n° 75 / dicEMBRE 2013
insieme
NotiziE dAlla Banca di Credito Cooperativo di
Vignole E MONTAGNA PISTOIESE
VITA DELLA BANCA
Pubblicazione edita dalla Banca di Credito Cooperativo di Vignole e Montagna Pistoiese: Via IV Novembre 108, Olmi Quarrata (PT).
Registrazione tribunale di Pistoia N° 13/1993. Spedizione in abb. postale 70% filiale di Pistoia. Contiene I.P.
Intitolato a Marcello
“Cesare” Fabbri
l’auditorium della Banca
LA PAGINA DEL DIRETTORE
Il Fondo di Garanzia
Istituzionale del Credito
Cooperativo
I NOSTRI INTERVENTI
Valenzatico,
1100 presenze al 36° Trofeo
“Cinque Frantoi”
Creatività radiologica
CLUB GIOVANI SOCI
Il convegno “Donare la vita”
Il programma 2014
IL PERSONAGGIO
Marcello Scuffi, la pittura
dell’anima
il territorio
Riapre le porte, più
ricco che mai, il Museo
Diocesano di Pistoia
IL MONDO DELLE BCC
Il Credito Cooperativo
italiano in cifre
Presente nel tuo futuro dal 1904
in questo numero
In copertina la porta nord-est
del “Mercatale murato” a Cecina
di Larciano. Foto di Serge Domingie,
dal libro “Castelli, torri, borghi
murati del Montalbano”, testi di Chetti
Barni e Giuseppina Carla Romby,
edizione “Gli Ori”.
Insieme
N° 75 - Dicembre 2013
Pubblicazione edita dalla Banca di
Credito Cooperativo di Vignole
e della Montagna Pistoiese
Registrazione Tribunale di Pistoia
n. 13/1993 - Spedizione in abbonamento
postale 70% filiale di Pistoia
Direttore Responsabile: Dario Zona
Comitato di Redazione:
Franco Benesperi, Paolo Biancalani,
Tiziano Caporali, Emanuela Ferri,
Sauro Romagnani, Elio Squillantini
HaNNO collaborato
a questo numero:
Andrea Altobelli,
Marco Benesperi,
Ennio Canigiani,
Alessandra Gabbani,
Silvia Mauro,
Stefano Morini,
Claudia Raffalli,
Carlo Rossetti.
redazione:
Via IV Novembre, 108 - Vignole (PT)
Tel. 0573 7070215 - Fax 0573 717591
ON LINE SU:
www.bccvignole.it
E-MAIL:
[email protected]
Progetto grafico:
Claim Communication, Firenze
Stampa:
Tipografica Pistoiese srl
Tiratura n° 6.000 copie
Chiuso in tipografia il 27/11/2013
1 EDITORIALE
• La nostra memoria, il nostro futuro
2 PAGINA DEL SOCIO
• I vantaggi di essere socio • Aziende in vetrina
4 vita della banca
• Intitolato a Marcello “Cesare” Fabbri l’auditorium della Banca
17 la fondazione
• A spasso... per il territorio
18 LA PAGINA DEL DIRETTORE
• Il Fondo di Garanzia Istituzionale del Credito Cooperativo
20 I NOSTRI INTERVENTI
• Montemurlo, edizione record per la Festa dell’Olio
26 TURISMO INSIEME
• Soggiorno mare in Salento
28 SPECIALE TEATRO
• A teatro con lo sconto
32 club giovani soci
• Il bello delle socie • Il programma 2014 del Club Giovani Soci • Donare la vita
38 L’AZIENDA
• Tipografia Baroni & Gori • Il Baggiolo • Branca Garden
44 il personaggio
• Marcello Scuffi, la pittura dell’anima
46 LA MOSTRA
• Da Donatello a Lippi. Officina pratese
48 il territorio
• Riapre le porte, più ricco che mai, il Museo Diocesano di Pistoia
56 BANCA E CLIENTI
• Il mutuo per la casa in parole semplici
58 BANCHE CON L’ANIMA
• Credito Cooperativo, nuove strategie per rispondere alle sfide di oggi
59 IL MONDO DELLA COOPERAZIONE
• Alleanza delle Cooperative Italiane, costituita la sezione toscana
60 il mondo delle bcc
• Il Credito Cooperativo italiano in cifre
63 MERCATI IN CIFRE
• Sintetica panoramica dei principali indici finanziari nazionali e internazionali
insiemeeditoriale
LA NOSTRA MEMORIA, IL NOSTRO FUTURO
di Giancarlo Gori
presidente
BCC Vignole e Montagna Pistoiese
Cari soci, cari clienti, cari lettori,
nell’approssimarsi la fine dell’anno, la memoria non può
che tornare al pomeriggio dello scorso 12 ottobre, quando abbiamo intitolato l’auditorium ristrutturato della sede
centrale, gremito di soci, clienti, collaboratori e amici
della Banca, a Marcello “Cesare” Fabbri.
Una cerimonia sobria, voluta nel giorno del 109° anniversario della fondazione della nostra cooperativa di credito,
un pomeriggio dedicato alla riflessione sui valori fondanti
del nostro stare insieme e alla memoria di un amministratore, di un presidente che ha dedicato lunghi anni della
propria vita al servizio della Banca.
Marcello “Cesare” Fabbri è stato per molti di noi punto di
riferimento sicuro, verso cui attingere quotidianamente,
cercando di attuare con coerenza gli insegnamenti che
ci ha trasmesso.
Una intitolazione che è stata anche preludio alle celebrazioni del 110° anniversario che per tutto il 2014 coinvolgeranno i soci e i clienti nella totalità delle persone,
delle aziende, dei giovani, dei bambini, attraverso un fitto
calendario di iniziative, messo a punto da un apposito
Comitato.
Avremo numerose occasioni per stare insieme, per
socializzare, per riflettere sulla nostra storia ma anche
sul nostro futuro, sul ruolo che la nostra Banca sarà
chiamata a svolgere nei prossimi anni, su come saprà
interpretare le trasformazioni in atto, non solo in campo
economico ma anche sul versante dei cambiamenti
sociali e demografici che si profilano all’orizzonte.
Sfide che potremo affrontare con la serenità che ci contraddistingue, forti dei valori sempre attuali della solidarietà, della mutualità, della cooperazione, che ci guidano
nello svolgere il nostro ruolo di cooperatori nel settore
del credito.
EDITORIALE | 1
VANTAGGI DI
ESSERE SOCIO
I
di Emanuela Ferri, responsabile Ufficio Soci Bcc Vignole e Montagna Pistoiese
Caro Socio, l’anno 2014 sarà molto importante per la nostra Banca
in quanto celebrerà 110 anni della sua fondazione, essendo nata il 12 ottobre 1904.
In allegato a questo numero troverai:
-il calendario “trittico” da tavolo personalizzato con tutti i vantaggi riservati ai soci;
-un libretto contenente un programma ricco di eventi, gite sociali e iniziative
che saranno organizzate durante tutto il 2014 per festeggiare la ricorrenza.
Ed ecco che subito l’anno inizia nel migliore dei modi con una manifestazione rivolta ai bambini
dei nostri soci e clienti, che si terrà presso Birbilandia a Santonuovo di Quarrata, Via Europa, 237.
Invito
Lunedì 6 gennaio 2014
ore 15,30 presso
a Santonuovo di Quarrata
Via Europa, 237
Ti aspettiamo!
INVIACI
LA TUA
MAIL
Sei un socio o un
cliente e vuoi essere
aggiornato in tempo
reale sui prodotti, sulle gite, sulle iniziative e le
opportunità che la Banca può offrirti? Consulta
il sito internet www.bccvignole.it e inviaci la
tua e-mail all’indirizzo [email protected].
Periodicamente riceverai la nostra newsletter
e manterrai così un filo diretto con la tua
Banca!
pagina del socio | 2
AZIENDE IN VETRINA
Per festeggiare l’importante anniversario raggiunto, la Banca ha ritenuto opportuno organizzare e proporre ai soci una iniziativa diversa dal solito, impostando una manifestazione
che comprenda, tra le altre proposte, anche
una “Mostra Mercato”, con allestimento “fieristico” con stand, che vedrà la presenza di
numerosi espositori.
Le varie manifestazioni e la Mostra Mercato si
terranno durante il mese di ottobre 2014 presso la Cattedrale (area Ex Breda) di Pistoia, alla
quale potranno partecipare, gratuitamente,
tutte le aziende socie della Banca esponendo
prodotti e attività tipiche del territorio.
Se sei interessato a partecipare, invia una
mail all’ufficio soci - [email protected] - entro
il 31.03.2014.
Le domande pervenute saranno sottoposte a
una selezione in base alla disponibilità e alle
caratteristiche dell’evento.
Alcuni dati sui soci
al 31 OTTOBRE 2013
Totale soci n.
5 4 3 5
Di cui:
Persone fisiche/
Ditte individuali
4 2 8 1
(di cui giovani soci
18/35 anni n. 950)
Persone giuridiche
1 1 5 4
Da parte di tutto lo staff dell ’ufficio soci,
marketing e comunicazione
Auguri di
Buone Feste!
Emanuela Ferri, T ommaso Braccesi,
Ennio Canigiani, Claudia Raffalli
pagina del socio | 3
INTITOLATO A
MARCELLO “CESARE” FABBRI
L’AUDITORIUM DELLA BANCA
di DARIO ZONA
Con una cerimonia sentita, a cui hanno partecipato oltre 200 soci, nel giorno del 109° anniversario di fondazione della Banca (lo scorso 12 ottobre), la Bcc Vignole e Montagna Pistoiese ha intitolato il nuovo auditorium della
sede centrale a Marcello “Cesare” Fabbri,
presidente della Banca dal 1975 al 1995, figura di riferimento del movimento cooperativo e
della città di Quarrata.
Nella parete di ingresso della sala, la cui capienza è stata portata da 149 a 187 posti, sono state trascritte alcune parole estrapolate
dall’ultimo intervento di Cesare Fabbri, quando il 5 maggio 1995 lasciò la presidenza della banca: «... ogni persona deve dare qualcosa, ogni generazione deve dare qualcosa, per
far fare un passo avanti alla storia. Questa è la
determinazione vera...».
«Con queste parole - ha spiegato il presidente
della Bcc Vignole e Montagna Pistoiese Giancarlo Gori - vogliamo dare una concreta possibilità ai giovani di poter riflettere sulla validità di valori come solidarietà, localismo e mu-
tualismo, valori ai quali Cesare ha ispirato tutta la sua vita e che sono ancora oggi così importanti».
«La scelta di intitolare a Marcello Fabbri il
nuovo auditorium - ha proseguito il presidente Giancarlo Gori - vuole ricordare un grande protagonista della storia della nostra Banca, che lui ha saputo guidare con grande lungimiranza, favorendone l’espansione e il radicamento sul territorio».
Persona stimata e benvoluta da tutti, socio
della Bcc di Vignole dal 1965, Marcello, conosciuto da tutti come Cesare, è stato presidente del collegio sindacale della Banca dal 1965
al 1974, consigliere di amministrazione dal
1974 al 1975, presidente della Banca stessa
dal 1975 al 1995 e consigliere della Federazione Toscana delle BCC dal 1986 al 1995.
Con la sua opera ha contribuito alla crescita
di Quarrata e non solo, sia a livello sociale che
bancario. Per questo suo impegno di cooperatore, il 10 maggio 1997 la nostra Banca gli
conferì la medaglia d’oro al valore del Credito
Il presidente Giancarlo Gori, assieme alla vedova di Marcello “Cesare” Fabbri, la signora Licia Bianchi.
VITA DELLA BANCA | 4
Il taglio del nastro da parte del presidente Giancarlo Gori e del sindaco di Quarrata Marco Mazzanti
Cooperativo, ringraziandolo per la sua attività
di tutela, potenziamento e sviluppo dei valori
cooperativi. Marcello Cesare Fabbri è scomparso nel dicembre 2010 all’età di 89 anni.
«Cesare lo ricordo con affetto e sincera commozione - ha detto il presidente Giancarlo
Gori -. Era una persona di straordinarie qualità, grande capacità di sintesi, andava direttamente al centro del problema senza giri di
parole, grandissima umiltà nonostante fosse
consapevole di essere un punto di riferimento per tanta parte della popolazione del nostro territorio. Caratteristiche che ha sempre
testimoniato durante la sua vita, con i suoi impegni politici e all’interno del mondo del credito cooperativo. Il suo stile di vita, il suo modo di affrontare i problemi è stato per tanti di
noi e per me particolarmente importante: punto di riferimento continuo, insegnamento determinante verso il quale quotidianamente
continuo ad attingere, cercando di
seguirlo il più fedelmente possibile
per continuare l’opera che lui aveva tracciato».
scia, Luigi Bardelli, presidente di Tvl Pistoia,
Stefano Morandi, presidente della Camera
di Commercio di Pistoia e Umberto Guidugli, presidente della Federazione Toscana delle Bcc. Alla cerimonia hanno partecipato anche la moglie di Cesare Fabbri, Licia Bianchi, e i figli Bianca, Franca, Franco e Marco Fabbri, ai quali la Banca ha consegnato
una targa ricordo.
Le caratteristiche
del nuovo auditorium
L’auditorium Marcello “Cesare” Fabbri è stato completamente rinnovato ed è ora del tutto
indipendente rispetto all’istituto di credito, con
ingresso autonomo, un nuovo ascensore per
favorire l’accesso dei disabili e una nuova sca-
La figura dell’ex presidente è stata ricordata dalle autorità intervenute alla cerimonia di intitolazione,
fra cui il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti e l’ex sindaco Sabrina Sergio Gori, Ivano Paci,
presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pe- Una veduta del nuovo auditorium
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La consegna di una targa ricordo ai congiunti dell’ex presidente Fabbri. Da sinistra verso destra: Franco Fabbri, il
Presidente Giancarlo Gori, Licia Bianchi, Marco Fabbri, Bianca Fabbri e Franca Fabbri.
la esterna di emergenza. I lavori hanno consentito di ammodernare la parte impiantistica
e tecnologica; il restyling ha riguardato arredi,
pavimentazioni, infissi ed elementi di completamento. Aumentato anche il numero di posti
a sedere: una diversa dislocazione delle poltrone ha messo a disposizione ben 38 sedute in più.
Gli interventi, che hanno adeguato la struttura alle più recenti normative antincendio consentiranno di migliorare la fruizione dell’auditorium, destinato ad ospitare non soltanto le iniziative della Banca, ma anche convegni e incontri promossi dalle associazioni del territorio.
In programma c’è anche la realizzazione,
nei terreni sul retro della Banca, di un nuovo
parcheggio riservato ai dipendenti della Bcc
Vignole e Montagna Pistoiese. Al termine dei
lavori, gli attuali posti auto nel piazzale esterno - un’ottantina - saranno così a completa
disposizione di soci e clienti e di coloro che
parteciperanno agli eventi che si terranno
nell’auditorium.
potrà sostenere ancora di più lo sviluppo delle aziende del territorio e i bisogni della famiglie con la potenzialità di poter concedere ulteriore credito tra i 50 e i 60 milioni di euro.
Il direttore generale ha presentato la situazione patrimoniale ed economica della Banca, che può contare su un patrimonio di base
di 75 milioni, un patrimonio di vigilanza attorno ai 77,5 milioni, con indici patrimoniali (total
capital ratio e tier 1 capital ratio) ben al di sopra della media registrata dal sistema bancario nazionale e un bilancio in utile.
«La copertura dei rischi è adeguata sotto tutti gli aspetti - ha affermato il direttore generale Elio Squillantini -. A partire dal 2015 progressivamente entrerà in vigore la nuova normativa di vigilanza conosciuta come Basilea 3, la quale comporterà la necessità di un
rafforzamento del capitale, data dall’innalzamento dei livelli minimi di patrimonializzazione, e l’introduzione di un indice di leva teso
a comprimere il rapporto tra capitale e volu-
La campagna di aumento
di capitale sociale
L’inaugurazione dell’auditorium è
stata anche l’occasione per lanciare la campagna di aumento di
capitale sociale, che era già stata
annunciata ai soci nei mesi scorsi durante i 5 incontri pre-assembleari, svolti nelle diverse aree
territoriali. L’obiettivo è di raddoppiare le quote sottoscritte dai soci, che si attestano attualmente a
4,2 milioni di euro.
Grazie a tale crescita della dotazione patrimoniale, la Banca
VITA DELLA BANCA | 6
me complessivo dell’attività. Oltre alla necessità di preservare adeguati margini di liquidità per poter rispettare le più stringenti regole quantitative. L’offerta pubblica di sottoscrizione di capitale promossa dalla Banca non
ha altre motivazioni se non quella della pura prevenzione. I nostri soci hanno sottoscritto mediamente azioni per un valore inferiore a
800 euro. Ipotizzando che essi decidano liberamente di raddoppiare le loro partecipazioni con un impiego minimo di risparmio, raggiungeremmo subito l’obiettivo di 4,5 milioni
di patrimonio in più, che permetterebbe una
erogazione di ulteriori finanziamenti ad aziende e famiglie del territorio. A titolo di esempio,
un apporto di capitale di 1.000 euro permetterà di concedere nuovo credito nell’interesse
dei soci fino a 12,5 volte tale incremento, ovvero 12.500 euro».
Rispetto agli altri istituti bancari che utilizzano normalmente aumenti di capitale, la banca di credito cooperativo rafforza il proprio patrimonio in massima parte attraverso la destinazione degli
utili conseguiti a riserve indivisibili
ed in modo residuale con la sottoscrizione delle azioni da parte
dei propri soci.
«L’apporto di capitale che chiediamo ai soci verrà messo a frutto per poter reinvestire maggiori
risorse sul territorio di riferimento,
secondo il principio della mutualità, uno dei valori più importanti
del credito cooperativo” - sottolinea il presidente della Bcc Vignole e Montagna
Pistoiese, Giancarlo Gori. “Inoltre - prosegue
Gori - la sottoscrizione di quote sociali equivale
a un piccolo investimento e dà diritto alla eventuale distribuzione di dividendi che, negli ultimi
anni, si sono attestati al tasso legale del 2,5%».
Quest’ultimo è uno dei vantaggi più tangibili
previsti per i soci, tra i quali ci sono: il ristorno di
azioni in base all’operatività svolta con la Banca (la Bcc Vignole e Montagna pistoiese è l’unica in Toscana ad aver istituito il ristorno), l’assistenza fiscale gratuita, il sostegno alle famiglie con i bonus per la nascita dei figli, i contributi per l’acquisto dei libri di testo scolastici e le
borse di studio per gli studenti meritevoli. Essere soci dà accesso anche a varie agevolazioni
su servizi e prodotti bancari, a occasioni di formazione con i convegni e i seminari organizzati
dalla Banca e a sconti sui viaggi sociali.
VITA DELLA BANCA | 7
INTERVENTI
Marco Mazzanti
Sindaco di Quarrata
«Cesare è sempre stato una persona garbata, gentile e ha rivestito ruoli significativi e importanti nella nostra comunità, non
solo nell’istituto di credito cooperativo, che
come noi sicuramente chiamava con affetto la “banchina di Vignole”, una banca che
Marco Mazzanti
poi nel tempo grazie anche al suo impegno
è diventata quella che oggi conosciamo.
È stato un protagonista, uno dei più attivi e
vivaci amministratori della vita politica della
nostra comunità, interprete di quella politica autentica, nel senso più vero e civico del
termine, che a tutti noi manca oggi.
Ha ricoperto un ruolo importante come
quello di capogruppo, quando sindaco
era Vittorio Amadori, ed è stato presente
sui banchi del consiglio comunale anche
durante la legislatura guidata da Luciano
Caramelli. Non si è mai risparmiato e ha
sempre svolto il proprio ruolo con la massima volontà e dedizione. Persona acuta,
sagace, attento osservatore dei mutamenti
sociali di quel momento storico; si è sempre messo generosamente al servizio della cosa pubblica affrontando tutte le sfide
dell’epoca e se Quarrata è quella che è
oggi, lo dobbiamo a lui e a quelli che insieme a lui hanno contribuito a darcela come
la stiamo vivendo.
Intimamente legato a profondi valori morali,
ha sempre combattuto le sue battaglie politiche e sociali nella massima correttezza e
nel rispetto di quelli che allora si chiamavano avversari e ora si chiamano diversamente; aperto al confronto, e non disposto alla
denigrazione di chi la pensava diversamente da lui. La nostra comunità, la nostra città
è cresciuta grazie a lui, una persona molto
semplice e lungimirante. Tra le tante cose a
cui ha contribuito vorrei citare questa: Cesare è stato tra i primi che ha lavorato e
voluto una biblioteca comunale a Quarrata.
Ed erano anni in cui non veniva dato a questo luogo l’importanza che invece ha nella
crescita culturale di una città e nella crescita dei nostri figli. Se oggi Quarrata ha una
biblioteca comunale all’avanguardia a livello
regionale, frequentata da tanti nostri ragazzi, lo deve all’impegno di Cesare Fabbri».
Ivano Paci
Presidente Fondazione Cassa
di Risparmio di Pistoia e Pescia
«Ci sono delle persone che incontriamo e
alla fine ti lasciano qualcosa che dura per
sempre. Io e molti come me che hanno conosciuto Cesare Fabbri portano dentro di
sé il segno, il ricordo indelebile di una testimonianza e di un incontro che segna la vita.
Se oggi siamo in questa bellissima sala, se
abbiamo ascoltato dal direttore Squillantini
dei dati così importanti e “squillanti”, per i
quali vi faccio i complimenti, significa che
c’è in questa banca che fa onore al territorio, al servizio del nostro territorio, una
scuola che viene da lontano. Una scuola di
serietà, di rigore, di capacità di svolgere il
proprio ruolo, senza indulgere a concessioni clientelari, senza indulgere alla ricerca di
facile popolarità. Questo è il crisma che nel
panorama ampio, diversificato, delle casse
rurali e delle banche di credito cooperativo
della nostra provincia, la Banca di Vignole
ha sempre portato con sé. E certamente i
20 anni di presidenza di Cesare in questo
hanno segnato un solco che anche volendo
è difficile abbandonare e questa testimonianza dobbiamo darla, perché è su questi
uomini che si è costituita l’Italia. Un’Italia
che chi ha la mia età vede con un po’ di
nostalgia, in cui l’impegno pubblico poteva
veramente fregiarsi del nome nobile, difficile a pronunciarsi, di servizio. Dove l’impegno pubblico era, soprattutto nelle nostre
zone, per chi rappresentava certi valori,
sicuramente disinteressato. Dove insomma
VITA DELLA BANCA | 8
insieme a lui soprattutto in questa terra di
Quarrata - dobbiamo dirlo - hanno dato una
lunga e importante testimonianza. Penso a
Fernando Giacomelli, a Vittorio Amadori, a
tanti altri amici ormai presenti solo nel ricordo ma che hanno lasciato il loro segno in
questa comunità e in questo territorio.
Concludo veramente. Avete fatto bene a
intestare a Cesare un auditorium, molto
meglio che un busto, perché come diceva
anche del resto il parroco che ci ha benedetto, nell’auditorium si parla, si ascolta, si
riflette e si ragiona. È un luogo dove si confrontano e si formano le idee. E io credo
questo sia il miglior omaggio che si possa
fare ad un uomo come Cesare, che pur essendo impegnato nel lavoro quotidiano, ha
coltivato e conosceva fortemente il valore
delle idee e della riflessione. Insomma noi
qui celebriamo con questa dedica una vita
piena, una vita ricca di risultati come quella
di Cesare. Una vita che chiunque l’ha incontrata come ho avuto la fortuna di fare,
ne è rimasto segnato».
Sabrina SERGIO Gori
Ex sindaco di Quarrata
«La veste nella quale parlo stasera è quella di persona amica di Cesare. Con lui e
con gli uomini politici della sua generazione ho avuto la fortuna di condividere tanIVANO PACI
si trattava di testimoniare che insieme all’amore per la famiglia, insieme all’amore per
il proprio lavoro fatto al meglio di se stessi e
con onestà, si poteva rubare ancora al tempo delle ore da dedicare agli altri, nel sindacato, nel partito, nel movimento, per mandare avanti le cose nelle quali si credeva:
una testimonianza, questa parola che oggi
sembra quasi aver perso qualunque significato. Ho avuto con Cesare frequentazioni
molto discontinue, a volte molto intense a
volte molto dilatate in relazione alle vicende
della vita, però ho sempre in mente il suo
sguardo, il suo sorriso arguto, intelligente e
penetrante, il suo modo di parlare asciutto,
senza fronzoli, che andava direttamente al
centro dei problemi con una testimonianza
di lealtà, di franchezza, di schiettezza, per
cui quando Cesare aveva parlato non c’era
da immaginare che cosa c’era dietro. Dietro non c’era nulla. E non c’era quindi da
immaginare come difendersi, perché quello
che aveva detto Cesare, lo rappresentava
integralmente. Allora è di questi uomini che
noi anche oggi avremmo bisogno. Uomini
come Cesare e come tanti altri che allora
SABRINA SERGIO GORI
VITA DELLA BANCA | 9
te discussioni. Devo dire che ho imparato
davvero tanto. Voglio ricordare un Cesare
molto arguto, sempre pronto alla battuta,
