lavoro Giornale dell'Organizzazione cristiano-sociale ticinese 16 settembre 2010 - Anno LXXXV - N.15 - CHF 1.00 - G.A.A. 6900 Lugano pagina 4 Prossimo numero: 7 ottobre 2010 Posa pavimenti Decretata l’obbligatorietà generale pagina 5 Lavoro C’è chi sfrutta la deregolamentazione pagina 6 Formazione Corsi di lingue: un’ampia offerta pagine 12-13, 16-18 Anziani OCST Una storia lunga trent’anni pagina 2-3 pagine 11 Votazioni del 26 settembre «No» alla riforma dell’Assicurazione disoccupazione Redazione Il Lavoro - Via Balestra 19 - 6900 Lugano Tel. 091 921 15 51 - Fax 091 924 24 71 - [email protected] - www.ocst.com Attualità Referendum LADI 2 16 settembre 2010 il Lavoro Una riforma che penalizza le nuove generazioni Giovani, è in gioco il vostro futuro DAVINA FITAS L a proposta di revisione dell’assicurazione disoccupazione che dovremo votare il prossimo 26 settembre tocca in modo particolare le fasce più deboli della popolazione svizzera, tra cui giovani. Chi fa, come me, il sindacalista si trova quotidianamente confrontato con situazioni di difficoltà. Quante persone hanno necessità di trovare una nuova occupazione e a noi spetta aiutarle, incoraggiarle, sostenerle. Tutto questo è difficile, ma lo è ancor di più in un momento di crisi. La revisione non farà che peggiorare le cose, riducendo ancora di più i margini di manovra. E i giovani sono certamente la categoria più colpita dalla riforma in votazione! Non è facile farsi strada nel mondo del lavoro: bisogna acquisire informazioni, conoscere l’ambiente - magari nuovo per chi ha studiato altrove - e per tutto questo è necessario del tempo. La riforma riduce notevolmente il tempo a dispo- sizione ed il tempo è una risorsa indispensabile nell’ardua impresa di trovare un’occupazione adeguata. I presupposti di chi ha ideato o sostiene questa riforma sono due: da una parte che i giovani non abbiano obblighi economici e dall’altra che chi non trova un’occupazione in tempi brevissimi abbia delle lacune, non sia preparato adeguatamente per affrontare il mondo del lavoro, oppure che sia arrogante, che non si sappia adeguare a posti di lavoro più umili. In realtà sappiamo che nella nostra società la maggior parte dei giovani non gode di appoggi personali o famigliari, e deve provvedere da sola alle proprie necessità o in certi casi persino aiutare i propri congiunti. Per chi è nato in un ambiente privilegiato questa è una realtà sconosciuta, ma questa fascia di fortunati è sempre più ridotta. Riguardo alla presunta arroganza dei giovani, non si pensa che forse è l’unica risorsa psicologica per affrontare il muro di difesa che gli «anziani» oppongono a chi sta entrando in alcuni ambiti lavorativi molto chiusi e tradizionalisti. In ogni caso le difficoltà si fanno sentire anche per chi dimostra un grande spirito di adattamento accettando un lavoro diverso dal proprio (e quanti laureati lo fanno, se ben guardiamo?). Si fa comunque fatica ad acquisire quell’esperienza richiesta per un impiego equo e dignitoso. Stage, corsi di formazione post diploma, brevi occupazioni in ambiti paralleli possono aiutare, ma il più delle volte non garantiscono la sopravvivenza in una società dal costo della vita elevato. Questo dovrebbe essere sufficiente a stimolare in tutti, ma in particolare nei giovani, un interesse vivo alla questione; per cui amici, specialmente giovani, come è possibile non andare a votare quando è in discussione il nostro futuro? Il lavoro non è solo un dovere, ma è anche un diritto, che conferisce dignità e senso alla vita di ciascuno di noi; rendere difficile l’accesso al lavoro non è quindi solo un problema economico, ma sociale - e per chi ci crede –etico. Con il mio più sentito augurio che tutti possiate trovare – come me – un lavoro, ma specialmente il vostro lavoro. Una riforma che penalizza le nuove generazioni Deve prevalere il principio di solidarietà GIANNI GUIDICELLI L e modifiche della legge sull’assicurazione disoccupazione, uscite dal Parlamento e che dovrebbero permettere il risanamento delle finanze di questa importante assicurazione sociale, sono state basate sul principio della «simmetria dei sacrifici»; ovverosia un aumento dei contributi che tutti i lavoratori devono pagare e, dall’altra parte una Il 26 settembre vota diminuzione delle prestazioni. A mio avviso doveva per contro prevalere il principio della «solidarietà»; solidarietà tra chi ha un lavoro e chi invece ne è privato o non è ancora riuscito a trovarlo. In fondo bisognava semplicemente applicare anche nell’ambito dell’assicurazione disoccupazione quanto già vale per le altre due importanti nostre prestazioni sociali; l’AVS e l’assicurazione invalidità. Il contributo che viene versato per queste prestazioni sociali è «NO» Vota contro tagli alle prestazioni dell’Assicurazione disoccupazione ingiustificati, tanto più in tempo di crisi! uguale per tutti e viene prelevato sulla totalità del salario percepito. Di conseguenza chi più guadagna, anche redditi molto elevati, versa proporzionalmente di più. Le prestazioni sono però plafonate ad un reddito medio annuo che oggi si situa sugli 82’000.- franchi. Ciò significa che quanto viene trattenuto oltre questo importo non garantisce una prestazione maggiore ma è considerato un contributo di solidarietà per garantire la solidità di queste assicurazioni sociali. Così non è per l’assicurazione disoccupazione. Il contributo richiesto, se saranno accolte continua alla pagina seguente Attualità Referendum LADI 16 settembre 2010 il Lavoro 3 I tagli alle prestazioni previsti dalla Revisione LADI Come chiudere l’ombrello proprio quando piove LORENZO JELMINI C onfrontato con un deficit dell’assicurazione disoccupazione in evoluzione, il Governo federale propone una serie di misure sia per aumentare le entrate sia per ridurre le uscite. Le soluzioni proposte per incrementare i contributi sono assai timide essendo previsto un aumento del 0,2 per cento, metà a carico del datore di lavoro e metà del lavoratore, e un misero contributo di solidarietà dell’1 per cento sul guadagno che va dai 126’000 franchi ai 315’000 franchi. Nessuna partecipazione viene invece richiesta ai redditi alti. La mancanza di solidarietà da parte dei beneficiari di questi redditi, alcuni dei quali sono pure causa delle attuali difficoltà economiche, è un elemento particolarmente fastidioso. Ben altro discorso per quanto riguarda i tagli alle prestazioni proposte nella revisione. Queste avranno un’incidenza importante sui disoccupati ma anche sui Cantoni. Il diritto alle indennità di disoccupazione verrà ridotto per i continua dalla pagina precedente le modifiche sulle quali dovremo votare, passerà dal 2 al 2,2 per cento per i salari sino a 126’000.- franchi (che rappresenta anche il salario massimo assicurabile), per i salari tra quest’ultimo importo e i 315’000.- franchi verrà trattenuto un contributo dell’1 per cento, oltre questo importo nessun contributo. Ciò in pratica significa che chi ha la fortuna di avere dei redditi alti o molto alti versa in proporzione al suo reddito un contributo percentualmente inferiore man mano che il reddito stesso aumenta. Applicare all’assicurazione disoccupazione il criterio in vigore nell’AVS e nell’AI significa giovani e per le donne che hanno sospeso l’attività lavorativa per occuparsi dei figli, mentre l’accesso alla disoccupazione sarà reso più difficoltoso anche per le persone che hanno più di 55 anni e le persone parzialmente invalide. Penalizzati pure i programmi occupazionali e il lavoro temporaneo (o guadagno intermedio) il cui periodo non verrà più computato per concedere il diritto alla disoccupazione. Non da ultimo parte dei costi della disoccupazione verrà posta a carico dei cantoni e il numero massimo di indennità giornaliere per gli assicurati di regioni colpite da una disoccupazione particolarmente elevata non potrà più essere aumentato, misura che inciderà soprattutto nel nostro Cantone. Come abbiamo più volte affermato, pur comprendendo la necessità di tenere a freno i costi della disoccupazione, questa revisione propone tagli alle prestazioni nel momento più sbagliato, ossia proprio quando queste prestazioni sono necessarie. In altre parole, il Consiglio federale propone di chiudere l’ombrello pro- che il contributo deve essere calcolato sulla totalità del reddito. Così facendo sicuramente la trattenuta potrebbe essere inferiore al 2,2 per cento previsto, con un beneficio diretto per la maggior parte dei lavoratori. Un ulteriore motivo quindi per esprimere un chiaro NO il prossimo 26 settembre. È vero che se la modifica legislativa dovesse venir respinta il contributo per il prossimo anno aumenterà al 2,5 per cento, ma è altrettanto vero che il Consiglio Federale dovrà tenere in considerazione la volontà popolare e proporre una modifica della legge più sociale e solidale, che tenga anche in considerazione quanto ho esposto in questo mio contributo. Il 26 settembre vota «NO» Vota contro una riforma dell’Assicurazione disoccupazione che penalizza apprendisti e giovani! prio quando sta piovendo, senza curarsi delle ripercussioni che questa scelta porterà. Non bisogna peraltro dimenticare che Il Consiglio federale si trova oggi confrontato con un deficit strutturale perché con la precedente revisione, avvenuta appena 6 anni fa, aveva ridotto le entrate poiché aveva completamente sbagliato le previsioni sul grado di disoccupazione. Il Governo federale sbaglia nuovamente se, per far fronte a questi errori, vuole incidere sulle prestazioni. Così facendo rischia di mettere in crisi il sistema ormai consolidato del mercato del lavoro costruito negli anni nel nostro paese. Difatti a fronte di un sistema lavorativo particolarmente flessibile, sia in entrata che in uscita, sono stati realizzati validi ammortizzatori sociali come la Legge sulla disoccupazione che tutela le persone a cui è stato disdetto il rapporto d’impiego. In Svizzera, contrariamente alla vicina penisola, non ci sono particolari protezioni al licenziamento ma, nel contempo, le persone che si trovano senza lavoro vengono sostenute da uno stato sociale efficiente. Se incominciamo a mettere in discussione e a ridurre l’impegno da parte dello Stato a sostegno di chi ha perso l’impiego, allora dovremo giocoforza rivedere le protezioni a favore dei lavoratori. Ne vale veramente la pena? 4 Sindacato Attualità 16 settembre 2010 il Lavoro Giovani e lavoro Pavimentazioni stradali I giovani chiedono opportunità di lavoro Lavorare 17 ore di seguito Più mortificate sono le loro carriere, le loro competenze, i loro salari e le loro motivazioni, e meno i giovani saranno capaci di contribuire alla crescita del Paese. CAROLINA ROSSINI I n materia di sociologia del lavoro, le rappresentazioni delle giovani generazioni sono oggigiorno associate alla precarietà e all’esclusione. Rispetto alla generazione dei genitori, che hanno vissuto i moti del ’68, i giovani d’oggi sono molto più scettici rispetto alle istituzioni e sul futuro non nutrono più, o perlomeno meno spesso, una visione positiva. Questo può sembrare un controsenso rispetto ai miglioramenti nella qualità di vita in Occidente e a tutti gli sviluppi tecnologici. Ma il futuro dei giovani non è mai stato così incerto come oggi. Spesso si sente dire che i giovani hanno tutto, che non manca loro niente, ma in questa società sempre più individualista, che posto trovano loro, nel momento in cui i figli del baby boom si apprestano ad andare in pensione? L’apertura dei mercati, la mobilità, le diverse modalità di lavoro, hanno portato delle novità, e purtroppo spesso le conseguenze vengono vissute in prima persona anche dai giovani in cerca del primo impiego. Il mercato del lavoro non è molto generoso in questo senso. Il tasso di disoccupati tra i 20 e i 24 anni nell’agosto 2010 era del 12,5 per cento, decisamente sopra la media ticinese del 4,7 per cento. Molti giovani tra i 16 e i 24 anni lavorano, e per questo sono sempre più spinti a frequentare delle formazioni post-obbligatorie. In Svizzera si riconoscono tre tipi di formazione: primaria, cioè la scuola obbligatoria; la formazione secondaria, cioè il diploma d’apprendistato oppure la maturità liceale; ed infine la formazione terziaria in cui si contano gli studi universitari, nelle alte scuola specializzate, una formazione professionale superiore, etc. Le previsioni prevedono che nel 2025 il 50 per cento della popolazione attiva svizzera avrà un diploma di tipo terziario. Questo porterà sicuramente ad una devalorizzazione dei diplomi. Il giovane, oggigiorno viene formato a lungo, ma all’ingresso nel mondo del lavoro trova numerose difficoltà, che anche solo la generazione dei genitori non ha riscontrato. In passato il mondo del lavoro aveva le porte