Copertina–LI-11-07 def 30-11-2007 17:12 Pagina I Lazio informazione Novembre / 2007 numero 4 Sped. in abb. post / Art 2 comma 20/c / legge 662/96 filiale di Roma Mensile dell’assessorato all’agricoltura ( Regione Lazio IN COPERTINA Alla scoperta della provincia di Viterbo ) EDUCAZIONE ALIMENTARE: LE RISPOSTE DELL’ESPERTO Imprenditoria Pastorizia Eventi Le donne dirigono due aziende agricole su cinque La passione e l’impegno dell’ultimo pastore del lago della Duchessa Appuntamenti nel Lazio: dalla mostra di Gauguin alle manifestazioni natalizie Copertina–LI-11-07 def 30-11-2007 17:13 Pagina II LI_somm+editoriale_11-07* 30-11-2007 17:18 Pagina 1 SOMMARIO EDITORIALE e Daniela Valentini 3 “Lazio terra preziosa. Vino, olio e oro si mettono in mostra” e Tiziano Marelli 35 Approvato il regolamento sugli agriturismo AGRITURISMO 38 OGM 5 NEWS BIOFIERA e Francesca Trincia 10 Fontana e Perilli: “sostenere campagna liberi da ogm” e Alfonso Vannaroni Ogm il fronte del “no” e Nicola Zingaretti Biofiera da record, oltre 700mila visitatori LEGGI e Erica Antonelli TRANSUMANZA e Paola Rosatini BioFiera: sulle tracce della transumanza 12 PASTORIZIA e Francesco Unali 14 42 Presto una legge per contenere i prezzi EQUAL e Paola Ortensi 44 Un centro di vitalizzazione della zootecnia Una tradizione vivente nel Lazio FIERA CAVALLI e Maria Teresa Cinanni CACCIA e Giuseppe Motisi 18 45 Tradizioni Laziali in mostra a FieraCavalli Divieto di bossoli e pallini di piombo nelle ZPS CASTANICOLTURA e Simone Fattori 20 PESCA e Giuseppe Motisi 47 Cinipide come contrastarlo La filiera ittica del Lazio GITA NEL LAZIO e Annamaria Graziano 24 ALIMENTAZIONE Sapere i Sapori: come educare i giovani e Marina Rabagliati Una corretta alimentazione? Chiediamolo all'esperto e Pietro A. Migliaccio Anna Dente, una cucina da Oscar e Massimo Sbardella DONNE e Beatrice Curci 48 Viterbo: a spasso tra storia e tradizioni OLIO E VINO e Alfonso Vannaroni Olio e vino, nel Lazio meno ma meglio 52 PALATIUM e Ester Mieli 54 28 29 Enoteca regina della Festa del Cinema 30 RACCOLTA DIFFERENZIATA Donne della terra 56 Parte da Olevano la raccolta “porta a porta” e Massimo Sbardella e Erica Antonelli Un Natale gustoso e divertente NATALE 33 GAUGUIN e Erica Antonelli 58 14 24 38 EVENTI 60 CALENDARIO 64 48 54 Lazio / informazione Paul Gauguin artista di mito e sogno 1 LI_somm+editoriale_11-07* 30-11-2007 17:18 Pagina 2 LI_somm+editoriale_11-07* 30-11-2007 17:18 Pagina 3 EDITORIALE er chiudere in bellezza l'anno 2007, abbiamo realizzato un grande evento dedicato ai vini e agli oli laziali, i migliori ambasciatori dell'agricoltura del Lazio con un primato straordinario in termini di certificazioni di qualità: ben ventisette Denominazioni di Origine Controllata, quattro Indicazioni Geografiche Tipiche e tre Denominazioni di Origine Protetta per l'Olio di Canino, della Tuscia e della Sabina. La manifestazione “Lazio terra preziosa. Vino, olio e oro si mettono in mostra” si è svolta nei giorni dell'8, 9 e 10 dicembre nell'incomparabile cornice di Castel Sant'Angelo. Con questa iniziativa abbiamo voluto rendere omaggio alla nostra regione mettendone in mostra i tesori, sia quelli della tradizione enogastronomica laziale sia quelli dei maestri orafi. Vini e oli, vero e proprio vanto del patrimonio del nostro territorio, sono stati esposti accanto ai gioielli, a testimonianza della preziosità di entrambe le tipologie di prodotti. Gioielli, vino e olio trovano infatti la loro origine nella terra e fanno parte di percorsi artistici che ci consegnano ricchezze da valorizzare attraverso un abbinamento che appartiene alla nostra cultura, antica come una pietra preziosa o pregiata come un prodotto di qualità. Nell'ambito dell'evento sono stati organizzati percorsi espositivi all'interno delle prestigiose logge e sale storiche adiacenti i cortili dell'Angelo e della Balestra. Nella suggestiva cornice offerta dal Giretto di Pio IV è stato inoltre possibile degustare i tanti sapori delle eccellenze del Lazio preparate per l'occasione dai migliori chef, quali Gianfranco Vissani e Severino Gaiezza. La manifestazione ha visto la partecipazione di migliaia di persone e visitatori, a conferma di come Roma - con la sua vocazione agricola e i suoi ampi spazi verdi - sia pronta ad accogliere e celebrare le più grandi ricchezze del Lazio. P . a s io z e r p a r r e t , “Lazio o r o e o i l o , o n i V ra” t s o m in o n o t t si me Daniela Valentini Lazio / informazione Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio 3 CORR 60 6-11-2007 11:32 Pagina 1 FIAS Federazione Italiana Attività Subacquee presenta 2-LI_BREVI_11-07 30-11-2007 17:39 Pagina 5 news NEWS TROMBA D’ARIA A VITERBO, APPROVATA LA DELIBERA CHE AVVIA LA PROCEDURA DEI RISARCIMENTI upera i sette milioni di euro l’importo complessivo dei danni subiti dalle aziende agricole viterbesi colpite lo scorso 23 agosto dalla tromba d’aria che ha devastato ampie aree della provincia di Viterbo. Gravi danni alle strutture, agli impianti e alle attrezzature agricole, oltre che alle colture, avevano messo in ginocchio le imprese della Tuscia, che a gran voce avevano richiesto l’appoggio e l’intervento della Regione. A sostegno dell’economia agricola del territorio, la Giunta regionale del Lazio ha approvato la delibera che avvia la procedura dei risarcimenti. “Presenteremo al Ministero per le Politiche Agricole e Forestali - ha dichiarato Daniela Valentini, assessore all’agricoltura della Regione Lazio - la relazione con la descrizione dei danni per rendere presto operativa l’opera di risarcimento destinato alle aziende colpite’’. Secondo le stime degli uffici territoriali dell’agricoltura, attivati dalla Regione per il monitoraggio dell’entità dei danni, le aziende interessate coinvolgono ben undici comuni della provincia (Arlena di Castro, Canino, Marta, Montefiascone, Montalto di Castro, Piansano, Tarquinia, Tessenano, Tuscania e Viterbo). “Con questa delibera - continua l’assessore Valentini abbiamo dato in tempi brevi agli agricoltori la certezza sui risarcimenti, a partire dai quali potranno ricostruire le loro attività e progettare di nuovo il loro futuro’’. Spetta adesso al Ministero stanziare i fondi necessari alla copertura dei danni e portare a risoluzione uno dei diversi episodi di calamità naturali che, in particolar modo nella provincia di Viterbo, sembrano presentarsi con cadenza annuale. S Si aprono nuove collaborazioni tra Regione Lazio e l’Istituto Sperimentale di Zootecnia Tor Mancina. L’Assessore all’agricoltura Daniela Valentini ha fatto visita all’Istituto, sito nei pressi di Monterotondo. Ad accoglierla il Direttore Generale del CRA (Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura), Ida Marandola e il Direttore della struttura di Tor Mancina, Roberto Rubino. L’Istituto si presenta come una vera e propria azienda agricola con 900 ettari di estensione e con circa 400 capi di bufale, 600 di bovini oltre ad un allevamento, unico in Italia, di 200 cavalli lipizzani, razza assai rara e pregiata. Dopo una breve visita alla struttura è seguita una “tavola dichiarato l’assessore Valentini - e per questo l’assessorato ha intenzione di costruire un’intesa con questa struttura, in modo da dare al Centro la possibilità di stare nel sistema territoriale e a noi la possibilità di avvalerci della sua grande esperienza per lavorare su più fronti”. Molteplici infatti le idee progettuali nate da questa visita. Prima fra tutte la volontà di realizzare presso l’Istituto un parco monotematico interamente dedicato alla Lazio / informazione e Regione avvia intesa con Istituto sperimentale di zootecnia rotonda” sui temi salienti legati alla zootecnia, che ha rafforzato la sinergia tra la Regione e l’ente sperimentale. “L’Istituto di zootecnia Tor Mancina è un centro di eccellenza nazionale per la ricerca in agricoltura - ha 5 2-LI_BREVI_11-07 30-11-2007 17:39 Pagina 6 news • n NEWS zootecnia, aperto al pubblico e soprattutto a disposizione degli allevatori a cui si offrirebbero corsi di formazione e assistenza tecnica. L’attenzione è poi ricaduta sul comparto della pastorizia e su come sviluppare nuove attività di ricerca per migliorare la qualità del latte e del prodotto carne. Proprio dallo sviluppo e dall’elaborazione di questi punti, partirà una stretta, quanto proficua, collaborazione tra l’ente di ricerca e l’istituzione regionale. eGiornata mondiale della donna rurale: garantire il diritto all’alimentazione Con il tema “Il diritto all’alimentazione: le donne rurali agiscono e producono”, si è svolta il 10 ottobre la Giornata mondiale della donna rurale organizzata dalla Federazione internazionale dei produttori agricoli (Fipa). Obiettivo della manifestazione, richiamare tutti i governi ad un impegno forte ed incisivo nel sostenere concretamente le donne Lazio / informazione eAgricoltura sociale per valorizzazione dell’impresa agricola multifunzionale del Lazio 6 Si è svolto il 22 ottobre presso l’ARSIAL, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, il tavolo sull’agricoltura sociale. Presenti il presidente e il vice presidente della commissione agricoltura della Regione Lazio, Mario Perilli e Enrico Fontana, e il commissario straordinario dell’Arsial, Massimo Pallottini. Obiettivo del tavolo è quello di dare al Consiglio Regionale del Lazio la possibilità di definire in modo chiaro e stabile il quadro delle regole e delle certezze di cui hanno bisogno le imprese agricole del Lazio. Soddisfatte le organizzazioni agricole che hanno sottolineato la necessità di stabilire e riconoscere in modo certo e duraturo il profilo dell’impresa agricola sociale e il suo campo d’azione. Un impegno che vede coinvolte le competenze di molti assessorati (agricoltura, lavoro, sanità, turismo). rurali nel mondo. Tra le misure più urgenti individuate: un controllo ed una autonomia finanziaria delle agricoltrici sulle proprie aziende; una migliore commercializzazione dei prodotti agricoli attraverso il potenziamento di adeguate infrastrutture; una remunerazione sufficiente dei prodotti agricoli che consentano alle agricoltrici di proseguire le loro attività professionali e di investire nelle produzioni. A evidenziare l’importanza del ruolo svolto dalle donne rurali, i dati forniti dalla Fao. Le donne producono più del 50% del cibo coltivato sul Pianeta. In Africa producono più dell’80% della produzione alimentare, in Asia il 60% e tra il 30 e il 40% in Sud-America. Il 70% dei poveri in ambito rurale sono donne e la loro principale risorsa è l’agricoltura. e Istituito l’Osservatorio faunistico-venatorio regionale. Per la prima volta, una donna alla guida. Al via i lavori dell’Osservatorio faunistico-venatorio regionale. Il 6 novembre si è svolta infatti la prima riunione operativa. A presiedere l’Osservatorio - per la prima volta - una donna, Simonetta Lombardo, giornalista con una lunga esperienza in tematiche ambientali, che coordinerà un tavolo di "alto profilo scientifico e di valenza nazionale e che lavorerà - sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura Daniela Valentini - al servizio dei cittadini per avviare un grande percorso innovativo". Una vera e propria rete di competenze per mettere a sistema il mondo scientifico e quello professionale, con grandi esperienze di gestione faunistica e territoriale, così come l’Istituto Zooprofilattico. Presenti all’insediamento anche Massimo Pallottini e Rosaria Marino, rispettivamente Commissario Straordinario e Direttore Arsial, l’agenzia 2-LI_BREVI_11-07 30-11-2007 17:39 Pagina 7 news NEWS regionale a cui è stata affidata l’attività dell’Osservatorio. L’organismo svolgerà compiti di supporto tecnico-scientifico alle politiche faunistiche regionali attraverso monitoraggi, censimenti del patrimonio faunistico, progetti di ricerca e sviluppo. L’Osservatorio si riunirà periodicamente per pianificare le attività da svolgere e monitorare i risultati ottenuti. eRicerca: dal POR nuove tecnologie per imprese Presentati i risultati dei progetti ‘’Incubatore per le Bioscienze’’ e ‘’Attila’’ in occasione del convegno ‘’Strumenti per l’innovazione e il trasferimento tecnologico’’ svoltosi il 13 novembre presso la sede del Centro Nazionale delle Ricerche (Cnr). Finanziati dalla sovvenzione globale del Programma Operativo Regionale (POR) Lazio, i progetti hanno aperto la strada a nuove tecnologie per le imprese. Sei imprese di biotecnologie localizzate nel Lazio, 29 tecnologie e 43 brevetti considerati trasferibili alle piccole e medie imprese regionali sono il frutto della ricerca. Secondo il vicepresidente e UNIONCAMERE: LAZIO, PRIMA REGIONE PER TASSO CRESCITA DELLE IMPRESE Il Lazio è la prima regione per tasso di crescita imprenditoriale nel III trimestre 2007. Questo è quanto risulta dai dati diffusi da Unioncamere Lazio che riguardano il movimento demografico delle imprese. Il tasso di crescita è dello 0,52%, contro lo 0,25% della media nazionale, mentre le imprese iscritte alla Camera di Commercio del Lazio raggiungono le 575.737 unità (9,4% del corrispettivo totale nazionale). Ruolo trainante viene registrato da Roma e la sua provincia. Da gennaio a settembre di quest’anno il saldo è di 2336 imprese, pari al 78% del Lazio. Si conferma inoltre un profondo processo di ristrutturazione in atto nel sistema imprenditoriale territoriale: chi entra adesso sul mercato sceglie modelli societari più robusti, come le società di capitali, che rappresentano la forma giuridica al più alto tasso di crescita: +0,85%. Soddisfazione è stata espressa da tutti i maggiori rappresentanti istituzionali del territorio - Piero Marrazzo, Enrico Gasbarra e Walter Veltroni - i quali hanno sottolineato la capacità degli imprenditori del Lazio di sapersi muovere bene, rafforzando le società esistenti, investendo di più nella ricerca, valorizzando le vocazioni tradizionali e al tempo stesso investendo nel futuro. del Cnr Federico Rossi, i progetti ‘’sono strumenti differenti per attuare il trasferimento tecnologico, superando quella discrasia presente nel nostro Paese tra politica scientifica e tecnologica e politica per lo sviluppo, in particolare, quella rivolta all’innovazione del sistema produttivo’’. ‘’La strategia della Regione Lazio nell’ambito della programmazione POR 2007-2013 - ha spiegato l’assessore all’Istruzione e Formazione Silvia Costa è far sì che siano i fondi ad assistere le politiche attraverso un’azione di concertazione preventiva con i responsabili della Giunta, con le Province e con le parti sociali, e evitare che siano le politiche ad inseguire i fondi, come talvolta è accaduto’’. e Saldi anticipati, via libera dalla regione Saldi di stagione a partire dal 5 gennaio. La giunta regionale ha approvato l’avvio di sconti e svendite in tutti gli esercizi commerciali del territorio regionale. Soddisfatti i commercianti che con la partenza anticipata dei saldi di una settimana vogliono superare la concorrenza delle regioni confinanti con il Lazio e dare una nuova impennata alle vendite. Forti i vantaggi anche per i consumatori che potranno acquistare 2-LI_BREVI_11-07 30-11-2007 17:39 Pagina 8 news NEWS merce ancora in piena stagione a prezzi convenienti. Concomitante all’anticipazione dei saldi anche l’inserimento di regole certe e di sanzioni severe contro abusi e illegalità. Per i piccoli esercizi le multe Lazio / informazione -60Saldi Saldi -20 Saldi -30 saldi saldi -50 8 andranno da 1.500 a 4.500 euro, per le medie strutture di vendita da 4.500 a 13.500 euro, per le grandi attività commerciali da 13.500 a 40.500 euro. Messi al bando per la prima volta anche i pre-saldi, compresi gli “inviti” al negozio tramite lettere personalizzate alla clientela o sms dai cellulari. Secondo Francesco De Angelis, assessore alla Piccola e media impresa, commercio e artigianato, gli obiettivi principali della legge che modifica la norma sul commercio sono quelli di dare nuovo slancio alle attività commerciali e tutelare i consumatori garantendo la trasparenza delle offerte e il diritto alla legalità. e ROMA&PIU’: BELLEZZE DELLA PROVINCIA DI ROMA IN UN OPUSCOLO P120 comuni in 120 pagine. E’ “Roma & più” un opuscolo turistico curato dalla provincia di Roma che raccoglie foto, informazioni utili, sagre, avvenimenti e itinerari turistici di ogni comune della Provincia di Roma. Il progetto editoriale, presentato al World Travel Market di Londra dall’assessore provinciale alle politiche del turismo, Patrizia Ninci, sarà prodotto, in italiano e inglese, in 50 mila copie e sarà distribuito presso tutte le agenzie turistiche. L’iniziativa completa l’offerta turistica della Roma&Più Pass, la speciale card, disponibile dallo scorso luglio, che offre agevolazioni speciali per visitare i siti di interesse turistico culturale dislocati sul territorio provinciale: ingresso gratuito ai primi due siti e/o musei scelti, ingresso ridotto a tutti i siti e/o musei ulteriormente visitati e a tutti i monumenti, musei e aree archeologiche di competenza statale e comunale, situati in territorio urbano e provinciale. Con la pubblicazione di “Roma & Più” si conferma il grande impegno dell’amministrazione provinciale nel far conoscere a un pubblico sempre più vasto i numerosi tesori di cui è costellata la provincia di Roma: itinerari ricchi di gioielli artistici e mete ancora tutte da scoprire e da apprezzare. eUn Natale da leccarsi i baffi! Natale, tempo di regali, ma anche di cenoni e tradizioni secolari. Un’occasione per stare insieme attraverso festeggiamenti e auguri, ma anche un’alimentazione sana e di qualità, oltre che rispettosa delle tradizioni. Nasce da qui “Regala il Lazio”, realizzata per il secondo anno consecutivo dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio e da Arsial, con il coinvolgimento delle principali catene della Grande distribuzione come GS, Carrefour, Auchan, Crai e Sidis. Nei tre pacchi natalizi da 65, 40 e 9.90 euro, appositamente realizzati, è racchiuso il meglio della produzione enogastronomica regionale: vino, olio, miele, pasta, lenticchie, formaggi, dolci. Ma anche marmellate, salami, nocciole fino al torrone nero laziale. Il tutto etichettato con il marchio “Lazio Qualità Spese Bene”. Un modo per continuare sulla strada della commercializzazione sul mercato della qualità e delle eccellenze della produzione agricola regionale. E, per la prima volta, l’agricoltura di qualità entra all’interno del circuito dei mercati rionali di Roma, con una presenza all’interno del mercato ‘Carlo Calisse’ di via Pietro Bonfante. Un’agricoltura che diventa così sempre più protagonista delle nostre scelte alimentari. Oltre che delle iniziative di solidarietà verso i più deboli. È stato infatti raggiunto un accordo per devolvere parte del ricavato della vendita alla Comunità di Sant’Egidio per il progetto ‘Food for life’. I consumatori avranno così la possibilità di fare un regalo, a prezzi concorrenziali senza perdere l’occasione di compiere un gesto di solidarietà tangibile. 