lavoro
Giornale dell'Organizzazione cristiano-sociale ticinese
16 settembre 2010 - Anno LXXXV - N.15 - CHF 1.00 - G.A.A. 6900 Lugano
pagina 4
 Prossimo numero: 7 ottobre 2010
Posa
pavimenti
Decretata
l’obbligatorietà
generale
pagina 5
Lavoro
C’è chi sfrutta la
deregolamentazione
pagina 6
Formazione
Corsi di lingue:
un’ampia offerta
pagine 12-13, 16-18
Anziani
OCST
Una storia lunga
trent’anni
pagina 2-3
pagine
11
Votazioni
del 26 settembre
«No» alla riforma
dell’Assicurazione disoccupazione
Redazione Il Lavoro - Via Balestra 19 - 6900 Lugano
Tel. 091 921 15 51 - Fax 091 924 24 71 - [email protected] - www.ocst.com
Attualità  Referendum LADI
2
16 settembre 2010 il Lavoro
Una riforma che penalizza le nuove generazioni
Giovani, è in gioco il vostro futuro
DAVINA FITAS
L
a proposta di revisione dell’assicurazione
disoccupazione
che
dovremo votare il prossimo 26
settembre tocca in modo particolare le fasce più deboli della
popolazione svizzera, tra cui
giovani.
Chi fa, come me, il sindacalista si trova quotidianamente
confrontato con situazioni di difficoltà. Quante persone hanno
necessità di trovare una nuova
occupazione e a noi spetta aiutarle, incoraggiarle, sostenerle. Tutto questo è difficile, ma
lo è ancor di più in un momento di crisi. La
revisione non farà che peggiorare le cose, riducendo ancora di più i margini di manovra.
E i giovani sono certamente la categoria più
colpita dalla riforma in votazione! Non è facile farsi strada nel mondo del lavoro: bisogna
acquisire informazioni, conoscere l’ambiente
- magari nuovo per chi ha studiato altrove - e
per tutto questo è necessario del tempo. La
riforma riduce notevolmente il tempo a dispo-
sizione ed il tempo è una risorsa
indispensabile nell’ardua impresa di trovare un’occupazione
adeguata.
I presupposti di chi ha ideato o sostiene questa riforma
sono due: da una parte che i
giovani non abbiano obblighi
economici e dall’altra che chi
non trova un’occupazione in
tempi brevissimi abbia delle lacune, non sia preparato
adeguatamente per affrontare
il mondo del lavoro, oppure
che sia arrogante, che non si
sappia adeguare a posti di lavoro più umili.
In realtà sappiamo che nella nostra società la
maggior parte dei giovani non gode di appoggi personali o famigliari, e deve provvedere da
sola alle proprie necessità o in certi casi persino aiutare i propri congiunti. Per chi è nato
in un ambiente privilegiato questa è una realtà
sconosciuta, ma questa fascia di fortunati è
sempre più ridotta.
Riguardo alla presunta arroganza dei giovani,
non si pensa che forse è l’unica risorsa psicologica per affrontare il muro di difesa che
gli «anziani» oppongono a chi sta entrando in
alcuni ambiti lavorativi molto chiusi e tradizionalisti. In ogni caso le difficoltà si fanno sentire anche per chi dimostra un grande spirito
di adattamento accettando un lavoro diverso
dal proprio (e quanti laureati lo fanno, se ben
guardiamo?).
Si fa comunque fatica ad acquisire quell’esperienza richiesta per un impiego equo e dignitoso. Stage, corsi di formazione post diploma,
brevi occupazioni in ambiti paralleli possono
aiutare, ma il più delle volte non garantiscono
la sopravvivenza in una società dal costo della
vita elevato.
Questo dovrebbe essere sufficiente a stimolare in tutti, ma in particolare nei giovani, un
interesse vivo alla questione; per cui amici,
specialmente giovani, come è possibile non
andare a votare quando è in discussione il
nostro futuro?
Il lavoro non è solo un dovere, ma è anche un
diritto, che conferisce dignità e senso alla vita
di ciascuno di noi; rendere difficile l’accesso
al lavoro non è quindi solo un problema economico, ma sociale - e per chi ci crede –etico.
Con il mio più sentito augurio che tutti possiate trovare – come me – un lavoro, ma specialmente il vostro lavoro.
Una riforma che penalizza le nuove generazioni
Deve prevalere il principio di solidarietà
GIANNI GUIDICELLI
L
e modifiche della legge
sull’assicurazione
disoccupazione, uscite
dal Parlamento e che dovrebbero permettere il risanamento
delle finanze di questa importante assicurazione sociale,
sono state basate sul principio
della «simmetria dei sacrifici»;
ovverosia un aumento dei contributi che tutti i lavoratori devono pagare e, dall’altra parte una
Il 26 settembre vota
diminuzione delle prestazioni.
A mio avviso doveva per contro prevalere il principio della
«solidarietà»; solidarietà tra chi
ha un lavoro e chi invece ne è
privato o non è ancora riuscito
a trovarlo. In fondo bisognava
semplicemente applicare anche
nell’ambito
dell’assicurazione disoccupazione quanto già
vale per le altre due importanti
nostre prestazioni sociali; l’AVS
e l’assicurazione invalidità. Il
contributo che viene versato
per queste prestazioni sociali è
«NO»
Vota contro tagli alle prestazioni
dell’Assicurazione disoccupazione
ingiustificati, tanto più in tempo di crisi!
uguale per tutti e viene prelevato sulla totalità
del salario percepito. Di conseguenza chi più
guadagna, anche redditi molto elevati, versa
proporzionalmente di più. Le prestazioni sono
però plafonate ad un reddito medio annuo che
oggi si situa sugli 82’000.- franchi. Ciò significa che quanto viene trattenuto oltre questo
importo non garantisce una prestazione maggiore ma è considerato un contributo di solidarietà per garantire la solidità di queste assicurazioni sociali.
Così non è per l’assicurazione disoccupazione. Il contributo richiesto, se saranno accolte
continua alla pagina seguente
Attualità  Referendum LADI
16 settembre 2010 il Lavoro
3
I tagli alle prestazioni previsti dalla Revisione LADI
Come chiudere l’ombrello proprio quando piove
LORENZO JELMINI
C
onfrontato con un deficit dell’assicurazione disoccupazione in
evoluzione, il Governo federale propone una serie di misure
sia per aumentare le entrate sia
per ridurre le uscite. Le soluzioni proposte per incrementare i
contributi sono assai timide essendo previsto un aumento del
0,2 per cento, metà a carico del
datore di lavoro e metà del lavoratore, e un misero contributo di
solidarietà dell’1 per cento sul guadagno che
va dai 126’000 franchi ai 315’000 franchi. Nessuna partecipazione viene invece richiesta ai
redditi alti. La mancanza di solidarietà da parte
dei beneficiari di questi redditi, alcuni dei quali
sono pure causa delle attuali difficoltà economiche, è un elemento particolarmente fastidioso.
Ben altro discorso per quanto riguarda i tagli alle prestazioni proposte nella revisione.
Queste avranno un’incidenza importante sui
disoccupati ma anche sui Cantoni. Il diritto alle
indennità di disoccupazione verrà ridotto per i
continua dalla pagina precedente
le modifiche sulle quali dovremo votare, passerà dal 2 al 2,2 per cento per i salari sino a
126’000.- franchi (che rappresenta anche il
salario massimo assicurabile), per i salari tra
quest’ultimo importo e i 315’000.- franchi verrà
trattenuto un contributo dell’1 per cento, oltre
questo importo nessun contributo. Ciò in pratica significa che chi ha la fortuna di avere dei
redditi alti o molto alti versa in proporzione al
suo reddito un contributo percentualmente inferiore man mano che il reddito stesso aumenta. Applicare all’assicurazione disoccupazione
il criterio in vigore nell’AVS e nell’AI significa
giovani e per le donne che hanno sospeso l’attività lavorativa
per occuparsi dei figli, mentre
l’accesso alla disoccupazione
sarà reso più difficoltoso anche
per le persone che hanno più
di 55 anni e le persone parzialmente invalide. Penalizzati pure
i programmi occupazionali e il
lavoro temporaneo (o guadagno
intermedio) il cui periodo non
verrà più computato per concedere il diritto alla disoccupazione. Non da ultimo parte dei
costi della disoccupazione verrà
posta a carico dei cantoni e il
numero massimo di indennità giornaliere per
gli assicurati di regioni colpite da una disoccupazione particolarmente elevata non potrà più
essere aumentato, misura che inciderà soprattutto nel nostro Cantone.
Come abbiamo più volte affermato, pur comprendendo la necessità di tenere a freno i costi
della disoccupazione, questa revisione propone tagli alle prestazioni nel momento più sbagliato, ossia proprio quando queste prestazioni sono necessarie. In altre parole, il Consiglio
federale propone di chiudere l’ombrello pro-
che il contributo deve essere calcolato sulla
totalità del reddito. Così facendo sicuramente
la trattenuta potrebbe essere inferiore al 2,2
per cento previsto, con un beneficio diretto
per la maggior parte dei lavoratori.
Un ulteriore motivo quindi per esprimere un
chiaro NO il prossimo 26 settembre. È vero
che se la modifica legislativa dovesse venir
respinta il contributo per il prossimo anno
aumenterà al 2,5 per cento, ma è altrettanto
vero che il Consiglio Federale dovrà tenere in
considerazione la volontà popolare e proporre
una modifica della legge più sociale e solidale,
che tenga anche in considerazione quanto ho
esposto in questo mio contributo.
Il 26 settembre vota
«NO»
Vota contro una riforma
dell’Assicurazione disoccupazione
che penalizza apprendisti e giovani!
prio quando sta piovendo, senza curarsi delle
ripercussioni che questa scelta porterà.
Non bisogna peraltro dimenticare che Il Consiglio federale si trova oggi confrontato con un
deficit strutturale perché con la precedente revisione, avvenuta appena 6 anni fa, aveva ridotto le entrate poiché aveva completamente sbagliato le previsioni sul grado di disoccupazione.
Il Governo federale sbaglia nuovamente se,
per far fronte a questi errori, vuole incidere sulle prestazioni. Così facendo rischia di mettere
in crisi il sistema ormai consolidato del mercato del lavoro costruito negli anni nel nostro
paese. Difatti a fronte di un sistema lavorativo
particolarmente flessibile, sia in entrata che in
uscita, sono stati realizzati validi ammortizzatori sociali come la Legge sulla disoccupazione che tutela le persone a cui è stato disdetto il
rapporto d’impiego. In Svizzera, contrariamente alla vicina penisola, non ci sono particolari
protezioni al licenziamento ma, nel contempo,
le persone che si trovano senza lavoro vengono sostenute da uno stato sociale efficiente.
Se incominciamo a mettere in discussione e a
ridurre l’impegno da parte dello Stato a sostegno di chi ha perso l’impiego, allora dovremo
giocoforza rivedere le protezioni a favore dei
lavoratori. Ne vale veramente la pena?
4
Sindacato  Attualità
16 settembre 2010 il Lavoro
Giovani e lavoro
Pavimentazioni stradali
I giovani chiedono
opportunità di lavoro
Lavorare 17 ore
di seguito
Più mortificate sono le loro carriere, le loro
competenze, i loro salari e le loro motivazioni, e meno i giovani saranno capaci di
contribuire alla crescita del Paese.
CAROLINA ROSSINI
I
n materia di sociologia del lavoro, le rappresentazioni delle giovani generazioni
sono oggigiorno associate alla precarietà e all’esclusione. Rispetto alla generazione
dei genitori, che hanno vissuto i moti del ’68, i
giovani d’oggi sono molto più scettici rispetto
alle istituzioni e sul futuro non nutrono più, o
perlomeno meno spesso, una visione positiva.
Questo può sembrare un controsenso rispetto ai miglioramenti nella qualità di vita in Occidente e a tutti gli sviluppi tecnologici. Ma il
futuro dei giovani non è mai stato così incerto
come oggi.
Spesso si sente dire che i giovani hanno tutto, che non manca loro niente, ma in questa
società sempre più individualista, che posto
trovano loro, nel momento in cui i figli del baby
boom si apprestano ad andare in pensione?
L’apertura dei mercati, la mobilità, le diverse
modalità di lavoro, hanno portato delle novità,
e purtroppo spesso le conseguenze vengono
vissute in prima persona anche dai giovani in
cerca del primo impiego. Il mercato del lavoro
non è molto generoso in questo senso. Il tasso
di disoccupati tra i 20 e i 24 anni nell’agosto
2010 era del 12,5 per cento, decisamente sopra la media ticinese del 4,7 per cento.
Molti giovani tra i 16 e i 24 anni lavorano, e per
questo sono sempre più spinti a frequentare
delle formazioni post-obbligatorie. In Svizzera
si riconoscono tre tipi di formazione: primaria,
cioè la scuola obbligatoria; la formazione secondaria, cioè il diploma d’apprendistato oppure la maturità liceale; ed infine la formazione
terziaria in cui si contano gli studi universitari,
nelle alte scuola specializzate, una formazione professionale superiore, etc. Le previsioni
prevedono che nel 2025 il 50 per cento della
popolazione attiva svizzera avrà un diploma di
tipo terziario. Questo porterà sicuramente ad
una devalorizzazione dei diplomi.
