDI E ASSENZE 6.1.Gli alunni rimasti assenti per cinque giorni dovranno presentarsi muniti di certificato medico; non si richiede tale certificato per assenze inferiori . 6.2.L’alunno non puntuale potrà accedere alla propria aula; nel caso il ritardo sia abituale, sarà comunicato alla famiglia e, se si ripete, quest’ultima sarà richiamata dall’istituzione scolastica.. 6.3.Qualora gli alunni debbano lasciare la scuola prima della fine delle lezioni, l’insegnante ne valuta i motivi informandone i genitori. L’uscita anticipata a richiesta del genitore verrà effettuata solo per inderogabili esigenze esposte, previa autorizzazione del Dirigente. 6.4.Le assenze frequenti verranno segnalate al Dirigente che provvederà ad opportuni controlli. 7. COMPORTAMENTO DEGLI ALUNNI 7.1.Durante le lezioni gli alunni devono tenere un comportamento dignitoso e seguire le attività con la massima diligenza. 7.2.La colazione va consumata seguendo, possibilmente, i consigli del medico scolastico per una corretta alimentazione. 7.3.Gli alunni devono presentarsi con il grembiule e, nei giorni previsti per l’attività motoria, indossare la tuta e le scarpe ginniche. 7.4.La scuola non risponde degli oggetti dimenticati, rubati o smarriti nelle aule. Si consiglia di non portare a scuola oggetti di valore. Gli insegnanti si impegnano a tenere chiuse le porte delle aule durante le uscite in orario scolastico. 7.5.Non si devono danneggiare né imbrattare con scritte e scarabocchi di qualsiasi genere i muri e le suppellettili della scuola, lo stesso dicasi per gli oggetti di proprietà degli alunni e del personale della scuola. 86 86 7.6.La presenza di estranei all’interno della scuola deve essere controllata dal personale addetto e autorizzata dal Dirigente. 7.7.Il Dirigente riceve i genitori degli alunni a scuola secondo l’orario prefissato. 7.8.I genitori e gli insegnanti si adoperano a non aggravare il bambino di peso eccessivo dello zaino. 7.9.E’ obbligatorio per tutti gli alunni la polizza assicurativa. 7.10.In caso di infortunio la scuola provvede a prestare le prime cure tramite il medico scolastico e gli insegnanti addetti al primo intervento e, se necessario, al trasporto al Pronto Soccorso. La scuola informa tempestivamente la famiglia dell’evento accaduto.I docenti sono tenuti a redigere una relazione e consegnarne copia in segreteria. 8. RAPPORTI INTERPERSONALI POSITIVI E RISPETTOSI 8.1.L’insegnante è tenuto a rispettare i tempi individuali di apprendimento e di lavoro del bambino. 8.2.L’insegnante deve garantire la possibilità di esecuzione autonoma da parte dell’allievo nel rispetto del tempo libero e degli impegni mirati al potenziamento di competenze individuali. 8.3.I rapporti con gli alunni devono essere improntati alla correttezza, al rifiuto di ogni forma d’intimidazione e alla valorizzazione della loro personalità. 9. USO DEI LOCALI SCOLASTICI 9.1.I locali scolastici, previa delibera del Consiglio di Circolo, possono essere utilizzati al di fuori dell’orario scolastico da Enti, Associazioni purché l’uso non sia finalizzato a scopi di lucro, sia compatibile con le finalità formative e culturali della scuola e sia prioritariamente destinato ad attività rivolte agli stessi alunni. 9.2.I rappresentanti dei genitori eletti negli Organi Collegiali possono richiedere l’uso dei locali per assemblee scolastiche, previa richiesta scritta al Dirigente scolastico, contenente gli argomenti posti all’ordine del giorno. 9.3. Le richieste dell’uso dei locali provenienti dall’Amministrazione scolastica e dall’Ente locale sono autorizzate dal Dirigente scolastico. 9.4. L’utilizzazione della palestra e dei locali scolastici da parte della scuola deve avvenire entro le ore 19.30. 9.5. Le società esterne possono richiedere l’utilizzo della palestra secondo Regolamento comunale. 9.6. La responsabilità per il corretto uso degli spazi, degli arredi e delle attrezzature è a carico dei richiedenti. 10. ACCESSO E ORARI DI APERTURA E DI CHIUSURA DEGLI EDIFICI SCOLASTICI 10.1.Le modalità di accesso per il pubblico, l’apertura e la chiusura degli edifici scolastici sono regolamentati da appositi orari. 10.2.Le porte di accesso degli edifici sono sotto la responsabilità del personale ausiliario. 10.3.L’apertura e la chiusura degli edifici è a carico del personale ausiliario. 10.4.Durante le ore di lezione le porte di accesso agli edifici devono rimanere chiuse. I genitori non possono accedere alle aule se non per straordinarie esigenze. 87 87 11. DISTRIBUZIONE DEI MATERIALI DI PROPAGANDA 11.1.Il materiale informativo fornito da Ente locale, Istituti, Associazioni, Gruppi sportivi può essere distribuito solo dopo essere stato visionato dal Dirigente scolastico, sulla base di una valutazione relativa all’attinenza con le finalità educative della scuola. L’Ufficio di Segreteria provvede a trasmettere i materiali ai docenti per la distribuzione agli alunni. 11.2. La distribuzione agli alunni di avvisi e inviti di valore educativo e di materiali informativi limitati ad alcune classi avviene tramite il personale ausiliario che provvede a consegnare a ciascun docente detto materiale. Nel caso si tratti di materiale informativo di interesse generale, la scuola preferisce l’uso della bacheca o dell’atrio della scuola per affiggere un manifesto o una locandina. 11.3. E’ vietato distribuire, entro i confini dell’edificio scolastico, materiale pubblicitario di qualsiasi natura o materiale informativo sprovvisto dell’assenso del Dirigente scolastico. 