2-LI_BREVI_11-07 30-11-2007 17:39 Pagina 9 3-LI_Biofiera_11-07 30-11-2007 19:43 Pagina 10 Biofiera : d r o c e r a d a r e i f Bio > di Francesca Trincia oltre 700 mila visitatori IN MOSTRA NON SOLO FRUTTA, LATTE, INSACCATI, MIELE, DOLCIUMI, MA ANCHE MUSICA, CONCERTI E INIZIATIVE DESTINATE AGLI OLTRE 1000 BAMBINI CHE HANNO VISITATO LA FIERA. E MOLTI PROGETTI. UNO TRA TUTTI, LA NASCITA DI UNA CASA DELL’ALIMENTAZIONE. uattro giorni dedicati alla migliore produzione biologica del Lazio, ospitata nel cuore della capitale. Ha chiuso i battenti il 14 ottobre la seconda edizione della “Biofiera” di Roma che quest’anno ha ospitato più di 700mila visitatori che, dall’11 al 14 ottobre, hanno affollato gli stand espositivi e preso parte ai numerosi eventi organizzati all’interno del Parco della Resistenza, in uno spazio di 20mila metri quadrati. Circa 150 aziende, sulle 2.500 presenti in tutto il Lazio, hanno fatto conoscere i loro migliori prodotti ad un pubblico eterogeneo e attentissimo alla qualità. Dalla distribuzione automatica di frutta e latte crudo alle varietà di ortofrutta, miele, dolciumi e vini, i visitatori hanno potuto acquistare, conoscere, degustare i migliori prodotti dell’agricoltura biologica regionale interagendo direttamente con i produttori. La manifestazione voluta dall’assessorato regionale all’Agricoltura con l’Arsial e sostenuta dal ministero delle Politiche agricole non è stata solo uno spazio espositivo. A fare da cornice agli stand sono state le tante esibizioni di animatori e artisti di strada, oltre alla musica dal vivo. Straordinaria la partecipazione al concerto di Ambrogio Sparagna che ha registrato il tutto esaurito. Molte le iniziative rivolte a bambini e ragazzi - oltre mille - che hanno visitato Q Lazio / informazione 150 AZIENDE, 20MILA MQ DI SPAZIO ESPOSITIVO, 700MILA VISITATORI. NUMERI DA RECORD ANCHE QUEST’ANNO PER LA FIERA INTERAMENTE DEDICATA AL BIOLOGICO LAZIALE. 10 la fiera. Referenti privilegiati della Biofiera, gli studenti hanno avuto la possibilità di interagire con pastori e produttori che hanno descritto loro il mondo agricolo e li hanno trasformati in esperti ‘casari’ mostrando le tecniche di produzione del formaggio. La Biofiera è stata anche l’occasione per affrontare il problema della distribuzione dei prodotti biologici che, come ha spiegato il commissario straordinario dell’Arsial Fabio Massimo Pallottini, “è uno degli elementi critici che condizionano il consumo nel Lazio”. Obiettivo dell’amministrazione regionale è quello di diffondere la cultura del cibo biologico tra adulti e bambini. “Per questo - ha annunciato l’assessore Valentini - stiamo pensando alla realizzazione di una Casa della cultura dell’alimentazione e a dicembre la giunta regionale approverà la legge di contrattazione dei prezzi che incentiverà 3-LI_Biofiera_11-07 30-11-2007 19:43 Pagina 11 • Biofier ROMA: 1. Agricoltura Capodarco Soc. Coop. Soc.Le 2. Agricoltura Nuova Coop. Soc.Le Integrata 3. Alifor Pieri (di Pieri Roberto) 4. Amalattea 5. Apicoltura Biologica Venti Tiziana 6. Apicoltura Monte Funicolo 7. Apicoltura Nardi 8. Az. Agr. Papi Marco 9. Az. Agricola Monte Campana 10. Az. Agricola S. Clemente F.Lli Lozzi S.S. 11. Az. Agricola Storgato Sergio E Stefano 12. Az. Caramadre Soc. Agr. Coop 13. Az. Ferri Bernardino 14. Az. Molino Conti 15. Az. Monastero Di Vallechiara 16. Az. Santucci M.Agnese E Macali Maurizo 17. Az. Sergio Giuliano 18. Az. Agr. Tre Colli 19. Bio Solidale Distribuzione Srl 20. Biscottificio Carocci (Di Carocci Luigi) 21. Caffè Morganti Srl 22. Cardone Donati Francesca 23. Cm Tartufi 24. Co.Br.Ag.Or. 25. De Angelis Marco 26. Eredi Di Giovanni Brandizzi 27. Espressaroma Spa 28. Ferretti Anna 29. Noro Carlo 30. Ovosano Soc.Coop.Agr 31. Panificio Franceschini Vittorio 32. Panis Naturae Srl 33. Riserva Della Cascina 34. Spagnoli Augusto RIETI: 1. Az. Agricola "Il Cerqueto" Di Dante Stefano 2. Az. Agricola Placidi Vittorio 3. Az. Calvio Savima 4. Az. Coop Rinascita 78 5. Az. Agricola "Le Cerque" Di Lucilla Mango 6. Az. Agricola Scoccia Carla E F.Lli 7. Az. Agricola Stocchi Domenico 8. Az. Di Mario Daniela 9. Hall Helen 10. Menichelli Agnese 11. Saif Srl VITERBO: LATINA: 1. Agricola Biologica Rosa Pacioni 2. Az. Agr. Marco Carpineti 3. Az. Agricola Biologica Paola Orsini 4. Az. Agricola Donato Giangirolami 5. Az. Agricola Futura Di Faccenda Virginia 6. Az. I Pampini 7. Az. Agricola Riccardi Maria Concetta 8. Carpineti Fabrizio 9. Maggiarra Impero 10. Parlapiano Donato 1. Agriturismo Predio Potantino 2. Agrituristica I Due Casali (Di Sini F.) 3. Az. Agr. Biol. Bagnolese Sas 4. Az. Agr. Biologica "La Bottara" 5. Az. Agr. Biologica "La Turchina" 6. Az. Agr. Biologica Donati Danielet 7. Az. Agr. Biologica Filippo Tarquini 8. Az. Agr. Biologica Mariotti Pietro 9. Az. Agr. Del Sole S.S. 10. Az. Agr. Serpepe Di Domenico Fiorentini 11. Az. Agr. Trape’ Augusto 12. Az. Agricola F.Lli Cattani 13. Az. Agricola Il Corniolo 14. Az. Agricola Pagliaccia F.Lli S.S 15. Az. Agrobiologica Maurizio Rocchi 16. Az. De Angelis Srl (Di De Angelis R. E E.) 17. Coop. Olivicola Di Canino 18. Cooperativa Olivicoltori Di Vetralla 19. Fattoria Biologica Fontana Del Fico 20. Fattoria Lucciano 21. Monti Cimini Spa 22. Noisett Di Esther Kiss 23. Soc. Coop. Il Sambuco 24. Valentini Alberto come ha reso noto il coordinatore regionale della coalizione Liberi da OGM, Toni De Amicis, ha visto la partecipazione di 5mila votanti. Lazio / informazione le filiere corte, così da poter acquistare nei mercati i prodotti bio a prezzi contenuti”. “Allo stesso scopo - ha aggiunto l’assessore - abbiamo concluso accordi con le mense scolastiche e creato al Car (Centro agroalimentare romano) una piattaforma biologica”. Prossimo obiettivo dell’amministrazione regionale è quello di dare vita ad una “Casa della cultura dell’alimentazione”. L’assessorato ha fatto sapere che la struttura sarà aperta in tempi brevi, nei pressi della stazione Tiburtina, dove saranno promossi corsi di formazione per docenti, studenti e chef, percorsi enogastronomici, visite guidate ai sapori con un’attenzione anche al cibo delle diverse etnie. E a proposito di OGM, la BioFiera è stata anche l’occasione per votare il referendum promosso da ItaliaEuropa Liberi da OGM per difendere l’agroalimentare, la genuinità e la biodiversità; consultazione che in fiera, FROSINONE: 1. Az. Agr. La Camosciata 2. Az. Agricola "Agri.Api.Bio" Srl 3. Az. Fazio (Di Anderson Carol Ann) 4. Az. Pisterzi Marina (La Castignola) 5. Bernabei Giovanni 6. Cocco Luigi 7. Globo Spa 8. I Frutti Dell’alveare 9. Val Pan Forni Riuniti Spa 11 4-LI_Transumanza_11-07 30-11-2007 17:43 Pagina 12 Transuma , a m o R i d a r Alla BioFie sulle tracce della > di Paola Rosatini transumanza STUDIOSI, APPASSIONATI, ESPERTI DEL SETTORE, ANCHE IMPRENDITORI… TRANSUMANTI SI SONO INCONTRATI PER DIBATTERE SU QUESTO TEMA CHE CI LEGA INDISSOLUBILMENTE ALLE NOSTRE ORIGINI, NELLA CONVINZIONE CHE SIA FONDAMENTALE NON DISPERDERE UNA TRADIZIONE “INTIMA”. NELL’OCCASIONE GLI STUDENTI DELLE SCUOLE ELEMENTARI DEL LAZIO SONO DIVENTATI “MINI CASARI” PER UN GIORNO. uò apparire stravagante parlare di transumanza e dedicarle un’intera giornata - quella di giovedì 11 ottobre - nel corso della seconda edizione della BioFiera che si è tenuta a Roma. Invece questo è un tema che ben si sposa con il mondo del biologico e soprattutto con le nostre origini, le nostre tradizioni, la nostra cultura e la storia, non solo quella della nostra regione. Non dobbiamo dimenticare che il nostro è un popolo di transumanti, e addirittura i greci anticamente chiamavano la nostra “terra pecorosa”: sì, tutta l’Italia allora era pressoché “coperta” di pecore, e percorsa in lungo e in largo da pastori con le loro greggi. Il termine transumanza significa letteralmente “pastorizia trasmigrante”, visto che la parola è composta dai termini latini “trans” (di là da) e “humus” (terra), ovvero: greggi che migrano “di là dalla terra” (consueta). Una usanza “antica”, quella dei nostri progenitori che consisteva nel trasferire periodicamente il bestiame “….ritorno indietro negli anni, 1929, i ricordi specialmente ovino, si sfumano come in immagini di sogno. Mio ma anche bovino padre - pastore di lontane discendenze dai pascoli di faceva la transumanza: d’inverno in pianura a quelli di Maremma, d’estate sui monti dell’Appennino montagna per centrale. Il viaggio durava dagli otto ai consentirne lo quindici giorni: avanti il gregge, in una nuvola sfruttamento di polvere e di mosche, fra il suono squillante stagionale e dei campani ed il latrare roco dei cani, favorire il e dietro il barroccio con le masserizie, miglior ammasso di povere cose, destinato ad mantenimento arredare la nuova dimora, mai la stessa alimentare dei e quasi sempre un capanno…”. greggi. Ai giorni Lazio / informazione P 12 Tito Cipriani • “Maremma storie di cavalli e di butteri” - EDITORE I L M IO AMICO, 2002 - nostri questo non accade quasi più, ma un tempo era consuetudine trasferire, a partire dal mese di maggio, il proprio bestiame dalla pianura ormai arida alla montagna fresca e ricca di pascoli erbosi, per poi ritornarvi alla fine della stagione calda. La transumanza avveniva percorrendo sentieri abituali - si chiamavano “tratturi - e lungo il cammino sorgevano chiesette che fungevano da vere e proprie “aree di servizio”, capaci di offrire ricovero, ristoro fisico e spirituale. I tratturi, invasi in più punti dagli agricoltori confinanti e attraversati da strade asfaltate, sono con il passare del tempo caduti in disuso anche a causa 30-11-2007 17:43 Pagina 13 anza • “…E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, sulle vestigia degli antichi padri….” Gabriele D’Annunzio • I Pastori - Alcyone Sogni di Terre Lontane. dell’utilizzo di camion per lo spostamento delle greggi. Le poche famiglie transumanti che, ancora legate alla tradizione per motivi affettivi e per caparbietà, si avventurano in questa apparentemente anacronistica attività, trovano enormi difficoltà: in primo luogo perché questi sentieri non esistono quasi più, poi perché vengono sottoposte ad una serie preventiva di autorizzazioni (sanitarie, comunali, prefettizie…) che rendono il “viaggio”, già difficoltoso, ancor più complesso. Tutto questo non deve comunque farci dimenticare che senza la transumanza e le sue strade molte delle nostre tradizioni non sarebbero quello che sono. I tratturi rivestono un valore fondamentale per la storia economico-sociale e culturale delle regioni attraversate; accanto alla preminente funzione economica e commerciale, essi ne hanno svolta una di carattere culturale, ugualmente importante, rappresentando nel tempo un insostituibile mezzo di comunicazione e di trasmissione (di usi, tradizioni, cultura contadina) fra popoli diversi. E’ stato per parlare e far rivivere tutto questo che studiosi, appassionati, esperti del settore, anche imprenditori… E OGGI? Ai giorni nostri la transumanza è ancora praticata - seppur in scala ridotta e con notevoli difficoltà - soltanto in limitate zone d’Italia, ed in particolare in alcune località alpine e prealpine della Valle d’Aosta, del Piemonte, dell’altopiano di Asiago e dell’Alto Adige, e appenniniche dell’Abruzzo e del nostro Lazio. transumanti si sono incontrati alla BioFiera per dibattere su questo tema che ci lega indissolubilmente alle nostre origini, nella convinzione che sia fondamentale non perdere questa nostra intima tradizione. Come ha giustamente e puntualmente fatto notare qualcuno, “conosciamo il nostro passato e cerchiamo di vivere il presente progettando il nostro futuro, perché domani questo grande bagaglio non vada definitivamente disperso, ma anzi salvaguardato”. Pastori da tutto il Lazio hanno dato anche prova pratica della loro abilità ed hanno permesso agli studenti delle scuole elementari delle cinque province laziali di vedere e partecipare alla nascita del formaggio e della ricotta: lezioni teorico pratiche per diventare “mini casari” per un giorno. E chissà che, dopo questo, qualche giovane non abbia deciso di “tornare alle origini” e di intraprendere il cammino dei transumanti. Se ciò dovesse mai accadere, il successo della manifestazione si potrebbe definire di “inestimabile valore”. Lazio / informazione 4-LI_Transumanza_11-07 13 5-LI_Pastorizia_11-07 30-11-2007 19:45 Pagina 14 Pastoriz Pastorizia una tradizione vivente nel Lazio Lazio / informazione DAL PECORINO ROMANO ALLA RICOTTA. I FORMAGGI LAZIALI SPOPOLANO SULLE TAVOLE NAZIONALI E D'OLTREOCEANO. MA LE AZIENDE SONO SPESSO ANCORA A CONDUZIONE FAMILIARE E QUESTO LIMITA PRODUTTIVITÀ ED ESPORTAZIONE. 14 U n pastore dorme sotto un albero, isolato nella calda campagna romana, con il gregge poco lontano tenuto a bada dai cani pastore. Sembra di vivere duemila anni fa, ma accade ancora oggi. La pastorizia nel Lazio custodisce un’antichissima tradizione, il suo nobile passato perpetua una certa vivacità economica anche se negli ultimi anni, rispetto al dato nazionale, il settore ha rallentato la sua crescita. Con 800 mila capi e una produzione complessiva (divisa in latte, carne e lana) che tocca l’11% di quella italiana, le 13.000 aziende ovine e le 3.400 caprine del > Francesco Unali Lazio si pongono in buona posizione nel Paese superando (nel 2003) il valore di 81 milioni di euro. Il latte di pecora e capra con una produzione pari al 9,7% del totale nazionale rappresenta il comparto economicamente più rilevante. Numeri non trascurabili quindi, che chiedono però un’approfondita analisi per comprendere le problematiche attuali e individuare le sfide da affrontare per crescere nei prossimi anni. La filiera ovicaprina infatti, a differenza di altri settori come quello lattiero-caseario bovino, soffre di uno scarso dinamismo che non ha finora permesso una 5-LI_Pastorizia_11-07 30-11-2007 19:45 Pagina 15 zia • past LE TRE DOP ristrutturazione delle imprese adeguata ai cambiamenti del mercato e alle richieste dei consumatori. Sono ancora troppo poche nel Lazio le aziende di mediegrandi dimensioni inserite nei moderni circuiti. Se si escludono infatti poche realtà delle province di Roma, Latina e Viterbo in quasi tutta la Regione resistono ancora molte piccole imprese a conduzione familiare, caratterizzate da debolezze tecnico-organizzative che limitano il loro sviluppo e che le espongono ogni giorno di più al rischio di scomparire. Nel complesso, poi, negli ultimi cinque anni è diminuito il numero totale delle aziende e il numero di capi. Un dato, questo, in linea con la tendenza nazionale che deve però essere contrastato tenendo in seria considerazione quali risorse del territorio non sono state ancora adeguatamente sfruttate, a quali richieste del mercato bisogna andare incontro e cosa possono fare le pubbliche amministrazioni per la crescita della pastorizia laziale. Da un primo punto di vista va ricordato che il Lazio possiede un patrimonio di tipicità alimentari legate alla pastorizia forse unico in Italia. Pecorino Romano, ricotta romana e pecorino toscano sono tre importanti denominazioni DOP che possono ancora essere valorizzate sui mercati nostrani come all'estero. Se il pecorino romano, da sempre molto apprezzato negli Stati Uniti, si scontra oggi con la forte svalutazione del dollaro, la ricotta romana e il pecorino toscano (prodotto soprattutto nel viterbese) devono ancora aumentare la loro diffusione a livello nazionale. Sul fronte della ristrutturazione del settore va ricordato come le aziende che vogliano rendere la loro materia prima idonea a una produzione moderna e inserita nei circuiti della grande distribuzione (che vende oggi la maggior parte dei prodotti agroalimentari) debbano badare soprattutto al loro inserimento in una filiera in cui le parole d'ordine siano igiene, sicurezza alimentare, attenzione al consumatore finale. In questo senso, un dato significativo è l'importanza data oggi dai cittadini alla tracciabilità del prodotto. Le aziende laziali, che pure si sono Lazio / informazione L’ATTENTA PROGRAMMAZIONE E L’OBBLIGO DI ROTAZIONE COLTURALE GARANTISCONO LA BONTÀ DELLA LAVORAZIONE E DELLE TECNICHE BIO E LA QUALITA’ FINALE DEI PRODOTTI. RICOTTA, PECORINO ROMANO E PECORINO TOSCANO. Già gli antichi romani lo mangiavano. Deliziava i palati dei nobili e dava energie ai soldati dell'esercito più celebre dell'antichità. È il pecorino romano Dop, uno dei simboli della nostra regione, che oggi, insieme alla Sardegna (il maggiore produttore con il 95,4% del totale) e al grossetano sono le zone tipiche di produzione di questo formaggio. L'ultimo dato disponibile (2004) vede nel Lazio una produzione di pecorino romano Dop di 1.546 tonnellate, in diminuzione anche a causa della localizzazione in Sardegna del consorzio di tutela che ostacola l'ingresso di nuovi produttori. Diversa la realtà della ricotta romana Dop, un prodotto diffuso in tutta la regione e sempre più amato dalle famiglie laziali (+6,1% nel 2005 con consumi per 53.500 tonnellate) ma con una presenza ancora debole sui mercati. Più complessa infine la situazione del pecorino toscano Dop, prodotto quasi esclusivamente nella provincia di Viterbo e praticamente sconosciuto sul mercato locale, ma con una spiccata vocazione ai mercati nazionali. Quest'ultimo ha segnato negli anni (confronto 2003-2004) una diminuzione delle vendite di circa l'8 per cento. 