sempre pronto alla discussione. Un Cesare però che era una persona semplice, di
una semplicità piena di profondità. Era una
persona di grandi capacità riflessive ed è
giusto che i ragazzi ripensino al suo modo
di essere e alla sua generazione, che ci ha
insegnato tanto. Erano uomini che parlavano con i fatti e non con le parole, e si esprimevano con grande concretezza... Vedevi
Cesare che usciva dalla banca e andava a
lavorare; vedevi Fernando uscire dalla banca e salire sul trattore.
Cesare è stato uno tra quelli che ha fatto
gruppo e anche questo è un altro segnale
che ci ha dato, lui assieme alle persone con
cui ha condiviso un cammino, a partire da
Vittorio Amadori. Loro erano una squadra,
erano un gruppo di persone che ragionavano e discutevano, magari litigavano, ma
alla fine trovavano la sintesi e la sintesi era
sempre per il bene comune, per portare
avanti il territorio e la comunità. E c’era forte
questo senso del noi, non dell’io, il senso di
comunità: una testimonianza splendida che
Cesare ci ha dato.
Sono davvero contenta di aver avuto la fortuna di cominciare da giovanissima la mia
riflessione politica con persone in questo
modo. Voglio dedicare a Cesare alcuni versi
del poeta messicano Octavio Paz, che dice
questo: ‘La storia è il cammino, tutti lo percorriamo. La verità è ripercorrerlo. La verità
è sapersi dall’origine sospesi. Fratellanza
sopra il vuoto’. Senza la fratellanza esiste il
vuoto, e allora noi dobbiamo essere felici e
io sono davvero contenta di aver percorso
un pezzo della mia storia e del mio cammino con la comunità che ho avuto l’onore di
rappresentare insieme a persone come Cesare Fabbri. Un grazie va alla Banca perché
con questo gesto ci vuole ricordare che
noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere
persone che non erano eroi, ma persone
normali che hanno vissuto una vita al servizio della loro comunità. E di questo bisogna
essere davvero grati: Cesare è stato testimone di ideali, li ha vissuti e li ha incarnati e
questo è molto bello».
Luigi Bardelli
Presidente Tvl Pistoia
«Cesare era uno spiritoso. Ricordo un
aneddoto: ero da poco nominato presidente diocesano della Gioventù cattolica
e venni da queste parti a fare una serata
con le famiglie. Ero tutto pieno di entusia-
smo, avevo letto tante cose e mi misi a fare
l’apologia della famiglia di una volta, quella
bella famiglia dove c’era il nonno, i genitori,
i figli tutti uniti ed esaltavo questa famiglia
che non c’è più. Mi pareva di aver ragionato
bene, ero tutto contento. A un certo punto,
quando cominciò il momento della discussione, si alzò Cesare e mi disse: “Senti Luigi, ma di che famiglia hai parlato? Non te
ne ricordi, perché forse non ti è toccato...
Ma te hai parlato della famiglia della polenda! Di molta polenda si mangiava ai tempi
della famiglia che dicevi te, ma non era una
grande famiglia”. Mi demolì proprio, perché
ero andato lì a parlare con entusiasmo di
tutte queste cose.
Ma è vero che Cesare restava dentro a chi
lo aveva conosciuto. Negli ultimi tempi aveva avuto bisogno di terapia ed era venu-
LUIGI BARDELLI
to da noi all’A.p.r. per recuperare la parola
dopo un’operazione che aveva avuto. Allora ad una nostra terapista dissi: “Guarda,
Marinella, trattalo bene: fallo tornare a parlare; ha bisogno di parlare, perché sennò
ci manca una voce importante. Marinella
si impegnò, come per la verità si impegna
con tutti. Però succedeva che pian piano
Marinella andasse a trovare Cesare a casa.
VITA DELLA BANCA | 10
E oggi quando le ho detto: “Vado là per
parlare di Cesare”. Mi dice Marinella: “Mi
dispiace, l’ho saputo tardi. Ci sarei venuta
volentieri. Salutami tanto la moglie e i figli
perché ogni tanto, quando passo di lì, mi ci
fermo ancora a trovarli”. “E perché, fai ancora delle terapie?”.
Dice: “No... Bisogna che ti dica una cosa:
è più quello che io ho ricevuto da Cesare,
che quello che ho dato”. E dire che Cesare era molto contento della Marinella, dei
progressi che faceva da un punto di vista
della parola, è una brava terapista e quindi
si poteva dire che aveva dato tanto da un
punto di vista professionale. Ma lei mi ha
detto: “Ho più ricevuto che dato”. Marinella non conosceva Cesare. L’ha conosciuto
nel momento di questa terapia.
Avete fatto bene a dedicargli questo auditorium perché Cesare non è una persona
del passato; non lo è mai stato del passato. Lui aveva questo spirito di guardare avanti e quando il presidente Gori dice:
“Cerco di essere fedele agli insegnamenti
di Cesare” non è solo un rapporto sentimentale. Sono convinto invece che si sia
capito come le linee di fondo di Cesare fossero sicuramente moderne, che guardavano avanti. Credo ci sia un segreto: quelle
doti gli appartenevano perché Cesare era
un testimone che aveva letto e meditato i
principi della dottrina sociale e il rapporto
con l’uomo. Vedete, quando si va a fondo di queste riflessioni non si è mai vecchi,
perché si parte non da un dato estetico,
di moda o di convenienza, ma si parte dal
rapporto di servizio e nell’uomo, in ognuno
di noi, c’è un’aspirazione sempre grande.
Se sappiamo leggerla, come faceva Cesare, noi facciamo sempre un discorso
sul futuro e mai un discorso sul passato
perché siamo in cammino verso avventure
belle, se non ci sciupassimo tra noi la vita.
Siamo destinati ad avventure straordinarie. Su questa terra non siamo messi per
la tristezza, siamo destinati alla gioia. Se si
ripensa al nostro percorso, Cesare è una
persona di cui si sente la mancanza. Per
fortuna questa Banca gli ideali di Cesare
cerca di portarli avanti con il lavoro e con la
testimonianza».
Stefano Morandi
Presidente Camera di Commercio
Pistoia e Confcommercio Pistoia
«L’inaugurazione di oggi è un evento che
aggiunge valore al territorio, non solo dal
punto di vista architettonico e strutturale,
ma come punto di incontro al servizio del
cittadino. L’auditorium della Banca - grazie
ai lavori che ne hanno ampliato e resa più
accogliente la capienza - diviene proprio
nelle intenzioni dei vertici dell’istituto una
piazza ideale nella quale ospitare iniziative
non soltanto della Banca, ma anche delle
associazioni, dei soci e dei clienti. E a dare
maggiore lustro all’operazione è senz’altro
la scelta di intitolare la struttura a Marcello
Cesare Fabbri, come è stato detto presidente dell’istituto nel ventennio 1975-1995.
Non ho avuto la fortuna di conoscerlo, ma
mi rendo conto che è stata una grande persona.
L’intendimento della banca è stato quello
di dare una maggiore opportunità al territorio, dove non esistono altre strutture come
questa, per far crescere singoli cittadini,
istituzioni, associazioni. Consentite di rial-
STEFANO MORANDI
lacciarmi all’intervento del direttore generale che ha messo in evidenza i principali dati
di bilancio. Dati sicuramente molto positivi:
fanno onore a questa Banca, che come è
stata evidenziato ha sempre chiuso bilanci in utile, nonostante le rettifiche che oggi
vengono chieste dalla vigilanza. Questo
deve essere motivo di orgoglio per i soci e
anche per il Consiglio di Amministrazione.
VITA DELLA BANCA | 11
Ed è giusto in questo momento chiedere
ai soci di intervenire sottoscrivendo l’aumento di capitale perché cosi si rafforza
la Banca, si mette in sicurezza l’avvenire e
si dà una prospettiva al territorio, perché il
territorio, qualunque esso sia, ha bisogno
di una banca forte e presente. Ecco che
su questo territorio la banca di riferimento evidentemente è questa. Avere una
banca con i conti in ordine, capitalizzata,
efficace ed efficiente è una condizione indispensabile per le aziende e le famiglie,
perché oggi l’economia non va avanti se
non c’è il credito che la sostiene, un credito buono, di qualità. Allora sostenere la
banca, vuol dire sostenere l’economia.
Se posso - non mi è stato chiesto - ma
mi sembra utile farlo: sarebbe auspicabile che il maggior numero possibile di soci
sottoscrivesse l’aumento di capitale. È un
segnale forte che questo territorio son sicuro non mancherà di dare. Vi auguro i
migliori successi».
Alessandra Covizzoli
«In un giorno così importante mi chiedo
chissà cosa avrebbe pensato don Dario
Flori oggi, di fronte a tutta questa realizzazione e se mai si fosse immaginato quale
frutto potesse generare quel seme da lui
gettato 109 anni fa. E allora occorre tornare
alla memoria di quei tempi quando in una
stanza accanto alla chiesa, Don Dario Flori,
il popolare “Sbarra”, fondò la Cassa rurale
di prestiti di Vignole. Anche don Ceccarelli
che era suo amico e collaboratore - condividevano tante battaglie - fondò la Cassa
Rurale nel 1901 a Ferruccia, ma per varie
vicende quell’esperienza non ha avuto seguito; invece la Cassa Rurale di Vignole ha
avuto sviluppo ed è arrivata fino ad oggi.
Pensate la differenza tra questo ambiente
- questo auditorium così ricco di strumenti tecnologici - e quella realtà di allora: una
piccola scrivania, qualche sedia e don Flori
che con otto collaboratori si metteva al servizio della gente di allora, sempre dei più
bisognosi, le classi più disagiate. La maggior parte erano contadini che venivano per
prendere credito, per ricevere una speranza e avere qualche mezzo di sussistenza
in una realtà dominata da pochi proprietari
terrieri e in cui muovevano le prime industrie. Don Flori fondò tanti circoli, fu artefice
di tante iniziative a livello sociale e religioso,
sempre dalla parte dei più umili, anche in
campo sindacale, basti pensare all’organizzazione del primo sciopero delle “trecciaiole”.
ALESSANDRA COVIZZOLI
Don Flori è noto anche per la sua spiccata vena artistica: era un valente musicista.
Un suo canto, “O bianco fiore” fu assunto come inno ufficiale della Democrazia
Cristiana. Cosa animava questa sua vena
eclettica? Dove traeva la sua forza? Dalla
fede. Una fede vissuta nel concreto.
(…) Mi sembra che Cesare Fabbri condividesse molto questi valori. Io lo ricordo
perché allora stavo muovendo i primi passi
nell’ambito sociale e politico. Erano gli anni
vivaci e appassionati del 1968-70 e Cesare
mi incitava ad avventurarmi nella vita politica dandomi i suoi consigli, i suoi avvertimenti e c’era un rapporto bello, affettuoso,
come quello di un padre nei confronti della
propria figliola. Ecco, io invito anche i giovani a riflettere attentamente su che cosa
basare la loro vita, soprattutto loro che saranno il futuro. E volevo esprimere un grazie
a don Dario Flori perché continui ad ispirarci e sostenerci anche nel futuro. E grazie ai
dirigenti della Bcc, perché si mostrano cosi
attenti ai valori della persona e alle esigenze
VITA DELLA BANCA | 12
del territorio. E cercano così di essere fedeli ai principi ispiratori del loro fondatore: il
grande don Dario Flori “Sbarra”».
Umberto Guidugli
Presidente Federazione Toscana
delle Bcc
Negli interventi precedenti sono stati tratteggiati i valori di Cesare Fabbri, i valori della cooperazione e delle Bcc, partendo addirittura dal fondatore di questa Banca. Noi
rappresentiamo un movimento che ha una
lunga storia. Una storia nella quale sono
stati conservati i valori dell’origine. Sono
stati forse resi moderni strada facendo, e
oggi quei valori in una situazione del tutto
particolare come quella che stiamo vivendo, trovano ancora una possibilità non solo
di attuazione ma sono suscettibili anche di
sviluppo di modernità e di rinnovamento.
Ricordare ciò che è stato, ricordare le nostre origini per noi è fondamentale. Nessuno vive senza conoscere le proprie origini e
senza ricordare le proprie radici. Però per
avere una prospettiva di futuro, quelle origini vanno conosciute, vanno rapportate
alla situazione attuale, vanno proiettate nel
futuro. Noi ricordiamo delle persone come
Cesare, che sono stati interpreti eccezionali
del proprio tempo. Ognuno è grande se sa
interpretare bene il tempo in cui vive. I tempi
in cui è vissuto Cesare erano altri tempi sotto il profilo sociale, storico ed economico,
soprattutto. Il mondo in questi ultimi dieci
anni è cambiato, ma il mondo delle banche in questi ultimi dieci anni è stravolto.
Sono cambiate le condizioni storico-sociali
nelle quali noi siamo chiamati ad operare.
Un tempo le banche, soprattutto le banche
di credito cooperativo, facevano utili, facevano patrimonio con il margine di interesse.
Oggi fare patrimonio e utili col margine di
interesse è una cosa difficilissima, è quasi
un’utopia. Eppure bisogna patrimonializzare, perché se non si patrimonializza il futuro
non si affronta - ha detto bene il direttore -;
per applicare i criteri di Basilea 3 ci vuole
patrimonio. Ma se noi eravamo abituati a
fare patrimonio col margine di interesse, bisogna oggi fare patrimonio con forme tecniche idonee ai tempi e tra queste anche
ricorrere ad un aumento del capitale sociale
è una cosa veramente positiva se fatta per
i motivi ai quali faceva riferimento il direttore Squillantini. Se è un’operazione fatta per
rimediare a danni commessi allora no, non
è positiva, ma se compiuta per affrontare il
futuro e mettere in sicurezza il patrimonio
della banca, allora è una cosa buona, che i
soci devono accettare di buon grado, è una
cosa che i soci devono fare. Io credo che
oggi affrontare il futuro sia rendersi conto
delle tecniche bancarie che vanno adottate
e delle trasformazioni bancarie che vanno
effettuate. Certo, si deve andare verso una
banca informatizzata. Vogliamo impiegare
tutte le tecniche operative e le dimensioni
opportune, senza tuttavia abbandonare il
rapporto con le persone. Oggi più che mai
dobbiamo impiegare nella nostra attività
i nostri principi ispiratori, proprio per non
diventare un’azienda fredda, spietata, che
ragiona solo con i numeri.
I rating noi li facciamo, le valutazioni del
credito noi le facciamo, ma poi nei consigli
UMBERTO GUIDUGLI
di amministrazione facciamo una valutazione di carattere diverso, sulla situazione
reale del soggetto; quante volte i nostri cda
danno un giudizio diverso rispetto alla gelida istruttoria, che pure deve essere fatta
con i criteri giusti. Come banche di credito
cooperativo abbiamo davanti un avvenire
difficilissimo, perché siamo banche piccole
e perché seguiamo dei valori, che oggi non
sono molto apprezzati neanche dall’organo
di vigilanza. Anche la Banca d’Italia a questi
valori ci crede poco: sta a noi far vedere
che questi valori possono essere oggi impiegati come lo erano ai tempi di Cesare».
VITA DELLA BANCA | 13
VITA DELLA BANCA | 14
UN AUTUNNO
RICCO
DI INIZIATIVE
È un autunno ricco di iniziative quello che sta
vivendo la nostra Banca e la sua compagine sociale. Il primo evento da ricordare è il
convegno sulle essenze aromatiche, svoltosi lo scorso 25 ottobre nel rinnovato auditorium della sede centrale. Protagonisti della
serata Maria Stefania Bardi e Giordano
Mazzolini che hanno condotto per mano i
presenti alla scoperta del meraviglioso mondo delle essenze aromatiche e del modo di
impiegarle in cucina e nella medicina.
Il secondo appuntamento si è tenuto il 29
ottobre quando si è parlato di previdenza integrativa, alla presenza di Maurizio
Manelli e Daniela Pecoraro di BCC Risparmio e Previdenza. I due relatori hanno
illustrato l’importanza e le opportunità offerte
per potersi costruire una previdenza integrativa da affiancare a quella obbligatoria.
Lo scorso 8 novembre, infine, si è tenuto,
sempre nell’auditorium della sede centrale,
un pomeriggio di aggiornamento professionale riservato alle imprese, agli artigiani e ai
liberi professionisti. I venerdì dell’imprenditore, questo il titolo dell’incontro che è
servito ad approfondire la tematica del Web
Marketing e dei finanziamenti pubblici, in
collaborazione con i consulenti della Brogi &
Pittalis e gli esperti di Sinerlab.
VITA DELLA BANCA | 15
CASTELLI, TORRI,
BORGHI MURATI
DEL MONTALBANO
Tre diverse presentazioni
per il volume strenna edito dalla
nostra Banca
È stato presentato durante tre incontri, svoltisi nelle varie aree di competenza della Banca, a Vignole, a San Marcello Pistoiese e a
Empoli, il volume strenna riservato ai nostri
soci e dedicato quest’anno ai Castelli, torri, borghi murati del Montalbano, a cura
di Giuseppina Carla Romby e testi di Chetti
Barni e Giuseppina Carla Romby, fotografie di Serge Domingie, Edizione Gli Ori.
Il volume fa parte di una trilogia, iniziata con
la pubblicazione dedicata alle ville e ai giar-
dini del Montalbano, che ha visto la luce nel
2011 e che si concluderà il prossimo anno
con quello dedicato alle chiese del territorio.
“Il volume intende dar valore, prima di tutto, al
grande patrimonio di storia, di cultura, di tradizioni, presente nei piccoli borghi e nei paesi
che costellano le colline del nostro Montalbano - ha evidenziato il presidente della BCC,
Giancarlo Gori -. Abbiamo avvertito la necessità di un volume che ci aiutasse a svelare, ad apprezzare, a prediligere l’essenza
intrinseca di questi luoghi, veri capolavori e
autentici presidi di cultura e di bellezza”.
Red.
MONTEMURLO ARTE E LAVORO
FOCUS SULL’AGRICOLTURA
I soci della Banca possono ritirare il volume
presentando il coupon, allegato a questo numero di Insieme, alla propria agenzia.
Anche la Banca di Vignole e della Montagna Pistoiese ha partecipato alle iniziative
di “Montemurlo Arte & Lavoro”, la rassegna
organizzata - come ogni anno - nel mese di
settembre dalla Pro Loco, in collaborazione
con l’assessorato alla promozione del territorio e dell’economia del comune di Montemurlo.
Lo scorso 13 settembre Alberto Vasco Banci,
consigliere della nostra Banca ed amministratore di un’azienda agricola, è intervenuto ad
una tavola rotonda sul tema “L’agricoltura nel
territorio pratese: quali prospettive? L’esperienza delle filiere corte”. In particolare Banci ha partecipato ad un confronto su scenari
e strumenti per l’agricoltura, parlando delle
politiche finanziarie per le aziende agricole.
Al convegno, introdotto dal sindaco Mauro
Lorenzini e dall’assessore provinciale Stefano Arrighini, hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni di categoria, di
aziende agricole, docenti universitari ed esperti del settore.
VITA DELLA BANCA | 16
A SPASSO… PER IL TERRITORIO
La Fondazione promuove un laboratorio didattico riservato agli studenti delle elementari
e delle medie inferiori, per favorire la conoscenza della toponomastica e delle colture
del comprensorio pistoiese, analizzando il periodo storico che va dal 1700 ai nostri giorni
Ha preso il via nelle scorse settimane (anno
scolastico 2013/2014), il laboratorio didattico “A spasso…per il territorio: l’evoluzione
storica, la toponomastica e le colture del
comprensorio pistoiese”, promosso e organizzato dalla nostra Fondazione, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Pistoia e
con la partecipazione dell’Associazione “Tagete”- Arte Territorio Archeologia - di Quarrata, riservato agli studenti delle elementari e
delle medie inferiori.
Il tema centrale dell’iniziativa è lo studio e
la ricerca storica sul territorio ‘agricolo’ di
alcune zone della provincia di Pistoia, con
particolare riferimento all’evoluzione dei tipi
di coltura, nonché alla toponomastica e alle
trasformazioni dell’ambiente.
Con questo progetto la Fondazione si propone di educare gli studenti alla conoscenza
e all’uso consapevole del patrimonio culturale, attraverso la valorizzazione, in chiave
didattica, delle risorse storiche, artistiche e
naturalistiche del territorio.
La finalità è quella di collegare il luogo di
appartenenza degli studenti con tematiche
sviluppate all’interno del curricolo scolastico,
per favorire la conoscenza delle radici storiche, artistiche e ambientali, favorendo l’acquisizione di una maggiore consapevolezza
del rapporto uomo-ambiente e promuovendo, così, un rapporto sempre più vivace e
proficuo fra scuola e territorio.
Il progetto è caratterizzato da sette incontri,
che si svilupperanno sia in classe, sia all’esterno (nel territorio di riferimento dell’istituto scolastico coinvolto), sia presso la sede
dell’Archivio di Stato di Pistoia.
Fondazione
Banche di Pistoia e
Vignole - Montagna Pistoiese
Attraverso una conoscenza ‘oggettiva’ (sopralluoghi alle zone prese in esame, consultazione diretta di documenti e antiche mappe, ecc.) gli alunni sono guidati all’osservazione, all’analisi e alla scoperta cognitiva del
proprio territorio. A questa segue, poi, la fase
operativa per la rielaborazione creativa delle conoscenze acquisite e delle esperienze:
attività grafico-pittoriche, plastiche, analisi di
documenti e lettura di testi informativi.
Il progetto coinvolgerà, per il corrente anno
scolastico, due classi della scuola primaria di
Valenzatico (Quarrata), due classi della scuola elementare “Roncalli-Galilei” di Pistoia,
una classe della scuola media di Casalguidi e
una classe della scuola media “Bonaccorso
da Montemagno” di Quarrata.
L’iniziativa si concluderà, infine, al termine
dell’anno scolastico, con l’allestimento di
una mostra, nella quale saranno esposti gli
elaborati e i manufatti in ceramica realizzati dagli studenti. Nel corso della manifestazione saranno presentati, inoltre, i risultati
dell’indagine storico-archivistica e delle attività svolte. Saranno consegnati, infine, a ciascuna classe gli attestati di partecipazione al
progetto didattico.
Con questo progetto, a carattere pluriennale, la Fondazione conferma la particolare
attenzione da sempre riservata al mondo dei
giovani e, in particolare, al settore dell’istruzione; da tempo, infatti, la Fondazione ha
stretto importanti rapporti di collaborazione
con numerosi istituti scolastici del proprio
territorio di operatività, rivolgendo a questi
una parte sostanziale della propria attività
istituzionale.
Red.
LA FONDAZIONE | 17
MASSIMA GARANZIA CON L’ADESIONE
AL NUOVO FONDO ISTITUZIONALE
IL FONDO
DI GARANZIA
ISTITUZIONALE
DEL CREDITO
COOPERATIVO
di Elio Squillantini,
direttore generale Bcc Vignole e Montagna Pistoiese
Dopo un percorso
di analisi e confronto
che ha richiesto alcuni
anni e l’impegno di molte
professionalità del movimento del Credito
Cooperativo italiano, è oramai imminente
l’avvio del nuovo Fondo di Garanzia, denominato appunto “Istituzionale”, che affiancherà gli altri Fondi di Garanzia, quello dei
Depositanti e quello degli Obbligazionisti.
Un rapido esame dei tre strumenti consentirà di cogliere le caratteristiche di ciascun
Fondo e di apprezzare l’elevato livello di tutela offerto dal Credito Cooperativo.
Il Fondo di Garanzia dei Depositanti nasce ufficialmente nel 1997 su iniziativa di
Federcasse e in seguito al recepimento
della direttiva europea che stabilì l’istituzione obbligatoria di meccanismi di garanzia dei depositi bancari; con tali norme
fu sancita, tra le condizioni imprescindibili
per lo svolgimento dell’attività bancaria, la
partecipazione obbligatoria ad un sistema
di garanzia dei depositanti istituito e riconosciuto in Italia. In realtà, il meccanismo
di protezione rappresentato dal Fondo di
Garanzia dei Depositanti non era una novità assoluta dato che, già dal 1978, era
operativo il Fondo Centrale di Garanzia
delle Casse Rurali ed Artigiane, a cui le singole banche partecipavano, all’epoca, su
base volontaria. Più tardi, nel 1987, fu costituito il Fondo Interbancario di Tutela dei
Depositi, che garantiva i depositi delle altre
banche italiane.
