Copertina–LI-11-07 def
30-11-2007
17:12
Pagina I
Lazio
informazione
Novembre / 2007
numero 4
Sped. in abb. post / Art 2 comma 20/c / legge 662/96 filiale di Roma
Mensile dell’assessorato
all’agricoltura
(
Regione Lazio
IN COPERTINA
Alla scoperta della
provincia di Viterbo
)
EDUCAZIONE ALIMENTARE: LE RISPOSTE DELL’ESPERTO
Imprenditoria
Pastorizia
Eventi
Le donne dirigono
due aziende agricole
su cinque
La passione e l’impegno
dell’ultimo pastore
del lago della Duchessa
Appuntamenti nel Lazio:
dalla mostra di Gauguin
alle manifestazioni natalizie
Copertina–LI-11-07 def
30-11-2007
17:13
Pagina II
LI_somm+editoriale_11-07*
30-11-2007
17:18
Pagina 1
SOMMARIO
EDITORIALE e Daniela Valentini
3
“Lazio terra preziosa.
Vino, olio e oro si mettono in mostra”
e Tiziano Marelli
35
Approvato il regolamento sugli agriturismo
AGRITURISMO
38
OGM
5
NEWS
BIOFIERA e Francesca Trincia
10
Fontana e Perilli: “sostenere campagna
liberi da ogm” e Alfonso Vannaroni
Ogm il fronte del “no” e Nicola Zingaretti
Biofiera da record, oltre 700mila visitatori
LEGGI e Erica Antonelli
TRANSUMANZA
e Paola Rosatini
BioFiera: sulle tracce della transumanza
12
PASTORIZIA e Francesco Unali
14
42
Presto una legge per contenere i prezzi
EQUAL e Paola Ortensi
44
Un centro di vitalizzazione della zootecnia
Una tradizione vivente nel Lazio
FIERA CAVALLI e Maria Teresa Cinanni
CACCIA e Giuseppe Motisi
18
45
Tradizioni Laziali in mostra a FieraCavalli
Divieto di bossoli e pallini di piombo nelle ZPS
CASTANICOLTURA e Simone Fattori
20
PESCA e Giuseppe Motisi
47
Cinipide come contrastarlo
La filiera ittica del Lazio
GITA NEL LAZIO e Annamaria Graziano
24
ALIMENTAZIONE
Sapere i Sapori: come educare i giovani
e Marina Rabagliati
Una corretta alimentazione? Chiediamolo
all'esperto e Pietro A. Migliaccio
Anna Dente, una cucina da Oscar
e Massimo Sbardella
DONNE e Beatrice Curci
48
Viterbo: a spasso tra storia e tradizioni
OLIO E VINO
e Alfonso Vannaroni
Olio e vino, nel Lazio meno ma meglio
52
PALATIUM e Ester Mieli
54
28
29
Enoteca regina della Festa del Cinema
30
RACCOLTA DIFFERENZIATA
Donne della terra
56
Parte da Olevano la raccolta “porta a porta”
e Massimo Sbardella
e Erica Antonelli
Un Natale gustoso e divertente
NATALE
33
GAUGUIN e Erica Antonelli
58
14
24
38
EVENTI
60
CALENDARIO
64
48
54
Lazio / informazione
Paul Gauguin artista di mito e sogno
1
LI_somm+editoriale_11-07*
30-11-2007
17:18
Pagina 2
LI_somm+editoriale_11-07*
30-11-2007
17:18
Pagina 3
EDITORIALE
er chiudere in bellezza l'anno 2007, abbiamo realizzato un grande evento dedicato ai vini e agli oli laziali, i migliori ambasciatori dell'agricoltura del Lazio con un primato straordinario in termini di certificazioni di qualità: ben ventisette Denominazioni di Origine Controllata, quattro Indicazioni Geografiche Tipiche e
tre Denominazioni di Origine Protetta per l'Olio
di Canino, della Tuscia e della Sabina.
La manifestazione “Lazio terra preziosa. Vino, olio e oro si mettono in mostra” si è svolta nei giorni dell'8, 9 e 10 dicembre nell'incomparabile cornice di Castel Sant'Angelo.
Con questa iniziativa abbiamo voluto rendere omaggio alla nostra regione mettendone in mostra i tesori, sia
quelli della tradizione enogastronomica laziale sia quelli dei maestri orafi. Vini e oli, vero e proprio vanto del patrimonio del nostro territorio, sono stati esposti accanto ai gioielli, a testimonianza della preziosità di entrambe le tipologie di prodotti. Gioielli, vino e olio trovano infatti la loro
origine nella terra e fanno parte di percorsi artistici che ci consegnano
ricchezze da valorizzare attraverso un abbinamento che appartiene alla
nostra cultura, antica come una pietra preziosa o pregiata come un prodotto di qualità.
Nell'ambito dell'evento sono stati organizzati percorsi espositivi all'interno delle prestigiose logge e sale storiche adiacenti i cortili dell'Angelo
e della Balestra. Nella suggestiva cornice offerta dal Giretto di Pio IV è
stato inoltre possibile degustare i tanti sapori delle eccellenze del Lazio preparate per l'occasione dai migliori chef, quali Gianfranco Vissani e Severino Gaiezza. La manifestazione ha visto la partecipazione di
migliaia di persone e visitatori, a conferma di come Roma - con la sua
vocazione agricola e i suoi ampi spazi verdi - sia pronta ad accogliere
e celebrare le più grandi ricchezze del Lazio.
P
.
a
s
io
z
e
r
p
a
r
r
e
t
,
“Lazio
o
r
o
e
o
i
l
o
,
o
n
i
V
ra”
t
s
o
m
in
o
n
o
t
t
si me
Daniela Valentini
Lazio / informazione
Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio
3
CORR 60
6-11-2007
11:32
Pagina 1
FIAS
Federazione Italiana Attività Subacquee
presenta
2-LI_BREVI_11-07
30-11-2007
17:39
Pagina 5
news
NEWS
TROMBA D’ARIA A VITERBO, APPROVATA LA DELIBERA
CHE AVVIA LA PROCEDURA DEI RISARCIMENTI
upera i sette milioni di euro
l’importo complessivo dei danni
subiti dalle aziende agricole viterbesi
colpite lo scorso 23 agosto dalla tromba
d’aria che ha devastato ampie aree della
provincia di Viterbo. Gravi danni alle
strutture, agli impianti e alle attrezzature
agricole, oltre che alle colture, avevano
messo in ginocchio le imprese della Tuscia,
che a gran voce avevano richiesto
l’appoggio e l’intervento della Regione. A
sostegno dell’economia agricola del
territorio, la Giunta regionale del Lazio ha approvato la delibera che avvia la
procedura dei risarcimenti. “Presenteremo al Ministero per le Politiche
Agricole e Forestali - ha dichiarato Daniela Valentini, assessore all’agricoltura
della Regione Lazio - la relazione con la descrizione dei danni per rendere
presto operativa l’opera di risarcimento destinato alle aziende colpite’’.
Secondo le stime degli uffici territoriali dell’agricoltura, attivati dalla Regione
per il monitoraggio dell’entità dei danni, le aziende interessate coinvolgono
ben undici comuni della provincia (Arlena di Castro, Canino, Marta,
Montefiascone, Montalto di Castro, Piansano, Tarquinia, Tessenano,
Tuscania e Viterbo). “Con questa delibera - continua l’assessore Valentini abbiamo dato in tempi brevi agli agricoltori la certezza sui risarcimenti, a
partire dai quali potranno ricostruire le loro attività e progettare di nuovo il
loro futuro’’. Spetta adesso al Ministero stanziare i fondi necessari alla
copertura dei danni e portare a risoluzione uno dei diversi episodi di calamità
naturali che, in particolar modo nella provincia di Viterbo, sembrano
presentarsi con cadenza annuale.
S
Si aprono nuove
collaborazioni tra
Regione Lazio e l’Istituto
Sperimentale di
Zootecnia Tor Mancina.
L’Assessore
all’agricoltura Daniela
Valentini ha fatto visita
all’Istituto, sito nei pressi
di Monterotondo. Ad
accoglierla il Direttore
Generale del CRA
(Consiglio per la Ricerca
e Sperimentazione in
Agricoltura), Ida
Marandola e il Direttore
della struttura di Tor
Mancina, Roberto
Rubino. L’Istituto si
presenta come una vera
e propria azienda
agricola con 900 ettari
di estensione e con circa
400 capi di bufale, 600
di bovini oltre ad un
allevamento, unico in
Italia, di 200 cavalli
lipizzani, razza assai rara
e pregiata. Dopo una
breve visita alla struttura
è seguita una “tavola
dichiarato l’assessore
Valentini - e per questo
l’assessorato ha
intenzione di costruire
un’intesa con questa
struttura, in modo da
dare al Centro la
possibilità di stare nel
sistema territoriale e a
noi la possibilità di
avvalerci della sua
grande esperienza per
lavorare su più fronti”.
Molteplici infatti le idee
progettuali nate da
questa visita. Prima fra
tutte la volontà di
realizzare presso l’Istituto
un parco monotematico
interamente dedicato alla
Lazio / informazione
e Regione avvia
intesa con Istituto
sperimentale
di zootecnia
rotonda” sui temi salienti
legati alla zootecnia, che
ha rafforzato la sinergia
tra la Regione e l’ente
sperimentale. “L’Istituto
di zootecnia Tor Mancina
è un centro di eccellenza
nazionale per la ricerca
in agricoltura - ha
5
2-LI_BREVI_11-07
30-11-2007
17:39
Pagina 6
news • n
NEWS
zootecnia, aperto al
pubblico e soprattutto a
disposizione degli
allevatori a cui si
offrirebbero corsi di
formazione e assistenza
tecnica. L’attenzione è
poi ricaduta sul
comparto della pastorizia
e su come sviluppare
nuove attività di ricerca
per migliorare la qualità
del latte e del prodotto
carne. Proprio dallo
sviluppo e
dall’elaborazione di
questi punti, partirà una
stretta, quanto proficua,
collaborazione tra l’ente
di ricerca e l’istituzione
regionale.
eGiornata
mondiale della
donna rurale:
garantire il diritto
all’alimentazione
Con il tema “Il diritto
all’alimentazione: le
donne rurali agiscono e
producono”, si è svolta il
10 ottobre la Giornata
mondiale della donna
rurale organizzata dalla
Federazione
internazionale dei
produttori agricoli (Fipa).
Obiettivo della
manifestazione,
richiamare tutti i governi
ad un impegno forte ed
incisivo nel sostenere
concretamente le donne
Lazio / informazione
eAgricoltura sociale
per valorizzazione dell’impresa agricola
multifunzionale del Lazio
6
Si è svolto il 22 ottobre presso l’ARSIAL, l’Agenzia
Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione
dell’Agricoltura del Lazio, il tavolo sull’agricoltura
sociale. Presenti il presidente e il vice presidente
della commissione agricoltura della Regione Lazio,
Mario Perilli e Enrico Fontana, e il commissario
straordinario dell’Arsial, Massimo Pallottini.
Obiettivo del tavolo è quello di dare al Consiglio
Regionale del Lazio la possibilità di definire in modo
chiaro e stabile il quadro delle regole e delle
certezze di cui hanno bisogno le imprese agricole
del Lazio. Soddisfatte le organizzazioni agricole che
hanno sottolineato la necessità di stabilire e
riconoscere in modo certo e duraturo il profilo
dell’impresa agricola sociale e il suo campo
d’azione. Un impegno che vede coinvolte le
competenze di molti assessorati (agricoltura,
lavoro, sanità, turismo).
rurali nel mondo. Tra le
misure più urgenti
individuate: un controllo
ed una autonomia
finanziaria delle
agricoltrici sulle proprie
aziende; una migliore
commercializzazione dei
prodotti agricoli
attraverso il
potenziamento di
adeguate infrastrutture;
una remunerazione
sufficiente dei prodotti
agricoli che consentano
alle agricoltrici di
proseguire le loro attività
professionali e di
investire nelle produzioni.
A evidenziare
l’importanza del ruolo
svolto dalle donne rurali, i
dati forniti dalla Fao. Le
donne producono più del
50% del cibo coltivato
sul Pianeta. In Africa
producono più dell’80%
della produzione
alimentare, in Asia il 60%
e tra il 30 e il 40% in
Sud-America. Il 70% dei
poveri in ambito rurale
sono donne e la loro
principale risorsa è
l’agricoltura.
e Istituito
l’Osservatorio
faunistico-venatorio
regionale. Per la
prima volta, una
donna alla guida.
Al via i lavori
dell’Osservatorio
faunistico-venatorio
regionale. Il 6 novembre
si è svolta infatti la prima
riunione operativa. A
presiedere l’Osservatorio
- per la prima volta - una
donna, Simonetta
Lombardo, giornalista
con una lunga
esperienza in tematiche
ambientali, che
coordinerà un tavolo di
"alto profilo scientifico e
di valenza nazionale e
che lavorerà - sottolinea
l’assessore regionale
all’agricoltura Daniela
Valentini - al servizio dei
cittadini per avviare un
grande
percorso
innovativo".
Una vera e
propria rete di
competenze
per mettere a sistema il
mondo scientifico e
quello professionale, con
grandi esperienze di
gestione faunistica e
territoriale, così come
l’Istituto Zooprofilattico.
Presenti all’insediamento
anche Massimo Pallottini
e Rosaria Marino,
rispettivamente
Commissario
Straordinario e Direttore
Arsial, l’agenzia
2-LI_BREVI_11-07
30-11-2007
17:39
Pagina 7
news
NEWS
regionale a cui è stata
affidata l’attività
dell’Osservatorio.
L’organismo svolgerà
compiti di supporto
tecnico-scientifico alle
politiche faunistiche
regionali attraverso
monitoraggi, censimenti
del patrimonio faunistico,
progetti di ricerca e
sviluppo.
L’Osservatorio si riunirà
periodicamente per
pianificare le attività da
svolgere e monitorare i
risultati ottenuti.
eRicerca: dal POR
nuove tecnologie
per imprese
Presentati i risultati dei
progetti ‘’Incubatore per
le Bioscienze’’ e ‘’Attila’’ in
occasione del convegno
‘’Strumenti per
l’innovazione e il
trasferimento
tecnologico’’ svoltosi il 13
novembre presso la sede
del Centro Nazionale
delle Ricerche (Cnr).
Finanziati dalla
sovvenzione globale del
Programma Operativo
Regionale (POR) Lazio, i
progetti hanno aperto la
strada a nuove
tecnologie per le
imprese. Sei imprese di
biotecnologie localizzate
nel Lazio, 29 tecnologie
e 43 brevetti considerati
trasferibili alle piccole e
medie imprese regionali
sono il frutto della ricerca.
Secondo il vicepresidente
e UNIONCAMERE: LAZIO, PRIMA
REGIONE PER TASSO CRESCITA
DELLE IMPRESE
Il Lazio è la prima regione per tasso di
crescita imprenditoriale nel III trimestre
2007. Questo è quanto risulta dai dati
diffusi da Unioncamere Lazio che
riguardano il movimento demografico delle
imprese. Il tasso di crescita è dello 0,52%,
contro lo 0,25% della media nazionale,
mentre le imprese iscritte alla Camera di
Commercio del Lazio raggiungono le
575.737 unità (9,4% del corrispettivo
totale nazionale).
Ruolo trainante viene
registrato da Roma e
la sua provincia. Da
gennaio a settembre
di quest’anno il saldo
è di 2336 imprese, pari al 78% del Lazio.
Si conferma inoltre un profondo processo
di ristrutturazione in atto nel sistema
imprenditoriale territoriale: chi entra
adesso sul mercato sceglie modelli
societari più robusti, come le società di
capitali, che rappresentano la forma
giuridica al più alto tasso di crescita:
+0,85%. Soddisfazione è stata espressa
da tutti i maggiori rappresentanti
istituzionali del territorio - Piero Marrazzo,
Enrico Gasbarra e Walter Veltroni - i quali
hanno sottolineato la capacità degli
imprenditori del Lazio di sapersi muovere
bene, rafforzando le società esistenti,
investendo di più nella ricerca,
valorizzando le vocazioni tradizionali e al
tempo stesso investendo nel futuro.
del Cnr Federico Rossi, i
progetti ‘’sono strumenti
differenti per attuare il
trasferimento
tecnologico, superando
quella discrasia presente
nel nostro Paese tra
politica scientifica e
tecnologica e politica per
lo sviluppo, in particolare,
quella rivolta
all’innovazione del
sistema produttivo’’. ‘’La
strategia della Regione
Lazio nell’ambito della
programmazione POR
2007-2013 - ha
spiegato l’assessore
all’Istruzione e
Formazione Silvia Costa è far sì che siano i fondi
ad assistere le politiche
attraverso un’azione di
concertazione preventiva
con i responsabili della
Giunta, con le Province e
con le parti sociali, e
evitare che siano le
politiche ad inseguire i
fondi, come talvolta è
accaduto’’.
e Saldi anticipati,
via libera
dalla regione
Saldi di stagione a
partire dal 5 gennaio. La
giunta regionale ha
approvato l’avvio di
sconti e svendite in tutti
gli esercizi commerciali
del territorio regionale.
Soddisfatti i
commercianti che con la
partenza anticipata dei
saldi di una settimana
vogliono superare la
concorrenza delle regioni
confinanti con il Lazio e
dare una nuova
impennata alle vendite.
Forti i vantaggi anche
per i consumatori che
potranno acquistare
2-LI_BREVI_11-07
30-11-2007
17:39
Pagina 8
news
NEWS
merce ancora in piena
stagione a prezzi
convenienti.
Concomitante
all’anticipazione dei saldi
anche l’inserimento di
regole certe e di sanzioni
severe contro abusi e
illegalità. Per i piccoli
esercizi le multe
Lazio / informazione
-60Saldi
Saldi -20
Saldi
-30 saldi
saldi -50
8
andranno da 1.500 a
4.500 euro, per le medie
strutture di vendita da
4.500 a 13.500 euro,
per le grandi attività
commerciali da 13.500 a
40.500 euro. Messi al
bando per la prima volta
anche i pre-saldi,
compresi gli “inviti” al
negozio tramite lettere
personalizzate alla
clientela o sms dai
cellulari. Secondo
Francesco De Angelis,
assessore alla Piccola e
media impresa,
commercio e artigianato,
gli obiettivi principali
della legge che modifica
la norma sul commercio
sono quelli di dare nuovo
slancio alle attività
commerciali e tutelare i
consumatori garantendo
la trasparenza delle
offerte e il diritto alla
legalità.
e ROMA&PIU’: BELLEZZE DELLA PROVINCIA DI ROMA
IN UN OPUSCOLO
P120 comuni in 120 pagine. E’ “Roma & più” un opuscolo
turistico curato dalla provincia di Roma che raccoglie foto,
informazioni utili, sagre, avvenimenti e itinerari turistici di
ogni comune della Provincia di Roma. Il progetto editoriale,
presentato al World Travel Market di Londra dall’assessore
provinciale alle politiche del turismo, Patrizia Ninci, sarà
prodotto, in italiano e inglese, in 50 mila copie e sarà
distribuito presso tutte le agenzie turistiche. L’iniziativa
completa l’offerta turistica della Roma&Più Pass, la speciale card,
disponibile dallo scorso luglio, che offre agevolazioni speciali per
visitare i siti di interesse turistico culturale dislocati sul territorio
provinciale: ingresso gratuito ai primi due siti e/o musei scelti, ingresso
ridotto a tutti i siti e/o musei ulteriormente visitati e a tutti i monumenti,
musei e aree archeologiche di competenza statale e comunale, situati
in territorio urbano e provinciale. Con la pubblicazione di “Roma & Più”
si conferma il grande impegno dell’amministrazione provinciale nel far
conoscere a un pubblico sempre più vasto i numerosi tesori di cui è
costellata la provincia di Roma: itinerari ricchi di gioielli artistici e mete
ancora tutte da scoprire e da apprezzare.
eUn Natale da
leccarsi i baffi!
Natale, tempo di regali,
ma anche di cenoni e
tradizioni secolari.
Un’occasione per stare
insieme attraverso
festeggiamenti e auguri,
ma anche
un’alimentazione sana e
di qualità, oltre che
rispettosa delle tradizioni.
Nasce da qui “Regala il
Lazio”, realizzata per il
secondo anno
consecutivo
dall’Assessorato
all’Agricoltura della
Regione Lazio e da
Arsial, con il
coinvolgimento delle
principali catene della
Grande distribuzione
come GS, Carrefour,
Auchan, Crai e Sidis. Nei
tre pacchi natalizi da 65,
40 e 9.90 euro,
appositamente realizzati,
è racchiuso il meglio
della produzione
enogastronomica
regionale: vino, olio, miele,
pasta, lenticchie,
formaggi, dolci. Ma anche
marmellate, salami,
nocciole fino al torrone
nero laziale. Il tutto
etichettato con il marchio
“Lazio Qualità Spese
Bene”. Un modo per
continuare sulla strada
della commercializzazione
sul mercato della qualità
e delle eccellenze della
produzione agricola
regionale. E, per la prima
volta, l’agricoltura di
qualità entra all’interno
del circuito dei mercati
rionali di Roma, con una
presenza all’interno del
mercato ‘Carlo Calisse’ di
via Pietro Bonfante.