Il giovane, oggigiorno viene formato a lungo,
ma all’ingresso nel mondo del lavoro trova numerose difficoltà, che anche solo la generazione dei genitori non ha riscontrato. In passato
il mondo del
lavoro aveva le
porte aperte: si
frequentava la
scuola, si otteneva un diploma ed in seguito si poteva
lavorare. Il per-
corso era semplice. Oggi, invece, ci sono molte
più interruzioni, imprevisti e strade secondarie
da seguire. Il giovane può intraprendere un apprendistato, ottenere un diploma, trascorrere
dei semestri di formazione all’estero, lavorare
e rimettersi ancora in seguito dietro ai banchi
di scuola se quanto fatto in precedenza non
lo porta ad entrare in modo soddisfacente nel
mondo del lavoro. Questi sforzi che sono stati
fatti in favore dell’istruzione sono lodevoli, ma
senza un adeguato programma d’inserimento
nel mondo del lavoro sono inutili.
La tendenza dimostra che il passaggio scuola-lavoro risulta particolarmente difficile per un
giovane. Infatti, non bisogna pensare soltanto
alle cifre della disoccupazione, perché queste
non riguardano coloro che non si iscrivono
all’assicurazione disoccupazione, coloro che
non possono ricevere delle indennità e coloro
che pensano di non poterne ricevere. Un segnale d’allarme è stato lanciato da un articolo
di Fabio Losa e Pau Origoni, dell’Ufficio di statistica ticinese, in cui si parlava delle persone
in cerca d’impiego. Queste non sono le 11 800
registrate ma il numero arriverebbe a 26 000
persone.
La situazione risulta alquanto preoccupante,
e poco incoraggiante per il giovane che sta
terminando gli studi e si appresta ad entrare
nel mondo del lavoro, anche guardando la
situazione attuale in cui ci troviamo. Il Ticino,
cantone di frontiera, vede sempre più diffuse
delle forme atipiche di contratto di lavoro: il lavoro su chiamata, il lavoro a tempo parziale, il
lavoro interinale e a tempo determinato, etc.
Questo non permette di avere la certezza di
un posto di lavoro sicuro, con una copertura
adeguata della previdenza professionale. Si
chiedono sempre più flessibilità ed esperienza, ma i programmi di studio sovente non prevedono stage in azienda, quindi l’esperienza
molto spesso non c’è. I ragazzi sono costretti
ad accettare posti di lavoro precari, con salari
bassi e non conformi alla propria formazione.
La situazione lavorativa è ancor più messa
a repentaglio dalle riforme delle assicurazioni
sociali in corso, in primo luogo dalla revisione
della legge dell’assicurazione disoccupazione
(LADI). Molti giovani che non trovano lavoro e
si vedono così obbligati a restare a carico della
famiglia, uscendo più tardi dal nucleo famigliare. Le politiche a favore dei giovani e soprattutto gli ammortizzatori sociali devono continuare ad essere fondamentali e funzionanti in
tempi come questi.
Ma la forza lavoro di domani sarà formata dai
giovani di oggi: più svalutate sono le loro carriere, le loro competenze, i loro salari e le loro
motivazioni, e meno saranno capaci di contribuire alla crescita del paese, mettendo quindi
a rischio un equilibrio sociale ed economico
già abbastanza fragile.
L’
azienda Ziegler è stata denunciata
dalla Commissione paritetica cantonale delle pavimentazioni stradali e dall’Ispettorato del lavoro per violazione
della legge federale sul lavoro in materia di ore
e pause lavoro.
Una decina di dipendenti infatti lavorava fino
a 17 ore consecutive in cantiere, arrivando a
punte di lavoro di 71 ore settimanali.
L’azienda ha sede nel Canton Basilea, ma
si trova spesso in Ticino per svolgere anche
commesse pubbliche. Al momento dei controlli gli stessi lavoratori erano impegnati in
un cantiere allo svincolo autostradale di Mendrisio durante la notte e a Intragna durante il
giorno.
Gli operai inoltre non ricevevano la maggiorazione per gli straordinari e non veniva loro
riconosciuto il tempo di viaggio.
In seguito alla denuncia l’azienda non potrà più in futuro partecipare ad un appalto
pubblico.
Posa pavimenti
Decretata
l’obbligatorietà
generale
I
l Consiglio di Stato ha decretato
l’obbligatorietà generale del Contratto collettivo del settore della
posa pavimenti, valido fino al 2010.
L’obbligatorietà generale impone di rispettare il contratto su tutto il territorio
ticinese e questo impone a tutte le aziende, anche quelle provenienti dall’estero,
le stesse condizioni.
Si tratta quindi innanzitutto di uno strumento che protegge i lavoratori, in secondo luogo le aziende non possono
farsi concorrenza fra loro in modo sleale,
risparmiando sui costi del personale.
Sindacato  Frontiere
16 settembre 2010 il Lavoro
Concorrenza dei lavoratori esteri
Frontalieri
Ma cosa fanno
le ditte ticinesi?
Confermato l’esonero
dal monitoraggio
Si moltiplicano le denuncie di lavoratori cui vengono offerti contratti e salari
inaccettabili.
LORENZO JELMINI E ALBERTO TREVISAN
I
l problema dell’impatto dei lavoratori esteri nel mercato del lavoro ticinese
è un tema delicato e sfaccettato, che
troppo spesso viene però trattato in maniera
unilaterale e semplicistica. Anche di fronte al
dramma della crescente disoccupazione in Ticino, la tesi che va per la maggiore è «i lavoratori esteri rubano il posto di lavoro» (da cui
lo slogan inevitabile «chiudiamo le frontiere!»)
che, come tutte le risposte semplicistiche a
problemi complessi, si concentra su un aspetto del problema, senza vedere le questioni più
salienti e preoccupanti.
Troppo facilmente ci si dimentica, per esempio, che se la presenza di lavoratori esteri aumenta, è anche perché sempre più spesso le
ditte cercano proprio lavoratori esteri. Vuoi il
cambio favorevole, vuoi la situazione drammatica del mercato del lavoro, vuoi la malleabilità
5
L
di chi non conosce diritti e doveri di un Paese
completamente diverso dal paese di origine,
assumere un lavoratore estero è conveniente
e sembra che gli scrupoli non manchino a chi
intende approfittarsi della situazione.
In particolare in settori come il commercio e
la vendita, ma anche nell’industria, dove manca un vincolo contrattuale collettivo e domina
la pattuizione individuale si assiste sempre più
a veri e propri soprusi, sfruttamenti e discriminazioni che l’OCST non può esimersi dal
denunciare.
Nella vendita la deregolamentazione è ormai
selvaggia, e in parecchi negozi e aziende l’assunzione di ticinesi non è neanche presa in
considerazione perché questi non accettano
gli stipendi da 2000 franchi o poco di più che
si riescono a rifilare ai lavoratori esteri.
Arrivano poi parecchie segnalazioni di agenzie di lavoro che per determinati posti di lavoro
(guarda caso commesse, cassiere e addette
alla vendita) cercano esplicitamente solo personale estero.
E che dire di colossi del commercio che attraggono personale con fusioni e trasferimenti
a Circ. 45/E dell’Agenzia delle
Entrate, pubblicata il 13 settembre, conferma, come previsto
dal DL. 78/2010, l’esonero per i lavoratori frontalieri dall’obbligo della compilazione del modulo RW a decorrere dal
periodo d’imposta 2009, per le attività
finanziarie e patrimoniali detenute nel
paese in cui si svolge l’attività lavorativa.
La stessa circolare conferma che anche i frontalieri potevano sanare le irregolarità commesse fino al 2008 seguendo le indicazioni contenute nella circ. n.
11/2010.
Si può affermare che si chiude in questo modo un periodo di forte disagio per
i frontalieri che sono stati oggetto di iniziative infondate. G.B
e poi danno incentivi affinché i dipendenti trasferiti cerchino dimora oltr’alpe?
Ma l’ultimo in ordine di tempo è il caso di una
fiduciaria che ha assunto in qualità di «segretaria a tempo indeterminato» una lavoratrice
estera, con una retribuzione di 1800 franchi
lordi. Anche dopo anni di impiego la risposta
alle richieste di aumento è stata: «al tuo paese
non prenderai mai questi soldi».
Si tratta di ricatti che sono inaccettabili, soprattutto da parte di fiduciarie e studi legali che
credono di poterla fare franca per la mancanza
di controllo e di regole da rispettare. Per fortuna qualcuno a volte non ci sta e si rivolge
al sindacato, come nel caso in questione. Ma
troppo spesso la paura vince e favorisce il gioco sporco di chi approfitta di tutte le debolezze
del lavoratore.
Il punto cruciale della questione è però quello che da sempre l’OCST ha cercato e non si
stancherà mai di cercare: la contrattazione
collettiva che può stabilire quegli standard di
trattamento equo che non mette i lavoratori in
situazioni di concorrenza speculativa a vantaggio di pochi.
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BB Tedesco per venditori A1 (2° modulo) Mendrisio, dal 28 settembre, ma-gio, 9.0010.30, 30 ore. Costo: fr. 300.- soci, fr. 500.non soci.
BB Inglese per venditori A1 (1° modulo) Mendrisio, dal 27 settembre, lu-mer, 19.0022.00, 30 ore. Costo: fr. 300.- soci, fr. 500.non soci.
Corsi di lingue
Inglese, Tedesco, Italiano per stranieri, Francese o Spagnolo
F
ORMAT Lingua offre corsi di inglese,
tedesco, italiano francese e spagnolo
di tutti i livelli PEL (Portfolio Europeo
delle Lingue): dall’A1 (uso elementare della lingua) al C2 (uso competente).
Ogni livello PEL prevede due moduli di 48 ore
ciascuno. È possibile alla fine di ogni livello prepararsi agli esami per l’ottenimento dei rispettivi
certificati internazionalmente riconosciuti:
 per inglese: esami di Cambridge (KET, PET/
BEC1, FCE/BEC2, CAE/BEC3, CPE);
 per tedesco: esami del Goethe (START
DEUTSCH1, START DEUTSCH2, ZD, ZDfB,
ZMP, KDS);
 per francese: esami dell’Alliance Française:
(CEFP2, DL, DS, DHEF);
 per italiano: esami dell’Università per stranieri di Perugia (CILS A1, CILS A2, CILS1,
CILS 2, CILS 3, CILS4).
I corsi sono di 48 ore e vengono proposti in
diverse modalità: lezioni di 1,5 ore o di 3 ore - 1
volta la settimana, sulla fascia di mezzogiorno
o serale (11:30-13:00 oppure 13:00-14:30 oppure 19:00-22:00).
I corsi di preparazioni agli esami prevedono moduli di 24 o 48 ore, 3 ore serali, 19:0022:00, 2 volte la settimana.
Prossime date di inizio per tutte le lingue
 livello A1- 1° modulo: dal 20 settembre ogni
lunedì dalle 11:30 alle 13:00 oppure dal 23 settembre ogni giovedì dalle 19:00 alle 22:00;
 livello A2- 1° modulo: dal 21 settembre ogni
martedì dalle 11:30 alle 13:00 oppure dal 22
settembre ogni mercoledì dalle 19:00 alle 22:00;
 livello B1- 1° modulo: dal 22 settembre ogni
mercoledì dalle 11:30 alle 13:00 oppure dal 21
settembre ogni martedì dalle 19:00 alle 22:00;
 livello B2- 1° modulo: dal 23 settembre ogni
giovedì dalle 11:30 alle 13:00 oppure dal 20 settembre ogni lunedì dalle 19:00 alle 22:00;
 livello C1- 1° modulo: dal 24 settembre ogni
venerdì dalle 11:30 alle 13:00 oppure dal 22 settembre ogni mercoledì dalle 19:00 alle 22:00.
Novità
Corsi di conversazione
 livello A2: 48 ore, dalle 18:30 alle 20:00,
ogni martedì a partire dal 21 settembre
 livello B1: 48 ore, dalle 20:00 alle 21:30,
ogni martedì a partire dal 21 settembre.
Workshop tematici pomeridiani o serali
 24 ore – 1 incontro di 3 ore al mese tra
ottobre e maggio (Settori: bancario, informatico,
legale, vendita, ufficio, ecc…).
After work
aperitivi, cene, visite musei, film nella lingua
scelta, 24 ore, 1 incontro di 3 ore al mese tra
ottobre e maggio
Costi
corsi di 48 ore: Fr. 480.- soci e Fr. 640.- non soci
corsi di 24 ore: Fr. 240.- soci e Fr. 320.- non soci
Sindacato Attualità
16 settembre 2010 il Lavoro
7
Aziende storiche
La REX di Mendrisio festeggia 75 anni di fondazione
Venerdì 10 settembre la ditta Rex di
Mendrisio ha festeggiato un importante traguardo, il 75esimo di fondazione.
A
i festeggiamenti per sottolineare
qusta importante ricorrenza erano
presenti i circa cento dipendenti, autorità politiche, numerosi partners che collaborano con la Rex, ed anche una delegazione in
rappresentanza del sindacato OCST di Mendrisio. Infatti il nostro sindacato da quasi mezzo secolo collabora con l’azienda che è stata
una delle prime nella zona del Mendrisiotto ad
introdurre il Contratto Collettivo di lavoro nel
settore.
In questa occasione l’azienda ha ricevuto
un’importante certificazione per l’alta qualità
dei prodotti che escono dalla sua sede di via
Catenazzi.