15 5-LI_Pastorizia_11-07 30-11-2007 19:45 Pagina 16 Pastoriz Anche la pastorizia laziale subisce le falsificazioni Alimentari Lazio / informazione molto trasformate negli ultimi venti anni adeguando in parte le loro dimensioni e tecnologie alle richieste del mercato, devono fare quindi un ulteriore sforzo per allinearsi agli standard produttivi in grado di portare sui mercati alimenti di qualità elevata e di provenienza certa per il consumatore. Sono gli enti locali, infine, a dare un importante contributo allo sviluppo del settore. Dal confronto diretto con i produttori in appositi tavoli di concertazione, alla programmazione di filiera, alla puntale destinazione dei finanziamenti europei provenienti dal Piano di Sviluppo Rurale fino alla rivitalizzazione delle tradizioni popolari legate al settore attraverso il sostegno alle manifestazioni popolari (come 16 “Pecorino” (Italian cheese), venduto con raffigurata sulla confezione una mucca al posto della pecora e la bandiera italiana. Provenienza: Repubblica popolare Cinese. Formaggio “Romano” prodotto con latte di mucca anziché di pecora. Provenienza: Illinois, Stati Uniti. Solo due esempi di pirateria alimentare nel settore della pastorizia per un fenomeno che in Italia riguarda un prodotto tipico su quattro. La denuncia arriva dalla Coldiretti che ha presentato a Cernobbio il 20 ottobre scorso i cento “mostri alimentari” diffusi in tutto il mondo nell'esposizione intitolata “Falsi dal mondo: pezzi unici provenienti dai diversi continenti” nell'ambito del Forum internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione. Per l'assessore regionale Valentini “La globalizzazione non deve essere uno strumento che va contro produttori e consumatori. La pirateria alimentare costituisce un grave danno all'economia che noi vogliamo combattere rendendo sempre più riconoscibili e certificati i nostri prodotti”. “Siamo di fronte a un inganno globale per i consumatori - ha detto il presidente della Coldiretti Sergio Marini - che va affrontato cercando un accordo sul commercio internazionale nel Wto, ma è anche necessario fare chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere a tutti i prodotti l'obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti alimentari”. la festa della transumanza del Terminillo), la Regione Lazio sta dando vita a un percorso di partecipazione e coinvolgimento delle imprese della pastorizia che ha già dato i suoi primi frutti. Altro grande obiettivo è il rafforzamento del rapporto con il mercato della capitale, che con un bacino di oltre 3 milioni di persone rappresenta lo sbocco ideale per i prodotti tipici di qualità della nostra regione. 5-LI_Pastorizia_11-07 30-11-2007 zia 19:45 ( Pagina 17 I N T E R V I S T A Gregorio L'ULTIMO PASTORE DEL LAGO DELLA DUCHESSA ) • “Ognuno ha le sue passioni, io so' un pastore pazzo per la pastorizia”. Ci accoglie così nella sua casa Gregorio, 72 anni, l'ultimo pastore del Lago della Duchessa. Siamo in provincia di Rieti, terra di confine ai margini dell'Abruzzo, in una delle diciassette frazioni del comune di Borgorose. Vive qui da sempre Gregorio, alle pendici dei monti della riserva regionale, e porta avanti un'azienda di medie dimensioni. Nella semplice sala da pranzo campeggiano le testimonianze di una vita vissuta per questo lavoro: dalle immagini dell'alpeggio con gli animali più belli alle tante coppe vinte in giro per la regione (e non solo) nelle competizioni di settore. Una storia, quella di Gregorio, con al centro due parole, lavoro e famiglia. Dove l'una è sinonimo di una passione vissuta senza sosta, e l'altra, la famiglia, il grande motore prima e il volano poi di un'attività che senza quel supporto oggi forse non resisterebbe. Con Gregorio abbiamo gettato uno sguardo sulla pastorizia di oggi, in un quadro di grande complessità che va dalle più piccole questioni locali ai grandi problemi del settore ovicaprino. lunga esperienza alle spalle, ci racconta la sua storia? Avevo 12 anni e ho cominciato come aiutante. Poi dopo diversi lavori mi sono messo in proprio e ho creato il mio gregge che in trentacinque anni ha raggiunto il numero di 400 pecore. A me piace fare il pastore: allevo una qualità di pecore pregiata che nel Lazio hanno in pochi, e produco carne. Faccio direttamente il formaggio e ho anche 18 cavalli, che io e i miei figli selezioniamo personalmente da anni. R per mantenere questa attività e farla bene. Anche i miei figli, finiti i loro lavori, mi aiutano, ma questo mestiere bisogna conoscerlo, mi creda, ed è sempre più difficile andare avanti. D Perché? R Perché i R Questo mestiere impegna tutti i giorni dell'anno, feste incluse, tutto il giorno. In questo periodo e fino a maggio esco con le pecore la mattina presto e torno la sera quando fa buio. Ora stiamo facendo nascere gli agnelli che venderemo per il periodo di natale. Per tutto l'inverno le bestie vengono accudite e poi riportate la notte in stalla. Da giugno le porto all'alpeggio sui pascoli attorno al Lago della Duchessa. problemi sono sempre di più: i lupi che insidiano le nostre greggi, i cervi e i cinghiali che brucano i pascoli delle nostre pecore. Con l'area protetta e la diminuzione degli allevatori questi animali colpiscono sempre le stesse aziende, e i danni sono sempre più pesanti. Penso ai rimborsi per gli animali morti, ai controlli sull’utilizzo dei pascoli autorizzati o all’organizzazione di mercati e prezzi. Tutto questo incide sui nostri guadagni reali e porta al rischio che questo mestiere sparisca insieme a noi. Noi siamo allevatori onesti e guidati dalle “buone volontà”, abbiamo conoscenze tecniche antiche ma anche mezzi di lavoro moderni e costosi, e siamo un po' i “custodi del territorio”: per questo vorremmo essere tenuti in maggiore considerazione dalle istituzioni, a tutti i livelli. D Come si vive all'alpeggio? R È dura lassù, quasi sei mesi D Come vede il futuro della pastorizia? R Noi allevatori siamo da sempre quelli D Lei vive in un piccolo borgo in cui la montagna è tutto: come si svolge la sua giornata? l'anno stai lontano da moglie e figli. Sto su per circa due settimane di fila, poi torno a casa mia per lavarmi e prendere i vestiti nuovi, e ritorno su. Dormo in una casetta a 1800 metri con una piccola cucina a gas, mi cucino tutto da solo e ho un camino per scaldarmi. Di giorno porto gli animali al pascolo e al lago, la notte li ricovero negli stazzi. D Come definireste le condizioni in cui lavorate? Quali sono le difficoltà del vostro mestiere oggi? R In montagna le terre sono difficili e le stagioni dure: abbiamo sempre dovuto fare molti sacrifici che “danno da mangiare a tutti”, ma credo che in queste terre la pastorizia sarà sempre più difficile da incontrare. Non è solo questioni di sacrifici, tempo tolto alla famiglia o agli svaghi, ma anche di conoscenza del mestiere e dei possibili guadagni. Non basta mettersi in mano un bastone per dire che sei un pastore. Io sono ancora molto attaccato a questo lavoro, e se le cose non vanno come dico io mi ci arrabbio ancora come uno di vent'anni. La nostra zona non potrà mai avere una pastorizia industrializzata come magari è altrove in Italia. Speriamo che le cose migliorino. (a cura di Francesco Unali) Lazio / informazione D Gregorio, lei è tra i pochi pastori italiani con una così 17 6-LI_caccia_11-07 30-11-2007 19:46 Pagina 18 caccia • Caccia, > di Giuseppe Motisi divieto di bossoli e pallini di piombo nelle LA DELIBERA APPROVATA LO SCORSO SETTEMBRE VIETA L'USO DI MUNIZIONI INQUINANTI PER L'AMBIENTE NELLE ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE E DEL PIOMBO NELLE AREE UMIDE. romuovere una pratica della caccia sempre più rispettosa dell'ambiente, anche grazie all'impiego di munizioni che non lascino residui inquinanti sul terreno. È questo lo scopo della delibera di Giunta approvata lo scorso settembre, e valida a partire dall'attuale stagione venatoria, che ha messo al bando le cartucce con i bossoli in plastica per la caccia nelle ZPS (Zone di protezione speciale) e l'impiego di pallini di piombo nelle munizioni impiegate nel corso delle battute nelle aree umide. “Il Lazio è la prima regione in Italia ad adottare queste misure per la conservazione delle zone di protezione speciale” è stato il commento dell'assessore Daniela Valentini dopo l'approvazione della nuova norma. L'assessore all'agricoltura ha inoltre precisato che “il divieto è nato per evitare che plastica e piombo delle cartucce, Zps Lazio / informazione P 18 disperdendosi nel terreno, provochino seri danni all'ambiente e agli animali”. Per garantire tuttavia l'incolumità delle doppiette laziali che ricorreranno alle cartucce con bossoli di cartone, più fragili rispetto ad altri materiali, nella delibera è stata inserita un'eccezione: nelle zone umide sarà quindi consentito l'impiego di cartucce in plastica al posto di quelle di cartone, purché caricate con pallini alternativi al piombo. “Abbiamo previsto questa deroga - aggiunge l'assessore Valentini - per diverse ragioni legate soprattutto all'incolumità ed alla sicurezza dei cacciatori. In particolare perché, come ci hanno segnalato le associazioni venatorie e di ricerca, non esistono in commercio cartucce da caccia con bossoli di cartone caricati a pallini che non siano di piombo. E questo potrebbe spingere alcuni cacciatori al caricamento artigianale delle munizioni con la possibilità di un'esplosione accidentale dell'arma. La forte rigidità dovuta ai pallini non di piombo potrebbe infatti causare la rottura del bossolo di cartone, provocando seri rischi alla vita delle persone”. 6-LI_caccia_11-07 30-11-2007 19:46 Pagina 19 • caccia a t t o d n o c i d e Nasce il codciciatori per i cac un volume dedicato ai cacciatori romani e al mondo venatorio in generale, che collega strettamente l'attività della caccia al contesto ambientale della provincia di Roma per promuovere e sviluppare iniziative di tutela naturalistica dei territori dove essa è praticata. Si tratta del “Codice di condotta per la caccia responsabile” ideato dall'Assessorato alla caccia e alla pesca della Provincia di Roma e realizzato dal Dipartimento di biologia dell'Università di Tor Vergata di Roma, con la collaborazione delle principali associazioni del mondo venatorio romano (Arcicaccia, Anuu, Italcaccia, Federcaccia, Associazione nazionale libera caccia, Enalcaccia, Ente produttori di selvaggina). Il libro, pubblicato di recente, è stato scritto dal professor Stefano Cataudella del Dipartimento di biologia dell'Università di Tor Vergata ed è attualmente in distribuzione gratuita. “L'idea di creare un volume di questo tipo per il mondo venatorio è nata sulla falsariga del codice FAO per una È pesca responsabile - ha spiegato il professor Cataudella -. Con la stretta collaborazione dell'Assessorato provinciale alla caccia e alla pesca e delle associazioni venatorie abbiamo quindi coinvolto i cacciatori, inviando loro una serie di questionari per raccogliere suggerimenti ed impressioni sulla realtà venatoria romana e sulla relativa gestione faunistica. Il volume, che contiene anche contributi del mondo agricolo ed ambientalista, fotografa quindi il mondo delle doppiette romane ed il loro modo di andare a caccia, suggerendo e indicando una serie di comportamenti responsabili per rispettare la natura durante l'attività venatoria”. o t a r u g u a in sportello informativo su caccia e pesca rocedure più semplici ed informazioni più veloci per i cacciatori ed i pescatori che esercitano la loro attività nel territorio di Rieti. L'Amministrazione provinciale reatina ha infatti aperto lo scorso settembre un ufficio decentrato nel paese di Stimigliano Scalo, dove è P NASCE A STIMIGLIANO SCALO UNA SEDE DISTACCATA DELLA PROVINCIA A SERVIZIO DEI CITTADINI possibile reperire notizie, indicazioni, nonché la relativa modulistica per i vari permessi necessari all'esercizio della caccia e della pesca, oltre che per la raccolta dei funghi. “Si tratta della prima sede distaccata che l'Amministrazione provinciale ha voluto attivare nell'ambito di una strategia di avvicinamento dell'ente ai cittadini - si legge in una nota della Provincia di Rieti -. Il personale distaccato a Stimigliano Scalo fornirà informazioni al pubblico sulle attività ed i servizi della Provincia tra i quali la pesca, la caccia e la raccolta dei funghi, e rilascerà la modulistica necessaria per le autorizzazioni”. Lazio / informazione Rieti 19 7-LI_pesca_11-07 30-11-2007 17:47 Pagina 20 Pesca • p a c i t t filiera i del Lazio La > di Giuseppe Motisi UN PRIMO RAPPORTO DI VALUTAZIONE SUL MONDO DELLA PESCA LAZIALE. UN SETTORE CHE OCCUPA 2.500 LAVORATORI. na fotografia a 360° del mondo della pesca laziale, che mette in luce vitalità e punti critici di un comparto che dà lavoro a circa 2.500 imbarcati sui pescherecci ed offre occupazione agli addetti delle 23 imprese di acquacoltura e agli operatori delle 6 cooperative attive nei bacini lacustri del territorio regionale. Questo il contenuto del volume “La filiera ittica del Lazio – Primo rapporto di valutazione (2006)”, edito dall’Assessorato all’agricoltura della Regione Lazio / informazione U 20 Lazio e realizzato in collaborazione con le centrali cooperative del settore (Legapesca, Agci Agrital e Confcooperative Federcoopesca). Il testo è frutto del lavoro dell’Osservatorio regionale dell’economia ittica, composto dai diversi rappresentanti del comparto regionale pesca ed acquacoltura ed istituito nell’ambito degli Accordi di programma tra la Regione Lazio ed associazioni del movimento cooperativo. Il volume, in distribuzione gratuita, si presenta come uno studio del settore ittico regionale 7-LI_pesca_11-07 30-11-2007 17:47 Pagina 21 pesca • pe Anguilla: dal 2009 entra in vigore il piano dell’UE per la salvaguardia della specie L’anguilla - specie ittica di notevole importanza commerciale per il mondo della pesca - è oggi seriamente minacciata dalla pesca eccessiva, dall’inquinamento delle acque e dallo stravolgimento del suo habitat. Per tutelare questa specie e al contempo garantire le forniture di novellame per il mercato l’Unione Europea, dopo ben due anni di confronto tra i diversi stati membri, ha varato un piano di recupero per la salvaguardia dell’anguilla che sarà operativo a partire dal prossimo anno. Il testo approvato è dunque il risultato della mediazione svolta dai rappresentanti del settore pesca delle diverse nazioni – per l’Italia il ministro Paolo De Castro -, che lo scorso giugno a Lussemburgo sono arrivati all’approvazione definitiva del piano che contiene una serie di regole e di vincoli, operativi a partire dal 2009, che dovranno essere rispettate da ciascun paese. Che l’anguilla fosse a rischio di estinzione era noto da tempo e, tra gli allarmi più recenti, va ricordato quello lanciato dal Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (Ciem), secondo il quale il suo prelievo “ha superato i limiti biologici di sicurezza e la sua pesca ai livelli attuali non è più sostenibile”. Tra i fattori che hanno incrinato la stabilità degli stock ittici di anguilla c’è il commercio delle cosiddette “cieche”, che rappresenta un lucroso business considerato che sul mercato un chilo di anguille a questo stadio può arrivare a costare anche 800 euro. Il piano di tutela dell’Unione Europea, oltre a prevedere una gestione della pesca più contenuta, interviene proprio su questo importante fattore. Attualmente non è infatti possibile riprodurre l’anguilla in cattività e la sua cattura ad uno stadio giovanile come quello della cieca pregiudica ovviamente il futuro della specie. SOTTO OSSERVAZIONE I LIVELLI IDRICI DEI LAGHI I laghi della provincia reatina osservati speciali per quanto riguarda i livelli idrici degli invasi. È l’iniziativa dell’Assessorato all’ambiente della Provincia di Rieti che, a partire dalla scorsa estate, ha avviato una campagna di monitoraggio costante della condizione delle acque nei principali bacini lacustri sabini. Grazie dunque a questo progetto lo stato di salute idrico degli invasi del reatino è controllato regolarmente dall’Amministrazione provinciale in accordo con la società Endesa Italia, concessionaria delle derivazioni idriche relative ai bacini del Salto e del Turano. Nello specifico l’iniziativa prevede un monitoraggio capillare e costante delle acque dei bacini lacustri di Rieti e provincia, finalizzato alla raccolta di dati importanti e significativi per uno sfruttamento responsabile delle preziose risorse idriche. Inoltre gli elementi e i dati acquisiti attraverso il sistema di controllo saranno utili per la stesura del “Patto per l’acqua”, un piano che servirà a far luce sulle cause delle continue oscillazioni che si registrano nei livelli dei laghi sabini nonché a sviluppare possibili rimedi per fermare questo fenomeno. di agile ed immediata consultazione, che analizza i parametri della produzione laziale sia in acque marine che in acque interne riferiti al 2006. Emergono, in particolare, i dati che caratterizzano la produzione ittica marina sia in termini di specie catturate sia in termini di tecniche ed attrezzature impiegate (tipo di reti, numero di imbarcazioni dedite a specifiche tecniche di pesca, composizione della flotta peschereccia, marinerie attive lungo le coste). Altrettanto interessanti sono i Lazio / informazione RIETI: 21 7-LI_pesca_11-07 30-11-2007 17:47 Pagina 22 TORNA OPERATIVO IL DEPURATORE DEL LAGO DI CANTERNO. L’ACEA SI È IMPEGNATA PER LA MESSA IN SICUREZZA E LA PIENA OPERATIVITÀ DEL DEPURATORE ENTRO DICEMBRE. FROSINONE: Lazio / informazione TORNA OPERATIVO IL DEPURATORE DEL LAGO DI CANTERNO 22 Conto alla rovescia per il ritorno alla piena operatività del depuratore del lago di Canterno, i cui lavori di ristrutturazione volgono ormai al termine. Ad annunciarlo è l’assessore all’ambiente della Regione Lazio Filiberto Zaratti dopo la riunione tecnica avuta con l’Acea, società che gestisce l’impianto di depurazione del bacino lacustre della provincia di Frosinone. “L’Acea si è impegnata per la messa in sicurezza e la piena operatività del depuratore del lago di Canterno entro dicembre” ha spiegato Zaratti. Va ricordato che il bacino del frusinate, meta di tanti appassionati della pesca sportiva, è stato oggetto di gravi fenomeni di inquinamento verificatisi in particolare nel 2006, allorché il Corpo Forestale dello Stato scoprì che l’impianto termale di Fiuggi scaricava nelle acque del lago di Canterno migliaia di metri cubi di acque reflue non trattate, schiume ed altre sostanze nocive per l’ambiente. “Con questa riunione abbiamo fatto un passo avanti decisivo verso la soluzione definitiva del problema - ha aggiunto Zaratti -, ma sarà necessario monitorare con attenzione in futuro il funzionamento del depuratore per evitare che accadano ulteriori fenomeni di inquinamento”. dati riferiti ai 3 compartimenti regionali (Civitavecchia, Roma, Gaeta), presso cui operano i pescatori delle diverse flotte, strutturati con altrettante schede di sintesi che danno un quadro preciso della composizione di ciascuna marineria. Completano il volume i capitoli sui pescatori delle acque interne che nel Lazio sono operativi nei laghi di Bolsena e Bracciano e sono organizzati complessivamente in 6 cooperative (4 nel bacino viterbese e 2 in quello della provincia di Roma) e la sezione dedicata allo studio dell’acquacoltura, ossia l’allevamento di specie ittiche in acque dolci o marine, segmento particolarmente vivace dell’intero sistema ittico regionale. 