Un’agricoltura che
diventa così sempre più
protagonista delle nostre
scelte alimentari. Oltre
che delle iniziative di
solidarietà verso i più
deboli. È stato infatti
raggiunto un accordo per
devolvere parte del
ricavato della vendita alla
Comunità di Sant’Egidio
per il progetto ‘Food for
life’. I consumatori
avranno così la possibilità
di fare un regalo, a prezzi
concorrenziali senza
perdere l’occasione di
compiere un gesto di
solidarietà tangibile.
2-LI_BREVI_11-07
30-11-2007
17:39
Pagina 9
3-LI_Biofiera_11-07
30-11-2007
19:43
Pagina 10
Biofiera
:
d
r
o
c
e
r
a
d
a
r
e
i
f
Bio
>
di Francesca Trincia
oltre 700 mila visitatori
IN MOSTRA NON SOLO FRUTTA, LATTE, INSACCATI, MIELE,
DOLCIUMI, MA ANCHE MUSICA, CONCERTI E INIZIATIVE
DESTINATE AGLI OLTRE 1000 BAMBINI CHE HANNO
VISITATO LA FIERA. E MOLTI PROGETTI. UNO TRA TUTTI,
LA NASCITA DI UNA CASA DELL’ALIMENTAZIONE.
uattro giorni dedicati alla
migliore produzione biologica
del Lazio, ospitata nel cuore
della capitale. Ha chiuso i battenti il 14
ottobre la seconda edizione della
“Biofiera” di Roma che quest’anno ha
ospitato più di 700mila visitatori che,
dall’11 al 14 ottobre, hanno affollato gli
stand espositivi e preso parte ai numerosi
eventi organizzati all’interno del Parco
della Resistenza, in uno spazio di 20mila
metri quadrati.
Circa 150 aziende, sulle 2.500 presenti in
tutto il Lazio, hanno fatto conoscere
i loro migliori prodotti ad un pubblico
eterogeneo e attentissimo alla qualità.
Dalla distribuzione automatica di frutta
e latte crudo alle varietà di ortofrutta,
miele, dolciumi e vini, i visitatori hanno
potuto acquistare, conoscere, degustare i
migliori prodotti dell’agricoltura
biologica regionale interagendo
direttamente con i produttori.
La manifestazione voluta dall’assessorato
regionale all’Agricoltura con l’Arsial e
sostenuta dal ministero delle Politiche
agricole non è stata solo uno spazio
espositivo. A fare da cornice agli stand
sono state le tante esibizioni di animatori
e artisti di strada, oltre alla musica dal
vivo. Straordinaria la partecipazione al
concerto di Ambrogio Sparagna che ha
registrato il tutto esaurito.
Molte le iniziative rivolte a bambini e
ragazzi - oltre mille - che hanno visitato
Q
Lazio / informazione
150 AZIENDE,
20MILA MQ
DI SPAZIO
ESPOSITIVO,
700MILA VISITATORI.
NUMERI DA RECORD
ANCHE QUEST’ANNO
PER LA FIERA
INTERAMENTE
DEDICATA
AL BIOLOGICO
LAZIALE.
10
la fiera. Referenti privilegiati della
Biofiera, gli studenti hanno avuto la
possibilità di interagire con pastori e
produttori che hanno descritto loro il
mondo agricolo e li hanno trasformati in
esperti ‘casari’ mostrando le tecniche di
produzione del formaggio. La Biofiera è
stata anche l’occasione per affrontare il
problema della distribuzione dei prodotti
biologici che, come ha spiegato il
commissario straordinario dell’Arsial
Fabio Massimo Pallottini, “è uno degli
elementi critici che condizionano il
consumo nel Lazio”.
Obiettivo dell’amministrazione regionale
è quello di diffondere la cultura del cibo
biologico tra adulti e bambini.
“Per questo - ha annunciato l’assessore
Valentini - stiamo pensando alla
realizzazione di una Casa della cultura
dell’alimentazione e a dicembre la giunta
regionale approverà la legge di
contrattazione dei prezzi che incentiverà
3-LI_Biofiera_11-07
30-11-2007
19:43
Pagina 11
• Biofier
ROMA:
1. Agricoltura Capodarco Soc. Coop. Soc.Le
2. Agricoltura Nuova Coop. Soc.Le Integrata
3. Alifor Pieri (di Pieri Roberto)
4. Amalattea
5. Apicoltura Biologica Venti Tiziana
6. Apicoltura Monte Funicolo
7. Apicoltura Nardi
8. Az. Agr. Papi Marco
9. Az. Agricola Monte Campana
10. Az. Agricola S. Clemente F.Lli Lozzi S.S.
11. Az. Agricola Storgato Sergio E Stefano
12. Az. Caramadre Soc. Agr. Coop
13. Az. Ferri Bernardino
14. Az. Molino Conti
15. Az. Monastero Di Vallechiara
16. Az. Santucci M.Agnese E Macali Maurizo
17. Az. Sergio Giuliano
18. Az. Agr. Tre Colli
19. Bio Solidale Distribuzione Srl
20. Biscottificio Carocci (Di Carocci Luigi)
21. Caffè Morganti Srl
22. Cardone Donati Francesca
23. Cm Tartufi
24. Co.Br.Ag.Or.
25. De Angelis Marco
26. Eredi Di Giovanni Brandizzi
27. Espressaroma Spa
28. Ferretti Anna
29. Noro Carlo
30. Ovosano Soc.Coop.Agr
31. Panificio Franceschini Vittorio
32. Panis Naturae Srl
33. Riserva Della Cascina
34. Spagnoli Augusto
RIETI:
1. Az. Agricola "Il Cerqueto" Di Dante Stefano
2. Az. Agricola Placidi Vittorio
3. Az. Calvio Savima
4. Az. Coop Rinascita 78
5. Az. Agricola "Le Cerque" Di Lucilla Mango
6. Az. Agricola Scoccia Carla E F.Lli
7. Az. Agricola Stocchi Domenico
8. Az. Di Mario Daniela
9. Hall Helen
10. Menichelli Agnese
11. Saif Srl
VITERBO:
LATINA:
1. Agricola Biologica Rosa Pacioni
2. Az. Agr. Marco Carpineti
3. Az. Agricola Biologica Paola Orsini
4. Az. Agricola Donato Giangirolami
5. Az. Agricola Futura Di Faccenda Virginia
6. Az. I Pampini
7. Az. Agricola Riccardi Maria Concetta
8. Carpineti Fabrizio
9. Maggiarra Impero
10. Parlapiano Donato
1. Agriturismo Predio Potantino
2. Agrituristica I Due Casali (Di Sini F.)
3. Az. Agr. Biol. Bagnolese Sas
4. Az. Agr. Biologica "La Bottara"
5. Az. Agr. Biologica "La Turchina"
6. Az. Agr. Biologica Donati Danielet
7. Az. Agr. Biologica Filippo Tarquini
8. Az. Agr. Biologica Mariotti Pietro
9. Az. Agr. Del Sole S.S.
10. Az. Agr. Serpepe Di Domenico Fiorentini
11. Az. Agr. Trape’ Augusto
12. Az. Agricola F.Lli Cattani
13. Az. Agricola Il Corniolo
14. Az. Agricola Pagliaccia F.Lli S.S
15. Az. Agrobiologica Maurizio Rocchi
16. Az. De Angelis Srl (Di De Angelis R. E E.)
17. Coop. Olivicola Di Canino
18. Cooperativa Olivicoltori Di Vetralla
19. Fattoria Biologica Fontana Del Fico
20. Fattoria Lucciano
21. Monti Cimini Spa
22. Noisett Di Esther Kiss
23. Soc. Coop. Il Sambuco
24. Valentini Alberto
come ha reso noto il coordinatore
regionale della coalizione Liberi da
OGM, Toni De Amicis, ha visto la
partecipazione di 5mila votanti.
Lazio / informazione
le filiere corte, così da poter acquistare
nei mercati i prodotti bio a prezzi
contenuti”. “Allo stesso scopo - ha
aggiunto l’assessore - abbiamo concluso
accordi con le mense scolastiche e creato
al Car (Centro agroalimentare romano)
una piattaforma biologica”.
Prossimo obiettivo dell’amministrazione
regionale è quello di dare vita ad una
“Casa della cultura dell’alimentazione”.
L’assessorato ha fatto sapere che la
struttura sarà aperta in tempi brevi, nei
pressi della stazione Tiburtina, dove
saranno promossi corsi di formazione
per docenti, studenti e chef, percorsi
enogastronomici, visite guidate ai sapori
con un’attenzione anche al cibo delle
diverse etnie. E a proposito di OGM, la
BioFiera è stata anche l’occasione per
votare il referendum promosso da
ItaliaEuropa Liberi da OGM per
difendere l’agroalimentare, la genuinità e
la biodiversità; consultazione che in fiera,
FROSINONE:
1. Az. Agr. La Camosciata
2. Az. Agricola "Agri.Api.Bio" Srl
3. Az. Fazio (Di Anderson Carol Ann)
4. Az. Pisterzi Marina (La Castignola)
5. Bernabei Giovanni
6. Cocco Luigi
7. Globo Spa
8. I Frutti Dell’alveare
9. Val Pan Forni Riuniti Spa
11
4-LI_Transumanza_11-07
30-11-2007
17:43
Pagina 12
Transuma
,
a
m
o
R
i
d
a
r
Alla BioFie
sulle tracce della
>
di Paola Rosatini
transumanza
STUDIOSI, APPASSIONATI, ESPERTI DEL SETTORE, ANCHE
IMPRENDITORI… TRANSUMANTI SI SONO INCONTRATI PER
DIBATTERE SU QUESTO TEMA CHE CI LEGA INDISSOLUBILMENTE
ALLE NOSTRE ORIGINI, NELLA CONVINZIONE CHE SIA
FONDAMENTALE NON DISPERDERE UNA TRADIZIONE “INTIMA”.
NELL’OCCASIONE GLI STUDENTI DELLE SCUOLE ELEMENTARI DEL
LAZIO SONO DIVENTATI “MINI CASARI” PER UN GIORNO.
uò apparire stravagante
parlare di transumanza e
dedicarle un’intera
giornata - quella di giovedì 11
ottobre - nel corso della seconda
edizione della BioFiera che si è
tenuta a Roma. Invece questo è
un tema che ben si sposa con il
mondo del biologico e
soprattutto con le nostre origini,
le nostre tradizioni, la nostra
cultura e la storia, non solo
quella della nostra regione. Non
dobbiamo dimenticare che il
nostro è un popolo di
transumanti, e addirittura i greci
anticamente chiamavano la
nostra “terra pecorosa”: sì, tutta
l’Italia allora era pressoché
“coperta” di pecore, e percorsa
in lungo e in largo da pastori
con le loro greggi. Il termine
transumanza significa
letteralmente “pastorizia
trasmigrante”, visto che la
parola è composta dai termini
latini “trans” (di là da) e
“humus” (terra), ovvero: greggi
che migrano “di là dalla terra”
(consueta). Una usanza
“antica”, quella dei nostri
progenitori che consisteva nel
trasferire
periodicamente il
bestiame “….ritorno indietro negli anni, 1929, i ricordi
specialmente ovino,
si sfumano come in immagini di sogno. Mio
ma anche bovino padre - pastore di lontane discendenze dai pascoli di
faceva la transumanza: d’inverno in
pianura a quelli di
Maremma, d’estate sui monti dell’Appennino
montagna per
centrale. Il viaggio durava dagli otto ai
consentirne lo
quindici giorni: avanti il gregge, in una nuvola
sfruttamento
di polvere e di mosche, fra il suono squillante
stagionale e
dei campani ed il latrare roco dei cani,
favorire il
e dietro il barroccio con le masserizie,
miglior
ammasso di povere cose, destinato ad
mantenimento
arredare la nuova dimora, mai la stessa
alimentare dei
e quasi sempre un capanno…”.
greggi. Ai giorni
Lazio / informazione
P
12
Tito Cipriani • “Maremma storie di cavalli e di butteri”
- EDITORE I L M IO AMICO, 2002 -
nostri questo non accade quasi
più, ma un tempo era
consuetudine trasferire, a partire
dal mese di maggio, il proprio
bestiame dalla pianura ormai
arida alla montagna fresca e
ricca di pascoli erbosi, per poi
ritornarvi alla fine della stagione
calda. La transumanza avveniva
percorrendo sentieri abituali - si
chiamavano “tratturi - e lungo il
cammino sorgevano chiesette
che fungevano da vere e proprie
“aree di servizio”, capaci di
offrire ricovero, ristoro fisico e
spirituale. I tratturi, invasi in più
punti dagli agricoltori confinanti
e attraversati da strade asfaltate,
sono con il passare del tempo
caduti in disuso anche a causa
30-11-2007
17:43
Pagina 13
anza •
“…E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
sulle vestigia degli antichi padri….”
Gabriele D’Annunzio • I Pastori - Alcyone Sogni di Terre Lontane.
dell’utilizzo di camion per lo
spostamento delle greggi. Le
poche famiglie transumanti che,
ancora legate alla tradizione per
motivi affettivi e per caparbietà,
si avventurano in questa
apparentemente anacronistica
attività, trovano enormi
difficoltà: in primo luogo perché
questi sentieri non esistono
quasi più, poi perché vengono
sottoposte ad una serie
preventiva di autorizzazioni
(sanitarie, comunali,
prefettizie…) che rendono il
“viaggio”, già difficoltoso,
ancor più complesso. Tutto
questo non deve comunque farci
dimenticare che senza la
transumanza e le sue strade
molte delle nostre tradizioni non
sarebbero quello che sono. I
tratturi rivestono un valore
fondamentale per la storia
economico-sociale e culturale
delle regioni attraversate;
accanto alla preminente
funzione economica e
commerciale, essi ne hanno
svolta una di carattere culturale,
ugualmente importante,
rappresentando nel tempo un
insostituibile mezzo di
comunicazione e di trasmissione
(di usi, tradizioni, cultura
contadina) fra popoli diversi.
E’ stato per parlare e far rivivere
tutto questo che studiosi,
appassionati, esperti del settore,
anche imprenditori…
E
OGGI?
Ai giorni nostri la transumanza è ancora
praticata - seppur in scala ridotta e con
notevoli difficoltà - soltanto in limitate
zone d’Italia, ed in particolare in alcune
località alpine e prealpine della Valle
d’Aosta, del Piemonte, dell’altopiano di
Asiago e dell’Alto Adige, e appenniniche
dell’Abruzzo e del nostro Lazio.
transumanti si sono incontrati
alla BioFiera per dibattere su
questo tema che ci lega
indissolubilmente alle nostre
origini, nella convinzione che sia
fondamentale non perdere
questa nostra intima tradizione.
Come ha giustamente e
puntualmente fatto notare
qualcuno, “conosciamo il
nostro passato e cerchiamo di
vivere il presente progettando il
nostro futuro, perché domani
questo grande bagaglio non
vada definitivamente disperso,
ma anzi salvaguardato”.
Pastori da tutto il Lazio hanno
dato anche prova pratica della
loro abilità ed hanno permesso
agli studenti delle scuole
elementari delle cinque province
laziali di vedere e partecipare
alla nascita del formaggio e
della ricotta: lezioni teorico
pratiche per diventare “mini
casari” per un giorno. E chissà
che, dopo questo, qualche
giovane non abbia deciso di
“tornare alle origini” e di
intraprendere il cammino dei
transumanti. Se ciò dovesse mai
accadere, il successo della
manifestazione si potrebbe
definire di “inestimabile
valore”.
Lazio / informazione
4-LI_Transumanza_11-07
13
5-LI_Pastorizia_11-07
30-11-2007
19:45
Pagina 14
Pastoriz
Pastorizia
una tradizione vivente nel Lazio
Lazio / informazione
DAL PECORINO ROMANO
ALLA RICOTTA. I FORMAGGI
LAZIALI SPOPOLANO SULLE
TAVOLE NAZIONALI E
D'OLTREOCEANO. MA LE
AZIENDE SONO SPESSO
ANCORA A CONDUZIONE
FAMILIARE E QUESTO
LIMITA PRODUTTIVITÀ ED
ESPORTAZIONE.
14
U
n pastore dorme sotto
un albero, isolato
nella calda campagna
romana, con il gregge poco
lontano tenuto a bada dai cani
pastore. Sembra di vivere
duemila anni fa, ma accade
ancora oggi. La pastorizia nel
Lazio custodisce
un’antichissima tradizione, il
suo nobile passato perpetua
una certa vivacità economica
anche se negli ultimi anni,
rispetto al dato nazionale, il
settore ha rallentato la sua
crescita. Con 800 mila capi e
una produzione complessiva
(divisa in latte, carne e lana)
che tocca l’11% di quella
italiana, le 13.000 aziende
ovine e le 3.400 caprine del
>
Francesco Unali
Lazio si pongono in buona
posizione nel Paese superando
(nel 2003) il valore di 81
milioni di euro. Il latte di
pecora e capra con una
produzione pari al 9,7% del
totale nazionale rappresenta il
comparto economicamente più
rilevante.
Numeri non trascurabili
quindi, che chiedono però
un’approfondita analisi per
comprendere le problematiche
attuali e individuare le sfide da
affrontare per crescere nei
prossimi anni. La filiera
ovicaprina infatti, a differenza
di altri settori come quello
lattiero-caseario bovino, soffre
di uno scarso dinamismo che
non ha finora permesso una
5-LI_Pastorizia_11-07
30-11-2007
19:45
Pagina 15
zia • past
LE
TRE DOP
ristrutturazione delle imprese
adeguata ai cambiamenti del
mercato e alle richieste dei
consumatori.
Sono ancora troppo poche nel
Lazio le aziende di mediegrandi dimensioni inserite nei
moderni circuiti. Se si
escludono infatti poche realtà
delle province di Roma, Latina
e Viterbo in quasi tutta la
Regione resistono ancora molte
piccole imprese a conduzione
familiare, caratterizzate da
debolezze tecnico-organizzative
che limitano il loro sviluppo e
che le espongono ogni giorno
di più al rischio di scomparire.
Nel complesso, poi, negli ultimi
cinque anni è diminuito il
numero totale delle aziende e il
numero di capi. Un dato,
questo, in linea con la tendenza
nazionale che deve però essere
contrastato tenendo in seria
considerazione quali risorse del
territorio non sono state ancora
adeguatamente sfruttate, a
quali richieste del mercato
bisogna andare incontro e cosa
possono fare le pubbliche
amministrazioni per la crescita
della pastorizia laziale.
Da un primo punto di vista va
ricordato che il Lazio possiede
un patrimonio di tipicità
alimentari legate alla pastorizia
forse unico in Italia. Pecorino
Romano, ricotta romana e
pecorino toscano sono tre
importanti denominazioni DOP
che possono ancora essere
valorizzate sui mercati nostrani
come all'estero. Se il pecorino
romano, da sempre molto
apprezzato negli Stati Uniti, si
scontra oggi con la forte
svalutazione del dollaro, la
ricotta romana e il pecorino
toscano (prodotto soprattutto
nel viterbese) devono ancora
aumentare la loro diffusione a
livello nazionale. Sul fronte
della ristrutturazione del
settore va ricordato come le
aziende che vogliano rendere la
loro materia prima idonea a
una produzione moderna e
inserita nei circuiti della grande
distribuzione (che vende oggi la
maggior parte dei prodotti
agroalimentari) debbano
badare soprattutto al loro
inserimento in una filiera in cui
le parole d'ordine siano igiene,
sicurezza alimentare, attenzione
al consumatore finale.
In questo senso, un dato
significativo è l'importanza
data oggi dai cittadini alla
tracciabilità del prodotto. Le
aziende laziali, che pure si sono
Lazio / informazione
L’ATTENTA
PROGRAMMAZIONE
E L’OBBLIGO
DI ROTAZIONE
COLTURALE
GARANTISCONO
LA BONTÀ DELLA
LAVORAZIONE
E DELLE TECNICHE
BIO E LA QUALITA’
FINALE
DEI PRODOTTI.
RICOTTA, PECORINO ROMANO E PECORINO TOSCANO. Già gli
antichi romani lo mangiavano. Deliziava i palati dei nobili e dava energie ai
soldati dell'esercito più celebre dell'antichità. È il pecorino romano Dop, uno
dei simboli della nostra regione, che oggi, insieme alla Sardegna (il
maggiore produttore con il 95,4% del totale) e al grossetano sono le zone
tipiche di produzione di questo formaggio. L'ultimo dato disponibile (2004)
vede nel Lazio una produzione di pecorino romano Dop di 1.546 tonnellate,
in diminuzione anche a causa della localizzazione in Sardegna del consorzio
di tutela che ostacola l'ingresso di nuovi produttori.
Diversa la realtà della ricotta romana Dop, un prodotto diffuso in tutta la
regione e sempre più amato dalle famiglie laziali (+6,1% nel 2005 con
consumi per 53.500 tonnellate) ma con una presenza ancora debole sui
mercati. Più complessa infine la situazione del pecorino toscano Dop,
prodotto quasi esclusivamente nella provincia di Viterbo e praticamente
sconosciuto sul mercato locale, ma con una spiccata vocazione ai mercati
nazionali. Quest'ultimo ha segnato negli anni (confronto 2003-2004) una
diminuzione delle vendite di circa l'8 per cento.
