Workshop
CISA s.c.a.r.l. – Progetto ex dormitorio FF.SS.
Porretta Terme (BO), 1 marzo 2006
Applicazione di un sistema di
scambio termico a bassa
entalpia integrato con pannelli
solari
Prof. Arch. Franco Cipriani
Fisica Tecnica Ambientale
Facoltà di Architettura “L. Quaroni”
Quaroni”
Università “La Sapienza”
Sapienza” Roma
0. Premessa.
Le soluzioni impiantistiche devono oggi necessariamente
tenere in considerazione alcuni fattori di base, tra cui:
 il costo dell’energia in costante aumento;
 il costo delle tecnologie energeticamente più eff icienti;
 la normativa sul risparmio energetico;
 la normativa (e la sensibilità) sulle problematiche
ambientali.
Occorre una cultura diffusa al riguardo specie da parte degli
operatori del settore e cioè, in primo luogo:
 i progettisti, che devono concepire e sviluppare le soluzioni
progettuali
 le ditte realizzatrici, che devono essere costantemente
aggiornate sugli aspetti tecnologici
 i gestori, che devono comprendere tutti gli aspetti tecnici
ed economici correlati alle scelte da operare.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
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0. Premessa.
Il progetto di Porretta Terme è stato valutato, analizzato
e sarà elaborato tenendo conto dei fattori
individuati.
In questo intervento si intende illustrare gli elementi
salienti del progetto, suddividendoli in 5 “capitoli”
nei quali si ritrovano, in varia misura, tali fattori:

 cosa è e come funziona il geoscambio
 le pompe di calore
 elementi del costo di realizzazione
 elementi di valutazione economica
  elementi della progettazione
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
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1. Cosa è e come funziona il geoscambio
Principi di base
• Impiego di macchine termiche ad alta eff icienza
• Impiego di un mezzo di scambio che ne aumenti
ulteriormente l’eff icienza
• Recupero di energia da una sorgente a bassa entalpia (il
terreno)
• Obiettivi:
 economia energetica
 economia gestionale
 rispetto ambiente
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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1. Cosa è e come funziona il geoscambio
Principi di base
Bilancio energetico della Terra.
La frazione di
energia solare
assorbita dalla
superf icie
terrestre è pari
al 51%
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
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1. Cosa è e come funziona il geoscambio
Principi di base.
Nella modalità riscaldamento il f luido estrae
calore dalla terra passando nel
geoscambiatore e cedendolo all’edif icio per
mezzo della pompa di calore geotermica,
generalmente attraverso un sistema di
condotti d'aria. L'aria fredda dell'edif icio
ritorna alla pompa di calore geotermica, dove
raffredda il f luido che scorre verso la
connessione con la terra nella quale viene
riscaldato nuovamente.
Nella modalità raffreddamento il processo e'
invertito. Il f luido relativamente freddo che
arriva dal geoscambiatore assorbe il calore
dall'edif icio e lo trasferisce alla terra.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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1. Cosa è e come funziona il geoscambio
Principi di
base.
Il geoscambiatore può
essere realizzato in
svariati modi e
tipologie. In f igura
ne sono rappresentate alcune.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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1. Cosa è e come funziona il geoscambio
La tipologia adottata.
A circuito chiuso (closed loop) nel
terreno.
Nel terreno lo scambio avviene con la massa
di terra che circonda le tubazioni. La
temperatura del terreno oltre una profondità
di circa 6-7 metri è pressoché costante
durante tutto l’anno e alle nostre latitudini è
compresa mediamente tra 10 e 16 °C.
Ma già ad una profondità di 1,5-2 m la
variazione è molto contenuta (±3-5 °C).
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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1. Cosa è e come funziona il geoscambio
La tipologia
adottata.
A circuito chiuso
(closed loop) nel
terreno.
Le f igure a lato si riferiscono a
misurazioni effettuate in Canada,
ad Ottawa.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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1. Cosa è e come funziona il geoscambio
La tipologia adottata.