aperte: si frequentava la scuola, si otteneva un diploma ed in seguito si poteva lavorare. Il per- corso era semplice. Oggi, invece, ci sono molte più interruzioni, imprevisti e strade secondarie da seguire. Il giovane può intraprendere un apprendistato, ottenere un diploma, trascorrere dei semestri di formazione all’estero, lavorare e rimettersi ancora in seguito dietro ai banchi di scuola se quanto fatto in precedenza non lo porta ad entrare in modo soddisfacente nel mondo del lavoro. Questi sforzi che sono stati fatti in favore dell’istruzione sono lodevoli, ma senza un adeguato programma d’inserimento nel mondo del lavoro sono inutili. La tendenza dimostra che il passaggio scuola-lavoro risulta particolarmente difficile per un giovane. Infatti, non bisogna pensare soltanto alle cifre della disoccupazione, perché queste non riguardano coloro che non si iscrivono all’assicurazione disoccupazione, coloro che non possono ricevere delle indennità e coloro che pensano di non poterne ricevere. Un segnale d’allarme è stato lanciato da un articolo di Fabio Losa e Pau Origoni, dell’Ufficio di statistica ticinese, in cui si parlava delle persone in cerca d’impiego. Queste non sono le 11 800 registrate ma il numero arriverebbe a 26 000 persone. La situazione risulta alquanto preoccupante, e poco incoraggiante per il giovane che sta terminando gli studi e si appresta ad entrare nel mondo del lavoro, anche guardando la situazione attuale in cui ci troviamo. Il Ticino, cantone di frontiera, vede sempre più diffuse delle forme atipiche di contratto di lavoro: il lavoro su chiamata, il lavoro a tempo parziale, il lavoro interinale e a tempo determinato, etc. Questo non permette di avere la certezza di un posto di lavoro sicuro, con una copertura adeguata della previdenza professionale. Si chiedono sempre più flessibilità ed esperienza, ma i programmi di studio sovente non prevedono stage in azienda, quindi l’esperienza molto spesso non c’è. I ragazzi sono costretti ad accettare posti di lavoro precari, con salari bassi e non conformi alla propria formazione. La situazione lavorativa è ancor più messa a repentaglio dalle riforme delle assicurazioni sociali in corso, in primo luogo dalla revisione della legge dell’assicurazione disoccupazione (LADI). Molti giovani che non trovano lavoro e si vedono così obbligati a restare a carico della famiglia, uscendo più tardi dal nucleo famigliare. Le politiche a favore dei giovani e soprattutto gli ammortizzatori sociali devono continuare ad essere fondamentali e funzionanti in tempi come questi. Ma la forza lavoro di domani sarà formata dai giovani di oggi: più svalutate sono le loro carriere, le loro competenze, i loro salari e le loro motivazioni, e meno saranno capaci di contribuire alla crescita del paese, mettendo quindi a rischio un equilibrio sociale ed economico già abbastanza fragile. L’ azienda Ziegler è stata denunciata dalla Commissione paritetica cantonale delle pavimentazioni stradali e dall’Ispettorato del lavoro per violazione della legge federale sul lavoro in materia di ore e pause lavoro. Una decina di dipendenti infatti lavorava fino a 17 ore consecutive in cantiere, arrivando a punte di lavoro di 71 ore settimanali. L’azienda ha sede nel Canton Basilea, ma si trova spesso in Ticino per svolgere anche commesse pubbliche. Al momento dei controlli gli stessi lavoratori erano impegnati in un cantiere allo svincolo autostradale di Mendrisio durante la notte e a Intragna durante il giorno. Gli operai inoltre non ricevevano la maggiorazione per gli straordinari e non veniva loro riconosciuto il tempo di viaggio. In seguito alla denuncia l’azienda non potrà più in futuro partecipare ad un appalto pubblico. Posa pavimenti Decretata l’obbligatorietà generale I l Consiglio di Stato ha decretato l’obbligatorietà generale del Contratto collettivo del settore della posa pavimenti, valido fino al 2010. L’obbligatorietà generale impone di rispettare il contratto su tutto il territorio ticinese e questo impone a tutte le aziende, anche quelle provenienti dall’estero, le stesse condizioni. Si tratta quindi innanzitutto di uno strumento che protegge i lavoratori, in secondo luogo le aziende non possono farsi concorrenza fra loro in modo sleale, risparmiando sui costi del personale. Sindacato Frontiere 16 settembre 2010 il Lavoro Concorrenza dei lavoratori esteri Frontalieri Ma cosa fanno le ditte ticinesi? Confermato l’esonero dal monitoraggio Si moltiplicano le denuncie di lavoratori cui vengono offerti contratti e salari inaccettabili. LORENZO JELMINI E ALBERTO TREVISAN I l problema dell’impatto dei lavoratori esteri nel mercato del lavoro ticinese è un tema delicato e sfaccettato, che troppo spesso viene però trattato in maniera unilaterale e semplicistica. Anche di fronte al dramma della crescente disoccupazione in Ticino, la tesi che va per la maggiore è «i lavoratori esteri rubano il posto di lavoro» (da cui lo slogan inevitabile «chiudiamo le frontiere!») che, come tutte le risposte semplicistiche a problemi complessi, si concentra su un aspetto del problema, senza vedere le questioni più salienti e preoccupanti. Troppo facilmente ci si dimentica, per esempio, che se la presenza di lavoratori esteri aumenta, è anche perché sempre più spesso le ditte cercano proprio lavoratori esteri. Vuoi il cambio favorevole, vuoi la situazione drammatica del mercato del lavoro, vuoi la malleabilità 5 L di chi non conosce diritti e doveri di un Paese completamente diverso dal paese di origine, assumere un lavoratore estero è conveniente e sembra che gli scrupoli non manchino a chi intende approfittarsi della situazione. In particolare in settori come il commercio e la vendita, ma anche nell’industria, dove manca un vincolo contrattuale collettivo e domina la pattuizione individuale si assiste sempre più a veri e propri soprusi, sfruttamenti e discriminazioni che l’OCST non può esimersi dal denunciare. Nella vendita la deregolamentazione è ormai selvaggia, e in parecchi negozi e aziende l’assunzione di ticinesi non è neanche presa in considerazione perché questi non accettano gli stipendi da 2000 franchi o poco di più che si riescono a rifilare ai lavoratori esteri. Arrivano poi parecchie segnalazioni di agenzie di lavoro che per determinati posti di lavoro (guarda caso commesse, cassiere e addette alla vendita) cercano esplicitamente solo personale estero. E che dire di colossi del commercio che attraggono personale con fusioni e trasferimenti a Circ. 45/E dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata il 13 settembre, conferma, come previsto dal DL. 78/2010, l’esonero per i lavoratori frontalieri dall’obbligo della compilazione del modulo RW a decorrere dal periodo d’imposta 2009, per le attività finanziarie e patrimoniali detenute nel paese in cui si svolge l’attività lavorativa. La stessa circolare conferma che anche i frontalieri potevano sanare le irregolarità commesse fino al 2008 seguendo le indicazioni contenute nella circ. n. 11/2010. Si può affermare che si chiude in questo modo un periodo di forte disagio per i frontalieri che sono stati oggetto di iniziative infondate. G.B e poi danno incentivi affinché i dipendenti trasferiti cerchino dimora oltr’alpe? Ma l’ultimo in ordine di tempo è il caso di una fiduciaria che ha assunto in qualità di «segretaria a tempo indeterminato» una lavoratrice estera, con una retribuzione di 1800 franchi lordi. Anche dopo anni di impiego la risposta alle richieste di aumento è stata: «al tuo paese non prenderai mai questi soldi». Si tratta di ricatti che sono inaccettabili, soprattutto da parte di fiduciarie e studi legali che credono di poterla fare franca per la mancanza di controllo e di regole da rispettare. Per fortuna qualcuno a volte non ci sta e si rivolge al sindacato, come nel caso in questione. Ma troppo spesso la paura vince e favorisce il gioco sporco di chi approfitta di tutte le debolezze del lavoratore. Il punto cruciale della questione è però quello che da sempre l’OCST ha cercato e non si stancherà mai di cercare: la contrattazione collettiva che può stabilire quegli standard di trattamento equo che non mette i lavoratori in situazioni di concorrenza speculativa a vantaggio di pochi. Servizi I nostri recapiti Il CAST offre: Consulenza nella scelta della soluzione assicurativa più adeguata Via S.Balestra 19 6900 Lugano Mediazione e assistenza nei confronti delle compagnie di assicurazione Tel 091 921 21 04 091 921 21 05 Fax 091 921 21 06 [email protected] www.ocst.com 6 Sindacato Formazione CORSI DI FORMAZIONE Via S. 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È possibile alla fine di ogni livello prepararsi agli esami per l’ottenimento dei rispettivi certificati internazionalmente riconosciuti: per inglese: esami di Cambridge (KET, PET/ BEC1, FCE/BEC2, CAE/BEC3, CPE); per tedesco: esami del Goethe (START DEUTSCH1, START DEUTSCH2, ZD, ZDfB, ZMP, KDS); per francese: esami dell’Alliance Française: (CEFP2, DL, DS, DHEF); per italiano: esami dell’Università per stranieri di Perugia (CILS A1, CILS A2, CILS1, CILS 2, CILS 3, CILS4). I corsi sono di 48 ore e vengono proposti in diverse modalità: lezioni di 1,5 ore o di 3 ore - 1 volta la settimana, sulla fascia di mezzogiorno o serale (11:30-13:00 oppure 13:00-14:30 oppure 19:00-22:00). I corsi di preparazioni agli esami prevedono moduli di 24 o 48 ore, 3 ore serali, 19:0022:00, 2 volte la settimana. Prossime date di inizio per tutte le lingue livello A1- 1° modulo: dal 20 settembre ogni lunedì dalle 11:30 alle 13:00 oppure dal 23 settembre ogni giovedì dalle 19:00 alle 22:00; livello A2- 1° modulo: dal 21 settembre ogni martedì dalle 11:30 alle 13:00 oppure dal 22 settembre ogni mercoledì dalle 19:00 alle 22:00; livello B1- 1° modulo: dal 22 settembre ogni mercoledì dalle 11:30 alle 13:00 oppure dal 21 settembre ogni martedì dalle 19:00 alle 22:00; livello B2- 1° modulo: dal 23 settembre ogni giovedì dalle 11:30 alle 13:00 oppure dal 20 settembre ogni lunedì dalle 19:00 alle 22:00; livello C1- 1° modulo: dal 24 settembre ogni venerdì dalle 11:30 alle 13:00 oppure dal 22 settembre ogni mercoledì dalle 19:00 alle 22:00. Novità Corsi di conversazione livello A2: 48 ore, dalle 18:30 alle 20:00, ogni martedì a partire dal 21 settembre livello B1: 48 ore, dalle 20:00 alle 21:30, ogni martedì a partire dal 21 settembre. Workshop tematici pomeridiani o serali 24 ore – 1 incontro di 3 ore al mese tra ottobre e maggio (Settori: bancario, informatico, legale, vendita, ufficio, ecc…). After work aperitivi, cene, visite musei, film nella lingua scelta, 24 ore, 1 incontro di 3 ore al mese tra ottobre e maggio Costi corsi di 48 ore: Fr. 480.- soci e Fr. 640.- non soci corsi di 24 ore: Fr. 240.- soci e Fr. 320.- non soci Sindacato Attualità 16 settembre 2010 il Lavoro 7 Aziende storiche La REX di Mendrisio festeggia 75 anni di fondazione Venerdì 10 settembre la ditta Rex di Mendrisio ha festeggiato un importante traguardo, il 75esimo di fondazione. A i festeggiamenti per sottolineare qusta importante ricorrenza erano presenti i circa cento dipendenti, autorità politiche, numerosi partners che collaborano con la Rex, ed anche una delegazione in rappresentanza del sindacato OCST di Mendrisio. Infatti il nostro sindacato da quasi mezzo secolo collabora con l’azienda che è stata una delle prime nella zona del Mendrisiotto ad introdurre il Contratto Collettivo di lavoro nel settore. In questa occasione l’azienda ha ricevuto un’importante certificazione per l’alta qualità dei prodotti che escono dalla sua sede di via Catenazzi. La Rex è stata fondata il 25 maggio 1935 a Mendrisio. Quale filiale della ditta francese, la Morel SA, che ha sedi di produzione in Francia, Italia e Marocco, si insedia a Mendrisio, acquistando una vecchia falegnameria dietro la stazione. Come direttore dell’azienda appena nata viene assunto un giovane ingegnere chimico, Ignazio Favini, figlio di emigrati ticinesi che da due generazioni abitano nella città di Berna. La Rex produce tessuti impregnati di cellulosa e di altri rinforzanti che servono alla fabbricazione di tomaie delle scarpe. Il tessuto fornito in lastre viene disciolto con solventi e adattato alle diverse forme di scarpe. Le lastre vengono anche rifinite internamente ma molti lavori sono distribuiti nelle famiglie del paese che eseguono le rifiniture di dettaglio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Rex si dedica alla produzione di cere, colle e prodotti di protezione per le scarpe. I collaboratori della ditta sono esentati dal presentarsi al fronte affinché sia assicurata la produzione del materiale necessario ai soldati. Nascono così la cera per gli zoccoli dei cavalli e dei muli e quella per le