15
5-LI_Pastorizia_11-07
30-11-2007
19:45
Pagina 16
Pastoriz
Anche la pastorizia laziale
subisce le falsificazioni Alimentari
Lazio / informazione
molto trasformate negli ultimi
venti anni adeguando in parte
le loro dimensioni e tecnologie
alle richieste del mercato,
devono fare quindi un ulteriore
sforzo per allinearsi agli
standard produttivi in grado di
portare sui mercati alimenti di
qualità elevata e di provenienza
certa per il consumatore.
Sono gli enti
locali, infine, a
dare un
importante
contributo allo
sviluppo del
settore. Dal
confronto diretto
con i produttori in
appositi tavoli di
concertazione, alla
programmazione di filiera, alla
puntale destinazione dei
finanziamenti europei
provenienti dal Piano di
Sviluppo Rurale fino alla
rivitalizzazione delle tradizioni
popolari legate al settore
attraverso il sostegno alle
manifestazioni popolari (come
16
“Pecorino” (Italian
cheese), venduto
con raffigurata sulla
confezione una
mucca al posto della
pecora e la bandiera
italiana. Provenienza:
Repubblica popolare
Cinese. Formaggio
“Romano” prodotto
con latte di mucca
anziché di pecora.
Provenienza: Illinois,
Stati Uniti. Solo due
esempi di pirateria
alimentare nel
settore della
pastorizia per un
fenomeno che in
Italia riguarda un
prodotto tipico su
quattro. La denuncia
arriva dalla Coldiretti
che ha presentato a
Cernobbio il 20
ottobre scorso i
cento “mostri
alimentari” diffusi in
tutto il mondo
nell'esposizione
intitolata “Falsi dal
mondo: pezzi unici
provenienti dai
diversi continenti”
nell'ambito del Forum
internazionale
dell'agricoltura e
dell'alimentazione.
Per l'assessore
regionale Valentini
“La globalizzazione
non deve essere uno
strumento che va
contro produttori e
consumatori. La
pirateria alimentare
costituisce un grave
danno all'economia
che noi vogliamo
combattere
rendendo sempre
più riconoscibili e
certificati i nostri
prodotti”. “Siamo di
fronte a un inganno
globale per i
consumatori - ha
detto il presidente
della Coldiretti
Sergio Marini - che
va affrontato
cercando un
accordo sul
commercio
internazionale nel
Wto, ma è anche
necessario fare
chiarezza a livello
nazionale ed
europeo dove
occorre estendere a
tutti i prodotti
l'obbligo di indicare
in etichetta l'origine
dei prodotti
alimentari”.
la festa della transumanza
del Terminillo), la Regione
Lazio sta dando vita a un
percorso di partecipazione
e coinvolgimento delle imprese
della pastorizia che ha già dato
i suoi primi frutti.
Altro grande obiettivo
è il rafforzamento del rapporto
con il mercato della capitale,
che con un bacino di oltre
3 milioni di persone
rappresenta lo sbocco ideale
per i prodotti tipici di qualità
della nostra regione.
5-LI_Pastorizia_11-07
30-11-2007
zia
19:45
(
Pagina 17
I N T E R V I S T A
Gregorio
L'ULTIMO PASTORE DEL LAGO DELLA DUCHESSA
)
•
“Ognuno ha le sue passioni, io so' un pastore pazzo per la pastorizia”. Ci accoglie così nella sua casa Gregorio, 72 anni, l'ultimo pastore del Lago della
Duchessa. Siamo in provincia di Rieti, terra di confine ai margini dell'Abruzzo, in una delle diciassette frazioni del comune di Borgorose. Vive qui da
sempre Gregorio, alle pendici dei monti della riserva regionale, e porta avanti un'azienda di medie dimensioni. Nella semplice sala da pranzo campeggiano le testimonianze di una vita vissuta per questo lavoro: dalle immagini dell'alpeggio con gli animali più belli alle tante coppe vinte in giro per la
regione (e non solo) nelle competizioni di settore. Una storia, quella di Gregorio, con al centro due parole, lavoro e famiglia. Dove l'una è sinonimo di
una passione vissuta senza sosta, e l'altra, la famiglia, il grande motore prima e il volano poi di un'attività che senza quel supporto oggi forse non resisterebbe. Con Gregorio abbiamo gettato uno sguardo sulla pastorizia di oggi, in un quadro di grande complessità che va dalle più piccole questioni
locali ai grandi problemi del settore ovicaprino.
lunga esperienza alle spalle, ci racconta la sua storia?
Avevo 12 anni e ho cominciato come aiutante.
Poi dopo diversi lavori mi sono messo in proprio
e ho creato il mio gregge che in trentacinque anni
ha raggiunto il numero di 400 pecore. A me piace
fare il pastore: allevo una qualità di pecore
pregiata che nel Lazio hanno in pochi, e produco
carne. Faccio direttamente il formaggio e ho
anche 18 cavalli, che io e i miei figli selezioniamo
personalmente da anni.
R
per mantenere questa attività e farla bene. Anche i
miei figli, finiti i loro lavori, mi aiutano, ma
questo mestiere bisogna conoscerlo, mi creda, ed è
sempre più difficile andare avanti.
D Perché?
R Perché i
R
Questo mestiere impegna tutti i giorni
dell'anno, feste incluse, tutto il giorno. In questo
periodo e fino a maggio esco con le pecore la
mattina presto e torno la sera quando fa buio.
Ora stiamo facendo nascere gli agnelli che
venderemo per il periodo di natale. Per tutto
l'inverno le bestie vengono accudite e poi riportate
la notte in stalla. Da giugno le porto all'alpeggio
sui pascoli attorno al Lago della Duchessa.
problemi sono sempre di più: i lupi che
insidiano le nostre greggi, i cervi e i cinghiali che
brucano i pascoli delle nostre pecore. Con l'area
protetta e la diminuzione degli allevatori questi
animali colpiscono sempre le stesse aziende, e i
danni sono sempre più pesanti. Penso ai rimborsi
per gli animali morti, ai controlli sull’utilizzo dei
pascoli autorizzati o all’organizzazione di mercati
e prezzi. Tutto questo incide sui nostri guadagni
reali e porta al rischio che questo mestiere
sparisca insieme a noi. Noi siamo allevatori onesti
e guidati dalle “buone volontà”, abbiamo
conoscenze tecniche antiche ma anche mezzi di
lavoro moderni e costosi, e siamo un po' i
“custodi del territorio”: per questo vorremmo
essere tenuti in maggiore considerazione dalle
istituzioni, a tutti i livelli.
D Come si vive all'alpeggio?
R È dura lassù, quasi sei mesi
D Come vede il futuro della pastorizia?
R Noi allevatori siamo da sempre quelli
D Lei vive in un piccolo borgo in cui la montagna è
tutto: come si svolge la sua giornata?
l'anno stai lontano
da moglie e figli. Sto su per circa due settimane di
fila, poi torno a casa mia per lavarmi e prendere i
vestiti nuovi, e ritorno su. Dormo in una casetta a
1800 metri con una piccola cucina a gas, mi
cucino tutto da solo e ho un camino per
scaldarmi. Di giorno porto gli animali al pascolo e
al lago, la notte li ricovero negli stazzi.
D Come definireste le condizioni in cui lavorate?
Quali sono le difficoltà del vostro mestiere oggi?
R In montagna le terre sono difficili e le stagioni
dure: abbiamo sempre dovuto fare molti sacrifici
che
“danno da mangiare a tutti”, ma credo che in
queste terre la pastorizia sarà sempre più difficile
da incontrare. Non è solo questioni di sacrifici,
tempo tolto alla famiglia o agli svaghi, ma anche
di conoscenza del mestiere e dei possibili
guadagni. Non basta mettersi in mano un bastone
per dire che sei un pastore. Io sono ancora molto
attaccato a questo lavoro, e se le cose non vanno
come dico io mi ci arrabbio ancora come uno di
vent'anni. La nostra zona non potrà mai avere
una pastorizia industrializzata come magari è
altrove in Italia. Speriamo che le cose migliorino.
(a cura di Francesco Unali)
Lazio / informazione
D Gregorio, lei è tra i pochi pastori italiani con una così
17
6-LI_caccia_11-07
30-11-2007
19:46
Pagina 18
caccia •
Caccia,
>
di Giuseppe Motisi
divieto di bossoli e pallini di piombo
nelle
LA DELIBERA APPROVATA LO SCORSO SETTEMBRE
VIETA L'USO DI MUNIZIONI INQUINANTI PER L'AMBIENTE
NELLE ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE E
DEL PIOMBO NELLE AREE UMIDE.
romuovere una pratica
della caccia sempre più
rispettosa dell'ambiente,
anche grazie all'impiego di
munizioni che non lascino
residui inquinanti sul terreno. È
questo lo scopo della delibera di
Giunta approvata lo scorso
settembre, e valida a partire
dall'attuale stagione venatoria,
che ha messo al bando le
cartucce con i bossoli in plastica
per la caccia nelle ZPS (Zone di
protezione speciale) e l'impiego
di pallini di piombo nelle
munizioni impiegate nel corso
delle battute nelle aree umide.
“Il Lazio è la prima regione in
Italia ad adottare queste misure
per la conservazione delle zone
di protezione speciale” è stato il
commento dell'assessore
Daniela Valentini dopo
l'approvazione della nuova
norma. L'assessore
all'agricoltura ha inoltre
precisato che “il divieto è nato
per evitare che plastica e
piombo delle cartucce,
Zps
Lazio / informazione
P
18
disperdendosi nel terreno,
provochino seri danni
all'ambiente e agli animali”. Per
garantire tuttavia l'incolumità
delle doppiette laziali che
ricorreranno alle cartucce con
bossoli di cartone, più fragili
rispetto ad altri materiali, nella
delibera è stata inserita
un'eccezione: nelle zone umide
sarà quindi consentito l'impiego
di cartucce in plastica al posto
di quelle di cartone, purché
caricate con pallini alternativi al
piombo. “Abbiamo previsto
questa deroga - aggiunge
l'assessore Valentini - per diverse
ragioni legate soprattutto
all'incolumità ed alla sicurezza
dei cacciatori. In particolare
perché, come ci hanno segnalato
le associazioni venatorie e di
ricerca, non esistono in
commercio cartucce da caccia
con bossoli di cartone caricati a
pallini che non siano di piombo.
E questo potrebbe spingere
alcuni cacciatori al caricamento
artigianale delle munizioni con
la possibilità di un'esplosione
accidentale dell'arma. La forte
rigidità dovuta ai pallini non di
piombo potrebbe infatti causare
la rottura del bossolo di cartone,
provocando seri rischi alla vita
delle persone”.
6-LI_caccia_11-07
30-11-2007
19:46
Pagina 19
• caccia
a
t
t
o
d
n
o
c
i
d
e
Nasce il codciciatori
per i cac
un volume dedicato ai cacciatori romani e al
mondo venatorio in generale, che collega
strettamente l'attività della caccia al contesto
ambientale della provincia di Roma per promuovere e
sviluppare iniziative di tutela naturalistica dei territori
dove essa è praticata. Si tratta del “Codice di condotta
per la caccia responsabile” ideato dall'Assessorato alla
caccia e alla pesca della Provincia di Roma e realizzato
dal Dipartimento di biologia dell'Università di Tor
Vergata di Roma, con la collaborazione delle principali
associazioni del mondo venatorio romano (Arcicaccia,
Anuu, Italcaccia, Federcaccia, Associazione nazionale
libera caccia, Enalcaccia, Ente produttori di selvaggina).
Il libro, pubblicato di recente, è stato scritto dal
professor Stefano Cataudella del Dipartimento di
biologia dell'Università di Tor Vergata ed è attualmente
in distribuzione gratuita.
“L'idea di creare un volume di questo tipo per il mondo
venatorio è nata sulla falsariga del codice FAO per una
È
pesca responsabile - ha
spiegato il professor
Cataudella -. Con la stretta
collaborazione
dell'Assessorato
provinciale alla caccia e alla
pesca e delle associazioni
venatorie abbiamo quindi
coinvolto i cacciatori,
inviando loro una serie di
questionari per raccogliere
suggerimenti ed impressioni
sulla realtà venatoria romana
e sulla relativa gestione faunistica. Il volume, che
contiene anche contributi del mondo agricolo ed
ambientalista, fotografa quindi il mondo delle doppiette
romane ed il loro modo di andare a caccia, suggerendo
e indicando una serie di comportamenti responsabili per
rispettare la natura durante l'attività venatoria”.
o
t
a
r
u
g
u
a
in
sportello informativo
su caccia e pesca
rocedure più
semplici ed
informazioni più
veloci per i cacciatori ed i
pescatori che esercitano la
loro attività nel territorio
di Rieti.
L'Amministrazione
provinciale reatina ha
infatti aperto lo scorso
settembre un ufficio
decentrato nel paese di
Stimigliano Scalo, dove è
P
NASCE
A STIMIGLIANO
SCALO
UNA SEDE
DISTACCATA
DELLA PROVINCIA
A SERVIZIO DEI
CITTADINI
possibile reperire notizie,
indicazioni, nonché la
relativa modulistica per i
vari permessi necessari
all'esercizio della caccia e
della pesca, oltre che per la
raccolta dei funghi.
“Si tratta della prima sede
distaccata che
l'Amministrazione
provinciale ha voluto
attivare nell'ambito di una
strategia di avvicinamento
dell'ente ai cittadini - si
legge in una nota della
Provincia di Rieti -. Il
personale distaccato a
Stimigliano Scalo fornirà
informazioni al pubblico
sulle attività ed i servizi
della Provincia tra i quali
la pesca, la caccia e la
raccolta dei funghi, e
rilascerà la modulistica
necessaria per le
autorizzazioni”.
Lazio / informazione
Rieti
19
7-LI_pesca_11-07
30-11-2007
17:47
Pagina 20
Pesca
•
p
a
c
i
t
t
filiera i
del Lazio
La
>
di Giuseppe Motisi
UN PRIMO RAPPORTO
DI VALUTAZIONE
SUL MONDO DELLA PESCA
LAZIALE. UN SETTORE
CHE OCCUPA
2.500 LAVORATORI.
na fotografia a 360° del
mondo della pesca
laziale, che mette in luce
vitalità e punti critici di un
comparto che dà lavoro a circa
2.500 imbarcati sui pescherecci
ed offre occupazione agli addetti
delle 23 imprese di acquacoltura
e agli operatori delle 6
cooperative attive nei bacini
lacustri del territorio regionale.
Questo il contenuto del volume
“La filiera ittica del Lazio –
Primo rapporto di valutazione
(2006)”, edito dall’Assessorato
all’agricoltura della Regione
Lazio / informazione
U
20
Lazio e realizzato in
collaborazione con le centrali
cooperative del settore
(Legapesca, Agci Agrital e
Confcooperative
Federcoopesca). Il testo è frutto
del lavoro dell’Osservatorio
regionale dell’economia ittica,
composto dai diversi
rappresentanti del comparto
regionale pesca ed acquacoltura
ed istituito nell’ambito degli
Accordi di programma tra la
Regione Lazio ed associazioni
del movimento cooperativo.
Il volume, in distribuzione
gratuita, si presenta come uno
studio del settore ittico regionale
7-LI_pesca_11-07
30-11-2007
17:47
Pagina 21
pesca • pe
Anguilla: dal 2009 entra in vigore il piano
dell’UE per la salvaguardia della specie
L’anguilla - specie ittica
di notevole importanza
commerciale per il
mondo della pesca - è
oggi seriamente
minacciata dalla pesca
eccessiva,
dall’inquinamento delle
acque e dallo
stravolgimento del suo
habitat. Per tutelare
questa specie e al
contempo garantire le
forniture di novellame
per il mercato l’Unione
Europea, dopo ben due
anni di confronto tra i
diversi stati membri, ha
varato un piano di
recupero per la
salvaguardia
dell’anguilla che sarà
operativo a partire dal
prossimo anno.
Il testo approvato è
dunque il risultato della
mediazione svolta dai
rappresentanti del
settore pesca delle
diverse nazioni – per
l’Italia il ministro Paolo
De Castro -, che lo
scorso giugno a
Lussemburgo sono
arrivati all’approvazione
definitiva del piano che
contiene una serie di
regole e di vincoli,
operativi a partire dal
2009, che dovranno
essere rispettate da
ciascun paese.
Che l’anguilla fosse a
rischio di estinzione era
noto da tempo e, tra gli
allarmi più recenti, va
ricordato quello lanciato
dal Consiglio
internazionale per
l’esplorazione del mare
(Ciem), secondo il
quale il suo prelievo “ha
superato i limiti biologici
di sicurezza e la sua
pesca ai livelli attuali
non è più sostenibile”.
Tra i fattori che hanno
incrinato la stabilità
degli stock ittici di
anguilla c’è il
commercio delle
cosiddette “cieche”, che
rappresenta un lucroso
business considerato
che sul mercato un
chilo di anguille a
questo stadio può
arrivare a costare anche
800 euro. Il piano di
tutela dell’Unione
Europea, oltre a
prevedere una gestione
della pesca più
contenuta, interviene
proprio su questo
importante fattore.
Attualmente non è
infatti possibile
riprodurre l’anguilla in
cattività e la sua cattura
ad uno stadio giovanile
come quello della cieca
pregiudica ovviamente il
futuro della specie.
SOTTO OSSERVAZIONE I LIVELLI IDRICI DEI LAGHI
I laghi della provincia reatina osservati speciali per quanto riguarda i livelli idrici
degli invasi. È l’iniziativa dell’Assessorato all’ambiente della Provincia di Rieti
che, a partire dalla scorsa estate, ha avviato una campagna di monitoraggio
costante della condizione delle acque nei principali bacini lacustri sabini. Grazie
dunque a questo progetto lo stato di salute idrico degli invasi del reatino è
controllato regolarmente dall’Amministrazione provinciale in accordo con la
società Endesa Italia, concessionaria delle derivazioni idriche relative ai bacini
del Salto e del Turano. Nello specifico l’iniziativa prevede un monitoraggio
capillare e costante delle acque dei bacini lacustri di Rieti e provincia,
finalizzato alla raccolta di dati importanti e significativi per uno sfruttamento
responsabile delle preziose risorse idriche. Inoltre gli elementi e i dati acquisiti
attraverso il sistema di controllo saranno utili per la stesura del “Patto per
l’acqua”, un piano che servirà a far luce sulle cause delle continue oscillazioni
che si registrano nei livelli dei laghi sabini nonché a sviluppare possibili rimedi
per fermare questo fenomeno.
di agile ed immediata
consultazione, che analizza i
parametri della produzione
laziale sia in acque marine che
in acque interne riferiti al 2006.
Emergono, in particolare, i dati
che caratterizzano la produzione
ittica marina sia in termini di
specie catturate sia in termini di
tecniche ed attrezzature
impiegate (tipo di reti, numero
di imbarcazioni dedite a
specifiche tecniche di pesca,
composizione della flotta
peschereccia, marinerie attive
lungo le coste).
Altrettanto interessanti sono i
Lazio / informazione
RIETI:
21
7-LI_pesca_11-07
30-11-2007
17:47
Pagina 22
TORNA OPERATIVO
IL DEPURATORE
DEL LAGO
DI CANTERNO.
L’ACEA SI È IMPEGNATA
PER LA MESSA
IN SICUREZZA
E LA PIENA OPERATIVITÀ
DEL DEPURATORE
ENTRO DICEMBRE.
FROSINONE:
Lazio / informazione
TORNA OPERATIVO IL DEPURATORE
DEL LAGO DI CANTERNO
22
Conto alla rovescia per il ritorno alla piena operatività del
depuratore del lago di Canterno, i cui lavori di ristrutturazione
volgono ormai al termine.
Ad annunciarlo è l’assessore all’ambiente della Regione Lazio
Filiberto Zaratti dopo la riunione tecnica avuta con l’Acea,
società che gestisce l’impianto di depurazione del bacino
lacustre della provincia di Frosinone. “L’Acea si è impegnata
per la messa in sicurezza e la piena operatività del depuratore
del lago di Canterno entro dicembre” ha spiegato Zaratti.
Va ricordato che il bacino del frusinate, meta di tanti
appassionati della pesca sportiva, è stato oggetto di gravi
fenomeni di inquinamento verificatisi in particolare nel 2006,
allorché il Corpo Forestale dello Stato scoprì che l’impianto
termale di Fiuggi scaricava nelle acque del lago di Canterno
migliaia di metri cubi di acque reflue non trattate, schiume ed
altre sostanze nocive per l’ambiente. “Con questa riunione
abbiamo fatto un passo avanti decisivo verso la soluzione
definitiva del problema - ha aggiunto Zaratti -, ma sarà
necessario monitorare con attenzione in futuro il
funzionamento del depuratore per evitare che accadano
ulteriori fenomeni di inquinamento”.
dati riferiti ai 3 compartimenti
regionali (Civitavecchia, Roma,
Gaeta), presso cui operano i
pescatori delle diverse flotte,
strutturati con altrettante schede
di sintesi che danno un quadro
preciso della composizione di
ciascuna marineria.