7-LI_pesca_11-07 30-11-2007 17:47 Pagina 23 8-LI_Educazione alimentare 30-11-2007 17:50 Pagina 24 Educazin Sapere i Sapori: > come educare i giovani a mangiar sano di Marina Rabagliati DIRIGENTE REGIONALE AREA EDUCAZIONE, SICUREZZA E QUALITÀ ALIMENTARE CON UN PROGETTO DECENNALE L’ASSESSORATO ALL’AGRICOLTURA DELLA REGIONE LAZIO HA AVVICINATO I RAGAZZI AD UN MONDO SPESSO SCONOSCIUTO E LONTANO: QUELLO DELLA TERRA E DEI SUOI OPERATORI. IL TUTTO IN MODO DIVERTENTE E ORIGINALE. Lazio / informazione S 24 apere che mangiare è pensare e comunicare, esprimere dei gusti è avere una visione del mondo, potrebbe aiutare a vivere il cibo come mezzo di espressione e socializzazione, non solo come elemento esterno da incorporare. La commensalità è stata la prima forma di socialità ed è ancora oggi quella che segna con più forza le relazioni personali più significative. Ad ogni pasto si possono associare le parole che Karen Blixen mette in bocca alla sua Babette: “Ci sono volute generazioni per gustare un pranzo come questo”. Questo è il problema oggi più rilevante: i giovani tendono a rimanere distanti da un cibo che trovano pronto e che spesso consumano da soli o davanti alla tv. Alimentarsi è convivialità, piacere, storia, cultura, ma è sotto gli occhi di tutti la tendenza dei giovani a preferire modelli alimentari dove l’aspetto sensoriale lascia il posto alla omogeneità e ripetitività del gusto, favorite dall’uso indiscriminato dei prodotti industrializzati e dalla produzione di prodotti agroalimentari che non hanno più identità ambientale e temporale. “Convivio” rimanda etimologicamente a cum vivere, vivere insieme. Ciò che si fa con gli altri assume un significato sociale, valore di comunicazione che, nel caso del cibo, è particolarmente forte e complesso. Ma come può il cibo diventare mezzo di comunicazione interpersonale? L’attenzione al valore della comunicazione come apertura della scuola al mondo che la circonda è uno degli aspetti più innovativi del progetto di Educazione Alimentare promosso dalla Regione Lazio. Il consumatore, oggi decisamente più attento, chiede informazioni e garanzie sui prodotti, soprattutto alle Istituzioni competenti. La Regione Lazio si fa carico di questa richiesta ponendo in IL PROGETTO SAPERE I SAPORI SI ARTICOLA IN 14 PERCORSI FORMATIVI: • Cibo ed emozioni • Percorso storico • Laboratorio scientifico in classe • Dieta mediterranea • Prodotti tipici • Noi e gli altri • Etichetta, pubblicità, consumi • Sicuri a tavola • Dal convenzionale al biologico • Il vino e i giovani • Cibarte • Acqua: l’oro blu • Alimentazione e attività fisica • La biodiversità: un regno da difendere essere molte iniziative che garantiscano sia il produttore che il consumatore. Quest’ultimo viene bersagliato da mille informazioni. In questo panorama è nostra precisa responsabilità, ed insieme a noi di tutti coloro che operano nelle strutture pubbliche e scientifiche, dare informazioni “pulite”. D’altra parte, l’amministrazione pubblica ha bisogno di immaginare i cittadini partners in una sorta di fidanzamento dove la fiducia è alla base del rapporto relazionale che viene alimentato dalla Comunicazione. Ecco perché il programma della Regione Lazio porta il titolo di “Comunicazione ed Educazione Alimentare - Sapere i Sapori”. La comunicazione, tuttavia, non è sufficiente se non è supportata dalla realtà. La Scuola, agenzia formativa e informativa privilegiata, ha il compito di promuovere stili di vita adeguati, volti all’acquisizione di sane abitudini alimentari ed in questa ottica si inserisce il progetto “Sapere i Sapori”. 8-LI_Educazione alimentare 30-11-2007 17:50 Pagina 25 ine Alim he ic t s la o c s e s n e M RIFONDAZIONE COMUNISTA HA PRESENTATO ALLA PISANA UNA PROPOSTA DI LEGGE PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELL’ALIMENTAZIONE DEGLI STUDENTI DELLA REGIONE ED EQUILIBRARE COSÌ IL RAPPORTO TRA I VARI COMUNI LAZIALI E LA CAPITALE DOVE LA MENSA SCOLASTICA È ORAMAI 100% BIO. Come si è realizzato Il progetto è stato redatto con il contributo di un gruppo di Anna Maria Graziano Più BIO A rrivare al 50% di prodotti biologici nelle mense scolastiche. E’ questo l’obiettivo della proposta di legge “Disposizioni in materia di alimentazione consapevole e di qualità nei servizi di ristorazione collettiva per minori” da cui è nato il convegno “Una scuola al naturale”, organizzato dal Consiglio regionale del Lazio. La Pdl, presentata dal gruppo di Rifondazione comunista alla Pisana e sottoscritta da numerosi consiglieri di maggioranza e dal presidente dell’assemblea, sostenendo i comuni, specie i più piccoli, e investendo in prevenzione ed educazione alimentare, mira a migliorare la qualità dell’alimentazione di bambini e adolescenti. Aumentare l’uso di prodotti bio nelle mense scolastiche significa, infatti, garantire questa qualità, mentre con una corretta educazione alimentare si contribuisce a prevenire le patologie legate al rapporto tra adolescenti e cibo, quali obesità, bulimia e anoressia. Non solo. Da un sondaggio condotto un anno fa dal gruppo regionale del Prc, è emerso che il consumo di prodotti bio nelle mense scolastiche del Lazio non supera mai il 20-25%, con l’unica eccezione del comune di Roma, il cui servizio di ristorazione collettiva per minori garantisce il 100% di biologico. Da qui, la necessità di riportare una situazione di equilibrio tra la capitale e gli altri comuni del Lazio, puntando contemporaneamente sulla valorizzazione dei prodotti tipici. Per ottenere i contributi regionali, infatti, i comuni dovranno acquistare in via prioritaria prodotti provenienti da coltivazioni e allevamenti biologici del Lazio. “Con questa proposta di legge - spiega Ivano Peduzzi, primo firmatario - si vuole migliorare la qualità dei pasti nelle mense scolastiche, come nei servizi di ristorazione delle strutture sanitarie, anche accreditate, e negli istituti di pena per minori, recuperando un modello di sviluppo sostenibile in risposta all’omologazione dei consumi e ai bisogni del mondo agricolo”. d’insegnanti di scuole elementari e medie. Esso consta di una parte didattica che fornisce la guida alla realizzazione delle attività in classe e di una parte esecutiva che definisce fasi, azioni, raccordi tra scuola e territorio, oltre la creazione di appositi organismi di raccordo per garantire sia un coordinamento regionale che l’autonomia delle singole scuole. I destinatari del progetto sono non solo gli alunni della scuola dell’obbligo e delle scuole superiori, ma anche i docenti, i genitori, i nonni e le persone preposte all’alimentazione dei giovani stessi. Al progetto, giunto al 10° anno di attività, concorrono oltre 600 istituti scolastici, che diventano circa Lazio / informazione Sua finalità primaria è favorire, nelle giovani generazioni, scelte alimentari consapevoli che tengano conto dei gusti e disgusti dello studente e sollecitino il “riappropriarsi” dei prodotti agro alimentari della propria regione come alternativa alla omologazione dei sapori e come salvaguardia del territorio e della biodiversità. Il progetto, infatti, si propone anche di creare una relazione tra mondo della scuola e mondo della produzione, finalizzata all’orientamento scolastico e lavorativo, di costruire un archivio della cultura e delle tradizioni locali, le cui radici storiche possano essere recuperate attraverso un’azione di ricerca diretta sul territorio e, infine, di attuare iniziative di informazione e formazione destinate ai docenti e alle famiglie, per la divulgazione delle finalità del progetto. > 25 8-LI_Educazione alimentare 30-11-2007 17:50 Pagina 26 Alimenta 850 se si considera il ridimensionamento degli istituti, con la partecipazione di 6.500 classi, 8.000 docenti, 185.000 alunni. Il metodo suggerito, per la realizzazione delle attività dei singoli percorsi, è quello di un coinvolgimento attivo degli alunni sollecitando in loro curiosità e voglia di capire. Visitare un’azienda agricola per ripercorrere i luoghi di produzione degli alimenti, comprendere il legame tra cibo, ambiente e salute; conoscere le tecniche di coltivazione realizzando orti biologici nei giardini delle scuole; conoscere la filiera produttiva di un alimento e le tecniche di trasformazione sono azioni che contribuiscono alla formazione consapevole del consumatore soggetto e non oggetto. Si è creata una rete nella quale i produttori dialogano con il mondo della scuola per facilitare la conoscenza dei prodotti tipici, consentendone una più ampia divulgazione con il duplice vantaggio di favorire la commercializzazione dei prodotti locali e di contribuire al recupero di abitudini alimentari legate alla cultura e alle tradizioni del territorio. Tra gli aspetti innovativi di questo progetto va sottolineato quello che ha promosso il suo successo: la Comunicazione, intesa come apertura della Scuola al Mondo che la circonda. Per attuare questo aspetto sono stati programmati dalle singole scuole incontri tra alunni, operatori della scuola, genitori, esperti, autorità pubbliche. Da ricerche effettuate all’interno delle scuole è emerso che i ragazzi non conoscono la stagionalità dei prodotti. L’abbandono della stagionalità è dovuta al fatto che tutti i prodotti sono reperibili sul mercato in tutti i periodi dell’anno con gravi conseguenze sull’uso del terreno, sul gusto e sulle proprietà nutrizionali del prodotto stesso. Anche in questo caso l’Assessorato all’agricoltura della Regione Lazio ha fornito un aiuto finalizzato al riappropriarsi della stagionalità attraverso la realizzazione e la distribuzione, a tutti gli alunni delle scuole elementari, di un gioco didattico: la “Trattombola”. UNA SCUOLA AL NATURALE: L Lazio / informazione « 26 ’uomo è ciò che mangia”. È la citazione di Gustav Feuerbach utilizzata per presentare il convegno “Una scuola al naturale. Alimentazione biologica ed educazione alimentare nelle scuole della regione Lazio”, organizzato dal Consiglio regionale per presentare la proposta di legge “Disposizioni in materia di alimentazione consapevole e di qualità nei servizi di ristorazione collettiva per minori”, di cui sono primi firmatari Ivano Peduzzi e Anna Evelina Pizzo. “La scuola dichiara il presidente del Consiglio Guido Milana, aprendo i lavori - ha un ruolo fondamentale nell’educazione dei ragazzi e nell’educazione alimentare. Un ruolo che i genitori non sempre assolvono. Questa proposta di legge ha il merito di avviare circuiti virtuosi perché nelle scuole sia sempre più diffusa l’alimentazione biologica e libera da Ogm”. “La Regione Lazio - prosegue Milana svolgerà azioni di coinvolgimento verso Province e Comuni, che vorrebbero, ma non possono, aumentare l’alimentazione biologica nelle loro scuole. Noi li aiuteremo perché possano farcela”.Il Presidente dell’Anci Lazio, Francesco Chiucchiurlotto, esorta “quelle aziende che praticano l’agricoltura biologica - che forniranno i loro prodotti ai comuni, alle Province, alle Asl ed alle 8-LI_Educazione alimentare 30-11-2007 17:50 Pagina 27 tazione • brata le e c , a n a s Alla Pi la Giornata dell’Infanzia > di Massimo Sbardella UN’OCCASIONE PER SENSIBILIZZARE L’OPINIONE PUBBLICA E RICORDARE IL 18° ANNIVERSARIO DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DEI BAMBINI. I l Consiglio regionale del Lazio ha celebrato i 18 anni della Convenzione sui diritti dell’Infanzia. Il 20 novembre 2007, presso la sede di via della Pisana, si è infatti tenuta la manifestazione tesa a sensibilizzare l’opinione pubblica al rispetto dei diritti dei minori. Quei diritti sanciti il 20 novembre 1989 dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, siglata a New York dall’assemblea generale dell’Onu. Un documento ratificato da 193 paesi nel mondo (fatta eccezione per i soli Stati Uniti e Somalia) e costituito da 54 articoli che si fonda su quattro principi fondamentali: a) la non discriminazione del bambino per credo religioso, razza, sesso e condizione; b) il miglior interesse del minore da determinare in accordo alla situazione del bambino in quel momento; c) la tutela delle condizioni di esistenza; d) la partecipazione del bambino alla sua vita quotidiana. La manifestazione è stata incentrata sulla seduta straordinaria del Consiglio Regionale, interamente dedicata alle politiche per l’infanzia, che ha visto la partecipazione del presidente di Unicef Italia e del Comitato regionale Unicef Lazio, del presidente di “Save the Children”, del Ministero della Solidarietà Sociale, del Presidente della Commissione Bicamerale infanzia, del Garante regionale dell’Infanzia e adolescenza oltre a rappresentanti di altre organizzazioni. Ed è proprio insieme all’Unicef che il Consiglio regionale ha promosso una campagna di sensibilizzazione rivolta agli studenti delle scuole elementari e medie del Lazio e alle rispettive famiglie, attraverso la diffusione di un opuscolo che riassume la Convenzione e promuove l’evento in programma alla Pisana. Nella giornata dedicata all’infanzia, il Consiglio regionale ha dunque aperto le porte agli alunni, che hanno potuto visitare un’interessante mostra sul Piccolo Principe curata dall’Associazione “Rinoceronte Incatenato” , allestito per l’occasione. In rappresentanza del mondo scolastico regionale sono stati chiamati i bambini di due classi di scuola elementare e due di scuola media di ciascuna delle cinque province. Ai piccoli ospiti è stata donata una copia della pubblicazione sul Piccolo Principe realizzata dall’Unicef e dall’Associazione “Rinoceronte Incatenato”. scuole della Regione Lazio con congrui sconti, che saranno ripianati con fondi regionali, a consuntivo ad essere soggetti attivi di promozione e penetrazione negli Enti locali della nuova normativa sulla bioalimentazione”. La proposta di legge regionale presentata prevede una serie d’iniziative a sostegno dei pasti biologici (per almeno il 50 per cento) nelle scuole, nelle strutture sanitarie e negli istituti di pena per minori e per progetti di educazione alimentare nei bambini. “Questa legge - dichiara Sandro Salvatori, presidente della Cia Lazio - riguarda prevalentemente gli aspetti della scelta precisa del biologico e della produzione di qualità partendo dalle istituzioni. E’ senza dubbio un buon testo”. Massimo Gargano, presidente di Coldiretti Lazio, spiega che “l’obiettivo è quello di superare il divario tra Roma e il resto del Lazio”, mentre Andrea Ferrante, presidente nazionale di Aiab, aggiunge: “Con questa legge vogliamo portare il modello romano a livello regionale”. “La nostra proposta - conclude il consigliere Anna Pizzo - è uno dei passi fondamentali per la rivoluzione degli stili di vita che chiama in causa immediatamente anche la trasformazione culturale in ambito scolastico e non solo”. Lazio / informazione L’ALIMENTAZIONE BIOLOGICA A CONVEGNO 27 8-LI_Educazione alimentare 30-11-2007 17:50 Pagina 28 Il Prof. PIETRO A. MIGLIACCIO si è laureato a Roma in medicina e chirurgia. È Libero Docente in Scienza dell’Alimentazione e specialista in Gastroenterologia; è anche esperto in Auxologia. Per oltre 25 anni è stato ricercatore dell’Istituto Nazionale della Nutrizione, con il quale continua a collaborare per le attività di Educazione Alimentare e di ricerca. Svolge, attività didattica presso l’Università La Sapienza di Roma ed è spesso invitato da altre Università per conferenze e seminari. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche in ambito biochimico e nutrizionale e collabora attivamente con la stampa e con numerose testate radiotelevisive per la divulgazione di temi riguardanti gli alimenti, la nutrizione e la salute. È spesso relatore in congressi e convegni scientifici e continua a pubblicare su prestigiose riviste italiane e straniere. Lazio / informazione 1) Mia figlia non fa colazione la mattina prima di andare a scuola. E’ davvero importante il primo pasto per il rendimento scolastico e per l’intero equilibrio dei ragazzi? 28 La prima colazione rappresenta un pasto fondamentale per affrontare al meglio la giornata in quanto fornisce l’energia necessaria affinché l’organismo riprenda tutte le sue funzioni dopo il digiuno notturno; infatti è scientificamente dimostrato che chi non fa la prima colazione ha durante le lezioni una diminuzione della concentrazione e dell’attenzione con conseguente calo del rendimento scolastico. La quantità di calorie da assumere al mattino dovrebbe essere pari al 20-25 % del fabbisogno calorico dell’intera giornata; la colazione è quindi fondamentale anche per evitare crisi ipoglicemiche, cioè un abbassamento dello zucchero nel sangue. La colazione all’italiana prevede il consumo di latte, yogurt, caffè, tè accompagnati da fette biscottate, biscotti, cereali, cornetti, pane con burro e marmellata o miele, spremuta Una corretta alimentazione? Chiediamolo all’esperto LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIÙ RICORRENTI DEI NOSTRI LETTORI A CURA DEL PROF. PIETRO ANTONIO MIGLIACCIO, CON LA COLLABORAZIONE DELLE DOTT.SSE IN DIETISTICA SILVANA NASCIMBEN E MARIA LAURA RIEFOLI. d’arancia o frutta fresca di stagione. Fornendo pochi grassi ed essendo ricca di carboidrati, la colazione all’italiana risulta essere la migliore dal punto di vista nutrizionale. 