La Rex è stata fondata il 25 maggio 1935 a
Mendrisio. Quale filiale della ditta francese, la
Morel SA, che ha sedi di produzione in Francia, Italia e Marocco, si insedia a Mendrisio,
acquistando una vecchia falegnameria dietro
la stazione.
Come direttore dell’azienda appena nata
viene assunto un giovane ingegnere chimico,
Ignazio Favini, figlio di emigrati ticinesi che da
due generazioni abitano nella città di Berna.
La Rex produce tessuti impregnati di cellulosa e di altri rinforzanti che servono alla fabbricazione di tomaie delle scarpe. Il tessuto
fornito in lastre viene disciolto con solventi e
adattato alle diverse forme di scarpe. Le lastre
vengono anche rifinite internamente ma molti
lavori sono distribuiti nelle famiglie del paese
che eseguono le rifiniture di dettaglio.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Rex
si dedica alla produzione di cere, colle e prodotti di protezione per le scarpe. I collaboratori della ditta sono esentati dal presentarsi al
fronte affinché sia assicurata la produzione del
materiale necessario ai soldati.
Nascono così la cera per gli zoccoli dei cavalli e dei muli e quella per le cinghie in cuoio
dei soldati svizzeri.
A seguito di improvvise grandinate che distruggono le vetrate delle serre la Rex mette
in produzione il «Gitterglas»: un prodotto di
rete le cui maglie sono imbevute di celluloide e
hanno un'ottima resistenza alla grandine.
Dopo la guerra continua lo sviluppo dei prodotti chimici per l’industria calzaturiera. A fine
anni 60 la Rex diventa la maggior produttrice
di suole in gomma in Svizzera, e nel 1969 è la
prima azienda Svizzera a produrre suole in poliuretano. Accanto alle suole inizia lo stampaggio di altri articoli in gomma. Ma nel mese di
agosto del 1972 un grosso incendio distrugge
2/3 dello stabilimento.
La ricostruzione avviene in brevissimo tempo. A fine 1973 il reparto inserisce le macchine
ad iniezione per gli articoli tecnici.
La Rex ha avuto l’enorme capacità di sapersi
adattare nel corso degli anni alle esigenze di
mercato, abbandonando via via il settore calzaturiero per passare al tecnico, diversificando
la produzione. Dall’azienda di Mendrisio escono nuovi materiali per il settore della ricambistica, dell’ortopedia, articoli per il settore ferroviario, articoli tecnici in gomma abbinati ad altri
materiali. Nel 1990 ottiene, prima azienda in
Ticino, la certificazione secondo la norma ISO
9001/1990.
Già verso la fine degli anni 80 la Rex cerca
nuovi sbocchi di mercato e partecipa a fiere di
settore. Verso la fine degli anni 90 introduce lo
stampaggio di materie plastiche elastiche per
iniezione.
Una storia lunga 75 anni, fatta di impegno,
sacrificio, volontà, lungimiranza e lavoro.
Gli invitati hanno concluso i festeggiamenti in
vetta al Monte Generoso. Durante la serata di
gala è stato consegnato un premio alla signora
Maria Teresa Brödl per la fedeltà all’azienda. 
Giardinieri
Corso di preparazione alla procedura di qualificazione
per giardinieri paesaggisti
L
e parti firmatarie del Ccl
cantonale dei giardinieri
(Jardin Suisse e OCST)
hanno deciso, con il benestare
della Divisione della formazione
professionale, di dare avvio ad
uno specifico corso che, stante
l’art. 33 della Legge federale sulla formazione professionale, ha
come obiettivo la preparazione
Invito alla serata
informativa
agli esami di fine tirocinio per l’ottenimento dell’Attestato federale
di capacità (AFC) quale giardiniere
paesaggista.
Invitiamo pertanto coloro che
non hanno un apprendistato nel
settore del giardinaggio, ma che
sono desiderosi di rimettersi in
gioco, a voler sfruttare questa impegnativa opportunità.
giovedì 16 settembre 2010
ore 18.30
presso la sede OCST di Lamone
Ostarietta, Via Cantonale 29
del giardinaggio per un periodo
minimo di 5 anni prima della data
dell’esame);
 contenuto della formazione;
 dettagli organizzativi.
Il corso inizierà nel mese di novembre 2010, gli esami finali sono
programmati nel 2012.
Programma
 condizioni di ammissione (è
necessario che si sia svolta attività
professionale in CH nel settore
Info
CFP-OCST, via Balestra 19, Lugano
[email protected]
Tel. 091 921 15 51
Inserzione
Scheda di pre-iscrizione
Cognome
Nome
Indirizzo
Nap
Città
Telefono
e-mail
Data di nascita
Lavora come giardiniere dal
Lavora in Svizzera dal
Corsi di formazione professionale già frequentati
Titolo
di
studio

desidero ricevere ulteriori informazioni sul corso di preparazione
per ottenere l’Attestato federale di capacità (AFC) quale giardiniere
paesaggista.
Luogo e data
Firma
Compilare e inviare a: CFP OCST, Via Balestra 19, 6901 Lugano
8
Lavoro Opportunità
In internet  www.ocst.com RICERCHE di collaboratori
XX disegnatore meccanico, esperienza minima
15 anni, Autocad, autonomo, per progetti di carpenteria, macchinari e tubazioni. Conoscenza inglese.
Sede di lavoro: zona Chiasso. Curriculum per fax a
091 6416060, per lettera: Casella Postale 96, 6852
Genestrerio.
XX piastrellista con esperienza. Tel.: 079/8626252
XX collaboratrice cucina, ristorante scolastico nel
Luganese. Orario di lavoro:Lu/Ve 7-16.30, tempo indeterminato. Tel. 091 9718061, fax 091 9713861.
XX giovane cameriera/e (max 25 anni) per barristorante nel Luganese. Candidature (CV e lettera
di motivazione) a: Ristorante Piazzetta, via dei Bonoli
55, 6932 Breganzona. Info: tel. 0764489406.
XX tecnico di impresa, comprovata esperienza,
con requisiti previsti dall'art. 5 della Legge cantonale
sull'esercizio della professione di impresario costruttore (LEPIC - documento consultabile sul sito www.
ti.ch) per impresa generale di costruzione del Bellinzonese. Curriculum: OCST Bellinzona, sig. Mellace.
XX impiegata commerciale 20-35 anni, formazione commerciale; esperienza professionale preferibilmente in ambito Sales, customer service o relazioni
clientela svizzera; indispensabili ottime conoscenze
lingue nazionali (I, F, D) e Schwytzerdütch. Sede di
lavoro: Rivera. CV a: [email protected];
XX socio per azienda editoriale con ottime capacità verbali e scritte, predisposizione a lavorare in
team.Tel. 091/605 72 16 o per email a redazione@
businessnow.ch"
XX meccanico d'auto con esperienza Ford, serio
e motivato, per Concessionario. Scrivere e-mail: [email protected] allegando curriculum vitae.
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Chiasso. Mail: [email protected]
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Luganese. Tel. 091 9234701.
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fiducia. Zona di lavoro Bellinzonese/Mendrisiotto.
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XX un/a impiegato/a contatto clienti, ottime
conoscenze tedesco, per azienda del Mendrisiotto valida e dallo spirito giovane.
Foglio Ufficiale N. 70 del 3 settembre
XX operaio (ausiliario servizio tecnico) Municipio
Locarno per istituto anziani San Carlo. Cancelleria
comunale, Piazza Grande 18 e istituto per anziani,
via in Selva 22, Locarno. Scadenza: 24 settembre.
XX capo ufficio tecnico Municipio Maggia www.
maggia.ch Scadenza: 20 settembre.
XX assistente sociale Municipio Bellinzona. Info:
sig.ra Corinna Galli, tel. 091 8218511. Scadenza:
20 settembre.
Foglio Ufficiale N. 71 del 7 settembre
XX educatore (80%) Fondazione Madonna di Rè,
sede E noi? Piotta. Scadenza: 22 settembre. Curriculum e attestati a: Fondazione Madonna di Re, v.
S. Gottardo 58d, c.p. 166, 6505 Bellinzona.
Foglio Ufficiale N. 72 del 10 settembre
XX operaio qualificato, Municipio Capriasca,
6950 Tesserete. Scadenza: 30 settembre. Capitolato: tel. 0919360360.
XX funzionario/a amministrativo Municipio Caslano. Scadenza: 20 settembre. Cancelleria comunale tel. 091 6118320.
XX cuoco/a responsabile refezione scolastica Municipio Collina d'Oro, 6926 Montagnola. Solo CH.
Scadenza: 23 settembre.
OFFERTE di collaborazione
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16 settembre 2010 il Lavoro
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esperienza lavorativa, con requisiti per iscrizione albo
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confine, automunita.Tel. +39 3480430495.
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zona confine Bizzarone. Tel. +39 3394210256.
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nei settori, tel. +39 332 745731 +39 3405846270.
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tel. +39 3333750006.
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076 2030209 o [email protected]
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marketing/venditore Ticino, esperienza pluriennale. iTel. 0763316300 - email: [email protected]
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4141016.
Regionalnom saradnjom do EU
Z
gije», rekao je Josipović, otvarajući Politološku
ljetnu školu u Medulinu.
Na skupu «Političke i bezbjednosne pojave
u jugoistočnoj Evropi», na kojem učestvuje
30 predstavnika iz Hrvatske, Srbije i Slovenije, Josipović je istakao da je saradnja univerziteta u regionu jedan od oslonaca regionalne
naučne saradnje.
Prema njegovim riječima, formula za dobre
odnose zemalja u regionu je partnerstvo a ne
liderstvo, a pertnerstvo i razumijevanje vlastitih,
ali i tuđih interesa predstavlja ključ uspjeha.
«Takvi odnosi ključ su i privrednog uspjeha
svake zemlje, koji
zavisi od širenja
tržišta, a to je
nemoguće
bez
iskrene i sadržajne
saradnje», smatra
Josipović.
Predavači
na
ovom skupu su
profesori sa fakulteta političkih nauka iz Beograda,
Ljubljane i Zagreba. 
Sudjenie «Gazdi Jezdi» u Beogradu
Pucano ispred suda
B92
B
eograd - Početak suđenja vlasniku propale štedionice Jugoskandik Jezdimiru Vasiljeviću i njegovoj
grupi odloženo je u ponedjeljak pred Višim
sudom u Beogradu za 30. novembar zbog
izostanka prvooptuženog Milorada Vukotića,
direktora Banke privatne privrede Crne Gore.
Vasiljević i četvorica njegovih saradnika
optuženi su da su oštetili štediše za 95 miliona evra i pronevjerili 29 miliona evra. Pored Vasiljevića i Vukotića, optuženi su i Ljubivoje Šundić, Dragan
Antonijević i advokat
Stevan Protić.
Sud je odbio prijedloge odbrane da
Vasiljević bude pušten
iz pritvora i da postupak protiv Vukotića
bude
razdvojen.
Advokat
Dragoljub
Đorđević je predložio
da Vasiljeviću bude
9
Iz Crne Gore
Formula za dobre odnose zemalja u
regionu je partnerstvo a ne liderstvo
agreb - Predsjednik Hrvatske Ivo
Josipović izjavio je u ponedjeljak da
je dobra regionalna saradnja najbrži
put do Evrope.
On je istakao da saradnja sa zemljama u regionu predstavlja dio puta u EU i obećao da će
Zagreb, kada postane član evropske porodice,
sigurno uticati na to da i susjedne zemlje budu
primljene.
«Slovenija je članica EU, Hrvatska će to postati vrlo brzo, a siguran sam i Srbija Crna
Gora i BiH. To nam je zajednički interes zbog
bezbjednosti, partnerstva i prosperiteta ove re-
Info  Balcani
Pagina a cura di Slavko Bojanic
16 settembre 2010 il Lavoro
ukinut pritvor zbog lošeg zdravstvenog stanja optuženog. Đorđević je rekao da je tačno
da je Vasiljević napustio zemlju 2006. godine
i pored garancija u vrijednosti od pola miliona evra, odnosno hipoteke na kuću u toj vrijednosti, ali da je to uradio da bi «spasio goli
život».
«Zašto bi Vasiljević ostao bez imovine tolike vrednosti? Zato što je imao po 100 malih
moždanih udara dnevno», rekao je Đorđević.
Vasiljević, koji se kretao uz pomoć štaka,
u sudnicu je doveden iz okružnog zatvora u
Beogradu, gdje se nalazi u pritvoru 26. marta, kada je izručen
iz Holandije. Tokom
suđenja u sudnici se
čuo pucanj, ali to nije
uticalo na tok suđenja,
a prisutni u sudnici
kasnije su saznali da
je na ulazu u Palatu pravde policajcu
slučajno opalio pištolj.
Povrijeđene su dvije
osobe. 
Šjutra na
maternjem
RTS
P
odgorica - Crnogorski jezik u
školama đaci ipak neće učiti od ove,
već od sljedeće školske godine, ali
negodovanja se još ne stišavaju i to pitanje
ponovo dijeli građane Crne Gore.
Zvanična Podgorica kaže da je riječ o
očekivanom potezu jedne samostalne i suverene države, a opozicija tvrdi da je to samo
jedan u nizu poteza kojima vlast posljednjih
godina sprovodi nasilje. Prema posljednjem
popisu u Crnoj Gori, 63 odsto građana izjasnilo se da govori srpskim jezikom.