cinghie in cuoio dei soldati svizzeri. A seguito di improvvise grandinate che distruggono le vetrate delle serre la Rex mette in produzione il «Gitterglas»: un prodotto di rete le cui maglie sono imbevute di celluloide e hanno un'ottima resistenza alla grandine. Dopo la guerra continua lo sviluppo dei prodotti chimici per l’industria calzaturiera. A fine anni 60 la Rex diventa la maggior produttrice di suole in gomma in Svizzera, e nel 1969 è la prima azienda Svizzera a produrre suole in poliuretano. Accanto alle suole inizia lo stampaggio di altri articoli in gomma. Ma nel mese di agosto del 1972 un grosso incendio distrugge 2/3 dello stabilimento. La ricostruzione avviene in brevissimo tempo. A fine 1973 il reparto inserisce le macchine ad iniezione per gli articoli tecnici. La Rex ha avuto l’enorme capacità di sapersi adattare nel corso degli anni alle esigenze di mercato, abbandonando via via il settore calzaturiero per passare al tecnico, diversificando la produzione. Dall’azienda di Mendrisio escono nuovi materiali per il settore della ricambistica, dell’ortopedia, articoli per il settore ferroviario, articoli tecnici in gomma abbinati ad altri materiali. Nel 1990 ottiene, prima azienda in Ticino, la certificazione secondo la norma ISO 9001/1990. Già verso la fine degli anni 80 la Rex cerca nuovi sbocchi di mercato e partecipa a fiere di settore. Verso la fine degli anni 90 introduce lo stampaggio di materie plastiche elastiche per iniezione. Una storia lunga 75 anni, fatta di impegno, sacrificio, volontà, lungimiranza e lavoro. Gli invitati hanno concluso i festeggiamenti in vetta al Monte Generoso. Durante la serata di gala è stato consegnato un premio alla signora Maria Teresa Brödl per la fedeltà all’azienda. Giardinieri Corso di preparazione alla procedura di qualificazione per giardinieri paesaggisti L e parti firmatarie del Ccl cantonale dei giardinieri (Jardin Suisse e OCST) hanno deciso, con il benestare della Divisione della formazione professionale, di dare avvio ad uno specifico corso che, stante l’art. 33 della Legge federale sulla formazione professionale, ha come obiettivo la preparazione Invito alla serata informativa agli esami di fine tirocinio per l’ottenimento dell’Attestato federale di capacità (AFC) quale giardiniere paesaggista. Invitiamo pertanto coloro che non hanno un apprendistato nel settore del giardinaggio, ma che sono desiderosi di rimettersi in gioco, a voler sfruttare questa impegnativa opportunità. giovedì 16 settembre 2010 ore 18.30 presso la sede OCST di Lamone Ostarietta, Via Cantonale 29 del giardinaggio per un periodo minimo di 5 anni prima della data dell’esame); contenuto della formazione; dettagli organizzativi. Il corso inizierà nel mese di novembre 2010, gli esami finali sono programmati nel 2012. Programma condizioni di ammissione (è necessario che si sia svolta attività professionale in CH nel settore Info CFP-OCST, via Balestra 19, Lugano [email protected] Tel. 091 921 15 51 Inserzione Scheda di pre-iscrizione Cognome Nome Indirizzo Nap Città Telefono e-mail Data di nascita Lavora come giardiniere dal Lavora in Svizzera dal Corsi di formazione professionale già frequentati Titolo di studio desidero ricevere ulteriori informazioni sul corso di preparazione per ottenere l’Attestato federale di capacità (AFC) quale giardiniere paesaggista. Luogo e data Firma Compilare e inviare a: CFP OCST, Via Balestra 19, 6901 Lugano 8 Lavoro Opportunità In internet www.ocst.com RICERCHE di collaboratori XX disegnatore meccanico, esperienza minima 15 anni, Autocad, autonomo, per progetti di carpenteria, macchinari e tubazioni. Conoscenza inglese. Sede di lavoro: zona Chiasso. Curriculum per fax a 091 6416060, per lettera: Casella Postale 96, 6852 Genestrerio. XX piastrellista con esperienza. Tel.: 079/8626252 XX collaboratrice cucina, ristorante scolastico nel Luganese. Orario di lavoro:Lu/Ve 7-16.30, tempo indeterminato. Tel. 091 9718061, fax 091 9713861. XX giovane cameriera/e (max 25 anni) per barristorante nel Luganese. Candidature (CV e lettera di motivazione) a: Ristorante Piazzetta, via dei Bonoli 55, 6932 Breganzona. Info: tel. 0764489406. XX tecnico di impresa, comprovata esperienza, con requisiti previsti dall'art. 5 della Legge cantonale sull'esercizio della professione di impresario costruttore (LEPIC - documento consultabile sul sito www. ti.ch) per impresa generale di costruzione del Bellinzonese. Curriculum: OCST Bellinzona, sig. Mellace. XX impiegata commerciale 20-35 anni, formazione commerciale; esperienza professionale preferibilmente in ambito Sales, customer service o relazioni clientela svizzera; indispensabili ottime conoscenze lingue nazionali (I, F, D) e Schwytzerdütch. Sede di lavoro: Rivera. CV a: [email protected]; XX socio per azienda editoriale con ottime capacità verbali e scritte, predisposizione a lavorare in team.Tel. 091/605 72 16 o per email a redazione@ businessnow.ch" XX meccanico d'auto con esperienza Ford, serio e motivato, per Concessionario. Scrivere e-mail: [email protected] allegando curriculum vitae. XX farmacista gerente per nuova farmacia in Chiasso. Mail: [email protected] XX sarta qualificata, max 45 anni, per sartoria nel Luganese. Tel. 091 9234701. Per le posizioni seguenti curriculum a: [email protected] Tel: 091 6956757. XX governante, persona di esperienza e grande fiducia. Zona di lavoro Bellinzonese/Mendrisiotto. Ottime referenze ed esperienza nel settore. XX un/a impiegato/a contatto clienti, ottime conoscenze tedesco, per azienda del Mendrisiotto valida e dallo spirito giovane. Foglio Ufficiale N. 70 del 3 settembre XX operaio (ausiliario servizio tecnico) Municipio Locarno per istituto anziani San Carlo. Cancelleria comunale, Piazza Grande 18 e istituto per anziani, via in Selva 22, Locarno. Scadenza: 24 settembre. XX capo ufficio tecnico Municipio Maggia www. maggia.ch Scadenza: 20 settembre. XX assistente sociale Municipio Bellinzona. Info: sig.ra Corinna Galli, tel. 091 8218511. Scadenza: 20 settembre. Foglio Ufficiale N. 71 del 7 settembre XX educatore (80%) Fondazione Madonna di Rè, sede E noi? Piotta. Scadenza: 22 settembre. Curriculum e attestati a: Fondazione Madonna di Re, v. S. Gottardo 58d, c.p. 166, 6505 Bellinzona. Foglio Ufficiale N. 72 del 10 settembre XX operaio qualificato, Municipio Capriasca, 6950 Tesserete. Scadenza: 30 settembre. Capitolato: tel. 0919360360. XX funzionario/a amministrativo Municipio Caslano. Scadenza: 20 settembre. Cancelleria comunale tel. 091 6118320. XX cuoco/a responsabile refezione scolastica Municipio Collina d'Oro, 6926 Montagnola. Solo CH. Scadenza: 23 settembre. OFFERTE di collaborazione XX assistente di farmacia diplomata, con espe- 16 settembre 2010 il Lavoro Pubblichiamo inserzioni solo per soci e abbonati, gratuite rienza, zona Locarnese. [email protected] XX impresario costruttore diplomato, comprovata esperienza lavorativa, con requisiti per iscrizione albo LEPIC, zona Luganese / Bellinzonese, tel. 079 249 4061 ore pasti. XX impiegata amministrativa contabile, esperienza, buon Ing. D/F discreti, ottimo SAP, Office, Internet. disponibilità immediata. [email protected] XX cuoco diplomato, esperienza nel settore, disponibile lavoro a turni, Tel.: +39 340 6709529. XX operaio fabbrica o altri lavori. Zona Luganese. Tel. 079 6539226. XX badante (da ottobre) anche a tempo determinato in tutto il Ticino o domestica, con esperienza tel. 078 3276333 XX perito elettrotecnico, esperienza vendita, tel. +39 3491689633. XX operaio, magazziniere, full time, massima disponibilità. 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Tel. 076 2030209 o [email protected] XX promotore/rappresentante/consulente / marketing/venditore Ticino, esperienza pluriennale. iTel. 0763316300 - email: [email protected] XX commesso cassiere scaffalista con esperienza, a tempo parziale. Tel. 076 7992223. XX operatore di ritocco e postproduzione immagini. Tel. 079 7534125. XX panettiere esperto, tel. +39 333 7470378. XX cuoco esperto in cucina mediterranea e pesce di mare. Tel. 076 7513606. XX carpentiere, saldatore, esperto impianti antincendio. Tel. +39 3285375773. XX perito meccanico qualificato, esperto, utilizzo carrelli elevatori. Tel. +39 392 2674426. XX laurea giurisprudenza, esperienza studio notarile, part-time, Luganese, anche segretaria. Buon inglese, pc ambito Windows. Tel. 091 6481441. XX carrrozziere, tecnico ventilazione o altri lavori. Tel. 076 5881302. XX panettiere o barista, ev. altri lavori, ottimo tedesco, inglese sufficiente. Tel. +39 3464918451. XX coll. domestica, esperta, affidabile, zona Luganese, disponibile al pomeriggio. Tel. +39335 6175873, dopo le ore 13. XX cameriere esperto, lingue: F,D, Spagnolo. Tel. 076 2164100. XX operaio, commesso, impiegato, dipl. ragioneria, buon ingl. e F, ottimo PC (patente ECDL) massima disponibilità. [email protected] XX panettiere, esperienza ventennale, zona Locarnese. Tel. +39 3280643833. XX pizzaiolo con esperienza. Tel. +393450485323. XX signora esperta x pulizie, zona Luganese. Tel. + 39 3492868838. XX commessa diplomata, aiuto cucina in mense e ristoranti o imprese pulizia. Tel. +39 3348512270. XX 30enne, autista magazziniere esperto, operatore CNC, ev. qualsiasi lavoro. Tel. 077 4048305. XX barista, lavapiatti con esperienza, cameriere, manovale, operaio. Tel. +39 3409154725. XX magazziniere, patente muletti, esperienza nel settore, zona Sottoceneri. [email protected] XX contabile, esperienza ventennale, bilancio, dichiarazioni fiscali, per PMI o artigiani. Tel. 0762295168. XX installatore impianti sanitari, con esperienza. Tel. +39 340 7750782. XX piastrellista, esperienza ventennale. Tel. +39 3332684003. XX impiegata amministrativa contabile, no bilancio, Ing./D scolastici, ottimo Office e internet, zona M'siotto. Tel. +39 3480723923. [email protected] XX qualsiasi lavoro, anche fabbrica. Attestato ECDL, Tel. 079 3876367. XX giovane, dipl. commercio, inglese ottimo, buone conoscenze PC, disposto a viaggiare, buone doti relazionali, 1° impiego. Tel. 0916825501, Monica. XX fattorino, autista, corriere, esperto e responsabile per lavoro a tempo parziale. Tel. 077 2608705. XX siliconista esperto per ditte piastrelle, serramenti, giunti, ecc. Tel. 0919308077, 0763839158. XX meccanico maturità professionale, esperienza multimarca, lingue nazionali. Tel. 079 3538590. XX assistenza anziani diurna, certificato CRS, esperienza, zona Luganese. Tel. 076 5400036. XX cuoco esperto, tel. +39 031832540 o +39 3476060253, Marino. XX autista patenti B C D, tel. +39 3405022731. XX pavimentazioni stradali, operaio fabbrica o altro, zona Sottoceneri. Tel. +39 3485420825. XX panificatore,operaio generico esperto. Zona Sottoceneri. Tel.+39 031933217, +39 3496914581. XX barman, specilista cocktail's, tel. 079 2859088, 091 9660863. XX autista, trasporto persone, fattorino, con esperienza, full o part-time. Tel. 079 6318746. XX domestica, assistenza anziani, aiuto cuoco, stiro, baby sitter. Tel. +39 3391786300. XX tecnico PC, assistenza a domicilio. Tel. 079 6206603. XX montatore binari, esperto. Tel. 079 8496648. XX autista pat. C/E grande esperienza. Tel. +39 338 4141016. Regionalnom saradnjom do EU Z gije», rekao je Josipović, otvarajući Politološku ljetnu školu u Medulinu. Na skupu «Političke i bezbjednosne pojave u jugoistočnoj Evropi», na kojem učestvuje 30 predstavnika iz Hrvatske, Srbije i Slovenije, Josipović je istakao da je saradnja univerziteta u regionu jedan od oslonaca regionalne naučne saradnje. Prema njegovim riječima, formula za dobre odnose zemalja u regionu je partnerstvo a ne liderstvo, a pertnerstvo i razumijevanje vlastitih, ali i tuđih interesa predstavlja ključ uspjeha. «Takvi odnosi ključ su i privrednog uspjeha svake zemlje, koji zavisi od širenja tržišta, a to je nemoguće bez iskrene i sadržajne saradnje», smatra Josipović. Predavači na ovom skupu su profesori sa fakulteta političkih nauka iz Beograda, Ljubljane i Zagreba. Sudjenie «Gazdi Jezdi» u Beogradu Pucano ispred suda B92 B eograd - Početak suđenja vlasniku propale štedionice Jugoskandik Jezdimiru Vasiljeviću i njegovoj grupi odloženo je u ponedjeljak pred Višim sudom u Beogradu za 30. novembar zbog izostanka prvooptuženog Milorada Vukotića, direktora Banke privatne privrede Crne Gore. Vasiljević i četvorica njegovih saradnika optuženi su da su oštetili štediše za 95 miliona evra i pronevjerili 29 miliona evra. Pored Vasiljevića i Vukotića, optuženi su i Ljubivoje Šundić, Dragan Antonijević i advokat Stevan Protić. Sud je odbio prijedloge odbrane da Vasiljević bude pušten iz pritvora i da postupak protiv Vukotića bude razdvojen. Advokat Dragoljub Đorđević je predložio da Vasiljeviću bude 9 Iz Crne Gore Formula za dobre odnose zemalja u regionu