12. INTERVENTO DI ESPERTI NELLA SCUOLA 12.1. E’ possibile la presenza di esperti nella scuola se espressamente indicati all’interno di un progetto didattico di ampliamento e arricchimento dell’offerta formativa approvato dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio di Circolo. 12.2. L’intervento dell’esperto assume carattere di consulenza; pertanto può essere attuato per la durata del progetto e non solleva l’insegnante di classe dalla responsabilità della conduzione delle attività proposte. 12.3. L’istituzione scolastica può stipulare contratti di prestazione d’opera con esperti per particolari attività ed insegnamenti al fine di garantire l’arricchimento dell’offerta formativa e la realizzazione di programmi di ricerca e sperimentazione. 12.4. Il Consiglio di Circolo, sentito il Collegio dei Docenti, disciplina le procedure e i criteri di scelta del contraente, al fine di garantire la qualità della prestazione, il limite massimo dei compensi attribuibili in relazione al tipo di attività e all’impegno professionale richiesto. 13. ADOZIONE LIBRI DI TESTO L’ adozione dei libri di testo, come stabilisce l’art.7 del D.L.vo n.297 del 16 aprile 1994, rientra nei compiti attribuiti al Collegio dei docenti , dopo aver sentito i pareri dei Consigli di classe. Due recenti provvedimenti legislativi hanno introdotto significative innovazioni in materia di testi scolastici per le scuole di ogni ordine e grado: l’art. 15 della Legge 6 Agosto 2008, n. 133, e l’art. 5 della Legge 30 Ottobre 2008. n. 169. 1. Fermo restando quanto disposto dall’ art. 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano i libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento. Il dirigente scolastico, vigila affinchè le delibere del Collegio dei docenti concernenti l’ adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti. 88 88 Con la C.M. n. 16 febbraio 2009( adozione dei libri di testo per l’ a.s. 2009/2010 ) e il D.M. 8 aprile 2009 si precisano: • LE FUNZIONI • LE TIPOLOGIE • LA SCELTA E L’ ADOZIONE • LE MODALITÀ ORGANIZZATIVE • GLI ASPETTI FINANZIARI • VIGILANZA, MONITORAGGIO E SVILUPPO • LE CARATTERISTICHE DEI LIBRI DI TESTO E PREZZO MASSIMO. 13.1.Secondo la normativa vigente, le case editrici fanno pervenire presso la Direzione Didattica i testi scolastici da adottare per l’anno scolastico successivo. 13.2.Gli insegnanti consultano e valutano le proposte editoriali più recenti, individuano quelle più idonee alle proprie impostazioni metodologiche e didattiche. 13.3.I rappresentanti dei genitori possono prendere visione dei testi scelti per l’adozione ed esprimere un parere. Il Dirigente convoca il Consiglio d’Interclasse con la componente dei genitori per esprimere il parere favorevole sui testi da adottare. 13.4.I verbali redatti dai Consigli d’Interclasse vengono letti nel Collegio Docenti dove l’insegnante proponente illustra le motivazioni della scelta; il Collegio Docenti ne approva l’adozione. 14. GESTIONE DEI MATERIALI DIDATTICI 14.1.L’uso dei materiali didattici è consentito ad ogni docente e ad ogni classe che ne faccia esplicita richiesta al collaboratore scolastico incaricato dagli uffici della segreteria alla gestione dei materiali. 14.2.Il prelievo dei materiali didattici va annotato e sottoscritto su un apposito registro. Il docente che prende in consegna il materiale richiesto ne è responsabile fino alla restituzione. 14.3.Al termine dell’anno scolastico i docenti consegnatari sono tenuti a restituire al collaboratore scolastico incaricato tutti i materiali presi nel corso dell’anno scolastico. 14.4.Docenti ed alunni devono aver cura dei materiali didattici, devono usarli in modo corretto e riporli dopo l’uso. 15. ASSEMBLEE SINDACALI E SCIOPERI 15.1.I docenti hanno diritto, sulla base della normativa vigente, ad utilizzare fino ad un massimo di 10 ore annuali per la partecipazione ad assemblee sindacali autorizzate per una durata massima di due ore. 15.2.I docenti, avuta formale informazione dal dirigente scolastico tramite comunicazione circolare e affissione all’albo della scuola, se intendono personalmente aderire all’assemblea, presentano una dichiarazione individuale di partecipazione espressa in forma scritta che viene registrata per il computo del monte ore annuo spettante a ciascun docente. 15.3.Sulla base delle dichiarazioni di adesione dei docenti il dirigente scolastico predispone la riorganizzazione del servizio scolastico in concomitanza dell’assemblea. 89 89 15.4.Il dirigente scolastico sospende le attività didattiche delle sole classi o sezioni di scuola dell’infanzia i cui docenti hanno dichiarato di partecipare all’assemblea. Gli stessi docenti avvisano per iscritto le famiglie degli alunni sulla conseguente sospensione delle lezioni scolastiche. 15.5.In caso di sciopero la dichiarazione preventiva di adesione o non adesione viene richiesta dal dirigente scolastico che, sulla base delle comunicazioni di adesione allo sciopero pervenute nei termini previsti, adotta le decisioni conseguenti: sospensione integrale delle attività, sospensione parziale, conferma della regolarità del servizio, dando informazione scritta alle famiglie e agli uffici amministrativi scolastici. La comunicazione fornita alle famiglie da parte degli insegnanti di classe o di sezione deve avvenire almeno cinque giorni prima della effettuazione dello sciopero. 