Numero
Numero77
Prezzo in edicola Fr. 5.-
l’aria di
MENSILE
domani
Abbonamento annuo fr. 38.-
Luglio-Agosto
31 Luglio 2004
2004
l’aria di domani
ISSN 1660-7163
Tutto quello che dovremmo sapere sul degrado dell’ambiente e delle istituzioni
MINACCIA
2-3
L’Italia deve aver paura?
Gli ultimatum di Al-Qaeda a Berlusconi
Perché colpire l’ONU?
A un anno dalla strage di Baghdad
GIUSTIZIA
La guerra invisibile
4-5
Procura federale contro sceicchi milionari
RISORSA
TERRA
A volte ritornano!
6
RISORSA
SERVIZI
Bufale: Carla Del Ponte numero 2 dell’ONU
“Se l’avessi fatta io la Floppy...”
7
Adriano Corti lancia accuse all’avv. Luigi Mattei:
“io sarei finito in prigione per molto meno...”
RISORSA
POLITICA
Golpe apoplettico
8-9
Ecco come Berlusconi ha profittato dell’ictus di Bossi
RISORSA
SERVIZI
10-11
RISORSA
ARIA
12-13
RISORSA
CULTURA
14-15
Vogliono chiuderci fuori
L’horror della pianificazione psichiatrica
Intervista al professor Orlando Del
Don, psichiatra, arrabbiato nero
contro quelli che una volta si
chiamavano burosauri.
L’odore dell’ozono
I politici tirano a campare. D’estate
siamo costantemente fuori dai
limiti e i bambini sono i primi a
pagarne le conseguenze.
Il pescatore reietto
Dopo il lupo e i camosci, l’airone
cenerino è l’ultima vittima di quelli
che pensano che la biodiversità sia
una pericolosa malattia.
Intervista al pediatra Marco Maurizio
Storie dal paese dove si spara alla cicogna
l’aria di1domani
Numero 7
l’aria di domani
31 Luglio 2004
L’Italia deve aver paura?
Bush sta terrorizzando gli USA a fini elettorali. Ma chi sta cercando di terrorizzare l’Italia?
Dimentichiamo per un attimo gli Stati Uniti.
Gli allarmi gialli che diventano arancione. La
paranoia da attentato nei telegiornali estivi USA.
Oggi è evidente a tutti che George W.Bush sta
cercando disperatamente di spuntare la battaglia
elettorale contro John Kerry sfruttando il
terrore di un altro 11 settembre 2001.
Concentriamoci invece sull’11 marzo
spagnolo, sui precedenti attentati in
Marocco e in Turchia, “alle porte
d’Europa”. Da quando è iniziata questa
nuova torrida estate una ridda di
comunicati di Al-Qaeda minaccia il
Governo italiano. Come se ciò non
8 luglio 2004: Il Tg5 di
Berlusconi rende noto un
comunicato che contiene esplicite
minacce di Osama Bin Laden
contro il Governo italiano. È il
primo di una lunga serie. Ma c’è
un elemento strano: questi
comunicati sono tutti già stilati in
lingua italiana (più o meno).
12 luglio: una ‘pseudobomba’
viene trovata sul treno intercity
Basilea-Milano. Secondo la
polizia ticinese il rudimentale
ordigno non era in grado di
esplodere. Contiene una sveglia
che indica le 16:30, possibile ora
di transito del treno intercity 252
nella galleria del San Gottardo.
16 luglio: allo scadere della
tregua di Bin Laden un ultimatum all’Italia, con minacce
sempre più esplicite, compare su
bastasse questi misteriosi “addetti stampa” del
terrorismo parlano di “auto-bomba” e dicono
di essere ormai “alle porte dell’Italia”.
Abbiamo cercato di analizzare queste minacce.
Significano che dopo Madrid tocca a noi?
O sono solo parole minacciose che hanno
aiutato Silvio Berlusconi a distrarre
l’attenzione dalla crisi di governo e
dal Golpe apoplettico (vedi articolo
a p. 8) che ha messo fuori gioco
Umberto Bossi? Per dirla in due parole: speriamo che Berlusconi non stia
imitando Bush. Sempre meglio di una
serie di attentati veri, comunque!
Abu Musab Al-Zarqawi
Cronologia
un sito internet intestato alla rete
terroristica Al-Qaeda. Parla di
“bersagli di nuova natura, che
verranno colpiti con armi non
convenzionali”. Le minacce
contengono un riferimento
geografico inquietante, i presunti
attentatori dicono di essere ormai
“alle porte dell’Italia”.
17 luglio: le brigate Abu Hafs
Al-Masri annunciano un “bagno
di sangue come quello dell’ 11
settembre se gli italiani non
cambieranno l’attuale governo”.
Si
tratta
della
stessa
organizzazione che si è, per così
dire, ‘messa in luce’ durante tutta
2
l’ondata di attentati che hanno
preceduto la strage della stazione
Atocha di Madrid (11 marzo) .
24 luglio: Ulteriori minacce
all’Italia in un nuovo comunicato,
rivendicato dal gruppo guidato da
Abu Musab Al-Zarqawi, il capo
di Al-Qaeda in Iraq, la figura
centrale degli attentati contro la
sede ONU di Baghdad (19
agosto 2003, 23 morti fra i quali
il rappresentante dell’ONU per
l’Iraq Sergio Vieira de Mello),
della strage di Nassiriya (12
novembre 2003), fors’anche della
strage dell’11 marzo a Madrid.
“Vi consigliamo di accettare la
nostra offerta, se non lo farete
vedrete file di autobomba
imbottite di esplosivi colpire le
vostre città e trasformare le vostre
notti in giorni....”
Numero 7
l’aria di domani
31 Luglio 2004
Perché colpire l’ONU?
Un anno fa il terribile attentato che ha inaugurato le nuove perverse strategie di Al-Qaeda
11 marzo 2004, dopo tante ore
passate a visionare le
immagini dei treni dilaniati
alla stazione Atocha di
Madrid, dopo la sceneggiata
del governo Aznar che tenta
di sostenere la pista fasulla del
separatismo basco (dell’ETA),
compaiono le prime tracce
concrete. Nella Guardia civil
e nei servizi , per fortuna, ci
sono ancora dei poliziotti veri,
che seguono le tracce dei
telefonini usati per innescare
le cariche esplosive sui treni.