je partnerstvo a ne liderstvo agreb - Predsjednik Hrvatske Ivo Josipović izjavio je u ponedjeljak da je dobra regionalna saradnja najbrži put do Evrope. On je istakao da saradnja sa zemljama u regionu predstavlja dio puta u EU i obećao da će Zagreb, kada postane član evropske porodice, sigurno uticati na to da i susjedne zemlje budu primljene. «Slovenija je članica EU, Hrvatska će to postati vrlo brzo, a siguran sam i Srbija Crna Gora i BiH. To nam je zajednički interes zbog bezbjednosti, partnerstva i prosperiteta ove re- Info Balcani Pagina a cura di Slavko Bojanic 16 settembre 2010 il Lavoro ukinut pritvor zbog lošeg zdravstvenog stanja optuženog. Đorđević je rekao da je tačno da je Vasiljević napustio zemlju 2006. godine i pored garancija u vrijednosti od pola miliona evra, odnosno hipoteke na kuću u toj vrijednosti, ali da je to uradio da bi «spasio goli život». «Zašto bi Vasiljević ostao bez imovine tolike vrednosti? Zato što je imao po 100 malih moždanih udara dnevno», rekao je Đorđević. Vasiljević, koji se kretao uz pomoć štaka, u sudnicu je doveden iz okružnog zatvora u Beogradu, gdje se nalazi u pritvoru 26. marta, kada je izručen iz Holandije. Tokom suđenja u sudnici se čuo pucanj, ali to nije uticalo na tok suđenja, a prisutni u sudnici kasnije su saznali da je na ulazu u Palatu pravde policajcu slučajno opalio pištolj. Povrijeđene su dvije osobe. Šjutra na maternjem RTS P odgorica - Crnogorski jezik u školama đaci ipak neće učiti od ove, već od sljedeće školske godine, ali negodovanja se još ne stišavaju i to pitanje ponovo dijeli građane Crne Gore. Zvanična Podgorica kaže da je riječ o očekivanom potezu jedne samostalne i suverene države, a opozicija tvrdi da je to samo jedan u nizu poteza kojima vlast posljednjih godina sprovodi nasilje. Prema posljednjem popisu u Crnoj Gori, 63 odsto građana izjasnilo se da govori srpskim jezikom. Samo na sajtu predsjednika Parlamenta Ranka Krivokapića, u ponekom jelovniku u restoranima i na rijetkim kompjuterskim tastaturama primjećuju se novine. Oni koji bi trebalo da predaju novi jezik i dalje se spore o mnogim pitanjima, pa će učiteljice i ove školske godine učiti mališane da je nepravilno reći: «Đe si poša». Navodeći da je jezik jedan od osnovnih državnih atributa, iz vladajuće koalicije podsjećaju da je Crna Gora posljednja od zemalja bivše Jugoslavije svoj jezik nazvala svojim imenom. «Onda bi se polovina Amerike u kojoj žive Hispanoamerikanci zapitala da li oni govore engleski», smatra Miodrag Vuković iz DPS-a. Opozicija, koja je podnijela žalbu Ustavnom sudu, uvjerena je da će i novi popis, koji slijedi na proljeće, pokazati da većina u Crnoj Gori govori srpski jezik. 10 Attualità Formazione SwissSkills Un ticinese a rappresentare la Svizzera ai campionati mondiali S abato 11 settembre si sono svolti nei laboratori della suissetec, presso il Centro professionale della SSIC a Gordola, i campionati svizzeri (SwissSkills), edizione 2010, per i montatori e i disegnatori di impianti di refrigerazione. I concorrenti hanno dovuto costruire una struttura di tubi di dimensioni diverse con piegature, raccordi e valvole e hanno dovuto riparare un impianto portatile di refrigerazione. Durante la premiazione è stato presentato Etienne Cristini di Camorino (classe 1990), il ticinese che rappresenterà la Svizzera per la professione di montatore d'impianti di refrigerazione e climatizzazione ai prossimi campionati mondiali delle professioni (WorldSkills), previsti a Londra nell'ottobre del 2011. Etienne, il primo ticinese nella nazionale svizzera dopo oltre 10 anni, si è aggiudicato la medaglia d'oro nell’edizione 2009 dei SwissSkills e il diritto di gareggiare ai WorldSkills del 2011. Inserzioni Attualmente svolge l’apprendistato nella ditta Biaggini SA di Cadenazzo e frequenza il 4. anno alla Scuola professionale artigianale e industriale (Spai) di Locarno. 16 settembre 2010 il Lavoro Fondazione Mons. Luigi Del-Pietro ...riscopriamo la nostra storia Tutti coloro che avessero materiale documentario vario e foto interessanti sulla vita del sindacato possono segnalarlo a: Prof. Alberto Gandolla OCST Via Balestra 19 6900 Lugano In questo modo sarà possibile ampliare la documentazione esistente sulla vita del sindacato. Attualità 16 settembre 2010 il Lavoro 11 Ospedale Beata Vergine di Mendrisio Un abbraccio lungo 150 anni Sono passati 150 anni dall’inaugurazione dell’Ospizio della Beata Vergine a Mendrisio e 20 anni dall’apertura del nuovo ospedale. L’OBV intende sottolineare nell’anno in corso questi importanti anniversari con una serie di eventi e manifestazioni legate insieme da un’immagine: l’abbraccio. «T icinesi, erigete un inno di riconoscenza, al conte Alfonso Turconi, fondatore dell’Ospizio che ha nome dalla Vergine, il cui legato, fecondato dalle cure solerti di zelanti amministratori, crebbe a tale, da poter erigere e dotare il nosocomio cantonale, augusta mole, che in questo auspicato giorno 19 marzo 1860, viene con solenne rito inaugurato», si legge nella lapide murata in occasione dell’apertura ufficiale dell’ospizio. Fu in questo modo realizzato il lascito del nobile milanese, nato il 12 febbraio 1738 da una famiglia che aveva vaste proprietà nel Comasco e nella nostra regione, tra cui la villa di Loverciano, a Castel San Pietro. Il conte Turconi, alla sua morte, avvenuta a Parigi il 28 settembre 1805, nominò erede universale dei beni in Canton Ticino la Comunità di Mendrisio, «per formare la dotazione di uno Spedale per la cura degli ammalati che appartengono a famiglie povere e bisognose da erigersi nel distretto di Mendrisio e a favore specialmente degli abitanti del Canton Ticino». Il capitale (mobile e immobile) da lui donato venne gestito da una apposita commissione composta da «tre dei più probi e facoltosi abitanti del paese». Dopo 50 anni di amministrazione e diversi colpi di scena si giunse, nel 1853, all’approvazione del progetto dell’ospizio, curato dall’architetto Luigi Fontana ed all’apertura del cantiere, durato 7 anni, nel sito dove sorgeva l’ex Convento dei Padri Cappuccini. L’ospedale venne inaugurato con una solenne cerimonia il 19 marzo 1860, giorno di San Giuseppe. «La concezione architettonica globale dell’edificio – rileva Nicoletta Ossanna Cavadini, storica dell’architettura - può essere considerata a buon diritto fra gli esempi più significativi e coerenti della tipologia ottocentesca di struttura ospedaliera, realizzata in area padana nella prima metà del XIX secolo». La storia procede, i bisogni cambiano, gli ospedali ticinesi sono nel frattempo stati organizzati nell’ambito di un unico ente, l’EOC. Nel 1990 l’ospizio, che ha svolto il suo prezioso servizio per 130 anni è stato lasciato (diventerà poi sede dell’Accademia d’architettura) e l’ospedale si è trasferito nella nuova sede, un unico edificio moderno ed efficiente. Dall’iniziale dotazione ottocentesca - 40 letti, 3 «Soeurs de la Charité», 2 medici, un infermiere ed un portinaio - ai numeri odierni sono cambiate tante cose, ma lo spirito iniziale, la missione fondamentale, quella della cura, come pure il legame inscindibile con la popolazione ed il suo territorio sono rimasti inalterati. Oltre al nobiluomo milanese, numerosi altri cittadini di varia estrazione sociale, noti e meno noti hanno contribuito nei decenni, attraverso donazioni, allo sviluppo dell’ospedale e al costante aggiornamento della sua dotazione tecnica. Fino a poco tempo fa, nel giorno del Corpus Domini venivano esposte sul muro perimetrale della Chiesa dei Cappuccini le targhe commemorative dei benefattori. La doppia ricorrenza di quest’anno assume perciò un significato importante per l’intero distretto. La Direzione dell’ospedale ha voluto organizzare una serie di eventi e manifestazioni, con il desiderio di coinvolgere tutti coloro che permettono all’ospedale di svolgere la propria missione. L’immagine scelta per affiancare tutti questi eventi, e non poteva essere altrimenti, è la visione di un ideale abbraccio. L’abbraccio che la popolazione ha manifestato al suo ospedale in questi 150 anni ed a cui l’OBV ha sempre cercato di rispondere. L’ospedale è infatti il luogo dell’accoglienza, dell’aiuto e della presa a carico del cittadino in un momento di difficoltà. La visione dell’ospedale è che l’accoglienza, istituzionalmente radicata nell’OBV, si trasformi, attraverso il calore e la competenza, in un abbraccio di sostegno. Comunicato stampa dell’Ospedale regionale di Mendrisio Cassa disoccupazione cristiano sociale / OCST... ...la cassa numero 1 in Ticino Servizi Le nostre sedi Pagamenti giornalieri agli assicurati Lugano - Amministrazione centrale Via Serafino Balestra 19, 6900 Lugano Biasca Piazza Centrale, 6710 Biasca Bellinzona Via Magoria 6, 6500 Bellinzona Grono 6537 Grono Locarno Via della Posta 8, 6600 Locarno Massagno Via San Gottardo 50, 6900 Massagno Mendrisio Via G. Lanz 25, 6850 Mendrisio Chiasso Via Bossi 12, 6830 Chiasso 6 sedi in Ticino e 1 nei Grigioni Professionalità nell’allestimento delle pratiche Programmi informatici per i datori di lavoro 12 Storia Giubileo dell’associazione anziani OCST 16 settembre 2010 il Lavoro La storia dell’associazione anziani OCST pagine a cura di Alberto Ga In trent’anni da AAPI a GenerazionePiù Gli anziani Rispettati, ma poco protetti L e condizioni di vita degli anziani, nel passato, sono sempre state difficili. Da una parte nei tempi passati la speranza di vita era bassa e le condizioni di lavoro erano dure per tutti, salvo che per le esigue classi dirigenti. Si lavorava fino alla fine dell’esistenza e i governi si disinteressavano delle persone bisognose (anziani, poveri, malati, ragazzi abbandonati, ecc.); queste ultime ricevevano aiuti quasi solo all’interno delle loro stesse famiglie. Certo paradossalmente la considerazione sociale poteva essere buona e gli anziani erano dei punti di riferimento, erano i saggi, e la loro esperienza era ascoltata; la condizione materiale rimaneva però molto difficile. La diffusione del cristianesimo comincia a cambiare la prospettiva. I poveri, gli anziani i malati, gli emarginati sono idealmente accolti come immagine di Gesù. I primi modesti ospedali-ospizi del medioevo diventano luoghi di accoglienza, in nome della pietà cristiana, di queste persone. A partire dall’Ottocento la situazione cambia. La vecchia società contadina, povera ma con le sue solidarietà locali, declina e inizia a formarsi una società basata sull’industria e sui servizi, col tempo più ricca ma anche più individualista. I cambiamenti all’interno della popolazione sono forti e la speranza di vita inizia ad aumentare. Le vecchie solidarietà cadono, ma lo Stato esita ancora ad intervenire nel campo sociale. In questo contesto si sviluppa, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una forte iniziativa assistenziale cattolica verso i bisognosi e in particolare verso gli anziani, categoria di persone fortemente a rischio. Vengono creati tutta una serie di ospedali-ricoveri in favore delle persone anziane, nelle città ma anche spesso nelle valli. I protagonisti di questa forma privata ma aperta a tutti di assistenza sanitaria e sociale, in questa fase, sono spesso delle singole persone, soprattutto sacerdoti, delle congregazioni religiose e a volte anche l’autorità ecclesiastica. Nel secondo dopoguerra i nuovi cambiamenti della società producono nuove esigenze sociali, e finalmente l’intervento a favore degli anziani prende corpo anche nel campo della politica e dello Stato. M olti membri del sindacato cristiano-sociale, anche dopo il loro pensionamento, restavano iscritti nelle singole Federazioni professionali, i più impegnati partecipando ancora all’attività delle sezioni. Alcuni sindacati erano già organizzati anche per i pensionati, per esempio gli statali. Alla fine degli anni Settanta, consapevole dei cambiamenti in atto nella società e nel modo di considerare la persona anziana, l’OCST inizia a riconsiderare la propria azione a favore degli anziani e dei pensionati. La constatazione è la seguente: gli anni del boom economico e della crescita economica continua sono finiti, inizia un nuovo periodo di incertezza (anche se in quel momento vi è ancora quasi il pieno impiego); la società è comunque sempre più produttivista e consumistica, e chi non riesce o non può rimanere in questa logica rischia ben presto l’esclusione, l’emarginazione. Il numero di pensionati sta inoltre aumentando e vi è un visibile invecchiamento della popolazione, non necessariamente subito accompagnato da una corrispondente presa a carico da parte dello Stato e della società. Gli anziani sono dunque una categoria a rischio, e per questo nasce l’idea di fondare una sezione sindacale tutta per loro; l’obiettivo è quello di togliere l’anziano dalla solitudine, aiutare il suo reinserimento nella società e aiutare le persone più bisognose. Interessante, e segno dei tempi, il fatto che un mese prima della costituzione del nuovo «gruppo anziani» dell’OCST, nel 1980 nasce anche l’Associazione ticinese terza età (ATTE). Qui sotto si trova uno schema comparativo delle iniziative cristiano-sociali in favore degli anziani (le date a sinistra) e della nascita delle nuove leggi che hanno costruito lo stato sociale in Svizzera e Ticino (le date a destra). Come è evidente, malgrado le proposte e la pressione del movimento sindacale, la presa di coscienza a livello politico su questi temi è stata tardiva. 