Completano il volume i capitoli
sui pescatori delle acque interne
che nel Lazio sono operativi nei
laghi di Bolsena e Bracciano e
sono organizzati
complessivamente in 6
cooperative (4 nel bacino
viterbese e 2 in quello della
provincia di Roma) e la sezione
dedicata allo studio
dell’acquacoltura, ossia
l’allevamento di specie ittiche in
acque dolci o marine, segmento
particolarmente vivace
dell’intero sistema ittico
regionale.
7-LI_pesca_11-07
30-11-2007
17:47
Pagina 23
8-LI_Educazione alimentare
30-11-2007
17:50
Pagina 24
Educazin
Sapere i Sapori:
>
come educare i giovani
a mangiar sano
di Marina Rabagliati
DIRIGENTE REGIONALE AREA EDUCAZIONE,
SICUREZZA E QUALITÀ ALIMENTARE
CON UN PROGETTO DECENNALE
L’ASSESSORATO
ALL’AGRICOLTURA DELLA
REGIONE LAZIO HA AVVICINATO I
RAGAZZI AD UN MONDO SPESSO
SCONOSCIUTO E LONTANO:
QUELLO DELLA TERRA E DEI SUOI
OPERATORI. IL TUTTO IN MODO
DIVERTENTE E ORIGINALE.
Lazio / informazione
S
24
apere che mangiare è
pensare e comunicare,
esprimere dei gusti è
avere una visione del mondo,
potrebbe aiutare a vivere il cibo
come mezzo di espressione e
socializzazione, non solo come
elemento esterno da
incorporare. La commensalità è
stata la prima forma di socialità
ed è ancora oggi quella che
segna con più forza le relazioni
personali più significative.
Ad ogni pasto si possono
associare le parole che Karen
Blixen mette in bocca alla sua
Babette: “Ci sono volute
generazioni per gustare un
pranzo come questo”. Questo è
il problema oggi più rilevante: i
giovani tendono a rimanere
distanti da un cibo che trovano
pronto e che spesso consumano
da soli o davanti alla tv.
Alimentarsi è convivialità,
piacere, storia, cultura, ma è
sotto gli occhi di tutti la
tendenza dei giovani a preferire
modelli alimentari dove
l’aspetto sensoriale lascia il
posto alla omogeneità e
ripetitività del gusto, favorite
dall’uso indiscriminato dei
prodotti industrializzati e dalla
produzione di prodotti agroalimentari che non hanno più
identità ambientale e temporale.
“Convivio” rimanda
etimologicamente a cum vivere,
vivere insieme. Ciò che si fa con
gli altri assume un significato
sociale, valore di comunicazione
che, nel caso del cibo, è
particolarmente forte e
complesso. Ma come può il cibo
diventare mezzo di
comunicazione interpersonale?
L’attenzione al valore della
comunicazione come apertura
della scuola al mondo che la
circonda è uno degli aspetti più
innovativi del progetto di
Educazione Alimentare
promosso dalla Regione Lazio.
Il consumatore, oggi
decisamente più attento, chiede
informazioni e garanzie sui
prodotti, soprattutto alle
Istituzioni competenti. La
Regione Lazio si fa carico di
questa richiesta ponendo in
IL PROGETTO SAPERE I SAPORI
SI ARTICOLA IN 14 PERCORSI FORMATIVI:
• Cibo ed emozioni
• Percorso storico
• Laboratorio scientifico
in classe
• Dieta mediterranea
• Prodotti tipici
• Noi e gli altri
• Etichetta, pubblicità, consumi
• Sicuri a tavola
• Dal convenzionale
al biologico
• Il vino e i giovani
• Cibarte
• Acqua: l’oro blu
• Alimentazione e attività fisica
• La biodiversità:
un regno da difendere
essere molte iniziative che
garantiscano sia il produttore
che il consumatore.
Quest’ultimo viene bersagliato
da mille informazioni. In questo
panorama è nostra precisa
responsabilità, ed insieme a noi
di tutti coloro che operano nelle
strutture pubbliche e
scientifiche, dare informazioni
“pulite”. D’altra parte,
l’amministrazione pubblica ha
bisogno di immaginare
i cittadini partners in una sorta
di fidanzamento dove la fiducia
è alla base del rapporto
relazionale che viene alimentato
dalla Comunicazione. Ecco
perché il programma della
Regione Lazio porta il titolo di
“Comunicazione ed Educazione
Alimentare - Sapere i Sapori”.
La comunicazione, tuttavia, non
è sufficiente se non è supportata
dalla realtà. La Scuola, agenzia
formativa e informativa
privilegiata, ha il compito di
promuovere stili di vita
adeguati, volti all’acquisizione
di sane abitudini alimentari ed
in questa ottica si inserisce
il progetto “Sapere i Sapori”.
8-LI_Educazione alimentare
30-11-2007
17:50
Pagina 25
ine Alim
he
ic
t
s
la
o
c
s
e
s
n
e
M
RIFONDAZIONE
COMUNISTA HA
PRESENTATO ALLA
PISANA UNA
PROPOSTA DI LEGGE
PER MIGLIORARE LA
QUALITÀ
DELL’ALIMENTAZIONE
DEGLI STUDENTI
DELLA REGIONE ED
EQUILIBRARE COSÌ IL
RAPPORTO TRA I VARI
COMUNI LAZIALI E LA
CAPITALE DOVE LA
MENSA SCOLASTICA
È ORAMAI 100% BIO.
Come si è realizzato
Il progetto è stato redatto con il
contributo di un gruppo
di Anna Maria Graziano
Più BIO
A
rrivare al 50% di prodotti biologici nelle
mense scolastiche. E’ questo l’obiettivo
della proposta di legge “Disposizioni in
materia di alimentazione consapevole e di qualità nei
servizi di ristorazione collettiva per minori” da cui è
nato il convegno “Una scuola al naturale”, organizzato
dal Consiglio regionale del Lazio. La Pdl, presentata
dal gruppo di Rifondazione comunista alla Pisana e
sottoscritta da numerosi consiglieri di maggioranza e
dal presidente dell’assemblea, sostenendo i comuni,
specie i più piccoli, e investendo in prevenzione ed educazione alimentare,
mira a migliorare la qualità dell’alimentazione di bambini e adolescenti.
Aumentare l’uso di prodotti bio nelle mense scolastiche significa, infatti,
garantire questa qualità, mentre con una corretta educazione alimentare si
contribuisce a prevenire le patologie legate al rapporto tra adolescenti e
cibo, quali obesità, bulimia e anoressia. Non solo. Da un sondaggio condotto
un anno fa dal gruppo regionale del Prc, è emerso che il consumo di prodotti
bio nelle mense scolastiche del Lazio non supera mai il 20-25%, con l’unica
eccezione del comune di Roma, il cui servizio di ristorazione collettiva per
minori garantisce il 100% di biologico. Da qui, la necessità di riportare una
situazione di equilibrio tra la capitale e gli altri comuni del Lazio, puntando
contemporaneamente sulla valorizzazione dei prodotti tipici. Per ottenere i
contributi regionali, infatti, i comuni dovranno acquistare in via prioritaria
prodotti provenienti da coltivazioni e allevamenti biologici del Lazio. “Con
questa proposta di legge - spiega Ivano Peduzzi, primo firmatario - si vuole
migliorare la qualità dei pasti nelle mense scolastiche, come nei servizi di
ristorazione delle strutture sanitarie, anche accreditate, e negli istituti di pena
per minori, recuperando un modello di sviluppo sostenibile in risposta
all’omologazione dei consumi e ai bisogni del mondo agricolo”.
d’insegnanti di scuole elementari
e medie. Esso consta di una
parte didattica che fornisce la
guida alla realizzazione delle
attività in classe e di una parte
esecutiva che definisce fasi,
azioni, raccordi tra scuola e
territorio, oltre la creazione di
appositi organismi di raccordo
per garantire sia un
coordinamento regionale che
l’autonomia delle singole scuole.
I destinatari del progetto sono
non solo gli alunni della scuola
dell’obbligo e delle scuole
superiori, ma anche i docenti, i
genitori, i nonni e le persone
preposte all’alimentazione dei
giovani stessi. Al progetto,
giunto al 10° anno di attività,
concorrono oltre 600 istituti
scolastici, che diventano circa
Lazio / informazione
Sua finalità primaria è favorire,
nelle giovani generazioni, scelte
alimentari consapevoli che
tengano conto dei gusti
e disgusti dello studente
e sollecitino il “riappropriarsi”
dei prodotti agro alimentari
della propria regione come
alternativa alla omologazione
dei sapori e come salvaguardia
del territorio e della
biodiversità. Il progetto,
infatti, si propone anche di
creare una relazione tra mondo
della scuola e mondo della
produzione, finalizzata
all’orientamento scolastico e
lavorativo, di costruire un
archivio della cultura e delle
tradizioni locali, le cui radici
storiche possano essere
recuperate attraverso un’azione
di ricerca diretta sul territorio
e, infine, di attuare iniziative di
informazione e formazione
destinate ai docenti e alle
famiglie, per la divulgazione
delle finalità del progetto.
>
25
8-LI_Educazione alimentare
30-11-2007
17:50
Pagina 26
Alimenta
850 se si considera il
ridimensionamento degli istituti,
con la partecipazione di 6.500
classi, 8.000 docenti, 185.000
alunni. Il metodo suggerito, per
la realizzazione delle attività dei
singoli percorsi, è quello di un
coinvolgimento attivo degli
alunni sollecitando in loro
curiosità e voglia di capire.
Visitare un’azienda agricola per
ripercorrere i luoghi di
produzione degli alimenti,
comprendere il legame tra cibo,
ambiente e salute; conoscere le
tecniche di coltivazione
realizzando orti biologici nei
giardini delle scuole; conoscere
la filiera produttiva di un
alimento e le tecniche di
trasformazione sono azioni che
contribuiscono alla formazione
consapevole del consumatore
soggetto e non oggetto. Si è
creata una rete nella quale i
produttori dialogano con il
mondo della scuola per
facilitare la conoscenza dei
prodotti tipici, consentendone
una più ampia divulgazione con
il duplice vantaggio di favorire
la commercializzazione dei
prodotti locali e di contribuire al
recupero di abitudini alimentari
legate alla cultura e alle
tradizioni del territorio. Tra gli
aspetti innovativi di questo
progetto va sottolineato quello
che ha promosso il suo successo:
la Comunicazione, intesa come
apertura della Scuola al Mondo
che la circonda. Per attuare
questo aspetto sono stati
programmati dalle singole
scuole incontri tra alunni,
operatori della scuola, genitori,
esperti, autorità pubbliche.
Da ricerche effettuate all’interno
delle scuole è emerso che i
ragazzi non conoscono la
stagionalità dei prodotti.
L’abbandono della stagionalità è
dovuta al fatto che tutti i
prodotti sono reperibili sul
mercato in tutti i periodi
dell’anno con gravi conseguenze
sull’uso del terreno, sul gusto e
sulle proprietà nutrizionali del
prodotto stesso. Anche in
questo caso l’Assessorato
all’agricoltura della Regione
Lazio ha fornito un aiuto
finalizzato al riappropriarsi
della stagionalità attraverso la
realizzazione e la distribuzione,
a tutti gli alunni delle scuole
elementari, di un gioco
didattico: la “Trattombola”.
UNA SCUOLA AL NATURALE:
L
Lazio / informazione
«
26
’uomo è ciò che mangia”. È la citazione di
Gustav Feuerbach utilizzata per presentare
il convegno “Una scuola al naturale.
Alimentazione biologica ed educazione alimentare
nelle scuole della regione Lazio”, organizzato dal
Consiglio regionale per presentare la proposta di
legge “Disposizioni in materia di alimentazione
consapevole e di qualità nei servizi di ristorazione
collettiva per minori”, di cui sono primi firmatari
Ivano Peduzzi e Anna Evelina Pizzo. “La scuola dichiara il presidente del Consiglio Guido Milana,
aprendo i lavori - ha un ruolo fondamentale
nell’educazione dei ragazzi e nell’educazione
alimentare. Un ruolo che i genitori non sempre
assolvono. Questa proposta di legge ha il merito di
avviare circuiti virtuosi perché nelle scuole sia
sempre più diffusa l’alimentazione biologica e libera
da Ogm”. “La Regione Lazio - prosegue Milana svolgerà azioni di coinvolgimento verso Province e
Comuni, che vorrebbero, ma non possono,
aumentare l’alimentazione biologica nelle loro
scuole. Noi li aiuteremo perché possano farcela”.Il
Presidente dell’Anci Lazio, Francesco
Chiucchiurlotto, esorta “quelle aziende che
praticano l’agricoltura
biologica - che forniranno i
loro prodotti ai comuni, alle
Province, alle Asl ed alle
8-LI_Educazione alimentare
30-11-2007
17:50
Pagina 27
tazione •
brata
le
e
c
,
a
n
a
s
Alla Pi
la
Giornata dell’Infanzia
>
di Massimo Sbardella
UN’OCCASIONE PER SENSIBILIZZARE L’OPINIONE
PUBBLICA E RICORDARE IL 18° ANNIVERSARIO
DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DEI BAMBINI.
I
l Consiglio regionale del
Lazio ha celebrato i 18
anni della Convenzione
sui diritti dell’Infanzia. Il 20
novembre 2007, presso la
sede di via della Pisana, si è
infatti tenuta la
manifestazione tesa a
sensibilizzare l’opinione
pubblica al rispetto dei diritti
dei minori. Quei diritti sanciti
il 20 novembre 1989 dalla
Convenzione sui Diritti
dell’Infanzia, siglata a New
York dall’assemblea
generale dell’Onu. Un
documento ratificato da 193
paesi nel mondo (fatta
eccezione per i soli Stati
Uniti e Somalia) e costituito
da 54 articoli che si fonda
su quattro principi
fondamentali: a) la non
discriminazione del bambino
per credo religioso, razza,
sesso e condizione; b) il
miglior interesse del minore
da determinare in accordo
alla situazione del bambino
in quel momento; c) la tutela
delle condizioni di esistenza;
d) la partecipazione del
bambino alla sua vita
quotidiana. La
manifestazione è stata
incentrata sulla seduta
straordinaria del Consiglio
Regionale, interamente
dedicata alle politiche per
l’infanzia, che ha visto la
partecipazione del
presidente di Unicef Italia e
del Comitato regionale
Unicef Lazio, del presidente
di “Save the Children”, del
Ministero della Solidarietà
Sociale, del Presidente della
Commissione Bicamerale
infanzia, del Garante
regionale dell’Infanzia e
adolescenza oltre a
rappresentanti di altre
organizzazioni. Ed è proprio
insieme all’Unicef che il
Consiglio regionale ha
promosso una campagna di
sensibilizzazione rivolta agli
studenti delle scuole
elementari e medie del
Lazio e alle rispettive
famiglie, attraverso la
diffusione di un opuscolo
che riassume la
Convenzione e promuove
l’evento in programma alla
Pisana. Nella giornata
dedicata all’infanzia, il
Consiglio regionale ha
dunque aperto le porte agli
alunni, che hanno potuto
visitare un’interessante
mostra sul Piccolo Principe curata dall’Associazione
“Rinoceronte Incatenato” ,
allestito per l’occasione.
In rappresentanza del
mondo scolastico regionale
sono stati chiamati i bambini
di due classi di scuola
elementare e due di scuola
media di ciascuna delle
cinque province. Ai piccoli
ospiti è stata donata una
copia della pubblicazione sul
Piccolo Principe realizzata
dall’Unicef e
dall’Associazione
“Rinoceronte Incatenato”.
scuole della Regione Lazio con congrui sconti, che
saranno ripianati con fondi regionali, a consuntivo ad essere soggetti attivi di promozione e penetrazione
negli Enti locali della nuova normativa sulla bioalimentazione”. La proposta di legge regionale
presentata prevede una serie d’iniziative a sostegno
dei pasti biologici (per almeno il 50 per cento) nelle
scuole, nelle strutture sanitarie e negli istituti di pena
per minori e per progetti di educazione alimentare
nei bambini. “Questa legge - dichiara Sandro
Salvatori, presidente della Cia Lazio - riguarda
prevalentemente gli aspetti della scelta precisa del
biologico e della produzione di qualità partendo
dalle istituzioni. E’ senza dubbio un buon testo”.
Massimo Gargano,
presidente di
Coldiretti Lazio,
spiega che “l’obiettivo
è quello di superare il
divario tra Roma e il
resto del Lazio”, mentre Andrea Ferrante, presidente
nazionale di Aiab, aggiunge: “Con questa legge
vogliamo portare il modello romano a livello
regionale”. “La nostra proposta - conclude il
consigliere Anna Pizzo - è uno dei passi fondamentali
per la rivoluzione degli stili di vita che chiama in
causa immediatamente anche la trasformazione
culturale in ambito scolastico e non solo”.
Lazio / informazione
L’ALIMENTAZIONE BIOLOGICA A CONVEGNO
27
8-LI_Educazione alimentare
30-11-2007
17:50
Pagina 28
Il Prof.
PIETRO A. MIGLIACCIO
si è laureato a
Roma in medicina e chirurgia.
È Libero Docente in Scienza dell’Alimentazione e specialista in Gastroenterologia; è anche esperto in Auxologia. Per oltre 25 anni è stato ricercatore
dell’Istituto Nazionale della Nutrizione,
con il quale continua a collaborare per le
attività di Educazione Alimentare e di ricerca. Svolge, attività didattica presso
l’Università La Sapienza di Roma ed è
spesso invitato da altre Università per
conferenze e seminari. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche in ambito biochimico e nutrizionale e collabora attivamente con la stampa e con numerose testate radiotelevisive per la divulgazione di temi riguardanti gli alimenti, la nutrizione e la salute. È spesso relatore in congressi e convegni scientifici
e continua a pubblicare su prestigiose riviste italiane e straniere.
Lazio / informazione
1) Mia figlia non fa colazione la
mattina prima di andare a scuola. E’
davvero importante il primo pasto per
il rendimento scolastico e per l’intero
equilibrio dei ragazzi?
28
La prima colazione rappresenta un pasto
fondamentale per affrontare al meglio la
giornata in quanto fornisce l’energia
necessaria affinché l’organismo riprenda tutte
le sue funzioni dopo il digiuno notturno; infatti
è scientificamente dimostrato che chi non fa
la prima colazione ha durante le lezioni una
diminuzione della concentrazione e
dell’attenzione con conseguente calo del
rendimento scolastico.
La quantità di calorie da assumere al mattino
dovrebbe essere pari al 20-25 % del
fabbisogno calorico dell’intera giornata; la
colazione è quindi fondamentale anche per
evitare crisi ipoglicemiche, cioè un
abbassamento dello zucchero nel sangue.
La colazione all’italiana prevede il consumo di
latte, yogurt, caffè, tè accompagnati da fette
biscottate, biscotti, cereali, cornetti, pane con
burro e marmellata o miele, spremuta
Una corretta alimentazione?
Chiediamolo all’esperto
LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIÙ RICORRENTI DEI NOSTRI
LETTORI A CURA DEL PROF. PIETRO ANTONIO MIGLIACCIO,
CON LA COLLABORAZIONE DELLE DOTT.SSE IN DIETISTICA
SILVANA NASCIMBEN E MARIA LAURA RIEFOLI.
d’arancia o frutta fresca di stagione. Fornendo
pochi grassi ed essendo ricca di carboidrati, la
colazione all’italiana risulta essere la migliore
dal punto di vista nutrizionale.
2) Ho deciso di fare una dieta
mangiando un solo pasto al
giorno. Nonostante questo non
riesco a perdere peso. Come mai?
Affinché una dieta ipocalorica (dimagrante)
sia corretta è necessario che il suo apporto in
nutrienti si avvicini il più possibile alle
proporzioni percentuali ottimali tra glucidi,
proteine e lipidi indicate per una
alimentazione sana ed equilibrata; infatti
l’apporto calorico giornaliero complessivo
deve provenire dai glucidi per il 55/60%, dalle
proteine per il 12/15% e per i grassi deve
essere meno del 30%. Quindi è fondamentale
che durante la giornata tutti i nutrienti
vengano assunti in modo tale da garantire
all’organismo tutto ciò di cui necessita.
È difficile che ciò possa avvenire
concentrando tutta la razione giornaliera in un
solo pasto; inoltre diventa troppo abbondante,
difficile da digerire e sottopone l’organismo ad
un super lavoro per smaltirlo.
Inoltre, dopo l’assunzione di un unico pasto al
giorno, spesso copioso, si ha un aumento
repentino della glicemia ed anche
dell’insulina; ciò può portare a lungo andare
ad una resistenza insulinica con conseguente
difficoltà a dimagrire. Inoltre, quando il corpo
umano assume un unico pasto al giorno
assimila tutti i nutrienti energetici che può ma
è restio a cederli e così l’organismo si abitua
a lavorare con poche calorie. Per questo
difficilmente si perde peso ed appena si
mangia un po’ di più ci si ingrassa. E’ dunque
fondamentale una distribuzione corretta dei
pasti nella giornata: prima colazione, pranzo e
cena ed eventuali uno-due spuntini.
3) Cambia il metabolismo in menopausa? È necessario seguire un nuovo regime alimentare?