A circuito chiuso (closed
loop) nel terreno, in
superf icie.
È un sistema economico, in quanto
richiede solamente degli scavi superf iciali
(1,5 – 2 m), però necessita di una notevole
superf icie. La capacità media di scambio
termico è di 1 kW ogni 20-40 m di
tubazione. Le tubazioni vengono posate
ogni 4-6 m.
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1. Cosa è e come funziona il geoscambio
La tipologia adottata.
A circuito chiuso (closed
loop) nel terreno, con
perforazioni verticali.
È un sistema più costoso rispetto agli altri in
quanto richiede le perforazioni, però
necessita di una superf icie piuttosto
contenuta. La capacità media di scambio
termico è di 1 kW ogni 10-30 m di
tubazione. I “pozzi” vengono realizzati con
interdistanze di 3 – 6 m e sono in genere
profondi 60-120 m.
È la tipologia più utilizzata.
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1. Cosa è e come funziona il geoscambio
La tipologia adottata.
A circuito chiuso (closed loop) nel terreno, con
perforazioni verticali. Componenti e caratteristiche.
Le tubazioni sono in polietilene ad alta densità, tipo quelle per il gas o l’acqua in
pressione e possono avere una delle seguenti geometrie:
• a singolo tubo a U;
• a doppio tubo a U;
• a tubi coassiali, con tubo di ritorno interno a quello di mandata;
• a tubi coassiali complessi.
Negli ultimi due casi i tubi possono anche essere di metallo.
Le tubazioni sono riempite di acqua oppure, ove necessario, da una miscela di
acqua e glicole (con preferenza per quello propilenico atossico).
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1. Cosa è e come funziona il geoscambio
La tipologia adottata.
A circuito chiuso (closed loop) nel terreno, con perforazioni
verticali. Componenti e caratteristiche. Le tubazioni.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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1. Cosa è e come funziona il geoscambio
La tipologia adottata.
A circuito chiuso (closed loop) nel
terreno, con perforazioni
verticali.
Componenti e caratteristiche.
Le perforazioni hanno in genere
un diametro di 5” (circa 13
cm) e sono riempite, dopo
che ci è stata introdotta la
tubazione di scambio
termico, con calcestruzzo
bentonilico.
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1. Cosa è e
come funziona
il geoscambio
La tipologia
adottata.
A circuito chiuso
(closed loop) nel
terreno, con
perforazioni
verticali.
Componenti e
caratteristiche.
Le perforazioni.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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1. Cosa è e come funziona il geoscambio
La tipologia adottata.
A circuito chiuso (closed loop) nel terreno,
nel terreno, con perforazioni verticali.
Componenti e caratteristiche.
Nell’arco dell’anno la temperatura dell’acqua nel
geoscambiatore varia, in genere, tra i 2-5 °C e i 2025 °C, ma la dinamica può essere più ridotta o più
ampia, in rapporto alle caratteristiche della macchina
termica e del dimensionamento del geoscambiatore.
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2. Le pompe di calore.
La macchina termica in funzione della quale il geoscambio
venne ideato è la pompa di calore, e specificamente quella
condensata (nel funzionamento estivo) ad acqua.
Le pompe di calore possono funzionare:
• ad elettricità
• a gas
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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2. Le pompe di calore.
1. Le pompe di calore
elettriche.
Il principio di funzionamento delle
pompe di calore elettriche è noto ed è
basato sul ciclo termodinamico di
Carnot, nel quale il fluido refrigerante
preleva calore da un fluido nella fase
di evaporazione e lo cede durante la
fase di compressione.
In questo modo è possibile prelevare
calore da un fluido freddo e trasferirlo
ad un fluido più caldo.
(La figura è tratta da un opuscolo dell’ENEA)
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2. Le pompe di calore.
1. Le pompe di calore elettriche.
Efficienza.