Sui duecento morti di Madrid
aleggia il terribile spettro di
Abu Musab Al-Zarqawi, il
generale di Al-Qaeda in Iraq,
oggi conosciuto in tutto il
mondo: è lui l’uomo con la
scimitarra che decapita gli
ostaggi.
La strage dell’ONU
ha cambiato la storia
Dopo tante ore passate a infilare
date come perline tutto sembra
quasi comprensibile: gli
attentati di Casablanca e
Istanbul,
alle
porte
dell’Europa... poi l’attacco al
cuore: Madrid. Ma prima
ancora, perla fra tutte queste
perle di dolore umano, la strage
contro la sede ONU di
Baghdad (19 agosto 2003) che
uccide il rappresentante delle
Nazioni Unite in Iraq Sergio
Vieira de Mello e altre 22
persone. La mente che orchestra questi massacri è sempre
lui, Al-Zarqawi.
La solita domanda:
a chi ha giovato?
Al Zarqawi è divenuto famoso
a partire dallo scorso febbraio
quando una sua telefonata viene
intercettata dalla CIA. Oggi su di
lui c’è una taglia di 25 milioni di
dollari, pari a quella che grava su
Osama Bin Laden. È una mente
lucida
quanto
perfida.
Rappresenta
la
nuova
generazione di terroristi: crudeli
quanto intelligenti, preparati,
esperti dei paesi che vanno a
colpire, capaci di produrre effetti
tremendi con mezzi limitati,
capaci di speculare su complesse
scacchiere politiche come quella
della Spagna alla vigilia delle
elezioni.
La domanda che sorge
spontanea a questo punto è la
seguente: che significato può aver
avuto, per i terroristi, il massacro
di Sergio Vieira de Mello e la
distruzione della testa di ponte
umanitaria che le Nazioni Unite,
un anno fa, avevano messo in
piedi per cercare di arginare la
tragedia della guerra?
3
Il numero 2 dell’ONU, il
coordinatore dell’UNICEF
Christofer Klein-Beekmann e
le altre vittime non erano certo
ufficiali di una truppa di
occupazione in odore di
coalizione americana.
Come osservavamo già nel
nostro numero di marzo, la
strage dell’ONU non ha certo
creato danno agli “invasori
americani”. Sergio Vieira de
Mello, per contro, aveva già
manifestato con estrema
chiarezza che non sarebbe
andato in Iraq a fare il pupazzo
per gli Stati Uniti d’America.
Un camion carico di esplosivo
ha deviato il corso della storia.
Bisogno di eroi
Bisogno di antagonisti
Ancora una volta i terroristi, per
qualche ragione ancora misteriosa
si ritrovano a fare un favore proprio ai loro nemici giurati: gli
americani. Se non ci fosse stato
lo sciagurato attentato di Baghdad
il processo di inserimento
dell’ONU nella crudele realtà
irachena sarebbe iniziato un anno
prima e avrebbe avuto qualche
probabilità di successo. Come in
una brutta fiaba ti rendi conto del
fatto che i cosiddetti buoni
traggono grande vantaggio dalle
azioni commesse dai loro
antagonisti, i cosiddetti cattivi.
Numero 7
l’aria di domani
31 Luglio 2004
La guerra invisibile
Il recente comunicato del Ministero pubblico della Confederazione rilancia le accuse contro
la banca luganese Al-Taqwa - ora Nada Management - e altri presunti finanziatori di AlQaeda. Chi vincerà questo titanico braccio di ferro? La Svizzera lo fa solo per compiacere
gli americani? Noi non siamo, peraltro, molto sicuri che l’attuale amministrazione americana
(della quale abbiamo detto peste e corna nell’ultimo numero) voglia davvero arrestare sceicchi
miliardari e professori di università che frequentano gli stessi consigli di amministrazione
della famiglia Bush. Intanto anche la pacifica Svizzera si è guadagnata, in questo modo, la
sua bella guerra. Chi vincerà? La Procura federale o i miliardari musulmani? Ecco chi sono.
Forse anche la pacifica Svizzera
avrebbe qualche ragione per
preoccuparsi, non solo l’Italia di
Silvio Berlusconi. Ora la ‘procura
federale’ ha trasmesso gli atti
dell’inchiesta sui finanziatori del
terrorismo islamico al giudice
istruttore. Significa che il
procuratore
Valentin
Roschacher
e
i
suoi
collaboratori, in particolare
Claude Nicati (che ormai ci sta
lavorando da tre anni), sono
convinti di poter trascinare di
fronte a un giudice questi
personaggi. Ce la faranno?
“Stop this shit
Carlotta”, antefatto
Sarà un’impresa veramente
difficile. La prima domanda
riguarda il passato: è evidente che
si tratta in buona sostanza e per
tutti gli aspetti delle stesse
identiche reti che venivano indicate dai famosi rapporti della
DIGOS alla metà degli anni
novanta. La ‘polizia politica’
italiana cerca di convincere
l’allora procuratrice federale
Ponte è partita per il Tribunale
Penale internazionale dell’Aia,
nel settembre 1999.
Dopo la strage Carla Del Ponte
evita di andare a Luxor mandando
un preciso segnale di impunità ai
presunti colletti bianchi del
terrorismo fondamentalista
islamico.
Yassin Al-Qadi
Carla Del Ponte a darsi da fare.
Nel nostro ultimo numero (62004) abbiamo sostenuto la tesi
secondo cui la morte di 36
cittadini elvetici a Luxor poteva
essere evitata. A condizione che
la Del Ponte desse seguito alle
sollecitazioni della DIGOS.
In che misura la “famosa”
telefonata di Pierfelice Barchi,
avvocato di Youssef Nada alla
procuratrice Carla del Ponte
(“stop this shit Carlotta”) ha
favorito i finanziatori presunti del
terrorismo islamista? Di certo
l’indagine è stata congelata per
tanti anni, fin quando Carla del
4
Ci provano davvero
Roschacher e Nicati
È una battaglia difficilissima
quella intrapresa dagli inquirenti
federali. Il problema di fondo è
quello che abbiamo messo a
fuoco nella scorsa edizione: da
che parte sta l’amministrazione
Bush? Perché mai all’indomani
dell’undici settembre un aereo
riporta in Arabia Saudita i membri
della famiglia Bin Laden?