Una buona alimentazione è fondamentale in
tutte le fasi della vita ed è naturale che sia
importante anche in menopausa. Infatti
durante questo periodo di vita “delicato” per
la donna intervengono fattori di varia natura
che favoriscono, solitamente, un incremento
del peso corporeo; si modifica inoltre la
distribuzione del grasso corporeo e si
determina un aumento dell’accumulo di adipe
in distretti specifici e in particolare
sull’addome. L’aumento ponderale si verifica
per la diminuzione degli estrogeni e del
metabolismo basale e per la riduzione del
dispendio energetico che avviene, sia pur
inavvertitamente, in tutte le donne a tutti i
livelli socio-economici. Alla base del
sovrappeso possono essere coinvolti dunque
vari fattori riconducibili anche ad altre
alterazioni ormonali (ipotiroidismo conclamato
o subclinico, resistenza all’insulina, etc.) senza
escludere la scarsa informazione nutrizionale
ESEMPI DI
PRIMA COLAZIONE:
Caffè o orzo, latte, biscotti o fette biscottate
o cereali kcal 270 un bicchiere di latte
parzialmente scremato (g 150) (kcal 80), caffè
o orzo, un cucchiaino di miele o di zucchero
(kcal 20-30), 40 g di biscotti o 4 fette biscottate
o 30-40 g di cereali ( kcal 160). Caffè o orzo,
latte, pane, burro e marmellata kcal 380 un
bicchiere di latte parzialmente scremato (g 150)
(kcal 80), caffè o orzo, 40 g di pane (kcal 120),
10-15 g di burro (kcal 75-115), due cucchiaini
di marmellata (kcal 60). Uno yogurt magro alla
frutta, cereali, un frutto di stagione o una
spremuta d’arancia kcal 300 Uno yogurt magro
alla frutta da g 125 (kcal 70), cereali g 40 (kcal
160), un frutto di stagione o una spremuta
d’arancia (Kcal 70).
8-LI_Educazione alimentare
30-11-2007
17:50
ALIMENTAZIONE
Pagina 29
,
e
t
n
e
D
a
Ann
>
di Massimo Sbardella
quando la cucina della tradizione
diventa da Oscar
IN 12 ANNI SI È AFFERMATA CON PIETANZE TIPICHE DELL’AREA
PRENESTINA E PER IL TERZO ANNO CONQUISTA I TRE GAMBERI.
e gli eccessi alimentari. Pertanto il consiglio è
quello di seguire un regime alimentare
corretto che rispetti l’equilibrio tra i nutrienti
energetici (lipidi, proteine, carboidrati) con un
giusto apporto di vitamine e sali minerali e
che tenga inoltre in considerazione
l’aumentato fabbisogno di calcio.
4) Ho deciso di eliminare dalla mia
dieta i carboidrati. Pensa che sia nocivo per il mio organismo?
Un’alimentazione priva di carboidrati, se
seguita per un lungo periodo di tempo,
comporta sicuramente dei rischi per la salute;
infatti essi rappresentano l’“energia pulita” e
di pronta utilizzazione da parte dell’organismo.
L’eliminazione dei carboidrati e pertanto di
alimenti quali il pane, la pasta, il riso, le
patate ed i legumi fa sì che si segua un
regime alimentare iperproteico e spesso
iperlipidico. Si può avere anche un
dimagrimento cospicuo ma il calo ponderale è
dovuto principalmente alla perdita di acqua in
conseguenza dell’utilizzazione delle riserve di
glicogeno dell’organismo. Infatti per ogni
grammo di glicogeno utilizzato si perdono tre
grammi di acqua; inoltre l’assenza di glucidi
non permette la metabolizzazione dei grassi e
pertanto si ha la formazione di corpi chetonici
(acido acetoacetico, acetone, etc.) che sono
nocivi per l’organismo umano.
C’è un vecchio aforisma che dice “i grassi
bruciano al fuoco dei carboidrati”. Inoltre una
dieta senza carboidrati, ricca in grassi, fa
aumentare il colesterolo e l’eccesso di
proteine causa un affaticamento del fegato e
dei reni, organi preposti alla eliminazione delle
scorie metaboliche. Pertanto si
consiglia di seguire sempre una
dieta equilibrata senza escludere
alcun cibo e di praticare una
costante attività fisica.
P
er il terzo anno
consecutivo si
conferma, in
Italia, tra le 15 migliori
cucine della tradizione.
Anche per il 2007, infatti,
l’Osteria San Cesario di
Anna Dente conquista i
“Tre gamberi” del
Gambero Rosso e, ad
appena 12 anni dalla sua
apertura, può ormai
indossare senza remore i
galloni di ambasciatrice
della cucina laziale nel
mondo. Da San Cesareo,
in provincia di Roma, la
Sora Anna è partita alla
riscoperta dei piatti e dei
sapori della tradizione di
un territorio: quello
prenestino. Una cuoca
da Oscar, se si pensa
che appena un anno fa è
stata chiamata a Los
Angeles per cucinare al
fianco di Massimo
Riccioli, chef del
ristorante romano “La
Rosetta”, nella serata di
apertura della cerimonia
di consegna delle
celeberrime statuette. “A
Los Angeles - racconta
la Dente - ho cucinato
amatriciana e tordimatti,
dando lustro in America
alla cucina romana e ad
un piatto tipico di
Zagarolo. “Ogni volta spiega Anna Dente metto tutto in valigia, mi
porto anche la pasta
fatta in casa”. Anche
l’assessorato regionale
all’agricoltura la vuole
spesso affianco nelle
trasferte che contano.
Come a Bruxelles,
qualche mese fa, quando
sempre insieme a
Riccioli ha preparato
centinaia di coperti in
occasione della
presentazione del Piano
di Sviluppo Rurale 20072013. “Il palato si
inginocchia davanti alla
Sora Anna. Non è facile
trovare una cucina antica
e attuale al tempo
stesso. Di testa e di
cuore. Indimenticabile”.
A scriverlo, di proprio
pugno sul libro delle
dediche all’ingresso
dell’Osteria, è il critico di
Repubblica Gianni Mura.
Era il 2000. L’anno dopo
nell’osteria entra anche
Fabrizio Roncone, del
Corsera. Legge il
“maestro” Mura e rincara
la dose: “… è la cucina
della memoria di soffritti
antichi, di profumi che
chiudendo gli occhi mi
aiutano a ritrovare chi
non c’è più”. Profumi e
sapori di erbe selvatiche
e funghi, di cereali; di una
cucina di pastori e quindi
di abbacchi, ricotta e
pecorino. Quella di Anna
Dente è una cucina dove
forte è anche l’influenza
della comunità ebraica
romana, come nel
capretto brodettato, nella
pasta e broccoli in brodo
di arzilla e nei carciofi alla
giudia. Ma è, soprattutto,
la cucina del “quinto
quarto”, ovvero la cucina
dei macellai del
mattatoio di Testaccio a
Roma che alla fine
dell’800, utilizzando le
interiora bovine,
inventarono piatti come
la coda alla vaccinara,
la pagliata di vitella, la
trippa alla romana e le
animelle. Mura e
Roncone tornano spesso
dalla Sora Anna.
Come fanno tante altre
personalità note.
29
9-LI_donne_11-07
30-11-2007
17:51
Pagina 30
Donne
•
a
r
r
e
t
Donne
della
>
di Beatrice Curci
LA PRESENZA FEMMINILE IN
AGRICOLTURA È NOTEVOLMENTE
AUMENTATA NEGLI ULTIMI 10 ANNI,
TANTO CHE NELLE AZIENDE
AGRICOLE RAPPRESENTANO UN
TERZO DEI LAVORATORI.
PIÙ PROPENSE ALLE
INNOVAZIONI E ALLE NUOVE
TECNOLOGIE, LE DONNE SONO
ANCHE TRA LE PRINCIPALI
REFERENTI DEL PSR 2007-2013.
agricoltura si tinge
sempre più di rosa.
Negli ultimi dieci anni il
lavoro della donna
nell’agricoltura è notevolmente
cambiato, come conseguenza
non solo dell’esodo e della
cessazione dell’attività agricola
da parte degli uomini, ma anche
come affermazione autonoma di
capacità organizzative che
hanno successo nella
dimensione imprenditoriale. I
dati diffusi dall’Unione Europea,
relativi al 2006, ci dicono che
nelle aziende agricole le donne
rappresentano oltre un terzo dei
lavoratori e due aziende su
cinque sono dirette da una
donna. Mentre una su due è il
coniuge o familiare del
conduttore agricolo e il 36%
delle agricoltrici ha meno di 45
anni. Si deduce, quindi, che
Lazio / informazione
L’
30
questo settore non può fare a
meno della presenza e del
contributo fornito dalle donne,
poiché incidono in tutti i sistemi
di produzione dell’agricoltura
come capi d’azienda, coniugi,
familiari o anche solo come
dipendenti. Il ruolo svolto dalle
donne in agricoltura è
particolarmente significativo nei
sistemi non specializzati di
multicoltura o di
multiallevamento, nonché in
orticoltura, e la loro presenza e
la loro attività sono utili a
rafforzare il tessuto sociale delle
rispettive famiglie e aziende.
Questo perché, dalle indagini di
settore effettuate, le donne
infondono dinamismo e
innovano, dedicandosi a
numerose altre attività quali
l’agriturismo o la vendita diretta
dei prodotti agricoli e anche
manifestando una maggiore
sensibilità riguardo a temi quali
le biotecnologie, lo sviluppo
sostenibile, la protezione e la
valorizzazione del territorio, la
salute e la sicurezza del
consumatore. Molto è stato
fatto a livello europeo per
promuovere le pari opportunità
nell’agricoltura e nell’ambiente
rurale. Ma ancora molto si deve
fare in termini di
riconoscimento, di autonomia
nel lavoro, e di accesso
all’assunzione di decisioni
quotidiane per rafforzare anche
la rappresentanza nelle
organizzazioni professionali
agricole che, invece, sono
ancora molto caratterizzate da
una presenza ampiamente
maschile. Le donne nel settore
agricolo, come in molti altri
settori, crescono in preparazione
specifica, con una media sempre
più alta e il loro impegno in
9-LI_donne_11-07
30-11-2007
17:51
Pagina 31
L’mprenditoria agricola femminile laziale
agricoltura è arricchito anche da
una serie di attività legate alla
cosiddetta sfera dei pubblic
goods. Esse rappresentano
l’attenzione verso la qualità, la
sensibilità ambientale unita alla
capacità di trasmettere e
conservare le tradizioni locali,
attitudini che sembrano
indirizzare naturalmente
l’attività agricola al femminile
verso una multifunzionalità che
offre alla donna particolari
prospettive nell’ambito dello
sviluppo rurale. L’Italia, nel
contesto europeo, rivela per le
donne una propensione alle
attività di lavoro
imprenditoriale più elevata che
nel resto dell’Europa. L’Italia
agricola vede, infatti, emergere
una crescente presenza
femminile nei ruoli di guida di
aziende agricole e agriturismo. E
nel Lazio le imprese agricole al
femminile sono passate, in
questi ultimi anni, da 67.000
aziende a oltre 73.000,
attestando definitivamente da
parte delle donne una capacità
imprenditoriale e una volontà di
misurarsi con una realtà che le
ha viste per troppo tempo in
posizione assolutamente
subalterna. Su questo trend in
crescita che vede le donne
sempre più protagoniste del
mondo rurale, l’assessorato
all’Agricoltura della Regione
Lazio ha indirizzato molta parte
della propria politica con il
Piano di Sviluppo Rurale (PSR)
per il 2007-2013 destinando 74
milioni di euro, il 12 per cento
dell’intero programma che
rappresenta la quota più alta a
livello europeo alle donne in
agricoltura. Già dal 2006, in
favore di una politica agricola
femminile, è stato istituito “un
tavolo verde” con una specifica
rappresentanza perché le donne
possano farsi portatrici delle
esigenze del settore, perché ci sia
una maggiore caratterizzazione
di genere nel modello di
sviluppo agricolo che
l’assessorato sta sviluppando. In
questo contesto sono anche stati
organizzati, con cadenza
mensile su Roma, i “Mercatini
Verdi” per la valorizzazione e la
vendita della produzione
ortofrutticola femminile: oltre
50 aziende hanno promosso in
questi appuntamenti le loro
scelte di qualità, di sicurezza
alimentare e di valorizzazione
del territorio laziale. Il 2007,
anno delle pari opportunità,
l’assessore all’agricoltura,
Daniela Valentini ha voluto
iniziarlo con un’agenda dedicata
alle donne della terra per
sottolineare l’importanza e il
grande contributo che le
imprenditrici agricole del Lazio
CREATIVE E INNOVATIVE
CON UNA PRESENZA
SUPERIORE ALLA MEDIA:
• nell’agriturismo (11%)
• nelle fattorie didattiche (10%)
• nella valorizzazione delle biodiversità con il salvataggio di
piante e animali in via di estinzione (3%)
• nella vendita diretta ai consumatori dei propri prodotti (2%).
• 9 imprenditrici agricole su 10
non cambierebbero il lavoro in
campagna con un impiego fisso in città.
danno
quotidianamente
allo sviluppo
dell’economia
regionale. Durante la scorsa
estate, l’assessorato
ha inoltre istituito e insediato
l’Osservatorio regionale
per incentivare l’imprenditoria
femminile e dei giovani
dove il lavoro agricolo possa
essere monitorato con le
effettive possibilità di
occupazione e perché si possa
rispondere tempestivamente ai
bisogni del settore in modo da
formulare nuove e più idonee
strategie di intervento.
“Una realtà che la Regione
Lazio punta a sviluppare in tutte
le sue potenzialità - come
sottolinea l’assessore Daniela
Valentini - con progetti e
iniziative per la vendita sui
mercati dei loro prodotti.
Perché sono convinta che la
forza e la creatività femminile
debbano essere sostenute per
creare sbocchi occupazionali,
avviare iniziative commerciali,
investire negli agriturismo, nelle
fattorie didattiche e sociali per
lo slancio e la valorizzazione
dell’agricoltura del nostro
territorio”.
Lazio / informazione
vi macchinari),
• sono attente alle coltivazioni
biologiche ed ecocompatibili
(60%)
• sono orientate verso produzioni più intensive (allevamento, ortofrutta e vino)
• sono in grado di generare
sbocchi occupazionali e opporLE DONNE IMPEGNATE
tunità di integrazione (il 25%
IN AGRICOLTURA:
assume spesso manodopera
• guidano aziende di media e straniera)
grande dimensione (55% sopra i dieci ettari)
IL RUOLO DELLE DONNE
• sono tecnologicamente avan- S’IMPONE SOPRATTUTTO
zate (il 70% ha introdotto nuo- NELLE ATTIVITÀ PIÙ
All’interno delle aziende laziali l’imprenditorialità femminile incide per un terzo,
senza particolari differenze tra le province: da un
minimo di Rieti (31,5%) a
un massimo di Frosinone
(35,8%).
31
10-LI_Natale_11-07
30-11-2007
17:52
Pagina 32
10-LI_Natale_11-07
30-11-2007
17:52
Pagina 33
Natale •
Un Natale
GUSTOSO
e DIVERTENTE
>
di Erica Antonelli
Tre iniziative per coniugare attività
ludica e sana alimentazione
“Filastrocche sane e ghiotte”
na bella filastrocca mette l’acquolina in bocca.
È lo spirito con cui l’assessorato all’agricoltura
della Regione Lazio ha ideato un libretto per
ricordare ai bambini il gusto dei cibi più sani e genuini
in modo sfizioso e colorato. “Filastrocche sane e
ghiotte” è un opuscolo contenente quattordici
simpatiche filastrocche in rima baciata e che si
inserisce nel piano regionale di educazione alimentare
“Sapere i Sapori”. Arance, mele, uva, castagne,
broccoli, carciofi, lenticchie, zucchine, carote e patate
raccontate in modo divertente e accattivante.
Immagini, colore e rime fanno di questa pubblicazione
U
“Coccodè”
S
“Tratttombola”
nche quest’anno per
Natale torna la
Tratttombola. Il gioco
della classica tombola che lo
scorso anno è stato distribuito
agli alunni di I° e II° elementare
e che,
quest’anno,
sarà donato ai
bambini delle
ultime classi
della scuola
primaria. Un
A
gioco divertente, che illustra i
prodotti tipici del Lazio e le loro
caratteristiche alimentari, da
condividere con tutta la famiglia
durante la festività.
Lazio / informazione
empre nel
progetto
“Sapere i
Sapori” trova spazio
un’altra iniziativa dedicata
all’educazione alimentare.
Si chiama “Coccodè” ed è un
gioco di carte ideato per la gioia
dei bambini. Al posto della
briscola o della scopa, troppo
complicati e noiosi per i più, un
gioco più adatto ai piccoli amatori
del tavolo verde. Obiettivo del
gioco è di essere il primo
giocatore a finire tutte le carte, sia
quelle normali che quelle speciali:
cosa non semplice dato che le
carte sono ben 108! Quando un
giocatore rimane con una sola
carta in mano, per non cadere in
una penalità, deve gridare la
parola “Coccodè”. Il gioco verrà
distribuito agli alunni delle scuole
medie. Buon divertimento e che
vinca il migliore!
uno strumento eccezionale per educare i piccoli a sane
e corrette abitudini alimentari.
Mangiar bene divertendosi, imparando al contempo
le proprietà degli alimenti e la loro importanza per
una crescita equilibrata. Adatto per bambini
dai tre ai sei anni,
il libro di filastrocche sarà
FILASTROCCHE
distribuito in occasione
SANE E
delle feste di Natale
GHIOTTE
agli alunni delle
classi di I°
elementare del Lazio.
Se la mangia il coniglietto
piace tanto anche al bimbetto
La sua testa è sotto terra
per il ciuffo la si afferra
Stortignaccola e bruttina,
salutare carotina!
Alla vista ti fa bene
e risparmia tante pene.
E con la stagione bella
ti regala tintarella.
33
11-LI_Agriturismo_11-07
30-11-2007
17:53
Pagina 34
11-LI_Agriturismo_11-07
30-11-2007
17:53
Pagina 35
Agrituris
o
t
n
e
m
a
l
o
g
e
r
il
o
t
a
v
o
r
p
Ap
di Tiziano Marelli
SCAMBIO DI
INFORMAZIONI TRA LE
ISTITUZIONI PER
MONITORARE L'ATTIVITÀ
AGRITURISTICA,
CLASSIFICAZIONE DELLE
AZIENDE, AGEVOLAZIONI
BUROCRATICHE PER
FACILITARE L'APERTURA.
QUESTE LE PRINCIPALI
NOVITÀ PER RIUSCIRE A
RAGGIUNGERE 1000
AGRITURISMO NEL
LAZIO.
sugli agriturismo
lla fine dello scorso
mese di luglio è stato
approvato il
regolamento regionale
attuativo della legge “licenziata” dal Consiglio
Regionale all’inizio dell’anno
scorso - sugli agriturismo. La
normativa ora in vigore, oltre
ad una serie di agevolazioni
burocratiche per facilitare
l’apertura di nuove strutture di
portata assolutamente
“rivoluzionaria”, prevede nel
particolare lo scambio di
informazioni e di dati tra i vari
enti interessati (Comuni,
Province e Regione) in modo
tale da poter monitorare al
meglio l’attività agrituristica
regionale e disciplinarne in
maniera ottimale gli aspetti
fondamentali. Altra
A
disposizione importante è data
dalla definizione delle aziende
agrituristiche che adesso
dispongono di una direttiva
precisa, basata sull’offerta dei
servizi erogati. Grazie a questa
suddivisione, le aziende della
nostra regione saranno così
diversamente identificate: a
vocazione agrituristica
tradizionale, enogastronomica,
naturalistica, culturale,
biologica ed ecologica.
Il regolamento regionale in
questione è da ritenersi
particolarmente importante,
visto l’obiettivo che la Giunta
si è posta nel breve periodo:
riuscire a raggiungere il
numero di mille aziende
agrituristiche funzionanti su
tutto il territorio del Lazio
(almeno 300 solo nel territorio
Lazio / informazione
>
35
11-LI_Agriturismo_11-07
30-11-2007
17:53
Pagina 36
Agrituri
della Capitale) in luogo delle
attuali 370 in totale. E per
rimarcare l’indaguatezza
attuale rispetto al possibile
sviluppo futuro degli
agriturismo laziali, basta citare
qualche dato: attualmente,
su tutto il territorio nazionale,
le aziende agrituristiche sono
circa 15mila; di queste, ben
3.300 sono in Toscana, quasi
2.700 in Alto Adige, poco
meno di 900 in Umbria.
Quindi, è evidente come
soprattutto rispetto alle regioni
confinanti il dato relativo al
nostro territorio risulti
stridente. La legge in materia
di agriturismo e turismo rurale,
insieme al relativo regolamento
di attuazione, si propone
proprio di andare a colmare
questo gap. I finanziamenti
previsti dalla normativa sono
definiti in due diversi capitoli
di spesa: il “Fondo rotazione
per lo sviluppo di attività in
materia di agriturismo e
turismo rurale” e quello
relativo alle “Attività
concernenti agriturismo e
turismo rurale e loro
valorizzazione e promozione”.
Nel primo caso è importante
36
sottolineare che, ottenute
le agevolazioni, il beneficiario
è obbligato a non cambiare
la destinazione d’uso
inizialmente dichiarata.