1891 I richiami della Rerum Novarum Papa Leone XIII proclama l’importanza di provvedere agli anziani e agli infermi, fissando così la necessità di una pensione per le persone anziane. 1929 Don Del-Pietro e l'OCST Nella sua lotta per costruire il sindacato e ottenere migliori condizioni di vita per tutti i lavoratori, si interessa anche agli anziani, spesso in condizioni di grande disagio economico e del tutto privi di assicurazioni sociali. La rivendicazione di un fondo di un’assicurazione per gli anziani e gli invalidi è una delle prime e principali richieste di tutti i sindacati già dal grande sciopero generale del 1918. 1942 La proposta dell'OCST L’OCST domanda che le casse di compensazione per perdita di salario siano trasformate in un’assicurazione vecchiaia e superstiti obbligatoria. L’Assicurazione Vecchiaia e Superstiti (AVS) L’AVS è accettata dal popolo e l’anno dopo entra in funzione. Naturalmente don Del-Pietro e il sindacato negli anni seguenti devono poi continuare la lotta per migliorare questa assicurazione, e in generale per migliorare la condizione degli anziani. 1947 Viene costituito il Dipartimento delle Opere Sociali (DOS) e il ritardo accumulato nel settore socio-sanitario non è facilmente recuperato. 1959 Viene emanata la «legge-madre» del nuovo Stato sociale ticinese: per la protezione della maternità, dell’infanzia e dell’adolescenza. 1963 Creazione a Lugano del primo servizio di «aiuto famigliare». 1969 Viene emanata la legge sull’assistenza sociale. 1971 Finalmente, nel 1973 si ha l’inizio di una politica a favore degli anziani con la «Legge concernente il promovimento, il coordinamento e il sussidiamento delle attività sociali a favore delle persone anziane». 1973 Entra in vigore la Legge sull’assistenza e sulle cure a domicilio (Lacd), che pone le basi per il potenziamento dei servizi volti a consentire all’anziano di rimanere a casa propria, rinviando nel tempo il trasferimento in casa per anziani e evitando collocamenti impropri in ospedali acuti 1997 28 no Alla C Sezio presid tonale lascia diven Pelleg condo del po attivit to sin 16 settembre 2010 il Lavoro Storia Giubileo dell’associazione anziani OCST andolla e Benedetta Rigotti 13 2006 - il nuovo presidente cantonale dell’Associazione è Giacomo Falconi, vicepresidenti Urbano Bizzozero e Gabriella Bollinger. Da fine 2007 il nuovo segretario cantonale è Claudio Franscella, deputato al Gran Consiglio. ovembre 1980 La nascita dell’Associazione anziani pensionati invalidi dell’OCST Casa del Popolo di Lugano ha luogo l’assemblea che costituisce la nuova one anziani e pensionati. Oltre duecento persone ascoltano i saluti del dente dell’OCST, avvocato Vittorio Torriani, la relazione del segretario cane Angelo Pellegrini ed eleggono il primo comitato; Pin Riva, che ha appena ato la presidenza del sindacato cristiano-sociale dei dipendenti dello Stato, nta il presidente, con Italo Balzaretti come vice. grini sottolinea i vari punti rivendicativi: i ritardi dell’entrata in vigore del seo pilastro, i vari tentativi di risparmio negli investimenti sociali, la necessità otenziamento dell’aiuto domiciliare, eccetera. Indica anche l’importanza di tà ricreative, «questi anziani, dice, sono stati spesso i pionieri del movimenndacale stesso». 1982 Gli scopi della nuova Associazione Nell’assemblea generale del settembre 1982, il segretario cantonale Meinrado Robbiani presenta gli statuti. Gli scopi della nuova sezione sono i seguenti: costituire un ambito d’incontro e di amicizia, offrire tutti i servizi dell’OCST, indirizzare rivendicazioni atte a promuovere la condizione degli anziani, lanciare iniziative che promuovono la presenza attiva e partecipe nella società e nel sindacato. La struttura è data dall’assemblea e dal comitato cantonali. 1982-1983 Nascono le sezioni regionali Le sezioni regionali nel Luganese e nel Bellinzonese nascono nel 1982, nel Locarnese, nel Mendrisiotto e nelle Tre Valli l’anno seguente. Ogni sezione costituisce un suo comitato che organizza attività sezionali e cantonali, sempre molto partecipate. Metà degli anni ‘80 - Un’intensa attività informativa Inizia la collaborazione con «il Lavoro» e si producono interessanti inchieste. Iniziano anche delle prime e preziose attività di volontariato. 2006 - 2009 - Continua la pubblicazione del Vademecum che tratta numerose tematiche quali i rapporti tra l’anziano e la società di oggi (2005), la cura dell’immagine (2006), la sicurezza (2007), la musica (2008) e la figura dell’anziano quale risorsa della società (2009). Viene realizzato il nuovo sito internet (www.aapi.ch) e l’AAPI ha una pagina sul portale Seniorweb.ch. Vengono organizzati i corsi di informatica. È continuato e si è rafforzato l’impegno a far da tramite con le istituzioni per sostenere le richieste e le rivendicazioni delle persone anziane e pensionate. A questo proposito si segnala la presenza di rappresentanti dell’AAPI in seno al Consiglio degli anziani del canton Ticino, nella Federazione svizzera dei Pensionati, oltre che nella Fares e nel Consiglio svizzero degli anziani. 10 giugno 2010 - Un nuovo nome per festeggiare il trentesimo di fondazione L’Assemblea cantonale ha deciso di modificare il nome da Associazione Anziani Pensionati e Invalidi (AAPI) a GENERAZIONEPIÙ. Il giubileo è considerato come un punto di partenza per il rinnovo dell’associazione e il cambiamento del nome contribuisce di certo ad aggiornare l’immagine all’evoluzione dei tempi. L’AAPI si sta quindi preparando con impegno per affrontare al meglio le sfide del futuro. 1985 - L’AAPI promuove un incontro a livello cantonale con i principali gruppi che si occupano di Terza età. 1992 Il primo Vademecum Appare un primo opuscolo, che ha molto successo: il «Vademecum dell’anziano». 1980 1985 1990 1995 1995 - Cambiamenti negli statuti dell’AAPI e avvicendamento ai vertici Dopo ben 15 anni, Fabio Spinetti sostituisce Bruno Zonta come segretario. Naldo Pedroni sostituisce Pin Riva come presidente cantonale. L’AAPI viene annoverata tra gli enti sostenuti dalla «legge anziani» I fondi ottenuti consentono di finanziare le attività e di iniziare la ristrutturazione del Centro sociale a Lugano, in via Lambertenghi. «il Lavoro» inizia a dedicare una rubrica fissa all’AAPI. L’Associazione partecipa con i suoi rappresentanti alle attività della Federazione svizzera dei pensionati, prepensionati e beneficiari Ai. Continuano intanto le numerose attività regionali e gli ormai tradizionali soggiorni al mare e in montagna. 2000 2005 2010 1997 - Continua la collaborazione con le altre organizzazioni. Nasce il Centro sociale gestito dal gruppo di Bellinzona insieme al Progetto di prevenzione incidenti persone anziane (PIPA) e all’Associazione ticinese deboli d’udito (ATDU). La sezione del Mendrisiotto organizza un incontro di commemorazione della scomparsa di mons. Luigi Del-Pietro, con testimonianze, letture, canti e diapositive, raccolte poi in un libro, a cura di Giovanni Piffaretti. 1998-1999 - Si arricchiscono le attività informative Partecipazione a «Club99» di Teleticino e a Radio Fiume Ticino. Viene poi pubblicata con successo una serie di Vademecum: oltre alla ristampa di quello dedicato all’anziano (2000), vi è quello dedicato alla salute (2001), al tempo libero (2002), alla natura (2003), alla comunicazione (2005). 2000 - Gli ultrasettantenni sono quasi il 13 per cento della popolazione. Molti anziani vivono ancora in condizioni di indigenza ed emarginazione, ma molti altri conservano una buona salute, e il pensionamento viene vissuto come un nuovo periodo in cui si può svolgere attività utili per la società piuttosto che l’ingresso nella vecchiaia. 2001 - Il presidente dell’Associazione cantonale è Celina Merlini, vicepresidenti Urbano Bizzozero e Giacomo Falconi. Segretaria cantonale è, da un anno, Mara Valente. novembre 2004 - Nasce il Consiglio cantonale per gli anziani. 14 Attualità 16 settembre 2010 il Lavoro Economia e salute Philip Morris contro l’Uruguay: diritti commerciali o salute pubblica? Qual è il peso della salute pubblica di fronte agli interessi commerciali? Questa è la sfida di una battaglia giuridica che pone la Svizzera in una situazione molto imbarazzante, di cui avrebbe volentieri fatto a meno. ISOLDA AGAZZI D al primo gennaio 2010, la Confederazione obbliga i fabbricanti di sigarette ad assegnare più della metà della superficie del pacchetto all’avviso contro i pericoli del fumo, mentre Philip Morris International, la cui sede delle operazioni internazionali si trova a Losanna, ha appena querelato l’Uruguay, davanti ad un tribunale della Banca mondiale: il Centro internazionale di composizione delle controversie relative agli investimenti. Il motivo: le nuove direttive adottate recentemente dal paese sudamericano, che obbligano i messaggi in favore della salute a coprire l’80 per cento del pacchetto di sigarette ed impongono una sola presentazione per ogni marca. Secondo Philip Morris International, il celebre fabbricante di Marlboro, queste misure gli creano ingenti perdite. Essa basa la sua querela su un trattato di promozione e di protezione degli investimenti in vigore tra Berna e Montevideo dal 1991. Il Centro internazionale di composizione delle controversie legate agli investimenti è un oscuro tribunale arbitrale la cui specificità è l’esame delle controversie tra imprese e Stati. Sta cambiando le relazioni economiche internazionali in un senso spesso sfavorevole ai paesi in via di sviluppo. La novità di questo affare è che Philip Morris invoca una pretesa violazione, dell’Uruguay, delle disposizioni relative alla proprietà intellettuale. Philip Morris si basa, per questo, su un avviso di diritto emesso da un celebre studio di avvocati svizzeri. La multinazionale chiede, non solo un compenso per i danni subiti, ma anche l’annullamento puro e semplice dell’ordinamento uruguayano – fatto che rappresenterebbe una prima assoluta e non è certo che il tribunale abbia la competenza per farlo. Il caso è rappresentativo dei conflitti che possono sorgere tra gli interessi commerciali di potenti gruppi e la protezione della salute pubblica. Eppure, l’Uruguay agisce in totale conformità alla convenzione quadro dell’OMS sul controllo del tabacco, che preve- de che almeno la metà del pacchetto di sigarette metta in guardia contro i pericoli del fumo. Inoltre, il trattato d’investimento prevede la possibilità, per entrambi gli Stati, di vietare le attività economiche per ragioni d’interesse o di salute pubblici. La protezione della salute pubblica deve prevalere sugli interessi commerciali. Eppure, Philip Morris International non ha esitato ad intentare causa all’Uruguay, quando legislazioni antitabacco molto restrittive sono in vigore anche in altri paesi sudamericani, in Australia, in Canada ed in Norvegia. Il fatto è che oggi, in America, fuma il 21% della popolazione, mentre negli anni ‘50 era la metà. Per compensare queste perdite, la marca del cowboy si è lanciata alla conquista dei mercati dei paesi emergenti – con metodi poco gentili. Chi vincerà? Anche se l’Uruguay ha buone possibilità di farcela, questa causa gli costerà milioni di dollari. I cantori della salute pubblica si sono ben difesi fino ad oggi, ma rischiano d’incassare ancora qualche colpo. Traduzione Lara Argenta www.alliancesud.ch Testimonianze Un luminoso capolavoro: Chiara Luce Badano Ha ancora senso la santità oggi? Ha ancora la forza di attirare dietro sé, di offrire modelli imitabili nella quotidianità? C hiara Luce Badano, morta a soli 18 anni, il prossimo 25 settembre verrà beatificata. Colpita da tumore osseo, affronta la malattia affidandosi all'amore di Dio. Di fronte alla sofferenza ripete: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». In occasione della beatificazione di Chiara Badano si terrà dal 24 al 26 settembre un viaggio dalla Svizzera per giovani e adulti interessati. Viaggio in pullman dal Ticino: venerdì 24 settembre, ore 7.00; rientro domenica 26 settembre, ore 22.00 circa. Costo: fr. 260.- (studenti: 230.