16. MODALITÀ DI CONVOCAZIONE E SVOLGIMENTO DEGLI ORGANI DEL CIRCOLO α) Organo individuale : Dirigente Scolastico. β) Organi Collegiali : - Consiglio di Circolo - Giunta esecutiva - Collegio dei Docenti - Consiglio d’Interclasse - Comitato per la valutazione del servizio dei docenti CONSIGLIO DI CIRCOLO : Composizione, modalità di convocazione e di svolgimento, competenze. Il Consiglio di Circolo è composto da 19 componenti : - Dirigente Scolastico - sei dei docenti di Scuola Primaria - due dei docenti di scuola dell’infanzia - un rappresentante del personale A.T.A. - un rappresentante del personale non docente - otto rappresentanti dei genitori, eletti dalle rispettive componenti. I provvedimenti formali di nomina vengono emanati dal Dirigente entro 20 gg. dalla data di proclamazione degli eletti. Nella prima seduta il Consiglio, presieduto dal Dirigente, elegge tra i rappresentanti dei genitori, membri del Consiglio stesso, il Presidente ed il suo vice. Le convocazioni vengono diramate con invito scritto, recante l’O.d.G. almeno 5 gg. prima della data fissata, mediante raccomandata a mano. Il Consiglio di Circolo è l’organo preposto alla gestione economica - finanziaria della scuola, con compiti di amministrazione attiva, di carattere normativo, di proposta e consuntivi. GIUNTA ESECUTIVA : Composizione, modalità di convocazione e di svolgimento, competenze. La Giunta Esecutiva è composta da : - un docente - un rappresentante del personale A.T.A. - due genitori eletti nel corso della seduta d’insediamento del C.d.C. 90 90 Della Giunta fanno parte di diritto il Dirigente che la presiede e il Capo dei servizi di segreteria, che svolge anche funzione di Segretario Esecutivo della Giunta stessa. La Giunta Esecutiva è convocata dal Direttore Didattico con convocazione scritta, almeno 3 gg. prima della seduta. In caso di particolare urgenza, può essere convocata anche ad horas. La Giunta Esecutiva predispone i bilanci ed i lavori del Consiglio stesso, dà esecuzione alle delibere. Alla Giunta sono, inoltre, attribuite talune funzioni in materia disciplinare degli alunni. COLLEGIO DOCENTI Il Collegio Docenti è composto dal personale insegnante a tempo indeterminato e a tempo determinato in servizio di fatto nel Circolo, ed è presieduto dal Dirigente. Il Collegio dei Docenti ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico del Circolo, come da normativa vigente. Il Collegio dei Docenti nomina i componenti delle Commissioni, individua ed elegge le funzioni strumentali. I verbali di tali incontri vengono redatti dal segretario e depositati in Direzione entro 5 gg. dall’incontro stesso. La seduta del Collegio dei Docenti si apre con la lettura del verbale della riunione del C.d.D. precedente. CONSIGLIO D’INTERCLASSE Il Consiglio d’Interclasse è formato da tutti i docenti delle classi parallele e, nei casi previsti dalla normativa vigente, dai rappresentanti dei genitori di ciascuna classe. E’ convocato dal Dirigente almeno una volta al mese. Programma, verifica e valuta la propria attività allo scopo di realizzare un ordinato svolgimento delle attività stesse. COMITATO PER LA VALUTAZIONE Il Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti è composto da quattro docenti effettivi, due insegnanti supplenti, dal Dirigente che lo presiede. E’ convocato dal Dirigente : α) in periodi programmati ai sensi dell’art. 2, per la valutazione del servizio richiesto da singoli interessati a norma dell’art. 66 del D.P.R. 31/05/74 n°417 ; β) alla conclusione dell’anno prescritto agli effetti della valutazione del periodo di prova degli insegnanti, ai sensi dell’art. 58 del D.P.R. 31/05/74 n°47 ; χ) ogni qualvolta se ne presenti la necessità. 17. PUBBLICIZZAZIONE DEGLI ATTI 17.1. L’edificio scolastico assicura spazi ben visibili adibiti all’informazione: le bacheche e gli albi d’Istituto. Convocazioni e delibere con rilevanza esterna sono opportunamente pubblicizzate attraverso l’esposizione agli Albi della Direzione didattica e dei plessi. L’informazione avviene tramite l’affissione in bacheca per le comunicazioni rivolte ai docenti e ai genitori. 91 91 17.2. I verbali degli Organi Collegiali sono contenuti in appositi registri numerati e depositati presso la Direzione didattica e possono essere consultati, previa autorizzazione del Dirigente, secondo le procedure della legge 241/1990 “Informazione, accesso, partecipazione, trasparenza della Pubblica Amministrazione”. 17.3. Le convocazioni formali degli Organi Collegiali avvengono con congruo anticipo – di massima non inferiore a cinque giorni – rispetto alla data delle riunioni. In caso di urgenza, l’avviso di convocazione può essere fatto pervenire alle varie componenti 48 ore prima dell’ora fissata per gli incontri e le assemblee. L’avviso di convocazione deve indicare l’argomento da trattare nella seduta dell’organo collegiale e deve essere affisso all’albo della direzione e dei plessi. 17.4. I genitori possono richiedere copia della “Carta dei Servizi”, del “Piano dell’offerta formativa”, del presente “Regolamento di Circolo”, previa autorizzazione del Dirigente scolastico, versando la quota prevista per le spese di duplicazione degli atti, ai sensi di quanto dichiarato nel DPCM 7 giugno 1995 documento con il quale ciascuna istituzione scolastica si impegna a rendere noti all’esterno i principi fondamentali, gli aspetti organizzativi, la progettualità formativa. 18. PROCEDURA DEI RECLAMI 18.1. I reclami possono essere espressi in forma scritta e devono contenere generalità, indirizzo del proponente. 18.2. I reclami esposti telefonicamente o attraverso colloquio con il Dirigente scolastico o con il Direttore dei Servizi generali e amministrativi devono, successivamente, essere sottoscritti. 18.3. I reclami anonimi non sono presi in considerazione, se non circostanziati. 18.4.Il Dirigente scolastico, dopo aver effettuato ogni possibile indagine in merito, risponde, sempre in forma scritta, con celerità e, comunque, non oltre 15 giorni, attivandosi per rimuovere le cause che hanno provocato il reclamo. 