Nel secondo, i finanziamenti
sono previsti se riservati
alla formulazione di
programmi di formazione
e aggiornamento professionale,
di progetti integrati,
di giornate informative e
promozionali, di programmi
di certificazione qualitativa
delle aziende e di
coordinamento
e commercializzazione
dell’offerta agrituristica
nel suo complesso.
Con l’approvazione
del regolamento degli
agriturismo, il settore - nella
nostra regione - può ora solo
definitivamente decollare,
sia in termini quantitativi
(per numero di aziende) che
qualitativi (per caratteristiche
complessive dell’ampia offerta
a disposizione della clientela).
Quello che ne deve conseguire
è un ulteriore stimolo
alla crescita- soprattutto
economica -del territorio
laziale nel suo complesso.
11-LI_Agriturismo_11-07
30-11-2007
17:53
Pagina 37
12-LI_OGM_11-07
30-11-2007
17:54
Pagina 38
OGM • OG
:
i
l
l
i
r
e
P
e
a
n
a
t
OG M Fon
>
“Sostenere campagna Italia
Europa Liberi da ogm”
Lazio / informazione
MENTRE LA COMMISSIONE
EUROPEA DÀ IL VIA LIBERA
ALL'IMPORTAZIONE DI TRE TIPI
DI MAIS TRANSGENICO, L'ITALIA
E IL LAZIO CONTINUANO A RIBADIRE
IL PROPRIO NO AGLI ORGANISMI
GENETICAMENTE MODIFICATI.
FORTE MOBILITAZIONE ANCHE
DELLA FONDAZIONE DEI DIRITTI
GENETICI DI MARIO CAPANNA.
transgeniche in assenza di regole
comunitarie contro la contaminazione
accidentale delle colture biologiche da
parte di quelle ogm. Fatto sta che i cibi
Paolo De Castro
geneticamente modificati non
piacciono. Dai risultati di
ì alla raccolta di firme promossa
un'indagine condotta da
dalla coalizione Italia Europa
Coldiretti e Swg circa le opinioni
liberi da ogm. Così Mario Perilli
di europei e italiani
ed Enrico Fontana, rispettivamente
sull'alimentazione emerge che il
presidente e vicepresidente della
67% dei cittadini italiani e il
Commissione regionale agricoltura, si
63% di quelli europei ritengono
schierano contro la decisione della
che i prodotti alimentari
Commissione europea che recentemente
contenenti ogm siano meno
ha dato il via libera all'importazione in
salutari dei prodotti tradizionali.
Europa di tre tipi di mais transgenico e uno di
“È per questo - dice Coldiretti, commentando la
barbabietola per l'alimentazione umana e animale.
recente decisione della Commissione europea “La decisione di Bruxelles è uno schiaffo
che si deve mantenere saldo il principio di
all'agricoltura di qualità e alla tutela dei
precauzione. E per rispettare la volontà dei
consumatori - spiegano Fontana e Perilli. Il Lazio
cittadini europei e italiani occorre una seria
ha già deciso di essere una regione ogm free. Non
revisione delle procedure che portano a queste
saranno certo scelte sconcertanti come quelle della
autorizzazioni”. Attraverso il Ministro delle
Commissione europea a impedirci di tutelare con
politiche agricole Paolo De Castro, l'Italia sosterrà
forza il nostro territorio, le produzioni
insieme con la Francia un'azione europea per
agroalimentari di qualità, i diritti dei consumatori
spingere la Commissione a fare un passo indietro.
e il futuro stesso delle imprese agricole della nostra
“Siamo convinti - dice De Castro - che al di là
regione”. Non è certo la prima volta che nel
della validità e della salvaguardia della ricerca nel
vecchio continente viene autorizzata la
transgenico, la salute dei consumatori, la qualità
commercializzazione di ogm. Basti pensare che dal
delle nostre produzioni agroalimentari restano un
2004 sono stati quindici gli organismi
obiettivo prioritario. Il nostro no agli ogm sarà
geneticamente modificati permessi, ma nessuno
ripetuto forte e chiaro in ogni sede di confronto”.
finora per la coltivazione. A breve, però, proprio
Ma contro i cibi transgenici si è mobiliato anche
la Commissione dovrà pronunciarsi sulla coltura
un cartello di forze molto ampio e coordinato
della superpatata biotech, la patata Amflora, da
dalla Fondazione dei diritti genetici di Mario
molti temuta perché sembrerebbe sviluppare una
Capanna. Obiettivo della coalizione Italia Europa
resistenza dell'organismo umano agli antibiotici.
liberi da ogm è la raccolta di tre milioni di firme
Questa aprirebbe la strada alle coltivazioni
per dire no all'ingegneria genetica sulla tavola.
S
38
di Alfonso Vannaroni
12-LI_OGM_11-07
30-11-2007
17:54
Pagina 39
OGM • OG
OGM il fronte del
>
Nicola Zingaretti
SEGRETARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO
DEL LAZIO ED EUROPARLAMENTARE
e scelte compiute negli
ultimi mesi dall'Unione
europea forniscono
un'indicazione chiara quanto
attesa: sulla questione degli Ogm
il primo pensiero di chi governa
deve essere rivolto alla sicurezza
del cittadino consumatore. In
attesa che la ricerca scientifica
indichi con certezza limiti e
possibilità della sperimentazione
genetica, è importante mantenere
alcuni paletti fondamentali. Chi
compra prodotti contenenti
organismi geneticamente
modificati deve esserne sempre
informato e poter decidere di
conseguenza. Chi sceglie, al
contrario, prodotti con
etichettatura biologica deve
essere altrettanto sicuro di una
cosa: lì non troverà mai nessun
ogm. Trasformare questi due
criteri semplicissimi in garanzie
effettive per i cittadini rappresenta,
oggi, la base di una politica seria e
responsabile. La Regione Lazio,
con il lavoro giunta Marrazzo e
l'impegno dell'assessore
all'agricoltura Daniela Valentini, ha
fatto molto di più, imponendo, fin
dal 2005, un'informazione chiara e
trasparente sulla presenza di Ogm
nei menu di bar e ristoranti e sugli
scaffali dei negozi, arrivando a
vietare coltivazione degli organismi
geneticamente modificati
NO
“IL PRIMO PENSIERO DI CHI GOVERNA DEVE ESSERE RIVOLTO ALLA
SICUREZZA DEL CITTADINO CONSUMATORE”. UN’INFORMAZIONE
CHIARA SULLA PRESENZA DI OGM È SEMPRE PIÙ NECESSARIA.
L
OBIETTIVI,
FINALITÀ
E DIVIETI
DELLA LEGGE
• tutela dellerisorse
• tutela della qualità e
dell'originalità della
produzione agricola
regionale;
• promozione di tutte le
azioni utili a prevenire
ogni tipo di danno nei
confronti dello stesso
sistema agricolo, della
salute umana e
dell'ambiente derivanti
dalla coltivazione e
dall'allevamento di
prodotti da organismi
geneticamente
modificati;
• divieto “su tutto il
territorio regionale la
coltivazione e
l'allevamento a qualsiasi
titolo di Ogm”. Inoltre
“l'uso di mangimi per
l'alimentazione del
bestiame etichettati
come Ogm è condizione
ostativa alla concessione
di contributi regionali”;
nel testo viene
specificato che ad essere
sull'intero territorio regionale,
proibendo di somministrare
bevande e cibi manipolati in uffici
pubblici e mense scolastiche,
ospedali e case di cura
convenzionate, negando i
“escluse dai
finanziamenti regionali e
dai marchi di qualità”
sarebbero tutte “le
aziende e le industrie
agroalimentari che
utilizzano direttamente o
indirettamente Ogm”;
• divieto di alimenti Ogm
nei servizi mensa che
tocca istituti scolastici e
prescolastici, ospedali e
luoghi di cura accreditati,
uffici della Regione, delle
province e dei comuni.
contributi pubblici alle industrie
agro alimentari che usano
mangimi Ogm. Quella compiuta
dal Lazio è una scelta
di avanguardia che fa della nostra
regione un modello da seguire.
39
12-LI_OGM_11-07
30-11-2007
OBIETTIVI,
FINALITÀ
E DIVIETI
DELLA LEGGE
17:54
Pagina 40
OGM •
UN
MARCHIO A TUTELA
A voler di fatto “certificare la
qualità” delle aziende agricole
laziali che aderiscono al progetto
e per incentivare tutte le filiere
produttive totalmente esenti da
organismi geneticamente
modificati, l'Assessorato
all'Agricoltura ha previsto
l'istituzione del marchio regionale
“Prodotto libero da Ogm - Gmo
free”. La legge stabilisce che
“Chiunque intenda vendere
prodotti Ogm deve esporli e
conservarli in appositi scomparti”:
un obbligo che possa così
permetterne all'eventuale
consumatore la chiara ed
inequivocabile identificazione.
Ancora, “Chiunque somministra
prodotti Ogm ne deve fornire
idonea informazione scritta”, e chi
ne vende “ha l'obbligo di
pubblicizzare le prescrizioni ed i
divieti previsti dalla legislazione
vigente concernenti l'impiego di
Ogm in agricoltura”.
tecniche e scientifiche relative a
LE SANZIONI PREVISTE
questa complessa materia.
La legge regionale prevede una
Particolare attenzione verrà
serie di sanzioni amministrative in
riservata ai possibili rischi
caso di violazione delle norme.
derivanti dall'uso di Ogm per la
salute, per il sistema
agricolo e per
UN VOTO PER ESSERE
l'ambiente nel suo
'LIBERI DA OGM'
complesso.
UN COMITATO
“La nostra forza è quello che
rappresentiamo e difendiamo: i milioni di
fatturato dell'agroalimentare italiano che
sono il 15% di Pil. Un settore strategico,
La Regione Lazio ha previsto la
una ricchezza del paese che non deve
diffusione di materiale di
essere messo a rischio dagli ogm”. Così
comunicazione sulla normativa
Mario Capanna presidente della
oltre che la promozione di una
Fondazione Diritti Genetici, ha lanciato la
serie di campagne
campagna della Coalizione Italia Europa
d'informazione dirette agli
Liberi da Ogm che si propone di
agricoltori, ai consumatori,
raccogliere 3 milioni di voti per spingere
agli operatori scolastici e
il mondo politico a scegliere un modello
sanitari sulle conoscenze
di sviluppo agroalimentare basato sulla
qualità. Della coalizione fanno parte
organizzazioni degli agricoltori, della
moderna distribuzione, dell'artigianato,
della piccola e media impresa, dei
consumatori, dell'ambientalismo, della
scienza, della cultura e
della cooperazione
VUOI CHE L'AGROALIMENTARE, IL CIBO E LA SUA GENUIinternazionale.
NITÀ SIANO IL CUORE DELLO SVILUPPO, FATTO DI PERSO"Vuoi che
Scommettere su una Regione
NE E TERRITORI, SALUTE E QUALITÀ, SOSTENIBILE E
l'agroalimentare, il cibo e
Ogm free non significa solo
INNOVATIVO, FONDATO SULLA BIODIla sua genuinità siano il
prevenire ogni rischio per
VERSITÀ, LIBERO DA OGM?".
cuore dello sviluppo, fatto
l'ambiente e per la salute dei suoi
di persone e territori,
cittadini, ma investire su un
salute e qualità,
modello di sviluppo competitivo e
sostenibile e innovativo,
innovativo. Significa proteggere la
fondato sulla biodiversità,
qualità e l'originalità della nostra
libero da Ogm?". Questo il quesito sul
sull'etichettatura dei prodotti
produzione agroalimentare e
quale gli italiani sono chiamati a
biologici che, grazie all'impegno
valorizzare un ricchissimo
esprimersi. Per farlo si ci può collegare
della delegazione italiana, abbassa
patrimonio di biodiversità: varietà
anche al sito www.liberidaogm.it .
allo 0,1%, ossia il minimo
del territorio e tipicità dei suoi
(Alfonso Vannaroni)
tecnicamente rilevabile, la soglia di
prodotti. Che quella scelta dal
contaminazione accidentale da
Lazio sia la strada da seguire, lo
Ogm. È questa la strada per
dimostra anche la decisione
economica basata sul coraggio
costruire uno sviluppo sostenibile,
assunta dal Parlamento europeo
dell'innovazione, ed è su questa
capace di garantire la sicurezza
lo scorso maggio con il varo a
strada che il Partito Democratico
dei cittadini coniugando la tutela
larghissima maggioranza del
continuerà a lavorare con
dell'ambiente e una competizione
regolamento europeo
convinzione.
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE E
RICERCA
Il “Comitato per la tutela delle
produzioni agricole e della
biodiversità dall'impiego di
OGM”, funge da organismo
scientifico con funzioni
tecnico-consultive. L'Arsial
(l'Agenzia Regionale per lo
Sviluppo e l'Innovazione
dell'Agricoltura del Lazio) avrà
invece funzione di controllo e
rispetto delle normative in
questione.
Lazio / informazione
SI
40
LAZIO_viniBross_07_210x288 5-11-2007 11:51 Pagina 1
5
55
OFFERTA
OFFERTA
ESCLUSIVA
PER II LETTORI
LETTORI DI
DI
PER
splendidi volumi
per conoscere o approfondire
caratteristiche e segreti
del vino e per imparare
la sofisticata arte del cocktail.
Bianco
Un mondo
accattivante e ricco
di fascino, i vini
bianchi. Spesso in
secondo piano, per
motivi che niente
hanno a che fare
con la loro qualità.
Rosso
Un rosso per amico.
Cercare di conoscere
e capire il vino esige
pazienza e passione,
due qualità
indispensabili
sia in chi lo fa,
sia in chi lo beve.
Spumante
La preziosa
trasparenza dello
spumante. Il profumo
che inebria l’olfatto
d’aromi, mentre
l’occhio segue le
perle che bisticciano
nel bicchiere.
TUTTO AL
LE
PREZZO SPECIA
DI € 19,90
Dolce
Imparare a conoscere,
riconoscere e gustare
questa tipologia di vino
che nasce con l’uomo
e che oggi, forse, non
ha la considerazione
che merita.
IN OMAGGIO L’ESCLUSIVO VOLUME
COCKTAIL
COCKTAIL
SCOPRIRE O RITROVARE UN RAFFINATO PIACERE
5 volumi brossurati formato 20 x 20,5 cm di 128 pagine ciascuno, riccamente illustrate a colori
LAZIO INFORMAZIONE 4/2007
✂
www.spadaprint.com
Spett.le FRATELLI SPADA EDITORI S.p.a. Via L. Romana, 60 - 00043 Ciampino - Roma
Desidero ricevere i volumi dell’offerta, al prezzo totale di € 19,90. Pagamento anticipato all’ordine su ccp 39937008
intestato a Fratelli Spada S.p.a., Via Lucrezia Romana, 60 - 00043 Ciampino - Roma, di cui allego copia, o con
assegno bancario non trasferibile, che unisco alla presente.
e-mail: [email protected]
COGNOME
NOME
INDIRIZZO
N
CITTÀ
TEL.
PROV.
FIRMA
CAP
DATA
Ai sensi della legge 675/96, i dati saranno da noi utilizzati a soli fini promozionali. In qualsiasi momento si potrà richiedere aggiornamento o cancellazione. • Non si effettuano spedizioni all’estero
ALEXIA MASI STUDIO GRAFICO • www.studiomasi.com
Una
Una imperdibile
imperdibile
iniziativa
iniziativa editoriale
editoriale
13-LI_legge_11-07
30-11-2007
18:12
Pagina 42
Legge •
e
g
g
e
L
a
n
u
Presto
per
contenere i prezzi
>
na nuova normativa,
la quarta in poco più di
due anni di
amministrazione, proposta
dall’assessorato regionale
all’agricoltura del Lazio. Si
tratta della legge sulla
contrattazione, o meglio, in
tema di “norme sulle
organizzazioni di produttori
agricoli, sugli accordi di
regionali per l’integrazione
delle filiere e sulle filiere corte”.
Mantenere stabili i prezzi,
organizzare i produttori per la
commercializzazione dei
prodotti e i cittadini in gruppi
d’acquisto, accorciare la filiera
ovvero tutto il sistema che
di Erica Antonelli
U
OBIETTIVI
DELLA
LEGGE:
Lazio / informazione
1. Promuovere la costituzione di
42
organizzazioni di produttori per la
commercializzazione dei prodotti,
attraverso la concentrazione dell'offerta e
l'adeguamento della produzione alle
esigenze di mercato.
2. Promuovere accordi regionali di filiera,
finalizzati all'integrazione dei soggetti
economici coinvolti nella filiera ed alla
valorizzazione dei prodotti agricoli ed
agroalimentari; coinvolgendo tutti gli
attori dei processi di produzione,
trasformazione, commercializzazione e
distribuzione, nonché dei lavoratori e dei
consumatori.
3. Favorire la formazione delle filiere
corte, incentivando la costituzione dei
gruppi di offerta e di acquisto, nonché la
commercializzazione diretta.
L'ASSESSORATO ALL'AGRICOLTURA PROPONE
LA LEGGE DI CONTRATTAZIONE PER ORGANIZZARE I
PRODUTTORI, PROMUOVERE ACCORDI DI FILIERA E
FAVORIRE LA FILIERA CORTA.
porta i prodotti agricoli dalle
campagne sulle tavole dei
consumatori. Sono questi gli
obiettivi della nuova proposta
di legge, già approvata dalla
Giunta regionale del Lazio e
che presto approderà in
Consiglio.
Attraverso la contrattazione
di filiera si potrà intervenire
in modo strutturale su tutta
la catena alimentare. La
nuova legge favorirà anche
la promozione di accordi
regionali sui meccanismi di
formazione dei prezzi in
modo da stabilizzarli e da
sostenere gli anelli deboli
della filiera: il produttore
e il consumatore. L’adesione
ai suddetti accordi costituirà
un criterio di preferenza per
l’accesso a finanziamenti,
azioni e servizi previsti dalla
Regione in favore delle
imprese agricole ed
agroalimentari, nonché ai
progetti integrati di filiera.
Sono anche previste
facilitazioni per le
organizzazioni situate in zone
svantaggiate e per i produttori
biologici. La legge istitisce
inoltre un elenco regionale
delle organizzazioni dei
produttori. Queste ultime, al
fine di essere riconosciute a
livello regionale, dovranno:
essere formate da produttori
agricoli, avere sede legale e
almeno il 50% della
produzione nel Lazio, essere
società di capitali, società
cooperative o consorzi, avere
un numero minimo di soci
e un minimo di produzione
lorda vendibile.
Per l’avvio della legge è
previsto per il primo anno uno
stanziamento complessivo di
600.000. La Regione sarà
infine garante di ogni
operazione per dare
trasparenza all’intero percorso.
13-LI_legge_11-07
30-11-2007
18:12
Pagina 43
14/15-LI_Equal+fiera_11-07
30-11-2007
18:14
Pagina 44
Equal •
e
n
o
i
z
a
z
z
i
l
a
t
i
V
i
d
o
r
t
n
e
a
i
n
c
Un C
e
t
o
o
della Z
per far rivivere il territorio
>
di Paola Ortensi
DONNE E TERRITORIO
SONO STATI I PROTAGONISTI
DEL SEMINARIO INTERNAZIONALE
CHE SI È SVOLTO LO SCORSO
MESE DI OTTOBRE PRESSO
L'ASSOCIAZIONE ROMANA
ALLEVATORI.
n Centro per la
vitalizzazione della
zootecnia da latte, dove
progettare, sperimentare e
costruire la mappa delle
opportunità del territorio.
Questa la proposta emersa
durante il seminario
internazionale “Donne, nuove
Opportunità di Sviluppo e
Territorio: esperienze e
prospettive Europee” che si è
svolto lo scorso mese di ottobre
nella Sala Convegni
dell’Associazione Romana
Allevatori, nel cuore dell’Agro
Romano. L’appuntamento, che
ha visto una grande
partecipazione a cui hanno dato
la propria adesione il Presidente
della regione Marrazzo,
l’assessore al Lavoro e alle Pari
Opportunità Alessandra
Tibaldi, il cui assessorato è fra i
cofinanziatori dello stesso e
l’assessore all’agricoltura
Daniela Valentini, è stato
organizzato come parte
integrante del progetto
Comunitario Equal, dal titolo
“Innovazione, Sviluppo,
Territorio”.
Lazio / informazione
U
44
Attori protagonisti Italia,
Spagna e Francia.
L’associazione Romana
Allevatori, che rappresentava il
nostro Paese, ha raccontato,
attraverso il suo presidente
Enrico Scorsolini, il lavoro
svolto insieme all’Università
Luiss e alla Compagnia
N.E.C.C. che si occupa di
progettazione soprattutto del
sistema agro alimentare. Un
partenariato questo che ha
permesso di promuovere un
indirizzo tanto inusuale per un
progetto Equal quanto originale
e importante quale quello del
target delle imprese agricole
zootecniche, in più guardando
alle donne. Le primissime fasi
del progetto per la realizzazione
del “Centro per la vitalizzazione
della zootecnia da latte” hanno
dato risultati incoraggianti, ha
spiegato la ricercatrice Roberta
Abate e hanno confermato
“come le aziende agricole
possano rappresentare un
indubbio supporto ai bisogni
sociali di un territorio, facendo
di queste loro nuove attività
anche interessanti opportunità
di reddito”. Nei prossimi mesi
verrà avviata la seconda fase del
progetto che,
attraverso incontri
con gruppi d’imprese
in diverse zone delle
aree rurali di Roma e
Provincia, arriverà a
selezionare le
imprese disponibili
ad essere
accompagnate fino
alla completa
realizzazione dei loro progetti.