Compreso Shafig Bin Laden,
fratello di Osama, che siede al
fianco della famiglia Bush nel
consiglio di amministrazhione
della Carlyle a Washington nel
preciso istante in cui gli aerei dei
dirottatori si schiantano contro le
torri gemelle e il Pentagono.
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l’aria di domani
31 Luglio 2004
suoi capitali sono in parte
Zarqawi, il boia
dentro a una banca di
degli ostaggi.
Ginevra. Il suo nome
Un altro esempio
compare
nelle
famose
analogo è quello del
Ma chi sono
liste dei “most wanted
professor Mohamed
gli indagati?
terrorists” dell’FBI. Ciò
Mansour, egiziano
Per rispondere a questa
malgrado sarà difficile
come Youssef Nada,
domanda siamo andati a scavare
convincere i giudici del
il suo nome compare
Mohamed
Mansour
dietro le righe del recente
fatto che effettivamente
nel consiglio di
comunicato
del
personaggi
amministrazione di
Ministero pubblico
come Al-Qadi (che
Al-Taqwa. Nelle liste USA
federale. La risposta è
sembra più un nobile
curiosamente le foto dei presunti
impressionante. Un
anglosassone che un
colletti bianchi non compaiono.
e s e m p i o
arabo) con i suoi modi
Impossibili da trovare? No. Basta
particolarmente
cortesi e sorridenti,
guardare nei siti internet del
significativo è quello
appartenga alla stessa
mondo accademico elvetico.
dello sceicco saudita
categoria di persone cui
Mansour è docente di robotica al
Shafig
Bin
Laden
Yassin Al-Qadi. I
va ascritto Abu AlPolitecnico federale di Zurigo.
Perché i Bin Laden vengono
sottratti
a
qualunque
interrogatorio?
La ferita di Baghdad
ONU: sarà la magistrata canadese Louise Arbour a sostituire Sergio Viera De Mello
A un anno dalla strage della sede
ONU di Baghdad le Nazioni unite
tentano di rimanginare la terribile
ferita lasciata dalla morte di
Sergio Vieira De Mello e degli
altri funzionari scomparsi nella
tragedia del 19 agosto 2003: la
carica viene assunta da Louise
Arbour, la procuratrice canadese
che aveva istruito per il Tribunale
penale internazionale il processo
contro Slobodan Milosevic
prima di cedere il dossier a Carla
Del Ponte.
Nata a Montreal nel 1947
Louise Arbour si è formata in
varie scuole religiose prima di
dedicarsi al diritto. Dopo la
creazione dei Tribunali penali
internazionali istituiti per
Louise Arbour
Sergio Vieira De Mello
perseguire i crimini contro
l’umanità commessi durante il
genocidio ruandese e nella ex
Iugoslavia assume la carica di
procuratrice. Nel maggio 1999
5
incrimina Slobodan Milosevic
come responsabile della “pulizia
etnica” contro la popolazione
kossovara. Poche settimane dopo
viene sostituita da Carla Del
Ponte che, grazie alla
compiacenza dei media, si
prenderà tutto il merito
dell’incarcerazione di ‘Slobo’.
Numero 7
l’aria di domani
31 Luglio 2004
A volte ritornano
Ecco l’inganno che ha convinto i politici a pagare le fatture della superprocuratrice
Sono in molti, in Ticino e a
Berna, a condividere lo stesso
incubo, inclusi gli autori di questo
giornale. Ti svegli domattina e di
fronte alla tua casa c’è il camion
dei traslochi con una folta
guardia. Al centro Carla Del
Ponte che torna dall’Aia, dove ha
abbandonato le grane del
processo Milosevic per diventare
la tua dirimpettaia.
In quell’articolo raccontavamo
le vicende di moltissime sedicenti
e comprovate vittime di Carla Del
Ponte.
Come è arrivata
al TPI dell’Aia?
In quell’articolo, inoltre,
mostravamo ai lettori il
meccanismo
perverso che ha
Le 102 vittime
di Crudelia Del Ponte
Crudelia del Ponte è il titolo di
un articolo che abbiamo scritto
all’inizio dell’anno scorso,
quando Carla Del Ponte aspirava
a una carica ancora più alta di
quella del Tribunale per i crimini
commessi in ex-Iugoslavia.
Sul tavolo della neoeletta
consigliera federale
Micheline Calmy-Rey
c’era l’aspirazione di
Carla al posto di
accusatrice presso
l’istanza
più
prestigiosa di tutte :
la Corte Penale
internazionale.
Oggi Crudelia del
Ponte è stato letto in
varie lingue da
migliaia
di
frequentatori del
nostro sito internet
w w w. t h e - f l y i n g mountain.com
la mummia di
Luxor
6
permesso a Carla Del Ponte di
raggiungere il Tribunale dell’Aia
dopo aver accumulato un potere
immenso nella veste di
Procuratrice federale.
Carla del Ponte
e la guerra preventiva
Dai meandri del Russiagate
scaturivano le tracce di un
incontro a Londra fra Carla Del
Ponte e la dama d’acciaio
dell’amministrazione
Clinton; Madeleine
Albright. Siamo nel
1999, alla vigilia
della guerra contro
la
Serbia
di
Slobodan Milosevic.
Carla Del Ponte rende
possibile la prima vera
guerra preventiva (della
serie infinita cui stiamo
assistendo). Attraverso l’ingaggio
del supertestimone Felipe
Turover viene innescato uno
scandalo colossale che coinvolge
l’amministrazione russa di Boris
Jeltsin. Corruzione. Jeltsin esce
dalla storia. I russi non hanno
più la forza di opporsi
all’attacco della Nato contro
i fratelli Serbi. Partono i
bombardamenti. Poco dopo
(autunno 1999) Carla Del Ponte
prende il posto di Louise Arbour
al TPI dell’Aia. Oggi la dama di
ferro sostiene l’accusa contro
Milosevic, ma fino a quando?
Numero 7
Intanto, nel settembre dell’anno
scorso Carla Del Ponte ha
ottenuto il rinnovo del Mandato
da parte dell’ONU. Per altri
quattro anni potrà stare all’Aia.