2) Ho deciso di fare una dieta mangiando un solo pasto al giorno. Nonostante questo non riesco a perdere peso. Come mai? Affinché una dieta ipocalorica (dimagrante) sia corretta è necessario che il suo apporto in nutrienti si avvicini il più possibile alle proporzioni percentuali ottimali tra glucidi, proteine e lipidi indicate per una alimentazione sana ed equilibrata; infatti l’apporto calorico giornaliero complessivo deve provenire dai glucidi per il 55/60%, dalle proteine per il 12/15% e per i grassi deve essere meno del 30%. Quindi è fondamentale che durante la giornata tutti i nutrienti vengano assunti in modo tale da garantire all’organismo tutto ciò di cui necessita. È difficile che ciò possa avvenire concentrando tutta la razione giornaliera in un solo pasto; inoltre diventa troppo abbondante, difficile da digerire e sottopone l’organismo ad un super lavoro per smaltirlo. Inoltre, dopo l’assunzione di un unico pasto al giorno, spesso copioso, si ha un aumento repentino della glicemia ed anche dell’insulina; ciò può portare a lungo andare ad una resistenza insulinica con conseguente difficoltà a dimagrire. Inoltre, quando il corpo umano assume un unico pasto al giorno assimila tutti i nutrienti energetici che può ma è restio a cederli e così l’organismo si abitua a lavorare con poche calorie. Per questo difficilmente si perde peso ed appena si mangia un po’ di più ci si ingrassa. E’ dunque fondamentale una distribuzione corretta dei pasti nella giornata: prima colazione, pranzo e cena ed eventuali uno-due spuntini. 3) Cambia il metabolismo in menopausa? È necessario seguire un nuovo regime alimentare? Una buona alimentazione è fondamentale in tutte le fasi della vita ed è naturale che sia importante anche in menopausa. Infatti durante questo periodo di vita “delicato” per la donna intervengono fattori di varia natura che favoriscono, solitamente, un incremento del peso corporeo; si modifica inoltre la distribuzione del grasso corporeo e si determina un aumento dell’accumulo di adipe in distretti specifici e in particolare sull’addome. L’aumento ponderale si verifica per la diminuzione degli estrogeni e del metabolismo basale e per la riduzione del dispendio energetico che avviene, sia pur inavvertitamente, in tutte le donne a tutti i livelli socio-economici. Alla base del sovrappeso possono essere coinvolti dunque vari fattori riconducibili anche ad altre alterazioni ormonali (ipotiroidismo conclamato o subclinico, resistenza all’insulina, etc.) senza escludere la scarsa informazione nutrizionale ESEMPI DI PRIMA COLAZIONE: Caffè o orzo, latte, biscotti o fette biscottate o cereali kcal 270 un bicchiere di latte parzialmente scremato (g 150) (kcal 80), caffè o orzo, un cucchiaino di miele o di zucchero (kcal 20-30), 40 g di biscotti o 4 fette biscottate o 30-40 g di cereali ( kcal 160). Caffè o orzo, latte, pane, burro e marmellata kcal 380 un bicchiere di latte parzialmente scremato (g 150) (kcal 80), caffè o orzo, 40 g di pane (kcal 120), 10-15 g di burro (kcal 75-115), due cucchiaini di marmellata (kcal 60). Uno yogurt magro alla frutta, cereali, un frutto di stagione o una spremuta d’arancia kcal 300 Uno yogurt magro alla frutta da g 125 (kcal 70), cereali g 40 (kcal 160), un frutto di stagione o una spremuta d’arancia (Kcal 70). 8-LI_Educazione alimentare 30-11-2007 17:50 ALIMENTAZIONE Pagina 29 , e t n e D a Ann > di Massimo Sbardella quando la cucina della tradizione diventa da Oscar IN 12 ANNI SI È AFFERMATA CON PIETANZE TIPICHE DELL’AREA PRENESTINA E PER IL TERZO ANNO CONQUISTA I TRE GAMBERI. e gli eccessi alimentari. Pertanto il consiglio è quello di seguire un regime alimentare corretto che rispetti l’equilibrio tra i nutrienti energetici (lipidi, proteine, carboidrati) con un giusto apporto di vitamine e sali minerali e che tenga inoltre in considerazione l’aumentato fabbisogno di calcio. 4) Ho deciso di eliminare dalla mia dieta i carboidrati. Pensa che sia nocivo per il mio organismo? Un’alimentazione priva di carboidrati, se seguita per un lungo periodo di tempo, comporta sicuramente dei rischi per la salute; infatti essi rappresentano l’“energia pulita” e di pronta utilizzazione da parte dell’organismo. L’eliminazione dei carboidrati e pertanto di alimenti quali il pane, la pasta, il riso, le patate ed i legumi fa sì che si segua un regime alimentare iperproteico e spesso iperlipidico. Si può avere anche un dimagrimento cospicuo ma il calo ponderale è dovuto principalmente alla perdita di acqua in conseguenza dell’utilizzazione delle riserve di glicogeno dell’organismo. Infatti per ogni grammo di glicogeno utilizzato si perdono tre grammi di acqua; inoltre l’assenza di glucidi non permette la metabolizzazione dei grassi e pertanto si ha la formazione di corpi chetonici (acido acetoacetico, acetone, etc.) che sono nocivi per l’organismo umano. C’è un vecchio aforisma che dice “i grassi bruciano al fuoco dei carboidrati”. Inoltre una dieta senza carboidrati, ricca in grassi, fa aumentare il colesterolo e l’eccesso di proteine causa un affaticamento del fegato e dei reni, organi preposti alla eliminazione delle scorie metaboliche. Pertanto si consiglia di seguire sempre una dieta equilibrata senza escludere alcun cibo e di praticare una costante attività fisica. P er il terzo anno consecutivo si conferma, in Italia, tra le 15 migliori cucine della tradizione. Anche per il 2007, infatti, l’Osteria San Cesario di Anna Dente conquista i “Tre gamberi” del Gambero Rosso e, ad appena 12 anni dalla sua apertura, può ormai indossare senza remore i galloni di ambasciatrice della cucina laziale nel mondo. Da San Cesareo, in provincia di Roma, la Sora Anna è partita alla riscoperta dei piatti e dei sapori della tradizione di un territorio: quello prenestino. Una cuoca da Oscar, se si pensa che appena un anno fa è stata chiamata a Los Angeles per cucinare al fianco di Massimo Riccioli, chef del ristorante romano “La Rosetta”, nella serata di apertura della cerimonia di consegna delle celeberrime statuette. “A Los Angeles - racconta la Dente - ho cucinato amatriciana e tordimatti, dando lustro in America alla cucina romana e ad un piatto tipico di Zagarolo. “Ogni volta spiega Anna Dente metto tutto in valigia, mi porto anche la pasta fatta in casa”. Anche l’assessorato regionale all’agricoltura la vuole spesso affianco nelle trasferte che contano. Come a Bruxelles, qualche mese fa, quando sempre insieme a Riccioli ha preparato centinaia di coperti in occasione della presentazione del Piano di Sviluppo Rurale 20072013. “Il palato si inginocchia davanti alla Sora Anna. Non è facile trovare una cucina antica e attuale al tempo stesso. Di testa e di cuore. Indimenticabile”. A scriverlo, di proprio pugno sul libro delle dediche all’ingresso dell’Osteria, è il critico di Repubblica Gianni Mura. Era il 2000. L’anno dopo nell’osteria entra anche Fabrizio Roncone, del Corsera. Legge il “maestro” Mura e rincara la dose: “… è la cucina della memoria di soffritti antichi, di profumi che chiudendo gli occhi mi aiutano a ritrovare chi non c’è più”. Profumi e sapori di erbe selvatiche e funghi, di cereali; di una cucina di pastori e quindi di abbacchi, ricotta e pecorino. Quella di Anna Dente è una cucina dove forte è anche l’influenza della comunità ebraica romana, come nel capretto brodettato, nella pasta e broccoli in brodo di arzilla e nei carciofi alla giudia. Ma è, soprattutto, la cucina del “quinto quarto”, ovvero la cucina dei macellai del mattatoio di Testaccio a Roma che alla fine dell’800, utilizzando le interiora bovine, inventarono piatti come la coda alla vaccinara, la pagliata di vitella, la trippa alla romana e le animelle. Mura e Roncone tornano spesso dalla Sora Anna. Come fanno tante altre personalità note. 29 9-LI_donne_11-07 30-11-2007 17:51 Pagina 30 Donne • a r r e t Donne della > di Beatrice Curci LA PRESENZA FEMMINILE IN AGRICOLTURA È NOTEVOLMENTE AUMENTATA NEGLI ULTIMI 10 ANNI, TANTO CHE NELLE AZIENDE AGRICOLE RAPPRESENTANO UN TERZO DEI LAVORATORI. PIÙ PROPENSE ALLE INNOVAZIONI E ALLE NUOVE TECNOLOGIE, LE DONNE SONO ANCHE TRA LE PRINCIPALI REFERENTI DEL PSR 2007-2013. agricoltura si tinge sempre più di rosa. Negli ultimi dieci anni il lavoro della donna nell’agricoltura è notevolmente cambiato, come conseguenza non solo dell’esodo e della cessazione dell’attività agricola da parte degli uomini, ma anche come affermazione autonoma di capacità organizzative che hanno successo nella dimensione imprenditoriale. I dati diffusi dall’Unione Europea, relativi al 2006, ci dicono che nelle aziende agricole le donne rappresentano oltre un terzo dei lavoratori e due aziende su cinque sono dirette da una donna. Mentre una su due è il coniuge o familiare del conduttore agricolo e il 36% delle agricoltrici ha meno di 45 anni. Si deduce, quindi, che Lazio / informazione L’ 30 questo settore non può fare a meno della presenza e del contributo fornito dalle donne, poiché incidono in tutti i sistemi di produzione dell’agricoltura come capi d’azienda, coniugi, familiari o anche solo come dipendenti. Il ruolo svolto dalle donne in agricoltura è particolarmente significativo nei sistemi non specializzati di multicoltura o di multiallevamento, nonché in orticoltura, e la loro presenza e la loro attività sono utili a rafforzare il tessuto sociale delle rispettive famiglie e aziende. Questo perché, dalle indagini di settore effettuate, le donne infondono dinamismo e innovano, dedicandosi a numerose altre attività quali l’agriturismo o la vendita diretta dei prodotti agricoli e anche manifestando una maggiore sensibilità riguardo a temi quali le biotecnologie, lo sviluppo sostenibile, la protezione e la valorizzazione del territorio, la salute e la sicurezza del consumatore. Molto è stato fatto a livello europeo per promuovere le pari opportunità nell’agricoltura e nell’ambiente rurale. Ma ancora molto si deve fare in termini di riconoscimento, di autonomia nel lavoro, e di accesso all’assunzione di decisioni quotidiane per rafforzare anche la rappresentanza nelle organizzazioni professionali agricole che, invece, sono ancora molto caratterizzate da una presenza ampiamente maschile. Le donne nel settore agricolo, come in molti altri settori, crescono in preparazione specifica, con una media sempre più alta e il loro impegno in 9-LI_donne_11-07 30-11-2007 17:51 Pagina 31 L’mprenditoria agricola femminile laziale agricoltura è arricchito anche da una serie di attività legate alla cosiddetta sfera dei pubblic goods. Esse rappresentano l’attenzione verso la qualità, la sensibilità ambientale unita alla capacità di trasmettere e conservare le tradizioni locali, attitudini che sembrano indirizzare naturalmente l’attività agricola al femminile verso una multifunzionalità che offre alla donna particolari prospettive nell’ambito dello sviluppo rurale. L’Italia, nel contesto europeo, rivela per le donne una propensione alle attività di lavoro imprenditoriale più elevata che nel resto dell’Europa. L’Italia agricola vede, infatti, emergere una crescente presenza femminile nei ruoli di guida di aziende agricole e agriturismo. E nel Lazio le imprese agricole al femminile sono passate, in questi ultimi anni, da 67.000 aziende a oltre 73.000, attestando definitivamente da parte delle donne una capacità imprenditoriale e una volontà di misurarsi con una realtà che le ha viste per troppo tempo in posizione assolutamente subalterna. Su questo trend in crescita che vede le donne sempre più protagoniste del mondo rurale, l’assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio ha indirizzato molta parte della propria politica con il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) per il 2007-2013 destinando 74 milioni di euro, il 12 per cento dell’intero programma che rappresenta la quota più alta a livello europeo alle donne in agricoltura. Già dal 2006, in favore di una politica agricola femminile, è stato istituito “un tavolo verde” con una specifica rappresentanza perché le donne possano farsi portatrici delle esigenze del settore, perché ci sia una maggiore caratterizzazione di genere nel modello di sviluppo agricolo che l’assessorato sta sviluppando. In questo contesto sono anche stati organizzati, con cadenza mensile su Roma, i “Mercatini Verdi” per la valorizzazione e la vendita della produzione ortofrutticola femminile: oltre 50 aziende hanno promosso in questi appuntamenti le loro scelte di qualità, di sicurezza alimentare e di valorizzazione del territorio laziale. Il 2007, anno delle pari opportunità, l’assessore all’agricoltura, Daniela Valentini ha voluto iniziarlo con un’agenda dedicata alle donne della terra per sottolineare l’importanza e il grande contributo che le imprenditrici agricole del Lazio CREATIVE E INNOVATIVE CON UNA PRESENZA SUPERIORE ALLA MEDIA: • nell’agriturismo (11%) • nelle fattorie didattiche (10%) • nella valorizzazione delle biodiversità con il salvataggio di piante e animali in via di estinzione (3%) • nella vendita diretta ai consumatori dei propri prodotti (2%). • 9 imprenditrici agricole su 10 non cambierebbero il lavoro in campagna con un impiego fisso in città. danno quotidianamente allo sviluppo dell’economia regionale. Durante la scorsa estate, l’assessorato ha inoltre istituito e insediato l’Osservatorio regionale per incentivare l’imprenditoria femminile e dei giovani dove il lavoro agricolo possa essere monitorato con le effettive possibilità di occupazione e perché si possa rispondere tempestivamente ai bisogni del settore in modo da formulare nuove e più idonee strategie di intervento. “Una realtà che la Regione Lazio punta a sviluppare in tutte le sue potenzialità - come sottolinea l’assessore Daniela Valentini - con progetti e iniziative per la vendita sui mercati dei loro prodotti. Perché sono convinta che la forza e la creatività femminile debbano essere sostenute per creare sbocchi occupazionali, avviare iniziative commerciali, investire negli agriturismo, nelle fattorie didattiche e sociali per lo slancio e la valorizzazione dell’agricoltura del nostro territorio”. Lazio / informazione vi macchinari), • sono attente alle coltivazioni biologiche ed ecocompatibili (60%) • sono orientate verso produzioni più intensive (allevamento, ortofrutta e vino) • sono in grado di generare sbocchi occupazionali e opporLE DONNE IMPEGNATE tunità di integrazione (il 25% IN AGRICOLTURA: assume spesso manodopera • guidano aziende di media e straniera) grande dimensione (55% sopra i dieci ettari) IL RUOLO DELLE DONNE • sono tecnologicamente avan- S’IMPONE SOPRATTUTTO zate (il 70% ha introdotto nuo- NELLE ATTIVITÀ PIÙ All’interno delle aziende laziali l’imprenditorialità femminile incide per un terzo, senza particolari differenze tra le province: da un minimo di Rieti (31,5%) a un massimo di Frosinone (35,8%). 31 10-LI_Natale_11-07 30-11-2007 17:52 Pagina 32 10-LI_Natale_11-07 30-11-2007 17:52 Pagina 33 Natale • Un Natale GUSTOSO e DIVERTENTE > di Erica Antonelli Tre iniziative per coniugare attività ludica e sana alimentazione “Filastrocche sane e ghiotte” na bella filastrocca mette l’acquolina in bocca. È lo spirito con cui l’assessorato all’agricoltura della Regione Lazio ha ideato un libretto per ricordare ai bambini il gusto dei cibi più sani e genuini in modo sfizioso e colorato. “Filastrocche sane e ghiotte” è un opuscolo contenente quattordici simpatiche filastrocche in rima baciata e che si inserisce nel piano regionale di educazione alimentare “Sapere i Sapori”. Arance, mele, uva, castagne, broccoli, carciofi, lenticchie, zucchine, carote e patate raccontate in modo divertente e accattivante. Immagini, colore e rime fanno di questa pubblicazione U “Coccodè” S “Tratttombola” nche quest’anno per Natale torna la Tratttombola. Il gioco della classica tombola che lo scorso anno è stato distribuito agli alunni di I° e II° elementare e che, quest’anno, sarà donato ai bambini delle ultime classi della scuola primaria. Un A gioco divertente, che illustra i prodotti tipici del Lazio e le loro caratteristiche alimentari, da condividere con tutta la famiglia durante la festività. Lazio / informazione empre nel progetto “Sapere i Sapori” trova spazio un’altra iniziativa dedicata all’educazione alimentare. Si chiama “Coccodè” ed è un gioco di carte ideato per la gioia dei bambini. Al posto della briscola o della scopa, troppo complicati e noiosi per i più, un gioco più adatto ai piccoli amatori del tavolo verde. Obiettivo del gioco è di essere il primo giocatore a finire tutte le carte, sia quelle normali che quelle speciali: cosa non semplice dato che le carte sono ben 108! Quando un giocatore rimane con una sola carta in mano, per non cadere in una penalità, deve gridare la parola “Coccodè”. Il gioco verrà distribuito agli alunni delle scuole medie. Buon divertimento e che vinca il migliore! uno strumento eccezionale per educare i piccoli a sane e corrette abitudini alimentari. Mangiar bene divertendosi, imparando al contempo le proprietà degli alimenti e la loro importanza per una crescita equilibrata. Adatto per bambini dai tre ai sei anni, il libro di filastrocche sarà FILASTROCCHE distribuito in occasione SANE E delle feste di Natale GHIOTTE agli alunni delle classi di I° elementare del Lazio. Se la mangia il coniglietto piace tanto anche al bimbetto La sua testa è sotto terra per il ciuffo la si afferra Stortignaccola e bruttina, salutare carotina! Alla vista ti fa bene e risparmia tante pene. E con la stagione bella ti regala tintarella. 