92 92 CARTA DEI SERVIZI PREMESSA La Carta dei Servizi della scuola ha come fonte di ispirazione fondamentale gli art. 3 - 33 - 34 della Costituzione Italiana. Essa non è che lo sviluppo attuativo di quanto previsto dalla legge 241/90, la cosiddetta legge sull’accesso agli atti amministrativi e sulla trasparenza e dal D.L. 3 febbraio 1993 n. 23. Nell’ottica dell’autonomia la scuola si impegna ad organizzare un servizio che utilizzi le risorse umane e professionali al fine di migliorare continuamente e garantire risultati ottimali in termini di efficacia ed efficienza. PRINCIPI FONDAMENTALI 1. UGUAGLIANZA E IMPARZIALITA’ 1.1 Nessuna discriminazione nell’erogazione del servizio scolastico può essere compiuta per motivi riguardanti sesso, razza, etnia, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni psicofisiche e socioeconomiche. Pertanto le prestazioni non saranno uniformi, ma terranno conto delle diverse condizioni personali e sociali degli alunni, al fine di conseguire i risultati desiderati, seguendo criteri di obbiettività, giustizia ed imparzialità. 2. CONTINUITA’ E REGOLARITA’ 2.1 La scuola, attraverso tutte le sue componenti e con l’impegno delle istituzioni collegate, garantisce la regolarità e la continuità del servizio e delle attività educative , anche in situazioni di conflitto sindacali. La garanzia della regolarità e continuità del servizio non può non tenere conto delle indicazioni contenute negli art. 2 - 3 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto scuola, con particolare riferimento ai Comma 3 - 4 dell’art. 2 circa le esigenze di informazione ed al Comma dell’art. 3 circa le modalità di sciopero del personale docente, da ottenere senza compromettere l’efficacia dell’anno scolastico. 3. ACCOGLIENZA ED INTEGRAZIONE 3.1 La scuola si impegna, prima dell’inizio annuale delle lezioni, a presentare i docenti in servizio a genitori ed alunni. Saranno predisposte visite alla scuola, ai laboratori, ai servizi da utilizzare durante l’anno scolastico. Saranno fornite altresì indicazioni sul regolamento interno, sugli orari degli Uffici di Direzione e Segreteria e sugli incontri periodici antimeridiani o pomeridiani dei docenti con i genitori. 93 93 3.2 Il principio dell’integrazione andrà applicato ad alunni portatori di handicap, attraverso la costituzione e funzionamento del gruppo H scolastico, anche agli alunni in palesi situazioni di disagio o disadattamento, agli alunni stranieri e degenti negli ospedali. 4. DIRITTO DI SCELTA, OBBLIGO E FREQUENZA 4.1 L’utente ha facoltà di scegliere fra le istituzioni che erogano il servizio scolastico. La libertà di scelta si esercita tra le istituzioni scolastiche statali dello stesso tipo, nei limiti della capienza obbiettiva di ciascuna di esse. In caso di eccedenza di domanda va, comunque, considerato il criterio della territorialità ( residenza, domicilio ). 4.2 L’obbligo scolastico e la regolarità della frequenza sono ritenuti elementi fondamentali e ineludibili ai fini dell’apprendimento e del conseguimento degli obiettivi didattici ed educativi indicati dai competenti Organi Collegiali. 5. PARTECIPAZIONE, EFFICIENZA E TRASPARENZA 5.1 Presupposto indispensabile per una corretta e responsabile attuazione della Carta dei Servizi sarà la partecipazione alla gestione della scuola da parte delle diverse componenti scolastiche e degli Enti ed Organi, comunque, correlati. 5.2 Per una maggiore efficacia dei servizi offerti, la scuola ritiene di dover sollecitare gli Enti locali, affinché possa realizzare la sua funzione di centro di promozione culturale, sociale e civile, pertanto si consentirà l’uso degli edifici e delle attrezzature fuori dall’orario del servizio scolastico, previa autorizzazione del C.D.C che ne stabilirà criteri, tempi e modalità. Le istituzioni scolastiche, al fine di promuovere ogni forma di partecipazione, si impegnano a garantire la massima semplificazione delle procedure ed un’informazione completa e trasparente. L’attività scolastica ed in particolare l’orario di servizio di tutte le componenti s’informa al criterio di efficienza, di efficacia e di flessibilità nell’organizzazione dei servizi amministrativi e dell’attività didattica. 6. LIBERTA’ DI INSEGNAMENTO E AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE 6.1 La programmazione assicura il rispetto della libertà di insegnamento dei docenti e garantisce la formazione dell’alunno, facilitandone le potenzialità evolutive e contribuendo allo sviluppo armonico della personalità. 6.2 La scuola garantisce ed organizza, nei limiti delle proprie risorse finanziare, ed anche, in collaborazione con Istituzioni ed Enti culturali, l’aggiornamento del personale, anche attraverso forme promozionali interne all’istituzione scolastica, come l’auto-aggiornamento . Consente, altresì, la partecipazione dei docenti ad iniziative di aggiornamento esterne alla scuola, compatibilmente con le esigenze organizzative e didattiche della scuola stessa. 7. Nel pieno rispetto dei principi fondamentali e in ottemperanza a quanto dichiarato nella Carta dei Servizi, il personale della scuola opera con serio impegno e responsabilità per organizzare ed erogare un servizio di qualità. 