Nel ciclo di funzionamento, la pompa di calore:
• consuma energia elettrica, nel compressore
• assorbe calore nell’evaporatore, dal mezzo circostante
• cede calore al mezzo, da riscaldare nel condensatore
In tale ciclo essa fornisce più energia termica (caldo o freddo) di
quella elettrica impiegata per il suo funzionamento in quanto
estrae calore dal mezzo di scambio (acqua del circuito di
geoscambio).
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2. Le pompe di calore.
1. Le pompe di calore elettriche.
Efficienza.
L’efficienza di una pompa di calore elettrica è misurata dal
coefficiente di prestazione "C.O.P." che è il rapporto tra
energia termica prodotta ed energia elettrica consumata.
Il COP è variabile a seconda del tipo di pompa di calore e delle
condizioni di funzionamento ed ha, in genere, valori compresi
tra 2,5 e 3 in quelle condensate ad aria, e tra 4 e 6 per quelle
condensate ad acqua.
Ciò perché il COP è tanto maggiore quanto più bassa è la
temperatura a cui in estate il calore viene ceduto (nel
condensatore) e quanto più alta quella della sorgente da cui
viene assorbito (nell’evaporatore), e viceversa in inverno.
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2. Le pompe di calore.
2. Le pompe di calore a
gas.
Il principio di funzionamento
delle pompe di calore a gas è
basato sull’assorbimento. In
esse viene impiegata una
sorgente di calore per far
evaporare il fluido (tipicamente
ammoniaca o bromuro di litio)
che poi compie il ciclo
termodinamico.
(La figura è tratta dal materiale tecnico della ROBUR)
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2. Le pompe di calore.
2. Le pompe di calore a gas.
Efficienza.
Nel ciclo di funzionamento, la pompa di calore:
•
consuma gas (metano o gpl), nel generatore
•
assorbe calore nell’evaporatore, dal mezzo circostante
•
cede calore al mezzo, da riscaldare nel condensatore
In tale ciclo essa fornisce più energia termica (caldo o freddo) di
quella primaria impiegata per il suo funzionamento, sia per
l’efficienza del processo, sia in quanto estrae calore dal mezzo
di scambio (acqua del circuito di geoscambio).
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2. Le pompe di calore.
2. Le pompe di calore a gas.
Efficienza.
L’efficienza di una pompa di calore a gas è misurata dal fattore
di efficienza di utilizzazione del gas “GUE”, che è il
rapporto tra l’energia termica prodotta e quella consumata dal
bruciatore.
Il GUE è variabile in funzione del tipo di pompa di calore e delle
condizioni di funzionamento, tuttavia in genere raggiunge
valori pari a circa 1,5.
Una comparazione tra i valori di COP e GUE può essere
effettuata solamente sulla base di quantità di energia primaria.
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3. Elementi di costo di realizzazione
1. Perforazioni.
Le perforazioni sono l’elemento economicamente più delicato in
quanto sono l’elemento che provoca la differenza di costo
rispetto agli altri impianti. Per questa ragione il
dimensionamento deve essere ottimale e richiede una grande
esperienza. Gli elementi di variabilità progettuale sono
molteplici, tra essi:
• la stratigrafia del terreno
• le condizioni climatiche e microclimatiche della zona
• l’interdistanza delle perforazioni
• la profondità delle perforazioni
• le caratteristiche dell’impianto e dei suoi componenti
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3. Elementi di costo di realizzazione
1. Perforazioni.
Il costo attuale, in Italia, varia tra 50 e 80 €/m in rapporto,
soprattutto, al tipo di terreno e alla quantità delle perforazioni.
Ciò significa che scambiare un kW può costare da 500 a 2.400 €.
Questo costo è comprensivo delle tubazioni (fino alla centrale),
del riempimento con il cls bentonilico, degli scavi per i
percorsi orizzontali e del loro riempimento.
Nei paesi dove questa tecnologia è più diffusa il costo medio è
attualmente di circa 30-35 €/m (300-700 €/kW).