Nessuno ha commentato nella sua
reale portata il fatto che Kofi
Annan, segretario generale
dell’ONU le abbia tolto l’altra
responsabilità, quella del
Tribunale per il Ruanda. I
giornali della Svizzera italiana
non dubitano mai di Carla Del
Ponte, nei momenti di difficoltà
si limitano a metterne in risalto i
nemici, la loro perfidia. In certi
ambienti vige ancora la regola che
chi parla male di Carla del Ponte
deve essere per forza un
comunista o un delinquente.
A questo punto un naturale
interrogativo: chi paga Carla Del
Ponte? Noi, cioé la Svizzera,
naturalmente. Sempre con crediti
aggiuntivi da un milione l’anno.
“Segretario generale
supplente dell’ONU”
È proprio nel tentativo, quasi
disperato, di rispondere a una
simile domanda che siamo
incappati in una scoperta
sensazionale. Il Rapporto della
Delegazione finanze alle
commissioni delle Camere,
quello del 1999, contiene un
primo tentativo di giustificare il
dispiego di mezzi milionari degli
anni successivi. Spese da fare,
secondo la delegazione, “anche in
vista della possibilità di insediare
una cittadina svizzera al secondo
posto della gerarchia dell’ONU
con la carica di segretario
generale supplente.”
l’aria di domani
31 Luglio 2004
La vittima Corti rilancia
“Se certe società le avessi fatte io anziché l’avv.Mattei...”
Ma il sospetto peggiore che
grava su Carla Del Ponte è
ancora un altro: quello di
aver
sistematicamente
ignorato i filoni investigativi
che avrebbero portato un
po’di pulizia nella piazza
finanziaria luganese.
C’è poi quella famosa frase, di
fronte alle telecamere della RTSI:
“manteniamo pulito il nostro
giardino” subito prima di partire,
lei, verso le vette del TPI.
Adriano Corti, (nella foto) ex
cambiavalute, è certamente uno
fra i più illustri cuccioli di
dalmata vittime di Crudelia. Con
lui ci sono Peter Regli, ex capo
dei servizi segreti dell’esercito,
perseguito
ingiustamente
nell’ambito del caso Bellasi,
l’informatore dell’FBI Salvatore
Amendolito, l’ex commissario
Fausto Cattaneo, protagonista
del caso Mato Grosso sul quale
si abbatte la micidiale zappa da
giardino di Carla. Fra le vittime
ci sono anche i 36 svizzeri di
Luxor sui quali nessuno ha mai
investigato a fondo.
Come altri, Corti è stupefatto
nel vedere che qualcuno parlava
di Carla Del Ponte addirittura
quale candidata al posto di
numero 2 dell’ONU al fianco di
Kofi Annan. Corti, che si
definisce a giusta ragione ex
infiltrato al servizio degli
inquirenti in casi clamorosi come
7
quello della “Lebanon connection” subisce un destino
molto simile a quello di
Cattaneo.
Dopo il periodo felice di
Dick Marty le inchieste
contro i grandi riciclatori sono
cadute in disgrazia. Se avessimo
lasciato lavorare gente come lui
(e se l’avessimo gentilmente
retribuita per questo) oggi forse
il Ticino non si leccherebbe ferite
come quelle del Ticinogate.
Corti è arrabbiatissimo per due
vicende che hanno cambiato la
sua vita alla fine degli anni
novanta: un traffico di sterline di
cui
aveva
perfettamente
informato la polizia ticinese e il
famoso viaggio a Bari per conto
del contrabbandiere (e talpa dei
servizi italiani) Gerardo Cuomo.
In entrambi i casi c’è l’ombra di
Carla Del Ponte e della sua
“scuola di polizia” in entrambi i
casi c’è odore di trappola.
E pensare ( mi dice buttando sul
tavolo una scheda del registro di
commercio) che l’avvocato che
rappresenta oggi lo Stato contro
di me, negli anni 90 costituisce
società più che sospette per conto
di un suo collega: l’avvocato
Francesco Moretti. Si tratta della
società Floppy SA costituita nel
novembre 1994. L’avvocato è
l’ex p.p. Luigi Mattei. “Io
prenderei l’ergastolo per molto
meno” aggiunge.
Numero 7
l’aria di domani
31 Luglio 2004
Golpe apoplettico
“Chi non salta comunista è” urlano
Berlusconi e i suoi fedelissimi in preda
all’adrenalina e alla crisi di Governo. Intanto
in Ticino si consuma il dramma di Umberto
Bossi. Il padre fondatore della Lega
lombarda è colpito da un ictus e in seguito
da altri problemi cardiocircolatori. Ecco come
Berlusconi ne approfitta ed elimina
sistematicamente tutto quello che può dargli
fastidio o limitare il suo strapotere. Il primo
a cadere è il Ministro dell’economia
Tremonti. Nelle sale del cardiocentro di
Lugano si scrive una pagina triste della storia
11 marzo 2004
una data infausta
11 marzo 2004: alle prime ore del
mattino il senatore Umberto
Bossi viene colpito da un ictus. I
sintomi sono chiari, ma i
comunicati ufficiali e la stampa
evitano sistematicamente di
indicare la natura del male che ha
colpito il leader fondatore del
Carroccio. Inizia un dramma che
ricorda la vicenda del
presidente del
Consiglio DC Antonio
Segni
(1891-1972), il
padre di Mario
Segni, colpito da
un ictus il 7 agosto
1964. Lo stesso
italiana: il senatore viene dichiarato partente
per Strasburgo. Sta meglio, dicono le voci
ufficiali, ma nessuno lo sente parlare. Al suo
posto (Ministero delle riforme) arriva Roberto
Calderoli, un leghista molto più
addomesticato e in sintonia con la “Roma
ladrona” denunciata tante volte da Bossi. Tutto
sotto controllo per il cavaliere. Ultimo atto: il
commissario antitrust europeo Mario Monti
viene sostituito da un altro bravo ragazzo:
Rocco Buttiglione. Ecco come si
ricompattano le maggioranze profittando a
piene mani delle disgrazie altrui. (s.r.)
imbarazzo di allora serpeggia ora
a Roma e all’Ospedale di Varese.