Scopo del Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo, a cui
aderiscono obbligatoriamente tutte le BCC
operanti in Italia, è quello di tutelare i depositanti degli istituti consorziati. Il limite massimo di rimborso è pari complessivamente per ciascun depositante a 103.291,38
euro, comprensivi degli interessi maturati.
Sono esclusi dal rimborso i depositi al portatore, le obbligazioni e le operazioni in titoli, comprese le operazioni di pronti contro
termine, il capitale sociale, le riserve e gli
altri elementi patrimoniali della banca.
Il Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti
nasce invece più recentemente, nel luglio
del 2004, rappresentando una novità as-
LA PAGINA DEL DIRETTORE | 18
soluta per il sistema bancario nazionale.
Scopo del Fondo, costituito su base volontaria tra le Banche di Credito Cooperativo
italiane, è la tutela degli obbligazionisti degli
istituti consorziati.
Analogamente a quanto previsto dal Fondo di Garanzia dei Depositanti, la tutela
riguarda il portatore dei titoli, entro il limite massimo di 103.291,38 euro calcolato
sull’intero ammontare delle obbligazioni
possedute, indipendentemente dalle emissioni dalle quali singolarmente derivano e
sempre che risulti soddisfatto il requisito
del possesso ininterrotto per un periodo di
almeno tre mesi.
Come detto, nei prossimi mesi, al fianco
di questi importanti strumenti, si porrà il
Fondo di Garanzia Istituzionale, nuovo, aggiuntivo strumento di tutela del risparmio,
unico nel panorama nazionale.
Il Fondo di Garanzia Istituzionale rappresenta una innovativa forma di coesione tra
banche locali, autonome ma inserite in un
sistema a rete. Il Fondo, oltre ad offrire ai
soci e clienti delle BCC aderenti una forma di tutela aggiuntiva rispetto agli altri due
Fondi, consente alle banche di liberare risorse che potranno essere destinate ad un
maggiore sostegno dell’economia locale,
riducendo gli impatti patrimoniali derivanti
dall’applicazione delle regole di Basilea.
Entrando più nello specifico delle tutele
offerte, il Fondo Istituzionale estende la garanzia offerta dal Fondo Depositanti fino a
200 mila euro per i soci delle banche consorziate risultanti dal libro soci delle stesse
da un periodo di almeno sei mesi (ovvero
fino a 150 mila euro per i clienti non soci),
assicurando, per le medesime soglie, anche
i depositi al portatore e i titoli obbligazionari.
Inoltre, il Fondo esplica, nel continuo, una
puntuale attività di controllo, valutazione, classificazione e monitoraggio, con
l’obiettivo di rappresentare un importante
elemento di rafforzamento e sviluppo del
network del Credito Cooperativo.
LA PAGINA DEL DIRETTORE | 19
i nostri
interventi
montemurlo, edizione record
per la festa dell’olio
Quasi diecimila persone hanno partecipato alla Festa
dell’Olio di Montemurlo, organizzata per il quattordicesimo
anno dal Comitato promotore, con la nostra Banca tra gli
sponsor della manifestazione.
Varie le iniziative in programma; la giornata clou è stata
quella conclusiva, domenica 17 novembre, quando in
piazza Castello alla Rocca,
sono stati utilizzati due quintali di pane e cinquanta chilogrammi d’olio per preparare la
fettunta, che veniva distribuita
a tutti coloro che accedevano
al borgo in cambio di una piccola offerta. Tante le famiglie
che hanno aderito al “Gran desinare della
Festa dell’olio” e quelle che hanno fatto degustazioni agli stand dei produttori di filiera
corta. Tutto esaurito anche per il concerto di
Santa Cecilia, il coro gospel, e il Gran Galà
al centro sportivo “Nesti”. Solo nell’ora che
va dalle 15 alle 16, gli organizzatori hanno
staccato 1.800 “biglietti”, con visitatori giunti
da ben oltre i confini provinciali. Il Comitato
promotore ha infatti sistemato negli agriturismo montemurlesi moltissime persone
provenienti da Napoli, Roma e Padova, che
hanno deciso di trascorrere il fine settimana
alla scoperta delle bellezze artistiche, pae-
saggistiche ed enogastronomiche di Montemurlo.
La novità di quest’anno è stata la possibilità di vedere il borgo della Rocca dall’alto,
salendo a bordo di un elicottero, che ha
effettuato 35 sorvoli della zona. Collegato
alla manifestazione, il concorso di pittura
che aveva come tema la figura del pittore
Cristiano Banti. Il primo premio è andato a
Paolo Fedeli con il quadro dal titolo “Villa del
Barone”, secondo classificato Bruno Nardi
con “Fantasticare la Festa dell’Olio”, terzo
posto per Alessandra Zago con “Raccolte
olive”.
I NOSTRI INTERVENTI | 20
VALENZATICO, 1100 PRESENZE
AL 36° TROFEO “CINQUE FRANTOI”
Grande partecipazione lo scorso 20 ottobre al 36° Trofeo “5 Frantoi”, organizzato a
Valenzatico di Quarrata dal locale gruppo
podistico La Stanca, in collaborazione con
la Banca di Credito Cooperativo di Vignole e della Montagna Pistoiese. Oltre 1100
atleti hanno infatti partecipato alla manifestazione, valida anche per il 6° Memorial
Gianfranco Risaliti. Sui 15,6 chilometri
del percorso competitivo - che ha compreso le frazioni di Campiglio, Santonuovo,
Forrottoli, Montemagno, Lucciano, bosco
di Villa La Magia, prima del ritorno a Valenzatico - si è imposto in 55’10’’ l’emiliano
Marco Rocchi (Running Casinalbo Modena). Staccato di soli sette secondi Alessandro Calzolari (Versilia Sport); terzo
Stefano Politi (Atletica Pietrasanta).
Fra le donne, netta l’affermazione in 1h04’46”
di Martina Mantelli (Toscana Atletica Empoli), già vincitrice un mese prima della “Passeggiata Panoramica” di Quarrata. Sul podio,
assieme a lei, Ester Zio (Mt Montemurlo) e
Chiara Giangrandi (Parco Alpi Apuane).
Numerosi anche gli atleti e camminatori che
si sono avventurati sui due percorsi non competitivi di 4 e 8 km. Novità dell’edizione 2013
sono state la corsa ludico-motoria, a cui hanno partecipato circa 30 bambini e la presenza del mercatino della Coldiretti nella zona di
partenza/arrivo. Una parte del ricavato delle
iscrizioni sarà donato alla Onlus Regalami un
Sorriso, per il sostegno a progetti di solidarietà. Il Gruppo Podistico La Stanca ringrazia
tutti i partecipanti e dà appuntamento alla
prossima edizione che si correrà il 19 ottobre
2014.
I NOSTRI INTERVENTI | 21
UN CONCORSO
GIORNALISTICO
IN MEMORIA DI
GIANCARLO ZAMPINI
Il quotidiano La Nazione promuove la prima
edizione del concorso giornalistico per giovani cronisti intitolato a Giancarlo Zampini,
storico corrispondente e voce di Quarrata,
di cui ha raccontato per anni notizie, storie
e personaggi, prima della morte prematura,
il 25 settembre 2012 a causa di un male
incurabile. Per ricordarlo, i colleghi della
redazione di Pistoia de La Nazione - con
il contributo della Banca di Vignole e della
Montagna Pistoiese e il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti - hanno voluto istituire un
premio per valorizzare l’attività dei giovani
cronisti che lavorano a diretto contatto con
le realtà locali. Un impegno che Giancarlo
Zampini aveva sempre affrontato con entusiasmo e passione, tanto da poter essere
considerato un esempio di dedizione, soprattutto per i giornalisti all’inizio della loro
attività.
La partecipazione alla prima edizione del
premio è gratuita ed è aperta a giovani che
svolgono attività giornalistica (pubblicisti,
praticanti e professionisti iscritti all’Ordine
dei Giornalisti, nonché altri collaboratori a
vario titolo di quotidiani e periodici) e che
alla data di pubblicazione del bando non
abbiano compiuto i 40 anni di età. Si può
concorrere con un servizio (articolo, inchiesta) pubblicato da testate giornalistiche regolarmente registrate (della carta stampata
e dell’on line), che verta su un argomento
di cronaca dei territori provinciali di Pistoia
e Prato. Il premio per il primo classificato è
pari a 1500 euro.
I criteri di valutazione saranno definiti dalla
giuria e saranno comunque ispirati a fattori
di utilità e importanza della notizia, capacità
di approfondimento, obiettività e rispetto
dei principi deontologici, ricerca di informazioni, completezza dei dati, qualità espressiva, capacità di catturare e mantenere l’interesse del lettore, originalità. La giuria sarà
composta da giornalisti di varie testate e da
rappresentanti della famiglia Zampini e della
Bcc di Vignole e della Montagna Pistoiese.
I lavori in concorso, pubblicati sulle testate
di appartenenza dal primo ottobre 2012 al
30 settembre 2013, dovranno pervenire per
e-mail all’indirizzo [email protected],
entro e non oltre il 22 dicembre 2013.
I partecipanti dovranno allegare: sintetico
Curriculum Vitae; lavoro in forma stampata su carta e in formato digitale; fotocopia
(o scansione) di un documento d’identità
valido; consenso al trattamento e alla comunicazione dei propri dati personali; consenso di libero utilizzo ed assenza di copyright; prova dell’avvenuta pubblicazione del
lavoro presentato. Il bando integrale del
concorso è consultabile sui siti del quotidiano “La Nazione”, dell’Ordine dei giornalisti
della Toscana e della Bcc di Vignole e della
Montagna Pistoiese. Il vincitore sarà proclamato in occasione di una cerimonia pubblica, che si terrà il primo febbraio 2014
nell’Auditorium della Bcc di Vignole e della
Montagna Pistoiese. Qualsiasi informazione
può essere richiesta per mail all’indirizzo:
[email protected], o per telefono al numero 0573 505511.
I NOSTRI INTERVENTI | 22
POESIA, LUIGI PARABOSCHI VINCE IL CITTà DI QUARRATA
Luigi Paraboschi, di Castel San Giovanni (Piacenza), con la lirica Ultima lettera dalla Provenza,
si è aggiudicato la 32ª edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Città di Quarrata”.
Organizzato dalla Pro Loco e dal Comune di
Quarrata, in collaborazione con il Gruppo Culturale Città di Quarrata e la Filarmonica G. Verdi, il Premio, promosso da Vivaldo Matteoni nel
1982, vede tra i sostenitori anche la nostra Banca, sempre sensibile verso le iniziative culturali
che valorizzano il territorio.
La cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso 20 ottobre,
Città di
nella splendida
uarrata
Quarrata
cornice di villa
La Màgia, presenti le autorità cittadine e
numerosi poeti premiati, con
il gruppo giovanile della FilarConcorso Internazionale
monica G. Verdi
di Poesia 2013
che ha eseguito
brevi intermezzi
“Città di Quarrata”
musicali.
promosso da Vivaldo Matteoni nel 1982
A presentare la
manifestazione Ennio Cani20 Ottobre 2013
giani, mentre le
liriche sono state declamate dall’attore quarratino Alessandro Rapezzi.
La Commissione Giudicatrice del Premio, presieduta dal professor Piero Santini e composta da Franco Benesperi, Athos Capecchi,
Paola Giuntini, Paola Lomi, Walter Melani
e Sara Puccini, dopo un’accurata e scrupolosa selezione dei numerosi lavori presentati, decretava vincitrice la poesia di Luigi Paraboschi,
con questa motivazione: «Intensa composizione
dedicata al grande pittore Van Gogh e strutturata con vivida attenzione ai particolari figurativi,
coloristici e perfino olfattivi (‘profumo di lavanda
che mi stordisce’) che delineano l’universo personale, fervido e acceso, del grande artista, peraltro racchiuso entro confini tormentosi e opprimenti, come è sottolineato dalla struttura anulare (Ringkomposition) che propone sia nell’incipit
sia nel suggello una allocuzione rivolta al fratello
Theo con l’immagine dei corvi dagli occhi grifagni e dalle ali a falce (questo in effetti è il soggetto dell’ultimo quadro di Van Gogh) che frastornano gli occhi, sviandoli traumaticamente dai precedenti quadri cromatici suggestivi ed icastici».
Per la sezione “poeti residenti all’estero”, la Giuria
ha assegnato il riconoscimento a Jane Micallef
di Malta, per la poesia Mediterraneo 2011.
Il regolamento prevedeva, inoltre, il premio spe-
Q
P R O - L O C O
Città del Mobile
REP
V BBLICA
I TA L I A N
A
ciale “Montalbano” riservato ai poeti residenti
nel Comune di Quarrata e vinto, quest’anno, da
Edoardo Carlesi, con la lirica Gigli dolci insidia
(di) Morfeo.
Tutte le liriche premiate sono state pubblicate in
un agile volumetto, mentre in una pubblicazione
a parte sono state raccolte le poesie partecipanti al Concorso di Poesia “Vivaldo Matteoni”, riservato agli studenti delle scuole primarie e secondarie del Comune di Quarrata, giunto quest’anno alla tredicesima edizione.
F. B.
Ultima lettera dalla Provenza
I corvi, sai, Theo, qui nell’ospedale
hanno occhi grifagni ed ali a falce,
e tutto questo cadmio attorno è un tormento
assieme al lilla ed al profumo di lavanda
che mi stordisce e mi porta nelle vene
il desiderio d’una carezza fatta carne.
È lontano il Brabante e i minatori,
le povere patate per le sere di nebbia
attorno a lampade dai raggi circolari,
non troverò più i colori tristi di quelle tele
dopo aver impastato l’ocra di questa terra
con l’azzurro d’un cielo che dà la squilla
al verde sottobosco che sfuma verso il blu
e l’acido giallo dei limoni assieme a quello
caldo dei girasoli che spaccano l’attonita pupilla.
La luce nei bistrots che accalora i tavoli
sotto le stelle stese dentro la notte indaco,
e la mia stanza diagonalmente obliqua
con il letto e la sedia che accoglie
le infangate scarpe, sono la vampa
che m’ha portato all’urlo con Paul
venuto qui per condividere l’assenzio,
ma l’aria di questo luogo mi fa suo
e m’attorciglia la chiesa al crocevia
dai contorni esacerbati d’arancione
e la sera esplode nel suo profumo viola.
Sì, caro fratello, sto per salpare
verso una terra nuova e senza moli
via da questo sogno di Provenza
dove il grano esulta per il colore,
ma troppi corvi, troppi, Theo,
frastornano i miei occhi
ed io non so allontanare quelle ali.
I NOSTRI INTERVENTI | 23
Luigi Paraboschi
CREATIVITÀ
ARTS & CRAFTS
RADIOLOGICA ECCELLENZE IN MOVIMENTO
Promossa un’asta di dipinti per
acquistare un’apparecchiatura portatile
per radiografie domiciliari
Compra un dipinto, regala una radiografia, è
stato questo lo slogan che ha caratterizzato
l’asta di dipinti promossa dall’Associazione
Tecnici Sanitari di
Radiologia Medica
Volontari di Pistoia,
presieduta da Margherita Soliani, in
collaborazione con
la Croce Rossa Italiana - Piana Pistoiese, l’Amministrazione Comunale di
Quarrata e la nostra
Banca.
L’iniziativa, svoltasi lo scorso 21 settembre a villa La
Màgia, condotta da
Maurizio Tuci, ha preso le mosse dalla donazione dei dipinti fatta dal dott. Giancarlo
Piperno, già primario radiologo dell’ospedale di Pistoia, all’Associazione dei Tecnici Sanitari, finalizzata al reperimento dei fondi necessari per l’acquisto di un’apparecchiatura
portatile per effettuare le radiografie a domicilio.
«Volentieri ci siamo affiancati ai promotori di questo lodevole progetto di solidarietà
- ha evidenziato, nell’occasione, il presidente Giancarlo Gori - perché una Banca che
voglia essere davvero ‘locale’ e ‘cooperativa’ come la nostra, non solo deve sostenere l’economia delle famiglie e delle imprese
che gravitano sui territori di competenza, ma
deve anche supportare, con lo stesso impegno e in maniera concreta, ogni iniziativa che
contribuisca alla crescita sociale delle persone, da sempre al centro della nostra attività. E questa iniziativa va nella giusta direzione, perché i promotori sono riusciti a coniugare arte e solidarietà, in un connubio finalizzato all’acquisto di un’apparecchiatura radiologica, da utilizzare gratuitamente al servizio delle persone impossibilitate a muoversi in autonomia».
Red.
È tornata dopo otto anni dall’ultima edizione, ARTS & CRAFTS, eccellenze in movimento, la più importante mostra dell’artigianato pistoiese, svoltasi dal 24 al 27 ottobre scorsi nella Cattedrale, il Centro fiere
di Pistoia realizzato dal Comune dopo aver
ristrutturato un vecchio capannone dell’area
ex industriale San Giorgio.
La manifestazione che si è avvalsa del contributo economico della nostra Banca (e
delle altre BCC della provincia), è stata riproposta dalle associazioni artigiane CNA e
Confartigianato di Pistoia, per l’occasione
unite dentro la nuova società “Arts & Crafts”,
con la collaborazione della Camera di Commercio, della Provincia e del Comune di Pistoia.
“Arts & Crafts” punta sulle eccellenze, sul
‘tradizionale’ fatto a mano, sull’ingegno e
la qualità di tante piccole e medie imprese
pistoiesi e dei territori limitrofi. Nella pratica,
è stata una vetrina aperta al mondo, in un
momento storico in cui l’economia locale è
inserita a pieno titolo nella rete dell’economia globale. Dall’oggettistica agli articoli da
regalo, dall’abbigliamento agli articoli sportivi
e per il tempo libero, fino ai prodotti agroalimentari tipici, Arts & Crafts è stata una vetrina ma anche una sfida in un momento di
crisi, un segnale di fiducia che gli artigiani, le
piccole e medie imprese hanno voluto lanRed.
ciare al mondo dell’economia. I NOSTRI INTERVENTI | 24
BONUS BEBÈ
In ogni famiglia ci sono eventi speciali e la nascita di un figlio è
sicuramente il più bello di tutti. In un momento di grande gioia,
ma anche di riflessione e di progetti per il futuro, la nostra Banca
vuole essere vicino alle famiglie in modo concreto.
Infatti, se sei socio della BCC di Vignole e della Montagna
Pistoiese da almeno sei mesi prima della nascita di tuo figlio, hai
diritto al Bonus bebè che consiste in un premio di 500 euro
che sarà versato direttamente su un libretto di deposito a risparmio intestato al nuovo nato.
«Un piccolo gesto per avvicinare nuovi soci all’interno della Banca - sottolinea il presidente Giancarlo Gori - e dimostrare concretamente la nostra vicinanza alle famiglie
e alle giovani coppie, nello spirito autentico dei valori della cooperazione».
Si potrà richiedere l’apertura del libretto dedicato al figlio, semplicemente presentando il certificato di
nascita rilasciato dal Comune. Il primo versamento di 500 euro lo farà la Bcc di Vignole e della Montagna
Pistoiese come dono di benvenuto. Inoltre, si potrà inviare la foto del neonato alla Banca e sarà pubblicata
sul notiziario Insieme come augurio speciale.
Per ulteriori informazioni, contattare l’Ufficio Soci (Emanuela Ferri, tel. 0573.7070227), oppure
richiedere il dèpliant dell’iniziativa in ogni agenzia.
Ed ecco i nuovi nati…
Massimiliano Papini
Matilde Coletta
Giosuè Bazzani
Giovanni Belli
Giorgia Martino
Federico Filippi
Davide Emiliano Belli
Tommaso Cambi
Emma Santini
Lorenzo De Bonis
Davide Comacchio
Thomas Iebba
Lorenzo Lotti
I NOSTRI INTERVENTI | 25
Viola Morganti
SOGGIORNO MARE IN SALENTO
dall’1 all’8 settembre 2013
di Emanuela Ferri,
responsabile Ufficio Soci Bcc Vignole e Montagna Pistoiese
Dopo una brutta levataccia (il ritrovo era
previsto alle 3 di domenica primo settembre), siamo arrivati nel “Tacco d’Italia”, a
Conca di Specchiulla, per l’ora di pranzo, passando da distese di coltivazioni di
ulivi secolari, dai tronchi contorti e di gran-
di dimensioni, separate dai tipici muretti a
secco.
Eravamo alloggiati al resort Grand Hotel Daniela, nelle vicinanze di Otranto,
confortevole ed accogliente, distante dal
mare circa 800 metri; la spiaggia riservata era raggiungibile a piedi, passando da
una profumata pineta secolare o lungo la
scogliera, alta e rocciosa, caratterizzata da
piccole insenature sabbiose, oppure con
un servizio di navetta gratuito. Non mancava certo la piscina e la zona spettacoli,
adatta per tutti i gusti.
Il mare poi, da un punto di vista cromatico assume una colorazione blu scuro se
osservato dalle alte scogliere a strapiombo
sul mar Adriatico, e più tenue ma vario nelle sue sfumature (verde smeraldo, verdino,
celeste, ecc.) se osservato dalle spiagge
sabbiose o dalle basse scogliere.
A parte la vita di mare, abbiamo fatto due
escursioni:
Otranto, il mercoledì mattina, (Utràntu in
dialetto salentino), il comune più orientale
d’Italia, con un borgo antico meraviglioso,
tanto da essere riconosciuto come Patrimonio Culturale dell’UNESCO.
TURISMO INSIEME | 26
La seconda escursione, il venerdì mattina,
è stata una gita in gommone. Partiti dal
porto di Otranto, siamo passati dal Capo
d’Otranto che dista circa 81 Km. dalle
prime isole greche, passando dalla Grotta delle Rose, che si contraddistingue per
il colore turchese delle sue acque, dalla
Grotta della Fraula (fragola in arabo), dalla piccola spiaggia di Migiano, dalla Grotta
Zinzulusa (che vuol dire straccio, fazzoletto), dalla Grotta Azzurra e dalla grotta Palumbara (chiamata così perché è popolata
da numerosi piccioni: in dialetto pugliese il
piccione si chiama palumbo). Poi al termine abbiamo gustato un buon aperitivo a
bordo, con vari prodotti tipici salentini. A
sera, l’animazione del Grand Hotel Daniela ha proclamato "uomo della settimana" il
nostro socio Valerio Carradori.
La domenica siamo rientrati a casa rilassati e contenti, in quanto i giorni trascorsi
sono stati vissuti all’insegna dell’allegria
e del divertimento, con la soddisfazione
di tutti i partecipanti per la buona riuscita
della gita ma anche con qualche rimpianto
per l’esperienza terminata troppo presto;
anzi il gruppo è stato concorde nel dire che
l’esperienza si potrebbe anche ripetere allungando magari la durata del soggiorno!
Hanno partecipato alla gita: Perla Caramelli, Valerio Carradori, Emanuela Ferri,
Rosangiola Giabbani, Cordero Claudio
Giovannelli, Lorenzo Giuntini, Paolo Giuntini, Giancarlo Gori, Maria Fausta Gorini, Gabriella Innocenti, Noemi Iozzelli, Mauro Meoni, Maura Michelozzi, Riccardo Nunziati,
Federica Nuti, Rodolfo Nuti, Daniela Rossi,
Rosario Rizzo, Elio Squillantini, Renzo Toci,
Laura Venturi, Rosina Vita, Anna Maria Zini.
TURISMO INSIEME | 27
A TEATRO CON LO SCONTO
a cura di Dario Zona
Anche quest’anno i soci della Banca di Vignole e della Montagna Pistoiese, presentando la
Tua Card e un documento di identità al botteghino, potranno beneficiare di sconti nei teatri
convenzionati. In particolare al teatro Nazionale
di Quarrata la riduzione sarà di 2 euro su ciascun biglietto e di circa il 15% sull’abbonamento. Sconto di 2 euro anche per assistere agli
spettacoli del teatro Manzoni di Pistoia, mentre
per i teatri Metastasio e Fabbricone di Prato le
riduzioni sono superiori al 30%, sia per i singoli
biglietti, sia per gli abbonamenti, disponibili in
varie formule: sei spettacoli a scelta, abbonamento classico e dieci spettacoli a scelta.
Di seguito, una breve presentazione dei singoli
cartelloni, a partire da metà dicembre.
TEATRO NAZIONALE
DI QUARRATA
Dopo il debutto con Lella Costa, in “Ferite a morte”, lo spettacolo di Serena Dandini sul tema
drammatico del femminicidio, la stagione del Teatro Nazionale prosegue mercoledì 11 dicembre
con Gioele Dix autore e
protagonista di Nascosto
dove c’è più luce. Addormentato sulla scena del
suo spettacolo, un comico
si sveglia di soprassalto nel
bel mezzo di un incubo e si
ritrova catapultato in uno
strano luogo, a cavallo tra
immaginazione e realtà. Lo
accoglie un angelo custode impertinente e gioioso
- interpretato dalla giovanissima attrice Cecilia Delle
Fratte, al suo debutto - con
il compito di guidarlo nel
transito tra vita terrena e
aldilà.
Domenica 26 gennaio
2014 tornerà sul palco di
Quarrata Giobbe Covatta, con il nuovo spettacolo 6° (Sei gradi) con la partecipazione di Mario
Porfito e Ugo Gangheri.
I sei gradi a cui si riferisce il titolo sono i gradi
centigradi di aumento della temperatura terrestre
previsti nell’avvenire. Il comico napoletano ci proietta nel futuro, con uno spettacolo dove comicità,