7.1. In relazione ai diritti dell’alunno la nostra scuola si impegna a: - accompagnare ‘culturalmente’ gli alunni nell’elaborare il senso della propria esperienza, nella conquista della propria identità ed autonomia; 94 94 - collocare l’azione educativa in una prospettiva evolutiva, mediando culturalmente i vissuti e le esperienze degli alunni dai ‘campi dell’esperienza’ alla progressiva costruzione delle conoscenze degli alfabeti disciplinari e allo sviluppo delle competenze; - sostenere ‘eticamente’ gli alunni nell’assunzione di impegni e responsabilità; - guidare gli alunni a riflettere e formalizzare l’esperienza, attraverso l’utilizzo degli strumenti culturali come chiavi di lettura ed interpretazione della realtà; - promuovere la costruzione di relazioni interpersonali significative con compagni e adulti; - riconoscere e valorizzare ciascuna persona nella sua specificità ed identità; - realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli alunni, nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della personalità di ognuno; - sviluppare una forte motivazione ad apprendere in un clima sereno e costruttivo; - promuovere negli alunni il senso di responsabilità nell’aver cura di sé, degli oggetti, degli ambienti che frequentano, sia scolastici e sociali, sia naturali; - favorire un clima di comunicazione e collaborazione con i genitori degli alunni; - porre attenzione vigile agli alunni portatori di disagio fisico e psichico. 7.2.In relazione all’apertura al territorio la nostra scuola deve: - accogliere ed iscrivere gli alunni come previsto dalla normativa, tenuto conto della capienza degli edifici e dell’organico; - fornire ampia e diffusa informazione sulle modalità di iscrizione e sul servizio scolastico; - individuare i criteri per l’adeguamento dell’orario alle richieste delle famiglie e alle esigenze degli alunni; - offrire il servizio scolastico nel rispetto delle indicazioni regionali del calendario scolastico e dell’articolazione oraria; - garantire continuità e regolarità del servizio, nel rispetto delle normative vigenti; - concorrere con altre istituzioni alla rimozione di ogni ostacolo alla frequenza; - curare l’accesso facilitato per gli alunni con disabilità, in collaborazione con le ASL; - prevenire l’evasione dell’obbligo scolastico e contrastare la dispersione, in collaborazione con le famiglie, l’ente locale, le altre scuole; - promuovere occasioni di incontro significativo tra alunni, docenti, famiglie, territorio, nell’ottica culturale dell’ “essere con gli altri consapevolmente e responsabilmente”; - facilitare la comunicazione scuola-famiglia; - realizzare progetti di arricchimento dell’offerta formativa con l’extrascuola. 7.2. In relazione all’orientamento alla qualità, la nostra scuola, in quanto comunità professionale ed educativa, è chiamata ad assumere significative responsabilità progettuali relative alla gestione ed organizzazione del sistema formativo: - garantire l’alfabetizzazione culturale degli alunni attraverso percorsi formativi significativi e coerenti; - organizzare e gestire attività di formazione e aggiornamento per i docenti; 95 95 - favorire la formazione del personale ATA per rispondere alle esigenze di innovazione; - rispettare e valorizzare la libertà di insegnamento, in un confronto responsabile, all’interno di una dimensione sociale di collaborazione, di negoziazione e condivisione delle scelte educative; - promuovere situazioni di informazione/comunicazione per le famiglie; - favorire il rapporto costante al dialogo e all’interscambio con le famiglie e la comunità locale; - collaborare con equipe dell’ASL per migliorare l’integrazione degli alunni in difficoltà; - stipulare convenzioni e protocolli d’intesa per progetti aperti al territorio; - promuovere la collegialità, l’assunzione di responsabilità, l’autovalutazione nei diversi processi decisionali dell’organizzazione scolastica. 8. IL CONTRATTO FORMATIVO L’istituzione scolastica deve avere una organizzazione coordinata ed integrata delle sue diverse componenti attraverso la definizione di precisi ruoli e responsabilità nonché dei comportamenti professionali richiesti. 8.1.Al dirigente scolastico sono riconosciuti compiti e funzioni rilevanti nell’organizzazione dell’attività dell’istituzione scolastica autonoma. IL DIRIGENTE SCOLASTICO - assicura la gestione unitaria del Circolo didattico, promuove e coordina l’attività dei docenti e degli Organi collegiali; - attiva i necessari rapporti con gli Enti locali, con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali operanti sul territorio, con l’Amministrazione scolastica centrale e periferica in quanto è il legale rappresentante dell’istituzione scolastica; - è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio; - è titolare delle relazioni sindacali; - facilita le relazioni interne ed esterne dell’istituzione scolastica per stabilire rapporti di stretta cooperazione tra i docenti, arricchita con gli strumenti del confronto e dello scambio, per attivare con le famiglie e la comunità locale rapporti di corresponsabilità formativa, costruiti all’interno di un progetto educativo condiviso e continuo; - organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficacia ed efficienza formative; - promuove gli interventi necessari per assicurare la qualità dei processi formativi; - garantisce l’esercizio della libertà di insegnamento, intesa come libertà di ricerca e innovazione metodologico-didattica; - garantisce l’esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie; - attua il diritto all’apprendimento da parte degli alunni. 8.2.Ai docenti compete la responsabilità della valutazione e la cura della documentazione didattica, nonché la scelta dei relativi strumenti culturali, metodologici e organizzativi, nel quadro dei criteri deliberati dai competenti organi collegiali. 