Le dimissioni
di Giulio Tremonti
3 luglio 2004: il ‘super-ministro’
dell’economia Giulio Tremonti
viene “dimissionato” da
Berlusconi su pressioni di
Alleanza Nazionale, che lo
accusa di incapacità e persino di
scorrettezze nella gestione dei
conti. La
crisi
si
manifesta a
due giorni
dal vertice
Ecofin che
d e v e
approvare i
conti della
A.Segni
G. Tremonti
8
‘manovrina’ italiana (7,5
miliardi). Per l’opposizione
(Piero Fassino, DS) è venuta
meno la ragione di esistere che
giustifica il Governo perché
Tremonti è la”chiave di volta”
dell’asse Berlusconi-Bossi.
Con Bossi presente
sarebbe impossibile
Bossi è completamente fuori
gioco, altrimenti farebbe fuoco e
fiamme, si ribellerebbe come una
belva ferita, e la Lega lo
seguirebbe. Lo capisce anche un
bambino. Le prove vengono dal
tono dei comunicati precedenti:
5 aprile; “ha ripreso conoscenza”,
“è in grado di riconoscere i
familiari.”
Silvio Berlusconi intanto
l’aria di domani
Numero 7
un’atmosfera surreale, da
Cinecittà, le comparse di
Forza Italia sfilano
entusiaste di fronte alle
telecamere per dimostrare
che la Casa delle libertà
non sta crollando. Stupisce
vedere fra i manifestanti un
prete. E’ vestito da Don
Camillo. Balla, esulta,
sembra suggerire ai
cattolici di far fede al
cavaliere.
Peggioramento:
al cardiocentro!
Intanto, nella notte fra il 9
e il 10 luglio, le condizioni
di Bossi sono ulteriormente
peggiorate.
Altre
foto AFP
c o m p l i c a z i o n i
cardiocircolatorie.
Il
agguanta il Ministero di Tremonti
senatore sembra uno scheletro e
ad interim e litiga con Marco
non muove più la mano sinistra.
Follini (UDC, l’altro perno che
È stato trasferito al Cardiocentro
tiene assieme la maggioranza)
di Lugano. Come potrebbe
minacciandolo di scatenargli
seguire gli eventi della crisi un
contro le sue televisioni. Intorno
uomo in queste condizioni?
è tutto un coro di pernacchie.
Eppure bisogna far credere agli
Chi non salta
italiani che sta bene, altrimenti la
“manovrona acrobatica” di
comunista è!
Berlusconi per salvare la baracca
14 luglio 2004: all’uscita di
rischia di crollare. Una sospetta
Palazzo Chigi Forza Italia
schermata del teletext fa dire a
organizza una folla di tutt’altro
Bossi ciò che non direbbe mai:
colore che ineggia a Berlusconi.
il fantasma di Umberto
Il presidente del Consiglio, che ha
raccomanda a Berlusconi e
appena licenziato Tremonti
Tremonti di mettersi d’accordo.
difendendone poi
Solo che è impossibile: la frittata
integralmente la
di buttar fuori Tremonti
politica
in
Berlusconi l’ha già fatta il 3
parlamento
luglio! Non è il vero Bossi a
partecipa al rito. In
parlare.
31 Luglio 2004
Un’impenetrabile cintura di
sicurezza
circonda
il
Cardiocentro, si prepara la fase
finale dell’operazione salvamaggioranza: convincere Bossi a
uscire di scena.
Sabato 17 luglio al Cardiocentro
si presentano Silvio Berlusconi,
presidente del governo e il
dimissionato Giulio Tremonti.
Domenica sera nuova riunione
dei vertici della lega. Occorrerà
attendere fino a mezzanotte per
sapere l’esito del summit:
Bossi lascia,
andrà a Strasburgo.
L’operazione è riuscita: la totalità
della popolazione italiana è
convinta che il senatore sia
cosciente e dunque consenziente.
Berlusconi è raggiante, in pochi
giorni piazza Rocco Buttiglione
all’antitrust europea, sostituisce
Tremonti con Domenico
Siniscalco all’economia. Anche
Roberto Calderoli è raggiante:
sarà lui a prendere il posto di
Bossi. Solo che Bossi è un’altra
cosa: i suoi guizzi erano in grado
di contrastare realmente
Berlusconi, come nel 1994,
quando gli fece saltare il governo.
E poi cosa volete che ci vada a
fare a Strasburgo il senatore
Umberto Bossi,
fondatore della
Lega? Per lui
(Lugano a parte) a
Nord di Varese ci
sono solo la calotta
artica e gli orsi
bianchi.
R. Calderoli
D. Siniscalco
9
Numero 7
Vi
t
de tim
it e
ag
li
l’aria di domani
31 Luglio 2004
Dovranno
adattarsi
Il professor Orlando Del Don, psichiatra e direttore della
clinica Alabardia è molto arrabbiato. Qualcuno gli ha
detto che in tempo di crisi i pazienti psichiatrici devono
poi “anche un po’arrangiarsi e adattarsi alla situazione”.
Qualcuno dovrebbe spiegare a certi funzionari che in
tempi di crisi la gente sta male. Non lo sanno.
Dottor Orlando Del Don, chi
rappresenta in questa battaglia?
“Prima di tutto la qualità delle
prestazioni, difendo i miei
pazienti, cosa che dovrebbero
fare anche i miei colleghi
psichiatri, ma che invece non
hanno fatto. Nessuno è mai sceso
in campo per sostenermi in questa
‘crociata’...”
Qual’è il teatro istituzionale nel
quale si svolge questa battaglia?
“In ambito di sanità Patrizia
Pesenti, con il suo dipartimento,
deve rientrare, come noto, entro
certi parametri di livello svizzero.
Stiamo parlando soprattutto del
numero di letti. Si tratta della
seconda
pianificazione
ospedaliera fatta nel paese. In
quest’ambito Patrizia Pesenti
deve ancora tagliare duecento
letti, metà nel settore privato e
metà nel pubblico....”
La Clinica Casa Alabardia di
Piazzogna, i burocrati prevedono
di sopprimerla come il centro di
riabilitazione di Sementina.
Il problema
della psichiatria
“In Ticino, per quanto riguarda
il nostro settore, siamo sotto al
livello svizzero. Quindi la
psichiatria non si dovrebbe
neanche toccare perché manca
una cinquantina di posti-letto.”
E invece come si risolve il
problema generale?
“È chiaro che non si possa fare
un taglio lineare, cioé una media
per cui ciascuno rinuncia a tot...”