Samo na sajtu predsjednika Parlamenta
Ranka Krivokapića, u ponekom jelovniku u restoranima i na rijetkim kompjuterskim tastaturama primjećuju se novine. Oni koji bi trebalo
da predaju novi jezik i dalje se spore o mnogim pitanjima, pa će učiteljice i ove školske
godine učiti mališane da je nepravilno reći:
«Đe si poša». Navodeći da je jezik jedan od
osnovnih državnih atributa, iz vladajuće koalicije podsjećaju da je Crna Gora posljednja od
zemalja bivše Jugoslavije svoj jezik nazvala
svojim imenom.
«Onda bi se polovina Amerike u kojoj žive
Hispanoamerikanci zapitala da li oni govore
engleski», smatra Miodrag Vuković iz DPS-a.
Opozicija, koja je podnijela žalbu Ustavnom
sudu, uvjerena je da će i novi popis, koji slijedi
na proljeće, pokazati da većina u Crnoj Gori
govori srpski jezik. 
10
Attualità Formazione
SwissSkills
Un ticinese a rappresentare
la Svizzera ai campionati mondiali
S
abato 11 settembre si sono svolti
nei laboratori della suissetec, presso
il Centro professionale della SSIC a
Gordola, i campionati svizzeri (SwissSkills),
edizione 2010, per i montatori e i disegnatori
di impianti di refrigerazione.
I concorrenti hanno dovuto costruire una
struttura di tubi di dimensioni diverse con piegature, raccordi e valvole e hanno dovuto riparare un impianto portatile di refrigerazione.
Durante la premiazione è stato presentato
Etienne Cristini di Camorino (classe 1990), il
ticinese che rappresenterà la Svizzera per la
professione di montatore d'impianti di refrigerazione e climatizzazione ai prossimi campionati mondiali delle professioni (WorldSkills),
previsti a Londra nell'ottobre del 2011. Etienne, il primo ticinese nella nazionale svizzera
dopo oltre 10 anni, si è aggiudicato la medaglia d'oro nell’edizione 2009 dei SwissSkills e
il diritto di gareggiare ai WorldSkills del 2011.
Inserzioni
Attualmente svolge l’apprendistato nella ditta Biaggini SA di Cadenazzo e frequenza il 4.
anno alla Scuola professionale artigianale e industriale (Spai) di Locarno.
16 settembre 2010 il Lavoro
Fondazione
Mons. Luigi Del-Pietro
...riscopriamo la nostra storia
Tutti coloro che avessero materiale documentario vario e foto interessanti sulla
vita del sindacato possono segnalarlo a:
Prof. Alberto Gandolla
OCST
Via Balestra 19
6900 Lugano
In questo modo sarà possibile ampliare
la documentazione esistente sulla vita del
sindacato.
Attualità
16 settembre 2010 il Lavoro
11
Ospedale Beata Vergine di Mendrisio
Un abbraccio lungo 150 anni
Sono passati 150 anni dall’inaugurazione dell’Ospizio della Beata Vergine
a Mendrisio e 20 anni dall’apertura del
nuovo ospedale. L’OBV intende sottolineare nell’anno in corso questi importanti anniversari con una serie di
eventi e manifestazioni legate insieme
da un’immagine: l’abbraccio.
«T
icinesi, erigete un inno di riconoscenza, al conte Alfonso
Turconi, fondatore dell’Ospizio
che ha nome dalla Vergine, il cui legato, fecondato dalle cure solerti di zelanti amministratori, crebbe a tale, da poter erigere e dotare il
nosocomio cantonale, augusta mole, che in
questo auspicato giorno 19 marzo 1860, viene
con solenne rito inaugurato», si legge nella lapide murata in occasione dell’apertura ufficiale dell’ospizio. Fu in questo modo realizzato il
lascito del nobile milanese, nato il 12 febbraio
1738 da una famiglia che aveva vaste proprietà
nel Comasco e nella nostra regione, tra cui la
villa di Loverciano, a Castel San Pietro. Il conte
Turconi, alla sua morte, avvenuta a Parigi il 28
settembre 1805, nominò erede universale dei
beni in Canton Ticino la Comunità di Mendrisio, «per formare la dotazione di uno Spedale
per la cura degli ammalati che appartengono
a famiglie povere e bisognose da erigersi nel
distretto di Mendrisio e a favore specialmente
degli abitanti del Canton Ticino».
Il capitale (mobile e immobile) da lui donato venne gestito da una apposita commissione composta da «tre dei più probi e facoltosi
abitanti del paese». Dopo 50 anni di amministrazione e diversi colpi di scena si giunse, nel
1853, all’approvazione del progetto dell’ospizio, curato dall’architetto Luigi Fontana ed
all’apertura del cantiere, durato 7 anni, nel sito
dove sorgeva l’ex Convento dei Padri Cappuccini. L’ospedale venne inaugurato con una
solenne cerimonia il 19 marzo 1860, giorno di
San Giuseppe. «La concezione architettonica
globale dell’edificio – rileva Nicoletta Ossanna
Cavadini, storica dell’architettura - può essere
considerata a buon diritto fra gli esempi più significativi e coerenti della tipologia ottocentesca di struttura ospedaliera, realizzata in area
padana nella prima metà del XIX secolo».
La storia procede, i bisogni cambiano, gli
ospedali ticinesi sono nel frattempo stati organizzati nell’ambito di un unico ente, l’EOC. Nel
1990 l’ospizio, che ha svolto il suo prezioso
servizio per 130 anni è stato lasciato (diventerà poi sede dell’Accademia d’architettura) e
l’ospedale si è trasferito nella nuova sede, un
unico edificio moderno ed efficiente. Dall’iniziale dotazione ottocentesca - 40 letti, 3 «Soeurs de la Charité», 2 medici, un infermiere ed
un portinaio - ai numeri odierni sono cambiate
tante cose, ma lo spirito iniziale, la missione
fondamentale, quella della cura, come pure il
legame inscindibile con la popolazione ed il
suo territorio sono rimasti inalterati.
Oltre al nobiluomo milanese, numerosi altri cittadini di varia estrazione sociale, noti e
meno noti hanno contribuito nei decenni, attraverso donazioni, allo sviluppo dell’ospedale
e al costante aggiornamento della sua dotazione tecnica. Fino a poco tempo fa, nel giorno
del Corpus Domini venivano esposte sul muro
perimetrale della Chiesa dei Cappuccini le targhe commemorative dei benefattori.
La doppia ricorrenza di quest’anno assume perciò un significato importante per l’intero distretto.
La Direzione dell’ospedale ha voluto organizzare
una serie di eventi e manifestazioni, con il desiderio di coinvolgere tutti coloro che permettono
all’ospedale di svolgere la propria missione.
L’immagine scelta per affiancare tutti questi
eventi, e non poteva essere altrimenti, è la visione di un ideale abbraccio. L’abbraccio che
la popolazione ha manifestato al suo ospedale
in questi 150 anni ed a cui l’OBV ha sempre
cercato di rispondere. L’ospedale è infatti il
luogo dell’accoglienza, dell’aiuto e della presa
a carico del cittadino in un momento di difficoltà. La visione dell’ospedale è che l’accoglienza, istituzionalmente radicata nell’OBV, si
trasformi, attraverso il calore e la competenza,
in un abbraccio di sostegno.
Comunicato stampa
dell’Ospedale regionale di Mendrisio
Cassa disoccupazione cristiano sociale / OCST...
...la cassa numero 1 in Ticino
Servizi
Le nostre sedi
 Pagamenti giornalieri agli assicurati
Lugano - Amministrazione centrale
Via Serafino Balestra 19, 6900 Lugano
Biasca
Piazza Centrale, 6710 Biasca
Bellinzona
Via Magoria 6, 6500 Bellinzona
Grono
6537 Grono
Locarno
Via della Posta 8, 6600 Locarno
Massagno
Via San Gottardo 50, 6900 Massagno
Mendrisio
Via G. Lanz 25, 6850 Mendrisio
Chiasso
Via Bossi 12, 6830 Chiasso
 6 sedi in Ticino e 1 nei Grigioni
 Professionalità nell’allestimento delle
pratiche
 Programmi informatici per i datori di
lavoro
12
Storia  Giubileo dell’associazione anziani OCST
16 settembre 2010 il Lavoro
La storia dell’associazione anziani OCST
pagine a cura di Alberto Ga
In trent’anni da AAPI a GenerazionePiù
Gli anziani
Rispettati,
ma poco protetti
L
e condizioni di vita degli anziani,
nel passato, sono sempre state
difficili. Da una parte nei tempi
passati la speranza di vita era bassa e le
condizioni di lavoro erano dure per tutti,
salvo che per le esigue classi dirigenti.
Si lavorava fino alla fine dell’esistenza
e i governi si disinteressavano delle persone bisognose (anziani, poveri, malati,
ragazzi abbandonati, ecc.); queste ultime ricevevano aiuti quasi solo all’interno
delle loro stesse famiglie.
Certo paradossalmente la considerazione sociale poteva essere buona e gli anziani erano dei punti di riferimento, erano
i saggi, e la loro esperienza era ascoltata;
la condizione materiale rimaneva però
molto difficile.
La diffusione del cristianesimo comincia a
cambiare la prospettiva. I poveri, gli anziani
i malati, gli emarginati sono idealmente accolti come immagine di Gesù. I primi modesti ospedali-ospizi del medioevo diventano luoghi di accoglienza, in nome della
pietà cristiana, di queste persone.
A partire dall’Ottocento la situazione
cambia. La vecchia società contadina,
povera ma con le sue solidarietà locali, declina e inizia a formarsi una società basata sull’industria e sui servizi, col
tempo più ricca ma anche più individualista. I cambiamenti all’interno della
popolazione sono forti e la speranza di
vita inizia ad aumentare. Le vecchie solidarietà cadono, ma lo Stato esita ancora
ad intervenire nel campo sociale.
In questo contesto si sviluppa, tra la
fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una forte iniziativa assistenziale
cattolica verso i bisognosi e in particolare verso gli anziani, categoria di persone
fortemente a rischio. Vengono creati tutta una serie di ospedali-ricoveri in favore delle persone anziane, nelle città ma
anche spesso nelle valli. I protagonisti di
questa forma privata ma aperta a tutti di
assistenza sanitaria e sociale, in questa
fase, sono spesso delle singole persone,
soprattutto sacerdoti, delle congregazioni religiose e a volte anche l’autorità
ecclesiastica.
Nel secondo dopoguerra i nuovi cambiamenti della società producono nuove
esigenze sociali, e finalmente l’intervento a favore degli anziani prende corpo
anche nel campo della politica e dello
Stato.
M
olti membri del sindacato cristiano-sociale, anche dopo il loro pensionamento, restavano iscritti nelle
singole Federazioni professionali, i più impegnati partecipando ancora all’attività delle sezioni. Alcuni sindacati erano già organizzati
anche per i pensionati, per esempio gli statali.
Alla fine degli anni Settanta, consapevole dei
cambiamenti in atto nella società e nel modo
di considerare la persona anziana, l’OCST inizia a riconsiderare la propria azione a favore
degli anziani e dei pensionati. La constatazione è la seguente: gli anni del boom economico
e della crescita economica continua sono finiti, inizia un nuovo periodo di incertezza (anche
se in quel momento vi è ancora quasi il pieno
impiego); la società è comunque sempre più
produttivista e consumistica, e chi non riesce
o non può rimanere in questa logica rischia
ben presto l’esclusione, l’emarginazione.
Il numero di pensionati sta inoltre aumentando
e vi è un visibile invecchiamento della popolazione, non necessariamente subito accompagnato
da una corrispondente presa a carico da parte
dello Stato e della società. Gli anziani sono dunque una categoria a rischio, e per questo nasce
l’idea di fondare una sezione sindacale tutta per
loro; l’obiettivo è quello di togliere l’anziano dalla
solitudine, aiutare il suo reinserimento nella società e aiutare le persone più bisognose. Interessante, e segno dei tempi, il fatto che un mese
prima della costituzione del nuovo «gruppo anziani» dell’OCST, nel 1980 nasce anche l’Associazione ticinese terza età (ATTE).
Qui sotto si trova uno schema comparativo delle iniziative cristiano-sociali in favore degli anziani (le date a
sinistra) e della nascita delle nuove leggi che hanno costruito lo stato sociale in Svizzera e Ticino (le date a
destra). Come è evidente, malgrado le proposte e la pressione del movimento sindacale, la presa di coscienza
a livello politico su questi temi è stata tardiva.
1891
I richiami della Rerum Novarum
Papa Leone XIII proclama l’importanza di provvedere agli anziani e agli
infermi, fissando così la necessità di una pensione per le persone anziane.
1929
Don Del-Pietro e l'OCST
Nella sua lotta per costruire il sindacato e ottenere migliori condizioni
di vita per tutti i lavoratori, si interessa anche agli anziani, spesso in condizioni di grande disagio economico e del tutto privi di assicurazioni sociali.
La rivendicazione di un fondo di un’assicurazione per gli anziani e gli invalidi è una delle prime e principali richieste di tutti i sindacati già dal grande
sciopero generale del 1918.
1942
La proposta dell'OCST
L’OCST domanda che le casse di compensazione per perdita di salario
siano trasformate in un’assicurazione vecchiaia e superstiti obbligatoria.
L’Assicurazione Vecchiaia e Superstiti (AVS)
L’AVS è accettata dal popolo e l’anno dopo entra in funzione. Naturalmente
don Del-Pietro e il sindacato negli anni seguenti devono poi continuare la
lotta per migliorare questa assicurazione, e in generale per migliorare la
condizione degli anziani.