96 96 I DOCENTI - realizzano il processo di insegnamento-apprendimento volto a promuovere lo sviluppo della personalità degli alunni nelle dimensioni cognitive, affettive, etiche e sociali; - elaborano il curricolo sulla base delle finalità e degli obiettivi previsti dagli Ordinamenti scolastici definiti nelle Indicazioni per il curricolo; - esplicano attività individuali e collegiali per l’attuazione del Piano dell’offerta formativa; - partecipano alle attività di aggiornamento e formazione in servizio; - regolano lo svolgimento delle attività didattiche nel modo più adeguato ai ritmi di apprendimento degli alunni; - sono convocati alle riunioni del Collegio dei Docenti, agli incontri collegiali dei Consigli di Interclasse e di Intersezione; - comunicano alle famiglie degli alunni le informazioni relative allo svolgimento delle attività educative e ai risultati dei processi di apprendimento; - assicurano l’accoglienza e la vigilanza degli alunni. 8.3.L’efficacia del processo di insegnamento-apprendimento è fortemente correlata al grado di motivazione e coinvolgimento dei genitori. I GENITORI - possono esprimere pareri e proposte per la definizione dell’offerta formativa, interagendo all’interno degli Organi collegiali; - partecipano attivamente e responsabilmente alla relazione educativa nel rispetto delle regole istituzionali; - stabiliscono con i docenti rapporti di corresponsabilità formativa costruiti attraverso il dialogo all’interno di un progetto educativo condiviso 8.4.Gli alunni devono imparare a star bene con se stessi e con gli altri in un ambiente di apprendimento che sia accogliente, positivo e costruttivo. GLI ALUNNI - manifestano un senso di responsabilità nel far bene il proprio lavoro e nel portarlo a termine, nell’avere cura di sé, degli oggetti e degli ambienti scolastici; - sperimentano contesti di relazione per sviluppare atteggiamenti positivi e realizzare pratiche collaborative; - riconoscono e rispettano i valori sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana per costruire il senso di legalità finalizzato al miglioramento continuo del proprio contesto di vita e alla pratica della convivenza civile. 8.5. Personale ATA: Personale amministrativo L’organizzazione amministrativa è finalizzata alla garanzia di regolarità dei servizi scolastici, all’accoglienza dell’utenza, alla facilitazione del compito formativo della scuola. La Segreteria è organizzata per l’erogazione dei seguenti servizi: 97 97 - ricevimento utenza - iscrizioni - rilascio certificati - documenti di programmazione e valutazione - supporto tecnico alla gestione delle attività didattiche - supporto tecnico alle attività degli Organi collegiali - organizzazione delle attività degli operatori scolastici - coordinamento con l’amministrazione scolastica - coordinamento tecnico e logistico del servizio scolastico. Il DSGA e il DS predispongono ogni anno un articolato piano di attività per l’organizzazione del lavoro del personale amministrativo sulla base dei servizi e delle attività della scuola, delle risorse umane e delle loro competenze. Personale Ausiliario I collaboratori scolastici sono responsabili dell’accesso all’edificio scolastico da parte dell’utenza, dell’apertura e chiusura dello stesso; svolgono azioni di supporto e di assistenza: a. servizio di vigilanza alunni: - accoglienza all’ingresso - servizio prescuola - uscita - utilizzo dei servizi igienici b. apertura e chiusura delle aule di informatica c. esecuzione delle fotocopie d. affissione all’albo degli avvisi interni e circolarità degli stessi e. igiene e sicurezza dei locali e dei servizi. PARTE PRIMA 9. AREA DIDATTICA 9.1.La scuola è responsabile della qualità dell’attività educativa e si impegna a garantire l’adeguatezza alle esigenze culturali e formative degli alunni, nel rispetto delle finalità istituzionali. 9.2.Le visite guidate vengono considerate come momento integrante dell’attività scolastica che si inserisce nel progetto educativo della scuola. Esse, infatti, sono programmate e attuate al fine di integrare la normale attività scolastica e costituiscono un importante stimolo per la formazione della personalità degli alunni. Il Consiglio d’Interclasse nei primi due mesi di ciascun anno scolastico verifica le possibilità di attuare tali iniziative. Le visite guidate non devono essere effettuate nei giorni previsti dalle disposizioni vigenti e nell’ultimo mese delle lezioni. Devono essere privilegiate, come mete, la Provincia e la Regione viciniore. Vi partecipano le classi con almeno la metà degli alunni con costi di non rilevante entità. Tutti i partecipanti devono essere assicurati e muniti di un documento di 98 98 riconoscimento. Gli alunni partecipanti sono accompagnati dai rispettivi insegnanti. I docenti di sostegno accompagnano gli alunni con i quali operano nel normale servizio di Circolo. Per le gite scolastiche e per qualsiasi uscita didattica il genitore sottoscrive l’autorizzazione a parteciparvi, previa conoscenza del programma. 9.3.La scuola, al fine di promuovere lo sviluppo della personalità degli alunni, garantisce la continuità educativa in orizzontale e verticale. 9.4.La scuola, in presenza di bambini stranieri, si impegna ad elaborare percorsi didattici, materiali e strumenti mirati a favorirne l’accoglienza e l’inserimento e a promuovere l’educazione interculturale rivolta a tutti gli alunni. La presenza nella scuola di alunni diversamente abili impone il coinvolgimento di tutta la comunità scolastica nel processo di integrazione e nella riorganizzazione delle attività didattiche per lo sviluppo delle potenzialità di ognuno e per rispondere ai bisogni educativi e sociali di tutti gli scolari. Per ogni alunno presente nella scuola primaria e nella scuola dell’infanzia, in riferimento alla diagnosi funzionale, redatta dai medici specialisti e dagli operatori dell’A.S.L., sarà compilato un Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.), al momento del passaggio tra i diversi ordini di scuola, ed un Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) annuale. Il gruppo di lavoro di istituto (GRUPPO H), composto dai rappresentanti degli insegnanti di sostegno e curricolari dalla scuola primaria e della scuola dell’infanzia, dagli operatori A.S.L., dal Dirigente Scolastico, da un rappresentante dei genitori, programma e verifica gli interventi a livello di Circolo sulla base delle necessità identificate e delle risorse disponibili. 