ironia e satira si accompagnano alla divulgazione
scientifica sui grandi temi dell’ecologia e della sostenibilità.
Venerdì 14 febbraio sarà la volta di uno spettacolo
dedicato all’arte e ad un immaginario incontro a
tu per tu con Michelangelo: Alessio Boni, con il
supporto delle immagini scomposte e ricostruite
dall’artista visuale Giacomo Verde, porta in scena
La carne del marmo, regia di Alessio Pizzech.
A chiudere il cartellone giovedì 6 marzo sarà
Rocco Papaleo che in Una piccola impresa
meridionale sperimenta un teatro-canzone che
va scavare nei ritmi di vita del Sud, attraverso
aneddoti personali e canzoni, gag surreali e racconti poetici, qualche rap “non troppo incalzante”
e storie buffe.
TEATRO MANZONI
DI PISTOIA
Il 2014 del teatro Manzoni di Pistoia si apre, dal
10 al 12 gennaio, con lo spettacolo di Alessandro Benvenuti, Un comico fatto di sangue in
cui l’attore, voce recitante di tutte le parti in causa, porta in scena le vicende di una famiglia - un
uomo, una donna, due figlie, alcuni animali domestici - nell’arco di 15 anni di vita.
L’autore analizza con un linguaggio comico modernissimo e con chirurgica spietatezza i rapporti
tra i membri di
una famiglia che
rappresenta bene
un’Italia che ha
perso la bussola
del buon senso
e naviga ormai
a vista tra i flutti
sempre più minacciosi del mar
dell’incertezza.
speciale a teatro | 28
Dal 31 gennaio al 2 febbraio è la volta della commedia di Edoardo De Filippo Le voci di dentro,
per la regia di Toni Servillo, che qui recita assieme al fratello Peppe e ad una folta compagnia di
attori napoletani di diverse generazioni. «Le voci di
dentro - spiega Toni Servillo - è la commedia dove
Eduardo, pur mantenendo un’atmosfera sospesa
fra realtà e illusione, rimesta con più decisione e
approfondimento nella cattiva coscienza dei suoi
personaggi, e quindi dello stesso pubblico. Eduardo scrive questa commedia sulle macerie della
seconda guerra mondiale, ritraendo con acutezza
una caduta di valori che avrebbe contraddistinto la
società, non solo italiana, per i decenni a venire».
Dal 7 al 9 febbraio è in programma Week end,
del drammaturgo napoletano Annibale Ruccello, con Giulio Forges Davanzati e Brenno Placido. Lo spettacolo racconta il fine settimana di Ida,
un’insegnante quarantenne afflitta da un handicap
fisico, una malformazione al piede che la fa zoppicare. La donna abita in una periferia romana ma
è originaria di un piccolo paese del napoletano di
cui si sente irrimediabilmente orfana. Il Sud da cui
proviene però, sebbene in qualche modo agognato nel ricordo, è un Sud a sua volta infelice e mai
riscattato, seppur di sapore antico, quasi mitologico.
Dal 21 al 23 febbraio è la volta di Oscura immensità, tratto dal romanzo “L’oscura immensità della morte” di Massimo Carlotto, con Giulio
Scarpati e Claudio Casadio, regia di Alessandro
Gassmann. Con un linguaggio incisivo, essenziale, crudo e un ritmo dell’azione serrato e coinvolgente, l’autore racconta un tragico fatto di cronaca, avvenuto nella provincia del nord-est italiano,
mettendo a confronto vittima e carnefice, entrambi lacerati da rispettivi drammi personali.
Dal 7 al 9 marzo è in programma Servo di scena,
di Ronald Harwood, con Franco Branciaroli e
Tommaso Cardarelli. Scritta in un linguaggio affascinante, la commedia - ambientata in Inghilterra
ai tempi della seconda guerra mondiale - affronta
con tono ironico le rocambolesche vicende di una
precaria compagnia di provincia, che si dipanano
tra camerini e palcoscenico, quale sublime metafora della vita del teatro di ogni tempo.
Il 13 marzo al Piccolo Teatro Bolognini, per la rassegna “Altri linguaggi”, andrà in scena l’anteprima
nazionale di Genesi 4,1, di Gaetano Bruno e
Francesco Villano, che raccontano la fratellanza
negata e il dialogo di morte tra Caino e Abele.
Dal 14 al 16 marzo al teatro Manzoni verrà rappresentato lo spettacolo Non si sa come di
Luigi Pirandello, per la regia di Federico Tiezzi.
Straordinariamente moderna
nell’incrociare i temi della coscienza e dell’inconscio, della
realtà e del sogno, dell’umano
e del divino, l’opera - che contende ai Giganti il titolo di ultimo
dramma composto da Pirandello - mette in circolo le forze
più oscure dell’animo umano,
rivelando una precocissima presenza di temi freudiani.
Venerdì 21 marzo, al Teatro
Bolognini (per la rassegna “Altri linguaggi”) conclude la programmazione lo spettacolo Capolino
di Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca
Zacchini e Giulia Zacchini. Il testo e le scene nascono da settimane d’indagine territoriale e da attività laboratoriali svolte con gruppi di giovani dai
17 ai 30 anni. Ragazzi incontrati per caso, privi di
esperienze teatrali precedenti, messi insieme per
diventare gruppo. Anche a Pistoia saranno quindi
coinvolti attraverso un laboratorio studenti delle
scuole superiori.
TEATRO METASTASIO
E FABBRICONE
Il 12 dicembre al teatro Fabbricone andrà in scena L’Odissea dei ragazzi un progetto di Laura
Sicignano
e Valentina Traverso, che dopo un
lungo lavoro, guidano un gruppo di ragazzi provenienti da Afghanistan, Pakistan, Nigeria, Senegal, per lo più rifugiati
politici, nella rappresentazione del poema
omerico. «Abbiamo lavorato insieme per circa un anno - spiegano
le autrici -. Il filo conduttore è l’Odissea,
grande racconto archetipico della cultura
Mediterranea e viaggio avventuroso in cui
i ragazzi hanno potuto
riconoscere e raccontare il proprio viaggio
personale.
Lo spettacolo parla di amore e
di guerra, di speranza e di nostalgia, di madri e di
amanti: avventure e sentimenti che questi ragazzi
hanno in comune con Ulisse».
Dal 13 al 15 dicembre il Teatro Metastasio ospiterà lo spettacolo Clôture de l’amour, di Pascal
Rambert con Luca Lazzareschi e Tamara Balducci. In una grande stanza bianca, una donna e
un uomo si parlano attraverso due lunghi monologhi - che non arriveranno mai a farsi dialogo - interrogandosi sulle ragioni della fine della loro storia
d’amore. La pièce ha vinto in Francia il premio
della critica 2012 per la “Miglior creazione di un
speciale a teatro | 29
testo teatrale in lingua francese” e il Gran premio
della drammaturgia 2012. Lo spettacolo è stato
tradotto e rappresentato in tutto il mondo.
Dal 9 al 12 gennaio
2014 al teatro Metastasio andrà in scena Il teatrante di
Thomas Bernhard,
regia di Franco
Branciaroli. In un
oscuro teatro di provincia, un attore-autore di origine italiana frustrato e megalomane si trova alle
prese con uno spettacolo impossibile,
stretto tra la propria
ambizione - che gli
fa scrivere testi deliranti e respingenti
- e la necessità della compagnia, composta dalla
sua stessa famiglia, più impegnata a sbarcare il
lunario che a dare dignità al proprio lavoro.
Dal 16 al 19 gennaio al teatro Fabbricone è in
programma Amletò (gravi incomprensioni
all’Hotel du Nord), regia di Giancarlo Sepe.
La tragedia shakespeariana è ambientata nella
Francia del 1939. La famiglia reale di Elsinore, in
viaggio, approda a Parigi e prende posto nell’hotel
sul canale di Saint-Martin, che ospita avventori di
dubbia reputazione: ebrei in fuga dalla Germania
nazista, esiliati politici, prostitute e protettori, poeti
e adolescenti col complesso edipico.
Dal 23 al 26 gennaio al teatro Metastasio è la volta
di un altro testo shakesperiano, La bisbetica domata, regia di Andrej Konchalovskij. Protagonisti
della commedia sono Mascia Musy e Federico
Vanni; l’ambientazione evoca l’Italia degli anni
Venti, con una scenografia più proiettata che costruita, le cui atmosfere strizzano l’occhio a Fellini.
«La bisbetica - afferma il regista - sarà frutto di
improvvisazione e coraggio, le doti che occorrono
per reagire alla vita e al destino».
Dal 30 gennaio al 2 febbraio al teatro Metastasio
è in programma Il servitore di due padroni di
Carlo Goldoni, drammaturgia di Ken Ponzio; regia
di Antonio Latella, che scrive: «La menzogna è
il tema che appartiene totalmente a questa commedia. Dietro la figura di Arlecchino (Truffaldino) la
commedia si nasconde a se stessa, mente. Dietro
agli inganni, ai salti, alle capriole del servitore più
famoso del mondo la commedia mente agli spettatori: il personaggio che tanto li fa ridere è insieme
tutte le menzogne e i colori degli altri personaggi.
Non c’è una figura onesta, tutto è falso, è baratto,
commercializzazione di anime e sentimenti».
Dal 7 al 9 febbraio al teatro Fabbricone va in scena
Il padiglione delle meraviglie di Ettore Petrolini, drammaturgia di Elio Pecora e Massimo Verdastro. Scritto nel 1924, è una delle opere teatrali più
amare e crudeli del grande attore e drammaturgo
romano. In un atto unico in due quadri, Petrolini fa
rivivere l’ambiente che l’ha visto nascere all’arte:
quella piazza Guglielmo Pepe di Roma, piena di
baracconi e variegata umanità - guitti, ciarlatani,
lottatori, donne magnetiche, selvaggi - dove il
grande comico, poco più che adolescente, si esibiva come “donna sirena”.
Dal 13 al 17 febbraio il teatro Metastasio ospita lo
spettacolo Le voci di dentro regia di Toni Servillo, presente anche nel cartellone del Teatro Manzoni
di Pistoia (vedi sopra).
Dal 18 al 23 febbraio al Metastasio è in programma I
ragazzi irresistibili di Neil
Simon, con Eros Pagni e
Tullio Solenghi. Annota il
regista Marco Sciaccaluga: «C’è tanto di Cechov
in questo capolavoro di
Neil Simon: il suo sguardo
ironico sull’uomo, la sua
nostalgia, il suo scanzonato ‘refrain’ del tempo che
passa… Due vecchi, due
attori: in realtà nient’altro
che due ragazzi, ‘irresistibili’, perché irresistibile è l’eterna tentazione che
è la vita».
Dal 27 febbraio al 3 marzo al teatro Fabbricone è
in programma Antigone. Una storia africana. Il
regista Massimo Luconi ha curato la riduzione
drammaturgica dall’opera di Jean Anohuil, guidando un gruppo di giovani attori senegalesi. Nelle note di regia, Luconi scrive: «Dovunque vi siano
discriminazioni razziali, conflitti, intolleranze religiose, dovunque una minoranza levi la sua voce a
reclamare giustizia, Antigone torna ad assumere il
ruolo dell’eroina che sfida i regimi totalitari in nome
della pietas universale che si estende a tutti gli uomini sentiti come fratelli, superando ogni limite o
divisione tribale e nazionalistica».
Dal 7 al 9 marzo, sempre al Fabbricone, sarà la
volta di Andersen 2014. Fiabe che non sono
favole, tratto dalle fiabe di Hans Christian Andersen, ideazione e regia di Emanuela Ponzano,
che scrive: «Tra critica e fascinazione, tra politica
e fantasia, Andersen 2014 ruota intorno al rac-
speciale a teatro | 30
conto d’infanzia e l’impatto duro e crudo dell’era
contemporanea, della realtà italiana che offusca
la creatività e l’immaginazione. Andersen 2014 è
prima di tutto un viaggio all’interno di un mondo, il
nostro, quello dei sempre più poveri e dei sempre
più ricchi, quello del materialismo e della televisione che annienta gli ideali, la conoscenza e il libero
pensiero».
Dal 13 al 16 marzo al teatro Metastasio sarà
rappresentato Quartett. Le relazioni pericolose con Laura Marinoni e Valter Malosti, che
cura anche la regia. Il testo teatrale è di Heiner
Müller (1929-95), artista ribelle e contraddittorio
vissuto, per scelta, nella Germania orientale, e
probabilmente il maggiore drammaturgo di lingua
tedesca del Novecento insieme a Bertolt Brecht.
L’opera prende ispirazione dal romanzo epistolare
di Choderlos de Laclos “Le relazioni pericolose”,
scritto esattamente due secoli prima (1782), che
narra le avventure di due nobili e crudeli libertini, il
visconte Valmont e la marchesa di Merteuil.
Dal 20 al 23 marzo al Metastasio torna protagonista la commedia di Eduardo De Filippo con
Natale in casa Cupiello, regia e adattamento di
Fausto Russo Alesi, che è anche l’unico attore
sulla scena. «La famiglia Cupiello è una famiglia la
cui identità è alquanto precaria, non si dialoga più
veramente ma si monologa, ed è per questo che
credo nella sfida di attraversare questa storia in
solitudine - spiega Fausto Russo Alesi -. Ho scelto
di utilizzare il mio corpo come unico strumento per
suonare questo dramma dell’io e della solitudine,
immaginando uno spettacolo d’evocazione tra il
sonno e la veglia, tra la vita e la morte, tra lucidità e
delirio, tra memoria e presente, tra il palcoscenico
e la platea».
Dal 28 al 30 marzo sul palco del Fabbricone torna Pippo Delbono con lo spettacolo Orchidee.
Inventore di immagini forti, spazi, ritmi, Delbono
compone e dirige la sua compagnia, la sua famiglia per ricostruire il mondo. Nei suoi lavori ci
sono scandali, folgori, visioni. Colori, voci, scoppi.
Uno spettacolo che evoca episodi di vita vissuta diventandone una sorta di sintesi, aprendo le
porte agli spettatori che Delbono sa scioccare ed
emozionare.
Il 5 e 6 aprile sempre al teatro Fabbricone è la volta di Ubu roi di Alfred Jarry, regia di Roberto
Latini, che annota: «Scrivo Jarry e penso si possa
leggere Shakespeare.
Abbiamo lavorato tenendo questo continuo riferimento, tutti i parallelismi possibili.
Li abbiamo distillati, scelti, evocati,
da Macbeth ad Amleto, passando per Romeo e
Giulietta o Giulio Cesare o La tempesta.
Abbiamo
integrato Jarry col suo proprio modello e Shakespeare con l’inventore della patafisica, li abbiamo
entrambi ricondotti al nostro tempo teatrale, al
nostro sentire, al nostro modo di stare al Teatro».
L’11 e 12 aprile al teatro Fabbrichino andrà in
scena Ad un passo dal cielo (W la mafia) di e
con Aldo Rapè
regia Nicola Vero. Lo spettacolo, pluripremiato, ha debuttato nel 2004 ottenen-
do grandi consensi di pubblico e critica. È stato
messo in scena, con oltre 500 repliche, nei teatri,
nelle scuole, alla presenza di parenti di vittime di
mafia, nelle chiese, nei palazzi divelti dalle bombe, nei quartieri a rischio.
Racconta la storia di un
ragazzo, Calogero, rimasto bambino, dopo aver
assistito all’omicidio dei suoi genitori. La favola di
un bimbo siciliano e del suo fido compagno Gino,
un burattino.
Il 13 aprile al teatro Fabbrichino andrà in scena
Mutu di Aldo Rapè, regia di Lauro Versari, che
scrive: «È la storia di due fratelli, due uomini del
nostro tempo, uno prete e l’altro mafioso, ingabbiati nelle loro vesti e nei loro ruoli ma desiderosi
di scappare. La mafia e la chiesa, come pretesto
per parlare del vero male che
colpisce i due protagonisti: la
solitudine ed il vuoto esistenziale che esiste nella nostra
civiltà».
A chiudere la stagione del
teatro Metastasio sarà il 16
e 17 aprile, lo spettacolo
Passione dal romanzo “Passio Laetitiae et Felicitatis” di
Giovanni Testori,
un progetto
di Daniela Nicosia
con Maddalena Crippa e Giovanni
Crippa. «Fratelli nella vita, i
due attori ci raccontano questa storia di fraterna intimità,
di languori, di amori irregolari
e visionari, generando un singolare corto circuito tra teatro
e vita» scrive Daniela Nicosia.
speciale a teatro | 31
IL BELLO DELLE SOCIE
RUBRICA DI CONSIGLI PER LA BELLEZZA E IL BENESSERE
di ALESSANDRA GABBANi, estetista e giovane socia Bcc Vignole e Montagna Pistoiese
Ciao a tutti i lettori!
Oggi non parleremo di peeling, creme viso o
trucchi sposa. Si avvicina il Natale, quindi giorni
di festa e le nostre tavole saranno imbandite di
ogni cosa! Quindi oggi ho deciso di darvi trucchi
diversi per arrivare in linea al Natale o mantenervi!
Si crede, spesso, ai consigli quali: per perdere
peso velocemente occorre mangiare di meno
e fare sfrenati allenamenti di fitness. In realtà, la
strada giusta da prendere per perdere peso in
modo sano è seguire una dieta equilibrata. Naturalmente associata a corretti esercizi fisici. Se,
poi, l’obiettivo è dimagrire solo pochi chili senza
ricorrere ad una vera e propria dieta, potreste
seguire questi semplici consigli dietetici che
adesso vi elencherò.
Bella domanda: siete davvero affamati?
Ogni qualvolta pensate di essere davvero affamati, cercate di capire se effettivamente dipende
da una mancanza di cibo; il senso di fame è il
modo del vostro corpo per dirvi che avete bisogno di carburante. Se mangiando non riuscite a
sentirvi soddisfatti, vorrà dire che il vostro bisogno continuo di mangiare dipende da altri fattori,
quali ad esempio, fattori emotivi.
“Mini pasti durante il giorno”
Mangiare di meno o con meno calorie, talvolta
può essere davvero faticoso. Gli studi dimostrano che, consumando 4-5 mini pasti o spuntini al
giorno, si è in grado di controllare l’appetito e, di
conseguenza, il proprio peso. Si raccomanda,
dunque, di dividere i pasti in più porzioni da consumare nell’arco dell’intera giornata.
Uno dei consigli immancabili in ogni vera dieta
che si rispetti è bere molta acqua o, comunque,
bevande prive di calorie. A volte capita che molte persone tendono a confondere la sete con la
fame, rischiando di mangiare (e acquisire calorie
in eccesso) anche quando, in fondo, un semplice bicchiere d’acqua è quello che davvero occorre. Consiglio: se non amate l’acqua naturale,
provate ad aggiungere del succo di limone o di
arancia; un’alternativa potrebbero anche essere
tisane, infusi o the. Naturalmente da non zuccherare.
Consigli per perdere peso velocemente:
spezie in ogni piatto
Vi aiuterà non solo a dare più sapore alle pietanze, ma anche a sentirsi più soddisfatti. Mangiare un piatto ricco di gusto stimolerà le papille
gustative facendovi sentire appagati. In questo
modo resterete lontani dalla tentazione di mangiare!
Adesso non ci resta che mettere in pratica questi
semplici consigli associati a giusta attività fisica
guidata per stare al massimo con noi stessi!
Consigli per perdere peso velocemente:
pensate a cosa aggiungere alla vostra dieta
e non a cosa eliminare
Concentratevi sulle 5-9 porzioni di frutta e verdura raccomandate ogni giorno. Cercate di non
saltare neanche una delle porzioni di frutta e
verdura consigliate. Questo è un aspetto fondamentale in un regime dietetico corretto. Si
conferma che frutta e verdura aiutano a sentirsi
sazi e a dare all’organismo il giusto apporto di
fibre, assicurando inoltre una normale regolarità
intestinale.
club giovani soci | 32
IL PROGRAMMA 2014
DEL CLUB GIOVANI SOCI
E nel 2014 che succede? Tante le idee
in cantiere, in vista dell’anno che sta per
cominciare che coinciderà con il compleanno numero 110 per la BCC, per gli
attivissimi giovani soci, molte delle quali
già in fase di realizzazione.
Per iniziare, il consueto appuntamento
sulla neve: un week-end per sciatori e
non all’Abetone il 15 e 16 marzo.
Bolle in pentola l’idea di una gita al salone del libro di Torino per un sabato nel
mese di maggio.
Vignole e
Montagna P.se
so di make up gestito dalla nostra giovane Alessandra Gabbani, che cura anche
la rubrica “Il bello delle Socie”. In fase di
allestimento il corso di golf per giovani
principianti al Montelupo Golf Club. È prevista anche la realizzazione di un vero e
proprio Bilancio Sociale del Club per i
tre anni di attività.
Saranno organizzati anche diversi altri
eventi sul territorio di competenza della
Banca con il coinvolgimento di tanti giovani.
Per iscriversi: scaricare la scheda di adesione da www.bccvignole.it e inviarla a
[email protected].
E tu vuoi dire la tua?
È possibile iscriversi al nostro gruppo
di facebook Clubgiovanisoci BCC
Vignole oppure rivolgersi all’Ufficio soci
allo 0573-7070267, oppure alla mail
[email protected].
Marco Benesperi
Il divertimento non mancherà di certo, sarà
sicuramente protagonista del Parco Avventura della Doganaccia e dell’attesissimo week-end a tutto gas di Milano Marittima con tanto di aperitivo Papeete: i
due appuntamenti vivacizzeranno il calendario estivo dei giovani della Banca.
È in cantiere anche l’idea di un aperitivo
a bordo piscina alla Villa Resort di Pieve
a Nievole.
Sul fronte della solidarietà, sarà probabilmente organizzata una cena al buio
a scopi benefici, in collaborazione con
un’associazione del settore.
Spazio anche per un corso di pasticceria a cura di Andrea Altobelli e per il cor-
club giovani soci | 33
DONARE LA VITA
Un convegno per diffondere la
cultura della donazione
«Chi ha bisogno non ha scelta. Chi può aiutarlo,
sì». È uno dei pensieri che i giovani soci porteranno con sé dalla serata del 17 ottobre,
quando presso l’auditorium Marcello “Cesare” Fabbri si è tenuto il convegno “Donare
la vita”, organizzato dal Club Giovani soci in
collaborazione con l’Avis di Pistoia. La serata,
inserita nel programma della “Terza giornata
della donazione e della solidarietà”, è stata
presentata dal giovane socio Elia Gargini. A
spiegare l’importanza della donazione di sangue, organi e tessuti, sono stati la dottoressa
Adriana Tognaccini, già primaria del centro trasfusionale dell’ospedale di Pistoia, ora
in pensione, il presidente di Avis Pistoia Igli
Zannerini, e tre persone che hanno rischiato
di perdere la vita e oggi hanno superato i loro
problemi di salute grazie alla generosità di chi
ha consentito loro il trapianto di midollo osseo
e di pancreas.
“Imagine” - Enrico
Ad aprire il convegno sono state le note di
Imagine di John Lennon, suonate dal sax di
Enrico Borelli, 51 anni, dipendente della Bcc
Vignole e Montagna Pistoiese, che ha raccontato ai giovani soci la propria storia: «Voi siete
giovani e sani - ha esordito Enrico - ma chiudete gli occhi per un istante. Ecco, avete visto
il buio. Quello che ho provato a 17 anni quando
alla visita del militare mi hanno diagnosticato il
diabete. Ogni giorno dovevo ricevere una puntura, la ragazza mi lasciò appena seppe della
malattia; il diabete è una patologia subdola e
invalidante, che prima o poi ti presenta il conto:
la retinopatia diabetica può portare alla cecità,
il cuore batte più forte perché i vasi sanguigni
sono dilatati». Con il passare degli anni, le condizioni di Enrico si aggravano: «Nel 2002 si è
resa necessaria la dialisi e un diabetico in dialisi
può vivere solo pochi anni. Oggi conduco una
vita normale, ho una figlia di otto anni e mezzo,
grazie al gesto di amore di un ragazzo che non
c’era più e ha donato il pancreas. L’intervento è stato fatto al Centro trapianti di Pisa, una
vera eccellenza della nostra sanità. Prima - ha
detto Enrico - vi ho suonato Imagine perché
rappresenta quello che ho provato a lungo: volevo cercare di immaginarmi un futuro migliore
ogni volta che aprivo gli occhi. Oggi posso farlo
grazie al mio donatore. Per questo dico: sulla
terra quando non ci sarai più, non ti servono gli
organi: donali perché qualcuno possa rivivere
attraverso di te!».
La battaglia di Laura
Toccante anche la testimonianza di Laura
Montesano, 39 anni. «Nel marzo 2003 - ha
raccontato - mi venne diagnosticato un linfoma
non Hodgkin al quarto stadio con interessamento del midollo osseo dell’80%: significa che
la gran parte delle cellule ematiche prodotte dal
midollo erano tumorali e che mi restavano pochi mesi di vita. Ero diventata mamma da soli
sei mesi e proprio in mio figlio ho trovato la forza
di combattere la mia battaglia».
Una battaglia lunga ed estenuante, fatta di cicli di chemio e di lunghi ricoveri in ospedale.
club giovani soci | 34
Una battaglia combattuta due volte, a causa del ripresentarsi della
malattia dopo tre anni dalla prima
diagnosi e dopo un primo trapianto
autologo di midollo osseo da cellule staminali. «Se la prima volta la
malattia si accetta, la seconda volta ci si chiede perché: in fondo la