Non si fanno tagli lineari, si
fanno semmai tagli intelligenti...
“Tanto più che nella prima
pianificazione erano stati definiti
mandati chiari per i vari istituti,
fondati su criteri precisi come
l’occupazione dei letti eccetera...
Orbene, senza andare a discutere
i meriti specifici (siamo tutti
bravi...) le statistiche parlano
10
chiaro. Ci sono cliniche che
lavorano con un’occupazione al
60 per cento. Vuol dire che per
arrivare al rimanente 40 devono
aumentare artificialmente la
degenza. Noi, con la Clinica Casa
Alabardia di Piazzogna, già nella
prima pianificazione eravamo
entrati pienamente nel novero
degli istituti psichiatrici che
dovevano essere riconosciuti per
l’alto livello di qualità delle cure
e per il fatto che c’era un giro
molto elevato. I pazienti stavano
poco, la metà dei giorni di altri
istituti, uscivano guariti.
Privato, ma non
solo per ricchi!
D’altra parte le lunghe liste
d’attesa dei pazienti mostrano la
forte richiesta che scaturisce dal
territorio, dalla gente.
La nostra esperienza dimostra
Numero 7
che “privato” non vuol dire
riservato ai ricchi, come una
volta. Cifre alla mano abbiamo
dimostrato che tre quarti dei
nostri sono pazienti di classe
comune. Significa che noi
copriamo un settore che
dovrebbe essere presidiato dal
servizio pubblico. Un bisogno
sociale.”
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La mazzata della
nuova pianificazione
Con le cifre dalla vostra parte,
con i riconoscimenti anche
accademici che vi collocano fra i
migliori, quali allori vi ha
riservato la nuova pianificazione?
“La commissione fa un grande
annuncio e dice per farla breve
che noi dobbiamo essere
sacrificati. Non hanno fatto tagli
lineari con noi, hanno
semplicemente cancellato due
cliniche, la nostra e il Centro di
riabilitazione di Sementina.
Soppresse.”
Le conosciamo entrambe,
hanno
in
comune
una
comprovatissima utilità sociale...
“Per gli altri, piccoli tagli
lineari, a noi una brutale
soppressione dell’intero effettivo.
La fine. Entrambe le cliniche
sono nate - nel privato - per
rispondere a un bisogno. Molto
forte! Anche i colleghi di
Sementina
sono
alla
disperazione. Con tutti gli
investimenti
che
hanno
fatto....adesso il cantone ha
deciso per altrove...”
Per noi è
ancora peggio
31 Luglio 2004
“Nel
nostro
caso
prosegue
il
dottor
Orlando Del Don
- è ancora peggio.
Non ci sarebbe solo la
chiusura della clinica
per risparmiare 45 postiletto, ma questi posti
verrebbero smembrati ed
attribuiti come segue: 30 a
un’altra clinica psichiatrica, la
Santa Croce di Orselina; 15
posti-letto andrebbero a
Mendrisio,
alla
Clinica
cantonale e 6 posti a un’altra
clinica privata che è quella di
Viarnetto a Pregassona”
Si tira il collo
al Sopraceneri
“Così i destinatari devono
sobbarcarsi (cioé sobbarcare allo
Stato)
nuovi
milionari
investimenti. Dov’è il risparmio?
L’alternativa è che lo Stato non
investe e allora tira il collo al
personale che dovrà lavorare di
più per sopperire al fabbisogno
11
che copriamo noi attualmente”
Cosa farete ?
“Stiamo già muovendo guerra
sul piano legale contro questa
sedicente pianificazione secondo
la quale tu - privato - puoi
investire e tu, invece, devi
arbitrariamente
chiudere
lasciando nei guai l’intero
Sopraceneri. “
Un pronostico?
“Una certezza: salterà l’intera
pianificazione.”
Numero 7
l’aria di domani
31 Luglio 2004
L’odore
dell’
ozono
Il dottor Marco Maurizio,
pediatra, ha seguito in prima
linea la situazione di Chiasso e
dintorni,
particolarmente
emblematica per la presenza
dell’autostrada. Oggi come oggi
noi, gente comune, abbiamo
veramente l’impressione che si
tratti di un problema gravissimo,
soprattutto per i bambini.
“Io non ho solo l’impressione,
io ho la convinzione che
effettivamente qualcosa non
funziona. Quando abbiamo
iniziato a denunciare Questi
problemi
legati
all’inquinamento, parlo di 20-25
anni fa, abbiamo fatto questo
discorso, soprattutto a livello del
Mendrisiotto con il Gruppo SOS
Ambiente.”
Noi ”Talebani verdi”
avevamo ragione
“Cercavamo di sensibilizzare la
popolazione ma anche i politici,
che a quei tempi reagivano
sorridendo del problema e
guardandoci come dei ‘talebani
ecologisti’. Però la storia ci ha
poi dato ragione, non ci eravamo
inventati nulla. Già a quei tempi
esistevano degli studi scientifici
in grado di provare che
l’inquinamento provocava danni
alla salute, anche se non si
sapeva ancora esattamente in
quale misura.
Inquinamento
= bambini malati
Esistevano studi epidemiologici
che mostravano il dato chiaro:
dove l’inquinamento era
maggiore i bambini avevano più
problemi, soprattutto alle vie
respiratorie, rispetto ai bambini
che vivevano in campagna o in
zone meno toccate dallo smog.
Dunque ci si basava su dati reali.
Per misurare l’enorme distanza
psicologica da quegli anni ci
viene in mente un testo che
parlava dell’odore dell’ozono
dopo il temporale. Credo che oggi
abbiamo una tale abitudine a
12
sentire l’odore dell’ozono in gola,
con
questa
specie
di
i n f i a m m a z i o n e
cronica…l’odore dell’ozono non
esiste più perché è divenuto una
presenza quotidiana.
“L’ozono dà quella sensazione
di infiammazione, e lo senti con
un minimo sforzo. Io ad esempio
sono un ciclista, non sono
Bahamontes o Amstrong ma mi
piace, vado in bicicletta
abbastanza spesso. Se parto da
casa un sabato alle 9 di mattina,
andrò tranquillo anche in
montagna, se vado di pomeriggio,
dopo la seconda curva inizierò
già ad ansimare. “
Dunque questo è proprio il
primo sintomo, la mancata
assimilazione dell’ ossigeno
“E’ la funzione polmonare che
viene diminuita, questo è provato.