33 11-LI_Agriturismo_11-07 30-11-2007 17:53 Pagina 34 11-LI_Agriturismo_11-07 30-11-2007 17:53 Pagina 35 Agrituris o t n e m a l o g e r il o t a v o r p Ap di Tiziano Marelli SCAMBIO DI INFORMAZIONI TRA LE ISTITUZIONI PER MONITORARE L'ATTIVITÀ AGRITURISTICA, CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE, AGEVOLAZIONI BUROCRATICHE PER FACILITARE L'APERTURA. QUESTE LE PRINCIPALI NOVITÀ PER RIUSCIRE A RAGGIUNGERE 1000 AGRITURISMO NEL LAZIO. sugli agriturismo lla fine dello scorso mese di luglio è stato approvato il regolamento regionale attuativo della legge “licenziata” dal Consiglio Regionale all’inizio dell’anno scorso - sugli agriturismo. La normativa ora in vigore, oltre ad una serie di agevolazioni burocratiche per facilitare l’apertura di nuove strutture di portata assolutamente “rivoluzionaria”, prevede nel particolare lo scambio di informazioni e di dati tra i vari enti interessati (Comuni, Province e Regione) in modo tale da poter monitorare al meglio l’attività agrituristica regionale e disciplinarne in maniera ottimale gli aspetti fondamentali. Altra A disposizione importante è data dalla definizione delle aziende agrituristiche che adesso dispongono di una direttiva precisa, basata sull’offerta dei servizi erogati. Grazie a questa suddivisione, le aziende della nostra regione saranno così diversamente identificate: a vocazione agrituristica tradizionale, enogastronomica, naturalistica, culturale, biologica ed ecologica. Il regolamento regionale in questione è da ritenersi particolarmente importante, visto l’obiettivo che la Giunta si è posta nel breve periodo: riuscire a raggiungere il numero di mille aziende agrituristiche funzionanti su tutto il territorio del Lazio (almeno 300 solo nel territorio Lazio / informazione > 35 11-LI_Agriturismo_11-07 30-11-2007 17:53 Pagina 36 Agrituri della Capitale) in luogo delle attuali 370 in totale. E per rimarcare l’indaguatezza attuale rispetto al possibile sviluppo futuro degli agriturismo laziali, basta citare qualche dato: attualmente, su tutto il territorio nazionale, le aziende agrituristiche sono circa 15mila; di queste, ben 3.300 sono in Toscana, quasi 2.700 in Alto Adige, poco meno di 900 in Umbria. Quindi, è evidente come soprattutto rispetto alle regioni confinanti il dato relativo al nostro territorio risulti stridente. La legge in materia di agriturismo e turismo rurale, insieme al relativo regolamento di attuazione, si propone proprio di andare a colmare questo gap. I finanziamenti previsti dalla normativa sono definiti in due diversi capitoli di spesa: il “Fondo rotazione per lo sviluppo di attività in materia di agriturismo e turismo rurale” e quello relativo alle “Attività concernenti agriturismo e turismo rurale e loro valorizzazione e promozione”. Nel primo caso è importante 36 sottolineare che, ottenute le agevolazioni, il beneficiario è obbligato a non cambiare la destinazione d’uso inizialmente dichiarata. Nel secondo, i finanziamenti sono previsti se riservati alla formulazione di programmi di formazione e aggiornamento professionale, di progetti integrati, di giornate informative e promozionali, di programmi di certificazione qualitativa delle aziende e di coordinamento e commercializzazione dell’offerta agrituristica nel suo complesso. Con l’approvazione del regolamento degli agriturismo, il settore - nella nostra regione - può ora solo definitivamente decollare, sia in termini quantitativi (per numero di aziende) che qualitativi (per caratteristiche complessive dell’ampia offerta a disposizione della clientela). Quello che ne deve conseguire è un ulteriore stimolo alla crescita- soprattutto economica -del territorio laziale nel suo complesso. 11-LI_Agriturismo_11-07 30-11-2007 17:53 Pagina 37 12-LI_OGM_11-07 30-11-2007 17:54 Pagina 38 OGM • OG : i l l i r e P e a n a t OG M Fon > “Sostenere campagna Italia Europa Liberi da ogm” Lazio / informazione MENTRE LA COMMISSIONE EUROPEA DÀ IL VIA LIBERA ALL'IMPORTAZIONE DI TRE TIPI DI MAIS TRANSGENICO, L'ITALIA E IL LAZIO CONTINUANO A RIBADIRE IL PROPRIO NO AGLI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI. FORTE MOBILITAZIONE ANCHE DELLA FONDAZIONE DEI DIRITTI GENETICI DI MARIO CAPANNA. transgeniche in assenza di regole comunitarie contro la contaminazione accidentale delle colture biologiche da parte di quelle ogm. Fatto sta che i cibi Paolo De Castro geneticamente modificati non piacciono. Dai risultati di ì alla raccolta di firme promossa un'indagine condotta da dalla coalizione Italia Europa Coldiretti e Swg circa le opinioni liberi da ogm. Così Mario Perilli di europei e italiani ed Enrico Fontana, rispettivamente sull'alimentazione emerge che il presidente e vicepresidente della 67% dei cittadini italiani e il Commissione regionale agricoltura, si 63% di quelli europei ritengono schierano contro la decisione della che i prodotti alimentari Commissione europea che recentemente contenenti ogm siano meno ha dato il via libera all'importazione in salutari dei prodotti tradizionali. Europa di tre tipi di mais transgenico e uno di “È per questo - dice Coldiretti, commentando la barbabietola per l'alimentazione umana e animale. recente decisione della Commissione europea “La decisione di Bruxelles è uno schiaffo che si deve mantenere saldo il principio di all'agricoltura di qualità e alla tutela dei precauzione. E per rispettare la volontà dei consumatori - spiegano Fontana e Perilli. Il Lazio cittadini europei e italiani occorre una seria ha già deciso di essere una regione ogm free. Non revisione delle procedure che portano a queste saranno certo scelte sconcertanti come quelle della autorizzazioni”. Attraverso il Ministro delle Commissione europea a impedirci di tutelare con politiche agricole Paolo De Castro, l'Italia sosterrà forza il nostro territorio, le produzioni insieme con la Francia un'azione europea per agroalimentari di qualità, i diritti dei consumatori spingere la Commissione a fare un passo indietro. e il futuro stesso delle imprese agricole della nostra “Siamo convinti - dice De Castro - che al di là regione”. Non è certo la prima volta che nel della validità e della salvaguardia della ricerca nel vecchio continente viene autorizzata la transgenico, la salute dei consumatori, la qualità commercializzazione di ogm. Basti pensare che dal delle nostre produzioni agroalimentari restano un 2004 sono stati quindici gli organismi obiettivo prioritario. Il nostro no agli ogm sarà geneticamente modificati permessi, ma nessuno ripetuto forte e chiaro in ogni sede di confronto”. finora per la coltivazione. A breve, però, proprio Ma contro i cibi transgenici si è mobiliato anche la Commissione dovrà pronunciarsi sulla coltura un cartello di forze molto ampio e coordinato della superpatata biotech, la patata Amflora, da dalla Fondazione dei diritti genetici di Mario molti temuta perché sembrerebbe sviluppare una Capanna. Obiettivo della coalizione Italia Europa resistenza dell'organismo umano agli antibiotici. liberi da ogm è la raccolta di tre milioni di firme Questa aprirebbe la strada alle coltivazioni per dire no all'ingegneria genetica sulla tavola. S 38 di Alfonso Vannaroni 12-LI_OGM_11-07 30-11-2007 17:54 Pagina 39 OGM • OG OGM il fronte del > Nicola Zingaretti SEGRETARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO DEL LAZIO ED EUROPARLAMENTARE e scelte compiute negli ultimi mesi dall'Unione europea forniscono un'indicazione chiara quanto attesa: sulla questione degli Ogm il primo pensiero di chi governa deve essere rivolto alla sicurezza del cittadino consumatore. In attesa che la ricerca scientifica indichi con certezza limiti e possibilità della sperimentazione genetica, è importante mantenere alcuni paletti fondamentali. Chi compra prodotti contenenti organismi geneticamente modificati deve esserne sempre informato e poter decidere di conseguenza. Chi sceglie, al contrario, prodotti con etichettatura biologica deve essere altrettanto sicuro di una cosa: lì non troverà mai nessun ogm. Trasformare questi due criteri semplicissimi in garanzie effettive per i cittadini rappresenta, oggi, la base di una politica seria e responsabile. La Regione Lazio, con il lavoro giunta Marrazzo e l'impegno dell'assessore all'agricoltura Daniela Valentini, ha fatto molto di più, imponendo, fin dal 2005, un'informazione chiara e trasparente sulla presenza di Ogm nei menu di bar e ristoranti e sugli scaffali dei negozi, arrivando a vietare coltivazione degli organismi geneticamente modificati NO “IL PRIMO PENSIERO DI CHI GOVERNA DEVE ESSERE RIVOLTO ALLA SICUREZZA DEL CITTADINO CONSUMATORE”. UN’INFORMAZIONE CHIARA SULLA PRESENZA DI OGM È SEMPRE PIÙ NECESSARIA. L OBIETTIVI, FINALITÀ E DIVIETI DELLA LEGGE • tutela dellerisorse • tutela della qualità e dell'originalità della produzione agricola regionale; • promozione di tutte le azioni utili a prevenire ogni tipo di danno nei confronti dello stesso sistema agricolo, della salute umana e dell'ambiente derivanti dalla coltivazione e dall'allevamento di prodotti da organismi geneticamente modificati; • divieto “su tutto il territorio regionale la coltivazione e l'allevamento a qualsiasi titolo di Ogm”. Inoltre “l'uso di mangimi per l'alimentazione del bestiame etichettati come Ogm è condizione ostativa alla concessione di contributi regionali”; nel testo viene specificato che ad essere sull'intero territorio regionale, proibendo di somministrare bevande e cibi manipolati in uffici pubblici e mense scolastiche, ospedali e case di cura convenzionate, negando i “escluse dai finanziamenti regionali e dai marchi di qualità” sarebbero tutte “le aziende e le industrie agroalimentari che utilizzano direttamente o indirettamente Ogm”; • divieto di alimenti Ogm nei servizi mensa che tocca istituti scolastici e prescolastici, ospedali e luoghi di cura accreditati, uffici della Regione, delle province e dei comuni. contributi pubblici alle industrie agro alimentari che usano mangimi Ogm. Quella compiuta dal Lazio è una scelta di avanguardia che fa della nostra regione un modello da seguire. 39 12-LI_OGM_11-07 30-11-2007 OBIETTIVI, FINALITÀ E DIVIETI DELLA LEGGE 17:54 Pagina 40 OGM • UN MARCHIO A TUTELA A voler di fatto “certificare la qualità” delle aziende agricole laziali che aderiscono al progetto e per incentivare tutte le filiere produttive totalmente esenti da organismi geneticamente modificati, l'Assessorato all'Agricoltura ha previsto l'istituzione del marchio regionale “Prodotto libero da Ogm - Gmo free”. La legge stabilisce che “Chiunque intenda vendere prodotti Ogm deve esporli e conservarli in appositi scomparti”: un obbligo che possa così permetterne all'eventuale consumatore la chiara ed inequivocabile identificazione. Ancora, “Chiunque somministra prodotti Ogm ne deve fornire idonea informazione scritta”, e chi ne vende “ha l'obbligo di pubblicizzare le prescrizioni ed i divieti previsti dalla legislazione vigente concernenti l'impiego di Ogm in agricoltura”. tecniche e scientifiche relative a LE SANZIONI PREVISTE questa complessa materia. La legge regionale prevede una Particolare attenzione verrà serie di sanzioni amministrative in riservata ai possibili rischi caso di violazione delle norme. derivanti dall'uso di Ogm per la salute, per il sistema agricolo e per UN VOTO PER ESSERE l'ambiente nel suo 'LIBERI DA OGM' complesso. UN COMITATO “La nostra forza è quello che rappresentiamo e difendiamo: i milioni di fatturato dell'agroalimentare italiano che sono il 15% di Pil. Un settore strategico, La Regione Lazio ha previsto la una ricchezza del paese che non deve diffusione di materiale di essere messo a rischio dagli ogm”. Così comunicazione sulla normativa Mario Capanna presidente della oltre che la promozione di una Fondazione Diritti Genetici, ha lanciato la serie di campagne campagna della Coalizione Italia Europa d'informazione dirette agli Liberi da Ogm che si propone di agricoltori, ai consumatori, raccogliere 3 milioni di voti per spingere agli operatori scolastici e il mondo politico a scegliere un modello sanitari sulle conoscenze di sviluppo agroalimentare basato sulla qualità. Della coalizione fanno parte organizzazioni degli agricoltori, della moderna distribuzione, dell'artigianato, della piccola e media impresa, dei consumatori, dell'ambientalismo, della scienza, della cultura e della cooperazione VUOI CHE L'AGROALIMENTARE, IL CIBO E LA SUA GENUIinternazionale. NITÀ SIANO IL CUORE DELLO SVILUPPO, FATTO DI PERSO"Vuoi che Scommettere su una Regione NE E TERRITORI, SALUTE E QUALITÀ, SOSTENIBILE E l'agroalimentare, il cibo e Ogm free non significa solo INNOVATIVO, FONDATO SULLA BIODIla sua genuinità siano il prevenire ogni rischio per VERSITÀ, LIBERO DA OGM?". cuore dello sviluppo, fatto l'ambiente e per la salute dei suoi di persone e territori, cittadini, ma investire su un salute e qualità, modello di sviluppo competitivo e sostenibile e innovativo, innovativo. Significa proteggere la fondato sulla biodiversità, qualità e l'originalità della nostra libero da Ogm?". Questo il quesito sul sull'etichettatura dei prodotti produzione agroalimentare e quale gli italiani sono chiamati a biologici che, grazie all'impegno valorizzare un ricchissimo esprimersi. Per farlo si ci può collegare della delegazione italiana, abbassa patrimonio di biodiversità: varietà anche al sito www.liberidaogm.it . allo 0,1%, ossia il minimo del territorio e tipicità dei suoi (Alfonso Vannaroni) tecnicamente rilevabile, la soglia di prodotti. Che quella scelta dal contaminazione accidentale da Lazio sia la strada da seguire, lo Ogm. È questa la strada per dimostra anche la decisione economica basata sul coraggio costruire uno sviluppo sostenibile, assunta dal Parlamento europeo dell'innovazione, ed è su questa capace di garantire la sicurezza lo scorso maggio con il varo a strada che il Partito Democratico dei cittadini coniugando la tutela larghissima maggioranza del continuerà a lavorare con dell'ambiente e una competizione regolamento europeo convinzione. COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE E RICERCA Il “Comitato per la tutela delle produzioni agricole e della biodiversità dall'impiego di OGM”, funge da organismo scientifico con funzioni tecnico-consultive. L'Arsial (l'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio) avrà invece funzione di controllo e rispetto delle normative in questione. Lazio / informazione SI 40 LAZIO_viniBross_07_210x288 5-11-2007 11:51 Pagina 1 5 55 OFFERTA OFFERTA ESCLUSIVA PER II LETTORI LETTORI DI DI PER splendidi volumi per conoscere o approfondire caratteristiche e segreti del vino e per imparare la sofisticata arte del cocktail. Bianco Un mondo accattivante e ricco di fascino, i vini bianchi. Spesso in secondo piano, per motivi che niente hanno a che fare con la loro qualità. Rosso Un rosso per amico. Cercare di conoscere e capire il vino esige pazienza e passione, due qualità indispensabili sia in chi lo fa, sia in chi lo beve. Spumante La preziosa trasparenza dello spumante. Il profumo che inebria l’olfatto d’aromi, mentre l’occhio segue le perle che bisticciano nel bicchiere. 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In qualsiasi momento si potrà richiedere aggiornamento o cancellazione. • Non si effettuano spedizioni all’estero ALEXIA MASI STUDIO GRAFICO • www.studiomasi.com Una Una imperdibile imperdibile iniziativa iniziativa editoriale editoriale 13-LI_legge_11-07 30-11-2007 18:12 Pagina 42 Legge • e g g e L a n u Presto per contenere i prezzi > na nuova normativa, la quarta in poco più di due anni di amministrazione, proposta dall’assessorato regionale all’agricoltura del Lazio. Si tratta della legge sulla contrattazione, o meglio, in tema di “norme sulle organizzazioni di produttori agricoli, sugli accordi di regionali per l’integrazione delle filiere e sulle filiere corte”. Mantenere stabili i prezzi, organizzare i produttori per la commercializzazione dei prodotti e i cittadini in gruppi d’acquisto, accorciare la filiera ovvero tutto il sistema che di Erica Antonelli U OBIETTIVI DELLA LEGGE: Lazio / informazione 1. Promuovere la costituzione di 42 organizzazioni di produttori per la commercializzazione dei prodotti, attraverso la concentrazione dell'offerta e l'adeguamento della produzione alle esigenze di mercato. 2. Promuovere accordi regionali di filiera, finalizzati all'integrazione dei soggetti economici coinvolti nella filiera ed alla valorizzazione dei prodotti agricoli ed agroalimentari; coinvolgendo tutti gli attori dei processi di produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione, nonché dei lavoratori e dei consumatori. 3. Favorire la formazione delle filiere corte, incentivando la costituzione dei gruppi di offerta e di acquisto, nonché la commercializzazione diretta. L'ASSESSORATO ALL'AGRICOLTURA PROPONE LA LEGGE DI CONTRATTAZIONE PER ORGANIZZARE I PRODUTTORI, PROMUOVERE ACCORDI DI FILIERA E FAVORIRE LA FILIERA CORTA. porta i prodotti agricoli dalle campagne sulle tavole dei consumatori. Sono questi gli obiettivi della nuova proposta di legge, già approvata dalla Giunta regionale del Lazio e che presto approderà in Consiglio. Attraverso la contrattazione di filiera si potrà intervenire in modo strutturale su tutta la catena alimentare. La nuova legge favorirà anche la promozione di accordi regionali sui meccanismi di formazione dei prezzi in modo da stabilizzarli e da sostenere gli anelli deboli della filiera: il produttore e il consumatore. L’adesione ai suddetti accordi costituirà un criterio di preferenza per l’accesso a finanziamenti, azioni e servizi previsti dalla Regione in favore delle imprese agricole ed agroalimentari, nonché ai progetti integrati di filiera. Sono anche previste facilitazioni per le organizzazioni situate in zone svantaggiate e per i produttori biologici. La legge istitisce inoltre un elenco regionale delle organizzazioni dei produttori. Queste ultime, al fine di essere riconosciute a livello regionale, dovranno: essere formate da produttori agricoli, avere sede legale e almeno il 50% della produzione nel Lazio, essere società di capitali, società cooperative o consorzi, avere un numero minimo di soci e un minimo di produzione lorda vendibile. Per l’avvio della legge è previsto per il primo anno uno stanziamento complessivo di 600.000. La Regione sarà infine garante di ogni operazione per dare trasparenza all’intero percorso. 