-). Informazioni e iscrizioni Adriana e Francesco Scariolo tel. 091 7435408 [email protected] www.chiaralucebadano.it Attualità 16 settembre 2010 il Lavoro 15 Aeroporto Agno-Lugano Una grande opportunità ANTONIO SANNA Q uando, appena alto sopra casa mia, sento il rombo di un aereo, istintivamente alzo lo sguardo per seguirne il percorso anche se so già che si tratta di un velivolo decollato dalla pista di Agno. Scompare quasi subito dietro il primo monte e, mentre il suo rombare via via si perde, riaffiorano alla memoria alcuni miei interventi per un rilancio, a livello internazionale, dell'aeroporto di Agno. Erano gli anni '70 ed io, sindaco di Lavena Ponte Tresa di fresca nomina, mi trovavo a dovermi occupare di strutture e servizi che non c'erano, di viabilità e trasporti del tutto insufficienti a sopportare un traffico veicolare reso caotico dal forte richiamo occupazionale che offriva il Canton Ticino. Richiamo che portava in paese un forte flusso migratorio da ogni regione d'Italia e dava origine al frontalierato. Se rileggo l'intervista fattami nel settembre del '74 e pubblicata sul n.° 52 del mensile italo-svizzero Flash, mi rivedo giovine e promotore di trattative con la direzione dell'Itavia, di contatti con dirigenti dell'aeroporto, nel frattempo passato al comune di Lugano, perchè adeguati interventi favorissero il suo collegamento con i maggiori scali italiani ed europei, facilitando scambi internazionali, premessa di incremento alle principali industrie ed alle attività turistico-commerciali. La stessa posizione dell'aerodromo collocato tra il nord varesotto e l'immediato retroterra ticinese, la vicinanza della provincia di Como e soprattutto l'assenza di influssi metereologici in tutte le stagioni dell'anno, non poteva che essere ritenuto il punto piu adatto a tale sviluppo. L'idea, nata in una mattina che la nebbia metteva in dubbio la mia partenza da Linate per la Capitale dove mi attendeva un incontro sui ristorni (3 ottobre '74), buttata là al deputato varesino Zamberletti, che se ne fece subito paladino, cominciò a trovare corpo in un incontro tenutosi presso il comune di cui ero Sindaco fra autorità italiane e svizzere. Una realiuzzazione che la stessa manifestazione aerea svoltasi sul campo alcuni mesi prima, confermava possibile l'uso della pista di Agno anche per decolli di aerei a turboreazione ed a reazione con carico fino a 20.000 kg. pr ruota. La mia spinta per fare di Agno un aeroporto funzionale con voli puntati a sud ed a nord delle Alpi si ferma con l'autorizzazione data nel maggio del 1974 all'Azienda dei trasporti del comune di Lugano per l'esercizio di un campo d'aviazione. C'è la soddisfazione di constatare come non solo l'idea prospettata negli anni '70 sia stata recepita ma andata oltre quando nel 1980 la Croisser creò collegamenti verso scali italiani ed europei. Voli puntuali, di ottimo confort, quasi familiari che io stesso ho avuto modo di constatare e descrivere in uno dei primi imbarchi per Roma. Oggi la Darwin Airline opera con voli di linea Ginevra, Roma; voli stagionali Olbia, Cagliari, Lampedusa; in code share con Zurigo. Interagiscono anche aerei d'affari e aviazione generale. Con il progetto della circonvallazione di Agno si prevedono modifiche allo spazio aeroportuale ed un possibile prolungamento della pista che attualmente misura m. 3.350. Ciò consentirebbe lo scalo ed il decollo di aeromobili di portata maggiore dell'attuale. Intanto, pur nella sua limitatezza, dall'aeroporto di Agno-Lugano, che io definirei insubrico perchè facilmente raggiungibile dalle località che sono all'interno di tale area, i viaggiatori sentono il mondo più vicino. Cina L'acciaio va... ma le conseguenze? La produzione di acciaio in Cina è circa la metà della produzione mondiale. I problemi generati da questa situazione sono di ordine economico, oltre che di inquinamento e di consumo energetico. P er arginare la continua tendenza alla crescita di produzione il Governo ha dovuto attuare, già nelle scorse setti- Foto: Raffaele Novarina mane la limitazione della produzione nelle provincie dello Zhejang e nello Shaangdong. La scorsa settimana è dovuto intervenire anche nelle provincie dell’Hebey dove la produzione è la più intensiva del paese. Di recente, con un taglio dell'energia elettrica, sono stati chiusi nelle regioni 18 impianti che dovranno sospendere la produzione per un mese. Si tratta degli impianti che si sottraggono ai controlli statali per la protezione dell'ambiente ed il consumo energetico. Altre acciaierie dovranno invece ridurre la produzione del 70 per cento. Dal provvedimento rimangono esclusi gli impianti della Hebei Steel Group, il maggior produttore nazionale. La capacità produttiva cinese è di 740 milioni di tonnellate e nel corso di quest'anno si parla di 600 milioni prodotte e l’ultima riserva ridurrebbe la produzione della Hebei di 20 milioni di tonnellate. Caos e ingorghi La crescita economica in Cina è in vari sensi insostenibile. Uno dei problemi che si verificano con sempre maggior frequenza è la formazione di ingorghi nelle autostrade che non si riesce a risolvere. Una delle autostrade più coinvolte è quella che parte da Pechino e raggiunge la provincia dell'Hebei. L'altro mese per ben due volte si sono formati ingorghi di ben 150 chilometri che la polizia non è riuscita a risolvere; solo dopo molti giorni la paralisi del traffico si è allentata. Nell'ultimo ingorgo sono rimasti coinvolti anche 10.000 autocarri che trasportano soprattutto carbone. Non solo l'autostada, ma anche le strade adiacenti sono ora bloccate e la gente ha costruito dei piccoli accampamenti. La causa principale che manda in tilt il sistema viabilistico è l’aumento vertiginoso delle immatricolazioni (20 per cento all’anno) e la limitata percorribilità delle autostrade costruite negli anni ‘70. Il governo teme di frenare le immatricolazioni per non danneggiare il fiorente settore dell'automobile. 16 settembre 2010 il Lavoro I- O CS T AAPI A A P 16 Venerdì 24 settembre al Palazzo dei Congressi Tutti a Lugano per festeggiare GenerazionePiù C are amiche, cari amici, il 2010 per l’AAPI è molto importante e significativo. In effetti l’Associazione cantonale e la sezione del Luganese compiono trent’anni. Il 24 settembre festeggiamo quindi quest’importante Giubileo organizzando una giornata commemorativa dove, grazie ai contributi degli impor- Programma della Giornata commemorativa Palazzo dei Congressi di Lugano Venerdì 24 settembre 2010 ore 9.30, Accoglienza ospiti ore 10.00 - 12.00 - Saluto del Presidente della Sezione del luganese, Flavio Ercolani - Saluto del Sindaco di Lugano, Arch. Giorgio Giudici - Saluto del Direttore Dipartimento della sanità e socialità del Canton Ticino, On. Patrizia Pesenti Inserzione tanti ospiti presenti, stileremo un bilancio di quanto fatto nel passato a favore dei nostri anziani. Sarà però pure l’occasione per proiettarsi idealmente verso il futuro. Infatti, visto l’importante cambiamento demografico in atto, le associazioni come la nostra assumeranno un ruolo sempre più prioritario nella società. Per questo abbiamo preparato alcune novità di rilievo che permetteranno di adattare la nostra associazione all’evoluzione dei tempi. Da segnalare, in particolare, il cambiamento del nome dell’associazione da AAPI a GenerazionePiù. Vi aspettiamo quindi numerosi a quest’importante appuntamento. Non mancate (le iscrizioni devono - Intervento, «I 30 anni dell’Associazione», Prof. Alberto Gandolla, storico - Intervento del Presidente cantonale GenerazionePiù, Giacomo Falconi - Intervento del Segretario cantonale GenerazionePiù, Claudio Franscella - Intervento del Presidente OCST, Bruno Ongaro - Intervento del Vescovo di Lugano, Pier Giacomo Grampa Ore 12.30 - 13.00 Aperitivo nell’atrio del Palazzo dei Congressi Ore 13.00- 15.15 Pranzo nella sala B essere fatte presso il proprio segretariato regionale, oppure telefonando allo 091 910 20 21). A presto! Giacomo Falconi, presidente cantonale GenerazionePiù Claudio Franscella, segretario cantonale GenerazionePiù del Palazzo dei Congressi Ore 15.30 - 17.00 Concerto del Coro lirico di Lugano diretto dal maestro A. Cupia Il costo del pranzo ammonta a Frs. 40.tutto compreso. Iscrizioni Le iscrizioni devono essere fatte direttamente alla propria sezione regionale. Info Segretariato cantonale Tel. 091 910 20 21 16 settembre 2010 il Lavoro 17 A A P I- O CS T AAPI Pomeriggio Giornata commemorativa Grande concerto del coro Lirico di Lugano I l Coro Lirico di Lugano è onorato di partecipare alla giornata commemorativa del trentesimo di fondazione AAPI-GenerazionePiù che si terrà al palacongressi di Lugano venerdi 24 settembre 2010, alle 15,30. Il Coro è attivo dal 2006 e – grazie alla direzione esperta del Mo.Andrea Cupia – dispone di un repertorio di quaranta cori a quattro voci del melodramma italiano e francese. Per i festeggiamenti si aprirà il concerto con brani dal Guglielmo Tell di Rossini, ultima opera del compositore pesarese che canta le gesta del nostro eroe leggendario svizzero per liberarsi dalla dominazione austriaca. Seguiranno i belcantisti Donizetti e Bellini, con pagine dall’Elisir d’amore e Sonnambula, opera scritta da Vincenzo Bellini a Blevio,sulle rive del lago di Como. Non poteva mancare il padre del melodramma dell’Ottocento italiano, Giuseppe Verdi, con vari cori ed in particolare il famoso “Gloria all’Egitto”, dall’Aida, scritta dal Cigno di Busseto in occasione dell’apertura del canale di Suez il 24 dicembre 1871, al Cairo. Altri brani, anche per solisti (soprano, tenore, baritono) sono in programma per GenerazionePiù tra cui l’Inneggiamo al Signore (Inno di Pasqua) dalla Cavalleria rusticana, opera in un atto che rese celebre Pietro Mascagni, compositore nato a Livorno e morto a Roma nel 1945. Il concerto è aperto a tutti, soci, simpatizzanti, amanti dell’opera per brindare insieme per il trentesimo anniversario di GenerazionePiù-anziani OCST. Lo dice uno studio dell’Università di Pavia La lirica scaccia lo stress G li over 60 (e non solo) dovrebbero ascoltare più frequentemente la Carmen di Bizet, l’Aida e il Nabucco di Verdi, il Barbiere di Siviglia di Rossini e così via. L’effetto benefico che la musica classica può avere su cuore e pressione del sangue sembra importante. A scoprire il potere terapeutico della musica lirica sono stati i cardiologi dell’Università di Pavia, che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica Circulation. Secondo i ricercatori il nostro organismo reagisce, si adegua e segue l’andamento della musica con accelerazioni e decelerazioni del cuore, fino a ritrovare il giusto ritmo del battito. Anche la respirazione ne trae giovamento. In altre parole, ascoltare l’aria di un melodramma o l’esecuzione di un ensemble rilassa e allontana lo stress. Non solo: le opere di Giacomo Puccini, di Ludwig Van Beethoven, di Giuseppe Verdi e di Richard Wagner, potranno essere d’aiuto, in futuro, anche per la riabilitazione di chi è stato vittima di infarti e ictus. Lo studio ha coinvolto per quattro anni 24 persone sane, tra i quali 12 coristi e 12 persone senza esperienza musicale. Durante l’ascolto sono stati registrati battito cardiaco, ritmo della respirazione, pressione sanguigna e velocità del flusso delle arterie cerebrali dei volontari. E gli studiosi del team del dott. Bernardi hanno rilevato che, se il ritmo musicale si velocizza, anche il cuore tende a procedere più rapidamente (in modo moderato) e la pressione si modifica. Quando invece rallenta il tempo, in chi ascolta, si verifica un rilassamento generale del corpo con una vasodilatazione e una riduzione della pressione arteriosa. Tutti i volontari hanno ascoltato, in ordine causale, due minuti di silenzio e cinque brani di musica classica: l’Adagio della nona sinfonia di Beethoven (con un crescendo progressivo), la cantata di Bach 169 con un ritmo più uniforme, la Turandot di Puccini (parti cantate) e fraseggi tratti da due opere verdiane: Nabucco (Và pensiero) e Traviata (Libiam ne’ lieti calici). Per rilassarsi al ritmo della musica classica non c’è bisogno di essere esperti. Infatti il sistema cardiovascolare e respiratorio reagisce positivamente e tende a sincronizzarsi ai crescendo e decrescendo vocali e orchestrali in tutti, a prescindere dalle conoscenze e dalle preferenze musicali. E il bello è che questo accade anche se la persona non è coinvolta emotivamente dalla musica. A seguito di questo studio molte di queste armonie (in particolare quelle di Mozart) saranno sempre più usate anche in sala operatoria per controllare il dolore e far rilassare il paziente, prima e dopo l’intervento. Poteri magici della musica! Buon ascolto! da OK La salute prima di tutto, di Simona Ravizza, 4 dicembre 2009 16 settembre 