Diminuisce a seconda della
concentrazione di ozono
nell’aria.
Per tornare al passato, e a
quanto dicevamo prima: c’era,
Numero 7
agli inizi, un gruppo di medici a
Basilea che ha dato vita
all’associazione Medici per
l’ambiente. Si parlava in quegli
anni della morìa dei boschi.
Allora ci si è accorti che non solo
la flora ma anche i bambini
soffrivano
a
causa
dell’inquinamento, erano sempre
più ammalati, c’era qualcosa che
non andava.”
Medici per
l’ambiente
“Qui in Ticino eravamo in 3,
una cifra ridicola rispetto alla
popolazione del nostro Cantone.
In tre a mettere in piedi questa
Sezione ticinese, a raccogliere e
fornire ad altre associazioni del
materiale
scientifico.
Inizialmente questi sforzi sono
serviti ad escludere il nesso tra
alcune malattie e l’inquinamento
ambientale. Nei casi certi
abbiamo invece fornito le prove
di ciò che sostenevamo.”
Di certo non solo i polmoni
vengono colpiti dall’ozono...
“Riscontriamo soprattutto
irritazioni agli occhi, ma anche
effetti al sistema cardiovascolare,
problemi alla vista: esiste una
pubblicazione che tratta il
problema da vicino; le persone
esposte per lungo tempo a tassi
molto elevati di ozono hanno
problemi di coordinazione della
vista. Sintomo reversibile, che
scompare appena la persona si
sposta in un luogo più salubre.”
Riusciamo a quantificare questa
evoluzione?
“L’aumento dell’ozono è
quantificato, grazie alle
l’aria di domani
misurazioni fatte a tappeto a
livello svizzero. L’opuscolo del
Cantone “Stop ozono” fa luce
sulla situazione attuale e sulla
prevenzione e fornisce dati
aggiornati.“
Biossidi
e monossidi
“All’inizio si prendeva in
considerazione il biossido di
azoto, SO2 (quello dei
riscaldamenti). Quando si è
capito il problema si è cercato di
ridurre la percentuale di zolfo nel
combustibile per riscaldamenti
dallo 0,5 allo 0,2 % ed
effettivamente il problema è stato
sensibilmente ridotto.
L’ozono si può usare come
parametro per l’inquinamento in
genere, visto che si forma con
quei compositi organici volatili
presenti della benzina e con il
biossido di azoto (che filtriamo
dalle macchine con il
catalizzatore) che con l’effetto dei
raggi solari scatena il problema.
Il catalizzatore ha leggermente
migliorato la situazione da una
parte, ma le automobili
aumentano progressivamente: i
risultati sono nulli.”
Il petrolio
sotto accusa
Quindi l’automobile, il motore
a scoppio, ha una grossa
responsabilità?
“Nel nostro Cantone il
problema
principale
è
rappresentato dall’autostrada,
su questo non ci piove.”
Vorrei fare una geografia del
problema: ai primordi parlavamo
13
31 Luglio 2004
di Viale Galli a Chiasso,
autostrada a contatto diretto con
i quartieri urbani. Oggi la gente
fugge in montagna coi bambini
per evitare problemi legati al
caldo torrido. La situazione
migliora in montagna?
“Purtroppo l’ozono c’è
anche lì: è lo smog estivo.
Inizialmente riscontravamo
maggiore presenza di ozono in
campagna piuttosto che in città
(apparentemente un paradosso,
in realtà un agente inquinante
diminuiva l’effetto dell’altro). Ma
questo anni fa, quando l’ozono
era poco. Ora il tasso è uguale,
in montagna o in città.”
Che cosa
possiamo fare?
“Si dice sempre che “non
abbiamo i mezzi” a breve termine
per fare qualcosa, e forse è anche
vero; ma sono vent’anni che ne
parliamo e che diciamo “a breve
termine non si può fare niente”.
E’ ciò che ripete ogni anno il
Consigliere di Stato leghista
Marco Borradori. E’ come la
questione dei rifiuti: sono anni
che se ne parla ma nessuno è
riuscito a fare qualcosa. Per me
è incompetenza politica. Si dà il
contentino, i mezzi pubblici
costano meno… se fosse per me
dovrebbero essere quasi gratuiti,
fruibili con una spesa individuale
minima. Ma sono decisioni di
livello nazionale. Offrire la
possibilità di circolare con tutti i
mezzi pubblici per pochi soldi non
sarebbe certo uno svantaggio per
le ferrovie. Ma nessuno vuole
iniziare.
Numero 7
l’aria di domani
31 Luglio 2004
Pescatore reietto
La Federazione di acquicoltura e pesca, con l’aiuto della Federazione dei cacciatori, intende chiedere
alla Confederazione il permesso di effettuare azioni di “caccia speciale”. Il fine è quello di sterminare
l’airone cenerino, reo di mangiare pesce. Il sospetto è che dietro tutto questo non ci siano tanto cacciatori
spietati o pescatori armati, ma ancora e sempre i soliti affari, gli interessi di pochi e il denaro.
Bello l’airone, quasi irreale.
Incontrarlo è un privilegio,
osservarlo un onore.
Il suo nome è legato
alla mitica terra di
Atlantide: Aztlan
o “terra degli
aironi”,
paradiso
perduto,
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leggendaria
della civiltà
azteca.
Quando nel
1519 i conquistadores
giungono in
Messico, gli
ingenui aztechi
credono
di
riconoscere
nel
terribile Cortés il
“serpente piumato”, dio
della tolleranza e della civiltà,
dalla pelle e la barba bianche. Il
popolo azteco si lascerà
sterminare da Cortés, nel nome
di quella cieca tolleranza.
Annientata l’arte, perdute la
religione, la lingua, sparito il
leggendario oro.
sopra: calendario azteco, con
la divinità del Serpente
piumato sulla destra (a est)
Anche per i Celti l’airone
rappresenta una divinità: al
termine di cerimonie rituali e
preghiere veniva liberato dal
‘cerchio magico’ l’airone sacro.