1947
Viene costituito il Dipartimento delle Opere Sociali (DOS) e il ritardo
accumulato nel settore socio-sanitario non è facilmente recuperato.
1959
Viene emanata la «legge-madre» del nuovo Stato sociale ticinese: per la
protezione della maternità, dell’infanzia e dell’adolescenza.
1963
Creazione a Lugano del primo servizio di «aiuto famigliare».
1969
Viene emanata la legge sull’assistenza sociale.
1971
Finalmente, nel 1973 si ha l’inizio di una politica a favore degli anziani con
la «Legge concernente il promovimento, il coordinamento e il sussidiamento delle attività sociali a favore delle persone anziane».
1973
Entra in vigore la Legge sull’assistenza e sulle cure a domicilio (Lacd), che
pone le basi per il potenziamento dei servizi volti a consentire all’anziano
di rimanere a casa propria, rinviando nel tempo il trasferimento in casa
per anziani e evitando collocamenti impropri in ospedali acuti
1997
28 no
Alla C
Sezio
presid
tonale
lascia
diven
Pelleg
condo
del po
attivit
to sin
16 settembre 2010 il Lavoro
Storia  Giubileo dell’associazione anziani OCST
andolla e Benedetta Rigotti
13
2006 - il nuovo presidente cantonale dell’Associazione è
Giacomo Falconi, vicepresidenti Urbano Bizzozero e Gabriella
Bollinger. Da fine 2007 il nuovo segretario cantonale è Claudio Franscella, deputato al Gran Consiglio.
ovembre 1980 La nascita dell’Associazione anziani pensionati invalidi dell’OCST
Casa del Popolo di Lugano ha luogo l’assemblea che costituisce la nuova
one anziani e pensionati. Oltre duecento persone ascoltano i saluti del
dente dell’OCST, avvocato Vittorio Torriani, la relazione del segretario cane Angelo Pellegrini ed eleggono il primo comitato; Pin Riva, che ha appena
ato la presidenza del sindacato cristiano-sociale dei dipendenti dello Stato,
nta il presidente, con Italo Balzaretti come vice.
grini sottolinea i vari punti rivendicativi: i ritardi dell’entrata in vigore del seo pilastro, i vari tentativi di risparmio negli investimenti sociali, la necessità
otenziamento dell’aiuto domiciliare, eccetera. Indica anche l’importanza di
tà ricreative, «questi anziani, dice, sono stati spesso i pionieri del movimenndacale stesso».
1982 Gli scopi della nuova Associazione
Nell’assemblea generale del settembre 1982, il segretario cantonale Meinrado
Robbiani presenta gli statuti. Gli scopi della nuova sezione sono i seguenti: costituire un ambito d’incontro e di amicizia, offrire tutti i servizi dell’OCST, indirizzare
rivendicazioni atte a promuovere la condizione degli anziani, lanciare iniziative che
promuovono la presenza attiva e partecipe nella società e nel sindacato. La struttura
è data dall’assemblea e dal comitato cantonali.
1982-1983 Nascono le sezioni regionali
Le sezioni regionali nel Luganese e nel Bellinzonese nascono nel 1982, nel Locarnese, nel
Mendrisiotto e nelle Tre Valli l’anno seguente. Ogni sezione costituisce un suo comitato
che organizza attività sezionali e cantonali, sempre molto partecipate.
Metà degli anni ‘80 - Un’intensa attività informativa
Inizia la collaborazione con «il Lavoro» e si producono interessanti inchieste. Iniziano
anche delle prime e preziose attività di volontariato.
2006 - 2009 - Continua la pubblicazione del Vademecum
che tratta numerose tematiche quali i rapporti tra l’anziano
e la società di oggi (2005), la cura dell’immagine (2006), la
sicurezza (2007), la musica (2008) e la figura dell’anziano
quale risorsa della società (2009).
Viene realizzato il nuovo sito internet (www.aapi.ch) e l’AAPI
ha una pagina sul portale Seniorweb.ch. Vengono organizzati
i corsi di informatica.
È continuato e si è rafforzato l’impegno a far da tramite con
le istituzioni per sostenere le richieste e le rivendicazioni
delle persone anziane e pensionate. A questo proposito si
segnala la presenza di rappresentanti dell’AAPI in seno al
Consiglio degli anziani del canton Ticino, nella Federazione
svizzera dei Pensionati, oltre che nella Fares e nel Consiglio
svizzero degli anziani.
10 giugno 2010 - Un nuovo nome per festeggiare il
trentesimo di fondazione
L’Assemblea cantonale ha deciso di modificare il
nome da Associazione Anziani Pensionati e Invalidi
(AAPI) a GENERAZIONEPIÙ.
Il giubileo è considerato come un punto di partenza
per il rinnovo dell’associazione e il cambiamento del
nome contribuisce di certo ad aggiornare l’immagine
all’evoluzione dei tempi.
L’AAPI si sta quindi preparando con impegno per
affrontare al meglio le sfide del futuro.
1985 - L’AAPI promuove un incontro a livello cantonale con i principali gruppi che si
occupano di Terza età.
1992 Il primo Vademecum
Appare un primo opuscolo, che ha molto successo: il «Vademecum dell’anziano».
1980
1985
1990
1995
1995 - Cambiamenti negli statuti dell’AAPI e avvicendamento
ai vertici
Dopo ben 15 anni, Fabio Spinetti sostituisce Bruno Zonta come
segretario. Naldo Pedroni sostituisce Pin Riva come presidente
cantonale.
L’AAPI viene annoverata tra gli enti sostenuti dalla «legge
anziani»
I fondi ottenuti consentono di finanziare le attività e di iniziare la
ristrutturazione del Centro sociale a Lugano, in via Lambertenghi.
«il Lavoro» inizia a dedicare una rubrica fissa all’AAPI.
L’Associazione partecipa con i suoi rappresentanti alle attività della
Federazione svizzera dei pensionati, prepensionati e beneficiari
Ai. Continuano intanto le numerose attività regionali e gli ormai
tradizionali soggiorni al mare e in montagna.
2000
2005
2010
1997 - Continua la collaborazione con le altre organizzazioni. Nasce il Centro
sociale gestito dal gruppo di Bellinzona insieme al Progetto di prevenzione incidenti
persone anziane (PIPA) e all’Associazione ticinese deboli d’udito (ATDU).
La sezione del Mendrisiotto organizza un incontro di commemorazione della
scomparsa di mons. Luigi Del-Pietro, con testimonianze, letture, canti e diapositive,
raccolte poi in un libro, a cura di Giovanni Piffaretti.
1998-1999 - Si arricchiscono le attività informative
Partecipazione a «Club99» di Teleticino e a Radio Fiume Ticino.
Viene poi pubblicata con successo una serie di Vademecum: oltre alla ristampa di
quello dedicato all’anziano (2000), vi è quello dedicato alla salute (2001), al tempo
libero (2002), alla natura (2003), alla comunicazione (2005).
2000 - Gli ultrasettantenni sono quasi il 13 per cento della popolazione. Molti anziani
vivono ancora in condizioni di indigenza ed emarginazione, ma molti altri conservano
una buona salute, e il pensionamento viene vissuto come un nuovo periodo in cui si
può svolgere attività utili per la società piuttosto che l’ingresso nella vecchiaia.
2001 - Il presidente dell’Associazione cantonale è Celina Merlini, vicepresidenti Urbano Bizzozero e Giacomo Falconi. Segretaria cantonale è, da un anno, Mara Valente.
novembre 2004 - Nasce il Consiglio cantonale per gli anziani.
14
Attualità
16 settembre 2010 il Lavoro
Economia e salute
Philip Morris contro l’Uruguay:
diritti commerciali o salute pubblica?
Qual è il peso della salute pubblica di
fronte agli interessi commerciali? Questa è la sfida di una battaglia giuridica
che pone la Svizzera in una situazione
molto imbarazzante, di cui avrebbe volentieri fatto a meno.
ISOLDA AGAZZI
D
al primo gennaio 2010, la Confederazione obbliga i fabbricanti di sigarette
ad assegnare più della metà della superficie del pacchetto all’avviso contro i pericoli
del fumo, mentre Philip Morris International, la
cui sede delle operazioni internazionali si trova a Losanna, ha appena querelato l’Uruguay,
davanti ad un tribunale della Banca mondiale:
il Centro internazionale di composizione delle
controversie relative agli investimenti. Il motivo: le nuove direttive adottate recentemente
dal paese sudamericano, che
obbligano i messaggi in favore
della salute a coprire l’80 per
cento del pacchetto di sigarette
ed impongono una sola presentazione per ogni marca.
Secondo Philip Morris International, il celebre fabbricante
di Marlboro, queste misure gli
creano ingenti perdite. Essa basa la sua querela su un trattato di promozione e di protezione
degli investimenti in vigore tra Berna e Montevideo dal 1991.
Il Centro internazionale di composizione delle controversie legate agli investimenti è un
oscuro tribunale arbitrale la cui specificità è
l’esame delle controversie tra imprese e Stati. Sta cambiando le relazioni economiche internazionali in un senso spesso sfavorevole ai
paesi in via di sviluppo.
La novità di questo affare è che Philip Morris invoca una pretesa violazione, dell’Uruguay,
delle disposizioni relative alla proprietà intellettuale. Philip Morris si basa, per questo, su un
avviso di diritto emesso da un celebre studio di
avvocati svizzeri. La multinazionale chiede, non
solo un compenso per i danni subiti, ma anche
l’annullamento puro e semplice dell’ordinamento uruguayano – fatto che rappresenterebbe
una prima assoluta e non è certo che il tribunale
abbia la competenza per farlo.
Il caso è rappresentativo dei
conflitti che possono sorgere tra
gli interessi commerciali di potenti
gruppi e la protezione della salute
pubblica. Eppure, l’Uruguay agisce in totale conformità alla convenzione quadro dell’OMS sul
controllo del tabacco, che preve-
de che almeno la metà del pacchetto di sigarette
metta in guardia contro i pericoli del fumo.
Inoltre, il trattato d’investimento prevede la
possibilità, per entrambi gli Stati, di vietare le
attività economiche per ragioni d’interesse o di
salute pubblici. La protezione della salute pubblica deve prevalere sugli interessi commerciali. Eppure, Philip Morris International non ha
esitato ad intentare causa all’Uruguay, quando
legislazioni antitabacco molto restrittive sono
in vigore anche in altri paesi sudamericani, in
Australia, in Canada ed in Norvegia.
Il fatto è che oggi, in America, fuma il 21%
della popolazione, mentre negli anni ‘50 era
la metà. Per compensare queste perdite, la
marca del cowboy si è lanciata alla conquista
dei mercati dei paesi emergenti – con metodi
poco gentili.
Chi vincerà? Anche se l’Uruguay ha buone
possibilità di farcela, questa causa gli costerà
milioni di dollari. I cantori della salute pubblica
si sono ben difesi fino ad oggi, ma rischiano
d’incassare ancora qualche colpo. 
Traduzione Lara Argenta
www.alliancesud.ch
Testimonianze
Un luminoso capolavoro: Chiara Luce Badano
Ha ancora senso la santità oggi? Ha ancora la forza di attirare dietro sé, di offrire modelli imitabili nella quotidianità?
C
hiara Luce Badano, morta a soli 18
anni, il prossimo 25 settembre verrà
beatificata. Colpita da tumore osseo, affronta la malattia affidandosi all'amore
di Dio. Di fronte alla sofferenza ripete: «Se lo
vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io».
In occasione della beatificazione di Chiara Badano si terrà dal 24 al 26 settembre un viaggio
dalla Svizzera per giovani e adulti interessati.
Viaggio in pullman dal Ticino: venerdì 24
settembre, ore 7.00; rientro domenica 26
settembre, ore 22.00 circa.
Costo: fr. 260.- (studenti: 230.-).
Informazioni e iscrizioni
Adriana e Francesco Scariolo
tel. 091 7435408
[email protected]
www.chiaralucebadano.it
Attualità
16 settembre 2010 il Lavoro
15
Aeroporto Agno-Lugano
Una grande opportunità
ANTONIO SANNA
Q
uando, appena alto sopra casa mia,
sento il rombo di un aereo, istintivamente alzo lo sguardo per seguirne
il percorso anche se so già che si tratta di un
velivolo decollato dalla pista di Agno.
Scompare quasi subito dietro il primo monte e, mentre il suo rombare via via si perde,
riaffiorano alla memoria alcuni miei interventi
per un rilancio, a livello internazionale, dell'aeroporto di Agno.
Erano gli anni '70 ed io, sindaco di Lavena
Ponte Tresa di fresca nomina, mi trovavo a dovermi occupare di strutture e servizi che non
c'erano, di viabilità e trasporti del tutto insufficienti a sopportare un traffico veicolare reso
caotico dal forte richiamo occupazionale che
offriva il Canton Ticino. Richiamo che portava in paese un forte flusso migratorio da ogni
regione d'Italia e dava origine al frontalierato.
Se rileggo l'intervista fattami nel settembre
del '74 e pubblicata sul n.° 52 del mensile
italo-svizzero Flash, mi rivedo giovine e promotore di trattative con la direzione dell'Itavia,
di contatti con dirigenti dell'aeroporto, nel frattempo passato al comune di Lugano, perchè
adeguati interventi favorissero il suo collegamento con i maggiori scali italiani ed europei,
facilitando scambi internazionali, premessa di
incremento alle principali industrie ed alle attività turistico-commerciali.