9.5. La scuola, nell’ambito dell’autonomia didattica (art. 4 D.P.R. 275/99), definisce le modalità e i criteri di valutazione degli alunni. Nel rispetto della normativa vigente (Nota di Indirizzo del Ministro Fioroni 31 agosto 2006) la valutazione periodica e annuale è affidata ai docenti responsabili delle attività educative e didattiche. Essa assume una preminente funzione formativa. 9.6.I docenti della classe o del gruppo classe valutano e decidono per il passaggio ma anche per l’eventuale non passaggio al periodo successivo. Per la scuola primaria l’eventuale non ammissione viene decisa all’unanimità da parte dei docenti responsabili degli insegnamenti e delle attività educative e didattiche. 9.7.Nella scelta dei libri di testo e delle strumentazioni didattiche la scuola tiene conto della validità culturale e della funzionalità educativa, con particolare riguardo agli obiettivi formativi. Il Collegio dei docenti provvede all’adozione dei libri di testo, previa presentazione di una relazione dei Consigli di interclasse sui libri proposti. All’inizio dell’anno scolastico la scuola consegna ai genitori una cedola libraria con la quale possono ritirare gratuitamente i libri nelle librerie di loro preferenza. 9.8.Nell’assegnazione dei compiti da svolgere a casa i docenti operano, tenendo conto della programmazione didattica e dei tempi di studio degli alunni, nel rispetto delle ore da dedicare al gioco e ad altre attività extrascolastiche. I docenti devono adottare soluzioni idonee a rendere possibile un'equa distribuzione dei testi scolastici nell'arco della settimana, in modo da evitare un sovraccarico di materiali didattici da trasportare. 99 99 9.9.Nel rapporto con gli allievi si privilegia il colloquio pacato e teso al convincimento,.I docenti non devono ricorrere ad alcuna forma di intimidazione o minaccia di punizioni. 9.10.La scuola garantisce l’elaborazione, l’adozione e la pubblicizzazione dei seguenti documenti allegati alla Carta dei Servizi, della quale sono parte integrante : Piano dell'offerta formativa ( P.O.F. ) Regolamento di Circolo. Progettazione didattica annuale (depositata presso la Direzione didattica ed illustrata ai genitori dai docenti all’inizio dell’anno scolastico). PARTE SECONDA Definizione e costituzione dell’ufficio delle relazioni con il pubblico : compiti, funzioni, responsabilità. ORGANICO : N° 1 Direttore dei servizi generali e amministrativi ; N° 4 assistenti amministrativi. ORARIO : • Il personale amministrativo svolge il seguente orario annuale di servizio : ore 08.00 - 14.00 ; • Gli assistenti amministrativi seguono l’orario dalle 08.00 alle 13.00 ; una parte di detto personale, per permettere l’apertura pomeridiana della scuola, effettuerà una turnazione. RAPPORTI CON L’UTENZA : • Al fine di un migliore servizio all’utenza si fissano le seguenti procedure : 1 - Per le iscrizioni sono disponibili, presso la segreteria, moduli che verranno firmati dai genitori al momento dell’iscrizione, compresa l’opzione per la scelta della Religione. 2 - Attestati ed altri documenti di valutazione vengono consegnati al termine delle operazioni di scrutinio e/o di pubblicizzazione dei risultati finali. 3 - Trasferimenti degli alunni: gli alunni provenienti da altri circoli didattici sono assegnati dal dirigente scolastico alle sezioni/classi che non presentano il numero massimo di alunni previsto dalla normativa vigente, previa consultazione degli insegnanti delle sezioni/classi interessate. 4 - Gli uffici di segreteria, compatibilmente con la dotazione organica di personale amministrativo, garantiscono un orario di apertura al pubblico, funzionale alle esigenze degli utenti e del territorio. 5 - L'ufficio di direzione riceve il pubblico sia su appuntamento telefonico sia secondo un orario di apertura (9,45-11,15) comunicato con appositi avvisi. 6 – La scuola assicura la tempestività del contatto telefonico, stabilendo al proprio interno modalità di comunicazione in grado di garantire le informazioni in forma chiara ed efficace. 7 – Le informazioni all'interno del Circolo Didattico e tra il Circolo e i suoi utenti sono rese visibili tramite l'affissione all'albo dei plessi scolastici, sia di scuola dell'infanzia, sia di scuola primaria. In particolare ciascun plesso è dotato di una bacheca e/o di un apposito spazio per le comunicazioni rivolte ai docenti e di una bacheca e/o di un apposito spazio per le comunicazioni e informazioni rivolte ai genitori. 100 100 8 - Presso l'ingresso degli edifici scolastici devono essere presenti i collaboratori scolastici che forniranno all'utenza le prime indicazioni per la fruizione del servizio, regolando le modalità di accesso agli uffici e alle classi. PARTE TERZA Condizioni ambientali della scuola: 1 – L'ambiente scolastico deve essere pulito, accogliente, sicuro. Le condizioni di igiene e sicurezza dei locali e dei servizi devono garantire una permanenza a scuola confortevole per gli alunni e per il personale. 