mia prova l’avevo affrontata e superata» - dice Laura. Ricominciano
così i cicli di chemio in regime di
ricovero ospedaliero, una settimana al mese. «Da marzo a luglio ho
ricevuto tantissime trasfusioni di
sangue; spesso avevo l’emoglobina bassa ed ero fortemente debilitata. Soltanto dopo una trasfusione
di sangue potevo ricominciare a
camminare e respirare». A settembre avviene il secondo trapianto
autologo di cellule staminali. «Dopo un mese
torno a casa e inizia la ricerca del midollo osseo
dal registro dei donatori - ricorda Laura -. Sono
stata fortunata, perché dopo due mesi c’è un
donatore compatibile: so solo che è un ragazzo
canadese di 27 anni. Il 12 gennaio 2007 è il
giorno della mia rinascita: durante le tre ore di
trapianto ho guardato quella sacca e ad ogni
goccia ho chiesto di poter tornare a vivere una
vita normale. Dopo 100 giorni sono finalmente
tornata a casa. Durante la mia battaglia ho ricevuto 700 sacche di sangue: se non ci fosse
stata la prima goccia del primo donatore, così
come se non ci fosse stato il mio “gemello genetico” non ce l’avrei fatta».
Il senso della vita - Fulvia
Significativa anche l’esperienza di Fulvia Passerotti: «Nel luglio 2008 - ha raccontato ai
ragazzi del Club Giovani Soci - un esame del
sangue mostrò valori sballati di piastrine, globuli
bianchi ed emoglobina. Mi venne diagnosticata una aplasia midollare severa. È una malattia
rara: il midollo smette di funzionare e non produce più globuli rossi, bianchi e piastrine; vengono
a mancare le cellule staminali. Nel mio caso, il
fattore scatenante è stata la mononucleosi. Per
molti mesi il centro trasfusionale è stato la mia
casa: ogni 5-7 giorni occorreva una trasfusione
di piastrine, ogni 7-10 giorni avevo bisogno di
sangue. Pur non essendo una forma tumorale,
di trasfusioni non potevo vivere a lungo: l’unica
soluzione era il trapianto di midollo osseo. La
possibilità di trovare una persona compatibile
nel registro dei donatori è di uno a centomila.
Nel mio caso so che il donatore è un 36enne di
Brescia. Il dodici marzo è stato il giorno dell’infusione delle cellule staminali, durata tre ore e
mezzo. Quando quella sacca di sangue entra
in stanza si prende coscienza del senso della
vita e si capisce quanto sia importante la scelta
del donatore».
Come donare
«Il sangue è una delle pochissime cose che non
si producono in laboratorio e senza sangue non
si vive - ha spiegato la dottoressa Tognaccini -.
I globuli rossi trasportano l’ossigeno dai polmoni ai vari organi; i globuli bianchi ci proteggono dalle infezioni; plasma e piastrine con il loro
potere coagulante fanno sì che non moriamo
dissanguati per una piccola ferita. In provincia
di Pistoia c’è bisogno ogni anno di 8-9 mila
sacche di globuli rossi, 1000 di piastrine e tra
le 150 e le 200 unità di plasma. L’unica possibilità è che qualcuno l’abbia donato». Assieme
al presidente dell’Avis Igli Zannerini, la dottoressa Tognaccini ha poi ricordato le modalità della
donazione: «Per donare sangue bastano pochi
requisiti: godere di buona salute, avere tra i 18
e i 65 anni e pesare più di 50 chili. È un gesto
semplice, che in soli cinque minuti può salvare
una vita o cambiare la qualità della vita. Le trasfusioni di sangue - ha spiegato l’ex responsabile di Immunoematologia e Centro trasfusionale di Pistoia - servono infatti nei trapianti di organi, per interventi chirurgici, o in caso di anemia
di vario genere. Nel nostro Paese ha una certa
diffusione l’anemia mediterranea che costringe
i pazienti al trapianto di midollo o a fare trasfusioni di sangue ogni venti giorni per tutta la vita.
Queste persone vivono grazie ai donatori».
La dottoressa Tognaccini ha poi spiegato le
tre diverse tipologie di prelievo di midollo osseo: l’estrazione delle cellule attraverso una
puntura, in anestesia, dalle ossa del bacino; il
prelievo ematico tramite staminaferesi (un separatore cellulare raccoglie soltanto le cellule
staminali dal sangue); e la donazione del sangue cordonale, ovvero il prelievo delle cellule
staminali dal cordone ombelicale dopo il parto.
Tante le domande dei ragazzi, a cui i relatori
hanno risposto. Chi ha bisogno, non ha scelta.
Chi può aiutare, deve sapere e sceglie.
Dario Zona
club giovani soci | 35
DONAZIONE DI SANGUE E RACCOLTA ALIMENTARE
Non soltanto il convegno sulla donazione
di sangue, midollo osseo e di organi. La
Giornata della donazione all’insegna
dell’altruismo e della solidarietà, organizzata per il terzo anno consecutivo dal Club
Giovani Soci della Bcc Vignole e Montagna
Pistoiese, ha visto altre due importanti iniziative: la donazione di sangue presso il Centro
trasfusionale di Pistoia, in collaborazione con
la Fratres di Agliana e la raccolta alimentare a
favore delle Caritas di Agliana e Montemurlo.
Diversi i giovani soci della BCC che hanno
risposto all’appello. «Abbiamo inteso promuovere tra i nostri coetanei - spiegano dal
direttivo del Club - valori di grande rilevanza
come la solidarietà e la generosità verso chi
ha bisogno di aiuto. Il nostro club, oltre a promuovere iniziative volte alla socializzazione e
al coinvolgimento dei giovani nella vita della
Banca, è molto attento alle problematiche
del territorio locale. Proprio per questo intendiamo sensibilizzare i giovani anche su temi
di carattere sociale che, in un periodo difficile
come quello attuale, sono sempre più all’ordine del giorno».
La novità di quest’anno è stata sicuramente
la terza iniziativa, “Alimenta la solidarietà”,
che ha visto la presenza dei giovani soci della
Banca con un “banchino” all’ingresso della
Coop di Montemurlo nel corso della giornata di domenica 17 novembre. È stata questa l’occasione per promuovere una riuscita
raccolta alimentare a favore delle Caritas di
Agliana e di Montemurlo.
Marco Benesperi
club giovani soci | 36
cosa bolle nel caveau
rubrica di cucina
di andrea altobelli, chef e giovane socio Bcc Vignole e Montagna Pistoiese
IL PEPOSO, NON UN
SEMPLICE SPEZZATINO
In questo numero vi voglio raccontare una storia che
vi tornerà sempre in mente ogni volta che vi capiterà
di passeggiare per Firenze.
Percorrendo via Panzani e svoltando verso via dei
Cerretani, in fondo troverete il simbolo dell’architettura della città nel mondo: il duomo con la cupola
del Brunelleschi. Qui vi invito a soffermarvi, cercando
di immaginare di immergervi nell’atmosfera dei primi
decenni del’400, quando fervevano i preparativi per
la più grande cupola ottagonale di tutti i tempi.
Sotto il Duomo immaginate Fillippo Brunelleschi, immerso nei suoi progetti. Il maestro fece costruire nella vicina Impruneta una fornace per la produzione e
l’approvvigionamento continuo dei mattoni. Immaginate il via vai di carri, trainati da cavalli o da buoi, che
arrivano carichi di mattoni in piazza, il rumore delle
ruote in legno sull’acciottolato, le file di lavoranti che
si caricano sulle spalle ceste pesantissime di mattoni
e le portano in alto, alla sommità del cantiere, arrancando per scale insicure e armature grezze. Le ener-
Pepolino e, con il collagene
delle guance, che in cottura si
scioglie e dona cremosità: si otteneva
così una pietanza saporita ed energetica. Il tutto veniva servito, ad ogni operaio, in una mezza pagnotta
di pane. Così nacque il “Peposo dei Fornacini dell’Impruneta”, uno dei piatti più carichi di storia della cucina risorgimentale.
La “Cucina Nobiliare” lo raffinerà successivamente
utilizzando, oltre al Pepolino, pepe in grani trattenuto
da una garza, in modo che, non spezzandosi, non
renderà piccante la pietanza, ma le donerà solo il suo
aroma, e Chianti al posto dell’Acquerello.
E ora dopo questa storia non vi resta che andare in
una delle numerose trattorie della città per mangiarne
una porzione!
Mi raccomando diffidate da chi vi dice che è uno
spezzatino piccante e soprattutto col pomodoro,
perché l’America non era ancora stata scoperta a
quei tempi!
LA RICETTA
Invece del classico purè o della polenta, osiamo un pochino utilizzando con il sedano rapa…
Se non lo trovate, potete sempre stupire i vostri ospiti aggiungendo un po’ di farina di castagne al classico purè che fate abitualmente a casa, ed il successo sarà assicurato!
Peposo con purè di sedano rapa
Ingredienti per 4 persone:
800g di muscolo di manzo o meglio ancora, se la trovate, la
guancia; circa 20 g di pepe in grani; 1 cipolla rossa; 4 spicchi
d’aglio; 8 foglie di alloro; circa 1L di vino rosso corposo tipo
Chianti; sale e pepe; 1 sedano rapa; 3 patate; 500g panna;
70g circa di burro.
gie necessarie sono tantissime, non si può rischiare
di rallentare i lavori a causa di operai stremati dalla
fatica.
Adesso il quadro è completo, ci manca solo la parte
che ci interessa di più: il cibo!
Per sfamare tutte le maestranze con cibi molto energetici e contenere i costi, i cucinieri del Brunelleschi
propongono il muscolo del manzo, il taglio più povero
e fibroso, tagliato a tocchetti, cosparso di Pepolino, il
pepe dei poveri, che si trova anche lungo le strade nella campagna circostante, e coperto con l’Acquerello,
il vino della povera gente, che consiste nell’ultima torchiatura dell’uva fatta rifermentare con l’acqua. Il tutto
veniva cotto nella fornace di cottura dell’Impruneta, tra
un’informata e l’altra dei mattoni, in grandi cocci di terracotta. In questi grandi cocci venivano messe anche
le teste dei bovini con le guance e quanto restava attaccato per non sprecare niente. Nelle tre/quattro ore
di cottura la carne assorbiva l’acquerello, l’aroma del
Tagliamo il nostro muscolo a pezzetti non troppo grandi per facilitare la cottura. Sbucciamo e tagliamo la cipolla grossolanamente. Mettiamo in una casseruola la carne, la cipolla tagliata,
gli spicchi d’aglio, 4 foglie d’alloro, il pepe in grani schiacciato
con il batticarne, un po’ di sale e il vino. Mettiamo al minimo sul
fuoco coperto. Controlliamo di tanto in tanto se necessita di liquido girandolo il meno possibile per evitare che la carne si rompa
(cottura circa 2 ½ - 3 ore). Sbucciamo il sedano rapa e le patate.
Tagliamoli a pezzi e mettiamoli in una casseruola con un po’ di
burro e facciamo insaporire. Aggiungiamo la panna, sale e pepe
e un po’ di brodo di acqua. Portiamo a cottura e frulliamo il tutto
come si farebbe con purè normale. Una volta cotto il peposo, se il
suo fondo risultasse troppo lente lo possiamo legare con un roux
di olio e maizena (roux “pronuncia RU” è un addensante ottenuto mescolando farina o maizena “detta anche amido di mais” e
burro o olio). Mi raccomando, come abbiamo imparato dalla storia, non si butta via niente! Se vi avanza un po’ di sugo con dei
pezzetti di carne sbriciolata, il giorno dopo saltateci un piatto di
pasta e rimarrete sorpresi dalla bontà!
club giovani soci | 37
BARONI & GORI
NON SOLO TIPOGRAFIA
Dalle cartelle colore per le aziende tessili del
distretto a una delle guide ufficiali del Museo
del Louvre, passando per centinaia di volumi stampati. È l’evoluzione della tipografia
Baroni & Gori, presente a Prato fin dal 1968
e cresciuta negli ultimi anni grazie all’intraprendenza di Luca Gori (nella foto sotto), subentrato nella conduzione dell’attività al padre
Lamberto Gori, che aveva fondato l’azienda
assieme al socio Sergio Baroni.
«Nel 1995, quando ho rilevato le quote di Baroni - spiega Luca Gori - la tipografia era una
piccola realtà a livello artigianale, che stampava in gran parte prodotti per le aziende tessili, soprattutto testatine e cartelle colori per i
campionari delle stoffe. Pian piano ho iniziato
ad allargare la produzione, investendo in nuovi macchinari orientati al colore, con stampe
a 4 - 5 e anche dieci colori ad alta qualità per
la realizzazione di riviste e libri».
Inizia così un’espansione che nel 2000 vede
l’inaugurazione dell’attuale stabilimento a
Prato, in via Fonda di Mezzana al Macrolotto, e l’acquisizione da parte dell’imprenditore
di altre società del comparto, come la Cartografica toscana a Chiesina Uzzanese e la
Modulprint di Calenzano, oltre all’acquisizione di parte delle quote del Gruppo Editoriale.
«Si tratta di società che hanno specializzazioni diverse tra di loro - spiega Luca Gori -. La
Cartografica toscana si occupa principalmente di scatole di cartone e packaging alimentare, ma realizza anche prodotti come carta
regalo e coordinati, con trattamenti particolari: siamo ad esempio tra le poche aziende in
Italia ad avere una macchina bronzatrice che
conferisce una doratura in polvere d’oro alla
carta. È una lavorazione molto apprezzata
soprattutto all’estero, in particolare negli Stati
Uniti, in Russia e Giappone. La Modulprint di
Calenzano - continua Gori - è specializzata
nella stampa di etichette adesive, soprattutto
per vino e alimenti, mentre il Gruppo Editoriale
è la società editrice di libri e riviste quali Firenze
Made in Tuscany, Sommeliers Toscana, Prato
Review, Toscana Tascabile e Seasonings. Nel
complesso le aziende del gruppo oggi danno
lavoro a una settantina di persone, per un fatturato di circa 13 milioni; rispetto al miliardo e
200 milioni di lire di quando nel 1995 ho preso
in mano la tipografia».
Numerose le pubblicazioni di prestigio - di
design, storia, moda, cinema e viaggi - stampate da Baroni & Gori su committenza di
importanti case editrici e istituzioni: i volumi
sulle bellezze artistiche della Repubblica di
Malta, libri dedicati alla Biennale d’Arte di
Venezia, l’Almanacco di Slowfood, l’atlante
L’AZIENDA | 38
Qualivit dell’Unione europea, fino alla guida
“Le Musée du Louvre”, rilegata in carta e stoffa bordeaux, con foto e illustrazioni a colori,
edita dalla casa “Citadelles & Mazenod” che
cura, in esclusiva e con i diritti riservati per le
opere d’arte, le edizioni del museo parigino.
Dalla tipografia al Macrolotto sono usciti anche i cartelloni e i cofanetti
per i dvd di “Tutto Dante”,
le lecture dantis in piazza
Santa Croce di Roberto
Benigni.
Nel reparto interno di grafica computerizzata, si
studiano loghi, marchi e
materiale commerciale per
la stampa di cataloghi, depliant, manifesti, opuscoli,
brochure, campionari e vari
altri articoli; mentre le iniziative del Gruppo
Editoriale sono curate da un team di giornalisti e fotografi, molti dei quali specializzati in
moda e tendenze.
«In un momento in cui il settore tessile iniziava
a manifestare le prime difficoltà - spiega Luca
Gori - ho deciso di diversificare e puntare su
altri prodotti, investendo molte risorse, basti
pensare che una macchina per la stampa a 4
colori può costare dagli 800 mila euro ai 2 milioni di euro. Si è trattato di una scelta che ha
premiato e che ci ha consentito di crescere in
un periodo di crisi».
Baroni e Gori è socia
della Banca di Credito
Cooperativo di Vignole e della Montagna
Pistoiese dal 1995.
«Devo molto alla banca, che in tutti questi
anni ha puntato su un
piccolo
imprenditore come me, e mi ha
consentito di crescere. In particolare ho un
ottimo rapporto con Tiziano Caporali. La
Bcc di Vignole e della Montagna Pistoiese
è la nostra banca di riferimento ed è bello
vedere come si sia nel tempo ingrandita e
strutturata».
Dario Zona
L’AZIENDA | 39
IL BAGGIOLO
I MILLE SAPORI DELLA MONTAGNA
di SAURO ROMAGNANI
Quando l’ambiente, l’intelligenza, la voglia di
vivere nel luogo natio fanno da start-up, da incubatore di futuro. Così, in questo modo, con
queste modalità nasce Il Baggiolo di Abetone, da un’idea, di Leandro Santi e Marilena Militanti, oggi marito e moglie (nella foto
sotto), rivelatasi vincente nel tempo. Questa
la partenza: lui operaio saltuario nel settore impiantistica sui campi da sci, ma anche
operaio tinteggiatore; lei diplomata ragioniere, poi maestro di sci, ma sempre alle prese con un lavoro saltuario, racconta: «Avevo
all’epoca 23 anni e, condivisa con Leandro,
la precisa idea di creare un lavoro, un’attività
che ci permettesse di vivere qui in montagna,
all’Abetone, perché qui volevamo e vogliamo vivere». Volontà, perseveranza e tenacia
sono stati gli ingredienti, ma anche la voglia
di riuscire in un ambiente né facile né semplice. «Non solo questo - affermano Leandro
e Marilena - ma anche un’intelligente azione
della pubblica amministrazione ha giocato un
ruolo decisivo. È accaduto in occasione della
nostra partecipazione
ad un corso indetto dalla provincia di Pistoia, che ci ha dato l’opportunità di acquisire
delle conoscenze sulle piante vegetali della
nostra zona e sul loro possibile utilizzo. Era
un corso di 350 ore. Questo fu l’inizio. L’anno
successivo andammo a Siena per un corso
di erboristeria, tenuto dall’Università. All’inizio
del 1982 mettemmo insieme una cooperativa
qui ad Abetone che per due anni collaborò
con un consorzio alimentare senese, ma non
si fecero progressi e quindi decidemmo di lasciarlo. Nello stesso tempo avevamo aperto
un negozio qui a Le Regine, nel versante pistoiese, a pochissima distanza dal valico di
Abetone che conduce verso Modena. Era un
negozio in cui si vendevano solo prodotti di
erboristeria, non confezionati da noi».
La trasformazione dei prodotti
Inizialmente si producevano solo liquori con
frutti ed erbe, in prevalenza la Grappa. Nello
stesso periodo la piccola azienda decide di
aprire un negozio di erboristeria all’Abetone
e di trasformare gli spazi dei locali a Le Regine in laboratorio: «All’inizio è stato molto
duro - ricordano i due coniugi -. Le vendite
del negozio coprivano le spese, ma non erano sufficienti per vivere. Prendemmo allora la
decisione di incrementare la produzione con
l’aggiunta di marmellate, frutta sciroppata,
succhi e naturalmente continuando la produzione delle grappe». Nel 1990 con l’ingresso
L’AZIENDA | 40
di due nuovi soci, Cosetta Santi e Alessandro Calò, il sodalizio cresce, si impone una
nuova divisione dei compiti: Leandro prende
in mano il settore delle vendite e dei rapporti
con i clienti; Marilena l’amministrazione; Alessandro la produzione e Cosetta la conduzione dei negozi. «Ci organizzammo per andare
in giro col furgone a vendere i nostri prodotti.
Fu una esperienza interessante che ci permise di girare moltissimi paesi della montagna
e della pianura, ma anche con questa attività
molte volte non riuscivamo a coprire le spese».
I prodotti
«Li reperiamo prevalentemente nella zona,
da raccoglitori locali e da aziende sempre del
luogo - spiegano Leandro Santi e Marilena
Militanti -. Il genere è costituito da prodotti
del sottobosco come fragole, lamponi, mirtilli. Quella di quest’anno è stata un’ottima
stagione per la raccolta perché c’è stata abbondanza di prodotti, soprattutto di mirtilli.
Pensiamo che la raccolta della zona superi i
10.000 quintali. Noi trasformiamo dai 450 ai
500 quintali di prodotto finito. La nostra lavorazione è esclusivamente di tipo artigianale.
Con il mirtillo realizziamo succhi, sciroppi e
confetture. Come detto, produciamo anche
frutta sciroppata, liquori e grappe. Spieghiamo meglio: il succo di mirtillo è la semplice
spremuta senza alcuna aggiunta, a questo si
affianca il prodotto detto “succo e polpa” nel
quale troviamo il mirtillo intero; mentre nello
sciroppo troviamo succo di mirtillo e zucchero. Infine produciamo il nettare che è un prodotto da bar ed è realizzato con succo di mirtillo, succo di mela e una piccola percentuale
di acqua». Dunque un’azienda che ha saputo
guardare al futuro con
decisione e oggi ha la
possibilità di ingrandirsi tanto che è alla
ricerca di nuovi spazi,
per questo motivo ha
ricercato collaborazione col comune e con la
CNA perché il progetto
di un’area industriale,
quella di Mastrocarlo,
qui all’Abetone, vada
in porto. «Sia il comune, sia la Cna ci stanno dando una mano.
Poi verrà il turno della
BCC di Vignole e della
Montagna Pistoiese con la quale lavoriamo
in prevalenza perché offre un buon servizio e
noi ci troviamo bene».
Le innovazioni
La stella polare per questa azienda artigiana è
stato l’aver guardato al futuro senza inibizioni
ed in modo aperto cercando sempre nuove
soluzioni, nuove produzioni e qualificazioni.
Il volersi adeguare al mercato l’ha spinta a
conseguire la certificazione biologica e allo
stesso tempo a forme di vendita diversificate,
tanto che attualmente l’azienda dispone di tre
attività commerciali nel centro di Abetone: un
negozio per la vendita di prodotti alimentari,
un secondo di erboristeria e cosmetica ed un
terzo, l’Osteria Baralpino, specializzata nella
gastronomia emiliana e toscana, sul lato nord
del piazzale di Abetone. Nell’estate scorsa,
in accordo con Slow Food e con altri operatori di Abetone, come raccoglitori, ristoratori
e bar, l’azienda ha dato vita alla “Comunità
del Cibo del Mirtillo di Abetone”, sulla quale
«contiamo molto», dicono i quattro soci.
L’AZIENDA | 41
BRANCA GARDEN
UNA NUOVA AZIENDA, DI UN
IMPRENDITORE QUARANTENNE
Sembra una cartolina d’altri tempi la foto della serra Branca Garden, immersa nel verde
dalle sfumature uniche che solo qui, in Montagna Pistoiese, si possono vedere. La serra “Branca Garden” è posta nella vallata del
Guaime, appena sotto Gavinana, in località
Casa Verde nel “Cerretino” sulla strada Lizzanese, ed il Villaggio di Limestre, fra boschi
di cerro e castagno rigogliosi, esuberanti e
forti del mese di luglio, e rari campi destinati
a produrre foraggio per il bestiame. Gavinana
e Villaggio di Limestre sono due località che
nella storia della Montagna Pistoiese hanno
molto da dire e ricordare. Per la morte di
Francesco Ferrucci, la prima; gli Orlando,
la seconda, per aver realizzato nei primi del
Novecento il grande stabilimento metalmeccanico Smi, che è la storia recente di questi
luoghi. Qui lavora Lorenzo Branchesi (nella
foto sotto), nato a San Marcello nel 1974, che
qui mette alla prova tutte le sue conoscenze,
tutta la propria esperienza maturata in lunghi
anni di tirocinio, dopo aver compiuto gli studi
superiori alla Scuola Agraria di Pescia, dove
ha conseguito il diploma. Qui Lorenzo, un ragazzone che sprizza energia e simpatia, costruisce il proprio futuro. «All’inizio - racconta
- volevo avere un terreno nelle Marche, luogo
di origine della mia famiglia, e dove sono andato a lavorare per fare esperienza, ma non
mi sono trovato bene con i miei datori di lavoro. Ero insoddisfatto. Decisi di trasferirmi in
un’azienda pistoiese dove si produceva vino,
olio e un po’ di piante. Questa esperienza
mi dette l’opportunità di entrare in un’altra
azienda pistoiese dove producevano piante
e realizzavano giardini. Lì appresi il mestiere e poco dopo decisi di mettermi in proprio
e trasferirmi a San Marcello, dove avevo la
famiglia e luogo della mia infanzia. All’inizio,
su ordinazione dei clienti, qui a San Marcello
ho realizzato diversi giardini per privati e per
il pubblico. Fuori, ho avuto la piacevole occasione di conoscere il giocatore del Milan
Massimo Ambrosini, per il quale ho realizzato, nella sua casa milanese, un bellissimo
giardino pensile di 150 metri quadrati. Poi la
decisione di costruire questa serra». Sembra ben avviata, è collocata in un luogo ben
visibile e il lavoro non dovrebbe mancare.
«Lavoro molto sulla manutenzione di giardini e piante, mentre c’è un leggero calo nella
vendita delle piante di maggior costo, forse
L’AZIENDA | 42
dovuto alla crisi economica in atto - spiega
Lorenzo -. Nonostante questo, guardo con
fiducia al futuro e mi impegno perché si migliori il nostro ambiente circostante. Sollecito