L’inizio della seconda fase del
progetto prevede una possibile e
importante accelerazione
dell’impegno della Regione sia
attraverso l’Assessorato al
Lavoro che ha ribadito la
propria disponibilità a
continuare a sostenere Equal,
sia con l’Assessorato
all’Agricoltura che, insieme ai
rappresentanti del mondo
agricolo e alle organizzazioni
professionali, proseguirà il
proprio impegno.
L’Associazione Romana
Allevatori punta con questo
lavoro a promuovere e
realizzare azioni innovative che
possano coinvolgere le imprese,
attraverso il protagonismo
femminile e il coinvolgimento
diretto del territorio. Territorio
che, come ha spiegato Francesco
Di Iacovo dell’Università di
Pisa, ha assunto caratteristiche
nuove nella nuova Europa, che
non a caso ha prodotto il PSR
(Piano di Sviluppo Rurale) che
rappresenta oggi lo strumento
complesso con cui si progetterà
e si accederà ai finanziamenti
per il mondo agricolo fino al
2013.
14/15-LI_Equal+fiera_11-07
30-11-2007
18:14
Pagina 45
In fiera
mostra
Tradizioni Laziali in
a FieraCavalli
>
di MariaTeresa Cinanni
IL MONDO EQUINO E QUELLO AGROALIMENTARE, LA RURALITÀ, LE ATTIVITÀ ARTIGIANALI E LE
TIPICITÀ DELLA NOSTRA REGIONE APPRODANO ALLA 109ESIMA EDIZIONE DELLA STORICA
MANIFESTAZIONE VERONESE.
promozione del territorio, un mezzo per dare
visibilità alle razze equine presenti nella nostra
regione e consentire agli allevatori di entrare in
un circuito ben definito per promuovere la
cultura del cavallo. Ma la Fiera è anche storia.
La nostra storia. Fin dall'inizio è stata infatti una
sede privilegiata per la presentazione di
tecnologie innovative.
Nel 1899 Giovanni Agnelli mette in mostra un
quadriciclo a due posti. Nel 1909 l'avvenimento
clou della rassegna è una gara di palloni
aerostatici.
Nel 1921 Tazio Nuvolari vince la gara
automobilistica organizzata tra le manifestazioni
della Fiera, nel 1925 viene inaugurata
l'elettromotrice sulla Verona-Caprino-Garda.
Nel 1940, nonostante la guerra, la kermesse
chiude con un giorno d'anticipo perché sono
stati venduti tutti i 6000 animali presenti e dal
dopoguerra, con lo sviluppo economico che
tende ad emarginare il mondo del cavallo, la
Fiera rappresenta un modo per rinsaldare un
antico legame e mantener vive le nostre
tradizioni.
Lazio / informazione
I
l cavallo, il suo antico legame con un
territorio prevalentemente agricolo quale
quello del Lazio è stato ed è tutt'oggi, le
tradizioni legate al mondo equino e quello rurale,
le tipicità agroalimentari della nostra regione, la
riscoperta e la valorizzazione delle nostre
migliori attività artigianali e degli antichi mestieri,
la fonte di ricchezza sociale e privata che tutto
ciò rappresenta. È con questo spirito e con
questo bagaglio che la regione Lazio ha
partecipato alla 109esima edizione di
FieraCavalli, la storica manifestazione che si è
svolta a Verona dall'8 all'11 novembre. Una fiera
nata nel 1898 per valorizzare l'allevamento del
cavallo e consolidare il
rapporto tra questo e il
territorio. Una Fiera
che ben rispecchia i
valori di “Lazio terra di
cavalli”, il progetto
ideato dall'università
agraria della Tuscia
per andare alla
riscoperta del nostro
territorio, attraverso
anche il forte legame
tra questo e il cavallo
e tra il cavallo e l'uomo. Sin dai tempi più antichi,
infatti, il cavallo ha accompagnato agricoltori ed
allevatori nel proprio lavoro. Basti pensare al
mondo del pascolo, agli spostamenti di armenti
quando l'immagine dell'uomo era quasi
inevitabilmente associata a quella del cavallo (il
buttero a cavallo o i pastori in transumanza) o
alla lavorazione della terra, agli antichi attrezzi
utilizzati, alle fattorie. Patrimonio tutto di un
mondo non così lontano e soprattutto
fortemente presente nelle manifestazioni di
questo genere. La Fiera, infatti, lontana
dall'essere un'esposizione di cavalli, rappresenta
da sempre un'occasione di conoscenza e
45
16-LI_cinipide_11-07
30-11-2007
19:48
Pagina 46
16-LI_cinipide_11-07
30-11-2007
19:48
Pagina 47
Cinipide
ipide
Cincome
contrastarlo
>
di Simone Fattori
L’
QUESTO PARASSITA, ATTIVO SOPRATTUTTO NELLA PROVINCIA
DI VITERBO, HA COMPROMESSO LO SVILUPPO E LA
FRUTTIFICAZIONE DEL CASTAGNO. DOPO STUDI E MONITORAGGI,
LA REGIONE PROPONE DI COMBATTERLO UTILIZZANDO UN ALTRO
PARASSITA ED EVITANDO VELENI E SOSTANZE CHIMICHE.
radicati in altrettante aziende
agricole castanicole: 8 in
provincia di Viterbo, 1 in
provincia di Rieti, 1 in
provincia di Latina. Su
richiesta della Regione Lazio
il Ministro per le Politiche
Agricole, Paolo De Castro,
convocherà a breve un tavolo
nazionale con tutte le regioni
interessate al problema del
cinipide per coordinare le
attività di ricerca e valutare la
possibilità di indennizzare i
castanicoltori colpiti.
“Siamo sicuri - ha dichiarato
l’Assessore Regionale
all’Agricoltura Daniela Valentini
- che l’intervento del governo
farà fare un ulteriore passo
avanti sia in termini di garanzie
per i danni subiti dai
castanicoltori sia per la ricerca
di un’efficace azione di
contrasto contro il cinipide”.
L’idea è quella di fare sistema
con le altre regioni per
sviluppare una linea comune
d’interventi per debellare
definitivamente il parassita sul
territorio nazionale: fino ad oggi,
infatti, i metodi usati, nel Lazio
come in Piemonte e in tutte
le zone colpite dal cinipide, non
hanno portato a nessun risultato.
L’obiettivo è quello di ricostituire
un equilibrio ambientale
incentivando la coltura biologica
e rafforzando le difese naturali
contro il cinipide, oggi indebolite
dal massiccio ricorso ad agenti
chimici. “È necessario ricostruire
l’equilibrio di un ambiente
che è stato molto compromesso ha dichiarato in proposito
la Valentini -. Esiste un parassita
chiamato Torymus Sinensis,
che combatte il cinipide ma
è stato aggredito con gli
antiparassitari e quindi non può
svolgere la sua funzione.
Per ricostituire questo equilibrio,
abbiamo individuato già le zone
di insediamento e incluso in
queste come prevede l’Europa
il Viterbese. Il che vuol dire
che il cinipide sarà combattuto
con una risorsa che proviene
dal territorio, e non con gli
antiparassitari”.
Lazio / informazione
imenottero cinipide
Dryocosmus
kuriphilus Yatsumatsu
è un piccolo insetto di colore
nero particolarmente dannoso
per il castagno, originario della
Cina, ma ormai ampiamente
diffuso in Giappone, Corea e
Stati Uniti. L’insetto è stato
segnalato per la prima volta in
Europa, e in Italia nella
primavera 2002 in una zona
pedemontana a sud di Cuneo,
ed è in grado di provocare la
formazione di galle
(ingrossamenti di forma
tondeggiante e dimensioni
variabili da 0,5 a 2 cm di
diametro, di colore
verde o rossastro) su
foglie e germogli dei
castagni,
compromettendo lo
sviluppo delle piante e la
fruttificazione. Nel 2005 la
presenza del cinipide è stata
registrata anche nel Lazio,
soprattutto nella Provincia di
Viterbo, in particolar modo
nella zona dei Monti Cimini
dove la coltivazione del
castagno è molto estesa. Nello
stesso anno la Regione Lazio,
attraverso l’Assessorato
all’Agricoltura, è intervenuta
approvando in Giunta regionale
la delibera con le linee di lotta
obbligatoria contro il cinipide,
che comprendevano azioni di
monitoraggio, opere di
trattamento e distruzione in
caso di ritrovamento del
cinipide e campagne di
informazione. Al termine del
monitoraggio sono stati
individuati 10 focolai, tutti
47
17-LI_gita lazio_3p
30-11-2007
18:17
Pagina 48
Gita
nel
L
Viterbo:
ia
r
o
t
s
a
tr
o
s
s
a
p
s
a
e tradizioni millenarie
>
di Annamaria Graziano
I FASTI DELL’ANTICA DIMORA PAPALINA
RIVIVONO IN UN CONTESTO SEMPRE PIÙ
MODERNO CHE HA SAPUTO MANTENERE
INALTERATO IL FASCINO DEL PROPRIO
PASSATO. ANCHE ATTRAVERSO LA FESTA DI
SANTA ROSA CON LA SUA IMPONENTE
MACCHINA DI STAMPO MEDIEVALE.
eatro in pieno
Medioevo di
feroci lotte interne
tra guelfi e ghibellini,
Viterbo, la città dei papi,
non smette di esercitare
ancora oggi il suo fascino. Situata a
ridosso dei monti Cimini e vicina al
lago di Bolsena e a quello di Vico, il
capoluogo della Tuscia offre al
visitatore un piacevole tuffo nella
storia, quando pontefici e imperatori si
contendevano il dominio di importanti
territori e lo scontro tra potere religioso
e potere civile segnava ogni
evento.
A partire dal secolo XI, la
città conobbe una rilevante
espansione demografica,
passò alle istituzioni
comunali e crebbe di
importanza e prestigio. Ma
fu il XIII secolo il periodo
più vitale della sua storia.
Agli inizi del 1200, inserita
nell’orbita papale, Viterbo,
mal sopportando tale
presenza, chiese la
protezione di Federico II.
Iniziò così una stagione
durissima di lotte tra fautori
dell’impero e fedeli alla
Lazio / informazione
T
48
Chiesa. Vinse il papato, e dalla seconda
metà del secolo i successori di Pietro
scelsero la città come loro sede: il
Palazzo papale divenne il centro del
potere e del governo della Chiesa nel
mondo e fu a Viterbo che si svolse il
primo conclave della storia. Per
accelerare, infatti, l’elezione del
successore di Clemente IV a quasi tre
anni dalla sua morte, il popolo
viterbese, guidato dal capitano del
popolo Raniero Gatti, decise di
chiudere a chiave i cardinali nella sala
dell’elezione (clausi cum clave), nutrirli
a pane e acqua e lasciarli alle intemperie
scoperchiando il tetto del palazzo.
Ne uscì papa il piacentino Tedaldo
Visconti con il nome di Gregorio X.
Successivamente, si svolsero in città
altri cinque conclavi e l’ultimo, quello
per l’elezione di Martino IV, segnò
l’abbandono di Viterbo da parte della
curia pontificia.
Si chiuse così un periodo di fatti e
misfatti, ma anche l’epoca del massimo
splendore in cui il centro storico si era
17-LI_gita lazio_3p
30-11-2007
18:17
Pagina 49
Lazio • Gi
L a cucina tipica della Tuscia è legata fondamentalmente alla posizione geografica del territorio.
Può quindi essere considerata un’ottima combinazione della tradizione gastronomica romana, umbra e
toscana. Tra i piatti tradizionali, la famosa acquacotta della Tuscia, la pasta fatta in casa, le zuppe di
legumi e le minestre. Tra i secondi primeggiano piatti a base di carne di agnello, maiale e pollame.
la ricetta
L’Acquacotta della Tuscia
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
_2 cipolle _500 gr di pomodorini _2 spicchi d’aglio
_la punta di 1 peperoncino _1 kg di cicoria di campagna
_4 patate grandi _fette di pane casereccio raffermo
_olio d’oliva extravergine _sale _2-3 rametti di mentuccia fresca
FACOLTATIVI _1 uovo in camicia a persona, oppure 400 gr di baccalà,
già ammollato
La ricettaa | DIFFICOLTÀ MEDIA
Sbucciate, lavate e affettate le cipolle e le patate. Mettetele in una pento1.
la preferibilmente di coccio, aggiungetevi l’aglio sbucciato e schiacciato, il peperoncino e i pomodorini (ed eventualmente il baccalà a pezzi). Versatevi circa un litro di acqua e portate ad ebollizione.
2.
Nel frattempo, scottate a parte la cicoria, per attenuare il sapore amaro,
e unitela alla minestra assieme alla mentuccia. Insaporite con il sale e continuate la cottura per 40 minuti a fuoco moderato e a recipiente coperto. Durante la cottura controllate che resti liquido sufficiente per inzuppare il pane.
3.
Se usate le uova, cuocetele nell’acquacotta 4 o 5 minuti prima di toglierla dal
fuoco. A cottura ultimata, versate il brodo nei singoli piatti, dove avrete disposto
le fette di pane, e aggiungete olio d’oliva a piacere.
Vino consigliato per l’abbinamento:
Est! Est!! Est!!! di Montefiascone Prodotto nei comuni dell’Alta Tuscia è un
vino bianco di grande freschezza, ma anche ben strutturato e armonico. Il
nome evoca tradizioni e leggende e la sua storia è da sempre legata alla
cultura e alle vicende del territorio da cui prende il nome.
Sembra distante dal mondo,
quasi sospesa in una
dimensione irreale. Civita di
Bagnoregio è una perla unica
che lascia il turista rapito e
sorpreso. Frazione di
Bagnoregio, comune a 28
chilometri dal capoluogo,
questo antico borgo è
completamente isolato a causa
di una progressiva erosione
della collina e della vallata
circostante che continua ancora
oggi e rischia di farlo
scomparire. Raggiungibile solo
attraverso un ponte pedonale,
Civita è abitata da poche
famiglie, ma è meta ogni anno
di numerosi turisti attirati dalla
particolarità del luogo e dal
magnetismo che sprigiona.
All’interno del borgo spiccano
la chiesa di San Donato, il
Palazzo Vescovile, la Porta
di Santa Maria (con due leoni
che tengono tra le zampe una
testa umana, per ricordare una
rivolta popolare contro la
famiglia orvietana dei
Monaldeschi) e la casa di San
Bonaventura, religioso e
filosofo del XIII secolo. Tra le
manifestazioni più importanti, il
Palio della Tonna, una corsa
di asini con fantino che si
svolge la prima domenica di
giugno in occasione dei
festeggiamenti della Madonna
Liberatrice e la seconda di
settembre per la festa del SS.
Crocifisso.
Lazio / informazione
Gastronomia, della Tuscia
CIVITA
DI BAGNOREGIO,
UNA PERLA
DELLA TUSCIA
49
17-LI_gita lazio_3p
30-11-2007
18:17
Pagina 50
Gita nel
SUTRI,
un paesino sul tufo
Lazio / informazione
Secondo la tradizione fu il
primo nucleo del dominio
temporale della Chiesa.
Donata nel 728 da Liutprando,
re dei Longobardi, al pontefice
Gregorio II, Sutri costituì il
primo passo nella costituzione
del patrimonio della Chiesa e,
quindi, nella definizione del
principio di territorialità, base
del potere politico pontificio.
Situata lungo la via Cassia, a
34 chilometri da Viterbo e a
50 da Roma, sorge su un
imponente rilievo di tufo
circondato da splendide
vallate. Questo piccolo
paese è una tappa preziosa
per chi vuole conoscere la
Tuscia e ammirare le sue
bellezze alla scoperta di
luoghi ricchi di memoria.
L’anfiteatro romano, la
necropoli etrusca e il duomo
di origine romanica sono
50
arricchito di nuove chiese, di nobili
edifici, del famoso Palazzo dei Papi e
dello splendido quartiere di San
Pellegrino. Oggi, questo patrimonio
artistico e architettonico, testimonianza
dei fasti del passato, si offre intatto al
visitatore, conquistato da una città che,
seppur per poco tempo, è stata il centro
del potere temporale e spirituale della
Chiesa e che ha mantenuto fino ai
nostri giorni un forte attaccamento alle
l’anima del passato di
Sutri che oggi conta poco più
di 5.000 abitanti e conserva
vive feste e tradizioni, come la
sfilata dei cavalli il giorno di
Sant’Antonio Abate, la
processione a settembre di
Santa Dolcissima con la
fiaccolata e i fuochi d’artificio
all’interno dell’anfiteatro e il
festival estivo di musica
classica.
tradizioni religiose. Ogni anno, il 4
settembre, la Festa di Santa Rosa - che
visse a Viterbo tra il 1233 e il 1251, e
che fu coraggiosa paladina della Chiesa
contro gli eretici e i ghibellini rappresenta un appuntamento
immancabile per i viterbesi ed è la festa
per antonomasia. La sera del 3, per le vie
del centro storico, sfila un’imponente
costruzione votiva, la cosiddetta
Macchina di Santa Rosa, una torre
illuminata da fiaccole e luci, alta circa
trenta metri, sollevata e portata a spalla
dai cosiddetti ‘Facchini’. Le origini della
Macchina risalgono al periodo successivo
al 1258 per ricordare la traslazione
del corpo della santa dalla Chiesa di
Santa Maria al Poggio al Santuario a lei
dedicato, avvenuta per volontà di papa
Alessandro IV il 4 settembre
di quell’anno.
17-LI_gita lazio_3p
30-11-2007
18:17
Pagina 51
18-LI_Olio_Vino_11-07
30-11-2007
19:50
Pagina 52
olio
Olio e vino,
nel Lazio meno ma meglio
VENDEMMIA IN RIBASSO, RECORD DEGLI ULTIMI
SESSANT’ANNI. INTANTO MACINE IN MOVIMENTO
PER L’“ORO VERDE” LAZIALE.
di Alfonso Vannaroni
Lazio / informazione
>
52
inore quantità ma di ottima
qualità. Si presenta così
l’annata 2007 di oli e i vini
della nostra regione, due fra i prodotti che
caratterizzano il made in Italy. Nel Lazio,
come in altre regioni d’Italia, si fanno i
conti con un inverno mite, con poche
piogge in primavera e con un’estate
segnata da temperature elevate e siccità.
Stranezze climatiche, queste, che hanno
fatto maturare prima del previsto le
coltivazioni, e hanno creato non pochi
problemi ai produttori. L’Associazione
enologi enotecnici italiani sostiene infatti
che la vendemmia del 2007 passerà alla
storia come la più scarsa degli ultimi
sessant’anni. Anche se la qualità
gratificherà i cultori del vino, nel bilancio
dell’associazione si stima comunque una
perdita complessiva di volumi del 18 per
cento rispetto al 2006 con una
produzione di circa 40.500.000 ettolitri
di vino rispetto ai 49.631.000 ettolitri
dello scorso anno. Per quanto riguarda la
nostra regione le previsioni elaborate
dagli enologi sulla produzione di mosti e
vini del 2007 indicano che, grazie al
perfetto stato sanitario delle uve, “la
qualità si può confermare su ottimi livelli.
Invece dal punto di vista quantitativo si
stima una produzione inferiore del 20 per
cento rispetto al 2006,
M
vale a dire circa 1.850.000 ettolitri,
contro i 2.316.000 ettolitri dello scorso
anno”. Macine in movimento nelle
province della regione. I tempi sono
ormai maturi anche per la nuova stagione
dell’olio, da più parti definito l’oro verde
laziale. Confagricoltura prevede, in tutto
il paese, una produzione per il 2007 in
deciso calo rispetto alle 571.000
tonnellate ottenute lo scorso anno.
Diminuzione dovuta proprio
all’andamento climatico della scorsa
estate, in cui caldo e siccità hanno
condizionato soprattutto la fase di
accrescimento delle olive. Intanto dalla
Tuscia a Canino - zone di produzione di
olio a denominazione di origine protetta senza dimenticare il frusinate e l’area
pontina, per arrivare infine in Sabina,
altra zona di produzione storica di olio
extravergine dop - gli olivicoltori
cominciano a fare i conti con il calo della
produzione. In Sabina molti temono che
la raccolta possa risultare compromessa.
30-11-2007
LA VENDEMMIA
2007 CONFERMA
LA CRESCITA
IN QUALITÀ
DELLA
PRODUZIONE
VINICOLA
REGIONALE.
PER L’OLIO
ARRIVA DAL
MINISTRO
DE CASTRO
L’OBBLIGO
DELL’ETICHETTA
A INDICARE LA
PROVENIENZA.