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3. Elementi di costo di realizzazione
2. Macchine termiche.
Il costo delle macchine termiche a pompa di calore è assai
variabile in funzione della potenzialità, della tecnologia e del
produttore.
Ciò che si può evidenziare in questa sede è che in genere le
pompe di calore condensate ad acqua costano un po’ meno di
quelle condensate ad aria di pari potenzialità.
Le pompe di calore a gas risultano ancora più convenienti.
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3. Elementi di costo di realizzazione
3. Componenti di centrale.
L’ultimo elemento di costo è costituito dai componenti di
centrale (collettori, vasi di espansione, sistemi di
pressurizzazione dei circuiti, sistemi di regolazione, valvole,
ecc.), i quali sono pressoché equivalenti a quelli di qualsiasi
altro impianto, con l’eccezione delle pompe, che sono
necessarie in numero superiore e ad inverter (per i vari circuiti
del geoscambiatore).
Questo elemento dipende anche dalla concezione e dalla
tipologia dell’impianto (concentrato, localizzato, ad anello
d’acqua, ecc.).
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3. Elementi di costo di realizzazione
Valutazione complessiva del costo di realizzazione.
In Italia non abbiamo ancora impianti tali da poter effettuare valutazioni
sulla base di dati rilevati. Per gli studi di fattibilità si utilizzano
simulazioni che impiegano modelli di calcolo di vario tipo e software,
normalmente nordamericano.
Il grafico è relativo
appunto alla
situazione
nordamericana.
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4. Elementi di economia.
1. Energia.
Si intende l’energia in se’, intesa sia come energia primaria (ad
es. il gas), sia come energia prodotta (ad es. l’elettricità). Il
risparmio energetico è, anche a prescindere dal risparmio
economico, un fattore di grande rilevanza dal punto di vista
dell’impatto ambientale, della macro-economia, della politica.
Il geoscambio è una tecnologia che assicura un considerevole
risparmio energetico, in generale tra il 25 e il 50%.
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4. Elementi di economia.
1. Energia.
Il risparmio energetico nel geoscambio è legato al fatto che il
sistema “estrae” energia dal terreno e che tale energia è
totalmente gratuita e rinnovabile. L’energia estratta dal
terreno contribuisce a migliorare l’efficienza delle macchine
termiche impiegate, fino a raddoppiarla e oltre.
Nella simulazione condotta l’efficienza è stata valutata in
funzione del COP.
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4. Elementi di economia.
2. Costo dei consumi energetici.
Il risparmio energetico è anche un risparmio di natura
economica. L’energia ha un costo (a kWh quella elettrica, a
MJ e/o m3 il gas). Il risparmio non è proporzionale rispetto al
calo dei consumi, ma maggiore in quanto diminuiscono anche
le quote fisse relative all’impegno di energia.
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4. Elementi di economia.
3. Gestione.
I costi di gestione sono generalmente ridotti. L’impianto è di per
se’ piuttosto semplice.
Il geoscambiatore è composto essenzialmente di tubazioni e
pompe, pertanto la manutenzione è minima.
Le macchine termiche sono tutte normalmente più affidabili e
con vita più lunga rispetto a quelle convenzionali, in
particolare quelle a gas quasi non hanno parti in movimento.
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4. Elementi di economia.
4. Spazio.
Lo spazio disponibile all’interno degli edifici ha un
costo.
Con le soluzioni impiantistiche adottabili con macchine
elettriche (alcuni tipi) e con le pompe di calore a gas
è possibile risparmiare lo spazio della centrale
termica, essendo sufficiente un piccolo spazio per i
componenti della distribuzione dell’acqua verso/da il
geoscambiatore e del fluido caldo/freddo verso/da la
rete di distribuzione nell’edificio.
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4. Elementi di economia.
5. Valutazione complessiva degli elementi di
risparmio.
Il grafico si riferisce alla situazione nordamericana, ma è sperabile che in
breve tempo i costi italiani si allineino e quindi si ottenga questo stesso
rapporto tra costi e vantaggi.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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5. Elementi della progettazione.