il comune perché si metta una discarica del
verde perché oltretutto questa potrebbe produrre due vantaggi economici. Attualmente
tutti mettono i propri rifiuti del verde nei contenitori pubblici e il comune deve pagare a
peso quando li smaltisce; se invece fossero posti in appositi contenitori, ci sarebbero aziende che pagherebbero per ritirarli. Si
deve trovare la formula per aiutare le aziende
del verde che hanno col territorio un rapporto ben preciso. Sono disposto anche
a lavorare gratuitamente
per il comune purché ci sia
una contropartita. Porto ad
esempio l’iniziativa lanciata
dal comune detta “Adotta
una aiuola”. Sono disposto
a fare la mia parte purché
mi sia data la possibilità di
mettere poi sulla realizzazione un cartello, un segno, che faccia riconoscere
la mia azienda e mi siano
messi a disposizione mezzi
per la manutenzione come
l’acqua».
Sauro Romagnani
Le caratteristiche della serra
L’azienda è costituita da un’unica serra, di 200
mq, su un terreno di 10.300 mq. La serra può
contare sul controllo automatico della temperatura
e dell’umidità. Nel periodo invernale, nei giorni
di scarsità di sole, il riscaldamento è integrato
da una piccola centrale a gasolio. Il complesso è
stato realizzato su progetto dell’architetto Roberto
Prioreschi.
L’AZIENDA | 43
MARCELLO SCUFFI
LA PITTURA DELL’ANIMA
Conosco Marcello Scuffi ormai da tanto
tempo, da quando muoveva i primi passi
nel campo della pittura, avendolo incontrato quasi giornalmente insieme all’inseparabile Salvatore Magazzini, nella bottega di Domenico Ventura.
All’inizio non sapevo chi fosse, mentre conoscevo bene Salvatore, ma ben presto
divenni amico anche di Marcello, il quale
disponeva di una capacità di comunicazione e di una simpatia uniche. Qualità
che gli sono rimaste e che ce lo fanno apprezzare immediatamente costituendone
il peculiare biglietto da visita.
Intrattenersi con lui diventa un piacevole
passatempo, tanta è la forza espressiva,
Marcello Scuffi, ritratto assieme ad alcune delle sue tele.
la battuta e l’entusiasmo verbale che si coniuga perfettamente con l’esuberanza fisica. Nel parlare rifugge da qualsiasi intento
di ricerca formale, di intonazione, di impostazione vocale e affida alla sua schietta
matrice toscana il compito di comunicare,
cosa che gli riesce perfettamente.
Erano gli anni Settanta e dalle prime opere che cominciai a vedere di lui si capiva
che Marcello, che si firmava Marcescu,
non era un pittore comune, occasionale,
se si vuole usare una definizione sbrigativa, ma aveva in sé tutte quelle qualità fra
cui emergevano una spiccata sensibilità e
una profonda ispirazione che gli consentivano di avere uno sguardo non comune
sulle cose. Da allora di tempo ne è passato e ho potuto ammirare tanti quadri della
sua prolifica produzione: la serie delle nature morte, il periodo delle “persiane”, fonte di ispirazione apparentemente banale,
la quale diventa il motivo di geometriche
composizioni, fino alle immagini di spiagge e di periferie rarefatte, sulle quali il tendone di un circo è il poetico suggerimento
della memoria.
IL personaggio | 44
Sono le oniriche reminescenze di queste
tele che riescono a darmi una forte suggestione e una profonda emozione. È l’atmosfera metafisica che aleggia magica e
assorta, il senso di sospensione, di stupore e di attesa insieme, la velata malinconia
che il silenzio irreale suscita. Forse è la tristezza che si accompagna alla visione di
cose apparentemente abbandonate, che
poi si stempera al pensiero che tutto potrà rianimarsi. Le luci del circo si riaccenderanno, lo spettacolo riprenderà, continuerà la vita, ora fissata in un momento
di pausa. E Marcello, sottraendosi a facili
effetti, procede quasi per sottrazione, affidandosi alla magia di una rappresentazione che pare sussurrata.
La critica ufficiale parlando della sua pittura, fa riferimento all’influenza che i Maestri
del Rinascimento hanno avuto su Marcello
Scuffi, fino ad arrivare al recente ‘900 con
Carrà e Soffici. Non mi addentro nel meri-
to, perché non ritengo di essere all’altezza
per farlo, ma, concordando con loro, ritengo un pregio l’essersi ispirato alla pittura di quel periodo, perché è proprio grazie
all’eco di quell’Arte se gli è consentito di
esprimersi con un linguaggio, che pur richiamando la lezione, si sviluppa autonomamente.
La mano e i colori sono soltanto il mezzo
per la rappresentazione, perché la parte
dominante della sua pittura è l’anima, da
cui attinge impressioni quotidiane e ricordi dell’infanzia indelebilmente custoditi.
Un’anima che a prima vista, nella debordante manifestazione del personaggio
non si immaginerebbe, ma che invece
costituisce l’essenza vera dell’uomo e
dell’artista. È così che la sua emozione
tocca le nostre corde per trasmetterci
quel godimento intimo, sottile e profondo,
di cui la sua pittura è portatrice.
Carlo Rossetti
IL personaggio | 45
DA DONATELLO A LIPPI
OFFICINA PRATESE
Prato, a Palazzo Pretorio sette capitoli
per raccontare un periodo cruciale del
Rinascimento
È in corso fino al 13 gennaio, al Museo di Palazzo Pretorio, a Prato, la splendida mostra Da
Donatello a Lippi. Officina Pratese. Un progetto che vuole mettere in luce il ruolo cruciale
che Prato ha avuto nella storia del Rinascimento. Negli splendidi spazi del Museo di Palazzo
Pretorio, che ha riaperto dopo 16 anni di restauri, oltre sessanta capolavori provenienti da tutto
il mondo sono la testimonianza di una stagione
artistica straordinaria, di cui furono protagonisti,
fra gli altri, Donatello, Michelozzo, Maso di Bartolomeo, Paolo Uccello, Filippo e Filippino Lippi,
che nel Quattrocento trasformarono Prato in un
vero e proprio laboratorio artistico: la gloriosa
Officina pratese.
Curata da Andrea De Marchi e da Cristina Gnoni, la mostra, attraverso le sette sezioni in cui è
suddivisa, vuole offrire, attraverso una scelta di
opere tutte di grande qualità, alcuni squarci di
luce su queste personalità, per aiutare a capire meglio quanto a Prato è rimasto di loro. Nello stesso tempo, si prefigge alcune operazioni
esemplari di ricostruzione di opere che erano
a Prato e che sono state smembrate, riunendo
Fra Filippo Lippi e bottega
Assunta con Santa Margherita, donatrice, San Gregorio
Magno, San Tommaso, Sant’Agostino e l’arcangelo
Raffaele con Tobiolo
Prato, Museo di Palazzo Pretorio - 1456-1466 circa
Donatello
Madonna col Bambino tra due angeli e profeti
Prato, Museo di Palazzo Pretorio - 1415‐1420 circa
predelle e pale ora divise fra i musei pratesi e le
collezioni straniere. Vengono così riportati a Prato capolavori che si trovano in importanti musei
stranieri, come la pala di Budapest di Fra Diamante.
La prima sezione è dedicata a Donatello, chiamato nel 1428 a realizzare il pulpito per l’ostensione della Sacra Cintola: in evidenza l’affascinante tabernacolo in terracotta, attribuito solo in
tempi recenti alla sua produzione giovanile.
La seconda è una piccola e preziosa mostra monografica dedicata alla giovinezza del ‘leggiadro
e capriccioso ingegno’ (Vasari) di Paolo Uccello,
al tempo in cui lavorò agli affreschi della cappella
dell’Assunta in Duomo, cioè negli anni Trenta del
Quattrocento. Oltre a due sinopie recentemente
recuperate sotto gli affreschi della cattedrale, vi
spiccano le tavolette provenienti da Oxford, Melbourne e Karlsruhe. Opere di grande bellezza,
che evidenziano da una parte la persistenza di
preziosismi e linee eleganti di gusto tardogotico, dall’altra una nuova e più realistica capacità narrativa, congiunta all’elaborazione di ardite
costruzioni spaziali fino allora mai sperimentate.
Agli affreschi di Paolo Uccello è collegata la
pala che domina la terza sezione, proveniente anch’essa dalla cappella dell’Assunta e ora
conservata a Dublino, ricongiunta in occasione
della mostra alla sua predella. All’esecuzione
LA MOSTRA | 46
collaborarono, probabilmente, Zanobi Strozzi e
Domenico di Michelino, dei quali la mostra presenta alcune opere, provenienti da Strasburgo e
da Dublino.
Cuore di Officina Pratese è la quarta sezione dedicata a fra Filippo Lippi, che negli affreschi della cappella Maggiore del Duomo, fra il 1452 e il
1466, raggiunse uno dei suoi esiti più alti. Un primo gruppo di piccole tavole illustra la profonda
riflessione dell’artista sul rapporto madre-figlio e
si lega perfettamente a un’aggraziata Madonna
col Bambino, di Luca della Robbia. Seguono alcuni eccezionali capolavori della maturità, come
la natività ‘di Annalena’ e il Tondo Bartolini, che
dialogano con alcune delle opere pratesi più belle, quali la Madonna del Ceppo, le Esequie di
San Girolamo e la Natività.
La quinta e la sesta sezione rendono omaggio
ai due principali allievi di Filippo Lippi: il Maestro
della Natività di Castello, da identificare forse
con Piero di Lorenzo di Pratese, e fra Diamante.
Del primo spicca la pala di Faltugnano, riunita
eccezionalmente alla sua predella spartita fra
Londra e Philadelphia, ma anche una Madonna
con Bambino proveniente dal Louvre. Fra Diamante è il protagonista della sesta sezione: alla
Madonna della Cintola, ideata da Filippo e alla
cui realizzazione egli collaborò, sono accostati
lavori autonomi come la splendida pala di Budapest.
La settima sezione, infine, è dedicata a Filippino
Lippi e comprende anche un Crocifisso del Botticelli, che fu allievo di Filippo e svolse un ruolo
importante nella formazione del figlio e due opere pratesi, vibranti di pathos, degli anni finali di
Filippino: lo straordinario tabernacolo del Mercatale e la pala dell’Udienza.
La mostra si rivela, dunque, un percorso affascinante in quest’Officina artistica del Quattrocento, alla scoperta dei suoi maestri, dei loro
capolavori e di come questi decenni hanno influenzato la storia dell’arte.
Una mostra da non perdere, per il rigore con cui
è stata costruita, per la bellezza e le emozioni
che può regalare, per una città che merita di essere scoperta non solo per le industrie tessili ma
anche per i tesori artistici che conserva.
Red.
Zanobi Strozzi
Viaggio del mago Baldassarre a cavallo col suo seguito
Strasburgo, Musée des Beaux-Arts - 1440 circa
Da Donatello a Lippi.
Officina pratese
Museo di Palazzo Pretorio
Piazza del Comune - Prato
Fino al 13 gennaio 2014
Orario: tutti i giorni 10.00 - 19.00,
chiuso il martedì
Catalogo: Skira editore
Filippino Lippi
Compianto su Cristo morto
Cherbourg, Musée Thomas Henry - 1472 circa
Info e prevendita: tel. 0574 1934996
www.officinapratese.com
www.mondomostre.it
www.palazzopretorio.prato.it
LA MOSTRA | 47
Riapre le porte, più ricco che mai,
il Museo Diocesano di Pistoia
Una bella sorpresa è pronta a stupire e meravigliare la città in occasione dell’imminente, e
molto attesa, riapertura al pubblico delle preziose sale del Museo Diocesano, ospitate nei
monumentali spazi di Palazzo Rospigliosi, a
fianco di quegli appartamenti papali che la
tradizione vuole siano stati allestiti nientemeno che per il soggiorno di papa Clemente IX
di passaggio nella città natale. Stanno infatti
per giungere finalmente a termine i complessi
lavori di restauro e messa a norma che, negli
ultimi quattro anni, hanno lungamente sbarrato
le porte dell’antico palazzo nobiliare, acquistato
dal capitano Giovan Battista, detto Bati, nel XVI
secolo, e infine donato alla Cattedrale di Pistoia
nel 1981, alla morte dell’ultimo discendente
dello storico casato, affinché fosse appunto
adibito a spazio museale.
«Stiamo attendendo solo le ultime certificazioni antincendio e il riallestimento dell’ascensore
per i disabili - ci confida la vicedirettrice Lucia
Cecchi - per poter finalmente annunciare la riapertura».
Sarà allora un piacere per i pistoiesi riappropriarsi di un tale gioiello e, passeggiando fra
gli originali e pregiati arredi seicenteschi - non
privi di intrusioni neoclassiche, indispensabili
per mantenere il mobilio alla moda del tempo -,
lasciarsi attorniare ed affascinare dalle preziose
pareti damascate, dagli affreschi decorati e dagli imponenti soffitti a cassettone. Ma, soprattutto, sarà una gioia per gli occhi di tutti quanti
la vista della ricca quadreria Rospigliosi - risalente al Seicento e di argomento biblico, mitologico e letterario («la cornice dei dipinti cambia
a seconda della serie e del tema», ci spiega la
vicedirettrice) - che custodisce alcune perle di
Giacinto Gimignani, Fra Paolino, Sebastiano
Vini e Lorenzo Lippi, alcune delle quali probabilmente realizzate su misura proprio per gli ambienti del Palazzo, viste le misure monumentali.
Da qui, senza soluzione di continuità, i visitatori potranno quindi accedere alla preziosa ed
originale collezione della Diocesi pistoiese, originariamente custodita nelle sale del Palazzo
Vescovile e in seguito trasferita in quelle della
Ripa del Sale. Sono soprattutto croci in bronzo ed argento, calici e turiboli in bronzo e rame
dorato, ma anche argenterie, vasi sacri, dipinti,
statue in terracotta e paramenti liturgici a fare
bella mostra di sé negli spazi espositivi degli
ambienti museali, susseguendosi secondo un
ordine cronologico e dando, quindi, significativa
testimonianza non solo della ricchezza artistica
del territorio, ma anche dell’evoluzione storica
del suo patrimonio sacro e liturgico.
Pezzi di rara e raffinata tecnica, come la croce in bronzo di manifattura di Limoges del XIII
secolo, proveniente da San
Michele a Baggio, o lo scrigno trecentesco decorato da
smalti, proveniente da Santo
Stefano a Serravalle, per non
dire delle due notevoli Sacre
Conversazioni di Bernardino
del Signoraccio, provenienti
da Porciano e da San Felice.
Tutte le opere esposte, tuttora di proprietà delle numerose
parrocchie della Diocesi pistoiese, sono infatti giunte al
Museo, senza dubbio per un
preciso e comprensibile intento di salvaguardia e tutela, ma
anche e soprattutto affinché
l’allestimento museale, rendendole visibili e fruibili a tutti
- esperti, studiosi o semplici
curiosi -, ne esaltasse e ne
evidenziasse l’indubbio valore
il territorio | 48
storico-artistico. Alcuni degli oggetti sono stati
perfino ospitati in mostre di respiro internazionale, ma molto forte resta in realtà il legame con
il territorio di origine: in una frazione del Pistoiese, per festeggiare la celebrazione di nuove
cresime dopo un intervallo lungo anni, i calici
della locale parrocchia, conservati al Museo,
sono temporaneamente tornati, per la speciale
occasione, ad adempiere al loro originario compito liturgico e ad officiare il lieto evento.
Che l’affetto della città per questa collezione
non sia scemato negli anni, nonostante la forzata chiusura, lo testimoniano anche le centinaia di presenze registrate per la consueta apertura serale alla vigilia di San Bartolomeo, quando i visitatori hanno affollato un inedito Museo
Diocesano, illuminato dal suggestivo chiarore di
tante fiammelle a cera.
Ma un ulteriore regalo attende i futuri visitatori:
due nuove sale, rimaste inutilizzate da tempo,
ospiteranno d’ora in poi la collezione di Giovanni Bargiacchi, recentemente donata al
Museo, alla morte del marito, dalla moglie Giovanna Lunardi.
Un grande amore per l’arte animava, infatti, il
collezionista pistoiese, profondo conoscitore e
amante del bello qual era: dai quadri antichi, ai
tappeti più pregiati, alle fini porcellane non c’era
preziosa rarità che lo sguardo attento e sensibile di Giovanni Bargiacchi, instancabile frequentatore dei mercati antiquari più disparati, non
sapesse immediatamente riconoscere e cogliere nel suo esatto valore. Una sensibilità che,
negli anni, lo ha portato a raccogliere un’immensa ed invidiabile collezione. «Non avendo
figli, il suo più grande cruccio era capire a chi
lasciare in eredità le opere acquisite e conservate con così tanta passione», ci ha confidato
l’amico fraterno Serafino Corsini, che spesso
accompagnava Giovanni nelle sue perlustrazioni di caccia antiquaria.
«Questo gesto ci onora - ha dichiarato il direttore don Luca Carlesi, illustrando la ricchissima
collezione in occasione dell’inaugurazione del
nuovo allestimento, lo scorso 28 maggio - ma
onora anche tutta la città di Pistoia, perché ciò
che è della Chiesa è in realtà patrimonio di tutti.
Da tempo - ha proseguito don Carlesi - io e la
vicedirettrice del Museo, Lucia Cecchi, ci chiedevamo a quale scopo destinare queste due
sale, quando è arrivata questa bella notizia».
Due sale che da adesso in poi saranno impreziosite da ceramiche italiane - soprattutto del
Duecento, Trecento e Quattrocento di area tosco-laziale, come il prezioso boccale a zaffera
in terracotta smaltata con polvere di lapislazzuli
il territorio | 49
(solamente il Museo del Bargello ne conserva
alcuni esemplari) - o da pezzi provenienti dai
serviti nobiliari del Cinquecento e Seicento italiano, ma anche da rarissime maioliche cinesi
del periodo Han, Tang e Ming, nonché da alcuni
oggetti provenienti dalla Thailandia e dalle altre
zone di quella vasta area comunemente chiamata Grande Cina.
Tantissime le opere presenti, alcune delle quali, soprattutto quelle di origine orientale, anche
molto particolari e curiose: dalle scatole in ceramica, usate da poeti e pittori per portare sempre con sé il rasserenante canto di un grillo, agli
spilloni per capelli, adoperati per le complesse
acconciature della tradizione cinese, dalle bottigliette per gli usi familiari, che in origine contenevano i profumi ed i prodotti per il trucco (le
cosiddette snuff bottle, decorate con la raffinata tecnica closonné), alle statuine con le
fattezze dei dignitari di corte, che venivano inserite nelle tombe al momento della loro morte
(molti di loro sono raffigurati a cavallo, simbolo
del commercio). Ed ancora, piccole sculture
dalle fattezze minacciose, nate per scacciare gli
spiriti maligni, si fronteggiano con figure votive,
raffiguranti al contrario le divinità protettrici della
casa, mentre, poche vetrine più in là, si fanno
notare una zanna in avorio finemente intarsiata ed alcuni vasi di un rosso così materico ed
intenso, da essere tecnicamente definito “sangue di bue”. Il profluvio di colori carichi ed i fini
decori che ornano questa collezione non possono, infatti, che rapire gli occhi di chi osserva,
mentre la profonda ed antica simbologia, che
anima ciascuno dei pezzi in mostra, non manca di affascinare ed incuriosire. Se le statue in
giada, rilucenti di verdi bagliori, alludono, infatti,
all’immortalità, i draghi, che si stagliano su alcuni piatti in ceramica, stanno invece ad indicare
la felicità eterna.
Una splendida collezione, che d’ora in poi dialogherà proficuamente, in un felice connubio,
con le altrettanto ricche ed importanti opere
custodite da tempo nei locali del Museo: uno
scambio ed un incontro di significati storici, artistici e, perché no, perfino estetici non privo di
piacevoli e curiose sorprese. Molto tempo prima di affascinare Giovanni Bargiacchi, infatti,
l’amore per le cosiddette cineserie non aveva
lasciato indenni nemmeno i ben più blasonati
Rospigliosi: nel salotto d’angolo, su di una bella
consolle in legno dorato e marmo, figlia della
più tradizionale maestria toscana, e al di sotto
di un grande quadro del pittore pistoiese Giacinto Gimignani, cinque fini porcellane di manifattura cinese - tre ciotole e due vasi dall’aspet-
to indiscutibilmente orientaleggiante - svettano
impettite l’una a fianco dell’altra.
«In un luogo come questo, le opere di Giovanni acquisteranno un rilievo ed un’importanza,
se possibile, ancora maggiori», aveva, del resto, già preannunciato con lungimiranza don
Carlesi, al momento dell’inaugurazione delle
due nuove sale, lo scorso 28 maggio.
I futuri visitatori del rinnovato Museo Diocesano
non potranno che dargli ragione.
Silvia Mauro
LE SEZIONI DISTACCATE
DEI MUSEI DIOCESANI
Fanno parte dell’ente museale della Diocesi pistoiese, come sezioni espositive distaccate, anche la Raccolta d’Arte Sacra della
Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, in località Ferruccia, e il
Museo Diocesano d’Arte Sacra di Popiglio, parte dell’Ecomuseo
della Montagna Pistoiese. Importanti testimonianze, entrambe,
della finezza artistica e della devozione religiosa che caratterizza
l’intero territorio pistoiese.
Se nella prima sede sono esposti, con l’ausilio di pannelli esplicativi e didattici, gli oggetti liturgici della Chiesa della Ferruccia, non più utilizzati dopo la riforma del Concilio Vaticano II, nel
secondo polo museale, allestito nei locali della sacrestia della
Pieve di Santa Maria Assunta di Popiglio e nel prospiciente oratorio della Compagnia del Santissimo Sacramento, trovano spazio
dipinti, oggetti di argenteria, paramenti della Confraternita ed
arredi sacri provenienti dalle chiese della Montagna Pistoiese.
il territorio | 50
La chiesa di Santa Barbara a Campo Tizzoro
Sono trascorsi quasi dieci anni dalla chiusura dell’ultimo reparto, quello del settore
laminati, dello stabilimento Europa Metalli
s.p.a. (ex SMI) di Campo Tizzoro. L’impresa industriale che a partire dal 1910 aveva dato corpo alla costruzione di un intero
paese con la realizzazione di un grande
stabilimento, che nei momenti di massimo
impiego ha raggiunto la ragguardevole cifra di oltre seimila dipendenti; la realizzazione di case per lavoratori, una scuola
elementare e un asilo, ai quali si aggiunse
la costruzione di una chiesa, dedicata a
Santa Barbara, e posta su di una collina in
prossimità del villaggio di Campo Tizzoro.
La chiesa prevista da Salvatore Orlando
per completare “l’opera sociale” voluta
dal padre Luigi, realizzatore del complesso SMI, fu consacrata il 23 agosto 1940
dal Vescovo di Pistoia e Prato, Giuseppe
Debernardi. Nell’opuscolo pubblicato
nell’occasione, a cura del Comitato preposto alle celebrazioni, si può leggere: «Salvatore Orlando ha voluto ora completare
questa opera sociale con la Chiesa, bella,
luminosa ed ampia, alta sul villaggio, per-
il territorio | 51
ché sulle case dei lavoratori aleggi perenne la protezione di Santa Barbara, la Santa
del nostro lavoro». Alla realizzazione della
chiesa contribuì anche l’intero paese con
offerte in denaro o donazioni di arredi. Si
pensi che l’elenco dei fondatori è costituito da 18 pagine contenenti 250 nominativi
ciascuna, per un totale di quasi 4.500 persone, che donarono somme individuali diverse. L’intero comune di San Marcello, di
cui Campo Tizzoro è una frazione non fra
le più popolate, contava all’epoca intorno
ai 10.500 abitanti. La chiesa fu progettata
dall’architetto Carlo Ottavio Marchetti, venne portata a termine dall’architetto
Medeo Lavini. Lo stile è romanico-gotico,
molto essenziale e semplificato. È rivestita
da filaretti dicroni e con le capriate protette
da una copertura in rame. Collegata, sul
lato destro, mediante un loggiato è la torre campanaria, alta 40 metri, che contiene
cinque campane di bronzo. Internamente si presenta come un’ampia aula e due
grandi archi, simili a quello della facciata
principale, scandiscono tre zone successive: quella più ampia dei fedeli; quella dove
si officia il culto, delimitata da una balau-
stra e da un altare fatto da un monolitico
blocco di marmo verde e quella del coro,
dove troneggia possente e maestoso uno
splendido organo a canne, realizzato dalla
ditta Vincenzo Mascioni di Cuvio nel 1940,
opera n° 536. Molte le opere artistiche di