E ancora, nella mitologia greca,
Scilla viene trasformata in airone
dagli Dei inteneriti nel vederla
annegata in fondo al mare per
14
mano di Minosse. E infine il
poeta Ovidio, ispirato
dall’Eneide, ci canta la
leggenda della città di
Àrdea, che in latino
significa ‘airone’,
la più antica città
del
Lazio
fondata senza
violenza da
una donna: la
principessa
greca Danae.
Ovidio,
immaginando
la
città
incendiata dai
nemici (Enea e i
troiani) ci parla
dell’airone
cenerino
come
simbolo
della
rinascita.
Il nome della città per i
suoi fondatori rappresenta
proprio “il volo maestoso di
quell’uccello che dalle acque e
dalle paludi si levava verso
luoghi più inaccessibili (ardui) e
splendenti nel cielo”.
Quell’ àrdea cinerea di Ovidio
è proprio il nostro airone
cenerino, tanto odiato e
prossimamente cacciato dai nostri
pescicoltori. Peccato.
Numero 7
l’aria di domani
Business contro
creature
Malgrado l’ Airone
cenerino sia protetto da
solide leggi federali, nel
nostro Cantone si spera
in uno “strappo alla
regola”, in una concessione speciale per la sua
eliminazione. Ci dicono
che le reti di protezione
per pescicolture costano
400’000 franchi (così
grandi?) Certo, per loro
è più comodo sparare,
ma a fin di bene, perché
la sua carne non è
neanche buona da
mangiare, ci fanno
sapere i cacciatori.
La sopravvivenza di
una specie protetta non
ha prezzo, anche se
fossero vasche grandi
foto di Paolo Cortesi, Bologna
come campi di calcio.
La Confederazione è
pronta a stanziare sussidi,
“…Ma, poi che tutto crollo’ disfatto ed arso,
purché non si parli solo
dal mezzo delle macerie un uccello,
di business.
visto allora per la prima volta,
Invidia
si alza in volo improvvisamente
e battendo le ali,
si scuote di dosso la cenere.
Il suo grido, le sue ali color cenere,
la sua magrezza
tutto ricorda la citta’ distrutta dai nemici.
Ed infatti d’Ardea il nome ancor gli resta.
Con le penne del suo uccello
Ardea piange la sua sorte”
(Ovidio, Metamorfosi, lib. XIV).
piscis?
In una piccolissima
valle qui vicino viveva
una coppia di aironi
cenerini. Li potevi vedere
alzarsi in volo, con un
salto leggero … Difficile,
per un pescatore che
aspetta il pesce per ore,
goffo nelle sue mezze
gambe di plastica,
accettare che una creatura
pacifica, libera, non
15
31 Luglio 2004
sportiva gli rubi il pesce sotto il
naso. Ma purtroppo non è
l’invidia il problema. I nostri
simpatici pescatori sono anche
loro, nel loro spirito, un po’ aironi.
Il problema non è dei pescatori
ma
delle
pescicolture:
supermercati del pesce vivo.
In sovrannumero
sarete voi!
Quanti aironi ci è dato di vedere
in tutta una vita? Pochi, nemmeno
se li cerchi. Sovrannumero
significa un’altra cosa. Tutto si
rivela una scusa banale per
salvaguardare le strutture private di pescicoltura. Non c’è
nulla di sportivo nelle vasche da
allevamento. Se si tratta di colture
esclusivamente commerciali e
private si dovranno rispettare
innanzitutto la natura e la legge,
proteggendo poi la struttura con
le misure adeguate. Prima
vengono le specie protette, poi gli
interessi privati.
Insomma, un disastro il Ticino
per il nostro amico airone! Non
va certo meglio al lupo, o al
camoscio. Noi alla frottola delle
bestie in sovrannumero non ci
crediamo, e nemmeno ai gravi
danni annunciati alle colture. La
malattia è un’altra: si chiama
ipocrisia, ed è molto diffusa nel
nostro Paese. In più c’è una certa
voglia di sparare (per sport, per
tradizione). Ma stavolta il
cacciatore non c’entra.
Otterranno il permesso di
eliminare animali protetti, con la
benedizione delle autorità
cantonali. Poi ne piangeremo
l’estinzione.
l’aria di domani
Numero 7
31 Luglio 2004
GAB
6500 Bellinzona 1
Lo sappiamo, la Piazza Simen di Bellinzona, c’è chi nutre serie speranze di trasformarla,
così da allargare lo scempio di Piazza del Sole. Gente con un sacco di manie di grandezza,
architetti, tecnici. Hanno già deciso di “farne qualcosa”. Inizieranno abbattendo i due
platani più sani: così col tempo saranno costretti a tagliarli tutti perché instabili, perché,
come dice la perizia della Società ticinese per l’arte e la natura, verrà a mancare il
vicendevole sostegno dato dalle radici. E loro lo sanno. Compenseranno il disastro con
pianticelle esotiche, che certamente non daranno fastidio al futuro parcheggio sotterraneo
o alla prossima aliena, spigolosa, esaltata opera architettonica.
Abbiamo capito: nel giro di pochi mesi tutti i platani verranno (verrebbero!) eliminati.
Ma con quale fine? Valorizzare la statua di Rinaldo Simen? Che cosa hanno in mente,
“loro”, per domani? Non lo sappiamo, ma abbiamo davanti agli occhi la “nuova” Piazza
del Sole: la piazza più antisociale d’Europa, che serve unicamente a produrre festival
dello sport in stile balilla e a organizzare prestigiosi concerti (finora mai visti perché
impossibili). Non una pianta in piazza del Sole, non uno zampillo d’acqua: la piazza più
torrida d’estate, la piazza più ghiacciata d’inverno. No, grazie. Un’altra così non la
vogliamo. Ci dispiace per architetti e urbanisti ma, per noi, gli alberi secolari sono più
importanti di loro (e fortunatamente molto più longevi). Si ‘inalbererebbe’ anche Rinaldo
Simen, presidente del Governo e creatore della prima legge forestale del Canton Ticino
dopo la rivoluzione del 1890. Uomo colto, lui, non burocrate schiavo dei soliti interessi.
Impressum
l’aria di domani
Tutto quello che dovremmo sapere sul degrado dell’ambiente e delle istituzioni
Direttore responsabile: Sidney Rotalinti
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Telefono: (+41) 076 309 14 67
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31 Luglio 2004