13-LI_legge_11-07 30-11-2007 18:12 Pagina 43 14/15-LI_Equal+fiera_11-07 30-11-2007 18:14 Pagina 44 Equal • e n o i z a z z i l a t i V i d o r t n e a i n c Un C e t o o della Z per far rivivere il territorio > di Paola Ortensi DONNE E TERRITORIO SONO STATI I PROTAGONISTI DEL SEMINARIO INTERNAZIONALE CHE SI È SVOLTO LO SCORSO MESE DI OTTOBRE PRESSO L'ASSOCIAZIONE ROMANA ALLEVATORI. n Centro per la vitalizzazione della zootecnia da latte, dove progettare, sperimentare e costruire la mappa delle opportunità del territorio. Questa la proposta emersa durante il seminario internazionale “Donne, nuove Opportunità di Sviluppo e Territorio: esperienze e prospettive Europee” che si è svolto lo scorso mese di ottobre nella Sala Convegni dell’Associazione Romana Allevatori, nel cuore dell’Agro Romano. L’appuntamento, che ha visto una grande partecipazione a cui hanno dato la propria adesione il Presidente della regione Marrazzo, l’assessore al Lavoro e alle Pari Opportunità Alessandra Tibaldi, il cui assessorato è fra i cofinanziatori dello stesso e l’assessore all’agricoltura Daniela Valentini, è stato organizzato come parte integrante del progetto Comunitario Equal, dal titolo “Innovazione, Sviluppo, Territorio”. Lazio / informazione U 44 Attori protagonisti Italia, Spagna e Francia. L’associazione Romana Allevatori, che rappresentava il nostro Paese, ha raccontato, attraverso il suo presidente Enrico Scorsolini, il lavoro svolto insieme all’Università Luiss e alla Compagnia N.E.C.C. che si occupa di progettazione soprattutto del sistema agro alimentare. Un partenariato questo che ha permesso di promuovere un indirizzo tanto inusuale per un progetto Equal quanto originale e importante quale quello del target delle imprese agricole zootecniche, in più guardando alle donne. Le primissime fasi del progetto per la realizzazione del “Centro per la vitalizzazione della zootecnia da latte” hanno dato risultati incoraggianti, ha spiegato la ricercatrice Roberta Abate e hanno confermato “come le aziende agricole possano rappresentare un indubbio supporto ai bisogni sociali di un territorio, facendo di queste loro nuove attività anche interessanti opportunità di reddito”. Nei prossimi mesi verrà avviata la seconda fase del progetto che, attraverso incontri con gruppi d’imprese in diverse zone delle aree rurali di Roma e Provincia, arriverà a selezionare le imprese disponibili ad essere accompagnate fino alla completa realizzazione dei loro progetti. L’inizio della seconda fase del progetto prevede una possibile e importante accelerazione dell’impegno della Regione sia attraverso l’Assessorato al Lavoro che ha ribadito la propria disponibilità a continuare a sostenere Equal, sia con l’Assessorato all’Agricoltura che, insieme ai rappresentanti del mondo agricolo e alle organizzazioni professionali, proseguirà il proprio impegno. L’Associazione Romana Allevatori punta con questo lavoro a promuovere e realizzare azioni innovative che possano coinvolgere le imprese, attraverso il protagonismo femminile e il coinvolgimento diretto del territorio. Territorio che, come ha spiegato Francesco Di Iacovo dell’Università di Pisa, ha assunto caratteristiche nuove nella nuova Europa, che non a caso ha prodotto il PSR (Piano di Sviluppo Rurale) che rappresenta oggi lo strumento complesso con cui si progetterà e si accederà ai finanziamenti per il mondo agricolo fino al 2013. 14/15-LI_Equal+fiera_11-07 30-11-2007 18:14 Pagina 45 In fiera mostra Tradizioni Laziali in a FieraCavalli > di MariaTeresa Cinanni IL MONDO EQUINO E QUELLO AGROALIMENTARE, LA RURALITÀ, LE ATTIVITÀ ARTIGIANALI E LE TIPICITÀ DELLA NOSTRA REGIONE APPRODANO ALLA 109ESIMA EDIZIONE DELLA STORICA MANIFESTAZIONE VERONESE. promozione del territorio, un mezzo per dare visibilità alle razze equine presenti nella nostra regione e consentire agli allevatori di entrare in un circuito ben definito per promuovere la cultura del cavallo. Ma la Fiera è anche storia. La nostra storia. Fin dall'inizio è stata infatti una sede privilegiata per la presentazione di tecnologie innovative. Nel 1899 Giovanni Agnelli mette in mostra un quadriciclo a due posti. Nel 1909 l'avvenimento clou della rassegna è una gara di palloni aerostatici. Nel 1921 Tazio Nuvolari vince la gara automobilistica organizzata tra le manifestazioni della Fiera, nel 1925 viene inaugurata l'elettromotrice sulla Verona-Caprino-Garda. Nel 1940, nonostante la guerra, la kermesse chiude con un giorno d'anticipo perché sono stati venduti tutti i 6000 animali presenti e dal dopoguerra, con lo sviluppo economico che tende ad emarginare il mondo del cavallo, la Fiera rappresenta un modo per rinsaldare un antico legame e mantener vive le nostre tradizioni. Lazio / informazione I l cavallo, il suo antico legame con un territorio prevalentemente agricolo quale quello del Lazio è stato ed è tutt'oggi, le tradizioni legate al mondo equino e quello rurale, le tipicità agroalimentari della nostra regione, la riscoperta e la valorizzazione delle nostre migliori attività artigianali e degli antichi mestieri, la fonte di ricchezza sociale e privata che tutto ciò rappresenta. È con questo spirito e con questo bagaglio che la regione Lazio ha partecipato alla 109esima edizione di FieraCavalli, la storica manifestazione che si è svolta a Verona dall'8 all'11 novembre. Una fiera nata nel 1898 per valorizzare l'allevamento del cavallo e consolidare il rapporto tra questo e il territorio. Una Fiera che ben rispecchia i valori di “Lazio terra di cavalli”, il progetto ideato dall'università agraria della Tuscia per andare alla riscoperta del nostro territorio, attraverso anche il forte legame tra questo e il cavallo e tra il cavallo e l'uomo. Sin dai tempi più antichi, infatti, il cavallo ha accompagnato agricoltori ed allevatori nel proprio lavoro. Basti pensare al mondo del pascolo, agli spostamenti di armenti quando l'immagine dell'uomo era quasi inevitabilmente associata a quella del cavallo (il buttero a cavallo o i pastori in transumanza) o alla lavorazione della terra, agli antichi attrezzi utilizzati, alle fattorie. Patrimonio tutto di un mondo non così lontano e soprattutto fortemente presente nelle manifestazioni di questo genere. La Fiera, infatti, lontana dall'essere un'esposizione di cavalli, rappresenta da sempre un'occasione di conoscenza e 45 16-LI_cinipide_11-07 30-11-2007 19:48 Pagina 46 16-LI_cinipide_11-07 30-11-2007 19:48 Pagina 47 Cinipide ipide Cincome contrastarlo > di Simone Fattori L’ QUESTO PARASSITA, ATTIVO SOPRATTUTTO NELLA PROVINCIA DI VITERBO, HA COMPROMESSO LO SVILUPPO E LA FRUTTIFICAZIONE DEL CASTAGNO. DOPO STUDI E MONITORAGGI, LA REGIONE PROPONE DI COMBATTERLO UTILIZZANDO UN ALTRO PARASSITA ED EVITANDO VELENI E SOSTANZE CHIMICHE. radicati in altrettante aziende agricole castanicole: 8 in provincia di Viterbo, 1 in provincia di Rieti, 1 in provincia di Latina. Su richiesta della Regione Lazio il Ministro per le Politiche Agricole, Paolo De Castro, convocherà a breve un tavolo nazionale con tutte le regioni interessate al problema del cinipide per coordinare le attività di ricerca e valutare la possibilità di indennizzare i castanicoltori colpiti. “Siamo sicuri - ha dichiarato l’Assessore Regionale all’Agricoltura Daniela Valentini - che l’intervento del governo farà fare un ulteriore passo avanti sia in termini di garanzie per i danni subiti dai castanicoltori sia per la ricerca di un’efficace azione di contrasto contro il cinipide”. L’idea è quella di fare sistema con le altre regioni per sviluppare una linea comune d’interventi per debellare definitivamente il parassita sul territorio nazionale: fino ad oggi, infatti, i metodi usati, nel Lazio come in Piemonte e in tutte le zone colpite dal cinipide, non hanno portato a nessun risultato. L’obiettivo è quello di ricostituire un equilibrio ambientale incentivando la coltura biologica e rafforzando le difese naturali contro il cinipide, oggi indebolite dal massiccio ricorso ad agenti chimici. “È necessario ricostruire l’equilibrio di un ambiente che è stato molto compromesso ha dichiarato in proposito la Valentini -. Esiste un parassita chiamato Torymus Sinensis, che combatte il cinipide ma è stato aggredito con gli antiparassitari e quindi non può svolgere la sua funzione. Per ricostituire questo equilibrio, abbiamo individuato già le zone di insediamento e incluso in queste come prevede l’Europa il Viterbese. Il che vuol dire che il cinipide sarà combattuto con una risorsa che proviene dal territorio, e non con gli antiparassitari”. Lazio / informazione imenottero cinipide Dryocosmus kuriphilus Yatsumatsu è un piccolo insetto di colore nero particolarmente dannoso per il castagno, originario della Cina, ma ormai ampiamente diffuso in Giappone, Corea e Stati Uniti. L’insetto è stato segnalato per la prima volta in Europa, e in Italia nella primavera 2002 in una zona pedemontana a sud di Cuneo, ed è in grado di provocare la formazione di galle (ingrossamenti di forma tondeggiante e dimensioni variabili da 0,5 a 2 cm di diametro, di colore verde o rossastro) su foglie e germogli dei castagni, compromettendo lo sviluppo delle piante e la fruttificazione. Nel 2005 la presenza del cinipide è stata registrata anche nel Lazio, soprattutto nella Provincia di Viterbo, in particolar modo nella zona dei Monti Cimini dove la coltivazione del castagno è molto estesa. Nello stesso anno la Regione Lazio, attraverso l’Assessorato all’Agricoltura, è intervenuta approvando in Giunta regionale la delibera con le linee di lotta obbligatoria contro il cinipide, che comprendevano azioni di monitoraggio, opere di trattamento e distruzione in caso di ritrovamento del cinipide e campagne di informazione. Al termine del monitoraggio sono stati individuati 10 focolai, tutti 47 17-LI_gita lazio_3p 30-11-2007 18:17 Pagina 48 Gita nel L Viterbo: ia r o t s a tr o s s a p s a e tradizioni millenarie > di Annamaria Graziano I FASTI DELL’ANTICA DIMORA PAPALINA RIVIVONO IN UN CONTESTO SEMPRE PIÙ MODERNO CHE HA SAPUTO MANTENERE INALTERATO IL FASCINO DEL PROPRIO PASSATO. ANCHE ATTRAVERSO LA FESTA DI SANTA ROSA CON LA SUA IMPONENTE MACCHINA DI STAMPO MEDIEVALE. eatro in pieno Medioevo di feroci lotte interne tra guelfi e ghibellini, Viterbo, la città dei papi, non smette di esercitare ancora oggi il suo fascino. Situata a ridosso dei monti Cimini e vicina al lago di Bolsena e a quello di Vico, il capoluogo della Tuscia offre al visitatore un piacevole tuffo nella storia, quando pontefici e imperatori si contendevano il dominio di importanti territori e lo scontro tra potere religioso e potere civile segnava ogni evento. A partire dal secolo XI, la città conobbe una rilevante espansione demografica, passò alle istituzioni comunali e crebbe di importanza e prestigio. Ma fu il XIII secolo il periodo più vitale della sua storia. Agli inizi del 1200, inserita nell’orbita papale, Viterbo, mal sopportando tale presenza, chiese la protezione di Federico II. Iniziò così una stagione durissima di lotte tra fautori dell’impero e fedeli alla Lazio / informazione T 48 Chiesa. Vinse il papato, e dalla seconda metà del secolo i successori di Pietro scelsero la città come loro sede: il Palazzo papale divenne il centro del potere e del governo della Chiesa nel mondo e fu a Viterbo che si svolse il primo conclave della storia. Per accelerare, infatti, l’elezione del successore di Clemente IV a quasi tre anni dalla sua morte, il popolo viterbese, guidato dal capitano del popolo Raniero Gatti, decise di chiudere a chiave i cardinali nella sala dell’elezione (clausi cum clave), nutrirli a pane e acqua e lasciarli alle intemperie scoperchiando il tetto del palazzo. Ne uscì papa il piacentino Tedaldo Visconti con il nome di Gregorio X. Successivamente, si svolsero in città altri cinque conclavi e l’ultimo, quello per l’elezione di Martino IV, segnò l’abbandono di Viterbo da parte della curia pontificia. Si chiuse così un periodo di fatti e misfatti, ma anche l’epoca del massimo splendore in cui il centro storico si era 17-LI_gita lazio_3p 30-11-2007 18:17 Pagina 49 Lazio • Gi L a cucina tipica della Tuscia è legata fondamentalmente alla posizione geografica del territorio. Può quindi essere considerata un’ottima combinazione della tradizione gastronomica romana, umbra e toscana. Tra i piatti tradizionali, la famosa acquacotta della Tuscia, la pasta fatta in casa, le zuppe di legumi e le minestre. Tra i secondi primeggiano piatti a base di carne di agnello, maiale e pollame. la ricetta L’Acquacotta della Tuscia INGREDIENTI PER 4 PERSONE _2 cipolle _500 gr di pomodorini _2 spicchi d’aglio _la punta di 1 peperoncino _1 kg di cicoria di campagna _4 patate grandi _fette di pane casereccio raffermo _olio d’oliva extravergine _sale _2-3 rametti di mentuccia fresca FACOLTATIVI _1 uovo in camicia a persona, oppure 400 gr di baccalà, già ammollato La ricettaa | DIFFICOLTÀ MEDIA Sbucciate, lavate e affettate le cipolle e le patate. Mettetele in una pento1. la preferibilmente di coccio, aggiungetevi l’aglio sbucciato e schiacciato, il peperoncino e i pomodorini (ed eventualmente il baccalà a pezzi). Versatevi circa un litro di acqua e portate ad ebollizione. 2. Nel frattempo, scottate a parte la cicoria, per attenuare il sapore amaro, e unitela alla minestra assieme alla mentuccia. Insaporite con il sale e continuate la cottura per 40 minuti a fuoco moderato e a recipiente coperto. Durante la cottura controllate che resti liquido sufficiente per inzuppare il pane. 3. Se usate le uova, cuocetele nell’acquacotta 4 o 5 minuti prima di toglierla dal fuoco. A cottura ultimata, versate il brodo nei singoli piatti, dove avrete disposto le fette di pane, e aggiungete olio d’oliva a piacere. Vino consigliato per l’abbinamento: Est! Est!! Est!!! di Montefiascone Prodotto nei comuni dell’Alta Tuscia è un vino bianco di grande freschezza, ma anche ben strutturato e armonico. Il nome evoca tradizioni e leggende e la sua storia è da sempre legata alla cultura e alle vicende del territorio da cui prende il nome. Sembra distante dal mondo, quasi sospesa in una dimensione irreale. Civita di Bagnoregio è una perla unica che lascia il turista rapito e sorpreso. Frazione di Bagnoregio, comune a 28 chilometri dal capoluogo, questo antico borgo è completamente isolato a causa di una progressiva erosione della collina e della vallata circostante che continua ancora oggi e rischia di farlo scomparire. Raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale, Civita è abitata da poche famiglie, ma è meta ogni anno di numerosi turisti attirati dalla particolarità del luogo e dal magnetismo che sprigiona. All’interno del borgo spiccano la chiesa di San Donato, il Palazzo Vescovile, la Porta di Santa Maria (con due leoni che tengono tra le zampe una testa umana, per ricordare una rivolta popolare contro la famiglia orvietana dei Monaldeschi) e la casa di San Bonaventura, religioso e filosofo del XIII secolo. Tra le manifestazioni più importanti, il Palio della Tonna, una corsa di asini con fantino che si svolge la prima domenica di giugno in occasione dei festeggiamenti della Madonna Liberatrice e la seconda di settembre per la festa del SS. Crocifisso. Lazio / informazione Gastronomia, della Tuscia CIVITA DI BAGNOREGIO, UNA PERLA DELLA TUSCIA 49 17-LI_gita lazio_3p 30-11-2007 18:17 Pagina 50 Gita nel SUTRI, un paesino sul tufo Lazio / informazione Secondo la tradizione fu il primo nucleo del dominio temporale della Chiesa. Donata nel 728 da Liutprando, re dei Longobardi, al pontefice Gregorio II, Sutri costituì il primo passo nella costituzione del patrimonio della Chiesa e, quindi, nella definizione del principio di territorialità, base del potere politico pontificio. Situata lungo la via Cassia, a 34 chilometri da Viterbo e a 50 da Roma, sorge su un imponente rilievo di tufo circondato da splendide vallate. Questo piccolo paese è una tappa preziosa per chi vuole conoscere la Tuscia e ammirare le sue bellezze alla scoperta di luoghi ricchi di memoria. L’anfiteatro romano, la necropoli etrusca e il duomo di origine romanica sono 50 arricchito di nuove chiese, di nobili edifici, del famoso Palazzo dei Papi e dello splendido quartiere di San Pellegrino. Oggi, questo patrimonio artistico e architettonico, testimonianza dei fasti del passato, si offre intatto al visitatore, conquistato da una città che, seppur per poco tempo, è stata il centro del potere temporale e spirituale della Chiesa e che ha mantenuto fino ai nostri giorni un forte attaccamento alle l’anima del passato di Sutri che oggi conta poco più di 5.000 abitanti e conserva vive feste e tradizioni, come la sfilata dei cavalli il giorno di Sant’Antonio Abate, la processione a settembre di Santa Dolcissima con la fiaccolata e i fuochi d’artificio all’interno dell’anfiteatro e il festival estivo di musica classica. tradizioni religiose. Ogni anno, il 4 settembre, la Festa di Santa Rosa - che visse a Viterbo tra il 1233 e il 1251, e che fu coraggiosa paladina della Chiesa contro gli eretici e i ghibellini rappresenta un appuntamento immancabile per i viterbesi ed è la festa per antonomasia. La sera del 3, per le vie del centro storico, sfila un’imponente costruzione votiva, la cosiddetta Macchina di Santa Rosa, una torre illuminata da fiaccole e luci, alta circa trenta metri, sollevata e portata a spalla dai cosiddetti ‘Facchini’. Le origini della Macchina risalgono al periodo successivo al 1258 per ricordare la traslazione del corpo della santa dalla Chiesa di Santa Maria al Poggio al Santuario a lei dedicato, avvenuta per volontà di papa Alessandro IV il 4 settembre di quell’anno. 17-LI_gita lazio_3p 30-11-2007 18:17 Pagina 51 18-LI_Olio_Vino_11-07 30-11-2007 19:50 Pagina 52 olio Olio e vino, nel Lazio meno ma meglio VENDEMMIA IN RIBASSO, RECORD DEGLI ULTIMI SESSANT’ANNI. INTANTO MACINE IN MOVIMENTO PER L’“ORO VERDE” LAZIALE. di Alfonso Vannaroni Lazio / informazione > 52 inore quantità ma di ottima qualità. Si presenta così l’annata 2007 di oli e i vini della nostra regione, due fra i prodotti che caratterizzano il made in Italy. Nel Lazio, come in altre regioni d’Italia, si fanno i conti con un inverno mite, con poche piogge in primavera e con un’estate segnata da temperature elevate e siccità. Stranezze climatiche, queste, che hanno fatto maturare prima del previsto le coltivazioni, e hanno creato non pochi problemi ai produttori. L’Associazione enologi enotecnici italiani sostiene infatti che la vendemmia del 2007 passerà alla storia come la più scarsa degli ultimi sessant’anni. Anche se la qualità gratificherà i cultori del vino, nel bilancio dell’associazione si stima comunque una perdita complessiva di volumi del 18 per cento rispetto al 2006 con una produzione di circa 40.500.000 ettolitri di vino rispetto ai 49.631.000 ettolitri dello scorso anno. Per quanto riguarda la nostra regione le previsioni elaborate dagli enologi sulla produzione di mosti e vini del 2007 indicano che, grazie al perfetto stato sanitario delle uve, “la qualità si può confermare su ottimi livelli. Invece dal punto di vista quantitativo si stima una produzione inferiore del 20 per cento rispetto al 2006, M vale a dire circa 1.850.000 ettolitri, contro i 2.316.000 ettolitri dello scorso anno”. Macine in movimento nelle province della regione. I tempi sono ormai maturi anche per la nuova stagione dell’olio, da più parti definito l’oro verde laziale. Confagricoltura prevede, in tutto il paese, una produzione per il 2007 in deciso calo rispetto alle 571.000 tonnellate ottenute lo scorso anno. Diminuzione dovuta proprio all’andamento climatico della scorsa estate, in cui caldo e siccità hanno condizionato soprattutto la fase di accrescimento delle olive. Intanto dalla Tuscia a Canino - zone di produzione di olio a denominazione di origine protetta senza dimenticare il frusinate e l’area pontina, per arrivare infine in Sabina, altra zona di produzione storica di olio extravergine dop - gli olivicoltori cominciano a fare i conti con il calo della produzione. In Sabina molti temono che la raccolta possa risultare compromessa. 