pregio contenute all’interno.
Elencando brevissime note su di un’opera come la Chiesa di Santa Barbara di
Campo Tizzoro non si può non ricordare
Don Alfredo Nesi inviato nel 1946 come
primo parroco dal vescovo Debernardi.
Don Nesi è rimasto a Campo Tizzoro per
33 anni, prima di trasferirsi nella parrocchia di Campiglio di Quarrata, dopo la
scomparsa della madre che l’accudiva.
Don Nesi è stata una persona amata e
rispettata per l’enorme cultura che possedeva e per le doti di grande umanità
che dimostrava. È scomparso il giorno
del compimento del suo novantaquattresimo anno, il 24 febbraio 2009, ed è stato
sepolto nel piccolo cimitero prospicente
la chiesa di Campiglio.
Ringrazio l’Architetto Roberto Prioreschi
per le fotografie e le notizie fornite.
Sauro Romagnani
La Corale Santa Barbara festeggia
i dieci anni d’attività
Il 13 ottobre di quest’anno, nella Chiesa Parrocchiale di Campo Tizzoro, c’è stato un evento
davvero importante per
la storia culturale della
Montagna Pistoiese: la
“Corale Santa Barbara”
ha festeggiato il suo decimo anno di attività con la
bellissima manifestazione “Cantiamincoro” alla
quale hanno partecipato l’Associazione Corale
Symphonia di Pratovecchio di Arezzo, la Corale
Santa Cecilia di Marlia di
Lucca e naturalmente la
Corale Santa Barbara di
Campo Tizzoro di Pistoia.
Grande successo e gran-
il territorio | 52
de presenza di pubblico che ha fatto da
cornice alla manifestazione. L’essere giunti
a festeggiare i dieci anni di ininterrotta attività è motivo di grande orgoglio per la Corale
Santa Barbara (nella foto sopra e a fianco)
che ha mosso i primi passi nel 2004 con
un gruppo di appassionati di poco superiore alle venti unità: «Fu una nuova esperienza per tutti, affrontata con emozione ed
entusiasmo» - affermano i componenti del
gruppo -. Oggi la “Corale” ha più che triplicato il numero degli aderenti ed ha avuto la
soddisfazione di esibirsi in diverse parti d’Italia, conseguendo sempre ottimi risultati.
Dell’esperienza maturata in questi anni, la
presidente Giuliana Paolacci e la segretaria Claudia Baccianella dicono: «L’organizzazione di tutte le manifestazioni e celebrazioni ha richiesto sempre molto lavoro
e impegno da parte di tutta la Corale.
Approfittiamo per ringraziare i sostenitori
che ci seguono sempre, anche fuori casa,
gli sponsor, e in particolar modo la Banca di
Vignole e della Montagna Pistoiese. E per
finire un grande ringraziamento al nostro
Maestro che ci ha trasmesso la passione
per il canto e con “professionalità e pazienza” riesce sempre a trovare e adattare i vari
canti apposta per noi».
Il Maestro
Gilberto Valgiusti
È il direttore della “Corale Santa Barbara” e merita un plauso per l’enorme
mole di lavoro che riesce a portare avanti con grande competenza e passione. Il
Maestro Valgiusti ha iniziato gli studi musicali a 12 anni, con il M° Mario Caramelli
di Pistoia. Inizia subito una brillante carriera che ben presto lo porta ad inserirsi
in varie “formazioni orchestrali”. A partire
dagli anni ‘60 si esibisce nelle principali città Italiane: Firenze, Bologna, Torino,
Milano, Roma. Compie esperienze anche all’estero, in Svizzera, in Francia e nel
Principato di Monaco. Dopo aver seguito
i corsi di armonia, contrappunto e fuga,
e strumentazione, si diploma, nel 1970,
presso il Conservatorio “L. Cherubini” di
Firenze. Unisce quindi all’attività musicale
quella di insegnamento nella Scuola media italiana. Attualmente il Maestro dirige
alcune formazioni corali-folkloristico-strumentali presenti nella Montagna Pistoiese,
sorte con il fine di riscoprire, insegnare e
tramandare gli usi, i costumi e le tradizioni
locali.
Sauro Romagnani
il territorio | 53
LA filiera del tessile
Proseguiamo il percorso alla scoperta del
tessile pratese (iniziato con il n. 70 di Insieme) che ci farà conoscere sia informazioni di
carattere generale sulle fasi complessive del
ciclo produttivo, sia definizioni e procedimenti
tecnici sulle varie lavorazioni. L’intento è quello
di fornire nozioni di tipo divulgativo a quanti
sono interessati a conoscere più da vicino l’intero processo produttivo del prodotto tessile
pratese. E lo facciamo, come nelle precedenti
puntate, avvalendoci di un prezioso manuale,
pubblicato nel 1999, a cura della FIL S.p.A.
di Prato, una società a capitale interamente
pubblico, che si occupa di formazione, innovazione e lavoro, soprattutto a favore dei soggetti svantaggiati.
LA CLASSIFICAZIONE
DEI FILATI
ro di effetti ottenibili con essi è fondamentale
nella fase di disegno dei tessuti.
Numerose sono le gamme dei filati, che presentano differenze sotto svariati aspetti.
Il filato più semplice è quello costituito da un
solo capo, di un solo colore, con il proprio titolo e numero di torsioni.
Inoltre, vi sono filati ritorti, ovvero le infinite
qualità dei filati, ottenuti dall’unione di due o
più filati semplici, uguali o differenti. Dalla più
semplice combinazione di due filati si arriva
alla complessa combinazione dei ritorti fantasia. La conoscenza dei ritorti e del gran nume-
I filati ritorti
Ritorto semplice e mulinè. Unendo due
capi dello stesso colore e torcendoli insieme
si ottiene un ritorto semplice. Se i due capi
hanno colore differente, il ritorto ottenuto
prende il nome di mulinè. In entrambi i casi
la torsione del ritorto è di norma contraria a
quella dei capi componenti.
Stratorti. Sono filati ritorti con la torsione nello stesso senso dei capi componenti, si presentano leggermente ondulati alla periferia e
sono usati nei tessuti fresco o come filettatura
(cordonetto).
Falsi mulinè. Si ottengono nella filatura cardata unendo due stoppini di colore differente.
In questo caso il filato presenta l’aspetto di
un mulinè, ma in realtà è un filato semplice a
capo unico.
Tortiglie. Sono filati ritorti che vengono successivamente ritorti insieme sempre in direzione contraria alla precedente.
Ritorto crèpe. È un filato ottenuto con una
torsione molto superiore a quella normale,
che lo rende elastico e nervoso. E’ usato nelle
lanerie leggere, alle quali conferisce un tatto
crudo e crespato.
I ritorti fantasia sono dei ritorti particolari
nei quali i singoli componenti hanno diversi
titoli, lunghezze e generalmente anche colori.
Di solito sono composti da un minimo di tre
elementi, detti anima, effetto e legatura (o ri-
il territorio | 54
passo). Questi ritorti hanno effetti anellati, bottonati, a nodi, ecc. e si possono raggruppare
in ondé (ondulato), frisé (arricciato), bouclé
(anellato), noppé (a nodi) e flambé (fiammato).
Ondé. È il ritorto fantasia più semplice ed è
formato da due capi: anima ed effetto. L’effetto ha sviluppo maggiore e torsione diversa
dall’anima.
Frisé o arricciato. Questo ritorto si presenta con aspetto crespato e molto gonfio ed è
ampiamente impiegato in laneria. È composto
da tre elementi: anima, effetto e legatura. Variando l’entità dello sviluppo dell’effetto, varia
l’aspetto del frisé.
Bouclé o anellato. Il bouclé ha struttura
identica al frisé, ma differisce per l’aspetto ad
anelli anziché a ricci. È molto usato per tessuti
fantasia pesanti, sia per uomo, sia per donna.
Noppé o a nodi. È un ritorto fantasia che
presenta degli ingrossamenti più o meno evidenti a intervalli regolari. Normalmente, è formato da tre capi: anima, effetto e legatura.
Flammé o fiammato. Il filato che prende
questo nome è un filato fantasia ottenuto direttamente dallo stoppino o in ritorcitura. Presenta nella sua lunghezza, a intervalli più o
meno regolari, degli ingrossamenti o fiamme.
Da solo ritorto con altri filati, è molto usato nei
tessuti laneria.
I filati qui descritti sono solo i principali. Ne
esistono, infatti, molti altri e quindi non si è
certo esaurito l’argomento che presenta infinite possibili varianti e mette a disposizione del
disegnatore di tessuti una delle fonti più ricche
per ottenere effetti su tessuti fantasia.
Molti tipi ritorti trovano ampio utilizzo anche nel
settore della maglieria. Questi filati, che oltre a
effetti particolari presentano una mano morbida, si sposano con le analoghe caratteristiche
tipiche dei tessuti a maglia, impreziosendo la
qualità del capo confezionato.
(6. Continua)
Red.
il territorio | 55
IL mutuo per la casa IN PAROLE SEMPLICI
Dopo le precedenti puntate dedicate al “Conto corrente in parole semplici”, proseguiamo
la pubblicazione delle nuove guide che gli intermediari devono rendere disponibili ai
clienti (sono in distribuzione in tutte le agenzie, ndr) illustrando le informazioni relative
al mutuo per la casa. Un condensato di chiarimenti e di consigli pratici, tratti dalle nuove
pubblicazioni, aggiornate con il provvedimento del 31 luglio 2012, del Governatore della
Banca d’Italia, Ignazio Visco.
Il mutuo ipotecario è un finanziamento a
medio-lungo termine, che in genere dura da
5 a 30 anni. Di solito il cliente riceve l’intera
somma in un’unica soluzione e la rimborsa
nel tempo con rate di importo costante o variabile. Serve per acquistare o ristrutturare un
immobile, in particolare la casa di abitazione.
È chiamato “ipotecario” perché il pagamento delle rate è garantito da un’ipoteca su un
immobile.
COME SCELGO
IL MUTUO
Prima di scegliere il mutuo occorre porsi alcune domande relative all’importo da chiedere alla Banca, alla rata da rimborsare, ai
costi da sostenere e alla durata più conveniente.
Chiunque può richiedere un mutuo, purché
possa dimostrare di essere in grado di restituire nel tempo la somma avuta in prestito.
In generale, l’intermediario concede un
importo che non supera l’80% del valore
dell’immobile da acquistare, valore stabilito
in base alla perizia effettuata da un esperto.
A volte gli intermediari concedono mutui che
vanno anche oltre l’80% del valore dell’immobile, ma in questi casi richiedono maggiori garanzie e spesso applicano condizioni
meno favorevoli per il cliente.
Prima di chiedere il mutuo è opportuno valutare attentamente il proprio reddito, soprattutto in prospettiva, e determinare la propria
disponibilità mensile, una volta sottratte le
spese ordinarie. È ragionevole che la rata
non superi un terzo del proprio reddito disponibile, per poter far fronte alle spese correnti, a quelle impreviste e a possibili riduzioni
di reddito causate, per esempio, da malattia,
infortunio o licenziamento.
Riguardo al costo, la principale componente
è costituita dagli interessi, che sono il compenso per il prestito erogato e che dipendono anche dalla durata del mutuo. Agli
interessi si aggiungono altri costi, tutti indicati nel Foglio Informativo disponibile presso
l’intermediario e sul suo sito internet. Nella
pianificazione delle spese, inoltre, si deve
tenere conto delle spese notarili e delle imposte, da pagare una sola volta al momento
della stipula del contratto di acquisto della
casa.
Infine, la durata del mutuo, concordata tra
cliente e intermediario e definita nel contratto, è uno degli elementi che determina l’importo della rata, formata dal capitale più gli
interessi.
A parità di importo del finanziamento e di tasso di interesse, quanto più breve è la durata,
tanto più alte sono le rate, ma più basso è
l’importo dovuto per gli interessi; quanto più
lunga è la durata, tanto maggiore è l’importo
dovuto per gli interessi ma le rate sono più
basse.
I TIPI DI MUTUO
Mutuo a tasso fisso
Il tasso di interesse resta quello fissato dal
contratto per tutta la durata del mutuo.
Lo svantaggio è non poter sfruttare eventuali
riduzioni dei tassi di mercato che dovessero
verificarsi nel tempo.
Il tasso fisso è consigliato a chi teme che i
tassi di mercato possano crescere e fin dal
momento della firma del contratto vuole essere certo degli importi delle singole rate e
dell’ammontare complessivo del debito da
restituire.
A fronte di questo vantaggio, l’intermediario
spesso applica condizioni più onerose rispetto al mutuo a tasso variabile.
Mutuo a tasso variabile
Il tasso di interesse può variare a scadenze prestabilite rispetto al tasso di partenza,
seguendo le oscillazioni di un parametro di
riferimento, di solito un tasso di mercato o di
politica monetaria.
BANCA E CLIENTI | 56
Il rischio principale è un aumento insostenibile dell’importo delle rate.
A parità di durata, i tassi variabili all’inizio
sono più bassi di quelli fissi, ma possono aumentare nel tempo, facendo così aumentare
l’importo delle rate, anche in misura consistente.
Il tasso variabile è consigliato a chi vuole un
tasso sempre in linea con l’andamento del
mercato, o comunque può sostenere eventuali aumenti dell’importo delle rate.
Mutuo a tasso misto
Il tasso di interesse può passare da fisso a
variabile (o viceversa) a scadenze fisse e/o a
determinate condizioni indicate nel contratto.
Vantaggi e svantaggi sono alternativamente
quelli del tasso fisso o del tasso variabile.
Mutuo a due tipi di tasso
Il mutuo è suddiviso in due parti: una con il
tasso fisso, una con il tasso variabile.
Il doppio tasso è consigliato a chi preferisce
una soluzione intermedia tra il tasso fisso e il
tasso variabile, equilibrando vantaggi e svantaggi di ciascuno.
Mutuo a tasso agevolato
In alcuni casi gli enti pubblici possono contribuire al pagamento degli interessi di un mutuo. (1. Continua)
Red.
ACCORDO CON CONFARTIGIANATO PISTOIA
5 MILIONI PER IL PRESTITO RILANCIO
Cinque milioni di euro per il sostegno alle
imprese artigiane pistoiesi. È il plafond messo a disposizione dalla Banca di Vignole e
della Montagna Pistoiese per il “Prestito
rilancio”, il prodotto dedicato alle imprese
associate a Confartigianato Pistoia. Due le
linee di finanziamento per rispondere alle
diverse esigenze delle aziende: 2,5 milioni
saranno messi a disposizione per gli investimenti legati all’acquisto di beni strumentali; la seconda linea, anche questa con un
plafond di 2,5 milioni, servirà a sostenere
le aziende nella gestione ordinaria (scorte/
liquidità). Nel primo caso l’importo finanziabile è di 100 mila euro e la durata del finan-
ziamento è di 5 anni, compreso il preammortamento. Nella seconda linea l’importo
finanziabile è di 50 mila euro con durata di
18 mesi. Il prodotto, che ha validità fino al
31 dicembre 2014 e si aggiunge a quelli
simili già predisposti per altre associazioni
di categoria, rientra nell’ambito di un accordo complessivo di collaborazione tra la
Banca e Confartigianato Pistoia. Tra i punti
dell’intesa c’è l’impegno a condividere la
progettazione di prodotti finanziari necessari alle piccole imprese locali e ai cittadini
e a incrementare la conoscenza e l’utilizzo di strumenti agevolativi e di garanzia da
parte delle imprese pistoiesi.
BANCA E CLIENTI | 57
banche
con
l’anima
CREDITO COOPERATIVO, NUOVE STRATEGIE
PER RISPONDERE ALLE SFIDE DI OGGI
“...L
a cooperazione ha assunto un ruolo
di tutto rilievo nel sistema economico e finanziario europeo; pur evolvendosi in modo diverso nei
vari Paesi, le banche di matrice cooperativa hanno consolidato la propria funzione di sostegno allo
sviluppo dell’economia attraverso l’offerta di servizi
finanziari a imprese e famiglie.
Oggi, sullo sfondo della crisi globale, i Paesi europei vivono un momento di difficoltà economica e
sociale; le cooperative di credito radicate nell’economia locale sono parte della soluzione, oggi da
inquadrare nell’ampio processo di rafforzamento
dell’Unione Europea…
Per fronteggiare le sfide attuali e prospettiche del
contesto di riferimento, il credito cooperativo deve
agire sulle vulnerabilità strutturali del proprio modello produttivo. Nel realizzare tale processo occorre
salvaguardare il radicamento nelle comunità locali,
le cui potenzialità sono valorizzate da una fase storica che pone nuova enfasi sul tema dell’inclusione
sociale e finanziaria. Si rendono necessarie nuove
strategie e interventi di ristrutturazione, guidati da
un’accresciuta capacità delle BCC di comprendere l’evoluzione dei sistemi economico-sociali in
cui sono inserite e di trovare risposte tempestive e
adeguate ai bisogni che vi maturano
,,
Carmelo Barbagallo
Direttore Centrale per la Vigilanza Bancaria
e Finanziaria Banca d’Italia
Dall’intervento al convegno “Credito Cooperativo.
130 anni Controcorrente”.
Padova, 25 ottobre 2013
BANCHE CON L’ANIMA | 58
ALLEANZA DELLE
COOPERATIVE
ITALIANE,
COSTITUITA LA
SEZIONE TOSCANA
Si è tenuta lo scorso 6 ottobre, al Parco delle Cascine, a Firenze, l’Assemblea costituente dell’Alleanza delle
Cooperative Italiane - Toscana, per
dare più voce alle imprese cooperative
della nostra regione, che danno lavoro
a 80.000 persone, pari all’11% del totale della forza lavoro regionale.
L’Alleanza delle Cooperative Toscana nasce dall’unione di Legacoop,
Confcooperative e Agci e avrà un proprio organo rappresentativo di tutte le
cooperative aderenti e un proprio presidente.
«In un momento come l’attuale - evidenziano Claudia Fiaschi, Stefano Bassi e Alessandro Giaconi, rispettivamente presidenti regionali di
Confcooperative Toscana, Legacoop
e Agci - assume un valore particolare
la nostra volontà di unire forze ed energie. Il movimento cooperativo in questi
mesi difficili ha continuato a investire, a
difendere il potere d’acquisto delle famiglie e l’occupazione in molti settori,
dal consumo, all’agricoltura, al sociale,
alla logistica e ai trasporti, all’abitazione, al settore bancario, le imprese cooperative costituiscono un presidio importante se si candidano a giocare un
ruolo di primo piano nel rilancio dell’economia regionale».
In Toscana le tre centrali cooperative
già si coordinano in maniera ufficiosa
da tre anni, parlando a una sola voce di fronte alle istituzioni. L’assemblea
dello scorso ottobre, quindi, ha sancito l’ufficializzazione del coordinamento, seguendo il solco tracciato a livello
nazionale con l’Alleanza delle Cooperative italiane, per avviare un insieme
di attività per implementare e rendere
più moderna l’attività di tutela, promozione e sviluppo delle imprese cooperative toscane, da quelle più piccole fino a quelle più conosciute, passando
per i consorzi e le mutue sanitarie integrative.
Per ulteriori informazioni:
www.toscana.confcooperative.it
e www.stessovalore.it.
Red.
IL MONDO DELLA COOPERAZIONE | 59
IL CREDITO
COOPERATIVO
ITALIANO IN CIFRE
Al 30 giugno 2013 operavano in Italia 388
Banche di Credito Cooperativo, con 4.446
sportelli (pari al 13,8% degli sportelli bancari
italiani), una presenza diretta in 2.706 Comuni e 101 Province.
I soci erano 1.151.156 (+3,2% in ragione
d’anno; +15% nel triennio 2009-2012), i
clienti 6,9 milioni, mentre i dipendenti 37.000
(+2,8%, compresi anche quelli delle società
del sistema).
La raccolta complessiva di sistema (da banche e clientela, a cui si aggiungono le obbligazioni), alla stessa data, ammontava a 188
miliardi di euro (+5,5%, a fronte di un -1,9%
registrato nel resto del sistema bancario),
con una quota di mercato della raccolta da
clientela, comprensiva di obbligazioni delle
BCC, pari al 7,5%.
Gli impieghi economici si attestavano a 136,2
miliardi di euro, con una quota di mercato del
7,1%; considerando anche i finanziamenti
erogati dalle banche di secondo livello del
Credito Cooperativo, gli impieghi ammontano complessivamente a 149,2 miliardi di
euro, con una quota di mercato pari al 7,8%.
Tra questi, gli impieghi economici erogati alle
sole imprese erano pari a 89 miliardi di euro
(-2,4%, il dato comprende anche gli impieghi
erogati dalle banche di secondo livello del sistema, contro il -4,7% del sistema bancario
complessivo), con una quota di mercato per
questa tipologia di prestito del 9,6%.
Il patrimonio (capitale e riserve) ammontava a
20 miliardi di euro (+1,8%; +7,5% nel triennio
2009-2012).
Il Tier 1 ratio e il coefficiente patrimoniale delle BCC italiane sono pari, rispettivamente, al
14,1% e al 15%.
Infine, gli impieghi erogati dalle BCC rappresentano il 22,7% del totale dei crediti alle imprese artigiane, il 18% alle imprese agricole,
l’8,6% alle famiglie consumatrici, il 17,5% alle
famiglie produttrici, l’8,6% delle società non
finanziarie, il 12,3% del totale dei crediti alle
istituzioni senza scopo di lucro, il cosiddetto
Terzo Settore. In particolare, la quota di clienti
affidati nel settore non profit (escluse le cooperative sociali) è del 19%.
ICCREA HOLDING SpA, il cui capitale è partecipato dalle BCC italiane, è al vertice del Gruppo
bancario Iccrea, il gruppo di aziende che fornisce alle BCC un sistema di offerta competitivo
predisposto per i loro oltre 6 milioni di clienti
e che riunisce le aziende che offrono prodotti e
servizi per l’operatività delle Banche di Credito
Cooperativo (segmento Institutional) e la loro
clientela di elezione: piccole e medie imprese
(segmento Corporate) e famiglie (segmento
Retail). Iccrea Holding è altresì membro dell’UNICO Banking Group, l’associazione con sede
a Bruxelles che riunisce le principali banche
cooperative europee.
IL MONDO DELLE BCC | 60
È nata la scuola di economia civile
il credito cooperativo tra i soggetti fondatori
Si pronuncia SEC ma si legge Scuola di Economia Civile. È stata inaugurata lo scorso 20
settembre a Loppiano, sulle colline di Firenze,
all’interno del Polo di Economia di Comunione
“Bonfanti”. Promossa dal Movimento del Credito Cooperativo italiano, la scuola vuole essere
luogo di confronto e studio sui temi dell’economia civile, basata sull‘idea di persona che promuove “efficienza, equità, fraternità, bene comune”.
L’idea della Scuola di Economia Civile è quella
di recuperare la grande tradizione italiana che
affonda le sue radici nell’Umanesimo civile e
nel Rinascimento e che, fino alla sua definitiva
scomparsa con l’avvento dell’ideologia capitalistica di mercato orientata al profitto, ha realmente accompagnato lo sviluppo sociale, culturale, economico del nostro Paese e con esso
di un intero Continente.
Tra i soggetti fondatori della SEC anche Federcasse insieme ad altri soggetti che si ispirano
a questi valori, come Banca Etica, Acli, Federazione Trentina della Cooperazione, Istituto universitario Sophia e Polo “Lionello Bonfanti”.
La squadra dei docenti ha i riferimenti principali in Stefano Zamagni e Luigino Bruni, i
due studiosi che hanno compiuto le più ampie riflessioni sull’economia civile. Ma la comunità docente annovera nomi noti delle maggiori università italiane: esperti di economia politica, economia aziendale, sociologia, storia del-
le idee, della cultura, etica, filosofia e antropologia, che garantiscono l’approccio multidisciplinare che il tema richiede, come Mauro Magatti, Leonardo Becchetti, Giuseppe Argiolas,
Anouk Grèvin, Elena Granata, Helen Alford
e altri.
La SEC si rivolgerà ai dirigenti di istituzioni, associazioni, imprese, ma anche alle scuole, pensando a corsi ‘popolari’ che possano formare
dirigenti scolastici e docenti. I corsi partiranno
durante l’autunno, dopo il lancio ufficiale avvenuto nel mese di settembre. Per saperne di più:
www.scuoladieconomiacivile.it.
Red.
IL MONDO DELLE BCC | 61
IL MONDO DELLE BCC | 62
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spot anno
Min: 1.2745
Max:
1.3832
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mercati in cifre | 63
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
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
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 