19:50
Pagina 53
Per questo il presidente della
Commissione regionale
agricoltura Mario Perilli ha
inviato una nota alla direzione
Agricoltura, chiedendo la verifica
delle condizioni per il
riconoscimento dello stato di
calamità naturale (causa siccità),
per gli olivicoltori della provincia di
Rieti. “Come si può ben immaginare ha scritto Perilli nella nota - ciò
comporterebbe un grave danno per
l’economia sabina”. Tuttavia a
rasserenare in parte i produttori laziali, e
in genere italiani, ha pensato il recente
decreto del ministro delle Politiche,
alimentari e forestali, Paolo De Castro che
obbliga a indicare in etichetta la
provenienza delle olive impiegate nell’olio
vergine ed extravergine. Iniziativa
condivisa dalle organizzazioni dei
produttori olivicole (Cno-Unasco-AipoUnapol) che l’hanno definita “un passo in
avanti nella difesa del made in Italy dalle
falsificazioni”. Anche nel Lazio al
momento sono in corso iniziative per
promuovere i prodotti che
qualificano il made in
Italy. È il caso
dell’appuntamento
annuale con il “Novello
Latino”, ovvero delle
trenta etichette che fanno
parte dell’istituto Vino
novello del Lazio. ‘’I
nostri viticoltori si sono
sbizzarriti con vini novelli
in purezza ma anche con
interessanti blend - ha
spiegato l’assessore
all’agricoltura Daniela Valentini -.
La parte del leone l’hanno fatta il
Merlot, per quanto concerne gli
Internazionali, e il classico Sangiovese,
come Italiano. Gli appassionati,
tuttavia, potranno divertirsi anche
con Cabernet Sauvignon, Shiraz,
Ciliegiolo e, soprattutto, il nostro amato
Cesanese”. E nei giorni scorsi si è svolta
anche la quarta edizione di Frantoi Aperti,
appuntamento ormai tradizionale per
valorizzare e far conoscere l’olio del Lazio,
la sua qualità, la sua cultura e le aree di
produzione.
Lazio / informazione
18-LI_Olio_Vino_11-07
53
19-LI_Palatium_11-07
30-11-2007
18:22
Pagina 54
Palatium
a
n
i
g
e
r
a
c
e
t
o
En
della Festa del Cinema
DALLA COLAZIONE
AL PRANZO ALLA CENA,
PASSANDO PER L'HAPPY HOUR. IL
TUTTO MADE IN LAZIO.
CINEFILI E VIP HANNO DEGUSTATO
E APPREZZATO LA CUCINA
REGIONALE E RISCOPERTO
I DOLCI TRADIZIONALI. SUCCESSO
PER IL MARITOZZO CON LA
PANNA.
orchetta di Ariccia,
mozzarella di bufala e
fritti della tradizione
romana. E poi maritozzi con la
panna e pastiera romana. Alla
Festa del Cinema di Roma
successo per i prodotti tipici del
Lazio. Spenti i riflettori al Parco
della Musica è tempo di bilancio
per l'Enoteca regionale
Palatium, che dal 18 al 27
ottobre è approdata
all'Auditorium Parco della
Musica. I prodotti laziali hanno
conquistato il palato dei
numerosi cinefili accorsi al
grande evento capitolino.
20.000 presenze nello spazio
polifunzionale Palatium nei 10
giorni d'attività al Cinefest.
Grande la partecipazione dei
giovani: oltre il 60% degli
avventori è stato under 40.
Circa 3.000 gli stranieri (circa il
15%) che per la prima volta
hanno gustato il meglio
dell'enogastronomia regionale.
Tantissimi i bambini delle scuole
che hanno fatto la colazione e lo
spuntino per il pranzo con i
prodotti tipici laziali. 30.000 i
bicchieri di vino serviti. La
Lazio / informazione
P
54
>
di Ester Mieli
temperatura più rigida delle
attese ha favorito la scelta dei
vini rossi. Il più richiesto è stato
il Cesanese, sempre più
conosciuto ed apprezzato dai
consumatori. Tra i bianchi
molto richieste le “bollicine” di
Viterbo, soprattutto per
l'aperitivo. Gran sorpresa hanno
riscosso le birre del Lazio
accompagnate da spuntini
veloci. Tra le novità più
apprezzate le varie porchette del
Lazio, dalla Reatina alla
Viterbese oltre alla più famosa
di Ariccia. Confermato l'atteso
apprezzamento per gli chef
ospiti dell'Enoteca (Massimo
Riccioli, Anna Dente e Salvatore
Tassa, oltre a Severino Gaiezza
chef di Palatium). 6.000 le
persone che hanno degustato le
migliori ricette regionali. Molto
apprezzata la cucina
tradizionale dai tanti che, per la
prima volta, si sono avvicinati ai
sapori del territorio. A sorpresa
anche il gran successo della
caffetteria, dove sono state
riscoperte le torte tradizionali
(pan frutto, crostata e pastiera
romana) e, tra i dolci della
prima colazione, è tornato alla
ribalta lo storico maritozzo con
la panna. Più di 3.000 le
persone presenti all'enoteca in
occasione degli oltre 25 eventi
organizzati, tra gli ospiti illustri
che hanno voluto conoscere e
degustare i migliori prodotti del
Lazio, Franco Battiato, Lucio
Dalla, Tommy Lee, Neri
Marcorè, Amanda Sandrelli e
Colin Firth.
19-LI_Palatium_11-07
30-11-2007
18:22
Pagina 55
m•
Leccarsi i baffi
alla seconda
biofiera
alla terra alla tavola. Alla seconda edizione della
Biofiera 2007, organizzata dall'Assessorato
all'Agricoltura della Regione Lazio, al Parco della
Resistenza, dal 11 al 14 ottobre, è andato di scena il meglio
dei prodotti tipici laziali, targati bio. Quattro giornate dedicate
alla vendita, all'esposizione, agli spettacoli, all'animazione,
all'educazione alimentare, ma anche alla degustazione di
piatti ad hoc, nel ristorante biologico
dell'Enoteca Regionale Palatium. Lo
spazio, aperto sia a pranzo che la
sera, ha presentato piatti tipici della
tradizione regionale. Dal cacio e
pepe al piatto di formaggi del Lazio,
fino alla crostata di ricotta e ai
biscottini secchi. Tanti i romani e i
turisti, ma anche i curiosi che per la
prima volta si sono avvicinati ai
prodotti biologici. Il “chiosco dei Cibi
da strada”, con supplì, la mozzarella
in carrozza, il panino con la
porchetta, ma anche il cartoccio con
le nocciole, ha fatto impazzire il
palato dei “buongustai”. Nei menu bio tante le offerte: dalla
frittata con cipollotto e asparagi, alla crema di lenticchie, fino
ai bucatini all'amatriciana e alla crostata di mele bio.
Tutto realizzato dallo chef creativo Severino Gaiezza.(E.M.)
Lazio / informazione
D
55
20-LI_Raccolta differenziata
30-11-2007
18:25
Pagina 56
Raccolta
o
n
a
m
o
R
o
n
a
v
e
l
O
a
d
Parte
>
la raccolta
“porta
levano Romano sarà il
primo comune della
Provincia di Roma ad
iniziare, operativamente, la
raccolta porta a porta su tutto il
suo territorio. Ad annunciarlo è
il sindaco Guglielmina Ranaldi
durante una conferenza stampa
alla presenza della vice
presidente della Provincia di
Roma, Pina Rozzo, e del
presidente del Consiglio
regionale del Lazio, Guido
Milana. Dal 20 novembre
prossimo dalle strade di
Olevano spariranno
tutti i cassonetti
tradizionali mentre,
ad ogni famiglia,
verranno
consegnati i
contenitori per
differenziare i
propri rifiuti tra
carta, vetro,
plastica, lattine e
umido. Saranno poi gli
operatori del Consorzio Gaia
Spa a passare, periodicamente,
casa per casa a ritirare i diversi
rifiuti adeguatamente
differenziati. “Contestualmente
- spiega il sindaco - verrà
avviata una forte campagna di
comunicazione per cambiare la
Lazio / informazione
O
56
a
di Massimo Sbardella
porta”
LA PROVINCIA DI ROMA SOSTIENE L’AZIONE DEI PRIMI 20
COMUNI CHE AVVIANO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA.
cultura dei cittadini in materia
di smaltimento dei rifiuti. È una
fase importante per raggiungere,
in termini di differenziata,
l’obiettivo del 60% del totale. Il
Comune vuole essere
da esempio e toglierà
completamente piatti
e vettovaglie di
plastica nelle mense
scolastiche per sostituirli con i
vecchi piatti di coccio e bicchieri
di vetro. Un modo per
eliminare, fin da subito, circa 30
kg al giorno di plastica da
smaltire”. “È evidente che al
sistema dei rifiuti laziale precisa la vicepresidente della
Provincia di Roma, che ha
finanziato con 223 mila euro la
partenza del “porta a porta” occorre una riorganizzazione
che sia finalizzata alla raccolta
differenziata e non
all’industrializzazione dei rifiuti.
È importante che la raccolta
‘porta a porta’, nel momento in
cui diventa una realtà, sia
supportata da una forte attività
di sensibilizzazione, di
promozione, soprattutto
culturale, dato che richiede una
cambiamento di abitudini
consolidate. La provincia di
Roma, insieme
alle
amministrazioni
comunali,
sosterrà i
cittadini in
questo delicato
passaggio”.
Sono oltre 20 i
Comuni che
hanno finito
l’iter progettuale
e partiranno a
breve con il porta a porta. Dopo
Olevano e Ciampino i prossimi
in calendario sono Palombara,
Pomezia, Anguillara, Monte
Porzio e Monterotondo.
“Su Olevano - sottolinea il
presidente del Consiglio
regionale Guido Milana,
per due volte sindaco del
comune - grava l’importante
responsabilità, essendo
tra i primi a partire, di essere
esempio positivo nel dimostrare
che questa è l’unica strada
da percorrere.
Il ciclo dei rifiuti deve essere
completo, e la differenziata
rappresenta la fetta più grossa.
Se si vince questa partita
si afferma un modello virtuoso,
in caso contrario vince
il partito delle discariche e
del bruciare tutto. E questo non
possiamo permetterlo”.
20-LI_Raccolta differenziata
30-11-2007
18:25
Pagina 57
22-LI_Eventi_11-07
30-11-2007
18:28
Pagina 60
eventi
EVENTI
Eventi culturali a Roma.
>
di Alessandra De Luca
LA DIVINA COMMEDIA ALL’OMONIMO TEATRO DI TOR VERGATA, STANLEY KUBRIK AL PALAZZO
DELLE ESPOSIZIONI, MACCHIAIOLI AL CHIOSTRO DEL BRAMANTE. QUATTRO EVENTI IMPERDIBILI NELLA RICCA OFFERTA CULTURALE DI ROMA IN QUESTO SCORCIO D’AUTUNNO.
I Macchiaioli
on la mostra al Chiostro
del Bramante andiamo
indietro nel tempo, prima
dell’esplosione del movimento
impressionista in Francia. Sotto i
riflettori fino al 3 febbraio, la
mostra de I Macchiaioli - il
sentimento del vero. “La
scolarina” di Giovanni Fattori,
“Il rio a Riomaggiore” di Telemaco Signorini
(esposto per la prima volta) “Carro e bovi nella
Maremma toscana” di Giuseppe Abbati,
“L’educazione al lavoro” di Silvestro Lega. Sono
questi alcuni dei cento capolavori presentati. La
scuola di pittura dei Macchiaioli, originale e
rivoluzionaria, nasce in Toscana alla metà del 1800
e consiste nel rendere le impressioni dal vero col
mezzo di macchie di colori, di chiari e di scuri.
Opere d’arte uniche, molte delle quali appartenenti
a collezioni private.
C
Stanley Kubrik
opo un lungo lavoro di restauro, il Palazzo delle
Esposizioni di via Nazionale rispalanca le porte ai
suoi visitatori con un evento davvero speciale. Un
omaggio a uno dei maggiori geni del cinema: Stanley
Kubrick, affiancato da altre 2 grandi mostre dedicate a Mark
Rothko e Mario Ceroli. Documenti inediti, copioni originali,
appunti di regia, testimonianze, backstage, plastici, costumi e
vere e proprie ricostruzioni di ambientazioni sceniche.
D
Tantissimo il materiale a disposizione di chi ha amato il genio
di questo regista. Tra le proposte più interessanti la
ricostruzione della scenografia utilizzata per il prologo del
> CHIOSTRO DEL BRAMANTE • Via Arco della Pace 5, Roma
film cult “2001 Odissea nello spazio” e la speciale lente Zeiss
prodotta dalla N.A.S.A. che permise al regista di girare in
interni con la sola luce delle candele. La mostra, aperta fino al 6 gennaio, rappresenta
un’occasione unica per scoprire i segreti dell’arte di Kubrick anche grazie alla rassegna
completa dei suoi film, proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.
> PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI • Via Nazionale, 194 Roma
La Divina Commedia.
M
eraviglioso viaggio attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso danteschi.
Il cammino dell’uomo alla ricerca del senso della vita è di scena per la prima
volta a Roma. Dal 23 novembre al Teatro omonimo “Divina Commedia” di
Tor Vergata, 24 cantanti attori, 20 ballerini e 12 acrobati animeranno la più famosa
opera della letteratura universale ripercorrendo il viaggio fantastico dell’uomo nell’al di
là. Opera musicale di Marco Frisina unica e imperdibile.
> TEATRO DIVINA COMMEDIA • Piazzale Giovanni Paolo II - Viale dell’Archiginnasio
60
Progetto1
5-11-2007
14:35
Pagina 1
22-LI_Eventi_11-07
30-11-2007
18:29
Pagina 62
eventi
EVENTI
>
di MariaTeresa Cinanni
…. e nel Lazio
GLI APPUNTAMENTI CULTURALI E LE MANIFESTAZIONI CHE DURANTE IL MESE DI DICEMBRE
E LE FESTIVITÀ ANIMERANNO LE CINQUE PROVINCE DELA NOSTRA REGIONE.
Il Sei-Settecento a Palazzo Chigi di Ariccia
omenico Fetti,
Mattia Preti,
Angelo
Caroselli e Filippo
Lauri, Antonio
Amorosi, ma anche il
Cavalier d'Arpino e
Giacinto Gimignani.
C'è tutto il SeiSettecento artistico
italiano nei 128 dipinti
donati dall'avvocato
romano, Fabrizio
Lemme, a Palazzo
Chigi di Ariccia, dove
rimarranno in mostra
fino al 10 febbraio
2008. Una donazione
che, stando agli
D
studiosi, dà il colpo
d'ala al museo di
Palazzo Chigi nato da
un'idea dello
scomparso storico
dell'arte Maurizio
Fagiolo dell'Arco che
aveva a sua volta
donato quarantotto
dipinti del Seicento
romano. Museo del
barocco romano nel
palazzo progettato
(come la piazza di
Corte antistante e il
borgo) dal Bernini, il
regista del barocco, fra
il 1664 e il 1672. La
donazione Fagiolo si
aggiungeva alla
dotazione in quadri,
quadroni, affreschi,
sculture, arredi, rare
tappezzerie in cuoio, di
Palazzo Chigi
acquistato nel 1988 “a
condizioni di favore” e
di quasi rudere dal
“Presepi nei Forni”
a S. Elia Fiumerapido
on il periodo natalizio i presepi si mettono in mostra.
È consuetudine infatti realizzare presepi artigianali in
Valleluce, frazione di S. Elia Fiumerapido (provincia di
Frosinone). La manifestazione - che si svolgerà dall'8 dicembre
al 6 gennaio - prevede l'allestimento di presepi artigianali nei
locali degli antichi forni del borgo.
C
Arbore in concerto a Viterbo
“Le legioni di Roma”
Dal sacro al profano. A Viterbo il 14 e 15 dicembre
riecheggeranno le note dell'Orchestra Italiana diretta
da Renzo Arbore che, con i suoi virtuosismi e la sua
allegria, animerà il Palazzetto dello Sport. Un appuntamento
di grande qualità e di ottima musica, capace di soddisfare tutti
i gusti e tutte le fasce d'età.
rorogata fino al 6
gennaio 2008 la mostra
"Le legioni di Roma"
Presso il Museo Civico di Rieti.
In esposizione le ricostruzioni
scientifiche di armature, bronzi,
elmi ed accessori del IV° secolo
d.C. in uso nell'esercito
romano. L'esposizione è a cura
di Silvano Mattesini di Archeos
Roman Armour, in
collaborazione con il Museo
Civico di Rieti e la
Soprintendenza per i Beni
Archeologici del Lazio.
D
“Festival pontino del cortometraggio”
A
nche Latina
celebra la
sua festa
del cinema. Dal 26
al 30 dicembre
2007 al via il
62
Comune di Ariccia. In
attesa che i dipinti
vengano disposti a
quadreria nel palazzo, si
può ammirare l'intera
donazione nel percorso
espositivo
appositamente
realizzato.
“Festival pontino
del cortometraggio”.
Registi di tutta
Italia mostreranno
al pubblico i propri
lavori, frutto
di differenti
professionalità
e realtà artisticoculturali che
necessitano
di essere valorizzate.
P
22-LI_Eventi_11-07
30-11-2007
18:29
Pagina 63
20-LI_Calendario_11-07
30-11-2007
18:31
Pagina 64
CALENDARIO
I prossimi appuntamenti, in Italia e nel mondo
Sono numerosi gli appuntamenti agroalimentari da segnare in agenda per
le aziende agricole intenzionate a far conoscere e apprezzare i loro prodotti sul mercato nazionale ed estero. Vediamo insieme le manifestazioni
più importanti previste per la fine dell’anno 2007.
EXPOFOOD
ITALY INDIA 2007
e dal 14 al 15 dicembre
Mumbai
MERCATINI VERDI DEL
PROGETTO “REA SILVIA”
e dalL’ 8 all’11 novembre
Verona
Continuano
gli appuntamenti
con i Mercatini Verdi
del “Progetto Rea Silvia”.
I giorni di 8 e 9
dicembre le
imprenditrici agricole
del Lazio aderenti
all’iniziativa saranno
presenti a Roma presso
il Centro Commerciale
“I Granai”, mentre
il 15 e 16 dicembre
l’appuntamento
è in piazza Santa Maria
Liberatrice.
LAZIO TERRA
DI GIOIELLI.
VINO OLIO E ORO SI
METTONO IN MOSTRA
e 8-9-10 dicembre
Roma
Una vetrina d’eccezione
nella splendida cornice
Castel Sant’Angelo per
mettere in mostra i
gioielli della nostra
terra. I migliori oli e vini
accompagnati dalla
preziosità dell’arte orafa
romana. Un’occasione
per percorrere insieme
le vie del gusto, della
bellezza e dell’eleganza.
Un evento che nasce
per la promozione
dell’agroalimentare e
del vinitivinicolo italiano
nel mondo, diffondendo
la qualità e la tradizione
del made in Italy
all’estero. L’India
rappresenta un mercato
in continuo aumento
nella richiesta e nel
consumo dei prodotti
italiani e per questo è
una vetrina eccellente
per la valorizzazione
della nostre produzione.
Lazio
informazione
Novembre / 2007 numero 4
DIRETTORE RESPONSABILE
> Misuraca Michele
CONDIRETTORE
> Ardito Maria Grazia
REDAZIONE
> Enrico Barbieri, Luca Benigni,
Andrea Camprincoli, Beatrice Curci,
Maria Teresa Cinanni, Sandro Cristaldi,
Simone Fattori, Annamaria Graziano,
Piervittorio Marzocchi, Gianluca Mealli,
Giuseppe Motisi, Antonello Salerno,
Massimo Sbardella, Francesca Trincia,
Francesco Unali, Alfonso Vannaroni,
Maurizio Venafro, Nicola Zamperini.
COLLABORATORI:
> Erica Antonelli, Marco Bianchi,
Daniele Camilli, Emanuele Lanfranchi,
Marina Rabagliati,
Alessandra De Luca, Ester Mieli,
Paola Ortensi, Paola Rosatini.
SEGRETERIA DI REDAZIONE
> Erica Antonelli
06/51684214
PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE
> Le Tipo Snc
di Illuzzi Claudia e Paloscia Francesca G.
via Ostiense, 30 - 00143 Roma
www.letipo.com
FOTOLITO E STAMPA
> Fratelli Spada S.p.a.
Via Lucrezia Romana 60 - 00043 Ciampino Roma - tel. 067911141
Stampato in Italia - Printed in Italy
COORDINAMENTO TECNICO
> Roberto Proietti
CONCESSIONARIA PUBBLICITÀ
> Comunica Srl
[email protected]
TIRATURA E DIFFUSIONE
> 100.000 copie
Lazio / informazione
REG. TRIBUNALE DI ROMA
> 106/99
64
IMMAGINI
> COPERTINA: Stefano Esposito
I NTERNO: Assessorato all’Agricoltura
della Regione Lazio, fotolia/slideshop,
Le Tipo, Mjrka Boensch Bees,
Consorzio Age, Alberto Guerrieri,
Riccardo Leonardi, Stefano Esposito,
Archivio Federcaccia-Greentime
/·LPSHJQRGLVHPSUH
DOVHUYL]LRGHOODVLFXUH]]D
0,1,67(52'(//¶,17(512
ZZZYLJLOIXRFRLW
',3$57,0(172'(,9,*,/,'(/)82&2
'(/62&&256238%%/,&2
('(//$',)(6$&,9,/(
&25321$=,21$/('(,
9,*,/,'(/)82&2
Copertina–LI-11-07 def
30-11-2007
17:13
Pagina IV
Scarica

Lazio Informazione n°4 - Agricoltura