2 – Il personale ausiliario deve adoperarsi per garantire la costante igiene dei servizi. 3 - La scuola si impegna a sensibilizzare le istituzioni interessate, le associazioni sportive che utilizzano gli spazi della scuola, al fine di garantire agli alunni la sicurezza interna ed esterna. PARTE QUARTA CARTA DEI RECLAMI : • Durante l’anno scolastico il personale scolastico e i genitori potranno evidenziare eventuali disfunzioni del servizio e/o presentare reclami e proposte migliorative tramite gli organi collegiali o segnalandole direttamente al Dirigente in forma scritta : tale segnalazione dovrà contenere generalità, indirizzo e reperibilità del proponente. Il Dirigente fornirà una risposta adeguata scritta, entro 15 giorni. Qualora la segnalazione non fosse di sua competenza, fornisce le indicazioni circa il corretto destinatario. VALUTAZIONE DEL SERVIZIO SCOLASTICO : La valutazione del servizio offerto dalla scuola che esclude pregiudizi espressi su singole persone, sarà effettuata attraverso : b. questionario sugli aspetti organizzativi, didattici, amministrativi rivolto al personale docente, ATA, ai genitori; c. questionario rivolto agli alunni; d. relazioni finali sull’attuazione dei Progetti. I questionari saranno distribuiti entro l’ultimo mese di lezione e fatti pervenire ai genitori tramite gli alunni ; saranno raccolti e verificati dagli insegnanti titolari dei laboratori ; le relazioni finali sui risultati dell’indagine, allo scopo della valutazione del servizio, saranno elaborate e rese pubbliche entro la fine dell’anno scolastico. PARTE QUINTA Le indicazioni contenute nella presente Carta si applicano fino a quando non intervengano, in materia, disposizioni modificative contenute nei contratti collettivi o in norme di legge. Per le formulazioni e l’adozione della presente Carta dei Servizi scolastici sono state indette e realizzate : a. riunioni di un’apposita Commissione di docenti, coordinata dal Dirigente Scolastico; b. consulenze del personale A.T.A. Inoltre è stato possibile avvalersi della consulenza di Ispettori e Provveditori attraverso convegni vari. La Carta è stata adottata dal Consiglio di Circolo, sentito il parere del Collegio dei docenti. 101 101 Indice Premessa Cap. 1 - Identificazione della scuola.................................................................................... 3 1.0 Il territorio.................................................................................................................. .4 1.1 Analisi della situazione scolastica............................................................................... 5 1.2 Le risorse materiali...................................................................................................... 6 1.3 Le risorse esterne......................................................................................................... 7 Cap. 2 - Progetto formativo............................................................................................ ..... 8 2.1 Progettazione curricolare per la Scuola dell’Infanzia ………………………........... 12 2.5 Progettazione curricolare per la Scuola Primaria..................................................... 20 Cap. 3 - Organizzazione scolastica.................................................................................... 70 3.0Formazione delle classi di S.P e delle sezioni Scuola dell'infanzia.............................. 70 3.1. Equipe pedagogica e responsabilità educativa.......................................................... 70 3.2. Ore di contemporaneità…………………………………………………................... 70 3.3. Continuità verticale e orizzontale............................................................................... .71 3.4. Integrazione…………………………………………………………………………. 71 3.5. Attività alternative....................................................................................................... 72 3.6. Organizzazione dell'orario di funzionamento della scuola.......................................... 73 3.7. Orario ufficio…........................................................................................................... 73 3.8. Orario di ricevimento degli uffici di segreteria........................................................... 74 3.9. Orario di ricevimento del Dirigente Scolastico…....................................................... 74 3.10.Sostituzione docenti assenti....................................................................................... 74 3.11.Attività funzionali all’insegnamento………………………………………………. 74 3.12 Partecipazione scuola - famiglia................................................................................ 74 3.13.Gite scolastiche e visite guidate................................................................................ .75 3.14.Proposte di piano annuale delle attività di aggiornamento........................................ 76 3.15.Valutazione del POF.................................................................................................. 77 3.16.Funzioni – strumentali…........................................................................................... 78 3.17. Gruppi e commissioni ............................................................................................. 81 3.18. Collaboratori del dirigente….....................................................................................82 Cap. 4 - Regolamento interno............................................................................................ 84 Cap. 5 - Carta dei Servizi................................................................................................. 93 102 102 103 103