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 

Tasso Variabile
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
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
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
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
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

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
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
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



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
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


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
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TASSI INTERBANCARI
E TASSI A MEDIO-LUNGO
PERIODO

A BREVE

















dic-03
2,16
2,18
2,24
dic-02
3,05
3,00
2,95
dic-01
3,48
3,40
3,30






EURIBOR (medie mensili)
ago-09
dic-08
1 mese
0,51
2,99
3 mesi
0,86
3,29
6 mesi
1,12
3,37

dic-07
4,83
4,93
4,89
dic-06
dic-05
3,68
2,44

3,73
2,51
3,83
2,63
dic-04
2,20
2,21
2,24
Valore – FTSE MIB INDEX anno Min: 14902 Max: 19501


IRS (rilevato l'ultimo giorno del mese)


Tasso
 Fisso



ago-09
dic-08
1 anno
1,240
2,690
2 anni
1,780
2,770
3 anni
2,210
2,980
5 anni
2,790
3,240
10 anni
3,490
3,750

15 anni
3,840
3,910


20 anni
3,990
3,860



30 anni
3,910
3,550









dic-07
4,600
4,500
4,480
4,470
4,580
4,710

4,750

4,740





dic-06
4,069
4,122
4,119

4,114
4,182
4,258

4,294

4,271





dic-05
2,316
2,558
2,759
3,078
3,630
3,904

4,058

4,153






Fonte dati: http://www.euribor.it/
dic-04
2,386
2,654
2,868
3,202
3,784
4,085

4,265

4,384
dic-03
2,352
2,783
3,156
3,694
4,406
4,731

4,906

5,026
dic-02
2,748
2,927
3,201
3,689
4,415
4,735

4,879

4,910
dic-01
3,385
3,866
4,200
4,657
5,214
5,421

5,496

5,496
dic-05
dic-04
2,25
2,00
dic-03
2,00
dic-02
2,75
dic-01
3,25
4,25
2,25
1,00
-
-
0,10
0,10
0,10
-
-
dic-04
2,16
4,29
dic-03
2,22
4,2
dic-02
3,38
5,04
dic-01
4,05
5,13


TASSI UFFICIALI di RIFERIMENTO








PRINCIPALI TASSI DI RIFERIMENTO
03-09-09
dic-08
dic-07
dic-06
1,00
2,50
4,00
3,50
Europa

0,25
0,25
4,25
5,25
Stati Uniti

0,30
0,30
0,75
0,40
Giappone
RENDIMENTI TITOLI DI STATO
RENDIMENTI LORDI
BOT annuale
BTP decennale
mag-09
0,951
4,03
dic-08
2,63
4,49
dic-07
4,08
4,41
dic-06
3,08
3,95
dic-05
2,21
3,54
Fonte dati: http://www.dt.mef.gov.it/
COMMODITIES
MATERIE PRIME IN USD
Valore – S&P 500 INDEX anno Min: 1426,19 Max: 1775,22
Oro
Crude Oil
ago-09
988,29
68,00
dic-08
865,00
41,07
dic-07
836,50
81,95
dic-06
635,70
53,54
dic-05
513,00
48,08
dic-04
438,00
35,80
dic-03
417,25
26,62
dic-02
342,75
23,48
dic-01
276,50
15,96
dic-05
1,1848
0,6876
139,52
dic-04
1,3561
0,7060
139,11
dic-03
1,2588
0,7054
135,12
dic-02
1,0500
0,6515
124,67
dic-01
0,8902
0,6121
117,32
dic-01
32.317,00
VALUTE
PRINCIPALI VALUTE
Euro/Usd
Euro/Gbp
Euro/Yen
02-09-09
1,4220
0,8751
131,63
dic-08
1,3972
0,9550
126,67
dic-07
1,4587
0,7353
162,96
dic-06
1,3197
0,6738
157,15
INDICI AZIONARI
PRINCIPALI INDICI DI BORSA
21.774,00
dic-08
19.460,00
dic-07
38.554,00
dic-06
41.434,00
dic-05
35.704,00
dic-04
30.903,00
dic-03
26.887,00
dic-02
23.508,00
11,89%
-49,53%
-6,95%
16,05%
15,54%
14,94%
14,37%
-27,26%
-
994,75
903,25
1.468,36
1.418,30
1.248,29
1.211,92
1.111,92
879,82
1.148,08
02-09-09
FTSE MIB (Italia)
S&P 500 (USA)
NASDAQ 100 (USA)
NIKKEI 225 (Jap)
DAX 30 (Germania)
CAC 40 (Francia)
FTSE 100 (UK)
10,13%
-38,49%
3,53%
13,62%
3,00%
8,99%
26,38%
-23,37%
-
1.594,28
1.211,65
2.084,93
1.756,90
1.645,20
1.621,12
1.467,92
984,36
1.577,06
31,58%
-41,89%
18,67%
6,79%
1,49%
10,44%
49,12%
-37,58%
-
10.241,50
8.747,20
15.307,80
17.225,80
16.111,40
11.488,80
10.676,60
8.578,95
10.542,60
17,08%
-42,86%
-11,13%
6,92%
40,24%
7,61%
24,45%
-18,63%
-
5.319,84
4.810,20
8.067,32
6.596,92
5.408,26
4.256,08
3.965,16
2.892,63
5.160,10
10,59%
-40,37%
22,29%
21,98%
27,07%
7,34%
37,08%
-43,94%
-
3.573,13
3.217,97
5.614,08
5.541,76
4.715,23
3.821,16
3.557,90
3.063,91
4.624,58
11,04%
-42,68%
1,31%
17,53%
23,40%
7,40%
16,12%
-33,75%
-
4.817,55
4.434,17
6.456,90
6.210,50
5.610,20
4.814,30
4.476,90
3.940,40
5.217,40
8,65%
-31,33%
3,97%
10,70%
16,53%
7,54%
13,62%
-24,48%
-
DISCLAIMER
Il presente documento non costituisce ricerca in materia di investimenti.
mercati in cifre | 64
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