Gli elementi nodali intorno ai quali è stato
concepito il progetto sono:
1. i dati di progetto
2. il sistema di generazione del calore
3. il sistema di distribuzione
4. il sistema integrato.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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5. Elementi della progettazione.
1. I dati di progetto.
I dati climatici.
Porretta Terme si trova in provincia di Bologna ad una altezza di
circa 380 m s.l.m. Nei graf ici delle slides seguenti si riportano
i dati climatici di progetto (il dato delle precipitazioni si
riferisce a Bologna).
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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5. Elementi della progettazione.
1. I dati di progetto.
I dati climatici.
Temperature medie mensili (°C)
25
20
15
10
5
gen
feb
mar
apr mag
giu
lug
ago
set
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
ott
nov
dic
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5. Elementi della progettazione.
1. I dati di progetto.
I dati climatici.
Irraggiamento solare
25
N
20
NE
E
15
SE
S
10
SW
W
5
NW
0
Oriz.
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
ott
nov
dic
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5. Elementi della progettazione.
1. I dati di progetto.
I dati climatici.
Umidità relativa mensile (%)
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
ott
nov
dic
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5. Elementi della progettazione.
1. I dati di progetto.
I dati climatici.
Precipitazioni medie mensili BO (mm)
100
80
60
40
20
0
gen feb mar apr mag giu lug ago set
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
ott
nov dic
40
5. Elementi della progettazione.
1. I dati di progetto.
I dati funzionali.
Dal punto di vista funzionale le destinazioni d’uso presenti nell’edif icio,
con i relativi dati dimensionali lordi, sono le seguenti:
Rif.
Piano
Ambiente
1
0
Sala grande
2
0
Cucina e annessi
3
0
4
Superf icie
(m 2 )
Volume
(m 3 )
Volume
(%)
177
566,4
30,5
69
220,8
11,9
Uff icio
16,5
52,8
2,8
0
Servizi e distribuzione
60,5
193,6
10,4
5
1
Uff ici
113
361,6
19,5
6
1
Saletta riunioni
69
220,8
11,9
7
1
Servizi e distribuzione
75,5
241,6
13,0
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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5. Elementi della progettazione.
1. I dati di progetto.
I dati funzionali.
Non si dispone di dati precisi relativi all’occupazione, le ipotesi
adottate per le valutazioni sono riassunte nel graf ico sottostante.
Occupazione
140
120
Numero persone
100
80
Feriali
Festivi
60
40
20
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
Ora ri
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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5. Elementi della progettazione.
1. I dati di progetto.
I carichi termici.
I carichi termici stimati per il riscaldamento dell’intero edif icio
ammontano a circa 35 kWt .
I carichi termici stimati per il raffrescamento dell’intero edif icio
ammonterebbero a circa 60 kWf. Si è tuttavia convenuto di
non considerare questo fabbisogno, ponendo attenzione
solamente al problema costituito dalla sala grande quando
viene usata per il ballo, in tale situazione e basandosi sulla
normativa e sui dati reperibili in letteratura il carico termico
ammonta a 35,2 kWf.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
43
5. Elementi della progettazione.
1. I dati di progetto.
I carichi termici.
I dati forniti dalla normativa vigente per la progettazione della sala
grande sono i seguenti:
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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44
5. Elementi della progettazione.
2. Il sistema di generazione del calore.
Soluzioni valutate e scartate.
La pompa di calore polivalente. Si tratta di macchina di
produrre contemporaneamente f luido caldo e freddo.
Scambiatore
geotermico
All'impianto
Pompa di
calore
Soluzione 1 - Schema di principio
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
45
5. Elementi della progettazione.
2. Il sistema di
generazione del
calore.
Pompa di
calore
Soluzioni valutate e
scartate.
Scambiatore
geotermico
Pompa di
calore
WSHP localizzate con
anello d’acqua. Le
macchine sono in
grado di funzionare
indipendentemente
bilanciandosi, in parte,
senza ricorrere al
geoscambiatore.