La stessa posizione dell'aerodromo collocato tra il nord varesotto e l'immediato retroterra ticinese, la vicinanza della provincia
di Como e soprattutto l'assenza di influssi
metereologici in tutte le stagioni dell'anno,
non poteva che essere ritenuto il punto piu
adatto a tale sviluppo. L'idea, nata in una
mattina che la nebbia metteva in dubbio la
mia partenza da Linate per la Capitale dove
mi attendeva un incontro sui ristorni (3 ottobre '74), buttata là al deputato varesino
Zamberletti, che se ne fece subito paladino,
cominciò a trovare corpo in un incontro tenutosi presso il comune di cui ero Sindaco
fra autorità italiane e svizzere. Una realiuzzazione che la stessa manifestazione aerea svoltasi sul campo alcuni mesi prima,
confermava possibile l'uso della pista di Agno
anche per decolli di aerei a turboreazione ed a
reazione con carico fino a 20.000 kg. pr ruota.
La mia spinta per fare di Agno un aeroporto funzionale con voli puntati a sud ed a nord
delle Alpi si ferma con l'autorizzazione data nel
maggio del 1974 all'Azienda dei trasporti del
comune di Lugano per l'esercizio di un campo
d'aviazione. C'è la soddisfazione di constatare come non solo l'idea prospettata negli anni
'70 sia stata recepita ma andata oltre quando
nel 1980 la Croisser creò collegamenti verso
scali italiani ed europei. Voli puntuali, di ottimo
confort, quasi familiari che io stesso ho avuto modo di constatare e descrivere in uno dei
primi imbarchi per Roma. Oggi la Darwin Airline opera con voli di linea Ginevra, Roma; voli
stagionali Olbia, Cagliari, Lampedusa; in code
share con Zurigo. Interagiscono anche aerei
d'affari e aviazione generale.
Con il progetto della circonvallazione di Agno
si prevedono modifiche allo spazio aeroportuale ed un possibile prolungamento della pista che attualmente misura m. 3.350. Ciò consentirebbe lo scalo ed il decollo di aeromobili
di portata maggiore dell'attuale.
Intanto, pur nella sua limitatezza, dall'aeroporto di Agno-Lugano, che io definirei insubrico perchè facilmente raggiungibile dalle località che sono all'interno di tale area, i viaggiatori
sentono il mondo più vicino.
Cina
L'acciaio va... ma le conseguenze?
La produzione di acciaio in Cina è circa
la metà della produzione mondiale.
I problemi generati da questa situazione sono di ordine economico, oltre che
di inquinamento e di consumo energetico.
P
er arginare la continua tendenza alla
crescita di produzione il Governo ha
dovuto attuare, già nelle scorse setti-
Foto: Raffaele Novarina
mane la limitazione della produzione nelle provincie dello Zhejang e nello Shaangdong. La
scorsa settimana è dovuto intervenire anche
nelle provincie dell’Hebey dove la produzione
è la più intensiva del paese. Di recente, con
un taglio dell'energia elettrica, sono stati chiusi nelle regioni 18 impianti che dovranno sospendere la produzione per un mese. Si tratta
degli impianti che si sottraggono ai controlli statali per la protezione dell'ambiente ed il
consumo energetico. Altre acciaierie dovranno
invece ridurre la produzione
del 70 per cento.
Dal provvedimento rimangono esclusi gli impianti della
Hebei Steel Group, il maggior
produttore nazionale.
La capacità produttiva
cinese è di 740 milioni di
tonnellate e nel corso di
quest'anno si parla di 600
milioni prodotte e l’ultima
riserva ridurrebbe la produzione della Hebei di 20 milioni di tonnellate. 
Caos e ingorghi
La crescita economica in Cina è in vari
sensi insostenibile. Uno dei problemi che si
verificano con sempre maggior frequenza è
la formazione di ingorghi nelle autostrade che
non si riesce a risolvere. Una delle autostrade
più coinvolte è quella che parte da Pechino e
raggiunge la provincia dell'Hebei. L'altro mese
per ben due volte si sono formati ingorghi di
ben 150 chilometri che la polizia non è riuscita a risolvere; solo dopo molti giorni la paralisi
del traffico si è allentata.
Nell'ultimo ingorgo sono rimasti coinvolti
anche 10.000 autocarri che trasportano
soprattutto carbone.
Non solo l'autostada, ma anche le strade
adiacenti sono ora bloccate e la gente ha
costruito dei piccoli accampamenti.
La causa principale che manda in tilt il
sistema viabilistico è l’aumento vertiginoso
delle immatricolazioni (20 per cento all’anno)
e la limitata percorribilità delle autostrade
costruite negli anni ‘70.
Il governo teme di frenare le immatricolazioni per non danneggiare il fiorente settore
dell'automobile. 
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Venerdì 24 settembre al Palazzo dei Congressi
Tutti a Lugano per festeggiare
GenerazionePiù
C
are amiche, cari amici,
il 2010 per l’AAPI è molto
importante e significativo.
In effetti l’Associazione cantonale e
la sezione del Luganese compiono
trent’anni.
Il 24 settembre festeggiamo quindi
quest’importante Giubileo organizzando una giornata commemorativa
dove, grazie ai contributi degli impor-
Programma della
Giornata commemorativa
Palazzo dei Congressi di Lugano
Venerdì 24 settembre 2010
 ore 9.30, Accoglienza ospiti
 ore 10.00 - 12.00
- Saluto del Presidente della Sezione del
luganese, Flavio Ercolani
- Saluto del Sindaco di Lugano,
Arch. Giorgio Giudici
- Saluto del Direttore Dipartimento della
sanità e socialità del Canton Ticino, On.
Patrizia Pesenti
Inserzione
tanti ospiti presenti, stileremo un bilancio di quanto fatto nel passato a favore dei nostri anziani. Sarà però pure
l’occasione per proiettarsi idealmente
verso il futuro. Infatti, visto l’importante cambiamento demografico in atto,
le associazioni come la nostra assumeranno un ruolo sempre più prioritario nella società.
Per questo abbiamo preparato alcune novità di rilievo che permetteranno di adattare la nostra associazione
all’evoluzione dei tempi.
Da segnalare, in particolare, il cambiamento del nome dell’associazione
da AAPI a GenerazionePiù.
Vi aspettiamo quindi numerosi a
quest’importante appuntamento.
Non mancate (le iscrizioni devono
- Intervento, «I 30 anni dell’Associazione»,
Prof. Alberto Gandolla, storico
- Intervento del Presidente cantonale GenerazionePiù, Giacomo Falconi
- Intervento del Segretario cantonale GenerazionePiù, Claudio Franscella
- Intervento del Presidente OCST,
Bruno Ongaro
- Intervento del Vescovo di Lugano,
Pier Giacomo Grampa
 Ore 12.30 - 13.00
Aperitivo nell’atrio
del Palazzo dei Congressi
 Ore 13.00- 15.15
Pranzo nella sala B
essere fatte presso il proprio segretariato regionale, oppure telefonando
allo 091 910 20 21).
A presto! 
Giacomo Falconi,
presidente cantonale GenerazionePiù
Claudio Franscella,
segretario cantonale GenerazionePiù
del Palazzo dei Congressi
 Ore 15.30 - 17.00
Concerto del Coro lirico di Lugano
diretto dal maestro A. Cupia
Il costo del pranzo ammonta a Frs. 40.tutto compreso.
Iscrizioni
Le iscrizioni devono essere fatte direttamente alla propria sezione regionale.
Info
Segretariato cantonale
Tel. 091 910 20 21
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Pomeriggio Giornata commemorativa
Grande concerto del coro Lirico di Lugano
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l Coro Lirico di Lugano è onorato di partecipare alla giornata
commemorativa del trentesimo di
fondazione AAPI-GenerazionePiù che
si terrà al palacongressi di Lugano venerdi 24 settembre 2010, alle 15,30.
Il Coro è attivo dal 2006 e – grazie
alla direzione esperta del Mo.Andrea
Cupia – dispone di un repertorio di
quaranta cori a quattro voci del melodramma italiano e francese.
Per i festeggiamenti si aprirà il concerto con brani dal Guglielmo Tell di
Rossini, ultima opera del compositore pesarese che canta le gesta del
nostro eroe leggendario svizzero per
liberarsi dalla dominazione austriaca.
Seguiranno i belcantisti Donizetti e Bellini, con
pagine dall’Elisir d’amore e Sonnambula, opera
scritta da Vincenzo Bellini
a Blevio,sulle rive del lago
di Como.
Non poteva mancare il
padre del melodramma dell’Ottocento italiano, Giuseppe Verdi, con vari
cori ed in particolare il famoso “Gloria
all’Egitto”, dall’Aida, scritta dal Cigno
di Busseto in occasione dell’apertura del canale di Suez il 24 dicembre
1871, al Cairo. Altri brani, anche per
solisti (soprano, tenore, baritono) sono
in programma per GenerazionePiù tra
cui l’Inneggiamo al Signore (Inno di
Pasqua) dalla Cavalleria rusticana,
opera in un atto che rese celebre Pietro Mascagni, compositore nato a Livorno e morto a Roma nel 1945.
Il concerto è aperto a tutti, soci,
simpatizzanti, amanti dell’opera per
brindare insieme per il trentesimo anniversario di GenerazionePiù-anziani
OCST. 
Lo dice uno studio dell’Università di Pavia
La lirica scaccia lo stress
G
li over 60 (e non solo) dovrebbero ascoltare più frequentemente la Carmen di
Bizet, l’Aida e il Nabucco di Verdi, il
Barbiere di Siviglia di Rossini e così
via.
L’effetto benefico che la musica
classica può avere su cuore e pressione del sangue sembra importante.
A scoprire il potere terapeutico della musica lirica sono stati i cardiologi dell’Università di Pavia, che hanno
pubblicato il loro studio sulla rivista
scientifica Circulation.
Secondo i ricercatori il nostro organismo reagisce, si adegua e segue
l’andamento della musica con accelerazioni e decelerazioni del cuore, fino
a ritrovare il giusto ritmo del battito.
Anche la respirazione ne trae giovamento.
In altre parole, ascoltare l’aria di un
melodramma o l’esecuzione di un ensemble rilassa e allontana lo stress.
Non solo: le opere di Giacomo Puccini, di Ludwig Van Beethoven, di
Giuseppe Verdi e di Richard Wagner,
potranno essere d’aiuto, in futuro, anche per la riabilitazione di chi è stato
vittima di infarti e ictus.
Lo studio ha coinvolto per quattro
anni 24 persone sane, tra i quali 12
coristi e 12 persone senza esperienza
musicale. Durante l’ascolto sono stati
registrati battito cardiaco, ritmo della
respirazione, pressione sanguigna e
velocità del flusso delle arterie cerebrali dei volontari. E gli studiosi del
team del dott. Bernardi hanno rilevato
che, se il ritmo musicale si velocizza,
anche il cuore tende a procedere più
rapidamente (in modo moderato) e la
pressione si modifica.
Quando invece rallenta il tempo, in
chi ascolta, si verifica un rilassamento
generale del corpo con una vasodilatazione e una riduzione della pressione arteriosa.
Tutti i volontari hanno ascoltato, in
ordine causale, due minuti di silenzio e cinque brani di musica classica:
l’Adagio della nona sinfonia di Beethoven (con un crescendo progressivo),
la cantata di Bach 169 con un ritmo
più uniforme, la Turandot di Puccini
(parti cantate) e fraseggi tratti da due
opere verdiane: Nabucco (Và pensiero) e Traviata (Libiam ne’ lieti calici).
Per rilassarsi al ritmo della musica
classica non c’è bisogno di essere
esperti. Infatti il sistema cardiovascolare e respiratorio reagisce positivamente e tende a sincronizzarsi ai
crescendo e decrescendo vocali e
orchestrali in tutti, a prescindere dalle
conoscenze e dalle preferenze musicali.
E il bello è che questo accade anche
se la persona non è coinvolta emotivamente dalla musica.
A seguito di questo studio molte di
queste armonie (in particolare quelle
di Mozart) saranno sempre più usate
anche in sala operatoria per controllare il dolore e far rilassare il paziente,
prima e dopo l’intervento.
Poteri magici della musica! Buon
ascolto! 
da OK La salute prima di tutto,
di Simona Ravizza, 4 dicembre 2009
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Agenda
Bellinzonese
Venerdì 17 settembre, e Venerdì
1 ottobre, ore 14.30, Coro presso
Casa Vita Serena a Giubiasco.
Venerdì 24 settembre giornata
commemorativa. Ritrovo: ore 8.45
Ristorante Meridiano a Castione,
ore 8.30 Piazzale Stadio a Bellinzona, ore 8.45 Mercato Coperto a
Giubiasco.
Venerdì 22 ottobre, Visita al Museo della radio, ritrovo ore 14.30
presso il Ristorante delle Alpi al
Monte Ceneri. Seguirà spuntino.
Iscrizioni a Tatiana, tel. 091 82920
05 o 079 7565500.
Locarnese
 Giovedì 16 settembre, gita con
visita al Museo dei Treni a Mendrisio e pranzo al grotto Bundi.
Luganese
 Venerdì 8 ottobre, gita a Parma,
visita teatro Regio con guida. Visita
casa Guareschi a Brescello. Pranzo ristorante «Al vedel» a Colorno-Parma.