2010 il Lavoro I- O CS T AAPI A A P 18 Agenda Bellinzonese Venerdì 17 settembre, e Venerdì 1 ottobre, ore 14.30, Coro presso Casa Vita Serena a Giubiasco. Venerdì 24 settembre giornata commemorativa. Ritrovo: ore 8.45 Ristorante Meridiano a Castione, ore 8.30 Piazzale Stadio a Bellinzona, ore 8.45 Mercato Coperto a Giubiasco. Venerdì 22 ottobre, Visita al Museo della radio, ritrovo ore 14.30 presso il Ristorante delle Alpi al Monte Ceneri. Seguirà spuntino. Iscrizioni a Tatiana, tel. 091 82920 05 o 079 7565500. Locarnese Giovedì 16 settembre, gita con visita al Museo dei Treni a Mendrisio e pranzo al grotto Bundi. Luganese Venerdì 8 ottobre, gita a Parma, visita teatro Regio con guida. Visita casa Guareschi a Brescello. Pranzo ristorante «Al vedel» a Colorno-Parma. Costo: fr. 80 tutto compreso. Iscrizioni: tel. 091 9102021, entro il 30.9. Sabato 27 e domenica 28 novembre, gita a Basilea. Visita della città con guida, museo Tinguely, visita ai mercatini, cena in hotel (in centro). Domenica mattinata libera, e partenza verso le 11.30. Costo: fr. 240 tutto compreso. Suppl. singola: fr. 30. Iscrizioni: tel. 091 9102021. Mendrisiotto Venerdì 17 settembre, ore 15.00, Coro sezionale alla Casa Anziani Morbio Inferiore. Venerdì 24 settembre giornata commemorativa a Lugano. Torpedone da Mendrisio, posteggio Adorna ore 8.30; posteggio Cimitero 8.40. Giovedì 30 settembre Coro sezionale invitato alla giornata porte aperte Comune di Mendrisio, dic. Politiche sociali, ore 14-17, atrio Pal. Municipio Mendrisio. Tre Valli Venerdì 24 settembre, giornata commemorativa a Lugano. Costo: fr. 40 per i soci (compreso viaggio in bus, aperitivo, pranzo, bibite e concerto). Orari di partenza: DangioTorre ore 8, Ponto Valentino 8.10, Acquarossa ABA 8.20, Malvaglia 8.25,Biasca UBS 8.30, Faido 8, Lavorgo FFS 8.05, Giornico 8.15, Bodio 8.20, Personico 8.25, Pollegio 8.30. Iscrizioni: tel. 091 8730120, OCST Biasca. Martedì 5 ottobre, assembleacastagnata, ore 14.30 ristorante Birreria Bocciodromo, Faido, in compagnia della Bandella Briosa. Costo: fr. 10, fr. 25 non soci. Iscrizioni: 1-8 ottobre, tel. 091 8730120. Dal 15 al 19 maggio 2011 Croazia - tour in Istria. Visita guidata alla cittadina di Rovigno, parco nazionale delle isole Brioni, Pola e Parenzo. Costo a persona in camera doppia fr. 1.185 (suppl. singola fr. 220). Iscrizioni: tel. 091 8730120, OCST Biasca. Inserzioni GenerazionePiù di nuovo in onda su Radio Fiume Ticino Dal 15 settembre è ripresa, su Radio Fiume Ticino, la seconda serie di puntate Evergreen. Un appuntamento settimanale dedicato al mondo della terza età e curato dal segretario cantonale Claudio Franscella a nome di GenerazionePiù. La trasmissione va in onda ogni mercoledì alle 18:50 (con replica alla domenica alle 8.00). Bellinzona, Blenio, Leventina e Riviera: Locarnese e Vallemaggia: Luganese: Grigioni italiano: 90.6 100.5 e 107.1 100.0 93.0 Condoglianze a Liliana Manea, collaboratrice del segretariato OCST, per la morte della cara mamma Irene, da parte della sezione GenerazionePiù del Mendrisiotto. • 19 16 settembre 2010 il Lavoro Sempre informati con l'abbonamento a «Il Lavoro»! Inserzione Voglio abbonarmi a «Il Lavoro» Il/La sottoscritto/a Cognome Nome Sesso: M F Indirizzo Nap Città Telefono E-mail Desidero sottoscrivere un abbonamento a Il Lavoro al prezzo di CHF 24.- all'anno. Luogo e data Compilare e inviare via posta o fax presso il: Segretariato cantonale Via Balestra 19, 6900 Lugano Tel: 091 921 15 51 Fax: 091 923 53 65 lavoro La forza del sapere! Firma Oltre ottant'anni di vita, una presenza storicamente importante sul piano giornalistico, sociale, culturale, economico della Svizzera Italiana, è presente in modo capillare nel mondo del lavoro e dell'economia. In particolare segue con attenzione i rapidi e profondi mutamenti in atto nel mondo del lavoro e dell'economia, a livello organizzativo, tecnologico, occupazionale. È l'unico giornale svizzero con un'ampia diffusione transfrontaliera in Italia, nelle province di confine, in particolare Como, Varese, Verbania-Cusio-Ossola e Novara. La nuova impostazione grafica e redazionale accentua il contatto con i giovani, le donne, gli anziani e la famiglia. In tutte le sue edizioni propone una pagina in spagnolo, una in portoghese e anche in serbocroato. 20 Sindacato Interprofessionale - Pagina a cura di Angela M. Carlucci* 16 settembre 2010 il Lavoro Giovani e futuro Una strategia europea per i giovani La crisi colpisce soprattutto i giovani, che hanno difficoltà a trovare il primo impiego o a mantenere il lavoro perché si trovano in situazioni lavorative temporanee e precarie. I giovani sono la parte più dinamica della società, se non sono felici e ottimista la società rischia di collassare. La disoccupazione fra i minori di 25 anni raggiunge nell’Ue il 21,4%, cioè il doppio rispetto alla media della popolazione, e le previsioni non sono incoraggianti: i tassi di disoccupazione sembrano destinati ad aumentare. Spesso, anche le persone qualificate non trovano lavoro, o si accontentano di un impiego che non corrisponde alla loro formazione. L a disoccupazione giovanile non è a costo zero: è la società che si fa carico degli effetti negativi provocati dall’esclusione del mondo del lavoro di fette ampie della popolazione. Per affrontare tutti questi problemi che riguardano il rapporto tra giovani e lavoro, la proposta dell’Europarlamento ritiene necessaria una «politica europea per i giovani, integrata e coerente, che ad oggi non esiste». I governi devono dunque assumersi la responsabilità principale, mentre è importante un coordinamento tra Stati che include lo scambio di buone pratiche, un’attenzione più marcata per l’educazione, e un approccio trans-settoriale. Servono azioni intersettoriali Sottolineando che la crisi economica mondiale sta avendo un forte impatto sui giovani e che, di conseguenza, essa dovrebbe avere una netta incidenza sulle priorità nei vari campi d’azione, l’Europarlamento ritiene che ciò vada fatto attraverso l’individuazione di un ventaglio di misure di accompagnamento della strategia di uscita dalla crisi in ambito sociale, e che si debba rivolgere un’attenzione specifica alla revisione degli ammortizzatori sociali e dei sistemi di previdenza. I giovani devono essere considerati «un gruppo prioritario nella visione sociale dell’Ue» osserva il Parlamento europeo, che invita gli Stati membri a «identificare i collegamenti intersettoriali» tra le politiche della gioventù e quelle in materia di istruzione, formazione, occupazione, cultura e altre politiche, sottolineando inoltre l’esigenza di forti legami tra le politiche della gioventù e dell’infanzia. Istruzione informale e formazione professionale Deve essere intensificata l’interazione tra i lati del «triangolo della conoscenza» (istruzione, ricerca, innovazione) quale elemento chiave per la crescita e la creazione di posti di lavoro, sottolinea l’Europarlamento che rac- comanda vivamente la promozione di criteri comuni per un maggior riconoscimento reciproco dell’istruzione informale e della formazione professionale, ad esempio accelerando l’adozione del sistema del Quadro europeo delle qualifiche (Eqf) per il riconoscimento delle qualifiche, la trasparenza e la validazione delle competenze. I Paesi dell’Ue sono invitati a intraprendere iniziative per investire nelle competenze adatte per i lavori richiesti e a collegare i programmi di studio alle esigenze del mercato del lavoro, a regolamentare la formazione professionale a breve termine e a utilizzare la validazione delle competenze e il riconoscimento delle qualifiche. Secondo il Parlamento europeo è altresì importante sviluppare percorsi adeguati per consentire a chi ha abbandonato il sistema d’istruzione di reinserirsi e a chi ha frequentato corsi di formazione professionale di disporre di percorsi adeguati per accedere a livelli di istruzione superiore; devono essere intraprese azioni che offrano programmi mirati ai giovani che sono rimasti indietro o che hanno abbandonato presto la scuola a causa di circostanze difficili o scelte errate, mentre a tutti i giovani deve essere garantito l’accesso a forme di orientamento e di consulenza sul passaggio dal mondo della scuola al lavoro. Occupazione e indipendenza Preoccupato per il crescente numero di giovani disoccupati, sottoccupati e precari, l’Europarlamento «sostiene con forza» l’invito di garantire una prospettiva giovanile nelle strategie di Lisbona dopo il 2010 e Europa 2020 e di sostenere il proseguimento delle iniziative in linea con gli obiettivi complessivi del Patto europeo per la gioventù. Gli Stati membri sono invitati a «intraprendere azioni per contrastare l’insicurezza del lavoro e le condizioni lavorative inadeguate che i giovani sperimentano nel mondo del lavoro e per sostenere attivamente la riconciliazione del mondo del lavoro e della vita personale e familiare». Ai governi dell’Ue è chiesto di esplorare e sviluppare strategie per trattenere i giovani nei Paesi e nelle regioni con una forte tendenza all’emigrazione, «che assume aspetti diversi quali la fuga dei cervelli, l’utilizzo dei giovani per colmare una carenza di competenze e il lavoro sottopagato, flessibile, non qualificato e spesso stagionale». È proposta la promozione di una cultura imprenditoriale tra i giovani», sostenendo a tale scopo lo sviluppo di strutture e reti europee e incoraggiando i giovani a optare per il lavoro autonomo e a ricorrere agli strumenti del microcredito e della micro finanza. È richiamata l’attenzione anche sull’esigenza di elaborare politiche intese a conciliare vita lavorativa con vita privata, e si considera necessario «garantire che i giovani dispongano di un reddito sufficiente che consenta loro di prendere decisioni in modo indipendente, compresa la decisione di creare una famiglia». http://www.europarl.europa.eu 16 settembre 2010 il Lavoro Pagina a cura di Angela Carlucci* - Sindacato Interprofessionale 21 Giovani e formazione Garantire lavoro e formazione nell’UE La commissione per l’Occupazione e gli Affari sociali del Parlamento europeo ha proposto di garantire il diritto al lavoro e alla formazione ai giovani europei, al fine di tutelare tutti i giovani disoccupati da oltre 6 mesi permettendo loro di accedere a un reddito dignitoso e a tirocini di buona qualità. Gli eurodeputati invitano inoltre gli Stati membri a garantire ai giovani un reddito dignitoso in modo che possano essere finanziariamente indipendenti. Secondo la commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento europeo, alcune legislazioni nazionali possono essere considerate addirittura «discriminatorie» nei confronti dei giovani. È quanto avviene ad esempio nel Regno Unito, dove il salario mini- L a crisi economica in atto, infatti, ha colpito soprattutto i giovani e la disoccupazione giovanile è aumentata più rapidamente del tasso medio: alla fine del 2009 oltre un quinto dei giovani con meno di 25 anni, cioè circa 5,5 milioni, era disoccupato nell’Ue, con punte però molto più elevate in alcuni Stati membri e in alcune regioni europee. Si tratta di una situazione altamente preoccupante per il futuro sociale ed economico dell’Ue, per questo la commissione europarlamentare propone che il Consiglio e la Commissione europei elaborino una forma di garanzia per la gioventù europea che assicuri a tutti i giovani dell’Ue il diritto al lavoro, un apprendistato, un’ulteriore formazione o un lavoro combinato con la formazione, quando la loro esclusione dal mercato del lavoro si prolunga per oltre sei mesi. mo è inferiore per i giovani; o in Francia, dove esistono limiti per i giovani in merito all’accesso al reddito di solidarietà attiva; o, ancora, in Danimarca, dove si rileva una riduzione delle prestazioni di disoccupazione per i giovani. La commissione dell’Europarlamento ha denunciato anche il problema della qualità dei tirocini, che devono essere parte integrante del sistema educativo e non invece sostituire posti di lavoro. Gli eurodeputati hanno quindi invitato la Commissione e il Consiglio a definire una «Carta europea di qualità» in materia di tirocini per garantire il loro valore educativo ed evitare lo sfruttamento dei giovani. Questa Carta dovrebbe stabilire i limiti di tempo per gli stage presso le aziende, prevedere indennità minime calcolate in base al costo della vita del luogo in cui il tirocinio si svolge e garantire delle prestazioni previdenziali ai giovani tirocinanti. Opportunità Buoni risultati dal programma Gioventù in azione Secondo un’indagine della Commissione Europea, il 95% dei giovani partecipanti a progetti sostenuti dal programma dell’Ue «Gioventù in azione» ha migliorato le proprie abilità linguistiche e il 66% ritiene che l’esperienza