30-11-2007 LA VENDEMMIA 2007 CONFERMA LA CRESCITA IN QUALITÀ DELLA PRODUZIONE VINICOLA REGIONALE. PER L’OLIO ARRIVA DAL MINISTRO DE CASTRO L’OBBLIGO DELL’ETICHETTA A INDICARE LA PROVENIENZA. 19:50 Pagina 53 Per questo il presidente della Commissione regionale agricoltura Mario Perilli ha inviato una nota alla direzione Agricoltura, chiedendo la verifica delle condizioni per il riconoscimento dello stato di calamità naturale (causa siccità), per gli olivicoltori della provincia di Rieti. “Come si può ben immaginare ha scritto Perilli nella nota - ciò comporterebbe un grave danno per l’economia sabina”. Tuttavia a rasserenare in parte i produttori laziali, e in genere italiani, ha pensato il recente decreto del ministro delle Politiche, alimentari e forestali, Paolo De Castro che obbliga a indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate nell’olio vergine ed extravergine. Iniziativa condivisa dalle organizzazioni dei produttori olivicole (Cno-Unasco-AipoUnapol) che l’hanno definita “un passo in avanti nella difesa del made in Italy dalle falsificazioni”. Anche nel Lazio al momento sono in corso iniziative per promuovere i prodotti che qualificano il made in Italy. È il caso dell’appuntamento annuale con il “Novello Latino”, ovvero delle trenta etichette che fanno parte dell’istituto Vino novello del Lazio. ‘’I nostri viticoltori si sono sbizzarriti con vini novelli in purezza ma anche con interessanti blend - ha spiegato l’assessore all’agricoltura Daniela Valentini -. La parte del leone l’hanno fatta il Merlot, per quanto concerne gli Internazionali, e il classico Sangiovese, come Italiano. Gli appassionati, tuttavia, potranno divertirsi anche con Cabernet Sauvignon, Shiraz, Ciliegiolo e, soprattutto, il nostro amato Cesanese”. E nei giorni scorsi si è svolta anche la quarta edizione di Frantoi Aperti, appuntamento ormai tradizionale per valorizzare e far conoscere l’olio del Lazio, la sua qualità, la sua cultura e le aree di produzione. Lazio / informazione 18-LI_Olio_Vino_11-07 53 19-LI_Palatium_11-07 30-11-2007 18:22 Pagina 54 Palatium a n i g e r a c e t o En della Festa del Cinema DALLA COLAZIONE AL PRANZO ALLA CENA, PASSANDO PER L'HAPPY HOUR. IL TUTTO MADE IN LAZIO. CINEFILI E VIP HANNO DEGUSTATO E APPREZZATO LA CUCINA REGIONALE E RISCOPERTO I DOLCI TRADIZIONALI. SUCCESSO PER IL MARITOZZO CON LA PANNA. orchetta di Ariccia, mozzarella di bufala e fritti della tradizione romana. E poi maritozzi con la panna e pastiera romana. Alla Festa del Cinema di Roma successo per i prodotti tipici del Lazio. Spenti i riflettori al Parco della Musica è tempo di bilancio per l'Enoteca regionale Palatium, che dal 18 al 27 ottobre è approdata all'Auditorium Parco della Musica. I prodotti laziali hanno conquistato il palato dei numerosi cinefili accorsi al grande evento capitolino. 20.000 presenze nello spazio polifunzionale Palatium nei 10 giorni d'attività al Cinefest. Grande la partecipazione dei giovani: oltre il 60% degli avventori è stato under 40. Circa 3.000 gli stranieri (circa il 15%) che per la prima volta hanno gustato il meglio dell'enogastronomia regionale. Tantissimi i bambini delle scuole che hanno fatto la colazione e lo spuntino per il pranzo con i prodotti tipici laziali. 30.000 i bicchieri di vino serviti. La Lazio / informazione P 54 > di Ester Mieli temperatura più rigida delle attese ha favorito la scelta dei vini rossi. Il più richiesto è stato il Cesanese, sempre più conosciuto ed apprezzato dai consumatori. Tra i bianchi molto richieste le “bollicine” di Viterbo, soprattutto per l'aperitivo. Gran sorpresa hanno riscosso le birre del Lazio accompagnate da spuntini veloci. Tra le novità più apprezzate le varie porchette del Lazio, dalla Reatina alla Viterbese oltre alla più famosa di Ariccia. Confermato l'atteso apprezzamento per gli chef ospiti dell'Enoteca (Massimo Riccioli, Anna Dente e Salvatore Tassa, oltre a Severino Gaiezza chef di Palatium). 6.000 le persone che hanno degustato le migliori ricette regionali. Molto apprezzata la cucina tradizionale dai tanti che, per la prima volta, si sono avvicinati ai sapori del territorio. A sorpresa anche il gran successo della caffetteria, dove sono state riscoperte le torte tradizionali (pan frutto, crostata e pastiera romana) e, tra i dolci della prima colazione, è tornato alla ribalta lo storico maritozzo con la panna. Più di 3.000 le persone presenti all'enoteca in occasione degli oltre 25 eventi organizzati, tra gli ospiti illustri che hanno voluto conoscere e degustare i migliori prodotti del Lazio, Franco Battiato, Lucio Dalla, Tommy Lee, Neri Marcorè, Amanda Sandrelli e Colin Firth. 19-LI_Palatium_11-07 30-11-2007 18:22 Pagina 55 m• Leccarsi i baffi alla seconda biofiera alla terra alla tavola. Alla seconda edizione della Biofiera 2007, organizzata dall'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio, al Parco della Resistenza, dal 11 al 14 ottobre, è andato di scena il meglio dei prodotti tipici laziali, targati bio. Quattro giornate dedicate alla vendita, all'esposizione, agli spettacoli, all'animazione, all'educazione alimentare, ma anche alla degustazione di piatti ad hoc, nel ristorante biologico dell'Enoteca Regionale Palatium. Lo spazio, aperto sia a pranzo che la sera, ha presentato piatti tipici della tradizione regionale. Dal cacio e pepe al piatto di formaggi del Lazio, fino alla crostata di ricotta e ai biscottini secchi. Tanti i romani e i turisti, ma anche i curiosi che per la prima volta si sono avvicinati ai prodotti biologici. Il “chiosco dei Cibi da strada”, con supplì, la mozzarella in carrozza, il panino con la porchetta, ma anche il cartoccio con le nocciole, ha fatto impazzire il palato dei “buongustai”. Nei menu bio tante le offerte: dalla frittata con cipollotto e asparagi, alla crema di lenticchie, fino ai bucatini all'amatriciana e alla crostata di mele bio. Tutto realizzato dallo chef creativo Severino Gaiezza.(E.M.) Lazio / informazione D 55 20-LI_Raccolta differenziata 30-11-2007 18:25 Pagina 56 Raccolta o n a m o R o n a v e l O a d Parte > la raccolta “porta levano Romano sarà il primo comune della Provincia di Roma ad iniziare, operativamente, la raccolta porta a porta su tutto il suo territorio. Ad annunciarlo è il sindaco Guglielmina Ranaldi durante una conferenza stampa alla presenza della vice presidente della Provincia di Roma, Pina Rozzo, e del presidente del Consiglio regionale del Lazio, Guido Milana. Dal 20 novembre prossimo dalle strade di Olevano spariranno tutti i cassonetti tradizionali mentre, ad ogni famiglia, verranno consegnati i contenitori per differenziare i propri rifiuti tra carta, vetro, plastica, lattine e umido. Saranno poi gli operatori del Consorzio Gaia Spa a passare, periodicamente, casa per casa a ritirare i diversi rifiuti adeguatamente differenziati. “Contestualmente - spiega il sindaco - verrà avviata una forte campagna di comunicazione per cambiare la Lazio / informazione O 56 a di Massimo Sbardella porta” LA PROVINCIA DI ROMA SOSTIENE L’AZIONE DEI PRIMI 20 COMUNI CHE AVVIANO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA. cultura dei cittadini in materia di smaltimento dei rifiuti. È una fase importante per raggiungere, in termini di differenziata, l’obiettivo del 60% del totale. Il Comune vuole essere da esempio e toglierà completamente piatti e vettovaglie di plastica nelle mense scolastiche per sostituirli con i vecchi piatti di coccio e bicchieri di vetro. Un modo per eliminare, fin da subito, circa 30 kg al giorno di plastica da smaltire”. “È evidente che al sistema dei rifiuti laziale precisa la vicepresidente della Provincia di Roma, che ha finanziato con 223 mila euro la partenza del “porta a porta” occorre una riorganizzazione che sia finalizzata alla raccolta differenziata e non all’industrializzazione dei rifiuti. È importante che la raccolta ‘porta a porta’, nel momento in cui diventa una realtà, sia supportata da una forte attività di sensibilizzazione, di promozione, soprattutto culturale, dato che richiede una cambiamento di abitudini consolidate. La provincia di Roma, insieme alle amministrazioni comunali, sosterrà i cittadini in questo delicato passaggio”. Sono oltre 20 i Comuni che hanno finito l’iter progettuale e partiranno a breve con il porta a porta. Dopo Olevano e Ciampino i prossimi in calendario sono Palombara, Pomezia, Anguillara, Monte Porzio e Monterotondo. “Su Olevano - sottolinea il presidente del Consiglio regionale Guido Milana, per due volte sindaco del comune - grava l’importante responsabilità, essendo tra i primi a partire, di essere esempio positivo nel dimostrare che questa è l’unica strada da percorrere. Il ciclo dei rifiuti deve essere completo, e la differenziata rappresenta la fetta più grossa. Se si vince questa partita si afferma un modello virtuoso, in caso contrario vince il partito delle discariche e del bruciare tutto. E questo non possiamo permetterlo”. 20-LI_Raccolta differenziata 30-11-2007 18:25 Pagina 57 22-LI_Eventi_11-07 30-11-2007 18:28 Pagina 60 eventi EVENTI Eventi culturali a Roma. > di Alessandra De Luca LA DIVINA COMMEDIA ALL’OMONIMO TEATRO DI TOR VERGATA, STANLEY KUBRIK AL PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI, MACCHIAIOLI AL CHIOSTRO DEL BRAMANTE. QUATTRO EVENTI IMPERDIBILI NELLA RICCA OFFERTA CULTURALE DI ROMA IN QUESTO SCORCIO D’AUTUNNO. I Macchiaioli on la mostra al Chiostro del Bramante andiamo indietro nel tempo, prima dell’esplosione del movimento impressionista in Francia. Sotto i riflettori fino al 3 febbraio, la mostra de I Macchiaioli - il sentimento del vero. “La scolarina” di Giovanni Fattori, “Il rio a Riomaggiore” di Telemaco Signorini (esposto per la prima volta) “Carro e bovi nella Maremma toscana” di Giuseppe Abbati, “L’educazione al lavoro” di Silvestro Lega. Sono questi alcuni dei cento capolavori presentati. La scuola di pittura dei Macchiaioli, originale e rivoluzionaria, nasce in Toscana alla metà del 1800 e consiste nel rendere le impressioni dal vero col mezzo di macchie di colori, di chiari e di scuri. Opere d’arte uniche, molte delle quali appartenenti a collezioni private. C Stanley Kubrik opo un lungo lavoro di restauro, il Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale rispalanca le porte ai suoi visitatori con un evento davvero speciale. Un omaggio a uno dei maggiori geni del cinema: Stanley Kubrick, affiancato da altre 2 grandi mostre dedicate a Mark Rothko e Mario Ceroli. Documenti inediti, copioni originali, appunti di regia, testimonianze, backstage, plastici, costumi e vere e proprie ricostruzioni di ambientazioni sceniche. D Tantissimo il materiale a disposizione di chi ha amato il genio di questo regista. Tra le proposte più interessanti la ricostruzione della scenografia utilizzata per il prologo del > CHIOSTRO DEL BRAMANTE • Via Arco della Pace 5, Roma film cult “2001 Odissea nello spazio” e la speciale lente Zeiss prodotta dalla N.A.S.A. che permise al regista di girare in interni con la sola luce delle candele. La mostra, aperta fino al 6 gennaio, rappresenta un’occasione unica per scoprire i segreti dell’arte di Kubrick anche grazie alla rassegna completa dei suoi film, proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. > PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI • Via Nazionale, 194 Roma La Divina Commedia. M eraviglioso viaggio attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso danteschi. Il cammino dell’uomo alla ricerca del senso della vita è di scena per la prima volta a Roma. Dal 23 novembre al Teatro omonimo “Divina Commedia” di Tor Vergata, 24 cantanti attori, 20 ballerini e 12 acrobati animeranno la più famosa opera della letteratura universale ripercorrendo il viaggio fantastico dell’uomo nell’al di là. Opera musicale di Marco Frisina unica e imperdibile. > TEATRO DIVINA COMMEDIA • Piazzale Giovanni Paolo II - Viale dell’Archiginnasio 60 Progetto1 5-11-2007 14:35 Pagina 1 22-LI_Eventi_11-07 30-11-2007 18:29 Pagina 62 eventi EVENTI > di MariaTeresa Cinanni …. e nel Lazio GLI APPUNTAMENTI CULTURALI E LE MANIFESTAZIONI CHE DURANTE IL MESE DI DICEMBRE E LE FESTIVITÀ ANIMERANNO LE CINQUE PROVINCE DELA NOSTRA REGIONE. Il Sei-Settecento a Palazzo Chigi di Ariccia omenico Fetti, Mattia Preti, Angelo Caroselli e Filippo Lauri, Antonio Amorosi, ma anche il Cavalier d'Arpino e Giacinto Gimignani. C'è tutto il SeiSettecento artistico italiano nei 128 dipinti donati dall'avvocato romano, Fabrizio Lemme, a Palazzo Chigi di Ariccia, dove rimarranno in mostra fino al 10 febbraio 2008. Una donazione che, stando agli D studiosi, dà il colpo d'ala al museo di Palazzo Chigi nato da un'idea dello scomparso storico dell'arte Maurizio Fagiolo dell'Arco che aveva a sua volta donato quarantotto dipinti del Seicento romano. Museo del barocco romano nel palazzo progettato (come la piazza di Corte antistante e il borgo) dal Bernini, il regista del barocco, fra il 1664 e il 1672. La donazione Fagiolo si aggiungeva alla dotazione in quadri, quadroni, affreschi, sculture, arredi, rare tappezzerie in cuoio, di Palazzo Chigi acquistato nel 1988 “a condizioni di favore” e di quasi rudere dal “Presepi nei Forni” a S. Elia Fiumerapido on il periodo natalizio i presepi si mettono in mostra. È consuetudine infatti realizzare presepi artigianali in Valleluce, frazione di S. Elia Fiumerapido (provincia di Frosinone). La manifestazione - che si svolgerà dall'8 dicembre al 6 gennaio - prevede l'allestimento di presepi artigianali nei locali degli antichi forni del borgo. C Arbore in concerto a Viterbo “Le legioni di Roma” Dal sacro al profano. A Viterbo il 14 e 15 dicembre riecheggeranno le note dell'Orchestra Italiana diretta da Renzo Arbore che, con i suoi virtuosismi e la sua allegria, animerà il Palazzetto dello Sport. Un appuntamento di grande qualità e di ottima musica, capace di soddisfare tutti i gusti e tutte le fasce d'età. rorogata fino al 6 gennaio 2008 la mostra "Le legioni di Roma" Presso il Museo Civico di Rieti. In esposizione le ricostruzioni scientifiche di armature, bronzi, elmi ed accessori del IV° secolo d.C. in uso nell'esercito romano. L'esposizione è a cura di Silvano Mattesini di Archeos Roman Armour, in collaborazione con il Museo Civico di Rieti e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. D “Festival pontino del cortometraggio” A nche Latina celebra la sua festa del cinema. Dal 26 al 30 dicembre 2007 al via il 62 Comune di Ariccia. In attesa che i dipinti vengano disposti a quadreria nel palazzo, si può ammirare l'intera donazione nel percorso espositivo appositamente realizzato. “Festival pontino del cortometraggio”. Registi di tutta Italia mostreranno al pubblico i propri lavori, frutto di differenti professionalità e realtà artisticoculturali che necessitano di essere valorizzate. P 22-LI_Eventi_11-07 30-11-2007 18:29 Pagina 63 20-LI_Calendario_11-07 30-11-2007 18:31 Pagina 64 CALENDARIO I prossimi appuntamenti, in Italia e nel mondo Sono numerosi gli appuntamenti agroalimentari da segnare in agenda per le aziende agricole intenzionate a far conoscere e apprezzare i loro prodotti sul mercato nazionale ed estero. Vediamo insieme le manifestazioni più importanti previste per la fine dell’anno 2007. EXPOFOOD ITALY INDIA 2007 e dal 14 al 15 dicembre Mumbai MERCATINI VERDI DEL PROGETTO “REA SILVIA” e dalL’ 8 all’11 novembre Verona Continuano gli appuntamenti con i Mercatini Verdi del “Progetto Rea Silvia”. I giorni di 8 e 9 dicembre le imprenditrici agricole del Lazio aderenti all’iniziativa saranno presenti a Roma presso il Centro Commerciale “I Granai”, mentre il 15 e 16 dicembre l’appuntamento è in piazza Santa Maria Liberatrice. LAZIO TERRA DI GIOIELLI. VINO OLIO E ORO SI METTONO IN MOSTRA e 8-9-10 dicembre Roma Una vetrina d’eccezione nella splendida cornice Castel Sant’Angelo per mettere in mostra i gioielli della nostra terra. I migliori oli e vini accompagnati dalla preziosità dell’arte orafa romana. Un’occasione per percorrere insieme le vie del gusto, della bellezza e dell’eleganza. Un evento che nasce per la promozione dell’agroalimentare e del vinitivinicolo italiano nel mondo, diffondendo la qualità e la tradizione del made in Italy all’estero. L’India rappresenta un mercato in continuo aumento nella richiesta e nel consumo dei prodotti italiani e per questo è una vetrina eccellente per la valorizzazione della nostre produzione. Lazio informazione Novembre / 2007 numero 4 DIRETTORE RESPONSABILE > Misuraca Michele CONDIRETTORE > Ardito Maria Grazia REDAZIONE > Enrico Barbieri, Luca Benigni, Andrea Camprincoli, Beatrice Curci, Maria Teresa Cinanni, Sandro Cristaldi, Simone Fattori, Annamaria Graziano, Piervittorio Marzocchi, Gianluca Mealli, Giuseppe Motisi, Antonello Salerno, Massimo Sbardella, Francesca Trincia, Francesco Unali, Alfonso Vannaroni, Maurizio Venafro, Nicola Zamperini. COLLABORATORI: > Erica Antonelli, Marco Bianchi, Daniele Camilli, Emanuele Lanfranchi, Marina Rabagliati, Alessandra De Luca, Ester Mieli, Paola Ortensi, Paola Rosatini. SEGRETERIA DI REDAZIONE > Erica Antonelli 06/51684214 PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE > Le Tipo Snc di Illuzzi Claudia e Paloscia Francesca G. via Ostiense, 30 - 00143 Roma www.letipo.com FOTOLITO E STAMPA > Fratelli Spada S.p.a. 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