Costo: fr. 80 tutto compreso. Iscrizioni: tel. 091 9102021, entro il 30.9.
 Sabato 27 e domenica 28 novembre, gita a Basilea. Visita della
città con guida, museo Tinguely,
visita ai mercatini, cena in hotel (in
centro). Domenica mattinata libera,
e partenza verso le 11.30. Costo: fr.
240 tutto compreso. Suppl. singola:
fr. 30. Iscrizioni: tel. 091 9102021.
Mendrisiotto

Venerdì 17 settembre, ore
15.00, Coro sezionale alla Casa Anziani Morbio Inferiore.

Venerdì 24 settembre giornata
commemorativa a Lugano. Torpedone da Mendrisio, posteggio Adorna
ore 8.30; posteggio Cimitero 8.40.
 Giovedì 30 settembre Coro sezionale invitato alla giornata porte
aperte Comune di Mendrisio, dic.
Politiche sociali, ore 14-17, atrio
Pal. Municipio Mendrisio.
Tre Valli
 Venerdì 24 settembre, giornata
commemorativa a Lugano. Costo:
fr. 40 per i soci (compreso viaggio in
bus, aperitivo, pranzo, bibite e concerto). Orari di partenza: DangioTorre ore 8, Ponto Valentino 8.10,
Acquarossa ABA 8.20, Malvaglia
8.25,Biasca UBS 8.30, Faido 8, Lavorgo FFS 8.05, Giornico 8.15, Bodio 8.20, Personico 8.25, Pollegio
8.30. Iscrizioni: tel. 091 8730120,
OCST Biasca.
 Martedì 5 ottobre, assembleacastagnata, ore 14.30 ristorante
Birreria Bocciodromo, Faido, in
compagnia della Bandella Briosa.
Costo: fr. 10, fr. 25 non soci. Iscrizioni: 1-8 ottobre, tel. 091 8730120.
 Dal 15 al 19 maggio 2011 Croazia - tour in Istria. Visita guidata
alla cittadina di Rovigno, parco nazionale delle isole Brioni, Pola e Parenzo. Costo a persona in camera
doppia fr. 1.185 (suppl. singola fr.
220). Iscrizioni: tel. 091 8730120,
OCST Biasca.
Inserzioni
GenerazionePiù di nuovo in onda
su Radio Fiume Ticino
Dal 15 settembre è ripresa, su Radio Fiume
Ticino, la seconda serie di puntate Evergreen. Un appuntamento settimanale dedicato al
mondo della terza età e curato dal segretario
cantonale Claudio Franscella a nome di GenerazionePiù.
La trasmissione va in onda ogni mercoledì alle 18:50 (con replica alla domenica alle
8.00).
Bellinzona, Blenio, Leventina e Riviera:
Locarnese e Vallemaggia:
Luganese: Grigioni italiano: 90.6
100.5 e 107.1
100.0
93.0
 Condoglianze
a Liliana Manea, collaboratrice
del segretariato OCST, per la morte della cara mamma Irene, da parte della sezione GenerazionePiù del
Mendrisiotto.
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16 settembre 2010 il Lavoro
Sempre informati con l'abbonamento a «Il Lavoro»!
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al prezzo di CHF 24.- all'anno.
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Compilare e inviare via posta o fax presso il:
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Tel: 091 921 15 51
Fax: 091 923 53 65
lavoro
La forza del sapere!
Firma
 Oltre ottant'anni di vita, una presenza storicamente importante
sul piano giornalistico, sociale, culturale, economico della Svizzera
Italiana, è presente in modo capillare nel mondo del lavoro e dell'economia. In particolare segue con attenzione i rapidi e profondi mutamenti in atto nel mondo del lavoro e dell'economia, a livello organizzativo, tecnologico, occupazionale.
 È l'unico giornale svizzero con un'ampia diffusione transfrontaliera in Italia, nelle province di confine, in particolare Como, Varese,
Verbania-Cusio-Ossola e Novara.
 La nuova impostazione grafica e redazionale accentua il contatto
con i giovani, le donne, gli anziani e la famiglia. In tutte le sue edizioni
propone una pagina in spagnolo, una in portoghese e anche in serbocroato.
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Sindacato Interprofessionale - Pagina a cura di Angela M. Carlucci*
16 settembre 2010 il Lavoro
Giovani e futuro
Una strategia europea per i giovani
La crisi colpisce soprattutto i giovani,
che hanno difficoltà a trovare il primo
impiego o a mantenere il lavoro perché si trovano in situazioni lavorative
temporanee e precarie. I giovani sono
la parte più dinamica della società, se
non sono felici e ottimista la società
rischia di collassare. La disoccupazione fra i minori di 25 anni raggiunge
nell’Ue il 21,4%, cioè il doppio rispetto
alla media della popolazione, e le previsioni non sono incoraggianti: i tassi
di disoccupazione sembrano destinati
ad aumentare. Spesso, anche le persone qualificate non trovano lavoro, o
si accontentano di un impiego che non
corrisponde alla loro formazione.
L
a disoccupazione giovanile non è a
costo zero: è la società che si fa carico degli effetti negativi provocati
dall’esclusione del mondo del lavoro di fette
ampie della popolazione. Per affrontare tutti
questi problemi che riguardano il rapporto tra
giovani e lavoro, la proposta dell’Europarlamento ritiene necessaria una «politica europea per i giovani, integrata e coerente, che
ad oggi non esiste». I governi devono dunque
assumersi la responsabilità principale, mentre
è importante un coordinamento tra Stati che
include lo scambio di buone pratiche, un’attenzione più marcata per l’educazione, e un
approccio trans-settoriale.
Servono azioni intersettoriali
Sottolineando che la crisi economica mondiale sta avendo un forte impatto sui giovani
e che, di conseguenza, essa dovrebbe avere una netta incidenza sulle priorità nei vari
campi d’azione, l’Europarlamento ritiene che
ciò vada fatto attraverso l’individuazione di un
ventaglio di misure di accompagnamento della strategia di uscita dalla crisi in ambito sociale, e che si debba rivolgere un’attenzione
specifica alla revisione degli ammortizzatori
sociali e dei sistemi di previdenza.
I giovani devono essere considerati «un
gruppo prioritario nella visione sociale dell’Ue»
osserva il Parlamento europeo, che invita gli
Stati membri a «identificare i collegamenti
intersettoriali» tra le politiche della gioventù
e quelle in materia di istruzione, formazione,
occupazione, cultura e altre politiche, sottolineando inoltre l’esigenza di forti legami tra le
politiche della gioventù e dell’infanzia.
Istruzione informale e formazione professionale
Deve essere intensificata l’interazione tra
i lati del «triangolo della conoscenza» (istruzione, ricerca, innovazione) quale elemento
chiave per la crescita e la creazione di posti
di lavoro, sottolinea l’Europarlamento che rac-
comanda vivamente la promozione di criteri
comuni per un maggior riconoscimento reciproco dell’istruzione informale e della formazione professionale, ad esempio accelerando
l’adozione del sistema del Quadro europeo
delle qualifiche (Eqf) per il riconoscimento delle qualifiche, la trasparenza e la validazione
delle competenze.
I Paesi dell’Ue sono invitati a intraprendere iniziative per investire nelle competenze
adatte per i lavori richiesti e a collegare i programmi di studio alle esigenze del mercato del
lavoro, a regolamentare la formazione professionale a breve termine e a utilizzare la validazione delle competenze e il riconoscimento
delle qualifiche. Secondo il Parlamento europeo è altresì importante sviluppare percorsi
adeguati per consentire a chi ha abbandonato
il sistema d’istruzione di reinserirsi e a chi ha
frequentato corsi di formazione professionale
di disporre di percorsi adeguati per accedere
a livelli di istruzione superiore; devono essere
intraprese azioni che offrano programmi mirati ai giovani che sono rimasti indietro o che
hanno abbandonato presto la scuola a causa
di circostanze difficili o scelte errate, mentre a
tutti i giovani deve essere garantito l’accesso
a forme di orientamento e di consulenza sul
passaggio dal mondo della scuola al lavoro.
Occupazione e indipendenza
Preoccupato per il crescente numero di giovani disoccupati, sottoccupati e precari, l’Europarlamento «sostiene con forza» l’invito di
garantire una prospettiva giovanile nelle strategie di Lisbona dopo il 2010 e Europa 2020
e di sostenere il proseguimento delle iniziative
in linea con gli obiettivi complessivi del Patto
europeo per la gioventù. Gli Stati membri sono
invitati a «intraprendere azioni per contrastare
l’insicurezza del lavoro e le condizioni lavorative inadeguate che i giovani sperimentano nel
mondo del lavoro e per sostenere attivamente
la riconciliazione del mondo del lavoro e della
vita personale e familiare».
Ai governi dell’Ue è chiesto di esplorare e
sviluppare strategie per trattenere i giovani nei
Paesi e nelle regioni con una forte tendenza
all’emigrazione, «che assume aspetti diversi
quali la fuga dei cervelli, l’utilizzo dei giovani
per colmare una carenza di competenze e il
lavoro sottopagato, flessibile, non qualificato
e spesso stagionale».
È proposta la promozione di una cultura imprenditoriale tra i giovani», sostenendo a tale
scopo lo sviluppo di strutture e reti europee e
incoraggiando i giovani a optare per il lavoro
autonomo e a ricorrere agli strumenti del microcredito e della micro finanza.
È richiamata l’attenzione anche sull’esigenza
di elaborare politiche intese a conciliare vita lavorativa con vita privata, e si considera necessario «garantire che i giovani dispongano di un
reddito sufficiente che consenta loro di prendere decisioni in modo indipendente, compresa la
decisione di creare una famiglia». 
http://www.europarl.europa.eu
16 settembre 2010 il Lavoro
Pagina a cura di Angela Carlucci* - Sindacato Interprofessionale
21
Giovani e formazione
Garantire lavoro e formazione nell’UE
La commissione per l’Occupazione e
gli Affari sociali del Parlamento europeo ha proposto di garantire il diritto al
lavoro e alla formazione ai giovani europei, al fine di tutelare tutti i giovani disoccupati da oltre 6 mesi permettendo
loro di accedere a un reddito dignitoso
e a tirocini di buona qualità.
Gli eurodeputati invitano inoltre gli Stati membri a garantire ai giovani un reddito dignitoso
in modo che possano essere finanziariamente
indipendenti. Secondo la commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento europeo, alcune legislazioni nazionali possono essere considerate addirittura «discriminatorie»
nei confronti dei giovani. È quanto avviene ad
esempio nel Regno Unito, dove il salario mini-
L
a crisi economica in atto, infatti, ha
colpito soprattutto i giovani e la disoccupazione giovanile è aumentata
più rapidamente del tasso medio: alla fine del
2009 oltre un quinto dei giovani con meno di
25 anni, cioè circa 5,5 milioni, era disoccupato nell’Ue, con punte però molto più elevate in
alcuni Stati membri e in alcune regioni europee. Si tratta di una situazione altamente preoccupante per il futuro sociale ed economico
dell’Ue, per questo la commissione europarlamentare propone che il Consiglio e la Commissione europei elaborino una forma di garanzia
per la gioventù europea che assicuri a tutti i
giovani dell’Ue il diritto al lavoro, un apprendistato, un’ulteriore formazione o un lavoro
combinato con la formazione, quando la loro
esclusione dal mercato del lavoro si prolunga
per oltre sei mesi.
mo è inferiore per i giovani; o in Francia, dove
esistono limiti per i giovani in merito all’accesso al reddito di solidarietà attiva; o, ancora, in
Danimarca, dove si rileva una riduzione delle
prestazioni di disoccupazione per i giovani.
La commissione dell’Europarlamento ha denunciato anche il problema della qualità dei tirocini, che devono essere parte integrante del
sistema educativo e non invece sostituire posti
di lavoro. Gli eurodeputati hanno quindi invitato la Commissione e il
Consiglio a definire una
«Carta europea di qualità» in materia di tirocini
per garantire il loro valore educativo ed evitare lo sfruttamento dei
giovani. Questa Carta
dovrebbe stabilire i limiti di tempo per gli stage
presso le aziende, prevedere indennità minime calcolate in base
al costo della vita del
luogo in cui il tirocinio si
svolge e garantire delle
prestazioni previdenziali
ai giovani tirocinanti. 
Opportunità
Buoni risultati dal programma Gioventù in azione
Secondo un’indagine della Commissione Europea, il 95% dei giovani partecipanti a progetti sostenuti dal programma dell’Ue «Gioventù in azione»
ha migliorato le proprie abilità linguistiche e il 66% ritiene che l’esperienza
abbia anche aumentato le opportunità
di trovare lavoro. L’indagine, condotta
all’inizio del 2010 in tutti gli Stati membri tra 4550 giovani, operatori giovanili
e organizzazioni giovanili partecipanti a
progetti transnazionali, evidenzia come
il finanziamento europeo di progetti per
i giovani abbia un impatto positivo sui
partecipanti.