abbia anche aumentato le opportunità di trovare lavoro. L’indagine, condotta all’inizio del 2010 in tutti gli Stati membri tra 4550 giovani, operatori giovanili e organizzazioni giovanili partecipanti a progetti transnazionali, evidenzia come il finanziamento europeo di progetti per i giovani abbia un impatto positivo sui partecipanti. T ra i principali risultati emersi nel sondaggio effettuato sui giovani che hanno preso parte a progetti internazionali, ad esempio, il 95% ritiene di aver imparato a meglio comunicare con persone che parlano un’altra lingua; l’86% ritiene di aver imparato come realizzare qualcosa nell’interesse della collettività o della società; il 77% ha imparato come riconoscere le opportunità per il proprio futuro personale o professionale; il 92% afferma che questi progetti l’hanno reso più ricettivo al multiculturalismo in Europa; il 66% ritiene di avere migliori opportunità di lavoro grazie all’esperienza maturata in corso di progetto. Inoltre, dato particolarmente significativo, il 60% ha votato alle elezioni del Parlamento Europeo svoltesi nel 2009 rispetto a una media del 29% relativa a tutti i giovani europei. Per quanto riguarda gli operatori giovanili coinvolti in progetti internazionali, invece, il 95% ritiene che presterà maggiore attenzione ad includere una dimensione internazionale nel proprio operato, mentre l’88% ritiene di aver acquisito abilità e conoscenze che non avrebbe potuto maturare tramite progetti organizzati a livello nazionale. Tra le organizzazioni giovanili partecipanti ai progetti, poi, il 92% ha risposto affermativamente alla domanda se la partecipazione a un progetto abbia migliorato le abilità in materia di gestione di progetti, mentre il 94% ritiene che ciò sia servito a meglio apprezzare la diversità culturale. Infine, alla richiesta se essi abbiano partecipato a una nuova iniziativa internazionale europea dopo la conclusione del loro progetto o se intendono parteciparvi in futuro, l’83% dei giovani partecipanti, il 96% degli operatori giovanili e il 97% delle organizzazioni giovanili ha risposto positivamente. Va ricordato che, con un bilancio annuo complessivo di circa 140 milioni di euro, Gioventù in azione (2007-2013) sostiene annualmente oltre 7000 progetti che coinvolgono più di 130.000 partecipanti. http://ec.europa.eu/youth/index_en.htm Dr. Angela M. Carlucci Politiche sindacali internazionali Politiche sociali e migratorie 22 16 settembre 2010 il Lavoro Ospedale del giocattolo Quando sensibilità fa rima con solidarietà • ai collaboratori delle scuole e del magazzino comunale per la pazienza dimostrata nei momenti di organizzazione e gestione del trasporto; • all’agente di polizia di Sonvico, Claudio Buffalino, che è stato veramente il nostro «angelo protettore» durante le attività di carico e manovra del grosso camion; • ai collaboratori dell’ospedale del giocattolo che hanno concretamente operato nelle mansioni di carico del camion, soddisfatti alla fine - anche se bagnati come pulcini - dell’esperienza di solidarietà vissuta. ROBERTO RODRIQUEZ* L’ associazione Gruppo di Solidarietà-OCST ed in particolar modo l’Ospedale del giocattolo di via Vignola 5 a Lugano, intende esprimere il più vivo ringraziamento al Municipio di Sonvico che nel mese di luglio di quest’anno ci ha messo a disposizione del materiale scolastico non più utilizzato - banchi, sedie, scrivanie e lavagne per ca. 35 m3 di materiale - per essere consegnato lì dove se ne fosse intravista la necessità. Dopo alcune ricerche abbiamo individuato – attraverso l’Associazione ticinese «Aiuto Svizzero alla pace in Bosnia» e la sua presidente che opera costantemente a Sarajevo – la segnalazione delle scuole di Osmaci e Zvornik, situate a nord-est della BosniaErzegovina, che si sono espresse con grande soddisfazione alla notizia di poter offrire ad un paio di classi di bambini di iniziare l’anno scolastico con il necessario per le aule. Al materiale scolastico, l’ospedale del giocattolo ha provveduto ad aggiungere – con destinazione Sarajevo - 160 sacchetti natalizi, confezionati, decorati e riempiti di giochi, una carrozzina ed un elevatore per vasca da bagno *Ass. Gruppo di Solidarietà-OCST per disabili, diverso materiale di cucina per una casa che ospita portatori di handicap. Tutta la merce - benedetta da una cospicua pioggia - è stata caricata su un camion, martedì, 7 settembre u.s. ed è partita verso i luoghi di destinazione in Bosnia-Erzegovina. Doveroso è un grosso grazie: • al lodevole Municipio di Sonvico per la sensibilità e la stima nei confronti del nostro operato, con la consegna del materiale e, soprattutto, per aver provveduto alla totale copertura delle spese di trasporto; L’Ospedale del giocattolo Via Vignola 5 – 6900 Lugano Tel./Fax: 091 972 16 16 www.ospedaledelgiocattolo.ch [email protected] Orari d’apertura Lu-Ve: 8.00 -12.00 / 13.00 –17.00 Tagliando di partecipazione Concorso fotografico per il Calendario OCST 2011 «La pausa dal lavoro: un momento per stare insieme» D opo una anno di pausa, l’OCST torna a lanciare il concorso fotografico per il Calendario OCST. Quest’anno il tema prescelto è «La pausa dal lavoro: un momento per stare insieme» riservato ai lettori Regolamento del concorso I dipendenti dell’OCST ed i loro famigliari non sono ammessi al concorso. Per partecipare è sufficiente inviare un’immagine mai pubblicata inerente al tema insieme al tagliando a lato compilato. Le immagini ricevute non saranno restituite. Ciascun concorrente può partecipare con un massimo di tre immagini di cui è autore e titolare dei diritti. L’autore stesso si preoccuperà di chiedere l’autorizzazione dell’azienda in cui la foto è stata scattata. Ogni partecipante autorizza la pubblicazione, sia su internet, sia sui mezzi stampa. Le foto vanno inviate unitamente al tagliando a lato compilato entro venerdì 17 settembre 2010 alla redazione de «il Lavoro», via Balestra 19, 6900 Lugano o via e-mail a: [email protected], indicando i dati personali ed il titolo delle fotografie. del nostro giornale: la pausa pranzo o la pausa caffè sono un’occasione privilegiata per instaurare dei rapporti di amicizia con i colleghi... Le 12 foto più belle verranno pubblicate sul calendario OCST del 2011 e riceveranno un premio (1° premio: Fr. 300.-; 2° premio: Fr. 200.-; dal 3° al 12° premio: fr. 100.-). Partecipate numerosi! Concorso fotografico «La pausa dal lavoro: un momento per stare insieme» Cognome Nome Indirizzo Nap Telefono Località e-mail Partecipo al concorso con la/le foto intitolata/e La mia partecipazione al concorso è conforme al regolamento (a lato) Luogo e data Firma Compilare e inviare insieme alla fotografia a: Redazione «il Lavoro», Via Balestra 19, 6900 Lugano Giornale Aperto 16 settembre 2010 il Lavoro 23 Le Domande dei Lettori Disoccupazione per frontalieri o per rimpatriati? Egregi signori, ho lavorato in Svizzera dal 1999 al 31/05/2010 come autista presso una importante ditta di trasporti internazionali. Alla cessazione dell’attività ho presentato domanda di disoccupazione alla competente sede INPS. L’istituto mi ha liquidato la disoccupazione per rimpatriati, quindi con un calcolo meno favorevole rispetto alla prestazione prevista per i frontalieri. Ho letto che per potere essere considerato lavoratore frontaliero è necessario possedere un particolare tipo di permesso di lavoro. Vi allego gli ultimi permessi che mi sono stati rilasciati, potete dirmi se posso essere considerato frontaliero ed eventualmente quali altri documenti devo produrre per potere ottenere questo tipo di disoccupazione? Franco F., Uggiate Trevano Caro Franco, In effetti il permesso di lavoro che avevi è un permesso di dimora di breve durata (massimo 120 giorni all’anno), di conseguenza il riconoscimento del trattamento di disoccupazione come rimpatriato è purtroppo corretto. Molte aziende di trasporti internazionali, che hanno sede legale in cantoni in Svizzera interna utilizzano questa particolare forma di permesso lavorativo per i propri dipendenti. Nel caso dovessi ritornare a lavorare in Svizzera con un contratto a tempo indeterminato, devi verificare la possibilità di ottenere un permesso di lavoro come frontaliero (permesso G), le attuali disposizioni prevedono due alternative: con rientro giornaliero, oppure con rientro settimanale al proprio domicilio in Italia. Solamente la titolarità di questo particolare permesso di lavoro permette di accedere al trattamento speciale di disoccupazione per lavoratori frontalieri. Ricordo inoltre che i requisiti richiesti per ottenere la disoccupazione frontalieri (legge 147/1997) sono il licenziamento con motivazioni non imputabili al lavoratore (mancanza di lavoro, ristrutturazione, chiusura aziendale, eccetera) ed avere lavorato e versato contributi per almeno dodici mesi con permesso frontaliere nel corso degli ultimi due anni precedenti alla cessazione dell’attività lavorativa. Resto a tua disposizione per eventuali ed ul- teriori chiarimenti. Un cordiale saluto. Roberto Crugnola Patronato Inas Cisl Frontalierato Svizzera Sedi patronato INAS Cisl: Mendrisio: Presso OCST-Via G. Lanz 25 Tel. 091-6405111; Fax 091-6467452 E mail: [email protected] Chiasso: Presso OCST-Via Bossi 12/D (3° piano) Tel. 091-6825501 Lamone: Presso OCST- Via Cantonale, località Ostarietta, Tel. 091-9660063 Locarno: Presso OCST-Via della Posta, angolo via Lavizzari Tel. 091-7513052; Fax 091-7514928 E mail: [email protected] Bellinzona: Presso OCST- Via Magoria 4 Centro Cervia Tel. 091-8214151 Santa Maria Maggiore: (VB) Sala Mandamentale VITA NOSTRA Auguri • a don Emilio Conrad, già apprezzato assistente spirituale dell’associazione anziani, che lo scorso 4 settembre, ha brillantemente festeggiato gli 81 anni. • a Silva Cassina, socia Anziani sezione Mendrisio, già apprezzata segretaria di Giovanni De Giorgi, Fausto Leidi e Andrea Isolini, che il 12 settembre ha festeggiato gli 81 anni. Congratulazioni • all’associato Giovanni Lorenzetti di Banco, che ha raggiunto l’invidiabile traguardo del 60.esimo d’appartenenza al nostro sindacato. Felicitazioni • ai nostri associati Alessandro e Bettina Valenziano, per la nascita di Salvatore, con l’augurio di un futuro sereno e ricco di cose belle. Condoglianze • al marito Luigi, socio Anziani segr. Luganese, ai figli Pierluigi e Fulvia, ai nipoti e parenti tutti, per la scomparsa della loro cara congiunta Rosalinda Reguzzoni. Editore Organizzazione cristiano-sociale ticinese Redazione e amministrazione Responsabile: Benedetta Rigotti In redazione: Maurizia Conti tel. 0919211551 ; fax 0919242471 via Balestra 19, 6900 Lugano [email protected] • alla figlia Mariangela, alla sorella Irma, ai nipoti e parenti tutti, per la scomparsa del loro caro congiunto Mario Montorfano, socio Anziani sezione del Luganese. • al figlio Agostino, socio settore impiegati d’ufficio, alla figlia Delia, al fratello Marco, ai familiari e parenti tutti, per la scomparsa della loro cara congiunta Itala Ballabio-Parodi. • al figlio Massimo con la moglie Emanuela e i figli Giorgia e Riccardo, ai parenti tutti, per la scomparsa del loro caro Bruno Masinari di Pregassona, fedele socio Anziani, segretariato del Luganese. • ai figli Arturo, già segretario regionale OCST, con Nives, Mariangela, Antonio con Cynthia e Silvana con Raimondo, ai parenti tutti, le più sentite condoglianze dal segretariato del Sopraceneri e GenerazionePiù, per la dipartita della loro cara congiunta Lina Trezzini. • a Wesley Bordoli, socio sezione Giardinieri, segretariato Locarno, per la morte del nonno Genesio Bordoli. • a Daniela Pallua e famigliari, socia sezione Alberghi, segretariato Locarno, per la morte Stampa Centro Stampa Ticino SA Via Industria, 6933 Muzzano Pubblicità Publilavoro Sagl Via Balestra 19, 6900 Lugano, tel 0919211551 [email protected] Tiratura confermata REMP 40'672 copie del caro fratello Quintino Pallua. • a Vito Gobbi, socio segretariato Sopraceneri Locarno, per la morte del papà Cesare Annito Gobbi. • al fratello, alla cognata, ai nipoti, in particolare a Eleonora Bonardi, per la perdita della cara zia Anna Bonardi. I colleghi della Cassa Disoccupazione di Massagno le sono vicini in questo triste momento. Via Balestra 19, 6900 Lugano Consiglio esecutivo - Presidente: Bruno Ongaro - Presidente onorario: Romano Rossi - Vicepresidente: Flavio Ugazzi - Membri: Carla Albertoli, Luigi Mattia Bernasconi, Fausto Leidi, Gianfranco Poli, Roberto Poretti, Enrico Pusterla, Meinrado Robbiani Segretario cantonale e copresidente Meinrado Robbiani Segretario amministrativo Fausto Leidi Vicesegretari cantonali Nando Ceruso, Renato Ricciardi Segretari regionali Lugano Dario Tettamanti Mendrisio Alessandro Mecatti Sopraceneri Paolo Locatelli Tre Valli Giancarlo Nicoli