Pompa di
calore
Pompa di
calore
Soluzione 2 - Schema di principio
condizionamento
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
46
5. Elementi della progettazione.
2. Il sistema di generazione
del calore.
La pompa di calore.
La macchina a pompa di calore
condensata ad acqua è del tipo adatto
per essere accoppiata con un
geoscambiatore e avrà indicativamente
le seguenti caratteristiche principali:
- potenzialità termica
35
kW
- potenzialità frigorifera
30 kW
- gas refrigerante
R407C
01.03.2006
- pressione sonora Porretta Terme
65(BO)
dB(A)
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47
5. Elementi della progettazione.
2. Il sistema di
generazione del calore.
I pannelli solari.
I pannelli solari sono del tipo
a tubi sotto vuoto che
presentano una maggiore
eff icienza, utile in località
con le caratteristiche
climatiche di Porretta.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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48
5. Elementi della progettazione.
3. Il sistema di distribuzione.
Sono stati esaminati tre differenti sistemi di
distribuzione dell’energia termica (sia per il
riscaldamento, sia per il raffrescamento):
- i pannelli radianti a pavimento
- i pannelli radianti a soff it to
- i fancoil.
Le caratteristiche dei sistemi sono illustrate
di seguito.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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49
5. Elementi della progettazione.
3. Il sistema di distribuzione.
Pannelli radianti a pavimento.
Caratteristiche tecniche ed economiche del
sistema:
- resa in riscaldamento elevata
- resa in raffrescamento modesta
- uniformità condizioni ambiente ottima
- inerzia termica elevata
- costo indicativo 65 €/ m 2
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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50
5. Elementi della progettazione.
3. Il sistema di distribuzione.
Pannelli radianti a pavimento.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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5. Elementi della progettazione.
3. Il sistema di distribuzione.
Pannelli radianti a soff it to.
Caratteristiche tecniche ed economiche del
sistema:
- resa in riscaldamento medio-elevata
- resa in raffrescamento media
- uniformità condizioni ambiente ottima
- inerzia termica bassa
- costo indicativo 100 €/ m 2
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52
5. Elementi della progettazione.
3. Il sistema di distribuzione.
Pannelli radianti a soff it to.
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53
5. Elementi della progettazione.
3. Il sistema di distribuzione.
Fancoils.
Caratteristiche tecniche ed economiche del
sistema:
- resa in riscaldamento variabile
- resa in raffrescamento variabile
- uniformità condizioni ambiente buona
- inerzia termica minima
- costo indicativo 35 €/ m 2
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
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5. Elementi della progettazione.
4. Il sistema integrato.
Pompa di calore e pannelli solari saranno impiegati in
modo integrato, con una soluzione che viene
sperimentata per la prima volta nel nostro paese. In
particolare i pannelli svolgeranno due funzioni:
• per consentire alla pompa di calore di funzionare
alla massima eff icienza possibile (in inverno)
• per reintegrare l’energia prelevata dal terreno per
mezzo dello scambiatore geotermico (in inverno e
in estate).
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
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5. Elementi della progettazione.
4. Il
sistema
integrato.
Il principio di
funzionamento
nelle due
situazioni
tipiche.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
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5. Elementi della progettazione.
4. Il
sistema
integrato.
L’integrazione
viene
realizzata
attraverso
un apposito
sistema di
regolazione e
controllo
modulabile.
Porretta Terme (BO) 01.03.2006
Prof. Arch. Franco Cipriani
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Workshop
CISA s.c.a.r.l. – Progetto ex dormitorio FF.SS.
Porretta Terme (BO), 1 marzo 2006
Applicazione di un sistema di scambio
termico a bassa entalpia integrato con
pannelli solari
FINE
Prof. Arch. Franco Cipriani
Fisica Tecnica Ambientale
Facoltà di Architettura “L. Quaroni”
Università “La Sapienza” Roma
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Applicazione di un sistema di scambio termico a