T
ra i principali risultati emersi nel sondaggio effettuato sui giovani che
hanno preso parte a progetti internazionali, ad esempio, il 95% ritiene di aver imparato a meglio comunicare con persone che
parlano un’altra lingua; l’86% ritiene di aver
imparato come realizzare qualcosa nell’interesse della collettività o della società; il 77%
ha imparato come riconoscere le opportunità
per il proprio futuro personale o professionale; il 92% afferma che questi progetti l’hanno
reso più ricettivo al multiculturalismo in Europa; il 66% ritiene di avere migliori opportunità
di lavoro grazie all’esperienza maturata in corso di progetto. Inoltre, dato particolarmente
significativo, il 60% ha votato alle elezioni del
Parlamento Europeo svoltesi nel 2009 rispetto
a una media del 29% relativa a tutti i giovani
europei.
Per quanto riguarda gli operatori giovanili coinvolti in progetti internazionali, invece, il
95% ritiene che presterà maggiore attenzione
ad includere una dimensione internazionale nel
proprio operato, mentre l’88% ritiene di aver
acquisito abilità e conoscenze che non avrebbe potuto maturare tramite progetti organizzati a livello nazionale. Tra le organizzazioni
giovanili partecipanti ai progetti, poi, il 92% ha
risposto affermativamente alla domanda se la
partecipazione a un progetto abbia migliorato le abilità in materia di gestione di progetti,
mentre il 94% ritiene che ciò sia servito a meglio apprezzare la diversità culturale.
Infine, alla richiesta se essi abbiano partecipato a una nuova iniziativa internazionale europea dopo la conclusione del loro progetto o
se intendono parteciparvi in futuro, l’83% dei
giovani partecipanti, il 96% degli operatori giovanili e il 97% delle organizzazioni giovanili ha
risposto positivamente. Va ricordato che, con
un bilancio annuo complessivo di circa 140
milioni di euro, Gioventù in azione (2007-2013)
sostiene annualmente oltre 7000 progetti che
coinvolgono più di 130.000 partecipanti.
http://ec.europa.eu/youth/index_en.htm
Dr. Angela M. Carlucci
Politiche sindacali internazionali
Politiche sociali e migratorie
22
16 settembre 2010 il Lavoro
Ospedale del giocattolo
Quando sensibilità fa rima con solidarietà
• ai collaboratori delle scuole e del magazzino comunale per la pazienza dimostrata nei momenti di organizzazione e gestione del trasporto;
• all’agente di polizia di Sonvico, Claudio
Buffalino, che è stato veramente il nostro
«angelo protettore» durante le attività di carico e manovra del grosso camion;
• ai collaboratori dell’ospedale del giocattolo che hanno concretamente operato nelle mansioni di carico del camion, soddisfatti alla fine - anche se bagnati come pulcini
- dell’esperienza di solidarietà vissuta. 
ROBERTO RODRIQUEZ*
L’
associazione Gruppo di Solidarietà-OCST ed in particolar
modo l’Ospedale del giocattolo
di via Vignola 5 a Lugano, intende esprimere il più vivo ringraziamento al Municipio di
Sonvico che nel mese di luglio di quest’anno ci ha messo a disposizione del materiale
scolastico non più utilizzato - banchi, sedie,
scrivanie e lavagne per ca. 35 m3 di materiale - per essere consegnato lì dove se ne
fosse intravista la necessità.
Dopo alcune ricerche abbiamo individuato – attraverso l’Associazione ticinese «Aiuto Svizzero alla pace in Bosnia» e la sua
presidente che opera costantemente a Sarajevo – la segnalazione delle scuole di Osmaci e Zvornik, situate a nord-est della BosniaErzegovina, che si sono espresse con grande
soddisfazione alla notizia di poter offrire ad un
paio di classi di bambini di iniziare l’anno scolastico con il necessario per le aule.
Al materiale scolastico, l’ospedale del giocattolo ha provveduto ad aggiungere – con
destinazione Sarajevo - 160 sacchetti natalizi,
confezionati, decorati e riempiti di giochi, una
carrozzina ed un elevatore per vasca da bagno
*Ass. Gruppo di Solidarietà-OCST
per disabili, diverso materiale di cucina per una
casa che ospita portatori di handicap.
Tutta la merce - benedetta da una cospicua
pioggia - è stata caricata su un camion, martedì, 7 settembre u.s. ed è partita verso i luoghi
di destinazione in Bosnia-Erzegovina.
Doveroso è un grosso grazie:
• al lodevole Municipio di Sonvico per la sensibilità e la stima nei confronti del nostro operato, con la consegna del materiale e, soprattutto, per aver provveduto alla totale copertura
delle spese di trasporto;
L’Ospedale del giocattolo
Via Vignola 5 – 6900 Lugano
Tel./Fax: 091 972 16 16
www.ospedaledelgiocattolo.ch
[email protected]
Orari d’apertura
Lu-Ve: 8.00 -12.00 / 13.00 –17.00
Tagliando di partecipazione
Concorso fotografico per il Calendario OCST 2011
«La pausa dal lavoro: un momento per stare insieme»
D
opo una anno di pausa, l’OCST torna a lanciare il concorso fotografico
per il Calendario OCST. Quest’anno
il tema prescelto è «La pausa dal lavoro: un
momento per stare insieme» riservato ai lettori
Regolamento del concorso
I dipendenti dell’OCST ed i loro famigliari non
sono ammessi al concorso.
Per partecipare è sufficiente inviare un’immagine mai pubblicata inerente al tema insieme al
tagliando a lato compilato. Le immagini ricevute
non saranno restituite. Ciascun concorrente può
partecipare con un massimo di tre immagini di
cui è autore e titolare dei diritti.
L’autore stesso si preoccuperà di chiedere l’autorizzazione dell’azienda in cui la foto è stata
scattata. Ogni partecipante autorizza la pubblicazione, sia su internet, sia sui mezzi stampa.
Le foto vanno inviate unitamente al tagliando
a lato compilato entro venerdì 17 settembre
2010 alla redazione de «il Lavoro», via Balestra
19, 6900 Lugano o via e-mail a: [email protected], indicando i dati personali
ed il titolo delle fotografie.
del nostro giornale: la pausa pranzo o la pausa
caffè sono un’occasione privilegiata per instaurare dei rapporti di amicizia con i colleghi...
Le 12 foto più belle verranno pubblicate sul
calendario OCST del 2011 e riceveranno un
premio (1° premio: Fr. 300.-; 2° premio: Fr.
200.-; dal 3° al 12° premio: fr. 100.-).
Partecipate numerosi!
Concorso fotografico «La pausa dal lavoro: un momento per stare insieme»
Cognome
Nome
Indirizzo
Nap
Telefono
Località
e-mail
Partecipo al concorso con la/le foto intitolata/e

La mia partecipazione al concorso è conforme al regolamento (a lato)
Luogo e data
Firma
Compilare e inviare insieme alla fotografia a: Redazione «il Lavoro», Via Balestra 19, 6900 Lugano
Giornale Aperto
16 settembre 2010 il Lavoro
23
Le Domande dei Lettori
Disoccupazione per frontalieri o per rimpatriati?
Egregi signori,
ho lavorato in Svizzera dal 1999 al 31/05/2010
come autista presso una importante ditta di
trasporti internazionali. Alla cessazione dell’attività ho presentato domanda di disoccupazione alla competente sede INPS. L’istituto mi
ha liquidato la disoccupazione per rimpatriati,
quindi con un calcolo meno favorevole rispetto alla prestazione prevista per i frontalieri. Ho
letto che per potere essere considerato lavoratore frontaliero è necessario possedere un
particolare tipo di permesso di lavoro. Vi allego
gli ultimi permessi che mi sono stati rilasciati,
potete dirmi se posso essere considerato frontaliero ed eventualmente quali altri documenti
devo produrre per potere ottenere questo tipo
di disoccupazione?
Franco F., Uggiate Trevano
Caro Franco,
In effetti il permesso di lavoro che avevi è un
permesso di dimora di breve durata (massimo
120 giorni all’anno), di conseguenza il riconoscimento del trattamento di disoccupazione
come rimpatriato è purtroppo corretto. Molte
aziende di trasporti internazionali, che hanno
sede legale in cantoni in Svizzera interna utilizzano questa particolare forma di permesso
lavorativo per i propri dipendenti.
Nel caso dovessi ritornare a lavorare in Svizzera con un contratto a tempo indeterminato,
devi verificare la possibilità di ottenere un permesso di lavoro come frontaliero (permesso
G), le attuali disposizioni prevedono due alternative: con rientro giornaliero, oppure con
rientro settimanale al proprio domicilio in Italia.
Solamente la titolarità di questo particolare
permesso di lavoro permette di accedere al
trattamento speciale di disoccupazione per lavoratori frontalieri.
Ricordo inoltre che i requisiti richiesti per
ottenere la disoccupazione frontalieri (legge
147/1997) sono il licenziamento con motivazioni non imputabili al lavoratore (mancanza di
lavoro, ristrutturazione, chiusura aziendale, eccetera) ed avere lavorato e versato contributi
per almeno dodici mesi con permesso frontaliere nel corso degli ultimi due anni precedenti
alla cessazione dell’attività lavorativa.
Resto a tua disposizione per eventuali ed ul-
teriori chiarimenti.
Un cordiale saluto. 
Roberto Crugnola
Patronato Inas Cisl Frontalierato Svizzera
 Sedi patronato INAS Cisl:
Mendrisio:
Presso OCST-Via G. Lanz 25
Tel. 091-6405111; Fax 091-6467452
E mail: [email protected]
Chiasso:
Presso OCST-Via Bossi 12/D (3° piano)
Tel. 091-6825501
Lamone:
Presso OCST- Via Cantonale, località Ostarietta,
Tel. 091-9660063
Locarno:
Presso OCST-Via della Posta, angolo via Lavizzari
Tel. 091-7513052; Fax 091-7514928
E mail: [email protected]
Bellinzona:
Presso OCST- Via Magoria 4
Centro Cervia Tel. 091-8214151
Santa Maria Maggiore: (VB) Sala Mandamentale
VITA NOSTRA
„„Auguri
• a don Emilio Conrad, già apprezzato assistente spirituale dell’associazione anziani, che lo scorso 4 settembre, ha brillantemente festeggiato gli 81 anni.
• a Silva Cassina, socia Anziani sezione Mendrisio, già
apprezzata segretaria di Giovanni De Giorgi, Fausto Leidi e Andrea Isolini, che il 12 settembre ha festeggiato
gli 81 anni.
„„
Congratulazioni
• all’associato Giovanni Lorenzetti di Banco, che ha raggiunto l’invidiabile traguardo del 60.esimo d’appartenenza al nostro sindacato.
„„
Felicitazioni
• ai nostri associati Alessandro e Bettina Valenziano, per
la nascita di Salvatore, con l’augurio di un futuro sereno
e ricco di cose belle.
„„
Condoglianze
• al marito Luigi, socio Anziani segr. Luganese, ai figli
Pierluigi e Fulvia, ai nipoti e parenti tutti, per la scomparsa della loro cara congiunta Rosalinda Reguzzoni.
Editore
Organizzazione cristiano-sociale ticinese
Redazione e amministrazione
Responsabile: Benedetta Rigotti
In redazione: Maurizia Conti
tel. 0919211551 ; fax 0919242471
via Balestra 19, 6900 Lugano
[email protected]
• alla figlia Mariangela, alla sorella Irma, ai nipoti e parenti
tutti, per la scomparsa del loro caro congiunto Mario Montorfano, socio Anziani sezione del Luganese.
• al figlio Agostino, socio settore impiegati d’ufficio, alla figlia Delia, al fratello Marco, ai familiari e parenti tutti, per la
scomparsa della loro cara congiunta Itala Ballabio-Parodi.
• al figlio Massimo con la moglie Emanuela e i figli
Giorgia e Riccardo, ai parenti tutti, per la
scomparsa del loro caro Bruno Masinari di
Pregassona, fedele socio Anziani, segretariato del Luganese.
• ai figli Arturo, già segretario regionale OCST,
con Nives, Mariangela, Antonio con Cynthia e
Silvana con Raimondo, ai parenti tutti, le più
sentite condoglianze dal segretariato del Sopraceneri e GenerazionePiù, per la dipartita
della loro cara congiunta Lina Trezzini.
• a Wesley Bordoli, socio sezione Giardinieri,
segretariato Locarno, per la morte del nonno
Genesio Bordoli.
• a Daniela Pallua e famigliari, socia sezione
Alberghi, segretariato Locarno, per la morte
Stampa
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Via Industria, 6933 Muzzano
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del caro fratello Quintino Pallua.
• a Vito Gobbi, socio segretariato Sopraceneri Locarno,
per la morte del papà Cesare Annito Gobbi.
• al fratello, alla cognata, ai nipoti, in particolare a Eleonora Bonardi, per la perdita della cara zia Anna Bonardi.
I colleghi della Cassa Disoccupazione di Massagno le
sono vicini in questo triste momento.
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Consiglio esecutivo
- Presidente: Bruno Ongaro
- Presidente onorario: Romano Rossi
- Vicepresidente: Flavio Ugazzi
- Membri: Carla Albertoli, Luigi Mattia
Bernasconi, Fausto Leidi, Gianfranco
Poli, Roberto Poretti, Enrico Pusterla,
Meinrado Robbiani
Segretario cantonale e copresidente
Meinrado Robbiani
Segretario amministrativo
Fausto Leidi
Vicesegretari cantonali
Nando Ceruso, Renato Ricciardi
Segretari regionali
Lugano
Dario Tettamanti
Mendrisio
Alessandro Mecatti
Sopraceneri Paolo Locatelli
Tre Valli
Giancarlo Nicoli
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16 settembre 2010